DUBAI
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DUBAI VAFFANCULO! - IL GRATTACIELO PIÙ ALTO DEL MONDO FA IL TONFO PIÙ PESANTE DEL MONDO - NESSUNO VUOLE COMPRARE GLI APPARTAMENTI DEL BURJ AL DUBAI (OGGI SI CHIAMA BURJ KHALIFA) - NELLA TRAGEDIA DEL MATTONE INVENDUTO SI SALVANO SOLO I RESIDENCE DE LUXE DI GIORGIO ARMANI - MALGRADO I PREZZI DEGLI IMMOBILI SIANO CROLLATI FINO AL 70%, 825 APPARTAMENTI (SU 900) RIMANGONO VUOTI

1 - TRACOLLO IMMOBILIARE PER IL BURJ KHALIFA...

 

Che fine ha fatto il palazzo più alto del mondo, lo scintillante Burj al Dubai (ora chiamato Burj Khalifa) inaugurato lo scorso gennaio? Una fine non dignitosa. Secondo il sito arabianbusiness.com e Bloomberg, il valore degli appartamenti del mega grattacielo è crollato in media del 40%, con picchi del 70%. Gli unici immobili che hanno tenuto il loro valore sono i residence concepiti, arredati e inaugurati da Giorgio Armani, che nel palazzo ha anche aperto un lussuosissimo hotel.

 

Peccato che sia circondato dalla desolazione: addirittura 825 appartamenti vuoti su un totale di 900. La crisi economica globale e la fine repentina del boom di Dubai (che ha dovuto essere salvato dal crack dalla vicina Abu Dhabi) hanno bloccato a metà decine di cantieri, e svuotato molti dei grattacieli che erano spuntati come funghi nella città degli emiri.

 

Gran parte della manodopera a basso costo e dei banchieri hanno abbandonato quello che doveva essere l'Eldorado del medioriente, e ora girando per Dubai si vedono decine di gru, scheletri di palazzi e grattacieli vuoti.

 

Alcuni però sono ottimisti (o meglio realisti): i palazzi rimangono sfitti perché i prezzi sono stati fatti prima della crisi, in pieno boom. "Basta aspettare che i prezzi scendano al valore attuale del mercato e i compratori arriveranno", dice il direttore della Sherwoods Real Estate di Dubai. Basta che il valore di mercato non sia più basso di quello di costo...


2 - ARMANI INAUGURA IL SUO HOTEL A DUBAI : http://bit.ly/bKmaGa

 22-10-2010]

 

 

DUBAI: GOVERNO RASSICURA BANCHE, NESSUNA CORSIA PREFERENZIALE PER DW...
(Adnkronos/Aki) - "Tutti i creditori riceveranno lo stesso trattamento": questa l'assicurazione fornita a Bloomberg da una portavoce del governo di Dubai, in merito a possibili 'corsie preferenziali' sugli asset di Dubai World (DW), la finanziaria che nel dicembre scorso ha lanciato un allarme default su un bond da 4,1 miliardi di dollari della sua controllata Nakheel.

 

La possibilita' che il Dubai Financial Support Fund (DFSF) richiedesse un posto privilegiato nell'elenco dei creditori e' stato visto come uno degli ostacoli nei colloqui sulla ristrutturazione del maxi-debito di Dubai World, pari a 26 miliardi di dollari. "Il governo (di Dubai) ha investito 10 miliardi di dollari in Dubai World e su questo prestito assicurazioni ha chiesto alle banche, che tuttavia finora hanno risposto negativamente" ha aggiunto la portavoce.

28.02.10

DUBAI WORLD: BANCHE METTONO IN VENDITA DEBITO...
(Ansa) -
Timorose di perdere tutto, le banche creditrici di Dubai World hanno deciso di collocare sul mercato il debito del conglomerato emiratino nel tentativo di ridurre la propria esposizione.

Secondo quanto scrive il Financial Times, uno dei creditori la settimana scorsa avrebbe offerto agli investitori 100 milioni del debito dovuto da Dubai. Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno al 70% del valore del debito, indicano gli operatori di mercato. Tuttavia, aggiunge il giornale londinese, non è detto che la transazione andrà in porto. I colossi bancari britannici Hsbc e Rbs sono tra le banche creditrici di Dubai World.

7 - GRATTACIELO CIVETTA PER IL TURISMO DI DUBAI...
G. Ve. per "Il Sole 24 Ore" - Il turismo a Dubai si attacca al grattacielo più alto del mondo. Per scongiurare i fantasmi della crisi immobiliare l'Emirato ha scommesso sul nuovo Burj Khalifa, l'edificio inaugurato qualche giorno fa che è già diventato un volano per l'economia locale. Gli hotel del downtown cittadino stanno infatti registrando prenotazioni come non se ne vedevano da tempo.

«Fino ad oggi per gennaio abbiamo piene più dell'80% delle stanze - ha dichiarato il responsabile del vicino Southern Sun Al Manzil Hotel - Da quando il Burj Khalifa è stato inaugurato gli affari vanno a gonfie vele». Insomma il nuovo grattacielo sembra in grado di rivitalizzare i flussi turistici, regalando ottimismo.

Spesso con qualche eccesso: «Crediamo che quest'area - ha affermato un manager del settore - possa diventare famosa come Trafalgar Square a Londra o Times Square a New York». In attesa di risollevare il real estare il Burj Khalifa fa volare senz'altro l'entusiasmo degli albergatori.

20.01.10

 

IL RITARDO SOSPETTO DELLA METRO A DUBAI...
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" -
Non c'è solo la crisi finanziaria ad assillare Dubai. Il bilancio dell'Emirato fa acqua e il deficit sale. Il governo del paese ha approvato il progetto di bilancio 2010, che prevede una crescita al 2% del rapporto fra passivo e Pil, con un rosso di 1,6 miliardi di dollari. Anche se il dato del rapporto deficit-Pil 2009 non è ancora disponibile, l'Emirato spera di contenerlo entro il 3 per cento. Le entrate previste per il 2010 sono di 29,4 milioni di dirham, contro35,4 miliardi di uscite.

A far quadrare i conti dell'Emirato, che prima di Natale è finito nell'occhio del ciclone per il crack di Dubai World, la società immobiliare di proprietà statale, non è bastato nemmeno il rigore di bilancio e il taglio del 6% degli investimenti. Tanto che anche i lavori della metropolitana, appaltati a una ditta giapponese, sarebbero stati rallentati. Dubai, però, ha prontamente smentito le indiscrezioni. Ma il deficit è sempre lì che sale.  

08.01.10

 

DUBAI: 10 MILIARDI $ DA ABU DHABI PER PAGARE IL DEBITO NAKHEEL...
Radiocor - L'emirato di Abu Dhabi ha concesso aiuti per 10 miliardi di dollari al governo del Dubai che verranno utilizzati per pagare il debito di 4,1 miliardi di dollari del colosso immobiliare in difficolta' Nakheel.

'Il governo di Abu Dhabi ha accettato di fornire 10 miliardi di dollari al Fondo di sostegno finanziario di Dubai, somma che sara' utilizzata per far fronte ad alcune obbligazioni di Dubai World in scadenza', afferma in un comunicato il presidente della Commissione fiscale di Dubai. 'Il governo ha autorizzato, come primo intervento del nuovo fondo, il pagamento di 4,1 miliardi di dollari di obbligazioni sukuk in scadenza oggi'.  

18.12.09

 

QUANTE DISILLUSIONI PER GLI OBBLIGAZIONISTI DI DUBAI WORLD...
Da "La Stampa" - La garanzia di Dubai World nei confronti degli obbligazionisti potrebbe rivelarsi senza valore. La holding dell'emirato, che sta cercando di ottenere dai creditori un congelamento dei crediti di sei mesi, si è impegnata a rimborsare un'obbligazione islamica di 3,5 miliardi di dollari, emessa dalla sua nuova controllata immobiliare Nakheel, attualmente in difficoltà. Eppure, con i creditori locali che, di fatto, comandano, i mutuanti esteri potrebbero ritenere che sia impossibile far rispettare la garanzia.

Nakheel ha chiesto di sospendere le negoziazioni di tutte le sue tre obbligazioni islamiche quotate. Soltanto la prima, che era stata emessa nel 2006 e che scadrà il 14 dicembre, è stata garantita dalla casa madre Dubai World. La passività sulle altre due obbligazioni, che hanno un valore nominale complessivo di 1,7 miliardi di dollari e che scadranno nel 2010 e nel 2011, sembra riguardare soltanto Nakheel.

 

Il bilancio 2008 dell'imprenditore edile Dubai mostra 41,5 miliardi di dollari di asset e 17,5 miliardi di debiti - un valore netto degli asset di 24 miliardi. Ma nel 2009, i prezzi degli immobili nell'emirato sono scesi del 50% e sono previsti in calo di un ulteriore 20%. Ciò significa che Nakheel, che ha finanziato alcuni dei progetti più strani dell'emirato, potrebbe facilmente ritrovarsi con un patrimonio netto negativo di 5 miliardi di dollari.

Anche il valore del capitale alla casa madre Dubai World, che alla fine del 2008 aveva debiti di 59 miliardi di dollari, sarà probabilmente negativo. Il suo portafoglio di 10 società sembra per lo più in difficoltà. Tuttavia, Dubai World detiene il 77 percento dell'operatore portuale quotato in borsa, DP World. Questa partecipazione valeva 5,1 miliardi di dollari il 25 novembre, proprio prima che Dubai World annunciasse la sua intenzione di ristrutturare.

Gli avvocati convengono che la ristrutturazione di Nakheel e della sua casa madre sarà un caso giuridico che creerà un precedente. Ciò fa sembrare tutt'altro che solida la garanzia di Dubai World. (Una Galani)

   

2.12.09

 

MOODY'S, IL CASO DUBAI PUO' ESSERE SEGNALE AVVIO EXIT STRATEGY GLOBALE...
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - "Non c'e' alcuna ragione per cui il caso Dubai possa dare il via a una crisi globale del credito sovrano, ma forse puo' essere considerata come la campanella di avvio della 'exit strategy' che notoriamente causa qualche ansia tra gli investitori". Lo ha detto Pierre Cailleteau, managing director di Moody's per i rating sovrani.

 

"Dopo un periodo caratterizzato dall'esigenza di uscire dalla crisi e con risorse illimitate - ha detto in una conference call - ora si ritorna alla normalita' e la fase di normalizzazione sara' un po' accidentata. Tutti i Paesi con un debito molto elevato dovrebbero guardare con molta attenzione al caso Dubai".

3 - PRESIDENTE ECOFIN, ESPOSIZIONE BANCHE UE SU DUBAI RAGIONEVOLE...
(Ansa) - L'esposizione delle banche europee verso Dubai 'sembra essere a un livello ragionevole'.
Lo ha detto il ministro dell'Economia svedese, Anders Borg, presidente di turno dell'Ecofin, a margine della riunione dei ministri dell'Eurogruppo a Bruxelles.  

01.12.09

 

CON DUBAI SONO GUAI – CROLLANO I MERCATI DOPO CHE LA HOLDING DELL’EMIRATO ALLE PRESE CON UN DEBITO DI 59 MILIARDI $, HA CHIESTO UNA MORATORIA SUL PAGAMENTO DELLA “PALMA” (L’ISOLA ARTIFICIALE) E ALTRI INVESTIMENTI CON VIP TRA AZIONISTI E ACQUIRENTI – WALL ST. DEVE RINGRAZIARE LA FESTA DEL RINGRAZIAMENTO…

 


1 - GIORNATA NERA IN EUROPA SU RISCHI DUBAI, FTSE MIB -3,6%...
(Agi) - Chiusura in profondo rosso per le borse del vecchio continente, in una giornata su cui hanno inciso i timori connessi a Dubai World, la holding statale a rischio di default che ha affondato i titoli bancari (Hsbc, Santander, Bnp Paribas, Barclays, Credit Suisse hanno perduto tra il 2,8% e l'8,9%). Si tratta delle piu' pesanti perdite in una seduta degli ultimi sette mesi. A Londra il Ftse 100 finisce a 5.194,13 punti con una flessione del 3,18%. A Parigi il Cac 40 termina a 3.679,23 punti (-3,41%). Il Dax di Francoforte si attesta a 5.614,17 punti (-3,25%). Il Ftse Mib di Milano con 21.922,45 punti cede il 3,6%.

 

Le conseguenze sono state negative per tutti i mercati finanziari, ad eccezione di Wall Street, che si "salva" dal disastro generale grazie alla festa del Ringraziamento. In piazza Affari, l'indice Ftse Mib cede il 3,6% con scambi superiori a 3 miliardi di controvalore e vendite insistenti soprattutto sui titoli finanziari e sugli industriali. Perdono terreno i bancari e gli assicurativi, con molti titoli guida in calo di oltre il 4%; solo Seat (+0,42%) e Terna (+0,09%), del listino principale, si salvano dal tracollo generale. Ribassi marcati per le blue chip Unicredit (-4,85%), Stm (-4,4%), Impregilo (-4,69%), il Banco Popolare (-5,02%), Generali (-4,35%). Scendono anche Fiat (-3,07%) e Eni (-2,87%).

2 - DUBAI, SENZA SOLDI L'ISOLA DEI RICCHI - TREMANO LE BORSE DI TUTTO IL MONDO...
Luca Pagni per Repubblica.it

Un nuovo fantasma si aggira sui mercati finanziari. Parla arabo, arriva dai paesi del Golfo e sta gettando nel panico le Borse di tutto il mondo. Con l'eccezione di Wall Street, ma soltanto perché la piazza di New York è chiusa fino a lunedì per i festeggiamenti del Thanksgiving Day.

 

La nuova bolla finanziaria ha il suo epicentro a Dubai, una delle capitali del lusso mondiale, preda di una frenetica corsa all'investimento immobiliare. Lo stesso settore da cui è nata - partendo dagli Stati Uniti - la crisi dell'economia globale soltanto un anno e mezzo fa.

Nella tarda serata di ieri, Dubai World - la società a capitale pubblico che controlla i principali investimenti immobiliari del paese - ha fatto capire di essere sull'orlo del crac. Il comunicato ufficiale parla di una richiesta avanzata alle banche per congelare almeno per sei mesi il pagamento delle scadenze sul debito, che complessivamente ha raggiunto la cifra di 59 miliardi di dollari.

L'annuncio è arrivato a causa delle difficoltà finanziarie della Nakheel, la società di costruzioni, considerata almeno fino a poche settimane il gioiello dell'emiro di Dubai, ma che entro la metà di dicembre deve far fronte al pagamento di un emissione obbligazionaria in scadenza per 3,5 miliardi di dollari.

 

Una vicenda che potrebbe innescare un effetto domino dagli effetti ancora da valutare nella loro gravità, ma sicuramente preoccupanti, tenuto conto della debolezza in cui versa l'economia mondiale. Lo si è subito capito all'apertura delle Borse europee, investita da un'ondata di vendite che ha colpito in particolare il settore del credito. Si teme gli effetti di un possibile default, cioè di un crac finanziario dell'emirato: secondo gli analisti di Credit Suisse, il sistema delle banche del vecchio Continente potrebbe essere esposto fino a 40 miliardi di dollari.

A Dubai - secondo gli ultimi dati disponibili - l'indebitamento del paese ha raggiunto gli 80 miliardi di dollari l'anno scorso di cui 70 miliardi fanno capo a imprese pubbliche. Tra l'altro le scadenze a breve e medio termine dei debiti di Dubai sono molto consistenti, circa 13 miliardi di bond da rimborsare l'anno prossimo e 19,5 miliardi di dollari nel 2011.

 

Tra gli investimenti più noti di Dubai World c'è l'isola artificiale a forma di palma le cui ville sono state vendute in questi anni anche a calciatori famosi e star del cinema e di cui è stato avviato anche un progetto gemello deliberato nonostante la crisi finanziaria. Si tratta di proprietà vendute a peso d'oro, considerate fine a un paio di anni fa investimenti sicuri e destinati ad acquistare valore nel tempo. Ma come nel resto del mondo, anche a Dubai le quotazioni degli immobili sono crollate. E nonostante negli ultimi mesi ci sia stato un recupero dei prezzi, il calo da inizio anno è comunque attorno al 50%.

 

 

 

[26-11-2009]

DUBAI, DALLA PALMA ALLA SALMA! – GLI EMIRI DI ABU DHABI POTREBBERO NON CORRERE IN AIUTO DEL DUBAI WORLD (L'HOLDING CHE CONTROLLA I FARAONICI PROGETTI DI SVILUPPO IMMOBILIARE) CHE HA RICHIESTO LA MORATORIA SUL DEBITO DI 59 MILIARDI $ - E IL GRANDE IMPORTATORE DI TURISMO POTREBBE DIVENTARE ESPORTATORE DI UNA CATASTROFE GLOBALE…

Francesco Manacorda per "la Stampa"

 

"Ecco, qui a destra vedete la Francia, quasi completata, più avanti la Germania. E là stanno costruendo la Svizzera». La giornata non era un granché e sotto un sole spento il mare del Golfo evocava immagini petrolifere più che balneari, ma - viste dalla lancia con motore da 300 cavalli cortesemente messa disposizione dal colosso edilizio Nakheel - le magnifiche sorti di «The World» sembravano scolpite nella pietra e non costruite sulla sabbia.

Invece proprio di sabbia si trattava, sparata a tonnellate da speciali cannoni galleggianti davanti alla spiaggia di Jumeirah per creare l'ennesimo arcipelago artificiale nell'Emirato dei sogni, pronto a soddisfare le voglie vacanziere di una clientela globale fatta anche, ma non solo, di ricchi e famosi. Nel marzo 2008 la crisi dei «subprime» Usa bussava già alle porte di tutto il mondo, ma a Dubai si ostentava sicurezza.

isola di Dubai a forma di Palma_da Repubblica.it

«Qui la crisi non fa paura», spiegava Maria Abdelrahman, manager dell'onnipresente Nakheel. E tra le trecento isole artificiali che ricomponevano - con più di una licenza geopolitica - l'intero planisfero, raccontava i successi del precedente «The Palm», l'arcipelago a forma per l'appunto di palmizio: «Abbiamo venduto tutto in 72 ore e chi ha comprato a 1,4 milioni di dollari oggi già rivende a 5 milioni».

Ancora ieri il sito di «The World» proclamava orgoglioso che «il 94% delle isole sono già emerse», ma la musica a Dubai è cambiata già da un po' e quella corsa agli acquisti che appena due anni fa spingeva il mattone alla velocità della luce, si è fermata. All'epoca sui quotidiani in inglese e sulle riviste patinate per stranieri gli annunci immobiliari si contendevano lo spazio come i grattacieli sulla terraferma.

 

Dal villaggio residenziale con annesse diciotto buche intitolato a Tiger Woods, alla torre sulla Marina di Dubai - là dove si ammassano oltre 250 grattacieli tutti assieme - intitolata a Boris Becker, la frenesia degli acquisti era tale che si cominciava a comprare quando si gettavano le fondamenta e poi si procedeva a suon di rate versate al completamento del terzo piano, del decimo, del ventesimo, del quarantesimo...

Città degli eccessi - dalla pista da sci in mezzo al deserto citata forse più della Streif di Kitzbuhel, al Burj Dubai, l'albergo a forma di vela alto un chilometro che si fregia del titolo di più altro del mondo - ma anche degli accessi: 2,2 milioni i turisti registrati negli alberghi dieci anni fa, 5,8 milioni l'ultimo dato. Tra di loro anche molti italiani e molta Italia. Indimenticate, tra le altre le missioni nell'Emirato - 300 mila euro complessivi - dell'azienda municipale dei rifiuti di Palermo.

 

Adesso la richiesta di moratoria sul debito avanzata dalla Dubai World, la holding che controlla anche la Nakhhel e i suoi faraonici progetti di sviluppo immobiliare, spedisce i suoi brividi lungo i listini perchè dà corpo a due paure. La prima è che i ricchi e un po' dimessi vicini di sempre - gli Emiri di Abu Dhabi seduti da decenni sul liquido petrolio assai più stabile del solido mattone - possano decidere che i debiti di Dubai non sono affar loro. La seconda è che di conseguenza, il grande importatore di europei, americani, asiatici in cerca di un «buen retiro» divenga improvvisamente un esportatore di crisi.

 

Crisi o non crisi, Dubai resta per molti il Paese dei balocchi nel deserto, a quattro ore di volo dall'Italia o 130 chilometri di trafficatissima autostrada a sei corsie - doverosamente fiancheggiata da reti anticammello - dalla ministeriale e un po' grigia Abu Dhabi. E crisi o non crisi c'è da scommettere che anche questo Natale le crociere alla volta del Golfo - nomi non troppo fantasiosi come «Oro e incenso» o «Le mille e una notte» non partiranno vuote.

Se poi si volesse provare ancora il piacere della Dubai esagerata la prima notizia è che ieri sera nella vela del Burj si trovava comodamente posto con qualche click su Internet. La seconda è che - sempre crisi o non crisi - la più spartana delle stanze costa comunque 7000 dirham, più o meno 1300 euro.

 

 

 

[27-11-2009]

   

 

 

Mb

  Videoinforma :  www marcobava.tk