1 - DDA IPOTIZZA CONTIGUITA' POLITICI-MAFIA ACQUISIZIONE BILANCI IN
SEDE SOCIALISTI AUTONOMISTI...
(Ansa) - L'indagine del pm della Dda di Bari Desire' Digeronimo,
che stamani ha ordinato ai carabinieri di acquisire i bilanci di
alcuni partiti del centrosinistra pugliese mira a verificare - a
quanto si e' saputo - la presunta contiguita' tra alcuni
personaggi legati al centrosinistra e la criminalita' organizzata
barese. I bilanci vengono acquisiti nelle sedi di Pd, Prc,
Sinistra e Liberta', Lista Emiliano e Socialisti Autonomisti.
Quest'ultimo e' il partito dell'ex assessore alla sanita' della
Regione Puglia, Alberto Tedesco, ora senatore del Pd, che si e'
dimesso il 6 febbraio scorso dopo aver appreso di essere indagato
Il sospetto del pm Digeronimo - che sull'inchiesta mantiene
un riserbo assoluto - si basa su colloqui telefonici intercettati
anche negli ultimi mesi, mentre a Bari era in corso la campagna
elettorale per le amministrative. Nell'indagine si ipotizza
il reato di associazione per delinquere finalizzata alla
corruzione, alla concussione, al falso, alla truffa e all'abuso
d'ufficio per presunti illeciti compiuti con riferimento ad
appalti nel settore sanitario regionale.
Tra i 15 indagati, oltre al senatore Tedesco, ci sono imprenditori,
direttori regionali di alcune Ausl pugliesi e funzionari
regionali. L'indagine e' di competenza della Dda perche' il
magistrato inquirente ipotizza nei confronti di alcuni indagati
l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa (art.7
legge 152/91). Questa aggravante, gia' ipotizzata da tempo nel
fascicolo, si sarebbe ulteriormente rafforzata negli ultimi tempi
dopo che i carabinieri del nucleo investigativo di Bari hanno
intercettato alcune utenze telefoniche e dopo il pentimento del
boss barese Giacomo Valentino, che si e' anche accusato di aver
compiuto una decina di omicidi.
2 - INCHIESTA SU PROTESI SANITARIE, PERQUISIZIONI AL
POLICLINICO...
(Adnkronos) - Perquisizioni sono state effettuate stamane dalla Guardia
di Finanza nel Policlinico di Bari nell'ambito delle indagini del pm
della Procura Giuseppe Scelsi su presunti illeciti nella fornitura di
protesi sanitarie a strutture pubbliche. I finanzieri a quanto e' dato
sapere hanno acquisito documentazione sanitaria e amministrativa
nell'Unita' Operativa di Neurochirurgia.
Poi hanno effettuato un sopralluogo nel reparto per una verifica su
alcune apparecchiature tecnologiche.
Nell'inchiesta di Scelsi e' indagato l'imprenditore del settore
Giampaolo Tarantini, amico di Patrizia D'Addario, iscritto nel fascicolo
degli indagati anche per favoreggiamento della prostituzione.
3 - EMILIANO: PREGO CHE D'ALEMA FACCIA COSA GIUSTA...
(ANSA) - 'Sto pregando perche' D'Alema faccia la cosa giusta'. Lo
ha detto il sindaco di Bari, Michele Emiliano, parlando con i
giornalisti della sua ricandidatura a segretario regionale del Pd
in Puglia e auspicando che sul suo nome ci sia il sostegno
unitario delle tre mozioni Franceschini, Bersani e Marino. Massimo
D'Alema pero', che domani sara' a Bari, sostiene la mozione
Bersani il cui candidato alla segreteria regionale del Pd potrebbe
essere Enzo Lavarra. Il sindaco di Bari, intanto, ha gia'
incassato il sostegno della mozione Franceschini.
Tra i motivi per cui D'Alema sarebbe contrario alla
ricandidatura di Emiliano, c'e' il doppio incarico di sindaco e
segretario del Pd che andrebbe a ricoprire. Per Emiliano,
pero', 'la questione del doppio incarico non esiste, non c'e'
nessuna norma che lo prevede, e molti sindaci sono medici,
avvocati o hanno altri impieghi. Io - ha aggiunto - avevo gia'
detto che avrei fatto volentieri a meno di impegnarmi nella
segreteria regionale del partito. Ma come tutti i pugliesi stanno
vedendo, non esiste dal mio punto di vista un soluzione diversa
che riunifichi e pacifichi tutto il partito. Salvo - ha rilevato -
con una tecnica della prima Repubblica, ad individuare come
segretario una leadership finta, che non esiste'.
A parere di Emiliano, occorre 'fare uno
sforzo per neutralizzare le asprezze del congresso nazionale, qui
in sede regionale, e proseguire il lavoro brillantemente iniziato
in Puglia: ricandidare Nichi Vendola alle elezioni e, di slancio,
continuare a lavorare'. Nel partito 'non esiste - ha concluso
- una contrapposizione tra il nuovo e il vecchio, ma solo la
voglia dei pugliesi, e mia in particolare, di lavorare in serenita'
senza subire prepotenze e, soprattutto, affermando finalmente
l'autonomia dei pugliesi rispetto a tutti gli altri importanti
esponenti del partito'.
4 - VENDOLA: CONTROLLO LEGALITA' SEMPRE BENVENUTO...
(AGI) - "Tutte le attivita' che producono controllo della legalita'
devono essere sempre benvenute". Il governatore della Puglia, Nichi
Vendola, commenta cosi' con il quotidiano online 'Affaritaliani.it'
il blitz dei carabinieri nelle sedi di Pd, Socialisti, Prc, Sinistra e
Liberta' e Lista Emiliano a Bari.
5 - DI PIETRO: CORRUTTORI NON HANNO COLORE POLITICO...
(AGI) - "Le indagini in corso e le perquisizioni disposte oggi
dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta nei confronti di
Tarantini, nelle sedi della quasi totalita' dei partiti del
centrosinistra a Bari ad eccezione di quella dell'Italia dei Valori,
dimostrano ancora una volta quel che noi denunciamo da sempre: ossia che
i corruttori non hanno colore politico, ma cercano di comprare i favori
di tutti coloro che sono dentro le istituzioni da destra a
sinistra". Lo afferma in una nota il presidente dell'Italia dei
Valori, Antonio Di Pietro.
"Dimostrano, soprattutto - continua il leader IdV - che in
materia di mala-amministrazione e di corruzione politica non si puo'
fare differenza tra i vari partiti, ma esiste un unico grande virus
dell'illegalita' e dell'interesse personale che puo' colpire
indistintamente se non si stabiliscono regole etiche, di rigore e di
salvaguardia. Ecco perche' l'Italia dei Valori ribadisce, ancora una
volta, la necessita' di una normativa che stabilisca quantomeno che: i
condannati non possano essere piu' candidati; coloro che sono sotto
processo non possano piu' svolgere attivita' di governo, ne' locale ne'
centrale; le aziende e gli imprenditori che si macchiano di reati contro
la Pubblica amministrazione debbano essere interdetti dalle gare di
appalto pubbliche.
Bisogna, in altri termini, mandare un messaggio chiaro: il delitto
non paga. Quindi l'esatto contrario di cio' che e' avvenuto fino ad
oggi, ad esempio con lo scudo fiscale che permette ai tangentari e agli
evasori fiscali di riciclare il denaro, cancellando ogni ipotesi di
reato".
6 - CAPEZZONE PDL È E RESTERÀ GARANTISTA PER TUTTI...
(Apcom) - Il portavoce Daniele Capezzone, commentando gli sviluppi delle
inchieste di Bari, sottolinea come "il Pdl è e resta garantista
anche nei confronti dei giustizialisti di sinistra".
"E' evidente che il centrosinistra una volta di più -
afferma- ha fatto malissimo ad assumere un atteggiamento giustizialista.
Gli improvvidi (e a questo punto patetici) preannunci di
"scossa" di Massimo D'Alema e la canea politico-giornalistica
scatenata contro il centrodestra non basteranno a coprire il vero (e
unico) caso di queste settimane: un gigantesco sistema di malaffare
nella gestione degli appalti della sanità che investe quasi senza
eccezioni lo schieramento di sinistra.
Eppure, il Pdl continuerà ad avere un atteggiamento garantista, come ha
sempre fatto in passato. Per sconfiggere il centrosinistra, basta e
avanza citare il malgoverno locale e l'inconsistenza nazionale di quello
schieramento. Non è certo necessario alimentare contrapposte derive
giustizialiste".
Paolo Berizzi per "la
Repubblica"
Scialava, Gianpaolo Tarantini. Faceva e faceva fare la bella vita:
feste, festini, donne e escort, cocaina, voli privati, yacht, ville e
suite di lusso tra Porto Cervo e Montecarlo. Ma nel 2007 - un anno prima
di diventare amico del premier Silvio Berlusconi al quale procura
ragazze a pagamento - l´imprenditore barese era sull´orlo del crac
finanziario. La fotografia in chiaro e scuro emerge dai bilanci delle
sue società. Che Repubblica ha consultato e che aiutano a definire in
modo più nitido i contorni di un percorso in ascesa decisamente
acrobatico. Iniziato nel 2002, proseguito nel 2008 con l´"aggancio"
al presidente del consiglio e finito, non in gloria, all´inizio dell´estate.
Nonostante nel 2009 avesse fondato una nuova società della quale
è amministratore unico (la G. C. Consulting, sede a Roma in via
Flaminia), il cuore degli affari di Tarantini prima della frequentazione
con Berlusconi è l´azienda di famiglia: la Tecno Hospital, protesi
chirurgiche e ortopediche. Un´azienda fondata nel ‘98 che i fratelli
Giampaolo e Claudio Tarantini ereditano dal padre. Gianpaolo la fa prima
lievitare e però poi la trascina sul precipizio della bancarotta. Basta
spulciare il bilancio del 2007, l´ultimo disponibile, per farsi un´idea
delle incongruenze tra la situazione finanziaria dell´azienda e lo
stile di vita del suo amministratore (socio assieme al fratello
Claudio).
Il Tarantini che esce dalla radiografia contabile della società
(le altre a lui riconducibili sono praticamente "vuote",
alcune addirittura inattive) è un imprenditore fortemente indebitato. A
fronte di un ricavo di 6,2 milioni la Tecno Hospital presenta debiti per
12,4 milioni (buona parte con le banche). Un´esposizione alla soglia
del default. Certificata dal rating ("rischio molto alto") con
cui gli istituti di credito bollano l´azienda. Un´ulteriore conferma
arriva dalle intercettazioni telefoniche. Tarantini ha sul collo il
fiato dei direttori di banca (Bnl, Monte dei Paschi). Gli comunicano
residui sul suo conto corrente. Ma soprattutto che i conti delle società
(Tecno Hospital e Tarmedica in particolare) sono in rosso. Gli chiedono
di «rientrare», di «versare contante per ristabilire il patrimonio».
Eppure, con un bilancio da bancarotta,
Tarantini si permette il lusso di prelevare cifre consistenti dalle
casse di Tecno Hospital. Circa 1,3 milioni nel 2007. Di fatto - come
stanno accertando i militari della polizia tributaria - «distrae
risorse per fini estranei al core business». Senza che nel bilancio
risulti alcun investimento. Il buco della società si allarga: 7 milioni
di debiti in più rispetto al 2006. Il sospetto della Guardia di Finanza
è che il denaro sottratto alle casse servisse a Tarantini per pagare
tangenti. O per coprire società estere.
Un fatto è certo: un anno prima del suo 2008 da leone, Gianpi ha
un tenore di vita da reuccio, ma in banca è scoperto. Dai bilanci
spuntano altri particolari. Oltre che agli istituti di credito Tarantini
chiede "ossigeno" anche alle aziende fornitrici. Non materiale
sanitario. Denaro. E´ il caso, per esempio, della Myrmex spa (protesi
ospedaliere). Due anni fa la società anticipa al giovane imprenditore
2,5 milioni di provvigioni che sarebbero spettate, nel tempo, a Tecno
Hospital.
Questo è lo scenario nel quale va inquadrato il lato A di
Tarantini. I favori, i soldi, i viaggi, le squillo. "Oliare" i
medici e i politici per arraffare appalti. Perché le sue protesi, come
le feste, dovevano essere «infungibili e uniche». Dicono gli
investigatori che politicamente Tarantini è «un giano bifronte».
Mescola entrature bipartisan. Per anni è vicino al Pd (secondo l´inchiesta
barese offre escort all´ex assessore regionale Sandro Frisullo, prima
delle politiche del 2008 è a una cena elettorale a Bari con D´Alema).
Ma poi - e durante - gioca anche sul tavolo del centrodestra.
Intercettato nel 2004 chiede al fratello di accompagnarlo a Porto Cervo
ad un incontro con Gianni Letta. Contatta e viene contattato dalla
segreteria dell´allora ministro Gasparri. Nel 2005, grazie ai buoni
rapporti con l´amico Tato Greco (ex deputato Udc), medita di candidarsi
al consiglio regionale. C´è poi il lato B. I festini. La cocaina. Per
sé e per i suoi amici. Per chi è funzionale alla "rete" di
Gianpi. Dove tutto si tiene: l´assessore e la show girl, l´imprenditore
e il pusher. Basta infiltrare, agganciarsi. Nel dorato mondo dello
showbiz, tra le coste Smeralda e Azzurra. Dove se porti belle donne e
polvere bianca puoi giocarti le tue carte, arrivare molto in alto e poi
cadere
1 - PM: IL SENATORE DALEMIANO TEDESCO CAPO DI UN'ORGANIZZAZIONE
CRIMINALE...
(Ansa) - L'ex assessore pugliese alla sanita' Alberto Tedesco, ora
senatore del Pd, ha avuto un 'ruolo di vertice' in
'un'organizzazione criminale, radicatasi all'interno della
pubblica amministrazione, tendente a condizionare le scelte della
stessa allo scopo di perseguire i progetti illeciti del sodalizio
in esame, che spaziano dallo smaltimento dei rifiuti solidi
urbani, alle forniture dei beni e servizi alle Asl, agli appalti
nelle aziende ospedaliere pugliesi'.i
E' pesante l'accusa che il pm Desire' Digeronimo contestava
a Tedesco gia' nei decreti di perquisizione e sequestro eseguiti
dai carabinieri nell'aprile 2009 nell'ambito dell'inchiesta sul
presunto intreccio tra mafia, politica e affari che avrebbe
gestito la sanita' pugliese.
Col passare del tempo sembra che i sospetti del magistrato sia
aumentati e cio' giustifica perche' ieri Digeronimo ha ordinato ai
carabinieri di acquisire dalle sedi dei partiti del centrosinistra
pugliese (Pd, Sinistra e Liberta', Lista Emiliano, Prc e
Socialisti Autonomisti) i bilanci dal 2005 al 2008 e tutta la
documentazione bancaria.
Il sospetto, tutto da verificare, e' che parte del danaro
confluito nelle casse di alcune imprese vincitrici di appalti sia
poi tornato, almeno in parte, ai partiti o agli stessi politici.
La pubblica accusa non ha dubbi: Tedesco - e' scritto nel decreto
di perquisizione - aveva nel sodalizio criminoso 'il ruolo di
vertice' mentre il suo collaboratore Mario Malcangi era il
collegamento tra Tedesco e il mondo imprenditoriale ed era
incaricato di tessere 'i contatti e a portare a compimento gli
interessi del sodalizio'.
Interessi che spaziavano dalla gestione degli appalti per la
sanita', all'accreditamento presso la Regione di strutture
sanitarie private, alla nomina in quota politica dei direttori
generali delle Ausl, ai concorsi per primario fino allo
smaltimento dei rifiuti sanitari. 'Agli imprenditori e alle
societa' - scrive il pm - viene garantita assistenza e un canale
privilegiato per l'acquisizione di contratti, anche attraverso un
illegale meccanismo di proroghe, per la fornitura di beni e/o
servizi presso le Asl'.
Secondo la ricostruzione dell'accusa, il sistema ideato da Tedesco
poteva contare anche su 'soggetti intranei al sodalizio' e cioe'
su alcuni manager delle Asl pugliesi, che sono indagati.
Dall'indagine - sottolinea il magistrato - emergono anche i
presunti interessi di Tedesco con il mondo imprenditoriale, 'nel
quale figurano societa' direttamente o indirettamente
riconducibili alla sua famiglia', che da sempre opera nel settore
delle protesi sanitarie.
In una conversazione, intercettata con una microspia il 30 giugno
del 2008 e riportata nel provvedimento, Tedesco parla con l'imprenditore
Diego Rana di ipotetiche correzioni da apportare al piano
sanitario. 'Ti preparo un appuntino?' chiede l'imprenditore che
gestisce a Bernalda (Matera) un centro di riabilitazione. E lui:
'No! Non c'e' bisogno. Basta che mi dici gli errori dove stanno'.
2 - ACCERTAMENTI PM SU ATTIVITA' GIUNTA VENDOLA...
(ANSA) - Verifiche sono in corso da parte della procura antimafia
di Bari sull'attivita' amministrativa della giunta regionale
pugliese, in carica dal 2005 allo scorso mese di giugno. I primi
giorni di luglio, infatti, per decisione del presidente Nichi
Vendola cinque assessori sono stati sostituiti. Gli
accertamenti del pm della Dda, Desire' Digeronimo, riguarderebbero
atti e delibere regionali, che il magistrato sospetta siano
illegittimi.
Le delibere che vengono esaminate sono quelle proposte
dall'allora assessore alla Sanita', Alberto Tedesco (ora senatore
del Pd) e varate dalla giunta Vendola. Il pm vuole accertare se
all'interno del governo pugliese Tedesco godeva dell'appoggio di
alcuni assessori. Quindi, vuole accertare se vi siano state
complicita'.
L'indagine della procura antimafia, che ieri ha portato all'acquisizione
dei bilanci dei partiti del centrosinistra, riguarda buona parte
del settore sanitario regionale: gestione degli appalti, nomine
dei direttori generali ed i concorsi per primari e
l'accreditamento di strutture private da parte della Regione
Puglia.
3 - GRECO: VENDOLA COLLUSO E IO INDAGATO
(ANSA) - 'Vendola colluso per 4 anni con il sistema'. Cosi' l'on.
Salvatore Greco in una nota parla del presidente della Regione
Puglia, commentando le dichiarazioni fatte da Vendola in una
intervista pubblicata oggi.
Anche Greco e' al centro di una delle indagini avviate dalla
Procura di Bari sulla gestione della sanita' in Puglia per i suoi
rapporti con l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, a
proposito dei quali sottolinea che 'la verita' quella vera che
emerge perfino dalle carte della inchiesta che mi riguarda e' che
io, con la 'dolce vita', il giro di escort e la droga, non c'entro
assolutamente nulla. E di questo, Vendola rispondera' davanti alla
Procura, perche' ho dato incarico al mio legale di querelarlo'.
'La differenza tra me e alcuni imprenditori vicini alla sinistra
la cui posizione e' stata archiviata a tempo di record e' che il
Pm che ha indagato su di me - continua Greco - ha tenuto
l'inchiesta congelata per 3 anni, poi mi ha notificato la conclusione
delle indagini e se n'e' andato in ferie per due mesi e mezzo
senza darmi la possibilita' di dire la mia'.
4 - GRECO: RICORDO VENDOLA DIFESE IN AULA
TEDESCO
(ANSA) - 'Il presidente della Regione non ha 'squadernato' alcun
sistema di potere, come invece si vanta di aver fatto: la verita',
quella vera, e' che per quattro anni ha governato questa regione
condividendo i metodi e scegliendo direttamente le persone che
oggi sono oggetto di indagine della Procura. O crede che abbiamo
dimenticato la difesa a oltranza che Vendola fece in aula quando
il centrodestra provava a far emergere il conflitto di interessi
del suo assessore alla Sanita'?'.
Lo afferma Salvatore Greco, a sua volta indagato in una
delle inchieste a Bari sulla gestione della Sanita', sottolineando
che 'la faccia di bronzo e il piffero di Vendola non incantano
piu' i pugliesi: e' ora di far le valige'. Vendola, secondo
Greco,'ha una bella faccia tosta, per non dire altro a voler
tentare di mettere la sordina al terremoto che scuotera' il
centrosinistra pugliese e la sua credibilita': evidentemente
l'operazione chirurgica con cui ha provato a espungere dalla sua
squadra di governo qualche presunta mela marcia non e' bastata a
salvare dall'onta del coinvolgimento in una inchiesta penale tutto
il cesto della sua coalizione'.
'Ora Vendola - aggiunge Greco - critica la spettacolarizzazione
della inchiesta che riguarda il suo partito e i partiti della
sua coalizione: dice che i bilanci che i carabinieri cercavano
sono su internet e dice il falso, ma soprattutto omette di riferire
che i carabinieri hanno acquisito anche i movimenti bancari sui
conti correnti dei partiti, e questi certamente non sono su
internet'.
5 - GASPARRI, VERITA' SU CRISI MORALE SINISTRA...
(ANSA) - 'E' interessante vedere il presidente della regione
Puglia, Vendola, affermare che 'stiamo vivendo un momento di
barbarie' solo perche' il suo partito e quelli che lo sostengono
in Puglia sono sottoposti ad indagini con ipotesi di reato molto
gravi e pesanti': e' il giudizio del presidente dei senatori del
PdL, Maurizio Gasparri, sulle affermazioni del governatore
pugliese Nichi Vendola a proposito delle inchieste giudiziarie
sull'operato della sua giunta.
'La vera barbarie - chiosa Gasparri - e' quella che e' stata
praticata da alcuni su questioni assolutamente irrilevanti nei
confronti di Berlusconi e del centrodestra, mentre a lungo sono
state sottovalutate le vicende scandalose della regione Puglia.
Voglio ricordare cio' che dissi proprio a Vendola in televisione.
E cioe' che la sinistra ha composto le liste per le elezioni
europee per garantire poi l'accesso al Senato di ex amministratori
della regione Puglia indagati per lo scandalo Sanita'. Vendola ci
parli del caso Tedesco. La sinistra ci parli dello scandalo
pugliese. D'Alema ci racconti delle scosse che sono quelle che
investono il suo partito e il suo apparato personale. L'Espresso e
Repubblica facciano se non dieci, almeno un paio di domande ai
loro partiti prediletti per capire che cosa e' successo in Puglia.
Altro che barbarie. C'e' bisogno di un'offensiva di verita' per
far emergere la crisi morale della sinistra italiana'.
'Siamo ansiosi - conclude Gasparri - di fare finalmente quel
dibattito in Parlamento che la sinistra chiede, per discutere
soprattutto delle vicende pugliesi, del caso Tedesco, ed anche
di tante altre vicende che vedono la sinistra scannarsi al proprio
interno tra stupratori con tessera Pd e presunti aspiranti
segretari che chiedono due volte il rimborso spese alle strutture
sanitarie'.
6 - VENDOLA: HO LETTO INTERCETTAZIONI GRECO...
(ANSA) - 'Io non ho alcuna relazione con storie di cocaina e prostitute
e appalti sanitari ne' con voti di scambio ne' con scambi di qualunque
genere. Ho letto invece sui giornali, nella 'presa diretta' delle
intercettazioni telefoniche, quale sia lo stile di Tato Greco e dei suoi
sodali: e ne ho provato immensa pieta''. E' quanto afferma il presidente
della Regione Puglia, Nichi Vendola, replicando a dichiarazioni odierne
di Greco.
'Il leader pugliese de 'La Puglia prima di tutto', Tato Greco,
parla di me - dice Vendola - come di persona 'collusa'. Penso che dovra'
imparare in un'aula di giustizia quale sia il significato della parola
'collusione' e quello della parola 'diffamazione''. 'Ora purtroppo -
conclude - sono costretto a querelare chi stenta a imparare cosa
significhi assumersi le proprie responsabilita' e rispettare le persone
perbene'.
7 - MARMO (PDL), COME FINANZIATI SL ED EMILIANO?
(ANSA) - «Una risposta immediata, in sede politica e a prescindere
dalle inchieste giudiziarie in corso, a quesiti ormai ineludibili su
come è stato finanziato un partito quale l'ultimo di Vendola che, pur
privo di finanziamento pubblico, si è in poche settimane strutturato in
tutta Italia». Lo chiede il consigliere regionale An-Pdl Nino Marmo,
che chiede chiarimenti «anche sulla fantasmagorica campagna elettorale
del segretario regionale del Pd, nonchè candidato-Sindaco di Bari, che
disponeva platealmente di mezzi illimitati».
«Non tocca a noi - scrive Marmo - accertare se l'ipotesi
investigativa che ha indotto la magistratura a perquisire le sedi dei
principali partiti della maggioranza regionale, compresi quello del
presidente ed il movimento del segretario regionale Pd Emiliano
(l'utilizzo a fini di auto-finanziamento dei proventi della mala-sanità),
sia fondata o meno».
«Da garantisti, ricordiamo sempre - aggiunge Marmo -
quell'elementare principio della civiltà giuridica che è la
presunzione d'innocenza». «In assenza a tal riguardo di chiarimenti
immediati e convincenti, Vendola, che per un mero 'schizzo di fangò -
conclude - ha destituito il suo vice, non può continuare a governare la
Regione Puglia, ed Emiliano dovrebbe quantomeno smetterla di impartire
lezioni a tutti, studiando seriamente la possibilità di fare anche lui
qualche sostanzioso passo indietro».
8 - PDL, DOPO PERQUISIZIONI VENDOLA SI DIMETTA...
(ANSA) -'Se non si puo' non essere sempre garantisti verso
chiunque, a partire dal proprio avversario, non si puo' per questo
ignorare un evento di gravita' assolutamente inaudita quale le
contestuali perquisizioni delle sedi dei principali partiti di
maggioranza, compresi quelli passato e presente del presidente
della Regione, sospettati di essersi finanziati con i proventi del
malaffare sanitario'.
Lo afferma in una nota il capogruppo An-Pdl alla Regione
Puglia, Roberto Ruocco per il quale 'certo e' che, se uno 'schizzo
di fango' era bastato a destituire un vice-presidente, cinque
perquisizioni dovrebbero essere sufficienti a indurre un presidente
'duro e puro' o a destituirsi da solo, o quantomeno a destituire
la maggioranza che lo esprime, compresi i suoi partiti presente e
passato'.
'Tale nuovo filone di indagine, aggiungendosi ad un'ipotesi di
associazione a delinquere costituitasi all'interno del sistema
sanitario pugliese al fine di truccare appalti e gonfiare
forniture ed all'accertato baratro dei nostri conti sanitari
quantificato dalla Corte dei Conti in un miliardo di euro,
delineerebbe - sottolinea Ruocco - un quadro inquietante di
saccheggio sistematico dal quale certamente il suddetto presidente
non puo' tirarsi fuori'. 'Gli eventi di queste ore - continua -
sono una raggelante replica alla tracotanza con cui Vendola ha
affrontato il dibattito sulla nostra mozione di sfiducia, che si
manifesta in tutta la sua tempestivita' e doverosita' a tutela di
un'istituzione che sta sprofondando nella vergogna'.