ALEMANNO
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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

 ideeconomiche@pec.it

 

 

LA MAPPA DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio di:

  • visitarlo periodicamente
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  • MARCO BAVA fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto responsabile.
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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRi SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile presso  di me e basta ordinarlo via email al costo di 30 euro COMPRESE SPESE DI SPEDIZIONE . Oltre al libro sulle mie esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e.

 

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In nome, per conto e nell’interesse del Dott. Vincenzo Bertucci, in proprio ed in qualità di presidente della Exen S.p.a., scrivo la presente al fine di contestare la riproduzione sul sito web “www.marcobava.hellospace.net” da Voi gestito di un articolo dal contenuto diffamatorio e, in ogni caso, gravemente lesivo dei diritti dei miei Assistiti.

 

In particolare trattasi di una rivisitazione dell'articolo a firma di Ernesto Menicucci, già pubblicato sul Corriere della Sera, Cronaca di Roma, in data 23 gennaio 2011 dal titolo “Il caso Orsi e i misteri dell’Expo di Shangai” / “Il ruolo della <<Exen>> di Vincenzo Bertucci. Commissione d’inchiesta in Campidoglio”reperibile con il nuovo titolo: “I misteri del cao Orsi. Noriega. La mafia. I misteri dei fratelli Salvo: dove porta la società Exen scelta dal Campidoglio a supporto dell’Expo di Shangai” all’indirizzo URL:

 

http://marcobava.hellospace.net/alemanno.htm

 

Nel suddetto articolo, relativo al caso del Delegato del Sindaco di Roma, Francesco Maria Orsi, si dà atto, con risalto e clamore, di un presunto coinvolgimento della società Exen e del suo Presidente, Dott. Vincenzo Bertucci, in una serie di non meglio identificate attività illegittime, lasciando intendere, con insinuazioni scorrette ed esorbitanti, che i miei Assistiti abbiano posto in essere, nel passato o con riferimento alla Expo 2010 di Shangai, presunte attività illecite (anche di stampo mafioso) o comunque “poco chiare”.

 

Essendo quanto affermato nell’articolo in esame falso, oltre che gravemente diffamatorio della reputazione così della società come del proprio Presidente e di tutti coloro che collaborano o lavorano alle dipendenze degli stessi, il Dott. Bertucci e la Exen S.p.a. stanno subendo gravissimi danni all’immagine ed alla propria attività professionale e commerciale (la pubblicazione compare nelle schermate dei principali motori di ricerca ogni volta che si digita il nominativo del Dott. Vincenzo Bertucci e/o della Exen S.p.a., con l’effetto di moltiplicare all’infinito le potenzialità lesive dell’articolo).

 

A tal proposito, segnalo che i miei Assistiti, oltre ad avere richiesto la rettifica dell’articolo stesso, hanno già presentato una querela ed intrapreso un’azione giudiziaria contro il Corriere della Sera per il risarcimento dei danni tutti subiti a causa della diffamazione a mezzo stampa perpetrata in loro danno tramite l’articolo in contestazione.

 

Alla luce di quanto sopra esposto, Vi diffido ad eliminare con effetto immediato la pubblicazione contestata dai Vostri archivi impedendo le possibilità di accesso alla pagina e a contattare i responsabili dei principali motori di ricerca per la definitiva rimozione dei relativi link e copia cache, anche con applicazione della cd. “interdizione dell’indicizzazione” e, se necessario, con utilizzo combinato dei file “Robots.Txt” e “Robots Meta Tag”.

 

Segnalo che, in difetto di un Vostro concreto riscontro nel termine di 5 giorni dal ricevimento della presente, anche a mezzo email, mi vedrò costretto ad intraprendere ogni iniziativa a tutela dei diritti dei miei assistiti.

 

 

Distinti saluti.

 

 

Avv. Massimo F. Dotto

 

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LO SCANDALO DEI DEBITI LASCIATI DAL DELEGATO DI ALEMANNO ALL'EXPO, FRANCESCO MARIA ORSI, INDAGATO PER RICICLAGGIO, CORRUZIONE E FESTINI A LUCI ROSSE, INGUAIA QUINTIERI
C'è un uomo a Roma che sta passando un brutto quarto d'ora.

 

È Beniamino Quintieri, il professore di Economia nato a Cosenza nel '52 che dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di presidente dell'Ice, è stato nominato Commissario di governo per l'Expo di Shanghai 2010.

Il povero Quintieri si è trovato di colpo al centro dell'oscura vicenda che riguarda la gita cinese nell'ottobre scorso quando il sindaco Alemanno, Aurelio Regina, Luigino Abete, Giancarlo Cremonesi e un gruppetto di altri personaggi, si recarono per quattro giorni a visitare il padiglione italiano all'Expo di Shanghai.

Nei giorni scorsi è scoppiato lo scandalo dei debiti lasciati dal delegato di Alemanno all'Expo, Francesco Maria Orsi, indagato per riciclaggio, corruzione e festini a luci rosse.

 

Questo Orsi, che ieri il sindaco ha scaricato, sostiene di aver pagato la trasferta cinese con i soldi dell'Ice e della Camera di Commercio. In realtà il buon Quintieri che ha fama di studioso ribalta il problema sul Comune di Roma e dice di aver pagato qualche fatturina poiché le spese più grosse per chiudere la vicenda dovrebbero sostenerle il Comune e la Camera di Commercio.

 

In questo rimpallo di responsabilità spicca il totale disinteresse dell'attuale presidente dell'Ice, Umberto Vattani, l'ex-ambasciatore, il cui figlio Mario Andrea come consigliere diplomatico di Alemanno ha fatto parte della gita a Shanghai, si trova in questo momento a New York. E ieri sera con larghi sorrisi ha aperto una tavola rotonda sui problemi del vino italiano che 250 espositori hanno messo in vetrina nei saloni del Waldorf Astoria.25-01-2011]

 

 

La Banda di Ale-Magno! - IL CASO ORSI RISCHIA DI FAR IMPALLIDIRE LA PARENTOPOLI ATAC-AMA-ACEA - I MISTERI DEL DELEGATO DI ALEDANNO AL “DECORO” ORSI, IL FILO ROSSO CON LA SOCIETÀ EXEN DI BERTUCCI (MISSIONE ROMANA ALL’EXPO DI SHANGAI) - ACCUSATO DI CORRUZIONE, RICICLAGGIO, DROGA E PUTTANE: CHI È ORSI. QUEI FESTINI A BASE DI SESSO E COCA NELLA MANSARDA DI VIA TEVERE, GESTITA DA DUE ESCORT RUSSE. I RAPPORTI CON IL FINANZIERE LUCA BERRIOLA, COINVOLTO NELL’INCHIESTA SUL FASCIO-RICICLATORE GENNARO MOKBEL...

 

1- I MISTERI DEL CASO ORSI. NORIEGA, LA MAFIA, I FRATELLI SALVO: DOVE PORTA LA SOCIETA' EXEN, SCELTA DAL CAMPIDOGLIO A SUPPORTO PER L'EXPO DI SHANGAI
Ernesto Menicucci per "Il Corriere della Sera - Roma"

Un lungo filo rosso, oltre ventennale, che collega la Sici¬lia, la Corsica, Roma e arriva fI¬no all'Expò di Shanghai. E che ha come capisaldi due perso¬naggi: uno è Francesco Maria Orsi, il delegato di Alemanno sia al decoro che alla rassegna cinese; l'altro è Vincenzo Ber¬tucci, imprenditore, ex conso¬le onorario della Repubblica di Panama, amico di Alfredo Oranges, a sua volta uomo del dittatore Noriega. Un rappor¬to, quello tra Orsi e Bertucci, che ora sta mettendo in imba¬razzo il Campidoglio.

 

Tutto nasce da un'interroga¬zione del consigliere del Pd An¬tonio Stampete dell'11 dicem¬bre del 2009: «Vorrei sapere at¬traverso quale procedura, non¬ché quali sono stati i requisiti oggettivi che hanno in¬dotto l'amministrazio¬ne alla scelta della so¬cietà Exen spa in quali¬tà di supporto tecnico per 1'Expo che si terrà a Shanghai nel 2010 (1 maggio-31 ottobre)». «E tutto in regola», ri¬spose Alemanno.

Del¬la Exen, però, a Palaz¬zo Senatorio già si par¬lava da qualche tem¬po. La società ha sede a Roma, ai Parioli, ed ha un campo d'intervento assai diversifica¬to: consulenza, inge¬gneria, strutture alber¬ghiere. Alcune di que¬ste sono di grande pre¬gio. Come «l'Hotel des Pecheurs», sull'isola di Cavallo, esclusiva località tu¬ristica nel braccio di mare tra la Corsica e la Sardegna. Un re¬sort superlusso, dove le came¬re sono definite «cinquanta an¬goli di paradiso su un mare verde smeraldo».

 

L'altra dimo¬ra di fascino, gestita dalla Exen, è Villa Tolomei, colline di Marignolle, vicino Firenze, presa in affitto (con un'offerta doppia rispetto alla base d'asta) nell'estate del 2009. Presidente della Exen spa e Vincenzo Bertucci, che il dele¬gato a Shanghai Francesco Or¬si presentava in giro «come l'uomo che ci darà una mano per l'Expo».

Un personaggio noto anche alle cronache, spes¬so per vicende poto chiare. In particolare, nel ‘90 fin' dentro il cosiddetto «caso-Sica», dal nome di Domenico, commissa¬rio antimafia che dispose una serie di intercettazioni dalle quali spuntarono anche i no¬mi dell'allora ministro dei la¬vori pubblici Giovanni Prandi¬ni e del figlio di Carlo Azeglio Ciampi. Oggetto, l'aeroporto «Principessa Giuliana» a Sint Maarten, l'isola dei caraibi franco-olandese.

 

Il Mondo, ad inizio ‘94, titolò: «Quell'aeroporto è Cosa Nostra». E si facevano alcuni nomi eccellenti. Tra questi, quello di Rosario Spadaro, Saro per gli amici, che nelle Antille ha costruito una fortuna: Spadaro era so¬spettato di legami coi fratelli Salvo e con il clan di Nitto San¬tapaola. E poi quello di Gaeta¬no Graci, cavaliere del lavoro, costruttore, anche lui sospettato di mafia. Il gruppo impren¬ditoriale, all'epoca, diffuse una nota: «Il gruppo - si leg¬geva - ha aderito all'invito del governo dell'isola di Sint Maarten per la realizzazione di un porto turistico-commercia¬le. La cura degli aspetti finan¬ziari è stata affidata al dottor Vincenzo Bertucci, titolare della società specializzata roma¬na Exen Italia srl».

 

Una decina di anni dopo, il nome di Vin¬cenzo Bertucci rispunta pro¬prio in Corsica (dove ora la Exen ha l'esclusivo hotel del¬l'Isola di Cavallo). Nel luglio del 2000, l'imprenditore viene infatti citato nel «Rapporto Legras», dal nome di Bernard, procuratore della Repubblica di Bastia che indaga su com¬pravendite sospette nell'isola e sui rapporti con la criminali¬tà organizzata.

 

Per questo, quando Francesco Maria Orsi tira fuori la Exen, come socie¬tà di supporto logistico per la settimana romana all'Expo di Shanghai qualcuno in Campi¬doglio - dopo qualche verifi¬ca - si mette paura. E però, nonostante questo, non succe¬de nulla. Fino ad oggi, quando l'inchiesta su droga, festini e acquisti di immobili in aste pubbliche non riaccende i ri¬flettori su Orsi e anche sulla sua delega all'Expo. Tanto che in Comune, adesso, hanno pre¬disposto una commissione d'inchiesta per vederci chiaro sa tutta la vicenda cinese.

2- ORSI: GLI APPALTI DOPO I FESTINI, IL POLITICO CHE SOGNAVA LE BIGHE AL CIRCO MASSIMO
Sergio Rizzo per "Il Corriere della Sera"

Silvio Berlusconi voleva esporre i Bronzi di Riace al G8? Più modestamente, a Francesco Maria Orsi era balenata per il capo l'idea di portare la Bocca della Verità a Shanghai. Gira voce che un giorno lo avrebbe proposto addirittura a un assessore. A bruciapelo: «Me presti la Bocca della Verità?». L'uomo è così. Sognatore. Non per nulla, ha spiegato così nel suo sito i motivi che lo hanno indotto a scendere in campo: «Far rinascere Roma, farla vivere per come le compete, aiutarla a risollevarsi. Se aiutiamo un Sogno, il Sogno ci aiuterà!».

 

Ma forse non sapeva che quel sogno sarebbe diventato un incubo.
Non ci voleva, per Gianni Alemanno. Non ci voleva soprattutto per un Comune già squassato dallo scandalo di parentopoli nelle municipalizzate che aveva portato all'azzeramento della giunta. E a un doloroso rimpasto, compiuto appena qualche giorno fa.

 

Ci mancava soltanto che su un uomo vicinissimo al sindaco di Roma si allungasse l'ombra della corruzione, del riciclaggio, della droga e, nelle ultime ore, di appalti sospetti come quelli per il padiglione del Comune di Roma all'Expo di Shanghai. Accuse pesanti come macigni, quelle formulate dal pubblico ministero Paolo Ielo nei confronti del consigliere comunale pidiellino Orsi.

Non un consigliere qualsiasi: nientemeno che il delegato di Alemanno per il Decoro della capitale. E c'è da sorridere, pensando alla storia raccontata ieri. La storia di una mansarda in via Tevere, nei pressi della centralissima piazza Fiume, gestita da due escort russe dove sarebbero stati organizzati festini al profumo di bunga bunga con la partecipazione del delegato al Decoro.

 

A Ernesto Menicucci e Alessandro Capponi del Corriere ha ripetuto di sentirsi «come Silvio Berlusconi». Insomma perseguitato, ma in sedicesimi, ammette: almeno quello. E sbandiera orgogliosamente nel suo sito il bilancio dei primi due anni di governo Alemanno, con i risultati delle sei ordinanze in materia di sicurezza e decoro. Fra cui le 16.115 multe appioppate alle prostitute e ai loro clienti.

 

Ma chi è Orsi? Lui si descrive così nella sua pagina web: «Francesco Maria Orsi nasce a Roma, il 3 marzo 1966. Diploma di Liceo Classico, Laurea in Giurisprudenza, Master in Comunicazione, Master in Gestione delle Risorse Umane. Poi arriva l'esperienza nell'Arma dei carabinieri, come ufficiale, in seguito nel Lloyd Adriatico, come produttore assicurativo dal 1990 al 1995, ed infine Agente generale dal 2001 al 2004.

Nell'estate del 2004 avvia il suo progetto più ambizioso: affrancarsi dal giogo di una compagnia ed esplorare con nuove vie il mondo del broker. Costituisce così il Lloyd Team Broker. Ma siccome nulla è impossibile entra, con successo, in politica nell'anno 2008, e diventa consigliere comunale al Comune di Roma...».

 

La sua società ha un giro d'affari (2008) di 740 mila euro. Niente di che. Nell'ambiente è praticamente uno sconosciuto, l'albo dei broker tenuto dall'Isvap lo qualifica come «inoperativo». Le relazioni, quelle però non gli mancano davvero. A 360 gradi. Per Alemanno ha fatto anche il delegato all'Expo di Shanghai, dove appunto voleva portare la Bocca della Verità, e scusate se è poco. Il suo nome è poi comparso, collegato a quello del coinvolto finanziere (nel senso di Guardia di finanza) Luca Berriola, anche nell'inchiesta che riguarda le imprese del presunto mago del riciclaggio, il fascista Gennaro Mokbel.

E se Orsi ha smentito come «fantascienza» di essere stato lui a presentare a Berlusconi Francesca Gagliardi, la ragazza apparsa accanto al premier al G8 di Toronto, che conosca il Cavaliere è invece pacifico. Ci sono le dichiarazioni con cui Silvio si spende pubblicamente per lui, candidato al consiglio comunale di Roma. E già questo potrebbe essere abbastanza sorprendente. Ma solo per chi non conoscesse la sua straordinaria abilità nel tessere rapporti.

 

Le prove si rintracciano nell'elenco sterminato di annotazioni della sua agenda, rese note su Repubblica da Carlo Bonini. Molte delle quali decisamente stravaganti. Come quella accanto al nome di Franco Calò, ideatore di Vadis al Maximo, una manifestazione di corse di bighe al Circo Massimo, come ai tempi di Ben Hur: «Progetto Vadis, bisogna convincere Croppi (l'ex assessore alla Cultura Umberto Croppi, silurato da Alemanno, ndr) e poi saremo i nuovi imperatori di Roma».

 

Oppure quella che accompagna Lorenzo Barbantini Scanni: «Facciamolo lavorare con il Comune che sta buono». E poi pratiche per trasferimenti di residenza, richieste di fondi, biglietti per i concerti, insegne di negozi, contributi per indigenza sociale.

Nomi, tanti nomi. Dall'immigrata che chiede la scorciatoia per avere un certificato a quel Valentino Valentini («per via della fidanzata Roberta S.»), deputato del Pdl, un passaggio in Publitalia, superconsigliere di Berlusconi per le questioni russe, insignito nel 2005 da Vladimir Putin dell'ordine di Lomonosov, fino a una certa Gemma Gesualdi. Semplicemente: «nostra».

23-01-2011]

In nome, per conto e nell’interesse del Dott. Vincenzo Bertucci, in proprio ed in qualità di presidente della Exen S.p.a., scrivo la presente al fine di contestare la riproduzione sul sito web “www.marcobava.hellospace.net” da Voi gestito di un articolo dal contenuto diffamatorio e, in ogni caso, gravemente lesivo dei diritti dei miei Assistiti.

 

In particolare trattasi di una rivisitazione dell'articolo a firma di Ernesto Menicucci, già pubblicato sul Corriere della Sera, Cronaca di Roma, in data 23 gennaio 2011 dal titolo “Il caso Orsi e i misteri dell’Expo di Shangai” / “Il ruolo della <<Exen>> di Vincenzo Bertucci. Commissione d’inchiesta in Campidoglio”reperibile con il nuovo titolo: “I misteri del cao Orsi. Noriega. La mafia. I misteri dei fratelli Salvo: dove porta la società Exen scelta dal Campidoglio a supporto dell’Expo di Shangai” all’indirizzo URL:

 

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Nel suddetto articolo, relativo al caso del Delegato del Sindaco di Roma, Francesco Maria Orsi, si dà atto, con risalto e clamore, di un presunto coinvolgimento della società Exen e del suo Presidente, Dott. Vincenzo Bertucci, in una serie di non meglio identificate attività illegittime, lasciando intendere, con insinuazioni scorrette ed esorbitanti, che i miei Assistiti abbiano posto in essere, nel passato o con riferimento alla Expo 2010 di Shangai, presunte attività illecite (anche di stampo mafioso) o comunque “poco chiare”.

 

Essendo quanto affermato nell’articolo in esame falso, oltre che gravemente diffamatorio della reputazione così della società come del proprio Presidente e di tutti coloro che collaborano o lavorano alle dipendenze degli stessi, il Dott. Bertucci e la Exen S.p.a. stanno subendo gravissimi danni all’immagine ed alla propria attività professionale e commerciale (la pubblicazione compare nelle schermate dei principali motori di ricerca ogni volta che si digita il nominativo del Dott. Vincenzo Bertucci e/o della Exen S.p.a., con l’effetto di moltiplicare all’infinito le potenzialità lesive dell’articolo).

 

A tal proposito, segnalo che i miei Assistiti, oltre ad avere richiesto la rettifica dell’articolo stesso, hanno già presentato una querela ed intrapreso un’azione giudiziaria contro il Corriere della Sera per il risarcimento dei danni tutti subiti a causa della diffamazione a mezzo stampa perpetrata in loro danno tramite l’articolo in contestazione.

 

Alla luce di quanto sopra esposto, Vi diffido ad eliminare con effetto immediato la pubblicazione contestata dai Vostri archivi impedendo le possibilità di accesso alla pagina e a contattare i responsabili dei principali motori di ricerca per la definitiva rimozione dei relativi link e copia cache, anche con applicazione della cd. “interdizione dell’indicizzazione” e, se necessario, con utilizzo combinato dei file “Robots.Txt” e “Robots Meta Tag”.

 

Segnalo che, in difetto di un Vostro concreto riscontro nel termine di 5 giorni dal ricevimento della presente, anche a mezzo email, mi vedrò costretto ad intraprendere ogni iniziativa a tutela dei diritti dei miei assistiti.

 

 

Distinti saluti.

 

 

Avv. Massimo F. Dotto

 

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BUONGIORNO, ALE-DANNO!
Avviso ai Naviganti:" Si avvisano i signori naviganti che dopo lo scandalo "Parentopoli" e il rimpastino della Giunta Comunale, il sindaco dalle scarpe ortopediche Gianni Alemanno ha deciso di rafforzare lo staff della Comunicazione capitolina. A questo proposito e' stato ingaggiato come consulente Pino Buongiorno, ex-vicedirettore di Panorama e amico della "Cisnetto family".

24-01-2011]

 

 

 

IL FALLIMENTO DI ALE-DANNO SI CHIAMA C.G.L.
L'idea di far saltare il banco ritirando le deleghe agli assessori, Gianni Alemanno l'ha maturata durante l'ultimo soggiorno a Cortina nella suite dell'Hotel Miramonti.
Mentre fuori cadeva la neve, dentro la sua testa cadevano le illusioni di poter tirare avanti con una Giunta smandrappata e incapace di dare risposte serie alla città. Sulla sua decisione ha certamente influito la piccola corte di consiglieri che tra Roma e le Dolomiti cerca di trovare soltanto benefici e consulenze.

 

Adesso si aspetta che il sindaco dalle scarpe ortopediche dia un colpo di reni in grado di arginare l'ondata degli scandali e lo spettro del buco di bilancio. Non sono in molti a credere che l'operazione consenta a questo politico 52enne di tirare avanti fino alle prossime elezioni comunali.

Bastava assistere alla riunione di ieri pomeriggio in Campidoglio per capire ad esempio come il mondo delle imprese sia scettico di fronte al salto di qualità. All'incontro ha partecipato Aurelio Regina (debitore della nomina alla presidenza dell'Auditorium), ma erano assenti le rappresentanze degli artigiani e dei costruttori che fanno parte del tessuto vitale di Roma. E mancava anche Cesare Pambianchi, beccato nella lista dei conti svizzeri e volutamente lasciato fuori dalla porta.

 

La realtà è che a questo Alemanno, sindaco di una città degradata, non crede quasi più nessuno. Non ci credono nemmeno i grandi collezionisti di cariche come Luigino Abete e Andrea Monorchio, che secondo il "Corriere della Sera" sarebbero stati consultati per entrare nella Giunta.

 

Domani il Papa darà la sua benedizione a ciò che resta del sogno capitolino che il sindaco ha interrotto ritirando le deleghe agli assessori quando per prima cosa avrebbe dovuto sbarazzarsi con un colpo di spugna del suo entourage di assistenti e consulenti sui quali prima o poi arriverà il faro della magistratura.

Di sicuro la benedizione non gli arriverà dalla sigla sindacale dei poteri forti che curiosamente si può tradurre in CGL dove la prima lettera sta per Caltagirone, la seconda per Geronzi, la terza per Letta. È questa la cupola che governa la Capitale, una CGL che non ha bisogno di referendum e con la quale il gracile sindaco non ha saputo costruire un'alleanza duratura.

13-01-2011]

 

 

 

ANCHE ROMA FA BUNGA BUNGA - RICICLAGGIO, CORRUZIONE, CESSIONE DI COCA, QUESTE LE ACCUSE PER FRANCESCO ORSI, CONSIGLIERE COMUNALE ROMANO MOLTO VICINO AD ALE-DANNO, CHE GLI HA DATO LA DELEGA AL “DECORO URBANO” (SPLENDIDA IRONIA) - SEQUESTRATI COMPUTER, AGENDE E DOCUMENTI - MA L’UNICA COSA SU CUI TUTTI SI CONCENTRANO SONO I FESTINI CON LE PUTTANE, E ANCHE L’INDAGATO TIENE A SMENTIRE SOLO IL BUNGA: “IN QUESTO MOMENTO CAPISCO BERLUSCONI”, A CUI TRA L’ALTRO AVEVA PRESENTATO LA “DAMA BIANCA”, FedericA GAGLIARDI…

1 - ORSI (PDL), IO INDAGATO? IN QUESTO MOMENTO CAPISCO BERLUSCONI...
(ASCA) - ''In questo momento capisco Berlusconi''. Cosi' il consigliere capitolino del Pdl, Francesco Maria Orsi, ha commentato all'Asca la notizia che riporta quest'oggi Repubblica nella quale si legge che e' il consigliere indagato dalla Procura di Roma per ''riciclaggio, reimpiego di proventi frutto di reato, corruzione, cessione di sostanze stupefacenti in occasione di festini con prostitute''. Orsi che prima dell'azzeramento della Giunta aveva ricevuto la delega al Decoro, nel rispondere all'Asca, raggiunto telefonicamente, ha detto che adesso si confrontera' con il partito.

 

2 - ROMA, FESTINI CON SQUILLO E COCAINA INDAGATO CONSIGLIERE DI ALEMANNO...
Carlo Bonini per "la Repubblica"

Forse è solo una coincidenza. O forse no. Ma nelle stesse ore in cui, a Milano, lo tsunami Ruby libera il massimo della sua forza d'urto, la procura di Roma decide di tirare i fili di un affare che tiene insieme un uomo della cerchia stretta del sindaco Gianni Alemanno, la benevolenza politica del presidente del Consiglio e l'amicizia con una sua "dama bianca", un giro di puttane e cocaina, opachi traffici su conti correnti della Banca Mediolanum, accuse di riciclaggio e corruzione.

 

È storia di martedì sera. Quando a Francesco Maria Orsi, consigliere comunale del Pdl, già delegato con la prima giunta Alemanno al decoro urbano e all'expo di Shanghai 2010, militari del nucleo di polizia tributaria della Finanza notificano un avviso di garanzia firmato dal pm Paolo Ielo per "riciclaggio, reimpiego di proventi frutto di reato, corruzione, cessione di sostanze stupefacenti in occasione di festini con prostitute".

Vengono perquisiti gli uffici e l'abitazione di Orsi (per altro, come riferiscono fonti investigative, "convinto sulle prime di dover essere arrestato"). Gli vengono sequestrati computer, agende e documenti sulla dismissione di immobili del patrimonio pubblico, definite "di un certo interesse".

La "pesca" è improvvisa, dopo cinque mesi di indagini a fari spenti. Su un tipo il cui nome - Francesco Maria Orsi - ai più, dice poco o nulla. E questo, nonostante si dia un gran da fare. Almeno a stare alle carte della pubblica accusa. L'uomo, 45 anni a marzo, è arrivato in Campidoglio dal nulla. Meglio, con 1374 voti, guadagnati nelle elezioni del 2008 dopo essere stato uno dei motori della campagna di Alemanno.

 

È un ex ufficiale dei carabinieri, riconvertito alla professione di broker assicurativo. Nel 2004, ha fondato una sua società - la "Lloyd Team Broker" - e il suo business è l'immobiliare. Meglio, le aste con cui viene dismesso il patrimonio pubblico. Ha un socio, un tale Vincenzo La Musta. Un "saltafossi" di professione "immobiliarista" che, finito nei guai (ha patteggiato a Roma una condanna per riciclaggio nei giorni scorsi), se lo tira dietro, raccontando che il lavoro dell'ex amico è un altro.

 

La Musta sostiene infatti che, come peraltro accertato da un'indagine che nasce a Benevento, su una serie di conti (alcuni intestati a nomi fittizi) della filiale di Roma della Banca Mediolanum vengono riciclati denari truffati in Campania a famiglie di disabili e di affetti da malattie per trasfusione di sangue infetto. Complessivamente intorno ai 2 milioni di euro, frutto di risarcimenti civili che le vittime non incassano e che, appunto, prendono la strada di Roma e, in parte (come accerta la Guardia di Finanza), rimangono appiccicati alle mani di Orsi.

Per farne cosa? "Nulla. Perché si tratta di un equivoco", scrive lui a "l'Unità" che il 7 gennaio scorso solleva il problema di quegli strani conti. "Per partecipare alle aste immobiliari "Scip1" e "Scip2" bandite dal ministero del Tesoro", sostiene l'accusa. Per entrare negli incanti degli alloggi popolari Ater (per i quali, secondo il pm, avrebbe anche corrotto funzionari pubblici). Insomma, per un posto al sole, che, del resto, Orsi certamente ha guadagnato nel 2008. Perché è in quell'anno che - come scrive nell'annunciare la sua candidatura - "Se aiutiamo un sogno, il sogno ci aiuterà".

 

Diciamo che ad Orsi dà una mano Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio presta infatti la sua voce per un spot elettorale radiofonico in cui lo si ascolta dire: "Io penso che molti dovrebbero seguire l'esempio di Francesco Orsi e penso che avrà successo, perché è conosciuto a Roma, soprattutto nella Roma che lavora".

 

Di più, il presidente cede il suo nome per manifesti personalizzati in cui si legge: "Vota Pdl e scrivi Orsi, parola di Silvio Berlusconi". È un fatto che, alla fine di giugno dello scorso anno, Berlusconi scende dall'aereo di Stato che lo porta al G8 di Toronto con accanto una misteriosa "dama bianca" di 28 anni, neo assunta alla Regione Lazio dalla governatrice Polverini, che di nome fa Federica Gagliardi e che si "scopre" amica di Orsi (come lui stesso tiene a far sapere al "Corriere della Sera" in quei frangenti).

La circostanza viene rapidamente digerita dalle cronache. Ma l'ex socio La Musta complica la vita di Orsi. Ai pm racconta infatti che il consigliere comunale benedetto da Berlusconi, nel frattempo delegato da Alemanno al "decoro urbano" e all'expo di Shanghai 2010 (vicenda oggetto di un'inchiesta di "Repubblica" nel dicembre scorso), si fa voler bene animando "a Roma, almeno fino al 2009", "festini con prostitute" in cui - scrive il pm nel decreto di perquisizione - "cede ai presenti cocaina".

 

Chi siano gli invitati, al momento, non è dato sapere (la procura sta cercando di ricostruirlo). Sicuramente un "non ancora identificato" ufficiale della Finanza che "corrompe" (Orsi, come documentano le intercettazioni telefoniche ha frequenti contatti con il maggiore Luca Berriola, arrestato nella vicenda Mokbel). Altrettanto sicuramente, uomini del suo sistema di relazioni le cui identità, dopo le perquisizioni di martedì e il sequestro di computer e agende, potrebbero presto non essere più un segreto.

 20-01-2011]

 

 

1- COME DAGO-ANTICIPATO UN MESE FA ALE-DANNO PREPARA LA FUGA DAL CAMPIDOGLIO - 2- VOCI: STAREBBE PER ABBATTERSI UNA RAFFICA DI AVVISI DI GARANZIA. CHI COLPIRANNO? - 3- PIUTTOSTO CHE FINIRE NEL TOMBINO DI EX CAMERATI RAPACI E PARENTOPOLI FAMELICA, LUPOMANNO è PRONTO A DIVENTARE IL LEADER DEL DOPO-FINI PER IL BANANA - 4- IL FUTURO CAPITOLINO è NERISSIMO COME UNA FOGNA: IN CASO DI SFIDA, SECONDO I SONDAGGI, RETRO-MANNO INCASSEREBBE IL 42 PER CENTO DEI CONSENSI, ZINGARETTI IL 58 - 5- COME STRAANNUNCIATO SAREBBE IL LETTA-LETTA BERTOLASO A PRENDERE IL SUO POSTO

1- IN CASO DI SFIDA, SECONDO I SONDAGGI, RETRO-MANNO INCASSEREBBE IL 42 PER CENTO DEI CONSENSI, ZINGARETTI IL 58
Giovanna Vitale per "la Repubblica"

 

Non ci sono solo le liti continue fra gli ex forzisti e il sindaco Alemanno, accusato di favorire i colonnelli di An a scapito della corrente azzurra. E neppure la crescente insofferenza dell´inquilino del Campidoglio nei confronti dei vecchi "camerati" che, come Parentopoli insegna, si sono dimostrati fin troppo rapaci, oltre che incauti. Dietro l´accelerazione della crisi spuntano due elementi che, apparentemente slegati tra loro, potrebbero ben spiegare il perché di tanta fretta nell´azzerare deleghe e assessori.

Da una parte il sondaggio segreto, commissionato da Alemanno e planato giusto ieri sulla sua scrivania, che misura il gradimento dei romani nei confronti dell´attuale sindaco e del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, da molti nel Pd indicato come candidato unico alla successione nel 2013.

 

Allo stato attuale, in caso di sfida, l´esito sarebbe disastroso: secondo la rilevazione, infatti, Alemanno incasserebbe il 42 per cento dei consensi, Zingaretti il 58. Un´autentica debacle per il Pdl e, soprattutto, per uno dei suoi uomini di punta. Roba da spezzare qualsiasi carriera.

E qui veniamo al secondo elemento. Assai caldeggiato dall´ala forzista e considerata una onorevole via d´uscita pure da Alemanno. La strategia che comincia a circolare negli ambienti del centrodestra non solo capitolino, discussa in mattinata alla Camera nel corso del vertice con Cicchitto e Gasparri, prevede l´inserimento in giunta di un uomo fortissimo destinato, tra due anni, a succedere all´inquilino del Campidoglio nel frattempo chiamato a più alti e prestigiosi incarichi. L´asso da calare si chiama Guido Bertolaso, cui verrebbe assegnato il ruolo del vicesindaco in attesa di conquistare - nel 2013 - il colle più alto della politica romana.

 

Naturalmente per Alemanno non sarà una retrocessione. Lui, per quei tempi, sarebbe pronto a correre come vicepremier accanto a Silvio Berlusconi (o a chi per lui): prenderà insomma il posto che fu di Gianfranco Fini, capo di quei colonnelli di An rimasti senza guida. Sarebbe stato il Cavaliere in persona a proporre questa soluzione all´«amico Gianni»: il più adatto - a dire del premier - a coprire la rive droite del Pdl assediata dai futurista. E ad Alemanno l´idea non è mai dispiaciuta, restando sempre molto attivo nella vita di partito più che in quella amministrativa.

Ecco perché quando a Roma i dissapori con l´ala forzista si sono inaspriti, Alemanno ha cercato di correre subito ai ripari. La prova? Quando, prima di Natale, aveva pensato di effettuare un rimpasto-blitz e di sostituire l´assessore all´Urbanistica Marco Corsini, potegé di Fabrizio Cicchitto, è bastata una telefonata di fuoco del capogruppo alla Camera per fargli cambiare idea. Risultato? Corsini è diventato intoccabile Non solo.

L´azzeramento dell´esecutivo romano sarà l´occasione per tingere d´azzurro la giunta di Roma. A spese del nero: è un fedelissimo di Alemanno l´assessore ai Trasporti Sergio Marchi, diventato dopo Parentopoli non più difendibile; proviene da Fi ma è passato con Gasparri il titolare dell´Ambiente Fabio De Lillo; è espressione di Andrea Augello, sottosegretario alla Funzione pubblica, motore del comitato elettorale di Alemanno prima e Polverini poi, l´assessore al Personale Enrico Cavallari; è sorella di un deputato nonché espressione del parlamentare Fabio Rampelli, altro uomo forte del Pdl post-An in Campidoglio, la responsabile della Scuola Laura Marsilio.

 

Al loro posto scaldano già i motori Antonello Augemma, capo dei dissenzienti di Laboratorio Roma, ex Fi; Dino Gasperini, ex udc passato con Fi; Visconti, in quota Alemanno. Solo l´asso verrà tenuto segreto fino all´ultimo.

2- VOCI: STAREBBE PER ABBATTERSI UNA RAFFICA DI AVVISI DI GARANZIA. CHI COLPIRANNO?
Fabio Martini per "La Stampa"

Si è dato i tre giorni. Per un motivo inconfessabile in pubblico: se Gianni Alemanno non rifà la giunta entro giovedì sera, l'indomani mattina - col Papa che riceve gli amministratori capitolini come ogni inizio anno - per il sindaco di Roma la figuraccia diventerebbe proverbiale. Già da tempo, col cinismo accondiscendente dei romani, in Campidoglio lo chiamano «Retromanno», per via di quella attitudine a fare annunci e poi rimangiarseli. Ma stavolta il sindaco non rispetterà quella fama.

 

Alemanno sa già di poter tagliare in tempo il traguardo minimo dei tre giorni, anche perché nessuno come lui sa che non è proprio il caso di incappare nell'ennesima magra dopo lo scandalo di «Parentopoli». Le 850 assunzioni a chiamata diretta all'azienda dei trasporti, le mille all'Ama, la municipalizzata dell'ambiente e le gaffes dell'ex terrorista di destra, anche lui assunto nell'era Alemanno, che dal suo sito web si è messo a sparare proiettili lessicali contro gli studenti che andrebbero ammazzati «a colpi di mortaio», oppure «ricoperti di pece bollente».

Certo, nell'accelerata di Alemanno hanno giocato due elementi palesi. Lo sfregio di immagine subìto con «Parentopoli» e la ricerca del «Sole - 24 Ore». Ma l'ultima «sveglia» l'ha prodotta un sondaggio riservatissimo che circola da qualche giorno in Campidoglio: se si votasse oggi Gianni Alemanno otterrebbe il 42% dei consensi, mentre il suo sfidante più naturale, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, del Pd, incasserebbe il 58%. Naturalmente si tratta di intenzioni di voto, volatili come qualsiasi opinione.

Ma a 51 anni, dopo aver guidato la corrente «rautiana» di An, aver fatto il ministro e aver conquistato il Campidoglio, Gianni Alemanno sa di essere ad uno spartiacque, per sé e per la tradizione che rappresenta. Roma è, da sempre, la capitale della destra italiana. Roma è la città del balcone del Duce, del Foro Mussolini, ma anche di via Sommacampagna, la battagliera sede dell'Msi negli Anni Settanta.

 

Ed è anche la città dei «ragazzi di via Milano». E' lì, nella sede del «Secolo d'Italia», che hanno lavorato e si sono formati in anni duri quasi tutti i capi della destra italiana, Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri, Francesco Storace, Silvano Moffa, Adolfo Urso, Teodoro Buontempo, Flavia Perina, Gennaro Malgieri e anche il direttore di RaiUno Mauro Mazza.

Roma, città delle lacrime e del sangue per tutta una generazione e che ha sempre indotto retoriche autopromozionali. Qualche giorno prima che scoppiasse "Parentopoli", Alemanno disse: «Io ho salvato Roma». Frase stentorea che allude al pesante deficit ereditato dalla giunta Veltroni. E proprio lì si nasconde uno dei veri motivi dell'accelerazione di Alemanno: il Comune di Roma è rimasto senza benzina.

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A luglio il bilancio è stato chiuso con un buco di 180 milioni e per l'anno in corso se ne aggiungeranno altri 150. Col taglio di servizi sempre più essenziali. «Se Tremonti non ci dà una mano, qui finisce male», confida Alemanno. Proprio in vista di un braccio di ferro col ministro dell'Economia, Alemanno ha bisogno di avere il Pdl dalla sua parte. Ecco perché ieri mattina è andato a Montecitorio a trattare il "restyling" della giunta assieme a Maurizio Gasparri e a Fabrizio Cicchitto, che sono anche i "patron" di due degli assessori a rischio turnazione: Fabio De Lillo e Marco Corsini.

Alemanno ha assicurato che i sostituti apparterranno alle stesse cordate. Certo, in queste ore se ne dicono tante. Qualcuno immagina soluzioni altisonanti, ipotizzando il coinvolgimento di "vip" come Guido Bertolaso. In Campidoglio smentiscono, rivelando rapporti personali non idilliaci tra il sindaco e l'ex leader della Protezione civile.

Resterà in giunta Umberto Croppi, l'unico finiano? Assessore alla Cultura, Croppi è blindato da risultati eloquenti, che ne hanno fatto un interlocutore per tutto il mondo della cultura. Entreranno esponenti della Destra, come promesso pubblicamente da Alemanno? «Siamo assisi sul Tevere...», dice Francesco Storace. Il patto con i notabili è per un minirimpasto. Ma tutto potrebbe essere terremotato da una voce, l'ultima che circolava ieri: sul Campidoglio starebbe per abbattersi una raffica di avvisi di garanzia. Se la voce fosse fondata, chi colpiranno? 11-01-2011]

 

 

FAIDA SENZA PRECEDENTI TRA I POTERI DELLA CAPITALE - 1. ’IL MESSAGGERO’ DI CALTARICCONE BOMBARDA LA CORRENTE DI MARSILIO E RAMPELLI CON LA LISTA DI TUTTI GLI ASSUNTI IN QUOTA LORO, TRA CUI LA FIDANZATA DI MARSILIO CHE “GUADAGNA PIÙ DEL SINDACO” E DIRIGE LA COMUNICAZIONE ATAC “SENZA ESSERE GIORNALISTA”. LA REPLICA DEI DUE AENNINI CON ALLUSIONI PESANTI A LOTTIZZAZIONI EDILIZIE E SPECULAZIONI BLOCCATE - L’AFFONDO SULLA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE DEL POTERE ROMANO: LA DIFESA DEL “CONTROLLO PUBBLICO DI ACEA”, IL TESORETTO ROMANO SU CUI CALTA VUOLE A TUTTI I COSTI METTERE LE MANI (CON IL LASCIAPASSARE DELL’ORMAI INDEBOLITO ALE-MAGNO) - 2. LA RESA DEI CONTI SULLE ASSUNZIONI È TUTTA INTERNA AL PDL

 

1 - ATAC, STIPENDIO D'ORO ALLA FEDELISSIMA DI RAMPELLI, GUADAGNA PIU' DEL SINDACO...
Davide Desario per "Il Messaggero - Roma"

Il direttore delle relazioni esterne dell'Atac? Guadagna di più del sindaco Gianni Alemanno. Eccola l'ennesima anomalia di questa parentopoli all'amatriciana. Perché non è solo una questione di parenti, amici e fede politica. E' anche una questione di stipendi. Soprattutto quando l'assunzione riguarda aziende del Comune di Roma, come l'Atac appunto, che hanno bilanci disastrati e dovrebbero spendere in maniera attenta le proprie risorse.

La gabbianella e il Marco. La direzione relazioni esterne, istituzionali e comunicazione dell'Atac da meno di un anno è guidata da Stefania Fois. Il suo nome è già rimbalzato in lungo e in largo nell'inchiesta di parentopoli perché compagna del deputato del Pdl Marco Marsilio e fedelissima della corrente dei "gabbiani" di Fabio Rampelli. Un rapporto così forte che la Fois, nel suo profilo Face-book invece della fotografia pubblica, proprio come Rampelli, un gabbiano stilizzato su fondo azzurro. Quando a maggio saltò fuori per la prima volta il caso dell'assunzione, Marsilio lo liquidò così: «La nostra relazione è relativamente recente. Non capisco comunque perché i parenti o gli amici dei politici debbano essere per forza disoccupati».

 

Vicina al presidente. Il suo non è un incarico da poco. E alle dirette dipendenze del presidente Luigi Legnani con il quale ha lavorato a lungo alle ferrovie del Nord proprio alle relazioni esterne. E quando Legnani è passato all'Atac lei lo ha seguito, anche se qualcuno sostiene il contrario: che sia lei, una volta sicura del posto all'Atac, che lo abbia "segnalato". Ai suoi ordini la Fois, benché non risulta iscritta all'ordine dei giornalisti, ha l'ufficio stampa (guidato dal giornalista professionista Maurizio Sgroi), l'infomobilità (col giornalista Gianluca Naso), le relazioni istituzionali (guidate da Roberta Pileri ex compagna dell'ex assessore alla Mobilità della giunta Veltroni Mauro Calamante) e il polo museale (col giornalista Massimo Bianchini).

Un contratto d'oro. La sua assunzione, neanche a dirlo, è stata fatta dall'amministratore delegato Adalberto Bertucci. E il 26 febbraio del 2010 e con il provvedimento 18 Bertucci decide, con il visto dell'assessore al Bilancio Maurizio Leo (lettera del 27 gennaio protocollo n.4/ris), di procedere «al più presto» all'assunzione a tempo indeterminato della Fois insieme ad altri due alti dirigenti. Costo complessivo dell'operazione 769.272 euro di cui 210 per oneri sociali e trattamento di fine rapporto. Insomma anche a voler pensare che la Fois guadagni meno degli altri due il suo stipendio è senza dubbio più alto di quello di Gianni Alemanno, che nel 2009 ha dichiarato un reddito lordo complessivo poco superiore ai 150mila euro.

 

La difesa d'ufficio. Nei giorni scorsi tre rampelliani doc, come i consiglieri comunali Andrea De Priamo, Federico Mollicone e Lavinia Mennuni, hanno fatto quadrato intorno a Marsilio e alla sua compagna. «Basta fango - hanno detto - Marco è un politico specchiato, e la sua compagna, Stefania Fois è giunta in Atac dopo 12 anni di carriera professionale nel gruppo Ferrovie Nord Milano, azienda leader nel trasporto pubblico locale dove è stata collaboratrice dell'ingegner Legnane». Come detto non è iscritta all'ordine dei giornalisti. Laureata? Non è dato saperlo. Sul suo sito internet però (www.stefaniafois.it) si dipinge, è proprio il caso di dirlo, come pittrice. Al suo attivo «20 mostre collettive e 7 mostre personali dal 1986 al 2003».

 

L'imbarazzo degli altri. La vicenda Parentopoli ha fatto storcere il naso a molti all'interno del Pdl in Campidoglio. I sette consiglieri del cosiddetto Laboratorio Roma hanno preso le distanze dai rampelliani chiedendo chiarezza: «Riteniamo che il problema delle assunzioni nelle municipalizzate non sia di quantità né di colore politico, ma di trasparenza nei criteri di selezione - ha detto il portavoce Antonello Aurigemma - Se fossero provate le notizie su presunte assunzioni facili, il fatto che il centrosinistra facesse lo stesso in passato non contraddice né perdona un malcostume cui non sentiamo di appartenere e dal quale decisamente prendiamo le distanze».

 

Gli altri gabbiani. Ma nelle municipalizzate romane oltre alla Fois sono saltati fuori anche altri gabbiani. In Ama, per esempio, l'amministratore delegato Franco Panzironi ha assunto senza concorso Fabrizio Mericone, rampelliano Doc. Sempre in Atac, invece, è approdato un altro uomo molti vicino a Fabio Rampelli, ovvero il presidente del consiglio del XIX municipio Massimiliano Pirandola.

 


2 - PARENTOPOLI. MARSILIO-RAMPELLI: CONTRO DI NOI DIFFAMAZIONI...
(DIRE) "Gli attacchi farneticanti di un quotidiano romano, che da qualche settimana ha assalito a freddo l'amministrazione capitolina per motivi che sarebbe utile comprendere, piu' recentemente orientati contro di noi e le comunita' politiche che rappresentiamo, ci costringono - per legittima difesa - a infrangere il nostro codice e a esporre formale querela per tutelare la nostra onorabilita' da una sequela di menzogne condite con titoli e foto palesemente forzati e ridicoli". È quanto dichiarano, in una nota congiunta, i deputati del Pdl, Fabio Rampelli e Marco Marsilio.

 

"Ci pare evidente- proseguono Rampelli e Marsilio- che dietro giornalisti fortemente politicizzati che non verificano le informazioni taroccate che giungono loro, ci sia qualche ambiente che sta tentando di gettare fango su di noi. L'azione di killeraggio ovviamente sorvola sul fatto che siamo stati solitari animatori di durissime battaglie contro la speculazione economica fatta a danno di Roma, troppe volte ignorate da una stampa che fa inchieste su ordinazione dei poteri forti, rinunciando invece a scrivere una sola riga sui grandi affari in campo".

"Sia la sinistra che una certa pseudo destra- spiegano i deputati Rampelli e Marsilio- hanno assistito silenziose: alla battaglia contro la cementificazione del Parco di Tor Marancia; a quella per tentare di bloccare l'espansione della citta' su terreni che avevano una ben determinata proprieta' immobiliare, costringendo la collettivita' a pagare costosissime infrastrutture; a quella per evitare di sprecare centinaia di milioni di euro nella citta' dello sport di Tor Vergata; a quella per bloccare lo scempio di Tor Pagnotta; a quella per impedire che un servizio strategico come l'autoporto della Bufalotta fosse cancellato per lasciare il passo a una colata di cemento a destinazione residenziale e commerciale; a quella per il controllo pubblico dell'Acea; a quella contro il gassificatore di Malagrotta e la proliferazione di inceneritori inquinanti per i cittadini, inutili alla soluzione del problema rifiuti, ma utili a moltiplicare profitti per i soggetti promotori, come nel caso del connubio Cerroni-Acea; a quella dura e difficile per annullare lo scandaloso mega-appalto per la manutenzione stradale in regime di concessione 'stranamente' vinto da una cordata guidata dal famigerato imprenditore Romeo, insieme a noti gruppi romani".

 

"Non abbiamo nulla da nascondere- concludono Fabio Rampelli e Marco Marsilio- diversamente da chi da' notizie volutamente infondate o tendenziose, utili solo a patetici depistaggi e da chi le pubblica in maniera subdola. Dormiremo anche stanotte sonni tranquilli, almeno noi, che abbiamo la coscienza pulita. E continueremo a portare avanti, senza alcuna titubanza, le battaglie in cui crediamo".


3 - CHI MENA L'ASSESSORA MARSILIO? UN EX COLLABORATORE DI FORZA ITALIA, DELLA TV DELLA LIBERTA' E DELLO STESSO ALEMANNO...
A diffondere la notizia del blitz dell'assessora capitolina Laura Marsilio dal dentista con l'auto di servizio (vedi Dagospia del 17 dicembre) è stato il sito internet www.noiroma.com, prontamente ripreso dal "Messaggero" che ha sparato lo "scoop" in prima della cronaca di Roma. Ma chi c'è dietro a questo giornale online che ha messo i propri fotografi a pedinare un membro della Giunta Alemanno?

Il direttore risponde al nome di Michele Ruschioni, giornalista trentatreenne la cui biografia si rintraccia in numerosi siti internet. Scrive ad esempio "L'Occidentale", di cui Ruschioni è collaboratore: "Michele Ruschioni, nato a Roma nel 1977. Laureato in Sociologia. Giornalista. Inizia giovanissimo la sua attività lavorando nel circuito delle tv locali romane per poi approdare prima a Libero e poi alla Tv della Libertà. Nel 2006 è autore insieme a Renato Brunetta e Vittorio Feltri del libro ‘I Sindaci in rosso'. Oltre ad essere direttore del mensile free press Barrio, è blogger e opinionista radiofonico".

 

Insomma, Ruschioni è niente meno che un ex collaboratore della tv della Brambilla. Un altro particolare lo aggiunge Paola Zanca su "Il Fatto Quotidiano" in un articolo dello corso 16 settembre, parlando dei "professionisti a chiamata" che i partiti "infiltrano" nelle trasmissioni televisive per fare la claque agli esponenti di centrodestra.

Tra queste speciali truppe cammellate c'è anche lo stesso Ruschioni: "Comincia nel 2006 quando lavorava per l'ufficio stampa di Forza Italia. ‘Ci chiamavano per le puntate fiacche di Porta a Porta, ci chiedevano di vestirci bene. Ma lì è una situazione molto istituzionale, Vespa non vuole applausi durante gli interventi. E comunque la trasmissione è registrata, se c'è un fuori programma qualche taglietto lo possono fare'. Altre volte l'arena è più calda. Ed esserci, fa la differenza.

‘Nel 2007 andavo spesso a Ballarò. Lì c'è un'anarchia, secondo me voluta. Lavoravo alla Tv delle libertà e bisognava pompare la Brambilla. Io, - ricorda Ruschioni - ero uno dei pochi romani che poteva arrivare subito quando serviva la claque'. Poi ha continuato con Gianni Alemanno, candidato sindaco di Roma: lavorava al comitato elettorale e là dentro sapevano benissimo che un applauso in tv vale più di mille volantinaggi".

Insomma: il missile contro la sorella del parlamentare aennino Marsilio arriva niente meno che da un ex collaboratore di Forza Italia e dello stesso Alemanno. E ora Ruschioni non lascia ma raddoppia: su noiroma.com chiede addirittura la cacciata della Marsilio, "se fossimo un paese normale, e questa è la prova che non siamo un paese normale, l'assessore si sarebbe dovuta dimettere ieri".20-12-2010]

 

 

1- IL MAGNA MAGNA DI ALE-MAGNO! - L’AFFARE S’INGROSSA: LA PARENTOPOLI ROMANA ARRIVA DRITTA DRITTA NELLE STANZE DEL SINDACO (CHE SI ERA SEMPRE DICHIARATO ESTRANEO) - 2- NON SOLO I FIGLI DEL CAPOSCORTA: PAOLO SERAPIGLIA, STRETTISSIMO COLLABORATORE DI ALE-DANNO ASSUNTO IN CAMPIDOGLIO NEL 2008 SUBITO DOPO LE ELEZIONI, È SUCCESSIVAMENTE ENTRATO NELL’AMA DI PANZIRONI GRAZIE ALLE SELEZIONI 2009 E POI È STATO DI NUOVO DISTACCATO NELLA SEGRETERIA DEL SINDACO, MA CON CONTRATTO AMA GARANTITO A VITA - 3- COME FUNZIONA L’ALEMANNO SYSTEM? COSì: IL CAPO DELLA RIVOLTA DEI TASSISTI NEL 2007 CONTRO VELTRONI PREMIATO CON UNO STIPENDIO ALL’UFFICIO STAMPA ATAC… - 4- VIOLENZA, IERI E OGGI: 1988, ALEMANNO LANCIA MOLOTOV E QUEGLI 8 MESI IN CARCERE

 

1- LA PARENTOPOLI NELLE STANZE DEL SINDACO: DOPO I FIGLI DEL CAPOSCORTA SPUNTA ANCHE PAOLO SERAPIGLIA, LO STRETTO COLLABORATORE DI ALE-MAGNO ASSUNTO AD AMA
Alessandro Capponi ed Ernesto Menicucci per "Il Corriere della Sera - Roma"

Dal Comune all'Ama, e poi di nuovo al Comune come distaccato. È la brillante carriera di uno degli uomini vicini ad Alemanno, Paolo Serapiglia, ennesimo caso della Parentopoli che da settimane ormai, a Roma e non solo, è sulla bocca di tutti. Gianni Alemanno, in questi giorni, lo ha ripetuto spesso:

 

«Non mi occupo di assunzioni, se chiunque ha commesso a mia insaputa delle irregolarità dovrà lasciare l'incarico», è stata la giustificazione del sindaco di fronte allo scandalo di Parentopoli.

E una volta, in riferimento a Dario Panzironi, figlio dell'ad dell'Ama che lavorava nella sua segreteria e poi è entrato ad Eur spa (società all' 80%del ministero del Tesoro, ma dove c'è come amministratore delegato Riccardo Mancini, uomo molto vicino al sindaco), Alemanno ha aggiunto: «Non posso sapere neppure quello che avviene nel mio gabinetto» .

Però, proprio nel suo stretto entourage emerge l'ennesimo caso di una storia - le assunzioni facili nelle aziende del Comune, per legami parentali, politici oppure per tutti e due - che sembra davvero senza fine. Serapiglia viene descritto come un «tecnico informatico» e, nello staff di Alemanno, è uno di quelli della «prima ora».

 

In Comune, infatti, entra praticamente subito, non appena si insedia la giunta. Il centrodestra vince le elezioni il 28 aprile 2008 e la delibera di assunzione di Serapiglia (la numero 120) è del 18 giugno: contratto a tempo determinato fino alla scadenza del mandato elettorale del sindaco, categoria D, posizione economica D1, stipendio annuale lordo 23.024 euro.

 

Serapiglia viene assunto, si legge nell'atto della giunta, nella «segreteria del sindaco per cooperare all'esercizio delle funzioni ad essa connesse» , ed è lo stesso Alemanno - con una nota del 5 giugno - ad aver «manifestato la volontà di avvalersi della collaborazione del sig. Paolo Serapiglia».

Un uomo di fiducia, evidentemente. Che, però, a novembre del 2009 - poco più di un anno dopo la sua assunzione a tempo determinato - fa le valigie. Per lui, infatti, si aprono le porte dell'Ama, gestita da Franco Panzironi, amico e sodale di Alemanno, segretario generale della sua fondazione Nuova Italia, nominato all'Unire quando il sindaco era ministro dell'Agricoltura.

 

Serapiglia, spiegano in Campidoglio, «è entrato dopo aver svolto una regolare selezione, perché all'azienda serviva quel tipo di professionalità». Sarà. In Ama, però, Serapiglia resta appena qualche mese, tanto era indispensabile la sua figura. Giusto il tempo di scavallare l'anno che, già nei primi mesi del 2010, da via Calderon de la Barca ritorna in Campidoglio, stavolta con la formula del «distacco aziendale» . E dove va a lavorare? Nel gabinetto del sindaco, naturalmente. Ma stavolta, con il contratto all'Ama garantito.

2- IL CAPO DELLA RIVOLTA DEI TASSISTI CONTRO VELTRONI ASSUNTO IN ATAC
Fabrizio Peronaci per "Il Corriere della Sera - Roma"

Parentopoli all'Atac, un nuovo caso fa discutere. Tre anni fa era in piazza come leader della protesta dei tassisti contro Veltroni: in quanto capo della Ciisa-taxi (nonché responsabile del Settore trasporti della Fiamma Tricolore di Rauti), si distinse come uno dei capipopolo (al fianco di Loreno Bittarelli, del 3570) nella battaglia contro la concessione di nuove licenze.

 

«Scorrerà molto sangue», minacciò nei giorni caldi della vertenza, poi esplosa in tumulti e blocchi stradali. Adesso Giuliano Falcioni, 34 anni, un tempo conducente di «Zara 31», è finito anche lui nella folta schiera della parentopoli all'Atac. E i consumatori insorgono.

«Dopo l'ex tassista diventato consigliere comunale, oggi apprendiamo che anche un altro ex tassista ha trovato un posto privilegiato nell'Atac - è il commento di Carlo Pileri, presidente dell'Adoc -. Vorremmo capire quale sia l'orientamento del sindaco Alemanno, se vuole essere il sindaco dei romani, come più volte espresso in campagna elettorale, o il sindaco dei tassisti, dato che è sempre prodigo verso la categoria, si tratti di problemi professionali o personali».

 

TRASFERITO ALL'UFFICIO STAMPA - L'ex tassista è stato assunto dopo la vittoria di Alemanno inizialmente come autista e poi è stato trasferito al "piano nobile" dell'azienda: lavora nell'Area relazioni istituzionali e ufficio stampa dell'Atac, dove segue l'archiviazione degli articoli, la rassegna stampa mattutina, i contatti con le testate. Da una dura giornata di lavoro sull'auto bianca, insomma, a un posto fisso nello staff di professionisti più vicino alla direzione e alla presidenza dell'Atac.

 

NO ALL'AUMENTO DEI BIGLIETTI - L'Adoc coglie l'occasione per ribadire il suo secco «no» al ventilato aumento del biglietto dell'autobus a 1,5 euro. «Dopo i problemi della gestione Atac e le spese non sempre comprensibili realizzate dagli amministratori sembra paradossale aumentare del 50% il costo del biglietto - continua Pileri - considerati anche i bassi standard di efficienza (ritardi, sporcizia) del servizio. Se un biglietto costerà 50 centesimi in più, un abbonamento annuale, dal costo odierno di 230 euro, aumenterà molto probabilmente di oltre 60 euro».

3- ALEMANNO-MOLOTOV E QUEGLI 8 MESI IN CARCERE
Stefano Caselli per Il Fatto

 

Che Gianni Alemanno protesti contro la scarcerazione di tutti i fermati durante i disordini di Roma del 14 dicembre è comprensibile. È pur sempre il sindaco della città, e quei venti milioni di danni sono difficili da digerire. Lui nel 1990, quando ai margini della "Pantera" prendeva parte da destra alla protesta studentesca contro la riforma Ruberti, si limitava a tuonare contro "il portato tecnocratico e privatizzante della riforma sull'autonomia universitaria, che favorisce l'omologazione dei nostri atenei ai modelli economicistici pienamente funzionali al sistema neocapitalistico".

Ma forse - chissà - gli saranno tornati in mente anni più lontani, quando uscire di galera non era mica così facile. Nel maggio 1988 Alemanno fu eletto segretario nazionale del Fronte della Gioventù e ai cronisti tornarono subito in mente quegli otto mesi di carcere che il trentenne futuro sindaco di Roma si fece quando di anni ne aveva soltanto ventitré.

 

Correva l'anno 1982, il Muro di Berlino era ancora ben saldo e l'allora giovane militante del Msi, avuta notizia del colpo di Stato del generale Jaruzelski in Polonia, espresse tutta la sua indignazione lanciando una molotov contro l'ambasciata dell'Unione Sovietica a Roma. Sarà poi prosciolto, ma a nessun magistrato venne in mente di scarcerarlo immediatamente; forse per via di quel precedente dell'anno prima.

Il 21 novembre 1981 Alemanno fu bloccato da due carabinieri di fronte al bar "La Gazzella" nel rione Castro Pretorio, assieme all'allora segretario del Fronte della Gioventù di via Sommacampagna Sergio Mariani, per aver partecipato all'aggressione dello studente Dario D'Andrea di 23 anni.

 

Il gruppo di missini, giunto al bar con l'intento di aggredire D'Andrea, a causa della presenza dei militari, dovette accontentarsi di lanciare al suo indirizzo, colpendolo, una pesante spranga di ferro. Alemanno non riuscì a dileguarsi e finì dentro, rischiando l'imputazione di tentato omicidio.

Incidenti di gioventù, figli di un'epoca in cui la violenza politica era pane quotidiano per una buona fetta di quella generazione. Forse il sindaco ha a cuore che i giovani d'oggi non ripetano gli stessi errori. In fondo fu lui stesso, nel 1988, a dichiarare di aver imparato dal carcere "che la violenza deve essere assolutamente rigettata come mezzo di azione politica".

 

Rinunciare alla violenza sicuramente, evitare di scontrarsi con le oggi tanto amate forze dell'ordine, forse. Il 29 maggio 1989 Alemanno ci ricasca: assieme ad altri dodici militanti viene arrestato con l'accusa di "resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentativo di blocco di corteo ufficiale".

 

A Nettuno, infatti, è atteso il presidente degli Stati Uniti George Bush e al trentunenne segretario del Fronte della Gioventù, con il Muro di Berlino ancora in piedi seppur scricchiolante, gli Stati Uniti non vanno molto a genio. I giovani missini intendono impedire che il corteo presidenziale raggiunga il cimitero americano di Nettuno, visita ritenuta offensiva "alla memoria di migliaia di caduti che si sono battuti per la dignità della patria, mentre altri pensavano solo a guadagnarsi i favori dei vincitori".

 

I cittadini di Nettuno, che attendono con ansia il presidente Usa, non la prendono granché bene, ma a disperdere i manifestanti ci pensano polizia e carabinieri. Questa volta Alemanno viene scarcerato dopo poche ore, non senza che l'organizzazione giovanile missina critichi con durezza l'operato delle forze dell'ordine, colpevoli di aver "aggredito brutalmente i manifestanti, colpendoli con calci e pugni, con la bandoliera usata come frusta fino a colpire alcuni giovani con le radio in dotazione".

Il giorno dopo, a Milano, si tiene un comizio in piazza Oberdan per esprimere solidarietà ai tredici camerati arrestati. Tra i relatori c'è il segretario regionale del Msi, Ignazio La Russa.

 19-12-2010]

Agri-manno Ale-magno! - Il metodo Alemanno della lottizzazione delle poltrone con fedelissimi, neofascisti, ex Nar e Terza Posizione messo a punto dieci anni fa al Ministero dell’Agricoltura - il fido Panzironi a guardia della “cassa” (l’Unire), il probiviro aennino Mamalchi capo di gabinetto, l’onnipresente ex naziskin Vattani, la sorella della deputata Saltamartini - Il caso della società Buonitalia: un carrozzone da 90 milioni di euro affidato a Fabrizio Mottironi, cinque anni di galera per associazione sovversiva

1- DIECI ANNI FA LA LOBBY DI AGRI-MANNO RIEMPÌ DI PARENTI E AMICI L'AGRICOLTURA
Corrado Zunino per "La Repubblica"

Il metodo Alemanno trova la sua prima applicazione, e via via il suo cemento, tra il 2001 e il 2006: parenti e camerati assunti al ministero delle Politiche agricole e forestali. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, oggi 53 anni, l'11 giugno 2001 fu nominato ministro del Berlusconi II.

 

E da lì, dal Mipaf, con passo militare e mano ferma, spazzò in poche settimane le gerarchie consolidate, allontanò i dipendenti patrocinati da nemici e portò negli uffici di via XX Settembre, nel potente braccio operativo dell'Unire (l'ente di gestione dell'ippica) e nella struttura del Corpo forestale i suoi uomini. A decine. Segretari generali e magazzinieri, vigilantes e giornaliste.

 

Tanti impiegati, avviati in uffici amministrativi. Gianni Alemanno con i suoi boiardi di riferimento - Giuseppe Ambrosio al ministero e Franco Panzironi all'Unire (oggi è l'ad dell'Ama, municipalizzata controllata dal Comune di Roma) - per cinque anni mise in atto uno "spoil system" strutturale a favore di compagni di partito e loro familiari. Trentaquattro giorni dopo l'insediamento il ministro Alemanno nominò commissario del collassato Unire Riccardo Andriani, compagno di militanza nel Fronte della gioventù, corrente rautiana.

 

Nel giro di quindici mesi scelse come segretario generale Franco Panzironi, manager di aziende interinali che avrebbe spalancato il mondo dell'ippica alle agenzie di collocamento a lui vicine: si entrava a chiamata diretta.

Le consulenze esterne costeranno all'Unire un milione e mezzo di euro, il segretario subirà un processo da cui uscirà assolto. Abbiamo visto come Panzironi - segretario generale, tra l'altro, della fondazione di Alemanno "Nuova Italia" - si sia portato nella municipalizzata dell'Ambiente quattro dipendenti Unire tra cui Laura Rebiscini, conduttrice di non memorabili trasmissioni per Unire Tv. L'ente ippico sotto Alemanno-Panzironi prese in affitto un palazzo Bnl con uffici larghi come piazze e offrì un lauto contratto a Bruno Vespa, poi contestato dalla Corte dei Conti.

A due alemanniani in quegli anni vennero consegnati gli uffici del calendario e della Corsa Tris, le due "casse" dell'ente. Il probiviro di An Ranieri Mamalchi, oggi responsabile degli affari istituzionali Acea (altra municipalizzata del Comune sotto inchiesta), a inizio Duemila fu chiamato dall'Alemanno ministro a fare il capo di gabinetto.

 

A sua volta, Mamalchi impose all'Unire un ufficio stampa di fiducia a 100 mila euro l'anno e, in tempi recenti, ha sistemato il figlio Edoardo all'Ama di Panzironi. Negli ultimi due anni sono passati dall'ippica al Comune di Roma Marco Mugavero e Raffaele Marra, lui destinato alla direzione delle politiche abitative. E l'ex naziskin Mario Andrea Vattani, che in Campidoglio si occupa a 122 mila euro l'anno delle relazioni internazionali, già curava la segreteria particolare di Alemanno al Mipaf.

 

Sotto l'egida di Antonio Buonfiglio, sottosegretario alle Politiche agricole nel Berlusconi IV, è nato Unirelab, il laboratorio antidoping dell'ippica, un inno al clientelismo di destra e allo spreco: offre il minor numero di analisi in Europa al prezzo più caro. Il direttore generale è un sodale del primo Alemanno, quello di piazza: Paolo De Iuliis.

I Nas di Milano lo hanno indagato per la qualità dei test sui cavalli. Responsabile del personale è Silvia Saltamartini, sorella del deputato Pdl Barbara, stretta collaboratrice del sindaco. In questo laboratorio specialistico è arrivato da Espn Sudamerica un improbabile giornalista sportivo argentino, parente di De Iuliis: gli hanno fatto fare un corso di anatomia negli Stati Uniti, oggi è in causa per una vicenda di rimborsi spese.

Nella greppia di Unirelab sono planati figli di amiche di Panzironi, parenti della Saltamartini, fidanzate di assessori comunali. Nel 2003 hanno aperto una seconda sede a Pomezia: è in cronico deficit, ma è l'ideale bacino di raccolta delle clientele romane. E nella sede di Settimo Milanese la ristrutturazione di una villa per allargare i laboratori si è trasformata nella consegna di tre dépendance personali ai capi.

2- ALEMAGNO E LA SOCIETÀ AFFIDATA ALL'EX NAR. 90 MILIONI DI FONDI, ORA GALAN VUOLE CHIUDERLA
Corrado Zunino per "La Repubblica"

Il luogo pubblico dell'assunzione di destra, esemplare nei suoi numeri e nei pessimi risultati industriali, è una società privata creata all'interno del ministero dell'Agricoltura. Si chiama (è ancora in vita dopo sette anni) Buonitalia spa e per promuovere il cibo italiano nel mondo è costata 90 milioni di euro, dieci solo per le spese di gestione. Buonitalia nei suoi uffici di via del Tritone, a Roma, ha ospitato venti uomini chiamati senza selezione dall'allora ministro Gianni Alemanno e tutti provenienti da esperienze di destra.

 

Buonitalia, nata nel 2003, rappresentava un'idea nel solco della tradizione: difesa del prodotto nazionale e suo rilancio nel mondo. Restando in quel solco l'Alemanno già capo del Fronte della Gioventù nominò come presidente della società per azioni Fabrizio Mottironi, militante dei Nuclei armati rivoluzionari e quindi di Terza posizione, eversione nera teorizzata.

Nel settembre del 1980 Mottironi era stato arrestato con altre quattordici persone per associazione sovversiva. Fece cinque anni di galera, poi fu assolto (oggi ricorda che la Corte di Strasburgo condannò lo Stato italiano a pagare i danni morali e materiali per la carcerazione ingiusta).

Sociologo, giornalista, vicino ai circoli buddisti del paese e fondatore di "Nuova Italia", think thank di Alemanno, Mottironi affiancherà al prestigioso incarico quello di vicepresidente dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare. In quegli anni lo si scopre, manager pubblico: "Invaderemo di pasta le Americhe", amava dire ai collaboratori con linguaggio futurista.

 

L'ex Terza posizione, in questa filiera molto democristiana dell'amico da tirare dentro, assumerà a sua volta Manfredi Minutelli, ufficiale parà della Folgore che ha servito la patria in Libano, direttore del sito "destrasociale. org". La filiera Alemanno-Mottironi lo promuoverà direttore del marketing.
Una creatura di Buonitalia, "Enoteca d'Italia", la sua costola vitivinicola, nel giugno 2005 entrerà in un'inchiesta della Procura di Asti.

Undici indagati, allora, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata in danno dello Stato e false fatturazioni. Furono coinvolti alti dirigenti del ministero e lo stesso Mottironi. Alemanno fu sentito come persona informata dei fatti. La procura si stupì sia dei venti milioni pubblici utilizzati per la start up della struttura che del numero di porte blindate e cassaforti scoperte nella sede.

 

Oggi il ministro dell'Agricoltura in carica, Giancarlo Galan, sta provando a chiudere la dispendiosa Buonitalia e i suoi derivati. Ha definito la società superflua e ha spiegato: "Ci sono già una direzione generale e due divisioni che si occupano di valorizzazione dei prodotti agroalimentari italiani".

Merita attenzione la vicenda di Cristiano Carocci, amico personale e politico dell'attuale sindaco di Roma. Dopo averlo scelto come portavoce al ministero (la carica vale uno stipendio da direttore generale), con un decreto del 23 marzo 2005 Alemanno diede a Carocci anche l'incarico di direttore generale per la tutela del consumatore.

Editore della rivista di destra "Area", Carocci dovette spiegare alla Procura di Parma perché Callisto Tanzi dopo aver fatto viaggiare a sue spese il ministro e la famiglia fino a Zanzibar avesse deciso di dare un contributo di 85 mila euro al settimanale (fondato da Alemanno). Allontanato dal ministro Paolo De Castro, oggi il manager della destra è stato reinsediato con sentenza di tribunale. La sua segretaria al ministero, tra l'altro, era la figlia di Ranieri Mamalchi, gran commis dell'Alleanza nazionale corrente Alemanno.

 13-12-2010]

 

Videoinforma :  www marcobava.it

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

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ATTENZIONE AI RISCHI DELL'EOLICO

 

RIFIUTI ED EMISSIONI 0

 

 

 

 

Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

www.visual.paginegialle.it/

 

ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

SAPEVI CHE L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE  DAL POLITECNICO DI TORINO  :

INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL PROF.UGAZIO clicca qui

La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

...

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di una minoranza armata

Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere ancora viste dalle future generazioni

Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di essere impallinati

Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e meno contrastanti con l’interesse generale

Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria

Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere preservato

Le ragioni del SI
www.referendumcaccia.it .

A breve avremo la data!

Per favore fa circolare il messaggio tra le tue amiche ed i tuoi amici piemontesi!

 

 

  Videoinforma :  www marcobava.it