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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a
raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti
in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi
cominciamo a conoscerci :
ideeconomiche@pec.it
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LA
MAPPA
DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio
di:
- visitarlo
periodicamente
- usare questa
pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
- di avere pazienza
nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE,
potrebbe essere lento.
- MARCO BAVA
fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati
finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima
diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e
omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto
responsabile.
- Questo servizio
non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e
non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
- MARCO BAVA non
potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza
derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute
dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da
ritenersi ad esclusivo uso personale ed e' espressamente non
consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.
QUESTO
SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb (
fondati da FIAT-IFI ed ora
http://www.laparola.net/di
RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO
NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !
se vuoi essere
informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email
ATTENZIONE !
DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI
MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I
FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO
NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare
documenti
inviatemi le vostre segnalazioni e i vostri commenti e consigli
email.
GRAZIE !
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LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA
FORZA E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche
imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.
Che lo Spirito Santo porti buon senso e
serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' ! |
| LA
mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,
perche' DIO ESISTE, ANCHE SOLO per assurdo.
IL MONDO HA
BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO'
CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !
PER QUESTO IL
MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !
LA VIOLENZA
DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI
che potrebbe stare dietro a Berlusconi.
IL GOVERNO
DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI, IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO
perche' vetusto obsoleto e compromesso !
E' UN GIOCO AL
MASSACRO dell'arroganza !
SE NON CI
FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !
TU SEI UN
SOLDATO ?
COMUNICAMI cio'
pensi !
email
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Riflessioni ....
I rapporti umani, sono tutti unici e
temporanei:
- LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E
RISPARMIO.(02.02.10)
- Se non hai via di uscita,
fermati..e dormici su.
- E' PIU' DIFFICILE
SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
- Ciascun uomo vale in funzione
delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
- Vorrei ricordare gli uomini
piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto
fare !
- LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA
MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE
PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
- PIU' I MEZZI SONO POVERI X
RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
- L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA
MORTE.
- MEGLIO NON ILLUDERE CHE
DELUDERE.
- L'ITALIA , PER COLPA DI
BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
- IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3
VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU'
POVERI ALMENO 2 VOLTE.
- LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI
DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',
QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ' CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE
E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL
10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE
CHIESE)
- la vita eterna non puo' che
esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento
di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
- SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA
VERAMENTE UNA STRADA.
- QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI
CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
- L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER
AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
- IL PRESENTE E' FIGLIO DEL
PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
- L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER
DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
-
L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E
DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
-
BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
-
GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI
TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
- IL DISASTRO
DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE
STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
- Quante
testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate
per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
-
I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI
PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI
SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)
-
L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne'
temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata
per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la
cruna di un ago ..."
-
sapere x capire (15.10.11)
-
la patrimoniale e' una 3^
tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)
L'obiettivo di
questo sito e una
critica costruttiva PER migliorare IL Mondo .
-
PACE NEL MONDO
- BENESSERE
SOCIALE
- COMUNIONE
DI TUTTI I POPOLI.
- LA
DEMOCRAZIA AZIENDALE
|
| L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA
PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI
GESU'. 15.06.09 |
| DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA
PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI
GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09) |
- GESU' HA UNA
DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7
The
InQuisitr -
La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino
di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di
Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor,
responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno
parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.
06.09.11
|
| CRISTO RESUSCITA PER
TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI
O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI
OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e
morto non può tornare per avvisare i parenti ! Mb 05.04.12 |
Annuncio
Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !
Cari Utenti
Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo
devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.
E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.
E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti,
vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni
concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete,
qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta
arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o
almeno non ora.
Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa
decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le
possibili alternative...
Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti
finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.
Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di
pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.
Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione
alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni,
l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il
quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare,
configurare, testare, reingegnerizzare...
Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di
tutti i vostri contenuti (file e db)
ENTRO IL 6 DICEMBRE.
Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o
nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.
Grazie,
Giuseppe - Tommaso
HelloSpace.net
io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta
creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un
nuovo sito parallelo a questo :
www.marcobava.it
|
|
IL BAVAGLIO della Fiat nei miei
confronti:
|
IN DATA ODIERNA HO
RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del
gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con
attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso
cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi
amministratori. Fatte salve iniziative
autonome anche
davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal
proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora,
veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie
tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per
tutelare le quali mi riservo iniziative
esclusive
dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09
|
|
| TEMI SUL
TAVOLO IN QUESTO MOMENTO: |
|
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE
2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE
STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...
3) TELELAVORO
4) Commercio equo-solidale.
5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN
6 ) NO TETRAPAC |
| SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL
SUICIDIO SOSPETTO
DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email
all'editore
(info@edizionikoine.it)
indicando che hai letto questo prezzo
su questo sito , indicando il tuo nome cognome
indirizzo codice
fiscale ti verrà inviato per contrassegno che
pagherai alla consegna. |
|
TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI
EDOARDO AGNELLI come dimostra
l'articolo sotto riportato:
È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI
IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO
IL TESORO DI FAMIGLIA
Ettore Boffano
e Paolo
Griseri per "Affari&Finanza"
di "Repubblica"
È una storia di
soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione
più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e
100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che
contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con
la
madre Marella Caracciolo.
Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi
accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo
fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver
ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e
contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro,
depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto
ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".
È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di
una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel
24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se
n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80
e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi
suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a
succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.
Altri nomi e
altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio
di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John
"Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della
società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia,
la
"Giovanni Agnelli & C. Sapaz".
L'amarezza di
quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla
riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia
industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite
strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se
con scarsi risultati.
E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare".
Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione,
"Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire
nel
1999 a
Vaduz, quando
la figlia
Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi
Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese"
annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal
primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il
conte Serge de Pahlen).
"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È
la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)»,
spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una
volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti.
Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto
il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.
E sempre la
pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome
del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il
capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato
dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo
del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli.
Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di
Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da
Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I
sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe
dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero
di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande
Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.
PATTO
2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA
Ecco, è proprio
qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al
pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra
degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici
dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale,
nella procura della Repubblica di Milano.
Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che
Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e
che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto
della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha
affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in
francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner,
stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les
Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni
Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a
Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.
Anni di
reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno
consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e
Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il
controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il
giudice torinese
Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile
che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.
Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società
"Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in
mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto
è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.
Il 10 aprile
1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento
al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla
figlia e al nipote, conservando per sé
il 25 ,38.
Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per
cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona
il 25 ,4
per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta
con il 58,7.
Quando il notaio
torinese Ettore
Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della
donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli
spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver
chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo
scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il
civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore
testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti
al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei
miei diritti».
Nel frattempo, entra in possesso di un documento in
lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi
confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata
trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine
italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti",
stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di
Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su
quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a
favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia
la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere
ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio
con Lavinia Borromeo.
Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle
rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of
assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro,
105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da
Morgan Stanley
nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di
pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova
che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande
Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi
legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.
Il 27 giugno
2007, l
'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles
Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita
ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si
chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il
codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie
procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il
presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni
di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" (
la finta Opa ).
Si tratta della
clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla
società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la
raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della
Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa
sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie
dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico
proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò
che ancora manca all'eredità.
Anche questa
ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti"
gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto
la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di
compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi
legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno
rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto,
anche la nullità del patto successorio.
Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora
proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e
Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto
che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di
confermarne
la validità. Se
però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in
discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la
guida istituzionale della galassia Fiat.
Le ultime
possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura
di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di
Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni
di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.
L'escalation
giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero
dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali
ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di
una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E
sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino,
che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.
WSJ:
LA LUCE
INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un
articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla
successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo
dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la
morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato
tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un
miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi
conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».
L'articolo fa
presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron
dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere
nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta
appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo
re non ufficiale».
Secondo il
giornale,
qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal
piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista
Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova
leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di
sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino,
Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del
processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».
[19-11-2009]
|
|
grazie a Dio , non certo a Jaky, continua la ricerca
della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di
Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto, ora
il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso
che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino
alla verita'. Mb -01.10.10 |
edoardo
agnelli |
|
LIBRi
SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI
www.detsortelam.dk
www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208
ANTONIO
PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-
|
Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".
Il
giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla
famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di
curiosità ed informazioni inedite
Per
dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli,
precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano,
sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare
autopsia.
Anonime
“fonti investigative” tentarono in più occasioni di
screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava
un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia
fu mai fatta.
Ora
Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che
accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante,
pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la
prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche
raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa
settimana presenta.
Perché
la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo
destinato a ereditare il più grande capitale industriale
italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici
però che riguardano la famiglia Agnelli.
Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione
del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei
rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio
Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo
di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi,
Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che,
nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano
assai più di politici e governanti.
Il
volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta
sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose
e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più
importante d’Italia.
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Mondo AGNELLI :
Cari amici,
Grazie mille per vostro aiuto con
la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e
Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in
inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA;
sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie
possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi
invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’
stato girato il video in You Tube. )
http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0
Thanks again,
Jennifer
Un libro che riporta palesi falsita'
sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con
Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad
ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta.
Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a
19 euro! www.marcobava.it |
Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo
d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha
ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb
1- A 10 ANNI DALLA
MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2-
MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI
DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME.
DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA
500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO
DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO
ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI
EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE.
INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN
VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL
MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A
SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO.
E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO
SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO.
MA NESSUNO SE LO FILA -
Michele Masneri per
Rivista Studio (www.rivistastudio.com)
"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non
sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo
racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto
di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat,
Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95),
primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di
Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista
(per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di
"bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e
marchionnismi) ci hanno abituati.
E partiamo da
Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi
cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco
identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione
fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato).
L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di
più.
Sul Foglio dell'11
febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani
(conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco
Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger,
indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato
dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha
portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a
condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in
cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta
di stringere la mano al rappresentante della Fiat".
Clark non solo
conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me
l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa,
Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che
notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase
precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà".
Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco,
più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può
chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno
giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non
proprio pentito, ma insomma...".
Sempre coi sindacati,
Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield,
volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a
ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è
vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso
e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa
tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi
presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New
York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto
alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.
Anche qui Clark spiega
una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo
molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il
presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione,
Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York.
Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi
vedere piangere.
Attenzione, però,
perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I
almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York
Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot
insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di
uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi
realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere
va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che
stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione.
"Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".
Famiglia Agnelli
Piangere va bene ma è
meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa,
"mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana,
Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010:
Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua
vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500
arancio di famiglia.
Ma Marchionne, a sua
insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori,
che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo
amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la
Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica
marchionniana).
À rebours. In fondo il
libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la
fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato.
"Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei
maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo
look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti,
conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo
è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del
gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat
i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del
midwest".
"Però in America pochi
si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno
nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per
suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando
ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente
stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel
1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.
Ma tra i ricordi
agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è
forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio
sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è
andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché
un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono
tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e
per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le
sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui
chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.
Una telefonata ad
Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue
giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le
conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante
iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue
finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi,
incredulo.
Manda qualche mail (le
password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia,
sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo
computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione:
per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente,
guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si
butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una
persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte,
con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato
così", dice alla persona di servizio.
|
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TORINO 24.09.10
GENTILE SIGNOR DIRETTORE
GENERALE RAI
CONSIDERAZIONI SULLA
TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL
23.09.10.
1)
Minoli dichiara più volte che intende fare
chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio
confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il
suicidio in quanto :
a)
dall’esame esterno effettuato dal dott.
Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale –
Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre
che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono
formulare le seguenti considerazioni:
“E’ esperienza comune
come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di
un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da
un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo)
quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o
di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione
del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza
superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque
sufficientemente profonde”
“L’arresto del corpo
nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di
tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro
movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di
sostegno”
“Nel caso di
precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi
altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello
sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su
un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi
lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei
costali procidenti nella cavità toracica”
“Le lesioni esterne
cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono
caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si
producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli
intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.
Talora la presenza di
indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da
impatto diretto contro la superficie d’arresto”
Nell’esame esterno, il
dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:
-
Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni
cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola
breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa
nasali.
Tali lesioni sono
indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso
bocconi.
-
Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta
(collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.
Cosa c’entra
l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un
fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)
-
Addome: escoriazioni multiple
L’escoriazione è
normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente
contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni
sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?
-
Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al
palmo della mano.
Può essere compatibile
con una caduta di questo tipo
-
Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio.
FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.
Come se le è
procurate? Era vestito con le maniche lunghe?
Deve esserci una
perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito
di frattura scomposta avambraccio
-
Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale
interna
Valgono le stesse
considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno
coscia presumibilmente
-
Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni
diffuse faccia mediale esterna.
Da quello che si
desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora
è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione
profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E
poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è
l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?
-
Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx.
Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.
Osso mascellare quale?
Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici
gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione
cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio
del cranio).
Direi che di materiale
ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta
dinamica della precipitazione.
b)
Il dipendente dell’autostrada non poteva
vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il
pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non
collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale
“non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice
non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la
“abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps
per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre
indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere
la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non
parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se
muore sul colpo? Da dove proveniva?
c)
Il medico Testa come fa da una foto ad
individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi
e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un
ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto
l’autopsia ?
d)
Il cranio di E.A potrebbe essere stato
colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la
foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.
e)
come mai il magistrato prima di chiudere il
caso autorizza il funerale ?
f)
io non ho mai sostenuto che E.A sia stato
buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato
forse strangolato , viste le echimosi sul collo .
g)
certo lo collana non provoca echimosi
perché un frega cadendo da 73 metri.
2)
autosuggestione non può averla il pastore
ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i
fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in
quanto :
a)
non esistono prove che abbia chiamato gli
amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?
b)
inoltre non risulta da alcun atto
d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché
proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la
possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.
c)
A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo
REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non
gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne
aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia
chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !
d)
Gelasio fa un discorso senza logica si
commenta da se !
e)
Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha
visto la buca nel terreno ?
f)
Un impatto a 150 km ora di un auto fatta
per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo
le auto senza carrozzeria sono più sicure !
g)
Certo che e possibile scavalcare il
parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era
in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se
non ne avesse avuto bisogno !
h)
Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse
aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ?
Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica
di E.A !
i)
Del tutto illogico il ragionamento di
Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3
giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso
come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di
raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!
j)
Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di
lettura opposte : Sodero dice che E.A aveva paura del dolore
fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva
farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una
terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della
pallottola di Kennedy !
k)
Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A
non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?
i.
Se lui non firma un documento non chiede un
bel nulla
ii.
Il documento lo hanno preparato legali e
notaio
iii.
Gelasio e Lupo affermano che non voleva
entrare nella Dicembre
iv.
Altro indice di superficiale faziosità di
Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi
sono tutti gli Agnelli !
v.
Come non corregge neppure l’errore
riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.
vi.
Mi domando chi preparasse a Minoli le
interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’
troppo bravo per lui ?
Concludo quindi
logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto
anzi la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi
raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e
come e quando vuole. Molte cordialita’.
MARCO BAVA
|
EDOARDO
AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di
Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca
parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli
su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per
anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un
omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle
pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.
20-09-2010]
|
|
1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO
NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A
CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA
CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI
- EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI
“ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI
PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA
APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È
STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL
MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA
L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE
LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA
NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA
UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E
CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA
Gigi Moncalvo
per "Libero"
«Adesso si mettono a confutare anche le poche
cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai
contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne
eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu
solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di
un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal
Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella
tragica mattina ci fosse un altro medico legale».
E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di
qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la
sepoltura in modo da poter portare via al più presto il
cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e
di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa
storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate
dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi
sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una
nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.
Nel dispaccio, che cita anonime «fonti
investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno
coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno
e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si
affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per
espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore»,
fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che
nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era
presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile
trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche
righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli
atti come andarono veramente le cose.
NIENTE
AUTOPSIA
- Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il
dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso
la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore
Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve
memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del
cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di
"esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve
memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a
Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».
«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo
il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di
Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere,
conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17
righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro
il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro
il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale
esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni
viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe
apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della
causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un
grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».
Quindi in due precise circostanze, di suo pugno,
sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma
di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli
importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni,
l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.
UN'ORA INVECE
DI TRE
- Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla,
addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore".
Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato
il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che
fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della
visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a
Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del
corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria
del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu
conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande
precipitazione».
Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il
primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera
mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del
cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella
memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha
impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È
davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve
lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo
sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli
inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla
"morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria
cominciare l'esame necroscopico.
Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e
il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e
i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non
poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso,
caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista
la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella
camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in
tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non
chiarisce un altro mistero.
Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico
del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché
1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in
un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a
Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero"
(Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne
chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era
stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le
15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli
inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano
problemi, era tutto chiaro».
LE STRANEZZE -
Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in
considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente
intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo
di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di
aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla
sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no?
«Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era
quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire,
se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto
consigliare l'autopsia: perché non lo fece?
«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e
sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di
strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo
era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il
cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra
ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una
stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non
c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal
libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in
servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni,
specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in
giurisprudenza.
«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto
il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in
servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il
quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a
Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni.
Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in
cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi
chiamò».
E il dottor Ellena? «Era il mio superiore
gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il
certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo
evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul
posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho
intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il
dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva
preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai
di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o
modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai
eseguita".
Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si
trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È
l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre
decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a
coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in
cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era
sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che
doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può
decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si
deve attenere a quanto il magistrato dispone».
Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è
possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni
vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più
assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni
evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza
la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i
mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un
paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in
montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».
Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in
pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei
giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In
una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati»
poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo
esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini
si infittisce ancora di più...
L'AVVOCATO
- Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita
«per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato
tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato -
evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un
"ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se
l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile
prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi
casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la
volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si
volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le
viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così
martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare
di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo
sangue.
Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli
a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare
di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un
tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla
droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia
spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre
prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci
ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel
presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da
lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul
Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la
memoria.
27-09-2010]
|
| il 17.11.12 si
terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI
nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA
ang.V.PACCHIOTTI. |
|
|
<http://rassegna.governo.it/>
.
|
DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA
DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL
DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL
PRESIDENTE DELLA CAMERA
PDF -
http://bit.ly/eTwkdL 17-01-2011]
|
|
| NON
DIMENTICARE CHE: Le informazioni
contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore
deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun
caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.
Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale
livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.
MARCO BAVA
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IL MIO LIBRO "L'USO DELLA
TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED
ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,
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ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA |
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Cordiali saluti
La Stampa e lo staff TypePad
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News
Esposto in
Consob, Samorì cacciato da Bper
Alberto Crepaldi*
L’espulsione
dell’avvocato modenese da socio della Banca popolare dell’Emilia è solo
l’ultima puntata della battaglia tra sé e l’attuale cda. Una decisione
che non ha precedenti nella storia della banca. Spunta anche un esposto
depositato in Consob, notizia confermata da fonti vicine all’authority
guidata da Vegas.
Leggi il nostro
Dossier sulla lotta ai vertici della Bper:
Botte alla Bper, le Coop salvano il figlio del Drake
Bper, le Coop si stanno facendo una banca
Gianpiero Samorì,
avvocato modenese ex socio Bper
Finanza
21 maggio 2011 -
15:51
MODENA – Gianpiero
Samorì è stato espulso
dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna. La decisione è stata pressa
pochi giorni fa dal consiglio di amministrazione della banca modenese,
dopo settimane di febbrili consultazioni con i legali che hanno istruito
e curato la redazione dell’atto. Ufficialmente, non è chiaro il capo
d’imputazione dell’avvocato Samorì. Si tratta però di una “extrema ratio”,
a cui, sebbene prevista statutariamente, nessuno nella storia della
Banca Popolare dell’Emilia Romagna aveva mai fatto ricorso.
Si arricchisce
dunque di una nuova puntata
la battaglia tra Gianpiero Samorì, noto avvocato con il pallino della
finanza, a capo della holding Modena Capitale, e l’attuale board di Bper.
Al presidente dell’istituto emiliano, all’amministratore delegato Viola
e al cda non sembra dunque bastata la vittoria, proprio sulla lista
guidata da Samorì, alla recente assemblea di bilancio. Un’assise, quella
dello scorso 16 aprile, decisamente “colorita”, in cui è successo un po’
di tutto: grida, cori da stadio, contestazioni, insulti, e una
scazzottata finale.
L’espulsione,
decisa senza alcun preavviso,
non è però un fulmine a ciel sereno. Secondo quanto rivela un dirigente
Bper di lungo corso, con la promessa dell’anonimato, sembra che nella
mossa del cda abbia pesato non poco la pressione esercitata da Samorì nei
confronti di Caselli, di Viola e dei consiglieri, prima e dopo
l’assemblea di bilancio. Poche settimane fa, Samorì avrebbe intrapreso
una serie di azioni legali tese a dimostrare l’esistenza di un accordo
tra le due liste uscite vincitrici dall’assemblea dello scorso 16
aprile. Tra le azioni di Samorì, quella che ha più impensierito il top
management è un esposto presentato alla Consob.
La notizia avrebbe
trovato conferma
in ambienti vicini
all’authority guidata da Giuseppe Vegas, esponente di primo piano del
Pdl, ascritto all’area moderato-liberale a cui lo stesso Samorì è
vicino. Da Samorì e dal suo staff bocche cucite sul contenuto del
provvedimento disciplinare, posto in atto secondo l’articolo 15 dello
Statuto di Bper, secondo cui: «[…]il Consigio di Amministrazione può
escludere dalla Società i soci che vengono a trovarsi una delle
condizioni indicate nell’art. 11 (condannati a pene di vario tipo,
ndr),nonché […] coloro che si siano resi responsabili di atti dannosi
per l'interesse o per il prestigio della Società».
Scontato che, come
previsto dallo Statuto,
Samorì – che non ha commentato l’indiscrezione – darà battaglia e
presenterà nei prossimi giorni un ricorso contro una decisione giudicata
abnorme. È curioso, peraltro, che l’allontanamento avvenga ancora prima
che gli inquirenti abbiano reso pubblici i risultati della verifica sui
nastri di registrazione dell’assemblea di bilancio, acquisiti a seguito
delle intemperanze manifestate dai sostenitori dell’avvocato.
«L’impressione –
ci segnala un componente del Cda
di Modena Capitale – è che, al di là della manifesta arbitrarietà
dell’espulsione, si tratti di una mossa azzardata posta in essere in
vista del pronunciamento della Consob, tesa a presentare Samorì come un
poco di buono e dunque ad annacquare la “nobiltà di intenti” dei ricorsi
presentati». Al di là delle dietrologie tattiche rispetto al
provvedimento di espulsione, resta il fatto che, qualora la Consob
dovesse accogliere le tesi di Samorì, l’esito dell’assemblea dello
scorso 16 aprile verrebbe invalidato. Una misura che aprirebbe nuovi
scenari nella lotta per il controllo della banca
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UNA TENDA DEL MOVIMENTO 5 STELLE IN VAL DI
SUSA DA www.beppegrillo.it
I consiglieri
regionali del M5S hanno aperto un ufficio tenda permanente in Val di
Susa per incontrare i cittadini. "In Val di Susa i cittadini difendono
la democrazia e presidiano la valle dagli attacchi delle lobbies che,
riunite in comitati d'affari che fanno capo ai partiti, vorrebbero
trasformarla nel più costoso, inutile e dannoso cantiere del mondo. 15
miliardi di euro per 120 km di ferrovia dal confine con la Francia a
Torino per un costo di oltre 1.200 euro al cm (lo stipendio medio di un
italiano). Una ferrovia che dovrebbe trasportare merci per quantità
inesistenti ora e nel futuro. Il Piemonte dovrebbe diventare un'enorme
piattaforma logistico-operativa strategica per tutto il Mediterraneo
come retroporto di Genova. Sono queste pericolose frottole che spacciano
per progresso.
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LOS INDIGNATOS Y BEPPE GRILLO DA
www.beppegrillo.it
Sono arrivato a
Barcellona per la mia tournée e ho trovato piazza Catalunya piena di
ragazzi che chiedevano un cambiamento radicale dell'attuale modello di
(sotto) sviluppo e la partecipazione diretta alla democrazia. Ho sentito
aria di casa. La rivoluzione dolce spagnola è nata a Puerta del Sol a
Madrid e si è diffusa subito in tutta la Spagna, da Valencia a Siviglia
a Santiago. I ragazzi sono chiamati "Los indignados", gli indignati, ma
il loro nome è "Movimiento 15-M", dal 15 maggio, il giorno in cui è nata
la protesta. Non si riconoscono in alcun partito. Non vi ricordano
qualcosa?
Un giornale spagnolo ha fatto un raffronto tra il "Movimiento 15-M" e "El
Movimiento 5 Estrellas" in Italia. Si sono sviluppati entrambi su
Internet, sono formati in prevalenza dalle giovani generazioni che non
vedono prospettive per il loro futuro, si chiamano Movimento tutti e
hanno un 5 tutti e due nel nome ("Gimme five!"), vogliono una riforma
del sistema elettorale, l'abolizione di leggi ingiuste, l'esclusione
degli indagati dalle liste elettorali, il divieto di finanziamento ai
partiti, rifiutano il monopolio della politica da parte dei due partiti
maggiori, i loro Pdl e Pdmenoelle, che sono il Psoe e il Pp, sono contro
l'ologarchia dei partiti e per una democrazia partecipata.
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VOGLIONO CHIUDERE CURRENT DA
www.beppegrillo.it
Riprendo un
appello di Current. Va aiutato. Ricordo che è l'unico canale a
trasmettere senza alcuna censura il Passaparola di Marco Travaglio
pubblicato sul blog ogni lunedì. "SKY, decisione shock: Current verrà
cancellata. Sky ribalta la decisione di trasmettere il canale di Al Gore
e si appresta a cancellare il solo canale di Informazione Indipendente
in Italia. Dal 2008 Current lavora per portare in TV quello che gli
altri nascondono. Per costruire servizi che arrivano dove gli altri non
vanno. Per dare ai propri telespettatori un'informazione varia e senza
censura, perché conoscere la verità è l'unica via per formarsi
un'opinione propria. Dal 2008 Current è l'unico canale veramente
indipendente in Italia. A maggio del 2011 vogliono toglierti il diritto
all'informazione indipendente. Vogliono oscurare Current. Vogliamo
fermarli. Se lo vuoi anche tu, puoi fare la tua parte
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ARDE LA FIACCOLA
SOTTO IL MOGGI - LUCIANONE VINCE IL PRIMO ROUND: LA COMMISSIONE
DISCIPLINARE DELLA FEDERCALCIO ACCOGLIE LA RICHIESTA DI RICUSAZIONE E
STRAPPA DALLE MANI DEL COLLEGIO IL SUO PROCESSO - IL PROCEDIMENTO PER LA
RADIAZIONE DELL’EX DG JUVENTINO DOVRÀ ESSERE RIPRESO DA ALTRI GIUDICI…
Moggi e Giraudo
(Adnkronos) -
La Commissione
Disciplinare della Federcalcio, udite le parti, ha accolto l'istanza di
ricusazione presentata dai legali di Luciano Moggi ed ha sospeso il
procedimento in corso trasmettendo gli atti ad altro collegio per la
decisione.
Il procedimento
davanti ai giudici della Commissione Disciplinare della Federcalcio al
Parco di Principi, doveva decidere sulla radiazione o meno di Luciano
Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini.
Dei tre,
nell'albergo romano che ospitò cinque anni fa il processo sportivo
denominato poi Calciopoli, era presente solo l'ex direttore generale
della Juventus che, assieme al nutrito pool di avvocati, si è opposto
alla "proposta" di radiazione avanzata dalla Corte federale il 25 luglio
2006.19-05-2011]
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16. VIDEO
ALLUCINANTE: LA MACCHINA VA A URINA INVECE CHE A BENZINA...
NBC Action News
Ecco il video della macchina che va a urina invece che a benzina.
L'hanno creata i ricercatori dell'Università' di Ohio, in America.
Guarda il video qui:
http://bit.ly/iZzR7C |
Operai ai
seggi
Mancati
pagamenti il prefetto richiama all'ordine la Fiat
Il Prefetto di
Campobasso Trotta richiama all'ordine la Fiat di Termoli.
La joint-venture
tra il gruppo automobilistico italiano e quello francese subirà numerosi
cambiamenti significativi in merito alla produzione congiunta dei
rispettivi modelli commerciali. Le due parti hanno deciso di non
rinnovare nel 2017 l’accordo di sviluppo di veicoli commerciali medi
(ossia: Jumpy, Expert e Scudo) attualmente prodotti a SevelNord, in
Francia. Il motivo ufficiale divulgato alla stampa è stato che, nel
lungo periodo, entrambe le case hannno in programma il lancio di
prodotti che si discostano, ragion per cui non ha più senso collaborare
assieme su questi modelli. Tuttavia, la collaborazione continuerà con la
joint-venture che vede impegnata la fabbrica italiana di SevelSud, in
Val di Sangro (foto sopra), dove vengono attualmente assemblati Jumper,
Boxer e Ducato. In questo caso sia Fiat, sia PSA hanno deciso di
continuare la condivisione di piattaforme e tecnologie attualmente
utilizzate fino al 2019, ciò implica che le nuove generazioni di questi
veicoli commerciali continueranno a essere sorelle. Per compensare la
cessazione della prima joint-venture, il gruppo PSA investirà 220
milioni di euro tra oggi e il 2014 nello stabilimento di SevelNord per
sviluppare un nuovo cambio a doppia frizione. Inoltre il gruppo francese
investirà altri 135 milioni di euro nello stabilimento di meccanica di
Douvrin, dove vengono attualmente prodotti i motori a ciclo Otto
(benzina) e Diesel per la joint-venture tra BMW e PSA.
|
|
Report andrà in
onda domenica 22 maggio alle 21.30 su RAI TRE.
La puntata
si intitola "GENERAZIONE A PERDERE" di Michele
Buono e Piero Riccardi.
Segue
Sinossi:
L'Italia non è un
paese per giovani, o meglio non lo è più da un pezzo. Perché il nostro
paese non riesce più a progettare il proprio futuro? Un paese nel quale
gli anziani hanno superato numericamente i giovani, non solo perché si è
allungata la vita ma perché da più di 30 anni si fanno meno figli a
causa di ripetute crisi economiche scaricate sempre sulle fasce più
deboli della società e per mancanza di adeguate politiche di welfare. Se
facciamo un paragone con la Francia, un paese demograficamente
confrontabile con l'Italia e con adeguate politiche di welfare, da noi
manca all'appello un'intera fascia generazionale: 4 milioni di giovani
tra i 25 e i 35 anni. Dobbiamo quindi pensare che per chi decide le
strategie politiche del nostro Paese i giovani contino poco, dal punto
di vista politico siano invisibili, salvo poi giocarsi il loro stato di
precarietà nelle campagne elettorali, promettendo loro un futuro
migliore che non arriva mai. E allora ai ragazzi non rimane che
"mettere la collera nella valigia" e andare via. La nuova emigrazione è
fatta di laureati, ricercatori che non ritorneranno indietro perché
trovano solo all'estero un'adeguata collocazione. Lasciando alle spalle
un Paese che sta erodendo il risparmio privato per mantenere i figli,
sempre più povero di risorse umane, sempre più vecchio.
Andrà inoltre in
onda:
"L'ITALIA SCOMPARSA"
Di Maria Maggiore
L'Italia è uno dei
Paesi fondatori dell'Unione Europea, eppure nel corso degli anni
abbiamo perso terreno e considerazione a Bruxelles. Dal 2004 in poi
abbiamo perduto tutti i posti di comando, ma anche quelli chiave
destinati ai funzionari, ingranaggi vitali per far funzionare le
istituzioni. E' diventato ormai un problema strutturale, conseguente
alla scomparsa di quell' Italia europeista che ha portato in
passato proposte concrete per far avanzare i progetti. Il risultato è
che siamo al traino di Francia e Germania, che fanno man bassa di
politiche e decisioni chiave.
Per la rubrica
C'E' CHI DICE NO:
DANIELE KIHLGREN
Di Giorgio
Simonetti
Daniele Kihlgren è
un imprenditore italo svedese che 10 anni fa ha deciso di
investire tutto il suo patrimonio nel recupero di Santo Stefano di
Sessanio (AQ), trasformando un'intera borgata in un albergo diffuso,
dove atmosfera, mobili, tessuti e ricette riportano indietro di oltre
100 anni. Un progetto che ora sta trainando la ripresa economica
dell'intero paese, nonostante il terremoto. Il suo sogno è ora quello di
salvare altri borghi abbandonati del centro-sud Italia.
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1-VADE RETRO
ROGATORIA! SVIZZERA E LIECHTENSTEIN SBATTONO LA PORTA IN FACCIA AI
MAGISTRATI DELLA PROCURA DI MILANO, METTENDO UNA PIETRA SOPRA
L’INCHIESTA SUL TESORO (CIRCA 800 MILIONI DI EURO) PORTATO ALL’ESTERO
DALL’AVVOCATO CONTESO DALLA FIGLIA MARGHERITA (CONTRO I “CUSTODI” MARON,
GABETTI E GRANDE STEVENS) E SECONDO I PM FRUTTO DELL’APPROPRIAZIONE
INDEBITA DI SOLDI DELLA FIAT - 2- UNO DEI GRANDI MISTERI IRRISOLTI (E
CHE TALE DUNQUE SI AVVIA A RESTARE) NELLA STORIA DELL’EREDITÀ DI GIANNI
AGNELLI È IL MAXI BONIFICO DA 109 MILIONI PARTITO DA UN CONTO DELLA
MORGAN STANLEY DI ZURIGO VERSO UNO DEI CONTI DI MARGHERITA - 3- ALMENO
ALL’AVV. GLI REVOCASSERO IL TITOLO DI SENATORE A VITA, VISTA LA
BENEMERENZA ACCERTATA NELLO SCRUPOLOSO VERSAMENTO DELLE TASSE AL FISCO
ITALIANO -
Luigi Ferrarella e
Mario Gerevini per il "Corriere
della Sera"
Svizzera e
Liechtenstein chiudono le porte in faccia alla Procura di Milano
sull'eredità di Gianni Agnelli. E il doppio no alla rogatoria
internazionale, sollecitata nel dicembre 2009 dai pm, di fatto anticipa
una pietra tombale sull'inchiesta che - si scopre ora dal diniego -
aveva un indagato: Siegfried Maron (il commercialista svizzero
amministratore di molte attività di famiglia), indiziato di riciclaggio
di somme che la richiesta di rogatoria ipotizza frutto
dell'appropriazione indebita di denari del mondo-Fiat e dei relativi
soci da parte dello scomparso (nel 2003) Gianni Agnelli.
Una massa
extrabilancio che la rogatoria prospetta sia stata dirottata su una
serie di rapporti bancari riconducibili all'Avvocato o a suoi fiduciari
presso la Morgan Stanley di Zurigo, fino ad ammontare nel 2002 a circa
800 milioni di euro.
Svizzera e
Liechtenstein hanno però negato l'assistenza giudiziaria chiesta dalla
Procura milanese per acquisire notizie su quei conti: le due autorità
straniere, infatti, contestano ai magistrati italiani di non aver
indicato con precisione i flussi di denaro che legittimerebbero la loro
ipotesi accusatoria, e di aver invece azzardato una sorta di «fishing
expedition» (letteralmente: spedizione di pesca), cioè di aver avanzato
non tanto richieste di informazioni bancarie su un singolo individuo nei
confronti dei quali si nutrano seri sospetti e si abbiano concreti
indizi, ma una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni,
peraltro a sfondo di indiretta utilizzazione fiscale (il che è tabù
procedurale a Berna come a Vaduz).
Uno dei grandi
misteri irrisolti (e che tale dunque si avvia a restare) nella storia
dell'eredità di Gianni Agnelli è il maxi bonifico da 109 milioni partito
proprio da un conto della Morgan Stanley di Zurigo verso uno dei conti
di Margherita, Agnelli de Pahlen, figlia dell'ex presidente Fiat. Era il
26 marzo 2004, un anno e due mesi dopo la morte dell'Avvocato e poco più
di un mese dopo gli accordi di Ginevra tra Margherita e la madre Marella
che sancirono la divisione dei cospicui beni di famiglia: Margherita
ricevette complessivamente un patrimonio di oltre un miliardo di euro.
Dopo tre anni
Margherita impugnò l'atto, avviando una causa civile nella presunzione
di poter dimostrare che esistesse all'estero un patrimonio nascosto del
padre; e che i custodi di quel patrimonio fossero i più stretti
collaboratori dell'Avvocato, ovvero il manager Gianluigi Gabetti,
l'avvocato Franzo Grande Stevens e il commercialista svizzero Siegfried
Maron. A loro Margherita chiedeva, citandoli in Tribunale a Torino, il
rendiconto del presunto tesoro nascosto, ritenendoli i gestori. Il
Tribunale le ha dato torto su tutta la linea.
Ma nel frattempo
l'Agenzia delle Entrate aveva avviato una inchiesta fiscale che poi ha
portato a un accordo transattivo da 100 milioni con società della
famiglia Agnelli e con le due eredi, cioè la moglie e la figlia
dell'Avvocato.
Intanto a Milano
la Procura, indagando sull'evasione fiscale di una parcella di un ex
legale di Margherita, aveva messo le mani sul voluminoso materiale
raccolto dagli investigatori privati pagati dalla figlia dell'Avvocato
per trovare il presunto tesoro estero del padre. E i conti nelle banche
svizzere e del Liechtenstein erano parte di questo dossier: Jp Morgan,
Ubs, Lgt Bank, Bank Hofmann, Pictet, ecc.
Tra esse, anche
Morgan Stanley, quella che spedì a Margherita l'assegno da 109 milioni
«a conguaglio dell'eredità immobiliare». Ma quando la madre di John
Elkann chiese formalmente attraverso i sui legali chi avesse disposto il
bonifico, la risposta fu: «Il titolare del conto consiglia di non darvi
ulteriori informazioni».
Dunque chi era in
quel momento, oltre un anno dopo la morte dell'Avvocato, il titolare del
conto? E da dove provenivano quei 109 milioni? Dietro il mistero
potrebbe esserci anche una risposta banale. Ma non lo si potrà sapere
perché Svizzera e Liechtenstein, nel rispetto delle loro leggi, hanno
chiuso a chiave ogni possibilità di risalire il fiume di quei soldi.
18-05-2011]
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PECHINO CONNECTION
- LA MAFIA CINESE è BEN INFILTRATA NEL TESSUTO SOCIO-ECONOMICO DI ALMENO
CINQUE PROVINCE: ROMA, MILANO, NAPOLI, FIRENZE E PRATO - AUMENTATE LE
DENUNCE PER ESTORSIONE, SEQUESTRI DI PERSONA E RICICLAGGIO ANCHE SE IL
VERO BUSINESS RIMANE LA CONTRAFFAZIONE - L’ANTIMAFIA CI METTE IL CARICO:
LA CRIMINALITA’ ITALIANA SI ESPANDE AL CENTRO-NORD DOPO AVER Già UCCISO
IL SUD (PER SICILIA, CALABRIA, CAMPANIA E PUGLIA, UN MANCATO SVILUPPO
PARI AL 15-20% DEL LORO PIL
1 - OMBRE CINESI
SU SFONDO ITALIANO - CRESCE IL PESO DEI CLAN ASIATICI: IN UN ANNO
RADDOPPIATI I REATI FINANZIARI
Marco Ludovico per "il
Sole 24 Ore"
Flessibile,
diversificata, camaleontica. Sempre più infiltrata nell'economia e nel
tessuto sociale di almeno cinque province: Roma, Milano, Napoli, Firenze
e Prato. È la criminalità organizzata cinese, declinazione illegale di
una comunità in continua espansione in Italia. In queste città i cinesi
sono una presenza ormai consolidata, ma l'incremento dei reati commessi
è costante. Sono tremila, su un totale di 27mila, le segnalazioni della
Banca d'Italia.
Non sarà un caso,
insomma, se oggi la presentazione a Roma di una ricerca ad hoc di 150
pagine del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) vede la
presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Basta guardare gli
ultimi e poco rassicuranti dati: dal 2009 al 2010 aumentano del doppio o
anche di più le denunce per estorsione (da 74 a 140), i sequestri di
persona (da 20 a 59), le associazioni per delinquere (da 111 a 269), i
reati per traffico di stupefacenti (da 78 a 141).
Le truffe e frodi
informatiche segnalate crescono da 81 a 127; le denunce per riciclaggio
si sono decuplicate: da 10 a 102. Cifre impressionanti anche sulle
segnalazioni sospette comunicate all'Uif (l'Unità di informazione
finanziaria della Banca d'Italia), che le raccoglie e poi trasmette al
Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. Nel 2005
il totale è stato di 7.743 segnalazioni, l'anno scorso era più che
triplicato (26.963), ma anche cresciuto di oltre il 40% rispetto al 2009
(18.827).
Le Fiamme gialle,
ricorda la ricerca del Cnel, hanno sequestrato nel 2010 circa 110
milioni di prodotti di provenienza cinese. Oggi la contraffazione è il
principale business delle organizzazioni criminali cinesi «a cui
prendono parte esponenti delle organizzazioni mafiose italiane». Il
costo dell'affitto a metro quadro di un capannone sulla Prenestina o la
Casilina - lì vengono spesso smistate le merci provenienti dai porti di
Napoli o Civitavecchia - dà la misura della redditività degli affari
illeciti.
A Roma la
locazione mensile di un capannone di circa mille metri quadri va da
10mila a 20mila euro, a Milano attorno ai 6mila, a Prato tra i 2.500 e i
3mila euro. Un container di tredici metri che contiene capi
d'abbigliamento - dice la ricerca - ha un valore commerciale nominale di
60-70mila euro e nel magazzino staziona pochi giorni. Il margine netto
di guadagno è di circa il 10 per cento. Anche gli arrivi dalla Cina,
peraltro, sono più facili. Il costo del trasporto illegale è passato da
15mila euro a 8-9mila.
Molti cinesi
arrivano con visto turistico e poi rimangono oltre il periodo
consentito. Si sono ampliate anche le aree di origine dei migranti
cinesi: in passato circoscritte alle province del Zhejiang e Fujian,
oggi interessano in particolar modo il Nord Est della Cina. Le cinque
province più interessate al fenomeno hanno statistiche criminali
differenti. Quelle di Prato e Milano presentano i valori più alti per i
reati violenti, come gli omicidi (consumati e tentati) e le lesioni
dolose; i reati di tipo predatorio, come furti, rapine, estorsioni e
sequestri di persona; i reati di associazione mafiosa; il gioco
d'azzardo e i reati legati agli stupefacenti.
La provincia di
Roma, invece, denota i valori più alti per il reato di contraffazione
mentre Firenze e Prato si collocano al primo posto per organizzazione e
favoreggiamento dell'immigrazione illegale. La pressione del sistema
sicurezza, va detto, è elevata: Dia, Sco (Polizia), Ros (Carabinieri);
Scico (Guardia di Finanza), ma anche i servizi segreti, Aise ed Aise.
Solo un dato rimane, per ora, meno inquietante, secondo il Cnel: i
delinquenti cinesi in Italia non risultano avere legami - i riferimenti
sono scarsi - con le Triadi, le temibili associazioni criminali
organizzate con base a Hong Kong e presenze in tutto il mondo.
2 - AL SUD I BOSS
COSTANO UN MANCATO SVILUPPO DEL PIL DEL 20%, IL CENTRO-NORD È L'AREA
PRIVILEGIATA DI ESPANSIONE PER I GRUPPI ILLEGALI
Marco Ludovico per "il
Sole 24 Ore"
Nonostante
l'impegno dello Stato le statistiche economiche «mandano segni
allarmanti per il Mezzogiorno». Il 53% dei referenti del sistema
Confindustria del Sud reputa la propria area territoriale molto insicura
e il 42% attribuisce questa insicurezza alla criminalità organizzata e
all'illegalità diffusa.
Il presidente
dell'Antimafia Beppe Pisanu illustra la sua relazione e lancia
l'allarme: «La crisi generale, che colpisce con particolare durezza le
regioni e le categorie sociali più deboli, sembra preannunziare
un'ulteriore, grande sconfitta del Mezzogiorno». Poi, i dati.
Le analisi della
commissione Antimafia indicano che l'attività della criminalità
organizzata nelle quattro regioni di origine - Sicilia, Campania,
Calabria e Puglia - è causa di un mancato sviluppo equivalente al 15-20%
del Pil delle stesse regioni. Pisanu, inoltre, ammette che «se molto
sappiamo su come i capitali mafiosi vengono raccolti, ancora poco
sappiamo su come vengono occultati e investiti nell'economia legale e
nei circuiti finanziari nazionali e internazionali».
Forse può
confortare il fatto che «circa 15 miliardi di beni sequestrati più tre
di beni confiscati dall'inizio della legislatura a tutto dicembre 2010
rappresentino risultati molto superiori a quelli degli anni precedenti.
Ma quando pensiamo, stando alle stime più prudenti, ai 150 miliardi di
fatturato annuo delle mafie nostrane - sottolinea l'ex ministro
dell'Interno - senza calcolare i proventi della corruzione, dei giochi e
delle scommesse, ci rendiamo conto di quanto ancora lunga e difficile
sia la guerra».
E ancora: «Se si
prospetta una manovra finanziaria biennale di circa 38 miliardi,
l'opinione pubblica entra in fibrillazione. Ma se si afferma che solo
sui giochi e le scommesse le organizzazioni criminali lucrano almeno 50
miliardi all'anno, pochi se ne curano» protesta Pisanu.
Nella relazione si
rileva che circa un terzo delle imprese meridionali «subisce una qualche
influenza delle mafie, con dati che oscillano tra il 53% della Calabria
e il 18% della Puglia. Insieme alla Campania e alla Sicilia, queste
Regioni sono destinatarie del fondo di 1.158 milioni di euro del Pon
(Programma Operativo Nazionale "Sicurezza per lo sviluppo"- Obiettivo
convergenza 2007-2013). Il piano è importante, ma la temperie
politico-culturale che incontra non assomiglia precisamente a un New
Deal».
Pisanu batte su
questo tema da tempo: non possiamo non rilevare, dice, come «a fronte di
un'iniziativa forte sul terreno della repressione della criminalità
organizzata non sia ancora partita un'azione egualmente forte per
distruggere il suo brodo di coltura, cioè il sottosviluppo. Ciò che più
sgomenta è l'enorme impronta che le attività mafiose, la dilagante
corruzione, il deterioramento dell'etica pubblica e della stessa morale
privata continuano a scavare nella società civile e nelle istituzioni
del Mezzogiorno».
Secondo il
presidente dell'Antimafia «non si sono mai visti tanti interessi
criminali scaricarsi pesantemente, senza neanche il velo della
mediazione, sugli enti locali, sulle istituzioni regionali e sulla
rappresentanza parlamentare». Uno scenario di degrado senza fine, dove
«se il Sud è il principale campo di battaglia, non dobbiamo dimenticare
neppure per un istante che il Centro-Nord è l'area privilegiata di
espansione delle mafie italiane e straniere». Le mafie, insomma, «si
sono globalizzate e in Italia sono entrate a far parte anche della
cosiddetta questione settentrionale». La notte dell'illegalità non
accenna a finire. Anzi, per ora sembra interminabile.18-05-2011]
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Torino - John
Elkann a tutto campo sul futuro di Fiat, F1 e Juventus
Torino -
John Elkann, presidente Fiat, intervenuto oggi all'Osservatorio
Giovani Editori ha parlato di tutti i temi "caldi" che
riguardano l'Azienda.
Per quanto riguarda il futuro del Lingotto Elkann è
stato molto chiaro: "Non si tratta di scegliere Torino o Detroit, ma
di sviluppare la propria presenza a livello globale e diventare più
presenti anche in Asia". La presenza nelle due città non sarà
quindi "una a scapito dell'altra". Il presidente della Fiat ha
sottolineato come Torino sia il centro per il mercato europeo, Detroit
per il Nord America e Belo Horizonte per il Sud America. Il prossimo
obiettivo dunque è l'Asia "dove oggi la nostra presenza non è
soddisfacente".
John Elkann ha
quindi parlato di F1 e Ferrari.
Il fatto che nel Gp di Turchia la rossa sia tornata sul podio è "un
passo avanti". Mentre per quanto riguarda un possibile ingresso
della cordata Exor-Murdoch nell'azionariato della Formula 1, Elkann ha
confermato che sono in corso dei colloqui. "Abbiamo comunicato il nostro
interesse e stiamo dialogando per vedere se si riesce a trovare una
soluzione". L'ingresso nel Circus della società azionista di un team (la
Ferrari) non comporterebbe un conflitto di interessi secondo il
presidente di Fiat.
In conclusione
c'è tempo per parlare anche di Juventus. Sul futuro di
Del Neri, Elkann ha risposto con un'altra domanda “perché non vi
piace?”. Secca e significativa anche la risposta su un possibile
addio di Gigi Buffon: "E' circa un anno e mezzo che non sta giocando".
Appare quindi probabile che sia l'allenatore che il portiere possano non
essere più bianconeri nella prossima stagione.
"Non è solo un giocatore che ci fa tornare grandi", la
risposta alle richieste di acquistare grandi nomi fatte da alcuni
tifosi.
14 maggio 2011
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Saab-Hawtai:
il matrimonio non s'ha da fare
Sfuma l'accordo
tra Saab e il costruttore cinese Hawtai. La Casa europea si è tirata
indietro per la mancata approvazione delle autorità.
Sembra sfumare l'accordo
tra il gruppo Spyker-Saab e l'azienda cinese
Hawtai Motor, volto al salvataggio della Casa automobilistica
europea che sta attraversando un
momento difficile.
Le ultime notizie
parlano di una retromarcia da parte del costruttore
olandese in seguito alla mancata approvazione della
transazione da parte delle agenzie governative di Pechino,
della Banca europea per gli investimenti e da parte dell'ente scandinavo
Swedish National Debt Office.
E' trapelato anche
uno scetticismo da parte dell'ambasciatore svedese
a Pechino, che avrebbe prontamente avvertito la madrepatria che
la Hawtai non è proprio quel mostro di efficienza che ci si aspettava,
nonostante i comunicati di smentita provenienti da parte cinese. Alcuni
dati relativi alla produzione di auto non
collimerebbero visto che non si è capito se l'azienda assembli
annualmente 200.000, 81.000 o 60.000 auto. Da non sottovalutare anche i
ripetuti e repentini cambi al vertice dell'azienda, rivelati
dall'ambasciatore svedese.
L'accordo tra le parti - che prevedeva un'iniezione di 150
milioni di euro nelle casse della Saab - avrebbe permesso di
terminare lo sviluppo della piattaforma
Phoenix, destinata ai futuri modelli di automobili di gamma media e
bassa.
A questo punto
occorrerà trovare nuovi soldi, che provengano
da un qualsiasi investitore che voglia impegnarsi a lungo
termine. Nonostante l'accordo tra le parti sia sfumato, non è escluso
che Saab e Hawtai possano comunque trovare una futura forma di
collaborazione diversa da quella appena cancellata, che prevedeva che la
Casa cinese producesse veicoli svedesi per il mercato della Grande
Muraglia a partire dal 2013, con l'arrivo sul mercato della nuova
Saab 9-3.
di Andrea Barbieri
Carones
13/05/2011
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E-gas Project,
Audi punta sul metano
Audi ha presentato
una serie di progetti per ridurre drasticamente le emissioni di Co2
delle vetture. La compatta A3 farà da apripista.
Si chiama
Audi Balanced Mobility il nuovo progetto targato
Audi con cui la casa di Ingolstadt punta, nei prossimi anni a
venire, a ridurre le emissioni di anidride carbonica dei propri veicoli.
Un'operazione che passa per le maggiori fonti di energie
alternative oggi disponibili: dal gas naturale all'elettrico,
fino all'eolico e all'idrogeno.
Al momento Audi ha
già avviato e-gas Project, un'iniziativa che dopo 3
anni spesi in ricerca e sviluppo porterà il costruttore a realizzare
vetture bifuel benzina e metano per i propulsori di domani a sigla TFSI,
e che dovrebbero fare il loro debutto ufficiale sul mercato nel 2013. A
Ingolstadt inoltre hanno intenzione di investire risorse per realizzate
turbine eoliche che a loro volta dovranno alimentare le vetture
elettriche E-Tron, consentendo anche la produzione di
idrogeno, altra fonte per creare metano oppure da impiegare direttamente
come carburante vero e proprio.
L'obiettivo è
ambizioso: realizzare 1000 Audi A1 E-Tron alimentandole
per 10mila km complessivi. A queste si affiancheranno circa 1500
Audi A3 TCNG bifuel a metano, concept che rimane ancora top
secret dal punto di vista tecnologico. Quello che è chiaro però è che su
questo fronte la compatta A3 di nuova generazione - dopo la
presentazione della versione elettrica
A3 E-Tron al Salone di Shanghai - farà da apripista nella gamma
Audi, in previsione di ulteriori modelli sempre più puliti (già fissato
al 2012 il debutto della supersportiva
R8 E-Tron).
di Lorenzo
Stracquadanio
13/05/2011
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LE SCORIE NUCLEARI NELLA NOSTRA BOLLETTA
"Cosa
paghiamo realmente con le bollette dell'Enel? Tra le varie voci il costo
dell'energia ammonta solo al 30% del totale. E il resto? Circa il 22%
serve per ammortizzare i costi di gestione della Rete. Un altro 14% sono
imposte. Il ricarico che va agli operatori vale circa il 10%. Infine c'è
una quota che varia dal 3 al 5%, la cosiddetta "componente
A3"..."destinata a promuovere la produzione di energia da fonti
rinnovabili e "assimilate" mediante un sistema di incentivi...". Per
fare un esempio, la Germania destina alle fonte rinnovabili il 10%. In
Italia, invece, il 3-5% è ulteriormente suddiviso: il 35% viene
assorbito dai certificati verdi, il 31% finanzia il Cip6 e quindi le
fonti "assimilate" come l'energia prodotta con gli inceneritori. Le
"assimilate" si sono mangiate la quota più grossa togliendo fondi
all'energia verde.
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LA STRATEGIA DI
MARPIONNE: “PRIMA SPARI, POI TRATTI” - PECORELLA PRENDE IL POSTO
DELL’AVVOCATO DI RUBY. IN AUTOSTRADA - LETTA DEVE SBRIGARSI COL VALZER
DELLE AUTHORITY - BERSANI SNOBBA ISRAELE - URSO E RONCHI: MOLLARE FINI
SENZA TORNARE DAL CAINANO? ARRIVANO I “COESI” - ROSI MAURO FA LA
SECESSIONE AL SENATO - MARTONE PAROLIERE DI NAPOLITANO - PIVETTI, CHI
ERA COSTEI? - MONS. BETORI CAZZIA LA CHIESA - LE SPIGOLE DEL GENERALE
SPECIALE - LA PUBBLICITÀ PORTASFIGA - ISEPPI OSCURATO DA LEI - A PRANZO
COL 23…
A Cura di Enrico
Arosio ed Primo De Nicola per "l'Espresso"
1 - CONSIGLIERI DI
STATO - LETTA HA MOLTA AUTHORITY...
Al Consiglio di Stato la regola aurea è che nelle authority indipendenti
si sta anche meglio che a Palazzo Spada. E che, quindi, è meglio non
lasciarsele sfuggire. Così quando manca ormai un anno alla scadenza del
mandato di Antonio Catricalà all'Antitrust ecco che si profila un giro
di poltrone molto interessante, sotto l'attenta regia del
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. L'attuale
presidente del Consiglio di Stato, Pasquale De Lise, punta infatti a
prendere il posto di Catricalà.
Non tra un anno ma
molto prima. Perché Catricalà, consigliere di Stato fuori ruolo,
vorrebbe sostituire Giuseppe Brienza al vertice dell'Autorità di
vigilanza sugli appalti, una poltrona che, salvo imprevisti, dovrebbe
liberarsi il prossimo 4 agosto. De Lise è stato sfiorato dallo scandalo
della Cricca di Anemone e Balducci che gestiva gli appalti della
Protezione civile diretta da Guido Bertolaso. Ma, nonostante alcuni
indizi, non ne è stato chiesto il rinvio a giudizio. Il 5 maggio scorso
un altro consigliere di Stato, Carlo Deodato, è stato designato alla
presidenza della neonata Autorità di regolamentazione dei servizi
postali.
E nel maggio del
2012 bisognerà trovare un posto a Corrado Calabrò, presidente
dell'Autorità delle Comunicazioni in scadenza tra un anno. I consiglieri
di Stato che vengono messi fuori ruolo hanno il singolare privilegio di
poter cumulare lo stipendio con il compenso che ricevono in quanto
presidenti o componenti di un'autorità di vigilanza. Il che spiega,
almeno in parte, perché quei posti siano tanto ambiti. O. C.
2 - SECESSIONE AL SENATO - BENVENUTI A PALAZZO PADANIA...
La secessione leghista? Già realizzata. E nel cuore dello Stato,
addirittura a Palazzo Madama, la sede del Senato. Ad averla portata a
compimento è la vicepresidente Rosi Mauro, leghista tra le più ardenti e
più vicine a Umberto Bossi. Nelle pareti del suo ufficio al terzo piano
la Mauro espone orgogliosamente una carta geografica della Padania
ricavata da una mappa della Penisola mutilata di tutto ciò che non è nel
cuore della Lega, cioè le regioni a sud di Toscana e Marche.
Un modo
autenticamente padano di celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia e che
continua a provocare indignazione a molti di coloro che quell'ufficio
sono costretti a frequentarlo per ragioni di lavoro. A cominciare dai
rappresentanti sindacali di funzionari e commessi che alla Mauro devono
rivolgersi visto che proprio a lei il presidente Renato Schifani ha
delegato tutti i problemi legati alla gestione del personale del Senato.
P. D.N.
3 - ISRAELE - BERSANI DÀ BUCA...
C'era Silvio Berlusconi e c'era Gianfranco Fini, che si sono pure
stretti la mano. C'era Renato Schifani, presidente del Senato, e con lui
Gianni Alemanno, sindaco di Roma. C'erano deputati e senatori, il mondo
della finanza, della cultura, della moda. Roma era nel suo splendore
primaverile. Insomma, era andato tutto alla perfezione. Perché allora,
verso la fine del ricevimento per i 63 anni dello Stato di Israele di
mercoledì 11 maggio, l'ambasciatore Gideon Meir aveva il volto
corrucciato?
Forse perché dovrà
tornare in patria per fine mandato e questa era l'ultimo anniversario
festeggiato in Italia? Niente affatto. Era dispiaciuto perché fra
centinaia di illustri presenze, brillava un'assenza. "Bersani non è
venuto", ripeteva. C'è la campagna elettorale, gli facevano notare. "È
la motivazione che ha addotto anche lui", spiegava l'ambasciatore: "Ma
anche Berlusconi ce l'ha, eppure il tempo l'ha trovato. E comunque
Bersani poteva mandare qualcuno a rappresentarlo". Poteva. G. R.
4 - NUOVE FORMAZIONI - URSO CI PROVA...
Un gruppo di coesione nazionale. Oltre il Pdl e oltre Futuro e Libertà.
Sta per nascere anche alla Camera. O almeno a questo stanno lavorando
Altero Matteoli e Andrea Augello. L'idea sarebbe quella di creare anche
a Montecitorio la formazione che ha rimesso assieme al Senato spezzoni
del disciolto partito di Fini e Pdl. Una sorta di camera di
compensazione per finiani delusi che però non vogliono tornare con il
premier né hanno intenzione di finire nei Responsabili. Insomma, un
gruppo su misura per Adolfo Urso e Andrea Ronchi. L'ex viceministro al
Commercio estero ormai sembra in uscita da Fli. Voce della nuova
iniziativa politica il "Secolo d'Italia", alla cui direzione Matteoli a
tutti i costi ha voluto il "suo" Marcello De Angelis. V. D.
5 - QUIRINALE - MARTONE SCALA IL COLLE...
Mario Martone come ghostwriter. Il nome del regista, fresco vincitore
del David di Donatello con il film "Noi credevamo" ispirato al
Risorgimento, è di un certo richiamo, ma lo è anche quello del
"committente": Giorgio Napolitano. È stato infatti il presidente della
Repubblica a lanciare l'idea con una battuta scherzosa. Il regista
napoletano, ospite in Quirinale insieme al mondo del cinema, ha
declamato in un appassionato discorso il valore dell'Italia unita
"sognata dai poeti", conquistata "da una generazione di ragazzi" e
rafforzata dalle sue "differenze che sono il sale e non un ostacolo".
Parole condivise
da Napolitano al punto da ammettere: "Io ho cercato di dire qualcosa su
questo argomento più poveramente quando ho parlato davanti alle Camere.
Dico più poveramente perché non avevo mai pensato di prendere Martone
come ghostwriter: lo tengo di riserva". VE. P.
6 - I NUMERI DEL PARLAMENTO...
120 sono i deputati e i senatori che hanno anche un incarico nelle
amministrazioni locali, in comuni e province. Anche se la legge lo
consente, c'è da chiedersi però se riescono a svolgere in maniera
adeguata le doppie funzioni, come quelle di presidenti di province
importanti (nella lista ci sono Asti, Avellino, Brescia, Bergamo,
Biella, Caserta, Foggia, Frosinone, Napoli, Olbia-Tempio e Salerno) o di
vicesindaci di città come Roma e Milano.
7 - RICANDIDATURE - RAZZI IN ORBITA...
Uscito a mani vuote dalla distribuzione dei sottosegretariati, il
Responsabile Antonio Razzi non si è rassegnato. Ottenuto dal ministro
dell'Agricoltura Romano l'incarico di consigliere nella lotta contro la
contraffazione alimentare, ha bussato ai vertici del Pdl per avere
garanzie sulla futura rielezione. Risultato: promessa orale del
Cavaliere, impegno scritto del plenipotenziario Denis Verdini. Faccenda
sistemata e futuro garantito, sostiene Razzi, perché a questo punto
"carta canta". O. F.
8 - CARRIERE - PIVETTI, CHI ERA COSTEI?...
Fiera di Roma, primo pomeriggio di mercoledì 11 maggio nella sala stampa
del Forum della Pubblica amministrazione gremita di giornalisti in
attesa di Luca Cordero di Montezemolo. Irrompe eccitata un'addetta
stampa della Ibm con un annuncio importante: "Ragazzi, c'è giù la
Pivetti a sorpresa nel nostro stand, organizziamo un breve incontro con
la stampa. Chi viene che facciamo gli accrediti?".
Silenzio dei
cronisti, che continuano a leggere i giornali, parlare al telefono,
battere sulle tastiere dei computer. Il disinteresse non scoraggia però
la pr che, un po' meno entusiasta, incalza: "Non viene nessuno,
sicuri?". Un giovane cronista dal fondo della sala: "Pivetti chi,
Veronica, l'attrice? No? Allora niente, grazie". Risatine, e
l'improvvisato incontro con Irene Pivetti, ex presidente della Camera,
salta per mancanza di iscritti. M. D. B.
9 - BIOETICA - VANNINO CHITI SI CONFESSA...
Sulla bioetica e le leggi sul fine vita occorre dire no al bipolarismo
etico. Serve un patto tra le forze politiche con grandi maggioranze come
fosse un cambiamento della Costituzione. È quanto sostiene il vice
presidente del Senato Vannino Chiti nel suo nuovo libro "Religioni e
politica nel mondo globale", edito da Giunti.
Chiti, che in
un'intervista al "Tirreno" ha rivelato di essere credente, sostiene
anche che nel Pd non ci può essere una divisione di compiti tra ex Ds e
ex Margherita. Gli uni che si occupano dei temi sociali ed economici e
gli altri del rapporto con la Chiesa e i temi etici. Chiti rivendica
agli ex Ds il ruolo di parlare dei temi cari al mondo cattolico. Così
una delle prime interviste sul libro l'ha rilasciata a Radio Vaticana,
mentre nel programma di presentazioni ci saranno vescovi e personalità
cattoliche. M. LA.
10 - SPECIALE A PROCESSO - SPIGOLE IN TRIBUNALE...
Le spigole tornano in tribunale. La Cassazione ha ordinato di fare un
nuovo processo all'ex comandante generale della Guardia di finanza
Roberto Speciale, ora deputato Pdl: la competenza per alcuni reati non
era della magistratura militare, ma di quella civile. Speciale era stato
condannato per peculato a 18 mesi dalla Corte militare di appello di
Roma nel maggio 2010, dopo il famoso carico di spigole e altro pesce
fatto trasportare per una cena a Predazzo, dov'era in vacanza presso la
scuola della Guardia di finanza. Ora la Cassazione ha sdoppiato in due
tronconi il procedimento.
L'uso di velivoli,
autoveicoli e personale militare deve essere giudicato dalla giustizia
ordinaria, mentre la magistratura militare si occuperà dell'utilizzo di
carburante. Un doppio processo che il generale potrebbe però evitare:
nel 2013 scatta infatti la prescrizione. P. T.
11 - PUBBLICITÀ/1 - CASSEL LANCIA IN TESTA...
Vincent Cassel pare che fosse da tempo un pallino dell'amministratore
delegato della Lancia, Olivier François, appassionato di testimonial per
le pubblicità del marchio: ora lo accontenta la Armando Testa, che ha
ingaggiato il poliedrico attore francese per lo spot di lancio della
Ypsilon cinque porte, al debutto tra fine maggio e giugno. Cassel, per
la city car (che in Inghilterra verrà proposta col marchio Chrysler),
succede a Carolina Kostner e Stefano Gabbana. A Torino qualcuno vorrebbe
anche sua moglie, Monica Bellucci: magari per la Musa. VI. P.
12 - PUBBLICITÀ/2 - GRAND PRIX FA GLI SCONGIURI...
Forse nemmeno Piero Chiambretti, presentatore del Grand Prix di
Pubblicità Italia, pensava di dire sul serio quando lunedì 9 maggio,
scherzando dal palco, ha parlato di un premio "portasfiga": il film
vincitore, il divertentissimo "Need better clothes?", raro esempio sui
teleschermi italiani di ironia anglosassone firmato da Lorenzo Marini,
pubblicizza gli abiti della trevigiana Glenfield, fallita poche
settimane fa con 23 lavoratori cassintegrati.
E non basta: il
premio innovazione è andato, fra gli applausi dei creativi e degli altri
premiati (Enrico Mentana, Paola Cortellesi, Valerio Massimo Manfredi,
Samuel Eto'o, Filippo Inzaghi) a Riccardo Luna, direttore del mensile
"Wired" licenziato appena tre giorni prima del Grand Prix, che ha avuto
lo spirito di riconoscere: "Wired fa rima con fired". A. M.
13 - L'ARMA SEGRETA DI MARCHIONNE - MANI IN ALTO, OBAMA...
Sergio Marchionne ha avuto fortuna in America, come dimostra la vicenda
Chrysler. Ad aiutarlo, oltre all'abilità di manager, potrebbe essere
stata anche una sua personale filosofia, lucida e spietata, rivelata da
un sindacalista che in questi anni ha avuto spesso a che fare con lui:
Giorgio Airaudo, responsabile nazionale del settore auto della Fiom. Al
comitato esecutivo del 9 maggio scorso, Airaudo ha raccontato la
confidenza che qualche anno fa il capo della Fiat fece a lui e al
collega Gianni Rinaldini.
Era il 2004,
Marchionne aveva portato a casa la trattativa vittoriosa con la General
Motors facendosi pagare per non vendere loro azioni Fiat. E in quella
occasione, ai due sindacalisti, l'ad del gruppo torinese confidava il
segreto del successo: "Gli insurgents in Iraq fanno bene, perché con gli
americani prima spari e poi tratti".
Se qualcuno lo
avesse sentito allora, l'amministratore del Lingotto con gli Usa forse
avrebbe chiuso per sempre. Invece, qualche anno dopo, con la presidenza
Obama e l'occasione della Chrysler, Marchionne è tornato negli Usa
facendosi affidare il grande marchio sulla via del fallimento. Un
successo, indubbiamente. E chissà se ottenuto utilizzando anche con
Obama la sua tattica vincente: prima spari, poi tratti. S. C.
14 - CATTOLICI TOSCANI - BETORI SON DOLORI...
"Noi sogniamo una Chiesa finalmente libera dal plagio di una cultura
utilitaristica e consumistica che ha inquinato tutto". È uno dei
passaggi forti di una lunga lettera di preti e laici cattolici
fiorentini. Si allarga il fronte di quanti reclamano una Chiesa
schierata dalla parte dei deboli e aperta al dialogo. Per l'arcivescovo
Giuseppe Betori, ex braccio destro di Camillo Ruini alla Cei, la missiva
è una spina nel fianco. La Firenze cattolica, terra di eretici e di
contestatori, scossa dal caso di don Lelio Cantini, accusato di abusi
sessuali e "spretato" da papa Ratzinger, si trova ora a dover far fronte
al disagio di laici e sacerdoti che chiedono un ritorno al Concilio
Vaticano II. E di essere ascoltati. A cominciare dal loro arcivescovo
monsignor Betori. M. LA.
15 - MILANO-SERRAVALLE - IL RUGGITO DI PECORELLA...
Ubi maior. L'avvocato, e deputato Pdl, Gaetano Pecorella subentra al
collega Luca Giuliante nell'organismo di vigilanza dell'autostrada
Milano-Serravalle. È l'unica variazione all'organigramma della società,
confermato in blocco. Giuliante, difensore di Lele Mora nel Rubygate, è
stato sostituito dopo appena un anno di carica. La vicenda ha una doppia
chiave di lettura. La più immediata è legata alle difficoltà dello
sponsor politico di Giuliante, Guido Podestà.
Il presidente
della Provincia di Milano, principale azionista della concessionaria
autostradale, aveva scelto Giuliante anche come tesoriere del partito
finché, all'inizio del 2011, lo stesso Podestà è stato rimpiazzato dal
senatore Mario Mantovani. L'altra spiegazione dell'avvicendamento sta
nell'agitazione fra legali e imputati del processo Ruby che, fra
l'altro, ha portato alla rinuncia di Daria Pesce, designata da Nicole
Minetti. Giuliante è il legale di Mora. Pecorella difende Emilio Fede,
che di recente ha avuto qualche scambio polemico nei confronti di Mora
su chi avrebbe portato la minorenne Ruby ad Arcore il 14 febbraio 2010.
L'episodio della Milano-Serravalle è un segnale di guerra verso il
ticket Mora-Giuliante? G. T.
16 - RAI E GIUBILEO - NON È STATA LEI...
Franco Iseppi, storico dirigente Rai, di cui per un paio d'anni, a
partire dal 1996, è stato anche direttore generale, ha un diavolo per
capello. E per sfogarsi ha pensato bene di scrivere una lettera
all'attuale presidente di viale Mazzini, Paolo Garimberti. Iseppi è
stanco di vedersi scippato un titolo di cui è ancora oggi orgoglioso,
quello di creatore e massimo dirigente di Rai Giubileo che ha diretto
dal 1998 al 2003.
È capitato infatti
che nelle settimane precedenti alla nomina a nuovo direttore generale
dell'azienda, tra i vari meriti attribuiti a Lorenza Lei, nelle stanze
di viale Mazzini e in qualche comunicato stampa, è stato elencato anche
quello di avere diretto con grande successo Rai Giubileo, della quale è
stata invece dirigente. Del nome di Iseppi, invece, tutti paiono essersi
dimenticati. Da qui la sua amarezza, confessata agli amici, insieme
all'annuncio della lettera a Garimberti, massimo dirigente di un'azienda
che, secondo lui, sta ormai perdendo "la sua memoria storica". P. D. N.
17 - RAI E PARLAMENTO - RISSA SUL CANALE...
Rai troppo esosa per la Camera. Per l'affitto del canale digitale
terrestre con il quale Montecitorio vorrebbe realizzare una propria tv,
viale Mazzini ha chiesto 1,8 milioni di euro all'anno. Alla Camera
ritengono la cifra eccessiva e così, in attesa che la Rai faccia un
prezzo più basso, c'è già chi studia una norma ad hoc che obblighi il
servizio pubblico a prestare, gratuitamente, uno dei propri canali al
Parlamento, sulla base degli obblighi previsti dal contratto di
servizio. M.LO.
18 - UNIVERSITÀ - BOCCONI D'ARTE...
Tra le ultime opere arrivate, "Cancellazione del debito pubblico" di
Emilio Isgrò, donata dai collezionisti Andrea Manzitti e Cristina
Jucker. Da Milano arriva una novità per l'università italiana: la
creazione di Bocconi Art Gallery, l'esposizione di oltre 60 opere
contemporanee in comodato d'uso, che verranno sostituite ogni 18 mesi; e
la raccolta, nel tempo, di una collezione propria, in un'ottica no
profit.
C'è un Comitato
arte presieduto da Severino Salvemini, professore di economia per la
cultura, la consulenza critica di Paola Nicolin, l'accordo con
l'Associazione dei musei di arte contemponea. L'ateneo paga solo i costi
assicurativi e di installazione, e offre ai cittadini (non solo a prof e
studenti) maestri come Pomodoro e Fermariello, Kounellis e Debora
Hirsch, William Klein e Denis Oppenheim. A costo zero. E. A.
19 - A PRANZO COL FATTORE C...
A Roma, in via Pietro Cavallini, dietro al Palazzaccio, "23 Cavallini"
sta diventando il ristorante glamour degli under 40. Il proprietario,
Alessandro Geraldini, per un anno ha fatto il cronista a Dagospia.Il
cuoco, Michael Rosenfeld, è newyorkese. Arredo da loft e menù ricordano
Manhattan: omelette, hamburger, roast beef e caprese. Geraldini lo ha
chiamato 23 in omaggio al fattore C: per due volte, con quel numero, ha
fatto l'en plein alla roulette (a Montecarlo e a Las Vegas). "E nella
tombola romana", spiega, "il 23 è proprio il fattore C...". Tra gli
avventori Lapo e Ginevra Elkann, Bianca e Coco Brandolini d'Adda,
Clementina di Montezemolo, Raoul Bova, Margherita Missoni. In progetto,
se arriveranno i permessi, la trasformazione dello scantinato in
discoteca. E.AT.
[20-05-2011]
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“LES ÉCHOS”: TATÒ
AL VERTICE DI PARMALAT LACTALIZZATA? - I SINDACATI DANNO L’OK AI
FRANCESI - BORSE IN CALO A CAUSA DI GRECIA E STRAUSS-KAHN - UBI BANCA:
AUMENTO DA 1 MLD € IN ESTATE - TREMANO GERONZI E I CRAGNOTTI: IL 4
LUGLIO SENTENZA PER IL CRAC CIRIO - GENERALI PRONTA ALLA JOINT VENTURE
COI RUSSI DI VTB - SCARONI: LA LIBIA TRA UN ANNO SARÀ UN PROBLEMA
SUPERATO - ERBETTA VUOLE RIALZARE GLI OBIETTIVI DI LIGRESTI -
LOTTOMATICA IN FRANCIA - ALSTOM, LASCIA MELLIER, INTERIM A KRON
1 - BORSA MILANO
CHIUDE NEGATIVA SOPRA MINIMI, VENDITE BANCHE...
(Reuters) - Piazza Affari segue le altre borse europee
e chiude in territorio negativo, in un mercato ancora appesantito dal
comparto bancario. Tornano i timori sul debito dell'area euro. Pesa
anche l'arresto negli Stati Uniti di Dominique Strauss-Kahn, accusato di
tentato stupro. L'indice FTSE Mib chiude in calo dello 0,36%, l'Allshare
dello 0,38%, lo Star dello 0,56%. Volumi per 2,5 miliardi di euro.
* Prosegue il
rialzo di CAMPARI (+2,4%), dopo i dati diffusi giovedì, cui hanno
seguito revisioni al rialzo sulla valutazione del titolo da parte delle
banche di investimento. IMPREGILO in rialzo del 2,25%. Un settimanale
traccia uno scenario sulle scadenze dei patti fra gli azionisti che
segneranno il periodo dalla fine di maggio al prossimo autunno.
TOD'S rimbalza
(+1,8%) dopo il -5% di venerdì. Il titolo era salito in modo deciso in
vista dei risultati e ha visto vendite dopo la diffusione dei dati. STM
(+2,9%) risale dopo le vendite delle ultime sedute. Il settore è
positivo con un aumento dello 0,3%.
Tra i bancari in
ribasso di circa il 2% POP MILANO e BANCO POPOLARE e MPS. Positiva
INTESA (+0,5%), Unicredit perde poco più dell'1%. Lo stoxx del settore
cede lo 0,36%. UBI Banca in ribasso sopra i minimi (-1,8%), dopo aver
sfiorato -5% in mattinata. Trader e analisti attribuiscono la flessione
a conti trimestrali deludenti e un business plan senza sorprese. Un
broker estero segnala un utile netto "in linea con il consensus ma con
un mix più debole". I ricavi 'core' sono il 2% più bassi del consensus,
secondo il broker. In rialzo MEDIOLANUM, con due trader che citano un
upgrade di BofA-Merrill a "buy" da "neutral".
2 - NY DEBOLE CON
INCERTEZZE UE E FMI...
(ANSA) - I timori sull'Europa si allentano e Wall
Street, dopo un avvio in calo, recupera le perdite ma si mantiene
incerta con i dati dell'economia americana. Il Dow Jones, intorno alle
ore 17.40, sale dello 0,34% a 12.636,05 punti. Il Nasdaq perde lo 0,24%
a 2.821,77 punti. Lo S&P 500 avanza dello 0,26% a 1.340,98 punti.
Gli investitori si
mostrano cauti dopo i dati sull'andamento dell'attività manifatturiera
in maggio sotto le attese e la fiducia dei costruttori edili ferma a
livelli bassi. A preoccupare è anche l'arresto di Dominique
Strauss-Kahn, che potrebbe indebolire la capacità del Fondo Monetario
Internazionale (Fmi) di risolvere la crisi europea. Fra i singoli titoli
Joy Global sale dell'1,2% dopo l'accordo per l'acquisizione di LeTorneau
Technologies. Lowés perde l'1,5% dopo la trimestrale.
3 - GRECIA:
JUNCKER, OGGI NESSUNA DECISIONE...
(ANSA) - Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude
Juncker, ha sottolineato come oggi alla riunione dell'Eurogruppo, ''non
ci sara' nessuna decisione conclusiva'' su eventuali nuovi aiuti alla
Grecia. Per analisti Bnp ristrutturazione costera' centinaia miliardi.
4 - PARMALAT: LES
ECHOS, TATO' POTREBBE GUIDARE GRUPPO...
(Adnkronos) - Lactalis potrebbe affidare "le redini" di
Parmalat all'ex presidente Enel Franco Tato'. E' quanto rivela il
quotidiano francese 'Les Echos', aggiungendo che accanto a Tato'
dovrebbero essere nominati il direttore generale Lactalis, Daniel
Jaouen; il direttore finanziario del gruppo francese Olivier Savary e il
patron di Lactalis Italia, Antonio Sala.
5 - PARMALAT:
DISCO VERDE DEI SINDACATI AL PROGETTO LACTALIS...
Radiocor - Disco verde di Fai-Cisl, Flai-Cgil e
Uila-Uil alle linee guida del progetto industriale del gruppo Lactalis
per l'acquisizione di Parmalat. 'Siamo stati ampiamente rassicurati e
abbiamo condiviso' le linee guida, ha spiegato il segretario generale di
Flai-Cgil, Stefania Crogi, al termine dell'incontro con i rappresentanti
del gruppo Lactalis nel corso del quale e' stato illustrato il progetto
dell'opa. 'Tutto quello che stiamo facendo e' nel documento illustrato
in Consob', replica il presidente di Lactalis Italia, Antonio Sala, ai
cronisti che gli chiedono se c'e' la possibilita' di un socio italiano
che partecipi all'acquisizione di Parmalat. L'incontro con i sindacati,
sottolinea Sala, 'e' andato bene, abbiamo spiegato il nostro progetto
industriale'.
6 - CIRIO:
SENTENZA PER CRAC AZIENDA PREVISTA PER IL 4 LUGLIO...
(Adnkronos) - I giudici della I sezione penale del
Tribunale si riuniranno il 4 luglio prossimo in Camera di Consiglio per
pronunciare la sentenza che concludera' il processo per il dissesto
della societa' agroalimentare Cirio. Lo ha comunicato oggi il presidente
del collegio, Giuseppe Mezzofiore.
Il processo
riguarda fatti accaduti nel 2003 quando il gruppo agroalimentare di
Sergio Cragnotti ando' in piena crisi non onorando obbligazioni valutate
a 1,125 mld di euro emesse tra il 2000 e il 2002. Numerosi sono gli
imputati nel giudizio e tra questi insieme con Cragnotti e alcuni suoi
famigliari l'ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi,
Gianpiero Fiorani, l'ex presidente della Banca di Roma, Cesare Geronzi e
altri funzionari di banca. A conclusione della requisitoria circa un
mese fa, i pubblici ministeri Rodolfo Sabelli, Gustavo De Marinis e
Paola Filippi avevano sollecitato pesanti condanne. Tra queste 15 anni
per Sergio Cragnotti, 8 anni per Geronzi e 6 anni per Fiorani.
7 - UBI BANCA:
AUMENTO CAPITALE PRESUMIBILMENTE ENTRO L'ESTATE DA BASILEA III IMPATTO
NEGATIVO DI 50PB SU CORE TIER 1...
Radiocor - L'offerta in opzione agli azionisti di Ubi
Banca dei nuovi titoli rivenienti dall'aumento di capitale da un
miliardo sara' effettuata 'presumibilmente entro l'estate 2011'. E'
quanto emerge dalle slide di presentazione del piano industriale
2011-2013. La decisione di lanciare l'aumento, ha spiegato il
consigliere delegato Victor Massiah, deriva dalla convinzione che sia
ormai 'un nuovo paradigma su come mixare il capitale, con una maggiore
incidenza di common equity'. Massiah ha anche annunciato che l'impatto
negativo di Basilea III sul core tier 1 di Ubi sara' di 50 punti base,
mentre l'effetto positivo dell'adozione dei modelli advanced di rating
sara' di 75 punti base.
8 - ALSTOM
TRANSPORT: PHILIPPE MELLIER LASCIA PRESIDENZA, INTERIM A KRON...
(Adnkronos) - Dopo 8 anni trascorsi come presidente di
Alstom Transport, Philippe Mellier ha deciso di proseguire la sua
carriera altrove. A partire dal 1 luglio 2011 ricoprira' il ruolo di ad
del gruppo De Beers, numero uno mondiale dei diamanti. Lo comunica una
nota di Alstom, leader mondiale nelle infrastrutture per la produzione e
trasmissione dell'energia e per i trasporti su rotaia.
Patrick Kron,
presidente e ad di Alstom, ha espresso a Philippe Mellier 'i sinceri
ringraziamenti da parte dell'azienda per la sua dedizione e per i
risultati ottenuti dal suo ingresso in Alstom Transport nel maggio
2003'. Kron ha anche aggiunto che Philippe Mellier 'ha sviluppato la
posizione di Alstom Transport in numerosi mercati e linee di prodotto.
In particolare ha aperto la strada a un importante partenariato in
Russia, molto promettente per il futuro dell'azienda'. Dopo la partenza
di Philippe Mellier, Patrick Kron svolgera' ad interim il ruolo di
presidente di Alstom Transport.
9 - BORSE: ALMUNIA
ANNUNCIA STRETTA SU FORNITORI DATI E INFRASTRUTTURE PIATTAFORME TRADING,
'CLEARING' E SERVIZI PRE-TRADING...
Radiocor - Stretta dell'Antitrust Ue sui fornitori di
dati di mercato e sui gruppi che controllano le infrastrutture
essenziali dei mercati finanziari (piattaforme di trading, 'clearing' e
servizi pre-trading) 'a beneficio di pochi'. L'annuncio e' del
commissario Ue Joaquin Almunia che al convegno alla Caas Business School
di Londra ha detto: 'La sola regolazione non basta'.
10 - GENERALI:
KOSTIN (VTB), JV CON LEONE TRIESTRE E' UN'OPZIONE...
(Adnkronos) - Conferma anche da parte russa per
l'ipotesi di una jv tra Generali e la banca statale Vtb. Il quotidiano
economico Vedomosti riporta le parole del presidente dell'istituto di
credito Andrei Kostin: nel settore assicurativo "abbiamo fatto dei
progressi, consideriamo la partnership con Generali una delle
possibilita' e la jv potrebbe esserne una conseguenza". L'Ad del Leone
di Trieste, Giovanni Perissinotto, ha parlato la scorsa settimana di
contatti in corso per verificare eventuali sviluppi con la banca russa,
di cui Generali detiene da febbraio circa l'1% del capitale.
11 - GRECIA: UE,
RISTRUTTURAZIONE DEBITO NON E' OPZIONE, NEANCHE SOFT...
(Adnkronos) - La ristrutturazione del debito greco "non
e' un'opzione, neanche una ristrutturazione soft". Lo ha ribadito Amadeu
Altafaj, portavoce del commissario europeo agli Affari economici e
monetari, ricordando "le conseguenze devastanti che avrebbe non solo per
la Grecia" uno scenario del genere.
12 - FONSAI:
ERBETTA, A FINE SEMESTRE POSSIBILE RIALZO OBIETTIVI 2011...
(Adnkronos) - "Alla luce dei risultati dei primi tre
mesi ci sentiamo di confermare gli obiettivi previsti dal budget 2011 e
di verificare in semestrale la possibilita' di migliorarli". Lo ha detto
Emanuele Erbetta, ad di Fondiaria-Sai, nel corso della conference call
con gli analisti, per presentare i risultati del primo trimestre del
2011. "Ci pare -ha continuato Erbetta- che il cambio di rotta abbia
rilasciato i primi effetti gia' nel primo trimestre e per quanto
riguarda l'Rc Auto questi effetti si stanno confermando anche ad
aprile".
Il manager ha
sottolineato che "i risultati industriali del trimestre, sia danni che
vita, ci confortano. Ci conforta ancora di piu' il fatto nei prossimi
mesi i risultati si inseriranno in una situazione patrimoniale piu'
solida con un margine di solvibilita' che a fine aumento di capitale si
collochera' intorno al 130%
13 - LIBIA:
SCARONI, PREOCCUPA PRESENTE MA TRA UN ANNO PROBLEMA SUPERATO...
(Adnkronos) - "Non sono preoccupato per il futuro, sono
preoccupato per il presente perche' la situazione politica in Libia e'
difficile, non puoi produrre e di conseguenza l'unica attivita' che
facciamo e' proteggere i nostri impianti". A sottolinearlo e'
l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, in un'intervista al
'Financial Times', dicendosi convinto che "tra un anno il problema
libico sara' alle spalle".
"Dobbiamo
proteggere i nostri impianti sul lato di Tripoli e facciamo tutto cio'
che serve con il governo di Tripoli - spiega Scaroni - e sul versante di
Bengasi, facciamo tutto cio' che serve con il governo di Bengasi". Ma
l'ad di Eni, primo gruppo energetico attivo nel paese nordafricano, non
ha il "minimo dubbio" sul fatto che dopo la crisi l'Eni nel paese sara'
forte come in passato, chiunque sara' al potere. E snocciola tre
elementi a sostegno delle sue affermazioni: primo, la posizione di
leadership acquisita a livello di conoscenza del paese e dei suoi
giacimenti; secondo, il costo per le casse libiche dell'eventuale stop
di un contratto tutelato dagli arbitrati internazionazionali, come nel
caso dei gruppi petroliferi, e terzo, il gasdotto GreenStream di Eni e
della Libia porta nelle casse del governo circa 2-3 miliardi di euro
l'anno. "Stiamo aumentando la nostra produzione e presenza a livello
mondiale quasi piu' di chiunque altro - osserva infine Scaroni - e
vogliamo continuare a fare cosi', lasciando per un attimo da parte la
Libia".
14 - LOTTOMATICA:
GTECH SIGLA CONTRATTO CON FRANCESE FDJ PER 500 APPARECCHI...
(Adnkronos) - Gtech Corporation, controllata di
Lottomatica Group, ha firmato un contratto di 10 anni con La Française
des Jeux (FDJ), la societa' che gestisce la lotteria nazionale francese,
per la fornitura di 500 apparecchi Gemini Compact e dei relativi
servizi, destinati alla vendita di biglietti per le lotterie istantanee.
Si prevede che le macchine verranno consegnate nel quarto trimestre del
2011. Dal 2000 Gtech fornisce a FDJ prodotti e servizi per la lotteria.
'Continuiamo ad
ascoltare i nostri clienti e a realizzare prodotti che rispondano al
meglio alle esigenze e ai requisiti di un settore in continua
evoluzione', ha dichiarato Jaymin B. Patel, ceo di Gtech. 'FDJ sara' la
prima lotteria a introdurre sul mercato le macchine Gemini Compact che
le permetteranno di offrire numerosi vantaggi ai suoi rivenditori e
giocatori', ha proseguito.
Secondo i termini
del contratto, Gtech fornira' a FDJ 500 macchine Gemini Compact che si
aggiungeranno alle 500 unita' Instant to Go gia' operative, portando
cosi' a 1.000 il numero di macchine presenti sul mercato francese.
15 - UNICREDIT:
ERIK F. NIELSEN NOMINATO CAPO DELLA RICERCA ECONOMICA...
(Adnkronos) - UniCredit affida a Erik F. Nielsen, 54
anni, la qualifica di responsabile della ricerca economica, tassi e
valute. Lo annuncia il gruppo, spiegando che Nielsen entrera' in carica
il primo settembre di quest'anno: avra' la responsabilita' di formare le
previsioni di UniCredit riguardo gli scenari macro-economici a livello
globale e di comunicarle al mercato.
Inoltre, assume
anche la posizione di vice responsabile di UniCredit Research, l'ufficio
studi della banca, guidato da Thorsten Weinelt. Nielsen sara' basato a
Londra.
16 - MODA: SANTO
VERSACE, PRESUPPOSTI PER FORTE CRESCITA SETTORE LUSSO IN M.O...
(Adnkronos) - Ci sono tutti i presupposti per una
crescita significativa del settore del lusso nei paesi del M.O. Lo
evidenzia il presidente della Fondazione Altagamma, Santo Versace, in
occasione del convegno che si e' svolto oggi a Milano dal titolo
'Cultura di consumo di alto di gamma nei paesi del golfo', organizzato
da Altagamma e dal gruppo Chalhoub, uno dei suoi soci onorari e
principale distributore e rivenditore di marchi di lusso nella regione
mediorientale. La regione, del resto, la e' demograficamente giovane,
considera lo shopping un'attivita' di svago e ha comportamenti di
consumo logo driven. L'appuntamento di oggi e' stato dunque finalizzato
a mettere a fuoco le possibili strategie che i marchi italiani, che
intendono svilupparsi nella regione , possono o devono intraprendere.
La tavola rotonda
ha riunito relatori come Vittorio Missoni (Missoni), Massimo Piombini
(Valentino), Laudomia Pucci (Emilio Pucci), Gabriella Scarpa (Acqua di
Parma) e Stefano Soncini (Tod's), per discutere con Versace e Armando
Branchini (Fondazione Altagamma), Paolo Anselmi (GFK -Eurisko) e Patrick
Chalhoub (Chalhoub Group).
La regione del
Medio Oriente, secondo dati elebaorati da Altagamma e Chalhoub,
rappresenta il 2% del mercato globale del lusso, con una crescita attesa
del 10% per il 2011. In particolare, se si prendono in esame i
consumatori, la regione si presenta con un profilo molto giovane, con il
50% della popolazione sotto i 30 anni.
17 - CREDEM:
ACCORDO CON AGENZIA ENTRATE PER VERSAMENTO 45MLN EURO...
(Adnkronos) - Credem ha raggiunto un accordo
stragiudiziale con l'Agenzia delle Entrate in merito alle operazioni di
finanza aziendale contestate nella prospettiva dell'abuso del diritto'.
Lo annuncia l'istituto emiliano, evidenziando che tale accordo, che
chiude il contenzioso relativamente alle annualita' accertate, prevede,
tra maggiori imposte e sanzioni, il versamento di 45 milioni di euro
(oltre agli interessi di legge): a questo proposito Credem aveva gia'
accantonato nel 2010, relativamente alla presente controversia, oltre 42
milioni di euro.
Credem ribadisce
che, "nonostante vi sia il convincimento della correttezza del proprio
operato, ha comunque ritenuto opportuno perseguire l'ipotesi di una
definizione transattiva delle controversie al fine di evitare il
protrarsi dell'attuale stato di incertezza ed in considerazione
dell'orientamento, assai contrastato, della giurisprudenza in merito
allo stesso 'abuso del diritto'".16-05-2011]
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WALL ST. APRE
IN CALO, LE BORSE EUROPEE VIRANO AL RIBASSO - L’ORO TORNA SOPRA I 1.500
$ - MARTEDÌ PROSSIMO FIAT SALIRÀ AL 46% DI CHRYSLER - IL PETROLIO CALA
MA RIBASSI OMEOPATICI PER LA BENZINA (MENO DI 1 CENT) - FMI: MERKEL LODA
LAGARDE MA NON S’IMPEGNA A SOSTENERLA - PER IL CAPO OCSE, AL FONDO SERVE
UN NON EUROPEO - GLENCORE VA BENE MA NON SFONDA - CRESCONO IMPORT/EXPORT
ITALIANI - GOLDMAN TAGLIA PONZELLINI - UTILE IN CRESCITA ALLA BANCA PER
LE INFRASTRUTTURE DI INTESA - ABN AMRO NAZIONALIZZATA RADDOPPIA I
PROFITTI
1 - WALL STREET
APRE IN CALO, DJ -0,14%, NASDAQ -0,21%
(ANSA) - Apertura in territorio negativo per Wall
Street. Il Dow Jones perde lo 0,14% a 12.587,50 punti, il Nasdaq cede lo
0,21% a 2.817,57 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,17% a
1.341,29 punti.
2 - BORSA: EUROPA
FRENA DOPO AVVIO WALL STREET, MADRID DEBOLE...
(ANSA) - Borse europee poco mosse ma tendenti al
negativo dopo l'apertura di Wall street: l'indice Stxe 600, che
fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del
Vecchio continente, perde poche frazioni di punto, con gli operatori
incerti dopo il ritorno di fortissime tensioni sui titoli di Stato greci
e, in modo minore, portoghesi.
In un clima che
sembra farsi più pessimista in vista della chiusura, i mercati azionari
principali ondeggiano tra segno positivo e negativo, con Madrid ancora
colpita dalle vendite (-0,91%) e Atene tra le Borse minori in calo
sensibile: -1,54%. Generalmente deboli i titoli delle auto, in ordine
sparso i bancari: Bnp Paribas cede il 2,74% e il Banco Popolare l'1,70%,
mentre Dexia cresce dell'1,71% e Societe generale sale dell'1,33%. Di
seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: -
Londra +0,31% - Parigi -0,17% - Francoforte -0,53% - Madrid -0,91% -
Milano -0,47% - Amsterdam -0,82% - Stoccolma +0,19% - Zurigo +0,13%.
3 - ORO: FIXING
TORNA SOPRA QUOTA 1.500 DOLLARI L'ONCIA...
finanza.com - Questa mattina il fixing dell'oro si è
attestato a 1.502,75 dollari, in crescita rispetto ai 1.493 dollari di
ieri pomeriggio.
4 - CHRYSLER, FIAT
SALIRÀ AL 46% IL 24/5 AL TERMINE DEL RIFINANZIAMENTO...
(LaPresse) - In una nota Chrysler ha spiegato come
intende ripagare i 7,5 milairdi di dollari avuti dai governi americano e
statunitense nel 2009 che hanno consentito il salvataggio da parte di
Fiat del terzo costruttore automobilistico americano. In prima battuta
Chrysler emetterà 3,2 miliardi di dollari di nuovi bond divisi in due
tranche; 1,5 miliardi di dollari a 8 anni e con rendimento dell'8%, 1,7
miliardi di dollari a 10 anni con un rendimento dell'8,25%.
Altri 3 milairdi
arriveranno invece da prestiti bancari. Fiat , Chrysler usufruira'
inoltre di una linea di credito da 3 miliardi di dollari. Ai 6,2
miliardi di dollari così raccolti si aggiungerà un altro miliardo e
trecento milioni in arrivo da Fiat, che consentirà anche al Lingotto di
salire al 46% di Chrysler. L'operazione dovrebbe chiudersi entro il 24
maggio.
5 - LUCCHINI:
FONDO APOLLO OFFRE 400MLN PER FILIALE FRANCESE ASCOMETAL...
Radiocor - Il fondo statunitense Apollo e' in
trattative avanzate per acquistare il produttore siderurgico francese
Ascometal (prodotti lunghi e ac ciai speciali), controllata della
Lucchini. L'acquirente, gia' azionista di Constellium (ex Pechiney), ha
offerto 300 milioni e proposto di accollarsi un debito di 100 milioni. I
negoziati, a quanto risulta a Radiocor, stanno giungendo al termine. Il
fondo ha chiesto circa un mese fa un periodo di esclusiva di sei
settimane.
6 - DIRETTORE
FMI,MERKEL LODA LAGARDE MA NON S'IMPEGNA PER SOSTENERLA...
(LaPresse/AP) - "Posso dire che tra i nomi che sono
stati fatti, che hanno tutti un'ottima reputazione, anche io apprezzo
molto quello del ministro delle Finanze francese". Così il cancelliere
tedesco Angela Merkel ha lodato Christine Lagarde, da molti vista come
possibile prossimo direttore del Fondo monetario internazionale. La
Merkel non si è tuttavia impegnata personalmente per sostenere il suo
nome: "La questione - ha aggiunto - non era conosciuta prima di ieri e
non è un annuncio di una candidaturaè soltanto un'osservazione
generale".
La francese
Lagarde è emersa come una tra i principali candidati alla sostituzione
di Dominique Strauss-Kahn, anch'egli francese, che si è dimesso
mercoledì. La Merkel e altri leader europei hanno dichiarato che per
loro il prossimo direttore dovrebbe essere un europeo, poiché il Fondo è
profondamente coinvolto nei tentativi di contrastare la crisi del debito
nell'eurozona.
7 - FMI: GURRIA
(OCSE), E' TEMPO DI UN DG NON EUROPEO...
(ASCA-AFP) - E' arrivato il tempo per un direttore
generale del Fondo monetario europeo non europeo. Lo ha detto il
segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria. Parlando a Parigi, Gurria
ha detto che e' arrivato ''il momento del cambiamento'' per un direttore
generale dell'Fmi non europeo. Gurria, parlando con i giornalisti ha
spiegato che secondo lui e' ora possibile rompere la tradizione, che
dura dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, secondo la quale il
direttore generale del Fondo monetario internazionale debba essere un
europeo, ma la scelta del successore di Dominique Strauss-Kahn, ha
aggiunto il segretario generale dell'Ocse, deve essere presa in fretta.
Riguardo al
ministro francese delle Finanze, Christine Lagarde, su cui sembrano
convergere le candidature dei paesi europei, Gurria ha poi precisato che
il suo lavoro e' stato ''formidabile'', ma non e' questo il punto. Il
problema politico e' quello di scegliere un non europeo, ma, ha concluso
Gurria, l'aspetto piu' importante riguarda il merito, non la
cittadinanza.
8 - CARBURANTI,
RITOCCO AL RIBASSO PER BENZINA E GASOLIO...
(LaPresse) - Scende il prezzo dei carburanti. Secondo i
prezzi consigliati dalle compagnie riportati dal giornale online
Staffetta Quotidiana, ritoccano al ribasso il costo alla pompa della
benzina Eni, di 1 centesimo al litro a 1,573 euro al litro, Q8, di 0,5
centesimi a 1,572 euro al litro, Shell, di 0,5 centesimi a 1,578 euro al
litro, e Tamoil, di 0,6 centesimi a 1,583 euro al litro. Il prezzo medio
della benzina si attesta oggi a 1,571 euro al litro, e va dal massimo di
Tamoil al minimo di IP (1,567 euro al litro).
Per quanto
riguarda il gasolio, tagliano il costo alla pompa Eni, di 0,5 centesimi
a 1,444 euro al litro, Esso, di 1 centesimo a 1,436 euro al litro, e Q8,
di 0,5 centesimi a 1,433 euro al litro. Il prezzo medio del gasolio è di
1,438 euro al litro, compreso tra il minimo di Q8 e il massimo di Eni e
Tamoil.
9 -
FEDERMECCANICA: IN PRIMO TRIMESTRE 2011 PRODUZIONE +6,7% ANNUO...
(LaPresse) - La variazione tendenziale della produzione
dell'industria metalmeccanica italiana nel primo trimestre del 2011
raffrontata allo stesso periodo del 2010 é del 6,7% ma i livelli
conseguiti risultano ancora inferiori del 24,5% rispetto a quelli
realizzati prima della precedente fase recessiva. È quanto si evince
dall'indagine congiunturale di Federmeccanica, basata su dati Istat e
presentata oggi, secondo la quale i dati di produzione, depurati delle
componenti stagionali, indicano per il primo trimestre dell'anno una
variazione congiunturale pari allo 0,8% rispetto al precedente trimestre
caratterizzato da una crescita contenuta (+0,4%).
10 - ISTAT: IMPORT
+2,4% ED EXPORT +2,8% CON EXTRA UE A APRILE SU MARZO...
(LaPresse) - I flussi commerciali dell'Italia con i
Paesi extra Unione europea ad aprile 2011 registrano un tasso di
crescita del 2,4% per le importazioni e 2,8% per le esportazioni,
rispetto al mese di marzo. Lo comunica l'Istat nella stima preliminare
sul mese scorso. Nell'ultimo trimestre la crescita congiunturale delle
importazioni (+5,8%) continua a essere più sostenuta di quella delle
esportazioni (+3,6%). La crescita ad aprile su base annua si mantiene su
tassi elevati, con un balzo del 30% per le importazioni, in
accelerazione rispetto alle variazioni tendenziali registrate nei due
mesi precedenti, e del 17,8% per le esportazioni.
11 - OLANDA, UTILI
PIÙ CHE RADDOPPIATI PER BANCA DI STATO ABN AMRO
(LaPresse/AP) - Gli utili di Abn Amro, la banca
olandese di proprietà del governo, sono più che raddoppiati nel primo
trimestre, grazie anche alla riduzione dei costi. I profitti hanno
raggiunto 539 milioni di euro, rispetto ai 250 milioni di un anno fa,
con Abn che ha tagliato oltre 3.400 posti di lavoro, il 12% dei
lavoratori. L'istituto è stato nazionalizzato durante la crisi
finanziaria del 2008 insieme al braccio olandese dell'allora ditta
proprietaria, l'ormai defunta Fortis, costando al governo 28 miliardi di
euro. Abn ha ora un equity value di 12,8 miliardi di euro.
12 - CONTRATTI,
BONANNI: DIVISIONI CON CGIL, NON VEDO USCITA UNITARIA...
(LaPresse) - "Sulle vicende contrattuali si resta
distanti. Speriamo che in seguito ognuno possa fare uno sforzo, ma la
Cgil mantiene la stessa linea: qualora ci fossino fatti nuovi ce lo
faccia sapere e saremo pronti a discuterne". Così il segretario generale
della Cisl, Raffaele Bonanni, lasciando la sede della foresteria di
Confindustria al termine dell'incontro tra i tre sindacati confederali e
la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia. A chi gli chiedeva se
ci fosse un riavvicinamento tra i sindacati, Bonanni ha risposto: "No,
non c'è e basta con le tempeste lessicali, non è una rappresentazione
teatrale come quella dei partiti", sottolineando che "quando uno fa
l'accordo lo fa senza se e senza ma".
13 - BP MILANO IN
CALO. GOLDMAN SACHS E NOMURA TAGLIANO TP...
Trend Online - L'ultima seduta della settimana viene
vissuta in calo da Banca Popolare di Milano che non riesce a trovare
alcun sostegno negli spunti positivi offerti dal Ftse Mib. Il titolo,
dopo ave archiviato la sessione di ieri con un ribasso di quasi un punto
e mezzo percentuale, perde ancora terreno quest'oggi. Mentre scriviamo
Banca Popolare di Milano viene scambiato a 2,11 euro, con una flessione
dello 0,47% e oltre 4,2 milioni di azioni passate di mano fino ad ora.
Ad appesantire il titolo contribuisce la revisione al ribasso della
valutazione decisa da Goldman Sachs e da Nomura.
La banca americana
ha confermato la raccomandazione "neutral" sul titolo, riducendo il
prezzo obiettivo da 3,5 a 2,6 euro, sulla scia di una rivisitazione
delle stime relative all'eps che per l'anno in corso passano da 0,31 a
0,256 euro e per il 2011 da 0,43 a 0,39 euro. Lo stesso rating "neutral"
viene confermato da Nomura che ha abbassato il target price da 3,5 a 2,7
euro. Gli analisti fanno sapere che dopo i risultati del primo
trimestre, hanno aumentato il numero di azioni nel loro modello per
tenere conto dei mutati termini del prestito convertibile. Il broker
giapponese mantiene un atteggiamento di cautela prima dell'aumento di
capitale, in attesa di maggiori dettagli sul piano di ristrutturazione.
14 - DEBUTTO
FIACCO IN BORSA PER IL TRADER GLENCORE...
Christopher Hughes per "La
Stampa" - La quotazione da 61 miliardi di dollari di
Glencore ha fatto registrare un leggero aumento delle quotazioni nelle
prime ore di scambio. Dopo i numerosi collocamenti andati male in
Europa, un risultato di questo tipo può già essere considerato un
successo. Ma è difficile pensarla così per un'Ipo tanto enfatizzata come
Glencore. Il trader di materie prime svizzero avrebbe potuto concedere
qualcosa di più. Quando il prezzo è ben studiato, il titolo dovrebbe
aumentare il suo valore al debutto, ma non troppo.
Se l'incremento è
del 5%-10%, con guadagni stabili, significa che il prezzo dell'offerta
non era troppo basso, ma può ancora attirare una domanda alta da parte
degli investitori principali. Ieri le azioni di Glencore sono salite del
4% all'apertura delle contrattazioni riservate - ma poi sono scese quasi
al di sotto dei 530 pence fissati per l'emissione. All'ora di pranzo si
erano risollevate del 2,2%, arrivando a 541,5 pence.
Secondo fonti
vicine alla società, Glencore avrebbe potuto agevolmente collocare tutte
le azioni all'estremo superiore della forchetta, fissato a 580 pence.
Tuttavia, il prezzo del titolo sembra indicare che gli acquirenti
disposti a pagare quella cifra non fossero rappresentativi del mercato
allargato. Probabilmente tra loro vi erano alcuni speculatori
interessati soltanto al "mordi e fuggi". La performance sembra un po'
debole anche considerando le forti basi di sostegno di Glencore. Un
terzo dell'emissione era già stato venduto a un gruppo di investitori,
l'interesse sui fondi indicizzati era garantito e c'erano circa 23
bookrunner.
Il range di prezzo
è stato perfino rialzato durante il marketing. Il management di Glencore
aveva però espresso l'intenzione di lasciare una parte del valore a
disposizione dei nuovi investitori. Occorre inoltre considerare la
ragione principale per cui Glencore ha deciso di quotarsi in Borsa:
quella di creare un capitale permanente con cui finanziare la crescita
futura. Considerando la probabile ambizione di Glencore di utilizzare a
breve termine i propri titoli per acquistare il colosso minerario
Xstrata, nel quale possiede una partecipazione del 34,5%, ogni giorno di
contrattazione con una buona performance ha la sua importanza.
15 -
GIAPPONE,TEPCO SI RIORGANIZZA DOPO CRISI NUCLEARE E SUCCESSIVE
PERDITE...
(LaPresse/AP) - "Mi sto dimettendo per aver fatto
crollare la fiducia del pubblico nell'energia nucleare e per aver
causato così tanti problemi e paure alla gente... Ho voluto assumermi la
responsabilità gestionale e concludere in maniera simbolica". Sono le
parole di Masataka Shimizu, l'ormai ex amministratore delegato della
Tepco, società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima Daiichi,
la più danneggiata dallo tsunami in Giappone.
Shimizu, nel corso
della conferenza stampa in cui ha annunciato la decisione, si è
inchinato per le scuse tradizionali giapponesi e ha detto quindi che
rimarrà come consulente a tempo indeterminato, senza essere pagato. Al
suo posto arriverà Toshio Nishizawa, 60 anni, la cui nomina diventerà
ufficiale dopo la riunione degli azionisti di giugno.
Presidente resterà
Tsunehisa Katsumata, 71 anni, ex ceo, che ha assunto il ruolo di
leadership dopo la crisi nucleare e ha guidato la compagnia soprattutto
durante i periodi di assenza di Shimizu. Sarà lui a garantire la
continuità, in un momento difficile testimoniato anche dall'annuncio di
oggi di 15 miliardi di dollari di perdite nell'esercizio chiuso il 31
marzo.
Le perdite totali
a causa del disastro saranno sicuramente maggiori e comprenderanno anche
i risarcimenti alle migliaia di persone costrette a lasciare le case
vicino all'impianto e alle imprese i cui prodotti sono stati danneggiati
dalle radiazioni, per esempio allevatori e pescatori. Shimizu ha detto
che la società prevede di vendere gli asset per garantire oltre 600
miliardi di yen (7,4 miliardi di dollari) di finanziamenti. Il consiglio
di amministrazione ha promesso inoltre che non prenderà stipendi e altri
dirigenti avranno tagli in busta paga dal 40 al 60%.
16 - INTESA SP: BIIS, IN PRIMO TRIMESTRE UTILE CRESCE A 48
MLN...
(Adnkronos) - Biis, Banca Infrastrutture innovazione e
Sviluppo, la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al public finance
e alla collaborazione tra pubblico e privato, chiude il primo trimestre
2011 rafforzando la propria attivita' al servizio del settore pubblico,
delle infrastrutture, dei servizi pubblici e della sanita' sia in Italia
che all'estero. Nei primi tre mesi del 2011 Biis ha conseguito proventi
operativi netti a 96 milioni (+44,6% rispetto a marzo 2010), risultato
della gestione operativa a 82 milioni (+62,5%) e risultato netto a 48
milioni (+70,5%).
L'accelerazione
dei proventi operativi netti (in crescita del +6,5% dal quarto trimestre
2011), del risultato della gestione operativa (+14,7%) e del risultato
netto (+35,1%), e l'elevato importo dei finanziamenti erogati negli
ultimi 12 mesi (3,5 miliardi in Italia e 1 miliardo all'estero)
confermano l'intensa attivita' della banca, attraverso il consolidamento
della leadership nel mercato domestico ma anche la crescita al di fuori
dei confini nazionali.
"I risultati del
primo trimestte 2011 di Biis, con crescita a due cifre dei principali
indicatori, oltre a riempirci di soddisfazione- dichiara Mario Ciaccia,
amministratore delegato di Biis- ci offrono l'incoraggiante indicazione
che per il nostro Paese si inizia a intravedere la luce alla fine del
tunnel. le imprese ci sono, le banche sono al loro fianco e con una
politica che sta iniziando ad indicare le priorita' del sistema e a
dettare le regole certe e necessarie mi auguro che riusciremo a
riattivare quei progetti infrastrutturali sui quali cammina il futuro
del nostro Paese.
Il piano
industriale di gruppo ci vuole in crescita in tutti i settori di
attivita' della P.A., e il primo trimestre e' in linea con le piu' rosse
attese. Ma c'e' un settore nel quale vogliamo crescere di piu' e al
quale puntiamo: l'internazionalizzazione delle nostre attivita' per
accompagnare le nostre aziende che vogliono andare all'estero e per
supportare i paesi dove insistono le nostre banche'.
[20-05-2011]
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LE PRIME PAGINE
DEI QUOTIDIANI INTERNAZIONALI - NETANYAHU: ISRAELE DISPOSTA A CEDERE
PEZZI DELLA PROPRIA TERRA PER UNA VERA PACE - L’EUROGRUPPO APPROVA I 78
MILIARDI PER IL PORTOGALLO - nessuna salva STRAUSS-KAHN: resta IN
CARCERE. Negata la possibilità di uscire sotto una cauzione di 1 milione
di dollari - SI APRE IL DIBATTITO SUL SUCCESSORE - Il Giappone ignorò e
tenne a lungo nascosti i rischi nucleari - Roma inasprisce le regole
contro la pedofilia - ACCORDO DELL’ARTICO: LE TRATTATIVE DI BP PER
L’ALLEANZA CON ROSNEFT VICINE AL COLLASSO - La Germania è il paradiso
dei ladri
DAGOREPORT
1 - THE NEW YORK
TIMES
- In apertura, "New York indaga sul ruolo avuto dalle banche nella
crisi" - "Il giudice nega la cauzione al capo dell'Fmi accusato di
stupro" - Al centro, "Il Giappone ignorò e tenne a lungo nascosti i
rischi nucleari"
2 - INTERNATIONAL
HERALD TRIBUNE - EUROPE -
In apertura, "Il giudice nega a Strauss-Kahn la cauzione" - Al centro,
"Mandato d'arresto per crimini di guerra contro Gheddafi"
3 - THE WALL
STREET JOURNAL - EUROPE -
In apertura, "Il capo dell'Fmi in prigione senza cauzione" - L'accordo
artico di Bp bloccato dai partner in Tnk-Bp"
4 - LE FIGARO -
In apertura, "Strauss-Kahn, la prigione. Deve abbandonare l'Fmi. Deve
rinunciare alle elezioni" - In alto, "Mandato d'arresto internazionale
contro Gheddafi"
5 - LE MONDE -
In apertura,
"L'affaire Strauss-Kahn: un sisma per l'euro, l'Fmi e la gauche"
6 - LES ECHOS -
In apertura, "Atto d'accusa 1225782. La giustizia newyorkese nega a Dsk
il rilascio sotto cauzione" - Al centro, "Auto, l'enorme costo
industriale del sisma giapponese" - "Btp, i costruttori cinesi alla
conquista dell'Europa dell'est"
7 - LA TRIBUNE -
In apertura, "Il dopo Strauss-Kahn: si mescolano le carte. L'Fmi e le
ambizioni dei paesi emergenti" - In basso, "La siccità entra in una fase
critica"
8 - LIBÉRATION -
A tutta pagina, la
foto di Strauss-Kahn e la sigla: "K.O."
9 - AUJOURD'HUI -
In apertura, Strauss-Kahn: "KO su due piedi"
10 - LE DAUPHINE -
In apertura, Strauss-Kahn: "Discesa agli inferi"
11 - LA CROIX -
In apertura, "Roma inasprisce le regole contro la pedofilia" - In alto,
"Strauss-Kahn, una carriera brillante, una personalità dalle mille
facce"
12 - THE GUARDIAN
- In apertura, "la
Corte accusa Gheddafi di crimini di guerra" - "Down and out in
Manhattan: il capo dell'Fmi resta in carcere. Negata la possibilità di
uscire sotto una cauzione di 1 milione di dollari"
13 - THE
INDEPENDENT
- A tutta pagina, "Niente bailout per il capo dell'Fmi"
14 - THE DAILY
TELEGRAPH
- In apertura, "Il
ministro Huhne va allo scontro con l'ex moglie per salvare la carriera"
- "Il capo dell'Fmi seduto accanto alla feccia di New York"
15 - FINANCIAL
TIMES
- In apertura,
"Niente salvataggio da 1 milione di dollari per il capo dell'Fmi" - Di
spalla, "Le trattative di Bp per l'alleanza con Rosneft sono vicine al
collasso"
16 - EL PAIS
- In apertura, "Il giudice ordina la prigione. Nessun rilascio su
cauzione per Strauss-Kahn: c'è il rischio che fugga" - Di spalla,
"L'Eurogruppo approva i 78 miliardi per il Portogallo" - L'Aia chiede
l'arresto di Gheddafi per la repressione dei ribelli"
17 - EL MUNDO
- In apertura, "Il giudice non crede a Strauss-Kahn e lo mette in galera
senza cauzione" - "Il Banco di Spagna nascose per otto mesi il buco
della Cam"
18 - FRANKFURTER
ALLGEMEINE
- In apertura, "Il procuratore dell'Aia emette un mandato d'arresto
contro Gheddafi" - "Si apre il dibattito sul successore di Strauss-Kahn"
19 - BILD
- "Il
finanziere del sesso rimane in prigione"
20 - DIE WELT
- In apertura, "La
Germania è il paradiso dei ladri" - In alto, "Un alibi per
Strauss-Kahn!"
21 - HAARETZ
- In apertura, "Netanyahu: Israele disposta a cedere pezzi della propria
terra per una vera pace"17-05-2011]
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LA GRECIA METTE
PAURA ALLE BORSE - BERLINO PENSA ALL’AD di Deutsche Bank ACKERMANN PER
IL DOPO STRAUSS-KAHN - IL PRIMO BOND GOOGLE VALE TRE MLD - AUTO GIÙ IN
EUROPA: -3,8% LE IMMATRICOLAZIONI DI APRILE, FIAT -7,8% - BERNABÈ
BRASILEIRO - GHIZZONI GUARDA A EST - MEDIASET E L’OPA (GRATIS) SU DMT -
LIGRESTI A PROVA DI RIASSETTO - SALARI VITTORIANI A LONDRA - Il titolo
As Roma (-32% da inizio 2011) ha segnato ieri un ulteriore calo del
3,33% in Borsa, a 0,71 euro, annullando oltre due anni di speculazioni…
1. BORSA: LISTINI
UE APRONO NEGATIVI, PESANO TIMORI SU GRECIA...
Radiocor - La chiusura in rosso di Wall Street e i
nuovi timori sul debito greco penalizzano le Borse europee che aprono in
territorio negativo. A Milano l'Ftse Mib cede lo 0,22% e l'All Share lo
0,19%, Parigi perde lo 0,36% e Francoforte lo 0,43%. A Piazza Affari la
migliore e' Pirelli (+0,8%). Finanziari in recupero mentre Tenaris cede
l'1,8%.
2. BORSA: ASIA
CONTRASTATA SU TIMORI GRECIA, TIENE TOKYO...
(ANSA) - Scivolano gli indici guida in Asia sui timori
per la crisi del debito, guardando in particolare alla Grecia, e dopo i
deludenti dati economici Usa su manifattura e asset finanziari che
alimentano le preoccupazioni per una ripresa globale. Recupera sul
finale Tokyo, aiutata dallo yen debole sul dollaro, che chiude poco
sopra la parità. Bene Shanghai con le materie prime. Samsung Electronics
cede lo 0,8%, LG Electronics lo 0,9%, Toyota Motor l'1,1%. Tonfo di
Tokyo Electric Power (-12%) dopo che Moody's ha declassato il suo
rating.
Tengono le materie
prime con BHP Billiton in rialzo dell'1,5%, Rio Tinto l'1,4%. China
Shenhua Energy, il più grande produttore di carbone della nazione, ha
fatto un balzo del 3%, Yanzhou Coal Mining del 3,4%. Di seguito, gli
indici dei titoli guida delle princioplai borse di Asia e Pacifico. -
Tokyo +0,09% - Hong Kong -0,30% (seduta in corso) - Shanghai +0,38%
(seduta in corso) - Taiwan -0,31% - Seul +0,12% - Sidney +0,73% (seduta
in corso) - Singapore chiusa - Bangkok chiusa - Giakarta chiusa.
3. MORNING NOTE:
L'AGENDA DI MARTEDI' 17 MAGGIO...
Radiocor - Milano - conferenza stampa di Banca Carige
per la presentazione dei risultati del primo trimestre.
Milano -
presentazione della nuova campagna UniCredit.
Bruxelles -
riunione Ecofin. Partecipa tra altri, Giulio Tremonti, ministro
dell'Economia e delle Finanze.
Roma - convegno
Crescere in equilibrio tra flessibilita' ed efficienza', organizzato
dall'Abi e da HR C con la partecipazione di Maurizio Sacconi e Giuseppe
Mussari
4. MORNING NOTE:
ECONOMIA E FINANZA DAI GIORNALI...
Radiocor - BCE: L'Eurogruppo designa Draghi alla
presidenza. Ora l'esame del Parlamento Ue (dai giornali). Bini Smaghi,
Grilli, Saccomanni e Visco: quei quattro papabili per la successione in
Bankitalia (Il Sole 24 Ore, pag. 2)
ELEZIONI
AMMINISTRATIVE: Milano punisce Pdl e Lega. Letizia Moratti sotto di 6
punti. Giu' il Pdl, il terzo polo non sfonda. Lega delusa, tensione con
gli alleati. Il Pd vince subito a Torino e Bologna, ma a Napoli e'
superato dall'Idv di De Magistris (dai giornali).
FONDAZIONI
BANCARIE: Il voto riapre i giochi su Cariplo e San Paolo. In caso di
ribaltone, a Milano Guzzetti piu' forte (Il Sole 24 Ore, pag. 8)
FMI: Strauss-Kahn
resta in carcere, rischia settant'anni. Fondo alla ricerca di un
sostituto (dai giornali)
CRISI: Si'
dell'Europa agli aiuti per il Portogallo. Nessuna decisione sulla Grecia
(dai giornali)
BORSE: Si infiamma
il risiko dei listini. Nasdaq e Ice si ritirano dalla corsa per il Nyse.
Controfferta canadese per Tmx (dai giornali). Adesso per Londra la
tentazione si chiama Singapore (Il Sole 24 Ore, pag. 39). Il mercato
alternativo Bats punta all'Ipo (Il Sole 24 Ore, pag. 39)
USA: toccato il
tetto del debito, serve un'intesa al Congresso (dai giornali)
PARMALAT: Al cda
il verdetto sull'Opa. Ok dei sindacati (dai giornali). Verso il no
all'offerta. Lactalis cerca un super manager per la guida (Il
Messaggero, pag. 29)
UNICREDIT: Cda in
allerta il 30 maggio per la ristrutturazione dei cashes (Il Messaggero,
pag. 30)
RINASCENTE: La
vendita va in tribunale. Il giudice fissa l'udienza il 24 maggio, prima
dell'assemblea per la cessione ai thailandesi (Corriere della Sera, pag.
45)
UBI BANCA: con il
nuovo piano punta a utili da 1,1 miliardi nel 2015. Prevede di chiudere
l'aumento di capitale entro l'estate (dai giornali)
FIAT: Chrysler
emettera' piu' bond. L'ammontare delle obbligazioni dovrebbe salire
oltre i 2,5 miliardi. Prevista una riduzione dei prestiti bancari dopo i
dubbi degli investitori sui rendimenti offerti (Il Sole 24 Ore, pag. 43)
FONDIARIA-SAI: Si
prepara ad alzare i target (dai giornali)
MEDIASET: punta al
65% di Dmt senza opa. Ma e' difficile sostenere che si tratti di un
salvataggio (Repubblica, pag. 31)
LUSSO: Damiani
pronta a vendere 18% di Pomellato, mandato a Mediobanca per valutare le
opzioni (Il Sole 24 Ore, pag. 40)
CARIGE: Ok al
piano industriale, assicurazioni e banca si integrano. Crescita interna,
escluse acquisizioni (Il Secolo XIX, pag. 18)
CREDEM: versa 45
milioni e chiude il contenzioso con il Fisco (dai giornali)
RHIAG: La prima
matricola del 2010 debutta a giugno sul listino Star e guarda all'Est
Europa (dai giornali)
IKEA: Apertura
annullata in provincia di Pisa, tempi troppo lunghi per l'ok (dai
giornali)
EXPORT: In corsa
il deficit commerciale italiano. Disavanzo quasi raddoppiato nel primo
trimestre (Il Sole 24 Ore, pag. 23)
DIRITTO D'AUTORE:
Zegna, il design va protetto (Il Sole 24 Ore, pag. 29)
RIFIUTI: Imprese
in allarme, lettera al governo per lo stop al sistema Sirti (dai
giornali)
5.
STRAUSS-KAHN:BILD,BERLINO PENSA DI CANDIDARE ACKERMANN A FMI...
(ANSA) - La Germania potrebbe avanzare la candidatura
dell'amministratore delegato di Deutsche Bank, Josef Ackermann, alla
guida del Fondo Monetario Internazionale dopo il clamoroso arresto a New
York di Dominique Strauss-Kahn. E' quanto scrive la Bild, aggiungendo
che un altro papabile candidato, sempre appoggiato da Berlino, potrebbe
essere il presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo
Sviluppo Thomas Mirow.
6. GOOGLE, PRIMO
BOND VALE TRE MILIARDI...
Da "la
Repubblica" - Google lancia il suo primo bond. Un´emissione
da 3 miliardi di dollari per finanziare i piani di crescita della
società. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal il primo
motore di ricerca al mondo offrirà obbligazioni con scadenza tre, cinque
e dieci anni. Il bond ha già ricevuto una valutazione "Aa2" da Moody´s e
"AA2" da Standard & Poor´s.
7. AUTO EUROPA:
-3,8% IMMATRICOLAZIONI APRILE, GRUPPO FIAT -7,8%...
Radiocor - Le immatricolazioni di auto in Europa (Ue
27+ Efta) nel mese di aprile sono scese del 3,8% dallo stesso mese dello
scorso anno a 1.128.327 unita' da 1.172.476. Nei primi quattro mesi
dell'anno il declino ammonta al 2,4% a 4.820.870 vetture immatricolate.
Da ricordare che aprile 2010 ha potuto giovarsi di un giorno lavorativo
in piu'. Il mese appena trascorso ha segnato una contrazione dei
maggiori mercati, con l'eccezione della Germania (+2,6%).
In Italia la
domanda e' scesa del 2,2%, in Gb del 7,4%, in Francia dell'11,1% e in
Spagna del 23,3%. La Germania e' anche risultato il maggior mercato,
seguita da Francia, Italia, Gb e Spagna. Da gennaio ad aprile la
crescita e' prevalsa in due terzi del mercato, ma sono rimasti cedenti
l'Italia (-19,0%), la Gran Bretagna (-8,5%) e la Spagna (-26,3%). Anche
nei primi 4 mesi la Germania e' stato il maggior mercato. Il Gruppo Fiat
ha segnato un aprile una flessione del 7,8% a 82.315 unita', con una
quota di mercato in calo dal 7,6% a 7,3%.
8. MISSIONE DI
BERNABÈ NEL BRASILE DI ROUSSEFF...
A. Ol. per "Il
Sole 24 Ore" - Dalla missione in America latina, il
presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè, è tornato con
due proposte di collaborazione in Brasile con il settore parastatale. La
prima prevede di rispondere alla chiamata governativa di portare la
banda larga a 35 milioni di famiglie entro il 2014, alleandosi con
Telebras, che è il veicolo statale individuato per sviluppare il
servizio nell'ambito di un'iniziativa che potrebbe coinvolgere anche la
fibra ottica di proprietà di Petrobras, la compagnia petrolifera
nazionale, ed Eletrobras, l'Enel brasiliana.
La seconda è
quella di esportare l'esperienza delle Poste italiane nella telefonia
mobile costituendo con Correios un operatore "virtuale". Tutto ciò a
prescindere dalla mossa che porterà ad aumentare il flottante di azioni
ordinarie di Tim Participaçoes come step preliminare per possibili
operazioni di aggregazione (carta contro carta, come era stata fatto con
Intelig), se se ne presenterà l'occasione.
9. GOVERNANCE
LIGRESTI A PROVA DI RIASSETTO...
L. G. per "Il
Sole 24 Ore" - A Massimo Pini, vice presidente di Fondiaria
Sai, un compenso speciale per le nuove deleghe ricevute dal consiglio di
amministrazione del gruppo assicurativo il 22 febbraio scorso. È quanto
ha approvato il comitato remunerazioni della compagnia assicurativa
qualche settimana fa. In tutto si tratta di una cifra attorno ai 500
mila euro che gli verrà corrisposta per un anno e che, sommata agli
emolumenti già previsti per le altre cariche coperte nel gruppo,
dovrebbe permettere al braccio destro di Salvatore Ligresti di incassare
nel 2011 più di 1 milione di euro.
D'altra parte,
assicurano fonti interne, Pini ha fornito e fornisce un contributo
prezioso nel coordinare le iniziative di dismissioni in itinere,
Atahotel e Ddor comprese. E poi c'è da considerare il processo di
revisione della struttura organizzativa del gruppo che potrebbe portare
alla soppressione di alcuni incarichi e compensi riguardanti Pini
stesso. Insomma, un bonus in vista di possibili tagli ma anche un
paracadute anti UniCredit, perché non sia mai che l'ingresso della banca
nel capitale ne ridimesioni il ruolo.
10. GHIZZONI
RAFFORZA LO SGUARDO A EST...
V.D.R. per "Il
Sole 24 Ore" - UniCredit affida al danese Erik F. Nielsen,
54 anni, la ricerca economica, tassi e valute in sostituzione di Marco
Annunziata passato mesi fa a General Electric . Prima di entrare in
UniCredit, Nielsen, un vero asso del mestiere, ha lavorato per più di 15
anni presso Goldman Sachs a New York e a Londra fino ad assumere la
qualifica di capo economista per l'Europa con la supervisione sui team
di ricerca economica per l'Europa, l'Europa Centro Orientale, il Medio
Oriente e l'Africa. Non solo.
Prima Nielsen ha
lavorato all'Fmi, come economista per l'Europa orientale, mentre presso
la Banca Mondiale si è dedicato in particolare all'economia russa.
Insomma Federico Ghizzoni, ad dell'istituto di Piazza Cordusio si è
scelto un chief economist capace di scrutare oltre che l'Europa core
(Germania e Italia) quella più dinamica dell'est con la Polonia e la
Turchia, in primo piano , l'area chiave, dove Ghizzoni ai tempi di
Alessandro Profumo, ha contribuito a creare la proiezione internazionale
di UniCredit. Una scelta coerente con la visione.
11. IL RILANCIO DI
AS ROMA NELLA BORSA DI ZIO TOM...
R. Fi. per "Il
Sole 24 Ore" - Il titolo As Roma (-32% da inizio 2011) ha
segnato ieri un ulteriore calo del 3,33% in Borsa, a 0,71 euro,
annullando oltre due anni di speculazioni e voci di mercato su imminenti
Opa a prezzi di 1,5- 1,7 euro per azione. L'allineamento del titolo al
valore dell'offerta obbligatoria di DiBenedetto (0,67 euro) e ai
fondamentali economici della squadra (106 milioni di ricavi e 21,9
milioni di perdite nell'ultimo esercizio) sono accompagnati da una
normalizzazione del dibattito sul futuro della società.
Ora, grazie anche
agli interventi della Consob, le radio e i siti dei tifosi romanisti non
anticipano più voci più di cordate improbabili e di Opa, trascinando su
investimenti sballati migliaia di tifosi-risparmiatori, ma chiedono a
Thomas DiBenedetto di comprare «almeno una decina di nuovi giocatori».
Insomma, fra imprecazioni contro i responsabili di questo campionato,
«tocca fare piazza pulita», e auspici per il prossimo anno, l'invito sui
siti a comprare oggi è ben rivolto: «speriamo che lo Zio Tom faccia
tanti acquisti».
12. MEDIASET E
L´OPA DMT...
Giuliano Balestreri per "la
Repubblica" - Questione di Opa. Quella che divide Mediaset
da Dmt, la società delle torri tv di Alessandro Falciai. Il Biscione
punta al 65% del gruppo senza spendere un euro, con una fusione di
Elettronica Industriale in Dmt: un´operazione che secondo gli analisti
permetterà a Mediaset di «scoprire un valore nascosto di 550 milioni di
euro». Numeri che compenserebbero anche la caduta della raccolta
pubblicitaria di Telecinco (-10% ad aprile) e Mediaset (-2,4% a fine
marzo).
E per gli esperti,
le torri garantiranno un alto punteggio per il beauty contest del
digitale diventando una delle «principali fonti di reddito del gruppo».
A patto di scongiurare l´Opa. Ma sarà difficile sostenere che si tratti
di un salvataggio: nel primo trimestre Dmt è tornata in nero e l´ebitda
a 7,6 milioni vale il 50% dei ricavi. A fine anno arriverà a 30 milioni
con ricavi per 60.
13. DISPARITÀ
SALARIALE LONDRA È TORNATA ALL´ERA VITTORIANA...
Enrico Franceschini per "la
Repubblica" - L´anno scorso il salario medio britannico è
stato di 25.800 sterline (circa 30 mila euro). Nello stesso anno, il
salario medio dei presidenti o amministratori delegati della Ftse 100,
ovvero delle 100 maggiori aziende quotate alla Borsa di Londra, è stato
di 4 milioni e mezzo, cioè 145 volte più grande di quello medio
nazionale.
Questi dati,
contenuti in un rapporto della High Pay Commission, creata dal governo
per esaminare il problema della crescente diseguaglianza salariale,
confermano che il gap aumenta.
La disparità fra
gli stipendi dei top manager e quelli del resto della popolazione ha
raggiunto gli stessi livelli che esistevano nel 1940, afferma il
rapporto, ed entro il 2030, se il trend prosegue, raggiungerà un livello
non visto in Gran Bretagna dall´inizio del Novecento, ossia dall´era
Vittoriana, picco della disparità sociale dalla rivoluzione industriale
in poi.
La commissione,
presieduta da Deborah Hargreaces, una ex-dirigente del Financial Times,
ha inoltre riscontrato che non c´è relazione tra il vertiginoso aumento
di stipendio dei top manager dell´industria privata e pubblica e il buon
andamento delle prestazioni delle aziende da essi amministrate: al
contrario, vi sono indizi che le prestazioni sono peggiorate, mentre gli
stipendi dei dirigenti aumentavano.
«E´ una questione
di giustizia resa ancora più amara ora che milioni di lavoratori
subiscono il più forte peggioramento dei loro standard di vita da
decenni a questa parte», commenta la sindacalista Niclla Smith,
presidente del Tuc. Un´indagine parallela dell´Institute for Fiscal
Studies indica che il gap è cresciuto maggiormente negli anni in cui era
al potere il Partito laburista di Blair e Brown. [17-05-2011]
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1- DISFATTA AD
PERSONAM! SULLA "STAMPA" DI MARIOPIO CALABRESI, CHE SAREBBE STATO UN BEL
CANDIDATO DEL PD A MILANO SE SOLO AL PD ROMANO AVESSERO UN PO’ DI
CERVELLO, C’E’ UNA FOTO DI BOSSI (VEDI SOPRA IL TITOLAZZO) CHE DA SOLA
VALE OTTOMILA TITOLI IN PRIMA PAGINA. STORCE LA BOCCA INCAZZATO, COME SE
GUARDASSE IL POMPETTA E DICESSE: LA FESTA è FINITA, CON TE NON C’E’ PIU’
NIENTE DA FARE" - 2- SUL CORRIERE ELKANIZZATO, LUIGI FERRARELLA E MARIO
GEREVINI METTONO A SEGNO UN TRISTE SCOOP: "EREDITA’ AGNELLI, L’INCHIESTA
FERMATA DA VADUZ E SVIZZERA. L’IPOTESI DEI PM: RICICLATI 800 MILIONI
RICONDUCIBILI ALL’AVVOCATO" (P. 39!!!). ALMENO GLI REVOCASSERO IL TITOLO
DI SENATORE A VITA, VISTA LA BENEMERENZA ACCERTATA NELLO SCRUPOLOSO
VERSAMENTO DELLE TASSE AL FISCO ITALIANO -
A cura di Minimo
Riserbo e Pippo il Patriota
1 - DISFATTA AD
PERSONAM...
e' il titolo del Cetriolo Quotidiano in prima pagina, per sottolineare
un dato che i tiggi' di Raiset hanno sottovalutato: "Nella sua citta' il
premier fermo a 27.972 preferenze. Ne aveva 52.577. E' il segno che gli
stessi elettori del pdl non ne possono piu'. E se Bossi lo molla, addio
governo".
Lo sanno bene i
republicones di Eziolo Mauro (il suo editoriale riassume perfettamente
il fallimento politico del CaiNano), che guardano con rinnovata speme al
compagno Bossi. "Se la Moratti perde anche il ballottaggio, per noi e'
difficile rimanere li'" (p. 3).
Sulla Stampa di
Mariopio Calabresi, che sarebbe stato un bel candidato del Pd a Milano
se solo al Pd romano avessero un po' di cervello, c'e' una foto di Bossi
che da sola vale ottomila titoli in prima pagina. Storce la bocca
incazzato, come se guardasse il Pompetta e dicesse: la festa e' finita,
con te non c'e' piu' niente da fare". (p.3).
Sul Pompiere della
Sera continua l'imbarazzata e imbarazzante afasia del direttore don
Flebuccio de Bortoli, che ieri non ha trovato in tutta via Solferino una
postazione libera per vergare il suo attesissimo editoriale su Milano.
Anche oggi il primo sfoglio del giornale esibisce una serie di titoli
negazionisti da far invidia a Denis Verdini, ma poi ecco lo scatto di
classe improvviso: una bella foto di Giulietto Treconti in posa da
statista agile ed elegante sotto il titolo beneaugurante "Gli alleati
concordi, per risollevarsi rilancio sull'economia" (p. 2).
Poi viene
abilmente messo in bocca al moderato di turno l'auspicio delle elite
corrucciate delle banche finanziatrici dell'Expo: "Bossi: solo con il
Cavaliere si fanno le riforme" (p. 5). Si', ma con i costruttori giusti,
le macchine movimento terra dei calabresi e gli smaltimenti degli amici
lumbard.
2 - PILLOLE DI
SITUAZIONISMO...
Non c'e' solo il Pdl che perde ad Arcore e a Olbia, nelle due roccaforti
del bunga bunga, ma una serie di bizzarrie che fanno ben sperare per il
divertimento prossimo venturo. A Milano, Luca Mangoni, il Supergiovane
di Elio e le Storie tese, si piglia 1068 voti e sbarca a palazzo Marino
con Milly Moratti. Ornella Vanoni ha invece portato solo 36 voti a Donna
Mestizia, mentre l'intelligentissimo Claudietto Martelli ha conquistato
la bellezza di 83 preferenze nell'incappucciatissima Siena. A Bologna,
la sedicente femma fatale Cinzia Cracchi ha raccolto 30 voti
3 - PIU' NOTIZIE
MENO PASTONI, MAMMA RAI RIDACCI I SOLDI...
A pagina 24 di Repubblica, pubblicita' a pagamento di Altroconsumo, che
lancia una grave provocazione contro il pluralismo partitocratico:
un'azione collettiva risarcitoria contro la Rai "per non aver rispettato
gli obblighi di un'informazione obiettiva, imparziale ed equilibrata
assunti attraverso il contratto di servizio pubblico". Per aderire basta
telefonare al numero 800.131.889
4 - POTERI
ARROCCATI...
Meravigliosa uscite da civil servant nella guerra per il dopo-Draghi.
"Resto all'Eurotower, sono inamovibile" Bini Smaghi alza il prezzo
dell'addio. Il banchiere in trincea, ma su Bankitalia sara' decisivo
Napolitano" (Rep p. 27). Stefano Feltri spiega bene la partita doppia e
tripla: "Tutto dipende da Bini Smaghi. Per rispettare lo statuto Bce
bisogna trovargli subito un'altra poltrona: o governatore o direttore
generale" (Cetriolo quotidiano, p. 14)
Intanto arriva un
bel segnale di garantismo peloso anche dai maschietti ai vertici della
politica e della finanza mondiale: "Donne contro uomini all'Ecofin. Due
ministre: Strauss Kahn si dimetta subito. Salgado e Fekter rompono con
il garantismo dei colleghi" (Corriere, p. 23)
5 - COME VOLEVASI
DIMOSTRARE, NONNO GIANNI NON SI TOCCA...
Sul Corriere elkanizzato, Luigi Ferrarella e Mario Gerevini mettono a
segno un triste scoop: "Eredita' Agnelli, l'inchiesta fermata da Vaduz e
Svizzera. L'ipotesi dei pm: riciclati 800 milioni riconducibili
all'Avvocato" (p. 39). Almeno gli revocassero il titolo di senatore a
vita, vista la benemerenza accertata nello scrupoloso versamento delle
tasse al fisco italiano.
6 - PARMALAT, SI
PIANGE SUL LATTE STRAPAGATO...
no no no, nonno Bindo Bondi non ci sta ad andare a casa a soli 82 anni
nel suo bel borgo toscano. Ieri il cda della Parmalat ha respinto l'opa
ostile di Lactalis perche' "il prezzo non e'congruo". Ma come osserva
Vittorio Malagutti, "Goldman Sachs ha venduto le sue azioni a 1,9 euro e
ora, da consulente, dice che 2,6 sono pochi". Si erano rincoglioniti un
mese fa, oppure da consulenti di Bondi hanno scoperto che in realta' a
Collecchio le mucche hanno le tette d'oro? (CQ, p. 15)
7 - DISECONOMY...
Sul Sole 24 Ore di oggi, in prima pagina, Marco Ludovico anticipa un
rapportino bello tosto sulla propensione a delinquere della comunita'
affaristica cinese in Italia. Meditate, anime belle.
8 - OGGI LE
COMICHE...
il Giornale di Olindo Sallusti e della signorina Daniela Garnero si
straccia le sottovesti in prima pagina per un grave episodio di
discriminazione subita dal suo direttorissimo. "Il Giornale vince un
premio ma i giurati di Corriere e Repubblica scappano"' (p. 1). Ok, fa
gia' ridere cosi'. Ma lo volete proprio sapere che premio avevano dato a
zio Tibia Sallusti? Il premio Hemingway.18-05-2011]
|
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1- DISFATTA AD
PERSONAM! SULLA "STAMPA" DI MARIOPIO CALABRESI, CHE SAREBBE STATO UN BEL
CANDIDATO DEL PD A MILANO SE SOLO AL PD ROMANO AVESSERO UN PO’ DI
CERVELLO, C’E’ UNA FOTO DI BOSSI (VEDI SOPRA IL TITOLAZZO) CHE DA SOLA
VALE OTTOMILA TITOLI IN PRIMA PAGINA. STORCE LA BOCCA INCAZZATO, COME SE
GUARDASSE IL POMPETTA E DICESSE: LA FESTA è FINITA, CON TE NON C’E’ PIU’
NIENTE DA FARE" - 2- SUL CORRIERE ELKANIZZATO, LUIGI FERRARELLA E MARIO
GEREVINI METTONO A SEGNO UN TRISTE SCOOP: "EREDITA’ AGNELLI, L’INCHIESTA
FERMATA DA VADUZ E SVIZZERA. L’IPOTESI DEI PM: RICICLATI 800 MILIONI
RICONDUCIBILI ALL’AVVOCATO" (P. 39!!!). ALMENO GLI REVOCASSERO IL TITOLO
DI SENATORE A VITA, VISTA LA BENEMERENZA ACCERTATA NELLO SCRUPOLOSO
VERSAMENTO DELLE TASSE AL FISCO ITALIANO -
A cura di Minimo
Riserbo e Pippo il Patriota
1 - DISFATTA AD
PERSONAM...
e' il titolo del Cetriolo Quotidiano in prima pagina, per sottolineare
un dato che i tiggi' di Raiset hanno sottovalutato: "Nella sua citta' il
premier fermo a 27.972 preferenze. Ne aveva 52.577. E' il segno che gli
stessi elettori del pdl non ne possono piu'. E se Bossi lo molla, addio
governo".
Lo sanno bene i
republicones di Eziolo Mauro (il suo editoriale riassume perfettamente
il fallimento politico del CaiNano), che guardano con rinnovata speme al
compagno Bossi. "Se la Moratti perde anche il ballottaggio, per noi e'
difficile rimanere li'" (p. 3).
Sulla Stampa di
Mariopio Calabresi, che sarebbe stato un bel candidato del Pd a Milano
se solo al Pd romano avessero un po' di cervello, c'e' una foto di Bossi
che da sola vale ottomila titoli in prima pagina. Storce la bocca
incazzato, come se guardasse il Pompetta e dicesse: la festa e' finita,
con te non c'e' piu' niente da fare". (p.3).
Sul Pompiere della
Sera continua l'imbarazzata e imbarazzante afasia del direttore don
Flebuccio de Bortoli, che ieri non ha trovato in tutta via Solferino una
postazione libera per vergare il suo attesissimo editoriale su Milano.
Anche oggi il primo sfoglio del giornale esibisce una serie di titoli
negazionisti da far invidia a Denis Verdini, ma poi ecco lo scatto di
classe improvviso: una bella foto di Giulietto Treconti in posa da
statista agile ed elegante sotto il titolo beneaugurante "Gli alleati
concordi, per risollevarsi rilancio sull'economia" (p. 2).
Poi viene
abilmente messo in bocca al moderato di turno l'auspicio delle elite
corrucciate delle banche finanziatrici dell'Expo: "Bossi: solo con il
Cavaliere si fanno le riforme" (p. 5). Si', ma con i costruttori giusti,
le macchine movimento terra dei calabresi e gli smaltimenti degli amici
lumbard.
2 - PILLOLE DI
SITUAZIONISMO...
Non c'e' solo il Pdl che perde ad Arcore e a Olbia, nelle due roccaforti
del bunga bunga, ma una serie di bizzarrie che fanno ben sperare per il
divertimento prossimo venturo. A Milano, Luca Mangoni, il Supergiovane
di Elio e le Storie tese, si piglia 1068 voti e sbarca a palazzo Marino
con Milly Moratti. Ornella Vanoni ha invece portato solo 36 voti a Donna
Mestizia, mentre l'intelligentissimo Claudietto Martelli ha conquistato
la bellezza di 83 preferenze nell'incappucciatissima Siena. A Bologna,
la sedicente femma fatale Cinzia Cracchi ha raccolto 30 voti
3 - PIU' NOTIZIE
MENO PASTONI, MAMMA RAI RIDACCI I SOLDI...
A pagina 24 di Repubblica, pubblicita' a pagamento di Altroconsumo, che
lancia una grave provocazione contro il pluralismo partitocratico:
un'azione collettiva risarcitoria contro la Rai "per non aver rispettato
gli obblighi di un'informazione obiettiva, imparziale ed equilibrata
assunti attraverso il contratto di servizio pubblico". Per aderire basta
telefonare al numero 800.131.889
4 - POTERI
ARROCCATI...
Meravigliosa uscite da civil servant nella guerra per il dopo-Draghi.
"Resto all'Eurotower, sono inamovibile" Bini Smaghi alza il prezzo
dell'addio. Il banchiere in trincea, ma su Bankitalia sara' decisivo
Napolitano" (Rep p. 27). Stefano Feltri spiega bene la partita doppia e
tripla: "Tutto dipende da Bini Smaghi. Per rispettare lo statuto Bce
bisogna trovargli subito un'altra poltrona: o governatore o direttore
generale" (Cetriolo quotidiano, p. 14)
Intanto arriva un
bel segnale di garantismo peloso anche dai maschietti ai vertici della
politica e della finanza mondiale: "Donne contro uomini all'Ecofin. Due
ministre: Strauss Kahn si dimetta subito. Salgado e Fekter rompono con
il garantismo dei colleghi" (Corriere, p. 23)
5 - COME VOLEVASI
DIMOSTRARE, NONNO GIANNI NON SI TOCCA...
Sul Corriere elkanizzato, Luigi Ferrarella e Mario Gerevini mettono a
segno un triste scoop: "Eredita' Agnelli, l'inchiesta fermata da Vaduz e
Svizzera. L'ipotesi dei pm: riciclati 800 milioni riconducibili
all'Avvocato" (p. 39). Almeno gli revocassero il titolo di senatore a
vita, vista la benemerenza accertata nello scrupoloso versamento delle
tasse al fisco italiano.
6 - PARMALAT, SI
PIANGE SUL LATTE STRAPAGATO...
no no no, nonno Bindo Bondi non ci sta ad andare a casa a soli 82 anni
nel suo bel borgo toscano. Ieri il cda della Parmalat ha respinto l'opa
ostile di Lactalis perche' "il prezzo non e'congruo". Ma come osserva
Vittorio Malagutti, "Goldman Sachs ha venduto le sue azioni a 1,9 euro e
ora, da consulente, dice che 2,6 sono pochi". Si erano rincoglioniti un
mese fa, oppure da consulenti di Bondi hanno scoperto che in realta' a
Collecchio le mucche hanno le tette d'oro? (CQ, p. 15)
7 - DISECONOMY...
Sul Sole 24 Ore di oggi, in prima pagina, Marco Ludovico anticipa un
rapportino bello tosto sulla propensione a delinquere della comunita'
affaristica cinese in Italia. Meditate, anime belle.
8 - OGGI LE
COMICHE...
il Giornale di Olindo Sallusti e della signorina Daniela Garnero si
straccia le sottovesti in prima pagina per un grave episodio di
discriminazione subita dal suo direttorissimo. "Il Giornale vince un
premio ma i giurati di Corriere e Repubblica scappano"' (p. 1). Ok, fa
gia' ridere cosi'. Ma lo volete proprio sapere che premio avevano dato a
zio Tibia Sallusti? Il premio Hemingway. 18-05-2011]
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GOLDMAN, BANK OF
AMERICA, MORGAN STANLEY, I TRE BIG-PIG ALLA SBARRA - COME SI DICE
GENERALI IN RUSSO? - CDA PARMALAT: NOZZE CON LACTALIS INDEBOLIREBBERO IL
GRUPPO - IL PIANO SU FUKUSHIMA CONVINCE LE BORSE ASIATICHE, L’EUROPA
APRE POSITIVA - BCE-FMI-UE VOGLIONO TAGLIARE GLI STIPENDI AI GRECI -
MOODY’S PENSA AL DECLASSAMENTO DI UNICREDIT - GLI AMERICANI VOGLIONO
LIPTON N.2 DEL FONDO - IL BOLOGNA È SALVO, CONSORTE SE NE VA - BOND
CHRYSLER SALE A 3,5 MLD
. BORSA: EUROPA
POSITIVA CON AUTO E MATERIE PRIME...
(ANSA) - Sono partite in rialzo le principali borse
europee, rimbalzando rispetto al calo registrato nella vigilia, favorite
dai titoli automobilistici e delle materie prime. I primi stanno
riprendendo quota dopo lo scivolone dovuto ai dati sulle vendite di auto
in Europa, che hanno penalizzato quasi tutti i costruttori. Gli acquisti
interessano oggi Volkswagen (+1,77%), Porsche (+1,42%), Renault (+1,22%)
e Bmw (+0,94%). Più caute Daimler (+0,76%) e Fiat (+0,65%).
In campo
estrattivo-minerario salgono Eurasian Natural Resources (+3,91%),
Antofagasta (+2,81%) e Kazakhmys (+2,63%) dopo il rialzo segnato dai
prezzi dei metalli all'asta di Londra. Bene anche i petroliferi Dragon
Oil (+2,2%), Bg (+1,95%), Tullow (+1,38%) e Total (+1,2%) con il greggio
salito a quota 97,87 dollari al barile, con un rialzo di 96 centesimi
rispetto alla vigilia.
Di seguito, gli
indici dei titoli guida delle principali borse europee. - Londra +0,99%
- Parigi +1,15% - Francoforte +0,95% - Madrid +0,70% - Milano +0,60% -
Amsterdam +0,72% - Stoccolma +0,53% - Zurigo +0,61%.
2. BORSA: ASIA IN
RIALZO CON PIANO SICUREZZA FUKUSHIMA...
(ANSA) - Hanno chiuso in rialzo le principali borse di
Asia e Pacifico, favorite dal piano annunciato da Tepco per la messa in
sicurezza della centrale nucleare di Fulushima, con il raffreddamento
dei reattori danneggiati entro il prossimo mese di ottobre. Rialzi anche
a Sidney, dove gli occhi degli investitori si sono orientati sulla
possibile cessione da parte di Fairfax Media della controllata Austar
United Communication alla Foxtel, joint venture fra Telstra, News
Corporation (gruppo Murdoch) e Consolidated Media Holdings. Occhi
puntati a Tokyo sul colosso della birra Ashai (+6,35%), dopo
l'annunciata rimozione dall'indice di borsa Msci delle rivali Sapporo
(+2,36%) ed Ito En (+2,1%).
In allungo il
gruppo bancario Mizhuo (+3,15%), che secondo indiscrezioni di stampa
potrebbe procedere con un riassetto interno e la fusione tra le
divisioni retail e corporate. Sulla scia si sono mosse anche Sumitomo
Mitsui Financial (+3,49%) e Mitsubishi Ufj (+2,39%). In rialzo Tepco
(+2,37%) e Mitsubishi Electrtic Corporation (+2,23%). Bene ad Hong Kong,
ancora in fase di contrattazioni, Foxconn International (+11,73%), China
Overseas (+4,17%) e China Coal Energy (+3,08%). Sprint di Austar United
Communications (+6,12%) su ipotesi di un accordo tra la controllante
Fairfax Media (+4,33%) e Foxtel, interessata a rilevarla.
Di seguito, gli
indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico. -
Tokyo +0,99% - Hong Kong +0,48% (seduta in corso) - Shanghai +0,41%
(seduta in corso) - Taiwan +0,68% - Seul +1,59% - Sidney +0,21% - Mumbai
-0,02% (seduta in corso) - Singapore +0,17% - Bangkok -1,20% - Giakarta
+0,82% (seduta in corso).
3. MORNING NOTE:
L'AGENDA DI MERCOLEDI' 18 MAGGIO...
Radiocor - Milano - convegno Advantage Financial
'Global Perspectives. Capital & Regional Imbalances'. Partecipano, tra
gli altri, Lorenzo Bini Smaghi, Consiglio direttivo Bce; Carlo Fratta
Pasini, presidente Ass. Nazionale Banche Popolari; Giovanni
Perissinotto, ceo Generali; Roberto Napoletano, direttore Il Sole 24
Ore.
Milano -
conferenza internazionale Ispi 'La Turchia nel Mediterraneo in crisi'.
Partecipa, tra gli altri, Federico Ghizzoni, a.d. UniCredit.
Roma - si riunisce
il comitato esecuti dell'Abi.
Roma - si riunisce
il consiglio direttivo della Federazione delle banche, assicurazioni e
finanza.
Roma - il
presidente della Consob, Giuseppe Vegas, tiene una lectio magistralis
all'Universita' la Sapienza.
Roma - il
direttore generale e il country manager di UniCredit, Roberto Nicastro e
Gabriele Piccini, inaugurano la prima agenzia 'non profit' dell'istituto
alla presenza del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
4. MORNING NOTE:
ECONOMIA E FINANZA DAI GIORNALI...
Radiocor - PARMALAT: sfida a Lactalis. Il contrattacco
di Bondi, la fusione indebolirebbe il gruppo, con rischi per cedole e
investimenti (dai giornali). A chi giova alzare la posta (Il Sole 24
Ore, pag.3).
GRECIA: proroga in
vista per il debito (dai giornali).
INTESA: pronto il
via Consob all'aumento (dai giornali).
CARIGE: no a nuovo
capitale, piu' forte a Nord (dai giornali).
FIAT: bond
Chrysler sale a 3,5 mld (Il Sole 24 Ore,pag. 47).
BCE: designazione
di Mario Draghi alla presidenza. Ora per Bankitalia, Fmi e Fsb parte il
risiko delle nomine (dai giornali). 'Resto all'Eurotower, sono
inamovibile', Bini Smaghi alza il prezzo dell'addio (La Repubblica, pag.
27).
AXA-MPS: rilancia
polizze in banca (Il Sole 24 Ore,pag. 42).
GENERALI: piu'
vicine a Vtb. I russi, pronti a essere soci (dai giornali).
DUCATI: boom delle
vendite (Qn-Resto del Carlino, pag. 33).
TERNA: stop a
centrali elettriche (Il Sole 24 Ore, pag. 45).
SAGAT: cambia
l'ad,arriva Palombelli (Il Messaggero,pag.24).
TASSE: no italiano
all'euroritenuta (dai giornali).
ECONOMIA: il
dilemma dei beni intermedi, intervento dell'economista Stefano Manzocchi
(Il Sole 24 Ore, pag. 18).
TLC: 'Piu'
educazione all'informatica', intervista al presidente Asstel, Stefano
Parisi (Il Sole 24 Ore, pag. 24).
FS: profitti
raddoppiati (dai giornali).
SICUREZZA LAVORO:
Marcegaglia, un premio in memoria delle vittime Thyssen (dai giornali).
VODAFONE: accelera
sui ricavi e in Italia c'e' il sorpasso a Tim (dai giornali).
5. IL TRIBUNALE
USA PROCESSA LE BANCHE PER LA CRISI DEI MUTUI...
Federico Rampini per "la
Repubblica" - Si preannuncia come "la madre di tutte le
indagini" sulle banche Usa, per le loro colpe nella crisi finanziaria
del 2008-2009. Può avere un impatto sia civile sia penale. Parte dalla
procura generale di New York, che è sempre la magistratura di punta nel
perseguire i reati dell´alta finanza. E nel mirino ci sono proprio tre
big di Wall Street: Goldman Sachs, Bank of America, Morgan Stanley.
Le dimensioni
dell´indagine sono sterminate, riguardano la "finanza strutturata", le
complesse operazioni con cui da molti anni Wall Street confeziona titoli
che sono la fusione di tanti mutui immobiliari, poi li vende a
investitori istituzionali come i fondi pensione e le compagnie
assicurative.
Dal 2008 ad oggi,
di processi contro le banche ce ne sono già stati molti. Fra le accuse
delle parti lese, una delle più gravi riguarda comportamenti fraudolenti
tesi a ingannare i clienti: le banche sapevano che dentro quei titoli
opachi c´era "spazzatura", come i mutui subprime, ma ingannarono
consapevolmente i clienti (anche molto grossi) sulla qualità di quegli
investimenti. Nei casi peggiori, alcune banche specularono nella
direzione opposta: mentre piazzavano i titoli strutturati nei portafogli
della clientela, loro scommettevano sul tracollo di quegli stessi titoli
che avevano confezionato.
Ora la
maxi-inchiesta promossa dal procuratore generale Eric Schneidermann
raccoglie le fila di tante iniziative precedenti: le istruttorie avviate
dal suo predecssore Andrew Cuomo, e i processi civili in cui le banche
hanno già patteggiato. Una giurisprudenza estesa, che la procura di New
York vuole usare per un giudizio finale. Schneidermann infatti ha
rifiutato i patteggiamenti, e non accetta l´accordo già raggiunto tra le
banche e altri Stati Usa, cioè la promessa di rinunciare a ulteriori
processi in cambio dei risarcimenti concordati con le vittime.
6. GRECIA;
STIPENDI E PENSIONI ANCORA IN MIRINO BCE-FMI-UE...
(ANSA) - I rappresentanti della "troika" - Fondo
monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea - che,
secondo la stampa ellenica, resteranno ad Atene fino alla settimana
prossima per verificare lo stato di attuazione del piano di salvataggio
Ue-Fmi per aiutare la Grecia ad uscire dalla crisi del debito, hanno
messo di nuovo nel loro mirino gli stipendi e le pensioni degli
impiegati statali e chiedono il licenziamento dei dipendenti di quelle
società che dovranno smettere di funzionare e dei lavoratori con
contratto a termine.
Inoltre ora la
troika, come fanno notare gli analisti greci - a metà strada
dell'attuazione del piano di salvataggio chiede il consenso di tutti i
partiti politici per dare luce verde all'assegnazione della quinta
tranche di 12 miliardi di euro prevista per giugno prossimo.
7. CDA PARMALAT:
NOZZE CON LACTALIS INDEBOLIREBBERO IL GRUPPO...
Radiocor - 'Il prospettato consolidamento (di Parmalat
con Lactalis, ndr) potrebbe comportare un indebolimento del gruppo'. E'
quanto sostiene - secondo quanto risulta a Radiocor - il Cda della
Parmalat nel documento che e' stato approvato oggi dal consiglio stesso
e che sara' inviato alla Consob. Si tratta di un testo che rappresenta
una bozza di lavoro su cui il gruppo di Collecchio e l'Authority
potrebbero ancora intervenire prima della stesura definitiva, ma da cui
emergono le ragioni che hanno spinto il cda a bocciare l'offerta perche'
ha 'ritenuto che il corrispettivo non e' congruo'.
Le limitate
sinergie nella produzione e il concentrarsi del gruppo su mercati maturi
e prodotti con bassa marginalita' potrebbe rappresentare un rischio per
Parmalat. L'analisi sull'Opa di Lactalis approvata oggi dal cda di
Collecchio mette in guardia sulla capacita' di generazione di cassa del
gruppo italiano che potrebbe configurare difficolta' su investimenti
industriali, remunerazione degli azionisti, capacita' di rimborso
dell'indebitamento e ulteriori sviluppi per linee esterne.
8. UNICREDIT:
MOODY'S METTE RATING SOTTO ESAME PER POSSIBILE DECLASSAMENTO...
Radiocor - Moody's Investors Service ha annunciato di
aver posto il rating sul debito a lungo termine di Unicredit (Aa3) e
quello sulla sua solidita' finanziaria (C) sotto esame in vista di un
possibile declassamento. La societa' di rating ha motivato la sua
decisione con la bassa redditivita' del gruppo in Italia che e' 'stata
condizionata dall'alto numero dei prestiti problematici che superano
quelli delle sue concorrenti'. In secondo luogo la redditivita' della
banca appare destinata a rimanere, per un periodo prolungato di tempo,
'su livelli piu' compatibili con un rating piu' basso'.
9. INTESA
SANPAOLO: FONDI PER 21% CAPITALE COMPATTI IN ASSEMBLEA PER AUMENTO...
Radiocor - Gli advisor dell'aumento di capitale di
Intesa Sanpaolo stanno elaborando previsioni sull'adesione all'offerta
da parte dei grand i azionisti, fattore importante per la definizione
del prezzo che secondo ipotesi di mercato potrebbe contenere uno sconto
del 20-30% sulla quotazione di Borsa. Le grandi fondazioni socie
(Compagnia di San Paolo 9,88%, Fondazione Cariplo 4,68%, Fondazione
Cariparo 4,92% e Fondazione Carisbo 2,5%) hanno subito garantito il
proprio sostegno all'operazione: ora ha preso il via la conta degli
investitori istituzionali.
Significativa la
compattezza in assemblea dei grandi fondi internazionali: dal verbale,
consultato da Radiocor, emerge che il solo Dario Trevisan, cui i fondi
tradizionalmente si affidano per la rappresentanza alle assemblee in
Italia, aveva deleghe per il 21,2% del capitale di Intesa Sanpaolo,
tutte con voto favorevole all'aumento.
Tra gli azionisti
che hanno detto si' all'aumento si notano nel verbale dell'assemblea la
Fondazione Cr Pistoia e Pescia (0,3%), Fondazione Cariparma (1,2%), Ubi
Banca (1,18%), Ente CariFirenze (3,3%), Fondazione Cr Gorizia (0,31%),
Fondazione Cr Udine e Pordenone (0,6 5%), Mediobanca-Banca Esperia
(0,6%), Fondazione Venezia (0,4%). Questi soci insieme pesano per oltre
il 51% del capitale di Intesa Sanpaolo.
10. USA VALUTANO
DAVID LIPTON COME PROSSIMO N.2 FONDO...
(ANSA-REUTERS) - Gli Stati Uniti stanno considerando di
proporre il consigliere della Casa Bianca David Lipton come n.2 del
Fondo monetario internazionale (Fmi), in sostituzione di John Lipsky. Lo
rendono noto fonti vicine alle trattative. La scorsa settimana Lipsky ha
annunciato che lascerà il suo posto alla scadenza del mandato, il
prossimo 31 agosto. Un portavoce del Tesoro americano non ha voluto
commentare l'indiscrezione sull'avvicendamento tra Lipsky e Lipton.
11. GEMELLAGGI
GENERALI FRA TRIESTE E MOSCA...
Mar. Man. per "Il
Sole 24 Ore" - Che la Russia fosse centrale nelle strategie
delle Generali lo si era capito. Ma fino al punto? La partnership con la
banca russa Vtb in campo assicurativo, per ora iscritta in un accordo
preliminare non vincolante, porterà al debutto dell'istituto di Mosca
nel libro soci di Trieste? La Borsa sembra crederci, come dimostra il
rialzo (in controtendenza rispetto al listino) dello 0,13% del titolo
Generali.
Così come ne
sembra altrettanto convinta Mosca: in un'intervista a Reuters Insider Tv
l'ad di Vtb Andrej Kostin ha spiegato che «Generali è stato uno dei
maggiori investitori e Vtb potrebbe allo stesso modo guardare a
Generali. È troppo presto per fare altri commenti ma di certo si
tratterebbe di un importo considerevole».
Da Trieste,
ambienti vicini alla compagnia si sono limitati solo a confermare
l'esistenza di un memorandum con il gruppo russo, aggiungendo però che
gli accordi non prevedono né prendono in considerazione l'ingresso di
Vtb nell'azionariato del Leone. Certo è che il gruppo di Mosca può
sempre decidere autonomamente se comprare titoli Generali in Borsa.
12. LA CEDOLA
SPINGE IL TRADING SU ACEA...
L. Ser. per "Il
Sole 24 Ore" -Strani movimenti si sono visti ieri sul
titolo Acea che, considerata la quantità di titoli in mano ai tre
maggiori soci (oltre il 76% del capitale), assomiglia a un titolo
sottile. Le azioni hanno chiuso a un prezzo quasi invariato, ma i volumi
hanno superato i 3 milioni di pezzi contro una media dell'ultimo mese di
200 mila. C'è chi ha immaginato che sia un'operazione di vendita dei
titoli a ridosso dello stacco delle cedole (molto ricche quest'anno) per
poi riacquistarle dopo a prezzi più bassi. È possibile.
Ma non è da
escludere che in manovra sul titolo ci siano anche i "soliti noti": i
due soci privati, Francesco Gaetano Caltagirone e Gdf-Suez, hanno
ripreso a comprare da un paio di mesi. Il primo ha superato il 15%, il
secondo, dopo che Gdf aveva annunciato l'intenzione di vendere, è salito
invece all'11 per cento. L'imprenditore-editore, però, è quello più
attivo sul trading, compra e vende contemporaneamente per incassare
plusvalenze appena possibile, come ha fatto a marzo. L'11 maggio il
titolo ha segnato il massimo dell'anno (8,8 euro) dopo la trimestrale: è
il momento buono per monetizzare.
13. IL BOLOGNA È
SALVO, CONSORTE SE NE VA...
A. Bio. per "Il
Sole 24 Ore" -Oltre ai dubbi sui conti, per sfatare i quali
è stata subito convocata una conferenza stampa per la settimana
prossima, qualcuno ha ventilato che sia un piccolo grande sgarbo al
nuovo sindaco di Bologna, Virginio Merola. Un coup de théâtre, insomma,
per rubare la scena il giorno dopo l'elezione. Difficile che ci sia
questo dietro alle dimissioni di Giovanni Consorte da presidente e
consigliere di Bologna 2010, società controllante del Bologna Calcio.
Dimissioni «per
inderogabili motivi professionali e personali», comunicate ai soci con
lettera e fragorose, visto che l'ex manager Unipol era stato il
protagonista del salvataggio del club, rilevato sull'orlo del fallimento
grazie a una cordata. Una compagine però molto "rumorosa", con soci
imprenditori abituati a comandare ed esternare a piacimento. Troppo,
visto che ora Consorte ha deciso di giocare un'altra partita: la
quotazione della sua merchant Intermedia. Un match che mal si concilia
con l'esposizione mediatica data da una società di calcio. E a novembre,
secondo i piani di Consorte, bisogna invece partire.
14. CARIPARMA
SUPERA LA MISCHIA SUL RUGBY...
Gia. B. per "Il
Sole 24 Ore" -Sulle maglie della nazionale di rugby il nome
del main sponsor non cambierà: sarà ancora Cariparma ad accompagnare gli
azzurri nei test match internazionali e nelle sfide del Sei Nazioni. La
banca del gruppo Crédit Agricole prosegue un rapporto avviato nel 2007,
che ora andrà avanti fino al 2014, con opzione per l'anno successivo.
Niente cifre ufficiali, ma Cariparma ha ottenuto il rinnovo grazie a una
somma sicuramente superiore ai 2 milioni di euro a stagione,
raddoppiando di fatto l'importo su cui si era accordata quattro anni fa.
Uno sforzo che si
sarebbe reso necessario anche per vincere la concorrenza di altre
aspiranti: tra esse, oltre un mese fa, Il Sole 24 Ore aveva fatto il
nome di Enel. Soddisfatti i presidenti di Cariparma, Ariberto Fassati, e
della Federazione italiana rugby, Giancarlo Dondi, impegnato ora nelle
trattative riguardanti lo sponsor tecnico. Il contratto con Kappa,
partner storico che intenderebbe riproporsi, scade a giugno 2012. Tra le
contendenti, stavolta, spunta anche Adidas.
15. DE PROFUNDIS
PER CARITO...
Vittoria Puledda per "la
Repubblica" - L´incubazione è durata quasi un anno; poi la
decisione di alzare il velo e arrendersi ormai all´evidenza: il progetto
Carito è approdato su un binario morto. E´ toccato ai vertici della
Carige certificare l´elettro-encefalogramma piatto e spiegare quello che
a prima vista sembra ovvio: la banca genovese infatti in Piemonte è già
presente (e il nuovo piano industriale prevede il rafforzamento del
numero di sportelli).
L´altro partner
del potenziale connubio, la Fondazione Crt, a sua volta una banca sul
territorio ce l´ha già, e si chiama Unicredit; francamente, non si vede
perché avrebbe dovuto sostenere un istituto concorrente in casa propria.
Quel matrimonio - su cui Fabrizio Palenzona era sempre stato tiepido -
non s´aveva proprio da fare. E ieri è stato suonato ufficialmente il de
profundis.
18-05-2011]
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ZITTO, TELECOM CI
ASCOLTA! - LE MIGLIAIA DI DOSSIER ILLEGALI DEL DUO CIPRIANI-TAVAROLI
(CHE HA GIA’ PATTEGGIATO 4 ANNI E DUE MESI) NON SOLO NON SARANNO
DISTRUTTI PERCHÉ “CORPO DEL REATO” MA POTRANNO ESSERE ESAMINATI -
RIGETTATA LA RICHIESTA DI DISTRUGGERE I FASCICOLI (COME PREVISTO DA UN
DECRETO 2006 DEL GOVERNO PRODI) CHE RIGUARDANO 132 SOCIETÀ E 4.287
PERSONE FISICHE, TRA CUI DE BENEDETTI E SUO FIGLIO MARCO, MUCCHETTI, I
CONCORRENTI VODAFONE, FASTWEB, H3G, GERONZI, BOBO VIERI E MOGGI
Giuseppe Guastella
per il "Corriere
della Sera"
Sono «corpo del
reato» e come tali migliaia di dossier realizzati illegalmente dalla
security Telecom non saranno distrutti e potranno essere esaminati, a
specifiche condizioni, uno per uno nel corso del processo. I giudici
della prima Corte d'Assise di Milano acquisiscono i fascicoli degli 007
e rigettano la richiesta di mandare al macero i dossier in base al
decreto legge 259 del 22 settembre 2006.
Un provvedimento
varato in tutta fretta dal governo Prodi proprio sull'onda emotiva
generata da pochi documenti allegati all'arresto, il 20 settembre, di
Tavaroli e del suo investigatore privato di fiducia Emanuele Cipriani e
da notizie di fantomatiche intercettazioni illegali.
La Corte-
presidente Piero Gamacchio, giudice Ilaria Simi- con un'ordinanza di 15
pagine e dopo 4 ore di camera di consiglio accoglie per intero le
richieste del sostituto procuratore Nicola Piacente e rigetta una lunga
serie di eccezioni e di richieste delle difese, come quella di
distruggere i fascicoli oppure nuovi ricorsi alla Corte costituzionale.
Eppure era stato lo stesso pubblico ministero a chiedere, prima del
processo, di eliminare quei dossier proprio in base alla «volontà del
legislatore storico» del 2006 e alla decisione 2009 della Consulta sulla
stessa materia.
A dicembre scorso,
però, il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Gennari gli aveva
risposto di no sostenendo che una «eventuale insipienza legislativa» non
possa «orientare l'interpretazione» di una norma varata sulla base di
«incontrollate e non veritiere notizie di stampa» su «centinaia, se non
migliaia, di intercettazioni illegali» . I dossier, entrati quindi nel
processo, sono ora da considerare a tutti gli effetti «corpo di reato» ,
scrivono i giudici riportando le affermazioni di Piacente che, dopo il
no del gip Gennari, ha deciso di seguire la nuova strada.
Quei fascicoli,
illecitamente formati dalle divisioni Security di Telecom e Pirelli
nell'era 2001/2006 di Giuliano Tavaroli - che ha patteggiato 4 anni e 2
mesi di reclusione - sono stati creati anche «attraverso la divulgazione
di segreti d'ufficio e l'illecita acquisizione di informazioni dalla
banca dati del ministero degli Interni» . Si tratta di migliaia di
report che riguardano 4.287 persone fisiche e 132 società.
Tra le «vittime»
compaiono Carlo De Benedetti e suo figlio Marco, l'ex ad di Rcs Vittorio
Colao, il vicedirettore del Corriere della Sera Massimo Mucchetti, la
Rcs, la Kroll, i concorrenti Vodafone, Fastweb, H3G, funzionari del
Garante Antitrust, il sindaco di Telecom per i soci di minoranza Rosalba
Casiraghi, ma anche politici come Lorenzo Cesa o Aldo Brancher, il
banchiere Cesare Geronzi, manager come Enrico Bondi, finanzieri come Al
Walid, sportivi come Bobo Vieri e Luciano Moggi.
C'è poi il famoso
dossier «Oak Fund» su presunte disponibilità all'estero dei Ds.
Rispondendo a un difensore che ha chiesto di nuovo la distruzione, i
giudici scrivono che la materia su come trattare questi atti è
caratterizzata da un «ingarbugliato intreccio di norme giuridiche e di
principi di diritto» dal quale, però, emerge con chiarezza che l'unico
giudice che può decidere sulla sorte di quei fascicoli riservati è il
gip cui è riservata la «competenza funzionale» e la cui decisione, tra
l'altro, «non è impugnabile».
La Corte, però,
non mette i fascicoli immediatamente a disposizione delle difese dei 12
imputati e delle parti civili, che comunque hanno avuto modo di
«prendere conoscenza della documentazione» durante il procedimento di
fronte al giudice Gennari. Come e quando i delicati dossier potranno
essere consultati sarà deciso nel contraddittorio tra le parti dalla
prossima udienza dell' 8 giugno. Fino ad allora sarà vietato qualsiasi
accesso e i fascicoli resteranno chiusi in cassaforte.19-05-2011]
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LE PRIME PAGINE
DEI QUOTIDIANI INTERNAZIONALI - GERMANIA, 4 CENTRALI NUCLEARI VERSO LA
CHIUSURA - ARIANNA HUFFINGTON NEL CDA DI EL PAIS - USA, “LA CULTURA
DEGLI ANNI 60 È LA CAUSA DEGLI ABUSI COMMESSI DAI PRETI” - FRANCIA, I
PREZZI DELLE MATERIE PRIME AI LIVELLI PIÙ ALTI DEGLI ULTIMI 25 ANNI -
PEGEOUT COSTRUISCE LA SUA TERZA FABBRICA PER IL MERCATO CINESE - VOLO
RIO-PARIGI: LA PISTA DELL’ERRORE UMANO - CLUB O COMPAGNIA? GOLDMAN È
ENTRAMBI - NEW YORK INVESTIGA SUL RUOLO DELLE BANCHE NELLA CRISI
-SCHWARZNEGGER RIVELA L’ESISTENZA DI UN FIGLIO DI 10 ANNI AVUTO DALLA
CAMERIERA
DAGOREPORT
1 - THE NEW YORK
TIMES -
In apertura, "I difetti di funzionamento dei reattori giapponesi sono un
segnale di pericolo per gli Stati Uniti. I sistemi di ventilazione sono
gli stessi" - Al centro, "La cultura degli anni 60 indicata come causa
degli abusi commessi dai preti" - "I ribelli libici, dopo l'assedio,
seppelliscono i nemici caduti"
2 - INTERNATIONAL
HERALD TRIBUNE -
In apertura, "Dopo Strauss-Kahn: in Francia il codice del silenzio
mostra delle crepe" - "Rischi nucleari nascosti e ignorati" - In basso,
"Un club o una compagnia? Goldman è entrambi" - "New York investiga sul
ruolo avuto dalle banche nella crisi"
3 - THE WALL
STREET JOURNAL -
In apertura, "L'Ipo di Glencore verso il raggiungimento dell'obiettivo"
4 - LE FIGARO
- In apertura, "Il
Partito socialista stordito dallo scandalo Strauss-Kahn" - Al centro, "I
prezzi delle materie prime ai livelli più alti degli ultimi 25 anni" -
Al centro, "centrale di Fukushima: danni molto più gravi del previsto" -
In alto, "Volo Rio-Parigi: la pista dell'errore umano"
5 - LE MONDE
- In apertura, "Il
partito socialista prepara gli scenari del dopo Strauss-Kahn" - Al
centro, "I giovani spagnoli scendono in strada a protestare alla vigilia
delle elezioni" - "Omosessualità, un reato in 80 paesi"
6 - LIBÉRATION -
A tutta pagina, "Sesso, media e polemica"
7 - LES ECHOS
- In apertura, "Funzionari locali, assenteismo record" - "L'italiano
Mario Draghi succederà a Trichet" - Al centro, "Pegeout costruisce la
sua terza fabbrica per il mercato cinese" - In alto, "Martine Aubry
prende tempo prima di voltare la pagina Dsk"
8 - THE GUARDIAN
- In apertura,
"Colleghi e parlamentari stroncano i piani di riforma di Clegg" - "Una
visita reale come 1000 altre. Ma si tratta dell'Irlanda: c'è in ballo la
storia" - In basso, "L'arresto di Strauss-Kahn riporta alla luce altre
accuse di molestie sessuali"
9 - THE
INDEPENDENT -
In apertura, "Un piccolo gradino per una monarca... ma la prima visita
reale a Dublino potrebbe rappresentare un passo da gigante per le
relazioni anglo-irlandesi"
10 - FINANCIAL
TIMES -
In apertura, "Aumentano le pressioni affinché Strauss-Kahn si dimetta
dall'Fmi" - "Giornata storica: la Regina visita l'Irlanda" - "Leahy (ex
Ceo di Tesco) pronto a fare da advisor per una compagnia di private
equity Usa"
11 - EL PAIS
- In apertura,
"Rajoy si arrende di fronte a un Camps acclamato da migliaia di
sostenitori" - Di spalla, "La Ue apre a una rinegoziazione ‘soft' del
debito greco" - "Il fisco di New York indaga sulle grandi banche" - In
alto, "La Huffington entra nel Consiglio di El Pais" - In basso, "L'Fmi
comincia a muoversi per sostituire Strauss-Kahn"
12 - EL MUNDO
- In apertura,
"Rajoy difende i politici di fronte al ‘non ci rappresentano'" - Al
centro, "Gli Usa spingono sull'Fmi affinché sostituisca immediatamente
Strauss-Kahn"
13 - BILD -
In apertura, "Schwarznegger rivela l'esistenza di un figlio di 10 anni
avuto dalla cameriera"
14 - DIE WELT
- In apertura,
"Quattro centrali nucleari verso la chiusura18-05-2011]
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LE PRIME PAGINE
DEI QUOTIDIANI INTERNAZIONALI - GERMANIA, 4 CENTRALI NUCLEARI VERSO LA
CHIUSURA - ARIANNA HUFFINGTON NEL CDA DI EL PAIS - USA, “LA CULTURA
DEGLI ANNI 60 È LA CAUSA DEGLI ABUSI COMMESSI DAI PRETI” - FRANCIA, I
PREZZI DELLE MATERIE PRIME AI LIVELLI PIÙ ALTI DEGLI ULTIMI 25 ANNI -
PEGEOUT COSTRUISCE LA SUA TERZA FABBRICA PER IL MERCATO CINESE - VOLO
RIO-PARIGI: LA PISTA DELL’ERRORE UMANO - CLUB O COMPAGNIA? GOLDMAN È
ENTRAMBI - NEW YORK INVESTIGA SUL RUOLO DELLE BANCHE NELLA CRISI
-SCHWARZNEGGER RIVELA L’ESISTENZA DI UN FIGLIO DI 10 ANNI AVUTO DALLA
CAMERIERA…
DAGOREPORT
1 - THE NEW YORK
TIMES -
In apertura, "I difetti di funzionamento dei reattori giapponesi sono un
segnale di pericolo per gli Stati Uniti. I sistemi di ventilazione sono
gli stessi" - Al centro, "La cultura degli anni 60 indicata come causa
degli abusi commessi dai preti" - "I ribelli libici, dopo l'assedio,
seppelliscono i nemici caduti"
2 - INTERNATIONAL
HERALD TRIBUNE -
In apertura, "Dopo Strauss-Kahn: in Francia il codice del silenzio
mostra delle crepe" - "Rischi nucleari nascosti e ignorati" - In basso,
"Un club o una compagnia? Goldman è entrambi" - "New York investiga sul
ruolo avuto dalle banche nella crisi"
3 - THE WALL
STREET JOURNAL -
In apertura, "L'Ipo di Glencore verso il raggiungimento dell'obiettivo"
4 - LE FIGARO
- In apertura, "Il
Partito socialista stordito dallo scandalo Strauss-Kahn" - Al centro, "I
prezzi delle materie prime ai livelli più alti degli ultimi 25 anni" -
Al centro, "centrale di Fukushima: danni molto più gravi del previsto" -
In alto, "Volo Rio-Parigi: la pista dell'errore umano"
5 - LE MONDE
- In apertura, "Il
partito socialista prepara gli scenari del dopo Strauss-Kahn" - Al
centro, "I giovani spagnoli scendono in strada a protestare alla vigilia
delle elezioni" - "Omosessualità, un reato in 80 paesi"
6 - LIBÉRATION -
A tutta pagina, "Sesso, media e polemica"
7 - LES ECHOS
- In apertura, "Funzionari locali, assenteismo record" - "L'italiano
Mario Draghi succederà a Trichet" - Al centro, "Pegeout costruisce la
sua terza fabbrica per il mercato cinese" - In alto, "Martine Aubry
prende tempo prima di voltare la pagina Dsk"
8 - THE GUARDIAN
- In apertura,
"Colleghi e parlamentari stroncano i piani di riforma di Clegg" - "Una
visita reale come 1000 altre. Ma si tratta dell'Irlanda: c'è in ballo la
storia" - In basso, "L'arresto di Strauss-Kahn riporta alla luce altre
accuse di molestie sessuali"
9 - THE
INDEPENDENT -
In apertura, "Un piccolo gradino per una monarca... ma la prima visita
reale a Dublino potrebbe rappresentare un passo da gigante per le
relazioni anglo-irlandesi"
10 - FINANCIAL
TIMES -
In apertura, "Aumentano le pressioni affinché Strauss-Kahn si dimetta
dall'Fmi" - "Giornata storica: la Regina visita l'Irlanda" - "Leahy (ex
Ceo di Tesco) pronto a fare da advisor per una compagnia di private
equity Usa"
11 - EL PAIS
- In apertura,
"Rajoy si arrende di fronte a un Camps acclamato da migliaia di
sostenitori" - Di spalla, "La Ue apre a una rinegoziazione ‘soft' del
debito greco" - "Il fisco di New York indaga sulle grandi banche" - In
alto, "La Huffington entra nel Consiglio di El Pais" - In basso, "L'Fmi
comincia a muoversi per sostituire Strauss-Kahn"
12 - EL MUNDO
- In apertura,
"Rajoy difende i politici di fronte al ‘non ci rappresentano'" - Al
centro, "Gli Usa spingono sull'Fmi affinché sostituisca immediatamente
Strauss-Kahn"
13 - BILD -
In apertura, "Schwarznegger rivela l'esistenza di un figlio di 10 anni
avuto dalla cameriera"
14 - DIE WELT
- In apertura,
"Quattro centrali nucleari verso la chiusura"18-05-2011]
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L CDA PARMALAT
VUOLE Più SOLDI: “NON CONGRUO IL PREZZO OFFERTO DA LACTALIS”, E I
CONSUMATORI RICORRONO CONTRO L’OPA - BORSE EUROPEE E WALL ST. DEBOLI -
L’ECOFIN HA DETTO Sì A DRAGHI ALLA BCE - TREMONTI S’IMPUNTA E SALTA
L’ACCORDO SULLA TASSAZIONE UE - I RUSSI DI VTB VOGLIONO UNA BELLA QUOTA
DI GENERALI - QUELLA CENA FRA GIULIA LIGRESTI E GIULIETTO - “FT” MATA LA
SPAGNA: “MOLTE AMMINISTRAZIONI LOCALI HANNO DEBITO ’SOMMERSO’” - LA
BRACCO RILEVERA’ LA TEDESCA NYCOMED - A2A PER IL TERMOVALORIZZATORE A
NAPOLI - BOOM PERDITE SQUADRE A - SUL COLLOCAMENTO GLENCORE PESA
L’INCOGNITA DEL FATTORE G
1 - BORSA MILANO:
DEBOLE CON TENARIS, FIAT E BANCHE...
(ANSA) - Seduta piuttosto tesa in Piazza Affari,
soprattutto nel finale, con scambi vivaci per quasi 4,3 miliardi di euro
di controvalore, con l'indice Ftse Mib in calo dell'1,27% in chiusura di
seduta. Hanno prevalso largamente gli ordini di vendita, in una giornata
che ha visto scivolare soprattutto il comparto industriale, con Tenaris,
Campari, Impregilo, Stm e Fiat. Deboli anche le banche, a parte il Banco
Popolare, unico titolo in positivo insieme a Generali e Atlantia nel
listino di riferimento.
CALO GREGGIO FRENA
TENARIS ED ENI. Il colosso della produzione di condotte sottomarine
utilizzate nell'industria estrattiva ha chiuso con un calo del 3,31%,
frenato proprio dall'andamento del prezzo del greggio, che ha
penalizzato anche Eni (-1%) e Saipem (-0,85%). Segno meno per Campari
(-2,25%), che ha sofferto dopo la decisione di JpMorgan di alzare il
prezzo obiettivo, mantenendo però l'indicazione 'underweight'
(acquistare al di sotto del peso del titolo sul listino). In calo Azimut
(-3,43%), Impregilo (-2,7%) ed Stm (-3,27%), frenata dal taglio alle
stime sui risultati di fine anno da parte del colosso dell'informatica
Hp.
FIAT SCIVOLA CON
VENDITE EUROPA. Il dato sulle vendite di auto in Europa ha frenato
nuovamente il titolo del Lingotto (-2,76%), che ha trascinato con se
anche Exor (-1,69%) a monte della catena di controllo. Giù Fiat
Industrial (-2,59%) e, nel comparto, Piaggio (-1,23%) e Pininfarina
(-4.62%).
BANCHE POCO MOSSE.
Sotto pressione Intesa Sanpaolo (-2,42%) insieme a Bpm (-1,83%),
Mediobanca (-1,17%) e Unicredit (-1,09%). Più caute Mps (-0,33%) e Ubi
(-0,35%), mentre Banco Popolare (+0,42%) si è mossa in controtendenza,
giudicata 'neutral' dagli analisti di Ubs. Lieve rialzo anche per
Generali (+0,13%), a differenza di Fonsai (-1,77%) e Unipol (-0,67%).
CHI SALE E CHI
SCENDE. Timidi acquisti su Atlantia (+0,24%), mentre ha corso Cogeme
(+2,37%), tra i titoli a minor capitalizzazione, favorita dalla scelta
di Dynamic Technologies come partner industriale e finanziario del
gruppo attivo nell'industria dell'auto, che nella seduta di ieri era
stato sospeso dalle contrattazioni. Ancora sospesa invece Monti
Ascensori, in attesa di comunicato. Sono scivolate Finmeccanica
(-2,21%), Autogrill (-1,95%), Geox (-2,23%) ed Enel (-1,44%), piatta
invece Parmalat (-0,15%), il cui cda si è espresso negativamente
all'unanimità sul prezzo dell'opa di Lactalis a 2,6 euro per azione.
2 - NY IN CALO CON
HEWLETT-PACKARD E MERCATO CASE...
(ANSA) - L'allarme di Hewlett-Packard e il mercato
immobiliare appesantiscono Wall Street. Il Dow Jones, intorno alle ore
18.31, perde lo 0,96% a 12.428,00 punti. Il Nasdaq cede lo 0,54% a
2.767,20 punti. Lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,52% a 1.322,57 punti.
A pesare sugli indici è il primo calo in dieci mesi della produzione
manifatturiera americana in aprile e il crollo del 10,6% delle
costruzioni di case nuove. Fra i singoli titoli Hewlett-packard perde il
9,4% dopo la messa in guardia per un trimestre "difficile".
L'amministratore delegato di Hewlett-Packard, Leo Apotheker, ha detto
che la società dovrà tagliare le spese e rallentare le assunzioni.
Caterpillar cede il 3,4% e Alcoa il 3,5%.
3 - BORSA: EUROPA
IN CALO CON WALL STREET E RALLENTAMENTO USA
(ANSA) - I dati Usa sulla costruzione di abitazioni e
sul rilascio di concessioni edilizie in aprile, con un rallentamento
dell'attività manifatturiera e dell'utilizzo degli impianti, hanno
penalizzato le principali borse europee, frenate anche dal calo
registrato dagli indici di Wall Street, nel giorno in cui si è riunito
l'Eurogruppo per discutere sulla situazione finanziaria della Grecia. Le
vendite si sono concentrate sugli automobilistici, dopo i dati sulle
vendite in Europa nello scorso mese di aprile, mentre le previsioni
sull'intero esercizio di Hp hanno frenato i titoli tecnologici. In calo
anche le materie prime a differenza delle banche greche, che hanno corso
favorite dalla dichiarazione del presidente dell'Eurogruppo Jean Claude
Junker, che ha parlato di una possibile "ristrutturazione soft del
debito pubblico greco".
Sotto pressione in
campo automobilistico Rheinmetall (-2,93%), declassata di un gradino
rispetto alla raccomandazione di acquisto 'buy' di WestLb. In calo Fiat
(-2,76%), che ha perso più del mercato, Volkswagen (-2,67%) e Michelin
(-2,65%). le vendite non hanno risparmiato neanche Peugeot (-2,1%),
Daimler (-1,94%) e Renault (-1,85%). Sotto pressione a Francoforte il
tecnologico Infineon (-3,86%), sulla scia del taglio alle stime sui
risultati dell'intero esercizio del colosso dell'informatica Hewlett
Packard. Nel comparto Alcatel-Lucent ha lasciato sul campo il 4,34%, Arm
Holding il 4,55%, Cap Gemini il 3,62% ed Ericsson il 3,17%.
Tra gli
estrattivo-minerario le vendite hanno interessato Fresnillo (-3,18%),
Eurasian Resources (-3,01%) , Anglo American (-2,18%) e ArcelorMittal
(-2,06%). In controtendenza, rispetto agli indici e all'andamento
complessivo dei vari settori, la greca Efg Eurobank (+6,56%), che ha
corso insieme alle connazionali Alpha (+4,89%&) e National Bank of
Greece (+4,27%).
In calo invece
Bank of Ireland (-5,33%), Lloyds (-1,58%) e Credit Agricole (-1,56%),
insieme a Barclays (-1,26%) e Standard Chartered (-1,21%). Di seguito,
gli indici dei titoli guida delle principali borse europee. - Londra
-1,06% - Parigi -1,21% - Francoforte -1,77% - Madrid -0,55% - Milano
-1,27% - Amsterdam -1,30% - Stoccolma -1,35% - Zurigo -1,03%.
4 - PARMALAT: CDA,
PREZZO OPA LACTALIS NON CONGRUO
Radiocor - Il prezzo di 2,6 euro non e' stato ritenuto
congruo dal cda di Parmalat che si e' riunito questo pomeriggio per
esaminare l'offerta arrivata dal gruppo francese. E' quanto riferiscono
fonti vicine al board all'uscita della riunione che e' durata circa due
ore e mezza. Il cda di Parmalat, in ogni caso, non ha fornito
indicazioni di prezzo ma ha solo auspicato un ritocco al rialzo del
prezzo d'offerta.
5 - PARMALAT:
CODACONS, CHIEDE SOSPENSIONE OPA LACTALIS
(Adnkronos) - "Codacons e Associazione Utenti Servizi
Finanziari chiedono la sospensione dell'opa lanciata da Lactalis su
Parmalat". E' quanto si legge in un comunicato stampa di Codacons,
secondo cui l'opa viola i principi del Testo Unico della
finanza e del regolamento emittenti. Inoltre, aggiunge Codacons, "e'
un'operazione in cui la trasparenza e' carente, tanto da non consentire
ne' ad investitori, ne' a Parmalat, ne' a parti sociali e nemmeno ai
consumatori, una scelta consapevole".
Il Codacons ha
anche inviato un esposto al Procuratore della Repubblica di Milano,
Francesco Greco, chiedendo il sequestro del provvedimento con il quale
la Consob ha autorizzato l'opa di Lactalis. "L'autorizzazione e'
arrivata senza la necessaria pubblicazione integrale dei documenti
relativi all'operazione e nonostante l'offerta
trasgredisca le norme del Testo Unico della Finanza", ha concluso
Codacons.
6 - BCE: ECOFIN
ADOTTA RACCOMANDAZIONE PER DRAGHI PRESIDENTE
Radiocor - L'Ecofin ha approvato formalmente la
raccomandazione sulla nomina di Mario Draghi a presidente Bce. Saranno i
capi di stato e di governo della Ue a fine giugno prendere la decisione
politica definitiva. La candidatura di Draghi (l'unica) passa al vaglio
dell'Europarlamento che dovra' esprimere un parere e cosi' dovra' fare
la stessa Banca centrale europea. Dopo il via libera del Consiglio
europeo il 24 giugno, la nomina del nuovo presidente sara' formalizzata
in luglio dall'Ecofin nella riunione che si terra' a Lussemburgo.
7 - FISCO UE:
SALTA ACCORDO SU TASSAZIONE RISPARMIO, NO DI TREMONTI
Radiocor - Il ministro dell'economia Giulio Tremonti ha
impedito all'Ecofin di raggiungere un accordo sulle conclusioni
politiche relative alla revisione della direttiva sulla tassazione del
risparmio dei cittadini non residenti. Motivo: le norme non prevedono
sanzioni per cui i governi europei 'ne accettano la sistematica
violazione'. L'Italia e' pronta a portare il caso alla Corte di
Giustizia.
8 - FISCO:
TREMONTI, SCANDALOSO CHE NO SANZIONI IN DIRETTIVA TASSAZIONE RISPARMIO
(Adnkronos) - E' "scandaloso" che nella direttiva sulla
tassazione dei redditi da risparmio non siano previste sanzioni, per
questa ragione "non mi sento di esprimere una valutazione positiva su
quella che e' una quasi direttiva". E' quanto ha detto il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti, nel corso del dibattito pubblico
all'Ecofin a proposito del progetto di direttiva per rafforzare il testo
del 2003 in materia di fiscalita' dei redditi da risparmio.
"E' una direttiva
scritta dalla Svizzera, non e' stata la Svizzera ad entrare in Europa,
ma l'Europa a entrare in Svizzera", ha accusato Tremonti, minacciando il
ricorso alla Corte di giustizia europea. "E' un tema serio, che va
trattato in modo serio, non in modo svizzero", ha sottolineato.
"Per essere chiari
- ha proseguito Tremonti nella sua 'arringa' a Bruxelles - non esistono
sanzioni, si prevede un obbligo per gli operatori e per gli stati, ma
non esiste una sanzione
nel caso di violazione dell'obbligo. E' un non testo giuridico, e' un
optional che si offre alla buona volonta' degli operatori e degli Stati,
ma che mancando di sanzioni e' aperto alle piu' assolute violazioni e io
trovo scandaloso tutto questo". E ancora, secondo il ministro, "e'
inaccettabile che gli operatori che hanno firmato la direttiva ne
accettino la sistematica violazione: e' un testo che non ha il minimo
contenuto giuridico".
Per questa
ragione, "non mi sento di esprimere una valutazione positiva, a meno che
non ci siano sanzioni contro quegli operatori e quegli Stati che violano
le regole", ha insistito Tremonti, per il quale "senza sanzioni parliamo
di un'opzione: se ci saranno contro
operatori e Paesi che violano la direttiva, saremo pienamente
d'accordo", ma, al momento, "questa non e' una direttiva, e' una quasi
direttiva". "Chiederemo una valutazione della Commissione europea sugli
Stati che hanno violato la direttiva - ha concluso il ministro - e se
non e' il caso andremo alla Corte di giustizia europea".
9 - GENERALI:
CONFERMA FIRMA MEMORANDUM CON VTB SU ASSICURAZIONE
Radiocor - Le Generali confermano l'esistenza di un
memorandum preliminare non vincolante con la banca russa Vtb sull'avvio
di trattative per una collaborazione nell'assicurazione. Lo ha indicato
a Radiocor una portavoce della compagnia triestina, sottolineando che
'le discussioni non prevedono ne' prendono in considerazione l'entrata
di Vtb nell'azionariato' della compagnia triestina. A menzionare il
memorandum e' stato ieri il presidente di Vtb, Andrej Kostin, in
un'intervista al quotidiano economico 'Vedemosti', in cui venivano anche
riferite indiscrezioni di un interesse di Vtb ad entrare nel capitale di
Generali. Gia' ieri fonti vicine al gruppo triestino avevano indicato
che con la banca russa non e' previsto ne' discusso l'ingresso nel
Leone.
10 - GENERALI:
VTB, INTERESSE A QUOTA 'CONSIDEREVOLE'
Radiocor - La banca russa Vtb e' interessata a una
quota 'considerevole' delle Generali, azioniste della banca dallo scorso
febbraio, con cui ha avviato colloqui per una possibile joint venture in
Russia nell'assicurazione. Dopo le indiscrezioni di ieri, e' il
presidente di Vtb, Andrej Kostin ad indicarlo in un'intervista a Reuters
Insider Tv. 'Le Generali sono stati uno dei principali investitori in
Vtb (al momento della parziale privatizzazione) e Vtb potrebbe a sua
volta guardare alle Generali.
E' prematuro fare
altri commenti, ma si tratterebbe di certo di un importo considerevole',
ha detto Kostin. Vtb lo scorso febbraio ha ceduto il 10% del proprio
capitale sul mercato per 3,3 miliardi di dollari. Le Generali in
quell'occasione hanno acquisto poco meno dell'1% per 300 milioni (pari
221 milioni di euro).
Kostin si e' anche
mostrato fiducioso sull'esito dei colloqui per una jv
nell'assicurazione: 'dipendera' dai termini specifici, ma penso che ci
sia piu' del 50% di probabilita' di succ esso di queste discussioni', ha
detto Kostin. Contattata da Radiocor, la banca russa si e' limitata da
confermare che e' stato siglato un memorandum of understanding con
Generali sul settore assicurativo.
11 - BPM: PUNTA A
ESPOSIZIONE IMMOBILIARE QUASI DIMEZZATA A 8,1MLD IN 2013
Radiocor - Una drastica riduzione dell'esposizione al
settore immobiliare, che porterebbe quasi a dimezzare gli impieghi da
qui al 2013. Questi, secondo quanto risulta a Radiocor, i dettagli del
progetto presentato al cda, anche in risposta ai rilievi della Banca
d'Italia. Nel 2010, in base ai dati presentati dal management,
l'ammontare dei finanziamenti accordati al comparto immobiliare era di
14,4 miliardi, di cui 9 utilizzati. L'alleggerimento previsto
dall'istituto passerebbe ora da 800 milioni di rientro sul margine
revocabile e da 7 miliardi di rientro 'per frazionamenti e chiusura
operazioni'.
Questo a fronte di
1,5 miliardi di nuove operazioni. Il risultato vedrebbe 'impieghi
inerziali' al 2013 per 8,1 miliardi. Sensibili anche gli effetti sul
capitale assorbito dai finanziamenti all'immobiliare, calcolato
considerando anche le ponderazioni prudenziali richieste da Bankitalia.
Nel 2010 era pari a 1,1 miliardi (il 32% del totale) e scendera' a 800
milioni (il 20%).
12 - BANCHE:
PROFUMO, MANCA COINVOLGIMENTO CLIENTI IN PROCESSI SVILUPPO PRODOTTO E
SERVIZI
(Adnkronos) - Il problema delle banche italiane e' che
"hanno importato poco i clienti nei loro processi di sviluppo di
prodotto e dei modelli di servizio". A rilevarlo l'ex amministratore
delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, intervenendo oggi a Milano
alla presentazione del libro del patron di Diesel Renzo Rosso, dal
titolo 'Be stupid', all'Universita' Bocconi.
Riferendosi, in
particolare, alla sua storia al vertice di Unicredit, "io ci ho provato,
con il risultato che non faccio piu' quel mestiere" evidenzia
ironizzando, e ribadisce che "riuscire a portare i clienti nei processi
di sviluppo di prodotti e servizi e' una cosa che le banche non sanno
fare". Quel che ci vuole, e che manca, secondo Profumo e'
"la capacita' di ascoltare i clienti".
Alla domanda di un
giovane studente sul perche' le banche in Italia sono restie a
finanziare 'gli stupidi', parafrasando con questa definizione il
concetto espresso nel libro di Rosso, ovvero coloro che sanno stupire e
stupirsi e unire questa qualita' alla capacita'
imprenditoriale, "in verita' -fa notare l'ex ad di Unicredit- qualche
'stupido' lo abbiamo finanziato", dice proseguendo nella metafora,
"anche qualche furbo in realta'".
"Quello delle
banche e' un mestiere difficile, perche' in quasi tutte le parti del
mondo le nuove iniziative non vengono finanziate dalle banche.
Dovrebbero essere finanziate da venture capital, entita' che
intervengono nella parte iniziale del processo. Ricordiamoci che le
banche non gestiscono soldi loro, ma dei clienti, degli azionisti".
13 - CALCIO:
DELOITTE, BOOM PERDITE SQUADRE A...
(ANSA) - I ricavi continuano a crescere, seppure a
ritmo lento, ma le perdite continuano ad accumularsi nei bilanci delle
squadre di Serie A. E' questo il quadro che emerge dallo studio condotto
dalla societa' di consulenza Deloitte sui bilanci dei club della Serie
A: i ricavi a livello complessivo crescono del 3,6% raggiungendo gli
1,736 miliardi di euro, ma la perdita netta peggiora del 51% superando i
250 milioni di euro.
14 - BRACCO:
RILEVERA' STABILIMENTI NYCOMED IN GERMANIA
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Accordo siglato oggi tra
Bracco Imaging e Nycomed. Entro l'anno la societa' italiana rilevera' la
parte del sito dedicato alla produzione dei suoi mezzi di contrasto
nell'area industriale di Nycomed a Singen, vicino a Costanza
(Baden-Wurttemberg). L'accordo tra le due aziende farmaceutiche prevede
la costituzione da parte di Nycomed di una nuova societa' che verra'
interamente acquistata da Bracco Imaging una volta conferiti gli
impianti e il personale dedicati alla produzione dei prodotti
Bracco.
"Nycomed produce
da oltre vent'anni mezzi di contrasto per noi - sottolinea in una nota
Giordano Righini, general manager per le attivita' industriali di Bracco
Imaging - l'accordo di oggi ci permette di internalizzare un importante
step della nostra filiera produttiva e di consolidare la nostra presenza
in Germania". "Con questa operazione - aggiunge Rainer Wiartalla,
general manager per le attivita' industriali di Nycomed - viene
confermato il ruolo dello stabilimento di Singen nella produzione dei
mezzi di contrasto, che vengono esportati in tutto il mondo".
15 - A2A: STUDIA
NUOVO TERMOVALORIZZATORE A NAPOLI, DOSSIER DA 350 MLN VALUTA
PARTECIPAZIONE (IN CONSORZIO) A GARA PER COSTRUZIONE
Radiocor - A2A studia il raddoppio nella gestione dei
rifiuti di Napoli. Gia' in cabina di regia nell'impianto di Acerra, la
multiutility lombarda, secondo quanto risulta a Radiocor, e' pronta a
partecipare alla gara indetta per la costruzione e la gestione di un
nuovo termovalorizzatore nella zona Est del capoluogo partenopeo. Il
dossier, che prevede un investimento complessivo di circa 350 milioni
nei prossimi 30 mesi, e' attualmente all'esame dei vertici di A2A che
stanno anche valutando la formazione di un consorzio per formulare
l'offerta definitiva, da presentare entro luglio.
Alla cordata
potrebbero partecipare un'impresa locale cui assegnare le opere di
urbanizzazione annesse alla centrale e un gruppo invece di primario
standing internazionale - nessuna scelta e' stata ancora fatta, ma tra i
papabili c'e' Ansaldo - che si occupera' della costruzione vera e
propria del termovalorizzatore. La concessione sull'impianto potrebbe
arrivare a 20 anni, ma buona parte dell'investimento inizi ale verra'
recuperata nei primi anni grazie al contributo Cip 6.
16 - CARIGE: PIANO
STRATEGICO, NEL 2014 UTILE NETTO DI 263 MLN
(Adnkronos) - Un utile netto consolidato di 263 milioni
di euro nel 2014, con una crescita media annua del 10,1%, una raccolta
di 64,1 miliardi e un Core Tier 1 all'8%. Sono alcuni degli obiettivi
del gruppo Carige, indicati nel piano strategico 2011-2014.
Secondo il piano
strategico dell'istituto ligure, il margine di interesse crescera' da
713,9 milioni del 2010 a 1,02 miliardi nel 2014, con un incremento annuo
del 9,5%. I ricavi netti da servizi sono previsti in crescita del 3,5%
annuo, a quota 420,6 milioni a fine piano. Il margine di intermediazione
si attestera' a 1,44 miliardi nel 2014 (+7,5% medio annuo ).
Le rettifiche di
valore nette per deterioramento di crediti sono previste in crescita a
155 milioni, con un tasso medio annuo del 7,6%. Il Roe crescera' dal
5,1% del 2010 al 6,6% del 2014.
Nei prossimi
quattro anni le masse complessivamente intermediate dal gruppo sono
previste in crescita del 5,8% annuo a oltre 95 miliardi, con gli
impieghi lordi alla clientela in crescita a 31,13 miliardi nel 2014
(+5,2%). La raccolta diretta e' stimata in crescita a 32,9 miliardi
(+5,5% annuo) e quella indiretta a 31,2 miliardi (+6,7%).
17 - L'ISVAP DETTA
LE REGOLE PER I BONUS DEGLI ASSICURATORI...
Dal "Corriere
della Sera" - Entro poche settimane l'Isvap, l'authority
che vigila sulle assicurazioni, dovrebbe dare il via libera al nuovo
regolamento sulle remunerazioni degli amministratori, cioè della prima
linea del top management, delle compagnie. Un lavoro che ha potuto
avvalersi delle grandi indicazioni del Financial stability forum
presieduto da Mario Draghi, ma non di una disciplina comunitaria: non
esiste infatti una direttiva Ue sul tema.
Dossier che pure
non è meno delicato di quello relativo al settore bancario. In primo
luogo il business assicurativo è di per sé proiettato sul lungo periodo,
se si pensa soltanto agli impegni nei confronti degli assicurati; in
secondo luogo nella grande crisi sono state colpite non solo le grandi
banche ma anche grandi compagnie spesso in relazione alle scelte di
investimento che hanno privilegiato il rapporto rischio-rendimento
rispetto a criteri di gestione più prudenziali e adeguati al settore.
E, sebbene sia
probabile che, in virtù proprio della mancanza di una direttiva
comunitaria, le linee guida per le assicurazioni non risultino
necessariamente identiche a quelle bancarie, sarebbe proprio
l'attenzione al lungo periodo l'orientamento di base del regolamento per
quanto riguarda le componenti variabili della remunerazione, come i
bonus. Non è invece chiaro se il documento Isvap comprenda punti
discussi anche di recente come quello delle buonuscite e dei paracadute
d'oro.
18 - QUELLA CENA A
BAGNAIA FRA GIULIA LIGRESTI E IL MINISTRO TREMONTI Dal "Corriere
della Sera"
- E' nato tutto
casualmente. Con un tempismo che può sembrare perfetto. Nel giorno in
cui la Consob ha concesso a Unicredit la sospirata esenzione dall'Opa su
FonSai, i protagonisti della vicenda si sono ritrovati al Borgo La
Bagnaia, chez Andrea Monti Riffeser. Erano lì per il consueto convegno
"Crescere tra le righe"organizzato dall'Osservatorio Giovani-Editori di
Andrea Ceccherini.
Ma, terminati i
lavori i numeri uno e due di Unicredit, Federico Ghizzoni e Roberto
Nicastro, e il vicepresidente di Piazza Cordusio, Fabrizio Palenzona, si
sono ritrovati attorno allo stesso tavolo per la cena di gala. Poco più
in là, a un altro tavolino sistemato nel dehors, si è seduta la
vicepresidente di Fonsai e presidente di Premafin, Giulia Ligresti. Che
non ha cenato con i banchieri che hanno salvato la compagnia
assicurativa bensì con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
Entrambi accompagnati dai figli.
19 - SUL
COLLOCAMENTO GLECNORE PESA L'INCOGNITA DEL FATTORE G
Christopher Hughes per "la
Stampa" - Chiamatelo «fattore G». È l'incognita che gli
investitori dovranno quantificare prima di sottoscrivere gli ordini per
il collocamento di Glencore a Londra e Hong Kong, il cui prezzo dovrà
essere definito questa settimana. Rappresenta il premio o lo sconto che
il trader di materie prime nonché gruppo minerario dovrebbe fissare in
virtù del suo anomalo modello di business e del suo team direttivo
finora sconosciuto. Per tentare una valutazione di Glencore occorre
iniziare dalla somma delle parti.
L'unità di trading
delle materie prime assomiglia a una versione matura del gruppo Noble,
il trader di prodotti agricoli ed energetici quotato a Singapore.
Considerando il minore potenziale di crescita di Glencore, uno sconto
del 15% rispetto al rapporto prezzo/utile di Noble potrebbe essere
appropriato. Su questa base, il primo valore sarebbe di 27 miliardi di
dollari. Glencore possiede poi partecipazioni in società quotate che ai
valori correnti possono essere quantificate in circa 29 miliardi di
dollari.
Infine, il gruppo
possiede asset non quotati nel settore minerario. Se questi fossero
valorizzati con un leggero sconto rispetto alle medie di riferimento,
tenendo conto che Glencore è intenzionata a scavare in aree che
presentano un rischio geopolitico superiore alla media, il loro valore
aziendale (Ev) potrebbe ammontare a 16 miliardi di dollari.
Sommando tutte le
parti e sottraendo il debito netto in rapporto agli asset minerari
valutati a 16 miliardi di dollari, il totale risultante è di 56 miliardi
di dollari, o 64 miliardi conteggiando anche il nuovo denaro entrante -
un valore vicino alla punta massima del range di prezzo. In teoria,
Glencore potrebbe valere più della somma delle parti.
Ma sarebbe
sorprendente che il mercato fosse disposto ad attribuire all'azienda un
premio «per il conglomerato» sin dal primo giorno. Con 10 miliardi di
dollari nella società, l'amministratore delegato Ivan Glasenberg ha un
indubbio interesse a proteggere il suo patrimonio. Ma i componenti
negativi del fattore G avranno un peso considerevole nell'immediato. Uno
sconto del 10%, che fisserebbe l'azione al di sotto della metà del range
di prezzo, potrebbe essere una quotazione corretta.
20 - BP: FALLISCE
SWAP CON ROSNEFT, CONTINUA COOPERAZIONE CON AAR
(Adnkronos) - E' definitivamente fallito lo scambio di
quote azionarie fra la multinazionale britannica Bp e il gigante
energetico russo Rosneft per via dell'opposizione di Alfa-Access-Renova
(Aar), partner della compagnia mista Tnk-BP , che rivendica il diritto
di veto su eventuali joint venture di Bp nel paese. Nel gennaio scorso
la multinazionale energetica e Rosneft avevano deciso uno swap da 11
miliardi di euro e il varo di una 'cooperazione strategica' per lo
sviluppo di giacimenti petroliferi off-shore.
In base all'intesa
preliminare a Rosnet sarebbe andato il 5 per cento della compagnia
britannica, mentre Bp avrebbe ricevuto il 9,5 per cento di quella russa.
Dopo un primo slittamento, l'accordo avrebbe dovuto essere perfezionato
entro lunedi' 16 maggio ma e' stato reso impossibile dal ricorso
presentato da Aar che aveva chiesto a Bp di riacquistare la sua quota in
Tnk per un valore di 44 miliardi di dollari, mentre la compagnia
britannica si e' detta disposta a versarne 32 miliardi.In un comunicato
diffuso oggi Bp annuncia che i "colloqui continueranno" con Rosneft
dalla cui collaborazione si attende comunque "significativi benefici".
L'ad di Bp Bob
Dudley, in una dichiarazione ha ribadito che la societa' "resta
impegnata in Russia, per lavorare costruttivamente con AAR in TNK-BP"
che "e' stato un ottimo investimento per tutte le parti dal 2003".
Dudley sottolinea come "BP e AAR sono d'accordo nel guardare oltre i
punti di disaccordo degli ultimi mesi per focalizzarsi appieno" su
Tnk-Bp.
21 - SPAGNA: FT,
MOLTE AMMINISTRAZIONI LOCALI HANNO DEBITO 'SOMMERSO'
(Adnkronos) - Le amministrazioni regionali e locali
spagnole hanno un debito "sommerso", nascosto, non incluso nella
contabilita' pubblica, pari a circa 26,4 mld di euro. E' quanto emerge
da una ricerca di Freemarket Corporate Intelligence, riportata dal
Financial Times.
"E' evidente che i
conti di alcune, se non molte, regioni non riflettono la verita" afferma
il rapporto della societa' di consulenza guidata da Lorenzo Bernaldo de
Quirosm, un economista critico verso la struttura decentralizzata del
sistema spagnolo. "E' altrettanto chiaro che le nuove amministrazioni,
se ci sara' un cambiamento del partito al potere, non si faranno carico
del debito ereditato senza chiarire i dettagli", si legge ancora nel
testo riferendosi alle elezioni del 22 maggio. In base agli ultimi dati
della Banca centrale spagnola, calcolati secondo le linee-guida Ue, il
debito delle 17 regioni autonome e' quasi raddoppiato rispetto al 2008,
toccando quota 115 mld, mentre a livello di amministrazioni municipali e
provinciali l'indebitamento e' salito a 35 mld. Il debito del governo
centrale e' di 488 mld di euro. 17-05-2011]
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sembra che SUOR
MESTIZIA voglia cambiare strategia di comunicazione in vista del
ballottaggio richiamaNDO in fretta e furia il suo storico spin doctor,
Paolo Glisenti - AL Newseum L’Italia è L’unico paese dell’Europa
occidentale a beccarsi un giudizio DI LIBERTà LIMITATA - FIORELLO COMPRA
CASA DA 5 MILIONI A CORTINA - BENEDETTA PARODI PORTA I SUOI BESTSELLER
DA RCS - FILM SULL’ASSALTO ALLA DIAZ, PROCACCI: NON MI GUIDA LA POLIZIA
- FORMIGONI NEW LOOK - CICCIOLINA IN CHIESA - SYRIA, TETTA SCOPPIATA
LETIZIA MORATTI
SUBITO DOPO AVER VOTATO
1-
Dopo
la breccia di Pisapia a Milano e la clamorosa, quanto inattesa batosta
subita, pare che Mestizia Moratti voglia cambiare strategia di
comunicazione in vista del ballottaggio del 29 e 30 maggio. La
fango-strategy in stile SS (Sallusti-Santanché) non ha convinto né
l'entourage del sindaco né gli elettori.
E allora sembra
che donna Letizia voglia richiamare in fretta e furia il suo storico
spin doctor, Paolo Glisenti, uomo di grandi relazioni ed esperienza,
ricordato a Palazzo Marino soprattutto per lo stipendio dorato (987mila
euro per due anni e mezzo).
Il 16 febbraio del
2009 Letizia Moratti fu costretta a sacrificarlo (chiedendone le
dimissioni dal CdA di Expo Spa, la società che gestisce l'Esposizione
universale del 2015) per far posto a Lucio Stanca, imposto da
Berlusconi.
2- Il Newseum e' la piu' grande istituzione al mondo
dedicata all'informazione. Una autentica chicca per gli appassionati.
Quattro piani dedicati alla comunicazione. Ed una volta all'anno
organizza una cerimonia in memoria dei girnalisti assassinati .
Centinaia di amici e parenti arrivano da tutto il mondo per ricordarli.
Alexander Lebedev , l'editore di Novaya Gazeta, il giornale di Anna
Politovskaia, pronuncia il discorso principale. Per ogni giornalista
assassinato risuona nella sala un colpo di gong. Fabio Polenghi,
freelance italiano ucciso negli scontri di Bangkok, e' nella lista dei
59 reporter caduti nel 2010.
Altri 18 reporter
uccisi negli anni precedenti ed ora ricordati nel memoriale del Newsuem
vengono ricordati: tra loro Cosimo Cristina, assassinato dalla mafia nel
1960 , considerato il primo giornalista ucciso da Cosa Nostra, Giovanni
Spampinato, Giuseppe Impastato , Mauro Rostango.
Quattro italiani
morti per aver fatto il proprio dovere di giornalisti. Nel salone non si
nota un solo rappresentante dell'Ambasciata italiana. E neppure la Rai.
Fuori campeggia un tabellone nel quale si rappresenta la situazione
della liberta' di stampa nel mondo. L'Italia e' indicata con un
inquietante colore giallo, unico paese dell'Europa occidentale a
beccarsi un giudizio mediocre.
http://www.newseum.org/exhibits-and-theaters/permanent-exhibits/world-news/press-freedom-map.html
3-
Domenica prossima a Washington, alla Holy Rosary Church, la chiesa della
Comunita' Italiana nella Capitale USA, verra' ricordato Giovanni
Falcone.
4-
Da "Ilgazzettino.it" - Lo showman Rosario Fiorello non sarà cittadino
onorario di Cortina, come chiese qualcuno, dopo il suo spettacolo
benefico del 24 febbraio scorso a favore degli alluvionati del Veneto,
ma di certo il suo legame con la conca d'Ampezzo si è consolidato, con
l'acquisto di una casa. Proprio quel giorno, il popolare mattatore
televisivo e radiofonico comperò un appartamento a Cianderìes, in una
delle zone residenziali più esclusive, che è lontana dalle strade più
trafficate ma, al tempo stesso, è facile da raggiungere, a poche
centinaia di metri dal centro.
All'ufficio
tavolare del Comune di Cortina, dove sono registrati tutti gli atti che
riguardano gli immobili, secondo l'antica e funzionale amministrazione
asburgica, risulta anche la cifra ufficiale, concordata fra le parti,
per la compravendita: 5 milioni 120 mila euro.
La firma sulla compravendita non è di Rosario Fiorello, ma della moglie
Susanna Biondi, in qualità di procuratrice. Mediatore della
compravendita risulta l'agenzia d'affari Menardi, di Giovanni Valle, che
ha percepito 150 mila euro.
5-
Da "Libero" - Secondo il quotidiano online Affaritaliani.it Benedetta
Parodi bolle in pentola una grossa novità: l'autrice dei bestseller da
circa due milioni di copie Cotto e mangiato e Benvenuti nella mia
cucina, passa dall'editore Vallardi (Gruppo Gems) a Rcs Libri, che le
avrebbe offerto un contratto da star. Lapidario il commento del
presidente di Gems Stefano Mauri: «È stata mal consigliata».
6-
Dal "Corriere della Sera" - Ancora polemica su Diaz -Non pulire questo
sangue, film sugli avvenimenti del G8 di Genova del 2001. Dal comitato
Verità e giustizia per Genova, di cui fanno parte anche Vittorio
Agnoletto e Haidi e Giuliano Giuliani, genitori di Carlo, il ragazzo
ucciso da un carabiniere durante gli scontri, arriva una lettera di
«sorpresa e preoccupazione» contro Fandango, la casa di produzione.
«Fandango è naturalmente libera di agire come crede ma siamo sconcertati
dalla sua scelta di mostrare la sceneggiatura al capo della polizia
Manganelli e non a chi fu vittima delle violenze degli agenti quella
notte».
Replica così il
produttore Domenico Procacci, che si dice pronto ad incontrare i
firmatari: «È un malinteso. Il capo della polizia non è chiamato ad
analizzare un progetto, non gli viene chiesto un beneplacito. Ho cercato
un incontro diretto con lui per informarlo: non è per un parere,
un'autorizzazione o avere un semaforo verde» . Sui mancati contatti con
chi c'era alla Diaz, Procacci respinge le accuse: «Tutto il processo di
scrittura è stato coordinato con il Genova Legal Forum rappresentato da
Carlo Bachschmidt» .
7-
Da "il
Giornale" - Dopo la camicia fiorata che ha bucato lo schermo ad Annozero
e la maglietta di Paperino sfoggiata domenica al seggio, il governatore
se n'è inventata un'altra per stupire col suo look. Roberto Formigoni
(nella foto) s'è presentato ieri all'inaugurazione del cantiere
dell'impianto Est di Eni nel sito di Sannazzaro De' Burgondi, nel
Pavese, con una singolare cravatta raffigurante quattro immagini del Re
Sole e un fazzoletto viola e giallo. Il presidente lombardo ha
«tranquillizzato» i presenti: «Questa cravatta l'ha fatta un artigiano
milanese che non posso nominare, raffigura i cinque Re Sole ed è
allusiva al mondo delle energie rinnovabili». Così è se vi piace...
8
- Carlo
Rossella per "Il Foglio" - Cena con Mick Jagger all'Eden-Roc di Cap
d'Antibes. Contro il freddo della sera lui si difende con un magnifico
Château Cru, molto leggero e molto sexy.
9-
Maurizio Crippa per "Il Foglio" - Non sapevo che Strauss-Kahn fosse
parroco a Sestri Ponente
10-
Da "Vanity Fair" in edicola domani
- Dicono che la figlia di un maestro oscuro organizzi festini piccanti.
Dicono che tra i protagonisti ci siano una scrittrice sciupamaschi dalla
folta chioma e un attore che ha fatto colpo come cattivo. Dicono.
- Gli insider di
Vanity Fair hanno mille occhi. Sul treno che dall'affascinante Sintra
riporta i turisti alla vicina Lisbona hanno pizzicato Vittoria Puccini e
Claudio Santamaria mentre si baciavano. La coppia di attori - lei ex di
Alessandro Preziosi, lui ex di Delfina Delettrez Fendi - flirta da
quattro mesi. Ma rivedendo questa foto del 2005, chi l'avrebbe mai detto
che sarebbe scoccata la scintilla?
- Il posto più
strano dove ho fatto l'amore: Ilaria Spada, 30 anni, attrice - In volo
sull'elicottero - «Era estate, da Milano dovevo raggiungere la Sardegna
con il mio ragazzo per il weekend. Lui ha insistito per viaggiare in
elicottero, nonostante la mia paura. Una volta in volo, l'ansia ha preso
il sopravvento e ho iniziato a stare male. A quel punto lui si è
impegnato a coccolarmi, e l'ha fatto così bene che abbiamo finito col
fare l'amore. Per fortuna gli elicotteri sono rumorosissimi, dai due
piloti ci separava solo la tendina. Fosse sempre così, non avrei paura
di volare».
11-
(LaPresse) - "Mi sono rifatta il seno, poi una volta in montagna una
protesi mi si è rotta, cadendo con lo snowboard: scivolando nel ghiaccio
l'ho spaccata e non avendo tempo, in quel periodo, di 'risistemarmi',
sono stata 4 mesi con un seno su e uno giù". Lo ha raccontato Syria,
ospite in diretta di max Giusti negli studi di 'Radio2SuperMax'. "Vi
dirò di più - ha continuato la cantante - il silicone avanzato
dall'intervento lo conservo, non sia mai dovesse servire".
12-
(LaPresse) - Zeppe e jeans aderentissimi non rientrano certo nel look di
una cattolica praticante, ma se è vero che l'abito non fa il monaco,
certamente il lato devoto di Cicciolina è una sorpresa per tutti.
Domenica, l'ex pornostar si trovava nel centro di Roma dove ha fatto
shopping in un negozio di biancheria intima accompagnata dal fidanzato
Luca Di Carlo. Cicciolina, dopo aver firmato alcuni autografi e aver
immerso i piedi nella fontana di Trevi, è entrata in chiesa, lasciandosi
alle spalle i fan e, forse, anche gli eccessi del passato.17-05-2011]
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un cannolo siculo
per il culetto di SGARBI - L’ANTIMAFIA SOSPETTA INFILITRAZIONI CRIMINALI
AL COMUNE DI SALEMI, GUIDATO DAL PALLORE GONFIATO - DIETRO a MOLTE
SCELTE LEGATE ALLA SANITA’ TRAPANESE, CI SAREBBE GIAMMARINARO, EX
FEDELISSIMO DI CUFFARO - OLIVIeRO TOSCANI DENUNCIÒ LE SUE INGERENZE GIA’
NEL 2009, DIMETTENDOSI DALLA CARICA DI ASSESSORE - LA MAGISTRATURA HA
SEQUESTRATO I beni (35 MLN €) COSTRUITO ATTRAVERSO UNA RETE DI
PRESTANOME - SGARBI MINIMIZZA: “SOLITA RETORICA DELL’ANTIMAFIA
Salvo Palazzolo
per "la Repubblica - Palermo"
Nell'ottobre 2009,
il fotografo Oliviero Toscani l'aveva detto senza mezzi termini ai
magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo: "Mi sono
dimesso dall'incarico di assessore della giunta di Vittorio Sgarbi, a
Salemi, perché mi sono reso conto che il contesto territoriale, che mi
permetto di definire mafioso, non mi consentiva di operare in maniera
libera e autonoma nell'amministrazione comunale".
Toscani mise a
verbale un nome, quello di Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale
democristiano ed ex sorvegliato speciale, da sempre uno dei potenti
della politica trapanese: "Partecipa alle riunioni della giunta - rivelò
l'assessore dimissionario - Giammarinaro assume anche decisioni, senza
averne alcun titolo".
Adesso, le
indagini della divisione anticrimine della questura di Trapani e dei
finanzieri del nucleo di polizia tributaria dicono che Giammarinaro
avrebbe continuato ad esercitare il suo potere politico non solo sul
Comune di Salemi, ma soprattutto sulla sanità trapanese. Per questa
ragione, il tribunale Misure di prevenzione di Trapani ha emesso un
provvedimento di sequestro anticipato di beni nei confronti
dell'esponente politico, così come proponeva il questore Carmine
Esposito.
I sigilli sono
scattati per un patrimonio da 35 milioni di euro: è costituito
innanzitutto da undici società che gestiscono centri di analisi, di
emodialisi e di fisioterapia, poi anche case famiglie e centri per
anziani. Secondo la magistratura, un impero economico costruito
attraverso una rete di prestanome. Il provvedimento del tribunale
riguarda anche conti correnti, appartamenti, terreni e auto di lusso.
Nel 2000,
l'esponente politico era stato assolto dall'accusa di concorso esterno
in associazione mafiosa, ma adesso il tribunale di Trapani ritiene che
le nuove indagini, coordinate da Giuseppe Linares (l'ex capo della
squadra mobile oggi a capo della divisione anticrimine), abbiamo messo
in evidenza "nuovi indizi" di relazioni di Giammarinaro con Cosa nostra.
Il collegio presieduto da Alessandra Camassa parla nel provvedimento di
"metodo mafioso" che l'ex fedelissimo di Totò Cuffaro avrebbe usato nei
suoi rapporti con gli amministratori del Comune di Salemi.
La scorsa estate,
il sindaco Vittorio Sgarbi aveva litigato pubblicamente con
Giammarinaro. La rottura era avvenuta sulla destinazione di alcuni
fondi. Intanto, continuavano ad arrivare pesanti minacce di morte al
primo cittadino di Salemi. Prima, una testa di maiale recapitata al
comando di polizia municipale; poi, una carcassa di cane lasciata nei
pressi dell'ufficio di gabinetto.
Le indagini della
Procura antimafia di Palermo non sono mai riuscite a individuare gli
autori delle intimidazioni, ma nel provvedimento di archiviazione il pm
Carlo Marzella ha scritto: "E' emerso un intenso e costante
condizionamento dell'attività amministrativa del Comune di Salemi da
parte di Giammarinaro".
Emblematico, un
episodio, scoperto grazie alle intercettazioni disposte dalla Procura.
Il 16 ottobre 2009, l'assessore Caterina Bivona chiamò il sindaco Sgarbi
per informarlo che la prefettura di Trapani sollecitava l'assegnazione
di un terreno confiscato al boss Salvatore Miceli. Sul tavolo del primo
cittadino c'erano le richieste di "Slow food" e dell'associazione
"Libera". Ma Giammarinaro voleva che il bene andasse all'Aias:
l'assessore lo disse chiaramente a Sgarbi.
In un'altra
intercettazione, il vice sindaco Antonella Favuzza confida a un amico
che il bilancio del Comune di Salemi è stato fatto a casa di
Giammarinaro, dove l'assessore Bivona e il consigliere Lorenzo Bascone
avrebbero portato i documenti dell'amministrazione per modificare alcuni
capitoli di spesa.
Fra qualche
giorno, il tribunale sarà chiamato a confermare il sequestro e a
decidere su un'altra richiesta del questore di Trapani, che sollecita
l'obbligo di soggiorno per Giammarinaro, fino al 2015.
LA REPLICA DI
SGARBI
Il primo cittadino di Salemi affida la sua versione a un comunicato
stampa. "Pino Giammarinaro non ha mai avuto alcun ruolo attivo, né
politico, né amministrativo, sul Comune di Salemi altro che quello
consentito dalla maggioranza di consiglieri che, in suo nome e con la
sua organizzazione politica, furono eletti in consiglio comunale".
Questo dice Sgarbi, che smentisce anche pressioni sulla sua giunta.
"Troppo comodo
evocare i fantasmi del passato di fronte a un'impresa così vasta e
difficile - prosegue il comunicato del sindaco di Salemi - a questa
impresa ha contribuito anche Oliviero Toscani, il quale, senza avere
avuto mai alcuno impedimento, ha trovato suggestiva la via d'uscita di
attribuire alla mafia e a Giammarinaro difficoltà di burocrazia, di
inerzia, di consuetudini amministrative clientelari".
Sgarbi se la
prende piuttosto con l'antimafia. "La grande rivoluzione - dice - è
stata contrastata, com'era prevedibile, più dalla facile retorica
dell'antimafia che dalla effettiva capacità di condizionamento di
Giammarinaro, pari a zero".17-05-201
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TURISMO
imbrambillato - c’È CRISI NERA (NEL 2010, PRESENZE IN CALO DEL 14,5%) ma
SUL SITO DEL MINISTERO DELLA BRAMBILLA (WWW.ITALIA.IT) NON C’è TRACCIA
DI AGRITURISMI, BED & BREAKFAST E CAMPEGGI (CHE VANNO ALLA GRANDE
ALL’ESTERO E IL ‘TIMES’ LI ELOGIA) - PROMOZIONE SOLO PER GLI ALBERGHI
RAPPRESENTATI DAL GERONZINO BERNABÒ BOCCA, CONSULENTE DI CRUDELIA SALMON
- AVVISO AI PASSEGGERI: MENTRE L’ALITALIA DEI “PATRIOTI” FATICA AD
ESISTERE, GLI AEREI LUFTHANSA RACCOLGONO TURISTI DA PORTARE IN GERMANIA
Daniele Martini
per "il
Fatto Quotidiano"
Non risulta che la
presidente di Agriturist, Vittoria Brancaccio, sia un'attaccabrighe.
Però con Michela Vittoria Brambilla, la ministra del Turismo, ha perso
proprio la pazienza. Per tre volte le ha chiesto per via informale e con
gentilezza di correggere le macroscopiche lacune del sito turistico
ufficiale del governo www.italia.it nel quale non c'è neanche mezza
parola sugli agriturismi e più in generale sul settore non alberghiero
(bed & breakfast, campeggi...).
È una dimenticanza
vistosa, da matita blu, una specie di clamoroso autogol, un approccio
tafazziano alla promozione delle vacanze via Internet considerando che
il turismo rurale e i bed & breakfast rappresentano insieme la quota
maggioritaria della ricettività nazionale.
In particolare,
gli agriturismi stanno vivendo un momento di grazia, vanno molto di moda
all'estero e godono di ottima stampa, compresa quella di giornali
paludati come The Times che non più tardi di qualche settimana fa ha
dedicato servizi estasiati a fattorie-alberghi in Liguria, Toscana,
Basilicata e Sicilia.
Per la Brambilla
tutto ciò, però , conta poco o nulla e il sito del governo ha continuato
a magnificare le attrattive turistiche italiane puntando sull'old style.
Cioè presentando soprattutto le città d'arte, anche se ormai ingolfate
al punto che alcune di esse sono costrette a mettere il ticket
all'accesso e ad imporre numeri chiusi, e privilegiando la promozione
dei pernottamenti in albergo, settore che con Federalberghi ha come
protagonista Bernabò Bocca che della Brambilla è uno dei supporter più
convinti e influenti.
La presidente di
Agriturist ha aspettato fiduciosa per quasi un anno che le correzioni
richieste fossero accolte dalla ministra e quando ha visto, invece, che
le vacanze in fattoria venivano fatte sparire perfino dal sito Internet
ufficiale dell'Enit, l'ente nazionale del turismo, ha cambiato registro.
Per evitare che
poi qualcuno, compresa la Brambilla, facesse finta di cadere dal pero
dicendo di non aver ricevuto alcuna richiesta, ha messo le indicazioni
per scritto e per essere sicura che fossero consegnate all'interessata,
le ha inviate per raccomandata con ricevuta di ritorno. E ora accusa: "I
testi del sito ministeriale sono banali, pieni di errori, con parti non
tradotte o non aggiornate, nessuna indicizzazione sui motori di
ricerca".
Una polemichetta
quella tra la Brancaccio e la Brambilla? Un piccolo sgambetto tra due
signore dell'industria delle vacanze? Mica tanto, perché anche il duello
a distanza tra la presidente degli agriturismi e la ministra si
inserisce in un clima teso e nervoso. Per un motivo semplice: da settore
che assieme all'edilizia avrebbe dovuto essere la colonna portante del
Rinascimento italiano, così come aveva assicurato Silvio Berlusconi
all'inizio della legislatura , il turismo è precipitato in una crisi
nera. Non solo a causa delle difficoltà economiche generali e mondiali,
ma per effetto di scelte sbagliate, improvvisate e spesso provinciali.
Una riprova
indiretta è il successo della Germania, Paese con tante doti, ma dalle
attrattive turistiche notevolmente più modeste rispetto all'Italia. Nel
2010 il fatturato turistico tedesco è aumentato addirittura del 12 per
cento grazie soprattutto alla capacità di attrazione di Lufthansa nel
mondo.
In pratica, mentre
l'Alitalia dei "patrioti" a stento mantiene le posizioni e da tempo ha
dovuto rinunciare a una presenza in grande stile nelle maggiori piazze
mondiali, gli aerei Lufthansa raccolgono turisti ovunque convogliandoli
verso gli scali tedeschi, gente che in Germania si ferma uno o due
giorni al massimo per proseguire verso altre mete turisticamente più
gradite, ma che ingrossa il dato delle presenze e soprattutto porta
soldi.
Nel frattempo
l'Italia ha preso una legnata storica: secondo quanto certificato
dall'Osservatorio nazionale per il turismo (Ont), nel 2010 il numero
delle presenze è calato di un altro 14,5 per cento rispetto al 2009 che
era stato un anno disastroso. I dati Bankitalia confermano questo
andamento negativo e attestano che anche il 2011 è cominciato male, con
saldo negativo a gennaio di 47 milioni di euro.
Nonostante tutte
le premure ministeriali, anche il settore alberghiero risente parecchio
dell'andazzo negativo: secondo Federalberghi l'altr'anno sono stati
licenziati circa 5 mila dipendenti a tempo indeterminato, il 3,6 per
cento di tutta la forza lavoro impiegata, ma se nel conto si mettono
anche gli stagionali e quelli dell'indotto, i posti persi sono 20 mila.
Secondo Bankitalia
dal 2006 al 2010 il numero dei pernotti stranieri in Italia è sceso da
349 mila a 311 mila mentre è cresciuto il numero degli italiani che
vanno all'estero, da 228 mila a 254 mila. Ovvio che il saldo turistico
Italia-estero sia sceso nello stesso periodo da 12 miliardi di euro a
8,8.
Una débâcle.
Stando così le cose difficilmente potrà avverarsi la profezia di Silvio
Berlusconi che nel 2008 assicurò il raddoppio del fatturato turistico in
un quinquennio, obiettivo epocale se si fosse avverato, perché il giro
d'affari dell'industria delle vacanze è colossale, il 10 per cento del
Pil, quanto tutta l'industria automobilistica nazionale.
Nel frattempo non
solo la profezia berlusconiana sta evaporando, ma piove sul bagnato. Di
recente l'Enit ha dovuto chiudere i due uffici di rappresentanza europei
storici, le sedi di Monaco di Baviera e Amsterdam che per decenni
avevano contribuito a convogliare i vacanzieri in Italia attraverso
rapporti consolidati con i tour operator.
Uffici che
volevano dire turismo olandese e della Bassa Germania. Come spiega al
Fatto il direttore Paolo Rubini, si è trattato di una scelta forzata,
dovuta al taglio delle risorse all'ente turistico, passate nel giro di 3
anni da 48 milioni di euro a 24, poi a 20 con un altro taglio.
L'Enit sta
cercando di concentrare i suoi sforzi verso i Bric, Brasile, Russia,
India e Cina, paesi economicamente in crescita, dove si sono formate o
si stanno formando classi medie numerose, danarose e con la voglia di
girare il mondo. Ma ammesso che l'operazione riesca e che l'Italia la
spunti su una concorrenza sempre più spietata, i frutti non si vedranno
subito. Nel frattempo, dopo la chiusura di Monaco e Amsterdam, in Italia
quest'anno probabilmente si vedranno ancora meno tedeschi e olandesi.
17-05-2011]
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“Uomo bianco
scomparirai” - DA COLONIE A COLONNE, da schiavi a padroni, da affamati
ad affamatori: la nemesi storica del colonialismo - londra e parigi che
appartengono agli arabi, gli stati uniti tenuti per le palle da cina e
india, LE MATERIE PRIME e risorse minerarie in mano al terzo mondo.
benvenuti al nuovo colonialismo (Non sarà più la guerra a dettare
l’agenda delle invasioni, ma la pressione demografica e le forze
giovani)...
Simone Paliaga per
"IL" de "Il
Sole 24 Ore"
1 - CONTROLLO
SUGLI STRETTI PARTITA PER INDIA E CINA...
Chi sorveglia gli stretti domina il mondo. Il nuovo colonialismo passa
per il loro controllo, da lì transitano merci e rifornimenti energetici.
Suez, Bab-el-Mandeb, Hormuz, San Bernardino, Malacca sono la posta in
gioco per la nuova leadership. Lo intuisce alla fine dell'Ottocento il
teorico americano del sea power Alfred Mahan e prepara il Secolo
americano. Lo ribadisce dagli anni Cinquanta il diplomatico indiano
Kevalam Madhava Panikkar e da poco il generale cinese Liu Huaqing, ora
che India e Cina aspirano a un ruolo a fianco degli Usa.
Da Malacca passa
ben il 40% del petrolio mondiale: l'80% dei rifornimenti cinesi e il 70%
di quelli indiani. Tra il 2020 ed il 2030 il greggio trasportato
attraverso Hormuz raggiungerà i 35 milioni di barili giornalieri (poco
meno della metà dell'intera produzione mondiale). Il loro controllo
diventa vitale, e per raggiungerlo il primo passo sono i porti off-shore
cinesi e indiani, rispettivamente a Sittwe (Myanmar) e Gwadar
(Pakistan); e Campal Bay (isole Nicobare) e Chah Bahar (Baluchistan
iraniano).
2 - COME CAMBIANO
LONDRA O PARIGI: DIECI CITTÀ D'EUROPA, O DEI NON EUROPEI...
Denatalità europea e forte immigrazione rimano con nuovo colonialismo.
Non sarà più la guerra a dettare l'agenda delle invasioni, ma la
pressione demografica e le forze giovani. Nei prossimi quattro lustri,
dieci grandi città europee, tra cui Londra e Parigi, vedranno crescere
la loro popolazione allogena fino alla maggioranza. Dagli anni Ottanta
esperti in demografia e storici, come i francesi Alfred Sauvy e
Jean-Claude Chesnais, il tedesco Herwig Birg e l'inglese Walter Laqueur,
suonano l'allarme.
Già nel 2004 a
Bruxelles più del 55% dei neonati è figli di immigrati; nella regione
tedesca della Ruhr, entro pochi anni, più della metà delle classi d'età
sotto i trent'anni sarà di origine etnica non tedesca e nell'Île de
France Mohammed è il nome più diffuso. Se nel 2005 gli stranieri in
Italia erano 1,99 milioni, il 1° gennaio 2011, arrivano alla cifra di
4,56 milioni, con un tasso di natalità di 2,7 figli per donna, contro
1,4 delle italiane. L'invasione è appena cominciata?
3 - IL SENSO DI
COLPA SOLO IN OCCIDENTE...
"Uomo bianco scomparirai" recita il titolo dell'antologia raccolta
dall'antropologo Stan Steiner nel 1976. Da allora la «cultura del
piagnisteo» (Robert Hughes) si impone nell'immaginario collettivo,
costringendo gli europei a guardare al passato e lasciando la gestione
del futuro a chi sensi di colpa non ne ha. La colpa che grava
sull'Occidente macchia tutti gli occidentali allo stesso modo. Le
responsabilità ai mali perpetrati in passato dal mondo ricco e
sviluppato si trasmettono quasi geneticamente dalla nascita.
Da esse ci si
monda a condizione di abbracciare l'oppresso, l'offeso, il vessato,
criticando fino in fondo i presupposti di quell'Occidente al quale
malgrado tutto si appartiene. È quanto insegnano Michel Foucault, Edward
Said e oggi Arjun Appadurai, Homi Bhabha, Gayatri Chakravorty Spivak,
lasciando le nuove generazioni senza iniziativa.
Ma guerre e
schiavismo non sono un portato dell'uomo europeo; le civiltà africane,
arabe, asiatiche furono e in gran parte sono ancora ferocemente
discriminanti, fondate sulle caste e sull'obbedienza assoluta, risponde
Jared Diamond. La colonizzazione comincia anche dalla cultura.
4 - IL DEBITO
PORTOGHESE? GLI EX SCHIAVI LO SALVANO...
La crisi di questi anni e il rischio di default di Grecia, Portogallo e
Spagna rischia di piegare l'Ue. Quale migliore occasione di colonizzare
i colonizzatori d'antan? Se il presidente brasiliano Dilma Roussef si
offre di acquistare parte del debito lusitano, la Cina ha già in tasca
il 19% di quello greco e il 12,5% di quello spagnolo. Non sono questi i
soli casi di una storia che sembra andare al contrario.
Non ne è immune la
Gran Bretagna, la cui maggior banca si chiama Hsbc, Hong Kong and
Shanghai Banking Corporation, con sede a Londra ma capitali cinesi.
Neppure l'India perde la storica occasione di revanche: il colosso
dell'automobile Tata acquista dalla Ford - per 2,3 miliardi di dollari -
le britanniche Jaguar e Land Rover, seguita dalla cinese Geely che
compra la casa automobilistica svedese Volvo a 1,8 miliardi di dollari.
5 - RISORSE
MINERARIE E MICROCHIP...
La nuova parola d'ordine nel Celeste Impero è xinxihua,
informatizzazione. Forze armate, produzione industriale, devono
modernizzarsi. Ma per non dipendere nella produzione di microprocessori
dai colossi stranieri serve una materia prima. La corsa al coltan
comincia in Congo.
Questa è solo una
delle risorse di cui la Cina, diventata con la globalizzazione il
principale polo manifatturiero del pianeta, abbisogna per rispondere
alla domanda mondiale. Oro, tungsteno, stagno, carbone, uranio e platino
sono vitali per continuare la crescita e conservare il primato. Ma non
li trova solo in Africa.
L'Australia, il
maggior esportatore di carbone e minerali ferrosi, è una miniera a cielo
aperto. La campagna acquisti del Dragone sul suolo australiano accelera
a partire dal 2008 e sembra inarrestabile, al punto da far temere
all'Authority dell'Oceania che i cinesi finiscano per stabilire i prezzi
delle materie prime. Tuttavia il controllo non passa solo dalle risorse
da importare ma anche su quelle da esportare.
Succede nel 2010
al cotone che raggiunge il record storico, alla lana che arriva ai
massimi biennali, alla seta grezza che attinge quotazioni mancate dalla
metà degli anni Novanta e al cashmere raddoppiato di prezzo in pochi
mesi, lasciando a bocca asciutta l'industria tessile europea.
6 - QUANDO L'INDIA
COLTIVA LE TERRE IN ARGENTINA...
Si scrive land grabbing, si legge conquista di terre coltivabili, al
punto da far temere al direttore della Fao, Jacques Diouf, un nuovo
colonialismo. Quando nel 2006 esplode il prezzo delle materie prime, i
Paesi produttori di grano e riso limitano le esportazioni, per evitare
instabilità e guerra per il pane intestine. Così i grandi importatori,
come Cina, India e gli Stati del Golfo, con scarsità di risorse agricole
ma abbondanza di mezzi finanziari corrono ai ripari comprando terreni
all'estero per coltivare cibo da riesportare entro i propri confini.
Pechino ha
acquistato 2,8 milioni di ettari in Congo, due in Zambia, 80mila ettari
di terra in Russia, 43mila in Australia, 70mila in Laos, 10mila in
Camerun, 7mila in Kazakhstan, 5mila a Cuba e 1.050 in Messico. L'India
non è da meno. Dehli possiede 614mila ettari in Argentina, 370mila in
Etiopia, 232mila in Madagascar, 289mila in Malesia, 50mila ettari in
Laos, 69mila in Indonesia, 10mila in Paraguay, 10mila anche in Uruguay.
Dove prima giungevano le baionette, oggi arriva la finanza.
7 - VENTI MILIONI
DI CINESI HANNO SETE DI ORO BLU...
«Se le guerre del XX secolo sono state combattute per il petrolio,
quelle del XXI secolo si combatteranno per l'acqua». Ad affermarlo, nel
1995, è Ismail Serageldin, vice presidente della Banca Mondiale. Chi
aspira a ritagliarsi la primazia sulla scena mondiale lo sa. I primi
dieci mesi del 2010 sono stati il periodo più secco nella storia della
Cina: secondo le cifre ufficiali almeno 19 milioni le persone soffrono
di mancanza di acqua e circa 6 milioni di ettari di aree coltivabili
patiscono la siccità.
Costruzioni di
dighe, deviazioni di fiume, ricerca di acque fossili non bastano. Dal
1984 la Cina volge l'attenzione all'Antartide, ricca di minerali,
materie prime, risorse ittiche ma soprattutto riserva dell'80% circa
dell'acqua di tutto il globo terrestre. Consapevole forse che con un
attacco nucleare si piega un Paese in 30 giorni, con la Bomba A
(alimentare) crolla in una settimana, ma senza acqua per soccombere di
giorni ne bastano pochi.
17-05-2011]
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1- "THE WALL
STREET JOURNAL" SCODELLA IL PERCHé E IL PERCOME DELL’ASCESA DI DRAGHI -
2- LA MERKEL SI SAREBBE DECISA SOLO DOPO AVER OTTENUTO DALLA FRANCIA
(SARKOZY REMAVA CONTRO L’ALTRO CANDIDATO, IL PRESIDENTE DELLA BUNDESBANK
AXEL WEBER) IL SOSTEGNO PER UNA MAGGIORE DISCIPLINA FISCALE
NELL’EUROZONA - 3- INFATTI WEBER SI è SEMPRE OPPOSTO A CHE LA BCE SI
ACCOLLASSE 77 MILIARDI € DEI PEGGIORI E PIÙ RISCHIOSI TITOLI DI STATO
CHE SI POSSANO TROVARE SUL MERCATO, NONCHÉ DI FARSI CREDITRICE DELLE
BANCHE IRLANDESI PER ULTERIORI 100 MILIARDI DI EURO - 4- "IL FUTURO
DELL’EURO DIPENDE DALLA CAPACITà DI DRAGHI A RESISTERE A PARIGI, BERLINO
E ROMA" - 5- ULTIMO AVVISO: "L’INSISTENZA DELLA BCE SUL FATTO CHE LA
GRECIA E GLI ALTRI NON AVRANNO BISOGNO DI RISTRUTTURARE IL DEBITO APPARE
SEMPRE PIÙ SURREALE E PERICOLOSA" -
Da The Wall Street
Journal -
Ora che è certa la
nomina di Mario Draghi alla testa della Banca centrale europea, possiamo
chiederci che tipo di presidente sarà e come aiuterà a far sì che la
problematica Eurozona che eredita si stabilizzi.
Le molte
credenziali dell'italiano non sono state sufficienti a convincere subito
Angela Merkel. Secondo le nostre fonti, la cancelliera si sarebbe decisa
solo dopo aver ottenuto dalla Francia (che remava contro l'altro
candidato, il presidente della Bundesbank Axel Weber) il sostegno per
una maggiore disciplina fiscale nell'Eurozona.
Ora Draghi avrà il
difficile compito di guidare un consiglio di amministrazione composto
dai rappresentanti di tutti e 17 gli stati membri. Proseguire nella
politica monetaria di Trichet, non è solo una strategia prudente, visto
che l'insediamento avverrà a novembre, ma potrebbe essere anche l'unica
a disposizione dell'italiano.
Ma c'è un altro
lascito di Trichet che spiega come mai la successione alla testa della
Bce fosse divenuta quanto mai una questione politica. Negli ultimi 12
mesi Trichet ha portato la Banca centrale sempre più addentro al
business dei salvataggi nazionali. Un compito per il quale non esiste un
mandato per legge o trattato. La Banca è attualmente proprietaria di 77
miliardi € dei peggiori e più rischiosi titoli di stato che si possano
trovare sul mercato., nonché creditrice delle banche irlandesi per
ulteriori 100 miliardi.
Weber si oppose a
questi schemi, non da ultimo per la minaccia che essi rappresentano per
l'indipendenza politica della Bce. Se Draghi ha la convinzione e
l'autorità per resistere a Parigi, Berlino e Roma resta da vedere, ma il
futuro dell'euro potrebbe dipendere da questo.
Il fegato
dell'italiano sarà testato molto presto. L'inflazione galoppa in tutto
il continente e la Bce ha fatto intendere che nuovi aumenti dei tassi di
interesse sono in arrivo. I dati recenti suggeriscono di non abbandonare
questa strada. La crescita dell'Eurozona, alimentata da Francia e
Germania, ha superato le attese. Ma la crescita in Spagna, Italia e
Grecia è crollata. L'economia del Portogallo si sta riducendo mentre la
politica di austerità mangia investimenti e spese.
Il prossimo
presidente della Bce dovrà riconoscere questo divario, tenendo tuttavia
a freno l'inflazione complessiva. Riguardo a ciò, Draghi ha dimostrato
di avere il giusto istinto. Detto questo, le economie della periferia
d'Europa non sono in difficoltà per mancanza di soldi, ma perché
sovra-regolate e non competitive. Hanno quindi bisogno di riforme che
non dipendono dalla Bce, ma dai governi nazionali.
Per quanto
riguarda la crisi del debito, comunque, avere la mentalità giusta non
basterà per evitare danni. Draghi ha detto che l'inadeguata applicazione
dei massimali di disavanzo e di altre politiche economiche nazionali -
non la moneta comune in sé - sono la causa immediata delle crisi. Questo
è un buon inizio.
La Bce è la prima
interessata al destino dei paesi in crisi e il suo ruolo nel riportarli
in salute sta nel decidere il loro ruolo a lungo termine nella zona
euro, e nel ripristinare la solvibilità. Tuttavia, l'insistenza della
Banca centrale sul fatto che la Grecia e gli altri non avranno bisogno
di ristrutturare il debito appare sempre più surreale e pericolosa.
La credibilità
della Bce è in rapido declino, sia per quanto riguarda le crisi, sia per
gli aspetti economici dell'esperimento europeo in generale. Il compito
di Draghi sarà quello di risollevarla su entrambi i fronti il più presto
possibile. 17-05-2011]
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PARMALAT CONTRO
LACTALIS - BONDI NON CI STA AD ANDARE A CASA A SOLI 82 ANNI NEL SUO BEL
BORGO TOSCANO - IERI IL CDA DELLA PARMALAT HA RESPINTO L’OPA OSTILE DI
LACTALIS PERCHE’ "IL PREZZO NON E’CONGRUO" - MA COME, GOLDMAN SACHS HA
VENDUTO LE SUE AZIONI A 1,9 EURO E ORA, DA CONSULENTE, DICE CHE 2,6 SONO
POCHI - SI ERANO RINCOGLIONITI SEI MESI FA, OPPURE DA CONSULENTI DI
BONDI HANNO SCOPERTO CHE IN REALTA’ A COLLECCHIO LE MUCCHE HANNO LE
TETTE D’ORO? - OGGI IL TAR DECIDE SUL RICORSO ANTI-OPA DEI CONSUMATORI
Vittorio Malagutti
per "il
Fatto quotidiano"
Enrico Bondi non
si arrende. Il numero uno di Parmalat, con il sostegno dell'intero
consiglio di amministrazione, alza l'ultima barricata contro l'assalto
di Lactalis. "Il prezzo offerto dai francesi non è congruo", dicono da
Collecchio. Di più: quei 2,6 euro per azione che la multinazionale
transalpina è disposta a pagare ai soci di Parmalat "non rappresentano
il valore del capitale economico della società italiana nel contesto di
un'operazione di presa di controllo".
Traduzione: se
volete davvero mettere le mani sul gioiellino emiliano dovete
rassegnarvi a sborsare una somma più alta. E quale sarebbe il prezzo
giusto? Questo Bondi non lo dice. É noto però che nel marzo scorso i
francesi pagarono 2,8 euro i titoli messi in vendita dai tre fondi
internazionali (Mackenzie, Skagen, Zenit). All'epoca passò di mano il 15
per cento circa del capitale che si aggiunse al 14 per cento già
rastrellato in Borsa nelle settimane precedenti. Adesso Lactalis punta a
conquistare la maggioranza assoluta, ma è pronta anche a comprare fino
al 100 per cento della società emiliana con un'offerta pubblica, già
autorizzata dalla Consob, che partirà lunedì prossimo.
Particolare
interessante: la dichiarazione dei consiglieri di Collecchio si basa
sull'analisi affidata alla banca americana Goldman Sachs. Quest'ultima,
tramite la sua divisione che si occupa di gestioni patrimoniali, è stata
a lungo azionista di Parmalat, arrivando a controllare una quota vicina
al 5 per cento. A novembre 2010, però, Goldman Sachs ha comunicato di
aver ceduto gran parte delle sue azioni. A comprare, con ogni
probabilità, sono stati proprio i fondi internazionali che qualche mese
più tardi hanno girato i loro titoli a Lactalis.
Domanda: a quanto
hanno venduto gli americani? Risposta: a un prezzo non lontano da
1,8-1,9 euro per azione, che era la quotazione corrente nell'autunno
scorso. Dunque adesso Goldman Sachs considera non congrua un'offerta di
2,6 euro, mentre sette mesi fa ha venduto le azioni gestite per conto
dei propri clienti incassando una somma di gran lunga inferiore. E' vero
che la valutazione di questi giorni si riferisce alla quota di
maggioranza di Parmalat. Certo è però che questa considerazione non
sembra sufficiente a giustificare la differenza.
Forse, a suo
tempo, i gestori del risparmio di Goldman Sachs avrebbero potuto farsi
consigliare dai loro colleghi che si occupano di analisi finanziaria e
magari, chissà, tenendosi quei titoli avrebbero potuto guadagnare
qualcosa in più.
Ma tant'è, ormai c'è poco da fare. Bondi, forte del sostegno dei
consulenti, dice che il prezzo dell'Opa non è congruo. La valutazione
degli amministratori di Collecchio, che fin dall'inizio hanno bollato
come ostile l'Opa francese, non obbliga di per sè la controparte ad
aumentare il prezzo. In teoria però il giudizio del board di Parmalat
potrebbe influenzare le scelte degli investitori.
Almeno di quelli
convinti che nel lungo periodo il titolo del gruppo che fu di Calisto
Tanzi sia destinato a salire oltre i 2,6 euro proposti adesso da
Lactalis.
Va detto che il
prezzo d'Opa rappresenta un premio notevole rispetto all'andamento del
titolo in questi mesi: circa il 20 per vento in più della quotazione
media dell'ultimo anno. Come dire che per la maggioranza degli azionisti
la tentazione di vendere potrebbe essere notevole. Tanto più che nel
breve termine la multinazionale francese non sembra comunque
intenzionata a ritoccare l'offerta. Anche la Borsa pare convinta che il
prezzo non cambierà. Ieri infatti, anche dopo il comunicato di Parmalat,
la quotazione è rimasta sostanzialmente ferma a 2,61 euro.
Da qui alla
partenza dell'Opa fissata per il 23 maggio resta però ancora l'incognita
di un verdetto. E questa volta non c'entra nulla l'inchiesta penale per
insider trading e aggiotaggio aperta dalla procura di Milano sulle
circostanze che portarono alla vendita a Lactalis delle azioni dei
fondi. Quell'indagine avrà ancora tempi lunghi. Oggi invece potrebbe
arrivare la decisione del Tar del Lazio sullo stop all'Opa chiesto dal
Codacons. Secondo questa associazione di tutela dei consumatori,
l'offerta dei francesi sarebbe carente sul piano della trasparenza e
quindi non consentirebbe una scelta consapevole da parte degli
investitori. Oggi vedremo se quest'ultimo siluro antifrancese è
destinato ad andare a segno. 18-05-2011]
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1- PRIMA
DELL’ADDIO DI DRAGHI, PASSERA AVREBBE INTENZIONE DI CESTINARE IL SISTEMA
DUALE DENTRO INTESA. IL COMITATO DI SORVEGLIANZA E IL CONSIGLIO DI
GESTIONE VERREBBERO SUPERATI DA UN MODELLO CHE manderebbe AI GIARDINETTI
IL PRESIDENTE BAZOLI - (E SENZA ABRAMO, TREMA LA PORTRONA DI DE BORTOLI
CHE UN ANNO FA UCCELLò PASSERA) - 2- BINI SMAGHI STA ALZANDO IL PREZZO
PER AVERE UNA CONTROPARTITA ADEGUATA ALL’INCARICO FINORA RICOPERTO E CON
IL SUO IRRIGIDIMENTO RISCHIA DI SCOMBINARE LE INTESE RAGGIUNTE TRA
BERLUSCONI E SARKOZY PER PORTARE DRAGHI ALL’EUROTOWER - 3- CHI è DAVIDE
CORRITORE, IL GURU ECONOMICO DI PISAPIA CHE SI DIVERTIRÀ A SMANTELLARE
PEZZO PER PEZZO LA ROCCAFORTE DEL CAVALIERE E DELL’INFELICE MORATTI - 4-
A MILANO RIDONO DI GUSTO ALL’IDEA DI RIVEDERE PAOLO GLISENTI, IL BEL
TENEBROSO CHE DUE ANNI FA DOVETTE LASCIARE L’INCARICO DI SUPERCONSULENTE
DI MESTIZIA -
1- LORENZO BINI
SMAGHI STA ALZANDO IL PREZZO PER AVERE UNA CONTROPARTITA ADEGUATA
ALL'INCARICO FINORA RICOPERTO E CON IL SUO IRRIGIDIMENTO RISCHIA DI
SCOMBINARE LE INTESE RAGGIUNTE TRA BERLUSCONI E SARKOZY PER PORTARE
DRAGHI ALL'EUROTOWER
Quando alle 9 di questa mattina Lorenzo Bini Smaghi è entrato all'hotel
Four Seasons di Milano aveva l'aria di chi si prepara a gustare un
colpaccio.
Nei saloni
dell'albergo di via Gesù l'economista fiorentino che siede nel Comitato
esecutivo della BCE, ha partecipato a un convegno organizzato sulle
prospettive dell'economia globale, si è seduto accanto al presidente
delle Banche Popolari, Carlo Fratta Pasini, e a Giovanni Perissinotto,
l'uomo forte delle Generali che gli amici chiamano "Perissirotto".
Quest'ultimo non
aveva l'aria molto serena perché dopo la bufera che ha investito la
Compagnia pensava di rientrare nell'ombra per lavorare tranquillo, ma
dai giornali che gli hanno dato corda nella battaglia contro Cesarone
Geronzi, arrivano i primi dubbi sull'eventuale ingresso della banca
russa Vtb nella Compagnia triestina.
Durante il
dibattito moderato dal giornalista di "Class", Andrea Cabrini, Bini
Smaghi è andato giù pesante sul problema della Grecia per la quale si
parla di una ristrutturazione del debito pubblico per evitare di
ripetere la tragedia dell'Argentina.
Ai suoi
interlocutori ha voluto dimostrare di essere anche lui un sostenitore di
quel rigore tedesco che intende mettere fine ai salvataggi dei paesi in
crisi. È più o meno la stessa tesi sostenuta ieri sera nella
trasmissione "SkyTgEconomia" da economisti come Cesare Vaciago e Daniel
Gross che tra i sorrisi compiaciuti della conduttrice Sarah Varetto non
hanno escluso il fallimento di stati sovrani e di banche nazionali
(soprattutto irlandesi).
Ma il magnifico
Lorenzo ha voluto premere sul rigore per ammiccare soprattutto ai
tedeschi e alla massaia di Berlino, Angela Merkel, che deve dire
l'ultima parola sull'assetto finale della Banca centrale di Francoforte.
Il gioco di Bini Smaghi è diventato nelle ultime ore piuttosto
inquietante perché ha dichiarato senza mezzi termini di non voler
schiodare dalla poltrona di Francoforte. Questa tesi è stata duramente
contestata dal ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde,
l'aristocratica signora che si interessa più alle sorti della BCE che a
quelle del "coniglietto in calore" Strauss-Kahn.
È chiaro che il
55enne economista italiano sta alzando il prezzo per avere una
contropartita adeguata all'incarico finora ricoperto e con il suo
irrigidimento rischia di scombinare le intese raggiunte tra Berlusconi e
Sarkozy per portare Draghi all'Eurotower.
Ai piani alti di
via Nazionale nessuno crede all'ipotesi di uno scambio di ruoli tra
superMario (salutato oggi dalla stampa francese con particolare rilievo)
e il mediceo Lorenzo che dall'83 al '94 ha lavorato a via Nazionale.
Il problema però è
destinato a finire tra i piedi del governo dove Giulietto Tremonti si
batterà fino all'ultimo per portare alla direzione generale di
Bankitalia Vittorio Grilli, l'unica partita che interessa veramente il
ministro dell'Economia. Se poi qualcuno vorrà soddisfare le ambizioni
smisurate di un economista modesto come Bini Smaghi, allora si potrà
pensare a uno strapuntino nel Direttorio della Banca d'Italia.
2- CHI è DAVIDE CORRITORE, IL GURU ECONOMICO DI PISAPIA CHE SI DIVERTIRÀ
A SMANTELLARE PEZZO PER PEZZO LA ROCCAFORTE DEL CAVALIERE E
DELL'INFELICE MORATTI - NESSUNO ANCORA HA ACCESO UN RIFLETTORE SUGLI
EFFETTI CHE POTREBBE AVERE L'ARRIVO DELL'AVVOCATO PENALISTA MILANESE
(FIGLIO DELL'AUTORE DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE) E DEL GIUSTIZIALISTA
NAPOLETANO
Chi passa dalle parti di Palazzo Marino a Milano e di Palazzo San
Giacomo a Napoli avverte un leggero tremolio.
Sono le avvisaglie
del terremoto che tra poco meno di 15 giorni potrebbe investire le due
città con la vittoria di Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris. Nessuno
ancora ha acceso un riflettore sugli effetti che potrebbe avere l'arrivo
dell'avvocato penalista milanese (figlio dell'autore del codice di
procedura penale) e del giustizialista napoletano. Entrambi sono uomini
di legge che dopo aver introdotto criteri di trasparenza nelle due
"botteghe" comunali dove si intrecciano affari di ogni genere,
manderanno valanghe di dossier alle rispettive procure.
Per adesso il
tremolio si ferma al di qua dei tribunali e anticipa l'arrivo dello
spoil system, il meccanismo che da sempre caratterizza i ribaltoni nelle
stanze del potere. Per quanto riguarda Milano, il moderato Pisapia ha
già fatto sapere che non intende usare la ghigliottina nei confronti dei
dirigenti e dei manager del Comune e delle aziende controllate.
Un Comitato nomine
presieduto dall'ex-presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida,
avrà il compito di valutare uno ad uno i ruoli dei personaggi che donna
Letizia Moratti ha sistemato nei vari enti cominciando dall'Expo
presieduta dall'amica Diana Bracco, per finire all'azienda dei tram con
l'ex-ferroviere Elio Catania.
Un ruolo
importante in questa radiografia del potere milanese sarà affidato a
quello che oggi il quotidiano "Finanza&Mercati" chiama "il guru
economico di Pisapia". Il suo nome, Davide Corritore, non è mai uscito
dall'orizzonte ambrosiano dove è nato e cresciuto studiando al liceo
Berchet e alla Bocconi.
Poi quest'uomo ha
lavorato in Citibank e per Deutsche Bank dilettandosi nel frattempo a
scrivere una rubrica sul settimanale "Il Mondo", fino alla scoperta nel
2001 della politica, una passione nata in gioventù tra le file del Pci.
Un piedino Corritore l'ha messo anche a Roma come consulente economico
di D'Alema e adesso insieme a Maurizio Baruffi (altro consigliere
comunale del Pd) e a Gianni Confalonieri (ex-Prc sotto le bandiere di
Nichi Vendola) si divertirà a smantellare pezzo per pezzo la roccaforte
del Cavaliere e dell'infelice Moratti.
3- A MILANO RIDONO DI GUSTO ALL'IDEA DI RIVEDERE PAOLO GLISENTI, IL BEL
TENEBROSO CHE NEL FEBBRAIO DI DUE ANNI DOVETTE LASCIARE L'INCARICO DI
SUPERCONSULENTE DI DONNA LETIZIA
A Milano ridono di gusto all'idea di rivedere Paolo Glisenti, il bel
tenebroso che nel febbraio di due anni dovette lasciare l'incarico di
superconsulente di donna Letizia.
Se la notizia
anticipata ieri da Dagospia sarà confermata, si tratterà di un'autentica
"mission impossible" per l'uomo che donna Letizia arruolò nel luglio
2006 con lo stipendio d'oro di 987mila euro. Negli ambienti politici si
ride perché questa mossa disperata della moglie del petroliere suona
come un'altra cazzata.
Molti ricordano
infatti che a bocciare le ambizioni di Glisenti proteso a occupare il
vertice della Soge (la società dell'Expo) fu Silvio Berlusconi durante
il drammatico colloquio del 16 febbraio 2009 nella villa di Arcore con
donna Letizia.
Dopo quella
decisione che gli chiuse le porte, Glisenti tentò di andare all'Eni ma
anche qui la sua candidatura trovò l'ostacolo di Paoletto Scaroni. E
alla fine non gli è rimasto che sbarcare nello staff del sindaco dalle
scarpe ortopediche, Gianni Alemanno.
In Campidoglio si
è subito distinto rispetto alla modestia degli altri consulenti e ha
puntato a prendere le redini del Comitato Olimpico, ma ancora una volta
è stato stoppato dal tandem Petrucci-Pescante.
Forse la Moratti
nella sua immensa simpatia per il bel tenebroso non ha visto i sondaggi
che girano a Roma dove si legge che Alemanno è considerato il peggior
sindaco del dopoguerra, e in queste ore di angoscia non ha esitato a
recuperare l'antico collaboratore a costo di troncare i rapporti con i
suggeritori della sua campagna elettorale.
A farne le spese è
la Sec, l'agenzia milanese fondata nel 1989 da Fiorenzo Tagliabue, un
cattolico di ferro vicino a Comunione&Fatturazione. Sul sito della Sec
(che declinata per intero va letta in latino: "Societas europaea ad
communicationes") il buon Tagliabue ha scritto "primum vivere deinde
comunicare", un claim che alla Moratti non ha portato fortuna.
4- PASSERA AVREBBE INTENZIONE DI ACCELERARE IL PIANO CHE PREVEDE IL
SUPERAMENTO DEL SISTEMA DUALE DENTRO INTESASANPAOLO.
Avviso ai naviganti N.1: "Si avvisano i signori naviganti che secondo
rumors degli ambienti finanziari, Corradino Passera avrebbe intenzione
di accelerare il piano che prevede il superamento del sistema duale
dentro IntesaSanPaolo.
Secondo queste
voci il Comitato di sorveglianza e il Consiglio di gestione verrebbero
superati da un modello che potrebbe servire per portare ai giardinetti
il presidente Abramo-Bazoli. Se l'operazione avrà successo per il
direttore del "Corriere della Sera" Flebuccio De Bortoli che un anno fa
ha sparato dal suo giornale alcuni articoli sugli affari privati a
Madeira di Passera e di suo fratello, si aprirebbe un orizzonte molto
incerto".
5- POLVERINI SULL'ALTARE
Avviso ai naviganti N.2: "Si avvisano i signori naviganti che Renata
Polverini, la governatrice del Lazio con il volto da massaia, è molto
eccitata dal successo delle sue liste nelle amministrative del Lazio.
Pare che adesso
abbia intenzione di dare una sferzata alle società controllate dalla
Regione, prima fra tutte "Sviluppo Lazio", dove il tandem Maselli-Lo
Presti batte la fiacca".
18-05-2011]
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BRUSCA “ASSOLVE”
SILVIO PER LE STRAGI DEL 92-93 MA RIVELA: “PAGAVA UN PIZZO DI 600 MLN DI
LIRE AL MESE. E QUANDO SMISE GLI VENNE FATTO UN ATTENTATO” - GOVERNO
ANCORA SOTTO CHOC, BATTUTO 4 VOLTE IN AULA - MARONI SMENTISCE: BOSSI NON
HA DETTO CHE SE LA MORATTI PERDE FACCIAMO LA CRISI - CDB È SICURO: IL
VOTO SCUOTERÀ LA MAGGIORANZA - LA SANTADECHÉ NON SI PENTE: AGLI ATTACCHI
SI RISPONDE - MASTELLA SI FA DESIDERARE: “NON HO DECISO SE APPOGGIARE IL
PDL - IL “RESPONSABILE” SARDELLI: IL DISCORSO SOTTOSEGRETARI È CHIUSO…
1. DEDICHE...
Jena per "La
Stampa" - Silvio, rimembri ancora quel tempo della tua vita
mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e
tu, lieto e pensoso, il limitare di gioventù salivi?
2. BRUSCA,
BERLUSCONI NON C'ENTRA CON STRAGI '92-'93...
(Adnkronos) - 'Berlusconi puo' essere accusato di tutto
ma con le stragi del '92-92 Berlusconi non c'entra'. Lo ha detto il
pentito Giovanni Brusca nel corso della deposizione al processo al
generale Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, entrambi accusati di
favoreggiamento aggravata a Cosa Nostra.
3. BRUSCA,
BERLUSCONI PAGAVA PIZZO DI 600 MLN AL MESE. 'QUANDO SMISE, GLI VENNE
FATTO UN ATTENTATO'...
(Adnkronos)- "Berlusconi pagava una 'messa a posto' di
600 milioni al mese a Stefano Bontade e successivamente a Toto' Riina".
Lo ha detto il pentito Giovanni Brusca nel corso della deposizione nel
processo del rapporto tra Stato e mafia nell'aula bunker di Rebibbia.
"Aveva smesso di
pagare - spiega Brusca - e gli venne fatto un attentato. Il mandante era
Ignazio Pullara'. L'attentato fu programmato perche' ricominciasse a
pagare il pizzo".
Il pentito ha poi sottolineato che "a Milano non era solo Berlusconi che
pagava".
4. BRUSCA,
BAGARELLA SENTITOSI TRADITO VOLEVA UCCIDERE MANCINO...
(AGI) - Il boss Leoluca Bagarella "si lamentava di
essere stato preso in giro da Nicola Mancino 'glie la faccio vedere io',
disse con l'evidente intento di ucciderlo". Lo ha detto Giovanni Brusca
rispondendo al pm di Palermo durante l'udienza del processo Mori, in
corso nell'aula bunker di Rebibbia, in riferimento alla prima fase della
trattativa, nel 1992. "Si era rimasti insoddisfatti dell'esito", ha
spiegato il pentito che ha definito l'ex ministro dell'Interno "garante
e terminale della trattativa".
5. CAMERA, SU
MOZIONI GOVERNO BATTUTO QUATTRO VOLTE...
(ANSA) - Il governo è stato battuto per quattro volte
di seguito nell'Aula della Camera sulle votazioni sulle mozioni sulla
situazione nelle carceri. Fatali sono state le assenze nell'Aula di
deputati del Pdl, dei membri del governo (c'erano solo una decina tra
ministri e sottosegretari) e di alcuni deputati Responsabili. In tutti i
casi l'opposizione è stata compatta al voto, riuscendo a bocciare una
parte della mozione della maggioranza, oltre a far passare i loro testi
nelle parti su cui il governo aveva reso parere contrario.
6. GOVERNO
BATTUTO; ASSENTE META' GRUPPO IR, 16 PDL. LEGA QUASI AL COMPLETO; NEL
PDL DUE ASTENSIONI...
(ANSA) - Al voto sulla prima mozione per le carceri che
ha visto maggioranza e governo andare sotto, circa la metà del gruppo di
'Iniziativa Responsabile' mancava all'appello. Su 29 parlamentari non
hanno partecipato al voto in 12 tra cui il neo-ministro Saverio Romano e
i tre che aspirano a incarichi di governo come Francesco Pionati, Maria
Grazia Siliquini e Arturo Iannaccone. Numerosi assenti anche nel Pdl:
non hanno votato in 16 tra cui il vicepresidente del gruppo Massimo
Corsaro, Niccolò Ghedini, Nicola Cosentino e Claudio Scajola, impegnato
a quell'ora in un incontro con il presidente del Consiglio.
Assente anche
Italo Tannoni del Movimento Liberal democratico passato prima con l'Udc
e poi con il Pdl. Fra le assenze della maggioranza sono da registrare
anche Luca Barbareschi, Calogero Mannino. Per la Lega non erano presenti
in aula solo in due: Paola Goisis e Daniele Molgora. La mozione è
passata per soli dieci voti e gli astenuti sono stati quattro, di cui
due del Pdl, Luigi Vitali e Marcello De Angelis.
7. LEHNER,
SOTTOSEGRETARI ASSENTI, IRRESPONSABILI...
(ANSA) - "Se c'era un giorno in cui i deputati della
maggioranza avrebbero dovuto essere tutti presenti, questo giorno è
oggi, 18 maggio, cioé il day after dell'ammaccamento elettorale. Ciò
valga anche per ministri e sottosegretari, che oggi non si sono visti in
aula, mentre avrebbero dovuto far sentire a Berlusconi il loro sodale
impegno, in luogo delle loro improvvide ed impari opportunità. Invece,
soli, soletti, siamo andati sotto più volte, quasi fossimo già allo
sbando". Lo dice il parlamentare dei Responsabili Gianfranco Lehner,
secondo il quale "non ci sono nei vocabolari della lingua italiana male
parole sufficientemente adatte e congrue per definire l'irresponsabilità
degli assenti".
8. SARDELLI (IR),
NUOVI SOTTOSEGRETARI? UN DISCORSO CHIUSO...
(AGI) - "Ora si parla di governo, non si parla piu' di
sottosegretari". Cosi' il capogruppo dei Responsabili, Luciano Sardelli,
su Ilfattoquotidiano.it, chiude , dopo il voto alle amministrative, il
capitolo del rimpasto che tanto stava a cuore alla 'terza gamba' della
maggioranza. Poi lo psicoteraputa prestato alla politica dice: "Ho
sentito il presidente Berlusconi, gli ho espresso vicinanza,
solidarieta', ci vedremo nei prossimi giorni. Comunque - ha concluso -
il discorso sui sottosegretari e' chiuso, non se ne parla piu'".
9. SANTANCHE',
RIVENDICO BATTAGLIE, AD ATTACCHI SI RISPONDE...
(Adnkronos) - "Ho molta passione per la politica. Non
ho alcuna passione per gli avvoltoi, Per gli ingenerosi. Per chi critica
e non lavora". Lo dice Daniela Santanche', al 'Corriere della sera'. "Se
esiste il partito dei moderati, e' il Pdl", aggiunge, "rivendico tutte
le mie battaglie politiche. Ripeto: siamo moderati, non fessi. Se ti
attaccano, devi trovare un modo per rispondere. Non sono un falco, ma
neppure un piccione".
Per il sottosegretario, "Pisapia non puo' vincere a Milano perche' e'
uno che voleva rifondare il comunismo, un estremista".
10. DE BENEDETTI:
"IL VOTO SCUOTERÀ LA MAGGIORANZA"...
Da "la
Repubblica" - «Berlusconi politicamente è nato a Milano e
politicamente è morto a Milano». È questa la lettura che Carlo De
Benedetti dà dei risultati elettorali del primo turno delle
amministrative. A margine dell´assemblea di Assonime, a Roma,
l´imprenditore si dice «assolutamente contento del risultato del
centrosinistra: è un segnale importante, è vero. Il vento sta
cambiando». L´Ingegnere si concentra poi sull´esito del voto al nord,
soprattutto a Milano e Torino. «Credo che avrà serie conseguenze
politiche - aggiunge - è un risultato importante, anche se bisognerà
attendere quello che accadrà ai ballottaggi, tra 15 giorni, perché
quello sarà il vero risultato, ma certamente il vento è cambiato».
11. MARONI, BOSSI
NON HA DETTO CHE LA LEGA SI STACCA PER MILANO...
(Adnkronos) - Lega via dal governo se il centrodestra
perde il ballottaggio per il sindaco di Milano, come avrebbe ieri
minacciato il leader Bossi? "Ho letto anche io queste cose -risponde il
ministro dell'Interno Roberto Maroni, a margine della presentazione al
Cnel del rapporto sulla mafia cinese- ho parlato con Bossi ieri e,
personalmente, non mi risulta che abbia detto queste cose".
12. MARONI, LEGA
RIFLETTE SEMPRE SU VICENDE POLITICHE...
(Adnkronos) - I risultati delle recenti elezioni
amministrative impongono una riflessione politica all'interno della Lega
Nord? 'La riflessione e' costante e quotidiana -replica il ministro
dell'Interno Roberto Maroni prima di fare ingresso alla sede del Cnel
per la presentazione del rapporto sulla mafia cinese- noi della Lega
riflettiamo sempre sulle cose della politica: non ci sono novita', in
tal senso'.
13. PRESTIGIACOMO,
NON PAGA LA POLITICA DELL'INVETTIVA...
(Adnkronos) - 'A volte l'aggressivita' della politica
dell'invettiva ha finito per cancellare la politica del fare'. Lo
afferma in una intervista al Messaggero il ministro dell'Ambiente,
Stefania Prestigiacomo, commentando i risultati elettorali. 'Non ricordo
un ciclo amministrativo che coinvolgesse citta' importanti - sottolinea
- non caricato di significati politici.
Berlusconi -
aggiunge - e' arrivato a questo voto dopo mesi di inaudita aggressione
politico-giudiziario-mediatica. Si e' difeso con forza e passione come
ha sempre fatto. Non poteva fare altrimenti e - evidenzia - Milano a
parte, il risultato delle urne mi sembra ampiamente tranquillizzante.
Migliore in ogni caso dei risultati dei colleghi premier europei nelle
elezioni locali'.
'La vicenda
giudiziaria, con il premier imputato contemporaneamente in quattro
processi nel capoluogo lombardo - sottolinea il ministro - e'
inevitabilmente causa di toni accesi. Forse su altri fronti e da parte
di altri protagonisti della campagna elettorale andavano evitati
attacchi gridati che non sono consoni al nostro elettorato moderato
milanese'.
Quanto ai rapporti
dentro il Pdl, Prestigiacomo ammette che 'forse bisognerebbe evitare di
sentirsi piu' berlusconiani di Berlusconi. In questo senso il voto di
Milano ha dato delle indicazioni chiare'. Se dai ballottaggi arrivasse
una sconfitta per la maggioranza, Prestigiacomo non crede pero' che ci
sara' una crisi di governo: 'Il governo ha una maggioranza salda in
Parlamento. La Lega complessivamente non e' andata male, non vedo con
quali prospettive potrebbe fare una scelta dirompente. Dopo Berlusconi
ci sono solo le elezioni'.
14. VENDOLA,
GRAZIE ALLE PRIMARIE TORNA LA SINISTRA...
(Adnkronos) - "E' accaduto qualcosa di straordinario.
La destra prende un colpo nella sua postazione fondamentale. Viene
sradicata dalle proprie certezze e colpita duramente nella sua vetrina
piu' scintillante, Milano. A questo si deve aggiungere il flop a Napoli
e il grandissimo dato della Sardegna". Lo dice Nichi Vendola in una
intervista ai quotidiani del gruppo 'Agl-L'Espresso'.
"In Italia stiamo
intercettando quel sentimento di ribellione. Se sta cominciando a
crollare la diga del berlusconismo e' anche perche' il centro sinistra
sta diventando piu' credibile", dice il leader di Sel sottolineando che
"le primarie sono le vere vincitrici di queste elezioni. Con loro
abbiamo sparigliato, fatto la mossa del cavallo". Vendola, tra l'altro,
spiega che a Napoli "ci schieriamo senza tentennamenti con De Magistris
che vincera'".
Al Pd il leader di
Sel dice che "torna la sinistra non come un fatto della politica ma come
necessita' sociale e culturale, come bisogno diffuso. Al Pd chiediamo di
confrontarsi con quell'Italia migliore che attraverso il voto vuole
realizzare un nuovo cantiere del centro sinistra". E sulle primarie per
il candidato premier Vendola sottolinea: "Nessun diktat ma la cessione
di sovranita' che il centro sinistra ha dato al suo popolo ha un valore
aggiunto straodinario".
15. DE MAGISTRIS,
I VOTI LI CHIEDERO' ALLA GENTE E NON AI PARTITI...
(Adnkronos) - 'Nessun apparentamento formale, si' a
accordi sostanziali di qualita' su programmi, sulla giunta e sulla
qualita' della citta''. Questa la linea del candidato sindaco a Napoli,
Luigi de Magistris, ospite oggi a '24 Mattino' su Radio 24.
In vista del
ballottaggio de Magistris ha ribadito di non sentirsi espressione di
alcun partito: 'non mi interessano i bollini, ecco perche' non mi sento
il candidato-sindaco neppure dell'Idv. I voti li chiedero' ai cittadini.
Certo magari anche a quelli che hanno votato Pd, mica hanno la rogna. Ma
mentre Lettieri si e' fatto accompagnare in campagna elettorale da
ministri e sottosegretari, io vado tra la gente. Chiedo i voti ai
cittadini e non agli apparati partitocratici'.
De Magistris ha
aperto anche al terzo Polo con il suo candidato Pasquino: 'come ho detto
gia' in campagna elettorale, ho apprezzato molto lo stile, e' una
persona con cui si puo' dialogare bene e credo sia un interlocutore per
il futuro della citta''.
16. MASTELLA,
APPOGGIO AL PDL? NON HO DECISO...
(Adnkronos) - "Era un paradosso". Clemente Mastella, a
'Repubblica', spiega che non si suicidera' per il fatto che Luigi de
Magistris e' ai ballottaggi per il sindaco di Napoli. "Non ho deciso",
dice il leader Udeur alla domanda se ora appoggera' Lettieri: "Finora
nessun contatto con lui".
Mastella ne parlera' con il terzo polo: "Avremo solo un confronto per
vedere se abbiamo la stessa opinione e arriviamo a una soluzione comune.
Se c'e' un'ipotesi comune va bene. senno' pazienza".
17. PENNACCHI,
POCHI VOTI A FASCIOCOMUNISTI? IN CITTA' NON PRONTI A CAMBIAMENTO...
(Adnkronos) - "La citta' forse non era pronta a un
cambiamento cosi' forte". Cosi' lo scrittore Antonio Pennacchi,
promotore della lista Pennacchi per Latina-Fli commenta all'ADNKRONOS i
risultati elettorali alle elezioni amministrative nel capoluogo pontino.
Consensi che per Filippo Cosignani, candidato sindaco della lista
lanciata dallo scrittore vincitore del Premi Strega che vedeva insieme
futuristi e fasciocomunisti, non sono andati oltre l'1,05%. "Un
risultato - dice Pennacchi - che va visto in termini piu' ampi e quello
che i risultati nazionali hanno mostrato ieri e' il crollo dei partiti".
"Ieri abbiamo
assistito - spiega Pennacchi - a quello che in scienze delle costruzioni
si chiama lo snervamento, i primi sassolini che si staccano
immediatamente prima del crollo. Un crollo non solo del berlusconismo ma
dei partiti in generale. Quello che e' succeso a Milano e Napoli va al
di la' dei partiti. Anzi c'e' da chiedersi come mai sia arrivato cosi'
tardi. Non faccio il politicante, sono un poeta civile ma posso dire che
il vecchio mondo e' finito"
"Il Paese va
rifondato e per fare questo serve un nuovo patto sociale forte,
collettivo, una nuova unita' nazionale di popolo. Io ho proposto delle
idee e l'unica proposta rimane la mia", conclude.
18. SALATTO (FLI),
FOLLIA ESALTARSI PER LATINA...
(ANSA) - L'eurodeputato di futuro e libertà Potito
Salatto considera una "follia" che dentro il Fli qualcuno continui "a
esaltarsi per l'esperimento 'fasciocomunista' di Latina". "Si tratta -
spiega in una nota - di un risultato assolutamente vergognoso e,
peraltro, annunciato. In un partito serio i dirigenti che hanno
appoggiato e sostenuto questo scempio si sarebbero dimessi. Anche perché
il pasticcio di Latina, per la sua visibilità mediatica, ha influenzato
negativamente in tutta Italia l'elettorato di Futuro e libertà".
"Non ci resta che
attendere i congressi - aggiunge Salatto - per individuare una linea
chiara di Fli nell'ambito del terzo polo e comunque nell'area di
centrodestra. Chi sprona a votare De Magistris a Napoli e Pisapia a
Milano, mi riferisco alle parole dei futuristi Granata, Buonfiglio,
Rossi e Perina, dovrebbe sdraiarsi su un lettino e parlarci della sua
infanzia. Solo così riusciremmo a comprendere cosa è passato e continua
a passargli per la testa".18-05-2011]
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BUSINESS
INTERNATIONAL - “EL CONFIDENCIAL”: GRECI E PORTOGHESI, ANDATE A LAVORA’!
LA MERKEL VUOLE FERIE ED ETÀ PENSIONABILE UGUALI PER TUTTI GLI EUROPEI -
“FT”: CACCIATA BP, I RUSSI DI ROSNEFT CERCANO NUOVI PARTNER? -
“BLOOMBERG”: L’IPAD STA DEVASTANDO IL MERCATO DEI PC - “WSJ”: MOODY’S
TAGLIA IL RATING ALLE 4 MAGGIORI BANCHE AUSTRALIANE - L’ERA DEL CREDITO
FACILE È VICINA ALLA FINE, LE COMPAGNIE USA CORRONO A CHIEDERE PRESTITI
- LA SONY DOPO L’ATTACCO HACKER: NON POSSIAMO GARANTIRE LA SICUREZZA…
DAGOREPORT
1 - BLOOMBERG
L'IPAD STA DEVASTANDO IL MERCATO DEI PERSONAL COMPUTER
http://bloom.bg/jgsH40
- L'iPad sta
devastando il mercato dei personal computer. Le vendite di pc
Hewlett-Packard sono crollate del 23 per cento nell'ultimo trimestre. La
rivale Dell Inc. ha battuto le stime degli analisti grazie alla domanda
delle imprese, ma le sue vendite ai singoli consumatori hanno perso il
7,5 per cento. Più di 70 milioni di tablet come l'Apple iPad saranno
venduti nel 2011, per un totale di 246 milioni in tre anni, ha detto
ieri Jefferies & Co..
2 - THE WALL
STREET JOURNAL
MOODY'S TAGLIA IL RATING DEL DEBITO DELLE 4 MAGGIORI BANCHE
AUSTRALIANE
http://on.wsj.com/iAZR79
- Un duro colpo
per il settore bancario dell'Australia. L'agenzia Moody's ha tagliato il
rating del debito delle 4 maggiori banche del paese, citando la loro
dipendenza dal mercato del credito globale. Gli istituti sono passati
dal livello Aa1 - una tacca sotto il massimo dei voti di Moody's - al
livello Aa2.
LE COMPAGNIE USA
CORRONO A FARE IL PIENO DI PRESTITI PRIMA CHE FINISCA L'ERA DEL CREDITO
FACILE
http://on.wsj.com/lVN9hY
Società
statunitensi corrono a fare il pieno di prestiti, preoccupate che dal
prossimo mese, quando la Federal Reserve sospenderà il sostegno ai
mercati finanziari, i tassi di interesse salgano.
IL CEO DI SONY: LA
SICUREZZA NON È GARANTITA
http://on.wsj.com/imLBb3
- Dopo aver
trascorso settimane per risolvere la massiccia violazione dei dati
personali subita dai suoi clienti, il Chief Executive di Sony Howard
Stringer ha detto che la sicurezza del Network Playstation o di
qualunque altro sistema web non può essere garantita nel "nuovo, cattivo
mondo" del cyber-crimine.
Nel weekend la
società ha parzialmente ripristinato due dei suoi servizi di giochi
online e un servizio di film e musica in streaming, dopo un blackout di
diverse settimane dovuto a un attacco hacker in cui sono stati trafugati
oltre 100 milioni di dati relativi ad altrettanti clienti.
3 - FINANCIAL
TIMES
REGNO UNITO: LA DISOCCUPAZIONE SCENDE A 2,46 MILIONI
http://www.ft.com
- Il numero dei
disoccupati, nel Regno Unito, negli ultimi tre mesi, è sceso di 36mila
unità, fino a quota 2 milioni e 460 mila. Il tasso di disoccupazione si
attesta ora al 7,7%. Si tratta del livello più basso dallo scorso
settembre. Gli analisti si aspettavano un calo del 7,8% per il primo
trimestre. Le persone con un lavoro sono cresciute di 118mila unità.
BP SOTTO ATTACCO
DOPO IL FALLIMENTO DELL'ACCORDO ARTICO - ROSNEFT CERCA NUOVI PARTNER?
http://www.ft.com
- British
Petroleum ha dovuto affrontare i malumori dei suoi azionisti dopo il
fallimento dell'alleanza con Rosneft, per lo sfruttamento dell'artico
russo. Anche se Bp afferma che le trattative non sono finite, una fonte
rivela che Rosneft starebbe già cercando nuovi partner per l'accordo
dell'artico che aveva proposto alla compagnia petrolifera britannica.
4 - EL
CONFIDENCIAL
EUROPA, MERKEL: UNIFICARE ETÀ PENSIONABILE E VACANZE
- Il cancelliere
tedesco Angela Merkel vuole unificare l'età pensionabile e le vacanze
nei diversi paesi dell'Unione europea (UE). La situazione generale,
infatti, oggi presenta molte differenze tra una nazione e l'altra.
Riferendosi alla
crisi che colpisce in particolare la periferia dell'Europa, Merkel ha
sottolineato che non è sufficiente non indebitarsi più, ma "è opportuno
anche che in paesi come la Grecia, la Spagna e il Portogallo non si vada
in pensione prima che in Germania. Che tutti facciano i medesimi sforzi:
questo è importante". La Merkel ha anche aggiunto: "Non possiamo avere
una sola moneta e un paese che fa molte vacanze mentre l'altro fa poche.
A lungo andare questo sistema non funziona".18-05-2011]
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al di là del
ruby-cone - alfano CONCEDE IL VIA LIBERA ALL’INCHIESTA SUL TENTATIVO DI
CORRUZIONE DI UNA DIPENDENTE DELL’ANAGRAFE MAROCCHINA PER CAMBIARE LA
DATA DI NASCITA DI RUBY - LA TENTATA CORRUZIONE DI UNO STRANIERO
ALL’ESTERO NON È PERSEGUIBILE (IL TUTTO POTREBBE FINIRE CON
UN’ARCHIVIAZIONE) A MENO CHE IL TAROCCAMENTO NON FOSSE FINALIZZATO AD
ESSERE USATO IN UN PROCESSO (CHISSÀ QUALE...) - E’ STRANO CHE IL
‘GIORNALE’ E IL ‘CORRIERE’, in tempi non sospetti, RIPORTARONO FRASI
(MAI SMENTITE) IN CUI IL BANANA DICEVA DI “AVERE LE PROVE CHE RUBY È
STATA REGISTRATA DUE ANNI DOPO LA SUA NASCITA
Marco Lillo per "il
Fatto quotidiano"
Alfano si
risveglia dal letargo. A quasi due mesi dalla richiesta della Procura di
Roma, il ministro ha concesso il suo via libera all'inchiesta sul
presunto tentativo di corruzione effettuato in Marocco per cambiare la
data di nascita di Ruby.
Finalmente i pm
romani possono avviare l'indagine sul racconto della funzionaria
marocchina che aveva parlato di due misteriosi emissari italiani
piombati il 7 febbraio negli uffici polverosi del municipio di Fkih Ben
Salah per convincerla a suon di bigliettoni a regalare un anno all'amica
minorenne del premier. Era stato Il Fatto Quotidiano con un articolo di
Vittorio Malagutti e Lorenzo Galeazzi, pubblicato il 10 marzo scorso, a
raccogliere la testimonianza dell'impiegata marocchina. Il giorno dopo
la pubblicazione, l'avvocato del premier, Niccolò Ghedini, aveva
presentato denuncia per tentata corruzione e tentata frode processuale a
tutela del suo assistito.
"Chiediamo alla
Procura", spiegò quel giorno Ghedini, "di accertare se la vicenda che
racconta Il Fatto è vera oppure no. In ogni caso, è una storia che tende
surrettiziamente a danneggiare il presidente del Consiglio, totalmente
estraneo a ogni eventuale comportamento illecito".
Dopo la partenza
fulminante, l'inchiesta era finita su un binario morto per la mancanza
del visto del ministro della Giustizia, necessario per indagare su un
fatto avvenuto all'estero. Quando già i cronisti si apprestavano a
scrivere la strana storia dell'inchiesta nata grazie a Ghedini e
abortita nel silenzio di Alfano, ecco la risposta affermativa che
permette al procuratore aggiunto Alberto Caperna e al sostituto Roberto
Felici di disporre i primi accertamenti.
Proprio nel giorno
in cui è stato depositato il ricorso della Camera dei deputati per
sollevare alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione contro
la Procura di Milano per il caso Ruby, il Cavaliere vede riaprirsi così
un secondo fronte delicato. In realtà, spiegano in Procura, la semplice
tentata corruzione di uno straniero all'estero non sarebbe perseguibile
dalla giustizia italiana.
Il fascicolo
quindi, nonostante il bel gesto di Alfano, potrebbe finire in archivio.
A meno che i pm romani non decidano di spostare l'asse dell'inchiesta
dal tentativo di corruzione in Marocco all'utilizzazione processuale,
tutta italiana. Anche perché non è certo dal municipio di Fkih Ben Salah
che può arrivare la risposta alle domande che affollano la mente
guardando la cronologia degli eventi.
Già a metà
febbraio Il Fatto aveva raccolto alcune testimonianze sui misteriosi
personaggi italiani giunti in Marocco per offrire soldi a un'impiegata
dell'anagrafe. Mentre Il Fatto cercava di riscontrare i racconti,
riversati dai testimoni sotto garanzia di rigoroso anonimato, il 3 marzo
del 2011 esce sul Giornale dei Berlusconi un pezzo di Adalberto Signore
che suona come una mezza conferma: "Il Cavaliere stupisce il suo
interlocutore, ‘abbiamo la prova che Ruby è stata registrata
all'anagrafe marocchina due anni dopo la sua nascita'".
Così scriveva
allora Signore concludendo il suo articolo con questa considerazione a
futura memoria: "Significherebbe che quando Ruby ha messo per la prima
volta piede ad Arcore era già di fatto maggiorenne da tempo. Ed è anche
per questa ragione che nelle sue chiacchierate private il capo del
governo ostenta sicurezza e si dice sicuro che alla fine ‘ancora una
volta si risolverà tutto in una bolla di sapone'". Non basta.
L'informatissimo
articolo di Signore aggiungeva un altro dettaglio: "Le indagini
difensive pare siano sbarcate anche dall'altra parte del Mediterraneo"
nonostante "un'oggettiva difficoltà di reperire materiale e
documentazione risalente a quasi venti anni fa in un Paese come il
Marocco".
Quel giorno anche
il solitamente compassato Corriere della Sera sparava il titolo: "Ho le
prove, Ruby non era minorenne". Sottotitolo dell'articolo a firma di
Marco Galluzzo: "Berlusconi ai deputati: registrata due anni dopo la
nascita, sarò assolto con formula piena". Signore e Galluzzo sono
probabilmente i due cronisti meglio informati sui colloqui riservati del
presidente del Consiglio. Se due colleghi esperti come loro hanno scelto
di riportare tra virgolette le parole del presidente del Consiglio
dovevano averle ascoltate dalla sua bocca o da quella di un personaggio
molto autorevole.
Quel giorno il
premier non smentì il resoconto pubblicato dal suo Giornale e le parole
di Berlusconi sui documenti di Ruby e sulle indagini difensive in
Marocco entrarono nel dibattito politico. Con tutta probabilità, quindi,
c'è un politico del Pdl che raccolse le confidenze del premier sull'asso
nella manica proveniente dal Marocco. Chi è? È questa la prima domanda
alla quale dovrà rispondere l'indagine della Procura di Roma.18-05-2011]
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BORSE PIATTE,
LOTTOMATICA PERDE IL 3% SULL’INDISCREZIONE CHE LE POSTE VOGLIONO ENTRARE
NEL BUSINESS DELLE SCOMMESSE - I CONSUMATORI FANNO UN BUCO NEL LATTE: IL
TAR NON SOSPENDE L’OPA LACTALIS SU PARMALAT - IL TREMONTINO VEGAS:
“L’OPA NON È IL VANGELO, LA LEGGE VA CAMBIATA, SERVE UN ‘OMBRELLO’” (DA
METTERE IN CULO AI NUOVI PADRONI STRANIERI?) - AHI! ORA PERISSI-ROTTO
NON VUOLE I RUSSI, E NON SOTTOSCRIVERÀ TUTTO L’AUMENTO DI INTESA (“NON è
STRATEGICA”) - FRATTA PASINI: LE RICAPITALIZZAZIONI SONO FINITE - AL
PORTOGALLO SERVE 1 MLD € PER ARRIVARE A FINE MESE - NTV: “I TRENI
PARTIRANNO ENTRO L’ANNO”…
1 - PARMALAT: TAR
LAZIO NON SOSPENDE OPA LACTALIS, UDIENZA 8 GIUGNO...
(Adnkronos) - Il Tar del Lazio non ha accolto la
richiesta di sospensione dell'opa lanciata da Lactalis su Parmalat,
avanzata dal Codacons e dall'Associazione Utenti servizi finanziari,
bancari e assicurativi. E' quanto si apprende da fonti legali. Il
tribunale amministrativo ritiene che la questione meriti una valutazione
in sede collegiale. L'udienza si terra' l'8 giugno.
2 - BORSA MILANO:
PESANTE LOTTOMATICA (-3%), BENE B.POPOLARE...
(ANSA) - Piazza Affari oscilla intorno alla parità
(+0,01%). Tra i titoli sotto i riflettori Lottomatica (-3,19%) dopo le
indiscrezioni di stampa secondo cui Poste Italiane avrebbe presentato
richiesta ai Monopoli di Stato per una delle licenze per la raccolta di
scommesse online.
Si alza il livello
di competizione nel settore, fanno notare gli analisti di Equita. Giù
Intesa Sanpaolo (-0,60%) in attesa del via libera della Consob
all'aumento di capitale da 5 miliardi, giù Unicredit (-0,68%), giù
Mediobanca (-0,20%). Bene Banco Popolare (+1,41%) che ha lanciato
un'offerta di scambio sull'intero ammontare di tre obbligazioni
subordinate. In rialzo Autogrill (+0,70%) con il giudizio positivo di
Cheuvreux, Telecom (+0,93%)
3 - BORSA:
APERTURA DEBOLE WALL STREET, DJ -0,09%, NASDAQ +0,01%...
(ANSA) - Apertura debole per Wall Street. Il Dow Jones
perde lo 0,09% a 12.469,00 punti, il Nasdaq avanza dello 0,01% a
2.783,77 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,01% a 1.328,89 punti.
4 - PARMALAT:
VEGAS, OPA NON VANGELO E SE 'PIOVE' APRIRE OMBRELLO...
(ASCA) - L'opa e' uno strumento fatto per ''aprire i
mercati, renderli contendibili''. Ma e' una normativa che risale agli
anni '90 e' ''non e' detto che sia il Vangelo, ma una cosa ampiamente
valutabile''. E probabilmente e' giunto ora il momento di modificarla in
alcuni aspetti inserendo la possibilita' di aprire qualche ''ombrello''.
Lo ha affermato il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel corso di
una lectio magistralis all'Universita' La Sapienza. La discussione e'
nata intorno all'opa Lactalis su Parmalat. Vegas ha quindi spiegato che
la normatova sull'opa deve poter considerare i contesti.
''Anche in
economia ci possono essere periodi di pioggia intensa, e allora bisogna
aprire l'ombrello per ripararsi. Per poi chiuderlo quando torna il sole.
Non e' un'operazione anti-mercato ma serve ad evitare strappi che
potrebbero condurre a operazioni nocive per i risparmiatori e i
consumatori''. Il presidente della Consob ha ricordato l'attivita' della
Commissione svolta in occasione dell'opa Lactalis su Parmalat. ''Quando
la realta' e' complessa, credo si debba guardare piu' alla sostanza che
alla forma. Bisogna capire cosa cambia nell'impresa oggetto di scalata.
Noi - ha sottolineato - lo abbiamo fatto. Siamo andati a vedere chi sono
i soci, abbiamo chiesto 'cosa farete del tesoretto in pancia alla
Parmalat', che cosa avrebbero fatto degli impianti in Italia. Tutti
elementi non presenti nel vecchio formato dei prospetti e che la Consob
ha fatto introdurre''.
5 - INTESA
SANPAOLO: GENERALI ADERIRA' IN PARTE ALL'AUMENTO PERISSINOTTO: LA QUOTA
NON E' STRATEGICA...
Radiocor - 'Parteciperemo all'aumento di capitale di
Intesa Sanpaolo per una parte'. Lo ha detto il Ceo di Generali Giovanni
Perissinotto parlando a un convegno organizzato da Advantage. 'La quota
di Intesa Sanpaolo non e' strategica', ha aggiunto. Generali detiene il
4,55% del capitale di Intesa Sanpaolo suddiviso tra numerose compagnie
del gruppo.
6 - GENERALI:
PERISSINOTTO NON CERCHIAMO INCROCI CON VTB FA PIACERE CHE UN GRUPPO
IMPORTANTE MANIFESTI INTERESSE...
Radiocor - 'La parte azionaria non mi compete ma mi fa
piacere che un gruppo importante e ben gestito come Vtb abbia
manifestato interesse per il nostro titolo. Ma non siamo alla ricerca di
incroci azionari. La priorita' e' l'accordo assicurativo'. Cosi' il Ceo
di Generali, Giovanni Perissinotto in merito all'interesse dichiarato
dal numero uno della banca russa Vtb per un ingresso in Generali. 'Sono
due piani diversi - ha sottolineato Perissinotto - stiamo discutendo e
siamo abbastanza avanti nell'esplorazione di una joint venture sul
mercato russo, non solo nella Banca Assicurazione ma una parthernship
per distribuire su vari canali' come e' nella tradizione del gruppo
triestino.
7 - IMI-SIR:
GIUDICI MILANO SI RISERVANO SU SEQUESTRO GRAND HOTEL A ROMA...
(Adnkronos) - I giudici della terza sezione penale
della Corte d'Appello di Milano si sono riservati sul sequestro del
Grand Hotel in via Veneto a Roma che, secondo l'accusa, appartiene
all'avvocato Giovanni Acampora condannato per corruzione nel processo
Imi-Sir. Per l'accusa dietro la proprieta' del prestigioso albergo,
'schermata' da diverse societa' off shore, si nasconde l'avvocato
condannato. Acampora invece si e' sempre difeso sostenendo che l'hotel
e' di proprieta' del figlio Carlo. La decisione dei giudici e' stata
rinviata, la data non e' stata ancora fissata.
8 - TLC: MOODY'S,
CRISI DEBITO PESERA' ANCHE SU RICAVI GRUPPI ITALIANI...
(Adnkronos) - C'e' una "correlazione elevata" fra
l'indebolimento dei fondamentali macroeconomici in Irlanda, Grecia,
Portogallo e Spagna e le performance dei gruppi di telecomunicazione.
L'agenzia di rating Moody's rileva che nei Paesi periferici dell'Europa
piu' colpiti dalla crisi del debito sovrano i ricavi dei gruppi di tlc
sono scesi fra il 3 e il 13% dal 2009 al 2010 e il tasso della
contrazione ha superato quella del Pil. E nel 2011 i ricavi dei gruppi
di tlc dovrebbero registrato un calo del 5-10% nei Paesi piu' coinvolti
dalla crisi del debito.
Anche il settore
delle telecom italiane, si sottolinea dall'agenzia di rating,
"nonostante il Paese si sia mostrato resistente e il rating sovrano non
sia finito sotto pressione", mostra trend operativi simili a quelli
osservati negli altri Paesi piu' esposti alla crisi del debito.
Anche se, si nota
da Moody's, l'indebolimento delle performance del settore italiano delle
tlc "e' dovuto in primo luogo a una competizione piu' dura e alla
strategia di riposizionamento di prezzo", mentre "il legame fra i trend
macroeconomici e l'andamento del settore delle tlc e' meno visibile in
Italia rispetto agli altri quattro paesi".
9 - CONSOB: INTESA
SANPAOLO ALL'1,981% DI UBI...
(LaPresse) - Intesa Sanpaolo è entrata al 2,001% nel
capitale di Unione di Banche Italiane lo scorso 13 maggio, per poi
scendere tre giorni dopo all'1,981% dell'istituto di credito. E' quanto
emerge dalle comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti della Consob.
10 - BANCO
POPOLARE: OFFERTA SCAMBIO SU PROPRI BOND 1,3 MLD PER BASILEA 3...
(LaPresse) - Banco Popolare ha lanciato un'offerta di
scambio, sull'intero ammontare di tre obbligazioni subordinate di tipo
'tower tier II' per 1,3 miliardi di euro. E' quanto si legge in una nota
dell'istituto bancario, che spiega di voler ottimizzare la propria
posizione patrimoniale in ottica Basilea 3. L'offerta prevede lo scambio
con nuovi bond con lo stesso livello di subordinazione, che saranno
emessi dalla banca sulla base del programma Emtn.
11 - PORTOGALLO
CHIEDE A MERCATO 1 MLD PER ARRIVARE A FIME MESE, TASSO 4,6%...
(LaPresse/AP) - Il Portogallo è tornato a chiedere
denaro ai mercati finanziari in attesa del prestito internazionale di
salvataggio. Si tratta di 1 miliardo di euro, rastrellato con buoni del
Tesoro a otto settimane. Lisbona ha dovuto pagare agli investitori un
tasso d'interesse del 4,657%, rendimento notevole per un prestito a
breve termine come questo. L'incasso dell'asta di oggi servirà al
Portogallo per arrivare a fine mese.
12 - BANCHE:
FRATTA PASINI, IN ITALIA NO ALTRI AUMENTI CAPITALE IMPORTANTI...
(Adnkronos) - "Non penso che ci sia la necessita'" per
le banche italiane "di ricorrere ancora ad aumenti di capitale
importanti" in vista dell'entrata in vigore dell'accordo di Basilea 3.
Lo ha detto oggi, durante un convegno organizzato a Milano da Advantage
Financial, il presidente del Banco Popolare e dell'Associazione
Nazionale Banche Popolari Carlo Fratta Pasini.
Fratta Pasini ha
sottolineato che le banche per rafforzare il patrimonio possono
ricorrere anche a cessioni di asset. "C'e' poi - ha aggiunto - un tema
piu' regolamentare ma che comincia a farsi avanti, i nuovi strumenti
ibridi che si trasformano in capitale vero in caso di necessita', che
potrebbero dare gli stessi effetti sul capitale dell'istituto e al tempo
stesso essere un pochino piu' friendly o piu' gestibili per la banca".
"Il mio
predecessore - ha proseguito Fratta Pasini - mi ha insegnato che il
capitale e' la forma di raccolta piu' cara che ci sia. In un paese che
ha una fiscalita' elevata, come il nostro, e' ancora piu' caro che in
altri paesi europei. Se ci fossero strumenti finanziari, come i coco
bond (contingent convertible bond, ndr), che attenuassero questo
svantaggio, secondo me il nostro paese potrebbe considerarli".
13 - LIGRESTI: CON
IMCO MATTONE TORNA IN UTILE PER 47 MLN, CEDOLE A SINERGIA...
Radiocor - Torna in utile il bilancio della Immobiliare
Costruzioni (ImCo), principale holding del mattone della galassia
Ligresti. L'assemblea dei soci, secondo quanto risulta a Radiocor, ha
approvato il bilanio 2010 che vede un risultato netto di 47 milioni, che
verra' destinato per 7 milioni a dividendi e per 40 milioni alla riserva
'utili portati a nuovo'. Una significativa inversione di rotta ottenuta
grazie a un processo di dismissioni immobiliari rispetto all'anno
scorso, quando la societa' aveva chiuso in rosso di 16,7 milioni.
ImCo e'
controllata al 60% da Sinergia, principale holding della famiglia
Ligresti, e al 25% dalla Ificen. Nell'agosto scorso ImCo e' stata al
centro del riassetto a monte della galassia Ligresti, rilevando la
tenuta Cesarina da Sinergia e permettendo, di fatto, il rifinanziamento
dei debiti scaduti di quest'ultima. A seguito dell'operazione sono
finiti, e sono tuttora in pegno a un consorzio bancario guidato da
Unicredit, l'85% del capitale di ImCo e i terre ni controllati dalla
stessa ImCo a sud di Milano dove sorgera' il Cerba, il Centro per il
biomedico avanzato guidato da Umberto Veronesi.
14 - NTV:
SCIARRONE, PARTENZA ENTRO ANNO, FIDUCIOSI PER REGOLE ACCESSO RETE
(Adnkronos) - Ntv attende fiduciosa la presentazione
del nuovo Pir, il prospetto informativo di rete che fissa le condizioni
per l'accesso alla rete ferroviaria, e conferma l'avvio dei propri
servizi entro fine anno. A ribadire la deadline che vedra' Nuovo
Trasporto Viaggiatori sfidare le Fs spa sui binari dell'alta velocita',
e' stato oggi l'amministratore delegato Giuseppe Sciarrone. 'La data di
partenza e' fissata entro fine anno, settimana piu', settimana meno', ha
detto nel corso della conferenza stampa per la presentazione del nuovo
accordo commerciale con Eataly. 'Le prove di omologazione del treno
vanno avanti; tutto sta marciando secondo programma', ha assicurato l'ad
di Ntv.
E, secondo
Sciarrone, dovrebbe essere presentato a breve il nuovo Pir, la cui prima
versione era finita nel mirino degli operatori ferroviari privati
perche' tutta a vantaggio delle Ferrovie dello Stato. 'Ancora non ci
sono novita'- ha riferito Sciarrone- ma a giorni dovrebbe uscire il pir
redatto secondo le indicazioni e prescrizioni che avra' fatto l'Ufficio
di regolazione dei servizi ferroviari. Siamo fiduciosi. Siamo convinti-
ha evidenziato- che prevarra' l la logica e ci sara' una risposta
adeguata e corretta rispetto alle problematiche emerse nella prima
versione'.
15 - LEGACOOP:
ELETTA LA NUOVA PRESIDENZA NAZIONALE DI 18 COMPONENTI...
(Adnkronos) - 'Sono 18, 4 dei quali donne, i componenti
della nuova Presidenza Nazionale di Legacoop eletta questa mattina dalla
Direzione dell'associazione cooperativa, nella prima riunione dopo il
38° Congresso Nazionale. L'organismo di vertice di Legacoop e' stato
ampliato, rispetto alla composizione precedente, sulla scorta della
proposta, contenuta nel documento di indirizzo approvato dal Congresso
del 6-8 aprile scorsi, di accrescerne in misura moderata la composizione
per assicurare una maggiore partecipazione delle Associazioni di
settore, un ampliamento delle presenze regionali riferibili alle
macro-aree nazionali e l'ingresso della Presidente della Commissione
Pari Opportunita''. E' quanto si legge in una nota di Legacoop.
'Cinque le 'new
entries' nel nuovo organismo. Si tratta di Giancarlo Gonella, Presidente
Legacoop Piemonte; Alessandra Garavani, Presidente Legacoop Umbria;
Vanda Spoto, Presidente Legacoop Campania; Luciano Caffini, Presidente
Legacoop Abitanti; Ettore Iani', Presidente Lega Pesca. Due i
vicepresidenti: oltre a Luca Bernareggi, Presidente di Legacoop
Lombardia, che ricopriva l'incarico anche nel precedente mandato, e'
stata nominata Vanda Spoto, Presidente Legacoop Campania'.
16 - CALCIO:
BLATTER SICURO, NON POSSO PERDERE E VOGLIO QUOTA 'ROSA' NELLA FIFA...
(Adnkronos/Dpa) - Joseph Blatter e' convinto che il 1
giugno sara' rieletto per il suo quarto ed ultimo mandato come
presidente della Fifa che dirige gia' da 13 anni. "Non posso perdere le
elezioni", ha assicurato lo svizzero 75enne, che in intervista con la
dpa parla sul suo rivale, Mohamed bin Hammam, degli errori della Fifa,
dei compiti per il futuro e della quota 'rosa' nell'esecutivo della
Fifa.
Blatter, vuole
riformare l'organismo con una quota femminile all'interno del comitato
esecutivo, una valorizzazione della commissione etica ed una migliore
comunicazione verso l'esterno. Il governo della Fifa da' "un'immagine di
un club maschile, con 24 membri uomini", ha ammesso. "Dovremmo cambiare
lo statuto, e le donne dovrebbero far parte del nostro comitato
esecutivo. Dovremmo esigere una quota femminile e portarlo a 25 membri".
"Dobbiamo lavorare in modo piu' professionale", la promessa del
dirigente 75enne in caso di vittoria alle elezioni del 1 giugno nel
Congresso di Zurigo.
L'ultima accusa
arrivata dal suo sfidante il qatariota, bin Hammam e' stata sul
contratto con l'Interpol. "In realta' dovrebbe applaudire. Nel suo
manifesto elettorale ha detto che portera' la trasparenza e che mettera'
un freno alla corruzione. La collaborazione con l'Interpol e' un passo
importante in quella direzione. Ma Bin Hammam lo critica.
Incomprensibile", risponde Blatter.
17 - OCSE: SPESA
PER ASSISTENZA AD ANZIANI RADDOPPIERA' ENTRO 2050...
Radiocor - L'Italia e' non solo uno dei Paesi piu'
vecchi dell'Ocse, ma e' anche il Paese industrializzato che piu' si basa
sui famigliari per l'assistenza agli anziani e ai disabili con un
modello, quello del 'welfare famigliare', sempre piu' messo a rischio
dai cambiamenti sociali e del mercato del lavoro, con un conseguente
netto aumento della spesa pubblica. E' quanto emerge da uno studio Ocse
sulla 'Long Term Care', ovvero le cure di lungo periodo. Con circa il
20% degli italiani (15% media Ocse) over-65 e circa il 5,8% (Ocse 45)
over-80, la spesa pubblica della Penisola per la Ltc e' pari a circa
l'1,7% del Pil (contro una media Ocse dell'1,3%), suddiviso per il 43%
in indennita', il 27% per la cura in istituzioni e per il 30% per cure
semi-residenziali.
In base ai calcoli
Ocse, la spesa potrebbe salire al 2,6% per arrivare fino a quasi il 4%
del Pil entro il 2050 (contro una media Ocse del 2,9%), quando quasi una
persona su sette in Italia avra' piu' di 80 anni e la Penisola sara' a l
quarto posto tra i paesi Ocse per la percentuale di anziani, dopo
Giappone, Germania e Corea del Sud. Uno dei nodi e' rappresentato dal
fatto che in Italia i famigliari che si occupano di anziani sono pari al
16,2% della popolazione, il dato piu' alto dell'Ocse, il doppio rispetto
alla Svezia (8%), ma anche rispetto alla Grecia (8,7%).
18 - ABERCROMBIE &
FITCH, TORNA UTILE 25,1 MLN DOLLARI PER RICAVI DA ESTERO...
(LaPresse/AP) - Torna l'utile per Abercrombie & Fitch
nel primo trimestre 2011, a 25,1 milioni di dollari o 28 centesimi per
azione, contro la perdita di 11,8 milioni di euro o 13 centesimi per
azione, registrata nello stesso periodo dello scorso anno. Il profitto
della società è sopra le attese degli analisti, che si attendevano un
utile a 11 centesimi per azione. A spingere in alto il risultato di
Abercrombie & Fitch sono state soprattutto le vendite internazionali,
balzate del 64%. In generale, i ricavi sono cresciuti del 22% a 837
milioni di dollari. Abercrombie si sta focalizzando sui suoi negozi in
Cina, Hong Kong, Parigi e Dublino, mentre sta chiudendo alcune attività
negli Stati Uniti per tagliare i costi18-05-2011]
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TRUMP sbarca in
ITALIA! - DOPO AVER MOLLATO LA CORSA ALLA CASA BIANCA, IL
superPARRUCCHINO DI DONALD SBARCA NELLA PENISOLA CON UN FONDO DI PRIVATE
EQUITY PER INVESTIRE NELL’IMPORT-EXPORT DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE -
L’OBIETTIVO È ASSISTERE AZIENDE, CON UN FATTURATO NON SUPERIORE AI 100
MLN €, DA QUOTARE IN BORSA NEL GIRO DI TRE ANNI - A CONVINCERE IL TYCOON
A SGANCIARE QUASI 300 MLN È STATO ALESSANDRO PROTO, INTERMEDIATORE
IMMOBILIARE DEI VIP AMERICANI (PITT-JOLIE, TOM CRUISE, LEO DI CAPRIO)…
Giuseppe Chiellino
per "il
Sole 24 Ore"
Il miliardario
americano Donald Trump sbarca in Italia con un fondo di private equity
dedicato alle piccole e medie imprese. A convincerlo a investire quasi
300 milioni di euro nell'iniziativa è stato Alessandro Proto, un
milanese di 36 anni titolare, con altri partner, della "Alessandro Proto
Consulting" che opera soprattutto nell'intermediazione immobiliare di
«altissima gamma». Dalla villa in Valpolicella per Brad Pitt e Angelina
Jolie, alla casa in Toscana di Umberto Veronesi trattata per conto di
Tom Cruise, passando per il castello di Camino, in Monferrato, su cui
aveva messo gli occhi Leonardo DiCaprio.
Da qualche anno,
per «diversificare gli investimenti di alcuni clienti» è entrato anche
nel private equity creando un fondo di diritto lussemburghese, dedicato
anch'esso alle pmi. L'esperienza gli è piaciuta e ora lancia la nuova
iniziativa con un investitore di primissimo piano, che fino a lunedì
scorso era in corsa per sfidare Barack Obama alle prossime presidenziali
americane sostenuto dai Tea Party.
«Ieri abbiamo
firmato il pre-accordo per la costituzione del fondo con l'obiettivo di
raccogliere 300 milioni» spiega Proto. L'obiettivo è a portata di mano
visto che «quasi tutto l'importo sarà conferito dalla Trump
Organization». Il resto arriverà da altri investitori portati dallo
stesso tycoon americano e da qualche cliente italiano di Proto. Il nuovo
fondo valuterà start-up e aziende con un fatturato non superiore ai 100
milioni di euro, con l'obiettivo di quotarle in Borsa nel giro di tre
anni.
«Partiamo
dall'Italia ma vogliamo investire anche in altri paesi europei con una
struttura imprenditoriale simile alla nostra. Spagna e Francia prima di
tutto. Non ci interessa, invece, la Germania dove esistono già molti
interventi per le imprese». Il fondo sarà di diritto lussemburghese
«perché costituirlo è molto più semplice, ma a Milano avrà sede la
società che valuterà le imprese italiane e straniere in cui investire»
afferma Proto. Gli investimenti saranno guidati da un criterio di base
molto semplice: «Il business plan dovrà puntare a far crescere l'impresa
soprattutto all'estero. Visto lo stallo dell'economia italiana,
riteniamo che sia questa la strada maestra per la crescita delle piccole
e medie imprese».
Ma come è riuscito
Proto a convincere il chiacchierato miliardario statunitense a puntare
le sue fiches sulle pmi italiane ed europee? «Meno di due anni fa -
racconta - ero a Manhattan per trattare un immobile di prestigio e avevo
appena finito di leggere il suo ultimo libro, "Pensa in grande e manda
tutti al diavolo nel lavoro e nella vita" che nel titolo originale è
molto più incisivo: "Think BIG and kick ass in business and life". Ho
pensato anch'io in grande. Gli ho fatto la posta per tre giorni e alla
fine ho incontrato Trump per parlargli del mio progetto». Dopo un anno e
mezzo di incontri e trattative, la firma di ieri [18-05-2011]
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BOSSI, BASTONE E
CAROTA, avvisa il banana: “NON FATEVI ILLUSIONI CHE CADA IL GOVERNO… MA
NON CI FAREMO TRASCINARE A FONDO” - PERSINO CONFALONIERI CAZZIA SILVIO:
“HA ESAGERATO” - DONNA MESTIZIA ABBASSA I TONI: “LAVORO DA SINDACO PER I
CITTADINI” - IL MESSAGGIO DEL LEGHISTA SALVINI: “LA LEGA NON È DI
DESTRA” - IL TERZO POLO CONFERMA: “NÉ CON MORATTI NÉ CON PISAPIA" - IL 6
LUGLIO LA CONSULTA SUL CONFLITTO D’ATTRIBUZIONE PER RUBY - IL DL
ANTISCALATE È LEGGE - SULL’OMOFOBIA L’AMARA CARFAGNA S’INCAZZA COL PDL
1. BOSSI,
CONSEGUENZE? NON FATEVI ILLUSIONI...
(Adnkronos) - "Non fatevi illusioni...". Umberto Bossi
risponde cosi' ai cronisti che gli chiedono se un'eventuale sconfitta ai
ballottaggi avrebbe ripercussioni sulla tenuta del governo.
2. BOSSI,
SBAGLIATA CAMPAGNA ELETTORALE, NON PERDEREMO AL BALLOTTAGGIO...
(Adnkronos) - "Abbiamo perso, abbiamo perso". Umberto
Bossi lo ripete due volte ai cronisti che gli chiedono un commento, il
primo in pubblico, sul voto di Milano.
Il Senatur non nasconde il risultato negativo per cui ha una spiegazione
precisa: "Abbiamo sbagliato la campagna elettorale".
Comunque, i giochi
sono ancora aperti e il leader leghista ostenta ottimismo: "Non
perdiamo" ai ballotaggi. E se si perde, invece, cosa fara' la Lega?
"Aspettiamo per vedere cosa succede", risponde Bossi.
3. BOSSI A PDL,
NON CI FAREMO TRASCINARE A FONDO...
(ANSA) - "Di certo non ci faremo trascinare a fondo e
comunque non perderemo al ballottaggio". Umberto Bossi, conversando con
i cronisti a Montecitorio, analizza il voto a Milano e risponde così a
chi gli chiede se "la Lega sia pronta a mollare il Pdl in caso di
sconfitta al ballottaggio". "Ma ha sentito Berlusconi?", gli chiedono
ancora i giornalisti. Il senatur si limita a rispondere "no".
4. CONFALONIERI,
BERLUSCONI HA ESAGERATO A METTERLA SUL NAZIONALE...
(Adnkronos) - Nella campagna elettorale per Milano "a
mio giudizio Berlusconi ha esagerato un po' a metterla sul nazionale,
quasi un 'referendum' su di lui, e anche con toni un po' eccessivi". E'
il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, ad affermarlo
intervenendo a 'Effetto domino' condotto da Myrta Merlino su La7.
Intervenendo a
'Effetto domino' condotto da Myrta Merlino su La7, Confalonieri
sottolinea pero' che "intanto sono lezioni amministrative, quindi
c'entra il fatto delle promesse elettorali su come verra' amministrata
la citta' e sui risultati", un elemento, questo, su cui il "difetto
della Moratti e' stato di non aver messo l'accento sulle cose che ha
fatto".
Comunque, rileva
ancora il presidente di Mediaset, "Milano non e' ancora persa" e "nella
seconda tornata ci puo' essere l'effetto di paura nei confronti di chi
dice che ha festeggiato come se fosse il 25 aprile...".
5. MORATTI,
BALLOTTAGGIO? NON MI PONGO PROBLEMA....
(ANSA) - Il ballottaggio? "Non mi pongo questo
problema". Letizia Moratti ha raccolto i propri assessori per
programmare le prossime iniziative legate all'estate e ai lavori
pubblici e incontrando i giornalisti in una pausa della riunione ha così
risposto su come intende affrontare la campagna elettorale per il
ballottaggio che la vede a 6,5 punti percentuali dietro allo sfidante
del centrosinistra Giuliano Pisapia.
"Non mi pongo
questo problema, sono sindaco di questa città - ha detto Letizia Moratti
- e ho il mandato degli elettori e ho il dovere di continuare a lavorare
per dare risposte che ci chiedono i cittadini". A chi le ha chiesto come
intende recuperare i quasi 50 mila voti che al primo turno l'hanno
distanziata dal centrosinistra, Letizia Moratti si è limitata a
rispondere: "lavorando".
6. TERZO POLO, NO
APPARENTAMENTI MILANO-NAPOLI...
(ANSA) - Il Terzo Polo ha deciso una "non indicazione
esplicita di appoggio ad alcun candidato" sia a Milano che a Napoli,
dove quindi non ci sarà alcun apparentamento. Lo ha detto il leader di
Fli, Gianfranco Fini, durante una conferenza stampa tenuta con Pier
Ferdinando Casini, Francesco Rutelli e i candidati del Terzo Polo nelle
due città, Raimondo Pasquino e Manfredi Palmeri.
7. CASINI, TERZO
POLO PER TREMONTI? IL MINISTRO NON SO COSA C'ENTRI...
(Adnkronos) - "Cosa c'entri Tremonti non lo so". E' la
secca risposta del leader Udc Pier Ferdinando Casini a chi gli chiede se
la scelta di lanciare il Terzo polo sia propedeutica ad un'ipotesi di
appoggio ad un eventuale governo presieduto dall'attuale ministro
dell'Economia.
8. SALVINI, LEGA
NON E' DI DESTRA, CON PDL MATRIMONIO DI INTERESSE...
(Adnkronos) - 'La Lega Nord non e' nata a destra e non
morira' a destra. Con il Pdl e' un matrimonio di interesse Ma la
sinistra non e' un nostro interlocutore. Ci sono 12 sinistre, un conto
e' quella di Sergio Chiamparino altro e' quella di Antonio Bassolino e
Nichi vendola'. Lo ha detto l'eurodeputato della Lega Nord, Matteo
Salvini, intervenuto a "Agora'" su Raitre.
9. 'RESPONSABILI',
CON GOVERNO MA CAMBIO STRATEGIA E DENTRO UDC...
(Adnkronos) - I 'responsabili' assicurano 'pieno
sostegno' a Silvio Berlusconi in questo momento difficile, in vista dei
ballottaggi di Milano e Napoli. Ma chiedono in questi 15 giorni di
cambiare strategia, evitando la politicizzazione della campagna
elettorale come fatto fino ad ora, perche' la gente vuole risposte
concrete sul territorio. Certo, non nascondono perplessita' sul futuro
in caso di sconfitta al secondo turno di lady Moratti e temono uno
slittamento almeno fino al 29 maggio della seconda tranche del rimpasto
promesso a molti esponenti del gruppo.
Ufficialmente,
pero', considerano la questione dei 'ritocchi' secondaria e rilanciano
con forza la necessita' di fare la riforma fiscale e di onorare gli
impegni per il Sud. Tutte le varie anime della terza gamba della
maggioranza suggeriscono ora al Cavaliere un cambio di rotta e di
corteggiare sempre di piu' l'Udc, che potrebbe essere determinante per
la vittoria finale. Non e' passata inosservata oggi l'assenza di molti
parlamentari del gruppo Ir durante il voto delle mozioni delle
opposizioni sulle carceri, che ha visto il governo 'cadere' per ben 4
volte (gli assenti sono stati ben 12 su 29, tra questi Francesco Pionati
e Maria Grazia Siliquini che attendono ancora una nomina da
sottosegretario).
10. CAMERA:
VERIFICA SU MAGGIORANZA DOPO I BALLOTTAGGI...
(ANSA) - Il dibattito in Parlamento sulla maggioranza
di governo chiesto da Giorgio Napolitano dopo la nomina dei nuovi
sottosegretari si svolgerà alla Camera dopo i ballottaggi delle
amministrative. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di
Montecitorio, secondo secondo quanto riferito dal presidente dei
deputati del Pd Dario Franceschini.
11. CALDEROLI, OK
APPELLO NAPOLITANO, APERTI A CORRETTIVI SUL FEDERALISMO...
(Adnkronos) - Le riforme si fanno in modo condiviso e
'faccio mio l'appello del presidente della Repubblica'. Lo dice Roberto
Calderoli, in aula alla Camera, dopo l'approvazione del ddl di proroga
di sei mesi della delega del governo sul federalismo fiscale. Il
ministro della Semplificazione assicura: in questo periodo ulteriore
'siamo disponibili a lavorare', rispetto a eventuali 'correttivi'.
12. CARFAGNA:
SULLA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA IL PDL HA PERSO UNA OCCASIONE...
(ANSA) - "Il Popolo della libertà, col voto di oggi in
Commissione, ha perso un'occasione. Il testo, infatti, non prevedeva il
reato di omofobia, ma introduceva aggravanti per i reati commessi a
scopo discriminatorio; una norma di stampo europeo. Voterò a favore del
provvedimento non appena arriverà in Aula". Così il Ministro per le Pari
Opportunità, Mara Carfagna, dopo il voto in Commissione alla Camera.
13. CASO RUBY:
CONSULTA, 6 LUGLIO CAMERA CONSIGLIO SU AMMISSIBILITA' RICORSO...
(Adnkronos) - E' stata fissata per il 6 luglio prossimo
la Camera di Consiglio della Corte costituzionale sul tema
dell'ammissibilita' del ricorso per conflitto di attribuzione sul 'caso
Ruby' sollevato dalla Camera nei confronti della magistratura di Milano.
14. GASPARRI,
VERSIONE BRUSCA COINCIDE CON PAROLE CONSO...
(Adnkronos) - "Le dichiarazioni dei pentiti vanno prese
per quello che sono. E quanto ha detto a piu' riprese Brusca non fa
eccezione. Tuttavia, su alcuni aspetti e in particolar modo sulla
presunta trattativa tra lo Stato e la mafia e il mancato rinnovo del
carcere duro nel '93, la versione di Giovanni Brusca coincide con quanto
detto dall'ex ministro della Giustizia Giuseppe Conso in commissione
Antimafia". Lo afferma il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio
Gasparri.
"Mancino si chiama
fuori e ha giustamente agito contro Brusca, denunciandolo. Possiamo non
credere al pentito, ma e' difficile liquidare anche le dichiarazioni di
un ex ministro. A noi interessa la verita'. E vogliamo sapere perche'
furono polverizzati centinaia e centinaia di provvedimenti di
restrizione del regime carcerario per altrettanti boss, graziando di
fatto la mafia e siglando la resa dello Stato alla criminalita'
organizzata", conclude il presidente dei senatori Pdl.
15. MONTEZEMOLO A
BRUNETTA, MIO STIPENDIO GIA' PUBBLICATO 500 VOLTE...
(Adnkronos) - Il presidente di Telethon Luca Cordero di
Montezemolo risponde a distanza al ministro per la Pubblica
Amministrazione Renato Brunetta che, nei giorni scorsi, lo aveva
invitato a pubblicare il suo stipendio come anche quello dei top manager
privati sul modello dei dirigenti della pubblica amministrazione, che
sono visibili on line sul sito del ministero.
"Ho pubblicato il
mio stipendio 500 volte", ha affermato Montezemolo a margine della
presentazione della campagna 'Walk of life' di Telethon, rispondendo ai
giornalisti se volesse raccogliere la sollecitazione del ministro.
16. BRUNETTA,
MONTEZEMOLO DICA DOVE HA PUBBLICATO STIPENDIO 500 VOLTE...
(Adnkronos) - "Gli stipendi del ministro Renato
Brunetta e dei suoi piu' stretti collaboratori sono consultabili da tre
anni sul sito del ministero per la Pubblica Amministrazione e
l'Innovazione (www.innovazionepa.gov.it). Il presidente Luca Cordero di
Montezemolo puo' per favore indicarci qualcuno dei 500 siti nei quali,
sempre in questi ultimi tre anni, sostiene di aver pubblicato i suoi?".
E' quanto si legge in una nota del portavoce del ministro in risposta
alle affermazioni di Montezemolo.
17. SENATO APPROVA
DECRETO ANTISCALATE, E' LEGGE...
(ANSA) - L'Aula del Senato approva, in seconda lettura
senza modifiche, il decreto legge cosiddetto 'Anti-scalate' emanato in
relazione alla vicenda Lactalis Parmalat. Il testo, che contiene misure
urgenti per garantire l' ordinato svolgimento delle assemblee societarie
annuali, è approvato con 134 sì, 12 no e 116 astenuti ed è legge. Hanno
votato a favore i partiti della maggioranza, contro l'Idv mentre si sono
astenuti Pd, Udc-Svp-Autonomie. [18-05-2011]
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1- DSK SI DIMETTE
DALL’FMI, MOSSA COATTA PER IL RILASCIO SU CAUZIONE DI UN MILIONE $ - 2-
SE IL LEADER DELLA "GAUCHE CHIAVAR" DOVESSE ESSERE RIMESSO IN LIBERTÀ,
AVRÀ L’OBBLIGO DI RISIEDERE A MANHATTAN CON BRACCIALETTO ELETTRONICO
ALLA CAVIGLIA - 3- I PUNTI MISTERIOSI CHE FANNO GRIDARE AL COMPLOTTO
ORDITO DALLE PARTI DI SARKò - 4- DA QUANDO AVEVA DECISO DI CORRERE PER
LE PRESIDENZIALI, DSK SI ERA CONVINTO A "SORVEGLIARE" IL SUO STILE DI
VITA. NIENTE SOFITEL. PER GIUNTA, IN QUELL´ALBERGO ANCHE I MURI DEVONO
AVERE ORECCHIE SE È VERO, COME È VERO, CHE LA NOTIZIA DELL´ARRESTO
ARRIVERÀ DUE ORE PRIMA DELLA SUA UFFICIALITÀ DA UN MILITANTE DEL UMP (IL
PARTITO DI SARKOZY, NDD) CHE DICE DI "AVER SAPUTO DAL PERSONALE DEL
SOFITEL" - 5- ANCORA. LA CAMERIERA DÀ IMMEDIATAMENTE L´ALLARME AI
RESPONSABILI DELLA SICUREZZA DELL´ALBERGO. CIÒ NONOSTANTE, PASSA UN
TEMPO LUNGO PRIMA DELLA TELEFONATA AL "911" DEL NYPD. ALMENO UN´ORA -
SECONDO LA STAMPA AMERICANA - O, ADDIRITTURA, TRE, SECONDO QUANTO INDICA
IL RAPPORTO DI POLIZIA AL CONSOLATO FRANCESE DOPO L´ARRESTO DI DSK. SE
COSÌ È, CHE SUCCEDE DI BELLO IN QUELLE TRE ORE?
1- DIMISSIONI - OGGI NUOVA UDIENZA. DSK VERSO IL RILASCIO. IL
GIUDICE: «RESTI A NEW YORK». CAUZIONE DA UN MILIONE
Stampa.it
Dominique
Strauss-Kahn si è dimesso dal suo incarico di Direttore generale del
Fondo monetario internazionale (Fmi), proclamando la sua innocenza in
una lettera inviata all'istituzione finanziaria di Washington.
"Dominique Strauss-Kahn ha informato oggi il consiglio di
amministrazione del Fondo monetario internazionale della sua intenzione
di dimettersi dal suo posto di Direttore generale con effetto
immediato", ha fatto sapere il Fmi in un comunicato, allegando poi la
lettera in cui Strauss-Kahn spiega le sue ragioni e respinge le accuse
di aggressione sessuale e tentato stupro che lo hanno portato in carcere
a New York.
"E' con infinita
tristezza che mi vedo costretto oggi a presentare al consiglio di
amministrazione le mie dimissioni dal mio incarico di Direttore generale
del Fmi - scrive - ci tengo a sottolineare che respingo nella maniera
più assoluta tutte le accuse che mi sono state rivolte. Voglio
proteggere questa istituzione che ho servito con onore e devozione e, in
particolare, voglio dedicare tutta la mia forza, tutto il mio tempo e
ogni mia energia a dimostrare che sono innocente". Strauss-Kahn aveva
assunto la guida del Fmi nel novembre 2007, per un mandato di cinque
anni. E' stato arrestato sabato scorso dalla polizia di New York.
Una nuova udienza
sul caso di Dominique Strauss-Kahn è stata fissata per oggi, giovedì, a
New York, davanti a un altro giudice rispetto a quello che aveva
disposto la sua carcerazione. Lo ha confermato ufficialmente la
portavoce dell'Ufficio dei Procuratori di New York, Erin Duggan.
Nell'udienza i legali di Strauss-Kahn presenteranno una nuova richiesta
di liberazione su cauzione. Il Direttore generale del Fondo monetario
internazionale (FMi), Dominique Strauss-Kahn, si è impegnato a versare
un milione di dollari di cauzione, a restare a New York e ad essere
posto sotto sorveglianza 24 ore su 24 nella richiesta presentata alla
Corte suprema dello Stato di New York per essere scarcerato.
Se Dominique
Straus-Kahn dovesse essere rimesso in libertà dietro pagamento della
cauzione, avrà comunque un braccialetto elettronico alla caviglia, per
permettere di essere costantemente sotto controllo da parte delle
autorità americane. È quanto prevede la richiesta di liberazione
presentata ieri a Manhattan dai suoi legali davanti al giudice Michael
J. Obus, il giudice capo amministrativo per la divisione criminale della
State Supreme Court di New York. Lo riporta il New York Times.
2- "ASPETTAVA UNA
DONNA NELLA SUITE" - DAI DISPACCI DIPLOMATICI RISULTA UN BUCO DI TRE ORE
DOPO L´ALLARME DI "OPHELIA" IL PERSONALE LO CONOSCEVA COME VIP: LA SUA
FOTO NELLO SPOGLIATOIO DELLE CAMERIERE
Carlo Bonini-Anais Ginori per
La Repubblica
Cosa ha scatenato
la libido violenta di Dominique Strauss Kahn? La sua "sexual addiction"
spiega da sola perché nella suite 2806 del Sofitel di New York, l´uomo
abbia perso ogni freno inibitorio trasformandosi in uno stupratore? Che
tipo di "cliente" era davvero per il Sofitel? Quel sabato mattina, il
direttore del Fmi aspettava forse qualcuno nella sua suite?
Da quattro giorni,
gli avvocati americani Ben Brafman e William Taylor, il loro collega
parigino Jean Veil, figlio di Simone e legale da sempre di DSK (è a New
York da lunedì), la costosissima agenzia di investigazioni difensive
Guidepost Solutions, lavorano a queste domande dalla cui risposta
dipendono non certo il giudizio morale e politico, definitivi,
sull´abisso in cui quest´uomo ha precipitato se stesso, ma 74 anni di
carcere. E quel che sin qui ne viene fuori - per quanto Repubblica ha
potuto ricostruire con fonti qualificate a New York e Parigi - è un
primo canovaccio difensivo. Questo.
LE SETTE VOLTE DI
DSK AL SOFITEL
Al Sofitel di New York, Dominique Strauss Kahn non è un cliente
qualunque. E non solo per il rango, ma per la frequenza delle sue
visite. Curiosa, se si pensa che a Manhattan dispone di un appartamento
di rappresentanza. Sono sei i check-in nel 2010, con una cadenza che si
fa mensile tra l´ottobre e il dicembre. DSK ha imparato a conoscere bene
il direttore dell´albergo Jorge Tito, un portoghese che ha assunto
l´incarico di general manager della struttura proprio nell´agosto di
quell´anno, dopo esperienze in alberghi a Buenos Aires, nell´Algarve, a
Rio e Copacabana.
Quando DSK è
ospite - racconta una delle addette alle pulizie - la sua foto viene
affissa nello spogliatoio delle cameriere, perché sappiano che il vip è
in hotel. DSK, che alloggia regolarmente nella più grande delle suite,
ha una tariffa di affezione (525 dollari, un sesto dei 3.000 in
listino). Nel 2011, però, improvvisamente non si fa più vedere. Perché?
Racconta a
Repubblica uno dei suoi collaboratori: «Da quando si era mostrato
intenzionato a correre per le presidenziali, DSK si era convinto a
"sorvegliare" il suo stile di vita». Niente Sofitel. Per giunta, in
quell´albergo anche i muri devono avere orecchie se è vero, come è vero,
che la notizia dell´arresto arriverà due ore prima della sua ufficialità
da un militante del Ump (partito di Sarkozy, ndS) che dice di «aver
saputo dal personale del Sofitel». E´ un fatto che, venerdì 13 maggio,
quando si presenta al check-in, per DSK è la prima volta nel 2011.
APPUNTAMENTO NELLA
SUITE? UN AMICO AL TELEFONO
Sostiene l´avvocato Ben Brafman di fronte al giudice Melissa Jackson:
«Le prove forensi raccolte sin qui non sono in grado di dimostrare che
vi sia stata violenza nel rapporto». La frase è volutamente sibillina.
Viene interpretata come la decisione delle difese di sostenere che il
rapporto sessuale con Nafisatu Dialo (questo il vero nome della ragazza,
che si fa chiamare "Ophelia") è stato consenziente (circostanza smentita
con forza dall´avvocato della vittima, Jeffrey Shapiro).
Ma a quanto pare
vuole suggerire dell´altro. Che DSK fosse convinto di avere di fronte
una donna di cui gli erano stati promessi favori sessuali. Da chi?
Quando? Su questo punto solo l´imputato potrebbe decidere di raccontare
cosa è accaduto prima che si aprisse la porta della sua suite.
E, in ogni caso,
se il Sofitel fosse il luogo consueto dei suoi appuntamenti al buio
(come ha suggerito il deputato francese Bernard Debré, smentito dal
direttore generale della catena alberghiera Robert Gaymer-Jones). E´ un
fatto che la dinamica dell´aggressione - come riferita dalla vittima -
descrive un uomo che si fa trovare "sotto la doccia". Che, senza
proferire parola, prima chiude la porta della stanza e quindi comincia
il suo assalto sessuale diretto.
E ripetuto, quando
Nafisatu prova a sottrarsi. Quasi non avesse dubbi che sia merce che ha
acquistato o che gli è stata promessa. Un assalto che si protrae per 15
minuti almeno, e durante il quale viene respinto, graffiato. Per altro,
si scopre ora, che poco prima dell´ingresso nella suite di Nafisatu, DSK
è al telefono con Pierre Moscovici, suo vecchio amico e sodale nel
partito, con cui discute di Eliseo e del salvataggio della Grecia. Nella
telefonata - secondo quanto riferisce a Repubblica uno dei collaboratori
del direttore del Fondo - «appare rilassato. Annuncia l´arrivo a
Parigi».
TRE ORE DI
SILENZIO
Cosa accada al Sofitel tra le 12.28 (il check-out di DSK) e le 15.40
(ora della sua telefonata al concierge per chiedere conto dello
smarrimento del suo Blackberry, che in realtà non è in albergo) è un
altro punto cruciale. I video a circuito chiuso mostrano che Nafisatu dà
immediatamente l´allarme ai responsabili della sicurezza dell´albergo.
Ma che, ciò nonostante, passa un tempo lungo prima della telefonata al
"911" del Nypd.
Almeno un´ora -
secondo la stampa americana - o, addirittura, tre, secondo quanto indica
il rapporto di polizia al consolato francese dopo l´arresto di DSK. In
quelle carte, infatti, la telefonata che attiva il Police department
sarebbe delle 15.29. Se così è, che succede in quelle tre ore?
Il general manager
Jorge Tito temporeggia? E se è così, perché? Avvisa i vertici della
catena alberghiera a Parigi? Un tempo così lungo di "quiete" spiega
probabilmente la ragione per cui DSK appare nel suo pranzo con la figlia
Camille, «molto tranquillo». E forse anche la ragione per cui chiami
l´albergo alle 15.40. Solo da quel momento avrà la definitiva percezione
di essere finito in un «grosso guaio», come confida alla moglie al
telefono prima dell´arresto. 19-05-2011]
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"GOVERNO RESTA
SALDO" (NEL CAOS): 5 VOLTE SOTTO, tensione tra alleati - Bossi sferra il
primo colpo: non affondo col Pdl - OMOFOBIA, BOCCIATA LA LEGGE. LA
CARFAGNA: VOTO CON IL PD - SPAGNA, LA RIVOLTA DEGLI INDIGNATI. GIOVANI
IN PIAZZA CONTRO ZAPATERO - MOGLIE E FIGLI DI GHEDDAFI LASCIANO TRIPOLI
PER LA TUNISIA - Obama sanziona il siriano Assad - LACTALIS LAVORA AL
DOPO-BONDI IN VISTA DELL’OPA - BRUSCA IN AULA: IL CAVALIERE PAGAVA 600
MILIONI DI PIZZO AL MESE - Parole choc a Cannes. Hitler? Lo comprendo…
Da "il
Velino"
CORRIERE DELLA
SERA
- In apertura: "Governo battuto, tensione tra alleati". Editoriale di
Sergio Romano: "La possibilità di un divorzio". In taglio alto con foto:
"Moglie e figli di Gheddafi lasciano Tripoli per la Tunisia". Al centro:
" ‘Non trascrivere le telefonate su Ruby' " e in un box " ‘I
ballottaggi? Berlusconi faccia parlare i candidati' ". In taglio basso:
"L'America: Strauss-Kahn via subito dall'Fmi" e "Parole choc a Cannes.
Hitler? Lo comprendo".
LA REPUBBLICA
- In apertura: "Governo nel caos, 5 volte sotto". Editoriali di Miguel
Gotor: "Il ladro di realtà" e Nadia Urbinati: "Saper perdere". Di
spalla: "P2, cosa resta del complotto di Gelli 30 anni dopo". Al centro
foto-notizia: "Spagna, la rivolta degli indignati. Giovani in piazza
contro Zapatero" e "Omofobia, bocciata la legge. La Carfagna: voto con
il Pd". E in un box: "Brusca in aula: il Cavaliere pagava 600 milioni di
pizzo al mese". In taglio basso: "Tutti i vizi e i segreti che Internet
sa di noi" e " ‘Sono ebreo, capisco Hitler'. Shock Von Trier a Cannes".
LA STAMPA
- In apertura: "Bossi: non affondo col Pdl" e in taglio alto:
"Strauss-Kahn, il giudice dice sì alla scarcerazione. ‘Ma rimanga a New
York' " e "Lo scandalo penalizza l'Europa". Editoriale di Michele
Brambilla: "Il grande comunicatore senza parole". In un box: "D'Alema:
abbiamo vinto noi del Pd non è merito della sinistra radicale". Di
spalla: "Obama sanziona il siriano Assad". Al centro foto-notizia: "Così
50 immigrati volevano entrare negli Stati Uniti" e "Il papà la dimentica
in auto". In un box. "Coppie in fuga dal matrimonio: ‘Meglio convivere,
si risparmia' ". A fondo pagina: "Non ci sono scarti".
IL SOLE 24 ORE
- In apertura: "Il Fisco accelera sui controlli" e in taglio alto:
"Accordo Chrysler-banche per il rimborso dei debiti" e "Lactalis lavora
al dopo-Bondi in vista dell'Opa". Editoriale di Marco Fortis: "La
ricchezza (pubblica e privata) delle nazioni". Al centro la
foto-notizia: "Debito greco. Bce contro i governi sulla proroga" e
"Bossi: non andremo a fondo con il Pdl. Terzo polo neutrale". Di spalla:
"Più italiani che Italia nei posti che contano" e "Obama offre aiuti
economici ai Paesi della primavera araba". In taglio basso:
"Maxiprogetto bloccato? Il nemico è nel Comune vicino".
IL GIORNALE
- In
apertura: "Fini fa come Grillo". Editoriale di Marcello Veneziani: "Chi
grida al tiranno adesso stia tranquillo". Al centro: "La ‘ricetta'
Pisapia: case ai rom e più tasse". In due box: "Rischi nuove moschee?
No, piuttosto chiudete quella di Viale Jenner" e "Déjà vu. Nostalgia di
Prodi. E ritorna la strategia dell'ammucchiata anti Cav". A fondo
pagina: "Benvenuti al Festival di Strass Cannes".
LIBERO
- In apertura: "Governo terremotato", con l'editoriale di Maurizio
Belpietro. Al centro la foto-notizia: "Non è un terrorista ma c'è da
aver paura" e "Fini come i grillini né di qua né di là". Di spalla: "Dai
referendum la prossima botta" e "Bossi con il Cav. Maroni anche no". A
fondo pagina: "Sgarbi c'è, il programma invece no" e "Niente lezioni
dalla pornoFrancia".
IL TEMPO
- In apertura: "Bossi sferra il primo colpo".
IL FOGLIO
- In
apertura a sinistra: "Il Cav. non trova ancora la parola giusta per
rimediare alal sconfitta". In apertura a destra: "Per fermare il
massacro siriano, Obama colpisce Assad con le sanzioni". Al centro: "Il
recluso e la vedova nera" e "Perché le parole di Brusca deludono i pm di
Palermo".
L'UNITÀ
- In
apertura foto-notizia a tutta pagina: "Gli amici se ne vanno". A fondo
pagina: "Franceschini: il Paese gli ha voltato le spalle, attenti ai
colpi di coda".19-05-2011]
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LE PRIME PAGINE
DEI QUOTIDIANI INTERNAZIONALI - GERMANIA, IN PENSIONE A 69 ANNI! -
SPAGNA, I GIOVANI SI RIBELLANO ALL’AUSTERITÀ - Edf ottiene il via libera
per delle centrali nucleari in Gran Bretagna - La Bce spara a zero sul
piano per il debito greco - La vittima di Strauss-Kahn nega che sia
stato un rapporto consensuale - FMI, GLI USA VOGLIONO NOMINARE LIPSKY
PRESIDENTE AD INTERIM - OBAMA OFFRIRÀ UN “PIANO MARSHALL” AL MONDO ARABO
- L’INFLAZIONE È RIPRESA IN TUTTO IL MONDO - 60 MLD $ PER L’IPO DI
GLENCORE - STUPRO DI SERIE B: BUFERA SUL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
INGLESE - LA MERKEL DICE CHE AIUTERÀ GLI SPAGNOLI SOLO SE LAVORERANNO DI
PIÙ...
DAGOREPORT
1 - THE NEW YORK
TIMES
- In apertura,
"Strauss-Kahn dà le dimissioni dall'Fmi" - "Occhi puntati su Obama
mentre in Medio Oriente sale la tensione" - "Per risparmiare le prigioni
private non sono una vera soluzione" - Al centro, "Molti neo-laureati
considerano umiliante il mercato del lavoro"
2 - LE FIGARO
- In apertura,
"Affaire Strauss-Kahn, la vittima conferma la violenza" - Al centro,
"Spagna, venti di ribellione contro l'austerità" - In alto,
presidenziali 2012: "Sondaggio, Hollande in vantaggio su Aubry"
3 - LIBÉRATION
- A tutta pagina,
"Affaire Dsk, il mistero della stanza 2806" - In basso, "Cannes, Von
Trier evoca Hitler eclissando il suo ‘Melancholia'"
4 - LE MONDE -
In apertura,
"Affaire Dsk, il momento della verità per la difesa" - "Il conflitto si
estende nell'ovest della Libia" - Al centro, "L'inflazione è ripresa in
tutto il mondo"
5 - LES ECHOS
- In apertura,
l'Ipo di Glencore: "60 miliardi per la star delle materie prime" - Al
centro, "Fmi, si moltiplicano le richieste di dimissioni di
Strauss-Kahn"
6 - LA TRIBUNE -
In apertura, "Attrattiva per il regime fiscale: la Francia è indietro" -
Al centro, "Gli Usa vogliono nominare Lipsky presidente ad interim
dell'Fmi" - In basso, "Edf ottiene il via libera per delle centrali
nucleari in Gran Bretagna"
7 - THE GUARDIAN -
In apertura, "Bufera su Clarke, il ministro della Giustizia costretto a
chiedere scusa per le dichiarazioni sullo stupro"
8 - THE
INDEPENDENT -
A tutta pagina, la
bufera sulle dichiarazioni del ministro della Giustizia Kenneth Clarke
alla radio: "Il presentatore radiofonico: lo stupro è stupro. E lui: no,
non è vero"
9 - FINANCIAL
TIMES -
In apertura, "Banche vicine a una stretta su bonus e dividendi" -
Fotonotizia, "Le osservazioni di Medvedev fanno interrogare gli
osservatori" - Al centro, "La Bce spara a zero sul piano per il debito
greco" - In basso, "Il prezzo delle azioni di Glencore a 530p"
10 - THE TIMES -
In apertura, "Fmi
in agitazione mentre nuove accuse di molestie cadono sul banchiere" - Al
centro, "Il ministro della giustizia alla fine si scusa per la
bestialità dello stupro ‘di serie B'"
11 - THE DAILY
TELEGRAPH
- In apertura,
"Clarke costretto a chiedere scusa per aver detto che esiste lo stupro e
lo stupro ‘meno grave'"
12 - THE SUN -
In apertura, "Una vittima di violenza che ha testato sulla propria pelle
la giustizia soft di cui parla il ministro Clarke dice: Clarke è un
pericolo per le donne... deve andarsene"
13 - EL PAIS -
In apertura, "Il
movimento 15-M dà impulso agli ultimi giorni di campagna elettorale" -
Di spalla, "Obama offrirà un ‘piano Marshall' al mondo arabo" - In
basso, lo scandalo Strauss-Kahn: "Un delitto non è mai una questione
privata" - In alto, "Doppia distruzione a Lorca: l'80% dei negozi chiusi
a causa del sisma"
14 - EL MUNDO -
In apertura, "Il governo permette la manifestazione proibita e il Psoe
abbraccia la protesta" - Di spalla, "Merkel dice che aiuterà gli
spagnoli solo se lavoreranno di più" - "La vittima di Strauss-Kahn nega
che sia stato un rapporto consensuale"
15 - BILD -
Germania, "Economia: in pensione non prima di 69 anni!"
19-05-2011]
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IL PIL GIAPPONESE
HA PAURA DEL SISMA - AIR FRANCE TORNA IN UTILE - IL SEGGIO GENERALI IN
SANTANDER RESTA A BERNHEIM (E TRIESTE GUARDA A EST) - LE ILLUSIONI DEI
TRADER SU MERIDIANA - MARTEDì CRHYSLER RIMBORSA I DEBITI GOVERNATIVI -
SUL BOOM CINESE L’INCUBO DEL BLACK-OUT - IL TURISMO CONGRESSUALE DELLA
ROSSA SALMONATA - BERNHEIM RICANDIDATO AL SANTANDER - BORSE IN RIALZO
1. BORSA: INDICI
PROSEGUONO STRADA RIALZO IMBOCCATA IERI, +0,48% MILANO...
Radiocor - Avvio positivo per le Borse europee, che
cosi' proseguono il trend di rialzo imboccato ieri. Il Ftse Mib sale
dello 0,48% e il Ftse All Share dello 0,38%. Sono ben richieste le Fiat
e le Lottomatica che salgono di oltre l'1%. Dopo la recente debolezza
rialzano la testa le banche. Perdono invece lo 0,15% le Parmalat, che
comunque rimangono al di sopra del prezzo dell'Opa lanciata da Lactalis
a 2,6 euro.
2. ASIA: SEDUTA
CONTRASTATA, DEBOLE TOKYO CON CALO PIL...
(ANSA) - Seduta contrastata per le borse asiatiche,
dove prevalgono i ribassi dopo i dati sul Pil nipponico. L'indice Msci
per l'area dell'Asia-Pacifico cede lo 0,3%, appesantito da Tokyo (-0,4%)
e Seul (-1,9%). In rialzo invece Hong Kong (+0,2%), Sydney (+1,3%) e
Singapore (+0,8%) che ha alzato gli obiettivi di crescita nel 2011. Nel
primo trimestre l'economia del Giappone si è contratta dello 0,9% sul
precedente trimestre e del 3,7% anno su anno. Oggi sono attesi dagli Usa
i dati sulla vendita di case esistenti: gli economisti prevedono un
rallentamento della crescita (+2% ad aprile contro il 3,7% di marzo).
Le aspettative di
inflazione in calo, ha detto ieri James Bullard, presidente della Fed
Bank di Saint Louis, allontanano la necessità di ritirare le misure di
stimolo della Fed, opzione discussa dall'ultimo board della banca
centrale Usa. Mitsubishi Financial ha perso il 2,3% mentre Electric
Power, l'operatore delle centrali di Fukushima, è crollata dell'8,5%.
Domani la banca del Giappone concluderà i suoi due giorni di riunione
sotto una pressione crescente per adottare misure di sostegno a
un'economia che sconta i pesanti effetti del terremoto.
Di seguito gli
indici delle borse dell'area dell'Asia-Pacifico: - Tokyo -0,43% - Hong
Kong +0,25% (in corso) - Shanghai -0,53% (in corso) - Taiwan -0,58% -
Seul -1,89% - Sydney +1,34% (in corso) - Mumbai +0,20% (in corso) -
Singapore +0,76% (in corso) - Bangkok +0,12% - Jakarta +0,46% (in corso)
3. MORNING NOTE:
ECONOMIA E FINANZA DAI GIORNALI...
Radiocor - GRECIA: scontro Bce-Governi sul debito.
Berlino alza il tono della polemica: per i greci meno ferie e in
pensione piu' tardi (dai giornali)
FMI: il segretario
al Tesoro Usa Tim Geithner 'scarica' Dominique Strauss-Kahn. Partita
aperta tra europei con il ministro francese Christine Lagarde tra i
favoriti (dai giornali) E' tempo di un asiatico al Fmi (Il Sole 24 Ore,
pag. 16)
FISCO: accelera
sui controlli. Monitoraggio per 2mila grandi imprese. Accertamenti
legati al tenore di vita (dai giornali) 'Un sistema responsabile di
troppi fallimenti'. Intervista a Michele Emiliano, sindaco di Bari (Il
Sole 24 Ore, pag. 2)
CREDITO: Basilea 3
leggera per le Pmi. La proposta alla Ue di Abi e Confindustria (Il Sole
24 Ore, pag. 4)
PARMALAT: Lactalis
avvia il dopo-Bondi. Gruppo francese in manovra per modificare la
squadra di vertice per il gruppo di Collecchio (dai giornali)
MEDIOLANUM:
'nessun bisogno di aumenti di capitale. Per Banca Esperia ci vuole un
superassegno. Per il patto Mediobanca troveremo la quadra'. Intervista
al numero uno della societa', Ennio Doris (Il Corriere della Sera, pag.
37)
FIAT: Chrysler
chiude l'accordo con le banche sul debito. Ora parte la corsa per
raggiungere il 51% (Il Sole 24 Ore, pag. 41)
GENERALI: Trieste
punta al controllo dell'alleanza con i russi Vtb (dai giornali)
INTESA SANPAOLO:
via libera della Consob all'aumento di capitale, operazione si svolgera'
dal 23 maggio (dai giornali)
Kinexia: si allea
ad Antin nelle rinnovabili. Per l'ad. Pietro Colucci sara' partnership a
tutto tondo per lo sviluppo della pipeline fotovoltaica. (Il Sole 24
Ore, pag,45)
FEBAF: piu' forte
con Assogestioni. Intervista al presidente Corrado Faissola (Il Sole 24
Ore, pag. 42)
UNICREDIT: vara
l'agenzia 'non profit' (Il Sole 24 Ore, pag. 42)
CDP: si finanzia
sul mercato. In arrivo bond da un miliardo (Il Messaggero, pag. 22)
TLC: Agcom ha
approvato il pacchetto di norme per l'asta da 2,4 miliardi di euro che
si terra' in autunno (dai giornali)
NTV: conferma il
via nel 2011 (dai giornali)
MOBY LINE: 'c'e'
un unico cartello. Quello dei petrolieri. Le tariffe legate al
caro-carburante'. Intervista a Vincenzo Onorato, l'armatore della
societa' di traghetti (La Stampa, pag. 30)
LOW COST: in
Italia l'aumento piu' alto (dai giornali)
MERIDIANA:
pressing tedesco. Alitalia puo' perdere la preda (LiberoMercato pag.25)
TERNA: bloccata
dal Parlamento sul solare (Il Fatto Quotidiano pag.11)
GRANDI OPERE:
maxiprogetto bloccato? Il nemico e' nel Comune vicino (Il Sole 24 Ore,
pag. 19)
PENSIONI: addio ai
risparmi della riforma. 'Scippo' alle donne. Per Emma Bonino,
vicepresidente del Senato, 'quei 4 miliardi servono per asili nido e
assistenza anziani' (La Repubblica, pag. 31)
MODA: Samsonite
sceglie Hong Kong per andare in Borsa (Financial Times pag.19)
4. MORNING NOTE:
L'AGENDA DI GIOVEDI' 19 MAGGIO...
Radiocor - Milano - incontro stampa Joint Global
Coordinator per la presentazione dell'IPO sul mercato AIM Italia di
'Made in Italy1'.
Milano - 'Debtwire
Italian Forum 2011'. Partecipano, tra gli altri, Andrea Giovanelli,
UniCredit; Igino Beverini, Lazard; Fabrizio Vitiello, GE Capital Italy;
Adriano Bianchi, Alvarez & Marsal; Bruno Cova, Paul Hastings.
Milano -
conferenza stampa UniCredit Foundation 'I 60.000 dipendenti italiani di
UniCredit chiamati a scegliere il miglior progetto di solidarieta''.
Partecipa, tra gli altri, Gabriele Piccini, country chairman Italia
UniCredit.
Roma - seminario
'Internet cambia il lavoro', organizzato da Isfol e
Assotelecomunicazioni-Asstel. Ore 9,30. Partecipano, tra gli altri,
Stefano Parisi, presidente Asstel; Sergio Trevisanato, presidente Isfol;
Pietro Guindani, Vodafone; David Thorne, Ambasciatore degli Stati Uniti
in Italia; Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione e
l'Innovazione; Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione; Maurizio
Sacconi, ministro del Lavoro.
Roma - convegno
sul tema 'Le agenzie fiscali: una risorsa per il Paese' promosso da:
Agenzia del Demanio, Agenzia delle Dogane, Agenzia delle Entrate e
Agenzia del Territorio in occasione del loro decennale. Partecipano, tra
gli altri, Gianni Alemanno, sindaco di Roma; Gabriella Alemanno,
direttore Agenzia del Territorio; Attilio Befera, direttore Agenzia
delle Entrate; Giulio Tremonti, ministro dell'Economia.
Francoforte -
incontro Bce in onore di Gertrude Tumpel- Gugerell, membro del Comitato
esecutivo. Partecipano, tra gli altri, Alexandre Lamfalussy; Jaime
Caruana, Bank for International Settlements; Joaquin Almunia, vice
presidente Commissione europea; Christian Noyer, Governatore Banca di
Francia; Alessandro Profumo. Gertrude Tumpel-Gugerell.
5. MARTEDI'
RIMBORSO DEBITI GOVERNATIVI CHRYSLER...
(ANSA) - Chrysler si prepara a rimborsare il prossimo
24 maggio i prestiti governativi ricevuti nel 2009 aprendo così la
strada all'incremento della quota Fiat nella casa automobilistica di
Auburn Hills. E' quanto riporta l'agenzia Bloomberg citando due persone
a conoscenza dei piani. Chrysler sta contrattando con le banche fino a
7,5 miliardi di dollari di debito per restituire al governo americano e
a quello canadese i prestiti che l'hanno salvata dal fallimento. La
fissazione del prezzo del nuovo debito è attesa per oggi e ci vorranno
tre giorni lavorativi per mettere a punto tutti i dettagli prima che
Fiat entri in possesso del denaro, riferisce una fonte.
Per rifinanziarsi
Fiat sta trattando con le banche una linea di credito da 1,5 miliardi di
dollari, un'obbligazione garantita da 3,5 miliardi e un 'term loan',
cioé un prestito con un piano definito di rimborso, da 2,5 miliardi.
Inoltre Fiat intende aumentare di 1,5 miliardi di euro una linea di
credito già esistente con il Credit Agricole, Intesa Sanpaolo e
Unicredit. La negoziazione con le banche, che potrebbero allargarsi
anche ad altri istituti, inizierà dopo che Fiat avrà completato
l'acquisizione di un ulteriore 16% di Chrysler (al prezzo di 1,27
miliardi di dollari) che consentirà al Lingotto di salire al 46% della
casa automobilistica americana.
6. GIAPPONE: -0,9%
PIL I TRIM E TORNA IN RECESSIONE, PESA IL SISMA...
Radiocor - Il Giappone e' tornato in recessione. Il
Governo ha annunciato stamani che il prodotto interno lordo del primo
trimestre e' calato dello 0,9 %, rispetto al trimestre precedente, per
un -3,7% annualizzato. Il declino del Pil, legato alla brusca caduta
dell'attivita' economica, e' conseguenza del catastrofico sisma dell'11
marzo scorso.
7. AIR FRANCE:
TORNA IN UTILE, PROFITTI 2010-2011 A 613 MLN...
(ANSA) - Air France-KLM torna in utile nell'anno
fiscale 2010-2011 chiuso al 31 marzo. Secondo i dati diffusi oggi a
Parigi, la più grande compagnia aerea europea ha registrato un utile
netto di 613 milioni, a fronte dei una perdita di 1,55 miliardi
registrata l'anno precedente. L'utile operativo è stato pari a 122
milioni, contro un 'rosso' di 1,29 miliardi dell'anno precedente. La
compagnia ha anche confermato l'a.d. Pierre Henry Gourgeon nella carica
per il prossimo quadriennio.
8. BERNHEIM
RICANDIDATO AL SANTANDER...
Da "Il
Sole 24 Ore" - Antoine Bernheim si avvia a conservare il
posto nel cda del Santander, dove siede già da anni in rappresentanza
delle Generali. Come indicano i documenti sull'assemblea del Santander,
consultati da Radiocor, Bernheim viene proposto per un nuovo mandato per
il seggio spettante alle Generali. Il nuovo mandato è «a titolo
personale», fanno sapere da Trieste.
9. IL FRONTE
ORIENTALE DELLE GENERALI...
A. Pi. per "Il
Sole 24 Ore" - Le manovre di Generali sul fronte orientale
stanno destando grande interesse sul mercato assicurativo e su quello
finanziario. Sotto il profilo industriale, la rete di accordi e alleanze
tessute dal Leone tra Praga e Mosca ha certamente raccolto il consenso
degli investitori, come dimostra la crescita registrata dal titolo a
Piazza Affari: per il settore assicurativo, l'Est Europa è tra i mercati
più promettenti e potrebbe quindi bilanciare la presenza di Generali in
economie più mature.
Ma il mercato, si
sa, è anche curioso. E davanti all'interesse manifestato dai russi di
Vtb ad acquistare una partecipazione nel gruppo italiano si è fatto
subito qualche domanda: perché i russi hanno deciso di palesare proprio
adesso, cioè nel mezzo dei negoziati, l'interesse ad acquisire una
partecipazione in Generali? Si tratta solo di una coincidenza oppure di
una strategia negoziale per avere maggiore leva nelle trattative con la
compagnia triestina?
Il mercato, che ha
la memoria lunga, ricorda che già in passato le Generali hanno siglato
un accordo strategico in Est Europa con il gruppo Ppf e si sono poi
trovate il socio di maggioranza della compagnia Ceca (Petr Kellner) tra
i grandi azionisti del Leone. Le partecipazioni incrociate non sono di
per sè negative, ma a volte comportano anche dei rischi: un conto è
sciogliere una joint venture che non funziona, un altro è trovarsi in
casa (o peggio nel consiglio) un inquilino non più gradito. E infine:
perché i grandi concorrenti di Generali, da Allianz ad Axa fino a
Zurich, preferiscono non incrociare troppo polizze e azionariato?
10. SUI PIANI
CARIGE E UBI LO STRESS TEST DEL TEMPO...
W. R. per "Il
Sole 24 Ore" - Fare piani industriali di una banca è
esercizio che piace molto al mercato, appaga i manager e fa imbizzarrire
gli analisti. L'attendibilità è, però, pari a quella delle previsioni
sull'economia: vicina allo zero. Piani a 3 o a 5 anni sono arrivati da
quasi tutte le banche italiane, ultime Ubi e Carige. La prima pensa di
guadagnare 1,1 miliardi nel 2015: 11 volte più del 2010 e quasi il
doppio del massimo risultato nel 2006. La seconda s'accontenta di fare
263 milioni nel 2014, dopo averne guadagnati 177 l'anno scorso.
Gli analisti
l'hanno trascurata. Ma di Ubi si sono occupati: alcuni sostenendo che il
piano era poco aggressivo, altri, come quelli di Exane (Paribas),
giudicando «irrealistica» la crescita prevista del margine d'interesse.
Sapremo solo fra qualche anno come sono andate le cose. Si può solo
osservare che i piani di Carige e Ubi fatti nel 2006-07 si rivelarono
un'illusione, perché l'economia andò in tutt'altra maniera. Quelli fatti
nel 2003 (vedi Carige) si rivelarono invece prudenti.
11. LE ILLUSIONI
DEI TRADER SU MERIDIANA...
W. R. per "Il
Sole 24 Ore" - Le azioni del gruppo Meridiana sono salite
fino a un massimo del 12% ieri. Il tutto è avvenuto tra le entusiastiche
reazioni dei day trader che sui forum di finanza si sono esercitati in
ardite supposizioni. La causa scatenante sarebbero le ricorrenti voci di
un interessamento da parte di Alitalia.
Se si guarda al
grafico del titolo, si vede una serie di picchi e di conseguenti cadute,
in coincidenza di tutte le voci sull'arrivo di un presunto cavaliere
bianco. Ieri, su un forum, c'era chi con tono saccente spiegava che le
quotazioni di Meridiana avevano «molta strada da fare» e che i conti
trimestrali erano «solo la base per un trend di crescita». Ben 37
milioni persi in tre mesi, dopo i 46 bruciati lo scorso anno, un
patrimonio ormai a zero e 26 milioni di debiti, sono davvero una bella
base di partenza.
12. PEDALATA IN
TANDEM PER L'M&A DI GOLDMAN...
M. Val. per "Il
Sole 24 Ore" - Nel nuovo valzer di nomine ai vertici di
Goldman Sachs c'è una promozione degna di nota per il Vecchio
continente: quella del primo europeo a responsabile globale, seppur in
condivisione, di Mergers & Acquisitions. Yoel Zaoui, a Londra per
Goldman ormai dal 1989, guiderà in futuro la divisione assieme a Gene
Sykes. Già nel 1999 gli era stata affidata la guida, a sua volta in
cogestione, delle attività di M&A europee. Nel 2004 era stato promosso a
capo dell'Investment banking sul vecchio continente.
Dal 1998, inoltre,
è entrato nel novero dei partner della società di Wall Street. Goldman
ha spiegato l'ondata di nomine, che ha riguardato nell'insieme l'intero
investment banking, come un piano di rafforzamento del management. Nel
caso di Zaoui è stata citata «l'esperienza internazionale»: di sicuro
dovrebbe portare una crescente attenzione, da parte di Goldman, a
operazioni nella vecchia Europa.
13. CHI HA SPENTO
LA LUCE? SUL BOOM CINESE L'INCUBO DEL BLACK-OUT...
John Foley per "la
Stampa" - La Cina ha un problema energetico. La seconda
economia mondiale non riesce a produrne a sufficienza, e ad alcune
società viene chiesto di farne a meno. Qualche funzionario sostiene che
il 2011 sarà peggio del 2004, quando il Paese dovette ricorrere a
blackout parziali e a un razionamento dell'energia. L'episodio di
quest'anno è in parte riconducibile ai prezzi eccessivi delle materie
prime. Ma la riluttanza della Cina a lasciare operare liberamente i
mercati ha trasformato un problema in una vera e propria crisi.
Il rincaro del
carbone ha sconvolto i piani dei produttori di energia cinesi. Il paese
ricava dal carbone l'80% dell'elettricità e i prezzi di riferimento
locali, secondo i media statali, sono ai massimi degli ultimi tre anni.
Questa situazione colpisce in particolar modo i generatori, perché i
prezzi che possono addebitare alle società di distribuzione statali, le
cosiddette «tariffe feed-in», sono fissi.
Questo fa sì che a
un aumento della produzione corrispondano maggiori perdite, perciò i
produttori sono poco incentivati a soddisfare la domanda. A differenza
del 2004, quando i generatori operavano a pieno regime, oggi la capacità
produttiva è superiore al consumo.
Finora, il governo
non è riuscito a innalzare a sufficienza i prezzi dell'elettricità: dal
2007 l'aumento è stato appena del 15%, mentre il costo del carbone è
cresciuto di quasi il 75% nello stesso periodo. D'altra parte, gli
industriali cinesi non godono di condizioni vantaggiose: il prezzo che
pagano è di 12,3 centesimi al kW contro i 7 chiesti alle industrie
statunitensi.
Ma questa
disparità deriva anche da diversi costi all'origine. La dipendenza dal
carbone degli Stati Uniti è circa la metà di quella della Cina, mentre
il resto dell'energia viene generata da fonti più economiche come il gas
naturale e le centrali atomiche. L'aumento dei prezzi finirà per causare
una contrazione della domanda, ma i politici sono terrorizzati all'idea
di fare qualunque mossa che possa alimentare l'inflazione, che ad aprile
ha toccato il 5,3%.
14. TURISMO, UNA
SOCIETA´ NATA VECCHIA...
Giuliano Balestreri per "la
Repubblica" - Dopo il commissariamento dell´Aci Milano, il
ministro del Turismo Michela Brambilla ci riprova con il Convention
Bureau Nazionale. La società che promuoverà il turismo congressuale in
Italia, un business da 23 miliardi di euro. Una società nata ieri, per
la Brambilla, ma che in Camera di Commercio risulta dall´11 febbraio con
tanto di cda di addetti ai lavori, tra cui Paolo Zona presidente di
Federcongressi.
Peccato che per
statuto - in deroga alla legge - tutte le deleghe spettassero a Paolo
Rubini, dg dell´Enit vicino al ministro ed ex responsabile della banca
dati dei Circoli della libertà. Una mossa che ai consiglieri non è
piaciuta: per evitare tensioni il ministro ha modificato lo statuto,
sostituito gli amministratori (resta Rubini, Mario Resca e Severino
Lepore dell´Harry´s Bar) e annunciato la nascita di una società già
vecchia. [19-05-2011]
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BUSINESS
INTERNATIONAL - “WSJ”: IL GIAPPONE TERREMOTATO ENTRA IN RECESSIONE -
BOLLA WEB: L’IPO DI LINKEDIN FRUTTA 352 MLN $ (LA COMPAGNIA ORA VALE
4,25 MLD) - TAKEDA PHARMACEUTICAL COMPRA LA RIVALE SVIZZERA NYCOMED PER
9,6 MLD € - PRIMO UTILE IN TRE ANNI PER AIR FRANCE - “EL CONFIDENCIAL”:
I CHROMEBOOK DI GOOGLE FARANNO FIASCO - “NYT”: IL BANCHIERE TI SBANCA!
CITIGROUP RESUSCITA, IL DIRETTORE GENERALE PANDIT VINCE UN PACCHETTO DA
23,2 MLD $…
DAGOREPORT
1 - THE WALL
STREET JOURNAL
IL GIAPPONE ENTRA IN RECESSIONE
http://on.wsj.com/mpRXmG
- Il Giappone
entra in recessione. L'economia nipponica, nel primo trimestre, segna un
calo quasi doppio rispetto a quello previsto. Il Pil è sceso dello 0,9%,
che proiettato sull'intero anno significa un -3,7%. Una caduta era
prevista, dato il devastante terremoto che ha messo in ginocchio il
paese. Ma gli analisti avevano parlato di due punti percentuali.
2 - BLOOMBERG
AIR FRANCE REGISTRA IL PRIMO UTILE ANNUO IN TRE ANNI
http://bloom.bg/kez6LB
- Air France, la
compagnia aerea più grande d'Europa, strappa il primo profitto annuo
degli ultimi tre anni. Anche se l'aumento dei costi del carburante, il
terremoto giapponese e le tensioni nel mondo arabo hanno pesato
sull'ultimo trimestre, chiuso il 31 marzo. L'utile operativo di Air
France è stato di 122 milioni di euro, a fronte di una perdita di 1,29
miliardi di euro dell'anno scorso. Da 13 stime raccolte da Bloomberg,
emerge che gli analisti avevano previsto utili per 179 milioni.
L'IPO DI LINKEDIN
FRUTTA 352 MLN $
http://bloom.bg/l65iLJ
- LinkedIn, la
prima grande società di social-media statunitense ad entrare in borsa,
con la sua Ipo ha guadagnato 352,8 milioni di dollari. La compagnia
californiana ha venduto 7,84 milioni di azioni a 45 dollari ciascuna. A
quel prezzo, la compagnia ha un valore di mercato di 4,25 miliardi di
dollari (11,3 volte le previsioni di vendita annuali). Facebook è
valutata 13,8 miliardi.
TAKEDA PRONTA A
COMPRARE NYCOMED PER 9,6 MLD €
http://bloom.bg/jQAn4o
- Il colosso
farmaceutico giapponese Takeda Pharmaceutical è pronto a comprare la
rivale svizzera Nycomed per 9,6 miliardi di euro. Si tratta
dell'acquisto più grande mai fatto da una casa farmaceutica nipponica.
Il prezzo di acquisto comprende 3,6 miliardi di debito netto.
3 - EL
CONFIDENCIAL
I CHROMEBOOK DI GOOGLE? "FALLIRANNO"
http://bit.ly/iYhkOd
- Nessun virus,
nessuna manutenzione, nessun backup... Google sembra aver trovato una
formula magica destinata a rivoluzionare il mercato dei computer. I suoi
Chromebook, portatili basati sulla piattaforma open source Chromium,
mandano in pensione l'hard disk: è tutto su internet, "in the cloud".
L'idea, sulla carta, non fa una piega, e i prezzi sono competitivi. Ma
siamo sicuri che gli utenti vogliano conservare i propri dati su server
remoti? Quelli aziendali magari sì, ma gli altri?
Secondo
l'editorialista di "Computerworld", Mike Elgan, i Chromebook sono
destinati a fallire. Il fatto che tutto venga "memorizzato" su internet
, inoltre, chiama in causa l'eterno problema della privacy. E poi: anche
con un notebook economico gli utenti possono scegliere la filosofia
della "nuvola". Perché, però, continuano a istallare i programmi sul
disco rigido? L'ultimo punto debole dei Chromebook è l'aspetto: sono
brutti.
4 - THE NEW YORK
TIMES - DEALBOOK
CITIGROUP RESUSCITA, IL DIRETTORE GENERALE PANDIT VINCE UN
PACCHETTO DA 23,2 MLD $
http://nyti.ms/ikazFU
- Per anni è stato
uno dei "chief executive" meno pagati di Wall Street, ma ora il
direttore generale di Citigroup, Vikram S. Pandit potrebbe essere
catapultato in cima alla classifica dei manager d'oro: se riesce a
raggiungere un paio di obiettivi prefissati, nei prossimi quattro anni
riceverà 23,2 miliardi di dollari oltre al regolare salario e ai bonus
annuali. Negli ultimi due anni, mentre Pandit era impegnato a tirar
fuori Citigroup dal rosso, la sua busta paga (simbolica) è stata di un
dollaro. Recentemente la più grande azienda di servizi finanziari del
mondo ha registrato il quinto utile trimestrale consecutivo. 19-05-2011]
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1- LA PENSIONE A
67 ANNI? NON BASTA! GLI ESPERTI ECONOMICI TEDESCHI AVVERTONO LA MERKEL:
IN FUTURO (2060) SI DOVRÀ SPUTARE L’ANIMA FINO ALLA PORNO-ETà DI 69! -
2- LA RIFORMA PENSIONISTICA VARATA DAL BUNDESTAG POCHI ANNI FA È DA
CESTINARE - 3- LA RAGIONE PRINCIPALE È LA DIMINUZIONE DELLA POPOLAZIONE
DI CONTRIBUENTI GIOVANI RISPETTO A QUELLA DEI PENSIONATI. I TEDESCHI
DOVRANNO LAVORARE DI PIÙ PER GARANTIRE I FONDI DI ASSICURAZIONE SOCIALE.
IN CASO CONTRARIO LA GERMANIA CROLLERÀ. NEL PEGGIORE DEI CASI IL DEBITO
PUBBLICO POTREBBE CRESCERE FINO AL 270%, QUASI QUATTRO VOLTE QUELLO
ATTUALE. A RISCHIO PENSIONI, ASSISTENZA SANITARIA - 4- LA CANCELLIERA:
“UNA BUONA BASE DI PARTENZA” - MA IL RESTO DEI PARTITI LA SFANCULA -
Dagotraduzione
dell'articolo di An W. Schäfer und Ralf Schuler per la "Bild"
http://bit.ly/lXgBcK
I principali
esperti economici tedeschi ne sono certi: lavorare fino a 67 anni come
deciso pochi anni fa non è sufficiente. In futuro, in Germania, l'età
pensionabile dovrà essere portata a 69 anni. Anche per i dipendenti
pubblici. Lo mettono nero su bianco all'interno di una relazione
presentata ieri al cancelliere Angela Merkel.
La ragione
principale è la diminuzione della popolazione di contribuenti giovani
rispetto a quella dei pensionati. I tedeschi, insomma, dovranno lavorare
di più per garantire i fondi di assicurazione sociale. In caso contrario
la Germania crollerà. Secondo gli esperti, nel peggiore dei casi il
debito pubblico potrebbe crescere fino al 270 %, quasi quattro volte
quello attuale. A rischio pensioni, assistenza sanitaria, accessibilità
alle cure...
In particolare gli
economisti suggeriscono un aumento graduale dell'età pensionabile: fino
al 2029, come previsto, salirà fino al 67esimo anno. Entro il 2045
aumenterà fino a 68 anni e nel 2060 sarà di 69 anni. Alcune eccezioni,
sottolineano gli esperti, dovrebbero però riguardare i lavori usuranti.
E poi: più lavoratori stranieri e una migliore istruzione.
Tuttavia la
maggioranza dei lavoratori di oggi non saranno colpiti da un tale
programma! Solo chi è nato dopo il 1991 dovrà fare i conti con un'età
pensionabile di 69 anni. Angela Merkel ha definito il rapporto "una base
preziosa e importante per la politica del futuro sulla pensione".
Ma in partiti del
Bundestag scuotono la testa. Il deputato Spd Elke Ferner dice alla
"Bild": "È semplicemente assurdo! I cosiddetti esperti economici
sarebbero in grado, nel 2011, di dirci quale dovrà essere l'età
pensionabile nel 2060". Heinrich Kolb (Fdp): "Per previsioni del genere
è presto. In ogni caso sarebbe meglio che le persone potessero scegliere
autonomamente quando andare in pensione". Karl Schiewerling (Cdu): "A
mio avviso la previsione guarda un po' troppo lontano. La mia sfera di
cristallo diventa meno cristallina se parliamo del 2060..." [19-05-2011]
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CONTATTI TRA
BONDI, PASSERA E LACTALIS: AGGIO O NON AGGIO L’AGGIOTAGGIO? - WALTERLOO
ABBANDONATO ANCHE DALLA PRECARIA MARIANNA MADIA - PRODI NON VUOLE IL
QUIRINALE E RICORDA CHE FU FATTO FUORI DAL FUOCO AMICO - MASSONI ALLO
SCOPERTO AL SALONE DEL LIBRO - GELLI JR CONDANNATO PER UN ASSEGNO -
MOCKBEL E GLI IMPUTATI FASTWEB MALTRATTATI IN CARCERE - SCAPAGNINI,
L’IMMORTALE REDIVIVO E MIRACOLATO - I VESCOVI: BASTA ALLE PROCESSIONI
COI BOSS DELLA CAMORRA - ELEZIONI TOGATE - RENZI AI GIARDINETTI (FIRENZE
COME NEW YORK)…
Da "Panorama"
1 - PARMALAT:
MISTERO BUFFO DI UN'INCHIESTA...
Si potrebbe parlare di un mistero buffo, se di mezzo non ci fosse
un'inchiesta giudiziaria. Perché mentre la procura di Milano, sotto la
guida del pm Eugenio Fusco, indaga sui quattro «avvisati» di reato per
il caso Parmalat (Carlo Salvatori, presidente della Lazard Italia,
Patrizia Micucci, Fabio Canè e Massimo Rossi), emerge da fonti
finanziarie che, ben prima dell'acquisto delle quote dei fondi esteri
che controllavano la Parmalat da parte della Lactalis, sia l'Intesa
Sanpaolo con Corrado Passera sia Enrico Bondi, ad della Parmalat,
avevano già contatti con i francesi.
Ciò farebbe cadere
l'ipotesi di aggiotaggio. Perché già dal 22 marzo, quando la Lactalis
rilevò le quote dei fondi, Bondi e Intesa avevano incontrato i parigini.
(J.L.)
2 - PRECARI
VELTRONIANI...
Alle politiche del 2008 il candidato premier Walter Veltroni individuò
quattro candidatiicone. Glien'è rimasto soltanto uno, Matteo Colaninno.
L'industriale Massimo Calearo sostiene ora Silvio Berlusconi, mentre
l'oncologo Umberto Veronesi è diventato presidente della (governativa)
Agenzia per la sicurezza nucleare. Il dolore più grande gliel'ha però
dato Maria Anna Madia.
Classe 1980,
biondabella- occhi-azzurri, a Montecitorio la deputata pd è ora vicina
di posto e di idee al più grande avversario di Veltroni: Massimo
D'Alema. Di recente Madia è riuscita persino a fare sedere allo stesso
tavolo il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e la leader della Cgil
Susanna Camusso per la presentazione del suo libro, Precari. Storie di
un'Italia che lavora. Precari veltroniani. (Ettore Colombo)
3 - MASSONI SENZA
VELI...
Al salone del libro Massoni allo scoperto: con un precedente assoluto
per un'associazione fondata sul segreto, la centenaria Grande Loggia
d'Italia, 12 mila iscritti, si è svelata in pubblico, con un grande
stand al Salone del libro di Torino. Operazione trasparenza voluta dal
gran maestro Luigi Pruneti per celebrare l'unità d'Italia e alcuni
illustri «muratori», da Giuseppe Garibaldi a Hugo Pratt.
4 - GELLI JR...
inciampa su un assegno Il primogenito del «venerabile» Licio Gelli,
Raffaello, 64 anni, è stato condannato dal tribunale di Arezzo a due
anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, pena condonata. La
vicenda risale alla fine degli anni Novanta quando Gelli jr,
amministratore della società milanese Progest immobiliare in fallimento,
non avrebbe vigilato su un assegno di 10 milioni di lire in favore di
una persona che non era tra i creditori. (C.M.)
5 - FASTWEB/1 -
IMPUTATI O BESTIE?...
Ogni volta che va in udienza a Roma, Gennaro Mokbel, uno dei 25 imputati
nel processo immediato aperto per la presunta frode fiscale
Fastweb-Telecom Italia Sparkle, è costretto a non mangiare. Mokbel, che
la procura della capitale accusa di riciclaggio internazionale, è
recluso a Civitavecchia e per partecipare alle udienze romane esce dal
carcere alle 7 del mattino, senza potersi lavare e senza pasto.
Lo stesso gli
accade anche la sera, visto che Mokbel rientra in prigione verso le 19:
per lui niente doccia e niente cena, perché in carcere ci si lava in
altri orari e si mangia soltanto alle 11 e alle 17. In base al
regolamento penitenziario, inoltre, nessuno può passargli nemmeno un
panino. Come non bastasse, nell'ultima udienza del 5 maggio le manette
hanno tagliato i polsi dell'imputato, facendolo sanguinare. Il caso ha
suscitato la protesta di Fabrizio Merluzzi, presidente dei penalisti
romani: «Non si possono trattare gli imputati come bestie». (M.T.)
6 - FASTWEB/2 - 14
MESI PER FARSI ASCOLTARE DAI GIUDICI...
Era stato arrestato il 10 febbraio 2010, accusato di associazione per
delinquere e riciclaggio internazionale dal procuratore aggiunto di Roma
Giancarlo Capaldo. Aveva subito chiesto di essere interrogato. Invece ha
trascorso in carcere 14 mesi «senza che nessuno si prendesse la briga di
ascoltarmi». Massimo Micucci, imprenditore della telefonia, è uno degli
imputati nel processo Fastweb-Telecom Italia Sparkle: solo il 30 aprile
2011 è riuscito a fare presente la sua situazione, in un'udienza. I
giudici lo hanno scarcerato in poche ore.
7 - ONOREVOLI E
MINISTRI IN CORSA... PER LA MAGLIA DELLA NAZIONALE...
Grandi manovre a Palazzo per la «partita del cuore» che il 30 maggio, a
Parma, vedrà sfidarsi le nazionali di parlamentari e cantanti. La
diretta su Rai 1 fa gola a tutti. I ministri Angelino Alfano, Roberto
Maroni e Raffaele Fitto si sono garantiti la maglia; possibile Ignazio
La Russa; sicuro il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi.
Invitati, ma
improbabili, Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini, Antonio Di Pietro
e Pier Luigi Bersani. E il resto della squadra? In attacco il bomber
Luca Bellotti, neosottosegretario, il pd Francesco Boccia e la nuova
stella legale del Pdl, Maurizio Paniz, fortissimo malgrado tre bypass; a
centrocampo l'ex deputato Salvatore Buglio, più il pdl Simone Baldelli e
i pd Enrico Letta, Andrea Martella e Daniele Marantelli, già numero 10
del Varese Calcio. (L.M.)
8 - CAMERA
NASCOSTA...
di Giancarlo Mazzuca parlamentare del Pdl
REDIVIVO/1
Come medico era considerato l'elisir della giovinezza. Poi ha visto la
morte in faccia e ora si sente un resuscitato. Umberto Scapagnini (Pdl)
racconta i suoi 80 giorni di coma nel libro Il cielo può attendere
(Mondadori). Oltre a Padre Pio, che gli sussurra: «Guaglio', segui la
volontà del Signore!» (e lui si è risvegliato), mi dice di avere avuto
la visione di una signora d'inizio Novecento. Uscito dal letargo, è
andato subito a sfogliare le foto ingiallite di famiglia: la donna del
coma era la copia perfetta dell'immagine di una trisavola napoletana mai
vista prima. L'abbraccio.
REDIVIVO/2
Dopo un lungo «blackout», incontro Romano Prodi a un rinfresco a
Bologna. Mi confessa che l'agguato in Parlamento, che ha fatto cadere il
suo ultimo governo, non è stato certo opera di Silvio Berlusconi, ma del
fuoco amico. I compagni gli chiedono ora di tornare in pista per il
Quirinale, lui però «ha già dato». Preferisce girare il mondo per
conferenze e summit, con la politica dice di avere chiuso. Sarà vero?
9 - A PARMA LE
AUTO BLU DIVENTANO VERDI...
Parma in prima fila nella riduzione delle auto blu e nella lotta
all'inquinamento. La giunta di centrodestra guidata dal sindaco Pietro
Vignali ha approvato la sostituzione degli attuali veicoli con altri
ibridi di ultima generazione, con un risparmio di circa 20 mila euro da
destinare alla mobilità sostenibile. Le auto blu saranno dunque quella
del sindaco (già ibrida e che sarà sostituita da uno dei mezzi del
progetto Zero emission city, di mobilità elettrica) e due auto a
propulsione mista benzinaelettrico che sostituiranno le berline diesel
ora in uso.
10 - BOSS E FEDE,
I VESCOVI DICONO STOP...
Tolleranza zero: è il messaggio che arriva dalla Cei dopo le polemiche
sulle processioni nelle parrocchie di Gomorra. La mutazione da padrino a
patrono infatti è assai frequente, in terra di camorra. Ma i vescovi non
sono più disposti ad accettarlo, come scrivono nel documento su «Chiesa
italiana e Mezzogiorno». E tanto peggio per l'arcivescovo di
Castellammare di Stabia, Felice Cece, che non ha voluto abolire la sosta
della processione di San Catello davanti alla Chiesa di Santa Fara,
accanto alla casa del boss, come chiesto dal sindaco antimafia Luigi
Bobbio.
A Barra, durante
le celebrazioni del mese di maggio, cannoni di cartapesta hanno sparato
in aria centinaia di banconote da 5 euro per suggellare la pace fra due
cosche rivali. A Crispano la Parata dei Gigli è da sempre consacrata al
malacarne del posto, Tanuccio ‘o malommo, con tanto di gigantografia e
dedica: «Tutto questo è per te». Prima di tornare in galera, Tanuccio
aveva fatto in tempo a salire sul carro e ammonire i nemici: «Ci sono
troppe malelingue e qualcuno che ci vuole male». Ma anche il cardinale
Crescenzio Sepe ha sposato la nuova linea: fuori i camorristi dalle
chiese. Anche a costo di rinunciare alle loro ricche offerte.
11 - TOGHE ROSSE
IN CORSA PER NAPOLI E MILANO...
Dopo un anno e mezzo il Csm si prepara a scegliere il nuovo procuratore
generale di Napoli. Sarà, salvo sorprese, l'avvocato generale presso la
Cassazione Vittorio Martusciello (Unicost). La nomina dal plenum
dovrebbe arrivare entro la fine del mese e la strada sembra spianata
dopo il voto in commissione (4 a 1 e 1 astenuto) che lo favorisce
sull'aggiunto della Dda napoletana Alessandro Pennasilico (Magistratura
democratica).
Delicata la scelta
del successore alla Corte d'appello di Milano di Alfonso Marra•, che ha
lasciato a ottobre la magistratura per il sospetto che a favorirlo fosse
stata la «P3» di Flavio Carboni. Ora la commissione deve scegliere tra
due candidati della corrente di sinistra Md: Renato Rordorf, consigliere
di Cassazione al quale Marra avrebbe «soffiato » il posto, e Giovanni
Canzio, presidente della Corte d'appello dell'Aquila. (A.M.G.)
12 - LE CASCINE DI
RENZI IMITANO NEW YORK...
Cascine stile Central Park: è questa l'ultima rivoluzione del sindaco di
Firenze, Matteo Renzi, pronto a presentare il piano per trasformare il
parco di 80 ettari sulla riva dell'Arno in un clone dell'oasi verde di
New York, con tanto di cancellata. Il piano è segreto, ma Renzi è pronto
a scommettere la sua ricandidatura sulla riuscita del progetto. (C.M.)
13 - L'EQUITAZIONE
PIACE AGLI UOMINI D'AFFARI...
Tra il derby delle Capannelle e il concorso ippico internazionale di
Piazza di Siena (a Villa Borghese dal 26 al 29 maggio) è nato
all'interno della Federazione sport equestri un advisory board di uomini
d'affari. Da Diego Della Valle a Santo Versace, passando per Andrea
Riffeser, Norberto Ferretti e Paolo Panerai. Che con loro arrivino
finalmente anche i soldi per ribaltare gli effetti della crisi? (C.R.)
14 - BOOM DEL
DOPING FRA CICLISTI DILETTANTI...
Nel 2009 il 9 per cento dei ciclisti amatoriali è ricorso al doping (lo
0,9 per cento dei professionisti). Allarme lanciato alla presentazione
di Borraccia trasparente, iniziativa di Radio 1 e presidenza del
Consiglio, per il Giro d'Italia. 19-05-2011]
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come incastrai
GELLI - GHERARDO COLOMBO ricorda: “Turone e io eravamo giudici
istruttori dell´omicidio Ambrosoli e il "finto rapimento" di Sindona. In
quell´inchiesta emergevano molteplici collegamenti tra il finanziere
siciliano e Gelli. Decidemmo di perquisire l´abitazione di Gelli.
Avevamo chiesto agli ufficiali della Guardia di Finanza incaricati delle
perquisizioni di non avvertire nemmeno i loro superiori" - l’incontro
con Forlani...
Leopoldo Fabiani
per "la
Repubblica"
«Non pensavamo
certo di trovare una cosa del genere. Con quella lista davanti agli
occhi fu immediata la sensazione che quel materiale fosse esplosivo».
Gherardo Colombo, con il suo collega Giuliano Turone, è il magistrato
che ha scoperto, nel marzo del 1981, due mesi prima che il governo
decidesse di renderle pubbliche, le liste degli appartenenti alla P2.
Colombo da quattro
anni è uscito dalla magistratura e si dedica a un lavoro di
sensibilizzazione dei giovani, particolarmente nelle scuole, ai temi
della legalità e del rispetto delle regole, qualcosa che si può chiamare
una "pedagogia costituzionale". A trent´anni di distanza il ricordo di
quei giorni è ancora molto vivo, percorso dalle emozioni della scoperta
e da episodi quasi grotteschi.
Dottor Colombo,
come siete arrivati alle carte di Gelli?
«Giuliano Turone e io eravamo giudici istruttori delle indagini che
riguardavano l´omicidio Ambrosoli e il cosiddetto "finto rapimento" di
Sindona. In quell´inchiesta emergevano molteplici collegamenti tra il
finanziere siciliano e Gelli. Decidemmo di perquisire l´abitazione di
Gelli, l´azienda Giole, e l´Hotel Excelsior di Roma, dove il venerabile
dà appuntamento a tutti i suoi interlocutori».
Dove erano le
liste?
«Avevamo chiesto agli ufficiali della Guardia di Finanza incaricati
delle perquisizioni di non avvertire nemmeno i loro superiori. A un
certo punto quella mattina del 17 marzo da Castiglion Fibocchi, dove si
trova la Giole, arriva una serie frenetica di telefonate. Il colonnello
Bianchi ci avverte che ha trovato materiale importantissimo, con i nomi
degli appartenenti alla loggia P2. Noi siamo impazienti, per vedere il
tutto dobbiamo aspettare la mattina dopo».
E cosa pensate
quando lo avete in mano?
«È subito evidente che siamo davanti a qualcosa di inimmaginabile. Negli
elenchi ci sono i nomi di ministri in carica, dei vertici dei servizi di
sicurezza, parlamentari, prefetti, questori, alti ufficiali delle forze
armate, imprenditori, giornalisti, editori. I capi della Guardia di
Finanza protagonisti dello scandalo dei petroli, ufficiali dei servizi
responsabili dei depistaggi sulle stragi. Anche magistrati.
C´è anche il nome
di un generale argentino che fa parte della giunta golpista responsabile
dei "desaparecidos". È una cosa enorme. Decidiamo due cose: evitare
qualunque fuga di notizie e mettere al sicuro i documenti. Li
fotocopiamo e li nascondiamo nel fascicolo di un´indagine che un nostro
collega sta conducendo su tutt´altra questione. Poi cerchiamo il
presidente della Repubblica. Ma Pertini è in viaggio di Stato in
Sudamerica. Allora prendiamo appuntamento con il presidente del
Consiglio, Arnaldo Forlani».
E cosa accade?
«Dopo ore di anticamera, a Palazzo Chigi ci accoglie il segretario di
Forlani, prefetto Semprini, il cui nome è nella lista. Pensavamo che
avesse il buon gusto di non venire proprio lui ad aprirci la porta, ci
viene da ridere. Il presidente del Consiglio mostra di non sapere perché
siamo lì. Glielo spieghiamo e per un paio di minuti non riesce ad
articolare parola. Poi balbetta, cerca di minimizzare. Il minuetto è
estenuante. Alla fine Forlani ci dice che studierà le carte
personalmente e poi deciderà cosa fare».
Il presidente del
Consiglio nominerà un comitato di saggi e il 20 maggio renderà pubbliche
le liste. Lo scandalo sarà enorme e Forlani si dovrà dimettere. Intanto
qual è il destino della vostra inchiesta?
«Pochi mesi dopo, a settembre, le indagini verranno trasferite a Roma. E
alcuni filoni dell´inchiesta saranno archiviati. Per scoprire, ad
esempio, il Conto Protezione di cui ha usufruito Bettino Craxi, abbiamo
dovuto attendere il periodo di Mani Pulite. Alla fine dei processi ci
saranno alcune condanne, ma la natura della P2 è riuscita a sfuggire, e
intrecci, collusioni e complicità che sarebbero potute emergere allora
sono rimasti sommersi».
A suo giudizio
cosa è stata la Loggia di Licio Gelli?
«Rispondo con le parole del comitato dei saggi: "Un luogo di influenza e
di potere occulto. Un´associazione occulta può diventare uno Stato nello
Stato e questo non può essere consentito nell´ordine democratico". E con
quelle della relazione di maggioranza della commissione parlamentare
presieduta da Tina Anselmi. "Una operazione politica ispirata a una
concezione del potere che tutto usa e a nessuno risponde se non a se
stesso, contrapposto al governo che esercita il potere ma è al servizio
di chi vi è sottoposto"».
Cosa è rimasto
oggi della P2?
«Ci sono esponenti delle istituzioni il cui nome è stato trovato nelle
liste degli appartenenti alla loggia. Ma la situazione è senz´altro
diversa. Una volta che la segretezza è finita, l´associazione ha perso
il suo scopo. Ora non si tratta più di svelare un potere occulto, e i
cittadini, gli elettori, hanno gli elementi per giudicare e decidere. Il
pallino è in mano a loro».19-05-2011]
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LA BELLA
MELCHIORRE, SOTTOSEGRETARIA DESAPARECIDA (VOLEVA LA GIUSTIZIA SI è
RITROVATA ALLO SVILUPPO ECONOMICO) - LA SOLUZIONE ANTI-TOGHE ROSSE
DELL’ONOREVOLE SAMMARCO, COGNATO DI PREVITI: NUOVE ASSUNZIONI NON DI
SINISTRA (E BEN PAGATI) - DRAGHI LASCIA IN EREDITA’ 268 INCARICHI.
BANKITALIA HA IN PANCIA ESPERTI CHE COSTANO 4 MILIONI DI EURO…
Da "Italia Oggi"
1. MELCHIORRE, CHI
L'HA VISTA?...
Il suo sogno era diventare sottosegretario alla giustizia, come quando
al governo c'erano Dini e Prodi. Silvio Berlusconi, invece, l'ha mandata
al ministero dello sviluppo economico. Fatto sta che Daniela Melchiorre,
dopo il giuramento, non si è fatta più vedere. Al contrario di Catia
Polidori, che appena ha avuto l'incarico di sottosegretario nello stesso
ministero ha partecipato pure al consiglio dei ministri Ue a Bruxelles.
E pensare che,
mentre la parlamentare di Città di Castello ha un ufficio nelle stanze
dell'Eur, quelle che un tempo erano di Adolfo Urso, e poi abbandonate,
alla mora magistrata erano stati riservati gli ambienti di largo di
Brazzà, a due passi da fontana di Trevi. (Pierre de Nolac)
2. TROPPI
MAGISTRATI ROSSI? PER PREVITI & CO. VANNO ASSUNTI NON DI SINISTRA (E BEN
PAGATI)...
Ma, alla fine, cosa mai dovrebbe fare Silvio Berlusconi per arginare
l'ondata dei magistrati politicizzati di sinistra? È facile, basta
creare le condizioni per un'infornata di nuovi magistrati (per carità
sia mai detto, non di sinistra). L'idea è nata nei dintorni dell'ex
ministro e avvocato Cesare Previti, un tempo il capo del think thank del
Cavaliere in materia di giustizia pubblica e privata, ed ora sta facendo
strada. Ormai si tratta, infatti, di una proposta di legge del deputato
Gianni Sammarco, potentissimo coordinatore del Pdl romano nonché cognato
di Previti.
«Facilitiamo
l'accesso in magistratura - Più soldi, alloggi gratis e indennità
superiori per le sedi disagiate», è lo strillo a tutta pagina del Secolo
d'Italia di ieri che ha presentato con grande evidenza l'iniziativa.
Anche una piccola didascalia sotto l'anonima foto dei banchi di un
concorso è significativa: « I concorsi in magistratura oggi sono molto
difficili e non frequenti». Allora occorre prendere provvedimenti,
altrimenti i berlusconiani si ritroveranno sempre a fare i conti con le
immarcescibili toghe rosse. E quale occasione migliore per intervenire,
se non ora che il tempo della riforma della giustizia è scoccato?
«Quello che
vogliamo è una magistratura indipendente secondo il principio della
separazione tra i poteri, che sia in grado di svolgere le proprie
funzioni nelle migliori condizioni, ma senza condizionamenti
ideologici», ha spiegato Sammarco.
«Vogliamo
soprattutto che il superamento del concorso in magistratura sia
l'obiettivo dei giovani più meritevoli e più capaci che, attualmente,
sono attratti da altre professioni più remunerative», ha concluso
Sammarco, che chiede di gratificare economicamente soprattutto i
magistrati più giovani «pur interessando tutti i magistrati ordinari».
Unici esclusi dagli aumenti i primi presidenti della Corte di
cassazione. Sai che putiferio scoppierebbe visto che lo stipendio dei
parlamentari è agganciato a quest'ultimi. (Franco Adriano)
3. A TUTTA
CONSULENZA. DRAGHI LASCIA IN EREDITA' 268 INCARICHI. BANKITALIA HA IN
PANCIA ESPERTI CHE COSTANO 4 MILIONI DI EURO...
Vittorio Grilli, Fabrizio Saccomanni, Lorenzo Bini Smaghi o qualche
altro outsider. Chiunque sarà il successore di Mario Draghi al vertice
della Banca d'Italia, si troverà in compagnia di un esercito di
traduttori, medici, economisti, convegnisti, docenti, società di
consulenza finanziaria. Si tratta solo di una piccola parte
dell'eterogeneo mondo dei consulenti che sono sul libro paga di palazzo
Koch. Un gruppone che, al 16 maggio del 2011, può vantare la bellezza di
268 incarichi, retribuiti dalle casse della banca centrale con circa 4
milioni di euro.
Davvero niente
male, se si pensa che gran parte di questi esperti saranno lasciati in
eredità al successore di Draghi, ormai lanciato a velocità inarrestabile
verso il vertice della Bce, ovvero della banca centrale europea. E
proprio in questi mesi il nutrito drappello di collaboratori è
considerevolmente cresciuto, se si considera che da gennaio 2011 a oggi,
Draghi ha assegnato ben 41 nuove consulenze, per un totale di 738 mila
euro. Certo, va detto che parte di questi incarichi ha radici che
risalgono anche agli anni '90, quando certo il prossimo presidente della
Bce non aveva ancora dimestichezza con le stanze di via Nazionale.
Di sicuro, però,
questi «vecchi» rapporti sono spesso stati confermati, senza nemmeno
l'indicazione di una data di scadenza (come dimostra l'espressione «data
non determinabile» riportata nella griglia degli incarichi della banca
centrale). Tra i compensi più ricchi spicca quello assegnato alla Ernest
& Young, 164 mila euro, per consulenze economiche e finanziarie.
Particolarmente
ricco risulta poi un pacchetto di incarichi per «attività di
comunicazione», che in realtà consistono in attività di traduzione: 120
mila euro a John Christopher Smith, 111 mila a Roger Thomas Meservey, 97
mila a Christine Stone, 93 mila a Daniel Harry Dichter, 90 mila ad Alice
Mary Agnes Chambers e via dicendo.
Consistente anche
la pattuglia di principi del foro e giuristi che fanno parte della
squadra dei consulenti. Tra gli altri, tanto per fare gli esempi più
significativi, ci sono Roberto Pessi, Giulio Napolitano, Filippo Arturo
Satta, Guido Alpa, Franco Coppi, Andrea Zoppini.
Così come folto è
il gruppo di economisti pagati per partecipare a convegni: Barry
Eichengreen (10 mila euro), Cormac O'Grada (10 mila), Brian A'Hearn
(7.500), Franco Maria Amatori (7.500), Giuseppe Berta (7.500), John
Anthony Cantwell (10 mila), Marcello De Cecco (10 mila più altri 20
mila), Luigi Guiso (10 mila), Fabrizio Onida (7.500), Nikolaus Wolf
(7.500). Così, fino ad arrivare a 268: tutti alla corte del successore
di SuperMario. (Stefano Sansonetti) 19-05-2011]
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A CANNES PETER
FONDA AFFONDA OBAMA - La star di “Easy Rider”, OGGI fervente
ambientalista, è INCAZZATO per la gestione del disastro petrolifero nel
Golfo del Messico: “Sei un cazzo di traditore, hai permesso che soldati
stranieri (INGLESI CHIAMATI DA BP) sul nostro suolo dicessero ai nostri
militari cosa potevano e cosa non potevano fare. La stessa cosa con noi
cittadini americani
DAGOREPORT
Peter Fonda sbarca
a Cannes e per prima cosa chiama Obama "un traditore". L'attore è
particolarmente incazzato con il Presidente degli Stati Uniti per la sua
gestione del disastro petrolifero nel Golfo del Messico. La star di
"Easy Rider" è sulla Croisette per presentare "The big fix" di Rebecca
and Josh Tickell, unico documentario in concorso quest'anno, che si
concentra proprio sugli sforzi per contenere la catastrofe ecologica in
Louisiana.
Fonda, fervente
ambientalista ha scritto un'email a Obama scrivendo (letteralmente):
"Sei un cazzo di traditore, hai permesso che soldati stranieri sul
nostro suolo dicessero ai nostri militari - in questo caso la guardia
costiera - cosa potevano e cosa non potevano fare. La stessa cosa con
noi cittadini americani".
Per Fonda, BP,
proprietaria della piattaforma estrattiva esplosa l'estate scorsa, è
composta da "una manica di inglesi. Pensavo che li avessimo cacciati a
calci in culo molto tempo fa. Hanno provato a tornare nel 1812, ma non
ci sono riusciti". [19-05-2011]
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LINKEDIN DEBUTTA
COL BOTTO: +100% (BALLIAMO SULLA BOLLA) - IL FMI SI RIUNISCE PER
DISCUTERE DEL SUCCESSORE DI BUNGA BUNGA KAHN KAHN - BORSE EUROPEE
POSITIVE, WALL ST DEBOLE - TRAMONTA L’IPOTESI DI RISTRUTTURARE IL DEBITO
GRECO - LA RIVOLUZIONE COSTA: NEL 2011/12 DEFICIT 31 MLD $ PER L’EGITTO
- STAFFETTA DRAGHI/TRICHET, PURE ALLE SETTIMANE CULTURALI - BOLLORÉ
VENDE LA MAGGIOR PARTE DI VALLOUREC - ALIERTA PORTA LA CINA NEL BOARD
TELEFONICA - FOTOVOLTAICO IN VENDITA
1 - WALL STREET:
LINKEDIN, DEBUTTO COL BOTTO, +100% IN AVVIO...
Radiocor - Partenza con il botto per LinkedIn al New York Stock
Exchange. Partito da un prezzo di collocamento di 45 dollari per azione,
il social network dei professionisti, ha iniziato le contrattazioni a 83
dollari, per poi salire fino a 92,99 dollari per azione (+100%) e
attestarsi poco sotto. 'Continueremo a investire, stiamo crescendo al
passo piu' rapido della nostra storia', ha detto l'amministratore
delegato Jeff Weiner a Cnbc.
2 - FMI SI
RIUNISCE OGGI PER QUADRO NOMINA NUOVO DIRETTORE GENERALE...
(Reuters) - Il consiglio del Fmi si riunisce oggi per determinare il
quadro entro cui arrivare alla designazione del nuovo direttore generale
che succederà a Dominque Strauss-Kahn.
Lo ha detto il
numero due dell'organizzazione John Lipsky - attualmente titolare
dell'interim della direzione del Fondo - precisando che la scelta del
nuovo direttore generale spetta ai membri del Fmi e che casi di
transizione dei poteri simili a quello attuale si sono già avuti, senza
problemi, nel passato.
"Mi dispiace
profondamente che si sia reso necessario che io mi sostituisca al
direttore generale del Fondo" ha dichiarato Lipsky, in occasione
dell'apertura di una conferenza.
3 - FMI: LIPSKY,
MISURE 'DIFFICILI E IMPEGNATIVE' PER PERIFERIA EUROZONA...
Radiocor - Guardando all'Europa 'vari Paesi periferici dell'Eurozona
rimangono oggi in condizioni critiche. Non c'e' una soluzione facile'.
Lo ha detto il direttore generale ad interim del Fondo Monetario
Internazionale John Lipsky, al meeting annuale della Bretton Woods
Committee, sottolineando che 'senza dubbio la responsabilita' principale
nel ristabilire la salute economica di questi Paesi spetta a loro
stessi'.
Secondo Lipsky,
misure 'difficili e impegnative' sono necessarie per evitare 'una crisi
ancora piu' grave e per ristabilire la salute economica'. Per il numero
uno ad interim del Fmi, l'unica opzione percorribile per l'Europa e' una
'soluzione organica e coerente', mentre l'istituto di Washington
continua a 'sostenere i Paesi europei membri per contribuire a rimettere
le loro economie su basi sostenibili'
4 - BORSA MILANO:
BENE CON STM E FIAT, GIU' UNIPOL E POPOLARI...
(ANSA) - Piazza Affari è riuscita a mantenere il rialzo fino alla fine
della seduta, pur con un andamento fiacco degli indici a Wall Street e
con dati Usa parzialmente inferiori alle attese degli analisti. Il Ftse
Mib alla fine ha guadagnato lo 0,54% a 21.559 punti, con scambi nella
norma per oltre 3,5 miliardi di euro di controvalore. Gli acquisti hanno
interessato Stm, Fiat e in parte banche e assicurazioni, con Unipol e le
popolari in controtendenza.
STM CONVINCE
ANALISTI. Il mantenimento della raccomandazione di acquisto da parte
degli analisti di Rbs ha favorito Stm (+1,49%), che ha confermato le
proprie stime di crescita per l'esercizio in corso.
OCCHI SU FIAT.
L'imminente restituzione del debito di Chrysler nei confronti del Tesoro
Usa e del Canada, grazie ad un rifinanziamento contrattato con le
banche, ha spinto il titolo del Lingotto, che ha guadagnato l'1,31%
insieme a Exor (+0,98%), a differenza di Fiat Industrial (-0,57%). Nel
comparto è stata favorita anche Piaggio (+3,24%), inserita da Equita Sim
nella propria lista dei titoli su cui puntare.
ACQUISTI SU
UNICREDIT. Ha tanuto banco per l'intera seduta Unicredit (+1,24%),
seguita da Mediobanca (+1,05%) ed Mps (+1,17%), mentre ha chiuso piatta
Intesa Sanpaolo (+0,2%), nel giorno in cui il consiglio di gestione
decide le condizioni economiche per l'aumento di capitale da 5 miliardi
di euro.
CHI SALE E CHI
SCENDE. E' rimbalzata Azimut (+1,69%) dopo 6 sedute consecutive al
ribasso, che insieme a Cir (+2,64%) ha mantenuto la posizione al vertice
del paniere. E' scivolata invece Unipol (-1,74%) in campo assicurativo,
in controtendenza rispetto a Fonsai (+1,2%) e Generali (+0,57%). Giù Bpm
(-1,3%), il cui prezzo obiettivo è stato tagliato del 26% da Goldman
Sachs, mentre Banco Popolare ha lasciato sul campo lo 0,47% e Ubi Banca
lo 0,27%. Bene Telecom (+1,48%), cauta Eni (+0,35%), positiva Enel
(+0,68%).
5 - BORSA: EUROPA
TIENE MALGRADO CALO WALL STREET...
(ANSA) - Si sono mantenute in rialzo fino alla fine le principali borse
europee, nonostante dati contrastanti dagli Usa, che, in attesa di
indicazioni dalla Fed sui tassi americani, hanno influito negativamente
sull'andamento della seduta di Wall Street. Al calo delle richieste di
sussidi di disoccupazione ad aprile, è seguito un passo indietro del
superindice economico sulla fiducia delle imprese, che ha finito per
disorientare gli investitori. Sui listini continentali hanno prevalso
comunque gli acquisti, a parte lo scivolone del gioielliere danese
Pandora (-21,65%) dopo risultati trimestrali inferiori alle attese degli
analisti.
Effetto opposto
hanno avuto i conti di Investec (+5,43%), che ha chiuso l'esercizio
2010-2011, con una crescita dell'utile del 21%. In volo anche la catena
britannica Dixons (+4,39%), vivacizzata dalle previsioni per l'esercizio
in corso. Tra i bancari si sono evidenziate Commerzbank (+3,05%),
favorita dalle revisioni degli indici Msci e Ftse, che hanno visto
cambiare il peso del titolo, con ripercussioni sugli acquisti dei fondi
azionari. Bene anche Barclays (+2,44%) a differenza delle greche Efg
Ergasias (-2,4%) e Alpha (-2,27%).
Acquisti su Bnp
Paribas (+1,5%), mentre è scivolata Bank of Ireland (-1,81%). In luce i
tecnologici Stm (+1,49%) ed Infineon (+2,09%), bene l'emittente inglese
Itv (+4,03%) con la raccomandazione di acquisto di Sanford Bernstein. E'
salito per lo stesso motivo il petrolifero Bp (+1,55%), su cui si sono
espressi gli analisti di Bofa Merril Lynch, che ha trascinato anche
Total (+1,21%) e Repsol (+1,15%). Ha chiuso invariato
l'estrattivo-minerario Glencore International nel giorno del debutto in
borsa a Londra, dopo essere riuscito a salire del 2%.
In campo
automobilistico hanno guadagnato Valeo (+2,91%), Michelin (+1,56%),
Continental (+1,51%) e Volkswagen (+1,49%). Di seguito, gli indici dei
titoli guida delle principali borse europee. - Londra +0,55% - Parigi
+1,25% - Francoforte +0,75% - Madrid +0,32% - Milano +0,54% - Amsterdam
+0,50% - Stoccolma +0,70% - Zurigo +0,35%.
6 -
GRECIA:TRAMONTA RISTRUTTURAZIONE DEBITO...
(ANSA) - La ferma opposizione della Bce sembra aver fatto
definitivamente tramontare l'ipotesi di una ristrutturazione anche
'soft' del debito greco, come quella che prevede l'allungamento della
scadenza dei titoli. Tanto che le capitali europee - secondo fonti Ue -
starebbero gia' lavorando ad un altro piano. Un piano a 'due fasi' che i
Paesi dell'Eurozona vorrebbero varare a giugno.
7 - FOTOVOLTAICO:
SOLAR INVESTMENT IN VENDITA, MANDATO A LAZARD...
Radiocor - Entra nel vivo la vendita di Solar Investment Group BV,
investment company olandese con 37 impianti fotovoltaici nel centro-sud
Italia per complessivi 27 MW. La societa' ha affidato a Lazard il
mandato per la procedura di valorizzazione e punta a raccogliere prima
dell'estate le offerte vincolanti. 'Ci sono arrivate molte
manifestazioni di interesse non solo da parte di operatori italiani ed
europei del settore ma anche da player statunitensi - spiega a Radiocor
Luca Concone, founding manager di Solar Investment con base a Londra -
Gli impianti sono gia' completi e pienamente funzionanti e pensiamo che
gli asset in vendita forniscano ai compratori un Irr del 10% circa'.
Solar Investment
Group, nata nel 2009, ha investito circa 40 milioni per lo sviluppo
degli impianti fotovoltaici situati in cinque regioni italiane, con
focus soprattutto su Basilicata (per complessivi 13 MW) e Puglia (10
MW), affiancata sotto il profilo finanziario da Unicredit, Intesa
Sanpaolo, Ubi Banca.
Mentre lavora alla
cessione del fotovoltaico, il management team di Solar e' gia'
focalizzato 'sul lancio - conclude Concone - di un nuovo fondo dedicato
alle energie rinnovabili in Italia con un target di investimento di 1
miliardo'. Il fondo, in fase di partenza, verra' gestito da un veicolo
lussemburghese guidato dagli stessi manager di Solar.
8 - LA STAFFETTA
DRAGHI-TRICHET. ANCHE ALLE SETTIMANE CULTURALI...
S. Ta. per il "Corriere della Sera" - Sembra fatto apposta, un
appuntamento sapientemente programmato per accogliere l'insediamento di
Mario Draghi, presidente designato, al vertice della Bce il primo
novembre al posto di Jean-Claude Trichet. Invece no, la scaletta delle
settimane culturali, quest'anno dedicate all'Italia, che si svolgeranno
a Francoforte dal 19 ottobre al 17 novembre è stata definita da tempo,
quando ancora la strada del governatore verso Eurotower era piena di
curve.
Così accadrà che
la manifestazione, curata dalla Banca d'Italia in collaborazione con la
Bce, sarà aperta da Trichet presidente e chiusa da Draghi presidente.
Con alcuni eventi d'eccezione: il concerto dell'Orchestra Mozart di
Bologna, diretta da Claudio Abbado inaugurerà l'iniziativa che ospiterà
l' 11 novembre Uto Ughi e i filarmonici di Roma. Il concerto
dell'Orchestra Verdi di Milano, diretta dal maestro Zhang, la chiuderà
appunto con Draghi padrone di casa.
9 - ALIERTA PORTA
UN CINESE NEL BOARD...
Giu. Fer. per il "Corriere della Sera" - La Cina «cresce» in Telefonica.
Dopo l'ingresso nel capitale, avvenuto nel settembre 2009, China Unicom,
che in patria conta 170 milioni di abbonati, ha conquistato anche un
posto in consiglio, dove entrerà il suo presidente esecutivo Chang
Xiaobing. «Un rafforzamento degli accordi attraverso lo scambio
azionario di un anno e mezzo fa» ha spiegato il presidente Cesar
Alierta, che invece faceva già parte del board della società cinese.
E ieri l'assemblea
ha approvato la nomina. Ma il tema caldo della riunione, sebbene non
all'ordine del giorno, è stato il dimagrimento annunciato qualche mese
fa che prevede un taglio di 6 mila dipendenti in Spagna. Una riduzione
per sopravvivere, ha spiegato Alierta, ricordando che gli interventi tra
la fine degli anni 90 e l'inizio del 2000, hanno evitato la bancarotta
del gruppo. Ma la difesa dei tagli non gli ha impedito di insistere sul
piano di incentivi per 450 milioni in cinque anni: sono per «evitare che
vadano ai concorrenti, dai quali ricevono offerte ogni giorno» .
10 - BOLLORÉ VENDE
PARTE DELLA PARTECIPAZIONE IN VALLOUREC E SCENDE ALL'1,7% DEL
CAPITALE...
Finanza.com - Il gruppo francese Bolloré ha annunciato di aver venduto
la maggior parte della quota detenuta nel produttore di tubi di acciaio
Vallourec per 275 mln di euro. A seguito della vendita il Gruppo fondato
da Vincent Bolloré detiene l'1,7% circa di Vallourec.
11 -
GRECIA,SINDACATO: ALTRE MISURE AUSTERITÀ CAUSERANNO CROLLO
OCCUPAZIONE...
(LaPresse/AP) - Le nuove misure di austerità che il governo greco
intende adottare causerebbero un crollo del mercato del lavoro,
spingendo il tasso di disoccupazione verso nuovi record. Lo ha detto in
un'intervista ad Associated Press Yiannis Panagopoulos, il leader del
sindacato Gsee, il più grande in Grecia. Panagopoulos ha accusato
l'Unione europea di aver imposto ad Atene misure ingiuste, che
colpiranno soprattutto i pensionati e le persone con un reddito basso.
Ieri il governo socialista greco ha annunciato che a breve saranno
annunciate nuove misure di austerità, come richiesto dall'Ue.
12 - EGITTO,
PREVISTO DEFICIT DI 31 MLD DOLLARI IN PROSSIMO ANNO FISCALE...
(LaPresse/AP) - Il deficit dell'Egitto potrebbe raggiungere i 185
miliardi di sterline egiziane (pari a circa 31 miliardi di dollari) nel
prossimo anno fiscale, a causa delle proteste di massa che hanno portato
alle dimissioni dell'ex presidente Hosni Mubarak. Lo riferisce il
ministro delle Finanze egiziano, Samir Radwan, spiegando che le spese
pubbliche per sanità, alloggi, istruzione e trasporti subiranno un
aumento di 20 miliardi di sterline nell'anno fiscale 2011-2012.
Il deficit
annunciato da Radwan dovrebbe stazionare tra il 9,9% e l'11% del
prodotto interno lordo. I commenti del ministro delle Finanze arrivano
poco prima del discorso del presidente Barack Obama, che secondo alcune
anticipazioni dovrebbe annunciare aiuti economici al Paese per due
miliardi di dollari. 19-05-2011]
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VOLA L’INDUSTRIA
NEL PRIMO TRIMESTRE: A MARZO ORDINI +8%, FATTURATO +2% (BENE ANCHE
L’AUTO) - PRADA A HONG KONG, IPO DA 2 MLD DOLLARI - PERDITA RECORD DELLA
TEPCO NEL POST-FUKUSHIMA - MARCHIONNE VENDE BENE I “JUNK” CHRYSLER -
MIRACOLI GESTIONALI PER SINERGIA - I RICCHI CINESI STUDIANO ALL’ESTERO -
BORSE POSITIVE…
1. BORSA: INDICI
CONTINUANO A SALIRE, +0,3% MILANO...
Radiocor - Avvio positivo per le Borse europee, con gli
investitori che seguono con attenzione la situazione geopolitica
internazionale e la performance delle materie prime. Il Ftse Mib sale
dello 0,35% e il Ftse All Share dello 0,33%. Volatile Intesa Sanpaolo
(-0,3%) dopo il prezzo (a 1,369 euro) dell'aumento di capitale.
UniCredit sale dello 0,2% in vista di un rafforzamento in Turchia.
Deboli le Tod's (-0,5%).
2. BORSA: ASIA IN
ALTALENA, BENE EXPORT, FRENANO PETROLIFERI...
(ANSA) - L'ottava di Borsa si chiude con un'altalena
degli indici sui mercati asiatici. Tentano il rimbalzo i titoli export
dopo il dato positivo sulla disoccupazione negli Stati Uniti mentre
perdono terreno i titoli del settore petrolifero e minerario. HTC ha
guadagnato l'1,3%, Hyundai Motor il 3%, Hitachi l'1,7%, Giant
Manufacturing, produttore di biciclette taiwanese che deve il 39% delle
vendite all'America ha fatto un balzo del 6,7%, maglia rosa sull'MSCI
Index. Toshiba ha perso l'1,6%, TDK, fornitore di elettronica che
ottiene oltre l'80% del suo fatturato all'estero, ha guadagnato il 2,7%.
Giù i minerari e i
petroliferi insieme al calo dei prezzi del petrolio e dei metalli, tra
cui rame e alluminio. Bhp Billiton ha perso l'1,6%, Rio Tinto l'1,4%,
Aluminum Corp. of China il 2%, Inpex l'1,3%. Sotto i riflettori Hana
Financial Group, quarta banca in Sud Corea, in rialzo del 4,8% dopo che
il Korea Times ha riportato che la società ha convenuto con Lone Star
Fund di prorogare al 24 maggio il termine ultimo per l'acquisto di una
partecipazione di controllo in Korea Exchange Bank .
Di seguito gli
indici dell'area dell'Asia-Pacifico: - Tokyo -0,14% - Hong Kong +0,01%
(in corso) - Shanghai -0,15% (in corso) - Taiwan -0,63% - Seul +0,76% -
Sydney -0,51% (in corso) - Mumbai +0,73% (in corso) - Singapore -0,21%
(in corso) - Bangkok -0,45% - Jakarta +0,14% (in corso)
3. MORNING NOTE:
L'AGENDA DI VENERDI' 20 MAGGIO...
Radiocor - Milano - incontro Fiera Milano 'Recovering
from global crisis: challanges, future perspectives and new business
opportunities'. Partecipano, tra gli altri, Salvatore Rossi, direttore
centrale Banca d'Italia; Michael Cox, economista.
Roma - cerimonia
di commemorazione di Massimo D'Antona, con il presidente del Senato,
Renato Schifani e il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.
Roma -
Federmeccanica illustra l'indagine congiunturale trimestrale
sull'industria metalmeccanica italiana.
Astana - 20esima
assemblea annuale Bers.
4. MORNING NOTE:
ECONOMIA E FINANZA DAI GIORNALI...
Radiocor - FISCO: Tremonti contro le ganasce fiscali:
'Va fissato un limite' (dai giornali). Iva ai Comuni, Emilia e Toscana
al top. E sull'Imu le imprese rischiano un aggravio di 795 milioni (Il
Sole 24 Ore, pag. 2).
SOCIAL NETWORK:
Linkedin esordisce a Wall Street e guadagna il 109%, timori di nuova
bolla Internet. (dai giornali). Una scommessa non sostenuta dal valore
reale (Il Sole 24 Ore, pag. 5).
GRECIA: Alt ai
prestiti Bce se Atene ristruttura (dai giornali). Alfabeto greco, la
crisi in 12 lettere (Il Sole 24 Ore, pag. 6).
FMI: La francese
Lagarde in pole position per la direzione generale (dai giornali).
Strauss-Kahn torna in liberta' su cauzione (dai giornali).
INTESA SANPAOLO:
il prezzo dell'aumento fissato a 1,369 euro, si parte lunedi' (dai
giornali).
UNICREDIT: pronta
a crescere in Turchia, alla finestra su due privatizzazioni bancarie (Il
sole 24 Ore, pag. 37).
COIN: Parla
Raffaele Vitale (Pai Partners): 'Il rilancio ha resto 3,5 volte
l'investimento'. (Il Sole 24 Ore pag.39
BSI: punta
sull'Asia. Faro su Hong Kong (Il Sole 24 Ore pag.41)
AEREI: Air France
svaluta la partecipazione in Alitalia (dai giornali). Intervista a
Giovanni Bisignani, dg della Iata: 'La Cina grazie a me ha imparato a
volare' (Il Giornale, pag. 20).
COMUNE DI MILANO:
Immobiliaristi a pranzo con Pisapia a casa Micheli (La Stampa, pag. 9).
Tutti i consiglieri economici di Pisapia (Il Foglio, pag. 3).
BANCO POPOLARE:
Cede Bormioli a Vision Capital per 250 milioni (Il Messaggero, pag. 26).
TIRRENIA: ieri il
termine per le offerte, Cin resta l'ultimo acquirente (dai giornali).
MERLONI: ecco la
terza generazione, intervista a Paolo: 'Puntero' su Europa e Asia'
(Corriere della Sera, pag. 40).
PARMALAT: Fondi
all'attacco, la previsione dei broker e' per adesioni potenziali al 55%
(Il Sole 24 Ore, pag. 40). Yacht, due ville da sogno e un patrimonio da
30 milioni: ecco l'identikit dei coniugi banchieri dell'affaire di
Collecchio (L'espresso, pag. 151).
5. ISTAT; ORDINI
MARZO +8,1% MESE, TOP DA 2006. +21,2% SU ANNO, AUMENTI TRAINATI DA
MERCATO ESTERO. FATTURATO MARZO +2% MESE,+12,2% ANNO...
(ANSA) - Gli ordinativi dell'industria a marzo hanno
registrato un aumento dell'8,1% (dato destagionalizzato) rispetto a
febbraio, si tratta del dato più alto dal gennaio del 2006. Un rialzo
trainato dalla positiva performance del mercato estero (+15,5%). Mentre
gli ordini sono cresciuti del 21,2% (dato grezzo) su base annua, sempre
grazie alla risalita registrata all'estero (+29,6%). Lo rileva l'Istat.
Il fatturato
dell'industria italiana a marzo ha registrato un aumento del 2,0% (dato
destagionalizzato) rispetto a febbraio e del 12,2% (dato corretto
effetto per gli effetti di calendario) rispetto a marzo del 2010. Si
tratta di rialzi spinti dal mercato estero (+2,3 il congiunturale e
+15,3 il tendenziale). Lo rende noto l'Istat.
6. AUTOVEICOLI,A
MARZO FATTURATO +4,7%, ORDINI +12,8%...
(ANSA) - A marzo il fatturato degli autoveicoli su base
annua è aumentato del 4,7%, mentre gli ordinativi sono cresciuti del
12,8%. Lo comunica l'Istat in base a dati grezzi.
7. PRIMO TRIMESTRE
POSITIVO PER FATTURATO E ORDINI...
(ANSA) - Il primo trimestre del 2011, secondo quanto
rilevato dall'Istat, si chiude in modo positivo per fatturato e
ordinativi dell'industria. Sul piano tendenziale, infatti, il fatturato
è aumentato dell'11,1% (dato corretto per gli effetti di calendario) e
gli ordini del 18,5% (dato grezzo). Su base congiunturale, invece, i
ricavi sono saliti del 3% e le commesse del 6,3%.
8. PRADA: IPO DA 2
MLD DOLLARI, DEBUTTO HONG KONG 24 GIUGNO...
(ANSA) - Via libera della Borsa di Hong Kong alla
quotazione di Prada. Secondo quanto riporta Bloomberg la maison di
Miuccia Prada ha avuto l'approvazione per un Ipo da 2 miliardi dollari e
l'obiettivo sarebbe debuttare in Borsa il 24 giugno. Intesa Sanpaolo,
Credit Agricole, Goldman Sachs e UniCredit, riporta Bloomberg, sono le
banche che assistono la società milanese nella quotazione.
9. TEPCO: PERDITA
RECORD DI 11 MLD EURO IN 2010-2011 PER FUKUSHIMA...
Radiocor - La compagnia di elettricita' giapponese,
Tokyo Electric Power (Tepco) ha registrato una perdita record di circa
11 miliardi di euro nell'anno finanziario concluso in marzo. La perdita
e' una conseguenza diretta dei danni alla centrale nucleare di
Fukushima, con successiva fuoriuscita di materiale radioattivo. La
societa' ha anche annunciato che, in conseguenza dell'incidente,
provvedera' a cambi al vertice.
10. DUE MESI DI
ECLISSI PER MAIRE TECNIMONT...
Fa. P. per "Il
Sole 24 Ore" - Una caduta di oltre il 30% in una sola
seduta richiama più di un interrogativo. Soprattutto se il calo tende a
non fermarsi. Anche ieri Maire Tecnimont, società d'impiantistica, ha
chiuso con un -3,6%, portando la débàcle del titolo a una perdita in
sole 5 sedute del 40%. È come buttar via in un colpo solo anni di
faticosi risultati. Cosa è successo a scatenare la fuga del mercato?
Semplice: i dati dell'ultimo trimestre hanno visto il margine operativo
lordo scendere a soli 20 milioni, ben al di sotto delle attese degli
analisti. Il tutto pur con ricavi in crescita del 14%.
Un vero profit
warning con la redditività industriale quasi dimezzata sul fatturato.
Fin qui ci può stare. Può accadere. Ma nelle vendite accanite di questi
giorni, c'è un dato in più. L'inaffidabilità della società che solo due
mesi fa, il 17 marzo, in una presentazione al mercato dichiarava
testualmente: «Cinque buone ragioni perché il 2011 sarà meglio del
2010». Tanta prosopopea per annunciare dati disastrosi subito dopo è la
cosa che più fa arrabbiare gli investitori. Che poi si vendicano
nell'unico modo possibile: vendendo.
11. RETELIT,
CINQUE PIANI IN CINQUE ANNI...
My. L. per "Il
Sole 24 Ore" - I piani industriali di Retelit, società di
telecomunicazioni quotata a Piazza Affari, assomigliano un po' a quei
film futuristici tipo «1997 Fuga da New York» o «2001 Odissea nello
spazio». Quando furono girati sembravano premonitori, ma quando il mondo
è arrivato al 1997 e al 2001 ha scoperto che la realtà era ben diversa.
Retelit è uguale. Negli ultimi cinque anni, con tre amministratori
delegati diversi, il gruppo ha approvato ben 5 diversi piani industriali
quadriennali: per ora, però, non ha azzeccato una previsione.
Nell'aprile 2006
il gruppo di Tlc prevedeva di raggiungere nel 2010 un utile netto di 13
milioni e un Ebitda di 29 milioni: peccato che il bilancio 2010, appena
approvato dall'assemblea, si sia chiuso con una perdita di 6,5 milioni e
con un Ebitda di 9,3. Negli anni sono stati poi approvati altri quattro
piani. Nell'aprile 2008 si prevedeva per il 2012 un utile di 28,8
milioni, nell'aprile 2009 un Ebitda di 46,9 milioni per il 2013,
nell'aprile 2010 33,4 milioni per il 2014. Ora è stato approvato
l'ennesimo piano: prevede 26,1 milioni di Ebitda nel 2015. Nei migliori
cinema...
12. MARCHIONNE
VENDE BENE I «JUNK»...
R. Fi. per "Il
Sole 24 Ore" - Se si confronta con i T-Bond, cioè i titoli
di stato americani, il nuovo prestito obbligazionario lanciato dalla
Chrysler impallidisce: offre un rendimento più che doppio. I T-Bond
decennali rendevano ieri il 3,20%, i bond Chrysler di uguale durata
replicavano con un tasso d'interesse intorno all'8%. Ma se si guarda più
da vicino l'offerta della casa automobilistica americana, e si ascoltano
i commenti degli operatori, si scopre che Chrysler sta offrendo agli
investitori un rendimento giusto. Equo.
Corretto, insomma.
Anzi: qualcuno sostiene che, se proprio si vuole cercare i pelo
nell'uovo, probabilmente il rendimento offerto da Chrysler è conveniente
per l'emittente. Il motivo è che la casa automobilistica americana ha
rating pari a "B2" per Moody's e "B+" per S&P, dunque nel campo dei
cosiddetti «junk bond». Insomma: si tratta di titoli «spazzatura».
Rating più bassi anche di quelli di Fiat. Per questo Chrysler deve
pagare tanto per convincere gli investitori a comprare i suoi bond.
Tanto, ma giusto.
13. LA SIGNORA IN
GIALLO AL CONVEGNO MUNICH RE...
R. Fi. per "Il
Sole 24 Ore" - Sinistro imprevisto per il colosso
assicurativo Munich Re. Un evento a luci rosse organizzato per gli
agenti assicurativi "high-performing" della controllata Ergo
Versicherungsgruppe sta scuotendo la compagnia di Monaco. Il party,
secondo quanto ricostruito dal quotidiano Handelsblatt, si è tenuto a
Budapest nel 2007, con circa 100 ospiti scelti fra i migliori agenti
commerciali di Ergo e circa una ventina di prostitute.
L'organizzazione
impeccabile dell'evento, che l'assicurazione tedesca non ha riconosciuto
come propria - è una «chiara violazione» delle policy interne -,
prevedeva che le "signore" indossassero un braccialetto colorato: rosso
per le hostess, giallo per le accompagnatrici disponibili a rapporti
sessuali e bianco per le escort riservate agli executives e top agents.
Nell'imbarazzo generale dell'inchiesta di Handelsblatt, ieri il gruppo
di Monaco ha preso le distanze dall'evento ma è chiaro che il ramo
«vita» della compagnia ha creato un po' di «danni».
14. DA UNA TASCA
ALL´ALTRA...
Vittoria Puledda per "la
Repubblica" - Sinergia spa, la holding a monte dei
Ligresti, chiude il bilancio 2010 passando dal rosso del 2009 a 73
milioni di utili. Non solo, anche i debiti migliorano, in modo quasi
portentoso: da un´esposizione bancaria netta di 131,6 milioni ad una di
33,4. Miracoli gestionali?
Lo stesso
comunicato spiega l´arcano: la capogruppo Sinergia ha ceduto alla
controllata Im.co la Tenuta Cesarina (quella bloccata dall´Isvap, quando
i Ligresti tentarono di "girarla" al gruppo Fonsai) segnando una ricca
plusvalenza. Un altro "aiutino" è venuto dall´aver spostato il debito da
una tasca all´altra dello stesso vestito, girando un centinaio di
milioni da Sinergia ancora una volta a Im.co. E sempre grazie alle
vendite di immobili, torna in utile anche il consolidato, mentre pesano
le svalutazioni di Fonsai e Milano assicurazioni.
15. AI RICCHI
CINESI PIACE SEMPRE PIÙ STUDIARE ALL´ESTERO...
Giampaolo Visetti per "la
Repubblica" - Contrordine, compagni: studiare all´estero,
per chi può permetterselo, è glorioso. Negli ultimi anni sono fioriti
gli studi che certificano la supremazia del sistema scolastico cinese,
fondato su memorizzazione meccanica e selettività di test rigidi,
rispetto a quello occidentale, che favorisce conoscenza analitica e
creatività. Si sono moltiplicati gli annunci che anticipano il sorpasso
della Cina nella scienza e nelle pubblicazioni di ricerche
all´avanguardia, mentre gli atenei cinesi scalano le classifiche delle
migliori università del pianeta.
Un´indagine
dell´Ufficio nazionale di statistica, basato sull´ultimo censimento,
racconta però ora un´altra storia. Rivela che in dieci anni il numero
degli universitari cinesi è aumentato del 147% e quello degli studenti
delle superiori del 26%. Di questi però, l´87% dei figli dei nuovi
milionari emigra in Occidente, mentre il 92% degli allievi con i
punteggi più alti sogna di fare lo stesso.
Degli stessi 56
miliardari under 40, il 58% si è formato negli Stati Uniti o in Europa.
E quattro benestanti su cinque dichiarano che i propri figli
frequenteranno le scuole all´estero. Sembra che le élite mondiali non
abbiano più fiducia nei propri sistemi d´istruzione: i giovani
occidentali affollano le aule a Shanghai e a Pechino, mentre i coetanei
cinesi fanno le valige per Berkley e Cambridge. La Cina però è un caso
unico.
Nel 2010, 128 mila
studenti cinesi sono emigrati negli Usa, costituendo il più alto gruppo
di allievi stranieri negli atenei d´oltreoceano. I dottorandi cinesi in
Europa sono aumentati del 50%, di quattro volte rispetto al 2005. La
tendenza è chiara: per primeggiare, la Cina che conta studia in
Occidente. La ragione? Una potenza che vuole passare dalla manifattura
all´high-tech ha bisogno di manager aperti e indipendenti, non solo di
fedeli e obbedienti impiegati. 20-05-2011]
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BUSINESS
INTERNATIONAL - “EL CONFIDENCIAL”: DSK BINGO! L’INFOJATO DIMISSIONARIO
PERCEPIRÀ UN VITALIZIO DI 80MILA $ L’ANNO PER 3 ANNI E MEZZO DI LAVORO
AL FMI - “WSJ”: GOLDMAN SACHS STA PER ESSERE CITATA IN GIUDIZIO PER IL
SUO RUOLO NELLA CRISI DEI MUTUI SUBPRIME - LA GIAPPONESE TEPCO CROLLA
COME LE SUE CENTRALI NUCLEARI: PERDITA NETTA DI 15,28 MLD $. IL
PRESIDENTE (FINALMENTE) SI DIMETTE - LA BCE MINACCIA DI INTERROMPERE I
FINANZIAMENTI ALLE BANCHE GRECHE…
DAGOREPORT
1 - THE WALL
STREET JOURNAL
GERMANIA: I PREZZI ALLA PRODUZIONE AUMENTANO DELL'1%
http://on.wsj.com/kLXW2G
I prezzi alla
produzione, In Germania, ad aprile sono saliti a un ritmo superiore
rispetto al mese a all'anno precedenti. L'aumento è principalmente
dovuto alla crescita dei prezzi dell'energia (+11,8% rispetto a marzo,
+2,6% rispetto al 2010). È quanto ha dichiarato oggi l'Ufficio Federale
di statistica. I prezzi alla produzione sono aumentati dell'1% rispetto
al mese di marzo e del 6.4% rispetto all'anno scorso.
TEPCO REGISTRA UNA
PERDITA NETTA DI 15,28 MLD $
http://on.wsj.com/mq9kxl
Tepco ha reso noti
oggi i dati relativi all'anno fiscale conclusosi il 31 marzo: la società
giapponese responsabile della gestione della centrale di Fukushima,
registra una perdita netta di 15,28 miliardi di dollari. Un risultato
dovuto alle ingenti spese necessarie per il contenimento del disastro
nucleare.
GOLDMAN SACHS SI
PREPARA A RISPONDERE AL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA
http://on.wsj.com/jvIDLR
I dirigenti della
banca d'affari Goldman Sachs si aspettano di ricevere presto la
citazione in giudizio da parte del Dipartimento di Giustizia Usa, in
merito alle presunte responsabilità dell'istituto finanziario nella
crisi dei mutui. A giorni il Dipartimento dovrebbe richiedere a Goldman
Sachs una serie di documenti utili alle indagini.
LA BCE MINACCIA DI
INTERROMPERE I FINANZIAMENTI ALLE BANCHE GRECHE
http://on.wsj.com/iGF6ia
La Banca centrale
europea ha avvertito che potrebbe interrompere i finanziamenti alle
banche greche in caso di ristrutturazione del debito pubblico della
paese.
2 - BLOOMBERG
IL PRESIDENTE DI TEPCO SI DIMETTE
http://bloom.bg/iEDFPy
Il presidente di
Tepco Masataka Shimizu, 66 anni, ha rassegnato le dimissioni in seguito
alla diffusione dei risultati registrati dalla società giapponese
nell'ultimo anno fiscale conclusosi il 31 marzo. Sarà sostituito dal
Direttore generale Toshio Nishizawa, 60 anni.
3 - EL
CONFIDENCIAL
IL VITALIZIO D'ORO DI STRAUSS-KAHN: 80MILA $ L'ANNO
http://bit.ly/kZPYXa
Strauss-Kahn è
stato costretto a dimettersi dall'Fmi a causa dello scandalo sessuale
che lo ha investito. Ma il francese non se ne va a mani vuote: riceverà
una pensione a vita di 80mila dollari l'anno.20-05-2011]
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A CHI L’EUR SPA?
AD ALE-MAGNO! - LA PIOVRA ALEMANNIANA DILAGA NELL’ENTE BICEFALO, MOSTRO
GIURIDICO PRIVATO E PUBBLICO “DOVE TECNICI PREPARATI SONO STATI
SOSTITUITI CON TABACCAI DI ESTREMA DESTRA” - L’AD RICCARDO MANCINI,
"AMICO CELTICO" DEL SINDACO, GESTISCE LA HOLDING CHE TRA SOLDI PUBBLICI
E BUSINESS PRIVATI VALE 1,2 MLD € E STA TRASFORMANDO L’URBANISTICA
DELL’AREA CON LA COSTRUZIONE DI TORRI, IMPIANTI E PARCHEGGI - TRA GLI
ALE-MAGNAGER, L’ULTIMO ARRIVO È QUELLO DI DARIO PANZIRONI, FIGLIO DI
FRANCO, L’INQUISITO AMMINISTRATORE DELEGATO DI AMA
Corrado Zunino per
"la
Repubblica"
C'è un piccolo e
strategico quartiere di Roma - undicimila abitanti, una storia che
affonda nel Ventennio, una ricchezza tutta contemporanea - governato
oggi da un gruppo di signori ricchi e di estrema destra. Decidono loro,
imprenditori nati e cresciuti all'Eur, trascorsi nella militanza nera,
gli investimenti da fare, la pianificazione urbanistica, la scelta dei
grandi eventi e i progetti da attrarre. Decidono persino la qualità
della tosatura dei suoi parchi.
L'Eur è un
quartiere spa - esperienza unica in Italia - dove non governa la giunta
del XII municipio, amministrativamente responsabile, né, di fatto, il
sindaco di Roma Gianni Alemanno, che pure questi signori ricchi e di
estrema destra ha nominato alla guida di Eur spa (è questo il nome
dell'ente padrone). Governa, appunto, Eur spa, società pubblica e
privata insieme, in mano al ministero delle Finanze (al 90 per cento) e
al Comune di Roma (il 10 per cento). Con i bilanci esausti che si
ritrova, oggi Alemanno può solo approvare ciò che i ricchi padroni del
quartiere deliberano.
"Pubblico e
privato insieme, l'esistenza di Eur spa è un'anomalia totale", dice
l'economista Giorgio Ruffolo ricordando come la società per azioni
controllata dallo Stato abbia ereditato dall'Esposizione universale del
1942 un ben di dio di palazzi e musei, strade e marciapiedi, parchi e
innaffiatoi e che, forte della sua potenza economica (645 milioni di
euro a bilancio), si muove sul territorio come farebbe un feudatario
dell'undicesimo secolo che deve rispondere solo al monarca e alla sua
corte.
"Creiamo valore
per gli azionisti", è la traduzione contemporanea. Eur spa per missione
deve valorizzare un patrimonio fatto di tredici monumenti (il Colosseo
quadrato, per ricordare), lo straordinario Centro congressi di Adalberto
Libera, il Palazzo dello sport di Piacentini e Nervi, il Velodromo, la
piscina olimpica più quattro parchi allargati su 63 ettari che
custodiscono 46 specie arboree rare. La società pubblica e privata mette
a reddito il patrimonio, innanzitutto, affittando ali e nicchie dei suoi
musei preziosi e delicati.
A chi? A centri
moda e uffici finanziari, ristoranti e gelaterie, centri benessere di
lusso, a polizia, carabinieri, all'amministrazione pubblica. Sono
affitti onerosi: 28 mila euro il mese più Iva per le strutture profit
che ai clienti offrono saune e olii balsamici. Chi paga, lamenta che
queste cifre sono fuori mercato e che il prodotto offerto, la nicchia
preziosa, è pieno d'acciacchi. Dalle pigioni Eur spa incassa 40 milioni
l'anno.
Nelle ultime
stagioni l'ente ha deciso - per realizzare profitti come da statuto - di
costruire nuove opere, opere d'arte contemporanee, e trasformare così il
"business district" nel secondo polo turistico di Roma. Ecco, quindi, il
futuro Centro congressi dell'archistar Massimiliano Fuksas. È in ritardo
di 15 anni, ma entro la prossima stagione mostrerà la sua immaginifica
Nuvola in goretex: dentro ci cammineranno, poggiati su una teca in
acciaio, i visitatori.
A fianco sta
crescendo La Lama, albergo di classe superiore e a 16 piani che oggi
trova qualche difficoltà a essere collocato sul mercato. Poi c'è
l'Acquario sotterrato al Laghetto artificiale, ai piedi del Palasport:
non si sa ancora se sarà realizzato con pesci veri o sagome di pesci, di
certo offrirà all'affamata Eur Spa 700 nuovi parcheggi in un'area sempre
più pregiata. La società pubblico-privata, che ha dato vita nel
quartiere alla più importante rivoluzione urbanistica contemporanea
della capitale, ha deciso di entrare in un affare che, fino a ieri, era
solo delle Finanze (Fintecna).
Sono le vecchie
torri dell'Agenzia delle Entrate dirimpetto la Nuvola di Fuksas: saranno
abbattute e trasformate in un palazzo residenziale a forma di C da
un'altra stella dell'architettura contemporanea, Renzo Piano. Per
realizzare tutti gli investimenti Eur Spa si è indebitata per 400
milioni, grazie anche a spericolate operazioni finanziarie sui derivati.
Poi ha dovuto ristrutturare il debito, sceso adesso a 190 milioni, con
quattro banche italiane.
PALAZZINARI DI
STATO E MULTIMPRENDITORI
A questo ircocervo pubblico-privato, la Eur Spa appunto, non è bastato
assecondare i progetti urbanistici più ambiziosi delle amministrazioni
rutellian-veltroniane. In un crescendo di vitalità, sotto Alemanno la
società di quartiere ha tentato di richiamare sulle strade di Roma sud
il gran premio di Formula Uno contornando il potenziale business da un
miliardo di euro con torri altissime. Sono state cancellate, insieme al
gran premio.
Sì, nelle ultime
stagioni Eur spa si è messa a fare il costruttore. Con spregiudicatezza
è andata ad abbattere il pezzo più ingombrante del suo patrimonio, il
Velodromo ciclistico dove nei Sessanta trionfava Antonio Maspes:
milletrecento cariche di tritolo contro ogni vincolo e il mausoleo del
ciclismo è andato giù.
Per quella
distruzione gli amministratori di Eur Spa sono incappati in due
inchieste giudiziarie: per una, la diffusione di amianto nell'aria, il
pm Terracina ha appena mandato a processo un tecnico della società.
Spianata l'area, l'ente ha messo mano a progetti di sviluppo immobiliare
di case di pregio. Quattro palazzi da cinque piani li ha previsti sul
catino dell'ex Velodromo e altri tre palazzi (nove e quattordici piani)
al vicino Torrino, quartiere nato tredici anni fa e solettato di cemento
senza soluzione di continuità. Walter Veltroni voleva piscine in
quest'area, l'ente sotto Alemanno ha trasformato il progetto in
palazzoni.
Qui e all'ex
Velodromo costruirà la romana Condotte spa: socia con Eur spa nel
consorzio Aquadrome e invece controllata da Eur spa nella costruzione
delle opere di Fuksas. Iniziano i conflitti. Ancora, la spa-quartiere ha
acquistato terreni fuori dal Pentagono dell'Eur, sulla Laurentina: vuole
proseguire la sua attività immobiliare nel resto della città. Va detto
che in questo quadrante di Roma ci hanno già pensato i palazzinari
storici a regalare lo stesso profilo - edifici alti con balconi profondi
- a chilometri di orizzonte: negli ultimi trent'anni da Tor Pagnotta al
mare sono stati sversati 24 milioni di metri cubi di cemento.
Non è finita, Eur
Spa - che dovrebbe essere solo il custode di un patrimonio
storico-artistico straordinario - oggi si è lanciata in cento attività
profittevoli e lontane dalla sua natura: vuole produrre energia
alternativa, realizzare la banda larga del quartiere e gestire la
trasformazione del waterfront di Ostia, il suo lungomare, quindi curare
il recupero delle architetture razionaliste al Foro Italico e nel centro
storico di Latina.
Ecco, l'ente
dell'Eur con la forza patrimoniale che gli consente forti indebitamenti
con le banche, la protezione politica e istituzionale che gli è
garantita dai soci pubblici e la libertà d'azione possibile grazie alla
trasformazione in spa, oggi si è messa a vendere appartamenti con i
pavimenti in teak e la raccolta differenziata pneumatica.
Si è messa a fare
l'imprenditore tout court: ambiente, rifiuti, riciclaggio, telefonia. È
diventato un fornitore di servizi ben remunerato e può indicare un'idea
di politica locale futura con questo centrodestra al potere: l'ente
privato porta i soldi ai comuni e, quindi, piega alle sue esigenze le
politiche nel territorio in cui opera. Costruisce dove vuole,
innanzitutto. Eur spa, nata con il centrosinistra nel 1999, oggi è un
esempio (clonabile) di privatizzazione di una porzione di territorio.
L'ASSUNZIONE DI
SOCI E AMICI
Ma chi è Eur spa? Da chi è fatta? Perché negli ultimi dodici anni è
diventata così potente? L'ente è presieduto da un imprenditore forzista
come Pierluigi Borghini, battuto da Francesco Rutelli quando si candidò,
nel 1997, a sindaco di Roma. Molto impegnato dall'attività golfistica,
Borghini negli uffici di largo Testa è aiutato da tre assistenti.
Neppure Alemanno. L'amministratore delegato, vero motore della
struttura, dal luglio 2009 è Riccardo Mancini, 52 anni, imprenditore
nato, cresciuto e residente all'Eur con quote di proprietà in 24 società
(più quattro in liquidazione).
Il nonno materno,
Romolo Zanzi, nel 1916 fondò un'azienda specializzata nel ramo
riscaldamento che alla ?ne dei Novanta fatturava 160 miliardi. Con
l'ingresso in Eur, l'ad Mancini ha aggiunto ai ruoli nelle società di
famiglia sette cariche "pubblico-private". Ovvero, è amministratore
delegato di Eur Spa, Eur Congressi Roma (gestirà la Nuvola), EurFacility
(manutenzione del palazzo delle Poste) ed Eur Tel (cablatura telefonica
del quartiere), presidente di Aquadrome (i costruttori all'ex Velodromo)
ed Eur Power (energia e teleriscaldamento), poi consigliere di Marco
Polo (la società che cura i beni del territorio). Come amministratore
della holding, Mancini denuncia uno stipendio di Stato di 185 mila euro.
Il resto, dice, sono gettoni di presenza.
Bene, andando a
controllare le private intraprese dell'amministratore pubblico si
scopre, intanto, che a ogni presente e futura attività della "galassia
Eur" corrisponde un'azienda che lavora in quel settore sotto il
controllo di Mancini. Energia e teleriscaldamento attraverso Eur Power?
Il Mancini imprenditore ha posseduto quattro società che si occupano di
commercio di combustibili per riscaldamento e una che costruisce
apparecchi per la produzione di elettricità.
Investimenti
immobiliari all'ex Velodromo? Mancini possiede azioni dell'immobiliare
Castel Di Leva. Con Ama e Acea gestisce i rifiuti dell'Eur? In questo
campo l'ingegnere meccanico Mancini è socio unico della Società generale
rifiuti e presidente della Treerre, "recupero, riciclaggio, riutilizzo",
di cui rilevò le quote da Franco Berbabé.
Uno dei cavalli di
battaglia delle politiche di Eur spa è "l'espansione a mare" di
mussoliniana memoria e, segnatamente per l'ad Mancini, lo sviluppo del
quadrante Fiumicino. Il manager pubblico nel privato è stato consigliere
della Fiumicino servizi. L'uomo si è poi costruito una solida fama per
aver ristrutturato il debito della Eur Spa, ma la gavetta l'aveva fatta
nella sua Gefi fiduciaria romana.
E poi è un esperto
creatore di scatole pubbliche, spa e srl. L'esperienza, qui, Mancini
l'aveva fatta nel suo Consorzio Gspa "per pubbliche amministrazioni in
liquidazione". Di tutte queste società Mancini, da quando è stato
nominato manager pubblico all'Eur, non ha mollato un'azione. Anzi,
alcune le ha avviate in prossimità della sua nomina all'ente pubblico.
Potrebbe sembrare
l'uomo scelto per mettere a servizio del pubblico le esperienze fatte
nel privato, Riccardo Mancini. Entrando nel dettaglio delle sue attività
si scopre, però, che l'ingegnere prima di diventarne amministratore è
stato consulente di Eur spa per il gp di Formula Uno.
Che, da
amministratore, ha attivamente spinto. I conflitti di interesse del
manager alemanniano - ha finanziato personalmente la campagna elettorale
del sindaco nel 2006 e ne è stato uno dei tesorieri per quella del 2008
- diventano palesi quando si scopre che in due società private di
Mancini è consigliere e in una terza azionista e amministratrice Emilia
Fiorani. E chi è questa signora 46enne? La compagna di Carlo Pucci.
E chi è Carlo
Pucci? È il tabaccaio di viale Europa, strada centrale del quartiere,
che con l'arrivo di Mancini alla guida di Eur spa è diventato il
direttore marketing dell'ente. Il marketing è decisivo in Eur Spa, la
cattura di nuovi affitti è missione primaria per la tenuta dei bilanci.
E perché l'amministratore delegato Mancini sistema ai vertici dell'ente
l'ex marito di una socia che per curriculum ha una lunga esperienza in
tabaccheria? Ci sono ragioni d'affari, seguendo le visure camerali.
Ma, vedremo più
avanti, anche di politica condivisa in gioventù e in tempi adulti. È
interessante notare, ancora, come la Fiorani e Mancini abbiano
controllato nel tempo la stessa società che vende chincaglieria varia:
si chiama E42, come l'Esposizione universale del 1942 di cui oggi
l'ingegnere - con il vestito del manager di Stato - amministra i
lasciti.
L'UOMO DI
TANGENTOPOLI
E chi c'è nell'ultima Eur spa, quella protetta da Alemanno, dove sono
stati mandati via i tecnici qualificati e sono entrati i tabaccai di
estrema destra? Sono stati esautorati i dirigenti storici per far posto
a Dario Panzironi figlio di Franco, amministratore delegato di Ama, la
società pubblica che pulisce le strade della capitale. Per la
Parentopoli romana, l'assunzione di uomini vicini al sindaco nelle
aziende municipalizzate, Panzironi senior è indagato per abuso
d'ufficio. Il manager è consigliere della società Marco Polo satellite
della potente Eur spa e suo figlio Dario, già portaborse in Comune, ora
è funzionario proprio dell'Eur Spa con un contratto a tempo
indeterminato. Mancini ha estratto il suo nome tra sessanta curriculum
ricevuti.
La filiazione ad
libitum di nuove realtà pubblico-private figlie di Eur spa ha portato
nei ruoli di controllo delle società "a cascata" sempre agli stessi
uomini. Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Inps, manager fedele a
Gianni Letta, è presidente del collegio sindacale in sette
"Eur-qualcosa" su sette. Controlla lui che sia tutto in ordine. E
presidente della Marco Polo spa, fino a poche settimane fa, è stato
Paolo Togni, sistemato da Alemanno in Comune alla direzione delle
Politiche ambientali, nuclearista per convinzione ed estrazione
professionale, coinvolto nel 2007 nelle inchieste sulla ricostituzione
della loggia P2.
Togni ha lasciato
"Marco Polo" accusando la società di fare gli interessi di terzi.
Infine, del "gruppo Mancini" fa parte Angelo Jacorossi, la Tangentopoli
del 1992, un miliardo e mezzo (in lire) pagate per riscaldare le case
Iacp di Roma. L'imprenditore oggi amministra una società, la Saccir, di
cui è stato a lungo consigliere il nostro ingegner Mancini. Ma Jacorossi
è anche l'amministratore di Eur Power: sta lanciando la "smart grid",
l'autosufficienza energetica del quartiere. Come dice Riccardo Mancini,
avanguardista nero della prima ora: "Noi dell'Eur siamo una macchina
guerra".
IL VIDEO
DELL'INTERVISTA ALL'AD RICCARDO MANCINI
http://tv.repubblica.it/copertina/i-padroni-dell-eur/68788?video=&ref=HREC1-2
[20-05-2011]
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TUTTI GLI UOMINI
DELLO ZIO TOM - CHI SONO, CHI NON SONO, CHI SI CREDONO DI ESSERE,
RICHARD D’AMORE, JAMES PALLOTTA E MICHAEL RUANE, I TRE AMERICANI CHE
ACCOMPAGNANO DI BENEDETTO ALLA CONQUISTA DELLA ROMA - MA UNICREDIT
SAPEVA CHE IL NEOPRESIDENTE GIALLOROSSO FA IL LOBBISTA CON EX AGENTI
DELLA CIA? IL SUO SPORT PREFERITO È COMPRARE AZIENDE MEDIO-PICCOLE A
POCO E VENDERLE BENE. E LA SQUADRA DEI SENSI SE L’È PORTATA A CASA PER
UN PIATTO DI LENTICCHIE
Gianfrancesco
Turano per "l'Espresso"
Obiettivo 3
giugno. A campionato finito, Thomas Di Benedetto conta di festeggiare il
suo sessantaduesimo compleanno in Italia da nuovo padrone dell'As Roma.
Sarà il primo proprietario straniero di un club italiano di serie A e
non sarà solo. Con lui, a parità di investimento, ci saranno Richard
D'Amore, James Pallotta e Michael Ruane. Avranno il 60 per cento. Il 40
per ora resta di Unicredit, arbitro, guardalinee e quarto uomo
nell'ultimo match della famiglia Sensi, distrutta nel patrimonio da 18
anni di grandeur calcistica.
Tom, Rich, Jim e
Mike, ossia tre italiani e un irlandese cresciuti nell'area
metropolitana di Boston, Massachusetts, conoscono il basket, il baseball
e il football americano. Non conoscono il calcio e il calcio non conosce
loro. Per questo e per l'amore italico verso la trama, i mesi di
trattativa per comprare i giallorossi sono diventati un thriller dove
non si capiva chi fosse l'assassino. Nel senso che risultava oscuro da
dove arrivassero e chi fossero Di Benedetto e i suoi sfuggevoli compari
di oltreoceano.
Scetticismo e
attesa messianica, i due poli dello spirito romano, si sono scontrati
dal novembre dell'anno scorso, quando i bostoniani hanno fatto la prima
offerta non vincolante per il club giallorosso. Nel momento in cui Di
Benedetto è sbarcato a Fiumicino il 28 marzo 2011, la rassegna stampa su
di lui comprendeva una vasta galleria di ritratti. Per lo più, il
businessman di origini campane veniva considerato un bluff, uno
sconosciuto nella sua stessa città, un poveraccio che viaggia in
economica. In romanesco, un sòla.
Proviamo a
spostarci a Washington, la capitale. Al numero 1401 di K street, a circa
500 metri di distanza dalla Casa Bianca c'è la sede di una società che
si chiama Jefferson, Waterman International (Jwi). Di Benedetto è il
chairman, ossia il presidente non operativo del consiglio di
amministrazione. La società viene definita come "una ditta che fornisce
al governo federale rappresentanza e consulenza sia politica sia
strategica a governi stranieri e multinazionali".
Il fondatore
Charles Waterman ha lavorato per decenni ai massimi livelli della Cia. È
stato vicepresidente del National Intelligence Council e capo delle
operazioni di spionaggio statunitense in posti come il Kuwait, l'Arabia
Saudita, l'Egitto, il Libano e la Giordania. Tutti gli altri
rappresentanti di Jefferson Waterman vengono dai ranghi delle forze
armate o dai servizi dell'intelligence americana.
Tutti, salvo Di
Benedetto. Ma è piuttosto difficile che una lobbying firm di questo
livello abbia preso come presidente un figlio di paisà italiani,
soltanto perché passava di là e perché non ama parlare con i
giornalisti. L'elenco dei clienti di Jefferson Waterman è, per certi
aspetti, inquietante.
Com'è d'uso fra i
colossi del lobbying nati nell'era Bush all'incrocio fra interessi
pubblici e privati, la società di Washington rappresenta gli interessi
di Alassane Ouattara, presidente della Costa d'Avorio, ed ha avuto fra i
clienti l'Alleanza per il nuovo Kosovo, partito fondato da Beghjet
Pacolli, una decina di Stati (Algeria, Croazia, Corea del Sud, Rwanda,
Ghana, Bulgaria, Nicaragua, Romania, Giamaica), l'organizzazione per il
commercio estero giapponese, la banca internazionale dell'Azerbaijan, la
fondazione Veterani di guerra del Vietnam e aziende come Gec Marconi,
Chevron, Cisco e Bae systems. Negli anni Novanta non è mancata qualche
scelta controversa, come quando Jwi ha rappresentato gli interessi della
dittatura birmana.
Bisogna dire che
l'ambiente è nettamente conservatore e le simpatie dello stesso Di
Benedetto vanno al partito repubblicano, come è tradizione nella
comunità italo-americana di Boston. La dimensione di Jwi, e la rete di
amicizie ad alto livello in zona Capitol Hill, sembra essere del tutto
sfuggita. Soprattutto agli uomini di Unicredit.
Nel corso della
trattativa con la banca, Di Benedetto ha più volte confessato ai suoi
uomini un certo disagio nell'essere trattato dall'alto in basso. E non
tanto dai giornali italiani, che lui non legge, quanto dai dirigenti
della banca venditrice, impegnati a togliere dal fuoco la castagna del
club giallorosso e sottoposti a pressing asfissiante dalla stampa
italiana, dalle radio romane e dalla tifoseria.
Forse l'apparenza
inganna e il sogno americano è fuori luogo in zona stadio Olimpico, ma
per arrivare così vicino alla Casa Bianca, Di Benedetto ha dovuto
lavorare duro. Figlio di una famiglia umile, con un padre sbarcato in
America a 16 anni e, a quanto si racconta, calciatore di buon livello
nelle leghe del soccer locale, il futuro presidente della Roma si è
laureato al Trinity College di Hartford (Connecticut) nel 1971 ed è
riuscito a entrare nella Pi Gamma Mu, una di quelle consorterie
universitarie simili a una loggia massonica su base locale. Le foto
dell'epoca mostrano lo studente, già non troppo atletico, in canottiera
da basket e con l'armamentario protettivo per il football americano.
Due anni dopo, nel
1973, ha conquistato il master in Business Administration a Wharton, uno
degli Mba più prestigiosi. A studiare insieme al giovane italo-americano
c'era Michael Ruane, l'irlandese democratico che, a quarant'anni di
distanza, è di gran lunga il più ricco della cordata As Roma, con un
patrimonio stimato in diversi miliardi di dollari.
Dopo l'Mba, Di
Benedetto ha lavorato in alcune case di investimenti (Allen & co,
Salomon Brothers, Morgan Stanley). Nel 1983, in pieno furore economico
reaganiano, ha fondato il Big (Boston international group), attivo nel
settore delle fusioni e acquisizioni. Al Big si sono aggiunte, negli
anni successivi, partecipazioni in società immobiliari, finanziarie e di
software. Una delle principali è la Alexander's, un'immobiliare gestita
dal Vornado Realty, uno dei trust specializzati in real estate più
grandi degli Stati Uniti.
Cattolico devoto,
Di Benedetto ha regalato milioni di dollari alla chiesa locale, inclusa
una casa di riposo per sacerdoti nella zona di Cape Cod, ed è rimasto
molto legato al cardinale Bernard Francis Law, arcivescovo metropolita
di Boston dal 1984 al 2002, quando è stato travolto dallo scandalo dei
preti pedofili. Law, che oggi è reggente della basilica romana di Santa
Maria Maggiore, è una delle prime persone che Di Benedetto è andato a
trovare durante il suo viaggio di marzo nella capitale.
L'idea di cercare
valore nelle aziende medio-piccole per comprarle a poco o nulla e
venderle bene è sempre stata la guida di Di Benedetto. Sarà così anche
alla Roma, che il businessman italo-americano si è portato a casa per un
piatto di lenticchie. Ma i giallorossi non sono il suo primo
investimento sportivo.
Nel 2002, c'è
stata l'acquisizione dei Boston Red Sox per 700 milioni di dollari in
cordata con i partner della Nesv (oggi Fenway Sports Group). Le calze
rosse, ex squadra di Babe Ruth, erano una nobile decaduta del baseball.
Non vincevano da 86 anni e affogavano nei debiti. I nuovi proprietari
sono stati bravi e fortunati. Dopo appena due anni, nel 2004 i Red Sox
hanno vinto le World Series della Major League Baseball.
Lo stesso gruppo
di azionisti, guidato da John Henry, si è trovato durante la stagione
calcistica 2010-2011 a considerare due proposte di acquisto di squadre
indebitate. Una era il Liverpool, l'altra era la Roma. Fenway Sports si
è orientata sul club inglese. Di Benedetto, pur essendo diventato socio
di minoranza dei Reds di Liverpool, ha deciso di insistere con i
giallorossi.
Ruane è stato
contattato in quanto amico di studi. Non è solo il più ricco. È anche il
più riluttante ad apparire. Dato il lavoro che fa, Ruane tutto vuole
meno che essere associato a una società sportiva. Men che meno al calcio
europeo, noto nel mondo come una macchina per produrre perdite e debiti.
I clienti potrebbero allarmarsi e il TA Associates Realty di Ruane non
gestisce soltanto ricchezze private ma anche, com'è tipico degli Usa,
fondi pensionistici pubblici. Fra questi, quello dello Stato del
Massachusetts. In altre parole, bisogna che l'investimento di Ruane nel
calcio sia tenuto ben distinto dalle sue attività principali.
Non ha questo
problema James Pallotta. Il più giovane dei quattro (53 anni) ha
partecipato nel 2002 all'acquisto dei Boston Celtics (National
basketball association) con un quota di 20 milioni di dollari sui 360
milioni di investimento complessivo. Anche qui la squadra era in declino
dopo gli anni trionfali di Larry Bird. Per tornare a conquistare
l'anello di campioni c'è voluto un po' di più di quanto ci abbia messo
Di Benedetto nel baseball. Il titolo Nba è arrivato nel 2007-2008.
Di origini
calabro-pugliesi, Pallotta vive con gli hedge fund. Dunque,
pericolosamente. Nel 2004, al massimo della bolla speculativa, gestiva
un fondo dal nome simbolico, il Raptor Global, garantiva ai suoi partner
ritorni sugli investimenti nell'ordine del 20 per cento all'anno e
incamerava uno stipendiuccio di 194 milioni di dollari. Quattro anni
dopo, con la crisi finanziaria, il Raptor Global è saltato. Non che
Pallotta sia finito sul lastrico. Previdente, si era comprato una villa
di 22 stanze su un'area di 27 acri a Weston, nei sobborghi chic di
Boston. Nel 2009 il finanziere è tornato in attività negli hedge fund
con il Raptor Evolution, accreditato di una massa gestita di 11-12
miliardi di dollari.
D'Amore è il
quarto moschettiere della cordata. Ha 56 anni e un Mba a Harvard seguito
da esperienze in Hambro International e Artur Young. Dal 1994 si è messo
in proprio con la North Bridge Venture Partners che amministra oltre 3
miliardi di dollari. Ha interessi nell'hi-tech (Veeco instruments e
Solectron) e nell'industria medica con la Phase Forward del gruppo
Oracle di Larry Ellison. Anche D'Amore, figlio di un sarto, viene da una
famiglia di lavoratori che hanno investito nell'educazione dei figli. La
sorella, Patricia D'Amore, è una scienziata molto nota nel campo
dell'oftalmologia.
La squadra dei
proprietari della Roma è questa. Potrebbe cambiare nel giro dei prossimi
mesi, se Unicredit cederà parte del suo 40 per cento a soci italiani. In
ogni caso, sembra certo che Di Benedetto sarà il manager esecutivo e che
gli altri avranno più che altro il ruolo di soci finanziatori. Se
riusciranno o falliranno, è presto per dire. Di certo, sono partiti col
piede giusto visto che hanno comprato a poco. Ma, altrettanto di sicuro,
arrivano in un pianeta sconosciuto e ostile dove ben pochi sono riusciti
a guadagnare. A partire dagli yankees che hanno investito nella Premier
League inglese. In Italia non sarà più facile.
[20-05-2011]
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BUNGA BUNGEN! MICA
SOLO I BANCHIERI SCOPANO! - LE ASSICURAZIONI TEDESCHE “MUNICH RE” HANNO
REGALATO AI 100 MIGLIORI MANAGER UNA VACANZA CON 20 PROSTITUTE MARCHIATE
COME LE VACCHE (GIALLO-HOSTESS, ROSSO-ESCORT, BIANCO-PRIVÉ), IN BASE
ALLE PERFORMANCE SESSUALI - LE PIÙ FAMOSE TERME DI BUDAPEST TRASFORMATE
IN UN BORDELLO - L’AFFARACCIO, RISALENTE AL 2007, STA SCUOTENDO IL
COLOSSO TEDESCO FINO AL MIDOLLO - PARE CHE DIETRO ALLE RIVELAZIONI CI
SIA UNA CONTROVERSIA PER DEI PAGAMENTI RIMASTI IN SOSPESO…
1 - IL SEX-PARTY
TORMENTA MUNICH RE
http://bit.ly/jnQ1Pc
Dal "Financial Times Deutschland" - La vicenda della
festa a base di sesso organizzata a Budapest sta scuotendo Munich Re
fino al midollo. Il Gruppo tiene molto alla propria politica finanziaria
conservatrice, alle iniziative per il clima, ma anche alla sua moderna
politica verso i giovani e per la promozione delle donne in posizioni
dirigenziali.
La faccenda è
molto imbarazzante per Munich Re e per il suo Ceo Nikolaus von Bomhard.
Il responsabile di tutto è Redanz Ulf, un vecchio dirigente che ha
lasciato il Gruppo nel 2009. È lui che approvò il viaggio a Budapest,
indirettamente pagato dai clienti dell'assicurazione. Il suo successore
ha vietato questo genere di cose, si dice nell'ambiente. La società
afferma di aver condotto una ricerca e assicura che dal 2007 non sono
più state organizzate feste del genere.
Ma dietro alle
rivelazioni del sex-party ci sarebbe altro. Gli ambienti industriali
vedono una connessione tra l'emergere dello scandalo e una controversia
tra i rappresentanti della controllata Hmi e Munich Re, riguardante dei
pagamenti in sospeso...
2 - MUNICH RE
REGALA UN SEX-PARTY CON 20 PROSTITUTE AI SUOI TOP MANAGER
http://bit.ly/lUoNYY
Da "The Guardian"
- Una compagnia di assicurazione tedesca ha ammesso di aver premiato i
suoi migliori cento venditori con un sex party affollato di prostitute,
organizzato alle terme più famose di Budapest. La Hamburg-Mannheimer
International (Hmi), parte del conglomerato assicurativo Munich Re, ha
affittato gli storici Bagni Gallert della capitale ungherese e li ha
trasformati in un bordello a cielo aperto.
Alemno 20 le
prostitute assoldate da Ihm per quella che è stata chiamata "gita
incentivante". Le donne indossavano braccialetti di diverso colore, a
seconda delle prestazioni che erano disposte ad offrire. Il braccialetto
bianco contrassegnava quelle riservate a dirigenti e top agents.
Dopo che lo
scandalo è uscito sul quotidiano tedesco "Handelsblatt", Munich Re ha
ammesso che il party c'è stato (un giornale tedesco ha parlato di "Bunga
Bunga a Budapest"). Spiega un portavoce di Ergo, facente capo a Munich
Re: "È vero, ha detto la compagnia, un viaggio-incentivo a Budapest fu
fatto nel 2007. Da una ricerca è emerso che a una serata organizzata nel
contesto di quel viaggio presenziarono anche 20 prostitute".
L'Handelsblatt ha
riportato le testimonianze di chi partecipò al sex party:"All'ingresso
fummo perquisiti come in aeroporto. I boss ci dissero che era vietato
fare foto o video". "Le donne indossavano braccialetti rossi o gialli.
Alcune erano solo delle hostess. Altre ti facevano capire dal colore del
braccialetto che non erano lì solo per parlare". Quando il braccialetto
era bianco, invece, significava che la ragazza era riservata agli alti
dirigenti.
Un altro ha
raccontato che intorno alle vasche erano stati sistemati dei letti dove
si poteva fare ciò che si voleva. Le prostitute, ha detto anche, si
marchiavano con l'inchiostro gli avambracci in base alle performance
sessuali. Alcune di loro alla fine avevano una dozzina di timbri.
L'incidente
rappresenta una "chiara violazione" della politica aziendale, ha detto
Alexander Becker, portavoce della controllata Ergo Versicherungsgruppe.
Il responsabile, comunque, non lavora più per noi. 20-05-2011]
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IL FALSO SWAROVSKI
- LA PARABOLA VERSO L’ABISSO DI KARL-HEINZ GRASSER, DA GIOVANE
SEX-SYMBOL, ASTRO DELLA POLITICA AUSTRIACA, A PLURINDAGATO SPUTTANATO:
EVASIONE, INFEDELTÀ ALLO STATO, CONFLITTO DI INTERESSI, RICICLAGGIO,
CONCUSSIONE… - L’EX MINISTRO DELLE FINANZE VIENNESI CHE HA SPOSATO
L’EREDE DELL’IMPERO DEI CRISTALLI È ACCUSATO DI TUTTO E DI PIÙ - E LA
MOGLIE CHE FA? PER DIFENDERLO GRIDA ALLA “PERSECUZIONE GIUDIZIARIA”,
PARAGONANDO IL CASO A BERLUSCONI…
Flavia Foradini
per "l'Espresso"
Lui è bello,
giovane, ricco, (ex) potente, ben maritato. Con la moglie, erede
dell'impero Swarovski, anche l'animatore delle più belle feste del jet
set. Ed è l'oggetto del desiderio, stando ai sondaggi, di tante donne
austriache. E stato anche, a suo tempo, il più giovane ministro delle
Finanze a Vienna. Ma adesso tutta l'Austria ne parla per una serie di
scandali finanziari, con conseguente lunga serie di reati su cui sta
indagando la magistratura e che hanno addentellati in vari paesi europei
e non solo, paradisi fiscali ovviamente compresi.
La consorte si è
lanciata in un'accorata difesa, parlando di "persecuzione giudiziaria",
e paragonando il caso a quello di Silvio Berlusconi. Senza peraltro
impietosire i giudici che vanno avanti per la loro strada. Non passa
giorno senza che escano nuove rilevazioni che gettano una luce diversa
su un'esistenza prima felice e ora sommersa da un mare di guai
imbarazzanti, compreso il racconto di quei 500 mila euro trasportati in
valigia in tre viaggi dalla Svizzera all'Austria anche quando era
ministro.
Lui si chiama
Karl-Heinz Grasser, ha 42 anni, e, prima di diventare un personaggio da
rotocalco, faceva semplicemente l'addetto alle pubbliche relazioni in
un'azienda automobilistica di Graz dove poco più che ventenne, nel 1992,
fece il primo dei due incontri che gli avrebbero cambiato la vita:
quello con Jörg Haider, il leader della destra austriaca morto in un
incidente automobilistico nel 2008. Fu Haider a introdurlo alla politica
e a spingerlo su fino alla poltrona di ministro delle Finanze, sulla
quale si è seduto dal 2000 al 2006 nei governi di centro-destra di
Wolfganf Schüssel.
Il suo programma:
far pagare le tasse a tutti (e i guai attuali sembrano un contrappasso)
e aumentare le imposte per azzerare il deficit di bilancio. Perennemente
abbronzato, piacente, in quegli anni passati nelle stanze dei bottoni,
era riuscito a far parlare di sé oltre che per le leggi lacrime e
sangue, anche per una serie di gaffe, alcune proverbiali. E che non gli
sono state perdonate, a causa di quel dinamismo gagliardo e vagamente
protervo con cui ammantava il suo modo di interpretare la carica.
Comunque, un personaggio sempre sotto i riflettori.
Era ancora
fidanzatissimo con la figlia di un diplomatico quando un ragazzo lo
riprese all'aeroporto di Parigi (e subito inondò la Rete) in evidenti
atteggiamenti amorosi con l'altrettanto bella Fiona Pacifico Griffini,
erede dell'impero Swarovski, reduce da due matrimoni, madre di tre figli
e in carriera come stilista. Inizio di un amore da copertina quasi
subito macchiato da un errore di protocollo durante le vacanze di Natale
del 2004. La coppia se ne stava in vacanza alle Maldive durante lo
tsunami che devastò quella parte di mondo.
Gli chiesero di
tornare in patria, ma lui restò a godersi il sole adducendo come motivo
la mancanza di posti sugli aerei: venne sbugiardato da un comunicato
ufficiale della Austrian Airlines. Uno così è un bersaglio perfetto per
i buontemponi, soprattutto nell'era di Internet. Qualche pirata
informatico aveva dirottato sulla sua homepage chiunque cercasse sulla
Rete la voce "totale incompetenza".
Il suo sito aveva
peraltro suscitato clamore per un'altra ragione. Per crearlo, infatti,
il ministro aveva ricevuto una donazione di 250 mila euro dall'Unione
Industriali, ma si era dimenticato di dichiarare quei soldi al fisco.
Lui, che era il titolare delle Finanze. Celebre anche la volta in cui il
"Financial Times" fu costretto a smentire quanto Grasser andava dicendo
in giro: "Quel giornale mi ha indicato come miglior ministro del ramo in
Europa". Non era vero.
Finita la stagione
al potere ha cercato di riciclarsi, con scarse fortune, come consulente
finanziario. Ma non ha certo il problema di come sbarcare il lunario.
Grazie anche al patrimonio di Fiona. I due abitano in una casa del
centro di Vienna da 600 metri quadrati più 300 di palestra. Hanno una
villa sul Wörtersee, il più grande lago della Carinzia, e a Kitzbühel
per i weekend sulla neve. In Italia, villa a Capri e azienda di design a
Milano.
Molto avvistati
anche a Porto Cervo. Fiona ha cittadinanza italiana, oltre a quella
austriaca e Svizzera essendo nata a Basilea. La madre si chiama Marina
Giori, il padre fa Winter. Pacifico, Griffini e Grasser sono i cognomi
dei tre mariti nell'ordine. Swarovski era una nonna materna: tanto che i
cugini la diffidano da usarlo. Lei non se ne cura. Sempre presenti,
assieme, nelle occasioni che contano.
Intanto, mentre
loro trascorrevano una vita sfarzosa e spensierata, la magistratura in
silenzio indagava su quello che, a posteriori, è stato definito "metodo
Grasser". Alcune cifre: cento testimoni ascoltati in un centinaio di
località in giro per il mondo, 22 terabyte di materiale solo per uno dei
filoni di indagine, 5 mila intercettazioni, alcune delle quali
esilaranti in cui l'ex ministro si esibisce in un proletarissimo
dialetto con gli amici del cuore e che sono stati addirittura oggetto di
una lezione universitaria: un modo per aggirare la legge che vieta le
pubblicazioni sulla stampa, le aule di un ateneo non sono mass media.
Le ipotesi di
reato su cui si sta indagando: evasione fiscale, infedeltà allo Stato e
malversazione, esportazione di capitali, violazione di segreti
d'ufficio, conflitto di interessi, riciclaggio, concussione. Si parte
dalla privatizzazione di 63 mila immobili dello Stato nel 2004. Grasser
avrebbe arrecato "danno alla Repubblica" affidando la gestione
dell'operazione da quasi un miliardo di euro non al miglior offerente,
ma alla Lehmann Brothers dove, come consulente, c'era un suo amico, tale
Karl Heinz Muhr che, già prima di quell'incarico, aveva ricevuto una
parcella da quasi mezzo milione di euro non si sa bene a quale titolo.
Un altro amico e
suo testimone di nozze avrebbe ricevuto, secondo l'accusa, una tangente
di 10 milioni di euro versata su un conto a Cipro (a sua insaputa,
sostiene Grasser). Risale invece al 2005 il "caso Linz" dove fu
costruito il più alto grattacielo della città e dove l'allora ministro
traslocò gli uffici del fisco. Anche in questo caso ci sono flussi di
denaro sospetti verso suoi amici. Altri filoni riguardano la
privatizzazione di importanti aziende pubbliche come Voestalpine o
l'aeroporto di Vienna, due scandali che coinvolgono le banche Bawag e
Hypo Adria, oltre alle attività di investimenti della Meinl
International Power, azienda cofondata da Grasser nel 2007 per il
mercato dell'Est Europa.
Altre accuse fanno
capo a una fondazione in Liechtenstein dove sono custoditi 3 milioni di
euro e che farebbe capo a Grasser. Su un conto di Vaduz sarebbero
arrivati bonifici milionari transitati da Cipro e dal Delaware. "Di quel
conto ne ho parlato col mio commercialista", la timida difesa
dell'interessato.
Poi ci sono quelle
valige piene di denaro: 500 mila euro della suocera, dice lui, che per
amore della mamma di Fiona ha trasportato in Austria e fatto fruttare. E
con che risultati poi: 284 mila euro di profitto investendo nella Hypo
Alpe Hadria che poco dopo fu comprata dalla Bayern Lb facendogli
incassare un rendimento del 50 per cento in pochissimo tempo. Ma,
malignano gli antipatizzanti, non è che lui, in quanto ministro, sapesse
in anticipo di quell'operazione?
Grasser ammette
solo qualche piccola dimenticanza fiscale e accusa: "Le indagini sono
del tutto arbitrarie. Ho sempre agito nell'interesse del Paese e dei
contribuenti". Un ex collaboratore, Ernst Plech, sostiene che, negli
anni al ministero, Grasser era "molto avido". Per il processo ci vorrà
tempo, vista la mole di materiale da esaminare.20-05-2011]
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30! BUON
COMPLEANNO P2 - GUZZANTI ALZA IL CALICE: “OGGI QUELLO CHE RESTA È IL
LASCITO PERMANENTE DELLA CULTURA DEL SOSPETTO E UN GELLI CHE A 92 ANNI
RECITA NELL’INDIFFERENZA GENERALE IL RUOLO DI DISPENSATORE DI MESSAGGI
CIFRATI” - MA SU UNA COSA VARREBBE LA PENA INDAGARE: LA DECAPITAZIONE
DEI COMANDI DI SERVIZI E FORZE ARMATE IN PIENA GUERRA FREDDA - E POCHI
GIORNI PRIMA CI FU L’ATTENTATO A WOJTYLA. UN CASO? - VIGNA RIVELA:
"1981? LE LISTE ERANO NOTE GIÀ NEL 1976
1 - A CHI È
SERVITO LO SCANDALO P2...
Paolo Guzzanti per "Panorama"
Sono passati
trent'anni: titoli giganteschi, la patria in pericolo salvata appena in
tempo, i giornalisti spediti a frugare tra gli iscritti alla loggia
massonica segreta Propaganda 2, poi detta P2; i nomi di militari,
politici, imprenditori e gente di spettacolo (Maurizio Costanzo, il
povero Alighiero Noschese perfetto imitatore, poi morto suicida...)
riuniti in una losca combriccola di cui si sussurrava molto e si sapeva
poco. Oggi non se ne sa veramente molto più dopo i processi penali e i
lavori della commissione d'inchiesta guidata dalla democristiana Tina
Anselmi.
Certo, il
«programma politico» di Licio Gelli, il fondatore, era ed è lì, nero su
bianco, ma riletto oggi sembra una banalità da centrodestra moderato:
presidenzialismo, rafforzamento dei partiti di centro, chiusura ai
comunisti di allora. La P2 era certamente un'associazione molto attiva
nel lobbying: il Corriere della sera per esempio risultò dominato dai
suoi iscritti (Bruno Tassan Din, l'amministratore delegato, il direttore
Franco Di Bella che lasciò il posto a Piero Ottone per una vigorosa
apertura a sinistra), ciò che ne causò la rovina e il conseguente
sorpasso di Repubblica, che ingrassò le tirature proprio grazie alla P2.
La cultura del
sospetto fu il lascito permanente della vicenda P2 e quella cultura andò
a saldarsi con la già attiva cultura delle «liste» misteriose: quando lo
scandalo esplose, i giornali alludevano alla mai trovata «lista dei 500
di Sindona» (dal nome del banchiere siculoamericano Michele Sindona
avvelenato in carcere come il mafioso Gaspare Pisciotta, cognato e
assassino del bandito Salvatore Giuliano). Poi emergeranno
periodicamente nuove liste, da quella della Gladio a quella del dossier
Mitrokhin, della cui commissione parlamentare d'inchiesta sono stato il
presidente dal 2002 al 2006.
Liste e complotti
non dimostrati, questa l'eredità emotiva e retorica della P2, se andiamo
a fare un bilancio. Che alla fine non si sia cavato un ragno dal buco è
dimostrato anche dal fatto che il «venerabile» Licio Gelli non soltanto
è vivo e vegeto a 92 anni, ma libero di recitare, nell'indifferenza
generale, l'antica parte del dispensatore di messaggi cifrati: a
febbraio ha detto che Silvio Berlusconi è soltanto un debole e che
Giulio Andreotti aveva più stoffa, disponendo di una fantomatica sua
lista detta «Anello».
Chiacchiere cui
nessuno dà peso. Eppure Gelli era stato dipinto come il demonio che
possedeva questa nazione. Tutto lì? Certo la P2 non era una bocciofila,
basta leggere i nomi di rispetto, ma certamente la sua memoria viene
oggi ravvivata come un utile marchio con cui generare, in un gioco
retorico, il bestiario di figure come la «P3» o la «P4» risalendo magari
fino alla «P38» che era la pistola preferita dei brigatisti rossi.
Eppure, trent'anni fa, il trauma fu violentissimo e improvviso: il
governo di Arnaldo Forlani cadde subito dopo avere reso pubblica, il 21
maggio 1981, la lista degli iscritti.
L'Italia fu
travolta da una ventata di panico democratico perché veniva certificata
l'esistenza di una congiura in cui confluivano i mostri dell'immaginario
collettivo: i servizi segreti deviati, la massoneria, la mafia, la Cia,
il Mossad, i fascisti, la finanza occulta... un gran minestrone di cui a
conti fatti non si è trovato nulla. Dal lavoro della commissione
parlamentare emerse soltanto uno studio sociologico sui gruppi di potere
che condusse all'austera notazione secondo cui la P2 costituiva «un
complotto permanente che si plasmava in funzione dell'evoluzione della
situazione politica ufficiale».
Come dire nulla.
La commissione stigmatizzò anche, con tono accigliato, l'«uso privato
della funzione pubblica da parte di alcuni apparati dello Stato» legati
alla loggia. Banalità. Tuttavia qualcosa di singolare accadde: risultò
che l'intero vertice militare era stato arruolato da Licio Gelli
attraverso un'efficace catena di promesse di promozioni, fazioni,
intrighi e carriere. Grazie a questa retata, al momento dello scandalo i
generali e gli ammiragli erano tutti lì, in trappola, e il risultato fu
che vennero con un sol colpo decapitati i servizi segreti e i quadri di
comando delle forze armate: 52 alti ufficiali dei Carabinieri, 50
dell'Esercito, 37 della Guardia di finanza, 29 della Marina militare,
più 11 questori, cinque prefetti.
Questa
decapitazione delle difese interne ed esterne spinge a controllare in
quale contesto ciò avvenisse: era dunque il 1981, nel pieno della guerra
fredda che minacciava di diventare calda, con l'Unione Sovietica che
aveva adottato la dottrina militare (oggi verificabile nei verbali delle
riunioni del Patto di Varsavia integralmente pubblicati in "A Cardboard
Castle", pubblicato da Vojtech Mastny and Malcolm Byrne) di un attacco
improvviso con cui separare l'Europa dagli Stati Uniti, messi di fronte
al fatto compiuto.
Quella guerra poi
non si fece, dicono i verbali, perché la Polonia, perno dell'operazione,
era stata sottratta al controllo sovietico dal sindacato Solidarnosc
guidato attraverso l'elettricista Lech Walesa dallo stesso papa polacco
Karol Wojtyla, che ne ebbe in cambio alcune revolverate nello stesso
maggio 1981 (il 13, ndr) in cui vennero fatti trovare da Gelli gli
elenchi della P2 a Villa Wanda, vicino ad Arezzo. Questo fatto,
diversamente dalla vaga e banale sociologia delle lobby, è
incontrovertibile e meriterebbe, 30 anni dopo, qualche riflessione.
2 - E VIGNA
RIVELA: LE LISTE ERANO NOTE GIÀ NEL 1976...
Da "Panorama"
Le liste segrete
della loggia P2 rese pubbliche nel maggio 1981? In realtà erano note
alla magistratura già dall'agosto 1976. Lo rivela Piero Luigi Vigna, ex
procuratore di Firenze, nel libro In difesa della giustizia scritto con
Giorgio Sturlese Tosi per la Rizzoli e in uscita a fine mese. Vigna
indagava sul terrorismo nero e interrogò Licio Gelli. «Mi consegnò
personalmente la lista di tutti gli iscritti alla P2» ricorda il
magistrato. «Verificai che la legge di pubblica sicurezza risalente al
fascismo, in sostanza, consentiva la creazione di associazioni segrete
ma esigeva che, a richiesta delle autorità, fossero mostrate le liste
degli appartenenti. E che, se ci fosse stato un dipendente pubblico,
questi avrebbe perso il posto, lo stipendio e la pensione.
Giudicai però che
quella norma contraddiceva l'articolo 18 della Costituzione che sancisce
la libertà di associazione e non ne feci niente. Quando poi iniziò il
processo per l'omicidio di Vittorio Occorsio e dovetti presentare in
aula la lista della P2, ritenni opportuno farla pubblicare su alcuni
organi di stampa.
Nel 1981 quelle
stesse liste, con pochi nomi diversi, furono ritrovate a Castiglion
Fibocchi: solo allora mi telefonò il ministro dell'Interno, Virginio
Rognoni, dicendo: «So che lei era già a conoscenza di questi documenti.
Perché non li ha mai inviati al ministero?». Risposi: «Non pensavo che
al ministero si leggesse solo Topolino, perché, signor ministro, guardi
che sono stati già pubblicati».20-05-2011]
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UN SÌ CHE PROFUMA
D’INTESA: le nozze di passera come quelle di william & kate. tre giornbi
di festeggiamenti - Ale-danno a Milano per "aiutare" Letizia Moratti:
Pisapia gongola per la vittoria sicura - geronzi in attesa della
sentenza assicura che "fra sei mesi, a trieste..." - l’ape regina SABINA
BEGAN: "BERLUSCONI MI HA AVVICINATO A DIO" - arbasino su dsk: se fosse
zompato addosso a un cameriere? - sonia raule scrive - de benedetti
ringrazia "striscia"...
1-
Mentre gli azionisti di Intesa sono incazzati perché parte l'aumento di
capitale da 5 miliardi di euro, sabato 28 maggio Corradino Passera va a
nozze con la Giovannona Salza. I festeggiamenti sono oltre William &
Kate: cominciano venerdì sera, sabato mattina matrimonio, pomeriggio
riposo, festa la sera, domenica ancora sollazzi in un clima più
informale. Malagò, ex di lei e pronube dell'incontro di Giovanna con
Passera, sarà testimone per lei. In banca pensano ci sarà Tremonti. La
storica Villa del Balbianello, sul lago di Como, dove fanno i
festeggiamenti era della famiglia dell'ex moglie, passata a un fratello,
ora è del Fai.
Aggiunge
"Panorama":"Attesi dalla coppia e dalla piccola Luce, nata poco meno di
un anno fa, circa 250 invitati. I nomi includono quasi tutti quelli
della finanza che conta, oltre che il gotha dell'Intesa. Ci saranno
Giovanni Bazoli, Alessandro Profumo, Vittorio Colao, Gaetano Miccichè e
Paolo Scaroni. Sicuri: Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo.
Dati per certi anche i milanesi Bruno Ermolli, Francesco Micheli, Elio
Catania e il romanissimo amico della sposa Giovanni Malagò. Unico
politico confermato è Pier Ferdinando Casini, atteso con la sposa
Azzurra Caltagirone. Finita la festa, domenica è prevista, sempre nel
Comasco, una semplice funzione religiosa".
2-
Ale-danno è andato a Milano per "aiutare" Letizia Moratti a vincere le
elezioni comunali: Pisapia gongola per la vittoria sicura...
3-
Agli
amici che incontra, Geronzi assicura che "tra sei mesi, da Trieste
uscirà fuori di tutto..." (Quello che è certo è che fra una dozzina di
giorni arriverà la sentenza su Parmalat: 8 anni di galera la richiesta
dei pm...)
4-
Passeggiando per il centro storico romano si vede di tutto: a piazza
della Minerva avvistata una strana coppia formata da Ottaviano Del Turco
e Alessandra Necci...
5-
Altra stranissima coppia al Pantheon: Sergio Billé e "più sani più
belli" Rosanna Lambertucci. Bigné-Billé in questi giorni è scatenato: è
apparso anche al festone Sospisio, ieri sera, in compagnia della sua
Cecilia, e stamattina solcava piazza di Pietra...
6-
Udite udite: il poeta Corrado Calabrò stasera sarà sul barcone di
Marevivo, a bordo Tevere. C'è chi parla di lui come prossimo giudice
della corte costituzionale...
7-
Sabato
28 maggio, alle ore 11, con l'inaugurazione di un'installazione di
Donatella Spaziani, tornano in attività gli Incontri Internazionali
d'Arte legati alla scomparsa Graziella Lonardi. Ora, al suo posto, c'è
la nipote Gabriella Buontempo (senza Bocchino)...
8-
"Berlusconi mi ha avvicinato a Dio perché lui ama Dio ed è una persona
di fede. Per me è un maestro di vita, un saggio e un santo. Lui è puro e
mi ha avvicinato alla spiritualità. Mi ha illuminato l'anima e sono
diventata una donna spirituale". Lo dice in diretta alla Zanzara Began,
la showgirl conosciuta come l'Ape Regina.
"Ho sentito anche
oggi il Presidente e lo chiamo sempre passando dalla segreteria perché
dopo quel casino non usa più il cellulare . - continua la showgirl - io
amo il Presidente, è un amore speciale e se ho dormito o no con il
Presidente non sono cose eleganti da dire" Le feste? "E' da un pò che
non si fanno. Venivano molte persone e spesso organizzavo cene a
sorpresa a casa sua perchè sono una sua amica: lavora da mattina a sera
ed è bello arrivare a casa e trovare una festa e, pur di vedere il suo
sorriso, organizzavo feste!"
Berlusconi ha una
fidanzata? Chiedetelo a lui. Lo possiamo chiamare? Non stasera c'è una
festa della polizia, ma chiamate pure la segreteria. Com'è il tatuaggio?
29... che illumini la mia anima per sempre. 29? è il giorno che lo
incontrai. Era il 29 di agosto.
Cos'era Bunga
Bunga? Era come dire big ben: era una cosa solare per dire facciamo
festa, cantiamo, balliamo. Non erano come ho letto delle orge e cose di
questo genere... Farebbe politica? no, farei solo la politica
dell'amore. io voglio più bene a Berlusconi della Minetti" ha concluso
la Began a Radio 24
9-
Alberto Arbasino per "Il Foglio" - ... E se gli fossero piaciuti gli
uomini, e fosse zompato addosso a un cameriere?
10-
Carlo
Rossella per "Il Foglio" - Breakfast al Martinez. Pedro Almodóvar è
vestito di grigio, modello manager. Ma è un colore cui non crede nemmeno
lui.
11-
Maurizio Crippa per "Il Foglio" - Clooney è già pronto a mollare la
Canalis. L'ho sempre detto che aveva troppo una faccia da responsabile.
12-
Januaria Piromallo (www.bellaedannata.com)
- Il libro non è ancora in libreria. Ma già tutta Milano, dai Visconti
ai Borromeo, dai Brivio Sforza ai di Carpegna, dai Clavarino ai Gancia
corre a riverire la power couple Sonia Raule e Franco Tatò. Su un
terrazzo duplex dietro i Giardini di Leonardo, uno dei salotti meglio
frequentati di Milano ( e per questo preferisce rimanere nell'anonimato)
si congratulavano con l'autrice Luisa Beccaria e Ester Velo.
Per l'uscita,
settimana prossima di "La Mano del destino" ( Sperling &Kupfer) scritto
a quattro mani con Vasken Berberian, regista e scrittore armeno. Il
libro, che sarà prossimamente un film ( il regista già c'è e Sonia fa
anche la produttrice) ha già avuto la benedizione di Kaiser Franco Tatò.
Di lui lei dice: "E' il marito che ogni donna vorrebbe avere al suo
fianco. E' il capotribù di una volta, così coraggioso e rassicurante".
13- Ansa - De Benedetti: ringrazio Striscia per avermi
dedicato l'unica statua della mia vita terrena, benché io non sia in
odore di santità come il loro datore di lavoro. Sulla preoccupazione di
perdere il loro posto di lavoro, le veline possono stare tranquille. Il
Gruppo Espresso non chiuderà Velvet e D, due testate di prestigio e
rispettose del corpo delle donne. Per quanto mi riguarda il caso è
chiuso. Auguri e buon lavoro alla brave veline. 20-05-2011]
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LE BORSE CHIUDONO
IN RIBASSO (MILANO -1,5%), MALE BANCHE E FIAT INDUSTRIAL, GOLDMAN
COLPISCE A2A - FITCH DECLASSA LA GRECIA, PAURA PER IL DEBITO - NON
80MILA, MA 250MILA $ DI VITALIZIO ALL’ANNO PER BUNGA KAHN, ANCHE SE
CONDANNATO - I PICCOLI AZIONISTI TELECOM VOGLIONO IL RAPPORTO DELOITTE
INTEGRALE - PARENZO MOLLA IL CASINÒ DI VENEZIA - GLI AMERICANI FANNO
CAUSA CONTRO IL COLOSSO DEL WEB BAIDU PER FERMARE LA CENSURA CINESE -
ARRIVA IL NUOVO PIANO FINCANTIERI, 1.500 LICENZIAMENTI…
1 - BORSA MILANO
CHIUDE MALE CON BANCHE, PESANO TIMORI DEBITO GRECO...
(Reuters) - Piazza Affari inverte la rotta nel
pomeriggio, piegandosi all'influenza negativa di Wall Street e al
riaccendersi dei timori per la situazione del debito di alcuni paesi
europei, anche alla luce del declassamento del rating della Grecia da
parte di Fitch.
Il listino
milanese sconta più di altre borse del vecchio continente l'andamento
debole dei bancari, mentre si sgonfiano gli spunti rialzisti della
mattinata.
"Anche le
dichiarazioni del membro della Bce sul debito greco hanno pesato su
borse ed euro", commenta un trader. Secondo Jens Weidmann, membro del
board Bce e neo-presidente della banca centrale tedesca, il
prolungamento delle scadenze dei titoli greci renderebbe impossibile
accettarli come collaterale della Bce in operazioni di prestito,
tagliando fuori gran parte del settore finanziario greco dal funding.
L'indice FTSE Mib
chiude in calo dell'1,5%, l'AllShare dell'1,37% e il paniere delle Mid
cap dello 0,95%. Volumi nel finale per circa 2,7 miliardi di euro.
In Europa il
benchmark FTSEurofirst 300 cede lo 0,23% mentre negli Usa gli indici
arretrano di oltre mezzo punto percentuale.
Dopo una mattinata
tonica chiude piatta FIAT , che sovraperforma comunque nettamente un
settore europeo in calo dell'1,5%. Il mercato guarda positivamente al
consolidamento di Chrysler nel gruppo torinese dopo la chiusura
dell'operazione di rifinanziamento che servirà a rimborsare interamente
i prestiti ricevuti dai governi Usa e del Canada. "Anche se attesa, è
una notizia positiva e che dimostra che la società è in grado di
ripagare tutto il debito", commenta un trader. Cheuvreux ha rivisto al
rialzo la raccomandazione a "outperform" da "underperform".
Sul fronte opposto
FIAT INDUSTRIAL è uno dei titoli peggiori del paniere principale con un
calo di quasi il 3%. MEDIASET sotto i massimi si conferma comunque alla
guida del FTSE Mib con un progresso dello 0,7%, che un trader
attribuisce a un rimbalzo tecnico dopo le recenti perdite. Un altro cita
l'andamento positivo del settore media (+0,4% l'indice europeo) dove
sale anche L'ESPRESSO (+1,5%).
Tra le banche POP
MILANO (su cui Nomura e Goldman hanno tagliato il target price) lascia
sul terreno oltre il 4%, UNICREDIT (oggetto di una riduzione di prezzo
obiettivo da parte di WestLB) perde il 3,8%, BANCO POPOLARE il 3,1%. In
linea con -3,6% anche INTESA SANPAOLO all'indomani dell'annuncio del
prezzo dell'aumento di capitale fino a 5 miliardi fissato a 1,369 euro
per azione. "L'effetto del prezzo dell'aumento di capitale sembra
neutrale", dice un trader.
A2A perde il 2,5%
penalizzata dall'andamento generale non positivo del settore delle
utility a livello nazionale ed europeo, ma anche, secondo alcuni
analisti, dalle incertezze sulla governance e sugli indirizzi strategici
della superutility lombarda nel caso in cui il Centrosinistra dovesse
vincere il ballottaggio a Milano con Giuliano Piasapia sindaco. PARMALAT
cede lo 0,76% portandosi a quota 2,602, appena sopra i 2,6 euro dell'Opa
della francese Lactalis che partirà lunedì. Fuori dal paniere principale
SEAT perde il 4,8% dopo il taglio del rating da parte di Moody's.
2 - CHIUSURA IN
ROSSO PER I LISTINI EUROPEI...
Trend Online - La chiusura delle Borse del Vecchio
Continente lasciano un po' l'amaro in bocca. A penalizzare i listini è
principalmente il taglio del rating della Grecia da parte di Fitch a
'B+' a causa dell'incertezza politica sull'attuazione delle misure di
austerity.
I timori per la
crisi del debito greco spingono in ribasso l'euro, che chiude le
contrattazioni a 1,4157 dollari, vicino ai minimi di seduta. La moneta
comune arretra anche sullo yen a 115,67. Stabile a 81,67 il cambio
dollaro/yen. Parigi chiude con un ribasso dello 0,93% a 3990,09 punti.
Segno meno anche per Francoforte -1,25% a 7266,11 punti, mentre Londra
chiude con -0,14% a 5947,59 punti. Zurigo segna una perdita dello 0,33%
a 6536,27 punti ed Amsterdam un decremento dello 0,84% a 347,88 punti.
3 - A2A COLPITA DA
FORTI VENDITE. PER GS RESTA "SELL"...
L'ondata di vendite che si è abbattuta quest'oggi su Piazza Affari ha
colpito anche A2A che, malgrado la sua natura difensiva, non è riuscito
a sottrarsi all'attacco dei ribassisti. Il titolo ha terminato gli
scambi a 1,155 euro, con un calo del 2,53% e oltre 12,5 milioni di
azioni passate di mano a fine sessione. A2A è stato appesantito
quest'oggi dalle indicazioni negative arrivate da Goldman Sachs che ha
deciso di confermare la raccomandazione "sell", con un prezzo obiettivo
a 1,17 euro.
La banca americana
ha rivisto al ribasso le stime sull'eps per l'anno prossimo e per il
successivo, lasciando invariate quelle per il 2011 a 0,08 euro per
azione. Gli esperti hanno modificato anche le previsioni sull'Ebitda
2011, riducendole del 3%, per via dei minori profitti dalla generazione
di energia, anche se questo impatto negativo sarà compensato, seppure in
parte, dai minori oneri finanziari.
4 - FMI: PER
STRAUSS-KAHN PENSIONE DA ALMENO 250.000 $...
Radiocor - Dominique Strauss-Kahn ha lasciato la carica
di direttore generale del Fondo monetario internazionale, ma, nonostante
le accuse per tentato stupro, non se ne andra' a mani vuote. Come
riporta l'emittente televisiva Cnbc, l'ex numero uno dell'istituto di
Washington anche se fosse riconosciuto colpevole e dovesse essere
condannato a una pena fino a 74 anni e tre mesi, ricevera' comunque
almeno 250.000 dollari all'anno per tutta la sua vita, se non molto di
piu'.
Il Fmi e' infatti
obbligato dal contratto di Strauss-Kahn a versargli la pensione prevista
per i membri dello staff, la liquidazione (attingendo dal Supplemental
Retirement Allowance, con una quota tra il 60 e il 70% del suo salario
annuale, che era di 420.930 dollari all'anno) e un pacchetto
supplementare concordato quando e' stato siglato il contratto
(Separation Allowance, una quota una tantum pari al 60-70% del suo
stipendio annuale piu' alto).
5 - GRECIA: FITCH
DECLASSA RATING A B+, WATCH NEGATIVO...
Radiocor - Fitch ha declassato a 'B+' il rating del
debito a lungo della Grecia in valuta estera e locale da ''BB+', mentre
quello a breve e' rimasto a 'B'. Tutti i rating sono stati inoltre messi
sotto osservazione per un possibile ribasso (credit watch negativo).
L'agenzia ha spiegato la decisione affermando che 'il calo riflette le
sfide di fronte alla Grecia nell'attuazione di un programma di riforme
radicale a livello fiscale e strutturale necessario per garantire la
solvibilita' dello Stato e le basi di una ripresa sostenuta'.
6 - GRECIA:
PAPACONSTANTINOU, FITCH NON HA TENUTO CONTO DEI NOSTRI SFORZI...
Finanza.com - "Il downgrade da parte di Fitch non tiene
conto né delle misure supplementari già adottate dall'esecutivo di Atene
per centrare i target fiscali 2011 e né della velocità del piano di
privatizzazioni". Lo ha dichiarato il ministro delle finanze greco
George Papaconstantinou.
7 - TELECOM:
ASATI, PUBBLICARE INTEGRALMENTE RAPPORTO DELOITTE
(Adnkronos) - Pubblicare integralmente il rapporto
Deloitte, l'indagine per rilevare criticita' legate alle vicende come i
dossier illegali, le sim fasulle e Sparkle della precedente gestione di
Telecom Italia. E' quanto chiede in una lettera alla Consob Franco
Lombardi, presidente di Asati, l'associazione dei piccoli azionisti
della compagnia di tlc, dopo che alcuni passaggi del rapporto sono stati
pubblicati sulla stampa.
"In relazione a
quanto riportato in data odierna sui media riguardo stralci del rapporto
Deloitte -scrive Lombardi- Asati, che ufficialmente ha richiesto piu'
volte agli organi sociali Telecom Italia, alla Consob e alla americana
Sec di renderne disponibili i contenuti, ritiene ineludibile la
pubblicazione dello stesso nella sua versione integrale per trasparenza
verso tutti gli azionisti".
8 - PARENZO LASCIA
IL TAVOLO VERDE...
Fr. Bas. per il "Corriere
della Sera" - Ha lasciato il tavolo verde. Dopo sei mesi
Sandro Parenzo, editore di Telelombardia e Antenna 3, si è dimesso da
presidente del Casinò di Venezia. A dicembre la casa da gioco municipale
aveva chiuso per la terza volta in rosso. La mano, dunque, non era delle
più facili. Il Comune guidato da Giorgio Orsoni ha dato l'annuncio delle
dimissioni. Il primo cittadino, cui spetta la nomina del successore, non
ha perso tempo e ha espresso il «proprio gradimento per Massimo Miani» ,
attualmente membro del consiglio di amministrazione.
La situazione che
Parenzo ha trovato al Casinò, ha spiegato in una nota il Comune, «ha
reso prioritarie azioni di ristrutturazione patrimoniale rispetto alle
iniziative di sviluppo che verranno e che richiedono risorse e
investimenti da parte dell'azionista» . E poiché Parenzo era stato
chiamato «per le sue doti imprenditoriali dimostrate negli anni con
esperienze che hanno portato allo sviluppo e alla creazione di nuovi
business» , le priorità del Casinò «in questo momento non sono
sinergiche alle competenze e all'obiettivo che Parenzo si era posto
accettando la presidenza» . Tradotto, la situazione economica della casa
da gioco municipale è peggiore del previsto. L'amministratore delegato
Vittorio Ravà non vuole commentare. La partita non è chiusa. Ma il banco
sembra continuare a perdere.
9 - GLI AMERICANI
FANNO CAUSA CONTRO IL COLOSSO DEL WEB BAIDU PER FERMARE LA CENSURA
CINESE
John Foley per "La
Stampa" - La censura della Cina su Internet è diventata un
problema per il mondo capitalistico. Baidu, il più grande motore di
ricerca del paese, è stato citato in un tribunale di New York per aver
collaborato alla censura di un discorso pro-democrazia. La causa,
intentata da otto «promotori della democrazia» Usa sembra un po'
forzata, e i 16 milioni di dollari richiesti appaiono pochi per una
società che in Borsa vale 50 miliardi.
È un segnale,
però, che le tensioni in materia di libertà di parola si stanno
riversando sul mondo aziendale. Le società Internet cinesi hanno molto a
che fare con la censura: devono applicarla attivamente in base alle
istruzioni ricevute da diversi ministeri. I motori di ricerca come Baidu
si limitano a congegnare un algoritmo che elimini i termini sensibili. I
siti dei social network ricorrono a dipendenti che hanno il compito
specifico di scrutinare e cancellare ciò che è proibito. Questo sistema
è quello che ha spinto Google a lasciare la Cina un anno fa.
Non è ancora detto
che Baidu sarà condannata a pagare una penale per il ruolo avuto nel
blocco degli otto attivisti. I tribunali americani procedono con i piedi
di piombo quando si tratta di giudicare idee extraterritoriali. I ricavi
e gli asset di Baidu negli Stati Uniti sono trascurabili. E i precedenti
sono fumosi. Nel 2000, i tribunali francesi ingiunsero al motore di
ricerca Yahoo di rimuovere i link ai siti che mettevano all'asta
suppellettili incitanti all'odio razziale. Anziché invocare il primo
emendamento, la società si limitò a cancellare gli elementi offensivi
dai propri server americani.
Ora però il
momento è propizio: il Segretario di Stato Hillary Clinton ha definito
«deplorevole» la soppressione del dissenso, e la Casa Bianca ha lanciato
una campagna per l'apertura globale di Internet. Tutto questo offrirà
seri motivi di riflessione a Facebook, da tempo vietato in Cina ma su
cui circolano voci di un possibile rientro attraverso Baidu. Finora, gli
azionisti delle società Web non si sono curati molto della censura.
Anzi: apparentemente vogliono che le loro società si adeguino alle
regole se questo è ciò che serve per partecipare alla crescita della
Cina.
10 - FINCANTIERI:
ARRIVA NUOVO PIANO, DA SINDACATI NO A ESUBERI...
(Adnkronos) - Fincantieri si prepara a scoprire le
carte sul nuovo piano industriale. L'ora x' e' fissata per il 23 maggio
prossimo quando, in mattinata, presso la sede di via Tevere a Roma,
l'amministratore delegato, Giuseppe Bono, presentera', in una riunione
ristretta con le delegazioni di Fiom, Fim e Uilm, guidati dai rispettivi
segretari generali, la rotta che il gruppo intende seguire per uscire
dal tunnel della crisi in cui si trova ancora il settore della
cantieristica italiana e internazionale.
Grande e carica di
preoccupazione e' l'attesa per l'appuntamento di lunedi' prossimo. In
queste ultime ore, indiscrezioni secondo le quali gli esuberi previsti
dal nuovo business plan si attesterebbero a 1.500 unita' hanno fatto
scattare l'allarme rosso. Sempre secondo queste anticipazioni, il piano
prevederebbe la graduale soppressione delle attivita' di Riva Trigoso e
la chiusura per tre anni di Sestri Ponente. I sindacati sono gia' sul
piede di guerra e hanno proclamato immediatamente due ore di sciopero.
11 - MERAKLON:
TRIBUNALE RESPINGE RICHIESTA CONCORDATO PREVENTIVO DI FIORLETTA...
(Adnkronos) - Il tribunale fallimentare di Terni ha
respinto la richiesta di concordato preventivo presentata dal legale di
Gianpaolo Fiorletta, il titolare dell'azienda chimica, arrestato l'8
aprile scorso insieme a sei collaboratori per appropriazione indebita e
truffa allo Stato.
Il tribunale ha
concesso invece l'ammissione in amministrazione straordinaria sia di
Meraklon spa che Meraklon Yarn, nominando come amministratore
straordinario l'avvocato Daniele Discepolo, gia' commissario giudiziale.
La procedura consentira' il ritorno graduale dei dipendenti alla normale
attivita' lavorativa.
Gianpaolo
Fiorletta e' accusato di aver distratto fondi per sette milioni di euro
dall'azienda in una situazione di grossa crisi finanziaria. Aveva
chiesto che di essere scarcerato o trasferito agli arresti domiciliari.
Istanza respinta dai giudici del riesame di Perugia. [20-05-2011]
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GORE BUSINESS! -
PERCHÉ L’EX VICE PRESIDENTE USA SI È PRECIPITATO IN ITALIA PER DIFENDERE
LA SUA "CURRENT TV"? TEME DI PERDERE SKY ANCHE IN GRAN BRETAGNA, CHE
TIENE A GALLA TUTTA LA SUA BARACCA - MOCKRIDGE, CAPO DI SKY ITALIA,
RISPONDE A CHI PROTESTA E RIMPALLA: “CURRENT VOLEVA 10 MILIONI $
NONOSTANTE GLI ASCOLTI BASSI, SCRIVETEGLI E DITEGLI DI ACCETTARE LA
NOSTRA OFFERTA” - GORE, ACCUSATO IN PASSATO DI MOLESTIE DA UNA
MASSAGGIATRICE, IMPALLIDISCE AL MONOLOGO DI TRAVAGLIO SUL PORCELLONE
STRAUSS KAHN E PENSA: “COS’E’? UN’IMBOSCATA?”…
- DAGOREPORT -
TERRORE AD ANNOZERO!!! AL GORE, IL FAGIOLONE ECO-MEDIATICO, IMPALLIDISCE
DI FRONTE A TRAVAGLIO E PENSA: "COS'E'? UN'IMBOSCATA?"
Il monologo di Travaglio
http://www.youtube.com/watch?v=dzE-e9-T-Hc
Panico ieri sera
ad Annozero. Era da qualche minuto che Travaglio stava infilzando, in un
crescendo rossiniano di virtuosismi sadici, l'erotomane più inguaiato
del mondo, Strauss-Khan, che accade il fattaccio. Dopo una gimkana di
esilaranti artifici comici costruiti su un immaginifico decalogo
ghediniano, studiato per liberare l'ex presidente del FMI dall'incubo
newyorchese, la telecamera inquadrava il primo piano dell'ex vice
Clinton, Al Gore.
L'ospite d'onore
era lì per denunciare l'attacco di nonno Murdoch alla sua Current Tv ma
dal suo volto, insolitamente pallido e privo di pomi rubizzi, sembrava
precipitato in un buco dell'etere. Nel terrore di un trappolone.
Cosa stava
accadendo? Che il perfido Travaglio, invitando surrealmente, Khan a non
piegarsi "per non darla vinta alle toghe rosse americane perché se passa
il principio che uno non può fare politica perché è un vecchio porco si
crea un pericoloso precedente dappertutto", riportava il Big Jim
dell'ambientalismo planetario a Molly Hagerty, la 54 enne massaggiatrice
americana che nel lussuoso Hotel Lucia di Portland sostenne di aver
zittito le pretese del "crazy sex poodle" (barboncino arrapato), Al
Gore.
A dire della
ciarliera massaggiatrice, lo yankee biologico si era presentato un po'
alticcio alla sua seduta di relax da 540 dollari e molto più battagliero
di quanto fosse stato poco prima nell'arringare la platea del Teatro
delle Nuvole "sul più importante imperativo del nostro tempo: la tutela
dell'ambiente". Intimando la Hagerty di cercare meglio tra gli
asciugamani: "Quelle mani, un po' più sotto per favore" ne ricevette un:
"Che cosa vuoi?". "Lui allora afferrò forte la mia mano destra, la
spinse sotto le lenzuola fino al suo pube - le mie dita contro il suo
pene - e urlò: Questo!".
Molly la Rossa
raccontò alla polizia delle due ore di imbarazzanti tentativi: "prima
provo un massaggio anestetizzante e lui quasi mi si addormenta per poi
risvegliarsi più voglioso di prima. Allora per distrarlo apro una
scatola di cioccolatini lì sul comodino e lui - golosone - ne ingoia uno
per poi infilarmi la lingua in bocca". Ma la scena che sembra uscita da
un "b movie" della commedia all'italiana è quella in cui l'emulo di
Clinton mette sull'iPod "Dear Mr. President" di Pink e al suono della
ballata anti-Bush "diventa ancora più violento, mi fa voltare e mi salta
addosso da dietro. Ed io lo blocco: Vai giù, scemone!".
Tutto questo
compare, in un gelido flash back, negli occhi di Gore mentre Travaglio
gira lo spiedo della sua invettiva.
2 - MOCKRIDGE RISPONDE DI SUO PUGNO A 600 MAIL DI PROTESTA PER
CURRENT E ALLEGA L'OFFERTA DI RINNOVO...
(Adnkronos) - Tom Mockridge ha risposto di suo pugno
alle circa 600 mail di protesta ricevute tra ieri ed oggi dopo che
Current aveva pubblicato il suo indirizzo di posta elettronica invitando
i telespettatori a protestare per la cancellazione del canale dalla
piattaforma Sky. Non solo: ad ogni mail l'ad di Sky Italia ha allegato
la proposta di rinnovo contratturale fatta a Current.
"Caro amico, cara
amica -esordisce l'amministratore delegato di Sky Italia- grazie per la
sua email. A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per
questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel
Hyatt, un'offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su
Sky (vedi allegato). Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky
abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale".
"Purtroppo
-prosegue Mockridge- Joel ha deciso di non accettare la nostra offerta e
ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce
attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di
dollari. Si tratta di una richiesta decisamente troppo alta, specie in
relazione alle recenti performance del canale. Al Gore ha diffuso dati
assolutamente inesatti sull'audience del canale, sostenendo che un
abbonato di Sky su due guarda Current una volta la settimana.
La realta',
purtroppo, e' assai diversa: i dati Auditel dicono che solo un abbonato
di Sky su 25 ha guardato Current almeno per 10 minuti in una settimana
nel corso del 2011. Lo share del canale e' dello 0,03% su media
giornaliera e dello 0,02% in prima serata con una media giornaliera di
2.959 telespettatori, come rilevato da Auditel nel 2011. Si tratta di
dati in calo del 20% sulla media giornaliera e addirittura del 40% in
prima serata, se comparati al 2010. Se il canale avesse raggiunto
l'obiettivo di 4500 telespettatori medi giornalieri, concordato nel
contratto, la partnership sarebbe stata rinnovata automaticamente per
ulteriori due anni", sottolinea Mockridge.
"Quanto al resto
-afferma Mockridge- sono sciocchezze: ho dovuto cercare su Google il
nome di Keith Olbermann perche' non sapevo chi fosse. La decisione di
non rinnovare il contratto con Current quindi non e' dovuta ad alcuna
cospirazione politica: si tratta semplicemente di una trattativa
economica, che ho gestito io con la mia squadra in Italia. Non ho mai
parlato con Rupert Murdoch di nessuno di questi temi. E Silvio
Berlusconi -aggiunge- non ha mai promesso a Sky nessuna frequenza
digitale terrestre se ci fossimo liberati di Al Gore. Sfortunatamente Al
Gore in Italia non e' cosi' rilevante".
"Come dimostra la
nostra proposta (allegata integralmente con la sola omissione delle
cifre, ndr.) abbiamo fatto l'offerta piu' adeguata per il rinnovo del
contratto con il canale. Se Al Gore e' cosi' convinto del successo di
Current non dovrebbe avere alcun problema a trovare risorse finanziarie,
dal momento che una televisione di successo si porta dietro anche
maggiori introiti pubblicitari. Sia Al che Joel sono operatori molto
esperti del settore della tv via cavo negli Stati Uniti. Tutto cio'
rappresenta una pratica negoziale consolidata negli Stati Uniti".
Quindi la
conclusione: "Dunque -srive Mockridge rivolto ai mittenti delle mail di
protesta- se davvero desidera che Current Tv rimanga in Italia, scriva a
Joel Hyatt a hyatt@current.com e gli chieda -con la stessa
determinazione con cui ha scritto a me- di accettare la nostra offerta,
come hanno fatto tantissimi suoi colleghi editori, e noi saremo molto
felici di avere Current TV su Sky per altri tre anni".
3 - AL GORE, SKY E
BERLUSCONI PIU' VICINI CHE IN PASSATO...
(ANSA) - 'Quando abbiamo lanciato Current, Sky era
nuova sul mercato ed era in competizione con Berlusconi e il governo
prese decisioni discriminatorie nei suoi confronti. Ora tutto questo e'
cambiato, perche' c'e' il digitale terrestre e News Corp vuole investire
nel settore, ma non puo' farlo se Berlusconi non approva. C'e' un
cambiamento di linguaggio tra Sky e Berlusconi e un ammorbidimento dei
rapporti'. Lo ha detto Al Gore nel corso di Annozero, commentando la
decisione di Sky di interrompere il rapporto con Current Tv.
'In passato - ha
aggiunto - gli uomini di Berlusconi hanno fatto pressioni su Sky per
impedire che Current trasmettesse programmi scomodi e Sky ci ha difeso.
Quando si e' parlato di rinnovo del contratto, le cose sono cambiate. I
due (Berlusconi e Murdoch, ndr) sono sempre piu' vicini e questo e'
stato un fattore che ha spinto a chiuderci'. Al Gore ha definito 'false'
le informazioni diffuse da Sky Italia, secondo cui lo stop e' dovuto a
motivi economici. 'Hanno fatto uscire informazioni false - ha spiegato -
Ci hanno arbitrariamente chiusi, prima di qualsiasi colloquio di tipo
economico'.
Al Gore ha
ricordato i successi di ascolti di Current e aggiunto: 'ci sono 14 tv
nel bouquet di Sky che hanno un'audience piu' bassa di noi, a cui danno
piu' soldi e che non sono state chiuse'. 'I nostri amici ci hanno
spiegato qual e' il vero problema - ha aggiunto -, ma non avranno
l'ultima parola. Sono gli italiani che devono farsi sentire. Chiamate
Sky e mandate mail, minacciando di disdire l'abbonamento se non tornano
indietro nella loro decisione'.
Rispondendo ad una
domanda di Michele Santoro sulla concentrazione del potere mediatico in
mano a Silvio Berlusconi, l'ex vicepresidente Usa ha affermato che 'le
leggi in Italia sono diverse dagli Usa, ma se una situazione del genere
si verificasse negli Usa penserei che e' una cosa assurda. Ho la
sensazione che sia un rischio per la qualita' della democrazia se c'e'
concentrazione di potere in una solo persona, indipendentemente dai suoi
ideali'.20-05-2011]
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Ti sistema la
banca “di sistema” - penati accusa: la ristrutturazione dell’impero
ligresti grida vendetta! – alla banca di ghizzoni-rampl-palenzona
“basterebbero meno di 80 milioni per rilevare il 6,6% di Fonsai
pattuito, ma ne paga 170: la differenza viene elargita ai Ligresti - È
un prezzo più basso di quello offerto da Groupama, argomenta Unicredit:
ma i francesi pagavano per il controllo (ergo l´Opa); mentre per
Unicredit è una ristrutturazione”… Alessandro Penati per La
Repubblica
Se il buon giorno
si vede dal mattino, quello di Unicredit, novella banca "di sistema",
promette di essere plumbeo: operazioni "di sistema" come la
ristrutturazione Premafin-Fonsai non sono un buon presagio di
redditività, o di scintille in Borsa. Per la Consob, quella di
Premafin-Fonsai è una ristrutturazione. "La società è in una situazione
di crisi attestata", e pertanto Unicredit è esonerata dall´Opa.
L´operazione
quindi, va valutata come salvataggio. Ma di quale azienda? Più della
compagnia assicurativa Fonsai, a rischio dissesto sono Premafin, che la
controlla con poco meno del 42%, e le altre holding più a monte: la
solita piramide con cui i Ligresti controllano Premafin. Tralasciamo per
semplicità le holding a monte. Premafin è chiaramente in crisi: la sua
unica attività, la quota in Fonsai, ai prezzi di mercato vale 301
milioni, ed è tutta in pegno alle banche (Unicredit capofila) a fronte
di un indebitamento di 302. Di fatto, Fonsai è delle banche creditrici.
L´unica attività rimasta ai Ligresti è il valore del premio di
controllo.
In una situazione
simile, qualsiasi banca agirebbe a tutela dei propri crediti. Potrebbe
richiede il reintegro della garanzia; ma i Ligresti non hanno i soldi
per farlo. O imporre la vendita della quota Fonsai al miglior offerente,
e con l´incasso del premio di controllo rimborsare anche i debiti delle
società a monte; ma così se ne mette a rischio l´italianità! O escutere
il pegno, diventare azionista di controllo di Fonsai, ristrutturarla,
valorizzarla e ricollocarla sul mercato: bella operazione di
ristrutturazione, ma non "di sistema". O convertire il debito in azioni,
diluendo i Ligresti, per poi procedere come sopra alla ristrutturazione.
Invece, Unicredit
mette mano al portafogli per aumentare il valore della garanzia (Fonsai)
offerta dal debitore Premafin in crisi: 170 dei 450 milioni dell´aumento
Fonsai saranno versati dalla banca. Stupefacente. E inefficiente: dei
170 milioni, solo il 42% (la quota Premafin) andrà ad aumentare la
garanzia; il resto sarà a beneficio degli altri creditori di Fonsai
(Mediobanca in primis).
Ma non basta:
invece di pretendere che i Ligresti mettano nuove risorse in Premafin,
Unicredit gliele elargisce a fondo perduto. Per sottoscrivere la sua
quota di aumento, infatti, Unicredit non acquisterà i diritti sul
mercato, ma dai Ligresti a un prezzo almeno doppio: se per esempio
l´aumento avvenisse ai valori odierni, 5,8 euro, Unicredit pagherebbe
ogni nuova azione 12,7 euro.
Vale a dire, le
basterebbero meno di 80 milioni per rilevare il 6,6% di Fonsai pattuito,
ma ne paga 170: la differenza viene elargita ai Ligresti. È un prezzo
più basso di quello offerto da Groupama, argomenta Unicredit: ma i
francesi pagavano per il controllo (ergo l´Opa); mentre per Unicredit è
una ristrutturazione.
Tanta munificenza
a vantaggio di un imprenditore straordinario colpito dalla sfortuna? Non
direi. Tra operazioni in conflitto di interessi, affari immobiliari e
investimenti dubbi, la gestione Ligresti di Fonsai è stata disastrosa
(come ben riassunto su Affari&Finanza dal 3/5). Non bastasse, i Ligresti
si sono fatti pagare emolumenti per 60 milioni in 5 anni. Almeno di
questi, Unicredit dovrebbe pretendere la restituzione.
Sorge il dubbio
che per Unicredit sia un´operazione di marketing. Da domani, ogni
imprenditore italiano vorrà essere suo cliente. Se le cose vanno male,
potranno richiedere il "trattamento Ligresti" e lanciare un aumento di
capitale: Unicredit sarà felice di sottoscriverlo, e di fornire
all´imprenditore, a fondo perduto, le risorse per mantenere il
controllo.
E non è finita.
Viene richiesto un aumento da 350 milioni anche alla Milano
Assicurazioni, controllata di Fonsai, che non ne ha bisogno: non serve a
migliorare i solvency ratio del gruppo, non previsti dalla
regolamentazione attuale; ed è l´opposto di quanto Fonsai potrebbe fare
per patrimonializzarsi, ovvero, cedere attività. A meno che si stia
preparando il terreno per una fusione tra le due assicurazioni: il
costo, oggi, sulle spalle della minoranza della Milano; il beneficio,
domani, a chi controlla Fonsai. Il gruppo smentisce. Ma a pensar male,
con le operazioni di sistema, spesso si indovina 21-05-2011]
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Videoinforma : www marcobava.it
Fuell cell a idrogeno
Pubblicata il 17/11/2009
Dalle sperimentazioni in corso in Giappone
incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a
idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity,
Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente
118 km con un kg d'idrogeno.
Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno
contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano
circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è
attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero
percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo
conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il
problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso
compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora
ingombranti e pesanti bombole.
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www.ecorete.it
www.visual.paginegialle.it/
ARRIVA LA
CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori
economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra
incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a
Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger
economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.
Nato in una sera
di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico
e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il
«BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si
articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live
blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul
sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org):
un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account
Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto»
avranno la possibilità di fare domande ai relatori.
Dopo il debutto di
un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio
poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa
450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri
blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata
travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E
quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della
crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli
interventi.
Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default;
fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri
saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed
ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di
educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di
trading. |
| SAPEVI CHE
L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE DAL
POLITECNICO DI TORINO :
INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL
PROF.UGAZIO clicca qui
La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore
che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza
, si crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto ! |
Veri mostri
botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti
mutageni (cromo esavalente, diossine,
policlorobifenili).
|
|
LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN
DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’
On. Scilipoti Domenico
Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area
Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via
Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.
Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002
presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata
una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo
esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato
dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455
µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.
La sorgente principale del cromo esavalente è stata
individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché
nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.
In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente
riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e
di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump &
Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.
Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di
concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti
superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e
pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente
a valle di esso.
L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato
che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i
fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è
rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento
delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la
concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro
(ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua
di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non
è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in
sicurezza”.
La relazione tecnica in oggetto precisa che:
“L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari
per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti”
e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari
a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite
tabellare previsto per il cromo esavalente.
Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di
attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000
metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e
residenziale.
Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria
con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli
pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).
L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del
sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie
di acciaieria.
Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo
milione di metri cubi.
Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in
quantità superiore ai limiti.
Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e
considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato
pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di
tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il
valore dell'area.
E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con
la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti
dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.
Le determinazioni più recenti consistono nella
preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area
costituita dalla prevedibile estensione della situazione di
contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.
La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché
ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un
possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe
installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di
contaminazione.
La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di
carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei
vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al
fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una
adeguata protezione dell'ambiente.
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda
rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
…
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di
concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di
legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30
microgrammi/litro.
…
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:
Non era il caso di informare la popolazione, che sembra
all'oscuro di tutto?
Non conveniva bonificare l'area subito, invece di
programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?
L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi?
Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?
Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene
precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al
pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle
radiazioni ionizzanti?
Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente
nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di
inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?
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Cromo esavalente nella Dora a Torino
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In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il
Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha
parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente
trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area
dell’ex acciaieria Vitali.
Dice il Coraglia:
“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati
anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in
materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori
infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata
fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla
Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato
assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da
sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto
la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.
Ma come stanno realmente le cose?
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
...
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio
2005. A
seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in
falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono
sensibilmente diminuiti, da oltre
400 a
30 microgrammi/litro.
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Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax
+39.011.4426562
P.S.: Il colore del cromo esavalente.
http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4
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Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
L'inchiesta è
stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a
Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?
10.08.09
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Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di
una minoranza armata
Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere
ancora viste dalle future generazioni
Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza
la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di
essere impallinati
Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e
meno contrastanti con l’interesse generale
Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria
Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere
preservato
Le ragioni del SI
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A breve avremo la data!
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piemontesi! |
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