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BARI, LADRI E TANGENTARI – IL FUOCO DI PUGLIA SI ACCENDO SOTTO IL SEDERE DEL SENATORE DALEMONE DEL PD TEDESCO – E’ SOSPETTATO

 

 

 

 

RAID DI PERQUISIZIONI A BARI: DAI PARTITI AL POLICLINICO (PROTESI SANITARIE, LEGGI TARANTINI) - IL SINDACO EMILIANO FA FINTA DI NIENTE E PENSA AL PARTITO: “D’ALEMA, FAI LA COSA GIUSTA” - VENDOLA SI SMARCA (INCHIESTA BENVENUTA), DI PIETRO INCALZA, NEL PDL FANNO I GARANTISTI E SE LA RIDONO

 
1 - DDA IPOTIZZA CONTIGUITA' POLITICI-MAFIA ACQUISIZIONE BILANCI IN SEDE SOCIALISTI AUTONOMISTI...
(Ansa) - L'indagine del pm della Dda di Bari  Desire' Digeronimo, che stamani ha ordinato ai carabinieri di  acquisire i bilanci di alcuni partiti del centrosinistra  pugliese mira a verificare - a quanto si e' saputo - la presunta  contiguita' tra alcuni personaggi legati al centrosinistra e la  criminalita' organizzata barese. I bilanci vengono acquisiti  nelle sedi di Pd, Prc, Sinistra e Liberta', Lista Emiliano e  Socialisti Autonomisti. Quest'ultimo e' il partito dell'ex  assessore alla sanita' della Regione Puglia, Alberto Tedesco,  ora senatore del Pd, che si e' dimesso il 6 febbraio scorso dopo  aver appreso di essere indagato

Il sospetto del pm Digeronimo - che  sull'inchiesta mantiene un riserbo assoluto - si basa su  colloqui telefonici intercettati anche negli ultimi mesi, mentre  a Bari era in corso la campagna elettorale per le  amministrative.  Nell'indagine si ipotizza il reato di associazione per  delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, al  falso, alla truffa e all'abuso d'ufficio per presunti illeciti  compiuti con riferimento ad appalti nel settore sanitario  regionale.

Tra i 15 indagati, oltre al senatore Tedesco, ci sono  imprenditori, direttori regionali di alcune Ausl pugliesi e  funzionari regionali.  L'indagine e' di competenza della Dda perche' il magistrato  inquirente ipotizza nei confronti di alcuni indagati  l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa (art.7  legge 152/91). Questa aggravante, gia' ipotizzata da tempo nel  fascicolo, si sarebbe ulteriormente rafforzata negli ultimi  tempi dopo che i carabinieri del nucleo investigativo di Bari  hanno intercettato alcune utenze telefoniche e dopo il  pentimento del boss barese Giacomo Valentino, che si e' anche  accusato di aver compiuto una decina di omicidi.

2 - INCHIESTA SU PROTESI SANITARIE, PERQUISIZIONI AL POLICLINICO...
(Adnkronos) - Perquisizioni sono state effettuate stamane dalla Guardia di Finanza nel Policlinico di Bari nell'ambito delle indagini del pm della Procura Giuseppe Scelsi su presunti illeciti nella fornitura di protesi sanitarie a strutture pubbliche. I finanzieri a quanto e' dato sapere hanno acquisito documentazione sanitaria e amministrativa nell'Unita' Operativa di Neurochirurgia.
Poi hanno effettuato un sopralluogo nel reparto per una verifica su alcune apparecchiature tecnologiche.

Nell'inchiesta di Scelsi e' indagato l'imprenditore del settore Giampaolo Tarantini, amico di Patrizia D'Addario, iscritto nel fascicolo degli indagati anche per favoreggiamento della prostituzione.

3 - EMILIANO: PREGO CHE D'ALEMA FACCIA COSA GIUSTA...
(ANSA) - 'Sto pregando perche' D'Alema faccia  la cosa giusta'. Lo ha detto il sindaco di Bari, Michele  Emiliano, parlando con i giornalisti della sua ricandidatura a  segretario regionale del Pd in Puglia e auspicando che sul suo  nome ci sia il sostegno unitario delle tre mozioni Franceschini,  Bersani e Marino.  Massimo D'Alema pero', che domani sara' a Bari, sostiene la  mozione Bersani il cui candidato alla segreteria regionale del  Pd potrebbe essere Enzo Lavarra. Il sindaco di Bari, intanto, ha  gia' incassato il sostegno della mozione Franceschini.

Tra i  motivi per cui D'Alema sarebbe contrario alla ricandidatura di  Emiliano, c'e' il doppio incarico di sindaco e segretario del  Pd che andrebbe a ricoprire.  Per Emiliano, pero', 'la questione del doppio incarico non  esiste, non c'e' nessuna norma che lo prevede, e molti sindaci  sono medici, avvocati o hanno altri impieghi. Io - ha aggiunto -  avevo gia' detto che avrei fatto volentieri a meno di impegnarmi  nella segreteria regionale del partito. Ma come tutti i pugliesi  stanno vedendo, non esiste dal mio punto di vista un soluzione  diversa che riunifichi e pacifichi tutto il partito. Salvo - ha  rilevato - con una tecnica della prima Repubblica, ad  individuare come segretario una leadership finta, che non  esiste'.  

A parere di Emiliano, occorre 'fare uno sforzo per  neutralizzare le asprezze del congresso nazionale, qui in sede  regionale, e proseguire il lavoro brillantemente iniziato in  Puglia: ricandidare Nichi Vendola alle elezioni e, di slancio,  continuare a lavorare'. Nel partito 'non esiste - ha concluso  - una contrapposizione tra il nuovo e il vecchio, ma solo la  voglia dei pugliesi, e mia in particolare, di lavorare in  serenita' senza subire prepotenze e, soprattutto, affermando  finalmente l'autonomia dei pugliesi rispetto a tutti gli altri  importanti esponenti del partito'.

4 - VENDOLA: CONTROLLO LEGALITA' SEMPRE BENVENUTO...
(AGI) - "Tutte le attivita' che producono controllo della legalita' devono essere sempre benvenute". Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, commenta cosi' con il quotidiano online 'Affaritaliani.it' il blitz dei carabinieri nelle sedi di Pd, Socialisti, Prc, Sinistra e Liberta' e Lista Emiliano a Bari.

5 - DI PIETRO: CORRUTTORI NON HANNO COLORE POLITICO...
(AGI) - "Le indagini in corso e le perquisizioni disposte oggi dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta nei confronti di Tarantini, nelle sedi della quasi totalita' dei partiti del centrosinistra a Bari ad eccezione di quella dell'Italia dei Valori, dimostrano ancora una volta quel che noi denunciamo da sempre: ossia che i corruttori non hanno colore politico, ma cercano di comprare i favori di tutti coloro che sono dentro le istituzioni da destra a sinistra". Lo afferma in una nota il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

"Dimostrano, soprattutto - continua il leader IdV - che in materia di mala-amministrazione e di corruzione politica non si puo' fare differenza tra i vari partiti, ma esiste un unico grande virus dell'illegalita' e dell'interesse personale che puo' colpire indistintamente se non si stabiliscono regole etiche, di rigore e di salvaguardia. Ecco perche' l'Italia dei Valori ribadisce, ancora una volta, la necessita' di una normativa che stabilisca quantomeno che: i condannati non possano essere piu' candidati; coloro che sono sotto processo non possano piu' svolgere attivita' di governo, ne' locale ne' centrale; le aziende e gli imprenditori che si macchiano di reati contro la Pubblica amministrazione debbano essere interdetti dalle gare di appalto pubbliche.

Bisogna, in altri termini, mandare un messaggio chiaro: il delitto non paga. Quindi l'esatto contrario di cio' che e' avvenuto fino ad oggi, ad esempio con lo scudo fiscale che permette ai tangentari e agli evasori fiscali di riciclare il denaro, cancellando ogni ipotesi di reato".

6 - CAPEZZONE PDL È E RESTERÀ GARANTISTA PER TUTTI...
(Apcom) - Il portavoce Daniele Capezzone, commentando gli sviluppi delle inchieste di Bari, sottolinea come "il Pdl è e resta garantista anche nei confronti dei giustizialisti di sinistra".

"E' evidente che il centrosinistra una volta di più - afferma- ha fatto malissimo ad assumere un atteggiamento giustizialista. Gli improvvidi (e a questo punto patetici) preannunci di "scossa" di Massimo D'Alema e la canea politico-giornalistica scatenata contro il centrodestra non basteranno a coprire il vero (e unico) caso di queste settimane: un gigantesco sistema di malaffare nella gestione degli appalti della sanità che investe quasi senza eccezioni lo schieramento di sinistra.
Eppure, il Pdl continuerà ad avere un atteggiamento garantista, come ha sempre fatto in passato. Per sconfiggere il centrosinistra, basta e avanza citare il malgoverno locale e l'inconsistenza nazionale di quello schieramento. Non è certo necessario alimentare contrapposte derive giustizialiste".

 
[30-07-2009]

TARANTINI SPA – ALTRO CHE ZOCCOLE PER PAPI, TRA PROTESI E CONTI OFFSHORE PER GIANPY UNA VORAGINE DA 7 MLN: DONNE, COCA, YACHT E VILLE TRA SARDEGNA E MONTECARLO. LE BANCHE CHIEDONO DI RIENTRARE, MA LUI “DISTRAE RISORSE PER FINI ESTRANEI AL CORE BUSINESS”…

Paolo Berizzi per "la Repubblica"

Scialava, Gianpaolo Tarantini. Faceva e faceva fare la bella vita: feste, festini, donne e escort, cocaina, voli privati, yacht, ville e suite di lusso tra Porto Cervo e Montecarlo. Ma nel 2007 - un anno prima di diventare amico del premier Silvio Berlusconi al quale procura ragazze a pagamento - l´imprenditore barese era sull´orlo del crac finanziario. La fotografia in chiaro e scuro emerge dai bilanci delle sue società. Che Repubblica ha consultato e che aiutano a definire in modo più nitido i contorni di un percorso in ascesa decisamente acrobatico. Iniziato nel 2002, proseguito nel 2008 con l´"aggancio" al presidente del consiglio e finito, non in gloria, all´inizio dell´estate.

Nonostante nel 2009 avesse fondato una nuova società della quale è amministratore unico (la G. C. Consulting, sede a Roma in via Flaminia), il cuore degli affari di Tarantini prima della frequentazione con Berlusconi è l´azienda di famiglia: la Tecno Hospital, protesi chirurgiche e ortopediche. Un´azienda fondata nel ‘98 che i fratelli Giampaolo e Claudio Tarantini ereditano dal padre. Gianpaolo la fa prima lievitare e però poi la trascina sul precipizio della bancarotta. Basta spulciare il bilancio del 2007, l´ultimo disponibile, per farsi un´idea delle incongruenze tra la situazione finanziaria dell´azienda e lo stile di vita del suo amministratore (socio assieme al fratello Claudio).

Il Tarantini che esce dalla radiografia contabile della società (le altre a lui riconducibili sono praticamente "vuote", alcune addirittura inattive) è un imprenditore fortemente indebitato. A fronte di un ricavo di 6,2 milioni la Tecno Hospital presenta debiti per 12,4 milioni (buona parte con le banche). Un´esposizione alla soglia del default. Certificata dal rating ("rischio molto alto") con cui gli istituti di credito bollano l´azienda. Un´ulteriore conferma arriva dalle intercettazioni telefoniche. Tarantini ha sul collo il fiato dei direttori di banca (Bnl, Monte dei Paschi). Gli comunicano residui sul suo conto corrente. Ma soprattutto che i conti delle società (Tecno Hospital e Tarmedica in particolare) sono in rosso. Gli chiedono di «rientrare», di «versare contante per ristabilire il patrimonio».

Eppure, con un bilancio da bancarotta, Tarantini si permette il lusso di prelevare cifre consistenti dalle casse di Tecno Hospital. Circa 1,3 milioni nel 2007. Di fatto - come stanno accertando i militari della polizia tributaria - «distrae risorse per fini estranei al core business». Senza che nel bilancio risulti alcun investimento. Il buco della società si allarga: 7 milioni di debiti in più rispetto al 2006. Il sospetto della Guardia di Finanza è che il denaro sottratto alle casse servisse a Tarantini per pagare tangenti. O per coprire società estere.

Un fatto è certo: un anno prima del suo 2008 da leone, Gianpi ha un tenore di vita da reuccio, ma in banca è scoperto. Dai bilanci spuntano altri particolari. Oltre che agli istituti di credito Tarantini chiede "ossigeno" anche alle aziende fornitrici. Non materiale sanitario. Denaro. E´ il caso, per esempio, della Myrmex spa (protesi ospedaliere). Due anni fa la società anticipa al giovane imprenditore 2,5 milioni di provvigioni che sarebbero spettate, nel tempo, a Tecno Hospital.

Questo è lo scenario nel quale va inquadrato il lato A di Tarantini. I favori, i soldi, i viaggi, le squillo. "Oliare" i medici e i politici per arraffare appalti. Perché le sue protesi, come le feste, dovevano essere «infungibili e uniche». Dicono gli investigatori che politicamente Tarantini è «un giano bifronte». Mescola entrature bipartisan. Per anni è vicino al Pd (secondo l´inchiesta barese offre escort all´ex assessore regionale Sandro Frisullo, prima delle politiche del 2008 è a una cena elettorale a Bari con D´Alema).

Ma poi - e durante - gioca anche sul tavolo del centrodestra. Intercettato nel 2004 chiede al fratello di accompagnarlo a Porto Cervo ad un incontro con Gianni Letta. Contatta e viene contattato dalla segreteria dell´allora ministro Gasparri. Nel 2005, grazie ai buoni rapporti con l´amico Tato Greco (ex deputato Udc), medita di candidarsi al consiglio regionale. C´è poi il lato B. I festini. La cocaina. Per sé e per i suoi amici. Per chi è funzionale alla "rete" di Gianpi. Dove tutto si tiene: l´assessore e la show girl, l´imprenditore e il pusher. Basta infiltrare, agganciarsi. Nel dorato mondo dello showbiz, tra le coste Smeralda e Azzurra. Dove se porti belle donne e polvere bianca puoi giocarti le tue carte, arrivare molto in alto e poi cadere

 

 
[31-07-2009]

LA SCOSSA PREFIGURATA DA D’ALEMIX A BERLUSCONI S’è TRASFORMATA IN BOOMERANG - PM: IL SENATORE DALEMIANO TEDESCO A CAPO DI UN’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE - procura antimafia di Bari sull’attivita’ amministrativa della giunta DI VENDOLA - GASPARRI GODE: “L’Espresso e Repubblica facciano se non dieci, almeno un paio di domande ai loro partiti prediletti per capire che cosa e’ successo in Puglia” -

 

1 - PM: IL SENATORE DALEMIANO TEDESCO CAPO DI UN'ORGANIZZAZIONE CRIMINALE...
(Ansa) - L'ex assessore pugliese alla sanita'  Alberto Tedesco, ora senatore del Pd, ha avuto un 'ruolo di  vertice' in 'un'organizzazione criminale, radicatasi  all'interno della pubblica amministrazione, tendente a  condizionare le scelte della stessa allo scopo di perseguire i  progetti illeciti del sodalizio in esame, che spaziano dallo  smaltimento dei rifiuti solidi urbani, alle forniture dei beni e  servizi alle Asl, agli appalti nelle aziende ospedaliere  pugliesi'.i

E' pesante l'accusa che il pm Desire' Digeronimo  contestava a Tedesco gia' nei decreti di perquisizione e  sequestro eseguiti dai carabinieri nell'aprile 2009 nell'ambito  dell'inchiesta sul presunto intreccio tra mafia, politica e  affari che avrebbe gestito la sanita' pugliese.  

Col passare del tempo sembra che i sospetti del magistrato  sia aumentati e cio' giustifica perche' ieri Digeronimo ha  ordinato ai carabinieri di acquisire dalle sedi dei partiti del  centrosinistra pugliese (Pd, Sinistra e Liberta', Lista  Emiliano, Prc e Socialisti Autonomisti) i bilanci dal 2005 al  2008 e tutta la documentazione bancaria.

Il sospetto, tutto da  verificare, e' che parte del danaro confluito nelle casse di  alcune imprese vincitrici di appalti sia poi tornato, almeno in  parte, ai partiti o agli stessi politici.  

La pubblica accusa non ha dubbi: Tedesco - e' scritto nel  decreto di perquisizione - aveva nel sodalizio criminoso 'il  ruolo di vertice' mentre il suo collaboratore Mario Malcangi  era il collegamento tra Tedesco e il mondo imprenditoriale ed  era incaricato di tessere 'i contatti e a portare a compimento  gli interessi del sodalizio'.

Interessi che spaziavano dalla  gestione degli appalti per la sanita', all'accreditamento presso  la Regione di strutture sanitarie private, alla nomina in quota  politica dei direttori generali delle Ausl, ai concorsi per  primario fino allo smaltimento dei rifiuti sanitari.  'Agli imprenditori e alle societa' - scrive il pm - viene  garantita assistenza e un canale privilegiato per l'acquisizione  di contratti, anche attraverso un illegale meccanismo di  proroghe, per la fornitura di beni e/o servizi presso le Asl'.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, il sistema ideato da  Tedesco poteva contare anche su 'soggetti intranei al  sodalizio' e cioe' su alcuni manager delle Asl pugliesi, che  sono indagati. Dall'indagine - sottolinea il magistrato -  emergono anche i presunti interessi di Tedesco con il mondo  imprenditoriale, 'nel quale figurano societa' direttamente o  indirettamente riconducibili alla sua famiglia', che da sempre  opera nel settore delle protesi sanitarie.  

In una conversazione, intercettata con una microspia il 30  giugno del 2008 e riportata nel provvedimento, Tedesco parla con  l'imprenditore Diego Rana di ipotetiche correzioni da apportare  al piano sanitario. 'Ti preparo un appuntino?' chiede  l'imprenditore che gestisce a Bernalda (Matera) un centro di  riabilitazione. E lui: 'No! Non c'e' bisogno. Basta che mi dici  gli errori dove stanno'.

2 - ACCERTAMENTI PM SU ATTIVITA' GIUNTA VENDOLA...
(ANSA) - Verifiche sono in corso da parte  della procura antimafia di Bari sull'attivita' amministrativa  della giunta regionale pugliese, in carica dal 2005 allo scorso  mese di giugno. I primi giorni di luglio, infatti, per decisione  del presidente Nichi Vendola cinque assessori sono stati  sostituiti.  Gli accertamenti del pm della Dda, Desire' Digeronimo,  riguarderebbero atti e delibere regionali, che il magistrato  sospetta siano illegittimi.

Le delibere che vengono esaminate  sono quelle proposte dall'allora assessore alla Sanita', Alberto  Tedesco (ora senatore del Pd) e varate dalla giunta Vendola. Il  pm vuole accertare se all'interno del governo pugliese Tedesco  godeva dell'appoggio di alcuni assessori. Quindi, vuole  accertare se vi siano state complicita'.  

L'indagine della procura antimafia, che ieri ha portato  all'acquisizione dei bilanci dei partiti del centrosinistra,  riguarda buona parte del settore sanitario regionale: gestione  degli appalti, nomine dei direttori generali ed i concorsi per  primari e l'accreditamento di strutture private da parte della  Regione Puglia.

3 - GRECO: VENDOLA COLLUSO E IO INDAGATO
(ANSA) - 'Vendola colluso per 4 anni con  il sistema'. Cosi' l'on. Salvatore Greco in una nota parla del  presidente della Regione Puglia, commentando le dichiarazioni  fatte da Vendola in una intervista pubblicata oggi.

Anche Greco  e' al centro di una delle indagini avviate dalla Procura di Bari  sulla gestione della sanita' in Puglia per i suoi rapporti con  l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, a proposito dei quali  sottolinea che 'la verita' quella vera che emerge perfino dalle  carte della inchiesta che mi riguarda e' che io, con la 'dolce  vita', il giro di escort e la droga, non c'entro assolutamente  nulla. E di questo, Vendola rispondera' davanti alla Procura,  perche' ho dato incarico al mio legale di querelarlo'.  

'La differenza tra me e alcuni imprenditori vicini alla  sinistra la cui posizione e' stata archiviata a tempo di record  e' che il Pm che ha indagato su di me - continua Greco - ha  tenuto l'inchiesta congelata per 3 anni, poi mi ha notificato la  conclusione delle indagini e se n'e' andato in ferie per due  mesi e mezzo senza darmi la possibilita' di dire la mia'.  

4 - GRECO: RICORDO VENDOLA DIFESE IN AULA TEDESCO
(ANSA) - 'Il presidente della Regione non ha  'squadernato' alcun sistema di potere, come invece si vanta di  aver fatto: la verita', quella vera, e' che per quattro anni ha  governato questa regione condividendo i metodi e scegliendo  direttamente le persone che oggi sono oggetto di indagine della  Procura. O crede che abbiamo dimenticato la difesa a oltranza  che Vendola fece in aula quando il centrodestra provava a far  emergere il conflitto di interessi del suo assessore alla  Sanita'?'.

Lo afferma Salvatore Greco, a sua volta indagato in  una delle inchieste a Bari sulla gestione della Sanita',  sottolineando che 'la faccia di bronzo e il piffero di Vendola  non incantano piu' i pugliesi: e' ora di far le valige'.  Vendola, secondo Greco,'ha una bella faccia tosta, per non  dire altro a voler tentare di mettere la sordina al terremoto  che scuotera' il centrosinistra pugliese e la sua credibilita':  evidentemente l'operazione chirurgica con cui ha provato a  espungere dalla sua squadra di governo qualche presunta mela  marcia non e' bastata a salvare dall'onta del coinvolgimento in  una inchiesta penale tutto il cesto della sua coalizione'.  

'Ora Vendola - aggiunge Greco - critica la spettacolarizzazione  della inchiesta che riguarda il suo partito e i partiti della  sua coalizione: dice che i bilanci che i carabinieri cercavano  sono su internet e dice il falso, ma soprattutto omette di  riferire che i carabinieri hanno acquisito anche i movimenti  bancari sui conti correnti dei partiti, e questi certamente non  sono su internet'.

5 - GASPARRI, VERITA' SU CRISI MORALE SINISTRA...
(ANSA) - 'E' interessante vedere il  presidente della regione Puglia, Vendola, affermare che 'stiamo  vivendo un momento di barbarie' solo perche' il suo partito e  quelli che lo sostengono in Puglia sono sottoposti ad indagini  con ipotesi di reato molto gravi e pesanti': e' il giudizio del  presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri, sulle  affermazioni del governatore pugliese Nichi Vendola a proposito  delle inchieste giudiziarie sull'operato della sua giunta.  

'La vera barbarie - chiosa Gasparri - e' quella che e' stata  praticata da alcuni su questioni assolutamente irrilevanti nei  confronti di Berlusconi e del centrodestra, mentre a lungo sono  state sottovalutate le vicende scandalose della regione Puglia.  

Voglio ricordare cio' che dissi proprio a Vendola in  televisione. E cioe' che la sinistra ha composto le liste per le  elezioni europee per garantire poi l'accesso al Senato di ex  amministratori della regione Puglia indagati per lo scandalo  Sanita'. Vendola ci parli del caso Tedesco. La sinistra ci parli  dello scandalo pugliese. D'Alema ci racconti delle scosse che  sono quelle che investono il suo partito e il suo apparato  personale. L'Espresso e Repubblica facciano se non dieci, almeno  un paio di domande ai loro partiti prediletti per capire che  cosa e' successo in Puglia. Altro che barbarie. C'e' bisogno di  un'offensiva di verita' per far emergere la crisi morale della  sinistra italiana'.

'Siamo ansiosi - conclude Gasparri - di fare finalmente quel  dibattito in Parlamento che la sinistra chiede, per discutere  soprattutto delle vicende pugliesi, del caso Tedesco, ed anche  di tante altre vicende che vedono la sinistra scannarsi al  proprio interno tra stupratori con tessera Pd e presunti  aspiranti segretari che chiedono due volte il rimborso spese  alle strutture sanitarie'.

6 - VENDOLA: HO LETTO INTERCETTAZIONI GRECO...
(ANSA) - 'Io non ho alcuna relazione con storie di cocaina e prostitute e appalti sanitari ne' con voti di scambio ne' con scambi di qualunque genere. Ho letto invece sui giornali, nella 'presa diretta' delle intercettazioni telefoniche, quale sia lo stile di Tato Greco e dei suoi sodali: e ne ho provato immensa pieta''. E' quanto afferma il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, replicando a dichiarazioni odierne di Greco.

'Il leader pugliese de 'La Puglia prima di tutto', Tato Greco, parla di me - dice Vendola - come di persona 'collusa'. Penso che dovra' imparare in un'aula di giustizia quale sia il significato della parola 'collusione' e quello della parola 'diffamazione''. 'Ora purtroppo - conclude - sono costretto a querelare chi stenta a imparare cosa significhi assumersi le proprie responsabilita' e rispettare le persone perbene'.

7 - MARMO (PDL), COME FINANZIATI SL ED EMILIANO?
(ANSA) - «Una risposta immediata, in sede politica e a prescindere dalle inchieste giudiziarie in corso, a quesiti ormai ineludibili su come è stato finanziato un partito quale l'ultimo di Vendola che, pur privo di finanziamento pubblico, si è in poche settimane strutturato in tutta Italia». Lo chiede il consigliere regionale An-Pdl Nino Marmo, che chiede chiarimenti «anche sulla fantasmagorica campagna elettorale del segretario regionale del Pd, nonchè candidato-Sindaco di Bari, che disponeva platealmente di mezzi illimitati».

«Non tocca a noi - scrive Marmo - accertare se l'ipotesi investigativa che ha indotto la magistratura a perquisire le sedi dei principali partiti della maggioranza regionale, compresi quello del presidente ed il movimento del segretario regionale Pd Emiliano (l'utilizzo a fini di auto-finanziamento dei proventi della mala-sanità), sia fondata o meno».

«Da garantisti, ricordiamo sempre - aggiunge Marmo - quell'elementare principio della civiltà giuridica che è la presunzione d'innocenza». «In assenza a tal riguardo di chiarimenti immediati e convincenti, Vendola, che per un mero 'schizzo di fangò - conclude - ha destituito il suo vice, non può continuare a governare la Regione Puglia, ed Emiliano dovrebbe quantomeno smetterla di impartire lezioni a tutti, studiando seriamente la possibilità di fare anche lui qualche sostanzioso passo indietro».

8 - PDL, DOPO PERQUISIZIONI VENDOLA SI DIMETTA...
(ANSA) -'Se non si puo' non essere sempre  garantisti verso chiunque, a partire dal proprio avversario, non  si puo' per questo ignorare un evento di gravita' assolutamente  inaudita quale le contestuali perquisizioni delle sedi dei  principali partiti di maggioranza, compresi quelli passato e  presente del presidente della Regione, sospettati di essersi  finanziati con i proventi del malaffare sanitario'.

Lo afferma  in una nota il capogruppo An-Pdl alla Regione Puglia, Roberto  Ruocco per il quale 'certo e' che, se uno 'schizzo di fango'  era bastato a destituire un vice-presidente, cinque  perquisizioni dovrebbero essere sufficienti a indurre un  presidente 'duro e puro' o a destituirsi da solo, o quantomeno a  destituire la maggioranza che lo esprime, compresi i suoi  partiti presente e passato'.  

'Tale nuovo filone di indagine, aggiungendosi ad un'ipotesi  di associazione a delinquere costituitasi all'interno del  sistema sanitario pugliese al fine di truccare appalti e  gonfiare forniture ed all'accertato baratro dei nostri conti  sanitari quantificato dalla Corte dei Conti in un miliardo di  euro, delineerebbe - sottolinea Ruocco - un quadro inquietante  di saccheggio sistematico dal quale certamente il suddetto  presidente non puo' tirarsi fuori'. 'Gli eventi di queste ore  - continua - sono una raggelante replica alla tracotanza con cui  Vendola ha affrontato il dibattito sulla nostra mozione di  sfiducia, che si manifesta in tutta la sua tempestivita' e  doverosita' a tutela di un'istituzione che sta sprofondando  nella vergogna'.

 
[31-07-2009]
 

Mb

  Videoinforma :  www marcobava.tk