ECONOMIA DAL 01-06-10 AL 31.12.10
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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

 ideeconomiche@pec.it

 

 

LA MAPPA DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio di:

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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRi SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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MARCO BAVA

 

 

 

IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile presso  di me e basta ordinarlo via email al costo di 30 euro COMPRESE SPESE DI SPEDIZIONE . Oltre al libro sulle mie esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e.

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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. PONTE MESSINA: LIBESKIND PRESENTA PROGETTO PER OPERE CONNESSE...
(Adnkronos) - L'Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, insieme con il direttore generale della Societa', Giuseppe Fiammenghi, ha incontrato a Roma Daniel Libeskind per approfondire il progetto presentato dall'architetto per le principali opere connesse alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Lo rende noto la Societa' Stretto di Messina. In particolare le opere, comprese nel progetto definitivo, riguardano l'area del centro direzionale presso la localita' Piale (Villa San Giovanni), la fascia dal blocco di ancoraggio alla torre del ponte (Cannitello), il lungo mare di Villa San Giovanni con l'obiettivo di offrire un ulteriore valore aggiunto agli aspetti paesaggistici e urbanistici della costa calabrese interessata dalla realizzazione del ponte e dei suoi collegamenti.04-01-2011]

 

11. ISTAT: BENZINA +9,8%, GASOLIO +14,5%...
(ANSA) - A dicembre i prezzi della benzina sono saliti del 9,8% (6,1% a novembre) su base annua e del 2,5% su base mensile. Lo comunica l'Istat nelle stime provvisorie sull'inflazione.I prezzi del gasolio per auto sono cresciuti del 14,5% (+10% a novembre) in termini tendenziali e del 3% sul piano congiunturale. Per quanto riguarda il Gpl l'indice ha segnato un rialzo del 21,3% (+20,2% a novembre) su base annua e del 6,5% su base mensile.Il gasolio da riscaldamento a dicembre e' aumentato del 14,3%.04-01-2011]

 

13. USA: BANK OF AMERICA, SU MUTUI TOSSICI INTESA CON FANNIE MAE E FREDDIE MAC...
(Adnkronos) - Potrebbe salire a un totale di 5 miliardi di dollari il conto di Bank of America per chiudere il capitolo dei mutui 'tossici': e' la stima che arriva dallo stesso istituto, che ha definito con una transazione da 2,6 miliardi di dollari le vertenze aperte con le societa' di erogazione mutui Freddie Mac e Fannie Mae, che accusavano la banca di aver fornito informazioni sbagliate. Bank of America, il piu' grande istituto di credito statunitense, aveva annunciato per il quarto trimestre 2010 un accantonamento pari a 3 miliardi di dollari per l'opzione di riacquisto dei mutui tossici, oltre alle perdite per 2 miliardi di dollari accumulate dalla Countrywide Financial Unit, acquisita nel 2008.

A Wall Street l'intesa e' stata accolta con un netto rialzo delle quotazioni di BoA, che avevano chiuso il 2010 con una perdita di valore delle proprie azioni pari all'11 per cento, il calo piu' netto fra le prime dieci banche americane.
In base all'accordo l'istituto versera' a Freddie Mac una somma pari a 1,28 miliardi di dollari per chiudere le vertenze legate a 787 mila mutui erogati attraverso Countrywide. A Fannie Mae invece spettera' una compensazione di 1,34 miliardi.04-01-2011]

 

 

14. MOTO: GRUPPO PIAGGIO, QUOTA MERCATO SALE AL 34,2% (+1,8%)...
(Adnkronos) - 'Il Gruppo Piaggio anche nel mese di dicembre 2010 conferma il progresso di quota sul mercato italiano delle due ruote gia' evidenziato nel mese precedente, salendo dal 32,4% del dicembre 2009 al 34,2% del dicembre 2010 con una crescita di 1,8 punti percentuali. Sulla base dei dati di mercato diffusi oggi da Confindustria Ancma, l'incremento del Gruppo Piaggio e' legato in particolare all'eccellente andamento nel comparto dello scooter: 40,8% la quota puntuale raggiunta a dicembre, in crescita di 2,7 punti percentuali sullo stesso mese del 2009'. E' quanto si legge in una nota del Gruppo Piaggio.

 

04-01-2011]

 

 

6. CRISI: GERMANIA, AUMENTANO DISOCCUPATI...
(ANSA) - Aumenta a sorpresa il numero dei disoccupati in Germania a dicembre. E' la prima volta nel giro di 17 mesi. Il mese scorso i disoccupati sono aumentati di 3.000 unita' a 3,15 milioni, mentre le previsioni indicavano un calo di 15.000 unita'. Lo ha comunicato l'Agenzia Federale del Lavoro di Norimberga precisando che il tasso di disoccupazione a dicembre e' rimasto invariato al 7,5%.04-01-2011]

 

17. CRISI: SPAGNA, CALANO DISOCCUPATI...
(ANSA) - Calano i disoccupati in Spagna per la prima volta da cinque mesi a questa parte. A dicembre il numero dei disoccupati iscritti alle liste di collocamento e' diminuito di 10.221 unita', pari a un calo dello 0,25% rispetto a novembre quando si registro' un aumento degli iscritti di 24.318 unita'. Lo ha riferito oggi il ministero del Lavoro spagnolo, secondo quanto riferisce Bloomberg. Il numero totale dei disoccupati a dicembre si e' attestato su quota 4,1 milioni contro 4,110 milioni di novembre.04-01-2011]

 

 

18. LAVORO: INPS, +31,7% NEL 2010 LA CIG, MA UTILIZZO COME NEL 2009...
Radiocor - 'Nel 2010 sono state autorizzate complessivamente 1,2 miliardi di ore di cig, con un incremento rispetto all'anno precedente, quando erano state 914 milioni, del 31,7%; tuttavia il consumo effettivo (il tiraggio) delle ore e' stato sostanzialmente identico, essendo attestato nel 2010 su circa il 50% (il dato di dicembre sara' noto la prossima settimana, ma a novembre il tiraggio era al 48%) delle ore autorizzate e arrivando, nel 2009, quasi al 70%'.

Lo afferma l'Inps in una nota nella quale precisa che 'si accentua nel mese di dicembre 2010 la tendenza alla diminuzione delle ore autorizzate di cassa integrazione (cig) rispetto a quelle autorizzate nello stesso mese del 2009: -16,4%. La decisa frenata del dato tendenziale - si legge nel comunicato - si aggiunge a quella del dato congiunturale. Infatti, nel confronto con il mese precedente (novembre 2010), il calo si attesta sul -4,7%. Nel mese di dicembre 2010 sono state autorizzate 86,5 milioni di ore di cig, contro i 90,7 milion i di novembre 2010. Nel dicembre 2009 le ore autorizzate erano state oltre 100 milioni (esattamente 103,4 milioni).04-01-2011]

 

 

MATERIE PRIME: rame e commodity in mano alle banche (LiberoMercato, pag. 24)30-12-2010

 

 

 

 

 

INTERNET: la Sec indaga sui titoli-ombra dei big (dai giornali)

30-12-2010

 

 

5. OCCUPAZIONE: ISTAT, A OTTOBRE INVARIATA IN GRANDI IMPRESE A NETTO CIG...
Radiocor - Nel mese di ottobre l'indice dell'occupazione nelle grandi imprese, depurato dagli effetti della stagionalita', ha registrato un calo congiunturale dello 0,1% al lordo della cig e una variazione nulla al netto dei dipendenti in cig. Lo rende noto l'Istat osservando anche che nel confronto tra la media degli ultimi tre mesi (agosto-ottobre) e i tre mesi precedenti si e' registrato un calo dello 0,4% al lordo della cig e dello 0,3% al netto. A livello tendenziale a ottobre sono state registrate variazioni negative dell'1,6% al lordo della cig e dell'1% al netto della cig.30-12-2010

 

 

 

 

10. FAMIGLIE SPENDONO 2.442 EURO AL MESE...
(ANSA) - In spese per l'abitazione se ne va una parte sempre piu' consistente dei redditi delle famiglie italiane. Secondo il Rapporto sulla coesione sociale messo a punto dall'Istat, l'Inps e il Ministero del Lavoro, infatti, nel 2009 su 2.442 euro di spesa media per famiglia quasi 700 (il 28%) viene destinato alla voce casa, mentre si riduce la percentuale delle spese per alimentare, abbigliamento, trasporti ma anche tabacco e tempo libero e cultura. 27-12-2010]

 

 

12. ASTALDI:COMMESSA DA 417 MLN IN ALGERIA...
(ANSA) - Astaldi si e' aggiudicata una commessa di 417 milioni di euro per realizzazione di una nuova linea ferroviaria in Algeria da Saida a Tiaret. Il contratto prevede la progettazione esecutiva e la realizzazione di 153 chilometri di linea ferroviaria a binario unico, con 41 tra ponti ferroviari e viadotti, 35 sovrappassi stradali, 4 stazioni principali (di cui 2 passeggeri e 2 con funzione di scalo merci e manutenzione) e 9 stazioni di scambio. 27-12-2010]

 

 

. FERRERO: 347MLN UTILE HOLDING LUSSEMBURGHESE, 280MLN DIVIDENDI...
Radiocor - Boom di utili e dividendi per la Ferrero International, capofila del gruppo dolciario di Alba che produce Nutella e Rocher. Nell'esercizio 2009-2010 chiuso ad agosto, la cassaforte lussemburghese, cui fanno capo una quarantina di controllate in tutto il mondo, ha segnato un profitto netto di 347 milioni di euro, in ascesa dai 44 milioni del 2008-2009 e ha deciso di distribuire dividendi per 280 milioni.

A spingere la redditivita' della societa', controllata dall'omonima famiglia, sono state le cedole incassate per un totale di 476 milioni di euro, in ascesa dai 79 milioni dell'anno precedente. L'incremento e' collegato principalmente ai pagamenti avuti da Ferrero Trading Lux, la societa' cui sono state trasferite dal 1999 le attivita' commerciali del gruppo e dalla tedesca Ferrero Middle and Eastern Europe. Sulla base dei documenti lussemburghesi, la International ha asset per 3,7 miliardi di euro da 3,64 miliardi nel 2008-2009.

Gli investimenti in aziende del gruppo ammontano a 1,61 miliardi, cosi' come totalizzano 1,65 miliardi i prestiti concessi ad affiliate (da 1,75 miliardi nel 2008-2009). 'Nel 2009-2010 la societa' ha fornito il suo soste gno per lo sviluppo delle controllate e il raggiungimento degli obiettivi di vendita del gruppo, rafforzando i marchi Ferrero nel mondo e la creazione di valore per gli azionisti', sottolinea il bilancio. Si prevede che la societa' 'continuera' nella sua attivita' istituzionale di sostegno della crescita del gruppo e nel provvedere servizi di management alle filiali'. Tra le novita' degli ultimi mesi, il documento riporta l'apertura a novembre di una nuova filiale a Hong Kong.28-12-2010]

 

 

 2011, PER FAMIGLIE STANGATA DA 1000 EURO...
(ANSA) - E' in arrivo una stangata di oltre 1.000 euro sulle tasche delle famiglie italiane. Secondo i calcoli di Adusbef e Federconsumatori, tra rincari di alimentari, benzina, tariffe, assicurazioni e servizi bancari, il 2011 sara' 'un anno infelice', con un impatto di 1.016 euro annui a famiglia. La voce piu' consistente sara' quella alimentare, con aumenti annui di 267 euro, ovvero del 6%. A seguire i carburanti, per i quali la spesa aumentera' di ben 131 euro l'anno.28-12-2010]

 

 

 DEL VECCHIO: DELFIN, 283MLN PERDITE STRAORDINARIE PER VERTENZA FISCO - CONTI IN ROSSO PER 224MLN PER LA HOLDING LUSSEMBURGHESE...
Radiocor - La chiusura della vertenza con il fisco italiano e' costata 283 milioni di euro di perdite straordinarie a Delfin, cassaforte lussemburghese della famiglia Del Vecchio e il pagamento e' il principale responsabile del rosso di 224,7 milioni con cui si e' concluso il 2009 della holding. E' quanto indica il bilancio depositato nei giorni scorsi nel Granducato e consultato da Radiocor.

 

A concorrere alla perdita di fine esercizio sono anche gli accantonamenti straordinari per il prestito di 46,5 milioni concesso alla controllata tedesca Schema Participation, per permetterle di chiudere le pendenze con le autorita' tributarie italiane. Delfin, cui fanno capo il controllo di Luxottica e la partecipazione in Fonciere des Regions, oltre a quote in Generali, Unicredit e MolMed, a fine 2009 aveva asset finanziari per 8,25 miliardi di euro. Dedotta la perdita, a fine esercizio aveva utili riportati a nuovo per 1,48 miliardi (1,7 miliardi nel 2008).28-12-2010]

 

. PREZZI CASE, MENO 0,8% IN USA IN OTTOBRE...
(ANSA) - L'indice dei prezzi delle case negli Stati Uniti, misurato da Standard & Poor's e Case Shiller, in ottobre e' sceso dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e dell'1% rispetto a settembre 2010.28-12-2010]

 

TOTAL: BENEZIT, SCIOPERI IN FRANCIA AD OTTOBRE COSTATI 150 MLN...
(Adnkronos) - I scioperi in Francia contro la riforma delle pensioni sono costati cari a Total, il gruppo petrolifero francese. 'A questo punto e aspettando una valutazione definitiva -sottolinea a 'Les Echos' il direttore generale Refining & Marketing di Total, Michel Benezit-, possiamo stimare il costo a circa 100 milioni di euro per il refining e a circa 50 mln di euro per il marketing e il petrolchimico'.

28-12-2010]

 

 

 

 

19. GIOCHI PREZIOSI: DA TRIBUNALE GENOVA STOP A PRODUZIONE IMITAZIONE 'ZHU ZHU PETS'...
(Adnkronos) - Il tribunale di Genova oltre a confermare il sequestro, disposto gia' il 9 dicembre, del prodotto denominato 'Vai Cricetino Vai', con un nuovo provvedimento emesso in via cautelare, ha accolto la richiesta avanzata da Giochi Preziosi di inibire la produzione, commercializzazione e promozione del giocattolo contraffatto, realizzato e distribuito da aziende concorrenti. Si tratta di una imitazione, prodotta in Cina, del giocattolo 'zhu zhu pets' prodotto dalla stessa Giochi Preziosi.

 

Ad avviso del Tribunale di Genova, infatti, la produzione, commercializzazione e promozione dei 'Vai Cricetino Vai' avrebbe i presupposti della contraffazione con riferimento al modello comunitario depositato e della concorrenza sleale parassitaria.28-12-2010]

 

 

 

 ANTITRUST: MULTA DA 350MILA EURO A SOCIETA' BRACCIALETTO POWER BALANCE...
(Adnkronos) - Multa Antitrust da 350mila euro alle societa' che hanno distribuito e commercializzato in Italia il braccialetto 'Power balance', diventato un must nell'estate 2010. L'Autorita' guidata da Antonio Catricala', a quanto apprende l'Adnkronos, ha deciso di sanzionare le aziende Power Balance Italy e Sport Town, rispettivamente per 300mila e 50mila euro, per la mancanza di un riscontro scientifico alle 'millantate' caratteristiche del gadget, ovvero la capacita' di incidere sull'equilibrio e la forza fisica. In sostanza, i consumatori sono stati indotti all'acquisto con un messaggio scorretto.

L'Antitrust ha adottato il provvedimento basandosi sul parere fornito dall'Istituto Superiore di Sanita', che ha escluso ogni evidenza scientifica delle qualita' 'promesse' con enfasi dalla martellante campagna pubblicitaria messa in campo dalle due aziende. Nessuna controindicazione, invece, e' emersa per la salute e la sicurezza dei consumatori. [23-12-2010]

 

 

 

 

 

16. SEAT: S&P TAGLIA RATING...
(ANSA) - Standard & Poor's ha tagliato il rating di Seat da B a B- e l'outlook resta negativo. Per S&P, l'azienda sara' a maggior rischio di default nel 2012. Secondo l'agenzia di rating l'editore 'continua ad affrontare un ambiente operativo difficile' e gli analisti vedono 'una struttura di capitale troppo a debito, che potrebbe incidere negativamente sulla posizione di liquidita''. E il gruppo ha davanti 'sfide significative per il rifinanziamento della scadenze del debito' nel 2012-2013.

 [23-12-2010]

 

 MILLEPROROGGHE: TREMONTI, C'E' IL 5 X MILLE...
(ANSA) - "C'é il 5 per mille": lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, durante un brindisi con i giornalisti riferendosi al decreto Milleproroghe. "E' Natale, una buona notizia", ha aggiunto Tremonti, confermando che ci saranno 300 milioni che si aggiungeranno ai 100 già stanziati.21-12-2010]

 

 ENI: CONSIGLIO STATO RIDUCE MULTA ANTITRUST DA 290 A 20,4 MLN...
Radiocor - E' ridotta da 290 a 20,4 milioni di euro la multa comminata ad Eni nel 2006 dall'Antitrust per abuso di posizione dominante nelle importazioni di gas dalla Tunisia. E' quanto si legge nella sentenza con cui la Sesta sezione del Consiglio di Stato ha rivisto le sanzioni inflitte a Eni dall'Autorita' garante della concorrenza e del mercato.

3. ENI: POLI, MAI PRESSIONI DA GOVERNI, CON GAZPROM SOLO BUSINESS...
(Adnkronos) - "Posso assicurarle che, da quando ho assunto la Presidenza, non ho mai ricevuto manifestazioni da parte dei governi pro-tempore in carica volte a influenzare la gestione dell'Eni. Le nostre bussole restano la produttivita' e l'efficienza dei nostri investimenti". Lo afferma il presidente dell'Eni Roberto Poli in un'intervista al 'Sole 24ore' in cui contesta anche le interpretazioni sull'operato dell'azienda seguite alla diffusione dei file di Wikileaks. Pur affermando la necessita' di "collegamenti con il governo, cosi' come avviene, anche in forma piu' stretta, per le imprese energetiche francesi o tedesche" Poli definisce "un'esagerazione" il 'ritratto' di un'Eni come artefice della politica estera italiana. Al contrario, spiega, si tratta di una "conferma indiretta dell'indipendenza dell'Eni. La sua presenza all'estero, in alcuni paesi remoti, la fa comparire come attore importante".22-12-2010]

 

 

10. GENERALI: ARRIVATA LETTERA SU GOVERNANCE A ISVAP, ORA ESAME ATTENTO...
(Adnkronos) - Gli uffici dell'Isvap sono gia' al lavoro sulla risposta arrivata da Generali in merito alle richieste di chiarimento avanzate dall'Autorita'. La lettera e' stata recapitata ieri, entro i tempi stabiliti, e ora sara' valutata con attenzione, in tutti i suoi aspetti.

 

La lettera con i rilievi dell'Isvap era stata letta dal presidente Cesare Geronzi al consiglio di amministrazione delle Generali l'11 dicembre, mentre nel Cda del Leone del 16 dicembre e' stata esaminata la risposta della societa'. L'Autorita' aveva chiesto informazioni su alcuni aspetti della governance e, in particolare, sulle deleghe e i poteri d'urgenza del ceo del Gruppo, Giovanni Perissinotto, e dell'amministratore delegato, Sergio Balbinot. Il faro dell'Isvap si e' acceso anche sulla jv con Petr Kellner, l'imprenditore ceco alleato delle Generali in Est Europa, che e' stata rinnovata con procedure che, stando ai verbali delle riunioni che se ne sono occupate, sono sembrate meno approfondite rispetto al passato.22-12-2010]

 

 

 

 ERNST & YOUNG RESPINGE ACCUSE FRODE, NESSUNA IRREGOLARITA' SU LEHMAN...
(Adnkronos) - Andrew Cuomo attacca, ma Ernst & Young non ci sta. Con un comunicato pubblicato sul proprio sito la societa' di revisione contabile contesta la causa lanciata dal procuratore generale dello Stato di New York (che dal primo gennaio sara' governatore, al posto che fu del padre Mario). Nell'atto, Ernst & Young viene accusata di frode per aver nascosto le 'debolezze' di bilancio negli anni nel suo ruolo di revisore dei conti di Lehman Brothers. La societa' scrive che "non ci sono basi concrete o legali per un'azione" come quella portata avanti da Cuomo e ricorda come il crac di Lehman del settembre 2008 sia stato accompagnato da "altre bancarotte, fusioni sbagliate, ristritturazioni e salvataggi pubblici di tutte le altre principali banche di investimento".

 

Insomma, si difende la societa', "la bancarotta di Lehmann non e' stata causata da questioni legate alla revisione" dei bilanci. Anzi, Ernst & Young - che si dice pronta a presentare le proprie istanze in tribunale - contesta l'accusa di frode basata su una normativa, il cosiddetto 'Martin Act' "vecchio di 90 anni" che "viene usato per la prima volta per lanciare accuse a una societa' di revisione piuttosto che sulla compagnia" che avrebbe compiuto le frodi.

Sul crac della celebre banca e' ancora in corso una indagine della Securities and Exchange Commission, ma Cuomo sembra aver gia' tratto le sue conclusioni, diffondendo una dichiarazione in cui si parla di un "gioco delle carte" compiuto nei bilanci di Lehman "per nascondere miliardi di perdite negli anni precedenti al crollo di Lehman". Alla base del meccanismo - ricorda il 'Washington Post' - le transazioni ribattezzate Repo 105, con cui venivano 'trasferiti' - sotto forma di vendita - asset in cambio di cash per finanziare l'operativita' a breve. La sigla nasce dal fatto che il valore della controparte finanziaria ottenuta era pari (o superiore) al 105 per cento degli asset ceduti a breve termine. E siccome ogni flusso veniva conteggiato come una vendita e non come un finanziamento, i bilanci di Lehman apparivano assai migliori di quanto fossero in realta'.22-12-2010]

 

 

 

 

14. ENAC: CDA APPROVA BILANCIO PREVISIONE 2011, SALDO POSITIVO 550MILA EURO...
(Adnkronos) - Il cda dell'Enac ha approvato lo schema del bilancio di previsione 2011 che presenta un saldo positivo finanziario di competenza di circa 550.000 euro. Il documento deliberato segna l'avvio definitivo della contabilita' e del bilancio e recepisce il nuovo modello organizzativo varato nel 2010 che prevede, tra l'altro, cambiamenti nelle strutture dirigenziali e la presenza di 9 centri di responsabilita' di primo livello.22-12-2010]

 

15. ADR: CDA ENAC PREOCCUPATO PER PERDURARE STALLO INVESTIMENTI FIUMICINO...
(Adnkronos) - 'Viva preoccupazione' dal Cda dell'Enac per 'il perdurare dello stallo degli investimenti della societa' Aeroporti di Roma, destinati all'ampliamento e allo sviluppo dell'Aeroporto di Fiumicino, dovuto anche alla mancata definizione del quadro tariffario'. Il Cda dell'Enac, si legge in una nota, ritiene, pertanto, 'essenziale una rapida conclusione del contratto di programma tra l'Ente stesso e la societa' Aeroporti di Roma. La stipula del contratto di programma permetterebbe lo sviluppo di Fiumicino con il relativo incremento della capacita' aeroportuale e quindi del numero dei passeggeri e dei movimenti che lo scalo potra' gestire, capacita' bloccata da due anni perche' gia' totalmente utilizzata'.22-12-2010]

 

16. ACEA: VIA LIBERA PIANO 2011-13, CRESCITA MEDIA ANNUA EBITDA 11%...
(Adnkronos) - Via libera del Cda dell'Acea al piano industriale 2011-2013 che prevede, in particolare, un ebitda al 2013 pari a 865 milioni di euro, di cui oltre l'80% da attivita' regolamentate. La crescita media annua 2010-2013 dell'ebitda e' pari a circa l'11% mentre il gruppo punta ad investimenti nel triennio di 1,3 miliardi di euro concentrati, per oltre il 70%, nelle attivita' regolamentate Idrico e Distribuzione Elettrica. Lo rende noto il gruppo capitolino al termine del board presieduto da Giancarlo Cremonesi.

I cardini industriali sui cui si fonda il piano, rileva l'Acea, sono la crescita organica ed efficienza operativa, da conseguire attraverso la razionalizzazione dell'assetto organizzativo - industriale, il miglioramento dell'efficienza operativa di tutte le aree industriali e della capogruppo, la valorizzazione di asset ritenuti non strategicamente rilevanti; riposizionamento sul downstream, da raggiungere attraverso l'ottimizzazione del mix di clientela, l'incremento di efficienza ed efficacia nella vendita di energia, lo sviluppo di offerte dual fuel e la ricerca e lo sviluppo di competenze professionali di sourcing & trading.

 22-12-2010]

. AL "24 ORE" GLI AUGURI DI CERUTTI E TREU PER UN 2011 Più MAGRO...
Da "Il Giornale" - In una riunione plenaria della redazione di via Monterosa, con quella romana in collegamento, il presidente del Sole 24 Ore Giancarlo Cerutti e l'amministratore delegato Donatella Treu ieri hanno augurato a tutti buone feste. Incontro breve senza grandi notizie, visto che l'atteso lancio del formato tabloid del quotidiano, tanto voluto dal direttore Gianni Riotta, verrà esaminato nel prossimo Cda di gennaio. Si sa, però, che l'azienda, per far fronte al bilancio in perdita, ha deciso di vendere il settore delle riviste specializzate che erano state rilevate nell'era Calabi. Mentre, dopo l'accordo per l'uscita di 170 poligrafici, girano le prime voci di un alleggerimento anche nell'organico dei giornalisti. Per questo, degli auguri di ieri c'era sicuramente bisogno. Mentre Riotta ha ascoltato in silenzio, senza aggiungere nulla.

22-12-2010]

 

 

18. FONSAI: 25 GENNAIO ASSEMBLEA STRAORDINARIA PER AUMENTO CAPITALE
(Adnkronos) - L'assemblea straordinaria di Fonsai che dovra' deliberare l'aumento di capitale, per un massimo di 460 milioni di euro, e' stata indetta, in prima convocazione, per il 25 gennaio a Torino, presso l'hotel Principi di Piemonte. La seconda convocazione dell'assemblea e' prevista per il 26 gennaio alle 11 nello stesso posto.

Sai Agricola, societa' controllata da Fondiaria-Sai, ha sottoscritto un accordo vincolante con un gruppo di imprenditori agricoli per la cessione dell'intera quota di partecipazione, pari al 100% del capitale sociale, detenuta in Agrisai. Il prezzo e' di 40 milioni. Agrisai e' titolare della Cascina Veneria, la piu' grande azienda risicola monocorpo in Europa che si estende su un'area di oltre 700 ettari situata alle porte di Vercelli.22-12-2010]

 

 

. FERROVIE: UE INVIA A ITALIA LETTERA PRE-INFRAZIONE...
(Adnkronos/Aki) - La Commissione europea ha mandato all'Italia una "lettera di pre-infrazione" per quanto riguarda il divieto di effettuare fermate intermedie sul territorio nazionale imposto ai treni internazionali di Deustche Bahn e delle ferrovie austiache in provenienza da Germania e Austria che collegano Veneto e Lombardia. "La Commissione Ue e' seriamente preoccupata" ha affermato la portavoce del commissario ai trasporti Siim Kallas. Per questo "alla fine della scorsa settimana abbiamo inviato una lettera di
pre-infrazione alle autorita' italiane competenti". Bruxelles si aspetta una risposta entro 10 settimane, quindi entro fine febbraio.22-12-2010]

 

 

. GAFFE FUORI-ONDA DI UN MINISTRO "COMBATTERE MURDOCH"...
Da "la Repubblica" - «Ho dichiarato guerra all´impero di Rupert Murdoch e penso che vinceremo». A dichiararlo, a due giornalisti in incognito, non è stato un concorrente del tycoon delle tv, ma il ministro britannico delle Attività produttive Vince Cable, a cui spettava esprimersi tra pochi giorni sull´acquisizione da parte della News Corp di BSkyB. Dichiarazioni esplosive, quindi, che dopo essere state rivelate dalla BBC hanno sollevato una bufera sul governo Cameron e forti dubbi di imparzialità su Cable. Alla fine, il ministro resterà al suo posto, ma la decisione sulla News Corp passerà al ministero della Cultura.22-12-2010]

 

 MISTERIOSO ACQUIRENTE AL COLLOCAMENTO TOD'S...
En. Br. per "Il Sole 24 Ore" - Scade oggi il termine entro il quale la Consob riceverà le comunicazioni da parte di investitori che abbiano acquistato il 2% o più in occasione del collocamento effettuato da Mediobanca del 10% della Tod's, società quotata alla Borsa di Milano. Domenica pomeriggio una delle più importanti agenzie di informazione nazionale ha battuto la notizia che un gruppo di 12 investitori privati, riuniti dalla Alessandro Proto Consulting, società finanziaria di consulenza con sede a Lugano e ufficio con vista duomo a Milano, ha acquistato il 2,88% della società di Diego Della Valle.

La notizia è stata ripresa da un quotidiano, da un sito di notizie e dal portale di una banca. Tuttavia, contattati dal Sole 24 Ore, Tod's e Mediobanca hanno smentito categoricamente che tra coloro che hanno acquistato/intermediato titoli ci sia la Proto o intestatari - tra cui «è stato stipulato un patto di solidarietà reciproca che li impegna in tal senso» - a lui riconducibili. Un mistero.

 22-12-2010]

 

 ANTITRUST: COSMETICI; 81 MLN DI MULTA A 16 AZIENDE...
(ANSA) - Multate per aver creato un cartello lesivo della concorrenza. La sanzione più alta è per l'Oreal Italia, che dovrà pagare poco meno di 27 milioni, seguita dalla Unilever Italia (18,7 milioni). Ma sono complessivamente 16 le aziende del settore cosmetico che dovranno pagare la multa dell'Antitrust. Ecco i singoli importi, azienda per azienda:

 

(in euro) 1) L'Oreal Italia 26.977.500 2) Unilever Italia Holdings 18.766.440 3) Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & Co 7.653.360 4) Procter & Gamble 6.227.021 5) Sara Lee Household & Body Care Italy 4.029.300 6) Beiersdorf 3.483.480 7) Johnson & Johnson 3.298.680 8) Reckitt-Benckiser Holdings 2.457.840 9) Colgate-Palmolive 2.467.080 10) Glaxosmithkline Consumer Healthcare 2.275.680 11) Mirato 2.244.375 12) Paglieri Profumi 908.628 13) Ludovico Martelli 217.200 14) Weruska&Joel 147.571 15) Associazione Italiana dell'Industria di Marca - Centromarca 17.100 16) Sunstar Suisse 10.080--17-12-2010]

 

. RINASCENTE: PALAZZI PIAZZA DUOMO MILANO E ROMA VERSO CASSA MEDICI
Radiocor - Enpam, la cassa previdenziale dei medici, e' pronta ad assicurarsi la fetta piu' importante del patrimonio immobiliare di Rinascente. L'operazione, secondo quanto risulta a Radiocor, prevede che l'acquisto venga realizzato dal fondo immobiliare Ippocrate gestito da First Atlantic e le cui quote sono interamente di proprieta' dell'Enpam.

 

A passare di mano l'immobile di Piazza Duomo a Milano per una cifra attorno ai 470-480 milioni e il palazzo che ospitera' i grandi magazzini a Roma che sara' ceduto con la formula dello 'acquisto di bene futuro' al 2013 con un investimento di altri 250-270 milioni. Il Comitato consultivo del fondo Ippocrate ha gia' dato il via libera a First Atlantic sgr per trattare l'acquisto dei due immobili e adesso la societa' di gestione del risparmio punta a ottenere un primo accordo entro fine anno per un'operazione che vale oltre 700 milioni.

Per l'immobile di Milano, in questi mesi, sono arrivate diverse manifestazioni di interesse al venditore, il fondo immobiliare Retail & Entertainment gestito da Prelios sgr. Si sono fatti avanti Sorgente sgr, per conto di Enasarco e, stando alle indiscrezioni, anche Allianz e Hines sgr. E' nata un'asta che ha fatto lievitare le quotazioni dai 420 milioni iniziali fino a sfiorare i 500 milioni che Enpam e' pronta a mettere sul tavolo.

17-12-2010]

11. PIZZETTI SCULACCIA SOCIÉTÉ GÉNÉRALE...
Michele Arnese per "Il Foglio" - Leggendo tra le righe il bollettino odierno del Garante della Privacy si scopre che una grande banca è stata bacchettata.

 

"L'iscrizione nei Sistemi di informazioni creditizie (Sic) di una posizione debitoria è lecita solo se ne è stato dato preavviso al consumatore che ha chiesto il finanziamento". Dietro questa frase nel bollettino odierno del Garante della Privacy, presieduto da Francesco Pizzetti, si nasconde un provvedimento che colpisce Fiditalia, finanziaria del gruppo Société Générale.

"I dati presenti nei Sic, le banche dati contenenti informazioni sull'affidabilità finanziaria delle persone che una volta si chiamavano "centrali rischi" private, devono comunque essere sempre corretti ed aggiornati", ricorda la delibera approvata dal commissario e vicepresidente dell'Authority, Giuseppe Chiaravalloti. Il Garante che ha fatto cancellare da un Sic i dati relativi ad un finanziamento chiesto da un cittadino.

"L'interessato, al momento di richiedere un mutuo ipotecario, aveva infatti scoperto di essere stato iscritto, a sua insaputa, come cattivo pagatore da una finanziaria dalla quale aveva in passato ricevuto un prestito", si legge nel bollettino dell'Autorità indipendente che vigila sulla riservatezza dei dati personali.

 

Nel corso dell'istruttoria la finanziaria ha sostenuto che l'iscrizione dell'interessato per una "sofferenza realmente esistita e mai sanata" era stata determinata dal fatto che il cliente aveva corrisposto solo trentacinque rate su trentasei previste dal piano di restituzione. Il beneficiario del finanziamento, invece, ha potuto dimostrare di aver pagato tutte le rate previste, delle quali una, presumibilmente per errore, non era stata registrata dalla finanziaria.

E' emerso, inoltre, che nonostante il finanziamento si fosse estinto già nel febbraio 2003, l'annotazione nei sistemi di informazioni creditizie risultava avvenuta solo nel luglio 2008 e che, nel periodo intercorso, il cliente non aveva ricevuto alcun sollecito per presunti ritardi nei pagamenti, né alcun preavviso di imminente segnalazione del suo nominativo nei Sic.17-12-2010]

 

 

16. VENDITA TIRRENIA, ROMANI STRINGE SULL'ADVISOR...
E. D. C. per il "Corriere della Sera" - «Per la vendita di Tirrenia siamo a buon punto, stiamo per incaricare l'advisor. I tempi sono stretti e ritengo che a marzo potremmo chiudere il caso. Non ci sarà nessuno spezzatino ma una vendita in blocco unico» . Questo il punto sulla compagnia dei traghetti fatto dal neo ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani, ieri a La Spezia. Il ministro ha parlato di Tirrenia in margine al varo tecnico di Rossita, nave multifunzionale costruita da Fincantieri e destinata al trasporto di rifiuti radioattivi derivanti dallo smantellamento dei sommergibili nucleari russi. La nave specializzata fa parte del progetto di decomissioning coordinato da Sogin.

Quanto alla pesante crisi della cantieristica navale Romani ha detto di aver avviato «una riflessione» con l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono su «una necessaria ristrutturazione» . Questo significa la chiusura di cantieri? «Se il mercato resterà negativo- ha detto Romani senza sbilanciarsi ma senza escludere chiusure di unità produttive- la ristrutturazione sarà certamente più difficile» . Intanto è tornata sul tavolo l'ipotesi di costruzione di carceri galleggianti: «Ne ho parlato sia con Bono che con il ministro Alfano - ha detto il successore di Claudio Scajola-. Le carceri galleggianti darebbero una risposta ai problemi di carico di lavoro del settore ma ne aprirebbero altri, ad esempio quello della gestione e della sicurezza. Stiamo valutando la questione» .17-12-2010]

 

18. CAFFÈ AMARO PER MELE...
Da "il Giornale" - Pranzo con la stampa economica, martedì al ristorante Il Bolognese di piazza della Repubblica, a Milano. A invitare era Gaetano Mele, ad della Lavazza, per illustrare andamento e prospettive del gruppo. Mele, al vertice Lavazza dal 2007, manager con un passato nell'editoria avendo guidato la Rcs, è soddisfatto della situazione della storica azienda torinese e fiducioso sul futuro.

Ma forse quel futuro si farà senza di lui. Gli azionisti, guidati dal presidente Alberto Lavazza, hanno infatti dato incarico alla società di cacciatori di teste Egon Zehnder di trovare un nuovo amministratore delegato. La concorrenza, soprattutto dopo il clamoroso successo di Nespresso che ha rivoluzionato il settore, si fa sempre più aspra. E la Lavazza pensa di doverla affrontare con un manager più rampante e giovane di Mele, ormai vicino alla soglia dei 65 anni.17-12-2010]

 

 

 

19. IL DEBITO ENEL SOTTO LA LENTE DI MOODY´S...
Da "la Repubblica" - Dopo Standard & Poor´s, anche Moody´s cambia il suo giudizio sul debito di Enel. L´agenzia di rating, pur riconoscendo la validità delle operazioni compiute dalla società guidata da Fulvio Conti per ridurre il deficit a 45 miliardi, ha deciso di mettere sotto osservazione il debito per le difficoltà nel recuperare i crediti nel settore elettrico vantati dalla controllata Endesa nei confronti dell´amministrazione spagnola per circa 8 miliardi. Per lo stesso motivo S&P´s ha già "downgradato" la società italiana.17-12-2010]

 

 

21. DEUTSCHE BANK PUNTA SUI CASINÒ DI LAS VEGAS...
Andrea Tarquini per "la Repubblica" - Per i marxisti più irriducibili sembrerà una grottesca conferma delle loro teorie sul capitalismo: la Deutsche Bank, la più forte, moderna e globale banca d´affari tedesca, ha appena aperto un gigantesco casinò di superlusso, con annesso hotel, a Las Vegas. The Cosmopolitan, si chiama la nuova super-casa da gioco voluta dai signori della finanza di Francoforte. Hanno investito 4 miliardi di dollari per realizzare l´enorme grattacielo, un nuovo simbolo della metropoli del gioco d´azzardo.

 

Ben 83 tavoli da gioco, 1474 slot machines di ogni genere, e tremila tra camere e suites. Deutsche Bank si mostra come sempre sicura di aver fatto centro: alla fine, tra i tanti giocatori d´azzardo che saranno suoi ospiti, qualcuno vincerà alla roulette, al poker o alle slot machines, ma alla fine i grandi profitti li realizzerà il colosso finanziario. La certezza di non aver sbagliato è tanta che gli spot pubblicitari per l´apertura mostrano signore mature che ballano con bei giovanotti tastando loro il posteriore, o commensali attorno a specie di triclini. "Just the right amount of wrong", solo la dose giusta di errore e trasgressione, è lo slogan.

I maligni hanno gioco facile a paragonare il comportamento delle banche nella crisi internazionale con il gioco d´azzardo: hanno guadagnato scommettendo su crolli azionari o successi di film, hanno lanciato molti prodotti di cui solo pochi garantivano soldi. Come appunto in un casinò. Ma Las Vegas ha conosciuto anche bancarotte: nel 2007 fallì la investment bank Bear Stearns, e trascinò nel crollo la Fontainebleau, che gestiva una delle maggiori case. Carl Icahn la rilevò dai curatori fallimentari per "appena" 150 milioni di dollari. In tanti modi, dopo il faites votre jeu può arrivare il rien ne va plus.

 17-12-2010]

 

 

 

 

 

 ENEL: GNUDI, ANNI DIFFICILI MA ABBIAMO FATTO SCELTE GIUSTE...
(Adnkronos) - "Sono stati anni difficili ma l'Enel ha fatto le scelte giuste". Ad affermarlo, in occasione del brindisi con la stampa, e' il presidente dell'Enel, Piero Gnudi. "Non e' piu' una crisi mondiale ma europea, soprattutto sud-europea", sottolinea Gnudi evidenziando quindi l'importanza per il gruppo "di essere presente in Sud America e in Russia, aree che hanno ritmi di crescita degli anni '50: hanno avuto la crisi ma in due anni hanno recuperato mentre noi i livelli del 2007 li avremo nel 2015 se ci va bene", aggiunge Gnudi. 15-12-2010]

 

 UNIPOL, ADDIO AL VILLAGGIO TURISTICO...
M. Ger. per il "Corriere della Sera" - Nel bilancio Unipol-Ugf quasi non si vede, annegata nei grandi numeri. Adesso quella strana partecipazione è stata venduta. A Bologna i dirigenti del gruppo liquidano l'operazione («non conclusa» , dicono loro) come un dettaglio, facendo finta di saperne poco o nulla. Eppure per presidiare il 49%detenuto nel Villaggio turistico Città del Mare a Terrasini in provincia di Palermo, si è scomodato Milo Pacchioni, amministratore delegato e vicepresidente di Holmo e Finsoe, ovvero le holding cui fa capo la finanza targata Legacoop, Unipol in testa. E il presidente del Villaggio turistico è tuttora Claudio Albertini, numero uno della quotata Igd e in prima fila tra i manager Unipol.

 

Era da un po' che a Bologna volevano disfarsi della partecipazione, in condominio tra l'altro con l'immobiliarista Vittorio Casale e altre finanziarie cooperative. E poi gestire un villaggio di 21 palazzine per 800 camere con varie piscine, 3 ristoranti, 2 pizzerie, 4 bar ecc. non era il mestiere di Unipol. La merchant del gruppo aveva provato a venderlo già nel 2008, senza successo. Poi sono cominciati litigi furibondi con il proprietario degli immobili e delle infrastrutture, una società posseduta in parte da Pirelli Re. Lavori straordinari non rimborsati, canoni d'affitto non pagati, decreti ingiuntivi, cause civili.

Ma almeno ci sono state soddisfazioni economiche per la gestione? Zero: Albertini e Pacchioni hanno presentato gli ultimi tre anni di bilanci in perdita, 2,6 milioni su 11 di fatturato solo nel 2009. Quindici giorni fa, con un'operazione di «osmosi» cooperativa e la benedizione esplicita di Legacoop nazionale, la gestione del Villaggio turistico è passata per 3,9 milioni di euro (già pagati con nove assegni circolari) al Gruppo Turistico Mediterraneo spa, espressione di alcune cooperative siciliane. E metà di quella cifra è servita per transare con il proprietario degli immobili. Così, Unipol ha chiuso con la gestione dei villaggi turistici. 15-12-2010]

 

 

 

LA MARCEGAGLIA VOLTA PAGINA E METTE ORDINE IN CONFINDUSTRIA...
Quando ieri Emma Marcegaglia ha ricevuto dalle mani dell'ambasciatore britannico Edward Chaplin il premio Keynes-Sraffa, è riuscita a nascondere il disappunto per i problemi che la stanno travagliando.

Di fronte al 59enne diplomatico che dopo l'Iraq è arrivato a Roma, la Emma è riuscita a sorridere anche se in quel momento le arrivava la notizia davvero disgustosa dell'ultima capriola politica dell'imprenditore-politico, Massimo Calearo.

Oggi pomeriggio davanti ai big di Confindustria riuniti nel Direttivo, l'imprenditrice di Mantova dovrà fare un grande sforzo per non lasciarsi andare a giudizi feroci nei confronti dei ribaltoni dell'imprenditore veneto che merita un capitolo nella storia della psichiatria.

 

D'altra parte la Emma ha altre cose a cui pensare, soprattutto deve difendere la legittimità di Confindustria dopo lo schiaffo di New York di Sergio Marpionne. Ed è certo che nella riunione di oggi come nella cena di questa sera riservata ai presidenti delle Federazioni associate, contesterà l'accusa di essersi mossa con lentezza nella vicenda Fiat.

Anche oggi sul quotidiano "Il Foglio" questa ferita viene ricordata da Carlo Callieri, l'uomo che dopo aver vissuto per 21 anni dentro l'azienda di Torino ha puntato alla presidenza di Confindustria.

L'anno del Centenario di viale dell'Astronomia si chiude nel modo peggiore, e la Emma non vede l'ora di voltare pagina. Adesso si dedicherà ventre a terra a rimettere buone dosi di orgoglio e a spiegare che l'uscita dalla Fiat non squassa le pareti della sua Associazione. Per la donna che crede all'efficienza e all'organizzazione, senza capire del tutto le sfumature della tattica politica, è importante dimostrare che la pace regna alla periferia del suo impero. Un segno è arrivato in questi giorni da Genova dove è finita la guerra della Confindustria locale con Finmeccanica e due rappresentanti di quel Gruppo (Mario Orlando, Giuseppe Zampini) sono entrati nel pool dei vicepresidenti.

 

Un altro messaggio lo manderà presto a Federica Guidi per mettere fine alla bagarre per la nomina del presidente dei Giovani Imprenditori. È bene che la figlia di Guidalberto Guidi capisca che la sua battaglia per portare su quella poltrona l'industrialotto toscano Jacopo Morelli è alle ultime battute. Sembra infatti che i maggiori consensi li stia raccogliendo in giro per l'Italia un altro Jacopo, di cognome Silva che guida gli industria lotti di Padova.15-12-2010
 

 

1. EUROPA CAUTA IN ATTESA DATI USA; GIU' AUTO E BANCHE
(ANSA) - Procedono con cautela le principali borse europee in attesa di una serie di dati macroeconomici provenienti dagli Usa, che saranno diffusi tra le 13.30 e le 23 di oggi. Si va dalla fiducia delle pmi alle vendite al dettaglio, dalla produzione manifatturiera nel mese di novembre alla fiducia dei consumatori, misurata ogni settimana. Positivi i futures su Wall Street. Gli acquisti e le vendite si bilanciano a seconda dei settori: cedono banche, auto e materie prime, mentre guadagnano qualche punto l'energia e le telecomunicazioni. In particolare frenano Bmw (-1,4%) e Renault (-0,64%), nonostante le previsioni sull'utile di fine esercizio del gruppo francese.

Più caute Peugeot (-0,11%) e Volkswagen (+0,19%). Tra i bancari vendite sulle spagnole Banco de Sabell (-1,11%) e Santander (-0,49%) e sulla greca Piraeus (-0,89%). In calo anche Credit Suisse (-0,79%), Bnp (-0,67%) e Natixis (-0,66%). Deboli gli estrattivo-minerari Acerinox (-2,3%), Rio Tinto (-0,97%), ArcelorMittal (-0,82%) e Bhp (-0,79%). Rialzi in campo energetico per Bp (+0,8%), Tullow (-0,65%) e Total +0,26%), nonostante il calo del greggio a 88,13 dollari a barile.

Bene i telefonici Cable & Wireless Communication (+0,59%) e Vodafone (+0,47%), mentre nel comparto tecnologico tiene Siemens (+0,33%), inserita nella lista dei titoli da acquistare di Chevreux. Acquisti su Lufthansa (+1,85%) ed Air France (+2%) con il rialzo del rating da 'neutral' ad 'outperform' da parte di Credit Suisse..14-12-2010]

 

MADOFF: E' battaglia legale tra Bank Medici e Bernard Madoff. Nel mirino anche il gruppo Pioneer (Unicredit) (Il Sole 24 Ore, pag. 38)

BORSA: Il flop dei collocamenti a Piazza Affari (La Repubblica, pag. 28)

ENERGIA: un piano contro le frodi di Co2 (Il Sole 24 Ore, pag. 23)

PMI: 'Le piccole aziende crescano o da questa crisi non si esce'. Intervista a Vincenzo Boccia, presidente delle microimprese di Confindustria (Il Giornale, pag. 24).

14-12-2010]

 

15. L'EDITORE NORVEGESE CHE COMPRA A PARIGI...
Le.M. per "Il Sole 24 Ore" - I vertici di Spir Communication, che controlla il quotidiano Ouest France, credevano di aver capito male, quando pochi giorni fa Schibsted, gruppo storico norvegese dell'editoria quotidiana, ha offerto loro 200 milioni di euro per il 50% di una start-up che fattura meno di 40 milioni all'anno. Spir ha immediatamente accettato.

Pazzi questi norvegesi? La start-up in questione si chiama Leboncoin, sito di annunci online, visitato in Francia quattro volte di più che eBay. Creato nel 2006, proprio dal tandem Spir-Schibsted, è letteralmente esploso. Schibsted è in pratica l'unico gruppo di giornali al mondo a macinare lucrosi utili con internet. I suoi dirigenti hanno capito che Leboncoin può crescere ancora, eccome. Pazzi questi norvegesi? Forse non così tanto.14-12-2010]

 

 

 

 

16. NEL BOARD DI ROCHE I LEADER D'EUROPA...
L.Te. per "Il Sole 24 Ore" - Più che un semplice consiglio di amministrazione, quello del gigante farmaceutico elvetico Roche si avvia ad essere la sede di una fetta importante dell'industria europea. Il gruppo proporrà infatti ai suoi azionisti, durante l'assemblea del primo marzo, di nominare membri del consiglio il ceo di Nestlè, Paul Bulcke, quello della Shell, Peter Voser, nonché il futuro numero uno della Lufthansa (ed ex ceo della controllata Swiss), Christoph Franz. Non c'è male come schieramento di top manager di grandi gruppi.

 

D'accordo, è vero che il vertice di Roche proporrà anche di ridurre da tre a due anni la durata del mandato per i membri del consiglio di amministrazione. Ma resta il fatto che a nomine avvenute si tratterà di un cda quasi da corazzata europea. Si vedrà quali risultati concreti produrrà un mix così esteso. In ogni caso, molto si potrà dire ma non che il gruppo farmaceutico ora manchi di diplomazia economica.

 

 

 14-12-2010]

 

 

- L'ANGOLO SATIRICO DEL "FINANCIAL TIMES" LO CURA PAUL BETTS (I BARILLA DELLA PASTA)
Avviso ai naviganti N.1: "Si avvisano i signori naviganti che Paul Betts, il simpatico giornalista inglese che per molti anni ha lavorato in Italia, ha dedicato un altro ritratto-monumento a un imprenditore italiano.

 

Dopo aver elogiato Matteuccio Arpe, Corradino Passera e per ultimo Roberto Colaninno, sul "Financial Times" è apparso un articolo di alto contenuto elogiativo per il "re della pasta" Guido Barilla. Il simpatico giornalista Betts lo presenta come "affascinante 52enne, vestito con un abito immacolato e con i capelli sale e pepe che si appoggiano sul collo".

 

A questi tratti aggiunge che "per essere un uomo che mangia un piatto di pasta al giorno e beve un bicchiere di vino, Guido Barilla è insolitamente magro". Per dare un tono più serio all'articolo l'ineffabile Betts aggiunge che il bocconiano imprenditore di origini milanesi "ama mangiare a casa e prova tutti i prodotti prima di lanciarli sul mercato".

Buon per noi e per Paul Betts.[13-12-2010]

 

5 - SALZA È STATO ABBRACCIATO CALOROSAMENTE DA UNA ZINGARELLA CHE GLI HA SFILATO IL PORTAFOGLIO E LE CHIAVI DI CASA
Avviso ai naviganti N.2: "Si avvisano i signori naviganti che il massiccio banchiere torinese Enrico Salza farà un Natale magro.

Sabato scorso il 73enne ex-presidente del SanPaolo è stato vittima di un furto che lo ha profondamente avvilito. Mentre si trovava in un negozio di Trofarello, un piccolo comune alla periferia di Torino, il povero Salza è stato abbracciato calorosamente da una zingarella che gli ha sfilato il portafoglio e le chiavi di casa. Per un uomo che ha sempre considerato il denaro una virtù, il furtarello di Trofarello è un colpo micidiale". [13-12-2010]

 

 

 

. SPOT MAGRI PER LA SIPRA...
Michele Arnese per "Il Foglio" - Certo, la crisi. Certo, il conseguente calo delle entrate. Certo, ci mancherebbe. Quindi nessuna meraviglia se spulciando il bilancio 2009 da poco depositato della Sipra, controllata dalla Rai, i conti siano in picchiata: i ricavi sono diminuiti da 1,197 miliardi di euro a 999 milioni di euro.

Anche i costi, comunque, sono calati, raggiungendo i 997 milioni di euro. Ma ciò non è bastato per confermare l'utile messo a segno nel 2008 (5,5 milioni di euro): nel 2009 la Sipra si è dovuta accontentare di 1,5 milioni di euro. 06-12-2010]

 

 

 

13. ANTITRUST, OK A ADB PER ACQUISIZIONE PIRELLI BROADBAND SOLUTIONS...
(Adnkronos) - Via libera dell'Antitrust all'acquisizione da parte di Advanced digital broadcast (Adb) del controllo esclusivo di Pirelli broadband solutions (Pbs) nonche' delle sue controllate Pirelli Broadband Solutions Soluçoes em Telecomunicaçoes (Brasile) e Pirelli Soluciones Tecnologicas (Argentina). E' quanto si legge nel bollettino settimanale dell'Antitrust in cui si precisa che Adb e' una societa' di diritto svizzero ad azionariato diffuso e quotata alla borsa di Zurigo.

Pbs e' una societa' del gruppo Pirelli attiva nella progettazione, produzione (attraverso sub-constructor esterni) e commercializzazione di gateways per l'accesso a internet a banda larga e dei relativi software applicativi nonche' dei servizi connessi. La societa' e' attiva in misura minore nella progettazione, produzione (attraverso sub-constructor esterni) e commercializzazione di set top box per la ricezione dei segnali della tv digitale via internet. Pbs e' interamente controllata dalla societa' Pirelli.

 

Secondo l'Antitrust 'il mercato non appare caratterizzato da consistenti barriere all'ingresso e non sussistono vincoli normativi o amministrativi in grado di differenziare le condizioni concorrenziali presenti in Italia rispetto a quelle che caratterizzano gli altri paesi europei o extra europei. Il mercato interessato dall'operazione - si legge nel bollettino - e' inoltre caratterizzato da notevoli flussi di importazione in ragione del limitato impatto dei costi di trasporto sul prezzo finale dei prodotti'. 06-12-2010]

 

 

14. MEDIASET: ANTITRUST, VIA LIBERA A CONTROLLO ESCLUSIVO RTI SU TAO DUE...
(Adnkronos) - Via libera dell'Antitrust al controllo esclusivo di Rti (gruppo Mediaset) sulla societa' Tao Due attiva nel mercato della produzione di fiction. L'operazione, sottolinea l'Autorita' nel bollettino settimanale, 'non appare idonea a determinare la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nel mercato'.

Rti gia' detiene il 75% della finanziaria Med Due cui fa capo l'intero capitale sociale di Tao Due mentre secondo patti parasociali il controllo su Tao Due e' esercitato congiuntamente da Rti e da uno dei soci che detiene il 12,5%. Il fatturato realizzato da Tao Due in Italia, nel 2009, e' stato di circa 89 milioni di euro.

In ogni caso, 'considerato che l'operazione in esame determina unicamente il passaggio dal controllo congiunto ad esclusivo esercitato da Rti su Tao Due - societa' che, peraltro, ha recentemente svolto la propria attivita' in esclusiva solo per Rti - la stessa non risulta in grado di modificare l'assetto concorrenziale esistente nei mercati rilevanti', conclude l'Antitrust decidendo di non avviare l'istruttoria. 06-12-2010]

 

15. EDF: CEDE QUOTA DEL 45,01% IN ENBW PER 4,7 MLD...
(Adnkronos) - Edf cede per 4,7 miliardi di euro la quota del 45,01% che deteneva nel capitale sociale della tedesca EnBw. Lo rende noto il gruppo energetico francese dopo il via libera del Cda alla cessione della partecipazione al Land di Bade Wurtemberg al prezzo di 41,5 euro per azione. Oew, l'altro azionista di EnBw ha deciso di non cedere al Land le sue azioni e di non esercitare il suo diritto di prelazione della quota di Edf. 06-12-2010]

 

16. BOCCONI SALE AL 17^ POSTO CLASSIFICA FINANCIAL TIMES...
(Adnkronos) - Sda Bocconi scavalca, nel ranking di Financial Times, le inglesi Imperial College e London School of Economics and Political Sciences. E, con un balzo di 7 posizioni, si piazza al 17° posto. Prima Scuola italiana nelle classifiche internazionali, Bocconi chiude un 2010 ricco di riconoscimenti e successi: la Sda ha riottenuto infatti la full accreditation dagli importanti enti di accreditamento mondiali Equis e Amba.

Il risultato nel ranking di Ft e' stato possibile grazie agli ottimi piazzamenti ottenuti da Bocconi nei ranking specialistici che ogni anno Ft propone: quello relativo all' Mba (14°), al Master in Management (31°al debutto avvenuto quest'anno) ed all'Executive Education (11° nei programmi su misura e 12° in quelli open).

Unica scuola italiana presente in tutti i piu' importanti ranking internazionali, Sda Bocconi si conferma tra i leader europei dell'alta formazione. Quest'anno l'Mba della Sda e' infatti entrato anche nella classifica di Business Week, dopo quelle di Ft e The Economist, posizionandosi al 18° posto al mondo, esclusi gli Stati Uniti e al 12° posto in Europa.

 06-12-2010]

 

 

 

 

 

15. A.SAUDITA: PRINCIPE ALWALEED, IL 'WARREN BUFFETT ARABO' A CACCIA INVESTIMENTI...
(Aki) - Soprannominato dal Time il 'Warren Buffett arabo', il principe Alwaleed bin Talal Alsaud, nipote del re saudita Abdullah, è considerato l'uomo arabo più influente del mondo. Classe 1955, figlio di Talal bin Abdul Aziz, il principe riformatore che arrivò spesso ai ferri corti con la monarchia, Alwaleed ha studiato in California e si sposato tre volte. Dopo aver divorziato dalle prime due mogli ora è coniugato con la principessa Amira, con cui ha avuto due figli, il principe Khalid e la principessa Rim.

Nonostante sia stretto parente di re Abdullah, Alwaleed si è sempre tenuto lontano dalla politica, preferendo il mondo degli affari. Imprenditore internazionale di successo, il principe saudita ha ammassato una fortuna enorme del valore di oltre 20 miliardi di dollari, un patrimonio accumulato non con i proventi del petrolio ma attraverso fruttuosi investimenti nei settori più variegati, dalla comunicazione, alla finanza, all'immobiliare. Operazioni effettuate soprattutto attraverso la società che presiede, la Kingdom Holding Company, una delle più grandi e potenti holding del mondo, che detiene il 3,5% di Citigroup ed il 7% della NewsCorp di Rupert Murdoch.

Portafoglio variegato quello del tycoon saudita con partecipazioni anche in Amazon, Apple, Boeing, Coca Cola, eBay, Motorola, Kodak, TimeWarner, Walt Disney, solo per citare alcuni gruppi. Gli investimenti nel settore immobiliare comprendono anche la catena di hotel di lusso Four Seasons, il celebre Plaza Hotel di New York, il Savoy di Londra e il Monte Carlo Grand Hotel. Tra gli investimenti dell'ultima la sottoscrizione, alcune settimane fa, di una quota pari a 500 milioni di dollari in azioni General Motors. Amante del lusso, Alwaleed è avvistato spesso tra Cannes e Montecarlo con lo yacht di 90 metri acquistato da Donald Trump.

 09-12-2010]

 

 

 

ENEL, CONTI «LATINO» SISTEMA I CONTI...
L'Enel si scopre sempre più «latina». La divisione Iberia e America Latina della società guidata da Fulvio Conti, appena tornato da un viaggio in America del Sud, nei primi 9 mesi del 2010 ha contribuito per circa la metà al margine operativo lordo del gruppo: 6 miliardi su 13. La conquista della spagnola Endesa, costata circa 40 miliardi, sta iniziando così a dare i suoi frutti.

 

Per fine anno Conti stima di superare di almeno 1 miliardo l'obiettivo di margine operativo lordo che aveva annunciato a marzo: 17 miliardi invece di 16. Mentre il debito, grazie alle dismissioni e alla quotazione della Egp (incasso netto previsto di circa 2,5 miliardi), scenderà dagli oltre 51 miliardi di fine 2009 a circa 45 miliardi. Ma, più della riduzione in cifra assoluta, è il buon rapporto tra margine e debito a quota 2,7 che dovrebbe rassicurare le agenzie di rating.03-12-2010]

 

 

 "RITIRATE I RISPARMI" L´APPELLO DI CANTONA GUADAGNA QUOTA...
Da "la Repubblica" - La provocazione di Eric Cantona, ex attaccante del Manchester United, sta spaventando le banche europee. «Se 20 milioni di risparmiatori ritirano contemporaneamente i loro soldi dai conti correnti, il sistema crolla... La rivoluzione si fa attraverso le banche», era l´appello lanciato via web ad inizio novembre dal calciatore francese. Laconica risposta di Christine Lagarde, ministro dell´Economia francese: «Ognuno dovrebbe parlare a seconda delle proprie competenze».03-12-2010]

 

 

 

 

12. TURBOLENZE BOEING DIETRO L'AIRBUS A320...
Le. M. per "Il Sole 24 Ore" - La recente esplosione del motore di un A380 venduto alla Qantas è stato un brutto colpo ma, nella contesa per il mercato del trasporto aereo, Airbus ha reagito rifilando un dritto alla rivale statunitense Boeing, sempre alle prese con l'incubo del Dreamliner. Il costruttore europeo ha infatti deciso di concepire un nuovo A320, il suo velivolo a medio raggio, vero best-seller (e sorgente di profitti) del fabbricante.

Si tratta di una rimotorizzazione del modello attuale, quindi di un investimento di «solo» un miliardo di euro, per ottenere aerei dai consumi energetici ridotti (meno 15% rispetto all'A320 ora in servizio). Boeing, invece, non ha ancora deciso se farà altrettanto con il suo 737, rivale dell'A320. Ma soprattutto gli americani hanno annunciato che dovranno ritardare ulteriormente la prima consegna del 787 Dreamliner. Avrebbe dovuto essere già pronto nel lontano 2008.

02-12-2010]

 

. LO ZAMBIA IMPORTA IL MALTEMPO IRLANDESE...
G. Ve. per "Il Sole 24 Ore" - L'effetto contagio della crisi irlandese si è spinto fino in Zambia. Konkola Resources, sussidiaria africana del gruppo indiano Vedanta attiva nelle miniere di rame, aveva deciso di quotarsi per raccogliere 1,1 miliardi di dollari. Ma dopo appena due giorni di presentazione agli investitori londinesi ha capito che non era aria: i venti di incertezza che spazzano i mercati europei hanno fatto tornare i manager sui propri passi.

Non solo; a causa dell'effetto catena i vertici Vedanta hanno dovuto rimandare l'acquisizione di Cairn India, società attiva nei pozzi di petrolio che doveva essere rilevata grazie alla liquidità della quotazione di Konkola. Non tutti i mali però vengono per nuocere: secondo gli analisti, posticipando la quotazione, gli incassi saranno sensibilmente più generosi. L'Ipo è adesso prevista per il primo trimestre del 2011, Irlanda permettendo.02-12-2010]

 

 

 

 

1. PREPARATIVI NATALIZI DEI SOCI RINASCENTE...
P.De. per "Il Sole 24 Ore" - Mentre fervono i preparativi natalizi nelle vetrine della Rinascente, si susseguono le voci sulla cessione del gruppo, immobili e società operativa. Di concreto oggi c'è il rilancio proprio sull'edificio di punta del retailer, lo stabile di piazza Duomo a Milano (Il Sole 24 Ore dell'8 maggio 2010) per 460 milioni di euro, contro una prima offerta di 420 milioni circa, da parte del fondo Ippocrate gestito da First Atlantic-Dea Capital.

L'offerta è subordinata all'acquisto della società operativa da parte di Claudio Costamagna, ex-banchiere di Goldman Sachs oggi advisor indipendente, e della thailandese Central Retail Corporation della famiglia Chirathivat. La duplice proposta, secondo i bene informati, ha innescato una battaglia interna che vede Maurizio Borletti, tra gli azionisti della società, pronto a riunire una cordata per mettere le mani sulla società operativa. Qualcuno ipotizza che già entro fine anno lo scenario avrà contorni più chiari.01-12-2010]

 

 

12. L'ELVETICA ABB IN TRASFERTA NEGLI USA...
L.Te. per "Il Sole 24 Ore" - Senza clamore, con uno stile ormai tutto elvetico, Abb fa una grossa puntata sul mercato americano. Il gruppo attivo nelle tecnologie per l'energia e nell'automazione industriale ha presentato infatti un'offerta pubblica di acquisto amichevole sulla Baldor Electric Company, che produce motori industriali. L'operazione ha un valore complessivo di 4,2 miliardi di dollari. Un costo rilevante, che però il mercato sembra aver in prima battuta digerito, sull'onda delle sinergie realizzabili con la società Usa. A Zurigo l'azione Abb è scesa ieri solo dello 0,36%, in una seduta in cui l'indice elvetico Smi è calato dell'1,3%.

Abb è nata da un fusione svizzero-svedese ed alcuni anni fa era incappata in una crisi dovuta anche ad eccessi negli ampliamenti di attività. Ne sono seguiti cura dimagrante, riorganizzazione e rilancio, sino alla ritrovata redditività. Questa maxi acquisizione ora sembra piacere, ma la speranza, in Svizzera e non solo, è che in futuro non si torni ad esagerare con le campagne acquisti.01-12-2010]

 

 

 

 

22. MEDIE IMPRESE: IN ITALIA PENALIZZATE DAL FISCO, PIU' DI SPAGNA E GERMANIA...
Radiocor - Il fisco penalizza le medie imprese italiane rispetto alle concorrenti europee con un tax rate del 48% contro il 26% circa di Spagna e Germania. E' quanto emerge dalla prima indagine sulle 'Medie Imprese in Europa', frutto di una partnership tra Confindustria, R&S Mediobanca e Unioncamere. L'analisi dei dati economici conferma che la media dimensione rappresenta una fascia di grande efficienza della manifattura: le imprese tedesche primeggiano per produttivita' (valore aggiunto netto per addetto pari a 59.600 euro, contro 52.200 euro per l'Italia e 47.600 euro per la Spagna), quelle italiane e spagnole per profittabilita' (margine operativo netto sul valore aggiunto pari al 24% in Spagna, 23% in Italia e 20% in Germania). Il costo del lavoro pro-capite piu' elevato e' in Germania (46.700 euro per addetto, contro 37.700 euro in Italia e 33.800 euro in Spagna).30-11-2010]

 

 

 IL CONTROLLO DELL'AMARO MEDICINALE GIULIANI TORNA IN ITALIA...
Andrea Montanari per "Milano Finanza" - Via dal Lussemburgo per tornare in Italia. Anche la famiglia Giuliani, quella dell'Amaro Medicinale, ha optato per l'abbandono del Granducato e il ritorno in patria. Da alcuni mesi, infatti, secondo documenti consultati da MF-Milano Finanza la Giuliani Group sa non esiste più: è stata cancellata dal registro delle imprese lussemburghesi.

 

Trasformata in società per azioni, la sede legale è stata trasferita da Avenue Gaston Diderich nella capitale Lussemburgo in via Manfredo Camperio a Milano.

A gestire la holding che ha il 100% del gruppo farmaceutico sono Mario Germano Giuliani e Gianmaria Giuliani che hanno preso le redini dell'azienda dal fondatore Gian Germano Giuliani, tornato in questi giorni alla ribalta delle cronache nazionali per l'aggressione al direttore del Tg4, Emilio Fede, avvenuta martedì sera in un noto ristorante milanese.

Ad affiancarli, nei consigli d'amministrazione della finanziaria e del gruppo industriale, c'è Achille Gregory Severgnini esponente della famiglia di commercialisti attivi a Milano sin dal 1938 e professionista dello studio Guido Severgnini & Associati.

Con l'approdo in Italia della Giuliani Group si alza il velo sul controllo della stessa holding finora schermato dal domicilio lussembughese. Azionisti risultano essere la Jay H. McDowell Ltd e il Severgnini Family Office che operano in qualità di amministratori fiduciari per conto di The Mario Germano Giuliani Trust e The Gianmaria Giuliani Trust.

 

A fine 2009, il gruppo farmaceutico lombardo aveva registrato un fatturato di 83,15 milioni, un mol di 16,15 milioni e un utile di 3,6 milioni.26-11-2010]

 

 

9. GIC, IL FONDO DI SINGAPORE, HA UN PIANO PER LA SEDE DEL SOLE 24ORE...
M.R.M. per "Il Mondo" - Potrebbe essere uno dei deal dell'anno nel settore del mattone. La transazione riguarda l'immobile di via Monte Rosa, 91, sede del Sole 24Ore e della società di revisione Pricewaterhouse.

Attualmente il palazzo, disegnato da Renzo Piano e completato nel 2004, è nel portafoglio di un fondo immobiliare gestito da Torre sgr (gruppo Pioneer), il quale potrebbe decidere di dismetterlo a fronte di un'offerta interessante (il valore dell'immobile è di circa 200 milioni) dai gandi investitori. In questi giorni il più attivo sembra essere il tandem costituito dal fondo sovrano di Singapore Gic e da Prelios sgr (ex Pirelli Re). Il fondo di Singapore vorrebbe espandersi nel real estate in Italia e perciò starebbe valutando immobili di pregio e a reddito.

 

Prelios sgr, dal canto suo, metterebbe a disposizione del partner il suo know how nella gestione proprio dei fondi real estate. Ebbene, l'immobile dove oggi hanno sede il quotidiano di Confindustria e Pwc (con contratti di affitto che scadranno, rispettivamente, tra otto e cinque anni, per un ammontare di canoni annui di 12 milioni di euro, redditività 6,8%) rappresenta un'opportunità da valutare.

L'operazione è allo studio, anche se avrebbe già trovato una banca finanziatrice nel gruppo Unicredit, che, peraltro, controllala stessa Pioneer. Gic e Unicredit, inoltre, si sono già incrociati un paio di anni fa, quando c'è stato il maxi collocamento degli immobili dell'istituto di Cordusio nel fondo Omicron gestito da Fimit sgr ed è stato proprio il gruppo di Singapore a diventarne il primo quotista.

 

 26-11-2010]

 

 


3 - ATTACCATI ALL'ATAC! BASILE GIÀ PENSA ALLE DIMISSIONI DALLA SOCIETÀ CARA AD ALE-DANNO: LE COMMESSE AFFIDATE AFFIDATE SENZA GARA CON LA MOTIVAZIONE DELLA "NECESSITÀ E URGENZA" A SOCIETÀ ESTERNE NEL 2009 HANNO TOCCATO LA PUNTA VERTIGINOSA DI 364 MILIONI DI EURO

C'è un manager a Roma che è sull'orlo di una crisi di nervi. È Maurizio Basile, il dirigente d'azienda napoletano che dopo aver guidato fino all'aprile di due anni fa Aeroporti di Roma, ha fatto una breve parentesi dentro l'azienda di famiglia insieme al fratello Giorgio, poi è sbarcato in Campidoglio.

 

Qui il sindaco dalle scarpe ortopediche, Gianni Alemanno, gli ha affidato la cura del suo Gabinetto e il 9 ottobre lo ha insediato al vertice dell'Atac. La scelta di Basile nasceva dal desiderio di mettere un uomo con esperienza di trasporti a capo di una società disastrata da una gestione fallimentare. Con entusiasmo partenopeo il povero Basile si è buttato a capofitto a spulciare i libri e i problemi della società che prima era guidata Adalberto Bertucci, uno dei tanti fedelissimi del sindaco Alemanno.

 

Lo spettacolo che si è aperto davanti ai suoi occhi è terrificante. L'Atac chiuderà l'anno con una perdita di 120 milioni di euro e con un carico di personale semplicemente pauroso. Nessuno finora ha scritto che dei 13.000 dipendenti (di cui 860 assunti dal predecessore Bertucci nel 2009) ben 3.000 sono impiegati e dirigenti.

Ma c'è di più perché l'azienda dei trasporti capitolina ha un carico di 360 milioni di debiti a breve termine verso le banche e un fabbisogno mensile di 50 milioni di euro che non riesce più a coprire senza contrarre nuovi debiti. E nessuno ha scritto ciò che Dagospia ha scoperto sbirciando dietro le spalle del povero Basile piegato sui libri contabili: le commesse affidate a società esterne nel 2009 hanno toccato la punta vertiginosa di 364 milioni di euro. Nella maggior parte dei casi si tratta di commesse affidate senza gara con la motivazione della "necessità e urgenza".

 

Schiantato da questo macigno il napoletano Basile, fino a ieri disinvolto e sorridente, sta pensando alle dimissioni.


".26-11-2010]

 

 

 

 

IL CAPO DI QATAR AIRLINES: "BOEING HA FALLITO CON IL SUO NUOVO AEREO, IL 787 DREAMLINER"
http://bbc.in/ebxMkA

26-11-2010]

- Gli enormi ritardi nella consegna (e i recenti incidenti nei voli di prova) hanno messo in crisi l'azienda americana, che puntava a battere Airbus dopo i ritardi nella produzione del suo A380. Invece, ha avuto lo stesso destino.

 

 

 

 

. AUSTERITY PER TUTTI, MA NON PER GLI EUROCRATI...
Da "Presseurop.eu" - "Una vittoria imbarazzante per Bruxelles", scrive Le Figaro. "Mentre la Commissione fa stringere la cinghia agli stati membri, la Corte di giustizia del Lussemburgo ha dato ragione agli impiegati europei che volevano un aumento del 3,7 per cento dei loro salari. Una rivalutazione difficile da digerire per i ventisette, che volevano dimezzare il rialzo per 'tenere conto della crisi'".

 

Nel verdetto emesso il 24 novembre la Corte ha decretato che il Consiglio europeo "non ha margine" per modificare in tempi di crisi la remunerazione dei 45mila impiegati, dato che il loro salario viene rivalutato automaticamente ogni anno. Un decisione logica, insomma, ma "il tempismo è stato disastroso, perché il verdetto arriva nel giorno di uno storico sciopero generale in Portogallo e della presentazione del piano di austerity per l'Irlanda", nota Le Figaro.

"La questione rischia anche di esacerbare il braccio di ferro sul bilancio comunitario in atto tra il Parlamento e i ventisette, che vorrebbero contenere l'aumento delle spese entro il 2,9 per cento. In attesa che la Commissione presenti un nuovo progetto, il bilancio 2011 è bloccato".

 

 25-11-2010]

 

 

 

22. USURA: FORNITURE SERVIZI ASL, GDF PERQUISISCE UFFICI LEGALI A NAPOLI, SALERNO E ROMA...
(Adnkronos) - La Guardia di Finanza sta eseguendo diverse perquisizioni presso uffici legali nelle citta' di Napoli, Salerno e Roma, nell'ambito di un'inchiesta sull'usura coordinata dalla Procura di Napoli. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, l'inchiesta riguarda i tassi usurai applicati da societa' di factoring nei confronti di imprenditori del settore sanitario.

 25-11-2010]

 

 

 ROLLS ROYCE: VINCE ORDINE 1,8 MLD DLR...
(ANSA) - Rolls-Royce ha vinto un contratto da Air China per motori per equipaggiare un totale di 20 nuovi aerei, precisamente 10 Airbus A350 XWB e 10 A330. Il contratto, compreso un accordo per servizi a lungo termine TotalCare, vale 1,8 miliardi di dollari a prezzi di listino. Rolls-Royce fornira' motori Trent XWB per gli A350 XWB e Trent 700 per gli A330. In Cina il gruppo - precisa una nota - gode di una posizione consolidata, con una quota di mercato del 56% per i grandi motori aerei.22-11-2010]

 

 

 

LUCCHINI: da Mordashov il piano-bis per il salvataggio della societa' (dai giornali). Oggi vertice a Milano (Il Messaggero, pag. 25)

 

25-11-2010]

 

 

 

11. AMBULANZE NEL MIRINO DELLA FAMIGLIA BONOMI...
Mi.C. per "Il Sole 24 Ore" - Continua l'espansione della famiglia Bonomi in Spagna. Secondo quanto riportato nei giorni scorsi dal quotidiano "La Vanguardia", il gruppo tramite il fondo Investindustrial (uno dei più liquidi in circolazione) avrebbe firmato un accordo preliminare con Agrupació Mútua per acquisire il suo business nel settore delle ambulanze, grazie a un investimento di 77 milioni di euro.

Nella sostanza i Bonomi acquisirebbero Trasnport Sanitari de Catalunya e la filiale Ambulancias Condal che detengono il 30% del mercato della regione, con un fatturato di 80 milioni di euro, oltre 1.600 dipendenti e una flotta di 435 ambulanze. Il gruppo milanese detiene tra le altre cose in Spagna, il 50% del parco tematico Port Aventura, la catena di centri per la cura dei capelli Svenson, il produttore di contenuitori Contenur, il gruppo software antivirus Panda, il controllo del leader degli elicotteri Inaer e una partecipazione nell'azienda di certificazione Applus+

.25-11-2010]

 

12. IL BOLOGNA RICHIAMA CONSORTE DALLA PANCHINA...
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - L'ultima partita, 13° giornata, non poteva che essere sfortunata. Nella scaramantica Napoli, il Bologna F.C. ha perso 4-1, sprofondando verso il fondo classifica. Tuttavia, per i Menarini la vera iattura del Bologna è stato l'acquirente Sergio Porcedda. «Noi ci sentiamo traditi come famiglia, come soci, come città e come Bologna Football Club - ha detto Francesca Menarini a Sky Tg 24 - Porcedda a giugno, quando si è presentato insieme ad altri pretendenti, è sembrato la persona più seria e più affidabile» ma «non ha tirato fuori un euro né per noi né per il Bologna, e questo è scandaloso e vergognoso: però il rischio fallimento è lontano».

Insomma, la partita è disperata ma il Bologna Calcio si è affidato a uno specialista, Giovanni Consorte. Sarà lui a cercare un acquirente. Come andrà a finire? Si vedrà. Ma i tifosi di «Federossoblu» sono ottimisti: comunque vada «non sarà un dramma», «abbiamo già vissuto la serie B, la C e siamo pure passati da un fallimento». Il raddoppio non fa paura.

 25-11-2010]

 

 

 

 

 

1- VEGAS, CATRICALÀ, PILATI E DEGLI ALTRI PRESIDENTI DELLE AUTHORITY INDIPENDENTI DA CHI?
Ci vuole una buona dose di ipocrisia per esultare di fronte alla scelta dei nuovi vertici delle Authority.
Il coro della stampa (a parte rare eccezioni) definisce il nuovo presidente della Consob, Giuseppe Vegas, un tecnico indipendente. Qui non interessa ricordare che Dagospia nella sua infinita miseria ha indicato per primo la candidatura di questo milanese 59enne che ha sicuramente un alto livello di competenza in materia di economia e di finanze, ma che non è una vergine della politica.

 

Basta leggere il suo curriculum per sapere che dopo la laurea in giurisprudenza e le prime esperienze di lavoro come pubblicista, l'umile Vegas ha attraversato le acque della politica fin dal 1978. Non si capirebbe altrimenti perché nel gennaio 2001 è stato delegato dal Polo delle Libertà a rappresentare il partito al Congresso di Berlino dei Popolari europei, e come per quattro volte sia entrato in Parlamento grazie al Cavaliere birichino.

 

Sarebbe ora di smetterla con questo elogio delle qualità tecniche e dell'indipendenza del buon Vegas e degli altri presidenti delle Authority. È ridicolo definire indipendenti personaggi che hanno legato le loro carriere alla politica e ai partiti. Non lo era Lamberto Cardia (oggi presidente di Ferrovie) e non lo è Giuseppe Brienza, l'ex-senatore ed eurodeputato che guida l'AVCP, l'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. E certamente non è indipendente Antonio Pilati, il berlusconiano di ferro autore della legge Gasparri, candidato a prendere il posto di Tonino Catricalà all'Antitrust.

 

Le scelte compiute ieri dal Consiglio dei ministri portano il segno della politica e hanno contribuito ad anticipare la liquidazione dell'unico vero tecnico a capo dell'Autorità per l'Energia, Alessandro Ortis, un ingegnere che non ha mai goduto dei favori dei partiti e si è scontrato più volte con i potentati dell'elettricità.

Adesso Ortis (il cui mandato scade a fine anno) sarà sostituito da Tonino Catricalà, il magistrato calabrese che pur con qualche sbandamento (clamoroso quello in favore del monopolio Alitalia) si è ritagliato una certa indipendenza. Questa autonomia lo ha portato non più tardi di mercoledì scorso a denunciare come uno spreco da 70 milioni di euro lo spostamento della sede dell'Antitrust da Roma a Milano. Alla Lega che vorrebbe portare nel capoluogo lombardo alcune roccaforti dalle quali si governa l'economia e la finanza, la sortita di Catricalà non è affatto piaciuta.

 

Puntuale è arrivata la "multa politica" che ha costretto il giurista a finire sulla poltrona dell'Autorità per l'Energia al posto dell'ingegnere Ortis. Non sbaglia chi immagina Catricalà profondamente incazzato per questo avvicendamento che arriva quando il sogno personale e nemmeno troppo nascosto era di salire sulla poltrona della Consob.

 

A parte il fatto che su quella poltrona si guadagnano 500mila euro l'anno rispetto ai 106mila dell'Authority per l'Energia, non c'è dubbio che il peso politico delle due cariche è di gran lunga differente. Ma con l'eleganza che tutti gli riconoscono Tonino (per gli amici "Ringhio", come il conterraneo calciatore Gattuso) ha fatto buon viso e ha detto con sottile ironia che lascia in buone mani la sua Antitrust.19-11-2010]

 

 

4- NESSUNO HA CAPITO PER QUALE RAGIONE E IN UN MOMENTO DI CRISI LUIGINO ABETE ABBIA SPESO TANTI SOLDI PER FARE PUBBLICITÀ SUI GIORNALI AI 100 ANNI DI ASSONIME
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che Luigino Abete si sta preparando alla celebrazione dei 100 anni di Assonime, l'Associazione fra le Società Italiane per Azioni di cui è diventato presidente con tanto di ufficio meraviglioso al terzo piano del palazzo di piazza Venezia.

Il programma della manifestazione è particolarmente ricco perché prevede per lunedì una cerimonia al Quirinale, un convegno di due giorni all'Accademia dei Lincei e un concerto finale all'Auditorium della Musica. Nessuno ha capito per quale ragione e in un momento di crisi l'Assonime abbia speso tanti soldi per fare pubblicità sui giornali all'evento, ma di sicuro Luigino Abete riprenderà a sudare fino a quando il ricco programma sarà concluso".19-11-2010]

 

 

 

 

 

 

9. FISCO: BANCA MONDIALE, ITALIA IL PAESE UE DOVE LE IMPRESE PAGANO DI PIU'...
Radiocor - E' l'Italia in Europa il Paese dove le imprese pagano piu' tasse. E' quanto emerge dall'edizione di 'Paying taxes 2011', la pubblicazione elaborata da Banca Mondiale, International Finance Corporation (Ifc) e Pwc, da cui risulta che il nostro Paese guida la classifica con un peso per le imprese del 68,6% a livello di imposte e altri oneri fiscali rispetto a una media europea del 44,2% e mondiale del 47,8%. Poco meglio di noi, in Europa, la Francia (65,8%), mentre in Germania la percentuale e' al 48,2%, in Spagna al 56,5% e nel Regno Unito al 37,3%. Sotto il 30% Lussemburgo, quello con la percentuale piu' bassa in Europa (21,2%), ma anche Cipro, Irlanda, Bulgaria e Danimarca.18-11-2010]

 

 

Air France ha riunito in suoi nei locali Alitalia di via della Magliana. In coincidenza della pubblicazione dei positivi risultati trimestrali, la compagnia transalpina guidata da Jean Cyril Spinetta ha riunito nella convention annuale circa 150 dirigenti dei Paesi europei e del Nord Africa. Un programma intenso, dal titolo "Energy2Grow", che si è svolto negli uffici della compagnia di bandiera tricolore di cui Air-France possiede il 25%. Parigi comincia ad allargarsi?18-11-2010]

 

 LA MANINA VERDE..
Sara Bennewitz per "la Repubblica" - Era la matricola più attesa dell´anno e ha un valore di mercato di 8 miliardi. Ma a distanza di due settimane dall´Ipo, ieri ha registrato la metà degli scambi di Tiscali. Il motivo? La forte presenza dei piccoli azionisti nel capitale di Enel Green Power limita la liquidità del titolo. Un fattore che è destinato a non cambiare a breve: i fondi aspetteranno il collocamento della green shoe (4 dicembre) e i piccoli soci l´incasso della loro azione d´oro (4 novembre 2011).

Non solo: gli scambi sono ingessati, ma anche il valore del titolo. Ogni sera c´è una manina che, con importanti ordini d´acquisto, riporta il prezzo di Egp vicino agli 1,6 euro del collocamento. Si tratta probabilmente di Mediobanca (che secondo gli operatori opera attraverso Barclays) unica tra i 10 istituti del consorzio a dover piazzare altri 210 milioni di azioni.

 

 

[19-11-2010]

 

 

 

 

 

15. I RITARDI DELL'A380 CON L'INCUBO DEI RICORSI...
M. Mou. per "Il Sole 24 Ore" - Chissà per quanto tempo aleggerà su Eads la maledizione dell'A380. Come se non bastassero i problemi ai motori, che avranno un probabile impatto sui tempi delle consegne, si riaffacciano anche le cause degli azionisti contro la società per le mancate o insufficienti informazioni al mercato sui ritardi nell'avvio della regolare produzione del maxiaereo nel periodo 2006-2009, con relative conseguenze sull'andamento del titolo.

Lo studio legale americano Drrt ha confermato le anticipazioni del Financial Times Deutschland sull'imminente presentazione di una class action da parte di un centinaio di investitori istituzionali riuniti in una fondazione di diritto olandese, che rappresenterebbero il 20% del flottante di Eads e sarebbero intenzionati a chiedere 800 milioni di euro. La società non sembra particolarmente preoccupata e ricorda che la magistratura olandese ha già respinto ricorsi analoghi. Ma l'incubo A380 continua.

18-11-2010]

 

 

16. SCOMMESSA AMAZON SUI FILM FATTI IN CASA...
D. Ro. per "Il Sole 24 Ore" - Amazon ha deciso di far concorrenza anche a Hollywood. Il colosso dell'e-commerce ha lanciato gli Amazon Studios, una casa di produzione virtuale e democratica, dove comuni cittadini potranno inviare le loro sceneggiature o i loro film fatti in casa. L'idea non solo offre opportunità agli aspiranti registi, ma sottopone le loro opere artigianali al giudizio dei visitatori del sito Amazon, un modo per verificare se un progetto ha un futuro commerciale.

Amazon ha stipulato un accordo con Warner Bros, che avrà diritto di produrre i film proposti da Amazon; se li rifiuterà, Amazon potrà proporli ad altri studios. L'iniziativa del colosso di Jeff Bezos intende affermare la presenza di Amazon nel mondo del cinema, analogamente a quanto ha già accaduto in quello dell'editoria digitale con la pubblicazione online dei libri di scrittori dilettanti.

18-11-2010]

 

. PORTOGALLO VENDE 750 MILIONI DI BOND...
(ANSA) - Il Portogallo ha venduto stamani sul mercato 750 milioni di euro di titoli di Stato a 12 mesi, con una domanda pari a 1,8 volte l'ammontare offerto. Ma per riuscire a collocare sul mercato i titoli - scrive la Bloomberg - Lisbona ha dovuto garantire agli investitori un rendimento medio del 4,813%, in forte rialzo rispetto al 3,26% dell'asta precedente che risale al 3 novembre.18-11-2010]

 

 

 

 

3 - UN PAIO DI GUAI PER IL FINIANO SARMI
Massimo Sarmi, il manager dalle orecchie generose, segue con trepidazione la cavalcata verso Palazzo Chigi del suo ex-sponsor Gianfranco Fini.

Per l'ex-ufficiale dell'aeronautica che guida Poste Italiane i prossimi mesi saranno di grande fibrillazione. Il suo mandato scade ad aprile e allora si porrà il problema di trovare una poltrona che metta a frutto il gran lavoro fatto nell'azienda delle lettere e delle raccomandate. Qualche problema dovrà risolverlo prima perché nel palazzone dell'Eur ci sono da mettere a posto almeno un paio di situazioni.

La prima riguarda l'applicazione di nuovi sistemi informatici che è stata affidata alla multinazionale IBM. Entro venerdì prossimo la società americana deve far partire i nuovi sistemi dentro almeno 6mila uffici postali, ma a pochi giorni da quella scadenza sembra che l'operazione sia improbabile perché ad oggi gli uffici con le nuove tecnologie sono poco più di 800.

Se l'obiettivo non sarà raggiunto Sarmi corre il rischio di veder vanificato lo sforzo di ammodernamento degli sportelli che secondo alcuni è costato circa 90 milioni di euro. Come se non bastasse nei giorni scorsi Poste Italiane ha dovuto replicare a un duro attacco di un pezzo di AssoComunicazione, l'associazione che rappresenta in Confindustria il mondo della pubblicità. Fin dal 6 novembre scorso le principali agenzie guidate da Diego Masi, un ex-pubblicitario di Cremona che ha giocato in politica con Mariotto Segni, hanno contestato il bando di gara per i servizi pubblicitari di Poste Italiane.

 

La polemica ha avuto toni alti perché il bando stabiliva soglie di fatturato inaccessibili alla stragrande maggioranza delle agenzie creative, e confondeva il fee di agenzia media con quello di agenzia creativa.

 

Masi e i suoi seguaci hanno fatto un esposto al ministro dell'Opus Dei Paolo Romani e a Tonino Catricalà. Di fronte alla rivolta dei pubblicitari il povero Sarmi ha fatto marcia indietro con una nota in cui si precisa che la sua azienda "sta riverificando il testo del bando".

 

4 - BATTAGLIA FURIBONDA PER NOMINARE IL NUOVO DIRETTORE GENERALE DELL'UFFICIO EUROPEO PER LA LOTTA ANTIFRODE (OLAF)
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che a Bruxelles è in corso una battaglia furibonda per nominare il nuovo direttore generale dell'Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (Olaf).

Nella commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo, presieduta da Luigi De Magistris, è emersa la candidatura del francese Cretin, un magistrato di Lione che è stato accusato di antisemitismo e di mobbing. Alla candidatura di Cretin si oppone nell'indifferenza più assoluta del governo italiano quella di Giovanni Kessler, presidente del Consiglio della Provincia di Trento, ma dopo le ultime vicende erotiche del Cavaliere, anche questa poltrona sarà sottratta agli italiani".15-11-2010]

 

 

 

10. SPINETTA ALL'ATTACCO DI EMIRI E LOW-COST...
Le. M. "Il Sole 24 Ore" - Jean-Cyril Spinetta, il corso puro e duro, presidente di Air France Klm, parte all'attacco. Innanzitutto contro le compagnie del Golfo, Emirates in testa. Società non quotate e dai conti opachi, vivono delle sovvenzioni pubbliche dei loro paesi più che degli utili realizzati, ha spiegato Spinetta al Figaro. Se si considerano le loro flotte attuali e gli ordinativi da qui al 2020, si arriva a un numero globale di 800 aerei a largo raggio, il doppio di quanto oggi hanno a disposizione Air France Klm, Lufthansa e British Airways, considerate assieme.

Svegliatevi, dice Jean-Cyril agli altri, «perché queste compagnie, captando il traffico europeo, esportano da loro occupazione e disoccupazione da noi». Spinetta ce l'ha pure con le low-cost: «Senza le sovvenzioni ottenute localmente e se pagassero i contributi sociali in Francia, come previsto dalla legge, e non come fa Ryanair, seguendo la normativa irlandese, il divario fra i nostri costi e i loro sarebbe molto più piccolo. Non è giusto». Uno Spinetta loquace e arrabbiato. Un inedito Spinetta.

11. CONTRO LA CRISI ARRIVA LA CAMPAGNA DELL'INPS...
G. D. "Il Sole 24 Ore" - Una campagna da sei milioni di euro dell'Inps contro la crisi. Non è una spesa destinata a interventi per i disoccupati, ma - secondo la «giustificazione» del bando di gara - per la «necessità di potenziare e aumentare tutti i possibili canali di comunicazione per favorire una tempestiva e aggiornata conoscenza dei servizi dell'istituto ai cittadini, nell'attuale momento di crisi economica e di profonda novazione normativa».

 

Oggetto dell'appalto è il «servizio di ideazione, strategia, progettazione, produzione di iniziative di comunicazione istituzionale». La base d'asta del servizio per 24 mesi è di 6 milioni di euro, Iva esclusa, da aggiudicare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. L'importo comprende l'«acquisto mezzi», cioè gli spazi sulla stampa, tv o altri mezzi di informazione. La gara si svolge con procedura ristretta accelerata, le domande di partecipazione vanno presentate entro mezzogiorno del 18 novembre.

12. GM: CINESE SAIC MOTOR PRONTA AD ACQUISTARE QUOTA IN VISTA IPO...
Radiocor - Saic Motor, il maggiore produttore automobilistico cinese, e' vicino a finalizzare un piano per l'acquisto di una quota di General Motors, che si prepara a un Ipo (la decisione finale e' attesa per i prossimi giorni). Secondo fonti vicine alle societa', sentite dal Wall Street Journal online, Saic e' tra le societa' straniere interessate a investire in Gm una volta che il colosso di Detroit tonera' a essere quotata a Wall Street. Separatamente, fondi sovrani di Medio Oriente e Asia sarebbero interessati all'acquisto di titoli per un miliardo di dollari. Gm ha fissato un target tra i 26 e i 29 dollari per azione per l'Ipo. 15-11-2010]

 

 

 

IL SOLE 24 ORE - In apertura: "Nelle imprese ordini ‘corti'" e l'editoriale: "Di governante e delle sue regole si può soffocare". A centro pagina foto-notizia "L'energia sul tetto. Quando conviene il fotovoltaico". Sempre al centro: "Salari, aumenta il bonus" e "Sulla Scia in edilizia è ancora braccio di ferro tra lo stato e le regioni". Di spalla: "La class action può attendere, contro la Pa basta la diffida". In basso: "Le scorciatoie del fisco: tutti evasori fino a prova contraria".

 

 15-11-2010]

 

 

. PER SALVARE LO STIPENDIO ORA NASCE UNA POLIZZA...
M. Mou. per "Il Sole 24 Ore" - C'è chi sostiene che stiamo uscendo dalla crisi e chi ritiene che ci siamo ancora dentro fino al collo. Nell'uno o nell'altro caso il lavoro è più facile perderlo che trovarlo. È quindi più che mai d'attualità la nuova proposta assicurativa di Lcl, del gruppo Crédit Agricole, che lancia una polizza «conservazione dello stipendio». In caso di perdita, o riduzione, del salario è possibile ricevere per due anni una somma, sostitutiva o integrativa, compresa tra i 150 e i 1.500 euro mensili. Dipende ovviamente da quanto si versa, e il versamento è legato al livello retributivo.

Con un salario inferiore a mille euro si versano 9,50 euro al mese e si avrà diritto a una cifra compresa tra i 150 e i 300 euro. Tra mille e 1.500 euro il premio passa a 14,90 euro per un assegno da 250-500 euro. E poi via via fino allo stipendio superiore ai 2.500 euro: con 31,50 euro al mese si riceveranno 750-1.500 euro. La nuova offerta è rivolta a tutti i dipendenti del settore privato con un'età compresa tra i 18 e i 59 anni. E siamo certi che diventerà un altro indicatore dell'andamento del mercato del lavoro.17-11-2010]

 

14. LA SCARPA CHE NON RESPIRA PIÙ...
Sara Bennewitz per "la Repubblica" - Geox è in apnea da quando ha diffuso i dati dei primi nove mesi. Il suo valore è crollato a 900 milioni, un quarto in meno del collocamento del 2004. Era una storia di successo fino a un paio di anni fa, ma da allora soffre, mentre il resto del made in Italy sfida la crisi.

Perché? Gli addetti vedono vari motivi: Geox non ha supportato l´espansione con sufficienti investimenti nei negozi e nella produzione (delegati per lo più a terzi), ha diversificato troppo l´offerta e ha alzato del 25% i prezzi nei tempi grami. Tra 2001 e 2007 i suoi utili erano decollati da 7 a 123 milioni, ma nel 2008 il gruppo di Mario Moretti Polegato s´è fermato, nel 2009 è scivolato e quest´anno sarà anche peggio. Né le prospettive 2011 sono migliori, dopo stime di ordini in crescita del 2% e di Mol sui livelli del 2005. Per tornare a respirare come le sue scarpe, Geox deve riconquistare la fiducia di clienti e investitori.

 17-11-2010]

 

 

 

 PERUGIA LAUREA CUCINELLI COME «CAPITALISTA ETICO»...
I suoi relatori fantasma sono stati Socrate, Seneca e San Francesco d'Assisi: erano presenti in spirito all'Università di Perugia, l'11 novembre, quando Brunello Cucinelli, fondatore del gruppo che porta il suo nome, ha ricevuto la laurea honoris causa in filosofia ed etica delle relazioni.

 

La sua storia ha un che di unico perché il 57enne umbro è l'artefice di alcuni piccoli casi: ha creato un marchio del cashmere che nel 2009 ha fatturato 156,13 milioni di euro con una previsione di crescita per il 2010 del 22 per cento; ha ristrutturato un antico borgo, Solomeo (Perugia), e ne ha fatto la sede della sua attività imprenditoriale e culturale; ha impostato la propria azienda sui valori, le relazioni interpersonali, il rispetto e la bellezza, una scelta che gli ha guadagnato lo status di grande interprete internazionale del «capitalismo etico».

Cucinelli è orgoglioso della sua «impresa umanistica». E finora il mercato mondiale gli ha dato ragione con le esportazioni salite nel 2010 al 66,8 per cento. La laurea in etica è solo l'attestato formale di un lavoro più che trentennale. (S.B.) 12-11-2010]

 

 

 


 THE WALL STREET JOURNAL

GRANDI CAMBIAMENTI FISCALI PER LE COMPAGNIE AMERICANE SE PASSA LA RIFORMA OBAMA
http://on.wsj.com/90aiUo

IL REGNO UNITO IMPONE ALLE SOCIETÀ FINANZIARIE DI REGISTRARE LE TELEFONATE DEI SUOI DIPENDENTI
http://on.wsj.com/cy4oXh

- Piano controverso per ridurre l'insider trading presentato dalla UK Financial Services Authority

SALE LA DOMANDA DI PETROLIO PER IL 2011, SEGNO DI RIPRESA ECONOMICA
http://on.wsj.com/dbWtbh

 

12-11-2010]

 

 

 

3 - COSA È SUCCESSO ANCHE ALLA BORSA DI MADRID DOVE ENEL, CHE IN SPAGNA POSSIEDE ENDESA, HA QUOTATO LA NUOVA SOCIETÀ ENEL GREEN POWER
Quando ieri mattina alla Borsa di Milano si sono aperte le contrattazioni di Enel Green Power, Fulvio Conti e Francesco Starace erano felici come i bambini al primo giorno di scuola.

Sono passati 25 secondi per farli impallidire come succede prima di uno svenimento. È successo infatti che il titolo quotato 1,6 euro ha perso in un attimo il 3% del suo valore per un ordine di vendita di 9,6 milioni di pezzi che ha provocato il crollo della quotazione. La cronaca dettagliata di questo esordio al cardiopalma appare oggi sul quotidiano "Il Fatto" a firma di Giorgio Meletti, un giornalista ombroso ma preciso che alterna periodi prolifici a pause riflessive.

 

Secondo la sua ricostruzione a vendere la valanga dei titoli sarebbe stato qualcuno tra gli investitori istituzionali deciso a liberarsi di quelle azioni che invece hanno attirato l'entusiasmo di 350mila piccoli risparmiatori. Nel corso della giornata la quotazione della nuova società, che porterà nelle casse dell'Enel 2,6 miliardi, si è ripresa e a fine giornata Conti e Starace hanno ripreso a sorridere perché il titolo è ritornato al prezzo di partenza. E a sorridere sarà stata probabilmente anche quella coppia di testimonial dalla faccia ruvida e i denti scomposti che hanno riempito giornali e televisioni per settimane.

Così è andata la prima giornata di Enel Green Power alla Borsa italiana, ma Dagospia nella sua infinita miseria non si accontenta della cronaca del giornalista Meletti ed è andato a vedere che cosa è successo anche alla Borsa di Madrid dove Enel, che in Spagna possiede Endesa, ha quotato la nuova società.

Qualche notizia appare sul "Sole 24 Ore" dove si legge che il primo prezzo segnato nei saloni ottocenteschi della Borsa madrilena è stato di 1,3 per azione con un calo del 18,8%. Il giornale parla di un errore tecnico, ma nei bar di Plaza Mayor Dagospia ha raccolto un'analisi più approfondita.

 

C'è da spiegare innanzitutto che quando un titolo viene quotato simultaneamente in due o più mercati diventa decisiva l'operazione di arbitraggio che deve ponderare ed equilibrare i valori espressi dalle piazze interessate, soprattutto se una di esse (in questo caso Milano) ha un peso preponderante in termini di sottoscrizioni e quindi di movimenti subito dopo l'avvio della quotazione sul mercato. Di solito è la piazza "guida" che fa da riferimento e ad essa si conformano le altre borse coinvolte. Questa precauzione era stata richiesta dagli istituti che hanno offerto al mercato spagnolo le azioni di Enel Green Power.

Le banche in questione sono la Caixa e Caja Madrid y BBVA, che avevano chiesto a Mediobanca di segnalare tempestivamente i movimenti e le prime quotazioni su Milano. Questa segnalazione non è arrivata e ha provocato perdite superiori al 18%. Solo BBVA si è prudentemente astenuta dall'accettare l'esecuzione di ordini di acquisto nell'attesa che i valori su Milano si stabilizzassero.

 

Per dirla in parole povere è mancato il ruolo "equilibratore" di Mediobanca che in Spagna è rappresentata da Borja Prada, lo stesso uomo che occupa anche la carica di presidente di Endesa, la controllata dell'Enel.

 

 05-11-2010]

 

 

 

- THE WALL STREET JOURNAL

 

QANTAS ACCUSA ROLLS-ROYCE PER IL DANNO AL MOTORE DELL'AEREO
http://on.wsj.com/9TWSuo

- La compagnia aerea australiana ha accusato il produttore del motore esploso sull'Airbus A380 (Rolls-Royce) di essere responsabile dell'incidente. Sarebbe colpa del design del motore, e non di Airbus o della manutenzione di Qantas.


 

LE COMPAGNIE AEREE SAPEVANO DA AGOSTO DEI PROBLEMI AL MOTORE DELL'AIRBUS A380
http://bit.ly/cu7Dcc

- L'ente di sicurezza europeo aveva già emesso un avvertimento05-11-2010]


3

- Gli stessi prodotti sono commercializzati nel Lussemburgo e nel Principato di Monaco

IL RE DI SVEZIA MESSO A NUDO DA UNA BIOGRAFIA-SCANDALO
http://bit.ly/cFRASu

- "Carlo XVI Gustavo, re malgrado tutto", libro appena uscito in Svezia, racconta di festini, orge, un "menu di ragazze" a disposizione del re e dei suoi amici. Localini torbidi e scorribande con prostitute. Si parla tresca a fine anni '90 con Camilla Henemark, cantante del gruppo pop svedese Army of Lovers.05-11-2010]


4 - BBC

 

ROYAL BANK OF SCOTLAND SPROFONDA: 1,4 MLD £ DI PERDITE NEL TRIMESTRE
http://bbc.in/dt1Vj5

- RBS, che dopo la crisi è di proprietà del governo inglese all'84%, sembrava aver recuperato nel trimestre precedente, ma gli ultimi risultati raccontano un'altra storia.05-11-2010]


5 - LE FIGARO

HU JINTAO, UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO SECONDO "FORBES", ARRIVA IN POMPA MAGNA A PARIGI
http://bit.ly/a3q3TJ

- Sorrisoni, onori militari e fasto repubblicano in onore dell' "imperatore del mondo", il presidente cinese Hu Jintao

20 MILIARDI IN CONTRATTI CON LA CINA
http://bit.ly/8XLXYS

- Ecco il perché della visita: 102 aerei di Airbus per 14 mld $, 20.000 tonnellate di uranio da Areva per 3,5 mld $, Total investirà 4 miliardi in una fabbrica petrolchimica.05-11-2010]

 

 

 

6. BP: UTILE CROLLA DOPO MAREA NERA, ACCANTONATI 7,7 MLD DLR
(ANSA) - Crolla l'utile di terzo trimestre di Bp, sul quale pesano i nuovi accantonamenti versati a seguito della 'marea nera' al largo delle coste degli Usa. Il colosso britannico, secondo quanto riporta Bloomberg, ha visto scendere del 66% l'utile netto, a 1,79 miliardi di dollari contro i 5,3 miliardi di dollari dello stesso periodo dello scorso anno. Sul dato hanno pesato accantonamenti per 7,7 miliardi di dollari legati alle perdite di greggio nel Golfo del Messico. Bp aveva registrato una perdita record nel secondo trimestre, dopo un maxi-accantonamento da 32,2 miliardi di dollari.

 

7. AIG RESTITUISCE AIUTI PER 37 MILIARDI $...
Da "Il Sole 24 Ore" - Aig ha hannunciato di aver raccolto quasi 37 miliardi dollari dalla vendita di Alico a MetLife e dall'Ipo di Aia; il gruppo utilizzerà quei soldi per rimborsare una parte del piano di salvataggio messo in campo dal governo durante la crisi finanziaria.

 

9. ALIERTA: PER ORA NON VALUTIAMO ACQUISIZIONI...
Da "Il Sole 24 Ore" - Telefonica si prenderà un periodo di pausa dalle acquisizioni e punterà a crescere in modo organico cercando di aumentare i ricavi dal boom di traffico dati su internet. «Alcuni investitori pensano che continueremo ad acquistare ma noi non lo faremo» ha detto il presidente del gruppo spagnolo, Cesar Alierta, in un'intervista al Wall Street Journal.

10. RISANAMENTO CEDE IMMOBILE IN MADISON AVENUE A NEW YORK...
(ANSA) - Risanamento comunica che la controllata di diritto lussemburghese Risanamento Europe Sarl (Risanamento Europe) ha stipulato con la società Usa 660 Madison Owner Realty Corp un contratto per la cessione a 285 milioni di dollari, più liquidità e debiti per 275 milioni di dollari, di Etoile Madison, società cui fa indirettamente capo un immobile di 24 mila metri quadrati, prevalentemente locati a uffici, situato al numero 660 di Madison Avenue a New York (Usa). Lo annuncia una nota.

13. AS ROMA, L'ADVISOR PERDE IN TRASPARENZA...
G.D. per "Il Sole 24 Ore" - Una sola banca advisor di due delicate cessioni. È il ruolo della Rothschild Spa, consulente finanziario per la vendita dei traghetti Tirrenia e della squadra di calcio As Roma. Due procedure in parallelo, ma gestite in maniera diversa. La vendita Tirrenia, dopo il flop del primo bando (pubblico) di gara, è stata ampiamente pubblicizzata con bandi sui giornali il 15 settembre, recanti l'invito a manifestare interesse alla Rothschild. Invece nessun bando sui giornali, né su internet, per la cessione della Roma, a differenza ad esempio di quanto ha fatto l'8 febbraio il commissario di un club inglese in dissesto, il Crystal Palace, con avviso sul Financial Times.

Per la Magica c'è stato il passaparola. Rothschild avrebbe inviato l'information memorandum, con il termine del 3 novembre per le manifestazioni d'interesse non vincolanti, solo a quanti si erano fatti vivi spontaneamente. Una procedura poco trasparente. Gli azionisti di minoranza della Roma, ma anche di UniCredit, che hanno interesse a massimizzare i proventi della cessione, potrebbero chiedere spiegazioni.

14. VIMPELCOM A CACCIA DI 4 MILIARDI DI DOLLARI...
A. Ol. per "Il Sole 24 Ore" - Le difficoltà incontrate nel Nord Africa a far digerire l'operazione Vimpelcom-Orascom non frenano i russi. Secondo quanto riferisce l'agenzia Dow Jones, Vimpelcom starebbe infatti considerando l'ipotesi di un prestito-ponte da 4 miliardi di dollari, da rifinanziare poi sul mercato dei bond, per far fronte all'acquisizione del cuore dell'impero telefonico di Naguib Sawiris. Per il passaggio ai russi di Wind e del 52% della holding Orascom era stato concordato a inizio ottobre un controvalore, cash e azioni, di 6,5 miliardi di dollari.

 

La strada non è però spianata, alla luce soprattutto della minaccia di nazionalizzazione che incombe sull'algerina Djezzy che, con Wind, è uno dei pezzi pregiati della collezione Sawiris. E poi ci sono anche le insidie delle clausole di cambio del controllo presenti in buona parte del debito relativo a Wind. Ma i russi non sembrano scoraggiarsi, visto che stanno facendo scorta di munizioni finanziarie per portare avanti comunque l'offensiva a occidente.

 

15. AVVOCATI D´ORO PER IL CRAC MADOFF...
Ettore Livini per "la Repubblica" - Bernard Madoff è fallito da due anni. Ma il suo ex impero, pur travolto da un buco di 65 miliardi, continua ad essere malgrado tutto una macchina da soldi. Non per i poveri risparmiatori truffati dal finanziere newyorchese ma - come spesso accade nei grandi fallimenti Usa -per i legali incaricati di seguire il caso. L´unica categoria in grado di fare affari d´oro sia quando le imprese vanno bene che quando fanno flop.

I conti semestrali del trustee Madoff parlano chiaro: lo studio Irving Picard ha incassato tra aprile e ottobre 15,8 milioni di dollari di compensi, come dire 87mila dollari al giorno (festivi inclusi) o 3.650 all´ora. Soldi meritati? Cifre alla mano c´è da dubitarne, almeno per questo semestre: in sei mesi il duro lavoro degli stra-pagati legali dello studio ha consentito di recuperare la bellezza di 771mila dollari...

 

16. MANAGER INGLESI STIPENDI STELLARI DA 800 MILA EURO...
Enrico Franceschini per "la Repubblica" - Austerità, ma non per tutti, nel Regno Unito. Nonostante la fragilità dell´economia, nell´ultimo anno manager e dirigenti delle maggiori aziende britanniche hanno usufruito di lauti aumenti nel loro pacchetto globale di compensazioni, grazie a incentivi a lungo termine, all´incremento del valore delle azioni su cui hanno opzioni e ai bonus sul rendimento delle società che dirigono.

 

Gli amministratori delegati delle 100 più grandi aziende dell´indice Ftse della Borsa di Londra hanno visto la loro paga complessiva crescere del 55 per cento, secondo un rapporto pubblicato dalla Incomes Data Services. L´aumento è stato mediamente del 45 per cento per i top manager delle 350 maggiori imprese. Il valore degli incentivi a lungo termine offerti ai dirigenti è aumentato del 73 per cento e il valore delle azioni è cresciuto del 90.

In termini di bonus, gli ad delle 100 più grandi aziende Ftse hanno ottenuto una media di oltre 700 mila sterline (più di 800 mila euro), un aumento del 34 per cento rispetto all´anno precedente. Il loro salario base è invece aumentato del 3,6 per cento. In media, ognuno dei capi di queste 100 aziende ha guadagnato quasi 5 milioni di sterline (6 milioni di euro) lo scorso anno, 200 volte il reddito medio britannico.

I dati sono stati resi noti dopo l´esortazione alla trasparenza fatta da Vincent Cable, ministro delle Attività Produttive e alto esponente del partito liberaldemocratico, partner dei conservatori nella coalizione di governo. Le cifre, commenta Cable, dimostrano che i salari dei dirigenti «devono ridiscendere sulla terra». Occorre riesaminare «se un tale livello salariale sia strettamente collegato alle prestazioni dell´azienda». [02-11-2010]

 

 

SANTANDER: scalata di famiglia per Ana Patricia (Il Sole 24 Ore, pag. 41).04.11.10

FONDIARIA: Consob chiede chiarimenti sull'aumento. Autorita' in pressing su operazione Premafin-Groupama (dai giornali).

04.11.10 PIRELLI: lo spin off degli immobili pesa sul risultato (dai giornali).

WIND: a Londra per rifinaziarsi (Il Sole 24 Ore, pag. 43).04.11.10

HERMES: la famiglia torna unita, schiaffo ad Arnault: se ne vada (dai giornali).

 

6. ENEL: GREEN POWER; SCENDE IN BORSA (-3%) AL DEBUTTO...
(ANSA) - Il primo giorno di contrattazioni in Borsa inizia in calo per Enel Green Power: nelle primissime contrattazioni di Piazza Affari il titolo scende del 3,13% a 1,55 euro, contro un prezzo di collocamento di 1,6. Nel giorno dell'esordio non è stata consentita l'immissione di proposte senza limite di prezzo durante la fase di pre-asta delle procedure di apertura.

13. BORGHESI E COLOMBO ALLEATI CON CITIGROUP...
M. Val. per "Il Sole 24 Ore" - Citigroup in Italia va con gli italiani. La banca statunitense ha stretto un accordo di cooperazione con Borghesi, Colombo & Associati per ampliare il corporate e investment banking nella penisola. Nessun matrimonio, le società restano indipendenti: piuttosto l'offerta a clienti selezionati - a cominciare dagli esistenti - di servizi considerati complementari. Capaci cioè di unire il marchio globale di Citi, presente in 140 paesi, al radicamento in Italia di Arnaldo Borghesi e Paolo Colombo.

Il primo è stato amministratore delegato di Lazard Italia ed è docente presso l'Università di Trento e la Bocconi. Il secondo, a sua volta professore alla Bocconi, è stato ed è nel consiglio di amministrazione di numerose aziende. L'accordo riguarda il banking, da fusioni a iniziative sui mercati dei capitali, sulla piazza locale. Ma sarà flessibile, pronto a sostenere clienti internazionali in arrivo in Italia o italiani votati a sbarcare all'estero.04.11.10

 

. GAMBERALE RITORNA AL CASELLO...
Vittoria Puledda per "la Repubblica" - La quota in ballo, poco meno del 5%, è quella del Comune di Milano. Oggi infatti scade il bando per le offerte vincolanti sulla quota della Serenissima in mano al capoluogo meneghino. Cui, secondo indiscrezioni, sono interessati alcuni operatori e almeno un fondo di private equity un po´ sui generis: il fondo F2i guidato da Vito Gamberale. Puntando a reti e infrastrutture, del resto, le autostrade non potrebbero non essere interessanti per F2i. Che, ove vincesse, metterebbe un cuneo nel capitale della società, che vede la partecipazione di soci privati, di una trentina di enti pubblici e di Intesa Sanpaolo. In qualità di azionista e di finanziatore. Si vedrà se Gamberale arriverà primo al casello.04.11.10

 

 

 

SANITA': il business delle false malattie. Ecco i trucchi delle industrie per vendere farmaci inutili. Inchiesta (La Repubblica, pag. 28-29)29-10-2010]

GIOCHI PREZIOSI: rinuncia all'Ipo, decide di lanciare un'asta tra i fondi (Il Mondo, pag.22)29-10-2010]

10. RIELLO: ETTORE RIELLO, ALLEANZA CON FERROLI E' STRATEGICA...
Radiocor - Ettore Riello, numero uno del gruppo veronese delle caldaie, conferma le trattative avanzate con Ferroli per arrivare a un matrimonio tra i due gruppi del settore del riscaldamento. 'Confermo che stiamo lavorando ad un consolidamento del gruppo e riteniamo strategica un'alleanza - ha detto lo stesso Riello ai microfoni di Radio 24 - Lo riteniamo strategico non tanto per la concorrenza sul mercato italiano quanto per il rischio concreto di un'invasione da parte dei concorrenti tedeschi'.29-10-2010]

12. FIDEURAM FIRMA LETTERA D'INTENTI PER BANCA SARA...
Radiocor - Fideuram stringe per arrivare ad acquistare Banca Sara da Sara Assicurazioni, il gruppo che fa capo all'Aci. Lunedi', secondo quanto risulta a Radiocor, le parti hanno firmato una lettera d'intenti in cui si impegnano a verificare la fattibilita' dell'operazione. A questo punto ci saranno quaranta giorni di tempo per effettuare la due diligence e mettere a punto l'offerta. Banca Sara ha un patrimonio gestito attorno ai 2,7 miliardi di euro e la valutazione dell'istituto si aggira quindi attorno a 60 milioni di euro.29-10-2010]

13. MICROSOFT: +51% UTILE I TRIM. A 5,41 MLD $ GRAZIE A WINDOWS 7...
Radiocor - Nel primo trimestre fiscale, Microsoft ha riportato profitti in rialzo del 51% grazie in particolare alla solida domanda del sistema operativo Windows 7 e di Office 2010, che ha bilanciato i timori sulla domanda di computer. Nei tre mesi conclusi il 30 settembre, il colosso informatico ha riportato un utile di 5,41 miliardi di dollari, 62 centesimi per azione, contro i 3,57 miliardi di dollari, 40 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Il giro d'affari e' balzato del 25% a 16,2 miliardi di dollari (le vendite della divisione clienti, che produce Windows, sono cresciute del 66% con profitti piu' che raddoppiati, quelle di server sono salite del 12%). Gli analisti attendevano profitti per 55 centesimi per azione su un giro d'affari di 15,8 miliardi di dollari. I titoli sono saliti del 2,8% nelle contrattazioni nell'afterhours.29-10-2010]

15. UBI-BOND E IL SUPER-RENDIMENTO...
My.L. per "Il Sole 24 Ore" - Ubi Banca ieri ha emesso un bond di durata biennale offrendo agli investitori un rendimento di 140 punti base sopra il tasso Euribor. Questa notizia, che in altri momenti sarebbe passata in secondo piano, ieri ha attirato l'attenzione degli addetti ai lavori: a giudizio praticamente unanime, infatti, Ubi ha pagato un tasso d'interesse alto. Basti pensare che un bond analogo della Popolare di Milano, lanciato a metà settembre a 123 punti base sopra l'Euribor, ora quota intorno ai 115 sul mercato secondario.

E le due banche sono molto simili. Perché dunque Ubi ha dovuto offrire tanto? Le teorie sono molte. Gli operatori pensano che Ubi paghi alcune "leggerezze" commesse di recente sul mercato dei bond (per esempio con operazioni annunciate e poi ritirate), tanto che anche gli altri suoi bond sul mercato quotano con rendimenti alti. Ma qualcuno vede il super-spread di Ubi come il possibile segnale che sul sistema bancario stiano tornando un po' di tensioni. Per scoprire chi abbia ragione, basta aspettare le prossime emissioni.29-10-2010]

 

16. TORNANO I TEMPI D'ORO PER I MILIONARI USA...
W.R. per "Il Sole 24 Ore" - Buone notizie arrivano dagli Stati Uniti. Ci volevano dopo quel che s'è visto: una interminabile fila di famiglie che hanno perso la casa perché non riuscivano a pagare il mutuo; una disoccupazione cronica che sfiora il 10%; 42 milioni di poveri, pari al 15% della popolazione come mai s'era visto in passato; la Fed che s'appresta a inondare ancora i mercati per centinaia di miliardi di dollari nel tentativo di rilanciare l'economia.

Ma ecco la buona nuova: l'indice che misura lo stato di salute delle persone più ricche del paese, il «Millionaire Investor Confidence's Index» è balzato di sei punti tornando ai livelli del 2007: ai bei tempi, prima che la crisi peggiore dal 1930 scuotesse l'economia, la borsa, le finanze dei cittadini e quelle dello stato. Tuttavia la società che compila l'indice, la Spectrem Group, avverte che non è ancora tempo di stappare lo champagne. L'indicatore è semplicemente tornato in parità ed è lontano dai massimi del 2004. Poveri milionari, anche loro dovranno soffrire ancora un poco. 29-10-2010]

 

 

4. ENI: UTILE NETTO III TRIMESTRE 1,72 MLD (+39%), 5,77 MLD 9 MESI (+45,1%)...
(Adnkronos) - Nel terzo trimestre 2010 gli investimenti tecnici di 2,85 miliardi (9,96 miliardi nei nove mesi) hanno riguardato principalmente lo sviluppo di giacimenti di idrocarburi, l'upgrading della flotta dei mezzi navali di costruzione e perforazione di Saipem e delle infrastrutture di trasporto del gas.

Nel terzo trimestre 2010 il flusso di cassa netto da attivita' operativa e' stato di 2.409 milioni (11.548 milioni nei nove mesi); gli incassi da dismissioni sono stati di 107 milioni (902 milioni nei nove mesi). Tali flussi hanno consentito di coprire parte dei fabbisogni finanziari connessi agli investimenti tecnici del periodo di 2.851 milioni (9.958 milioni nei nove mesi) e al pagamento dei dividendi agli azionisti Eni (1.811 milioni nel trimestre per l'acconto dividendo 2010; 3.622 milioni nei nove mesi, incluso il saldo dividendo 2009) e agli azionisti di minoranza di altre societa' consolidate (354 milioni nei nove mesi). Al 30 settembre 2010 l'indebitamento finanziario netto 3 ammonta a 25.261 milioni, che rappresenta un incremento di 1.919 milioni rispetto al 30 giugno 2010 e di 2.206 milioni rispetto al 31 dicembre 2009.

 

Il leverage - rapporto tra indebitamento finanziario netto e patrimonio netto compresi gli interessi di terzi azionisti - a 0,47 al 30 settembre 2010 registra un leggero incremento rispetto allo 0,46 del 31 dicembre 2009. Rispetto alla situazione contabile semestrale, il leverage peggiora in misura evidente (-0,06 punti) a causa, oltre che dell'aumentato indebitamento, del deprezzamento del dollaro rispetto all'euro registrato nei cambi puntuali al 30 giugno e al 30 settembre 2010 pari a una flessione di circa l'11%, che ha comportato una riduzione dell'equity di Gruppo di circa 3,4 miliardi nel periodo considerato.

Banche: Fitch, sotto pressione anche in 2011 redditivita' Italia Radiocor - Milano, 28 ott - La redditivita' delle principali banche italiane 'restera' sotto pressione nel secondo semestre del 2010 e nel prosieguo del 2011 a causa di tassi di interesse bassi e della modesta crescita economica attesa per i prossimi due anni'. E' questo il giudizio di Fitch Ratings nel suo rapporto semestrale sul settore. 'Il rischio principale nel breve-medio periodo e' il peggioramento della qualita' degli asset gia' vista nei 18 mesi a tutto giugno 2010. Anche se il picco delle perdite su crediti dovrebbe essere stato toccato nel primo semestre 2009, Fitch nondimeno ritiene che il totale a fine 2010 restera' superiore ai livelli antecedenti l'inizio della recessione nel 2009'

6.

 

28-10-2010]

15. IOR: GOTTI TEDESCHI, UN EQUIVOCO E' DIVENTATO ACCUSA RICICLAGGIO...
(Adnkronos) - Un equivoco e' diventato un'accusa di riciclaggio. Il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, ricostruisce in un'intervista a Panorama il caso giudiziario che lo vede protagonista. Purtroppo, spiega, "agli inizi di settembre una serie sfortunata di coincidenze ha creato un equivoco su un'operazione", che secondo lui "e' stato un trasferimento da conto Ior a conto Ior, una semplice operazione di Tesoria, quanto di piu' lontano da un sospetto di riciclaggio".28-10-2010]

 

 

SNIA LASCIA PIAZZA AFFARI...
Dopo quasi un secolo di storia, Snia si prepara a uscire definitivamente dal panorama industriale italiano e dal listino di Borsa. Sospesa dal 16 aprile scorso, dopo lo stato di insolvenza deliberato dal Tribunale di Milano, la società si avvia infatti alla cessione di tutti i beni, compresi quelli in bonis come il 100% della spagnola Union Derivan e dell'italiana Metalmeccanico Vittorio Veneto, oltre a immobili e terreni.

 

A quanto risulta a Panorama Economy infatti il ministero dello Sviluppo economico ha già dato l'ok alla cessione. Resterà una scatola vuota, che Consob cancellerà dal listino, lasciando con il cerino in mano 12 mila piccoli azionisti. Il commissario Marco Cappelletto sta intanto vagliando le manifestazioni d'interesse per gli asset industriali della controllata Caffaro.
 

- IKEA A PANORAMA ECONOMY: «VOGLIAMO INVESTIRE IN ITALIA. MA SE AVREMO ANCORA TANTI PROBLEMI, NON RESTEREMO A LUNGO»...
A Padova ha avuto bisogno di nove anni per aprire. A Bolzano le hanno chiuso la porta in faccia. Ad Ancona deve far fronte a 55 ricorsi. A San Giuliano Milanese non riesce ad aprire il sottopasso costruito a sue spese (7 milioni di euro). Ikea, il gigante svedese del mobile, vuole continuare a crescere in Italia, ma farlo diventa sempre più difficile.

 

Al punto che il general manager Ton Reijmers, in un'intervista a Panorama Economy, lancia un messaggio poco rassicurante: «Non è detto che resteremo a lungo, se continueremo ad avere tanti problemi per la nostra espansione. Il rischio di un passo indietro c'è». Eppure Ikea nel nostro Paese ha trovato il quarto mercato al mondo e le nostre imprese sono al terzo posto, dopo quelle di Cina e Polonia, tra i fornitori.

I 18 punti vendita già aperti garantiscono a Ikea Italia un giro d'affari di 1,5 miliardi di euro, in crescita a due cifre (+11%) anche l'anno scorso. Per questo, malgrado l'Italia sia «tra le nazioni più problematiche», il suo team di sviluppo è il più grande del mondo. «È il segnale tangibile della volontà di allargare la nostra presenza» dice Reijmers. Nonostante tutto.

 

3- CNEL, RISSA TRA CGIL E CISL PER LE POLTRONE...
Si sposta dalla piazza alla carta bollata il duello fra Cgil e Cisl. Le due organizzazioni si stanno contendendo a suon di ricorsi le poltrone di consigliere del Cnel. Il primo è stato presentato a fine luglio dalla Cisl per aumentare da 11 a 16 i suoi rappresentanti. Nei giorni scorsi la risposta del governo: 4 richieste bocciate e una accolta, da soddisfare a spese della Cgil, che passerà da 17 a 15 (l'altro seggio lo cederà alla Uil).

A scaldare il clima è anche il motivo della decisione. Poiché il dato degli iscritti (più numerosi per la Cgil) è autocertificato, dice il provvedimento, va tenuto conto anche dei contratti firmati. E qui le parti sono invertite, avendone la Cgil stipulati 70, «contro i 73 della ricorrente». L'argomento non è piaciuto alla Cgil, che annuncia: «Ricorreremo al Tar».

23.10.10

 

SVIZZERA, BEL SUOL D’AFFARI - NON DITE AL TREMONTI CHE Trecento aziende italiane si sono già trasferite in Canton Ticino - "Tra tasse dirette e indirette da noi se ne va il 68% dell’utile, come si fa? In Svizzera pagheremo solo la tassa confederale dell’8,5% e, a regime, un’aliquota tra il 12 e il 19%" - Ma la cosa che fa più gola è che "sono veloci nella burocrazia e nelle autorizzazioni

Marco Alfieri per "La Stampa"

 

Trecento aziende italiane si sono già trasferite in Canton Ticino, specie tra il comparto metalmeccanico. Pensavamo che il ticinese fosse l'unica via di fuga, ma poi abbiamo scoperto un mondo nuovo, il Vallese», finora sconosciuto a Cinisello Balsamo, hinterland milanese, dove Laura Costato manda avanti con 4 addetti un'impresetta che fa viterie per elettrodomestici e l'automotive. «Abbiamo infatti deciso di trasferirci vicino Sion. Siamo costretti ad emigrare dove il lavoro è valorizzato, non tartassato...»

UN MONDO NUOVO - L'imprenditrice parla con un grumo di dispiacere. «Non avrei mai mollato ma devo pensare al futuro dei miei figli, anche a livello scolastico...». Dopo due visite nel Canton Vallese, la signora Costato fa parte di un gruppetto di 6 padroncini che ha deciso di fare il salto oltreconfine. «In modo consortile, per condividere la sfida. Tra tasse dirette e indirette da noi se ne va il 68% dell'utile, come si fa? In Svizzera pagheremo solo la tassa confederale dell'8,5% e, a regime, un'aliquota tra il 12 e il 19%». Ma la cosa che fa più gola è che «sono veloci nella burocrazia e nelle autorizzazioni».

Fausto Grosso, 42 anni di Roletto, vicino Pinerolo, insieme a tre collaboratori fa lavorazioni metalliche di precisione. Anche lui traslocherà nel Vallese. «Ne ho già parlato con altri colleghi. Una decina è interessata». La Svizzera non scherza con le lusinghe.

A metà luglio Stefano Bessone della «Greater Geneve Berne area» si è presentato a Busto Arsizio ad un'assemblea di Piccoli ossessionati dall'invasione cinese facendo volantinaggio pro confederazione: chi decide di trasferire la produzione creando 10 posti di lavoro, godrà di un'esenzione fiscale totale per 5 anni. Creandone 20, la franchigia raddoppia. Insomma musica per le orecchie di imprenditori vessati da una imposizione che in Italia è formalmente al 31,4% (27,5% Ires, 3,9 Irap) ma che sale oltre il 50% sommando tutti gli oneri.

AFFITTI A PREZZI STRACCIATI - Dopo la trasmissione televisiva «Presa diretta» di due domeniche fa, che ha raccontato il sopralluogo estivo nelle zone artigianali del Vallese con affitti per 2 franchi al metro quadro, il sito di "Imprese che resistono", l'associazione che prova a lenire i morsi della crisi facendo comunità, si è intasato di tremila clic in poche ore e 200 contatti diretti.

 

Tutti a caccia di informazioni sul nuovo eldorado. Meccanica, tessile, indotto automotive, alimentare... il concentrato di una piccola manifattura sofferente che cerca di ripartire ben oltre il materasso degli ammortizzatori. «Le imprese piccole stanno morendo, e quel che rimarrà è il deserto», si legge in alcuni post. «La colpa è del totale disinteresse del governo. Altri paesi, come la Svizzera, fanno politica industriale lungimirante».

Il progetto d'investimento Copernico, lanciato dal Ticino dove il tax rate si ferma al 20% dell'utile e l'Iva è la più bassa d'Europa, ha già attratto 100 aziende italiane offrendo contributi a fondo perduto e incentivi per le assunzioni. Non tanto a chi viene a fare trading commerciale, ma ad aziende come la toscana Pramac, che a Riazzino ha deciso di produrre pannelli fotovoltaici.

Così mentre la propaganda da tabloid accusa i nostri frontalieri di essere topi dentro al gruviera, sfruttatori avidi del paese degli orologi, le istituzioni elvetiche si attrezzano per rubarci imprese e competenze. Qualcuno le chiama già micro secessioni. Per ora piccoli numeri ma che anticipano il mondo che verrà dopo la crisi, quando la leva fiscale farà una gran differenza nella competizione tra territori.

 

Come sempre se ne vanno prima le aziende, Riccardo Illy lo aveva profetizzato: ma non per fattori di prezzo (come nella Romania anni Novanta), alla ricerca di un habitat che l'Italia è incapace di costruire. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre siamo il paese dove l'incidenza delle corporate tax sul gettito totale è tra i più elevati (17,4%). Lo stesso vale per l'aliquota «implicita» (31,5%), che misura il peso della tassazione in rapporto al valore aggiunto annuo che produce ogni impresa.

LE SIRENE DI LUBIANA E KLAGENFURT - Le associazioni sono restie a dare i numeri della fuga, ma si capisce che la talpa scava anzitutto nelle terre del forzaleghismo, tra quel blocco sociale deluso cementato proprio sul miraggio di una rivoluzione fiscale e sul Godot della sburocratizzazione. Paradossale, no? Questo vale a Nord Est, dove la concorrenza dei paesi di corona, dalla Slovenia all'Austria, è formidabile. Il governatore friulano Renzo Tondo va dicendo da mesi che la vera emergenza del territorio è la sirena fiscale di Lubiana e Klagenfurt.

Lo sa bene l'Austrian Business agency che dal suo ufficio di Padova non smette di ingolosire le imprese locali: 25% di imposta secca sulle società; convenzioni contro le doppie imposizioni; rimborso veloce dell'Iva; quasi tutti i costi deducibili; incentivi per investimenti produttivi fino al 25% e per ricerca e sviluppo fino al 50% e prezzi dei terreni industriali tra 25 e 50 euro al metro quadro. Un'incentivazione che a fine 2009 aveva già attirato quasi mille aziende.

 

C'è la Danieli, sistemi per l'automazione, la Costan, frigoriferi industriali, la Fbs, bagni prefabbricati, e la Pcs, software per aziende ospedaliere. «Ma quelle che censiamo sono solo una piccola parte», confermano dall'Aba. Ad esempio la Durst Fototecnica a Lienz ha appena investito 15 milioni in un nuovo centro di Ricerca mentre altre 13 imprese, tra Information Tecnology e meccatronica, sono arrivate negli ultimi mesi, come la udinese Refrion (sistemi di riscaldamento).

L'ENERGIA A BASSO COSTO - Dall'ufficio Japti di Milano, l'azienda di promozione slovena, Lara Cernetic e Rok Oppelt lavorano per portare imprese italiane oltre Gorizia, offrendo un'imposta societaria al 20%; detrazioni fiscali fino al 40% degli investimenti in ricerca e sviluppo, una bolletta energetica di 40 punti inferiore alla nostra e incentivi a fondo perduto (14,5 milioni estesi al settembre 2011) che coprono fino al 40% delle spese per le pmi.

 

Sono già arrivati in 600 tra cui la veronese Bonazzi con la Julon (vedi articolo a fianco), la Carrera Optyl, la Technical (stampaggio metalli), la friulana Fantoni e la Silografika del brianzolo Ernesto Nocera, che produce salviette per i vassoi dei ristoranti a Selo, mezz'ora di auto da Trieste. «Oltre al regime fiscale - conferma Nocera - in Slovenia gli addetti costano molto meno che in Italia nonostante siano qualificati».Insomma non siamo davanti a grandi imprese che diversificano, ma a piccole e Pmi che allungano l'indotto spostandosi in paesi più convenienti.

È una emorragia, una "strafexpedition" alla rovescia cent'anni dopo. Non più militare ma economica. In attesa di un vero federalismo fiscale, l'Italia resta purtroppo un pachiderma sul fisco d'impresa. Nei paesi competitor, manovrando sul calcolo della base imponibile stanno già incentivando in via differenziata investimenti e insediamenti industriali. È lo spirito del nuovo europeismo: il superamento della vecchia statualità classica. Basta spostarsi 20 chilometri, per pagare molte meno tasse... [18-10-2010]

 

 

8 MILIARDI € CHE LO STATO NON VUOLE - LA PROCURA DELLA CORTE DEI CONTI RIBADISCE LA CIFRA CHE LE CONCESSIONARIE DI GIOCO D’AZZARDO DEVONO AL FISCO COME PENALI - IL CALCOLO è BASATO SULLA CONVENZIONE APPROVATA DA ENTRAMBE LE PARTI - L’ATLANTIS WORLD DI CORALLO, DA SOLA, DOVREBBE SCUCIRE 31 MILIARDI - MA TREMONTI HA CHIESTO ALL’EX RAGIONIERE DELLO STATO MONORCHIO DI FARE UNA STIMA (STRACCIATA): 800 MLN - IL CONSIGLIO DI STATO HA UNA SUA OPINIONE: 30 MLN - EPPURE SOLO NEI PRIMI SEI MESI DEL 2010 LE CONCESSIONARIE HANNO INCASSATO 15 MILIARDI…

Marco Lillo e Ferruccio Sansa per "il Fatto Quotidiano"

 

Ottantotto miliardi di euro o appena 30 milioni? Il grande scandalo slot machine è arrivato al capitolo finale: tra sessanta giorni sapremo quanto le società concessionarie dovranno versare allo Stato. L'accusa ieri ha ribadito la sua richiesta: quasi novanta miliardi, la somma più alta mai pretesa dalla procura contabile nella storia d'Italia.

Ma la Commissione incaricata dal ministero dell'Economia ha indicato una somma cento volte più bassa. Insomma, i tecnici designati dal governo hanno previsto un mega-sconto per le concessionarie. E non basta: il Consiglio di Stato ha suggerito criteri di calcolo per poche decine di milioni, un tremillesimo della somma chiesta dall'accusa.

Ieri si è svolta l'udienza conclusiva alla Corte dei Conti. Con un primo colpo di scena: respinte le istanze di rinvio e di annullamento presentate dalle concessionarie. Quindi la parola è passata alla Procura. Che non ha abbassato di una virgola la cifra stabilita nel 2007: 88 miliardi. Una richiesta basata sull'applicazione delle penali previste tra Stato e concessionari nel 2004.

 

Insomma, semplicemente chiedendo che sia applicata la convenzione, come si pretenderebbe da un cittadino qualsiasi. I colossi dei giochi si troverebbero a pagare somme che quasi risanerebbero i conti pubblici italiani: 31 miliardi e 390 milioni soltanto per il concessionario Atlantis World. Un tesoro, ma bisogna tenere presente che soltanto nei primi sei mesi del 2010 gli operatori del settore hanno incassato 15 miliardi.

LE RICHIESTE MINIME - La procura però ha avanzato due ipotesi subordinate: la prima prevede che la somma sia equivalente all'80% dell'aggio percepito dai concessionari nel periodo da settembre 2004 a gennaio 2007. Certo, sarebbe già un bel taglio: si passerebbe a 2,7 miliardi. Il Pm specifica nell'atto la somma pretesa da ogni concessionario: 845 milioni per Atlantis, il colosso delle slot. Ma se anche questa richiesta non fosse accolta,il pm Marco Smiroldo propone che i concessionari "siano condannati al risarcimento del danno che il collegio stimerà equo".

E qui ecco spuntare un'altra stima e una storia passata praticamente sotto silenzio: il ministero dell'Economia negli anni scorsi ha dato incarico a una commissione di indicare i criteri per il calcolo delle somme da pagare. I tre esperti, guidati dall'ex ragioniere dello Stato Andrea Monorchio, hanno proposto una "rimodulazione" delle penali che porterebbe - secondo i Monopoli - a circa 800 milioni di euro. E siamo già scesi a meno di un centesimo dei famosi 88 miliardi (98 secondo le primissime stime).

Basta? Nemmeno per sogno. Nella corsa al ribasso il Consiglio di Stato ha indicato un criterio ancora più favorevole: "Il limite massimo delle penali irrevocabili... non dovrebbe essere comunque superiore all'11% del valore medio del compenso per la gestione telematica degli apparecchi da gioco spettante al concessionario nello stesso anno, secondo i dati dei cespiti della gestione riferita a quell'anno in possesso dei Monopoli".

 

Sembra cinese per i non addetti ai lavori: significa che nelle casse dello Stato andrebbero una trentina di milioni. Un tre-millesimo di quello che ha calcolato la Procura della Corte dei Conti.

UN "GIOVANE" TENACE - Ma il vero protagonista dell'udienza e di questo procedimento interminabile è senza dubbio Marco Smiroldo, il pubblico ministero. Chissà, forse quando l'inchiesta è partita le società si erano rallegrate che il fascicolo fosse finito sulla scrivania di questo magistrato, uno dei più giovani della Procura della Corte dei Conti. Un pm ragazzino - eravamo nel 2006 - di appena trentacinque anni per affrontare società che maneggiano miliardi di euro,che hanno agganci ai livelli più elevati della politica.

E non solo. Quanto quell'impressione fosse sbagliata lo hanno dimostrato gli eventi successivi. Smiroldo non è certo un magistrato che ami i riflettori, ma è un uomo di legge fino al midollo, che chiede soltanto l'applicazione delle regole. Ha condotto l'inchiesta fino alla fine, senza modificare la sua linea contro cui si sono scatenati tanti poteri forti.

E ascoltare la sua requisitoria ieri ha riservato ulteriori clamorose sorprese sullo scandalo: si scopre così che lo Stato ha pagato per la pubblicità dei giochi d'azzardo "legali" oltre 13,7 milioni tra il 2004 e il 2007. Una fortuna, a tutto vantaggio degli affari delle concessionarie.

 

Smiroldo ha chiesto la restituzione della somma: "Il mancato collegamento degli apparecchi ha impedito il controllo telematico sul gioco, che soltanto se controllato è lecito, quindi non poteva pubblicizzarsi come lecito un gioco che in realtà non lo era: si è pagata, pertanto, una sorta di pubblicità ingannevole". Quindi, sostiene la Procura, agli altri danni deve aggiungersi quello per la campagna pubblicitaria sul cosiddetto ‘gioco lecito', pari a 13.773.360 euro".

L'ULTIMA BEFFA - Non basta. C'è un ulteriore danno pubblico: si scopre che la Sogei (Società Generale di Informatica, soggetto controllato dallo Stato) ha speso inutilmente 26,9 milioni: "Ad aumentare la dimensione del danno erariale - ha detto Smiroldo - contribuiscono anche le spese sostenute per il servizio di gestione operativa del sistema di controllo degli apparecchi messo a disposizione da Sogei, ma rimasto sostanzialmente inutilizzato almeno fino al gennaio 2007,per un danno pari a circa euro 26.982.000". Adesso la parola spetta al giudice. 14-10-2010]

 

 

 REVISIONE CONTI: UE CONTRO 'BIG FOUR'...
(ANSA) - Basta con l'oligopolio nel settore della revisione dei conti. Cosi' Michel Barnier, il commissario europeo ai servizi finanziari. Barnier annuncia per il 2011 una proposta legislativa per assicurare piu' concorrenza e indipendenza in un mercato attualmente dominato dalle 'Big Four' (90% dei ricavi): Deloitte&Touche, Ernst&Young, PricewaterhouseCoopers e Kpmg. Barnier non nasconde i rischi insiti nella situazione attuale, in cui le 4 societa' sono diventate 'too big to fail'.

 

20.10.10

 

 

L’ULTIMA SIGARETTA - A LECCE CHIUDE LA MANIFATTURA TABACCHI: 500 famiglie del Salento sul lastrico - strano Perché il fumo rende e rende tantissimo. Nel 2009 139 milioni di utili su 618 milioni di fatturato. Una redditività da record: 22 euro di profitti ogni 100 di ricavi - Uscito di scena Baldassarre, inciampato in un paio di inchieste giudiziarie tra cui quella per aggiotaggio sulla privatizzazione Alitalia, il board dell’azienda inglese può contare su Aurelio Regina, il rampantissimo presidente degli Industriali romani.... 

Vittorio Malagutti per "Il Fatto Quotidiano"

BAT

Il fumo, si sa, nuoce gravemente alla salute. Di questi tempi però 500 famiglie del Salento hanno disperatamente bisogno di sigarette. Ne va del loro futuro, della loro vita. Da quando, un paio di settimane fa, la British American Tobacco, filiale dell'omonima multinazionale del tabacco, ha annunciato la chiusura del suo stabilimento di Lecce, il destino dei dipendenti è appeso a un filo.

Quello di un progetto di riconversione industriale che la stessa Bat si è impegnata a sostenere. Solo parole. Promesse. Ma intanto "Lecce chiude", confermano i portavoce della società inglese, un colosso attivo in tutto il mondo con ricavi globali per oltre 16 miliardi di euro. I giochi sono fatti. La sentenza scritta. L'impianto si ferma forse già entro fine anno.

GAETANO QUAGLIARIELLO

Protestano i sindacati. L'arcivescovo Domenico D'Ambrosio chiede all'azienda di ripensarci. Scende in piazza anche il sindaco di centrodestra Paolo Perrone, alla guida di un'amministrazione, quella di Lecce, sull'orlo della bancarotta. Niente. Lo stabilimento salentino costa troppo. E allora bisogna "rivedere l'assetto produttivo del gruppo", spiegano i documenti aziendali.

Certo fa impressione confrontare queste dichiarazioni con i dati di bilancio della Bat Italia. Perché il fumo rende e rende tantissimo. Nel 2009 la filiale nostrana della British American Tobacco ha realizzato la bellezza di 139 milioni di utili su 618 milioni di fatturato. Una redditività da record: 22 euro di profitti ogni 100 di ricavi. Sono i risultati migliori da molti anni a questa parte. Risultati che hanno garantito 120 milioni di dividendi alla casa madre di Londra.

Aurelio Regina

IL SALOTTO BUONO TABAGISTA - Eppure a Lecce si chiude. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione presieduto da Francesco Valli, un manager lobbista con la passione della politica. Valli tra l'altro presiede la Fondazione Magna Charta, il gruppo di ultras conservatori, nonché liberali e liberisti, fondato dal senatore pidiellino Gaetano Quagliariello. Una sorpresa? Mica tanto. La Bat italiana è da sempre molto attenta agli equilibri romani.

Fino a marzo tra gli amministratori si dava da fare anche l'ex presidente della Corte costituzionale,il berlusconiano Antonio Baldasarre, di recente inciampato in un paio di inchieste giudiziarie tra cui quella per aggiotaggio sulla privatizzazione Alitalia. Uscito di scena Baldassarre, il board dell'azienda inglese può comunque contare sulla collaborazione di Pierluigi Celli, l'ex direttore generale della Rai ora a capo dell'università confindustriale Luiss, e di Aurelio Regina, il rampantissimo presidente degli Industriali romani.

QUESTIONE DI PREZZO (POLITICO) - Nomi noti, personaggi influenti e soprattutto trasversali, ben piazzati a destra come nel centrosinistra. Gente così non serve soltanto a dare lustro al consiglio. Il fatto è che il business del tabacco non ha esattamente un'immagine smagliante, bersagliato com'è dalle campagne salutiste dei governi. Senza contare che il prezzo delle sigarette, per il 75 per cento assorbito dalle tasse, viene regolato dallo Stato. Ecco perché un aiutino a Roma fa sempre comodo.

ANTONIO BALDASSARE

Certo, c'è il contesto globale da considerare. I fumatori aumentano solo nei paesi in via di sviluppo. E allora è lì che si concentrano gli investimenti. Nel 2000 Bat controllava 83 stabilimenti nel mondo. Adesso sono 50 e dal 2008 hanno chiuso i battenti impianti in Danimarca, Lettonia e Turchia. Il mercato si restringe anche in Italia. L'anno scorso il consumo di sigarette è calato del 3 per cento. E i marchi del gruppo inglese hanno perso proporzionalmente ancora di più: meno 6,2 per cento.

E allora per continuare a guadagnare, anzi, per guadagnare di più, bisogna tagliare, ripensare la logistica, gestire il business di ogni Paese in un'ottica sempre più globale. Risultato: Lecce non serve più. In futuro nel nostro Paese verranno vendute soltanto sigarette prodotte altrove, di preferenza nell'Europa orientale. E così l'ultima fabbrica italiana della Bat, quella da cui escono i pacchetti con il marchio Ms, si avvia alla rottamazione. Strano. Perché solo l'anno scorso il gruppo britannico ha investito oltre 10 milioni di euro per rinnovare i macchinari dello stabilimento salentino.

Luca di Montezemolo

LA STRANA STRATEGIA DEI TAGLI - Investire per poi tagliare? Una strategia a dir poco singolare. Ed è recentissimo anche l'ultimo accordo con i sindacati per gestire 75 tagli a livello nazionale: porta la data del 14 luglio 2009, con tanto di piano industriale valido dal 2009 al 2011 dove si confermava la centralità della fabbrica pugliese.

Giancarlo Elia Valori

Adesso però la Bat ha scoperto che Lecce non serve più. Londra dispone. Roma esegue. E' questo l'epilogo paradossale, (peggio, tragico) di una storica privatizzazione, quella dell'Ente tabacchi italiani (Eti), l'ex Monopolio di Stato per i tabacchi. Nel dicembre 2003 l'operazione fu annunciata tra squilli di tromba e rulli di tamburi dal governo Berlusconi in carica a quel tempo. Un carrozzone di Stato vecchio e malandato passava alla Bat per il prezzo record di 2,35 miliardi di euro.

Per gli inglesi ne valeva la pena. L'acquisizione serviva a spiazzare storici concorrenti della Philip Morris, saldamente insediati nella Penisola grazie a un contratto di produzione con l'Eti. Ebbene, una volta messe le mani sugli ex monopoli italiani, il gruppo britannico non ha fatto altro che vendere, tagliare, chiudere. Il sigaro toscano è andato alla famiglia bolognese Maccaferri, in cordata con Luca di Montezemolo e Aurelio Regina, lo stesso che siede nel consiglio della Bat italiana.

Francesco Valli

Una holding presieduta dal potente Giancarlo Elia Valori si è invece comprata lo stabilimento di Chiaravalle, nelle Marche. Nel 2008 si è fermato per sempre l'impianto di Rovereto, in Trentino. Quello di Bologna (sette capannoni, 100 mila metri quadrati), dopo lo stop alla produzione è stato ceduto alla regione Emilia Romagna che progetta di costruire un polo tecnologico e di ricerca. Nel giro di quattro anni i dipendenti del gruppo si sono quasi dimezzati. Erano quasi 1.300 nel 2006, adesso sono circa 700. Puntiamo tutto su Lecce, garantiva Valli. E invece no. Chiusura in vista. Così in Italia della grande privatizzazione del 2003 non resteranno più neppure le briciole.

 

 

[04-10-2010]

 

- L´INDUSTRIA PREMIA LE TUTE BLU TEDESCHE CON GLI AUMENTI...
Andrea Tarquini per "la Repubblica" -
In Italia no, ma da qualche altra parte in Europa la classe operaia va ancora un po´ in paradiso. Nel settore-chiave della siderurgia, in Germania, il potente sindacato metalmeccanico IgMetall ha strappato aumenti salariali del 3,6% e il versamento di una "una tantum" di 150 euro. Non è tutto: la IgMetall ha convinto la controparte imprenditoriale ad accettare il principio che anche i lavoratori assunti con contratti a termine, o tramite la mediazione di agenzie per trovare impieghi, abbiano pari retribuzione e pari scatti e aumenti rispetto ai dipendenti doc.

 

La notizia è venuta, forse non a caso, proprio nel giorno in cui la Germania annunciava un nuovo calo della disoccupazione: è scesa al 7,5%, cioè al minimo storico dal 1992, praticamente l´indomani della riunificazione.

Gli imprenditori sono stati volentieri al gioco: aumenti salariali in cambio della continuità della garanzia di pace sociale e più produttività sembrano loro un ottimo investimento. Continuano dunque a scommettere sulla cogestione e sulla concertazione, armi segrete del sistema-paese Germania su cui per anni i neoliberal e i neocon hanno sputato. Salvo dover confrontare oggi il nuovo miracolo tedesco con catastrofi altrui. Solo a Roma qualche politico dice ancora che stiamo meglio noi della Germania.

01-10-2010]

 

 

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12. TRADER ALL'ATTACCO DEL FONDO AMARANTH...
M.Val. per "Il Sole 24 Ore"
- Trader contro trader. È accaduto nel caso di Amaranth, grande fondo hedge la cui crisi nel 2006 ha anticipato la bufera finanziaria. Un giudice di New York ha dato via libera a un'azione legale collettiva, una class action, portata dagli operatori del mercato future. L'accusa è di aver manipolato il mercato delle commodities, in particolare dei prezzi dei contratti del gas naturale tra febbraio e settembre del 2006. E oltre mille trader potrebbero aderire alla causa contro l'hedge e il suo fondatore, Nicholas Maounis.

 

Amaranth, che vantava nove miliardi di asset in gestione, chiuse i battenti dopo aggressive e sbagliate scommesse sul gas che causarono perdite per 6,5 miliardi. Quest'anno l'ex stella del fondo, Brian Hunter che aveva fatto fortuna puntando su rincari dopo l'uragano Katrina, è già stato accusato di manipolazione dal Ferc, l'autorità federale di supervisione dell'energia.

13. ANCHE CARMIGNAC ABBANDONA IL DOLLARO...
G. Ur. per "Il Sole 24 Ore" -
Negli ultimi mesi il biglietto verde ha voltato le spalle a Edouard Carmignac, fondatore di una blasonata boutique finanziaria che gestisce 48,7 miliardi di euro. Circa la metà dei quali (21,8 miliardi) amministrati sul gettonatissimo fondo Carmignac Patrimoine A. Un successo ottenuto sulla scia delle ottime performance esibite dal fondo (7,3% annuo nell'ultima decade) che da giugno scorso ha però subito una battuta di arresto (-2,7%), in concomitanza dell'indebolimento del dollaro Usa rispetto all'euro.

 

Il gestore di Place Vendome nell'ultimo anno non ha mai tenuto nascosta l'esposizione del fondo bilanciato Patrimoine sul dollaro. Una posizione rialzista sulla valuta americana, alleggerita solo nelle ultime settimane, ma che è stata completamente smontata da Carmignac due giorni fa. Anche gli irriducibili sostenitori del biglietto verde perdono la pazienza.

14. GLI SCI ROSSIGNOL TORNANO IN FRANCIA...
Le. M. per "Il Sole 24 Ore" -
La «relocalisation» in Francia va di moda. Sì, il ritorno in patria della produzione del «made in France». L'ultimo annuncio riguarda i gloriosi sci Rossignol. Già all'inizio dell'anno la società aveva riportato una parte della fabbricazione dei suoi attacchi dalla Polonia sul suolo francese. Ora si tratta degli sci junior: 60mila, finora prodotti da un subfornitore a Taiwan, usciranno dalla catena di montaggio dello stabilimento di Sallanches, nell'alta Savoia.

Tutti contenti: governo, sindacati, azienda (che due anni fa, quando venne rilevata dal consorzio Chartreuse & Montblanc, si trovava sull'orlo della bancarotta). E' soprattutto una maggiore automazione a permettere il «rimpatrio». Che, fra attacchi e sci junior, si è tradotto nel ripristino di trenta miseri posti di lavoro.

 

15. INCENERITORE IN GARANZIA...
Luca Pagni per "la Repubblica" -
A dicembre 2009 il commissario straordinario per l´emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso paragonò il funzionamento del termovalorizzatore di Acerra «a un orologio svizzero». Dieci mesi dopo, due delle tre linee dell´impianto sono ferme e una funziona a singhiozzo; e delle 600mila tonnellate di spazzatura che doveva smaltire in un anno più di 200mila finiscono in discarica. Un bel guaio per A2a, l´utility lombarda che ha preso in gestione Acerra da Impregilo (che l´ha costruito) e che sperava di farci dei soldi estraendo energia dai rifiuti. Invece A2a sta incontrando notevoli problemi visto che si sono verificati episodi anticipati di corrosione. Unica consolazione: nel contratto con Impregilo A2a ha ottenuto una garanzia di 24 mesi. Come quando ti compri un´auto usata, ma non ti fidi abbastanza. [30-09-2010]

 

 

LIN-GOTTI TEDESCHI, FRANCESCO MICHELI, CARDIA: ITALIA, PANERAI TUTTO, PANERAI CARO! - "LAMPI NEL BUIO", TUONI SULL’EURO: MALEDETTO FU IL MODO DI INGRESSO NELL’EURO CHE HA IMPOSTO L’ABBATTIMENTO DEGLI INTERESSI SUI TITOLI DI STATO, COLPENDO LE FAMIGLIE E DETERMINANDO COSÌ IL CROLLO DEI CONSUMI. E QUESTO MENTRE PRODI E IL suo MINISTRO DEL TESORO CARLO AZEGLIO CIAMPI CONOSCEVANO I REPORT DEGLI AMBASCIATORI, DOVE VENIVA EVIDENZIATO CHE GLI INDUSTRIALI FRANCESI E TEDESCHI NON AVREBBERO MAI (E SOTTOLINEO MAI) CONSENTITO DI TENERE FUORI L’ITALIA DALL’EURO, PER IL TERRORE DELLA SVALUTAZIONE

Pierre de Nolac per Italia Oggi

Il mercato è stato il protagonista assoluto della presentazione del libro «Lampi nel buio» di Paolo Panerai, presso la romana Residence di Ripetta. Per Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior, che non ha voluto parlare dell'inchiesta della procura della repubblica di Roma riguardante il riciclaggio internazionale, l'Italia sconta tre peccati originali: quarant'anni di statalismo inefficiente, con sovracosti e minusricavi politici, le privatizzazioni che potevano essere realizzate meglio e non hanno rafforzato le imprese, il modello di ingresso nell'euro che ha imposto l'abbattimento degli interessi sui titoli di stato, colpendo le famiglie e determinando così il crollo dei consumi.

E questo mentre il premier Romano Prodi e il ministro del tesoro Carlo Azeglio Ciampi conoscevano i report degli ambasciatori, come ha sottolineato Panerai, dove veniva evidenziato che gli industriali francesi e tedeschi non avrebbero MAI consentito di tenere fuori l'Italia dall'euro, per il terrore della svalutazione. Di economia Gotti Tedeschi ne parlerà, in futuro, in un libro-intervista di Panerai, come ha promesso ieri.

 

Per Lamberto Cardia, numero uno di Ferrovie e già presidente Consob (che l'autore ha presentato come colui che «ha contribuito in maniera decisiva a regolamentare il mercato»), il libro poteva chiamarsi «Lampi di conoscenza», perché «molto di quello che è stato scritto ha aggiunto conoscenza», grazie alla «acuta capacità di indagine» dell'autore, perché «le vicende narrate hanno tutte la verità alla base»: senza dimenticare di elogiare una figura esemplare, per il mercato italiano, come il «galantuomo Luigi Guatri», e offrire un ritratto personale di Guido Carli (visto da Cardia quando era capo di gabinetto di Amintore Fanfani), simile a «un sacerdote egizio che aveva la conoscenza delle cose» ma con un «distacco naturale», un uomo «veramente difficile da avvicinare».

 

Per Francesco Micheli (che per Panerai «è il mercato finanziario») il libro è scritto «anche per un pubblico meno preparato», e l'Italia è «un sistema per il quale lungo i rami tutto è condizionato», dove si registra un «impoverimento delle presenze» del privato, che si è «assottigliato», piangendo la fine di un'epoca, in un mondo che «non offre più spunti»: una posizione, quest'ultima, che ha provocato l'immediata replica di Panerai, per il quale «i fatti devono prevalere in assoluto», citando come esempio positivo Sergio Marchionne, simbolo di un nuovo ciclo. 29-09-2010]

 

 

COSÌ MERKEL E SARKOZY HANNO SALVATO L’EURO (PER ORA) - IL RACCONTO DEL WALL STREET JOURNAL SULLA NOTTE DEL 9 MAGGIO 2010 IN CUI, DOPO LA GRECIA, STAVANO PER SALTARE IL PORTOGALLO, L’EURO E LE ECONOMIE DI TUTTA L’EUROPA - MA 4 MESI DOPO LE CAUSE DELLA CRISI SONO SEMPRE QUI: MANCA UN’AUTORITà CENTRALE, IRLANDA E PORTOGALLO SONO ALLA CANNA DEL GAS, LE BANCHE DIPENDONO DA PRESTITI TEMPORANEI E CONTINUA L’ACQUISTO DEI TITOLI DI STATO DA PARTE DELLA BCE

Marcus Walker, Charles Forelle e Brian Blackstone per The Wall Street Journal Europe- Milano Finanza

 

Mentre il 6 maggio scorso i leader della Bce si incontrano a Lisbona, Eurolandia corre il pericolo di andare in frantumi. Due settimane prima, dalla remota isola di Kastelorizo il primo ministro greco George Papandreou è apparso sulla televisione nazionale chiedendo pubblicamente aiuto all'Europa.

Dopo lunghi dibattiti, i leader europei e il Fondo monetario internazionale accordano un prestito di 110 miliardi di euro in tre anni. Ma è troppo tardi perché questa somma possa frenare la rovina del mercato finanziario. Tra gli investitori del Mediterraneo si diffonde il panico, contagiando le banche e i titoli di Stato spagnoli e portoghesi. I timori di un default spingono i rendimenti obbligazionari greci oltre il 10%, un tasso disastroso che renderebbe praticamente impossibile per Atene risanare le proprie finanze.

 

Trichet è restio a intervenire. Durante la giornata, dopo l'incontro mensile sulle politiche della Bce, alla domanda dei giornalisti che chiedono se la banca interverrà per acquistare titoli di Stato greci, taglia corto e risponde: «Non abbiamo parlato di questa possibilità». Ciò che il mondo non sa è che invece ne hanno discusso dopo cena.

Con i mercati in bilico, Trichet organizza nei locali piastrellati delle cantine del palazzo Bacalhoa, a sud di Lisbona, un incontro informale del consiglio direttivo della Bce.
Tra le bottiglie del rosso bordolese della tenuta, si discute per circa 45 minuti la possibilità di acquistare obbligazioni. L'argomento divide i banchieri. Per i funzionari tedeschi, l'acquisto di obbligazioni è paragonabile a «stampare moneta», con il rischio di alimentare l'inflazione. Il provvedimento è così controverso che gli osservatori della Bce lo definiscono l'«opzione nucleare».

Malgrado le riserve dei tedeschi, nella cantina una netta maggioranza è disposta ad andare avanti. Ma per mantenere un'immagine di indipendenza, la decisione formale viene rimandata al momento in cui i governi dell'Eurozona avranno adottato misure di bilancio di una certa severità. Il giorno successivo, il crollo del Dow Jones e le vendite massicce in Europa fanno temere ai banchieri centrali che i commenti di Trichet abbiano alimentato il panico generale (non sanno ancora che la colpa è in parte di alcuni guasti tecnici alla borsa di New York).

 

I membri del consiglio, decisi a giocare le proprie carte con la massima discrezione, non rendono dichiarazioni pubbliche dopo l'incontro nelle cantine. Il giorno dopo, venerdì, i leader dell'Eurozona devono vedersi a Bruxelles per approvare il pacchetto di salvataggio greco. Gli eventi li colgono di sorpresa: i prestiti tra le banche europee sono bloccati, mentre gli investitori si liberano in tutta fretta delle obbligazioni dei paesi europei più deboli.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy, arrivato in anticipo al vertice di Bruxelles, tiene una serie di incontri individuali con i leader di altri Paesi dell'Eurozona e tenta di raccogliere consensi per il proprio piano che prevede, con l'espandersi della crisi oltre i confini della Grecia, l'annuncio (che i leader dovranno dare quel giorno stesso) dell'istituzione di un massiccio fondo di salvataggio, abbastanza imponente da salvare tutti i paesi della zona da possibili default.

Il piano Sarkozy non è dettagliatissimo, ma la forza della sua oratoria (e il suo entourage di fotografi e cameraman) travolge gran parte dei suoi colleghi. Dopodiché entra nella sala riunioni in cui lo attende la cancelliera tedesca Angela Merkel. Sarkozy la sollecita a prendere una decisione, dichiarando: «È il momento della verità». La Merkel riconosce la necessità di agire, ma sa che in Germania dovrà affrontare una dura battaglia per giustificare l'invio di finanziamenti pubblici sempre più sostanziosi per soccorrere i Paesi della Zona euro in difficoltà e chiede a Sarkozy i particolari del piano di salvataggio ma, ricevendo soltanto risposte vaghe, rifiuta di dare il proprio appoggio.

 

Al vertice di Bruxelles arriva anche Trichet, che avverte: la crisi sta per fare una nuova vittima, il Portogallo, e i governi devono agire, immediatamente. L'appello che Trichet lancia con l'abituale imperturbabilità genera uno scontro con il suo volubile connazionale Sarkozy. Il presidente francese sollecita ripetutamente il capo della Bce a impegnarsi per un intervento più incisivo sui mercati obbligazionari. Trichet, deciso a non scoprire le carte, risponde che la Bce non prende ordini. Durante la discussione, i testimoni raccontano che il banchiere centrale, solitamente pacato, alza la voce con Sarkozy.

La Merkel lo calma, dicendo acutamente a Sarkozy che la Germania appoggia l'indipendenza della Bce. Di fronte al pericolo di un nuovo stallo franco-tedesco, il presidente dell'Ue, Herman Van Rompuy, riesce, a tarda ora, a mediare un compromesso: i leader annunceranno l'imminenza di un ampio «fondo di stabilizzazione» europeo che i ministri delle Finanze rimpolperanno durante il fine settimana. Sabato sera sarà dato un annuncio completo che sorprenderà i mercati finanziari. Il pomeriggio del giorno successivo, Merkel e Sarkozy parlano per telefono. Il francese si aspetta un'azione di temporeggiamento da parte della Germania.

 

Ma la Merkel lo stupisce con una proposta: un fondo di salvataggio per la Zona euro del valore di 500 miliardi di dollari. Se la Germania deve appoggiare questo fondo, dovrà trattarsi di un'esplosione che convincerà i mercati, gli spiega. La cancelliera, però, si dice impensierita per l'eventuale incoraggiamento degli sperperi che potrebbe conseguire e teme che la corte suprema tedesca possa bocciare il fondo. Propone quindi delle condizioni severe: i crediti per il salvataggio dovranno essere approvati all'unanimità dai governi della zona euro e dovrà intervenire il Fmi.

 

Il fondo dovrebbe essere temporaneo e non devono essere emessi eurobond. Ma Sarkozy e la Commissione Europea avevano altre idee. Alle 14,45 del giorno successivo, domenica 9 maggio, i 27 commissari approvano una bozza di accordo. I punti principali sono: un voto di maggioranza per i membri dell'Eurozona sarebbe stato sufficiente per rendere disponibile il denaro, la commissione avrebbe raccolto tutti i fondi attraverso la vendita di eurobond e il piano di salvataggio avrebbe avuto una durata a tempo indeterminato. Non è previsto un ruolo per il Fmi.

Al suo arrivo a Bruxelles, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, costretto sulla sedia a rotelle da quando fu colpito dai proiettili di un attentatore vent'anni fa, si sente male. Un'ambulanza lo conduce all'ospedale più vicino. A Berlino, la Merkel si rivolge allora al membro di governo che reputava più tenace per imporre le richieste della Germania: il ministro dell'Interno, Thomas de Maizière, in precedenza capo dello staff del cancelliere, che sta facendo un'escursione in una zona remota della campagna tedesca.

 

Un mezzo di trasporto militare di emergenza lo conduce a Bruxelles. De Maizière arriva a Bruxelles alle 20,30, lasciando a disposizione solo alcune ore per raggiungere un accordo prima dell'apertura dei mercati asiatici, ed espone la linea dura della Germania. Spagna e Portogallo, i cui mercati si avvicinavano sempre di più alla situazione della Grecia, avrebbero dovuto adottare nuove misure di austerità.

De Maizière afferma che la Corte suprema tedesca avrebbe annullato qualsiasi accordo che avrebbe aumentato il debito attraverso l'emissione di eurobond. Ma alcuni Paesi sono contrari ai prestiti bilaterali. L'Italia, con il suo enorme debito pubblico, afferma che avrebbe lottato per prendere in prestito denaro sufficiente dai mercati obbligazionari. I ministri si siedono al tavolo ovale, i loro assistenti si accomodano nelle file di banchi dietro i ministri. I BlackBerry e i telefoni cellulari si spensero. Jean-Claude Juncker, il premier del Lussemburgo, accende una sigaretta dietro l'altra, nonostante il divieto di fumare all'interno degli edifici dell'Unione Europea.

 

Quando mancano dieci minuti alla mezzanotte, con le negoziazioni in via di apertura a Sydney, il ministro dell'economia francese Christine Lagarde comunica che il meeting avrebbe dovuto prolungarsi fino alle due di notte, in corrispondenza dell'apertura dei mercati di Tokyo. Con un dirigente olandese a fare da intermediario tra gli irascibili francesi e i tedeschi, i ministri raggiungono infine un accordo. I primi 60 milioni di euro del fondo di salvataggio sarebbero arrivati da un prestito della Commissione. Ma la maggior parte sarebbe arrivata da un ente creato appositamente, registrato come società finanziaria in Lussemburgo e della durata di tre anni.

 

Tale ente avrebbe prestato denaro ai governi colpiti dalla crisi, aumentando i fondi e vendendo obbligazioni il cui ammortamento sarebbe stato garantito, quota per quota, dai governi dell'Eurozona. Questa formula ha risparmiato all'Italia e ad altri Paesi la necessità di raccogliere loro stessi i fondi. Per risparmiare tempo prima dell'apertura dei mercati di Tokyo, tutte le parti accettano una nuova bozza di dichiarazione. «Alleluia», esclama la Lagarde. Ma l'esultanza ha vita breve. L'accordo ha permesso alla Bce di andare avanti con il suo piano di acquisto di obbligazioni e il pacchetto di salvataggio Ue ha contribuito a calmare il panico.

Ma quattro mesi più tardi le cause alla radice della crisi greca rimangono: non vi è alcuna autorità centrale per il coordinamento nazionale delle politiche fiscali e di spesa. Il mese scorso i mercati finanziari hanno spostato la loro attenzione su Irlanda e Portogallo. Rimangono dubbi in merito alla solvibilità delle banche delle aree in crisi dell'Europa, lasciandole in balia della generosità di Trichet e dei suoi prestiti temporanei, introdotti dalla Bce dopo il primo attacco della crisi. Nonostante le rassicurazioni di Trichet, il programma di acquisto dei titoli di Stato non solo continua ma nelle ultime settimane è addirittura aumentato e all'orizzonte non se ne vede la fine. [29-09-2010]

 

 

 

 

 . MARRA SU SETTE, ADNKRONOS PRESTO SUL SATELLITE CON UN SUO CANALE...
(Adnkronos) -
Il giornalismo di oggi e' 'ammuffito e in crisi', ma con Internet e le nuove tecnologie potrebbe vivere 'una nuova stagione d'oro'. E' quanto afferma il direttore dell'Adnkronos Giuseppe Marra a Sette, il magazine del Corriere della Sera in edicola da giovedi' 30 settembre. Marra annuncia anche che a breve Adnkronos sbarchera' sul satellite con un suo canale.

'Le tecnologie corrono, mentre i giornalisti camminano. Lentamente. I lettori sono attivi, commentano, correggono, intervengono. Un qualunque cittadino/blogger con una telecamera puo' fornire piu' informazioni di un inviato', dice Marra sul mondo dell'informazione di oggi e aggiunge, La soluzione? 'I giornalisti si dovrebbero adeguare. Armarsi di telecamera e cominciare a produrre contenuti nuovi. Invece si rifiutano. Pensano di essere 'arrivati', si sentono grandi firme e hanno perso il gusto di sporcarsi le mani'.

 

10. RISANAMENTO: BIZZI CHIAMA HONUA E GRUPPO USA VECTOR PER AREA FALCK...
Radiocor
- L'imprenditore Davide Bizzi sta chiudendo la cordata che dovra' rilevare le aree Falck di Sesto San Giovanni da Risanamento per 405 milioni. Nella holding che stara' a capo della nuova catena di controllo dei terreni, secondo quanto risulta a Radiocor, ci sara' Davide Bizzi che controlla il 90% della societa' Sesto Immobiliare Holding dopo aver ceduto ai coreani di Honua il 10%. L'assetto, tuttavia, non e' ancora definitivo e si attende l'ingresso degli americani di New Valley (parte del gruppo Vector quotato a New York e attivo nell'industria del tabacco) che stanno ancora trattando per entrare nell'operazione con un 10% che rileverebbero da Bizzi.

La holding, a sua volta, controlla l'80% della Sesto Immobiliare Spa, la societa' che rilevera' effettivamente l'area Falck. Fra i soci della Spa, attualmente ci sono Les Copains Holding di Mario Bandiera e la cooperativa di costruzioni Ccc, entrambi con un 5% destinato a crescere; l'ultimo 10%, infine, e' nelle mani di di Bi&Di Real Estate di Davide Bizzi e Paolo Dini. Le banche, diversamente dalle indiscrezioni circolate nei mesi scorsi, non entreranno direttamente nella societa', ma forniranno 40 milioni di euro attraverso strumenti partecipativi che rappresentano circa il 30% dei mezzi propri. Le trattative fra Bizzi e Risanamento per le aree Falck stanno andando avanti anche in questi giorni. Dopo la firma del preliminare a fine luglio, l'obiettivo resta di chiudere entro il 30 settembre o al massimo nei giorni immediatamente successivi. 28-09-2010]

 

10. CREMONINI-JBS ALL'ULTIMA BISTECCA...
S. Fi. per "Il Sole 24 Ore"
-Ormai è scontro violento e logorante tra Cremonini e i brasiliani di Jbs, soci coltelli nella joint-venture Inalca-Jbs. La guerra della carne sull'asse Modena-Brasile è una telenovela che si trascina da mesi senza soluzione. E dopo accuse, attacchi e denunce, ci mancava solo il risvolto penale. È arrivato ieri: Jbs ha reso noto che sarebbero emersi dubbi sulla tracciabilità sulla carne bovina e che il presidente di Inalca-Jbs (ma nel frattempo fatto decadere dal cda), uomo in quota ai brasiliani stessi, ha presentato una denuncia penale presso la Procura della Repubblica di Modena.

Cremonini ha contro-accusato il socio di continuare a gettare discredito sull'azienda. Oggi intanto ci sarà l'assemblea (prevista per la settimana scorsa, ma slittata in seconda convocazione), e il clima è a dir poco velenoso. C'è da reintegrare il cda dopo la defenestrazione dei rappresentanti Jbs (una delle tante puntate della battaglia societaria in corso). Ma c'è chi dice che, forse ma è la speranza di tutti, si scriverà l'ultimo capitolo che metterà fine alla "Guerra dei Roses" in salsa emiliana.

 

11. IL SINDACO DI SHANGHAI E LA FAME DI BISCOTTI...
L. Mais. per "Il Sole 24 Ore" -
Al sindaco di Shanghai fanno gola i biscotti inglesi. Il conglomerato Bright Food posseduto in parte dalla municipalità della metropoli cinese è in avanzate trattative con Balckstone e i francesi di Pai per comprarsi United Biscuits, gloria dolce-salata britannica. Producono merendine e patatine con discreto successo visto che il prezzo è di 2,5 miliardi di sterline. Una cifra che significa un ebitda del 9,8 per cento.

Profitti a parte, l'operazione ha una logica industriale per le ambizioni di crescita di Bright food che vuole moltiplicare il proprio fatturato aumentandolo di 1,5 miliardi di dollari all'anno nei prossimi tre anni. United Biscuit è preda utile in questa logica e relativamente facile: è in vendita da tempo dopo essere stata acquistata nel 2006 per 1,6 miliardi di sterline e gli inglesi non potranno fare obiezioni patriottiche essendo già in mani straniere. Ma resta un boccone pesante anche per il vorace sindaco di Shanghai.

12. PIAGGIO SPICCA IL VOLO CON BIAGGI E L'APRILIA...
G. Ve. per "Il Sole 24 Ore"
-Due giorni di rally per Piaggio, in pista come sul parterre di Borsa. Dopo la vittoria del mondiale Superbike, il primo per Aprilia, marchio controllato dal gruppo di Pontedera, ieri le azioni a Piazza Affari hanno messo a segno un balzo di oltre il 3 per cento per chiudere a quota 2,3725 euro. Certo la vittoria del pilota romano Max Biaggi ha poco a che fare con un rialzo in Borsa dettato soprattutto dagli incentivi governativi alle due ruote, ma regala comunque un'altra soddisfazione a Roberto Colaninno.

«Abbiamo conquistato questo titolo su una pista italiana, con un pilota italiano su una moto italiana, sponsorizzata da un marchio come Alitalia che porta l'Italia nel mondo» ha detto domenica il presidente di Piaggio e Alitalia. Con la speranza che la vittoria dell'Aprilia Alitalia Racing Team sia propizia non solo sui circuiti ma anche sulle piste di atterraggio.

 28-09-2010]

 

 

 MAGNATE SCOOTER SEGWAY MUORE IN INCIDENTE SU MOTORINO...
(Ansa)
- Un imprenditore bitannico che pochi mesi fa aveva acquistato la ditta che produce gli scooter Segway é morto in un incidente a bordo proprio di un Segway. Jimi Heselden, 62 anni, è stato trovato cadavere in un fiume nei pressi di Wetherby, nel West Yorkshire. La polizia pensa che sia finito per errore in un burrone. Il suo Segway è stato trovato vicino al corpo. Heselden, ex minatore, aveva fatto fortuna quando la sua ditta, la Hesco Bastion di Leeds, aveva inventato un sistema di protezione alternativo ai sacchetti di sabbia, venduto al ministero della Difesa britannico per le truppe in Iraq e in Afghanistan. Aveva comprato la ditta che produce e distribuisce i Segway solo qualche mese fa.

 27-09-2010]

 

 

 

 

14. . UNA LEVA DI MASSA PER DELOITTE IN ASIA...
S. Car. per "Il Sole 24 Ore" - C'è una società che vuole assumere un quarto di milione di persone nell'arco dei prossimi cinque anni, dopo aver aumentato la forza lavoro del 40% a partire dal 2005. È Deloitte Touche Tohmatsu, una delle "quattro grandi" società dell'accounting. Tuttavia, ha precisato il gruppo, tra 5 anni, a causa dell'«atteso turnover», il personale sarà di 225mila unità, ossia di 55mila persone (e non 250mila) superiore al livello attuale. Calcoli sorprendenti, che lasciano intuire come la società si appresti soprattutto a rafforzare le sue attività in Asia (e in altri mercati emergenti) con una leva di massa.

L'esercizio annuale (al 31 maggio) si è chiuso con un aumento dell'1,8% in dollari del giro d'affari a 26,6 miliardi: l'Asia (+8,5%) e le Americhe guidate dal Brasile (+4%) hanno controbilanciato il calo nella regione Emea (-3%).

16. BERTARELLI, MENO VELA MA PIÙ FILANTROPIA...
L.Te. per "Il Sole 24 Ore" - Mentre il mondo della vela attende di sapere se il suo team Alinghi parteciperà alla Coppa America del 2013, Ernesto Bertarelli ha annunciato il sostegno finanziario a un progetto ecologico britannico. La Fondazione Bertarelli, versante filantropico, contribuirà con 4,3 milioni di euro alla salvaguardia di una maxi riserva marina britannica nelle Isole Chagos, nell'Oceano Indiano. Il finanziamento permetterà di rafforzare gli studi scientifici nella riserva e la vigilanza sul divieto di pesca.

Una coincidenza, quella di questo annuncio, che qualcuno ha messo in relazione con un allontanamento dalla Coppa America ormai targata Oracle-Usa. Intanto prosegue anche l'attività di investimenti del fondo Ares Life Sciences di Bertarelli, versante profit, che dopo aver acquistato una quota della italiana Esaote sta studiando nuovi deal.

15-09-2010]

 

 

. PIRELLI RE: VENDE UN PEZZO DI BICOCCA A EDOARDO CALTAGIRONE PER 62MLN...
Radiocor - Pirelli Re ha venduto un pezzo della Bicocca, la grande area di sviluppo immobiliare milanese nata dalla riqualificazione post indust riale della parte Nord di Milano. A comprare, secondo quanto risulta a Radiocor, e' stato Edoardo Caltagirone, fratello di Francesco Gaetano, che attraverso la societa' Edilizia Commerciale ha rilevato dal fondo immobiliare Progetti Residenza (65% Rreef e 35% Pirelli Re) un'area da 55mila mq destinata prevalentemente a sviluppo residenziale. Il valore dell'operazione e' di circa 62 milioni. Edoardo Caltagirone e' molto attivo nel capoluogo lombardo dove e' proprietario, fra l'altro, di un mega centro commerciale denominato il Vulcano.

 

8. ALITALIA: NO SORPASSO RYANAIR, NOSTRI PASSEGGERI OLTRE 23 MLN...
(Adnkronos) - Alitalia non teme il sorpasso di Ryanair, nel 2010, annunciato oggi dall'amministratore delegato della compagnia irlandese Michael O'Leary. A escluderlo e' stato oggi il direttore generale Operazioni dell'aviolinea italiana, Giancarlo Schisano, commentando a margine della conferenza stampa dell'Enac sulla stagione estiva 2010 l'annuncio del numero uno di Ryanair. "Stiamo andando bene. Nel 2009 abbiamo trasportato quasi 23 milioni di passeggeri e quest'anno prevediamo di andare oltre questa cifra visto che stiamo crescendo a un ritmo di due cifre, a luglio e agosto l'incremento e' stato del 10%. Riteniamo, dunque, che questo sorpasso non ci sara' e noi, comunque, non facciamo competizione con Ryanair".

"Speriamo - ha aggiunto Schisano- che si proceda cosi' come stiamo andando ora. Anche il load factor, ad agosto, e' cresciuto ed e' stato in linea con quello delle grandi compagnie". Come ha spiegato il manager di Alitalia, l'obiettivo della compagnia e' quello di lavorare molto sulla qualita' dei servizi: "In estate l'indice di puntualita' e' stato dell'81% e quello della regolarita' pari al 99,9%. Il che significa che abbiamo operato tutti i voli schedulati. Vogliamo aumentare la puntualita' di 10 punti per arrivare al 90%, per considerarci una compagnia eccellente".

 

 

 GERONZI SI RIFÀ LA GOVERNANCE CON BOSTON E AGRUSTI TREMA...
Da "Il Giornale" - Mancano ancora quattro, cinque settimane alla fine del lavoro di Boston Consulting in Generali. Originariamente pensata come check-up della struttura organizzativa, ora il lavoro dei consulenti si è impigliato in una serie di nodi irrisolti della corporate governance. Il tema è molto semplice, ma di difficile soluzione. Il trio di vertice Giovanni Perissinotto, Sergio Balbinot e Raffaele Agrusti non ha ben distribuiti i relativi compiti. Generali è una multinazionale presente in un gran numero di Paesi.

 

Il suo profilo internazionale è tale che, inizierebbero a pensare nelle loro analisi gli uomini di Boston, sarebbe necessaria una migliore definizione di «chi fa cosa». In particolare potrebbe esserci l'inserimento di una nuova figura nella direzione finanziaria che segua controllate e società estere. È ancora tutto da definire. E ovviamente il processo sarà piuttosto lungo e dovrà passare al vaglio dei vertici del Leone triestino.

Ma è evidente che il presidente del gruppo, Cesare Geronzi, voglia dare una svolta nella gestione della compagnia. E il rapporto di Boston Consulting potrà essere la scintilla per far scoppiare una nuova piccola rivoluzione all'interno del management delle Generali.

 

11. LA BATTAGLIA DEI CESSI ALLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO...
Da "Il Giornale" - Autogrill è attualmente presente nella Stazione Centrale di Milano con sei bar-ristoranti che recano i marchi Autogrill, Spizzico, Acafé, SkyLounge, Time café, ma nessuno è dotato di servizi igienici, perché si appoggiano a quelli della infrastruttura (Grandi Stazioni), che sono però a pagamento, a 1 euro.

Autogrill, tuttavia - a differenza degli altri esercizi presenti in stazione - offre a chi lo richiede un gettone per l'accesso gratuito alle toilette della stazione. Grandi Stazioni, però, non ha ancora provveduto a installare i tornelli a gettoni all'ingresso nei bagni, e la soluzione transitoria adottata da Autogrill è volonterosa ma bizzarra: è lo stesso cameriere che accompagna il cliente in bagno (talvolta molto distante dal bar) per pagargli l'ingresso con un euro (che poi è il prezzo di un caffè!).

 

Per superare questa situazione paradossale, il nuovo bar Autogrill con insegna Motta, che aprirà in Stazione Centrale in ottobre, sarà dotato di 5 toilette autonome, gratuite. Tali servizi saranno a disposizione anche dei clienti degli altri punti vendita Autogrill in stazione. Il gruppo Autogrill è attualmente presente in sei stazioni italiane, dove nel 2009 ha fatturato 37,3 milioni.

12. DA FONDAZIONE CARIPARO E BANCA PROSSIMA 2,5 MLN EURO PER IMPRESE PADOVA E ROVIGO...
(Adnkronos) - La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha deliberato di costituire presso Banca Prossima un plafond rotativo di 2.5 milioni di euro, grazie a cui l'istituto del gruppo Intesa Sanpaolo dedicato al mondo del non profit potra' concedere finanziamenti a tasso agevolato finalizzati a sostenere: l'avvio o lo sviluppo di progetti in grado di generare nuova occupazione o preservare l'esistente; l'avvio di nuove cooperative, consorzi e imprese sociali da parte di disoccupati, previa partecipazione degli stessi soggetti a specifici corsi di formazione per imprenditori sociali attivati in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova14-09-2010]

 

 

RIO DE JANEIRO AI PIEDI DI PAOLO DAL PINO, IL RAGAZZO DI IPANEMA –  – ENZO MANES SULLE ORME DI PAUL NEWMAN - NAPOLITANO LAUREA "INGEGNERE" IL dottore commercialista e avvocato MARPIONNE... A cura di Carlo Cinelli e Federico De Rosa per il "CorrierEconomia" del "Corriere della Sera"

 

1 - Rio de Janeiro è ormai la sua città adottiva. È lì che, da quando ha deciso smettere di fare il manager per mettersi in proprio, Paolo Dal Pino , passa sempre più tempo. E grazie al ciclo positivo dell'economia brasiliana ha avuto buon gioco, riuscendo a convogliare un buon numero di investitori su Rio. E la città lo ha ringraziato. Qualche settimana fa il sindaco di Rio lo ha chiamato per conferirgli la cittadinanza onoraria di Rio de Janeiro.

 

Festeggiata da Dal Pino con un party sulla terrazza di casa, che domina Ipanema, con una centinaio di amici tra cui l'ex presidente di Tim Brasil, Julio Cesar Araujo, il vicepresidente del gruppo Bradesco, Luiz Carlo Nabuco e Oska Metsavah , proprietario del marchio di moda numero uno in Brasile, Osklen.

2 - In realtà è dottore commercialista e avvocato. Persino dottore in legge ad honorem all'Università di Windsor, anche laureato in Economia, honoris causa, a Cassino. E naturalmente Cavaliere del Lavoro. Ma il Quirinale, nei giorni caldi di Melfi, dopo gli interventi di Giorgio Napolitano sul caso dei tre operai licenziati, ha evidentemente preferito la laurea ad honorem conferita dal Politecnico di Torino. E così ha ringraziato «l'Ing. Sergio Marchionne» per le parole pronunciate al meeting di Rimini e l'impegno a risolvere il caso dello stabilimento lucano.

4 - Enzo Manes non si occupa soltanto di rame. Il presidente di Intek e vicepresidente di Kme Group tiene alto il testimone di Paul Newman con la Fondazione Dynamo, la struttura specializzata nell'accoglienza e la terapia di bambini affetti da gravissime malattie e dimessi in via temporanea o definitiva dalla degenza ospedaliera. Dynamo camp, affiliato alla fondazione A hole in the wall, fondata dall'attore americano, terrà il suo open day il prossimo 25 settembre a Limestre, in provincia di Pistoia.

 13-09-2010]

 

 

UE PROPONE DIVIETO VENDITE SCOPERTO E CDS IN SITUAZIONI ECCEZIONALI...
Adnkronos - E' arrivata la stretta su derivati, in particolare i credit default swap (cds), e vendite alle scoperto, annunciata da mesi dalla Commissione Ue. Il commissario al mercato interno Michel Barnier ha presentato oggi la proposta dell'esecutivo europeo che prevede sia restrizioni che il divieto completo di effettuare vendite allo scoperto per ogni strumento finanziario in "situazioni eccezionali". A decidere saranno i regolatori nazionali ma anche l'Esma, la nuova autorita' di supervisione sui mercati dell'Ue. Le nuove norme, che devono essere ancora approvate da Consiglio e Parlamento europeo, dovrebbero entrare in vigore a partire dal primo luglio 2012.

 

"La proposta di oggi aumentera' la trasparenza per i regolatori e i mercati, e rendera' piu' facile per le autorita' di supervisione l'individuazione di rischi sui mercati del debito sovrano", ha dichiarato Barnier, sottolineando che "i regolatori acquisiranno anche poteri chiari per limitare o vietare lo short selling in situazioni eccezionali, in coordinamento con la nuova autorita' europea su security e mercati, l'Esma".

Secondo il commissario Ue, "le proposte di oggi sono un ulteriore passo avanti verso una maggiore stabilita' finanziaria in Europa", in quanto "in tempi normali, le vendite allo scoperto accrescono la liquidita' del mercato e contribuiscono in modo efficiente a determinare i prezzi di vendita, ma su mercati stressati lo short selling puo' amplificare la caduta dei prezzi e condurre a turbolenze sui mercati e a rischi sistemici"

20.09.10

 

 ACEA: INTESA PRELIMINARE CON GDF SU JV, ACCORDO ENTRO 2010...
Radiocor - Il cda di Acea ha approvato un