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DENUNCIE A CONSOB DA Mb

 

 

 

 

 

 

 

 - PREMAFIN: VEGAS, STIAMO LAVORANDO SU QUESITO GROUPAMA...
(Adnkronos) - "Stiamo lavorando". Cosi' Giuseppe Vegas, presidente della Consob, risponde a chi gli chiede dello stato dei lavori della commissione per rispondere al quesito di Groupama sull'esenzione dell'obbligo di Opa su Premafin. A margine della commemorazione di Tommaso Padoa Schioppa a Milano, Vegas ha spiegato che le audizioni e gli approfondimenti per completare il dossier "continuano". A chi gli chiedeva se una risposta al quesito potra' arrivare entro meta' mese, il presidente della Consob si e' limitato a rispondere "vediamo se ce la facciamo".01-02-2011]

 

- FALCK RENEWABLES: ESPOSTO A CONSOB PICCOLI SOCI SU AUMENTO CAPITALE...
Radiocor - Una richiesta di indagine sul nuovo aumento di capitale di Falck Renewables e' stata consegnata oggi all'ufficio esposti di Consob a tu tela degli interessi dei piccoli azionisti del Gruppo Falck. Lo riferiscono all'Agenzia Radiocor fonti finanziarie, precisando che alcuni piccoli soci del gruppo di Sesto San Giovanni vogliono chiarimenti sull'operazione, sottolineando che il gruppo Falck per la prima volta dal 2000 chiude l'anno con un bilancio in rosso nonostante nel 2005 abbia raccolto sul mercato con Actelios (oggi Falck Renewables) 250 milioni di euro, dei quali 150 milioni espressamente destinati alla costruzione di tre termovalorizzatori in Sicilia.

'In virtu' del fatto che questi impianti non sono mai stati costruiti - affermano i piccoli azionisti pronti a diffondere una nota al mercato per pubblicizzare la loro iniziativa sull'iniziativa - Actelios ha depositato i fondi raccolti nella tesoreria centralizzata della capogruppo Falck (che controlla Actelios/Falck Renewables)'. Secondo la tesi sostenuta dal gruppo di piccoli azionisti, i fondi raccolti sono stati prestati a Falck e proprio per questo si chiedono perche' il gruppo chied a nuovamente risorse a loro e al mercato.01-02-2011]

 

 

 

 

 LA CONSOB, TELCO E IL DUBBIO CONSOLIDATO...
A. Ol. per "Il Sole 24 Ore" - L'Asati, l'associazione dei piccoli azionisti Telecom, torna alla carica con la Consob. E, oltre a reiterare la richiesta che il rapporto Deloitte (sulle conseguenze aziendali delle vicende giudiziarie) sia reso pubblico, introduce un altro tema: quello della verifica della supposta necessità per Telco di consolidare Telecom.

Formalmente la comunicazione dell'Asati è "solo" una lettera, ma è probabile che la Consob risponderà. Però, a prima vista, la questione pare diversa da quella che si era posta quando l'azionista di riferimento era Olimpia. In quel caso era Pirelli, società quotata, che avrebbe dovuto consolidare Olimpia.

 

Posizione confutata dalla Bicocca poichè i patti con il gruppo Benetton configuravano un controllo congiunto sulla holding. Telco invece non è quotata e appare dubbio che la Consob possa intervenire sulla stessa. Potrebbe farlo con i suoi azionisti, che sono tutti quotati. Ma chi è l'azionista di maggioranza di Telco? Nessuno. Il maggior singolo azionista è la spagnola Telefonica, ma ha azioni di serie B, che non le consentono di esercitare tutti i poteri.20-01-2011]

 

 

CONSOB ACCENDE FARO SU PUBBLICITA' BOND BANCARI...
(ANSA) - Occhi puntati da parte della Consob sulla pubblicità di prodotti finanziari non azionari, soprattutto obbligazioni bancarie. E' quanto annuncia la Commissione, che ha sottoposto al mercato la bozza di una comunicazione che contiene alcune raccomandazioni riguardanti, in particolare, le obbligazioni bancarie.

L'obiettivo è "fornire indicazioni sulla corretta interpretazione delle disposizioni in materia di pubblicità - si legge sulla newsletter settimanale della Commissione - a fronte di messaggi il cui contenuto non appare del tutto in linea con i principi normativi in vigore, con particolare riferimento a operazioni di ammissione alle negoziazioni di obbligazioni senza preventivo collocamento tramite intermediari".

17-01-2011

 

 

 

-RINGRAZIAMENTI
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che il nuovo presidente della Consob Giuseppe Vegas ha cominciato ad affondare le mani nei fascicoli dell'Autorità di Controllo della Borsa.

 

Prima di procedere in questa operazione ha dedicato parecchio tempo a rispondere di suo pugno agli auguri per il nuovo incarico. Un ringraziamento particolare lo ha indirizzato al Presidente del Senato Renato Schifani con cui Vegas ha trascorso in estate qualche giorno di vacanza. Il messaggio è stato consegnato a Palazzo Madama dalla segretaria di Schifani, Letizia Cicinelli che coordina la segreteria, e ha rapporti di lunga amicizia con il neopresidente della Consob".

10-01-2011]

 

 

 

CONSOB: record di sanzioni. Vegas prende la presidenza (dai giornali)04-01-2011]

 

 CONSOB: IN 2010 RECORD MULTE MA CONTROVALORE SCESO A 14,6 MLN...
(ANSA) - Raffica di multe nel 2010 da parte della Consob. La commissione che vigila sui mercati finanziari, nonostante un semestre a ranghi ridotti per l'assenza di due commissari su cinque, ha comminato ben 241 sanzioni pecuniarie, il 75% in più delle 138 del 2009. Un record da quando, nel 2005, è entrata in vigore la normativa sulla 'market abuse'. Il record di multe, spiega la Consob dando conto della sua attività 2010 nella newsletter, è però coinciso con un calo del loro controvalore, sceso a 14,6 milioni di euro rispetto ai 21,2 milioni del 2009. 03-01-2011]

 

 

 

 

 

CONSOB: INSEDIATO VEGAS ALLA PRESIDENZA...
(Adnkronos) - Il nuovo Presidente della Consob, Giuseppe Vegas, si e' insediato oggi alla guida della Commissione. Insieme a lui si e' insediato anche il nuovo Commissario, Paolo Troiano. E' una nota della Commissione nazionale per le Societa' e la Borsa a renderlo noto.

"Con cio' - prosegue la nota- la Commissione torna ad operare in composizione completa dopo che dal primo luglio scorso ha lavorato con tre componenti su cinque: Vittorio Conti, che in quanto Commissario con la maggiore anzianita' di Istituto ha svolto funzioni di Presidente vicario, e i Commissari Michele Pezzinga e Luca Enriques"

 

[03-01-2011]

 

 

. LA CONSOB PORTA YORKVILLE IN TRIBUNALE...
L. G. per "Il Sole 24 Ore" - È stato uno dei peggiori titoli del 2010, ha perso oltre il 70% del proprio valore, ha promosso un'Ops assai contestata su un fondo immobiliare, peraltro bocciata dagli organi di gestione del fondo stesso, ed è finita nel mirino della Consob. Poi, giusto quando pensava di essersi ormai buttata alle spalle il 2010, un'altra tegola si è abbattuta su Yorkville bhn: l'autorità di controllo dei mercati, dopo aver fatto le pulci al prospetto dell'offerta pubblica di scambio su Investietico, ha annunciato di essersi rivolta al Tribunale di Milano.

L'autorità di controllo dei mercati ha infatti deciso di portare davanti ai giudici il collegio sindacale di Yorkville per «asserite e gravi irregolarità nell'adempimento dei propri doveri di vigilanza sull'operato degli amministratori». La prima udienza sarà il 28 gennaio. Il nuovo anno rischia di aprirsi come si è chiuso il 2010: altre grane da risolvere.31-12-2010]

 

 

 

 

MPS: DA CONSOB PALETTI PER PLUSVALENZA IN BILANCIO CESSIONE IMMOBILI - NO AMMINISTRATORI NEL CONSORZIO CHE HA RILEVATO SEDI FILIALI...
Radiocor - Dopo quelli della Banca d'Italia arrivano i paletti della Consob per la complessa operazione di cessione del patrimonio immobiliare strumentale del Monte dei Paschi alla societa' consortile Perimetro Gpi. Alla Consob il Monte dei Paschi ha posto un quesito per poter rilevare, nel proprio bilancio consolidato, la plusvalenza della cessione degli immobili (circa 500 mln, ndr) e deconsolidare cosi' il ramo d'azienda. Gli immobili (683) sono delle filiali in locazione alla banca.

 

La Commissione ha risposto due giorni prima di Natale come si legge su 'Consob Informa' (Mps e il consorzio Perimetro Gpi non sono mai citati sulla newsletter ma l'operazione e' riconoscibile). L'Autorita' afferma, tra le varie condizioni, che per evitare l'ipotesi di controllo di Mps sul consorzio acquirente, la banca non deve poter eleggere 'alcun amministratore ne' esprimere veti su modifiche al regolamento degli strumenti finanziari partecipativi, allo statuto e al regolamento consortile nonche' piu' in generale non possa determinare le politiche gestionali e finanziarie del consorzio'.

Il consorzio (Perimetro Gpi), inoltre, dovra' emettere i previsti strumenti finanziari partecipativi che dovranno essere sottoscritti da terzi 'a condizioni che in sostanza prevedono ipotesi di riscatto, anche da parte della banca cedente, del patrimonio immobiliare a valori di fair value'. 27-12-2010]

 

 

CONSOB: VIA LIBERA A PARTECIPAZIONE AD ASSEMBLEE 'A DISTANZA' - RECEPITA LA DIRETTIVA UE SUI DIRITTI DEGLI AZIONISTI...
Radiocor - Partecipare a pieno titolo alle assemblee della societa' quotata su cui si sono investiti i propri risparmi senza dover affrontare una trasferta magari lunga ed onerosa. Un desiderio per molti azionisti di minoranza che ora potra' realizzarsi. La Consob ha approvato modifiche al regolamento emittenti in attuazione del decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue sull'esercizio dei diritti degli azionisti di societa' quotate (Shrd). Tra le principali novita' della nuova disciplina vi sono le modalita' con le quali si puo' realizzare la partecipazione all'assemblea a distanza.

 

In particolare, lo statuto della societa' puo' prevedere l'utilizzo di mezzi elettronici per 'a) la trasmissione in tempo reale dell'assemblea; b) l'intervento in assemblea da altra localita' mediante sistemi di comunicazione in tempo reale a due vie per poter interagire a distanza nel corso dell'assemblea; c) l'esercizio del diritto di voto prima dell'assemblea o durante, senza che sia necessario design are un rappresentante fisicamente presente' all'assise.

Il ricorso ai mezzi elettronici per agevolare la partecipazione alla vita societaria e' previsto anche dalle modifiche apportate al Provvedimento post-trading, che riguardano il sistema di richiesta e rilascio di comunicazioni e certificazioni necessarie all'esercizio dei diritti dei soci.28-12-2010]

 

 

M&C: CONSOB, CARLO DE BENEDETTI SALE AL 44,42%...
(Adnkronos) - Carlo De Benedetti, lo scorso 21 dicembre, e' salito dal 26,915% al 44,42% nel capitale sociale di M&C, Management & Capitali spa. E' quanto si legge negli aggiornamenti della Consob. Nel contempo Tamburi investment partners e' sceso dal 20,341% al 3,469% nel capitale sociale di M&C. [23-12-2010]

 

 

 ENEL: CONSOB, TESORO AL 31,244% DOPO TRASFERIMENTO AZIONI CDP...
(Adnkronos) - Il ministero dell'Economia e delle Finanze e' salito, lo scorso 16 dicembre, dal 13,882% al 31,244% del capitale sociale dell'Enel dopo il trasferimento delle azioni detenute dalla Cdp la cui quota del 17,362% e' stata azzerata. E' quanto si legge negli aggiornamenti della Consob.

22. ENI: CONSOB, TESORO SCENDE AL 3,934%, CDP SALE AL 26,369%...
(Adnkronos) - Il ministero dell'Economia e delle Finanze e' sceso, lo scorso 16 dicembre, dal 20,321% al 3,934% nel capitale sociale di Eni. Sempre il 16 dicembre la Cdp e' salita dal 9,999% al 26,369% nel capitale sociale del gruppo petrolifero italiano. E' quanto si legge negli aggiornamenti della Consob. [23-12-2010]

 

 

 

PRIMA GRANA PER VEGAS ALLA CONSOB...
Michele Arnese per "2+2 - ilFoglio.it" - L'obiettivo, in realtà, è l'ex presidente facente funzione della Consob, Vittorio Conti, ma della vicenda sarà investito anche il neo presidente Giuseppe Vegas, ex viceministro dell'Economia.

Appuntamento al Tribunale civile di Roma, sezione Lavoro, il 22 dicembre per la Commissione che vigila sulle società quotate e la Borsa. A trascinare nelle aule giudiziarie l'Authority è la Fiba-Cisl che accusa la Commissione di comportamento antisindacale: in pratica, secondo i sindacalisti della Cisl, i vertici della Consob hanno snobbato le procedure previste prima di approvare la nuova pianta organica della Commissione.

Ecco quanto si legge nel ricorso presentato dalla Fiba-Cisl che 2+2 ha letto: "In sintesi, la Commissione, violando apertamente e ripetutamente la tempistica prescritta dalla contrattazione sindacale, prima ha dimostrato disinteresse, se non addirittura spregio, per la procedura di definizione della propria pianta organica, ritardandone la determinazione in modo illegittimo e senza motivo per mesi.

 

Poi, d'improvviso, ha avvertito l'esigenza imprescindibile di definire la pianta organica e i futuri concorsi proprio nei giorni dell'anno in cui la maggior parte dei dipendenti, e tra loro tutti i rappresentanti sindacali della deducente, erano assenti, e cioè nella settimana di Ferragosto. Ancora, ha convocato a un incontro solo alcune sigle sindacali, senza neppure dare notizia della riunione alle associazioni escluse. Non contenta di ciò, dopo che la Fiba-Cisl aveva chiesto, unitamente ad altre sigle, il rinvio della riunione a settembre, ha costruito ad arte una convocazione impossibile da onorare, inviata per e-mail il 17 agosto con un preavviso di appena 2 ore (!)"20-12-2010

 

 

PARENTOPOLI A CASA CARDIA...
Sarà un Natale festoso in casa Cardia.
L'ex-presidente della Consob ha almeno due motivi per essere contento dell'anno che si chiude. Con l'aiuto del Maggiordomo di Sua Santità, Gianni Letta, il 76enne ex-presidente della Consob è riuscito a salire sulla carrozza di prima classe delle Ferrovie dello Stato. Bastava vederlo pochi giorni fa all'inaugurazione del cantiere per la nuova stazione di Roma Tiburtina per capire la riconoscenza di quest'uomo verso il potere politico che gli consente di portare a casa 700mila euro l'anno senza sudare.

 

La seconda ragione per cui il magistrato romano ha motivo di godere gli è arrivata dal Campidoglio con la nomina il 4 ottobre del figlio Marco alla presidenza delle Assicurazioni di Roma, la controllata del Comune che assicura l'Amministrazione e alcune municipalizzate. Marco Cardia era già salito alla ribalta tempo fa quando il solito Fiorani rivelò nel luglio 2007 che era stato consulente della Popolare di Lodi con un compenso di 250mila euro l'anno. Adesso il suo nome ritorna attraverso la ricostruzione accurata che "Repubblica" ha fatto ieri della nomina del "figliolo" come ultimo esempio della parentopoli capitolina. A parlare sulle colonne del quotidiano è Tommaso Di Tanno, un noto tributarista romano che racconta come il sindaco Alemanno un anno fa gli diede il benservito per far posto a Marco Cardia.

Fino a quel momento Di Tanno (nominato alla presidenza di Assicurazioni di Roma da WalterEgo Veltroni) aveva guidato la società con ottimi risultati portandola a un utile di 2,9 milioni. La sindrome di parentopoli che è venuta alla luce nei giorni scorsi in Atac, Ama e Acea, si è riproposta silenziosamente anche in Assicurazioni di Roma, una società che era sempre stata trascurata.

 

È chiaro che il tributarista Di Tanno ha il dente avvelenato per una rimozione ingiustificata, ma è altrettanto sicuro che a casa Cardia il 2010 è un anno da ricordare.15-12-2010

 

 

AI DURI DI FASTWEB CI PENSA VEGAS...
Da "il Giornale" - Che ne sarà delle azioni Fastweb non consegnate in Opa? Gli azionisti che hanno deciso di tenere duro, o cederanno i titoli a un prezzo che stabilirà la Consob del neo presidente Giuseppe Vegas, identico o inferiore ai 18 euro dell'Opa Swisscom, o si troveranno in mano azioni di una società non quotata. La controllante elvetica, che punta al delisting, al termine dell'offerta è arrivata al 94,834%: più del 90% ma meno del 95%.

E il Testo unico della finanza impone che agli azionisti che ne facciano richiesta venga offerta una seconda chance. In casi simili il prezzo viene fissato dalla Consob «tenendo conto anche dell'eventuale offerta precedente» o di quello «di mercato del semestre anteriore all'annuncio dell'offerta», che è ben inferiore: il titolo non è mai arrivato a 16 euro, con picchi sotto gli 11. La Consob ha tre mesi dal momento in cui viene presentata la documentazione. Periodo in cui gli azionisti devono decidere se rispondere o meno all'ultima chiamata.26-11-2010]

 

 

 

 

CONSOB: RENDERE NOTI VOTI CONTRARI O ASTENSIONI A PARTI CORRELATE...
(Adnkronos) - "La Consob ha chiesto alle societa' quotate di rendere noti eventuali voti contrari o astensioni espressi nel corso dell'approvazione delle procedure previste dall'art. 4 del regolamento in materia di operazioni con parti correlate (delibera 17221 del 12 marzo 2010). In base al regolamento, tali procedure dovranno essere adottate dalle societa' entro l'1 dicembre 2010". E' quanto si legge in una della Consob diffusa in vista appunto dell'entrata in vigore del nuovo regolamento.

 

16-11-2010]

 

 

. CHEUVREUX SI RIBELLA ALLA MULTA PER SEAT...
A. Ol. per "Il Sole 24 Ore" - Oltre 3 milioni di profitti per i clienti, 475mila euro di multa per gli intermediari. È il bilancio della "retata" Consob sulle vendite allo scoperto nell'aumento di capitale Seat, che uno dei sanzionati - Cheuvreux (gli altri sono Equita e Mediobanca) - sta cercando di invalidare. La Sim del gruppo Crédit Agricole, dunque, ha promosso un'azione presso il Tar del Lazio e la Corte d'Appello di Milano per respingere le accuse.

Dov'è il "corpo del reato"? Le azioni che sarebbero state vendute allo scoperto sono state consegnate nei tempi regolamentari. Dov'è il profitto? È andato ai clienti. E Cheuvreux, un broker puro, sosterrà di aver esercitato tutta la diligenza del caso: che significa essersi fidato delle assicurazioni del cliente sul rispetto della normativa. Certo è meno imbarazzante cercare di sottrarsi alla multa (o al limite pagare il minimo di 2.500 euro) che rifarsi sul cliente. Che, nell'anonimato, ringrazia.[03-11-2010

 

 

CHI VUOLE UNA CONSOB ITINERANTE...
Stefano Feltri per "Il Fatto Quotidiano" - Come si può fare a mettere in difficoltà un'autorità di vigilanza che, orfana del presidente da quattro mesi, con tre commissari su cinque, è diventata iperattiva ed efficace come mai prima? Semplice, si comincia a discutere di spostarne la sede da Roma a Milano. La Consob guidata pro-tempore da Vittorio Conti è al centro dei sogni leghisti che, in mancanza di meglio da offrire all'elettorato, vorrebbero usarla per creare posti di lavoro al Nord (e i dipendenti romani che farebbero poi?).

"A Roma e basta", sbotta il direttore del Messaggero Roberto Napolitano in uno scatto di orgoglio capitolino che lo spinge a dire che a Milano "com'è noto la Borsa non c'è più, si è fusa con Londra". Il Pd fa un'interrogazione parlamentare al ministro Romani e calcola che soltanto nella prima fase del trasloco ci sarebbero "spese inutili e insopportabili" di circa 100 milioni di euro. Unico aspetto positivo di questo dibattito: almeno si parla della Consob e del suo ruolo, dopo la fine dell'era di Lamberto Cardia, specialista nell'anestetizzare qualsiasi conflitto (in particolare quelli sulla successione, che infatti è ancora incompiuta).28-10-2010]

 

 

 

 

 

10. TUTTI IN CODA ALL'ALBA SUL SITO DELLA CONSOB...
L. I. per "Il Sole 24 Ore" - Grazie all'invio online direttamente sul sito della Consob, mediante una password riservata, così come previsto dalla delibera 17297, si voleva facilitare l'adempimento di quegli obblighi informativi richiesti dall'autorità di vigilanza agli intermediari vigilati. Ma per banche, Sim e Sgr l'invio informatizzato sembra essere un percorso ad ostacoli e soprattutto si corre il rischio di essere multati se certi dati non vengono comunicati nei termini previsti.

Il problema? L'accesso al sito, se non lo si fa all'alba o in pausa pranzo, è impossibile, perennemente occupato. Una preoccupazione che hanno in questi giorni i gestori indiviudali e collettivi che entro fine mese devono devono comunicare le variazioni alla composizione dei loro portafogli (titoli in quantità e per categoria) oppure le informazioni concernenti le deleghe gestionali del terzo trimestre . E c'è qualcuno che dice: «speriamo non accada quell'effetto a imbuto che si è visto con l'Unico 2010 sul sito dell'agenzia delle entrate».

 

25-10-2010

 

 

OPA: nuove regole nelle scalate, anche l'utilizzo dei derivati fa scattare le soglie (dai giornali) Per la finanza arriva la tassa Ue. Retroscena (La Stampa, pag. 27)

[07-10-2010]

 

 

 

 CONSOB: AVVIA CONSULTAZIONI SU MODIFICHE DISCIPLINA OPA...
Radiocor - La Consob ha messo in consultazione la bozza di modifiche regolamentari alla disciplina sulle offerte pubbliche di acquisto. L'obiettivo, spiega una nota, 'e' una revisione generale dell'attuale disciplina, che tenga conto del recepimento della direttiva europea, delle ulteriori modifiche normative apportate al Tuf negli ultimi due anni nonche' delle esperienze applicative e dell'analisi comparata del quadro normativo internazionale'.

 

Le proposte intendono 'rafforzare le tutele degli azionisti di minoranza, la trasparenza informativa e a semplificare adempimenti e procedure. Tra le novita' c'e' quella di poter riaprire i termini del periodo di offerta in caso di successo dell'opa, per consentire l'adesione anche agli azionisti che non avevano conferito i titoli, l'estensione della best price rule anche ai sei mesi successivi alla chiusura dell'opa e il computo, ai fini del superamento della soglia del 30% e della determinazione del prezzo, anche degli acquisti avvenuti tramite derivati.[06-10-2010]

 

 

 

 

 

Consultazioni CONSOB in corso

Contiene la raccolta dei contributi forniti dalla Consob nell'ambito dei lavori di redazione del TUF, nonchè i testi dei documenti di consultazione diffusi dalla Consob in sede di emanazione dei regolamenti attuativi del TUF, dela "Legge per la tutela del risparmio" e delle loro successive modifiche, ancora in corso.

 


Regolamento emittenti - Recepimento della direttiva 2007/36/CE relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate - Documento di consultazione
Data: 05/08/2010

[Documento di consultazione in formato PDF]

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Regolamento recante la disciplina dei servizi di gestione accentrata, di liquidazione, dei sistemi di garanzia e delle relative società di gestione (Provvedimento Banca d'Italia-Consob del 22.2.2008) - Attuazione del d.lgs. 27.1.2010, n. 27, recante attuazione della direttiva 2007/36/CE, relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate, e altre modifiche della parte I - Documento di consultazione
Data: 05/08/2010


 

[Documento di consultazione in formato PDF]

[documento formato zip - 123626 bytes]

SI' DA CONSIGLIO MINISTRI A COMPETENZE UE ALLA CONSOB SU AGENZIE RATING...
Radiocor - Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che affida alla Consob poteri di vigilanza sulle agenzie di rating previsti dall'Ue. Si tratta del decreto presidenziale varato su proposta dei ministri per le Politiche europee, Andrea Ronchi, e dell'Economia, Giulio Tremonti, per l'esecuzione del Regolamento comunitario (1060/ 2009) relativo alle agenzie di rating del credito. Il provvedimento, si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi al termine della seduta, 'individua nella Consob l'Autorita' competente per i fini disciplinati dal Regolamento stesso, nonche' per l'esercizio dei poteri e l'adozione delle misure di vigilanza uniformate in sede europea'.

 

20.09.10

 

BPM SI ADEGUA AI RILIEVI CONSOB...
R. Fi. Per "Il Sole 24 Ore"- Pizzicata dalla Consob sulle modalità di vendita alla clientela del prestito convertendo dell'anno scorso, ora la Banca Popolare di Milano si adegua ai rilievi della commissione. Modificando le procedure di vendita dei prodotti alla clientela.

Due giorni fa, secondo quanto riferito dall'agenzia IlSole24Ore-Radiocor, il cda della Bpm ha approvato la lettera di risposta alle richieste della Consob, evidenziando le «iniziative risolutive e le azioni tempestive» messe in campo. In particolare, Bpm ha annunciatoche entro il primo trimestre del 2011 sarà lanciato il nuovo modello di consulenza finanziaria, già avviato dal giugno 2009, che punta a ridefinire i servizi di consulenza prestati e a rivedere l'operatività nei servizi di investimento alla clientela. All'interno della divisione commerciale di Bpm, poi, è stata creata una struttura apposita, il Servizio Investment Center, che ha tra gli obiettivi il miglioramento dell'attività di sviluppo e commercializzazione dei prodotti e di gestione delle politiche di wealth management.

 

19.09.10

 

DE BENEDETTI nella bufera - MULTATI dalla consob I FAMIGLIARI Della moglie SILVIA MONTI per insider trading! - Si tratta di Renata Cornacchia (la sorella), Una Dona’ delle Rose (la figlia) e di Alessio Nati (il genero) – non è finita: C’è un progetto per espandere l’impianto a carbone di Vado Ligure (Sv), proprietà della Cir. Contraria la popolazione: è cancerogeno

 

1 - CONSOB: DE BENEDETTI, MULTATI I FAMIGLIARI DI SILVIA MONTI
Radiocor - Tra i multati dalla Consob per insider trading su Cdb Web Tech risultano tre parenti di Silvia Cornacchia, in arte Silvia Monti, l'attuale mogli e di Carlo de Benedetti. Si tratta di Renata Cornacchia (la sorella), Una Dona' delle Rose (la figlia) e di Alessio Nati (il genero).

 

La Consob ha accertato la violazione da 'parte del signore Alessio Nati dell'art 187-bis per aver comunicato ai signori Daniele Dolci, Davide Colaneri e Alberto Gianni l'informazione privilegiata concernente il progetto dell'avvio da parte di Cdb Web Tech della nuova iniziativa di investimento in imprese in difficolta', conoscendo o potendo conoscere in base a ordinaria diligenza il carattere privilegiato di tale informazione'. Lo stesso Carlo de Benedetti e' stato fondatore e azionista di maggioranza della Cdb.

2 - DE BENEDETTI RADDOPPIA LA CENTRALE DEI VELENI
C'è un progetto per espandere l'impianto a carbone di Vado Ligure (Sv), proprietà della Cir. Contaria la popolazione: è
Libero - Ottomila abitanti, una centrale a carbone e il 30% di tumori maligni ai polmoni in più rispetto al resto della regione. Vado Ligure è un paese in provincia di Savona dove nessuno si gode né sole né mare.

La notizia brutta se possibile è un'altra: i vertici di Tirreno Power, società che gestisce l'impianto, vogliono ampliare la struttura. In cima alla piramide siede nientemeno che Carlo De Benedetti. L'Ingegnere controlla, attraverso la holding Cir e Sorgenia, i destini dello stabilimento e delle sue ciminiere, lascito dell'Italia industriale anni Sessanta.

Sulla faccenda di Vado la stampa, specie quella di sinistra, s'è guardata bene dal buttare giù qualcosa che fosse più d'una manciata di righe. Trattamento ben diverso da quello riservato - per fare un esempio - al coordinatore del PdL Denis Verdini, finito sotto inchiesta per l'eolico in Sardegna.

I progetti espansivi di De Benedetti hanno scosso solo la comunità locale, che si sta battendo per arginare la crescita di quello che nessuno, nei paraggi, esita a definire "mostro". In Liguria centrali così ce ne sono tre, assieme fanno un terzo di tutte quelle italiane.

L'impatto sulla salute pubblica è facile da immaginare anche senza una laurea in oncologia: i metalli pesanti che le ciminiere liberano nell'atmosfera a combustione avvenuta sono tutt'altro che un toccasana. I medici savonesi analizzano i dati (le donne hanno il 71% di malattie ischemiche al cuore in più della media regionale, gli uomini il 150% di malattie respiratorie croniche ostruttive) e la comunità tenta d'opporsi.

Nei quattordici municipi interessati (da Savona a Finale Ligure passando per Spotorno, molti amministrati da sindaci di sinistra) vengono proposte delibere contro l'ampliamento della centrale Tirreno Power: passano tutte. E De Benedetti? Nisba.

L'azienda sostiene di rispettare i requisiti necessari, la popolazione fa la conta dei malati e si convince del contrario. Anche la segreteria provinciale del Pd avanza perplessità. L'Ingegnere non fa una piega. Lui, che di quello stesso Partito democratico rivendicò la tessera numero uno, non dà segni d'apertura a una comunità che gli chiede, più democraticamente che mai, di rivedere i progetti della sua centrale a carbone.

Dopo le dieci domande de La Repubblica al Cavaliere, i savonesi ne stanno preparando altrettante per De Benedetti. Una delle quali (punto nove) recita: «Perché preservare il vostro dannoso progetto di ampliamento, in una città come Savona che non ha bisogno di nuova energia elettrica, dato che la centrale già attualmente produce una quantità di energia superiore di ben cinque volte a quella che viene consumata da tutta la provincia?».

La firma in calce (oltre a qualche viso noto della sinistra, tra cui De Magistris, Agnoletto e Lidia Ravera) è quella di gente comune. Che del Pd magari ha la tessera numero millemila ma zero industrie energetiche

 

 

 [24-08-2010]

 

 

- FALCK, GLI OCCHI CONSOB SULLE VALUTAZIONI UNICREDIT
Corriere della Sera (a.jac.) - Sui conflitti in famiglia tra i Falck e i Marchi ora ci si mette anche la Consob. L'Authority dei mercati ha chiesto ad Actelios (gruppo Falck) di dare spiegazioni in merito alla valutazione espressa su Falck Renewables, la controllata del gruppo Falck che verrà conferita in Actelios in cambio di azioni di nuova emissione. E questo proprio in vista dell'assemblea straordinaria del 27 agosto che dovrà approvare il progetto e soprattutto il presunto concambio (0,58 azioni Actelios per ogni azione di Falck Renewables).

La Consob accende il faro su un report di Unicredit del 4 giugno scorso, in cui gli analisti di Piazza Cordusio si esprimevano sul riassetto che concentrerà nella società del gruppo Falck quotata a Piazza Affari tutte le attività nel settore delle rinnovabili. A incuriosire la Commissione è stata la «forchetta» tra la valorizzazione di 363 milioni fatta dagli analisti di Unicredit Research e quella (di gran lunga maggiore) stimata dal consiglio di amministrazione, di 518 milioni. E cosa ancora più curiosa, che per arrivare a questa cifra il consiglio di Actelios si sia avvalso della «fairness opinion» del suo advisor: ancora una volta Unicredit.

 

Per tutelare gli azionisti di minoranza (tra cui i Marchi) della bontà della valutazione l'organo di vigilanza chiede al gruppo guidato da Federico Falck di pubblicare un documento da presentare all'assemblea in cui si spiega nel dettaglio come il cda sia arrivato a quella cifra. Ieri la società ha depositato un supplemento al documento informativo sul riassetto di Actelios, in cui è contenuto un paragrafo dedicato alle «Considerazioni sul report di Unicredit Group del 4 giugno 2010».

Per quanto a conoscenza della società - si legge nel documento - la principale motivazione della differente valorizzazione di Renewables «risiede nell'applicazione, da parte di Unicredit Research, di una differente metodologia di valutazione rispetto a quella utilizzata dal cda di Actelios ai fini della determinazione del rapporto di concambio». Quale delle due Unicredit avrà ragione?

Gli advisor la cui valutazione è stata giudicata corretta anche dal perito nominato dal Tribunale, Mazars. O gli analisti di Unicredit Research (indipendente e separata da altre unità del gruppo bancario). Il fatto che advisor e analisti avessero a disposizione informazioni diverse dimostra, almeno questa volta, l'esistenza in una banca di quei «muri cinesi» che devono impedire scambi di informazioni sensibili tra consulenti e analisti.

28.08.10

 

 

 - NUOVE MULTE DELLA CONSOB A MEDIOBANCA, AGRICOLE E EQUITA
Corriere della Sera - Nuovo giro di sanzioni Consob in Piazza Affari. Dopo il caso di insider trading sui titoli del gruppo De Benedetti, la Commissione ha accertato le vendite allo scoperto effettuate in regime di divieto, nell'aprile 2009, da tre grandi intermediari nell'ambito dell'aumento di capitale di Seat Pagine Gialle. Una ricapitalizzazione con effetto diluitivo che aveva provocato grandi scosse sul titolo. Il divieto di vendere titoli allo scoperto, cioè senza possederne, era stato introdotto come misura stabilizzante su mercato in tempesta nei mesi successivi al fallimento di Lehman Brothers.

Colpiti dal provvedimento Mediobanca, Equita Sim e Crédit Agricole Cheuvreux Italia Sim. Piazzetta Cuccia, che ha movimentato una gran quantità di titoli, pari al 50% circa del capital di Seat, è stata multata per 175 mila euro a fronte della contestazione (che ha riguardato tutti) di non aver verificato con «il dovuto grado di diligenza» che i clienti avessero la disponibilità e la proprietà dei titoli venduti. Cheuvreux (19% del capitale movimentato) è stata sanzionata per 170 mila euro ed Equita (22% del capitale) per 130 mila.

02.09.10

 

 

Fatti più in (Catrica)là! - Se alla Camera Silvio è messo in minoranza da Fini, in Consiglio dei ministri comanda Tremonti - Giulietto stava per incassare il suo fedelissimo Vegas alla Consob, Gianni Letta in extremis lo ha bloccato - La nomina la farà il prossimo Governo Tremonti… - Intanto la Consob senza presidente lavora a pieno regime: approvato dopo anni il codice etico. Cardia lo teneva nel cassetto perché sarebbe stato obbligato a dichiarare preventivamente i conflitti con tutte le società quotate in cui il figlio Marco presta consulenza…

Giovanni Pons per "La Repubblica"

Nuova fumata nera perla nomina del presidente della Consob. Sembrava che ieri fosse il giorno giusto, complice anche l'annuncio a mezzo stampa del ministro Giulio Tremonti che al Sole 24 Ore aveva detto: «Vedrete che oggi ci sarà la nomina». E in molti avevano scommesso sul nome di Antonio Catricalà, attuale presidente dell'Antitrust. Invece niente. Il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan, alla fine del consiglio dei ministri è uscito dicendo che di Consob non si è parlato.

Invece la ricostruzione che si fa in alcuni ambienti vicini alla Commissione è molto diversa. Sembra infatti che martedì tra alcuni ministri fosse stato raggiunto una sorta di accordo sul viceministro Giuseppe Vegas, il candidato caldeggiato dalla Lega Nord e in maniera più discreta anche dal ministro Tremonti. Questo pre-accordo avrebbe condotto lo stesso ministro a sbilanciarsi nella sua intervista.

Ma la situazione è cambiata nella tarda mattinata di ieri, quando in una riunione ristretta precedente al Cdm il premier Berlusconi su suggerimento di Gianni Letta aveva deciso di portare avanti il nome di Catricalà. E così durante il consiglio si sono scontrate due soluzioni che hanno portato per l'ennesima volta al nulla di fatto.

Se poi si aggiunge che il capo leghista Umberto Bossi ad alcuni suoi fedelissimi ha confidato che per Ferragosto sarà pronto a dare il clamoroso annuncio dello spostamento della sede della Consob a Milano, si ha il quadro completo della battaglia politica che si sta consumando intorno alla nomina del nuovo presidente dell'authority che vigilia sui mercati.

Non stupisce che l'opposizione soffi sul fuoco. «Che il governo sia arrivato al capolinea lo dimostrano le mancate nomine del ministro dello Sviluppo economico e del presidente della Consob. Sono settimane e mesi ormai che i veti incrociati tengono il governo in stallo su queste materie delicate», ha detto il vicesegretario del Pd Enrico Letta. In realtà da quando l'ex presidente Lamberto Cardia è trasmigrato alle Ferrovie dello Stato, la Consob si è come risvegliata dal torpore in cui era avvolta. In poche settimane i tre commissari in carica, Vittorio Conti, Luca Enriques e Michele Pezzinga, sono riusciti ad approvare tre provvedimenti molto importanti. Prima il piano strategico triennale, fatto inedito per un organismo burocratico come la Consob, poi i correttivi contro gli aumenti di capitale a sconto che disorientavano i risparmiatori e quindi, proprio ieri, il nuovo codice etico interno che all'articolo 5 regolai conflitti di interesse anche solo apparenti.

Quest'ultimo provvedimento era stato tenuto in un cassetto da Cardia poiché lo avrebbe obbligato a dichiarare preventivamente i conflitti con tutte le società quotate in cui il figlio Marco presta consulenza. Dunque, se da una parte è inammissibile che un governo non riesca a effettuare una nomina di un'authority alla scadenza del mandato, dall' altra si può star sicuri che gli uffici stanno marciando a pieno ritmo, con molti meno intoppi rispetto agli anni precedenti in cui vi era pieno organico.

Fino a quando durerà questa situazione di incertezza? Certo da ieri il governo è molto meno solido e per di più, se si insistesse sul nome di Catricalà, si aprirebbe una partita per la sua successione che potrebbe creare nuovi attriti tra Berlusconi e Gianfranco Fini, cui spetta l'indicazione del presidente antitrust d'intesa con Renato Schifani. Dunque non si può escludere che per qualche mese la Consob possa andare avanti nella configurazione attuale.

 

 

[05-08-2010]

 

 

attacco cardia-co allo STILE CONSOB - scriveva nel marzo 2009 Malagutti su ’l’espresso’: "quando il presidente della Consob Lamberto Cardia sarà chiamato a valutare il progetto di riorganizzazione del gruppo Burani quotato in Borsa dovrà tener presente una questione supplementare. Una questione di famiglia. Suo figlio Marco, 45 anni, avvocato, è infatti partner d’affari dei Burani"....

 

1- STILE CONSOB
Vittorio Malagutti per "l'Espresso" (n. 12 - 2009)

 

Le carte dell'operazione arriveranno sul suo tavolo al più tardi in aprile. Ma quando il presidente della Consob Lamberto Cardia sarà chiamato a valutare il progetto di riorganizzazione del gruppo Burani quotato in Borsa dovrà tener presente una questione supplementare. Una questione di famiglia. Suo figlio Marco, 45 anni, avvocato, è infatti partner d'affari dei Burani.

Nel 2008, in ottobre, è stata costituita a Reggio Emilia la società Bca, che si occupa di "consulenza e assistenza sul tema della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche". Per i Burani, attivi nella moda, è un esordio in campo legale. Cardia junior invece, grazie ai nuovi soci emiliani, ha allargato il suo raggio d'azione professionale. Il figlio del presidente Consob possiede il 50 per cento della neonata società. Ai Burani fa capo il 44 per cento.

 


2- QUEL PRESIDENTE È PIENO DI CONFLITTI
Vittorio Malagutti per "L'espresso" (n.14 - 2010)

...Solo che di lì a qualche mese l'argomento torna d'attualità. E questa volta al centro di tutto c'è la griffe Burani, marchio della moda controllato dall'omonima famiglia emiliana. Cardia junior si era messo in affari anche con loro. Una decisione doppiamente sfortunata. In primo luogo perché il rapporto si è sciolto dopo meno di un anno, nell'agosto 2009. E poi perché il 17 marzo scorso i Burani hanno fatto crack, travolti da oltre 500 milioni di debiti.

Il tribunale di Reggio Emilia ha dichiarato lo stato d'insolvenza della Mariella Burani Fashion group, la holding quotata in Borsa del gruppo. Lo stop dei giudici è arrivato dopo un'agonia durata almeno un paio di anni. Un'agonia scandita da manovre sui titoli e disperati tentativi di salvataggio. Proprio in quel periodo a dir poco travagliato l'azienda emiliana ha finito per incrociare la rotta di Cardia junior.

 

Vediamo come è andata. A ottobre del 2008 Marco Cardia crea insieme ai Burani una società, battezzata Bca, che si dovrebbe occupare, come recita l'oggetto sociale, di "consulenza e assistenza sul tema della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche". Proprio in quelle settimane, tra settembre e ottobre, la famiglia Burani lancia un'offerta pubblica d'acquisto (Opa) su una parte dei titoli della propria holding quotata in Borsa. L'operazione, al centro di voci e pettegolezzi negli ambienti finanziari, ottiene comunque il via libera della Consob.

 

In questi giorni, però, il dossier è tornato all'attenzione della Procura di Milano che sta indagando sul crack. Il sospetto è che l'opa parziale sia servita a dare una via d'uscita ad alcuni soci privilegiati prima che il dissesto fosse evidente. Intanto, a marzo del 2009, un articolo de "L'espresso" rivela i rapporti tra l'avvocato Cardia e i Burani provocando la reazione del presidente della Consob, che non partecipa ai lavori della Commissione quando entra in ballo il gruppo emiliano.

Va detto che a partire dalla scorsa estate, quando la situazione del gruppo ha cominciato a farsi critica, l'authority di vigilanza ha marcato stretto i Burani. È stata deliberata un'ispezione e proprio di recente sono stati impugnati gli ultimi bilanci del gruppo. ...

 

 [29-07-2010]

 

 

 CLASSE DIGERENTE MAI IN PENSIONE ...
Alla fine il balletto indecoroso intorno alla Consob fa perdere la pazienza perfino al "Corriere" delle banche autarchiche. E allora si scatena un potere illuminante come Francesco Giavazzi, per chiedere una qualche guida all'organismo che dovrebbe vigilare sulla Borsa.

Bello il finale su Cardia: "Il disprezzo per l'interesse dei cittadini è segno dei tempi. Tant'è che in un paese in cui sul regionale Bergamo-Milano si va arrosto perché è rotta l'aria condizionata, il governo con grande tempestività ha nominato presidente delle Ferrovie il 76enne presidente della Consob. Non sia mai che lorsignori restino un sol giorno con la sola pensione" (p.1).

17.07.10

 

UNICREDIT, ANNULLATA LA MULTA CONSOB DA 100.000 EURO A ELIO LANNUTTI...
R. e. F. per "il Messaggero" -
La Corte d'Appello di Perugia ha annullato la sanzione di 100.000 euro comminata dalla Consob a Elio Lannutti, senatore dell'Italia dei Valori e presidente dell'Adusbef. La multa era stata decisa, nel dicembre 2009, dalla Commissione di vigilanza sulla Borsa per manipolazione del mercato delle azioni Unicredit.

L'indagine era partita ad ottobre del 2007 per una dichiarazione di Lannutti al quotidiamo Finanza & Mercati. Il presidente dell'Adusbef ipotizzava «un mark to market per Unicredit negativo per 4-5 miliardi. Si tratta aggiungeva di uno scandalo dieci volte superiore a quello di Italease...».

 

Unicredit aveva invece precisato che la sua posizione creditoria netta era pari a 1 miliardo. Secondo la Consob le dichiarazioni di Lannutti avevano avuto un impatto sul titolo in Borsa tanto che lo aveva sanzionato. Il presidente dell'Adusbef aveva subito annunciato ricorso. Si arriva così al 10 giugno quando la Corte d'Appello di Perugia ha annulato la sanzione di 100.000 euro che ora Lannutti non dovrà più pagare.

12.07.10

 

CONVOCAZIONI CONSOB PER CONSIGLIERI BPM...
R. Sa. Per "il Sole 24 ore"
- Ormai sta diventando un abitudine per Bpm, peraltro da non esibire come un trofeo. Ancora una volta la Consob ha utilizzato nei confronti della banca il potere di convocare d'autorità il suo cda per modificare pratiche non corrette nei confronti degli investitori. L'aveva già fatto a dicembre per porre immediatamente termine ad irregolarità riguardanti il collocamento agli investitori al dettaglio del prestito convertendo di Bpm. La convocazione d'autorità si è ripetuta ieri per modificare le pratiche commerciali di Bpm così da assicurare «la cura dell'interesse della clientela e di contenere e gestire i conflitti d'interesse».

Questa volta l'istitutosi trova un buona compagnia.Prima di lui analoghe iniziative sono state prese nei confronti di Banca Generali e Banca Network, seguite da Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mps, Popolare di Verona e Bnl. Non solo. Per gli stessi motivi gli aministratori di altre 9 banche sono stati convocati presso la commissione. Vista l'ampiezza di una simile offensiva c'è da chiedersi quali banche l'authority consideri del tutto in regola con i propri indirizzi.

 

10.07.10

 

CARDIA SALE E IL TRENO VA IN TILT...
Era venerdì 25 giugno, ma avrebbe potuto essere un venerdì 17. Il giorno del rinnovo del consiglio di amministrazione, con conferma dell'a.d. Mauro Moretti e la nomina di Lamberto Cardia come presidente ha coinciso con un pauroso blackout informatico che ha mandato in tilt i sistemi di biglietteria di Trenitalia e impedito per ore a migliaia di passeggeri di acquistare e prenotare biglietti. Il guasto si è verificato nella sede di Tele sistemi ferroviari (Tsf), società che per anni è stata partecipata al 39% dalla stessa Fs, ma dall'autunno scorso è interamente posseduta dal gruppo romano di informatica e call center Almaviva.

 

Ne sarebbe derivata, a quanto risulta a Panorama Economy, una notevole tensione fra Moretti e il patron del gruppo, Alberto Tripi, i cui rapporti reciproci non erano esattamente idilliaci neppure prima. A rendere elettrico l'ambiente contribuisce di certo anche la gara appena partita per i servizi informatici di Fs (1,3 miliardi in 7 anni) che vede Almaviva alla guida della cordata considerata in pole position, di cui fanno parte anche Engineering, Ansaldo e Telecom Italia. (S. Cav.)

04.07.10

 

 

CONSOB: NEL 2009 SANZIONI APPLICATE TRIPLICATE A 21 MLN...
(Adnkronos) -
Nel corso del 2009 le sanzioni pecuniarie applicate dalla Consob sono triplicate rispetto all'anno precedente: da 6,5 milioni di euro a 21 milioni. Nel 2008 le sanzioni ammontavano a 8 milioni di euro, considerando anche le oblazioni, e nel 2009 sono state pari a 24 milioni. E' quanto emerge dalla relazione annuale della Commissione che vigila sulla borsa e le societa' quotate.

Inoltre, a seguito di casi accertati di insider trading, sono stati confiscati beni per un controvalore complessivo di 20,9 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 5,4 milioni dell'anno precedente. La Commissione ha adottato 138 provvedimenti sanzionatori, a fronte di 155 procedimenti conclusi per violazioni delle disposizioni del Testo Unico della Finanza, dato sostanzialmente in linea con quello dell'anno precedente.

 

Nei confronti degli autori di violazioni che configurano abuso di informazioni privilegiate sono state anche comminate sanzioni interdittive accessorie, come la perdita dei requisiti di onorabilita' e incapacita' ad assumere incarichi di direzione in societa' quotate, per un totale di 152 mesi, contro i 18 mesi del 2008.

13- CONSOB: BANCHE ITALIANE DIPENDENTI DA RACCOLTA OBBLIGAZIONARIA
(Adnkronos) -
Le banche italiane sono le piu' dipendenti in Europa dalla raccolta obbligazionaria. Sulla raccolta complessiva, quella derivate dalle obbligazioni ammonta al 40%. E' quanto emerge dalla relazione annuale della Consob. Secondo la Commissione che vigila sulla borsa e le societa' quotate, nel 2009 le banche italiane continuano ad avere il piu' alto rapporto fra obbligazioni e raccolta totale in Europa, circa il 40%, e il piu' alto rapporto fra obbligazioni e depositi da clientela dopo le banche tedesche.

 

La particolarita' dell'Italia nel contesto europeo, secondo la relazione della Consob, e' ancora piu' evidente per quanto riguarda il coinvolgimento degli investitori retail nel finanziamento della raccolta obbligazionaria. Se i dati sulla composizione dei portafogli delle famiglie indicano che nei principali Paesi europei il possesso diretto di obbligazioni bancarie da parte dei risparmiatori e' un fenomeno di proporzioni limitate, in Italia i bond bancari hanno assunto un peso sempre piu' rilevante sulle attivita' finanziarie delle famiglie.

Nel 2009 la raccolta diretta dei principali gruppi bancari ha segnato un flessione del 4% rispetto all'anno precedente. L'utile netto complessivo e' diminuito del 25,1% a quota 6,13 miliardi di euro, il margine di interesse ha registrato una contrazione dell'11,2% a 40,3 miliardi e le commissioni nette sono diminuite del 7,5% a 18,8 miliardi.

14- CONSOB: IL 44% DI RICCHEZZA ITALIANI INVESTITA IN DEPOSITI E RISPARMIO POSTALE
(Adnkronos)
- Si riduce l'avversione delle famiglie italiane al rischio finanziario. Nel corso del 2009, anno sostanzialmente risparmiato dalle turbolenze che si sono abbattute sui mercati alla fine del 2008 e all'inizio del 2010, gli italiani si sono riavvicinati ad azioni, obbligazioni e prodotti del risparmio gestito. Ma la gran parte della ricchezza finanziaria complessiva, il 44%, rimane investita in depositi e risparmio postale.

 

Secondo la relazione annuale della Consob, sale dal 12% del 2008 al 14% del 2009 la quota di famiglie che possiede azioni o obbligazioni. La percentuale di nuclei famigliari che possiede prodotti del risparmio gestito aumenta dal 9,2% al 13,9% dello scorso anno, mentre continua a diminuire la diffusione di polizze assicurative del ramo vita, dal 18,5% al 16% del 2009. La quota della ricchezza finanziaria complessiva investita in depositi e risparmio postale e' rimasta stabile attorno al 44%, contro il 38% di fine 2007, mentre la quota investita in titoli di Stato e' scesa dal 18% al 15%.

04.07.10

 

 

- LETTA MAGIC! NON SI CAPISCE INFATTI PERCHÉ UN MAGISTRATO DI 76 ANNI COME CARDIA CHE HA GIOCATO NELLA SQUADRA DELLA PRIMA E DELLA SECONDA REPUBBLICA CON INCARICHI PRESTIGIOSI, DEBBA ESSERE GRATIFICATO CON LA POLTRONA DI UN'AZIENDA DI CUI NON SA ASSOLUTAMENTE NULLA
Le analogie si sprecano e il naufragio della Nazionale viene interpretato come lo specchio dell'Italia.

 

Poco tempo fa uno studioso attento come Ilvo Diamanti ha scritto parole sagge sul "tribalismo sportivo" come una delle caratteristiche dominanti nel nostro Paese. In effetti i segni di barbarie si trovano sparsi come grani velenosi tanto nel costume quanto nell'economia e nella politica. Anche in questi ambiti c'è una tendenza morbosa a tenere in vita i grandi vecchi e a sbarrare la strada per un ricambio nelle stanze del potere.

 

Prendiamo il caso di Palazzo Chigi dove a guidare la Nazionale sono un presidente che vuole governare fino al 2020, e un allenatore di 75 anni che salta come un grillo e non esibisce una ruga. Il trainer del Palazzo è Gianni Letta, l'ex-giornalista di Avezzano che invece del calcio ha come hobby la musica classica e preferisce il tennis.

 

Qualcuno ricorderà la memorabile foto scattata molti anni fa in Sardegna con il Cavaliere in calzoncini e la maglietta bianca seguito a ruota dall'immarcescibile Letta, dai fedeli Confalonieri e Galliani e dal "difensore" di tutte le cause Marcello Dell'Utri. Quell'immagine era la rappresentazione fisica di una squadra che continua a difendere il potere e si oppone con forza al cambiamento. Quelli in panchina come Cicchitto, Verdini, Gasparri, Sacconi e Brancher sono semplici comparse che non segnano gol strepitosi, oppure se ne tornano a casa con le ossa frantumate come Sciaboletta Scajola.

 

Così mentre ieri a migliaia di chilometri gli sfigati di Lippi arrancavano sulle gambe legnose, l'allenatore di Palazzo Chigi, Gianni Letta (Gentiluomo di Sua Santità), ha tirato fuori dal cilindro la carta di Lamberto Cardia per la presidenza delle Ferrovie. Questa è un'ennesima dimostrazione di pervicacia e conferma la volontà di mantenere a tutti i costi lo status quo nel Palazzo anche a costo di sfidare i confini del pudore.

Non si capisce infatti perché un magistrato di 76 anni come Cardia che ha giocato nella squadra della Prima e della Seconda Repubblica con incarichi prestigiosi, debba essere gratificato con la poltrona di un'azienda di cui non sa assolutamente nulla.

 

Quello della competenza è un principio che non sembra interessare il Lippi di Palazzo Chigi, proteso a impiegare il meglio delle sue energie pur di sbarrare la strada al giovane Tremonti che non sembra avere ancora gli attributi del centravanti. E la competenza va a farsi friggere anche di fronte ad altri match importanti che toccano la politica industriale e l'economia.

L'esempio più clamoroso è il silenzio dei due vecchietti, Berlusconi e Letta, di fronte alle vicende di Pomigliano d'Arco. Davanti a un Marpionne che ormai considera l'Italia la periferia della modernità, la squadra di Palazzo Chigi non riesce a contrapporre nemmeno un ministro dell'Industria.

Forse ha davvero ragione chi dice che la Nazionale azzurra è lo specchio dell'Italia. Quella del tribalismo sportivo e della gerontocrazia del potere.

26.06.10

 

sorbole che consob! - tramonto di tremonti (naftalinato il suo francesco greco), vince la premiata ditta geronzi-letta: " Catricalà è in arrivo come successore di Cardia" - nella guerra continua tra il leone di trieste e il duplex pagliaro-nagel, catricalà, nel suo ruolo di presidente dell’Antitrust, si era espresso contro "il controllo di fatto di Mediobanca su Generali

 

1 - CONSOB: CATRICALA' IN ARRIVO ALLA PRESIDENZA, OGGI VAGLIO GOVERNO
Radiocor

 

Antonio Catricala' e' in arrivo come successore di Lamberto Cardia alla guida della Consob, dopo una presidenza durata sette anni, ai quali vanno aggiunti i sei anni precedenti da commissario. La scelta, come apprende Radiocor, e' stata definita e sara' al vaglio del Governo in occasione del Consiglio dei ministri di oggi, convocato per le 12.

 

Secondo fonti qualificate, la designazione di Catricala', attualmente presidente dell'Antitrust, potrebbe essere decisa oggi stesso, a una settimana dalla scadenza naturale dell'attuale presidente. La designazione del numero uno dell'Autorita' che vigila sui mercati spetta al presidente del Consiglio, su proposta del ministro dell'Economia. La candidatura passa poi al vaglio del Parlamento prima del Decreto del presidente della Repubblica per la nomina.

2 - GENERALI: CATRICALA', NON POSSIAMO CHIEDERE A MEDIOBANCA DI RIDURRE
(Il Sole 24 Ore Radiocor del 15-06-10) -

 

"Noi non abbiamo strumenti per chiedere una riduzione della partecipazione di Mediobanca in Generali, non abbiamo alcuna possibilita' legale". Lo ha dichiarato il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala', a margine della presentazione della Relazione annuale a chi gli chiedeva di alcune dichiarazioni a commento di indiscrezioni sulla riduzione di partecipazione di Mediobanca in Generali.

 

"Siccome - ha tenuto a precisare Catricala' - c'erano rumor di questa riduzione e mi era stato chiesto un commento, mi sono limitato a dire che una riduzione minima non avrebbe avuto alcun senso pro-concorrenza ma che effetti favorevoli si sarebbero avuti solo da una riduzione consistente, tale da far perdere il sospetto di un controllo di fatto di Mediobanca su Generali".24-06-2010]

 

IL RISIKO PER LE AUTHORITY - CONSOB: PER CARDIA E’ PRONTA UNA PROROGA DI 90 GIORNI - IL SUCCESSORE FAVORITO RESTA ANTONIO CATRICALÀ, AL CUI POSTO POTREBBE SUCCEDERE L’OUTSIDER MASSOLO, SEGRETARIO GENERALE DELLA FARNESINA – tutti ruotano intorno ll’eminenza azzurrina gianni letta (tremonti tié!) - in scadenza anche Il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Alessandro Ortis...

1- CONSOB: PER CARDIA E' PRONTA UNA PROROGA DI 90 GIORNI...
(Adnkronos) -
Lamberto Cardia restera' presidente della Consob per altri tre mesi. A quanto apprende l'ADNKRONOS, e' pronta una proroga di 90 giorni per allungare la sua permanenza alla guida dell'Autorita' oltre la scadenza naturale del mandato prevista per fine mese. La misura sara' inserita in uno dei decreti gia' all'esame del Parlamento, presumibilmente quello per gli aiuti alla Grecia. L'obiettivo, peraltro, e' coerente con la finalita' del provvedimento: garantire continuita' alla gestione dell'autorita' in un momento delicato per i mercati finanziari.

Cardia, che questa mattina si e' limitato a ricordare l'avvicinarsi di fine mandato, 'sono i miei ultimi giorni da presidente perche' ho una scadenza prevista" ha detto a margine dell'assemblea di Assolombarda, e' in Consob dal 1997, prima come commissario e poi dal 2003 come presidente. Il suo mandato scade il 30 giugno e gia' nel 2008 si era ricorso ad una proroga di 2 anni portando il mandato del presidente Consob da 5 a 7 anni. Due anni fa quando Cardia stava per completare il suo mandato quinquennale la proroga fu approvata dal Parlamento, con una maggioranza bipartisan.

2- NOMINE CARDIA, ORTIS & C. IL RISIKO DELLE AUTHORITY ...
Sergio Rizzo per "il CorrierEconomia"

Il rinnovo della Consob, a fine mese, apre il valzer delle poltrone nelle Autorità indipendenti. Il favorito per sostituire Lamberto Cardia (proroghe permettendo) resta Antonio Catricalà, presidente Antitrust, che domani, martedì 15, terrà la Relazione annuale. E al suo posto? Spunta Giampiero Massolo, segretario generale della Farnesina. L'altra partita è all'Energia di Alessandro Ortis.

Resta o non resta? Quello di Lamberto Cardia, il più longevo (13 anni, di cui sette da presidente) commissario della Consob, è diventato un tormentone. Che offre ogni giorno spunti nuovi. Qualche settimana fa era data per certa una sua clamorosa proroga, con la motivazione delle turbolenze dei mercati finanziari. Un anno? Due?

RELAZIONE ANTONIO CATRICALÀ, PRESIDENTE ANTITRUST
L'allungamento del mandato doveva essere deciso con un articoletto infilato nel decreto cosiddetto salva-Grecia. Ma poi non se n'è fatto niente: nemmeno il grande sponsor di Cardia, il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, ha potuto evidentemente superare le resistenze che inevitabilmente una proposta del genere ha scatenato. Allora è saltata fuori un'altra idea: proroga sì, ma soltanto di un paio di mesi. Giusto il necessario per scegliere il successore (forse non c'era stato abbastanza tempo?). Anche questa ipotesi, tuttavia, ha incontrato qualche difficoltà.

REAZIONE A CATENA
E il tempo adesso stringe davvero. Inutile dire che sono giorni di grande fibrillazione nel Palazzo. Perché l'uscita di scena di Cardia potrebbe innescare una reazione a catena dalle conseguenze incalcolabili. L'Antitrust, per esempio. Il presidente Antonio Catricalà si appresta a presentare la solita relazione annuale.

Non un rapporto qualsiasi: se non altro perché cade nel ventesimo anniversario della costituzione della prima autorità «indipendente» italiana. Ma per lui, che scade soltanto nel marzo del 2012, potrebbe anche essere l'ultima.

Consigliere di Stato ed ex segretario generale di Palazzo Chigi, Catricalà è attualmente uno dei più accreditati candidati alla poltrona occupata da Cardia. Pure per questa ragione c'è da immaginare che la sua relazione, nella quale non mancheranno certamente (come di consueto) riferimenti alle scarsa concorrenza che continua ad affliggere il settore finanziario, sarà letta con il microscopio.

E chi andrebbe al posto di Catricalà se il presidente dell'Antitrust dovesse traslocare alla Consob? Circola un nome sorprendente: quello di Giampiero Massolo. Segretario generale della Farnesina, è nato a Varsavia e ha 55 anni. Ma da ben 32 è in diplomazia, con qualche variazione sul tema. Nella sua biografia c'è scritto che nel 1994 era capo della segreteria del presidente del Consiglio dei ministri, cioè Silvio Berlusconi.

Per tornare al ministro degli Esteri come capo ufficio stampa con l'arrivo di Romano Prodi a Palazzo Chigi. Finché nel 2004 non ha avuto il prestigioso incarico di capo di gabinetto della Farnesina dall'allora ministro Gianfranco Fini. Il quale ha oggi voce in capitolo, in quanto presidente della Camera, sulla nomina dell'eventuale successore di Catricalà: circostanza che con evidenza depone a favore del suddetto Massolo.

C'è da dire che il numero uno dell'Antitrust non è il solo papabile per la Consob. Da tempo si parla del presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone, ed è noto che anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il quale sulla vicenda delle nomine alla commissione per la Borsa ha sempre accuratamente evitato di entrare in rotta di collisione con Letta, vorrebbe puntare su un giudice. Soltanto, con un profilo un po' diverso: quello del magistrato del pool di Mani Pulite Francesco Greco, che in passato ha ficcato il naso nei grandi scandali finanziari senza riguardi per nessuno.

ALTRE SCADENZE
Vedremo come andrà a finire. Il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas Alessandro Ortis, insieme all'unico componente che lo affianca ormai da cinque anni, Tullio Fanelli, scade a metà di dicembre e in base alle norme oggi in vigore non è rinnovabile. La commissione va ricostituita interamente, e non si presenta un'operazione facile, per tutta una serie di considerazioni.

In primo luogo per meccanismo delle nomine, che prevede il voto vincolante delle commissioni parlamentari a maggioranza qualificata: una sistema che sulla carta garantisce l'indipendenza dei componenti dell'Authority dai partiti, ma che a causa del gioco dei veti incrociati ha finito per rivelarsi un ostacolo quasi insormontabile.

Poi c'è un altro problema non trascurabile, ovvero l'assenza del ministro dello Sviluppo economico, soggetto titolare del potere di proposta delle candidature. Dopo le dimissioni di Claudio Scajola le competenze sono passate ad interim a Berlusconi. Ma l'attività del ministero è praticamente bloccata ed è impensabile che il presidente del Consiglio si possa occupare di queste nomine. Anche se c'è fra i possibili destinatari di un incarico (da presidente?) ci sono persone che gli stanno particolarmente a cuore. Per esempio l'ex tesoriere di Forza Italia ed ex sottosegretario all'Industria Giovanni Dell'Elce, che avrebbe in tasca da tempo una precisa promessa in tal senso.

Il fatto è che quelle nomine hanno generato molti appetiti nei partiti della maggioranza. E più va avanti la legislatura, più gli appetiti crescono. La Lega Nord, partito «di lotta e di governo», è decisa per esempio a rivendicare la propria fetta di potere anche nel sistema delle autorità indipendenti, rispetto al quale è sempre stata tenuta ai margini. Un sistema verso il quale il centrodestra ha sempre manifestato una certa allergia, ma che comunque rappresenta una bella valvola di sfogo per un potere tutto al maschile. Basti dire che su ben 58 componenti delle authority le donne sono soltanto quattro. 14-06-2010]

 

 

 

ADUS-BEFFA – IL SENATORE LANNUTTI VINCE LA SUA BATTAGLIA CON LA CONSOB: “LA MULTA CHE MI AVEVA INFLITTO CARDIA È STATA ANNULLATA”: “ERA UNA RAPPRESAGLIA SU DIRETTO MANDATO UNICREDIT” – “ORA IL SIGNOR CARDIA, LA CONSOB E PROFUMO SARANNO CHIAMATI A PAGARE I DANNI IN SEDE CIVILE”…

La multa da 100.000 euro, che la Consob del signor Cardia aveva inflitto ad Elio Lannutti, presidente Adusbef e senatore dell'Italia dei Valori per presunta manipolazione dei mercati, era una rappresaglia su diretto mandato di Unicredit, per questo è stata annullata oggi dalla Corte di Appello di Perugia (presidente dr. Sergio Matteini Chiari) giudice estensore dr. Massimo Zanetti.

Elio Lannutti, difeso dagli avv. Antonio Tanza, Lucio Golino e Marisa Costelli, aveva contestato davanti la Corte di Appello di Perugia, competente per territorio data la sua residenza in Umbria, la manipolazione di mercato, un vero e proprio falso per colpire l'Adusbef ed il suo presidente che negli ultimi 10 anni avevano denunciato i comportamenti fraudolenti dei banchieri sui derivati appioppati a piene mani ad enti locali e piccole e medie imprese, con l'unica finalità di finanziare gli alti profitti,i bonus e le stock option di banche e banchieri.

 

La Consob, invece di punire i comportamenti fraudolenti dei banchieri che spacciando montagne di derivati avariati commisurati alle stock option hanno determinato il crollo dell'economia, del Pil e dei mercati, la distruzione di milioni di posti di lavoro disseminando povertà e miseria, ricevendo mandato dal signor Profumo di Unicredit (e questo si evince dalle carte processuali) aveva sanzionato uno dei pochi rappresentanti dei risparmiatori che denuncia da anni condotte di vera e propria criminalità economica, per screditarne il prestigio e fiaccarne la credibilità.

 

Il provvedimento sanzionatorio che aveva comminato la Consob per manipolazione del mercato, oltre a costituire una vera e propria manipolazione, rappresentava un falso, perché nel momento in cui (all'indomani della trasmissione di Milena Gabanelli Report sui derivati dal titolo: IL BANCO VINCE SEMPRE ) - Adusbef aveva denunciato Unicredit a dieci Procure della Repubblica, il valore del titolo Unicredit il giorno 16 ottobre 2007, non aveva registrato una flessione, ma un aumento dello 0,33% passando da 5.43 euro a 5.96.

 

Nè si poteva assolutamente affermare che ci sarebbe stata manipolazione del mercato per la pubblicazione di poche righe su un giornale minore, per questo Cardia ed altri dirigenti della Consob,assieme ad alcuni dirigenti di Unicredit che avevano inoltrato denuncia,sono stati iscritti sul registro degli indagati nel procedimento penale pendente presso la Procura della Repubblica di Roma,e risponderanno delle loro incaute affermazioni.

 

Ora il signor Cardia, la Consob ed il signor Profumo di Unicredit, saranno citati in sede civile per un congruo risarcimento dei danni per una evidente lesione dell'immagine di Adusbef e del senatore Lannutti. I mass media che hanno riportato la notizia di sanzione notificata il 30 novembre 2009, hanno il dovere di riportare, con la stessa evidenza grafica e tipografica, la notizia e la decisione della Corte di Appello di Perugia. 10-06-2010]

 

IL GIALLO DEL DECRETO SUL MANDATO DI CARDIA...
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Si infittisce il mistero sulla presidenza della Consob. Proprio ieri, mentre sembrava che si fosse rafforzata la candidatura di Vincenzo Carbone, presidente della Corte di cassazione, le agenzie di stampa hanno annunciato una possibile sorpresa per il prossimo consiglio dei ministri: una conferma per decreto dell'attuale presidente Lamberto Cardia per 60 giorni. Cardia si trova a Montreal, in Canada, per l'assemblea annuale della Iosco e il prossimo 28 giugno è atteso a Milano per il tradizionale appuntamento del Discorso al mercato.

È tuttora vacante anche il posto di quinto commissario. Il successore di Paolo di Benedetto, dimessosi nelle scorse settimane, potrebbe essere designato già giovedì. I candidati sarebbero l'exmanager Eni Giuseppina Fusco, il direttore generale di Assoreti Marco Tofanelli, il responsabile compliance di Mediobanca Stefano Vincenzi e Carlo Pinardi, presidente di Analysis e docente universitario.

10.06.10

 

CONSOB: ANCORA INCERTEZZE SUL FUTURO DI CARDIA, RESTA OPZIONE PROROGA...
Radiocor -
Rimangono ancora incertezze sul futuro di Lamberto Cardia alla presidenza della Consob, in vista della scadenza del prossimo 30 giugn o. Dopo che e' sfumata l'ipotesi di prorogare la permanenza di Cardia ai vertici della Commissione attraverso l'inserimento di un emendamento nel decreto salva Grecia, ora sta prendendo piede l'ipotesi di prolungare il mandato di 60 giorni attraverso un decreto legge.

 

Questo per permettere al Governo o di scegliere il candidato migliore, visto che e' in corso un forte scontro sulla scelta, o di effettuare una proroga effettiva di almeno un anno, da realizzare in sede di conversione del dl o attraverso l'inserimento di un emendamento nella manovra economica.

Di quest'ultima opzione si era gia' discusso qualche settimana fa, quando Pd e Idv avevano minacciato di non approvare il decreto Salva Grecia nel caso di inserimento nel Dl dell'emendamento sul prolungamento del mandato di Cardia. Ma soprattutto la conferma di Cardia e' risultata finora impraticabile perche' sgradita a settori significativi della maggioranza di Governo. Cardia e' in questi giorni in Canada per la riunione dello Iosco.

10.06.10

 

CONSOB: IN ARRIVO PROROGA PER CARDIA...
(Adnkronos) - Proroga in arrivo per Lamberto Cardia al vertice della Consob. A quanto apprende l'Adnkronos la norma per consentire all'attuale presidente della Commissione di vigilanza sui mercati finanziari di restare al suo posto sara' inserita in un decreto legge. L'obiettivo e' quello di garantire continuita' alla gestione dell'autorita' in un momento delicato per i mercati finanziari. La proroga, comunque, sara' per un tempo limitato. L'ipotesi e' di un prolungamento del mandato di 60 giorni.

Cardia, che negli ultimi tempi ha sempre negato di cercare una conferma. E' in Consob dal 1997, prima come commissario e poi dal 2003 come presidente. Il suo mandato scade il 30 giugno e gia' nel 2008 si era ricorso ad una proroga di 2 anni portando il mandato del presidente Consob da 5 a 7 anni. Due anni fa quando Cardia stava per completare il suo mandato quinquennale la proroga fu approvata dal Parlamento, con una maggioranza bipartisan.

 

10.06.10

 

GRECO, ALLA CONSOB NON CI DEVI MIRARE
Mentre l'ex andreottian-diniano Lamberto Cardia, oggi sostenuto da Gianni Letta, lotta per una riconferma alla Consob (ma alla fine ci finirà un altro letta-letta, Catricalà), il vispo Gian Marco Chiocci alza un po' di grembiulini su una brutta storia del passato. "Crac Ambrosiano, l'ultimo scippo milionario. Il giallo degli 8,5 milioni di dollari sequestrati in Svizzera a Gelli da destinare ai piccoli azionisti, ma girati misteriosamente alle banche creditrici. Nuovi esposti per riaprire le indagini archiviate dal pm Francesco Greco" (Giornale, p.15 e non P2, fare attenzione). Attenzione, Greco è l'uomo al quale Tremendino Tremonti vorrebbe affidare la Consob, tanto per "spaventare" un po' le banche.

10.06.10 da Dagospia

 

 

CARDIA SCRUTA I BLOG ...
Una squadra monitora ogni giorno, per conto della Consob, alcune decine di blog finanziari dove 30 mila «day-trader» commentano le vicende quotidiane della borsa e si scambiano pettegolezzi e analisi. È una sorta di rassegna stampa web dell'enorme giacimento di informazioni online, più o meno vere, più o meno false, che comunque ormai sfuggono alla rappresentazione dei media tradizionali. E la Consob di Lamberto Cardia ha iniziato dal 2009 a tenerne conto. Per intervenire, se necessario. O anche solo per sapere cosa pensano i risparmiatori. Un consuntivo su questo monitoraggio è atteso per fine anno. (J.L.)

 10.06.10

 

 

CONSOB CHE BOTTE TRA LETTA E TREMONTI. PER LA SUCCESSIONE DI LETTA-LETTA CARDIA GIULIETTO HA MESSO DA PARTE VEGAS E STA PORTANDO AVANTI L'EX PM DEL POOL MANI PULITE, FRANCESCO GRECO
Nella battaglia di potere che si sta svolgendo alla luce del sole tra Giulietto Tremonti e il Gran Ciambellano di Palazzo Chigi, Gianni Letta, si può aggiungere un nuovo capitolo.

 

Questa volta in ballo c'è la presidenza della Consob, l'organismo di vigilanza sulla Borsa che dal 2003 è guidato da Lamberto Cardia. A giugno dell'anno scorso il Consiglio dei ministri ha respinto le dimissioni di questo magistrato di Tivoli che dopo la laurea nel 1958 si è seduto sulle poltrone più importanti della prima e seconda Repubblica.

Stiamo parlando di un peso massimo che si è formato nei ranghi della vecchia Dc, poi è riuscito a entrare nell'orbita berlusconiana nel '94 come capo di Gabinetto al Tesoro di Lamberto Dini che due anni più tardi lo ha portato con sé a Palazzo Chigi.

Per il 76enne grand commis il cursus honorum si potrebbe considerare finito, ma nel Palazzo c'è una lobby potente che ancora si batte per il rinnovo del suo mandato. Su un'altra sponda si muove invece il ministro di Sondrio, quel Giulietto Tremonti che in maniera un po' troppo frettolosa viene indicato come l'alternativa al Cavaliere di Arcore.

Ed è di queste ore la notizia che l'ex-tributarista di Sondrio vorrebbe accelerare i tempi per la successione di Cardia portando avanti il suo candidato Francesco Greco. Non bisogna essere troppo anziani per ricordare chi è questo Pm del pool Mani Pulite che non lascia mai cadere dalle sue labbra un tronco di sigaro e si muove con il passo di un atleta.

L'amicizia tra Greco e Tremonti è nata nel salotto dell'Aspen dove i due hanno preso a dialogare in modo serrato proprio sui temi della finanza e del controllo della Borsa.

A questo proposito c'è chi ricorda un famoso convegno del 18 gennaio 2004, battezzato "Il patto dell'Aspen", dove il barbuto Greco attaccò le norme del diritto societario con queste parole: è punito con maggior severità il reato di gioco d'azzardo delle tre carte, che quello previsto per chi presenta un falso prospetto informativo". E in quell'occasione il Pm milanese suggerì di affidare alla Consob un'attività di "business intelligence" e propose la nascita di un'agenzia per combattere sul modello della Dia la criminalità economico-finanziaria.

 

Alle sue parole rispose in maniera piuttosto secca l'avvocato Guido Rossi che disse: "la Consob non deve essere una magistratura economica". SuperGuido voleva difendere la sua creatura, cioè la Consob di cui è stato padre e presidente, ma le parole di Greco colpirono Giulietto Tremonti che da quel momento ha considerato Greco un interlocutore primario. Adesso lo porta in palmo di mano anche a costo di sacrificare l'altro suo candidato Giuseppe Vegas, il viceministro delle Finanze al quale tutti riconoscono una grande competenza.

 

La volontà dell'irrefrenabile Tremonti si scontra comunque con la filosofia di Gianni Letta che tende a conservare la cattedrale del potere. Qualora la difesa di Cardia si rivelasse impossibile il Gran Ciambellano ha una carta di riserva: Antonio Catricalà, il magistrato calabrese che dal marzo 2005 presiede l'Authority per la Concorrenza. Anche Tonino è un peso massimo nella lobby di Palazzo Chigi. In molti casi le sue esternazioni tradiscono un eccesso di protagonismo, ma la duttilità dimostrata in tante occasioni (prima fra tutte la vicenda Cai-Alitalia) lo rende affidabile.

 

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03.06.10

 

ALLA CONSOB UN MESE AL CARDIA-PALMA - TREMONTI PUNTA A TOGLIERSI TRA I PIEDI IL PROTEGé DI GIANNI LETTA, DA BEN 13 ANNI INCOLLATO ALLA POLTRONA DI MASSIMO VIGILE SUI POTERI MARCI - Una settimana fa il predestinato risultava Giuseppe Vegas, vice DI GIULIETTO. ORA sta maturando la nomina di Antonio Catricalà, attuale presidente dell’Autorità garante della concorrenza... - LETTA INCONTRA CARDIA...
(AGI) - Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha incontrato oggi a palazzo Chigi il Presidente della Consob Lamberto Cardia.

 

2 - ALLA CONSOB UN MESE AL CARDIA-PALMA
Fabio Tamburini
per "Il Sole 24 Ore"

Il medagliere di Lamberto Cardia è ricco, ma alcuni riconoscimenti pesano più di altri. Certamente colpiscono i 13 anni alla Consob, di cui sette come presidente. Anni difficili, vissuti tra il martello della magistratura e l'incudine degli interessi da salvaguardare.

Ma anche anni in cui Cardia ha dato il meglio della sua esperienza di grand commis dello stato. La forza di Cardia è l'appartenenza al gruppo ristretto degli amici del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. In altri tempi sarebbe bastato per ottenere una nuova proroga, immaginata con la motivazione che serve continuità in momenti difficili per la crisi dei mercati finanziari.

Oggi l'esito risulta piuttosto incerto, nonostante che nel medagliere di Cardia spicchi una benemerenza: l'avere sostanzialmente disinnescato la mina delle nuove regole sui conflitti d'interesse con l'approvazione del regolamento, molto sofferto, che nel marzo scorso ha disciplinato le operazioni con parti correlate.

Ufficialmente, Cardia sottolinea ad ogni occasione che mette in conto di lasciare l'incarico. L'opposizione, sia l'Italia dei Valori sia il Pd,ha sparato ad alzo zero contro la riconferma. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, risulta decisamente orientato verso scelte diverse. Non solo. Proprio nei prossimi giorni Cardia deve affrontare passaggi delicati.

Giovedì 3 giugno, secondo quanto prevede il calendario delle udienze, sarà testimone al processo penale in corso a Milano sulla scalata alla Bnl, con l'obbligo quindi di dire tutta la verità. Dovrà ricostruire, in particolare, i rapporti con Giovanni Consorte,all'epoca amministratore delegato dell'Unipol.

Consorte ha dichiarato di avere sempre messo al corrente Cardia di ogni sua mossa. Cardia confermerà? E come spiegherà le sue scelte? Altrettanto delicata, e forse perfino di più, si presenta la seconda testimonianza, quella al processo per la scalata all'Antonveneta organizzata dall'ex amministratore delegato della Popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani.

Cardia, la cui convocazione era stata fissata per fine giugno e poi slittata, dovrà rispondere alle accuse di Fiorani. Il figlio di Cardia, secondo il banchiere, era al tempo stesso consulente della Popolare di Lodi e tramite degli incontri con il padre.

L'impressione è che soltanto l'intervento diretto della presidenza del consiglio potrà imporre la proroga dell'incarico a Cardia, in scadenza a fine giugno. Dalla lunga volata in corso si è tirato fuori Domenico Siniscalco che, dopo la sconcertante vicenda della candidatura a presidente del consiglio di gestione Intesa Sanpaolo, ha fatto sapere di volersi dedicare alla vicepresidenza di Morgan Stanley international e alla guida di Assogestioni.

Una settimana fa il predestinato risultava Giuseppe Vegas, vice ministro dell'Economia. Ora prevale la considerazione che è meglio evitare il passaggio da ministro a numero uno della commissione di controllo dei mercati finanziari. Così sta maturando la nomina di Antonio Catricalà, attuale presidente dell'Autorità garante della concorrenza. Tanto che sono in corso le verifiche su come sostituirlo all'Antitrust, dove la nomina tocca ai presidenti della Camera (Gianfranco Fini) e del Senato (Renato Schifani).

Ben posizionato è Giampiero Massolo,che lascerebbe l'incarico di segretario generale della Farnesina, decisamente favorito su Enzo Moavero, giudice presso la Corte di giustizia in Lussemburgo, molto legato a Luca Cordero di Montezemolo. Sempre che per la presidenza Consob non rispunti la candidatura, molto gradita a Letta, di Pasquale De Lise, ex presidente Tar del Lazio. 24-05-2010]

 

CONSOB DELLE MIE TRAME - IL DIPIETRISMO FA VENIRE UN ATTACCO CARDIACO A CARDIA, CANDIDANDO ZINGALES AL POSTO DELL’INAMOVIBILE PUPILLO DI LETTA-LETTA – “IN QUESTI ANNI, LA CONSOB NON HA QUASI MAI SCOPERTO I REATI SOCIETARI, E NON PENSA AI PICCOLI AZIONISTI” – “MA è DIFFICILE IMMAGINARE CHE IL CENTRODESTRA ABBIA IL CORAGGIO DI SOSTITUIRE CARDIA CON UNA FIGURA COMPETENTE E INDIPENDENTE COME ZINGALES”… Sandro Trento (Responsabile economia, Italia dei Valori) per "il Fatto Quotidiano"

 

Come spesso accade in Italia all'interno di provvedimenti di interesse generale possono nascondersi misure che hanno la finalità di tutelare interessi personali. La maggioranza di centrodestra intende inserire un emendamento nel decreto salva Grecia, approvato la scorsa settimana dal governo, che prorogherebbe alla carica di presidente della Consob (l'autorità di vigilanza del mercato di Borsa) l'attuale numero uno della Commissione: Lamberto Cardia.

Il prossimo 30 giugno, infatti, Cardia dovrà lasciare la carica di presidente della Consob, dopo sette anni, perché per legge il suo mandato, già prorogato di due anni nel 2008, non sarebbe più rinnovabile.

Il governo sembra ritenere necessario garantire continuità alla gestione dell'Autorità di vigilanza in un momento delicato per i mercati finanziari. Già mesi fa, Cinzia Bonfrisco senatrice del Pdl aveva presentato un emendamento al "decreto mille proroghe" che prevedeva l'estensione alla Consob delle norme che consentono ai dipendenti della Pubblica amministrazione di chiedere, entro il compimento del sessantacinquesimo anno di età, l'allungamento dell'età pensionabile a 67 anni.

 

Anche allora si trattava in pratica di un provvedimento ad personam, studiato allora per tre dirigenti della Consob: il direttore generale Antonio Rosati, il vicedirettore generale, Domenico Marino e il numero tre, Michele Maccarone, tutti prossimi al compimento dei 65 anni. Si trattava allora di tre funzionari di sicura fedeltà al presidente Cardia. L'emendamento fortunatamente non passò.

Le autorità di vigilanza sui mercati finanziari sono istituzioni molto importanti perché devono assicurare la trasparenza delle informazioni sulle società quotate e sugli intermediari, devono impedire abusi (ad esempio, reati come l'insider trading) e devono tutelare gli investitori, i risparmiatori che abbiano acquistato titoli. Negli Stati Uniti l'equivalente della nostra Consob si chiama Sec (Stock Exchange Commission) ed è un'autorità molto potente e rispettata.

 

In Italia il mercato di Borsa è assai poco sviluppato rispetto ad altri Paesi di analogo livello di sviluppo. Su un totale di circa tre milioni di imprese sono quotate alla Borsa di Milano meno di 300 società, alcune delle quali a controllo statale e molte banche. Perché così poche aziende si quotano? Per varie ragioni. Quotarsi è costoso, perché impone una maggiore trasparenza informativa; ma forse il nodo è che in Italia le aziende sono per lo più non contendibili: non è possibile acquisire il controllo di una società senza il consenso di chi al momento ne è il proprietario.

Il controllo di quasi tutte le imprese e le banche italiane è nelle mani di azionisti di riferimento, è blindato con patti di sindacato, con incroci di pacchetti azionari, con clausole statutarie che rendono quasi impossibile avviare scalate ostili. Gli investitori naturalmente sono restii ad acquistare titoli di società così chiuse, nelle quali chi detiene il controllo può con grande facilità appropriarsi di risorse della società a scapito degli azionisti di minoranza.

 

Le norme a tutela dei piccoli azionisti sono, del resto, piuttosto deboli in Italia se confrontate con quelle di altri paesi avanzati. I tempi della nostra giustizia civile, inoltre, sono talmente lunghi che se ci sono controversie societarie si rischia di dover aspettare anni prima di avere una sentenza. Ecco perché i risparmiatori italiani e gli investitori stranieri preferiscono tenersi alla larga dalla Borsa italiana. E' troppo facile finire vittime di abusi societari nel nostro Paese.

Il nostro mercato di Borsa è sottosviluppato anche perché le Autorità di vigilanza non sembrano essere sufficientemente forti nel perseguire gli abusi e nel difendere le regole. La Consob degli ultimi 7 anni infatti non è una storia di successi. In questi anni, la Consob non è quasi mai stata in grado di arrivare per prima a scoprire gli abusi e i reati societari. Nel caso Parmalat ad esempio la Consob è intervenuta solo a crisi conclamata, quindi troppo tardi.

In altri casi è stata costretta ad intervenire perché le Procure avevano avviato indagini come nel caso delle scalate dei "furbetti" di Fiorani o nel caso Ifil-Exor, o come è avvenuto nel recente caso di Mariella Burani, sul quale la magistratura ha aperto un'indagine. Cardia non sembra avere a cuore la difesa dei piccoli azionisti, anzi: si è fatto interprete, con la crisi in corso, delle istanze di protezionismo del grande capitale di Stato e privato, proponendo misure per tutelare la presa degli azionisti di controllo sulle società quotate.

 

Nella vicenda Alitalia inoltre Cardia si è sempre mostrato acquiescente nei confronti dell'azione del governo. Non vi è ragione, allora, per stravolgere le norme e riconfermare alla guida della Consob un presidente che certo non si è messo in luce per la volontà di riformare il nostro capitalismo opaco e asfittico.

La crisi in corso deve semmai servire per rafforzare la sorveglianza sui mercati, per perseguire gli abusi, per accrescere le tutele a favore delle minoranze azionarie, per rendere più aperto il nostro sistema societario. La direzione dovrebbe essere in sostanza opposta rispetto a quella seguita sinora dalla Consob. Ci vorrebbe il coraggio di nominare un nuovo presidente che sappia realizzare un mutamento.

Per questo sarebbe adatta una figura di prestigio come Luigi Zingales, economista italiano che insegna finanza alla Business School dell'Università di Chicago: è uno dei migliori studiosi di finanza e di corporate governance e i suoi scritti sono improntati all'idea che solo mercati aperti e regolati possano ridurre gli abusi societari e quindi consentire lo sviluppo economico. Luigi Zingales è un economista indipendente e rappresenterebbe davvero una novità, ma certo è difficile immaginare che il centrodestra anti-liberale possa avere il coraggio di sostituire Cardia con una figura così competente. 18-05-2010]

 

CONSOB: GRANDI MANOVRE PER LA PROROGA DEL PRESIDENTE CARDIA...
Radiocor
- Grandi manovre per la proroga alla carica di presidente Consob dell'attuale numero uno della Commissione, Lamberto Cardia. Il prossimo 30 giugn o, infatti, Cardia dovra' lasciare, dopo sette anni, la guida dell'autorita' di vigilanza, poiche' per legge il mandato non e' piu' rinnovabile, essendo gia' stato prorogato di due anni nel 2008. Ma, secondo quanto risulta a Radiocor, e' allo studio la modalita' per posticipare la scadenza motivandola anche con la necessita' di garantire continuita' alla gestione dell'Autorita' di vigilanza in un momento delicato per i mercati finanziari.

 

Una delle strade percorribili per la proroga di Cardia potrebbe essere l'inserimento di un emendamento nel decreto salva Grecia, approvato venerdi' dal Consiglio dei ministri e che la settimana prossima passera' all'esame della Commissione Bilancio al Senato. Ufficialmente lo stesso Cardia ha sempre smentito di lavorare per la proroga dell'incarico. (Livia Zancaner)

 

3- CONSOB: GIUSEPPINA FUSCO IN POLE PER LA NOMINA DI QUARTO COMMISSARIO...
Radiocor -
Giuseppina Fusco, romana, ex presidente e amministratore delegato di Sofid, Societa' di Intermediazione Finanziaria del gruppo Eni, e' attualmente in pole position per prendere il posto di Paolo Di Benedetto come quarto commissario Consob. Sul suo nome, secondo quanto risulta a Radiocor, si sta delineando un consenso generale. Il quarto commissario, dopo le dimissioni di Di Benedetto effettive dal primo aprile 2010, sara' nominato con tutta probabilita' a giugno, in coincidenza con la scadenza del mandato del presidente della Commissione, Lamberto Cardia. Fusco, se nominata, affianchera' Vittorio Conti, Michele Pezzinga e Luca Enriques.

 

 

1 - TUTTO IL POTERE A TREMONTI: VEGAS ALLA CONSOB, CAPUTI ALLA RAGIONERIA GENERALE (L'ASCESA IRRESISTIBILE DI CRISTIANA COPPOLA AL CDP)
Nell'Italia della politica dove oggi si discute accanitamente per Bocchino, c'e' qualcuno che continua a tessere la trama per disegnare la mappa del potere nell'economia e nelle istituzioni. Il gran tessitore e' Giulietto Tremonti che che con un occhio guarda al disastro dei mercati europei e con l'altro muove le sue pedine silenziosamente. Ieri ad esempio si e' svolta l' assemblea degli azionisti della Cassa Depositi e Prestiti dove l'ex-tributarista di Sondrio ha piazzato al vertice l'ex manager d'Intesa, il bazoliano Giovanni Gorno Tempini, buttando a mare quel Massimo Varazzani che aveva osato contestarlo.

 

Tra i consiglieri eletti c'e' una donna che piace molto a Tremonti. Sgombriamo subito il campo dalle solite malizie di Dagospia perche' la scelta della signora in questione e' ispirata a innocenti criteri di professionalita'. Il suo nome e' Cristiana Coppola, la bionda imprenditrice napoletana di 43 anni che dopo la laurea all'universita' di Ginevra dove ha vissuto per 8 anni, ha preso le redini dell'attivita' turistiche di famiglia e siede in Confindustria come Vice Presidente per il Mezzogiorno.

A quanto pare Giulietto e' ammirato dal dinamismo della ragazza che ha coinvolto anche nella Banca del Sud, e che ieri ha fatto il suo ingresso nel forziere della Cassa Depositi e Prestiti tra i complimenti del pallido Vittorio Grilli e del presidente Franco Bassanini (sponsorizzato da Guzzetti della Fondazione Cariplo). Quest'ultimo con grande sollievo della moglie Linda Belinda Lanzillotta e' stato riconfermanto alla presidenza.

 

Questa pero' e' un operazione piccola rispetto a cio' che sembra avere in mente tremendino Tremonti. Nei corridoi del ministero circola la voce che alla Consob vorrebbe piazzare il Sottosegretario Giuseppe Vegas, ma c'e' un altra poltrona ancora piu' importante per la quale il ministro avrebbe gia' individuato il candidato ideale. Stiamo parlando della Ragioneria Generale dello Stato, l'organo istituito 137 anni fa per vigilare sul bilancio e sulla corretta gestione delle risorse pubbliche. Su questa poltrona e' rimasto seduto dall' 89 al 2000 Andrea Monorchio, il grand commis che adesso con la bella moglie frequenta i salotti della capitale.

Dal luglio 2002 la mano e' passata al pallido Vittorio Grilli, l'uomo che Giulietto vorrebbe portare alla Banca d'Italia lasciando Mario Draghi al suo destino. Il candidato in questione e' Gaetano Caputi, un magistrato pugliese che ha cominciato a sgambettare nel Ministero dell Economia fin dal gennaio 1997, poi e' diventato vice vapo di Gabinetto e adesso e' alla guida dell'Ufficio Legislativo.

Se l'operazione sara' confermata, il ministro candidato in pectore alla presidenza del Consiglio, potra' disporre di un' altra arma formidabile poiche' la Ragioneria vigila sulle attivita' degli enti pubblci e locali. Il ministro tecnico prestato alla politica in quota Lega potra' infatti navigare al meglio verso le sirene del federalismo fiscale.

 

01.05.10

 

 

NUOVA NORMATIVA SULLA PARTECIPAZIONE ALLE ASSEMBLEE DEGLI AZIONISTI 

 

 

ATTACCO CARDIA-CO - è NORMALE CHE IL PRESIDENTE DELL'AUTHORITY CHE SORVEGLIA LE SOCIETà QUOTATE IN BORSA SIA SEMPRE PIÙ SPESSO COSTRETTO AD ASSENTARSI PERCHé SI PARLA DI SOCIETÀ LEGATE AL FIGLIO, titolare di uno studio legale? - GIà A LIBRO PAGA DI FIORANI, SI è ALLARGATO A LIGRESTI E BURANI...

Vittorio Malagutti per "L'Espresso"

Sempre più spesso negli ultimi mesi il presidente della Consob Lamberto Cardia ha scelto di non partecipare al voto o al dibattito in commissione su alcuni specifici argomenti all'ordine del giorno. Una decisione irrituale, con pochi precedenti, anzi forse nessuno, nella storia pluridecennale dell'Authority di controllo sui mercati finanziari.

In sostanza, in più di un'occasione, Cardia ha annunciato agli altri quattro commissari che preferiva rinunciare a esprimere la propria opinione sul punto in discussione. Come si spiega un simile comportamento? Questioni gravi, questioni di famiglia. Perché l'avvocato Marco Cardia, figlio di Lamberto, intrattiene da tempo rapporti d'affari con società quotate in Borsa. Società, quindi, sottoposte alla sorveglianza della commissione che negli ultimi sette anni è stata presieduta da suo padre.

Cardia junior, classe 1963, è titolare di uno studio legale (uffici a Milano e Roma) specializzato nel diritto societario con un'attenzione particolare alla legge 231, quella che disciplina la responsabilità penale delle aziende. Durante le indagini su Gianpiero Fiorani e la sua Popolare di Lodi era già emerso che il figlio del presidente della Consob era a libro paga del banchiere finito in manette: 220 mila euro l'anno versati da Banca Eurosistemi, controllata dall'istituto lombardo. La vicenda è tornata d'attualità nei giorni scorsi con la deposizione di Fiorani in aula nel processo in corso a Milano.

Nel frattempo, però, Marco Cardia ha allargato il suo parco clienti. E tra le new entry non mancano le società presenti sul listino di Borsa oppure che collocano al pubblico prodotti finanziari. Risalgono a poco tempo fa, per esempio, i contatti con il gruppo Poste italiane che vende ai risparmiatori fondi comuni, obbligazioni e altri titoli. Mentre è emerso di recente che l'avvocato avrebbe avuto rapporti professionali con KR energy, un'azienda quotata che da tempo naviga in cattive acque.

Da qui la decisione del padre-presidente: meglio astenersi per evitare che possa emergere il sospetto di un conflitto d'interessi tra la sua posizione e l'attività del figlio. Va segnalato, però, almeno un dato di fatto. Di volta in volta, Cardia senior si è chiamato fuori soltanto dopo che i rapporti d'affari del figlio-avvocato erano diventati di dominio pubblico grazie ad articoli di stampa.

Ecco un paio di esempi. A febbraio del 2008 un'inchiesta de 'L'espresso' rivela che il figlio del numero uno della Consob si occupa di legge 231 per conto della Premafin, holding quotata di Salvatore Ligresti, ed è uno dei professionisti di fiducia dell'Immobiliare Lombarda, un altra società del gruppo del finanziere-costruttore siciliano.

Quest'ultimo, tramite società sotto il suo controllo, forniva casa (a Roma) e ufficio (a Milano) all'avvocato Cardia. Pochi giorni dopo queste rivelazioni, arriva la risposta del numero uno dell'Authority, affidata a una lettera al quotidiano 'Il Sole 24 Ore' che aveva ripreso il caso. In pratica Cardia spiega che la Commissione si sarebbe occupata "in sua assenza" della vicenda in discussione in quei giorni, che riguardava l'Immobiliare Lombarda.

Niente conflitto d'interessi, quindi. Solo che di lì a qualche mese l'argomento torna d'attualità. E questa volta al centro di tutto c'è la griffe Burani, marchio della moda controllato dall'omonima famiglia emiliana. Cardia junior si era messo in affari anche con loro. Una decisione doppiamente sfortunata. In primo luogo perché il rapporto si è sciolto dopo meno di un anno, nell'agosto 2009.

E poi perché il 17 marzo scorso i Burani hanno fatto crack, travolti da oltre 500 milioni di debiti. Il tribunale di Reggio Emilia ha dichiarato lo stato d'insolvenza della Mariella Burani Fashion group, la holding quotata in Borsa del gruppo. Lo stop dei giudici è arrivato dopo un'agonia durata almeno un paio di anni. Un'agonia scandita da manovre sui titoli e disperati tentativi di salvataggio. Proprio in quel periodo a dir poco travagliato l'azienda emiliana ha finito per incrociare la rotta di Cardia junior.

Vediamo come è andata. A ottobre del 2008 Marco Cardia crea insieme ai Burani una società, battezzata Bca, che si dovrebbe occupare, come recita l'oggetto sociale, di 'consulenza e assistenza sul tema della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche'. Proprio in quelle settimane, tra settembre e ottobre, la famiglia Burani lancia un'offerta pubblica d'acquisto (Opa) su una parte dei titoli della propria hoding quotata in Borsa.

L'operazione, al centro di voci e pettegolezzi negli ambienti finanziari, ottiene comunque il via libera della Consob. In questi giorni, però, il dossier è tornato all'attenzione della Procura di Milano che sta indagando sul crack. Il sospetto è che l'opa parziale sia servita a dare una via d'uscita ad alcuni soci privilegiati prima che il dissesto fosse evidente.

Intanto, a marzo del 2009, un articolo de 'L'espresso' rivela i rapporti tra l'avvocato Cardia e i Burani provocando la reazione del presidente della Consob, che non partecipa ai lavori della Commissione quando entra in ballo il gruppo emiliano. Va detto che a partire dalla scorsa estate, quando la situazione del gruppo ha cominciato a farsi critica, l'authority di vigilanza ha marcato stretto i Burani. È stata deliberata un'ispezione e proprio di recente sono stati impugnati gli ultimi bilanci del gruppo.

A questo punto resta da capire come si comporterà Cardia padre se suo figlio diventerà davvero consulente del gruppo Poste italiane. Astensione a oltranza? Ma forse, la questione davvero importante, quella da risolvere al più presto, riguarda il tema più generale dei conflitti d'interesse. Per quanto possa sembrare incredibile, la Consob non ha un codice etico che obblighi i propri commissari a rendere pubblica una lista delle attività e degli incarichi di congiunti e parenti.

Chissà se se con la prossima tornata di nomine, quando verrà sostituito il presidente Cardia in scadenza a giugno e il commissario Paolo di Benedetto dimissionario dal primo aprile, questo argomento entrerà nell'agenda dei lavori. Giusto per colmare una lacuna. Ed evitare imbarazzi ed astensioni.

[01-04-2010]

 

CONSOB: PROPONE AL MERCATO REGOLE PIU' STRINGENTI SU DERIVATI CASH...
Radiocor - La Consob ha avviato una consultazione di mercato, che si chiudera' il 20 novembre, sul tema degli obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti detenute attraverso strumenti derivati con regolamento cash. In Italia infatti, come in molti altri Paesi europei in linea con la direttiva Transparency, solo gli strumenti derivati con regolamento in azioni sono considerati ai fini degli obblighi di comunicazione, mentre dall'analisi del contesto europeo sembra emergere una diffusa volonta' di estendere gli obblighi di trasparenza proprietaria agli strumenti derivati cash-settled

 

 

 

CONSOB, MANDATO SCADUTO, MA CARDIA CI RIPROVA ...
Nella corsa alla poltrona della Consob spunta un outsider: l'attuale presidente. Il mandato di Lamberto Cardia scade a giugno e non potrebbe essere rinnovato. A meno che non venga approvata una leggina: come quella che nel 2007 permise a Cardia di restare alla guida della commissione di controllo sulla borsa per altri due anni. A dispetto dei molti candidati (Pasquale De Lise, ex presidente del tar del Lazio, Vincenzo Carbone, capo della Corte di cassazione, Paolo Salvatore, presidente del Consiglio di Stato, Vittorio Grilli, direttore generale dell'Economia, e Antonio Catricalà, dell'Antitrust) è possibile che alla fine arrivi una provvidenziale leggina bis. (M.C.)

[21-01-2010]

FURBETTI DIETRO L'ANGOLO E LA CONSOB INDAGA SU RCS - CARDIA SI SVEGLIA E APRE UN FASCICOLO SUGLI ANOMALI RIALZI DEL TITOLO DI VIA SOLFERINO - NELL'AUTUNNO CALDO LE AZIONI ERANO SCHIZZATE DEL 50% - ERA IL PERIODO DI ROTELLI CHE RASTRELLAVA L'11% DIVENTANDO IL SECONDO SOCIO - SOTTO TIRO OPERAZIONI SOSPETTE DEI FONDI DI INVESTIMENTO E POSSIBILI ABUSI DI MERCATO...

Francesco De Dominicis per "Libero"

Accertamenti di questo tipo, dagli sceriffi della Consob, non sono considerati straordinaria amministrazione. Basta, però, il nome della società quotata, Rcs, e l'oggetto dell'indagine, "operazioni sospette e abusi di mercato", per trasformare un fascicolo standard in un dossier che già scotta.

Fatto sta che i rialzi dello scorso autunno subiti dal titolo Rcs sono finiti sotto la lente dell'autorità che vigila sui mercati e la Borsa. L'ente presieduto da Lamberto Cardia ha aperto un'inchiesta sulle manovre di alcuni fondi di investimento attorno alle azioni del colosso editoriale che pubblica il Corriere della Sera.

La Consob ha spedito una lettera, che Libero ha visionato, ad alcune società di gestione del risparmio chiedendo una serie di notizie. La questione, come accennato, riguarda «segnalazioni di operazioni sospette sulle azioni ordinarie Rcs Mediagroup». Il periodo dell'accertamento va dal «1 settembre al 30 novembre 2009».

Nessun riferimento esplicito, nella missiva Consob, circa l'andamento di Rcs a piazza Affari nei tre mesi che riguardano l'indagine. Periodo in cui le azioni della spa guidata da Piergaetano Marchetti hanno subito forti oscillazioni: dal minimo del 1 settembre a 1,034 euro, al massimo del 16 ottobre a 1,554: in 46 giorni più 50,2%.

Erano settimane calde e non solo per i rialzi a piazza Affari. A fine ottobre, infatti, era esploso il caso di Giuseppe Rotelli, con la sua quota in Rcs arrivata all'11% circa, grazie all'accordo col Banco Popolare su un pacchetto del 3,52%.

Di Rotelli - secondo azionista Rcs dopo il patto di sindacato che vincola oltre il 60% del capitale - non si occupa Consob. Alle sgr che hanno segnalato i movimenti anomali, l'authority ha chiesto un supplemento di dati.

Nel documento non ci sono dettagli sulle operazioni sotto esame. La gamma indicata da leggi e regolamenti è ampia: riguarda l'insider trading, a esempio, e pure le manipolazioni di mercato. L'autorità vuole mettere le mani su una sfilza di informazioni «per ciascuno dei fondi per conto dei quali sono state effettuate operazioni sul titolo Rcs».

[22-01-2010]

 

 

 

 

CONSOB: DA MERCATO DUBBI SU NUOVE NORME PARTI CORRELATE....
Radiocor - I poteri affidati agli amministratori indipendenti nelle delibere dei consigli di amministrazione per operazioni rilevanti con parti correlate sono il 'nodo' del regolamento su cui la Consob ha aperto i cantieri oramai da 18 mesi. La conferma si e' avuta oggi nella nuova audizione del mercato alla presenza di tutti le associazioni rappresentanti la piazza finanziaria nonche' le societa' di capitali.

Per la Commissione di via Martini si tratta del regolamento piu' importante ultimi 20 anni per l'ampiezza della delega conferitale dalla legge. 'La mia presenza oggi rappresenta l'impegno corale della Consob su questa materia', ha detto il presidente, Lamberto Cardia aprendo il 'public hearing' al quale erano presenti, tra gli altri, i commissari Michele Pezzinga e Paolo di Benedetto nonche', tra i rappresentanti del mercato, il presidente di Assogestioni, Marcello Messori.

 

 

 

 

TRANSPARENCY, MA DE CHE? – LA CONSOB (SENZA IL VOTO DI CARDIA) ADEGUA ALL’UE L’INFORMATIVA FINANZIARIA, CON DANNO DI 50 MLN PER L’EDITORIA ECONOMICA – LA CONTROFFENSIVA DELLA LOBBY DEGLI EDITORI - I COMMISSARI NON ALLINEATI PREPARINO PURE LE VALIGIE…

Tito Boeri e Roberto Ceredi 30.06.2009 http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001180.html

La Consob adegua all'Europa la diffusione dell'informativa finanziaria italiana: le società quotate e i gestori di risparmio possono utilizzare sistemi informatici per le comunicazioni obbligatorie al mercato. Ma la nuova norma non è piaciuta agli editori dei giornali, che perderebbero pubblicità per 50 milioni. E dalla loro parte, oltre al Governo, trovano uno schieramento bipartisan in parlamento e lo stesso presidente della Consob, Cardia. Che zitto zitto dà le dimissioni per vedersele respingere. E mettere così in difficoltà i commissari Consob non allineati.

 

In questi giorni si è consumato un fatto molto grave nel silenzio totale di quotidiani come Il Sole 24Ore e delle principali reti televisive. Ne vogliamo dare notizia ai lettori sperando che i siti indipendenti, le radio e i giornalisti liberi ne diano notizia. La posta in gioco è molto importante. Comporta la riconquista da parte degli editori di giornali (segnatamente quelli economici, oggi più volte invitati dal Governo a fornire un'immagine tranquillizzante della crisi) di un business temporaneamente perduto del valore di circa 50 milioni di euro e la delegittimazione delle autorità indipendenti e in particolare di coloro che, fra i quattro commissari Consob, si sono trovati in rotta di collisione con il loro presidente. Ma vediamo i fatti.

IL COMUNICATO ESOTERICO
Un sorprendente comunicato stampa ha annunciato venerdì 26 giugno che "Il Consiglio dei Ministri ha respinto [oggi] le dimissioni del Presidente della Consob, dottor Lamberto Cardia, presentate a seguito della riscontrata impossibilità di fare adeguare le determinazioni della Commissione alla unanime volontà espressa dal Parlamento in merito alle norme di attuazione della direttiva europea sulla trasparenza societaria".

Sorprendente perché le dimissioni di Cardia non erano note neanche ai commissari della Consob e sul sito dell'Autorità vigilante e regolamentatrice della trasparenza non ne appare traccia. Sorprendente anche perché le motivazioni delle dimissioni e della fiducia "confermata" a Cardia "esprimendo apprezzamento per il suo operato, in particolare per il suo atteggiamento di rispetto istituzionale verso il Legislatore" risultano del tutto incomprensibili a chi legge il comunicato. Per capire cosa è successo occorre fare un passo indietro, tornare a un fatto di cui avevamo (in grande solitudine) dato notizia su questo sito.

 

LA DELIBERA DELLA CONSOB
Due mesi fa la Consob ha recepito la direttiva europea "Transparency" consentendo alle società quotate e ai gestori di risparmio di utilizzare sistemi informatici (regolati e vigilati) per le comunicazioni obbligatorie al mercato. Come richiesto dall'Europa, la comunicazione gratuita via Internet non discrimina contro investitori di altri paesi dell'Unione, che non hanno accesso alla carta stampata. Inoltre comporta un risparmio di circa 50 milioni per le imprese quotate in un momento in cui si cerca di alleggerire i costi per le imprese, in particolare i costi relativi all'accesso del mercato di borsa.

Importante perciò semplificare gli obblighi informativi, ovviamente a parità di efficacia. L'altra faccia della medaglia di questi risparmi sono minori ricavi soprattutto per i gruppi Sole 24 Ore e Class (Milano Finanza/MF e Italia Oggi).

LA CONTROFFENSIVA DELLA LOBBY DEGLI EDITORI
La reazione della lobby degli editori non tarda a farsi sentire. Passano pochi giorni e Milano Finanza critica pesantemente il provvedimento, facendo sapere che la delibera è stata assunta dalla Commissione con il voto contrario del presidente. Si noti che il voto a maggioranza (che di norma non viene mai reso noto all'esterno) non è di per sé un fatto rivoluzionario per un organo collegiale in cui il presidente è un "primus inter pares". Il 28 maggio la Fieg (Federazione italiana editori di giornali) e le società Sole 24 Ore e Class Editori presentano al Tar del Lazio una richiesta di sospensiva e, nel merito, di annullamento del provvedimento.

Nel contempo alla Camera e al Senato le commissioni competenti pronunciandosi peraltro su materie al di fuori della delega che stavano discutendo, esprimono parere favorevole, con consenso bipartisan, alla proposta del Governo di un decreto legislativo che modifica il Testo unico della finanza per recepire la "Transparency" ma reintroduce le norme sulla pubblicità a pagamento sulla carta stampata.

L'AUTORITÀ DIPENDENTE
A questo punto il presidente Cardia sollecita i suoi colleghi a prendere atto della volontà del Governo e dei pareri espressi dalle Camere e ad abrogare la controversa delibera ripristinando lo status quo "in ossequio alle volontà del legislatore". Si noti che non si è in presenza di alcuna legge dello Stato (ovviamente vincolante per tutti), ma solo di richieste pressanti della Fieg e di un semplice parere di commissioni parlamentari. Dunque, la scelta di Cardia di chiedere alla Commissione di annullare il provvedimento ha il contenuto della rinuncia a essere autorità indipendente dalla politica.

Non ci sono, infatti, ragioni giuridiche per tornare immediatamente sul provvedimento. Infatti, il Tar respinge la richiesta di sospensiva, il che dimostra che la posizione della Consob sgradita al suo presidente, al Governo e ai giornali, aveva fondamenti giuridici solidi.

Non ci sono comunque delibere formali della Commissione né in un senso, né nell'altro. Nulla avrebbe quindi impedito di aspettare una norma definitiva e adeguare il regolamento Consob alla scelta, diversa dalla generalità dei paesi europei e più costosa per le imprese, voluta dal Parlamento. Giocando d'anticipo, Cardia presenta le dimissioni al Consiglio dei ministri del 26 giugno, prontamente respinte dall'esecutivo.

Il Governo vara contestualmente un decreto pieno di errori tecnici (perché elaborato dagli uffici di Palazzo Chigi anziché dal ministero competente) che addirittura impone che tutta l'informativa societaria venga pubblicizzata a mezzo stampa. Si va dunque molto al di là del ripristino dello status quo. È un chiaro regalo alla Fieg che difficilmente non comporta contropartite. Nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio rinnova l'invito agli investitori pubblicitari a non fare pubblicità sui giornali che trattano la crisi economica con toni catastrofisti.

 

Ma c'è anche una minaccia alle autorità indipendenti e ai loro commissari. Milano Finanza, gruppo Class editori, nel riportare la notizia del decreto aggiunge: "Ora si porrà una questione di continuità dell'attività da parte dei commissari che hanno risposto picche al Parlamento". È un chiaro messaggio: i commissari non allineati con il presidente farebbero bene a preparare le valigie.

IL SILENZIO DELLE QUOTATE
In tutta questa vicenda spicca il silenzio di Confindustria che dovrebbe sostenere la causa delle imprese. Ma ancora più assordante è il silenzio di Assonime, la principale associazione delle società quotate. Si noti che Assonime è presieduta da Luigi Abete, un imprenditore che opera nel mondo dell'informazione ed è consigliere d'amministrazione del Sole 24 Ore.

 

 
[02-07-2009]

 

 

Mb

  Videoinforma :  www marcobava.tk