ARCHIVIO ONLINE di Marco BAVA , raccolta deleghe per le assemblee degli azionisti e costituzione di parte civile gratuita degli azionisti nei procedimenti penali per un Nuovo Modello di Sviluppo

 

Sommario (Frame)
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO (EX CIVILTA' COSTITUZIONALE)
COMMENTI VISITATORI
ECOLOGIA-AMBIENTE-ALIMENTAZIONE
ECONOMIA
DIRITTO-GIUSTIZIA
TOPINO-NOVARA
EDOARDO AGNELLI
Marco BAVA
RELIGIONE-VATICANO
ARCHIVIO STORICO PAGINE PRINCIPALI  E LINK
VIDEO-ASSEMBLEE-LEZIONI-CONVEGNI
TORINO
REGIONE PIEMONTE
PIANI INDUSTRIALI DI Mb
TECNOLOGIA
STEFANO MONTANARI
PROPOSTE AL GOVERNO E PETIZIONI AL PARLAMENTO EU
REPORT-RAI-TV
ESPOSTI FATTI DA MARCO BAVA
BEPPE SCIENZA
RACCOLTA DELEGHE ED ASSEMBLEE AZIONISTI
INTERVENTI MARCO BAVA ASSEMBLEE AZIONISTI
COSTITUZIONI DI PARTE CIVILE DI MARCO BAVA
NORMATIVE
CROWDFUNDING
HORIZON 2020

 

 

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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondato da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE ! Dopo per ragioni di spazio il sito e' diventato www.marcobava.it

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12; 29.03.13;

 

 

Archivio personale online di Marco BAVA

OPINIONI ai sensi art.21 Costituzione

 per un nuovo modello di sviluppo

 

UDIENZE PUBBLICHE 

IN CORSO

1) PROCESSO IPI-COPPOLA: IL 23.06.11 TRIBUNALE TORINO 1^SEZ.PENALE HA SANCITO LA SUA INCOMPETENZA TERRITORIALE SPOSTANDO LA COMPETENZA SU MILANO  IN CUI SI CELEBRERA' IL PROCESSO QUANDO SARA' RESO NOTO.

IPI 25.02.13

Ipi: verso la dichiarazione di prescrizione aggiotaggio Coppola
Borsa Italiana
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 feb - Si avvia a una dichiarazione di prescrizione il processo al tribunale di Milano a carico di Danilo Coppola e ...

2)il 28.03.14  CONTINUA a ROMA il processo Coppola-SEGRE+ALTRI MI SONO COSTITUITO parte civile come azionista di minoranza BIM.

4) Processo MPS 1e 2 SIENA MI .

5) Processo Premafin MI

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

Sopravvaluta sempre il tuo avversario , per poterlo vincere.Mb  15.05.13

Torino 08.04.13

 

Il mio paese l'Italia non crede nella mia teoria economica del valore che definisce

1) ogni prodotto come composto da energia e lavoro:

Il costo dell'energia può tendere a 0 attraverso il fotovoltaico sui tetti. Per dare avvio la volano economico del fotovoltaico basta detassare per almeno 20 anni l'investimento, la produzione ed il consumo di energia fotovoltaica sui tetti.

2) liberalizzazione dei taxi collettivi al costo di 1 euro per corsa in modo tale da dare un lavoro a tutti quelli che hanno un 'auto da mantenere e non lo possono piu fare per mancanza di un lavoro; ed inoltre dare un servizio a tutti i cittadini.

3) tre sono gli obiettivi principali della politica : istruzione, sanita', cultura.

4) per la sanità occorre un centro acquisti nazionale  ed abolizione giorni pre-ricovero.

vedi PRESA DIRETTA 24.03.13

chi e' interessato mi scriva .

Suo. MARCO BAVA

 

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

TEMI STORICI :

 

MESSA IN COMMEMORAZIONE DELLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI il 18.11.17 ORE 18 CHIESA S.MARIA GORETTI TORINO V.PCOSSA ANG V.ACTIS

 

Edoardo, l’Agnelli cancellato dall’album di famiglia

 

Una messa di suffragio a Ginevra e una commemorazione islamica a Teheran. A sedici anni dalla sua tragica morte, sul figlio dell'Avvocato prosegue la damnatio memoriae. Cosa non nuova nella secolare storia della schiatta - di GIGI MONCALVO

Sedici anni fa, il 15 novembre, moriva Edoardo Agnelli, il figlio primogenito di Gianni e Marella. Aveva 46 anni. Il suo corpo venne trovato riverso sulle pietre accanto al torrente Stura ai piedi di un pilone dell’autostrada Torino-Savona, nei pressi di Fossano. Quel viadotto portava il nome di un indimenticato generale dei Carabinieri, Franco Romano, precipitato nell’elicottero su cui viaggiava nel dicembre 1998. Il generale, che ha lasciato una moglie e un figlio che vivono a Torino, tra l’altro era amico di Edoardo.

Questo sedicesimo anniversario avrà la caratteristica crudele e tremenda delle altre analoghe ricorrenze: l’oblìo. Edoardo è stato letteralmente cancellato dalla famiglia, o da quel poco che resta degli Agnelli (coloro che portano questo cognome per nascita oggi sono solo otto, di cui appena tre del ramo-Gianni e cinque del ramo-Umberto, in attesa che Andrea e Deniz Akalin incrementino il numero). Per ricordare Edoardo, come negli anni scorsi, non ci sarà nulla, o ben poco. Non troverete sulla Stampa, o sul Corriere della Sera o su Repubblica (di cui John Elkannè da poco diventato il secondo  azionista dopo Carlo De Benedetti) nemmeno poche righe di necrologio. Eppure Jacky non dovrebbe sborsare nemmeno un cent essendo il proprietario…

Nelle pagine di cronaca cittadina non ci sarà nemmeno una breve che annuncia una messa di suffragio. Anche perché tale cerimonia, nemmeno in privato, ci sarà, almeno in Italia. La madre di Edoardo, donna Marella, ha letteralmente cancellato dalla sua mente questa ricorrenza e probabilmente ha tentato di farlo anche con molti ricordi per lei sgradevoli. L’unica funzione di suffragio di cui si è avuta notizia si svolgerà, col rito greco-ortodosso, ad Allaman, sulle sponde del lago di Ginevra, nella piccola cappella privata che allinea alcune icone dipinte da Margherita de Pahlen, la sorella di Edoardo. Lei, il marito Sergee i cinque figli manderanno il consueto mazzo di rose rosse al cimitero di Villar Perosadove c’è la tomba di Edoardo.  Lapo? Lasciamo perdere. L’anno scorso, proprio in questo anniversario, inondò i social media di repliche alle osservazioni ironiche di Diego Della Valle sul fatto che gli Elkann erano più portati alle discoteche che al lavoro… Per zio Edoardo non sprecò nemmeno un tweet. Perfino la Juventus, allineata e prona ai voleri dell’azionista di maggioranza (ma Andrea perché non si fa valere?), ha dato una “coltellata” alla memoria: da anni sul sito ufficiale del club non c’è un ricordo di Edoardo che pure era stato consigliere di amministrazione, sedeva spesso in panchina con Trapattoni e litigò di brutto con Giampiero “Marisa” Boniperti chiedendo che la Coppa sporca di sangue vinta a Bruxelles venisse restituita e la partita col Liverpool rigiocata. Ma il sito del club non è nuovo a cadute di stile: non c’è mai nemmeno una riga nell’anniversario della morte dell’avvocato Vittorio Chiusano, il vero e unico “avvocato dell’Avvocato” che fu presidente della Juve per molti anni.

La ex-famiglia Agnelli non solo dimentica ma cancella letteralmente le figure “scomode” o considerate tali. È accaduto perfino con Virginia Bourbon del Monte, la mamma di Gianni e dei suoi sei fratelli e sorelle (Clara, Susanna, Cristiana, Maria Sole, Giorgio e Umberto), considerata “colpevole” di aver amato Curzio Malaparte, di essere morta in circostanze non commendevoli, ma soprattutto di aver frequentato il Generale Karl Wollf che fu, dal febbraio all'ottobre del 1944, il Governatore Militare e il Comandante supremo delle SS e della Polizia nel nord d’Italia. Fu proprio in virtù di questi rapporti tessuti con pazienza da Virginia Agnelli con il mondo cattolico che il generale Wollf, il 10 maggio 1944, ebbe un incontro segreto in Vaticano con Papa Pio XII, organizzato da Virginia con i buoni uffici, almeno sul fronte tedesco, del colonnello Eugene Dollmann, comandante della piazza di Roma e abituale frequentatore di casa Agnelli al Bosco Parrasio. Lo scopo di Virginia venne raggiunto:  evitare spargimenti di sangue al momento del ritiro delle truppe tedesche incalzate dagli alleati ormai sbarcati fin da gennaio ad Anzio. E, soprattutto, la revoca dell’ordine di distruggere le grandi bellezze della capitale dopo la resa. A Karl Wolff e al generale Wilhelm Burgdorf il Führer aveva affidato l’Operazione Rabat, ovvero di rapire il Papa. E Wollf, nel corso di quell’incontro, informò di persona ilPapa. Chissà perché gli Agnelli hanno sempre voluto “nascondere” le loro collusioni col fascismo (quando Gianni da soldato ebbe il primo incidente d’auto alla gamba vicino alla Linea Gotica viaggiava su un’auto del comando nazista guidata da un soldato tedesco…), pur avendo la coscienza sporca, non hanno mai perdonato a Virginia le sue “collusioni”, anche se a fin di bene, coi nazisti a Roma. Infatti, quell’episodio salvò molte vite umane e soprattutto impedì la distruzione dei monumenti più importanti della Città Eterna. Un comportamento un po’ strano, soprattutto quello del capostipite Senatore Giovanni Agnelli di cui è possibile vedere ancor oggi le immagini su youtubementre in camicia nera rende omaggio al Duce in visita agli stabilimenti della Fiat a Torino. Il nonno di Gianni era solito ripetere, a chi gli chiedeva se fosse fascista o antifascista: “Sono sia l’una che l’altra cosa. A Torino sono anti-fascista perché ci sono gli operai, i sindacati e il partito comunista. A Roma invece sono fascista perché c’è il Duce e ci sono i ministri che mi devono firmare le commesse per la guerra”.

Virginia Agnelli non è stata mai sufficientemente ricordata e onorata, edifici o scuole che le sono intitolate portano il nome di suo marito Edoardo insieme al suo. Non c’è una via che la ricordi, a parte una stradina periferica di Roma, lo stesso Gianni non partecipò ai funerali della madre. La versione ufficiale dice che era in Scandinavia per stipulare accordi commerciali, in realtà era stato il nonno a farlo partire e non perché temesse che il processo di epurazione in corso contro lui e Vittorio Vallettapotesse coinvolgere anche il nipote prediletto. Il testamento “segreto” del Senatore, scritto alcuni anni prima della morte e reso noto dopo la sua scomparsa, dimostrò quanto egli detestasse l’affascinante e indomabile nuora al punto da lasciarle poche briciole (con la clausola che venissero versate dai figli…) e nemmeno un tetto sotto il quale abitare. Per fortuna, Virginia era già morta da poco più di un mese e le fu risparmiata quest’ultima umiliazione. È stato cancellato anche Giorgio, il secondo figlio maschio di Virginia, il fratello numero sei –nato il 12 maggio 1929 –, morto a Rolle in Svizzera nel 1965 alla vigilia del suo trentaseiesimo compleanno. Era stato ricoverato in un ospedale psichiatrico dopo che Gianni e Susanna firmarono una richiesta di internamento e chiamarono i carabinieri per farlo portare via. 

Tornando a Edoardo Agnelli l’aspetto più paradossale di questo sedicesimo anniversario è che il defunto è stato commemorato solo a Teheran. Lo annuncia la giornalista iraniana Amani Raziesu ParsToday. Nel sito è raffigurato un manifesto commemorativo in cui una grande forbice taglia in due una foto con la figura di Edoardo. Dunque i tentativi di speculazione sulla sua presunta e mai provata conversione alla religione islamica continuano.

Ad alimentare tutto questo, e soprattutto la inopinata cancellazione del proprio parente, è proprio e anche il silenzio del nipote di Edoardo, John Elkann. Il quale dimostra davvero di non avere cuore per il suo sfortunato zio. E pensare che la sua ascesa “al trono” è stata favorita, non solo da Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, ma proprio grazie alla scomparsa di Edoardo e dal tipo di “ostacolo” che egli rappresentava in quanto figlio ed erede legittimo. Nella sua ultima famosa intervista a Paolo Griseri del Manifesto (15 gennaio 1998, due anni e dieci mesi prima della morte), Edoardo confermava per l’ennesima volta che, in caso di morte del padre, avrebbe fatto valere quanto previsto dalle leggi successorie italiane. Quindi, indipendentemente da ciò che c’era scritto nel testamento, avrebbe fatto valere la sua “legittima” e cioè sarebbe divenuto proprietario delle azioni della “Dicembre” e dell’“Accomandita Giovanni Agnelli” e non del corrispettivo in denaro come aveva previsto il padre, su suggerimento dei due “grandi vecchi”. Che Edoardo avesse un pacchetto di azioni delle due casseforti rappresentava un “pericolo” da evitare ad ogni costo. Si pensi che cosa sarebbe accaduto della “Dicembre” e della governance del Gruppo se Edoardo fosse stato ancora in vita dopo la morte di Gianni Agnelli. Le sue azioni ereditate e sommate a quelle della sorella avrebbero potuto determinare e condizionare certi incredibili atteggiamenti che donna Marella ha avuto in sede di successione privilegiando uno solo degli otto nipoti e dando una autentica pugnalata alla schiena alla figlia. Edoardo in vita e Margherita avrebbero potuto far cambiare idea alla madre e impedirle di consegnare il gruppo a un giovane, imberbe e inesperto nipote, a scapito anche dell’altra co-erede e degli altri sette nipoti?

John sembra aver dimenticato queste cose, e in questo periodo è occupato soltanto a far credere una cosa insostenibile e smentita da ogni documento: e cioè che egli abbia ceduto a Lapo e Ginevra una parte delle azioni della “Dicembre”. Non è vero, non può e non potrà mai farlo. Solo in caso di sua morte lo statuto prevede che i suoi figli possano diventare soci ereditando le quote del padre. E Lavinia? Anche lei potrà, ma solo a una condizione: che Gabetti, Grande Stevens padre e figlia, e Cesare Ferrero, siano d’accordo e votino a suo favore. John è uno che quando vuole dimentica, ma molto più spesso ricorda fin troppo bene. Non ha mai dimenticato quel che disse il povero Edoardo al Manifesto. Pochi giorni prima, nel dicembre 1997, c’erano stati i funerali di Giovannino, il figlio di Umberto, e il giovane John era stato imposto dal nonno Giovanni nel cda della Fiat, nonostante avesse solo 22 anni e nemmeno la laurea, tra il mormorio e le proteste degli altri soci. Edoardo non nascose nulla di se stesso quando disse, ad esempio, con ironia:  “Francesco d’Assisi era uno che soffrì molto perché era considerato un matto e venne esautorato anche dall’amministratore del suo ordine”. Edoardo aggiunse: “Allo stato attuale ho scelto di lavorare all’interno della famiglia, con il mio nome e cognome. Non ho cambiato paese e abito (…)”. 

Edoardo, in quella sua ultima intervista, dà una risposta netta sul suo, e di suo padre, “nipotino” Jacky: “Considero quella scelta uno sbaglio e una caduta di stile, decisa da una parte della mia famiglia, nonostante e contro le perplessità di mio padre, che infatti all’inizio non voleva dare il suo assenso. Non si nomina un ragazzo pochi giorni dopo la morte di Giovanni Alberto, per riempire un posto. Se quel posto fosse rimasto vacante per qualche mese, almeno il tempo del lutto, non sarebbe successo niente. Invece si è preferito farsi prendere dalla smania con un gesto che io considero offensivo anche per la memoria di mio cugino”. Edoardo, e questo è un passaggio fondamentale, afferma che suo padre nutriva perplessità per quella scelta su Jaky. Sostiene che l’Avvocato “in un primo tempo non voleva dare il suo assenso”. Forse era davvero questa la realtà. 

Il giornalista del Manifesto pone una domanda inevitabile dopo quel giudizio molto duro pronunciato da Edoardo a proposito di Jaky: “Formulato da lei potrebbe far pensare a una volontà di rivincita per non essere stato chiamato a ricoprire quell’incarico”. Ma Edoardo rincara la dose: “Ripeto che non ho alcuna intenzione di candidarmi. Ma, se fosse dipeso da me, non avrei operato quella sostituzione in tempi così stretti, né avrei fatto quella scelta. Una scelta negativa per la Fiat e per lo stesso ragazzo, un ragazzo in gamba che rischia di venire sacrificato in un gioco più grande di lui. Io ho grande rispetto per la Fiat e per i suoi manager, che sono molto bravi. Ma come si giustifica, di fronte a un’assemblea di azionisti, la presenza in consiglio di un ragazzo di 22 anni? Quali consigli può dare sulle strategie aziendali?”.

Griseri fa osservare che l’Avvocato si è già trovato a fronteggiare questo problema, nessuno dimentica come rumoreggiava la sala il giorno in cui venne annunciata la cooptazione di Jaky. Il nonno, allora, aveva risposto in prima persona, infastidito, prendendo il microfono, interrompendo i lavori e ricordando agli scettici e ai perplessi che egli stesso aveva ricoperto quell’incarico proprio a ventidue anni. “Ma erano altri tempi – replica Edoardo – e c’era un altro spirito, lo spirito di mio bisnonno, il fondatore della Fiat. Oggi invece una parte della mia famiglia si è fatta prendere da una logica barocca e decadente. Senza offesa per nessuno, siamo vicini al gesto di Caligola che nominò senatore il suo cavallo. La Fiat è un’azienda seria, non un club per ventenni. E poi quella designazione fa male al ragazzo. Se lei – chiede Edoardo - avesse un  figlio di vent’anni lo metterebbe in una situazione del genere? Un posto in consiglio di amministrazione deve essere il coronamento di una vita in azienda, non può essere dato così”.

Per saperne di più leggere Agnelli Segreti e I Lupi e gli Agnelli di Gigi Moncalvo, reperibili su www.gigimoncalvo.it o gigimoncalvo@gmail.com

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

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 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

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TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

LA DICEMBRE società semplice e' il timone di comando del gruppo Elkan.

Come scrive Moncalvo nel suo libro AGNELLI SEGRETI da pag.313 in poi, attraverso la Dicembre Grande Stevens controlla di fatto Jaky e la figlia di Grande Stevens Cristina ne prenderà il controllo quando Jaky morirà mentre ai suoi figli verrebbe liquidata solo la quota patrimoniale nominale.

La proposta di società ad Edoardo nel 1984-86 non si sa come sia cambiata statutariamente in quanto il documento del mio link

http://www.marcobava.it/DICEMBRE/DICEMBRE%201984.pdf

e' l' unico che sia stato dato ad Edoardo sino al 2000 quando fu ucciso proprio perche' non voleva ne' accettare l' esclusione dalla Dicembre ne' di condividerla con Grande Stevens padre e figlia , Gabetti, e Ferrero perché estranei, ne' di darne il controllo a Jaky perché inadatto , come aveva dichiarato al Manifesto con Griseri nel 1998.

Tutto ciò l' ho detto già anni fa alla giornalista Borromeo cognata di JAKY al fine che ne parlasse con la sorella, o non ha capito, o ha creduto alle bugie che le hanno detto per tranqullizzarla.

Io credo che sia nell 'interesse di tutti che vengano chiariti al più` presto sia il contenuto dello statuto della dicembre e le conseguenze che ne derivano.

 

 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

  1. Edoardo Agnelli , martire dell' Islam - p. 1 - YouTube

    www.youtube.com/watch?v=bs3bTPhHRUw
    21/feb/2010 - Caricato da IslamShiaItalia

    Video della televisione iraniana sulla tragica fine di Edoardo Agnelli - I° parte. http://www.islamshia.org ...

  1. Edoardo Agnelli: documentario sulla sua vita prodotto da I.R.I.B. ...

    www.youtube.com/watch?v=SE83XD2ykFo
    20/nov/2011 - Caricato da Maggini-Malenkov

    Iran/ Italia; si celebra l'anniversario del martirio di Edoardo Agnelli Teheran - Oggi 16 ... You need Adobe Flash Player to watch this video.

 

http://www.youtube.com/watch?v=aASbXZKsSzE

 

 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRI SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

Thanks again,

Jennifer

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

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TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 15.11.15 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 

 

 

DINASTIA DELLE QUATTRORUOTE

A “Dicembre” i segreti degli Agnelli

Scritto da Gigi Moncalvo


Pubblicato Giovedì 11 Ottobre 2012, ore 7,50

È in cima alla catena di comando che controlla Fiat, ma per 17 anni è stata “fuorilegge”. E non è l’unica stranezza. Viaggio in tre puntate di Gigi Moncalvo nel sancta sanctorum della Famiglia

E pensare che parlano, ogni due per tre, di trasparenza, limpidezza, casa di vetro, etica, valori morali. In quale categoria può essere catalogato ciò che stiamo per raccontare, e che solo su queste pagine web potete leggere? E’ una storia che riguarda la “cassaforte di famiglia”, cioè la “Dicembre società semplice”, che detiene – tanto per fare un esempio - il 33%, dell’“Accomandita Giovanni Agnelli & C. Sapaz”, cioè controlla quella gallina dalle uova d’oro che quest’anno ha consentito agli “eredi” - senza distinzioni tra bravi e sfaccendati – di spartirsi 24,1 milioni di euro (rispetto ai 18 milioni del 2011) su un utile di 52,4. “Dicembre” di fatto è la scatola di controllo dell'impero di famiglia, ed è dunque – proprio attraverso l’Accomandita - l'azionista di riferimento di Exor, la superholding del gruppo Fiat-Chrysler.

 

Non ci crederete ma la “Dicembre”, nonostante questo pedigree, fino al luglio scorso non risultava nemmeno nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino, nonostante la legge ne imponesse l’iscrizione. La “Dicembre” è una delle società più importanti del paese, dato che, controllando dall’alto la piramide dell’intero Gruppo Fiat, ha ricevuto dallo Stato centinaia di miliardi di euro di fondi pubblici. Ebbene per i registri ufficiali dell’ente presieduto da Alessandro Barberis, un uomo-Fiat, non... esisteva. Quindi lo Stato erogava miliardi a una società la cui “madre” non risultava nemmeno dai registri e che ha violato per anni la legge.

 

“Dicembre” è stata costituita il 15 dicembre 1984 con sede in via del Carmine 2 a Torino (presso la Fiduciaria FIDAM di Franzo Grande Stevens), un capitale di 99,9 milioni di lire e cinque soci: Giovanni Agnelli (col 99,9% di quote), sua moglie Marella Agnelli (10 azioni per un totale di 10 mila lire) e infine Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti e Cesare Romiti, con una azione ciascuno da mille lire. Come si vede fin dall’inizio Gianni Agnelli considerava la “Dicembre” appannaggio del proprio ramo famigliare. Poco più di quattro anni dopo, il 13 giugno 1989, c’è un primo colpo di scena: escono Umberto e Romiti e vengono sostituiti da Franzo Grande Stevens e da sua figlia Cristina. Gianni Agnelli “dimentica” di avere due figli, Edoardo e Margherita, e privilegia invece Stevens e la sua figliola, a scapito perfino di suo fratello Umberto Agnelli. Se si prova – come ho fatto io - a chiedere al notaio Ettore Morone notizie e copie di questo “strano” atto, risponde che “non li ha conservati e li ha consegnati al cliente”. Non vi fornisce nemmeno il numero di repertorio. Forse a rogare sarà stata sua sorella Giuseppina?

 

La “Dicembre” torna a lasciare tracce qualche anno più tardi, il 10 aprile 1996: c’è un aumento di capitale (da 99,9 milioni a 20 miliardi di lire), entrano tre nuovi soci (Margherita Agnelli, John Elkann, e il commercialista Cesare Ferrero), le quote azionarie maggiori risultano suddivise tra Gianni Agnelli, Marella, Margherita e John (di professione “studente” è scritto nell’atto) col 25% ciascuno, con l’Avvocato che ha l’usufrutto sulle azioni di moglie, figlia e nipote. Tutti gli altri restano con la loro singola azione che conferisce un potere enorme. Siamo nel 1996, come s’è visto, e nel frattempo è entrata in vigore una legge (il D.P.R. 581 del 1995) che impone l’iscrizione di tutte le società nel registro delle imprese. A Torino se ne fregano. Anche se la “Dicembre” ha un codice fiscale (96624490015) è come se non esistesse… Gabetti, Grande Stevens e Ferrero, così attenti alla legge e alle forme, dimenticano di compiere questo semplicissimo atto. Né si può pretendere che fossero l’Avvocato o sua moglie o sua figlia o il suo nipote ventenne, a occuparsi di simili incombenze.

 

La Camera di Commercio si “accorge” di questa illegalità solo quattordici anni dopo, il 23 novembre 2009. La Responsabile dell’Anagrafe delle Imprese, Maria Loreta Raso, allora scrive agli amministratori della “Dicembre” e li invita a mettersi in regola. Non ottiene nessun riscontro. Ma la signora, anziché rivolgersi al Tribunale e chiedere l’iscrizione d’ufficio, non fa nulla. Fino a che nei mesi scorsi un giornalista, cioè il sottoscritto, alle prese con una ricerca di dati per un suo imminente libro (Agnelli segreti, Vallecchi Editore) cerca di fare luce su questa misteriosa “Dicembre” e si accorge dell’irregolarità. Si rivolge alla Camera di Commercio, la dirigente in questione fa finta di non sapere ciò che sa dal 2009 e comincia a chiedere documenti e dati che già ben conosce. Il giornalista fornisce copia dell’atto di aumento di capitale del 1996 e indica il numero di codice fiscale, ma la Camera di Commercio pone ostacoli a ripetizione: vogliono l’atto costitutivo, quello inviato è una fotocopia, ci vuole quello autenticato dal notaio Morone. Passano i mesi, vengono fornite tutte le informazioni, il giornalista comincia a diventare fastidioso. La signora Raso non può più fare a meno di rivolgersi, con tre anni di ritardo, al Tribunale. Il giornalista va, fa protocollare le domande, sollecita e scrive. E finalmente il 25 giugno di quest’anno la dottoressa Anna Castellino, giudice delle Imprese del Tribunale di Torino, ordina l’iscrizione d’ufficio della “Dicembre”, in quanto socia della “Giovanni Agnelli & C. Sapaz”. L’ordinanza del giudice viene depositata due giorni dopo. La Camera di Commercio ottemperato all’ordinanza del Giudice in data 19 luglio 2012. Possibile che ci voglia un giornalista per far mettere in regola la più importante società italiana “fuorilegge” da ben 17 anni e che oggi ha come soci di maggioranza John Elkann e  sua nonna Marella, con il solito quartetto Gabetti-Ferrero-Grande Stevens padre e figlia? Ma perché tanta segretezza su questa società-cassaforte? E’ il tema della nostra prossima puntata.    

 

 

RETROSCENA DI CASA REALE

Quei lupi a guardia degli Agnelli

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Venerdì 12 Ottobre 2012, ore 8,32

Chi ha in mano le chiavi della cassaforte di “Dicembre”, società semplice con la quale si comanda la Fiat-Chrysler? Nell’ombra si stagliano le figure di Gabetti e Grande Stevens. Seconda puntata

GRANDI VECCHI Grande Stevens e Gabetti

Dunque, la “Dicembre” dal 19 luglio è finalmente iscritta al registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino – dopo che in via Carlo Alberto hanno dormito per 14-16 anni. Ma una domanda è d’obbligo: perché tanta segretezza? Chi sono coloro che vogliono restare nell’ombra al punto che nel novembre 2009 non avevano nemmeno risposto a una richiesta di regolarizzazione., ai sensi di legge, se n’erano sonoramente “sbattuti” ed erano talmente sicuri di sé e potenti al punto che la Camera di Commercio, al cui vertice siede un loro uomo, non fece nulla dopo che la propria richiesta era stata snobbata e ignorata? Prima di arrivarci, precisiamo che la sanzione che poteva essere loro comminata per l’irregolarità, era del tutto simbolica e irrisoria: appena 516 euro.

La domanda diventa dunque questa: che cosa c’era e c’è di così segreto da nascondere – è l’unica spiegazione possibile – al punto da indurre i soci della “Dicembre”, che riteniamo essere sicuramente in possesso di 516 euro per pagare la sanzione, a evitare di rendere pubblici gli atti della società, come prescrive la legge?

 

Qui viene il bello. Questi signori, infatti, così come se ne sono “sbattuti” allora, ugualmente se ne “sbattono” oggi. E, fino ad ora, stanno godendo - ma speriamo di sbagliarci - ancora una volta della tacita “complicità” della Camera di Commercio. Infatti, l’iscrizione che noi siamo riusciti ad ottenere si basa solo su un documento: l’atto costitutivo del 15 dicembre 1984. Da esso risultano cinque soci: Giovanni Agnelli (che nell’atto viene definito “industriale”), sua moglie Marella Caracciolo (professione indicata: “designer”), Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti, Cesare Romiti. La società in quel 1984 aveva sede a Torino in via del Carmine 2, presso la FIDAM, una fiduciaria che fa capo all’avv. Franzo Grande Stevens, il cui studio ha lo stesso indirizzo. Il capitale sociale ammontava a 99 milioni e 980 mila lire ed era così suddiviso: Giovanni Agnelli aveva la maggioranza assoluta con un pacco di azioni pari a 99,967 milioni di lire, la consorte possedeva 10 azioni per un totale di diecimila lire, gli altri tre soci avevano una sola azione da mille lire ciascuna. Una curiosità: donna Marella a proposito di quella misera somma di diecimila lire dichiarò in quell’atto che “è di provenienza estera ed è pervenuta nel rispetto delle norme valutarie” arrivando in Italia il giorno prima tramite Banca Commerciale Italiana.

 

 

Questo, dunque, è l’unico documento che al momento da pochi mesi compare nel Registro delle Imprese. Possibile che la Camera di Commercio – presieduta dall’ex dirigente Fiat, Alessandro Barberis - non si sia ancora accorta che quell’atto, essendo vecchio di ben ventotto anni, è stato superato da alcuni eventi non secondari e che lo rendono, così come l’iscrizione, inattuale e anacronistico? Ad esempio, nel frattempo c’è stata l’introduzione dell’euro e la morte di due dei cinque soci (Gianni e Umberto Agnelli, deceduti rispettivamente nel gennaio 2003 e nel maggio 2004)? Possibile che Barberis e i suoi funzionari non si siano accorti di questo, così come del fatto che Romiti ha lasciato il Gruppo da quasi vent’anni, e non chiedano agli amministratori della “Dicembre” un aggiornamento, ordinando l’invio dei relativi atti? Tanto più - e qui vogliamo dare un aiuto disinteressato alla ricerca della verità onde evitare inutili fatiche altrui - che qualche “mutamento”, e non di poco conto, in questi anni è avvenuto nella “Dicembre” e l’ha trasformata da cassaforte del ramo-Gianni Agnelli a qualcosa di ben diverso e non più controllabile dalla Famiglia “vera” dell’Avvocato. Vediamo alcuni passaggi, dato che ciò aiuterà a capire quali sono, forse, i motivi all’origine di tanta ancor oggi inspiegabile segretezza.

 

Appena quattro anni dopo la costituzione, e cioè il 13 giugno 1989 (repertorio notaio Morone n. 53820), escono dalla società due grossi calibri come Umberto Agnelli e Cesare Romiti. Al loro posto entrano l’avv. Grande Stevens e, colpo di scena, sua figlia Cristina, 29 anni. Non è un po’ strano che vengano “fatti fuori” nientemeno che Romiti, che in quel periodo contava parecchio, e nientemeno che il fratello dell’Avvocato, e vengano sostituiti non tanto da un nome “di peso” come quello di Grande Stevens, ma addirittura anche dalla giovane rampolla di quest’ultimo, addirittura a scapito dei due figli di Gianni, e cioè Edoardo e Margherita?

Alla luce anche di questo, non ritiene la Camera di Commercio che sia bene cominciare a farsi consegnare dalla società da pochi mesi registrata d’imperio da un giudice, anche tutti gli atti relativi al periodo tra il 1984 e il 1989 che portarono a quel misterioso “tourbillon” che vede Gianni togliere di mezzo il fratello e il potente amministratore delegato Fiat, e tagliar fuori anche i propri figli per far entrare invece un avvocato e sua figlia, mettendoli a fianco del già sempiterno Gabetti?

 

 

Andiamo avanti. Della “Dicembre” non ci sono tracce - a parte un misterioso episodio avvenuto tra la Svizzera e il Liechtenstein -, fino al 10 aprile 1996. Quel giorno, sempre nello studio notarile Morone, avvengono quattro fatti importantissimi: l’ingresso di tre nuovi soci, l’aumento di capitale, il trasferimento della sede (dal numero 2 al numero 10 sempre di via del Carmine, questa volta presso “Simon Fiduciaria”, sempre di Grande Stevens), ma soprattutto la modifica dei patti sociali. Accanto a Gianni Agnelli e a sua moglie, a Gabetti, a Grande Stevens e figlia, entrano nella “Dicembre”: Margherita Agnelli (figlia di Gianni), John Philip Elkann (nipote di Gianni e figlio di Margherita, professione indicata: “studente”), e il commercialista torinese Cesare Ferrero. Il capitale viene aumentato di venti miliardi di lire, che vanno ad aggiungersi a quegli iniziali 99,980 milioni di lire. Gianni Agnelli mantiene il controllo col 25% di azioni proprie, e con l’usufrutto a vita di un altro 74,96% riguardante le azioni intestate a moglie, figlia e nipote. Ancora una volta è platealmente escluso Edoardo, il figlio di Gianni. Gli viene preferito il cuginetto che ha da poco compiuto vent’anni. Gli altri quattro azionisti hanno un’azione da mille lire ciascuno. Ma assumono (e si auto-assegnano col misterioso e autolesionistico assenso dell’Avvocato) una serie di poteri enormi, sia a loro favore sia contro i soci-famigliari di Gianni.

 

 

Prima di tutto viene previsto che se un socio dovesse morire (l’Avvocato allora aveva 75 anni ed era da tempo molto malato), la sua quota non passa agli eredi ma viene consolidata automaticamente in capo alla società con conseguente riduzione del capitale. Agli eredi del defunto spetterà solo una somma di denaro pari al capitale conferito. Vale a dire: appena 5 miliardi di lire per il 25% di quota dell’Avvocato, una somma spropositatamente inferiore al valore reale. Senza pensare alla violazione del diritto successorio italiano. L’altra clausola “folle” sottoscritta dall’Avvocato riguarda il trasferimento di quote a terzi. Infatti, se uno degli azionisti principali, alla sua morte o prima, dovesse decidere di cedere la propria quota, o una parte di essa, a terzi esterni alla “Dicembre”, ci sono due sbarramenti. E’ necessario il consenso della maggioranza del capitale. E, oltre a questo, deve esserci il voto a favore di quattro amministratori: due dei quali fra Marella, Margherita e John, e due fra il “quartetto” Gabetti-Ferrero-Grande Stevens padre e figlia. Insomma Gianni Agnelli ha consegnato ai quattro il controllo assoluto della situazione a scapito di se stesso e dei propri famigliari. Il quartetto degli “estranei” (Margherita li chiama “usurpatori”) ha aperto la strada, oltreché alla loro presa di potere, a scenari di vario tipo. Primo. Se l’Avvocato muore, suo figlio Edoardo non eredita quote della “Dicembre” ma viene tacitato con pochi miliardi. Dovrebbe fare un’azione legale contro la violazione della legge successoria italiana e rivendicare la legittima, anche per la quota di sua spettanza della “Dicembre”.

 

Secondo scenario. Se Edoardo morisse prima di suo padre - come poi avverrà, facendo pensare ad autentiche “capacità divinatorie” da parte di qualcuno -, il problema non si verrebbe a porre. E se invece – terzo scenario -, come poi è avvenuto (prova evidente che nella “Dicembre” c’è qualche chiaroveggente in grado di prevedere o condizionare il futuro), l’Avvocato morisse e il suo 25% passasse a moglie e figlia, basterà impedire un’alleanza tra le due, farle litigare, dividerle, oppure convincere la “vecchia” ad allearsi col giovane nipotino, ed ecco che figlia e vedova dell’Avvocato perderanno il controllo della “Dicembre”.

 

Chi sono i vincitori? Chi ha scelto il giovane rampollo, che deve tutto a due tragedie famigliari (la morte del cugino Giovannino per tumore e la strana morte dello zio Edoardo trovato cadavere sotto un cavalcavia) per poterlo meglio “burattinare” e comandare? Chi ha impedito in tal modo che Marella, Margherita e John invece si potessero alleare per comandare insieme o scegliere qualcuno della famiglia, o non qualche estraneo, per la sala di comando? Chi ha scelto di “lavorarsi” John e Marella, certo più malleabili e meno determinati di Margherita?

 

Un mese dopo la morte dell’Avvocato viene approvato un atto (24 febbraio 2003) che sancisce il nuovo assetto azionario della “Dicembre”. Al capitale di 10.380.778 euro, per effetto della clausola di consolidamento viene sottratta la quota corrispondente alle azioni di Gianni (cioè 2.633.914 euro). In tal modo il capitale diventa di 7.746.868 euro e risulta suddiviso in tre quote uguali per Marella, Margherita e John, pari a 2,582 milioni di euro ciascuno (quattro azioni da un euro continuano a restare nelle salde mani del “Quartetto di Torino”). Il “golpe” viene completato lo stesso giorno con la sorprendente donazione fatta dalla nonna al nipote del pacco di azioni che gli permettono al giovanotto di avere la maggioranza assoluta, una donazione fatta da Marella in sfregio ai diritti (attuali ed ereditari) della figlia e degli altri sette nipoti: John arriva in tal modo a controllare una quota della “Dicembre” pari a 4.547.896 euro, sua nonna mantiene una quota pari a 2.582.285 euro, la “ribelle” Margherita - l’unica che aveva osato muovere rilievi e chiedere chiarezza e trasparenza - viene messa nell’angolo con una quota pari a 616.679 euro. Tutto questo fino al 2003. Poi, con l’accordo di Ginevra del febbraio 2004 tra madre e figlia, Margherita uscirà definitivamente dalla “Dicembre”, quasi un anno dopo aver partecipato a un gravoso aumento di capitale.

 

Ma oggi la situazione, specie per quanto riguarda i patti sociali, qual è? John comanda davvero o no? Nel caso in cui, lo ripetiamo come nel precedente articolo, dovesse decidere di ritirarsi in un monastero o gli dovesse accadere qualcosa (come allo zio Edoardo?) chi potrebbe diventare il padrone della cassaforte al vertice dell’Impero Fiat? I bookmakers danno favorito Gabetti, ma non fanno i conti con Grande Stevens, il vero azionista “di maggioranza”, anche se con due sole azioni, grazie proprio a quella mossa del 1989 con cui fece entrare anche sua figlia….

 

Qualcuno potrebbe obiettare che oggi tra i soci della “Dicembre” ce ne potrebbero essere alcuni  nuovi, potrebbero essere i fratelli di John, cioè Lapo o Ginevra. Ma, grazie alla clausola di sbarramento approvata nel 1996, il “Quartetto” ha votato a favore dell’ingresso (eventuale) di uno o due nuovi soci o li ha bocciati? Ecco perché forse esiste tanta segretezza. Non sarebbe bene che dai registri della Camera di Commercio risultasse qualcosa di attuale e di aggiornato? Che cosa aspetta la Camera di Commercio a chiedere e pretendere ai sensi di legge che gli amministratori, così limpidi e trasparenti, della “Dicembre”, forniscano al più presto tutti i documenti? Dobbiamo di nuovo attivare le nostre misere forze e chiedere l’intervento del Tribunale di Torino e confidare nell’intervento della dottoressa Anna Castellino o di qualche suo collega? Oppure bisogna aspettare altri 15 anni?

 GLI AGNELLI SEGRETI

Dicembre dei “morti viventi”

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Sabato 13 Ottobre 2012, ore 8,21

Agli atti la società-cassaforte della famiglia, grazie alla quale controllano la Fiat-Chrysler, risulta ancora composta da Gianni e Umberto Agnelli. Compare persino Romiti. E tutti tacciono

La Stampa no, o almeno, non ancora. Invece anche (o perfino?) il Corriere della Sera si è accorto della “stranezza” - diciamo così – riguardante il fatto che la Dicembre, la società-cassaforte che un tempo era della famigliaAgnelli, anzi più esattamente del ramo del solo Gianni, e che si trova alla sommità dell’ImperoFiat (ora Exor), ha impiegato ben diciassette anni, dal 1995, per mettersi in regola con la legge in vigore da allora. La Dicembre - la cui data di nascita risale al 1984 -, finalmente è “entrata nella legalità”, e – come prevede una legge del 1995 – finalmente risulta iscritta nel Registro delle Imprese. Pur trattandosi di una società non da poco, dato che la si può considerare la più importante, finanziariamente e industrialmente del nostro Paese, la Camera di Commercio di Torino ha impiegato parecchi anni prima di accorgersi dell’anomalia, di quel vuoto che figurava nei propri registri (nonostante quella società avesse il proprio codice fiscale). Possibile che il presidente della CCIAA Alessandro Barberis, che ha sempre lavorato in Fiat, ignorasse l’esistenza della “Dicembre”? Come mai l’arzillo settantacinquenne entrato in azienda a 27 anni, rimasto in corso Marconi per trentadue anni, e poi diventato per un breve periodo, che non passerà certo alla storia, direttore generale di Fiat Holding nel 2002, e infine amministratore delegato e vicepresidente nel 2003, non ha mai fatto nulla per sanare questa irregolarità? Possibile che ci sia voluto un giornalista rompiscatole e che fa il proprio dovere, per convincere, con un bel pacchetto di corrispondenza, l’austero organismo camerale sabaudo a rivolgersi al Tribunale affinché ordinasse l’iscrizione d’ufficio. Finalmente, il 19 luglio scorso, ciò è avvenuto e l’ordine del Giudice Anna Castellino (che porta la data del 25 giugno) è stato eseguito.

 

Grandi applausi si sono levati dalle colonne del Corriere ad opera di Mario Gerevini che, in un articolo del 23 agosto, non ha avuto parole di sdegno per gli autori di questa illegalità ma ha parlato, generosamente e con immane senso di comprensione, di una semplice e banale “inerzia dettata dalla riservatezza”. Poi ha ricostruito tutta la vicenda, a modo suo e con parecchie omissioni importanti, e ha avuto di nuovo tanta comprensione, anche per la Camera di Commercio: si era accorta dell’anomalia, anzi del comportamento fuorilegge, fin dal 23 novembre 2009, aveva “già inviato una raccomandata alla Dicembre invitandola a iscriversi al registro imprese, come prevede la legge. Senza risultato. Da lì è partita la segnalazione al giudice”. Il che dimostra come in due righe si possano infilare parecchie menzogne e non si accendano legittimi interrogativi. Dunque, quella raccomandata di tre anni fa non sortì alcuna risposta. E la Camera di Commercio di fronte a questo offensivo silenzio, anziché rivolgersi subito al Tribunale, non ha fatto nulla, se non una grave omissione di atti d’ufficio. Non è dunque vero che “da lì è partita la segnalazione al giudice” dato che al Tribunale di Torino non impiegano ben tre anni per emettere un’ordinanza in un campo del genere. E’ stato invece necessaria, questa la verità, una ennesima raccomandata di un giornalista che intimava ai sensi di legge alla signora Maria Loreta Raso, responsabile dell’Area Anagrafe Economica, di segnalare tutto quanto al giudice. Visto che non lo aveva fatto a suo tempo come imponeva il suo dovere d’ufficio e, soprattutto, la legge.

 

Gerevini aggiunge che “fino a qualche tempo fa chi chiedeva il fascicolo della Dicembre allo sportello della Camera di commercio si sentiva rispondere: «Non esiste». All'obiezione che è il più importante socio dell'accomandita Agnelli, che è stata la cassaforte dell'Avvocato (ora del nipote), che è più volte citata sulla stampa italiana e internazionale, la risposta non cambiava. Tant'è che dal 1996 a oggi non risulta sia mai stata comminata alcuna ammenda per la mancata iscrizione”. Giusto, è proprio così. Ma Gerevini, rispetto al sottoscritto, per quale ragione non ha mai pubblicato un rigo su questa scandalosa vicenda, non ha informato i lettori, non ha denunciato pubblicamente questa anomalia e illegalità che ammette di aver toccato con mano? Non pensa, il Gerevini, che sarebbe bastato un piccolo articolo sul suo autorevole giornale per smuovere le acque? No, ha continuato a tacere, e a sentirsi ripetere “non esiste” ogni volta in cui bussava allo sportello della Camera di Commercio chiedendo il fascicolo della “Dicembre”. Come mai certi giornalisti delle pagine economiche, e non solo, spesso – come dicono i colleghi americani - “scrivono quello che non sanno e non scrivono quello che sanno? Forse ha ragione Dagospia che, riprendendo la notizia, la definisce “grave atto di insubordinazione e vilipendio del Corriere al suo azionista Kaky Elkann (così impara a smaniare con Nagel di far fuori De Bortoli)”? Questo retroscena conferma che il direttore del Corriere, per ora, non ha osato andare oltre tenendo in serbo qualche cartuccia, in caso di bisogno?

 

Gerevini dice che “la latitanza” della Dicembre ora è finita. Non è vero. La Camera di Commercio, infatti, nonostante sapesse tutto fin dal 2009, ha “preteso” che il giornalista che rompeva le scatole con le sue raccomandate inviasse ai loro uffici l’atto costitutivo della “Dicembre”. Fatto. Ma, a questo punto, non si è accontentata del primo esaustivo documento inviato sollecitamente, bensì ha preteso, forse per guadagnare qualche mese e nella speranza che il notaio Ettore Morone non la rilasciasse, una copia autenticata. Si è mai vista una Camera di Commercio, che nel 2009 ha già fatto – immaginiamo – un’istruttoria su una società non in regola, ed è rimasta immobile dopo che si sono fatti beffe della sua richiesta di regolarizzare la società, chiedere a un giornalista, e non agli amministratori di quella società, i documenti necessari, visto che i diretti interessati non si sono nemmeno curati a suo tempo di rispondere? Invece è andata proprio così.

 

A Torino tutto è possibile. Anche che la “Dicembre” figuri (finalmente) nel Registro delle Imprese ma solo sulla base dei dati contenuti nell’atto costitutivo del 1984 e cioè con due morti come soci, Giovanni e UmbertoAgnelli, e con un terzo socio, Cesare Romiti, che da anni ha lasciato la Fiat e che venne fatto fuori dalla “Dicembre” nel 1989, cioè ventitré anni fa. Non solo ma il capitale della società risulta ancora di 99 milioni e 980 mila lire, allineando come azionisti Giovanni Agnelli (99 milioni e 967 mila lire), Marella Caracciolo (10.000 lire, e dieci azioni), e infine Umberto Agnelli, Cesare Romiti e Gianluigi Gabetti (ciascuno con una azione da mille lire). Non pensano alla Camera di Commercio che sia opportuno, adesso che l’iscrizione è avvenuta, aggiornare questi dati fermi al 15 dicembre 1984, scrivendo alla “Dicembre” e intimandole di consegnare tutti i documenti e gli atti che la riguardano dal 1984 a oggi? Che cosa aspettano a richiederli? Forse temono che il loro sollecito rimanga di nuovo senza riscontro? Dall’altra parte, che cosa aspettano quei Gran Signori di Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, che danno lezioni di etica e moralità ogni cinque minuti, a mettersi in regola? E il grande commercialista torinese Cesare Ferrero, anch’egli socio della “Dicembre”, non sente il dovere professionale di sanare questa anomalia, anche se i suoi “superiori” magari non sono del tutto d’accordo? Ora nessuno di loro può continuare a nascondersi. E quindi diventa molto facile dire: ora che vi hanno scovato, ora che sta venendo a galla la verità, non vi pare corretto e opportuno mettervi pienamente in regola? Ora che perfino il vostro giornale ad agosto vi ha mandato questo “messaggio cifrato” non ritenete di fare le cose, una volta tanto, in modo trasparente, chiaro, limpido, evitando la consueta “segretezza” che voi amate chiamare riserbo, anche se la legge in casi come questi non lo prevede? Oppure volete che sia di nuovo un giudice a ordinarvi di farlo? E Jaky Elkann non ha capito quanto sia importante, per sé e per il proprio personale presente e futuro, che le cose siano chiare e trasparenti, nel suo stesso interesse? 

 

Il Corriere non va diretto al bersaglio come noi e non fa i nomi e cognomi: inarcando il sopracciglio, forse per mettere in luce l’indignazione del suo direttore Ferruccio De Bortoli, l’articolo di Gerevini fa capire che è ora di correre ai ripari: “L'interesse pubblico di conoscere gli atti di una società semplice che ha sotto un grande gruppo industriale è decisamente superiore rispetto a una società semplice di coltivatori diretti (la forma giuridica più diffusa) che sotto ha un campo di granoturco”. Dopo di che, trattandosi del primo giornale italiano, ci si sarebbe aspettati qualche intervento di uno dei coraggiosi trecento e passa collaboratori “grandi firme”, qualche indignata sollecitazione tramite lettera aperta al proprio consigliere di amministrazione Jaky Elkann (lo stesso che oggi controlla la Dicembre), un editoriale o anche un piccolo corsivo nelle pagine economiche o nell’inserto del lunedì, dando vita a un nutrito dibattito seguito dalle cronache sull’evolversi, o meno, della situazione e da una sorta di implacabile countdown per vedere quanto avrebbe impiegato la società a mettersi completamente in regola, con i dati aggiornati, e la Camera di Commercio a fare finalmente il suo mestiere.

 

Niente di tutto questo. E adesso? Non solo noi nutriamo qualche dubbio sul fatto che la società si metta al passo con i documenti. E, qualcuno ben più esperto di noi e che lavora al Corriere,  dubita perfino che la “Dicembre” accetti supinamente un’altra ordinanza del giudice. Ma a questo punto, svelati i giochi, la partita è iniziata e se la società di Jaky Elkann si rifiuta di adempiere alle regole di trasparenza è di per sé una notizia. Che però dubitiamo il Corriereavrà il coraggio di dare. Anche perché la posta in palio è altissima: che cosa potrebbe succedere se, ad esempio, Jaki – che è il primo azionista con quasi l’80%, mentre sua nonna Marella (85 anni) detiene il 20% - decidesse di farsi monaco o gli dovesse malauguratamente accadere qualcosa? Chi diventerebbe il primo azionista del gruppo? Non certo una anziana signora, con problemi di salute, che vive tra Marrakech e Sankt Moritz? A quel punto, ad avere – come già di fatto hanno – prima di tutti la realegovernance attuale della cassaforte sarebbero Gabetti e Grande Stevens, con Cristina, la figlia di quest’ultimo, e Cesare Ferrero a votare insieme a loro per raggiungere i quattro voti necessari come da statuto (anche se rappresentano solo 4 azioni da un euro ciascuna) per sancire il passaggio delle altre quote e la presa ufficiale del potere. Ecco, al di là di quella che sembra un’inezia – l’iscrizione al registro delle imprese e l’aggiornamento degli atti della società – che cosa significa tutta questa storia. Ci permettiamo di chiedere: ingegner John Elkann, a queste cose lei ha mai pensato? E perché le tollera?

ALMENO SUA COGNATA BEATRICE BORROMEO GIORNALISTA DEL FATTO NON L’HA MAI INFORMATA DI UNA MIA TELEFONATA DI BEN 2 ANNI FA ? Mb

 

 

Agnelli segreti
Ju29ro.com
Con Vallecchi ha pubblicato nel 2009 “I lupi & gli Agnelli”. Il 24 gennaio del 2003, a 82 anni di età, moriva
Gianni Agnelli. Nei prossimi mesi, c'è da ...

 

 

Agnelli: «Bisogna cambiare il calcio italiano»

Al Centro Congressi del Lingotto partita l'assemblea dei soci della Juve seguila con noi. Il presidente bianconero: «Bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo, dopo i fasti degli ultimi 30 anni stiamo avendo un declino, siamo in presenza di un tracollo strutturale. E' necessaria una riforma strutturale del calcio professionistico che non può più vivere essendo considerato al pari di quello di base. Vorremmo che la locomotiva fosse in grado di procedere al pari degli altri. Oggi siamo 4°, dopo Spagna, Inghilterra, Germania, presto Francia e Portogallo li seguiranno»

·                            Agnelli sul calcio italiano

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TORINO - Stanno via via arrivando i piccoli azionisti della Juventus al Centro Congressi del Lingotto dove, alle 10.30, avrà inizio l'assemblea dei soci del club bianconero. In attesa che Andrea Agnelli apra i lavori con la sua lettera agli azionisti, la relazione finanziaria annuale unisce ai numeri la passione. Nelle pagine iniziali sono contenute le immagini salienti dell'ultimo anno, iniziato con il ritiro di Bardonecchia, proseguito con l'inaugurazione dello Juventus Stadium, la conquista del titolo di campione d'inverno e del Viareggio da parte della Primavera, e culminato con la vittoria dello scudetto e della Supercoppa. Due dei cinque nuovi volti del Consiglio di Amministrazione della Juventus non sono presenti nella sala 500 del Lingotto. L'avvocato Giulia Bongiorno è impegnata in una causa mentre il presidente del J Musuem, Paolo Garimberti, è fuori Italia per il Cda di EuroNews, ma comunque in collegamento in videoconferenza. Maurizio Arrivabene, Assia Grazioli-Venier ed Enrico Vellano sono invece in platea, come gli ad Beppe Marotta e Aldo Mazzia e il consigliere Pavel Nedved.«Da troppi anni aspettavamo una vittoria sul campo - scrive Agnelli - ma il 30° scudetto e la Supercoppa sono ormai alle nostre spalle ed è più opportuno guardare al futuro, con la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta per la nostra società». La sfida all'Europa è lanciata.

AGNELLI SU CONTE -  «Conte? Noi siamo felici di Conte perché è il miglior tecnico che ci sia in circolazione e ce lo teniamo stretto». 

AGNELLI SU DEL PIERO -  "Alessandro Del Piero è nel mio cuore, nei nostri cuori come uno dei più grandi giocatori di sempre della Juve": lo ha detto Andrea Agnelli rispondendo a una domanda sull'ex capitano bianconero. "L'anno scorso - ha aggiunto Agnelli - ciò che è successo qui in assemblea è stato un tributo, perché avevamo firmato l'ultimo contratto ed era stato lui stesso a dire che sarebbe stato l'ultimo. Ora lui ha scelto una nuova esperienza, ricca di fascino: porterà sempre con sè la Juventus"."Per il futuro - ha detto Agnelli su un eventuale impiego di Del Piero nella società bianconera - non chiudo le porte a nessuno. Oggi la squadra è completa, lavora quotidianamente per ottenere gli obiettivi di vincere sul campo e di ottenere un equilibrio economico finanziario. Sono soddisfatto di tutte le persone, quindi - ha concluso - come si dice, squadra che vince non si cambia". 

«BISOGNA CAMBIARE, E SUBITO, IL CALCIO ITALIANO» - Ecco il discorso con cui Andrea Agnelli ha aperto i lavori dell'assemblea degli azionisti: «Signori azionisti, la Juventus è campione d’Italia, per troppo tempo i presidenti hanno dovuto affrontare questa assemblea senza avere nel cuore il calore che una vittoria porta con sé. Nella stagione che ci porterà a celebrare il 90° anno del coinvolgimento della mia famiglia nella Juventus,credo sia opportuno riflettere insieme sul fatto che la Juventus ha sempre promosso i cambiamenti. E' una missione alla quale questa gestione non intende sottrarsi. Quando ho ricevuto l'incarico di presidente avevo in testa chiarissimi alcuni passaggi. Il primo è cambiare la società e la squadra, un percorso in continua evoluzione, ma in 30 mesi abbiamo bruciato le tappe. Churchill diceva: i problemi della vittoria sono più piacevoli della sconfitta ma non meno ardui, lo scudetto non ci deve far dimenticare il nostro mandato, vincere mantenendo l'equilibrio finanziario. Il bilancio presenta numeri su cui riflettere, la perdita è dimezzata, e contiamo di proseguire nel percorso di risanamento».Poi il finale, con il presidente bianconero ad affrontare un tema assai caro come quello delle riforme.«Dopo 17 anni di attesa lo Juventus stadium è una realtà davanti agli occhi di tutti e sta dando i suoi frutti sia nei risultati sportivi sia in quelli economici. Dal Museum al College, sono tanti i fronti di attività come la riqualificazione dell’area della Continassa che ospiterà sede e centro di allenamento. Il cammino procede nella giusta direzione, 'la vita è come andare in bicicletta, occorre stare in equilibrio', diceva Einstein. E qui arriviamo al secondo punto: bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo, dopo i fasti degli ultimi 30 anni stiamo avendo un declino, siamo in presenza di un tracollo strutturale. E' necessaria una riforma strutturale del calcio professionistico che non può più vivere essendo considerato al pari di quello di base. Vorremmo che la locomotiva fosse in grado di procedere al pari degli altri. Oggi siamo 4°, dopo Spagna, Inghilterra, Germania, presto Francia e Portogallo li seguiranno. Riforma dei campionati, riforma Legge Melandri, riforma del numero di squadre professionistiche e del settore giovanile. Riforma dello status del professionista sportivo, tutela dei marchi, legge sugli impianti sportivi, riforma complessiva della giustizia sportiva, queste le tematiche su cui vorremmo confrontarci. Bob Dylan diceva: 'I tempi stanno cambiando' e non hanno smesso, la Juventus non intende affossare come una pietra». 

PAROLA AGLI AZIONISTI - Prima di passare al voto di approvazione del bilancio 2011-12, la parola è passata agli azionisti. Molti gli interventi: alcuni si sono complimentati con il presidente e i dirigenti per le vittorie, ma in tanti hanno sollevato dubbi sulla campagna acquisti. In particolare sono state fatte domande sul caso Berbatov, su Iaquinta e Giovinco. «Speriamo che immobile non faccia la fine di Giovinco, ceduto a 6 e pagato 11 milioni, spero che si compri Llorente» ha detto l'azionista Stancapiano. Gli ha fatto eco un altro socio bianconero: «Abbiamo comprato due punte spendendo parecchi milioni: Bendtner non l’abbiamo ancora visto, Giovinco ce l’avevamo in casa. Anziché prendere Giovinco, potevamno tenerci Boakye o Gabbiadini, che sono per metà nostri, almeno fino a gennaio per capire se sono da Juve». E c'è chi ha ricordato anche Alessandro Del Piero: «Auguri di buon lavoro al bravo e simpatico Del Piero che per tanti anni ha onorato la nostra squadra: Alex fatti onore anche in Australia». 

L'AZIONISTA BAVA - Dirompente l'intervento dell'azionista Bava che ha chiesto di conoscere gli stipendi netti dei giocatori, l'andamento dell'inchiesta sulla stabilità dello stadio, se ci sono giocatori coinvolti nel calcioscommesse, se la società ha prestato soldi ai giocatori, e in particolare a Buffon, per pagare debiti di gioco. Infine si è dichiarato contrario allo stipendio di 200 mila euro che la società elargisce a Pavel Nedved. Dopo che gli è stata tolta la parola perché ha sforato i minuti a disposizone, Marco Bava ha movimentato l'assemblea urlando e fermando i lavori. Nel suo discorso di apertura, Andrea Agnelli non ha parlato di Alessandro Del Piero. Ma nel libro che presenta il rendiconto di gestione, la Juventus ha dedicato una doppia pagina all'ex capitano bianconero, nella quale si ricordano tutti i suoi successi. Alla fine campeggia anche un "Grazie Alex" a caratteri cubitali. E alcuni azionisti si soffermati su Alex chiedendo perché non gli è stato trovato un posto in società.

APPROVA IL BILANCIO E LA BATTUTA DI AGNELLI - È stato approvato il Bilancio dell'esercizio 2011/12. Agnelli prende la parola alla fine della discussione del primo punto all'ordine del giorno: "In Italia, noi juventini siamo la maggioranza, ma ci sono anche tanti, tantissimi anti-juventini, perché la Juventus è tanto amata, ma anche tanto odiata. E' c'è molto odio nei nostri confronti ultimamente". Applausi dell'assemblea. 

LE RISPOSTE DI MAZZIA - L'ad della Juventus Aldo Mazzia ha risposto alle domande di carattere economico rivolte dagli azionisti bianconeri. In particolare, ha spiegato l'operazione Continassa.«Abbiamo acquisito il diritto di superficie per 99 anni, rinnovabile, su un'area di 180 mila metri adiacente allo Juventus Stadiun, per il costo di 10 milioni e mezzo. Questa cifra comprende anche il diritto di costruire lottizzando l’area a nostra disposizione. L'investimento complessivo ammonterà a 35-40 milioni: oltre ai 10,5 e a un milione per le opere di urbanizzazione, il residuo servirà per costruire la sede e il centro sportivo. La copertura finanziaria sarà in parte coperta dal Credito Sportivo che, il giorno dopo la presentazione del progetto, ci ha contattato manifestando interesse a finanziare l'opera. L'obiettivo è quello di arrivare al minimo esborso possibile, dotando il club di due asst importanti». Per quanto riguarda il titolo in Borsa, Mazzia ha sottolineato che «il prezzo lo fa il mercato: rispetto al valore di 0,14 euro al momento dell'aumento del capitale, oggi vale circa il 43% in più. Questo apprezzamento deriva dai miglioramenti sportivi ma soprattutto economici».

PAROLA A COZZOLINO - Azionista Cozzolino: "I consiglieri per me devono essere tutti di provata fede juventina. La Juventus è una trincea mediatica. E il Cda della Juve è più visibile di quello di Fiat. Mi rivolgo a Bongiorno, non sarà più l'avvocato che ha difeso Andreotti, ma quella che siede nel Cda juventino. Non mi convince la sua vicinanza a quegli ambienti romani e antijuventini, che hanno appoggiato il mancato revisionismo su Calciopoli. La dottoressa Grazioli-Venier la conosco poco, certo, il doppio cognome alla Juventus non porta bene... Paolo Garimberti si è sempre professato juventino ed è presidente del nostro museo, nel suo curriculum abbondano incarichi importanti nei media. Eppure non ricordo neppure un articolo a difesa della Juventus nel periodo calciopoli quando era a Repubblica e quando era presidente della Rai perché non ha arginato la deriva antijuventina della tv di Stato? Mazzia, si sa, era granata, ma in fondo lo era anche Giraudo. Le ricordo comunque che Giraudo esultava allo stadio quando segnava la Juventus, si dia da fare anche lei".

GIULIA BONGIORNO NEL CDA JUVE - Si passa al secondo punto all'ordine del giorno: nomina degli organi sociali. Si vota per rinnovare il Cda e si parla dei compensi ai consiglieri (25mila euro all'anno ad ognuno dei consiglieri). Il Consiglio proposto è: Camillo Venesi, Andrea Agnelli, Maurizio Arrivabene, Giulia Bongiorno, Paolo Garimberti, Assia Grazioli-Venier, Giuseppe Marotta, Aldo Mazzia, Pavel Nedved, Enrico Vellano. Agnelli ringrazia i consiglieri uscenti, fra cui c'è l'avvocato Briamonte. 

DIECI CONSIGLIERI - L'assemblea degli azionisti Juventus ha votato la nomina dei 10 componenti del Cda bianconero. Il Consiglio avrà un mandato di tre anni e ogni consigliere percepirà 25 mila euro l'anno. Del Cda fanno parte Andrea Agnelli, Beppe Marotta, Aldo Mazzia, Pavel Nedved e Camillo Venesio, tutti confermati, e le new entry Giulia Bongiorno, Paolo Garimberti, Enrico Vellano, Assia Grazioli-Venier e Maurizio Arrivabene.

 

Marina Salvetti
Guido Vaciago

 

 

 

 

 

- TROPPA GENTE VUOLE FARSI PUBBLICITÀ SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI 

 

 

Lettera 2
caro D'Agostino, trovo il tuo sito veramente informato ,serio,ed equilibrato,fosse tutta così la comunicazione in Italia !!!!! Dopo questa piccola premessa volevo dirti alcune cose su Edoardo agnelli.Tutto quello detto scritto da vari personaggi ,giornalisti,scrittori presunti amici lo trovo molto superficiale ma solo per il fatto di farsi un Po di pubblicità o altro, ma li conosceva davvero questa gente ? Dubito molto non avendoli mai visti accanto ad edo .In questi anni ho sentito tutto ed il contrario di tutto e volevo intervenire prima ,ma solo sul tuo sito, perché ti riconosco una sicura onesta intellettuale.

 

Negli ultimi 20 anni di vita di Edoardo sono stato il suo vero amico accompagnandolo in tutte le parti del mondo,e assistendolo nel suo lavoro,c erano con noi a volte anche altri amici sempre sinceri e che stavano al loro posto non pronti,come ora a farsi pubblicità ogni volta che esce il nome dello sfortunato amico.Finisco dicendoti che,la mattina del 15 novembre 2000 giorno del fatale incidente ,edoardo fece ,prima ,solo 4 telefonate ed una era al sottoscritto come tutte le mattine 
.Ti ringrazio per la tua cortese attenzione e buon lavoro con sincera stima 
Fabio massimo cestelli

CARO MASSIMO CESTELLI , DETTO DA EDOARDO CESTELLINO, io parlo con le sentenze tu forse lo fai usando il linguaggio delle note dell'avv Anfora ? Mb

 

 


Giuseppe Puppo

3 h · 

Ringraziando Marco Bava per l'avviso che mi ha fatto utile per l'ascolto in diretta, segnalo - a tutti voi, ma, mi sia concesso, a Marco Solfanelli in particolare, in quanto editore del mio nuovo libro dedicato agli ultimi sviluppi, "Un giallo troppo complicato", in fase di stampa - che questa mattina il programma "Mix 24" su Radio24 del Sole 24 ore - emittente nazionale - condotto da Giovanni Minoli si è lungamente occupato del caso della tragica morte di Edoardo Agnelli, mistero italiano ancora irrisolto, dai tanti risvolti importanti quanto inquietanti, con ciò - ed è particolarmente degno di nota - rilanciandolo all'attenzione generale. 
In sostanza, egli ha riadattato per il mezzo radiofonico la puntata del suo programma televisivo "La storia siamo noi" andato in onda tre anni fa, pure però con un'aggiunta significativa, un'intervista a Jas Gawronski, amico dell' "avvocato" Gianni Agnelli, in cui ha fatto affermazioni molto forti sul controverso rapporto padre-figlio, che è una delle chiavi di lettura di dirompente efficacia per la comprensione dell'intero caso. 
Sia la puntata televisiva di tre anni fa, sia il programma odierno di Minoli sono facilmente rintracciabili e consultabili sul web. 
Per il resto, a fra pochi giorni per le mie ultime, sconvolgenti acquisizioni che, oltre al riesame per intero della complessa questione, sono dettagliate in "Un giallo troppo complicato"... Grazie a tutti.

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Giuseppe Puppo http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2

 

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Giuseppe Puppo http://ildocumento.it/mistero/edoardo-agnelli-dixit.html

 

Edoardo Agnelli - L`ultimo volo (La Storia Siamo Noi) | Il documentario in streaming

ildocumento.it

Edoardo Agnelli muore il 15 novembre del 2000. Ripercorriamo la vita del rampoll...Altro...

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Gianni Agnelli e Marella Caracciolo raccontati da Oscar De La Renta: vidi l'Avvocato piangere per ...

Blitz quotidiano

ROMA – Con l'aneddotica su Gianni Agnelli si potrebbero riempire intere emeroteche. ... Lo so, c'è chi sostiene il contrario, ma è una stupidaggine.

 

 

Edoardo, l’Agnelli da dimenticare

 

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Lunedì 17 Novembre 2014, ore 17,12
 

Non un necrologio, una messa, un ricordo per i 14 anni dalla scomparsa del figlio dell'Avvocato. Se ne dimentica persino Lapo Elkann, troppo indaffarato a battibeccare a suon di agenzie con Della Valle. E la sua morte resta un mistero - di Gigi MONCALVO

 

Il 15 novembre di quattordici anni fa, Edoardo Agnelli – l’unico figlio maschio di Gianni eMarella – moriva tragicamente. Il suo corpo venne rinvenuto ai piedi di un viadotto dell’autostrada Torino-Savona, nei pressi di Fossano. Settantasei metri più in alto era parcheggiata la Croma di Edoardo, l’unico bene materiale che egli possedeva e che aveva faticato non poco a farsi intestare convincendo il padre a cedergliela. L’unica cosa certa di quella vicenda è che Edoardo è morto. Non sarebbe corretto dire né che si sia suicidato, né che sia stato suicidato, né che sia volato, né che si sia lanciato, né che sia stato ucciso e il suo corpo sia stato buttato giù dal viadotto. Nel mio libro Agnelli Segreti sono pubblicati otto capitoli con gli atti della mancata “inchiesta” e delle misteriose e assurde dimenticanze del Procuratore della Repubblica diMondovì, degli inquirenti, della Digos di Torino. Tanto per fare alcuni esempi non è stata fatta l’autopsia, né prelevato un campione di sangue o di tessuto organico, né un capello, il medico legale ha sbagliato l’altezza e il peso (20 cm e 40 kg. In meno), non sono state sequestrate le registrazioni delle telecamere di sorveglianza della sua villa a Torino, gli uomini della scorta non hanno saputo spiegare perché per quattro giorni non lo hanno protetto, seguito, controllato come avevano avuto l’ordine di fare dalla madre di Edoardo. Nessuno si è nemmeno insospettito di un particolare inquietante rivelato dalla Scientifica: all’interno dell’auto di Edoardo (equipaggiata con un motore Peugeot!) non sono state trovate impronte digitali né all’interno né all’esterno. Ecco perché oggi si può parlare con certezza solo di “morte” e non di suicidio o omicidio o altro. 

 

Dopo 14 anni l’inchiesta è ancora secretata – anche se io l’ho pubblicata lo stesso, anzi l’ho voluto fare proprio per questo -, e nessun necrologio ha ricordato la morte del figlio di Gianni Agnelli. Nella cosiddetta “Royal Family” i personaggi scomodi o “contro” vengono emarginati, dimenticati, cancellati. Basta guardare che cosa è successo alla figlia Margherita, “colpevole” di aver portato in tribunale i consiglieri e gli amministratori del patrimonio del padre: Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron (il capo del “family office” di Zurigo che amministrava il patrimonio personale di Gianni Agnelli nascosto all’estero). Margherita, quando ci sono dei lutti in famiglia, viene persino umiliata mettendo il suo necrologio in fondo a una lunga lista, anziché al secondo posto in alto, subito dopo sua madre, come imporrebbe la buona creanza. Per l’anniversario della morte di Edoardo nessun necrologio su laStampa né sul Corriere – i due giornali di proprietà di Jaky -, né poche righe di ricordo, nemmeno la notizia di una Messa celebrativa. Edoardo, dunque,  cancellato, come sua madre, comeGiorgio Agnelli, uno dei fratelli di Gianni, rimosso dalla memoria per il fatto di essere morto tragicamente in un ospedale svizzero. E cancellato perfino come Virginia Bourbon del Monte, la mamma di Gianni e dei suoi fratelli: Umberto, Clara, Cristiana, Maria Sole, Susanna, Giorgio. Gianni non andò nemmeno ai funerali di sua madre nel novembre 1945. Tornando a oggi Edoardo è stato ricordato da un paio di mazzi di fiori fatti arrivare all’esterno della tomba di famiglia di Villar Perosa (qualcuno ha forse negato l’autorizzazione che venissero collocati all’interno?) da Allaman, in Svizzera, da sua sorella Margherita e dai cinque nipoti nati dal secondo matrimonio della signora con il conte Serge de Pahlen (si chiamano Pietro, Sofia, Maria, Anna, Tatiana). Margherita ha fatto celebrare una Messa privata a Villar Perosa, così come a Torino ha fatto l’amico di sempre, Marco Bava.  

 

Tutto qui. I due nipoti di Edoardo, Jaky e Lapo, hanno dimenticato l’anniversario. Lapo ha trascorso la giornata a inondare agenzie e social network di stupidaggini puerili su Diego Della Valle. Invece di contestare in modo convincente e solido i rilievi del creatore di Hogan, Fay e Tod’s (“L'Italia cambierà quando capirà quanto male ha fatto questa famiglia al Paese"),  il fratello minore di Jaky, a corto di argomentazioni, ha detto tra l’altro: "Una macchina può far sognare più di un paio di scarpe”.  Evidentemente Sergio Marchionnenon gli ha ancora comunicato che la sua più strepitosa invenzione è stata quella della “fabbrica di auto che non fa le auto”. E al tempo stesso, evidentemente il fratello di Lapo non gli ha ancora spiegato che la FIAT (anzi la FCA) ha smesso da tempo di produrre auto in Italia, eccezion fatta per pochi modelli di “Ducato” in  Val di Sangro o qualche “Punto” a Pomigliano d’Arco con un terzo di occupati in meno, o poche “Maserati Ghibli” e “Maserati 4 porte” a Grugliasco (negli ex-stabilimenti Bertone ottenuti in regalo, anziché creare linee di montaggio per questi modelli negli stabilimenti Fiat chiusi da tempo: a Mirafiorilavorano un paio di giorni al mese 500 operai in cassa integrazione a rotazione su 2.770). Oggi FCA produce la Panda e piccoli SUV in Serbia, altri modelli in Messico, Brasile, Polonia (Tichy), Spagna (Valladolid e Madrid), Francia.

 

Eppure Lapo una volta davanti alle telecamere disse di suo zio Edoardo: «Era una persona bella dentro e bella fuori. Molto più intelligente di quanto molti l'hanno descritto, un insofferente che soffriva, che alternava momenti di riflessività e momenti istintivi: due cose che non collimano l'una con l'altra, ma in realtà era così». A Villar Perosa "ci sono state tante gioie ma anche tanti dolori". Dice Lapo: «Con tutto l'affetto e il rispetto che ho per lui e con le cose egregie che ha fatto nella vita, mio nonno era un padre non facile... Quel che si aspetta da un padre, dei gesti di tenerezza, non parlo di potere... i gesti normali di una famiglia normale, probabilmente mancavano». E poi riconosce quanto abbia pesato su Edoardo l'indicazione di far entrare Jaky nell'impero Fiat: «Credo che la parte difficile sia stata prima, la nomina di Giovanni Alberto. Poi, Jaky è stata come una seconda costola tolta. Ma Edoardo si rendeva conto che non era una posizione per lui».

 

Questo è vero solo in parte. Certo, Edoardo annoverava tra gli episodi che probabilmente vennero utilizzati per stopparlo e rintuzzare eventuali sue ambizioni, pretese dinastiche o velleità successori, anche la virtuale “investitura” – attraverso un settimanale francese – con cui venne mediaticamente, ma solo mediaticamente e senza alcun fondamento reale, concreto, sincero, candidato suo cugino Giovanni Alberto alla successione in Fiat. In realtà non c’era nessuna intenzione seria dell’Avvocato di addivenire a questa scelta, nessuno ci aveva nemmeno mai pensato davvero, se non Cesare Romiti per spostare l’attenzione dai guai giudiziari e dalle buie prospettive che lo riguardavano ai tempi dell’inchiesta “Mani Pulite”. Il nome del povero Giovannino venne strumentalizzato e dato in pasto ai giornali, una beffa atroce, mentre le vere intenzioni erano ben altre e quel nome così pulito e presentabile veniva strumentalizzato con la tacita approvazione di suo zio Gianni (lo rivela documentalmente  in un suo libro l’ex direttore generale Fiat, Giorgio Garuzzo).

 

Edoardo non conosceva in profondità questi retroscena, aveva anch’egli creduto davvero che la scelta del delfino fosse stata fatta alle sue spalle, si era un poco indispettito, non per la cooptazione del cugino, o perché ambisse essere al posto suo, ma perché riteneva che non ci fosse alcun bisogno di anticipare i tempi in quel modo, tanto più che a quell’epoca Giovannino era un ragazzo non ancora trentenne. C’era un altro punto che lo infastidiva: il fatto che Giovannino non lo avesse informato direttamente, i rapporti tra loro erano tali per cui Edoardo si aspettava che fosse proprio lui a dirglielo, prima che la notizia uscisse sui giornali. L’equivoco venne risolto in fretta. Giovannino non appena venne a conoscere l’irritazione di Edoardo per questo aspetto formale della vicenda, volle subito vederlo, si incontrarono, chiarirono tutto, il figlio di Umberto gli spiegò come stavano davvero le cose, e come stessero usando il suo nome senza che potesse farci nulla. Edoardo si indispettì ancora di più contro l’establishment della Fiat e si meravigliò che il padre di Giovannino non avesse reagito con maggiore durezza. Ma Umberto, francamente, che cosa avrebbe potuto fare? Stavano, per finta, designando suo figlio per il posto di comando e lui poteva permettersi di piantare grane?  

 

 

Poi Giovannino morì e al suo posto, pochi giorni dopo il funerale nel dicembre 1997, nel consiglio di amministrazione della Fiat venne nominato John Elkann, che di anni ne aveva appena ventidue e nemmeno era laureato. Edoardo, nella sua ultima illuminante intervista a Paolo Griseri de il Manifesto (15 gennaio 1998), dà una risposta netta sul suo, e di suo padre, “nipotino” Jaky: “Considero quella scelta uno sbaglio e una caduta di stile, decisa da una parte della mia famiglia, nonostante e contro le perplessità di mio padre, che infatti all’inizio non voleva dare il suo assenso. Non si nomina un ragazzo pochi giorni dopo la morte di Giovanni Alberto, per riempire un posto. Se quel posto fosse rimasto vacante per qualche mese, almeno il tempo del lutto, non sarebbe successo niente. Invece si è preferito farsi prendere dalla smania con un gesto che io considero offensivo anche per la memoria di mio cugino”. Edoardo, e questo è un passaggio fondamentale, afferma che suo padre nutriva perplessità per quella scelta su Jaky. Sostiene che l’Avvocato “in un primo tempo non voleva dare il suo assenso”. Forse era davvero questa la realtà. Forse Gabetti e Grande Stevens già stavano tramando per mettere sul trono, dopo la morte dell’Avvocato, una persona debole, giovane, inesperta, fragile e quindi facilmente manovrabile e condizionabile. Le trame si erano concretizzate tra la fine dell’inverno e la primavera del 1996 e la vittoria di Gabetti e Grande Stevens era stata sancita nello studio del notaio Morone di Torino il 10 aprile. Fu quello il momento in cui Edoardo venne, formalmente, messo alla porta, escludendo il suo nome dall’elenco dei soci della “Dicembre”. Anche se, in base al diritto successorio italiano, al momento della morte di suo padre Edoardo sarebbe entrato di diritto, come erede legittimo, nella “Dicembre”. La società-cassaforte che ancor oggi controlla FCA, EXOR, Accomandita Giovanni Agnelli e tutto l’impero. Una società in cui Gabetti e Grande Stevens (insieme a sua figlia Cristina) e al commercialista Cesare Ferrero posseggono una azione da un euro ciascuno che conferisce poteri enormi e decisivi.

 

Al di là di questo, c’era un’immagine che dava un enorme fastidio a Edoardo: che suo padre si circondasse in molte occasioni pubbliche, e private, di Luca di Montezemolo. In quanti hanno detto, almeno una volta: “Ma Montezemolo, per caso, è figlio di Gianni Agnelli?”. Comunque sia, un figlio, un vero figlio, che cosa può provare nel vedere suo padre che passa più tempo con un estraneo (perché è certo: Luca non è figlio dell’Avvocato, anche se ha giocato a farlo credere) piuttosto che con lui? Ad esempio in occasioni pubbliche come lo stadio, i box della formula 1 durante i Gran Premi, per le regate di Coppa America, in barca, sugli sci, in altre mille occasioni. Un giorno di novembre del 2000 un signore di Roma era nell’ufficio di Gianni Agnelli a Torino per parlare d’affari. All’improvviso si aprì la porta, entrò Edoardo come una furia ed esclamò: “Sei stato capace di farmi anche questo! Hai fatto una cosa per Luca che per me non hai mai fatto in tutta la mia vita. E non saresti nemmeno mai stato capace di fare”. Sbattè la porta e se ne andò. Una settimana dopo è morto.    

  

Comunque sia, ecco perché Jaky non ha voluto ricordare nemmeno quest’anno suo zio Edoardo. Ma Lapo, che ha vissuto una vicenda per qualche aspetto analoga a quella dello zio e che per fortuna si è conclusa senza tragiche conseguenze (l’overdose a casa di Donato Brocco in arte “Patrizia”, la scorta che anche in questo caso “dimentica” di seguirlo, proteggerlo, soccorrerlo, e infine dopo l’uscita dal coma Lapo “costretto” a vendere le sue azioni per 168 milioni di euro), non avrebbe dovuto, non deve e non può dimenticarsi di zio Edoardo. E’ proprio vero: questi giovanotti, autonominatisi “rappresentanti” della Famiglia Agnelli” mentre invece sono solo degli Usurpateurs, non sanno nemmeno in certi casi che cosa voglia dire rispetto, rimembranza, memoria, dolore, culto dei propri parenti scomparsi.

 

www.gigimoncalvo.com

 

 

Gabetti, premio fedeltà (agli Agnelli) neppure a loro ! Mb

 

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Sabato 12 Dicembre 2015, ore 7,30
 

"Torinese dell'anno" il manager che per oltre mezzo secolo ha tenuto le fila dell'impero finanziario della Famiglia e ancora oggi ne custodisce i segreti più reconditi. Il caso della "Dicembre" e gli slurp (incauti) di Ilotte - di GIGI MONCALVO

Nei giorni scorsi Vincenzo Ilotte, che da un anno ha ereditato dall’ex dipendente Fiat,Alessandro Barberis, la presidenza della Camera di Commercio di Torino, ha accantonato tutti gli impegni di lavoro e ha dedicato molto del suo tempo per la cosa cui teneva e tiene di più: correggere, rivedere, aggiustare, il “libretto” che riguarda il “Torinese dell’anno”, Gianluigi Gabetti, che verrà premiato domenica. I problemi maggiori per Vincenzo sono venuti, non solo dal proprio ufficio stampa, ma soprattutto dal premiato, il quale ha voluto controllare tutto, sistemare ogni virgola, verificare come era stato impaginato il libretto, quali caratteri di stampa e quale carta erano stati scelti, con quale e quanto spazio erano state pubblicate le foto che egli aveva graziosamente selezionato e fornito: lui alla scrivania molto giovane con una riproduzione alle spalle (un quadro di Ben del 1969 con la scritta: “N’importe qui peut avoir une idée”), una immagine di Gabetti con suo figlio e Ilotte in piena salivazione, GLG con Elserino Piol a New York, alle spalle (come sempre) di  Gianni Agnelli che non lo guarda, con Umberto Agnelli, con Lindon Johnson, con David Rockefeller, conPertini e il marchese Diana che gli conferiscono il cavalierato del lavoro, con Marchionne e infine con la sua creatura, con tanto di braccia sulle spalle, Jaki Elkann. A proposito del quale Gabetti ha preteso fosse scritta la sua nota teoria che non trova riscontro in alcun atto ufficiale o in alcuno scritto del defunto Gianni Agnelli: “successore designato” (da chi?).

 

Con l’aggiunta di alcune falsità storiche. Ad esempio su Marchionne: “…in perfetta sintonia Gabetti e John Elkann chiamano Sergio Marchionne ad assumere la carica di Amministratore Delegato della FIAT…”. A proposito dell’equity-swap, che non viene mai chiamato con tale nome - anche perché evoca una circostanza, cioè una condanna penale e amministrativa e una prescrizione che se uno è innocente non solo dovrebbe aver rifiutato ma che invece è stata ben accolta – l’ufficio stampa di Gabetti (pardon, di Ilotte) glissa e mente: “Tocca a Gabetti il compito di difendere l’integrità del controllo della FIAT dalle speculazioni, mediante un complesso di operazioni messe in opera con l’avvocato Franzo Grande Stevens, che si concludono con un buon esito, permettendo così lo straordinario rilancio del Gruppo”. Ilotte farebbe bene a consigliare ai suoi ghost-writer di informarsi meglio: non dico di chiedere la versione del dottor Giancarlo Avenati Bassi ché sarebbe pretendere troppo, ma almeno di evitare termini come “complesse operazioni”. In questo passaggio emerge la prova che Gabetti ha corretto di suo pugno, facendo aggiungere il nome di Grande Stevens cui evidentemente ancora non ha perdonato quei vecchi guai e nella sua mente ultranovantenne è sempre convinto che in quel periodo fu Franzo a eseguire e a seguire i suoi ordini mentre egli, come sempre, nascondeva la mano e mandava avanti l’altro.

 

Ciò che, soprattutto, non va perduta, è però la testimonianza firmata da Gabetti in persona, dal titolo “Le radici della mia Torinesità”. Con il che rinnega la sua amata Ginevra, dove ha fatto andata e ritorno più volte per quanto riguarda il passaporto e la residenza, specie fiscale, in rue Jean Calvin nella città vecchia, e soprattutto aMurazzano, il paesino in provincia di Cuneodove è cresciuto e ancora abita. Gabetti sulla sua “torinesità” la prende molto alla larga, ma cita e quindi subliminalmente ti induce a pensare di essere come loro, i benefattori dell’Ordine Mauriziano che crearono l’Ospedale, i Savoia che vollero la Palazzina di Caccia di Stupinigi, i benemeriti del Monte di Pietà, “da cui sorse l’Istituto San Paolo”, coloro che vollero l’Università, l’Accademia delle Scienze e l’Istituto Galileo Ferraris, per arrivare fino “a Don Giovanni Bosco, Padre Giuseppe Cottolengo e molte altre figure spirituali”. E lui, Gianluigi, arriva fa pensare proprio – almeno nelle sue intenzioni – a San Giovanni Bosco e al Padre Cottolengo. Quando si dice la modestia!

 

LEGGI QUI L'AGIOGRAFIA DI GABETTI

 

Comunque sia, dopo tanta fatica alla fine il difficoltoso “parto” del libretto è avvenuto, e il risultato è davvero sorprendente. Sia per quello che il premiato, Gianluigi Gabetti, ha scritto di sé che per le clamorose omissioni che lo stesso insignito, ma soprattutto Ilotte hanno fatto emergere, anche se questo verbo può sembrare una contraddizione trattandosi di omissioni, silenzi, vere e proprie “omertà”. Va bene che Ilotte è un esperto di chiusure-lampo e che l’azienda di famiglia (cui stranamente dedica poche righe nel suo curriculum in cui ha fatto cancellare, chissà perché, il suo luogo di nascita e ha perfino ignorato la fondamentale e illustre figura imprenditoriale paterna), ma questa volta la chiusura è stata davvero ermetica, proprio all’altezza dei prodotti della Divisione Fonderia della “2A” di Santena, quella in cui si producono le famose zip, oltreché parti dei propulsori di autocarri.

 

Che cosa è accaduto? Ilotte forse non sa o fa finta di non sapere che la persona che ha scelto di premiare ha commesso una serie di gravi irregolarità e mancanza di riguardi, oltreché autentiche violazioni di legge, proprio nei confronti della Camera di Commercio, cioè proprio l’ente che ha deciso di sceglierlo come “cittadino benemerito”. Invece di perdere tempo a correggere, impaginare, lusingare, lisciare il pelo al noto “lupo” (in contrapposizione con gli agnelli, sia con la a maiuscola che minuscola), il presidente Ilotte doveva, avrebbe dovuto fare una cosa semplicissima. Ed è ancora in tempo a farla, così si rende conto della sola che ha propinato al buon nome di Torino e della Camera di Commercio. Deve chiamare la sua dipendente, dottoressa Maria Loreta Raso, dirigente responsabile del “Registro delle Imprese”, e chiederle: “Dato che ho deciso di premiare Gabetti, vuole per cortesia verificare in archivio se è tutto in regola per quanto riguarda costui?”. La dott. Raso aveva di fronte due opzioni: rispondere subito (poiché ben conosce la situazione) oppure guadagnare tempo, fingere di consultare le carte in archivio e dopo un po’ dare al presidente Ilotte l’agognata (da lui) risposta. Che era ed è la seguente: “Beh, guardi, caro Presidente, farebbe meglio a cambiare la scelta del premiato perché nei nostri confronti non è stato molto corretto né serio”.

 

Ilotte si sarebbe probabilmente inalberato, visto che la macchina era ormai avviata e non si poteva revocare la designazione e mandare al macero le copie del libretto così ricco di peana e di ditirambi, e si sarebbe pentito – come è ancora in tempo a fare – per la sua scelta, dettata tra l’altro, pensate un po’ ma lo ha scritto egli stesso, dal fatto che “grazie all’amicizia fraterna con suo figlioAlessandro, ho potuto frequentarlo durante ormai quasi mezzo secolo e poter così ricevere numerosi stimoli…”. Il che significa che, avendo Ilotte quarantanove anni di età, ha cominciato a frequentare Gabetti senior fin da quando il futuro presidente della Camera di commercio era nella culla e lanciava i primi vagiti. E la frase che Gabetti gli ripeteva (“Non perdere l’abbrivio”) non si sa a quale fase della vita di Ilotte si riferisca. Alla prima infanzia, quando ha smesso di gattonare e ha mosso i primi passi? Oppure quando era impegnato sul vasino? O invece quando andava all’asilo o alle elementari? Chissà. Comunque Ilotte cresceva e Gianluigi Gabetti continuava a esortarlo instancabilmente: “Non perdere l’abbrivio”. Per questo Ilotte ha sempre preferito le discese, le spinte, coloro che gli tiravano la volata, l’appoggio, il rinculo su muro di gomma che fungeva da propulsore, sempre per prendere l’abbrivio e soprattutto non perderlo. Ilotte scrive di aver scelto Gabetti “in deroga allo stile di riservatezza che ci contraddistingue” (riferendosi alla Camera di Commercio). E conclude con un autentico osanna per il premiato, sottolineando che ha contribuito “con lungimirante visione alla continuità dell’azienda e alla creazione di occupazione e innovazione”. Ilotte dall’alto della sua carica istituzionale dovrebbe ben sapere, contrariamente alla Stampa che lo sa ma non lo scrive, quanti giorni al mese viene aperto lo stabilimento di Mirafiori e per quanti, a rotazione, dei migliaia di cassaintegrati. Per non parlare di quel che resta degli altri stabilimenti…. Dovrebbe spiegare che cosa ha fatto, come presidente, per salvare l’indotto FIAT vessato, costretto a spostarsi dove FCA produce (Serbia, Polonia, Spagna, Francia, Messico, Brasile, Stati Uniti) e ormai ridotto ai minimi termini (lui dovrebbe saperlo dato che la sua azienda fornisce pezzi all’IVECO).

 

Ma torniamo alla dottoressa Raso e alla Camera Commercio presa in giro, così come il Tribunale e i Giudici delle Imprese, dal dottor Gabetti. Il premiato, in qualità di socio e amministratore della “Dicembre società semplice” - un’invenzione di Grande Stevens che racchiude la ex cassaforte della ex famiglia Agnelli, in cui oggi non figura più nessuno che porti questo cognome - ha sempre rifiutato di fornire, come impone la legge, i dati, gli atti, gli statuti, la composizione societaria, la quantità di azioni detenute dai singoli soci, che la Camera di Commercio nel corso di ventitré anni ha chiesto a lui e agli altri componenti della “Dicembre”. Il dottor Gabetti, di cui è noto il rilevante e preminente ruolo nella “cassaforte”, non ha nemmeno mai risposto alle lettere raccomandate che la dottoressa Raso gli ha inviato chiedendo di mettersi in regola e di fornire al “registro delle Imprese” presso la Camera di Commercio i dati riguardanti quella importante società che controlla dall’alto tutto l’impero ex-Fiat. E quindi anche EXOR, FCA, Accomandita Giovanni Agnelli, Juventus, e via discorrendo. Per quale ragione il dottor Gabetti, torinese dell’anno, non ha mai risposto alle richieste della Camera di Commercio, le ha ignorate, ha violato la legge? Per quale ragione ci sono volute ben due ordinanze del Giudice delle Imprese (prima la dottoressa Anna Castellino, 25 giugno 2012, e poi il dottor Giovanni Liberati, 24 maggio 2013, ha avuto bisogno di un ordine del Tribunale) per riuscire a ottenere l’iscrizione d’ufficio della “Dicembre” e soltanto nel 12 luglio 2012 ad opera, pensate un po’ del giornalista che qui scrive? Come mai, Gabetti non ha ottemperato alle fasi successive completando la documentazione mancante visto che il sottoscritto, a causa della “reticenza” del notaio Ettore Morone, ha potuto avere un solo documento rogato dallo stesso, nonostante richieste e interventi perfino del Notariato Nazionale? Chi ha “richiamato” e “tirato le orecchie” al notaio rimproverandogli di avermi mandato tale documento, e gli ha fatto scrivere una risposta successiva, di fronte alle richieste di altri documenti, che ha fatto ridere l’intero notariato italiano? E cioè (27 marzo 2012): “Gli atti da Lei richiesti non sono stati da me conservati, in quanto consegnati da me al cliente. Non ne ho quindi la materiale disponibilità e non mi è conseguentemente possibile rilasciarne copia”. E non rilascia nemmeno il numero di repertorio e nemmeno come lo ha archiviato. Il che fa sorgere una domanda: ma l’archivio dello studio Morone in quale stato è? Donna Giuseppina vuole parlare lei col suo adorato fratel Ettore?

 

Bene, a fronte di tutto questo, il presidente Vincenzo Ilotte se va a dare un’occhiata al registro delle Imprese di cui egli è, tra l’altro responsabile, troverà che la “Dicembre società semplice”, la più importante, ricca e illustre società che ricadono sotto la sua giurisdizione torinese, una società che ogni anno incassa milioni di euro di dividendi da EXOR e Accomandita Giovanni Agnelli, risulta registrata in questo singolare modo: “Codice Fiscale 96624490015. Sede legale: via del Carmine 2 (dove c’è lo studio Grande Stevens) -  Soci: CARACCIOLO Marella, anni 88; GABETTI Gianluigi, anni 91; ROMITI Cesare, anni 92”. La società risulta fondata nel 1984. Tutti sanno che Romiti non ha più nulla a che fare con la Fiat dal 1998, da ben diciassette anni. Ma non solo questo dimostra quanto sono aggiornati, e come li tiene aggiornati, il presidente Ilotte. Attenzione al colpo di scena. Il pacchetto azionario risulta così suddiviso (valori espressi ancora in lire): CARACCIOLO Marella, 10 azioni da mille lire ciascuna per un totale di 10.000 lire: GABETTI Gianluigi, una azione da mille lire; ROMITI Cesare, una azione da mille lire”. Totale: 12 azioni per un controvalore di euro 6,20. Questo vorrebbero farci credere Gabetti & C. E allora presidente Ilotte, quando sul palco premierà il torinese dell’anno, prenda l’abbrivio e in nome della limpidezza, della trasparenza, della legge, del suo dovere istituzionale gli chieda: «Senta, Gabetti, a parte questa “marchetta” che io e lei stiamo facendo su questo palco davanti a tutta questa bella gente, quand’è che finalmente si decide a mandare tutti gli atti riguardanti la “Dicembre”, la sua “Dicembre”, al mio ufficio, come prevede la legge?». Dai, Ilotte prenda l’abbrivio. E, soprattutto – come le ha detto Gabetti in questo mezzo secolo - non lo perda.

 

Post Scriptum: Se poi vuole, glieli forniamo noi i nomi e le quote societarie della “Dicembre”. In tal modo anche Jaki Elkann - tra una pausa e l’altra di quelle gare contro Lavinia, con la sua amata e inseparabile playstation, perfino quando sono allo stadio per vedere la Juve - verrà finalmente a sapere che cosa “rischia” ad avere nella “Dicembre” come soci, anche se con una sola azione, i signori  Gabetti, Grande Stevens Franzo, Grande Stevens Cristina, Ferrero Cesare. Stia sereno, neh!

 

 

 

 

 

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DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

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http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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M&C SITO :  http://www.mecinv.com/

 

 

La ringraziamo sinceramente per il Suo  interesse nei confronti di una produzione duramente colpita dal recente terremoto, dalle stalle, ai caseifici fino ai magazzini di stagionatura. Il  sistema del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano sono stati fortemente danneggiati con circa un milione di forme crollate a terra a seguito delle ripetute scosse che impediscono a breve la ripresa dei lavori in condizioni di sicurezza. Questo determina di conseguenza difficoltà nella distribuzione del prodotto “salvato”, che va estratto dalle “scalere” accartocciate, verificato qualitativamente e poi trasferito in opportuni locali prima di poter essere posto in vendita. Abbiamo perciò ritenuto opportuno mettere a disposizione nel sito http://emergenze.coldiretti.it tutte le informazioni aggiornate relative alla commercializzazione nelle diverse regioni italiane anche attraverso la rete di vendita degli agricoltori di Campagna Amica.

 

Cordiali saluti.

Ufficio relazioni esterne Coldiretti

 

 

ENI-REPORT

 

28.04.13

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Report, puntata 7 aprile 2013: lo Stato fallimentare
Investire Oggi
Proprio mentre sul web infiamma la polemica per la richiesta di risarcimento intrapresa dalla compagnia energetica nazionale a seguito dell'inchiesta Eni di Report (è anche partita la raccolta firme, Report: firma la petizione per il diritto di ...

 

Report - La Congregazione e l'Eni 07/04/2013
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16.12.12

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A2A-REPORT

 

02.12.12

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ALITALIA-REPORT

 

07.04.13

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MPS-REPORT

 

09.12.12

 

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-8d9c77dd-a34f-4268-951d-34b2d830b2a7.html

 

 

 

http://www.matrasport.dk/Cars/Avantime/avantime-index.html

 

 

Auto e Moto d’Epoca 2013

 

- Nuovo sistema tutela auto e moto d'epoca;
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Veicoli d'interesse storico, la fiscalità e il redditometro;
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Norme per la circolazione dei veicoli storici;
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Veicoli d'interesse storico e collezionistico: circolazione e fiscalità 

 

 

 

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Niente multe se l'autovelox non è ben segnalato

Una sentenza del giudice di pace accetta il ricorso per apparecchi non adeguatamente segnalati in prossimità degli incroci.

http://www.motori.it/attualita/19152/niente-multe-se-lautovelox-non-e-ben-segnalato.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-20+Niente+multe+se+l'autovelox+non+%c3%a8+ben+segnalato

 

TomTom GO Mobile: navigazione gratis per Android

TomTom ha rilasciato l'app GO Mobile per Android in versione freemium, cioè gratuita per chi percorre fino a 75 km al mese.

http://www.motori.it/tecnica/19173/tomtom-go-mobile-navigazione-gratis-per-android.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-22+TomTom+GO+Mobile%3a+navigazione+gratis+per+Android

 

Carburanti: arriva OsservaPrezzi, l'app del MISE

Si chiama OsservaPrezzi ed è l'app gratuita voluta dal MISE per consentire agli automobilisti di conoscere in mobilità i prezzi dei carburanti.

http://www.motori.it/attualita/19174/carburanti-arriva-osservaprezzi-lapp-del-mise.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-23+Carburanti%3a+arriva+OsservaPrezzi%2c+l'app+del+MISE

 

03.06.14 

 

 

 

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Sono quello che voi pensate io sia (20.11.13) per questo mi ostacolate.(08.11.16)

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(12.02.16)

TO.05.03.09

IL DISEGNO DI DIO A VOLTE SI RIVELA SOLO IN ALCUNI PUNTI. STA' ALLA FEDE CONGIUNGERLI

PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI SIA SANTIFICATO IL TUO NOME VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ COME IN CIELO COSI IN TERRA , DAMMI OGGI LA POSSIBILITA' DI NON COMMETTERE ERRORI NEL CERCARE DI REALIZZARE NEL MIGLIOR MONDO POSSIBILE IL TUO VOLERE.

TU SEI GRANDE ED IO NON SONO CHE L'ULTIMO DEI TUOI SERVI E DEI TUOI FIGLI .

SIGNORE IO NON CONOSCO I TUOI OBIETTIVI PER ME , FIDUCIOSO MI AFFIDO A TE.

Difendo il BENE contro il MALE che nell'uomo rappresenta la variabile "d" demonio per cui una decisione razionale piu' diventare irrazionale per questa ragione (12.02.16)

La vita e' fatta da cose che si devono fare, non si possono non fare, non si vorrebbero fare.(20.01.16)

Il mondo sta diventando una camera a gas a causa dei popoli che la riempiono per irresponsabilità politica (16.02.16)

 

 

  

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6) COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DEGLI AZIONISTI NEI PROCESSI PER REATI SOCIETARI

 IL 31.10 15  la sentenza del PROCESSO CONTRO GERONZI E CRAGNOTTI PER ESTORSIONE NEI CONFRONTI DI PARMALAT ha ammesso il danno per i soci Parmalat .     

SENT CRAGN MOTIV 1 MOTIV 2 MOTIVAZ 3

 

 

Gli Agnelli e quella società fantasma per la legge italiana

 

La 'Dicembre', fondata nel 1984, ha una visura falsa oppure vecchia di 30 anni. Dall'ostracismo a Edoardo al potere di John: quanti intrighi dietro la società.

 

di 

|

17 Novembre 2016

 

Quando ha letto su Repubblicache la società 'Dicembre' della famiglia Agnelli era controllata da John, Lapo e Ginevra Elkann, Gigi Moncalvo, autore di tre libri sul patrimonio dei proprietari della Fiat ora Fca (Agnelli Segreti, I Lupi e gli Agnelli e I Caracciolo), ha fatto un salto sulla sedia: «Una balla colossale, un primo caso di piaggeria del quotidiano di Eugenio Scalfari nei confronti dei nuovi proprietari».
Del resto, la Dicembre, la prima scatola cinese e “controllante” dell'impero Agnelli, poi distribuito tra Giovanni Agnelli & co, Exor e Fca, è un rebus difficile da risolvere.
Anzi, è una vera e propria storia all'italiana di come una delle famiglie più importanti del Paese abbia potuto concludere affari nella totale omertà e compiacenza delle istituzioni per più di 30 anni.
DATI RISALENTI A 30 ANNI FA. Ora le società degli Agnelli stanno migrando in Olanda ma dal 1984, anno di fondazione della Dicembre, nessuno ha potuto mai sapere chi fossero i soci e le rispettive quote della cassaforte di famiglia.
Ancora adesso, se si fa una ricerca alla Camera di commercio, compare una visura con dati risalenti appunto a tre decenni fa.
E pensare che nel 2015 il presidente della Camera di commercio di Torino, Vincenzo Ilotte, ha premiato Gianluigi Gabetti, azionista della Dicembre, come Torinese dell'anno.
Moncalvo, che ha lavorato a lungo sulla vicenda, l'ha ricostruita passo dopo passo, incrociando inchieste della procura di Milano e disposizioni testamentarie dell'Avvocato.
ALLA NASCITA CAPITALE DI 100 MLN DI LIRE. L'atto costitutivo della società è del 15 dicembre 1984.
Risulta che il capitale sia poco inferiore ai 100 milioni di lire (99.980.000).
I soci sono Gianni Agnelli (99,96 milioni di lire), Marella Caracciolo (10 mila lire), Umberto Agnelli (1.000 lire), Gianluigi Gabetti (1.000 lire), Cesare Romiti (1.000 lire).
Il 13 giugno 1989, con un nuovo atto del notaio Ettore Morone, al culmine della guerra tra Umberto e Romiti, l'Avvocato farà uscire entrambi dalla Dicembre e le loro due azioni passeranno a Franzo Grande Stevens e a sua figlia Cristina (che ha solo 29 anni).
MONCALVO: «AZIONARIATO FALSO O VECCHIO». Da notare, spiega Moncalvo, che «Agnelli preferirà dare un'azione a Cristina e suo padre piuttosto che far entrare i suoi due figli, Edoardo e Margherita».
Questa uscita di Romiti dall'azionariato, «avvenuta nel 1989 e ciononostante ancora presente tutt’oggi nei documenti ufficiali, è una delle prove che nel 2016 nel registro delle imprese presso la Camera di commercio di Torino il dato sull'azionariato della Dicembre è falso o vecchio».
John, presidente di Fca, il principale azionista, non è nemmeno indicato in quel registro in cui ogni società, per legge, dovrebbe comunicare ogni variazione societaria, statutaria e azionaria..Un nuovo atto del 3 aprile 1996 registra l’ingresso tra i soci di John e sua madre Margherita, entrambi con azioni pari a 5 miliardi di lire.
La quota di Marella sale da 10 mila lire a 5 miliardi e 10 mila lire.
Ed entra un altro nuovo socio, Cesare Ferrero, con una azione.
IL 25% A GIANNI AGNELLI. Gianni Agnelli, oltre al suo 25%, mantiene per sè l'usufrutto delle tre quote di moglie, figlia e nipote.
«C'è da notare l'articolo 7 dello statuto», evidenzia Moncalvo, «sulla successione di un socio. È quello inserito per impedire che Edoardo, in caso di morte del padre, possa ereditare di diritto una quota della Dicembre ed entrare tra gli azionisti. È una norma contraria al diritto successorio italiano che prevede la legittima per gli eredi. Lo stesso Edoardo aveva detto che, in caso di morte del padre, avrebbe fatto valere i suoi diritti successori previsti dalla legge».
Tuttavia, non ci sarà bisogno dell'articolo 7, perché Edoardo morirà nel 2000, tre anni prima di Gianni.
LO STRAPOTERE DI JOHN ELKANN. Ma non è tutto. «Va evidenziato anche l'articolo 8, per le cessioni delle quote a terzi», prosegue Moncalvo. «Nel caso in cui John volesse lasciare quote a sua moglie e ai suoi figli, sarebbero necessari due voti dei soci principali, cioè il suo e quello di Marella, e due degli altri quattro. Ma Marella è molto anziana: se non fosse in condizioni buone di salute e per caso dovesse morire, dove troverebbe John il secondo voto che gli è necessario per far entrare nuovi soci?».
La storia non finisce qui. Grazie al raffronto dei modelli unici presentati all'Agenzia delle entrate dal 2002 al 2007 si riesce a capire come è cambiato l'azionariato in aeguito alla morte dell'Avvocato.
Dopo il 24 gennaio 2003, infatti, vengono modificati i patti sociali.
LA MODIFICA ALL'ARTICOLO 7. In questo documento c'è la nuova composizione azionaria (prima che Margherita venga liquidata) e la modifica importantissima dell'articolo 7.
«È importante», spiega Moncalvo, «perché prevede che solo i figli di John (ma non sua moglie) potranno subentrare nella quota societaria del padre, ma soltanto quando questi morirà. La moglie potrà avere denaro (e poco in relazione al valore effettivo della Dicembre) quando resterà vedova».
In deroga a ciò, Lavinia Elkann potrà entrare nella Dicembre purchè non si sia separata e «a condizione che vi acconsentano le maggioranze previste per le modifiche dei presenti patti sociali».
Con John in vita, invece, non può entrare nessun nuovo socio.  
41 MLN DI PLUSVALENZA, 6 EURO DI CAPITALE. Infine si arriva al 2008, cioè all'ultima dichiarazione dei redditi nota, allegata agli atti dell'inchiesta dei pm Eugenio Fusco e Gaetano Ruta, poi archiviata per mancanza di collaborazione delle autorità giudiziarie svizzere.
Da questo documento emerge che gli azionisti sono John (58,706%), Marella (41,294%), Ferrero, Gabetti e i due Franzo Grande Stevens (un'azione ciascuno).
Spiega Moncalvo: «Quello è il primo anno, dopo la morte di Agnelli, in cui la Dicembre dichiara al fisco una plusvalenza: ammonta a 41.442.655 euro, di cui imponibili per 25.245.883, per una tassazione di 3.155.735 euro. Nella visura della Camera di commercio questa società, che nel 2007 sul 2006 ha avuto una plusvalenza di 41 milioni, ha un capitale sociale di appena 6,20 euro, diviso tra Marella con 10 azioni e Gabetti e Romiti con una…». 

 

 

 

L'AMBIGUITÀ' DI  MONTEZEMOLO

 “LA GUERRA DEI BREVETTI”
di Luca Chianca

Dove c'è un marchio riconducibile al Made in Italy c'è Luca Cordero di Montezemolo. Lo troviamo ospite ai convegni che promuovono il brand Italia, presidente del comitato promotore per la candidatura alle olimpiadi di Roma 2024. E come dimenticare Italia '90 e i suoi 19 mondiali vinti con la Ferrari. Ma da presidente della Ferrari, oltre alle vittorie della Formula 1, come ha gestito il marchio del Cavallino rampante, dal valore di oltre quattro miliardi di dollari? Nel 2002 lo ha affidato al cognato Lorenzo Bassetti che ha aperto fino a 18 punti vendita in tutta Europa ma dopo 14 anni di contratti qualcosa è andato storto. In ballo c'era la fusione tra Fiat e Chrysler e Ferrari voleva risolvere tutti i contenziosi e a scoperchiare le carte di questa storia c'è una causa civile presso il tribunale di Milano in cui l'avvocato Giulio Azzaretto, che ha portato a conclusione la chiusura dei contratti con il cognato di Montezemolo, fa causa proprio alla Ferrari per il mancato pagamento di ben 2,7 milioni di euro per il lavoro svolto

lunedì 28 novembre alle 21.30 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report, l'ultima condotta da Milena Gabanelli.
 

 

OGGI IL BROGLIO DELL'INVERSIONE DELL'ATTRIBUZIONE DEL VOTO POTREBBE RIPETERSI TANTO IN ITALIA NESSUNO CONTROLLA

l collegio della prima sezione civile di Milano, presieduto da Paola Gandolfi, ha respinto i reclami presentati da Valerio Onida e da un pool di avvocati contro la decisione del giudice civile Loretta Dorigo che, il 10 novembre, aveva deciso di non inviare gli atti alla Consulta sul quesito referendario Lo scorso 10 novembre, infatti, il giudice Dorigo aveva respinto i due ricorsi d’urgenza presentati dall’ex presidente della Corte Costituzionale Onida e da un pool di avvocati, Claudio e Ilaria Tani, Aldo Bozzi e Emilio Zecca, che, sebbene con delle differenze tecniche, avevano eccepito l’incostituzionalità della legge istitutiva del referendum (la n. 352 del 1970) laddove non consente lo «spacchettamento» del quesito in presenza di tematiche non omogenee tra loro. E questo proprio in riferimento alla consultazione popolare prevista per domenica 4 dicembre sul pacchetto di riforme costituzionali messo a punto dal governo, con gli elettori chiamati a esprimere un sì o un no su 5 questioni .

I figli più poveri di padri e nonni E gli italiani non investono più Nel rapporto del Censis un Paese rassegnato: dal 2007 sotto al materasso 114 miliardi Il 61% è convinto che il reddito peggiorerà. Crescono lusso, made in Italy e gastronomia .

Il sommerso Si accumula per difendersi La paura fa più di novanta: il Censis stima dall’inizio della crisi del 2008 un aumento dello stock di risparmi di oltre 114 miliardi di euro. La chiamano «la seconda era del sommerso». Gli italiani mettono da parte e, quando possono, evadono. Se negli anni settanta si trattava di «una saga di sviluppo industriale e imprenditoriale», oggi chi sceglie di arricchirsi con Airbnb lo fa «per pura difesa». Negli ultimi due anni, «pur se segnati da una diffusa sensazione di impoverimento, c’è stata un’esplosione dei comportamenti volti all’accumulazione di redditi e patrimoni con la decisa volontà di farli ulteriormente fruttare». La politica Le istituzioni diventano inermi Il problema è antico, non solo italiano, ma si tratta del «più serio» dei mali italiani: la divaricazione tra potere politico e corpo sociale, impegnati entrambi in «reciproci processi di rancorosa delegittimazione». La politica riafferma il suo primato progettuale, il corpo sociale la sua orgogliosa autonomia nel reggersi. Risultato: alimentano entrambi il populismo. Dall’Unità in poi proprio le istituzioni - dai Carabinieri alla magistratura - avevano rappresentato la spina dorsale del Paese. Oggi quei soggetti sono «inermi». Le istituzioni, che dovrebbero fare da cerniera tra i due poli, sono in «profondissima crisi». Le banche Allo sportello nessuno si fida Il sondaggio spiega molto del successo di Grillo&C. Domanda: di chi avete maggiore fiducia? Secondo il Censis il primo posto va alle forze dell’ordine (48 per cento), seguite dalle associazioni di volontariato (42,5), le imprese agricole (19,8), la Chiesa (16,7). Sindaci e Comuni riscuotono la piena fiducia del 9,1 per cento dei cittadini, i sindacati del 6,6, i partiti appena dell’1,6, le banche dell’1,5. Tra i giovani compresi fra i 18 e i 34 anni vanno bene il volontariato, dai 35 anni in su al primo posto ci sono le forze dell’ordine. A nutrire più sfiducia nei partiti e nei sindacati è la fascia di età intermedia, quella fra i 35 e i 64 anni.

Mosca pronta al compromesso sulla Siria “Tratteremo con Trump le condizioni” Kerry e Lavrov a Roma: la Russia ha vinto, ora convinca Assad a fare un passo indietro.

La battaglia delle ferrovie per la nuova Via della Seta Cina, Russia e Iran si sfidano per il controllo del mercato in Oriente.

Bloccato da una guardia giurata in corso Vigevano Ruba tonno al supermercato Poliziotto arrestato per furto Quando la guardia giurata lo ha fermato all’esterno del supermercato, contestandogli di aver preso della merce ed essere uscito senza pagare, ha tirato fuori il tesserino e si qualificato, svelando la sua identità: «Tranquillo sono un poliziotto, è tutto un equivoco». Ma la guardia giurata del supermercato «Il Gigante» di corso Vigevano, che lo ha fermato nel parcheggio, ad alcuni metri dall’uscita, ha risposto con fermezza: «Ecco, a maggior ragione, vorrà dire che chiameremo i suoi colleghi. Lei ha rubato della merce». Così è stato arrestato con l’accusa di furto un agente della polizia del Reparto Mobile di via Veglia, reparto spesso impiegato in ordine pubblico o nella protezione del cantiere Tav. Un «colpo» di poche decine di euro: alcune confezioni di tonno e crocchette per i cani. È finito agli arresti domiciliari. Ad arrestarlo sono stati gli agenti delle volanti che gli hanno trovato addosso la merce, nascosta sotto il giubbotto. I suoi movimenti tra gli scaffali sono stati notati dal personale di vigilanza, che lo hanno sorvegliato a distanza. Quando è uscito è stato fermato. L’arresto è stato convalidato. .

Ci sarà un nuovo processo per l’ex governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco, alla sbarra, insieme ad altri ex amministratori della sua giunta e funzionari regionali, per la «Sanitopoli» abruzzese: lo ha deciso la Cassazione, che ha annullato con rinvio la sua condanna per associazione per delinquere trasmettendo gli atti alla Corte di Appello di Perugia. I giudici perugini dovranno rideterminare il trattamento sanzionatorio e rivedere la condanna, che per Del Turco, in appello, era stata diminuita da 9 anni e 6 mesi a 4 anni e 2 mesi. Annullamento con rinvio anche nei confronti di per Camillo Cesarone e Lamberto Quarta. È stato dichiarato inammissibile il ricorso di Pierluigi Cosenza contro la prescrizione e sono state annullate senza rinvio le condanne per Ennio Marcello Boschetti, Bernardo Mazzocca e Luigi Conga per via della prescrizione. Per gli altri capi di imputazione, invece, le posizioni di Conga e Mazzocca dovranno essere rivalutate dalla Corte di Appello di Perugia per la rideteriminazione delle pene. Sono state annullate le condanne al risarcimento delle parti civili a carico di Sabatino Aracu, ed è stato rigettato il ricorso di Angelo Bucciarelli. È in sostanza da riscrivere la sentenza d’appello emessa all’Aquila nel 2015. Nella sua requisitoria, il pg aveva chiesto alla Corte la conferma della condanna. «Spero che a Ottaviano Del Turco sia restituita la piena dignità - aveva detto il suo difensore, l’avvocato Giandomenico Caiazza, chiedendo l’annullamento senza rinvio - è un galantuomo che non ha mai preso nemmeno un euro di tangenti, è una “riserva” della Repubblica. Non si può distruggere una persona senza nessuna prova». Il verdetto d’appello si era concluso con una netta riduzione di pena per Del Turco e gli altri otto imputati. Gli episodi di corruzione erano stati ridotti da 24 a 6 e le tangenti, inizialmente calcolate in 6 milioni e 200 mila euro, erano state ridotte a 800 mila euro, somma peraltro mai ritrovata. L’inchiesta ruota sulla posizione del grande accusatore di Del Turco, l’ex re delle cliniche private, Vincenzo Maria Angelini, ex titolare della clinica Villa Pini di Chieti, ritenuto credibile dai giudici di appello che lo hanno assolto dall’accusa di corruzione, dopo che in primo grado era stato condannato a tre anni e sei mesi. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI Ottaviano Del Turco, 72 anni .

A RHO DA OGGI ALL’11 DICEMBRE LA XXI EDIZIONE La Fiera degli artigiani 3000 stand da 100 Paesi.

ROMA Mafia Capitale Richiesti altri 24 rinvii a giudizio Dopo la conclusione delle inchieste di Mafia Capitale scandite dagli arresti del dicembre 2014 e del giugno 2015 (è in corso il processo a 46 imputati), la procura di Roma ha chiesto altri 24 rinvii a giudizio. Tra questi, il ras delle cooperative Salvatore Buzzi e l’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon, e personaggi non ancora comparsi in un’aula di giustizia, come l’ex capogruppo Pd al Comune di Roma Francesco D’Ausilio. Le accuse vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta, dalla violazione del segreto al finanziamento illecito. L’ex capogruppo del Pd in Campidoglio D’Ausilio ed il suo ex collaboratore Nucera sono accusati di corruzione e di finanziamento illecito per essersi posti al «servizio di soggetti legati al gruppo Buzzi». Entrambi avrebbero ricevuto, per l’accusa, nel 2014 da Buzzi «almeno 12.240 euro» e la promessa di altri 50 mila, anticipo di 130 mila complessivi, in cambio «dell’ approvazione della liquidazione dei debiti fuori bilancio del Comune di Roma e la corresponsione del 5% del valore economico dei lotti assegnati con 10 procedure negoziate indette dal Dipartimento Tutela Ambiente».

ACCOLTI PARZIALMENTE ALCUNI RICORSI. A RISCHIO LE OPERAZIONI DI TRASFORMAZIONE IN SPA, A INIZIARE DA BARI Il Consiglio di Stato sospende la riforma delle Banche Popolari Alla Consulta la norma di Bankitalia che consente di imporre un tetto al diritto di recesso .

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03.12.16

 

IL VERO PESO ALLE PAROLE

Nel giorno in cui il Financial Times esce sull’edizione cartacea con un pezzo di Bill Emmott che individua nel «fantasma del Duce» il più grande ostacolo alla vittoria del Sì, sul sito web della testata appare un altro articolo dal titolo «A Roma serve la riforma ma al momento la stabilità è la cosa più importante».Secondo il quotidiano economico britannico infatti, qualunque fosse il risultato del referendum costituzionale di domenica 4 dicembre, Matteo Renzi dovrebbe rimanere alla guida del governo.

BOLOGNA Il presidente del tribunale a rischio trasferimento Azione disciplinare e persino un trasferimento d’ufficio per incompatibilità funzionale, ecco quel che rischia il presidente del tribunale di Bologna, Francesco Caruso, per aver affidato a Facebook la sua opinione su chi voterà Sì al referendum di domenica, con un accostamento un po’ spericolato alle scelte dei repubblichini durante l’ultima guerra mondiale: «Nulla sarà come prima e voi sarete stati inesorabilmente dalla parte sbagliata, come coloro che nel ’43 scelsero male, pur in buona fede». Giudizi tranchant anche su altri aspetti della riforma costituzionale, che il giudice ha definito fondata su «corruzione» e «clientelismo». Il magistrato in un primo tempo si è giustificato dicendo che il suo commento era «privato» e indirizzato esclusivamente ai suoi 230 amici sul social, ma uno di loro l’ha comunque spifferato alla Gazzetta di Reggio, città dove Caruso presiede tuttora la corte nel maxiprocesso alla ‘ndrangheta «Aemilia», le sue frasi sono state pubblicate e la polemica è divampata. Ieri poi il comitato di presidenza del Csm ha investito del caso il pg della Cassazione e le discussioni sono proseguite: il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha parlato di «argomentazioni, modalità e un tasso di propaganda che ritengo inaccettabili sia che si sostenga il Sì sia che si sostenga il No», invitando «tutti, tanto più un magistrato, a non usare argomentazioni che rischiano di pregiudicare la loro funzione e credibilità». Il giudice, che è iscritto a Md, la corrente dei magistrati ufficialmente pro No, e che durante la sua carriera ha firmato sentenze importanti come l’appello bis per la strage di via D’Amelio a Caltanissetta e, a Ferrara, la condanna dei poliziotti per la morte di Federico Aldrovandi, ha poi precisato: «Non ho detto che chi vota Sì sia un repubblichino, ma che commette un errore grave come quello compiuto da chi sostenne la Repubblica di Salò. E’ una cosa del tutto diversa». La vicenda è finita nel calderone del dibattito pre-referendario, col Pd a condannare la presa di posizione del giudice Caruso e, sul fronte opposto, l’appoggio espresso da Movimento 5 Stelle e Matteo Salvini

“Sottovalutate le denunce interne” I pm vogliono arrestare il primario Le indagini si allargano: nel mirino 80 cartelle cliniche, 12 sono molto sospette.5 vittime L’inchiesta è partita da cinque presunte vittime: quattro sono pazienti morti in corsia, l’ultima è il marito dell’infermiera Laura Taroni che, secondo i pm, sarebbe stato ucciso dalla coppia di amanti 13 indagati Oltre al dottor Cazzaniga e all’infermiera Taroni, in carcere, nell’inchiesta risultano iscritte nel registro degli indagati altre 14 persone. L’accusa nei loro confronti è omessa denuncia e favoreggiamento 45 casi aperti Nelle ottanta cartelle cliniche finite nel mirino della Procura, ci sono 45 casi ancora mai analizzati. Dodici invece le cartelle cliniche di pazienti deceduti su cui la Procura ha fortissimi sospetti.“La commissione disciplina non ha agito adesso dovrà fornire delle spiegazioni” Parla il direttore generale: “Ma in quest’ospedale c’è chi dà l’anima”.Non abbiamo preso provvedimenti perché il consiglio di disciplina aveva appena stabilito che il caso non c’era Giuseppe Brazzoli Direttore generale dell’ospedale di Saronno.

Fumo nero e gente chiusa in casa nel paese ostaggio della raffineria Pavia, incendio all’impianto Eni. “Nessun ferito, ma non uscite”. Scuole chiuse in 8 Comuni.“Ora speriamo nel vento per cancellare le paure” Gli scienziati al lavoro. L’azienda: effetti limitati.

Il post sul web nNel post scritto su Facebook insieme alla foto del cadavere la madre di Jenni accusa con durezza gli amici della figlia: «Ora non potete più toccarla con le vostre sporche mani, con le vostre false parole, con i vostri plagi. Non la potete più invitare a far festa ai rave, non potrete più rubarle i soldi che non avevate intenzione di restituirle mai. Se n’è andata sapendo che eravate persone di m… e di m… resterete per sempre» .

Il bimbo di sette anni sconosciuto all’anagrafe e mai andato a scuola Ai carabinieri: vorrei giocare, ma non conosco nessuno Il piccolo affidato ai servizi sociali. Denunciati i genitori.

Fidel e il ritorno alla fede “Parlava spesso di religione” Le sue ceneri saranno conservate nel cimitero cattolico di Santiago.Castro “ritrova” il Che a Santa Clara città della Revolución I La carovana fa tappa al mausoleo di Guevara.

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE RUSSO SULLO STATO DELLA NAZIONE: FOCUS SU CRISI ECONOMICA E POLITICA ESTERA Terrorismo, Putin tende la mano a Trump Il leader del Cremlino: “Pronto a collaborare, non vogliamo nemici”. Sulla Siria: “Finiremo il lavoro”

Il Gip del tribunale di Roma, Giulia Proto, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare che ha fatto finire ai domiciliari il giudice di Tempio Pausania Cristiano Vincenzo (48), assieme agli imprenditori Manuel Spano (38) e Umberto Galizia (45). Il magistrato è sotto inchiesta per corruzione in atti giudiziari e corruzione per nell’esercizio delle funzioni: una serie di regalie in cambio di favori nei confronti degli altri indagati.

Imprenditore evasore per pagare gli operai E il giudice lo assolve Contestati 262 mila euro non versati. Applausi anche dal pm.

Cibo di qualità e pochi sprechi A tavola Francia batte Italia L’indagine Barilla: una conseguenza è il boom di bimbi obesi.Dieta La Francia ha adottato politiche coraggiose per incentivare diete sane, come la tassazione delle bevande zuccherate Spreco È uno dei pochi Paesi (da agosto anche l’Italia) ad avere una legge che affronta il problema dello spreco di cibo Acqua Nonostante la Germania sia più avanti sull’agricoltura sostenibile, la Francia ha punteggi alti grazie alla gestione delle risorse idriche

Angela Merkel e quattro ministri del suo governo dovranno presentarsi di fronte alla commissione d’inchiesta del Bundestag che indaga sullo scandalo del dieselgate di Volkswagen. Lo rivela il quotidiano Saarbruecken Zeitung nell’edizione di ieri. L’audizione della cancelliera è già stata fissata per l’otto marzo 2017, aggiunge il quotidiano, secondo cui i ministri che saranno convocati sono i titolari di Economia e vice cancelliere Sigmar Gabriel (Spd), Trasporti Alexander Dobrindt (Csu), Ambiente Barbara Hendricks (Spd) e il capo della cancelleria Peter Altmeier (Cdu). Intanto negli Stati Uniti aumentano per la prima volta da più di un anno le vendite del marchio Volkswagen. La casa di Wolfsburg, a novembre ha venduto 29.672 veicoli, in rialzo del 24,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Il dato è anche migliore delle previsioni degli analisti che avevano stimato un incremento del 6%.

Il Tribunale civile di Roma si è pronunciato a favore della Siae nel ricorso d’urgenza per il caso dei biglietti dei Coldplay e ne ha proibito la rivendita sulle piattaforme web del mercato secondario. Live Nation precisa con una nota: «Live Nation non ha mai venduto, né direttamente, né indirettamente, alcun biglietto relativo ai concerti dei Coldplay a siti di secondary ticketing». La soluzione della questione insomma appare ancora lontana.

Blitz dei carabinieri al San Giovanni Bosco Chiedeva soldi per le cure Medico arrestato in ospedale Denunciato da una paziente. L’avvocato: nessun reato, solo un errore.. Così è finito nei guai Albert Nwahba, medico di medicina generale, di 48 anni, originario del Camerun. Arrestato in flagranza dai militari della caserma Regio Parco con l’accusa di concussione. Il gip, però, ha riqualificato il reato in abuso d’ufficio e lo ha scarcerato. Lui resta indagato. Il fascicolo è affidato al pm Andrea Padalino, che sta valutando gli atti per fare ricorso sulla qualificazione del fatto. Adesso il medico, difeso dall’avvocato Gianluca Visca, anche se non è dipendente dell’Asl rischia una sospensione dal servizio.

A Melezet esplode la protesta dei proprietari degli immobili Il ladri razziano il residence chiuso dalla burocrazia Bardonecchia, 40 alloggi inagibili da anni per la frana che incombe.

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02.12.16

 

 

POTREBBE SUCCEDERE A TE

Fortuna fu lanciata nel vuoto «da un’altezza superiore ai dieci metri», una circostanza pertanto compatibile con la ricostruzione degli inquirenti secondo cui “Chicca” precipitò dal terrazzo del palazzo dove abitava, al Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli, da oltre 25 metri. Nicola Balzano, il medico legale che esaminò il cadavere della bambina di 6 anni uccisa il 24 giugno 2014, ha testimoniato ieri davanti alla quinta sezione della Corte di Assise al processo che vede imputati Raimondo Caputo, detto Titò (accusato di omicidio e violenza sessuale) e la sua ex compagna Marianna Fabbozzi (che risponde di concorso nella violenza per non aver denunciato gli abusi pur essendone a conoscenza). Già prima che venisse eseguita l’autopsia fu evidente che la morte di Fortuna Loffredo, che tutti chiamavano Chicca, fosse dovuta a un trauma da caduta. Presentava infatti segni inequivocabili delle fratture provocate dal violentissimo impatto e che sarebbero state presto evidenziate dalla Tac. Quando l’anatomopatologo ha cominciato la deposizione, la mamma di Chicca, Mimma Guardato, che non ha mai perso una battuta in tre udienze, ha lasciato l’aula per non ascoltare.

“Ricoverato per un femore rotto mio nonno è morto in due ore” Il nipote di una delle vittime: ci eravamo fidati di Cazzaniga.

“Non ci hanno ascoltati Tutti sapevano nessuno è intervenuto” L’indagine interna non portò a provvedimenti .I farmaci nel pesto La “terapia” di Laura per uccidere il marito In 14 mesi lo ha convinto di avere il diabete.

“Spazzeremo via l’Isis Nessuno potrà dividere il nostro Iraq” Al Jaafari: “Ai curdi non conviene l’indipendenza”.

Boris Johnson: “Avanti con le sanzioni Putin smetta di provocare la Nato” Il ministro inglese: “Brexit? Saremo più forti ma l’Ue ci dia accesso al mercato unico” .

I capi dei servizi segreti italiani “Metodo dei Sioux contro i terroristi”.

Italia e Nigeria unite contro i trafficanti di schiave del sesso Trovato un accordo per contrastare la tratta e lo sfruttamento.

Così le Chinatown riciclano i soldi sporchi “Spariti tre miliardi” Il denaro trasferito in patria tramite agenzie londinesi.

L’uomo che ha inventato il carattere per dislessici .

RISPARMIATORI: SENTENZA VERGOGNOSA. IL PROCURATORE DI AREZZO: SORPRESO, FAREMO APPELLO Etruria, tutti assolti nel primo processo Fornasari e l’ex dg erano accusati di ostacolo alla vigilanza. Il gup: il fatto non sussiste.

IL FRESH ESCLUSO DAL PIANO Montepaschi i fondi Usa pronti a entrare Non c’è solo il fondo sovrano del Qatar tra i potenziali «anchor investor» per l’aumento di capitale di Monte dei Paschi. Tra i firmatari degli accordi di riservatezza ci sarebbero anche alcuni grandi fondi americani, secondo quanto riferito da alcune fonti. Fondi «importanti, in grado di influenzare il mercato con le loro decisioni», dice una delle fonti. Martedì il direttore finanziario dell’istituto senese, Francesco Mele, ha detto durante una conference call con alcuni detentori dei bond subordinati che un accordo potrebbe arrivare nel fine settimana. Ieri intanto il cda dell’istituto ha fatto il punto sull’andamento del piano per la conversione dei bond subordinati in azioni. L’offerta, che si chiude venerdì, ha già raccolto l’adesioni delle Generali, che detiene 420 milioni di subordinati Mps e che arriverà ad avere l’8% della banca postaumento. Nei dieci titoli oggetto dell’offerta, per un valore nominale di 4,3 miliardi, non sarà compreso il Fresh da un miliardo emesso nel 2008 nell’ambito dell’operazione Antonveneta. La decisione definitiva è stata presa dal consiglio di ieri ed è legata sia alla complessità dal punto di vista regolatorio che dallo scarso impatto sul capitale della conversione. Il Fresh infatti, un titolo ibrido, è già computato per l’80% nel capitale. Il vantaggio economico per l’istituto è legato però all’onere eccessivo delle cedole da pagare agli investitori se l’operazione andrà in porto e quanto l’istituto tornerà a chiudere un esercizio in utile. L’operazione di scambio che chiude domani è «cruciale» per evitare, a cascata, «una più ampia crisi sistemica in Italia e nell’Eurozona», secondo un commento apparso sul Wall Street Journal. Per questo, sostiene il quotidiano americano, Mps e il sistema bancario italiano stanno vivendo «un’attesa carica di tensione per vedere se gli obbligazionisti sosterranno l’aumento di capitale». Il piano di conversione dei bond, dalla quale Mps punta a raccogliere almeno un miliardo, è però solo il primo passaggio della complessa operazione di messa in sicurezza dell’istituto. Dopo il referendum del 4 dicembre partirà l’aumento di capitale, al quale seguirà lo scorporo di 28 miliardi di sofferenze lorde. La Bce ha chiesto il completamento dell’operazione entro la fine dell’anno.

Alitalia, tagli in arrivo nel piano industriale Il piano industriale di Alitalia continua a dividere. Sul tavolo ci sono i possibili esuberi, il contenimento degli stipendi, un ripensamento delle alleanze e sullo sfondo, il risanamento dei conti. I vertici della compagnia sono al lavoro in vista del cda che il 12 dicembre varerà il piano. Il dossier più delicato resta quello degli esuberi. Sui quali è intervenuto oggi il ministro dei trasporti Graziano Delrio, ribadendo di non aver ricevuto indicazioni in questo senso: «In Alitalia, malgrado i bilanci siano peggiori del previsto, non mi hanno parlato di esuberi ma di un piano di rilancio», ha detto il ministro. Ma resta alta la preoccupazione dei sindacati: le cifre che circolano oscillano da 600 a 2.000 persone coinvolte tra mancato rinnovo di contratti, esternalizzazioni ed esuberi veri e propri, ma numeri ufficiali ancora non ce ne sono ancora. È probabile che verrà messo in pratica qualche intervento per ridurre il costo del lavoro. Sarebbe prevista la messa a terra di una decina di aerei di medio raggio e l’arrivo di nuovi velivoli per il lungo raggio.

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01.12.16

 

TEMPI IN EVOLUZIONE

Il batterio diventa una fabbrica di composti di silicio e carbonio P rodurre naturalmente materiali fino a oggi creati solo in laboratorio. Merito di un batterio dei geyser d’Islanda, il Rhodothermus marinus, trasformato nel primo essere vivente capace di generare un composto di silicio e carbonio. Un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology coordinato da Frances Arnold, vincitrice del «Millennium Technology Prize 2016», ha trovato un’alternativa - rispettosa dell’ambiente e potenzialmente meno costosa - per produrre alcune molecole-chiave dell’industria chimica. Lo studio è stato pubblicato su «Science» e apre a moltissime applicazioni. Dopo l’ossigeno, infatti, il silicio è l’elemento più abbondante sulla Terra, ma viene creato chimicamente per essere utilizzato in farmaci così come in vernici, computer e televisori. Produrlo in modo naturale significa ridurre l’utilizzo di metalli preziosi e solventi tossici, nonché di sottoprodotti indesiderati. I ricercatori sono partiti da un batterio delle sorgenti d’acqua calda dell’Islanda dotato di una proteina che, normalmente, trasporta gli elettroni ad altre molecole proteiche e che, di tanto in tanto, produce anche silicio e carbonio. Hanno quindi isolato dal suo Dna il gene che determina questa funzione e l’hanno inserito nel corredo genetico di un altro batterio, decisamente più comune: l’Escherichia coli. Ma il nuovo microrganismo modificato non si è rivelato subito efficiente nella produzione del composto di silicio e carbonio e, così, i ricercatori hanno potenziato la proteina e selezionato gli esemplari che hanno mostrato i risultati migliori: sono bastate poche generazioni per ottimizzare i rendimenti, battendo quelli dei catalizzatori artificiali dell’industria. «Un bel lavoro, che crea una nuova chimica», ha commentato il Nobel Roald Hoffmann.

“Il governo mi salvi dall’esecuzione” Il giallo dell’italiano rapito in Turchia A sette mesi dalla scomparsa su un sito russo appare un video dell’imprenditore L’appello: sono prigioniero in Siria. Il ministero degli Esteri: una vicenda anomala.

Juanita Castro: “Fidel? Ha tradito i cubani Raúl porterà democrazia” La sorella del Líder Máximo in esilio a Miami: “Inaccettabili i festeggiamenti dopo la sua morte. Il funerale? Non ci sarò” .

Paraguay, tra i terroristi amici dei narcos A Ciudad Del Este dove Hezbollah ricicla il denaro sporco dei trafficanti di droga .

La sfida al narcotraffico Da Ciudad Del Este, al confine Brasile-Paraguay, la seconda puntata di reportage sulla guerra ai narcos Ieri la prima puntata da Manila, nelle Filippine, dove la lotta alla droga del presidente Duterte ha fatto 4600 vittime.

Novara, i segreti della scuola record dove tutti i diplomati trovano lavoro Lo sportello interno fa assumere il 95% dei ragazzi dell’Istituto Omar.

La fiaba del violinista dalle vie di Sanremo al palco della Scala Cacciato dalla strada, oggi la rivincita.

Il report dell’Osservatorio interistituzionale Migranti, raddoppiano le richieste di asilo Ma nel 2015 gli stranieri residenti in provincia di Torino sono in calo. E 101 Comuni danno accoglienza .

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30.11.16

 

 

BUON SENSO

GUSTAVO ZAGREBELSKY “Costituzione indifesa come a Weimar Fermiamo gli apprendisti stregoni” “Parlamento illegittimo, non poteva cambiare la Carta. Ma i garanti tacciono Mourinho direbbe: riforma zero tituli. Col proporzionale torna la politica.

Aumento per le pensioni basse Ma scenderà a 30-50 euro Approvata la manovra che ora va al Senato. Il premier: “Non sono mance elettorali”.

Difesa comune, l’Europa accelera “Sconti sul deficit per le spese militari” Il piano della Commissione: “Risparmi per decine di miliardi.

Trump minaccia L’Avana “Cambiamo l’accordo o è rottura” Il presidente eletto: migliorare l’intesa a favore dei cubani nell’isola e negli Usa Ma Obama difende il disgelo: benefici per gli esuli e per indebolire la repressione.

Alejandro, l’erede dei Castro che fa già affari con gli Usa Il figlio di Raúl presidente ombra. È al vertice della gerarchia dell’isola Con lui accordi sottobanco e disgelo con investitori americani.

Viaggio nelle strade di Manila tra narcos e squadre della morte La lotta alla droga del presidente Duterte ha fatto 4600 vittime I corpi lasciati a bordo strada con un cartello: “Non fate come me”. Agenti e curiosi La polizia scopre il viso di due vittime trovate sul ciglio di una strada a Makati, città delle Filippine ubicata nella Regione Capitale Nazionale. I corpi avevano la testa avvolta in cellophane e scotch da pacchi. Appiccicato sul petto un cartello con la scritta: «Non imitatemi». In alto a sinistra Maria Deparine, una donna che ha perso tre figli a causa della lotta ai narcos .La sfida al narcotraffico Da Manila, capitale delle Filippine, la prima puntata di reportage sulla lotta ai narcos. La prossima sarà da Ciudad Del Este, zona franca in Paraguay dove i trafficanti raccolgono soldi e tangenti grazie al contrabbando di droga .

Fuga dagli ospedali Rischiano di sparire 40mila specialisti Nel mirino le assunzioni bloccate e i numeri chiusi .“Rimborsi boomerang Così si penalizzano i farmaci economici” .

La riconquista di Aleppo I soldati fedeli ad Assad entrano nei quartieri Est Le truppe del regime avanzano grazie ai raid russi Migliaia di civili in fuga dalle zone in mano ai ribelli .

IL PROCESSO IN UCRAINA Kiev accusa Yanukovich di “alto tradimento” «Dov’eravate e cosa avete fatto la mattina del 20 febbraio 2014, quando decine di persone venivano uccise sulla via Institutskaya?». «Niente di speciale, lavoravo come al solito». Per la prima volta dalla strage di oltre 100 manifestanti di EuroMaidan a Kiev, l’ex presidente ucraino filorusso deposto, Viktor Yanukovich, va alla sbarra davanti alle autorità ucraine, come testimone nel processo contro 5 ex agenti accusati di «omicidio» nel massacro in cui morirono anche una ventina di poliziotti, e a cui seguirono l’annessione russa della Crimea e il conflitto nell’Est. Ma lo fa a distanza, in collegamento video da Rostov sul Don, nella Russia che lo protegge e gli ha concesso l’asilo temporaneo, dove si rifugiò dopo la rivolta. Si difende, e non si pente. Da Kiev il procuratore Lutsenko lo accusa di «alto tradimento», violazione della Costituzione, complotto coi russi per cambiare le frontiere ucraine: «Avete aperto la porta all’aggressore». Lui nega. Dice di «non sapere nulla» su chi abbia dato l’ordine di sparare sulla folla. Ma sui manifestanti sposa la versione di Mosca: la loro protesta «falsa, una provocazione pianificata da radicali per rovesciare il governo». Facendo infuriare i familiari delle vittime assiepati fuori dal tribunale a Kiev, cui poi chiede scusa: «I vostri cari non hanno colpa, sono stati manipolati». Incolpa della strage gli attuali dirigenti ucraini, all’epoca leader della piazza, incluso Lutsenko. Venerdì un gruppo di nazionalisti aveva impedito agli imputati di raggiungere l’aula. Yanukovich ha ammesso un unico errore: «Non aver chiamato l’esercito e non aver introdotto la legge marziale». Interrogato sul ruolo di Putin nella crisi: «Non ricordo». .

Assalto al campus con l’auto In Ohio è incubo terrorismo Attacco pianificato, 11 feriti. Ucciso l’assalitore: è uno studente di origini somale.

La Brexit fa già passare notti insonni a Theresa May, e adesso la premier britannica ha un altro grattacapo: un ulteriore possibile ricorso in tribunale che potrebbe rallentare il divorzio da Bruxelles. Questa volta al centro della disputa c’è la permanenza del Paese all’interno dello spazio economico europeo: secondo il governo l’uscita dall’Unione Europea comporta automaticamente anche l’abbandono dello spazio economico; ma un gruppo di studiosi ritiene che sia necessario un procedimento formale e separato, e che la decisione spetti a Westminster. «Lasciamo l’Ue, d’accordo, ma non siamo costretti a lasciare il mercato unico» ha spiegato Jonathan Lis, vice direttore del think tank filo-europeo British Influence. «Il governo dovrebbe sposare la nostra iniziativa, non osteggiarla». Lo spazio comune europeo consente il libero movimento di merci, capitali, servizi e lavoro; ne fanno parte gli Stati membri dell’Ue, ma anche a Paesi fuori dal blocco come la Norvegia. Il think tank ritiene che l’esecutivo debba rispettare il meccanismo di uscita previsto dall’accordo sullo spazio comune, e sta preparando un documento da inviare al ministro per la Brexit, David Davis, in cui annuncia di volere un parere legale circa la posizione del governo. Il ricorso potrebbe allungare pericolosamente i tempi e complicare la vita alla May, che ha rivelato in un’intervista al «Sunday Times» che la Brexit «non mi fa dormire la notte». La premier vuole attivare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona entro marzo e dare così il via a due anni di negoziati. Il governo è già alle prese con il caso, delicatissimo, relativo proprio all’articolo 50, che Downing Street ritiene di poter attivare senza interpellare il Parlamento. La Corte Suprema ne discuterà la settimana prossima, ma il giudizio è atteso ai primi dell’anno. Intanto Ukip, il partito populista ed euroscettico vincitore del referendum del 23 giugno, ha eletto un nuovo segretario, l’eurodeputato Paul Nuttall, già vice del leader uscente Nigel Farage. Promette di essere il segretario dell’unità, alla ricerca di una nuova identità, ne ha bisogno se vuole sopravvivere..

Firme false M5S a Palermo gli indagati salgono a tredici Tra di loro un’altra parlamentare nazionale: Giulia Di Vita Nuti e Mannino non rispondono ai pm: tutti e tre sospesi dai probiviri.

CASO PILOTA IN ITALIA: LA SENTENZA DI PRIMO GRADO CONDANNA ANCHE EX DIRIGENTI DEL COMUNE Alluvione, 5 anni all’ex sindaca di Genova Nel 2011 morirono quattro donne e due bimbe. Vincenzi non diede l’allarme e non chiuse le scuole.

Terremotati, la solidarietà è in rete E gli aiuti ora arrivano su richiesta Siti di annunci e uso sapiente dei social: così si evita lo spreco di cibo e vestiti.

IL PARADOSSO DEL NUOVO REGISTRO NAZIONALE DELLE PIANTE DA FRUTTO Il nome Langhe per le nocciole In tutta Italia, non nelle Langhe.

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29.11.16

 

IMPREVEDIBILITA'

Affiliato Dalla scorta a Giovanni Falcone alla mafia, fino al pentimento. Ha deciso di collaborare con la giustizia un ex poliziotto diventato un affiliato ed esponente di spicco della mafia di Bagheria. Si tratta di Pasquale Di Salvo, 53 anni, denunciato da un altro pentito, Salvatore Sollima, che di lui aveva detto: «Faceva la scorta a Falcone e Borsellino, era stato l’autista», riferendo poi degli interessi di Di Salvo nel settore dei rifiuti a Bagheria. Interessi maturati all’ombra di Cosa nostra e confermati anche da altri due pentiti, Sergio Flamia e Antonino Zarcone. Arrestato dai carabinieri nell’operazione “Panta Rei”, l’ex poliziotto ha deciso di collaborare con i magistrati e raccontare i suoi segreti.

Tutti i giorni in fila per mangiare Viaggio nell’Italia degli ultimi Quattro milioni e mezzo di persone vivono in condizioni di indigenza assoluta A Bologna sei “pasti sociali” su dieci sono serviti a nostri connazionali .1977 anno La Caritas diocesana di Bologna è nata per volontà del cardinale Antonio Poma nel 1977 68500 pranzi Sono i pasti serviti soltanto alla Caritas di Bologna ogni anno.

« La relazione con il Dio-che-viene-a visitarci dà a ogni gesto, a ogni cosa una luce diversa, uno spessore, un valore simbolico. Da questa prospettiva viene anche un invito alla sobrietà, a non essere dominati dalle cose di questo mondo, dalle realtà materiali, ma piuttosto a governarle». Così papa Francesco ieri nell’Angelus in piazza San Pietro. «Il Vangelo - ha spiegato il Papa - non vuole farci paura, ma aprire il nostro orizzonte alla dimensione ulteriore, più grande».

Le palafitte di Viverone un tesoro preistorico L’ultima conferma dall’Università di Cambridge .

LA SAGA DI PONZANO VENETO: DAI SUCCESSI DEI MARCHI STORICI «UNITED COLORS» E «SISLEY», ALLE CAMPAGNE PUBBLICITARIE DI TOSCANI FINO AL DIFFICILE RILANCIO I pullover Benetton alla fine di un’epoca Alessandro lascia l’azienda di famiglia dopo un lungo braccio di ferro con lo zio Gilberto sulle strategie.

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28.11.16

 

SENZA GIUSTIFICAZIONE

Venti minuti. Il tempo di dare le sue generalità ai pm e annunciare che si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere. Samantha Busalacchi, attivista 5Stelle fedelissima dell’ex capogruppo alla Camera Riccardo Nuti, indagata, come il suo «mentore», per la vicenda firme false alle comunali del 2012 nel capoluogo siciliano, sceglie di tacere. A dispetto dell’invito «chi sa parli» rivolto dal leader del movimento, Beppe Grillo, all’inizio del caso Palermo. Il silenzio della Busalacchi, accusata da ben tre attivisti di avere materialmente copiato le firme dalle originali, inutilizzabili per un vizio di forma, potrebbe rispondere però a una linea comune. La linea dei cosiddetti «monaci», così vengono soprannominati i nutiani: una strategia concordata con l’ex capogruppo, che verrà interrogato lunedì prossimo e con l’altra parlamentare nazionale finita sotto inchiesta, Claudia Mannino, anche lei del cerchio magico del parlamentare nazionale, anche lei convocata in Procura per lunedì. F

Le buche nelle strade di Roma colpiscono ancora. Questa volta a farne le spese è stato Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 Stelle, che durante il corteo dei pentastellati per il No al referendum è scivolato su un tratto di via Ostiense evidentemente dissestato ed è caduto a terra. Il comico genovese dopo essersi rimesso in piedi ha scherzato: «Chi è stato? C’è qualche infiltrato? Ste c...di buche! Le buche nelle strade le vogliamo mettere a posto? Chi è che le deve mettere a posto?». Nella città a guida 5 Stelle la domanda, seppur ironica, tira in ballo la sindaca Virginia Raggi. Che risponde: «Abbiamo avviato gli appalti. Bisognerebbe capire perché sulle strade dissestate non sono intervenuti in precedenza

Argini e ponti ad arcata unica Così si è scongiurata la strage Ventidue anni fa il Piemonte contò 70 vittime e danni per miliardi di euro Oggi l’acqua fa meno paura grazie agli interventi e al dialogo tra Comuni.

Gli interventi Gli argini Città e paesi lungo il Tanaro sono stati protetti con interventi di difesa spondale I ponti Quelli con più pilastri fanno effetto diga. I nuovi costruiti hanno una sola campata Aziende al sicuro Con i nuovi Piani regolatori qualche azienda si è trasferita lontano dai corsi d’acqua Comunicazione Maggiori comunicazioni fra i Comuni hanno reso gli interventi più tempestivi .

Il terreno frana sotto le case Un intero paese scivola a valle A Mendatica (Imperia) abitazioni inclinate e strade divelte.

LA PROCURA NON HA RICHIESTO L’ AUTORIZZAZIONE AL GIP PER RIAPRIRE LE INDAGINI NEI CONFRONTI DELL’IMPUTATO “Scarcerare il presunto killer di Caccia” Il pm di Milano: “Nel processo un irreparabile vizio procedurale”. La famiglia: errore inconcepibile.

IPOTESI DI INTESA DOPO 13 MESI DI TRATTATIVE. ORA TOCCA A CONFINDUSTRIA E PARTI SOCIALI SCRIVERE LE NUOVE REGOLE Metalmeccanici, 92 euro di aumento Siglato il nuovo contratto. Addio al vecchio meccanismo dell’inflazione programmata.

“Accordo storico, con la Fiom abbiamo ritrovato l’unità sindacale” Bentivogli (Fim): la nostra intesa un esempio per il Paese.

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27.11.16

 

AMBIGUITA' E GIUSTIZIA

Dopo 7 anni una carezza “Così mia figlia Giulia si è svegliata dal coma” Torino, ricoverata nel 2004 per un aneurisma cerebrale La madre: “I dottori non si sono arresi, me l’hanno ridata”

«Quante donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza. Il Signore le vuole libere e in piena dignità«. Anche Papa Francesco interviene a difesa delle donne nella giornata in cui il mondo fa quadrato contro la violenza mirata al genere femminile. A fargli eco lo stesso presidente della Repubblica; Sergio Mattarella che ritorna su quella che ritiene una «violenza inaccettabile» perché rischia di trasformarsi in una «ferita all’intera società». «Eliminarla è un obiettivo che ogni Paese civile deve perseguire con decisione. La violenza, l’abuso, usati come strumento di imposizione, sopraffazione, sono il volto di una visione primordiale dei rapporti». P

La Finanza: «Inopportuno l’incontro di Vegas con i vertici» “Così Zanetti e l’onnipotente Bazoli decidevano le sorti dell’istituto”

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26.11.16

 

L'ANTIDEMOCRAZIA

Bombe carta e guerriglia a Torino Il prefetto chiede aiuto all’esercito Tre ordigni lanciati per vendetta dopo una rissa. Gli abitanti esasperati: abbiamo paura Centinaia di africani in rivolta: “Italiani razzisti, la polizia ci controlla e non ci difende” .

“Ci chiamano scimmie, ci minacciano Allah ci guiderà nella vendetta” Viaggio nell’ex villaggio olimpico diventato una polveriera sociale.

Appendino: ci stiamo già muovendo, il quartiere sarà riqualificato All’ex Moi cresce la tensione In arrivo cinquanta militari.

Dopo la rivolta, la rabbia dei residenti. Sulle esplosioni la firma degli ultrà .

La rissa Domenica un gruppo di ultras del Torino e alcuni occupanti delle palazzine olimpiche si scontrano allo «Sweet», lo storico bar di via Filadelfia La vendetta Mercoledì sera venti uomini, tutti considerati vicini alla tifoseria granata, lanciano grossi petardi contro una sala scommesse e davanti alle palazzine dell’ex Moi Le barricate Ieri mattina i profughi tornano in strada bloccando il traffico con i cassonetti dei rifiuti Accusano la polizia di non averli difesi dalla reazione degli ultras.L’ex villaggio olimpico “Chiusi in casa, come ostaggi” Nel quartiere cresce la paura La rivolta dopo le bombe carta rompe l’equilibro tra residenti e migranti.Le palazzine della discordia La breve parabola dal sogno olimpico all’emergenza.

ONDATA DI ROGHI DEVASTA IL PAESE. FERMATI ALCUNI PALESTINESI ACCUSATI DI AVER APPICCATO IL FUOCO Israele brucia, fuga da Haifa “Sono incendi dolosi politici” Sfollate 80 mila persone. Il premier Netanyahu: atto di terrorismo.

“In Europa rivogliono i tecnici” Il premier si sente accerchiato L’Economist sceglie il No. E parte il totoministri: Bini Smaghi all’Economia .A Cassino Ieri il presidente del Consiglio ha partecipato, nello stabilimento Fca, all’Assemblea Anfia, l’Associazione nazionale fra le Industrie automobilistiche .Con il premier a Cassino Marchionne: “Sì a Renzi Positiva la riforma, nauseato dagli insulti.

RENZI IN VISITA ALLO STABILIMENTO DI FCA Marchionne: con Alfa 1800 occupati in più nel 2018 a Cassino “Trump? Collaboreremo con la sua amministrazione.

«Per la sicurezza totale servono un miliardo e 400 milioni»a TORINO.Al via 5 nuove rotte internazionali verso Lisbona, Copenaghen e Spagna Nel 2017 la romena Blue Air prima compagnia a Caselle E Sagat ai primi di dicembre supererà il record storico di passeggeri

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni all’unanimità dei presenti ha ordinato a Rainews24 e a Skytg24 di riequilibrare entro la settimana in corso il tempo a favore delle ragioni del «No» nei notiziari. Relativamente ai programmi di approfondimento (extra Tg), ha ordinato a TgCom24 di operare un riequilibrio a favore delle ragioni del «Sì». Nella riunione ha esaminato i dati di monitoraggio relativi al periodo di campagna referendaria 14-20 novembre 2016 .

De Luca contrattacca “Arriveranno da qui i voti che faranno vincere il Sì” Bindi: L’accusa di mafia? Mancano i presupposti .

“Basta insulti sessisti Ho chiesto di eliminarli a Facebook e Twitter” Laura Boldrini pubblica i nomi di chi la aggredisce sul web.

L’Unione Europea chiude la porta alla Turchia, anche se solo «simbolicamente». Ieri il Parlamento di Strasburgo ha votato a larga maggioranza (479 voti favorevoli, 37 contrari e 107 astenuti) una mozione non vincolante per congelare temporaneamente i negoziati per l’ingresso di Ankara nel club di Bruxelles. A votare a favore sono stati i deputati della maggior parte dei partiti che siedono nell’assemblea dai conservatori ai socialisti, dai liberali ai verdi. Sotto accusa c’è la repressione avviata dal presidente della Repubblica Recep Tayyip Erdogan dopo il fallito golpe dello scorso 15 luglio. Quello che doveva essere l’allontanamento di figure vicine a Fethullah Gulen, ex imam e alleato del presidente, e ora nemico numero uno della Nazione, accusato di essere a capo di un network terroristico, si è trasformato in una caccia alle streghe che mirerebbe a zittire tutti i possibili oppositori. Il documento non potrà influenzare direttamente le decisioni della Commissione e auspica che la Turchia «resti ancorata» all’Unione Europea per l’importanza strategica che hanno le loro relazioni, tuttavia rappresenta un atto simbolico dal valore forte. Per la prima volta dall’avvio dei negoziati, nel 2005, l’ingresso della Mezzaluna è stato messo concretamente in discussione. La reazione di Ankara non si è fatta attendere ed è stata furiosa, in linea con le parole di Erdogan due giorni fa, che era arrivato ad accusare Bruxelles di finanziare gruppi terroristici, e con i titoli della stampa locale, che da settimane hanno raggiunto toni antieuropei mai visti prima. Il ministro per l’Europa, Omer Celik, ha definito la decisione «senza valore», «senza visione sul futuro» e «contraria ai principi fondanti dell’Unione Europea», aggiungendo che «verrà giudicata negativamente dalla storia». Il premier, Binali Yildirim, ha parlato di un voto «frutto di un doppio standard» nei confronti della Turchia. Ankara fa la voce grossa, forte anche della rinnovata alleanza con Vladimir Putin e l’intesa che sta cercando di costruire con l’amministrazione Trump, ma i numeri parlano chiaro. Oltre il 40% dell’export turco è destinato all’Unione Europea. Da quando Erdogan ha preso il potere, il 75% degli investimenti stranieri diretti nel Paese è arrivato proprio da quell’Unione da cui la Turchia, in politica estera e nel rallentamento dell’azione riformatrice, si è allontanata da tempo. 

SEVESO (MONZA) Strangola la moglie davanti ai figli La torta sul tavolo della cucina, la candelina spenta, ma senza festeggiamenti. A terra il corpo di Elizabeth Huyata Quispe, mamma di ventinove anni, strangolata e soffocata dal compagno, Vittorio Vincenzi, 56 anni. Fuori dalla stanza, un bimbo di tre anni in lacrime, sconvolto, dopo aver probabilmente assistito all’omicidio della madre accanto alla sorellina che proprio ieri avrebbe compiuto un anno. È questa la scena che si è presentata ai carabinieri di Seregno (Monza), quando verso la mezzanotte di giovedì sono arrivati in piazza Mazzini a Seveso (Monza), dopo la telefonata del nipote di Vincenzi, chiamato dalla sorella dell’uomo, a cui lui aveva appena confessato di aver ucciso la compagna. «Ho combinato un casino, adesso mi butto», avrebbe detto l’uomo al cellulare alla sorella, prima di salire all’ultimo piano della palazzina dove aveva vissuto per circa tre anni e mezzo insieme alla vittima. Fermato dal nipote, che nel frattempo era corso sul posto, il cinquantaseienne ha poi confessato tutto ai carabinieri, ai quali si è consegnato senza opporre resistenza.

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25.11.16

 

A TORINO NON SERVE UN NUOVO OSPEDALE CHE CONSUMI SOLDI E TERRITORIO

Neurologia universitaria Alle Molinette il reparto che è stato progettato come un albergo.A lle Molinette parlano di «comfort alberghiero». Va da sè che gli alberghi sono un’altra cosa: semmai il nuovo reparto di Neurologia universitaria li ricorda per il colpo d’occhio delle camere - con le porte colorate affacciate su un unico corridoio - e l’ampio salone all’ingresso. Vero, invece, che è stato concepito per garantire le migliori soluzioni possibili, anche in un ospedale, a quanti ci lavorano e soprattutto a coloro che devono trascorrervi uno o più giorni: l’umanizzazione dei percorsi di cura», uno dei principi faticosamente metabolizzati dalla Sanità moderna, si declina nei contenitori oltre che nelle professionalità e nelle terapie. Nuovi spazi Ieri l’inaugurazione in via Cherasco, dove ha sede il reparto diretto dai professori Leonardo Lopiano e Maria Teresa Giordana (ha ricevuto il testimone dal professor Lorenzo Pinessi, in pensione da novembre). Tra le novità, il fatto che per la prima volta in Piemonte Comfort in ospedale La struttura è costata poco meno di un milione REPORTERS il caso una modifica nata dalla volontà di porre rimedio alla situazione in quel di Novara, come si sosteneva ieri tra corso Dante e piazza Palazzo di Città, dove si è determinato un ingorgo di 700 decadenze di assegnazione? «E’ falso che le decadenze vengano richieste anche per le morosità incolpevoli - commenta Mazzù -. Anche quando non hanno ancora fatto domanda di fondo sociale, coloro che hanno i requisiti per richiederlo non sono mai oggetto delle Il ruolo delle donazioni Alla voce «curiosità» si è appreso che parte dell’investimento, circa 900 mila euro, è stato reso possibile grazie ad una donazione privata in ricordo del professor Ludovico Bergamini, maestro della Neurologia piemontese, al quale è stato dedicato il reparto. Comfort in ospedale Novecento metri quadrati, 25 stanze con bagni singoli, forniti di aria condizionata, 30 posti letto (18 di degenza ordinaria e 12 di week-hospital), colori tenui e luce a volontà: così si presenta il nuovo reparto, un avamposto di modernità in una struttura di inizio Novecento. Raccoglierà le eccellenze neurologiche liberando altri spazi (oggi compresi nel Padiglione di Neurologia) per ambulatori e day-hospital, consentendo ai neurologi di lavorare al meglio. Ricerca e assistenza Una frontiera avanzata, quella delle Neuroscienze, con un ruolo crescente in campo scientifico e assistenziale. Basti pensare ai costi derivanti dalla disabilità di patologie neurologiche: Alzheimer, Parkinson, Sla, ma anche L’umanizzazione della Sanità riguarda non solo le terapie ma soluzioni moderne per tutti i pazienti Gian Paolo Zanetta direttore generale Città della Salute richieste di decadenza per morosità da parte di Atc: le richieste partono solo per le morosità colpevoli. Il nostro impegno è evidente: a fronte di una morosità del 25 per cento sul bollettato emesso, Atc riesce in quattro anni, attraverso il fondo sociale per i morosi incolpevoli ma anche soprattutto grazie ai piani di rientro del debito per i morosi colpevoli,, a ridurla fino al 5 per cento. Di cosa stiamo parlando?». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI C ase Atc: la Regione sospende i termini delle decadenze pronunciate - cioè le procedure di sfratto, a seguito di morosità colpevole o incolpevole, destinate a diventare esecutive nei primi giorni di dicembre - che attualmente in Piemonte interessano circa 6 mila assegnatari. È il risultato più evidente della modifica della legge 3 del 2010 e del regolamento applicativo (contengono le disposizioni in materia di decadenza dall’assegnazione degli alloggi di edilizia sociale), avente per obiettivo un nuovo approccio ad un problema dai risvolti sociali ed economici insostenibili: per le famiglie, per i bilanci delle Agenzie e per quelli dei Comuni. Con una premessa, a scanso di equivoci: sono sospesi i termini delle decadenze, e non le decadenze in quanto tali. Una boccata di ossigeno per gli assegnatari ma transitoria, e condizionata. Il sistema attuale Finora funzionava così: le Atc avviavano il procedimento di decadenza dopo tre mesi di morosità «senza un’attenta valutazione delle cause della morosità stessa», precisa Augusto Ferrari, assessore regionale alle Politiche della casa. Il Comune aveva 90 giorni per pronunciare la decadenza: in caso contrario, l’eventuale morosità ed ogni altro costo sopportato dall’Atc erano posti a carico del Comune medesimo. Il provvedimento di decadenza individuava un termine non superiore a tre mesi per il rilascio dell’alloggio, se l’assegnatario non adempiva il Comune doveva dare esecuzione al provvedimento: anche con il ricorso della forza pubblica. I problemi Un meccanismo che si è imballato - Ferrari parla esplicitamente di «problema non governato in modo adeguato», i Cinque Stelle (Bono, pronunciamento di decadenze con rischi sociali enormi», aggiunge l’assessore. I problemi, tutti a monte, sono diversi: impossibilità di vacluso); disequilibrio dei bilanci in relazione al mancato incasso da canoni; contenziosi tra Atc e Comuni, chiamati a farsi carico dei costi se non ottemperaLe procedure erano esecutive a inizio dicembre Case popolari, la Regione congela oltre 6 mila sfratti La giunta cambia la procedura per la decadenza a seguito di morosità Ingorgo insostenibile Il problema dei canoni non pagati crea problemi ai bilanci di Atc e Comuni e rischia di avere costi sociali enormi REPORTERS (quelle per morosità incidono tra il 93 e il 97% sul totale) per poco meno di 6.500 assegnatari ma in media i Comuni hanno provveduto solo per il 33% delNuovi criteri Da qui la modifica della legge, e il congelamento delle decadenze pronunciate, a fronte di un nuovo meccanismo. In sintesi, dopo tre mesi di morosità l’Atc informa il Comune, che verifica l’oggettiva impossibilità di pagare il canone. A quel punto, delle due l’una. Se la morosità è colpevole l’Atc propone all’assegnatario un piano di rientro: chi non lo accetta o non lo rispetta finisce per perdere l’alloggio. Se la morosità è incolpevole, scatterà il sostegno del Fondo sociale regionale, che pagherà parte dell’affitto dovuto alle ALESSANDRO MONDO il caso 3 mesi Dopo 3 mesi di morosità Atc informa il Comune e scattano le verifiche sull’assegnatario 6500 richieste Le richieste delle Atc ai Comuni perchè avviino la decadenza (2011-2016) 33 per cento Le decadenze pronunciate dai Comuni su richiesta delle Atc (2001-2016) 4 domande a D. Montalbano consigliera M5S «Io sto pagando, questa è anche una nostra vittoria politica» Prendo atto, con soddisfazione, che il Comune a Cinque Stelle esercita una certa influenza: anche sulla Regione». Deborah Montalbano - presidente della quarta commissione comunale (Servizi sociali-Assistenza), a suo tempo accusata di morosità per un debito con l’Atc - non nasconde la sorpresa per la decisione della giunta Chiamparino di modificare le disposizioni sulla decadenza dagli alloggi popolari. A proposito: quella faccenda è risolta? «Era già in fase di soluzione quando sono stata trascinata in una polemica essenzialmente politica: ho stipulato con Atc un piano di rientro del debito». In cosa consisterebbe l’influenza del Comune sulla Regione? «Parliamo di un prog r a m m a del Movim e n t o C i n q u e Stelle alle u l t i m e elezioni, tradottosi in una mozione sull’autorecupero degli immobili licenziata dal Consiglio comunale poche settimane fa». In questo caso parliamo di decadenza: è un’altra questione. «In quella mozione, al quarto punto, chiedevamo alla sindaca Appendino di aprire un tavolo con la Regione per modificare la legge del 2010 recante le disposizioni sulla decadenza. E nell’attesa, la sospensione delle procedure in corso». Sta dicendo che ci avevate pensato per primi? «Non conta chi arriva prima o dopo: l’importante è che sia data risposta ai problemi degli assegnatari. Ma la considero una nostra vittoria politica, sulla quale lavoreremo con impegno. Resta molto lavoro da  La Regione interviene sulle norme in materia di decadenza degli alloggi. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI Sulla Stampa 17.410 alloggi Il patrimonio degli alloggi popolari che l’Agenzia gestisce a Torino 1027 sfitti La maggior parte degli alloggi sfitti è interessata da lavori di manutenzione 95 euro Il canone di affitto medio: 7 mila i casi di morosità incolpevole ogni anno emicrania cronica, sclerosi multipla, epilessia, le malattie neuromuscolari e i tumori cerebrali. Cervelli di ritorno Restando nel Dipartimento di Neuroscienze della Città della Salute, di cui fa parte il anche nuovo reparto, ieri è stata annunciata un’altra notizia: l’arrivo al Regina Margherita, come direttore della Neuropsichiatria Infantile, del professor Benedetto Vitiello, dal 2007 alla Johns Hopkins University di Baltimora. Intanto una donna viene chiamata a dirigere una struttura complessa nell’ambito della Neurologia accademica universita'.

Dopo le esplosioni oltre duecento occupanti sradicano cartelli e lanciano bottiglie Bombe carta alle palazzine ex Moi di Torino. I profughi in strada, notte di paura.

Collegno Un premio all’uomo che ripulisce la pista ciclabile.

Otto mesi di carcere. È la pena chiesta oggi dal pm Nicoletta Quaglino per Nicoletta Dosio, l’attivista storica No Tav arrestata il 3 novembre per evasione dagli arresti domiciliari. «Non è mai stata a casa» ha sostenuto il magistrato, confortato dalle testimonianze di investigatori della Digos e di carabinieri. Lei stessa, poi, aveva annunciato la propria «disobbedienza civile», come sostenuto in aula dagli avvocati Emanuele D’Amico e Valentina Colletta. Davanti al giudice Federica Florio, Nicoletta Dosio ha letto anche un documento (accolto da un applauso dagli attivisti No Tav in aula) dove definisce «provvedimenti arbitrari e vendicativi» quelli adottati dalla magistratura contro i No Tav, mirati a «criminalizzare il dissenso» a vantaggio del «partito trasversale della mafia e della guerra».

Il più grande pericolo per la salute ambientale in Europa? L’inquinamento che nel 2013 ha provocato 467mila morti premature. A lanciare l’allarme è l’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) nel rapporto 2016 sulla qualità dell’aria nel continente. La situazione generale sta lentamente migliorando ma l’inquinamento resta il principale pericolo. Le morti premature dipendono dall’esposizione prolungata al Pm2,5 in 41 Paesi europei.

La start up torinese ricava energia dalle onde Con una piattaforma al largo di Pantelleria.

Il primo paese-cooperativa “Ci studiano anche negli Usa” A Succiso ogni abitante fa più lavori: “Così teniamo in vita il borgo” .

L’attacco di Putin alla Ue “Democrazia in degrado” Mozione dell’Europarlamento denuncia i finanziamenti russi ai populisti Pd e Forza Italia astenuti, i grillini votano contro: manipolazione della realtà .

Bruxelles, schiaffo all’Italia Un inglese all’ufficio Migranti Nuovo scontro con la Commissione Il viceministro Giro: quel posto era nostro.

RILEVATE ANOMALIE NEGLI INVOLUCRI CHE POTREBBERO NON TRATTENERE IL VAPORE RADIOATTIVO Allarme nucleare, la Francia ferma 18 reattori Il presidente dell’Authority: situazione seria per la sicurezza. Tre impianti a rischio sul confine italiano .

Nel distretto delle carni la rivolta degli sfruttati “Paga misera, turni infiniti” Modena, contratti in scadenza per 140 operai “Appalti fittizi alle coop, non abbiamo tutele.

Per ora a Capalbio (Grosseto) non arriveranno profughi. Dopo le polemiche della scorsa estate, con le proteste dei villeggianti, anche volti noti dell’intellighenzia di sinistra, è stato annullato il bando di accoglienza per i richiedenti asilo. Dovevano arrivare 50 profughi africani nella località maremmana resa nota alla fine degli Anni 80 da Achille Occhetto e Alberto Asor Rosa: per loro era pronto un condominio vuoto. Il prefetto di Grosseto, Cinzia Teresa Torraco, ha deciso però di non procedere all’affidamento del servizio come previsto nelle disposizioni del bando. «Adesso sappiamo che per fermare l’invasione basta fingersi benestanti e di sinistra - ha commentato il coordinatore dell’esecutivo nazionale e capogruppo in Toscana di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli - Lo consiglieremo ai cittadini che in tutta Italia si lamentano per la presenza degli immigrati e per la totale assenza di coinvolgimento delle comunità locali nelle decisioni sul loro collocamento». Dura anche l’assessore lombardo al Territorio, Viviana Beccalosi «Da oggi invocheremo tutti il “modello Capalbio”. Una nuova politica dei respingimenti che, a quanto pare funziona. Una cosa sia chiara: i profughi che non saranno accolti nel Comune toscano non siano inviati in Lombardia».

IL GOVERNO CALCOLA 110 MILIARDI DI EVASIONE La Manovra cancella la “tassa Airbnb” Renzi: “Già troppi tributi.

L’idea ce l’ha avuta un papà di Padova. Il suo bimbo prematuro aveva bisogno di tanto latte materno per crescere. Dove trovarlo? Ha pensato allora di trasformare una Ape car in una piccola banca del latte a domicilio: un mezzo che va a prendere il prezioso alimento direttamente a casa delle mamme che ne hanno tanto e decidono di donarlo. Ora a trasformare in realtà questo progetto è la Città della Salute: la «Human Milk Link» inaugura questa mattina davanti all’ospedale Sant’Anna e presterà servizio da metà dicembre a Torino e Milano per poi raggiungere Roma, Napoli e anche Palermo per soddisfare i fabbisogni di tutti i bimbi prematuri. In Italia ne nascono ogni anno 5 mila ma solo un terzo può accedere a questo prezioso alimento che equivale a un farmaco salvavita. In occasione della Giornata mondiale del prematuro, proprio da Torino era partito l’appello nazionale del dottor Claudio Fabris per donare il latte materno. E ora, «grazie a questa iniziativa, finanziata privatamente, pensiamo di poter coprire l’intero fabbisogno torinese», spiega il professor Enrico Bertino. Ma non solo: «A bordo dell’Ape car ci sarà sempre personale specializzato anche nel fornire sostegno e informazioni sull’allattamento al seno: un valore aggiunto, per un bene altamente prezioso troppo spesso sottovalutato».

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24.11.16

 

AMBIGUITA'

È allarme meningite in Toscana dopo che ieri sera un bimbo di 8 anni, di Livorno, è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Meyer di Firenze. Il nuovo caso segue i decessi dei giorni scorsi, sempre per meningite, di altre due donne: una 45enne romena a Firenze e Lilia Agata Caputo, 64 anni, di Viareggio, deceduta ieri all’ospedale di Livorno un mese dopo il ricovero. Da inizio 2016 sono stati complessivamente 37 i casi di meningite riscontrati nella regione Toscana, e di questi 7 si sono rivelati mortali. I medici invitano dunque a vaccinarsi contro una malattia batterica non comune ma molto aggressivi.

Specchio dei tempi riporta a scuola i bambini terremotati dell’Everest A un anno e mezzo dal sisma gli alunni tornano sui banchi grazie alle offerte dei lettori .

Firme false Sentiti in oltre 400 . Prenderanno il via dalla fine della settimana gli interrogatori degli indagati per le firme false per la lista del M5S alle comunali di Palermo nel 2012. Sfileranno i deputati nazionali coinvolti, secondo indiscrezioni Riccardo Nuti e Claudia Mannino, gli attivisti iscritti nel registro degli indagati, tra i quali Samantha Busalacchi e Giorgio Ciaccio, la deputata regionale Claudia La Rocca, rea confessa insieme ad altri due grillini che stanno confessando tutto. La Digos ha sentito oltre 400 persone chiamate a riconoscere le sottoscrizioni finite sotto inchiesta: sarebbero centinaia, su circa 2000 depositate, le firme disconosciute .

I vitalizi contestati Grillini all’attacco e imbarazzo in aula sui pensionati d’oro Dura - e sempre imbarazzante - giustificare di questi tempi l’esistenza di 195 pensionati indubbiamente d’oro, tutti ex consiglieri regionali o loro congiunti, che costano alle casse del Piemonte 8 milioni l’anno. Otto milioni - a fronte di nessuna entrata - per pagare vitalizi maturati anche solo dopo 5 anni da consiglieri, mentre decenni fa ne bastavano pure meno perché era sufficiente versare i contributi mancanti a coprire il quinquennio. Semplificando ancora: si lavorava una legislatura e si vedeva riconosciuta una «pensione» che andava ad aggiungersi a possibili altre pensioni: magari quella maturata con l’Inps in attività lavorative extra-politiche, quelle del Parlamento italiano e pure europeo se il nostro aveva avuto la ventura di essere eletto anche a Roma e a Bruxelles. Il Consiglio regionale guidato da Mauro Laus li ha eliminati per i consiglieri di questa legislatura e, per dirla tutta, ha ridotto a 48 milioni (quasi il 50% di quanto si spendeva nel 2010) le spese per mandare avanti Palazzo Lascaris. Tanto che ieri, tutta la mattinata dell’assemblea piemontese s’è consumata nel decidere come impegnare i 6,7 milioni risparmiati dal Palazzo, per i cosiddetti «costi della politica», rispetto al budget preventivato. Ai «duri e puri» del Movimento 5 Stelle, da Bono a Bertola e Campo, che ricordavano Gatto Silvestro di fronte al canarino Titti, non è sembrato vero di poter riproporre il loro cavallo di battaglia più di successo: hanno cioè, presentato un emendamento all’assestamento del bilancio del Consiglio regionale (respinto) per chiedere, visto che è impossibile togliere i vitalizi ai 195 così come vengono corrisposti oggi, di ricalcolare quelle pensioni d'oro in base ai contributi realmente versati mentre il loro ammontare era stato calcolato con il sistema retributivo: «Suvvia, non riguarda voi, riguarda il passato. Già altre Regioni hanno scelto di passare al contributivo. Non è vero che non si può intervenire come sostenete sempre, lo dicono anche gli uffici della Regione» hanno s o s t a n z i a l - mente detto, i tre grillini intervenuti se non nell’imbarazzo, nel silenzio generale dell’assemblea. E’ toccato al Pd Nino Boeti, medico nella vita privata e componente dell’Ufficio di presidenza, difendere l’operato della maggioranza, ricordando, anche con una punta d’orgoglio, i tanti funzionari di partito, soprattutto del Pci, che dopo anni di stipendi da fame venivano eletti in Regione anche per assicurare loro una pensione per la vecchiaia. Metodo discutibile, ma così funzionava il mondo. «Sergio (Chiamparino, ndr) quando eri segretario del Pds cosa guadagnavi?». Chiamparino: «Zero». voce dal gruppo grillino: «Pagava l’Urss!». «E oggi Putin chi paga?» ha replicato lo svelto Reschigna. .

DOPO LE CRITICHE SALTA LA PROPOSTA DELL’AKP Dietrofront di Ankara sulle spose bambine DAVIDE LERNER ANKARA L’Akp, il partito di Erdogan, ha ritirato la controversa proposta di legge che voleva differenziare gli abusi sui minori in base alla fascia d’età oltre che amnistiare chi dopo aver commesso l’atto sposasse la vittima. Un provvedimento che nasceva da una sentenza di un tribunale di Bafra sul Mar Nero, poi sostenuta dalla Corte Costituzionale, secondo cui non sarebbe giusto punire le violenze sugli under-15 senza fare ulteriori distinzioni. Cioè considerare se la vittima fosse di età comunque superiore ai 12 anni e consenziente, se il rapporto fosse dovuto al conservatorismo di alcune aree della Turchia in cui sposarsi e avere rapporti da bimbi è normale. Ragioni che opposizioni e società civile non hanno voluto ascoltare, dando anzi luogo alla levata di scudi contro il governo più significativa del dopo-fallito coup. E convincendo l’Akp a fare quel passo indietro che non ha voluto fare su altre questioni, come quella dei curdi o quella del giornale Cumhuriyet decimato dagli arresti. «L’elemento decisivo è stata la rivolta interna al partito, che si è aggiunta alle proteste di società civile e opposizioni», dice Michelangelo Guida, professore turco-italiano di un’università di Istanbul. Ecco allora che il provvedimento non è neppure stato messo al voto in plenaria nella giornata di ieri, ma rispedito in commissione dove verrà ridiscusso. Festeggia la deputata italiana Pia Locatelli, appena rientrata da un viaggio in Turchia: «Grandiosa la reazione delle donne turche che hanno saputo opporsi al provvedimento in maniera trasversale, fino addirittura alle associazioni vicine all’Akp come la “Kadem” della figlia di Erdogan», dice. E ancora, riferendosi al dibattito su se sia opportuno interrompere il processo di adesione della Turchia all’Ue nonostante la deriva anti-democratica del paese: «Quanto avvenuto significa che nonostante tutto in Turchia c’è una linea rossa oltre la quale il governo non può andare. E conferma che sarebbe fatale interrompere il dialogo», dice, proprio nelle ore in cui a Strasburgo si dibatte sul tema.

I britannici sono fieri monarchici, ma quando vengono toccati nel portafoglio non restano in silenzio. La petizione online che chiede ai reali di ricorrere ai propri fondi per finanziare il restauro di Buckingham Palace ha già superato le 130mila firme. L’iniziativa, organizzata dall’ex giornalista Mark Johnson, si oppone al piano che prevede di coprire i costi, stimati in 369 milioni di sterline (430 milioni di euro), ricorrendo di fatto ai soldi dei contribuenti.

«Non mi fate parlare di Atlante 2. So che Penati sta facendo la sua parte. Vedo che si sta impegnando sulle quattro banche, su Monte Paschi. Quindi se si impegna per intanto ha i mezzi, il futuro dipenderà dal 5 dicembre». Ovvero da quello che succederà dal referendum costituzionale, avverte Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, tra i padri nobili del fondo. Nel frattempo Atlante è pronto a fare un’offerta relativa ai crediti deteriorati delle «good bank» nel mirino di Ubi. La condizione, ha ricordato il presidente di Quaestio Sgr, Alessandro Penati, è che «ci deve essere un’offerta della banca che è binding (vincolante), soggetta al fatto che noi le risolviamo il problema» degli Npl.

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23.11.16

 

AUTOILLUSIONI

Non capisco come sia possibile dimenticare gli effetti della crisi del 2008, dopo appena otto anni. Per alcuni nel settore finanziario è come se non fosse accaduto nulla, ma qualcosa era accaduto, e ha avuto un profondo effetto negativo sulle vite di molte persone». Lo ha detto il vicepresidente della Federal Reserve Stanley Fischer, ieri al Council on Foreign Relations, rispondendo a chi gli chiedeva la sua opinione sui piani del presidente eletto Trump di eliminare o modificare la legge Dodd-Frank, approvata dopo la crisi proprio per evitare che si ripetesse, regolamentando le attività delle banche. Fischer ha detto che nel 2008 «abbiamo rischiato di ripetere la Grande Depressione degli Anni 30», ma gli interventi della Fed, a cominciare dal «quantitative easing», l’hanno evitata. Proprio per questo sarebbe fondamentale continuare a garantire l’indipendenza della Banca centrale americana, criticata in campagna elettorale da Trump, che ha detto di voler sostituire la presidente Yellen. Fischer ha detto che la crescita negli Usa è abbastanza soddisfacente ed è stata quasi raggiunta la piena occupazione. Questo riduce le possibilità di raccogliere le risorse fiscali che sarebbero necessarie a pagare i tagli alle tasse voluti da Trump, mentre il programma di investimenti per le infrastrutture aiuterebbe a favorire la crescita e l’innovazione. Del resto lo stesso presidente Obama lo aveva proposto, ma era stato bloccato dall’ostruzionismo del Congresso a maggioranza repubblicana. Il vicepresidente della Fed ha confermato che i tassi saliranno, e molti auspicavano che ciò fosse già avvenuto, quindi il dollaro è destinato a rafforzarsi. La chiave per avere una crescita sostenibile sarà, però, l’aumento della produttività, attraverso le nuove tecnologie. BY NC “È troppo presto per archiviare la crisi del 2008” .

TERREMOTO DI 6,9 GRADI. NESSUN PROBLEMA ALLA CENTRALE NUCLEARE DISTRUTTA DAL SISMA DEL 2011 Allarme tsunami in Giappone A Fukushima torna la paura Le autorità nipponiche alla popolazione: “Abbandonate la costa”

IL PRESIDENTE TURCO ALZA LA POSTA CON BRUXELLES E CERCA UN’ALTERNATIVA Erdogan volta le spalle alla Ue “Meglio patti con Russia e Cina”.

I contributi Inps del Pd in tasca alla consulente Lavorava nello studio di Lavolta: denunciata .

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22.11.16

 

I FANTASMI NON POSSONO TORNARE

L’ennesimo miracolo del volto senza polvere della Madonna Nera A Oropa il rito si ripete ogni anno dal 1720 Il panno sul viso della Vergine resta immacolata.

Blair prepara il ritorno sulla scena contro la svolta a sinistra dei laburisti La tentazione dell’ex premier: May? Insignificante, Corbyn è un folle.

Dai vertici del giornalismo a insegnante di matematica La seconda vita di Lucy Lascia il Financial Times per le scuole disagiate inglese. «Now Teach» è il nome dell’organizzazione benefica che la giornalista del Financial Times Lucy Kellaway ha co-fondato con Katie Waldegrave. L’idea alla base è di coinvolgere manager, avvocati e banchieri vicini alla pensione nell’insegnamento e nella formazione. In particolare l’obiettivo è duplice: da una parte reclutare nuovi insegnanti tra le persone che hanno avuto una carriera lavorativa distante da quella dell’istruzione, dall’altro insegnare ai ragazzi nei contesti più disagiati di Londra. L’attenzione è rivolta alle materie scientifiche perché, come denuncia la stessa Kellaway, nelle scuole superiori britanniche mancano docenti di matematica

Vogliamo ancora l’Ue, nonostante tutto Il sondaggio Last conferma: gli italiani non intendono lasciare l’Europa, ma chiedono ai politici di cambiarla La Brexit non sfonda: tra il 2014 e 2016 aumentano euroconvinti e anti-euro, in calo invece chi ha idee più sfumate.

“Gender advisor,” i militari che danno un futuro alle donne È la nuova figura professionale che accompagna le forze armate In Libano e Afghanistan iniziative di scolarizzazione e commercio.Gli interventi  I «Gender Advisor» italiani hanno ottenuto importanti risultati: in Afghanistan è aumentato il numero delle bambine che frequentano gli istituti scolastici; in Libano si sono moltiplicate le iniziative commerciali femminili grazie a progetti di microcredito  Esistono già staff al femminile nelle missioni italiane: si chiamano all’americana, Fet (Female engagment team). Il Comandante della Brigata Sassari, il generale Manlio Scopigno, spiega: «Le donne rappresentano un valore aggiunto, soprattutto in teatro operativo dove ci troviamo ad affrontare situazioni particolari» .

Pronti in mezz’ora contro i terroristi Così si addestrano gli uomini del Gis Livorno, una giornata con il reparto d’élite dell’Arma dei carabinieri Durante le esercitazioni che simulano i blitz sono usati proiettili veri.

“Il segreto per vincere lo stress? Prego, e dormo come un legno” La confessione di Bergoglio: la notte del sisma non ho sentito nulla.

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21.11.16

 

SCIPPO DEL VOTO

Renzi, la grande caccia ai moderati di centrodestra Un bacino di 4 milioni di voti. “Prendiamoli da lì, da Grillo e dagli altri”.

La legge c’è, ma non viene usata: così i rifugiati restano senza lavoro Il permesso di soggiorno consente ai richiedenti asilo di trovare un’occupazione Ma i numerosi progetti di inserimento sono al palo e solo in duemila ce l’hanno fatta.La norma che apre ai nuovi lavoratori Il decreto legislativo 142 del 18 agosto 2015, in attuazione di una direttiva europea, ha regolamentato e facilitato l’assunzione dei richiedenti asilo in Italia: l’articolo 22, in particolare, spiega che «il permesso di soggiorno per chi richiede l’asilo consente di svolgere attività lavorativa, trascorsi 60 giorni dalla presentazione della domanda».

Aleppo, raid sugli ospedali Ancora orrore nella città siriana di Aleppo. Pesanti e ripetuti bombardamenti dei jet governativi hanno messo fuori uso tutti gli ospedali da campo e le cliniche mobili della zona Est controllata dai ribelli. Lo annuncia l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Secondo Medici senza frontiera, si tratta della «peggiore campagna di bombardamenti degli ultimi anni». Gli Stati Uniti hanno accusato Mosca e Damasco di «azioni atroci» e hanno chiesto di fermare «immediatamente» le violenze per consentire l’arrivo di aiuti umanitari.

L’INDAGINE AVVIATA LO SCORSO 12 MAGGIO, SEI MESI DOPO IL SALVATAGGIO. NEL MIRINO ANCHE IL PADRE DEL MINISTRO BOSCHI Consob all’attacco di Etruria Presto sanzioni per gli ex vertici Dopo tre anni l’Authority si muove sui bond subordinati e azzerati della banca.

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20.11.16

 

NULLA E' COME SEMBRA

Negli atti dell’inchiesta il memoriale di Andrea Agnelli Così la ’ndrangheta faceva soldi con i biglietti della Juventus O ttantaquattro capi di imputazione e 23 indagati: un ramo della criminalità organizzata calabrese, così fiorente a Torino, con ramificazioni a Santhià e Montanaro, protagonista di episodi di violenza anche nelle province di Biella, Vercelli e Novara. Ma il cuore di questa inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia è racchiuso nel capitolo che riguarda i tentativi di infiltrazione della ’ndrangheta nella curva della Juventus, per controllare il business dei biglietti attraverso i rapporti tra i gruppi ultras e la società bianconera. La procura ha formalizzato ieri la chiusura delle indagini di squadra mobile e carabinieri attorno alle attività della famiglia Dominello, residente nel chivassese e indicata negli atti come «esponente della cosca Pesce-Bellocco in Piemonte». L’amico dei giocatori Fulcro dei rapporti tra tifoserie bianconere e il clan sarebbe stato, secondo gli inquirenti, Fabio Germani, amico di giocatori, ex allenatori e manager bianconeri, con solidi legami all’interno della società. È accusato di concorso in associazione mafiosa: pur avendo mantenuto una certa autonomia rispetto alla ’ndrangheta - scrivono i pm negli atti - avrebbe «agito per tornaconto personale mettendo in relazione esponenti della ’ndrina Pesce Bellocco, in particolare Saverio e Rocco Dominello, con alcuni dirigenti dei settori sicurezza e biglietteria della società, così creando loro opportunità di tipo economico-imprenditoriale in detto settore ed altresì in settori diversi, con specifico riferimento alla commercializzazione di gadget». Tra gli atti dell’inchiesta, coordinata dai pm Paolo Toso, Monica Abbatecola ed Enrica Gabetta, c’è anche un memoriale di Andrea Agnelli, in difesa della società. «Al momento non ne conosco il contenuto ma mi riservo fin d’ora - spiega l’avvocato Domenico Putrino, legale dei Dominello - di chiedere un suo confronto con i miei assistiti, all’esito dell’esame delle dichiarazioni fatte». Si inserisce per altro in questa vicenda la morte di Raffaello Bucci, «Ciccio», il collaboratore della Juve che si è suicidato lo scorso luglio lanciandosi da un cavalcavia Il tifo La curva bianconera tra le mire della ’ndrangheta, interessata al business dei biglietti LAPRESSE Sudoku di Fossano, il giorno dopo l’interrogatorio in procura. Altri interessi Ma c’è un altro fronte sul caso biglietti, oggetto di approfondimento dei magistrati, aperto dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Massimiliano Ungaro, «il lavandaio» della Gran Madre. Ha raccontato di una cospicua partita di tagliandi per la finale di Champions League del 2015 tra Juve e Barcellona giocata a Berlino «su cui il gruppo ha messo le mani». I verbali sono depositati in un’altra inchiesta (Big Bang) – sempre dei pm Toso e Abbatecola – sul clan dei fratelli Adolfo e Cosimo Crea. Sarebbero stati loro - secondo Ungaro - a gestire gli introiti di questi tagliandi da cui «guadagnarono 40 mila euro». «Erano biglietti omaggio procurati e venduti da uno esterno alla Juve». I Crea si sarebbero intromessi rischiando anche una frizione con le famiglie Pesce e Dominello e avrebbero spartito anche i proventi: «Duemila furono dati a me altri soldi furono dati alla famiglia Agresta» di Volpiano.

“L’AMMINISTRATORE DELEGATO”
di Luca Chianca
lunedì 21 novembre alle 21.30 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report:
Dopo aver lavorato in una società controllata dal gruppo Fiat, Luigi Marroni diventa direttore generale dell'Asl 10 di Firenze e qualche anno dopo, nel 2012, assessore alla sanità toscana in quota Enrico Rossi, attuale presidente della Regione. Tuttavia nel 2015, con l'arrivo di Renzi al governo, Marroni viene nominato dal ministro dell’Economia amministratore delegato della Consip, la grande centrale d’acquisti della pubblica amministrazione attraverso la quale passano appalti per quaranta miliardi di euro l’anno. In base a quali criteri è stato scelto? 

“CAVIAR DEMOCRACY”
di Paolo Mondani

collaborazione di Cataldo Ciccolella

Giornalisti in prigione, una fortuna nascosta a Panama, repressione degli oppositori politici, guerra al confine, amichevoli rapporti con l’occidente. Questo il programma di governo del presidente Aliyev alla guida dell’Azerbaigian, il paese del Caucaso ricco di idrocarburi e caviale. Un paese con cui l’Italia fa affari da anni – è la fonte primaria del petrolio che importiamo - e che ci venderà il gas per riscaldare le nostre case, in arrivo sulle coste pugliesi con il gasdotto TAP.

Il Consiglio d’Europa è la storica organizzazione che promuove i valori democratici e i diritti umani. Alcuni politici azeri hanno capito quanto le istituzioni europee siano fragili ed è proprio qui che nasce la cosiddetta diplomazia del caviale. Secondo gli inquirenti milanesi il deputato italiano Luca Volonté avrebbe intascato una tangente di due milioni e trecentonovantamila euro per far bocciare un rapporto sui prigionieri politici sfavorevole al governo azero.

Indipendentemente dall’esito delle indagini, emerge chiaramente che un piccolo petrol-stato viene accolto in Europa sperando che cambi in meglio, diventando più giusto e più libero, ma alla fine a cambiare è l’organizzazione europea che - preda delle lobby – diventa sempre meno credibile. Un gran brutto segno per la democrazia.
 

MILANO, AVEVA 9 MESI Morta di fame Genitori condannati Non hanno accudito la figlia di nove mesi, facendole patire la fame e la sete fino a farla morire: per questo sono stati condannati a 12 anni di carcere dai giudici della Corte d’Assise di Milano, Marco Falchi e Olivia Beatrice Grazioli, i genitori della piccola Aurora, morta nella notte tra il 26 e il 27 febbraio dell’anno scorso nella loro casa di via Severoli, a Milano. Cristian Barilli, il pm che ha condotto le indagini, aveva chiesto vent’anni di reclusione per il padre e sedici per la madre senza attenuanti generiche che avrebbero portato, ha spiegato, ad una «svalutazione di quanto accaduto»..

Calano le vaccinazioni Riecco le vecchie malattie L’Istituto superiore di sanità: rischio difterite e poliomelite Emergenza morbillo: 670 mila bambini potrebbero contrarlo . Il batterio che uccide 1 Spagna L’anno scorso la difterite ha ucciso un bambino di sei anni Era dal 1986 che non si registrava un caso mortale 2 Belgio Ad Anversa, a marzo di quest’anno, un bambino di tre anni muore per difterite Il piccolo non sarebbe stato vaccinato 3 Italia È stato segnalato un caso di «nodulo difterico» ma il sistema immunitario ha contrastato il batterio .

INSUFFICIENTE L’ACCANTONAMENTO DI 18,2 MILIARDI PER I RISARCIMENTI, L’OBIETTIVO È MIGLIORARE LA PRODUTTIVITÀ DEL 25% Volkswagen choc, via 30 mila posti Il gruppo dopo lo scandalo Dieselgate punta a risparmiare 3,7 miliardi l’anno.

Effetto Donald sulle aziende Ford resta, Apple rimpatria l’iPhone .

Firme false, primi 8 indagati Grillo: si sospendano subito Palermo, nel mirino anche 5 parlamentari. Renzi: “Dall’onestà all’omertà

PRIMARIEDEL CENTRODESTRA Sarkò a Nizza per insidiare Juppé Nasce l’asse con il Front National L’ex presidente alla Promenade des Anglais: “È qui la vera Francia” Il partito di Le Pen: “Se il candidato è lui, Marine va all’Eliseo”.

L’affondo di Trump su sicurezza e giustizia Casa Bianca, tre scelte chiave: il falco Pompeo alla Cia. L’ombra del razzismo sul futuro ministro Sessions .

Il governo scommette sulla linea dura È la rivincita dei generali anti-Jihad Erano stati messi da parte da Barack Obama perché “estremisti” Le nomine annunciano una politica più aggressiva contro il terrorismo.

Tifoserie ostili a San Benedetto e Pescara Nessuno vuole ospitare l’Ascoli Contro il Perugia nello stadio inagibile .

TORINO : Assistenza anziani il primo problema «Con il blocco rischiamo di dover rinunciare all’assistenza leggera a domicilio per gli anziani» spiega Massimo Guerrini, presidente della Uno. Aggiunge: «Alcune spese possano sembrare discrezionali ma non lo sono. Posso anche provare a dire che il servizio a domicilio per i cittadini più vecchi sia una variabile e posso anche diminuire i passaggi fatti dalle associazioni ma non posso eliminarlo del tutto perché lo considero di primaria importanza». Per Guerrini c’è anche un problema di considerazione delle Circoscrizioni: «Noi siamo il Centro ma ci sentiamo al pari delle periferie». [F. CAL.] 162 mila euro È l’entità del blocco di fondi deliberato dal Comune: circa 20 mila euro a Circoscrizione Attività educative: il taglio è vicino La piscina resterà senza i phon Un altro problema che rischia di coinvolgere le circoscrizioni è quello di non avere i soldi per realizzare progetti educativi rivolti alle scuole del territorio che amministrano. I progetti che rientrano sotto questo cappello sono molti e spaziano dal doposcuola agli incontri informativi. «Se il blocco prosegue e non saranno apportati delle correzioni per noi, il rischio è di tagliare sulle attività educative dei quartieri che amministriamo - spiega Luisa Bernardini, presidente della Due - Ma speriamo ancora in una soluzione del problema». [F. CAL.] Asciugacapelli rotti in tutta la piscina, ben 23 su 25, e impossibilità di riparali. È questo uno dei problemi che la 3 ha individuato come insanabile nel caso in cui il blocco di 20mila euro dovesse essere confermato. La piscina in questione è la Trecate, struttura sportiva di Pozzo Strada. Già da tempo gli operatori che la gestiscono aspettavano un intervento da parte del Comune ma negli ultimi mesi era stata la Circoscrizione a farsi promotrice di un intervento. «Avevamo messo da parte i soldi per riparali ma ora tutto è bloccato» dice Francesco Daniele, ex presidente della 2.Addio ai contributi a chi aiuta i poveri «I tagli rischiano di delegittimare il decentramento - spiega Ernesto Ausilio, vice presidente della circoscrizione 7 - Noi ci troviamo nella sgradevole situazione di decidere se tagliare i servizi per i disabili o la manutenzione del verde e del manto stradale. Ovviamente sceglieremo di tagliare le seconde voci perché servizi sociali e politiche sanitarie non le abbiamo mai toccate e mai le toccheremo ma lo scenario non è dei migliori». Ovviamente nel calderone delle uscite da far saltare ci sono anche i contributi al commercio e quelli alle luci di natale. [F. CAL.] La Otto è quella che si è vista presentare il blocco più corposo: 31mila euro. Qui la cosa a cui non si potrà mettere mano, e che desta preoccupazioni, è la cura del verde pubblico. È un problema sentito da tutto il territorio: qui verde pubblico significa principalmente mettere mano alla pre collina. ma anche al parco e anche ai tanti giardini del territorio. «Per noi è un guaio enorme: tanto che abbiamo scritto una lettera all’assessore per spiegare che al momento non posiamo fare la manutenzione di quelle aree» puntualizza Davide Ricca, presidente della 8. [F. CAL.] Saltano due delibere. La prima finanziava i progetti di lotta al disagio giovanile. «Volevamo finanziarli tutti, ma non abbiamo che 12 mila euro: ce ne servivano almeno quaranta» dice il presidente della 6, Carlotta Salerno. Notizia difficile da mandare giù dato che parliamo di un territorio non facile che comprende Barriera di Milano, il quartiere dell’immigrazione con più giovani, e la periferia estrema della Falchera. Quartieri Nord costretti a combattere con la crisi commerciale e le tante saracinesche abbassate. E salta anche la delibera per luci di Natale. [P. COC.] La mannaia del blocco di bilancio si abbatte anche sulle istituzione religiose che aiutano i più poveri. In Circoscrizione 5, il tradizionale contributo devoluto alle parrocchie, Caritas e gruppi vincenziani è stato cancellato dopo l’annuncio dei nuovi tagli di budget per i quartieri. «Non siamo più in grado di sostenere queste realtà che stanno vicino alle persone in difficoltà», dice Alberto Masera, coordinatore al Welfare di via Stradella Un lavoro fondamentale in un territori di periferia. Ma Masera allarga le braccia: «Col presidente Novello avevamo scelto di stringere i denti e non risparmiare sui progetti d’assistenza». Invece, dopo l’ultima riunione in Comune è stato necessario fare un passo indietro. Addio, dunque, ai 6 mila euro che venivano divisi equamente tra la parrocchia delle Vallette, il gruppo di volontariato vincenziano, la chiesa San Paolo di Barriera Lanzo e la San Vincenzo di via Sospello.

Siamo un’azienda che vive del mercato italiano e senza le commesse di Trenitalia siamo in grossa difficoltà». L’amministratore delegato della Faiveley Transport Italia di Piossasco, Guido Lo Faso, non ha usato giri di parole per illustrare le sue preoccupazioni per il futuro dell’azienda dopo la mancata assegnazione delle forniture di freni e porte per 500 nuovi treni. Durante un incontro con i sindaci del territorio e alcuni parlamentari piemontesi, i vertici della società, che conta 511 dipendenti e un indotto di altri mille lavoratori, hanno prospettato una riduzione del personale di almeno 120 unità nei prossimi due anni. Ma a rischio è addirittura la sopravvivenza dell’intero stabilimento. Nuova proprietà Dall’inizio di d i c e m b r e , infatti, la storica azienda piossaschese, che da 110 anni opera sul territorio, dovrebbe essere acquisita da una multinazionale statunitense. Il timore dei manager è che molto presto la nuova proprietà possa decidere di rinunciare al sito di Piossasco nell’ottica di una riorganizzazione dei costi e degli stabilimenti: «Sono proprio i contratti italiani a giustificare la presenza di una sede produttiva in Italia». Commesse all’estero Paradossalmente tutto ruota attorno a un maxi-investimento di 4,5 miliardi di euro, il bando di gara più grande mai promosso da Trenitalia per l’acquisto di 500 nuovi convogli regionali. Hitachi Rail Italy, inizialmente esclusa, si è aggiudicata la fetta più grossa, ma nonostante lo storico rapporto di collaborazione con Faiveley, azienda leader nella Piossasco “Alla Faiveley a rischio 120 posti e la sede in Italia” FOTO MASSENZIO produzione di sistemi frenanti e aperture porte, ha preferito dirottare le commesse verso la Germania. E così, nel giro di pochi mesi, un’eccellenza in forte espansione si trova a doversi preparare a una probabile crisi occupazionale: «È assurdo che per costruire treni italiani, si privilegino aziende straniere – attacca Paolo Sgambellone, Rsu Uil – Senza un doveroso ed efficace intervento delle istituzioni gli scenari futuri si annunciano drammatici». Ieri mattina le amministrazioni comunali di Torino, Pinerolo, Piossasco, Orbassano, Volvera e Rivalta, 2 consiglieri regionali e 6 parlamentari di tutti gli schieramenti politici hanno incontrato i dirigenti di Faiveley e le rappresentanze sindacali. L’obiettivo è scongiurare esuberi e licenziamenti che avrebbero ricadute su tutta la cintura Ovest: «Tutti si sono impegnati ad agire a tutela di questa realtà. Faiveley è presente in Italia da 110 anni e si basa soprattutto sugli ordinativi italiani. Adesso le prospettive sono fortemente diminuite per la perdita di commesse da parte di Hitachi che ha preferito fornitori tedeschi nonostante si vanti di avere una produzione al 100% italiana». .

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19.11.16

 

VIOLENZA DA UCCIDERE

TORINO, CONCLUSO IL PROCESSO DI APPELLO SUGLI SCONTRI DEL 2011 Condanne confermate ma ridotte Per i No Tav 130 anni di carcere Il procuratore: no alla deriva che rischia di avvicinarci alle Farc.

“Un’infame, sarebbe da uccidere” Choc per la frase di De Luca su Bindi Fuori onda del governatore, che parla di “delinquenza giornalistica”. Renzi: inaccettabile.

“In Russia si guarda ai 5 Stelle perché possono governare” Komarov-Apostol, agenzia New Day “Grillo però conta meno di Celentano

Usa, si dimette il capo degli 007 Una “lady di ferro” al posto di Kerry Clapper lascia, Haley verso il dipartimento di Stato. E il presidente eletto incontra Abe. Epurazioni e colpi bassi L’intelligence del magnate stema dell’intelligence degli Stati Uniti. Fonti americane in- punta a rafforzare la Cia.

L’Italia porta l’acqua nella Striscia di Gaza Il nuovo acquedotto rifornirà due milioni di persone che oggi dipendono dai pozzi .2 milioni di euro GAZA Jabalya Nusseirat Rafah Khan Yunis DEIR AL BALAH Israele Egitto LA STAMPA La cifra finanziata dalla Banca mondiale per costruire l’acquedotto nella Striscia di Gaza Il progetto è stato affidato a un consorzio italiano.

Trent’anni di misteri La Svezia riapre il caso sull’omicidio Palme Una nuova squadra per scoprire il killer del premier.

Dalla Romania per partorire e cedere la propria figlia La storia di una ragazza rom. Denunciata coppia di quarantenni .

CONCORSO ESTERNO PER L’EX SOTTOSEGRETARIO DI FORZA ITALIA Rapporti con la camorra Nove anni a Cosentino .

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18.11.16

 

RENZI L'INCREDIBILE COME LA CLINTON

Per il premier una sorpresa amara Bonus e Equitalia non portano consensi Sondaggi immobili in vista del referendum nonostante le molteplici iniziative Svolta contro Bruxelles “nemica” in una battaglia che vuol essere popolare

Sono settemila i soldati nelle nostre strade Oltre duemila a Roma, 650 in Lombardia, 300 in Val Susa. Schierati contro terrorismo e mafia Sono intervenuti a gestire le emergenze migranti e terremoto. I sindacati di polizia non li vogliono.

Fra epurazioni e dubbi sul conflitto d’interessi Kushner, il genero del magnate che guida il cerchio magico.

Targhe bulgare sui camion così si aggira il codice stradale Le norme favoriscono gli stranieri e consentono di evitare le sanzion.

Terzo Valico, l’Anticorruzione vuole commissariare Cociv La decisione dopo arresti e tangenti: 10 giorni per le controdeduzion.

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17.11.16

 

NON ILLUDERSI MAI

“Costretti a dormire in camper per frequentare i vostri atenei” Il giudizio degli studenti Erasmus di Bologna: “Aule piene e affitti impossibili”.

Firme false in Sicilia spunta un altro pentito Sfilata davanti al pm Sarà sentito anche Nuti. Il Pd: dall’onestà all’omertà.

Grillini da Putin a caccia di voti Il senatore Petrocelli e quattro deputati in Russia fanno campagna per il No al referendum Comizio tra gli italiani nella sede dell’agenzia d’informazione statale: “Ora via le sanzioni” Quel flirt tra il Cremlino e i pentastellati Malumore del governo italiano con Mosca Ma Di Maio e Di Battista restano a casa per scelta di Grillo.

Siria Mosca lancia l’attacco finale a Idlib e Aleppo.

Russia, tangenti per due milioni Arrestato il ministro dell’Economia Alexey Uliukaev rischia 15 anni. Medvedev: duro colpo per il governo.Economista ribelle che ha detto «no» allo Zar Alexey Uliukaev è un economista liberale molto noto. La sua carriera risale alle riforme di mercato degli Anni 90. Nel 2004 diventa vicepresidente della Banca centrale È contro l’aumento del controllo dello Stato sull’economia. Si oppone all’accordo di privatizzazione della società petrolifera Bashneft, guidato da un uomo molto vicino a Vladimir Putin.Il nome di Dimitri, figlio 21enne di Uliukaev, spunta nei dossier dei Panama Papers. Risulta essere proprietario di una società offshore con sede nelle Isole Vergini britanniche.Resa dei conti dentro la Duma I falchi di Putin sfidano l’ala liberale Con l’economia in crisi lotta di potere tra riformatori e conservatori.

ATTO DI «DISOBBEDIENZA» ALLE NUOVE DIRETTIVE SULL’IMMIGRAZIONE Los Angeles, poliziotti contro il tycoon “Non deporteremo i clandestini” .

IN CALABRIA 26 ARRESTI, NELLE INDAGINI I RIFERIMENTI ALL’APPALTO MILIONARIO L’ombra della ’ndrangheta sul Ponte sullo Stretto.

SI DISCUTE OGGI A BRUXELLES Per i cittadini extra Ue una tassa per entrare nell’area Schengen.

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16.11.16

 

 

CREDITO E CREDIBILITA'

IL RIARMO DI TEHERAN Iran e Cina: accordo sulle forniture militari Il ministro della Difesa iraniano, Hossein Dehghan, e il suo omologo cinese, Chang Wanquan, hanno firmato a Teheran un accordo di cooperazione militare teso a una strategia di difesa comune. In base all’accordo, i due Paesi svilupperanno e adotteranno insieme misure tese a combattere il terrorismo. Il ministro della Difesa iraniano, parlando all’agenzia Isna, ha detto che «il potenziamento delle strategie di difesa dei due Paesi e la cooperazione militare garantiranno la pace e la sicurezza regionale e internazionale». Nella sua visita a Teheran, il ministro cinese ha incontrato anche il capo delle Forze armate iraniane, generale Mohammad Bagheri. Nel corso dell’incontro, Bagheri ha espresso la disponibilità dell’Iran a tenere esercitazioni militari congiunte con la Cina. L’Iran punterebbe anche a stipulare un contratto con la Russia per la fornitura di mezzi corazzati, aerei e altro materiale bellico per una cifra pari a 10 miliardi di dollari. Lo ha detto il presidente della Commissione e Sicurezza del Senato russo Viktor Ozerov in visita a Teheran.

AL VIA L’INSTALLAZIONE DI UN NUOVO SCUDO Un sarcofago a difesa del reattore di Cernobil A 30 anni di distanza dal disastro di Cernobil, il più grave disastro nucleare della storia, sono iniziati i lavori in Ucraina per installare il nuovo «sarcofago» sui resti del reattore esploso il 26 aprile 1986. La nuova struttura, che andrà a coprire la prima realizzata in fretta e restaurata ripetutamente, è formata da un enorme arco di cemento e acciaio lungo 275 metri e largo 108, costato 1,6 miliardi di dollari finanziato dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Ci vorranno 5 giorni per completare l’operazione di copertura del sarcofago. Una volta fissato il maxi-arco potranno iniziare i lavori per smantellare il reattore e neutralizzare il grande quantitativo di materiale radioattivo ancora sigillato all’interno. Il numero dei morti causati dall’incidente che provocò l’esplosione della struttura in cemento armato che ricopriva il nocciolo del reattore ed il rilascio in atmosfera di particelle radioattive letali, non è mai stato determinato con esattezza. Secondo fonti Onu le vittime accertate ed «immediate» legate alla deflagrazione furono 66, inclusi i tecnici che eroicamente intervennero per tentare di limitare i danni. Negli anni successivi si contarono oltre 4.000 casi di tumori alla tiroide. [R. C.].

CLAUDIA LA ROCCA AMMETTE TUTTO E COINVOLGE CLAUDIA MANNINO, DEPUTATA, E SAMANTHA BUSALACCHI, ASPIRANTE CANDIDATA SINDACO Firme false, la deputata regionale M5S confessa e inguaia i suoi .

Sudan, arrestato Fezzani “È il reclutatore Isis in Italia” Il tunisino era stato assolto nel 2012 ed espulso da Roma La sua regia è dietro gli attacchi al Bardo e a Sousse.

Trump-Putin, l’intesa parte dalla Siria Prima telefonata tra i leader: insoddisfacenti le relazioni Usa-Russia, normalizziamole Accordo sulla cooperazione nella lotta al terrorismo per combattere l’Isis con Assad .Quei leader dell’Est che strizzano l’occhio al Cremlino In Moldova e Bulgaria vincono le elezioni i candidati filo-russi I Paesi del vecchio Patto di Varsavia divisi sui rapporti con Mosca.

La Ue scavalcata dalle scelte di Trump approva un piano per la difesa comune Mogherini: nessun esercito europeo, usiamo meglio le risorse.

Un altro schiaffo alla Merkel Steinmeier sarà il presidente Sarà il ministro degli Esteri socialdemocratico a sostituire Gauck La Cdu costretta ad appoggiarlo. Schäuble: per noi una sconfitta .

PER I GIUDICI IL SOLO PROSELITISMO E L’INDOTTRINAMENTO NON GIUSTIFICANO UNA CONDANNA La Cassazione: non è reato esaltare il martirio jihadista Le motivazioni sull’assoluzione di quattro presunti terroristi ad Andria Dare lezioni sulla bontà del martirio in nome della jihad, per la Cassazione, non deve essere considerato come reato di terrorismo internazionale di matrice islamica. La decisione, destinata a far discutere, è espressa nelle motivazioni relative alla sentenza di assoluzione per quattro presunti jihadisti della moschea di Andria, in Puglia, pubblicate nel giorno in cui viene data notizia dell’arresto di Abu Nassim, il presunto reclutatore dell’Isis tra il Nord Africa e l’Italia. Gli imam e i loro seguaci che - spiegano i giudici dell’Alta corte - intendessero intraprendere un’attività di proselitismo «finalizzata a indurre una generica disponibilità a unirsi ai combattenti per la causa islamica e a immolarsi per la stessa», non compiono reato di terrorismo se la «formazione teorica» degli aspiranti martiri non è affiancata anche «dall’addestramento al martirio di adepti da inviare nei luoghi di combattimento». L’indottrinamento, secondo i supremi giudici, «può costituire senza dubbio una precondizione, quale base ideologica, per la costituzione di un’associazione effettivamente funzionale al compimento di atti terroristici, ma non integra gli estremi perché tale risultato possa dirsi conseguito». Per questo, chi si dedicasse «solo al proselitismo jihadista» non rischierebbe una condanna ma «misure di prevenzione come l’espulsione». Non è la prima volta che la Cassazione è chiamata ad esprimersi in materia di terrorismo di matrice islamica. Già nel 2015, in seguito all’arresto di un ragazzo albanese accusato di essere un reclutatore dell’Isis, i togati avevano dovuto fare chiarezza sul significato del termine «arruolamento» in campo terroristico. Il tribunale di Brescia in assenza di prove sulla sua adesione all’Isis, aveva optato per il semplice «proselitismo» ma la Cassazione decise che «il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo non implica né presuppone l’esistenza di un regolare esercito». Piuttosto, il termine «arruolamento è equiparabile alla nozione di ingaggio, intesa come raggiungimento di un “serio accordo” tra soggetto che propone e il soggetto che aderisce». La discriminante tra «proselitismo» e «reclutamento» è fondamentale: nel primo caso si rischia l’espulsione, nel secondo il carcere. Conseguenze sulle quali è intervenuto anche «l’International center for the study of radicalisation and political violence» con la pubblicazione di uno studio. Il think tank londinese sostiene che il 27% degli jihadisti presi in esame è stato radicalizzato in carcere, mentre il 57% era stato in prigione prima di avvicinarsi ad ambienti radicalizzati. Ed è qui, in prigione - sostiene lo studio britannico -, che negli ultimi due anni lo Stato Islamico ha concentrato i maggiori sforzi per reclutare nuovi adepti..

PopVicenza, gli azionisti salvi grazie alla “raccomandazione” di Zonin & C. L’audit: ordini di vendita manipolabili da chiunque.

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15.11.16

 

IL MONDO CAMBIA COMUNQUE ANCHE SENZA MARCHIONNE-OBAMA

NUOVA ZELANDA Sisma potentissimo e incubo tsunami Un potentissimo terremoto di magnitudo 7.8 ha colto nel sonno i neozelandesi, provocando danni estesi, vittime - si parla di almeno due morti - e scatenando uno tsunami che, seppure con onde alte non più di 2 metri e mezzo, ha fatto scattare l’evacuazione delle coste orientali, compreso il centro sul mare della capitale Wellington. La scossa ha colpito pochi minuti dopo la mezzanotte (le 12 di mattina in Italia) con epicentro in una zona rurale vicina a Christchurch, nel nord della costa orientale della South Island. Due-tre lunghissimi minuti di ondeggiamento continuo, seguito poi da uno sciame intenso di 45 scosse di assestamento nel giro di poche ore. Si sono aperte crepe nel terreno, strade sono state messe fuori uso, ci sono state frane e smottamenti, muri sono crollati e finestre e vetrate sono andate in frantumi, le linee ferroviarie hanno interrotto il traffico e molte aree sono rimaste al buio.

I sindaci anti-azzardo al governo “Non cancellate i nostri divieti” Il piano del Tesoro rischia di vanificare le distanze minime delle slot dalle scuole.

Torino, le retate dei nonni contro gli spacciatori I pensionati si organizzano per difendere il loro quartiere.

Tra gli ex operai di Detroit che hanno tradito Hillary L’ex cuore industriale d’America si è affidato al tycoon repubblicano che prometteva di ridare lavoro e futuro alle tute blu ormai disoccupate.

Cari democratici è l’arroganza che vi ha fatto perdere .

“Questa elezione segnerà la fine dell’austerità globale” Gli analisti: Trump punta a stimolare la crescita per poi tagliare il debito.

“È un meccanismo già oliato Obama ne ha espulsi 2,5 milioni” Il professor Franzen: ma le procedure possono durare anni

“Le deportazioni divideranno il Paese La vera emergenza sono i narcos” Le guardie di confine: il problema è il traffico di droga, non i latini che cercano lavoro Senza uomini di pattuglia la barriera non servirà a nulla, i criminali useranno i tunnel .

Il ritorno di Giuliani “La nostra vittoria tutto merito di Obama” “La gente ha votato pensando alla sua riforma sanitaria Conflitti d’interesse di Donald? Serve separazione chiara” .

In viaggio sulla Salerno-Reggio Finisce il cantiere infinito I responsabili dei lavori: la A3 sarà interamente percorribile entro dicembre L’Anas assicura: sarà la prima autostrada d’Italia ad avere un sistema Wi-fi.

Quel semplice tracciato seguito dagli asini stravolto dagli ingegneri Così i pastori portavano gli animali verso Sud Poi si sono scatenati gli appetiti delle cosche.

È l’arte la seconda vita delle cabine telefoniche A Vercelli il progetto creativo “Segnale libero”.

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14.11.16

 

 

UN TRUMP DA CONVERTIRE SULLA VIA DI WASHINGTON

Sedie in oro e piante tropicali così il gusto di Melania cambia il look alla Casa Bianca Via l’orto di Michelle, al suo posto un campo da minigolf.

“Vuole riproporre la ricetta di Reagan ma così il debito rischia di esplodere” L’economista del Fmi Cottarelli: “Il tycoon intende tagliare le tasse e aumentare la spesa pubblica: questa è una contraddizione” «Non lo nascondo, anche io sono rimasto sorpreso dall’affermazione di Trump ma soprattutto dalle sue dimensioni. Ora è un presidente fortissimo perché ha anche tutto il Congresso. Bisognerà vedere quali saranno ora le sue mosse in economia: ha già ammorbidito i toni rispetto alla campagna elettorale, ma non potrà tornare indietro rispetto a molte promesse». Lo afferma Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, ed ex commissario alle spending review. Sta presentando il suo nuovo libro: «Il macigno - Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene». Quale sarà la ricetta di Trump? «In campagna elettorale ha detto molte cose, per esempio ha parlato dell’espulsione di milioni di immigrati, per poi correggerle senza peralesempio il Comitato per un bilancio federale responsabile che è molto autorevole. È stato citato in tutti e tre i dibattiti televisivi ed è un organismo indipendente. È finanziato dai privati, perché negli Usa il settore privato vuole controllare molto bene cosa fa il settore pubblico. Da noi non avviene». Per quale motivo? «Fondamentalmente culturale. Così anche nei confronti con l’Ue i numeri appaiono a volte variabili impazzite, proprio perché manca un’attestazione indipendente delle cifre e ognuno, ovviamente, tira l’acqua al suo mulino. Poi mancano indici oggettivi per misurare la qualità dei servizi e della trasparenza della spesa». Altrove fanno meglio di noi... «Nel Regno Unito, dalla metà degli Anni 90, sono stati introdotti indicatori per valutare programmi di spesa e obiettivi raggiunti nel tempo. Questi indici rappresentano dati oggettivi per procedere, ogni due o tre anni, con le spending review». Tornando a Trump: quali saranno le altre prime sue mosse? «Credo che non potrà, anzi, non vorrà esimersi dal rinegoziare alcuni trattati, come ad esempio il Nafta (l’Accordo nordamericano per il libero scambio, ndr). Poi bisognerà capire il destino dell’Obamacare. La sua sorte è segnata, bisognerà vedere con che cosa Trump vorrà sostituirlo». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI tro mai smentire la prima versione. Parla di minori tasse, ma al tempo stesso di maggiore spesa pubblica, che a prima vista appare una contraddizione. L’intendimento è quello di risvegliare l’economia». Tradotto in parole semplici: lascio più soldi in tasca ai cittadini, rilancio gli investimenti pubblici e un’economia che gira riassorbe il deficit; nel frattempo faccio lavorare la gente. «È fondamentalmente la stessa impostazione della “Reaganomics”. Ma certi meccanismi non sono così automatici e l’esperienza di Reagan, che è l’indicatore al quale dobbiamo fare riferimento, non è andata così». L’incidenza del debito pubblico sul prodotto lordo era quasi raddoppiata alla fine della presidenza Reagan... «Questo è il rischio cui va incontro Trump. Bisogna però dire che il debito pubblico negli Usa è molto vigilato. Esiste ad REAGONOMICS È la politica economica adottata dalla presidenza di Ronald Reagan (1981-89). Un forte liberalismo, i cui pilastri furono il taglio delle tasse sul lavoro e sui redditi e la riduzione dell’inflazione con le politiche monetarie. Alle scelte fiscali si aggiunsero politiche di liberalizzazioni, ma anche tagli alla spesa sociale. La crescita economica coincise con un vertiginoso aumento del debito pubblico, dovuto alle politiche di spesa adottate dal Congresso

Respinto il ricorso di Onida Niente spacchettamento, il referendum si terrà il 4 dicembre. ll giudice civile di Milano, Loretta Dorigo, ha respinto i due ricorsi presentati dall’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida e da un pool di legali sull’eccezione di legittimità costituzionale della legge del ’70 istitutiva del referendum laddove non prevede l’obbligo di «spacchettamento» del quesito quando ci sono più temi, come nel caso di quello sulla riforma costituzionale .

A Milano due inchieste sullo scandalo biglietti e il bagarinaggio online Sarà interrogato De Luca, amministratore di Live Nation Analizzati i dati di chi acquistò i tagliandi per Springstee.

Il pm sente quattro deputati per le firme false dei grillini Polemica sul vicequestore Il poliziotto ha trattenuto per ore il giornalista delle Iene .

L’India abolisce le 1000 rupie per battere la corruzione Il premier Modi: quelle banconote da oggi non hanno più valore .

L’INCHIESTA BIS Caso archiviato L’omicidio Calvi resta un mistero Finisce definitivamente in archivio l’inchiesta della procura di Roma sull’omicidio di Roberto Calvi, l’ex presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra il 18 giugno 1982. Il fascicolo stralcio era stato aperto nel 2008 dal pm Luca Tescaroli. Nel registro degli indagati erano finiti i nominativi di Licio Gelli (ritenuto mandante e organizzatore del delitto), Hans Albert Kunz, cittadino svizzero che avrebbe condotto Calvi a Londra, il camorrista Vincenzo Casillo, Francesco Pazienza, Maurizio Mazzotta e Flavio Carboni. A disporre l’archiviazione è stato il gip Simonetta D’Alessandro la quale ha ritenuto che non è stato possibile dare il valore di prova agli elementi raccolti.

G iampiero Fiorani una volta sognava di fare il cronista. Poi il suo rapporto con i giornali finì per viverlo sul fronte opposto, quando con i “furbetti del quartierino” diventò il protagonista di una delle vicende giudiziarie più clamorose della seconda repubblica. Ieri l’ex banchiere della Popolare di Lodi, è ricomparso in Liguria al fianco di Gabriele Volpi, l’imprenditore della logistica petrolifera con grandi interessi soprattutto in Nigeria, azionista con il 6% circa di Banca Carige e, nello sport, presidente dello Spezia calcio e della Pro Recco di pallanuoto. A Fiorani, balzato agli onori della cronaca con la sua avventura alla guida della Banca Popolare di Lodi finita con una serie di condanne, Volpi ha chiesto di seguire il piano di ristrutturazione delle attività in Nigeria del suo gruppo. Nessuna interferenza, viene precisato, con l’impegno in Banca Carige, definita una partecipazione statica. Il ritorno di Fiorani sulla scena è destinato a fare discutere. Ed è lui stesso il primo ad esserne consapevole. «In questi ultimi dieci anni, su di me, se ne sono dette tante. La mia storia, per certi versi, può essere un vincolo o un’opportunità: evidentemente un imprenditore come Volpi considera l’esperienza che ho maturato sul campo un’opportunità».

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13.11.16

 

OMICIDI KENNEDY : FANATISMO ED ANTIDEMOCRAZIA COME CONTRO TRUMP .

L'AMERICA che si autodefinisce paladina della democrazia dopo 60 anni non ha ancora trovato i mandanti degli omicidi Kennedy, ed oggi vorrebbe cancellare i risultati di una sua elezione democratica come il reazionismo americano bloccò i Kennedy, lo pseudo progressismo vorrebbe cancellare l'elezione di Trump .

Questa non e' democrazia ma dittatura della minoranza che ha i diritto di lavorare bene per le prossime elezioni al fine di scegliere un candidato più autorevole della Clinton al posto di Sanders.

Non serve la protesta violenta ma superare l'egemonia dei Rockefeller sulle elezioni americane. 0

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12.11.16

 

 

MEGLIO IL REALISMO CHE L'ALLARMISMO

Decapitazioni e fosse comuni il colpo di coda del Califfato a Mosul Le forze alleate avanzano, ma gli jihadisti terrorizzano i civili L’Onu raccoglie 42mila testimonianze: storie spaventose.

Nuovo giro di vite in Turchia Arrestato editore anti-Erdogan.

Il Ku Klux Klan organizza la “Parata per la Vittoria” .

Tra i minatori del Kentucky “Saremo anche ignoranti ma abbiamo fatto la storia” Nella contea del carbone che ha spinto il magnate alla Casa Bianca dove il dibattito sul clima conta meno dei posti di lavoro persi.

I veterani di tutte le guerre sulla Quinta strada per Donald In più di 20mila hanno sfilato per le strade di New York “Siamo fieri di servire e fare grande il nostro Paese”.

RAFFAELE JERUSALMI “Donald e Brexit sono figli della rivolta del ceto medio” L’ad di Borsa: politiche contro la diseguaglianza.

Hart: “Il sistema elettorale è arcaico Ma la sua vittoria è legittima” L’ex candidato democratico alla Casa Bianca: “In democrazia l’esito si accetta Il mio partito ha perso contatto con la sua storica base operaia da 40 anni”.

Non capisco come un candidato presidenziale che parla bene di Putin possa vincere le elezioni C’è stata una rivolta a sinistra con Sanders e una a destra con Trump, puntate contro Washington I manifestanti possono lamentarsi, ma Trump sarà presidente Nessuno in strada però denuncia brogli .

«Sconfitta imbarazzante per noi» Sanders: nel 2020 potrei riprovarci.

Chiesti 4 anni per il caso P3 Tutti all’attacco su Verdini Per il pm ha coperto, da politico, gli affari di Carboni, Lombardi e Martino .

IL PROFESSORE SOSPESO PER SEI MESI SENZA STIPENDIO. SI INDAGA SU ALTRE VITTIME “Vuoi un voto alto alla tesi? Inviami tuoi filmini hard” Torino, arrestato un docente 47enne della facoltà di Giurisprudenza.Il docente Luca Sgarbi, 47 anni, insegna a Torino.

Italiani “divoratori” di antibiotici Raddoppiano i batteri invincibili L’allarme dell’Oms: nel Belpaese c’è un utilizzo sconsiderato.

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11.11.16

 

ANDIAMO AVANTI

Firme false alle elezioni Grillo pensa alle espulsioni In forse la corsa a Palermo Il Pd accusa il M5S: “Indagini di un vicequestore amico” .

Le “scippano” la scoperta Condannati quattro prof La tesi della studentessa diventò un brevetto. I giudici: furto intellettuale.

2005 anno L’ex universitaria che rivendicava la titolarità della scoperta scientifica ha avanzato la prima istanza 11 anni fa Lo studio Nella tesi - a fine Anni 90 - la studentessa aveva presentato un composto chimico in grado di individuare precocemente la sclerosi multipla.

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10.11.16

 

AZIONE E REAZIONE

Arrestati in Germania i reclutatori dell’Isis.

Il “muro di Monaco” anti-migranti Il centro d’accoglienza diventa ghetto Le autorità: “Protegge dal rumore”. Ma i rifugiati ancora non ci sono.

Il flop del bonus Irpef da 80 euro L’Istat: “Per metà va ai benestanti” “Troppe le spese sociali non sottoposte a verifica”

Almeno dieci indagati per le firme false dei grillini a Palermo Svolta nell’indagine. Il superteste accusa i parlamentari

Soli e con grave handicap Per gli aiuti alle famiglie servono cinque miliardi Ma la legge è un primo passo per 30 mila emergenze

Raggi: “Slot machine proibite nel centro storico di Roma” Vincoli di distanza e orari nei restanti municipi della capitale Ma i provvedimenti riguarderanno solo le nuove macchinette.

LA RELAZIONE DEL CDA Veneto Banca soldi facili ai clienti per 400 milioni Quaranta posizioni di fido per 402 milioni, con perdite già realizzate o accantonamenti per perdite previste per 198 milioni. Sono i soldi facili per i grandi clienti di Veneto Banca dell’era Consoli, che la prossima settimana i soci saranno chiamati a vagliare per avviare l’azione di responsabilità contro la passata gestione dell’istituto veneto. L’analisi sommaria riportata nella relazione del cda per l’assemblea esclude le fattispecie già oggetto di accertamento da parte della magistratura per concentrarsi sui pratiche di affido. Quaranta casi, selezionati sulla base di una serie di caratteristiche che vanno dalla rilevanza economica del prestito alle anomalie già riscontrate dall’audit interno o dalle verifiche di Bankitalia, per un periodo che va dal 2006 al 2014. Emergono cose singolari, come la mancanza di istruttoria per le pratiche arrivate in consiglio, la mancanza del merito di credito o la concessione di prestiti finalizzati solo al pagamento di sconfini per evitare la segnalazione in centrale rischi. Tra le pratiche arrivate in consiglio (36 su 40) l’esposizione per la banca è di 376 milioni con perdite già contabilizzate per 169. Un accenno è dedicato alle “operazioni anomale”, dalle gestione degli ordini di compravendita all’assunzione di impegni da parte della banca nei confronti di alcuni soci. La relazione - che si conclude chiedendo l’azione di responsabilità per Vincenzo Consoli, consiglieri e sindaci in carica fino all’aprile 2014 - spiega che altre richieste risarcitorie potranno essere avviat.

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09.11.16

 

IL BUONSENSO SERVIREBBE SEMPRE

“In Italia nessuna invasione” Calano gli immigrati musulmani La ricerca del Cesnur: sono il 32% contro il 54% dei cristiani. È boom di buddhisti

Una notte nel tunnel dei profughi “A Milano per noi non c’è posto” Troppi arrivi, in decine restano al gelo con coperte di fortuna.

New Delhi chiusa per smog La grande fuga dal cuore dell’India Lezioni sospese in 1800 scuole ed eventi sportivi cancellati “Non vediamo il sole da settimane, è come una camera a gas”.

IL CSM: VADA ALLA DIA PER MOTIVI DI SICUREZZA Il pm Di Matteo: “Non lascio Palermo sarebbe una resa” .

MILANO, I GIUDICI SEQUESTRANO L’APPARTAMENTO DA 2,5 MILIONI DI EURO “Dietro la casa di Corona l’ombra del riciclaggio”.

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08.11.16

 

BASTA RAPPORTI CON LA TURCHIA : RICHIAMO IMMEDIATO AMBASCIATORE ITALIANO IN TURCHIA.

“In Turchia la democrazia è finita Dopo le retate di Erdogan pronti a lasciare il Parlamento” Il vicepresidente del partito filo curdo Hdp: “Presto ci chiuderà”.

Attacco a sorpresa contro Raqqa L’Isis nella morsa di Usa e curdi In azione 30 mila guerriglieri, presi i primi villaggi mentre a Mosul è stallo.

L e forze speciali di Sua Maestà che operano in Iraq starebbero dando la caccia a circa 200 jihadisti britannici per evitare che tornino in patria e possano commettere attentati terroristici. Obiettivo della missione: catturarli vivi o morti. Secondo il «Sunday Times» e altri domenicali inglesi, le Sas (Special Air Service) hanno mandato di usare «qualunque mezzo necessario» per portare a termine la missione. La «kill list» è stata messa appunto sulla base di intelligence fornita dai servizi segreti MI5, MI6 e Gchq. Comprenderebbe almeno una donna, identificata dalla stampa come Sally Jones, madre di due figli originaria del Kent che adesso si fa chiamare Sadina Hussain ed è attiva nel reclutamento per l’Isis. Tra i ricercati ci sarebbero anche 12 fabbricanti di esplosivi che hanno studiato elettronica nelle università britanniche. Chi non viene ucciso sarà consegnato alle autorità irachene e, se riconosciuto colpevole, condannato alla pena di morte. Sarebbero almeno 700, anche se le stime variano, i foreign fighter britannici che combattono al fianco del Califfo in Iraq e Siria.

Incontriamo l’uomo di Putin nella blacklist Usa? Se con Putin e la Russia abbiamo scambi commerciali è giusto proteggere gli interessi delle imprese italiane Luigi Di Maio Vicepresidente della Camera, deputato del Movimento cinque stelle.

A NORCIA Quadro del ’600 rubato nella chiesa terremotati.

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07.11.16

 

SPERANZA DA ALIMENTARE

“Salva le banche, non le persone” La rabbia del Papa sull’Occidente Francesco si scaglia contro l’imperialismo economico e il rifiuto dei migranti.

“Serve un piano Marshall per i profughi Duri con l’Europa, ci sta lasciando soli” Il cardinale Scola: l’atteggiamento dell’Ue è un sintomo molto pericoloso Domani festeggia 75 anni e presenta la rinuncia da arcivescovo di Milano .

Usa-Russia, la battaglia degli hacker Washington minaccia attacchi alle infrastrutture se Mosca interferirà col voto elettronico Il Cremlino replica: sono accuse infondate, siete voi a fare terrorismo informatico di Stato .

Libia, gli ostaggi italiani liberati grazie alle tribù tuareg Il rilascio avvenuto con un blitz “pacifico” delle forze di Tripoli Secondo fonti libiche è stato pagato un riscatto di 4 milioni di euro.

Le navi di Putin verso la Siria Missili per l’assalto ad Aleppo La fregata Grigorovich dal Mar Nero in arrivo al porto di Tartus Si unirà alla flotta del Nord a Creta. Mig e Sukhoi per gli attacchi a terra.

Dal satellite le difese dell’Isis a Mosul Una muraglia a Sud di Mosul di blocchi di cemento nelle strade e muri costruiti ex novo per bloccare le principali vie di accesso. È quello che rivelano le fotografie satellitari pubblicate dal sito di Intelligence Stratfor, scattate il 31 ottobre. La zona a Nord dell’aeroporto è stata ridisegnata dall’Isis per permettere il massimo della resistenza. Gli edifici che si trovano fra lo scalo e la muraglia sono stati rasi al suolo. In questo modo i jihadisti potranno sparare sull’esercito costretto ad avanzare allo scoperto per oltre un chilometro. Le fortificazioni potrebbero essere distrutte dai raid aerei, ma si teme che gli islamisti usino i civili come scudi umani .

L’esperienza delle coppie che accolgono “In famiglia c’è nuovo figlio È un ragazzo rifugiato”.

La guerra legale tra i nipoti della grande scienziata In uno scatolone i ricordi di Rita Levi Montalcini L’ex consigliera comunale Piera sfrattata per morosità dal fratello Emanuele: “Adesso cambio vita” Lascia la casa di corso Re Umberto, dove la zia studiava negli anni della guerra e delle leggi razziali. Fratelli troppo diversi per amarsi si danno battaglia da anni La famiglia da premio Nobel che si è divisa sulla memoria L’ultimo duello sulla villa di Forte dei Marmi disegnata dal papà Gino.

Sedie pieghevoli e thermos di caffè nel freddo di Ivrea “In coda fino all’alba per iscrivere i nostri figli a teatro” Mamme al gelo per 12 ore: ma abbiamo i posti migliori.

La vittima è una donna di Pinerolo. I vicini: era seguita dai servizi sociali Scivola in casa di un’amica Muore dissanguata a 37 anni L’incidente domestico venerdì sera in un condominio di Novara.

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06.11.16

 

CONFUSIONE INTERNAZIONALE

Il Vaticano condanna le affermazioni di Radio Maria sul terremoto come «castigo divino» dopo le unioni civili. «Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede - ha detto monsignor Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato -. Sono affermazioni che non rispondono alla teologia della Chiesa. I terremotati ci perdonino, a loro la solidarietà del Papa» . E a poco sono servite anche le categoriche smentite, giunte dalla redazione dell’emittente radiofonica vaticana, per smorzare i toni della polemica. «Le espressioni riportate sono di un conduttore esterno, fatte a titolo personale, che non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al riguardo». Nella registrazione della trasmissione, pubblicata da vari siti, si sente: «dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, sono il castigo del peccato originale, anche se la parola non piace... Arrivo al dunque, castigo divino. Queste offese alla famiglia e alla dignità del matrimonio, le stesse unioni civili. Chiamiamolo castigo divino».

Razzismo e Olocausto negato Zuckerberg nei guai in Germania Inchiesta della procura di Monaco di Baviera Contestati al social network 438 episodi.

Contrattacco dell’Isis a Mosul Si combatte strada per strada I jihadisti rispondono all’appello del Califfo e resistono nella città assediata Frenata l’avanzata dei peshmerga, le forze irachene costrette a ripiegare.

L’Onu: uccisioni di massa L’Onu ha denunciato pesanti violazioni umanitarie da parte dei jihadisti e l’uccisione di civili in raid aerei della coalizione anti-Isis a guida Usa. Dall’ufficio dell’Onu per i diritti umani di Ginevra sono rimbalzate notizie dell’«uccisione di massa» di 50 disertori dell’Isis. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha invece aggiornato a oltre 22mila il numero degli sfollati in fuga da Mosul dall’inizio dell’offensiva, il 17 ottobre scorso. Secondo l’organizzazione umanitaria Oxfam, moltissimi degli sfollati vivono in un «inferno pieno di fumo» a causa degli incendi appiccati ai pozzi di petrolio .

Sicurezza, privacy e segreti di Stato Cos’è lo scandalo delle mail di Hillary? Cos’è l’email gate? A undici giorni dal voto generale per il rinnovo della Casa Bianca il Federal Bureau of Investigation ha riaperto il caso sul controverso utilizzo della posta elettronica privata da parte di Hillary Clinton nell’esercizio delle sue funzioni di segretario di Stato. Come ha origine lo scandalo? Poco dopo aver giurato da segretario di Stato nel 2009, Hillary installa un server nella sua abitazione di Chappaqua nello Stato di New York. Il sistema che gestisce il suo indirizzo personale hdr22@clintonemail.com usato per inviare e ricevere messaggi personali e di lavoro. Sullo stesso server apre un indirizzo anche a Huma Abedin, fedele braccio destro, e al capo del personale di Foggy Bottom Cheryl Mills. Clinton non attiverà mai l’indirizzo @state.gov gestito dal governo e predisposto per essere usato obbligatoriamente per le mail di lavoro. Come scoppia il caso? Nel marzo del 2015 il «New York Times» pubblica in prima pagina la storia delle mail avanzando l’ipotesi di «violazione delle norme federali in materia». Ipotesi che rappresentava un elemento di «allarme» per la sicurezza di archivi e banche dati governativi. Hillary spiega di aver usato la propria mail per praticità: «Non volevo avere due Blackberry». Il sospetto però è che volesse mettersi al riparo da qualsiasi controllo, specie su questioni scottanti come risulterà ad esempio per l’attacco di Bengasi del 12 settembre 2012. Diversi suoi collaboratori rivelano infatti che Hillary temeva il rischio di intrusione. L’ex capo della diplomazia Usa avrebbe usato inoltre diversi smartphone privati, contravvenendo ancora una volta al regolamento. Secondo il suo staff i telefoni sarebbero stati distrutti a martellate. Di quante email si parla? Secondo la stessa Clinton durante la sua direzione della diplomazia Usa lei ha ricevuto e inviato circa 62.320 messaggi. Lei e i suoi legali hanno dichiarato che almeno la metà di questi - circa 30.490 per un totale di 55 mila pagine - sono stati «girati» al dipartimento di Stato per le necessarie procedure di archiviazione. Gli altri no perché, sempre secondo Hillary, erano messaggi privati, riguardanti ad esempio il matrimonio della figlia, il funerale della madre passando per le sedute di yoga. Ad agosto 2015 la Clinton conferma di aver girato tutte le mail di lavoro al governo, ma l’Fbi scopre che ne mancano alcune migliaia. L’ex First Lady dice di averle cancellate prima del 2014, ovvero prima dell’inchiesta. Qual è l’esito dell’indagine? Il 5 luglio il direttore James Comey spiega che non ci sono i presupposti un procedimento a suo carico e si limita a definire il comportamento della Clinton e del suo staff «estremamente imprudente», ma non meritevole di incriminazione. Il dipartimento di Giustizia archivia il caso. Perché viene aperto un nuovo fascicolo? Il 28 ottobre 2016 Comey rende noto al Congresso che il Bureau ha iniziato a indagare su altre email. Sono messaggi intercettati in un portatile del marito della Abedin, Anthony Weiner coinvolto nello scandalo sui messaggi a sfondo sessuale. Sono circa 3 mila le email in questione, ma molte non potranno essere esaminate prima dell’8 novembre. BY NC ND ALCUNI DIRITTI R

Erdogan fa arrestare i leader curdi “Sostengono il terrorismo del Pkk” In carcere sei deputati dell’opposizione e il leader Demirtas L’Ue: democrazia compromessa. Attentato a Diyarbakir.

L’abbraccio dei Cinquestelle con i due emissari di Putin Il ruolo di Zheleznyak e Klimov tra internet, Russia Today e mondo grillino .

“Gli animali lasciati senz’acqua muoiono” Le richieste degli allevatori per l’emergenza Nelle campagne bestiame disperso, impianti isolati e lavoro a rischio.

Lo spreco dei treni per la Sardegna costati 125 miliardi, fermi 30 anni S Il progetto risale al governo Craxi. Adesso i convogli saranno demoliti.

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05.11.16

 

SCOMUNICHE  NECESSARIE PER LE  SPERANZE CIVILI

Radio Maria «Le scosse punizione per le unioni civili».

L’ENNESIMA STRAGE NEL MEDITERRANEO Doppio naufragio in Libia Annegate 249 persone I superstiti: 6 bimbi dispersi. Mattarella: emergenza umanitaria del secolo Morta in mare anche una calciatrice 19enne della nazionale del Gambia .

“Il sacrificio dei nostri figli non è servito a nulla Dopo anni si rischia ancora” L’accusa del padre di una delle vittime di San Giuliano .

Servono 13 miliardi per colmare i ritardi Piani di evacuazione inadeguati, assenza di verifiche sugli edifici, Anagrafe dell’edilizia scolastica mai aggiornata Ecco come i ragazzi rischiano nell’indifferenza degli enti che nel corso degli anni avrebbero dovuto vigilare.

Nel borgo che sfida il terremoto Ancora scosse e crolli. A Pievebovigliana gli ultimi duecento abitanti resistono Il sindaco: otto case su dieci inagibili, ma ce la caveremo. E il forno regala pizze .

Un intero paese vive in hotel “Ma almeno restiamo insieme” Gli sfollati di Accumoli in albergo a San Benedetto del Tronto “Siamo montanari, non siamo abituati al mare e ai camerieri”.

L’Alta Corte rallenta la Brexit “Il Parlamento deve votare” Per i giudici serve il sì dei deputati per dare il via al distacco dall’Unione Il governo: faremo appello. La sterlina risale. Bruxelles teme l’incertezza.

Gina, attivista e manager immigrata che manda all’aria i piani della May Dopo il referendum ha presentato ricorso insieme a un parrucchiere Ex modella, col marito ha creato un software che vigila sulla finanza.

La Fondazione Clinton finisce nella morsa dell’Fbi Dopo il mailgate l’inchiesta sugli affari di famiglia. Tensioni tra i federali.

Tra i profughi in fuga da Mosul aspettando la grande battaglia Le truppe irachene avanzano verso il centro. L’appello di Al Baghdadi: resistete.

In Uganda coi carabinieri “Così addestriamo le polizie dell’Africa” Lotta a terroristi islamici e trafficanti di droga “Le task force assicureranno stabilità alla regione .

“Stop al diritto di voto” Richiesta alla Ue per punire chi non accoglie i migranti La proposta della Federazione dei diritti umani “La legge sull’asilo calpesta le tutele dei rifugiati.

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04.11.16

 

UN PASSO INDIETRO per GUARDARE  AVANTI

I sindaci dei Comuni terremotati “Impossibile organizzare il voto” Lo scetticismo dei primi cittadini: “Le nostre priorità sono altre” Uffici elettorali crollati, elettori sparsi sulla costa, sezioni inagibili.

LA RINASCITADI NORCIA Il re dei prosciutti riapre l’azienda “Ma stavolta da solo non ce la faccio” David Lanzi con le cinque figlie e i mariti riprende l’attività. “Problemi? Immensi

Il governo rende più semplici le regole della ricostruzione Domani il decreto. I sindaci invitati a velocizzare i piccoli appalti.

Il piano per snellire le pratiche Chi vuole intervenire su una casa deve compilare una scheda «Aedes», si pensa di farla diventare più«snella»: si potrebbe così passare da 5 a 10censimenti smaltiti al giorno Ogni team che si occupa della scheda «Aedes», è composto da due tecnici regionali certificati dalla Protezione civile Potrebbero essere creati uffici tecnici intercomunali che possono assumere a tempo determinato Presto potrebbe anche cambiare la composizione del team «Aedes»: un dipendente della Regione e uno dei Comuni .

L’ARTE Allarme per chiese e castelli: salviamoli dal prossimo sisma Censimento del Fai dalle Marche al Lazio. L’Umbria? Ora bilancio impossibile.

“Senza aiuti dall’estero non ce la faremo mai” La sovrintendente: servono tempo, soldi e uomini.

Mosul, la grande caccia al Califfo Al-Baghdadi L’intelligence curda: è nascosto in città. Gli jihadisti ripiegano verso il centro.

Sotto attacco Truppe delle forze speciali irachene riparano un blindato colpito da una bomba degli jihadisti alla periferia di Mosul, roccaforte dell’Isis in Iraq.

Donatori di organi over 80 La nuova frontiera dei trapianti Sempre più interventi con reni e fegato provenienti da anziani “Merito dell’aumento dell’età media e dei progressi tecnologici”.

Juppé, la corsa alla presidenza parte dalle banlieue di Parigi L’ex premier conservatore ad Argenteuil, dove Sarkozy fu preso a sassate

MIGRANTI Evacuati tutti i bimbi della “Giungla” di Calais.

Amnesty: torture sui migranti ma la polizia nega le violenze Dossier sui centri di identificazione. I sindacati degli agenti: regole poco chiare.

IL MEGA DATABASE La Francia “scheda” 60 milioni di cittadini.

L’Italia non paga più le spese L’agenzia Onu: andiamo via La Germania si fa avanti per ospitare l’organizzazione per i beni cultural.

Banda larga, Italia in fondo alla classifica europea La fibra più diffusa al Sud Rapporto I-Com: sale la copertura ma la domanda resta scarsa. In Valle d’Aosta la situazione peggiore.

L’Italia cresce nel punteggio digitale del 6,5%. Se manterrà questo ritmo potrà colmare il divario con l’Europa in 3-5 ann.

Saitta aggiorna lo studio di fattibilità Meno soldi dallo Stato per Parco della Salute La quota scende da 198 a 130 milioni, sale il canone a carico della Regione.

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03.11.16

 

IL FUOCO SOTTO LA CENERE

Caso Regeni consegnati i documenti.

LA SCIENZA Uno sciame di 1100 scosse che deforma anche il suolo I dati satellitari svelano le caratteristiche del dramma nel Centro Italia Un’area di 130 km quadrati colpita da un effetto domino imprevedibile.

Offensiva anti-Renzi della propaganda russa E il web grillino rilancia Londra e Berlino: gli hacker di Mosca un pericolo per l’U.

Le truppe irachene entrano a Mosul Battaglia finale nella roccaforte Isis Gli jihadisti reagiscono con kamikaze e scudi umani. Il premier Al Abadi: “Resa o morte.

L’ex generale di Saddam guida l’ultima resistenza Per fermare i raid Al Awani si è trincerato in città con migliaia di ostaggi Ora Baghdad spera in una rivolta. E la Turchia schiera i tank sul confine.

Addio a Tina Anselmi la Signora della democrazia Staffetta partigiana durante l’occupazione e prima donna ministro Istituì il sistema sanitario nazionale e smascherò la P2 in Parlamento.

Fca, le vendite negli Usa calano a ottobre Le vendite di auto Fiat Chrysler Automobiles sono calate sul mercato degli Stati Uniti in ottobre. Nel mese appena trascorso, Fca Us, che è la filiale americana di Fiat Chrysler Automobiles, ha venduto 176.609 veicoli, registrando un calo di vendite del 10 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. D’altra parte il risultato è migliore delle attese degli analisti di settore. Le vendite ai clienti individuali sono state 135.808 mentre quelle ai gestori di flotte sono state 40.801 (corrispondenti al 23 per cento del totale). Il marchio Jeep ha registrato un calo di immatricolazioni del 7 per cento. Si muove controcorrente il marchio Ram Trucks le cui vendite sono salite del 12 per cento.

Le motivazioni della sentenza in Cassazione “Mutui e appalti in cambio dei voti della ’ndrangheta” Le motivazioni della condanna di Nevio Coral a 8 anni di carcere.

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02.11.16

 

DISTRUZIONE MATERIALE NON MORALE

LA SCIENZA Il paradosso dei sismi italiani Meno potenti, ma più distruttivi Scenario quasi unico al mondo fatto di mini-faglie e di epicentri a poca profondità.

l suolo nelle zone di Norcia si è abbassato fino a 70 centimetri. «Sono dati preliminari - ha detto Simone Atzori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - ma possiamo già dire che in alcune zone, come Castelluccio, l’abbassamento arriva fino a questo valore». La deformazione è stata misurata grazie al satellite Sentinel 1 dell’Esa e nelle prossime ore «capiremo se la faglia responsabile dell’ultimo terremoto è un prolungamento di quella che ha generato i sismi precedenti». La potenza del terremoto del 30 ottobre è ben visibile sul monte Vettore, dove si sono aperte due fratture.

720 scosse Sono quelle registrate dall’altroieri mattina, tra Marche e Umbria: una sola è stata superiore alla magnitudo 5, mentre quelle di intensità tra 4 e 5 sono state 18. Altre 403 non hanno superato i 3 gradi.

2 gradi È la temperatura che si tocca di notte nelle zone del sisma, come a Norcia: a causa dell’indebolimento dell’alta pressione giovedì e nel weekend tornerà il maltempo. Dormire nelle tende sarà difficile .

Il Marocco scende in piazza “Stop alle violenze della polizia” Le proteste per la morte di un venditore ambulante rievocano le primavere arabe.

L’inizio della rivolta in Tunisia Nel dicembre del 2010 il giovane tunisino Mohammed Bouazizi decise di darsi fuoco dopo che la polizia gli aveva sequestrato il carretto con cui vendeva frutta e verdura. Morì dopo un breve ricovero Il gesto diede il via alla cosiddetta Rivoluzione dei Gelsomini, una lunga serie di proteste in diverse città della Tunisia che portò a decine di morti e feriti per i tentativi di repressione del governo Nel gennaio del 2011 il presidente tunisino Ben Ali si impegnò a lasciare il potere nel 2014. Le proteste di piazza però continuarono: in serata Ben Ali, dopo ventiquattro anni al potere, lasciò il Paese .

Libano, Aoun è il nuovo presidente “Pugno di ferro contro i terroristi” Intesa sul generale maronita. Plauso di Teheran e Damasco.

Abu Mazen: “Siamo contro la guerra Pronti a discutere i confini con Israele” Il presidente palestinese: “Confidiamo nei negoziati internazionali promossi dalla Francia” Oggi riceve Mattarella: “Con l’Italia ottimi rapporti, ora Renzi riconosca il nostro Stato” .

Quando Mattarella incontrerà oggi a Betlemme il numero uno palestinese Abbas, gli riferirà certamente le parole distensive del presidente israeliano Rivlin. Il quale proprio ieri lo ha pregato di convincere Abbas che sbaglia a non fidarsi, fa male a rifiutare la mano tesa, perché le intenzioni dello Stato ebraico sono costruttive e serie. «Con la sua autorevolezza, unita alla considerazione di cui l’Italia gode in questa regione», è la richiesta rivolta da Rivlin a Mattarella, «gli dica per favore che noi alla pace crediamo davvero, per quanto loro lo mettano costantemente in dubbio». Questo messaggio molto difficilmente riuscirà a scalfire il muro di diffidenza, e Mattarella è il primo a non farsi illusioni in proposito. Tuttavia il Capo dello Stato sarà lieto di dare un contributo, per quanto piccolo, alla comprensione reciproca. Tanto più che il processo di pace, ha osservato con preoccupazione prima del colloquio con Rivlin, vive una fase di vero e proprio stallo che mette in pericolo l’«orizzonte dei due Stati, due popoli». L’Italia sarà «costantemente dalla parte israeliana ogni qual volta il suo diritto a esistere venisse minacciato o messo in dubbio», è l’impegno ribadito da Mattarella. A sua volta Israele deve favorire una prospettiva di pace «credibile» , senza la quale in Palestina «si rischiano nuove imprevedibili ondate di radicalizzazione». Ugo Magri.

TURCHIA, ARRESTATI I GIORNALISTI DEL CUMHURIYET Erdogan censura il giornale dei laici.

RESPINTO IL RICORSO DELLE COOPERATIVE PER IL LIBRO «FALCE E CARRELLO» “Sì al diritto di critica alle Coop” La Cassazione dà ragione a Caprotti.

Benvenuti nelle “ciberie” dove si assaggia il buono degli scaffali Le botteghe-ristorante diventano protagoniste a Golosaria.A Milano dal 5 al 7 novembre Torna Golosaria con l’edizione numero 11.

La denuncia del sindacato Infermieri esterni al San Giovanni “Stanno privatizzando la Sanità” Sei lotti di servizi appaltati a cooperative. L’Asl: un processo inevitabile.

Tutte le circoscrizioni Gli irriducibili dell’agricoltura in città Politecnico e Coldiretti: ogni anno spariscono 80 ettari di terreni coltivabili, ne sono rimasti 633 .

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01.11.16

 

VOTO NO ALL'EGITTO : PROBLEMI GRAVI SU CUI NON MOLLARE .

L’infinito contagio sismico che scuote l’Appennino Un fenomeno già osservato, dalla Turchia fino in California E in Italia c’è il caso della Calabria sconvolta nel Settecento .

Nuovo sisma DOVE: l’epicentro è stato nel territorio di Norcia con la previsione di salire a 100 mila LE CARATTERISTICHE: si è liberata una potenza di circa 80 chilotoni, pari a 80 mila tonnellate di tritolo PROFONDITA’: a circa 10 km LE REPLICHE: in meno di 12 ore si sono verificate oltre 200 scosse, di cui 15 tra una magnitudo di 4 e 5 gradi, nella zona al confine tra Marche e Umbria I COMUNI COLPITI: 100 tra Umbria e Marche GLI SFOLLATI: 23 mila LA PRIMA SCOSSA: si è verificata alle ore 7.40 L’INTENSITA’: è stata pari a 6.5 gradi della scala Richt.

Da settembre ad oggi, sono stati numerosi i terremoti di forte intensità che hanno colpito molte aree del mondo, dalla California al Giappone, passando per il «caso» italiano. Secondo la U.S. Geological Survey, tra gli eventi sismici più devastanti avvenuti nelle ultime settimane ci sono proprio quelli registrati tra Umbria e Marche. Capofila, la scossa (magnitudo 6.5) alle 7.40 di ieri, con epicentro a 6 km a Nord di Norcia. Nelle lista dei sismi recenti più rilevanti, l’agenzia geologica statunitense segnala il terremoto di magnitudo 6.2 che il 21 ottobre scorso ha colpito il Giappone occidentale, con epicentro a 8 km a Sud di Kurayoshi: blackout, numerosi feriti, danni agli edifici. Un altro, di magnitudo 6.0, è quello registrato il 26 settembre a 113 km a Nord-Est di Nago, sull’isola di Okinawa. Era a una profondità di 40 km. Fortunatamente non si è generato alcun allarme tsunami.

Una serie di scosse in Papua Nuova Guinea, tra i grandi «distretti sismici»: è stato di magnitudo 6.9 il terremoto del 17 ottobre, con epicentro nei pressi dell’isola di Nuova Britannia, tanto da essere percepito anche nella capitale Port Moresby. Un evento simile, nel ’98, aveva scatenato tre tsunami e ucciso 2100 persone. E due giorni prima, un’altra scossa, con magnitudo 6.4, si era avvertita a 144 km dalla città di Kimbe. In California, invece, la terra ha tremato l’8 ottobre: intensità 3.7 gradi Richter.

peggiori Messina - 1908 Il sisma raggiunge una magnitudo 7.0 e rade al suolo la città, uccidendo tra 80 mila e 100 mila persone 1 Abruzzo - 1915 Colpisce tutta la zona della Marsica, con una violenza di 6.8: i morti ufficiali sono 30.519 2 Irpinia-Basilicata 23 novembre 1980 Il sisma tocca i 6.8 gradi della scala Richter: il conteggio delle vittime è di 2914 3 Friuli 6 maggio 1976 L’intensità è pari a 6.4 gradi e le scosse provocano una strage: 989 morti 4 Belice 15 gennaio 1968 Il sisma arriva a toccare i 6.1 gradi: nei crolli delle case perdono la vita 296 persone 5 Amatrice 24 agosto 2016 La terra trema con un’intensità che tocca i 6.0 gradi: i morti nel disastro sono 298 6 NorciaCastelsantangelo 26 ottobre 2016 La scala Richter registra 5.9 gradi: non vengono registrate vittime 7 L’Aquila 6 aprile 2009 Le scosse arrivano a toccare i 5.8 gradi, mentre i morti salgono a un totale di 309 8 Emilia Romagna 20 maggio 2012 Il terremoto si scatena con una forza di 5.8 gradi: il conteggio dei morti si ferma a 27 9 Umbria e Marche 26 settembre 1997 Le scosse colpiscono con una violenza di 5.6 gradi: 11 i morti.

SCONTRI A MOSUL Vendetta dell’Isis Strage di sciiti a Baghdad.

NUOVE TENSIONI CON IL CAIRO, LA FARNESINA HA DETTO DI AVER VOTATO CONTRO Caso Regeni, no italiano all’Egitto nel Consiglio dei diritti umani Onu.

L’Egitto è stato eletto venerdì scorso nel Consiglio per i diritti umani dell’Onu, ma senza il voto dell’Italia. La Farnesina rompe il riserbo su un’elezione a scrutinio segreto per metterlo in chiaro: il nostro rappresentante presso le Nazioni Unite, Sebastiano Cardi, non ha votato per Il Cairo. E non lo hanno fatto altri 19 Paesi: alla fine, il seggio è stato guadagnato con 173 voti su 193 votanti. Una precisazione motivata da articoli di stampa e richieste del mondo politico di rendere certo e pubblico il nostro no all’Egitto, in una votazione che ha eletto nell’organismo per i diritti umani delle Nazioni Unite con sede a Ginevra 14 Paesi (su 47 che la compongono) che entreranno in carica per tre anni a partire da gennaio. Un’opposizione alla candidatura egiziana che ha una ragione precisa: il caso di Giulio Regeni, il ricercatore friulano torturato, ucciso e trovato sul ciglio di una strada del Cairo nel febbraio scorso, a cui sono seguite indagini da parte egiziana lacunose e reticenti. Tanto da aver spinto il nostro Paese a richiamare l’ambasciatore dal Paese «per consultazioni» nell’aprile scorso e ancora fino a oggi. Una crisi diplomatica che ha ripercussioni anche sul piano internazionale, o almeno così spera l’Italia: la Terza commissione sui diritti umani dell’Assemblea Onu la settimana prossima dovrà esprimere alcune pronunce, una proprio sull’Egitto, e il nostro Paese – assicurano fonti diplomatiche – si sta spendendo perché ne esca un messaggio chiaro al Paese nordafricano. Con cui l’Italia ha anche qualche altro motivo di tensione: dalla posizione nei confronti del generale Haftar in Libia – sostenuto dal Cairo, è considerato uno dei principali ostacoli al governo di unità nazionale di Al Sarraj che anche l’Italia appoggia – alla recente polemica sulle moschee abusive chiuse a Roma, decisione criticata da una delle più importanti istituzioni religiose egiziane. Col voto di venerdì, l’Egitto che ancora non ha dato risposte sul caso Regeni entra a far parte dell’organismo creato in seno all’Onu dieci anni fa per promuovere e proteggere i diritti dell’uomo nel mondo. Compito che sarà affidato anche ad altri Paesi neoeletti che non hanno esattamente la fama di integerrimi guardiani della tutela dei diritti della persona, dell’uguaglianza, dei diritti politici, come l’Arabia Saudita, la Cina o Cuba. Non ce l’ha fatta invece, con grande sorpresa generale, un membro permanente dell’Onu come la Russia: i due posti dedicati all’Europa dell’est sono andati a Croazia e Ungheria.

DOPO LE RESISTENZE DELLA VALLONIA, VIA LIBERA AL TRATTATO. PER L’EUROPA SIGNIFICHERÀ ABOLIRE IL 99% DEI DAZI: I punti chiave del «Ceta» Che cosa è È un trattato sul commercio tra Unione europea e Canada, eliminerà i dazi doganali e porrà fine alle restrizioni nell’accesso agli appalti L’export L’abolizione dei dazi fa risparmiare 500 milioni di euro l’anno alle aziende europee. Il Ceta può aumentare di 12 miliardi di euro l’anno il Pil Ue Effetti sull’Italia Il commercio Italia-Canada vale 7,2 miliardi l’anno. Il volume dell’export verso il Canada è superiore a quello dell’import I settori È prevista l’eliminazione dei dazi per i prodotti a base di zucchero, cacao, pasta, biscotti, frutta e verdura, che oggi sono pari al 10-15% .

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31.10.16

 

CHI SI E' ASSICURATO CONTRO IL TERREMOTO ? IO

“Noi, terremotati di serie B Lo Stato ci volta le spalle” I comuni all’esterno del “cratere” non ricevono gli aiuti straordinari Il sindaco di Muccia: “Tutto distrutto ma la Protezione civile non si è vista”.

Non si ferma la terra nel Centro Italia. Una scossa molto forte, di magnitudo 4.2, è stata registrata in provincia di Perugia, con epicentro vicino a Norcia, ieri alle 18,24. Tra gli sfollati di Visso, che erano all’interno del centro di coordinamento dei soccorsi, ci sono state scene di panico. Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, altro paese colpito dal terremoto di mercoledì, l’ha definita «una botta forte. Così è da morire, non ce la facciamo più». La scossa è stata sentita anche ad Ancona.

I volontari dell’Aquila ad Amatrice “Aiutiamo le vite distrutte a rinascere” “Abbiamo vissuto lo stesso incubo 7 anni fa, sappiamo cosa si prova”.

Da Firenze a Genova cinquant’anni di alluvioni senza nessun colpevole La fine dei disastri? Prescrizioni, assoluzioni e risarcimenti negati Il consulente giudiziario: “Decidono periti in conflitto di interessi.

Vittime risarcite senza processo L’ eccezione di Stava 132 milioni grazie a una class action .

I DIRITTI CALPESTATI

P rima dell’altra sera, quando i carabinieri hanno arrestato il suo compagno al termine dell’ultima, brutale aggressione, lei aveva già denunciato quell’uomo tre volte, dal 17 al 26 ottobre. Tutto inutile. Quando si è ripresentato nel suo alloggio di corso Grosseto, erano passate le nove. Giovanna, 45 anni, ha provato a convincerlo: «Qui non puoi stare, non è casa tua». Lui ha risposto con una testata sul naso. E poi ancora pugni e calci ai fianchi. Adesso Vasile, romeno di 41 anni, è finito in una cella del carcere delle Vallette. A salvare Giovanna è stato il suo coraggio e la prontezza dei vicini. Che l’hanno vista lanciare un biglietto fuori dalla finestra. «Mi uccide. Chiama il 112». Uno di loro è corso nel cortile, l’ha raccolto e si è messo in contatto con i carabinieri. Pochi minuti e una pattuglia ha raggiunto lo stabile. La donna, ferita, era fuori dalla porta. Il compagno, dentro, fingeva di dormire. Lei è stata accompagnata in ambulanza al San Giovanni Bosco, dove i medici, dopo averla visitata e medicata, hanno sciolto la prognosi: trenta giorni. Ma prima ancora di arrivare in ospedale, i militari le avevano già fatto il regalo più bello: le avevano restituito la copia delle chiavi dell’appartamento. Quelle che lei, prima che l’amore diventasse violenza, aveva consegnato a Vasile. Lui, accompagnato in strada dai carabinieri, ha ancora avuto il tempo di terrorizzarla. Mentre saliva in macchina le ha sussurrato: «Tanto, prima o poi, ti ammazzo»

Amelia Guadagnino apre la porta del suo appartamento di corso Sebastopoli 157 reggendosi sulle stampelle. «Mi hanno dato fuoco alla porta di casa - spiega indicando il legno annerito fino al soffitto -. Ho fatto denuncia contro ignoti ma sono convinta che questo gesto sia legato alla guerra che certi condomini mi fanno da tempo. Non volevano che facessi montare una pedana per disabili per arrivare al secondo piano, dove abito». La donna, 85 anni, è invalida all’80 per cento. A questo problema che le impedisce di salire i gradini, negli ultimi mesi, si è aggiunta la rottura del femore dovuta a un incidente stradale: «Mi hanno investita mentre tornavo dal mercato. Ora muovermi è uno strazio». La sua richiesta al condominio di poter installare un montacarichi per carrozzine non è un fatto recente. La signora lo ha chiesto per mesi e dopo che l’assemblea dei condomini non ha preso posizione, ha deciso di farlo montare a spese sue, investendo 14mila euro. E da quando sono arrivati gli operai, racconta la signora, che sono iniziati i guai. «Non appena li hanno visti lavorare sulle scale, alcuni condomini sono arrivati a insultare me e a ostacolare loro - racconta Amelia -. Ho chiamo la polizia e gli agenti hanno riportato la calma. Per gli insulti ricevuti, comunque, ho sporto denuncia». Poi il calvario: prima la colla nella serratura di casa, poi la manomissione della pedana, fino all’incendio. La donna ha paura e ha fatto venire a stare da lei alcune parenti. «Non capisco chi mi voglia tanto male. Davvero non merito un trattamento simile»

Ha diffamato la scuola e ora l’Istituto Comprensivo di Caselle lo ha denunciato. E’ il padre di un bambino che frequenta la 4 elementare alla scuola Rodari di Caselle, ricoverato qualche giorno fa al Regina Margherita per un attacco di allergia. Niente di particolarmente grave e la cosa sarebbe finita lì, se l’apprensivo papà, presa carta e penna non avesse inviato una segnalazione al sindaco, ma soprattutto all’ufficio di igiene pubblica dell’Asl To4 descrivendo i locali scolastici in «uno stato di sporcizia sconcertante». Immediata è scattata l’ispezione dell’Asl, giunta però a ben altro risultato. Dal verbale di sopralluogo emerge, invece, la situazione di una «scuola in buono stato di manutenzione e pulizia». Anche perché quel plesso, in estate, era stato oggetto di numerosi interventi e proprio lì il Comitato volontario dei genitori da tempo porta avanti tanti piccoli lavori per rendere i locali sani e sicuri. Un responso quello dell’Asl che ha indotto la dirigente scolastica, Loredana Meuti, alla denuncia. Una volta tanCaselle “Ha diffamato la scuola” Genitore denunciato to invece dei genitori che denunciano la scuola accade esattamente il contrario. «Capisco l’apprensione della famiglia per la salute del loro bambino – spiega - ma addossare la colpa alla scuola per l’aggravarsi del suo stato di salute, francamente mi pare esagerato». La dirigente scolastica richiama tutti al senso di responsabilità: «Non è possibile che la colpa debba sempre ricadere sull’istituzione scolastica. A scuola ci sono persone che lavorano e ci danno l’anima. La scuola non è la controparte della famiglia, ma è con la famiglia, questo vorrei fosse chiaro».

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30.10.16

 

UN PAESE IN BILICO

Terrore e morte per il Tir che fa crollare il cavalcavia Burocrazia sotto accusa Il trasporto eccezionale precipita sulla Milano-Lecco: 4 feriti Anas e Provincia litigano su chi doveva ordinare la chiusura.

La catena degli errori I calcinacci Alle 14 personale Anas nota il distacco di calcinacci dal cavalcavia n.17 della strada provinciale 49. Materiale rimosso dalla sottostante statale 36, traffico rallentato 1 L’ordinanza Alla Provincia di Lecco viene sollecitata la chiusura della strada provinciale 49. Ad Anas viene richiesta anche un’ordinanza formale con ispezione visiva 2 Il camion Mentre il capocentro Anas si sta recando sul luogo per un esame diretto della situazione, un camion attraversa il cavalcavia che passa sopra la statale 36 3 Il crollo Alle 17,20 il cavalcavia della provinciale 49 crolla sulla strada sottostante schiacciando due macchine in transito. Bilancio: un morto e quattro feriti .

“Sono anni che si tagliano gli investimenti. Ora basta” Il viceministro Nencini: responsabilità umana.

“Con il secondo terremoto bisogna rifare tutto daccapo” Controlli sismici, liste d’attesa, prefabbricati: il lavoro è azzerato Il commissario Errani: impossibile rispettare la scadenza dei 7 mesi.

Migranti, nuovo braccio di ferro Orban-Renzi Il leader ungherese attacca: “È nervoso perché il deficit sale e i profughi arrivano in massa” La replica: “Non è vero, Budapest è preoccupata perché l’Italia non farà più da salvadanaio”.53.500 in Italia I migranti sbarcati nel nostro Paese dall’inizio dell’anno a oggi sono 53.500.

1300 rifugiati Quelli che l’Ungheria dovrebbe accettare dall’Italia e dalla Grecia ma che si rifiuta di accoglier.

L’Fbi riapre il caso delle mail di Hillary I file sospetti trovati nel telefono di Anthony Weiner, eSotto accusa Anthony Weiner con l’ex moglie Huma Abedin. Il democratico, che nel 2011 lasciò il Congresso per uno scandalo sessuale, è indagato con l’accusa di aver scambiato messaggi di contenuto erotico con una ragazzina di 15 anni  marito dell’assistente Huma Abedin Trump: forse sarà fatta giustizia. La campagna della democratica: non uscirà nulla di nuovo.

Più metano russo alla Germania Bruxelles dice sì Una mossa avversata dall’Italia e dai Paesi dell’Est.

DOPO TRE MESI DI ISOLAMENTO GLI INSORTI CERCANO DI FAR ENTRARE IN CITTÀ CIBO, ARMI E MUNIZIONI Aleppo, offensiva dei ribelli per rompere l’assedio di Assad Attacco da Ovest con tank e lanciarazzi per portare aiuti ai combattenti In campo circa 2 mila uomini: “È una chiamata alle armi contro il regime.

SCIOPERO A CARACAS Il Venezuela in piazza contro Maduro.

FRANCESCO ALLA VIGILIA DEL VIAGGIO A LUND, IN SVEZIA Il Papa elogia Lutero: “Ha messo la Bibbia nelle mani del popolo”.

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29.10.16

 

CANCRI ITALIANI

C’è una nuova faglia più a nord La terra tremerà ancora per mesi Il terremoto di mercoledì ha origini diverse da quello avvenuto la scorsa estate Negli ultimi 3 mesi 18 mila scosse, nella zona rossa vivono 10 milioni di persone .

“L’Appennino è la nostra California Ma qui la geologia è più complessa” Le fenditure sovrapposte sono imprevedibili, ora però si studiano alcuni precursori .

Bracconaggio e inquinamento “Spariranno due animali su tre” Il rapporto “The Living Planet 2016”: sull’85% del pianeta dominano le attività umane Distrutti gli habitat naturali, entro il 2020 il 67 per cento dei vertebrati sarà estinto.

Appalti per la Tav Buste piene di soldi in casa degli indagati Delrio: verifiche sui materiali, ipotesi commissariamento.

“Il premio a Nadia e Lamiya è una speranza per noi yazidi” Il parlamento europeo assegna il Sacharov alle due ex schiave sessuali dell’Isis La minoranza perseguitata nel campo profughi a Mosul: “Siamo i più odiati”

Il rifiuto della visita dell’arcivescovo a scuola Il no del preside a Nosiglia I valdesi: “Ha fatto bene” Il pastore di Pinerolo: “Il modo di insegnare religione deve cambiare”.

Controlli su 2 mila famiglie a Rivalta I vigili urbani nei condomini Multe a chi non differenzia Dopo le verifiche sul contenuto dei cassonetti scatteranno sanzioni .

Processo a Ivrea, alla sbarra 16 persone Mazzette all’obitorio o le salme non venivano vestite per il funerale.

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28.10.16

 

SEGNALI NON BUONI

’AVVERTIMENTO NELL’ULTIMO RAPPORTO DEL WWF: È UN MOMENTO DECISIVO Ecco l’anno zero per l’ambiente Nel 2020 la Terra sarà a un bivio Ai governi restano 4 anni per frenare la distruzione delle risorse e invertire la tendenza.58% il calo delle specie la popolazione globale di pesci, uccelli, mammiferi, anfibi e rettili è già diminuita del 58% dal 1970 al 2012.70% L’acqua disponibile sfruttata Il rapporto Wwf dice che l’attività agricola occupa un terzo della superficie della Terra e utilizza quasi il 70% dell’acqua disponibile.

ACCUSE AI JET DI MOSCA Idlib, raid sulle scuole Nuova strage di bambini siriani.

PRESENTATA LA TESTATA IN GRADO DI COLPIRE A 16MILA KM: «PUÒ INCENERIRE IL TEXAS» Navi in Spagna e un missile nucleare La nuova sfida di Putin all’Occidente La flotta, diretta in Siria, annulla lo scalo a Ceuta dopo le proteste della Nato .

Senza asilo ma non rimpatriati L’esercito dei migranti fantasma Sono almeno 50 mila. Rischiano lo sfruttamento e l’illegalità .

“Rifugiati, studenti e manager Milano apre le porte a tutti Il nostro modello è la Germania” Il sindaco Sala riceverà la Legione d’Onore: voglio una città internazionale.

Tav, A3 e treno di Pisa Cosche e tangenti dietro le grandi opere Arrestate 35 persone, coinvolti i figli di Monorchio e Lunardi I magistrati: questo è il cuore della corruzione del Paese.

“Il calcestruzzo? Il primo era acqua il secondo intasava pure la pompa.

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27.10.16

 

EUROPA FOTOFINISH

Profughi, l’Europa resta blindata Schengen congelato altri tre mesi Il commissario Avramopoulos: “Non siamo pronti per tornare alla libera circolazione” Controlli alle frontiere fino al 2017. E l’Ungheria rafforza la sua barriera con la Serbia.

CONTINUA LO SGOMBERO Calais, altri 3.500 via dalla «Giungla» Smantellate le tende.

DOSSIER Istruiti, fanno lavori poco qualificati E adesso i migranti comprano casa La fotografia degli oltre 5 milioni di stranieri presenti nel Belpaese I reati sono in aumento, ma meno di quelli commessi dagli italiani.

Buste paga degli onorevoli all’Italia il primato europeo.

“Matteo costretto a salvare la ditta Con quei soldi paghiamo i dipendenti Pd” I renziani temono il boomerang sul referendum, rilancio sulle diarie.

Pakistan, l’Isis rivendica la strage Così la jihad si è infiltrata in Asia Oltre 60 morti nell’attacco di tre kamikaze alla scuola di polizia di Quetta In un video postato dall’agenzia dello Stato islamico la foto degli attentatori.

I valloni spiegano il no al Canada “È una lotta per la democrazia” Di Rupo, ex premier del Belgio: stop al potere delle multinaziona.

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26.10.16

 

GUERRA UMANITARIA

Sbarchi record: sono già 153 mila A Ferrara barricate anti-profughi In tre giorni 12 mila soccorsi nel Canale di Sicilia, 34 morti. Renzi: l’Europa apra le porte.Tra i migranti cacciati da Calais “E adesso dove ci manderanno?” Francia, via ai primi duemila trasferimenti dalla “Giungla” Ma c’è chi sfida la polizia: non ce ne andremo di qui .La rivolta contro il prefetto Serata ad alta tensione ieri a Gorino, nel Ferrarese. I cittadini hanno eretto barricate e bloccato le strade per impedire il passaggio di un pullman con i profughi dopo che il prefetto Michele Tortora aveva requisito l’ostello per l’accoglienza.

GRECIA In fiamme il centro Ue Alta tensione a Lesbo.

Tunnel, kamikaze e blitz Così l’Isis organizza la guerriglia Jihadisti nascosti nei villaggi, la resistenza è simile alle tattiche dei fedelissimi di Saddam.

Pakistan assalto al collegio militare Un commando di sei terroristi ha assalito ieri sera il Collegio di polizia del Baluchistan a Quetta, in Pakistan. La città si trova a 50 km dal confine con l’Afghanistan ed è considerata un santuario della vecchia guardia dei taleban afghani. Il centro di addestramento, dove sono tenuti in ostaggio più di 200 cadetti, è stato circondato dalle forze armate pakistane. I media locali parlano di 14 feriti .

Anidride carbonica record nell’aria “Per il clima è l’inizio di una nuova era” L’allarme dell’Onu: superata la soglia delle quattrocento parti per milione Le conseguenze dei danni dell’effetto serra dureranno “per molte generazioni” .

Scomparsa dei ghiacci Più di 2000 miliardi di litri è quanto hanno perso i soli ghiacciai delle Alpi centrali negli ultimi 35 anni, dal 1981 a oggi. Anche il ghiacciaio dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio, ha subito un allarmante ridimensionamento.

Una nuvola di smog Pechino metterà fine all’utilizzo del carbone entro il 2020. Comincerà nel 2017 a sostituire il riscaldamento a carbone con impianti elettrici o a gas nelle periferie della città. La decisione dopo l’allarme rosso per le polveri sottili. .

Deforestazione selvaggia La foresta pluviale dell’Amazzonia, la grande del mondo, nel 2015, ha visto una crescita della deforestazione del 16% rispetto al 2014. Secondo i dati satellitari a fine dell’anno scorso sono scomparsi 5.831 chilometri quadrati di foresta.

LA SCIENZA Se avesse odore capiremmo il vero pericolo Mai era capitata nella storia una concentrazione così alta .

LA POLITICA Per i militari Usa una minaccia più grave dell’Isis Al nuovo Presidente chiederanno un ministero dedicato all’ambiente.

Venezuela a rischio guerra civile Il Papa vede Maduro: “Dialoga” Il presidente in Vaticano dopo aver bloccato il referendum per destituirlo Le opposizioni: “È un golpe”. E invitano i cittadini alla “resistenza attiva.

Quattro nuovi arresti nell’inchiesta sul clan Crea I giuramenti alla ’ndrangheta a due passi dal commissariato Le rivelazioni di “Max il lavandaio” amico dei boss di piazza Sabotino a Torino.Le esequie pubbliche negate dal questore di Reggio Folla al cimitero di Platì per il funerale all’alba del mafioso di Volpiano .

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25.10.16

 

 

EGITTO DOCET ED IL PARROCO APPLICA

Chiude la “giungla” di Calais Scontri tra migranti e polizia Profughi e gruppi di attivisti “no borders” lanciano sassi contro gli agenti Oggi trasferite 2400 persone. I volontari: ma ogni giorno ci sono 30 nuovi arrivi.

Così dopo secoli di sfruttamento l’Europa sbarra le porte all’Africa Le potenze coloniali hanno depredato l’intero continente. Ora si è aggiunta la Cina Ma anche corruzione e libertà negate nel Continente spingono milioni di persone a fuggire .

L’incertezza sui negoziati Brexit fa fuggire le banche dal Regno Unito I grandi gruppi temono che la politica anti immigrazione faccia scattare ritorsioni Il governo pensa di invogliarle a restare con la riduzione al 10 % della corporate tax.

Dopo lo schiaffo di Bruxelles Londra sventola la minaccia di ridurre le tasse alle imprese L’esecutivo guidato dalla May ha pronto un piano se il divorzio Ue non dovesse essere amichevole.

“Liberate il martire Bekzhanov” giornalista in carcere da 17 anni Rapito, rimpatriato a forza e torturato, è detenuto in Uzbekistan dal 1999 Dopo la morte del dittatore Karimov, al via una campagna per la sua liberazione.

Raid e bombe americane su Mosul “Apriamo la strada ai peshmerga” Entrano in campo gli F16: colpiti i tunnel e le difese dello Stato islamico Ankara schiera 150 soldati. Blitz dell’Isis a Rutba, al confine con la Siria.

Il capo del Pentagono a Baghdad ed Erbil La doppia strategia di Washington per mettere le mani sulla città.

Sigilli alle moschee abusive L’Egitto attacca l’Italia: “Fomentate l’estremismo” Dopo la preghiera di protesta dei musulmani al Colosseo, in campo una delle maggiori autorità religiose: un errore.

Il caso di Giulio Regeni Il corpo torturato del ricercatore italiano, 28 anni, è stato trovato lo scorso 3 febbraio al Cairo. Da allora, tra depistaggi e poca collaborazione tra autorità, non è stato trovato un colpevole. Il presidente al Sisi dice convinto: «Non sono stati i nostri servizi di sicurezza» .

Le alleanze in Libia L’Egitto è considerato il principale sponsor politico e militare del generale Khalifa Haftar (in foto) che controlla Tobruk. L’Italia, invece, sostiene il governo di unità nazionale guidato da Fayez al Sarraj che ha l’appoggio anche della comunità internazionale attraverso l’Onu .

Gas naturale e turismo Le frizioni tra Roma e Il Cairo potrebbero pesare anche nei rapporti commerciali. Nel luglio 2015 l’Eni ha scoperto un mega giacimento di gas a Zohr, 120 miglia al largo della costa egiziana. Ma ancora più preoccupazione desta il turismo: il calo di ingressi italiani ha toccato il 40%.

’NDRANGHETA A PLATÌ Sul funerale dell’affiliato il parroco sfida il questore: “Meritava un rito pubblico.

LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE: COINVOLTI I PIÙ IMPORTANTI ARMATORI Pochi controlli e costi ridotti le navi italiane demolite in India Legambiente e Greenpeace: l’ultima rotta con bandiere di comodo L’ambiente non è protetto dall’inquinamento, lavoratori senza tutele.

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24.10.16

 

RENZI SEMPRE PIU' FUORI DALLA REALTA', PUNTIN FA GIÀ LA GUERRA

Quando Renzi e' venuto a TORINO ho cercato di entrare all'Unione Industriale .BLOCCO ASSOLUTO. Le vie deserte. Mi sembrava di essere il giorno dopo lo scoppio dell'atomica. Perché Renzi non incontra chi lo contesta ?

Sedie vuote, silenzi e cortei Renzi non scalda la Sicilia Via alla sfida per rimontare al Sud. Persino l’annuncio del G7 a Taormina è accolto con un debole battimani.

L’offensiva dello Putin è riuscito a prendersi la Crimea e si è dimostrato decisivo in Siria Zar L’Occidente non ha saputo reagire né in Europa né in Medio Oriente .Il dramma di Aleppo Finita la tregua, tornano le bombe E Mosca sfida gli Usa: tuteli i civili .

Guerra fredda nel Mediterraneo L’ammiraglia russa verso Gibilterra L’ultima provocazione del Cremlino.

Sri Lanka, nuovo scontro di religione Braccio di ferro buddhisti-induisti Le minoranze protestano contro il culto di Stato nella Costituzione .

TRA LE VITTIME ANCHE MOLTI BAMBINI CHE AVEVANO CERCATO DI FUGGIRE PER NON ESSERE USATI COME SCUDI UMANI Isis, esecuzione di massa a Mosul: 284 morti Gli jihadisti bruciano una fabbrica di solfati: intossicati centinaia di civili. Ancora scontri a Kirkuk.

“È iniziata la guerra chimica Abbiamo bisogno di più armi” L’appello di Barzani, generale dei peshmerga “Baghdad non ci dà munizioni, l’Occidente ci aiuti.

Dalle regioni 24 bandi di finanziamento Grazie ai fondi dell’Ue si moltiplicano le aziende dei giovani agricoltori .

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23.10.16

 

ASSURDO MA POSSIBILE PER GLI INTOCCABILI

Il lander della missione ExoMars, Schiaparelli, ha probabilmente raggiunto la velocità di 300 chilometri orari mentre precipitava su Marte da un’altezza fra 2 e 4 chilometri e non si esclude che possa essere esploso nell’impatto. Lo rende noto l’Agenzia Spaziale Europea sulla base delle immagini catturate dalla sonda Mro della Nasa. «Da Schiaparelli abbiamo avuto il 95% dei dati attesi e la tecnologia pianificata per l’ingresso nell’orbita di Marte ha funzionato», ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italian (Asi), Roberto Battiston. .

Kamikaze, bombe e cecchini Nella trincea di Kirkuk dove l’Isis sposta la guerra Decine di morti, ostaggi in moschea e coprifuoco Gli jihadisti: presa metà città. I curdi ripiegano da Mosul.

Le navi di Putin nella Manica Così la Russia sfida la Nato La maxi flotta diretta in Siria è “marcata a uomo” da imbarcazioni inglesi Il Cremlino: non è un viaggio turistico, resteremo mesi nel Mediterraneo .

Renzi-Mogherini, scacco alla Merkel Sparisce l’ipotesi-sanzioni a Mosca A Bruxelles vince la linea morbida del rinnovato asse italiano La cancelliera ammette: avrei preferito una soluzione diversa.

Il paradiso dei giovani? È la Germania L’Italia è dietro a Romania e Costa Rica Anche Danimarca e Australia sul podio della classifica inglese. Deludono gli Usa.

Doppio cyber attacco ai siti Usa colpiti anche Twitter, Amazon e Visa Disservizi anche in Italia, giallo sugli autori, non si esclude un avvertimento all’Occidente T witter irraggiungibile per ore. O solo a intermittenza. Lo stesso per il servizio di musica in streaming Spotify. Ma anche comunità online come Reddit. O una piattaforma fondamentale per gli sviluppatori come Github. E poi varie testate americane, incluso il New York Times. Tutte inaccessibili o che andavano solo a singhiozzo per una parte dei loro utenti. I disservizi sono iniziati ieri e sono durati per l’intera giornata, interessando inizialmente soprattutto gli utenti americani e nella serata italiana anche quelli europei. In Italia, ieri sera, molti lamentavano di non caricare Twitter. Quei disservizi sono stati il danno collaterale di un potente cyberattacco: infatti ad essere colpiti direttamente non sono stati i siti citati che apparivano irraggiungibili bensì un’azienda che fornisce loro alcuni cruciali servizi internet. Da questo punto di vista, l’attacco è stato ben concepito, mandando in tilt un anello vitale in una catena di passaggi e potenziando l’effetto dell’azione a cascata. A essere l’oggetto di un potente attacco informatico (anzi, di due successivi) è stata infatti l’azienda americana Dyn, fornitore di servizi DNS (Domain Name System). Si tratta dei quei servizi che ruotano attorno al sistema dei nomi di dominio, che fanno un po’ da rubrica telefonica della Rete. Connettono cioè i nomi dei siti che scriviamo nel browser (ad esempio www.lastampa.it) con i loro indirizzi internet numerici (107.154.108.10). Per cui se va in tilt chi gestisce questa rubrica è come se si sbarrasse la strada agli utenti che cerchino di raggiungere i siti serviti dal fornitore. Una parte delle persone non riesce ad arrivarci e visualizza messaggi di errore del tipo: “Impossibile trovare l’indirizzo DNS del server”. Il tipo di attacco subito da Dyn è di negazione distribuita del servizio: vuol dire che i suoi server sono improvvisamente inondati da una quantità immane di richieste, che arrivano da tante parti diverse, e che non riescono a gestire. Questo genere di attacchi viene condotto utilizzando reti di computer precedentemente infettati e poi utilizzati come un’armata che si muove in base ai comandi di chi controlla questa rete (in gergo, botnet). Recentemente questi attacchi si sono intensificati perché sfruttano anche molti altri dispositivi connessi a internet, come i router o le videocamere, che spesso divengono facile preda delle infezioni degli hacker. Dispositivi che saranno sempre più numerosi (avete presente la stracitata Internet delle cose?) e che preoccupano non poco gli esperti di sicurezza informatica. Mentre scriviamo, non è chiaro da chi sia partito l’attacco. Non ci sono state rivendicazioni. L’unico movente ipotizzato da alcuni, come il giornalista Brian Krebs, è che possa trattarsi di una ritorsione contro Dyn perché i suoi ricercatori avrebbero investigato dei gruppi criminali che gestiscono alcune di queste botnet. Pochi giorni fa il sito dello stesso Krebs, che si occupa proprio di questi temi, era stato investito da un attacco di natura simile, condotto attraverso una rete di router e webcam. Considerato però lo scenario di tensioni internazionali anche sul fronte digitale (vedi lo scontro Usa-Russia sulle violazioni delle mail dei Democratici) c’è anche chi non esclude che possa trattarsi di un test di più ampio respiro. O di un avvertimento.

Circoscrizione 2/ Mirafiori Nord Bolletta da quattrocento euro al disabile “Vivo in 20 metri: mi rubano l’elettricità”.

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22.10.16

 

BILATERALISMO DI FUOCO

I leader europei aprono alle sanzioni alla Russia Inglesi, tedeschi e francesi per la linea dura dopo gli attacchi ad Aleppo Ma l’Italia e altri Paesi frenano. May illustra la Brexit, scontro con Parigi.

Negli ultimi villaggi liberati dall’Isis “Adesso marciamo su Mosul” I peshmerga accelerano, il premier iracheno: fare presto. C’è la prima vittima americana

“Nemmeno una in meno” La rivolta anti stupri dilaga in Sud America Dall’Argentina alla Bolivia, migliaia nelle piazze. Perché è nata la protesta «Ni Una Menos» Drogata, stuprata e abbandonata agonizzante in un ospedale di Mar del Plata, in Argentina. La fine atroce della 16enne Lucia Peres ha suscitato un’ondata di indignazione in America Latina. Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza al grido «Ni una menos», «Nemmeno una di meno»

NEI GUAI LA GIUDICE CHE COMBATTEVA I BOSS Mafia, congelati tutti i beni alla «signora dei sequestri» .

LA RICERCA DELLA BUNDESBANK Tedeschi mai così ricchi anche con i rendimenti dei bond sotto zero.

Dagli archeologi ai magistrati riparte la stagione dei concorsi Sicurezza, giustizia e cultura, in ballo 10 mila nuovi post.

Ombre e veleni sul bilancio La Finanza in Comune a Torino Giallo milionario sulle Partecipate. Scontro Grillo-Fassino.

Un americano su due è schedato grazie al riconoscimento facciale In Usa il primo studio sul software che identifica le persone da una foto Serve per catturare criminali, ma a oggi non ci sono regole e limiti.

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21.10.16

 

RAGIONEVOLEZZA A META'

Caccia agli irriducibili dell’Isis Su Mosul arrivano gli Apache Usa Nei villaggi dove Peshmerga e truppe irachene stanano i combattenti del Califfo.

LA STRATEGIA ITALIANA IN LIBIA Pressing su Egitto e Francia per la stabilità a Tripoli Intesa con gli Stati Uniti, serve coinvolgere Haftar.

Tecnici rapiti in Libia Indagato per omicidio manager della Bonatti .

Schiaffo di Pechino all’Ue Salta il negoziato sull’acciaio Domani il Consiglio europeo discuterà le misure protezionistiche.

Invisibili e senzatetto In aumento gli italiani curati da Emergency L’ong a dieci anni dal primo ambulatorio nel nostro Paese “All’inizio solo migranti, oggi aiutiamo anche connazionali”.

Il contraddittorio balletto sulle cifre dei disoccupati Il conteggio dei voucher falsa le statistiche e i dati sul lavoro.

Putin rilancia il dialogo sull’Ucraina La Merkel lo sfida sui raid in Siria Vertice con Poroshenko e Hollande a Berlino. Resta l’ipotesi delle sanzioni.

ALTRI TRE FERITI Neonazista uccide agente in Germania.

LA CORTE D’APPELLO DI PERUGIA SCAGIONA IL SOMALO HASSAN DOPO 17 ANNI “Non uccise Alpi e Hrovatin” Assolto l’unico condannato.

Ispezione Consob al Sole 24 Ore E la Procura incalza.

Torinese, insegna all’università del Minnesota Washington premia la detective dei tumori Silvia Balbo, 40 anni: “Sono un cervello in movimento.

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20.10.16

 

LA CONTROPARTITA

Washington chiede all’Italia uno sforzo maggiore per la Libia Per il governo americano il Paese è ormai entrato nella “fase due” “Bisogna sostenere Al-Sarraj con azioni militari ed economiche. 300 soldati In Libia sono presenti militari italiani che hanno permesso la realizzazione dell’ospedale a Misurata e la base di Sigonella è già utilizzata a pieno ritmo.

Mosca accusa: disastro umanitario A Mosul si profila «un disastro umanitario su vasta scala». Così la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. «Qualcuno ha calcolato dove andranno i rifugiati, quanti saranno e chi potrà dar loro ospitalità?», si è domandata Zakharova Domani summit a Parigi con 20 Paesi Si terrà domani a Parigi una riunione organizzata da Francia e Iraq per «preparare il futuro politico di Mosul» con i rappresentanti di una ventina di Paesi. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese, Jean-Marc Ayrault. «Bisogna giocare d’anticipo, preparare la stabilizzazione di Mosul dopo la battaglia militare», ha detto Ayrault L’Unicef: mezzo milione di bimbi in pericolo L’Unicef lancia l’allarme: con l’operazione militare contro l’Isis a Mosul oltre mezzo milione di bambini saranno esposti a gravi rischi. «Molti potrebbero essere costretti a fuggire, rimanere intrappolati tra le linee di combattimento, o catturati nel fuoco incrociato», ha sottolinea Peter Hawkins, Rappresentante Unicef in Iraq.

Le trappole dell’Isis SEGUE DALLA PRIMA PAGINA Autobombe, tunnel e mine anti-uomo frenano l’avanzata degli iracheni Battaglia per liberare i villaggi vicini a Mosul: restano 8 mila miliziani.

Il fronte siriano La sfida dell’Arabia Saudita “Più armi ai ribelli anti-Assad” .

I combattenti curdi addestrati dai militari europei Il generale dei Peshmerga “Solo noi possiamo batterli.

“Soldati italiani fuori dalla linea del fuoco ma pronti a eventuali interventi” Il generale Bertolini: devono proteggere la diga e soccorrere i feriti .

Le cupole di Putin all’ombra della torre Eiffel La strategia del Presidente russo per influenzare l’Occidente.

Giungla di Calais Violentata interprete afghana Aggredita assieme ai giornalisti della tv France 5 da tre migrant.

 

Assunzioni giù, balzo dei licenziamenti La fine degli incentivi fa tirare il freno alle imprese: tra gennaio e agosto contratti in calo dell’8,5% Dopo l’abolizione dell’articolo 18 sale il numero di rapporti lavorativi cessati per giusta causa: +28%.

Il caso Palermo Firme false, i deputati M5S sconfessano Grillo.

Di Maio: “Restituisco metà stipendio” Ma i dati ufficiali lo smentiscono Non si placa la rivolta, anche le spese di Di Battista sono alte Morra: “Tutti spendiamo, ma tutti dobbiamo farlo con sobrietà.

I raffronti Nei bonifici di restituzione, invece, in due anni è quasi sempre sotto la media del suo gruppo (grafico consultabile sul sito: www.maqu antospendi.it/spese/9/47/.

Unesco, l’ira della comunità ebraica “Grave l’astensione dell’Italia” L’Ucei dopo la risoluzione su Gerusalemme: ci porta fuori dalla storia.

“Un viaggio in India e 2 mila euro Così sono guarito dall’epatite C” Un ex malato: “L’Italia non paga la supermedicina a tutti i malati. Mi sono arrangiato.Per avere il medicinale ho impiegato 15 minuti. Poi ho messo i flaconi in valigia e sono ripartito .

Superata la concorrenza cinese e indiana Principi attivi nei prodotti farmaceutici Le aziende italiane tornano leader nel mondo.

PROCESSO MEDIATRADE, ERANO STATI CONDANNATI IN APPELLO A UN ANNO E DUE MESI La Cassazione assolve Berlusconi jr e Confalonieri Confermata la sentenza di primo grado. Mediaset: ristabilita la verità.

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19.10.16

 

 

PREPOTENZA ED ARROGANZA

Bancari Cento milioni per gli esuberi I timori dei dipendenti di Equitalia S e la rottamazione delle cartelle esattoriali fa tirare un sospiro di sollievo a milioni di contribuenti agita invece il sonno degli oltre 8mila dipendenti di Equitalia, destinati il prossimo anno a traslocare all’Agenzia delle entrate, non si sa con quali mansioni. E soprattutto con quali retribuzioni, visto che oggi sono inquadrati nel più vantaggioso contratto dei bancari, mentre domani rientreranno nel perimetro della pubblica amministrazione. Che significa salari ridotti e soprattutto addio a fondo sanitario e previdenziale integrativo. Due benefit che i dipendenti di Equitalia vorrebbero tenersi stretti. Ma non è che i loro colleghi addetti a sportelli e uffici degli istituti di credito dormano sonni più tranquilli. Le sofferenze del settore bancario sono scese a 197,8 miliardi ma la crisi del settore resta, con 28mila dipendenti già in uscita ai quali se ne potrebbero aggiungere altri 22-24mila. Secondo il principale sindacato del settore, la First-Cisl, in realtà il numero degli sportelli in Italia è in linea con gli altri Paesi europei «quindi c’è più di un sospetto che si voglia far pagare ai dipendenti gli errori di chi ha governato il settore», afferma il segretario generale Giulio Romani. La legge di stabilità stanzia tra i 70 e i 100 milioni per il fondo esuberi del settore. Cifra giudicata insufficiente dai sindacati che lamentano piani a base di demansionamenti e prepensionamenti pagati dai dipendenti con la rinuncia a un giorno di ferie al mese.

Tasse non pagate: buco da 795 miliardi tra imprese fallite, morti e nullatenenti Per la Corte dei Conti si può recuperare solo il 4,8%. A Napoli un caso limite Nel decreto che rottama le cartelle Equitalia spunta una norma antifurbetti.

Raddoppiano i poveri E i giovani colpiti dalla crisi superano gli anziani Nel Sud gli italiani si rivolgono alla Caritas più degli immigrati In gravi difficoltà le famiglie monoreddito e i lavoratori precari.

Soldi, viaggi, nomine Scontro su Di Maio ma Grillo lo difende Il fondatore: “Abbassargli un po’ le penne, ma tenere lui” .

La doppia sfida di Erdogan per un posto tra i vincitori Ankara vuole arginare l’influenza di Iran e sciiti .

ARSENI PAVLOV Ucciso leader russo dell’Ucraina dell’Est .

Dal Piemonte paghe più alte per evitare la concorrenza di altre Regioni Sanità, aumentano gli stipendi dei manager Il compenso del direttore dell’assessorato passa da 165 mila euro lordi l’anno a 210 mila.Il nuovo ospedale unico dell’AslTo5 avrà orientativamente 460 posti letto, cioè l’equivalente della disponibilità attuale dei presidii Santa Croce, San Lorenzo di Carmagnola e Maggiore di Chieri (in foto). Lo studio di fattibilità finanziato dalla Regione impegnerà 6 milioni di euro. La superficie complessiva su cui sorgerà la struttura varia tra 90 e 100 mila mq. Metà saranno destinati alla costruzione dell’edificio ospedaliero, metà per l’area a servizi. Quanto costerà? Secondo lo studio di Moncalieri ci vorranno 180 milioni di euro, una cifra enorme, una cui parte arriverà dall’alienazione dell’attuale Santa Croce (ma solo quando il nuovo sarà funzionante). Il Comune si è impegnato ad attivare le procedure di variazione del piano regolatore. Nessuno ha ancora specificato cosa nascerà al posto del vecchio presidio.

MA LO SPIRITO DI GIUSTIZIA RIMANE

DENUNCIA DE LA STAMPA Arte trafugata da Isis e mafie Inchiesta al via.

Gli italiani difendono la diga Il contingente italiano a Mosul è costituito da circa 450 militari. Nessuno di loro ha preso parte alle operazioni. «Non sono minimamente coinvolti nell’offensiva di Mosul», hanno riferito fonti del ministero della Difesa.

È di legno e ricicla tutto Ecco la casa del futuro Costruita a Modena, ha ottenuto la super-certificazione “Promossa come l’abitazione più ecologica d’Italia”.

Al seminario #Homelesszero l’analisi dei dati 2015 Senzatetto in coda per i dormitori L’aumento è del 40% Il Comune vuole raddoppiare i posti letto. Saranno 800 .

“Gli irriducibili vogliono restare nelle strade” G li irriducibili, quelli che in dormitorio non ci vanno, ci sono e sono tanti. Gli operatori che si occupano di senza dimora li conoscono bene e con l’arrivo della stagione fredda cercano di convincerli. Ma sono tentativi che non portano da nessuna parte. Molti di loro sono anziani. «Sono casi - testimonia Paola, operatrice dell’associazione Bartolomeo & C. - che “si risolvono” soltanto quando la persona si ammala seriamente ed è costretta al ricovero in un istituto. C’è chi finisce su una sedia a rotelle. Altrimenti non c’è verso». Dall’osservatorio di via Camerana 10/a, Paola ha una casistica ampia. «Mi vengono in mente due amici, uno già oltre i 65 anni, l’altro intorno ai 60. Dormono - racconta - imbucati nei meandri di un grande ospedale. Entrambi hanno la salute precaria, uno è stato ricoverato per problemi cardiaci e respiratori, entrambi bevono. Del dormitorio, neppure del nostro, non vogliono sentir parlare». Tra l’altro le case di ospitalità notturna comunali non sono accessibili agli over 65: per loro sono previste altre soluzioni, tra le quali l’istituto per anziani, a cui hanno diritto. La fragilità di queste persone emerge nelle parole dell’operatrice: «Uno di loro la casa ce l’avrebbe, l’ha ereditata, ma non riesce a fare le pratiche necessarie e non vuole essere aiutato. Da noi vengono di tanto in tanto per fare una doccia, per avere qualcosa da mangiare». Uno dei due un tempo era un consulente. «È una persona istruita. Com’è finito in strada? Ci ha raccontato di un incidente, del lavoro che non poteva più fare. Ci ha detto che ha rotto i ponti con la famiglia, i figli».

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18.10.16

 

RAGIONE E RAGIONEVOLEZZA

“Ecco gli oppositori di Francesco Nostalgici e contrari al cambiamento” L’arcivescovo Forte: esaltano Putin solo per cecità ideologica.

“Sanzioni per i raid su Aleppo” Putin nel mirino di Usa e Londra Fallito il dialogo a Losanna per fermare la strage di “Assad e i suoi alleati” Mosca avverte Washington e Gran Bretagna: misure controproducenti.

Isis a pezzi Cade Dabiq città sacra del Califfato I ribelli siriani appoggiati dalla Turchia hanno riconquistato ieri la località di Dabiq, città in mano agli jihadisti dello Stato Islamico dal 2014, quando contava all’incirca 3000 abitanti È un villaggio piccolo ma dall’altissimo valore simbolico: qui, secondo una profezia dell’Islam, i musulmani del Califfato avrebbero trionfato sui cristiani in un epico «scontro finale» prima dell’Apocalisse I miliziani dell’Isis si sono ritirati senza neanche combattere. Ma la propaganda si è affrettata a dire che in realtà non era quello il momento dell’Apocalisse, rimandato per «ragioni ignote.

Le bombe sganciate su ospedali e civili nella città assediata da cento giorni Ancora duecentomila persone ostaggio di ribelli e regime.

A LIVELLO MONDIALE IL TRAFFICO ILLEGALE DI OPERE D’ARTE MUOVE TRA I 6 E GLI 8 MILIARDI DI DOLLARI Alfano conferma: “I reperti trafugati alimentano l’Isis e il pil del terrore” La procura di Salerno indaga sui legami tra Califfato e mafie dopo la denuncia de La Stampa.

“La ’ndrangheta commercia armi e droga con milizie islamiste” Il procuratore Cafiero De Raho: il porto di Gioia Tauro sotto osservazione.

Ospedali senza infermieri Emergenza da Nord a Sud I pazienti ricoverati aumentano, le corsie sono sempre più vuote La Cgil: per salvare il sistema sanitario ne servirebbero 25mila .

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17.10.16

 

 

CONFUSIONE EPOCALE

SVELATO UN PIANO CHIESTO DA OBAMA AGLI 007. LA REPLICA: GIOCATE CON IL FUOCO Usa e Russia alla cyber guerra Cia: pronto un attacco a Mosca L’ambasciatore del Cremlino all’Onu: mai tensione così alta dal 1973 .

Siria E Merkel chiede nuove sanzioni contro Putin.

Arte antica in cambio di armi Affari d’oro in Italia per l’asse fra Isis e ’ndrangheta È a Gioia Tauro la base di smistamento dei reperti saccheggiati La testa di una statua razziata in Libia costa 60 mila euro .

Dalla Siria al Libano i tesori pre-islamici diventano bottino dei predatori del Califfo Migliaia di siti devastati: il traffico frutta il 20% dei guadagni totali.

Quei cattolici contro Viaggio nella galassia degli oppositori di Bergoglio. Un fronte che sul web unisce Il leader russo è un punto di riferimento. Le teorie sulla presunta invalidità di Francesco che adorano Putin leghisti, nostalgici di Ratzinger, nemici del Concilio: “Chiesa in confusione per colpa del pontefice” e le polemiche per le parole di don Georg sul “ministero allargato” dei due papi.

L’allarme al forum dell’Agricoltura di Cernobbio Agromafie, business da 16 miliardi “Ma la legge è ferma da un anno” L’ex pm Caselli: “Forse ci sono soggetti contrari alla sua approvazione”La ragazza che ha rilanciato il paese della robiola Tra sapori e cultura ecco come Roccaverano nell’astigiano è diventata una meta turistica .

La radio dove si gioca a battaglia navale con i Santi A Radio Mater “Nico del Lago d’Orta” trasmette da casa sua un programma fenomeno.

Renzi show: “Che volete di più?” La scommessa in chiave referendum Coinvolti 25 milioni di italiani: l’obiettivo è accontentare tutti.

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16.10.16

 

GUERRA CALDA

L’Unesco: “Il Muro del Pianto? È arabo” E Israele sospende tutti i rapporti Netanyahu: così l’agenzia Onu sostiene il terrorismo.

Una pattuglia di 140 uomini schierata in Lettonia per dimostrare l’unità della Nato Il ministro della Difesa: sarà impiegata in esercitazioni e addestrament

La Casa Bianca: Roma fa una mossa decisiva “L’Alleanza pronta a difendere tutti i membri. La rabbia del Cremlino “Una politica distruttiva” “State costruendo nuove divisioni in Europa”.

Hillary: “Circonderemo la Cina con le difese missilistiche” Le ultime rivelazioni contenute nelle mail pubblicate da WikiLeaks “Pechino controlli la Corea del Nord oppure ci difenderemo da soli

LA PAZZA GUERRA CHE SI PUÒ EVITARE

JENS STOLTENBERG “Anche gli italiani schierati al confine con la Russia” Il segretario generale Nato: con Mosca la risposta è difesa e dialogo Gli Stati dell’Alleanza devono investire in sicurezza il 2 per cento del Pil

Ecco il risiko globale se a guidare gli Stati Uniti sarà Hillary o Trump La candidata democratica guarda alla Cina Il magnate vuole invece un asse con il Cremlino.

Ecco il risiko globale se a guidare gli Stati Uniti sarà Hillary o Trump La candidata democratica guarda alla Cina Il magnate vuole invece un asse con il Cremlino.

Yemen, così la guerra coinvolge gli Usa Il tentativo di colpo di Stato dei ribelli sciiti si è trasformato in conflitto permanente Dietro le violenze c’è lo scontro tra Teheran e Riad. A giovarne è Al-Qaeda .

L’inizio della rivolta Nel settembre del 2014 gli houthi, alleati con le milizie dell’ex presidente Saleh, riescono a prendere il controllo della capitale Sana’a costringendo alla fuga ad Aden il presidente Hadi. Da allora hanno allargato l’influenza su vare aree del Paese. Nella guerra civile è intervenuta l’Arabia Saudita in appoggio del sunnita Hadi. Si calcola che nelle violenze siano morte almeno 10 mila persone

L’Iran invia navi da guerra nel golfo di Aden dopo il raid americano contro gli houthi Il Pentagono: abbiamo agito per difendere i nostri militari.

“Ecco il mio piano per la Basilicata: lavoro per evitare guerre tra poveri” Parla il magnate egiziano Sawiris che vuole dare vita ad un nuovo modello di integrazione sociale. E sul caso Regeni: “Mi scuso a nome del mio popolo” .

IL RENZI GIORNALIERO :

Forze dell’ordine e ospedali In arrivo diecimila assunzioni L’annuncio di Renzi: tornano i concorsi. Poi conferma l’addio a Equitalia.

Stretta sulla sanità, ira delle Regioni “I farmaci innovativi sono a rischio” Palazzo Chigi: fondi per 112 miliardi. I governatori: ne manca uno In bilico il piano vaccini e l’assistenza eterologa in tutta Italia.

“Lunghe attese e cure troppo costose Con altri risparmi il sistema non tiene” Rossi (Toscana): migliaia di pazienti senza i trattamenti per l’epatite C.

Renzi corteggia i sindaci “Sarete voi i nuovi senatori” Bersani attacca: condono sul contante suggerito da Fabrizio Corona?.

«Ho seguito con tristezza la drammatica vicenda del paziente terminale lasciato morire nel caos di un pronto soccorso, senza garantire un minimo di dignità al suo calvario e a quello dei suoi cari. Ovviamente la macchina mediatica si è subito focalizzata sull’organizzazione della struttura e sui responsabili medici, incapaci di provvedere in questi casi penosi. Non sono un dirigente sanitario né un medico o infermiere ma un semplice cittadino che comunque lavora a stretto contatto con l’ambiente ospedaliero e mi permetto alcune osservazioni. Pur nella situazione di grave disagio e di colpevoli mancanze in cui si dibatte la sanità italiana, credo che in questo caso non si sia individuato il principale responsabile. Non sono i medici del pronto soccorso, che fanno quel che possono per garantire cure adeguate in situazioni spesso impossibili, tra carenze di organico e di spazi ed eccessivi ed ingiustificati afflussi di pazienti (spesso non urgenti e curabili tranquillamente dai medici di famiglia), ma piuttosto le reti oncologiche locali che, se ben organizzate, non dovrebbero permettere che un paziente terminale resti solo e sia costretto a rivolgersi a strutture non adeguate per assisterlo». CLAUDIO B

In stallo la trattativa nazionale per ridurre il costo dei nuovi farmaci Epatite C, esplode la protesta dei malati L’accusa: “Tempi eccessivi per accedere alle terapie”. La Regione interviene ?

RENZI POLITCS

Fondi alla Sanità, sforbiciata da un miliardo “Stabilizzeremo 7 mila fra medici e infermieri” I governatori sul piede di guerra: meno servizi e liste d’attesa più lunghe

I VERI SUCCESSI NONOSTANTE TUTTO

STATI UNITI Chip nel cervello restituisce il tatto a un tetraplegico .

Bimbo salvato dal tumore il suo nuovo femore creato dall’omero di un donatore L’intervento all’ospedale Regina Margherita di Torino .

Il Giardino della Valle a Cernobbio Nonna Pupa che ha creato un parco da una discarica.

Così la rivoluzione Airbnb ha cambiato il modo di far turismo : L’affittuaria “Ci scambiamo i libri e le esperienze;I clienti “Cerchiamo la vita vera evitiamo i non-luoghi.

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15.10.16

 

LA STRAGE FERMABILE

Jahi, Kalid e Kamara le storie dei 16 mila ragazzini che sognano una nuova vita Raddoppiati in un anno i minori migranti senza genitori .

Accoglienza Dai Comuni l’idea dell’affido familiare

Obama a Mosca: “Basta attacchi hacker” Il presidente Usa: risposte proporzionate alle ingerenze in campagna elettorale Ma il Cremlino controbatte: reazione isterica, pubblicare le email non ci interessa .

La guerra in Siria È di almeno 25 morti il bilancio di pesanti bombardamenti aerei che hanno colpito Aleppo Est. La maggior parte delle vittime (15) sono state registrate in un raid su un mercato nel quartiere di Fardous.

Ecco l’ultima mossa di Putin I parà si eserciteranno a El Alamein Per la prima volta operazioni militari congiunte Russia-Egitto Il Cremlino sceso al fianco di Assad ora corteggia gli amici degli Usa .

POTENTI ESPLOSIONI A MOGADISCIO Offensiva jihadista in Somalia.

IL NON GOVERNO RENZI 2

Intesa sui 50 mila esuberi in banca Il governo mette 100 milioni a disposizione del Fondo per i prepensionamenti , Chi paga ?

Era lo scorso marzo. Uno studente delle medie di Ciriè è costretto a cambiare scuola per le continue aggressioni da parte di alcuni compagni dell’istituto. Dopo cinque mesi di umiliazioni, i genitori si sono rivolti a un legale per chiedere un risarcimento danni.

Un caso di bullismo in una scuola media torinese Dà una nota al figlio della prof I genitori: “Gli chieda scusa” E il preside punisce tutta la classe: niente gita di inizio anno.

Abbinamenti errati di domande-risposte Finanza aziendale, 50 studenti costretti a rifare da capo il test.

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13.10.16

 

LA GUERRA SOTTO TRACCIA

Colpito commando delle forze speciali Attacco a Mosul L’Isis usa i droni per colpire i francesi .

Libri, calcio e bombe La vita quotidiana nella città-martire Un medico crea una chat per raccontare l’assedio Ecco le testimonianze di chi resiste nella zona Est.

Gelo Francia-Russia sulla Siria Putin cancella la visita a Parigi Il presidente Hollande lo aveva accusato di aver commesso crimini di guerra Il viaggio organizzato un anno fa. Il Cremlino: ma il dialogo deve continuare .

Boris Johnson chiede indagini contro Mosca.

Bombe sulla scuola, 5 bimbi uccisi Continua la strage di civili innocenti in Siria: cinque bambini sono morti ieri in un bombardamento su una scuola di Daraa, nel Sud del Paese, in una zona controllata dalle forze governative e contesa dai ribelli. Altri 16 civili sono rimasti uccisi nei raid russi e governativi ad Aleppo Est, la parte controllata dagli insorti. Nella città contesa si trovano secondo l’Onu circa 250mila civili e 15mila miliziani di vari gruppi .

IL VERO NON GOVERNO DI RENZI

Paura a Nichelino. Il Comune: noi i lavori li abbiamo fatti L’intonaco crolla sugli alunni Ferita una scolara di 9 anni.

Alla elementare Rodari di Nichelino Paura in classe Crolla il soffitto controllato a luglio Bimba ferita. Renzi: apriamo un’inchiesta .

Il precedente del Sommeiller Quel controsoffitto fatto al risparmio e pagato per buono .

L’Italia boccia i ricercatori Respinto il 96% dei progetti Chiesti 2 miliardi, stanziati solo 92 milioni. Penalizzati settori chiave

Una legge per gli Snowden italiani “Chi denuncia non resterà solo” Dopo lo stallo arriva in Senato il provvedimento per tutelare chi segnala corruzione e illeciti. Qui Forlì “Io, trasferito perché rifiutai una mazzetta” I colleghi? I pochi che mi hanno avvicinato hanno preferito mostrarmi solidarietà di nascosto Alessandro Ruffilli Funzionario e dipendente del Comune di Forlì .Qui Pavia “Nove anni di mobbing per le mie segnalazioni” Una strada di 423 metri diventò magicamente di 1,7 chilometri. Non potevo restarmene zitto Vito Sabato Ingegnere e dipendente del Comune di Pavia .

L’iscrizione nelle scuole inglesi “Italiano, siciliano o napoletano?” L’ambasciata a Londra protesta: siamo un Paese unito dal 186.

I pm: favorì due mafiosi «Fiera Milano» commissariata  Dopo il commissariamento della controllata Nolostand, Fiera Milano «non risulta avere attivato adeguati ed efficaci strumenti di prevenzione per evitare contaminazioni illegali». Per questo il tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria della parte di Fiera Milano, società quotata in Borsa, che si occupa dell’allestimento di stand. Per i pm, l’ente favorì società di due presunti mafiosi. Nel luglio scorso l’inchiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dei pm Sara Ombra e Paolo Storari ha portato all’arresto di 11 persone.

Sempre meno bimbi vaccinati anche il morbillo ora è un pericolo La percentuale è scesa al 93,4%. A scoraggiare i genitori la diffidenza verso la medicina ufficiale e campagne allarmistiche diffuse sul web.

Maxiprocesso d’appello per gli scontri del 2011 “I violenti non possono impadronirsi di una protesta legittima e pacifica” .

La requisitoria del pg Saluzzo «Fu debole la prima risposta dello Stato».

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12.10.16

 

PERCHE' HO ESERCITATO IL DIRITTO DI RECESSO EXOR ?

PER UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO.  E' UNA FUGA DALL'ITALIA.

Exor, diritto di recesso solo per lo 0,0005% delle azioni Il diritto di recesso legato alla fusione transfrontaliera per incorporazione di Exor SpA in Exor Holding N.V. è stato esercitato per 1.170 azioni, pari a circa lo 0,0005% delle azioni in circolazione, per un valore di 36.544,716 euro, al valore di liquidazione di 31,2348 euro per azione. Lo comunica la holding presieduta da John Elkann. Le azioni oggetto di recesso devono essere offerte in opzione, al valore di liquidazione, agli azionisti di Exor che non abbiano esercitato il diritto di recesso. Il periodo di offerta inizierà l’11 ottobre e si concluderà il 9 novembre. Qualora il quantitativo di azioni oggetto di recesso rimaste inoptate all’esito dell’offerta in opzione risultasse inferiore al numero di azioni richiesto in prelazione si procederà al riparto tra tutti i richiedenti in proporzione al numero di azioni possedute.

 

BUONI E CATTIVI

Obama, armi ai ribelli per fermare Putin in Siria Il presidente americano sfida la Russia e dà una mano a Hillary Missili anticarro ai curdi. Il Cremlino rafforza la base di Tartus.

A TRIESTE Rissa in Comune per lo striscione rimosso di Regeni.

SICUREZZA E DIRITTI Parigi scheda 15 mila islamici “Una minaccia per lo Stato”.

NELLA SUA ABITAZIONE TROVATA UNA CINTURA ESPLOSIVA. L’UOMO ERA PRONTO A COLPIRE Germania, il siriano in fuga catturato dai connazionali Il rifugiato Jaber al Bakr preso dopo 48 ore. La polizia: legami con Isis.

Brexit May: il Parlamento non voterà.

GLI INQUIRENTI SEGUONO LA PISTA DELL’INTOLLERANZA Molotov su una baracca Due giovani senzatetto in fin di vita a Palermo.

NEL 2013 PER TRE VOLTE INCONTRÒ IL SUPER LATITANTE “La sorella di Messina Denaro era al vertice di Cosa Nostra” .La

Blitz dei carabinieri a Poirino: tre soci in manette Pomodori e marijuana Scoperta la serra degli “agrotrafficanti” La piantagione clandestina era in una cascina .

«Giornata della restituzione» Dallo stipendio dei consiglieri grillini quasi 300 mila euro per il microcredito.

In procura l’ex vicepresidente Moisio Le nuove accuse del pm “In passato ritardi voluti per favorire il Lingotto”.

Lo scontro tra medici e case farmaceutiche Nuove medicine troppo care A rischio i conti della Sanità Il fronte dell’Epatite C. La Regione: così il sistema non può reggere .

Il pronto soccorso dell’ospedale sempre sotto pressione Vita impossibile al Martini Anziani in barella per giorni L’ospedale: spazi esigui, tanti vengono qui per qualsiasi disturbo.

“Dateci più migranti” L’eccezione Basilicata punta sull’accoglienza Il 90% ha un contratto. E arrivano i soldi di Sawiris.

POLEMICA NEL SAVONESE Il sindaco vieta l’autobus ai migranti “Non pagano e disturbano le ragazze.( puo' essere vero).

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11.10.16

 

NAZIONI INDIFESE

ITALIA

MENTRE SI FA

La guerra degli ulivi “Xylella, una manna per le lobby dell’olio” È il batterio a fare strage o sono i veleni nei campi? Indaga la procura di Lecce. Il business dei terreni.

LA TESTIMONIANZA “Quel batterio c’è sempre stato E si può curare” Al Bano produce 50mila bottiglie d’olio “In Puglia un uso smodato di pesticidi”.

L’obiettivo è mettere in atto le azioni necessarie a contenere l’infezione. Ieri a Bergamoscienza hanno discusso della «strage degli olivi» alcuni dei maggiori esperti mondiali dell’emergenza come il chimico Dan Shechtman e il fisico Carl Haber La moria degli ulivi in Puglia è causata dal batterio xylella L’insorgenza di questa malattia dell’ulivo, pur mettendo a rischio l’intera ulivicoltura mediterranea (in Italia gli ulivi coltivati sono 200 milioni), non rappresenta un evento del tutto inatteso: negli ultimi 30 anni, infatti, nelle Americhe, la xylella è stata l’agente di gravi patologie in diverse piante coltivate. Adesso la diffusione della malattia minaccia di far scomparire i 6 milioni di ulivi monumentali pugliesi .

RACCOLTO A RISCHIO A CAUSA DEL CINIPIDE, UN INSETTO KILLER Siccità e parassiti Sarà un autunno con poche castagne.

 

CRESCE

Marijuana a chilometro zero Il nuovo business dei clan Nel 2016 i sequestri di piante sono triplicati rispetto all’anno scorso Le cosche fanno crescere le piante sul territorio che controllano.

Il procuratore: “Con la cannabis guadagni elevati e rischi minori” Gratteri: è più facile coltivarla che fare traffici internazionali.

900 vittime Quelle che ha lasciato l’uragano Matthew nell’isola di Haiti Ma il bilancio è destinato a salire ancora

“Vivi grazie ai tetti in cemento Ora aiutateci o sarà l’apocalisse” Haiti, il racconto di padre Miraglio: “Mancano cibo e medicine e viviamo nell’incubo del colera. L’80% delle case è stato raso al suolo” .

UCCISO L’AGGRESSORE: AVEVA 39 ANNI E FACEVA PARTE DEI MORABITUN UN GRUPPO RELIGIOSO OLTRANZISTA Spari dall’auto contro i passanti Attacco islamista a Gerusalemme Due morti, quattro feriti. In un video diffuso da Hamas l’attentatore dice: fate come me.

In carcere per un romanzo nel cassetto Teheran arresta la scrittrice Ebrahimi Nel suo computer la storia di una ragazza ribelle alla lapidazione .

MA IL SEME STA PER ESSERE GETTATO

Minaccia su auto diesel e benzina Berlino vuole lo stop dal 2030 Le Regioni tedesche: solo motori elettrici in tutta Europa E il Parlamento olandese sta per votare la stessa legge.

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10.10.16

 

UN'AMERICA DEBOLE ED INDEGNA COMUNQUE PERCHÉ

UN'AMERICA DA CAMBIARE COMINCIANDO DAL SUO PRESIDENTE COMUNQUE INDEGNO DI RAPPRESENTARLA.

LUI

Ho sbagliato e chiedo scusa. Ho attraversato il Paese parlando di cambiamento e questi viaggi hanno cambiato anche me .

Quando sei un vip puoi fare ciò che vuoi con le donne, le puoi afferrare dalle parti intime.

Ci ho provato con una donna sposata come si fa con una prostituta ma non ce l’ho fatta.

LEI

Nelle mail rubate confessa “Sono lontana dalla gente Aiuto le banche a crescere” .

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09.10.16

 

 

VERITA' SCOMODE

Suore sposate il “dolore” di Francesco.

Quest’anno l’influenza arriva prima e sarà più cattiva, a letto in 6 milioni Il virus colpirà dall’Africa. Allarme dei medici: una mutazione ne aumenta l’aggressività.

A Santos il Nobel per la Pace La Colombia ritrova la speranza Oslo premia il presidente malgrado il flop del referendum sull’intesa con le Farc Ignorato l’ex nemico Timochenko: la nostra ricompensa sarà la giustizia sociale .

Niger Nel deserto del Sahara la base internazionale della lotta al terrore .

Camerun Gli israeliani addestrano le forze militari d’élite a battere i Boko Haram.

Spese pazze, Cota innocente “Mi hanno rubato le elezioni” L’ex presidente del Piemonte: sono diventato quello delle mutande verd

Pascal Lamy: “L’Ue rischia di cadere come l’impero austro-ungarico” L’economista: la crescita non basta, occorre una cultura comune

Nella manovra spunta il bonus famiglie Per il prossimo anno stanziati 400 milioni Il governo studia una correzione in due tempi delle stime sul deficit.

DOPO IL NO DELLA RAGGI Giochi 2024, dossier al Cio C’è anche quello di Roma .

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08.10.16

 

L'ITALIA IMMIGRATA AGLI IMMIGRATI

La fuga dei ragazzi In un anno espatriati oltre 107 mila italiani Nel 2015 più 6,2%. Sempre più giovani e qualificati Mattarella: “Impoverimento più che libera scelta” .

Qui Berlino Destinazione Germania “Qui si guadagna di più” .

I CASI CONCENTRATI NEL RIONE MONTEBELLO Decine di contagi A Parma dilaga l’incubo legionella.

GLI ITALIANI DERUBATI LEGALMENTE

Banca Etruria e Monte dei Paschi quell’intreccio sui bond azzerati Le subordinate di Arezzo “parcheggiate” in una finanziaria.

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07.10.16

 

CONTRAPPOSIZIONI

Malato di cancro, ma l’ospedale è pieno Muore dopo 56 ore al pronto soccorso Il figlio scrive a Lorenzin. I medici: ricoveriamo chi può essere salvato. Il ministro invia gli ispettori.

Prezzi più alti e servizi peggiori se non piacete ai mercanti di dati Il nostro profilo in vendita. Emozioni, ideologia, hobby: tutto è marketing.

Londra sfida “Schedare i lavoratori stranieri.

La campagna “francescana” del No Prof in giro per l’Italia senza rimborsi Raccolti 180 mila euro di donazioni. Neanche un euro da Berlusconi.

Un’altra talpa all’Nsa Arrestato contractor

ALTAVILLA: SIAMO STATI I PRIMI A CREDERCI, IN EUROPA ABBIAMO UNA QUOTA SUPERIORE AL 50% Metano, alleanza Fca-Iveco-Snam “Raddoppieremo i distributori”.

STOP ALLA PRODUZIONE NELLA SEDE DI ALBA (CUNEO) I vini di Diageo all’estero A rischio 120 dipendenti.

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06.10.16

 

UNA DELUSIONE CHIAMATA RENZI

Dal Pd 2,8 milioni di euro per la campagna del Sì 400 mila al guru Messina Il “Financial Times”: le riforme di Renzi dannose.

Tra sette anni un italiano su tre non avrà più il medico di famiglia Fuga verso la pensione, chi se ne va non viene rimpiazzato dalle giovani leve.

ITALIANI GENTE SERIA

Adele, malata di Sla nella tendopoli “Resto qui, non lascio mio marito” Le assistenti sociali: non può rimanere. Lei: “È assurdo”

MA IMPOTENTI  NEL  RISOLVERE I PROBLEMI

“Italia pietra angolare per la pace Ora serve una forza comune per fermare il traffico di uomini” Il segretario generale Onu: “Apprezzo il coraggio dei vostri volontari.

Migranti in marcia verso l’Ungheria “Riaprite i confini dell’Europa” Centinaia in cammino da Belgrado verso la frontiera: “Devono farci passare” Orban rilancia: inserirò in Costituzione il divieto dei ricollocamenti collettivi .

ALMENO 5 NAUFRAGI Strage di migranti: 50 morti su barconi al largo della Libia .

IN UN MONDO SEMPRE PIÙ COMPLESSO

Il business della tortura adesso ha un freno: basta spot di manganelli.

SALE LA TENSIONE DOPO LA ROTTURA DEI NEGOZIATI SULLA TREGUA Mosca sfida Washington missili in difesa di Assad Ultimatum di Putin: via sanzioni e truppe dai Paesi ex sovietici E rompe un altro accordo per il disarmo con gli Stati Uniti .

Usa, nuovo scandalo imbarazza Yahoo «Milioni di email copiate e passate agli 007 americani».

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05.10.16

 

AMBIGUITA'

Sbarchi, 6000 salvati in un giorno Recuperati i corpi di 9 profughi Intercettati nel Canale di Sicilia. Bruxelles a Budapest applichi le quote Ma Orban: cambio la Costituzione e mi batto contro la burocrazia Ue.

L’accordo sull’accoglienza Erdogan: L’Europa promette ma non dà Aspettiamo ancora i tre miliardi di euro

Rancori, armi e narcotraffico affossano la pace in Colombia Respinto per soli 60mila voti il referendum sull’accordo con le Farc Il presidente Santos: “Resta il cessate il fuoco”. E rilancia la trattativa.Bloccati investimenti e posti di lavoro I contadini pagano il prezzo più alto Ong e aziende avevano previsto piani di sviluppo nelle aree rurali.

Polonia, donne in piazza per l’aborto Sciopero in tutto il Paese contro la legge sul divieto totale dell’interruzione di gravidanza.L’incubo di Maria, stuprata a 18 anni “Operata in segreto con una gruccia” La giovane aveva subito violenza da parte dello zio.

Obama rompe con Putin “Pronti a fare le sanzioni” Scontro sulla Siria. Il Cremlino blocca l’accordo sul disarmo nucleare.La minaccia di Wikileaks “Sveleremo documenti imbarazzanti per Hillary.

Rapinata nell’hotel segreto a Parigi Un incubo da 9 milioni per Kim Travestiti da poliziotti minacciano la Kardashian con una pistola Rubati tutti i gioielli della star. Polemiche sulla sicurezza.

Assegnato il Nobel per la Medicina agli “spazzini” delle cellule .

Appalti sui treni per Malpensa una tangentopoli milionaria di imprenditori e ’ndrangheta.

STUDIO EPIDEMIOLOGICO Vicino all’Ilva bambini più malati.

Si nascondeva a Torino la nipote dei Casamonica Era latitante dal 2012 .

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05.10.16

 

BLUFF    E   SERIETÀ   ITALOAMERICANI

In carcere un pregiudicato di 22 anni Lo stalker era il fidanzato Studentessa picchiata e minacciata con una pistola.

La dura vita delle riforme 20 anni di fallimenti tra lobby e opposizioni Dalla giustizia alla scuola: il Paese che non cambia.

Da Venezia a Torino pedalando lungo il Po “Così ci si perde sulla ciclabile-fantasma” Un giornalista affronta la “Vento”. Tratte incomplete e percorso senza indicazioni.

RIETI La raccolta fondi per i terremotati finiva ai truffatori .

MOLTI IGNORANO L’OBBLIGO DI LEGGE Le oliere anti-rabbocco? Mai viste in 3 ristoranti su 4 .

Le commissioni valgono 30 miliardi di euro Correntisti italiani più tartassati d’Europa.

Vandalo fermato Sfregiava le chiese del centro di Roma.

Collaborazione tra Eurojust e procura di Torino Nei conti in Croazia i giudici trovano il tesoro dei nomadi “Capitali sproporzionati rispetto ai loro redditi”.

Chiesta la distribuzione straordinaria delle riserve dell’acquedotto La forzatura della sindaca “Al Comune gli utili di Smat” Appendino: ereditato un bilancio in crisi, nel 2017 cambieremo tutto.

Le indagini della procura Il crac Eurofidi previsto sette anni fa Raccolte le prime testimonianze sulla gestione dell’ente. Ancora fumata nera per la nomina dei liquidatori.

Trump è riuscito a non pagare (legalmente) le tasse per 18 anni Il New York Times pubblica il suo 730 del 1995.

“Francesco cammina con noi In fondo siamo tutti santi” Elio Germano: così l’ho interpretato nel film “Il sogno di Francesco”

6 ottobre Il giorno dell’uscita del film «Il sogno di Francesco» nelle sale italiane.

A MILANO Bimba di 3 anni veglia la madre morta in casa .

Il suo studio pubblicato su «Science» Il chimico che salva dal sole i pannelli fotovoltaici.

Riconosciute le ragioni di un ex lavoratore Il giudice condanna le Molinette Risarcimento da 60 mila euro.

L’uomo che fa suonare la fabbrica come un tam tam Aosta, concerto dentro l’acciaieria Cogne.

TRAGEDIA MONDIALE

“In Siria strage di medici Sparano sulla Croce Rossa” Il direttore dell’organizzazione internazionale Yves Daccord “Uccisi 54 nostri operatori, un record dalla Seconda Guerra” .

LA GUERRA IN LIBIA Giornalista olandese ucciso a Sirte da un cecchino.

GLI SPARI DELLA POLIZIA SCATENANO IL CAOS: DECINE DI MORTI NELLA CALCA Protesta repressa nel sangue Massacro tra gli Oromi in Etiopia .

Aleppo, barili bomba sull’ospedale Raid dei governativi: 20 morti. I ribelli rispondono lanciando colpi di mortaio sui civili .

Così in Giordania la Nato addestra gli iracheni per l’assalto a Mosul Nella base di Amman 350 soldati si preparano per combattere l’Isis .

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04.10.16

 

ERRORI UMANI

La storia d’amore Muraro-Fiscon diventa concorso in abuso d’ufficio C’è una relazione sentimentale dietro alle consulenze.

Fondi in fuga da Deutsche Bank Borse mondiali sull’ottovolante: Dagli anni d’oro alla cura del rigore Tagli, dismissioni e multe da pagare Vicino l’accordo con gli Usa: la sanzione scende da 14 a 5,4 miliardi.

“Oggi i clan usano l’arte al posto del denaro Lascia meno tracce” Saviano: è il canale numero uno per il riciclaggio.

I Van Gogh rubati ad Amsterdam trovati a casa del boss della camorra Blitz nel Napoletano, recuperati i due dipinti da 100 milioni di dollari spariti nel 2002 L’uscita dalla chiesa protestante di Nuenen Risale al 1884 Al pari dell’altra tela era considerata tra le più ricercate al mondo Li hanno messi sui cavalletti, quasi si trattasse di un vernissage allestito nella caserma della Finanza. Un momento spettacolare - giustificato come l’orgoglio d’inquirenti e investigatori - quello che ieri mattina ha animato la conferenza stampa che ha illustrato gli esiti di una grande operazione anticamorra: il recupero di due dipinti di Van Gogh trafugati 14 anni fa dal museo di Amsterdam e finiti nelle mani di un narcotrafficante. Si tratta de “La Spiaggia di Scheveningen” (del 1882) e “L’uscita dalla chiesa protestante di Nuenen” (1884), il cui valore sul mercato è di circa 100 milioni di dollari. Le opere - ritrovate grazie anche alle rivelazioni di un pentito - facevano parte del tesoro del principale fornitore di cocaina al mercato partenopeo: Raffaele Imperiale, noto anche come “Lelluccio ‘o parente”, o “Lelluccio Ferrarelle” per via dei suoi esordi imprenditoriali (aveva una rivendita di acqua e vino). Un insospettabile, figlio d’imprenditori di Castellammare di Stabia, che dopo un esordio nel mondo legale si era poi indirizzato su altri rami d’azienda. Grazie ai contatti in Paesi come Ecuador, Perù, Colombia e alle basi create in Spagna, questo supermanager della droga ha garantito la “materia prima” ai clan di Secondigliano, un business con numeri da manovra finanziaria che ha arricchito i boss degli Scissionisti (la cosca Amato-Pagano) almeno fino alle guerre di Scampia, che hanno messo in crisi le famiglie storiche e i loro alleati. Nonostante la passione per la bella vita, Imperiali era riuscito a restare invisibile ai radar della giustizia per molto tempo. Fino a un anno fa, quando è finito nell’inchiesta condotta dai pm Stefania Castaldi, Maurizio De Marco, Enza Marra, e dal sostituto della Dna Maria Vittoria De Simone, coordinati dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice. Ma la latitanza che ne è seguita non ha inciso sulle sue abitudini: a Dubai con la famiglia (moglie e due figli) viveva in camere d’albergo da 1500 euro a notte. Ma la caccia non si è fermata e così gli uomini del Nucleo della Tributaria e della Squadra mobile sono arrivati ai due Van Gogh, conservati in una casa riconducibile all’uomo. L’autenticità delle opere è stata confermata dal direttore del museo di Amsterdam, Axel Rüger, giunto apposta dall’Olanda: «Sono emozionato. Dopo tutti questi anni non avevamo più il coraggio di contare sul un possibile ritrovamento. Abbiamo un grande debito di gratitudine verso la procura napoletana», ha detto ieri. La notizia ha fatto ovviamente il giro del mondo ed è stata commentata con soddisfazione anche dal presidente del Consiglio Matteo Renzi (ne ha parlato al premier olandese Mark Rutte prima della cerimonia funebre per Shimon Peres, in Israele) e dal ministro Dario Franceschini: «Un recupero straordinario». 

FINISCE IL RUOLO DI SUPERVISORE DEL DIPARTIMENTO DEL COMMERCIO. IN ARRIVO RICORSI CONTRO L’AMMINISTRAZIONE PER IMPEDIRE IL PASSAGGIO DI CONSEGNE Washington rinuncia al controllo del Web Toccava al governo Usa assegnare i domini, ora la gestione passa all’ente Icann. La rabbia di Trump.

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01.10.16

 

IL FUTURO INCERTO, PIÙ DI PRIMA

Albanesi e marocchini arrivati 10 anni fa Ecco chi sono i nuovi cittadini italiani Negli ultimi 5 anni è boom di non comunitari che ottengono il passaporto

Gli sviluppi in Europa Con il nuovo Gottardo anche l’Italia si mette in rete

Morozov: attenti ai Big Data non capiscono le ansie della gente Il critico dei miti digitali a Ferrara: non credete alla trasparenza.

La guerra dell’acqua che fa litigare l’India Per la siccità Bangalore rifiuta di aprire le dighe a Chennai Rappresaglie in entrambe le città: almeno 2 morti e 200 arresti.

RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL: 200 VITTIME, MOLTI I BAMBINI “Il Sudan usa armi chimiche per uccidere i civili nel Darfur

Farmaci, confezioni troppo grandi Ogni anno sprechi per 1,6 miliardi Il sindacato dei medici: una pillola su dieci finisce nella spazzatura

DAL 6 OTTOBRE SARÀ IN PROIEZIONE IN 250 SALE Film su Emanuela Orlandi, appello al Papa Il fratello della ragazza protagonista: “La Chiesa ha alzato un muro, Bergoglio ci aiuti a far luce.

“Ho sfidato la cecità Dodici giorni in canoa da Milano a Venezia” L’impresa di un cinquantenne della Lomellina “Mi sono preparato con tre mesi di training”

Faro di Bankitalia sui costi dei salvataggi “scaricati” sui conti correnti .

L’AUTORITÀ AGGIORNA LE TARIFFE TRIMESTRALI Alti e bassi in bolletta Elettricità più leggera ma il metano rincara.

Senatori francesi Controperizia sul tunnel Tav.

Nel parcheggio del Parco Ruffini si è insediata una comunità di rom .

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30.09.16

 

CHIUDERE LA STALLA QUANDO I BUOI SONO SCAPPATI

A VENEZIA VERBALE DA TRENTAMILA EURO Multa a Costa Crociere: fumi con zolfo oltre il limite ANSA Il giudice civile di Venezia ha respinto il ricorso della compagnia di navigazione Costa Crociere dopo la presentazione da parte della Capitaneria di Porto di un verbale da 30mila euro per il superamento nelle emissioni di carburante nell’aria del limite di zolfo (1,5%). Costa Crociere aveva sostenuto che la nave non rientrava «nel novero delle navi di linea» per le quali viene applicato il limiteLa scienziata accusata e poi prosciolta “Giustizia da incubo, lascio la Camera” Capua: vado via. La grillina che ne chiese le dimissioni: umani anche noi

“Migranti tagliati fuori dal mondo del lavoro” Uno studio tedesco: in Italia le risorse impiegate tutte per l’accoglienza.

Tra i cristiani rimasti ad Aleppo “Contro di noi pulizia etnica” Ma le scuole, bombardate e ricostruite, restano aperte “Siamo responsabili degli allievi in qualsiasi condizione”

L’insostenibile sviluppo dell’Italia senza futuro L’Onu lancia l’agenda 2030: diciassette obiettivi per migliorare Il nostro Paese, però, è molto indietro su donne, ambiente, lavoro

“Con la Bce Berlino risparmia 28 miliardi” Draghi sfida i parlamentari tedeschi che replicano: le vostre misure non ci servono Ieri cena tra la cancelliera e il presidente francese ma senza Renzi per parlare di Europa .

Deutsche Bank fa paura “Ma la Merkel non interverrà” Il governo costretto a smentire un piano di salvataggio .

Conti correnti, salgono i prezzi anche senza il Salva banche Aumenti medi del 6% nel 2016, volano i costi di bonifici e carte

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29.09.16

 

ITALIANI BUONI E CATTIVI

I musei in crisi di personale potrebbero provare  a resistere con le nuove tecnologie.

La maglia del Grande Torino rivive grazie a un collezionista e a una sartoria milanese.

Benvenuti frontalieri Monaco accoglie gli italiani Se il Canton Ticino volta le spalle ai nostri lavoratori nel Principato gli occupati sono in continuo aumento.

CORRUZIONE Tangenti e viaggi gratis, tre finanzieri condannati.

ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI: ENNESIMA BEFFA AI DANNI DEI CORRENTISTI I conti correnti diventano più cari per pagare le banche salvate Banco Popolare, Unicredit e Ubi aumentano i prezzi dei depositi per il fondo di risoluzione

TEDESCHI UMANI

MERKEL: DIFFICOLTÀ TEMPORANEE, BUNDESBANK: NIENTE AIUTI, OGGI DRAGHI A BERLINO Scure di Commerz: novemila licenziamenti L’Ue a Deutsche Bank: “Ora rafforzi il capitale”.

“La multa Usa eviterà il crac” Ma Volkswagen cade in Borsa Le autorità americane valutano l’ammontare massimo della multa che potrebbero imporre a Volkswagen per lo scandalo delle emissioni senza far finire il colosso tedesco in bancarotta. E trattano un possibile accordo con Volkswagen da raggiungere entro gennaio, prima che si insedi la nuova amministrazione. Le indiscrezioni dell’agenzia Bloomberg pensano sul titolo Volkswagen, che chiude la seduta in calo. Ancora non è chiaro l’ammontare della possibile sanzione, ma Volkswagen ha una liquidità di 28,8 miliardi di euro. L’obiettivo del chief financial officer, Frank Witter, è mantenerla sopra i 20 miliardi per assicurare di avere a disposizione i fondi necessari e per mantenere il rating.

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28.09.16

 

RENZI=GRILLO=DUX

Grillo si riprende anche il blog e vara la norma anti-Pizzarotti Via al voto online sulle nuove regole. Per il sindaco sospensione fino a 24 mesi

“Le case donate sono abusive” L’ultima beffa per i terremotati Amatrice, il Comune ordina lo sgombero: violano il piano regolatore

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27.09.16

 

GUERRA SENZA PACE

Il dramma di soccorritori e medici “Dobbiamo scegliere chi salvare” «Ho l’impressione che i bombardamenti siano andati avanti senza interruzione per tutto il pomeriggio, appena si diradava la polvere delle esplosioni andavamo in strada, a Salahideen, a raccogliere i feriti sparsi qua e là, è tremendo perché devi scegliere chi prendere in braccio e chi lasciare indietro in base alle possibilità che hanno di sopravvivere» dice Khaled al telefono dal corridoio di uno dei pochissimi ospedali funzionanti nella zona est di Aleppo, quella in mano agli insorti. Intorno a lui c’è tutto quanto è andato male dal 2011 e quanto sta andando peggio: «I corpi sono distesi per terra senza neppure un lenzuolo sotto, il pavimento è chiazzato di sangue rappreso e fresco. Non so come facciano i dottori a garantire trasfusioni e massaggi cardiaci stando in ginocchio in mezzo a quelli che si lamentano, tra loro tanti ragazzini». Nella Sarajevo siriana l’attrezzatura e il materiale sanitario arrivano a singhiozzo attraverso le organizzazioni non governative ma, ripete un volontario di Medici Senza Frontiere, non sono sufficienti neppure a una percentuale minima del fabbisogno: «Soccorriamo oltre 100 persone al giorno e facciamo almeno 30 operazioni, manca tutto, compreso il personale e il tempo per intervenire». Dall’altra parte della città, quella «ripresa» dal regime, l’inviata del World Health Organization, Elizabeth Hoff, racconta l’assedio davanti ai suoi occhi: «I bombardamenti si sono intensificati in serata, è un continuo, il rumore copre tutto, non c’è elettricità ma la zona est sembra illuminata a giorno. Sono arrivati missili anche dove sono io, ci sono alcuni feriti, ma l’inferno è a pochi isolati da qui. Sto in contatto soprattutto via Skype con i medici che operano di là, ce ne sono ormai solo 30 a prendersi cura di 250 mila persone. Ogni tentativo di evacuare gli ospedali finora è stato inutile, ma chi soccorre i feriti è esausto, parla al telefono pochi minuti e riaggancia per una nuova emergenza»

Contro l’incubo dell’invasione l’Europa alza nuove barriere Inghilterra, Olanda e Ungheria: alle urne vince la paura.

Frontalieri, esercito di colletti bianchi cresciuto dopo la grande crisi Oltre 62 mila ogni giorno attraversano il confine: “Il clima è sempre più teso” .

Un voto divide la Bosnia Torna la paura nei Balcani Il referendum illegale della Republika Srpska sulla festa nazionale

MA LA SPERANZA GERMOGLIA OVUNQUE

Quelle dolci evasioni che nascono dietro le sbarre A Torino, il primo negozio di prodotti nati nelle carceri dove detenuti e agenti di polizia penitenziaria lavorano insieme.

Da parrucchiere a“cacciatore di libri” Al lago d’Orta i vecchi volumi ritrovano dignità

TORINO ASPIRA A DIVENTARE UNA CITTA' TURISTICA

L’ESPERIENZA DI CHEF FOR PEACE “Fuoco e coltelli strumenti di pace” Un giovane cuoco che vive in un kibbutz collabora con colleghi arabi-israeliani e armeni: “Non facciamo politica ma con il cibo proviamo a dimostrare che la convivenza è possibile”

TRA GLI STAND IN CENTRO E AL VALENTINO Gli espositori contenti a metà “Bello ma troppo dispersivo” Un fiume umano Espositori, turisti, visitatori e torinesi promuovono la scelta di Slow Food di abbandonare i padiglioni del Lingotto per immergersi nel cuore pulsante della città REPORTERS CRISTINA INSALACO NOEMI PENNA Reportage Corrente e sicurezza In piazzale Valdo Fusi si è registrato qualche intoppo: «Abbiamo avuto problemi con la corrente e mancano dei lavandini. Ma con queste migliorie la prossima edizione sarà perfetta» dice Lorenzo Bossina del Pastificio Reale. «Siamo stati graziati dal meteo – sostiene Luciano Guidotti di Borgiattino –. Stare aperti anche la sera fa la differenza, così come offrire al pubblico qualcosa di speciale, che non trovi in negozio». Ai Murazzi c’è chi lamenta scarsa sicurezza e la mancanza degli stand di Terra Madre. Ma c’è chi si è già affezionato, come Franco Biasi di «Quelli della bombetta»: «Peccato, fra due anni non potremo essere qui. Speriamo di bissare in piazza Vittorio». Effetto mercato rionale Al Valentino i commenti sono spaccati a metà. Nuccio Costa della siciliana Campodoro non ha dubbi: «Vogliamo tornare al Lingotto. Non siamo interessati alla vendita al dettaglio, ma a quella agli operatori del settore, che qui non si riescono a distinguere dal pubblico. È necessaria una selezione del visitatore attraverso il biglietto». SeconUn nuovo mondo necessario Gli economisti Serge Latouche e Stefano Zamagni, riflettono sul tema «Un nuovo mondo è possibile, anzi necessario» perché la religione imperante della crescita infinita su un pianeta finito non è sostenibile. Dalle 14 alle 15,30 al Carignano. do il marchigiano Marco Spinosi «non è più un Salone. Si è trasformato in un mercato rionale, che attrae molta gente interessata esclusivamente a mangiare gratis. Dopo il primo giorno, infatti, abbiamo smesso di proporre degustazioni gratuite». E se Ilia Asturi, responsabile marketing dell’olio Barbera, dice che «la promozione qui è maggiore, ma è una fiera troppo dispersiva», per Rolando Bossi di Radeberger Gruppe Italia è stato un successo: «Il pubblico è variegato e interessante. L’orario però è da prolungare». Dallo stand dello zafferano spagnolo, Josè Antonio de la Carrasca ha venduto il 15% in più rispetto allo scorso Salone: «È una formula vincente, perché la gente è curiosa, numerosa, e il tempo ci ha assistito». La pensa così anche Adel Mohamed Abdelsalam Awad, che produce pollo in Egitto: «C’è una grande possibilità d’incontro tra culture e scambio di ricette». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI Claudia Piraccini Osteria del gran fritto Marco Spinosi Produttore di pasta Nuccio Costa Produttore Campodoro Lorenzo Bossini Pastificio Reale Ilia Asturi Olio siciliano Barbera È una formula vincente, perché la gente è curiosa, numerosa, e il tempo ci ha assistito Josè de la Carrasca Produttore spagnolo di zafferano Edizione di successo, ma servono correttivi: “Non possiamo chiudere alle 19”.

Il titolare del ristorante Dausin stroncato da un malore Addio Roberto, “vicino” e solidale Aveva scelto il chilometro zero e dopo la chiusura portava cibo a chi non ne ha.

COLDIRETTI Ami i Lupi? Basta un click e adotti i pastori

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26.09.16

 

Ho conosciuto a Monza nell'evento BMW Alex Zanardi, e' un giusto uomo di Dio che ha molta testa e le spalle di un bagnino che da la speranza alle persone. 23.06.16

I segreti di Alex Zanardi per muovere le montagne

Virgin Radio-23 set 2016
Parliamo del grande Alex Zanardi, ambasciatore del marchio BMW, arrivato fresco da Rio (è rientrato da appena due giorni fa in Italia) per incontrare i giornalisti ...

F1, a tutto Alex Zanardi: "sarebbe bello tornare al volante, mi manca ...

SportFair-6 ore fa
Dopo una Paralimpiade vissuta da protagonista, coronata da due ori e un argento nella handbike, Alex Zanardi guarda già al futuro, svelando ...

 

 

IL MONDO SBAGLIATO DEI SENZA DIO

YEMEN Sotto assedio e senza cibo Il dramma di 370mila bimbi L’allarme di Save the Children: morte lenta e silenziosa .

SIRIA Nell’inferno di Aleppo bevono l’acqua infetta Gli acquedotti danneggiati dai raid o sabotati.

Sud Sudan Nel Paese più giovane oltre quattro milioni non hanno da mangiare.

Nigeria Ragazzini e donne usati come kamikaze dai Boko Haram.

Centrafrica Gli scontri etnici spingono 10mila minori a fare i guerriglieri .

In Italia boom di richieste per liberarsi dal diavolo ma mancano gli esorcisti.

Schiavitù I culti estremi (satanismo, spiritismo e stregoneria) rappresentano il 25% delle sette. Spesso gestiscono il patrimonio degli adepti fino a condurli in rovina.

Sanità Nuovi ticket per 60 milioni

STUDIO DELLA CGIL Sette assunzioni su 10 con contratti a termine Nei primi sette mesi del 2016, le assunzioni a termine sono state circa 2,1 milioni e rappresentano «ben il 71% dei nuovi rapporti di lavoro». Lo dice uno studio della Fondazione Di Vittorio della Cgil, che rielabora gli ultimi dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps . Ricordando anche che nei primi sette mesi del 2016 sono stati acquistati quasi 85 milioni di voucher, per la Cgil, dunque, «il lavoro precario e instabile si conferma nel 2016 la forma assolutamente predominante di accesso al mercato del lavoro».

Conti in rosso, fatture false e assunzioni clientelari Guerra tra medici in tribunale Denunce tra istituto di previdenza e capo del sindacato .

La Terra ha sempre più caldo gli animali in fuga verso Nord Il professor Martin Robards lavora da così tanto tempo per la Wildlife Conservation Society da non stupirsi più di nulla. Ma non credeva ai propri occhi qualche giorno fa, quando ha visto una Sterna Caspia allevare i propri pulcini in una spiaggia del Mare dei Chukchi, ben oltre il Circolo polare artico. Quel maestoso uccello non avrebbe dovuto essere lì, ma 1.600 chilometri più a Sud, nello stato di Washington, dove di solito passa l’estate. L’avvistamento della sterna «è stato un autentico choc», ha detto Robards, perché conferma in modo drammatico come il riscaldamento globale stia portando sempre più a Nord centinaia di specie animali: dove prima c’era il ghiaccio ora ci sono terreni liberi da conquistare, e in natura nessun nuovo spazio resta mai vuoto troppo a lungo. L’arrivo della sterna nel Nord dell’Alaska è un bruttissimo segnale, per chi studia i mutamenti climatici. La regione una volta nota per i suoi ghiacciai e per le distese di neve si sta infatti riscaldando ad un ritmo doppio rispetto agli altri Stati americani. Tra il 1925 e il 2000 la temperatura media è stata di -12 gradi centigradi, ma ora è di -5. A Brooks Range e a Arctic Plain è diventato possibile trovare alci e castori, mentre anche gli orsi Grizzly si spostano a Nord, competono con gli orsi polari e danno vita a una nuova specie ibrida, i «pizzly». Le volpi rosse del Canada hanno invaso i territori delle volpi artiche e devastano i nidi degli uccelli migratori, che sono i più minacciati. L’Università del Queensland stima che l’83% delle specie artiche di volatili sarà estinta entro il 2070. L’acqua che si è sciolta dall’Alaska ha già aumentato di 2,9 millimetri il livello dei mari e i biologi prevedono il peggio: i danni all’ecosistema saranno ingenti, i vecchi habitat degli animali selvaggi verranno distrutti e occupati dai nuovi conquistatori. Tra questi c’è una specie più pericolosa di tutte le altre, l’uomo, che si prepara a occupare l’Artico libero dai ghiacci. Scaverà miniere e pozzi di petrolio, costruirà alberghi, strade e porti, ammorbando l’aria e l’acqua di luoghi finora incontaminati, accelerando la devastazione del mondo e la sua stessa fine.  In cerca di nuovi habitat La Sterna Caspia (Sterna Maggiore) per nidificare si è spostata di 1.600 chilometri a Nord dallo Stato di Washington a Cape Krusentern (Alaska) Alci e castori si stanno spostando dal Nord Ovest degli Stati Uniti a Brooks Range e Arctic Plain (Alaska) Le volpi rosse del Canada e degli Stati Uniti si stanno sovrapponendo alle volpi bianche artiche in Alaska I Grizzly (un tempo presenti negli Stati Uniti nordoccidentali e in Canada) stanno occupando l’habitat degli orsi polari (già segnalati alcuni casi di orsi «Grolari») in Canada e Alaska Cape Krusentern Brooks Range Arctic Plain ALASKA STATI UNITI CANADA GROENLANDIA t i I G (un tempo p Le v oks 4 domande a Michale Glennon «E ora per evitare il peggio bisogna aiutarli a spostarsi» «Questi fenomeni sono diffusi in tutto il mondo, e stanno già spingendo diverse specie verso l’estinzione». L’allarme viene da Michale Glennon della Wildlife Conservation Society. Lei è Science Coordinator del progetto per la protezione del parco degli Adirondack, a Nord di New York. Quali cambiamenti avete registrato nei comportamenti degli animali? «Studio in particolare 12 specie di uccelli e si stanno tutti spostando verso Nord o in altitudine. Alcuni di essi, come il Rusty Blackbird, stanno scomparendo dalle nostre regioni». Il problema riguarda anche i mammiferi? «Certo. Ad esempio gli orsi vengono in città a cercare cibo. Quest’anno è stato particolarmente secco, e quindi mancano frutti di bosco come i mirtilli di cui si nutrono. Le alci invece vanno verso il Canada. Il clima più caldo, poi, favorisce la sopravvivenza dei parassiti, come le zecche». Cosa si può fare per proteggerli? «Naturalmente combattere il riscaldamento globale, ma ammesso venga fatto, i suoi effetti si vedranno tra troppi anni. Nel frattempo dobbiamo aiutare questi animali a sopravvivere, assecondando i loro istinti di migrazione. Ad esempio, garantendo che le alci abbiano la strada aperta per spostarsi verso il Nord, in modo da restare in vita fino a quando riusciremo a contenere i cambiamenti climatici».  Tra il 1925 e il 2000 la temperatura media in Alaska è stata di -12 gradi centigradi ma ora è di -5 83% in pericolo L’Università del Queensland stima che l’83% delle specie artiche di volatili sarà estinta entro il 2070. A Brooks Range e a Arctic Plain, nel Nord dell’Alaska, è diventato possibile trovare alci e castori che qui, a causa dell’innalzamento delle temperature, trovano una vegetazione sempre più adatta ai loro bisogni alimentari Nuove specie Anche gli orsi Grizzly si spostano a Nord, competono con gli orsi polari e danno vita a una nuova specie ibrida, i «pizzly»  Alci, volpi, orsi e uccelli marini migrano verso l’Alaska. Rischio estinzione se le temperature continueranno ad alzarsi.

MA DIO C'E' BASTA CERCARLO.

Ho conosciuto a Monza nell'evento BMW Alex Zanardi, e' un giusto uomo di Dio che ha molta testa che mette al servizio della societa'.

Scope e sacchi, i profughi ripuliscono Milano I 350 volontari hanno partecipato all’iniziativa di Legambiente Il Comune: un modo per rendersi utili alla città che li accoglie.

CONFERENZA DI DIECI PAESI A VIENNA. IL CANCELLIERE AUSTRIACO: BENE L’ITALIA AL BRENNERO Merkel: la Germania accoglierà ogni mese centinaia di migranti sbarcati in Italia.

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25.09.16

 

BEATI I MITI

Il miele speciale delle api senza pungiglione Qualità curative dai tempi dei Maya

ITALIA

PASSATO

Una spia presa dai fascisti nel ’43 Ecco chi era il vero James Bond Inglese, venne paracadutato a Como e usava le stesse armi dell’eroe di Fleming La sua storia riscoperta da un italiano. Siena lo celebra con una medaglia d’oro .

L’inchiesta sulla fiera del Libro Salone, patteggiamenti per turbativa d’asta.

 

PRESENTE

Il bosco che aiuta a sentirsi in forma Nel Biellese un percorso tra abeti e betulle “coccola” i sistemi immunitario e nervoso

Le racchette cult del tennis adesso hanno il loro museo Nelle Langhe un appassionato torinese apre la sua collezione “Manca solo quella di Federer, un po’ come il Santo Graal”

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25.09.16

 

 

TURCHIA STRUMENTO IMPROPRIO EUROPEO

RILASCIATO LO SCRITTORE ALTAN: OBBLIGO DI FIRMA E DIVIETO DI ESPATRIO. PER LUI SI ERA MOSSA LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE Turchia, Erdogan punisce 100 mila “golpisti” A due mesi dal fallito colpo di stato cacciati altri 785 dipendenti pubblici. Blitz della polizia in tribunal

EUROPA TRADITA

UN NUOVO CASO IMBARAZZA L’ESECUTIVO COMUNITARIO DOPO QUELLO DI BARROSO Conflitto d’interesse a Bruxelles Ora tocca all’ex commissaria Kroes

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24.09.16

 

Dove mettere i propri risparmi?

Conferenza con Beppe Scienza dal titolo "Dove mettere i soldi? Qualche risposta ai dubbi dei risparmiatori" su Buoni fruttiferi postali, BTP Italia, obbligazioni, oro, diamanti, bail-in ecc.

Venerdì 30 settembre 2016 ore 17:30-19:30,
Dipartimento di Matematica dell'Università di Torino,
via Carlo Alberto 10, Aula Magna.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Vedere anche: 2016-09-30-Torino-Dipartimento.pdf

Con l'occasione ricordo anche il corso all'Università di Torino di "Metodi per le scelte finanziarie e previdenziali" che inizierà il 4 ottobre

Saluti

Beppe Scienza

 

 

GIUSTIZIA OPACA

Varani, l’autopsia dell’orrore “Fu torturato per due ore” Roma, su martello e coltello le impronte di entrambi gli uomini in carcere

LE TANGENTI DI SINISTRA

Ultimo colpo a un mito della sinistra Lula incriminato per corruzione L’Assemblea dell’Onu lo osannava , ora l’ex presidente del Brasile rischia il carcere

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23.09.16

 

 

IL PINOCCHIO TEDESCO

Spiegel: l’ad di Audi sapeva delle manipolazioni sui diesel Il numero uno di Audi, Rupert Stadler, rischia di essere coinvolto nello scandalo Dieselgate della controllante Volkswagen. Ad affermarlo è l’edizione online di Spiegel, secondo cui durante le indagini interne svolte sulla questione alcuni testimoni hanno affermato che Stadler sarebbe stato a conoscenza, fin dal 2010, delle manipolazioni sulle emissioni dei gas di scarico. A questo punto, i legali di Jones Day (che stanno supportando Volkswagen nell’indagine interna) - sempre secondo Spiegel - vogliono ascoltare direttamente Stadler per sentire la sua versione dei fatti. Secondo il sito del settimanale, i legali intendono ora ascoltare direttamente Stadler. Il portavoce di Audi non ha voluto commentare le indiscrezioni.

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22.09.16

 

 

(DA LA STAMPA)

DIO ESISTE

Abbandona il figlio dopo il parto poi ci ripensa e torna a prenderlo Genova, lo aveva lasciato in una scatola. Il piccolo sta bene

CONTINUA LO SCONTRO FISCALE TRA EUROPA E STATI UNITI: STANGATA IN ARRIVO ANCHE PER MCDONALD’S Vestager tira dritto sulle tasse “La multa ad Apple è solo l’inizio” La commissaria negli Usa: non siamo antiamericani. E indaga la francese Gdf

La sindaca si scusa “Malata, ma non per Grillo” Polemica sul forfait di Appendino Salta l’incontro con i cittadini di piazza Umbria: “Avevo la febbre".

 

UN PRESIDE DA ROTTAMARE

«CLASSI POLLAIO» Il Miur impone alla scuola di iscrivere l’alunno rifiutato «È finito un incubo. Immensamente grazie». Ha commentato così la madre dello studente di 11 anni, che era stato rifiutato dalla scuola media Baracchini di Villafranca in Lunigiana perché la sua classe aveva già troppi alunni, dopo aver saputo che il ministero dell’istruzione ha invece imposto l’iscrizione del ragazzo. «È dall’inizio di settembre che in casa non si dormiva né si mangiava per questa brutta storia - racconta la mamma dell’undicenne - Eravamo molto preoccupati per mio figlio perché questa vicenda lo ha molto scosso, ha pianto tanto e noi non sapevamo come confortarlo». Però «ero certa che dal ministero sarebbero stati comprensivi - confida la mamma- Spero adesso che non ci siano ripercussioni future per questa decisione». L’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana sta seguendo e risolvendo il caso per consentire l’iscrizione. Per chiarire la vicenda il ministero dell’Istruzione ha inviato i suoi ispettori. La «Buona Scuola», la cui parola d’ordine è stata «mai più classi pollaio», ha previsto un margine di autonomia per ogni istituto ed è dunque il preside che può decidere.

CAINO NON E' MORTO

ARRESTATI GLI AGGRESSORI, DUE PREGIUDICATI PER RAPINA E SPACCIO “Gli ho detto che in metro non si fuma e mi hanno ricoperto di calci e pugni” Roma, picchiato a sangue sotto gli occhi della madre 60enne: nessuno lo difende

Arrestato mentre rientrava dal Marocco Traffico di auto rubate A capo dell’organizzazione c’era un operaio Maserati Era un insospettabile. Originario del Marocco ma da anni residente in Piemonte. Abitava ad Alpignano e lavorava come operaio alla Maserati di Grugliasco. Youssef Zakaria, 34 anni, era sfuggito al blitz della polizia stradale di mercoledì scorso soltanto perché non si trovava in Italia. Aveva chiesto all’azienda alcune settimane di ferie e poi ancora si era messo in malattia. Secondo gli investigatori, che l’hanno pedinato sin dal suo rientro in Spagna, era lui il capo dell’organizzazione italiana di ladri d’auto e Suv di lusso, smantellata dall’inchiesta che ha coinvolto la polizia italiana, quella belga, la guardia civile ed Europol. Una volta superato il Monginevro, è stato seguito fino a casa dalla Polstrada di Susa, che non gli ha lasciato nemmeno il tempo di scendere dalla macchina. È stato rinchiuso nel carcere delle Vallette. Di giorno operaio, di notte ladro. Zakaria approfittava anche dei giorni di cassa integrazione per coordinare la rete piemontese che faceva capo alla vera mente dell’organizzazione internazionale: Wahid Abboud, connazionale di 44 anni, che da Bruxelles si occupava della vendita delle auto rubate, che partivano per il Marocco e la Nigeria nascoste dentro i container del porto di Anversa. L’operaio di Alpignano, invece, aveva il compito di ritirare le copie delle chiavi spedite dalla Spagna, per rendere ancora più semplici i colpi messi a segno nei pressi dello Juventus Stadium e degli aeroporti di Caselle e Malpensa. I suoi soci diretti erano Vicenzo Caivano e l’esperto informatico Soufiane Jaljal. Insieme a loro si preoccupava di trovare la manovalanza per il trasporto all’estero delle macchine (gli autisti pagati 500 euro a viaggio). Poi, a furto avvenuto (altri quattromila euro), individuava i garage dove i veicoli venivano preparati per la spedizione: via gli antifurti e i sistemi d’allarme satellitare, targhe false e documenti contraffatti per farli sparire. Adesso gli inquirenti cercano i profitti del business: nel Torinese, però, non ci sono tracce. È probabile che anche questi siano volati in Marocco. Dove vive la famiglia di Zakaria che qualche giorno fa, pur malato, ha avuto anche il tempo di sposarsi.

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21.09.16

 

 

Il miliardo “fantasma”
del tesoro degli Agnelli

Nella fortuna accumulata all’estero, scoperta alla morte dell'Avvocato, è “sparita” un’ingente somma. Alle spalle di Elkann? I retroscena nel nuovo, scottante libro di Gigi MONCALVO

 

 

I magistrati hanno accertato l’esistenza di conti segreti all’estero dell’Avvocato, custoditi presso Morgan Stanley di Zurigo e tenuti nascosti alle due legittime eredi (o sicuramente a una di esse, Margherita Agnelli), dando implicitamente ragione alla figlia dell’Avvocato e definendo «non avventata» né la sua pretesa di conoscere la verità, né la sua iniziativa giudiziaria promossa in sede civile a Torino volta a ottenere il rendiconto dei beni del padre.

Il primo di questi conti, ancora segreti, ammontava nel 2004 – secondo la testimonianza di Paolo Revelli – «a una cifra compresa tra gli 800 milioni e il miliardo di euro». Sono poi venuti alla luce – secondo l’esposto degli avvocati Galasso ai magistrati milanesi – altri tre conti «che nel 2002 erano nella disponibilità di Gianni Agnelli», per un totale di 411 milioni di euro. In tutto quindi si tratta di quasi 1,5 miliardi di euro di cui sicuramente almeno una delle due eredi non era stata messa al corrente. E quindi la domanda è: chi si è intascato o chi controlla oggi quel denaro che spetta alle due eredi, cioè 750 milioni per Margherita e 750 perdonna Marella?

Ne deriva un’altra questione molto rilevante: Jachi Elkann, che controlla almeno nominalmente tutto l’«impero» era informato di tutto questo denaro occultato o ha appreso la notizia dalle carte dei magistrati milanesi?

I casi sono tre. Se ne era informato e non ha mosso un dito per informare, e accreditare quel denaro alla madre e alla nonna, certo non si è comportato bene e ha «tradito» entrambe. Se invece ha informato solo la nonna, che può aver generosamente donato a lui (nonostante abbia otto nipoti e non solo uno) quei 750 milioni, ha commesso una grave scorrettezza nei confronti di sua madre Margherita. E questo, francamente, non sta bene. Se invece, come terza ipotesi, Jachi non sapeva nulla, tutto ciò è molto grave. Poiché significa una sola cosa: sia colui o coloro che avevano il controllo di quel conto, sia chi ne teneva le chiavi in Svizzera, sia le persone cui questo fiduciario riferiva a Torino, hanno commesso un reato ma soprattutto hanno anche «preso in giro» Jachi Elkann, non solo sua madre e sua nonna. Quale delle tre ipotesi può essere vera? Il corollario a tutto questo suscita un altro quesito non da poco: se Jachi non sapeva o non gli era stata prospettata la situazione in modo completo, ha adottato sanzioni, e quali, nei confronti di chi ha, diciamo così, «tradito la sua fiducia»? Ma, prima di fare questo, ha «convocato» qualcuno nel suo ufficio e gli ha chiesto: «Perché questo denaro di mio nonno non era ancora stato portato alla luce? Perché ci sono voluti due magistrati per scoprirlo? Chi era a conoscenza di questa somma e chi ne aveva e ne ha la disponibilità? Perché non sono mai stato informato di questa situazione? Ci sono altri asset del patrimonio di mio nonnoGiovanni Agnelli nelle stesse condizioni?». C’è da augurarsi che John abbia esercitato i suoi poteri, ammesso che ne abbia o abbia avuto il coraggio di farlo…

I magistrati scrivono che la più cospicua di quelle provviste era «fiduciariamente intestata e detenuta attraverso molteplici conti da Siegfried Maron». Si tratta del capo del «family office» di Zurigo, cioè la struttura finanziaria che aveva il compito di gestire e ovviamente far fruttare il patrimonio personale di Agnelli all’estero. Risulta dagli atti che Siegfried Maron – e un’altra colonna portante di quell’«office», Ursula Schulte –, riferivano a Gianluigi Gabetti. E dunque, il pallido Jachi – nel caso malaugurato non sapesse nulla prima delle scoperte dei magistrati – ha chiesto al suo tanto amato Gianluigi, o gli ha detto di chiedere a Maron, notizie sulla vicenda? In quali tasche è andato a finire quel miliardo e mezzo di euro? Il «povero» Jachi avrà osato porre queste domande? Oppure, nel caso sapesse tutto e lo avessero informato a tempo debito, che cosa aspetta a restituire alla madre e/o alla nonna, o a suddividere tra tutti gli altri sette suoi fratelli e fratellastri, i 750 milioni cui ciascuno ha diritto e che appartengono a loro?

A proposito di Morgan Stanley e dei suoi «metodi» occorre fare un piccolo passo indietro. Quando Margherita Agnelli cominciò la sua battaglia per accertare se davvero una parte del patrimonio estero del padre le era stato nascosto – come lei è convinta che sia – i suoi consulenti legali scrissero una lettera proprio a Morgan Stanley. Si riferivano al bonifico che la banca di Zurigo aveva effettuato a favore di Margherita, e anche di Marella, nel momento in cui era stato raggiunto l’accordo tra madre e figlia. Si trattava della somma di 109 milioni e 685 mila euro riguardanti la quota di ciascuna erede per la successione aperta in Italia presso il notaio Ettore Morone di Torino. Tale somma, in totale quasi 220 milioni, era stata incredibilmente bonificata dalla banca svizzera. Si è scritto «incredibilmente», poiché risulta chiaro che effettuare una tale operazione in quella maniera (per un testamento aperto in Italia, da un notaio italiano, che riguardava un cittadino italiano defunto e due cittadine italiane come beneficiarie), dimostrava l’esistenza di un conto detenuto all’estero e quindi in violazione delle norme valutarie e fiscali italiane. Comunque sia, i legali di Margherita chiedevano a Morgan Stanley chi avesse dato alla banca le disposizioni relative a quel prelievo di fondi e al relativo trasferimento avvenuto il 26 marzo del 2004, e quindi dopo la morte di Agnelli, chi avesse ordinato di effettuare quel doppio bonifico alle due eredi, a chi fosse intestato quel conto, quando era stato aperto, se per caso esisteva ancora, chi ne aveva la disponibilità, e quanto denaro vi era depositato.

La risposta della Morgan Stanley è incredibile. Nella lettera – datata 16 aprile 2007 e firmata da Thomas Rees, executive director, e da Kathrin Frei, legal & compliance executive director – Bank Morgan Stanley Ag scrive all’avv. Yvan Janneret dello Studio legale Fontanet & Associés di Ginevra: «Oggetto: Il defunto Sig. Giovanni (Gianni) Agnelli Caro M.e Janneret, con riferimento alla vostra lettera del 13 febbraio 2007 abbiamo il piacere di informarvi che siamo stati consigliati dall’intestatario del conto, che diede istruzioni per il pagamento di euro 109.685.000, che fu effettuato il 26 marzo 2004, di non divulgare nessun ulteriore dettaglio riguardante questo pagamento. Cordiali saluti». In sostanza, Morgan Stanley attesta di essersi messa in contatto con un defunto per due volte: in un primo tempo allorché il titolare del conto, post mortem, dispose di pagare le sue eredi, e successivamente quando, di nuovo interpellato nell’Alto dei Cieli, l’augusto scomparso ha dato ordine di non fornire nessuna informazione sul proprio conto. Men che meno a sua figlia! Morgan Stanley è davvero una banca dove accadono molte «stranezze», ben diversa da quelle italiane la cui tanto decantata e smisurata fiducia nei clienti è dimostrata, ad esempio, dalla catenella con cui viene impedita l’eventuale asportazione di una semplice biro dal bancone sulla cassa (e la catenella è fissata a un supporto impossibile da staccare…).

Fu dopo questa lettera, nel 2007, oltre quattro anni dopo la morte del padre, e tre anni dopo l’accordo raggiunto con sua madre, che Margherita Agnelli ritenne che la misura fosse ormai colma e diede il via alla causa presso il Tribunale civile di Torino chiedendo il rendiconto del patrimonio di suo padre a coloro che riteneva ne fossero gli amministratori: Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Sigfrid Maron. A fronte di tutto questo è azzardato pensare che Jachi Elkann abbia materia su cui riflettere? Oltreché sulle notizie riguardanti i conti scomparsi e ritrovati dai due pm di Milano, non dovrebbe chiedere lumi a qualcuno che teneva i contatti con Sigfried Maron e gli impartiva disposizioni da Torino, a proposito di questi illeciti comportamenti tesi a occultare il patrimonio del nonno Gianni, sia a sua madre Margherita che a sua nonna Marella? Forse però Jachi non è la persona più indicata per insospettirsi, porre domande, chiedere lumi. Semmai il contrario. Lo fanno capire gli stessi pm milanesi nel passaggio che riguarda un altro «forziere» segreto, questa volta a Vaduz: la Alkyone Foundation, una delle numerose anstalt e stiftung in cui l’Avvocato aveva raccolto il proprio patrimonio nascosto in parecchie società off-shore domiciliate alle Isole Vergini. Quando Margherita, nel corso dei dodici mesi di trattative con la madre per l’emersione e la spartizione del «tesoro estero», fece chiedere dai suoi avvocati qual era la struttura e la composizione dei trust racchiusi nella Alkyone, John Elkann avrebbe riferito all’avv. Emanuele Gamnaqueste inquietanti parole: «Non vi daremo mai quelle società e i loro conti perché voi non dovete vedere le operazioni che vi sono passate».

Che cosa c’era da nascondere? Quali operazioni «passavano» per quelle società? Purtroppo i magistrati milanesi non hanno approfondito questo interessante aspetto che porta ad avanzare ipotesi e scenari di ogni tipo, anche i più inquietanti. Né le domande sono state poste a Gabetti e Grande Stevens (e nemmeno a Maron visto che la rogatoria per interrogarlo è stata respinta dalle autorità svizzere). I tre risultavano come «protectors» (protettori) della Alkyone Foundation e hanno regolarmente apposto la loro firma allo statuto costitutivo e soprattutto hanno approvato un «regolamento supplementare» dello stesso statuto che conferisce loro poteri e benefici non indifferenti.

Non è ancora finita. A un certo punto nel corso delle indagini compaiono in scena anche due strani personaggi: Orlando Bisegna e Caris Vanghetti. Essi fanno avere a Margherita Agnelli alcuni documenti che dimostrano l’esistenza di altre fondazioni e anstalt all’estero, fino ad allora sconosciute. I magistrati li interrogano due volte (9 aprile e 11 maggio 2010), ottengono notizie interessanti ma l’impossibilità di verificare il tutto, a causa della mancata assistenza giudiziaria svizzera, impedisce di conoscere il quadro completo. In particolare se, proprio nel periodo in cui i due si fecero vivi, davvero stavano andando a scadenza titoli del valore di centinaia di milioni di euro di cui Margherita, e forse anche Marella, erano state tenute all’oscuro. Chissà chi avrà intascato queste somme?

Una storia, un giallo senza fine, dunque. Con una conclusione che i due magistrati milanesi scolpiscono nero su bianco al termine del loro lavoro: «1) Non possono escludersi, almeno in linea teorica, accordi tra le persone coinvolte in questa vicenda volti a marginalizzare Margherita Agnelli sul piano economico […]; 2) deve negarsi l’“ingiustizia” del profitto avuto di mira da Margherita Agnelli, posto che la stessa, quale erede universale del padre, aveva titolo a conoscere l’ammontare del suo patrimonio in funzione di un giusto riparto con la madre».

Chissà che cosa pensa Jachi Elkann di tutto questo? E chissà se, in tutti questi anni, o prima o poi, gli è mai passata per la mente una domanda: «Vuoi vedere che hanno nascosto anche a me, oltre a mia madre, tutto il patrimonio accumulato all’estero da mio nonno?».

* * *

© Estratto dal libro di Gigi Moncalvo I caracciolo - Storie, misteri e figli segreti di una grande dinastia italiana (537 pagine,Amazon.eu, 20 euro). Il volume raccoglie le appassionanti e coinvolgenti vicende che riguardano i due principali protagonisti: Carlo Caracciolo principe di Castagneto, editore e fondatore de l’Espresso e diRepubblica, e soprattutto  Donna Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Si tratta di una sorta di prosecuzione e completamento dei due libri che l’autore ha dedicato alla saga della Famiglia Agnelli: I Lupi e gli Agnelli eAgnelli Segreti - Peccati, passioni e verità nascoste dell’ultima “famiglia reale” italiana.

 

 

L'INGIUSTIZIA E TANGENTI INFINITI NELLA STORIA DELL'UOMO.

Intelligenti come Hawking e veloci come Bolt Diventeremo superuomini La previsione di una ricerca Usa: ci trasformeremo con genetica e bioelettronica, ma rischiamo nuove ingiustizie

IL COMMANDO VENIVA DAL PAKISTAN Kashmir, bruciati nel sonno 17 militari indian

Tre morti sul lavoro in un giorno Mattarella: “Ferita per l’Italia” All’Ilva di Taranto un 25enne ucciso dagli ingranaggi: la fabbrica si ferma

BELLUNO Fecondazione con tangenti Condannato ex primario

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20.09.16

 

L'AMICO RUSSO HA PERSO IL PELO ED IL VIZIO ?

Una giungla di antenne del Kgb Così l’Urss spiava mezza Italia I documenti sottratti dall’archivista sovietico resi pubblici a Londra Intercettate le comunicazioni di politici, militari e anche magistrati

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19.09.16

 

DOV'E' L'ONESTA ?

In Emilia Romagna Nel cuore della logistica tra sfruttati e criminalità

La Rai nel mirino dell’Anticorruzione per le nomine di 12 dirigenti esterni Tra i contratti contestati quelli di Daria Bignardi e Gianluca Semprini

DOPO LA SARDEGNA, INDAGINI ANCHE IN ALTRE REGIONI Spese gonfiate, corruzione e “pagnuttelle” negli appalti per far arrivare la fibra ottica

FUGA DI NOTIZIE Indagato generale della Finanza.

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18.09.16

 

IL VALORE DELLA VITA

Filippine, ex sicario accusa il presidente Duterte “Ordinò mille omicidi”

Usa, poliziotto uccide un tredicenne nero Aveva una pistola finta.

Tir uccide un operaio che protesta Il pm: incidente. I sindacati: omicidio Piacenza, dubbi sulla dinamica. Il camionista indagato: “Non me ne sono accorto”

In Emilia Romagna Nel cuore della logistica tra sfruttati e criminalità

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17.09.16

 

SOLO LE PIATTAFORME IN MARE LI POSSONO FERMARE .

Kobler: “In Libia ci sono 235 mila migranti pronti a salpare per raggiungere l’Italia” L’inviato Onu: al Paese serve un esercito unito per garantire la sicurezza

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16.09.16

 

Il risparmio previdenziale per salvare la Patria

Quando servono soldi, non ci sono solo le imposte. Governo e sottogoverno vogliono attingere al risparmio previdenziale degli italiani: agli enti previdenziali dei lavoratori autonomi, ai fondi pensione, alle riserve delle compagnie di assicurazione ecc.

«La malsana idea di usare i fondi pensione per soccorrere le banche»
sul Fatto Quotidiano del 25-7-2016.
«Vogliono salvare le banche con le casse previdenziali»
intervista fattami dal M5S del Parlamento Europeo del 18-7-2016, di cui però consiglio di leggere il testo, perché il video lascia a desiderare.

Comunque questa volta è andata bene e la cosa è rientrata in seguito alle molte proteste. Ma è scontato che il pericolo si ripresenterà.

MPS: il male non viene tutto per nuocere

Con la crisi del Monte dei Paschi di Siena (MPS) si trovano da comprare sue obbligazioni non subordinate con rendimenti effettivi anche oltre il 3,5% lordo.
«Con il Monte dei Paschi si può ancora guadagnare. Senza diventare avvoltoi»
sul Fatto Quotidiano dell'11-7-2016.

Evasori italiani gabbati da svizzeri furbi

Una notizia per chi ha in uggia quanti avevano capitali clandestini all'estero. Alcuni gestori svizzeri, in combutta con fiduciarie italiane, continuano a fare fessi parecchi loro clienti.
«Le banche svizzere fregano gli evasori italiani: per il fisco non c'è lo "scudo"»
sul Fatto Quotidiano del 27-7-2016.

Dove mettere i soldi? Conferenza e corso

Organizzerò una conferenza pubblica a Torino nella seconda metà di settembre sulle attuali difficoltà e concrete alternative per i risparmiatori, fornendo anche informazioni sul corso di Metodi per le scelte finanziarie e previdenziali che si terrà in ottobre-dicembre all'Università di Torino. Invierò ulteriore comunicazione.

 

 

 

09.09.16

L'EXOR NON E' L'EX IFI DI G.A MA QUELLA DI GABETTI

Gabetti aveva detto ad EDOARDO AGNELLI che la sua famiglia discendeva da servitori fedeli dei Savoia. Non penso che lui  sia stato un esecutore fedele delle volontà di G.A  .

L'aspetto morale degli affari non e' una questione astratta ma dipende dagli uomini che operano.

L'ALFA ROMEO  159 non fu un errore anche se non fu un successo come la 166 , che fu affinata i sabato mattina da Cantarella sulla pista di Balocco dopo che con il collaudatore Forleo (che dalla querela Fiat mi si nega) diedi i miei input di handling a Di Giusto.

Traetene voi le conclusioni !

 

17.08.16

PERCHE' VOTARE NO AL TRASLOCO DELL'EXOR ?

AVVISO DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEA

L’Assemblea Straordinaria e Ordinaria degli Azionisti è convocata per il giorno 3 settembre

2016, alle ore 8:00, in unica convocazione, in Torino via Nizza n. 280 - Centro Congressi

Lingotto, per deliberare sul seguente

 

Ordine del Giorno

Parte Straordinaria

 Approvazione del progetto comune di fusione transfrontaliera per incorporazione di

EXOR S.p.A. in EXOR HOLDING N.V., società di diritto olandese interamente

controllata da EXOR S.p.A.; deliberazioni inerenti e conseguenti

Parte Ordinaria

 Integrazione dell’autorizzazione in materia di acquisto e disposizione di azioni proprie;

deliberazioni inerenti e conseguenti

 

 

VOTO NEGATIVO , per tutti i punti all’odg  

perché:

Ø      Appare immotivata la proposta di fusione in quanto sia il trasferimento all’estero di Exor sia la sua modalita’ sono stati  ampiamente  sperimentati da FIAT FIAT Industrial e Ferrari con notevoli danni per gli azionisti.

Ø      Basti solo considerare il calo borsistico avvenuto per i titoli citati per la mancanza di contedibilita’.

Ø      La struttura in cui avrebbe sede Exor non e’ significativa : Hoogoorddreef 15, 1101 BA Amsterdam (Olanda), quindi non motiva il trasferimento per di piu’ fatto con una tecnica elusiva rispetto alla Exit Tax che le societa’ che si trasferiscono all’estero dovrebbero pagare, ma che di fatto non pagano per una benevola interpretazione dell’operazione da parte della Agenzia delle Entrate.

Ø      Votando negativamente si ha quindi diritto al diritto di recesso : il diritto di recesso ex articolo 2437, comma 1, lettera c) codice civile ed ex articolo 5 decreto legislativo 108/2008 al prezzo di liquidazione di euro 31,2348 (trentuno virgola duemilatrecentoquarantotto) per ciascuna azione.

Ø      Per cui considerando che la quotazione del titolo i prospettiva potra’ seguire i calo avvenuto sia per FIAT sia per Ferrari e’ consigliabile chiedere il recesso comunque, anche se si vuole evitare l’operazione di fusione, in quanto  il perfezionamento è condizionato, tra l’altro, al fatto che l’ammontare in denaro da pagarsi agli azionisti, che abbiano esercitato il diritto di recesso e ai creditori di EXOR S.p.A. che abbiano proposto opposizione alla fusione, non ecceda complessivamente l’importo di Euro 400 milioni.

Ø      Per cui chiedendo il recesso, dopo aver votato negativamente in assemblea, si hanno 2 opzioni entrambe percorribili : incassare 31 euro per azione  o non fare passare la delibera di fusione che danneggerebbe gli azionisti di minoranza.

Ø      Altro danno della fusione sarebbero i costi d’assemblea all’estero sia per la società sia per gli azionisti.

 

 

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Procedura di sollecitazione

 

Avviso agli azionisti

Exor  S.p.A.

 

ai sensi dell’art. 136 del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 di attuazione del decreto legislativo 58/98.

Premessa

L'art. 136 del Regolamento Emittenti stabilisce che chiunque intenda promuovere una  sollecitazione di deleghe trasmette un avviso alla società emittente, che lo pubblica senza indugio sul proprio sito internet, alla Consob, alla società di gestione del mercato ed alla società di gestione accentrata delle azioni.

 

Il presente avviso è redatto da Marco BAVA, soggetto promotore di una sollecitazione - ai sensi dell'Art. 136 del Testo Unico della finanza - con riferimento all'Assemblea degli Azionisti EXOR convocata per il giorno 03.09.16 alle ore 08.00, in unica convocazione, in Torino – Via Nizza n. 280 - Centro Congressi Lingotto

 

 Il presente avviso è stato trasmesso alla società emittente (EXOR spa) alla Consob, alla società di gestione del mercato (Borsa Italiana SpA) ed alla società di gestione accentrata delle azioni (Monte Titoli SpA) in data 17.08.16

Ø      Il presente avviso contiene le informazioni richieste dal comma 2 dell'articolo 136 del Regolamento emittenti, ovvero:

 

Ø      Dati identificativi del promotore

 

          Il promotore della raccolta deleghe è Marco BAVA nato a Torino il 07.09.1957, (cf.BVAMCG57P07L219T). 

E’ laureato in Economia e Giurisprudenza , praticante legale abilitato, e mediatore ed arbitro civile.

 

          Il promotore è domiciliato, per gli effetti della presente sollecitazione al seguente      indirizzo: c/Marini  str.S.Martino 48/5 10090 Castiglione T.se fax:0119609313  tel:3893399999.

mail:

ideeconomiche@pec.it;

marcobava@pec.ordineavvocatitorino.it ;

 

Sollecitazione delle deleghe degli azionisti EXOR SPA su tutti i punti all'Ordine del Giorno dell'Assemblea Straordinaria e Ordinaria degli Azionisti è convocata per il giorno 3 settembre 2016, alle ore 8:00, in unica convocazione, in Torino via Nizza n. 280 - Centro Congressi Lingotto.

 

Ø      Società emittente le azioni per le quali viene richiesto il conferimento della delega

 

 

EXOR S.p.A.

 

Società per Azioni

Sede in Torino, Via Nizza n. 250

Capitale Sociale Euro 246.229.850

Iscritta nel Registro delle Imprese di Torino n. 00470400011

 

Ø      Per la:

 

          L’Assemblea Straordinaria e Ordinaria degli Azionisti è convocata per il giorno 3 settembre 2016, alle ore 8:00, in unica convocazione, in Torino via Nizza n. 280 - Centro Congressi Lingotto, per deliberare sul seguente

 

Ordine del Giorno

 

Parte Straordinaria

Approvazione del progetto comune di fusione transfrontaliera per incorporazione di

EXOR S.p.A. in EXOR HOLDING N.V., società di diritto olandese interamente

controllata da EXOR S.p.A.; deliberazioni inerenti e conseguenti

 

Parte Ordinaria

Integrazione dell’autorizzazione in materia di acquisto e disposizione di azioni proprie;

deliberazioni inerenti e conseguenti

 

Modalità di pubblicazione del prospetto e del modulo di delega nonché il sito internet sul quale sono messi a disposizione tali documenti: nei termini e nelle modalità di legge, comunque dal 17.08.16. sui siti

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Ø      data a partire dalla quale il soggetto a cui spetta il diritto di voto può richiedere al promotore il prospetto e il modulo di delega ovvero prenderne visione presso la società di gestione del mercato:  17.08.16.

 

Ø                le proposte di deliberazione per le quali si intende svolgere la sollecitazione sono tutte quelle all’ordine del giorno

 

Ø                Il prospetto e il modulo, contenenti almeno le informazioni previste dagli schemi riportati negli Allegati 5B e 5C, sono pubblicati mediante la contestuale trasmissione alla società emittente, alla Consob, alla società di gestione del mercato e alla società di gestione accentrata nonché messi a disposizione senza indugio sui siti internet

 

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Ø      La società di gestione accentrata informa, senza indugio, gli intermediari della disponibilità del prospetto e del modulo di delega.

 

Ø      Ai sensi del comma 5 dell’art.136 del Regolamento emittenti il promotore consegna il modulo corredato del prospetto a chiunque ne faccia richiesta .

 

Ø      Ai sensi del comma 6 dell’art.136 del Regolamento emittenti ogni variazione del prospetto e del modulo resa necessaria da circostanze sopravvenute è tempestivamente resa nota con le modalità indicate nel comma 3 del medesimo articolo.

 

Ø      Il promotore non intende richiedere :

a) alla società di gestione accentrata, i dati identificativi degli intermediari partecipanti sui conti dei quali sono registrate azioni della società emittente nonché la relativa quantità di azioni;

b) agli intermediari  i dati identificativi dei soggetti, cui spetta il diritto di voto, che non abbiano espressamente vietato la comunicazione dei propri dati, in relazione ai quali essi operino come ultimi intermediari nonché il numero di azioni della società emittente registrate sui rispettivi conti; i dati identificativi dei soggetti che abbiano aperto conti in qualità di intermediari e la quantità di azioni della società emittente rispettivamente registrata su tali conti;

c) alla società emittente, i dati identificativi dei soci e le altre risultanze del libro soci e delle altre comunicazioni ricevute in forza di disposizioni di legge o di regolamento.

Ai sensi dell’art.136, comma 8, del Regolamento emittenti a partire dalla pubblicazione dell'avviso previsto dal comma 1, chiunque diffonde informazioni attinenti alla sollecitazione ne dà contestuale comunicazione alla società di gestione del mercato e alla Consob, che può richiedere la diffusione di precisazioni e chiarimenti.

Infine, ai sensi del medesimo art.136, comma 9 le spese relative alla sollecitazione sono a carico del promotore.

Torino 17.08.16                                             Marco BAVA

 

  PROS EXOR   DEL EXOR  EXOR DOM RISP EXOR  VERB ASS STR  VER AS ORD  CHIUS SOLL

 

LA ROULETTE DELLA GIUSTIZIA ?

Pelaggi, l’avvocato innocente scagionato solo dopo tre anni.

La Procura della Cassazione avvia un’indagine disciplinare sui magistrati

Scandalo Vw, un avvocato tentò di distruggere prove.

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16.08.16

 

LA REPUBBLICA ITALIANA FONDATA SUL BROGLIO ELETTORALE

A Crotone va in scena lo spoglio farsa dopo una settimana non è ancora finito. Pubblicati e poi cancellati i voti alle 25 liste: troppe anomalie Ricorso al Tar. È caos schede anche a Roma.

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15.08.16

 

IL CANCRO PAGA

ªIl 40% dei tumori si può prevenire ma mancano le politiche sanitarieº

L’agenzia Iarc per la lotta al cancro:ºTroppi interessi in giocoº

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14.08.16

 

LA TORTA E' FINITA

Raddoppia il numero delle famiglie in povertà assoluta: sono 1,5 milioni

Confcommercio: questa recessione è peggio della crisi del 1929

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13.08.16

 

FINZIONE E REALTA'

I russi rubano a Hillary informazioni su Trump .Gli hacker del Cremlino violano i database dei democratici

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12.08.16

 

NEGLIGENZA CENSURABILE ?

Il Csm: 50 mila sentenze non eseguite a Napoli.

REGGIO CALABRIA, POLEMICA SUL MAGISTRATO CHE NON SCRIVE LA SENTENZA DA 11 MESI

Giudice in ritardo, mafiosi liberi. Ministro e Csm aprono un fascicolo.

 Se io dicessi quello che penso di questi fatti sarei punito dalla magistratura come lo sono stato per aver detto che Edoardo Agnelli e' stato ucciso e che il progetto Maserati di Torino finora non ha raggiunto le previsioni . Questa e' libertà di opinione tutelata dall'art.21 della Costituzione ?

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11.08.16

 

 

LA CACCIA AI NO TAV by Torino

Studentessa viene condannata Tra i No Tav per scrivere la tesi. L’accusa: concorso morale. Il tribunale: ha sempre  scritto ªnoiº

Assolta un’altra ricercatrice: si è espressa con la terza persona

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10.08.16

 

LO STATO ILLEGALE VOTATO

Pino Torinese

ªIllegale l’Iva sulla bolletta dei rifiutiº. Pensionato fa causa al Consorzio chierese per i servizi: il giudice gli dà ragione

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09.08.16

 

 

La Rai ha un capo anticorruzione ?

L'ex capo Cariola aveva criticato la poca trasparenza nelle gare per gli appalti.

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08.08.16

 

 

EMBARGO ALLA TURCHIA DI ERDOGAN : Chiudere le frontiere ai prodotti Turchi

L’esercito della Mezzaluna è stato accusato di avere aperto il fuoco contro alcuni siriani che cercavano di entrare nel Pae-se. Le vittime sarebbero almeno 8, inclusi quattro bambini,  facevano parte di un gruppo di sessanta persone. La denuncia basata sulle testimonianze di diverse organizzazioni .

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05.08.16

 

IN ITALIA QUANDO SI SAPRA'  ?

LA LAFARGE FINANZIAVA I TERRORISTI IN SIRIA IN CAMBIO DI MATERIE PRIME

Pagava il ªpizzoº all’Isis

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01.08.16

 

Un'anima alle cose : Mauro, il fabbro-fisarmonicista che dà un suono ai campanacci

Aosta, le ªopereº dell’artigiano sono intonate: ªOgni essere vivente, mucca o capra, ha una musica interiore distinta da tutti gli altri.

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01.08.16

 

PEL ( Prodotto= Energia+Lavoro) PUO' RISOLVERE IL PROBLEMA:

RAPPORTO NOMISMA Mutui, in difficoltà una famiglia su quattro.

Non per Gioberta (Giuseppe Berta)

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31.07.16

 

MAI RIVOTARE LO STESSO SINDACO

ABANO TERME. Giro di tangenti . Arrestato il sindaco appena rieletto.

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30.07.16

 

 STIAMO ARRIVANDO AL PEL (Produzione=Energia+Lavoro) 

PIANO DI INCENTIVI IN VENT’ANNI. E I COLOSSI DELL’ENERGIA STUDIANO UNA PARTNERSHIP

Alle rinnovabili 9 miliardi di euro. Spunta un’alleanza Eni-Enel

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29.07.16

 

CARLO DE BENDETTI E' SEMPRE STATO SOLO UN FINANZIERE COME MARCHIONNE E NON UN'INDUSTRIALE COME GIANNI AGNELLI

Pignatone sente Renzi come teste insider trading sul decreto banche

L’indagine dopo una segnalazione Consob su acquisti  anomali. Coinvolto Carlo De Benedetti

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28.07.16

 

LA GIUSTIZIA TORINESE NON CONOSCE NEPPURE  I NO TAV

Marisa Meyer, 71 anni, valsusina doc, decana del movimento, è diventata il simbolo di una protesta che non arretra nonostante le bato-

ste giudiziarie, grazie ad una fotografia rimbalzata sui siti web e Facebook.

Raggiunta pochi giorni fa da una misura cautelare che la obbliga ogni giorno a mettere la firma.

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27.07.16

 

 PERCHE' IN PIEMONTE LA'NDRANGHETA E' BEN RADICATA ?

Il procuratore di Reggio: ªLa ’ndrangheta è forte grazie agli investimenti nell’economia legaleº

ªMa il territorio resta nelle loro mani Hanno risorse infiniteº

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26.07.16

 

TORINO FUORI DAL MONDO CON I SUOI BRUTTI GRATTACIELI

David Adjaye ªPer l’architettura un futuro senza grattacieliº

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22.07.16

 

Chi sono i 65 italiani braccati dall’Interpol ?

di

RAPHAËL ZANOTTI

Dopo l’arresto di Ernesto Fazzalari sono sei i latitanti indicati come i più pericolosi dalla Direzione Centrale del-la Polizia Criminale. Il più ricercato resta Matteo Messina Denaro, il boss che con i suoi 23 anni di latitanza risulta a tutt’oggi inafferrabile.Nato a Castelvetrano 54 anni fa, Messina Denaro è accusato di associazione mafiosa, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto diesplosivi, furto e altro. È considerato uno degli irriducibili della strategia delle bombe di Firenze, Milano e Roma. La latitanza di Messina Denaro, tuttavia, non è l’unica ultraventennale. A stretto giro lo segue Rocco Morabito, il 50enne di Africo che deve scontare 30 anni per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Ha fatto perdere le sue tracce nel 1994 e da allora (22 anni) non si hanno molte notizie su di lui. Sopra i vent’anni di latitanza c’è anche Giuseppe Giorgi, 55 anni della provincia di Reggio Calabria. Lo si cerca dal 1995, deve scontare17 anni per associazione mafiosa, traffico di droga, armi, estorsioni e omicidi. Quindi  Attilio Cubeddu, 69 anni, sardo dell’Anonima Sequestri.

Una sera del 1997 non è rientrato in carcere, e da allora è alla macchia. È accusato di sequestro di persona, omicidio e lesioni gravissime.

Quindi Giovanni Motisi, palermitano latitante da 18 anni, accusato di omicidio, strage e associazione mafiosa. Infine Marco Di Lauro, il più giovane del gruppo: 36 anni appena e latitante da quando ne aveva 25, è accusato di associazione mafiosa.

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20.07.16

 

GLI UMANOIDI AL POSTO DEL CANE ?

In vendita  negli Stati Uniti: Cozmo, il piccolo robot in grado di capire le emozioniè un giocattolo, ma riesce a ªleggereº

gli stati d’animo sul viso di chi parla e a comportarsi di conseguenza

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20.07.16

 

LE TASSE PER PAGARE IL DEBITO PUBBLICO CHE FORAGGIA LE TANGENTI

ªGli italiani pagano 28 miliardi di tasse in più rispetto alla media europeaº  La denuncia di Confartigianato: per le imprese prelievi record

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19.07.16

 

 

E' L'INIZIO DELLA FINE

Dichiarazione di FCA in risposta ad alcuni report di stampa In replica a quanto riferito oggi da talune fonti di stampa, FCA conferma di aver prestato la propria collaborazione in una inchiesta della Securities Exchange Commission in merito ai dati relativi alle vendite da concessionari a clienti finali negli Stati Uniti. Nelle sue relazioni finanziarie annuali e trimestrali, FCA riporta i ricavi sulla base delle sue spedizioni a concessionari e clienti e non sulla base delle unità riportate come vendute a clienti finali dai concessionari. Richieste in merito a questioni simili sono state recentemente formulate dal Department of Justice statunitense. FCA presterà piena collaborazione a queste indagini.

18.07.16

 

ABELE CONTINUA A MORIRE

L’ALLARME UNICEF : Entro il 2030 69 milioni di bambini a rischio morte.

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17.07.16

 

IL SUICIDIO UMANO

Ogni giorno cemento su 25 metri di costa. Legambiente: danno irreversibile. E un terzo delle spiagge è vittima dell’erosione

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17.07.16

 

 

ERDOGAN E' LA TURCHIA, LA TURCHIA NON E' L'EUROPA

 

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16.07.16

 

AGGHIACCIANTE

Vedere il camion che procede con determinazione sulla folla a NIZZA come fosse un video game e' AGGHIACCIANTE

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15.07.16

 

La giustizia ingiusta

Ha un tumore al seno il tribunale: non può adottare .Ma per l’Inps non è abbastanza malata: negati i permessi sanitari.

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14.07.16

 

UN MONDO CHE CAMBIA NON SEMPRE IN MEGLIO

Era nata 40 anni fa Addio alla Celid: Università e Poli restano senza librerie interne . La libreria universitaria Celid ha chiuso ufficial-

mente i battenti. Il lieto fine non è arrivato. L’esperienza nata 40 anni fa da una cooperativa di studenti, che ha rifornito di testi generazioni di professori e universitari, si è conclusa: così all’interno delle università torinesi spariscono le librerie. Il liquidatore dovrà pagare i debiti e per gli 11 dipendenti licenziati è scaduto il preavviso. La resa della Celid era partita a settembre e il dito era stato puntato non solo contro la crisi, ma soprattutto contro la chiusura forzata di Palazzo Nuovo, per molti mesi, per colpa dell’amianto.

«Un mondo che finisce».

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13.07.16

 

 

L'AVVERTIMENTO

Le dichiarazioni generiche del tifoso, impiegato alla Telecontrol, hanno lasciato perplessi il pm Monica Abbatecola e il capo della mobile di Torino Marco Martino. Ma che Bucci abbia fatto scena muta o che sia stato reticente non lo ha creduto chi, subito dopo, o magari appena prima dell' interrogatorio, lo avrebbe minacciato. Questo, almeno, è il sospetto degli investigatori, che ora sono chiamati ad accertare perché, poche ore dopo la deposizione come testimone, Ciccio Bucci si sia gettato da un viadotto della Torino-Savona

lo stesso SOTTO IL QUALE FU TROVATO  Edoardo Agnelli il 15.11.2000.

Una firma che inizia con la morte del gen.Romano a cui il viadotto viene intitolato .

DENUNCIA AL COLLEGIO SINDACALE JUVENTUS ED ALLA CONSOB:

dal CORRIERE DELLA SERA DEL 11.07.16

Due testimoni: uno morto, l' altro scomparso. Entrambi decisivi per rendere esplicite le considerazioni del gip Stefano Vitelli che nella sua ordinanza scrive: «Non si può concludere senza fare riferimento al preoccupante scenario che vede alti esponenti di un' importantissima società calcistica a livello nazionale e internazionale consentire di fatto un bagarinaggio abituale e diffuso come forma di compromesso con alcuni esponenti del tifo ultrà ("voi non create problemi... e noi vi facciamo guadagnare con i biglietti delle partite").

Rocco Dominello, all' epoca 38 anni, figlio di Saverio, appartenente alla cosca Pesce/Bellocco di Rosarno (il gotha della 'ndrangheta), si offre di fare da mediatore. Non chiama un criminale, né un picchiatore da stadio. Telefona ad Alessandro D' Angelo, «security manager» della Juventus. «Io voglio che voi state tranquilli e che noi siamo tranquilli e che viaggiamo insieme, allora se il compromesso è questo a me va bene! Se gli accordi saltano, ognuno faccia la propria strada». Gli accordi sono: la società (o almeno alcuni suoi dirigenti apicali) concede i biglietti che gli ultrà (o la criminalità) sfruttano per il bagarinaggio; in cambio, ottiene la calma nei rapporti con i tifosi.

Secondo l' inchiesta della Procura di Torino, tra le tribune di quello stadio, si sarebbero invece intrecciati, tra 2013 e 2014, torbidi accordi tra alcuni dirigenti della società (non indagati), ultrà e 'ndrangheta.

Il 23 ottobre 2013 si gioca Real Madrid-Juve (Champions League). E qui emerge una figura chiave dell' inchiesta. Fabio Germani: fondatore di «Bianconeri d' Italia», organizzazione no profit di tifosi. È lui che ha accreditato il giovane Dominello ai piani alti della Juve. Ed è sempre lui che, prima della partita di Champions, contatta Giuseppe Marotta, amministratore delegato bianconero. Marotta fa avere a Germani una busta di biglietti, recapitata all' hotel «Principi», raccomandando «massima riservatezza». Negli stessi giorni Dominello smercia 10 biglietti e se li fa pagare (750 euro) con un assegno intestato alla Juventus, più 200 euro in contanti, che sono il suo guadagno.

Storicamente i gruppi ultrà hanno una primaria fonte di guadagno. Quando le partite sono da tutto esaurito, hanno comunque i biglietti. Potere e guadagni che solo le società possono concedere (o meno). Secondo i pm e il gip torinesi, in questo caso è stata direttamente la 'ndrangheta a «fondare» un gruppo ultrà (i «Gobbi») per entrare nel business del bagarinaggio. Ma ogni tanto qualcosa va storto.A gennaio 2014 un tifoso manda una mail alla Juve lamentandosi di aver pagato 640 euro un biglietto per Juve-Real Madrid. La società scopre che quel tagliando rientra nella quota «nera» trattata da Rocco Dominello. Allora Stefano Merulla, responsabile «ticket office» del club, chiama il suo contatto Germani e si lamenta: «L' hai portato tu e l' hai presentato in un certo modo... non so che mestiere faccia, ma ho la percezione che abbia un' influenza abbastanza forte nella curva.
 

Come dire: lucrare sì, ma con cautela. Dalle carte si comprende che alcuni dirigenti della Juve probabilmente non avevano idea dello spessore criminale dell' interlocutore. Il security manager però, spiega il gip, «trovava comunque un espediente per aggirare i divieti ufficiali a favore di Dominello».

Il 15 febbraio 2014, in un bar di via Duchessa Jolanda a Torino, gli investigatori seguono un incontro tra Germani, Dominello e Marotta. Secondo la ricostruzione, i tre parlano di un provino alla Juve per il figlio di Umberto Bellocco, del clan di Rosarno (il ragazzo non verrà preso).
Per entrare nella curva dello Stadium, il picciotto Giuseppe Sgrò ha avuto il benestare del padrino e rassicura i suoi sottoposti: «Noi abbiamo le spalle coperte, abbiamo i cristiani che contano». Gli uomini della 'ndrangheta organizzano anche una «tavola rotonda» con gli altri ultrà per sancire il loro ingresso. Per un interesse che, di calcistico, non ha nulla: «Non ho un ca... da fare e mi butto dentro gli stadi. Se prendiamo soldi, che ca... me ne frega a me?».

 

Io non intendo suicidarmi ed eventuali incidenti potrebbero non essere causali. Mb

 

 

 

UN FINTO MINISTERO DELL'AMBIENTE

La Corte di giustizia europea  chiede all’Italia 113 milioni l’anno per la mancata bonifica delle discariche, lo Stato paga  un finto ministro dell'ambiente . Coinvolte 18 regioni, la Campania è maglia nera.

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11.07.16

 

QUALE FUTURO PER TELECOM ITALIA ?

ªManager mediocri e aziende in saldoº Così Parigi vive la campagna d’Italia

Da Parmalat a Generali fino a Telecom, prosegue l’assalto dei francesi che conquistano ruoli di vertice e scalano le nostre società giudicandole deboli .

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10.07.16

 

 

SATANA E' UN TERRORISTA

Tredicenne israeliana accoltellata in casa: assassinata da un terrorista mentre dormiva. .

 LA BAMBINA VIVEVA IN UN INSEDIAMENTO IN CISGIORDANIA. UCCISO IL KILLER PALESTINESE: AVEVA 17 ANNI

Dall’Isis egiziano Ucciso prete copto. 

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09.07.16

 

IL PROBLEMA IMMIGRAZIONE CONTINUA , ANCHE SE RENZI LO IGNORA

Alta tensione a Ventimiglia, Migranti, assedio al confine

SETTECENTO PROFUGHI ASPETTANO DI ENTRARE IN FRANCIA

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08.07.16

 

Ci dicano i servizi segreti cosa abbiamo da temere dal ricatto egiziano ?

l ministero degli Esteri del Cairo dopo la conferma, nel decreto missioni, del blocco delle forniture di pezzi di ricambio per i caccia F16 egiziani: "Conseguenze anche sulla lotta all'immigrazione clandestina nel Mediterraneo e in Libia

 

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07.07.16

 

LA REGINA E' PER IL BREXIT

Brexit, il silenzio assordante di Elisabetta ªÈ il simbolo dell’unità, perché non parla?º Velenoso attacco alla regina sul repubblicano ªThe

Observerº ªPer la morte di Diana disse che era uno choc, può ripeterloº

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06.07.16

 

La Appendino spero non sia la Raggi !

Il Manuale Cencelli del M5S .La corrente Lombardi e la zona grigia contro Virginia

Documento esclusivo: Urbanistica, Patrimonio, Bilancio tutti i nomi nelle Commissioni per accerchiare la Raggi.

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05.07.16

 

LA CHIMERA DELL'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA 

Primo incidente mortale su un’auto senza pilota . È avvenuto in Usa, i sensori della Tesla non hanno

visto un camion . Fra i dubbi anche quello sulla responsabilità legale dell’accaduto.

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04.07.16

 

La canapa può contribuire all'economia

La canapa nell’edilizia abbatte la bolletta termica

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03.07.16

 

EGITTO+TURCHIA+CINA DALLA GUERRIGLIA ALLA GUERRA ?

L’addio amaro del generale . Lascia Bertolini, capo delle missioni all’estero ªNon illudiamoci, la realtà non è quella dei talk s
howºªPreparatevi alla guerraº.

Gli scontri tre giorni fa a  Sesto Fiorentino circa 300  cinesi si sono  scontrati con le forze dell’ordine che controlla-
vano il lavoro in un capannone.Bastoni e mazze Così le ronde cinesi si fanno giustizia Prato, picchiatori contro ªneriº, ªzingariºe per proteggere le proprie attività criminali.

La procura di Prato ha intercettato le conversazioni tra i cinesi che hanno scatenato le spedizioni punitive. Frammenti di più che esplicite «Ci sono diversi miei amici che vogliono uscire, loro tutti sanno che io sono il più forte di Prato, quindi se ci sono io anche tutti gli altri verranno, tutti dicono che non serve una grande quantità di persone, bastano alcuni di quelli che sanno picchiare bene»

 

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02.07.16

 

EGITTO=TURCHIA=CINA: NUOVE ELEZIONI .

LA CRISI EU CAUSATA DALL’ECCESSIVO ALLARGAMENTO DI PRODI.

SE ENTRA LA TURCHIA ESCE L’ITALIA .

Il governo egiziano «insoddisfatto»  Caso Regeni, gelo Roma-Cairo dopo lo stop alle forniture militari

Turchia più vicina all’Europa . Ripartono i negoziati per l’adesione. Aperto il capitolo su aspetti finanziari e bilancio. Ma Bruxelles spinge sui diritti. E il presidente di turno slovacco frena: non vedo un consenso per andare oltre ªSì all’ingresso di Ankara Isolarla è da masochisti Il ministro Gentiloni: ªDieci anni di porte chiuse  non hanno aiutato Se Londra vuole il mercato unico deve accettare i principi Ueº.

A SESTO FIORENTINO Fra i cinesi in rivolta vogliamo più sicurezza Un controllo dell’Asl in un capannone scatena la protesta ªFurti e vessazioni continue, lo Stato non ci protegge".

E noi da chi siamo protetti da Egitto, Turchia e Cina ?

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01.07.16

 

USIAMO L'ESERCITO CONTRO I CINESI ?

FIRENZE Controlli dei carabinieri tafferugli con 300 cinesi.

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30.06.16

 

DOPO L'EGITTO ATTENZIONE ALLA TURCHIA

Dopo che il Senato blocca gli aiuti militari all’Egitto, blocco ai finanziamenti europei alla Turchia ?

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29.06.16

 

DOPO LA TURCHIA, LA FRANCIA, LA SPAGNA ED IL BELGIO L'ITALIA  ?  SPOSTIAMO LA CAPITALE A MILANO NELL'EXPO 15 ?

L'Egitto non ci e' amico per la morte di Regeni, la violenza dell'Isis avanza verso l'Europa, l'esagerazione porta all'esasperazione , ROMA ha perso di autorevolezza, e non risolverà mai i suoi problemi e del paese, se no non avrebbe altri soldi da spartire. Per cui possiamo solo spostare la capitale a Milano con i ministeri ed il  parlamento all'expo 15

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28.06.16

 

Borsellino denunciò il legame fra mafia ('ndrangheta) e l'economia legale, che  diventa sempre più forte con la crisi economica.

Il procuratore di Reggio: ªLa ’ndrangheta è forte grazie agli investimenti nell’economia legaleº .  ªMa il territorio resta nelle loro mani Hanno risorse infniteº

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27.06.16

 

IL CONDOMINIO UCCIDE : TROPPA CONCENTRAZIONE SOCIALE AUMENTA L'ESASPERAZIONE.

Palermo Lite per i panni stesi uccide il vicino di casa . Andavano avanti da tempo le liti condominiali . Ieri pomeriggio Urla e aggressioni si scatenavano per i panni stesi, il volume della musica e l’acqua usata per lavare il balcone.

Perché nessuno ha tutelato i diritti di chi ha sparato per l'esasperazione ?

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26.06.16

 

 

IL PD RISSOSO E VENDICATIVO CONTRO TORINO SULLE NOSTRE TESTE E CON I NOSTRI SOLDI ESPOSITO=STALIN.

L’attacco di Esposito alla sindaca di TORINO ªSe cambiano i progetti a rischio i finanziamentiº  l vicepresidente della Commissione Trasportin ªSe cambia il tracciato addio ai fondi per la linea 2 del metróº Esposito (Pd) al M5S: stop slogan, diano risposte rapide.

Il bando è legato al  percorso, per rifarlo ci  vorrebbero almeno 12 mesi, i fondi non si  possono congelare  Nel piano del governo  c’è la linea 2 del metrò, se si cambia progetto  si dovrà aspettare una nuova pianificazione.

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25.06.16

 

 

LA POLITICA SEMPRE PIU' LONTANA DALLA REALTA'

Regione Piemonte : Rifiuti in discarica tariffe più care, cosi aumenteranno le discariche abusive.

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24.06.16

 

UNA FAMIGLIA EUROPEA DA CUI GUARDARSI

Scandalo intercettazioni in Spagna ªMinistro cospirò contro gli indipendentistiº

A quattro giorni dalle elezioni bufera  Partito Popolare di Rajoy

LA LAFARGE FINANZIAVA I TERRORISTI IN SIRIA IN CAMBIO DI MATERIE PRIME

Pagava il ªpizzoº all’Isis Azienda francese nel mirino.

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23.06.16

 

LE POTENZIALITA' DI MAMMA APPENDINO

Credo che il nuovo portavoce del sistema Torino sia Carbonato che da buon piemontese ha venduto la sua azienda ai cinesi ed e' presidente di papà Appendino ma non della figlia perché le mamme fanno  :

- VENEZIA Mamma salva neonato abbandonato;

- Combattono le mense scolastiche da incubo . Irregolarità in una su quattro .Il Nas: cucine sporche, cibi alterati e alimenti senza etichetta;

- Ma sopratutto educano i figli anche a dispetto dei padri :  Martello, chiodi , colle e vernici ªPiccoli Geppettoº crescono Alessandria,bambini tra i 6 e i 12 anni a un corso per falegnami.

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22.06.16

 

RENZI PINOCCHIO.

Nel 2015 record di sfollati. Più della popolazione italiana Il rapporto Unhcr: 65,3 milioni di persone costrette alla fuga.

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21.06.16

 

 

ERDOGAN PRENDE I SOLDI EUROPEI PER FARE IL KILLER ?

La denuncia delle Ong: tra le vittime 4 bambini.

Turchia, le guardie di frontiera sparano sui profughi siriani: 8 morti

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20.06.16

 

L'EGITTO BUCO NERO DEL MEDITERRANEO
L’Egitto condanna Morsi all’ergastolo per spionaggio a favore del Qatar. È IL QUARTO PROCESSO A CARICO DELL’EX PRESIDENTE La sede di Al-Jazeera al Cairo è stata chiusa dopo l’ascesa al potere del generale Abdel Fatahal-Sisi, che ha messo fuori legge i Fratelli musulmani. Per l’ex direttore delle news del canale in Egitto, Ibrahim Mohammed Hilal, e per il giornalista Alaa Omar Alaa Sablane, è arrivata invece ieri la pena capitale per spionaggio. A morte è stata condannata anche un’altra reporter, di Asmaa al Khateib, del network Rasd, vicino ai Fratelli musulmana. Ed intanto la verità su Regeni si allontana sempre di più per colpa di Renzi che protegge gli interessi dell'Eni.

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19.06.16

 

QUESTA E' LA TORINO  DI OGGI :

Cede un tombino
chiude il sottopasso
aperto al traffico
solo due giorni fa
Diventa un caso
l’inaugurazione
Il Comune: «I lavori
erano finiti.

E LA FIAT NON HA NESSUNA AUTO IBRIDA OD AD IDROGENO .

In volo attorno al mondo senza un goccio di carburante . Domattina l’aereo Solar Impulse 2 potrebbe partire  per l’ultima tappa.
Giallo nei cieli: cade un drone . C’è l’ipotesi sabotaggi. PRODOTTO DALLA PIAGGIO, ERA DECOLLATO DA TRAPANI LO
SCORSO 31 MAGGIO.

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18.06.16

 

FRANCESCO DEL VATICANO INIZIA AD AVVICINARSI A FRANCESCO D'ASSISI

L’assegno argentino che fa infuriare Francesco:  Respinta una donazione del governo: il Papa teme strumentalizzazioni.

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17.06.16

 

La Orlandi cosa fara' ?

Nichelino Poco lavoro e debiti col fisco artigiano si toglie la vita.

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16.06.16

 

VALE DI PIU' REGENI O IL PETROLIO EGIZIANO ?

BRUXELLES I genitori di Regeni:ªL’Ue isoli l’Egittoº

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15.06.16

 

 

RUSSIA ED OCCIDENTE SONO COMPATIBILI ?

IN SETTIMANA I MINISTRI METTERANNO A PUNTO I DETTAGLI PER IL DISPIEGAMENTO DELLE TRUPPE. USA, GERMANIA, LETTONIA E REGNO UNITO AVRANNO IL COMANDO Nato, quattromila soldati davanti alla Russia.

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14.06.16

 

UNA COMMUNION PER SUPERARE UNA UE SEMPRE PIU' TARGATA EST

L'errore di Prodi di allargare l'Ue ad est può essere superato con la Costituzione della COMMUNION , nonostante la terza visita in Romania di Mattarella in un anno, dove gli imprenditori esportano il lavoro dalle fabbriche che chiudono in ITALIA.

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13.06.16

 

 

Rumeni Albanesi e Cinesi ci assumeranno .

Il buonismo degli italiani dopo la tolleranza per l'espasionismo dei rumeni , albanesi e cinesi ci porterà ad una inversione di ruoli a causa della nostra comoda accondiscendenza e alla fuga all'estero di giovani e vecchi per una classe politica corrotta incapace ed ignorante.

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12.06.16

 

 

Come si e' ripagata la campagna elettorale di FASSINO quando ha vinto, e come lo farà ora che perderà ?

Fassino ha vinto 5 anni fa per mancanza di alternative che oggi invece ci sono. Gli interessi in gioco tra urbanistica , fondazione bancaria S.PAOLO, e municipalizzate Iren, sono enormi. Gli uomini del Pd sono nei gangli di potere con professionalità pari a 0 basti il solo esempio della distruzione delle ACQUE POTABILI. Quanto tempo ci vorrà per togliergli un potere ingiustificato ed immeritato ? e come lo si potrà fare con un presidente di Regione privo di autonomia d'azione da sempre ? siamo forse all'inizio di un rinnovamento vero della città della Regione del Paese ? la violenza verbale e comportamentale della Fassino & C avrà toni e consegue inimmaginabili da foibe del 2016. Questo e' il vero volto di Fassino-Chiamparino e del PD finora coperto dalla iena rides Renzi. 

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11.06.16

 

Perche' la Brexit non ci sara'

Molte scelte politiche sono apparentemente democratiche , spesso i referendum appaiono scelte della maggioranza , quando di fatto le scelte sono fatte da una minoranza, che si autodefinisce illuminata. La maggioranza degli Inglesi uscirebbe dall'EU ma la sua classe dirigente non glielo permetterà perché ci perderebbe potere politico ed economico. TANTO IL REFERENDUM METTERA' A TACERE TUTTO E TUTTI.

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10.06.16

 

QUESTA E' L'AMERICA :

Così Google usa i big data per fare campagna pro-Clinton Assange svela l’impegno del colosso web in campagna

elettorale.

Abu Omar, l’ex agente Cia sarà estradata .Sabrina De Sousa: per me né grazia, né garanzie ªFinirò in galera e sono delusa . Abbandonata dal mio governo. L’ex agente Cia ha  accusato il Segretario di Stato di allora Condoleeza Rice e i vertici  della Cia in Italia.

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09.06.16

 

 

AL SALONE DELL'AUTO DI TORINO PIACE MOLTO LA FIAT 124: BRAVO ALTAVILLA !

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08.06.16

 

 

I SERVIZI SEGRETI SONO IN VENDITA AL MIGLIOR OFFERENTE ?

Una spia tra i fedelissimi di Saddam .

Ecco come Israele distrusse l’Osirak.

Il Mossad svela l’operazione Opera 35 anni dopo il raid sul reattore nucleare

Si temono infiltrazioni di jihadisti tra i palestinesi

Blitz nel campo dei rifugiati .

Uccisi tre 007 giordani

Attacco terroristico vicino ad Amman, morti anche 3 soldati: sospetti sull’Isis.

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07.06.16

 

 

QUANTO VALE TELECOM ITALIA ?

TO.23.05.16

ASSEMBLEA TELECOM DEL 25.05.16

In riferimento alla prossima assemblea TELECOMITALIA DEL 25.05.16 si consiglia il voto negativo su tutti i punti all’odg  :

Per le seguenti ragioni:

1)     Il grande rischio di obsolescenza rete che potrebbe verificarsi con la realizzazione di nuove reti in fibra ottica che TI di fatto sta ancora procrastinando.

2)     L’alto costo della acquisizione di Metroweb che sarebbe potuta avvenire prima a costi più bassi o mai se si fosse investito prima nella rete a fibra ottica.

3)     La assoluta impossibilità di investire a costi bassi e tempi rapidi nella nuova rete in quanto la domanda e’ alta anche di altri operatori che può creare saturazione ed aumento di costi.

4)     Confermare il piano industriale di un amministratore dimissionario non ne giustifica le dimissioni o la continuità per cui si potrebbe concludere che l’azienda potrebbe essere priva di un piano industriale credibile.

5)     Inoltre il precedente piano industriale si basava su forti spese per il cambio marchio che appaiono inutili e gravose. Non si conosce l’entità’ del suo ridimensionamento reale ma il cambio di statuto fa presupporre che continui confondendo ulteriormente il mercato.

6)     L’investimento dichiarato per il cambio marchio e’ stato di 250 milioni di euro pari allo stipendio annuo di 4000 persone che invece di essere messe in condizioni di lavorare al meglio vengono mandate fuori dall’azienda , ma continuano ad essere pagate. Per tutto questo sono stati accantonati in bilancio 446 milioni  nel 2015

7)      ed altri 67 nel primo trimestre 2016 :

8)     Manca del tutto una previsione di sviluppo internazionale ad esempio in IRAN.

9)     L’incremento del possesso di Vivendi non fa presupporre strategie di sviluppo per la società in cui potrebbe confluire la stessa Vivendi con le sue notevoli perdite e senza alcun vantaggio concreto industriale per entrambe.

10) Lo sviluppo di call center esterni pone Ti a rischio di utilizzi arbitrari dei data base clienti che potrebbero quindi non essere più patrimonio esclusivo della stessa.

11) Lo stesso controllo della qualità verso la clientela  non e’ certo e controllabile.

12) Agicom ha multato TI  per milioni di euro che quindi ne drenano risorse inutilmente.

13) Inoltre tali sanzioni fanno presupporre basso livello manageriale.

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06.06.16

 

 

LA FIAT CHE NON SEMBRA

TO.23.05.16

ASSEMBLEA EXOR DEL 25.05.16

In riferimento alla prossima assemblea Exor del 25.06.16 si consiglia il voto negativo sul punto 1  bilancio, e 3 remunerazione e azioni proprie della parte ordinaria per le seguenti ragioni :

1)     Alta svalutazione delle azioni Ferrari dovuta al prelievo di risorse per circa 5 miliardi e euro

2)     Alto indebitamento e rischio  FIAT e CNH

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05.06.16

 

 

A TORINO IL CINEMA (AMBIENTE)  INTELLIGENTE CHE IN TV NON VEDIAMO:

IL MONDO DEVE SAPERE

Uno sguardo di denuncia che dall’inquinamento di mari come il Tirreno e l’Adriatico si sposta sulla terra sarda pesantemente contaminata dalle industrie petrolchimiche e sull’ecomafia che avvelena l’Italia del Centro, per arrivare a una cooperativa brasiliana specializzata nello smaltimento e riciclo dei rifiuti e descrivere infine gli effetti devastanti delle trivellazioni petrolifere in Basilicata

VIVA LA (BIO)DIVERSITÀ

Il recupero degli orsi della Luna vietnamiti torturati per estrarre loro la bile, una piccola azienda agricola nata sulle alture del Nepal, un’escursione in un ricco habitat naturale montano del Mozambico e la lotta contro i nuovi cacciatori russi per salvare una specie in via d’estinzione come la tigre siberiana: esempi concreti di salvaguardia della fragile e straordinaria biodiversità del Pianeta.

THIS CHANGES EVERYTHING QUESTO CAMBIA TUTTO

CANADA, USA 2015 - 89’ / REGIA Avi Lewis / PRODUZIONE Klein Lewis Productions, Louverture Films thefilm.thischangeseverything.org

I dati più recenti indicano che l’Occidente, con meno del venti per cento della popolazione, è responsabile di oltre il settanta per cento di tutte le emissioni globali. Dall’altra parte del mondo, i più colpiti dal cambiamento climatico hanno la responsabilità minore nella creazione di tale crisi. Ma sono proprio alcune di queste comunità, che si trovano a fronteggiare una delle più serie minacce per la sopravvivenza dell’intero Pianeta, che possono forse indicare una possibile via d’uscita, dimostrando che il riscaldamento globale non è solo una crisi, ma la nostra ultima opportunità per costruire un mondo migliore. Tratto dal libro di Naomi Klein Una rivoluzione ci salverà.

LA TRAGEDIA ELECTRÓNICA LA TRAGEDIA ELETTRONICA

SPAGNA, FRANCIA 2014 - 86’ / REGIA Cosima Dannoritzer / PRODUZIONE Media 3.14, Yuzu Productions facebook.com/ewastetragedy

Ogni anno nel mondo vengono prodotte circa cinquanta milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Il settantacinque per cento di questi rifiuti scompare dai circuiti di smaltimento, per finire in paesi come India, Cina o Africa. Il traffico illegale di questa merce è un mercato che vale miliardi di euro, a scapito dei disastrosi danni ambientali che causa. Grazie a un sistema di smaltimento europeo contraddistinto dalla mancanza di controllo e dalla corruzione, spesso capita che materiale riciclato illegalmente o danneggiato si ritrovi in settori produttivi chiave per le nostre vite, come i mezzi per il trasporto pubblico, con tutti i rischi che ciò può comportare in termini di sicurezza.

DEAR PRESIDENT OBAMA MER 1 GIUGNO CARO PRESIDENTE OBAMA

USA 2016 - 98’ / REGIA Jon Bowermaster / PRODUZIONE Oceans 8 Films dearpresidentobama.com

Dal 2008, e per tutta la presidenza Obama, le industrie legate alla trivellazione e alla fratturazione idraulica hanno proliferato in tutti gli Stati Uniti al punto che oggi sono più di venti milioni le persone che vivono a un miglio o meno di distanza da un pozzo petrolifero o di gas naturale. Un vero e proprio boom che ha coinvolto ogni tipo di classe socioeconomica, razza, credo o cultura, urbana, suburbana o rurale. Scienziati, economisti, medici e geologi ci aiutano ad analizzare il fenomeno così da convincere il presidente stesso a unirsi a chi si oppone alle trivellazioni e pensa che le fonti di energia fossili vadano lasciate dove sono, sottoterra. Prodotto e narrato da Mark Ruffalo.

GHOSTLAND TERRA FANTASMA

GERMANIA 2016 - 88’ / REGIA Simon Stadler / PRODUZIONE Cameleon Film Production ghostland-themovie.com

La vita nel vasto deserto del Kalahari dei boscimani Ju/’Hoansi, uno dei più antichi popoli del Pianeta, è radicalmente cambiata nel 1990, quando il governo della Namibia ha vietato per legge la caccia a scopo alimentare. Le terre un tempo libere e sconfinate della savana sono ora divise da recinzioni di filo spinato e il popolo una volta nomade dei Ju/’Hoansi è costretto a sopravvivere grazie alle poche sovvenzioni governative e alla scarsa generosità dei turisti più avventurosi. Da qui inizia un viaggio in compagnia di un gruppo di Ju/’Hoansi alla scoperta del mondo degli «altri», che dalla Namibia ci porterà fino in Germania.

LAND GRABBING LAND GRABBING

AUSTRIA 2015 - 95’ / REGIA Kurt Langbein / PRODUZIONE Langbein & Partner Media langbein-partner.com

I terreni agricoli stanno diventando sempre meno e quindi sempre più preziosi. Ogni anno si perdono dodici miliardi di ettari a causa del consumo del suolo e con la crisi del 2008 anche la finanza mondiale ha scoperto il valore economico globale della terra. Attraverso il land grabbing, i più ricchi del pianeta cercano di assicurarsi così una delle più importanti risorse naturali al mondo. Kurt Langbein ci guida sulle tracce dei nuovi investimenti internazionali legati all’agricoltura, mostrandoci le tragiche conseguenze vissute dalle famiglie costrette ad abbandonare le loro terre, stritolate dalle feroci dinamiche del colonialismo 2.0

WHEN TWO WORLDS COLLIDE QUANDO DUE MONDI SI SCONTRANO

PERÙ 2016 - 100’ / REGIA Heidi Brandenburg, Mathew Orzel / PRODUZIONE Yachaywasi Films

Con l’ambizione di entrare a far parte delle nazioni che contano a livello mondiale, il presidente peruviano Alan Garcia (in carica dal 2006 al 2011) ha avviato una politica estrattiva molto aggressiva indirizzata a petrolio, minerali e gas naturali presenti nel cuore della foresta amazzonica. Un intervento che ha da subito incontrato la dura opposizione della popolazione locale. Gli accorati discorsi del leader degli indigeni Alberto Pizango contro l’azione distruttrice di Garcia si sono ben presto trasformati in grida di battaglia: una contrapposizione che è degenerata in una vera e propria guerra civile con sanguinosi atti di violenza compiuti da entrambi gli schieramenti.

ATTRAVERSO LE ALPI ACROSS THE ALPS

ITALIA 2016 - 80’ / REGIA Giancarlo Bertalero, Filippo Ciardi / PRODUZIONE Associazione Attraversamenti veritaevisioni.info/ attraverso-le-alpi

Di chi sono le Alpi? E chi o cosa ne regola la vita? Ogni giorno tonnellate di merci caricate su camion e treni passano per tunnel e valichi alpini, incidendo notevolmente sulla vita dei cittadini e sull’ambiente naturale di paesi come l’Italia, la Francia, l’Austria, la Svizzera, la Germania o la Slovenia. Dall’osservazione della quotidianità di chi è vittima o protagonista di questo flusso ininterrotto, come operatori ferroviari, camionisti, automobilisti, turisti ambientali o altri viaggiatori, nasce così una riflessione sulle responsabilità della gestione del traffico alpino da parte delle aziende di trasporto, illuminata dalla bellezza di una delle più importanti catene montuose del mondo.

DEVIL COMES TO KOKO IL DIAVOLO ARRIVA A KOKO

ITALIA 2015 - 49’ / REGIA Alfie Nze / PRODUZIONE Fabrica www.fabrica.it

Ossessionato dal ricordo dello scandalo dei rifiuti tossici scaricati illegalmente trent’anni fa da un imprenditore italiano a Koko, un piccolo villaggio costiero sul Delta del Niger, il regista teatrale Alfie Nze decide di tornare in Nigeria sulle tracce di quella memoria. In patria, scoprirà uno degli episodi più gravi di furto di identità collettiva e di opere d’arte della storia moderna, noto come «saccheggio del Benin» e compiuto dagli Inglesi durante una spedizione punitiva nel 1897. A distanza di un secolo gli europei si sono macchiati di due tra gli eventi più tragici nella storia del Paese che, intrecciati tra loro, daranno vita al nuovo spettacolo di Nze. - Al termine della proiezione, incontro con il regista.

ORO BLU - CONVERSAZIONI DAL MARE BLUE GOLD - CONVERSATIONS FROM THE SEA

ITALIA 2016 - 39’ / REGIA Andrea Ferrante, Marco Gernone / PRODUZIONE Fondazione Apulia Film Commission

Ottobre 2014. Diverse compagnie straniere inviano ad alcuni comuni salentini delle richieste di prospezione petrolifera che vengono respinte con una documentazione firmata da tutti i sindaci dopo una valutazione negativa di impatto ambientale. Ma il ministero dell’Ambiente ha concesso i permessi e fissato per il 3 giugno 2015 l’indagine geofisica dell’area marina. Accompagnati dalla giornalista Tiziana Colluto, entriamo nel vivo di una vera e propria battaglia per la salvaguardia di un bene comune come l’Adriatico e lo Ionio che vede la contrapposizione tra potentissime multinazionali e chi quel mare lo conosce da sempre come Angelico, pescatore di Tricase ormai in pensione.

CHASSE, MAIN BASSE SUR LA SAVANE CACCIA, LE MANI SULLA SAVANA

FRANCIA 2015 - 52’ / REGIA Olivia Mokiejewski / PRODUZIONE Magneto Presse canalplus.fr/c-infosdocumentaires/pid3357- special-investigation.html

Quando si è scoperto che re Juan Carlos ha pagato circa sessantamila dollari per uccidere un elefante in Botswana si è rischiata una grave crisi diplomatica, mentre l’uccisione del leone Cecil ha scatenato nel 2015 violente reazioni in tutto il mondo. A scapito dell’indignazione globale sono però centinaia gli occidentali che ogni anno si recano in Sudafrica per partecipare a battute di caccia grossa, in quella che è una vera e propria branca dell’industria turistica con le sue tariffe: quindicimila euro per sparare a un leone, ottantamila per un rinoceronte. Un paese in cui l’ottanta per cento degli animali selvaggi vive su suolo privato e viene allevato proprio per essere cacciato.

COAL INDIA INDIA A CARBONE

GERMANIA 2015 - 47’ / REGIA Felix Röben, Ajay Koli / PRODUZIONE Hochschule Owl

Nella società occidentale contemporanea vige ormai un modo di produzione immateriale, in cui il lavoro fisico è stato completamente sostituito dalla tecnologia più avanzata e dagli strumenti digitali. Ci sono però dei luoghi nel mondo in cui esiste ancora una più autentica forma di produzione legata alla pura e concreta attività umana. Nelle miniere di carbone vicino a Dhanbad, in India, le persone vivono e operano in condizioni preindustriali, diventando loro malgrado un simbolo del lavoro fisico più faticoso che sembra ormai quasi invisibile, oltre che scomparso da ogni discorso sociale, in questo ventunesimo secolo tecnologicamente all’avanguardia

DEMI-VIE À FUKUSHIMA METÀ VITA A FUKUSHIMA

SVIZZERA, FRANCIA 2016 - 61’ / REGIA Mark Olexa, Francesca Scalisi / PRODUZIONE Dok Mobile, Cinédoc Films

Il 3 marzo del 2011 un potente tsunami si è abbattuto sulla costa orientale del Giappone danneggiando gravemente la centrale nucleare della prefettura di Fukushima. Un evento che ha causato numerose vittime, costringendo inoltre migliaia di persone ad abbandonare la regione. Non tutte però. Un uomo ha deciso di rimanere nella zona rossa a sfidare la radioattività, continuando, in un silenzio rotto solo dal vento, a coltivare la terra e a dar da mangiare agli animali. La sua presenza costituisce però un ostacolo alla strategia governativa che vorrebbe cancellare l’incidente dalla memoria collettiva, diventando il simbolo di un cambiamento sempre più necessario per tutta l’umanità.

FUKUSHIMA: A NUCLEAR STORY FUKUSHIMA: UNA STORIA NUCLEARE

ITALIA 2015 - 84’ / REGIA Matteo Gagliardi / PRODUZIONE Teatro Primo Studio - Film Beyond nuclearstory.com

Un viaggio di quattro anni alla scoperta della tragedia nucleare di Fukushima, che ha colpito il Giappone l’11 marzo del 2011, seguendo il giornalista di Sky News Pio d’Emilia, che ha vissuto nel paese oltre trent’anni e che si trovava a Tokyo il giorno del terremoto. Dopo aver visitato tutte le municipalità colpite dallo tsunami ed essere furtivamente entrato nella No-go Zone, d’Emilia riuscirà finalmente a raggiungere i cancelli della centrale nucleare per entrarvi solo nel 2013, scoprendo infine come Tokyo, e probabilmente l’intero Giappone, si siano salvati da una catastrofe ben più grave, grazie a un evento del tutto fortuito.

LE JEUNE FILLE ET LES TYPHONS LA RAGAZZA E I TIFONI

FRANCIA 2015 - 52’ / REGIA Christoph Schwaiger / PRODUZIONE De films en Aiguille, All You Neeed Is Prod

Nel 2013 il tifone Hayan si è abbattuto sulle coste filippine distruggendo città e villaggi: le vittime sono state oltre seimila, milioni le persone rimaste senza casa. In passato disastri naturali di questa entità capitavano una o due volte in un secolo, ma oggi il riscaldamento globale potrebbe causare un incremento nella frequenza di simili avvenimenti. Una minaccia che i filippini sono costretti ad affrontare quotidianamente. È il caso di Marinel, sedici anni, che ha deciso di sensibilizzare le nuove generazioni sui rischi legati al cambiamento climatico e che sarà accompagnata dall’attrice Marion Cotillard lungo le strade ancora devastate della sua terra a incontrare chi lavora per proteggere l’intero arcipelago. - Al termine della proiezione, incontro con il regista

 

MY HOTTEST YEAR ON EARTH IL MIO ANNO PIÙ CALDO SULLA TERRA

DANIMARCA 2015 - 58’ / REGIA Halfdan Muurholm / PRODUZIONE Dr Danmark Productio

Il 2014 è stato probabilmente l’anno più caldo nella storia del Pianeta. Un meteorologo danese decide di lasciare il lavoro con l’idea di viaggiare intorno al mondo per incontrare coloro la cui vita è cambiata completamente a causa di uno dei recenti eventi climatici estremi. Si parte così dalle Filippine devastate da Hayan, il peggior tifone che si sia mai abbattuto sull’arcipelago, per continuare nell’Inghilterra colpita dalla più grave alluvione degli ultimi settant’anni e giungere in Bangladesh, in cui i migranti per cause climatiche sono milioni. L’ultima tappa è la Florida, dove l’innalzamento del livello del mare mette in serio pericolo uno dei paesi più ricchi del mondo

POVERTY, INC. POVERTÀ & CO.

USA 2014 - 55’ / REGIA Michael Matheson Miller / PRODUZIONE PovertyCure, Acton Media, Coldwater Media povertyinc.org

OUT OF FASHION FUORI MODA

ESTONIA 2015 - 60’ / REGIA Jaak Kilmi, Lennart Laberenz / PRODUZIONE Homeless Bob Production homelessbob.ee/movies/ out-of-fashion

Viviamo in un’epoca di consumo globale con i tassi di crescita che aumentano in modo esponenziale. Una situazione drammatica che vede l’industria della moda in prima fila tra quelle meno virtuose. Le migliaia di fabbriche del Terzo Mondo non producono infatti solo vestiti per le compagnie occidentali, ma anche tonnellate di rifiuti tossici. Accompagniamo Reet Aus, giovane stilista che per le sue collezioni ha adottato il principio di riutilizzo di materiale riciclato, in un viaggio che dall’Europa e dalle piantagioni di cotone del Sud America ci porterà fino al vero e proprio epicentro della produzione di massa, il Bangladesh

 

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05.06.16

 

DA CRAXI A RENZI IL MODELLO DELLA COOPERAZIONE

POVERTY, INC. POVERTÀ & CO.

USA 2014 - 55’ / REGIA Michael Matheson Miller / PRODUZIONE PovertyCure, Acton Media, Coldwater Media povertyinc.org

 L’Occidente si pone da sempre come protagonista assoluto dello sviluppo di tutto il Pianeta. Una concezione che negli ultimi decenni ha originato una vera e propria industria legata alle cause umanitarie, in grado di muovere miliardi di dollari e che non è mai stata così florida. Anche se i risultati sono stati discutibili, se non catastrofici, e sono ormai tanti i leader dei paesi in via di sviluppo che denunciano il problema chiedendo a gran voce un cambio di direzione. Un tema sempre più urgente, e che sempre meno potremo ignorare, come emerge dalle oltre duecento interviste raccolte da Michael Matheson Miller in venti stati diversi, dal Ghana al Perù, passando per Haiti e il Sudafrica.

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04.06.16

 

SEMPRE PIÙ CORRUZIONE NELLA SANITA' TORINESE ?

Città della Salute, i privati nella gestione del nuovo polo della salute torinese:

Il Gruppo Medtronic seguirà la parte logistica. Con quali requisiti ? quale gara d'appalto ?

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03.06.16

 

 

MENTRE SI FANNO LE CITTADELLE DELLA SALUTE SI TOLGONO I FARMACI

Farmaci rimborsabili, scure delle Regioni Il piano sospeso per tre mesi: mettere all’asta quelli ªterapeuticamente equivalentiº A rischio ci sono circa 1.500 medicinali, quasi tutti innovativi e per malati cronici

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31.05.16

 

 

I POLITICI CI DANNEGGIANO. BASTA CON I POLITICI !

La Provincia di Asti voleva abbatterli a Montafia per evitare cause negli incidenti. Il paese che ha salvato i suoi cento alberi

Ricordano i nostri caduti della Grande Guerraº.

Il leghista delle spese pazze denunciato dalla moglie del pm . La donna: ªCercava un appoggio ma mi sono rifiutata.

Per ritorsione mi ha allontanata dal mio posto in Regione.

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30.05.16

 

 

ORA I TERRORISTI NON POSSONO PIÙ INVOCARE LA PROTEZIONE DI DIO .

Dopo l’abbraccio del Papa e l’Imam ªUniti contro il terrorismoº  i terroristi non possono piu' invocare la protezione di Dio . Lo storico incontro in Vaticano dopo 10 anni di gelo non e' stato ripreso dalla TV. Perche' ?

E Al-Tayyib invita Francesco: ªVenga al Cairoº, magari potrebbe servire per fare chiarezza sulla morte di Regeni.

 

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29.05.16

 

LA GIUSTIZIA NON E' DI QUESTO MONDO

Diffamazioni, pene più alte se sono colpiti i giudici e i politici .Favorevole anche il M5S. Ma c’è chi dice: legge per

la casta dei privilegiati si associa e mette il BAVAGLIO a chi dice quello che pensa su di loro.

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28.05.16

 

 

 

VIRUS ED ANTIVIRUS DAL COMPUTER ALL'UOMO

Un «superbug» che è stato esso stesso infettato con un piccolissimo frammento di Dna chiamato «plasmide» che ha trasmesso un gene chiamato «mcr-1» e' in grado di conferire resistenza al «colistin». «Questo crea una emergenza deltutto nuova - spiega lo studio condotto dal Walter Reed National Military Medical Center. E’ davvero la prima volta che viene riscontrato il fattore mcr-1 in Usa».
Nel novembre scorso, la preoccupazione era scattata quando ricercatori cinesi ed inglesi avevano trovato batteri della razza resistente al colistin in maiali e alcune persone in Cina. La razza letale di  escherichia coli- spiegano alcuni media specializzati - è stata poi individuata in altre zone dell’Europa.

Tuttto cio' secondo me potrebbe far parte di una strategia criminal-commerciale simile a quella dei virus prodotti per alimentare la domanda di antivirus e vaccini.

L’Antitrust attacca le multinazionali dei vaccini ªServe più trasparenzaº La denuncia: troppe opacità nelle politiche dei prezzi. Il mercato da 20 miliardi di dollari è in mano a 4 aziende.

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27.05.16

 

LA TRILATERALE E' BEN PRESENTE IN ITALIA

"The Trilateral Commission" si riunita in riunione plenaria da venerdì 15 a domenica 17 marzo a Roma, mi sconvolge l'ignoranza e la superficialità dei media che scrivono tutti, mainstream e non che torna in Italia dopo 33 anni. L’Italia in passato ha ospitato una riunione plenaria a Roma nel 1983 e tre riunioni europee: Venezia nel 1990, Milano nel 2000 e l'ultima volta fu a Torino il 27 ottobre 2006, a presiederla l'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi ovvio per un ex associato, ex perchè una volta presi incarichi governativi che loro stessi si assegnano devono "ufficialmente" uscirne, esempio Federica Guidi si dimise quando diventò ministro, dovrebbero poi spiegare come mai una volta usciti vanno alle riunioni o ci tornano come l' "esimio" Prof. Mario Monti. E' tutta una commedia che indica oggi una estrema vicinanza a Renzi, che la Trilaterale sostiene con evidenza :

Venerdi 15 aprile 2016
Apertura ufficiale della Conferenza dei presidenti della trilaterale

Un progetto per il futuro dell'Italia in Europa
Dove si sta dirigendo il progetto europeo?
19h15 Ricevimento ufficiale al Quirinale, ospiti del Presidente della Repubblica
Sabato 16 aprile 2016
09h00 Il Medio Oriente in subbuglio
Dove si sta dirigendo la Russia?
Le minacce nucleari & missili della Corea del Nord
Dove si sta dirigendo la Cina?
Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti
20h00 Ricevimento a Palazzo Colonna
Domenica 17 aprile 2016
09h00 Migrazioni Internationali & flussi di rifugiati
Affrontare Turbativa Digitale


12h45 Osservazioni conclusive da parte dei Presidenti della trilaterale



THE TRILATERAL COMMISSION
Gruppo Italiano

Prof. Carlo SECCHI, Chairman, Gruppo Italiano Trilateral Commission
Amb. Ferdinando SALLEO, Vice Chairman, Gruppo Italiano Trilateral Commission
-----------------------------------------------------------------
Dr. Giuseppe BONO, CEO, Fincantieri
Dr. Enrico CUCCHIANI, CEO, TGI - Thinking Global Investments Amm. Giampaolo DI PAOLA, già Ministro della Difesa e Presidente del Comitato Militare NATO
Dr.ssa Marta DASSU’, Direttore, Aspenia
Ing. John ELKANN, Presidente, Fiat Spa
Dr.ssa Patrizia GRIECO, Presidente, Enel Spa
Dr. Yoram GUTGELD, Commissario alla Spending Review (Israeliano, doppio passaporto, ex appartenente dei servizi di intelligence israeliani, primo consigliere economico dell'ebete. NdR)
On. Enrico LETTA, Dean, Sciences Po
Dr.ssa Monica MAGGIONI, Presidente, Rai
Dr. Carlo MESSINA, Consigliere Delegato e Chief Executive Officer, Intesa Sanpaolo
Ing. Andrea MOLTRASIO, Presidente del Consiglio di Sorveglianza, UBI Banca
Dr. Gianfelice ROCCA, Presidente, Techint e Assolombarda
Dr. Marcello SALA, Vice Presidente Vicario del Consiglio di Gestione, Intesa Sanpaolo
Dr. Maurizio SELLA, Presidente, Gruppo Banca Sella
Dr. Marco TRONCHETTI PROVERA, Amministratore Delegato, Pirelli Spa
Dr. Giuseppe VITA, Presidente, Unicredit Group Spa
------------------------------------------
Sen. Mario MONTI, European Honorary Chairman
Prof. Stefano SILVESTRI, European Honorary Member
Dr. Ferdinando GIUGLIANO, David Rockfeller Fellowship Program
On. Lia QUARTAPELLE, David Rockfeller Fellowship Program Dr. Paolo MAGRI, Segretario, Gruppo Italiano Trilateral Commission
 

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26.05.16

 

A TORINO LA SPESA SANITARIA VA AI COSTRUTTORI

LO STUDIO DELL’EUROSTAT: Una morte su tre si potrebbe evitare con le giuste cure . In Europa 577 mila decessi per falle nella sanità

Italia nella media.

Intanto a TORINO il Parco della Salute cambierà un pezzo di Torino. La delibera del Comune disegna il distretto intorno agli ospedali.

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25.05.16

 

L'ORIGINE DELLE TANGENTI

Buongiorno,
si inoltrano le informazioni riguardanti i limiti massimi di spesa per lo svolgimento della campagna elettorale per le elezioni comunali.
 

L’articolo 13 della legge n. 96 del 2012 ha stabilito che, dal giorno successivo a quello di indizione delle elezioni, i candidati sindaco o consigliere comunale che intendono raccogliere fondi per il finanziamento della propria campagna elettorale lo possono fare esclusivamente per il tramite di un mandatario elettorale, designato con dichiarazione scritta.

 

La stessa legge ha introdotto dei limiti di spesa per lo svolgimento della campagna elettorale per le elezioni comunali. Per i comuni con popolazione superiore ai 500.000 abitanti i limiti sono:

 

- Candidato alla carica di sindaco: “Le spese per la campagna elettorale di ciascun candidato alla carica di sindaco non possono superare l'importo massimo derivante dalla somma della cifra fissa di euro 250.000 e della cifra ulteriore pari al prodotto di euro 0,90 per ogni iscritto nelle liste elettorali del Comune”;

- Candidato alla carica di consigliere comunale: Le spese per la campagna elettorale di ciascun candidato alla carica di consigliere comunale non possono superare l'importo massimo derivante dalla somma della cifra fissa di euro 25.000 e della cifra ulteriore pari al prodotto di euro 0,05 per ogni iscritto nelle liste elettorali del Comune;

- Partito, movimento o lista: Le spese per la campagna elettorale di ciascun partito, movimento o lista che partecipa all'elezione, escluse le spese sostenute dai singoli candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale, non possono superare la somma risultante dal prodotto dell'importo di euro 1 per il numero dei cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune.

 

Al fine di calcolare i limiti massimi di spesa, si precisa che gli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune alla data del 21 aprile 2016 sono: 695.300.

 

Si coglie l'occasione pergere cordiali saluti.

 

Giovanni Bella

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24.05.16

 

 

QUALCHE PROBLEMA C'E' IN EGITTO. E di Regeni non si parla piu' !

L’ombra di esercitazioni militari dietro il disastro del volo EgyptAir .I sospetti dei piloti: le brusche manovre dell’MS804 effettuate per evitare ªqualcosaº.

E di Regeni non si parla piu' !

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23.05.16

 

Uranio impoverito, Difesa condannata : UN SUCCESSO DI STEFANO MONTANARI E ANTONIETTA GATTI.

IN APPELLO IL VERDETTO CHE DÀ AI FAMILIARI UN RISARCIMENTO DI UN MILIONE E MEZZO

Per i giudici il ministero non protesse il militare dal rischio di inquinamento da sostanze tossiche.

Dopo l'uranio impoverito toccherà a tutti gli inceneritori.

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22.05.16

 

 

ORA CHE PANNELLA NON C'E' PIU' CI MANCHERA' MOLTO NON AVERLO APPREZZATO ?

Se avessimo mai pensato che PANNELLA avrebbe potuto non esserci più probabilmente lo avremmo valorizzato di più ?

Proviamo a pensare per 1 giorno che Renzi, Salvini, Grillo, Berlusconi  non ci siano più magari solo per un naufragio su un'isola per 6 mesi.

Ci mancherebbero come Pannella ?

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21.05.16

 

DOPO  Deutsche Bank  UNINTESASANPAOLO per evitare il crack del sistema europeo.

La crisi di Deutsche Bank dopo le perdite e scandali miliardari a rischio 9 mila dipendenti Il gruppo travolto da 7800 cause. L’ira dei soci in assemblea il presidente si difende: ªNoi meglio della nostra reputazione" ma i fatti non gli danno ragione .

Intesasanpaolo puo' e deve diventare la banca di riferimento del sistema europeo .

Si pone quindi il problema che l’Italia è il Paese delle banche per cui ci sono più sportelli che farmacie per cui  troppe filiali frenano le aggregazioni  tra istituti per cui Padoan in un'intervista sostiene che  nuove aggregazioni tra gli istituti avanti con le privatizzazioni.

Io propongo UNINTESASANPAOLO per evitare il crack del sistema (by marcobava).

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20.05.16

 

DAL VUOTO DI MEMORIA AL VOTO ALLA MEMORIA DI MARCO PANNELLA , IL FRANCESCANO VERO DEUTSE

Il valore umano e politico di MARCO PANNELLA e' sempre stato indiscusso ma NAPOLITANO,  il re delle contraddizioni e dell'opportunismo, non lo ha mai eletto senatore a vita, e gli elettori non lo hanno mai votato a sufficienza per potergli dare quel potere di rinnovamento che meritava. Ricordo anche una manifestazione dove fu umiliato ingiustamente da un giovane .

Renzi dice volere cambiare il mondo , Pannella lo ha fatto.

Dal vuoto di memoria al voto alla memoria sarebbe l'unica possibile scusa che si possa chiedere ad un grande innovatore ed un grande vero credente . MARCO PANNELLA OLTRE LA FORMA HA SAPUTO INTERPRETARE IL MESSAGGIO CRISTIANO più di alcuni vescovi e cardinali , Marcinkus per citarne uno mai scomunicato dalla chiesa. Sarebbe bello e giusto che il Papa gli dedicasse una messa, magari in un carcere, fra i suoi fratelli, come un novello seguace di Francesco d'Assisi .  Ciao MARCO guascone intelligente probabilmente ti stupirai di finire  in Paradiso !

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19.05.16

 

 

LONDRA LA NUOVA SVIZZERA EUROPEA  ?

La Gran Bretagna non si e' mai integrata con l'Europa e mai lo farà  perché  oggi Pechino compra un maxi-caveau di oro a Londra da 2 mila tonnellate. Ed il suo esempio da quanti altri e' già stato imitato e lo sarà in futuro ?

 

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18.05.16

 

 

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum nella finanza

Mentre in ITALIA Bpm-Banco, annunciano che in tre anni faranno oltre un miliardo di utili e la fusione costerà qua

si 500 milioni, con profitti raddoppiati entro il 2019 in USA  Buffett  punta su Apple e Yahoo ed investe un miliardo di dollari sull’iPhone.

Due paesi , due decisioni clamorosamente sbagliate incredibili per il passato la prima ed il futuro per la seconda.

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17.05.16

 

 

Per gli Inglesi siamo solo i cani da guardia degli immigrati

I Lord inglesi contro l’Europa la missione anti-scafisti è fallita. La bocciatura della Camera Alta. Frontex: ad aprile

Più sbarchi in Italia che in Grecia. L’Ue: Non c’è una nuova rotta dalla Libiaº. Il ruolo inglese in Europa e' servito soprattutto per imporci i loro comodi, approfittando delle nostre agevolazioni dei nostri servigi da cani da guardia contro gli immigrati.

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16.05.16

 

 

FIAT 4° PRODUTTORE IN EUROPA RENAULT 4° NEL MONDO

Nissan prende il 34% di Mitsubishi per 2 miliardi il gruppo Nissan-Renault, con l’ingresso di Mitsubishi, raggiungerà i 9,6 milioni di vetture vendute a livello globale poco distante dalla General Motor.

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15.05.16

 

 

 

Dopo la PIRELLI anche la FIAT ai cinesi  che intanto desiderano auto made in occidente ?

LA STAMPA VENERDÌ 13 MAGGIO 2016 : Detroit nel quartier generale  americano di Fca, a Auburn Hills ieri è stata in visita una

delegazione cinese.

TIME: MARCHIONNE FRA I PIÙ INFLUENTI NELL’AUTO . Delegazione cinese alla Fca di Detroit.

Se Marchionne vuole vendere la FIAT ai cinesi o  a Google faccia pure tanto il futuro dell'auto mondiale si chiama Tesla.

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14.05.16

 

MA NELLE SCUOLE SI INSEGNA O DIS-INSEGNA ?

A TORINO nella  scuola elementare Coppino e' stata abolita la festa della mamma

“Fate un regalo a chi vi vuole bene”. Non capisco perché avendo a disposizione 300 giorni all'anno si debba usare la festa della mamma ?

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13.05.16

 

 

LA TENSIONE PROFUGHI-TERRORISMO E' REALE

Tra i profughi del lago Ciad dove l’Europa resta un miraggio. In pochi hanno i soldi per partire, gli altri sono bloccati nei campi in mezzo al deserto.I fondi stanziati dall’Unione europea finiscono per alimentare la corruzione.

Allarme della Casa Bianca: in Europa un’ondata mai vista di foreign fighters

Missione a Bruxelles di Lisa Monaco, consigliere di Obama per l’antiterrorismo

Washington teme che i combattenti raggiungano gli Usa: l’Ue deve investire di più.

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12.05.16

 

L'ISIS E' ANCHE FRA GLI IMMIGRATI

Gli 007 europei negli hotspot in Italia , Bruxelles invierà 150 agenti dell’antiterrorismo ne  i centri di accoglienza  per identificare possibili terroristi fra i profughi . Arrestato un reclutatore sloveno.

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11.05.16

 

 

NON CI SONO PROSPETTIVE PER IL MEDIO ORIENTE

Iraq, per l’Onu adesso è genocidio. Trovate 50 fosse comuni. L’Isis ha sterminato per mesi uomini, donne e bambini

L’inviato Jan Kubiš al Consiglio di Sicurezza: ªAtroci crimini contro l’umanitàº

 

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10.05.16

 

 

COSA SERVE LA SPESA PUBBLICA SANITARIA REGIONALE ?

Anziani dimenticati senza assegno il 50%  dei non autosufficienti

Germania e Francia hanno riformato il welfare, noi no  solo il 4% degli over 65 riceve l’assistenza domiciliare. 

Intanto c'e' un'indagine della polizia nella struttura in via Pacchiotti 4 Torino , il finto medico visitava negli ambulatori dell’Asl in accordo con gli sportellisti. Ho fatte molte denuncie sul personale sanitario che tratta i pazienti con arrogante prepotenza . Nulla ed i risultati si vedono. Orari inconcepibili, strutture inefficienti, costi ingiustificati, tutto questo sta per essere dilatato con la spesa per nuova cittadella sanitaria torinese.

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09.05.16

 

 

NON POSSIAMO TACERE ED ACCETTARE IL RICATTO TURCO DEVE FINIRE SUBITO : ESERCIZIO IMMEDIATO DEL POTERE DI VETO ITALIANO SUGLI ACCORDI CON EDOGAN.

Meglio gli immigrati che i ricatti di Erdogan.

L’affondo di Renzi contro il Sultano

ªDubbi sull’intesa sui profughi"

Turchia, spari contro il direttore del giornale anti-Erdogan. E il giudice lo condanna a 5 anni
L’uomo, Can Dundar, è rimasto illeso. A giugno era finito sotto processo per un’inchiesta che denunciava il passaggio di armi allo Stato islamico.

MARTA OTTAVIANI
ISTANBUL

Assolti dall’accusa di spionaggio, colpevoli di aver rivelato un segreto di Stato. Suona come una beffa la sentenza promulgata questa sera dal Tribunale di Istanbul contro il direttore del quotidiano Cumhuriyet, Can Dundar, e il capo della redazione di Ankara, Erdem Gul.

I due erano finiti sotto processo lo scorso giugno per aver pubblicato sul loro giornale foto e video di camion dell’intelligence turca che passava armi allo Stato Islamico. Uno scoop che era arrivato a pochi giorni dalle elezioni e che aveva fatto infuriare il presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, che aveva chiesto alla magistratura di comminare ai due giornalisti due ergastoli.

I giudici avevano successivamente accolto la richiesta del capo di Stato e dei servizi segreti di costituirsi parte civile, prima volta nella storia del Paese. La sentenza, attesa per oggi, è stata preceduta da un momento di grande tensione. Un uomo di 40 proveniente da Sivas, in Anatolia, ha cercato di sparare a Dundar, urlandogli «traditore della patria», mentre il giornalista aspettava il parere dei giudici, riuniti in camera di consiglio.

L’attentato al giornalista e la sentenza stanno già dando luogo a molte reazioni nel Paese, soprattutto sui social. In molti si chiedono dove fosse la polizia e come l’uomo abbia potuto avvicinare così facilmente il giornalista più noto e sotto controllo del Paese. La sentenza è stata definita da molto un «colpo mortale contro la libertà di stampa» e secondo alcuni avvocati non è coerente con i principi della Costituzione.
 

Ecco perche' l'Italia non puo' accettare gli accordi con Erdogan potere di veto immediato.

 

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08.05.16

 

 

 

Il km0 non solo uno slogan ma anche una realtà di sopravvivenza economica.

Prodotti stranieri e prezzi in picchiata. In Liguria scoppia la guerra delle acciughe
La Coldiretti: costretti a distruggere il nostro pescato.
La stagione delle acciughe si annuncia promettente ma fra grossisti e pescatori è subito polemica. I primi accusano i secondi di prendere troppi pesci e di rovinare il mercato, i pescatori reagiscono puntando il dito sui grossisti che comprano acciughe in Spagna e in Croazia e li costringono a buttare le italiane. Tutto comincia nella notte fra giovedì 28 e venerdì 29 aprile, quando sui mercati liguri vengono sbarcate 6000 casse di acciughe.

Basta con il saccheggio del mare e dei redditi di chi lavora.

 

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07.05.16

 

 

LE COMUNITA' STRANIERE DEVONO DENUNCIARE CHI DELINQUE PER ESSERE RISPETTATE

I predoni del Po razziano solo di notte, fanno strage di carpe e «siluri» che sfilettano e congelano sul posto, per poi scomparire prima dell’alba a bordo di furgoni, diretti per lo più in Romania.

La comunità rumena per essere rispettata dovrebbe denunciare ed espellere chi delinque distruggendo l'ambiente italiano.

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06.05.16

 



L'ONU DEVE INTERVENIRE SUBITO SULL'EGITTO PER FARE CHIAREZZA SULL'OMICIDIO REGENI

LA RIVELAZIONE NELLE EMAIL RISERVATE DEL MINISTERO  DELL’INTERNO INVIATE PER SBAGLIO
Il piano dell’Egitto contro la stampa ªBisogna censurare il caso Regeniº
Succede in Egitto proprio nel giorno della celebrazione mondiale della libertà di stampa. Per errore, il ministero dell’Interno ha inviato all’intera mailing list di giornalisti accreditati alcuni documenti, tra cui uno in cui la procura generale raccomanda «l’obbligo di non pubblicazione» di informazioni sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore friulano morto sotto tortura in Egitto oltre tre mesi fa.
I giornalisti hanno ricevuto anche quello che sembra un «piano segreto» per gestire la crisi che da domenica è in cor-
so tra il Ministero dell’Interno e il potente Sindacato dei giornalisti, da sempre al Cairo simbolo di dissenso e luogo –
dai tempi di Hosni Mubarak di manifestazioni e proteste.
A dare i dettagli di quello che potrebbe diventare un «Cairo-leaks» è il quotidiano al Masry al Youm, nato negli ultimi anni
dell’era Mubarak, quando la stampa aveva avuto un momento di relativa apertura, perso nei mesi successivi alla rivolu-
zione. Oggi l’Egitto è 158° su 200 Paesi nella lista della libertà di stampa di Reporters Senza Frontiere.
In un raid delle forze dell’ordine, domenica, due giornalisti del sindacato, Amr Badr e Mahmoud al-Sakka, sono stati arre-
stati: sono in custodia cautelare per 15 giorni. Il loro avvocato, Malek Adly, noto nell’attivismo anti-governativo del Cairo, sostiene che siano stati obiettivo del regime per i loro articoli critici nei confronti della recente cessione delle isole del Mar Rosso di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita.  La mail partita «per errore» parla di una «escalation» che sarebbe «un’azione deliberata portata a termine dal capo del Sindacato, Yeyhia al-Qalash, e diversi altri membri del Consiglio sindacale, per opporsi al ministero».
«Dobbiamo anticipare la malvagia e immediata campagna contro il ministero dell’Interno» , «È essenziale non fare passi indietro: la ritirata sarà giudicata come un errore e se c’è un errore ci sarà qualcuno da ritenere responsabile». Per questo, continua l’email, il mini-
stero deve ritenere le azioni del capo del Sindacato e dei vari membri come «illegali», e consiglia la presenza in televisione di analisti ed ex militari che sostengano il dicastero.  In Egitto la notizia è trattata come il nuovo «scandalo» che  imbarazza il regime e pure il
quotidiano governativo al Ahram ha chiesto il licenziamento del ministro Magdy Ab- del Ghaffar: «Ha commesso molti errori nell’ultimo periodo e il più deplorevole è il comportamento verso i giornalisti».
Per al Masry al Youm, l’errore racconta «lo stato confusionale in cui versa il ministero».

E' ora che l'ONU intervenga urgentemente ed ufficialmente per chiedere all'Egitto la verità costasse anche il posto ad AL SISI.

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05.05.16

 

 

 

I POVERI DI TORINO CHE FASSINO DIMENTICA

Dati Caritas: «Il 15% dei torinesi è in difficoltà» Separati e anziani soli i nuovi poveri. Sempre più difficile tornare indietro.

Ed il Sindaco Fassino non ci pensa ! 

 

mailto:nuovomodellodisviluppo@email.it

  

 

 

 

Il lavoro nobilita l'immigrato e crea ricchezza per il suo mantenimento

Gli immigrati rivitalizzano i borghi di montagna . Nuova manodopera fa rinascere l’economia Storie di successo dal Piemonte alla Calabria.

Altri immigrati che mettono entusiasmo nella loro nuova vita nell’Appennino parmense e garantiscono la sopravvivenza di un prodotto unico al mondo, il formaggio parmigiano di collina, che tanto significa per il Consorzio del Parmigiano-reggiano.

Roncobello, piccolo paese in provincia di Bergamo, una fra le zone più suggestive dell’Alta Valle Brembana, dove fanno piccoli lavori di manutenzione stradale, pulizia dei sentieri e taglio dell’erba «l’integrazione passa soprattutto attraverso il lavoro»

Storie che l’Uncem - Unione dei comuni di montagna - aveva presentato in Parlamento qualche settimana fa gli immigrati stanno
rimpiazzando la manodopera autoctona che non svolge più determinati mestieri e si stanno integrando sia nelle filiere di produzione agroalimentari, sia per quanto riguarda le manutenzioni ambientali e la cura del territorio.

Il lavoro in cambio del mantenimento nobilita gli immigrati con un ruolo di coordinamento da parte delle parrocchie.

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02.05.16

 

 

LE NOMINE PD SEMPRE PIU LONTANE DALL'INTERESSE DEL PAESE

L'ambientalista pentito CHICCO TESTA chiesto dai petrolieri al PD come ministro delle attività produttive

Nella lista dei nomi per il Consiglio di Stato ci sono due nomi pesanti dello staff di Renzi a Palazzo Chigi (Antonella Manzione, capo dell’ufficio legislativo, e Paolo Aquilanti, segretario generale) oltre a Saverio Capolupo. Nei mesi scorsi, più volte si era parlato della volontà del premier di nominare Antonella Manzione, capo dello staff legislativo a Palazzo Chigi, maliziosamente chiamata dagli avversari «la vigilessa» per i suoi trascorsi come capo della polizia municipale di Firenze.
I problemi sono due: Manzione non ha l’età per entrare nel Consiglio di Stato e soprattutto non ha il rango dirigenziale necessario. La prima obiezione potrà essere superadante generale uscente della  Guardia di Finanza, tre alti dirigenti di ministeri (Economia, Giustizia, Beni culturali) e tre magistrati, due dei quali targati Pd. La terna di toghe è una sorpresa, come la mancanza di prefetti e ambasciatori. 

L’altro elemento interessante nella lista di Renzi è dato dalla presenza di tre magistrati ordinari. Una arriva dalla
Cassazione. Gli altri due sono Doris Lo Moro e Lanfranco Tenaglia. Lo Moro è senatrice del Pd, dopo una lunga militanza nei Ds con incarichi di partito e nelle istituzioni calabresi.

Come si vede un elenco ampiamente ispirato dalla lobby Pd.

Intanto un ingorgo di petroliere negli oceani in attesa che salga il prezzo del greggio. Da Singapore al Texas, al largo ci sono 125 navi con a bordo 200 milioni di barili.

Altra lobby quella dei petrolieri sta nominando attraverso il Pd il nuovo ministro delle attività produttive : CHICCO TESTA , il miglior ambientalista pentito che i petrolieri inquinatori possono esibire.

Il tutto mentre pazienti sbagliati e terapie scambiate  negli ultimi 25 anni ha fatto crescere il numero di denunce del  300 % , a Milano e' morta una donna incinta , a Lucca tolgono i rene sano e 4 milioni di italiani sono in assoluta povertà.

Ma il PD lo votano solo i petrolieri e gli ambientalisti pentiti ?

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01.05.16

 

Il cancro della burocrazia

Mentre il petrolio va nel fiume a Genova e iI pm scrive che : ªLa società nascose gli allarmi sull’oleodotto"Un report segnalò i problemi. Indagato consulente .

L'ARPA non controlla ?

L’istituzione di 25 specialisti come task force per la caccia al fannullone che si annida tra i dipendenti della pubblica amministrazione  ne fa menzione nel decreto sulla misurazione e valutazione delle performance nella P.a. approdato ieri sera sul tavolo del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva.

Quindi altra burocrazia per combattere la burocrazia.

Non ne possiamo più intanto a Pisa c'e' stato un corteo contro il governo con scontri e feriti.

E' solo l'inizio.

 

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30.04.16

 

 

MENO RISORSE PIU' IMMIGRATI CHE DEBBONO MANTENERSI

Il governo tedesco si prepara a limitare l’accesso dei cittadini europei residenti in Germania alle prestazioni sociali.

D'altra parte la situazione in certi paesi come la SIRIA e' ben rappresentata da quanto ha fatto a giornalista embedded di «Addounia», la tv filo-governativa  del presidente siriano Bashar Al Assad, si è scattata una fotografia tra i corpi martoriati di alcuni  oppositori. Sorriso impeccabile, come la piega dei capelli biondissimi, trucco perfetto senza neanche una sbavatura e viso angelico, Kinana ha ricevuto su
Facebook 223 mila like. Non è la prima volta che la giornalista filo-regime pubblica sulla sua pagina Facebook foto dal fronte:  online è possibile vederla su un carro armato o insieme ai militari dopo un’operazione di morte.
Tutto ciò esprime in modo eloquente la situazione di vita in Siria , per cui e' ovvio che essendo impossibile viverci si faccia il possibile per andarsene.

A noi il compito di mettere a frutto queste risorse umane per produrre più che per consumare. Ecco perché i rifugiati ospitati debbono lavorare per ripagare il loro mantenimento.
 

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29.04.16

 

LA BANCA DELL'ETRURIA E' IL SECONDO FORZIERE D'ORO DELL'ITALIA

Tra i lingotti dei clienti, quelli utilizzati per il distretto industriale orafo di Arezzo, e
quelli di sua proprietà, Banca Etruria conserva 9 tonnellate e mezzo d’oro. Per buona
parte, è oro puro. Si tratta della più grande concentrazione d’oro, dopo quella di Banca
d’Italia. È un tesoro da 310 milioni di euro, nascosto in un caveau, almeno uno è in
una località segreta ad Arezzo.

Ecco perché e' stata salvata...

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28.04.16

 

 

Se Telecomitalia fosse fusa in Vivendi perderebbe l'indipendenza e il primato della rete

Una profonda regressione potrebbe avvenire in Telecomitalia qualora si procedesse ad una fusione con Vivendi invece che con Enel.

Un società di servizi basa il suo valore aggiunto sui dipendenti , se Telecomitalia pensa di rilanciare il titolo licenziando si sbaglia !

 

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27.04.16

 

UN PAESE IRRESPONSABILE PER LA BUROCRAZIA

La burocrazia sta uccidendo il paese ed alimenta la spesa pubblica senza dare servizi sufficienti. E'ora di dire basta alla burocrazia , con un cambiamento di politici che non costa nulla.

 

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26.04.16

 

Rania Yassen, attrice e presentatrice egiziana manda al diavolo Giulio Regeni chiediamo l'intervento immediato dell'Onu

Basma Mostafa, autrice dell'intervista alla famiglia a casa della quale erano stati trovati i documenti del ricercatore italiano, è stata presa dalle forze dell'ordine vicino a piazza Tahrir insieme a sei colleghi. Il Cairo indaga sulla Reuters: "Ha diffuso notizie false"

Giulio Regeni, la giornalista egiziana in diretta: "Andasse al diavolo"

Un affronto. Rania Yassen, giornalista per la tv saudita Al Arabiya, sostiene dal Cairo che l'omicidio di Giulio Regeni sia "un complotto". E aggiunge: "Andasse al diavolo".

La presentatrice ha aperto l'edizione del telegiornale dando la notizia dell'apertura di un’indagine contro l'agenzia di stampa Reuters, colpevole di aver diffuso notizie false a proposito del caso di Giulio Regeni. 

"Voglio dirvi una cosa - attacca la giornalista, volto molto noto - tutto questo interesse per il caso Regeni a livello internazionale, come in Gran Bretagna e Usa, indica una sola cosa: siamo davanti ad un complotto! Come se Regeni fosse il primo caso di omicidio in tutto il mondo!". Definisce “provocatorie” le eccessive previsioni e teorie sull’omicidio.

In Italia secondo la giornalista "le bande mafiose fanno di tutto". Offese che renderanno ancora più problematici i rapporti tra Italia ed Egitto, anche per l'eco mediatica che le parole di Yassen stanno avendo: "All’inizio francamente sentivo pietà nei suoi riguardi, un ragazzo ucciso, ma adesso basta, che andasse al diavolo!".

Dopo aver fatto intendere che secondo lei  Giulio Regeni facesse parte dei servizi segreti, conclude: "Non rompete insomma, siamo davvero stufi di voi".



 
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A questo punto c'e' solo la richiesta d'intervento dell'Onu per valutare misure d'intervento nei confronti dell'Egitto.

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25.04.16

 

IL DOPPIOGIOCHISMO RADICALE E L'ALIBI DELLA SPESA PUBBLICA CHE CRESCE SOLO PER TAGLIARE I SERVIZI AI CITTADINI

Ogni governo utilizza l'alibi della spesa pubblica per tagliare i servizi ai cittadini, abbiamo scoperto le Maserati de LA RUSSA al ministero della difesa, oppure che si potevano risparmiare 300 milioni di euro accorpando il referendum sulle trivelle alle elezioni amministrative, ma il doppiogiochismo del figli di PANNELLA: DELLA VEDOVA, GIACHETTI , ha portato al SI TRIVELLE, al costo di 300 milioni di euro ,  in contrasto al buon senso radicale ma con una gran bella carriera politica con Renzi.

I radicali forse troverebbero con Salvini più sinergie che con Renzi.

Non sarebbe ora che finisse il doppiogiochismno da parte di tutti quelli che a parole dicono di combattere la spesa pubblica ma nei fatti se ne avvantaggiano aumentandola per  ?

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22.04.16

 

LE RISORSE SONO LIMITATE, GLI IMMIGRATI NO.

Le risorse non aumentano in funzione delle persone che se le suddividono.

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21.04.16

 

CHI SEGUE RENZI POTREBBE MORIRE

Il petrolio può deteriorare l'ambiente. L'ambiente inquinato uccide. Chi non tutela l'ambiente uccide. Le decisioni di Renzi con il referendum sulle trivelle, può uccidere.

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20.04.16

 

Mi candido per le elezioni comunali di Torino con la LEGA NORD perché  FASSINO e' un bugiardino.

Oggi FASSINO ha garantito una sede per la collezione BERTONE acquistata dall'ASI. E' da febbraio che FASSINO ha fatto questa promessa , che finora non ha mantenuto , anche per questo ho deciso di candidarmi come consigliere comunale di Torino con la LEGA NORD. TORINO ESPOSIZIONI non ha senso che diventi la biblioteca comunale , e' nata e deve essere una pala espositivo, magari dei prototipi di auto by Torino. Questo sarebbe turismo vero del design auto  !

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19.04.16

 

 

IL RISULTATO DEL REFERENDUM SULLE TRIVELLE DIMOSTRA CHE L'ITALIA E' IN MANO AL PIAZZISTA RENZI

Se l'ITALIA va male e' a causa della disinformazione del 70% degli italiani che il piazzista Renzi sa ben strumentalizzare.

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18.04.16

 

Dov'e' la Mafia nelle vicende del petrolio in Sicilia ?

E' difficile pensare che la mafia sia scomparsa dalla Sicilia.

Colicchi, parlando con Gemelli il 7 maggio, riferisce di una cena alla quale la sera precedente aveva partecipato con Lo Bello, l’arcivescovo Vincenzo Paglia e il senatore pd Roberto Cociancich. «Gemelli - scrive la polizianel suo rapporto - domandava
se avessero parlato di Alberto (Cozzo) con Ivan. Colicchi rispondeva di sì...». Cozzo temeva che l’interrogazione di Fava potesse compromettere la sua riconferma e fa sapere a Gemelli che «Ivan» comunque gli aveva comunicato che avrebbe parlato con Fava per dissuaderlo.

Tutta la vicenda del pontile di Augusta non può vedere coinvolti solo politici, e vescovi ?

Il petrolio. Un pontile per stoccarlo. Un «clan». E un ministro «strumento inconsapevole». Era iniziata così, con le mire di Gianluca Gemelli e del suo «quartierino» sulla banchina del porto di Augusta e le manovre per ottenerla. È finita con un terremoto giudiziario che ieri ha travolto il numero due di Confindustria Ivan Lo Bello, indagato assieme all' ex commissario straordinario dell' Autorità Portuale (riconfermato dal ministero dello Sviluppo) Alberto Cozzo; il contrammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, capo della pianificazione finanziaria della Marina; il caposegreteria della senatrice pd Anna Finocchiaro, Paolo Quinto, e il lobbista della Compagnia delle Opere, Nicola Colicchi.

Il clan Per la mobile di Potenza, guidata da Carlo Pagano, i «promotori, ideatori e organizzatori» erano Gemelli e Colicchi. Lo Bello e Quinto i «partecipanti» con un «ruolo di cerniera con la politica».

Possibile che manchi la MAFIA ?

Usando le loro «entrature», secondo i pm, il clan si è mosso per vari scopi: dal pontile di Augusta a progetti nel settore petrolifero, all' energia, ai «Sistemi di difesa e sicurezza del territorio». All' ex ministro Federica Guidi, compagna di Gemelli, l' indagine dà il ruolo di «strumento inconsapevole di quello che lei stessa aveva mancato di individuare come clan». Al capo di stato Maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi, la nuova accusa: aver concorso a turbare l' assegnazione della concessione del pontile. Quinto, attraverso l' avvocato Giuseppe Di Noto, si dichiara «totalmente estraneo e sicuro di chiarire».

Ivanhoe Lo Bello detto Ivan, il secondo rappresentante di massimo livello di Confindustria — dopo Antonello Montante, il delegato della legalità degli imprenditori italiani indagato per concorso esterno — precipitato nella polvere. Si erano presentati nel 2006 come la “coppia” siciliana del cambiamento, si sono rivelati i capi di cordate dalle ambigue frequentazioni ed entrambi assai sensibili al richiamo degli affari.

Influente e mai appariscente, un talento innato per la giusta distanza, tanto abile da stare in equilibrio perfetto fra il “quartierino” e le bandiere di Libera, ultimo incontro a Torino il 21 febbraio per firmare come Unioncamere uno dei soliti protocolli intorno ai quali Lo Bello ha costruito la sua immagine antimafia.

Come mai Don Ciotti non si e' mai accorto di chi fosse veramente Lo Bello ?

 Ivan è soprattutto uno che conta. Conta a Palermo e a Roma, nei salotti, in Vaticano, nei ministeri. Dalle carte giudiziarie di Potenza è affiorata la sua capacità di fare intensamente lobby. A cena con l’arcivescovo Vincenzo Paglia parla di incarichi graditi a Gemelli, l’imprenditore Nicola Colicchi azzarda che lui è stato in grado di far strappare un decreto già firmato dal ministro Delrio. Evocato in tante telefonate, indicato come «gancio», ha candidamente ammesso qualche giorno fa a Repubblica: «Ma io sul mio territorio sono un’istituzione».

Infatti Socialista in gioventù, vicino a Fabio Granata che era luogotenente di Fini in Sicilia, in stretti rapporti con un sindaco forzista di Siracusa, Ivan Lo Bello diventa Ivan Lo Bello a soli 35 anni. È il 1998 e il presidente della Regione Giuseppe Provenzano — che aveva avuto guai con il giudice Falcone per le sue consulenze al clan dei Corleonesi — su suggerimento proprio di Granata, nomina uno sconosciuto siracusano a consigliere del Banco di Sicilia. Poi ne sarà anche presidente.

L’anno per lui decisivo però è il 2006. Montezemolo vuole pulizia in Confindustria siciliana e lo sceglie come guida degli industriali dell’isola. Passano pochi mesi e si annuncia la “rivoluzione”: gli imprenditori promettono di ribellarsi al racket e di cacciare dalla loro associazione chi paga il pizzo. È l’inizio di un’avventura che finisce sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo: Lo Bello è l’uomo della svolta.

La “rivoluzione” però sarà un sogno spezzato, quel movimento dopo un po’ perde slancio e si trasforma in un gruppo di potere che occupa militarmente tutte le cariche pubbliche disponibili. Gli industriali siciliani diventano un “partito” che siede per 6 anni di fila nelle giunte regionali, decide assessori e pure presidenti, piazza i suoi fedelissimi in ogni angolo di sottogoverno. E fa affari.
 

A Catania nasce una nuova