ARCHIVIO ONLINE di Marco BAVA , raccolta deleghe per le assemblee degli azionisti e costituzione di parte civile gratuita degli azionisti nei procedimenti penali per un Nuovo Modello di Sviluppo

 

Sommario (Frame)
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO (EX CIVILTA' COSTITUZIONALE)
COMMENTI VISITATORI
ECOLOGIA-AMBIENTE-ALIMENTAZIONE
ECONOMIA
DIRITTO-GIUSTIZIA
TOPINO-NOVARA
EDOARDO AGNELLI
Marco BAVA
RELIGIONE-VATICANO
ARCHIVIO STORICO PAGINE PRINCIPALI  E LINK
VIDEO-ASSEMBLEE-LEZIONI-CONVEGNI
TORINO
REGIONE PIEMONTE
PIANI INDUSTRIALI DI Mb
TECNOLOGIA
STEFANO MONTANARI
PROPOSTE AL GOVERNO E PETIZIONI AL PARLAMENTO EU
REPORT-RAI-TV
ESPOSTI FATTI DA MARCO BAVA
BEPPE SCIENZA
RACCOLTA DELEGHE ED ASSEMBLEE AZIONISTI
INTERVENTI MARCO BAVA ASSEMBLEE AZIONISTI
COSTITUZIONI DI PARTE CIVILE DI MARCO BAVA
NORMATIVE
CROWDFUNDING
HORIZON 2020

 

 

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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondato da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE ! Dopo per ragioni di spazio il sito e' diventato www.marcobava.it

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12; 29.03.13;

 

 

Archivio personale online di Marco BAVA

OPINIONI ai sensi art.21 Costituzione

 per un nuovo modello di sviluppo

 

UDIENZE PUBBLICHE 

IN CORSO

1) PROCESSO IPI-COPPOLA: IL 23.06.11 TRIBUNALE TORINO 1^SEZ.PENALE HA SANCITO LA SUA INCOMPETENZA TERRITORIALE SPOSTANDO LA COMPETENZA SU MILANO  IN CUI SI CELEBRERA' IL PROCESSO QUANDO SARA' RESO NOTO.

IPI 25.02.13

Ipi: verso la dichiarazione di prescrizione aggiotaggio Coppola
Borsa Italiana
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 feb - Si avvia a una dichiarazione di prescrizione il processo al tribunale di Milano a carico di Danilo Coppola e ...

2)il 28.03.14  CONTINUA a ROMA il processo Coppola-SEGRE+ALTRI MI SONO COSTITUITO parte civile come azionista di minoranza BIM.

3) Processo Fondiaria SAI - S.LIGRESTI- TORINO - 01.12.15

4) Processo MPS SIENA MI 27.11.15.

5) Processo Premafin MI 10.02.15

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

Sopravvaluta sempre il tuo avversario , per poterlo vincere.Mb  15.05.13

Torino 08.04.13

 

Il mio paese l'Italia non crede nella mia teoria economica del valore che definisce

1) ogni prodotto come composto da energia e lavoro:

Il costo dell'energia può tendere a 0 attraverso il fotovoltaico sui tetti. Per dare avvio la volano economico del fotovoltaico basta detassare per almeno 20 anni l'investimento, la produzione ed il consumo di energia fotovoltaica sui tetti.

2) liberalizzazione dei taxi collettivi al costo di 1 euro per corsa in modo tale da dare un lavoro a tutti quelli che hanno un 'auto da mantenere e non lo possono piu fare per mancanza di un lavoro; ed inoltre dare un servizio a tutti i cittadini.

3) tre sono gli obiettivi principali della politica : istruzione, sanita', cultura.

4) per la sanità occorre un centro acquisti nazionale  ed abolizione giorni pre-ricovero.

vedi PRESA DIRETTA 24.03.13

chi e' interessato mi scriva .

Suo. MARCO BAVA

 

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

TEMI STORICI :

 

MESSA IN COMMEMORAZIONE DELLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI il 19.11.16 ORE 18 CHIESA S.MARIA GORETTI TORINO V.PCOSSA ANG V.ACTIS

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

LA DICEMBRE società semplice e' il timone di comando del gruppo Elkan.

Come scrive Moncalvo nel suo libro AGNELLI SEGRETI da pag.313 in poi, attraverso la Dicembre Grande Stevens controlla di fatto Jaky e la figlia di Grande Stevens Cristina ne prenderà il controllo quando Jaky morirà mentre ai suoi figli verrebbe liquidata solo la quota patrimoniale nominale.

La proposta di società ad Edoardo nel 1984-86 non si sa come sia cambiata statutariamente in quanto il documento del mio link

http://www.marcobava.it/DICEMBRE/DICEMBRE%201984.pdf

e' l' unico che sia stato dato ad Edoardo sino al 2000 quando fu ucciso proprio perche' non voleva ne' accettare l' esclusione dalla Dicembre ne' di condividerla con Grande Stevens padre e figlia , Gabetti, e Ferrero perché estranei, ne' di darne il controllo a Jaky perché inadatto , come aveva dichiarato al Manifesto con Griseri nel 1998.

Tutto ciò l' ho detto già anni fa alla giornalista Borromeo cognata di JAKY al fine che ne parlasse con la sorella, o non ha capito, o ha creduto alle bugie che le hanno detto per tranqullizzarla.

Io credo che sia nell 'interesse di tutti che vengano chiariti al più` presto sia il contenuto dello statuto della dicembre e le conseguenze che ne derivano.

 

 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

  1. Edoardo Agnelli , martire dell' Islam - p. 1 - YouTube

    www.youtube.com/watch?v=bs3bTPhHRUw
    21/feb/2010 - Caricato da IslamShiaItalia

    Video della televisione iraniana sulla tragica fine di Edoardo Agnelli - I° parte. http://www.islamshia.org ...

  1. Edoardo Agnelli: documentario sulla sua vita prodotto da I.R.I.B. ...

    www.youtube.com/watch?v=SE83XD2ykFo
    20/nov/2011 - Caricato da Maggini-Malenkov

    Iran/ Italia; si celebra l'anniversario del martirio di Edoardo Agnelli Teheran - Oggi 16 ... You need Adobe Flash Player to watch this video.

 

http://www.youtube.com/watch?v=aASbXZKsSzE

 

 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRI SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

Thanks again,

Jennifer

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 15.11.15 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 

 

 

DINASTIA DELLE QUATTRORUOTE

A “Dicembre” i segreti degli Agnelli

Scritto da Gigi Moncalvo


Pubblicato Giovedì 11 Ottobre 2012, ore 7,50

È in cima alla catena di comando che controlla Fiat, ma per 17 anni è stata “fuorilegge”. E non è l’unica stranezza. Viaggio in tre puntate di Gigi Moncalvo nel sancta sanctorum della Famiglia

E pensare che parlano, ogni due per tre, di trasparenza, limpidezza, casa di vetro, etica, valori morali. In quale categoria può essere catalogato ciò che stiamo per raccontare, e che solo su queste pagine web potete leggere? E’ una storia che riguarda la “cassaforte di famiglia”, cioè la “Dicembre società semplice”, che detiene – tanto per fare un esempio - il 33%, dell’“Accomandita Giovanni Agnelli & C. Sapaz”, cioè controlla quella gallina dalle uova d’oro che quest’anno ha consentito agli “eredi” - senza distinzioni tra bravi e sfaccendati – di spartirsi 24,1 milioni di euro (rispetto ai 18 milioni del 2011) su un utile di 52,4. “Dicembre” di fatto è la scatola di controllo dell'impero di famiglia, ed è dunque – proprio attraverso l’Accomandita - l'azionista di riferimento di Exor, la superholding del gruppo Fiat-Chrysler.

 

Non ci crederete ma la “Dicembre”, nonostante questo pedigree, fino al luglio scorso non risultava nemmeno nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino, nonostante la legge ne imponesse l’iscrizione. La “Dicembre” è una delle società più importanti del paese, dato che, controllando dall’alto la piramide dell’intero Gruppo Fiat, ha ricevuto dallo Stato centinaia di miliardi di euro di fondi pubblici. Ebbene per i registri ufficiali dell’ente presieduto da Alessandro Barberis, un uomo-Fiat, non... esisteva. Quindi lo Stato erogava miliardi a una società la cui “madre” non risultava nemmeno dai registri e che ha violato per anni la legge.

 

“Dicembre” è stata costituita il 15 dicembre 1984 con sede in via del Carmine 2 a Torino (presso la Fiduciaria FIDAM di Franzo Grande Stevens), un capitale di 99,9 milioni di lire e cinque soci: Giovanni Agnelli (col 99,9% di quote), sua moglie Marella Agnelli (10 azioni per un totale di 10 mila lire) e infine Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti e Cesare Romiti, con una azione ciascuno da mille lire. Come si vede fin dall’inizio Gianni Agnelli considerava la “Dicembre” appannaggio del proprio ramo famigliare. Poco più di quattro anni dopo, il 13 giugno 1989, c’è un primo colpo di scena: escono Umberto e Romiti e vengono sostituiti da Franzo Grande Stevens e da sua figlia Cristina. Gianni Agnelli “dimentica” di avere due figli, Edoardo e Margherita, e privilegia invece Stevens e la sua figliola, a scapito perfino di suo fratello Umberto Agnelli. Se si prova – come ho fatto io - a chiedere al notaio Ettore Morone notizie e copie di questo “strano” atto, risponde che “non li ha conservati e li ha consegnati al cliente”. Non vi fornisce nemmeno il numero di repertorio. Forse a rogare sarà stata sua sorella Giuseppina?

 

La “Dicembre” torna a lasciare tracce qualche anno più tardi, il 10 aprile 1996: c’è un aumento di capitale (da 99,9 milioni a 20 miliardi di lire), entrano tre nuovi soci (Margherita Agnelli, John Elkann, e il commercialista Cesare Ferrero), le quote azionarie maggiori risultano suddivise tra Gianni Agnelli, Marella, Margherita e John (di professione “studente” è scritto nell’atto) col 25% ciascuno, con l’Avvocato che ha l’usufrutto sulle azioni di moglie, figlia e nipote. Tutti gli altri restano con la loro singola azione che conferisce un potere enorme. Siamo nel 1996, come s’è visto, e nel frattempo è entrata in vigore una legge (il D.P.R. 581 del 1995) che impone l’iscrizione di tutte le società nel registro delle imprese. A Torino se ne fregano. Anche se la “Dicembre” ha un codice fiscale (96624490015) è come se non esistesse… Gabetti, Grande Stevens e Ferrero, così attenti alla legge e alle forme, dimenticano di compiere questo semplicissimo atto. Né si può pretendere che fossero l’Avvocato o sua moglie o sua figlia o il suo nipote ventenne, a occuparsi di simili incombenze.

 

La Camera di Commercio si “accorge” di questa illegalità solo quattordici anni dopo, il 23 novembre 2009. La Responsabile dell’Anagrafe delle Imprese, Maria Loreta Raso, allora scrive agli amministratori della “Dicembre” e li invita a mettersi in regola. Non ottiene nessun riscontro. Ma la signora, anziché rivolgersi al Tribunale e chiedere l’iscrizione d’ufficio, non fa nulla. Fino a che nei mesi scorsi un giornalista, cioè il sottoscritto, alle prese con una ricerca di dati per un suo imminente libro (Agnelli segreti, Vallecchi Editore) cerca di fare luce su questa misteriosa “Dicembre” e si accorge dell’irregolarità. Si rivolge alla Camera di Commercio, la dirigente in questione fa finta di non sapere ciò che sa dal 2009 e comincia a chiedere documenti e dati che già ben conosce. Il giornalista fornisce copia dell’atto di aumento di capitale del 1996 e indica il numero di codice fiscale, ma la Camera di Commercio pone ostacoli a ripetizione: vogliono l’atto costitutivo, quello inviato è una fotocopia, ci vuole quello autenticato dal notaio Morone. Passano i mesi, vengono fornite tutte le informazioni, il giornalista comincia a diventare fastidioso. La signora Raso non può più fare a meno di rivolgersi, con tre anni di ritardo, al Tribunale. Il giornalista va, fa protocollare le domande, sollecita e scrive. E finalmente il 25 giugno di quest’anno la dottoressa Anna Castellino, giudice delle Imprese del Tribunale di Torino, ordina l’iscrizione d’ufficio della “Dicembre”, in quanto socia della “Giovanni Agnelli & C. Sapaz”. L’ordinanza del giudice viene depositata due giorni dopo. La Camera di Commercio ottemperato all’ordinanza del Giudice in data 19 luglio 2012. Possibile che ci voglia un giornalista per far mettere in regola la più importante società italiana “fuorilegge” da ben 17 anni e che oggi ha come soci di maggioranza John Elkann e  sua nonna Marella, con il solito quartetto Gabetti-Ferrero-Grande Stevens padre e figlia? Ma perché tanta segretezza su questa società-cassaforte? E’ il tema della nostra prossima puntata.    

 

 

RETROSCENA DI CASA REALE

Quei lupi a guardia degli Agnelli

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Venerdì 12 Ottobre 2012, ore 8,32

Chi ha in mano le chiavi della cassaforte di “Dicembre”, società semplice con la quale si comanda la Fiat-Chrysler? Nell’ombra si stagliano le figure di Gabetti e Grande Stevens. Seconda puntata

GRANDI VECCHI Grande Stevens e Gabetti

Dunque, la “Dicembre” dal 19 luglio è finalmente iscritta al registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino – dopo che in via Carlo Alberto hanno dormito per 14-16 anni. Ma una domanda è d’obbligo: perché tanta segretezza? Chi sono coloro che vogliono restare nell’ombra al punto che nel novembre 2009 non avevano nemmeno risposto a una richiesta di regolarizzazione., ai sensi di legge, se n’erano sonoramente “sbattuti” ed erano talmente sicuri di sé e potenti al punto che la Camera di Commercio, al cui vertice siede un loro uomo, non fece nulla dopo che la propria richiesta era stata snobbata e ignorata? Prima di arrivarci, precisiamo che la sanzione che poteva essere loro comminata per l’irregolarità, era del tutto simbolica e irrisoria: appena 516 euro.

La domanda diventa dunque questa: che cosa c’era e c’è di così segreto da nascondere – è l’unica spiegazione possibile – al punto da indurre i soci della “Dicembre”, che riteniamo essere sicuramente in possesso di 516 euro per pagare la sanzione, a evitare di rendere pubblici gli atti della società, come prescrive la legge?

 

Qui viene il bello. Questi signori, infatti, così come se ne sono “sbattuti” allora, ugualmente se ne “sbattono” oggi. E, fino ad ora, stanno godendo - ma speriamo di sbagliarci - ancora una volta della tacita “complicità” della Camera di Commercio. Infatti, l’iscrizione che noi siamo riusciti ad ottenere si basa solo su un documento: l’atto costitutivo del 15 dicembre 1984. Da esso risultano cinque soci: Giovanni Agnelli (che nell’atto viene definito “industriale”), sua moglie Marella Caracciolo (professione indicata: “designer”), Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti, Cesare Romiti. La società in quel 1984 aveva sede a Torino in via del Carmine 2, presso la FIDAM, una fiduciaria che fa capo all’avv. Franzo Grande Stevens, il cui studio ha lo stesso indirizzo. Il capitale sociale ammontava a 99 milioni e 980 mila lire ed era così suddiviso: Giovanni Agnelli aveva la maggioranza assoluta con un pacco di azioni pari a 99,967 milioni di lire, la consorte possedeva 10 azioni per un totale di diecimila lire, gli altri tre soci avevano una sola azione da mille lire ciascuna. Una curiosità: donna Marella a proposito di quella misera somma di diecimila lire dichiarò in quell’atto che “è di provenienza estera ed è pervenuta nel rispetto delle norme valutarie” arrivando in Italia il giorno prima tramite Banca Commerciale Italiana.

 

 

Questo, dunque, è l’unico documento che al momento da pochi mesi compare nel Registro delle Imprese. Possibile che la Camera di Commercio – presieduta dall’ex dirigente Fiat, Alessandro Barberis - non si sia ancora accorta che quell’atto, essendo vecchio di ben ventotto anni, è stato superato da alcuni eventi non secondari e che lo rendono, così come l’iscrizione, inattuale e anacronistico? Ad esempio, nel frattempo c’è stata l’introduzione dell’euro e la morte di due dei cinque soci (Gianni e Umberto Agnelli, deceduti rispettivamente nel gennaio 2003 e nel maggio 2004)? Possibile che Barberis e i suoi funzionari non si siano accorti di questo, così come del fatto che Romiti ha lasciato il Gruppo da quasi vent’anni, e non chiedano agli amministratori della “Dicembre” un aggiornamento, ordinando l’invio dei relativi atti? Tanto più - e qui vogliamo dare un aiuto disinteressato alla ricerca della verità onde evitare inutili fatiche altrui - che qualche “mutamento”, e non di poco conto, in questi anni è avvenuto nella “Dicembre” e l’ha trasformata da cassaforte del ramo-Gianni Agnelli a qualcosa di ben diverso e non più controllabile dalla Famiglia “vera” dell’Avvocato. Vediamo alcuni passaggi, dato che ciò aiuterà a capire quali sono, forse, i motivi all’origine di tanta ancor oggi inspiegabile segretezza.

 

Appena quattro anni dopo la costituzione, e cioè il 13 giugno 1989 (repertorio notaio Morone n. 53820), escono dalla società due grossi calibri come Umberto Agnelli e Cesare Romiti. Al loro posto entrano l’avv. Grande Stevens e, colpo di scena, sua figlia Cristina, 29 anni. Non è un po’ strano che vengano “fatti fuori” nientemeno che Romiti, che in quel periodo contava parecchio, e nientemeno che il fratello dell’Avvocato, e vengano sostituiti non tanto da un nome “di peso” come quello di Grande Stevens, ma addirittura anche dalla giovane rampolla di quest’ultimo, addirittura a scapito dei due figli di Gianni, e cioè Edoardo e Margherita?

Alla luce anche di questo, non ritiene la Camera di Commercio che sia bene cominciare a farsi consegnare dalla società da pochi mesi registrata d’imperio da un giudice, anche tutti gli atti relativi al periodo tra il 1984 e il 1989 che portarono a quel misterioso “tourbillon” che vede Gianni togliere di mezzo il fratello e il potente amministratore delegato Fiat, e tagliar fuori anche i propri figli per far entrare invece un avvocato e sua figlia, mettendoli a fianco del già sempiterno Gabetti?

 

 

Andiamo avanti. Della “Dicembre” non ci sono tracce - a parte un misterioso episodio avvenuto tra la Svizzera e il Liechtenstein -, fino al 10 aprile 1996. Quel giorno, sempre nello studio notarile Morone, avvengono quattro fatti importantissimi: l’ingresso di tre nuovi soci, l’aumento di capitale, il trasferimento della sede (dal numero 2 al numero 10 sempre di via del Carmine, questa volta presso “Simon Fiduciaria”, sempre di Grande Stevens), ma soprattutto la modifica dei patti sociali. Accanto a Gianni Agnelli e a sua moglie, a Gabetti, a Grande Stevens e figlia, entrano nella “Dicembre”: Margherita Agnelli (figlia di Gianni), John Philip Elkann (nipote di Gianni e figlio di Margherita, professione indicata: “studente”), e il commercialista torinese Cesare Ferrero. Il capitale viene aumentato di venti miliardi di lire, che vanno ad aggiungersi a quegli iniziali 99,980 milioni di lire. Gianni Agnelli mantiene il controllo col 25% di azioni proprie, e con l’usufrutto a vita di un altro 74,96% riguardante le azioni intestate a moglie, figlia e nipote. Ancora una volta è platealmente escluso Edoardo, il figlio di Gianni. Gli viene preferito il cuginetto che ha da poco compiuto vent’anni. Gli altri quattro azionisti hanno un’azione da mille lire ciascuno. Ma assumono (e si auto-assegnano col misterioso e autolesionistico assenso dell’Avvocato) una serie di poteri enormi, sia a loro favore sia contro i soci-famigliari di Gianni.

 

 

Prima di tutto viene previsto che se un socio dovesse morire (l’Avvocato allora aveva 75 anni ed era da tempo molto malato), la sua quota non passa agli eredi ma viene consolidata automaticamente in capo alla società con conseguente riduzione del capitale. Agli eredi del defunto spetterà solo una somma di denaro pari al capitale conferito. Vale a dire: appena 5 miliardi di lire per il 25% di quota dell’Avvocato, una somma spropositatamente inferiore al valore reale. Senza pensare alla violazione del diritto successorio italiano. L’altra clausola “folle” sottoscritta dall’Avvocato riguarda il trasferimento di quote a terzi. Infatti, se uno degli azionisti principali, alla sua morte o prima, dovesse decidere di cedere la propria quota, o una parte di essa, a terzi esterni alla “Dicembre”, ci sono due sbarramenti. E’ necessario il consenso della maggioranza del capitale. E, oltre a questo, deve esserci il voto a favore di quattro amministratori: due dei quali fra Marella, Margherita e John, e due fra il “quartetto” Gabetti-Ferrero-Grande Stevens padre e figlia. Insomma Gianni Agnelli ha consegnato ai quattro il controllo assoluto della situazione a scapito di se stesso e dei propri famigliari. Il quartetto degli “estranei” (Margherita li chiama “usurpatori”) ha aperto la strada, oltreché alla loro presa di potere, a scenari di vario tipo. Primo. Se l’Avvocato muore, suo figlio Edoardo non eredita quote della “Dicembre” ma viene tacitato con pochi miliardi. Dovrebbe fare un’azione legale contro la violazione della legge successoria italiana e rivendicare la legittima, anche per la quota di sua spettanza della “Dicembre”.

 

Secondo scenario. Se Edoardo morisse prima di suo padre - come poi avverrà, facendo pensare ad autentiche “capacità divinatorie” da parte di qualcuno -, il problema non si verrebbe a porre. E se invece – terzo scenario -, come poi è avvenuto (prova evidente che nella “Dicembre” c’è qualche chiaroveggente in grado di prevedere o condizionare il futuro), l’Avvocato morisse e il suo 25% passasse a moglie e figlia, basterà impedire un’alleanza tra le due, farle litigare, dividerle, oppure convincere la “vecchia” ad allearsi col giovane nipotino, ed ecco che figlia e vedova dell’Avvocato perderanno il controllo della “Dicembre”.

 

Chi sono i vincitori? Chi ha scelto il giovane rampollo, che deve tutto a due tragedie famigliari (la morte del cugino Giovannino per tumore e la strana morte dello zio Edoardo trovato cadavere sotto un cavalcavia) per poterlo meglio “burattinare” e comandare? Chi ha impedito in tal modo che Marella, Margherita e John invece si potessero alleare per comandare insieme o scegliere qualcuno della famiglia, o non qualche estraneo, per la sala di comando? Chi ha scelto di “lavorarsi” John e Marella, certo più malleabili e meno determinati di Margherita?

 

Un mese dopo la morte dell’Avvocato viene approvato un atto (24 febbraio 2003) che sancisce il nuovo assetto azionario della “Dicembre”. Al capitale di 10.380.778 euro, per effetto della clausola di consolidamento viene sottratta la quota corrispondente alle azioni di Gianni (cioè 2.633.914 euro). In tal modo il capitale diventa di 7.746.868 euro e risulta suddiviso in tre quote uguali per Marella, Margherita e John, pari a 2,582 milioni di euro ciascuno (quattro azioni da un euro continuano a restare nelle salde mani del “Quartetto di Torino”). Il “golpe” viene completato lo stesso giorno con la sorprendente donazione fatta dalla nonna al nipote del pacco di azioni che gli permettono al giovanotto di avere la maggioranza assoluta, una donazione fatta da Marella in sfregio ai diritti (attuali ed ereditari) della figlia e degli altri sette nipoti: John arriva in tal modo a controllare una quota della “Dicembre” pari a 4.547.896 euro, sua nonna mantiene una quota pari a 2.582.285 euro, la “ribelle” Margherita - l’unica che aveva osato muovere rilievi e chiedere chiarezza e trasparenza - viene messa nell’angolo con una quota pari a 616.679 euro. Tutto questo fino al 2003. Poi, con l’accordo di Ginevra del febbraio 2004 tra madre e figlia, Margherita uscirà definitivamente dalla “Dicembre”, quasi un anno dopo aver partecipato a un gravoso aumento di capitale.

 

Ma oggi la situazione, specie per quanto riguarda i patti sociali, qual è? John comanda davvero o no? Nel caso in cui, lo ripetiamo come nel precedente articolo, dovesse decidere di ritirarsi in un monastero o gli dovesse accadere qualcosa (come allo zio Edoardo?) chi potrebbe diventare il padrone della cassaforte al vertice dell’Impero Fiat? I bookmakers danno favorito Gabetti, ma non fanno i conti con Grande Stevens, il vero azionista “di maggioranza”, anche se con due sole azioni, grazie proprio a quella mossa del 1989 con cui fece entrare anche sua figlia….

 

Qualcuno potrebbe obiettare che oggi tra i soci della “Dicembre” ce ne potrebbero essere alcuni  nuovi, potrebbero essere i fratelli di John, cioè Lapo o Ginevra. Ma, grazie alla clausola di sbarramento approvata nel 1996, il “Quartetto” ha votato a favore dell’ingresso (eventuale) di uno o due nuovi soci o li ha bocciati? Ecco perché forse esiste tanta segretezza. Non sarebbe bene che dai registri della Camera di Commercio risultasse qualcosa di attuale e di aggiornato? Che cosa aspetta la Camera di Commercio a chiedere e pretendere ai sensi di legge che gli amministratori, così limpidi e trasparenti, della “Dicembre”, forniscano al più presto tutti i documenti? Dobbiamo di nuovo attivare le nostre misere forze e chiedere l’intervento del Tribunale di Torino e confidare nell’intervento della dottoressa Anna Castellino o di qualche suo collega? Oppure bisogna aspettare altri 15 anni?

 GLI AGNELLI SEGRETI

Dicembre dei “morti viventi”

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Sabato 13 Ottobre 2012, ore 8,21

Agli atti la società-cassaforte della famiglia, grazie alla quale controllano la Fiat-Chrysler, risulta ancora composta da Gianni e Umberto Agnelli. Compare persino Romiti. E tutti tacciono

La Stampa no, o almeno, non ancora. Invece anche (o perfino?) il Corriere della Sera si è accorto della “stranezza” - diciamo così – riguardante il fatto che la Dicembre, la società-cassaforte che un tempo era della famigliaAgnelli, anzi più esattamente del ramo del solo Gianni, e che si trova alla sommità dell’ImperoFiat (ora Exor), ha impiegato ben diciassette anni, dal 1995, per mettersi in regola con la legge in vigore da allora. La Dicembre - la cui data di nascita risale al 1984 -, finalmente è “entrata nella legalità”, e – come prevede una legge del 1995 – finalmente risulta iscritta nel Registro delle Imprese. Pur trattandosi di una società non da poco, dato che la si può considerare la più importante, finanziariamente e industrialmente del nostro Paese, la Camera di Commercio di Torino ha impiegato parecchi anni prima di accorgersi dell’anomalia, di quel vuoto che figurava nei propri registri (nonostante quella società avesse il proprio codice fiscale). Possibile che il presidente della CCIAA Alessandro Barberis, che ha sempre lavorato in Fiat, ignorasse l’esistenza della “Dicembre”? Come mai l’arzillo settantacinquenne entrato in azienda a 27 anni, rimasto in corso Marconi per trentadue anni, e poi diventato per un breve periodo, che non passerà certo alla storia, direttore generale di Fiat Holding nel 2002, e infine amministratore delegato e vicepresidente nel 2003, non ha mai fatto nulla per sanare questa irregolarità? Possibile che ci sia voluto un giornalista rompiscatole e che fa il proprio dovere, per convincere, con un bel pacchetto di corrispondenza, l’austero organismo camerale sabaudo a rivolgersi al Tribunale affinché ordinasse l’iscrizione d’ufficio. Finalmente, il 19 luglio scorso, ciò è avvenuto e l’ordine del Giudice Anna Castellino (che porta la data del 25 giugno) è stato eseguito.

 

Grandi applausi si sono levati dalle colonne del Corriere ad opera di Mario Gerevini che, in un articolo del 23 agosto, non ha avuto parole di sdegno per gli autori di questa illegalità ma ha parlato, generosamente e con immane senso di comprensione, di una semplice e banale “inerzia dettata dalla riservatezza”. Poi ha ricostruito tutta la vicenda, a modo suo e con parecchie omissioni importanti, e ha avuto di nuovo tanta comprensione, anche per la Camera di Commercio: si era accorta dell’anomalia, anzi del comportamento fuorilegge, fin dal 23 novembre 2009, aveva “già inviato una raccomandata alla Dicembre invitandola a iscriversi al registro imprese, come prevede la legge. Senza risultato. Da lì è partita la segnalazione al giudice”. Il che dimostra come in due righe si possano infilare parecchie menzogne e non si accendano legittimi interrogativi. Dunque, quella raccomandata di tre anni fa non sortì alcuna risposta. E la Camera di Commercio di fronte a questo offensivo silenzio, anziché rivolgersi subito al Tribunale, non ha fatto nulla, se non una grave omissione di atti d’ufficio. Non è dunque vero che “da lì è partita la segnalazione al giudice” dato che al Tribunale di Torino non impiegano ben tre anni per emettere un’ordinanza in un campo del genere. E’ stato invece necessaria, questa la verità, una ennesima raccomandata di un giornalista che intimava ai sensi di legge alla signora Maria Loreta Raso, responsabile dell’Area Anagrafe Economica, di segnalare tutto quanto al giudice. Visto che non lo aveva fatto a suo tempo come imponeva il suo dovere d’ufficio e, soprattutto, la legge.

 

Gerevini aggiunge che “fino a qualche tempo fa chi chiedeva il fascicolo della Dicembre allo sportello della Camera di commercio si sentiva rispondere: «Non esiste». All'obiezione che è il più importante socio dell'accomandita Agnelli, che è stata la cassaforte dell'Avvocato (ora del nipote), che è più volte citata sulla stampa italiana e internazionale, la risposta non cambiava. Tant'è che dal 1996 a oggi non risulta sia mai stata comminata alcuna ammenda per la mancata iscrizione”. Giusto, è proprio così. Ma Gerevini, rispetto al sottoscritto, per quale ragione non ha mai pubblicato un rigo su questa scandalosa vicenda, non ha informato i lettori, non ha denunciato pubblicamente questa anomalia e illegalità che ammette di aver toccato con mano? Non pensa, il Gerevini, che sarebbe bastato un piccolo articolo sul suo autorevole giornale per smuovere le acque? No, ha continuato a tacere, e a sentirsi ripetere “non esiste” ogni volta in cui bussava allo sportello della Camera di Commercio chiedendo il fascicolo della “Dicembre”. Come mai certi giornalisti delle pagine economiche, e non solo, spesso – come dicono i colleghi americani - “scrivono quello che non sanno e non scrivono quello che sanno? Forse ha ragione Dagospia che, riprendendo la notizia, la definisce “grave atto di insubordinazione e vilipendio del Corriere al suo azionista Kaky Elkann (così impara a smaniare con Nagel di far fuori De Bortoli)”? Questo retroscena conferma che il direttore del Corriere, per ora, non ha osato andare oltre tenendo in serbo qualche cartuccia, in caso di bisogno?

 

Gerevini dice che “la latitanza” della Dicembre ora è finita. Non è vero. La Camera di Commercio, infatti, nonostante sapesse tutto fin dal 2009, ha “preteso” che il giornalista che rompeva le scatole con le sue raccomandate inviasse ai loro uffici l’atto costitutivo della “Dicembre”. Fatto. Ma, a questo punto, non si è accontentata del primo esaustivo documento inviato sollecitamente, bensì ha preteso, forse per guadagnare qualche mese e nella speranza che il notaio Ettore Morone non la rilasciasse, una copia autenticata. Si è mai vista una Camera di Commercio, che nel 2009 ha già fatto – immaginiamo – un’istruttoria su una società non in regola, ed è rimasta immobile dopo che si sono fatti beffe della sua richiesta di regolarizzare la società, chiedere a un giornalista, e non agli amministratori di quella società, i documenti necessari, visto che i diretti interessati non si sono nemmeno curati a suo tempo di rispondere? Invece è andata proprio così.

 

A Torino tutto è possibile. Anche che la “Dicembre” figuri (finalmente) nel Registro delle Imprese ma solo sulla base dei dati contenuti nell’atto costitutivo del 1984 e cioè con due morti come soci, Giovanni e UmbertoAgnelli, e con un terzo socio, Cesare Romiti, che da anni ha lasciato la Fiat e che venne fatto fuori dalla “Dicembre” nel 1989, cioè ventitré anni fa. Non solo ma il capitale della società risulta ancora di 99 milioni e 980 mila lire, allineando come azionisti Giovanni Agnelli (99 milioni e 967 mila lire), Marella Caracciolo (10.000 lire, e dieci azioni), e infine Umberto Agnelli, Cesare Romiti e Gianluigi Gabetti (ciascuno con una azione da mille lire). Non pensano alla Camera di Commercio che sia opportuno, adesso che l’iscrizione è avvenuta, aggiornare questi dati fermi al 15 dicembre 1984, scrivendo alla “Dicembre” e intimandole di consegnare tutti i documenti e gli atti che la riguardano dal 1984 a oggi? Che cosa aspettano a richiederli? Forse temono che il loro sollecito rimanga di nuovo senza riscontro? Dall’altra parte, che cosa aspettano quei Gran Signori di Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, che danno lezioni di etica e moralità ogni cinque minuti, a mettersi in regola? E il grande commercialista torinese Cesare Ferrero, anch’egli socio della “Dicembre”, non sente il dovere professionale di sanare questa anomalia, anche se i suoi “superiori” magari non sono del tutto d’accordo? Ora nessuno di loro può continuare a nascondersi. E quindi diventa molto facile dire: ora che vi hanno scovato, ora che sta venendo a galla la verità, non vi pare corretto e opportuno mettervi pienamente in regola? Ora che perfino il vostro giornale ad agosto vi ha mandato questo “messaggio cifrato” non ritenete di fare le cose, una volta tanto, in modo trasparente, chiaro, limpido, evitando la consueta “segretezza” che voi amate chiamare riserbo, anche se la legge in casi come questi non lo prevede? Oppure volete che sia di nuovo un giudice a ordinarvi di farlo? E Jaky Elkann non ha capito quanto sia importante, per sé e per il proprio personale presente e futuro, che le cose siano chiare e trasparenti, nel suo stesso interesse? 

 

Il Corriere non va diretto al bersaglio come noi e non fa i nomi e cognomi: inarcando il sopracciglio, forse per mettere in luce l’indignazione del suo direttore Ferruccio De Bortoli, l’articolo di Gerevini fa capire che è ora di correre ai ripari: “L'interesse pubblico di conoscere gli atti di una società semplice che ha sotto un grande gruppo industriale è decisamente superiore rispetto a una società semplice di coltivatori diretti (la forma giuridica più diffusa) che sotto ha un campo di granoturco”. Dopo di che, trattandosi del primo giornale italiano, ci si sarebbe aspettati qualche intervento di uno dei coraggiosi trecento e passa collaboratori “grandi firme”, qualche indignata sollecitazione tramite lettera aperta al proprio consigliere di amministrazione Jaky Elkann (lo stesso che oggi controlla la Dicembre), un editoriale o anche un piccolo corsivo nelle pagine economiche o nell’inserto del lunedì, dando vita a un nutrito dibattito seguito dalle cronache sull’evolversi, o meno, della situazione e da una sorta di implacabile countdown per vedere quanto avrebbe impiegato la società a mettersi completamente in regola, con i dati aggiornati, e la Camera di Commercio a fare finalmente il suo mestiere.

 

Niente di tutto questo. E adesso? Non solo noi nutriamo qualche dubbio sul fatto che la società si metta al passo con i documenti. E, qualcuno ben più esperto di noi e che lavora al Corriere,  dubita perfino che la “Dicembre” accetti supinamente un’altra ordinanza del giudice. Ma a questo punto, svelati i giochi, la partita è iniziata e se la società di Jaky Elkann si rifiuta di adempiere alle regole di trasparenza è di per sé una notizia. Che però dubitiamo il Corriereavrà il coraggio di dare. Anche perché la posta in palio è altissima: che cosa potrebbe succedere se, ad esempio, Jaki – che è il primo azionista con quasi l’80%, mentre sua nonna Marella (85 anni) detiene il 20% - decidesse di farsi monaco o gli dovesse malauguratamente accadere qualcosa? Chi diventerebbe il primo azionista del gruppo? Non certo una anziana signora, con problemi di salute, che vive tra Marrakech e Sankt Moritz? A quel punto, ad avere – come già di fatto hanno – prima di tutti la realegovernance attuale della cassaforte sarebbero Gabetti e Grande Stevens, con Cristina, la figlia di quest’ultimo, e Cesare Ferrero a votare insieme a loro per raggiungere i quattro voti necessari come da statuto (anche se rappresentano solo 4 azioni da un euro ciascuna) per sancire il passaggio delle altre quote e la presa ufficiale del potere. Ecco, al di là di quella che sembra un’inezia – l’iscrizione al registro delle imprese e l’aggiornamento degli atti della società – che cosa significa tutta questa storia. Ci permettiamo di chiedere: ingegner John Elkann, a queste cose lei ha mai pensato? E perché le tollera?

ALMENO SUA COGNATA BEATRICE BORROMEO GIORNALISTA DEL FATTO NON L’HA MAI INFORMATA DI UNA MIA TELEFONATA DI BEN 2 ANNI FA ? Mb

 

 

Agnelli segreti
Ju29ro.com
Con Vallecchi ha pubblicato nel 2009 “I lupi & gli Agnelli”. Il 24 gennaio del 2003, a 82 anni di età, moriva
Gianni Agnelli. Nei prossimi mesi, c'è da ...

 

 

Agnelli: «Bisogna cambiare il calcio italiano»

Al Centro Congressi del Lingotto partita l'assemblea dei soci della Juve seguila con noi. Il presidente bianconero: «Bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo, dopo i fasti degli ultimi 30 anni stiamo avendo un declino, siamo in presenza di un tracollo strutturale. E' necessaria una riforma strutturale del calcio professionistico che non può più vivere essendo considerato al pari di quello di base. Vorremmo che la locomotiva fosse in grado di procedere al pari degli altri. Oggi siamo 4°, dopo Spagna, Inghilterra, Germania, presto Francia e Portogallo li seguiranno»

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VIDEO Agnelli: Sogno Champions

 

 

TORINO - Stanno via via arrivando i piccoli azionisti della Juventus al Centro Congressi del Lingotto dove, alle 10.30, avrà inizio l'assemblea dei soci del club bianconero. In attesa che Andrea Agnelli apra i lavori con la sua lettera agli azionisti, la relazione finanziaria annuale unisce ai numeri la passione. Nelle pagine iniziali sono contenute le immagini salienti dell'ultimo anno, iniziato con il ritiro di Bardonecchia, proseguito con l'inaugurazione dello Juventus Stadium, la conquista del titolo di campione d'inverno e del Viareggio da parte della Primavera, e culminato con la vittoria dello scudetto e della Supercoppa. Due dei cinque nuovi volti del Consiglio di Amministrazione della Juventus non sono presenti nella sala 500 del Lingotto. L'avvocato Giulia Bongiorno è impegnata in una causa mentre il presidente del J Musuem, Paolo Garimberti, è fuori Italia per il Cda di EuroNews, ma comunque in collegamento in videoconferenza. Maurizio Arrivabene, Assia Grazioli-Venier ed Enrico Vellano sono invece in platea, come gli ad Beppe Marotta e Aldo Mazzia e il consigliere Pavel Nedved.«Da troppi anni aspettavamo una vittoria sul campo - scrive Agnelli - ma il 30° scudetto e la Supercoppa sono ormai alle nostre spalle ed è più opportuno guardare al futuro, con la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta per la nostra società». La sfida all'Europa è lanciata.

AGNELLI SU CONTE -  «Conte? Noi siamo felici di Conte perché è il miglior tecnico che ci sia in circolazione e ce lo teniamo stretto». 

AGNELLI SU DEL PIERO -  "Alessandro Del Piero è nel mio cuore, nei nostri cuori come uno dei più grandi giocatori di sempre della Juve": lo ha detto Andrea Agnelli rispondendo a una domanda sull'ex capitano bianconero. "L'anno scorso - ha aggiunto Agnelli - ciò che è successo qui in assemblea è stato un tributo, perché avevamo firmato l'ultimo contratto ed era stato lui stesso a dire che sarebbe stato l'ultimo. Ora lui ha scelto una nuova esperienza, ricca di fascino: porterà sempre con sè la Juventus"."Per il futuro - ha detto Agnelli su un eventuale impiego di Del Piero nella società bianconera - non chiudo le porte a nessuno. Oggi la squadra è completa, lavora quotidianamente per ottenere gli obiettivi di vincere sul campo e di ottenere un equilibrio economico finanziario. Sono soddisfatto di tutte le persone, quindi - ha concluso - come si dice, squadra che vince non si cambia". 

«BISOGNA CAMBIARE, E SUBITO, IL CALCIO ITALIANO» - Ecco il discorso con cui Andrea Agnelli ha aperto i lavori dell'assemblea degli azionisti: «Signori azionisti, la Juventus è campione d’Italia, per troppo tempo i presidenti hanno dovuto affrontare questa assemblea senza avere nel cuore il calore che una vittoria porta con sé. Nella stagione che ci porterà a celebrare il 90° anno del coinvolgimento della mia famiglia nella Juventus,credo sia opportuno riflettere insieme sul fatto che la Juventus ha sempre promosso i cambiamenti. E' una missione alla quale questa gestione non intende sottrarsi. Quando ho ricevuto l'incarico di presidente avevo in testa chiarissimi alcuni passaggi. Il primo è cambiare la società e la squadra, un percorso in continua evoluzione, ma in 30 mesi abbiamo bruciato le tappe. Churchill diceva: i problemi della vittoria sono più piacevoli della sconfitta ma non meno ardui, lo scudetto non ci deve far dimenticare il nostro mandato, vincere mantenendo l'equilibrio finanziario. Il bilancio presenta numeri su cui riflettere, la perdita è dimezzata, e contiamo di proseguire nel percorso di risanamento».Poi il finale, con il presidente bianconero ad affrontare un tema assai caro come quello delle riforme.«Dopo 17 anni di attesa lo Juventus stadium è una realtà davanti agli occhi di tutti e sta dando i suoi frutti sia nei risultati sportivi sia in quelli economici. Dal Museum al College, sono tanti i fronti di attività come la riqualificazione dell’area della Continassa che ospiterà sede e centro di allenamento. Il cammino procede nella giusta direzione, 'la vita è come andare in bicicletta, occorre stare in equilibrio', diceva Einstein. E qui arriviamo al secondo punto: bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo, dopo i fasti degli ultimi 30 anni stiamo avendo un declino, siamo in presenza di un tracollo strutturale. E' necessaria una riforma strutturale del calcio professionistico che non può più vivere essendo considerato al pari di quello di base. Vorremmo che la locomotiva fosse in grado di procedere al pari degli altri. Oggi siamo 4°, dopo Spagna, Inghilterra, Germania, presto Francia e Portogallo li seguiranno. Riforma dei campionati, riforma Legge Melandri, riforma del numero di squadre professionistiche e del settore giovanile. Riforma dello status del professionista sportivo, tutela dei marchi, legge sugli impianti sportivi, riforma complessiva della giustizia sportiva, queste le tematiche su cui vorremmo confrontarci. Bob Dylan diceva: 'I tempi stanno cambiando' e non hanno smesso, la Juventus non intende affossare come una pietra». 

PAROLA AGLI AZIONISTI - Prima di passare al voto di approvazione del bilancio 2011-12, la parola è passata agli azionisti. Molti gli interventi: alcuni si sono complimentati con il presidente e i dirigenti per le vittorie, ma in tanti hanno sollevato dubbi sulla campagna acquisti. In particolare sono state fatte domande sul caso Berbatov, su Iaquinta e Giovinco. «Speriamo che immobile non faccia la fine di Giovinco, ceduto a 6 e pagato 11 milioni, spero che si compri Llorente» ha detto l'azionista Stancapiano. Gli ha fatto eco un altro socio bianconero: «Abbiamo comprato due punte spendendo parecchi milioni: Bendtner non l’abbiamo ancora visto, Giovinco ce l’avevamo in casa. Anziché prendere Giovinco, potevamno tenerci Boakye o Gabbiadini, che sono per metà nostri, almeno fino a gennaio per capire se sono da Juve». E c'è chi ha ricordato anche Alessandro Del Piero: «Auguri di buon lavoro al bravo e simpatico Del Piero che per tanti anni ha onorato la nostra squadra: Alex fatti onore anche in Australia». 

L'AZIONISTA BAVA - Dirompente l'intervento dell'azionista Bava che ha chiesto di conoscere gli stipendi netti dei giocatori, l'andamento dell'inchiesta sulla stabilità dello stadio, se ci sono giocatori coinvolti nel calcioscommesse, se la società ha prestato soldi ai giocatori, e in particolare a Buffon, per pagare debiti di gioco. Infine si è dichiarato contrario allo stipendio di 200 mila euro che la società elargisce a Pavel Nedved. Dopo che gli è stata tolta la parola perché ha sforato i minuti a disposizone, Marco Bava ha movimentato l'assemblea urlando e fermando i lavori. Nel suo discorso di apertura, Andrea Agnelli non ha parlato di Alessandro Del Piero. Ma nel libro che presenta il rendiconto di gestione, la Juventus ha dedicato una doppia pagina all'ex capitano bianconero, nella quale si ricordano tutti i suoi successi. Alla fine campeggia anche un "Grazie Alex" a caratteri cubitali. E alcuni azionisti si soffermati su Alex chiedendo perché non gli è stato trovato un posto in società.

APPROVA IL BILANCIO E LA BATTUTA DI AGNELLI - È stato approvato il Bilancio dell'esercizio 2011/12. Agnelli prende la parola alla fine della discussione del primo punto all'ordine del giorno: "In Italia, noi juventini siamo la maggioranza, ma ci sono anche tanti, tantissimi anti-juventini, perché la Juventus è tanto amata, ma anche tanto odiata. E' c'è molto odio nei nostri confronti ultimamente". Applausi dell'assemblea. 

LE RISPOSTE DI MAZZIA - L'ad della Juventus Aldo Mazzia ha risposto alle domande di carattere economico rivolte dagli azionisti bianconeri. In particolare, ha spiegato l'operazione Continassa.«Abbiamo acquisito il diritto di superficie per 99 anni, rinnovabile, su un'area di 180 mila metri adiacente allo Juventus Stadiun, per il costo di 10 milioni e mezzo. Questa cifra comprende anche il diritto di costruire lottizzando l’area a nostra disposizione. L'investimento complessivo ammonterà a 35-40 milioni: oltre ai 10,5 e a un milione per le opere di urbanizzazione, il residuo servirà per costruire la sede e il centro sportivo. La copertura finanziaria sarà in parte coperta dal Credito Sportivo che, il giorno dopo la presentazione del progetto, ci ha contattato manifestando interesse a finanziare l'opera. L'obiettivo è quello di arrivare al minimo esborso possibile, dotando il club di due asst importanti». Per quanto riguarda il titolo in Borsa, Mazzia ha sottolineato che «il prezzo lo fa il mercato: rispetto al valore di 0,14 euro al momento dell'aumento del capitale, oggi vale circa il 43% in più. Questo apprezzamento deriva dai miglioramenti sportivi ma soprattutto economici».

PAROLA A COZZOLINO - Azionista Cozzolino: "I consiglieri per me devono essere tutti di provata fede juventina. La Juventus è una trincea mediatica. E il Cda della Juve è più visibile di quello di Fiat. Mi rivolgo a Bongiorno, non sarà più l'avvocato che ha difeso Andreotti, ma quella che siede nel Cda juventino. Non mi convince la sua vicinanza a quegli ambienti romani e antijuventini, che hanno appoggiato il mancato revisionismo su Calciopoli. La dottoressa Grazioli-Venier la conosco poco, certo, il doppio cognome alla Juventus non porta bene... Paolo Garimberti si è sempre professato juventino ed è presidente del nostro museo, nel suo curriculum abbondano incarichi importanti nei media. Eppure non ricordo neppure un articolo a difesa della Juventus nel periodo calciopoli quando era a Repubblica e quando era presidente della Rai perché non ha arginato la deriva antijuventina della tv di Stato? Mazzia, si sa, era granata, ma in fondo lo era anche Giraudo. Le ricordo comunque che Giraudo esultava allo stadio quando segnava la Juventus, si dia da fare anche lei".

GIULIA BONGIORNO NEL CDA JUVE - Si passa al secondo punto all'ordine del giorno: nomina degli organi sociali. Si vota per rinnovare il Cda e si parla dei compensi ai consiglieri (25mila euro all'anno ad ognuno dei consiglieri). Il Consiglio proposto è: Camillo Venesi, Andrea Agnelli, Maurizio Arrivabene, Giulia Bongiorno, Paolo Garimberti, Assia Grazioli-Venier, Giuseppe Marotta, Aldo Mazzia, Pavel Nedved, Enrico Vellano. Agnelli ringrazia i consiglieri uscenti, fra cui c'è l'avvocato Briamonte. 

DIECI CONSIGLIERI - L'assemblea degli azionisti Juventus ha votato la nomina dei 10 componenti del Cda bianconero. Il Consiglio avrà un mandato di tre anni e ogni consigliere percepirà 25 mila euro l'anno. Del Cda fanno parte Andrea Agnelli, Beppe Marotta, Aldo Mazzia, Pavel Nedved e Camillo Venesio, tutti confermati, e le new entry Giulia Bongiorno, Paolo Garimberti, Enrico Vellano, Assia Grazioli-Venier e Maurizio Arrivabene.

 

Marina Salvetti
Guido Vaciago

 

 

 

 

 

- TROPPA GENTE VUOLE FARSI PUBBLICITÀ SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI 

 

 

Lettera 2
caro D'Agostino, trovo il tuo sito veramente informato ,serio,ed equilibrato,fosse tutta così la comunicazione in Italia !!!!! Dopo questa piccola premessa volevo dirti alcune cose su Edoardo agnelli.Tutto quello detto scritto da vari personaggi ,giornalisti,scrittori presunti amici lo trovo molto superficiale ma solo per il fatto di farsi un Po di pubblicità o altro, ma li conosceva davvero questa gente ? Dubito molto non avendoli mai visti accanto ad edo .In questi anni ho sentito tutto ed il contrario di tutto e volevo intervenire prima ,ma solo sul tuo sito, perché ti riconosco una sicura onesta intellettuale.

 

Negli ultimi 20 anni di vita di Edoardo sono stato il suo vero amico accompagnandolo in tutte le parti del mondo,e assistendolo nel suo lavoro,c erano con noi a volte anche altri amici sempre sinceri e che stavano al loro posto non pronti,come ora a farsi pubblicità ogni volta che esce il nome dello sfortunato amico.Finisco dicendoti che,la mattina del 15 novembre 2000 giorno del fatale incidente ,edoardo fece ,prima ,solo 4 telefonate ed una era al sottoscritto come tutte le mattine 
.Ti ringrazio per la tua cortese attenzione e buon lavoro con sincera stima 
Fabio massimo cestelli

CARO MASSIMO CESTELLI , DETTO DA EDOARDO CESTELLINO, io parlo con le sentenze tu forse lo fai usando il linguaggio delle note dell'avv Anfora ? Mb

 

 


Giuseppe Puppo

3 h · 

Ringraziando Marco Bava per l'avviso che mi ha fatto utile per l'ascolto in diretta, segnalo - a tutti voi, ma, mi sia concesso, a Marco Solfanelli in particolare, in quanto editore del mio nuovo libro dedicato agli ultimi sviluppi, "Un giallo troppo complicato", in fase di stampa - che questa mattina il programma "Mix 24" su Radio24 del Sole 24 ore - emittente nazionale - condotto da Giovanni Minoli si è lungamente occupato del caso della tragica morte di Edoardo Agnelli, mistero italiano ancora irrisolto, dai tanti risvolti importanti quanto inquietanti, con ciò - ed è particolarmente degno di nota - rilanciandolo all'attenzione generale. 
In sostanza, egli ha riadattato per il mezzo radiofonico la puntata del suo programma televisivo "La storia siamo noi" andato in onda tre anni fa, pure però con un'aggiunta significativa, un'intervista a Jas Gawronski, amico dell' "avvocato" Gianni Agnelli, in cui ha fatto affermazioni molto forti sul controverso rapporto padre-figlio, che è una delle chiavi di lettura di dirompente efficacia per la comprensione dell'intero caso. 
Sia la puntata televisiva di tre anni fa, sia il programma odierno di Minoli sono facilmente rintracciabili e consultabili sul web. 
Per il resto, a fra pochi giorni per le mie ultime, sconvolgenti acquisizioni che, oltre al riesame per intero della complessa questione, sono dettagliate in "Un giallo troppo complicato"... Grazie a tutti.

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Giuseppe Puppo http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2

 

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Giuseppe Puppo http://ildocumento.it/mistero/edoardo-agnelli-dixit.html

 

Edoardo Agnelli - L`ultimo volo (La Storia Siamo Noi) | Il documentario in streaming

ildocumento.it

Edoardo Agnelli muore il 15 novembre del 2000. Ripercorriamo la vita del rampoll...Altro...

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Gianni Agnelli e Marella Caracciolo raccontati da Oscar De La Renta: vidi l'Avvocato piangere per ...

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ROMA – Con l'aneddotica su Gianni Agnelli si potrebbero riempire intere emeroteche. ... Lo so, c'è chi sostiene il contrario, ma è una stupidaggine.

 

 

Edoardo, l’Agnelli da dimenticare

 

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Lunedì 17 Novembre 2014, ore 17,12
 

Non un necrologio, una messa, un ricordo per i 14 anni dalla scomparsa del figlio dell'Avvocato. Se ne dimentica persino Lapo Elkann, troppo indaffarato a battibeccare a suon di agenzie con Della Valle. E la sua morte resta un mistero - di Gigi MONCALVO

 

Il 15 novembre di quattordici anni fa, Edoardo Agnelli – l’unico figlio maschio di Gianni eMarella – moriva tragicamente. Il suo corpo venne rinvenuto ai piedi di un viadotto dell’autostrada Torino-Savona, nei pressi di Fossano. Settantasei metri più in alto era parcheggiata la Croma di Edoardo, l’unico bene materiale che egli possedeva e che aveva faticato non poco a farsi intestare convincendo il padre a cedergliela. L’unica cosa certa di quella vicenda è che Edoardo è morto. Non sarebbe corretto dire né che si sia suicidato, né che sia stato suicidato, né che sia volato, né che si sia lanciato, né che sia stato ucciso e il suo corpo sia stato buttato giù dal viadotto. Nel mio libro Agnelli Segreti sono pubblicati otto capitoli con gli atti della mancata “inchiesta” e delle misteriose e assurde dimenticanze del Procuratore della Repubblica diMondovì, degli inquirenti, della Digos di Torino. Tanto per fare alcuni esempi non è stata fatta l’autopsia, né prelevato un campione di sangue o di tessuto organico, né un capello, il medico legale ha sbagliato l’altezza e il peso (20 cm e 40 kg. In meno), non sono state sequestrate le registrazioni delle telecamere di sorveglianza della sua villa a Torino, gli uomini della scorta non hanno saputo spiegare perché per quattro giorni non lo hanno protetto, seguito, controllato come avevano avuto l’ordine di fare dalla madre di Edoardo. Nessuno si è nemmeno insospettito di un particolare inquietante rivelato dalla Scientifica: all’interno dell’auto di Edoardo (equipaggiata con un motore Peugeot!) non sono state trovate impronte digitali né all’interno né all’esterno. Ecco perché oggi si può parlare con certezza solo di “morte” e non di suicidio o omicidio o altro. 

 

Dopo 14 anni l’inchiesta è ancora secretata – anche se io l’ho pubblicata lo stesso, anzi l’ho voluto fare proprio per questo -, e nessun necrologio ha ricordato la morte del figlio di Gianni Agnelli. Nella cosiddetta “Royal Family” i personaggi scomodi o “contro” vengono emarginati, dimenticati, cancellati. Basta guardare che cosa è successo alla figlia Margherita, “colpevole” di aver portato in tribunale i consiglieri e gli amministratori del patrimonio del padre: Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron (il capo del “family office” di Zurigo che amministrava il patrimonio personale di Gianni Agnelli nascosto all’estero). Margherita, quando ci sono dei lutti in famiglia, viene persino umiliata mettendo il suo necrologio in fondo a una lunga lista, anziché al secondo posto in alto, subito dopo sua madre, come imporrebbe la buona creanza. Per l’anniversario della morte di Edoardo nessun necrologio su laStampa né sul Corriere – i due giornali di proprietà di Jaky -, né poche righe di ricordo, nemmeno la notizia di una Messa celebrativa. Edoardo, dunque,  cancellato, come sua madre, comeGiorgio Agnelli, uno dei fratelli di Gianni, rimosso dalla memoria per il fatto di essere morto tragicamente in un ospedale svizzero. E cancellato perfino come Virginia Bourbon del Monte, la mamma di Gianni e dei suoi fratelli: Umberto, Clara, Cristiana, Maria Sole, Susanna, Giorgio. Gianni non andò nemmeno ai funerali di sua madre nel novembre 1945. Tornando a oggi Edoardo è stato ricordato da un paio di mazzi di fiori fatti arrivare all’esterno della tomba di famiglia di Villar Perosa (qualcuno ha forse negato l’autorizzazione che venissero collocati all’interno?) da Allaman, in Svizzera, da sua sorella Margherita e dai cinque nipoti nati dal secondo matrimonio della signora con il conte Serge de Pahlen (si chiamano Pietro, Sofia, Maria, Anna, Tatiana). Margherita ha fatto celebrare una Messa privata a Villar Perosa, così come a Torino ha fatto l’amico di sempre, Marco Bava.  

 

Tutto qui. I due nipoti di Edoardo, Jaky e Lapo, hanno dimenticato l’anniversario. Lapo ha trascorso la giornata a inondare agenzie e social network di stupidaggini puerili su Diego Della Valle. Invece di contestare in modo convincente e solido i rilievi del creatore di Hogan, Fay e Tod’s (“L'Italia cambierà quando capirà quanto male ha fatto questa famiglia al Paese"),  il fratello minore di Jaky, a corto di argomentazioni, ha detto tra l’altro: "Una macchina può far sognare più di un paio di scarpe”.  Evidentemente Sergio Marchionnenon gli ha ancora comunicato che la sua più strepitosa invenzione è stata quella della “fabbrica di auto che non fa le auto”. E al tempo stesso, evidentemente il fratello di Lapo non gli ha ancora spiegato che la FIAT (anzi la FCA) ha smesso da tempo di produrre auto in Italia, eccezion fatta per pochi modelli di “Ducato” in  Val di Sangro o qualche “Punto” a Pomigliano d’Arco con un terzo di occupati in meno, o poche “Maserati Ghibli” e “Maserati 4 porte” a Grugliasco (negli ex-stabilimenti Bertone ottenuti in regalo, anziché creare linee di montaggio per questi modelli negli stabilimenti Fiat chiusi da tempo: a Mirafiorilavorano un paio di giorni al mese 500 operai in cassa integrazione a rotazione su 2.770). Oggi FCA produce la Panda e piccoli SUV in Serbia, altri modelli in Messico, Brasile, Polonia (Tichy), Spagna (Valladolid e Madrid), Francia.

 

Eppure Lapo una volta davanti alle telecamere disse di suo zio Edoardo: «Era una persona bella dentro e bella fuori. Molto più intelligente di quanto molti l'hanno descritto, un insofferente che soffriva, che alternava momenti di riflessività e momenti istintivi: due cose che non collimano l'una con l'altra, ma in realtà era così». A Villar Perosa "ci sono state tante gioie ma anche tanti dolori". Dice Lapo: «Con tutto l'affetto e il rispetto che ho per lui e con le cose egregie che ha fatto nella vita, mio nonno era un padre non facile... Quel che si aspetta da un padre, dei gesti di tenerezza, non parlo di potere... i gesti normali di una famiglia normale, probabilmente mancavano». E poi riconosce quanto abbia pesato su Edoardo l'indicazione di far entrare Jaky nell'impero Fiat: «Credo che la parte difficile sia stata prima, la nomina di Giovanni Alberto. Poi, Jaky è stata come una seconda costola tolta. Ma Edoardo si rendeva conto che non era una posizione per lui».

 

Questo è vero solo in parte. Certo, Edoardo annoverava tra gli episodi che probabilmente vennero utilizzati per stopparlo e rintuzzare eventuali sue ambizioni, pretese dinastiche o velleità successori, anche la virtuale “investitura” – attraverso un settimanale francese – con cui venne mediaticamente, ma solo mediaticamente e senza alcun fondamento reale, concreto, sincero, candidato suo cugino Giovanni Alberto alla successione in Fiat. In realtà non c’era nessuna intenzione seria dell’Avvocato di addivenire a questa scelta, nessuno ci aveva nemmeno mai pensato davvero, se non Cesare Romiti per spostare l’attenzione dai guai giudiziari e dalle buie prospettive che lo riguardavano ai tempi dell’inchiesta “Mani Pulite”. Il nome del povero Giovannino venne strumentalizzato e dato in pasto ai giornali, una beffa atroce, mentre le vere intenzioni erano ben altre e quel nome così pulito e presentabile veniva strumentalizzato con la tacita approvazione di suo zio Gianni (lo rivela documentalmente  in un suo libro l’ex direttore generale Fiat, Giorgio Garuzzo).

 

Edoardo non conosceva in profondità questi retroscena, aveva anch’egli creduto davvero che la scelta del delfino fosse stata fatta alle sue spalle, si era un poco indispettito, non per la cooptazione del cugino, o perché ambisse essere al posto suo, ma perché riteneva che non ci fosse alcun bisogno di anticipare i tempi in quel modo, tanto più che a quell’epoca Giovannino era un ragazzo non ancora trentenne. C’era un altro punto che lo infastidiva: il fatto che Giovannino non lo avesse informato direttamente, i rapporti tra loro erano tali per cui Edoardo si aspettava che fosse proprio lui a dirglielo, prima che la notizia uscisse sui giornali. L’equivoco venne risolto in fretta. Giovannino non appena venne a conoscere l’irritazione di Edoardo per questo aspetto formale della vicenda, volle subito vederlo, si incontrarono, chiarirono tutto, il figlio di Umberto gli spiegò come stavano davvero le cose, e come stessero usando il suo nome senza che potesse farci nulla. Edoardo si indispettì ancora di più contro l’establishment della Fiat e si meravigliò che il padre di Giovannino non avesse reagito con maggiore durezza. Ma Umberto, francamente, che cosa avrebbe potuto fare? Stavano, per finta, designando suo figlio per il posto di comando e lui poteva permettersi di piantare grane?  

 

 

Poi Giovannino morì e al suo posto, pochi giorni dopo il funerale nel dicembre 1997, nel consiglio di amministrazione della Fiat venne nominato John Elkann, che di anni ne aveva appena ventidue e nemmeno era laureato. Edoardo, nella sua ultima illuminante intervista a Paolo Griseri de il Manifesto (15 gennaio 1998), dà una risposta netta sul suo, e di suo padre, “nipotino” Jaky: “Considero quella scelta uno sbaglio e una caduta di stile, decisa da una parte della mia famiglia, nonostante e contro le perplessità di mio padre, che infatti all’inizio non voleva dare il suo assenso. Non si nomina un ragazzo pochi giorni dopo la morte di Giovanni Alberto, per riempire un posto. Se quel posto fosse rimasto vacante per qualche mese, almeno il tempo del lutto, non sarebbe successo niente. Invece si è preferito farsi prendere dalla smania con un gesto che io considero offensivo anche per la memoria di mio cugino”. Edoardo, e questo è un passaggio fondamentale, afferma che suo padre nutriva perplessità per quella scelta su Jaky. Sostiene che l’Avvocato “in un primo tempo non voleva dare il suo assenso”. Forse era davvero questa la realtà. Forse Gabetti e Grande Stevens già stavano tramando per mettere sul trono, dopo la morte dell’Avvocato, una persona debole, giovane, inesperta, fragile e quindi facilmente manovrabile e condizionabile. Le trame si erano concretizzate tra la fine dell’inverno e la primavera del 1996 e la vittoria di Gabetti e Grande Stevens era stata sancita nello studio del notaio Morone di Torino il 10 aprile. Fu quello il momento in cui Edoardo venne, formalmente, messo alla porta, escludendo il suo nome dall’elenco dei soci della “Dicembre”. Anche se, in base al diritto successorio italiano, al momento della morte di suo padre Edoardo sarebbe entrato di diritto, come erede legittimo, nella “Dicembre”. La società-cassaforte che ancor oggi controlla FCA, EXOR, Accomandita Giovanni Agnelli e tutto l’impero. Una società in cui Gabetti e Grande Stevens (insieme a sua figlia Cristina) e al commercialista Cesare Ferrero posseggono una azione da un euro ciascuno che conferisce poteri enormi e decisivi.

 

Al di là di questo, c’era un’immagine che dava un enorme fastidio a Edoardo: che suo padre si circondasse in molte occasioni pubbliche, e private, di Luca di Montezemolo. In quanti hanno detto, almeno una volta: “Ma Montezemolo, per caso, è figlio di Gianni Agnelli?”. Comunque sia, un figlio, un vero figlio, che cosa può provare nel vedere suo padre che passa più tempo con un estraneo (perché è certo: Luca non è figlio dell’Avvocato, anche se ha giocato a farlo credere) piuttosto che con lui? Ad esempio in occasioni pubbliche come lo stadio, i box della formula 1 durante i Gran Premi, per le regate di Coppa America, in barca, sugli sci, in altre mille occasioni. Un giorno di novembre del 2000 un signore di Roma era nell’ufficio di Gianni Agnelli a Torino per parlare d’affari. All’improvviso si aprì la porta, entrò Edoardo come una furia ed esclamò: “Sei stato capace di farmi anche questo! Hai fatto una cosa per Luca che per me non hai mai fatto in tutta la mia vita. E non saresti nemmeno mai stato capace di fare”. Sbattè la porta e se ne andò. Una settimana dopo è morto.    

  

Comunque sia, ecco perché Jaky non ha voluto ricordare nemmeno quest’anno suo zio Edoardo. Ma Lapo, che ha vissuto una vicenda per qualche aspetto analoga a quella dello zio e che per fortuna si è conclusa senza tragiche conseguenze (l’overdose a casa di Donato Brocco in arte “Patrizia”, la scorta che anche in questo caso “dimentica” di seguirlo, proteggerlo, soccorrerlo, e infine dopo l’uscita dal coma Lapo “costretto” a vendere le sue azioni per 168 milioni di euro), non avrebbe dovuto, non deve e non può dimenticarsi di zio Edoardo. E’ proprio vero: questi giovanotti, autonominatisi “rappresentanti” della Famiglia Agnelli” mentre invece sono solo degli Usurpateurs, non sanno nemmeno in certi casi che cosa voglia dire rispetto, rimembranza, memoria, dolore, culto dei propri parenti scomparsi.

 

www.gigimoncalvo.com

 

 

Gabetti, premio fedeltà (agli Agnelli) neppure a loro ! Mb

 

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Sabato 12 Dicembre 2015, ore 7,30
 

"Torinese dell'anno" il manager che per oltre mezzo secolo ha tenuto le fila dell'impero finanziario della Famiglia e ancora oggi ne custodisce i segreti più reconditi. Il caso della "Dicembre" e gli slurp (incauti) di Ilotte - di GIGI MONCALVO

Nei giorni scorsi Vincenzo Ilotte, che da un anno ha ereditato dall’ex dipendente Fiat,Alessandro Barberis, la presidenza della Camera di Commercio di Torino, ha accantonato tutti gli impegni di lavoro e ha dedicato molto del suo tempo per la cosa cui teneva e tiene di più: correggere, rivedere, aggiustare, il “libretto” che riguarda il “Torinese dell’anno”, Gianluigi Gabetti, che verrà premiato domenica. I problemi maggiori per Vincenzo sono venuti, non solo dal proprio ufficio stampa, ma soprattutto dal premiato, il quale ha voluto controllare tutto, sistemare ogni virgola, verificare come era stato impaginato il libretto, quali caratteri di stampa e quale carta erano stati scelti, con quale e quanto spazio erano state pubblicate le foto che egli aveva graziosamente selezionato e fornito: lui alla scrivania molto giovane con una riproduzione alle spalle (un quadro di Ben del 1969 con la scritta: “N’importe qui peut avoir une idée”), una immagine di Gabetti con suo figlio e Ilotte in piena salivazione, GLG con Elserino Piol a New York, alle spalle (come sempre) di  Gianni Agnelli che non lo guarda, con Umberto Agnelli, con Lindon Johnson, con David Rockefeller, conPertini e il marchese Diana che gli conferiscono il cavalierato del lavoro, con Marchionne e infine con la sua creatura, con tanto di braccia sulle spalle, Jaki Elkann. A proposito del quale Gabetti ha preteso fosse scritta la sua nota teoria che non trova riscontro in alcun atto ufficiale o in alcuno scritto del defunto Gianni Agnelli: “successore designato” (da chi?).

 

Con l’aggiunta di alcune falsità storiche. Ad esempio su Marchionne: “…in perfetta sintonia Gabetti e John Elkann chiamano Sergio Marchionne ad assumere la carica di Amministratore Delegato della FIAT…”. A proposito dell’equity-swap, che non viene mai chiamato con tale nome - anche perché evoca una circostanza, cioè una condanna penale e amministrativa e una prescrizione che se uno è innocente non solo dovrebbe aver rifiutato ma che invece è stata ben accolta – l’ufficio stampa di Gabetti (pardon, di Ilotte) glissa e mente: “Tocca a Gabetti il compito di difendere l’integrità del controllo della FIAT dalle speculazioni, mediante un complesso di operazioni messe in opera con l’avvocato Franzo Grande Stevens, che si concludono con un buon esito, permettendo così lo straordinario rilancio del Gruppo”. Ilotte farebbe bene a consigliare ai suoi ghost-writer di informarsi meglio: non dico di chiedere la versione del dottor Giancarlo Avenati Bassi ché sarebbe pretendere troppo, ma almeno di evitare termini come “complesse operazioni”. In questo passaggio emerge la prova che Gabetti ha corretto di suo pugno, facendo aggiungere il nome di Grande Stevens cui evidentemente ancora non ha perdonato quei vecchi guai e nella sua mente ultranovantenne è sempre convinto che in quel periodo fu Franzo a eseguire e a seguire i suoi ordini mentre egli, come sempre, nascondeva la mano e mandava avanti l’altro.

 

Ciò che, soprattutto, non va perduta, è però la testimonianza firmata da Gabetti in persona, dal titolo “Le radici della mia Torinesità”. Con il che rinnega la sua amata Ginevra, dove ha fatto andata e ritorno più volte per quanto riguarda il passaporto e la residenza, specie fiscale, in rue Jean Calvin nella città vecchia, e soprattutto aMurazzano, il paesino in provincia di Cuneodove è cresciuto e ancora abita. Gabetti sulla sua “torinesità” la prende molto alla larga, ma cita e quindi subliminalmente ti induce a pensare di essere come loro, i benefattori dell’Ordine Mauriziano che crearono l’Ospedale, i Savoia che vollero la Palazzina di Caccia di Stupinigi, i benemeriti del Monte di Pietà, “da cui sorse l’Istituto San Paolo”, coloro che vollero l’Università, l’Accademia delle Scienze e l’Istituto Galileo Ferraris, per arrivare fino “a Don Giovanni Bosco, Padre Giuseppe Cottolengo e molte altre figure spirituali”. E lui, Gianluigi, arriva fa pensare proprio – almeno nelle sue intenzioni – a San Giovanni Bosco e al Padre Cottolengo. Quando si dice la modestia!

 

LEGGI QUI L'AGIOGRAFIA DI GABETTI

 

Comunque sia, dopo tanta fatica alla fine il difficoltoso “parto” del libretto è avvenuto, e il risultato è davvero sorprendente. Sia per quello che il premiato, Gianluigi Gabetti, ha scritto di sé che per le clamorose omissioni che lo stesso insignito, ma soprattutto Ilotte hanno fatto emergere, anche se questo verbo può sembrare una contraddizione trattandosi di omissioni, silenzi, vere e proprie “omertà”. Va bene che Ilotte è un esperto di chiusure-lampo e che l’azienda di famiglia (cui stranamente dedica poche righe nel suo curriculum in cui ha fatto cancellare, chissà perché, il suo luogo di nascita e ha perfino ignorato la fondamentale e illustre figura imprenditoriale paterna), ma questa volta la chiusura è stata davvero ermetica, proprio all’altezza dei prodotti della Divisione Fonderia della “2A” di Santena, quella in cui si producono le famose zip, oltreché parti dei propulsori di autocarri.

 

Che cosa è accaduto? Ilotte forse non sa o fa finta di non sapere che la persona che ha scelto di premiare ha commesso una serie di gravi irregolarità e mancanza di riguardi, oltreché autentiche violazioni di legge, proprio nei confronti della Camera di Commercio, cioè proprio l’ente che ha deciso di sceglierlo come “cittadino benemerito”. Invece di perdere tempo a correggere, impaginare, lusingare, lisciare il pelo al noto “lupo” (in contrapposizione con gli agnelli, sia con la a maiuscola che minuscola), il presidente Ilotte doveva, avrebbe dovuto fare una cosa semplicissima. Ed è ancora in tempo a farla, così si rende conto della sola che ha propinato al buon nome di Torino e della Camera di Commercio. Deve chiamare la sua dipendente, dottoressa Maria Loreta Raso, dirigente responsabile del “Registro delle Imprese”, e chiederle: “Dato che ho deciso di premiare Gabetti, vuole per cortesia verificare in archivio se è tutto in regola per quanto riguarda costui?”. La dott. Raso aveva di fronte due opzioni: rispondere subito (poiché ben conosce la situazione) oppure guadagnare tempo, fingere di consultare le carte in archivio e dopo un po’ dare al presidente Ilotte l’agognata (da lui) risposta. Che era ed è la seguente: “Beh, guardi, caro Presidente, farebbe meglio a cambiare la scelta del premiato perché nei nostri confronti non è stato molto corretto né serio”.

 

Ilotte si sarebbe probabilmente inalberato, visto che la macchina era ormai avviata e non si poteva revocare la designazione e mandare al macero le copie del libretto così ricco di peana e di ditirambi, e si sarebbe pentito – come è ancora in tempo a fare – per la sua scelta, dettata tra l’altro, pensate un po’ ma lo ha scritto egli stesso, dal fatto che “grazie all’amicizia fraterna con suo figlioAlessandro, ho potuto frequentarlo durante ormai quasi mezzo secolo e poter così ricevere numerosi stimoli…”. Il che significa che, avendo Ilotte quarantanove anni di età, ha cominciato a frequentare Gabetti senior fin da quando il futuro presidente della Camera di commercio era nella culla e lanciava i primi vagiti. E la frase che Gabetti gli ripeteva (“Non perdere l’abbrivio”) non si sa a quale fase della vita di Ilotte si riferisca. Alla prima infanzia, quando ha smesso di gattonare e ha mosso i primi passi? Oppure quando era impegnato sul vasino? O invece quando andava all’asilo o alle elementari? Chissà. Comunque Ilotte cresceva e Gianluigi Gabetti continuava a esortarlo instancabilmente: “Non perdere l’abbrivio”. Per questo Ilotte ha sempre preferito le discese, le spinte, coloro che gli tiravano la volata, l’appoggio, il rinculo su muro di gomma che fungeva da propulsore, sempre per prendere l’abbrivio e soprattutto non perderlo. Ilotte scrive di aver scelto Gabetti “in deroga allo stile di riservatezza che ci contraddistingue” (riferendosi alla Camera di Commercio). E conclude con un autentico osanna per il premiato, sottolineando che ha contribuito “con lungimirante visione alla continuità dell’azienda e alla creazione di occupazione e innovazione”. Ilotte dall’alto della sua carica istituzionale dovrebbe ben sapere, contrariamente alla Stampa che lo sa ma non lo scrive, quanti giorni al mese viene aperto lo stabilimento di Mirafiori e per quanti, a rotazione, dei migliaia di cassaintegrati. Per non parlare di quel che resta degli altri stabilimenti…. Dovrebbe spiegare che cosa ha fatto, come presidente, per salvare l’indotto FIAT vessato, costretto a spostarsi dove FCA produce (Serbia, Polonia, Spagna, Francia, Messico, Brasile, Stati Uniti) e ormai ridotto ai minimi termini (lui dovrebbe saperlo dato che la sua azienda fornisce pezzi all’IVECO).

 

Ma torniamo alla dottoressa Raso e alla Camera Commercio presa in giro, così come il Tribunale e i Giudici delle Imprese, dal dottor Gabetti. Il premiato, in qualità di socio e amministratore della “Dicembre società semplice” - un’invenzione di Grande Stevens che racchiude la ex cassaforte della ex famiglia Agnelli, in cui oggi non figura più nessuno che porti questo cognome - ha sempre rifiutato di fornire, come impone la legge, i dati, gli atti, gli statuti, la composizione societaria, la quantità di azioni detenute dai singoli soci, che la Camera di Commercio nel corso di ventitré anni ha chiesto a lui e agli altri componenti della “Dicembre”. Il dottor Gabetti, di cui è noto il rilevante e preminente ruolo nella “cassaforte”, non ha nemmeno mai risposto alle lettere raccomandate che la dottoressa Raso gli ha inviato chiedendo di mettersi in regola e di fornire al “registro delle Imprese” presso la Camera di Commercio i dati riguardanti quella importante società che controlla dall’alto tutto l’impero ex-Fiat. E quindi anche EXOR, FCA, Accomandita Giovanni Agnelli, Juventus, e via discorrendo. Per quale ragione il dottor Gabetti, torinese dell’anno, non ha mai risposto alle richieste della Camera di Commercio, le ha ignorate, ha violato la legge? Per quale ragione ci sono volute ben due ordinanze del Giudice delle Imprese (prima la dottoressa Anna Castellino, 25 giugno 2012, e poi il dottor Giovanni Liberati, 24 maggio 2013, ha avuto bisogno di un ordine del Tribunale) per riuscire a ottenere l’iscrizione d’ufficio della “Dicembre” e soltanto nel 12 luglio 2012 ad opera, pensate un po’ del giornalista che qui scrive? Come mai, Gabetti non ha ottemperato alle fasi successive completando la documentazione mancante visto che il sottoscritto, a causa della “reticenza” del notaio Ettore Morone, ha potuto avere un solo documento rogato dallo stesso, nonostante richieste e interventi perfino del Notariato Nazionale? Chi ha “richiamato” e “tirato le orecchie” al notaio rimproverandogli di avermi mandato tale documento, e gli ha fatto scrivere una risposta successiva, di fronte alle richieste di altri documenti, che ha fatto ridere l’intero notariato italiano? E cioè (27 marzo 2012): “Gli atti da Lei richiesti non sono stati da me conservati, in quanto consegnati da me al cliente. Non ne ho quindi la materiale disponibilità e non mi è conseguentemente possibile rilasciarne copia”. E non rilascia nemmeno il numero di repertorio e nemmeno come lo ha archiviato. Il che fa sorgere una domanda: ma l’archivio dello studio Morone in quale stato è? Donna Giuseppina vuole parlare lei col suo adorato fratel Ettore?

 

Bene, a fronte di tutto questo, il presidente Vincenzo Ilotte se va a dare un’occhiata al registro delle Imprese di cui egli è, tra l’altro responsabile, troverà che la “Dicembre società semplice”, la più importante, ricca e illustre società che ricadono sotto la sua giurisdizione torinese, una società che ogni anno incassa milioni di euro di dividendi da EXOR e Accomandita Giovanni Agnelli, risulta registrata in questo singolare modo: “Codice Fiscale 96624490015. Sede legale: via del Carmine 2 (dove c’è lo studio Grande Stevens) -  Soci: CARACCIOLO Marella, anni 88; GABETTI Gianluigi, anni 91; ROMITI Cesare, anni 92”. La società risulta fondata nel 1984. Tutti sanno che Romiti non ha più nulla a che fare con la Fiat dal 1998, da ben diciassette anni. Ma non solo questo dimostra quanto sono aggiornati, e come li tiene aggiornati, il presidente Ilotte. Attenzione al colpo di scena. Il pacchetto azionario risulta così suddiviso (valori espressi ancora in lire): CARACCIOLO Marella, 10 azioni da mille lire ciascuna per un totale di 10.000 lire: GABETTI Gianluigi, una azione da mille lire; ROMITI Cesare, una azione da mille lire”. Totale: 12 azioni per un controvalore di euro 6,20. Questo vorrebbero farci credere Gabetti & C. E allora presidente Ilotte, quando sul palco premierà il torinese dell’anno, prenda l’abbrivio e in nome della limpidezza, della trasparenza, della legge, del suo dovere istituzionale gli chieda: «Senta, Gabetti, a parte questa “marchetta” che io e lei stiamo facendo su questo palco davanti a tutta questa bella gente, quand’è che finalmente si decide a mandare tutti gli atti riguardanti la “Dicembre”, la sua “Dicembre”, al mio ufficio, come prevede la legge?». Dai, Ilotte prenda l’abbrivio. E, soprattutto – come le ha detto Gabetti in questo mezzo secolo - non lo perda.

 

Post Scriptum: Se poi vuole, glieli forniamo noi i nomi e le quote societarie della “Dicembre”. In tal modo anche Jaki Elkann - tra una pausa e l’altra di quelle gare contro Lavinia, con la sua amata e inseparabile playstation, perfino quando sono allo stadio per vedere la Juve - verrà finalmente a sapere che cosa “rischia” ad avere nella “Dicembre” come soci, anche se con una sola azione, i signori  Gabetti, Grande Stevens Franzo, Grande Stevens Cristina, Ferrero Cesare. Stia sereno, neh!

 

 

 

 

 

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http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

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La ringraziamo sinceramente per il Suo  interesse nei confronti di una produzione duramente colpita dal recente terremoto, dalle stalle, ai caseifici fino ai magazzini di stagionatura. Il  sistema del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano sono stati fortemente danneggiati con circa un milione di forme crollate a terra a seguito delle ripetute scosse che impediscono a breve la ripresa dei lavori in condizioni di sicurezza. Questo determina di conseguenza difficoltà nella distribuzione del prodotto “salvato”, che va estratto dalle “scalere” accartocciate, verificato qualitativamente e poi trasferito in opportuni locali prima di poter essere posto in vendita. Abbiamo perciò ritenuto opportuno mettere a disposizione nel sito http://emergenze.coldiretti.it tutte le informazioni aggiornate relative alla commercializzazione nelle diverse regioni italiane anche attraverso la rete di vendita degli agricoltori di Campagna Amica.

 

Cordiali saluti.

Ufficio relazioni esterne Coldiretti

 

 

ENI-REPORT

 

28.04.13

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-cbf04ef0-8f34-442d-9a3b-e8ef2587532a.html

 

Report, puntata 7 aprile 2013: lo Stato fallimentare
Investire Oggi
Proprio mentre sul web infiamma la polemica per la richiesta di risarcimento intrapresa dalla compagnia energetica nazionale a seguito dell'inchiesta Eni di Report (è anche partita la raccolta firme, Report: firma la petizione per il diritto di ...

 

Report - La Congregazione e l'Eni 07/04/2013
Rai.tv
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16.12.12

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-559554ac-2703-4fa1-b41d-e3a6fb6a01a0.html

 

 

 

A2A-REPORT

 

02.12.12

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-4bbfdc78-c99f-4341-a233-3723e00c78a0.html

 

 

 

 

ALITALIA-REPORT

 

07.04.13

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-4bbfdc78-c99f-4341-a233-3723e00c78a0.html

 

 

 

MPS-REPORT

 

09.12.12

 

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-8d9c77dd-a34f-4268-951d-34b2d830b2a7.html

 

 

 

http://www.matrasport.dk/Cars/Avantime/avantime-index.html

 

 

Auto e Moto d’Epoca 2013

 

- Nuovo sistema tutela auto e moto d'epoca;
- 
Veicoli d'interesse storico, la fiscalità e il redditometro;
- 
Norme per la circolazione dei veicoli storici;
- 
Veicoli d'interesse storico e collezionistico: circolazione e fiscalità 

 

 

 

http://delittodiusura.blogspot.it/2011/12/rete-antiusura-onlus.html

http://www.vitalowcost.it

http://www.terzasettimana.org

 www.attactorino.org SITO SOCIALE TORINESE

 

 

 

 http://www.giurisprudenzadelleimprese.it/

 

http://www.avvocatitelematici.to.it/

 

http://www.uibm.gov.it/

 

http://www.obiettivonews.it/

 

http://www.penalecontemporaneo.it

 

http://controsservatoriovalsusa.org/

 

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/price-sensitive/home.html?lang=it

 

http://www.societaquotate.com/

 

 

 

http://smarthyworld.com/renault.html

http://www.turbo.fr/renault/renault-avantime/photos-auto/

http://avantimeitalia.forumattivo.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/PSA_ES_e_Renault_L7X

http://www.avantime-club.eu/

http://www.centropestelli.it/  scuola di giornalismo torinese

www.foia.it x la trasparenza

http://www.lingottoierieoggi.com la storia del lingotto

www.ipetitions.com PETIZIONI

http://www.casa.governo.it GUIDA AGEVOLAZIONI CASA

http://www.comune.torino.it/ambiente/bm~doc/report-siti-procedimenti-di-bonifica_informambiente.pdf AREE EX SITI INDUSTRIALI TORINESI DA BONIFICARE

 

 

www.siope.it

 www.rinaflow.it

 

http://news.centrodiascolto.it

http://motori.corriere.it/prezzi-auto/

http://europa.eu/epso/index_it.htm

http://www.lavoro24.ilsole24ore.com/

http://www.huffingtonpost.it/

http://oggiespatrio.it/

http://www.renaultavantime.com/

http://www.solodownload.it/

http://it.miniradioplayer.net/

www.wefightcensorship.org

http://offertesottocosto.blogspot.it/

http://www.dinoferrari.altervista.org/homepage.htm

http://www.pergliavvocati.it/

 

http://www.opzionezero.org/

 

http://www.frontisgovernance.com/index.php?lang=it

 

 

Niente multe se l'autovelox non è ben segnalato

Una sentenza del giudice di pace accetta il ricorso per apparecchi non adeguatamente segnalati in prossimità degli incroci.

http://www.motori.it/attualita/19152/niente-multe-se-lautovelox-non-e-ben-segnalato.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-20+Niente+multe+se+l'autovelox+non+%c3%a8+ben+segnalato

 

TomTom GO Mobile: navigazione gratis per Android

TomTom ha rilasciato l'app GO Mobile per Android in versione freemium, cioè gratuita per chi percorre fino a 75 km al mese.

http://www.motori.it/tecnica/19173/tomtom-go-mobile-navigazione-gratis-per-android.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-22+TomTom+GO+Mobile%3a+navigazione+gratis+per+Android

 

Carburanti: arriva OsservaPrezzi, l'app del MISE

Si chiama OsservaPrezzi ed è l'app gratuita voluta dal MISE per consentire agli automobilisti di conoscere in mobilità i prezzi dei carburanti.

http://www.motori.it/attualita/19174/carburanti-arriva-osservaprezzi-lapp-del-mise.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-23+Carburanti%3a+arriva+OsservaPrezzi%2c+l'app+del+MISE

 

03.06.14 

 

 

 

ULTIMO AGGIORNAMENTO 29/09/2016 01.28.23

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Marco Bava: pennarello di DIO, perseverante autodidatta con coraggio e fantasia , decisionista responsabile.

Sono quello che voi pensate io sia (20.11.13)

La giustizia non esiste se mi mettessero sotto sulle strisce pedonali, mi condannerebbero a pagare i danni all'auto.

(12.02.16)

TO.05.03.09

IL DISEGNO DI DIO A VOLTE SI RIVELA SOLO IN ALCUNI PUNTI. STA' ALLA FEDE CONGIUNGERLI

PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI SIA SANTIFICATO IL TUO NOME VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ COME IN CIELO COSI IN TERRA , DAMMI OGGI LA POSSIBILITA' DI NON COMMETTERE ERRORI NEL CERCARE DI REALIZZARE NEL MIGLIOR MONDO POSSIBILE IL TUO VOLERE.

TU SEI GRANDE ED IO NON SONO CHE L'ULTIMO DEI TUOI SERVI E DEI TUOI FIGLI .

SIGNORE IO NON CONOSCO I TUOI OBIETTIVI PER ME , FIDUCIOSO MI AFFIDO A TE.

Difendo il BENE contro il MALE che nell'uomo rappresenta la variabile "d" demonio per cui una decisione razionale piu' diventare irrazionale per questa ragione (12.02.16)

La vita e' fatta da cose che si devono fare, non si possono non fare, non si vorrebbero fare.(20.01.16)

Il mondo sta diventando una camera a gas a causa dei popoli che la riempiono per irresponsabilità politica (16.02.16)

 

 

  

COSTITUENDA ASSOCIAZIONE PER UN

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

 

 

SI ACCETTANO ISCRIZIONI

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FRA GLI OBETTIVI :

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN  

6) COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DEGLI AZIONISTI NEI PROCESSI PER REATI SOCIETARI

 IL 31.10 15  la sentenza del PROCESSO CONTRO GERONZI E CRAGNOTTI PER ESTORSIONE NEI CONFRONTI DI PARMALAT ha ammesso il danno per i soci Parmalat .     

SENT CRAGN MOTIV 1 MOTIV 2 MOTIVAZ 3

 

 

ITALIANI BUONI E CATTIVI

I musei in crisi di personale potrebbero provare  a resistere con le nuove tecnologie.

La maglia del Grande Torino rivive grazie a un collezionista e a una sartoria milanese.

Benvenuti frontalieri Monaco accoglie gli italiani Se il Canton Ticino volta le spalle ai nostri lavoratori nel Principato gli occupati sono in continuo aumento.

CORRUZIONE Tangenti e viaggi gratis, tre finanzieri condannati.

ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI: ENNESIMA BEFFA AI DANNI DEI CORRENTISTI I conti correnti diventano più cari per pagare le banche salvate Banco Popolare, Unicredit e Ubi aumentano i prezzi dei depositi per il fondo di risoluzione

TEDESCHI UMANI

MERKEL: DIFFICOLTÀ TEMPORANEE, BUNDESBANK: NIENTE AIUTI, OGGI DRAGHI A BERLINO Scure di Commerz: novemila licenziamenti L’Ue a Deutsche Bank: “Ora rafforzi il capitale”.

“La multa Usa eviterà il crac” Ma Volkswagen cade in Borsa Le autorità americane valutano l’ammontare massimo della multa che potrebbero imporre a Volkswagen per lo scandalo delle emissioni senza far finire il colosso tedesco in bancarotta. E trattano un possibile accordo con Volkswagen da raggiungere entro gennaio, prima che si insedi la nuova amministrazione. Le indiscrezioni dell’agenzia Bloomberg pensano sul titolo Volkswagen, che chiude la seduta in calo. Ancora non è chiaro l’ammontare della possibile sanzione, ma Volkswagen ha una liquidità di 28,8 miliardi di euro. L’obiettivo del chief financial officer, Frank Witter, è mantenerla sopra i 20 miliardi per assicurare di avere a disposizione i fondi necessari e per mantenere il rating.

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28.09.16

 

RENZI=GRILLO=DUX

Grillo si riprende anche il blog e vara la norma anti-Pizzarotti Via al voto online sulle nuove regole. Per il sindaco sospensione fino a 24 mesi

“Le case donate sono abusive” L’ultima beffa per i terremotati Amatrice, il Comune ordina lo sgombero: violano il piano regolatore

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27.09.16

 

GUERRA SENZA PACE

Il dramma di soccorritori e medici “Dobbiamo scegliere chi salvare” «Ho l’impressione che i bombardamenti siano andati avanti senza interruzione per tutto il pomeriggio, appena si diradava la polvere delle esplosioni andavamo in strada, a Salahideen, a raccogliere i feriti sparsi qua e là, è tremendo perché devi scegliere chi prendere in braccio e chi lasciare indietro in base alle possibilità che hanno di sopravvivere» dice Khaled al telefono dal corridoio di uno dei pochissimi ospedali funzionanti nella zona est di Aleppo, quella in mano agli insorti. Intorno a lui c’è tutto quanto è andato male dal 2011 e quanto sta andando peggio: «I corpi sono distesi per terra senza neppure un lenzuolo sotto, il pavimento è chiazzato di sangue rappreso e fresco. Non so come facciano i dottori a garantire trasfusioni e massaggi cardiaci stando in ginocchio in mezzo a quelli che si lamentano, tra loro tanti ragazzini». Nella Sarajevo siriana l’attrezzatura e il materiale sanitario arrivano a singhiozzo attraverso le organizzazioni non governative ma, ripete un volontario di Medici Senza Frontiere, non sono sufficienti neppure a una percentuale minima del fabbisogno: «Soccorriamo oltre 100 persone al giorno e facciamo almeno 30 operazioni, manca tutto, compreso il personale e il tempo per intervenire». Dall’altra parte della città, quella «ripresa» dal regime, l’inviata del World Health Organization, Elizabeth Hoff, racconta l’assedio davanti ai suoi occhi: «I bombardamenti si sono intensificati in serata, è un continuo, il rumore copre tutto, non c’è elettricità ma la zona est sembra illuminata a giorno. Sono arrivati missili anche dove sono io, ci sono alcuni feriti, ma l’inferno è a pochi isolati da qui. Sto in contatto soprattutto via Skype con i medici che operano di là, ce ne sono ormai solo 30 a prendersi cura di 250 mila persone. Ogni tentativo di evacuare gli ospedali finora è stato inutile, ma chi soccorre i feriti è esausto, parla al telefono pochi minuti e riaggancia per una nuova emergenza»

Contro l’incubo dell’invasione l’Europa alza nuove barriere Inghilterra, Olanda e Ungheria: alle urne vince la paura.

Frontalieri, esercito di colletti bianchi cresciuto dopo la grande crisi Oltre 62 mila ogni giorno attraversano il confine: “Il clima è sempre più teso” .

Un voto divide la Bosnia Torna la paura nei Balcani Il referendum illegale della Republika Srpska sulla festa nazionale

MA LA SPERANZA GERMOGLIA OVUNQUE

Quelle dolci evasioni che nascono dietro le sbarre A Torino, il primo negozio di prodotti nati nelle carceri dove detenuti e agenti di polizia penitenziaria lavorano insieme.

Da parrucchiere a“cacciatore di libri” Al lago d’Orta i vecchi volumi ritrovano dignità

TORINO ASPIRA A DIVENTARE UNA CITTA' TURISTICA

L’ESPERIENZA DI CHEF FOR PEACE “Fuoco e coltelli strumenti di pace” Un giovane cuoco che vive in un kibbutz collabora con colleghi arabi-israeliani e armeni: “Non facciamo politica ma con il cibo proviamo a dimostrare che la convivenza è possibile”

TRA GLI STAND IN CENTRO E AL VALENTINO Gli espositori contenti a metà “Bello ma troppo dispersivo” Un fiume umano Espositori, turisti, visitatori e torinesi promuovono la scelta di Slow Food di abbandonare i padiglioni del Lingotto per immergersi nel cuore pulsante della città REPORTERS CRISTINA INSALACO NOEMI PENNA Reportage Corrente e sicurezza In piazzale Valdo Fusi si è registrato qualche intoppo: «Abbiamo avuto problemi con la corrente e mancano dei lavandini. Ma con queste migliorie la prossima edizione sarà perfetta» dice Lorenzo Bossina del Pastificio Reale. «Siamo stati graziati dal meteo – sostiene Luciano Guidotti di Borgiattino –. Stare aperti anche la sera fa la differenza, così come offrire al pubblico qualcosa di speciale, che non trovi in negozio». Ai Murazzi c’è chi lamenta scarsa sicurezza e la mancanza degli stand di Terra Madre. Ma c’è chi si è già affezionato, come Franco Biasi di «Quelli della bombetta»: «Peccato, fra due anni non potremo essere qui. Speriamo di bissare in piazza Vittorio». Effetto mercato rionale Al Valentino i commenti sono spaccati a metà. Nuccio Costa della siciliana Campodoro non ha dubbi: «Vogliamo tornare al Lingotto. Non siamo interessati alla vendita al dettaglio, ma a quella agli operatori del settore, che qui non si riescono a distinguere dal pubblico. È necessaria una selezione del visitatore attraverso il biglietto». SeconUn nuovo mondo necessario Gli economisti Serge Latouche e Stefano Zamagni, riflettono sul tema «Un nuovo mondo è possibile, anzi necessario» perché la religione imperante della crescita infinita su un pianeta finito non è sostenibile. Dalle 14 alle 15,30 al Carignano. do il marchigiano Marco Spinosi «non è più un Salone. Si è trasformato in un mercato rionale, che attrae molta gente interessata esclusivamente a mangiare gratis. Dopo il primo giorno, infatti, abbiamo smesso di proporre degustazioni gratuite». E se Ilia Asturi, responsabile marketing dell’olio Barbera, dice che «la promozione qui è maggiore, ma è una fiera troppo dispersiva», per Rolando Bossi di Radeberger Gruppe Italia è stato un successo: «Il pubblico è variegato e interessante. L’orario però è da prolungare». Dallo stand dello zafferano spagnolo, Josè Antonio de la Carrasca ha venduto il 15% in più rispetto allo scorso Salone: «È una formula vincente, perché la gente è curiosa, numerosa, e il tempo ci ha assistito». La pensa così anche Adel Mohamed Abdelsalam Awad, che produce pollo in Egitto: «C’è una grande possibilità d’incontro tra culture e scambio di ricette». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI Claudia Piraccini Osteria del gran fritto Marco Spinosi Produttore di pasta Nuccio Costa Produttore Campodoro Lorenzo Bossini Pastificio Reale Ilia Asturi Olio siciliano Barbera È una formula vincente, perché la gente è curiosa, numerosa, e il tempo ci ha assistito Josè de la Carrasca Produttore spagnolo di zafferano Edizione di successo, ma servono correttivi: “Non possiamo chiudere alle 19”.

Il titolare del ristorante Dausin stroncato da un malore Addio Roberto, “vicino” e solidale Aveva scelto il chilometro zero e dopo la chiusura portava cibo a chi non ne ha.

COLDIRETTI Ami i Lupi? Basta un click e adotti i pastori

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26.09.16

 

Ho conosciuto a Monza nell'evento BMW Alex Zanardi, e' un giusto uomo di Dio che ha molta testa e le spalle di un bagnino che da la speranza alle persone. 23.06.16

I segreti di Alex Zanardi per muovere le montagne

Virgin Radio-23 set 2016
Parliamo del grande Alex Zanardi, ambasciatore del marchio BMW, arrivato fresco da Rio (è rientrato da appena due giorni fa in Italia) per incontrare i giornalisti ...

F1, a tutto Alex Zanardi: "sarebbe bello tornare al volante, mi manca ...

SportFair-6 ore fa
Dopo una Paralimpiade vissuta da protagonista, coronata da due ori e un argento nella handbike, Alex Zanardi guarda già al futuro, svelando ...

 

 

IL MONDO SBAGLIATO DEI SENZA DIO

YEMEN Sotto assedio e senza cibo Il dramma di 370mila bimbi L’allarme di Save the Children: morte lenta e silenziosa .

SIRIA Nell’inferno di Aleppo bevono l’acqua infetta Gli acquedotti danneggiati dai raid o sabotati.

Sud Sudan Nel Paese più giovane oltre quattro milioni non hanno da mangiare.

Nigeria Ragazzini e donne usati come kamikaze dai Boko Haram.

Centrafrica Gli scontri etnici spingono 10mila minori a fare i guerriglieri .

In Italia boom di richieste per liberarsi dal diavolo ma mancano gli esorcisti.

Schiavitù I culti estremi (satanismo, spiritismo e stregoneria) rappresentano il 25% delle sette. Spesso gestiscono il patrimonio degli adepti fino a condurli in rovina.

Sanità Nuovi ticket per 60 milioni

STUDIO DELLA CGIL Sette assunzioni su 10 con contratti a termine Nei primi sette mesi del 2016, le assunzioni a termine sono state circa 2,1 milioni e rappresentano «ben il 71% dei nuovi rapporti di lavoro». Lo dice uno studio della Fondazione Di Vittorio della Cgil, che rielabora gli ultimi dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps . Ricordando anche che nei primi sette mesi del 2016 sono stati acquistati quasi 85 milioni di voucher, per la Cgil, dunque, «il lavoro precario e instabile si conferma nel 2016 la forma assolutamente predominante di accesso al mercato del lavoro».

Conti in rosso, fatture false e assunzioni clientelari Guerra tra medici in tribunale Denunce tra istituto di previdenza e capo del sindacato .

La Terra ha sempre più caldo gli animali in fuga verso Nord Il professor Martin Robards lavora da così tanto tempo per la Wildlife Conservation Society da non stupirsi più di nulla. Ma non credeva ai propri occhi qualche giorno fa, quando ha visto una Sterna Caspia allevare i propri pulcini in una spiaggia del Mare dei Chukchi, ben oltre il Circolo polare artico. Quel maestoso uccello non avrebbe dovuto essere lì, ma 1.600 chilometri più a Sud, nello stato di Washington, dove di solito passa l’estate. L’avvistamento della sterna «è stato un autentico choc», ha detto Robards, perché conferma in modo drammatico come il riscaldamento globale stia portando sempre più a Nord centinaia di specie animali: dove prima c’era il ghiaccio ora ci sono terreni liberi da conquistare, e in natura nessun nuovo spazio resta mai vuoto troppo a lungo. L’arrivo della sterna nel Nord dell’Alaska è un bruttissimo segnale, per chi studia i mutamenti climatici. La regione una volta nota per i suoi ghiacciai e per le distese di neve si sta infatti riscaldando ad un ritmo doppio rispetto agli altri Stati americani. Tra il 1925 e il 2000 la temperatura media è stata di -12 gradi centigradi, ma ora è di -5. A Brooks Range e a Arctic Plain è diventato possibile trovare alci e castori, mentre anche gli orsi Grizzly si spostano a Nord, competono con gli orsi polari e danno vita a una nuova specie ibrida, i «pizzly». Le volpi rosse del Canada hanno invaso i territori delle volpi artiche e devastano i nidi degli uccelli migratori, che sono i più minacciati. L’Università del Queensland stima che l’83% delle specie artiche di volatili sarà estinta entro il 2070. L’acqua che si è sciolta dall’Alaska ha già aumentato di 2,9 millimetri il livello dei mari e i biologi prevedono il peggio: i danni all’ecosistema saranno ingenti, i vecchi habitat degli animali selvaggi verranno distrutti e occupati dai nuovi conquistatori. Tra questi c’è una specie più pericolosa di tutte le altre, l’uomo, che si prepara a occupare l’Artico libero dai ghiacci. Scaverà miniere e pozzi di petrolio, costruirà alberghi, strade e porti, ammorbando l’aria e l’acqua di luoghi finora incontaminati, accelerando la devastazione del mondo e la sua stessa fine.  In cerca di nuovi habitat La Sterna Caspia (Sterna Maggiore) per nidificare si è spostata di 1.600 chilometri a Nord dallo Stato di Washington a Cape Krusentern (Alaska) Alci e castori si stanno spostando dal Nord Ovest degli Stati Uniti a Brooks Range e Arctic Plain (Alaska) Le volpi rosse del Canada e degli Stati Uniti si stanno sovrapponendo alle volpi bianche artiche in Alaska I Grizzly (un tempo presenti negli Stati Uniti nordoccidentali e in Canada) stanno occupando l’habitat degli orsi polari (già segnalati alcuni casi di orsi «Grolari») in Canada e Alaska Cape Krusentern Brooks Range Arctic Plain ALASKA STATI UNITI CANADA GROENLANDIA t i I G (un tempo p Le v oks 4 domande a Michale Glennon «E ora per evitare il peggio bisogna aiutarli a spostarsi» «Questi fenomeni sono diffusi in tutto il mondo, e stanno già spingendo diverse specie verso l’estinzione». L’allarme viene da Michale Glennon della Wildlife Conservation Society. Lei è Science Coordinator del progetto per la protezione del parco degli Adirondack, a Nord di New York. Quali cambiamenti avete registrato nei comportamenti degli animali? «Studio in particolare 12 specie di uccelli e si stanno tutti spostando verso Nord o in altitudine. Alcuni di essi, come il Rusty Blackbird, stanno scomparendo dalle nostre regioni». Il problema riguarda anche i mammiferi? «Certo. Ad esempio gli orsi vengono in città a cercare cibo. Quest’anno è stato particolarmente secco, e quindi mancano frutti di bosco come i mirtilli di cui si nutrono. Le alci invece vanno verso il Canada. Il clima più caldo, poi, favorisce la sopravvivenza dei parassiti, come le zecche». Cosa si può fare per proteggerli? «Naturalmente combattere il riscaldamento globale, ma ammesso venga fatto, i suoi effetti si vedranno tra troppi anni. Nel frattempo dobbiamo aiutare questi animali a sopravvivere, assecondando i loro istinti di migrazione. Ad esempio, garantendo che le alci abbiano la strada aperta per spostarsi verso il Nord, in modo da restare in vita fino a quando riusciremo a contenere i cambiamenti climatici».  Tra il 1925 e il 2000 la temperatura media in Alaska è stata di -12 gradi centigradi ma ora è di -5 83% in pericolo L’Università del Queensland stima che l’83% delle specie artiche di volatili sarà estinta entro il 2070. A Brooks Range e a Arctic Plain, nel Nord dell’Alaska, è diventato possibile trovare alci e castori che qui, a causa dell’innalzamento delle temperature, trovano una vegetazione sempre più adatta ai loro bisogni alimentari Nuove specie Anche gli orsi Grizzly si spostano a Nord, competono con gli orsi polari e danno vita a una nuova specie ibrida, i «pizzly»  Alci, volpi, orsi e uccelli marini migrano verso l’Alaska. Rischio estinzione se le temperature continueranno ad alzarsi.

MA DIO C'E' BASTA CERCARLO.

Ho conosciuto a Monza nell'evento BMW Alex Zanardi, e' un giusto uomo di Dio che ha molta testa che mette al servizio della societa'.

Scope e sacchi, i profughi ripuliscono Milano I 350 volontari hanno partecipato all’iniziativa di Legambiente Il Comune: un modo per rendersi utili alla città che li accoglie.

CONFERENZA DI DIECI PAESI A VIENNA. IL CANCELLIERE AUSTRIACO: BENE L’ITALIA AL BRENNERO Merkel: la Germania accoglierà ogni mese centinaia di migranti sbarcati in Italia.

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25.09.16

 

BEATI I MITI

Il miele speciale delle api senza pungiglione Qualità curative dai tempi dei Maya

ITALIA

PASSATO

Una spia presa dai fascisti nel ’43 Ecco chi era il vero James Bond Inglese, venne paracadutato a Como e usava le stesse armi dell’eroe di Fleming La sua storia riscoperta da un italiano. Siena lo celebra con una medaglia d’oro .

L’inchiesta sulla fiera del Libro Salone, patteggiamenti per turbativa d’asta.

 

PRESENTE

Il bosco che aiuta a sentirsi in forma Nel Biellese un percorso tra abeti e betulle “coccola” i sistemi immunitario e nervoso

Le racchette cult del tennis adesso hanno il loro museo Nelle Langhe un appassionato torinese apre la sua collezione “Manca solo quella di Federer, un po’ come il Santo Graal”

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25.09.16

 

 

TURCHIA STRUMENTO IMPROPRIO EUROPEO

RILASCIATO LO SCRITTORE ALTAN: OBBLIGO DI FIRMA E DIVIETO DI ESPATRIO. PER LUI SI ERA MOSSA LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE Turchia, Erdogan punisce 100 mila “golpisti” A due mesi dal fallito colpo di stato cacciati altri 785 dipendenti pubblici. Blitz della polizia in tribunal

EUROPA TRADITA

UN NUOVO CASO IMBARAZZA L’ESECUTIVO COMUNITARIO DOPO QUELLO DI BARROSO Conflitto d’interesse a Bruxelles Ora tocca all’ex commissaria Kroes

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24.09.16

 

Dove mettere i propri risparmi?

Conferenza con Beppe Scienza dal titolo "Dove mettere i soldi? Qualche risposta ai dubbi dei risparmiatori" su Buoni fruttiferi postali, BTP Italia, obbligazioni, oro, diamanti, bail-in ecc.

Venerdì 30 settembre 2016 ore 17:30-19:30,
Dipartimento di Matematica dell'Università di Torino,
via Carlo Alberto 10, Aula Magna.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Vedere anche: 2016-09-30-Torino-Dipartimento.pdf

Con l'occasione ricordo anche il corso all'Università di Torino di "Metodi per le scelte finanziarie e previdenziali" che inizierà il 4 ottobre

Saluti

Beppe Scienza

 

 

GIUSTIZIA OPACA

Varani, l’autopsia dell’orrore “Fu torturato per due ore” Roma, su martello e coltello le impronte di entrambi gli uomini in carcere

LE TANGENTI DI SINISTRA

Ultimo colpo a un mito della sinistra Lula incriminato per corruzione L’Assemblea dell’Onu lo osannava , ora l’ex presidente del Brasile rischia il carcere

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23.09.16

 

 

IL PINOCCHIO TEDESCO

Spiegel: l’ad di Audi sapeva delle manipolazioni sui diesel Il numero uno di Audi, Rupert Stadler, rischia di essere coinvolto nello scandalo Dieselgate della controllante Volkswagen. Ad affermarlo è l’edizione online di Spiegel, secondo cui durante le indagini interne svolte sulla questione alcuni testimoni hanno affermato che Stadler sarebbe stato a conoscenza, fin dal 2010, delle manipolazioni sulle emissioni dei gas di scarico. A questo punto, i legali di Jones Day (che stanno supportando Volkswagen nell’indagine interna) - sempre secondo Spiegel - vogliono ascoltare direttamente Stadler per sentire la sua versione dei fatti. Secondo il sito del settimanale, i legali intendono ora ascoltare direttamente Stadler. Il portavoce di Audi non ha voluto commentare le indiscrezioni.

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22.09.16

 

 

(DA LA STAMPA)

DIO ESISTE

Abbandona il figlio dopo il parto poi ci ripensa e torna a prenderlo Genova, lo aveva lasciato in una scatola. Il piccolo sta bene

CONTINUA LO SCONTRO FISCALE TRA EUROPA E STATI UNITI: STANGATA IN ARRIVO ANCHE PER MCDONALD’S Vestager tira dritto sulle tasse “La multa ad Apple è solo l’inizio” La commissaria negli Usa: non siamo antiamericani. E indaga la francese Gdf

La sindaca si scusa “Malata, ma non per Grillo” Polemica sul forfait di Appendino Salta l’incontro con i cittadini di piazza Umbria: “Avevo la febbre".

 

UN PRESIDE DA ROTTAMARE

«CLASSI POLLAIO» Il Miur impone alla scuola di iscrivere l’alunno rifiutato «È finito un incubo. Immensamente grazie». Ha commentato così la madre dello studente di 11 anni, che era stato rifiutato dalla scuola media Baracchini di Villafranca in Lunigiana perché la sua classe aveva già troppi alunni, dopo aver saputo che il ministero dell’istruzione ha invece imposto l’iscrizione del ragazzo. «È dall’inizio di settembre che in casa non si dormiva né si mangiava per questa brutta storia - racconta la mamma dell’undicenne - Eravamo molto preoccupati per mio figlio perché questa vicenda lo ha molto scosso, ha pianto tanto e noi non sapevamo come confortarlo». Però «ero certa che dal ministero sarebbero stati comprensivi - confida la mamma- Spero adesso che non ci siano ripercussioni future per questa decisione». L’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana sta seguendo e risolvendo il caso per consentire l’iscrizione. Per chiarire la vicenda il ministero dell’Istruzione ha inviato i suoi ispettori. La «Buona Scuola», la cui parola d’ordine è stata «mai più classi pollaio», ha previsto un margine di autonomia per ogni istituto ed è dunque il preside che può decidere.

CAINO NON E' MORTO

ARRESTATI GLI AGGRESSORI, DUE PREGIUDICATI PER RAPINA E SPACCIO “Gli ho detto che in metro non si fuma e mi hanno ricoperto di calci e pugni” Roma, picchiato a sangue sotto gli occhi della madre 60enne: nessuno lo difende

Arrestato mentre rientrava dal Marocco Traffico di auto rubate A capo dell’organizzazione c’era un operaio Maserati Era un insospettabile. Originario del Marocco ma da anni residente in Piemonte. Abitava ad Alpignano e lavorava come operaio alla Maserati di Grugliasco. Youssef Zakaria, 34 anni, era sfuggito al blitz della polizia stradale di mercoledì scorso soltanto perché non si trovava in Italia. Aveva chiesto all’azienda alcune settimane di ferie e poi ancora si era messo in malattia. Secondo gli investigatori, che l’hanno pedinato sin dal suo rientro in Spagna, era lui il capo dell’organizzazione italiana di ladri d’auto e Suv di lusso, smantellata dall’inchiesta che ha coinvolto la polizia italiana, quella belga, la guardia civile ed Europol. Una volta superato il Monginevro, è stato seguito fino a casa dalla Polstrada di Susa, che non gli ha lasciato nemmeno il tempo di scendere dalla macchina. È stato rinchiuso nel carcere delle Vallette. Di giorno operaio, di notte ladro. Zakaria approfittava anche dei giorni di cassa integrazione per coordinare la rete piemontese che faceva capo alla vera mente dell’organizzazione internazionale: Wahid Abboud, connazionale di 44 anni, che da Bruxelles si occupava della vendita delle auto rubate, che partivano per il Marocco e la Nigeria nascoste dentro i container del porto di Anversa. L’operaio di Alpignano, invece, aveva il compito di ritirare le copie delle chiavi spedite dalla Spagna, per rendere ancora più semplici i colpi messi a segno nei pressi dello Juventus Stadium e degli aeroporti di Caselle e Malpensa. I suoi soci diretti erano Vicenzo Caivano e l’esperto informatico Soufiane Jaljal. Insieme a loro si preoccupava di trovare la manovalanza per il trasporto all’estero delle macchine (gli autisti pagati 500 euro a viaggio). Poi, a furto avvenuto (altri quattromila euro), individuava i garage dove i veicoli venivano preparati per la spedizione: via gli antifurti e i sistemi d’allarme satellitare, targhe false e documenti contraffatti per farli sparire. Adesso gli inquirenti cercano i profitti del business: nel Torinese, però, non ci sono tracce. È probabile che anche questi siano volati in Marocco. Dove vive la famiglia di Zakaria che qualche giorno fa, pur malato, ha avuto anche il tempo di sposarsi.

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21.09.16

 

 

Il miliardo “fantasma”
del tesoro degli Agnelli

Nella fortuna accumulata all’estero, scoperta alla morte dell'Avvocato, è “sparita” un’ingente somma. Alle spalle di Elkann? I retroscena nel nuovo, scottante libro di Gigi MONCALVO

 

 

I magistrati hanno accertato l’esistenza di conti segreti all’estero dell’Avvocato, custoditi presso Morgan Stanley di Zurigo e tenuti nascosti alle due legittime eredi (o sicuramente a una di esse, Margherita Agnelli), dando implicitamente ragione alla figlia dell’Avvocato e definendo «non avventata» né la sua pretesa di conoscere la verità, né la sua iniziativa giudiziaria promossa in sede civile a Torino volta a ottenere il rendiconto dei beni del padre.

Il primo di questi conti, ancora segreti, ammontava nel 2004 – secondo la testimonianza di Paolo Revelli – «a una cifra compresa tra gli 800 milioni e il miliardo di euro». Sono poi venuti alla luce – secondo l’esposto degli avvocati Galasso ai magistrati milanesi – altri tre conti «che nel 2002 erano nella disponibilità di Gianni Agnelli», per un totale di 411 milioni di euro. In tutto quindi si tratta di quasi 1,5 miliardi di euro di cui sicuramente almeno una delle due eredi non era stata messa al corrente. E quindi la domanda è: chi si è intascato o chi controlla oggi quel denaro che spetta alle due eredi, cioè 750 milioni per Margherita e 750 perdonna Marella?

Ne deriva un’altra questione molto rilevante: Jachi Elkann, che controlla almeno nominalmente tutto l’«impero» era informato di tutto questo denaro occultato o ha appreso la notizia dalle carte dei magistrati milanesi?

I casi sono tre. Se ne era informato e non ha mosso un dito per informare, e accreditare quel denaro alla madre e alla nonna, certo non si è comportato bene e ha «tradito» entrambe. Se invece ha informato solo la nonna, che può aver generosamente donato a lui (nonostante abbia otto nipoti e non solo uno) quei 750 milioni, ha commesso una grave scorrettezza nei confronti di sua madre Margherita. E questo, francamente, non sta bene. Se invece, come terza ipotesi, Jachi non sapeva nulla, tutto ciò è molto grave. Poiché significa una sola cosa: sia colui o coloro che avevano il controllo di quel conto, sia chi ne teneva le chiavi in Svizzera, sia le persone cui questo fiduciario riferiva a Torino, hanno commesso un reato ma soprattutto hanno anche «preso in giro» Jachi Elkann, non solo sua madre e sua nonna. Quale delle tre ipotesi può essere vera? Il corollario a tutto questo suscita un altro quesito non da poco: se Jachi non sapeva o non gli era stata prospettata la situazione in modo completo, ha adottato sanzioni, e quali, nei confronti di chi ha, diciamo così, «tradito la sua fiducia»? Ma, prima di fare questo, ha «convocato» qualcuno nel suo ufficio e gli ha chiesto: «Perché questo denaro di mio nonno non era ancora stato portato alla luce? Perché ci sono voluti due magistrati per scoprirlo? Chi era a conoscenza di questa somma e chi ne aveva e ne ha la disponibilità? Perché non sono mai stato informato di questa situazione? Ci sono altri asset del patrimonio di mio nonnoGiovanni Agnelli nelle stesse condizioni?». C’è da augurarsi che John abbia esercitato i suoi poteri, ammesso che ne abbia o abbia avuto il coraggio di farlo…

I magistrati scrivono che la più cospicua di quelle provviste era «fiduciariamente intestata e detenuta attraverso molteplici conti da Siegfried Maron». Si tratta del capo del «family office» di Zurigo, cioè la struttura finanziaria che aveva il compito di gestire e ovviamente far fruttare il patrimonio personale di Agnelli all’estero. Risulta dagli atti che Siegfried Maron – e un’altra colonna portante di quell’«office», Ursula Schulte –, riferivano a Gianluigi Gabetti. E dunque, il pallido Jachi – nel caso malaugurato non sapesse nulla prima delle scoperte dei magistrati – ha chiesto al suo tanto amato Gianluigi, o gli ha detto di chiedere a Maron, notizie sulla vicenda? In quali tasche è andato a finire quel miliardo e mezzo di euro? Il «povero» Jachi avrà osato porre queste domande? Oppure, nel caso sapesse tutto e lo avessero informato a tempo debito, che cosa aspetta a restituire alla madre e/o alla nonna, o a suddividere tra tutti gli altri sette suoi fratelli e fratellastri, i 750 milioni cui ciascuno ha diritto e che appartengono a loro?

A proposito di Morgan Stanley e dei suoi «metodi» occorre fare un piccolo passo indietro. Quando Margherita Agnelli cominciò la sua battaglia per accertare se davvero una parte del patrimonio estero del padre le era stato nascosto – come lei è convinta che sia – i suoi consulenti legali scrissero una lettera proprio a Morgan Stanley. Si riferivano al bonifico che la banca di Zurigo aveva effettuato a favore di Margherita, e anche di Marella, nel momento in cui era stato raggiunto l’accordo tra madre e figlia. Si trattava della somma di 109 milioni e 685 mila euro riguardanti la quota di ciascuna erede per la successione aperta in Italia presso il notaio Ettore Morone di Torino. Tale somma, in totale quasi 220 milioni, era stata incredibilmente bonificata dalla banca svizzera. Si è scritto «incredibilmente», poiché risulta chiaro che effettuare una tale operazione in quella maniera (per un testamento aperto in Italia, da un notaio italiano, che riguardava un cittadino italiano defunto e due cittadine italiane come beneficiarie), dimostrava l’esistenza di un conto detenuto all’estero e quindi in violazione delle norme valutarie e fiscali italiane. Comunque sia, i legali di Margherita chiedevano a Morgan Stanley chi avesse dato alla banca le disposizioni relative a quel prelievo di fondi e al relativo trasferimento avvenuto il 26 marzo del 2004, e quindi dopo la morte di Agnelli, chi avesse ordinato di effettuare quel doppio bonifico alle due eredi, a chi fosse intestato quel conto, quando era stato aperto, se per caso esisteva ancora, chi ne aveva la disponibilità, e quanto denaro vi era depositato.

La risposta della Morgan Stanley è incredibile. Nella lettera – datata 16 aprile 2007 e firmata da Thomas Rees, executive director, e da Kathrin Frei, legal & compliance executive director – Bank Morgan Stanley Ag scrive all’avv. Yvan Janneret dello Studio legale Fontanet & Associés di Ginevra: «Oggetto: Il defunto Sig. Giovanni (Gianni) Agnelli Caro M.e Janneret, con riferimento alla vostra lettera del 13 febbraio 2007 abbiamo il piacere di informarvi che siamo stati consigliati dall’intestatario del conto, che diede istruzioni per il pagamento di euro 109.685.000, che fu effettuato il 26 marzo 2004, di non divulgare nessun ulteriore dettaglio riguardante questo pagamento. Cordiali saluti». In sostanza, Morgan Stanley attesta di essersi messa in contatto con un defunto per due volte: in un primo tempo allorché il titolare del conto, post mortem, dispose di pagare le sue eredi, e successivamente quando, di nuovo interpellato nell’Alto dei Cieli, l’augusto scomparso ha dato ordine di non fornire nessuna informazione sul proprio conto. Men che meno a sua figlia! Morgan Stanley è davvero una banca dove accadono molte «stranezze», ben diversa da quelle italiane la cui tanto decantata e smisurata fiducia nei clienti è dimostrata, ad esempio, dalla catenella con cui viene impedita l’eventuale asportazione di una semplice biro dal bancone sulla cassa (e la catenella è fissata a un supporto impossibile da staccare…).

Fu dopo questa lettera, nel 2007, oltre quattro anni dopo la morte del padre, e tre anni dopo l’accordo raggiunto con sua madre, che Margherita Agnelli ritenne che la misura fosse ormai colma e diede il via alla causa presso il Tribunale civile di Torino chiedendo il rendiconto del patrimonio di suo padre a coloro che riteneva ne fossero gli amministratori: Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Sigfrid Maron. A fronte di tutto questo è azzardato pensare che Jachi Elkann abbia materia su cui riflettere? Oltreché sulle notizie riguardanti i conti scomparsi e ritrovati dai due pm di Milano, non dovrebbe chiedere lumi a qualcuno che teneva i contatti con Sigfried Maron e gli impartiva disposizioni da Torino, a proposito di questi illeciti comportamenti tesi a occultare il patrimonio del nonno Gianni, sia a sua madre Margherita che a sua nonna Marella? Forse però Jachi non è la persona più indicata per insospettirsi, porre domande, chiedere lumi. Semmai il contrario. Lo fanno capire gli stessi pm milanesi nel passaggio che riguarda un altro «forziere» segreto, questa volta a Vaduz: la Alkyone Foundation, una delle numerose anstalt e stiftung in cui l’Avvocato aveva raccolto il proprio patrimonio nascosto in parecchie società off-shore domiciliate alle Isole Vergini. Quando Margherita, nel corso dei dodici mesi di trattative con la madre per l’emersione e la spartizione del «tesoro estero», fece chiedere dai suoi avvocati qual era la struttura e la composizione dei trust racchiusi nella Alkyone, John Elkann avrebbe riferito all’avv. Emanuele Gamnaqueste inquietanti parole: «Non vi daremo mai quelle società e i loro conti perché voi non dovete vedere le operazioni che vi sono passate».

Che cosa c’era da nascondere? Quali operazioni «passavano» per quelle società? Purtroppo i magistrati milanesi non hanno approfondito questo interessante aspetto che porta ad avanzare ipotesi e scenari di ogni tipo, anche i più inquietanti. Né le domande sono state poste a Gabetti e Grande Stevens (e nemmeno a Maron visto che la rogatoria per interrogarlo è stata respinta dalle autorità svizzere). I tre risultavano come «protectors» (protettori) della Alkyone Foundation e hanno regolarmente apposto la loro firma allo statuto costitutivo e soprattutto hanno approvato un «regolamento supplementare» dello stesso statuto che conferisce loro poteri e benefici non indifferenti.

Non è ancora finita. A un certo punto nel corso delle indagini compaiono in scena anche due strani personaggi: Orlando Bisegna e Caris Vanghetti. Essi fanno avere a Margherita Agnelli alcuni documenti che dimostrano l’esistenza di altre fondazioni e anstalt all’estero, fino ad allora sconosciute. I magistrati li interrogano due volte (9 aprile e 11 maggio 2010), ottengono notizie interessanti ma l’impossibilità di verificare il tutto, a causa della mancata assistenza giudiziaria svizzera, impedisce di conoscere il quadro completo. In particolare se, proprio nel periodo in cui i due si fecero vivi, davvero stavano andando a scadenza titoli del valore di centinaia di milioni di euro di cui Margherita, e forse anche Marella, erano state tenute all’oscuro. Chissà chi avrà intascato queste somme?

Una storia, un giallo senza fine, dunque. Con una conclusione che i due magistrati milanesi scolpiscono nero su bianco al termine del loro lavoro: «1) Non possono escludersi, almeno in linea teorica, accordi tra le persone coinvolte in questa vicenda volti a marginalizzare Margherita Agnelli sul piano economico […]; 2) deve negarsi l’“ingiustizia” del profitto avuto di mira da Margherita Agnelli, posto che la stessa, quale erede universale del padre, aveva titolo a conoscere l’ammontare del suo patrimonio in funzione di un giusto riparto con la madre».

Chissà che cosa pensa Jachi Elkann di tutto questo? E chissà se, in tutti questi anni, o prima o poi, gli è mai passata per la mente una domanda: «Vuoi vedere che hanno nascosto anche a me, oltre a mia madre, tutto il patrimonio accumulato all’estero da mio nonno?».

* * *

© Estratto dal libro di Gigi Moncalvo I caracciolo - Storie, misteri e figli segreti di una grande dinastia italiana (537 pagine,Amazon.eu, 20 euro). Il volume raccoglie le appassionanti e coinvolgenti vicende che riguardano i due principali protagonisti: Carlo Caracciolo principe di Castagneto, editore e fondatore de l’Espresso e diRepubblica, e soprattutto  Donna Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Si tratta di una sorta di prosecuzione e completamento dei due libri che l’autore ha dedicato alla saga della Famiglia Agnelli: I Lupi e gli Agnelli eAgnelli Segreti - Peccati, passioni e verità nascoste dell’ultima “famiglia reale” italiana.

 

 

L'INGIUSTIZIA E TANGENTI INFINITI NELLA STORIA DELL'UOMO.

Intelligenti come Hawking e veloci come Bolt Diventeremo superuomini La previsione di una ricerca Usa: ci trasformeremo con genetica e bioelettronica, ma rischiamo nuove ingiustizie

IL COMMANDO VENIVA DAL PAKISTAN Kashmir, bruciati nel sonno 17 militari indian

Tre morti sul lavoro in un giorno Mattarella: “Ferita per l’Italia” All’Ilva di Taranto un 25enne ucciso dagli ingranaggi: la fabbrica si ferma

BELLUNO Fecondazione con tangenti Condannato ex primario

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20.09.16

 

L'AMICO RUSSO HA PERSO IL PELO ED IL VIZIO ?

Una giungla di antenne del Kgb Così l’Urss spiava mezza Italia I documenti sottratti dall’archivista sovietico resi pubblici a Londra Intercettate le comunicazioni di politici, militari e anche magistrati

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19.09.16

 

DOV'E' L'ONESTA ?

In Emilia Romagna Nel cuore della logistica tra sfruttati e criminalità

La Rai nel mirino dell’Anticorruzione per le nomine di 12 dirigenti esterni Tra i contratti contestati quelli di Daria Bignardi e Gianluca Semprini

DOPO LA SARDEGNA, INDAGINI ANCHE IN ALTRE REGIONI Spese gonfiate, corruzione e “pagnuttelle” negli appalti per far arrivare la fibra ottica

FUGA DI NOTIZIE Indagato generale della Finanza.

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18.09.16

 

IL VALORE DELLA VITA

Filippine, ex sicario accusa il presidente Duterte “Ordinò mille omicidi”

Usa, poliziotto uccide un tredicenne nero Aveva una pistola finta.

Tir uccide un operaio che protesta Il pm: incidente. I sindacati: omicidio Piacenza, dubbi sulla dinamica. Il camionista indagato: “Non me ne sono accorto”

In Emilia Romagna Nel cuore della logistica tra sfruttati e criminalità

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17.09.16

 

SOLO LE PIATTAFORME IN MARE LI POSSONO FERMARE .

Kobler: “In Libia ci sono 235 mila migranti pronti a salpare per raggiungere l’Italia” L’inviato Onu: al Paese serve un esercito unito per garantire la sicurezza

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16.09.16

 

Il risparmio previdenziale per salvare la Patria

Quando servono soldi, non ci sono solo le imposte. Governo e sottogoverno vogliono attingere al risparmio previdenziale degli italiani: agli enti previdenziali dei lavoratori autonomi, ai fondi pensione, alle riserve delle compagnie di assicurazione ecc.

«La malsana idea di usare i fondi pensione per soccorrere le banche»
sul Fatto Quotidiano del 25-7-2016.
«Vogliono salvare le banche con le casse previdenziali»
intervista fattami dal M5S del Parlamento Europeo del 18-7-2016, di cui però consiglio di leggere il testo, perché il video lascia a desiderare.

Comunque questa volta è andata bene e la cosa è rientrata in seguito alle molte proteste. Ma è scontato che il pericolo si ripresenterà.

MPS: il male non viene tutto per nuocere

Con la crisi del Monte dei Paschi di Siena (MPS) si trovano da comprare sue obbligazioni non subordinate con rendimenti effettivi anche oltre il 3,5% lordo.
«Con il Monte dei Paschi si può ancora guadagnare. Senza diventare avvoltoi»
sul Fatto Quotidiano dell'11-7-2016.

Evasori italiani gabbati da svizzeri furbi

Una notizia per chi ha in uggia quanti avevano capitali clandestini all'estero. Alcuni gestori svizzeri, in combutta con fiduciarie italiane, continuano a fare fessi parecchi loro clienti.
«Le banche svizzere fregano gli evasori italiani: per il fisco non c'è lo "scudo"»
sul Fatto Quotidiano del 27-7-2016.

Dove mettere i soldi? Conferenza e corso

Organizzerò una conferenza pubblica a Torino nella seconda metà di settembre sulle attuali difficoltà e concrete alternative per i risparmiatori, fornendo anche informazioni sul corso di Metodi per le scelte finanziarie e previdenziali che si terrà in ottobre-dicembre all'Università di Torino. Invierò ulteriore comunicazione.

 

 

 

09.09.16

L'EXOR NON E' L'EX IFI DI G.A MA QUELLA DI GABETTI

Gabetti aveva detto ad EDOARDO AGNELLI che la sua famiglia discendeva da servitori fedeli dei Savoia. Non penso che lui  sia stato un esecutore fedele delle volontà di G.A  .

L'aspetto morale degli affari non e' una questione astratta ma dipende dagli uomini che operano.

L'ALFA ROMEO  159 non fu un errore anche se non fu un successo come la 166 , che fu affinata i sabato mattina da Cantarella sulla pista di Balocco dopo che con il collaudatore Forleo (che dalla querela Fiat mi si nega) diedi i miei input di handling a Di Giusto.

Traetene voi le conclusioni !

 

17.08.16

PERCHE' VOTARE NO AL TRASLOCO DELL'EXOR ?

AVVISO DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEA

L’Assemblea Straordinaria e Ordinaria degli Azionisti è convocata per il giorno 3 settembre

2016, alle ore 8:00, in unica convocazione, in Torino via Nizza n. 280 - Centro Congressi

Lingotto, per deliberare sul seguente

 

Ordine del Giorno

Parte Straordinaria

 Approvazione del progetto comune di fusione transfrontaliera per incorporazione di

EXOR S.p.A. in EXOR HOLDING N.V., società di diritto olandese interamente

controllata da EXOR S.p.A.; deliberazioni inerenti e conseguenti

Parte Ordinaria

 Integrazione dell’autorizzazione in materia di acquisto e disposizione di azioni proprie;

deliberazioni inerenti e conseguenti

 

 

VOTO NEGATIVO , per tutti i punti all’odg  

perché:

Ø      Appare immotivata la proposta di fusione in quanto sia il trasferimento all’estero di Exor sia la sua modalita’ sono stati  ampiamente  sperimentati da FIAT FIAT Industrial e Ferrari con notevoli danni per gli azionisti.

Ø      Basti solo considerare il calo borsistico avvenuto per i titoli citati per la mancanza di contedibilita’.

Ø      La struttura in cui avrebbe sede Exor non e’ significativa : Hoogoorddreef 15, 1101 BA Amsterdam (Olanda), quindi non motiva il trasferimento per di piu’ fatto con una tecnica elusiva rispetto alla Exit Tax che le societa’ che si trasferiscono all’estero dovrebbero pagare, ma che di fatto non pagano per una benevola interpretazione dell’operazione da parte della Agenzia delle Entrate.

Ø      Votando negativamente si ha quindi diritto al diritto di recesso : il diritto di recesso ex articolo 2437, comma 1, lettera c) codice civile ed ex articolo 5 decreto legislativo 108/2008 al prezzo di liquidazione di euro 31,2348 (trentuno virgola duemilatrecentoquarantotto) per ciascuna azione.

Ø      Per cui considerando che la quotazione del titolo i prospettiva potra’ seguire i calo avvenuto sia per FIAT sia per Ferrari e’ consigliabile chiedere il recesso comunque, anche se si vuole evitare l’operazione di fusione, in quanto  il perfezionamento è condizionato, tra l’altro, al fatto che l’ammontare in denaro da pagarsi agli azionisti, che abbiano esercitato il diritto di recesso e ai creditori di EXOR S.p.A. che abbiano proposto opposizione alla fusione, non ecceda complessivamente l’importo di Euro 400 milioni.

Ø      Per cui chiedendo il recesso, dopo aver votato negativamente in assemblea, si hanno 2 opzioni entrambe percorribili : incassare 31 euro per azione  o non fare passare la delibera di fusione che danneggerebbe gli azionisti di minoranza.

Ø      Altro danno della fusione sarebbero i costi d’assemblea all’estero sia per la società sia per gli azionisti.

 

 

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Procedura di sollecitazione

 

Avviso agli azionisti

Exor  S.p.A.

 

ai sensi dell’art. 136 del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 di attuazione del decreto legislativo 58/98.

Premessa

L'art. 136 del Regolamento Emittenti stabilisce che chiunque intenda promuovere una  sollecitazione di deleghe trasmette un avviso alla società emittente, che lo pubblica senza indugio sul proprio sito internet, alla Consob, alla società di gestione del mercato ed alla società di gestione accentrata delle azioni.

 

Il presente avviso è redatto da Marco BAVA, soggetto promotore di una sollecitazione - ai sensi dell'Art. 136 del Testo Unico della finanza - con riferimento all'Assemblea degli Azionisti EXOR convocata per il giorno 03.09.16 alle ore 08.00, in unica convocazione, in Torino – Via Nizza n. 280 - Centro Congressi Lingotto

 

 Il presente avviso è stato trasmesso alla società emittente (EXOR spa) alla Consob, alla società di gestione del mercato (Borsa Italiana SpA) ed alla società di gestione accentrata delle azioni (Monte Titoli SpA) in data 17.08.16

Ø      Il presente avviso contiene le informazioni richieste dal comma 2 dell'articolo 136 del Regolamento emittenti, ovvero:

 

Ø      Dati identificativi del promotore

 

          Il promotore della raccolta deleghe è Marco BAVA nato a Torino il 07.09.1957, (cf.BVAMCG57P07L219T). 

E’ laureato in Economia e Giurisprudenza , praticante legale abilitato, e mediatore ed arbitro civile.

 

          Il promotore è domiciliato, per gli effetti della presente sollecitazione al seguente      indirizzo: c/Marini  str.S.Martino 48/5 10090 Castiglione T.se fax:0119609313  tel:3893399999.

mail:

ideeconomiche@pec.it;

marcobava@pec.ordineavvocatitorino.it ;

 

Sollecitazione delle deleghe degli azionisti EXOR SPA su tutti i punti all'Ordine del Giorno dell'Assemblea Straordinaria e Ordinaria degli Azionisti è convocata per il giorno 3 settembre 2016, alle ore 8:00, in unica convocazione, in Torino via Nizza n. 280 - Centro Congressi Lingotto.

 

Ø      Società emittente le azioni per le quali viene richiesto il conferimento della delega

 

 

EXOR S.p.A.

 

Società per Azioni

Sede in Torino, Via Nizza n. 250

Capitale Sociale Euro 246.229.850

Iscritta nel Registro delle Imprese di Torino n. 00470400011

 

Ø      Per la:

 

          L’Assemblea Straordinaria e Ordinaria degli Azionisti è convocata per il giorno 3 settembre 2016, alle ore 8:00, in unica convocazione, in Torino via Nizza n. 280 - Centro Congressi Lingotto, per deliberare sul seguente

 

Ordine del Giorno

 

Parte Straordinaria

Approvazione del progetto comune di fusione transfrontaliera per incorporazione di

EXOR S.p.A. in EXOR HOLDING N.V., società di diritto olandese interamente

controllata da EXOR S.p.A.; deliberazioni inerenti e conseguenti

 

Parte Ordinaria

Integrazione dell’autorizzazione in materia di acquisto e disposizione di azioni proprie;

deliberazioni inerenti e conseguenti

 

Modalità di pubblicazione del prospetto e del modulo di delega nonché il sito internet sul quale sono messi a disposizione tali documenti: nei termini e nelle modalità di legge, comunque dal 17.08.16. sui siti

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Ø      data a partire dalla quale il soggetto a cui spetta il diritto di voto può richiedere al promotore il prospetto e il modulo di delega ovvero prenderne visione presso la società di gestione del mercato:  17.08.16.

 

Ø                le proposte di deliberazione per le quali si intende svolgere la sollecitazione sono tutte quelle all’ordine del giorno

 

Ø                Il prospetto e il modulo, contenenti almeno le informazioni previste dagli schemi riportati negli Allegati 5B e 5C, sono pubblicati mediante la contestuale trasmissione alla società emittente, alla Consob, alla società di gestione del mercato e alla società di gestione accentrata nonché messi a disposizione senza indugio sui siti internet

 

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Ø      La società di gestione accentrata informa, senza indugio, gli intermediari della disponibilità del prospetto e del modulo di delega.

 

Ø      Ai sensi del comma 5 dell’art.136 del Regolamento emittenti il promotore consegna il modulo corredato del prospetto a chiunque ne faccia richiesta .

 

Ø      Ai sensi del comma 6 dell’art.136 del Regolamento emittenti ogni variazione del prospetto e del modulo resa necessaria da circostanze sopravvenute è tempestivamente resa nota con le modalità indicate nel comma 3 del medesimo articolo.

 

Ø      Il promotore non intende richiedere :

a) alla società di gestione accentrata, i dati identificativi degli intermediari partecipanti sui conti dei quali sono registrate azioni della società emittente nonché la relativa quantità di azioni;

b) agli intermediari  i dati identificativi dei soggetti, cui spetta il diritto di voto, che non abbiano espressamente vietato la comunicazione dei propri dati, in relazione ai quali essi operino come ultimi intermediari nonché il numero di azioni della società emittente registrate sui rispettivi conti; i dati identificativi dei soggetti che abbiano aperto conti in qualità di intermediari e la quantità di azioni della società emittente rispettivamente registrata su tali conti;

c) alla società emittente, i dati identificativi dei soci e le altre risultanze del libro soci e delle altre comunicazioni ricevute in forza di disposizioni di legge o di regolamento.

Ai sensi dell’art.136, comma 8, del Regolamento emittenti a partire dalla pubblicazione dell'avviso previsto dal comma 1, chiunque diffonde informazioni attinenti alla sollecitazione ne dà contestuale comunicazione alla società di gestione del mercato e alla Consob, che può richiedere la diffusione di precisazioni e chiarimenti.

Infine, ai sensi del medesimo art.136, comma 9 le spese relative alla sollecitazione sono a carico del promotore.

Torino 17.08.16                                             Marco BAVA

 

  PROS EXOR   DEL EXOR  EXOR DOM RISP EXOR  VERB ASS STR  VER AS ORD  CHIUS SOLL

 

LA ROULETTE DELLA GIUSTIZIA ?

Pelaggi, l’avvocato innocente scagionato solo dopo tre anni.

La Procura della Cassazione avvia un’indagine disciplinare sui magistrati

Scandalo Vw, un avvocato tentò di distruggere prove.

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16.08.16

 

LA REPUBBLICA ITALIANA FONDATA SUL BROGLIO ELETTORALE

A Crotone va in scena lo spoglio farsa dopo una settimana non è ancora finito. Pubblicati e poi cancellati i voti alle 25 liste: troppe anomalie Ricorso al Tar. È caos schede anche a Roma.

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15.08.16

 

IL CANCRO PAGA

ªIl 40% dei tumori si può prevenire ma mancano le politiche sanitarieº

L’agenzia Iarc per la lotta al cancro:ºTroppi interessi in giocoº

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14.08.16

 

LA TORTA E' FINITA

Raddoppia il numero delle famiglie in povertà assoluta: sono 1,5 milioni

Confcommercio: questa recessione è peggio della crisi del 1929

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13.08.16

 

FINZIONE E REALTA'

I russi rubano a Hillary informazioni su Trump .Gli hacker del Cremlino violano i database dei democratici

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12.08.16

 

NEGLIGENZA CENSURABILE ?

Il Csm: 50 mila sentenze non eseguite a Napoli.

REGGIO CALABRIA, POLEMICA SUL MAGISTRATO CHE NON SCRIVE LA SENTENZA DA 11 MESI

Giudice in ritardo, mafiosi liberi. Ministro e Csm aprono un fascicolo.

 Se io dicessi quello che penso di questi fatti sarei punito dalla magistratura come lo sono stato per aver detto che Edoardo Agnelli e' stato ucciso e che il progetto Maserati di Torino finora non ha raggiunto le previsioni . Questa e' libertà di opinione tutelata dall'art.21 della Costituzione ?

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11.08.16

 

 

LA CACCIA AI NO TAV by Torino

Studentessa viene condannata Tra i No Tav per scrivere la tesi. L’accusa: concorso morale. Il tribunale: ha sempre  scritto ªnoiº

Assolta un’altra ricercatrice: si è espressa con la terza persona

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10.08.16

 

LO STATO ILLEGALE VOTATO

Pino Torinese

ªIllegale l’Iva sulla bolletta dei rifiutiº. Pensionato fa causa al Consorzio chierese per i servizi: il giudice gli dà ragione

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09.08.16

 

 

La Rai ha un capo anticorruzione ?

L'ex capo Cariola aveva criticato la poca trasparenza nelle gare per gli appalti.

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08.08.16

 

 

EMBARGO ALLA TURCHIA DI ERDOGAN : Chiudere le frontiere ai prodotti Turchi

L’esercito della Mezzaluna è stato accusato di avere aperto il fuoco contro alcuni siriani che cercavano di entrare nel Pae-se. Le vittime sarebbero almeno 8, inclusi quattro bambini,  facevano parte di un gruppo di sessanta persone. La denuncia basata sulle testimonianze di diverse organizzazioni .

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05.08.16

 

IN ITALIA QUANDO SI SAPRA'  ?

LA LAFARGE FINANZIAVA I TERRORISTI IN SIRIA IN CAMBIO DI MATERIE PRIME

Pagava il ªpizzoº all’Isis

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01.08.16

 

Un'anima alle cose : Mauro, il fabbro-fisarmonicista che dà un suono ai campanacci

Aosta, le ªopereº dell’artigiano sono intonate: ªOgni essere vivente, mucca o capra, ha una musica interiore distinta da tutti gli altri.

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01.08.16

 

PEL ( Prodotto= Energia+Lavoro) PUO' RISOLVERE IL PROBLEMA:

RAPPORTO NOMISMA Mutui, in difficoltà una famiglia su quattro.

Non per Gioberta (Giuseppe Berta)

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31.07.16

 

MAI RIVOTARE LO STESSO SINDACO

ABANO TERME. Giro di tangenti . Arrestato il sindaco appena rieletto.

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30.07.16

 

 STIAMO ARRIVANDO AL PEL (Produzione=Energia+Lavoro) 

PIANO DI INCENTIVI IN VENT’ANNI. E I COLOSSI DELL’ENERGIA STUDIANO UNA PARTNERSHIP

Alle rinnovabili 9 miliardi di euro. Spunta un’alleanza Eni-Enel

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29.07.16

 

CARLO DE BENDETTI E' SEMPRE STATO SOLO UN FINANZIERE COME MARCHIONNE E NON UN'INDUSTRIALE COME GIANNI AGNELLI

Pignatone sente Renzi come teste insider trading sul decreto banche

L’indagine dopo una segnalazione Consob su acquisti  anomali. Coinvolto Carlo De Benedetti

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28.07.16

 

LA GIUSTIZIA TORINESE NON CONOSCE NEPPURE  I NO TAV

Marisa Meyer, 71 anni, valsusina doc, decana del movimento, è diventata il simbolo di una protesta che non arretra nonostante le bato-

ste giudiziarie, grazie ad una fotografia rimbalzata sui siti web e Facebook.

Raggiunta pochi giorni fa da una misura cautelare che la obbliga ogni giorno a mettere la firma.

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27.07.16

 

 PERCHE' IN PIEMONTE LA'NDRANGHETA E' BEN RADICATA ?

Il procuratore di Reggio: ªLa ’ndrangheta è forte grazie agli investimenti nell’economia legaleº

ªMa il territorio resta nelle loro mani Hanno risorse infiniteº

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26.07.16

 

TORINO FUORI DAL MONDO CON I SUOI BRUTTI GRATTACIELI

David Adjaye ªPer l’architettura un futuro senza grattacieliº

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22.07.16

 

Chi sono i 65 italiani braccati dall’Interpol ?

di

RAPHAËL ZANOTTI

Dopo l’arresto di Ernesto Fazzalari sono sei i latitanti indicati come i più pericolosi dalla Direzione Centrale del-la Polizia Criminale. Il più ricercato resta Matteo Messina Denaro, il boss che con i suoi 23 anni di latitanza risulta a tutt’oggi inafferrabile.Nato a Castelvetrano 54 anni fa, Messina Denaro è accusato di associazione mafiosa, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto diesplosivi, furto e altro. È considerato uno degli irriducibili della strategia delle bombe di Firenze, Milano e Roma. La latitanza di Messina Denaro, tuttavia, non è l’unica ultraventennale. A stretto giro lo segue Rocco Morabito, il 50enne di Africo che deve scontare 30 anni per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Ha fatto perdere le sue tracce nel 1994 e da allora (22 anni) non si hanno molte notizie su di lui. Sopra i vent’anni di latitanza c’è anche Giuseppe Giorgi, 55 anni della provincia di Reggio Calabria. Lo si cerca dal 1995, deve scontare17 anni per associazione mafiosa, traffico di droga, armi, estorsioni e omicidi. Quindi  Attilio Cubeddu, 69 anni, sardo dell’Anonima Sequestri.

Una sera del 1997 non è rientrato in carcere, e da allora è alla macchia. È accusato di sequestro di persona, omicidio e lesioni gravissime.

Quindi Giovanni Motisi, palermitano latitante da 18 anni, accusato di omicidio, strage e associazione mafiosa. Infine Marco Di Lauro, il più giovane del gruppo: 36 anni appena e latitante da quando ne aveva 25, è accusato di associazione mafiosa.

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20.07.16

 

GLI UMANOIDI AL POSTO DEL CANE ?

In vendita  negli Stati Uniti: Cozmo, il piccolo robot in grado di capire le emozioniè un giocattolo, ma riesce a ªleggereº

gli stati d’animo sul viso di chi parla e a comportarsi di conseguenza

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20.07.16

 

LE TASSE PER PAGARE IL DEBITO PUBBLICO CHE FORAGGIA LE TANGENTI

ªGli italiani pagano 28 miliardi di tasse in più rispetto alla media europeaº  La denuncia di Confartigianato: per le imprese prelievi record

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19.07.16

 

 

E' L'INIZIO DELLA FINE

Dichiarazione di FCA in risposta ad alcuni report di stampa In replica a quanto riferito oggi da talune fonti di stampa, FCA conferma di aver prestato la propria collaborazione in una inchiesta della Securities Exchange Commission in merito ai dati relativi alle vendite da concessionari a clienti finali negli Stati Uniti. Nelle sue relazioni finanziarie annuali e trimestrali, FCA riporta i ricavi sulla base delle sue spedizioni a concessionari e clienti e non sulla base delle unità riportate come vendute a clienti finali dai concessionari. Richieste in merito a questioni simili sono state recentemente formulate dal Department of Justice statunitense. FCA presterà piena collaborazione a queste indagini.

18.07.16

 

ABELE CONTINUA A MORIRE

L’ALLARME UNICEF : Entro il 2030 69 milioni di bambini a rischio morte.

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17.07.16

 

IL SUICIDIO UMANO

Ogni giorno cemento su 25 metri di costa. Legambiente: danno irreversibile. E un terzo delle spiagge è vittima dell’erosione

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17.07.16

 

 

ERDOGAN E' LA TURCHIA, LA TURCHIA NON E' L'EUROPA

 

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16.07.16

 

AGGHIACCIANTE

Vedere il camion che procede con determinazione sulla folla a NIZZA come fosse un video game e' AGGHIACCIANTE

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15.07.16

 

La giustizia ingiusta

Ha un tumore al seno il tribunale: non può adottare .Ma per l’Inps non è abbastanza malata: negati i permessi sanitari.

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14.07.16

 

UN MONDO CHE CAMBIA NON SEMPRE IN MEGLIO

Era nata 40 anni fa Addio alla Celid: Università e Poli restano senza librerie interne . La libreria universitaria Celid ha chiuso ufficial-

mente i battenti. Il lieto fine non è arrivato. L’esperienza nata 40 anni fa da una cooperativa di studenti, che ha rifornito di testi generazioni di professori e universitari, si è conclusa: così all’interno delle università torinesi spariscono le librerie. Il liquidatore dovrà pagare i debiti e per gli 11 dipendenti licenziati è scaduto il preavviso. La resa della Celid era partita a settembre e il dito era stato puntato non solo contro la crisi, ma soprattutto contro la chiusura forzata di Palazzo Nuovo, per molti mesi, per colpa dell’amianto.

«Un mondo che finisce».

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13.07.16

 

 

L'AVVERTIMENTO

Le dichiarazioni generiche del tifoso, impiegato alla Telecontrol, hanno lasciato perplessi il pm Monica Abbatecola e il capo della mobile di Torino Marco Martino. Ma che Bucci abbia fatto scena muta o che sia stato reticente non lo ha creduto chi, subito dopo, o magari appena prima dell' interrogatorio, lo avrebbe minacciato. Questo, almeno, è il sospetto degli investigatori, che ora sono chiamati ad accertare perché, poche ore dopo la deposizione come testimone, Ciccio Bucci si sia gettato da un viadotto della Torino-Savona

lo stesso SOTTO IL QUALE FU TROVATO  Edoardo Agnelli il 15.11.2000.

Una firma che inizia con la morte del gen.Romano a cui il viadotto viene intitolato .

DENUNCIA AL COLLEGIO SINDACALE JUVENTUS ED ALLA CONSOB:

dal CORRIERE DELLA SERA DEL 11.07.16

Due testimoni: uno morto, l' altro scomparso. Entrambi decisivi per rendere esplicite le considerazioni del gip Stefano Vitelli che nella sua ordinanza scrive: «Non si può concludere senza fare riferimento al preoccupante scenario che vede alti esponenti di un' importantissima società calcistica a livello nazionale e internazionale consentire di fatto un bagarinaggio abituale e diffuso come forma di compromesso con alcuni esponenti del tifo ultrà ("voi non create problemi... e noi vi facciamo guadagnare con i biglietti delle partite").

Rocco Dominello, all' epoca 38 anni, figlio di Saverio, appartenente alla cosca Pesce/Bellocco di Rosarno (il gotha della 'ndrangheta), si offre di fare da mediatore. Non chiama un criminale, né un picchiatore da stadio. Telefona ad Alessandro D' Angelo, «security manager» della Juventus. «Io voglio che voi state tranquilli e che noi siamo tranquilli e che viaggiamo insieme, allora se il compromesso è questo a me va bene! Se gli accordi saltano, ognuno faccia la propria strada». Gli accordi sono: la società (o almeno alcuni suoi dirigenti apicali) concede i biglietti che gli ultrà (o la criminalità) sfruttano per il bagarinaggio; in cambio, ottiene la calma nei rapporti con i tifosi.

Secondo l' inchiesta della Procura di Torino, tra le tribune di quello stadio, si sarebbero invece intrecciati, tra 2013 e 2014, torbidi accordi tra alcuni dirigenti della società (non indagati), ultrà e 'ndrangheta.

Il 23 ottobre 2013 si gioca Real Madrid-Juve (Champions League). E qui emerge una figura chiave dell' inchiesta. Fabio Germani: fondatore di «Bianconeri d' Italia», organizzazione no profit di tifosi. È lui che ha accreditato il giovane Dominello ai piani alti della Juve. Ed è sempre lui che, prima della partita di Champions, contatta Giuseppe Marotta, amministratore delegato bianconero. Marotta fa avere a Germani una busta di biglietti, recapitata all' hotel «Principi», raccomandando «massima riservatezza». Negli stessi giorni Dominello smercia 10 biglietti e se li fa pagare (750 euro) con un assegno intestato alla Juventus, più 200 euro in contanti, che sono il suo guadagno.

Storicamente i gruppi ultrà hanno una primaria fonte di guadagno. Quando le partite sono da tutto esaurito, hanno comunque i biglietti. Potere e guadagni che solo le società possono concedere (o meno). Secondo i pm e il gip torinesi, in questo caso è stata direttamente la 'ndrangheta a «fondare» un gruppo ultrà (i «Gobbi») per entrare nel business del bagarinaggio. Ma ogni tanto qualcosa va storto.A gennaio 2014 un tifoso manda una mail alla Juve lamentandosi di aver pagato 640 euro un biglietto per Juve-Real Madrid. La società scopre che quel tagliando rientra nella quota «nera» trattata da Rocco Dominello. Allora Stefano Merulla, responsabile «ticket office» del club, chiama il suo contatto Germani e si lamenta: «L' hai portato tu e l' hai presentato in un certo modo... non so che mestiere faccia, ma ho la percezione che abbia un' influenza abbastanza forte nella curva.
 

Come dire: lucrare sì, ma con cautela. Dalle carte si comprende che alcuni dirigenti della Juve probabilmente non avevano idea dello spessore criminale dell' interlocutore. Il security manager però, spiega il gip, «trovava comunque un espediente per aggirare i divieti ufficiali a favore di Dominello».

Il 15 febbraio 2014, in un bar di via Duchessa Jolanda a Torino, gli investigatori seguono un incontro tra Germani, Dominello e Marotta. Secondo la ricostruzione, i tre parlano di un provino alla Juve per il figlio di Umberto Bellocco, del clan di Rosarno (il ragazzo non verrà preso).
Per entrare nella curva dello Stadium, il picciotto Giuseppe Sgrò ha avuto il benestare del padrino e rassicura i suoi sottoposti: «Noi abbiamo le spalle coperte, abbiamo i cristiani che contano». Gli uomini della 'ndrangheta organizzano anche una «tavola rotonda» con gli altri ultrà per sancire il loro ingresso. Per un interesse che, di calcistico, non ha nulla: «Non ho un ca... da fare e mi butto dentro gli stadi. Se prendiamo soldi, che ca... me ne frega a me?».

 

Io non intendo suicidarmi ed eventuali incidenti potrebbero non essere causali. Mb

 

 

 

UN FINTO MINISTERO DELL'AMBIENTE

La Corte di giustizia europea  chiede all’Italia 113 milioni l’anno per la mancata bonifica delle discariche, lo Stato paga  un finto ministro dell'ambiente . Coinvolte 18 regioni, la Campania è maglia nera.

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11.07.16

 

QUALE FUTURO PER TELECOM ITALIA ?

ªManager mediocri e aziende in saldoº Così Parigi vive la campagna d’Italia

Da Parmalat a Generali fino a Telecom, prosegue l’assalto dei francesi che conquistano ruoli di vertice e scalano le nostre società giudicandole deboli .

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10.07.16

 

 

SATANA E' UN TERRORISTA

Tredicenne israeliana accoltellata in casa: assassinata da un terrorista mentre dormiva. .

 LA BAMBINA VIVEVA IN UN INSEDIAMENTO IN CISGIORDANIA. UCCISO IL KILLER PALESTINESE: AVEVA 17 ANNI

Dall’Isis egiziano Ucciso prete copto. 

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09.07.16

 

IL PROBLEMA IMMIGRAZIONE CONTINUA , ANCHE SE RENZI LO IGNORA

Alta tensione a Ventimiglia, Migranti, assedio al confine

SETTECENTO PROFUGHI ASPETTANO DI ENTRARE IN FRANCIA

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08.07.16

 

Ci dicano i servizi segreti cosa abbiamo da temere dal ricatto egiziano ?

l ministero degli Esteri del Cairo dopo la conferma, nel decreto missioni, del blocco delle forniture di pezzi di ricambio per i caccia F16 egiziani: "Conseguenze anche sulla lotta all'immigrazione clandestina nel Mediterraneo e in Libia

 

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07.07.16

 

LA REGINA E' PER IL BREXIT

Brexit, il silenzio assordante di Elisabetta ªÈ il simbolo dell’unità, perché non parla?º Velenoso attacco alla regina sul repubblicano ªThe

Observerº ªPer la morte di Diana disse che era uno choc, può ripeterloº

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06.07.16

 

La Appendino spero non sia la Raggi !

Il Manuale Cencelli del M5S .La corrente Lombardi e la zona grigia contro Virginia

Documento esclusivo: Urbanistica, Patrimonio, Bilancio tutti i nomi nelle Commissioni per accerchiare la Raggi.

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05.07.16

 

LA CHIMERA DELL'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA 

Primo incidente mortale su un’auto senza pilota . È avvenuto in Usa, i sensori della Tesla non hanno

visto un camion . Fra i dubbi anche quello sulla responsabilità legale dell’accaduto.

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04.07.16

 

La canapa può contribuire all'economia

La canapa nell’edilizia abbatte la bolletta termica

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03.07.16

 

EGITTO+TURCHIA+CINA DALLA GUERRIGLIA ALLA GUERRA ?

L’addio amaro del generale . Lascia Bertolini, capo delle missioni all’estero ªNon illudiamoci, la realtà non è quella dei talk s
howºªPreparatevi alla guerraº.

Gli scontri tre giorni fa a  Sesto Fiorentino circa 300  cinesi si sono  scontrati con le forze dell’ordine che controlla-
vano il lavoro in un capannone.Bastoni e mazze Così le ronde cinesi si fanno giustizia Prato, picchiatori contro ªneriº, ªzingariºe per proteggere le proprie attività criminali.

La procura di Prato ha intercettato le conversazioni tra i cinesi che hanno scatenato le spedizioni punitive. Frammenti di più che esplicite «Ci sono diversi miei amici che vogliono uscire, loro tutti sanno che io sono il più forte di Prato, quindi se ci sono io anche tutti gli altri verranno, tutti dicono che non serve una grande quantità di persone, bastano alcuni di quelli che sanno picchiare bene»

 

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02.07.16

 

EGITTO=TURCHIA=CINA: NUOVE ELEZIONI .

LA CRISI EU CAUSATA DALL’ECCESSIVO ALLARGAMENTO DI PRODI.

SE ENTRA LA TURCHIA ESCE L’ITALIA .

Il governo egiziano «insoddisfatto»  Caso Regeni, gelo Roma-Cairo dopo lo stop alle forniture militari

Turchia più vicina all’Europa . Ripartono i negoziati per l’adesione. Aperto il capitolo su aspetti finanziari e bilancio. Ma Bruxelles spinge sui diritti. E il presidente di turno slovacco frena: non vedo un consenso per andare oltre ªSì all’ingresso di Ankara Isolarla è da masochisti Il ministro Gentiloni: ªDieci anni di porte chiuse  non hanno aiutato Se Londra vuole il mercato unico deve accettare i principi Ueº.

A SESTO FIORENTINO Fra i cinesi in rivolta vogliamo più sicurezza Un controllo dell’Asl in un capannone scatena la protesta ªFurti e vessazioni continue, lo Stato non ci protegge".

E noi da chi siamo protetti da Egitto, Turchia e Cina ?

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01.07.16

 

USIAMO L'ESERCITO CONTRO I CINESI ?

FIRENZE Controlli dei carabinieri tafferugli con 300 cinesi.

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30.06.16

 

DOPO L'EGITTO ATTENZIONE ALLA TURCHIA

Dopo che il Senato blocca gli aiuti militari all’Egitto, blocco ai finanziamenti europei alla Turchia ?

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29.06.16

 

DOPO LA TURCHIA, LA FRANCIA, LA SPAGNA ED IL BELGIO L'ITALIA  ?  SPOSTIAMO LA CAPITALE A MILANO NELL'EXPO 15 ?

L'Egitto non ci e' amico per la morte di Regeni, la violenza dell'Isis avanza verso l'Europa, l'esagerazione porta all'esasperazione , ROMA ha perso di autorevolezza, e non risolverà mai i suoi problemi e del paese, se no non avrebbe altri soldi da spartire. Per cui possiamo solo spostare la capitale a Milano con i ministeri ed il  parlamento all'expo 15

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28.06.16

 

Borsellino denunciò il legame fra mafia ('ndrangheta) e l'economia legale, che  diventa sempre più forte con la crisi economica.

Il procuratore di Reggio: ªLa ’ndrangheta è forte grazie agli investimenti nell’economia legaleº .  ªMa il territorio resta nelle loro mani Hanno risorse infniteº

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27.06.16

 

IL CONDOMINIO UCCIDE : TROPPA CONCENTRAZIONE SOCIALE AUMENTA L'ESASPERAZIONE.

Palermo Lite per i panni stesi uccide il vicino di casa . Andavano avanti da tempo le liti condominiali . Ieri pomeriggio Urla e aggressioni si scatenavano per i panni stesi, il volume della musica e l’acqua usata per lavare il balcone.

Perché nessuno ha tutelato i diritti di chi ha sparato per l'esasperazione ?

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26.06.16

 

 

IL PD RISSOSO E VENDICATIVO CONTRO TORINO SULLE NOSTRE TESTE E CON I NOSTRI SOLDI ESPOSITO=STALIN.

L’attacco di Esposito alla sindaca di TORINO ªSe cambiano i progetti a rischio i finanziamentiº  l vicepresidente della Commissione Trasportin ªSe cambia il tracciato addio ai fondi per la linea 2 del metróº Esposito (Pd) al M5S: stop slogan, diano risposte rapide.

Il bando è legato al  percorso, per rifarlo ci  vorrebbero almeno 12 mesi, i fondi non si  possono congelare  Nel piano del governo  c’è la linea 2 del metrò, se si cambia progetto  si dovrà aspettare una nuova pianificazione.

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25.06.16

 

 

LA POLITICA SEMPRE PIU' LONTANA DALLA REALTA'

Regione Piemonte : Rifiuti in discarica tariffe più care, cosi aumenteranno le discariche abusive.

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24.06.16

 

UNA FAMIGLIA EUROPEA DA CUI GUARDARSI

Scandalo intercettazioni in Spagna ªMinistro cospirò contro gli indipendentistiº

A quattro giorni dalle elezioni bufera  Partito Popolare di Rajoy

LA LAFARGE FINANZIAVA I TERRORISTI IN SIRIA IN CAMBIO DI MATERIE PRIME

Pagava il ªpizzoº all’Isis Azienda francese nel mirino.

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23.06.16

 

LE POTENZIALITA' DI MAMMA APPENDINO

Credo che il nuovo portavoce del sistema Torino sia Carbonato che da buon piemontese ha venduto la sua azienda ai cinesi ed e' presidente di papà Appendino ma non della figlia perché le mamme fanno  :

- VENEZIA Mamma salva neonato abbandonato;

- Combattono le mense scolastiche da incubo . Irregolarità in una su quattro .Il Nas: cucine sporche, cibi alterati e alimenti senza etichetta;

- Ma sopratutto educano i figli anche a dispetto dei padri :  Martello, chiodi , colle e vernici ªPiccoli Geppettoº crescono Alessandria,bambini tra i 6 e i 12 anni a un corso per falegnami.

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22.06.16

 

RENZI PINOCCHIO.

Nel 2015 record di sfollati. Più della popolazione italiana Il rapporto Unhcr: 65,3 milioni di persone costrette alla fuga.

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21.06.16

 

 

ERDOGAN PRENDE I SOLDI EUROPEI PER FARE IL KILLER ?

La denuncia delle Ong: tra le vittime 4 bambini.

Turchia, le guardie di frontiera sparano sui profughi siriani: 8 morti

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20.06.16

 

L'EGITTO BUCO NERO DEL MEDITERRANEO
L’Egitto condanna Morsi all’ergastolo per spionaggio a favore del Qatar. È IL QUARTO PROCESSO A CARICO DELL’EX PRESIDENTE La sede di Al-Jazeera al Cairo è stata chiusa dopo l’ascesa al potere del generale Abdel Fatahal-Sisi, che ha messo fuori legge i Fratelli musulmani. Per l’ex direttore delle news del canale in Egitto, Ibrahim Mohammed Hilal, e per il giornalista Alaa Omar Alaa Sablane, è arrivata invece ieri la pena capitale per spionaggio. A morte è stata condannata anche un’altra reporter, di Asmaa al Khateib, del network Rasd, vicino ai Fratelli musulmana. Ed intanto la verità su Regeni si allontana sempre di più per colpa di Renzi che protegge gli interessi dell'Eni.

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19.06.16

 

QUESTA E' LA TORINO  DI OGGI :

Cede un tombino
chiude il sottopasso
aperto al traffico
solo due giorni fa
Diventa un caso
l’inaugurazione
Il Comune: «I lavori
erano finiti.

E LA FIAT NON HA NESSUNA AUTO IBRIDA OD AD IDROGENO .

In volo attorno al mondo senza un goccio di carburante . Domattina l’aereo Solar Impulse 2 potrebbe partire  per l’ultima tappa.
Giallo nei cieli: cade un drone . C’è l’ipotesi sabotaggi. PRODOTTO DALLA PIAGGIO, ERA DECOLLATO DA TRAPANI LO
SCORSO 31 MAGGIO.

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18.06.16

 

FRANCESCO DEL VATICANO INIZIA AD AVVICINARSI A FRANCESCO D'ASSISI

L’assegno argentino che fa infuriare Francesco:  Respinta una donazione del governo: il Papa teme strumentalizzazioni.

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17.06.16

 

La Orlandi cosa fara' ?

Nichelino Poco lavoro e debiti col fisco artigiano si toglie la vita.

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16.06.16

 

VALE DI PIU' REGENI O IL PETROLIO EGIZIANO ?

BRUXELLES I genitori di Regeni:ªL’Ue isoli l’Egittoº

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15.06.16

 

 

RUSSIA ED OCCIDENTE SONO COMPATIBILI ?

IN SETTIMANA I MINISTRI METTERANNO A PUNTO I DETTAGLI PER IL DISPIEGAMENTO DELLE TRUPPE. USA, GERMANIA, LETTONIA E REGNO UNITO AVRANNO IL COMANDO Nato, quattromila soldati davanti alla Russia.

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14.06.16

 

UNA COMMUNION PER SUPERARE UNA UE SEMPRE PIU' TARGATA EST

L'errore di Prodi di allargare l'Ue ad est può essere superato con la Costituzione della COMMUNION , nonostante la terza visita in Romania di Mattarella in un anno, dove gli imprenditori esportano il lavoro dalle fabbriche che chiudono in ITALIA.

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13.06.16

 

 

Rumeni Albanesi e Cinesi ci assumeranno .

Il buonismo degli italiani dopo la tolleranza per l'espasionismo dei rumeni , albanesi e cinesi ci porterà ad una inversione di ruoli a causa della nostra comoda accondiscendenza e alla fuga all'estero di giovani e vecchi per una classe politica corrotta incapace ed ignorante.

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12.06.16

 

 

Come si e' ripagata la campagna elettorale di FASSINO quando ha vinto, e come lo farà ora che perderà ?

Fassino ha vinto 5 anni fa per mancanza di alternative che oggi invece ci sono. Gli interessi in gioco tra urbanistica , fondazione bancaria S.PAOLO, e municipalizzate Iren, sono enormi. Gli uomini del Pd sono nei gangli di potere con professionalità pari a 0 basti il solo esempio della distruzione delle ACQUE POTABILI. Quanto tempo ci vorrà per togliergli un potere ingiustificato ed immeritato ? e come lo si potrà fare con un presidente di Regione privo di autonomia d'azione da sempre ? siamo forse all'inizio di un rinnovamento vero della città della Regione del Paese ? la violenza verbale e comportamentale della Fassino & C avrà toni e consegue inimmaginabili da foibe del 2016. Questo e' il vero volto di Fassino-Chiamparino e del PD finora coperto dalla iena rides Renzi. 

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11.06.16

 

Perche' la Brexit non ci sara'

Molte scelte politiche sono apparentemente democratiche , spesso i referendum appaiono scelte della maggioranza , quando di fatto le scelte sono fatte da una minoranza, che si autodefinisce illuminata. La maggioranza degli Inglesi uscirebbe dall'EU ma la sua classe dirigente non glielo permetterà perché ci perderebbe potere politico ed economico. TANTO IL REFERENDUM METTERA' A TACERE TUTTO E TUTTI.

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10.06.16

 

QUESTA E' L'AMERICA :

Così Google usa i big data per fare campagna pro-Clinton Assange svela l’impegno del colosso web in campagna

elettorale.

Abu Omar, l’ex agente Cia sarà estradata .Sabrina De Sousa: per me né grazia, né garanzie ªFinirò in galera e sono delusa . Abbandonata dal mio governo. L’ex agente Cia ha  accusato il Segretario di Stato di allora Condoleeza Rice e i vertici  della Cia in Italia.

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09.06.16

 

 

AL SALONE DELL'AUTO DI TORINO PIACE MOLTO LA FIAT 124: BRAVO ALTAVILLA !

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08.06.16

 

 

I SERVIZI SEGRETI SONO IN VENDITA AL MIGLIOR OFFERENTE ?

Una spia tra i fedelissimi di Saddam .

Ecco come Israele distrusse l’Osirak.

Il Mossad svela l’operazione Opera 35 anni dopo il raid sul reattore nucleare

Si temono infiltrazioni di jihadisti tra i palestinesi

Blitz nel campo dei rifugiati .

Uccisi tre 007 giordani

Attacco terroristico vicino ad Amman, morti anche 3 soldati: sospetti sull’Isis.

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07.06.16

 

 

QUANTO VALE TELECOM ITALIA ?

TO.23.05.16

ASSEMBLEA TELECOM DEL 25.05.16

In riferimento alla prossima assemblea TELECOMITALIA DEL 25.05.16 si consiglia il voto negativo su tutti i punti all’odg  :

Per le seguenti ragioni:

1)     Il grande rischio di obsolescenza rete che potrebbe verificarsi con la realizzazione di nuove reti in fibra ottica che TI di fatto sta ancora procrastinando.

2)     L’alto costo della acquisizione di Metroweb che sarebbe potuta avvenire prima a costi più bassi o mai se si fosse investito prima nella rete a fibra ottica.

3)     La assoluta impossibilità di investire a costi bassi e tempi rapidi nella nuova rete in quanto la domanda e’ alta anche di altri operatori che può creare saturazione ed aumento di costi.

4)     Confermare il piano industriale di un amministratore dimissionario non ne giustifica le dimissioni o la continuità per cui si potrebbe concludere che l’azienda potrebbe essere priva di un piano industriale credibile.

5)     Inoltre il precedente piano industriale si basava su forti spese per il cambio marchio che appaiono inutili e gravose. Non si conosce l’entità’ del suo ridimensionamento reale ma il cambio di statuto fa presupporre che continui confondendo ulteriormente il mercato.

6)     L’investimento dichiarato per il cambio marchio e’ stato di 250 milioni di euro pari allo stipendio annuo di 4000 persone che invece di essere messe in condizioni di lavorare al meglio vengono mandate fuori dall’azienda , ma continuano ad essere pagate. Per tutto questo sono stati accantonati in bilancio 446 milioni  nel 2015

7)      ed altri 67 nel primo trimestre 2016 :

8)     Manca del tutto una previsione di sviluppo internazionale ad esempio in IRAN.

9)     L’incremento del possesso di Vivendi non fa presupporre strategie di sviluppo per la società in cui potrebbe confluire la stessa Vivendi con le sue notevoli perdite e senza alcun vantaggio concreto industriale per entrambe.

10) Lo sviluppo di call center esterni pone Ti a rischio di utilizzi arbitrari dei data base clienti che potrebbero quindi non essere più patrimonio esclusivo della stessa.

11) Lo stesso controllo della qualità verso la clientela  non e’ certo e controllabile.

12) Agicom ha multato TI  per milioni di euro che quindi ne drenano risorse inutilmente.

13) Inoltre tali sanzioni fanno presupporre basso livello manageriale.

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06.06.16

 

 

LA FIAT CHE NON SEMBRA

TO.23.05.16

ASSEMBLEA EXOR DEL 25.05.16

In riferimento alla prossima assemblea Exor del 25.06.16 si consiglia il voto negativo sul punto 1  bilancio, e 3 remunerazione e azioni proprie della parte ordinaria per le seguenti ragioni :

1)     Alta svalutazione delle azioni Ferrari dovuta al prelievo di risorse per circa 5 miliardi e euro

2)     Alto indebitamento e rischio  FIAT e CNH

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05.06.16

 

 

A TORINO IL CINEMA (AMBIENTE)  INTELLIGENTE CHE IN TV NON VEDIAMO:

IL MONDO DEVE SAPERE

Uno sguardo di denuncia che dall’inquinamento di mari come il Tirreno e l’Adriatico si sposta sulla terra sarda pesantemente contaminata dalle industrie petrolchimiche e sull’ecomafia che avvelena l’Italia del Centro, per arrivare a una cooperativa brasiliana specializzata nello smaltimento e riciclo dei rifiuti e descrivere infine gli effetti devastanti delle trivellazioni petrolifere in Basilicata

VIVA LA (BIO)DIVERSITÀ

Il recupero degli orsi della Luna vietnamiti torturati per estrarre loro la bile, una piccola azienda agricola nata sulle alture del Nepal, un’escursione in un ricco habitat naturale montano del Mozambico e la lotta contro i nuovi cacciatori russi per salvare una specie in via d’estinzione come la tigre siberiana: esempi concreti di salvaguardia della fragile e straordinaria biodiversità del Pianeta.

THIS CHANGES EVERYTHING QUESTO CAMBIA TUTTO

CANADA, USA 2015 - 89’ / REGIA Avi Lewis / PRODUZIONE Klein Lewis Productions, Louverture Films thefilm.thischangeseverything.org

I dati più recenti indicano che l’Occidente, con meno del venti per cento della popolazione, è responsabile di oltre il settanta per cento di tutte le emissioni globali. Dall’altra parte del mondo, i più colpiti dal cambiamento climatico hanno la responsabilità minore nella creazione di tale crisi. Ma sono proprio alcune di queste comunità, che si trovano a fronteggiare una delle più serie minacce per la sopravvivenza dell’intero Pianeta, che possono forse indicare una possibile via d’uscita, dimostrando che il riscaldamento globale non è solo una crisi, ma la nostra ultima opportunità per costruire un mondo migliore. Tratto dal libro di Naomi Klein Una rivoluzione ci salverà.

LA TRAGEDIA ELECTRÓNICA LA TRAGEDIA ELETTRONICA

SPAGNA, FRANCIA 2014 - 86’ / REGIA Cosima Dannoritzer / PRODUZIONE Media 3.14, Yuzu Productions facebook.com/ewastetragedy

Ogni anno nel mondo vengono prodotte circa cinquanta milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Il settantacinque per cento di questi rifiuti scompare dai circuiti di smaltimento, per finire in paesi come India, Cina o Africa. Il traffico illegale di questa merce è un mercato che vale miliardi di euro, a scapito dei disastrosi danni ambientali che causa. Grazie a un sistema di smaltimento europeo contraddistinto dalla mancanza di controllo e dalla corruzione, spesso capita che materiale riciclato illegalmente o danneggiato si ritrovi in settori produttivi chiave per le nostre vite, come i mezzi per il trasporto pubblico, con tutti i rischi che ciò può comportare in termini di sicurezza.

DEAR PRESIDENT OBAMA MER 1 GIUGNO CARO PRESIDENTE OBAMA

USA 2016 - 98’ / REGIA Jon Bowermaster / PRODUZIONE Oceans 8 Films dearpresidentobama.com

Dal 2008, e per tutta la presidenza Obama, le industrie legate alla trivellazione e alla fratturazione idraulica hanno proliferato in tutti gli Stati Uniti al punto che oggi sono più di venti milioni le persone che vivono a un miglio o meno di distanza da un pozzo petrolifero o di gas naturale. Un vero e proprio boom che ha coinvolto ogni tipo di classe socioeconomica, razza, credo o cultura, urbana, suburbana o rurale. Scienziati, economisti, medici e geologi ci aiutano ad analizzare il fenomeno così da convincere il presidente stesso a unirsi a chi si oppone alle trivellazioni e pensa che le fonti di energia fossili vadano lasciate dove sono, sottoterra. Prodotto e narrato da Mark Ruffalo.

GHOSTLAND TERRA FANTASMA

GERMANIA 2016 - 88’ / REGIA Simon Stadler / PRODUZIONE Cameleon Film Production ghostland-themovie.com

La vita nel vasto deserto del Kalahari dei boscimani Ju/’Hoansi, uno dei più antichi popoli del Pianeta, è radicalmente cambiata nel 1990, quando il governo della Namibia ha vietato per legge la caccia a scopo alimentare. Le terre un tempo libere e sconfinate della savana sono ora divise da recinzioni di filo spinato e il popolo una volta nomade dei Ju/’Hoansi è costretto a sopravvivere grazie alle poche sovvenzioni governative e alla scarsa generosità dei turisti più avventurosi. Da qui inizia un viaggio in compagnia di un gruppo di Ju/’Hoansi alla scoperta del mondo degli «altri», che dalla Namibia ci porterà fino in Germania.

LAND GRABBING LAND GRABBING

AUSTRIA 2015 - 95’ / REGIA Kurt Langbein / PRODUZIONE Langbein & Partner Media langbein-partner.com

I terreni agricoli stanno diventando sempre meno e quindi sempre più preziosi. Ogni anno si perdono dodici miliardi di ettari a causa del consumo del suolo e con la crisi del 2008 anche la finanza mondiale ha scoperto il valore economico globale della terra. Attraverso il land grabbing, i più ricchi del pianeta cercano di assicurarsi così una delle più importanti risorse naturali al mondo. Kurt Langbein ci guida sulle tracce dei nuovi investimenti internazionali legati all’agricoltura, mostrandoci le tragiche conseguenze vissute dalle famiglie costrette ad abbandonare le loro terre, stritolate dalle feroci dinamiche del colonialismo 2.0

WHEN TWO WORLDS COLLIDE QUANDO DUE MONDI SI SCONTRANO

PERÙ 2016 - 100’ / REGIA Heidi Brandenburg, Mathew Orzel / PRODUZIONE Yachaywasi Films

Con l’ambizione di entrare a far parte delle nazioni che contano a livello mondiale, il presidente peruviano Alan Garcia (in carica dal 2006 al 2011) ha avviato una politica estrattiva molto aggressiva indirizzata a petrolio, minerali e gas naturali presenti nel cuore della foresta amazzonica. Un intervento che ha da subito incontrato la dura opposizione della popolazione locale. Gli accorati discorsi del leader degli indigeni Alberto Pizango contro l’azione distruttrice di Garcia si sono ben presto trasformati in grida di battaglia: una contrapposizione che è degenerata in una vera e propria guerra civile con sanguinosi atti di violenza compiuti da entrambi gli schieramenti.

ATTRAVERSO LE ALPI ACROSS THE ALPS

ITALIA 2016 - 80’ / REGIA Giancarlo Bertalero, Filippo Ciardi / PRODUZIONE Associazione Attraversamenti veritaevisioni.info/ attraverso-le-alpi

Di chi sono le Alpi? E chi o cosa ne regola la vita? Ogni giorno tonnellate di merci caricate su camion e treni passano per tunnel e valichi alpini, incidendo notevolmente sulla vita dei cittadini e sull’ambiente naturale di paesi come l’Italia, la Francia, l’Austria, la Svizzera, la Germania o la Slovenia. Dall’osservazione della quotidianità di chi è vittima o protagonista di questo flusso ininterrotto, come operatori ferroviari, camionisti, automobilisti, turisti ambientali o altri viaggiatori, nasce così una riflessione sulle responsabilità della gestione del traffico alpino da parte delle aziende di trasporto, illuminata dalla bellezza di una delle più importanti catene montuose del mondo.

DEVIL COMES TO KOKO IL DIAVOLO ARRIVA A KOKO

ITALIA 2015 - 49’ / REGIA Alfie Nze / PRODUZIONE Fabrica www.fabrica.it

Ossessionato dal ricordo dello scandalo dei rifiuti tossici scaricati illegalmente trent’anni fa da un imprenditore italiano a Koko, un piccolo villaggio costiero sul Delta del Niger, il regista teatrale Alfie Nze decide di tornare in Nigeria sulle tracce di quella memoria. In patria, scoprirà uno degli episodi più gravi di furto di identità collettiva e di opere d’arte della storia moderna, noto come «saccheggio del Benin» e compiuto dagli Inglesi durante una spedizione punitiva nel 1897. A distanza di un secolo gli europei si sono macchiati di due tra gli eventi più tragici nella storia del Paese che, intrecciati tra loro, daranno vita al nuovo spettacolo di Nze. - Al termine della proiezione, incontro con il regista.

ORO BLU - CONVERSAZIONI DAL MARE BLUE GOLD - CONVERSATIONS FROM THE SEA

ITALIA 2016 - 39’ / REGIA Andrea Ferrante, Marco Gernone / PRODUZIONE Fondazione Apulia Film Commission

Ottobre 2014. Diverse compagnie straniere inviano ad alcuni comuni salentini delle richieste di prospezione petrolifera che vengono respinte con una documentazione firmata da tutti i sindaci dopo una valutazione negativa di impatto ambientale. Ma il ministero dell’Ambiente ha concesso i permessi e fissato per il 3 giugno 2015 l’indagine geofisica dell’area marina. Accompagnati dalla giornalista Tiziana Colluto, entriamo nel vivo di una vera e propria battaglia per la salvaguardia di un bene comune come l’Adriatico e lo Ionio che vede la contrapposizione tra potentissime multinazionali e chi quel mare lo conosce da sempre come Angelico, pescatore di Tricase ormai in pensione.

CHASSE, MAIN BASSE SUR LA SAVANE CACCIA, LE MANI SULLA SAVANA

FRANCIA 2015 - 52’ / REGIA Olivia Mokiejewski / PRODUZIONE Magneto Presse canalplus.fr/c-infosdocumentaires/pid3357- special-investigation.html

Quando si è scoperto che re Juan Carlos ha pagato circa sessantamila dollari per uccidere un elefante in Botswana si è rischiata una grave crisi diplomatica, mentre l’uccisione del leone Cecil ha scatenato nel 2015 violente reazioni in tutto il mondo. A scapito dell’indignazione globale sono però centinaia gli occidentali che ogni anno si recano in Sudafrica per partecipare a battute di caccia grossa, in quella che è una vera e propria branca dell’industria turistica con le sue tariffe: quindicimila euro per sparare a un leone, ottantamila per un rinoceronte. Un paese in cui l’ottanta per cento degli animali selvaggi vive su suolo privato e viene allevato proprio per essere cacciato.

COAL INDIA INDIA A CARBONE

GERMANIA 2015 - 47’ / REGIA Felix Röben, Ajay Koli / PRODUZIONE Hochschule Owl

Nella società occidentale contemporanea vige ormai un modo di produzione immateriale, in cui il lavoro fisico è stato completamente sostituito dalla tecnologia più avanzata e dagli strumenti digitali. Ci sono però dei luoghi nel mondo in cui esiste ancora una più autentica forma di produzione legata alla pura e concreta attività umana. Nelle miniere di carbone vicino a Dhanbad, in India, le persone vivono e operano in condizioni preindustriali, diventando loro malgrado un simbolo del lavoro fisico più faticoso che sembra ormai quasi invisibile, oltre che scomparso da ogni discorso sociale, in questo ventunesimo secolo tecnologicamente all’avanguardia

DEMI-VIE À FUKUSHIMA METÀ VITA A FUKUSHIMA

SVIZZERA, FRANCIA 2016 - 61’ / REGIA Mark Olexa, Francesca Scalisi / PRODUZIONE Dok Mobile, Cinédoc Films

Il 3 marzo del 2011 un potente tsunami si è abbattuto sulla costa orientale del Giappone danneggiando gravemente la centrale nucleare della prefettura di Fukushima. Un evento che ha causato numerose vittime, costringendo inoltre migliaia di persone ad abbandonare la regione. Non tutte però. Un uomo ha deciso di rimanere nella zona rossa a sfidare la radioattività, continuando, in un silenzio rotto solo dal vento, a coltivare la terra e a dar da mangiare agli animali. La sua presenza costituisce però un ostacolo alla strategia governativa che vorrebbe cancellare l’incidente dalla memoria collettiva, diventando il simbolo di un cambiamento sempre più necessario per tutta l’umanità.

FUKUSHIMA: A NUCLEAR STORY FUKUSHIMA: UNA STORIA NUCLEARE

ITALIA 2015 - 84’ / REGIA Matteo Gagliardi / PRODUZIONE Teatro Primo Studio - Film Beyond nuclearstory.com

Un viaggio di quattro anni alla scoperta della tragedia nucleare di Fukushima, che ha colpito il Giappone l’11 marzo del 2011, seguendo il giornalista di Sky News Pio d’Emilia, che ha vissuto nel paese oltre trent’anni e che si trovava a Tokyo il giorno del terremoto. Dopo aver visitato tutte le municipalità colpite dallo tsunami ed essere furtivamente entrato nella No-go Zone, d’Emilia riuscirà finalmente a raggiungere i cancelli della centrale nucleare per entrarvi solo nel 2013, scoprendo infine come Tokyo, e probabilmente l’intero Giappone, si siano salvati da una catastrofe ben più grave, grazie a un evento del tutto fortuito.

LE JEUNE FILLE ET LES TYPHONS LA RAGAZZA E I TIFONI

FRANCIA 2015 - 52’ / REGIA Christoph Schwaiger / PRODUZIONE De films en Aiguille, All You Neeed Is Prod

Nel 2013 il tifone Hayan si è abbattuto sulle coste filippine distruggendo città e villaggi: le vittime sono state oltre seimila, milioni le persone rimaste senza casa. In passato disastri naturali di questa entità capitavano una o due volte in un secolo, ma oggi il riscaldamento globale potrebbe causare un incremento nella frequenza di simili avvenimenti. Una minaccia che i filippini sono costretti ad affrontare quotidianamente. È il caso di Marinel, sedici anni, che ha deciso di sensibilizzare le nuove generazioni sui rischi legati al cambiamento climatico e che sarà accompagnata dall’attrice Marion Cotillard lungo le strade ancora devastate della sua terra a incontrare chi lavora per proteggere l’intero arcipelago. - Al termine della proiezione, incontro con il regista

 

MY HOTTEST YEAR ON EARTH IL MIO ANNO PIÙ CALDO SULLA TERRA

DANIMARCA 2015 - 58’ / REGIA Halfdan Muurholm / PRODUZIONE Dr Danmark Productio

Il 2014 è stato probabilmente l’anno più caldo nella storia del Pianeta. Un meteorologo danese decide di lasciare il lavoro con l’idea di viaggiare intorno al mondo per incontrare coloro la cui vita è cambiata completamente a causa di uno dei recenti eventi climatici estremi. Si parte così dalle Filippine devastate da Hayan, il peggior tifone che si sia mai abbattuto sull’arcipelago, per continuare nell’Inghilterra colpita dalla più grave alluvione degli ultimi settant’anni e giungere in Bangladesh, in cui i migranti per cause climatiche sono milioni. L’ultima tappa è la Florida, dove l’innalzamento del livello del mare mette in serio pericolo uno dei paesi più ricchi del mondo

POVERTY, INC. POVERTÀ & CO.

USA 2014 - 55’ / REGIA Michael Matheson Miller / PRODUZIONE PovertyCure, Acton Media, Coldwater Media povertyinc.org

OUT OF FASHION FUORI MODA

ESTONIA 2015 - 60’ / REGIA Jaak Kilmi, Lennart Laberenz / PRODUZIONE Homeless Bob Production homelessbob.ee/movies/ out-of-fashion

Viviamo in un’epoca di consumo globale con i tassi di crescita che aumentano in modo esponenziale. Una situazione drammatica che vede l’industria della moda in prima fila tra quelle meno virtuose. Le migliaia di fabbriche del Terzo Mondo non producono infatti solo vestiti per le compagnie occidentali, ma anche tonnellate di rifiuti tossici. Accompagniamo Reet Aus, giovane stilista che per le sue collezioni ha adottato il principio di riutilizzo di materiale riciclato, in un viaggio che dall’Europa e dalle piantagioni di cotone del Sud America ci porterà fino al vero e proprio epicentro della produzione di massa, il Bangladesh

 

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05.06.16

 

DA CRAXI A RENZI IL MODELLO DELLA COOPERAZIONE

POVERTY, INC. POVERTÀ & CO.

USA 2014 - 55’ / REGIA Michael Matheson Miller / PRODUZIONE PovertyCure, Acton Media, Coldwater Media povertyinc.org

 L’Occidente si pone da sempre come protagonista assoluto dello sviluppo di tutto il Pianeta. Una concezione che negli ultimi decenni ha originato una vera e propria industria legata alle cause umanitarie, in grado di muovere miliardi di dollari e che non è mai stata così florida. Anche se i risultati sono stati discutibili, se non catastrofici, e sono ormai tanti i leader dei paesi in via di sviluppo che denunciano il problema chiedendo a gran voce un cambio di direzione. Un tema sempre più urgente, e che sempre meno potremo ignorare, come emerge dalle oltre duecento interviste raccolte da Michael Matheson Miller in venti stati diversi, dal Ghana al Perù, passando per Haiti e il Sudafrica.

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04.06.16

 

SEMPRE PIÙ CORRUZIONE NELLA SANITA' TORINESE ?

Città della Salute, i privati nella gestione del nuovo polo della salute torinese:

Il Gruppo Medtronic seguirà la parte logistica. Con quali requisiti ? quale gara d'appalto ?

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03.06.16

 

 

MENTRE SI FANNO LE CITTADELLE DELLA SALUTE SI TOLGONO I FARMACI

Farmaci rimborsabili, scure delle Regioni Il piano sospeso per tre mesi: mettere all’asta quelli ªterapeuticamente equivalentiº A rischio ci sono circa 1.500 medicinali, quasi tutti innovativi e per malati cronici

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31.05.16

 

 

I POLITICI CI DANNEGGIANO. BASTA CON I POLITICI !

La Provincia di Asti voleva abbatterli a Montafia per evitare cause negli incidenti. Il paese che ha salvato i suoi cento alberi

Ricordano i nostri caduti della Grande Guerraº.

Il leghista delle spese pazze denunciato dalla moglie del pm . La donna: ªCercava un appoggio ma mi sono rifiutata.

Per ritorsione mi ha allontanata dal mio posto in Regione.

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30.05.16

 

 

ORA I TERRORISTI NON POSSONO PIÙ INVOCARE LA PROTEZIONE DI DIO .

Dopo l’abbraccio del Papa e l’Imam ªUniti contro il terrorismoº  i terroristi non possono piu' invocare la protezione di Dio . Lo storico incontro in Vaticano dopo 10 anni di gelo non e' stato ripreso dalla TV. Perche' ?

E Al-Tayyib invita Francesco: ªVenga al Cairoº, magari potrebbe servire per fare chiarezza sulla morte di Regeni.

 

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29.05.16

 

LA GIUSTIZIA NON E' DI QUESTO MONDO

Diffamazioni, pene più alte se sono colpiti i giudici e i politici .Favorevole anche il M5S. Ma c’è chi dice: legge per

la casta dei privilegiati si associa e mette il BAVAGLIO a chi dice quello che pensa su di loro.

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28.05.16

 

 

 

VIRUS ED ANTIVIRUS DAL COMPUTER ALL'UOMO

Un «superbug» che è stato esso stesso infettato con un piccolissimo frammento di Dna chiamato «plasmide» che ha trasmesso un gene chiamato «mcr-1» e' in grado di conferire resistenza al «colistin». «Questo crea una emergenza deltutto nuova - spiega lo studio condotto dal Walter Reed National Military Medical Center. E’ davvero la prima volta che viene riscontrato il fattore mcr-1 in Usa».
Nel novembre scorso, la preoccupazione era scattata quando ricercatori cinesi ed inglesi avevano trovato batteri della razza resistente al colistin in maiali e alcune persone in Cina. La razza letale di  escherichia coli- spiegano alcuni media specializzati - è stata poi individuata in altre zone dell’Europa.

Tuttto cio' secondo me potrebbe far parte di una strategia criminal-commerciale simile a quella dei virus prodotti per alimentare la domanda di antivirus e vaccini.

L’Antitrust attacca le multinazionali dei vaccini ªServe più trasparenzaº La denuncia: troppe opacità nelle politiche dei prezzi. Il mercato da 20 miliardi di dollari è in mano a 4 aziende.

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27.05.16

 

LA TRILATERALE E' BEN PRESENTE IN ITALIA

"The Trilateral Commission" si riunita in riunione plenaria da venerdì 15 a domenica 17 marzo a Roma, mi sconvolge l'ignoranza e la superficialità dei media che scrivono tutti, mainstream e non che torna in Italia dopo 33 anni. L’Italia in passato ha ospitato una riunione plenaria a Roma nel 1983 e tre riunioni europee: Venezia nel 1990, Milano nel 2000 e l'ultima volta fu a Torino il 27 ottobre 2006, a presiederla l'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi ovvio per un ex associato, ex perchè una volta presi incarichi governativi che loro stessi si assegnano devono "ufficialmente" uscirne, esempio Federica Guidi si dimise quando diventò ministro, dovrebbero poi spiegare come mai una volta usciti vanno alle riunioni o ci tornano come l' "esimio" Prof. Mario Monti. E' tutta una commedia che indica oggi una estrema vicinanza a Renzi, che la Trilaterale sostiene con evidenza :

Venerdi 15 aprile 2016
Apertura ufficiale della Conferenza dei presidenti della trilaterale

Un progetto per il futuro dell'Italia in Europa
Dove si sta dirigendo il progetto europeo?
19h15 Ricevimento ufficiale al Quirinale, ospiti del Presidente della Repubblica
Sabato 16 aprile 2016
09h00 Il Medio Oriente in subbuglio
Dove si sta dirigendo la Russia?
Le minacce nucleari & missili della Corea del Nord
Dove si sta dirigendo la Cina?
Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti
20h00 Ricevimento a Palazzo Colonna
Domenica 17 aprile 2016
09h00 Migrazioni Internationali & flussi di rifugiati
Affrontare Turbativa Digitale


12h45 Osservazioni conclusive da parte dei Presidenti della trilaterale



THE TRILATERAL COMMISSION
Gruppo Italiano

Prof. Carlo SECCHI, Chairman, Gruppo Italiano Trilateral Commission
Amb. Ferdinando SALLEO, Vice Chairman, Gruppo Italiano Trilateral Commission
-----------------------------------------------------------------
Dr. Giuseppe BONO, CEO, Fincantieri
Dr. Enrico CUCCHIANI, CEO, TGI - Thinking Global Investments Amm. Giampaolo DI PAOLA, già Ministro della Difesa e Presidente del Comitato Militare NATO
Dr.ssa Marta DASSU’, Direttore, Aspenia
Ing. John ELKANN, Presidente, Fiat Spa
Dr.ssa Patrizia GRIECO, Presidente, Enel Spa
Dr. Yoram GUTGELD, Commissario alla Spending Review (Israeliano, doppio passaporto, ex appartenente dei servizi di intelligence israeliani, primo consigliere economico dell'ebete. NdR)
On. Enrico LETTA, Dean, Sciences Po
Dr.ssa Monica MAGGIONI, Presidente, Rai
Dr. Carlo MESSINA, Consigliere Delegato e Chief Executive Officer, Intesa Sanpaolo
Ing. Andrea MOLTRASIO, Presidente del Consiglio di Sorveglianza, UBI Banca
Dr. Gianfelice ROCCA, Presidente, Techint e Assolombarda
Dr. Marcello SALA, Vice Presidente Vicario del Consiglio di Gestione, Intesa Sanpaolo
Dr. Maurizio SELLA, Presidente, Gruppo Banca Sella
Dr. Marco TRONCHETTI PROVERA, Amministratore Delegato, Pirelli Spa
Dr. Giuseppe VITA, Presidente, Unicredit Group Spa
------------------------------------------
Sen. Mario MONTI, European Honorary Chairman
Prof. Stefano SILVESTRI, European Honorary Member
Dr. Ferdinando GIUGLIANO, David Rockfeller Fellowship Program
On. Lia QUARTAPELLE, David Rockfeller Fellowship Program Dr. Paolo MAGRI, Segretario, Gruppo Italiano Trilateral Commission
 

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26.05.16

 

A TORINO LA SPESA SANITARIA VA AI COSTRUTTORI

LO STUDIO DELL’EUROSTAT: Una morte su tre si potrebbe evitare con le giuste cure . In Europa 577 mila decessi per falle nella sanità

Italia nella media.

Intanto a TORINO il Parco della Salute cambierà un pezzo di Torino. La delibera del Comune disegna il distretto intorno agli ospedali.

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25.05.16

 

L'ORIGINE DELLE TANGENTI

Buongiorno,
si inoltrano le informazioni riguardanti i limiti massimi di spesa per lo svolgimento della campagna elettorale per le elezioni comunali.
 

L’articolo 13 della legge n. 96 del 2012 ha stabilito che, dal giorno successivo a quello di indizione delle elezioni, i candidati sindaco o consigliere comunale che intendono raccogliere fondi per il finanziamento della propria campagna elettorale lo possono fare esclusivamente per il tramite di un mandatario elettorale, designato con dichiarazione scritta.

 

La stessa legge ha introdotto dei limiti di spesa per lo svolgimento della campagna elettorale per le elezioni comunali. Per i comuni con popolazione superiore ai 500.000 abitanti i limiti sono:

 

- Candidato alla carica di sindaco: “Le spese per la campagna elettorale di ciascun candidato alla carica di sindaco non possono superare l'importo massimo derivante dalla somma della cifra fissa di euro 250.000 e della cifra ulteriore pari al prodotto di euro 0,90 per ogni iscritto nelle liste elettorali del Comune”;

- Candidato alla carica di consigliere comunale: Le spese per la campagna elettorale di ciascun candidato alla carica di consigliere comunale non possono superare l'importo massimo derivante dalla somma della cifra fissa di euro 25.000 e della cifra ulteriore pari al prodotto di euro 0,05 per ogni iscritto nelle liste elettorali del Comune;

- Partito, movimento o lista: Le spese per la campagna elettorale di ciascun partito, movimento o lista che partecipa all'elezione, escluse le spese sostenute dai singoli candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale, non possono superare la somma risultante dal prodotto dell'importo di euro 1 per il numero dei cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune.

 

Al fine di calcolare i limiti massimi di spesa, si precisa che gli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune alla data del 21 aprile 2016 sono: 695.300.

 

Si coglie l'occasione pergere cordiali saluti.

 

Giovanni Bella

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24.05.16

 

 

QUALCHE PROBLEMA C'E' IN EGITTO. E di Regeni non si parla piu' !

L’ombra di esercitazioni militari dietro il disastro del volo EgyptAir .I sospetti dei piloti: le brusche manovre dell’MS804 effettuate per evitare ªqualcosaº.

E di Regeni non si parla piu' !

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23.05.16

 

Uranio impoverito, Difesa condannata : UN SUCCESSO DI STEFANO MONTANARI E ANTONIETTA GATTI.

IN APPELLO IL VERDETTO CHE DÀ AI FAMILIARI UN RISARCIMENTO DI UN MILIONE E MEZZO

Per i giudici il ministero non protesse il militare dal rischio di inquinamento da sostanze tossiche.

Dopo l'uranio impoverito toccherà a tutti gli inceneritori.

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22.05.16

 

 

ORA CHE PANNELLA NON C'E' PIU' CI MANCHERA' MOLTO NON AVERLO APPREZZATO ?

Se avessimo mai pensato che PANNELLA avrebbe potuto non esserci più probabilmente lo avremmo valorizzato di più ?

Proviamo a pensare per 1 giorno che Renzi, Salvini, Grillo, Berlusconi  non ci siano più magari solo per un naufragio su un'isola per 6 mesi.

Ci mancherebbero come Pannella ?

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21.05.16

 

DOPO  Deutsche Bank  UNINTESASANPAOLO per evitare il crack del sistema europeo.

La crisi di Deutsche Bank dopo le perdite e scandali miliardari a rischio 9 mila dipendenti Il gruppo travolto da 7800 cause. L’ira dei soci in assemblea il presidente si difende: ªNoi meglio della nostra reputazione" ma i fatti non gli danno ragione .

Intesasanpaolo puo' e deve diventare la banca di riferimento del sistema europeo .

Si pone quindi il problema che l’Italia è il Paese delle banche per cui ci sono più sportelli che farmacie per cui  troppe filiali frenano le aggregazioni  tra istituti per cui Padoan in un'intervista sostiene che  nuove aggregazioni tra gli istituti avanti con le privatizzazioni.

Io propongo UNINTESASANPAOLO per evitare il crack del sistema (by marcobava).

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20.05.16

 

DAL VUOTO DI MEMORIA AL VOTO ALLA MEMORIA DI MARCO PANNELLA , IL FRANCESCANO VERO DEUTSE

Il valore umano e politico di MARCO PANNELLA e' sempre stato indiscusso ma NAPOLITANO,  il re delle contraddizioni e dell'opportunismo, non lo ha mai eletto senatore a vita, e gli elettori non lo hanno mai votato a sufficienza per potergli dare quel potere di rinnovamento che meritava. Ricordo anche una manifestazione dove fu umiliato ingiustamente da un giovane .

Renzi dice volere cambiare il mondo , Pannella lo ha fatto.

Dal vuoto di memoria al voto alla memoria sarebbe l'unica possibile scusa che si possa chiedere ad un grande innovatore ed un grande vero credente . MARCO PANNELLA OLTRE LA FORMA HA SAPUTO INTERPRETARE IL MESSAGGIO CRISTIANO più di alcuni vescovi e cardinali , Marcinkus per citarne uno mai scomunicato dalla chiesa. Sarebbe bello e giusto che il Papa gli dedicasse una messa, magari in un carcere, fra i suoi fratelli, come un novello seguace di Francesco d'Assisi .  Ciao MARCO guascone intelligente probabilmente ti stupirai di finire  in Paradiso !

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19.05.16

 

 

LONDRA LA NUOVA SVIZZERA EUROPEA  ?

La Gran Bretagna non si e' mai integrata con l'Europa e mai lo farà  perché  oggi Pechino compra un maxi-caveau di oro a Londra da 2 mila tonnellate. Ed il suo esempio da quanti altri e' già stato imitato e lo sarà in futuro ?

 

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18.05.16

 

 

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum nella finanza

Mentre in ITALIA Bpm-Banco, annunciano che in tre anni faranno oltre un miliardo di utili e la fusione costerà qua

si 500 milioni, con profitti raddoppiati entro il 2019 in USA  Buffett  punta su Apple e Yahoo ed investe un miliardo di dollari sull’iPhone.

Due paesi , due decisioni clamorosamente sbagliate incredibili per il passato la prima ed il futuro per la seconda.

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17.05.16

 

 

Per gli Inglesi siamo solo i cani da guardia degli immigrati

I Lord inglesi contro l’Europa la missione anti-scafisti è fallita. La bocciatura della Camera Alta. Frontex: ad aprile

Più sbarchi in Italia che in Grecia. L’Ue: Non c’è una nuova rotta dalla Libiaº. Il ruolo inglese in Europa e' servito soprattutto per imporci i loro comodi, approfittando delle nostre agevolazioni dei nostri servigi da cani da guardia contro gli immigrati.

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16.05.16

 

 

FIAT 4° PRODUTTORE IN EUROPA RENAULT 4° NEL MONDO

Nissan prende il 34% di Mitsubishi per 2 miliardi il gruppo Nissan-Renault, con l’ingresso di Mitsubishi, raggiungerà i 9,6 milioni di vetture vendute a livello globale poco distante dalla General Motor.

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15.05.16

 

 

 

Dopo la PIRELLI anche la FIAT ai cinesi  che intanto desiderano auto made in occidente ?

LA STAMPA VENERDÌ 13 MAGGIO 2016 : Detroit nel quartier generale  americano di Fca, a Auburn Hills ieri è stata in visita una

delegazione cinese.

TIME: MARCHIONNE FRA I PIÙ INFLUENTI NELL’AUTO . Delegazione cinese alla Fca di Detroit.

Se Marchionne vuole vendere la FIAT ai cinesi o  a Google faccia pure tanto il futuro dell'auto mondiale si chiama Tesla.

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14.05.16

 

MA NELLE SCUOLE SI INSEGNA O DIS-INSEGNA ?

A TORINO nella  scuola elementare Coppino e' stata abolita la festa della mamma

“Fate un regalo a chi vi vuole bene”. Non capisco perché avendo a disposizione 300 giorni all'anno si debba usare la festa della mamma ?

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13.05.16

 

 

LA TENSIONE PROFUGHI-TERRORISMO E' REALE

Tra i profughi del lago Ciad dove l’Europa resta un miraggio. In pochi hanno i soldi per partire, gli altri sono bloccati nei campi in mezzo al deserto.I fondi stanziati dall’Unione europea finiscono per alimentare la corruzione.

Allarme della Casa Bianca: in Europa un’ondata mai vista di foreign fighters

Missione a Bruxelles di Lisa Monaco, consigliere di Obama per l’antiterrorismo

Washington teme che i combattenti raggiungano gli Usa: l’Ue deve investire di più.

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12.05.16

 

L'ISIS E' ANCHE FRA GLI IMMIGRATI

Gli 007 europei negli hotspot in Italia , Bruxelles invierà 150 agenti dell’antiterrorismo ne  i centri di accoglienza  per identificare possibili terroristi fra i profughi . Arrestato un reclutatore sloveno.

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11.05.16

 

 

NON CI SONO PROSPETTIVE PER IL MEDIO ORIENTE

Iraq, per l’Onu adesso è genocidio. Trovate 50 fosse comuni. L’Isis ha sterminato per mesi uomini, donne e bambini

L’inviato Jan Kubiš al Consiglio di Sicurezza: ªAtroci crimini contro l’umanitàº

 

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10.05.16

 

 

COSA SERVE LA SPESA PUBBLICA SANITARIA REGIONALE ?

Anziani dimenticati senza assegno il 50%  dei non autosufficienti

Germania e Francia hanno riformato il welfare, noi no  solo il 4% degli over 65 riceve l’assistenza domiciliare. 

Intanto c'e' un'indagine della polizia nella struttura in via Pacchiotti 4 Torino , il finto medico visitava negli ambulatori dell’Asl in accordo con gli sportellisti. Ho fatte molte denuncie sul personale sanitario che tratta i pazienti con arrogante prepotenza . Nulla ed i risultati si vedono. Orari inconcepibili, strutture inefficienti, costi ingiustificati, tutto questo sta per essere dilatato con la spesa per nuova cittadella sanitaria torinese.

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09.05.16

 

 

NON POSSIAMO TACERE ED ACCETTARE IL RICATTO TURCO DEVE FINIRE SUBITO : ESERCIZIO IMMEDIATO DEL POTERE DI VETO ITALIANO SUGLI ACCORDI CON EDOGAN.

Meglio gli immigrati che i ricatti di Erdogan.

L’affondo di Renzi contro il Sultano

ªDubbi sull’intesa sui profughi"

Turchia, spari contro il direttore del giornale anti-Erdogan. E il giudice lo condanna a 5 anni
L’uomo, Can Dundar, è rimasto illeso. A giugno era finito sotto processo per un’inchiesta che denunciava il passaggio di armi allo Stato islamico.

MARTA OTTAVIANI
ISTANBUL

Assolti dall’accusa di spionaggio, colpevoli di aver rivelato un segreto di Stato. Suona come una beffa la sentenza promulgata questa sera dal Tribunale di Istanbul contro il direttore del quotidiano Cumhuriyet, Can Dundar, e il capo della redazione di Ankara, Erdem Gul.

I due erano finiti sotto processo lo scorso giugno per aver pubblicato sul loro giornale foto e video di camion dell’intelligence turca che passava armi allo Stato Islamico. Uno scoop che era arrivato a pochi giorni dalle elezioni e che aveva fatto infuriare il presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, che aveva chiesto alla magistratura di comminare ai due giornalisti due ergastoli.

I giudici avevano successivamente accolto la richiesta del capo di Stato e dei servizi segreti di costituirsi parte civile, prima volta nella storia del Paese. La sentenza, attesa per oggi, è stata preceduta da un momento di grande tensione. Un uomo di 40 proveniente da Sivas, in Anatolia, ha cercato di sparare a Dundar, urlandogli «traditore della patria», mentre il giornalista aspettava il parere dei giudici, riuniti in camera di consiglio.

L’attentato al giornalista e la sentenza stanno già dando luogo a molte reazioni nel Paese, soprattutto sui social. In molti si chiedono dove fosse la polizia e come l’uomo abbia potuto avvicinare così facilmente il giornalista più noto e sotto controllo del Paese. La sentenza è stata definita da molto un «colpo mortale contro la libertà di stampa» e secondo alcuni avvocati non è coerente con i principi della Costituzione.
 

Ecco perche' l'Italia non puo' accettare gli accordi con Erdogan potere di veto immediato.

 

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08.05.16

 

 

 

Il km0 non solo uno slogan ma anche una realtà di sopravvivenza economica.

Prodotti stranieri e prezzi in picchiata. In Liguria scoppia la guerra delle acciughe
La Coldiretti: costretti a distruggere il nostro pescato.
La stagione delle acciughe si annuncia promettente ma fra grossisti e pescatori è subito polemica. I primi accusano i secondi di prendere troppi pesci e di rovinare il mercato, i pescatori reagiscono puntando il dito sui grossisti che comprano acciughe in Spagna e in Croazia e li costringono a buttare le italiane. Tutto comincia nella notte fra giovedì 28 e venerdì 29 aprile, quando sui mercati liguri vengono sbarcate 6000 casse di acciughe.

Basta con il saccheggio del mare e dei redditi di chi lavora.

 

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07.05.16

 

 

LE COMUNITA' STRANIERE DEVONO DENUNCIARE CHI DELINQUE PER ESSERE RISPETTATE

I predoni del Po razziano solo di notte, fanno strage di carpe e «siluri» che sfilettano e congelano sul posto, per poi scomparire prima dell’alba a bordo di furgoni, diretti per lo più in Romania.

La comunità rumena per essere rispettata dovrebbe denunciare ed espellere chi delinque distruggendo l'ambiente italiano.

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06.05.16

 



L'ONU DEVE INTERVENIRE SUBITO SULL'EGITTO PER FARE CHIAREZZA SULL'OMICIDIO REGENI

LA RIVELAZIONE NELLE EMAIL RISERVATE DEL MINISTERO  DELL’INTERNO INVIATE PER SBAGLIO
Il piano dell’Egitto contro la stampa ªBisogna censurare il caso Regeniº
Succede in Egitto proprio nel giorno della celebrazione mondiale della libertà di stampa. Per errore, il ministero dell’Interno ha inviato all’intera mailing list di giornalisti accreditati alcuni documenti, tra cui uno in cui la procura generale raccomanda «l’obbligo di non pubblicazione» di informazioni sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore friulano morto sotto tortura in Egitto oltre tre mesi fa.
I giornalisti hanno ricevuto anche quello che sembra un «piano segreto» per gestire la crisi che da domenica è in cor-
so tra il Ministero dell’Interno e il potente Sindacato dei giornalisti, da sempre al Cairo simbolo di dissenso e luogo –
dai tempi di Hosni Mubarak di manifestazioni e proteste.
A dare i dettagli di quello che potrebbe diventare un «Cairo-leaks» è il quotidiano al Masry al Youm, nato negli ultimi anni
dell’era Mubarak, quando la stampa aveva avuto un momento di relativa apertura, perso nei mesi successivi alla rivolu-
zione. Oggi l’Egitto è 158° su 200 Paesi nella lista della libertà di stampa di Reporters Senza Frontiere.
In un raid delle forze dell’ordine, domenica, due giornalisti del sindacato, Amr Badr e Mahmoud al-Sakka, sono stati arre-
stati: sono in custodia cautelare per 15 giorni. Il loro avvocato, Malek Adly, noto nell’attivismo anti-governativo del Cairo, sostiene che siano stati obiettivo del regime per i loro articoli critici nei confronti della recente cessione delle isole del Mar Rosso di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita.  La mail partita «per errore» parla di una «escalation» che sarebbe «un’azione deliberata portata a termine dal capo del Sindacato, Yeyhia al-Qalash, e diversi altri membri del Consiglio sindacale, per opporsi al ministero».
«Dobbiamo anticipare la malvagia e immediata campagna contro il ministero dell’Interno» , «È essenziale non fare passi indietro: la ritirata sarà giudicata come un errore e se c’è un errore ci sarà qualcuno da ritenere responsabile». Per questo, continua l’email, il mini-
stero deve ritenere le azioni del capo del Sindacato e dei vari membri come «illegali», e consiglia la presenza in televisione di analisti ed ex militari che sostengano il dicastero.  In Egitto la notizia è trattata come il nuovo «scandalo» che  imbarazza il regime e pure il
quotidiano governativo al Ahram ha chiesto il licenziamento del ministro Magdy Ab- del Ghaffar: «Ha commesso molti errori nell’ultimo periodo e il più deplorevole è il comportamento verso i giornalisti».
Per al Masry al Youm, l’errore racconta «lo stato confusionale in cui versa il ministero».

E' ora che l'ONU intervenga urgentemente ed ufficialmente per chiedere all'Egitto la verità costasse anche il posto ad AL SISI.

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05.05.16

 

 

 

I POVERI DI TORINO CHE FASSINO DIMENTICA

Dati Caritas: «Il 15% dei torinesi è in difficoltà» Separati e anziani soli i nuovi poveri. Sempre più difficile tornare indietro.

Ed il Sindaco Fassino non ci pensa ! 

 

mailto:nuovomodellodisviluppo@email.it

  

 

 

 

Il lavoro nobilita l'immigrato e crea ricchezza per il suo mantenimento

Gli immigrati rivitalizzano i borghi di montagna . Nuova manodopera fa rinascere l’economia Storie di successo dal Piemonte alla Calabria.

Altri immigrati che mettono entusiasmo nella loro nuova vita nell’Appennino parmense e garantiscono la sopravvivenza di un prodotto unico al mondo, il formaggio parmigiano di collina, che tanto significa per il Consorzio del Parmigiano-reggiano.

Roncobello, piccolo paese in provincia di Bergamo, una fra le zone più suggestive dell’Alta Valle Brembana, dove fanno piccoli lavori di manutenzione stradale, pulizia dei sentieri e taglio dell’erba «l’integrazione passa soprattutto attraverso il lavoro»

Storie che l’Uncem - Unione dei comuni di montagna - aveva presentato in Parlamento qualche settimana fa gli immigrati stanno
rimpiazzando la manodopera autoctona che non svolge più determinati mestieri e si stanno integrando sia nelle filiere di produzione agroalimentari, sia per quanto riguarda le manutenzioni ambientali e la cura del territorio.

Il lavoro in cambio del mantenimento nobilita gli immigrati con un ruolo di coordinamento da parte delle parrocchie.

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02.05.16

 

 

LE NOMINE PD SEMPRE PIU LONTANE DALL'INTERESSE DEL PAESE

L'ambientalista pentito CHICCO TESTA chiesto dai petrolieri al PD come ministro delle attività produttive

Nella lista dei nomi per il Consiglio di Stato ci sono due nomi pesanti dello staff di Renzi a Palazzo Chigi (Antonella Manzione, capo dell’ufficio legislativo, e Paolo Aquilanti, segretario generale) oltre a Saverio Capolupo. Nei mesi scorsi, più volte si era parlato della volontà del premier di nominare Antonella Manzione, capo dello staff legislativo a Palazzo Chigi, maliziosamente chiamata dagli avversari «la vigilessa» per i suoi trascorsi come capo della polizia municipale di Firenze.
I problemi sono due: Manzione non ha l’età per entrare nel Consiglio di Stato e soprattutto non ha il rango dirigenziale necessario. La prima obiezione potrà essere superadante generale uscente della  Guardia di Finanza, tre alti dirigenti di ministeri (Economia, Giustizia, Beni culturali) e tre magistrati, due dei quali targati Pd. La terna di toghe è una sorpresa, come la mancanza di prefetti e ambasciatori. 

L’altro elemento interessante nella lista di Renzi è dato dalla presenza di tre magistrati ordinari. Una arriva dalla
Cassazione. Gli altri due sono Doris Lo Moro e Lanfranco Tenaglia. Lo Moro è senatrice del Pd, dopo una lunga militanza nei Ds con incarichi di partito e nelle istituzioni calabresi.

Come si vede un elenco ampiamente ispirato dalla lobby Pd.

Intanto un ingorgo di petroliere negli oceani in attesa che salga il prezzo del greggio. Da Singapore al Texas, al largo ci sono 125 navi con a bordo 200 milioni di barili.

Altra lobby quella dei petrolieri sta nominando attraverso il Pd il nuovo ministro delle attività produttive : CHICCO TESTA , il miglior ambientalista pentito che i petrolieri inquinatori possono esibire.

Il tutto mentre pazienti sbagliati e terapie scambiate  negli ultimi 25 anni ha fatto crescere il numero di denunce del  300 % , a Milano e' morta una donna incinta , a Lucca tolgono i rene sano e 4 milioni di italiani sono in assoluta povertà.

Ma il PD lo votano solo i petrolieri e gli ambientalisti pentiti ?

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01.05.16

 

Il cancro della burocrazia

Mentre il petrolio va nel fiume a Genova e iI pm scrive che : ªLa società nascose gli allarmi sull’oleodotto"Un report segnalò i problemi. Indagato consulente .

L'ARPA non controlla ?

L’istituzione di 25 specialisti come task force per la caccia al fannullone che si annida tra i dipendenti della pubblica amministrazione  ne fa menzione nel decreto sulla misurazione e valutazione delle performance nella P.a. approdato ieri sera sul tavolo del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva.

Quindi altra burocrazia per combattere la burocrazia.

Non ne possiamo più intanto a Pisa c'e' stato un corteo contro il governo con scontri e feriti.

E' solo l'inizio.

 

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30.04.16

 

 

MENO RISORSE PIU' IMMIGRATI CHE DEBBONO MANTENERSI

Il governo tedesco si prepara a limitare l’accesso dei cittadini europei residenti in Germania alle prestazioni sociali.

D'altra parte la situazione in certi paesi come la SIRIA e' ben rappresentata da quanto ha fatto a giornalista embedded di «Addounia», la tv filo-governativa  del presidente siriano Bashar Al Assad, si è scattata una fotografia tra i corpi martoriati di alcuni  oppositori. Sorriso impeccabile, come la piega dei capelli biondissimi, trucco perfetto senza neanche una sbavatura e viso angelico, Kinana ha ricevuto su
Facebook 223 mila like. Non è la prima volta che la giornalista filo-regime pubblica sulla sua pagina Facebook foto dal fronte:  online è possibile vederla su un carro armato o insieme ai militari dopo un’operazione di morte.
Tutto ciò esprime in modo eloquente la situazione di vita in Siria , per cui e' ovvio che essendo impossibile viverci si faccia il possibile per andarsene.

A noi il compito di mettere a frutto queste risorse umane per produrre più che per consumare. Ecco perché i rifugiati ospitati debbono lavorare per ripagare il loro mantenimento.
 

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29.04.16

 

LA BANCA DELL'ETRURIA E' IL SECONDO FORZIERE D'ORO DELL'ITALIA

Tra i lingotti dei clienti, quelli utilizzati per il distretto industriale orafo di Arezzo, e
quelli di sua proprietà, Banca Etruria conserva 9 tonnellate e mezzo d’oro. Per buona
parte, è oro puro. Si tratta della più grande concentrazione d’oro, dopo quella di Banca
d’Italia. È un tesoro da 310 milioni di euro, nascosto in un caveau, almeno uno è in
una località segreta ad Arezzo.

Ecco perché e' stata salvata...

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28.04.16

 

 

Se Telecomitalia fosse fusa in Vivendi perderebbe l'indipendenza e il primato della rete

Una profonda regressione potrebbe avvenire in Telecomitalia qualora si procedesse ad una fusione con Vivendi invece che con Enel.

Un società di servizi basa il suo valore aggiunto sui dipendenti , se Telecomitalia pensa di rilanciare il titolo licenziando si sbaglia !

 

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27.04.16

 

UN PAESE IRRESPONSABILE PER LA BUROCRAZIA

La burocrazia sta uccidendo il paese ed alimenta la spesa pubblica senza dare servizi sufficienti. E'ora di dire basta alla burocrazia , con un cambiamento di politici che non costa nulla.

 

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26.04.16

 

Rania Yassen, attrice e presentatrice egiziana manda al diavolo Giulio Regeni chiediamo l'intervento immediato dell'Onu

Basma Mostafa, autrice dell'intervista alla famiglia a casa della quale erano stati trovati i documenti del ricercatore italiano, è stata presa dalle forze dell'ordine vicino a piazza Tahrir insieme a sei colleghi. Il Cairo indaga sulla Reuters: "Ha diffuso notizie false"

Giulio Regeni, la giornalista egiziana in diretta: "Andasse al diavolo"

Un affronto. Rania Yassen, giornalista per la tv saudita Al Arabiya, sostiene dal Cairo che l'omicidio di Giulio Regeni sia "un complotto". E aggiunge: "Andasse al diavolo".

La presentatrice ha aperto l'edizione del telegiornale dando la notizia dell'apertura di un’indagine contro l'agenzia di stampa Reuters, colpevole di aver diffuso notizie false a proposito del caso di Giulio Regeni. 

"Voglio dirvi una cosa - attacca la giornalista, volto molto noto - tutto questo interesse per il caso Regeni a livello internazionale, come in Gran Bretagna e Usa, indica una sola cosa: siamo davanti ad un complotto! Come se Regeni fosse il primo caso di omicidio in tutto il mondo!". Definisce “provocatorie” le eccessive previsioni e teorie sull’omicidio.

In Italia secondo la giornalista "le bande mafiose fanno di tutto". Offese che renderanno ancora più problematici i rapporti tra Italia ed Egitto, anche per l'eco mediatica che le parole di Yassen stanno avendo: "All’inizio francamente sentivo pietà nei suoi riguardi, un ragazzo ucciso, ma adesso basta, che andasse al diavolo!".

Dopo aver fatto intendere che secondo lei  Giulio Regeni facesse parte dei servizi segreti, conclude: "Non rompete insomma, siamo davvero stufi di voi".



 
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A questo punto c'e' solo la richiesta d'intervento dell'Onu per valutare misure d'intervento nei confronti dell'Egitto.

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25.04.16

 

IL DOPPIOGIOCHISMO RADICALE E L'ALIBI DELLA SPESA PUBBLICA CHE CRESCE SOLO PER TAGLIARE I SERVIZI AI CITTADINI

Ogni governo utilizza l'alibi della spesa pubblica per tagliare i servizi ai cittadini, abbiamo scoperto le Maserati de LA RUSSA al ministero della difesa, oppure che si potevano risparmiare 300 milioni di euro accorpando il referendum sulle trivelle alle elezioni amministrative, ma il doppiogiochismo del figli di PANNELLA: DELLA VEDOVA, GIACHETTI , ha portato al SI TRIVELLE, al costo di 300 milioni di euro ,  in contrasto al buon senso radicale ma con una gran bella carriera politica con Renzi.

I radicali forse troverebbero con Salvini più sinergie che con Renzi.

Non sarebbe ora che finisse il doppiogiochismno da parte di tutti quelli che a parole dicono di combattere la spesa pubblica ma nei fatti se ne avvantaggiano aumentandola per  ?

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22.04.16

 

LE RISORSE SONO LIMITATE, GLI IMMIGRATI NO.

Le risorse non aumentano in funzione delle persone che se le suddividono.

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21.04.16

 

CHI SEGUE RENZI POTREBBE MORIRE

Il petrolio può deteriorare l'ambiente. L'ambiente inquinato uccide. Chi non tutela l'ambiente uccide. Le decisioni di Renzi con il referendum sulle trivelle, può uccidere.

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20.04.16

 

Mi candido per le elezioni comunali di Torino con la LEGA NORD perché  FASSINO e' un bugiardino.

Oggi FASSINO ha garantito una sede per la collezione BERTONE acquistata dall'ASI. E' da febbraio che FASSINO ha fatto questa promessa , che finora non ha mantenuto , anche per questo ho deciso di candidarmi come consigliere comunale di Torino con la LEGA NORD. TORINO ESPOSIZIONI non ha senso che diventi la biblioteca comunale , e' nata e deve essere una pala espositivo, magari dei prototipi di auto by Torino. Questo sarebbe turismo vero del design auto  !

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19.04.16

 

 

IL RISULTATO DEL REFERENDUM SULLE TRIVELLE DIMOSTRA CHE L'ITALIA E' IN MANO AL PIAZZISTA RENZI

Se l'ITALIA va male e' a causa della disinformazione del 70% degli italiani che il piazzista Renzi sa ben strumentalizzare.

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18.04.16

 

Dov'e' la Mafia nelle vicende del petrolio in Sicilia ?

E' difficile pensare che la mafia sia scomparsa dalla Sicilia.

Colicchi, parlando con Gemelli il 7 maggio, riferisce di una cena alla quale la sera precedente aveva partecipato con Lo Bello, l’arcivescovo Vincenzo Paglia e il senatore pd Roberto Cociancich. «Gemelli - scrive la polizianel suo rapporto - domandava
se avessero parlato di Alberto (Cozzo) con Ivan. Colicchi rispondeva di sì...». Cozzo temeva che l’interrogazione di Fava potesse compromettere la sua riconferma e fa sapere a Gemelli che «Ivan» comunque gli aveva comunicato che avrebbe parlato con Fava per dissuaderlo.

Tutta la vicenda del pontile di Augusta non può vedere coinvolti solo politici, e vescovi ?

Il petrolio. Un pontile per stoccarlo. Un «clan». E un ministro «strumento inconsapevole». Era iniziata così, con le mire di Gianluca Gemelli e del suo «quartierino» sulla banchina del porto di Augusta e le manovre per ottenerla. È finita con un terremoto giudiziario che ieri ha travolto il numero due di Confindustria Ivan Lo Bello, indagato assieme all' ex commissario straordinario dell' Autorità Portuale (riconfermato dal ministero dello Sviluppo) Alberto Cozzo; il contrammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, capo della pianificazione finanziaria della Marina; il caposegreteria della senatrice pd Anna Finocchiaro, Paolo Quinto, e il lobbista della Compagnia delle Opere, Nicola Colicchi.

Il clan Per la mobile di Potenza, guidata da Carlo Pagano, i «promotori, ideatori e organizzatori» erano Gemelli e Colicchi. Lo Bello e Quinto i «partecipanti» con un «ruolo di cerniera con la politica».

Possibile che manchi la MAFIA ?

Usando le loro «entrature», secondo i pm, il clan si è mosso per vari scopi: dal pontile di Augusta a progetti nel settore petrolifero, all' energia, ai «Sistemi di difesa e sicurezza del territorio». All' ex ministro Federica Guidi, compagna di Gemelli, l' indagine dà il ruolo di «strumento inconsapevole di quello che lei stessa aveva mancato di individuare come clan». Al capo di stato Maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi, la nuova accusa: aver concorso a turbare l' assegnazione della concessione del pontile. Quinto, attraverso l' avvocato Giuseppe Di Noto, si dichiara «totalmente estraneo e sicuro di chiarire».

Ivanhoe Lo Bello detto Ivan, il secondo rappresentante di massimo livello di Confindustria — dopo Antonello Montante, il delegato della legalità degli imprenditori italiani indagato per concorso esterno — precipitato nella polvere. Si erano presentati nel 2006 come la “coppia” siciliana del cambiamento, si sono rivelati i capi di cordate dalle ambigue frequentazioni ed entrambi assai sensibili al richiamo degli affari.

Influente e mai appariscente, un talento innato per la giusta distanza, tanto abile da stare in equilibrio perfetto fra il “quartierino” e le bandiere di Libera, ultimo incontro a Torino il 21 febbraio per firmare come Unioncamere uno dei soliti protocolli intorno ai quali Lo Bello ha costruito la sua immagine antimafia.

Come mai Don Ciotti non si e' mai accorto di chi fosse veramente Lo Bello ?

 Ivan è soprattutto uno che conta. Conta a Palermo e a Roma, nei salotti, in Vaticano, nei ministeri. Dalle carte giudiziarie di Potenza è affiorata la sua capacità di fare intensamente lobby. A cena con l’arcivescovo Vincenzo Paglia parla di incarichi graditi a Gemelli, l’imprenditore Nicola Colicchi azzarda che lui è stato in grado di far strappare un decreto già firmato dal ministro Delrio. Evocato in tante telefonate, indicato come «gancio», ha candidamente ammesso qualche giorno fa a Repubblica: «Ma io sul mio territorio sono un’istituzione».

Infatti Socialista in gioventù, vicino a Fabio Granata che era luogotenente di Fini in Sicilia, in stretti rapporti con un sindaco forzista di Siracusa, Ivan Lo Bello diventa Ivan Lo Bello a soli 35 anni. È il 1998 e il presidente della Regione Giuseppe Provenzano — che aveva avuto guai con il giudice Falcone per le sue consulenze al clan dei Corleonesi — su suggerimento proprio di Granata, nomina uno sconosciuto siracusano a consigliere del Banco di Sicilia. Poi ne sarà anche presidente.

L’anno per lui decisivo però è il 2006. Montezemolo vuole pulizia in Confindustria siciliana e lo sceglie come guida degli industriali dell’isola. Passano pochi mesi e si annuncia la “rivoluzione”: gli imprenditori promettono di ribellarsi al racket e di cacciare dalla loro associazione chi paga il pizzo. È l’inizio di un’avventura che finisce sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo: Lo Bello è l’uomo della svolta.

La “rivoluzione” però sarà un sogno spezzato, quel movimento dopo un po’ perde slancio e si trasforma in un gruppo di potere che occupa militarmente tutte le cariche pubbliche disponibili. Gli industriali siciliani diventano un “partito” che siede per 6 anni di fila nelle giunte regionali, decide assessori e pure presidenti, piazza i suoi fedelissimi in ogni angolo di sottogoverno. E fa affari.
 

A Catania nasce una nuova stella imprenditoriale, Mimmo Costanzo, che era stato assessore allo Sviluppo Economico della prima giunta Bianco e che Lo Bello mostra a tutti come «esempio di legalità». La stampa ne dice meraviglie. Costanzo si rivelerà — stando all’inchiesta giudiziaria sulla Dama Nera dell’Anas — un grande corruttore e il suo impero si scoprirà in odore di mafia.

Lo Bello fa finta di niente, come se Costanzo non l’avesse mai conosciuto. Come fa finta di niente quando per una truffa alla Regione va sotto processo il suo amico Ivo Blandina («Una persona molto per bene»), scelto per fare il commissario di Confindustria Siracusa. Fa finta di niente quando il suo nome è menzionato in numerose pagine del caso Guidi («Non capisco che c’entro io»), fa finta di niente quando Confindustria siciliana è trascinata nel gorgo delle indagini.

Ed ecco che allora tutto si può ricongiungere o la mafia c'e' ma non compare direttamente oppure e' comandata da insospettabili ?

 

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17.04.16

LE TRIVELLE AUTOMATICHE CHE PRODUCONO L'1% DEL FABBISOGNO ITALIANO COMPROMETTONO IL VERO PETROLIO ITALIANO : IL TURISMO.

PENSACI !

 

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16.04.16

 

 

QUANTA SANITA' PUBBLICA SI SAREBBE POTUTA PAGARE CON I 300 MILIONI DI EURO CHE COSTA IL REFERENDUM DELLE TRIVELLE A CAUSA DI RENZI  ?

Non sprechiamolo insieme alla nostra salute e di quelli che verranno dopo di noi !

 

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15.04.16

 

OCCHIO AI POSSIBILI BROGLI ELETTORALI : IL NO DI RENZI AI REFERENDUM TRIVELLE UN POSSIBILE  SCAMBIO CON PRODI PER APRIRE LA VIA PER L'IRAN .

Renzi ha la sindrome del primo della classe, per cui per arrivare per primo in Iran ha usato il nome di Prodi, in cambio sta dando una mano a boicottare il referendum delle trivelle , osteggiato dalla lobby dei petrolieri ben rappresentata da Prodi.

Per cui occhio ai possibili brogli elettorali, che in Italia hanno il precedente del referendum monarchia repubblica..
A dimostrarlo  un estratto del Decreto Luogotenenziale di indizione del Referendum per la forma di stato (il famoso referendum Monarchia-Repubblica del 1946) , il quale stabiliva le modalità del voto, ma anche dove si votasse. Fra i vari collegi ve ne era uno per la terra di Dalmatia con Zara (la Venezia-Giulia), ma anche l'Istria era compresa fra le terre della "Venezia". Cliccando sull'immagine si può vedere la scansione ingrandita e verificare i collegi)
collegi1946.gif
Queste zone erano territorio legalmente italiano, ma dato che erano occupati da Alleati (per Trieste e dintorni) , Titini (che attuavano un genocidio) ecc, si fece un decreto in cui il voto in quei collegi elettorali venne momentaneamente sospesi, MA CON LA CHIARA INDICAZIONE CHE ESSI AVREBBERO VOTATO IN SEGUITO APPENA RISTABILITO L'ORDINE. ( Clicca sull'immagine del decreto per ingrandirla)Decreto di rinvio dei collegi occupati

Fra i territori che non poterono votare contiamo Bolzano, Udine (con Pordenone), la Venezia Giulia con l'Istria, Zara con la Dalmatia.
Ma dopo soli 9 mesi la neonata Repubblica Italiana cedette temporaneamente l' Istria e Dalmatia alla Jugoslavia, e non fece mai votare Bolzano, Udine, Pordenone e Trieste. Era certo infatti che essi avrebbero votato per la monarchia ribaltando il risultato.
In pratica, dato che MILIONI DI PERSONE AVENTI DIRITTO NON HANNO POTUTO VOTARE, il referendum del 1946 non è valido internazionalmente, e non può essere usato come scusa per conoscere la volontà del popolo. Il referendum del 1946 E' NULLO giuridicamente.
O meglio, non è ancora "terminato" , ma è oggi impossibile il suo completamento , per cui e' nullo , ( a meno che Istria e Dalmatia non tornino italiane e votino).
Tutto ciò rivoluziona i rapporti giuridici fra l'attuale Stato e i suoi cittadini.
Lo Stato "Repubblica Italiana"non rappresenta i cittadini italiani, anche quelli di Istria e Dalmatia, ma in pratica tutta la Venetia .
La stessa Costituzione Italiana non vale, in quanto l'assemblea costituente non era completa dei territori veneti, quindi i costituenti non rappresentavano l'intero popolo.
Oggi i programmi che trasformano i voti  cartacei in elettronici potrebbero anche scambiare i destinatari del si  nel no, come invertire i voti per Renzi in quelli per Grillo, magari per le elezioni europee , a Torino quelli per Fassino in quelli per Airaudo o Morano o Appendino dipende dall'andamento del voto.

 

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14.04.16

 

 

I FATTI ILLECITI DEI MINISTRI ,  LE MORTI  MISTERIOSE, ED IL DOSSIER SULL'AMMIRAGLIO .

Dopo la morte di Regeni e le dimissioni della Guidi, abbiamo le dimissioni di Scajola e la morte di del tenente colonnello Omar Pace:

REGGIO CALABRIA Un teste importante, chiamato a ricostruire passaggi fondamentali per la pubblica accusa, perché a lui era toccato il compito di analizzare l’archivio di Mariagrazia Fiordelisi, impostando i successivi approfondimenti su quei file e quelle carte. Così è stato definito il tenente colonnello della Guardia di Finanza Omar Pace, l’ufficiale in forza alla Dia, che si è tolto la vita lunedì scorso, due giorni prima della sua testimonianza al processo che vede imputato anche l’ex ministro Claudio Scajola.
Il politico è accusato di aver aiutato l’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena a sottrarsi a una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa e ad occultare il suo immenso patrimonio, insieme alla moglie dell’ex collega di partito, Chiara Rizzo, al factotum dei coniugi Martino Politi, e alla storica segretaria dei due, Mariagrazia Fiordelisi. Contestazioni rafforzate dal materiale sequestrato anche all’esito della perquisizione affidata anche al tenente colonnello Pace, il giorno dell’esecuzione dell’ordinanza spedito a casa della storica segretaria dei Matacena, dove è stato rinvenuto l’archivio segreto dei due. Materiale che il tenente colonnello aveva analizzato e catalogato e su cui oggi avrebbe dovuto riferire. Un suicidio – per il quale hanno espresso dolore e rammarico anche i legali presenti oggi in aula, che per bocca dell’avvocato Corrado Politi hanno voluto esprimere le proprie condoglianze alla famiglia - su cui anche il pm della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo vuole vederci chiaro. Per questo motivo, attende la trasmissione degli atti preliminari di indagine che saranno redatti dalla Mobile di Roma, come pure i messaggi d’addio che il finanziere ha redatto prima di spararsi un unico letale colpo con la pistola d’ordinanza. Al sesto piano del Cedir – stando a quanto filtra - c’è l’obbligo di comprendere cosa abbia spinto l’ufficiale al suicidio per spazzare via qualsiasi eventuale ombra su un’indagine che, come dimostrano anche le integrazioni istruttorie di recente depositate, è lungi dall’essere conclusa.
Nel frattempo, continua l’attività dibattimentale di fronte al collegio presieduto da Natina Pratticò. Di fronte ai giudici, oggi hanno sfilato però solo i testi minori che erano stati convocati a corredo della testimonianza principale dell’ufficiale. Sulla perquisizione a casa di Mariagrazia Fiordelisi ha riferito il capitano della Guardia di Finanza Vincenzo Linella, che ha ripercorso le operazioni eseguite l'8 maggio 2014, confermando che proprio nell’archivio della segretaria è stato rinvenuto il fax inviato dall’imprenditore Vincenzo Speziali per confermare l’impegno dell’ex presidente libanese Amin Gemayel a garantire a Matacena un rifugio sicuro in Libano. Nel paese dei Cedri – si assicurava con quella missiva redatta in francese e indirizzata a «mon cher Claudio» Scajola - all’ex deputato latitante, sarebbero stati garantiti appoggi e documenti che ne avrebbero preservato la piena operatività. Sebbene la firma in calce e le conversazioni intercettate dimostrino il contrario, tanto Gemayel come Speziali hanno sempre smentito la paternità di quella lettera.
Ma ad incastrare l’imprenditore catanzarese, confermando che il numero di fax da cui è stata spedita è quello usato abitualmente da Speziali, è stato Giorgio Casciani, amministratore delegato della società 3TI Italia S.p.A. In passato – ha spiegato Casciani a inquirenti e investigatori – proprio da quel numero l’imprenditore catanzarese, per circa un anno utilizzato come agente e consulente della 3TI Italia in Libano, ha inviato all’azienda note e fatture per i rimborsi. Un dato, comprovato anche a livello documentale, che conferma il quadro che gli investigatori coordinati dal pm Lombardo hanno costruito nel corso di lunghi anni di indagine. Un mosaico dove è la ndrangheta a cementare tessere pescate dal catino della politica ufficiale e di quella ufficiosa, degli investimenti delle grandi aziende di Stato e degli interessi dei player finanziari internazionali, della massoneria e delle lobbies. Un mosaico che con il passare del tempo diventa sempre più complesso. E inquietante.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

Ed e' pressoché incredibile che una padre di famiglia di bimbi sotto i 10 anni, esperto informatico che avrebbe potuto trovare lavoro ovunque si suicidi per un trasferimento ritenuto ingiustificato o punitivo.

Inoltre su cosa avrebbe dovuto testimoniare nel processo SACALOJA ?

Sempre in tema di corpi armati dello stato :

Un dossier anonimo contro l’ammiraglio De Giorgi: “Ecco tutte le spese pazze”
Inchiesta di Potenza, spuntano documenti sul capo di stato maggiore della Marina: «Festini e scambi di interessi con il fidanzato della ministra Guidi»:

GRAZIA LONGO
INVIATA A POTENZA

La stagione dei veleni è appena cominciata. Non si sono ancora placate le polemiche per il dossier contro il ministro Graziano Delrio, che ne spunta fuori un altro. Stavolta nel mirino c’è il capo di stato maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi, al centro del filone siciliano dell’inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata. È probabile che di questo dossier si discuta venerdì alla Procura di Roma nell’incontro previsto fra il procuratore Pignatone e il collega di Potenza Luigi Gay quando verrà affrontato anche il dossier che riguarda il ministro. Questa tranche in particolare verrà trasferita a Roma, mentre si stanno ancora valutando eventuali altri passaggi.

Contro di lui c’è un dossier anonimo che è stato consegnato alla procura di Potenza, alla presidenza del Consiglio e al ministero della Difesa. Documenti, allegati, che contestano l’operato e le spese folli dell’alto ufficiale della Marina, in pole position, fino a poco prima dello scandalo, per diventare il nuovo capo della Protezione civile. Festini e spese pazze sono denunciate dalla gola profonda che accusa De Giorgi. Si legge ad esempio dei «festini da lui organizzati da comandante a bordo della nave Vittorio Veneto... con tanto di trasferimento a mezzo elicottero, di signorine allegre e compiacenti. O di quella volta, sempre da comandante della nave Vittorio Veneto in sosta a New York, che accolse gli invitati a un cocktail a bordo, in sella a un cavallo bianco». Grande amante del lusso, secondo il dossier, l’ammiraglio fece spendere 42 milioni di euro per rifare l’area delle cabine degli ufficiali della nave Bergamini, dopo una visita a Fincantieri.

I LEGAMI CON GEMELLI
Nell’inchiesta di Potenza - il procuratore Luigi Gay, l’aggiunto Francesco Basentini, la pm Laura Triassi e Elisabetta Pugliese della Dna - l’ammiraglio è accusato di abuso d’ufficio. Il sospetto è che ci sia stato uno scambio di «interessi» tra lui e il fidanzato dell’ex ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. L’imprenditore petrolifero Gianluca Gemelli - anche in questo caso indagato per traffico d’influenza illecita, proprio per aver speso la posizione dell’ex ministra - avrebbe avuto il suo tornaconto grazie alla costruzione di un pontile per lo stoccaggio del petrolio. In cambio avrebbe speso la posizione della Guidi per uno stanziamento del ministero delle Finanze. Più in particolare, si trattava di gestire spese per 5,4 miliardi di euro: il progetto del rimodernamento dell’intera flotta italiana, inserito nella cosiddetta legge navale.

FESTINI E CHAMPAGNE
Nelle pagine del dossier anonimo (che come tale va preso con tutte le cautele), viene rappresentato un capo di stato maggiore che folleggiava a champagne, intimoriva i sottoposti, i quali solo per paura non ne denunciavano l’atteggiamento. Fango e menzogne contro l’ammiraglio? La sua carriera militare è senza macchia. Venerdì mattina, intanto, verrà interrogato in procura a Potenza in merito all’accusa di abuso d’ufficio. Inevitabilmente, anche se non c’entra con le indagini, l’attenzione ricadrà sul dossier e sulla sua immagine in sella al cavallo bianco.

LA GOLA PROFONDA
La gola profonda sostiene di essere un militare della Marina che preferisce restare anonimo per paura: «Non ho il coraggio di venire allo scoperto perché ho già abbondantemente pagato per non essermi piegato alle richieste del capo di Stato maggiore». De Giorgi, secondo quanto stigmatizzato nel dossier, volle spendere cifre da capogiro per il quadrato e le cabine degli ufficiali. Ben 42 milioni e 986.000 euro che l’ammiraglio «cercò di coprire con un auto investimento da parte di Fincantieri che invece non aveva alcuna intenzione di finanziare neanche parzialmente e quindi si spesero decine di milioni del contribuente».

IL BUSINESS NEL CAMPO DEI MEZZI NAVALI
C’è poi un altro importante business nel campo dei mezzi navali per attività di spionaggio e che fa parte del rinnovamento della flotta navale per oltre 5 miliardi all’attenzione della procura di Potenza: «la produzione di unità sottili stealth ad altissima velocità, con scafi e strutture di carbonio trattato con l’applicazione delle nanotecnologie». De Giorgi ci teneva tantissimo, al punto che «propose con una lettera al capo di Stato Maggiore della Difesa, l’ammiraglio Luigi Mario Binelli Mantelli, chiedendogli l’approvazione a firmare una convenzione con la società As Aeronautical». È quanto riportato in una lettera del 30 novembre 2013, allegata al dossier. La gola profonda denuncia che «l’Aeronautical Service tecnicamente non esiste e non dispone di apparecchiature, né di maestranze all’altezza. Il suo responsabile, ingegner Bordignon, millanta coperture illustri come De Giorgi e Valter Pastena». Proprio quel Pastena, consulente dell’ex ministra Guidi, anche lui indagato a Potenza.

I PARTY E I SOLDI PUBBLICI
Per quanto concerne invece i party con i soldi pubblici, l’anonimo racconta: «Famosi sono stati i festini organizzati dal comandante a bordo della Vittorio Veneto in navigazione, con tanto di trasferimento a mezzo elicottero di signorine allegre e compiacenti. O di quella volta, sempre da Comandante della Vittorio Veneto in sosta a New York, che accolse gli invitati ad un cocktail a bordo, in sella a un cavallo bianco appositamente noleggiato. Tutti sapevano e tutti, per paura delle sue vendette, tacevano circa l’uso improprio che l’ammiraglio, una volta diventato capo delle Forze Aeree della Marina, faceva degli elicotteri e soprattutto del velivolo Falcon 20 che in versione Vip lo trasportava continuamente come in un taxi, spesso in allegra compagnia da una parte all’altra dell’Italia, per l’esaudimento di interessi personali ma a spese del contribuente».
 

Dopo tutto ciò come mai l'ammiraglio De Giorgi non viene sospeso ?

 

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13.04.16

 

300 milioni di menzogne di Renzi

Domenica il voto per il referendum sulle trivelle costerà agli italiani 300 milioni di euro che si sarebbero potuti risparmiare accorpando il referendum alle elezioni amministrative. La prima menzogna di Renzi e' stata che non si poteva fare per legge. E poi l'invito al non voto perché il referendum sarebbe inutile: se lo fosse la consulta lo avrebbe bocciato. E' ovvio che questo referendum da fastidio agli interessi dei petrolieri e chi lo boicotta appartiene al partito dei petrolieri come Renzi. La prova che Renzi sta con i petrolieri e non con gli elettori del PD e' data dal governatore della Puglia , Emiliano che si  e' schierato con il SI come la LEGA di Salvini ed il movimento di Casaleggio e Grillo.

Ho contattato 2 volte CASALEGGIO, una volta per telefono su incarico di Grillo per parlagli della mia idea di raccogliere deleghe per le assemblee degli azionisti, prima che ci fosse la legge. Mi ha respinto al mittente.

Una seconda volta pubblicamente a Torino dopo la prima vittoria delle politiche: mi e' parso un personaggio molto introverso, che vivesse nel suo mondo di GAIA, che non mi appartiene.

PACE ALLA SUA ANIMA.

 

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12.04.16

 

LA LOBBY DI COMUNIONE E LIBERAZIONE e FRANCESCO DEL VATICANO

Ancora oggi Comunione e Liberazione con Colicchi , responsabile romano della Compagnia delle Opere, esercita il suo potere anche con Francesco del Vaticano : Il lobbista ciellino Colicchi e i contatti con il senatore Cociancich e monsignor Paglia.

di GIACOMO GALEAZZI E GRAZIA LONGO
ROMA

In attesa che Gianluca Gemelli venga interrogato dai pm di Potenza, affiora la rete di contatti in Vaticano di una delle figure centrali del «clan» coinvolta nell’inchiesta sul petrolio. L’ex compagno del ministro Federica Guidi, infatti, aveva scelto un pezzo da novanta come referente nel mondo cattolico. E cioè il palermitano Nicola Colicchi, imprenditore e ciellino, indagato a Milano nel 2001, presidente della Compagnia delle Opere di Roma e Lazio dal 2003 al 2009, poi nell’esecutivo nazionale, presidente di un Osservatorio per il settore no-profit alla Camera di Commercio di Roma.

Colicchi dispone di forti entrature. Il ministro vaticano della Famiglia, Vincenzo Paglia, lo frequenta dagli anni in cui era assistente spirituale alla Comunità di Sant’Egidio. «Colicchi era il responsabile a Roma della Compagnia delle Opere», spiega l’arcivescovo Paglia che però non ricorda bene la cena a casa del lobbista alla quale partecipano Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria e il senatore Pd Roberto Cociancich, responsabile Europa del partito, ex capo scout del premier Matteo Renzi, attuale presidente mondiale della Conferenza internazionale cattolica dello scoutismo e ufficiale di collegamento tra gli scout e il Vaticano

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11.04.16

 

 

MINISTRO AL POSTO DELLA GUIDI Giuseppe Di Bello,

Cosa vi aspettate che accada quando un libero cittadino rende pubblici i risultati delle analisi chimiche su un bacino idrico che serve migliaia di famiglie, denunciandone la pericolosità? Indagini, accertamenti ed eventualmente provvedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili?

Nella vicenda che raccontiamo di seguito i provvedimenti giudiziari sono, in effetti, arrivati. Non a carico di chi dovrebbe garantire la sicurezza delle acque però. Ad essere punito è stato il cittadino che s’è preso la briga di denunciare.

E il cittadino in questione è Giuseppe Di Bello, tenente della polizia provinciale di Potenza, che a causa del suo impegno a tutela dell’ambiente e della salute pubblica è stato assurdamente delegittimato. Fino alla revoca della sua qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza.

Tutto ha inizio nel gennaio 2010, quando Giuseppe Di Bello decide di andare ad effettuare, contando solo sull’appoggio di alcune associazioni e sulla collaborazione di una chimica dell’università di Siena, il prelievo di alcuni campioni d’acqua presso il lago del Pertusillo. Si tratta di un invaso da 155 milioni di metri cubi d’acqua principalmente ad uso civile, collegato attraverso un mega-condotto all’altro importante invaso di Senise (noto come Montecotugno). Quest’ultimo ha una capacità di 550 milioni di metri cubi d’acqua, sempre destinata all’uso civile.


Dalle analisi commissionate ad un laboratorio fuori regione, le acque del Pertusillo risultano soggette ad inquinamento sia di natura microbiologica (con la presenza di pericolosi batteri) che di alte concentrazioni di metalli pesanti (in particolare, ferro e manganese).

Maurizio Bolognetti, esponente dei Radicali per la Basilicata, che s’era incaricato di reperire i fondi per effettuare le analisi, ne rende pubblici i risultati. Cosa che scatena l’immediata reazione di Vincenzo Santochirico, allora Assessore Regionale all’Ambiente della Basilicata, il quale denuncia Di Bello e Bolognetti alla Procura della Repubblica di Potenza per “procurato allarme”. A suo dire, le acque del Pertusillo sono sicure.

Ulteriori fatti, come morie di pesci e la colorazione rossa delle acque per la presenza della cosiddetta “alga cornuta”, confermano tuttavia l’ipotesi che un serio problema d’inquinamento esista. Ma l’unico provvedimento che ne consegue è a carico del tenente Di Bello: sospensione dai pubblici uffici ed interruzione dello stipendio per il reato di “rivelazione di segreti d’ufficio”.


Scontata la sospensione, a Di Bello viene assegnato un incarico presso il museo e la pinacoteca provinciale.

Nel frattempo però arrivano i risultati di ulteriori analisi effettuate sulle acque ed i sedimenti del Pertusillo. I campioni prelevati nel maggio 2011 confermano il pericoloso tasso d’inquinamento e inducono alcune associazioni ambientaliste, come il nucleo di Potenza dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione animali) e EPHA (Associazione per la Tutela dell’Ambiente e della Salute), a scrivere, tra gli altri, al Ministero dell’Ambiente e dell’Interno per invocare l’apertura dello stato d’emergenza. Qualche mese più tardi, il Ministero dell’Ambiente risponde sollecitando le amministrazioni locali (tra cui Provincia di Potenza e Regione Basilicata) a fornire un quadro aggiornato della situazione.

Non si registrano tuttavia significativi sviluppi nella vicenda. Ad andare avanti è soltanto il procedimento giudiziario che vede il tenente Di Bello nella veste d’imputato.

E il 6 giugno 2012 arriva la sentenza di primo grado, che riconosce Di Bello colpevole e lo condanna a due mesi e venti giorni di reclusione. Trattandosi di un incensurato, la condanna non diventa effettiva. Di Bello in ogni caso non ci sta. Impugna la sentenza e il 1 ottobre 2012 fa ricorso in appello. Senza nel frattempo mettere da parte il suo impegno civile.

E’ sempre Giuseppe Di Bello, infatti, a scoperchiare un altro caso scottante.

Si tratta dell’area industriale di Tito, comune della provincia di Potenza dove sorgeva l’ex Liquichimica. L’azienda, in cui si producevano detergenti e fertilizzanti, chiude i battenti nel 1981. Da allora il terreno, circa 59 mila metri quadri, è divenuto una discarica abusiva. Nessuno se ne occupa, fino al 2001 quando lo stesso tenente Di Bello è tra gli agenti che operano il sequestro dell’area, su ordinanza del PM Henry John Woodcock.

Vengono stanziati fondi per procedere ad analisi di accertamento del grado di inquinamento dell’area, in ottica di un’eventuale bonifica. Si accerta anche la presenza di rifiuti di provenienza extra-regionale, elemento che lascia supporre la convergenza di interessi mafiosi sul sito. Nel 2006 addirittura l’azienda Daramic srl, produttrice di separatori per batteria, si autodenuncia per la contaminazione del terreno e della falda acquifera della zona. Si parla di tricoloroetilene, tricloroetano, dicloroetilene, bromodiclorometano, cloroformio, bromoformio, cloruro di vinile monomero, esaclorobutadene, tetracloroetilene e idrocarburi totali. Tutte sostanze persistenti e di sospetta o accertata tossicità, con particolare riferimento a potenzialità cancerogene, rilevate in concentrazioni un milione di volte superiori rispetto ai limiti consentiti.

Ma nonostante un riacceso interesse a partire dal 2009, quando viene presentata un’interrogazione parlamentare sulla situazione di Tito Scalo (frazione del comune di Tito, dove sorge l’area ex Liquichimica), le analisi operate nell’ottobre scorso da Di Bello evidenziano quanto il terreno sia ancora pregno di sostanze radioattive, come il radio.

L’unico caso in cui si manifesta tuttavia una chiara volontà ad andare fino in fondo nell’individuare un responsabile, un colpevole da additare, è proprio quello che ha Di Bello per protagonista.

Il 13 dicembre scorso, infatti, la prefettura di Potenza gli notifica la revoca della qualifica di agente di pubblica sicurezza. Nelle motivazioni del provvedimento si parla di “reiterato comportamento” e di “condotta di particolare gravità, tale da essere incompatibile con le delicate funzioni affidategli nella veste di adente di pubblica sicurezza”.

In realtà, dopo la denuncia relativa ai fatti del 2010 e la conseguente sospensione, la condotta di Di Bello come dipendente della provincia non ha ricevuto più alcuna contestazione. Non si capisce dunque quali siano i “reiterati comportamenti” di cui si sarebbe macchiato in veste di agente. Né, allo stesso modo, si capisce a cosa si riferisca la contestazione di “condotta di particolare gravità”, dal momento che da allora è rimasto sempre in servizio presso il museo provinciale, dove il suo operato ha incontrato la piena soddisfazione dei diretti responsabili, come testimonia il premio produzione percepito dallo stesso Di Bello nell’ottobre scorso.

“Non solo. Questo provvedimento va contro il principio di presunzione d’innocenza, che nel nostro paese vige fino al terzo grado di giudizio” – dice Di Bello. “Qui si sta applicando una sanzione disciplinare nei miei confronti quando c’è ancora un processo giudiziario in corso”.

Una vicenda che ha del paradossale. Un agente di pubblica sicurezza viene delegittimato e privato della sua carica per aver portato alla luce dei casi che riguardano la salute dei cittadini e dell’ambiente in cui vivono. Con la solita tacita accusa di deturpare l’immagine di una regione, di un territorio.

Ma davvero tenere i cittadini all’oscuro di un problema, facendo finta che non esista, è tutelare l’immagine di un territorio? O forse siamo alle prese con quella “macchina del fango” così ben descritta da Roberto Saviano, che scatta ogni qualvolta vengono portate a galla verità scomode? Un perverso meccanismo che cerca di isolare e mettere in cattiva luce chi denuncia qualcosa che non va, invece di occuparsi di ciò che viene denunciato.

Sapere che in giro per le strade e i territori del nostro paese ci sono persone serie e inappuntabili, con a cuore la salute e il bene pubblico, è quanto di meglio un cittadino può auspicare da un agente di pubblica sicurezza. L’impegno di Giuseppe Di Bello è sempre stato in questa direzione. Un impegno che sa ispirare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Che ci fa sentire protetti, tutelati. Proprio l’esatto contrario di quanto fa chi, invece, ripudia e condanna questo genere d’impegno.

Roberto Caravaggi


FONTI E LINK CORRELATI:

La sentenza della Prefettura di Potenza SENT DI BEL

http://www.olambientalista.it/pertusillo-ehpa-conferma-presenza-di-metalli-pesanti-e-idrocarburi/

http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/i-veleni-di-tito-scalo
 

Ecco perché l'unico italiano degno di essere nominato ministro al posto della Giudi e Bi Bello.

Invito a mandare questo messaggio a @matteorenzi  ; matteo@governo.it;

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10.04.16

 

La differenza fra tedeschi e gli italiani sta nella pubblica amministrazione.

Recentemente ho dovuto utilizzare il servizio telefonico del sovra  cup della Regione Piemonte per prenotare 2 visite specialistiche una per me una per mio padre. La centralista me le ha date a distanza di 2 ore una dall'altra dicendomi di richiamare per farmelo spostare. Le ho chiesto perché non lo faceva subito lei , e lei mi ha detto che doveva rispondere ad altri. Che senso ha essere trattati come dei sudditi dalla sanità pubblica ? non la paghiamo noi ed i suoi dipendenti non dovrebbero essere i nostri dipendenti ? Ho cercato di parlare con il responsabile del sovra cup ma e' stato inutile. Ho chiamato la segretaria dell'assessore alla sanità piemontese Saitta, e prima mi e' stato risposto che loro non erano li per risolvere il mio problema che avrei dovuto sottoporre per iscritto all'urp dell'ASL compente. Ho risposto che da anni scrivo alle urp con una percentuale di risposta scritta del 10% e che avrei voluto risolvere il mio problema adesso non dopo anni . Tutto inutile erano le 16.30 di venerdì e in Regione Piemonte non c'era più nessun responsabile della sanità pubblica piemontese. Infine mi hanno dato l'email di una persona a cui invece manderò questo scritto, cosi tutti quelli che la pensano come me sanno di non votare più Saitta alle prossime elezioni.

Ho capito che la pubblica amministrazione la mantengo ma non mi serve, anzi mi tratta come un suddito, che deve solo pagare e stare zitto . Allora mi sono chiesto se la sanità non basta per me come può bastare per gli estracomunitari che la non pagano ma hanno diritto di essere curati, forse più di me, che sono vecchio e faccio visite di controllo. Allora anche se pago devo ammalarmi, non curarmi , e magari morire per lasciare tutto a  chi e' stato curato con i miei soldi ?

Lo stato d'impotenza e direttamente proporzionale all'arroganza dei politici e dei dipendenti pubblici, e di alcuni extracomunitari , che pretendono tutto. A cui i politici vorrebbero dare tutto, magari anche il voto, mentre i vecchi ed i giovani italiani se ne devono andare all'estero, magari in Germania dove lo stato difende chi ha dei diritti, ed il rispetto delle regole fa licenziare chi sbaglia.

Ma quando finiranno i nostri soldi perché moriremo o saremmo all'estero, chi pagherà lo stipendio alla centralinista del sovra cup, alle segretarie di Saitta ed allo stesso Saitta ? gli extracomunitari che magari dopo aver usato la sanità, la casa e l'auto degli italiani invocheranno l'Isis ?

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09.04.16

 

PANAMA PAPER : PERCHE' IL FILES COI NOMI IN ITALIA LO HA L'ESPRESSO DI DEBENEDETTI ?

FATTI NON OPINIONI : perché l'Espresso di Carlo de Benedetti ha il files dei Panama paper detenuto da l’Occrp (Organized Crime and Corruption Project), finanziato da Usaid, l’agenzia Usa per lo sviluppo e Soros? Sta pubblicando tutti i nomi o ne fa un filtro in funzione di cosa ? Recentemente Carlo de Benedetti ha fatto l'accordo con Jaki e Marchionne per acquisire La STAMPA . MONTEZEMOLO e' stato licenziato in 3 giorni dalla FERRARI da MARCHIONNE.

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08.04.16

 

LA SOSTITUZIONE DEI 2 MINISTRI GUIDI E DEL RIO DEGNA DI BISIGNANI O DI UN SUO ALLIEVO

Pare ci sia una regia modello Bisignani che mira alle poltrone della Guidi e di DEL RIO, ministeri molto corteggiati dalle lobby affaristiche con tutti i mezzi. Saranno Scaroni e magari un fedelissimo di RENZI i sostituiti dei nuovi ministri,  graditi al burattinaio ?

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07.04.16

 

 

 

RENZI PANAMA PAPERS COME MONTEZEMOLO ?

Donzelli: "Anche il giro intorno al premier fa affari grazie a società con sede a Panama, un legame che si intreccia anche con gli interessi di Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria"

È quanto afferma Giovanni Donzelli, coordinatore dell'esecutivo nazionale e capogruppo in Regione Toscana di Fratelli d'Italia alla luce delle notizie emerse sui cosiddetti "Panama papers".

Donzelli aveva già ricostruito i legami fra il giro d'interessi intorno al premier Renzi e gli amministratori di Banca Etruria. "Due società con sede a Panama, la Torrado Holdings e la Tressel Overseas - sottolinea Donzelli - hanno quote di capitale della Egnazia Shopping Mall, società nata per la realizzazione dell'outlet di Fasano, in provincia di Brindisi, di cui l'amministratore unico è ancora oggi Lorenzo Rosi e per cui ha svolto un ruolo da consulente lo stesso papà del premier, Tiziano Renzi. Le due società sono anche fra i fondatori della Corso Italia, nata per l'acquisto del teatro comunale di Firenze, acquistato ad aprile 2015 per 23 milioni di euro, meno della metà della cifra di valutazione fornita dal Comune di Firenze governato dall'allora sindaco Matteo Renzi".

"Le società con sede a Panama fanno riferimento ad alcuni studi, fra i quali Mossack Fonseca, da cui sono state svelate le notizie sui potenti del mondo, ma anche ad altri come Arifa, la cui sede sembra coincidere con quella di Torrado Holdings e Tressel Overseas - sottolinea Donzelli - le due società sono state anche recentemente rappresentate all'assemblea della Egnazia, da Luigi Dagostino, regista dell'operazione outlet nella quale sono coinvolti, fra gli altri, oltre a Tiziano Renzi, anche i suoi soci Ilaria Niccolai e Iacopo Focardi, l'ultimo presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi e l'amico e finanziatore di Matteo Renzi Andrea Bacci. Fra i soci della Egnazia c'è anche la Mora Real Estate, società fondata dai fratelli Moretti, creatori del marchio Lebole di Arezzo, e il cui unico socio è oggi la Real Estates Sales and Lettings con sede nel Regno Unito. Tutto senza dimenticare che società con sede nei paradisi fiscali (da Cipro al Regno Unito) figurano in quasi tutte le società che si occupano della realizzazione degli outlet da Reggello a Sanremo, passando per Fasano. Vogliamo sapere chi c'è dietro a queste società e chi porta i soldi nei paradisi fiscali - conclude Donzelli - è gravissimo che lo stesso giro intorno al premier sia collegato ai paradisi fiscali".

 

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06.04.16

 

Montezemolo da Gianni Agnelli a Renzi

Quando Montezemolo era vicepresidente della Juventus sbaglio allenatore e Gianni Agnelli  nel 1990 accolse il suggerimento di cambiare Montezemolo e Maifredi con Trapattoni, lamentandosi  che gli era costato 1 miliardo di lire.

G.A disse di Montezemolo che avrebbe dovuto decidere cosa fare da grande.

Poi  G.A gli diede la Ferrai nel 1991 con tanti soldi per vincere da dove lo licenzio in 3 giorni Marchionne nel 2014.

Nel 2015 Renzi lo nomina presidente del comitato organizzatore delle olimpiadi di ROMA DEL 2024.

Il 04.04.16 entra nella lista PANAMA PAPER , negando. I fatti gli daranno ragione ?

Nel 1985 proprio Romiti in un’intervista a Repubblica: «Abbiamo pescato, in Fiat, un paio di persone che pretendevano soldi per presentare qualcuno all’avvocato. Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l’altro alla Cinzano». E poi aggiunse: «Dalla Fiat lo licenziai in tronco, anche se poi formalmente risultò che si era dimesso volontariamente»

Pochi ricordano, ad esempio, che all’epoca la vicenda ebbe un seguito processuale. Montezemolo, che secondo la leggenda era solito intascare i soldi che prendeva per trovare un buco nell’agenda di Agnelli – decine di milioni – in un libro di Enzo Biagi, ammise tutto davanti al giudice istruttore Gian Giacomo Sandrelli, che, volle il caso, anni dopo faceva il sostituto procuratore quando il tribunale lo prosciolse dall’accusa di irregolarità fiscali nell’acquisto di Baggio quando era presidente della Juventus. Tutto comincia quando all’orizzonte di Montezemolo spunta Gianfranco Maiocco, che – raccontano Gomez e Travaglio nel libro La repubblica delle banane – è un rampante finanziere che, come al solito succede a quelli che usano quell’aggettivo, finisce per fare rima con bancarottiere. «Maiocco fu da me presentato ai settori di Teksid (ingegner Palazzo), di Fiat Ferrovie e di altre branche del gruppo. Maiocco mi fu anche raccomandato da Nicola Pietrangeli, il tennista».Lavora per lui, nel senso che lo presenta a tanti obiettivi sensibili, come li chiamerebbero oggi. Montezemolo dice di non aver ricevuto in totale più di un centinaio di milioni da Maiocco, ma racconta anche di soldi dati in contanti proprio nel libro di Enzo Biagi. Due anni dopo Montezemolo viene convocato da Romiti, che gli chiede di Maiocco: Montezemolo nega di aver preso soldi, ma Romiti sa che è tutto vero perché gliel’ha detto Paolo Cantarella, all’epoca suo assistente e anche conoscente di Maiocco. Il quale chiese di incontrare Romiti perché aveva «importanti notizie da riferire riguardo personaggi Fiat». Romiti mandò Cantarella in esplorazione, e lui ascoltò Maiocco chiedere alla Fiat di intervenire per far ammorbidire la presa alla Barclays Bank che lo stava perseguitando. «Al termine del colloquio mi diede dei documenti. Si trattava di schedine di contabilità in fotocopia, riguardavano l’ing. Ferdinando Palazzo e il dottor Luca di Montezemolo. Egli mi disse che si trattava di denaro che Maiocco aveva loro erogato in via riservata in funzione dell’attività svolta presso il gruppo Fiat. Mi disse di far recapitare dette schedine al dott. Romiti». Cantarella esegue, Romiti avverte Agnelli e il giorno dopo Montezemolo è in trappola.

 

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05.04.16

 

L'Europa non e' Renzi, per fortuna.

La dichiarazione in merito all’impugnazione della decisione della Commissione Europea sul trattamento fiscale di FCA in Lussemburgo Secondo alcuni resoconti di stampa pubblicati oggi, il caso in materia di aiuti di stato riguardante il trattamento fiscale ricevuto dalla controllata di FCA Fiat Chrysler Finance Europe S.A. (“FCF”) si sarebbe concluso con il recupero da parte del Granducato del Lussemburgo dei pretesi aiuti di stato illegittimi. Nei fatti sia FCA, sia il Granducato del Lussemburgo, hanno impugnato la decisione della Commissione e l’importo controverso è stato posto sotto deposito vincolato, in attesa della decisione sulle impugnazioni da parte delle Corti dell’Unione. FCA ribadisce di non aver ricevuto alcun aiuto di stato e rimane fermamente convinta del fatto che l’esame della questione da parte della Corte confermerà la legittimità del trattamento fiscale ricevuto da FCF. Londra, 4 aprile 2016.

Nel 2014 la FIAT iniziò il turismo fiscal trasferendo la sede legale in OLANDA e quella fiscale in GB. e Renzi non si sforzo' neppure di  applicare la exit tax.

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04.04.16

 

La morte di Regeni avviene in circostanze coperte dal segreto di stato Egiziano durante la visita della GUIDI

Trovo assurda la miopia che stanno dimostrando sia i politici, sia la stampa, sia gli inquirenti, sulle possibili connessioni tra l'omicidio Regeni ,  la visita in Egitto della GUIDI e le sue dimissioni.

Ipotizziamo che Regeni nelle sue indagini si fosse imbattuto in un affare come quello che e' costato la morte ad ILARIA ALPI e che riguardasse traffici apparentemente leciti fra Egitto ed Italia , e che pensava di denunciarlo proprio alla ministra Guidi, che magari ci sia riuscito indirettamente, i vari tasselli non si metterebbero a posto. Renzi riderebbe ancora ?

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03.04.16

 

RENZI DIXIT "Io penso che in questo paese abbia fatto più Marchionne, più alcuni imprenditori, che certi sindacalisti. Io sto con Marchionne .

Io penso che Marchionne abbia fatto più per Renzi che per altri italiani .

Quindi chi vota Renzi sta con Marchionne.

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02.04.16

 

Regeni fatto trovare morto in Egitto durante la visita della Guidi.

L'omicidio di Regeni e' avvenuto durante la visita della Guidi in Egitto. Le difficoltà a fare chiarezza soll'omicidio da parte delle autorità egiziane potrebbe dimostrare che tale omicidio potrebbe essere non causale . Forse  un messaggio intimidatorio alla Guidi  per dimettersi ? perché a qualcuno poteva non andar bene quello che faceva la Guidi e serviva un ministro diverso al suo posto ? Quello che e' certo e' che al fidanzato della Guidi non serviva quel lavoro per vivere da ricco con la Guidi proprietaria di www.ducatienergia.it che si occupa di energie rinnovabili . Vedremo chi sarà il successore della Guidi , forse lo designeranno Eni e Nomisma (Prodi) e Renzi prenderà atto come sempre.

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01.04.16

 

 

L'ENI uno stato sopra lo stato : si all'abrogazione della legge per le  trivelle il 17.04.16.

Il caso Guidi non e' ne' il primo ne' l'ultimo che dimostrano che l'ENI e' uno stato sopra lo stato .

Da Mattei l'ENI ha governato la politica energetica del PAESE corrompendo i politici che ne avevano nominato i vertici  di gradimento americano e corruttori dei politici. Una partita di giro che deve essere interrotta con la nomina di un ministro dell'energia INDIPENDENTE che controlli le scelte energetiche dell'Eni  e punti alle energie rinnovabili per il paese. Si all'abrogazione della legge per le  trivelle il 17.04.16.

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31.03.16

 

 

IO STO BENE SENZA INFLAZIONE E VI DIMOSTRO PERCHÉ DRAGHI SBAGLIA.

Da alcuni anni Draghi continua a stampare moneta che le banche trasferiscono agli stati per finanziare la spesa pubblica che paga di piu' qualsiasi bene e servizio, creando corruzione non occupazione.

Basterebbe diminuire il costo dell'energia con le rinnovabili e mantenendo gli stessi prezzi aumenterebbe il salario dei lavoratori che farebbero riprendere i consumi : Produzione = Energia + Lavoro (PEL ) www.pel-marcobava.eu

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30.03.16

 

GLI AZIONISTI DELLE POSTE ITALIANE RICEVONO LE RACCOMANDATE ?

Chi ha deciso di diventare azionista delle Poste Italiane ha mai ricevuto una raccomandata? Ha mai fatto la coda per andarla a ritirare? Mentre fa la coda ed abita a Milano pensi che del tempo che sta perdendo  il responsabile e' anche Corrado PASSERA candidato sindaco di Milano , coresponsabile del disastro Olivetti, promotore del dissanguamento Alitalia  e se avesse in mente di votarlo per Milano, per l'Italia immagini le possibili conseguenze del suo voto. Sul bluff delle Poste hanno prosperato e prospereranno molti , molti di più quelli che pagheranno per il disservizi mai risolti , per ora, dalle menti dei loro ben pagati responsabili.

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29.03.16

 

Modello tedesco e modello italiano

Spesso l'industria automobilistica e' lo specchio dell'economia del paese. VOLKSWAGEN=GERMANIA , FIAT=ITALIA, RENAULT=FRANCIA, ROLLS ROYCE=INGHILTERRA, TOYOTA=GIAPPONE.

Lo scandalo VOLKSWAGEN infatti ha intaccato la credibilità tedesca, ed il modello Germania e' in difficoltà. Nonostante ciò credo siamo da imitare i grandi investimenti in energie rinnovabili in cui da secondi in Europa potremmo diventare primi se ci fossero ancora gli incentivi che da ultimi ci hanno fatto diventare secondi .

Basta spostare i fondi per gli inceneritori ai quelli dei privati che investono nel fotovoltaico, e molta corruzione avrebbe meno fondi per prosperare con gli inceneritori.

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28.03.16

 

LA VITA DOPO LA MORTE

Molti  dichiarano di non credere alla vita spirituale dopo la morte , ma dai dai loro discorsi umani si comportano come se ci credano. Una delle tante contraddizioni umane. Secondo me tutti credono in Dio , ma solo i più forti lo ammettano. Infatti credere in Dio sembra una debolezza. Significa ammettere la debolezza umana che trova forza solo in DIO. Ecco perché chi ha la forza  della fede di fatto e'  più forte di chi dichiara di non credere.

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27.03.16

 

MARCHIONNE HA FRETTA DI VENDERE LA FIAT A QUALCUNO CON UN'ALLEANZA TIPO QUELLA LA STAMPA -REPUBBLICA.

Gli ingenti investimenti necessari per l'auto ad idrogeno impongono che Fiat al più presto sia venduta , prima che non valga più nulla.

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26.03.16

 

I NUOVI PARTIGIANI ITALIANI FARANNO RISORGERE L'ITALIA

Per far risorgere l'ITALIA  occorrono dei partigiani che la liberino dalla burocrazia che creata la corruzione.

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25.03.16

 

MARCHIONNE DIXIT . CHI CI CREDE ?


"Ieri con i sindacati abbiamo parlato dello sviluppo della rete industriale italiana. Se l'Alfa Romeo va, e dovrebbe andare, cominceremo ad occupare spazio. Non sappiamo ancora se Pomigliano ha la capacità per assorbire una parte della produzione del marchio: lo stiamo valutando, ma ovviamente rientrerà in gioco in qualche maniera": così si è espresso oggi Sergio Marchionne a margine della lectio magistralis tenuta all'Università di Modena.
Assunzioni e reintegri. Confermando la destinazione di nicchia del locale stabilimento Maserati ("qui resterà soltanto la produzione della 4C e di altre vetture di quel calibro: è uno stabilimento particolare per modelli particolari"), l'ad del Gruppo Fca si è soffermato anche su questioni industriali a più ampio spettro. Ricordando le prossime assunzioni di duecento persone tra Termoli e Verrone, oltre al reintegro di altrettanti addetti che torneranno sulle linee di Mirafiori, dove nasce la Suv Levante."

Mb: Sia ALFA ROMEO sia Maserati non possono avere lo sviluppo preannunciato da Marchionne perché sono obsolete.

Maserati sotto quota 50 mila nel 2016. A proposito del nuovo modello Maserati - che è stato uno dei grandi protagonisti del recente Salone di Ginevra - Marchionne è stato chiaro nel legare al suo futuro successo i risultati del marchio, che dipendono "da quante Levante riusciremo a vendere". "Credo che avrà una buona tiratura, ha affermato l'ad", ma le vendite del Tridente nell'arco del 2016 dovrebbero rimanere "al di sotto delle 50 mila unità".

Mb : Su questo concordo.

Midsize sedan: "Discussioni esplorative" in corso. Non sono mancati commenti interessanti sul versante americano del Gruppo. Sull'altra sponda dell'oceano, uno dei nodi da sciogliere è quello del futuro della "midsize sedan", la berlina di taglia media che dovrà prendere il posto dell'attuale offerta Chrysler. Oggi a Modena, Marchionne ha affermato che Fca è "in discussione esplorativa con altri Costruttori", senza scendere in ulteriori dettagli sui potenziali partner. "Non abbiamo una scadenza perché non c'è urgenza", ha aggiunto l'ad in merito al progetto. "Lo dobbiamo fare, ma lo faremo nei tempi giusti", ha concluso.

Mb : Non ci potrà riuscire perché non ha nulla da offrire che gli altri costruttori non hanno o possono avere .

La Ferrari resta a Modena. Spazio, ormai alla vigilia del Mondiale 2016, alle riflessioni sulla Formula 1 e sul Cavallino in senso lato: "La Ferrari è Modena ed è Maranello: nessuno la porterà via da qui", ha ribadito Marchionne. "Se abbiamo deciso di portarla in Borsa è per assicurarle un profilo internazionale, renderla più attraente per gli investitori di tutto il mondo, darle prospettive più solide. Quello che Ferrari sta facendo è diventare più forte, più consapevole del proprio valore e delle proprie capacità. Ma questa terra ne resterà il punto di riferimento".

Mb : Come aveva promesso investimenti che poi non ha fatto su fabbrica italia, lascera' morire anche la Ferrari da cui ha drenato 5 miliardi di euro con lo scorporo.

Obiettivi e ambizioni per la Formula 1. Grandi le ambizioni per la stagione alle porte: "L'unico obiettivo è riportare il titolo a Maranello. Non so quando succederà, ma ci proveremo da subito". Realisticamente, ha affermato Marchionne, l'intento è quello di vincere più dei tre Gp dell'anno scorso: "Abbiamo fatto il massimo e quello che vedremo sabato nelle qualifiche sarà il meglio che esprimiamo come Ferrari oggi. Se non basterà continueremo a lavorare. Sono sicuro che la macchina sia molto superiore a quella dell'anno scorso: è tutta un'altra vettura".

Mb : Se mancano i soldi per gli investimenti mancheranno anche per la F1.

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24.03.16

 

GLI IMMIGRATI ISLAMICI SEPARINO IL GRANO DALLE ERBACCE

Finalmente gli immigrati islamici sono scesi in piazza per manifestare con l'Isis. Ora separino se stessi dai terroristi denunciandoli.

Solo togliendo ai terroristi la rete di protezione dei loro fratelli islamici si potranno prevenire attentati alla vita di tutti, islamici buoni compresi .

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23.03.16

 

GLI IMMIGRATI CI ODIANO E CI VOGLIONO SOTTOMETTERE PER VENDICARSI

L'atteggiamento degli immigrati che ci osservano e si chiedono perché noi abbiamo cose che loro non hanno, pur sentendosi superiori a noi. Sopportano le  frustrazioni ed il rispetto delle regole e intanto covano la vendetta che poi sfocia nel terrorismo. Ci sono poi gli sfruttamenti sul lavoro, sessuali nel sociale. E la rabbia monta. Questo e' l'humus del terrorismo di cui pochi parlano per vera paura.

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22.03.16

 

L'ADRENALINA DEGLI ITALIANI CHE SI TRASFORMA IN ZAVORRA.

La voglia di sopravvivere degli italiani si contrappone con alla zavorra dei politici.  Le iniziative individuali per uscire dalla crisi hanno raggiunto il loro apice nella nascita e morte di Forza Italia prima, Italia dei Valori dopo e M5S domani.

Gli italiani quando vengono corrotti dai soldi della politica corrompono i paese e ne diventano la zavorra . La corruzione si associa al clientelismo, delle nomine alla carrai, ed all'opportunismo legittimato dagli scilipodi e razzi. Più testa e meno irrazionalità servirebbero a migliorare questo paese per tutti.

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21.03.16

 

 

NON BASTA IL NOBEL PER LA PACE OBAMA PER PORTARE LA DEMOCRAZIA A CUBA

Ho sempre pensato che le ragioni per cui gli Usa di Obama si fossero aperti a Cuba  fossero ragioni commerciali, il fatto che arriva Obama e Castro fa arrestare gli oppositori , invece che liberarli , lo conferma.

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20.03.16

 

L'EUROPA FA IL PONZIO PILATO DI FRONTE ALLE MATTANZE  DI ERDOGAN.

Nel corso di un processo contro di me al PM che non aveva argomenti per rinviarmi mi  disse che non avrebbe sostenuto l'accusa ma mi rinviava a giudizio ugualmente perché non voleva prendersi la responsabilità di una archiviazione . Lo definii Ponzio Pilato ed il suo capo mi minaccio di un'altra querela. Così oggi l'Europa fa come Ponzio Pilato perche'  non vuole prendesi la responsabilità di gestire il  problema immigrati appaltandolo ad Erdogan un campione di repressione antidemocratica che ha portato alla morte di un giornalista ed alla chiusura di giornali o alla nomina dei direttori di giornali , come e' successo anche nella Russia di Putin. Il ruolo che fu dei romani per Gesù' , di Gheddafi per gli immigrati ora lo assume Erdogan una causalità ? E Francesco del VATICANO tace ? Tutto ciò mentre il sindaco di Barcellona dice che la sua città' ed altre nella Spagna sono pronte ad accogliere gli immigrati ma il governo non vuole. Perché alla Spagna spettano 17.000 persone ma ne hanno sistemati solo 18 a Bilbao ?

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19.03.16

 

Il diritto di sapere dei pazienti per decidere liberamente

A chi prende qualsiasi medicina può capitare di chiedere al medico i rischi che corre , le risposte sono spesso evasive.

Oggi le informazioni sui possibili danni-rischi della netformina , per curare il diabete, sono latenti, creando disinformazione, dubbi e mancanza di trasparenza.

Tutto ciò non e' corretto, il paziente che ha diritto di sapere per poter decidere liberamente se e come curarsi o no altrimenti scatta la sfiducia del fai date : rifiuto totale dei farmaci !

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18.03.16

 

 

SE SI VENDONO PIÙ AUTO SI POSSONO ACCOGLIERE PIÙ IMMIGRATI ?

Ho ritenuto fino a ieri che la crisi economica europea non ci consentisse di accogliere  più immigrati di quanto e' avvenuto finora. Ieri leggo che la crescita del mercato dell'auto europeo a febbraio ha superato il +14%, quindi la crisi e' finita ?

Se possiamo permetterci di cambiare l'auto del +14% allora potremmo in Europa anche accogliere più immigrati di prima  almeno del +14% .

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17.03.16

 

UNA PROPOSTA AGLI ELETTORI PER LE PROSSIME ELEZIONI.

Spesso i programmi elettorali si ripetono e sovrappongono per cui e' difficile per l'elettore credere o no nei candidati sindaco ed in genere. Una soluzione potrebbe essere memorizzare nei prossimi giorni un voto tutti ciò che giorno per giorno si riscontra di positivo e negativo nei confronti dell'operato della pubblica amministrazione. Il comune mi aiuta, voto positivo o mi ostacola, voto negativo . Poi si contano i voti positivi e quelli negativi. Se i positivi superano i negativi allora l'amministrazione in carica e' credibile, se viceversa, no.

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16.03.16

 

 

BASTA POCO PER FARE FUNZIONARE UN PAESE +BANDA LARGA-COSTI ENERGETICI - BUROCRAZIA. PERCHE' NON SI FA ?

Perché si perde molto tempo per giustificare gli errori invece che superarli con delle soluzioni : ci problemi di telecomunicazioni, di costi dell'energia, di burocrazia ? Risolviamoli con uomini ed idee italiani invece che affidarci ai conquistatori esteri. Gli stranieri passano gli italiani restano. Possiamo trovare energie e forze nuove alleandoci e lavorando insieme , con burocrazia = 0.  Non costa nulla ma rende tanto.

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15.03.16

 

PROMETTERE TANTO, MANTENERE POCO= RENZI

L'atteggiamento di Renzi superficiale e semplicista che qualcuno potrebbe scambiare per ottimismo piace agli italiani incoscienti delle conseguenze pesanti che avrà sul nostro futuro come e' successo con Dalema, Belusconi, Monti e Letta. La nostra democrazia bloccata si sblocca solo con forze nuove ed indipendenti, razionali, a cui dare fiducia. La diffidenza verso il futuro vero da costruire e' il problema più grande di voi italiani elettori di Berlusconi-Renzi, un vecchio sicuro falso cambiamento.

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14.03.16

 

L'ITALIA SPENDERA' 350 MILIONI DI EURO PER STUDIARE MARTE. E' IL CASO ?

Spendere 350 milioni per studiare MARTE e' più di quanto costi la spesa sanitaria per la Valle d'AOSTA, oppure la chiusura .di 44 ospedali come il VALDESE a Torino specializzato nel tumore alla mammella.

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13.03.16

 

I campi di concentramento di Erdogan pagati dall'Europa

Le immagini dei campi di concentramento Turchi giustificano un secco rifiuto a qualsiasi forma di ricatto. Gli stessi soldi potrebbero essere utilizzati per finanziamenti a tasso 0  per il microcredito agli immigrati.

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12.03.16

 

 

AFFIDIAMO LE NOSTRE CAMPAGNE ABBANDONATE AGLI IMMIGRATI PRIMA CHE CI  ENTRINO IN CASA.

Il tema dell'immigrazione non si affronta con i muri, ma con delle soluzioni . L'alterigia degli immigrati spesso sconfina nel tentativo di prevaricazione, per parificarsi e far soccombere i nativi con il  solo mezzo che conoscono la violenza controllata sino a quando la soccombenza del nemico e' possibile . Le ragioni religiose nascondono come sempre ragioni economiche. Ma fare gli struzzi non serve per il fenomeno dell'immigrazione occorre una soluzione che dia una possibilità di riscatto a chi ci rispetta : la ripopolazione delle campagne ; prima che gli immigrati islamici ci entrino in casa , magari con la copertura di leggi . E' già successo per molti italiani più deboli , che le leggi non hanno difeso. Comunque qualsiasi esodo  deve avere un controesodo che non può prescindere da un embargo di prodotti petroliferi dai paesi in guerra per rendere meno corruttibili ed aggressivi i politici locali. La base deve essere l'abbandono del petrolio per le energie rinnovabili.

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11.03.16

 

 

 

ABBANDONARE IL PETROLIO NON SOLO PER NOSTRA SALUTE MA ANCHE PER LA NOSTRA SICUREZZA

Il petrolio in Africa non ha aumentato la qualità della vita delle popolazioni ma ne' ha finanziato le guerre, che ora l'Isis porta anche da noi.

Visto che nonostante i molteplici usi del petrolio che ci stanno avvelenando non riusciamo a dire basta, lo potremmo almeno abbandonare  per la nostra sicurezza ?

 

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10.03.16

 

 

 

UN'EUROPA IN MANO AGLI SCHETTINO

Gli elettori europei sono disorientati da governanti che vorrebbero solo il consenso e rischiano il naufragio del loro paese, per godere di privilegi smisurati. Come hanno fatto Renzi e la Boschi imponendo al Tesoro il salvataggio delle banche a loro legate. Era dal 2014 che Banca d'Italia diceva con sarebbe stato possibile il salvataggio di banche  ma loro lo hanno fatto fare lo stesso.

Purtroppo , gli elettori  non sanno ancora ne' accettare la verità ne' ragionare con la propria testa e votano come sempre gli stessi simboli .

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09.03.16

 

 

IL TRIBUNALE DI  TORINO E LA CONSOB NON MI GARANTISCONO LA TUTELA DEL'ART.47 DELLA COSTITUZIONE

Oggi si e' tenuta l'assemblea degli azionisti Seat tante bugie dagli amministratori, i revisori ed il collegio sindacale, tanto per la Consob ed il Tribunale di Torino i miei diritti come azionista di minoranza non sono da salvaguardare e la digos mi puo' impedire il voto come e quando vuole, basta leggere la sentenza SENT.FIAT Mb

 

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08.03.16

 

 

Dire semplicemente no su tutto ad Erdogan

Erdogan si sta comportando da ricattatore ed ad un ricattatore si deve dare una sola risposta: NO.

Utilizziamo i soldi ci che avremmo dovuto dare ad Erdogan per consentire agli immigrati di ripopolare le nostre campagne.

 

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07.03.16

 

 

LA TURCHIA SEMPRE PIÙ LONTANA DALLE LEGGI  EUROPEE .

SE AVESSIMO DATO RETTA ALLA BONINO che voleva la Turchia in Europa come l'avremmo potuta tenere in Europa dopo gli omicidi di stato e la abolizione di fatto della democrazia? E se avessimo eletto la Bononi presidente della Repubblica come potevamo evitare che si opponesse alla eventuale espulsione della Turchia dalla UE ?

Lo strano consenso che la radicale Bonino ha avuto nei confronti delle lobby di potere devono farci riflettere sui burattini ed i burattinai sempre più insospettabili ma intuibili.

Anche Erdogan e' stato eletto dai turchi che quindi motivano ulteriormente la loro abissale distanza dall'Europa.

Ergogan sta facendo il lavoro sporco pagato dall'Europa contro gli immigrati . E' sbagliato come sarebbe stato sbagliato portare  la Turchia in Europa. La prima volta ci siamo fermati in tempo ora pare non più.

Intanto Francesco del VATICANO loda i ponti umanitari ma non li imita. Perché ?

 

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06.03.16

 

 

L'ITALIA UNA NAZIONE BLOCCATA DAI VETI SULL' ENERGIA RINNOVABILE E SULLA  FIBRA OTTICA

Negli anni successivi a partire dal 1970, un grande impulso alla ricerca nel campo delle fibre ottiche nelle Telecomunicazioni è stato dato dal centro torinese CSELT (Gruppo STET) in particolare dopo che il prof. Basilio Catania ne divenne direttore: in questi anni la ricerca italiana nel campo era all'avanguardia a livello mondiale. Nel 1977 Torino divenne la prima città cablata con una rete ottica sperimentale, su progettazione CSELT e con la collaborazione di Sirti e Pirelli. Oggi i successori di Colanninno hanno distrutto tutto. Il fotovoltaico e' stato ucciso dai politici corrotti dalle lobby dei petrolieri Eni per prima. Hanno annullato 80.000 posti di lavoro nel fotovoltaico che viene agevolato meno delle energie tradizionali che ci avvelenano.

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05.03.16

 

 

 

L'interpretazione italiana del libero mercato delle telecomunicazioni e dell'energia ha sfasciato il sistema

Nel 1998 col la privatizzazione di Telecom Italia e' iniziato lo sfascio del sistema a causa di Colanninno a cui sono seguiti molti allievi più o meno emuli del loro precursore. Fu un grosso errore con conseguenze di esempio negativo nell'energia dove piccoli avventurieri hanno saputo fregare il mercato con la complicità di una classe politica che non cambia nei fatti. Molte idee che partono con una persona ma vengono scippate con conseguenze pari a quelle della bomba atomica. Meglio tacere che non poter controllare la propria intuizione. Occhio ai concorsi per le startup, e' li che le idee non tutelate possono venire scippate.

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04.03.16

 

 

MARCHIONNE DICE FERRARI DEBITO 0 ENTRO 2019 INTANTO EMETTERA' UN'ALTRO DEBITO DI 500 MILIONI

Per diminuire un debito non sarebbe meglio iniziare subito invece che rimandarlo ?

 

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03.03.16

 

 

JAKY VENDE LA STAMPA ED RCS

L'uscita della FIAT dalla Editoria e' solo una vendita contro carta ed una neutralizzazione della stampa De Benedettiana. Da ora in poi gli italiani potranno risparmiare tempo e denaro nei giornali e navigare a vista.

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02.03.16

 

Dopo lo scorporo della Ferrari Marchionne potrebbe proporre agli azionisti FIAT una fusione per scaricare un po' di debiti .

In passato allo scorporo della FIAT INDUSTRIAL in cui sono stati conferiti molti debiti FIAT, e' seguita la fusione con CNH. Ora vi e' stato lo scorporo della Ferrari a cui potrebbe seguire una fusione . Ci riuscirà MARCHIONNE a trovare un'altra Chrysler ? Sino a quando potrà restare a galla FCA ? Visto il rialzo borsistico FERRARI-FCA alcuni  suoi azionisti ci credono . Io no !

 

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01.03.16

 

 

I CONSUMI CALANO ANCHE PER COLPA DEI FURBI .

Il calo dei prezzi al consumo e' anche colpa dei furbi che diminuiscono la qualità dei servizi e prodotti. Fare acquisti e' diventato sempre più difficile in quanto la qualità del prodotto e del servizio e' sempre più scadente. I call center  mentono spudoratamente o sono incapaci e per avere un servizio dei chiamare almeno 3 volte. Non varrebbe la pena pagare di più e solo i migliori ? Il livello dell'informazione e pressoché ingannatorio mi riferisco alle offerte di ILLUMIA (sponsor del Meeting di RIMINI di Comunione e Liberazione) che di fatto non regala le lampadine e impone una penale nel recesso che e' contro i regolamenti dell'antitrust dell'energia e di Agrieuro che non da diritto di recesso a chi fattura con una interpretazione dei diritti dei consumatori assai stretta.

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28.02.16

 

L'INCENERITORE DI TORINO CHIUDERA' FRA 20  ANNI INTANTO I TORINESI POSSONO MORIRE

Sotto le elezioni comunali di Torino viene annunciato che l'inceneritore chiuderà fra 20 anni, intanto l'Iren ha appena rilevato il controllo dal fondo d'investimento F2i facendogli ovviamente fare una plusvalenza. Non si capisce perché non lo si chiuda subito evitando a molti torinesi di evitare di rischiare di morire , trasformando l'inceneritore in riciclatore creando molti posti di lavoro.

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28.02.16

 

LE ASSURDITA' FANTASMA DI TORINO

In questi giorni a Torino si stanno ricordando con festeggiamenti i giorni, nefasti per il debito cittadino , delle Olimpiadi invernali 2006. Oggi come allora le assurdità emergono a causa di decisioni formali assurde ed incomprensibili, come utilizzare un unico percorso per salire e scendere dalla Mole Antonellina creando code insensate per visitare gratis il museo del cinema. Se a Torino non ti danno la punizione sabauda non sono torinesi veraci, come a Milano hanno misurato dalle code il successo dell'EXPO 2015. Cose da renziani , milanesi sostenitori di SALA. Salire sui carri dei vincitori e' sempre stato lo sport preferito degli italiani fascisti di tutti i tempi , anche quelli attuali.

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27.02.16

 

INTESA S.PAOLO CERCASI PRESIDENTE NELLA FORNERO

Ieri l'assemblea degli azionisti Intesa S.PAOLO ha approvato il cambio del sistema del corporate dal duale al monistico, e' finita l'epoca BAZOLI-SALZA . Salza era già uscito da tempo per scelta del sindaco di Torino Chiamparino. Oggi al suo posto c'e' Gross Pietro. La logica vorrebbe che fosse confermato con l'assenso di Bazoli. Ma in Compagnia S.PAOLO potrebbero esserci delle opposizioni, per silurare Gross Pietro come avvenne per Salza,  e per far posto a qualcuno che avrebbe un grosso credito nei confronti di Fassino-Chiamparino. All'epoca fu scelta la Fornero che rappresenta una parte influente del potere economico piemontese, che oggi potrebbe riprovare a mettere la Fornero alla presidenza della BANCA INTESA S.PAOLO.

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26.02.16

 

 

FIAT EX  FABBRICA ITALIANA AUTOMOBILI TORINO

La FIAT se ne e' andata da Torino per non pagare più le tasse in Italia, infatti  nulla e' cambiato se non il gettito fiscale ,  per TORINO ed il Piemonte . E' giusto tutto ciò ? Secondo Gianni AGNELLI, no. Quando venne introdotta la patrimoniale sul patrimonio delle aziende GA disse che era giusto aiutare il paese. Divenne poi l'IRAP che c'e' solo in Italia , che si paga alla REGIONE e che la FIAT ora non paga più alla Regione Piemonte , dove tuttora vengono testate le auto prodotte nel mondo.

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25.02.16

 

GLI ITALIANI SONO ESASPERATI DALLA BUROCRAZIA

Spesso mi sono chiesto a cosa serve la pubblica amministrazione ? Quando chiedi qualcosa agli uffici pubblici ti senti in colpa come se rubassi il tempo a chi dovrebbe tutelare il tuo diritto. E' sempre più raro trovare delle brave persone più facile trovare dei prepotenti. A nessuno interessa migliorare il servizio perché noi calpestati non possiamo neppure protestare se non con una email. Il passo dalla rassegnazione alla esasperazione e alla protesta potrebbe essere breve.

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24.02.16

 

 

IL VALORE DEL MARCHIO ITALIA

Mentre alcune aziende trasferiscono  la loro sede all'estero, molte altre che rimangono posso contare su un valore aggiunto a costo 0: il marchio ITALIA, che potrebbero mettere , senza pagare diritti, ma che indicherebbero la loro scelta di mantenere la posizione producendo in ITALIA, con una qualità internazionale.

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23.02.16

 

 

RAPETTO MEGLIO DI CARRAI

La cybersicurezza italiana che Renzi avrebbe voluto assegnare a Carrai potrebbe invece essere assegnata a Umberto Rapetto (generale di brigata (riserva) della Guardia di Finanza e già comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche. Ma non e' uno yesman se in Telecom Italia dopo essere stato consigliere strategico del presidente esecutivo, Franco Bernabè, e poi – in veste di Group Senior Vice President – direttore delle Iniziative e dei Progetti Speciali, ha lasciato alla fine del 2013 il colosso delle telecomunicazioni italiane in totale divergenza con le scelte del nuovo vertice aziendale.

Gli indipendenti non piacciono a Renzi ! Preferisce i verdini, alfaniani.

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22.02.16

 

a italiana.

TENERE LA POSIZIONE IN ITALIA RISPETTO A CHI ARRIVA, NONOSTANTE CAUSE SBAGLIATE GESTITE IN MODO SBAGLIATO.

Il numero di italiani che lascia il paese per andare a lavorare all'estero sta aumentando, la natalità degli italiani cala mentre gli immigrati che decidono di restare in Italia hanno deciso di conquistarla facendo figli tanto qualcuno di penserà. La situazione italiana e' difficile per gli italiani che non hanno più voglia di combattere per cambiare. Più facile andare all'estero dove però saremo sempre ospiti in casa altrui. Tenere la posizione cambiando il voto, associandosi per fondare nuovi movimenti può essere  meglio che andarsene . Per ora i sistemi di Erdogan per tappare la bocca ai dissidenti in Italia  vengono utilizzati attraverso cause sbagliate gestite in modo sbagliato, scorretto e contrastabile con una apposizione continua e fondata quella che non fa gran parte della stampa italiana rispetto a quella turca.

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21.02.16

 

Salvini l'inglese , il Meucci della politica.

Da Dagospia :

CARO CI COSTA EVITARE LA BREXIT - L'UE CEDE ALLE RICHIESTE DI CAMERON: ADDIO UNIONE ''SEMPRE PIÙ STRETTA'', PRIVILEGI FINANZIARI, NIENTE SUSSIDI AGLI IMMIGRATI EUROPEI PER I PRIMI 4 ANNI. L'ITALIANO A LONDRA: ''PER NOI PIÙ TASSE CHE BENEFICI''. MA TANTO CHI EMIGRA IN REGNO UNITO NON HA SCELTA: LÌ C'È LAVORO, QUI NO - SCHULZ: ''SE I BRITANNICI VOTANO SÌ SAREMO PIÙ FORTI'' - IL VERO SCONTRO (POSTICIPATO) È SUI PROFUGHI" .A  me pare che Cameron imiti Salvini come Bell copiò Meucci,

 

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20.02.16

 

IL PAPA HA DETTO " DIO CHIEDERÀ' CONTO AGLI SCHIAVISTI" . SI RIFERIVA ANCHE A CHI FA LAVORARE ALLA DOMENICA E ALLA NOTTE NON NELLE EMERGENZE ?

Qualche mese fa in una lettera all'amministratore delegato di Fca monsignor Gianfranco Todisco ha chiesto che lo stabilimento venga chiuso dalle 22 di sabato alle 22 di domenica: "Consegnare un'automobile con un giorno di ritardo non sconvolge il piano di produzione, ma mette al primo posto la dignità della persona". MARCHIONNE ha continuato imperterrito la sua organizzazione del lavoro cosi definita dalla APE OPERAIA:

“Si lavora sei mattine, dalle 6 alle 14, da lunedì a sabato; poi si riattacca domenica sera alle 22, per quattro notti di seguito; poi due giorni di riposo, tre pomeriggi di lavoro (compresa una domenica), due giorni di riposo, tre notti di lavoro, due riposi e altri quattro pomeriggi di lavoro. Finalmente una domenica di sosta, ma lunedì alle 6 si ricomincia daccapo. È come vivere in un continuo cambio di fuso orario.

Già i primi dieci giorni ci hanno sfinite, le ore in fabbrica si trascorrono in piedi davanti a una catena sempre più veloce perché, grazie al “sistema migliorativo Ergo uas”, tutto il materiale ci arriva direttamente in postazione su carrellini trainati dai robot automatizzati che spesso perdono pezzi per strada o si fermano e non vogliono saperne di ripartire. Loro non sentono le minacce dei capi, decidono di non lavorare più e così è se vi pare.

Le operazioni sono tutte cronometrate e le postazioni saturate; in teoria dovremmo star ferme ad assemblare comodamente tutto ciò che ci arriva ma in realtà si cammina, anzi, si insegue la linea e ci si “imbarca”, ossia ci si allontana sempre di più dai confini della postazione disegnati sul pavimento. Basta un qualunque imprevisto, una vite sfilettata o un semplice starnuto, per rendere spasmodica la risalita. A volte ci paragoniamo ai salmoni e speriamo che non ci attenda la stessa sorte.

Quando si avvicina la pausa c’è il conto alla rovescia dei minuti e scherzando ci chiediamo cosa riusciremo a fare in quei dieci minuti: andiamo al bagno, fumiamo o mangiamo qualcosa? Magari potremmo fare la fila davanti al bagno mangiando il panino, nella peggiore delle ipotesi almeno una cosa l’avremo fatta!

I bagni sono pochi rispetto al numero delle persone, così anche i distributori di caffè e merende circondati da sei o sette sedie – pochissime – a creare una piccola area relax; le file sono lunghe e il caffè conviene dividerlo con uno o due colleghi. Abbiamo chiesto più bagni o qualche minuto in più di pausa: qualche capo spiritoso ci ha suggerito di non bere per ridurre le esigenze fisiologiche. Chi trascorre la pausa in postazione si appoggia ai cassoni o si siede su una cassettina vuota e, anche se non si potrebbe fare, mangia qualcosa.

I primi dieci giorni consecutivi di lavoro sono stati devastanti, avevamo i polsi, i polpastrelli e tutti i muscoli indolenziti. I due giorni di riposo li avremmo dedicati alle faccende di casa, in teoria, ma la stanchezza era tanta e non siamo riuscite a fare tutto. Al rientro in fabbrica avevamo la sensazione di non esserne mai uscite, nessuna di noi è riuscita a realizzare tutti i propositi in quei due giorni e qualche capo, sempre più spiritoso, ha suggerito di mettere “un aiuto in casa”. Magari che si occupi anche dei nostri affetti? No grazie!

Seguire i bambini e aiutarli nei compiti è un’altra impresa: durante il turno di pomeriggio non riusciamo quasi a vederli, mentre con i turni di mattina e notte cerchiamo di recuperare e di dare il massimo. A volte tentiamo di colmare l’assenza facendo loro dei regali, oppure siamo eccessivamente tolleranti, altre volte invece ci si arrabbia per poco o niente a causa del nervosismo e della stanchezza. Sono molti i casi di coniugi che si sono separati e lavorano in squadre diverse per far sì che uno dei due sia a casa in assenza dell’altro, ma con la nuova turnazione ci ritroviamo a fare anche due turni diversi nella stessa settimana e se uno dei coniugi è stato posizionato sulla linea di produzione della Grande Punto, dove si lavora una settimana di mattina e una di pomeriggio, capita di ritrovarsi nello stesso turno per cui bisogna cercare una persona affidabile che accudisca i bambini in nostra assenza e che abbia la possibilità seguire questi nuovi orari.

Intanto sono arrivati i nuovi assunti, tanti ragazzi e ragazze che potrebbero avere l’età dei nostri figli; alcuni hanno iniziato con entusiasmo, altri con rassegnazione: tutti hanno portato una ventata di freschezza e di novità. I loro giovani volti sono già segnati dalle occhiaie, spesso l’auto dell’infermeria passa per soccorrerli, qualcuno ha già mollato, qualcun altro è stato più fortunato e si trova a svolgere un lavoro meno faticoso. Lavorare con questi ragazzi in difficoltà mette una grande tristezza e la voglia di aiutarli in qualche modo, ma non poterlo fare ci da un senso di impotenza.

È opinione comune che noi topolini di questo grande laboratorio siamo fortunati: a Melfi si lavora! E in effetti ci sentiamo stanche e indolenzite ma anche fortunate. Viene da chiedersi se non sarebbe più giusto ripartire questa “grande fortuna” con altri operai, diminuendo le ore di lavoro e aggiungendo altri turni come hanno fatto i nostri colleghi tedeschi in passato, con ottimi risultati. Siamo come i salmoni che risalgono la corrente quando cerchiamo di recuperare la postazione; siamo i robot instancabili che non devono conoscere le festività; siamo i topolini di un nuovo

esperimento. Siamo le fortunate operaie di Melfi”.
(ape operaia)

Come definirebbe il PAPA quanto e' stato qui descritto ?

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19.02.16

 

Domani verrà presentata la nuova Ferrari di F1 e se la guidasse Marchionne vincerebbe come ha vinto in borsa.

Se si applicassero gli scenari possibili di rischio nell'investimento per FIAT-FERARI quale sarebbe la % di rischio ? Credo altissima .

Forse sarebbe superiore a quello di una corsa di F1 quindi se Marchionne guidasse la F1 Ferrari riuscirebbe a vincere come ha vinto con la borsa spuntando prezzi irragionevoli come lo sono a volte certe competizioni in F1 che tanta soddisfazione danno agli spettatori ed agli investitori irragionevoli ed incoscienti.

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18.02.16

 

IL REDDITO PASSATO CHE NON TORNERA'

La redistribuzione della ricchezza renderà impossibile tornare ai livelli medi di reddito del  passato perché chi ha ricchezza la concentra sempre di più perché ha il potere di farlo. Chi invece appartiene alle classi medie deve dividere il reddito con i paesi emergenti perché questa e' la classe del suo reddito. Cioè molti soldi vanno in Cina con l'acquisto dei prodotti comperati dalle classi medie e nei lavori degli extracomunitari che ricoprono lavori in fasce medio basse. Per cui si perdono posti di lavoro e il reddito si sposta verso i paesi emergenti con l'acquisto di beni che vengono prodotti li al prezzo più basso mentre i cinesi esportano capitali e comprano la qualità made in Italy.

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17.02.16

 

Francesco del Vaticano fra Castro e Putin

Il recente incontro fra il Papa ed il Patriarca a Cuba alla presenza di Castro ha una possibile ragione : togliere l'embargo alla Russia . Il Papa che ha convito Obama a togliere l'embargo a Cuba potrebbe chiedere ed ottenere altrettanto per la Russia di Putin. Ecco perché il desiderio di Papa Giovanni II e' stato esaudito da Papa Francesco.

 

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16.02.16

 

IL PONTIERE FRANCESCO DEL VATICANO AFFERMA CHE CON IL DEMONIO NON SI DIALOGA MA QUANTE VOLTE LO INCONTRA PRIVATAMENTE NELLE SEMBIANZE DI ALCUNE POTENTI CHE DOVREBBE SCOMUNICARE ?

Il Papa più volte incontra alcuni potenti che del demonio hanno tutti i connotati ad iniziare dallo sfruttamento dei piu' deboli a veri propri omicidi di dissidenti , perché non gli scomunica ? Perché un conto e' il dire altra cosa  e' il fare per cui scacciare le lusinghe del demonio e' dura anche per Francesco del Vaticano, lui non e' Gesù, ma un pontiere utile a tutti.

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15.02.16

 

Il potere occulto dei servizi segreti in Egitto come in Italia

Non credo all'indipendenza dei servizi segreti dal potere politico che comunque avrebbe il potere della loro rimozione immediata.

Ecco perché Al Sisi non poteva non sapere che Giulio era stato ucciso dai suoi servizi segreti. Come i nostri servizi segreti non possono non sapere che le indagini sull'omicidio di Giulio finirà come quello su Ilaria Alpi. Le responsabilità politiche sono oggettive e granitiche, allora come ora.

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14.02.16

 

 

L'invincibile Marchionne e le colonne d'Ercole della borsa

Forse gli investitori hanno capito di essere solo pecore da tosare per i maglioni di Marchionne.

Potrebbe essere solo l'inizio di una grande storica risalita del titolo Fiat-Ferrari com'e' successo tante volte per Marchionne l'invincibile.  Marchionne e' diventato invincibile dopo i suoi scorpori fantastici , che solo io non capivo, visto che il mercato borsistico comprava i suoi titoli come le indulgenze che nel 1515 quando iniziò la dottrina protestante.

Oggi basterebbe un Nuovo Modello di Sviluppo per dare valori certi alla borsa in funzione del valore patrimoniale che nel 2010 per  FIAT+CNH+FERRARI era di 7 euro  .

Se Sanders diventerà Presidente degli Usa  il Nuovo Modello di Sviluppo potrebbe cominciare se non sarà un'altra delusione come Obama e PAPA Bergoglio amici di MARCHIONNE.

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10,02,16

 

PERCHÉ I CINESI MILANESI HANNO VOTATO SALA  ?

Gli interessi economici dei cinesi a Milano  in Italia stanno diventando sempre più forti ed e' ovvio che un sindaco come SALA dia delle garanzie di garantire gli affari più che gli interessi sociali. SALA non e' un raffinato ideologo sociale ma e' un bulldozer affaristico e' ovvio che un paese bulldozer com'e' la Cina non lo possa vedere che con favore. Il maggior garante di Sala e poi Tronchetti che notoriamente di Cina e d'dintorni e' un esperto.  Per i milanesi che non sono riusciti neanche a pensare una pedonalizzazione di v.Montenapoleone e' difficile immaginare un sindaco giusto nella tutela dei diritti dei più deboli fra cui non ci sono sicuramente i cinesi controllati dai loro servizi segreti talmente segreti che nessuno ne parla pur esistendo, come la mafia cinese . Questo e' il loro grande potere che SALA garantirà per Milano  senza dagli nessuno fastidio , come invece pare che dia quello che qui scrivo.

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09.01.16

 

La Cina prima produceva per noi ora vota per noi , per decidere per noi.

Ieri sera si sono incrociati il voto cinese per Sala ed il programma di Iacona , Presa Diretta , sulla Cina che aiuta l'economia italiana.

Alla fine delle solite bugie di Tronchetti , i milanesi per ora si troveranno un SALA come sindaco , senza concorrenti, e gli italioti lavoreranno per la Cina sino quando i cinesi non avranno imparato bene ,  poi chiuderanno le attività produttive in Italia, producendo in Cina con marchi italiani .

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08.01.16

 

 

Quanti altri omicidi come quello di Giulio Regeni,  occorreranno prima che Renzi richiami in Italia l'ambasciatore in Egitto ed interrompa le relazioni diplomatiche ed i fondi verso l'Egitto che non si comporta da paese amico ?

Il bavaglio verso i dissidenti che accomuna tutti i paesi del mondo ha forme di manifestazione diverse. Ogni persecutore che si rispetti pare che voglia imporre un copyright proprio . Renzi usa il detto toscano e desueto di gufi. Al Sisi primo ministro egiziano usa il Mukhabarat (servizio segreto Egiziano).

L'arroganza e' la stessa , gli strumenti no , per il momento.

Il potere che non tollera il dissenso  e' un fragile, insicuro, corrotto e consapevole strumento di chi lo sostiene per usarlo, sia in Egitto come in Italia.

La nostra tolleranza nei confronti di Al Sisi sarà tale che sosterremo la tesi che secondo l’Huffington Post, i responsabili vanno cercati “negli ambienti più oscuri e violenti della polizia politica o dei servizi segreti egiziani, il famigerato Mukhabarat”, che avrebbero agito all’insaputa del presidente. Forse per screditare lo stesso regime, per sabotare le relazioni con l’Italia e il ruolo di Roma nel negoziato libico, è una delle ipotesi, la più comoda per la nostra diplomazia, iniziata da una Bonino sempre più strumento di omologazione dei paesi non liberi (Egitto, Turchia) , che dei loro oppositori. Cosi facendo passera' il principio che sia AL SISI sia ERGOGAN, veri e propri dittatori atidemocratici, possono non sapere come viene gestito il potere che loro disinvoltamente incarnano. Quanti altri omicidi come quello di Giulio Regeni, il ricercatore friulano il cui cadavere è stato trovato abbandonato lungo una strada che dal Cairo porta ad Alessandria giovedì scorso , occorreranno prima che Renzi richiami in Italia l'ambasciatore in Egitto ed interrompa le relazioni diplomatiche ed i fondi verso l'Egitto ?

I segni di un violento pestaggio, tante ferite e abrasioni sul corpo e  un colpo finale alla testa, che ha provocato la morte di Giulio. non bastano a farci capire che Al Sisi ha dato ai suoi servizi di repressione la licenza di uccidere gli ITALIANI.

Noi veniamo considerati dal mondo mucche da mungere a cui non e' neppure necessario dare da mangiare.

Quanti soldi italiani sono stati dati ad AL SISI ed a quale titolo ? Perché ?

Che rapporti ed intese ci sono fra Al SISI e Renzi ?

Perché Renzi non era a Fiumicino ad accogliere Giulio ?  Per non dare delle risposte ai genitori di Giulio.  Se fosse arrivato All Sisi ci sarebbe stato.

E' ora di finirla di pagare tangenti per un controllo dell'immigrazione africana che e' chiaro che NESSUNO in Africa sa e vuole fare. Usiamo quei soldi per pagare case e terreni abbandonati i dare una vera chance agli immigrati, senza continuare ad arricchire i loro corrotti governanti.

“Siamo lontani dalla verità“, ha detto il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni. Una verità che Renzi non ha voluto vedere sull'EGITTO cio' che raccontava Giulio , ma che non gli piaceva , e non faceva comodo ai suoi fans-elettori.

Come Mussolini , Renzi piace ai suoi fans senza che loro sappiano dire un  perché inconfutabile.

Giuseppe Acconcia, collaboratore del Manifesto con il quale collaborava anche Regeni, ha raccontato a Radio Popolare che il ricercatore aveva preferito non firmare gli articoli perché “aveva paura per la sua incolumità”. “Giulio si occupava soprattutto di movimenti operai e di sindacalismo indipendente”, ha raccontato Acconcia, dunque era in contatto con esponenti dell’opposizione egiziana.

Acconcia ha raccontato anche della testimonianza di una cronista locale che avrebbe visto uno straniero arrestato alla fermata della metropolitana di Giza, nel quartiere dove Regeni viveva, luogo in cui nel 2013 – proprio nell’anniversario della rivoluzione di piazza Tahrir del 2011 – si erano verificate manifestazioni contro il regime di Mubarak. “Può essere che Giulio fosse andato lì proprio per vedere se ci fossero ancora manifestazioni”, ha raccontato il giornalista del Manifesto.

Renzi che non e' tuttora riuscito a trovare i responsabili del burca alle statue, cioè chi ha pagato i paraventi di compensato, pensate  che trovera' i killer di Giulio in Egitto ?

Quanti altri killer avranno la licenza di uccidere gli italiani prima che voi renzi-fans apriate gli occhi su chi veramente tiri i fili della marionetta che apparentemente guida il nostro paese ?

Per fortuna che l'EGITTO e' un paese amico , pensate cosa ci farebbe se ci fosse nemico com'e' l'ISIS !

 

07.01,16

 

 

Ieri  sono stato al funerale della Pininfarina : l'autolesionismo umano non ha limiti !

 ASSEMBLEA PININFARINA SPA EX ART 2446 c.c.
Dopo la firma il 14 dicembre 2015 dell’Investment Agreement tra Pincar e Mahindra
si attende il perfezionamento dell’operazione entro il primo semestre 2016
Deliberato il riporto a nuovo delle perdite consuntivate al 31 ottobre 2015
Cambiano (TO), 5 febbraio 2016 – Nella giornata odierna si è tenuta l’Assemblea ordinaria degli Azionisti di
Pininfarina S.p.A. con all’ordine del giorno “Deliberazioni inerenti le fattispecie previste dall’art. 2446 c.c.”.
I dati consuntivi del primi 10 mesi del 2015 confermano quanto già evidenziato dagli amministratori in sede
di approvazione della Relazione Finanziaria annuale 2014, il processo di crescita del Gruppo ed i flussi
finanziari rivenienti dalle operazioni non appaiono in linea con le previsioni del Piano industriale e finanziario
2012 - 2018.

Il Consiglio di Amministrazione, consapevole di ciò, ha operato il massimo sforzo per assicurare a Pininfarina
S.p.A. nuove opportunità economico-commerciali e dotarla delle risorse necessarie per la ricapitalizzazione,
lo sviluppo e la stabilizzazione dei flussi finanziari.
In questo contesto si inserisce la stipula avvenuta il 14 dicembre 2015 – in accordo con gli Istituti
Finanziatori - di un Investment Agreement (Accordo) tra Pincar s.r.l. in liquidazione (Pincar) - socio di
controllo della Pininfarina S.p.A. – e le società Mahindra & Mahindra Ltd. e TechMahindra Ltd. (gli
Investitori).
Il perfezionamento dell’Accordo (closing) è subordinato al verificarsi di un insieme di condizioni alla stipula,
tra le quali l'efficacia dell'accordo di ristrutturazione dei debiti della Società, l'omologa dell'accordo di
ristrutturazione dei debiti di Pincar S.r.l. in liquidazione ai sensi dell'articolo 182 bis della legge fallimentare,
l'autorizzazione delle autorità antitrust competenti per l'operazione.
Le intese raggiunte tra le parti prevedono oltre all’acquisto da parte degli Investitori delle azioni di Pininfarina
S.p.A. detenute da Pincar S.r.l. in liquidazione:
- un aumento di capitale senza esclusione del diritto di opzione;
- un nuovo Accordo di Riscadenziamento del debito tra la Società e gli Istituti Finanziatori per il periodo
2016 – 2025;
- una moratoria del pagamento delle rate del debito per il periodo 14 dicembre 2015 - 30 giugno 2016 (data
ultima per il closing).
Una volta perfezionati gli accordi sopra citati (entro il primo semestre del 2016) si realizzeranno effetti
immediatamente positivi per la Società in tema di patrimonializzazione e capacità di rimborso del debito
residuo venendo pertanto meno i presupposti di cui all’art. 2446 c.c., essendo così assicurata la continuità
aziendale.
Presupposto al nuovo accordo di riscadenziamento del debito è stato l’approvazione di un nuovo Piano
Industriale e Finanziario 2016-2025 i cui punti salienti sono:
Piano Industriale
- rafforzamento delle specifiche capacità tecniche attualmente possedute sino a diventare un fornitore
d’eccellenza che offre servizi di ingegneria “Design to Delivery” in settori anche diversi
dall’automotive quali trasporti, aerospaziale, architettura, real estate e beni di consumo;
- aumento delle risorse disponibili per incrementare costantemente il valore del marchio Pininfarina
nei settori Automotive e non Automotive – attraverso il branding o il co-branding - visto il buon
andamento di questo business negli ultimi anni e le grandi potenzialità ad oggi ancora inespresse;

aumento dei flussi economici e finanziari attraverso la sottoscrizione di un contratto di licenza di
marchio con Mahindra & Mahindra Ltd. - efficace dal closing dell'operazione - concernente l'utilizzo
dei marchi di proprietà delle società del gruppo Pininfarina per i prodotti automotive del Gruppo
Mahindra.
Si ritiene che questi indirizzi strategici, per altro in continuità con quanto la Società sta già ora perseguendo,
siano ragionevolmente realizzabili in un arco temporale di medio termine.
Piano Finanziario
Il Piano Finanziario del Gruppo Pininfarina - a seguito del nuovo Accordo di ristrutturazione del debito della
Società:
- offre la possibilità ad alcune banche di un pieno e definitivo pagamento a saldo e stralcio a un valore
scontato, mentre ad altre banche l’opportunità di dilazionare il loro credito attraverso un nuovo piano
di ammortamento dall’anno 2015 fino al 2025 e i loro crediti assicurati da una garanzia corporate
emessa dall'investitore. Gli Istituti Finanziatori che hanno optato per un pagamento a saldo e stralcio
rappresentano il 58% dei crediti finanziari totali alla data odierna;
- in analogia con i precedenti accordi di ristrutturazione resta escluso il debito della Società verso la
BNL (ex Fortis Bank) che è stato estinto con il pagamento dell’ultima rata il 31 dicembre 2015;
- l'indebitamento finanziario degli Istituti Finanziatori sarà ripagato dal 2017 mentre non sono previste
rate di rimborso del capitale nel 2015 e 2016;
- il tasso di interesse rimarrà invariato allo 0,25% su base annua con possibilità di un incremento nel
caso in cui l’Euribor a sei mesi dovesse superare la soglia del 4%, in questo caso lo 0,25% sarebbe
aumentato dalla differenza tra l’Euribor effettivo ed il 4%;
- il Piano prevede un solo covenant finanziario - da verificarsi a partire dal 31 marzo 2018 –
consistente in un valore minimo di Patrimonio Netto consolidato di euro 30.000.000;
- è previsto un incremento del capitale sociale di almeno euro 20 milioni, per la cui sottoscrizione vi è
un obbligo del Gruppo M&M, rivolto a tutti gli azionisti;
- sono previsti inoltre proventi rivenienti dalla liquidazione dei crediti finanziari delle banche che
opteranno per il pagamento a saldo e stralcio.
Si segnala che dalla data della redazione della relazione del consiglio di amministrazione ex art. 2446 c.c. ad
oggi non sono intervenuti fatti di rilievo.
Alla luce di quanto sopra, in attesa del perfezionamento dell’Accordo entro il 30 giugno 2016, il consiglio di
amministrazione ha proposto di differire la riduzione del capitale sociale - a seguito delle perdite
consuntivate al 31 ottobre 2015 - in considerazione di quanto già concordato con gli Investitori e con gli
Istituti Finanziatori.
L’Assemblea al termine della riunione ha deliberato il riporto a nuovo della perdita di €. 9.323.646
consuntivata al 31 ottobre 2015.

Quello che e' chiaro che la Mahindra non ha tirato fuori soldi. Intanto la Pininfarina continua a perdere soldi a causa della cattiva gestione di Paolo Pininfarina e Angori che non pagano ma anzi vengono premiati.

Tutto cio' per ostacolare nuove opportunità anche promosse da parte mia.

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06.01.16

 

 

COME MAI SOLO IL 7%  DI CHI E' ENTRATO ALL'EXPO 2015  HA FIRMATO LA CARTA DI MILANO ?

I milanesi stanno per votare alle primarie del PD il candidato sindaco fra cui vi e' Giuseppe SALA.

In relazione al suo incarico di amministratore delegato di Expo 2015, Sala è stato criticato per via dei numerosi appalti che sono stati aggiudicati, durante la sua gestione, in modo illegittimo. Il Comitato Antimafia di Milano infatti ha denunciato nella sua sesta relazione semestrale due affidamenti diretti, da parte della società Expo, per lo svolgimento di attività in relazione alle Linee Guida Antimafia per protocollo di legalità, per un totale di 741.500 euro, denunciando pratiche opache e nessuna risposta chiara in merito ai chiarimenti richiesti dal Comitato. Inoltre sono stati indagati e arrestati diversi suoi diretti collaboratori.

Indagato il 29 luglio 2015 per abuso d'ufficio in relazione all'affidamento senza gara della ristorazione per l'Expo a Eataly, a gennaio 2016 il GIP ha disposto l'archiviazione del procedimento perché "rientra pienamente nella discrezionalità amministrativa" del commissario inserire l’appalto a Eataly tra quelli assegnabili senza gara. Inoltre per PM e GIP, non è perseguibile l’abuso d’ufficio perché "non sono emersi motivi sotterranei che hanno portato alla scelta" di Eataly.

A gennaio 2016 Sala ha affermato di non rammentare di aver affidato l'incarico per gli allestimenti del padiglione Zero e dell’Expo Center all'architetto Michele De Lucchi. Lo stesso architetto che ha ristrutturato la villa al mare del manager a Zoagli (Genova). Sala è stato poi smentito dai fatti in quanto lui stesso ha firmato l'atto con cui "Expo spa ha acquisito una soluzione ideativa" dallo stesso architetto che dichiara di aver pagato 70.000 euro ma non dice come e quando.

Prima dell'Expo nel 1994 diventa direttore controllo di gestione e pianificazione strategica del settore pneumatici di Pirelli e nel 1998 è nominato amministratore delegato della Pneumatici Pirelli. Nel 2001 è senior vice president operations, responsabile delle strutture industriali e logistiche del settore pneumatici.

Nel 2002 lascia il settore pneumatici per le telecomunicazioni, e assume la carica di chief financial officer di TIM, mentre dal 2003 al 2006 è direttore generale di Telecom Italia Wireline e infine della società nata dalla fusione tra TIM e Telecom Italia.

In Telecom Italia non viene ricordato che il suo alto stipendio.

La Carta di Milano è un documento che elenca i principi e gli obiettivi riguardanti il tema della nutrizione, della sostenibilità ambientale e dei diritti umani.

Tradotta già in 19 lingue, la Carta di Milano è stata proposta in occasione di Expo 2015 nel semestre di apertura dell'Esposizione Universale (1º maggio - 31 ottobre 2015), ed il 16 ottobre 2015 consegnata al Segretario Generale dell'Organizzazione delle Nazione Unite (ONU) Ban Ki-moon.

A fine manifestazione sono stati registrati 22,2 milioni di ingressi, di cui 6,5 milioni di stranieri. Di seguito i dati sui visitatori dichiarati da Expo 2015 S.p.A.

Come mai solo 1,5 milioni di persone su 22,2 milioni d'ingressi ha firmato la Carta di Milano che era di il manifesto della manifestazione ?

Strano che solo il 6,7% chi e' andato all'Expo abbia firmato la Carta di Milano ! 

Una vivace controversia sui numeri ufficiali dell'affluenza è nata nel luglio 2015 su alcuni media che affermavano che il numero dei visitatori fosse in calo, le affermazioni venivano contestate dalla direzione dell'esposizione mentre la stampa sosteneva che i numeri fossero falsati da omaggi di biglietti serali riservati a chi usufruisse del parcheggio a pagamento,nonché a pensionati e ad altri cittadini con reddito inferiore a diecimila euro e da 3 milioni di tagliandi preacquistati dalla Alessandro Rosso Group, reimmessi a metà prezzo sul mercato in concorrenza con le biglietterie ufficiali.

Chi e' SALA ? L'uomo jolly per tutte le stagioni quella di Tronchetti, della Moratti ed ora di Renzi.

Nulla di nuovo sotto il sole di Milano, dove un Pisapia potrebbe non bastare per dire basta agli uomini jolly.

Ce la faranno i milanesi del PD  a dire no all'uomo  jolly della Moratti e di Renzi ?

E se ciò avvenisse quale sarebbe la ricompensa di Renzi ? Il ruolo di direttore generale delle sue Olimpiadi ?

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05.01.16

 

 

LE ENERGIE RINNOVABILI SONO CONVENIENTI PERCHÉ INDISPENSABILI PER VIVERE, CHIUDIAMO SUBITO GLI INCENERITORI  PER IL PRINCIPIO DELLA PRECAUZIONE.

Inceneritori , trivellazioni ed finta abolizione del Corpo Forestale che in gran parte resta in Sicilia e Sardegna , dove sono di più, mentre nel resto del territorio si perde una importante ed indipendente competenza contro il dissesto del territorio.

Certo questo potrebbe favorire le speculazioni edilizie contro la tutela dell'ambiente. Come gli inceneritori uccidono in modo silenzioso ed ordinato, quasi subdolo.

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04.01.16

 

AZIONISTI FIAT-FERRARI IN ATTESA DI SOTTOSCRIVERE LA PROSSIMA SCISSIONE CON QUOTAZIONE: QUELLA DELL'IMBATTIBILE  MARCHIONNE ?

L'indebitamento finanziario netto a fine 2015 della Ferrari e' salito a 1.938 milioni, nettamente oltre le attese degli analisti, a fronte di disponibilità nette di cassa di 566 milioni a fine 2014. 'Tale variazione e' riconducibile alla riorganizzazione della struttura finanziaria in connessione all'Ipo e lo spin-off da Fca. Ecco perché la FERRARI potrebbe non avere  più i soldi per vincere in F1, e sui concorrenti.

Tanto L'IMBATTIBILE MARCHIONNE potrebbe già avere in serbo il prossimo scorporo con quotazione dopo Fiat Industrial e Ferrari : la sua ?

03.02.16

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FRANCESCO DEL VATICANO VUOLE CHIEDERE SCUSA AL CORPO SENZ'ANIMA DI PADRE PIO .

Lo ha voluto Papa Francesco che, per il suo Giubileo della Misericordia, ha chiesto che le spoglie del Frate arrivassero nella Capitale: «Tredici giorni fuori da casa, a Roma e poi a Pietralcina, dove è nato» spiegano i suoi frati, i Cappuccini, che per l’occasione — con ministero degli Interni, Prefettura, Antiterrorismo — hanno organizzato un piano di sicurezza degna di un capo di Stato. Per logistica e sicurezza, la traslazione dei resti di San Pio è infatti l’evento più complesso da inizio anno.

Francesco d'Assisi non avrebbe chiesto scusa così. Per di più con un protagonista schivo che  per la prima volta andrà via dalla sua San Giovanni Rotondo.

Il trasferimento costerà qualche centinaia di migliaia di euro, centomila messi a disposizione della Regione con un provvedimento votato, non senza polemiche, dalla giunta di Michele Emiliano. Padre Pio e Francesco d'Assisi avrebbero voluto questi soldi per i poveri, il Papa no.

Capite la differenza fra chi di Francesco ha solo il nome e chi invece visse semplicemente da Francesco ?

Una delusione, lo so, ma la realtà' purtroppo e' questa non rimane che prenderne atto.

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02.-02.16

 

IL VERO RENZI NON RISPETTA I SUOI ELETTORI SE LA SUA RAI  CENSURA I ROLEX-ARABI , E IL LICENZIA   GIANNINI DI BALLARO' CHE SINTETIZZA CON INCESTUOSI I  RAPPORTI FAMIGLIA BOSCHI-ETRURIA .

Sala candidato sindaco di Milano chiama un architetto dell'Expo per ristrutturare la su casa al mare, Renzi che non riesce a fare chiarezza ne' sui ROLEX arabi, ne' sulla copertura delle statue. E poi la censura di Giannini di Ballaro' che sintetizza con incestuosi pagine di prove di rapporti fra i Boschi e l'Etruria. Anche in Turchia i giornalisti che dicono quello che pensano vengono puniti con l'ergastolo. Se la Bonino riuscirà a convincere qualcuno a portare la Turchia in Europa forse Renzi si adeguerà.

Almeno ora pare chiaro che questa gente non ha le caratteristiche di governare i soldi pubblici ne' di fare i nostri interessi quando ci uccide con il business pazzesco, indecente ed incontrollabile degli inceneritori, e delle trivellazioni, nonostante Franceschini enunci che il turismo e' il nostro petrolio. L'aria ci sta uccidendo ma i politici non spengono ne'  gli inceneritori ne' le auto euro 3 ne' i riscaldamenti a carbone ed a gasolio.

Gli elettori non possono dire di non sapere.

L'ambiguità' dei politici che fingono male non può che portare ad  elettori che  non vogliono sapere per disperazione e questo non si può certo definire un bene per l'ITALIA.

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01.02.16

 

La quotazione di FIAT-FERRARI risorgerà se 45 euro per una FIAT del 2016 non sono 10 volte troppi. 

Siano tornati alla quotazione FIAT prima del turismo fiscale circa 6,6 euro per azione, il 1 agosto 2014. Che era più o meno quello della quotazione pre -scorporo in Fiat Industrial dicembre 2009. Arrivata oggi a questa soglia di 45 euro il titolo Fiat-FERRARI miracolosamente forse raddoppierà come le altre volte perché lo slogan di MARCHIONNE e': "Un team in grado di raggiungere tutti gli obiettivi" . Ma 45 euro per una FIAT-FERRARI del 2016 a me paiono 10 volte troppi ed a voi ? Marchionne se lo aspetta per pagarsi altri bonus come ha fatto nei 12 anni passati in Fiat . Per non deluderlo basta comperare Fiat sempre ad ogni prezzo come e' avvenuto incomprensibilmente in tutti questi anni. Ma le capacità di Marchionne di inventarsi qualcosa d'altro (dopo la scorporo di Fiat Industrial, la sua fusione con CNH, e la scissione di FERRARI)  non sono minimamente paragonabili alle mie, neppure la sua credibilità.

INFATTI  per questo ci sono i FANS di MARCHIONNE :

Fiat Chrysler, PointState Capital apre posizione netta corta su 0,65% - Consob
venerdì 29 gennaio 2016 17:13
MILANO, 29 gennaio (Reuters) - PointState Capital ha aperto ieri una posizione netta corta sul titolo Fiat Chrysler pari allo 0,65% del capitale.

Lo si legge sugli aggiornamenti quotidiani di Consob sulle posizioni di scoperto.

Adage Capital Management ha ridotto lo scoperto su Fiat Chrysler allo 0,93% dall'1,01%.

 31.01.16

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Puo' essere DiCaprio la continuità di Obama e se si candidasse alla Presidenza Usa con Sanders vice-presidente potrebbero cambiare il mondo ?

Gli Usa passano per la patria della democrazia ma non sono mai riusciti a punire i mandanti dei delitti dei fratelli Kennedy e con gli omicidi politici la democrazia non e' garantita.

Ecco perché si temeva che Obama venisse ucciso per le sue riforme. Ora Trump sta provocando l'America violenta e frustrata per fruttarla per fini personali come ha sempre fatto nella sua vita con alcuni fallimenti e contatti con la malavita organizzata.

Insomma un Tramp bluff  sarebbe un ritorno all'era di George Busch che tanti danni ha fatto agli americani di buona volontà che si meriterebbero l'accoppiata DICaprio-Sanders per indicare al mondo la strada giusta per un Nuovo Modello di Sviluppo Sociale.

30.01.16

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Bruciano le  Ferrari per una perdita di carburante, ma l'invincibile Marchionne=Fiat piegherà sempre ogni mia semplice logica economica negativa.

Dopo aver comunicato nei giorni scorsi un provvedimento di richiamo che riguarda le Ferrari California T vendute negli Stati Uniti, l'Nhtsa ha reso nota la sospensione delle vendite della nuova 488 GTB sul mercato d'Oltreoceano.

Rischio d'incendio nel vano motore. La berlinetta del Cavallino, che ancora non è stata consegnata negli Usa, monta lo stesso 3.9 V8 biturbo che sull'altro modello è a rischio d'incendio, secondo l'agenzia governativa americana. All'origine del potenziale problema, ci sarebbe la possibile perdita di carburante da un condotto di adduzione della benzina non correttamente collegato alla pompa.

Se tutto ciò fosse successo per Lexus il titolo Toyota sarebbe crollato, succede a Fiat ma tutto ciò non può uccidere la gallina dalle azioni pagate a peso d'oro sia della FIAT sia della FERRARI, che valgono , per me, meno di 1/10 della loro valutazione.

Ma nulla e' impossibile per chi sa come vincere con motivazioni assurde cause ingiuste. Se questo non e' potere distruttivo che cos'e' ?

La commedia deve continuare come gli squali devono nuotare per galleggiare, sino a quando il cerino FIAT-FERRARI  brucerà nelle mani del mercato, che comunque continuerà a rilanciare contro ogni mia previsione , sul mitico Marchionne , sull'esempio di quanto fanno  Renzi, Jaky , il Papa ed Obama.

Infatti Marchionne fra l'altro ha :

-convinto la Gm a dargli 2 milioni di euro in cambio di nulla;

-convinto le banche a non vendere le azioni del convertendo perché lui avrebbe dominato la borsa e c'e' riuscito ;

-svuotato la Fiat dei suoi brevetti per avere una CHRYSLER ipotecata e con un credito enorme nei confronti di Obama:

-raddoppiato il valore FIAT con lo scorporo della Fiat Industrial piena dei debiti Fiat e con una generosa buon uscita agli azionisti CNH.

-fatto valere più l'Ifi che che l'Ifil che ne controllava al 56%.

-portato la FIAT fuori dall'ITALIA per turismo fiscale senza pagare la exit tax ed ottenendo da Renzi il job act;

-ha mantenuto il valore della Ferrari a 8 miliardi dopo averla spolpata per 5 ed attribuendosi 16 milioni di euro.

-copia il piano industriale di Landini ma se ne prende i meriti ed i bonus

Sarà prossimo alla beatificazione in vita con tutto quello che ha fatto ?

29.01.16

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FIAT PRESENTA IL PIANO INDUSTRIALE 2016-2018, INCREDIBILE COME SEMPRE : REDDITIVITA' DAL 5 AL 7% TANTO I FONDI AMERICANI AMICI FINIRANNO PER  CREDERCI E COMPRERANNO.

Per cui titolo FIAT in salita come la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Ma la realtà FIAT , come sempre,  e' diversa da quella che appare in particolare il debito netto che e' di 8 miliardi di euro, anche se FIAT da solo quello industriale di 5 poi lo svuotamento di Ferrari che potrebbe non essere più in grado di competere con McLaren, Lamborghini e Zonta, e poi :

1) MASERATI PERDE 170 MILIONI DI EURO
2) AMERICA LATINA perde 376 milioni di euro
3) ASIA CINA perdono 489 milioni di euro
4) IL PIANO INDUSTRIALE FA UNA PREVISIONE AL 2018 SENZA DARE TREND STORICO 2012-2015 per cui le PREVSIONI IMPOSSIBILI  DI RIPRESA CON RADDOPPI SU TUTTI I MERCATI (TRANNE QUELLO USA , CHE PREVEDONO SCENDA) 
6) DA CHI COMPERA FIAT I MOTORI IBRIDI PER GLI USA ? E QUANTO COSTANO?

Se l'ufficio stampa FIAT facesse auto Fiat non avrebbe bisogno di Gm per sopravvivere come lo squalo ha bisogno di nuotare per stare a galla !

Dove sono le auto ibride della Fiat  che competono con le Prius della Toyota ? Se Gianni Agnelli mi avesse lasciato fare la cessione della FIAT alla Toyota nel 1998 oggi FIAT le avrebbe.

28-01-16

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MENTRE L'EUROPA DA IL PEGGIO DELLA SUA DISUMANITA' RESPINGENDO ed ESPROPRIANDO GLI IMMIGRATI, RENZI  FA' IL BRAGHETTONE PER ROUHAMI

Sono sempre più convinto che il Papa di Francesco abbia solo il nome.  Ha iniziato bene ma poi le sue contraddizioni si sono fatte sempre più pesanti : dal processo agli autori dei libri scomodi per il Vaticano , all'abbraccio cordiale invece che scomunica con Marchionne a Torino dopo aver tuonato contro lo sfruttamento dei lavoratori ed ora che fa  non interviene contro il paesi europei  che rischiano di  far morire ai propri confini i profughi di una guerra alimentata da armi che rendono ricchi anche Europa .  RENZI facendo il braghettone per ROUHAMI pensa di avere più chance con Iran ?

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27.01.16

 

  

CON IL MODELLO MUSSOLINIANO DI RENZI  ALL'ITALIA SOLO IL RUOLO DI ANTI-ISIS DEL MONDO ed ANTI IMMIGRATI PER  L'EUROPA

Come nel 1948 il nostro ruolo fu di frontiera dell'anti- comunismo anche oggi il ruolo dell'Italia e' solo quello di anti-Isis per il mondo occidentale ed anti-immigrati per l'Europa.

Allora ci vennero messe le basi missilistiche oggi il Mous.

L'atteggiamento mussoliniano di Renzi può piacere agli italiani , di mentalità fascista al 90%, come testimoniano le foibe , ma non può giovare all'Italia , come non giovò Mussolini.

Sono passati decenni ma non passano le debolezze e manchevolezze dei governanti dell'Italia

 

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26.01.16

 

 

TESTE DI CUOIO E POLIZIE POSTALI EUROPEE PER IL TERRORISMO EUROPEO

Gli episodi di terrorismo in Francia impongono un addestramento comune per scambio di esperienza fra le teste di cuoio europee. Di fronte a nuovi episodi di terrorismo l'esperienza su quelli del passato può fare la differenza. Ogni stato potrebbe avere un suo team d'intervento da coadiuvare nei tempi e modi possibili. Altri fronti del terrorismo da coprire sono le comunicazioni, non può bastare un Carrai, ma occorreranno coordinamenti interforze di polizia postale europee che probabilmente saranno più efficaci e costeranno meno di Carrai.

 

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25.01.16

 

 

 

DIO ESISTE LO PROVA IL BLOCCO DEGLI USA PER LA NEVE, CONSEGUENZE DEL NON RISPETTO DELLA NATURA.

Gli Usa a torto o ragione sono considerati il paese più potente del mondo. Ma Dio, in questi giorni,  ha deciso di annientare la loro potenza per un po' di tempo e ci e' riuscito. Nonostante tutte le loro forze segrete militari, non hanno potuto ne' saputo evitare il ko. Già Napoleone aveva avuto la sconfitta  dal generale inverno in Russia, ma ora il generale inverno, su ordine di DIO e' andato in USA  per far toccare con mano cosa significa sacrificare la natura al consumismo. Non bastano i proclami del recente cop21 di Parigi ma bisogna da subito imporre la conversione di tutti i veicoli in ibridi: elettrici, gpl e metano; e degli impianti di riscaldamento da carbone, gasolio a gas; e fermare subito inceneritori anche di biomassa e centrali nucleari. Ma neppure l'uomo più potente del mondo finora c'e' riuscito. Infatti anche lui se ne sta chiuso in casa ad aspettare che Dio gli dia il permesso di uscire dopo che  avrà capito di agire per un Nuovo Modello di Sviluppo.

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24.01.16

 

 

AL RISTORANTE RENZI E COOK FANNO LE STRATEGIE DI APPLE IN ITALIA, POI COOK SI LAMENTA DELLA BUROCRAZIA ITALIANA.

La APPLE di Cook decide di fare una scuola a Napoli dopo aver cenato al Cracco di Milano mesi fa poi critica l'Italia per l'eccessiva burocrazia . Non poteva dirglielo prima , sempre al ristorante ? E' evidente che chiunque venga in Italia diventa contraddittorio. Io a pranzo con Renzi gli chiederei perché tra tutti corpi di polizia ha abolito proprio la forestale ? forse perché tentava di tutelare il territorio dalle speculazioni edilizie che invece il governo Renzi incentiva ? e poi se crollano i palazzi perché un ingegnere che spende un milione di euro per un appartamento toglie i muri portanti perché gli danno fastidio , diciamo grazie anche alle leggi superficiali e frettolose di Renzi.

Dalle sue parti gli direbbero che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, come gli elettori del "caro" tandem Renzi-Verdini  !

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23.01.16


 

NON BASTA LA APPLE A NAPOLI PER ESSERE AUTOREVOLI  IN EUROPA.

La Apple dovrebbe aprire un centro app a Napoli, probabilmente per risparmiare sul costo del lavoro rispetto al resto dell'Europa.  L'autorevolezza te la danno non te la prendi , ed e' difficile averla incompagnia di Putin che si comporta ancora come se fosse capo del KGB. Non puoi fare leggi inapplicabili  per non licenziare di fatto i fannulloni pubblici. Ne' puoi farti sostenere da Verdini ed attaccare da Monti , da sempre espressione dell'Europa. Non lo puoi essere con un Carrai che farà finta di uscire dalle sue aziende. Non possiamo fare quello che vorremmo, l'Europa ci ha affidato un ruolo di gestore degli immigrati, cerchiamo almeno di farlo con i soldi dell'Europa imparando, purtroppo, da Erdogan . Il lavoro può nobilitare gli immigrati e dare autorevolezza all'Italia, ma Renzi non lo sta facendo.

 

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22.01.16

 

 

 

Giullari non solo della Regina mentre  Carrai diventa il nostro 007.

La Regina d'Inghilterra invita il Palio di SIENA per il suo compleanno, Siena rifiuta.

Intanto lady Etruria incorona 007 , CARRAI l'amico-finanziatore di Renzi .

Perché stupirci del giudizio dell'Europa sull'Italia se i senesi distruggono una banca e rischiano di consegnarla a Serra (Algebris) altro amico-finanziatore di Renzi che su  Mps dice che è solida, investo su subordinati e debito senior .
Su Mps la Bce dice che non ha bisogno di capitale quindi chi la comprerà non avrà bisogno di ricapitalizzarla.

Ecco perché la credibilità dell'Italia sprofonda come le tante Andora sprofondano nelle irregolarità edilizie : Castiglione Torinese  , per fare un esempio.

Abusi di potere a cui i cittadini sono stati costretti oggi da Renzi ieri da chi gli ha dato l'esempio.

Ne sanno qualcosa gli aretini, elettori della Boschi,  taglieggiati sia dalla Banca ETRURIA sia dalle tariffe dell'acqua della Intesa Aretina che finanzia la fondazione di Renzi Open gestita ovviamente da Carrai, pagano e votano.

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IL METODO MARCHIONNE DI RENZI VERSO L'EU POTREBBE PORTARE  LA MOGHERINI A SOSTITUIRLO.

La nomina di CALENDA ex Ferrari ex Italia Futura possono indicare la scelta del muro contro muro di Renzi verso JUNKER-DRAGHI . Una scelta civica in stile Marchionne , di uno che non ha nulla da perdere in quanto il suo obiettivo Renzi lo ha raggiunto : Carrai regista del GRANDE FRATELLO della sicurezza informatica nazionale, con una possibile ricca commessa a Cisco invece che il risanamento dell'Ilva e una regolamentazione dei doveri degli immigrati.

Ma non funzionerà in quanto i casi Berlusconi, Dalema Monti Letta lo hanno dimostrato.

Infatti la Mogherini potrebbe cominciare a scaldarsi in panchina. Un'altra occasione persa per salvaguardare l'autonomia politica italiana che dal 48 in poi spetta ad altri per la sola ragione che degli italiani continuano ad essere purtroppo capaci di una sola assuda soluzione :  fascismo.

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Per Fico e Renzi il fine del potere giustifica i mezzi per raggiungerlo e mantenerlo per conto degli USA.

Carboni Verdini papa' Boschi e papa' Renzi sono, per Renzi figlio più che un legame un mezzo per raggiungere e gestire il potere attraverso le banche e la massoneria. Tutto ha un prezzo, la sa anche Fico che ora dovrà decidere se stare al potere con la camorra o fuori senza . Solo la Mogherini pare accorgersi che Renzi non e' quello che pensavano i suoi elettori che tardano a "farsene una ragione" . Renzi "sta tranquillo" che ci pensa Carrai affinché il paese sappia il meno possibile del perché e per come e' diventato il politico più potente d'Italia che con l'uomo più potente dell'economia , Marchionne , sono i controllori americani degli italiani che presto avranno anche la marijuana libera . Mentre la ricchezza sarà sempre più concentrata fra chi va in udienza privata dal Papa e la povertà sempre più diffusa fra chi lo ascolta ed applaude in tv.

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Renzi ed il Papa  a braccetto con Marchionne come Mussolini fece con Valletta cambiano solo gli attori e le battute ma gli uomini non cambiano.

Se fa parte della natura umana voler progredire migliorare continuamente perché  non riusciamo ad imporre un miglioramento ai chi ci governa ? Non e' vero che stiamo bene cosi ed i politici ci danno solo piccole dosi di miglioramento presto recuperato da altri modi di peggioramento.  Non abbiamo più bisogno di loro per pensare di sopperire alla nostra impotenza. Una regole semplice e' diffidare da chi paga campagne elettorali carissime come ha fatto finora FASSINO (2 MILIONI DI EURO ? SE E'  VERO CHI LI HA PAGATI ?).

Sia per Berlusconi sia per Renzi il fascino di Marchionne e' sempre stato forte per cui parlare di destra e sinistra vale solo per chi non vuole farsene una ragione che sono oggi sinistra, destra e centro sono la stessa cosa . L'elenco dei reati berlusconiani farebbe cambiare idea a qualunque elettore,  ma il male che c'e' in noi preferisce non vedere. Come non si vuole vedere come Renzi rappresenti la sintesi perfetta fra Berlusconi e Dalema. Ed il rapporto fra Marchionne e Berlusconi prima e dopo Marchionne Renzi  sia solo la continuità fra quello di Mussolini con Valletta , che con la guerra arricchì la FIAT, come oggi la Fiat non si sa se ha pagato la exit tax dopo aver espatriato sotto il governo di un ex sindaco di una piccola città senza importanza , come Marchionne definì Renzi che oso criticarlo. Tutto questo trasformismo basterebbe da solo per non far più credere in Renzi e nella sua indipendenza da Marchionne che senza stare in Italia e' diventato l'uomo più potente di un paese che  ha rinunciato, insieme al Papa ,  alla giustizia per chi mantiene il paese.

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Boeri no vuole capire che Renzi :

- lo ha messo al’Inps per fare ordine non per decidere ne' per farsi consigliare,  e quando avrà terminato lo promuoverà a vice ministro del lavoro per non contare nulla e non essere piu' indipendente.

- prima delle elezioni non vuole che le buste arancioni partono , e dopo chissà , dipende  !

Boeri guardi che cosa hanno fatto gli sponsor di Renzi : ad esempio Carrai, Algebris ed Oscar , e lui se vuole continuare a far finta di fare li approvi , se no....tornerà a consigliare senza poter fare più' nulla .

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La tarantola dei poteri di Renzi Fassino e Marchionne  che si infrangono contro l'Europa di Junker e della Volkswagen.

Leggo sulla prima pagina del LA STAMPA che la BOSCHI starebbe studiando da premier. Non credo che Junker attacchi Renzi per sostituirlo con una in conflitto d'interessi per  Banca Etruria  che ha truffato i risparmiatori. La Boschi, che vive di vita riflessa di Renzi,  anche se sponsorizzata  dal giornale di  Marchionne , e' solo uno strumento di Renzi a cui lui non lascerebbe mai il potere  .  Ecco perché i grandi gruppi industriali che hanno fatto la loro fortuna con le scelte politiche aggressive come fu la guerra di Mussolini , sino al renzismo anti articolo 18 , sarebbe auspicabile che fossero letti con diffidenza elettorale.

Due notazioni s'impongono : la constatazione di una LA STAMPA più ben informata con Calabresi, nonostante il marchionnismo di fondo; una sconfitta di presidenti del consiglio contro l'E.U (Berlusconi); un MARCHIONNE giunto alla resa dei conti come Renzi.

Riuscirà Marchionne a salvare se stesso e Renzi ? Dipenderà dalla forza degli avversari.

Junker-Merkel sono meno forti, a causa del caso Volkswagen iniziato proprio a casa Marchionne negli Usa.

Si aprono possibili alleanze inimaginabili da parte degli avversari in europa di Renzi-Marchionne , che non esistono in un paese dal comportamento di fondo fascista ed anti partigiano, anche se gli attori sono Fassino e Bersani  che di fatto sostengono la tesi del 20 ennio mussoliniano e berlusconiano : non disturbiamo il manovratore ed  non aiutiamo il suo ricambio, ecco perché non si vota la sfiducia a Renzi ne' si sostiene il referendum contro lo sfruttamento dei lavoratori Fiat.

Ecco la vera ragione dell'arretratezza nazionale di cui renzismo e marchionnismo non sono che l'ultima storica interpretazione che gli elettori confermano ogni volta che votano per il PD di Renzi e per il sindaco che se avesse potuto avrebbe votato si per il referendum di Marchionne.

Tutto ciò non può certo creare lavoro e ricchezza per gli elettori sempre più tartassati da politici ingordi , incoerenti e corrotti.

La frase di Renzi "Vogliono farci paura pensano di intimidirci ma si illudono: sia un grande Paese", rivela una grande megalomania seconda solo al quella del suo idolo : Marchionne.

Se la FIAT dovesse essere venduta ai Cinesi, come la Pirelli, allora anche il presidente del consiglio sarà scelto dalla Cina ed i fascisti italiani diventeranno filo-cinesi dopo essere stati belusconiani e renziani. Questa e la vera debolezza di un paese disperato a causa della corruzione mentale obbligata dalla sopravvivenza e foraggiata dai poteri mediatici e di controllo politico e giudiziario.

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Diritti degli azionisti

La Direttiva 2007/36/EC stabilisce diritti minimi per gli azionisti delle societa' quotate in Unione Europea. Tale Direttiva stabilisce all'Articolo 9 il diritto degli azionisti a porre domande connesse ai punti all'ordine del giorno dell'assemblea e a ricevere risposte dalle societa' ai quesiti posti.

 

Considerando le difficolta' che spesso si incontrano nel proporre domande e nel ricevere risposte in tempo utile, in particolare per quanto riguarda gli azionisti individuali impossibilitati a partecipare alla assemblea, e considerando che talvolta vi e' poca chiarezza sulle modalita' da seguire per porre domande alle societa',

 

Ritiene la Commissione:

che il diritto degli azionisti a formulare domande e ricevere risposte sia adeguatamente garantito all'interno dell'Unione Europea?

che la possibilita' di porre domande e ottenere risposte solo nel caso l'azionista sia fisicamente presente nell'assemblea sia compatibile con la Direttiva 2007/36/EC?

 

In che modo la Commissione ritiene che le societa' quotate debbano definire e comunicare le modalita' per porre domande da parte degli azionisti, in modo da assicurare che tale diritto sia rispettato appieno? Sergio Cofferati

 

 

Vorrei commentare quanto detto da MARCHIONNE al Salone di Detroit, nel corso dell'incontro con la stampa italiana:

"Il discorso del consolidamento è inevitabile. I costi nel nostro settore non cambieranno in meglio, anzi. Aggregarsi e condividerli è un obiettivo che resta invariato, anche se l'industria sta provando a cambiare pelle".

Mb: NON E’ VERO perché l’auto elettrica ha meno costi produttivi e la standardizzazione dei macrocomponenti  permetterà più flessibita’ e un punto di pareggio più basso come dimostrerà  TESLA.

Al centro il programma per il 2018. "Con la complessità delle scelte industriali, il peso degli investimenti sui conti si aggraverà", aggiunge l'ad. "Consideriamo per questo il consolidamento essenziale, ma vista la situazione dei mercati e i nostri obiettivi in termini di scelta dei partner, abbiamo deciso di rimettere al centro il nostro piano al 2018: proprio alle cinque di stamattina a casa mia lo abbiamo riesaminato per l'ennesima volta, facendo il punto della situazione con John Elkann".

Mb: NON vuol dire proprio nulla , se non che la FIAT ha un bisogno disperato di un partner, colpa di MARCHIONNE che non l’ha mai resa forte fra i produttori di auto nel mondo.

"Distanza non enorme dagli obiettivi". "Il 2015 è andato oltre le aspettative e siamo nella fascia alta della guidance. A fine gennaio (il 27 ci sarà la trimestrale di cassa) vedrete che la distanza per raggiungere gli obiettivi del 2018 non è enorme. Sono risultati fattibili ma non sarà comunque facile. In ogni caso, dal 2004 a oggi abbiamo fatto molta più strada di quanta ce ne resta.

Mb: Se gli obiettivi sono scaricare debiti sulle controllate come ha fatto per Ferrari per poi lasciarle affondare, e’ un limite di MARCHIONNE e degli azionisti che hanno votato a favore dello scorporo Ferrari. Mi e’ costato un mese di  stipendio andare ad AMSTERDAM il 03.12.15, dopo 10 gg della morte di mia madre, per convincerli a non farlo. Hanno voluto sacrificare la FERRARI dopo la FIAT  a MARCHIONNE  !

Marchionne e Renzi, un nemico in comune: i gufi. "Entriamo in questa nuova fase", osserva Marchionne, "con ottimi risultati nel 2015 a partire da quelli di Jeep, un marchio che riuscirà a incrementare ancora il ritmo di crescita da qui al 2018. Raggiungere i nostri obiettivi ci libererà anche da quelli che Renzi chiama i gufi: dobbiamo provare a loro e a noi stessi che sapremo arrivare al 2018 senza l'aiuto di nessuno".

·        MARCHIONNE e RENZI dimostrano di non sapere di cosa parlano : Secondo una leggenda spagnola, il gufo è diventato un uccello notturno dopo aver assistito alla crocifissione di Gesù: da allora, il rapace continua a ricordare quell'evento, ripetendo nel suo tipico verso la parola cruz, ossia croce[senza fonte].Nella tradizione fiabesca e nel mondo dell'animazione il gufo è quasi sempre rappresentato come un animale saggio ed erudito, che diffonde la sua cultura a tutta la comunità animale con cui entra in contatto, ma è anche molto pignolo e permaloso. Validi esempi sono Anacleto, il gufo che vive con Merlino ne La spada nella roccia dellaDisneyUffa, il gufo abitante del famoso Bosco dei cento acri che è teatro delle avventure di Winnie the Pooh, il gufo di Bambi e Grandma in Red e Toby nemiciamici. I gufi trovano ampio spazio nella popolarissima saga di Harry Potter, nella quale hanno il compito di recapitare la posta dei maghi.

Piani confermati. Gli scettici? "Non ci interessano". "Non programmiamo cessioni, raggiungeremo gli obiettivi con la cassa", ribadisce il timoniere del Gruppo. "Nessun bisogno di ristrutturazioni, nessuna eccedenza: tutti i piani sono confermati per come li conoscete", precisa inoltre Marchionne. Che riserva una stoccata agli analisti: "Chi dice che non raggiungeremo gli obiettivi di profitto non ci interessa. Non conosco un analista che abbia azzeccato le previsioni su Fiat negli ultimi dieci anni".

Mb: Marchionne dove trova 500 miliardi per fare gli investimenti da lui dichiarati ? Fabbrica Italia l’ha fatta ? 60.000 Maserati all’anno a TorIno le ha fatte ? Le date di presentazione della Levante e della Giulia sono confermate ?

Fca guadagna in tutte le "region" operative. "Accetto volentieri le critiche", prosegue l'ad, "ma quando andiamo a guardare la delicata situazione dei mercati globali, come la Cina o il Brasile", la nostra è l'unica azienda che riesce a guadagnare in tutte le quattro regioni dove produce. Poi è ovvio che dobbiamo dire: menomale che c'è l'America e il mercato americano, dove cresciamo ininterrottamente tutti i mesi da oltre cinque anni".

Mb : E Ford e GM cosa fanno ?

Il rifiuto dei volumi come parametro centrale. "Per raggiungere gli obiettivi finanziari, abbiamo la flessibilità necessaria per adattare la produzione alla domanda: in altri termini" spiega Marchionne, "non ci interessa fornire previsioni di volume, perché il nostro target di utili può essere raggiunto anche con meno vetture più remunerative". Né oggi, né il 27 gennaio, insomma, ascolteremo ulteriori previsioni e considerazioni sull'obiettivo di sette milioni di unità menzionato in passato.

Mb: Ma non e’ MARCHIONNE che ha parlato 10 giorni fa di target 7.000.000 nel 2018 a cui hanno creduto quelli che hanno comprato azioni a 8 euro ?

Relazione non antagonista con la Silicon Valley. "Per quanto riguarda l'ingresso di Google nel settore con la guida autonoma", aggiunge Marchionne "non stiamo realmente scoprendo niente di nuovo. Il nostro settore genera concetti nuovi in maniera molto naturale. Cambieremo, certo, la tecnologia ha un forte impatto sullo sviluppo della nostra industria, ma la relazione con Google e altri agenti di cambiamento è naturale, aperta e non antagonista", afferma l'ad in merito alle voci sul possibile accordo con un gigante dell'hi-tech.

Mb: Il nulla assoluto !

 

Fare la guerra ai nuovi player? "Un'idiozia bestiale". "Del resto", prosegue Marchionne, "dichiarare guerra alla Silicon Valley sarebbe un'idiozia di quelle bestiali, perché le nuove tecnologie hanno una velocità di cambiamento che non è pareggiabile dalla nostra industria, caratterizzata invece da tempi più lenti".

Mb: Questo lo condivo , non solo nei confronti dei nuovi ma anche dei vecchi. Quello che conta e’ il prodotto , la comunicazione giusta del prodotto, ed il vantaggio percepito dal consumatore.

Ces e nuove tecnologie: nessuna necessità di proclami iperbolici. Continueremo a lavorare con Google e con altri, come abbiamo sempre fatto e senza il bisogno che io vada a Las Vegas a fare discorsi alla Tom Cruise", scherza l'ad. "Siamo umili e non ne abbiamo bisogno, perché tutto il lavoro che stiamo facendo lo vedrete sulle vetture: quella è l'unica prova di quanto sappiamo fare, il resto è tutta fuffa".

Mb: Dal 2004 ad oggi non mi pare abbia saputo fare che 500 per di più disegnata da Giugiaro nel 2003 . La Renegade l’ha disegnata Robinson quando era alla STILE BERTONE.

"Le elettriche? Non ci guadagna nessuno, nemmeno Musk". "Ricordo colleghi che annunciavano gamme al 90% elettriche nel giro di pochi anni", sottolinea il numero uno di Fiat Chrysler per ribadire la scarsa utilità di certi annunci, "ma la verità oggi è che nessuno riesce a guadagnare niente con le auto a zero emissioni. Nemmeno Elon Musk, che pure considero il guru del settore. Non bisogna innamorarsi di un'idea che può avere conseguenze finanziarie disastrose".

Mb: E’ dal 2004 che gli dico che le auto vincenti devono avere un’anima le TESLA c’e’ l’hanno, e guadagneranno e molto più di lui . Difficile trivellare la montagna , facile percorrere un tunnel aperto da altri magari senza neppure pagare il pedaggio. Ma se uno fa il tunnel tutti sono bloccati.

Gm, le porte sono definitivamente chiuse. "Al momento nulle, per essere assolutamente chiari, le prospettive di partnership con General Motors", sentenzia infine Marchionne, che conferma di non aver avuto ulteriori contatti con la sua omologa del Reinassance Center, Mary Barra.

Mb: Questo lo avevo già capito ed anticipato ad Amsterdam il 3 dicembre ma i giornali non hanno potuto scriverlo. MARCHIONNE  non si rende conto di chi  e’  e  cosa rappresenta veramente nel mondo dell’auto. : segue, non anticipa nulla.

Europa, Alfa e Maserati le prime plug-in. A margine della conferenza stampa, il numero uno del Costruttore italo-americano è tornato sulla Chrysler Pacifica e sulla tecnologia ibrida plug-in che introduce per prima nella gamma del Gruppo Fca: "Il plug-in hybrid arriverà in Europa con i marchi Alfa Romeo e Maserati", ha anticipato l'ad a Quattroruote.

Gli ha anche detto da chi li compera ?

Plug-in per il 50% della gamma Fca. "Probabilmente sarà la Levante la prima vettura ad adottarla, ma di sicuro la offriremo anche sulla Quattroporte e via via su tutta la gamma Maserati", ha proseguito Marchionne. "L'obiettivo è quello di avere la tecnologia Phev sul 50% della gamma Fca entro il 2020, per soddisfare le prossime normative in materia di riduzione delle emissioni".

Nel 2020 si userà l’idrogeno ma Marchionne arriva con le ibride 20 anni dopo la Toyota ma i suoi azionisti di sostegno non lo vogliono vedere dal 2004.

 

 12.01.15

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RIFLESSIONI SU:


"L’attentatore ucciso a Parigi era un profugo ospite in Germania Condannato più volte era riuscito a eludere i controlli cambiando semplicemente identità."

"Così gli Stati africani alimentano il contrabbando di avorio Giro d’affari da 19 miliardi e migliaia di elefanti uccisi. Molti soldi finiscono ai terroristi."

"La fine di Misna, l’agenzia che ha raccontato le periferie del mondo È una follia chiuderla adesso "


Per chiunque di noi la disperazione può sfociare nella pazzia o nella elaborazione di una soluzione.
Il confine e' labile e le probabilità dipendono dal soggetto e dall'ambiente, uno spazio vitale può essere un diritto ed un'opportunità'. Il controllo preventivo e' impossibile per tutti. L'informazione e' il solo strumento che possiamo usare bene ma noi la stringiamo per paura di non controllare il dibatto che segue l'informazione
 

11.01.15

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PERCHE' UN'ARTICOLO SBAGLIATO SUGLI  IMMIGRATI  SUL GIORNALE DI MARCHIONNE LA STAMPA DI OGGI  ?

Leggo a pag.9 de La STAMPA di oggi :

Stazione Ostiense, la rabbia degli irregolari
ªTrappola Italia: voi avete tutto, noi nienteº

leggo l'articolo ma non trovo questa frase , ancora peggio google :

Vi odiamo: voi avete tutto, noi niente - La Stampa

www.lastampa.it › Cronache Translate this page
16 hours ago - Mustafa parla ad alta voce. Gli altri disperati della stazione stanno finendo di cenare: ascoltano, capiscono. «L'Italia è una trappola», interviene .

Nulla di tutto ciò leggo nell'articolo.

I contenuti sono ben altri :" Siamo arrivati pensando di trovare un lavoro, di poter vivere in modo decente, invece abbiamo perso tutto e siamo rimasti soli in questo Paese che non ci vuole. Nemmeno noi vogliamo l’Italia ma non sappiamo come andarcene»

Tutto ciò non può che creare tensione , rabbia reazioni sbagliate ad un errore fatto di chi arriva , per disperazione , chiunque di noi lo farebbe, ma chi sbaglia paga, ed il prezzo sono le leggi e le regole del padrone di casa. Se non si condividono si va via, non si vandalizza ciò che non ci piace ma non possiamo farne a meno. Servirebbe qualche mediatore culturale in piu' rispetto al poliziotti, giudici e carceri, che costano anche di più, ma servono a sfogare la rabbia di chi ha sofferto per arrivare ad avere una casa, un lavoro un conto in banca, sudati e pagati con umiliazioni, ingiustizie di capi e capetti arroganti. Ma questa e' una storia di ingiustizia che capirebbe e risolverebbe FRANCESCO D'ASSISI non un PAPA che fa da sponsor a MARCHIONNE che di ingiustizie sociali e' un vero esperto internazionale.

   10.01.16

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RIFLESSIONE SU FIAT E IL PROBABILI AUMENTO DEI TASSI D'INTERESSE

Marchionne ha dichiarato che azzererà l'indebitamento nel 2018, ma se prima, com'e' previsto dovessero aumentare i tassi d'interesse oltre che in Usa anche in Europa come intende pagare gli interessi passivi senza aumentare l'indebitamento : con uno scorporo a cui conferire tanti debiti come ha fatto con CNH e FERRARI ? Tanto lui sa come far digerire tutto ai sui azionisti, per di più fondi pensione Usa a cui piacciono molto i debiti e le moltiplicazioni dei valori borsistici. I sorridenti  pensionati americani ne vanno molto ghiotti evidentemente visto il successo moltiplicativo che hanno gli scorpori by Marchionne  ! Buon appetito caro senior che Marchionne ti accontenterà ancora molto ed a lungo ! Tanto ora c'e' anche la versione Maserati del carro funebre.

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Abolizione dell'art.527 cp atti osceni a sostegno della libertà delle donne

Per molti immigrati sono considerati osceni gli abbigliamenti di alcune donne come presumibilmente può essere accaduto in Germania la notte di capodanno quando sono state stuprate delle donne da immigrati. L'equivoco del poco vestita= disponibile deve essere superato anche dalle leggi vigenti anche nel nostro paese : art.527 c.p. La sua abolizione sarebbe senso di democrazia e libertà  sia dai luoghi comuni sia dalle imposizioni da ovunque esse derivino. Infatti "Rispettateci! Non siamo selvaggina, anche se siamo nude!!!". Sfidando il freddo è scesa in piazza nuda, davanti al duomo di Colonia, l'artista Milo Moirè, 32 anni, di Duesseldorf, per manifestare contro le molestie subite da tante donne nella notte di San Silvestro in Germania. Una performance durata venti minuti, racconta Bild: esposta al vento e alla temperatura di 4 gradi, la donna, infilate un paio di sneakers rosa fosforescente, si è lasciata riparare soltanto dal manifesto esposto proprio nel luogo dove 120 donne sono state aggredite (secondo dati della polizia di Colonia). "Io sono convinta del fatto che le donne non saranno più percepite come oggetto sessuale nel momento in cui si mostrerà lo stesso rispetto a una donna nuda, come a una donna vestita", ha detto. "Le donne devono vivere i loro valori di libertà autodeterminandosi e in piena autoconsapevolezza".

09.01.16

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Riflessioni su :

IL RIBASSO DEL PREZZO DEL PETROLIO

L'ARABIA SAUDITA e' uno dei maggiori sperimentatori-investitori sulle energie rinnovabili perché  ha capito che prima che lo facciano gli altri , che sarà lei a venderci sia energia rinnovabile sia gli impianti per produrla.

Idem stanno facendo i cinesi che stanno comprando l'Africa.

Ecco perché gli ARABI svendono il loro petrolio perche' prevedono  che molto presto sarà sostituito dalle energie rinnovabili che ancora una volta ci venderanno , come vendere il ghiaccio agli esquimesi.

Tutto ciò grazie anche a  Chicco Testa, Mario Monti, Corrado Passera, Matteo Renzi che influenzati dalla lobby del nucleare e dei petrolieri , hanno il primo chiesto chiesto,  e gli altri tolto, avendone il potere.  i contributi all'energia rinnovabile, mantenendo  solo i contributi agli inceneritori che uccidono sia i cittadini sia i  produttori italiani degli impianti fotovoltaici.

Complici e burattini di questa politica una classe politica corrotta , prezzolata , qualunquista che voi avete votato , autocastrandovi per fare dispetto alla vostra salute ed al vostro portafoglio ed a quella dei vostri cari che possono morire per inquinamento ed avere sempre meno soldi a causa di un costo dell'energia che arricchisce solo chi la produce con fonti tradizionali ed inceneritori killer.

Bravi  e coscienti !

08.01.16

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Riflessione sugli stupri in Germania ,  la Turchia in Europa e i NO TAV.

Quello che nessuno osa dire  e’ che gli stupri in Germania possono essere dimostrativi di un disprezzo e sfida nei confronti alla oggettiva debolezza occidentale. Gli immigrati sono coscienti che sono intoccabili perché non hanno nulla da perdere . Sanno che abbiamo bisogno di loro per fruttarli. E quindi si vendicano e oggi e domani vorrebbero invertire i ruoli, ci riusciranno , se noi glielo permettiamo senza discriminare fra i loro atteggiamenti senza allontanare immediatamente chi sbaglia . Questa riflessione si impone all’interno del dibattito sulla cittadinanza che potrebbe essere revocabile al primo anche lieve errore. La copertura religiosa islamica da loro una falsa giustificazione che non e' sufficientemente contrastata dal Papa.

L'imprevedibilità del comportamento di chi viene in Europa , con la convinzione di riprendersi da ciascuno di noi quello che secondo loro gli europei gli hanno rubato e' totale ecco perché shenghel non può più essere in vigore dopo l'apertura dell'Europa all'est, ne e' più possibile alcun ampliamento  dell'Europa senza grossi rischi per la sicurezza dei singoli paesi. Ampliamento pericoloso con l'ingresso della Turchia in particolare di Erdogan, anche se tutto ciò potrebbe avvenire per la corruttibilità dei politici che vengono eletti nel parlamento europeo grazie alla nostra superficialità , miopia e scarsa informazione , sostenute da leggi elettorali e sull'informazione che ci blandiscono strumentalizzandoci con poche e represse ribellioni , una per tutte : i NO TAV !

Mb

08.01.16

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Riflessioni il giorno dell'Epifania sulle capacita' di Fiat di orientare ed  attrarre la borsa ed il PAPA .

Dai tempi di Mattioli-Romiti sono sempre stato sospettoso delle capacità di FIAT di far salire i titoli al momento giusto per le operazioni decise dai  suoi amministratori. Cito l'operazione LAFICO, il dopo convertendo, dopo fusione IFI-IFIL, dopo scorporo FIAT AUTO ed Industrial, dopo fusione FIAT Industrial CNH, ed ora il dopo scorporo FERRARI. Secondo me gli scorpori non sempre creano valore meno che mai in questo caso in cui 5 miliardi sono stati trasferiti da FERRARI a FIAT con una oggettiva riduzione di creazione di valore aggiunto.

Il tema del risparmio gestito , dei fondi, e delle banche continua ad essere soggettivo ed opaco e chi eleggiamo può essere complice, per tornaconto personale e non certo controllore.

Se fossimo più liberi tutto sarebbe più giusto ma la tarantola del potere invade specialmente chi e' ricevuto dal PAPA come potente che invece di aggiustare le cose del mondo  difende le diseguaglianze dei privilegi  senza precisi impegni . E' quanto e' successo a Torino durante la visita del PAPA nel settembre 2015, cordiale l'incontro con MARCHIONNE che avendo tolto il riposo festivo ai lavoratori ed avendo pluricondanne per comportamento antisindacale, ha avuto un'accoglienza cordiale dal PAPA invece che una scomunica per denuncia e monito verso chi non aggiusta le cose per il meglio ma contribuisce a peggiorarle. Non era credo questo il comportamento del vero FRANCESCO, ne' il significato dell'Epifania , mi pare ! Mb

07.01.16

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Alcune riflessioni sulle frasi dette ieri (04.01.16)  da Marchionne  e pubblicate dal LA STAMPA :

«Ogni volta che ho annunciato dei piani certi analisti sostenevano che non li avremmo centrati. Sono stati puntualmente smentiti»,anzi rilancia.

«Se riusciremo a centrarli, cambierà totalmente la posizione di Fca in vista di

una futura alleanza. “

La logica non e’ il suo forte , nonostante la sua dichiarata laurea in filosofia : il “se riusciremo a centrarli “ SIGNIFICA CHE PRIMA NON LI HA CENTRATI E SONO:

1)    FABBRICA ITALIA

2)    VOLUMI TOTALI E DI ALFA PREANNUNCIATI NEL 2008 , IN QUANTO IMPEGNATO A QUERELARMI.

3)    LA MASERATI E’ GIA’ IN CASSA INTEGRAZIONE E LA LEVANTE RINVIATA, IDEM IL REGALO DI UNA A RENZI .Mb

Sì perché l’ad di Fca ribadisce quanto già annunciato a suo  tempo: il suo impegno per realizzare il piano al 2018 sarà totale, ma dopo quella data il timone

passerà a qualcun altro. E sarà  questo qualcun altro a realizzarea «grande alleanza»

SECONDO ME SE NE VA PRIMA DEL 2018.Mb

Lui vuole consegnargli un’azienda ripulita dai debiti e appetibile.

QUINDI IL FATTO CHE FIAT FOSSE STRACARICA DI DEBITI DENUNCIATO ANCHE NEL 2008 CONFONDENDO GLI ANALISTI CON LA PFN DIVERSA DALL’INDEBITAMENTO NETTO , E’ FINALMENTE AMMESSO, ANCHE SE MI HA QUERELATO NEL 2008 PER AVERLO DETTO. Mb

Per questo Marchionne non fa più la cor-te a General Motors, da lui consi-

derata partner ideale, ma la posizione di Fca in vista di una futura alleanza. La differenza è che in quel momento non ci sarò io, ma Fca deve parlare con altri partner”

ALLORA PRIMA SE NE VA E PRIMA SI PARLERA CON ALTRI ALLEATI E LA POSIZIONE DI FORZA DI FIAT POTREBBE ESSERE ANCHE PIU’ FORTE SENZA DI LUI. Mb

Realizzare la «grande alleanza». Lui vuole  consegnargli un’azienda ripulita dai debiti e appetibile.

DOVE PENSA DI TROVARE 50 MILIARDI PER GLI INVESTIMENTI  DICHIARATI SE NON CON L’INDEBITAMENTO ? O MEGLIO NON FARA’ GLI INVESTIMENTI PREVISTI INFATTI LEVANTE BAY BAY ! Mb

Per questo Marchionne non fa più la corte a General Motors, da lui considerata partner ideale, ma che ha sempre respinto le sue avance.

«Ho incontrato Mary Barra meno di un mese fa a Washington.  Non credo che prenderò un altro caffè con lei, non si ripeterà in futuro», dice con una certa freddezza. E non c’è neppure all’orizzonte «un incontro che crei una certa atmosfera» con il ceo di Volkswagen, Matthias Mueller, sul quale si limita a una battuta:

«Il caffè lo prendo con tutti, ma con Mueller è meglio non parlare di atmosfera»

MULLER E BARRA SI CHE SE NE INTENDONO DI AUTO ! Mb

«Preferirei fare il giornalista, fare domande senza avere la responsabilità delle risposte. Rompere le scatole

agli altri: è il mio sogno"

Quando vuole cambiare ruolo lo faccia , io sono pronto e gli garantisco che non lo faro' portare via dalla DIGOS ne' lo querelero' e  più mi  romperà le scatole più lo premierò di tasca mia. Perché più sarà bravo lui  a criticare più' avrò sbagliato io . E chi sbaglia paga ! Mb

05.01.16

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Riflessione sulla quotazione FERRARI

C'e' qualcosa che mi sfugge: se la FIAT+FERRARI valgono 17 miliardi di euro come fa la Ferrari a valere 8 miliardi se e' stata svuotata di 5 miliardi di Euro che sono stati dati alla FIAT ? 8-5 =3 non 8 . Quindi la FIAT-FERRARI dovrebbe valere 17-3 = 14 ma dove troverà FIAT i soldi per fare 50 miliardi di investimenti visto che non ha più nulla da vendere ? Indebitandosi quindi 14-50 = -36 ? Auguri a tutti gli azionisti che credono alle promesse di MARCHIONNE e comprando i titoli le avverano. PER  QUANTO TEMPO ?  Mb

04.01.16

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IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile liberamente  CLICCA QUI 

 

In data 3103.14 nel corso dell'assemblea Fiat il presidente J.Elkann mi fa fatto allontanare dalla stessa dalla DIGOS impedendomi il voto eccone la prova:   

DOC DIGOS

 

E' IN CORSO UNA CAUSA CIVILE PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO ai  sensi dell'art.2377 cc punto 4.

 

 

Sentenze  

1) IL 21.12.12  alle ore 09.00 nel TRIBUNALE TORINO aula 80 C'E'  STATA LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE  PER LA QUERELA DELLA  FIAT,  PER QUANTO DETTO nell'ASSEMBLEA FIAT 2008 .UN TENTATIVO DI IMBAVAGLIARMI, AL FINE DI VEDERE COME  DIFENDO I MIEI DIRITTI E DI TUTTI GLI AZIONISTI DI MINORANZA NELLE ASSEMBLEE .

 Mb

SCAPARONE     SENT Mb

il 24.11.14 alle ore 1200 si tenuto al TRIBUNALE DI TORINO aula 50 ingresso 19 l'udienza finale del mio processo d'appello in seguito alla querela di Fiat per aver detto il 27.03.2008 all'assemblea FIAT che ritengo "Marchionne un'illusionista temerario e spavaldo" e che "la sicurezza Fiat e' responsabile della morte di Edoardo Agnelli per omessa vigilanza". In 1° grado ero stato assolto anche in 2° e nuovamente sia FIAT che PG hanno impugnato per ricorso in Cassazione che mi ha negato la libertà di opinione con una sentenza del 14.09.15.

SOTTO POTETE TROVARE LA DOCUMENTAZIONE

SENT 2013   FIAT 2013  PM 2013 SENT 2015  FIAT 2015  PG 2015  SCA 14.11.14 SCA 24.11.14  SENT CASS

2) il 21 FEBBRAIO 2013  GS-GABETTI sono stati condannati per agiotaggio informativo.

SENTENZA DELLA CASSAZIONE SULL'ERRORE DEL TRIBUNALE DI TORINO NELL'ASSOLVERE GABETTI E GRANDE STEVENS

SENT CASS  SENT AP TO

 

Ifil-Exor: no risarcimento a parti civili, Consob punta a Cassazione

Borsa Italiana-21/feb/2013

Come parti civili si erano costituite la Consob e due piccoli azionisti, tra cui MarcoBava, noto per il suo attivismo in molte assemblee. "Non so ...

 Gentile dr.Gramellini 

Ho assistito con delusione alla sua intervista a Gabetti il 12.03.13 all'Unione Industriale.

Rilevo innanzitutto che la scelta della data del compleanno dell'Avvocato non era stata messa in relazione con la sentenza del processo a Gabetti e Grande Stevens per aggiotaggio informativo : 1anno e 4 mesi + 600.000 euro, o lo era per festeggiare una improbabile assoluzione ?

Si giudichi quindi da solo per il fatto di aver annoiato, e banalizzato una sua prestazione professionale in cui intervistando sulla propria vita , per 2 ore , l'uomo che ha scelto  Marchionne  l'uomo della sciagura , che lei mai racconterà',  si e' fermato al 1959 ! Per un giornalista non sarebbe stato più corretto parlare di una condanna per aggiotaggio  di 10 gg  fa  ?  O non era negli accordi professionali di un incontro intitolato forza e coraggio ?  anche se devo ammetterlo per compiere un aggiotaggio informativo contro la volontà' di un amministratore delegato ci vuole molta forza e coraggio negativi ! Al di la di ogni soggettivismo credo che 2 sentenze valgano più di tutto a chiarire sia il personaggio Gabetti sia le mie motivazioni a scriverle al di sopra di ogni sia parziale e professionale visione :quella che condanna Gabetti per aggiotaggio e quella che  assolve me  dalla querela fattami dal pupillo di Gabetti dopo 4 anni di tribolazioni mentre Gabetti incassava almeno più di 20 milioni di euro per tutto ciò' che lei non ha avuto la forza ed coraggio di fargli raccontare.

Aggiornamento:

 

Il principio di ne bis in idem internazionale (Cass. Pen. sez. I, 12 giugno 2014 (dep. 08.07.2014), n. 29664)

 

Succesivamente

IL CASO/ La falla della Consob che può aiutare i furbetti della finanza
... valere la pronuncia della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu), favorevole niente di meno che all'avvocato Franzo Grande Stevens, multato di ...

 

 

SU INTERNET IL  LIBRO DI GIGI MONCALVO  SULL'OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

PRES LIBRO   COP LIBRO DICEMBRE

Edoardo, un Agnelli da dimenticare

18 novembre alle 18:00
Ho volutamente atteso un giorno, seppure fosse ieri la data commemorativa del suo ultimo volo. Ho atteso invano. Me l’aspettavo, comunque. Nessuno, né in forma ufficiale e neppure in privato, ha voluto ricordare la figura di un uomo troppo gentile e sensibile per poter reggere all’urto di ciò che, per nascita, il destino gli aveva riservato. Così, nel silenzio più assoluto, anche quello stupefacente di Lapo, e sfilato via il momento della memoria e del saluto per Edoardo Agnelli che, esattamente quindici anni fa, cadeva nel vuoto da un ponte sull’autostrada Torino-Savona e si sfracellava sul greto pietroso di un torrente dopo un volo di ottanta metri. Non venne assassinato, come alcuni sospettarono, ma egualmente ciò non vuol dire che al suicidio non sia stato trascinato moralmente.

Era il figlio dell’avvocato Gianni Agnelli e di donna Marella. Era il soggetto di una dinastia che, in ogni caso, avrebbe potuto legittimamente pretendere di esercitare un ruolo all’interno di quel Palazzo delle Meraviglie che prima il nonno e poi suo padre erano riusciti a edificare sotto il nome della Fiat. Giace nella cappella di famiglia a Villar Perosa insieme con tutti i protagonisti più eccellenti di questo romanzo che possiede il sapore agrodolce di una saga kennediana. Gianni, il patriarca, Umberto, il vicerè, Giovanni Alberto detto Giovannino e l’unico che avrebbe potuto scrivere una storia differente se una stella nera non lo avesse battuto ai dadi, e infine Edoardo. Lui, vissuto senza la corona e morto senza una scorta.

Mi fu amico, Edoardo. Molto amico. Un termine che ho badato ad usare sempre con estrema prudenza nel corso della mia vita. Una parola troppo importante per essere sprecata oppure offesa da finti rapporti. Un legame, come ho già avuto modo di scrivere trattando la tragedia dell’Heysel, nato nel corso di quella terribile notte belga sui gradini della scala che portavano dal campo allo spogliatoio delle squadre,e proseguito senza interruzione per quindici anni i maniera reciprocamene onesta e disinteressata come deve essere per le amicizie autentiche. Una conoscenza reciproca sempre più profonda con il passare del tempo che oggi mi permette di dire quanto spesso i figli siano destinati a pagare un prezzo smisurato per gli errori commessi dai loro padri.

Il caso di Edoardo, sotto questo aspetto, è esemplare. L’Avvocato, in quanto a sentimenti e lessico famigliare, fu per dirla con benevolrenza un uomo assolutamente distratto forse perché egli stesso, come i suoi fratelli e sorelle, “vittima” di un rapporto tra genitori sfasciato. Ma appunto e per questo motivo doppiamente colpevole.
Edoardo non era un manager pur essendo, per linea di sangue, tenuto a dover rispettare le regole imposte da una dinastia certamente non comune. Era un’anima candida e quindi fragile che all’interessamento e alla cura fatalmente maniacale per la “roba” (quella dei Malavoglia di Verga) aveva preferito mettere davanti i sentimenti e la solidarietà attraverso lo strumento del sapere filosofico e religioso in senso ampio. “Più fiori  e meno automobili a Mirafiori”, amava dire ben sapendo che fare una battuta. Ma era una boutade che faceva venire l’orticaria al Potere e che lasciava perplesso suo padre. Un babbo “ignorante” nel senso letterario del termine che non aveva capito (meglio, rifiutava di farlo) quanto poco di pratico andasse cercando suo figlio e quando moltissimo di affettività avesse assoluto bisogno.

Ebbene tra quel “poco” ci stava una piccola ma preziosa gemma che si chiamava Juventus e che, almeno per salvare le apparenze, avrebbe potuto rappresentare per Edoardo il tradizionale ballo del debutto in società. Proprio come era avvenuto prima per Umberto e poi per Gianni. Chiese con gentilezza ostinata ben più di una volta, Edoardo. Niente di niente.  Neppure questo. L’abbandono più totale da parte di tutti salvo che da Giovannino il quale voleva bene al cugino e sapeva quali corde toccare nella sua anima per renderlo se non proprio felice almeno un poco più sereno. Per questo sono convinto che se il predestinato (per voce ufficiale dell’Avvocato) Giovanni  Alberto non fosse stato fulminato da un cancro mentre stava per cominciare il suo percorso, oggi anche Edoardo sarebbe vivo. Non solo. La Juventus e la stessa Fiat sarebbero gestite in modo diverso. Meglio tacere, dunque, per coloro che sono rimasti per non dover soffrire di vaghi sensi di colpa. Ammesso che riescano a provarli o che sappiano cosa siano.
 
Marco Bernardini

Marco Bernardini non ha le prove del suicidio io ho molte prove dell'omicidio che sono state illustrate in 5 libri di cui l'ultimo e' l'ultimo di Puppo :

EDOARDO AGNELLI, UN GIALLO TROPPO COMPLICATO - DIRITTO DI CRONACA

Ma Lapo ricorda il suo cane :

http://www.today.it/rassegna/morto-cane-lapo-elkann-comodino.html

 

 

Nuovo Codice della strada: i suggerimenti arrivano dal web

Sul sito il Portale dell'automobilista i cittadini potranno lasciare i propri suggerimenti relativi alla riforma del Codice della Strada.

http://www.motori.it/attualita/17197/nuovo-codice-della-strada-i-suggerimenti-arrivano-dal-web.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2013-12-10+Nuovo+Codice+della+strada%3a+i+suggerimenti+arrivano+dal+web

 

Tutor: le sanzioni e l'elenco delle postazioni in autostrada

Una breve guida che punta ad aumentare la prudenza e ad evitare salate sanzioni agli automobilisti.

http://www.motori.it/guide/20126/tutor-sanzioni-elenco-delle-postazioni-in-autostrada.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-10-31+Tutor%3a+le+sanzioni+e+l'elenco+delle+postazioni+in+autostrada

 

Autovelox: la mappa delle postazioni fisse e le sanzioni

Una guida completa all'Autovelox: dove sono le postazioni fisse e a quanto ammontano le contravvenzioni.

http://www.motori.it/guide/20139/autovelox-mappa-postazioni-fisse-e-sanzioni.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-11-04+Autovelox%3a+la+mappa+delle+postazioni+fisse+e+le+sanzioni

 

La vostra voce in Europa - Consultazioni aperte - IT

 

 

www.italiachecambia.org

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http:/fliiby.com/marcobava/?utm_source=in150&utm_medium=email&utm_campaign=life_cycle

 

http://paoloferrarocdd.blogspot.it/

 

 

 

Sarà operativa dal 9 gennaio la nuova piattaforma per la risoluzione alternativa delle controversie online messa in campo dalla Commissione europea. Gli organismi di risoluzione alternativa delle controversie (Adr) notificati dagli Stati membri potranno accreditarsi immediatamente, mentre consumatori e professionisti potranno accedere alla piattaforma a partire dal 15 febbraio 2016, all'indirizzo

http://ec.europa.eu/consumers/odr/

 

Fiat money: lo Stato richiede il controllo del danaro

Fiat money: lo Stato richiede il controllo del danaro 

Questo video affronta in maniera semplice ed immediata la problematica della creazione del denaro dal nulla, spiegando chi ne beneficia realmente.
Si spiega come non sia la classe dei lavoratori ma al contrario quella dei ricchi, che possono arricchirsi, aumentando il divario con i poveri.

Visita il sito: ilporticodipinto.it

Per vedere il filmato clicca qui

 

 

 

 

 

 NOVITA del SITO OGGI  :  

VIDEO INFORMA della settimana  Mb

  tutte da leggere :

   

 

Abbiamo più rispetto per le cose che per le persone .

 

Che il mondo sia schierato con satana non mi stupisce, che il PAPA lo blandisca , mi sconcerta.

 

 

 

 

 

 

http://www.barattobb.it/

 

 

  

CONSOB

 

Consob: sul nuovo sito possibili esposti anonimi

FIRSTonline

Da oggi è possibile presentare esposti online alla Consob in forma anonima. E' questa una delle principali innovazioni che disponibili sul nuovo sito ...

Consob, tutte le novità del nuovo sito - Advisoronline

Consob: con nuovo sito istituzionale anche esposti anonimi on-line -2- - Borsa Italiana

Consob: con nuovo sito istituzionale anche esposti anonimi on-line - Borsa Italiana

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Azimut, Mediolanum e Banca Generali a rischio commissioni d'incentivo

La Repubblica

Il richiamo della Consob in merito alle provvigioni sui fondi esteri e quelli estero-vestiti ha messo in moto gli analisti che hanno tagliato il target alle ...

Azimut fuori da conviction list di Goldman, tagliati tp anche su Mediolanum e Banca Generali ... - Finanzaonline.com

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Quotazione Sea, Gamberale prosciolto sul presunto aggiotaggio

La Repubblica

Lo strumento utilizzato per dare la falsa informazione, stando all'inchiesta del Pm Sergio Spadaro, sarebbe stata una lettera inviata alla Consob.

Sea: assolti Vito Gamberale e due manager da accusa aggiotaggio - Corriere della Sera

Sea: difesa Maia, indagine Procura amplia divario imprese-giustizia - Sardegna Oggi

Sea: gup Milano assolve Gamberale, non ci fu aggiotaggio - ArezzoWeb.it

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Finalmente la Consob blocca le commissioni “facili” dei fondi esteri

Un mondo di news - Cronaca - Sport - Gossip

Finalmente la Consob blocca le commissioni “facili” dei fondi esteri. Ultime notizie. Milano capitale dell'innovazione, deve guidare il Paese fuori dalla ...

 

La #consob tedesca fa saltare in aria il board di #deutschebank. leggi l'articolo

Scoopnest.com

Scoprire tutte le ultime notizie, le storie migliori, le foto e video in tempo reale circa Class Cnbc.

 

Prodotti finanziari “trappola”

Equistop.it

La raccomandazione, ora e soprattutto in questo periodo, oltre che dal buonsenso è dettata anche dalla Consob: rivolta a tutti gli intermediari attivi sul ...

 

Consob, nel mirino dei pm anche il trasferimento di un funzionario a Madrid

Notizie italiane in tempo reale!

La Guardia di finanza ha bussato alla porta della Consob, con un ordine di esibizione documenti firmato dalla Procura della Repubblica di Roma, che ...

 

Azioni Cariromagna, è pronto l'esposto

Romagna Noi

Nell'esposto sono poi citate altre normative e il regolamento di attuazione del decreto legislativo 58 del '98 adottato dalla Consob che anche le ...

 

 

 

 

RENZI

 

CAPITALISMO DI COESIONE - ISABELLA SERAGNOLI ENTRA NEL CDA DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI, MENTRE GALLIA, CHE SIEDE NEL CONSIGLIO DELLA DI LEI SOCIETÀ "COESIA" (1,4 MILIARDI DI FATTURATO) DIVENTA AMMINISTRATORE DELEGATO. COME AL SOLITO, UN BEL CONCERTINO DI INTERESSI

L'erede della dinastia imprenditoriale bolognese è stata chiamata nel board di Cdp, proprio mentre prende posto al comando Fabio Gallia, ex Bnl-Bnp e nominato un anno fa proprio nel consiglio di Coesia, la società della Seragnoli. Quindi dovrebbe controllare l'operato di un manager che lei stessa stipendia a casa propria...

 

Adinolfi, un generale della Guardia di Finanza intimo del clan renziano

Posted: 13 Jul 2015 02:39 AM PDT

Dopo i commenti su Letta riportati dal “Fatto Quotidiano” i colloqui tra Michele Adinolfi, generale della Guardia di Finanza, con Matteo Renzi e i suoi più stretti collaboratori sono ricostruiti da Fiorella Sarzanini sul “Corriere della Sera” di lunedì 13 luglio 2015. Negli sms e nelle telefonate scambiate tra Adinolfi, Renzi, Lotti e Nardella emerge la forte pressione esercitata dal generale per evitare che Saverio Capolupo fosse confermato comandante generale della Guardia di Finanza. Michele Adinolfi minaccia in una telefonata di incatenarsi alla sede se il capo della Finanza dovesse essere confermato, come poi accadrà, e se lui dovesse esser nominato suo vice. Così è stato deciso lo scorso 6 luglio, quando il generale che coltiva da anni rapporti stretti con l’entourage renziano è stato indicato come vice di Capolupo. Nel pezzo di Fiorella Sarzanini emerge la consuetudini tra Adinolfi, coinvolto nell’inchiesta P4, e i vertici del PD, tanto che il generale entra in sede del partito prima della riunione del Consiglio dei ministri che prorogherà l’incarico al comandante generale della Guardia di Finanza. L’attivismo di  Adinolfi contro di lui ha portato a un acceso scontro con Saverio Capolupo, che secondo il “Corriere” rischia di mettere in difficoltà la gestione della Guardia di Finanza.

 

URSS

 

 

PUTIN ATTACK! TEGOLA RUSSA PER ENI-SAIPEM – GAZPROM BLOCCA LE COMMESSE PER SOUTHSTREAM – SFUMANO 500 MILIONI DI UTILI TRA QUESTO E IL PROSSIMO ANNO, MA ORA SI APRE LA PARTITA DELLE PENALI

10 LUG 10:56

Gazprom non spiega molto quando dice che si è trovata di fronte a costi aggiuntivi per raggiungere le coste turche su cui non si sarebbe trovata una linea comune tra le parti. C’è chi sospetta che si voglia puntare sul progetto alternativo North Stream (che passa dal Baltico) e chi parla di avvertimento all’Europa per il protrarsi delle sanzioni…

 

 

 

 

 

 

 

FINANZA INTERNAZIONALE

 

 

MASTERCARD, MASTER-PACCO? - BRUXELLES INDAGA SUL COLOSSO DELLE CARTE DI CREDITO ACCUSATO DI GONFIARE I COSTI DELLE OPERAZIONI - IL GRUPPO RISCHIA UNA STANGATA DI 950 MILIONI

L’indagine, spiegano fonti dell’esecutivo comunitario, riguarda una «sospetta violazione delle regole che tutelano la libera concorrenza». E’ l’ennesima messa sotto accusa di multinazionale americana decisa a Bruxelles, l’ultima di una serie sinora ha innervosito non poco gli Stati Uniti e l’amministrazione Obama…

 

 

LA BENEDIZIONE DELLA PIETRA NERA - BLACKROCK SALE OLTRE IL 5% DI ENEL E DIVENTA SECONDO AZIONISTA DOPO IL TESORO: PUNTA AGLI INVESTIMENTI E SU UNA (ANCORA NON PERVENUTA) CRESCITA ITALIANA

14 LUG 12:17

L'anno scorso i manager del fondo avevano avvertito: 'basta dividendi e acquisto di azioni proprie, bisogna investire'. Il piano di Starace, che aumenta gli investimenti del 14%, li avrebbe convinti a crescere - Blackrock ha il 5,4% di Banco Popolare, il 6% di Telecom, oltre il 5% di Atlantia e quote in Ei Towers e RaiWay...

 

Il “molto credibile” (si fa per dire) complotto Soros-Varoufakis per distruggere l’euro raccontato dal “Messaggero”

Posted: 17 Jul 2015 12:41 AM PDT

“Il Messaggero” di venerdì 17 luglio ha deciso di raccontare un’altra versione della crisi greca. Secondo un articolo di Marco Ventura, giustamente evidenziato come “Retroscena” (di un universo parallelo come la moneta, probabilmente), Alexis Tsipras avrebbe cacciato Yanis Varoufakis perchè il suo ex ministro delle Finanze avrebbe perseguito un disegno occulto, la distruzione dell’euro. Almeno così pare di capire dalla ricostruzione fatta dal quotidiano romano, che trova perfino l’autore del disegno. ovvero George Soros. Ecco alcuni stralci del pezzo.

Yanis si fa gioco di Alexis, perseguendo un progetto di rottura, di uscita della Grecia dall’Euro che Tsipras (in sintonia con la maggioranza del popolo greco) ha sempre detto di non volere. L’attacco all’Europa “golpista”, le intemerate di Varoufakis studiate per avvelenare il clima e insolentire i partner, forse rispondevano più a un disegno che a un linguaggio. E non è escluso che Tsipras, a Bruxelles, abbia trovato chi discretamente lo ha illuminato sui veri obiettivi e la vera identità del suo pirotecnico ministro dell’Economia.

La prova per il Messaggero sarebbero gli stretti contatti tra Varoufakis il gotha della finanza progressista. “ Teatro d’un connubio non d’amore, ma ideologico e forse d’interesse, col gotha degli economisti e finanzieri “liberal” americani. In primis George Soros. Tra marzo e aprile, proprio a Parigi, la fondazione di Soros, Inet, riunisce nella sede dell’Ocse e raccoglie le punte di diamante di un pensiero fisso: la rottura dell’euro. Soros non fa misteri di volere la Germania fuori dalla moneta unica”. Il Messaggero poi cita come come ulteriore prova un’intervista del finanziare americano concessa a Bloomberg a fine marzo in cui parla di 50% di possibilità di uscita dall’euro delle Grecia. ” Appare ben informato, Soros”. In effetti è assolutamente rivelatorio che uno dei più importanti operatori finanziari reputi possibile l’addio alla moneta unica di un Paese che da 7 anni in recessione, e che ha poche probabilità di ripagare i crediti concessi per rimanere dentro. Alla fine dell’articolo i sospetti diventano certezze, e Varoufakis, un po’ perchè spinto dall’Internazionale per la rottura dell’euro guidata da Soros, un po’ perchè molto vanitoso (dato innegabile, conveniamo) diventa il colpevole, come riportato qui sopra. La fonte per questo articolo è un’analisi del “Foglio”, che parlava di “un’altra speculazione possibile” per descrivere la sfida della Grecia all’Europa.

 

 

 

BANCHE

 

L'ULTIMA FREGATURA DELL'UE MINACCIA I CONTI CORRENTI DELLE IMPRESE ITALIANE - DAL PRIMO GENNAIO CAMBIANO LE REGOLE SUI FALLIMENTI: IN CASO DI CRAC, SCATTA UNA SFORBICIATA SUI DEPOSITI SOPRA I 100MILA EURO

Per famiglie e persone fisiche le scappatoie sono a portata di mano (basta diversificare i risparmi su più conti o comprare quote di fondi monetari), mentre il discorso e' assai più complicato nel caso delle aziende - Un eventuale giro di vite sui conti correnti potrebbe avere effetti devastanti sui pagamenti di fornitori e stipendi...

 

ASSANGE METTE IN MUTANDE L’ABI - LE MAIL PUBBLICATE DA WIKILEAKS SVELANO CHE PURE L’ASSOCIAZIONE DELLE BANCHE ITALIANE (ABI) SI ERA RIVOLTA NEL 2009 ALLA HACKING TEAM DI MILANO

16 LUG 10:57

Alla task force era stato chiesto di testare il sito istituzionale che negli anni precedenti aveva mostrato qualche falla, con documenti riservati rimasti riservati non a lungo...

 

 

LE NUOVE REGOLE DI BRUXELLES SUI FALLIMENTI BANCARI (CHE IMPONGONO UNA TOSATA AI CONTI CORRENTI IN CASO DI CRAC) SONO PIÙ SEVERE DELLE NORME IN VIGORE IN SVIZZERA, LIECHTENSTEIN E A MONTECARLO - COSÌ ORA RICCONI E GRANDI IMPRESE POTREBBERO PORTARE LA LIQUIDITÀ ALTROVE

Montecarlo, Liechtenstein e Svizzera sono in vigore le vecchie regole italiane ed esiste un articolato sistema di tutele dei depositi: un fondo, cioè, che copre fino al tetto di 100.000 euro i correntisti di una banca, in caso di default - Le banche di questi paesi assicurano garanzie ulteriori: obiettivo, del resto, è incentivare i clienti, specie quelli più facoltosi…

 

Banca Generali crolla dopo il richiamo della Consob al rispetto della Mifid

La Stampa

Crolla Banca Generali all'indomani del richiamo della Consob al rispetto della normativa Mifid, la direttiva europea che disciplina la prestazione dei ...

 

FUMO DI LONDRA DIETRO IL TRUST DELLA BANCA DEI TABACCAI? BANCA D’ITALIA E INTESA VOGLIONO VEDERCI CHIARO NEL TRUST CHE DETIENE IL CONTROLLO DELLA ITB - VERTICE SEGRETO SOTTO LA ‘MADUNINA’ PER DEFINIRE NUOVI ASSETS

Grandi manovre attorno alla ITB, la banca della Federazione Italiana Tabaccai che gestisce la tesoreria di oltre ventimila tabaccherie. A Milano si sono incontrati in gran segreto l’ad di ITB, Francesco Marrara, Stefano Bartoli direttore generale della FIT e Maurizio Basile....

 

LA SOLITA VECCHIA BANKITALIA – IGNAZIO VISCO SCHIERA IL FONDO DI TUTELA DEI DEPOSITI PER SALVARE DAL FALLIMENTO LA CASSA DI FERRARA E LA BANCA DELLE MARCHE – IN TOTALE SONO 1,3 MILIARDI DI INVESTIMENTO – CHE COSA PENSERÀ BRUXELLES DI QUESTA NUOVA IMPRESA DA BANCHIERE?

Il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) serve a garantire i depositi inferiori a 100 mila euro nei casi di insolvenza ed è finanziato da tutte le banche in proporzione ai loro depositi. Adesso il Fondo viene schierato come investitore in assenza di altri compratori di banche in difficoltà…

 

VAFFANBANKA! I SOLDI DELLA BCE FINISCONO NEL BUCO NERO DELLE CASSE PUBBLICHE ITALIANE - LE BANCHE DANNO PIU' SOLDI ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE MENTRE TAGLIANO I PRESTITI ALLE IMPRESE

Negli ultimi 12 mesi sono saliti di oltre 22 miliardi di euro i finanziamenti degli istituti di credito alla Pubblica amministrazione e sono calati di 19 miliardi quelli destinati alle aziende - Ecco come i banchieri tolgono ossigeno all'economia reale per sostenere la PA...

 

 

MEDIOBANCA

 

QUANTI SANTI IN PARADISO HA NAGEL? - PER IL PAPELLO DEI LIGRESTOS RESTA LA SPUTTANATA MA IL REATO NON C’È – IL PM: “IL DOCUMENTO ERA POTENZIALMENTE IDONEO A INGANNARE IL MERCATO E LA VIGILANZA” E LA FIRMA DELL’AD DI MEDIOBANCA ERA “COMPROMETTENTE”

21 LUG 18:18

 

Nel cosiddetto “Papello” c’erano una serie di garanzie e benefici economici per la famiglia Ligresti pari a oltre 45 milioni di euro. Per Alberto Nagel era un pezzo di carta “ridicolo” e firmato “per pietà” perché Salvatore Ligresti minacciava il suicidio. Le mille cautele di Bruti Liberati sull’inchiesta…

 

 

 

VATICANO

 

SERVE LA TROIKA IN VATICANO - IL BILANCIO 2014 DELLA SANTA SEDE CHIUDE CON UN DEFICIT DI 25,6 MILIONI DI EURO - IL GOVERNATORATO PRESENTA INVECE ATTIVO DI 63,5 MILIONI DI EURO

16 LUG 12:57

Un monsignore INUdi 37 anni, don Filippo Ciampanelli, sarà dal primo settembre il nuovo addetto alla Prima Sezione della Segreteria di Stato, quella che si occupa degli Affari generali. Sarà alle dirette dipendenze di monsignor Angelo Becciu, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato…

 

 

 

 

BASSANINI

 

IL MATTONE VOLA BASSO, ANZI BASSANINI - L’EX PRESIDENTE DELLA CDP È SOCIO AL 20% DELLA SOCIETÀ IMMOBILIARE “FIMPA” CHE NEL 2014 HA CHIUSO IL BILANCIO IN PERDITA PER 945 MILA EURO DOPO IL PASSIVO DI 870 MILA EURO DELL’ANNO PRIMA

L’attivo di Fimpa, di oltre 102,6 milioni, è costituito da asset di terreni e fabbricati in carico per circa 90,6 milioni che però nel 2014 hanno reso solo 4 milioni di affitti, tanto che il bilancio del mattone della Bassanini’s Family si è chiuso in perdita per 945 mila euro (ripianata attingendo alle riserve)…

 

 

TRONCHETTI

 

 

Key4biz

Prima che se ne occupasse Prodi, rovinandola, Telecom Italia era quinta nel mondo. Dopo 18 anni ...

Italia Oggi

... incoraggiati da Massimo D'Alema, e dopo di loro la meteora Marco Tronchetti Provera, che nel 2007, per evitare il peggio, dovette passare la mano ...

 

 

GAMBERALE

 

Quotazione Sea, assolto Vito Gamberale: nessun aggiotaggio

Il Giorno

In verità già Consob lo aveva stabilito, sanzionando la Sea e il suo presidente Bonomi per inveritiera informazione al Mercato nel corso di una Ipo a ...

Sea, Gamberale assolto dall'accusa di aggiottaggio - Mondo TiVu - Mondo TiVu

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MONTEZEMOLO

 

E' ROTTURA TRA DELLA VALLE E MONTEZEMOLO – NON SOLO SNCF NON SOTTOSCRIVE L’AUMENTO DI CAPITALE, MA VUOLE VENDERE IL 20% DI NTV - I FRANCESI SONO INCAZZATI, AL PARI DI DELLA VALLE, PER GLI INCIUCI POLITICI DI MONTEZEMOLO, APPAGATO DA RENZI CON LA PRESIDENZA ALITALIA - IL COMPRATORE DELLA QUOTA SNCF POTREBBE LIQUIDARE LUCA & DIEGO: NTV PUO’ FAR RICAVI

22 LUG 12:44

L’uscita di scena di Sncf apre scenari completamente nuovi. I compratori del loro 20% potrebbero andare a bussare anche dagli altri soci, a cominciare da Intesa Sanpaolo (20%) e Generali (15%), e accompagnare verso l’uscita Della Valle, Montezemolo e Punzo…

 

 

 

 

 

GOOGLE

 

MA VAFFAN-GOOGLE! IL GRUPPO DI MOUNTAIN VIEW CHIUDE IL SECONDO TRIMESTRE CON UTILI PER 3,93 MILIARDI DI DOLLARI E RICAVI IN AUMENTO DEL 18% - D’ALTRONDE PER CHI NON PAGA LE TASSE IN GIRO PER IL MONDO E’ FACILE FARE CASSA

17 LUG 16:32

Google ha speso miliardi di dollari in nuovi centri data, in real estate e nella ricerca e nello sviluppo sia a sostegno delle attività esistenti sia nel cercare nuove opportunità in varie industrie, dalla sanità ai trasporti - I tassi di crescita di Google sono rallentati e alcuni analisti e investitori si sono detti preoccupati…

 

Google si "spezzetta" e crea la super holding Alphabet

LA RIORGANIZZAZIONE

Searching, YouTube, Advertising e altre attività Internet confluiscono in Google Inc, alla cui guida arriva Sundar Pichai. Google Fiber, Google Venture, Capital, Calico, GoogleX e Nest le altre società del Gruppo. Al vertice della holding Page e Brin

di Federica Meta

 

Una ristrutturazione radicale che  si ispira al modello diBerkshire Hathaway, la società che fa  capo a Warren Buffett. Google annuncia a sorpresa una “rivoluzione” societaria con la nascita di Alphabet, la holding a cui faranno capo tutte le divisioni del gruppo, inclusa Google Inc che ne diventerà una controllata. “E' un nuovo capitolo della storia di Google - spiega afferma  Larry Page, il cofondatore della società, parlando a nome anche di Sergey Brin, l'altro cofondatore. ''Il nome Alphabet ci piace perché significa l'insieme di lettere che rappresenta il linguaggio, una delle innovazioni più importanti dell'umanità'' spiega Page, che sarà ceo di Alphabet, mentre Brin ne sarà presidente.  Eric Schmidt resterà executive chairman e Ruth Porat Cfo.

A guidare Google Inc sarà invece l'attuale vice di Page, Sundar Pichai. ''Abbiamo spesso ritenuto che nel tempo le società sono a proprio agio nel fare sempre la stessa cosa, decidendo solo piccoli cambi. Ma nell' industria tecnologica - afferma Page sul  blog di Google - dove le idee rivoluzionarie spingono verso le prossime aree di grande crescita, c'è bisogno di essere un po'  a disagio per restare rilevanti''. Google Inc. avrà in pancia il searching, Youtube, l'advertising e Android.

Alphabet è una ''collezione'', una raccolta di società, ''la maggiore delle quali è Google. Ma questa nuova Google è un po' dimagrita, con le società che si occupano di altro  rispetto ai prodotti internet che saranno contenute in  Alphabet'' spiega ancora Page. Google Inc diventerà insomma una divisione di Alphabet, che la sostituirà anche come società quotata: tutte le azioni Google saranno automaticamente  convertite nello stesso numero di azioni Alphabet, con gli  stessi diritti.

Nella nuova organizzazione societaria, sotto l’ombrello di Aphabet e a fianco di Google, verranno create varie società separate, ognuna col suo ceo per ogni singolo business (reale o potenziale) tra quelli sviluppati negli ultimi anni nei campi più disparati dalla febbrile ansia d’innovazione di Page e Brin. Business spesso promettenti, a volte avventurosi, quasi sempre rischiosi e a redditività differita. Gli investitori in Google chiedevano da tempo maggiore trasparenza su costi e redditività delle scommesse sui trasporti, la sanità o i palloni aerostatici per portare Internet in tutta l’Africa. La mossa dei capi del gruppo va in questa direzione, anche se chi vuol sapere quanto è costata l’auto che si guida da sola o la lente a contatto che misura il diabete, probabilmente resterà deluso: sotto