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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

 ideeconomiche@pec.it

 

 

LA MAPPA DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio di:

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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRi SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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MARCO BAVA

 

 

 

IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile presso  di me e basta ordinarlo via email al costo di 30 euro COMPRESE SPESE DI SPEDIZIONE . Oltre al libro sulle mie esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e.

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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News

Esposto in Consob, Samorì cacciato da Bper

Alberto Crepaldi*

L’espulsione dell’avvocato modenese da socio della Banca popolare dell’Emilia è solo l’ultima puntata della battaglia tra sé e l’attuale cda. Una decisione che non ha precedenti nella storia della banca. Spunta anche un esposto depositato in Consob, notizia confermata da fonti vicine all’authority guidata da Vegas. 

Leggi il nostro Dossier sulla lotta ai vertici della Bper:

Botte alla Bper, le Coop salvano il figlio del Drake

Bper, le Coop si stanno facendo una banca

 

Gianpiero Samorì, avvocato modenese ex socio Bper

Finanza

MODENA – Gianpiero Samorì è stato espulso dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna. La decisione è stata pressa pochi giorni fa dal consiglio di amministrazione della banca modenese, dopo settimane di febbrili consultazioni con i legali che hanno istruito e curato la redazione dell’atto. Ufficialmente, non è chiaro il capo d’imputazione dell’avvocato Samorì. Si tratta però di una “extrema ratio”, a cui, sebbene prevista statutariamente, nessuno nella storia della Banca Popolare dell’Emilia Romagna aveva mai fatto ricorso. 

Si arricchisce dunque di una nuova puntata la battaglia tra Gianpiero Samorì, noto avvocato con il pallino della finanza, a capo della holding Modena Capitale, e l’attuale board di Bper. Al presidente dell’istituto emiliano, all’amministratore delegato Viola e al cda non sembra dunque bastata la vittoria, proprio sulla lista guidata da Samorì, alla recente assemblea di bilancio. Un’assise, quella dello scorso 16 aprile, decisamente “colorita”, in cui è successo un po’ di tutto: grida, cori da stadio, contestazioni, insulti, e una scazzottata finale. 

L’espulsione, decisa senza alcun preavviso, non è però un fulmine a ciel sereno. Secondo quanto rivela un dirigente Bper di lungo corso, con la promessa dell’anonimato, sembra che nella mossa del cda abbia pesato non poco la pressione esercitata da Samorì nei confronti di Caselli, di Viola e dei consiglieri, prima e dopo l’assemblea di bilancio. Poche settimane fa, Samorì avrebbe intrapreso una serie di azioni legali tese a dimostrare l’esistenza di un accordo tra le due liste uscite vincitrici dall’assemblea dello scorso 16 aprile. Tra le azioni di Samorì, quella che ha più impensierito il top management è un esposto presentato alla Consob. 

La notizia avrebbe trovato conferma in ambienti vicini all’authority guidata da Giuseppe Vegas, esponente di primo piano del Pdl, ascritto all’area moderato-liberale a cui lo stesso Samorì è vicino. Da Samorì e dal suo staff bocche cucite sul contenuto del provvedimento disciplinare, posto in atto secondo l’articolo 15 dello Statuto di Bper, secondo cui: «[…]il Consigio di Amministrazione può escludere dalla Società i soci che vengono a trovarsi una delle condizioni indicate nell’art. 11 (condannati a pene di vario tipo, ndr),nonché […] coloro che si siano resi responsabili di atti dannosi per l'interesse o per il prestigio della Società».

Scontato che, come previsto dallo Statuto, Samorì – che non ha commentato l’indiscrezione – darà battaglia e presenterà nei prossimi giorni un ricorso contro una decisione giudicata abnorme. È curioso, peraltro, che l’allontanamento avvenga ancora prima che gli inquirenti abbiano reso pubblici i risultati della verifica sui nastri di registrazione dell’assemblea di bilancio, acquisiti a seguito delle intemperanze manifestate dai sostenitori dell’avvocato.

«L’impressione – ci segnala un componente del Cda di Modena Capitale – è che, al di là della manifesta arbitrarietà dell’espulsione, si tratti di una mossa azzardata posta in essere in vista del pronunciamento della Consob, tesa a presentare Samorì come un poco di buono e dunque ad annacquare la “nobiltà di intenti” dei ricorsi presentati». Al di là delle dietrologie tattiche rispetto al provvedimento di espulsione, resta il fatto che, qualora la Consob dovesse accogliere le tesi di Samorì, l’esito dell’assemblea dello scorso 16 aprile verrebbe invalidato. Una misura che aprirebbe nuovi scenari nella lotta per il controllo della banca

 

 

UNA TENDA DEL MOVIMENTO 5 STELLE IN VAL DI SUSA DA www.beppegrillo.it

I consiglieri regionali del M5S hanno aperto un ufficio tenda permanente in Val di Susa per incontrare i cittadini. "In Val di Susa i cittadini difendono la democrazia e presidiano la valle dagli attacchi delle lobbies che, riunite in comitati d'affari che fanno capo ai partiti, vorrebbero trasformarla nel più costoso, inutile e dannoso cantiere del mondo. 15 miliardi di euro per 120 km di ferrovia dal confine con la Francia a Torino per un costo di oltre 1.200 euro al cm (lo stipendio medio di un italiano). Una ferrovia che dovrebbe trasportare merci per quantità inesistenti ora e nel futuro. Il Piemonte dovrebbe diventare un'enorme piattaforma logistico-operativa strategica per tutto il Mediterraneo come retroporto di Genova. Sono queste pericolose frottole che spacciano per progresso.

 

 

 

LOS INDIGNATOS Y BEPPE GRILLO DA www.beppegrillo.it

Sono arrivato a Barcellona per la mia tournée e ho trovato piazza Catalunya piena di ragazzi che chiedevano un cambiamento radicale dell'attuale modello di (sotto) sviluppo e la partecipazione diretta alla democrazia. Ho sentito aria di casa. La rivoluzione dolce spagnola è nata a Puerta del Sol a Madrid e si è diffusa subito in tutta la Spagna, da Valencia a Siviglia a Santiago. I ragazzi sono chiamati "Los indignados", gli indignati, ma il loro nome è "Movimiento 15-M", dal 15 maggio, il giorno in cui è nata la protesta. Non si riconoscono in alcun partito. Non vi ricordano qualcosa?
Un giornale spagnolo ha fatto un raffronto tra il "Movimiento 15-M" e "El Movimiento 5 Estrellas" in Italia. Si sono sviluppati entrambi su Internet, sono formati in prevalenza dalle giovani generazioni che non vedono prospettive per il loro futuro, si chiamano Movimento tutti e hanno un 5 tutti e due nel nome ("Gimme five!"), vogliono una riforma del sistema elettorale, l'abolizione di leggi ingiuste, l'esclusione degli indagati dalle liste elettorali, il divieto di finanziamento ai partiti, rifiutano il monopolio della politica da parte dei due partiti maggiori, i loro Pdl e Pdmenoelle, che sono il Psoe e il Pp, sono contro l'ologarchia dei partiti e per una democrazia partecipata.

 


VOGLIONO CHIUDERE CURRENT DA www.beppegrillo.it

Riprendo un appello di Current. Va aiutato. Ricordo che è l'unico canale a trasmettere senza alcuna censura il Passaparola di Marco Travaglio pubblicato sul blog ogni lunedì. "SKY, decisione shock: Current verrà cancellata. Sky ribalta la decisione di trasmettere il canale di Al Gore e si appresta a cancellare il solo canale di Informazione Indipendente in Italia. Dal 2008 Current lavora per portare in TV quello che gli altri nascondono. Per costruire servizi che arrivano dove gli altri non vanno. Per dare ai propri telespettatori un'informazione varia e senza censura, perché conoscere la verità è l'unica via per formarsi un'opinione propria. Dal 2008 Current è l'unico canale veramente indipendente in Italia. A maggio del 2011 vogliono toglierti il diritto all'informazione indipendente. Vogliono oscurare Current. Vogliamo fermarli. Se lo vuoi anche tu, puoi fare la tua parte

 

 

 

ARDE LA FIACCOLA SOTTO IL MOGGI - LUCIANONE VINCE IL PRIMO ROUND: LA COMMISSIONE DISCIPLINARE DELLA FEDERCALCIO ACCOGLIE LA RICHIESTA DI RICUSAZIONE E STRAPPA DALLE MANI DEL COLLEGIO IL SUO PROCESSO - IL PROCEDIMENTO PER LA RADIAZIONE DELL’EX DG JUVENTINO DOVRÀ ESSERE RIPRESO DA ALTRI GIUDICI…

Moggi e Giraudo

(Adnkronos) - La Commissione Disciplinare della Federcalcio, udite le parti, ha accolto l'istanza di ricusazione presentata dai legali di Luciano Moggi ed ha sospeso il procedimento in corso trasmettendo gli atti ad altro collegio per la decisione.

Il procedimento davanti ai giudici della Commissione Disciplinare della Federcalcio al Parco di Principi, doveva decidere sulla radiazione o meno di Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini.

 

Dei tre, nell'albergo romano che ospitò cinque anni fa il processo sportivo denominato poi Calciopoli, era presente solo l'ex direttore generale della Juventus che, assieme al nutrito pool di avvocati, si è opposto alla "proposta" di radiazione avanzata dalla Corte federale il 25 luglio 2006.19-05-2011]

 

 

16. VIDEO ALLUCINANTE: LA MACCHINA VA A URINA INVECE CHE A BENZINA...
NBC Action News
Ecco il video della macchina che va a urina invece che a benzina. L'hanno creata i ricercatori dell'Università' di Ohio, in America.
Guarda il video qui: http://bit.ly/iZzR7C

 

 

Operai ai seggi

Mancati pagamenti il prefetto richiama all'ordine la Fiat

Il Prefetto di Campobasso Trotta richiama all'ordine la Fiat di Termoli.

La joint-venture tra il gruppo automobilistico italiano e quello francese subirà numerosi cambiamenti significativi in merito alla produzione congiunta dei rispettivi modelli commerciali. Le due parti hanno deciso di non rinnovare nel 2017 l’accordo di sviluppo di veicoli commerciali medi (ossia: Jumpy, Expert e Scudo) attualmente prodotti a SevelNord, in Francia. Il motivo ufficiale divulgato alla stampa è stato che, nel lungo periodo, entrambe le case hannno in programma il lancio di prodotti che si discostano, ragion per cui non ha più senso collaborare assieme su questi modelli. Tuttavia, la collaborazione continuerà con la joint-venture che vede impegnata la fabbrica italiana di SevelSud, in Val di Sangro (foto sopra), dove vengono attualmente assemblati Jumper, Boxer e Ducato. In questo caso sia Fiat, sia PSA hanno deciso di continuare la condivisione di piattaforme e tecnologie attualmente utilizzate fino al 2019, ciò implica che le nuove generazioni di questi veicoli commerciali continueranno a essere sorelle. Per compensare la cessazione della prima joint-venture, il gruppo PSA investirà 220 milioni di euro tra oggi e il 2014 nello stabilimento di SevelNord per sviluppare un nuovo cambio a doppia frizione. Inoltre il gruppo francese investirà altri 135 milioni di euro nello stabilimento di meccanica di Douvrin, dove vengono attualmente prodotti i motori a ciclo Otto (benzina) e Diesel per la joint-venture tra BMW e PSA.

 

 

Report andrà in onda domenica 22 maggio alle 21.30 su RAI TRE.

La puntata si intitola "GENERAZIONE A PERDERE" di Michele Buono e Piero Riccardi.

Segue  Sinossi:

L'Italia non è un paese per giovani, o meglio non lo è più da un pezzo. Perché il nostro paese non riesce più a progettare il proprio futuro? Un paese nel quale gli anziani hanno superato numericamente i giovani, non solo perché si è allungata la vita ma perché da più di 30 anni si fanno meno figli a causa di ripetute crisi economiche scaricate sempre sulle fasce più deboli della società e per mancanza di adeguate politiche di welfare. Se facciamo un paragone con la Francia, un paese demograficamente confrontabile con l'Italia e con adeguate politiche di welfare, da noi manca all'appello un'intera fascia generazionale: 4 milioni di giovani tra i 25 e i 35 anni. Dobbiamo quindi pensare che per chi decide le strategie politiche del nostro Paese i giovani contino poco, dal punto di vista politico siano invisibili, salvo poi giocarsi il loro stato di precarietà nelle campagne elettorali, promettendo loro un futuro migliore che  non arriva mai. E allora ai ragazzi non rimane che "mettere la collera nella valigia" e andare via. La nuova emigrazione è fatta di laureati, ricercatori che non ritorneranno indietro perché trovano solo all'estero un'adeguata collocazione. Lasciando alle spalle un Paese che sta erodendo il risparmio privato per mantenere i figli, sempre più povero di risorse umane, sempre più vecchio.

Andrà inoltre in onda:

"L'ITALIA SCOMPARSA"

Di Maria Maggiore

L'Italia è uno dei Paesi fondatori dell'Unione Europea,  eppure  nel corso degli anni abbiamo perso terreno e considerazione a Bruxelles. Dal 2004 in poi abbiamo perduto tutti i posti di comando, ma anche quelli chiave destinati ai funzionari, ingranaggi vitali per far funzionare le istituzioni. E' diventato ormai un problema strutturale, conseguente alla scomparsa di quell' Italia europeista che ha portato in passato proposte concrete per far avanzare i progetti. Il risultato è che siamo al traino di Francia e Germania, che fanno man bassa di politiche e decisioni chiave.

Per la rubrica C'E' CHI DICE NO:

DANIELE KIHLGREN

Di Giorgio Simonetti

Daniele Kihlgren è un imprenditore italo svedese che 10 anni fa ha deciso di investire tutto il suo patrimonio nel recupero di Santo Stefano di Sessanio (AQ), trasformando un'intera  borgata  in un albergo diffuso, dove atmosfera, mobili, tessuti e ricette riportano indietro di oltre 100 anni. Un progetto che ora sta trainando la ripresa economica dell'intero paese, nonostante il terremoto. Il suo sogno è ora quello di salvare altri borghi abbandonati del centro-sud Italia.

 

 

1-VADE RETRO ROGATORIA! SVIZZERA E LIECHTENSTEIN SBATTONO LA PORTA IN FACCIA AI MAGISTRATI DELLA PROCURA DI MILANO, METTENDO UNA PIETRA SOPRA L’INCHIESTA SUL TESORO (CIRCA 800 MILIONI DI EURO) PORTATO ALL’ESTERO DALL’AVVOCATO CONTESO DALLA FIGLIA MARGHERITA (CONTRO I “CUSTODI” MARON, GABETTI E GRANDE STEVENS) E SECONDO I PM FRUTTO DELL’APPROPRIAZIONE INDEBITA DI SOLDI DELLA FIAT - 2- UNO DEI GRANDI MISTERI IRRISOLTI (E CHE TALE DUNQUE SI AVVIA A RESTARE) NELLA STORIA DELL’EREDITÀ DI GIANNI AGNELLI È IL MAXI BONIFICO DA 109 MILIONI PARTITO DA UN CONTO DELLA MORGAN STANLEY DI ZURIGO VERSO UNO DEI CONTI DI MARGHERITA - 3- ALMENO ALL’AVV. GLI REVOCASSERO IL TITOLO DI SENATORE A VITA, VISTA LA BENEMERENZA ACCERTATA NELLO SCRUPOLOSO VERSAMENTO DELLE TASSE AL FISCO ITALIANO -

Luigi Ferrarella e Mario Gerevini per il "Corriere della Sera"

 

Svizzera e Liechtenstein chiudono le porte in faccia alla Procura di Milano sull'eredità di Gianni Agnelli. E il doppio no alla rogatoria internazionale, sollecitata nel dicembre 2009 dai pm, di fatto anticipa una pietra tombale sull'inchiesta che - si scopre ora dal diniego - aveva un indagato: Siegfried Maron (il commercialista svizzero amministratore di molte attività di famiglia), indiziato di riciclaggio di somme che la richiesta di rogatoria ipotizza frutto dell'appropriazione indebita di denari del mondo-Fiat e dei relativi soci da parte dello scomparso (nel 2003) Gianni Agnelli.

Una massa extrabilancio che la rogatoria prospetta sia stata dirottata su una serie di rapporti bancari riconducibili all'Avvocato o a suoi fiduciari presso la Morgan Stanley di Zurigo, fino ad ammontare nel 2002 a circa 800 milioni di euro.

Svizzera e Liechtenstein hanno però negato l'assistenza giudiziaria chiesta dalla Procura milanese per acquisire notizie su quei conti: le due autorità straniere, infatti, contestano ai magistrati italiani di non aver indicato con precisione i flussi di denaro che legittimerebbero la loro ipotesi accusatoria, e di aver invece azzardato una sorta di «fishing expedition» (letteralmente: spedizione di pesca), cioè di aver avanzato non tanto richieste di informazioni bancarie su un singolo individuo nei confronti dei quali si nutrano seri sospetti e si abbiano concreti indizi, ma una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni, peraltro a sfondo di indiretta utilizzazione fiscale (il che è tabù procedurale a Berna come a Vaduz).

 

Uno dei grandi misteri irrisolti (e che tale dunque si avvia a restare) nella storia dell'eredità di Gianni Agnelli è il maxi bonifico da 109 milioni partito proprio da un conto della Morgan Stanley di Zurigo verso uno dei conti di Margherita, Agnelli de Pahlen, figlia dell'ex presidente Fiat. Era il 26 marzo 2004, un anno e due mesi dopo la morte dell'Avvocato e poco più di un mese dopo gli accordi di Ginevra tra Margherita e la madre Marella che sancirono la divisione dei cospicui beni di famiglia: Margherita ricevette complessivamente un patrimonio di oltre un miliardo di euro.

 

Dopo tre anni Margherita impugnò l'atto, avviando una causa civile nella presunzione di poter dimostrare che esistesse all'estero un patrimonio nascosto del padre; e che i custodi di quel patrimonio fossero i più stretti collaboratori dell'Avvocato, ovvero il manager Gianluigi Gabetti, l'avvocato Franzo Grande Stevens e il commercialista svizzero Siegfried Maron. A loro Margherita chiedeva, citandoli in Tribunale a Torino, il rendiconto del presunto tesoro nascosto, ritenendoli i gestori. Il Tribunale le ha dato torto su tutta la linea.

Ma nel frattempo l'Agenzia delle Entrate aveva avviato una inchiesta fiscale che poi ha portato a un accordo transattivo da 100 milioni con società della famiglia Agnelli e con le due eredi, cioè la moglie e la figlia dell'Avvocato.

Intanto a Milano la Procura, indagando sull'evasione fiscale di una parcella di un ex legale di Margherita, aveva messo le mani sul voluminoso materiale raccolto dagli investigatori privati pagati dalla figlia dell'Avvocato per trovare il presunto tesoro estero del padre. E i conti nelle banche svizzere e del Liechtenstein erano parte di questo dossier: Jp Morgan, Ubs, Lgt Bank, Bank Hofmann, Pictet, ecc.

 

Tra esse, anche Morgan Stanley, quella che spedì a Margherita l'assegno da 109 milioni «a conguaglio dell'eredità immobiliare». Ma quando la madre di John Elkann chiese formalmente attraverso i sui legali chi avesse disposto il bonifico, la risposta fu: «Il titolare del conto consiglia di non darvi ulteriori informazioni».

 

Dunque chi era in quel momento, oltre un anno dopo la morte dell'Avvocato, il titolare del conto? E da dove provenivano quei 109 milioni? Dietro il mistero potrebbe esserci anche una risposta banale. Ma non lo si potrà sapere perché Svizzera e Liechtenstein, nel rispetto delle loro leggi, hanno chiuso a chiave ogni possibilità di risalire il fiume di quei soldi. 18-05-2011]

 

 

PECHINO CONNECTION - LA MAFIA CINESE è BEN INFILTRATA NEL TESSUTO SOCIO-ECONOMICO DI ALMENO CINQUE PROVINCE: ROMA, MILANO, NAPOLI, FIRENZE E PRATO - AUMENTATE LE DENUNCE PER ESTORSIONE, SEQUESTRI DI PERSONA E RICICLAGGIO ANCHE SE IL VERO BUSINESS RIMANE LA CONTRAFFAZIONE - L’ANTIMAFIA CI METTE IL CARICO: LA CRIMINALITA’ ITALIANA SI ESPANDE AL CENTRO-NORD DOPO AVER Già UCCISO IL SUD (PER SICILIA, CALABRIA, CAMPANIA E PUGLIA, UN MANCATO SVILUPPO PARI AL 15-20% DEL LORO PIL

1 - OMBRE CINESI SU SFONDO ITALIANO - CRESCE IL PESO DEI CLAN ASIATICI: IN UN ANNO RADDOPPIATI I REATI FINANZIARI
Marco Ludovico per "il Sole 24 Ore"

 

Flessibile, diversificata, camaleontica. Sempre più infiltrata nell'economia e nel tessuto sociale di almeno cinque province: Roma, Milano, Napoli, Firenze e Prato. È la criminalità organizzata cinese, declinazione illegale di una comunità in continua espansione in Italia. In queste città i cinesi sono una presenza ormai consolidata, ma l'incremento dei reati commessi è costante. Sono tremila, su un totale di 27mila, le segnalazioni della Banca d'Italia.

 

Non sarà un caso, insomma, se oggi la presentazione a Roma di una ricerca ad hoc di 150 pagine del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) vede la presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Basta guardare gli ultimi e poco rassicuranti dati: dal 2009 al 2010 aumentano del doppio o anche di più le denunce per estorsione (da 74 a 140), i sequestri di persona (da 20 a 59), le associazioni per delinquere (da 111 a 269), i reati per traffico di stupefacenti (da 78 a 141).

Le truffe e frodi informatiche segnalate crescono da 81 a 127; le denunce per riciclaggio si sono decuplicate: da 10 a 102. Cifre impressionanti anche sulle segnalazioni sospette comunicate all'Uif (l'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia), che le raccoglie e poi trasmette al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. Nel 2005 il totale è stato di 7.743 segnalazioni, l'anno scorso era più che triplicato (26.963), ma anche cresciuto di oltre il 40% rispetto al 2009 (18.827).

 

Le Fiamme gialle, ricorda la ricerca del Cnel, hanno sequestrato nel 2010 circa 110 milioni di prodotti di provenienza cinese. Oggi la contraffazione è il principale business delle organizzazioni criminali cinesi «a cui prendono parte esponenti delle organizzazioni mafiose italiane». Il costo dell'affitto a metro quadro di un capannone sulla Prenestina o la Casilina - lì vengono spesso smistate le merci provenienti dai porti di Napoli o Civitavecchia - dà la misura della redditività degli affari illeciti.

 

A Roma la locazione mensile di un capannone di circa mille metri quadri va da 10mila a 20mila euro, a Milano attorno ai 6mila, a Prato tra i 2.500 e i 3mila euro. Un container di tredici metri che contiene capi d'abbigliamento - dice la ricerca - ha un valore commerciale nominale di 60-70mila euro e nel magazzino staziona pochi giorni. Il margine netto di guadagno è di circa il 10 per cento. Anche gli arrivi dalla Cina, peraltro, sono più facili. Il costo del trasporto illegale è passato da 15mila euro a 8-9mila.

Molti cinesi arrivano con visto turistico e poi rimangono oltre il periodo consentito. Si sono ampliate anche le aree di origine dei migranti cinesi: in passato circoscritte alle province del Zhejiang e Fujian, oggi interessano in particolar modo il Nord Est della Cina. Le cinque province più interessate al fenomeno hanno statistiche criminali differenti. Quelle di Prato e Milano presentano i valori più alti per i reati violenti, come gli omicidi (consumati e tentati) e le lesioni dolose; i reati di tipo predatorio, come furti, rapine, estorsioni e sequestri di persona; i reati di associazione mafiosa; il gioco d'azzardo e i reati legati agli stupefacenti.

 

La provincia di Roma, invece, denota i valori più alti per il reato di contraffazione mentre Firenze e Prato si collocano al primo posto per organizzazione e favoreggiamento dell'immigrazione illegale. La pressione del sistema sicurezza, va detto, è elevata: Dia, Sco (Polizia), Ros (Carabinieri); Scico (Guardia di Finanza), ma anche i servizi segreti, Aise ed Aise. Solo un dato rimane, per ora, meno inquietante, secondo il Cnel: i delinquenti cinesi in Italia non risultano avere legami - i riferimenti sono scarsi - con le Triadi, le temibili associazioni criminali organizzate con base a Hong Kong e presenze in tutto il mondo.

 

2 - AL SUD I BOSS COSTANO UN MANCATO SVILUPPO DEL PIL DEL 20%, IL CENTRO-NORD È L'AREA PRIVILEGIATA DI ESPANSIONE PER I GRUPPI ILLEGALI
Marco Ludovico per "il Sole 24 Ore"

Nonostante l'impegno dello Stato le statistiche economiche «mandano segni allarmanti per il Mezzogiorno». Il 53% dei referenti del sistema Confindustria del Sud reputa la propria area territoriale molto insicura e il 42% attribuisce questa insicurezza alla criminalità organizzata e all'illegalità diffusa.

Il presidente dell'Antimafia Beppe Pisanu illustra la sua relazione e lancia l'allarme: «La crisi generale, che colpisce con particolare durezza le regioni e le categorie sociali più deboli, sembra preannunziare un'ulteriore, grande sconfitta del Mezzogiorno». Poi, i dati.

Le analisi della commissione Antimafia indicano che l'attività della criminalità organizzata nelle quattro regioni di origine - Sicilia, Campania, Calabria e Puglia - è causa di un mancato sviluppo equivalente al 15-20% del Pil delle stesse regioni. Pisanu, inoltre, ammette che «se molto sappiamo su come i capitali mafiosi vengono raccolti, ancora poco sappiamo su come vengono occultati e investiti nell'economia legale e nei circuiti finanziari nazionali e internazionali».

 

Forse può confortare il fatto che «circa 15 miliardi di beni sequestrati più tre di beni confiscati dall'inizio della legislatura a tutto dicembre 2010 rappresentino risultati molto superiori a quelli degli anni precedenti. Ma quando pensiamo, stando alle stime più prudenti, ai 150 miliardi di fatturato annuo delle mafie nostrane - sottolinea l'ex ministro dell'Interno - senza calcolare i proventi della corruzione, dei giochi e delle scommesse, ci rendiamo conto di quanto ancora lunga e difficile sia la guerra».

E ancora: «Se si prospetta una manovra finanziaria biennale di circa 38 miliardi, l'opinione pubblica entra in fibrillazione. Ma se si afferma che solo sui giochi e le scommesse le organizzazioni criminali lucrano almeno 50 miliardi all'anno, pochi se ne curano» protesta Pisanu.

 

Nella relazione si rileva che circa un terzo delle imprese meridionali «subisce una qualche influenza delle mafie, con dati che oscillano tra il 53% della Calabria e il 18% della Puglia. Insieme alla Campania e alla Sicilia, queste Regioni sono destinatarie del fondo di 1.158 milioni di euro del Pon (Programma Operativo Nazionale "Sicurezza per lo sviluppo"- Obiettivo convergenza 2007-2013). Il piano è importante, ma la temperie politico-culturale che incontra non assomiglia precisamente a un New Deal».

Pisanu batte su questo tema da tempo: non possiamo non rilevare, dice, come «a fronte di un'iniziativa forte sul terreno della repressione della criminalità organizzata non sia ancora partita un'azione egualmente forte per distruggere il suo brodo di coltura, cioè il sottosviluppo. Ciò che più sgomenta è l'enorme impronta che le attività mafiose, la dilagante corruzione, il deterioramento dell'etica pubblica e della stessa morale privata continuano a scavare nella società civile e nelle istituzioni del Mezzogiorno».

 

Secondo il presidente dell'Antimafia «non si sono mai visti tanti interessi criminali scaricarsi pesantemente, senza neanche il velo della mediazione, sugli enti locali, sulle istituzioni regionali e sulla rappresentanza parlamentare». Uno scenario di degrado senza fine, dove «se il Sud è il principale campo di battaglia, non dobbiamo dimenticare neppure per un istante che il Centro-Nord è l'area privilegiata di espansione delle mafie italiane e straniere». Le mafie, insomma, «si sono globalizzate e in Italia sono entrate a far parte anche della cosiddetta questione settentrionale». La notte dell'illegalità non accenna a finire. Anzi, per ora sembra interminabile.18-05-2011]

 

 

 

Torino - John Elkann a tutto campo sul futuro di Fiat, F1 e Juventus

 

Torino - John Elkann, presidente Fiat, intervenuto oggi all'Osservatorio Giovani Editori ha parlato di tutti i temi "caldi" che riguardano l'Azienda.
Per quanto riguarda il futuro del Lingotto Elkann è stato molto chiaro: "Non si tratta di scegliere Torino o Detroit, ma di sviluppare la propria presenza a livello globale e diventare più presenti anche in Asia". La presenza nelle due città non sarà quindi "una a scapito dell'altra". Il presidente della Fiat ha sottolineato come Torino sia il centro per il mercato europeo, Detroit per il Nord America e Belo Horizonte per il Sud America. Il prossimo obiettivo dunque è l'Asia "dove oggi la nostra presenza non è soddisfacente".

John Elkann ha quindi parlato di F1 e Ferrari. Il fatto che nel Gp di Turchia la rossa sia tornata sul podio è "un passo avanti". Mentre per quanto riguarda un possibile ingresso della cordata Exor-Murdoch nell'azionariato della Formula 1, Elkann ha confermato che sono in corso dei colloqui. "Abbiamo comunicato il nostro interesse e stiamo dialogando per vedere se si riesce a trovare una soluzione". L'ingresso nel Circus della società azionista di un team (la Ferrari) non comporterebbe un conflitto di interessi secondo il presidente di Fiat.

In conclusione c'è tempo per parlare anche di Juventus. Sul futuro di Del Neri, Elkann ha risposto con un'altra domanda “perché non vi piace?”. Secca e significativa anche la risposta su un possibile addio di Gigi Buffon: "E' circa un anno e mezzo che non sta giocando". Appare quindi probabile che sia l'allenatore che il portiere possano non essere più bianconeri nella prossima stagione.
 "Non è solo un giocatore che ci fa tornare grandi", la risposta alle richieste di acquistare grandi nomi fatte da alcuni tifosi.

14 maggio 2011

 

 

 

Saab-Hawtai: il matrimonio non s'ha da fare

Sfuma l'accordo tra Saab e il costruttore cinese Hawtai. La Casa europea si è tirata indietro per la mancata approvazione delle autorità.

Sembra sfumare l'accordo tra il gruppo Spyker-Saab e l'azienda cinese Hawtai Motor, volto al salvataggio della Casa automobilistica europea che sta attraversando un momento difficile.

Le ultime notizie parlano di una retromarcia da parte del costruttore olandese in seguito alla mancata approvazione della transazione da parte delle agenzie governative di Pechino, della Banca europea per gli investimenti e da parte dell'ente scandinavo Swedish National Debt Office.

E' trapelato anche uno scetticismo da parte dell'ambasciatore svedese a Pechino, che avrebbe prontamente avvertito la madrepatria che la Hawtai non è proprio quel mostro di efficienza che ci si aspettava, nonostante i comunicati di smentita provenienti da parte cinese. Alcuni dati relativi alla produzione di auto non collimerebbero visto che non si è capito se l'azienda assembli annualmente 200.000, 81.000 o 60.000 auto. Da non sottovalutare anche i ripetuti e repentini cambi al vertice dell'azienda, rivelati dall'ambasciatore svedese.

L'accordo tra le parti - che prevedeva un'iniezione di 150 milioni di euro nelle casse della Saab - avrebbe permesso di terminare lo sviluppo della piattaforma Phoenix, destinata ai futuri modelli di automobili di gamma media e bassa.

A questo punto occorrerà trovare nuovi soldi, che provengano da un qualsiasi investitore che voglia impegnarsi a lungo termine. Nonostante l'accordo tra le parti sia sfumato, non è escluso che Saab e Hawtai possano comunque trovare una futura forma di collaborazione diversa da quella appena cancellata, che prevedeva che la Casa cinese producesse veicoli svedesi per il mercato della Grande Muraglia a partire dal 2013, con l'arrivo sul mercato della nuova Saab 9-3.

di Andrea Barbieri Carones
13/05/2011

 

 

 

E-gas Project, Audi punta sul metano

Audi ha presentato una serie di progetti per ridurre drasticamente le emissioni di Co2 delle vetture. La compatta A3 farà da apripista.

Si chiama Audi Balanced Mobility il nuovo progetto targato Audi con cui la casa di Ingolstadt punta, nei prossimi anni a venire, a ridurre le emissioni di anidride carbonica dei propri veicoli. Un'operazione che passa per le maggiori fonti di energie alternative oggi disponibili: dal gas naturale all'elettrico, fino all'eolico e all'idrogeno.

Al momento Audi ha già avviato e-gas Project, un'iniziativa che dopo 3 anni spesi in ricerca e sviluppo porterà il costruttore a realizzare vetture bifuel benzina e metano per i propulsori di domani a sigla TFSI, e che dovrebbero fare il loro debutto ufficiale sul mercato nel 2013. A Ingolstadt inoltre hanno intenzione di investire risorse per realizzate turbine eoliche che a loro volta dovranno alimentare le vetture elettriche E-Tron, consentendo anche la produzione di idrogeno, altra fonte per creare metano oppure da impiegare direttamente come carburante vero e proprio.

L'obiettivo è ambizioso: realizzare 1000 Audi A1 E-Tron alimentandole per 10mila km complessivi. A queste si affiancheranno circa 1500 Audi A3 TCNG bifuel a metano, concept che rimane ancora top secret dal punto di vista tecnologico. Quello che è chiaro però è che su questo fronte la compatta A3 di nuova generazione - dopo la presentazione della versione elettrica A3 E-Tron al Salone di Shanghai - farà da apripista nella gamma Audi, in previsione di ulteriori modelli sempre più puliti (già fissato al 2012 il debutto della supersportiva R8 E-Tron).

di Lorenzo Stracquadanio
13/05/2011

 

 


LE SCORIE NUCLEARI NELLA NOSTRA BOLLETTA

"Cosa paghiamo realmente con le bollette dell'Enel? Tra le varie voci il costo dell'energia ammonta solo al 30% del totale. E il resto? Circa il 22% serve per ammortizzare i costi di gestione della Rete. Un altro 14% sono imposte. Il ricarico che va agli operatori vale circa il 10%. Infine c'è una quota che varia dal 3 al 5%, la cosiddetta "componente A3"..."destinata a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili e "assimilate" mediante un sistema di incentivi...". Per fare un esempio, la Germania destina alle fonte rinnovabili il 10%. In Italia, invece, il 3-5% è ulteriormente suddiviso: il 35% viene assorbito dai certificati verdi, il 31% finanzia il Cip6 e quindi le fonti "assimilate" come l'energia prodotta con gli inceneritori. Le "assimilate" si sono mangiate la quota più grossa togliendo fondi all'energia verde.

 

LA STRATEGIA DI MARPIONNE: “PRIMA SPARI, POI TRATTI” - PECORELLA PRENDE IL POSTO DELL’AVVOCATO DI RUBY. IN AUTOSTRADA - LETTA DEVE SBRIGARSI COL VALZER DELLE AUTHORITY - BERSANI SNOBBA ISRAELE - URSO E RONCHI: MOLLARE FINI SENZA TORNARE DAL CAINANO? ARRIVANO I “COESI” - ROSI MAURO FA LA SECESSIONE AL SENATO - MARTONE PAROLIERE DI NAPOLITANO - PIVETTI, CHI ERA COSTEI? - MONS. BETORI CAZZIA LA CHIESA - LE SPIGOLE DEL GENERALE SPECIALE - LA PUBBLICITÀ PORTASFIGA - ISEPPI OSCURATO DA LEI - A PRANZO COL 23…

A Cura di Enrico Arosio ed Primo De Nicola per "l'Espresso"

 

1 - CONSIGLIERI DI STATO - LETTA HA MOLTA AUTHORITY...
Al Consiglio di Stato la regola aurea è che nelle authority indipendenti si sta anche meglio che a Palazzo Spada. E che, quindi, è meglio non lasciarsele sfuggire. Così quando manca ormai un anno alla scadenza del mandato di Antonio Catricalà all'Antitrust ecco che si profila un giro di poltrone molto interessante, sotto l'attenta regia del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. L'attuale presidente del Consiglio di Stato, Pasquale De Lise, punta infatti a prendere il posto di Catricalà.

Non tra un anno ma molto prima. Perché Catricalà, consigliere di Stato fuori ruolo, vorrebbe sostituire Giuseppe Brienza al vertice dell'Autorità di vigilanza sugli appalti, una poltrona che, salvo imprevisti, dovrebbe liberarsi il prossimo 4 agosto. De Lise è stato sfiorato dallo scandalo della Cricca di Anemone e Balducci che gestiva gli appalti della Protezione civile diretta da Guido Bertolaso. Ma, nonostante alcuni indizi, non ne è stato chiesto il rinvio a giudizio. Il 5 maggio scorso un altro consigliere di Stato, Carlo Deodato, è stato designato alla presidenza della neonata Autorità di regolamentazione dei servizi postali.

 

E nel maggio del 2012 bisognerà trovare un posto a Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità delle Comunicazioni in scadenza tra un anno. I consiglieri di Stato che vengono messi fuori ruolo hanno il singolare privilegio di poter cumulare lo stipendio con il compenso che ricevono in quanto presidenti o componenti di un'autorità di vigilanza. Il che spiega, almeno in parte, perché quei posti siano tanto ambiti. O. C.

2 - SECESSIONE AL SENATO - BENVENUTI A PALAZZO PADANIA...
La secessione leghista? Già realizzata. E nel cuore dello Stato, addirittura a Palazzo Madama, la sede del Senato. Ad averla portata a compimento è la vicepresidente Rosi Mauro, leghista tra le più ardenti e più vicine a Umberto Bossi. Nelle pareti del suo ufficio al terzo piano la Mauro espone orgogliosamente una carta geografica della Padania ricavata da una mappa della Penisola mutilata di tutto ciò che non è nel cuore della Lega, cioè le regioni a sud di Toscana e Marche.

Un modo autenticamente padano di celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia e che continua a provocare indignazione a molti di coloro che quell'ufficio sono costretti a frequentarlo per ragioni di lavoro. A cominciare dai rappresentanti sindacali di funzionari e commessi che alla Mauro devono rivolgersi visto che proprio a lei il presidente Renato Schifani ha delegato tutti i problemi legati alla gestione del personale del Senato. P. D.N.

3 - ISRAELE - BERSANI DÀ BUCA...
C'era Silvio Berlusconi e c'era Gianfranco Fini, che si sono pure stretti la mano. C'era Renato Schifani, presidente del Senato, e con lui Gianni Alemanno, sindaco di Roma. C'erano deputati e senatori, il mondo della finanza, della cultura, della moda. Roma era nel suo splendore primaverile. Insomma, era andato tutto alla perfezione. Perché allora, verso la fine del ricevimento per i 63 anni dello Stato di Israele di mercoledì 11 maggio, l'ambasciatore Gideon Meir aveva il volto corrucciato?

 

Forse perché dovrà tornare in patria per fine mandato e questa era l'ultimo anniversario festeggiato in Italia? Niente affatto. Era dispiaciuto perché fra centinaia di illustri presenze, brillava un'assenza. "Bersani non è venuto", ripeteva. C'è la campagna elettorale, gli facevano notare. "È la motivazione che ha addotto anche lui", spiegava l'ambasciatore: "Ma anche Berlusconi ce l'ha, eppure il tempo l'ha trovato. E comunque Bersani poteva mandare qualcuno a rappresentarlo". Poteva. G. R.

4 - NUOVE FORMAZIONI - URSO CI PROVA...
Un gruppo di coesione nazionale. Oltre il Pdl e oltre Futuro e Libertà. Sta per nascere anche alla Camera. O almeno a questo stanno lavorando Altero Matteoli e Andrea Augello. L'idea sarebbe quella di creare anche a Montecitorio la formazione che ha rimesso assieme al Senato spezzoni del disciolto partito di Fini e Pdl. Una sorta di camera di compensazione per finiani delusi che però non vogliono tornare con il premier né hanno intenzione di finire nei Responsabili. Insomma, un gruppo su misura per Adolfo Urso e Andrea Ronchi. L'ex viceministro al Commercio estero ormai sembra in uscita da Fli. Voce della nuova iniziativa politica il "Secolo d'Italia", alla cui direzione Matteoli a tutti i costi ha voluto il "suo" Marcello De Angelis. V. D.

5 - QUIRINALE - MARTONE SCALA IL COLLE...
Mario Martone come ghostwriter. Il nome del regista, fresco vincitore del David di Donatello con il film "Noi credevamo" ispirato al Risorgimento, è di un certo richiamo, ma lo è anche quello del "committente": Giorgio Napolitano. È stato infatti il presidente della Repubblica a lanciare l'idea con una battuta scherzosa. Il regista napoletano, ospite in Quirinale insieme al mondo del cinema, ha declamato in un appassionato discorso il valore dell'Italia unita "sognata dai poeti", conquistata "da una generazione di ragazzi" e rafforzata dalle sue "differenze che sono il sale e non un ostacolo".

 

Parole condivise da Napolitano al punto da ammettere: "Io ho cercato di dire qualcosa su questo argomento più poveramente quando ho parlato davanti alle Camere. Dico più poveramente perché non avevo mai pensato di prendere Martone come ghostwriter: lo tengo di riserva". VE. P.

6 - I NUMERI DEL PARLAMENTO...
120 sono i deputati e i senatori che hanno anche un incarico nelle amministrazioni locali, in comuni e province. Anche se la legge lo consente, c'è da chiedersi però se riescono a svolgere in maniera adeguata le doppie funzioni, come quelle di presidenti di province importanti (nella lista ci sono Asti, Avellino, Brescia, Bergamo, Biella, Caserta, Foggia, Frosinone, Napoli, Olbia-Tempio e Salerno) o di vicesindaci di città come Roma e Milano.

7 - RICANDIDATURE - RAZZI IN ORBITA...
Uscito a mani vuote dalla distribuzione dei sottosegretariati, il Responsabile Antonio Razzi non si è rassegnato. Ottenuto dal ministro dell'Agricoltura Romano l'incarico di consigliere nella lotta contro la contraffazione alimentare, ha bussato ai vertici del Pdl per avere garanzie sulla futura rielezione. Risultato: promessa orale del Cavaliere, impegno scritto del plenipotenziario Denis Verdini. Faccenda sistemata e futuro garantito, sostiene Razzi, perché a questo punto "carta canta". O. F.

8 - CARRIERE - PIVETTI, CHI ERA COSTEI?...
Fiera di Roma, primo pomeriggio di mercoledì 11 maggio nella sala stampa del Forum della Pubblica amministrazione gremita di giornalisti in attesa di Luca Cordero di Montezemolo. Irrompe eccitata un'addetta stampa della Ibm con un annuncio importante: "Ragazzi, c'è giù la Pivetti a sorpresa nel nostro stand, organizziamo un breve incontro con la stampa. Chi viene che facciamo gli accrediti?".

 

Silenzio dei cronisti, che continuano a leggere i giornali, parlare al telefono, battere sulle tastiere dei computer. Il disinteresse non scoraggia però la pr che, un po' meno entusiasta, incalza: "Non viene nessuno, sicuri?". Un giovane cronista dal fondo della sala: "Pivetti chi, Veronica, l'attrice? No? Allora niente, grazie". Risatine, e l'improvvisato incontro con Irene Pivetti, ex presidente della Camera, salta per mancanza di iscritti. M. D. B.

9 - BIOETICA - VANNINO CHITI SI CONFESSA...
Sulla bioetica e le leggi sul fine vita occorre dire no al bipolarismo etico. Serve un patto tra le forze politiche con grandi maggioranze come fosse un cambiamento della Costituzione. È quanto sostiene il vice presidente del Senato Vannino Chiti nel suo nuovo libro "Religioni e politica nel mondo globale", edito da Giunti.

 

Chiti, che in un'intervista al "Tirreno" ha rivelato di essere credente, sostiene anche che nel Pd non ci può essere una divisione di compiti tra ex Ds e ex Margherita. Gli uni che si occupano dei temi sociali ed economici e gli altri del rapporto con la Chiesa e i temi etici. Chiti rivendica agli ex Ds il ruolo di parlare dei temi cari al mondo cattolico. Così una delle prime interviste sul libro l'ha rilasciata a Radio Vaticana, mentre nel programma di presentazioni ci saranno vescovi e personalità cattoliche. M. LA.

10 - SPECIALE A PROCESSO - SPIGOLE IN TRIBUNALE...
Le spigole tornano in tribunale. La Cassazione ha ordinato di fare un nuovo processo all'ex comandante generale della Guardia di finanza Roberto Speciale, ora deputato Pdl: la competenza per alcuni reati non era della magistratura militare, ma di quella civile. Speciale era stato condannato per peculato a 18 mesi dalla Corte militare di appello di Roma nel maggio 2010, dopo il famoso carico di spigole e altro pesce fatto trasportare per una cena a Predazzo, dov'era in vacanza presso la scuola della Guardia di finanza. Ora la Cassazione ha sdoppiato in due tronconi il procedimento.

 

L'uso di velivoli, autoveicoli e personale militare deve essere giudicato dalla giustizia ordinaria, mentre la magistratura militare si occuperà dell'utilizzo di carburante. Un doppio processo che il generale potrebbe però evitare: nel 2013 scatta infatti la prescrizione. P. T.

11 - PUBBLICITÀ/1 - CASSEL LANCIA IN TESTA...
Vincent Cassel pare che fosse da tempo un pallino dell'amministratore delegato della Lancia, Olivier François, appassionato di testimonial per le pubblicità del marchio: ora lo accontenta la Armando Testa, che ha ingaggiato il poliedrico attore francese per lo spot di lancio della Ypsilon cinque porte, al debutto tra fine maggio e giugno. Cassel, per la city car (che in Inghilterra verrà proposta col marchio Chrysler), succede a Carolina Kostner e Stefano Gabbana. A Torino qualcuno vorrebbe anche sua moglie, Monica Bellucci: magari per la Musa. VI. P.

12 - PUBBLICITÀ/2 - GRAND PRIX FA GLI SCONGIURI...
Forse nemmeno Piero Chiambretti, presentatore del Grand Prix di Pubblicità Italia, pensava di dire sul serio quando lunedì 9 maggio, scherzando dal palco, ha parlato di un premio "portasfiga": il film vincitore, il divertentissimo "Need better clothes?", raro esempio sui teleschermi italiani di ironia anglosassone firmato da Lorenzo Marini, pubblicizza gli abiti della trevigiana Glenfield, fallita poche settimane fa con 23 lavoratori cassintegrati.

 

E non basta: il premio innovazione è andato, fra gli applausi dei creativi e degli altri premiati (Enrico Mentana, Paola Cortellesi, Valerio Massimo Manfredi, Samuel Eto'o, Filippo Inzaghi) a Riccardo Luna, direttore del mensile "Wired" licenziato appena tre giorni prima del Grand Prix, che ha avuto lo spirito di riconoscere: "Wired fa rima con fired". A. M.

13 - L'ARMA SEGRETA DI MARCHIONNE - MANI IN ALTO, OBAMA...
Sergio Marchionne ha avuto fortuna in America, come dimostra la vicenda Chrysler. Ad aiutarlo, oltre all'abilità di manager, potrebbe essere stata anche una sua personale filosofia, lucida e spietata, rivelata da un sindacalista che in questi anni ha avuto spesso a che fare con lui: Giorgio Airaudo, responsabile nazionale del settore auto della Fiom. Al comitato esecutivo del 9 maggio scorso, Airaudo ha raccontato la confidenza che qualche anno fa il capo della Fiat fece a lui e al collega Gianni Rinaldini.

Era il 2004, Marchionne aveva portato a casa la trattativa vittoriosa con la General Motors facendosi pagare per non vendere loro azioni Fiat. E in quella occasione, ai due sindacalisti, l'ad del gruppo torinese confidava il segreto del successo: "Gli insurgents in Iraq fanno bene, perché con gli americani prima spari e poi tratti".

 

Se qualcuno lo avesse sentito allora, l'amministratore del Lingotto con gli Usa forse avrebbe chiuso per sempre. Invece, qualche anno dopo, con la presidenza Obama e l'occasione della Chrysler, Marchionne è tornato negli Usa facendosi affidare il grande marchio sulla via del fallimento. Un successo, indubbiamente. E chissà se ottenuto utilizzando anche con Obama la sua tattica vincente: prima spari, poi tratti. S. C.

14 - CATTOLICI TOSCANI - BETORI SON DOLORI...
"Noi sogniamo una Chiesa finalmente libera dal plagio di una cultura utilitaristica e consumistica che ha inquinato tutto". È uno dei passaggi forti di una lunga lettera di preti e laici cattolici fiorentini. Si allarga il fronte di quanti reclamano una Chiesa schierata dalla parte dei deboli e aperta al dialogo. Per l'arcivescovo Giuseppe Betori, ex braccio destro di Camillo Ruini alla Cei, la missiva è una spina nel fianco. La Firenze cattolica, terra di eretici e di contestatori, scossa dal caso di don Lelio Cantini, accusato di abusi sessuali e "spretato" da papa Ratzinger, si trova ora a dover far fronte al disagio di laici e sacerdoti che chiedono un ritorno al Concilio Vaticano II. E di essere ascoltati. A cominciare dal loro arcivescovo monsignor Betori. M. LA.

15 - MILANO-SERRAVALLE - IL RUGGITO DI PECORELLA...
Ubi maior. L'avvocato, e deputato Pdl, Gaetano Pecorella subentra al collega Luca Giuliante nell'organismo di vigilanza dell'autostrada Milano-Serravalle. È l'unica variazione all'organigramma della società, confermato in blocco. Giuliante, difensore di Lele Mora nel Rubygate, è stato sostituito dopo appena un anno di carica. La vicenda ha una doppia chiave di lettura. La più immediata è legata alle difficoltà dello sponsor politico di Giuliante, Guido Podestà.

 

Il presidente della Provincia di Milano, principale azionista della concessionaria autostradale, aveva scelto Giuliante anche come tesoriere del partito finché, all'inizio del 2011, lo stesso Podestà è stato rimpiazzato dal senatore Mario Mantovani. L'altra spiegazione dell'avvicendamento sta nell'agitazione fra legali e imputati del processo Ruby che, fra l'altro, ha portato alla rinuncia di Daria Pesce, designata da Nicole Minetti. Giuliante è il legale di Mora. Pecorella difende Emilio Fede, che di recente ha avuto qualche scambio polemico nei confronti di Mora su chi avrebbe portato la minorenne Ruby ad Arcore il 14 febbraio 2010. L'episodio della Milano-Serravalle è un segnale di guerra verso il ticket Mora-Giuliante? G. T.

16 - RAI E GIUBILEO - NON È STATA LEI...
Franco Iseppi, storico dirigente Rai, di cui per un paio d'anni, a partire dal 1996, è stato anche direttore generale, ha un diavolo per capello. E per sfogarsi ha pensato bene di scrivere una lettera all'attuale presidente di viale Mazzini, Paolo Garimberti. Iseppi è stanco di vedersi scippato un titolo di cui è ancora oggi orgoglioso, quello di creatore e massimo dirigente di Rai Giubileo che ha diretto dal 1998 al 2003.

 

È capitato infatti che nelle settimane precedenti alla nomina a nuovo direttore generale dell'azienda, tra i vari meriti attribuiti a Lorenza Lei, nelle stanze di viale Mazzini e in qualche comunicato stampa, è stato elencato anche quello di avere diretto con grande successo Rai Giubileo, della quale è stata invece dirigente. Del nome di Iseppi, invece, tutti paiono essersi dimenticati. Da qui la sua amarezza, confessata agli amici, insieme all'annuncio della lettera a Garimberti, massimo dirigente di un'azienda che, secondo lui, sta ormai perdendo "la sua memoria storica". P. D. N.

17 - RAI E PARLAMENTO - RISSA SUL CANALE...
Rai troppo esosa per la Camera. Per l'affitto del canale digitale terrestre con il quale Montecitorio vorrebbe realizzare una propria tv, viale Mazzini ha chiesto 1,8 milioni di euro all'anno. Alla Camera ritengono la cifra eccessiva e così, in attesa che la Rai faccia un prezzo più basso, c'è già chi studia una norma ad hoc che obblighi il servizio pubblico a prestare, gratuitamente, uno dei propri canali al Parlamento, sulla base degli obblighi previsti dal contratto di servizio. M.LO.

18 - UNIVERSITÀ - BOCCONI D'ARTE...
Tra le ultime opere arrivate, "Cancellazione del debito pubblico" di Emilio Isgrò, donata dai collezionisti Andrea Manzitti e Cristina Jucker. Da Milano arriva una novità per l'università italiana: la creazione di Bocconi Art Gallery, l'esposizione di oltre 60 opere contemporanee in comodato d'uso, che verranno sostituite ogni 18 mesi; e la raccolta, nel tempo, di una collezione propria, in un'ottica no profit.

 

C'è un Comitato arte presieduto da Severino Salvemini, professore di economia per la cultura, la consulenza critica di Paola Nicolin, l'accordo con l'Associazione dei musei di arte contemponea. L'ateneo paga solo i costi assicurativi e di installazione, e offre ai cittadini (non solo a prof e studenti) maestri come Pomodoro e Fermariello, Kounellis e Debora Hirsch, William Klein e Denis Oppenheim. A costo zero. E. A.

19 - A PRANZO COL FATTORE C...
A Roma, in via Pietro Cavallini, dietro al Palazzaccio, "23 Cavallini" sta diventando il ristorante glamour degli under 40. Il proprietario, Alessandro Geraldini, per un anno ha fatto il cronista a Dagospia.Il cuoco, Michael Rosenfeld, è newyorkese. Arredo da loft e menù ricordano Manhattan: omelette, hamburger, roast beef e caprese. Geraldini lo ha chiamato 23 in omaggio al fattore C: per due volte, con quel numero, ha fatto l'en plein alla roulette (a Montecarlo e a Las Vegas). "E nella tombola romana", spiega, "il 23 è proprio il fattore C...". Tra gli avventori Lapo e Ginevra Elkann, Bianca e Coco Brandolini d'Adda, Clementina di Montezemolo, Raoul Bova, Margherita Missoni. In progetto, se arriveranno i permessi, la trasformazione dello scantinato in discoteca. E.AT.

 [20-05-2011]

 

“LES ÉCHOS”: TATÒ AL VERTICE DI PARMALAT LACTALIZZATA? - I SINDACATI DANNO L’OK AI FRANCESI - BORSE IN CALO A CAUSA DI GRECIA E STRAUSS-KAHN - UBI BANCA: AUMENTO DA 1 MLD € IN ESTATE - TREMANO GERONZI E I CRAGNOTTI: IL 4 LUGLIO SENTENZA PER IL CRAC CIRIO - GENERALI PRONTA ALLA JOINT VENTURE COI RUSSI DI VTB - SCARONI: LA LIBIA TRA UN ANNO SARÀ UN PROBLEMA SUPERATO - ERBETTA VUOLE RIALZARE GLI OBIETTIVI DI LIGRESTI - LOTTOMATICA IN FRANCIA - ALSTOM, LASCIA MELLIER, INTERIM A KRON

1 - BORSA MILANO CHIUDE NEGATIVA SOPRA MINIMI, VENDITE BANCHE...
(Reuters) - Piazza Affari segue le altre borse europee e chiude in territorio negativo, in un mercato ancora appesantito dal comparto bancario. Tornano i timori sul debito dell'area euro. Pesa anche l'arresto negli Stati Uniti di Dominique Strauss-Kahn, accusato di tentato stupro. L'indice FTSE Mib chiude in calo dello 0,36%, l'Allshare dello 0,38%, lo Star dello 0,56%. Volumi per 2,5 miliardi di euro.

 

* Prosegue il rialzo di CAMPARI (+2,4%), dopo i dati diffusi giovedì, cui hanno seguito revisioni al rialzo sulla valutazione del titolo da parte delle banche di investimento. IMPREGILO in rialzo del 2,25%. Un settimanale traccia uno scenario sulle scadenze dei patti fra gli azionisti che segneranno il periodo dalla fine di maggio al prossimo autunno.

TOD'S rimbalza (+1,8%) dopo il -5% di venerdì. Il titolo era salito in modo deciso in vista dei risultati e ha visto vendite dopo la diffusione dei dati. STM (+2,9%) risale dopo le vendite delle ultime sedute. Il settore è positivo con un aumento dello 0,3%.

Tra i bancari in ribasso di circa il 2% POP MILANO e BANCO POPOLARE e MPS. Positiva INTESA (+0,5%), Unicredit perde poco più dell'1%. Lo stoxx del settore cede lo 0,36%. UBI Banca in ribasso sopra i minimi (-1,8%), dopo aver sfiorato -5% in mattinata. Trader e analisti attribuiscono la flessione a conti trimestrali deludenti e un business plan senza sorprese. Un broker estero segnala un utile netto "in linea con il consensus ma con un mix più debole". I ricavi 'core' sono il 2% più bassi del consensus, secondo il broker. In rialzo MEDIOLANUM, con due trader che citano un upgrade di BofA-Merrill a "buy" da "neutral".

2 - NY DEBOLE CON INCERTEZZE UE E FMI...
(ANSA) - I timori sull'Europa si allentano e Wall Street, dopo un avvio in calo, recupera le perdite ma si mantiene incerta con i dati dell'economia americana. Il Dow Jones, intorno alle ore 17.40, sale dello 0,34% a 12.636,05 punti. Il Nasdaq perde lo 0,24% a 2.821,77 punti. Lo S&P 500 avanza dello 0,26% a 1.340,98 punti.

Gli investitori si mostrano cauti dopo i dati sull'andamento dell'attività manifatturiera in maggio sotto le attese e la fiducia dei costruttori edili ferma a livelli bassi. A preoccupare è anche l'arresto di Dominique Strauss-Kahn, che potrebbe indebolire la capacità del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) di risolvere la crisi europea. Fra i singoli titoli Joy Global sale dell'1,2% dopo l'accordo per l'acquisizione di LeTorneau Technologies. Lowés perde l'1,5% dopo la trimestrale.

 

3 - GRECIA: JUNCKER, OGGI NESSUNA DECISIONE...
(ANSA) - Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha sottolineato come oggi alla riunione dell'Eurogruppo, ''non ci sara' nessuna decisione conclusiva'' su eventuali nuovi aiuti alla Grecia. Per analisti Bnp ristrutturazione costera' centinaia miliardi.

4 - PARMALAT: LES ECHOS, TATO' POTREBBE GUIDARE GRUPPO...
(Adnkronos) - Lactalis potrebbe affidare "le redini" di Parmalat all'ex presidente Enel Franco Tato'. E' quanto rivela il quotidiano francese 'Les Echos', aggiungendo che accanto a Tato' dovrebbero essere nominati il direttore generale Lactalis, Daniel Jaouen; il direttore finanziario del gruppo francese Olivier Savary e il patron di Lactalis Italia, Antonio Sala.

5 - PARMALAT: DISCO VERDE DEI SINDACATI AL PROGETTO LACTALIS...
Radiocor - Disco verde di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil alle linee guida del progetto industriale del gruppo Lactalis per l'acquisizione di Parmalat. 'Siamo stati ampiamente rassicurati e abbiamo condiviso' le linee guida, ha spiegato il segretario generale di Flai-Cgil, Stefania Crogi, al termine dell'incontro con i rappresentanti del gruppo Lactalis nel corso del quale e' stato illustrato il progetto dell'opa. 'Tutto quello che stiamo facendo e' nel documento illustrato in Consob', replica il presidente di Lactalis Italia, Antonio Sala, ai cronisti che gli chiedono se c'e' la possibilita' di un socio italiano che partecipi all'acquisizione di Parmalat. L'incontro con i sindacati, sottolinea Sala, 'e' andato bene, abbiamo spiegato il nostro progetto industriale'.

 

6 - CIRIO: SENTENZA PER CRAC AZIENDA PREVISTA PER IL 4 LUGLIO...
(Adnkronos) - I giudici della I sezione penale del Tribunale si riuniranno il 4 luglio prossimo in Camera di Consiglio per pronunciare la sentenza che concludera' il processo per il dissesto della societa' agroalimentare Cirio. Lo ha comunicato oggi il presidente del collegio, Giuseppe Mezzofiore.

Il processo riguarda fatti accaduti nel 2003 quando il gruppo agroalimentare di Sergio Cragnotti ando' in piena crisi non onorando obbligazioni valutate a 1,125 mld di euro emesse tra il 2000 e il 2002. Numerosi sono gli imputati nel giudizio e tra questi insieme con Cragnotti e alcuni suoi famigliari l'ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani, l'ex presidente della Banca di Roma, Cesare Geronzi e altri funzionari di banca. A conclusione della requisitoria circa un mese fa, i pubblici ministeri Rodolfo Sabelli, Gustavo De Marinis e Paola Filippi avevano sollecitato pesanti condanne. Tra queste 15 anni per Sergio Cragnotti, 8 anni per Geronzi e 6 anni per Fiorani.

7 - UBI BANCA: AUMENTO CAPITALE PRESUMIBILMENTE ENTRO L'ESTATE DA BASILEA III IMPATTO NEGATIVO DI 50PB SU CORE TIER 1...
Radiocor - L'offerta in opzione agli azionisti di Ubi Banca dei nuovi titoli rivenienti dall'aumento di capitale da un miliardo sara' effettuata 'presumibilmente entro l'estate 2011'. E' quanto emerge dalle slide di presentazione del piano industriale 2011-2013. La decisione di lanciare l'aumento, ha spiegato il consigliere delegato Victor Massiah, deriva dalla convinzione che sia ormai 'un nuovo paradigma su come mixare il capitale, con una maggiore incidenza di common equity'. Massiah ha anche annunciato che l'impatto negativo di Basilea III sul core tier 1 di Ubi sara' di 50 punti base, mentre l'effetto positivo dell'adozione dei modelli advanced di rating sara' di 75 punti base.

8 - ALSTOM TRANSPORT: PHILIPPE MELLIER LASCIA PRESIDENZA, INTERIM A KRON...
(Adnkronos) - Dopo 8 anni trascorsi come presidente di Alstom Transport, Philippe Mellier ha deciso di proseguire la sua carriera altrove. A partire dal 1 luglio 2011 ricoprira' il ruolo di ad del gruppo De Beers, numero uno mondiale dei diamanti. Lo comunica una nota di Alstom, leader mondiale nelle infrastrutture per la produzione e trasmissione dell'energia e per i trasporti su rotaia.

 

Patrick Kron, presidente e ad di Alstom, ha espresso a Philippe Mellier 'i sinceri ringraziamenti da parte dell'azienda per la sua dedizione e per i risultati ottenuti dal suo ingresso in Alstom Transport nel maggio 2003'. Kron ha anche aggiunto che Philippe Mellier 'ha sviluppato la posizione di Alstom Transport in numerosi mercati e linee di prodotto. In particolare ha aperto la strada a un importante partenariato in Russia, molto promettente per il futuro dell'azienda'. Dopo la partenza di Philippe Mellier, Patrick Kron svolgera' ad interim il ruolo di presidente di Alstom Transport.

9 - BORSE: ALMUNIA ANNUNCIA STRETTA SU FORNITORI DATI E INFRASTRUTTURE PIATTAFORME TRADING, 'CLEARING' E SERVIZI PRE-TRADING...
Radiocor - Stretta dell'Antitrust Ue sui fornitori di dati di mercato e sui gruppi che controllano le infrastrutture essenziali dei mercati finanziari (piattaforme di trading, 'clearing' e servizi pre-trading) 'a beneficio di pochi'. L'annuncio e' del commissario Ue Joaquin Almunia che al convegno alla Caas Business School di Londra ha detto: 'La sola regolazione non basta'.

 

10 - GENERALI: KOSTIN (VTB), JV CON LEONE TRIESTRE E' UN'OPZIONE...
(Adnkronos) - Conferma anche da parte russa per l'ipotesi di una jv tra Generali e la banca statale Vtb. Il quotidiano economico Vedomosti riporta le parole del presidente dell'istituto di credito Andrei Kostin: nel settore assicurativo "abbiamo fatto dei progressi, consideriamo la partnership con Generali una delle possibilita' e la jv potrebbe esserne una conseguenza". L'Ad del Leone di Trieste, Giovanni Perissinotto, ha parlato la scorsa settimana di contatti in corso per verificare eventuali sviluppi con la banca russa, di cui Generali detiene da febbraio circa l'1% del capitale.

11 - GRECIA: UE, RISTRUTTURAZIONE DEBITO NON E' OPZIONE, NEANCHE SOFT...
(Adnkronos) - La ristrutturazione del debito greco "non e' un'opzione, neanche una ristrutturazione soft". Lo ha ribadito Amadeu Altafaj, portavoce del commissario europeo agli Affari economici e monetari, ricordando "le conseguenze devastanti che avrebbe non solo per la Grecia" uno scenario del genere.

 

12 - FONSAI: ERBETTA, A FINE SEMESTRE POSSIBILE RIALZO OBIETTIVI 2011...
(Adnkronos) - "Alla luce dei risultati dei primi tre mesi ci sentiamo di confermare gli obiettivi previsti dal budget 2011 e di verificare in semestrale la possibilita' di migliorarli". Lo ha detto Emanuele Erbetta, ad di Fondiaria-Sai, nel corso della conference call con gli analisti, per presentare i risultati del primo trimestre del 2011. "Ci pare -ha continuato Erbetta- che il cambio di rotta abbia rilasciato i primi effetti gia' nel primo trimestre e per quanto riguarda l'Rc Auto questi effetti si stanno confermando anche ad aprile".

Il manager ha sottolineato che "i risultati industriali del trimestre, sia danni che vita, ci confortano. Ci conforta ancora di piu' il fatto nei prossimi mesi i risultati si inseriranno in una situazione patrimoniale piu' solida con un margine di solvibilita' che a fine aumento di capitale si collochera' intorno al 130%

 

13 - LIBIA: SCARONI, PREOCCUPA PRESENTE MA TRA UN ANNO PROBLEMA SUPERATO...
(Adnkronos) - "Non sono preoccupato per il futuro, sono preoccupato per il presente perche' la situazione politica in Libia e' difficile, non puoi produrre e di conseguenza l'unica attivita' che facciamo e' proteggere i nostri impianti". A sottolinearlo e' l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, in un'intervista al 'Financial Times', dicendosi convinto che "tra un anno il problema libico sara' alle spalle".

 

"Dobbiamo proteggere i nostri impianti sul lato di Tripoli e facciamo tutto cio' che serve con il governo di Tripoli - spiega Scaroni - e sul versante di Bengasi, facciamo tutto cio' che serve con il governo di Bengasi". Ma l'ad di Eni, primo gruppo energetico attivo nel paese nordafricano, non ha il "minimo dubbio" sul fatto che dopo la crisi l'Eni nel paese sara' forte come in passato, chiunque sara' al potere. E snocciola tre elementi a sostegno delle sue affermazioni: primo, la posizione di leadership acquisita a livello di conoscenza del paese e dei suoi giacimenti; secondo, il costo per le casse libiche dell'eventuale stop di un contratto tutelato dagli arbitrati internazionazionali, come nel caso dei gruppi petroliferi, e terzo, il gasdotto GreenStream di Eni e della Libia porta nelle casse del governo circa 2-3 miliardi di euro l'anno. "Stiamo aumentando la nostra produzione e presenza a livello mondiale quasi piu' di chiunque altro - osserva infine Scaroni - e vogliamo continuare a fare cosi', lasciando per un attimo da parte la Libia".

14 - LOTTOMATICA: GTECH SIGLA CONTRATTO CON FRANCESE FDJ PER 500 APPARECCHI...
(Adnkronos) - Gtech Corporation, controllata di Lottomatica Group, ha firmato un contratto di 10 anni con La Française des Jeux (FDJ), la societa' che gestisce la lotteria nazionale francese, per la fornitura di 500 apparecchi Gemini Compact e dei relativi servizi, destinati alla vendita di biglietti per le lotterie istantanee. Si prevede che le macchine verranno consegnate nel quarto trimestre del 2011. Dal 2000 Gtech fornisce a FDJ prodotti e servizi per la lotteria.

'Continuiamo ad ascoltare i nostri clienti e a realizzare prodotti che rispondano al meglio alle esigenze e ai requisiti di un settore in continua evoluzione', ha dichiarato Jaymin B. Patel, ceo di Gtech. 'FDJ sara' la prima lotteria a introdurre sul mercato le macchine Gemini Compact che le permetteranno di offrire numerosi vantaggi ai suoi rivenditori e giocatori', ha proseguito.

 

Secondo i termini del contratto, Gtech fornira' a FDJ 500 macchine Gemini Compact che si aggiungeranno alle 500 unita' Instant to Go gia' operative, portando cosi' a 1.000 il numero di macchine presenti sul mercato francese.

15 - UNICREDIT: ERIK F. NIELSEN NOMINATO CAPO DELLA RICERCA ECONOMICA...
(Adnkronos) - UniCredit affida a Erik F. Nielsen, 54 anni, la qualifica di responsabile della ricerca economica, tassi e valute. Lo annuncia il gruppo, spiegando che Nielsen entrera' in carica il primo settembre di quest'anno: avra' la responsabilita' di formare le previsioni di UniCredit riguardo gli scenari macro-economici a livello globale e di comunicarle al mercato.

 

Inoltre, assume anche la posizione di vice responsabile di UniCredit Research, l'ufficio studi della banca, guidato da Thorsten Weinelt. Nielsen sara' basato a Londra.

16 - MODA: SANTO VERSACE, PRESUPPOSTI PER FORTE CRESCITA SETTORE LUSSO IN M.O...
(Adnkronos) - Ci sono tutti i presupposti per una crescita significativa del settore del lusso nei paesi del M.O. Lo evidenzia il presidente della Fondazione Altagamma, Santo Versace, in occasione del convegno che si e' svolto oggi a Milano dal titolo 'Cultura di consumo di alto di gamma nei paesi del golfo', organizzato da Altagamma e dal gruppo Chalhoub, uno dei suoi soci onorari e principale distributore e rivenditore di marchi di lusso nella regione mediorientale. La regione, del resto, la e' demograficamente giovane, considera lo shopping un'attivita' di svago e ha comportamenti di consumo logo driven. L'appuntamento di oggi e' stato dunque finalizzato a mettere a fuoco le possibili strategie che i marchi italiani, che intendono svilupparsi nella regione , possono o devono intraprendere.

 

La tavola rotonda ha riunito relatori come Vittorio Missoni (Missoni), Massimo Piombini (Valentino), Laudomia Pucci (Emilio Pucci), Gabriella Scarpa (Acqua di Parma) e Stefano Soncini (Tod's), per discutere con Versace e Armando Branchini (Fondazione Altagamma), Paolo Anselmi (GFK -Eurisko) e Patrick Chalhoub (Chalhoub Group).

La regione del Medio Oriente, secondo dati elebaorati da Altagamma e Chalhoub, rappresenta il 2% del mercato globale del lusso, con una crescita attesa del 10% per il 2011. In particolare, se si prendono in esame i consumatori, la regione si presenta con un profilo molto giovane, con il 50% della popolazione sotto i 30 anni.

 

17 - CREDEM: ACCORDO CON AGENZIA ENTRATE PER VERSAMENTO 45MLN EURO...
(Adnkronos) - Credem ha raggiunto un accordo stragiudiziale con l'Agenzia delle Entrate in merito alle operazioni di finanza aziendale contestate nella prospettiva dell'abuso del diritto'. Lo annuncia l'istituto emiliano, evidenziando che tale accordo, che chiude il contenzioso relativamente alle annualita' accertate, prevede, tra maggiori imposte e sanzioni, il versamento di 45 milioni di euro (oltre agli interessi di legge): a questo proposito Credem aveva gia' accantonato nel 2010, relativamente alla presente controversia, oltre 42 milioni di euro.

Credem ribadisce che, "nonostante vi sia il convincimento della correttezza del proprio operato, ha comunque ritenuto opportuno perseguire l'ipotesi di una definizione transattiva delle controversie al fine di evitare il protrarsi dell'attuale stato di incertezza ed in considerazione dell'orientamento, assai contrastato, della giurisprudenza in merito allo stesso 'abuso del diritto'".16-05-2011]

 

 

WALL ST. APRE IN CALO, LE BORSE EUROPEE VIRANO AL RIBASSO - L’ORO TORNA SOPRA I 1.500 $ - MARTEDÌ PROSSIMO FIAT SALIRÀ AL 46% DI CHRYSLER - IL PETROLIO CALA MA RIBASSI OMEOPATICI PER LA BENZINA (MENO DI 1 CENT) - FMI: MERKEL LODA LAGARDE MA NON S’IMPEGNA A SOSTENERLA - PER IL CAPO OCSE, AL FONDO SERVE UN NON EUROPEO - GLENCORE VA BENE MA NON SFONDA - CRESCONO IMPORT/EXPORT ITALIANI - GOLDMAN TAGLIA PONZELLINI - UTILE IN CRESCITA ALLA BANCA PER LE INFRASTRUTTURE DI INTESA - ABN AMRO NAZIONALIZZATA RADDOPPIA I PROFITTI

 

1 - WALL STREET APRE IN CALO, DJ -0,14%, NASDAQ -0,21%
(ANSA) - Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,14% a 12.587,50 punti, il Nasdaq cede lo 0,21% a 2.817,57 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,17% a 1.341,29 punti.

2 - BORSA: EUROPA FRENA DOPO AVVIO WALL STREET, MADRID DEBOLE...
(ANSA) - Borse europee poco mosse ma tendenti al negativo dopo l'apertura di Wall street: l'indice Stxe 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, perde poche frazioni di punto, con gli operatori incerti dopo il ritorno di fortissime tensioni sui titoli di Stato greci e, in modo minore, portoghesi.

In un clima che sembra farsi più pessimista in vista della chiusura, i mercati azionari principali ondeggiano tra segno positivo e negativo, con Madrid ancora colpita dalle vendite (-0,91%) e Atene tra le Borse minori in calo sensibile: -1,54%. Generalmente deboli i titoli delle auto, in ordine sparso i bancari: Bnp Paribas cede il 2,74% e il Banco Popolare l'1,70%, mentre Dexia cresce dell'1,71% e Societe generale sale dell'1,33%. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: - Londra +0,31% - Parigi -0,17% - Francoforte -0,53% - Madrid -0,91% - Milano -0,47% - Amsterdam -0,82% - Stoccolma +0,19% - Zurigo +0,13%.

 

3 - ORO: FIXING TORNA SOPRA QUOTA 1.500 DOLLARI L'ONCIA...
finanza.com - Questa mattina il fixing dell'oro si è attestato a 1.502,75 dollari, in crescita rispetto ai 1.493 dollari di ieri pomeriggio.

4 - CHRYSLER, FIAT SALIRÀ AL 46% IL 24/5 AL TERMINE DEL RIFINANZIAMENTO...
(LaPresse) - In una nota Chrysler ha spiegato come intende ripagare i 7,5 milairdi di dollari avuti dai governi americano e statunitense nel 2009 che hanno consentito il salvataggio da parte di Fiat del terzo costruttore automobilistico americano. In prima battuta Chrysler emetterà 3,2 miliardi di dollari di nuovi bond divisi in due tranche; 1,5 miliardi di dollari a 8 anni e con rendimento dell'8%, 1,7 miliardi di dollari a 10 anni con un rendimento dell'8,25%.

Altri 3 milairdi arriveranno invece da prestiti bancari. Fiat , Chrysler usufruira' inoltre di una linea di credito da 3 miliardi di dollari. Ai 6,2 miliardi di dollari così raccolti si aggiungerà un altro miliardo e trecento milioni in arrivo da Fiat, che consentirà anche al Lingotto di salire al 46% di Chrysler. L'operazione dovrebbe chiudersi entro il 24 maggio.

 

5 - LUCCHINI: FONDO APOLLO OFFRE 400MLN PER FILIALE FRANCESE ASCOMETAL...
Radiocor - Il fondo statunitense Apollo e' in trattative avanzate per acquistare il produttore siderurgico francese Ascometal (prodotti lunghi e ac ciai speciali), controllata della Lucchini. L'acquirente, gia' azionista di Constellium (ex Pechiney), ha offerto 300 milioni e proposto di accollarsi un debito di 100 milioni. I negoziati, a quanto risulta a Radiocor, stanno giungendo al termine. Il fondo ha chiesto circa un mese fa un periodo di esclusiva di sei settimane.

6 - DIRETTORE FMI,MERKEL LODA LAGARDE MA NON S'IMPEGNA PER SOSTENERLA...
(LaPresse/AP) - "Posso dire che tra i nomi che sono stati fatti, che hanno tutti un'ottima reputazione, anche io apprezzo molto quello del ministro delle Finanze francese". Così il cancelliere tedesco Angela Merkel ha lodato Christine Lagarde, da molti vista come possibile prossimo direttore del Fondo monetario internazionale. La Merkel non si è tuttavia impegnata personalmente per sostenere il suo nome: "La questione - ha aggiunto - non era conosciuta prima di ieri e non è un annuncio di una candidaturaè soltanto un'osservazione generale".

La francese Lagarde è emersa come una tra i principali candidati alla sostituzione di Dominique Strauss-Kahn, anch'egli francese, che si è dimesso mercoledì. La Merkel e altri leader europei hanno dichiarato che per loro il prossimo direttore dovrebbe essere un europeo, poiché il Fondo è profondamente coinvolto nei tentativi di contrastare la crisi del debito nell'eurozona.

 

7 - FMI: GURRIA (OCSE), E' TEMPO DI UN DG NON EUROPEO...
(ASCA-AFP) - E' arrivato il tempo per un direttore generale del Fondo monetario europeo non europeo. Lo ha detto il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria. Parlando a Parigi, Gurria ha detto che e' arrivato ''il momento del cambiamento'' per un direttore generale dell'Fmi non europeo. Gurria, parlando con i giornalisti ha spiegato che secondo lui e' ora possibile rompere la tradizione, che dura dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, secondo la quale il direttore generale del Fondo monetario internazionale debba essere un europeo, ma la scelta del successore di Dominique Strauss-Kahn, ha aggiunto il segretario generale dell'Ocse, deve essere presa in fretta.

Riguardo al ministro francese delle Finanze, Christine Lagarde, su cui sembrano convergere le candidature dei paesi europei, Gurria ha poi precisato che il suo lavoro e' stato ''formidabile'', ma non e' questo il punto. Il problema politico e' quello di scegliere un non europeo, ma, ha concluso Gurria, l'aspetto piu' importante riguarda il merito, non la cittadinanza.

 

8 - CARBURANTI, RITOCCO AL RIBASSO PER BENZINA E GASOLIO...
(LaPresse) - Scende il prezzo dei carburanti. Secondo i prezzi consigliati dalle compagnie riportati dal giornale online Staffetta Quotidiana, ritoccano al ribasso il costo alla pompa della benzina Eni, di 1 centesimo al litro a 1,573 euro al litro, Q8, di 0,5 centesimi a 1,572 euro al litro, Shell, di 0,5 centesimi a 1,578 euro al litro, e Tamoil, di 0,6 centesimi a 1,583 euro al litro. Il prezzo medio della benzina si attesta oggi a 1,571 euro al litro, e va dal massimo di Tamoil al minimo di IP (1,567 euro al litro).

Per quanto riguarda il gasolio, tagliano il costo alla pompa Eni, di 0,5 centesimi a 1,444 euro al litro, Esso, di 1 centesimo a 1,436 euro al litro, e Q8, di 0,5 centesimi a 1,433 euro al litro. Il prezzo medio del gasolio è di 1,438 euro al litro, compreso tra il minimo di Q8 e il massimo di Eni e Tamoil.

9 - FEDERMECCANICA: IN PRIMO TRIMESTRE 2011 PRODUZIONE +6,7% ANNUO...
(LaPresse) - La variazione tendenziale della produzione dell'industria metalmeccanica italiana nel primo trimestre del 2011 raffrontata allo stesso periodo del 2010 é del 6,7% ma i livelli conseguiti risultano ancora inferiori del 24,5% rispetto a quelli realizzati prima della precedente fase recessiva. È quanto si evince dall'indagine congiunturale di Federmeccanica, basata su dati Istat e presentata oggi, secondo la quale i dati di produzione, depurati delle componenti stagionali, indicano per il primo trimestre dell'anno una variazione congiunturale pari allo 0,8% rispetto al precedente trimestre caratterizzato da una crescita contenuta (+0,4%).

 

10 - ISTAT: IMPORT +2,4% ED EXPORT +2,8% CON EXTRA UE A APRILE SU MARZO...
(LaPresse) - I flussi commerciali dell'Italia con i Paesi extra Unione europea ad aprile 2011 registrano un tasso di crescita del 2,4% per le importazioni e 2,8% per le esportazioni, rispetto al mese di marzo. Lo comunica l'Istat nella stima preliminare sul mese scorso. Nell'ultimo trimestre la crescita congiunturale delle importazioni (+5,8%) continua a essere più sostenuta di quella delle esportazioni (+3,6%). La crescita ad aprile su base annua si mantiene su tassi elevati, con un balzo del 30% per le importazioni, in accelerazione rispetto alle variazioni tendenziali registrate nei due mesi precedenti, e del 17,8% per le esportazioni.

11 - OLANDA, UTILI PIÙ CHE RADDOPPIATI PER BANCA DI STATO ABN AMRO
(LaPresse/AP) - Gli utili di Abn Amro, la banca olandese di proprietà del governo, sono più che raddoppiati nel primo trimestre, grazie anche alla riduzione dei costi. I profitti hanno raggiunto 539 milioni di euro, rispetto ai 250 milioni di un anno fa, con Abn che ha tagliato oltre 3.400 posti di lavoro, il 12% dei lavoratori. L'istituto è stato nazionalizzato durante la crisi finanziaria del 2008 insieme al braccio olandese dell'allora ditta proprietaria, l'ormai defunta Fortis, costando al governo 28 miliardi di euro. Abn ha ora un equity value di 12,8 miliardi di euro.

 

12 - CONTRATTI, BONANNI: DIVISIONI CON CGIL, NON VEDO USCITA UNITARIA...
(LaPresse) - "Sulle vicende contrattuali si resta distanti. Speriamo che in seguito ognuno possa fare uno sforzo, ma la Cgil mantiene la stessa linea: qualora ci fossino fatti nuovi ce lo faccia sapere e saremo pronti a discuterne". Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, lasciando la sede della foresteria di Confindustria al termine dell'incontro tra i tre sindacati confederali e la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia. A chi gli chiedeva se ci fosse un riavvicinamento tra i sindacati, Bonanni ha risposto: "No, non c'è e basta con le tempeste lessicali, non è una rappresentazione teatrale come quella dei partiti", sottolineando che "quando uno fa l'accordo lo fa senza se e senza ma".

13 - BP MILANO IN CALO. GOLDMAN SACHS E NOMURA TAGLIANO TP...
Trend Online - L'ultima seduta della settimana viene vissuta in calo da Banca Popolare di Milano che non riesce a trovare alcun sostegno negli spunti positivi offerti dal Ftse Mib. Il titolo, dopo ave archiviato la sessione di ieri con un ribasso di quasi un punto e mezzo percentuale, perde ancora terreno quest'oggi. Mentre scriviamo Banca Popolare di Milano viene scambiato a 2,11 euro, con una flessione dello 0,47% e oltre 4,2 milioni di azioni passate di mano fino ad ora. Ad appesantire il titolo contribuisce la revisione al ribasso della valutazione decisa da Goldman Sachs e da Nomura.

 

La banca americana ha confermato la raccomandazione "neutral" sul titolo, riducendo il prezzo obiettivo da 3,5 a 2,6 euro, sulla scia di una rivisitazione delle stime relative all'eps che per l'anno in corso passano da 0,31 a 0,256 euro e per il 2011 da 0,43 a 0,39 euro. Lo stesso rating "neutral" viene confermato da Nomura che ha abbassato il target price da 3,5 a 2,7 euro. Gli analisti fanno sapere che dopo i risultati del primo trimestre, hanno aumentato il numero di azioni nel loro modello per tenere conto dei mutati termini del prestito convertibile. Il broker giapponese mantiene un atteggiamento di cautela prima dell'aumento di capitale, in attesa di maggiori dettagli sul piano di ristrutturazione.

14 - DEBUTTO FIACCO IN BORSA PER IL TRADER GLENCORE...
Christopher Hughes per "La Stampa" - La quotazione da 61 miliardi di dollari di Glencore ha fatto registrare un leggero aumento delle quotazioni nelle prime ore di scambio. Dopo i numerosi collocamenti andati male in Europa, un risultato di questo tipo può già essere considerato un successo. Ma è difficile pensarla così per un'Ipo tanto enfatizzata come Glencore. Il trader di materie prime svizzero avrebbe potuto concedere qualcosa di più. Quando il prezzo è ben studiato, il titolo dovrebbe aumentare il suo valore al debutto, ma non troppo.

Se l'incremento è del 5%-10%, con guadagni stabili, significa che il prezzo dell'offerta non era troppo basso, ma può ancora attirare una domanda alta da parte degli investitori principali. Ieri le azioni di Glencore sono salite del 4% all'apertura delle contrattazioni riservate - ma poi sono scese quasi al di sotto dei 530 pence fissati per l'emissione. All'ora di pranzo si erano risollevate del 2,2%, arrivando a 541,5 pence.

 

Secondo fonti vicine alla società, Glencore avrebbe potuto agevolmente collocare tutte le azioni all'estremo superiore della forchetta, fissato a 580 pence. Tuttavia, il prezzo del titolo sembra indicare che gli acquirenti disposti a pagare quella cifra non fossero rappresentativi del mercato allargato. Probabilmente tra loro vi erano alcuni speculatori interessati soltanto al "mordi e fuggi". La performance sembra un po' debole anche considerando le forti basi di sostegno di Glencore. Un terzo dell'emissione era già stato venduto a un gruppo di investitori, l'interesse sui fondi indicizzati era garantito e c'erano circa 23 bookrunner.

Il range di prezzo è stato perfino rialzato durante il marketing. Il management di Glencore aveva però espresso l'intenzione di lasciare una parte del valore a disposizione dei nuovi investitori. Occorre inoltre considerare la ragione principale per cui Glencore ha deciso di quotarsi in Borsa: quella di creare un capitale permanente con cui finanziare la crescita futura. Considerando la probabile ambizione di Glencore di utilizzare a breve termine i propri titoli per acquistare il colosso minerario Xstrata, nel quale possiede una partecipazione del 34,5%, ogni giorno di contrattazione con una buona performance ha la sua importanza.

15 - GIAPPONE,TEPCO SI RIORGANIZZA DOPO CRISI NUCLEARE E SUCCESSIVE PERDITE...
(LaPresse/AP) - "Mi sto dimettendo per aver fatto crollare la fiducia del pubblico nell'energia nucleare e per aver causato così tanti problemi e paure alla gente... Ho voluto assumermi la responsabilità gestionale e concludere in maniera simbolica". Sono le parole di Masataka Shimizu, l'ormai ex amministratore delegato della Tepco, società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, la più danneggiata dallo tsunami in Giappone.

 

Shimizu, nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato la decisione, si è inchinato per le scuse tradizionali giapponesi e ha detto quindi che rimarrà come consulente a tempo indeterminato, senza essere pagato. Al suo posto arriverà Toshio Nishizawa, 60 anni, la cui nomina diventerà ufficiale dopo la riunione degli azionisti di giugno.

Presidente resterà Tsunehisa Katsumata, 71 anni, ex ceo, che ha assunto il ruolo di leadership dopo la crisi nucleare e ha guidato la compagnia soprattutto durante i periodi di assenza di Shimizu. Sarà lui a garantire la continuità, in un momento difficile testimoniato anche dall'annuncio di oggi di 15 miliardi di dollari di perdite nell'esercizio chiuso il 31 marzo.

 

Le perdite totali a causa del disastro saranno sicuramente maggiori e comprenderanno anche i risarcimenti alle migliaia di persone costrette a lasciare le case vicino all'impianto e alle imprese i cui prodotti sono stati danneggiati dalle radiazioni, per esempio allevatori e pescatori. Shimizu ha detto che la società prevede di vendere gli asset per garantire oltre 600 miliardi di yen (7,4 miliardi di dollari) di finanziamenti. Il consiglio di amministrazione ha promesso inoltre che non prenderà stipendi e altri dirigenti avranno tagli in busta paga dal 40 al 60%.


16 - INTESA SP: BIIS, IN PRIMO TRIMESTRE UTILE CRESCE A 48 MLN...
(Adnkronos) - Biis, Banca Infrastrutture innovazione e Sviluppo, la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al public finance e alla collaborazione tra pubblico e privato, chiude il primo trimestre 2011 rafforzando la propria attivita' al servizio del settore pubblico, delle infrastrutture, dei servizi pubblici e della sanita' sia in Italia che all'estero. Nei primi tre mesi del 2011 Biis ha conseguito proventi operativi netti a 96 milioni (+44,6% rispetto a marzo 2010), risultato della gestione operativa a 82 milioni (+62,5%) e risultato netto a 48 milioni (+70,5%).

L'accelerazione dei proventi operativi netti (in crescita del +6,5% dal quarto trimestre 2011), del risultato della gestione operativa (+14,7%) e del risultato netto (+35,1%), e l'elevato importo dei finanziamenti erogati negli ultimi 12 mesi (3,5 miliardi in Italia e 1 miliardo all'estero) confermano l'intensa attivita' della banca, attraverso il consolidamento della leadership nel mercato domestico ma anche la crescita al di fuori dei confini nazionali.

 

"I risultati del primo trimestte 2011 di Biis, con crescita a due cifre dei principali indicatori, oltre a riempirci di soddisfazione- dichiara Mario Ciaccia, amministratore delegato di Biis- ci offrono l'incoraggiante indicazione che per il nostro Paese si inizia a intravedere la luce alla fine del tunnel. le imprese ci sono, le banche sono al loro fianco e con una politica che sta iniziando ad indicare le priorita' del sistema e a dettare le regole certe e necessarie mi auguro che riusciremo a riattivare quei progetti infrastrutturali sui quali cammina il futuro del nostro Paese.

Il piano industriale di gruppo ci vuole in crescita in tutti i settori di attivita' della P.A., e il primo trimestre e' in linea con le piu' rosse attese. Ma c'e' un settore nel quale vogliamo crescere di piu' e al quale puntiamo: l'internazionalizzazione delle nostre attivita' per accompagnare le nostre aziende che vogliono andare all'estero e per supportare i paesi dove insistono le nostre banche'.

 [20-05-2011]

 

 

LE PRIME PAGINE DEI QUOTIDIANI INTERNAZIONALI - NETANYAHU: ISRAELE DISPOSTA A CEDERE PEZZI DELLA PROPRIA TERRA PER UNA VERA PACE - L’EUROGRUPPO APPROVA I 78 MILIARDI PER IL PORTOGALLO - nessuna salva STRAUSS-KAHN: resta IN CARCERE. Negata la possibilità di uscire sotto una cauzione di 1 milione di dollari - SI APRE IL DIBATTITO SUL SUCCESSORE - Il Giappone ignorò e tenne a lungo nascosti i rischi nucleari - Roma inasprisce le regole contro la pedofilia - ACCORDO DELL’ARTICO: LE TRATTATIVE DI BP PER L’ALLEANZA CON ROSNEFT VICINE AL COLLASSO - La Germania è il paradiso dei ladri

DAGOREPORT

 

1 - THE NEW YORK TIMES - In apertura, "New York indaga sul ruolo avuto dalle banche nella crisi" - "Il giudice nega la cauzione al capo dell'Fmi accusato di stupro" - Al centro, "Il Giappone ignorò e tenne a lungo nascosti i rischi nucleari"

2 - INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE - EUROPE - In apertura, "Il giudice nega a Strauss-Kahn la cauzione" - Al centro, "Mandato d'arresto per crimini di guerra contro Gheddafi"

 

3 - THE WALL STREET JOURNAL - EUROPE - In apertura, "Il capo dell'Fmi in prigione senza cauzione" - L'accordo artico di Bp bloccato dai partner in Tnk-Bp"

4 - LE FIGARO - In apertura, "Strauss-Kahn, la prigione. Deve abbandonare l'Fmi. Deve rinunciare alle elezioni" - In alto, "Mandato d'arresto internazionale contro Gheddafi"

5 - LE MONDE - In apertura, "L'affaire Strauss-Kahn: un sisma per l'euro, l'Fmi e la gauche"

6 - LES ECHOS - In apertura, "Atto d'accusa 1225782. La giustizia newyorkese nega a Dsk il rilascio sotto cauzione" - Al centro, "Auto, l'enorme costo industriale del sisma giapponese" - "Btp, i costruttori cinesi alla conquista dell'Europa dell'est"

 

7 - LA TRIBUNE - In apertura, "Il dopo Strauss-Kahn: si mescolano le carte. L'Fmi e le ambizioni dei paesi emergenti" - In basso, "La siccità entra in una fase critica"

8 - LIBÉRATION - A tutta pagina, la foto di Strauss-Kahn e la sigla: "K.O."

 

9 - AUJOURD'HUI - In apertura, Strauss-Kahn: "KO su due piedi"

10 - LE DAUPHINE - In apertura, Strauss-Kahn: "Discesa agli inferi"

11 - LA CROIX - In apertura, "Roma inasprisce le regole contro la pedofilia" - In alto, "Strauss-Kahn, una carriera brillante, una personalità dalle mille facce"

12 - THE GUARDIAN - In apertura, "la Corte accusa Gheddafi di crimini di guerra" - "Down and out in Manhattan: il capo dell'Fmi resta in carcere. Negata la possibilità di uscire sotto una cauzione di 1 milione di dollari"

13 - THE INDEPENDENT - A tutta pagina, "Niente bailout per il capo dell'Fmi"

 

14 - THE DAILY TELEGRAPH - In apertura, "Il ministro Huhne va allo scontro con l'ex moglie per salvare la carriera" - "Il capo dell'Fmi seduto accanto alla feccia di New York"

 

15 - FINANCIAL TIMES - In apertura, "Niente salvataggio da 1 milione di dollari per il capo dell'Fmi" - Di spalla, "Le trattative di Bp per l'alleanza con Rosneft sono vicine al collasso"

16 - EL PAIS - In apertura, "Il giudice ordina la prigione. Nessun rilascio su cauzione per Strauss-Kahn: c'è il rischio che fugga" - Di spalla, "L'Eurogruppo approva i 78 miliardi per il Portogallo" - L'Aia chiede l'arresto di Gheddafi per la repressione dei ribelli"

17 - EL MUNDO - In apertura, "Il giudice non crede a Strauss-Kahn e lo mette in galera senza cauzione" - "Il Banco di Spagna nascose per otto mesi il buco della Cam"

18 - FRANKFURTER ALLGEMEINE - In apertura, "Il procuratore dell'Aia emette un mandato d'arresto contro Gheddafi" - "Si apre il dibattito sul successore di Strauss-Kahn"

 

19 - BILD - "Il finanziere del sesso rimane in prigione"

20 - DIE WELT - In apertura, "La Germania è il paradiso dei ladri" - In alto, "Un alibi per Strauss-Kahn!"

21 - HAARETZ - In apertura, "Netanyahu: Israele disposta a cedere pezzi della propria terra per una vera pace"17-05-2011]

 

 

LA GRECIA METTE PAURA ALLE BORSE - BERLINO PENSA ALL’AD di Deutsche Bank ACKERMANN PER IL DOPO STRAUSS-KAHN - IL PRIMO BOND GOOGLE VALE TRE MLD - AUTO GIÙ IN EUROPA: -3,8% LE IMMATRICOLAZIONI DI APRILE, FIAT -7,8% - BERNABÈ BRASILEIRO - GHIZZONI GUARDA A EST - MEDIASET E L’OPA (GRATIS) SU DMT - LIGRESTI A PROVA DI RIASSETTO - SALARI VITTORIANI A LONDRA - Il titolo As Roma (-32% da inizio 2011) ha segnato ieri un ulteriore calo del 3,33% in Borsa, a 0,71 euro, annullando oltre due anni di speculazioni…

1. BORSA: LISTINI UE APRONO NEGATIVI, PESANO TIMORI SU GRECIA...
Radiocor - La chiusura in rosso di Wall Street e i nuovi timori sul debito greco penalizzano le Borse europee che aprono in territorio negativo. A Milano l'Ftse Mib cede lo 0,22% e l'All Share lo 0,19%, Parigi perde lo 0,36% e Francoforte lo 0,43%. A Piazza Affari la migliore e' Pirelli (+0,8%). Finanziari in recupero mentre Tenaris cede l'1,8%.

 

2. BORSA: ASIA CONTRASTATA SU TIMORI GRECIA, TIENE TOKYO...
(ANSA) - Scivolano gli indici guida in Asia sui timori per la crisi del debito, guardando in particolare alla Grecia, e dopo i deludenti dati economici Usa su manifattura e asset finanziari che alimentano le preoccupazioni per una ripresa globale. Recupera sul finale Tokyo, aiutata dallo yen debole sul dollaro, che chiude poco sopra la parità. Bene Shanghai con le materie prime. Samsung Electronics cede lo 0,8%, LG Electronics lo 0,9%, Toyota Motor l'1,1%. Tonfo di Tokyo Electric Power (-12%) dopo che Moody's ha declassato il suo rating.

Tengono le materie prime con BHP Billiton in rialzo dell'1,5%, Rio Tinto l'1,4%. China Shenhua Energy, il più grande produttore di carbone della nazione, ha fatto un balzo del 3%, Yanzhou Coal Mining del 3,4%. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle princioplai borse di Asia e Pacifico. - Tokyo +0,09% - Hong Kong -0,30% (seduta in corso) - Shanghai +0,38% (seduta in corso) - Taiwan -0,31% - Seul +0,12% - Sidney +0,73% (seduta in corso) - Singapore chiusa - Bangkok chiusa - Giakarta chiusa.

3. MORNING NOTE: L'AGENDA DI MARTEDI' 17 MAGGIO...
Radiocor - Milano - conferenza stampa di Banca Carige per la presentazione dei risultati del primo trimestre.

Milano - presentazione della nuova campagna UniCredit.

 

Bruxelles - riunione Ecofin. Partecipa tra altri, Giulio Tremonti, ministro dell'Economia e delle Finanze.

Roma - convegno Crescere in equilibrio tra flessibilita' ed efficienza', organizzato dall'Abi e da HR C con la partecipazione di Maurizio Sacconi e Giuseppe Mussari

4. MORNING NOTE: ECONOMIA E FINANZA DAI GIORNALI...
Radiocor - BCE: L'Eurogruppo designa Draghi alla presidenza. Ora l'esame del Parlamento Ue (dai giornali). Bini Smaghi, Grilli, Saccomanni e Visco: quei quattro papabili per la successione in Bankitalia (Il Sole 24 Ore, pag. 2)

ELEZIONI AMMINISTRATIVE: Milano punisce Pdl e Lega. Letizia Moratti sotto di 6 punti. Giu' il Pdl, il terzo polo non sfonda. Lega delusa, tensione con gli alleati. Il Pd vince subito a Torino e Bologna, ma a Napoli e' superato dall'Idv di De Magistris (dai giornali).

FONDAZIONI BANCARIE: Il voto riapre i giochi su Cariplo e San Paolo. In caso di ribaltone, a Milano Guzzetti piu' forte (Il Sole 24 Ore, pag. 8)

FMI: Strauss-Kahn resta in carcere, rischia settant'anni. Fondo alla ricerca di un sostituto (dai giornali)

CRISI: Si' dell'Europa agli aiuti per il Portogallo. Nessuna decisione sulla Grecia (dai giornali)

BORSE: Si infiamma il risiko dei listini. Nasdaq e Ice si ritirano dalla corsa per il Nyse. Controfferta canadese per Tmx (dai giornali). Adesso per Londra la tentazione si chiama Singapore (Il Sole 24 Ore, pag. 39). Il mercato alternativo Bats punta all'Ipo (Il Sole 24 Ore, pag. 39)

 

USA: toccato il tetto del debito, serve un'intesa al Congresso (dai giornali)

PARMALAT: Al cda il verdetto sull'Opa. Ok dei sindacati (dai giornali). Verso il no all'offerta. Lactalis cerca un super manager per la guida (Il Messaggero, pag. 29)

UNICREDIT: Cda in allerta il 30 maggio per la ristrutturazione dei cashes (Il Messaggero, pag. 30)

RINASCENTE: La vendita va in tribunale. Il giudice fissa l'udienza il 24 maggio, prima dell'assemblea per la cessione ai thailandesi (Corriere della Sera, pag. 45)

UBI BANCA: con il nuovo piano punta a utili da 1,1 miliardi nel 2015. Prevede di chiudere l'aumento di capitale entro l'estate (dai giornali)

FIAT: Chrysler emettera' piu' bond. L'ammontare delle obbligazioni dovrebbe salire oltre i 2,5 miliardi. Prevista una riduzione dei prestiti bancari dopo i dubbi degli investitori sui rendimenti offerti (Il Sole 24 Ore, pag. 43)

FONDIARIA-SAI: Si prepara ad alzare i target (dai giornali)

MEDIASET: punta al 65% di Dmt senza opa. Ma e' difficile sostenere che si tratti di un salvataggio (Repubblica, pag. 31)

LUSSO: Damiani pronta a vendere 18% di Pomellato, mandato a Mediobanca per valutare le opzioni (Il Sole 24 Ore, pag. 40)

CARIGE: Ok al piano industriale, assicurazioni e banca si integrano. Crescita interna, escluse acquisizioni (Il Secolo XIX, pag. 18)

CREDEM: versa 45 milioni e chiude il contenzioso con il Fisco (dai giornali)

RHIAG: La prima matricola del 2010 debutta a giugno sul listino Star e guarda all'Est Europa (dai giornali)

IKEA: Apertura annullata in provincia di Pisa, tempi troppo lunghi per l'ok (dai giornali)

EXPORT: In corsa il deficit commerciale italiano. Disavanzo quasi raddoppiato nel primo trimestre (Il Sole 24 Ore, pag. 23)

 

DIRITTO D'AUTORE: Zegna, il design va protetto (Il Sole 24 Ore, pag. 29)

RIFIUTI: Imprese in allarme, lettera al governo per lo stop al sistema Sirti (dai giornali)

5. STRAUSS-KAHN:BILD,BERLINO PENSA DI CANDIDARE ACKERMANN A FMI...
(ANSA) - La Germania potrebbe avanzare la candidatura dell'amministratore delegato di Deutsche Bank, Josef Ackermann, alla guida del Fondo Monetario Internazionale dopo il clamoroso arresto a New York di Dominique Strauss-Kahn. E' quanto scrive la Bild, aggiungendo che un altro papabile candidato, sempre appoggiato da Berlino, potrebbe essere il presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo Thomas Mirow.

6. GOOGLE, PRIMO BOND VALE TRE MILIARDI...
Da "la Repubblica" - Google lancia il suo primo bond. Un´emissione da 3 miliardi di dollari per finanziare i piani di crescita della società. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal il primo motore di ricerca al mondo offrirà obbligazioni con scadenza tre, cinque e dieci anni. Il bond ha già ricevuto una valutazione "Aa2" da Moody´s e "AA2" da Standard & Poor´s.

7. AUTO EUROPA: -3,8% IMMATRICOLAZIONI APRILE, GRUPPO FIAT -7,8%...
Radiocor - Le immatricolazioni di auto in Europa (Ue 27+ Efta) nel mese di aprile sono scese del 3,8% dallo stesso mese dello scorso anno a 1.128.327 unita' da 1.172.476. Nei primi quattro mesi dell'anno il declino ammonta al 2,4% a 4.820.870 vetture immatricolate. Da ricordare che aprile 2010 ha potuto giovarsi di un giorno lavorativo in piu'. Il mese appena trascorso ha segnato una contrazione dei maggiori mercati, con l'eccezione della Germania (+2,6%).

In Italia la domanda e' scesa del 2,2%, in Gb del 7,4%, in Francia dell'11,1% e in Spagna del 23,3%. La Germania e' anche risultato il maggior mercato, seguita da Francia, Italia, Gb e Spagna. Da gennaio ad aprile la crescita e' prevalsa in due terzi del mercato, ma sono rimasti cedenti l'Italia (-19,0%), la Gran Bretagna (-8,5%) e la Spagna (-26,3%). Anche nei primi 4 mesi la Germania e' stato il maggior mercato. Il Gruppo Fiat ha segnato un aprile una flessione del 7,8% a 82.315 unita', con una quota di mercato in calo dal 7,6% a 7,3%.

 

8. MISSIONE DI BERNABÈ NEL BRASILE DI ROUSSEFF...
A. Ol. per "Il Sole 24 Ore" - Dalla missione in America latina, il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè, è tornato con due proposte di collaborazione in Brasile con il settore parastatale. La prima prevede di rispondere alla chiamata governativa di portare la banda larga a 35 milioni di famiglie entro il 2014, alleandosi con Telebras, che è il veicolo statale individuato per sviluppare il servizio nell'ambito di un'iniziativa che potrebbe coinvolgere anche la fibra ottica di proprietà di Petrobras, la compagnia petrolifera nazionale, ed Eletrobras, l'Enel brasiliana.

La seconda è quella di esportare l'esperienza delle Poste italiane nella telefonia mobile costituendo con Correios un operatore "virtuale". Tutto ciò a prescindere dalla mossa che porterà ad aumentare il flottante di azioni ordinarie di Tim Participaçoes come step preliminare per possibili operazioni di aggregazione (carta contro carta, come era stata fatto con Intelig), se se ne presenterà l'occasione.

9. GOVERNANCE LIGRESTI A PROVA DI RIASSETTO...
L. G. per "Il Sole 24 Ore" - A Massimo Pini, vice presidente di Fondiaria Sai, un compenso speciale per le nuove deleghe ricevute dal consiglio di amministrazione del gruppo assicurativo il 22 febbraio scorso. È quanto ha approvato il comitato remunerazioni della compagnia assicurativa qualche settimana fa. In tutto si tratta di una cifra attorno ai 500 mila euro che gli verrà corrisposta per un anno e che, sommata agli emolumenti già previsti per le altre cariche coperte nel gruppo, dovrebbe permettere al braccio destro di Salvatore Ligresti di incassare nel 2011 più di 1 milione di euro.

 

D'altra parte, assicurano fonti interne, Pini ha fornito e fornisce un contributo prezioso nel coordinare le iniziative di dismissioni in itinere, Atahotel e Ddor comprese. E poi c'è da considerare il processo di revisione della struttura organizzativa del gruppo che potrebbe portare alla soppressione di alcuni incarichi e compensi riguardanti Pini stesso. Insomma, un bonus in vista di possibili tagli ma anche un paracadute anti UniCredit, perché non sia mai che l'ingresso della banca nel capitale ne ridimesioni il ruolo.

10. GHIZZONI RAFFORZA LO SGUARDO A EST...
V.D.R. per "Il Sole 24 Ore" - UniCredit affida al danese Erik F. Nielsen, 54 anni, la ricerca economica, tassi e valute in sostituzione di Marco Annunziata passato mesi fa a General Electric . Prima di entrare in UniCredit, Nielsen, un vero asso del mestiere, ha lavorato per più di 15 anni presso Goldman Sachs a New York e a Londra fino ad assumere la qualifica di capo economista per l'Europa con la supervisione sui team di ricerca economica per l'Europa, l'Europa Centro Orientale, il Medio Oriente e l'Africa. Non solo.

 

Prima Nielsen ha lavorato all'Fmi, come economista per l'Europa orientale, mentre presso la Banca Mondiale si è dedicato in particolare all'economia russa. Insomma Federico Ghizzoni, ad dell'istituto di Piazza Cordusio si è scelto un chief economist capace di scrutare oltre che l'Europa core (Germania e Italia) quella più dinamica dell'est con la Polonia e la Turchia, in primo piano , l'area chiave, dove Ghizzoni ai tempi di Alessandro Profumo, ha contribuito a creare la proiezione internazionale di UniCredit. Una scelta coerente con la visione.

11. IL RILANCIO DI AS ROMA NELLA BORSA DI ZIO TOM...
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Il titolo As Roma (-32% da inizio 2011) ha segnato ieri un ulteriore calo del 3,33% in Borsa, a 0,71 euro, annullando oltre due anni di speculazioni e voci di mercato su imminenti Opa a prezzi di 1,5- 1,7 euro per azione. L'allineamento del titolo al valore dell'offerta obbligatoria di DiBenedetto (0,67 euro) e ai fondamentali economici della squadra (106 milioni di ricavi e 21,9 milioni di perdite nell'ultimo esercizio) sono accompagnati da una normalizzazione del dibattito sul futuro della società.

 

Ora, grazie anche agli interventi della Consob, le radio e i siti dei tifosi romanisti non anticipano più voci più di cordate improbabili e di Opa, trascinando su investimenti sballati migliaia di tifosi-risparmiatori, ma chiedono a Thomas DiBenedetto di comprare «almeno una decina di nuovi giocatori». Insomma, fra imprecazioni contro i responsabili di questo campionato, «tocca fare piazza pulita», e auspici per il prossimo anno, l'invito sui siti a comprare oggi è ben rivolto: «speriamo che lo Zio Tom faccia tanti acquisti».

12. MEDIASET E L´OPA DMT...
Giuliano Balestreri per "la Repubblica" - Questione di Opa. Quella che divide Mediaset da Dmt, la società delle torri tv di Alessandro Falciai. Il Biscione punta al 65% del gruppo senza spendere un euro, con una fusione di Elettronica Industriale in Dmt: un´operazione che secondo gli analisti permetterà a Mediaset di «scoprire un valore nascosto di 550 milioni di euro». Numeri che compenserebbero anche la caduta della raccolta pubblicitaria di Telecinco (-10% ad aprile) e Mediaset (-2,4% a fine marzo).

 

E per gli esperti, le torri garantiranno un alto punteggio per il beauty contest del digitale diventando una delle «principali fonti di reddito del gruppo». A patto di scongiurare l´Opa. Ma sarà difficile sostenere che si tratti di un salvataggio: nel primo trimestre Dmt è tornata in nero e l´ebitda a 7,6 milioni vale il 50% dei ricavi. A fine anno arriverà a 30 milioni con ricavi per 60.

13. DISPARITÀ SALARIALE LONDRA È TORNATA ALL´ERA VITTORIANA...
Enrico Franceschini per "la Repubblica" - L´anno scorso il salario medio britannico è stato di 25.800 sterline (circa 30 mila euro). Nello stesso anno, il salario medio dei presidenti o amministratori delegati della Ftse 100, ovvero delle 100 maggiori aziende quotate alla Borsa di Londra, è stato di 4 milioni e mezzo, cioè 145 volte più grande di quello medio nazionale.

 

Questi dati, contenuti in un rapporto della High Pay Commission, creata dal governo per esaminare il problema della crescente diseguaglianza salariale, confermano che il gap aumenta.

La disparità fra gli stipendi dei top manager e quelli del resto della popolazione ha raggiunto gli stessi livelli che esistevano nel 1940, afferma il rapporto, ed entro il 2030, se il trend prosegue, raggiungerà un livello non visto in Gran Bretagna dall´inizio del Novecento, ossia dall´era Vittoriana, picco della disparità sociale dalla rivoluzione industriale in poi.

La commissione, presieduta da Deborah Hargreaces, una ex-dirigente del Financial Times, ha inoltre riscontrato che non c´è relazione tra il vertiginoso aumento di stipendio dei top manager dell´industria privata e pubblica e il buon andamento delle prestazioni delle aziende da essi amministrate: al contrario, vi sono indizi che le prestazioni sono peggiorate, mentre gli stipendi dei dirigenti aumentavano.

«E´ una questione di giustizia resa ancora più amara ora che milioni di lavoratori subiscono il più forte peggioramento dei loro standard di vita da decenni a questa parte», commenta la sindacalista Niclla Smith, presidente del Tuc. Un´indagine parallela dell´Institute for Fiscal Studies indica che il gap è cresciuto maggiormente negli anni in cui era al potere il Partito laburista di Blair e Brown. [17-05-2011]

 

 

 

1- DISFATTA AD PERSONAM! SULLA "STAMPA" DI MARIOPIO CALABRESI, CHE SAREBBE STATO UN BEL CANDIDATO DEL PD A MILANO SE SOLO AL PD ROMANO AVESSERO UN PO’ DI CERVELLO, C’E’ UNA FOTO DI BOSSI (VEDI SOPRA IL TITOLAZZO) CHE DA SOLA VALE OTTOMILA TITOLI IN PRIMA PAGINA. STORCE LA BOCCA INCAZZATO, COME SE GUARDASSE IL POMPETTA E DICESSE: LA FESTA è FINITA, CON TE NON C’E’ PIU’ NIENTE DA FARE" - 2- SUL CORRIERE ELKANIZZATO, LUIGI FERRARELLA E MARIO GEREVINI METTONO A SEGNO UN TRISTE SCOOP: "EREDITA’ AGNELLI, L’INCHIESTA FERMATA DA VADUZ E SVIZZERA. L’IPOTESI DEI PM: RICICLATI 800 MILIONI RICONDUCIBILI ALL’AVVOCATO" (P. 39!!!). ALMENO GLI REVOCASSERO IL TITOLO DI SENATORE A VITA, VISTA LA BENEMERENZA ACCERTATA NELLO SCRUPOLOSO VERSAMENTO DELLE TASSE AL FISCO ITALIANO -

A cura di Minimo Riserbo e Pippo il Patriota

 

1 - DISFATTA AD PERSONAM...
e' il titolo del Cetriolo Quotidiano in prima pagina, per sottolineare un dato che i tiggi' di Raiset hanno sottovalutato: "Nella sua citta' il premier fermo a 27.972 preferenze. Ne aveva 52.577. E' il segno che gli stessi elettori del pdl non ne possono piu'. E se Bossi lo molla, addio governo".

Lo sanno bene i republicones di Eziolo Mauro (il suo editoriale riassume perfettamente il fallimento politico del CaiNano), che guardano con rinnovata speme al compagno Bossi. "Se la Moratti perde anche il ballottaggio, per noi e' difficile rimanere li'" (p. 3).

 

Sulla Stampa di Mariopio Calabresi, che sarebbe stato un bel candidato del Pd a Milano se solo al Pd romano avessero un po' di cervello, c'e' una foto di Bossi che da sola vale ottomila titoli in prima pagina. Storce la bocca incazzato, come se guardasse il Pompetta e dicesse: la festa e' finita, con te non c'e' piu' niente da fare". (p.3).

Sul Pompiere della Sera continua l'imbarazzata e imbarazzante afasia del direttore don Flebuccio de Bortoli, che ieri non ha trovato in tutta via Solferino una postazione libera per vergare il suo attesissimo editoriale su Milano. Anche oggi il primo sfoglio del giornale esibisce una serie di titoli negazionisti da far invidia a Denis Verdini, ma poi ecco lo scatto di classe improvviso: una bella foto di Giulietto Treconti in posa da statista agile ed elegante sotto il titolo beneaugurante "Gli alleati concordi, per risollevarsi rilancio sull'economia" (p. 2).

 

Poi viene abilmente messo in bocca al moderato di turno l'auspicio delle elite corrucciate delle banche finanziatrici dell'Expo: "Bossi: solo con il Cavaliere si fanno le riforme" (p. 5). Si', ma con i costruttori giusti, le macchine movimento terra dei calabresi e gli smaltimenti degli amici lumbard.

2 - PILLOLE DI SITUAZIONISMO...
Non c'e' solo il Pdl che perde ad Arcore e a Olbia, nelle due roccaforti del bunga bunga, ma una serie di bizzarrie che fanno ben sperare per il divertimento prossimo venturo. A Milano, Luca Mangoni, il Supergiovane di Elio e le Storie tese, si piglia 1068 voti e sbarca a palazzo Marino con Milly Moratti. Ornella Vanoni ha invece portato solo 36 voti a Donna Mestizia, mentre l'intelligentissimo Claudietto Martelli ha conquistato la bellezza di 83 preferenze nell'incappucciatissima Siena. A Bologna, la sedicente femma fatale Cinzia Cracchi ha raccolto 30 voti

 

3 - PIU' NOTIZIE MENO PASTONI, MAMMA RAI RIDACCI I SOLDI...
A pagina 24 di Repubblica, pubblicita' a pagamento di Altroconsumo, che lancia una grave provocazione contro il pluralismo partitocratico: un'azione collettiva risarcitoria contro la Rai "per non aver rispettato gli obblighi di un'informazione obiettiva, imparziale ed equilibrata assunti attraverso il contratto di servizio pubblico". Per aderire basta telefonare al numero 800.131.889

 

4 - POTERI ARROCCATI...
Meravigliosa uscite da civil servant nella guerra per il dopo-Draghi. "Resto all'Eurotower, sono inamovibile" Bini Smaghi alza il prezzo dell'addio. Il banchiere in trincea, ma su Bankitalia sara' decisivo Napolitano" (Rep p. 27). Stefano Feltri spiega bene la partita doppia e tripla: "Tutto dipende da Bini Smaghi. Per rispettare lo statuto Bce bisogna trovargli subito un'altra poltrona: o governatore o direttore generale" (Cetriolo quotidiano, p. 14)

 

Intanto arriva un bel segnale di garantismo peloso anche dai maschietti ai vertici della politica e della finanza mondiale: "Donne contro uomini all'Ecofin. Due ministre: Strauss Kahn si dimetta subito. Salgado e Fekter rompono con il garantismo dei colleghi" (Corriere, p. 23)

5 - COME VOLEVASI DIMOSTRARE, NONNO GIANNI NON SI TOCCA...
Sul Corriere elkanizzato, Luigi Ferrarella e Mario Gerevini mettono a segno un triste scoop: "Eredita' Agnelli, l'inchiesta fermata da Vaduz e Svizzera. L'ipotesi dei pm: riciclati 800 milioni riconducibili all'Avvocato" (p. 39). Almeno gli revocassero il titolo di senatore a vita, vista la benemerenza accertata nello scrupoloso versamento delle tasse al fisco italiano.

 

6 - PARMALAT, SI PIANGE SUL LATTE STRAPAGATO...
no no no, nonno Bindo Bondi non ci sta ad andare a casa a soli 82 anni nel suo bel borgo toscano. Ieri il cda della Parmalat ha respinto l'opa ostile di Lactalis perche' "il prezzo non e'congruo". Ma come osserva Vittorio Malagutti, "Goldman Sachs ha venduto le sue azioni a 1,9 euro e ora, da consulente, dice che 2,6 sono pochi". Si erano rincoglioniti un mese fa, oppure da consulenti di Bondi hanno scoperto che in realta' a Collecchio le mucche hanno le tette d'oro? (CQ, p. 15)

 

7 - DISECONOMY...
Sul Sole 24 Ore di oggi, in prima pagina, Marco Ludovico anticipa un rapportino bello tosto sulla propensione a delinquere della comunita' affaristica cinese in Italia. Meditate, anime belle.

 

8 - OGGI LE COMICHE...
il Giornale di Olindo Sallusti e della signorina Daniela Garnero si straccia le sottovesti in prima pagina per un grave episodio di discriminazione subita dal suo direttorissimo. "Il Giornale vince un premio ma i giurati di Corriere e Repubblica scappano"' (p. 1). Ok, fa gia' ridere cosi'. Ma lo volete proprio sapere che premio avevano dato a zio Tibia Sallusti? Il premio Hemingway.18-05-2011]

 

 

1- DISFATTA AD PERSONAM! SULLA "STAMPA" DI MARIOPIO CALABRESI, CHE SAREBBE STATO UN BEL CANDIDATO DEL PD A MILANO SE SOLO AL PD ROMANO AVESSERO UN PO’ DI CERVELLO, C’E’ UNA FOTO DI BOSSI (VEDI SOPRA IL TITOLAZZO) CHE DA SOLA VALE OTTOMILA TITOLI IN PRIMA PAGINA. STORCE LA BOCCA INCAZZATO, COME SE GUARDASSE IL POMPETTA E DICESSE: LA FESTA è FINITA, CON TE NON C’E’ PIU’ NIENTE DA FARE" - 2- SUL CORRIERE ELKANIZZATO, LUIGI FERRARELLA E MARIO GEREVINI METTONO A SEGNO UN TRISTE SCOOP: "EREDITA’ AGNELLI, L’INCHIESTA FERMATA DA VADUZ E SVIZZERA. L’IPOTESI DEI PM: RICICLATI 800 MILIONI RICONDUCIBILI ALL’AVVOCATO" (P. 39!!!). ALMENO GLI REVOCASSERO IL TITOLO DI SENATORE A VITA, VISTA LA BENEMERENZA ACCERTATA NELLO SCRUPOLOSO VERSAMENTO DELLE TASSE AL FISCO ITALIANO -

A cura di Minimo Riserbo e Pippo il Patriota

 

1 - DISFATTA AD PERSONAM...
e' il titolo del Cetriolo Quotidiano in prima pagina, per sottolineare un dato che i tiggi' di Raiset hanno sottovalutato: "Nella sua citta' il premier fermo a 27.972 preferenze. Ne aveva 52.577. E' il segno che gli stessi elettori del pdl non ne possono piu'. E se Bossi lo molla, addio governo".

Lo sanno bene i republicones di Eziolo Mauro (il suo editoriale riassume perfettamente il fallimento politico del CaiNano), che guardano con rinnovata speme al compagno Bossi. "Se la Moratti perde anche il ballottaggio, per noi e' difficile rimanere li'" (p. 3).

 

Sulla Stampa di Mariopio Calabresi, che sarebbe stato un bel candidato del Pd a Milano se solo al Pd romano avessero un po' di cervello, c'e' una foto di Bossi che da sola vale ottomila titoli in prima pagina. Storce la bocca incazzato, come se guardasse il Pompetta e dicesse: la festa e' finita, con te non c'e' piu' niente da fare". (p.3).

Sul Pompiere della Sera continua l'imbarazzata e imbarazzante afasia del direttore don Flebuccio de Bortoli, che ieri non ha trovato in tutta via Solferino una postazione libera per vergare il suo attesissimo editoriale su Milano. Anche oggi il primo sfoglio del giornale esibisce una serie di titoli negazionisti da far invidia a Denis Verdini, ma poi ecco lo scatto di classe improvviso: una bella foto di Giulietto Treconti in posa da statista agile ed elegante sotto il titolo beneaugurante "Gli alleati concordi, per risollevarsi rilancio sull'economia" (p. 2).

 

Poi viene abilmente messo in bocca al moderato di turno l'auspicio delle elite corrucciate delle banche finanziatrici dell'Expo: "Bossi: solo con il Cavaliere si fanno le riforme" (p. 5). Si', ma con i costruttori giusti, le macchine movimento terra dei calabresi e gli smaltimenti degli amici lumbard.

2 - PILLOLE DI SITUAZIONISMO...
Non c'e' solo il Pdl che perde ad Arcore e a Olbia, nelle due roccaforti del bunga bunga, ma una serie di bizzarrie che fanno ben sperare per il divertimento prossimo venturo. A Milano, Luca Mangoni, il Supergiovane di Elio e le Storie tese, si piglia 1068 voti e sbarca a palazzo Marino con Milly Moratti. Ornella Vanoni ha invece portato solo 36 voti a Donna Mestizia, mentre l'intelligentissimo Claudietto Martelli ha conquistato la bellezza di 83 preferenze nell'incappucciatissima Siena. A Bologna, la sedicente femma fatale Cinzia Cracchi ha raccolto 30 voti

 

3 - PIU' NOTIZIE MENO PASTONI, MAMMA RAI RIDACCI I SOLDI...
A pagina 24 di Repubblica, pubblicita' a pagamento di Altroconsumo, che lancia una grave provocazione contro il pluralismo partitocratico: un'azione collettiva risarcitoria contro la Rai "per non aver rispettato gli obblighi di un'informazione obiettiva, imparziale ed equilibrata assunti attraverso il contratto di servizio pubblico". Per aderire basta telefonare al numero 800.131.889

 

4 - POTERI ARROCCATI...
Meravigliosa uscite da civil servant nella guerra per il dopo-Draghi. "Resto all'Eurotower, sono inamovibile" Bini Smaghi alza il prezzo dell'addio. Il banchiere in trincea, ma su Bankitalia sara' decisivo Napolitano" (Rep p. 27). Stefano Feltri spiega bene la partita doppia e tripla: "Tutto dipende da Bini Smaghi. Per rispettare lo statuto Bce bisogna trovargli subito un'altra poltrona: o governatore o direttore generale" (Cetriolo quotidiano, p. 14)

 

Intanto arriva un bel segnale di garantismo peloso anche dai maschietti ai vertici della politica e della finanza mondiale: "Donne contro uomini all'Ecofin. Due ministre: Strauss Kahn si dimetta subito. Salgado e Fekter rompono con il garantismo dei colleghi" (Corriere, p. 23)

5 - COME VOLEVASI DIMOSTRARE, NONNO GIANNI NON SI TOCCA...
Sul Corriere elkanizzato, Luigi Ferrarella e Mario Gerevini mettono a segno un triste scoop: "Eredita' Agnelli, l'inchiesta fermata da Vaduz e Svizzera. L'ipotesi dei pm: riciclati 800 milioni riconducibili all'Avvocato" (p. 39). Almeno gli revocassero il titolo di senatore a vita, vista la benemerenza accertata nello scrupoloso versamento delle tasse al fisco italiano.

 

6 - PARMALAT, SI PIANGE SUL LATTE STRAPAGATO...
no no no, nonno Bindo Bondi non ci sta ad andare a casa a soli 82 anni nel suo bel borgo toscano. Ieri il cda della Parmalat ha respinto l'opa ostile di Lactalis perche' "il prezzo non e'congruo". Ma come osserva Vittorio Malagutti, "Goldman Sachs ha venduto le sue azioni a 1,9 euro e ora, da consulente, dice che 2,6 sono pochi". Si erano rincoglioniti un mese fa, oppure da consulenti di Bondi hanno scoperto che in realta' a Collecchio le mucche hanno le tette d'oro? (CQ, p. 15)

 

7 - DISECONOMY...
Sul Sole 24 Ore di oggi, in prima pagina, Marco Ludovico anticipa un rapportino bello tosto sulla propensione a delinquere della comunita' affaristica cinese in Italia. Meditate, anime belle.

 

8 - OGGI LE COMICHE...
il Giornale di Olindo Sallusti e della signorina Daniela Garnero si straccia le sottovesti in prima pagina per un grave episodio di discriminazione subita dal suo direttorissimo. "Il Giornale vince un premio ma i giurati di Corriere e Repubblica scappano"' (p. 1). Ok, fa gia' ridere cosi'. Ma lo volete proprio sapere che premio avevano dato a zio Tibia Sallusti? Il premio Hemingway. 18-05-2011]

 

 

GOLDMAN, BANK OF AMERICA, MORGAN STANLEY, I TRE BIG-PIG ALLA SBARRA - COME SI DICE GENERALI IN RUSSO? - CDA PARMALAT: NOZZE CON LACTALIS INDEBOLIREBBERO IL GRUPPO - IL PIANO SU FUKUSHIMA CONVINCE LE BORSE ASIATICHE, L’EUROPA APRE POSITIVA - BCE-FMI-UE VOGLIONO TAGLIARE GLI STIPENDI AI GRECI - MOODY’S PENSA AL DECLASSAMENTO DI UNICREDIT - GLI AMERICANI VOGLIONO LIPTON N.2 DEL FONDO - IL BOLOGNA È SALVO, CONSORTE SE NE VA - BOND CHRYSLER SALE A 3,5 MLD

. BORSA: EUROPA POSITIVA CON AUTO E MATERIE PRIME...
(ANSA) - Sono partite in rialzo le principali borse europee, rimbalzando rispetto al calo registrato nella vigilia, favorite dai titoli automobilistici e delle materie prime. I primi stanno riprendendo quota dopo lo scivolone dovuto ai dati sulle vendite di auto in Europa, che hanno penalizzato quasi tutti i costruttori. Gli acquisti interessano oggi Volkswagen (+1,77%), Porsche (+1,42%), Renault (+1,22%) e Bmw (+0,94%). Più caute Daimler (+0,76%) e Fiat (+0,65%).

 

In campo estrattivo-minerario salgono Eurasian Natural Resources (+3,91%), Antofagasta (+2,81%) e Kazakhmys (+2,63%) dopo il rialzo segnato dai prezzi dei metalli all'asta di Londra. Bene anche i petroliferi Dragon Oil (+2,2%), Bg (+1,95%), Tullow (+1,38%) e Total (+1,2%) con il greggio salito a quota 97,87 dollari al barile, con un rialzo di 96 centesimi rispetto alla vigilia.

Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse europee. - Londra +0,99% - Parigi +1,15% - Francoforte +0,95% - Madrid +0,70% - Milano +0,60% - Amsterdam +0,72% - Stoccolma +0,53% - Zurigo +0,61%.

2. BORSA: ASIA IN RIALZO CON PIANO SICUREZZA FUKUSHIMA...
(ANSA) - Hanno chiuso in rialzo le principali borse di Asia e Pacifico, favorite dal piano annunciato da Tepco per la messa in sicurezza della centrale nucleare di Fulushima, con il raffreddamento dei reattori danneggiati entro il prossimo mese di ottobre. Rialzi anche a Sidney, dove gli occhi degli investitori si sono orientati sulla possibile cessione da parte di Fairfax Media della controllata Austar United Communication alla Foxtel, joint venture fra Telstra, News Corporation (gruppo Murdoch) e Consolidated Media Holdings. Occhi puntati a Tokyo sul colosso della birra Ashai (+6,35%), dopo l'annunciata rimozione dall'indice di borsa Msci delle rivali Sapporo (+2,36%) ed Ito En (+2,1%).

In allungo il gruppo bancario Mizhuo (+3,15%), che secondo indiscrezioni di stampa potrebbe procedere con un riassetto interno e la fusione tra le divisioni retail e corporate. Sulla scia si sono mosse anche Sumitomo Mitsui Financial (+3,49%) e Mitsubishi Ufj (+2,39%). In rialzo Tepco (+2,37%) e Mitsubishi Electrtic Corporation (+2,23%). Bene ad Hong Kong, ancora in fase di contrattazioni, Foxconn International (+11,73%), China Overseas (+4,17%) e China Coal Energy (+3,08%). Sprint di Austar United Communications (+6,12%) su ipotesi di un accordo tra la controllante Fairfax Media (+4,33%) e Foxtel, interessata a rilevarla.

Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico. - Tokyo +0,99% - Hong Kong +0,48% (seduta in corso) - Shanghai +0,41% (seduta in corso) - Taiwan +0,68% - Seul +1,59% - Sidney +0,21% - Mumbai -0,02% (seduta in corso) - Singapore +0,17% - Bangkok -1,20% - Giakarta +0,82% (seduta in corso).

 

3. MORNING NOTE: L'AGENDA DI MERCOLEDI' 18 MAGGIO...
Radiocor - Milano - convegno Advantage Financial 'Global Perspectives. Capital & Regional Imbalances'. Partecipano, tra gli altri, Lorenzo Bini Smaghi, Consiglio direttivo Bce; Carlo Fratta Pasini, presidente Ass. Nazionale Banche Popolari; Giovanni Perissinotto, ceo Generali; Roberto Napoletano, direttore Il Sole 24 Ore.

Milano - conferenza internazionale Ispi 'La Turchia nel Mediterraneo in crisi'. Partecipa, tra gli altri, Federico Ghizzoni, a.d. UniCredit.

Roma - si riunisce il comitato esecuti dell'Abi.

Roma - si riunisce il consiglio direttivo della Federazione delle banche, assicurazioni e finanza.

Roma - il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, tiene una lectio magistralis all'Universita' la Sapienza.

Roma - il direttore generale e il country manager di UniCredit, Roberto Nicastro e Gabriele Piccini, inaugurano la prima agenzia 'non profit' dell'istituto alla presenza del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

4. MORNING NOTE: ECONOMIA E FINANZA DAI GIORNALI...
Radiocor - PARMALAT: sfida a Lactalis. Il contrattacco di Bondi, la fusione indebolirebbe il gruppo, con rischi per cedole e investimenti (dai giornali). A chi giova alzare la posta (Il Sole 24 Ore, pag.3).

GRECIA: proroga in vista per il debito (dai giornali).

INTESA: pronto il via Consob all'aumento (dai giornali).

CARIGE: no a nuovo capitale, piu' forte a Nord (dai giornali).

FIAT: bond Chrysler sale a 3,5 mld (Il Sole 24 Ore,pag. 47).

BCE: designazione di Mario Draghi alla presidenza. Ora per Bankitalia, Fmi e Fsb parte il risiko delle nomine (dai giornali). 'Resto all'Eurotower, sono inamovibile', Bini Smaghi alza il prezzo dell'addio (La Repubblica, pag. 27).

AXA-MPS: rilancia polizze in banca (Il Sole 24 Ore,pag. 42).

GENERALI: piu' vicine a Vtb. I russi, pronti a essere soci (dai giornali).

DUCATI: boom delle vendite (Qn-Resto del Carlino, pag. 33).

TERNA: stop a centrali elettriche (Il Sole 24 Ore, pag. 45).

SAGAT: cambia l'ad,arriva Palombelli (Il Messaggero,pag.24).

TASSE: no italiano all'euroritenuta (dai giornali).

ECONOMIA: il dilemma dei beni intermedi, intervento dell'economista Stefano Manzocchi (Il Sole 24 Ore, pag. 18).

TLC: 'Piu' educazione all'informatica', intervista al presidente Asstel, Stefano Parisi (Il Sole 24 Ore, pag. 24).

FS: profitti raddoppiati (dai giornali).

 

SICUREZZA LAVORO: Marcegaglia, un premio in memoria delle vittime Thyssen (dai giornali).

VODAFONE: accelera sui ricavi e in Italia c'e' il sorpasso a Tim (dai giornali).

5. IL TRIBUNALE USA PROCESSA LE BANCHE PER LA CRISI DEI MUTUI...
Federico Rampini per "la Repubblica" - Si preannuncia come "la madre di tutte le indagini" sulle banche Usa, per le loro colpe nella crisi finanziaria del 2008-2009. Può avere un impatto sia civile sia penale. Parte dalla procura generale di New York, che è sempre la magistratura di punta nel perseguire i reati dell´alta finanza. E nel mirino ci sono proprio tre big di Wall Street: Goldman Sachs, Bank of America, Morgan Stanley.

Le dimensioni dell´indagine sono sterminate, riguardano la "finanza strutturata", le complesse operazioni con cui da molti anni Wall Street confeziona titoli che sono la fusione di tanti mutui immobiliari, poi li vende a investitori istituzionali come i fondi pensione e le compagnie assicurative.

Dal 2008 ad oggi, di processi contro le banche ce ne sono già stati molti. Fra le accuse delle parti lese, una delle più gravi riguarda comportamenti fraudolenti tesi a ingannare i clienti: le banche sapevano che dentro quei titoli opachi c´era "spazzatura", come i mutui subprime, ma ingannarono consapevolmente i clienti (anche molto grossi) sulla qualità di quegli investimenti. Nei casi peggiori, alcune banche specularono nella direzione opposta: mentre piazzavano i titoli strutturati nei portafogli della clientela, loro scommettevano sul tracollo di quegli stessi titoli che avevano confezionato.

Ora la maxi-inchiesta promossa dal procuratore generale Eric Schneidermann raccoglie le fila di tante iniziative precedenti: le istruttorie avviate dal suo predecssore Andrew Cuomo, e i processi civili in cui le banche hanno già patteggiato. Una giurisprudenza estesa, che la procura di New York vuole usare per un giudizio finale. Schneidermann infatti ha rifiutato i patteggiamenti, e non accetta l´accordo già raggiunto tra le banche e altri Stati Usa, cioè la promessa di rinunciare a ulteriori processi in cambio dei risarcimenti concordati con le vittime.

 

6. GRECIA; STIPENDI E PENSIONI ANCORA IN MIRINO BCE-FMI-UE...
(ANSA) - I rappresentanti della "troika" - Fondo monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea - che, secondo la stampa ellenica, resteranno ad Atene fino alla settimana prossima per verificare lo stato di attuazione del piano di salvataggio Ue-Fmi per aiutare la Grecia ad uscire dalla crisi del debito, hanno messo di nuovo nel loro mirino gli stipendi e le pensioni degli impiegati statali e chiedono il licenziamento dei dipendenti di quelle società che dovranno smettere di funzionare e dei lavoratori con contratto a termine.

Inoltre ora la troika, come fanno notare gli analisti greci - a metà strada dell'attuazione del piano di salvataggio chiede il consenso di tutti i partiti politici per dare luce verde all'assegnazione della quinta tranche di 12 miliardi di euro prevista per giugno prossimo.

7. CDA PARMALAT: NOZZE CON LACTALIS INDEBOLIREBBERO IL GRUPPO...
Radiocor - 'Il prospettato consolidamento (di Parmalat con Lactalis, ndr) potrebbe comportare un indebolimento del gruppo'. E' quanto sostiene - secondo quanto risulta a Radiocor - il Cda della Parmalat nel documento che e' stato approvato oggi dal consiglio stesso e che sara' inviato alla Consob. Si tratta di un testo che rappresenta una bozza di lavoro su cui il gruppo di Collecchio e l'Authority potrebbero ancora intervenire prima della stesura definitiva, ma da cui emergono le ragioni che hanno spinto il cda a bocciare l'offerta perche' ha 'ritenuto che il corrispettivo non e' congruo'.

Le limitate sinergie nella produzione e il concentrarsi del gruppo su mercati maturi e prodotti con bassa marginalita' potrebbe rappresentare un rischio per Parmalat. L'analisi sull'Opa di Lactalis approvata oggi dal cda di Collecchio mette in guardia sulla capacita' di generazione di cassa del gruppo italiano che potrebbe configurare difficolta' su investimenti industriali, remunerazione degli azionisti, capacita' di rimborso dell'indebitamento e ulteriori sviluppi per linee esterne.

 

8. UNICREDIT: MOODY'S METTE RATING SOTTO ESAME PER POSSIBILE DECLASSAMENTO...
Radiocor - Moody's Investors Service ha annunciato di aver posto il rating sul debito a lungo termine di Unicredit (Aa3) e quello sulla sua solidita' finanziaria (C) sotto esame in vista di un possibile declassamento. La societa' di rating ha motivato la sua decisione con la bassa redditivita' del gruppo in Italia che e' 'stata condizionata dall'alto numero dei prestiti problematici che superano quelli delle sue concorrenti'. In secondo luogo la redditivita' della banca appare destinata a rimanere, per un periodo prolungato di tempo, 'su livelli piu' compatibili con un rating piu' basso'.

9. INTESA SANPAOLO: FONDI PER 21% CAPITALE COMPATTI IN ASSEMBLEA PER AUMENTO...
Radiocor - Gli advisor dell'aumento di capitale di Intesa Sanpaolo stanno elaborando previsioni sull'adesione all'offerta da parte dei grand i azionisti, fattore importante per la definizione del prezzo che secondo ipotesi di mercato potrebbe contenere uno sconto del 20-30% sulla quotazione di Borsa. Le grandi fondazioni socie (Compagnia di San Paolo 9,88%, Fondazione Cariplo 4,68%, Fondazione Cariparo 4,92% e Fondazione Carisbo 2,5%) hanno subito garantito il proprio sostegno all'operazione: ora ha preso il via la conta degli investitori istituzionali.

Significativa la compattezza in assemblea dei grandi fondi internazionali: dal verbale, consultato da Radiocor, emerge che il solo Dario Trevisan, cui i fondi tradizionalmente si affidano per la rappresentanza alle assemblee in Italia, aveva deleghe per il 21,2% del capitale di Intesa Sanpaolo, tutte con voto favorevole all'aumento.

Tra gli azionisti che hanno detto si' all'aumento si notano nel verbale dell'assemblea la Fondazione Cr Pistoia e Pescia (0,3%), Fondazione Cariparma (1,2%), Ubi Banca (1,18%), Ente CariFirenze (3,3%), Fondazione Cr Gorizia (0,31%), Fondazione Cr Udine e Pordenone (0,6 5%), Mediobanca-Banca Esperia (0,6%), Fondazione Venezia (0,4%). Questi soci insieme pesano per oltre il 51% del capitale di Intesa Sanpaolo.

 

10. USA VALUTANO DAVID LIPTON COME PROSSIMO N.2 FONDO...
(ANSA-REUTERS) - Gli Stati Uniti stanno considerando di proporre il consigliere della Casa Bianca David Lipton come n.2 del Fondo monetario internazionale (Fmi), in sostituzione di John Lipsky. Lo rendono noto fonti vicine alle trattative. La scorsa settimana Lipsky ha annunciato che lascerà il suo posto alla scadenza del mandato, il prossimo 31 agosto. Un portavoce del Tesoro americano non ha voluto commentare l'indiscrezione sull'avvicendamento tra Lipsky e Lipton.

11. GEMELLAGGI GENERALI FRA TRIESTE E MOSCA...
Mar. Man. per "Il Sole 24 Ore" - Che la Russia fosse centrale nelle strategie delle Generali lo si era capito. Ma fino al punto? La partnership con la banca russa Vtb in campo assicurativo, per ora iscritta in un accordo preliminare non vincolante, porterà al debutto dell'istituto di Mosca nel libro soci di Trieste? La Borsa sembra crederci, come dimostra il rialzo (in controtendenza rispetto al listino) dello 0,13% del titolo Generali.

Così come ne sembra altrettanto convinta Mosca: in un'intervista a Reuters Insider Tv l'ad di Vtb Andrej Kostin ha spiegato che «Generali è stato uno dei maggiori investitori e Vtb potrebbe allo stesso modo guardare a Generali. È troppo presto per fare altri commenti ma di certo si tratterebbe di un importo considerevole».

Da Trieste, ambienti vicini alla compagnia si sono limitati solo a confermare l'esistenza di un memorandum con il gruppo russo, aggiungendo però che gli accordi non prevedono né prendono in considerazione l'ingresso di Vtb nell'azionariato del Leone. Certo è che il gruppo di Mosca può sempre decidere autonomamente se comprare titoli Generali in Borsa.

12. LA CEDOLA SPINGE IL TRADING SU ACEA...
L. Ser. per "Il Sole 24 Ore" -Strani movimenti si sono visti ieri sul titolo Acea che, considerata la quantità di titoli in mano ai tre maggiori soci (oltre il 76% del capitale), assomiglia a un titolo sottile. Le azioni hanno chiuso a un prezzo quasi invariato, ma i volumi hanno superato i 3 milioni di pezzi contro una media dell'ultimo mese di 200 mila. C'è chi ha immaginato che sia un'operazione di vendita dei titoli a ridosso dello stacco delle cedole (molto ricche quest'anno) per poi riacquistarle dopo a prezzi più bassi. È possibile.

 

Ma non è da escludere che in manovra sul titolo ci siano anche i "soliti noti": i due soci privati, Francesco Gaetano Caltagirone e Gdf-Suez, hanno ripreso a comprare da un paio di mesi. Il primo ha superato il 15%, il secondo, dopo che Gdf aveva annunciato l'intenzione di vendere, è salito invece all'11 per cento. L'imprenditore-editore, però, è quello più attivo sul trading, compra e vende contemporaneamente per incassare plusvalenze appena possibile, come ha fatto a marzo. L'11 maggio il titolo ha segnato il massimo dell'anno (8,8 euro) dopo la trimestrale: è il momento buono per monetizzare.

13. IL BOLOGNA È SALVO, CONSORTE SE NE VA...
A. Bio. per "Il Sole 24 Ore" -Oltre ai dubbi sui conti, per sfatare i quali è stata subito convocata una conferenza stampa per la settimana prossima, qualcuno ha ventilato che sia un piccolo grande sgarbo al nuovo sindaco di Bologna, Virginio Merola. Un coup de théâtre, insomma, per rubare la scena il giorno dopo l'elezione. Difficile che ci sia questo dietro alle dimissioni di Giovanni Consorte da presidente e consigliere di Bologna 2010, società controllante del Bologna Calcio.

Dimissioni «per inderogabili motivi professionali e personali», comunicate ai soci con lettera e fragorose, visto che l'ex manager Unipol era stato il protagonista del salvataggio del club, rilevato sull'orlo del fallimento grazie a una cordata. Una compagine però molto "rumorosa", con soci imprenditori abituati a comandare ed esternare a piacimento. Troppo, visto che ora Consorte ha deciso di giocare un'altra partita: la quotazione della sua merchant Intermedia. Un match che mal si concilia con l'esposizione mediatica data da una società di calcio. E a novembre, secondo i piani di Consorte, bisogna invece partire.

 

14. CARIPARMA SUPERA LA MISCHIA SUL RUGBY...
Gia. B. per "Il Sole 24 Ore" -Sulle maglie della nazionale di rugby il nome del main sponsor non cambierà: sarà ancora Cariparma ad accompagnare gli azzurri nei test match internazionali e nelle sfide del Sei Nazioni. La banca del gruppo Crédit Agricole prosegue un rapporto avviato nel 2007, che ora andrà avanti fino al 2014, con opzione per l'anno successivo. Niente cifre ufficiali, ma Cariparma ha ottenuto il rinnovo grazie a una somma sicuramente superiore ai 2 milioni di euro a stagione, raddoppiando di fatto l'importo su cui si era accordata quattro anni fa.

Uno sforzo che si sarebbe reso necessario anche per vincere la concorrenza di altre aspiranti: tra esse, oltre un mese fa, Il Sole 24 Ore aveva fatto il nome di Enel. Soddisfatti i presidenti di Cariparma, Ariberto Fassati, e della Federazione italiana rugby, Giancarlo Dondi, impegnato ora nelle trattative riguardanti lo sponsor tecnico. Il contratto con Kappa, partner storico che intenderebbe riproporsi, scade a giugno 2012. Tra le contendenti, stavolta, spunta anche Adidas.

 

15. DE PROFUNDIS PER CARITO...
Vittoria Puledda per "la Repubblica" - L´incubazione è durata quasi un anno; poi la decisione di alzare il velo e arrendersi ormai all´evidenza: il progetto Carito è approdato su un binario morto. E´ toccato ai vertici della Carige certificare l´elettro-encefalogramma piatto e spiegare quello che a prima vista sembra ovvio: la banca genovese infatti in Piemonte è già presente (e il nuovo piano industriale prevede il rafforzamento del numero di sportelli).

L´altro partner del potenziale connubio, la Fondazione Crt, a sua volta una banca sul territorio ce l´ha già, e si chiama Unicredit; francamente, non si vede perché avrebbe dovuto sostenere un istituto concorrente in casa propria. Quel matrimonio - su cui Fabrizio Palenzona era sempre stato tiepido - non s´aveva proprio da fare. E ieri è stato suonato ufficialmente il de profundis.

 18-05-2011]

 

 

ZITTO, TELECOM CI ASCOLTA! - LE MIGLIAIA DI DOSSIER ILLEGALI DEL DUO CIPRIANI-TAVAROLI (CHE HA GIA’ PATTEGGIATO 4 ANNI E DUE MESI) NON SOLO NON SARANNO DISTRUTTI PERCHÉ “CORPO DEL REATO” MA POTRANNO ESSERE ESAMINATI - RIGETTATA LA RICHIESTA DI DISTRUGGERE I FASCICOLI (COME PREVISTO DA UN DECRETO 2006 DEL GOVERNO PRODI) CHE RIGUARDANO 132 SOCIETÀ E 4.287 PERSONE FISICHE, TRA CUI DE BENEDETTI E SUO FIGLIO MARCO, MUCCHETTI, I CONCORRENTI VODAFONE, FASTWEB, H3G, GERONZI, BOBO VIERI E MOGGI

Giuseppe Guastella per il "Corriere della Sera"

 

Sono «corpo del reato» e come tali migliaia di dossier realizzati illegalmente dalla security Telecom non saranno distrutti e potranno essere esaminati, a specifiche condizioni, uno per uno nel corso del processo. I giudici della prima Corte d'Assise di Milano acquisiscono i fascicoli degli 007 e rigettano la richiesta di mandare al macero i dossier in base al decreto legge 259 del 22 settembre 2006.

 

Un provvedimento varato in tutta fretta dal governo Prodi proprio sull'onda emotiva generata da pochi documenti allegati all'arresto, il 20 settembre, di Tavaroli e del suo investigatore privato di fiducia Emanuele Cipriani e da notizie di fantomatiche intercettazioni illegali.

La Corte- presidente Piero Gamacchio, giudice Ilaria Simi- con un'ordinanza di 15 pagine e dopo 4 ore di camera di consiglio accoglie per intero le richieste del sostituto procuratore Nicola Piacente e rigetta una lunga serie di eccezioni e di richieste delle difese, come quella di distruggere i fascicoli oppure nuovi ricorsi alla Corte costituzionale. Eppure era stato lo stesso pubblico ministero a chiedere, prima del processo, di eliminare quei dossier proprio in base alla «volontà del legislatore storico» del 2006 e alla decisione 2009 della Consulta sulla stessa materia.

 

A dicembre scorso, però, il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Gennari gli aveva risposto di no sostenendo che una «eventuale insipienza legislativa» non possa «orientare l'interpretazione» di una norma varata sulla base di «incontrollate e non veritiere notizie di stampa» su «centinaia, se non migliaia, di intercettazioni illegali» . I dossier, entrati quindi nel processo, sono ora da considerare a tutti gli effetti «corpo di reato» , scrivono i giudici riportando le affermazioni di Piacente che, dopo il no del gip Gennari, ha deciso di seguire la nuova strada.

 

Quei fascicoli, illecitamente formati dalle divisioni Security di Telecom e Pirelli nell'era 2001/2006 di Giuliano Tavaroli - che ha patteggiato 4 anni e 2 mesi di reclusione - sono stati creati anche «attraverso la divulgazione di segreti d'ufficio e l'illecita acquisizione di informazioni dalla banca dati del ministero degli Interni» . Si tratta di migliaia di report che riguardano 4.287 persone fisiche e 132 società.

 

Tra le «vittime» compaiono Carlo De Benedetti e suo figlio Marco, l'ex ad di Rcs Vittorio Colao, il vicedirettore del Corriere della Sera Massimo Mucchetti, la Rcs, la Kroll, i concorrenti Vodafone, Fastweb, H3G, funzionari del Garante Antitrust, il sindaco di Telecom per i soci di minoranza Rosalba Casiraghi, ma anche politici come Lorenzo Cesa o Aldo Brancher, il banchiere Cesare Geronzi, manager come Enrico Bondi, finanzieri come Al Walid, sportivi come Bobo Vieri e Luciano Moggi.

 

C'è poi il famoso dossier «Oak Fund» su presunte disponibilità all'estero dei Ds. Rispondendo a un difensore che ha chiesto di nuovo la distruzione, i giudici scrivono che la materia su come trattare questi atti è caratterizzata da un «ingarbugliato intreccio di norme giuridiche e di principi di diritto» dal quale, però, emerge con chiarezza che l'unico giudice che può decidere sulla sorte di quei fascicoli riservati è il gip cui è riservata la «competenza funzionale» e la cui decisione, tra l'altro, «non è impugnabile».

 

La Corte, però, non mette i fascicoli immediatamente a disposizione delle difese dei 12 imputati e delle parti civili, che comunque hanno avuto modo di «prendere conoscenza della documentazione» durante il procedimento di fronte al giudice Gennari. Come e quando i delicati dossier potranno essere consultati sarà deciso nel contraddittorio tra le parti dalla prossima udienza dell' 8 giugno. Fino ad allora sarà vietato qualsiasi accesso e i fascicoli resteranno chiusi in cassaforte.19-05-2011]

 

 

LE PRIME PAGINE DEI QUOTIDIANI INTERNAZIONALI - GERMANIA, 4 CENTRALI NUCLEARI VERSO LA CHIUSURA - ARIANNA HUFFINGTON NEL CDA DI EL PAIS - USA, “LA CULTURA DEGLI ANNI 60 È LA CAUSA DEGLI ABUSI COMMESSI DAI PRETI” - FRANCIA, I PREZZI DELLE MATERIE PRIME AI LIVELLI PIÙ ALTI DEGLI ULTIMI 25 ANNI - PEGEOUT COSTRUISCE LA SUA TERZA FABBRICA PER IL MERCATO CINESE - VOLO RIO-PARIGI: LA PISTA DELL’ERRORE UMANO - CLUB O COMPAGNIA? GOLDMAN È ENTRAMBI - NEW YORK INVESTIGA SUL RUOLO DELLE BANCHE NELLA CRISI -SCHWARZNEGGER RIVELA L’ESISTENZA DI UN FIGLIO DI 10 ANNI AVUTO DALLA CAMERIERA

DAGOREPORT

 

1 - THE NEW YORK TIMES - In apertura, "I difetti di funzionamento dei reattori giapponesi sono un segnale di pericolo per gli Stati Uniti. I sistemi di ventilazione sono gli stessi" - Al centro, "La cultura degli anni 60 indicata come causa degli abusi commessi dai preti" - "I ribelli libici, dopo l'assedio, seppelliscono i nemici caduti"

 

2 - INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE - In apertura, "Dopo Strauss-Kahn: in Francia il codice del silenzio mostra delle crepe" - "Rischi nucleari nascosti e ignorati" - In basso, "Un club o una compagnia? Goldman è entrambi" - "New York investiga sul ruolo avuto dalle banche nella crisi"

3 - THE WALL STREET JOURNAL - In apertura, "L'Ipo di Glencore verso il raggiungimento dell'obiettivo"

4 - LE FIGARO - In apertura, "Il Partito socialista stordito dallo scandalo Strauss-Kahn" - Al centro, "I prezzi delle materie prime ai livelli più alti degli ultimi 25 anni" - Al centro, "centrale di Fukushima: danni molto più gravi del previsto" - In alto, "Volo Rio-Parigi: la pista dell'errore umano"

5 - LE MONDE - In apertura, "Il partito socialista prepara gli scenari del dopo Strauss-Kahn" - Al centro, "I giovani spagnoli scendono in strada a protestare alla vigilia delle elezioni" - "Omosessualità, un reato in 80 paesi"

 

6 - LIBÉRATION - A tutta pagina, "Sesso, media e polemica"

 

7 - LES ECHOS - In apertura, "Funzionari locali, assenteismo record" - "L'italiano Mario Draghi succederà a Trichet" - Al centro, "Pegeout costruisce la sua terza fabbrica per il mercato cinese" - In alto, "Martine Aubry prende tempo prima di voltare la pagina Dsk"

8 - THE GUARDIAN - In apertura, "Colleghi e parlamentari stroncano i piani di riforma di Clegg" - "Una visita reale come 1000 altre. Ma si tratta dell'Irlanda: c'è in ballo la storia" - In basso, "L'arresto di Strauss-Kahn riporta alla luce altre accuse di molestie sessuali"

9 - THE INDEPENDENT - In apertura, "Un piccolo gradino per una monarca... ma la prima visita reale a Dublino potrebbe rappresentare un passo da gigante per le relazioni anglo-irlandesi"

10 - FINANCIAL TIMES - In apertura, "Aumentano le pressioni affinché Strauss-Kahn si dimetta dall'Fmi" - "Giornata storica: la Regina visita l'Irlanda" - "Leahy (ex Ceo di Tesco) pronto a fare da advisor per una compagnia di private equity Usa"

 

11 - EL PAIS - In apertura, "Rajoy si arrende di fronte a un Camps acclamato da migliaia di sostenitori" - Di spalla, "La Ue apre a una rinegoziazione ‘soft' del debito greco" - "Il fisco di New York indaga sulle grandi banche" - In alto, "La Huffington entra nel Consiglio di El Pais" - In basso, "L'Fmi comincia a muoversi per sostituire Strauss-Kahn"

12 - EL MUNDO - In apertura, "Rajoy difende i politici di fronte al ‘non ci rappresentano'" - Al centro, "Gli Usa spingono sull'Fmi affinché sostituisca immediatamente Strauss-Kahn"

13 - BILD - In apertura, "Schwarznegger rivela l'esistenza di un figlio di 10 anni avuto dalla cameriera"

14 - DIE WELT - In apertura, "Quattro centrali nucleari verso la chiusura18-05-2011]

 

 

LE PRIME PAGINE DEI QUOTIDIANI INTERNAZIONALI - GERMANIA, 4 CENTRALI NUCLEARI VERSO LA CHIUSURA - ARIANNA HUFFINGTON NEL CDA DI EL PAIS - USA, “LA CULTURA DEGLI ANNI 60 È LA CAUSA DEGLI ABUSI COMMESSI DAI PRETI” - FRANCIA, I PREZZI DELLE MATERIE PRIME AI LIVELLI PIÙ ALTI DEGLI ULTIMI 25 ANNI - PEGEOUT COSTRUISCE LA SUA TERZA FABBRICA PER IL MERCATO CINESE - VOLO RIO-PARIGI: LA PISTA DELL’ERRORE UMANO - CLUB O COMPAGNIA? GOLDMAN È ENTRAMBI - NEW YORK INVESTIGA SUL RUOLO DELLE BANCHE NELLA CRISI -SCHWARZNEGGER RIVELA L’ESISTENZA DI UN FIGLIO DI 10 ANNI AVUTO DALLA CAMERIERA…

DAGOREPORT

 

1 - THE NEW YORK TIMES - In apertura, "I difetti di funzionamento dei reattori giapponesi sono un segnale di pericolo per gli Stati Uniti. I sistemi di ventilazione sono gli stessi" - Al centro, "La cultura degli anni 60 indicata come causa degli abusi commessi dai preti" - "I ribelli libici, dopo l'assedio, seppelliscono i nemici caduti"

 

2 - INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE - In apertura, "Dopo Strauss-Kahn: in Francia il codice del silenzio mostra delle crepe" - "Rischi nucleari nascosti e ignorati" - In basso, "Un club o una compagnia? Goldman è entrambi" - "New York investiga sul ruolo avuto dalle banche nella crisi"

3 - THE WALL STREET JOURNAL - In apertura, "L'Ipo di Glencore verso il raggiungimento dell'obiettivo"

4 - LE FIGARO - In apertura, "Il Partito socialista stordito dallo scandalo Strauss-Kahn" - Al centro, "I prezzi delle materie prime ai livelli più alti degli ultimi 25 anni" - Al centro, "centrale di Fukushima: danni molto più gravi del previsto" - In alto, "Volo Rio-Parigi: la pista dell'errore umano"

5 - LE MONDE - In apertura, "Il partito socialista prepara gli scenari del dopo Strauss-Kahn" - Al centro, "I giovani spagnoli scendono in strada a protestare alla vigilia delle elezioni" - "Omosessualità, un reato in 80 paesi"

 

6 - LIBÉRATION - A tutta pagina, "Sesso, media e polemica"

 

7 - LES ECHOS - In apertura, "Funzionari locali, assenteismo record" - "L'italiano Mario Draghi succederà a Trichet" - Al centro, "Pegeout costruisce la sua terza fabbrica per il mercato cinese" - In alto, "Martine Aubry prende tempo prima di voltare la pagina Dsk"

8 - THE GUARDIAN - In apertura, "Colleghi e parlamentari stroncano i piani di riforma di Clegg" - "Una visita reale come 1000 altre. Ma si tratta dell'Irlanda: c'è in ballo la storia" - In basso, "L'arresto di Strauss-Kahn riporta alla luce altre accuse di molestie sessuali"

9 - THE INDEPENDENT - In apertura, "Un piccolo gradino per una monarca... ma la prima visita reale a Dublino potrebbe rappresentare un passo da gigante per le relazioni anglo-irlandesi"

10 - FINANCIAL TIMES - In apertura, "Aumentano le pressioni affinché Strauss-Kahn si dimetta dall'Fmi" - "Giornata storica: la Regina visita l'Irlanda" - "Leahy (ex Ceo di Tesco) pronto a fare da advisor per una compagnia di private equity Usa"

 

11 - EL PAIS - In apertura, "Rajoy si arrende di fronte a un Camps acclamato da migliaia di sostenitori" - Di spalla, "La Ue apre a una rinegoziazione ‘soft' del debito greco" - "Il fisco di New York indaga sulle grandi banche" - In alto, "La Huffington entra nel Consiglio di El Pais" - In basso, "L'Fmi comincia a muoversi per sostituire Strauss-Kahn"

12 - EL MUNDO - In apertura, "Rajoy difende i politici di fronte al ‘non ci rappresentano'" - Al centro, "Gli Usa spingono sull'Fmi affinché sostituisca immediatamente Strauss-Kahn"

13 - BILD - In apertura, "Schwarznegger rivela l'esistenza di un figlio di 10 anni avuto dalla cameriera"

14 - DIE WELT - In apertura, "Quattro centrali nucleari verso la chiusura"18-05-2011]

 

 

L CDA PARMALAT VUOLE Più SOLDI: “NON CONGRUO IL PREZZO OFFERTO DA LACTALIS”, E I CONSUMATORI RICORRONO CONTRO L’OPA - BORSE EUROPEE E WALL ST. DEBOLI - L’ECOFIN HA DETTO Sì A DRAGHI ALLA BCE - TREMONTI S’IMPUNTA E SALTA L’ACCORDO SULLA TASSAZIONE UE - I RUSSI DI VTB VOGLIONO UNA BELLA QUOTA DI GENERALI - QUELLA CENA FRA GIULIA LIGRESTI E GIULIETTO - “FT” MATA LA SPAGNA: “MOLTE AMMINISTRAZIONI LOCALI HANNO DEBITO ’SOMMERSO’” - LA BRACCO RILEVERA’ LA TEDESCA NYCOMED - A2A PER IL TERMOVALORIZZATORE A NAPOLI - BOOM PERDITE SQUADRE A - SUL COLLOCAMENTO GLENCORE PESA L’INCOGNITA DEL FATTORE G

1 - BORSA MILANO: DEBOLE CON TENARIS, FIAT E BANCHE...
(ANSA) - Seduta piuttosto tesa in Piazza Affari, soprattutto nel finale, con scambi vivaci per quasi 4,3 miliardi di euro di controvalore, con l'indice Ftse Mib in calo dell'1,27% in chiusura di seduta. Hanno prevalso largamente gli ordini di vendita, in una giornata che ha visto scivolare soprattutto il comparto industriale, con Tenaris, Campari, Impregilo, Stm e Fiat. Deboli anche le banche, a parte il Banco Popolare, unico titolo in positivo insieme a Generali e Atlantia nel listino di riferimento.

CALO GREGGIO FRENA TENARIS ED ENI. Il colosso della produzione di condotte sottomarine utilizzate nell'industria estrattiva ha chiuso con un calo del 3,31%, frenato proprio dall'andamento del prezzo del greggio, che ha penalizzato anche Eni (-1%) e Saipem (-0,85%). Segno meno per Campari (-2,25%), che ha sofferto dopo la decisione di JpMorgan di alzare il prezzo obiettivo, mantenendo però l'indicazione 'underweight' (acquistare al di sotto del peso del titolo sul listino). In calo Azimut (-3,43%), Impregilo (-2,7%) ed Stm (-3,27%), frenata dal taglio alle stime sui risultati di fine anno da parte del colosso dell'informatica Hp.

FIAT SCIVOLA CON VENDITE EUROPA. Il dato sulle vendite di auto in Europa ha frenato nuovamente il titolo del Lingotto (-2,76%), che ha trascinato con se anche Exor (-1,69%) a monte della catena di controllo. Giù Fiat Industrial (-2,59%) e, nel comparto, Piaggio (-1,23%) e Pininfarina (-4.62%).

BANCHE POCO MOSSE. Sotto pressione Intesa Sanpaolo (-2,42%) insieme a Bpm (-1,83%), Mediobanca (-1,17%) e Unicredit (-1,09%). Più caute Mps (-0,33%) e Ubi (-0,35%), mentre Banco Popolare (+0,42%) si è mossa in controtendenza, giudicata 'neutral' dagli analisti di Ubs. Lieve rialzo anche per Generali (+0,13%), a differenza di Fonsai (-1,77%) e Unipol (-0,67%).

CHI SALE E CHI SCENDE. Timidi acquisti su Atlantia (+0,24%), mentre ha corso Cogeme (+2,37%), tra i titoli a minor capitalizzazione, favorita dalla scelta di Dynamic Technologies come partner industriale e finanziario del gruppo attivo nell'industria dell'auto, che nella seduta di ieri era stato sospeso dalle contrattazioni. Ancora sospesa invece Monti Ascensori, in attesa di comunicato. Sono scivolate Finmeccanica (-2,21%), Autogrill (-1,95%), Geox (-2,23%) ed Enel (-1,44%), piatta invece Parmalat (-0,15%), il cui cda si è espresso negativamente all'unanimità sul prezzo dell'opa di Lactalis a 2,6 euro per azione.

 

2 - NY IN CALO CON HEWLETT-PACKARD E MERCATO CASE...
(ANSA) - L'allarme di Hewlett-Packard e il mercato immobiliare appesantiscono Wall Street. Il Dow Jones, intorno alle ore 18.31, perde lo 0,96% a 12.428,00 punti. Il Nasdaq cede lo 0,54% a 2.767,20 punti. Lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,52% a 1.322,57 punti. A pesare sugli indici è il primo calo in dieci mesi della produzione manifatturiera americana in aprile e il crollo del 10,6% delle costruzioni di case nuove. Fra i singoli titoli Hewlett-packard perde il 9,4% dopo la messa in guardia per un trimestre "difficile". L'amministratore delegato di Hewlett-Packard, Leo Apotheker, ha detto che la società dovrà tagliare le spese e rallentare le assunzioni. Caterpillar cede il 3,4% e Alcoa il 3,5%.

3 - BORSA: EUROPA IN CALO CON WALL STREET E RALLENTAMENTO USA
(ANSA) - I dati Usa sulla costruzione di abitazioni e sul rilascio di concessioni edilizie in aprile, con un rallentamento dell'attività manifatturiera e dell'utilizzo degli impianti, hanno penalizzato le principali borse europee, frenate anche dal calo registrato dagli indici di Wall Street, nel giorno in cui si è riunito l'Eurogruppo per discutere sulla situazione finanziaria della Grecia. Le vendite si sono concentrate sugli automobilistici, dopo i dati sulle vendite in Europa nello scorso mese di aprile, mentre le previsioni sull'intero esercizio di Hp hanno frenato i titoli tecnologici. In calo anche le materie prime a differenza delle banche greche, che hanno corso favorite dalla dichiarazione del presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Junker, che ha parlato di una possibile "ristrutturazione soft del debito pubblico greco".

 

Sotto pressione in campo automobilistico Rheinmetall (-2,93%), declassata di un gradino rispetto alla raccomandazione di acquisto 'buy' di WestLb. In calo Fiat (-2,76%), che ha perso più del mercato, Volkswagen (-2,67%) e Michelin (-2,65%). le vendite non hanno risparmiato neanche Peugeot (-2,1%), Daimler (-1,94%) e Renault (-1,85%). Sotto pressione a Francoforte il tecnologico Infineon (-3,86%), sulla scia del taglio alle stime sui risultati dell'intero esercizio del colosso dell'informatica Hewlett Packard. Nel comparto Alcatel-Lucent ha lasciato sul campo il 4,34%, Arm Holding il 4,55%, Cap Gemini il 3,62% ed Ericsson il 3,17%.

Tra gli estrattivo-minerario le vendite hanno interessato Fresnillo (-3,18%), Eurasian Resources (-3,01%) , Anglo American (-2,18%) e ArcelorMittal (-2,06%). In controtendenza, rispetto agli indici e all'andamento complessivo dei vari settori, la greca Efg Eurobank (+6,56%), che ha corso insieme alle connazionali Alpha (+4,89%&) e National Bank of Greece (+4,27%).

In calo invece Bank of Ireland (-5,33%), Lloyds (-1,58%) e Credit Agricole (-1,56%), insieme a Barclays (-1,26%) e Standard Chartered (-1,21%). Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse europee. - Londra -1,06% - Parigi -1,21% - Francoforte -1,77% - Madrid -0,55% - Milano -1,27% - Amsterdam -1,30% - Stoccolma -1,35% - Zurigo -1,03%.

 

4 - PARMALAT: CDA, PREZZO OPA LACTALIS NON CONGRUO
Radiocor - Il prezzo di 2,6 euro non e' stato ritenuto congruo dal cda di Parmalat che si e' riunito questo pomeriggio per esaminare l'offerta arrivata dal gruppo francese. E' quanto riferiscono fonti vicine al board all'uscita della riunione che e' durata circa due ore e mezza. Il cda di Parmalat, in ogni caso, non ha fornito indicazioni di prezzo ma ha solo auspicato un ritocco al rialzo del prezzo d'offerta.

5 - PARMALAT: CODACONS, CHIEDE SOSPENSIONE OPA LACTALIS
(Adnkronos) - "Codacons e Associazione Utenti Servizi Finanziari chiedono la sospensione dell'opa lanciata da Lactalis su Parmalat". E' quanto si legge in un comunicato stampa di Codacons, secondo cui l'opa viola i principi del Testo Unico della
finanza e del regolamento emittenti. Inoltre, aggiunge Codacons, "e' un'operazione in cui la trasparenza e' carente, tanto da non consentire ne' ad investitori, ne' a Parmalat, ne' a parti sociali e nemmeno ai consumatori, una scelta consapevole".

Il Codacons ha anche inviato un esposto al Procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Greco, chiedendo il sequestro del provvedimento con il quale la Consob ha autorizzato l'opa di Lactalis. "L'autorizzazione e' arrivata senza la necessaria pubblicazione integrale dei documenti relativi all'operazione e nonostante l'offerta
trasgredisca le norme del Testo Unico della Finanza", ha concluso Codacons.

 

6 - BCE: ECOFIN ADOTTA RACCOMANDAZIONE PER DRAGHI PRESIDENTE
Radiocor - L'Ecofin ha approvato formalmente la raccomandazione sulla nomina di Mario Draghi a presidente Bce. Saranno i capi di stato e di governo della Ue a fine giugno prendere la decisione politica definitiva. La candidatura di Draghi (l'unica) passa al vaglio dell'Europarlamento che dovra' esprimere un parere e cosi' dovra' fare la stessa Banca centrale europea. Dopo il via libera del Consiglio europeo il 24 giugno, la nomina del nuovo presidente sara' formalizzata in luglio dall'Ecofin nella riunione che si terra' a Lussemburgo.

7 - FISCO UE: SALTA ACCORDO SU TASSAZIONE RISPARMIO, NO DI TREMONTI
Radiocor - Il ministro dell'economia Giulio Tremonti ha impedito all'Ecofin di raggiungere un accordo sulle conclusioni politiche relative alla revisione della direttiva sulla tassazione del risparmio dei cittadini non residenti. Motivo: le norme non prevedono sanzioni per cui i governi europei 'ne accettano la sistematica violazione'. L'Italia e' pronta a portare il caso alla Corte di Giustizia.

8 - FISCO: TREMONTI, SCANDALOSO CHE NO SANZIONI IN DIRETTIVA TASSAZIONE RISPARMIO
(Adnkronos) - E' "scandaloso" che nella direttiva sulla tassazione dei redditi da risparmio non siano previste sanzioni, per questa ragione "non mi sento di esprimere una valutazione positiva su quella che e' una quasi direttiva". E' quanto ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nel corso del dibattito pubblico all'Ecofin a proposito del progetto di direttiva per rafforzare il testo del 2003 in materia di fiscalita' dei redditi da risparmio.

 

"E' una direttiva scritta dalla Svizzera, non e' stata la Svizzera ad entrare in Europa, ma l'Europa a entrare in Svizzera", ha accusato Tremonti, minacciando il ricorso alla Corte di giustizia europea. "E' un tema serio, che va trattato in modo serio, non in modo svizzero", ha sottolineato.

"Per essere chiari - ha proseguito Tremonti nella sua 'arringa' a Bruxelles - non esistono sanzioni, si prevede un obbligo per gli operatori e per gli stati, ma non esiste una sanzione
nel caso di violazione dell'obbligo. E' un non testo giuridico, e' un optional che si offre alla buona volonta' degli operatori e degli Stati, ma che mancando di sanzioni e' aperto alle piu' assolute violazioni e io trovo scandaloso tutto questo". E ancora, secondo il ministro, "e' inaccettabile che gli operatori che hanno firmato la direttiva ne accettino la sistematica violazione: e' un testo che non ha il minimo contenuto giuridico".

 

Per questa ragione, "non mi sento di esprimere una valutazione positiva, a meno che non ci siano sanzioni contro quegli operatori e quegli Stati che violano le regole", ha insistito Tremonti, per il quale "senza sanzioni parliamo di un'opzione: se ci saranno contro
operatori e Paesi che violano la direttiva, saremo pienamente d'accordo", ma, al momento, "questa non e' una direttiva, e' una quasi direttiva". "Chiederemo una valutazione della Commissione europea sugli Stati che hanno violato la direttiva - ha concluso il ministro - e se non e' il caso andremo alla Corte di giustizia europea".

9 - GENERALI: CONFERMA FIRMA MEMORANDUM CON VTB SU ASSICURAZIONE
Radiocor - Le Generali confermano l'esistenza di un memorandum preliminare non vincolante con la banca russa Vtb sull'avvio di trattative per una collaborazione nell'assicurazione. Lo ha indicato a Radiocor una portavoce della compagnia triestina, sottolineando che 'le discussioni non prevedono ne' prendono in considerazione l'entrata di Vtb nell'azionariato' della compagnia triestina. A menzionare il memorandum e' stato ieri il presidente di Vtb, Andrej Kostin, in un'intervista al quotidiano economico 'Vedemosti', in cui venivano anche riferite indiscrezioni di un interesse di Vtb ad entrare nel capitale di Generali. Gia' ieri fonti vicine al gruppo triestino avevano indicato che con la banca russa non e' previsto ne' discusso l'ingresso nel Leone.

10 - GENERALI: VTB, INTERESSE A QUOTA 'CONSIDEREVOLE'
Radiocor - La banca russa Vtb e' interessata a una quota 'considerevole' delle Generali, azioniste della banca dallo scorso febbraio, con cui ha avviato colloqui per una possibile joint venture in Russia nell'assicurazione. Dopo le indiscrezioni di ieri, e' il presidente di Vtb, Andrej Kostin ad indicarlo in un'intervista a Reuters Insider Tv. 'Le Generali sono stati uno dei principali investitori in Vtb (al momento della parziale privatizzazione) e Vtb potrebbe a sua volta guardare alle Generali.

 

E' prematuro fare altri commenti, ma si tratterebbe di certo di un importo considerevole', ha detto Kostin. Vtb lo scorso febbraio ha ceduto il 10% del proprio capitale sul mercato per 3,3 miliardi di dollari. Le Generali in quell'occasione hanno acquisto poco meno dell'1% per 300 milioni (pari 221 milioni di euro).

Kostin si e' anche mostrato fiducioso sull'esito dei colloqui per una jv nell'assicurazione: 'dipendera' dai termini specifici, ma penso che ci sia piu' del 50% di probabilita' di succ esso di queste discussioni', ha detto Kostin. Contattata da Radiocor, la banca russa si e' limitata da confermare che e' stato siglato un memorandum of understanding con Generali sul settore assicurativo.

11 - BPM: PUNTA A ESPOSIZIONE IMMOBILIARE QUASI DIMEZZATA A 8,1MLD IN 2013
Radiocor - Una drastica riduzione dell'esposizione al settore immobiliare, che porterebbe quasi a dimezzare gli impieghi da qui al 2013. Questi, secondo quanto risulta a Radiocor, i dettagli del progetto presentato al cda, anche in risposta ai rilievi della Banca d'Italia. Nel 2010, in base ai dati presentati dal management, l'ammontare dei finanziamenti accordati al comparto immobiliare era di 14,4 miliardi, di cui 9 utilizzati. L'alleggerimento previsto dall'istituto passerebbe ora da 800 milioni di rientro sul margine revocabile e da 7 miliardi di rientro 'per frazionamenti e chiusura operazioni'.

 

Questo a fronte di 1,5 miliardi di nuove operazioni. Il risultato vedrebbe 'impieghi inerziali' al 2013 per 8,1 miliardi. Sensibili anche gli effetti sul capitale assorbito dai finanziamenti all'immobiliare, calcolato considerando anche le ponderazioni prudenziali richieste da Bankitalia. Nel 2010 era pari a 1,1 miliardi (il 32% del totale) e scendera' a 800 milioni (il 20%).

12 - BANCHE: PROFUMO, MANCA COINVOLGIMENTO CLIENTI IN PROCESSI SVILUPPO PRODOTTO E SERVIZI
(Adnkronos) - Il problema delle banche italiane e' che "hanno importato poco i clienti nei loro processi di sviluppo di prodotto e dei modelli di servizio". A rilevarlo l'ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, intervenendo oggi a Milano alla presentazione del libro del patron di Diesel Renzo Rosso, dal titolo 'Be stupid', all'Universita' Bocconi.

Riferendosi, in particolare, alla sua storia al vertice di Unicredit, "io ci ho provato, con il risultato che non faccio piu' quel mestiere" evidenzia ironizzando, e ribadisce che "riuscire a portare i clienti nei processi di sviluppo di prodotti e servizi e' una cosa che le banche non sanno fare". Quel che ci vuole, e che manca, secondo Profumo e'
"la capacita' di ascoltare i clienti".

Alla domanda di un giovane studente sul perche' le banche in Italia sono restie a finanziare 'gli stupidi', parafrasando con questa definizione il concetto espresso nel libro di Rosso, ovvero coloro che sanno stupire e stupirsi e unire questa qualita' alla capacita'
imprenditoriale, "in verita' -fa notare l'ex ad di Unicredit- qualche 'stupido' lo abbiamo finanziato", dice proseguendo nella metafora, "anche qualche furbo in realta'".

 

"Quello delle banche e' un mestiere difficile, perche' in quasi tutte le parti del mondo le nuove iniziative non vengono finanziate dalle banche. Dovrebbero essere finanziate da venture capital, entita' che intervengono nella parte iniziale del processo. Ricordiamoci che le banche non gestiscono soldi loro, ma dei clienti, degli azionisti".

13 - CALCIO: DELOITTE, BOOM PERDITE SQUADRE A...
(ANSA) - I ricavi continuano a crescere, seppure a ritmo lento, ma le perdite continuano ad accumularsi nei bilanci delle squadre di Serie A. E' questo il quadro che emerge dallo studio condotto dalla societa' di consulenza Deloitte sui bilanci dei club della Serie A: i ricavi a livello complessivo crescono del 3,6% raggiungendo gli 1,736 miliardi di euro, ma la perdita netta peggiora del 51% superando i 250 milioni di euro.

14 - BRACCO: RILEVERA' STABILIMENTI NYCOMED IN GERMANIA
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Accordo siglato oggi tra Bracco Imaging e Nycomed. Entro l'anno la societa' italiana rilevera' la parte del sito dedicato alla produzione dei suoi mezzi di contrasto nell'area industriale di Nycomed a Singen, vicino a Costanza (Baden-Wurttemberg). L'accordo tra le due aziende farmaceutiche prevede la costituzione da parte di Nycomed di una nuova societa' che verra' interamente acquistata da Bracco Imaging una volta conferiti gli impianti e il personale dedicati alla produzione dei prodotti
Bracco.

 

"Nycomed produce da oltre vent'anni mezzi di contrasto per noi - sottolinea in una nota Giordano Righini, general manager per le attivita' industriali di Bracco Imaging - l'accordo di oggi ci permette di internalizzare un importante step della nostra filiera produttiva e di consolidare la nostra presenza in Germania". "Con questa operazione - aggiunge Rainer Wiartalla, general manager per le attivita' industriali di Nycomed - viene confermato il ruolo dello stabilimento di Singen nella produzione dei mezzi di contrasto, che vengono esportati in tutto il mondo".

15 - A2A: STUDIA NUOVO TERMOVALORIZZATORE A NAPOLI, DOSSIER DA 350 MLN VALUTA PARTECIPAZIONE (IN CONSORZIO) A GARA PER COSTRUZIONE
Radiocor - A2A studia il raddoppio nella gestione dei rifiuti di Napoli. Gia' in cabina di regia nell'impianto di Acerra, la multiutility lombarda, secondo quanto risulta a Radiocor, e' pronta a partecipare alla gara indetta per la costruzione e la gestione di un nuovo termovalorizzatore nella zona Est del capoluogo partenopeo. Il dossier, che prevede un investimento complessivo di circa 350 milioni nei prossimi 30 mesi, e' attualmente all'esame dei vertici di A2A che stanno anche valutando la formazione di un consorzio per formulare l'offerta definitiva, da presentare entro luglio.

 

Alla cordata potrebbero partecipare un'impresa locale cui assegnare le opere di urbanizzazione annesse alla centrale e un gruppo invece di primario standing internazionale - nessuna scelta e' stata ancora fatta, ma tra i papabili c'e' Ansaldo - che si occupera' della costruzione vera e propria del termovalorizzatore. La concessione sull'impianto potrebbe arrivare a 20 anni, ma buona parte dell'investimento inizi ale verra' recuperata nei primi anni grazie al contributo Cip 6.

16 - CARIGE: PIANO STRATEGICO, NEL 2014 UTILE NETTO DI 263 MLN
(Adnkronos) - Un utile netto consolidato di 263 milioni di euro nel 2014, con una crescita media annua del 10,1%, una raccolta di 64,1 miliardi e un Core Tier 1 all'8%. Sono alcuni degli obiettivi del gruppo Carige, indicati nel piano strategico 2011-2014.

Secondo il piano strategico dell'istituto ligure, il margine di interesse crescera' da 713,9 milioni del 2010 a 1,02 miliardi nel 2014, con un incremento annuo del 9,5%. I ricavi netti da servizi sono previsti in crescita del 3,5% annuo, a quota 420,6 milioni a fine piano. Il margine di intermediazione si attestera' a 1,44 miliardi nel 2014 (+7,5% medio annuo ).

Le rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti sono previste in crescita a 155 milioni, con un tasso medio annuo del 7,6%. Il Roe crescera' dal 5,1% del 2010 al 6,6% del 2014.

Nei prossimi quattro anni le masse complessivamente intermediate dal gruppo sono previste in crescita del 5,8% annuo a oltre 95 miliardi, con gli impieghi lordi alla clientela in crescita a 31,13 miliardi nel 2014 (+5,2%). La raccolta diretta e' stimata in crescita a 32,9 miliardi (+5,5% annuo) e quella indiretta a 31,2 miliardi (+6,7%).

17 - L'ISVAP DETTA LE REGOLE PER I BONUS DEGLI ASSICURATORI...
Dal "Corriere della Sera" - Entro poche settimane l'Isvap, l'authority che vigila sulle assicurazioni, dovrebbe dare il via libera al nuovo regolamento sulle remunerazioni degli amministratori, cioè della prima linea del top management, delle compagnie. Un lavoro che ha potuto avvalersi delle grandi indicazioni del Financial stability forum presieduto da Mario Draghi, ma non di una disciplina comunitaria: non esiste infatti una direttiva Ue sul tema.

 

Dossier che pure non è meno delicato di quello relativo al settore bancario. In primo luogo il business assicurativo è di per sé proiettato sul lungo periodo, se si pensa soltanto agli impegni nei confronti degli assicurati; in secondo luogo nella grande crisi sono state colpite non solo le grandi banche ma anche grandi compagnie spesso in relazione alle scelte di investimento che hanno privilegiato il rapporto rischio-rendimento rispetto a criteri di gestione più prudenziali e adeguati al settore.

E, sebbene sia probabile che, in virtù proprio della mancanza di una direttiva comunitaria, le linee guida per le assicurazioni non risultino necessariamente identiche a quelle bancarie, sarebbe proprio l'attenzione al lungo periodo l'orientamento di base del regolamento per quanto riguarda le componenti variabili della remunerazione, come i bonus. Non è invece chiaro se il documento Isvap comprenda punti discussi anche di recente come quello delle buonuscite e dei paracadute d'oro.

18 - QUELLA CENA A BAGNAIA FRA GIULIA LIGRESTI E IL MINISTRO TREMONTI Dal "Corriere della Sera" - E' nato tutto casualmente. Con un tempismo che può sembrare perfetto. Nel giorno in cui la Consob ha concesso a Unicredit la sospirata esenzione dall'Opa su FonSai, i protagonisti della vicenda si sono ritrovati al Borgo La Bagnaia, chez Andrea Monti Riffeser. Erano lì per il consueto convegno "Crescere tra le righe"organizzato dall'Osservatorio Giovani-Editori di Andrea Ceccherini.

 

Ma, terminati i lavori i numeri uno e due di Unicredit, Federico Ghizzoni e Roberto Nicastro, e il vicepresidente di Piazza Cordusio, Fabrizio Palenzona, si sono ritrovati attorno allo stesso tavolo per la cena di gala. Poco più in là, a un altro tavolino sistemato nel dehors, si è seduta la vicepresidente di Fonsai e presidente di Premafin, Giulia Ligresti. Che non ha cenato con i banchieri che hanno salvato la compagnia assicurativa bensì con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Entrambi accompagnati dai figli.

19 - SUL COLLOCAMENTO GLECNORE PESA L'INCOGNITA DEL FATTORE G
Christopher Hughes per "la Stampa" - Chiamatelo «fattore G». È l'incognita che gli investitori dovranno quantificare prima di sottoscrivere gli ordini per il collocamento di Glencore a Londra e Hong Kong, il cui prezzo dovrà essere definito questa settimana. Rappresenta il premio o lo sconto che il trader di materie prime nonché gruppo minerario dovrebbe fissare in virtù del suo anomalo modello di business e del suo team direttivo finora sconosciuto. Per tentare una valutazione di Glencore occorre iniziare dalla somma delle parti.

 

L'unità di trading delle materie prime assomiglia a una versione matura del gruppo Noble, il trader di prodotti agricoli ed energetici quotato a Singapore. Considerando il minore potenziale di crescita di Glencore, uno sconto del 15% rispetto al rapporto prezzo/utile di Noble potrebbe essere appropriato. Su questa base, il primo valore sarebbe di 27 miliardi di dollari. Glencore possiede poi partecipazioni in società quotate che ai valori correnti possono essere quantificate in circa 29 miliardi di dollari.

Infine, il gruppo possiede asset non quotati nel settore minerario. Se questi fossero valorizzati con un leggero sconto rispetto alle medie di riferimento, tenendo conto che Glencore è intenzionata a scavare in aree che presentano un rischio geopolitico superiore alla media, il loro valore aziendale (Ev) potrebbe ammontare a 16 miliardi di dollari.

Sommando tutte le parti e sottraendo il debito netto in rapporto agli asset minerari valutati a 16 miliardi di dollari, il totale risultante è di 56 miliardi di dollari, o 64 miliardi conteggiando anche il nuovo denaro entrante - un valore vicino alla punta massima del range di prezzo. In teoria, Glencore potrebbe valere più della somma delle parti.

Ma sarebbe sorprendente che il mercato fosse disposto ad attribuire all'azienda un premio «per il conglomerato» sin dal primo giorno. Con 10 miliardi di dollari nella società, l'amministratore delegato Ivan Glasenberg ha un indubbio interesse a proteggere il suo patrimonio. Ma i componenti negativi del fattore G avranno un peso considerevole nell'immediato. Uno sconto del 10%, che fisserebbe l'azione al di sotto della metà del range di prezzo, potrebbe essere una quotazione corretta.

20 - BP: FALLISCE SWAP CON ROSNEFT, CONTINUA COOPERAZIONE CON AAR
(Adnkronos) - E' definitivamente fallito lo scambio di quote azionarie fra la multinazionale britannica Bp e il gigante energetico russo Rosneft per via dell'opposizione di Alfa-Access-Renova (Aar), partner della compagnia mista Tnk-BP , che rivendica il diritto di veto su eventuali joint venture di Bp nel paese. Nel gennaio scorso la multinazionale energetica e Rosneft avevano deciso uno swap da 11 miliardi di euro e il varo di una 'cooperazione strategica' per lo sviluppo di giacimenti petroliferi off-shore.

 

In base all'intesa preliminare a Rosnet sarebbe andato il 5 per cento della compagnia britannica, mentre Bp avrebbe ricevuto il 9,5 per cento di quella russa. Dopo un primo slittamento, l'accordo avrebbe dovuto essere perfezionato entro lunedi' 16 maggio ma e' stato reso impossibile dal ricorso presentato da Aar che aveva chiesto a Bp di riacquistare la sua quota in Tnk per un valore di 44 miliardi di dollari, mentre la compagnia britannica si e' detta disposta a versarne 32 miliardi.In un comunicato diffuso oggi Bp annuncia che i "colloqui continueranno" con Rosneft dalla cui collaborazione si attende comunque "significativi benefici".

L'ad di Bp Bob Dudley, in una dichiarazione ha ribadito che la societa' "resta impegnata in Russia, per lavorare costruttivamente con AAR in TNK-BP" che "e' stato un ottimo investimento per tutte le parti dal 2003". Dudley sottolinea come "BP e AAR sono d'accordo nel guardare oltre i punti di disaccordo degli ultimi mesi per focalizzarsi appieno" su Tnk-Bp.

21 - SPAGNA: FT, MOLTE AMMINISTRAZIONI LOCALI HANNO DEBITO 'SOMMERSO'
(Adnkronos) - Le amministrazioni regionali e locali spagnole hanno un debito "sommerso", nascosto, non incluso nella contabilita' pubblica, pari a circa 26,4 mld di euro. E' quanto emerge da una ricerca di Freemarket Corporate Intelligence, riportata dal Financial Times.

"E' evidente che i conti di alcune, se non molte, regioni non riflettono la verita" afferma il rapporto della societa' di consulenza guidata da Lorenzo Bernaldo de Quirosm, un economista critico verso la struttura decentralizzata del sistema spagnolo. "E' altrettanto chiaro che le nuove amministrazioni, se ci sara' un cambiamento del partito al potere, non si faranno carico del debito ereditato senza chiarire i dettagli", si legge ancora nel testo riferendosi alle elezioni del 22 maggio. In base agli ultimi dati della Banca centrale spagnola, calcolati secondo le linee-guida Ue, il debito delle 17 regioni autonome e' quasi raddoppiato rispetto al 2008, toccando quota 115 mld, mentre a livello di amministrazioni municipali e provinciali l'indebitamento e' salito a 35 mld. Il debito del governo centrale e' di 488 mld di euro. 17-05-2011]

 

 

sembra che SUOR MESTIZIA voglia cambiare strategia di comunicazione in vista del ballottaggio richiamaNDO in fretta e furia il suo storico spin doctor, Paolo Glisenti - AL Newseum L’Italia è L’unico paese dell’Europa occidentale a beccarsi un giudizio DI LIBERTà LIMITATA - FIORELLO COMPRA CASA DA 5 MILIONI A CORTINA - BENEDETTA PARODI PORTA I SUOI BESTSELLER DA RCS - FILM SULL’ASSALTO ALLA DIAZ, PROCACCI: NON MI GUIDA LA POLIZIA - FORMIGONI NEW LOOK - CICCIOLINA IN CHIESA - SYRIA, TETTA SCOPPIATA

LETIZIA MORATTI SUBITO DOPO AVER VOTATO

1- Dopo la breccia di Pisapia a Milano e la clamorosa, quanto inattesa batosta subita, pare che Mestizia Moratti voglia cambiare strategia di comunicazione in vista del ballottaggio del 29 e 30 maggio. La fango-strategy in stile SS (Sallusti-Santanché) non ha convinto né l'entourage del sindaco né gli elettori.

E allora sembra che donna Letizia voglia richiamare in fretta e furia il suo storico spin doctor, Paolo Glisenti, uomo di grandi relazioni ed esperienza, ricordato a Palazzo Marino soprattutto per lo stipendio dorato (987mila euro per due anni e mezzo).

 

Il 16 febbraio del 2009 Letizia Moratti fu costretta a sacrificarlo (chiedendone le dimissioni dal CdA di Expo Spa, la società che gestisce l'Esposizione universale del 2015) per far posto a Lucio Stanca, imposto da Berlusconi.

2- Il Newseum e' la piu' grande istituzione al mondo dedicata all'informazione. Una autentica chicca per gli appassionati. Quattro piani dedicati alla comunicazione. Ed una volta all'anno organizza una cerimonia in memoria dei girnalisti assassinati . Centinaia di amici e parenti arrivano da tutto il mondo per ricordarli. Alexander Lebedev , l'editore di Novaya Gazeta, il giornale di Anna Politovskaia, pronuncia il discorso principale. Per ogni giornalista assassinato risuona nella sala un colpo di gong. Fabio Polenghi, freelance italiano ucciso negli scontri di Bangkok, e' nella lista dei 59 reporter caduti nel 2010.

 

Altri 18 reporter uccisi negli anni precedenti ed ora ricordati nel memoriale del Newsuem vengono ricordati: tra loro Cosimo Cristina, assassinato dalla mafia nel 1960 , considerato il primo giornalista ucciso da Cosa Nostra, Giovanni Spampinato, Giuseppe Impastato , Mauro Rostango.

 

Quattro italiani morti per aver fatto il proprio dovere di giornalisti. Nel salone non si nota un solo rappresentante dell'Ambasciata italiana. E neppure la Rai. Fuori campeggia un tabellone nel quale si rappresenta la situazione della liberta' di stampa nel mondo. L'Italia e' indicata con un inquietante colore giallo, unico paese dell'Europa occidentale a beccarsi un giudizio mediocre.
http://www.newseum.org/exhibits-and-theaters/permanent-exhibits/world-news/press-freedom-map.html

 

3- Domenica prossima a Washington, alla Holy Rosary Church, la chiesa della Comunita' Italiana nella Capitale USA, verra' ricordato Giovanni Falcone.

4- Da "Ilgazzettino.it" - Lo showman Rosario Fiorello non sarà cittadino onorario di Cortina, come chiese qualcuno, dopo il suo spettacolo benefico del 24 febbraio scorso a favore degli alluvionati del Veneto, ma di certo il suo legame con la conca d'Ampezzo si è consolidato, con l'acquisto di una casa. Proprio quel giorno, il popolare mattatore televisivo e radiofonico comperò un appartamento a Cianderìes, in una delle zone residenziali più esclusive, che è lontana dalle strade più trafficate ma, al tempo stesso, è facile da raggiungere, a poche centinaia di metri dal centro.

All'ufficio tavolare del Comune di Cortina, dove sono registrati tutti gli atti che riguardano gli immobili, secondo l'antica e funzionale amministrazione asburgica, risulta anche la cifra ufficiale, concordata fra le parti, per la compravendita: 5 milioni 120 mila euro.
La firma sulla compravendita non è di Rosario Fiorello, ma della moglie Susanna Biondi, in qualità di procuratrice. Mediatore della compravendita risulta l'agenzia d'affari Menardi, di Giovanni Valle, che ha percepito 150 mila euro.

 

5- Da "Libero" - Secondo il quotidiano online Affaritaliani.it Benedetta Parodi bolle in pentola una grossa novità: l'autrice dei bestseller da circa due milioni di copie Cotto e mangiato e Benvenuti nella mia cucina, passa dall'editore Vallardi (Gruppo Gems) a Rcs Libri, che le avrebbe offerto un contratto da star. Lapidario il commento del presidente di Gems Stefano Mauri: «È stata mal consigliata».

6- Dal "Corriere della Sera" - Ancora polemica su Diaz -Non pulire questo sangue, film sugli avvenimenti del G8 di Genova del 2001. Dal comitato Verità e giustizia per Genova, di cui fanno parte anche Vittorio Agnoletto e Haidi e Giuliano Giuliani, genitori di Carlo, il ragazzo ucciso da un carabiniere durante gli scontri, arriva una lettera di «sorpresa e preoccupazione» contro Fandango, la casa di produzione. «Fandango è naturalmente libera di agire come crede ma siamo sconcertati dalla sua scelta di mostrare la sceneggiatura al capo della polizia Manganelli e non a chi fu vittima delle violenze degli agenti quella notte».

Replica così il produttore Domenico Procacci, che si dice pronto ad incontrare i firmatari: «È un malinteso. Il capo della polizia non è chiamato ad analizzare un progetto, non gli viene chiesto un beneplacito. Ho cercato un incontro diretto con lui per informarlo: non è per un parere, un'autorizzazione o avere un semaforo verde» . Sui mancati contatti con chi c'era alla Diaz, Procacci respinge le accuse: «Tutto il processo di scrittura è stato coordinato con il Genova Legal Forum rappresentato da Carlo Bachschmidt» .

 

7- Da "il Giornale" - Dopo la camicia fiorata che ha bucato lo schermo ad Annozero e la maglietta di Paperino sfoggiata domenica al seggio, il governatore se n'è inventata un'altra per stupire col suo look. Roberto Formigoni (nella foto) s'è presentato ieri all'inaugurazione del cantiere dell'impianto Est di Eni nel sito di Sannazzaro De' Burgondi, nel Pavese, con una singolare cravatta raffigurante quattro immagini del Re Sole e un fazzoletto viola e giallo. Il presidente lombardo ha «tranquillizzato» i presenti: «Questa cravatta l'ha fatta un artigiano milanese che non posso nominare, raffigura i cinque Re Sole ed è allusiva al mondo delle energie rinnovabili». Così è se vi piace...

8 - Carlo Rossella per "Il Foglio" - Cena con Mick Jagger all'Eden-Roc di Cap d'Antibes. Contro il freddo della sera lui si difende con un magnifico Château Cru, molto leggero e molto sexy.

9- Maurizio Crippa per "Il Foglio" - Non sapevo che Strauss-Kahn fosse parroco a Sestri Ponente

 

10- Da "Vanity Fair" in edicola domani
- Dicono che la figlia di un maestro oscuro organizzi festini piccanti. Dicono che tra i protagonisti ci siano una scrittrice sciupamaschi dalla folta chioma e un attore che ha fatto colpo come cattivo. Dicono.

- Gli insider di Vanity Fair hanno mille occhi. Sul treno che dall'affascinante Sintra riporta i turisti alla vicina Lisbona hanno pizzicato Vittoria Puccini e Claudio Santamaria mentre si baciavano. La coppia di attori - lei ex di Alessandro Preziosi, lui ex di Delfina Delettrez Fendi - flirta da quattro mesi. Ma rivedendo questa foto del 2005, chi l'avrebbe mai detto che sarebbe scoccata la scintilla?

 

- Il posto più strano dove ho fatto l'amore: Ilaria Spada, 30 anni, attrice - In volo sull'elicottero - «Era estate, da Milano dovevo raggiungere la Sardegna con il mio ragazzo per il weekend. Lui ha insistito per viaggiare in elicottero, nonostante la mia paura. Una volta in volo, l'ansia ha preso il sopravvento e ho iniziato a stare male. A quel punto lui si è impegnato a coccolarmi, e l'ha fatto così bene che abbiamo finito col fare l'amore. Per fortuna gli elicotteri sono rumorosissimi, dai due piloti ci separava solo la tendina. Fosse sempre così, non avrei paura di volare».

11- (LaPresse) - "Mi sono rifatta il seno, poi una volta in montagna una protesi mi si è rotta, cadendo con lo snowboard: scivolando nel ghiaccio l'ho spaccata e non avendo tempo, in quel periodo, di 'risistemarmi', sono stata 4 mesi con un seno su e uno giù". Lo ha raccontato Syria, ospite in diretta di max Giusti negli studi di 'Radio2SuperMax'. "Vi dirò di più - ha continuato la cantante - il silicone avanzato dall'intervento lo conservo, non sia mai dovesse servire".

12- (LaPresse) - Zeppe e jeans aderentissimi non rientrano certo nel look di una cattolica praticante, ma se è vero che l'abito non fa il monaco, certamente il lato devoto di Cicciolina è una sorpresa per tutti. Domenica, l'ex pornostar si trovava nel centro di Roma dove ha fatto shopping in un negozio di biancheria intima accompagnata dal fidanzato Luca Di Carlo. Cicciolina, dopo aver firmato alcuni autografi e aver immerso i piedi nella fontana di Trevi, è entrata in chiesa, lasciandosi alle spalle i fan e, forse, anche gli eccessi del passato.17-05-2011]

 

 

un cannolo siculo per il culetto di SGARBI - L’ANTIMAFIA SOSPETTA INFILITRAZIONI CRIMINALI AL COMUNE DI SALEMI, GUIDATO DAL PALLORE GONFIATO - DIETRO a MOLTE SCELTE LEGATE ALLA SANITA’ TRAPANESE, CI SAREBBE GIAMMARINARO, EX FEDELISSIMO DI CUFFARO - OLIVIeRO TOSCANI DENUNCIÒ LE SUE INGERENZE GIA’ NEL 2009, DIMETTENDOSI DALLA CARICA DI ASSESSORE - LA MAGISTRATURA HA SEQUESTRATO I beni (35 MLN €) COSTRUITO ATTRAVERSO UNA RETE DI PRESTANOME - SGARBI MINIMIZZA: “SOLITA RETORICA DELL’ANTIMAFIA

Salvo Palazzolo per "la Repubblica - Palermo"

 

Nell'ottobre 2009, il fotografo Oliviero Toscani l'aveva detto senza mezzi termini ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo: "Mi sono dimesso dall'incarico di assessore della giunta di Vittorio Sgarbi, a Salemi, perché mi sono reso conto che il contesto territoriale, che mi permetto di definire mafioso, non mi consentiva di operare in maniera libera e autonoma nell'amministrazione comunale".

Toscani mise a verbale un nome, quello di Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale democristiano ed ex sorvegliato speciale, da sempre uno dei potenti della politica trapanese: "Partecipa alle riunioni della giunta - rivelò l'assessore dimissionario - Giammarinaro assume anche decisioni, senza averne alcun titolo".

Adesso, le indagini della divisione anticrimine della questura di Trapani e dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria dicono che Giammarinaro avrebbe continuato ad esercitare il suo potere politico non solo sul Comune di Salemi, ma soprattutto sulla sanità trapanese. Per questa ragione, il tribunale Misure di prevenzione di Trapani ha emesso un provvedimento di sequestro anticipato di beni nei confronti dell'esponente politico, così come proponeva il questore Carmine Esposito.

 

I sigilli sono scattati per un patrimonio da 35 milioni di euro: è costituito innanzitutto da undici società che gestiscono centri di analisi, di emodialisi e di fisioterapia, poi anche case famiglie e centri per anziani. Secondo la magistratura, un impero economico costruito attraverso una rete di prestanome. Il provvedimento del tribunale riguarda anche conti correnti, appartamenti, terreni e auto di lusso.

 

Nel 2000, l'esponente politico era stato assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, ma adesso il tribunale di Trapani ritiene che le nuove indagini, coordinate da Giuseppe Linares (l'ex capo della squadra mobile oggi a capo della divisione anticrimine), abbiamo messo in evidenza "nuovi indizi" di relazioni di Giammarinaro con Cosa nostra. Il collegio presieduto da Alessandra Camassa parla nel provvedimento di "metodo mafioso" che l'ex fedelissimo di Totò Cuffaro avrebbe usato nei suoi rapporti con gli amministratori del Comune di Salemi.

La scorsa estate, il sindaco Vittorio Sgarbi aveva litigato pubblicamente con Giammarinaro. La rottura era avvenuta sulla destinazione di alcuni fondi. Intanto, continuavano ad arrivare pesanti minacce di morte al primo cittadino di Salemi. Prima, una testa di maiale recapitata al comando di polizia municipale; poi, una carcassa di cane lasciata nei pressi dell'ufficio di gabinetto.

 

Le indagini della Procura antimafia di Palermo non sono mai riuscite a individuare gli autori delle intimidazioni, ma nel provvedimento di archiviazione il pm Carlo Marzella ha scritto: "E' emerso un intenso e costante condizionamento dell'attività amministrativa del Comune di Salemi da parte di Giammarinaro".

Emblematico, un episodio, scoperto grazie alle intercettazioni disposte dalla Procura. Il 16 ottobre 2009, l'assessore Caterina Bivona chiamò il sindaco Sgarbi per informarlo che la prefettura di Trapani sollecitava l'assegnazione di un terreno confiscato al boss Salvatore Miceli. Sul tavolo del primo cittadino c'erano le richieste di "Slow food" e dell'associazione "Libera". Ma Giammarinaro voleva che il bene andasse all'Aias: l'assessore lo disse chiaramente a Sgarbi.

 

In un'altra intercettazione, il vice sindaco Antonella Favuzza confida a un amico che il bilancio del Comune di Salemi è stato fatto a casa di Giammarinaro, dove l'assessore Bivona e il consigliere Lorenzo Bascone avrebbero portato i documenti dell'amministrazione per modificare alcuni capitoli di spesa.

Fra qualche giorno, il tribunale sarà chiamato a confermare il sequestro e a decidere su un'altra richiesta del questore di Trapani, che sollecita l'obbligo di soggiorno per Giammarinaro, fino al 2015.

 

LA REPLICA DI SGARBI
Il primo cittadino di Salemi affida la sua versione a un comunicato stampa. "Pino Giammarinaro non ha mai avuto alcun ruolo attivo, né politico, né amministrativo, sul Comune di Salemi altro che quello consentito dalla maggioranza di consiglieri che, in suo nome e con la sua organizzazione politica, furono eletti in consiglio comunale". Questo dice Sgarbi, che smentisce anche pressioni sulla sua giunta.

"Troppo comodo evocare i fantasmi del passato di fronte a un'impresa così vasta e difficile - prosegue il comunicato del sindaco di Salemi - a questa impresa ha contribuito anche Oliviero Toscani, il quale, senza avere avuto mai alcuno impedimento, ha trovato suggestiva la via d'uscita di attribuire alla mafia e a Giammarinaro difficoltà di burocrazia, di inerzia, di consuetudini amministrative clientelari".

Sgarbi se la prende piuttosto con l'antimafia. "La grande rivoluzione - dice - è stata contrastata, com'era prevedibile, più dalla facile retorica dell'antimafia che dalla effettiva capacità di condizionamento di Giammarinaro, pari a zero".17-05-201

 

 

 

TURISMO imbrambillato - c’È CRISI NERA (NEL 2010, PRESENZE IN CALO DEL 14,5%) ma SUL SITO DEL MINISTERO DELLA BRAMBILLA (WWW.ITALIA.IT) NON C’è TRACCIA DI AGRITURISMI, BED & BREAKFAST E CAMPEGGI (CHE VANNO ALLA GRANDE ALL’ESTERO E IL ‘TIMES’ LI ELOGIA) - PROMOZIONE SOLO PER GLI ALBERGHI RAPPRESENTATI DAL GERONZINO BERNABÒ BOCCA, CONSULENTE DI CRUDELIA SALMON - AVVISO AI PASSEGGERI: MENTRE L’ALITALIA DEI “PATRIOTI” FATICA AD ESISTERE, GLI AEREI LUFTHANSA RACCOLGONO TURISTI DA PORTARE IN GERMANIA

Daniele Martini per "il Fatto Quotidiano"

 

Non risulta che la presidente di Agriturist, Vittoria Brancaccio, sia un'attaccabrighe. Però con Michela Vittoria Brambilla, la ministra del Turismo, ha perso proprio la pazienza. Per tre volte le ha chiesto per via informale e con gentilezza di correggere le macroscopiche lacune del sito turistico ufficiale del governo www.italia.it nel quale non c'è neanche mezza parola sugli agriturismi e più in generale sul settore non alberghiero (bed & breakfast, campeggi...).

È una dimenticanza vistosa, da matita blu, una specie di clamoroso autogol, un approccio tafazziano alla promozione delle vacanze via Internet considerando che il turismo rurale e i bed & breakfast rappresentano insieme la quota maggioritaria della ricettività nazionale.

 

In particolare, gli agriturismi stanno vivendo un momento di grazia, vanno molto di moda all'estero e godono di ottima stampa, compresa quella di giornali paludati come The Times che non più tardi di qualche settimana fa ha dedicato servizi estasiati a fattorie-alberghi in Liguria, Toscana, Basilicata e Sicilia.

Per la Brambilla tutto ciò, però , conta poco o nulla e il sito del governo ha continuato a magnificare le attrattive turistiche italiane puntando sull'old style. Cioè presentando soprattutto le città d'arte, anche se ormai ingolfate al punto che alcune di esse sono costrette a mettere il ticket all'accesso e ad imporre numeri chiusi, e privilegiando la promozione dei pernottamenti in albergo, settore che con Federalberghi ha come protagonista Bernabò Bocca che della Brambilla è uno dei supporter più convinti e influenti.

 

La presidente di Agriturist ha aspettato fiduciosa per quasi un anno che le correzioni richieste fossero accolte dalla ministra e quando ha visto, invece, che le vacanze in fattoria venivano fatte sparire perfino dal sito Internet ufficiale dell'Enit, l'ente nazionale del turismo, ha cambiato registro.

Per evitare che poi qualcuno, compresa la Brambilla, facesse finta di cadere dal pero dicendo di non aver ricevuto alcuna richiesta, ha messo le indicazioni per scritto e per essere sicura che fossero consegnate all'interessata, le ha inviate per raccomandata con ricevuta di ritorno. E ora accusa: "I testi del sito ministeriale sono banali, pieni di errori, con parti non tradotte o non aggiornate, nessuna indicizzazione sui motori di ricerca".

 

Una polemichetta quella tra la Brancaccio e la Brambilla? Un piccolo sgambetto tra due signore dell'industria delle vacanze? Mica tanto, perché anche il duello a distanza tra la presidente degli agriturismi e la ministra si inserisce in un clima teso e nervoso. Per un motivo semplice: da settore che assieme all'edilizia avrebbe dovuto essere la colonna portante del Rinascimento italiano, così come aveva assicurato Silvio Berlusconi all'inizio della legislatura , il turismo è precipitato in una crisi nera. Non solo a causa delle difficoltà economiche generali e mondiali, ma per effetto di scelte sbagliate, improvvisate e spesso provinciali.

Una riprova indiretta è il successo della Germania, Paese con tante doti, ma dalle attrattive turistiche notevolmente più modeste rispetto all'Italia. Nel 2010 il fatturato turistico tedesco è aumentato addirittura del 12 per cento grazie soprattutto alla capacità di attrazione di Lufthansa nel mondo.

In pratica, mentre l'Alitalia dei "patrioti" a stento mantiene le posizioni e da tempo ha dovuto rinunciare a una presenza in grande stile nelle maggiori piazze mondiali, gli aerei Lufthansa raccolgono turisti ovunque convogliandoli verso gli scali tedeschi, gente che in Germania si ferma uno o due giorni al massimo per proseguire verso altre mete turisticamente più gradite, ma che ingrossa il dato delle presenze e soprattutto porta soldi.

 

Nel frattempo l'Italia ha preso una legnata storica: secondo quanto certificato dall'Osservatorio nazionale per il turismo (Ont), nel 2010 il numero delle presenze è calato di un altro 14,5 per cento rispetto al 2009 che era stato un anno disastroso. I dati Bankitalia confermano questo andamento negativo e attestano che anche il 2011 è cominciato male, con saldo negativo a gennaio di 47 milioni di euro.

 

Nonostante tutte le premure ministeriali, anche il settore alberghiero risente parecchio dell'andazzo negativo: secondo Federalberghi l'altr'anno sono stati licenziati circa 5 mila dipendenti a tempo indeterminato, il 3,6 per cento di tutta la forza lavoro impiegata, ma se nel conto si mettono anche gli stagionali e quelli dell'indotto, i posti persi sono 20 mila.

Secondo Bankitalia dal 2006 al 2010 il numero dei pernotti stranieri in Italia è sceso da 349 mila a 311 mila mentre è cresciuto il numero degli italiani che vanno all'estero, da 228 mila a 254 mila. Ovvio che il saldo turistico Italia-estero sia sceso nello stesso periodo da 12 miliardi di euro a 8,8.

 

Una débâcle. Stando così le cose difficilmente potrà avverarsi la profezia di Silvio Berlusconi che nel 2008 assicurò il raddoppio del fatturato turistico in un quinquennio, obiettivo epocale se si fosse avverato, perché il giro d'affari dell'industria delle vacanze è colossale, il 10 per cento del Pil, quanto tutta l'industria automobilistica nazionale.

Nel frattempo non solo la profezia berlusconiana sta evaporando, ma piove sul bagnato. Di recente l'Enit ha dovuto chiudere i due uffici di rappresentanza europei storici, le sedi di Monaco di Baviera e Amsterdam che per decenni avevano contribuito a convogliare i vacanzieri in Italia attraverso rapporti consolidati con i tour operator.

 

Uffici che volevano dire turismo olandese e della Bassa Germania. Come spiega al Fatto il direttore Paolo Rubini, si è trattato di una scelta forzata, dovuta al taglio delle risorse all'ente turistico, passate nel giro di 3 anni da 48 milioni di euro a 24, poi a 20 con un altro taglio.

L'Enit sta cercando di concentrare i suoi sforzi verso i Bric, Brasile, Russia, India e Cina, paesi economicamente in crescita, dove si sono formate o si stanno formando classi medie numerose, danarose e con la voglia di girare il mondo. Ma ammesso che l'operazione riesca e che l'Italia la spunti su una concorrenza sempre più spietata, i frutti non si vedranno subito. Nel frattempo, dopo la chiusura di Monaco e Amsterdam, in Italia quest'anno probabilmente si vedranno ancora meno tedeschi e olandesi. 17-05-2011]

 

 

“Uomo bianco scomparirai” - DA COLONIE A COLONNE, da schiavi a padroni, da affamati ad affamatori: la nemesi storica del colonialismo - londra e parigi che appartengono agli arabi, gli stati uniti tenuti per le palle da cina e india, LE MATERIE PRIME e risorse minerarie in mano al terzo mondo. benvenuti al nuovo colonialismo (Non sarà più la guerra a dettare l’agenda delle invasioni, ma la pressione demografica e le forze giovani)...

Simone Paliaga per "IL" de "Il Sole 24 Ore"

 

1 - CONTROLLO SUGLI STRETTI PARTITA PER INDIA E CINA...
Chi sorveglia gli stretti domina il mondo. Il nuovo colonialismo passa per il loro controllo, da lì transitano merci e rifornimenti energetici. Suez, Bab-el-Mandeb, Hormuz, San Bernardino, Malacca sono la posta in gioco per la nuova leadership. Lo intuisce alla fine dell'Ottocento il teorico americano del sea power Alfred Mahan e prepara il Secolo americano. Lo ribadisce dagli anni Cinquanta il diplomatico indiano Kevalam Madhava Panikkar e da poco il generale cinese Liu Huaqing, ora che India e Cina aspirano a un ruolo a fianco degli Usa.

Da Malacca passa ben il 40% del petrolio mondiale: l'80% dei rifornimenti cinesi e il 70% di quelli indiani. Tra il 2020 ed il 2030 il greggio trasportato attraverso Hormuz raggiungerà i 35 milioni di barili giornalieri (poco meno della metà dell'intera produzione mondiale). Il loro controllo diventa vitale, e per raggiungerlo il primo passo sono i porti off-shore cinesi e indiani, rispettivamente a Sittwe (Myanmar) e Gwadar (Pakistan); e Campal Bay (isole Nicobare) e Chah Bahar (Baluchistan iraniano).

 

2 - COME CAMBIANO LONDRA O PARIGI: DIECI CITTÀ D'EUROPA, O DEI NON EUROPEI...
Denatalità europea e forte immigrazione rimano con nuovo colonialismo. Non sarà più la guerra a dettare l'agenda delle invasioni, ma la pressione demografica e le forze giovani. Nei prossimi quattro lustri, dieci grandi città europee, tra cui Londra e Parigi, vedranno crescere la loro popolazione allogena fino alla maggioranza. Dagli anni Ottanta esperti in demografia e storici, come i francesi Alfred Sauvy e Jean-Claude Chesnais, il tedesco Herwig Birg e l'inglese Walter Laqueur, suonano l'allarme.

 

Già nel 2004 a Bruxelles più del 55% dei neonati è figli di immigrati; nella regione tedesca della Ruhr, entro pochi anni, più della metà delle classi d'età sotto i trent'anni sarà di origine etnica non tedesca e nell'Île de France Mohammed è il nome più diffuso. Se nel 2005 gli stranieri in Italia erano 1,99 milioni, il 1° gennaio 2011, arrivano alla cifra di 4,56 milioni, con un tasso di natalità di 2,7 figli per donna, contro 1,4 delle italiane. L'invasione è appena cominciata?

3 - IL SENSO DI COLPA SOLO IN OCCIDENTE...
"Uomo bianco scomparirai" recita il titolo dell'antologia raccolta dall'antropologo Stan Steiner nel 1976. Da allora la «cultura del piagnisteo» (Robert Hughes) si impone nell'immaginario collettivo, costringendo gli europei a guardare al passato e lasciando la gestione del futuro a chi sensi di colpa non ne ha. La colpa che grava sull'Occidente macchia tutti gli occidentali allo stesso modo. Le responsabilità ai mali perpetrati in passato dal mondo ricco e sviluppato si trasmettono quasi geneticamente dalla nascita.

 

Da esse ci si monda a condizione di abbracciare l'oppresso, l'offeso, il vessato, criticando fino in fondo i presupposti di quell'Occidente al quale malgrado tutto si appartiene. È quanto insegnano Michel Foucault, Edward Said e oggi Arjun Appadurai, Homi Bhabha, Gayatri Chakravorty Spivak, lasciando le nuove generazioni senza iniziativa.

Ma guerre e schiavismo non sono un portato dell'uomo europeo; le civiltà africane, arabe, asiatiche furono e in gran parte sono ancora ferocemente discriminanti, fondate sulle caste e sull'obbedienza assoluta, risponde Jared Diamond. La colonizzazione comincia anche dalla cultura.

4 - IL DEBITO PORTOGHESE? GLI EX SCHIAVI LO SALVANO...
La crisi di questi anni e il rischio di default di Grecia, Portogallo e Spagna rischia di piegare l'Ue. Quale migliore occasione di colonizzare i colonizzatori d'antan? Se il presidente brasiliano Dilma Roussef si offre di acquistare parte del debito lusitano, la Cina ha già in tasca il 19% di quello greco e il 12,5% di quello spagnolo. Non sono questi i soli casi di una storia che sembra andare al contrario.

Non ne è immune la Gran Bretagna, la cui maggior banca si chiama Hsbc, Hong Kong and Shanghai Banking Corporation, con sede a Londra ma capitali cinesi. Neppure l'India perde la storica occasione di revanche: il colosso dell'automobile Tata acquista dalla Ford - per 2,3 miliardi di dollari - le britanniche Jaguar e Land Rover, seguita dalla cinese Geely che compra la casa automobilistica svedese Volvo a 1,8 miliardi di dollari.

 

5 - RISORSE MINERARIE E MICROCHIP...
La nuova parola d'ordine nel Celeste Impero è xinxihua, informatizzazione. Forze armate, produzione industriale, devono modernizzarsi. Ma per non dipendere nella produzione di microprocessori dai colossi stranieri serve una materia prima. La corsa al coltan comincia in Congo.

Questa è solo una delle risorse di cui la Cina, diventata con la globalizzazione il principale polo manifatturiero del pianeta, abbisogna per rispondere alla domanda mondiale. Oro, tungsteno, stagno, carbone, uranio e platino sono vitali per continuare la crescita e conservare il primato. Ma non li trova solo in Africa.

L'Australia, il maggior esportatore di carbone e minerali ferrosi, è una miniera a cielo aperto. La campagna acquisti del Dragone sul suolo australiano accelera a partire dal 2008 e sembra inarrestabile, al punto da far temere all'Authority dell'Oceania che i cinesi finiscano per stabilire i prezzi delle materie prime. Tuttavia il controllo non passa solo dalle risorse da importare ma anche su quelle da esportare.

Succede nel 2010 al cotone che raggiunge il record storico, alla lana che arriva ai massimi biennali, alla seta grezza che attinge quotazioni mancate dalla metà degli anni Novanta e al cashmere raddoppiato di prezzo in pochi mesi, lasciando a bocca asciutta l'industria tessile europea.

 

6 - QUANDO L'INDIA COLTIVA LE TERRE IN ARGENTINA...
Si scrive land grabbing, si legge conquista di terre coltivabili, al punto da far temere al direttore della Fao, Jacques Diouf, un nuovo colonialismo. Quando nel 2006 esplode il prezzo delle materie prime, i Paesi produttori di grano e riso limitano le esportazioni, per evitare instabilità e guerra per il pane intestine. Così i grandi importatori, come Cina, India e gli Stati del Golfo, con scarsità di risorse agricole ma abbondanza di mezzi finanziari corrono ai ripari comprando terreni all'estero per coltivare cibo da riesportare entro i propri confini.

Pechino ha acquistato 2,8 milioni di ettari in Congo, due in Zambia, 80mila ettari di terra in Russia, 43mila in Australia, 70mila in Laos, 10mila in Camerun, 7mila in Kazakhstan, 5mila a Cuba e 1.050 in Messico. L'India non è da meno. Dehli possiede 614mila ettari in Argentina, 370mila in Etiopia, 232mila in Madagascar, 289mila in Malesia, 50mila ettari in Laos, 69mila in Indonesia, 10mila in Paraguay, 10mila anche in Uruguay. Dove prima giungevano le baionette, oggi arriva la finanza.

 

7 - VENTI MILIONI DI CINESI HANNO SETE DI ORO BLU...
«Se le guerre del XX secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del XXI secolo si combatteranno per l'acqua». Ad affermarlo, nel 1995, è Ismail Serageldin, vice presidente della Banca Mondiale. Chi aspira a ritagliarsi la primazia sulla scena mondiale lo sa. I primi dieci mesi del 2010 sono stati il periodo più secco nella storia della Cina: secondo le cifre ufficiali almeno 19 milioni le persone soffrono di mancanza di acqua e circa 6 milioni di ettari di aree coltivabili patiscono la siccità.

Costruzioni di dighe, deviazioni di fiume, ricerca di acque fossili non bastano. Dal 1984 la Cina volge l'attenzione all'Antartide, ricca di minerali, materie prime, risorse ittiche ma soprattutto riserva dell'80% circa dell'acqua di tutto il globo terrestre. Consapevole forse che con un attacco nucleare si piega un Paese in 30 giorni, con la Bomba A (alimentare) crolla in una settimana, ma senza acqua per soccombere di giorni ne bastano pochi.

17-05-2011]

 

 

1- "THE WALL STREET JOURNAL" SCODELLA IL PERCHé E IL PERCOME DELL’ASCESA DI DRAGHI - 2- LA MERKEL SI SAREBBE DECISA SOLO DOPO AVER OTTENUTO DALLA FRANCIA (SARKOZY REMAVA CONTRO L’ALTRO CANDIDATO, IL PRESIDENTE DELLA BUNDESBANK AXEL WEBER) IL SOSTEGNO PER UNA MAGGIORE DISCIPLINA FISCALE NELL’EUROZONA - 3- INFATTI WEBER SI è SEMPRE OPPOSTO A CHE LA BCE SI ACCOLLASSE 77 MILIARDI € DEI PEGGIORI E PIÙ RISCHIOSI TITOLI DI STATO CHE SI POSSANO TROVARE SUL MERCATO, NONCHÉ DI FARSI CREDITRICE DELLE BANCHE IRLANDESI PER ULTERIORI 100 MILIARDI DI EURO - 4- "IL FUTURO DELL’EURO DIPENDE DALLA CAPACITà DI DRAGHI A RESISTERE A PARIGI, BERLINO E ROMA" - 5- ULTIMO AVVISO: "L’INSISTENZA DELLA BCE SUL FATTO CHE LA GRECIA E GLI ALTRI NON AVRANNO BISOGNO DI RISTRUTTURARE IL DEBITO APPARE SEMPRE PIÙ SURREALE E PERICOLOSA" -

Da The Wall Street Journal -

 

Ora che è certa la nomina di Mario Draghi alla testa della Banca centrale europea, possiamo chiederci che tipo di presidente sarà e come aiuterà a far sì che la problematica Eurozona che eredita si stabilizzi.

Le molte credenziali dell'italiano non sono state sufficienti a convincere subito Angela Merkel. Secondo le nostre fonti, la cancelliera si sarebbe decisa solo dopo aver ottenuto dalla Francia (che remava contro l'altro candidato, il presidente della Bundesbank Axel Weber) il sostegno per una maggiore disciplina fiscale nell'Eurozona.

 

Ora Draghi avrà il difficile compito di guidare un consiglio di amministrazione composto dai rappresentanti di tutti e 17 gli stati membri. Proseguire nella politica monetaria di Trichet, non è solo una strategia prudente, visto che l'insediamento avverrà a novembre, ma potrebbe essere anche l'unica a disposizione dell'italiano.

 

Ma c'è un altro lascito di Trichet che spiega come mai la successione alla testa della Bce fosse divenuta quanto mai una questione politica. Negli ultimi 12 mesi Trichet ha portato la Banca centrale sempre più addentro al business dei salvataggi nazionali. Un compito per il quale non esiste un mandato per legge o trattato. La Banca è attualmente proprietaria di 77 miliardi € dei peggiori e più rischiosi titoli di stato che si possano trovare sul mercato., nonché creditrice delle banche irlandesi per ulteriori 100 miliardi.

 

Weber si oppose a questi schemi, non da ultimo per la minaccia che essi rappresentano per l'indipendenza politica della Bce. Se Draghi ha la convinzione e l'autorità per resistere a Parigi, Berlino e Roma resta da vedere, ma il futuro dell'euro potrebbe dipendere da questo.

 

Il fegato dell'italiano sarà testato molto presto. L'inflazione galoppa in tutto il continente e la Bce ha fatto intendere che nuovi aumenti dei tassi di interesse sono in arrivo. I dati recenti suggeriscono di non abbandonare questa strada. La crescita dell'Eurozona, alimentata da Francia e Germania, ha superato le attese. Ma la crescita in Spagna, Italia e Grecia è crollata. L'economia del Portogallo si sta riducendo mentre la politica di austerità mangia investimenti e spese.

 

Il prossimo presidente della Bce dovrà riconoscere questo divario, tenendo tuttavia a freno l'inflazione complessiva. Riguardo a ciò, Draghi ha dimostrato di avere il giusto istinto. Detto questo, le economie della periferia d'Europa non sono in difficoltà per mancanza di soldi, ma perché sovra-regolate e non competitive. Hanno quindi bisogno di riforme che non dipendono dalla Bce, ma dai governi nazionali.

 

Per quanto riguarda la crisi del debito, comunque, avere la mentalità giusta non basterà per evitare danni. Draghi ha detto che l'inadeguata applicazione dei massimali di disavanzo e di altre politiche economiche nazionali - non la moneta comune in sé - sono la causa immediata delle crisi. Questo è un buon inizio.

 

La Bce è la prima interessata al destino dei paesi in crisi e il suo ruolo nel riportarli in salute sta nel decidere il loro ruolo a lungo termine nella zona euro, e nel ripristinare la solvibilità. Tuttavia, l'insistenza della Banca centrale sul fatto che la Grecia e gli altri non avranno bisogno di ristrutturare il debito appare sempre più surreale e pericolosa.

 

La credibilità della Bce è in rapido declino, sia per quanto riguarda le crisi, sia per gli aspetti economici dell'esperimento europeo in generale. Il compito di Draghi sarà quello di risollevarla su entrambi i fronti il più presto possibile. 17-05-2011]

 

 

PARMALAT CONTRO LACTALIS - BONDI NON CI STA AD ANDARE A CASA A SOLI 82 ANNI NEL SUO BEL BORGO TOSCANO - IERI IL CDA DELLA PARMALAT HA RESPINTO L’OPA OSTILE DI LACTALIS PERCHE’ "IL PREZZO NON E’CONGRUO" - MA COME, GOLDMAN SACHS HA VENDUTO LE SUE AZIONI A 1,9 EURO E ORA, DA CONSULENTE, DICE CHE 2,6 SONO POCHI - SI ERANO RINCOGLIONITI SEI MESI FA, OPPURE DA CONSULENTI DI BONDI HANNO SCOPERTO CHE IN REALTA’ A COLLECCHIO LE MUCCHE HANNO LE TETTE D’ORO? - OGGI IL TAR DECIDE SUL RICORSO ANTI-OPA DEI CONSUMATORI

Vittorio Malagutti per "il Fatto quotidiano"

Enrico Bondi non si arrende. Il numero uno di Parmalat, con il sostegno dell'intero consiglio di amministrazione, alza l'ultima barricata contro l'assalto di Lactalis. "Il prezzo offerto dai francesi non è congruo", dicono da Collecchio. Di più: quei 2,6 euro per azione che la multinazionale transalpina è disposta a pagare ai soci di Parmalat "non rappresentano il valore del capitale economico della società italiana nel contesto di un'operazione di presa di controllo".

 

Traduzione: se volete davvero mettere le mani sul gioiellino emiliano dovete rassegnarvi a sborsare una somma più alta. E quale sarebbe il prezzo giusto? Questo Bondi non lo dice. É noto però che nel marzo scorso i francesi pagarono 2,8 euro i titoli messi in vendita dai tre fondi internazionali (Mackenzie, Skagen, Zenit). All'epoca passò di mano il 15 per cento circa del capitale che si aggiunse al 14 per cento già rastrellato in Borsa nelle settimane precedenti. Adesso Lactalis punta a conquistare la maggioranza assoluta, ma è pronta anche a comprare fino al 100 per cento della società emiliana con un'offerta pubblica, già autorizzata dalla Consob, che partirà lunedì prossimo.

Particolare interessante: la dichiarazione dei consiglieri di Collecchio si basa sull'analisi affidata alla banca americana Goldman Sachs. Quest'ultima, tramite la sua divisione che si occupa di gestioni patrimoniali, è stata a lungo azionista di Parmalat, arrivando a controllare una quota vicina al 5 per cento. A novembre 2010, però, Goldman Sachs ha comunicato di aver ceduto gran parte delle sue azioni. A comprare, con ogni probabilità, sono stati proprio i fondi internazionali che qualche mese più tardi hanno girato i loro titoli a Lactalis.

 

Domanda: a quanto hanno venduto gli americani? Risposta: a un prezzo non lontano da 1,8-1,9 euro per azione, che era la quotazione corrente nell'autunno scorso. Dunque adesso Goldman Sachs considera non congrua un'offerta di 2,6 euro, mentre sette mesi fa ha venduto le azioni gestite per conto dei propri clienti incassando una somma di gran lunga inferiore. E' vero che la valutazione di questi giorni si riferisce alla quota di maggioranza di Parmalat. Certo è però che questa considerazione non sembra sufficiente a giustificare la differenza.

Forse, a suo tempo, i gestori del risparmio di Goldman Sachs avrebbero potuto farsi consigliare dai loro colleghi che si occupano di analisi finanziaria e magari, chissà, tenendosi quei titoli avrebbero potuto guadagnare qualcosa in più.
Ma tant'è, ormai c'è poco da fare. Bondi, forte del sostegno dei consulenti, dice che il prezzo dell'Opa non è congruo. La valutazione degli amministratori di Collecchio, che fin dall'inizio hanno bollato come ostile l'Opa francese, non obbliga di per sè la controparte ad aumentare il prezzo. In teoria però il giudizio del board di Parmalat potrebbe influenzare le scelte degli investitori.

 

Almeno di quelli convinti che nel lungo periodo il titolo del gruppo che fu di Calisto Tanzi sia destinato a salire oltre i 2,6 euro proposti adesso da Lactalis.

Va detto che il prezzo d'Opa rappresenta un premio notevole rispetto all'andamento del titolo in questi mesi: circa il 20 per vento in più della quotazione media dell'ultimo anno. Come dire che per la maggioranza degli azionisti la tentazione di vendere potrebbe essere notevole. Tanto più che nel breve termine la multinazionale francese non sembra comunque intenzionata a ritoccare l'offerta. Anche la Borsa pare convinta che il prezzo non cambierà. Ieri infatti, anche dopo il comunicato di Parmalat, la quotazione è rimasta sostanzialmente ferma a 2,61 euro.

 

Da qui alla partenza dell'Opa fissata per il 23 maggio resta però ancora l'incognita di un verdetto. E questa volta non c'entra nulla l'inchiesta penale per insider trading e aggiotaggio aperta dalla procura di Milano sulle circostanze che portarono alla vendita a Lactalis delle azioni dei fondi. Quell'indagine avrà ancora tempi lunghi. Oggi invece potrebbe arrivare la decisione del Tar del Lazio sullo stop all'Opa chiesto dal Codacons. Secondo questa associazione di tutela dei consumatori, l'offerta dei francesi sarebbe carente sul piano della trasparenza e quindi non consentirebbe una scelta consapevole da parte degli investitori. Oggi vedremo se quest'ultimo siluro antifrancese è destinato ad andare a segno. 18-05-2011]

 

 

1- PRIMA DELL’ADDIO DI DRAGHI, PASSERA AVREBBE INTENZIONE DI CESTINARE IL SISTEMA DUALE DENTRO INTESA. IL COMITATO DI SORVEGLIANZA E IL CONSIGLIO DI GESTIONE VERREBBERO SUPERATI DA UN MODELLO CHE manderebbe AI GIARDINETTI IL PRESIDENTE BAZOLI - (E SENZA ABRAMO, TREMA LA PORTRONA DI DE BORTOLI CHE UN ANNO FA UCCELLò PASSERA) - 2- BINI SMAGHI STA ALZANDO IL PREZZO PER AVERE UNA CONTROPARTITA ADEGUATA ALL’INCARICO FINORA RICOPERTO E CON IL SUO IRRIGIDIMENTO RISCHIA DI SCOMBINARE LE INTESE RAGGIUNTE TRA BERLUSCONI E SARKOZY PER PORTARE DRAGHI ALL’EUROTOWER - 3- CHI è DAVIDE CORRITORE, IL GURU ECONOMICO DI PISAPIA CHE SI DIVERTIRÀ A SMANTELLARE PEZZO PER PEZZO LA ROCCAFORTE DEL CAVALIERE E DELL’INFELICE MORATTI - 4- A MILANO RIDONO DI GUSTO ALL’IDEA DI RIVEDERE PAOLO GLISENTI, IL BEL TENEBROSO CHE DUE ANNI FA DOVETTE LASCIARE L’INCARICO DI SUPERCONSULENTE DI MESTIZIA -

1- LORENZO BINI SMAGHI STA ALZANDO IL PREZZO PER AVERE UNA CONTROPARTITA ADEGUATA ALL'INCARICO FINORA RICOPERTO E CON IL SUO IRRIGIDIMENTO RISCHIA DI SCOMBINARE LE INTESE RAGGIUNTE TRA BERLUSCONI E SARKOZY PER PORTARE DRAGHI ALL'EUROTOWER
Quando alle 9 di questa mattina Lorenzo Bini Smaghi è entrato all'hotel Four Seasons di Milano aveva l'aria di chi si prepara a gustare un colpaccio.

Nei saloni dell'albergo di via Gesù l'economista fiorentino che siede nel Comitato esecutivo della BCE, ha partecipato a un convegno organizzato sulle prospettive dell'economia globale, si è seduto accanto al presidente delle Banche Popolari, Carlo Fratta Pasini, e a Giovanni Perissinotto, l'uomo forte delle Generali che gli amici chiamano "Perissirotto".

Quest'ultimo non aveva l'aria molto serena perché dopo la bufera che ha investito la Compagnia pensava di rientrare nell'ombra per lavorare tranquillo, ma dai giornali che gli hanno dato corda nella battaglia contro Cesarone Geronzi, arrivano i primi dubbi sull'eventuale ingresso della banca russa Vtb nella Compagnia triestina.

 

Durante il dibattito moderato dal giornalista di "Class", Andrea Cabrini, Bini Smaghi è andato giù pesante sul problema della Grecia per la quale si parla di una ristrutturazione del debito pubblico per evitare di ripetere la tragedia dell'Argentina.

Ai suoi interlocutori ha voluto dimostrare di essere anche lui un sostenitore di quel rigore tedesco che intende mettere fine ai salvataggi dei paesi in crisi. È più o meno la stessa tesi sostenuta ieri sera nella trasmissione "SkyTgEconomia" da economisti come Cesare Vaciago e Daniel Gross che tra i sorrisi compiaciuti della conduttrice Sarah Varetto non hanno escluso il fallimento di stati sovrani e di banche nazionali (soprattutto irlandesi).

Ma il magnifico Lorenzo ha voluto premere sul rigore per ammiccare soprattutto ai tedeschi e alla massaia di Berlino, Angela Merkel, che deve dire l'ultima parola sull'assetto finale della Banca centrale di Francoforte. Il gioco di Bini Smaghi è diventato nelle ultime ore piuttosto inquietante perché ha dichiarato senza mezzi termini di non voler schiodare dalla poltrona di Francoforte. Questa tesi è stata duramente contestata dal ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, l'aristocratica signora che si interessa più alle sorti della BCE che a quelle del "coniglietto in calore" Strauss-Kahn.

 

È chiaro che il 55enne economista italiano sta alzando il prezzo per avere una contropartita adeguata all'incarico finora ricoperto e con il suo irrigidimento rischia di scombinare le intese raggiunte tra Berlusconi e Sarkozy per portare Draghi all'Eurotower.

Ai piani alti di via Nazionale nessuno crede all'ipotesi di uno scambio di ruoli tra superMario (salutato oggi dalla stampa francese con particolare rilievo) e il mediceo Lorenzo che dall'83 al '94 ha lavorato a via Nazionale.

Il problema però è destinato a finire tra i piedi del governo dove Giulietto Tremonti si batterà fino all'ultimo per portare alla direzione generale di Bankitalia Vittorio Grilli, l'unica partita che interessa veramente il ministro dell'Economia. Se poi qualcuno vorrà soddisfare le ambizioni smisurate di un economista modesto come Bini Smaghi, allora si potrà pensare a uno strapuntino nel Direttorio della Banca d'Italia.


2- CHI è DAVIDE CORRITORE, IL GURU ECONOMICO DI PISAPIA CHE SI DIVERTIRÀ A SMANTELLARE PEZZO PER PEZZO LA ROCCAFORTE DEL CAVALIERE E DELL'INFELICE MORATTI - NESSUNO ANCORA HA ACCESO UN RIFLETTORE SUGLI EFFETTI CHE POTREBBE AVERE L'ARRIVO DELL'AVVOCATO PENALISTA MILANESE (FIGLIO DELL'AUTORE DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE) E DEL GIUSTIZIALISTA NAPOLETANO
Chi passa dalle parti di Palazzo Marino a Milano e di Palazzo San Giacomo a Napoli avverte un leggero tremolio.

 

Sono le avvisaglie del terremoto che tra poco meno di 15 giorni potrebbe investire le due città con la vittoria di Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris. Nessuno ancora ha acceso un riflettore sugli effetti che potrebbe avere l'arrivo dell'avvocato penalista milanese (figlio dell'autore del codice di procedura penale) e del giustizialista napoletano. Entrambi sono uomini di legge che dopo aver introdotto criteri di trasparenza nelle due "botteghe" comunali dove si intrecciano affari di ogni genere, manderanno valanghe di dossier alle rispettive procure.

Per adesso il tremolio si ferma al di qua dei tribunali e anticipa l'arrivo dello spoil system, il meccanismo che da sempre caratterizza i ribaltoni nelle stanze del potere. Per quanto riguarda Milano, il moderato Pisapia ha già fatto sapere che non intende usare la ghigliottina nei confronti dei dirigenti e dei manager del Comune e delle aziende controllate.

 

Un Comitato nomine presieduto dall'ex-presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida, avrà il compito di valutare uno ad uno i ruoli dei personaggi che donna Letizia Moratti ha sistemato nei vari enti cominciando dall'Expo presieduta dall'amica Diana Bracco, per finire all'azienda dei tram con l'ex-ferroviere Elio Catania.

Un ruolo importante in questa radiografia del potere milanese sarà affidato a quello che oggi il quotidiano "Finanza&Mercati" chiama "il guru economico di Pisapia". Il suo nome, Davide Corritore, non è mai uscito dall'orizzonte ambrosiano dove è nato e cresciuto studiando al liceo Berchet e alla Bocconi.

Poi quest'uomo ha lavorato in Citibank e per Deutsche Bank dilettandosi nel frattempo a scrivere una rubrica sul settimanale "Il Mondo", fino alla scoperta nel 2001 della politica, una passione nata in gioventù tra le file del Pci. Un piedino Corritore l'ha messo anche a Roma come consulente economico di D'Alema e adesso insieme a Maurizio Baruffi (altro consigliere comunale del Pd) e a Gianni Confalonieri (ex-Prc sotto le bandiere di Nichi Vendola) si divertirà a smantellare pezzo per pezzo la roccaforte del Cavaliere e dell'infelice Moratti.

3- A MILANO RIDONO DI GUSTO ALL'IDEA DI RIVEDERE PAOLO GLISENTI, IL BEL TENEBROSO CHE NEL FEBBRAIO DI DUE ANNI DOVETTE LASCIARE L'INCARICO DI SUPERCONSULENTE DI DONNA LETIZIA
A Milano ridono di gusto all'idea di rivedere Paolo Glisenti, il bel tenebroso che nel febbraio di due anni dovette lasciare l'incarico di superconsulente di donna Letizia.

 

Se la notizia anticipata ieri da Dagospia sarà confermata, si tratterà di un'autentica "mission impossible" per l'uomo che donna Letizia arruolò nel luglio 2006 con lo stipendio d'oro di 987mila euro. Negli ambienti politici si ride perché questa mossa disperata della moglie del petroliere suona come un'altra cazzata.

Molti ricordano infatti che a bocciare le ambizioni di Glisenti proteso a occupare il vertice della Soge (la società dell'Expo) fu Silvio Berlusconi durante il drammatico colloquio del 16 febbraio 2009 nella villa di Arcore con donna Letizia.

Dopo quella decisione che gli chiuse le porte, Glisenti tentò di andare all'Eni ma anche qui la sua candidatura trovò l'ostacolo di Paoletto Scaroni. E alla fine non gli è rimasto che sbarcare nello staff del sindaco dalle scarpe ortopediche, Gianni Alemanno.

In Campidoglio si è subito distinto rispetto alla modestia degli altri consulenti e ha puntato a prendere le redini del Comitato Olimpico, ma ancora una volta è stato stoppato dal tandem Petrucci-Pescante.

Forse la Moratti nella sua immensa simpatia per il bel tenebroso non ha visto i sondaggi che girano a Roma dove si legge che Alemanno è considerato il peggior sindaco del dopoguerra, e in queste ore di angoscia non ha esitato a recuperare l'antico collaboratore a costo di troncare i rapporti con i suggeritori della sua campagna elettorale.

 

A farne le spese è la Sec, l'agenzia milanese fondata nel 1989 da Fiorenzo Tagliabue, un cattolico di ferro vicino a Comunione&Fatturazione. Sul sito della Sec (che declinata per intero va letta in latino: "Societas europaea ad communicationes") il buon Tagliabue ha scritto "primum vivere deinde comunicare", un claim che alla Moratti non ha portato fortuna.


4- PASSERA AVREBBE INTENZIONE DI ACCELERARE IL PIANO CHE PREVEDE IL SUPERAMENTO DEL SISTEMA DUALE DENTRO INTESASANPAOLO.
Avviso ai naviganti N.1: "Si avvisano i signori naviganti che secondo rumors degli ambienti finanziari, Corradino Passera avrebbe intenzione di accelerare il piano che prevede il superamento del sistema duale dentro IntesaSanPaolo.

 

Secondo queste voci il Comitato di sorveglianza e il Consiglio di gestione verrebbero superati da un modello che potrebbe servire per portare ai giardinetti il presidente Abramo-Bazoli. Se l'operazione avrà successo per il direttore del "Corriere della Sera" Flebuccio De Bortoli che un anno fa ha sparato dal suo giornale alcuni articoli sugli affari privati a Madeira di Passera e di suo fratello, si aprirebbe un orizzonte molto incerto".


5- POLVERINI SULL'ALTARE
Avviso ai naviganti N.2: "Si avvisano i signori naviganti che Renata Polverini, la governatrice del Lazio con il volto da massaia, è molto eccitata dal successo delle sue liste nelle amministrative del Lazio.

Pare che adesso abbia intenzione di dare una sferzata alle società controllate dalla Regione, prima fra tutte "Sviluppo Lazio", dove il tandem Maselli-Lo Presti batte la fiacca".

18-05-2011]

 

 

BRUSCA “ASSOLVE” SILVIO PER LE STRAGI DEL 92-93 MA RIVELA: “PAGAVA UN PIZZO DI 600 MLN DI LIRE AL MESE. E QUANDO SMISE GLI VENNE FATTO UN ATTENTATO” - GOVERNO ANCORA SOTTO CHOC, BATTUTO 4 VOLTE IN AULA - MARONI SMENTISCE: BOSSI NON HA DETTO CHE SE LA MORATTI PERDE FACCIAMO LA CRISI - CDB È SICURO: IL VOTO SCUOTERÀ LA MAGGIORANZA - LA SANTADECHÉ NON SI PENTE: AGLI ATTACCHI SI RISPONDE - MASTELLA SI FA DESIDERARE: “NON HO DECISO SE APPOGGIARE IL PDL - IL “RESPONSABILE” SARDELLI: IL DISCORSO SOTTOSEGRETARI È CHIUSO…

1. DEDICHE...
Jena per "La Stampa" - Silvio, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu, lieto e pensoso, il limitare di gioventù salivi?

 

2. BRUSCA, BERLUSCONI NON C'ENTRA CON STRAGI '92-'93...
(Adnkronos) - 'Berlusconi puo' essere accusato di tutto ma con le stragi del '92-92 Berlusconi non c'entra'. Lo ha detto il pentito Giovanni Brusca nel corso della deposizione al processo al generale Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, entrambi accusati di favoreggiamento aggravata a Cosa Nostra.

3. BRUSCA, BERLUSCONI PAGAVA PIZZO DI 600 MLN AL MESE. 'QUANDO SMISE, GLI VENNE FATTO UN ATTENTATO'...
(Adnkronos)- "Berlusconi pagava una 'messa a posto' di 600 milioni al mese a Stefano Bontade e successivamente a Toto' Riina". Lo ha detto il pentito Giovanni Brusca nel corso della deposizione nel processo del rapporto tra Stato e mafia nell'aula bunker di Rebibbia.

"Aveva smesso di pagare - spiega Brusca - e gli venne fatto un attentato. Il mandante era Ignazio Pullara'. L'attentato fu programmato perche' ricominciasse a pagare il pizzo".
Il pentito ha poi sottolineato che "a Milano non era solo Berlusconi che pagava".

 

4. BRUSCA, BAGARELLA SENTITOSI TRADITO VOLEVA UCCIDERE MANCINO...
(AGI) - Il boss Leoluca Bagarella "si lamentava di essere stato preso in giro da Nicola Mancino 'glie la faccio vedere io', disse con l'evidente intento di ucciderlo". Lo ha detto Giovanni Brusca rispondendo al pm di Palermo durante l'udienza del processo Mori, in corso nell'aula bunker di Rebibbia, in riferimento alla prima fase della trattativa, nel 1992. "Si era rimasti insoddisfatti dell'esito", ha spiegato il pentito che ha definito l'ex ministro dell'Interno "garante e terminale della trattativa".

5. CAMERA, SU MOZIONI GOVERNO BATTUTO QUATTRO VOLTE...
(ANSA) - Il governo è stato battuto per quattro volte di seguito nell'Aula della Camera sulle votazioni sulle mozioni sulla situazione nelle carceri. Fatali sono state le assenze nell'Aula di deputati del Pdl, dei membri del governo (c'erano solo una decina tra ministri e sottosegretari) e di alcuni deputati Responsabili. In tutti i casi l'opposizione è stata compatta al voto, riuscendo a bocciare una parte della mozione della maggioranza, oltre a far passare i loro testi nelle parti su cui il governo aveva reso parere contrario.

 

6. GOVERNO BATTUTO; ASSENTE META' GRUPPO IR, 16 PDL. LEGA QUASI AL COMPLETO; NEL PDL DUE ASTENSIONI...
(ANSA) - Al voto sulla prima mozione per le carceri che ha visto maggioranza e governo andare sotto, circa la metà del gruppo di 'Iniziativa Responsabile' mancava all'appello. Su 29 parlamentari non hanno partecipato al voto in 12 tra cui il neo-ministro Saverio Romano e i tre che aspirano a incarichi di governo come Francesco Pionati, Maria Grazia Siliquini e Arturo Iannaccone. Numerosi assenti anche nel Pdl: non hanno votato in 16 tra cui il vicepresidente del gruppo Massimo Corsaro, Niccolò Ghedini, Nicola Cosentino e Claudio Scajola, impegnato a quell'ora in un incontro con il presidente del Consiglio.

Assente anche Italo Tannoni del Movimento Liberal democratico passato prima con l'Udc e poi con il Pdl. Fra le assenze della maggioranza sono da registrare anche Luca Barbareschi, Calogero Mannino. Per la Lega non erano presenti in aula solo in due: Paola Goisis e Daniele Molgora. La mozione è passata per soli dieci voti e gli astenuti sono stati quattro, di cui due del Pdl, Luigi Vitali e Marcello De Angelis.

 

7. LEHNER, SOTTOSEGRETARI ASSENTI, IRRESPONSABILI...
(ANSA) - "Se c'era un giorno in cui i deputati della maggioranza avrebbero dovuto essere tutti presenti, questo giorno è oggi, 18 maggio, cioé il day after dell'ammaccamento elettorale. Ciò valga anche per ministri e sottosegretari, che oggi non si sono visti in aula, mentre avrebbero dovuto far sentire a Berlusconi il loro sodale impegno, in luogo delle loro improvvide ed impari opportunità. Invece, soli, soletti, siamo andati sotto più volte, quasi fossimo già allo sbando". Lo dice il parlamentare dei Responsabili Gianfranco Lehner, secondo il quale "non ci sono nei vocabolari della lingua italiana male parole sufficientemente adatte e congrue per definire l'irresponsabilità degli assenti".

8. SARDELLI (IR), NUOVI SOTTOSEGRETARI? UN DISCORSO CHIUSO...
(AGI) - "Ora si parla di governo, non si parla piu' di sottosegretari". Cosi' il capogruppo dei Responsabili, Luciano Sardelli, su Ilfattoquotidiano.it, chiude , dopo il voto alle amministrative, il capitolo del rimpasto che tanto stava a cuore alla 'terza gamba' della maggioranza. Poi lo psicoteraputa prestato alla politica dice: "Ho sentito il presidente Berlusconi, gli ho espresso vicinanza, solidarieta', ci vedremo nei prossimi giorni. Comunque - ha concluso - il discorso sui sottosegretari e' chiuso, non se ne parla piu'".

 

9. SANTANCHE', RIVENDICO BATTAGLIE, AD ATTACCHI SI RISPONDE...
(Adnkronos) - "Ho molta passione per la politica. Non ho alcuna passione per gli avvoltoi, Per gli ingenerosi. Per chi critica e non lavora". Lo dice Daniela Santanche', al 'Corriere della sera'. "Se esiste il partito dei moderati, e' il Pdl", aggiunge, "rivendico tutte le mie battaglie politiche. Ripeto: siamo moderati, non fessi. Se ti attaccano, devi trovare un modo per rispondere. Non sono un falco, ma neppure un piccione".
Per il sottosegretario, "Pisapia non puo' vincere a Milano perche' e' uno che voleva rifondare il comunismo, un estremista".

10. DE BENEDETTI: "IL VOTO SCUOTERÀ LA MAGGIORANZA"...
Da "la Repubblica" - «Berlusconi politicamente è nato a Milano e politicamente è morto a Milano». È questa la lettura che Carlo De Benedetti dà dei risultati elettorali del primo turno delle amministrative. A margine dell´assemblea di Assonime, a Roma, l´imprenditore si dice «assolutamente contento del risultato del centrosinistra: è un segnale importante, è vero. Il vento sta cambiando». L´Ingegnere si concentra poi sull´esito del voto al nord, soprattutto a Milano e Torino. «Credo che avrà serie conseguenze politiche - aggiunge - è un risultato importante, anche se bisognerà attendere quello che accadrà ai ballottaggi, tra 15 giorni, perché quello sarà il vero risultato, ma certamente il vento è cambiato».

 

11. MARONI, BOSSI NON HA DETTO CHE LA LEGA SI STACCA PER MILANO...
(Adnkronos) - Lega via dal governo se il centrodestra perde il ballottaggio per il sindaco di Milano, come avrebbe ieri minacciato il leader Bossi? "Ho letto anche io queste cose -risponde il ministro dell'Interno Roberto Maroni, a margine della presentazione al Cnel del rapporto sulla mafia cinese- ho parlato con Bossi ieri e, personalmente, non mi risulta che abbia detto queste cose".

12. MARONI, LEGA RIFLETTE SEMPRE SU VICENDE POLITICHE...
(Adnkronos) - I risultati delle recenti elezioni amministrative impongono una riflessione politica all'interno della Lega Nord? 'La riflessione e' costante e quotidiana -replica il ministro dell'Interno Roberto Maroni prima di fare ingresso alla sede del Cnel per la presentazione del rapporto sulla mafia cinese- noi della Lega riflettiamo sempre sulle cose della politica: non ci sono novita', in tal senso'.

13. PRESTIGIACOMO, NON PAGA LA POLITICA DELL'INVETTIVA...
(Adnkronos) - 'A volte l'aggressivita' della politica dell'invettiva ha finito per cancellare la politica del fare'. Lo afferma in una intervista al Messaggero il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, commentando i risultati elettorali. 'Non ricordo un ciclo amministrativo che coinvolgesse citta' importanti - sottolinea - non caricato di significati politici.

Berlusconi - aggiunge - e' arrivato a questo voto dopo mesi di inaudita aggressione politico-giudiziario-mediatica. Si e' difeso con forza e passione come ha sempre fatto. Non poteva fare altrimenti e - evidenzia - Milano a parte, il risultato delle urne mi sembra ampiamente tranquillizzante. Migliore in ogni caso dei risultati dei colleghi premier europei nelle elezioni locali'.

 

'La vicenda giudiziaria, con il premier imputato contemporaneamente in quattro processi nel capoluogo lombardo - sottolinea il ministro - e' inevitabilmente causa di toni accesi. Forse su altri fronti e da parte di altri protagonisti della campagna elettorale andavano evitati attacchi gridati che non sono consoni al nostro elettorato moderato milanese'.

Quanto ai rapporti dentro il Pdl, Prestigiacomo ammette che 'forse bisognerebbe evitare di sentirsi piu' berlusconiani di Berlusconi. In questo senso il voto di Milano ha dato delle indicazioni chiare'. Se dai ballottaggi arrivasse una sconfitta per la maggioranza, Prestigiacomo non crede pero' che ci sara' una crisi di governo: 'Il governo ha una maggioranza salda in Parlamento. La Lega complessivamente non e' andata male, non vedo con quali prospettive potrebbe fare una scelta dirompente. Dopo Berlusconi ci sono solo le elezioni'.

14. VENDOLA, GRAZIE ALLE PRIMARIE TORNA LA SINISTRA...
(Adnkronos) - "E' accaduto qualcosa di straordinario. La destra prende un colpo nella sua postazione fondamentale. Viene sradicata dalle proprie certezze e colpita duramente nella sua vetrina piu' scintillante, Milano. A questo si deve aggiungere il flop a Napoli e il grandissimo dato della Sardegna". Lo dice Nichi Vendola in una intervista ai quotidiani del gruppo 'Agl-L'Espresso'.

"In Italia stiamo intercettando quel sentimento di ribellione. Se sta cominciando a crollare la diga del berlusconismo e' anche perche' il centro sinistra sta diventando piu' credibile", dice il leader di Sel sottolineando che "le primarie sono le vere vincitrici di queste elezioni. Con loro abbiamo sparigliato, fatto la mossa del cavallo". Vendola, tra l'altro, spiega che a Napoli "ci schieriamo senza tentennamenti con De Magistris che vincera'".

 

Al Pd il leader di Sel dice che "torna la sinistra non come un fatto della politica ma come necessita' sociale e culturale, come bisogno diffuso. Al Pd chiediamo di confrontarsi con quell'Italia migliore che attraverso il voto vuole realizzare un nuovo cantiere del centro sinistra". E sulle primarie per il candidato premier Vendola sottolinea: "Nessun diktat ma la cessione di sovranita' che il centro sinistra ha dato al suo popolo ha un valore aggiunto straodinario".

15. DE MAGISTRIS, I VOTI LI CHIEDERO' ALLA GENTE E NON AI PARTITI...
(Adnkronos) - 'Nessun apparentamento formale, si' a accordi sostanziali di qualita' su programmi, sulla giunta e sulla qualita' della citta''. Questa la linea del candidato sindaco a Napoli, Luigi de Magistris, ospite oggi a '24 Mattino' su Radio 24.

In vista del ballottaggio de Magistris ha ribadito di non sentirsi espressione di alcun partito: 'non mi interessano i bollini, ecco perche' non mi sento il candidato-sindaco neppure dell'Idv. I voti li chiedero' ai cittadini. Certo magari anche a quelli che hanno votato Pd, mica hanno la rogna. Ma mentre Lettieri si e' fatto accompagnare in campagna elettorale da ministri e sottosegretari, io vado tra la gente. Chiedo i voti ai cittadini e non agli apparati partitocratici'.

De Magistris ha aperto anche al terzo Polo con il suo candidato Pasquino: 'come ho detto gia' in campagna elettorale, ho apprezzato molto lo stile, e' una persona con cui si puo' dialogare bene e credo sia un interlocutore per il futuro della citta''.

 

16. MASTELLA, APPOGGIO AL PDL? NON HO DECISO...
(Adnkronos) - "Era un paradosso". Clemente Mastella, a 'Repubblica', spiega che non si suicidera' per il fatto che Luigi de Magistris e' ai ballottaggi per il sindaco di Napoli. "Non ho deciso", dice il leader Udeur alla domanda se ora appoggera' Lettieri: "Finora nessun contatto con lui".
Mastella ne parlera' con il terzo polo: "Avremo solo un confronto per vedere se abbiamo la stessa opinione e arriviamo a una soluzione comune. Se c'e' un'ipotesi comune va bene. senno' pazienza".

17. PENNACCHI, POCHI VOTI A FASCIOCOMUNISTI? IN CITTA' NON PRONTI A CAMBIAMENTO...
(Adnkronos) - "La citta' forse non era pronta a un cambiamento cosi' forte". Cosi' lo scrittore Antonio Pennacchi, promotore della lista Pennacchi per Latina-Fli commenta all'ADNKRONOS i risultati elettorali alle elezioni amministrative nel capoluogo pontino. Consensi che per Filippo Cosignani, candidato sindaco della lista lanciata dallo scrittore vincitore del Premi Strega che vedeva insieme futuristi e fasciocomunisti, non sono andati oltre l'1,05%. "Un risultato - dice Pennacchi - che va visto in termini piu' ampi e quello che i risultati nazionali hanno mostrato ieri e' il crollo dei partiti".

 

"Ieri abbiamo assistito - spiega Pennacchi - a quello che in scienze delle costruzioni si chiama lo snervamento, i primi sassolini che si staccano immediatamente prima del crollo. Un crollo non solo del berlusconismo ma dei partiti in generale. Quello che e' succeso a Milano e Napoli va al di la' dei partiti. Anzi c'e' da chiedersi come mai sia arrivato cosi' tardi. Non faccio il politicante, sono un poeta civile ma posso dire che il vecchio mondo e' finito"

"Il Paese va rifondato e per fare questo serve un nuovo patto sociale forte, collettivo, una nuova unita' nazionale di popolo. Io ho proposto delle idee e l'unica proposta rimane la mia", conclude.

18. SALATTO (FLI), FOLLIA ESALTARSI PER LATINA...
(ANSA) - L'eurodeputato di futuro e libertà Potito Salatto considera una "follia" che dentro il Fli qualcuno continui "a esaltarsi per l'esperimento 'fasciocomunista' di Latina". "Si tratta - spiega in una nota - di un risultato assolutamente vergognoso e, peraltro, annunciato. In un partito serio i dirigenti che hanno appoggiato e sostenuto questo scempio si sarebbero dimessi. Anche perché il pasticcio di Latina, per la sua visibilità mediatica, ha influenzato negativamente in tutta Italia l'elettorato di Futuro e libertà".

 

"Non ci resta che attendere i congressi - aggiunge Salatto - per individuare una linea chiara di Fli nell'ambito del terzo polo e comunque nell'area di centrodestra. Chi sprona a votare De Magistris a Napoli e Pisapia a Milano, mi riferisco alle parole dei futuristi Granata, Buonfiglio, Rossi e Perina, dovrebbe sdraiarsi su un lettino e parlarci della sua infanzia. Solo così riusciremmo a comprendere cosa è passato e continua a passargli per la testa".18-05-2011]

 

 

BUSINESS INTERNATIONAL - “EL CONFIDENCIAL”: GRECI E PORTOGHESI, ANDATE A LAVORA’! LA MERKEL VUOLE FERIE ED ETÀ PENSIONABILE UGUALI PER TUTTI GLI EUROPEI - “FT”: CACCIATA BP, I RUSSI DI ROSNEFT CERCANO NUOVI PARTNER? - “BLOOMBERG”: L’IPAD STA DEVASTANDO IL MERCATO DEI PC - “WSJ”: MOODY’S TAGLIA IL RATING ALLE 4 MAGGIORI BANCHE AUSTRALIANE - L’ERA DEL CREDITO FACILE È VICINA ALLA FINE, LE COMPAGNIE USA CORRONO A CHIEDERE PRESTITI - LA SONY DOPO L’ATTACCO HACKER: NON POSSIAMO GARANTIRE LA SICUREZZA… DAGOREPORT

 

1 - BLOOMBERG
L'IPAD STA DEVASTANDO IL MERCATO DEI PERSONAL COMPUTER
http://bloom.bg/jgsH40

- L'iPad sta devastando il mercato dei personal computer. Le vendite di pc Hewlett-Packard sono crollate del 23 per cento nell'ultimo trimestre. La rivale Dell Inc. ha battuto le stime degli analisti grazie alla domanda delle imprese, ma le sue vendite ai singoli consumatori hanno perso il 7,5 per cento. Più di 70 milioni di tablet come l'Apple iPad saranno venduti nel 2011, per un totale di 246 milioni in tre anni, ha detto ieri Jefferies & Co..

2 - THE WALL STREET JOURNAL
MOODY'S TAGLIA IL RATING DEL DEBITO DELLE 4 MAGGIORI BANCHE AUSTRALIANE
http://on.wsj.com/iAZR79

 

- Un duro colpo per il settore bancario dell'Australia. L'agenzia Moody's ha tagliato il rating del debito delle 4 maggiori banche del paese, citando la loro dipendenza dal mercato del credito globale. Gli istituti sono passati dal livello Aa1 - una tacca sotto il massimo dei voti di Moody's - al livello Aa2.

LE COMPAGNIE USA CORRONO A FARE IL PIENO DI PRESTITI PRIMA CHE FINISCA L'ERA DEL CREDITO FACILE
http://on.wsj.com/lVN9hY

Società statunitensi corrono a fare il pieno di prestiti, preoccupate che dal prossimo mese, quando la Federal Reserve sospenderà il sostegno ai mercati finanziari, i tassi di interesse salgano.

 

IL CEO DI SONY: LA SICUREZZA NON È GARANTITA
http://on.wsj.com/imLBb3

- Dopo aver trascorso settimane per risolvere la massiccia violazione dei dati personali subita dai suoi clienti, il Chief Executive di Sony Howard Stringer ha detto che la sicurezza del Network Playstation o di qualunque altro sistema web non può essere garantita nel "nuovo, cattivo mondo" del cyber-crimine.

Nel weekend la società ha parzialmente ripristinato due dei suoi servizi di giochi online e un servizio di film e musica in streaming, dopo un blackout di diverse settimane dovuto a un attacco hacker in cui sono stati trafugati oltre 100 milioni di dati relativi ad altrettanti clienti.

 

3 - FINANCIAL TIMES
REGNO UNITO: LA DISOCCUPAZIONE SCENDE A 2,46 MILIONI
http://www.ft.com

- Il numero dei disoccupati, nel Regno Unito, negli ultimi tre mesi, è sceso di 36mila unità, fino a quota 2 milioni e 460 mila. Il tasso di disoccupazione si attesta ora al 7,7%. Si tratta del livello più basso dallo scorso settembre. Gli analisti si aspettavano un calo del 7,8% per il primo trimestre. Le persone con un lavoro sono cresciute di 118mila unità.

 

BP SOTTO ATTACCO DOPO IL FALLIMENTO DELL'ACCORDO ARTICO - ROSNEFT CERCA NUOVI PARTNER?
http://www.ft.com

- British Petroleum ha dovuto affrontare i malumori dei suoi azionisti dopo il fallimento dell'alleanza con Rosneft, per lo sfruttamento dell'artico russo. Anche se Bp afferma che le trattative non sono finite, una fonte rivela che Rosneft starebbe già cercando nuovi partner per l'accordo dell'artico che aveva proposto alla compagnia petrolifera britannica.

 

4 - EL CONFIDENCIAL
EUROPA, MERKEL: UNIFICARE ETÀ PENSIONABILE E VACANZE

- Il cancelliere tedesco Angela Merkel vuole unificare l'età pensionabile e le vacanze nei diversi paesi dell'Unione europea (UE). La situazione generale, infatti, oggi presenta molte differenze tra una nazione e l'altra.

 

Riferendosi alla crisi che colpisce in particolare la periferia dell'Europa, Merkel ha sottolineato che non è sufficiente non indebitarsi più, ma "è opportuno anche che in paesi come la Grecia, la Spagna e il Portogallo non si vada in pensione prima che in Germania. Che tutti facciano i medesimi sforzi: questo è importante". La Merkel ha anche aggiunto: "Non possiamo avere una sola moneta e un paese che fa molte vacanze mentre l'altro fa poche. A lungo andare questo sistema non funziona".18-05-2011]

 

 

al di là del ruby-cone - alfano CONCEDE IL VIA LIBERA ALL’INCHIESTA SUL TENTATIVO DI CORRUZIONE DI UNA DIPENDENTE DELL’ANAGRAFE MAROCCHINA PER CAMBIARE LA DATA DI NASCITA DI RUBY - LA TENTATA CORRUZIONE DI UNO STRANIERO ALL’ESTERO NON È PERSEGUIBILE (IL TUTTO POTREBBE FINIRE CON UN’ARCHIVIAZIONE) A MENO CHE IL TAROCCAMENTO NON FOSSE FINALIZZATO AD ESSERE USATO IN UN PROCESSO (CHISSÀ QUALE...) - E’ STRANO CHE IL ‘GIORNALE’ E IL ‘CORRIERE’, in tempi non sospetti, RIPORTARONO FRASI (MAI SMENTITE) IN CUI IL BANANA DICEVA DI “AVERE LE PROVE CHE RUBY È STATA REGISTRATA DUE ANNI DOPO LA SUA NASCITA

 

Marco Lillo per "il Fatto quotidiano"

Alfano si risveglia dal letargo. A quasi due mesi dalla richiesta della Procura di Roma, il ministro ha concesso il suo via libera all'inchiesta sul presunto tentativo di corruzione effettuato in Marocco per cambiare la data di nascita di Ruby.

Finalmente i pm romani possono avviare l'indagine sul racconto della funzionaria marocchina che aveva parlato di due misteriosi emissari italiani piombati il 7 febbraio negli uffici polverosi del municipio di Fkih Ben Salah per convincerla a suon di bigliettoni a regalare un anno all'amica minorenne del premier. Era stato Il Fatto Quotidiano con un articolo di Vittorio Malagutti e Lorenzo Galeazzi, pubblicato il 10 marzo scorso, a raccogliere la testimonianza dell'impiegata marocchina. Il giorno dopo la pubblicazione, l'avvocato del premier, Niccolò Ghedini, aveva presentato denuncia per tentata corruzione e tentata frode processuale a tutela del suo assistito.

 

"Chiediamo alla Procura", spiegò quel giorno Ghedini, "di accertare se la vicenda che racconta Il Fatto è vera oppure no. In ogni caso, è una storia che tende surrettiziamente a danneggiare il presidente del Consiglio, totalmente estraneo a ogni eventuale comportamento illecito".

 

Dopo la partenza fulminante, l'inchiesta era finita su un binario morto per la mancanza del visto del ministro della Giustizia, necessario per indagare su un fatto avvenuto all'estero. Quando già i cronisti si apprestavano a scrivere la strana storia dell'inchiesta nata grazie a Ghedini e abortita nel silenzio di Alfano, ecco la risposta affermativa che permette al procuratore aggiunto Alberto Caperna e al sostituto Roberto Felici di disporre i primi accertamenti.

Proprio nel giorno in cui è stato depositato il ricorso della Camera dei deputati per sollevare alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione contro la Procura di Milano per il caso Ruby, il Cavaliere vede riaprirsi così un secondo fronte delicato. In realtà, spiegano in Procura, la semplice tentata corruzione di uno straniero all'estero non sarebbe perseguibile dalla giustizia italiana.

 

Il fascicolo quindi, nonostante il bel gesto di Alfano, potrebbe finire in archivio. A meno che i pm romani non decidano di spostare l'asse dell'inchiesta dal tentativo di corruzione in Marocco all'utilizzazione processuale, tutta italiana. Anche perché non è certo dal municipio di Fkih Ben Salah che può arrivare la risposta alle domande che affollano la mente guardando la cronologia degli eventi.

Già a metà febbraio Il Fatto aveva raccolto alcune testimonianze sui misteriosi personaggi italiani giunti in Marocco per offrire soldi a un'impiegata dell'anagrafe. Mentre Il Fatto cercava di riscontrare i racconti, riversati dai testimoni sotto garanzia di rigoroso anonimato, il 3 marzo del 2011 esce sul Giornale dei Berlusconi un pezzo di Adalberto Signore che suona come una mezza conferma: "Il Cavaliere stupisce il suo interlocutore, ‘abbiamo la prova che Ruby è stata registrata all'anagrafe marocchina due anni dopo la sua nascita'".

 

Così scriveva allora Signore concludendo il suo articolo con questa considerazione a futura memoria: "Significherebbe che quando Ruby ha messo per la prima volta piede ad Arcore era già di fatto maggiorenne da tempo. Ed è anche per questa ragione che nelle sue chiacchierate private il capo del governo ostenta sicurezza e si dice sicuro che alla fine ‘ancora una volta si risolverà tutto in una bolla di sapone'". Non basta.

L'informatissimo articolo di Signore aggiungeva un altro dettaglio: "Le indagini difensive pare siano sbarcate anche dall'altra parte del Mediterraneo" nonostante "un'oggettiva difficoltà di reperire materiale e documentazione risalente a quasi venti anni fa in un Paese come il Marocco".

 

Quel giorno anche il solitamente compassato Corriere della Sera sparava il titolo: "Ho le prove, Ruby non era minorenne". Sottotitolo dell'articolo a firma di Marco Galluzzo: "Berlusconi ai deputati: registrata due anni dopo la nascita, sarò assolto con formula piena". Signore e Galluzzo sono probabilmente i due cronisti meglio informati sui colloqui riservati del presidente del Consiglio. Se due colleghi esperti come loro hanno scelto di riportare tra virgolette le parole del presidente del Consiglio dovevano averle ascoltate dalla sua bocca o da quella di un personaggio molto autorevole.

Quel giorno il premier non smentì il resoconto pubblicato dal suo Giornale e le parole di Berlusconi sui documenti di Ruby e sulle indagini difensive in Marocco entrarono nel dibattito politico. Con tutta probabilità, quindi, c'è un politico del Pdl che raccolse le confidenze del premier sull'asso nella manica proveniente dal Marocco. Chi è? È questa la prima domanda alla quale dovrà rispondere l'indagine della Procura di Roma.18-05-2011]

 

 

BORSE PIATTE, LOTTOMATICA PERDE IL 3% SULL’INDISCREZIONE CHE LE POSTE VOGLIONO ENTRARE NEL BUSINESS DELLE SCOMMESSE - I CONSUMATORI FANNO UN BUCO NEL LATTE: IL TAR NON SOSPENDE L’OPA LACTALIS SU PARMALAT - IL TREMONTINO VEGAS: “L’OPA NON È IL VANGELO, LA LEGGE VA CAMBIATA, SERVE UN ‘OMBRELLO’” (DA METTERE IN CULO AI NUOVI PADRONI STRANIERI?) - AHI! ORA PERISSI-ROTTO NON VUOLE I RUSSI, E NON SOTTOSCRIVERÀ TUTTO L’AUMENTO DI INTESA (“NON è STRATEGICA”) - FRATTA PASINI: LE RICAPITALIZZAZIONI SONO FINITE - AL PORTOGALLO SERVE 1 MLD € PER ARRIVARE A FINE MESE - NTV: “I TRENI PARTIRANNO ENTRO L’ANNO”…

1 - PARMALAT: TAR LAZIO NON SOSPENDE OPA LACTALIS, UDIENZA 8 GIUGNO...
(Adnkronos) - Il Tar del Lazio non ha accolto la richiesta di sospensione dell'opa lanciata da Lactalis su Parmalat, avanzata dal Codacons e dall'Associazione Utenti servizi finanziari, bancari e assicurativi. E' quanto si apprende da fonti legali. Il tribunale amministrativo ritiene che la questione meriti una valutazione in sede collegiale. L'udienza si terra' l'8 giugno.

2 - BORSA MILANO: PESANTE LOTTOMATICA (-3%), BENE B.POPOLARE...
(ANSA) - Piazza Affari oscilla intorno alla parità (+0,01%). Tra i titoli sotto i riflettori Lottomatica (-3,19%) dopo le indiscrezioni di stampa secondo cui Poste Italiane avrebbe presentato richiesta ai Monopoli di Stato per una delle licenze per la raccolta di scommesse online.

Si alza il livello di competizione nel settore, fanno notare gli analisti di Equita. Giù Intesa Sanpaolo (-0,60%) in attesa del via libera della Consob all'aumento di capitale da 5 miliardi, giù Unicredit (-0,68%), giù Mediobanca (-0,20%). Bene Banco Popolare (+1,41%) che ha lanciato un'offerta di scambio sull'intero ammontare di tre obbligazioni subordinate. In rialzo Autogrill (+0,70%) con il giudizio positivo di Cheuvreux, Telecom (+0,93%)

 

3 - BORSA: APERTURA DEBOLE WALL STREET, DJ -0,09%, NASDAQ +0,01%...
(ANSA) - Apertura debole per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,09% a 12.469,00 punti, il Nasdaq avanza dello 0,01% a 2.783,77 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,01% a 1.328,89 punti.

4 - PARMALAT: VEGAS, OPA NON VANGELO E SE 'PIOVE' APRIRE OMBRELLO...
(ASCA) - L'opa e' uno strumento fatto per ''aprire i mercati, renderli contendibili''. Ma e' una normativa che risale agli anni '90 e' ''non e' detto che sia il Vangelo, ma una cosa ampiamente valutabile''. E probabilmente e' giunto ora il momento di modificarla in alcuni aspetti inserendo la possibilita' di aprire qualche ''ombrello''. Lo ha affermato il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel corso di una lectio magistralis all'Universita' La Sapienza. La discussione e' nata intorno all'opa Lactalis su Parmalat. Vegas ha quindi spiegato che la normatova sull'opa deve poter considerare i contesti.

''Anche in economia ci possono essere periodi di pioggia intensa, e allora bisogna aprire l'ombrello per ripararsi. Per poi chiuderlo quando torna il sole. Non e' un'operazione anti-mercato ma serve ad evitare strappi che potrebbero condurre a operazioni nocive per i risparmiatori e i consumatori''. Il presidente della Consob ha ricordato l'attivita' della Commissione svolta in occasione dell'opa Lactalis su Parmalat. ''Quando la realta' e' complessa, credo si debba guardare piu' alla sostanza che alla forma. Bisogna capire cosa cambia nell'impresa oggetto di scalata. Noi - ha sottolineato - lo abbiamo fatto. Siamo andati a vedere chi sono i soci, abbiamo chiesto 'cosa farete del tesoretto in pancia alla Parmalat', che cosa avrebbero fatto degli impianti in Italia. Tutti elementi non presenti nel vecchio formato dei prospetti e che la Consob ha fatto introdurre''.

 

5 - INTESA SANPAOLO: GENERALI ADERIRA' IN PARTE ALL'AUMENTO PERISSINOTTO: LA QUOTA NON E' STRATEGICA...
Radiocor - 'Parteciperemo all'aumento di capitale di Intesa Sanpaolo per una parte'. Lo ha detto il Ceo di Generali Giovanni Perissinotto parlando a un convegno organizzato da Advantage. 'La quota di Intesa Sanpaolo non e' strategica', ha aggiunto. Generali detiene il 4,55% del capitale di Intesa Sanpaolo suddiviso tra numerose compagnie del gruppo.

6 - GENERALI: PERISSINOTTO NON CERCHIAMO INCROCI CON VTB FA PIACERE CHE UN GRUPPO IMPORTANTE MANIFESTI INTERESSE...
Radiocor - 'La parte azionaria non mi compete ma mi fa piacere che un gruppo importante e ben gestito come Vtb abbia manifestato interesse per il nostro titolo. Ma non siamo alla ricerca di incroci azionari. La priorita' e' l'accordo assicurativo'. Cosi' il Ceo di Generali, Giovanni Perissinotto in merito all'interesse dichiarato dal numero uno della banca russa Vtb per un ingresso in Generali. 'Sono due piani diversi - ha sottolineato Perissinotto - stiamo discutendo e siamo abbastanza avanti nell'esplorazione di una joint venture sul mercato russo, non solo nella Banca Assicurazione ma una parthernship per distribuire su vari canali' come e' nella tradizione del gruppo triestino.

7 - IMI-SIR: GIUDICI MILANO SI RISERVANO SU SEQUESTRO GRAND HOTEL A ROMA...
(Adnkronos) - I giudici della terza sezione penale della Corte d'Appello di Milano si sono riservati sul sequestro del Grand Hotel in via Veneto a Roma che, secondo l'accusa, appartiene all'avvocato Giovanni Acampora condannato per corruzione nel processo Imi-Sir. Per l'accusa dietro la proprieta' del prestigioso albergo, 'schermata' da diverse societa' off shore, si nasconde l'avvocato condannato. Acampora invece si e' sempre difeso sostenendo che l'hotel e' di proprieta' del figlio Carlo. La decisione dei giudici e' stata rinviata, la data non e' stata ancora fissata.

 

8 - TLC: MOODY'S, CRISI DEBITO PESERA' ANCHE SU RICAVI GRUPPI ITALIANI...
(Adnkronos) - C'e' una "correlazione elevata" fra l'indebolimento dei fondamentali macroeconomici in Irlanda, Grecia, Portogallo e Spagna e le performance dei gruppi di telecomunicazione. L'agenzia di rating Moody's rileva che nei Paesi periferici dell'Europa piu' colpiti dalla crisi del debito sovrano i ricavi dei gruppi di tlc sono scesi fra il 3 e il 13% dal 2009 al 2010 e il tasso della contrazione ha superato quella del Pil. E nel 2011 i ricavi dei gruppi di tlc dovrebbero registrato un calo del 5-10% nei Paesi piu' coinvolti dalla crisi del debito.

Anche il settore delle telecom italiane, si sottolinea dall'agenzia di rating, "nonostante il Paese si sia mostrato resistente e il rating sovrano non sia finito sotto pressione", mostra trend operativi simili a quelli osservati negli altri Paesi piu' esposti alla crisi del debito.

Anche se, si nota da Moody's, l'indebolimento delle performance del settore italiano delle tlc "e' dovuto in primo luogo a una competizione piu' dura e alla strategia di riposizionamento di prezzo", mentre "il legame fra i trend macroeconomici e l'andamento del settore delle tlc e' meno visibile in Italia rispetto agli altri quattro paesi".

 

9 - CONSOB: INTESA SANPAOLO ALL'1,981% DI UBI...
(LaPresse) - Intesa Sanpaolo è entrata al 2,001% nel capitale di Unione di Banche Italiane lo scorso 13 maggio, per poi scendere tre giorni dopo all'1,981% dell'istituto di credito. E' quanto emerge dalle comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti della Consob.

10 - BANCO POPOLARE: OFFERTA SCAMBIO SU PROPRI BOND 1,3 MLD PER BASILEA 3...
(LaPresse) - Banco Popolare ha lanciato un'offerta di scambio, sull'intero ammontare di tre obbligazioni subordinate di tipo 'tower tier II' per 1,3 miliardi di euro. E' quanto si legge in una nota dell'istituto bancario, che spiega di voler ottimizzare la propria posizione patrimoniale in ottica Basilea 3. L'offerta prevede lo scambio con nuovi bond con lo stesso livello di subordinazione, che saranno emessi dalla banca sulla base del programma Emtn.

11 - PORTOGALLO CHIEDE A MERCATO 1 MLD PER ARRIVARE A FIME MESE, TASSO 4,6%...
(LaPresse/AP) - Il Portogallo è tornato a chiedere denaro ai mercati finanziari in attesa del prestito internazionale di salvataggio. Si tratta di 1 miliardo di euro, rastrellato con buoni del Tesoro a otto settimane. Lisbona ha dovuto pagare agli investitori un tasso d'interesse del 4,657%, rendimento notevole per un prestito a breve termine come questo. L'incasso dell'asta di oggi servirà al Portogallo per arrivare a fine mese.

12 - BANCHE: FRATTA PASINI, IN ITALIA NO ALTRI AUMENTI CAPITALE IMPORTANTI...
(Adnkronos) - "Non penso che ci sia la necessita'" per le banche italiane "di ricorrere ancora ad aumenti di capitale importanti" in vista dell'entrata in vigore dell'accordo di Basilea 3. Lo ha detto oggi, durante un convegno organizzato a Milano da Advantage Financial, il presidente del Banco Popolare e dell'Associazione Nazionale Banche Popolari Carlo Fratta Pasini.

 

Fratta Pasini ha sottolineato che le banche per rafforzare il patrimonio possono ricorrere anche a cessioni di asset. "C'e' poi - ha aggiunto - un tema piu' regolamentare ma che comincia a farsi avanti, i nuovi strumenti ibridi che si trasformano in capitale vero in caso di necessita', che potrebbero dare gli stessi effetti sul capitale dell'istituto e al tempo stesso essere un pochino piu' friendly o piu' gestibili per la banca".

"Il mio predecessore - ha proseguito Fratta Pasini - mi ha insegnato che il capitale e' la forma di raccolta piu' cara che ci sia. In un paese che ha una fiscalita' elevata, come il nostro, e' ancora piu' caro che in altri paesi europei. Se ci fossero strumenti finanziari, come i coco bond (contingent convertible bond, ndr), che attenuassero questo svantaggio, secondo me il nostro paese potrebbe considerarli".

13 - LIGRESTI: CON IMCO MATTONE TORNA IN UTILE PER 47 MLN, CEDOLE A SINERGIA...
Radiocor - Torna in utile il bilancio della Immobiliare Costruzioni (ImCo), principale holding del mattone della galassia Ligresti. L'assemblea dei soci, secondo quanto risulta a Radiocor, ha approvato il bilanio 2010 che vede un risultato netto di 47 milioni, che verra' destinato per 7 milioni a dividendi e per 40 milioni alla riserva 'utili portati a nuovo'. Una significativa inversione di rotta ottenuta grazie a un processo di dismissioni immobiliari rispetto all'anno scorso, quando la societa' aveva chiuso in rosso di 16,7 milioni.

ImCo e' controllata al 60% da Sinergia, principale holding della famiglia Ligresti, e al 25% dalla Ificen. Nell'agosto scorso ImCo e' stata al centro del riassetto a monte della galassia Ligresti, rilevando la tenuta Cesarina da Sinergia e permettendo, di fatto, il rifinanziamento dei debiti scaduti di quest'ultima. A seguito dell'operazione sono finiti, e sono tuttora in pegno a un consorzio bancario guidato da Unicredit, l'85% del capitale di ImCo e i terre ni controllati dalla stessa ImCo a sud di Milano dove sorgera' il Cerba, il Centro per il biomedico avanzato guidato da Umberto Veronesi.

 

14 - NTV: SCIARRONE, PARTENZA ENTRO ANNO, FIDUCIOSI PER REGOLE ACCESSO RETE
(Adnkronos) - Ntv attende fiduciosa la presentazione del nuovo Pir, il prospetto informativo di rete che fissa le condizioni per l'accesso alla rete ferroviaria, e conferma l'avvio dei propri servizi entro fine anno. A ribadire la deadline che vedra' Nuovo Trasporto Viaggiatori sfidare le Fs spa sui binari dell'alta velocita', e' stato oggi l'amministratore delegato Giuseppe Sciarrone. 'La data di partenza e' fissata entro fine anno, settimana piu', settimana meno', ha detto nel corso della conferenza stampa per la presentazione del nuovo accordo commerciale con Eataly. 'Le prove di omologazione del treno vanno avanti; tutto sta marciando secondo programma', ha assicurato l'ad di Ntv.

E, secondo Sciarrone, dovrebbe essere presentato a breve il nuovo Pir, la cui prima versione era finita nel mirino degli operatori ferroviari privati perche' tutta a vantaggio delle Ferrovie dello Stato. 'Ancora non ci sono novita'- ha riferito Sciarrone- ma a giorni dovrebbe uscire il pir redatto secondo le indicazioni e prescrizioni che avra' fatto l'Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari. Siamo fiduciosi. Siamo convinti- ha evidenziato- che prevarra' l la logica e ci sara' una risposta adeguata e corretta rispetto alle problematiche emerse nella prima versione'.

 

15 - LEGACOOP: ELETTA LA NUOVA PRESIDENZA NAZIONALE DI 18 COMPONENTI...
(Adnkronos) - 'Sono 18, 4 dei quali donne, i componenti della nuova Presidenza Nazionale di Legacoop eletta questa mattina dalla Direzione dell'associazione cooperativa, nella prima riunione dopo il 38° Congresso Nazionale. L'organismo di vertice di Legacoop e' stato ampliato, rispetto alla composizione precedente, sulla scorta della proposta, contenuta nel documento di indirizzo approvato dal Congresso del 6-8 aprile scorsi, di accrescerne in misura moderata la composizione per assicurare una maggiore partecipazione delle Associazioni di settore, un ampliamento delle presenze regionali riferibili alle macro-aree nazionali e l'ingresso della Presidente della Commissione Pari Opportunita''. E' quanto si legge in una nota di Legacoop.

'Cinque le 'new entries' nel nuovo organismo. Si tratta di Giancarlo Gonella, Presidente Legacoop Piemonte; Alessandra Garavani, Presidente Legacoop Umbria; Vanda Spoto, Presidente Legacoop Campania; Luciano Caffini, Presidente Legacoop Abitanti; Ettore Iani', Presidente Lega Pesca. Due i vicepresidenti: oltre a Luca Bernareggi, Presidente di Legacoop Lombardia, che ricopriva l'incarico anche nel precedente mandato, e' stata nominata Vanda Spoto, Presidente Legacoop Campania'.

16 - CALCIO: BLATTER SICURO, NON POSSO PERDERE E VOGLIO QUOTA 'ROSA' NELLA FIFA...
(Adnkronos/Dpa) - Joseph Blatter e' convinto che il 1 giugno sara' rieletto per il suo quarto ed ultimo mandato come presidente della Fifa che dirige gia' da 13 anni. "Non posso perdere le elezioni", ha assicurato lo svizzero 75enne, che in intervista con la dpa parla sul suo rivale, Mohamed bin Hammam, degli errori della Fifa, dei compiti per il futuro e della quota 'rosa' nell'esecutivo della Fifa.

 

Blatter, vuole riformare l'organismo con una quota femminile all'interno del comitato esecutivo, una valorizzazione della commissione etica ed una migliore comunicazione verso l'esterno. Il governo della Fifa da' "un'immagine di un club maschile, con 24 membri uomini", ha ammesso. "Dovremmo cambiare lo statuto, e le donne dovrebbero far parte del nostro comitato esecutivo. Dovremmo esigere una quota femminile e portarlo a 25 membri". "Dobbiamo lavorare in modo piu' professionale", la promessa del dirigente 75enne in caso di vittoria alle elezioni del 1 giugno nel Congresso di Zurigo.

L'ultima accusa arrivata dal suo sfidante il qatariota, bin Hammam e' stata sul contratto con l'Interpol. "In realta' dovrebbe applaudire. Nel suo manifesto elettorale ha detto che portera' la trasparenza e che mettera' un freno alla corruzione. La collaborazione con l'Interpol e' un passo importante in quella direzione. Ma Bin Hammam lo critica. Incomprensibile", risponde Blatter.

 

17 - OCSE: SPESA PER ASSISTENZA AD ANZIANI RADDOPPIERA' ENTRO 2050...
Radiocor - L'Italia e' non solo uno dei Paesi piu' vecchi dell'Ocse, ma e' anche il Paese industrializzato che piu' si basa sui famigliari per l'assistenza agli anziani e ai disabili con un modello, quello del 'welfare famigliare', sempre piu' messo a rischio dai cambiamenti sociali e del mercato del lavoro, con un conseguente netto aumento della spesa pubblica. E' quanto emerge da uno studio Ocse sulla 'Long Term Care', ovvero le cure di lungo periodo. Con circa il 20% degli italiani (15% media Ocse) over-65 e circa il 5,8% (Ocse 45) over-80, la spesa pubblica della Penisola per la Ltc e' pari a circa l'1,7% del Pil (contro una media Ocse dell'1,3%), suddiviso per il 43% in indennita', il 27% per la cura in istituzioni e per il 30% per cure semi-residenziali.

In base ai calcoli Ocse, la spesa potrebbe salire al 2,6% per arrivare fino a quasi il 4% del Pil entro il 2050 (contro una media Ocse del 2,9%), quando quasi una persona su sette in Italia avra' piu' di 80 anni e la Penisola sara' a l quarto posto tra i paesi Ocse per la percentuale di anziani, dopo Giappone, Germania e Corea del Sud. Uno dei nodi e' rappresentato dal fatto che in Italia i famigliari che si occupano di anziani sono pari al 16,2% della popolazione, il dato piu' alto dell'Ocse, il doppio rispetto alla Svezia (8%), ma anche rispetto alla Grecia (8,7%).

 

18 - ABERCROMBIE & FITCH, TORNA UTILE 25,1 MLN DOLLARI PER RICAVI DA ESTERO...
(LaPresse/AP) - Torna l'utile per Abercrombie & Fitch nel primo trimestre 2011, a 25,1 milioni di dollari o 28 centesimi per azione, contro la perdita di 11,8 milioni di euro o 13 centesimi per azione, registrata nello stesso periodo dello scorso anno. Il profitto della società è sopra le attese degli analisti, che si attendevano un utile a 11 centesimi per azione. A spingere in alto il risultato di Abercrombie & Fitch sono state soprattutto le vendite internazionali, balzate del 64%. In generale, i ricavi sono cresciuti del 22% a 837 milioni di dollari. Abercrombie si sta focalizzando sui suoi negozi in Cina, Hong Kong, Parigi e Dublino, mentre sta chiudendo alcune attività negli Stati Uniti per tagliare i costi18-05-2011]

 

 

TRUMP sbarca in ITALIA! - DOPO AVER MOLLATO LA CORSA ALLA CASA BIANCA, IL superPARRUCCHINO DI DONALD SBARCA NELLA PENISOLA CON UN FONDO DI PRIVATE EQUITY PER INVESTIRE NELL’IMPORT-EXPORT DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE - L’OBIETTIVO È ASSISTERE AZIENDE, CON UN FATTURATO NON SUPERIORE AI 100 MLN €, DA QUOTARE IN BORSA NEL GIRO DI TRE ANNI - A CONVINCERE IL TYCOON A SGANCIARE QUASI 300 MLN È STATO ALESSANDRO PROTO, INTERMEDIATORE IMMOBILIARE DEI VIP AMERICANI (PITT-JOLIE, TOM CRUISE, LEO DI CAPRIO)…

Giuseppe Chiellino per "il Sole 24 Ore"

 

Il miliardario americano Donald Trump sbarca in Italia con un fondo di private equity dedicato alle piccole e medie imprese. A convincerlo a investire quasi 300 milioni di euro nell'iniziativa è stato Alessandro Proto, un milanese di 36 anni titolare, con altri partner, della "Alessandro Proto Consulting" che opera soprattutto nell'intermediazione immobiliare di «altissima gamma». Dalla villa in Valpolicella per Brad Pitt e Angelina Jolie, alla casa in Toscana di Umberto Veronesi trattata per conto di Tom Cruise, passando per il castello di Camino, in Monferrato, su cui aveva messo gli occhi Leonardo DiCaprio.

 

Da qualche anno, per «diversificare gli investimenti di alcuni clienti» è entrato anche nel private equity creando un fondo di diritto lussemburghese, dedicato anch'esso alle pmi. L'esperienza gli è piaciuta e ora lancia la nuova iniziativa con un investitore di primissimo piano, che fino a lunedì scorso era in corsa per sfidare Barack Obama alle prossime presidenziali americane sostenuto dai Tea Party.

 

«Ieri abbiamo firmato il pre-accordo per la costituzione del fondo con l'obiettivo di raccogliere 300 milioni» spiega Proto. L'obiettivo è a portata di mano visto che «quasi tutto l'importo sarà conferito dalla Trump Organization». Il resto arriverà da altri investitori portati dallo stesso tycoon americano e da qualche cliente italiano di Proto. Il nuovo fondo valuterà start-up e aziende con un fatturato non superiore ai 100 milioni di euro, con l'obiettivo di quotarle in Borsa nel giro di tre anni.

 

«Partiamo dall'Italia ma vogliamo investire anche in altri paesi europei con una struttura imprenditoriale simile alla nostra. Spagna e Francia prima di tutto. Non ci interessa, invece, la Germania dove esistono già molti interventi per le imprese». Il fondo sarà di diritto lussemburghese «perché costituirlo è molto più semplice, ma a Milano avrà sede la società che valuterà le imprese italiane e straniere in cui investire» afferma Proto. Gli investimenti saranno guidati da un criterio di base molto semplice: «Il business plan dovrà puntare a far crescere l'impresa soprattutto all'estero. Visto lo stallo dell'economia italiana, riteniamo che sia questa la strada maestra per la crescita delle piccole e medie imprese».

 

Ma come è riuscito Proto a convincere il chiacchierato miliardario statunitense a puntare le sue fiches sulle pmi italiane ed europee? «Meno di due anni fa - racconta - ero a Manhattan per trattare un immobile di prestigio e avevo appena finito di leggere il suo ultimo libro, "Pensa in grande e manda tutti al diavolo nel lavoro e nella vita" che nel titolo originale è molto più incisivo: "Think BIG and kick ass in business and life". Ho pensato anch'io in grande. Gli ho fatto la posta per tre giorni e alla fine ho incontrato Trump per parlargli del mio progetto». Dopo un anno e mezzo di incontri e trattative, la firma di ieri [18-05-2011]

 

 

BOSSI, BASTONE E CAROTA, avvisa il banana: “NON FATEVI ILLUSIONI CHE CADA IL GOVERNO… MA NON CI FAREMO TRASCINARE A FONDO” - PERSINO CONFALONIERI CAZZIA SILVIO: “HA ESAGERATO” - DONNA MESTIZIA ABBASSA I TONI: “LAVORO DA SINDACO PER I CITTADINI” - IL MESSAGGIO DEL LEGHISTA SALVINI: “LA LEGA NON È DI DESTRA” - IL TERZO POLO CONFERMA: “NÉ CON MORATTI NÉ CON PISAPIA" - IL 6 LUGLIO LA CONSULTA SUL CONFLITTO D’ATTRIBUZIONE PER RUBY - IL DL ANTISCALATE È LEGGE - SULL’OMOFOBIA L’AMARA CARFAGNA S’INCAZZA COL PDL

 

1. BOSSI, CONSEGUENZE? NON FATEVI ILLUSIONI...
(Adnkronos) - "Non fatevi illusioni...". Umberto Bossi risponde cosi' ai cronisti che gli chiedono se un'eventuale sconfitta ai ballottaggi avrebbe ripercussioni sulla tenuta del governo.

2. BOSSI, SBAGLIATA CAMPAGNA ELETTORALE, NON PERDEREMO AL BALLOTTAGGIO...
(Adnkronos) - "Abbiamo perso, abbiamo perso". Umberto Bossi lo ripete due volte ai cronisti che gli chiedono un commento, il primo in pubblico, sul voto di Milano.
Il Senatur non nasconde il risultato negativo per cui ha una spiegazione precisa: "Abbiamo sbagliato la campagna elettorale".

Comunque, i giochi sono ancora aperti e il leader leghista ostenta ottimismo: "Non perdiamo" ai ballotaggi. E se si perde, invece, cosa fara' la Lega? "Aspettiamo per vedere cosa succede", risponde Bossi.

3. BOSSI A PDL, NON CI FAREMO TRASCINARE A FONDO...
(ANSA) - "Di certo non ci faremo trascinare a fondo e comunque non perderemo al ballottaggio". Umberto Bossi, conversando con i cronisti a Montecitorio, analizza il voto a Milano e risponde così a chi gli chiede se "la Lega sia pronta a mollare il Pdl in caso di sconfitta al ballottaggio". "Ma ha sentito Berlusconi?", gli chiedono ancora i giornalisti. Il senatur si limita a rispondere "no".

 

4. CONFALONIERI, BERLUSCONI HA ESAGERATO A METTERLA SUL NAZIONALE...
(Adnkronos) - Nella campagna elettorale per Milano "a mio giudizio Berlusconi ha esagerato un po' a metterla sul nazionale, quasi un 'referendum' su di lui, e anche con toni un po' eccessivi". E' il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, ad affermarlo intervenendo a 'Effetto domino' condotto da Myrta Merlino su La7.

Intervenendo a 'Effetto domino' condotto da Myrta Merlino su La7, Confalonieri sottolinea pero' che "intanto sono lezioni amministrative, quindi c'entra il fatto delle promesse elettorali su come verra' amministrata la citta' e sui risultati", un elemento, questo, su cui il "difetto della Moratti e' stato di non aver messo l'accento sulle cose che ha fatto".

Comunque, rileva ancora il presidente di Mediaset, "Milano non e' ancora persa" e "nella seconda tornata ci puo' essere l'effetto di paura nei confronti di chi dice che ha festeggiato come se fosse il 25 aprile...".

5. MORATTI, BALLOTTAGGIO? NON MI PONGO PROBLEMA....
(ANSA) - Il ballottaggio? "Non mi pongo questo problema". Letizia Moratti ha raccolto i propri assessori per programmare le prossime iniziative legate all'estate e ai lavori pubblici e incontrando i giornalisti in una pausa della riunione ha così risposto su come intende affrontare la campagna elettorale per il ballottaggio che la vede a 6,5 punti percentuali dietro allo sfidante del centrosinistra Giuliano Pisapia.

 

"Non mi pongo questo problema, sono sindaco di questa città - ha detto Letizia Moratti - e ho il mandato degli elettori e ho il dovere di continuare a lavorare per dare risposte che ci chiedono i cittadini". A chi le ha chiesto come intende recuperare i quasi 50 mila voti che al primo turno l'hanno distanziata dal centrosinistra, Letizia Moratti si è limitata a rispondere: "lavorando".

6. TERZO POLO, NO APPARENTAMENTI MILANO-NAPOLI...
(ANSA) - Il Terzo Polo ha deciso una "non indicazione esplicita di appoggio ad alcun candidato" sia a Milano che a Napoli, dove quindi non ci sarà alcun apparentamento. Lo ha detto il leader di Fli, Gianfranco Fini, durante una conferenza stampa tenuta con Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli e i candidati del Terzo Polo nelle due città, Raimondo Pasquino e Manfredi Palmeri.

 

7. CASINI, TERZO POLO PER TREMONTI? IL MINISTRO NON SO COSA C'ENTRI...
(Adnkronos) - "Cosa c'entri Tremonti non lo so". E' la secca risposta del leader Udc Pier Ferdinando Casini a chi gli chiede se la scelta di lanciare il Terzo polo sia propedeutica ad un'ipotesi di appoggio ad un eventuale governo presieduto dall'attuale ministro dell'Economia.

8. SALVINI, LEGA NON E' DI DESTRA, CON PDL MATRIMONIO DI INTERESSE...
(Adnkronos) - 'La Lega Nord non e' nata a destra e non morira' a destra. Con il Pdl e' un matrimonio di interesse Ma la sinistra non e' un nostro interlocutore. Ci sono 12 sinistre, un conto e' quella di Sergio Chiamparino altro e' quella di Antonio Bassolino e Nichi vendola'. Lo ha detto l'eurodeputato della Lega Nord, Matteo Salvini, intervenuto a "Agora'" su Raitre.

 

9. 'RESPONSABILI', CON GOVERNO MA CAMBIO STRATEGIA E DENTRO UDC...
(Adnkronos) - I 'responsabili' assicurano 'pieno sostegno' a Silvio Berlusconi in questo momento difficile, in vista dei ballottaggi di Milano e Napoli. Ma chiedono in questi 15 giorni di cambiare strategia, evitando la politicizzazione della campagna elettorale come fatto fino ad ora, perche' la gente vuole risposte concrete sul territorio. Certo, non nascondono perplessita' sul futuro in caso di sconfitta al secondo turno di lady Moratti e temono uno slittamento almeno fino al 29 maggio della seconda tranche del rimpasto promesso a molti esponenti del gruppo.

Ufficialmente, pero', considerano la questione dei 'ritocchi' secondaria e rilanciano con forza la necessita' di fare la riforma fiscale e di onorare gli impegni per il Sud. Tutte le varie anime della terza gamba della maggioranza suggeriscono ora al Cavaliere un cambio di rotta e di corteggiare sempre di piu' l'Udc, che potrebbe essere determinante per la vittoria finale. Non e' passata inosservata oggi l'assenza di molti parlamentari del gruppo Ir durante il voto delle mozioni delle opposizioni sulle carceri, che ha visto il governo 'cadere' per ben 4 volte (gli assenti sono stati ben 12 su 29, tra questi Francesco Pionati e Maria Grazia Siliquini che attendono ancora una nomina da sottosegretario).

 

10. CAMERA: VERIFICA SU MAGGIORANZA DOPO I BALLOTTAGGI...
(ANSA) - Il dibattito in Parlamento sulla maggioranza di governo chiesto da Giorgio Napolitano dopo la nomina dei nuovi sottosegretari si svolgerà alla Camera dopo i ballottaggi delle amministrative. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, secondo secondo quanto riferito dal presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini.

11. CALDEROLI, OK APPELLO NAPOLITANO, APERTI A CORRETTIVI SUL FEDERALISMO...
(Adnkronos) - Le riforme si fanno in modo condiviso e 'faccio mio l'appello del presidente della Repubblica'. Lo dice Roberto Calderoli, in aula alla Camera, dopo l'approvazione del ddl di proroga di sei mesi della delega del governo sul federalismo fiscale. Il ministro della Semplificazione assicura: in questo periodo ulteriore 'siamo disponibili a lavorare', rispetto a eventuali 'correttivi'.

 

12. CARFAGNA: SULLA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA IL PDL HA PERSO UNA OCCASIONE...
(ANSA) - "Il Popolo della libertà, col voto di oggi in Commissione, ha perso un'occasione. Il testo, infatti, non prevedeva il reato di omofobia, ma introduceva aggravanti per i reati commessi a scopo discriminatorio; una norma di stampo europeo. Voterò a favore del provvedimento non appena arriverà in Aula". Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, dopo il voto in Commissione alla Camera.

13. CASO RUBY: CONSULTA, 6 LUGLIO CAMERA CONSIGLIO SU AMMISSIBILITA' RICORSO...
(Adnkronos) - E' stata fissata per il 6 luglio prossimo la Camera di Consiglio della Corte costituzionale sul tema dell'ammissibilita' del ricorso per conflitto di attribuzione sul 'caso Ruby' sollevato dalla Camera nei confronti della magistratura di Milano.

14. GASPARRI, VERSIONE BRUSCA COINCIDE CON PAROLE CONSO...
(Adnkronos) - "Le dichiarazioni dei pentiti vanno prese per quello che sono. E quanto ha detto a piu' riprese Brusca non fa eccezione. Tuttavia, su alcuni aspetti e in particolar modo sulla presunta trattativa tra lo Stato e la mafia e il mancato rinnovo del carcere duro nel '93, la versione di Giovanni Brusca coincide con quanto detto dall'ex ministro della Giustizia Giuseppe Conso in commissione Antimafia". Lo afferma il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

"Mancino si chiama fuori e ha giustamente agito contro Brusca, denunciandolo. Possiamo non credere al pentito, ma e' difficile liquidare anche le dichiarazioni di un ex ministro. A noi interessa la verita'. E vogliamo sapere perche' furono polverizzati centinaia e centinaia di provvedimenti di restrizione del regime carcerario per altrettanti boss, graziando di fatto la mafia e siglando la resa dello Stato alla criminalita' organizzata", conclude il presidente dei senatori Pdl.

 

15. MONTEZEMOLO A BRUNETTA, MIO STIPENDIO GIA' PUBBLICATO 500 VOLTE...
(Adnkronos) - Il presidente di Telethon Luca Cordero di Montezemolo risponde a distanza al ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta che, nei giorni scorsi, lo aveva invitato a pubblicare il suo stipendio come anche quello dei top manager privati sul modello dei dirigenti della pubblica amministrazione, che sono visibili on line sul sito del ministero.

"Ho pubblicato il mio stipendio 500 volte", ha affermato Montezemolo a margine della presentazione della campagna 'Walk of life' di Telethon, rispondendo ai giornalisti se volesse raccogliere la sollecitazione del ministro.

16. BRUNETTA, MONTEZEMOLO DICA DOVE HA PUBBLICATO STIPENDIO 500 VOLTE...
(Adnkronos) - "Gli stipendi del ministro Renato Brunetta e dei suoi piu' stretti collaboratori sono consultabili da tre anni sul sito del ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione (www.innovazionepa.gov.it). Il presidente Luca Cordero di Montezemolo puo' per favore indicarci qualcuno dei 500 siti nei quali, sempre in questi ultimi tre anni, sostiene di aver pubblicato i suoi?". E' quanto si legge in una nota del portavoce del ministro in risposta alle affermazioni di Montezemolo.

 

17. SENATO APPROVA DECRETO ANTISCALATE, E' LEGGE...
(ANSA) - L'Aula del Senato approva, in seconda lettura senza modifiche, il decreto legge cosiddetto 'Anti-scalate' emanato in relazione alla vicenda Lactalis Parmalat. Il testo, che contiene misure urgenti per garantire l' ordinato svolgimento delle assemblee societarie annuali, è approvato con 134 sì, 12 no e 116 astenuti ed è legge. Hanno votato a favore i partiti della maggioranza, contro l'Idv mentre si sono astenuti Pd, Udc-Svp-Autonomie. [18-05-2011]

 

 

1- DSK SI DIMETTE DALL’FMI, MOSSA COATTA PER IL RILASCIO SU CAUZIONE DI UN MILIONE $ - 2- SE IL LEADER DELLA "GAUCHE CHIAVAR" DOVESSE ESSERE RIMESSO IN LIBERTÀ, AVRÀ L’OBBLIGO DI RISIEDERE A MANHATTAN CON BRACCIALETTO ELETTRONICO ALLA CAVIGLIA - 3- I PUNTI MISTERIOSI CHE FANNO GRIDARE AL COMPLOTTO ORDITO DALLE PARTI DI SARKò - 4- DA QUANDO AVEVA DECISO DI CORRERE PER LE PRESIDENZIALI, DSK SI ERA CONVINTO A "SORVEGLIARE" IL SUO STILE DI VITA. NIENTE SOFITEL. PER GIUNTA, IN QUELL´ALBERGO ANCHE I MURI DEVONO AVERE ORECCHIE SE È VERO, COME È VERO, CHE LA NOTIZIA DELL´ARRESTO ARRIVERÀ DUE ORE PRIMA DELLA SUA UFFICIALITÀ DA UN MILITANTE DEL UMP (IL PARTITO DI SARKOZY, NDD) CHE DICE DI "AVER SAPUTO DAL PERSONALE DEL SOFITEL" - 5- ANCORA. LA CAMERIERA DÀ IMMEDIATAMENTE L´ALLARME AI RESPONSABILI DELLA SICUREZZA DELL´ALBERGO. CIÒ NONOSTANTE, PASSA UN TEMPO LUNGO PRIMA DELLA TELEFONATA AL "911" DEL NYPD. ALMENO UN´ORA - SECONDO LA STAMPA AMERICANA - O, ADDIRITTURA, TRE, SECONDO QUANTO INDICA IL RAPPORTO DI POLIZIA AL CONSOLATO FRANCESE DOPO L´ARRESTO DI DSK. SE COSÌ È, CHE SUCCEDE DI BELLO IN QUELLE TRE ORE?


1- DIMISSIONI - OGGI NUOVA UDIENZA. DSK VERSO IL RILASCIO. IL GIUDICE: «RESTI A NEW YORK». CAUZIONE DA UN MILIONE
Stampa.it

 

Dominique Strauss-Kahn si è dimesso dal suo incarico di Direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), proclamando la sua innocenza in una lettera inviata all'istituzione finanziaria di Washington. "Dominique Strauss-Kahn ha informato oggi il consiglio di amministrazione del Fondo monetario internazionale della sua intenzione di dimettersi dal suo posto di Direttore generale con effetto immediato", ha fatto sapere il Fmi in un comunicato, allegando poi la lettera in cui Strauss-Kahn spiega le sue ragioni e respinge le accuse di aggressione sessuale e tentato stupro che lo hanno portato in carcere a New York.

 

"E' con infinita tristezza che mi vedo costretto oggi a presentare al consiglio di amministrazione le mie dimissioni dal mio incarico di Direttore generale del Fmi - scrive - ci tengo a sottolineare che respingo nella maniera più assoluta tutte le accuse che mi sono state rivolte. Voglio proteggere questa istituzione che ho servito con onore e devozione e, in particolare, voglio dedicare tutta la mia forza, tutto il mio tempo e ogni mia energia a dimostrare che sono innocente". Strauss-Kahn aveva assunto la guida del Fmi nel novembre 2007, per un mandato di cinque anni. E' stato arrestato sabato scorso dalla polizia di New York.

 

Una nuova udienza sul caso di Dominique Strauss-Kahn è stata fissata per oggi, giovedì, a New York, davanti a un altro giudice rispetto a quello che aveva disposto la sua carcerazione. Lo ha confermato ufficialmente la portavoce dell'Ufficio dei Procuratori di New York, Erin Duggan. Nell'udienza i legali di Strauss-Kahn presenteranno una nuova richiesta di liberazione su cauzione. Il Direttore generale del Fondo monetario internazionale (FMi), Dominique Strauss-Kahn, si è impegnato a versare un milione di dollari di cauzione, a restare a New York e ad essere posto sotto sorveglianza 24 ore su 24 nella richiesta presentata alla Corte suprema dello Stato di New York per essere scarcerato.

Se Dominique Straus-Kahn dovesse essere rimesso in libertà dietro pagamento della cauzione, avrà comunque un braccialetto elettronico alla caviglia, per permettere di essere costantemente sotto controllo da parte delle autorità americane. È quanto prevede la richiesta di liberazione presentata ieri a Manhattan dai suoi legali davanti al giudice Michael J. Obus, il giudice capo amministrativo per la divisione criminale della State Supreme Court di New York. Lo riporta il New York Times.

 

2- "ASPETTAVA UNA DONNA NELLA SUITE" - DAI DISPACCI DIPLOMATICI RISULTA UN BUCO DI TRE ORE DOPO L´ALLARME DI "OPHELIA" IL PERSONALE LO CONOSCEVA COME VIP: LA SUA FOTO NELLO SPOGLIATOIO DELLE CAMERIERE
Carlo Bonini-Anais Ginori per La Repubblica

Cosa ha scatenato la libido violenta di Dominique Strauss Kahn? La sua "sexual addiction" spiega da sola perché nella suite 2806 del Sofitel di New York, l´uomo abbia perso ogni freno inibitorio trasformandosi in uno stupratore? Che tipo di "cliente" era davvero per il Sofitel? Quel sabato mattina, il direttore del Fmi aspettava forse qualcuno nella sua suite?

 

Da quattro giorni, gli avvocati americani Ben Brafman e William Taylor, il loro collega parigino Jean Veil, figlio di Simone e legale da sempre di DSK (è a New York da lunedì), la costosissima agenzia di investigazioni difensive Guidepost Solutions, lavorano a queste domande dalla cui risposta dipendono non certo il giudizio morale e politico, definitivi, sull´abisso in cui quest´uomo ha precipitato se stesso, ma 74 anni di carcere. E quel che sin qui ne viene fuori - per quanto Repubblica ha potuto ricostruire con fonti qualificate a New York e Parigi - è un primo canovaccio difensivo. Questo.

 

LE SETTE VOLTE DI DSK AL SOFITEL
Al Sofitel di New York, Dominique Strauss Kahn non è un cliente qualunque. E non solo per il rango, ma per la frequenza delle sue visite. Curiosa, se si pensa che a Manhattan dispone di un appartamento di rappresentanza. Sono sei i check-in nel 2010, con una cadenza che si fa mensile tra l´ottobre e il dicembre. DSK ha imparato a conoscere bene il direttore dell´albergo Jorge Tito, un portoghese che ha assunto l´incarico di general manager della struttura proprio nell´agosto di quell´anno, dopo esperienze in alberghi a Buenos Aires, nell´Algarve, a Rio e Copacabana.

Quando DSK è ospite - racconta una delle addette alle pulizie - la sua foto viene affissa nello spogliatoio delle cameriere, perché sappiano che il vip è in hotel. DSK, che alloggia regolarmente nella più grande delle suite, ha una tariffa di affezione (525 dollari, un sesto dei 3.000 in listino). Nel 2011, però, improvvisamente non si fa più vedere. Perché?

Racconta a Repubblica uno dei suoi collaboratori: «Da quando si era mostrato intenzionato a correre per le presidenziali, DSK si era convinto a "sorvegliare" il suo stile di vita». Niente Sofitel. Per giunta, in quell´albergo anche i muri devono avere orecchie se è vero, come è vero, che la notizia dell´arresto arriverà due ore prima della sua ufficialità da un militante del Ump (partito di Sarkozy, ndS) che dice di «aver saputo dal personale del Sofitel». E´ un fatto che, venerdì 13 maggio, quando si presenta al check-in, per DSK è la prima volta nel 2011.

 

APPUNTAMENTO NELLA SUITE? UN AMICO AL TELEFONO
Sostiene l´avvocato Ben Brafman di fronte al giudice Melissa Jackson: «Le prove forensi raccolte sin qui non sono in grado di dimostrare che vi sia stata violenza nel rapporto». La frase è volutamente sibillina. Viene interpretata come la decisione delle difese di sostenere che il rapporto sessuale con Nafisatu Dialo (questo il vero nome della ragazza, che si fa chiamare "Ophelia") è stato consenziente (circostanza smentita con forza dall´avvocato della vittima, Jeffrey Shapiro).

Ma a quanto pare vuole suggerire dell´altro. Che DSK fosse convinto di avere di fronte una donna di cui gli erano stati promessi favori sessuali. Da chi? Quando? Su questo punto solo l´imputato potrebbe decidere di raccontare cosa è accaduto prima che si aprisse la porta della sua suite.

E, in ogni caso, se il Sofitel fosse il luogo consueto dei suoi appuntamenti al buio (come ha suggerito il deputato francese Bernard Debré, smentito dal direttore generale della catena alberghiera Robert Gaymer-Jones). E´ un fatto che la dinamica dell´aggressione - come riferita dalla vittima - descrive un uomo che si fa trovare "sotto la doccia". Che, senza proferire parola, prima chiude la porta della stanza e quindi comincia il suo assalto sessuale diretto.

 

E ripetuto, quando Nafisatu prova a sottrarsi. Quasi non avesse dubbi che sia merce che ha acquistato o che gli è stata promessa. Un assalto che si protrae per 15 minuti almeno, e durante il quale viene respinto, graffiato. Per altro, si scopre ora, che poco prima dell´ingresso nella suite di Nafisatu, DSK è al telefono con Pierre Moscovici, suo vecchio amico e sodale nel partito, con cui discute di Eliseo e del salvataggio della Grecia. Nella telefonata - secondo quanto riferisce a Repubblica uno dei collaboratori del direttore del Fondo - «appare rilassato. Annuncia l´arrivo a Parigi».

 

TRE ORE DI SILENZIO
Cosa accada al Sofitel tra le 12.28 (il check-out di DSK) e le 15.40 (ora della sua telefonata al concierge per chiedere conto dello smarrimento del suo Blackberry, che in realtà non è in albergo) è un altro punto cruciale. I video a circuito chiuso mostrano che Nafisatu dà immediatamente l´allarme ai responsabili della sicurezza dell´albergo. Ma che, ciò nonostante, passa un tempo lungo prima della telefonata al "911" del Nypd.

Almeno un´ora - secondo la stampa americana - o, addirittura, tre, secondo quanto indica il rapporto di polizia al consolato francese dopo l´arresto di DSK. In quelle carte, infatti, la telefonata che attiva il Police department sarebbe delle 15.29. Se così è, che succede in quelle tre ore?

 

Il general manager Jorge Tito temporeggia? E se è così, perché? Avvisa i vertici della catena alberghiera a Parigi? Un tempo così lungo di "quiete" spiega probabilmente la ragione per cui DSK appare nel suo pranzo con la figlia Camille, «molto tranquillo». E forse anche la ragione per cui chiami l´albergo alle 15.40. Solo da quel momento avrà la definitiva percezione di essere finito in un «grosso guaio», come confida alla moglie al telefono prima dell´arresto. 19-05-2011]

 

 

"GOVERNO RESTA SALDO" (NEL CAOS): 5 VOLTE SOTTO, tensione tra alleati - Bossi sferra il primo colpo: non affondo col Pdl - OMOFOBIA, BOCCIATA LA LEGGE. LA CARFAGNA: VOTO CON IL PD - SPAGNA, LA RIVOLTA DEGLI INDIGNATI. GIOVANI IN PIAZZA CONTRO ZAPATERO - MOGLIE E FIGLI DI GHEDDAFI LASCIANO TRIPOLI PER LA TUNISIA - Obama sanziona il siriano Assad - LACTALIS LAVORA AL DOPO-BONDI IN VISTA DELL’OPA - BRUSCA IN AULA: IL CAVALIERE PAGAVA 600 MILIONI DI PIZZO AL MESE - Parole choc a Cannes. Hitler? Lo comprendo…

Da "il Velino"

 

CORRIERE DELLA SERA - In apertura: "Governo battuto, tensione tra alleati". Editoriale di Sergio Romano: "La possibilità di un divorzio". In taglio alto con foto: "Moglie e figli di Gheddafi lasciano Tripoli per la Tunisia". Al centro: " ‘Non trascrivere le telefonate su Ruby' " e in un box " ‘I ballottaggi? Berlusconi faccia parlare i candidati' ". In taglio basso: "L'America: Strauss-Kahn via subito dall'Fmi" e "Parole choc a Cannes. Hitler? Lo comprendo".

 

LA REPUBBLICA - In apertura: "Governo nel caos, 5 volte sotto". Editoriali di Miguel Gotor: "Il ladro di realtà" e Nadia Urbinati: "Saper perdere". Di spalla: "P2, cosa resta del complotto di Gelli 30 anni dopo". Al centro foto-notizia: "Spagna, la rivolta degli indignati. Giovani in piazza contro Zapatero" e "Omofobia, bocciata la legge. La Carfagna: voto con il Pd". E in un box: "Brusca in aula: il Cavaliere pagava 600 milioni di pizzo al mese". In taglio basso: "Tutti i vizi e i segreti che Internet sa di noi" e " ‘Sono ebreo, capisco Hitler'. Shock Von Trier a Cannes".

 

LA STAMPA - In apertura: "Bossi: non affondo col Pdl" e in taglio alto: "Strauss-Kahn, il giudice dice sì alla scarcerazione. ‘Ma rimanga a New York' " e "Lo scandalo penalizza l'Europa". Editoriale di Michele Brambilla: "Il grande comunicatore senza parole". In un box: "D'Alema: abbiamo vinto noi del Pd non è merito della sinistra radicale". Di spalla: "Obama sanziona il siriano Assad". Al centro foto-notizia: "Così 50 immigrati volevano entrare negli Stati Uniti" e "Il papà la dimentica in auto". In un box. "Coppie in fuga dal matrimonio: ‘Meglio convivere, si risparmia' ". A fondo pagina: "Non ci sono scarti".

 

IL SOLE 24 ORE - In apertura: "Il Fisco accelera sui controlli" e in taglio alto: "Accordo Chrysler-banche per il rimborso dei debiti" e "Lactalis lavora al dopo-Bondi in vista dell'Opa". Editoriale di Marco Fortis: "La ricchezza (pubblica e privata) delle nazioni". Al centro la foto-notizia: "Debito greco. Bce contro i governi sulla proroga" e "Bossi: non andremo a fondo con il Pdl. Terzo polo neutrale". Di spalla: "Più italiani che Italia nei posti che contano" e "Obama offre aiuti economici ai Paesi della primavera araba". In taglio basso: "Maxiprogetto bloccato? Il nemico è nel Comune vicino".

 

IL GIORNALE - In apertura: "Fini fa come Grillo". Editoriale di Marcello Veneziani: "Chi grida al tiranno adesso stia tranquillo". Al centro: "La ‘ricetta' Pisapia: case ai rom e più tasse". In due box: "Rischi nuove moschee? No, piuttosto chiudete quella di Viale Jenner" e "Déjà vu. Nostalgia di Prodi. E ritorna la strategia dell'ammucchiata anti Cav". A fondo pagina: "Benvenuti al Festival di Strass Cannes".

 

LIBERO - In apertura: "Governo terremotato", con l'editoriale di Maurizio Belpietro. Al centro la foto-notizia: "Non è un terrorista ma c'è da aver paura" e "Fini come i grillini né di qua né di là". Di spalla: "Dai referendum la prossima botta" e "Bossi con il Cav. Maroni anche no". A fondo pagina: "Sgarbi c'è, il programma invece no" e "Niente lezioni dalla pornoFrancia".

 

IL TEMPO - In apertura: "Bossi sferra il primo colpo".

IL FOGLIO - In apertura a sinistra: "Il Cav. non trova ancora la parola giusta per rimediare alal sconfitta". In apertura a destra: "Per fermare il massacro siriano, Obama colpisce Assad con le sanzioni". Al centro: "Il recluso e la vedova nera" e "Perché le parole di Brusca deludono i pm di Palermo".

 

L'UNITÀ - In apertura foto-notizia a tutta pagina: "Gli amici se ne vanno". A fondo pagina: "Franceschini: il Paese gli ha voltato le spalle, attenti ai colpi di coda".19-05-2011]

 

 

LE PRIME PAGINE DEI QUOTIDIANI INTERNAZIONALI - GERMANIA, IN PENSIONE A 69 ANNI! - SPAGNA, I GIOVANI SI RIBELLANO ALL’AUSTERITÀ - Edf ottiene il via libera per delle centrali nucleari in Gran Bretagna - La Bce spara a zero sul piano per il debito greco - La vittima di Strauss-Kahn nega che sia stato un rapporto consensuale - FMI, GLI USA VOGLIONO NOMINARE LIPSKY PRESIDENTE AD INTERIM - OBAMA OFFRIRÀ UN “PIANO MARSHALL” AL MONDO ARABO - L’INFLAZIONE È RIPRESA IN TUTTO IL MONDO - 60 MLD $ PER L’IPO DI GLENCORE - STUPRO DI SERIE B: BUFERA SUL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA INGLESE - LA MERKEL DICE CHE AIUTERÀ GLI SPAGNOLI SOLO SE LAVORERANNO DI PIÙ...

DAGOREPORT

 

1 - THE NEW YORK TIMES - In apertura, "Strauss-Kahn dà le dimissioni dall'Fmi" - "Occhi puntati su Obama mentre in Medio Oriente sale la tensione" - "Per risparmiare le prigioni private non sono una vera soluzione" - Al centro, "Molti neo-laureati considerano umiliante il mercato del lavoro"

 

2 - LE FIGARO - In apertura, "Affaire Strauss-Kahn, la vittima conferma la violenza" - Al centro, "Spagna, venti di ribellione contro l'austerità" - In alto, presidenziali 2012: "Sondaggio, Hollande in vantaggio su Aubry"

3 - LIBÉRATION - A tutta pagina, "Affaire Dsk, il mistero della stanza 2806" - In basso, "Cannes, Von Trier evoca Hitler eclissando il suo ‘Melancholia'"

4 - LE MONDE - In apertura, "Affaire Dsk, il momento della verità per la difesa" - "Il conflitto si estende nell'ovest della Libia" - Al centro, "L'inflazione è ripresa in tutto il mondo"

 

5 - LES ECHOS - In apertura, l'Ipo di Glencore: "60 miliardi per la star delle materie prime" - Al centro, "Fmi, si moltiplicano le richieste di dimissioni di Strauss-Kahn"

 

6 - LA TRIBUNE - In apertura, "Attrattiva per il regime fiscale: la Francia è indietro" - Al centro, "Gli Usa vogliono nominare Lipsky presidente ad interim dell'Fmi" - In basso, "Edf ottiene il via libera per delle centrali nucleari in Gran Bretagna"

7 - THE GUARDIAN - In apertura, "Bufera su Clarke, il ministro della Giustizia costretto a chiedere scusa per le dichiarazioni sullo stupro"

8 - THE INDEPENDENT - A tutta pagina, la bufera sulle dichiarazioni del ministro della Giustizia Kenneth Clarke alla radio: "Il presentatore radiofonico: lo stupro è stupro. E lui: no, non è vero"

9 - FINANCIAL TIMES - In apertura, "Banche vicine a una stretta su bonus e dividendi" - Fotonotizia, "Le osservazioni di Medvedev fanno interrogare gli osservatori" - Al centro, "La Bce spara a zero sul piano per il debito greco" - In basso, "Il prezzo delle azioni di Glencore a 530p"

 

10 - THE TIMES - In apertura, "Fmi in agitazione mentre nuove accuse di molestie cadono sul banchiere" - Al centro, "Il ministro della giustizia alla fine si scusa per la bestialità dello stupro ‘di serie B'"

 

11 - THE DAILY TELEGRAPH - In apertura, "Clarke costretto a chiedere scusa per aver detto che esiste lo stupro e lo stupro ‘meno grave'"

12 - THE SUN - In apertura, "Una vittima di violenza che ha testato sulla propria pelle la giustizia soft di cui parla il ministro Clarke dice: Clarke è un pericolo per le donne... deve andarsene"

13 - EL PAIS - In apertura, "Il movimento 15-M dà impulso agli ultimi giorni di campagna elettorale" - Di spalla, "Obama offrirà un ‘piano Marshall' al mondo arabo" - In basso, lo scandalo Strauss-Kahn: "Un delitto non è mai una questione privata" - In alto, "Doppia distruzione a Lorca: l'80% dei negozi chiusi a causa del sisma"

 

14 - EL MUNDO - In apertura, "Il governo permette la manifestazione proibita e il Psoe abbraccia la protesta" - Di spalla, "Merkel dice che aiuterà gli spagnoli solo se lavoreranno di più" - "La vittima di Strauss-Kahn nega che sia stato un rapporto consensuale"

 

15 - BILD - Germania, "Economia: in pensione non prima di 69 anni!"

 19-05-2011]

 

 

IL PIL GIAPPONESE HA PAURA DEL SISMA - AIR FRANCE TORNA IN UTILE - IL SEGGIO GENERALI IN SANTANDER RESTA A BERNHEIM (E TRIESTE GUARDA A EST) - LE ILLUSIONI DEI TRADER SU MERIDIANA - MARTEDì CRHYSLER RIMBORSA I DEBITI GOVERNATIVI - SUL BOOM CINESE L’INCUBO DEL BLACK-OUT - IL TURISMO CONGRESSUALE DELLA ROSSA SALMONATA - BERNHEIM RICANDIDATO AL SANTANDER - BORSE IN RIALZO

 

1. BORSA: INDICI PROSEGUONO STRADA RIALZO IMBOCCATA IERI, +0,48% MILANO...
Radiocor - Avvio positivo per le Borse europee, che cosi' proseguono il trend di rialzo imboccato ieri. Il Ftse Mib sale dello 0,48% e il Ftse All Share dello 0,38%. Sono ben richieste le Fiat e le Lottomatica che salgono di oltre l'1%. Dopo la recente debolezza rialzano la testa le banche. Perdono invece lo 0,15% le Parmalat, che comunque rimangono al di sopra del prezzo dell'Opa lanciata da Lactalis a 2,6 euro.

2. ASIA: SEDUTA CONTRASTATA, DEBOLE TOKYO CON CALO PIL...
(ANSA) - Seduta contrastata per le borse asiatiche, dove prevalgono i ribassi dopo i dati sul Pil nipponico. L'indice Msci per l'area dell'Asia-Pacifico cede lo 0,3%, appesantito da Tokyo (-0,4%) e Seul (-1,9%). In rialzo invece Hong Kong (+0,2%), Sydney (+1,3%) e Singapore (+0,8%) che ha alzato gli obiettivi di crescita nel 2011. Nel primo trimestre l'economia del Giappone si è contratta dello 0,9% sul precedente trimestre e del 3,7% anno su anno. Oggi sono attesi dagli Usa i dati sulla vendita di case esistenti: gli economisti prevedono un rallentamento della crescita (+2% ad aprile contro il 3,7% di marzo).

Le aspettative di inflazione in calo, ha detto ieri James Bullard, presidente della Fed Bank di Saint Louis, allontanano la necessità di ritirare le misure di stimolo della Fed, opzione discussa dall'ultimo board della banca centrale Usa. Mitsubishi Financial ha perso il 2,3% mentre Electric Power, l'operatore delle centrali di Fukushima, è crollata dell'8,5%. Domani la banca del Giappone concluderà i suoi due giorni di riunione sotto una pressione crescente per adottare misure di sostegno a un'economia che sconta i pesanti effetti del terremoto.

 

Di seguito gli indici delle borse dell'area dell'Asia-Pacifico: - Tokyo -0,43% - Hong Kong +0,25% (in corso) - Shanghai -0,53% (in corso) - Taiwan -0,58% - Seul -1,89% - Sydney +1,34% (in corso) - Mumbai +0,20% (in corso) - Singapore +0,76% (in corso) - Bangkok +0,12% - Jakarta +0,46% (in corso)

3. MORNING NOTE: ECONOMIA E FINANZA DAI GIORNALI...
Radiocor - GRECIA: scontro Bce-Governi sul debito. Berlino alza il tono della polemica: per i greci meno ferie e in pensione piu' tardi (dai giornali)

FMI: il segretario al Tesoro Usa Tim Geithner 'scarica' Dominique Strauss-Kahn. Partita aperta tra europei con il ministro francese Christine Lagarde tra i favoriti (dai giornali) E' tempo di un asiatico al Fmi (Il Sole 24 Ore, pag. 16)

FISCO: accelera sui controlli. Monitoraggio per 2mila grandi imprese. Accertamenti legati al tenore di vita (dai giornali) 'Un sistema responsabile di troppi fallimenti'. Intervista a Michele Emiliano, sindaco di Bari (Il Sole 24 Ore, pag. 2)

CREDITO: Basilea 3 leggera per le Pmi. La proposta alla Ue di Abi e Confindustria (Il Sole 24 Ore, pag. 4)

PARMALAT: Lactalis avvia il dopo-Bondi. Gruppo francese in manovra per modificare la squadra di vertice per il gruppo di Collecchio (dai giornali)

MEDIOLANUM: 'nessun bisogno di aumenti di capitale. Per Banca Esperia ci vuole un superassegno. Per il patto Mediobanca troveremo la quadra'. Intervista al numero uno della societa', Ennio Doris (Il Corriere della Sera, pag. 37)

FIAT: Chrysler chiude l'accordo con le banche sul debito. Ora parte la corsa per raggiungere il 51% (Il Sole 24 Ore, pag. 41)

GENERALI: Trieste punta al controllo dell'alleanza con i russi Vtb (dai giornali)

INTESA SANPAOLO: via libera della Consob all'aumento di capitale, operazione si svolgera' dal 23 maggio (dai giornali)

 

Kinexia: si allea ad Antin nelle rinnovabili. Per l'ad. Pietro Colucci sara' partnership a tutto tondo per lo sviluppo della pipeline fotovoltaica. (Il Sole 24 Ore, pag,45)

FEBAF: piu' forte con Assogestioni. Intervista al presidente Corrado Faissola (Il Sole 24 Ore, pag. 42)

UNICREDIT: vara l'agenzia 'non profit' (Il Sole 24 Ore, pag. 42)

CDP: si finanzia sul mercato. In arrivo bond da un miliardo (Il Messaggero, pag. 22)

TLC: Agcom ha approvato il pacchetto di norme per l'asta da 2,4 miliardi di euro che si terra' in autunno (dai giornali)

NTV: conferma il via nel 2011 (dai giornali)

MOBY LINE: 'c'e' un unico cartello. Quello dei petrolieri. Le tariffe legate al caro-carburante'. Intervista a Vincenzo Onorato, l'armatore della societa' di traghetti (La Stampa, pag. 30)

LOW COST: in Italia l'aumento piu' alto (dai giornali)

MERIDIANA: pressing tedesco. Alitalia puo' perdere la preda (LiberoMercato pag.25)

TERNA: bloccata dal Parlamento sul solare (Il Fatto Quotidiano pag.11)

GRANDI OPERE: maxiprogetto bloccato? Il nemico e' nel Comune vicino (Il Sole 24 Ore, pag. 19)

PENSIONI: addio ai risparmi della riforma. 'Scippo' alle donne. Per Emma Bonino, vicepresidente del Senato, 'quei 4 miliardi servono per asili nido e assistenza anziani' (La Repubblica, pag. 31)

 

MODA: Samsonite sceglie Hong Kong per andare in Borsa (Financial Times pag.19)

4. MORNING NOTE: L'AGENDA DI GIOVEDI' 19 MAGGIO...
Radiocor - Milano - incontro stampa Joint Global Coordinator per la presentazione dell'IPO sul mercato AIM Italia di 'Made in Italy1'.

Milano - 'Debtwire Italian Forum 2011'. Partecipano, tra gli altri, Andrea Giovanelli, UniCredit; Igino Beverini, Lazard; Fabrizio Vitiello, GE Capital Italy; Adriano Bianchi, Alvarez & Marsal; Bruno Cova, Paul Hastings.

Milano - conferenza stampa UniCredit Foundation 'I 60.000 dipendenti italiani di UniCredit chiamati a scegliere il miglior progetto di solidarieta''. Partecipa, tra gli altri, Gabriele Piccini, country chairman Italia UniCredit.

Roma - seminario 'Internet cambia il lavoro', organizzato da Isfol e Assotelecomunicazioni-Asstel. Ore 9,30. Partecipano, tra gli altri, Stefano Parisi, presidente Asstel; Sergio Trevisanato, presidente Isfol; Pietro Guindani, Vodafone; David Thorne, Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia; Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione; Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione; Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro.

Roma - convegno sul tema 'Le agenzie fiscali: una risorsa per il Paese' promosso da: Agenzia del Demanio, Agenzia delle Dogane, Agenzia delle Entrate e Agenzia del Territorio in occasione del loro decennale. Partecipano, tra gli altri, Gianni Alemanno, sindaco di Roma; Gabriella Alemanno, direttore Agenzia del Territorio; Attilio Befera, direttore Agenzia delle Entrate; Giulio Tremonti, ministro dell'Economia.

Francoforte - incontro Bce in onore di Gertrude Tumpel- Gugerell, membro del Comitato esecutivo. Partecipano, tra gli altri, Alexandre Lamfalussy; Jaime Caruana, Bank for International Settlements; Joaquin Almunia, vice presidente Commissione europea; Christian Noyer, Governatore Banca di Francia; Alessandro Profumo. Gertrude Tumpel-Gugerell.

 

5. MARTEDI' RIMBORSO DEBITI GOVERNATIVI CHRYSLER...
(ANSA) - Chrysler si prepara a rimborsare il prossimo 24 maggio i prestiti governativi ricevuti nel 2009 aprendo così la strada all'incremento della quota Fiat nella casa automobilistica di Auburn Hills. E' quanto riporta l'agenzia Bloomberg citando due persone a conoscenza dei piani. Chrysler sta contrattando con le banche fino a 7,5 miliardi di dollari di debito per restituire al governo americano e a quello canadese i prestiti che l'hanno salvata dal fallimento. La fissazione del prezzo del nuovo debito è attesa per oggi e ci vorranno tre giorni lavorativi per mettere a punto tutti i dettagli prima che Fiat entri in possesso del denaro, riferisce una fonte.

Per rifinanziarsi Fiat sta trattando con le banche una linea di credito da 1,5 miliardi di dollari, un'obbligazione garantita da 3,5 miliardi e un 'term loan', cioé un prestito con un piano definito di rimborso, da 2,5 miliardi. Inoltre Fiat intende aumentare di 1,5 miliardi di euro una linea di credito già esistente con il Credit Agricole, Intesa Sanpaolo e Unicredit. La negoziazione con le banche, che potrebbero allargarsi anche ad altri istituti, inizierà dopo che Fiat avrà completato l'acquisizione di un ulteriore 16% di Chrysler (al prezzo di 1,27 miliardi di dollari) che consentirà al Lingotto di salire al 46% della casa automobilistica americana.

6. GIAPPONE: -0,9% PIL I TRIM E TORNA IN RECESSIONE, PESA IL SISMA...
Radiocor - Il Giappone e' tornato in recessione. Il Governo ha annunciato stamani che il prodotto interno lordo del primo trimestre e' calato dello 0,9 %, rispetto al trimestre precedente, per un -3,7% annualizzato. Il declino del Pil, legato alla brusca caduta dell'attivita' economica, e' conseguenza del catastrofico sisma dell'11 marzo scorso.

 

7. AIR FRANCE: TORNA IN UTILE, PROFITTI 2010-2011 A 613 MLN...
(ANSA) - Air France-KLM torna in utile nell'anno fiscale 2010-2011 chiuso al 31 marzo. Secondo i dati diffusi oggi a Parigi, la più grande compagnia aerea europea ha registrato un utile netto di 613 milioni, a fronte dei una perdita di 1,55 miliardi registrata l'anno precedente. L'utile operativo è stato pari a 122 milioni, contro un 'rosso' di 1,29 miliardi dell'anno precedente. La compagnia ha anche confermato l'a.d. Pierre Henry Gourgeon nella carica per il prossimo quadriennio.

8. BERNHEIM RICANDIDATO AL SANTANDER...
Da "Il Sole 24 Ore" - Antoine Bernheim si avvia a conservare il posto nel cda del Santander, dove siede già da anni in rappresentanza delle Generali. Come indicano i documenti sull'assemblea del Santander, consultati da Radiocor, Bernheim viene proposto per un nuovo mandato per il seggio spettante alle Generali. Il nuovo mandato è «a titolo personale», fanno sapere da Trieste.

9. IL FRONTE ORIENTALE DELLE GENERALI...
A. Pi. per "Il Sole 24 Ore" - Le manovre di Generali sul fronte orientale stanno destando grande interesse sul mercato assicurativo e su quello finanziario. Sotto il profilo industriale, la rete di accordi e alleanze tessute dal Leone tra Praga e Mosca ha certamente raccolto il consenso degli investitori, come dimostra la crescita registrata dal titolo a Piazza Affari: per il settore assicurativo, l'Est Europa è tra i mercati più promettenti e potrebbe quindi bilanciare la presenza di Generali in economie più mature.

Ma il mercato, si sa, è anche curioso. E davanti all'interesse manifestato dai russi di Vtb ad acquistare una partecipazione nel gruppo italiano si è fatto subito qualche domanda: perché i russi hanno deciso di palesare proprio adesso, cioè nel mezzo dei negoziati, l'interesse ad acquisire una partecipazione in Generali? Si tratta solo di una coincidenza oppure di una strategia negoziale per avere maggiore leva nelle trattative con la compagnia triestina?

 

Il mercato, che ha la memoria lunga, ricorda che già in passato le Generali hanno siglato un accordo strategico in Est Europa con il gruppo Ppf e si sono poi trovate il socio di maggioranza della compagnia Ceca (Petr Kellner) tra i grandi azionisti del Leone. Le partecipazioni incrociate non sono di per sè negative, ma a volte comportano anche dei rischi: un conto è sciogliere una joint venture che non funziona, un altro è trovarsi in casa (o peggio nel consiglio) un inquilino non più gradito. E infine: perché i grandi concorrenti di Generali, da Allianz ad Axa fino a Zurich, preferiscono non incrociare troppo polizze e azionariato?

10. SUI PIANI CARIGE E UBI LO STRESS TEST DEL TEMPO...
W. R. per "Il Sole 24 Ore" - Fare piani industriali di una banca è esercizio che piace molto al mercato, appaga i manager e fa imbizzarrire gli analisti. L'attendibilità è, però, pari a quella delle previsioni sull'economia: vicina allo zero. Piani a 3 o a 5 anni sono arrivati da quasi tutte le banche italiane, ultime Ubi e Carige. La prima pensa di guadagnare 1,1 miliardi nel 2015: 11 volte più del 2010 e quasi il doppio del massimo risultato nel 2006. La seconda s'accontenta di fare 263 milioni nel 2014, dopo averne guadagnati 177 l'anno scorso.

Gli analisti l'hanno trascurata. Ma di Ubi si sono occupati: alcuni sostenendo che il piano era poco aggressivo, altri, come quelli di Exane (Paribas), giudicando «irrealistica» la crescita prevista del margine d'interesse. Sapremo solo fra qualche anno come sono andate le cose. Si può solo osservare che i piani di Carige e Ubi fatti nel 2006-07 si rivelarono un'illusione, perché l'economia andò in tutt'altra maniera. Quelli fatti nel 2003 (vedi Carige) si rivelarono invece prudenti.

 

11. LE ILLUSIONI DEI TRADER SU MERIDIANA...
W. R. per "Il Sole 24 Ore" - Le azioni del gruppo Meridiana sono salite fino a un massimo del 12% ieri. Il tutto è avvenuto tra le entusiastiche reazioni dei day trader che sui forum di finanza si sono esercitati in ardite supposizioni. La causa scatenante sarebbero le ricorrenti voci di un interessamento da parte di Alitalia.

Se si guarda al grafico del titolo, si vede una serie di picchi e di conseguenti cadute, in coincidenza di tutte le voci sull'arrivo di un presunto cavaliere bianco. Ieri, su un forum, c'era chi con tono saccente spiegava che le quotazioni di Meridiana avevano «molta strada da fare» e che i conti trimestrali erano «solo la base per un trend di crescita». Ben 37 milioni persi in tre mesi, dopo i 46 bruciati lo scorso anno, un patrimonio ormai a zero e 26 milioni di debiti, sono davvero una bella base di partenza.

 

12. PEDALATA IN TANDEM PER L'M&A DI GOLDMAN...
M. Val. per "Il Sole 24 Ore" - Nel nuovo valzer di nomine ai vertici di Goldman Sachs c'è una promozione degna di nota per il Vecchio continente: quella del primo europeo a responsabile globale, seppur in condivisione, di Mergers & Acquisitions. Yoel Zaoui, a Londra per Goldman ormai dal 1989, guiderà in futuro la divisione assieme a Gene Sykes. Già nel 1999 gli era stata affidata la guida, a sua volta in cogestione, delle attività di M&A europee. Nel 2004 era stato promosso a capo dell'Investment banking sul vecchio continente.

Dal 1998, inoltre, è entrato nel novero dei partner della società di Wall Street. Goldman ha spiegato l'ondata di nomine, che ha riguardato nell'insieme l'intero investment banking, come un piano di rafforzamento del management. Nel caso di Zaoui è stata citata «l'esperienza internazionale»: di sicuro dovrebbe portare una crescente attenzione, da parte di Goldman, a operazioni nella vecchia Europa.

13. CHI HA SPENTO LA LUCE? SUL BOOM CINESE L'INCUBO DEL BLACK-OUT...
John Foley per "la Stampa" - La Cina ha un problema energetico. La seconda economia mondiale non riesce a produrne a sufficienza, e ad alcune società viene chiesto di farne a meno. Qualche funzionario sostiene che il 2011 sarà peggio del 2004, quando il Paese dovette ricorrere a blackout parziali e a un razionamento dell'energia. L'episodio di quest'anno è in parte riconducibile ai prezzi eccessivi delle materie prime. Ma la riluttanza della Cina a lasciare operare liberamente i mercati ha trasformato un problema in una vera e propria crisi.

Il rincaro del carbone ha sconvolto i piani dei produttori di energia cinesi. Il paese ricava dal carbone l'80% dell'elettricità e i prezzi di riferimento locali, secondo i media statali, sono ai massimi degli ultimi tre anni. Questa situazione colpisce in particolar modo i generatori, perché i prezzi che possono addebitare alle società di distribuzione statali, le cosiddette «tariffe feed-in», sono fissi.

Questo fa sì che a un aumento della produzione corrispondano maggiori perdite, perciò i produttori sono poco incentivati a soddisfare la domanda. A differenza del 2004, quando i generatori operavano a pieno regime, oggi la capacità produttiva è superiore al consumo.

Finora, il governo non è riuscito a innalzare a sufficienza i prezzi dell'elettricità: dal 2007 l'aumento è stato appena del 15%, mentre il costo del carbone è cresciuto di quasi il 75% nello stesso periodo. D'altra parte, gli industriali cinesi non godono di condizioni vantaggiose: il prezzo che pagano è di 12,3 centesimi al kW contro i 7 chiesti alle industrie statunitensi.

 

Ma questa disparità deriva anche da diversi costi all'origine. La dipendenza dal carbone degli Stati Uniti è circa la metà di quella della Cina, mentre il resto dell'energia viene generata da fonti più economiche come il gas naturale e le centrali atomiche. L'aumento dei prezzi finirà per causare una contrazione della domanda, ma i politici sono terrorizzati all'idea di fare qualunque mossa che possa alimentare l'inflazione, che ad aprile ha toccato il 5,3%.

14. TURISMO, UNA SOCIETA´ NATA VECCHIA...
Giuliano Balestreri per "la Repubblica" - Dopo il commissariamento dell´Aci Milano, il ministro del Turismo Michela Brambilla ci riprova con il Convention Bureau Nazionale. La società che promuoverà il turismo congressuale in Italia, un business da 23 miliardi di euro. Una società nata ieri, per la Brambilla, ma che in Camera di Commercio risulta dall´11 febbraio con tanto di cda di addetti ai lavori, tra cui Paolo Zona presidente di Federcongressi.

Peccato che per statuto - in deroga alla legge - tutte le deleghe spettassero a Paolo Rubini, dg dell´Enit vicino al ministro ed ex responsabile della banca dati dei Circoli della libertà. Una mossa che ai consiglieri non è piaciuta: per evitare tensioni il ministro ha modificato lo statuto, sostituito gli amministratori (resta Rubini, Mario Resca e Severino Lepore dell´Harry´s Bar) e annunciato la nascita di una società già vecchia. [19-05-2011]

 

 

BUSINESS INTERNATIONAL - “WSJ”: IL GIAPPONE TERREMOTATO ENTRA IN RECESSIONE - BOLLA WEB: L’IPO DI LINKEDIN FRUTTA 352 MLN $ (LA COMPAGNIA ORA VALE 4,25 MLD) - TAKEDA PHARMACEUTICAL COMPRA LA RIVALE SVIZZERA NYCOMED PER 9,6 MLD € - PRIMO UTILE IN TRE ANNI PER AIR FRANCE - “EL CONFIDENCIAL”: I CHROMEBOOK DI GOOGLE FARANNO FIASCO - “NYT”: IL BANCHIERE TI SBANCA! CITIGROUP RESUSCITA, IL DIRETTORE GENERALE PANDIT VINCE UN PACCHETTO DA 23,2 MLD $…

DAGOREPORT

1 - THE WALL STREET JOURNAL
IL GIAPPONE ENTRA IN RECESSIONE
http://on.wsj.com/mpRXmG

 

- Il Giappone entra in recessione. L'economia nipponica, nel primo trimestre, segna un calo quasi doppio rispetto a quello previsto. Il Pil è sceso dello 0,9%, che proiettato sull'intero anno significa un -3,7%. Una caduta era prevista, dato il devastante terremoto che ha messo in ginocchio il paese. Ma gli analisti avevano parlato di due punti percentuali.

2 - BLOOMBERG
AIR FRANCE REGISTRA IL PRIMO UTILE ANNUO IN TRE ANNI
http://bloom.bg/kez6LB

- Air France, la compagnia aerea più grande d'Europa, strappa il primo profitto annuo degli ultimi tre anni. Anche se l'aumento dei costi del carburante, il terremoto giapponese e le tensioni nel mondo arabo hanno pesato sull'ultimo trimestre, chiuso il 31 marzo. L'utile operativo di Air France è stato di 122 milioni di euro, a fronte di una perdita di 1,29 miliardi di euro dell'anno scorso. Da 13 stime raccolte da Bloomberg, emerge che gli analisti avevano previsto utili per 179 milioni.

 

L'IPO DI LINKEDIN FRUTTA 352 MLN $
http://bloom.bg/l65iLJ

- LinkedIn, la prima grande società di social-media statunitense ad entrare in borsa, con la sua Ipo ha guadagnato 352,8 milioni di dollari. La compagnia californiana ha venduto 7,84 milioni di azioni a 45 dollari ciascuna. A quel prezzo, la compagnia ha un valore di mercato di 4,25 miliardi di dollari (11,3 volte le previsioni di vendita annuali). Facebook è valutata 13,8 miliardi.

TAKEDA PRONTA A COMPRARE NYCOMED PER 9,6 MLD €
http://bloom.bg/jQAn4o

- Il colosso farmaceutico giapponese Takeda Pharmaceutical è pronto a comprare la rivale svizzera Nycomed per 9,6 miliardi di euro. Si tratta dell'acquisto più grande mai fatto da una casa farmaceutica nipponica. Il prezzo di acquisto comprende 3,6 miliardi di debito netto.

3 - EL CONFIDENCIAL
I CHROMEBOOK DI GOOGLE? "FALLIRANNO"
http://bit.ly/iYhkOd

 

- Nessun virus, nessuna manutenzione, nessun backup... Google sembra aver trovato una formula magica destinata a rivoluzionare il mercato dei computer. I suoi Chromebook, portatili basati sulla piattaforma open source Chromium, mandano in pensione l'hard disk: è tutto su internet, "in the cloud". L'idea, sulla carta, non fa una piega, e i prezzi sono competitivi. Ma siamo sicuri che gli utenti vogliano conservare i propri dati su server remoti? Quelli aziendali magari sì, ma gli altri?

 

Secondo l'editorialista di "Computerworld", Mike Elgan, i Chromebook sono destinati a fallire. Il fatto che tutto venga "memorizzato" su internet , inoltre, chiama in causa l'eterno problema della privacy. E poi: anche con un notebook economico gli utenti possono scegliere la filosofia della "nuvola". Perché, però, continuano a istallare i programmi sul disco rigido? L'ultimo punto debole dei Chromebook è l'aspetto: sono brutti.

 

4 - THE NEW YORK TIMES - DEALBOOK
CITIGROUP RESUSCITA, IL DIRETTORE GENERALE PANDIT VINCE UN PACCHETTO DA 23,2 MLD $
http://nyti.ms/ikazFU

- Per anni è stato uno dei "chief executive" meno pagati di Wall Street, ma ora il direttore generale di Citigroup, Vikram S. Pandit potrebbe essere catapultato in cima alla classifica dei manager d'oro: se riesce a raggiungere un paio di obiettivi prefissati, nei prossimi quattro anni riceverà 23,2 miliardi di dollari oltre al regolare salario e ai bonus annuali. Negli ultimi due anni, mentre Pandit era impegnato a tirar fuori Citigroup dal rosso, la sua busta paga (simbolica) è stata di un dollaro. Recentemente la più grande azienda di servizi finanziari del mondo ha registrato il quinto utile trimestrale consecutivo. 19-05-2011]

 

 

1- LA PENSIONE A 67 ANNI? NON BASTA! GLI ESPERTI ECONOMICI TEDESCHI AVVERTONO LA MERKEL: IN FUTURO (2060) SI DOVRÀ SPUTARE L’ANIMA FINO ALLA PORNO-ETà DI 69! - 2- LA RIFORMA PENSIONISTICA VARATA DAL BUNDESTAG POCHI ANNI FA È DA CESTINARE - 3- LA RAGIONE PRINCIPALE È LA DIMINUZIONE DELLA POPOLAZIONE DI CONTRIBUENTI GIOVANI RISPETTO A QUELLA DEI PENSIONATI. I TEDESCHI DOVRANNO LAVORARE DI PIÙ PER GARANTIRE I FONDI DI ASSICURAZIONE SOCIALE. IN CASO CONTRARIO LA GERMANIA CROLLERÀ. NEL PEGGIORE DEI CASI IL DEBITO PUBBLICO POTREBBE CRESCERE FINO AL 270%, QUASI QUATTRO VOLTE QUELLO ATTUALE. A RISCHIO PENSIONI, ASSISTENZA SANITARIA - 4- LA CANCELLIERA: “UNA BUONA BASE DI PARTENZA” - MA IL RESTO DEI PARTITI LA SFANCULA -

Dagotraduzione dell'articolo di An W. Schäfer und Ralf Schuler per la "Bild"
http://bit.ly/lXgBcK

 

I principali esperti economici tedeschi ne sono certi: lavorare fino a 67 anni come deciso pochi anni fa non è sufficiente. In futuro, in Germania, l'età pensionabile dovrà essere portata a 69 anni. Anche per i dipendenti pubblici. Lo mettono nero su bianco all'interno di una relazione presentata ieri al cancelliere Angela Merkel.

La ragione principale è la diminuzione della popolazione di contribuenti giovani rispetto a quella dei pensionati. I tedeschi, insomma, dovranno lavorare di più per garantire i fondi di assicurazione sociale. In caso contrario la Germania crollerà. Secondo gli esperti, nel peggiore dei casi il debito pubblico potrebbe crescere fino al 270 %, quasi quattro volte quello attuale. A rischio pensioni, assistenza sanitaria, accessibilità alle cure...

 

In particolare gli economisti suggeriscono un aumento graduale dell'età pensionabile: fino al 2029, come previsto, salirà fino al 67esimo anno. Entro il 2045 aumenterà fino a 68 anni e nel 2060 sarà di 69 anni. Alcune eccezioni, sottolineano gli esperti, dovrebbero però riguardare i lavori usuranti. E poi: più lavoratori stranieri e una migliore istruzione.

 

Tuttavia la maggioranza dei lavoratori di oggi non saranno colpiti da un tale programma! Solo chi è nato dopo il 1991 dovrà fare i conti con un'età pensionabile di 69 anni. Angela Merkel ha definito il rapporto "una base preziosa e importante per la politica del futuro sulla pensione".

 

Ma in partiti del Bundestag scuotono la testa. Il deputato Spd Elke Ferner dice alla "Bild": "È semplicemente assurdo! I cosiddetti esperti economici sarebbero in grado, nel 2011, di dirci quale dovrà essere l'età pensionabile nel 2060". Heinrich Kolb (Fdp): "Per previsioni del genere è presto. In ogni caso sarebbe meglio che le persone potessero scegliere autonomamente quando andare in pensione". Karl Schiewerling (Cdu): "A mio avviso la previsione guarda un po' troppo lontano. La mia sfera di cristallo diventa meno cristallina se parliamo del 2060..." [19-05-2011]

 

 

CONTATTI TRA BONDI, PASSERA E LACTALIS: AGGIO O NON AGGIO L’AGGIOTAGGIO? - WALTERLOO ABBANDONATO ANCHE DALLA PRECARIA MARIANNA MADIA - PRODI NON VUOLE IL QUIRINALE E RICORDA CHE FU FATTO FUORI DAL FUOCO AMICO - MASSONI ALLO SCOPERTO AL SALONE DEL LIBRO - GELLI JR CONDANNATO PER UN ASSEGNO - MOCKBEL E GLI IMPUTATI FASTWEB MALTRATTATI IN CARCERE - SCAPAGNINI, L’IMMORTALE REDIVIVO E MIRACOLATO - I VESCOVI: BASTA ALLE PROCESSIONI COI BOSS DELLA CAMORRA - ELEZIONI TOGATE - RENZI AI GIARDINETTI (FIRENZE COME NEW YORK)…

Da "Panorama"

 

1 - PARMALAT: MISTERO BUFFO DI UN'INCHIESTA...
Si potrebbe parlare di un mistero buffo, se di mezzo non ci fosse un'inchiesta giudiziaria. Perché mentre la procura di Milano, sotto la guida del pm Eugenio Fusco, indaga sui quattro «avvisati» di reato per il caso Parmalat (Carlo Salvatori, presidente della Lazard Italia, Patrizia Micucci, Fabio Canè e Massimo Rossi), emerge da fonti finanziarie che, ben prima dell'acquisto delle quote dei fondi esteri che controllavano la Parmalat da parte della Lactalis, sia l'Intesa Sanpaolo con Corrado Passera sia Enrico Bondi, ad della Parmalat, avevano già contatti con i francesi.

 

Ciò farebbe cadere l'ipotesi di aggiotaggio. Perché già dal 22 marzo, quando la Lactalis rilevò le quote dei fondi, Bondi e Intesa avevano incontrato i parigini. (J.L.)

2 - PRECARI VELTRONIANI...
Alle politiche del 2008 il candidato premier Walter Veltroni individuò quattro candidatiicone. Glien'è rimasto soltanto uno, Matteo Colaninno. L'industriale Massimo Calearo sostiene ora Silvio Berlusconi, mentre l'oncologo Umberto Veronesi è diventato presidente della (governativa) Agenzia per la sicurezza nucleare. Il dolore più grande gliel'ha però dato Maria Anna Madia.

Classe 1980, biondabella- occhi-azzurri, a Montecitorio la deputata pd è ora vicina di posto e di idee al più grande avversario di Veltroni: Massimo D'Alema. Di recente Madia è riuscita persino a fare sedere allo stesso tavolo il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e la leader della Cgil Susanna Camusso per la presentazione del suo libro, Precari. Storie di un'Italia che lavora. Precari veltroniani. (Ettore Colombo)

 

3 - MASSONI SENZA VELI...
Al salone del libro Massoni allo scoperto: con un precedente assoluto per un'associazione fondata sul segreto, la centenaria Grande Loggia d'Italia, 12 mila iscritti, si è svelata in pubblico, con un grande stand al Salone del libro di Torino. Operazione trasparenza voluta dal gran maestro Luigi Pruneti per celebrare l'unità d'Italia e alcuni illustri «muratori», da Giuseppe Garibaldi a Hugo Pratt.

 

4 - GELLI JR...
inciampa su un assegno Il primogenito del «venerabile» Licio Gelli, Raffaello, 64 anni, è stato condannato dal tribunale di Arezzo a due anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, pena condonata. La vicenda risale alla fine degli anni Novanta quando Gelli jr, amministratore della società milanese Progest immobiliare in fallimento, non avrebbe vigilato su un assegno di 10 milioni di lire in favore di una persona che non era tra i creditori. (C.M.)

 

5 - FASTWEB/1 - IMPUTATI O BESTIE?...
Ogni volta che va in udienza a Roma, Gennaro Mokbel, uno dei 25 imputati nel processo immediato aperto per la presunta frode fiscale Fastweb-Telecom Italia Sparkle, è costretto a non mangiare. Mokbel, che la procura della capitale accusa di riciclaggio internazionale, è recluso a Civitavecchia e per partecipare alle udienze romane esce dal carcere alle 7 del mattino, senza potersi lavare e senza pasto.

Lo stesso gli accade anche la sera, visto che Mokbel rientra in prigione verso le 19: per lui niente doccia e niente cena, perché in carcere ci si lava in altri orari e si mangia soltanto alle 11 e alle 17. In base al regolamento penitenziario, inoltre, nessuno può passargli nemmeno un panino. Come non bastasse, nell'ultima udienza del 5 maggio le manette hanno tagliato i polsi dell'imputato, facendolo sanguinare. Il caso ha suscitato la protesta di Fabrizio Merluzzi, presidente dei penalisti romani: «Non si possono trattare gli imputati come bestie». (M.T.)

 

6 - FASTWEB/2 - 14 MESI PER FARSI ASCOLTARE DAI GIUDICI...
Era stato arrestato il 10 febbraio 2010, accusato di associazione per delinquere e riciclaggio internazionale dal procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo. Aveva subito chiesto di essere interrogato. Invece ha trascorso in carcere 14 mesi «senza che nessuno si prendesse la briga di ascoltarmi». Massimo Micucci, imprenditore della telefonia, è uno degli imputati nel processo Fastweb-Telecom Italia Sparkle: solo il 30 aprile 2011 è riuscito a fare presente la sua situazione, in un'udienza. I giudici lo hanno scarcerato in poche ore.

7 - ONOREVOLI E MINISTRI IN CORSA... PER LA MAGLIA DELLA NAZIONALE...
Grandi manovre a Palazzo per la «partita del cuore» che il 30 maggio, a Parma, vedrà sfidarsi le nazionali di parlamentari e cantanti. La diretta su Rai 1 fa gola a tutti. I ministri Angelino Alfano, Roberto Maroni e Raffaele Fitto si sono garantiti la maglia; possibile Ignazio La Russa; sicuro il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi.

Invitati, ma improbabili, Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini, Antonio Di Pietro e Pier Luigi Bersani. E il resto della squadra? In attacco il bomber Luca Bellotti, neosottosegretario, il pd Francesco Boccia e la nuova stella legale del Pdl, Maurizio Paniz, fortissimo malgrado tre bypass; a centrocampo l'ex deputato Salvatore Buglio, più il pdl Simone Baldelli e i pd Enrico Letta, Andrea Martella e Daniele Marantelli, già numero 10 del Varese Calcio. (L.M.)

 

8 - CAMERA NASCOSTA...
di Giancarlo Mazzuca parlamentare del Pdl

REDIVIVO/1
Come medico era considerato l'elisir della giovinezza. Poi ha visto la morte in faccia e ora si sente un resuscitato. Umberto Scapagnini (Pdl) racconta i suoi 80 giorni di coma nel libro Il cielo può attendere (Mondadori). Oltre a Padre Pio, che gli sussurra: «Guaglio', segui la volontà del Signore!» (e lui si è risvegliato), mi dice di avere avuto la visione di una signora d'inizio Novecento. Uscito dal letargo, è andato subito a sfogliare le foto ingiallite di famiglia: la donna del coma era la copia perfetta dell'immagine di una trisavola napoletana mai vista prima. L'abbraccio.

 

REDIVIVO/2
Dopo un lungo «blackout», incontro Romano Prodi a un rinfresco a Bologna. Mi confessa che l'agguato in Parlamento, che ha fatto cadere il suo ultimo governo, non è stato certo opera di Silvio Berlusconi, ma del fuoco amico. I compagni gli chiedono ora di tornare in pista per il Quirinale, lui però «ha già dato». Preferisce girare il mondo per conferenze e summit, con la politica dice di avere chiuso. Sarà vero?

 

9 - A PARMA LE AUTO BLU DIVENTANO VERDI...
Parma in prima fila nella riduzione delle auto blu e nella lotta all'inquinamento. La giunta di centrodestra guidata dal sindaco Pietro Vignali ha approvato la sostituzione degli attuali veicoli con altri ibridi di ultima generazione, con un risparmio di circa 20 mila euro da destinare alla mobilità sostenibile. Le auto blu saranno dunque quella del sindaco (già ibrida e che sarà sostituita da uno dei mezzi del progetto Zero emission city, di mobilità elettrica) e due auto a propulsione mista benzinaelettrico che sostituiranno le berline diesel ora in uso.

10 - BOSS E FEDE, I VESCOVI DICONO STOP...
Tolleranza zero: è il messaggio che arriva dalla Cei dopo le polemiche sulle processioni nelle parrocchie di Gomorra. La mutazione da padrino a patrono infatti è assai frequente, in terra di camorra. Ma i vescovi non sono più disposti ad accettarlo, come scrivono nel documento su «Chiesa italiana e Mezzogiorno». E tanto peggio per l'arcivescovo di Castellammare di Stabia, Felice Cece, che non ha voluto abolire la sosta della processione di San Catello davanti alla Chiesa di Santa Fara, accanto alla casa del boss, come chiesto dal sindaco antimafia Luigi Bobbio.

 

A Barra, durante le celebrazioni del mese di maggio, cannoni di cartapesta hanno sparato in aria centinaia di banconote da 5 euro per suggellare la pace fra due cosche rivali. A Crispano la Parata dei Gigli è da sempre consacrata al malacarne del posto, Tanuccio ‘o malommo, con tanto di gigantografia e dedica: «Tutto questo è per te». Prima di tornare in galera, Tanuccio aveva fatto in tempo a salire sul carro e ammonire i nemici: «Ci sono troppe malelingue e qualcuno che ci vuole male». Ma anche il cardinale Crescenzio Sepe ha sposato la nuova linea: fuori i camorristi dalle chiese. Anche a costo di rinunciare alle loro ricche offerte.

11 - TOGHE ROSSE IN CORSA PER NAPOLI E MILANO...
Dopo un anno e mezzo il Csm si prepara a scegliere il nuovo procuratore generale di Napoli. Sarà, salvo sorprese, l'avvocato generale presso la Cassazione Vittorio Martusciello (Unicost). La nomina dal plenum dovrebbe arrivare entro la fine del mese e la strada sembra spianata dopo il voto in commissione (4 a 1 e 1 astenuto) che lo favorisce sull'aggiunto della Dda napoletana Alessandro Pennasilico (Magistratura democratica).

Delicata la scelta del successore alla Corte d'appello di Milano di Alfonso Marra•, che ha lasciato a ottobre la magistratura per il sospetto che a favorirlo fosse stata la «P3» di Flavio Carboni. Ora la commissione deve scegliere tra due candidati della corrente di sinistra Md: Renato Rordorf, consigliere di Cassazione al quale Marra avrebbe «soffiato » il posto, e Giovanni Canzio, presidente della Corte d'appello dell'Aquila. (A.M.G.)

 

12 - LE CASCINE DI RENZI IMITANO NEW YORK...
Cascine stile Central Park: è questa l'ultima rivoluzione del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, pronto a presentare il piano per trasformare il parco di 80 ettari sulla riva dell'Arno in un clone dell'oasi verde di New York, con tanto di cancellata. Il piano è segreto, ma Renzi è pronto a scommettere la sua ricandidatura sulla riuscita del progetto. (C.M.)

13 - L'EQUITAZIONE PIACE AGLI UOMINI D'AFFARI...
Tra il derby delle Capannelle e il concorso ippico internazionale di Piazza di Siena (a Villa Borghese dal 26 al 29 maggio) è nato all'interno della Federazione sport equestri un advisory board di uomini d'affari. Da Diego Della Valle a Santo Versace, passando per Andrea Riffeser, Norberto Ferretti e Paolo Panerai. Che con loro arrivino finalmente anche i soldi per ribaltare gli effetti della crisi? (C.R.)

14 - BOOM DEL DOPING FRA CICLISTI DILETTANTI...
Nel 2009 il 9 per cento dei ciclisti amatoriali è ricorso al doping (lo 0,9 per cento dei professionisti). Allarme lanciato alla presentazione di Borraccia trasparente, iniziativa di Radio 1 e presidenza del Consiglio, per il Giro d'Italia. 19-05-2011]

 

 

come incastrai GELLI - GHERARDO COLOMBO ricorda: “Turone e io eravamo giudici istruttori dell´omicidio Ambrosoli e il "finto rapimento" di Sindona. In quell´inchiesta emergevano molteplici collegamenti tra il finanziere siciliano e Gelli. Decidemmo di perquisire l´abitazione di Gelli. Avevamo chiesto agli ufficiali della Guardia di Finanza incaricati delle perquisizioni di non avvertire nemmeno i loro superiori" - l’incontro con Forlani...

Leopoldo Fabiani per "la Repubblica"

 

«Non pensavamo certo di trovare una cosa del genere. Con quella lista davanti agli occhi fu immediata la sensazione che quel materiale fosse esplosivo». Gherardo Colombo, con il suo collega Giuliano Turone, è il magistrato che ha scoperto, nel marzo del 1981, due mesi prima che il governo decidesse di renderle pubbliche, le liste degli appartenenti alla P2.

Colombo da quattro anni è uscito dalla magistratura e si dedica a un lavoro di sensibilizzazione dei giovani, particolarmente nelle scuole, ai temi della legalità e del rispetto delle regole, qualcosa che si può chiamare una "pedagogia costituzionale". A trent´anni di distanza il ricordo di quei giorni è ancora molto vivo, percorso dalle emozioni della scoperta e da episodi quasi grotteschi.

 

Dottor Colombo, come siete arrivati alle carte di Gelli?
«Giuliano Turone e io eravamo giudici istruttori delle indagini che riguardavano l´omicidio Ambrosoli e il cosiddetto "finto rapimento" di Sindona. In quell´inchiesta emergevano molteplici collegamenti tra il finanziere siciliano e Gelli. Decidemmo di perquisire l´abitazione di Gelli, l´azienda Giole, e l´Hotel Excelsior di Roma, dove il venerabile dà appuntamento a tutti i suoi interlocutori».

Dove erano le liste?
«Avevamo chiesto agli ufficiali della Guardia di Finanza incaricati delle perquisizioni di non avvertire nemmeno i loro superiori. A un certo punto quella mattina del 17 marzo da Castiglion Fibocchi, dove si trova la Giole, arriva una serie frenetica di telefonate. Il colonnello Bianchi ci avverte che ha trovato materiale importantissimo, con i nomi degli appartenenti alla loggia P2. Noi siamo impazienti, per vedere il tutto dobbiamo aspettare la mattina dopo».

 

E cosa pensate quando lo avete in mano?
«È subito evidente che siamo davanti a qualcosa di inimmaginabile. Negli elenchi ci sono i nomi di ministri in carica, dei vertici dei servizi di sicurezza, parlamentari, prefetti, questori, alti ufficiali delle forze armate, imprenditori, giornalisti, editori. I capi della Guardia di Finanza protagonisti dello scandalo dei petroli, ufficiali dei servizi responsabili dei depistaggi sulle stragi. Anche magistrati.

C´è anche il nome di un generale argentino che fa parte della giunta golpista responsabile dei "desaparecidos". È una cosa enorme. Decidiamo due cose: evitare qualunque fuga di notizie e mettere al sicuro i documenti. Li fotocopiamo e li nascondiamo nel fascicolo di un´indagine che un nostro collega sta conducendo su tutt´altra questione. Poi cerchiamo il presidente della Repubblica. Ma Pertini è in viaggio di Stato in Sudamerica. Allora prendiamo appuntamento con il presidente del Consiglio, Arnaldo Forlani».

 

E cosa accade?
«Dopo ore di anticamera, a Palazzo Chigi ci accoglie il segretario di Forlani, prefetto Semprini, il cui nome è nella lista. Pensavamo che avesse il buon gusto di non venire proprio lui ad aprirci la porta, ci viene da ridere. Il presidente del Consiglio mostra di non sapere perché siamo lì. Glielo spieghiamo e per un paio di minuti non riesce ad articolare parola. Poi balbetta, cerca di minimizzare. Il minuetto è estenuante. Alla fine Forlani ci dice che studierà le carte personalmente e poi deciderà cosa fare».

 

Il presidente del Consiglio nominerà un comitato di saggi e il 20 maggio renderà pubbliche le liste. Lo scandalo sarà enorme e Forlani si dovrà dimettere. Intanto qual è il destino della vostra inchiesta?
«Pochi mesi dopo, a settembre, le indagini verranno trasferite a Roma. E alcuni filoni dell´inchiesta saranno archiviati. Per scoprire, ad esempio, il Conto Protezione di cui ha usufruito Bettino Craxi, abbiamo dovuto attendere il periodo di Mani Pulite. Alla fine dei processi ci saranno alcune condanne, ma la natura della P2 è riuscita a sfuggire, e intrecci, collusioni e complicità che sarebbero potute emergere allora sono rimasti sommersi».

 

A suo giudizio cosa è stata la Loggia di Licio Gelli?
«Rispondo con le parole del comitato dei saggi: "Un luogo di influenza e di potere occulto. Un´associazione occulta può diventare uno Stato nello Stato e questo non può essere consentito nell´ordine democratico". E con quelle della relazione di maggioranza della commissione parlamentare presieduta da Tina Anselmi. "Una operazione politica ispirata a una concezione del potere che tutto usa e a nessuno risponde se non a se stesso, contrapposto al governo che esercita il potere ma è al servizio di chi vi è sottoposto"».

Cosa è rimasto oggi della P2?
«Ci sono esponenti delle istituzioni il cui nome è stato trovato nelle liste degli appartenenti alla loggia. Ma la situazione è senz´altro diversa. Una volta che la segretezza è finita, l´associazione ha perso il suo scopo. Ora non si tratta più di svelare un potere occulto, e i cittadini, gli elettori, hanno gli elementi per giudicare e decidere. Il pallino è in mano a loro».19-05-2011]

 

 

LA BELLA MELCHIORRE, SOTTOSEGRETARIA DESAPARECIDA (VOLEVA LA GIUSTIZIA SI è RITROVATA ALLO SVILUPPO ECONOMICO) - LA SOLUZIONE ANTI-TOGHE ROSSE DELL’ONOREVOLE SAMMARCO, COGNATO DI PREVITI: NUOVE ASSUNZIONI NON DI SINISTRA (E BEN PAGATI) - DRAGHI LASCIA IN EREDITA’ 268 INCARICHI. BANKITALIA HA IN PANCIA ESPERTI CHE COSTANO 4 MILIONI DI EURO…

Da "Italia Oggi"

 

1. MELCHIORRE, CHI L'HA VISTA?...
Il suo sogno era diventare sottosegretario alla giustizia, come quando al governo c'erano Dini e Prodi. Silvio Berlusconi, invece, l'ha mandata al ministero dello sviluppo economico. Fatto sta che Daniela Melchiorre, dopo il giuramento, non si è fatta più vedere. Al contrario di Catia Polidori, che appena ha avuto l'incarico di sottosegretario nello stesso ministero ha partecipato pure al consiglio dei ministri Ue a Bruxelles.

E pensare che, mentre la parlamentare di Città di Castello ha un ufficio nelle stanze dell'Eur, quelle che un tempo erano di Adolfo Urso, e poi abbandonate, alla mora magistrata erano stati riservati gli ambienti di largo di Brazzà, a due passi da fontana di Trevi. (Pierre de Nolac)

2. TROPPI MAGISTRATI ROSSI? PER PREVITI & CO. VANNO ASSUNTI NON DI SINISTRA (E BEN PAGATI)...
Ma, alla fine, cosa mai dovrebbe fare Silvio Berlusconi per arginare l'ondata dei magistrati politicizzati di sinistra? È facile, basta creare le condizioni per un'infornata di nuovi magistrati (per carità sia mai detto, non di sinistra). L'idea è nata nei dintorni dell'ex ministro e avvocato Cesare Previti, un tempo il capo del think thank del Cavaliere in materia di giustizia pubblica e privata, ed ora sta facendo strada. Ormai si tratta, infatti, di una proposta di legge del deputato Gianni Sammarco, potentissimo coordinatore del Pdl romano nonché cognato di Previti.

 

«Facilitiamo l'accesso in magistratura - Più soldi, alloggi gratis e indennità superiori per le sedi disagiate», è lo strillo a tutta pagina del Secolo d'Italia di ieri che ha presentato con grande evidenza l'iniziativa. Anche una piccola didascalia sotto l'anonima foto dei banchi di un concorso è significativa: « I concorsi in magistratura oggi sono molto difficili e non frequenti». Allora occorre prendere provvedimenti, altrimenti i berlusconiani si ritroveranno sempre a fare i conti con le immarcescibili toghe rosse. E quale occasione migliore per intervenire, se non ora che il tempo della riforma della giustizia è scoccato?

«Quello che vogliamo è una magistratura indipendente secondo il principio della separazione tra i poteri, che sia in grado di svolgere le proprie funzioni nelle migliori condizioni, ma senza condizionamenti ideologici», ha spiegato Sammarco.

«Vogliamo soprattutto che il superamento del concorso in magistratura sia l'obiettivo dei giovani più meritevoli e più capaci che, attualmente, sono attratti da altre professioni più remunerative», ha concluso Sammarco, che chiede di gratificare economicamente soprattutto i magistrati più giovani «pur interessando tutti i magistrati ordinari». Unici esclusi dagli aumenti i primi presidenti della Corte di cassazione. Sai che putiferio scoppierebbe visto che lo stipendio dei parlamentari è agganciato a quest'ultimi. (Franco Adriano)

 

3. A TUTTA CONSULENZA. DRAGHI LASCIA IN EREDITA' 268 INCARICHI. BANKITALIA HA IN PANCIA ESPERTI CHE COSTANO 4 MILIONI DI EURO...
Vittorio Grilli, Fabrizio Saccomanni, Lorenzo Bini Smaghi o qualche altro outsider. Chiunque sarà il successore di Mario Draghi al vertice della Banca d'Italia, si troverà in compagnia di un esercito di traduttori, medici, economisti, convegnisti, docenti, società di consulenza finanziaria. Si tratta solo di una piccola parte dell'eterogeneo mondo dei consulenti che sono sul libro paga di palazzo Koch. Un gruppone che, al 16 maggio del 2011, può vantare la bellezza di 268 incarichi, retribuiti dalle casse della banca centrale con circa 4 milioni di euro.

Davvero niente male, se si pensa che gran parte di questi esperti saranno lasciati in eredità al successore di Draghi, ormai lanciato a velocità inarrestabile verso il vertice della Bce, ovvero della banca centrale europea. E proprio in questi mesi il nutrito drappello di collaboratori è considerevolmente cresciuto, se si considera che da gennaio 2011 a oggi, Draghi ha assegnato ben 41 nuove consulenze, per un totale di 738 mila euro. Certo, va detto che parte di questi incarichi ha radici che risalgono anche agli anni '90, quando certo il prossimo presidente della Bce non aveva ancora dimestichezza con le stanze di via Nazionale.

 

Di sicuro, però, questi «vecchi» rapporti sono spesso stati confermati, senza nemmeno l'indicazione di una data di scadenza (come dimostra l'espressione «data non determinabile» riportata nella griglia degli incarichi della banca centrale). Tra i compensi più ricchi spicca quello assegnato alla Ernest & Young, 164 mila euro, per consulenze economiche e finanziarie.

 

Particolarmente ricco risulta poi un pacchetto di incarichi per «attività di comunicazione», che in realtà consistono in attività di traduzione: 120 mila euro a John Christopher Smith, 111 mila a Roger Thomas Meservey, 97 mila a Christine Stone, 93 mila a Daniel Harry Dichter, 90 mila ad Alice Mary Agnes Chambers e via dicendo.

 

Consistente anche la pattuglia di principi del foro e giuristi che fanno parte della squadra dei consulenti. Tra gli altri, tanto per fare gli esempi più significativi, ci sono Roberto Pessi, Giulio Napolitano, Filippo Arturo Satta, Guido Alpa, Franco Coppi, Andrea Zoppini.

Così come folto è il gruppo di economisti pagati per partecipare a convegni: Barry Eichengreen (10 mila euro), Cormac O'Grada (10 mila), Brian A'Hearn (7.500), Franco Maria Amatori (7.500), Giuseppe Berta (7.500), John Anthony Cantwell (10 mila), Marcello De Cecco (10 mila più altri 20 mila), Luigi Guiso (10 mila), Fabrizio Onida (7.500), Nikolaus Wolf (7.500). Così, fino ad arrivare a 268: tutti alla corte del successore di SuperMario. (Stefano Sansonetti) 19-05-2011]

 

 

A CANNES PETER FONDA AFFONDA OBAMA - La star di “Easy Rider”, OGGI fervente ambientalista, è INCAZZATO per la gestione del disastro petrolifero nel Golfo del Messico: “Sei un cazzo di traditore, hai permesso che soldati stranieri (INGLESI CHIAMATI DA BP) sul nostro suolo dicessero ai nostri militari cosa potevano e cosa non potevano fare. La stessa cosa con noi cittadini americani

DAGOREPORT

 

Peter Fonda sbarca a Cannes e per prima cosa chiama Obama "un traditore". L'attore è particolarmente incazzato con il Presidente degli Stati Uniti per la sua gestione del disastro petrolifero nel Golfo del Messico. La star di "Easy Rider" è sulla Croisette per presentare "The big fix" di Rebecca and Josh Tickell, unico documentario in concorso quest'anno, che si concentra proprio sugli sforzi per contenere la catastrofe ecologica in Louisiana.

 

Fonda, fervente ambientalista ha scritto un'email a Obama scrivendo (letteralmente): "Sei un cazzo di traditore, hai permesso che soldati stranieri sul nostro suolo dicessero ai nostri militari - in questo caso la guardia costiera - cosa potevano e cosa non potevano fare. La stessa cosa con noi cittadini americani".

Per Fonda, BP, proprietaria della piattaforma estrattiva esplosa l'estate scorsa, è composta da "una manica di inglesi. Pensavo che li avessimo cacciati a calci in culo molto tempo fa. Hanno provato a tornare nel 1812, ma non ci sono riusciti". [19-05-2011]

 

 

LINKEDIN DEBUTTA COL BOTTO: +100% (BALLIAMO SULLA BOLLA) - IL FMI SI RIUNISCE PER DISCUTERE DEL SUCCESSORE DI BUNGA BUNGA KAHN KAHN - BORSE EUROPEE POSITIVE, WALL ST DEBOLE - TRAMONTA L’IPOTESI DI RISTRUTTURARE IL DEBITO GRECO - LA RIVOLUZIONE COSTA: NEL 2011/12 DEFICIT 31 MLD $ PER L’EGITTO - STAFFETTA DRAGHI/TRICHET, PURE ALLE SETTIMANE CULTURALI - BOLLORÉ VENDE LA MAGGIOR PARTE DI VALLOUREC - ALIERTA PORTA LA CINA NEL BOARD TELEFONICA - FOTOVOLTAICO IN VENDITA

1 - WALL STREET: LINKEDIN, DEBUTTO COL BOTTO, +100% IN AVVIO...
Radiocor - Partenza con il botto per LinkedIn al New York Stock Exchange. Partito da un prezzo di collocamento di 45 dollari per azione, il social network dei professionisti, ha iniziato le contrattazioni a 83 dollari, per poi salire fino a 92,99 dollari per azione (+100%) e attestarsi poco sotto. 'Continueremo a investire, stiamo crescendo al passo piu' rapido della nostra storia', ha detto l'amministratore delegato Jeff Weiner a Cnbc.

 

2 - FMI SI RIUNISCE OGGI PER QUADRO NOMINA NUOVO DIRETTORE GENERALE...
(Reuters) - Il consiglio del Fmi si riunisce oggi per determinare il quadro entro cui arrivare alla designazione del nuovo direttore generale che succederà a Dominque Strauss-Kahn.

 

Lo ha detto il numero due dell'organizzazione John Lipsky - attualmente titolare dell'interim della direzione del Fondo - precisando che la scelta del nuovo direttore generale spetta ai membri del Fmi e che casi di transizione dei poteri simili a quello attuale si sono già avuti, senza problemi, nel passato.

"Mi dispiace profondamente che si sia reso necessario che io mi sostituisca al direttore generale del Fondo" ha dichiarato Lipsky, in occasione dell'apertura di una conferenza.

 

3 - FMI: LIPSKY, MISURE 'DIFFICILI E IMPEGNATIVE' PER PERIFERIA EUROZONA...
Radiocor - Guardando all'Europa 'vari Paesi periferici dell'Eurozona rimangono oggi in condizioni critiche. Non c'e' una soluzione facile'. Lo ha detto il direttore generale ad interim del Fondo Monetario Internazionale John Lipsky, al meeting annuale della Bretton Woods Committee, sottolineando che 'senza dubbio la responsabilita' principale nel ristabilire la salute economica di questi Paesi spetta a loro stessi'.

 

Secondo Lipsky, misure 'difficili e impegnative' sono necessarie per evitare 'una crisi ancora piu' grave e per ristabilire la salute economica'. Per il numero uno ad interim del Fmi, l'unica opzione percorribile per l'Europa e' una 'soluzione organica e coerente', mentre l'istituto di Washington continua a 'sostenere i Paesi europei membri per contribuire a rimettere le loro economie su basi sostenibili'

4 - BORSA MILANO: BENE CON STM E FIAT, GIU' UNIPOL E POPOLARI...
(ANSA) - Piazza Affari è riuscita a mantenere il rialzo fino alla fine della seduta, pur con un andamento fiacco degli indici a Wall Street e con dati Usa parzialmente inferiori alle attese degli analisti. Il Ftse Mib alla fine ha guadagnato lo 0,54% a 21.559 punti, con scambi nella norma per oltre 3,5 miliardi di euro di controvalore. Gli acquisti hanno interessato Stm, Fiat e in parte banche e assicurazioni, con Unipol e le popolari in controtendenza.

 

STM CONVINCE ANALISTI. Il mantenimento della raccomandazione di acquisto da parte degli analisti di Rbs ha favorito Stm (+1,49%), che ha confermato le proprie stime di crescita per l'esercizio in corso.

OCCHI SU FIAT. L'imminente restituzione del debito di Chrysler nei confronti del Tesoro Usa e del Canada, grazie ad un rifinanziamento contrattato con le banche, ha spinto il titolo del Lingotto, che ha guadagnato l'1,31% insieme a Exor (+0,98%), a differenza di Fiat Industrial (-0,57%). Nel comparto è stata favorita anche Piaggio (+3,24%), inserita da Equita Sim nella propria lista dei titoli su cui puntare.

ACQUISTI SU UNICREDIT. Ha tanuto banco per l'intera seduta Unicredit (+1,24%), seguita da Mediobanca (+1,05%) ed Mps (+1,17%), mentre ha chiuso piatta Intesa Sanpaolo (+0,2%), nel giorno in cui il consiglio di gestione decide le condizioni economiche per l'aumento di capitale da 5 miliardi di euro.

CHI SALE E CHI SCENDE. E' rimbalzata Azimut (+1,69%) dopo 6 sedute consecutive al ribasso, che insieme a Cir (+2,64%) ha mantenuto la posizione al vertice del paniere. E' scivolata invece Unipol (-1,74%) in campo assicurativo, in controtendenza rispetto a Fonsai (+1,2%) e Generali (+0,57%). Giù Bpm (-1,3%), il cui prezzo obiettivo è stato tagliato del 26% da Goldman Sachs, mentre Banco Popolare ha lasciato sul campo lo 0,47% e Ubi Banca lo 0,27%. Bene Telecom (+1,48%), cauta Eni (+0,35%), positiva Enel (+0,68%).

 

5 - BORSA: EUROPA TIENE MALGRADO CALO WALL STREET...
(ANSA) - Si sono mantenute in rialzo fino alla fine le principali borse europee, nonostante dati contrastanti dagli Usa, che, in attesa di indicazioni dalla Fed sui tassi americani, hanno influito negativamente sull'andamento della seduta di Wall Street. Al calo delle richieste di sussidi di disoccupazione ad aprile, è seguito un passo indietro del superindice economico sulla fiducia delle imprese, che ha finito per disorientare gli investitori. Sui listini continentali hanno prevalso comunque gli acquisti, a parte lo scivolone del gioielliere danese Pandora (-21,65%) dopo risultati trimestrali inferiori alle attese degli analisti.

 

Effetto opposto hanno avuto i conti di Investec (+5,43%), che ha chiuso l'esercizio 2010-2011, con una crescita dell'utile del 21%. In volo anche la catena britannica Dixons (+4,39%), vivacizzata dalle previsioni per l'esercizio in corso. Tra i bancari si sono evidenziate Commerzbank (+3,05%), favorita dalle revisioni degli indici Msci e Ftse, che hanno visto cambiare il peso del titolo, con ripercussioni sugli acquisti dei fondi azionari. Bene anche Barclays (+2,44%) a differenza delle greche Efg Ergasias (-2,4%) e Alpha (-2,27%).

 

Acquisti su Bnp Paribas (+1,5%), mentre è scivolata Bank of Ireland (-1,81%). In luce i tecnologici Stm (+1,49%) ed Infineon (+2,09%), bene l'emittente inglese Itv (+4,03%) con la raccomandazione di acquisto di Sanford Bernstein. E' salito per lo stesso motivo il petrolifero Bp (+1,55%), su cui si sono espressi gli analisti di Bofa Merril Lynch, che ha trascinato anche Total (+1,21%) e Repsol (+1,15%). Ha chiuso invariato l'estrattivo-minerario Glencore International nel giorno del debutto in borsa a Londra, dopo essere riuscito a salire del 2%.

In campo automobilistico hanno guadagnato Valeo (+2,91%), Michelin (+1,56%), Continental (+1,51%) e Volkswagen (+1,49%). Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse europee. - Londra +0,55% - Parigi +1,25% - Francoforte +0,75% - Madrid +0,32% - Milano +0,54% - Amsterdam +0,50% - Stoccolma +0,70% - Zurigo +0,35%.

 

6 - GRECIA:TRAMONTA RISTRUTTURAZIONE DEBITO...
(ANSA) - La ferma opposizione della Bce sembra aver fatto definitivamente tramontare l'ipotesi di una ristrutturazione anche 'soft' del debito greco, come quella che prevede l'allungamento della scadenza dei titoli. Tanto che le capitali europee - secondo fonti Ue - starebbero gia' lavorando ad un altro piano. Un piano a 'due fasi' che i Paesi dell'Eurozona vorrebbero varare a giugno.

 

7 - FOTOVOLTAICO: SOLAR INVESTMENT IN VENDITA, MANDATO A LAZARD...
Radiocor - Entra nel vivo la vendita di Solar Investment Group BV, investment company olandese con 37 impianti fotovoltaici nel centro-sud Italia per complessivi 27 MW. La societa' ha affidato a Lazard il mandato per la procedura di valorizzazione e punta a raccogliere prima dell'estate le offerte vincolanti. 'Ci sono arrivate molte manifestazioni di interesse non solo da parte di operatori italiani ed europei del settore ma anche da player statunitensi - spiega a Radiocor Luca Concone, founding manager di Solar Investment con base a Londra - Gli impianti sono gia' completi e pienamente funzionanti e pensiamo che gli asset in vendita forniscano ai compratori un Irr del 10% circa'.

 

Solar Investment Group, nata nel 2009, ha investito circa 40 milioni per lo sviluppo degli impianti fotovoltaici situati in cinque regioni italiane, con focus soprattutto su Basilicata (per complessivi 13 MW) e Puglia (10 MW), affiancata sotto il profilo finanziario da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca.

Mentre lavora alla cessione del fotovoltaico, il management team di Solar e' gia' focalizzato 'sul lancio - conclude Concone - di un nuovo fondo dedicato alle energie rinnovabili in Italia con un target di investimento di 1 miliardo'. Il fondo, in fase di partenza, verra' gestito da un veicolo lussemburghese guidato dagli stessi manager di Solar.

 

8 - LA STAFFETTA DRAGHI-TRICHET. ANCHE ALLE SETTIMANE CULTURALI...
S. Ta. per il "Corriere della Sera" - Sembra fatto apposta, un appuntamento sapientemente programmato per accogliere l'insediamento di Mario Draghi, presidente designato, al vertice della Bce il primo novembre al posto di Jean-Claude Trichet. Invece no, la scaletta delle settimane culturali, quest'anno dedicate all'Italia, che si svolgeranno a Francoforte dal 19 ottobre al 17 novembre è stata definita da tempo, quando ancora la strada del governatore verso Eurotower era piena di curve.

 

Così accadrà che la manifestazione, curata dalla Banca d'Italia in collaborazione con la Bce, sarà aperta da Trichet presidente e chiusa da Draghi presidente. Con alcuni eventi d'eccezione: il concerto dell'Orchestra Mozart di Bologna, diretta da Claudio Abbado inaugurerà l'iniziativa che ospiterà l' 11 novembre Uto Ughi e i filarmonici di Roma. Il concerto dell'Orchestra Verdi di Milano, diretta dal maestro Zhang, la chiuderà appunto con Draghi padrone di casa.

 

9 - ALIERTA PORTA UN CINESE NEL BOARD...
Giu. Fer. per il "Corriere della Sera" - La Cina «cresce» in Telefonica. Dopo l'ingresso nel capitale, avvenuto nel settembre 2009, China Unicom, che in patria conta 170 milioni di abbonati, ha conquistato anche un posto in consiglio, dove entrerà il suo presidente esecutivo Chang Xiaobing. «Un rafforzamento degli accordi attraverso lo scambio azionario di un anno e mezzo fa» ha spiegato il presidente Cesar Alierta, che invece faceva già parte del board della società cinese.

 

E ieri l'assemblea ha approvato la nomina. Ma il tema caldo della riunione, sebbene non all'ordine del giorno, è stato il dimagrimento annunciato qualche mese fa che prevede un taglio di 6 mila dipendenti in Spagna. Una riduzione per sopravvivere, ha spiegato Alierta, ricordando che gli interventi tra la fine degli anni 90 e l'inizio del 2000, hanno evitato la bancarotta del gruppo. Ma la difesa dei tagli non gli ha impedito di insistere sul piano di incentivi per 450 milioni in cinque anni: sono per «evitare che vadano ai concorrenti, dai quali ricevono offerte ogni giorno» .

10 - BOLLORÉ VENDE PARTE DELLA PARTECIPAZIONE IN VALLOUREC E SCENDE ALL'1,7% DEL CAPITALE...
Finanza.com - Il gruppo francese Bolloré ha annunciato di aver venduto la maggior parte della quota detenuta nel produttore di tubi di acciaio Vallourec per 275 mln di euro. A seguito della vendita il Gruppo fondato da Vincent Bolloré detiene l'1,7% circa di Vallourec.

 

11 - GRECIA,SINDACATO: ALTRE MISURE AUSTERITÀ CAUSERANNO CROLLO OCCUPAZIONE...
(LaPresse/AP) - Le nuove misure di austerità che il governo greco intende adottare causerebbero un crollo del mercato del lavoro, spingendo il tasso di disoccupazione verso nuovi record. Lo ha detto in un'intervista ad Associated Press Yiannis Panagopoulos, il leader del sindacato Gsee, il più grande in Grecia. Panagopoulos ha accusato l'Unione europea di aver imposto ad Atene misure ingiuste, che colpiranno soprattutto i pensionati e le persone con un reddito basso. Ieri il governo socialista greco ha annunciato che a breve saranno annunciate nuove misure di austerità, come richiesto dall'Ue.

 

12 - EGITTO, PREVISTO DEFICIT DI 31 MLD DOLLARI IN PROSSIMO ANNO FISCALE...
(LaPresse/AP) - Il deficit dell'Egitto potrebbe raggiungere i 185 miliardi di sterline egiziane (pari a circa 31 miliardi di dollari) nel prossimo anno fiscale, a causa delle proteste di massa che hanno portato alle dimissioni dell'ex presidente Hosni Mubarak. Lo riferisce il ministro delle Finanze egiziano, Samir Radwan, spiegando che le spese pubbliche per sanità, alloggi, istruzione e trasporti subiranno un aumento di 20 miliardi di sterline nell'anno fiscale 2011-2012.

Il deficit annunciato da Radwan dovrebbe stazionare tra il 9,9% e l'11% del prodotto interno lordo. I commenti del ministro delle Finanze arrivano poco prima del discorso del presidente Barack Obama, che secondo alcune anticipazioni dovrebbe annunciare aiuti economici al Paese per due miliardi di dollari. 19-05-2011]

 

 

VOLA L’INDUSTRIA NEL PRIMO TRIMESTRE: A MARZO ORDINI +8%, FATTURATO +2% (BENE ANCHE L’AUTO) - PRADA A HONG KONG, IPO DA 2 MLD DOLLARI - PERDITA RECORD DELLA TEPCO NEL POST-FUKUSHIMA - MARCHIONNE VENDE BENE I “JUNK” CHRYSLER - MIRACOLI GESTIONALI PER SINERGIA - I RICCHI CINESI STUDIANO ALL’ESTERO - BORSE POSITIVE…

1. BORSA: INDICI CONTINUANO A SALIRE, +0,3% MILANO...
Radiocor - Avvio positivo per le Borse europee, con gli investitori che seguono con attenzione la situazione geopolitica internazionale e la performance delle materie prime. Il Ftse Mib sale dello 0,35% e il Ftse All Share dello 0,33%. Volatile Intesa Sanpaolo (-0,3%) dopo il prezzo (a 1,369 euro) dell'aumento di capitale. UniCredit sale dello 0,2% in vista di un rafforzamento in Turchia. Deboli le Tod's (-0,5%).

 

2. BORSA: ASIA IN ALTALENA, BENE EXPORT, FRENANO PETROLIFERI...
(ANSA) - L'ottava di Borsa si chiude con un'altalena degli indici sui mercati asiatici. Tentano il rimbalzo i titoli export dopo il dato positivo sulla disoccupazione negli Stati Uniti mentre perdono terreno i titoli del settore petrolifero e minerario. HTC ha guadagnato l'1,3%, Hyundai Motor il 3%, Hitachi l'1,7%, Giant Manufacturing, produttore di biciclette taiwanese che deve il 39% delle vendite all'America ha fatto un balzo del 6,7%, maglia rosa sull'MSCI Index. Toshiba ha perso l'1,6%, TDK, fornitore di elettronica che ottiene oltre l'80% del suo fatturato all'estero, ha guadagnato il 2,7%.

Giù i minerari e i petroliferi insieme al calo dei prezzi del petrolio e dei metalli, tra cui rame e alluminio. Bhp Billiton ha perso l'1,6%, Rio Tinto l'1,4%, Aluminum Corp. of China il 2%, Inpex l'1,3%. Sotto i riflettori Hana Financial Group, quarta banca in Sud Corea, in rialzo del 4,8% dopo che il Korea Times ha riportato che la società ha convenuto con Lone Star Fund di prorogare al 24 maggio il termine ultimo per l'acquisto di una partecipazione di controllo in Korea Exchange Bank .

 

Di seguito gli indici dell'area dell'Asia-Pacifico: - Tokyo -0,14% - Hong Kong +0,01% (in corso) - Shanghai -0,15% (in corso) - Taiwan -0,63% - Seul +0,76% - Sydney -0,51% (in corso) - Mumbai +0,73% (in corso) - Singapore -0,21% (in corso) - Bangkok -0,45% - Jakarta +0,14% (in corso)

3. MORNING NOTE: L'AGENDA DI VENERDI' 20 MAGGIO...
Radiocor - Milano - incontro Fiera Milano 'Recovering from global crisis: challanges, future perspectives and new business opportunities'. Partecipano, tra gli altri, Salvatore Rossi, direttore centrale Banca d'Italia; Michael Cox, economista.

Roma - cerimonia di commemorazione di Massimo D'Antona, con il presidente del Senato, Renato Schifani e il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Roma - Federmeccanica illustra l'indagine congiunturale trimestrale sull'industria metalmeccanica italiana.

Astana - 20esima assemblea annuale Bers.

4. MORNING NOTE: ECONOMIA E FINANZA DAI GIORNALI...
Radiocor - FISCO: Tremonti contro le ganasce fiscali: 'Va fissato un limite' (dai giornali). Iva ai Comuni, Emilia e Toscana al top. E sull'Imu le imprese rischiano un aggravio di 795 milioni (Il Sole 24 Ore, pag. 2).

 

SOCIAL NETWORK: Linkedin esordisce a Wall Street e guadagna il 109%, timori di nuova bolla Internet. (dai giornali). Una scommessa non sostenuta dal valore reale (Il Sole 24 Ore, pag. 5).

GRECIA: Alt ai prestiti Bce se Atene ristruttura (dai giornali). Alfabeto greco, la crisi in 12 lettere (Il Sole 24 Ore, pag. 6).

FMI: La francese Lagarde in pole position per la direzione generale (dai giornali). Strauss-Kahn torna in liberta' su cauzione (dai giornali).

INTESA SANPAOLO: il prezzo dell'aumento fissato a 1,369 euro, si parte lunedi' (dai giornali).

UNICREDIT: pronta a crescere in Turchia, alla finestra su due privatizzazioni bancarie (Il sole 24 Ore, pag. 37).

COIN: Parla Raffaele Vitale (Pai Partners): 'Il rilancio ha resto 3,5 volte l'investimento'. (Il Sole 24 Ore pag.39

BSI: punta sull'Asia. Faro su Hong Kong (Il Sole 24 Ore pag.41)

AEREI: Air France svaluta la partecipazione in Alitalia (dai giornali). Intervista a Giovanni Bisignani, dg della Iata: 'La Cina grazie a me ha imparato a volare' (Il Giornale, pag. 20).

COMUNE DI MILANO: Immobiliaristi a pranzo con Pisapia a casa Micheli (La Stampa, pag. 9). Tutti i consiglieri economici di Pisapia (Il Foglio, pag. 3).

 

BANCO POPOLARE: Cede Bormioli a Vision Capital per 250 milioni (Il Messaggero, pag. 26).

TIRRENIA: ieri il termine per le offerte, Cin resta l'ultimo acquirente (dai giornali).

MERLONI: ecco la terza generazione, intervista a Paolo: 'Puntero' su Europa e Asia' (Corriere della Sera, pag. 40).

PARMALAT: Fondi all'attacco, la previsione dei broker e' per adesioni potenziali al 55% (Il Sole 24 Ore, pag. 40). Yacht, due ville da sogno e un patrimonio da 30 milioni: ecco l'identikit dei coniugi banchieri dell'affaire di Collecchio (L'espresso, pag. 151).

5. ISTAT; ORDINI MARZO +8,1% MESE, TOP DA 2006. +21,2% SU ANNO, AUMENTI TRAINATI DA MERCATO ESTERO. FATTURATO MARZO +2% MESE,+12,2% ANNO...
(ANSA) - Gli ordinativi dell'industria a marzo hanno registrato un aumento dell'8,1% (dato destagionalizzato) rispetto a febbraio, si tratta del dato più alto dal gennaio del 2006. Un rialzo trainato dalla positiva performance del mercato estero (+15,5%). Mentre gli ordini sono cresciuti del 21,2% (dato grezzo) su base annua, sempre grazie alla risalita registrata all'estero (+29,6%). Lo rileva l'Istat.

Il fatturato dell'industria italiana a marzo ha registrato un aumento del 2,0% (dato destagionalizzato) rispetto a febbraio e del 12,2% (dato corretto effetto per gli effetti di calendario) rispetto a marzo del 2010. Si tratta di rialzi spinti dal mercato estero (+2,3 il congiunturale e +15,3 il tendenziale). Lo rende noto l'Istat.

 

6. AUTOVEICOLI,A MARZO FATTURATO +4,7%, ORDINI +12,8%...
(ANSA) - A marzo il fatturato degli autoveicoli su base annua è aumentato del 4,7%, mentre gli ordinativi sono cresciuti del 12,8%. Lo comunica l'Istat in base a dati grezzi.

7. PRIMO TRIMESTRE POSITIVO PER FATTURATO E ORDINI...
(ANSA) - Il primo trimestre del 2011, secondo quanto rilevato dall'Istat, si chiude in modo positivo per fatturato e ordinativi dell'industria. Sul piano tendenziale, infatti, il fatturato è aumentato dell'11,1% (dato corretto per gli effetti di calendario) e gli ordini del 18,5% (dato grezzo). Su base congiunturale, invece, i ricavi sono saliti del 3% e le commesse del 6,3%.

8. PRADA: IPO DA 2 MLD DOLLARI, DEBUTTO HONG KONG 24 GIUGNO...
(ANSA) - Via libera della Borsa di Hong Kong alla quotazione di Prada. Secondo quanto riporta Bloomberg la maison di Miuccia Prada ha avuto l'approvazione per un Ipo da 2 miliardi dollari e l'obiettivo sarebbe debuttare in Borsa il 24 giugno. Intesa Sanpaolo, Credit Agricole, Goldman Sachs e UniCredit, riporta Bloomberg, sono le banche che assistono la società milanese nella quotazione.

9. TEPCO: PERDITA RECORD DI 11 MLD EURO IN 2010-2011 PER FUKUSHIMA...
Radiocor - La compagnia di elettricita' giapponese, Tokyo Electric Power (Tepco) ha registrato una perdita record di circa 11 miliardi di euro nell'anno finanziario concluso in marzo. La perdita e' una conseguenza diretta dei danni alla centrale nucleare di Fukushima, con successiva fuoriuscita di materiale radioattivo. La societa' ha anche annunciato che, in conseguenza dell'incidente, provvedera' a cambi al vertice.

10. DUE MESI DI ECLISSI PER MAIRE TECNIMONT...
Fa. P. per "Il Sole 24 Ore" - Una caduta di oltre il 30% in una sola seduta richiama più di un interrogativo. Soprattutto se il calo tende a non fermarsi. Anche ieri Maire Tecnimont, società d'impiantistica, ha chiuso con un -3,6%, portando la débàcle del titolo a una perdita in sole 5 sedute del 40%. È come buttar via in un colpo solo anni di faticosi risultati. Cosa è successo a scatenare la fuga del mercato? Semplice: i dati dell'ultimo trimestre hanno visto il margine operativo lordo scendere a soli 20 milioni, ben al di sotto delle attese degli analisti. Il tutto pur con ricavi in crescita del 14%.

Un vero profit warning con la redditività industriale quasi dimezzata sul fatturato. Fin qui ci può stare. Può accadere. Ma nelle vendite accanite di questi giorni, c'è un dato in più. L'inaffidabilità della società che solo due mesi fa, il 17 marzo, in una presentazione al mercato dichiarava testualmente: «Cinque buone ragioni perché il 2011 sarà meglio del 2010». Tanta prosopopea per annunciare dati disastrosi subito dopo è la cosa che più fa arrabbiare gli investitori. Che poi si vendicano nell'unico modo possibile: vendendo.

 

11. RETELIT, CINQUE PIANI IN CINQUE ANNI...
My. L. per "Il Sole 24 Ore" - I piani industriali di Retelit, società di telecomunicazioni quotata a Piazza Affari, assomigliano un po' a quei film futuristici tipo «1997 Fuga da New York» o «2001 Odissea nello spazio». Quando furono girati sembravano premonitori, ma quando il mondo è arrivato al 1997 e al 2001 ha scoperto che la realtà era ben diversa. Retelit è uguale. Negli ultimi cinque anni, con tre amministratori delegati diversi, il gruppo ha approvato ben 5 diversi piani industriali quadriennali: per ora, però, non ha azzeccato una previsione.

Nell'aprile 2006 il gruppo di Tlc prevedeva di raggiungere nel 2010 un utile netto di 13 milioni e un Ebitda di 29 milioni: peccato che il bilancio 2010, appena approvato dall'assemblea, si sia chiuso con una perdita di 6,5 milioni e con un Ebitda di 9,3. Negli anni sono stati poi approvati altri quattro piani. Nell'aprile 2008 si prevedeva per il 2012 un utile di 28,8 milioni, nell'aprile 2009 un Ebitda di 46,9 milioni per il 2013, nell'aprile 2010 33,4 milioni per il 2014. Ora è stato approvato l'ennesimo piano: prevede 26,1 milioni di Ebitda nel 2015. Nei migliori cinema...

12. MARCHIONNE VENDE BENE I «JUNK»...
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Se si confronta con i T-Bond, cioè i titoli di stato americani, il nuovo prestito obbligazionario lanciato dalla Chrysler impallidisce: offre un rendimento più che doppio. I T-Bond decennali rendevano ieri il 3,20%, i bond Chrysler di uguale durata replicavano con un tasso d'interesse intorno all'8%. Ma se si guarda più da vicino l'offerta della casa automobilistica americana, e si ascoltano i commenti degli operatori, si scopre che Chrysler sta offrendo agli investitori un rendimento giusto. Equo.

 

Corretto, insomma. Anzi: qualcuno sostiene che, se proprio si vuole cercare i pelo nell'uovo, probabilmente il rendimento offerto da Chrysler è conveniente per l'emittente. Il motivo è che la casa automobilistica americana ha rating pari a "B2" per Moody's e "B+" per S&P, dunque nel campo dei cosiddetti «junk bond». Insomma: si tratta di titoli «spazzatura». Rating più bassi anche di quelli di Fiat. Per questo Chrysler deve pagare tanto per convincere gli investitori a comprare i suoi bond. Tanto, ma giusto.

13. LA SIGNORA IN GIALLO AL CONVEGNO MUNICH RE...
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Sinistro imprevisto per il colosso assicurativo Munich Re. Un evento a luci rosse organizzato per gli agenti assicurativi "high-performing" della controllata Ergo Versicherungsgruppe sta scuotendo la compagnia di Monaco. Il party, secondo quanto ricostruito dal quotidiano Handelsblatt, si è tenuto a Budapest nel 2007, con circa 100 ospiti scelti fra i migliori agenti commerciali di Ergo e circa una ventina di prostitute.

 

L'organizzazione impeccabile dell'evento, che l'assicurazione tedesca non ha riconosciuto come propria - è una «chiara violazione» delle policy interne -, prevedeva che le "signore" indossassero un braccialetto colorato: rosso per le hostess, giallo per le accompagnatrici disponibili a rapporti sessuali e bianco per le escort riservate agli executives e top agents. Nell'imbarazzo generale dell'inchiesta di Handelsblatt, ieri il gruppo di Monaco ha preso le distanze dall'evento ma è chiaro che il ramo «vita» della compagnia ha creato un po' di «danni».

14. DA UNA TASCA ALL´ALTRA...
Vittoria Puledda per "la Repubblica" - Sinergia spa, la holding a monte dei Ligresti, chiude il bilancio 2010 passando dal rosso del 2009 a 73 milioni di utili. Non solo, anche i debiti migliorano, in modo quasi portentoso: da un´esposizione bancaria netta di 131,6 milioni ad una di 33,4. Miracoli gestionali?

Lo stesso comunicato spiega l´arcano: la capogruppo Sinergia ha ceduto alla controllata Im.co la Tenuta Cesarina (quella bloccata dall´Isvap, quando i Ligresti tentarono di "girarla" al gruppo Fonsai) segnando una ricca plusvalenza. Un altro "aiutino" è venuto dall´aver spostato il debito da una tasca all´altra dello stesso vestito, girando un centinaio di milioni da Sinergia ancora una volta a Im.co. E sempre grazie alle vendite di immobili, torna in utile anche il consolidato, mentre pesano le svalutazioni di Fonsai e Milano assicurazioni.

15. AI RICCHI CINESI PIACE SEMPRE PIÙ STUDIARE ALL´ESTERO...
Giampaolo Visetti per "la Repubblica" - Contrordine, compagni: studiare all´estero, per chi può permetterselo, è glorioso. Negli ultimi anni sono fioriti gli studi che certificano la supremazia del sistema scolastico cinese, fondato su memorizzazione meccanica e selettività di test rigidi, rispetto a quello occidentale, che favorisce conoscenza analitica e creatività. Si sono moltiplicati gli annunci che anticipano il sorpasso della Cina nella scienza e nelle pubblicazioni di ricerche all´avanguardia, mentre gli atenei cinesi scalano le classifiche delle migliori università del pianeta.

Un´indagine dell´Ufficio nazionale di statistica, basato sull´ultimo censimento, racconta però ora un´altra storia. Rivela che in dieci anni il numero degli universitari cinesi è aumentato del 147% e quello degli studenti delle superiori del 26%. Di questi però, l´87% dei figli dei nuovi milionari emigra in Occidente, mentre il 92% degli allievi con i punteggi più alti sogna di fare lo stesso.

 

Degli stessi 56 miliardari under 40, il 58% si è formato negli Stati Uniti o in Europa. E quattro benestanti su cinque dichiarano che i propri figli frequenteranno le scuole all´estero. Sembra che le élite mondiali non abbiano più fiducia nei propri sistemi d´istruzione: i giovani occidentali affollano le aule a Shanghai e a Pechino, mentre i coetanei cinesi fanno le valige per Berkley e Cambridge. La Cina però è un caso unico.

Nel 2010, 128 mila studenti cinesi sono emigrati negli Usa, costituendo il più alto gruppo di allievi stranieri negli atenei d´oltreoceano. I dottorandi cinesi in Europa sono aumentati del 50%, di quattro volte rispetto al 2005. La tendenza è chiara: per primeggiare, la Cina che conta studia in Occidente. La ragione? Una potenza che vuole passare dalla manifattura all´high-tech ha bisogno di manager aperti e indipendenti, non solo di fedeli e obbedienti impiegati. 20-05-2011]

 

 

BUSINESS INTERNATIONAL - “EL CONFIDENCIAL”: DSK BINGO! L’INFOJATO DIMISSIONARIO PERCEPIRÀ UN VITALIZIO DI 80MILA $ L’ANNO PER 3 ANNI E MEZZO DI LAVORO AL FMI - “WSJ”: GOLDMAN SACHS STA PER ESSERE CITATA IN GIUDIZIO PER IL SUO RUOLO NELLA CRISI DEI MUTUI SUBPRIME - LA GIAPPONESE TEPCO CROLLA COME LE SUE CENTRALI NUCLEARI: PERDITA NETTA DI 15,28 MLD $. IL PRESIDENTE (FINALMENTE) SI DIMETTE - LA BCE MINACCIA DI INTERROMPERE I FINANZIAMENTI ALLE BANCHE GRECHE…

DAGOREPORT

1 - THE WALL STREET JOURNAL
GERMANIA: I PREZZI ALLA PRODUZIONE AUMENTANO DELL'1%
http://on.wsj.com/kLXW2G

 

I prezzi alla produzione, In Germania, ad aprile sono saliti a un ritmo superiore rispetto al mese a all'anno precedenti. L'aumento è principalmente dovuto alla crescita dei prezzi dell'energia (+11,8% rispetto a marzo, +2,6% rispetto al 2010). È quanto ha dichiarato oggi l'Ufficio Federale di statistica. I prezzi alla produzione sono aumentati dell'1% rispetto al mese di marzo e del 6.4% rispetto all'anno scorso.

TEPCO REGISTRA UNA PERDITA NETTA DI 15,28 MLD $
http://on.wsj.com/mq9kxl

Tepco ha reso noti oggi i dati relativi all'anno fiscale conclusosi il 31 marzo: la società giapponese responsabile della gestione della centrale di Fukushima, registra una perdita netta di 15,28 miliardi di dollari. Un risultato dovuto alle ingenti spese necessarie per il contenimento del disastro nucleare.

 

GOLDMAN SACHS SI PREPARA A RISPONDERE AL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA
http://on.wsj.com/jvIDLR

I dirigenti della banca d'affari Goldman Sachs si aspettano di ricevere presto la citazione in giudizio da parte del Dipartimento di Giustizia Usa, in merito alle presunte responsabilità dell'istituto finanziario nella crisi dei mutui. A giorni il Dipartimento dovrebbe richiedere a Goldman Sachs una serie di documenti utili alle indagini.

LA BCE MINACCIA DI INTERROMPERE I FINANZIAMENTI ALLE BANCHE GRECHE
http://on.wsj.com/iGF6ia

 

La Banca centrale europea ha avvertito che potrebbe interrompere i finanziamenti alle banche greche in caso di ristrutturazione del debito pubblico della paese.

2 - BLOOMBERG
IL PRESIDENTE DI TEPCO SI DIMETTE
http://bloom.bg/iEDFPy

 

Il presidente di Tepco Masataka Shimizu, 66 anni, ha rassegnato le dimissioni in seguito alla diffusione dei risultati registrati dalla società giapponese nell'ultimo anno fiscale conclusosi il 31 marzo. Sarà sostituito dal Direttore generale Toshio Nishizawa, 60 anni.

 

3 - EL CONFIDENCIAL
IL VITALIZIO D'ORO DI STRAUSS-KAHN: 80MILA $ L'ANNO
http://bit.ly/kZPYXa

Strauss-Kahn è stato costretto a dimettersi dall'Fmi a causa dello scandalo sessuale che lo ha investito. Ma il francese non se ne va a mani vuote: riceverà una pensione a vita di 80mila dollari l'anno.20-05-2011]

 

 

A CHI L’EUR SPA? AD ALE-MAGNO! - LA PIOVRA ALEMANNIANA DILAGA NELL’ENTE BICEFALO, MOSTRO GIURIDICO PRIVATO E PUBBLICO “DOVE TECNICI PREPARATI SONO STATI SOSTITUITI CON TABACCAI DI ESTREMA DESTRA” - L’AD RICCARDO MANCINI, "AMICO CELTICO" DEL SINDACO, GESTISCE LA HOLDING CHE TRA SOLDI PUBBLICI E BUSINESS PRIVATI VALE 1,2 MLD € E STA TRASFORMANDO L’URBANISTICA DELL’AREA CON LA COSTRUZIONE DI TORRI, IMPIANTI E PARCHEGGI - TRA GLI ALE-MAGNAGER, L’ULTIMO ARRIVO È QUELLO DI DARIO PANZIRONI, FIGLIO DI FRANCO, L’INQUISITO AMMINISTRATORE DELEGATO DI AMA

Corrado Zunino per "la Repubblica"

 

C'è un piccolo e strategico quartiere di Roma - undicimila abitanti, una storia che affonda nel Ventennio, una ricchezza tutta contemporanea - governato oggi da un gruppo di signori ricchi e di estrema destra. Decidono loro, imprenditori nati e cresciuti all'Eur, trascorsi nella militanza nera, gli investimenti da fare, la pianificazione urbanistica, la scelta dei grandi eventi e i progetti da attrarre. Decidono persino la qualità della tosatura dei suoi parchi.

L'Eur è un quartiere spa - esperienza unica in Italia - dove non governa la giunta del XII municipio, amministrativamente responsabile, né, di fatto, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che pure questi signori ricchi e di estrema destra ha nominato alla guida di Eur spa (è questo il nome dell'ente padrone). Governa, appunto, Eur spa, società pubblica e privata insieme, in mano al ministero delle Finanze (al 90 per cento) e al Comune di Roma (il 10 per cento). Con i bilanci esausti che si ritrova, oggi Alemanno può solo approvare ciò che i ricchi padroni del quartiere deliberano.

"Pubblico e privato insieme, l'esistenza di Eur spa è un'anomalia totale", dice l'economista Giorgio Ruffolo ricordando come la società per azioni controllata dallo Stato abbia ereditato dall'Esposizione universale del 1942 un ben di dio di palazzi e musei, strade e marciapiedi, parchi e innaffiatoi e che, forte della sua potenza economica (645 milioni di euro a bilancio), si muove sul territorio come farebbe un feudatario dell'undicesimo secolo che deve rispondere solo al monarca e alla sua corte.

"Creiamo valore per gli azionisti", è la traduzione contemporanea. Eur spa per missione deve valorizzare un patrimonio fatto di tredici monumenti (il Colosseo quadrato, per ricordare), lo straordinario Centro congressi di Adalberto Libera, il Palazzo dello sport di Piacentini e Nervi, il Velodromo, la piscina olimpica più quattro parchi allargati su 63 ettari che custodiscono 46 specie arboree rare. La società pubblica e privata mette a reddito il patrimonio, innanzitutto, affittando ali e nicchie dei suoi musei preziosi e delicati.

 

A chi? A centri moda e uffici finanziari, ristoranti e gelaterie, centri benessere di lusso, a polizia, carabinieri, all'amministrazione pubblica. Sono affitti onerosi: 28 mila euro il mese più Iva per le strutture profit che ai clienti offrono saune e olii balsamici. Chi paga, lamenta che queste cifre sono fuori mercato e che il prodotto offerto, la nicchia preziosa, è pieno d'acciacchi. Dalle pigioni Eur spa incassa 40 milioni l'anno.

Nelle ultime stagioni l'ente ha deciso - per realizzare profitti come da statuto - di costruire nuove opere, opere d'arte contemporanee, e trasformare così il "business district" nel secondo polo turistico di Roma. Ecco, quindi, il futuro Centro congressi dell'archistar Massimiliano Fuksas. È in ritardo di 15 anni, ma entro la prossima stagione mostrerà la sua immaginifica Nuvola in goretex: dentro ci cammineranno, poggiati su una teca in acciaio, i visitatori.

A fianco sta crescendo La Lama, albergo di classe superiore e a 16 piani che oggi trova qualche difficoltà a essere collocato sul mercato. Poi c'è l'Acquario sotterrato al Laghetto artificiale, ai piedi del Palasport: non si sa ancora se sarà realizzato con pesci veri o sagome di pesci, di certo offrirà all'affamata Eur Spa 700 nuovi parcheggi in un'area sempre più pregiata. La società pubblico-privata, che ha dato vita nel quartiere alla più importante rivoluzione urbanistica contemporanea della capitale, ha deciso di entrare in un affare che, fino a ieri, era solo delle Finanze (Fintecna).

Sono le vecchie torri dell'Agenzia delle Entrate dirimpetto la Nuvola di Fuksas: saranno abbattute e trasformate in un palazzo residenziale a forma di C da un'altra stella dell'architettura contemporanea, Renzo Piano. Per realizzare tutti gli investimenti Eur Spa si è indebitata per 400 milioni, grazie anche a spericolate operazioni finanziarie sui derivati. Poi ha dovuto ristrutturare il debito, sceso adesso a 190 milioni, con quattro banche italiane.

PALAZZINARI DI STATO E MULTIMPRENDITORI
A questo ircocervo pubblico-privato, la Eur Spa appunto, non è bastato assecondare i progetti urbanistici più ambiziosi delle amministrazioni rutellian-veltroniane. In un crescendo di vitalità, sotto Alemanno la società di quartiere ha tentato di richiamare sulle strade di Roma sud il gran premio di Formula Uno contornando il potenziale business da un miliardo di euro con torri altissime. Sono state cancellate, insieme al gran premio.

 

Sì, nelle ultime stagioni Eur spa si è messa a fare il costruttore. Con spregiudicatezza è andata ad abbattere il pezzo più ingombrante del suo patrimonio, il Velodromo ciclistico dove nei Sessanta trionfava Antonio Maspes: milletrecento cariche di tritolo contro ogni vincolo e il mausoleo del ciclismo è andato giù.

Per quella distruzione gli amministratori di Eur Spa sono incappati in due inchieste giudiziarie: per una, la diffusione di amianto nell'aria, il pm Terracina ha appena mandato a processo un tecnico della società. Spianata l'area, l'ente ha messo mano a progetti di sviluppo immobiliare di case di pregio. Quattro palazzi da cinque piani li ha previsti sul catino dell'ex Velodromo e altri tre palazzi (nove e quattordici piani) al vicino Torrino, quartiere nato tredici anni fa e solettato di cemento senza soluzione di continuità. Walter Veltroni voleva piscine in quest'area, l'ente sotto Alemanno ha trasformato il progetto in palazzoni.

Qui e all'ex Velodromo costruirà la romana Condotte spa: socia con Eur spa nel consorzio Aquadrome e invece controllata da Eur spa nella costruzione delle opere di Fuksas. Iniziano i conflitti. Ancora, la spa-quartiere ha acquistato terreni fuori dal Pentagono dell'Eur, sulla Laurentina: vuole proseguire la sua attività immobiliare nel resto della città. Va detto che in questo quadrante di Roma ci hanno già pensato i palazzinari storici a regalare lo stesso profilo - edifici alti con balconi profondi - a chilometri di orizzonte: negli ultimi trent'anni da Tor Pagnotta al mare sono stati sversati 24 milioni di metri cubi di cemento.

Non è finita, Eur Spa - che dovrebbe essere solo il custode di un patrimonio storico-artistico straordinario - oggi si è lanciata in cento attività profittevoli e lontane dalla sua natura: vuole produrre energia alternativa, realizzare la banda larga del quartiere e gestire la trasformazione del waterfront di Ostia, il suo lungomare, quindi curare il recupero delle architetture razionaliste al Foro Italico e nel centro storico di Latina.

 

Ecco, l'ente dell'Eur con la forza patrimoniale che gli consente forti indebitamenti con le banche, la protezione politica e istituzionale che gli è garantita dai soci pubblici e la libertà d'azione possibile grazie alla trasformazione in spa, oggi si è messa a vendere appartamenti con i pavimenti in teak e la raccolta differenziata pneumatica.

Si è messa a fare l'imprenditore tout court: ambiente, rifiuti, riciclaggio, telefonia. È diventato un fornitore di servizi ben remunerato e può indicare un'idea di politica locale futura con questo centrodestra al potere: l'ente privato porta i soldi ai comuni e, quindi, piega alle sue esigenze le politiche nel territorio in cui opera. Costruisce dove vuole, innanzitutto. Eur spa, nata con il centrosinistra nel 1999, oggi è un esempio (clonabile) di privatizzazione di una porzione di territorio.

L'ASSUNZIONE DI SOCI E AMICI
Ma chi è Eur spa? Da chi è fatta? Perché negli ultimi dodici anni è diventata così potente? L'ente è presieduto da un imprenditore forzista come Pierluigi Borghini, battuto da Francesco Rutelli quando si candidò, nel 1997, a sindaco di Roma. Molto impegnato dall'attività golfistica, Borghini negli uffici di largo Testa è aiutato da tre assistenti. Neppure Alemanno. L'amministratore delegato, vero motore della struttura, dal luglio 2009 è Riccardo Mancini, 52 anni, imprenditore nato, cresciuto e residente all'Eur con quote di proprietà in 24 società (più quattro in liquidazione).

 

Il nonno materno, Romolo Zanzi, nel 1916 fondò un'azienda specializzata nel ramo riscaldamento che alla ?ne dei Novanta fatturava 160 miliardi. Con l'ingresso in Eur, l'ad Mancini ha aggiunto ai ruoli nelle società di famiglia sette cariche "pubblico-private". Ovvero, è amministratore delegato di Eur Spa, Eur Congressi Roma (gestirà la Nuvola), EurFacility (manutenzione del palazzo delle Poste) ed Eur Tel (cablatura telefonica del quartiere), presidente di Aquadrome (i costruttori all'ex Velodromo) ed Eur Power (energia e teleriscaldamento), poi consigliere di Marco Polo (la società che cura i beni del territorio). Come amministratore della holding, Mancini denuncia uno stipendio di Stato di 185 mila euro. Il resto, dice, sono gettoni di presenza.

Bene, andando a controllare le private intraprese dell'amministratore pubblico si scopre, intanto, che a ogni presente e futura attività della "galassia Eur" corrisponde un'azienda che lavora in quel settore sotto il controllo di Mancini. Energia e teleriscaldamento attraverso Eur Power? Il Mancini imprenditore ha posseduto quattro società che si occupano di commercio di combustibili per riscaldamento e una che costruisce apparecchi per la produzione di elettricità.

Investimenti immobiliari all'ex Velodromo? Mancini possiede azioni dell'immobiliare Castel Di Leva. Con Ama e Acea gestisce i rifiuti dell'Eur? In questo campo l'ingegnere meccanico Mancini è socio unico della Società generale rifiuti e presidente della Treerre, "recupero, riciclaggio, riutilizzo", di cui rilevò le quote da Franco Berbabé.

 

Uno dei cavalli di battaglia delle politiche di Eur spa è "l'espansione a mare" di mussoliniana memoria e, segnatamente per l'ad Mancini, lo sviluppo del quadrante Fiumicino. Il manager pubblico nel privato è stato consigliere della Fiumicino servizi. L'uomo si è poi costruito una solida fama per aver ristrutturato il debito della Eur Spa, ma la gavetta l'aveva fatta nella sua Gefi fiduciaria romana.

E poi è un esperto creatore di scatole pubbliche, spa e srl. L'esperienza, qui, Mancini l'aveva fatta nel suo Consorzio Gspa "per pubbliche amministrazioni in liquidazione". Di tutte queste società Mancini, da quando è stato nominato manager pubblico all'Eur, non ha mollato un'azione. Anzi, alcune le ha avviate in prossimità della sua nomina all'ente pubblico.

Potrebbe sembrare l'uomo scelto per mettere a servizio del pubblico le esperienze fatte nel privato, Riccardo Mancini. Entrando nel dettaglio delle sue attività si scopre, però, che l'ingegnere prima di diventarne amministratore è stato consulente di Eur spa per il gp di Formula Uno.

 

Che, da amministratore, ha attivamente spinto. I conflitti di interesse del manager alemanniano - ha finanziato personalmente la campagna elettorale del sindaco nel 2006 e ne è stato uno dei tesorieri per quella del 2008 - diventano palesi quando si scopre che in due società private di Mancini è consigliere e in una terza azionista e amministratrice Emilia Fiorani. E chi è questa signora 46enne? La compagna di Carlo Pucci.

E chi è Carlo Pucci? È il tabaccaio di viale Europa, strada centrale del quartiere, che con l'arrivo di Mancini alla guida di Eur spa è diventato il direttore marketing dell'ente. Il marketing è decisivo in Eur Spa, la cattura di nuovi affitti è missione primaria per la tenuta dei bilanci. E perché l'amministratore delegato Mancini sistema ai vertici dell'ente l'ex marito di una socia che per curriculum ha una lunga esperienza in tabaccheria? Ci sono ragioni d'affari, seguendo le visure camerali.

Ma, vedremo più avanti, anche di politica condivisa in gioventù e in tempi adulti. È interessante notare, ancora, come la Fiorani e Mancini abbiano controllato nel tempo la stessa società che vende chincaglieria varia: si chiama E42, come l'Esposizione universale del 1942 di cui oggi l'ingegnere - con il vestito del manager di Stato - amministra i lasciti.

L'UOMO DI TANGENTOPOLI
E chi c'è nell'ultima Eur spa, quella protetta da Alemanno, dove sono stati mandati via i tecnici qualificati e sono entrati i tabaccai di estrema destra? Sono stati esautorati i dirigenti storici per far posto a Dario Panzironi figlio di Franco, amministratore delegato di Ama, la società pubblica che pulisce le strade della capitale. Per la Parentopoli romana, l'assunzione di uomini vicini al sindaco nelle aziende municipalizzate, Panzironi senior è indagato per abuso d'ufficio. Il manager è consigliere della società Marco Polo satellite della potente Eur spa e suo figlio Dario, già portaborse in Comune, ora è funzionario proprio dell'Eur Spa con un contratto a tempo indeterminato. Mancini ha estratto il suo nome tra sessanta curriculum ricevuti.

 

La filiazione ad libitum di nuove realtà pubblico-private figlie di Eur spa ha portato nei ruoli di controllo delle società "a cascata" sempre agli stessi uomini. Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Inps, manager fedele a Gianni Letta, è presidente del collegio sindacale in sette "Eur-qualcosa" su sette. Controlla lui che sia tutto in ordine. E presidente della Marco Polo spa, fino a poche settimane fa, è stato Paolo Togni, sistemato da Alemanno in Comune alla direzione delle Politiche ambientali, nuclearista per convinzione ed estrazione professionale, coinvolto nel 2007 nelle inchieste sulla ricostituzione della loggia P2.

Togni ha lasciato "Marco Polo" accusando la società di fare gli interessi di terzi. Infine, del "gruppo Mancini" fa parte Angelo Jacorossi, la Tangentopoli del 1992, un miliardo e mezzo (in lire) pagate per riscaldare le case Iacp di Roma. L'imprenditore oggi amministra una società, la Saccir, di cui è stato a lungo consigliere il nostro ingegner Mancini. Ma Jacorossi è anche l'amministratore di Eur Power: sta lanciando la "smart grid", l'autosufficienza energetica del quartiere. Come dice Riccardo Mancini, avanguardista nero della prima ora: "Noi dell'Eur siamo una macchina guerra".

IL VIDEO DELL'INTERVISTA ALL'AD RICCARDO MANCINI
http://tv.repubblica.it/copertina/i-padroni-dell-eur/68788?video=&ref=HREC1-2

  [20-05-2011]

 

 

TUTTI GLI UOMINI DELLO ZIO TOM - CHI SONO, CHI NON SONO, CHI SI CREDONO DI ESSERE, RICHARD D’AMORE, JAMES PALLOTTA E MICHAEL RUANE, I TRE AMERICANI CHE ACCOMPAGNANO DI BENEDETTO ALLA CONQUISTA DELLA ROMA - MA UNICREDIT SAPEVA CHE IL NEOPRESIDENTE GIALLOROSSO FA IL LOBBISTA CON EX AGENTI DELLA CIA? IL SUO SPORT PREFERITO È COMPRARE AZIENDE MEDIO-PICCOLE A POCO E VENDERLE BENE. E LA SQUADRA DEI SENSI SE L’È PORTATA A CASA PER UN PIATTO DI LENTICCHIE

Gianfrancesco Turano per "l'Espresso"

 

Obiettivo 3 giugno. A campionato finito, Thomas Di Benedetto conta di festeggiare il suo sessantaduesimo compleanno in Italia da nuovo padrone dell'As Roma. Sarà il primo proprietario straniero di un club italiano di serie A e non sarà solo. Con lui, a parità di investimento, ci saranno Richard D'Amore, James Pallotta e Michael Ruane. Avranno il 60 per cento. Il 40 per ora resta di Unicredit, arbitro, guardalinee e quarto uomo nell'ultimo match della famiglia Sensi, distrutta nel patrimonio da 18 anni di grandeur calcistica.

Tom, Rich, Jim e Mike, ossia tre italiani e un irlandese cresciuti nell'area metropolitana di Boston, Massachusetts, conoscono il basket, il baseball e il football americano. Non conoscono il calcio e il calcio non conosce loro. Per questo e per l'amore italico verso la trama, i mesi di trattativa per comprare i giallorossi sono diventati un thriller dove non si capiva chi fosse l'assassino. Nel senso che risultava oscuro da dove arrivassero e chi fossero Di Benedetto e i suoi sfuggevoli compari di oltreoceano.

 

Scetticismo e attesa messianica, i due poli dello spirito romano, si sono scontrati dal novembre dell'anno scorso, quando i bostoniani hanno fatto la prima offerta non vincolante per il club giallorosso. Nel momento in cui Di Benedetto è sbarcato a Fiumicino il 28 marzo 2011, la rassegna stampa su di lui comprendeva una vasta galleria di ritratti. Per lo più, il businessman di origini campane veniva considerato un bluff, uno sconosciuto nella sua stessa città, un poveraccio che viaggia in economica. In romanesco, un sòla.

Proviamo a spostarci a Washington, la capitale. Al numero 1401 di K street, a circa 500 metri di distanza dalla Casa Bianca c'è la sede di una società che si chiama Jefferson, Waterman International (Jwi). Di Benedetto è il chairman, ossia il presidente non operativo del consiglio di amministrazione. La società viene definita come "una ditta che fornisce al governo federale rappresentanza e consulenza sia politica sia strategica a governi stranieri e multinazionali".

 

Il fondatore Charles Waterman ha lavorato per decenni ai massimi livelli della Cia. È stato vicepresidente del National Intelligence Council e capo delle operazioni di spionaggio statunitense in posti come il Kuwait, l'Arabia Saudita, l'Egitto, il Libano e la Giordania. Tutti gli altri rappresentanti di Jefferson Waterman vengono dai ranghi delle forze armate o dai servizi dell'intelligence americana.

 

Tutti, salvo Di Benedetto. Ma è piuttosto difficile che una lobbying firm di questo livello abbia preso come presidente un figlio di paisà italiani, soltanto perché passava di là e perché non ama parlare con i giornalisti. L'elenco dei clienti di Jefferson Waterman è, per certi aspetti, inquietante.

Com'è d'uso fra i colossi del lobbying nati nell'era Bush all'incrocio fra interessi pubblici e privati, la società di Washington rappresenta gli interessi di Alassane Ouattara, presidente della Costa d'Avorio, ed ha avuto fra i clienti l'Alleanza per il nuovo Kosovo, partito fondato da Beghjet Pacolli, una decina di Stati (Algeria, Croazia, Corea del Sud, Rwanda, Ghana, Bulgaria, Nicaragua, Romania, Giamaica), l'organizzazione per il commercio estero giapponese, la banca internazionale dell'Azerbaijan, la fondazione Veterani di guerra del Vietnam e aziende come Gec Marconi, Chevron, Cisco e Bae systems. Negli anni Novanta non è mancata qualche scelta controversa, come quando Jwi ha rappresentato gli interessi della dittatura birmana.

 

Bisogna dire che l'ambiente è nettamente conservatore e le simpatie dello stesso Di Benedetto vanno al partito repubblicano, come è tradizione nella comunità italo-americana di Boston. La dimensione di Jwi, e la rete di amicizie ad alto livello in zona Capitol Hill, sembra essere del tutto sfuggita. Soprattutto agli uomini di Unicredit.

Nel corso della trattativa con la banca, Di Benedetto ha più volte confessato ai suoi uomini un certo disagio nell'essere trattato dall'alto in basso. E non tanto dai giornali italiani, che lui non legge, quanto dai dirigenti della banca venditrice, impegnati a togliere dal fuoco la castagna del club giallorosso e sottoposti a pressing asfissiante dalla stampa italiana, dalle radio romane e dalla tifoseria.

 

Forse l'apparenza inganna e il sogno americano è fuori luogo in zona stadio Olimpico, ma per arrivare così vicino alla Casa Bianca, Di Benedetto ha dovuto lavorare duro. Figlio di una famiglia umile, con un padre sbarcato in America a 16 anni e, a quanto si racconta, calciatore di buon livello nelle leghe del soccer locale, il futuro presidente della Roma si è laureato al Trinity College di Hartford (Connecticut) nel 1971 ed è riuscito a entrare nella Pi Gamma Mu, una di quelle consorterie universitarie simili a una loggia massonica su base locale. Le foto dell'epoca mostrano lo studente, già non troppo atletico, in canottiera da basket e con l'armamentario protettivo per il football americano.

 

 

Due anni dopo, nel 1973, ha conquistato il master in Business Administration a Wharton, uno degli Mba più prestigiosi. A studiare insieme al giovane italo-americano c'era Michael Ruane, l'irlandese democratico che, a quarant'anni di distanza, è di gran lunga il più ricco della cordata As Roma, con un patrimonio stimato in diversi miliardi di dollari.

Dopo l'Mba, Di Benedetto ha lavorato in alcune case di investimenti (Allen & co, Salomon Brothers, Morgan Stanley). Nel 1983, in pieno furore economico reaganiano, ha fondato il Big (Boston international group), attivo nel settore delle fusioni e acquisizioni. Al Big si sono aggiunte, negli anni successivi, partecipazioni in società immobiliari, finanziarie e di software. Una delle principali è la Alexander's, un'immobiliare gestita dal Vornado Realty, uno dei trust specializzati in real estate più grandi degli Stati Uniti.

 

Cattolico devoto, Di Benedetto ha regalato milioni di dollari alla chiesa locale, inclusa una casa di riposo per sacerdoti nella zona di Cape Cod, ed è rimasto molto legato al cardinale Bernard Francis Law, arcivescovo metropolita di Boston dal 1984 al 2002, quando è stato travolto dallo scandalo dei preti pedofili. Law, che oggi è reggente della basilica romana di Santa Maria Maggiore, è una delle prime persone che Di Benedetto è andato a trovare durante il suo viaggio di marzo nella capitale.

L'idea di cercare valore nelle aziende medio-piccole per comprarle a poco o nulla e venderle bene è sempre stata la guida di Di Benedetto. Sarà così anche alla Roma, che il businessman italo-americano si è portato a casa per un piatto di lenticchie. Ma i giallorossi non sono il suo primo investimento sportivo.

Nel 2002, c'è stata l'acquisizione dei Boston Red Sox per 700 milioni di dollari in cordata con i partner della Nesv (oggi Fenway Sports Group). Le calze rosse, ex squadra di Babe Ruth, erano una nobile decaduta del baseball. Non vincevano da 86 anni e affogavano nei debiti. I nuovi proprietari sono stati bravi e fortunati. Dopo appena due anni, nel 2004 i Red Sox hanno vinto le World Series della Major League Baseball.

Lo stesso gruppo di azionisti, guidato da John Henry, si è trovato durante la stagione calcistica 2010-2011 a considerare due proposte di acquisto di squadre indebitate. Una era il Liverpool, l'altra era la Roma. Fenway Sports si è orientata sul club inglese. Di Benedetto, pur essendo diventato socio di minoranza dei Reds di Liverpool, ha deciso di insistere con i giallorossi.

 

Ruane è stato contattato in quanto amico di studi. Non è solo il più ricco. È anche il più riluttante ad apparire. Dato il lavoro che fa, Ruane tutto vuole meno che essere associato a una società sportiva. Men che meno al calcio europeo, noto nel mondo come una macchina per produrre perdite e debiti. I clienti potrebbero allarmarsi e il TA Associates Realty di Ruane non gestisce soltanto ricchezze private ma anche, com'è tipico degli Usa, fondi pensionistici pubblici. Fra questi, quello dello Stato del Massachusetts. In altre parole, bisogna che l'investimento di Ruane nel calcio sia tenuto ben distinto dalle sue attività principali.

Non ha questo problema James Pallotta. Il più giovane dei quattro (53 anni) ha partecipato nel 2002 all'acquisto dei Boston Celtics (National basketball association) con un quota di 20 milioni di dollari sui 360 milioni di investimento complessivo. Anche qui la squadra era in declino dopo gli anni trionfali di Larry Bird. Per tornare a conquistare l'anello di campioni c'è voluto un po' di più di quanto ci abbia messo Di Benedetto nel baseball. Il titolo Nba è arrivato nel 2007-2008.

 

Di origini calabro-pugliesi, Pallotta vive con gli hedge fund. Dunque, pericolosamente. Nel 2004, al massimo della bolla speculativa, gestiva un fondo dal nome simbolico, il Raptor Global, garantiva ai suoi partner ritorni sugli investimenti nell'ordine del 20 per cento all'anno e incamerava uno stipendiuccio di 194 milioni di dollari. Quattro anni dopo, con la crisi finanziaria, il Raptor Global è saltato. Non che Pallotta sia finito sul lastrico. Previdente, si era comprato una villa di 22 stanze su un'area di 27 acri a Weston, nei sobborghi chic di Boston. Nel 2009 il finanziere è tornato in attività negli hedge fund con il Raptor Evolution, accreditato di una massa gestita di 11-12 miliardi di dollari.

 

D'Amore è il quarto moschettiere della cordata. Ha 56 anni e un Mba a Harvard seguito da esperienze in Hambro International e Artur Young. Dal 1994 si è messo in proprio con la North Bridge Venture Partners che amministra oltre 3 miliardi di dollari. Ha interessi nell'hi-tech (Veeco instruments e Solectron) e nell'industria medica con la Phase Forward del gruppo Oracle di Larry Ellison. Anche D'Amore, figlio di un sarto, viene da una famiglia di lavoratori che hanno investito nell'educazione dei figli. La sorella, Patricia D'Amore, è una scienziata molto nota nel campo dell'oftalmologia.

La squadra dei proprietari della Roma è questa. Potrebbe cambiare nel giro dei prossimi mesi, se Unicredit cederà parte del suo 40 per cento a soci italiani. In ogni caso, sembra certo che Di Benedetto sarà il manager esecutivo e che gli altri avranno più che altro il ruolo di soci finanziatori. Se riusciranno o falliranno, è presto per dire. Di certo, sono partiti col piede giusto visto che hanno comprato a poco. Ma, altrettanto di sicuro, arrivano in un pianeta sconosciuto e ostile dove ben pochi sono riusciti a guadagnare. A partire dagli yankees che hanno investito nella Premier League inglese. In Italia non sarà più facile.

  [20-05-2011]

 

 

BUNGA BUNGEN! MICA SOLO I BANCHIERI SCOPANO! - LE ASSICURAZIONI TEDESCHE “MUNICH RE” HANNO REGALATO AI 100 MIGLIORI MANAGER UNA VACANZA CON 20 PROSTITUTE MARCHIATE COME LE VACCHE (GIALLO-HOSTESS, ROSSO-ESCORT, BIANCO-PRIVÉ), IN BASE ALLE PERFORMANCE SESSUALI - LE PIÙ FAMOSE TERME DI BUDAPEST TRASFORMATE IN UN BORDELLO - L’AFFARACCIO, RISALENTE AL 2007, STA SCUOTENDO IL COLOSSO TEDESCO FINO AL MIDOLLO - PARE CHE DIETRO ALLE RIVELAZIONI CI SIA UNA CONTROVERSIA PER DEI PAGAMENTI RIMASTI IN SOSPESO…

1 - IL SEX-PARTY TORMENTA MUNICH RE
http://bit.ly/jnQ1Pc
Dal "Financial Times Deutschland" - La vicenda della festa a base di sesso organizzata a Budapest sta scuotendo Munich Re fino al midollo. Il Gruppo tiene molto alla propria politica finanziaria conservatrice, alle iniziative per il clima, ma anche alla sua moderna politica verso i giovani e per la promozione delle donne in posizioni dirigenziali.

 

La faccenda è molto imbarazzante per Munich Re e per il suo Ceo Nikolaus von Bomhard. Il responsabile di tutto è Redanz Ulf, un vecchio dirigente che ha lasciato il Gruppo nel 2009. È lui che approvò il viaggio a Budapest, indirettamente pagato dai clienti dell'assicurazione. Il suo successore ha vietato questo genere di cose, si dice nell'ambiente. La società afferma di aver condotto una ricerca e assicura che dal 2007 non sono più state organizzate feste del genere.

 

Ma dietro alle rivelazioni del sex-party ci sarebbe altro. Gli ambienti industriali vedono una connessione tra l'emergere dello scandalo e una controversia tra i rappresentanti della controllata Hmi e Munich Re, riguardante dei pagamenti in sospeso...

2 - MUNICH RE REGALA UN SEX-PARTY CON 20 PROSTITUTE AI SUOI TOP MANAGER
http://bit.ly/lUoNYY

Da "The Guardian" - Una compagnia di assicurazione tedesca ha ammesso di aver premiato i suoi migliori cento venditori con un sex party affollato di prostitute, organizzato alle terme più famose di Budapest. La Hamburg-Mannheimer International (Hmi), parte del conglomerato assicurativo Munich Re, ha affittato gli storici Bagni Gallert della capitale ungherese e li ha trasformati in un bordello a cielo aperto.

 

Alemno 20 le prostitute assoldate da Ihm per quella che è stata chiamata "gita incentivante". Le donne indossavano braccialetti di diverso colore, a seconda delle prestazioni che erano disposte ad offrire. Il braccialetto bianco contrassegnava quelle riservate a dirigenti e top agents.

 

Dopo che lo scandalo è uscito sul quotidiano tedesco "Handelsblatt", Munich Re ha ammesso che il party c'è stato (un giornale tedesco ha parlato di "Bunga Bunga a Budapest"). Spiega un portavoce di Ergo, facente capo a Munich Re: "È vero, ha detto la compagnia, un viaggio-incentivo a Budapest fu fatto nel 2007. Da una ricerca è emerso che a una serata organizzata nel contesto di quel viaggio presenziarono anche 20 prostitute".

 

L'Handelsblatt ha riportato le testimonianze di chi partecipò al sex party:"All'ingresso fummo perquisiti come in aeroporto. I boss ci dissero che era vietato fare foto o video". "Le donne indossavano braccialetti rossi o gialli. Alcune erano solo delle hostess. Altre ti facevano capire dal colore del braccialetto che non erano lì solo per parlare". Quando il braccialetto era bianco, invece, significava che la ragazza era riservata agli alti dirigenti.

Un altro ha raccontato che intorno alle vasche erano stati sistemati dei letti dove si poteva fare ciò che si voleva. Le prostitute, ha detto anche, si marchiavano con l'inchiostro gli avambracci in base alle performance sessuali. Alcune di loro alla fine avevano una dozzina di timbri.

L'incidente rappresenta una "chiara violazione" della politica aziendale, ha detto Alexander Becker, portavoce della controllata Ergo Versicherungsgruppe. Il responsabile, comunque, non lavora più per noi. 20-05-2011]

 

 

IL FALSO SWAROVSKI - LA PARABOLA VERSO L’ABISSO DI KARL-HEINZ GRASSER, DA GIOVANE SEX-SYMBOL, ASTRO DELLA POLITICA AUSTRIACA, A PLURINDAGATO SPUTTANATO: EVASIONE, INFEDELTÀ ALLO STATO, CONFLITTO DI INTERESSI, RICICLAGGIO, CONCUSSIONE… - L’EX MINISTRO DELLE FINANZE VIENNESI CHE HA SPOSATO L’EREDE DELL’IMPERO DEI CRISTALLI È ACCUSATO DI TUTTO E DI PIÙ - E LA MOGLIE CHE FA? PER DIFENDERLO GRIDA ALLA “PERSECUZIONE GIUDIZIARIA”, PARAGONANDO IL CASO A BERLUSCONI…

Flavia Foradini per "l'Espresso"

 

Lui è bello, giovane, ricco, (ex) potente, ben maritato. Con la moglie, erede dell'impero Swarovski, anche l'animatore delle più belle feste del jet set. Ed è l'oggetto del desiderio, stando ai sondaggi, di tante donne austriache. E stato anche, a suo tempo, il più giovane ministro delle Finanze a Vienna. Ma adesso tutta l'Austria ne parla per una serie di scandali finanziari, con conseguente lunga serie di reati su cui sta indagando la magistratura e che hanno addentellati in vari paesi europei e non solo, paradisi fiscali ovviamente compresi.

La consorte si è lanciata in un'accorata difesa, parlando di "persecuzione giudiziaria", e paragonando il caso a quello di Silvio Berlusconi. Senza peraltro impietosire i giudici che vanno avanti per la loro strada. Non passa giorno senza che escano nuove rilevazioni che gettano una luce diversa su un'esistenza prima felice e ora sommersa da un mare di guai imbarazzanti, compreso il racconto di quei 500 mila euro trasportati in valigia in tre viaggi dalla Svizzera all'Austria anche quando era ministro.

 

Lui si chiama Karl-Heinz Grasser, ha 42 anni, e, prima di diventare un personaggio da rotocalco, faceva semplicemente l'addetto alle pubbliche relazioni in un'azienda automobilistica di Graz dove poco più che ventenne, nel 1992, fece il primo dei due incontri che gli avrebbero cambiato la vita: quello con Jörg Haider, il leader della destra austriaca morto in un incidente automobilistico nel 2008. Fu Haider a introdurlo alla politica e a spingerlo su fino alla poltrona di ministro delle Finanze, sulla quale si è seduto dal 2000 al 2006 nei governi di centro-destra di Wolfganf Schüssel.

 

Il suo programma: far pagare le tasse a tutti (e i guai attuali sembrano un contrappasso) e aumentare le imposte per azzerare il deficit di bilancio. Perennemente abbronzato, piacente, in quegli anni passati nelle stanze dei bottoni, era riuscito a far parlare di sé oltre che per le leggi lacrime e sangue, anche per una serie di gaffe, alcune proverbiali. E che non gli sono state perdonate, a causa di quel dinamismo gagliardo e vagamente protervo con cui ammantava il suo modo di interpretare la carica. Comunque, un personaggio sempre sotto i riflettori.

 

Era ancora fidanzatissimo con la figlia di un diplomatico quando un ragazzo lo riprese all'aeroporto di Parigi (e subito inondò la Rete) in evidenti atteggiamenti amorosi con l'altrettanto bella Fiona Pacifico Griffini, erede dell'impero Swarovski, reduce da due matrimoni, madre di tre figli e in carriera come stilista. Inizio di un amore da copertina quasi subito macchiato da un errore di protocollo durante le vacanze di Natale del 2004. La coppia se ne stava in vacanza alle Maldive durante lo tsunami che devastò quella parte di mondo.

Gli chiesero di tornare in patria, ma lui restò a godersi il sole adducendo come motivo la mancanza di posti sugli aerei: venne sbugiardato da un comunicato ufficiale della Austrian Airlines. Uno così è un bersaglio perfetto per i buontemponi, soprattutto nell'era di Internet. Qualche pirata informatico aveva dirottato sulla sua homepage chiunque cercasse sulla Rete la voce "totale incompetenza".

 

Il suo sito aveva peraltro suscitato clamore per un'altra ragione. Per crearlo, infatti, il ministro aveva ricevuto una donazione di 250 mila euro dall'Unione Industriali, ma si era dimenticato di dichiarare quei soldi al fisco. Lui, che era il titolare delle Finanze. Celebre anche la volta in cui il "Financial Times" fu costretto a smentire quanto Grasser andava dicendo in giro: "Quel giornale mi ha indicato come miglior ministro del ramo in Europa". Non era vero.

 

Finita la stagione al potere ha cercato di riciclarsi, con scarse fortune, come consulente finanziario. Ma non ha certo il problema di come sbarcare il lunario. Grazie anche al patrimonio di Fiona. I due abitano in una casa del centro di Vienna da 600 metri quadrati più 300 di palestra. Hanno una villa sul Wörtersee, il più grande lago della Carinzia, e a Kitzbühel per i weekend sulla neve. In Italia, villa a Capri e azienda di design a Milano.

Molto avvistati anche a Porto Cervo. Fiona ha cittadinanza italiana, oltre a quella austriaca e Svizzera essendo nata a Basilea. La madre si chiama Marina Giori, il padre fa Winter. Pacifico, Griffini e Grasser sono i cognomi dei tre mariti nell'ordine. Swarovski era una nonna materna: tanto che i cugini la diffidano da usarlo. Lei non se ne cura. Sempre presenti, assieme, nelle occasioni che contano.

Intanto, mentre loro trascorrevano una vita sfarzosa e spensierata, la magistratura in silenzio indagava su quello che, a posteriori, è stato definito "metodo Grasser". Alcune cifre: cento testimoni ascoltati in un centinaio di località in giro per il mondo, 22 terabyte di materiale solo per uno dei filoni di indagine, 5 mila intercettazioni, alcune delle quali esilaranti in cui l'ex ministro si esibisce in un proletarissimo dialetto con gli amici del cuore e che sono stati addirittura oggetto di una lezione universitaria: un modo per aggirare la legge che vieta le pubblicazioni sulla stampa, le aule di un ateneo non sono mass media.

 

Le ipotesi di reato su cui si sta indagando: evasione fiscale, infedeltà allo Stato e malversazione, esportazione di capitali, violazione di segreti d'ufficio, conflitto di interessi, riciclaggio, concussione. Si parte dalla privatizzazione di 63 mila immobili dello Stato nel 2004. Grasser avrebbe arrecato "danno alla Repubblica" affidando la gestione dell'operazione da quasi un miliardo di euro non al miglior offerente, ma alla Lehmann Brothers dove, come consulente, c'era un suo amico, tale Karl Heinz Muhr che, già prima di quell'incarico, aveva ricevuto una parcella da quasi mezzo milione di euro non si sa bene a quale titolo.

 

Un altro amico e suo testimone di nozze avrebbe ricevuto, secondo l'accusa, una tangente di 10 milioni di euro versata su un conto a Cipro (a sua insaputa, sostiene Grasser). Risale invece al 2005 il "caso Linz" dove fu costruito il più alto grattacielo della città e dove l'allora ministro traslocò gli uffici del fisco. Anche in questo caso ci sono flussi di denaro sospetti verso suoi amici. Altri filoni riguardano la privatizzazione di importanti aziende pubbliche come Voestalpine o l'aeroporto di Vienna, due scandali che coinvolgono le banche Bawag e Hypo Adria, oltre alle attività di investimenti della Meinl International Power, azienda cofondata da Grasser nel 2007 per il mercato dell'Est Europa.

 

Altre accuse fanno capo a una fondazione in Liechtenstein dove sono custoditi 3 milioni di euro e che farebbe capo a Grasser. Su un conto di Vaduz sarebbero arrivati bonifici milionari transitati da Cipro e dal Delaware. "Di quel conto ne ho parlato col mio commercialista", la timida difesa dell'interessato.

 

Poi ci sono quelle valige piene di denaro: 500 mila euro della suocera, dice lui, che per amore della mamma di Fiona ha trasportato in Austria e fatto fruttare. E con che risultati poi: 284 mila euro di profitto investendo nella Hypo Alpe Hadria che poco dopo fu comprata dalla Bayern Lb facendogli incassare un rendimento del 50 per cento in pochissimo tempo. Ma, malignano gli antipatizzanti, non è che lui, in quanto ministro, sapesse in anticipo di quell'operazione?

 

Grasser ammette solo qualche piccola dimenticanza fiscale e accusa: "Le indagini sono del tutto arbitrarie. Ho sempre agito nell'interesse del Paese e dei contribuenti". Un ex collaboratore, Ernst Plech, sostiene che, negli anni al ministero, Grasser era "molto avido". Per il processo ci vorrà tempo, vista la mole di materiale da esaminare.20-05-2011]

 

 

30! BUON COMPLEANNO P2 - GUZZANTI ALZA IL CALICE: “OGGI QUELLO CHE RESTA È IL LASCITO PERMANENTE DELLA CULTURA DEL SOSPETTO E UN GELLI CHE A 92 ANNI RECITA NELL’INDIFFERENZA GENERALE IL RUOLO DI DISPENSATORE DI MESSAGGI CIFRATI” - MA SU UNA COSA VARREBBE LA PENA INDAGARE: LA DECAPITAZIONE DEI COMANDI DI SERVIZI E FORZE ARMATE IN PIENA GUERRA FREDDA - E POCHI GIORNI PRIMA CI FU L’ATTENTATO A WOJTYLA. UN CASO? - VIGNA RIVELA: "1981? LE LISTE ERANO NOTE GIÀ NEL 1976

1 - A CHI È SERVITO LO SCANDALO P2...
Paolo Guzzanti per "Panorama"

 

Sono passati trent'anni: titoli giganteschi, la patria in pericolo salvata appena in tempo, i giornalisti spediti a frugare tra gli iscritti alla loggia massonica segreta Propaganda 2, poi detta P2; i nomi di militari, politici, imprenditori e gente di spettacolo (Maurizio Costanzo, il povero Alighiero Noschese perfetto imitatore, poi morto suicida...) riuniti in una losca combriccola di cui si sussurrava molto e si sapeva poco. Oggi non se ne sa veramente molto più dopo i processi penali e i lavori della commissione d'inchiesta guidata dalla democristiana Tina Anselmi.

Certo, il «programma politico» di Licio Gelli, il fondatore, era ed è lì, nero su bianco, ma riletto oggi sembra una banalità da centrodestra moderato: presidenzialismo, rafforzamento dei partiti di centro, chiusura ai comunisti di allora. La P2 era certamente un'associazione molto attiva nel lobbying: il Corriere della sera per esempio risultò dominato dai suoi iscritti (Bruno Tassan Din, l'amministratore delegato, il direttore Franco Di Bella che lasciò il posto a Piero Ottone per una vigorosa apertura a sinistra), ciò che ne causò la rovina e il conseguente sorpasso di Repubblica, che ingrassò le tirature proprio grazie alla P2.

 

La cultura del sospetto fu il lascito permanente della vicenda P2 e quella cultura andò a saldarsi con la già attiva cultura delle «liste» misteriose: quando lo scandalo esplose, i giornali alludevano alla mai trovata «lista dei 500 di Sindona» (dal nome del banchiere siculoamericano Michele Sindona avvelenato in carcere come il mafioso Gaspare Pisciotta, cognato e assassino del bandito Salvatore Giuliano). Poi emergeranno periodicamente nuove liste, da quella della Gladio a quella del dossier Mitrokhin, della cui commissione parlamentare d'inchiesta sono stato il presidente dal 2002 al 2006.

 

Liste e complotti non dimostrati, questa l'eredità emotiva e retorica della P2, se andiamo a fare un bilancio. Che alla fine non si sia cavato un ragno dal buco è dimostrato anche dal fatto che il «venerabile» Licio Gelli non soltanto è vivo e vegeto a 92 anni, ma libero di recitare, nell'indifferenza generale, l'antica parte del dispensatore di messaggi cifrati: a febbraio ha detto che Silvio Berlusconi è soltanto un debole e che Giulio Andreotti aveva più stoffa, disponendo di una fantomatica sua lista detta «Anello».

Chiacchiere cui nessuno dà peso. Eppure Gelli era stato dipinto come il demonio che possedeva questa nazione. Tutto lì? Certo la P2 non era una bocciofila, basta leggere i nomi di rispetto, ma certamente la sua memoria viene oggi ravvivata come un utile marchio con cui generare, in un gioco retorico, il bestiario di figure come la «P3» o la «P4» risalendo magari fino alla «P38» che era la pistola preferita dei brigatisti rossi. Eppure, trent'anni fa, il trauma fu violentissimo e improvviso: il governo di Arnaldo Forlani cadde subito dopo avere reso pubblica, il 21 maggio 1981, la lista degli iscritti.

L'Italia fu travolta da una ventata di panico democratico perché veniva certificata l'esistenza di una congiura in cui confluivano i mostri dell'immaginario collettivo: i servizi segreti deviati, la massoneria, la mafia, la Cia, il Mossad, i fascisti, la finanza occulta... un gran minestrone di cui a conti fatti non si è trovato nulla. Dal lavoro della commissione parlamentare emerse soltanto uno studio sociologico sui gruppi di potere che condusse all'austera notazione secondo cui la P2 costituiva «un complotto permanente che si plasmava in funzione dell'evoluzione della situazione politica ufficiale».

 

Come dire nulla. La commissione stigmatizzò anche, con tono accigliato, l'«uso privato della funzione pubblica da parte di alcuni apparati dello Stato» legati alla loggia. Banalità. Tuttavia qualcosa di singolare accadde: risultò che l'intero vertice militare era stato arruolato da Licio Gelli attraverso un'efficace catena di promesse di promozioni, fazioni, intrighi e carriere. Grazie a questa retata, al momento dello scandalo i generali e gli ammiragli erano tutti lì, in trappola, e il risultato fu che vennero con un sol colpo decapitati i servizi segreti e i quadri di comando delle forze armate: 52 alti ufficiali dei Carabinieri, 50 dell'Esercito, 37 della Guardia di finanza, 29 della Marina militare, più 11 questori, cinque prefetti.

Questa decapitazione delle difese interne ed esterne spinge a controllare in quale contesto ciò avvenisse: era dunque il 1981, nel pieno della guerra fredda che minacciava di diventare calda, con l'Unione Sovietica che aveva adottato la dottrina militare (oggi verificabile nei verbali delle riunioni del Patto di Varsavia integralmente pubblicati in "A Cardboard Castle", pubblicato da Vojtech Mastny and Malcolm Byrne) di un attacco improvviso con cui separare l'Europa dagli Stati Uniti, messi di fronte al fatto compiuto.

 

Quella guerra poi non si fece, dicono i verbali, perché la Polonia, perno dell'operazione, era stata sottratta al controllo sovietico dal sindacato Solidarnosc guidato attraverso l'elettricista Lech Walesa dallo stesso papa polacco Karol Wojtyla, che ne ebbe in cambio alcune revolverate nello stesso maggio 1981 (il 13, ndr) in cui vennero fatti trovare da Gelli gli elenchi della P2 a Villa Wanda, vicino ad Arezzo. Questo fatto, diversamente dalla vaga e banale sociologia delle lobby, è incontrovertibile e meriterebbe, 30 anni dopo, qualche riflessione.

2 - E VIGNA RIVELA: LE LISTE ERANO NOTE GIÀ NEL 1976...
Da "Panorama"

 

Le liste segrete della loggia P2 rese pubbliche nel maggio 1981? In realtà erano note alla magistratura già dall'agosto 1976. Lo rivela Piero Luigi Vigna, ex procuratore di Firenze, nel libro In difesa della giustizia scritto con Giorgio Sturlese Tosi per la Rizzoli e in uscita a fine mese. Vigna indagava sul terrorismo nero e interrogò Licio Gelli. «Mi consegnò personalmente la lista di tutti gli iscritti alla P2» ricorda il magistrato. «Verificai che la legge di pubblica sicurezza risalente al fascismo, in sostanza, consentiva la creazione di associazioni segrete ma esigeva che, a richiesta delle autorità, fossero mostrate le liste degli appartenenti. E che, se ci fosse stato un dipendente pubblico, questi avrebbe perso il posto, lo stipendio e la pensione.

 

Giudicai però che quella norma contraddiceva l'articolo 18 della Costituzione che sancisce la libertà di associazione e non ne feci niente. Quando poi iniziò il processo per l'omicidio di Vittorio Occorsio e dovetti presentare in aula la lista della P2, ritenni opportuno farla pubblicare su alcuni organi di stampa.

Nel 1981 quelle stesse liste, con pochi nomi diversi, furono ritrovate a Castiglion Fibocchi: solo allora mi telefonò il ministro dell'Interno, Virginio Rognoni, dicendo: «So che lei era già a conoscenza di questi documenti. Perché non li ha mai inviati al ministero?». Risposi: «Non pensavo che al ministero si leggesse solo Topolino, perché, signor ministro, guardi che sono stati già pubblicati».20-05-2011]

 

 

UN SÌ CHE PROFUMA D’INTESA: le nozze di passera come quelle di william & kate. tre giornbi di festeggiamenti - Ale-danno a Milano per "aiutare" Letizia Moratti: Pisapia gongola per la vittoria sicura - geronzi in attesa della sentenza assicura che "fra sei mesi, a trieste..." - l’ape regina SABINA BEGAN: "BERLUSCONI MI HA AVVICINATO A DIO" - arbasino su dsk: se fosse zompato addosso a un cameriere? - sonia raule scrive - de benedetti ringrazia "striscia"...

 

1- Mentre gli azionisti di Intesa sono incazzati perché parte l'aumento di capitale da 5 miliardi di euro, sabato 28 maggio Corradino Passera va a nozze con la Giovannona Salza. I festeggiamenti sono oltre William & Kate: cominciano venerdì sera, sabato mattina matrimonio, pomeriggio riposo, festa la sera, domenica ancora sollazzi in un clima più informale. Malagò, ex di lei e pronube dell'incontro di Giovanna con Passera, sarà testimone per lei. In banca pensano ci sarà Tremonti. La storica Villa del Balbianello, sul lago di Como, dove fanno i festeggiamenti era della famiglia dell'ex moglie, passata a un fratello, ora è del Fai.

Aggiunge "Panorama":"Attesi dalla coppia e dalla piccola Luce, nata poco meno di un anno fa, circa 250 invitati. I nomi includono quasi tutti quelli della finanza che conta, oltre che il gotha dell'Intesa. Ci saranno Giovanni Bazoli, Alessandro Profumo, Vittorio Colao, Gaetano Miccichè e Paolo Scaroni. Sicuri: Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo. Dati per certi anche i milanesi Bruno Ermolli, Francesco Micheli, Elio Catania e il romanissimo amico della sposa Giovanni Malagò. Unico politico confermato è Pier Ferdinando Casini, atteso con la sposa Azzurra Caltagirone. Finita la festa, domenica è prevista, sempre nel Comasco, una semplice funzione religiosa".

 

2- Ale-danno è andato a Milano per "aiutare" Letizia Moratti a vincere le elezioni comunali: Pisapia gongola per la vittoria sicura...

3- Agli amici che incontra, Geronzi assicura che "tra sei mesi, da Trieste uscirà fuori di tutto..." (Quello che è certo è che fra una dozzina di giorni arriverà la sentenza su Parmalat: 8 anni di galera la richiesta dei pm...)

 

4- Passeggiando per il centro storico romano si vede di tutto: a piazza della Minerva avvistata una strana coppia formata da Ottaviano Del Turco e Alessandra Necci...

5- Altra stranissima coppia al Pantheon: Sergio Billé e "più sani più belli" Rosanna Lambertucci. Bigné-Billé in questi giorni è scatenato: è apparso anche al festone Sospisio, ieri sera, in compagnia della sua Cecilia, e stamattina solcava piazza di Pietra...

 

6- Udite udite: il poeta Corrado Calabrò stasera sarà sul barcone di Marevivo, a bordo Tevere. C'è chi parla di lui come prossimo giudice della corte costituzionale...

7- Sabato 28 maggio, alle ore 11, con l'inaugurazione di un'installazione di Donatella Spaziani, tornano in attività gli Incontri Internazionali d'Arte legati alla scomparsa Graziella Lonardi. Ora, al suo posto, c'è la nipote Gabriella Buontempo (senza Bocchino)...

8- "Berlusconi mi ha avvicinato a Dio perché lui ama Dio ed è una persona di fede. Per me è un maestro di vita, un saggio e un santo. Lui è puro e mi ha avvicinato alla spiritualità. Mi ha illuminato l'anima e sono diventata una donna spirituale". Lo dice in diretta alla Zanzara Began, la showgirl conosciuta come l'Ape Regina.

 

"Ho sentito anche oggi il Presidente e lo chiamo sempre passando dalla segreteria perché dopo quel casino non usa più il cellulare . - continua la showgirl - io amo il Presidente, è un amore speciale e se ho dormito o no con il Presidente non sono cose eleganti da dire" Le feste? "E' da un pò che non si fanno. Venivano molte persone e spesso organizzavo cene a sorpresa a casa sua perchè sono una sua amica: lavora da mattina a sera ed è bello arrivare a casa e trovare una festa e, pur di vedere il suo sorriso, organizzavo feste!"

 

Berlusconi ha una fidanzata? Chiedetelo a lui. Lo possiamo chiamare? Non stasera c'è una festa della polizia, ma chiamate pure la segreteria. Com'è il tatuaggio? 29... che illumini la mia anima per sempre. 29? è il giorno che lo incontrai. Era il 29 di agosto.

Cos'era Bunga Bunga? Era come dire big ben: era una cosa solare per dire facciamo festa, cantiamo, balliamo. Non erano come ho letto delle orge e cose di questo genere... Farebbe politica? no, farei solo la politica dell'amore. io voglio più bene a Berlusconi della Minetti" ha concluso la Began a Radio 24

 

9- Alberto Arbasino per "Il Foglio" - ... E se gli fossero piaciuti gli uomini, e fosse zompato addosso a un cameriere?

10- Carlo Rossella per "Il Foglio" - Breakfast al Martinez. Pedro Almodóvar è vestito di grigio, modello manager. Ma è un colore cui non crede nemmeno lui.

11- Maurizio Crippa per "Il Foglio" - Clooney è già pronto a mollare la Canalis. L'ho sempre detto che aveva troppo una faccia da responsabile.

 

12- Januaria Piromallo (www.bellaedannata.com) - Il libro non è ancora in libreria. Ma già tutta Milano, dai Visconti ai Borromeo, dai Brivio Sforza ai di Carpegna, dai Clavarino ai Gancia corre a riverire la power couple Sonia Raule e Franco Tatò. Su un terrazzo duplex dietro i Giardini di Leonardo, uno dei salotti meglio frequentati di Milano ( e per questo preferisce rimanere nell'anonimato) si congratulavano con l'autrice Luisa Beccaria e Ester Velo.

 

Per l'uscita, settimana prossima di "La Mano del destino" ( Sperling &Kupfer) scritto a quattro mani con Vasken Berberian, regista e scrittore armeno. Il libro, che sarà prossimamente un film ( il regista già c'è e Sonia fa anche la produttrice) ha già avuto la benedizione di Kaiser Franco Tatò. Di lui lei dice: "E' il marito che ogni donna vorrebbe avere al suo fianco. E' il capotribù di una volta, così coraggioso e rassicurante".

13- Ansa - De Benedetti: ringrazio Striscia per avermi dedicato l'unica statua della mia vita terrena, benché io non sia in odore di santità come il loro datore di lavoro. Sulla preoccupazione di perdere il loro posto di lavoro, le veline possono stare tranquille. Il Gruppo Espresso non chiuderà Velvet e D, due testate di prestigio e rispettose del corpo delle donne. Per quanto mi riguarda il caso è chiuso. Auguri e buon lavoro alla brave veline. 20-05-2011]

 

 

LE BORSE CHIUDONO IN RIBASSO (MILANO -1,5%), MALE BANCHE E FIAT INDUSTRIAL, GOLDMAN COLPISCE A2A - FITCH DECLASSA LA GRECIA, PAURA PER IL DEBITO - NON 80MILA, MA 250MILA $ DI VITALIZIO ALL’ANNO PER BUNGA KAHN, ANCHE SE CONDANNATO - I PICCOLI AZIONISTI TELECOM VOGLIONO IL RAPPORTO DELOITTE INTEGRALE - PARENZO MOLLA IL CASINÒ DI VENEZIA - GLI AMERICANI FANNO CAUSA CONTRO IL COLOSSO DEL WEB BAIDU PER FERMARE LA CENSURA CINESE - ARRIVA IL NUOVO PIANO FINCANTIERI, 1.500 LICENZIAMENTI…

1 - BORSA MILANO CHIUDE MALE CON BANCHE, PESANO TIMORI DEBITO GRECO...
(Reuters) - Piazza Affari inverte la rotta nel pomeriggio, piegandosi all'influenza negativa di Wall Street e al riaccendersi dei timori per la situazione del debito di alcuni paesi europei, anche alla luce del declassamento del rating della Grecia da parte di Fitch.

Il listino milanese sconta più di altre borse del vecchio continente l'andamento debole dei bancari, mentre si sgonfiano gli spunti rialzisti della mattinata.

"Anche le dichiarazioni del membro della Bce sul debito greco hanno pesato su borse ed euro", commenta un trader. Secondo Jens Weidmann, membro del board Bce e neo-presidente della banca centrale tedesca, il prolungamento delle scadenze dei titoli greci renderebbe impossibile accettarli come collaterale della Bce in operazioni di prestito, tagliando fuori gran parte del settore finanziario greco dal funding.

L'indice FTSE Mib chiude in calo dell'1,5%, l'AllShare dell'1,37% e il paniere delle Mid cap dello 0,95%. Volumi nel finale per circa 2,7 miliardi di euro.

In Europa il benchmark FTSEurofirst 300 cede lo 0,23% mentre negli Usa gli indici arretrano di oltre mezzo punto percentuale.

Dopo una mattinata tonica chiude piatta FIAT , che sovraperforma comunque nettamente un settore europeo in calo dell'1,5%. Il mercato guarda positivamente al consolidamento di Chrysler nel gruppo torinese dopo la chiusura dell'operazione di rifinanziamento che servirà a rimborsare interamente i prestiti ricevuti dai governi Usa e del Canada. "Anche se attesa, è una notizia positiva e che dimostra che la società è in grado di ripagare tutto il debito", commenta un trader. Cheuvreux ha rivisto al rialzo la raccomandazione a "outperform" da "underperform".

Sul fronte opposto FIAT INDUSTRIAL è uno dei titoli peggiori del paniere principale con un calo di quasi il 3%. MEDIASET sotto i massimi si conferma comunque alla guida del FTSE Mib con un progresso dello 0,7%, che un trader attribuisce a un rimbalzo tecnico dopo le recenti perdite. Un altro cita l'andamento positivo del settore media (+0,4% l'indice europeo) dove sale anche L'ESPRESSO (+1,5%).

Tra le banche POP MILANO (su cui Nomura e Goldman hanno tagliato il target price) lascia sul terreno oltre il 4%, UNICREDIT (oggetto di una riduzione di prezzo obiettivo da parte di WestLB) perde il 3,8%, BANCO POPOLARE il 3,1%. In linea con -3,6% anche INTESA SANPAOLO all'indomani dell'annuncio del prezzo dell'aumento di capitale fino a 5 miliardi fissato a 1,369 euro per azione. "L'effetto del prezzo dell'aumento di capitale sembra neutrale", dice un trader.

A2A perde il 2,5% penalizzata dall'andamento generale non positivo del settore delle utility a livello nazionale ed europeo, ma anche, secondo alcuni analisti, dalle incertezze sulla governance e sugli indirizzi strategici della superutility lombarda nel caso in cui il Centrosinistra dovesse vincere il ballottaggio a Milano con Giuliano Piasapia sindaco. PARMALAT cede lo 0,76% portandosi a quota 2,602, appena sopra i 2,6 euro dell'Opa della francese Lactalis che partirà lunedì. Fuori dal paniere principale SEAT perde il 4,8% dopo il taglio del rating da parte di Moody's.

2 - CHIUSURA IN ROSSO PER I LISTINI EUROPEI...
Trend Online - La chiusura delle Borse del Vecchio Continente lasciano un po' l'amaro in bocca. A penalizzare i listini è principalmente il taglio del rating della Grecia da parte di Fitch a 'B+' a causa dell'incertezza politica sull'attuazione delle misure di austerity.

I timori per la crisi del debito greco spingono in ribasso l'euro, che chiude le contrattazioni a 1,4157 dollari, vicino ai minimi di seduta. La moneta comune arretra anche sullo yen a 115,67. Stabile a 81,67 il cambio dollaro/yen. Parigi chiude con un ribasso dello 0,93% a 3990,09 punti. Segno meno anche per Francoforte -1,25% a 7266,11 punti, mentre Londra chiude con -0,14% a 5947,59 punti. Zurigo segna una perdita dello 0,33% a 6536,27 punti ed Amsterdam un decremento dello 0,84% a 347,88 punti.

3 - A2A COLPITA DA FORTI VENDITE. PER GS RESTA "SELL"...
L'ondata di vendite che si è abbattuta quest'oggi su Piazza Affari ha colpito anche A2A che, malgrado la sua natura difensiva, non è riuscito a sottrarsi all'attacco dei ribassisti. Il titolo ha terminato gli scambi a 1,155 euro, con un calo del 2,53% e oltre 12,5 milioni di azioni passate di mano a fine sessione. A2A è stato appesantito quest'oggi dalle indicazioni negative arrivate da Goldman Sachs che ha deciso di confermare la raccomandazione "sell", con un prezzo obiettivo a 1,17 euro.

 

La banca americana ha rivisto al ribasso le stime sull'eps per l'anno prossimo e per il successivo, lasciando invariate quelle per il 2011 a 0,08 euro per azione. Gli esperti hanno modificato anche le previsioni sull'Ebitda 2011, riducendole del 3%, per via dei minori profitti dalla generazione di energia, anche se questo impatto negativo sarà compensato, seppure in parte, dai minori oneri finanziari.

4 - FMI: PER STRAUSS-KAHN PENSIONE DA ALMENO 250.000 $...
Radiocor - Dominique Strauss-Kahn ha lasciato la carica di direttore generale del Fondo monetario internazionale, ma, nonostante le accuse per tentato stupro, non se ne andra' a mani vuote. Come riporta l'emittente televisiva Cnbc, l'ex numero uno dell'istituto di Washington anche se fosse riconosciuto colpevole e dovesse essere condannato a una pena fino a 74 anni e tre mesi, ricevera' comunque almeno 250.000 dollari all'anno per tutta la sua vita, se non molto di piu'.

Il Fmi e' infatti obbligato dal contratto di Strauss-Kahn a versargli la pensione prevista per i membri dello staff, la liquidazione (attingendo dal Supplemental Retirement Allowance, con una quota tra il 60 e il 70% del suo salario annuale, che era di 420.930 dollari all'anno) e un pacchetto supplementare concordato quando e' stato siglato il contratto (Separation Allowance, una quota una tantum pari al 60-70% del suo stipendio annuale piu' alto).

 

5 - GRECIA: FITCH DECLASSA RATING A B+, WATCH NEGATIVO...
Radiocor - Fitch ha declassato a 'B+' il rating del debito a lungo della Grecia in valuta estera e locale da ''BB+', mentre quello a breve e' rimasto a 'B'. Tutti i rating sono stati inoltre messi sotto osservazione per un possibile ribasso (credit watch negativo). L'agenzia ha spiegato la decisione affermando che 'il calo riflette le sfide di fronte alla Grecia nell'attuazione di un programma di riforme radicale a livello fiscale e strutturale necessario per garantire la solvibilita' dello Stato e le basi di una ripresa sostenuta'.

6 - GRECIA: PAPACONSTANTINOU, FITCH NON HA TENUTO CONTO DEI NOSTRI SFORZI...
Finanza.com - "Il downgrade da parte di Fitch non tiene conto né delle misure supplementari già adottate dall'esecutivo di Atene per centrare i target fiscali 2011 e né della velocità del piano di privatizzazioni". Lo ha dichiarato il ministro delle finanze greco George Papaconstantinou.

7 - TELECOM: ASATI, PUBBLICARE INTEGRALMENTE RAPPORTO DELOITTE
(Adnkronos) - Pubblicare integralmente il rapporto Deloitte, l'indagine per rilevare criticita' legate alle vicende come i dossier illegali, le sim fasulle e Sparkle della precedente gestione di Telecom Italia. E' quanto chiede in una lettera alla Consob Franco Lombardi, presidente di Asati, l'associazione dei piccoli azionisti della compagnia di tlc, dopo che alcuni passaggi del rapporto sono stati pubblicati sulla stampa.

 

"In relazione a quanto riportato in data odierna sui media riguardo stralci del rapporto Deloitte -scrive Lombardi- Asati, che ufficialmente ha richiesto piu' volte agli organi sociali Telecom Italia, alla Consob e alla americana Sec di renderne disponibili i contenuti, ritiene ineludibile la pubblicazione dello stesso nella sua versione integrale per trasparenza verso tutti gli azionisti".

8 - PARENZO LASCIA IL TAVOLO VERDE...
Fr. Bas. per il "Corriere della Sera" - Ha lasciato il tavolo verde. Dopo sei mesi Sandro Parenzo, editore di Telelombardia e Antenna 3, si è dimesso da presidente del Casinò di Venezia. A dicembre la casa da gioco municipale aveva chiuso per la terza volta in rosso. La mano, dunque, non era delle più facili. Il Comune guidato da Giorgio Orsoni ha dato l'annuncio delle dimissioni. Il primo cittadino, cui spetta la nomina del successore, non ha perso tempo e ha espresso il «proprio gradimento per Massimo Miani» , attualmente membro del consiglio di amministrazione.

 

La situazione che Parenzo ha trovato al Casinò, ha spiegato in una nota il Comune, «ha reso prioritarie azioni di ristrutturazione patrimoniale rispetto alle iniziative di sviluppo che verranno e che richiedono risorse e investimenti da parte dell'azionista» . E poiché Parenzo era stato chiamato «per le sue doti imprenditoriali dimostrate negli anni con esperienze che hanno portato allo sviluppo e alla creazione di nuovi business» , le priorità del Casinò «in questo momento non sono sinergiche alle competenze e all'obiettivo che Parenzo si era posto accettando la presidenza» . Tradotto, la situazione economica della casa da gioco municipale è peggiore del previsto. L'amministratore delegato Vittorio Ravà non vuole commentare. La partita non è chiusa. Ma il banco sembra continuare a perdere.

9 - GLI AMERICANI FANNO CAUSA CONTRO IL COLOSSO DEL WEB BAIDU PER FERMARE LA CENSURA CINESE
John Foley per "La Stampa" - La censura della Cina su Internet è diventata un problema per il mondo capitalistico. Baidu, il più grande motore di ricerca del paese, è stato citato in un tribunale di New York per aver collaborato alla censura di un discorso pro-democrazia. La causa, intentata da otto «promotori della democrazia» Usa sembra un po' forzata, e i 16 milioni di dollari richiesti appaiono pochi per una società che in Borsa vale 50 miliardi.

 

È un segnale, però, che le tensioni in materia di libertà di parola si stanno riversando sul mondo aziendale. Le società Internet cinesi hanno molto a che fare con la censura: devono applicarla attivamente in base alle istruzioni ricevute da diversi ministeri. I motori di ricerca come Baidu si limitano a congegnare un algoritmo che elimini i termini sensibili. I siti dei social network ricorrono a dipendenti che hanno il compito specifico di scrutinare e cancellare ciò che è proibito. Questo sistema è quello che ha spinto Google a lasciare la Cina un anno fa.

Non è ancora detto che Baidu sarà condannata a pagare una penale per il ruolo avuto nel blocco degli otto attivisti. I tribunali americani procedono con i piedi di piombo quando si tratta di giudicare idee extraterritoriali. I ricavi e gli asset di Baidu negli Stati Uniti sono trascurabili. E i precedenti sono fumosi. Nel 2000, i tribunali francesi ingiunsero al motore di ricerca Yahoo di rimuovere i link ai siti che mettevano all'asta suppellettili incitanti all'odio razziale. Anziché invocare il primo emendamento, la società si limitò a cancellare gli elementi offensivi dai propri server americani.

Ora però il momento è propizio: il Segretario di Stato Hillary Clinton ha definito «deplorevole» la soppressione del dissenso, e la Casa Bianca ha lanciato una campagna per l'apertura globale di Internet. Tutto questo offrirà seri motivi di riflessione a Facebook, da tempo vietato in Cina ma su cui circolano voci di un possibile rientro attraverso Baidu. Finora, gli azionisti delle società Web non si sono curati molto della censura. Anzi: apparentemente vogliono che le loro società si adeguino alle regole se questo è ciò che serve per partecipare alla crescita della Cina.

 

10 - FINCANTIERI: ARRIVA NUOVO PIANO, DA SINDACATI NO A ESUBERI...
(Adnkronos) - Fincantieri si prepara a scoprire le carte sul nuovo piano industriale. L'ora x' e' fissata per il 23 maggio prossimo quando, in mattinata, presso la sede di via Tevere a Roma, l'amministratore delegato, Giuseppe Bono, presentera', in una riunione ristretta con le delegazioni di Fiom, Fim e Uilm, guidati dai rispettivi segretari generali, la rotta che il gruppo intende seguire per uscire dal tunnel della crisi in cui si trova ancora il settore della cantieristica italiana e internazionale.

Grande e carica di preoccupazione e' l'attesa per l'appuntamento di lunedi' prossimo. In queste ultime ore, indiscrezioni secondo le quali gli esuberi previsti dal nuovo business plan si attesterebbero a 1.500 unita' hanno fatto scattare l'allarme rosso. Sempre secondo queste anticipazioni, il piano prevederebbe la graduale soppressione delle attivita' di Riva Trigoso e la chiusura per tre anni di Sestri Ponente. I sindacati sono gia' sul piede di guerra e hanno proclamato immediatamente due ore di sciopero.

 

11 - MERAKLON: TRIBUNALE RESPINGE RICHIESTA CONCORDATO PREVENTIVO DI FIORLETTA...
(Adnkronos) - Il tribunale fallimentare di Terni ha respinto la richiesta di concordato preventivo presentata dal legale di Gianpaolo Fiorletta, il titolare dell'azienda chimica, arrestato l'8 aprile scorso insieme a sei collaboratori per appropriazione indebita e truffa allo Stato.

Il tribunale ha concesso invece l'ammissione in amministrazione straordinaria sia di Meraklon spa che Meraklon Yarn, nominando come amministratore straordinario l'avvocato Daniele Discepolo, gia' commissario giudiziale. La procedura consentira' il ritorno graduale dei dipendenti alla normale attivita' lavorativa.

Gianpaolo Fiorletta e' accusato di aver distratto fondi per sette milioni di euro dall'azienda in una situazione di grossa crisi finanziaria. Aveva chiesto che di essere scarcerato o trasferito agli arresti domiciliari. Istanza respinta dai giudici del riesame di Perugia. [20-05-2011]

 

 

GORE BUSINESS! - PERCHÉ L’EX VICE PRESIDENTE USA SI È PRECIPITATO IN ITALIA PER DIFENDERE LA SUA "CURRENT TV"? TEME DI PERDERE SKY ANCHE IN GRAN BRETAGNA, CHE TIENE A GALLA TUTTA LA SUA BARACCA - MOCKRIDGE, CAPO DI SKY ITALIA, RISPONDE A CHI PROTESTA E RIMPALLA: “CURRENT VOLEVA 10 MILIONI $ NONOSTANTE GLI ASCOLTI BASSI, SCRIVETEGLI E DITEGLI DI ACCETTARE LA NOSTRA OFFERTA” - GORE, ACCUSATO IN PASSATO DI MOLESTIE DA UNA MASSAGGIATRICE, IMPALLIDISCE AL MONOLOGO DI TRAVAGLIO SUL PORCELLONE STRAUSS KAHN E PENSA: “COS’E’? UN’IMBOSCATA?”…

- DAGOREPORT - TERRORE AD ANNOZERO!!! AL GORE, IL FAGIOLONE ECO-MEDIATICO, IMPALLIDISCE DI FRONTE A TRAVAGLIO E PENSA: "COS'E'? UN'IMBOSCATA?"
Il monologo di Travaglio http://www.youtube.com/watch?v=dzE-e9-T-Hc

 

Panico ieri sera ad Annozero. Era da qualche minuto che Travaglio stava infilzando, in un crescendo rossiniano di virtuosismi sadici, l'erotomane più inguaiato del mondo, Strauss-Khan, che accade il fattaccio. Dopo una gimkana di esilaranti artifici comici costruiti su un immaginifico decalogo ghediniano, studiato per liberare l'ex presidente del FMI dall'incubo newyorchese, la telecamera inquadrava il primo piano dell'ex vice Clinton, Al Gore.

L'ospite d'onore era lì per denunciare l'attacco di nonno Murdoch alla sua Current Tv ma dal suo volto, insolitamente pallido e privo di pomi rubizzi, sembrava precipitato in un buco dell'etere. Nel terrore di un trappolone.

 

Cosa stava accadendo? Che il perfido Travaglio, invitando surrealmente, Khan a non piegarsi "per non darla vinta alle toghe rosse americane perché se passa il principio che uno non può fare politica perché è un vecchio porco si crea un pericoloso precedente dappertutto", riportava il Big Jim dell'ambientalismo planetario a Molly Hagerty, la 54 enne massaggiatrice americana che nel lussuoso Hotel Lucia di Portland sostenne di aver zittito le pretese del "crazy sex poodle" (barboncino arrapato), Al Gore.

 

A dire della ciarliera massaggiatrice, lo yankee biologico si era presentato un po' alticcio alla sua seduta di relax da 540 dollari e molto più battagliero di quanto fosse stato poco prima nell'arringare la platea del Teatro delle Nuvole "sul più importante imperativo del nostro tempo: la tutela dell'ambiente". Intimando la Hagerty di cercare meglio tra gli asciugamani: "Quelle mani, un po' più sotto per favore" ne ricevette un: "Che cosa vuoi?". "Lui allora afferrò forte la mia mano destra, la spinse sotto le lenzuola fino al suo pube - le mie dita contro il suo pene - e urlò: Questo!".

Molly la Rossa raccontò alla polizia delle due ore di imbarazzanti tentativi: "prima provo un massaggio anestetizzante e lui quasi mi si addormenta per poi risvegliarsi più voglioso di prima. Allora per distrarlo apro una scatola di cioccolatini lì sul comodino e lui - golosone - ne ingoia uno per poi infilarmi la lingua in bocca". Ma la scena che sembra uscita da un "b movie" della commedia all'italiana è quella in cui l'emulo di Clinton mette sull'iPod "Dear Mr. President" di Pink e al suono della ballata anti-Bush "diventa ancora più violento, mi fa voltare e mi salta addosso da dietro. Ed io lo blocco: Vai giù, scemone!".

Tutto questo compare, in un gelido flash back, negli occhi di Gore mentre Travaglio gira lo spiedo della sua invettiva.

 


2 - MOCKRIDGE RISPONDE DI SUO PUGNO A 600 MAIL DI PROTESTA PER CURRENT E ALLEGA L'OFFERTA DI RINNOVO...
(Adnkronos) - Tom Mockridge ha risposto di suo pugno alle circa 600 mail di protesta ricevute tra ieri ed oggi dopo che Current aveva pubblicato il suo indirizzo di posta elettronica invitando i telespettatori a protestare per la cancellazione del canale dalla piattaforma Sky. Non solo: ad ogni mail l'ad di Sky Italia ha allegato la proposta di rinnovo contratturale fatta a Current.

"Caro amico, cara amica -esordisce l'amministratore delegato di Sky Italia- grazie per la sua email. A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un'offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su Sky (vedi allegato). Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale".

 

"Purtroppo -prosegue Mockridge- Joel ha deciso di non accettare la nostra offerta e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di dollari. Si tratta di una richiesta decisamente troppo alta, specie in relazione alle recenti performance del canale. Al Gore ha diffuso dati assolutamente inesatti sull'audience del canale, sostenendo che un abbonato di Sky su due guarda Current una volta la settimana.

 

La realta', purtroppo, e' assai diversa: i dati Auditel dicono che solo un abbonato di Sky su 25 ha guardato Current almeno per 10 minuti in una settimana nel corso del 2011. Lo share del canale e' dello 0,03% su media giornaliera e dello 0,02% in prima serata con una media giornaliera di 2.959 telespettatori, come rilevato da Auditel nel 2011. Si tratta di dati in calo del 20% sulla media giornaliera e addirittura del 40% in prima serata, se comparati al 2010. Se il canale avesse raggiunto l'obiettivo di 4500 telespettatori medi giornalieri, concordato nel contratto, la partnership sarebbe stata rinnovata automaticamente per ulteriori due anni", sottolinea Mockridge.

"Quanto al resto -afferma Mockridge- sono sciocchezze: ho dovuto cercare su Google il nome di Keith Olbermann perche' non sapevo chi fosse. La decisione di non rinnovare il contratto con Current quindi non e' dovuta ad alcuna cospirazione politica: si tratta semplicemente di una trattativa economica, che ho gestito io con la mia squadra in Italia. Non ho mai parlato con Rupert Murdoch di nessuno di questi temi. E Silvio Berlusconi -aggiunge- non ha mai promesso a Sky nessuna frequenza digitale terrestre se ci fossimo liberati di Al Gore. Sfortunatamente Al Gore in Italia non e' cosi' rilevante".

 

"Come dimostra la nostra proposta (allegata integralmente con la sola omissione delle cifre, ndr.) abbiamo fatto l'offerta piu' adeguata per il rinnovo del contratto con il canale. Se Al Gore e' cosi' convinto del successo di Current non dovrebbe avere alcun problema a trovare risorse finanziarie, dal momento che una televisione di successo si porta dietro anche maggiori introiti pubblicitari. Sia Al che Joel sono operatori molto esperti del settore della tv via cavo negli Stati Uniti. Tutto cio' rappresenta una pratica negoziale consolidata negli Stati Uniti".

 

Quindi la conclusione: "Dunque -srive Mockridge rivolto ai mittenti delle mail di protesta- se davvero desidera che Current Tv rimanga in Italia, scriva a Joel Hyatt a hyatt@current.com e gli chieda -con la stessa determinazione con cui ha scritto a me- di accettare la nostra offerta, come hanno fatto tantissimi suoi colleghi editori, e noi saremo molto felici di avere Current TV su Sky per altri tre anni".

3 - AL GORE, SKY E BERLUSCONI PIU' VICINI CHE IN PASSATO...
(ANSA) - 'Quando abbiamo lanciato Current, Sky era nuova sul mercato ed era in competizione con Berlusconi e il governo prese decisioni discriminatorie nei suoi confronti. Ora tutto questo e' cambiato, perche' c'e' il digitale terrestre e News Corp vuole investire nel settore, ma non puo' farlo se Berlusconi non approva. C'e' un cambiamento di linguaggio tra Sky e Berlusconi e un ammorbidimento dei rapporti'. Lo ha detto Al Gore nel corso di Annozero, commentando la decisione di Sky di interrompere il rapporto con Current Tv.

 

'In passato - ha aggiunto - gli uomini di Berlusconi hanno fatto pressioni su Sky per impedire che Current trasmettesse programmi scomodi e Sky ci ha difeso. Quando si e' parlato di rinnovo del contratto, le cose sono cambiate. I due (Berlusconi e Murdoch, ndr) sono sempre piu' vicini e questo e' stato un fattore che ha spinto a chiuderci'. Al Gore ha definito 'false' le informazioni diffuse da Sky Italia, secondo cui lo stop e' dovuto a motivi economici. 'Hanno fatto uscire informazioni false - ha spiegato - Ci hanno arbitrariamente chiusi, prima di qualsiasi colloquio di tipo economico'.

Al Gore ha ricordato i successi di ascolti di Current e aggiunto: 'ci sono 14 tv nel bouquet di Sky che hanno un'audience piu' bassa di noi, a cui danno piu' soldi e che non sono state chiuse'. 'I nostri amici ci hanno spiegato qual e' il vero problema - ha aggiunto -, ma non avranno l'ultima parola. Sono gli italiani che devono farsi sentire. Chiamate Sky e mandate mail, minacciando di disdire l'abbonamento se non tornano indietro nella loro decisione'.

 

Rispondendo ad una domanda di Michele Santoro sulla concentrazione del potere mediatico in mano a Silvio Berlusconi, l'ex vicepresidente Usa ha affermato che 'le leggi in Italia sono diverse dagli Usa, ma se una situazione del genere si verificasse negli Usa penserei che e' una cosa assurda. Ho la sensazione che sia un rischio per la qualita' della democrazia se c'e' concentrazione di potere in una solo persona, indipendentemente dai suoi ideali'.20-05-2011]

 

 

Ti sistema la banca “di sistema” - penati accusa: la ristrutturazione dell’impero ligresti grida vendetta! – alla banca di ghizzoni-rampl-palenzona “basterebbero meno di 80 milioni per rilevare il 6,6% di Fonsai pattuito, ma ne paga 170: la differenza viene elargita ai Ligresti - È un prezzo più basso di quello offerto da Groupama, argomenta Unicredit: ma i francesi pagavano per il controllo (ergo l´Opa); mentre per Unicredit è una ristrutturazione”… Alessandro Penati per La Repubblica

Se il buon giorno si vede dal mattino, quello di Unicredit, novella banca "di sistema", promette di essere plumbeo: operazioni "di sistema" come la ristrutturazione Premafin-Fonsai non sono un buon presagio di redditività, o di scintille in Borsa. Per la Consob, quella di Premafin-Fonsai è una ristrutturazione. "La società è in una situazione di crisi attestata", e pertanto Unicredit è esonerata dall´Opa.

 

L´operazione quindi, va valutata come salvataggio. Ma di quale azienda? Più della compagnia assicurativa Fonsai, a rischio dissesto sono Premafin, che la controlla con poco meno del 42%, e le altre holding più a monte: la solita piramide con cui i Ligresti controllano Premafin. Tralasciamo per semplicità le holding a monte. Premafin è chiaramente in crisi: la sua unica attività, la quota in Fonsai, ai prezzi di mercato vale 301 milioni, ed è tutta in pegno alle banche (Unicredit capofila) a fronte di un indebitamento di 302. Di fatto, Fonsai è delle banche creditrici. L´unica attività rimasta ai Ligresti è il valore del premio di controllo.

In una situazione simile, qualsiasi banca agirebbe a tutela dei propri crediti. Potrebbe richiede il reintegro della garanzia; ma i Ligresti non hanno i soldi per farlo. O imporre la vendita della quota Fonsai al miglior offerente, e con l´incasso del premio di controllo rimborsare anche i debiti delle società a monte; ma così se ne mette a rischio l´italianità! O escutere il pegno, diventare azionista di controllo di Fonsai, ristrutturarla, valorizzarla e ricollocarla sul mercato: bella operazione di ristrutturazione, ma non "di sistema". O convertire il debito in azioni, diluendo i Ligresti, per poi procedere come sopra alla ristrutturazione.

 

Invece, Unicredit mette mano al portafogli per aumentare il valore della garanzia (Fonsai) offerta dal debitore Premafin in crisi: 170 dei 450 milioni dell´aumento Fonsai saranno versati dalla banca. Stupefacente. E inefficiente: dei 170 milioni, solo il 42% (la quota Premafin) andrà ad aumentare la garanzia; il resto sarà a beneficio degli altri creditori di Fonsai (Mediobanca in primis).

Ma non basta: invece di pretendere che i Ligresti mettano nuove risorse in Premafin, Unicredit gliele elargisce a fondo perduto. Per sottoscrivere la sua quota di aumento, infatti, Unicredit non acquisterà i diritti sul mercato, ma dai Ligresti a un prezzo almeno doppio: se per esempio l´aumento avvenisse ai valori odierni, 5,8 euro, Unicredit pagherebbe ogni nuova azione 12,7 euro.

 

Vale a dire, le basterebbero meno di 80 milioni per rilevare il 6,6% di Fonsai pattuito, ma ne paga 170: la differenza viene elargita ai Ligresti. È un prezzo più basso di quello offerto da Groupama, argomenta Unicredit: ma i francesi pagavano per il controllo (ergo l´Opa); mentre per Unicredit è una ristrutturazione.

Tanta munificenza a vantaggio di un imprenditore straordinario colpito dalla sfortuna? Non direi. Tra operazioni in conflitto di interessi, affari immobiliari e investimenti dubbi, la gestione Ligresti di Fonsai è stata disastrosa (come ben riassunto su Affari&Finanza dal 3/5). Non bastasse, i Ligresti si sono fatti pagare emolumenti per 60 milioni in 5 anni. Almeno di questi, Unicredit dovrebbe pretendere la restituzione.

 

Sorge il dubbio che per Unicredit sia un´operazione di marketing. Da domani, ogni imprenditore italiano vorrà essere suo cliente. Se le cose vanno male, potranno richiedere il "trattamento Ligresti" e lanciare un aumento di capitale: Unicredit sarà felice di sottoscriverlo, e di fornire all´imprenditore, a fondo perduto, le risorse per mantenere il controllo.

E non è finita. Viene richiesto un aumento da 350 milioni anche alla Milano Assicurazioni, controllata di Fonsai, che non ne ha bisogno: non serve a migliorare i solvency ratio del gruppo, non previsti dalla regolamentazione attuale; ed è l´opposto di quanto Fonsai potrebbe fare per patrimonializzarsi, ovvero, cedere attività. A meno che si stia preparando il terreno per una fusione tra le due assicurazioni: il costo, oggi, sulle spalle della minoranza della Milano; il beneficio, domani, a chi controlla Fonsai. Il gruppo smentisce. Ma a pensar male, con le operazioni di sistema, spesso si indovina 21-05-2011]

 

 

Videoinforma :  www marcobava.it

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

VEDI PREZZI BENZINA CLICCA QUI

ATTENZIONE AI RISCHI DELL'EOLICO

 

RIFIUTI ED EMISSIONI 0

 

 

 

 

Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

www.visual.paginegialle.it/

 

ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

SAPEVI CHE L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE  DAL POLITECNICO DI TORINO  :

INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL PROF.UGAZIO clicca qui

La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

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La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

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