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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a
raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti
in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi
cominciamo a conoscerci :
ideeconomiche@pec.it
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LA
MAPPA
DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio
di:
- visitarlo
periodicamente
- usare questa
pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
- di avere pazienza
nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE,
potrebbe essere lento.
- MARCO BAVA
fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati
finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima
diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e
omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto
responsabile.
- Questo servizio
non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e
non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
- MARCO BAVA non
potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza
derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute
dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da
ritenersi ad esclusivo uso personale ed e' espressamente non
consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.
QUESTO
SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb (
fondati da FIAT-IFI ed ora
http://www.laparola.net/di
RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO
NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !
se vuoi essere
informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email
ATTENZIONE !
DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI
MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I
FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO
NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare
documenti
inviatemi le vostre segnalazioni e i vostri commenti e consigli
email.
GRAZIE !
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LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA
FORZA E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche
imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.
Che lo Spirito Santo porti buon senso e
serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' ! |
| LA
mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,
perche' DIO ESISTE, ANCHE SOLO per assurdo.
IL MONDO HA
BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO'
CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !
PER QUESTO IL
MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !
LA VIOLENZA
DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI
che potrebbe stare dietro a Berlusconi.
IL GOVERNO
DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI, IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO
perche' vetusto obsoleto e compromesso !
E' UN GIOCO AL
MASSACRO dell'arroganza !
SE NON CI
FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !
TU SEI UN
SOLDATO ?
COMUNICAMI cio'
pensi !
email
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Riflessioni ....
I rapporti umani, sono tutti unici e
temporanei:
- LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E
RISPARMIO.(02.02.10)
- Se non hai via di uscita,
fermati..e dormici su.
- E' PIU' DIFFICILE
SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
- Ciascun uomo vale in funzione
delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
- Vorrei ricordare gli uomini
piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto
fare !
- LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA
MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE
PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
- PIU' I MEZZI SONO POVERI X
RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
- L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA
MORTE.
- MEGLIO NON ILLUDERE CHE
DELUDERE.
- L'ITALIA , PER COLPA DI
BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
- IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3
VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU'
POVERI ALMENO 2 VOLTE.
- LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI
DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',
QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ' CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE
E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL
10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE
CHIESE)
- la vita eterna non puo' che
esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento
di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
- SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA
VERAMENTE UNA STRADA.
- QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI
CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
- L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER
AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
- IL PRESENTE E' FIGLIO DEL
PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
- L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER
DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
-
L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E
DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
-
BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
-
GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI
TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
- IL DISASTRO
DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE
STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
- Quante
testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate
per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
-
I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI
PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI
SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)
-
L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne'
temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata
per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la
cruna di un ago ..."
-
sapere x capire (15.10.11)
-
la patrimoniale e' una 3^
tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)
L'obiettivo di
questo sito e una
critica costruttiva PER migliorare IL Mondo .
-
PACE NEL MONDO
- BENESSERE
SOCIALE
- COMUNIONE
DI TUTTI I POPOLI.
- LA
DEMOCRAZIA AZIENDALE
|
| L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA
PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI
GESU'. 15.06.09 |
| DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA
PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI
GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09) |
- GESU' HA UNA
DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7
The
InQuisitr -
La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino
di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di
Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor,
responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno
parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.
06.09.11
|
| CRISTO RESUSCITA PER
TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI
O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI
OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e
morto non può tornare per avvisare i parenti ! Mb 05.04.12 |
Annuncio
Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !
Cari Utenti
Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo
devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.
E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.
E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti,
vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni
concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete,
qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta
arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o
almeno non ora.
Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa
decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le
possibili alternative...
Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti
finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.
Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di
pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.
Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione
alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni,
l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il
quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare,
configurare, testare, reingegnerizzare...
Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di
tutti i vostri contenuti (file e db)
ENTRO IL 6 DICEMBRE.
Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o
nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.
Grazie,
Giuseppe - Tommaso
HelloSpace.net
io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta
creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un
nuovo sito parallelo a questo :
www.marcobava.it
|
|
IL BAVAGLIO della Fiat nei miei
confronti:
|
IN DATA ODIERNA HO
RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del
gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con
attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso
cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi
amministratori. Fatte salve iniziative
autonome anche
davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal
proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora,
veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie
tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per
tutelare le quali mi riservo iniziative
esclusive
dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09
|
|
| TEMI SUL
TAVOLO IN QUESTO MOMENTO: |
|
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE
2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE
STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...
3) TELELAVORO
4) Commercio equo-solidale.
5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN
6 ) NO TETRAPAC |
| SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL
SUICIDIO SOSPETTO
DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email
all'editore
(info@edizionikoine.it)
indicando che hai letto questo prezzo
su questo sito , indicando il tuo nome cognome
indirizzo codice
fiscale ti verrà inviato per contrassegno che
pagherai alla consegna. |
|
TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI
EDOARDO AGNELLI come dimostra
l'articolo sotto riportato:
È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI
IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO
IL TESORO DI FAMIGLIA
Ettore Boffano
e Paolo
Griseri per "Affari&Finanza"
di "Repubblica"
È una storia di
soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione
più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e
100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che
contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con
la
madre Marella Caracciolo.
Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi
accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo
fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver
ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e
contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro,
depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto
ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".
È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di
una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel
24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se
n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80
e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi
suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a
succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.
Altri nomi e
altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio
di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John
"Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della
società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia,
la
"Giovanni Agnelli & C. Sapaz".
L'amarezza di
quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla
riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia
industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite
strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se
con scarsi risultati.
E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare".
Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione,
"Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire
nel
1999 a
Vaduz, quando
la figlia
Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi
Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese"
annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal
primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il
conte Serge de Pahlen).
"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È
la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)»,
spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una
volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti.
Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto
il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.
E sempre la
pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome
del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il
capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato
dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo
del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli.
Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di
Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da
Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I
sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe
dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero
di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande
Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.
PATTO
2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA
Ecco, è proprio
qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al
pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra
degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici
dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale,
nella procura della Repubblica di Milano.
Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che
Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e
che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto
della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha
affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in
francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner,
stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les
Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni
Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a
Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.
Anni di
reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno
consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e
Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il
controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il
giudice torinese
Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile
che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.
Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società
"Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in
mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto
è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.
Il 10 aprile
1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento
al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla
figlia e al nipote, conservando per sé
il 25 ,38.
Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per
cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona
il 25 ,4
per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta
con il 58,7.
Quando il notaio
torinese Ettore
Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della
donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli
spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver
chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo
scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il
civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore
testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti
al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei
miei diritti».
Nel frattempo, entra in possesso di un documento in
lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi
confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata
trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine
italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti",
stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di
Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su
quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a
favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia
la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere
ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio
con Lavinia Borromeo.
Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle
rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of
assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro,
105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da
Morgan Stanley
nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di
pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova
che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande
Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi
legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.
Il 27 giugno
2007, l
'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles
Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita
ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si
chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il
codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie
procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il
presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni
di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" (
la finta Opa ).
Si tratta della
clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla
società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la
raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della
Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa
sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie
dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico
proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò
che ancora manca all'eredità.
Anche questa
ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti"
gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto
la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di
compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi
legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno
rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto,
anche la nullità del patto successorio.
Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora
proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e
Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto
che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di
confermarne
la validità. Se
però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in
discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la
guida istituzionale della galassia Fiat.
Le ultime
possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura
di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di
Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni
di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.
L'escalation
giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero
dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali
ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di
una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E
sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino,
che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.
WSJ:
LA LUCE
INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un
articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla
successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo
dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la
morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato
tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un
miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi
conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».
L'articolo fa
presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron
dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere
nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta
appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo
re non ufficiale».
Secondo il
giornale,
qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal
piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista
Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova
leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di
sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino,
Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del
processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».
[19-11-2009]
|
|
grazie a Dio , non certo a Jaky, continua la ricerca
della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di
Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto, ora
il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso
che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino
alla verita'. Mb -01.10.10 |
edoardo
agnelli |
|
LIBRi
SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI
www.detsortelam.dk
www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208
ANTONIO
PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-
|
Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".
Il
giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla
famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di
curiosità ed informazioni inedite
Per
dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli,
precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano,
sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare
autopsia.
Anonime
“fonti investigative” tentarono in più occasioni di
screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava
un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia
fu mai fatta.
Ora
Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che
accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante,
pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la
prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche
raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa
settimana presenta.
Perché
la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo
destinato a ereditare il più grande capitale industriale
italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici
però che riguardano la famiglia Agnelli.
Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione
del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei
rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio
Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo
di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi,
Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che,
nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano
assai più di politici e governanti.
Il
volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta
sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose
e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più
importante d’Italia.
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Mondo AGNELLI :
Cari amici,
Grazie mille per vostro aiuto con
la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e
Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in
inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA;
sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie
possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi
invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’
stato girato il video in You Tube. )
http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0
Thanks again,
Jennifer
Un libro che riporta palesi falsita'
sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con
Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad
ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta.
Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a
19 euro! www.marcobava.it |
Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo
d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha
ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb
1- A 10 ANNI DALLA
MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2-
MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI
DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME.
DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA
500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO
DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO
ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI
EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE.
INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN
VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL
MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A
SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO.
E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO
SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO.
MA NESSUNO SE LO FILA -
Michele Masneri per
Rivista Studio (www.rivistastudio.com)
"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non
sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo
racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto
di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat,
Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95),
primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di
Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista
(per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di
"bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e
marchionnismi) ci hanno abituati.
E partiamo da
Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi
cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco
identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione
fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato).
L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di
più.
Sul Foglio dell'11
febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani
(conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco
Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger,
indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato
dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha
portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a
condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in
cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta
di stringere la mano al rappresentante della Fiat".
Clark non solo
conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me
l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa,
Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che
notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase
precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà".
Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco,
più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può
chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno
giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non
proprio pentito, ma insomma...".
Sempre coi sindacati,
Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield,
volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a
ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è
vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso
e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa
tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi
presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New
York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto
alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.
Anche qui Clark spiega
una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo
molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il
presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione,
Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York.
Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi
vedere piangere.
Attenzione, però,
perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I
almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York
Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot
insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di
uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi
realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere
va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che
stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione.
"Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".
Famiglia Agnelli
Piangere va bene ma è
meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa,
"mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana,
Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010:
Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua
vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500
arancio di famiglia.
Ma Marchionne, a sua
insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori,
che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo
amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la
Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica
marchionniana).
À rebours. In fondo il
libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la
fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato.
"Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei
maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo
look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti,
conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo
è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del
gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat
i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del
midwest".
"Però in America pochi
si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno
nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per
suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando
ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente
stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel
1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.
Ma tra i ricordi
agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è
forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio
sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è
andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché
un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono
tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e
per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le
sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui
chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.
Una telefonata ad
Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue
giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le
conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante
iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue
finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi,
incredulo.
Manda qualche mail (le
password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia,
sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo
computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione:
per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente,
guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si
butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una
persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte,
con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato
così", dice alla persona di servizio.
|
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TORINO 24.09.10
GENTILE SIGNOR DIRETTORE
GENERALE RAI
CONSIDERAZIONI SULLA
TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL
23.09.10.
1)
Minoli dichiara più volte che intende fare
chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio
confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il
suicidio in quanto :
a)
dall’esame esterno effettuato dal dott.
Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale –
Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre
che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono
formulare le seguenti considerazioni:
“E’ esperienza comune
come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di
un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da
un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo)
quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o
di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione
del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza
superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque
sufficientemente profonde”
“L’arresto del corpo
nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di
tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro
movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di
sostegno”
“Nel caso di
precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi
altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello
sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su
un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi
lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei
costali procidenti nella cavità toracica”
“Le lesioni esterne
cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono
caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si
producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli
intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.
Talora la presenza di
indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da
impatto diretto contro la superficie d’arresto”
Nell’esame esterno, il
dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:
-
Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni
cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola
breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa
nasali.
Tali lesioni sono
indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso
bocconi.
-
Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta
(collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.
Cosa c’entra
l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un
fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)
-
Addome: escoriazioni multiple
L’escoriazione è
normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente
contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni
sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?
-
Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al
palmo della mano.
Può essere compatibile
con una caduta di questo tipo
-
Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio.
FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.
Come se le è
procurate? Era vestito con le maniche lunghe?
Deve esserci una
perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito
di frattura scomposta avambraccio
-
Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale
interna
Valgono le stesse
considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno
coscia presumibilmente
-
Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni
diffuse faccia mediale esterna.
Da quello che si
desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora
è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione
profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E
poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è
l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?
-
Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx.
Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.
Osso mascellare quale?
Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici
gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione
cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio
del cranio).
Direi che di materiale
ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta
dinamica della precipitazione.
b)
Il dipendente dell’autostrada non poteva
vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il
pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non
collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale
“non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice
non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la
“abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps
per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre
indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere
la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non
parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se
muore sul colpo? Da dove proveniva?
c)
Il medico Testa come fa da una foto ad
individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi
e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un
ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto
l’autopsia ?
d)
Il cranio di E.A potrebbe essere stato
colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la
foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.
e)
come mai il magistrato prima di chiudere il
caso autorizza il funerale ?
f)
io non ho mai sostenuto che E.A sia stato
buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato
forse strangolato , viste le echimosi sul collo .
g)
certo lo collana non provoca echimosi
perché un frega cadendo da 73 metri.
2)
autosuggestione non può averla il pastore
ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i
fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in
quanto :
a)
non esistono prove che abbia chiamato gli
amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?
b)
inoltre non risulta da alcun atto
d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché
proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la
possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.
c)
A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo
REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non
gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne
aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia
chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !
d)
Gelasio fa un discorso senza logica si
commenta da se !
e)
Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha
visto la buca nel terreno ?
f)
Un impatto a 150 km ora di un auto fatta
per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo
le auto senza carrozzeria sono più sicure !
g)
Certo che e possibile scavalcare il
parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era
in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se
non ne avesse avuto bisogno !
h)
Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse
aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ?
Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica
di E.A !
i)
Del tutto illogico il ragionamento di
Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3
giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso
come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di
raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!
j)
Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di
lettura opposte : Sodero dice che E.A aveva paura del dolore
fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva
farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una
terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della
pallottola di Kennedy !
k)
Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A
non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?
i.
Se lui non firma un documento non chiede un
bel nulla
ii.
Il documento lo hanno preparato legali e
notaio
iii.
Gelasio e Lupo affermano che non voleva
entrare nella Dicembre
iv.
Altro indice di superficiale faziosità di
Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi
sono tutti gli Agnelli !
v.
Come non corregge neppure l’errore
riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.
vi.
Mi domando chi preparasse a Minoli le
interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’
troppo bravo per lui ?
Concludo quindi
logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto
anzi la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi
raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e
come e quando vuole. Molte cordialita’.
MARCO BAVA
|
EDOARDO
AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di
Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca
parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli
su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per
anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un
omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle
pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.
20-09-2010]
|
|
1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO
NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A
CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA
CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI
- EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI
“ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI
PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA
APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È
STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL
MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA
L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE
LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA
NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA
UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E
CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA
Gigi Moncalvo
per "Libero"
«Adesso si mettono a confutare anche le poche
cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai
contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne
eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu
solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di
un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal
Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella
tragica mattina ci fosse un altro medico legale».
E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di
qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la
sepoltura in modo da poter portare via al più presto il
cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e
di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa
storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate
dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi
sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una
nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.
Nel dispaccio, che cita anonime «fonti
investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno
coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno
e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si
affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per
espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore»,
fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che
nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era
presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile
trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche
righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli
atti come andarono veramente le cose.
NIENTE
AUTOPSIA
- Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il
dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso
la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore
Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve
memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del
cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di
"esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve
memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a
Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».
«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo
il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di
Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere,
conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17
righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro
il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro
il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale
esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni
viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe
apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della
causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un
grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».
Quindi in due precise circostanze, di suo pugno,
sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma
di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli
importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni,
l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.
UN'ORA INVECE
DI TRE
- Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla,
addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore".
Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato
il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che
fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della
visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a
Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del
corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria
del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu
conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande
precipitazione».
Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il
primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera
mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del
cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella
memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha
impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È
davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve
lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo
sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli
inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla
"morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria
cominciare l'esame necroscopico.
Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e
il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e
i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non
poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso,
caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista
la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella
camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in
tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non
chiarisce un altro mistero.
Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico
del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché
1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in
un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a
Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero"
(Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne
chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era
stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le
15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli
inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano
problemi, era tutto chiaro».
LE STRANEZZE -
Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in
considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente
intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo
di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di
aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla
sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no?
«Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era
quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire,
se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto
consigliare l'autopsia: perché non lo fece?
«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e
sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di
strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo
era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il
cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra
ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una
stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non
c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal
libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in
servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni,
specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in
giurisprudenza.
«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto
il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in
servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il
quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a
Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni.
Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in
cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi
chiamò».
E il dottor Ellena? «Era il mio superiore
gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il
certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo
evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul
posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho
intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il
dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva
preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai
di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o
modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai
eseguita".
Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si
trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È
l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre
decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a
coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in
cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era
sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che
doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può
decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si
deve attenere a quanto il magistrato dispone».
Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è
possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni
vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più
assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni
evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza
la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i
mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un
paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in
montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».
Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in
pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei
giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In
una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati»
poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo
esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini
si infittisce ancora di più...
L'AVVOCATO
- Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita
«per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato
tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato -
evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un
"ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se
l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile
prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi
casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la
volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si
volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le
viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così
martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare
di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo
sangue.
Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli
a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare
di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un
tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla
droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia
spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre
prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci
ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel
presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da
lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul
Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la
memoria.
27-09-2010]
|
| il 17.11.12 si
terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI
nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA
ang.V.PACCHIOTTI. |
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|
<http://rassegna.governo.it/>
.
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DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA
DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL
DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL
PRESIDENTE DELLA CAMERA
PDF -
http://bit.ly/eTwkdL 17-01-2011]
|
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| NON
DIMENTICARE CHE: Le informazioni
contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore
deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun
caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.
Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale
livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.
MARCO BAVA
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La Stampa e lo staff TypePad
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. PONTE MESSINA: LIBESKIND PRESENTA PROGETTO PER OPERE CONNESSE...
(Adnkronos) - L'Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro
Ciucci, insieme con il direttore generale della Societa', Giuseppe
Fiammenghi, ha incontrato a Roma Daniel Libeskind per approfondire il
progetto presentato dall'architetto per le principali opere connesse
alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Lo rende noto la
Societa' Stretto di Messina. In particolare le opere, comprese nel
progetto definitivo, riguardano l'area del centro direzionale presso la
localita' Piale (Villa San Giovanni), la fascia dal blocco di ancoraggio
alla torre del ponte (Cannitello), il lungo mare di Villa San Giovanni
con l'obiettivo di offrire un ulteriore valore aggiunto agli aspetti
paesaggistici e urbanistici della costa calabrese interessata dalla
realizzazione del ponte e dei suoi collegamenti.04-01-2011]
11. ISTAT: BENZINA
+9,8%, GASOLIO +14,5%...
(ANSA) - A dicembre i prezzi della benzina sono saliti del 9,8% (6,1% a
novembre) su base annua e del 2,5% su base mensile. Lo comunica l'Istat
nelle stime provvisorie sull'inflazione.I prezzi del gasolio per auto
sono cresciuti del 14,5% (+10% a novembre) in termini tendenziali e del
3% sul piano congiunturale. Per quanto riguarda il Gpl l'indice ha
segnato un rialzo del 21,3% (+20,2% a novembre) su base annua e del 6,5%
su base mensile.Il gasolio da riscaldamento a dicembre e' aumentato del
14,3%.04-01-2011]
13. USA: BANK OF
AMERICA, SU MUTUI TOSSICI INTESA CON FANNIE MAE E FREDDIE MAC...
(Adnkronos) - Potrebbe salire a un totale di 5 miliardi di dollari il
conto di Bank of America per chiudere il capitolo dei mutui 'tossici':
e' la stima che arriva dallo stesso istituto, che ha definito con una
transazione da 2,6 miliardi di dollari le vertenze aperte con le
societa' di erogazione mutui Freddie Mac e Fannie Mae, che accusavano la
banca di aver fornito informazioni sbagliate. Bank of America, il piu'
grande istituto di credito statunitense, aveva annunciato per il quarto
trimestre 2010 un accantonamento pari a 3 miliardi di dollari per
l'opzione di riacquisto dei mutui tossici, oltre alle perdite per 2
miliardi di dollari accumulate dalla Countrywide Financial Unit,
acquisita nel 2008.
A Wall Street
l'intesa e' stata accolta con un netto rialzo delle quotazioni di BoA,
che avevano chiuso il 2010 con una perdita di valore delle proprie
azioni pari all'11 per cento, il calo piu' netto fra le prime dieci
banche americane.
In base all'accordo l'istituto versera' a Freddie Mac una somma pari a
1,28 miliardi di dollari per chiudere le vertenze legate a 787 mila
mutui erogati attraverso Countrywide. A Fannie Mae invece spettera' una
compensazione di 1,34 miliardi.04-01-2011]
14. MOTO: GRUPPO
PIAGGIO, QUOTA MERCATO SALE AL 34,2% (+1,8%)...
(Adnkronos) - 'Il Gruppo Piaggio anche nel mese di dicembre 2010
conferma il progresso di quota sul mercato italiano delle due ruote gia'
evidenziato nel mese precedente, salendo dal 32,4% del dicembre 2009 al
34,2% del dicembre 2010 con una crescita di 1,8 punti percentuali. Sulla
base dei dati di mercato diffusi oggi da Confindustria Ancma,
l'incremento del Gruppo Piaggio e' legato in particolare all'eccellente
andamento nel comparto dello scooter: 40,8% la quota puntuale raggiunta
a dicembre, in crescita di 2,7 punti percentuali sullo stesso mese del
2009'. E' quanto si legge in una nota del Gruppo Piaggio.
04-01-2011]
6. CRISI:
GERMANIA, AUMENTANO DISOCCUPATI...
(ANSA) - Aumenta a sorpresa il numero dei disoccupati in Germania a
dicembre. E' la prima volta nel giro di 17 mesi. Il mese scorso i
disoccupati sono aumentati di 3.000 unita' a 3,15 milioni, mentre le
previsioni indicavano un calo di 15.000 unita'. Lo ha comunicato
l'Agenzia Federale del Lavoro di Norimberga precisando che il tasso di
disoccupazione a dicembre e' rimasto invariato al 7,5%.04-01-2011]
17. CRISI: SPAGNA,
CALANO DISOCCUPATI...
(ANSA) - Calano i disoccupati in Spagna per la prima volta da cinque
mesi a questa parte. A dicembre il numero dei disoccupati iscritti alle
liste di collocamento e' diminuito di 10.221 unita', pari a un calo
dello 0,25% rispetto a novembre quando si registro' un aumento degli
iscritti di 24.318 unita'. Lo ha riferito oggi il ministero del Lavoro
spagnolo, secondo quanto riferisce Bloomberg. Il numero totale dei
disoccupati a dicembre si e' attestato su quota 4,1 milioni contro 4,110
milioni di novembre.04-01-2011]
18. LAVORO: INPS,
+31,7% NEL 2010 LA CIG, MA UTILIZZO COME NEL 2009...
Radiocor - 'Nel 2010 sono state autorizzate complessivamente 1,2
miliardi di ore di cig, con un incremento rispetto all'anno precedente,
quando erano state 914 milioni, del 31,7%; tuttavia il consumo effettivo
(il tiraggio) delle ore e' stato sostanzialmente identico, essendo
attestato nel 2010 su circa il 50% (il dato di dicembre sara' noto la
prossima settimana, ma a novembre il tiraggio era al 48%) delle ore
autorizzate e arrivando, nel 2009, quasi al 70%'.
Lo afferma l'Inps
in una nota nella quale precisa che 'si accentua nel mese di dicembre
2010 la tendenza alla diminuzione delle ore autorizzate di cassa
integrazione (cig) rispetto a quelle autorizzate nello stesso mese del
2009: -16,4%. La decisa frenata del dato tendenziale - si legge nel
comunicato - si aggiunge a quella del dato congiunturale. Infatti, nel
confronto con il mese precedente (novembre 2010), il calo si attesta sul
-4,7%. Nel mese di dicembre 2010 sono state autorizzate 86,5 milioni di
ore di cig, contro i 90,7 milion i di novembre 2010. Nel dicembre 2009
le ore autorizzate erano state oltre 100 milioni (esattamente 103,4
milioni).04-01-2011]
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MATERIE PRIME:
rame e commodity in mano alle banche (LiberoMercato, pag. 24)30-12-2010
INTERNET: la Sec
indaga sui titoli-ombra dei big (dai giornali)
30-12-2010
5. OCCUPAZIONE:
ISTAT, A OTTOBRE INVARIATA IN GRANDI IMPRESE A NETTO CIG...
Radiocor - Nel mese di ottobre l'indice
dell'occupazione nelle grandi imprese, depurato dagli effetti della
stagionalita', ha registrato un calo congiunturale dello 0,1% al lordo
della cig e una variazione nulla al netto dei dipendenti in cig. Lo
rende noto l'Istat osservando anche che nel confronto tra la media degli
ultimi tre mesi (agosto-ottobre) e i tre mesi precedenti si e'
registrato un calo dello 0,4% al lordo della cig e dello 0,3% al netto.
A livello tendenziale a ottobre sono state registrate variazioni
negative dell'1,6% al lordo della cig e dell'1% al netto della cig.30-12-2010
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10. FAMIGLIE
SPENDONO 2.442 EURO AL MESE...
(ANSA) - In spese per l'abitazione se ne va una parte
sempre piu' consistente dei redditi delle famiglie italiane. Secondo il
Rapporto sulla coesione sociale messo a punto dall'Istat, l'Inps e il
Ministero del Lavoro, infatti, nel 2009 su 2.442 euro di spesa media per
famiglia quasi 700 (il 28%) viene destinato alla voce casa, mentre si
riduce la percentuale delle spese per alimentare, abbigliamento,
trasporti ma anche tabacco e tempo libero e cultura. 27-12-2010]
12.
ASTALDI:COMMESSA DA 417 MLN IN ALGERIA...
(ANSA) - Astaldi si e' aggiudicata una commessa di 417
milioni di euro per realizzazione di una nuova linea ferroviaria in
Algeria da Saida a Tiaret. Il contratto prevede la progettazione
esecutiva e la realizzazione di 153 chilometri di linea ferroviaria a
binario unico, con 41 tra ponti ferroviari e viadotti, 35 sovrappassi
stradali, 4 stazioni principali (di cui 2 passeggeri e 2 con funzione di
scalo merci e manutenzione) e 9 stazioni di scambio. 27-12-2010]
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. FERRERO: 347MLN
UTILE HOLDING LUSSEMBURGHESE, 280MLN DIVIDENDI...
Radiocor - Boom di utili e dividendi per la Ferrero International,
capofila del gruppo dolciario di Alba che produce Nutella e Rocher.
Nell'esercizio 2009-2010 chiuso ad agosto, la cassaforte lussemburghese,
cui fanno capo una quarantina di controllate in tutto il mondo, ha
segnato un profitto netto di 347 milioni di euro, in ascesa dai 44
milioni del 2008-2009 e ha deciso di distribuire dividendi per 280
milioni.
A spingere la
redditivita' della societa', controllata dall'omonima famiglia, sono
state le cedole incassate per un totale di 476 milioni di euro, in
ascesa dai 79 milioni dell'anno precedente. L'incremento e' collegato
principalmente ai pagamenti avuti da Ferrero Trading Lux, la societa'
cui sono state trasferite dal 1999 le attivita' commerciali del gruppo e
dalla tedesca Ferrero Middle and Eastern Europe. Sulla base dei
documenti lussemburghesi, la International ha asset per 3,7 miliardi di
euro da 3,64 miliardi nel 2008-2009.
Gli investimenti
in aziende del gruppo ammontano a 1,61 miliardi, cosi' come totalizzano
1,65 miliardi i prestiti concessi ad affiliate (da 1,75 miliardi nel
2008-2009). 'Nel 2009-2010 la societa' ha fornito il suo soste gno per
lo sviluppo delle controllate e il raggiungimento degli obiettivi di
vendita del gruppo, rafforzando i marchi Ferrero nel mondo e la
creazione di valore per gli azionisti', sottolinea il bilancio. Si
prevede che la societa' 'continuera' nella sua attivita' istituzionale
di sostegno della crescita del gruppo e nel provvedere servizi di
management alle filiali'. Tra le novita' degli ultimi mesi, il documento
riporta l'apertura a novembre di una nuova filiale a Hong Kong.28-12-2010]
2011, PER
FAMIGLIE STANGATA DA 1000 EURO...
(ANSA) - E' in arrivo una stangata di oltre 1.000 euro
sulle tasche delle famiglie italiane. Secondo i calcoli di Adusbef e
Federconsumatori, tra rincari di alimentari, benzina, tariffe,
assicurazioni e servizi bancari, il 2011 sara' 'un anno infelice', con
un impatto di 1.016 euro annui a famiglia. La voce piu' consistente
sara' quella alimentare, con aumenti annui di 267 euro, ovvero del 6%. A
seguire i carburanti, per i quali la spesa aumentera' di ben 131 euro
l'anno.28-12-2010]
DEL VECCHIO: DELFIN, 283MLN PERDITE STRAORDINARIE PER VERTENZA FISCO - CONTI IN ROSSO
PER 224MLN PER LA HOLDING LUSSEMBURGHESE...
Radiocor - La chiusura della vertenza con il fisco italiano e' costata
283 milioni di euro di perdite straordinarie a Delfin, cassaforte
lussemburghese della famiglia Del Vecchio e il pagamento e' il
principale responsabile del rosso di 224,7 milioni con cui si e'
concluso il 2009 della holding. E' quanto indica il bilancio depositato
nei giorni scorsi nel Granducato e consultato da Radiocor.
A concorrere alla
perdita di fine esercizio sono anche gli accantonamenti straordinari per
il prestito di 46,5 milioni concesso alla controllata tedesca Schema
Participation, per permetterle di chiudere le pendenze con le autorita'
tributarie italiane. Delfin, cui fanno capo il controllo di Luxottica e
la partecipazione in Fonciere des Regions, oltre a quote in Generali,
Unicredit e MolMed, a fine 2009 aveva asset finanziari per 8,25 miliardi
di euro. Dedotta la perdita, a fine esercizio aveva utili riportati a
nuovo per 1,48 miliardi (1,7 miliardi nel 2008).28-12-2010]
. PREZZI CASE,
MENO 0,8% IN USA IN OTTOBRE...
(ANSA) - L'indice dei prezzi delle case negli Stati Uniti, misurato da
Standard & Poor's e Case Shiller, in ottobre e' sceso dello 0,8%
rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e dell'1% rispetto a
settembre 2010.28-12-2010]
TOTAL: BENEZIT, SCIOPERI IN FRANCIA AD OTTOBRE COSTATI 150 MLN...
(Adnkronos) - I scioperi in Francia contro la riforma delle pensioni
sono costati cari a Total, il gruppo petrolifero francese. 'A questo
punto e aspettando una valutazione definitiva -sottolinea a 'Les Echos'
il direttore generale Refining & Marketing di Total, Michel Benezit-,
possiamo stimare il costo a circa 100 milioni di euro per il refining e
a circa 50 mln di euro per il marketing e il petrolchimico'.
28-12-2010]
19. GIOCHI
PREZIOSI: DA TRIBUNALE GENOVA STOP A PRODUZIONE IMITAZIONE 'ZHU ZHU
PETS'...
(Adnkronos) - Il tribunale di Genova oltre a confermare il sequestro,
disposto gia' il 9 dicembre, del prodotto denominato 'Vai Cricetino
Vai', con un nuovo provvedimento emesso in via cautelare, ha accolto la
richiesta avanzata da Giochi Preziosi di inibire la produzione,
commercializzazione e promozione del giocattolo contraffatto, realizzato
e distribuito da aziende concorrenti. Si tratta di una imitazione,
prodotta in Cina, del giocattolo 'zhu zhu pets' prodotto dalla stessa
Giochi Preziosi.
Ad avviso del
Tribunale di Genova, infatti, la produzione, commercializzazione e
promozione dei 'Vai Cricetino Vai' avrebbe i presupposti della
contraffazione con riferimento al modello comunitario depositato e della
concorrenza sleale parassitaria.28-12-2010]
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ANTITRUST:
MULTA DA 350MILA EURO A SOCIETA' BRACCIALETTO POWER BALANCE...
(Adnkronos) - Multa Antitrust da 350mila euro alle
societa' che hanno distribuito e commercializzato in Italia il
braccialetto 'Power balance', diventato un must nell'estate 2010.
L'Autorita' guidata da Antonio Catricala', a quanto apprende
l'Adnkronos, ha deciso di sanzionare le aziende Power Balance Italy e
Sport Town, rispettivamente per 300mila e 50mila euro, per la mancanza
di un riscontro scientifico alle 'millantate' caratteristiche del
gadget, ovvero la capacita' di incidere sull'equilibrio e la forza
fisica. In sostanza, i consumatori sono stati indotti all'acquisto con
un messaggio scorretto.
L'Antitrust ha
adottato il provvedimento basandosi sul parere fornito dall'Istituto
Superiore di Sanita', che ha escluso ogni evidenza scientifica delle
qualita' 'promesse' con enfasi dalla martellante campagna pubblicitaria
messa in campo dalle due aziende. Nessuna controindicazione, invece, e'
emersa per la salute e la sicurezza dei consumatori. [23-12-2010]
16. SEAT: S&P
TAGLIA RATING...
(ANSA) - Standard & Poor's ha tagliato il rating di
Seat da B a B- e l'outlook resta negativo. Per S&P, l'azienda sara' a
maggior rischio di default nel 2012. Secondo l'agenzia di rating
l'editore 'continua ad affrontare un ambiente operativo difficile' e gli
analisti vedono 'una struttura di capitale troppo a debito, che potrebbe
incidere negativamente sulla posizione di liquidita''. E il gruppo ha
davanti 'sfide significative per il rifinanziamento della scadenze del
debito' nel 2012-2013.
[23-12-2010] |
MILLEPROROGGHE:
TREMONTI, C'E' IL 5 X MILLE...
(ANSA) - "C'é il 5 per mille": lo ha detto il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, durante un brindisi con i giornalisti
riferendosi al decreto Milleproroghe. "E' Natale, una buona notizia", ha
aggiunto Tremonti, confermando che ci saranno 300 milioni che si
aggiungeranno ai 100 già stanziati.21-12-2010] |
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ENI: CONSIGLIO
STATO RIDUCE MULTA ANTITRUST DA 290 A 20,4 MLN...
Radiocor - E' ridotta da 290 a 20,4 milioni di euro la
multa comminata ad Eni nel 2006 dall'Antitrust per abuso di posizione
dominante nelle importazioni di gas dalla Tunisia. E' quanto si legge
nella sentenza con cui la Sesta sezione del Consiglio di Stato ha
rivisto le sanzioni inflitte a Eni dall'Autorita' garante della
concorrenza e del mercato.
3. ENI: POLI, MAI
PRESSIONI DA GOVERNI, CON GAZPROM SOLO BUSINESS...
(Adnkronos) - "Posso assicurarle che, da quando ho
assunto la Presidenza, non ho mai ricevuto manifestazioni da parte dei
governi pro-tempore in carica volte a influenzare la gestione dell'Eni.
Le nostre bussole restano la produttivita' e l'efficienza dei nostri
investimenti". Lo afferma il presidente dell'Eni Roberto Poli in
un'intervista al 'Sole 24ore' in cui contesta anche le interpretazioni
sull'operato dell'azienda seguite alla diffusione dei file di Wikileaks.
Pur affermando la necessita' di "collegamenti con il governo, cosi' come
avviene, anche in forma piu' stretta, per le imprese energetiche
francesi o tedesche" Poli definisce "un'esagerazione" il 'ritratto' di
un'Eni come artefice della politica estera italiana. Al contrario,
spiega, si tratta di una "conferma indiretta dell'indipendenza dell'Eni.
La sua presenza all'estero, in alcuni paesi remoti, la fa comparire come
attore importante".22-12-2010]
10. GENERALI:
ARRIVATA LETTERA SU GOVERNANCE A ISVAP, ORA ESAME ATTENTO...
(Adnkronos) - Gli uffici dell'Isvap sono gia' al lavoro
sulla risposta arrivata da Generali in merito alle richieste di
chiarimento avanzate dall'Autorita'. La lettera e' stata recapitata
ieri, entro i tempi stabiliti, e ora sara' valutata con attenzione, in
tutti i suoi aspetti.
La lettera con i
rilievi dell'Isvap era stata letta dal presidente Cesare Geronzi al
consiglio di amministrazione delle Generali l'11 dicembre, mentre nel
Cda del Leone del 16 dicembre e' stata esaminata la risposta della
societa'. L'Autorita' aveva chiesto informazioni su alcuni aspetti della
governance e, in particolare, sulle deleghe e i poteri d'urgenza del ceo
del Gruppo, Giovanni Perissinotto, e dell'amministratore delegato,
Sergio Balbinot. Il faro dell'Isvap si e' acceso anche sulla jv con Petr
Kellner, l'imprenditore ceco alleato delle Generali in Est Europa, che
e' stata rinnovata con procedure che, stando ai verbali delle riunioni
che se ne sono occupate, sono sembrate meno approfondite rispetto al
passato.22-12-2010]
ERNST & YOUNG
RESPINGE ACCUSE FRODE, NESSUNA IRREGOLARITA' SU LEHMAN...
(Adnkronos) - Andrew Cuomo attacca, ma Ernst & Young
non ci sta. Con un comunicato pubblicato sul proprio sito la societa' di
revisione contabile contesta la causa lanciata dal procuratore generale
dello Stato di New York (che dal primo gennaio sara' governatore, al
posto che fu del padre Mario). Nell'atto, Ernst & Young viene accusata
di frode per aver nascosto le 'debolezze' di bilancio negli anni nel suo
ruolo di revisore dei conti di Lehman Brothers. La societa' scrive che
"non ci sono basi concrete o legali per un'azione" come quella portata
avanti da Cuomo e ricorda come il crac di Lehman del settembre 2008 sia
stato accompagnato da "altre bancarotte, fusioni sbagliate,
ristritturazioni e salvataggi pubblici di tutte le altre principali
banche di investimento".
Insomma, si
difende la societa', "la bancarotta di Lehmann non e' stata causata da
questioni legate alla revisione" dei bilanci. Anzi, Ernst & Young - che
si dice pronta a presentare le proprie istanze in tribunale - contesta
l'accusa di frode basata su una normativa, il cosiddetto 'Martin Act'
"vecchio di 90 anni" che "viene usato per la prima volta per lanciare
accuse a una societa' di revisione piuttosto che sulla compagnia" che
avrebbe compiuto le frodi.
Sul crac della
celebre banca e' ancora in corso una indagine della Securities and
Exchange Commission, ma Cuomo sembra aver gia' tratto le sue
conclusioni, diffondendo una dichiarazione in cui si parla di un "gioco
delle carte" compiuto nei bilanci di Lehman "per nascondere miliardi di
perdite negli anni precedenti al crollo di Lehman". Alla base del
meccanismo - ricorda il 'Washington Post' - le transazioni ribattezzate
Repo 105, con cui venivano 'trasferiti' - sotto forma di vendita - asset
in cambio di cash per finanziare l'operativita' a breve. La sigla nasce
dal fatto che il valore della controparte finanziaria ottenuta era pari
(o superiore) al 105 per cento degli asset ceduti a breve termine. E
siccome ogni flusso veniva conteggiato come una vendita e non come un
finanziamento, i bilanci di Lehman apparivano assai migliori di quanto
fossero in realta'.22-12-2010]
14. ENAC: CDA
APPROVA BILANCIO PREVISIONE 2011, SALDO POSITIVO 550MILA EURO...
(Adnkronos) - Il cda dell'Enac ha approvato lo schema
del bilancio di previsione 2011 che presenta un saldo positivo
finanziario di competenza di circa 550.000 euro. Il documento deliberato
segna l'avvio definitivo della contabilita' e del bilancio e recepisce
il nuovo modello organizzativo varato nel 2010 che prevede, tra l'altro,
cambiamenti nelle strutture dirigenziali e la presenza di 9 centri di
responsabilita' di primo livello.22-12-2010]
15. ADR: CDA ENAC
PREOCCUPATO PER PERDURARE STALLO INVESTIMENTI FIUMICINO...
(Adnkronos) - 'Viva preoccupazione' dal Cda dell'Enac
per 'il perdurare dello stallo degli investimenti della societa'
Aeroporti di Roma, destinati all'ampliamento e allo sviluppo
dell'Aeroporto di Fiumicino, dovuto anche alla mancata definizione del
quadro tariffario'. Il Cda dell'Enac, si legge in una nota, ritiene,
pertanto, 'essenziale una rapida conclusione del contratto di programma
tra l'Ente stesso e la societa' Aeroporti di Roma. La stipula del
contratto di programma permetterebbe lo sviluppo di Fiumicino con il
relativo incremento della capacita' aeroportuale e quindi del numero dei
passeggeri e dei movimenti che lo scalo potra' gestire, capacita'
bloccata da due anni perche' gia' totalmente utilizzata'.22-12-2010]
16. ACEA: VIA
LIBERA PIANO 2011-13, CRESCITA MEDIA ANNUA EBITDA 11%...
(Adnkronos) - Via libera del Cda dell'Acea al piano
industriale 2011-2013 che prevede, in particolare, un ebitda al 2013
pari a 865 milioni di euro, di cui oltre l'80% da attivita'
regolamentate. La crescita media annua 2010-2013 dell'ebitda e' pari a
circa l'11% mentre il gruppo punta ad investimenti nel triennio di 1,3
miliardi di euro concentrati, per oltre il 70%, nelle attivita'
regolamentate Idrico e Distribuzione Elettrica. Lo rende noto il gruppo
capitolino al termine del board presieduto da Giancarlo Cremonesi.
I cardini
industriali sui cui si fonda il piano, rileva l'Acea, sono la crescita
organica ed efficienza operativa, da conseguire attraverso la
razionalizzazione dell'assetto organizzativo - industriale, il
miglioramento dell'efficienza operativa di tutte le aree industriali e
della capogruppo, la valorizzazione di asset ritenuti non
strategicamente rilevanti; riposizionamento sul downstream, da
raggiungere attraverso l'ottimizzazione del mix di clientela,
l'incremento di efficienza ed efficacia nella vendita di energia, lo
sviluppo di offerte dual fuel e la ricerca e lo sviluppo di competenze
professionali di sourcing & trading.
22-12-2010]
. AL "24 ORE"
GLI AUGURI DI CERUTTI E TREU PER UN 2011 Più MAGRO...
Da "Il
Giornale" - In una riunione plenaria della redazione di via
Monterosa, con quella romana in collegamento, il presidente del Sole 24
Ore Giancarlo Cerutti e l'amministratore delegato Donatella Treu ieri
hanno augurato a tutti buone feste. Incontro breve senza grandi notizie,
visto che l'atteso lancio del formato tabloid del quotidiano, tanto
voluto dal direttore Gianni Riotta, verrà esaminato nel prossimo Cda di
gennaio. Si sa, però, che l'azienda, per far fronte al bilancio in
perdita, ha deciso di vendere il settore delle riviste specializzate che
erano state rilevate nell'era Calabi. Mentre, dopo l'accordo per
l'uscita di 170 poligrafici, girano le prime voci di un alleggerimento
anche nell'organico dei giornalisti. Per questo, degli auguri di ieri
c'era sicuramente bisogno. Mentre Riotta ha ascoltato in silenzio, senza
aggiungere nulla.
22-12-2010]
18. FONSAI: 25
GENNAIO ASSEMBLEA STRAORDINARIA PER AUMENTO CAPITALE
(Adnkronos) - L'assemblea straordinaria di Fonsai che
dovra' deliberare l'aumento di capitale, per un massimo di 460 milioni
di euro, e' stata indetta, in prima convocazione, per il 25 gennaio a
Torino, presso l'hotel Principi di Piemonte. La seconda convocazione
dell'assemblea e' prevista per il 26 gennaio alle 11 nello stesso posto.
Sai Agricola,
societa' controllata da Fondiaria-Sai, ha sottoscritto un accordo
vincolante con un gruppo di imprenditori agricoli per la cessione
dell'intera quota di partecipazione, pari al 100% del capitale sociale,
detenuta in Agrisai. Il prezzo e' di 40 milioni. Agrisai e' titolare
della Cascina Veneria, la piu' grande azienda risicola monocorpo in
Europa che si estende su un'area di oltre 700 ettari situata alle porte
di Vercelli.22-12-2010]
. FERROVIE: UE
INVIA A ITALIA LETTERA PRE-INFRAZIONE...
(Adnkronos/Aki) - La Commissione europea ha mandato
all'Italia una "lettera di pre-infrazione" per quanto riguarda il
divieto di effettuare fermate intermedie sul territorio nazionale
imposto ai treni internazionali di Deustche Bahn e delle ferrovie
austiache in provenienza da Germania e Austria che collegano Veneto e
Lombardia. "La Commissione Ue e' seriamente preoccupata" ha affermato la
portavoce del commissario ai trasporti Siim Kallas. Per questo "alla
fine della scorsa settimana abbiamo inviato una lettera di
pre-infrazione alle autorita' italiane competenti". Bruxelles si aspetta
una risposta entro 10 settimane, quindi entro fine febbraio.22-12-2010]
. GAFFE
FUORI-ONDA DI UN MINISTRO "COMBATTERE MURDOCH"...
Da "la
Repubblica" - «Ho dichiarato guerra all´impero di Rupert
Murdoch e penso che vinceremo». A dichiararlo, a due giornalisti in
incognito, non è stato un concorrente del tycoon delle tv, ma il
ministro britannico delle Attività produttive Vince Cable, a cui
spettava esprimersi tra pochi giorni sull´acquisizione da parte della
News Corp di BSkyB. Dichiarazioni esplosive, quindi, che dopo essere
state rivelate dalla BBC hanno sollevato una bufera sul governo Cameron
e forti dubbi di imparzialità su Cable. Alla fine, il ministro resterà
al suo posto, ma la decisione sulla News Corp passerà al ministero della
Cultura.22-12-2010]
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MISTERIOSO
ACQUIRENTE AL COLLOCAMENTO TOD'S...
En. Br. per "Il
Sole 24 Ore" - Scade oggi il termine entro il quale la
Consob riceverà le comunicazioni da parte di investitori che abbiano
acquistato il 2% o più in occasione del collocamento effettuato da
Mediobanca del 10% della Tod's, società quotata alla Borsa di Milano.
Domenica pomeriggio una delle più importanti agenzie di informazione
nazionale ha battuto la notizia che un gruppo di 12 investitori privati,
riuniti dalla Alessandro Proto Consulting, società finanziaria di
consulenza con sede a Lugano e ufficio con vista duomo a Milano, ha
acquistato il 2,88% della società di Diego Della Valle.
La notizia è stata
ripresa da un quotidiano, da un sito di notizie e dal portale di una
banca. Tuttavia, contattati dal Sole 24 Ore, Tod's e Mediobanca hanno
smentito categoricamente che tra coloro che hanno
acquistato/intermediato titoli ci sia la Proto o intestatari - tra cui
«è stato stipulato un patto di solidarietà reciproca che li impegna in
tal senso» - a lui riconducibili. Un mistero.
22-12-2010]
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ANTITRUST:
COSMETICI; 81 MLN DI MULTA A 16 AZIENDE...
(ANSA) - Multate per aver creato un cartello lesivo
della concorrenza. La sanzione più alta è per l'Oreal Italia, che dovrà
pagare poco meno di 27 milioni, seguita dalla Unilever Italia (18,7
milioni). Ma sono complessivamente 16 le aziende del settore cosmetico
che dovranno pagare la multa dell'Antitrust. Ecco i singoli importi,
azienda per azienda:
(in euro) 1)
L'Oreal Italia 26.977.500 2) Unilever Italia Holdings 18.766.440 3)
Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & Co 7.653.360 4) Procter &
Gamble 6.227.021 5) Sara Lee Household & Body Care Italy 4.029.300 6)
Beiersdorf 3.483.480 7) Johnson & Johnson 3.298.680 8) Reckitt-Benckiser
Holdings 2.457.840 9) Colgate-Palmolive 2.467.080 10) Glaxosmithkline
Consumer Healthcare 2.275.680 11) Mirato 2.244.375 12) Paglieri Profumi
908.628 13) Ludovico Martelli 217.200 14) Weruska&Joel 147.571 15)
Associazione Italiana dell'Industria di Marca - Centromarca 17.100 16)
Sunstar Suisse 10.080--17-12-2010]
. RINASCENTE:
PALAZZI PIAZZA DUOMO MILANO E ROMA VERSO CASSA MEDICI
Radiocor - Enpam, la cassa previdenziale dei medici, e'
pronta ad assicurarsi la fetta piu' importante del patrimonio
immobiliare di Rinascente. L'operazione, secondo quanto risulta a
Radiocor, prevede che l'acquisto venga realizzato dal fondo immobiliare
Ippocrate gestito da First Atlantic e le cui quote sono interamente di
proprieta' dell'Enpam.
A passare di mano
l'immobile di Piazza Duomo a Milano per una cifra attorno ai 470-480
milioni e il palazzo che ospitera' i grandi magazzini a Roma che sara'
ceduto con la formula dello 'acquisto di bene futuro' al 2013 con un
investimento di altri 250-270 milioni. Il Comitato consultivo del fondo
Ippocrate ha gia' dato il via libera a First Atlantic sgr per trattare
l'acquisto dei due immobili e adesso la societa' di gestione del
risparmio punta a ottenere un primo accordo entro fine anno per
un'operazione che vale oltre 700 milioni.
Per l'immobile di
Milano, in questi mesi, sono arrivate diverse manifestazioni di
interesse al venditore, il fondo immobiliare Retail & Entertainment
gestito da Prelios sgr. Si sono fatti avanti Sorgente sgr, per conto di
Enasarco e, stando alle indiscrezioni, anche Allianz e Hines sgr. E'
nata un'asta che ha fatto lievitare le quotazioni dai 420 milioni
iniziali fino a sfiorare i 500 milioni che Enpam e' pronta a mettere sul
tavolo.
17-12-2010]
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11. PIZZETTI
SCULACCIA SOCIÉTÉ GÉNÉRALE...
Michele Arnese per "Il
Foglio" - Leggendo tra le righe il bollettino odierno del
Garante della Privacy si scopre che una grande banca è stata
bacchettata.
"L'iscrizione nei
Sistemi di informazioni creditizie (Sic) di una posizione debitoria è
lecita solo se ne è stato dato preavviso al consumatore che ha chiesto
il finanziamento". Dietro questa frase nel bollettino odierno del
Garante della Privacy, presieduto da Francesco Pizzetti, si nasconde un
provvedimento che colpisce Fiditalia, finanziaria del gruppo Société
Générale.
"I dati presenti
nei Sic, le banche dati contenenti informazioni sull'affidabilità
finanziaria delle persone che una volta si chiamavano "centrali rischi"
private, devono comunque essere sempre corretti ed aggiornati", ricorda
la delibera approvata dal commissario e vicepresidente dell'Authority,
Giuseppe Chiaravalloti. Il Garante che ha fatto cancellare da un Sic i
dati relativi ad un finanziamento chiesto da un cittadino.
"L'interessato, al
momento di richiedere un mutuo ipotecario, aveva infatti scoperto di
essere stato iscritto, a sua insaputa, come cattivo pagatore da una
finanziaria dalla quale aveva in passato ricevuto un prestito", si legge
nel bollettino dell'Autorità indipendente che vigila sulla riservatezza
dei dati personali.
Nel corso
dell'istruttoria la finanziaria ha sostenuto che l'iscrizione
dell'interessato per una "sofferenza realmente esistita e mai sanata"
era stata determinata dal fatto che il cliente aveva corrisposto solo
trentacinque rate su trentasei previste dal piano di restituzione. Il
beneficiario del finanziamento, invece, ha potuto dimostrare di aver
pagato tutte le rate previste, delle quali una, presumibilmente per
errore, non era stata registrata dalla finanziaria.
E' emerso,
inoltre, che nonostante il finanziamento si fosse estinto già nel
febbraio 2003, l'annotazione nei sistemi di informazioni creditizie
risultava avvenuta solo nel luglio 2008 e che, nel periodo intercorso,
il cliente non aveva ricevuto alcun sollecito per presunti ritardi nei
pagamenti, né alcun preavviso di imminente segnalazione del suo
nominativo nei Sic.17-12-2010]
16. VENDITA
TIRRENIA, ROMANI STRINGE SULL'ADVISOR...
E. D. C. per il "Corriere
della Sera" - «Per la vendita di Tirrenia siamo a buon
punto, stiamo per incaricare l'advisor. I tempi sono stretti e ritengo
che a marzo potremmo chiudere il caso. Non ci sarà nessuno spezzatino ma
una vendita in blocco unico» . Questo il punto sulla compagnia dei
traghetti fatto dal neo ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani,
ieri a La Spezia. Il ministro ha parlato di Tirrenia in margine al varo
tecnico di Rossita, nave multifunzionale costruita da Fincantieri e
destinata al trasporto di rifiuti radioattivi derivanti dallo
smantellamento dei sommergibili nucleari russi. La nave specializzata fa
parte del progetto di decomissioning coordinato da Sogin.
Quanto alla
pesante crisi della cantieristica navale Romani ha detto di aver avviato
«una riflessione» con l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe
Bono su «una necessaria ristrutturazione» . Questo significa la chiusura
di cantieri? «Se il mercato resterà negativo- ha detto Romani senza
sbilanciarsi ma senza escludere chiusure di unità produttive- la
ristrutturazione sarà certamente più difficile» . Intanto è tornata sul
tavolo l'ipotesi di costruzione di carceri galleggianti: «Ne ho parlato
sia con Bono che con il ministro Alfano - ha detto il successore di
Claudio Scajola-. Le carceri galleggianti darebbero una risposta ai
problemi di carico di lavoro del settore ma ne aprirebbero altri, ad
esempio quello della gestione e della sicurezza. Stiamo valutando la
questione» .17-12-2010]
18. CAFFÈ AMARO
PER MELE...
Da "il
Giornale" - Pranzo con la stampa economica, martedì al
ristorante Il Bolognese di piazza della Repubblica, a Milano. A invitare
era Gaetano Mele, ad della Lavazza, per illustrare andamento e
prospettive del gruppo. Mele, al vertice Lavazza dal 2007, manager con
un passato nell'editoria avendo guidato la Rcs, è soddisfatto della
situazione della storica azienda torinese e fiducioso sul futuro.
Ma forse quel
futuro si farà senza di lui. Gli azionisti, guidati dal presidente
Alberto Lavazza, hanno infatti dato incarico alla società di cacciatori
di teste Egon Zehnder di trovare un nuovo amministratore delegato. La
concorrenza, soprattutto dopo il clamoroso successo di Nespresso che ha
rivoluzionato il settore, si fa sempre più aspra. E la Lavazza pensa di
doverla affrontare con un manager più rampante e giovane di Mele, ormai
vicino alla soglia dei 65 anni.17-12-2010]
19. IL DEBITO ENEL
SOTTO LA LENTE DI MOODY´S...
Da "la
Repubblica" - Dopo Standard & Poor´s, anche Moody´s cambia
il suo giudizio sul debito di Enel. L´agenzia di rating, pur
riconoscendo la validità delle operazioni compiute dalla società guidata
da Fulvio Conti per ridurre il deficit a 45 miliardi, ha deciso di
mettere sotto osservazione il debito per le difficoltà nel recuperare i
crediti nel settore elettrico vantati dalla controllata Endesa nei
confronti dell´amministrazione spagnola per circa 8 miliardi. Per lo
stesso motivo S&P´s ha già "downgradato" la società italiana.17-12-2010]
21. DEUTSCHE BANK
PUNTA SUI CASINÒ DI LAS VEGAS...
Andrea Tarquini per "la
Repubblica" - Per i marxisti più irriducibili sembrerà una
grottesca conferma delle loro teorie sul capitalismo: la Deutsche Bank,
la più forte, moderna e globale banca d´affari tedesca, ha appena aperto
un gigantesco casinò di superlusso, con annesso hotel, a Las Vegas. The
Cosmopolitan, si chiama la nuova super-casa da gioco voluta dai signori
della finanza di Francoforte. Hanno investito 4 miliardi di dollari per
realizzare l´enorme grattacielo, un nuovo simbolo della metropoli del
gioco d´azzardo.
Ben 83 tavoli da
gioco, 1474 slot machines di ogni genere, e tremila tra camere e suites.
Deutsche Bank si mostra come sempre sicura di aver fatto centro: alla
fine, tra i tanti giocatori d´azzardo che saranno suoi ospiti, qualcuno
vincerà alla roulette, al poker o alle slot machines, ma alla fine i
grandi profitti li realizzerà il colosso finanziario. La certezza di non
aver sbagliato è tanta che gli spot pubblicitari per l´apertura mostrano
signore mature che ballano con bei giovanotti tastando loro il
posteriore, o commensali attorno a specie di triclini. "Just the right
amount of wrong", solo la dose giusta di errore e trasgressione, è lo
slogan.
I maligni hanno
gioco facile a paragonare il comportamento delle banche nella crisi
internazionale con il gioco d´azzardo: hanno guadagnato scommettendo su
crolli azionari o successi di film, hanno lanciato molti prodotti di cui
solo pochi garantivano soldi. Come appunto in un casinò. Ma Las Vegas ha
conosciuto anche bancarotte: nel 2007 fallì la investment bank Bear
Stearns, e trascinò nel crollo la Fontainebleau, che gestiva una delle
maggiori case. Carl Icahn la rilevò dai curatori fallimentari per
"appena" 150 milioni di dollari. In tanti modi, dopo il faites votre jeu
può arrivare il rien ne va plus.
17-12-2010]
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ENEL: GNUDI,
ANNI DIFFICILI MA ABBIAMO FATTO SCELTE GIUSTE...
(Adnkronos) - "Sono stati anni difficili ma l'Enel ha
fatto le scelte giuste". Ad affermarlo, in occasione del brindisi con la
stampa, e' il presidente dell'Enel, Piero Gnudi. "Non e' piu' una crisi
mondiale ma europea, soprattutto sud-europea", sottolinea Gnudi
evidenziando quindi l'importanza per il gruppo "di essere presente in
Sud America e in Russia, aree che hanno ritmi di crescita degli anni
'50: hanno avuto la crisi ma in due anni hanno recuperato mentre noi i
livelli del 2007 li avremo nel 2015 se ci va bene", aggiunge Gnudi.
15-12-2010]
UNIPOL, ADDIO
AL VILLAGGIO TURISTICO...
M. Ger. per il "Corriere
della Sera" - Nel bilancio Unipol-Ugf quasi non si vede,
annegata nei grandi numeri. Adesso quella strana partecipazione è stata
venduta. A Bologna i dirigenti del gruppo liquidano l'operazione («non
conclusa» , dicono loro) come un dettaglio, facendo finta di saperne
poco o nulla. Eppure per presidiare il 49%detenuto nel Villaggio
turistico Città del Mare a Terrasini in provincia di Palermo, si è
scomodato Milo Pacchioni, amministratore delegato e vicepresidente di
Holmo e Finsoe, ovvero le holding cui fa capo la finanza targata
Legacoop, Unipol in testa. E il presidente del Villaggio turistico è
tuttora Claudio Albertini, numero uno della quotata Igd e in prima fila
tra i manager Unipol.
Era da un po' che
a Bologna volevano disfarsi della partecipazione, in condominio tra
l'altro con l'immobiliarista Vittorio Casale e altre finanziarie
cooperative. E poi gestire un villaggio di 21 palazzine per 800 camere
con varie piscine, 3 ristoranti, 2 pizzerie, 4 bar ecc. non era il
mestiere di Unipol. La merchant del gruppo aveva provato a venderlo già
nel 2008, senza successo. Poi sono cominciati litigi furibondi con il
proprietario degli immobili e delle infrastrutture, una società
posseduta in parte da Pirelli Re. Lavori straordinari non rimborsati,
canoni d'affitto non pagati, decreti ingiuntivi, cause civili.
Ma almeno ci sono
state soddisfazioni economiche per la gestione? Zero: Albertini e
Pacchioni hanno presentato gli ultimi tre anni di bilanci in perdita,
2,6 milioni su 11 di fatturato solo nel 2009. Quindici giorni fa, con
un'operazione di «osmosi» cooperativa e la benedizione esplicita di
Legacoop nazionale, la gestione del Villaggio turistico è passata per
3,9 milioni di euro (già pagati con nove assegni circolari) al Gruppo
Turistico Mediterraneo spa, espressione di alcune cooperative siciliane.
E metà di quella cifra è servita per transare con il proprietario degli
immobili. Così, Unipol ha chiuso con la gestione dei villaggi turistici.
15-12-2010]
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LA MARCEGAGLIA VOLTA PAGINA E METTE ORDINE IN
CONFINDUSTRIA...
Quando ieri Emma Marcegaglia ha ricevuto dalle mani dell'ambasciatore
britannico Edward Chaplin il premio Keynes-Sraffa, è riuscita a
nascondere il disappunto per i problemi che la stanno travagliando.
Di fronte al
59enne diplomatico che dopo l'Iraq è arrivato a Roma, la Emma è riuscita
a sorridere anche se in quel momento le arrivava la notizia davvero
disgustosa dell'ultima capriola politica dell'imprenditore-politico,
Massimo Calearo.
Oggi pomeriggio
davanti ai big di Confindustria riuniti nel Direttivo, l'imprenditrice
di Mantova dovrà fare un grande sforzo per non lasciarsi andare a
giudizi feroci nei confronti dei ribaltoni dell'imprenditore veneto che
merita un capitolo nella storia della psichiatria.
D'altra parte la
Emma ha altre cose a cui pensare, soprattutto deve difendere la
legittimità di Confindustria dopo lo schiaffo di New York di Sergio
Marpionne. Ed è certo che nella riunione di oggi come nella cena di
questa sera riservata ai presidenti delle Federazioni associate,
contesterà l'accusa di essersi mossa con lentezza nella vicenda Fiat.
Anche oggi sul
quotidiano "Il Foglio" questa ferita viene ricordata da Carlo Callieri,
l'uomo che dopo aver vissuto per 21 anni dentro l'azienda di Torino ha
puntato alla presidenza di Confindustria.
L'anno del
Centenario di viale dell'Astronomia si chiude nel modo peggiore, e la
Emma non vede l'ora di voltare pagina. Adesso si dedicherà ventre a
terra a rimettere buone dosi di orgoglio e a spiegare che l'uscita dalla
Fiat non squassa le pareti della sua Associazione. Per la donna che
crede all'efficienza e all'organizzazione, senza capire del tutto le
sfumature della tattica politica, è importante dimostrare che la pace
regna alla periferia del suo impero. Un segno è arrivato in questi
giorni da Genova dove è finita la guerra della Confindustria locale con
Finmeccanica e due rappresentanti di quel Gruppo (Mario Orlando,
Giuseppe Zampini) sono entrati nel pool dei vicepresidenti.
Un altro messaggio
lo manderà presto a Federica Guidi per mettere fine alla bagarre per la
nomina del presidente dei Giovani Imprenditori. È bene che la figlia di
Guidalberto Guidi capisca che la sua battaglia per portare su quella
poltrona l'industrialotto toscano Jacopo Morelli è alle ultime battute.
Sembra infatti che i maggiori consensi li stia raccogliendo in giro per
l'Italia un altro Jacopo, di cognome Silva che guida gli industria lotti
di Padova.15-12-2010
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1. EUROPA CAUTA IN
ATTESA DATI USA; GIU' AUTO E BANCHE
(ANSA) - Procedono con cautela le principali borse
europee in attesa di una serie di dati macroeconomici provenienti dagli
Usa, che saranno diffusi tra le 13.30 e le 23 di oggi. Si va dalla
fiducia delle pmi alle vendite al dettaglio, dalla produzione
manifatturiera nel mese di novembre alla fiducia dei consumatori,
misurata ogni settimana. Positivi i futures su Wall Street. Gli acquisti
e le vendite si bilanciano a seconda dei settori: cedono banche, auto e
materie prime, mentre guadagnano qualche punto l'energia e le
telecomunicazioni. In particolare frenano Bmw (-1,4%) e Renault
(-0,64%), nonostante le previsioni sull'utile di fine esercizio del
gruppo francese.
Più caute Peugeot
(-0,11%) e Volkswagen (+0,19%). Tra i bancari vendite sulle spagnole
Banco de Sabell (-1,11%) e Santander (-0,49%) e sulla greca Piraeus
(-0,89%). In calo anche Credit Suisse (-0,79%), Bnp (-0,67%) e Natixis
(-0,66%). Deboli gli estrattivo-minerari Acerinox (-2,3%), Rio Tinto
(-0,97%), ArcelorMittal (-0,82%) e Bhp (-0,79%). Rialzi in campo
energetico per Bp (+0,8%), Tullow (-0,65%) e Total +0,26%), nonostante
il calo del greggio a 88,13 dollari a barile.
Bene i telefonici
Cable & Wireless Communication (+0,59%) e Vodafone (+0,47%), mentre nel
comparto tecnologico tiene Siemens (+0,33%), inserita nella lista dei
titoli da acquistare di Chevreux. Acquisti su Lufthansa (+1,85%) ed Air
France (+2%) con il rialzo del rating da 'neutral' ad 'outperform' da
parte di Credit Suisse..14-12-2010]
MADOFF: E'
battaglia legale tra Bank Medici e Bernard Madoff. Nel mirino anche il
gruppo Pioneer (Unicredit) (Il Sole 24 Ore, pag. 38)
BORSA: Il flop dei
collocamenti a Piazza Affari (La Repubblica, pag. 28)
ENERGIA: un piano
contro le frodi di Co2 (Il Sole 24 Ore, pag. 23)
PMI: 'Le piccole
aziende crescano o da questa crisi non si esce'. Intervista a Vincenzo
Boccia, presidente delle microimprese di Confindustria (Il Giornale,
pag. 24).
14-12-2010]
15. L'EDITORE
NORVEGESE CHE COMPRA A PARIGI...
Le.M. per "Il
Sole 24 Ore" - I vertici di Spir Communication, che
controlla il quotidiano Ouest France, credevano di aver capito male,
quando pochi giorni fa Schibsted, gruppo storico norvegese dell'editoria
quotidiana, ha offerto loro 200 milioni di euro per il 50% di una
start-up che fattura meno di 40 milioni all'anno. Spir ha immediatamente
accettato.
Pazzi questi
norvegesi? La start-up in questione si chiama Leboncoin, sito di annunci
online, visitato in Francia quattro volte di più che eBay. Creato nel
2006, proprio dal tandem Spir-Schibsted, è letteralmente esploso.
Schibsted è in pratica l'unico gruppo di giornali al mondo a macinare
lucrosi utili con internet. I suoi dirigenti hanno capito che Leboncoin
può crescere ancora, eccome. Pazzi questi norvegesi? Forse non così
tanto.14-12-2010]
16. NEL BOARD DI
ROCHE I LEADER D'EUROPA...
L.Te. per "Il
Sole 24 Ore" - Più che un semplice consiglio di
amministrazione, quello del gigante farmaceutico elvetico Roche si avvia
ad essere la sede di una fetta importante dell'industria europea. Il
gruppo proporrà infatti ai suoi azionisti, durante l'assemblea del primo
marzo, di nominare membri del consiglio il ceo di Nestlè, Paul Bulcke,
quello della Shell, Peter Voser, nonché il futuro numero uno della
Lufthansa (ed ex ceo della controllata Swiss), Christoph Franz. Non c'è
male come schieramento di top manager di grandi gruppi.
D'accordo, è vero
che il vertice di Roche proporrà anche di ridurre da tre a due anni la
durata del mandato per i membri del consiglio di amministrazione. Ma
resta il fatto che a nomine avvenute si tratterà di un cda quasi da
corazzata europea. Si vedrà quali risultati concreti produrrà un mix
così esteso. In ogni caso, molto si potrà dire ma non che il gruppo
farmaceutico ora manchi di diplomazia economica.
14-12-2010]
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- L'ANGOLO
SATIRICO DEL "FINANCIAL TIMES" LO CURA PAUL BETTS (I BARILLA DELLA
PASTA)
Avviso ai naviganti N.1: "Si avvisano i signori naviganti che Paul
Betts, il simpatico giornalista inglese che per molti anni ha lavorato
in Italia, ha dedicato un altro ritratto-monumento a un imprenditore
italiano.
Dopo aver elogiato
Matteuccio Arpe, Corradino Passera e per ultimo Roberto Colaninno, sul
"Financial Times" è apparso un articolo di alto contenuto elogiativo per
il "re della pasta" Guido Barilla. Il simpatico giornalista Betts lo
presenta come "affascinante 52enne, vestito con un abito immacolato e
con i capelli sale e pepe che si appoggiano sul collo".
A questi tratti
aggiunge che "per essere un uomo che mangia un piatto di pasta al giorno
e beve un bicchiere di vino, Guido Barilla è insolitamente magro". Per
dare un tono più serio all'articolo l'ineffabile Betts aggiunge che il
bocconiano imprenditore di origini milanesi "ama mangiare a casa e prova
tutti i prodotti prima di lanciarli sul mercato".
Buon per noi e per
Paul Betts.[13-12-2010]
5 - SALZA È STATO
ABBRACCIATO CALOROSAMENTE DA UNA ZINGARELLA CHE GLI HA SFILATO IL
PORTAFOGLIO E LE CHIAVI DI CASA
Avviso ai naviganti N.2: "Si avvisano i signori naviganti che il
massiccio banchiere torinese Enrico Salza farà un Natale magro.
Sabato scorso il
73enne ex-presidente del SanPaolo è stato vittima di un furto che lo ha
profondamente avvilito. Mentre si trovava in un negozio di Trofarello,
un piccolo comune alla periferia di Torino, il povero Salza è stato
abbracciato calorosamente da una zingarella che gli ha sfilato il
portafoglio e le chiavi di casa. Per un uomo che ha sempre considerato
il denaro una virtù, il furtarello di Trofarello è un colpo micidiale".
[13-12-2010]
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. SPOT MAGRI PER
LA SIPRA...
Michele Arnese per "Il Foglio" - Certo, la crisi.
Certo, il conseguente calo delle entrate. Certo, ci mancherebbe. Quindi
nessuna meraviglia se spulciando il bilancio 2009 da poco depositato
della Sipra, controllata dalla Rai, i conti siano in picchiata: i ricavi
sono diminuiti da 1,197 miliardi di euro a 999 milioni di euro.
Anche i costi,
comunque, sono calati, raggiungendo i 997 milioni di euro. Ma ciò non è
bastato per confermare l'utile messo a segno nel 2008 (5,5 milioni di
euro): nel 2009 la Sipra si è dovuta accontentare di 1,5 milioni di
euro. 06-12-2010]
13. ANTITRUST, OK
A ADB PER ACQUISIZIONE PIRELLI BROADBAND SOLUTIONS...
(Adnkronos) - Via libera dell'Antitrust
all'acquisizione da parte di Advanced digital broadcast (Adb) del
controllo esclusivo di Pirelli broadband solutions (Pbs) nonche' delle
sue controllate Pirelli Broadband Solutions Soluçoes em Telecomunicaçoes
(Brasile) e Pirelli Soluciones Tecnologicas (Argentina). E' quanto si
legge nel bollettino settimanale dell'Antitrust in cui si precisa che
Adb e' una societa' di diritto svizzero ad azionariato diffuso e quotata
alla borsa di Zurigo.
Pbs e' una
societa' del gruppo Pirelli attiva nella progettazione, produzione
(attraverso sub-constructor esterni) e commercializzazione di gateways
per l'accesso a internet a banda larga e dei relativi software
applicativi nonche' dei servizi connessi. La societa' e' attiva in
misura minore nella progettazione, produzione (attraverso
sub-constructor esterni) e commercializzazione di set top box per la
ricezione dei segnali della tv digitale via internet. Pbs e' interamente
controllata dalla societa' Pirelli.
Secondo
l'Antitrust 'il mercato non appare caratterizzato da consistenti
barriere all'ingresso e non sussistono vincoli normativi o
amministrativi in grado di differenziare le condizioni concorrenziali
presenti in Italia rispetto a quelle che caratterizzano gli altri paesi
europei o extra europei. Il mercato interessato dall'operazione - si
legge nel bollettino - e' inoltre caratterizzato da notevoli flussi di
importazione in ragione del limitato impatto dei costi di trasporto sul
prezzo finale dei prodotti'. 06-12-2010]
14. MEDIASET:
ANTITRUST, VIA LIBERA A CONTROLLO ESCLUSIVO RTI SU TAO DUE...
(Adnkronos) - Via libera dell'Antitrust al controllo
esclusivo di Rti (gruppo Mediaset) sulla societa' Tao Due attiva nel
mercato della produzione di fiction. L'operazione, sottolinea
l'Autorita' nel bollettino settimanale, 'non appare idonea a determinare
la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nel
mercato'.
Rti gia' detiene
il 75% della finanziaria Med Due cui fa capo l'intero capitale sociale
di Tao Due mentre secondo patti parasociali il controllo su Tao Due e'
esercitato congiuntamente da Rti e da uno dei soci che detiene il 12,5%.
Il fatturato realizzato da Tao Due in Italia, nel 2009, e' stato di
circa 89 milioni di euro.
In ogni caso, 'considerato che l'operazione in esame determina
unicamente il passaggio dal controllo congiunto ad esclusivo esercitato
da Rti su Tao Due - societa' che, peraltro, ha recentemente svolto la
propria attivita' in esclusiva solo per Rti - la stessa non risulta in
grado di modificare l'assetto concorrenziale esistente nei mercati
rilevanti', conclude l'Antitrust decidendo di non avviare l'istruttoria. 06-12-2010]
15. EDF: CEDE
QUOTA DEL 45,01% IN ENBW PER 4,7 MLD...
(Adnkronos) - Edf cede per 4,7 miliardi di euro la
quota del 45,01% che deteneva nel capitale sociale della tedesca EnBw.
Lo rende noto il gruppo energetico francese dopo il via libera del Cda
alla cessione della partecipazione al Land di Bade Wurtemberg al prezzo
di 41,5 euro per azione. Oew, l'altro azionista di EnBw ha deciso di non
cedere al Land le sue azioni e di non esercitare il suo diritto di
prelazione della quota di Edf. 06-12-2010]
16. BOCCONI SALE
AL 17^ POSTO CLASSIFICA FINANCIAL TIMES...
(Adnkronos) - Sda Bocconi scavalca, nel ranking di
Financial Times, le inglesi Imperial College e London School of
Economics and Political Sciences. E, con un balzo di 7 posizioni, si
piazza al 17° posto. Prima Scuola italiana nelle classifiche
internazionali, Bocconi chiude un 2010 ricco di riconoscimenti e
successi: la Sda ha riottenuto infatti la full accreditation dagli
importanti enti di accreditamento mondiali Equis e Amba.
Il risultato nel
ranking di Ft e' stato possibile grazie agli ottimi piazzamenti ottenuti
da Bocconi nei ranking specialistici che ogni anno Ft propone: quello
relativo all' Mba (14°), al Master in Management (31°al debutto avvenuto
quest'anno) ed all'Executive Education (11° nei programmi su misura e
12° in quelli open).
Unica scuola
italiana presente in tutti i piu' importanti ranking internazionali, Sda
Bocconi si conferma tra i leader europei dell'alta formazione.
Quest'anno l'Mba della Sda e' infatti entrato anche nella classifica di
Business Week, dopo quelle di Ft e The Economist, posizionandosi al 18°
posto al mondo, esclusi gli Stati Uniti e al 12° posto in Europa.
06-12-2010]
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15. A.SAUDITA:
PRINCIPE ALWALEED, IL 'WARREN BUFFETT ARABO' A CACCIA INVESTIMENTI...
(Aki) - Soprannominato dal Time il 'Warren Buffett arabo', il principe
Alwaleed bin Talal Alsaud, nipote del re saudita Abdullah, è considerato
l'uomo arabo più influente del mondo. Classe 1955, figlio di Talal bin
Abdul Aziz, il principe riformatore che arrivò spesso ai ferri corti con
la monarchia, Alwaleed ha studiato in California e si sposato tre volte.
Dopo aver divorziato dalle prime due mogli ora è coniugato con la
principessa Amira, con cui ha avuto due figli, il principe Khalid e la
principessa Rim.
Nonostante sia
stretto parente di re Abdullah, Alwaleed si è sempre tenuto lontano
dalla politica, preferendo il mondo degli affari. Imprenditore
internazionale di successo, il principe saudita ha ammassato una fortuna
enorme del valore di oltre 20 miliardi di dollari, un patrimonio
accumulato non con i proventi del petrolio ma attraverso fruttuosi
investimenti nei settori più variegati, dalla comunicazione, alla
finanza, all'immobiliare. Operazioni effettuate soprattutto attraverso
la società che presiede, la Kingdom Holding Company, una delle più
grandi e potenti holding del mondo, che detiene il 3,5% di Citigroup ed
il 7% della NewsCorp di Rupert Murdoch.
Portafoglio
variegato quello del tycoon saudita con partecipazioni anche in Amazon,
Apple, Boeing, Coca Cola, eBay, Motorola, Kodak, TimeWarner, Walt
Disney, solo per citare alcuni gruppi. Gli investimenti nel settore
immobiliare comprendono anche la catena di hotel di lusso Four Seasons,
il celebre Plaza Hotel di New York, il Savoy di Londra e il Monte Carlo
Grand Hotel. Tra gli investimenti dell'ultima la sottoscrizione, alcune
settimane fa, di una quota pari a 500 milioni di dollari in azioni
General Motors. Amante del lusso, Alwaleed è avvistato spesso tra Cannes
e Montecarlo con lo yacht di 90 metri acquistato da Donald Trump.
09-12-2010]
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ENEL, CONTI «LATINO» SISTEMA I CONTI...
L'Enel si scopre sempre più «latina». La divisione
Iberia e America Latina della società guidata da Fulvio
Conti, appena tornato da un viaggio in America del Sud,
nei primi 9 mesi del 2010 ha contribuito per circa la
metà al margine operativo lordo del gruppo: 6 miliardi
su 13. La conquista della spagnola Endesa, costata circa
40 miliardi, sta iniziando così a dare i suoi frutti.
Per fine anno Conti stima di superare di almeno 1
miliardo l'obiettivo di margine operativo lordo che
aveva annunciato a marzo: 17 miliardi invece di 16.
Mentre il debito, grazie alle dismissioni e alla
quotazione della Egp (incasso netto previsto di circa
2,5 miliardi), scenderà dagli oltre 51 miliardi di fine
2009 a circa 45 miliardi. Ma, più della riduzione in
cifra assoluta, è il buon rapporto tra margine e debito
a quota 2,7 che dovrebbe rassicurare le agenzie di
rating.03-12-2010]
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"RITIRATE I RISPARMI" L´APPELLO DI CANTONA GUADAGNA
QUOTA...
Da "la
Repubblica" - La provocazione di Eric
Cantona, ex attaccante del Manchester United, sta
spaventando le banche europee. «Se 20 milioni di
risparmiatori ritirano contemporaneamente i loro soldi
dai conti correnti, il sistema crolla... La rivoluzione
si fa attraverso le banche», era l´appello lanciato via
web ad inizio novembre dal calciatore francese. Laconica
risposta di Christine Lagarde, ministro dell´Economia
francese: «Ognuno dovrebbe parlare a seconda delle
proprie competenze».03-12-2010] |
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12. TURBOLENZE BOEING DIETRO L'AIRBUS A320...
Le. M. per "Il
Sole 24 Ore" - La recente esplosione del
motore di un A380 venduto alla Qantas è stato un brutto
colpo ma, nella contesa per il mercato del trasporto
aereo, Airbus ha reagito rifilando un dritto alla rivale
statunitense Boeing, sempre alle prese con l'incubo del
Dreamliner. Il costruttore europeo ha infatti deciso di
concepire un nuovo A320, il suo velivolo a medio raggio,
vero best-seller (e sorgente di profitti) del
fabbricante.
Si
tratta di una rimotorizzazione del modello attuale,
quindi di un investimento di «solo» un miliardo di euro,
per ottenere aerei dai consumi energetici ridotti (meno
15% rispetto all'A320 ora in servizio). Boeing, invece,
non ha ancora deciso se farà altrettanto con il suo 737,
rivale dell'A320. Ma soprattutto gli americani hanno
annunciato che dovranno ritardare ulteriormente la prima
consegna del 787 Dreamliner. Avrebbe dovuto essere già
pronto nel lontano 2008.
02-12-2010]
. LO ZAMBIA IMPORTA IL MALTEMPO IRLANDESE...
G. Ve. per "Il
Sole 24 Ore" - L'effetto contagio della
crisi irlandese si è spinto fino in Zambia. Konkola
Resources, sussidiaria africana del gruppo indiano
Vedanta attiva nelle miniere di rame, aveva deciso di
quotarsi per raccogliere 1,1 miliardi di dollari. Ma
dopo appena due giorni di presentazione agli investitori
londinesi ha capito che non era aria: i venti di
incertezza che spazzano i mercati europei hanno fatto
tornare i manager sui propri passi.
Non solo; a causa dell'effetto catena i vertici Vedanta
hanno dovuto rimandare l'acquisizione di Cairn India,
società attiva nei pozzi di petrolio che doveva essere
rilevata grazie alla liquidità della quotazione di
Konkola. Non tutti i mali però vengono per nuocere:
secondo gli analisti, posticipando la quotazione, gli
incassi saranno sensibilmente più generosi. L'Ipo è
adesso prevista per il primo trimestre del 2011, Irlanda
permettendo.02-12-2010]
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1. PREPARATIVI NATALIZI DEI SOCI RINASCENTE...
P.De. per "Il
Sole 24 Ore" - Mentre fervono i preparativi
natalizi nelle vetrine della Rinascente, si susseguono
le voci sulla cessione del gruppo, immobili e società
operativa. Di concreto oggi c'è il rilancio proprio
sull'edificio di punta del retailer, lo stabile di
piazza Duomo a Milano (Il Sole 24 Ore dell'8 maggio
2010) per 460 milioni di euro, contro una prima offerta
di 420 milioni circa, da parte del fondo Ippocrate
gestito da First Atlantic-Dea Capital.
L'offerta è subordinata all'acquisto della società
operativa da parte di Claudio Costamagna, ex-banchiere
di Goldman Sachs oggi advisor indipendente, e della
thailandese Central Retail Corporation della famiglia
Chirathivat. La duplice proposta, secondo i bene
informati, ha innescato una battaglia interna che vede
Maurizio Borletti, tra gli azionisti della società,
pronto a riunire una cordata per mettere le mani sulla
società operativa. Qualcuno ipotizza che già entro fine
anno lo scenario avrà contorni più chiari.01-12-2010]
12. L'ELVETICA ABB IN TRASFERTA NEGLI USA...
L.Te. per "Il
Sole 24 Ore" - Senza clamore, con uno stile
ormai tutto elvetico, Abb fa una grossa puntata sul
mercato americano. Il gruppo attivo nelle tecnologie per
l'energia e nell'automazione industriale ha presentato
infatti un'offerta pubblica di acquisto amichevole sulla
Baldor Electric Company, che produce motori industriali.
L'operazione ha un valore complessivo di 4,2 miliardi di
dollari. Un costo rilevante, che però il mercato sembra
aver in prima battuta digerito, sull'onda delle sinergie
realizzabili con la società Usa. A Zurigo l'azione Abb è
scesa ieri solo dello 0,36%, in una seduta in cui
l'indice elvetico Smi è calato dell'1,3%.
Abb è nata da un fusione svizzero-svedese ed alcuni anni
fa era incappata in una crisi dovuta anche ad eccessi
negli ampliamenti di attività. Ne sono seguiti cura
dimagrante, riorganizzazione e rilancio, sino alla
ritrovata redditività. Questa maxi acquisizione ora
sembra piacere, ma la speranza, in Svizzera e non solo,
è che in futuro non si torni ad esagerare con le
campagne acquisti.01-12-2010] |
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22. MEDIE IMPRESE: IN ITALIA PENALIZZATE DAL FISCO, PIU'
DI SPAGNA E GERMANIA...
Radiocor - Il fisco penalizza le medie
imprese italiane rispetto alle concorrenti europee con
un tax rate del 48% contro il 26% circa di Spagna e
Germania. E' quanto emerge dalla prima indagine sulle
'Medie Imprese in Europa', frutto di una partnership tra
Confindustria, R&S Mediobanca e Unioncamere. L'analisi
dei dati economici conferma che la media dimensione
rappresenta una fascia di grande efficienza della
manifattura: le imprese tedesche primeggiano per
produttivita' (valore aggiunto netto per addetto pari a
59.600 euro, contro 52.200 euro per l'Italia e 47.600
euro per la Spagna), quelle italiane e spagnole per
profittabilita' (margine operativo netto sul valore
aggiunto pari al 24% in Spagna, 23% in Italia e 20% in
Germania). Il costo del lavoro pro-capite piu' elevato
e' in Germania (46.700 euro per addetto, contro 37.700
euro in Italia e 33.800 euro in Spagna).30-11-2010]
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IL CONTROLLO DELL'AMARO MEDICINALE GIULIANI TORNA IN ITALIA...
Andrea Montanari per "Milano Finanza" -
Via dal Lussemburgo per tornare in Italia. Anche la
famiglia Giuliani, quella dell'Amaro Medicinale, ha
optato per l'abbandono del Granducato e il ritorno in
patria. Da alcuni mesi, infatti, secondo documenti
consultati da MF-Milano Finanza la Giuliani Group sa non
esiste più: è stata cancellata dal registro delle
imprese lussemburghesi.
Trasformata in società
per azioni, la sede legale è stata trasferita da Avenue
Gaston Diderich nella capitale Lussemburgo in via
Manfredo Camperio a Milano.
A gestire la holding
che ha il 100% del gruppo farmaceutico sono Mario
Germano Giuliani e Gianmaria Giuliani che hanno preso le
redini dell'azienda dal fondatore Gian Germano Giuliani,
tornato in questi giorni alla ribalta delle cronache
nazionali per l'aggressione al direttore del Tg4, Emilio
Fede, avvenuta martedì sera in un noto ristorante
milanese.
Ad affiancarli, nei
consigli d'amministrazione della finanziaria e del
gruppo industriale, c'è Achille Gregory Severgnini
esponente della famiglia di commercialisti attivi a
Milano sin dal 1938 e professionista dello studio Guido
Severgnini & Associati.
Con l'approdo in
Italia della Giuliani Group si alza il velo sul
controllo della stessa holding finora schermato dal
domicilio lussembughese. Azionisti risultano essere la
Jay H. McDowell Ltd e il Severgnini Family Office che
operano in qualità di amministratori fiduciari per conto
di The Mario Germano Giuliani Trust e The Gianmaria
Giuliani Trust.
A fine 2009, il gruppo
farmaceutico lombardo aveva registrato un fatturato di
83,15 milioni, un mol di 16,15 milioni e un utile di 3,6
milioni.26-11-2010]
9. GIC, IL FONDO DI SINGAPORE, HA UN PIANO PER LA SEDE DEL SOLE
24ORE...
M.R.M. per "Il Mondo" - Potrebbe essere
uno dei deal dell'anno nel settore del mattone. La
transazione riguarda l'immobile di via Monte Rosa, 91,
sede del Sole 24Ore e della società di revisione
Pricewaterhouse.
Attualmente il
palazzo, disegnato da Renzo Piano e completato nel 2004,
è nel portafoglio di un fondo immobiliare gestito da
Torre sgr (gruppo Pioneer), il quale potrebbe decidere
di dismetterlo a fronte di un'offerta interessante (il
valore dell'immobile è di circa 200 milioni) dai gandi
investitori. In questi giorni il più attivo sembra
essere il tandem costituito dal fondo sovrano di
Singapore Gic e da Prelios sgr (ex Pirelli Re). Il fondo
di Singapore vorrebbe espandersi nel real estate in
Italia e perciò starebbe valutando immobili di pregio e
a reddito.
Prelios sgr, dal canto
suo, metterebbe a disposizione del partner il suo know
how nella gestione proprio dei fondi real estate.
Ebbene, l'immobile dove oggi hanno sede il quotidiano di
Confindustria e Pwc (con contratti di affitto che
scadranno, rispettivamente, tra otto e cinque anni, per
un ammontare di canoni annui di 12 milioni di euro,
redditività 6,8%) rappresenta un'opportunità da
valutare.
L'operazione è allo
studio, anche se avrebbe già trovato una banca
finanziatrice nel gruppo Unicredit, che, peraltro,
controllala stessa Pioneer. Gic e Unicredit, inoltre, si
sono già incrociati un paio di anni fa, quando c'è stato
il maxi collocamento degli immobili dell'istituto di
Cordusio nel fondo Omicron gestito da Fimit sgr ed è
stato proprio il gruppo di Singapore a diventarne il
primo quotista.
26-11-2010]
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3 - ATTACCATI ALL'ATAC! BASILE GIÀ PENSA ALLE
DIMISSIONI DALLA SOCIETÀ CARA AD ALE-DANNO: LE COMMESSE
AFFIDATE AFFIDATE SENZA GARA CON LA MOTIVAZIONE DELLA
"NECESSITÀ E URGENZA" A SOCIETÀ ESTERNE NEL 2009 HANNO
TOCCATO LA PUNTA VERTIGINOSA DI 364 MILIONI DI EURO
C'è un manager a Roma
che è sull'orlo di una crisi di nervi. È Maurizio
Basile, il dirigente d'azienda napoletano che dopo aver
guidato fino all'aprile di due anni fa Aeroporti di
Roma, ha fatto una breve parentesi dentro l'azienda di
famiglia insieme al fratello Giorgio, poi è sbarcato in
Campidoglio.
Qui il sindaco dalle
scarpe ortopediche, Gianni Alemanno, gli ha affidato la
cura del suo Gabinetto e il 9 ottobre lo ha insediato al
vertice dell'Atac. La scelta di Basile nasceva dal
desiderio di mettere un uomo con esperienza di trasporti
a capo di una società disastrata da una gestione
fallimentare. Con entusiasmo partenopeo il povero Basile
si è buttato a capofitto a spulciare i libri e i
problemi della società che prima era guidata Adalberto
Bertucci, uno dei tanti fedelissimi del sindaco
Alemanno.
Lo spettacolo che si è
aperto davanti ai suoi occhi è terrificante. L'Atac
chiuderà l'anno con una perdita di 120 milioni di euro e
con un carico di personale semplicemente pauroso.
Nessuno finora ha scritto che dei 13.000 dipendenti (di
cui 860 assunti dal predecessore Bertucci nel 2009) ben
3.000 sono impiegati e dirigenti.
Ma c'è di più perché
l'azienda dei trasporti capitolina ha un carico di 360
milioni di debiti a breve termine verso le banche e un
fabbisogno mensile di 50 milioni di euro che non riesce
più a coprire senza contrarre nuovi debiti. E nessuno ha
scritto ciò che Dagospia ha scoperto sbirciando dietro
le spalle del povero Basile piegato sui libri contabili:
le commesse affidate a società esterne nel 2009 hanno
toccato la punta vertiginosa di 364 milioni di euro.
Nella maggior parte dei casi si tratta di commesse
affidate senza gara con la motivazione della "necessità
e urgenza".
Schiantato da questo
macigno il napoletano Basile, fino a ieri disinvolto e
sorridente, sta pensando alle dimissioni.
".26-11-2010]
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IL CAPO DI QATAR
AIRLINES: "BOEING HA FALLITO CON IL SUO NUOVO AEREO, IL
787 DREAMLINER"
http://bbc.in/ebxMkA
26-11-2010]
- Gli enormi ritardi
nella consegna (e i recenti incidenti nei voli di prova)
hanno messo in crisi l'azienda americana, che puntava a
battere Airbus dopo i ritardi nella produzione del suo
A380. Invece, ha avuto lo stesso destino. |
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. AUSTERITY PER TUTTI, MA NON PER GLI EUROCRATI...
Da "Presseurop.eu" - "Una vittoria
imbarazzante per Bruxelles", scrive Le Figaro. "Mentre
la Commissione fa stringere la cinghia agli stati
membri, la Corte di giustizia del Lussemburgo ha dato
ragione agli impiegati europei che volevano un aumento
del 3,7 per cento dei loro salari. Una rivalutazione
difficile da digerire per i ventisette, che volevano
dimezzare il rialzo per 'tenere conto della crisi'".
Nel verdetto emesso il
24 novembre la Corte ha decretato che il Consiglio
europeo "non ha margine" per modificare in tempi di
crisi la remunerazione dei 45mila impiegati, dato che il
loro salario viene rivalutato automaticamente ogni anno.
Un decisione logica, insomma, ma "il tempismo è stato
disastroso, perché il verdetto arriva nel giorno di uno
storico sciopero generale in Portogallo e della
presentazione del piano di austerity per l'Irlanda",
nota Le Figaro.
"La questione rischia
anche di esacerbare il braccio di ferro sul bilancio
comunitario in atto tra il Parlamento e i ventisette,
che vorrebbero contenere l'aumento delle spese entro il
2,9 per cento. In attesa che la Commissione presenti un
nuovo progetto, il bilancio 2011 è bloccato".
25-11-2010]
22. USURA: FORNITURE
SERVIZI ASL, GDF PERQUISISCE UFFICI LEGALI A NAPOLI,
SALERNO E ROMA...
(Adnkronos) - La Guardia di Finanza sta
eseguendo diverse perquisizioni presso uffici legali
nelle citta' di Napoli, Salerno e Roma, nell'ambito di
un'inchiesta sull'usura coordinata dalla Procura di
Napoli. Secondo quanto si apprende da fonti
investigative, l'inchiesta riguarda i tassi usurai
applicati da societa' di factoring nei confronti di
imprenditori del settore sanitario.
25-11-2010]
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ROLLS ROYCE: VINCE ORDINE 1,8 MLD DLR...
(ANSA) - Rolls-Royce ha vinto un
contratto da Air China per motori per equipaggiare un
totale di 20 nuovi aerei, precisamente 10 Airbus A350
XWB e 10 A330. Il contratto, compreso un accordo per
servizi a lungo termine TotalCare, vale 1,8 miliardi di
dollari a prezzi di listino. Rolls-Royce fornira' motori
Trent XWB per gli A350 XWB e Trent 700 per gli A330. In
Cina il gruppo - precisa una nota - gode di una
posizione consolidata, con una quota di mercato del 56%
per i grandi motori aerei.22-11-2010]
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LUCCHINI: da Mordashov
il piano-bis per il salvataggio della societa' (dai
giornali). Oggi vertice a Milano (Il Messaggero, pag.
25)
25-11-2010]
11. AMBULANZE NEL MIRINO DELLA FAMIGLIA BONOMI...
Mi.C. per "Il
Sole 24 Ore" - Continua l'espansione della
famiglia Bonomi in Spagna. Secondo quanto riportato nei
giorni scorsi dal quotidiano "La Vanguardia", il gruppo
tramite il fondo Investindustrial (uno dei più liquidi
in circolazione) avrebbe firmato un accordo preliminare
con Agrupació Mútua per acquisire il suo business nel
settore delle ambulanze, grazie a un investimento di 77
milioni di euro.
Nella sostanza i
Bonomi acquisirebbero Trasnport Sanitari de Catalunya e
la filiale Ambulancias Condal che detengono il 30% del
mercato della regione, con un fatturato di 80 milioni di
euro, oltre 1.600 dipendenti e una flotta di 435
ambulanze. Il gruppo milanese detiene tra le altre cose
in Spagna, il 50% del parco tematico Port Aventura, la
catena di centri per la cura dei capelli Svenson, il
produttore di contenuitori Contenur, il gruppo software
antivirus Panda, il controllo del leader degli
elicotteri Inaer e una partecipazione nell'azienda di
certificazione Applus+
.25-11-2010]
12. IL BOLOGNA RICHIAMA CONSORTE DALLA PANCHINA...
R. Fi. per "Il
Sole 24 Ore" - L'ultima partita, 13°
giornata, non poteva che essere sfortunata. Nella
scaramantica Napoli, il Bologna F.C. ha perso 4-1,
sprofondando verso il fondo classifica. Tuttavia, per i
Menarini la vera iattura del Bologna è stato
l'acquirente Sergio Porcedda. «Noi ci sentiamo traditi
come famiglia, come soci, come città e come Bologna
Football Club - ha detto Francesca Menarini a Sky Tg 24
- Porcedda a giugno, quando si è presentato insieme ad
altri pretendenti, è sembrato la persona più seria e più
affidabile» ma «non ha tirato fuori un euro né per noi
né per il Bologna, e questo è scandaloso e vergognoso:
però il rischio fallimento è lontano».
Insomma, la partita è
disperata ma il Bologna Calcio si è affidato a uno
specialista, Giovanni Consorte. Sarà lui a cercare un
acquirente. Come andrà a finire? Si vedrà. Ma i tifosi
di «Federossoblu» sono ottimisti: comunque vada «non
sarà un dramma», «abbiamo già vissuto la serie B, la C e
siamo pure passati da un fallimento». Il raddoppio non
fa paura.
25-11-2010]
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1-
VEGAS, CATRICALÀ, PILATI E DEGLI ALTRI PRESIDENTI DELLE
AUTHORITY INDIPENDENTI DA CHI?
Ci vuole una buona dose di ipocrisia per esultare di
fronte alla scelta dei nuovi vertici delle Authority.
Il coro della stampa (a parte rare eccezioni) definisce
il nuovo presidente della Consob, Giuseppe Vegas, un
tecnico indipendente. Qui non interessa ricordare che
Dagospia nella sua infinita miseria ha indicato per
primo la candidatura di questo milanese 59enne che ha
sicuramente un alto livello di competenza in materia di
economia e di finanze, ma che non è una vergine della
politica.
Basta leggere il suo curriculum per sapere che dopo la
laurea in giurisprudenza e le prime esperienze di lavoro
come pubblicista, l'umile Vegas ha attraversato le acque
della politica fin dal 1978. Non si capirebbe altrimenti
perché nel gennaio 2001 è stato delegato dal Polo delle
Libertà a rappresentare il partito al Congresso di
Berlino dei Popolari europei, e come per quattro volte
sia entrato in Parlamento grazie al Cavaliere birichino.
Sarebbe ora di smetterla con questo elogio delle qualità
tecniche e dell'indipendenza del buon Vegas e degli
altri presidenti delle Authority. È ridicolo definire
indipendenti personaggi che hanno legato le loro
carriere alla politica e ai partiti. Non lo era Lamberto
Cardia (oggi presidente di Ferrovie) e non lo è Giuseppe
Brienza, l'ex-senatore ed eurodeputato che guida l'AVCP,
l'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di
lavori, servizi e forniture. E certamente non è
indipendente Antonio Pilati, il berlusconiano di ferro
autore della legge Gasparri, candidato a prendere il
posto di Tonino Catricalà all'Antitrust.
Le
scelte compiute ieri dal Consiglio dei ministri portano
il segno della politica e hanno contribuito ad
anticipare la liquidazione dell'unico vero tecnico a
capo dell'Autorità per l'Energia, Alessandro Ortis, un
ingegnere che non ha mai goduto dei favori dei partiti e
si è scontrato più volte con i potentati
dell'elettricità.
Adesso Ortis (il cui mandato scade a fine anno) sarà
sostituito da Tonino Catricalà, il magistrato calabrese
che pur con qualche sbandamento (clamoroso quello in
favore del monopolio Alitalia) si è ritagliato una certa
indipendenza. Questa autonomia lo ha portato non più
tardi di mercoledì scorso a denunciare come uno spreco
da 70 milioni di euro lo spostamento della sede
dell'Antitrust da Roma a Milano. Alla Lega che vorrebbe
portare nel capoluogo lombardo alcune roccaforti dalle
quali si governa l'economia e la finanza, la sortita di
Catricalà non è affatto piaciuta.
Puntuale è arrivata la "multa politica" che ha costretto
il giurista a finire sulla poltrona dell'Autorità per
l'Energia al posto dell'ingegnere Ortis. Non sbaglia chi
immagina Catricalà profondamente incazzato per questo
avvicendamento che arriva quando il sogno personale e
nemmeno troppo nascosto era di salire sulla poltrona
della Consob.
A
parte il fatto che su quella poltrona si guadagnano
500mila euro l'anno rispetto ai 106mila dell'Authority
per l'Energia, non c'è dubbio che il peso politico delle
due cariche è di gran lunga differente. Ma con
l'eleganza che tutti gli riconoscono Tonino (per gli
amici "Ringhio", come il conterraneo calciatore Gattuso)
ha fatto buon viso e ha detto con sottile ironia che
lascia in buone mani la sua Antitrust.19-11-2010]
4-
NESSUNO HA CAPITO PER QUALE RAGIONE E IN UN MOMENTO DI
CRISI LUIGINO ABETE ABBIA SPESO TANTI SOLDI PER FARE
PUBBLICITÀ SUI GIORNALI AI 100 ANNI DI ASSONIME
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti
che Luigino Abete si sta preparando alla celebrazione
dei 100 anni di Assonime, l'Associazione fra le Società
Italiane per Azioni di cui è diventato presidente con
tanto di ufficio meraviglioso al terzo piano del palazzo
di piazza Venezia.
Il
programma della manifestazione è particolarmente ricco
perché prevede per lunedì una cerimonia al Quirinale, un
convegno di due giorni all'Accademia dei Lincei e un
concerto finale all'Auditorium della Musica. Nessuno ha
capito per quale ragione e in un momento di crisi
l'Assonime abbia speso tanti soldi per fare pubblicità
sui giornali all'evento, ma di sicuro Luigino Abete
riprenderà a sudare fino a quando il ricco programma
sarà concluso".19-11-2010]
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9.
FISCO: BANCA MONDIALE, ITALIA IL PAESE UE DOVE LE
IMPRESE PAGANO DI PIU'...
Radiocor - E' l'Italia in Europa il
Paese dove le imprese pagano piu' tasse. E' quanto
emerge dall'edizione di 'Paying taxes 2011', la
pubblicazione elaborata da Banca Mondiale, International
Finance Corporation (Ifc) e Pwc, da cui risulta che il
nostro Paese guida la classifica con un peso per le
imprese del 68,6% a livello di imposte e altri oneri
fiscali rispetto a una media europea del 44,2% e
mondiale del 47,8%. Poco meglio di noi, in Europa, la
Francia (65,8%), mentre in Germania la percentuale e' al
48,2%, in Spagna al 56,5% e nel Regno Unito al 37,3%.
Sotto il 30% Lussemburgo, quello con la percentuale piu'
bassa in Europa (21,2%), ma anche Cipro, Irlanda,
Bulgaria e Danimarca.18-11-2010]
Air France ha riunito in suoi nei locali Alitalia di via
della Magliana. In coincidenza della pubblicazione dei
positivi risultati trimestrali, la compagnia transalpina
guidata da Jean Cyril Spinetta ha riunito nella
convention annuale circa 150 dirigenti dei Paesi europei
e del Nord Africa. Un programma intenso, dal titolo
"Energy2Grow", che si è svolto negli uffici della
compagnia di bandiera tricolore di cui Air-France
possiede il 25%. Parigi comincia ad allargarsi?18-11-2010]
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LA MANINA VERDE..
Sara Bennewitz per "la
Repubblica" - Era la matricola più attesa
dell´anno e ha un valore di mercato di 8 miliardi. Ma a
distanza di due settimane dall´Ipo, ieri ha registrato
la metà degli scambi di Tiscali. Il motivo? La forte
presenza dei piccoli azionisti nel capitale di Enel
Green Power limita la liquidità del titolo. Un fattore
che è destinato a non cambiare a breve: i fondi
aspetteranno il collocamento della green shoe (4
dicembre) e i piccoli soci l´incasso della loro azione
d´oro (4 novembre 2011).
Non solo: gli scambi sono ingessati, ma anche il valore
del titolo. Ogni sera c´è una manina che, con importanti
ordini d´acquisto, riporta il prezzo di Egp vicino agli
1,6 euro del collocamento. Si tratta probabilmente di
Mediobanca (che secondo gli operatori opera attraverso
Barclays) unica tra i 10 istituti del consorzio a dover
piazzare altri 210 milioni di azioni.
[19-11-2010]
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15. I RITARDI DELL'A380 CON L'INCUBO DEI RICORSI...
M. Mou. per "Il
Sole 24 Ore" - Chissà per quanto tempo
aleggerà su Eads la maledizione dell'A380. Come se non
bastassero i problemi ai motori, che avranno un
probabile impatto sui tempi delle consegne, si
riaffacciano anche le cause degli azionisti contro la
società per le mancate o insufficienti informazioni al
mercato sui ritardi nell'avvio della regolare produzione
del maxiaereo nel periodo 2006-2009, con relative
conseguenze sull'andamento del titolo.
Lo
studio legale americano Drrt ha confermato le
anticipazioni del Financial Times Deutschland
sull'imminente presentazione di una class action da
parte di un centinaio di investitori istituzionali
riuniti in una fondazione di diritto olandese, che
rappresenterebbero il 20% del flottante di Eads e
sarebbero intenzionati a chiedere 800 milioni di euro.
La società non sembra particolarmente preoccupata e
ricorda che la magistratura olandese ha già respinto
ricorsi analoghi. Ma l'incubo A380 continua.
18-11-2010]
16. SCOMMESSA AMAZON SUI FILM FATTI IN CASA...
D. Ro. per "Il
Sole 24 Ore" - Amazon ha deciso di far
concorrenza anche a Hollywood. Il colosso
dell'e-commerce ha lanciato gli Amazon Studios, una casa
di produzione virtuale e democratica, dove comuni
cittadini potranno inviare le loro sceneggiature o i
loro film fatti in casa. L'idea non solo offre
opportunità agli aspiranti registi, ma sottopone le loro
opere artigianali al giudizio dei visitatori del sito
Amazon, un modo per verificare se un progetto ha un
futuro commerciale.
Amazon ha stipulato un accordo con Warner Bros, che avrà
diritto di produrre i film proposti da Amazon; se li
rifiuterà, Amazon potrà proporli ad altri studios.
L'iniziativa del colosso di Jeff Bezos intende affermare
la presenza di Amazon nel mondo del cinema, analogamente
a quanto ha già accaduto in quello dell'editoria
digitale con la pubblicazione online dei libri di
scrittori dilettanti.
18-11-2010]
. PORTOGALLO VENDE 750 MILIONI DI BOND...
(ANSA) - Il Portogallo ha venduto
stamani sul mercato 750 milioni di euro di titoli di
Stato a 12 mesi, con una domanda pari a 1,8 volte
l'ammontare offerto. Ma per riuscire a collocare sul
mercato i titoli - scrive la Bloomberg - Lisbona ha
dovuto garantire agli investitori un rendimento medio
del 4,813%, in forte rialzo rispetto al 3,26% dell'asta
precedente che risale al 3 novembre.18-11-2010]
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3
- UN PAIO DI GUAI PER IL FINIANO SARMI
Massimo Sarmi, il manager dalle orecchie generose, segue
con trepidazione la cavalcata verso Palazzo Chigi del
suo ex-sponsor Gianfranco Fini.
Per l'ex-ufficiale dell'aeronautica che guida Poste
Italiane i prossimi mesi saranno di grande
fibrillazione. Il suo mandato scade ad aprile e allora
si porrà il problema di trovare una poltrona che metta a
frutto il gran lavoro fatto nell'azienda delle lettere e
delle raccomandate. Qualche problema dovrà risolverlo
prima perché nel palazzone dell'Eur ci sono da mettere a
posto almeno un paio di situazioni.
La
prima riguarda l'applicazione di nuovi sistemi
informatici che è stata affidata alla multinazionale
IBM. Entro venerdì prossimo la società americana deve
far partire i nuovi sistemi dentro almeno 6mila uffici
postali, ma a pochi giorni da quella scadenza sembra che
l'operazione sia improbabile perché ad oggi gli uffici
con le nuove tecnologie sono poco più di 800.
Se
l'obiettivo non sarà raggiunto Sarmi corre il rischio di
veder vanificato lo sforzo di ammodernamento degli
sportelli che secondo alcuni è costato circa 90 milioni
di euro. Come se non bastasse nei giorni scorsi Poste
Italiane ha dovuto replicare a un duro attacco di un
pezzo di AssoComunicazione, l'associazione che
rappresenta in Confindustria il mondo della pubblicità.
Fin dal 6 novembre scorso le principali agenzie guidate
da Diego Masi, un ex-pubblicitario di Cremona che ha
giocato in politica con Mariotto Segni, hanno contestato
il bando di gara per i servizi pubblicitari di Poste
Italiane.
La
polemica ha avuto toni alti perché il bando stabiliva
soglie di fatturato inaccessibili alla stragrande
maggioranza delle agenzie creative, e confondeva il fee
di agenzia media con quello di agenzia creativa.
Masi e i suoi seguaci hanno fatto un esposto al ministro
dell'Opus Dei Paolo Romani e a Tonino Catricalà. Di
fronte alla rivolta dei pubblicitari il povero Sarmi ha
fatto marcia indietro con una nota in cui si precisa che
la sua azienda "sta riverificando il testo del bando".
4
- BATTAGLIA FURIBONDA PER NOMINARE IL NUOVO DIRETTORE
GENERALE DELL'UFFICIO EUROPEO PER LA LOTTA ANTIFRODE
(OLAF)
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti
che a Bruxelles è in corso una battaglia furibonda per
nominare il nuovo direttore generale dell'Ufficio
Europeo per la Lotta Antifrode (Olaf).
Nella commissione per il controllo dei bilanci del
Parlamento europeo, presieduta da Luigi De Magistris, è
emersa la candidatura del francese Cretin, un magistrato
di Lione che è stato accusato di antisemitismo e di
mobbing. Alla candidatura di Cretin si oppone
nell'indifferenza più assoluta del governo italiano
quella di Giovanni Kessler, presidente del Consiglio
della Provincia di Trento, ma dopo le ultime vicende
erotiche del Cavaliere, anche questa poltrona sarà
sottratta agli italiani".15-11-2010]
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10. SPINETTA ALL'ATTACCO DI EMIRI E LOW-COST...
Le. M. "Il
Sole 24 Ore" - Jean-Cyril Spinetta, il
corso puro e duro, presidente di Air France Klm, parte
all'attacco. Innanzitutto contro le compagnie del Golfo,
Emirates in testa. Società non quotate e dai conti
opachi, vivono delle sovvenzioni pubbliche dei loro
paesi più che degli utili realizzati, ha spiegato
Spinetta al Figaro. Se si considerano le loro flotte
attuali e gli ordinativi da qui al 2020, si arriva a un
numero globale di 800 aerei a largo raggio, il doppio di
quanto oggi hanno a disposizione Air France Klm,
Lufthansa e British Airways, considerate assieme.
Svegliatevi, dice Jean-Cyril agli altri, «perché queste
compagnie, captando il traffico europeo, esportano da
loro occupazione e disoccupazione da noi». Spinetta ce
l'ha pure con le low-cost: «Senza le sovvenzioni
ottenute localmente e se pagassero i contributi sociali
in Francia, come previsto dalla legge, e non come fa
Ryanair, seguendo la normativa irlandese, il divario fra
i nostri costi e i loro sarebbe molto più piccolo. Non è
giusto». Uno Spinetta loquace e arrabbiato. Un inedito
Spinetta.
11. CONTRO LA CRISI ARRIVA LA CAMPAGNA DELL'INPS...
G. D. "Il
Sole 24 Ore" - Una campagna da sei milioni
di euro dell'Inps contro la crisi. Non è una spesa
destinata a interventi per i disoccupati, ma - secondo
la «giustificazione» del bando di gara - per la
«necessità di potenziare e aumentare tutti i possibili
canali di comunicazione per favorire una tempestiva e
aggiornata conoscenza dei servizi dell'istituto ai
cittadini, nell'attuale momento di crisi economica e di
profonda novazione normativa».
Oggetto dell'appalto è il «servizio di ideazione,
strategia, progettazione, produzione di iniziative di
comunicazione istituzionale». La base d'asta del
servizio per 24 mesi è di 6 milioni di euro, Iva
esclusa, da aggiudicare con il criterio dell'offerta
economicamente più vantaggiosa. L'importo comprende
l'«acquisto mezzi», cioè gli spazi sulla stampa, tv o
altri mezzi di informazione. La gara si svolge con
procedura ristretta accelerata, le domande di
partecipazione vanno presentate entro mezzogiorno del 18
novembre.
12. GM: CINESE SAIC MOTOR PRONTA AD ACQUISTARE QUOTA IN
VISTA IPO...
Radiocor - Saic Motor, il maggiore
produttore automobilistico cinese, e' vicino a
finalizzare un piano per l'acquisto di una quota di
General Motors, che si prepara a un Ipo (la decisione
finale e' attesa per i prossimi giorni). Secondo fonti
vicine alle societa', sentite dal Wall Street Journal
online, Saic e' tra le societa' straniere interessate a
investire in Gm una volta che il colosso di Detroit
tonera' a essere quotata a Wall Street. Separatamente,
fondi sovrani di Medio Oriente e Asia sarebbero
interessati all'acquisto di titoli per un miliardo di
dollari. Gm ha fissato un target tra i 26 e i 29 dollari
per azione per l'Ipo. 15-11-2010]
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IL
SOLE 24 ORE
-
In apertura: "Nelle imprese ordini ‘corti'" e
l'editoriale: "Di governante e delle sue regole si può
soffocare". A centro pagina foto-notizia "L'energia sul
tetto. Quando conviene il fotovoltaico". Sempre al
centro: "Salari, aumenta il bonus" e "Sulla Scia in
edilizia è ancora braccio di ferro tra lo stato e le
regioni". Di spalla: "La class action può attendere,
contro la Pa basta la diffida". In basso: "Le
scorciatoie del fisco: tutti evasori fino a prova
contraria".
15-11-2010]
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. PER SALVARE LO STIPENDIO ORA NASCE UNA POLIZZA...
M. Mou. per "Il
Sole 24 Ore" - C'è chi sostiene che stiamo
uscendo dalla crisi e chi ritiene che ci siamo ancora
dentro fino al collo. Nell'uno o nell'altro caso il
lavoro è più facile perderlo che trovarlo. È quindi più
che mai d'attualità la nuova proposta assicurativa di
Lcl, del gruppo Crédit Agricole, che lancia una polizza
«conservazione dello stipendio». In caso di perdita, o
riduzione, del salario è possibile ricevere per due anni
una somma, sostitutiva o integrativa, compresa tra i 150
e i 1.500 euro mensili. Dipende ovviamente da quanto si
versa, e il versamento è legato al livello retributivo.
Con un salario inferiore a mille euro si versano 9,50
euro al mese e si avrà diritto a una cifra compresa tra
i 150 e i 300 euro. Tra mille e 1.500 euro il premio
passa a 14,90 euro per un assegno da 250-500 euro. E poi
via via fino allo stipendio superiore ai 2.500 euro: con
31,50 euro al mese si riceveranno 750-1.500 euro. La
nuova offerta è rivolta a tutti i dipendenti del settore
privato con un'età compresa tra i 18 e i 59 anni. E
siamo certi che diventerà un altro indicatore
dell'andamento del mercato del lavoro.17-11-2010]
14. LA SCARPA CHE NON RESPIRA PIÙ...
Sara Bennewitz per "la
Repubblica" - Geox è in apnea da quando ha
diffuso i dati dei primi nove mesi. Il suo valore è
crollato a 900 milioni, un quarto in meno del
collocamento del 2004. Era una storia di successo fino a
un paio di anni fa, ma da allora soffre, mentre il resto
del made in Italy sfida la crisi.
Perché? Gli addetti vedono vari motivi: Geox non ha
supportato l´espansione con sufficienti investimenti nei
negozi e nella produzione (delegati per lo più a terzi),
ha diversificato troppo l´offerta e ha alzato del 25% i
prezzi nei tempi grami. Tra 2001 e 2007 i suoi utili
erano decollati da 7 a 123 milioni, ma nel 2008 il
gruppo di Mario Moretti Polegato s´è fermato, nel 2009 è
scivolato e quest´anno sarà anche peggio. Né le
prospettive 2011 sono migliori, dopo stime di ordini in
crescita del 2% e di Mol sui livelli del 2005. Per
tornare a respirare come le sue scarpe, Geox deve
riconquistare la fiducia di clienti e investitori.
17-11-2010]
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PERUGIA LAUREA CUCINELLI COME «CAPITALISTA ETICO»...
I suoi relatori fantasma sono stati Socrate, Seneca e
San Francesco d'Assisi: erano presenti in spirito
all'Università di Perugia, l'11 novembre, quando
Brunello Cucinelli, fondatore del gruppo che porta il
suo nome, ha ricevuto la laurea honoris causa in
filosofia ed etica delle relazioni.
La
sua storia ha un che di unico perché il 57enne umbro è
l'artefice di alcuni piccoli casi: ha creato un marchio
del cashmere che nel 2009 ha fatturato 156,13 milioni di
euro con una previsione di crescita per il 2010 del 22
per cento; ha ristrutturato un antico borgo, Solomeo
(Perugia), e ne ha fatto la sede della sua attività
imprenditoriale e culturale; ha impostato la propria
azienda sui valori, le relazioni interpersonali, il
rispetto e la bellezza, una scelta che gli ha guadagnato
lo status di grande interprete internazionale del
«capitalismo etico».
Cucinelli è orgoglioso della sua «impresa umanistica». E
finora il mercato mondiale gli ha dato ragione con le
esportazioni salite nel 2010 al 66,8 per cento. La
laurea in etica è solo l'attestato formale di un lavoro
più che trentennale. (S.B.) 12-11-2010]
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THE WALL STREET JOURNAL
GRANDI CAMBIAMENTI FISCALI PER LE COMPAGNIE AMERICANE SE
PASSA LA RIFORMA OBAMA
http://on.wsj.com/90aiUo
IL
REGNO UNITO IMPONE ALLE SOCIETÀ FINANZIARIE DI
REGISTRARE LE TELEFONATE DEI SUOI DIPENDENTI
http://on.wsj.com/cy4oXh
-
Piano controverso per ridurre l'insider trading
presentato dalla UK Financial Services Authority
SALE LA DOMANDA DI PETROLIO PER IL 2011, SEGNO DI
RIPRESA ECONOMICA
http://on.wsj.com/dbWtbh
12-11-2010]
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3 -
COSA È SUCCESSO ANCHE ALLA BORSA DI MADRID DOVE ENEL, CHE IN
SPAGNA POSSIEDE ENDESA, HA QUOTATO LA NUOVA SOCIETÀ ENEL
GREEN POWER
Quando ieri mattina alla Borsa di Milano si sono aperte le
contrattazioni di Enel Green Power, Fulvio Conti e Francesco
Starace erano felici come i bambini al primo giorno di
scuola.
Sono
passati 25 secondi per farli impallidire come succede prima
di uno svenimento. È successo infatti che il titolo quotato
1,6 euro ha perso in un attimo il 3% del suo valore per un
ordine di vendita di 9,6 milioni di pezzi che ha provocato
il crollo della quotazione. La cronaca dettagliata di questo
esordio al cardiopalma appare oggi sul quotidiano "Il Fatto"
a firma di Giorgio Meletti, un giornalista ombroso ma
preciso che alterna periodi prolifici a pause riflessive.
Secondo la sua ricostruzione a vendere la valanga dei titoli
sarebbe stato qualcuno tra gli investitori istituzionali
deciso a liberarsi di quelle azioni che invece hanno
attirato l'entusiasmo di 350mila piccoli risparmiatori. Nel
corso della giornata la quotazione della nuova società, che
porterà nelle casse dell'Enel 2,6 miliardi, si è ripresa e a
fine giornata Conti e Starace hanno ripreso a sorridere
perché il titolo è ritornato al prezzo di partenza. E a
sorridere sarà stata probabilmente anche quella coppia di
testimonial dalla faccia ruvida e i denti scomposti che
hanno riempito giornali e televisioni per settimane.
Così è
andata la prima giornata di Enel Green Power alla Borsa
italiana, ma Dagospia nella sua infinita miseria non si
accontenta della cronaca del giornalista Meletti ed è andato
a vedere che cosa è successo anche alla Borsa di Madrid dove
Enel, che in Spagna possiede Endesa, ha quotato la nuova
società.
Qualche notizia appare sul "Sole 24 Ore" dove si legge che
il primo prezzo segnato nei saloni ottocenteschi della Borsa
madrilena è stato di 1,3 per azione con un calo del 18,8%.
Il giornale parla di un errore tecnico, ma nei bar di Plaza
Mayor Dagospia ha raccolto un'analisi più approfondita.
C'è da
spiegare innanzitutto che quando un titolo viene quotato
simultaneamente in due o più mercati diventa decisiva
l'operazione di arbitraggio che deve ponderare ed
equilibrare i valori espressi dalle piazze interessate,
soprattutto se una di esse (in questo caso Milano) ha un
peso preponderante in termini di sottoscrizioni e quindi di
movimenti subito dopo l'avvio della quotazione sul mercato.
Di solito è la piazza "guida" che fa da riferimento e ad
essa si conformano le altre borse coinvolte. Questa
precauzione era stata richiesta dagli istituti che hanno
offerto al mercato spagnolo le azioni di Enel Green Power.
Le
banche in questione sono la Caixa e Caja Madrid y BBVA, che
avevano chiesto a Mediobanca di segnalare tempestivamente i
movimenti e le prime quotazioni su Milano. Questa
segnalazione non è arrivata e ha provocato perdite superiori
al 18%. Solo BBVA si è prudentemente astenuta dall'accettare
l'esecuzione di ordini di acquisto nell'attesa che i valori
su Milano si stabilizzassero.
Per
dirla in parole povere è mancato il ruolo "equilibratore" di
Mediobanca che in Spagna è rappresentata da Borja Prada, lo
stesso uomo che occupa anche la carica di presidente di
Endesa, la controllata dell'Enel.
05-11-2010]
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- THE
WALL STREET JOURNAL
QANTAS
ACCUSA ROLLS-ROYCE PER IL DANNO AL MOTORE DELL'AEREO
http://on.wsj.com/9TWSuo
- La
compagnia aerea australiana ha accusato il produttore del
motore esploso sull'Airbus A380 (Rolls-Royce) di essere
responsabile dell'incidente. Sarebbe colpa del design del
motore, e non di Airbus o della manutenzione di Qantas.
LE
COMPAGNIE AEREE SAPEVANO DA AGOSTO DEI PROBLEMI AL MOTORE
DELL'AIRBUS A380
http://bit.ly/cu7Dcc
-
L'ente di sicurezza europeo aveva già emesso un avvertimento05-11-2010]
3
- Gli
stessi prodotti sono commercializzati nel Lussemburgo e nel
Principato di Monaco
IL RE
DI SVEZIA MESSO A NUDO DA UNA BIOGRAFIA-SCANDALO
http://bit.ly/cFRASu
-
"Carlo XVI Gustavo, re malgrado tutto", libro appena uscito
in Svezia, racconta di festini, orge, un "menu di ragazze" a
disposizione del re e dei suoi amici. Localini torbidi e
scorribande con prostitute. Si parla tresca a fine anni '90
con Camilla Henemark, cantante del gruppo pop svedese Army
of Lovers.05-11-2010]
4 - BBC
ROYAL
BANK OF SCOTLAND SPROFONDA: 1,4 MLD £ DI PERDITE NEL
TRIMESTRE
http://bbc.in/dt1Vj5
- RBS,
che dopo la crisi è di proprietà del governo inglese
all'84%, sembrava aver recuperato nel trimestre precedente,
ma gli ultimi risultati raccontano un'altra storia.05-11-2010]
5 - LE FIGARO
HU
JINTAO, UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO SECONDO "FORBES", ARRIVA
IN POMPA MAGNA A PARIGI
http://bit.ly/a3q3TJ
-
Sorrisoni, onori militari e fasto repubblicano in onore
dell' "imperatore del mondo", il presidente cinese Hu Jintao
20
MILIARDI IN CONTRATTI CON LA CINA
http://bit.ly/8XLXYS
- Ecco
il perché della visita: 102 aerei di Airbus per 14 mld $,
20.000 tonnellate di uranio da Areva per 3,5 mld $, Total
investirà 4 miliardi in una fabbrica petrolchimica.05-11-2010]
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6. BP:
UTILE CROLLA DOPO MAREA NERA, ACCANTONATI 7,7 MLD DLR
(ANSA) - Crolla l'utile di terzo trimestre di Bp, sul quale
pesano i nuovi accantonamenti versati a seguito della 'marea
nera' al largo delle coste degli Usa. Il colosso britannico,
secondo quanto riporta Bloomberg, ha visto scendere del 66%
l'utile netto, a 1,79 miliardi di dollari contro i 5,3
miliardi di dollari dello stesso periodo dello scorso anno.
Sul dato hanno pesato accantonamenti per 7,7 miliardi di
dollari legati alle perdite di greggio nel Golfo del
Messico. Bp aveva registrato una perdita record nel secondo
trimestre, dopo un maxi-accantonamento da 32,2 miliardi di
dollari.
7. AIG
RESTITUISCE AIUTI PER 37 MILIARDI $...
Da "Il Sole 24 Ore" - Aig ha hannunciato di aver raccolto
quasi 37 miliardi dollari dalla vendita di Alico a MetLife e
dall'Ipo di Aia; il gruppo utilizzerà quei soldi per
rimborsare una parte del piano di salvataggio messo in campo
dal governo durante la crisi finanziaria.
9.
ALIERTA: PER ORA NON VALUTIAMO ACQUISIZIONI...
Da "Il Sole 24 Ore" - Telefonica si prenderà un periodo di
pausa dalle acquisizioni e punterà a crescere in modo
organico cercando di aumentare i ricavi dal boom di traffico
dati su internet. «Alcuni investitori pensano che
continueremo ad acquistare ma noi non lo faremo» ha detto il
presidente del gruppo spagnolo, Cesar Alierta, in
un'intervista al Wall Street Journal.
10.
RISANAMENTO CEDE IMMOBILE IN MADISON AVENUE A NEW YORK...
(ANSA) - Risanamento comunica che la controllata di diritto
lussemburghese Risanamento Europe Sarl (Risanamento Europe)
ha stipulato con la società Usa 660 Madison Owner Realty
Corp un contratto per la cessione a 285 milioni di dollari,
più liquidità e debiti per 275 milioni di dollari, di Etoile
Madison, società cui fa indirettamente capo un immobile di
24 mila metri quadrati, prevalentemente locati a uffici,
situato al numero 660 di Madison Avenue a New York (Usa). Lo
annuncia una nota.
13. AS
ROMA, L'ADVISOR PERDE IN TRASPARENZA...
G.D. per "Il Sole 24 Ore" - Una sola banca advisor di due
delicate cessioni. È il ruolo della Rothschild Spa,
consulente finanziario per la vendita dei traghetti Tirrenia
e della squadra di calcio As Roma. Due procedure in
parallelo, ma gestite in maniera diversa. La vendita
Tirrenia, dopo il flop del primo bando (pubblico) di gara, è
stata ampiamente pubblicizzata con bandi sui giornali il 15
settembre, recanti l'invito a manifestare interesse alla
Rothschild. Invece nessun bando sui giornali, né su
internet, per la cessione della Roma, a differenza ad
esempio di quanto ha fatto l'8 febbraio il commissario di un
club inglese in dissesto, il Crystal Palace, con avviso sul
Financial Times.
Per la
Magica c'è stato il passaparola. Rothschild avrebbe inviato
l'information memorandum, con il termine del 3 novembre per
le manifestazioni d'interesse non vincolanti, solo a quanti
si erano fatti vivi spontaneamente. Una procedura poco
trasparente. Gli azionisti di minoranza della Roma, ma anche
di UniCredit, che hanno interesse a massimizzare i proventi
della cessione, potrebbero chiedere spiegazioni.
14.
VIMPELCOM A CACCIA DI 4 MILIARDI DI DOLLARI...
A. Ol. per "Il Sole 24 Ore" - Le difficoltà incontrate nel
Nord Africa a far digerire l'operazione Vimpelcom-Orascom
non frenano i russi. Secondo quanto riferisce l'agenzia Dow
Jones, Vimpelcom starebbe infatti considerando l'ipotesi di
un prestito-ponte da 4 miliardi di dollari, da rifinanziare
poi sul mercato dei bond, per far fronte all'acquisizione
del cuore dell'impero telefonico di Naguib Sawiris. Per il
passaggio ai russi di Wind e del 52% della holding Orascom
era stato concordato a inizio ottobre un controvalore, cash
e azioni, di 6,5 miliardi di dollari.
La
strada non è però spianata, alla luce soprattutto della
minaccia di nazionalizzazione che incombe sull'algerina
Djezzy che, con Wind, è uno dei pezzi pregiati della
collezione Sawiris. E poi ci sono anche le insidie delle
clausole di cambio del controllo presenti in buona parte del
debito relativo a Wind. Ma i russi non sembrano
scoraggiarsi, visto che stanno facendo scorta di munizioni
finanziarie per portare avanti comunque l'offensiva a
occidente.
15.
AVVOCATI D´ORO PER IL CRAC MADOFF...
Ettore Livini per "la Repubblica" - Bernard Madoff è fallito
da due anni. Ma il suo ex impero, pur travolto da un buco di
65 miliardi, continua ad essere malgrado tutto una macchina
da soldi. Non per i poveri risparmiatori truffati dal
finanziere newyorchese ma - come spesso accade nei grandi
fallimenti Usa -per i legali incaricati di seguire il caso.
L´unica categoria in grado di fare affari d´oro sia quando
le imprese vanno bene che quando fanno flop.
I
conti semestrali del trustee Madoff parlano chiaro: lo
studio Irving Picard ha incassato tra aprile e ottobre 15,8
milioni di dollari di compensi, come dire 87mila dollari al
giorno (festivi inclusi) o 3.650 all´ora. Soldi meritati?
Cifre alla mano c´è da dubitarne, almeno per questo
semestre: in sei mesi il duro lavoro degli stra-pagati
legali dello studio ha consentito di recuperare la bellezza
di 771mila dollari...
16.
MANAGER INGLESI STIPENDI STELLARI DA 800 MILA EURO...
Enrico Franceschini per "la Repubblica" - Austerità, ma non
per tutti, nel Regno Unito. Nonostante la fragilità
dell´economia, nell´ultimo anno manager e dirigenti delle
maggiori aziende britanniche hanno usufruito di lauti
aumenti nel loro pacchetto globale di compensazioni, grazie
a incentivi a lungo termine, all´incremento del valore delle
azioni su cui hanno opzioni e ai bonus sul rendimento delle
società che dirigono.
Gli
amministratori delegati delle 100 più grandi aziende
dell´indice Ftse della Borsa di Londra hanno visto la loro
paga complessiva crescere del 55 per cento, secondo un
rapporto pubblicato dalla Incomes Data Services. L´aumento è
stato mediamente del 45 per cento per i top manager delle
350 maggiori imprese. Il valore degli incentivi a lungo
termine offerti ai dirigenti è aumentato del 73 per cento e
il valore delle azioni è cresciuto del 90.
In
termini di bonus, gli ad delle 100 più grandi aziende Ftse
hanno ottenuto una media di oltre 700 mila sterline (più di
800 mila euro), un aumento del 34 per cento rispetto
all´anno precedente. Il loro salario base è invece aumentato
del 3,6 per cento. In media, ognuno dei capi di queste 100
aziende ha guadagnato quasi 5 milioni di sterline (6 milioni
di euro) lo scorso anno, 200 volte il reddito medio
britannico.
I dati
sono stati resi noti dopo l´esortazione alla trasparenza
fatta da Vincent Cable, ministro delle Attività Produttive e
alto esponente del partito liberaldemocratico, partner dei
conservatori nella coalizione di governo. Le cifre, commenta
Cable, dimostrano che i salari dei dirigenti «devono
ridiscendere sulla terra». Occorre riesaminare «se un tale
livello salariale sia strettamente collegato alle
prestazioni dell´azienda». [02-11-2010]
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SANTANDER: scalata di famiglia per Ana Patricia (Il Sole 24
Ore, pag. 41).04.11.10
FONDIARIA: Consob chiede chiarimenti sull'aumento. Autorita'
in pressing su operazione Premafin-Groupama (dai giornali).
04.11.10
PIRELLI: lo spin off degli immobili pesa sul risultato (dai
giornali).
WIND: a Londra per rifinaziarsi (Il Sole 24 Ore, pag. 43).04.11.10
HERMES: la famiglia torna unita, schiaffo ad Arnault: se ne
vada (dai giornali).
6. ENEL: GREEN POWER; SCENDE IN BORSA (-3%) AL DEBUTTO...
(ANSA) - Il primo giorno di contrattazioni
in Borsa inizia in calo per Enel Green Power: nelle
primissime contrattazioni di Piazza Affari il titolo scende
del 3,13% a 1,55 euro, contro un prezzo di collocamento di
1,6. Nel giorno dell'esordio non è stata consentita
l'immissione di proposte senza limite di prezzo durante la
fase di pre-asta delle procedure di apertura.
13. BORGHESI E COLOMBO ALLEATI CON CITIGROUP...
M. Val. per "Il
Sole 24 Ore" - Citigroup in Italia va
con gli italiani. La banca statunitense ha stretto un
accordo di cooperazione con Borghesi, Colombo & Associati
per ampliare il corporate e investment banking nella
penisola. Nessun matrimonio, le società restano
indipendenti: piuttosto l'offerta a clienti selezionati - a
cominciare dagli esistenti - di servizi considerati
complementari. Capaci cioè di unire il marchio globale di
Citi, presente in 140 paesi, al radicamento in Italia di
Arnaldo Borghesi e Paolo Colombo.
Il primo è stato amministratore delegato di Lazard Italia ed
è docente presso l'Università di Trento e la Bocconi. Il
secondo, a sua volta professore alla Bocconi, è stato ed è
nel consiglio di amministrazione di numerose aziende.
L'accordo riguarda il banking, da fusioni a iniziative sui
mercati dei capitali, sulla piazza locale. Ma sarà
flessibile, pronto a sostenere clienti internazionali in
arrivo in Italia o italiani votati a sbarcare all'estero.04.11.10
. GAMBERALE RITORNA AL CASELLO...
Vittoria Puledda per "la
Repubblica" - La quota in ballo, poco
meno del 5%, è quella del Comune di Milano. Oggi infatti
scade il bando per le offerte vincolanti sulla quota della
Serenissima in mano al capoluogo meneghino. Cui, secondo
indiscrezioni, sono interessati alcuni operatori e almeno un
fondo di private equity un po´ sui generis: il fondo F2i
guidato da Vito Gamberale. Puntando a reti e infrastrutture,
del resto, le autostrade non potrebbero non essere
interessanti per F2i. Che, ove vincesse, metterebbe un cuneo
nel capitale della società, che vede la partecipazione di
soci privati, di una trentina di enti pubblici e di Intesa
Sanpaolo. In qualità di azionista e di finanziatore. Si
vedrà se Gamberale arriverà primo al casello.04.11.10
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SANITA': il business delle false malattie. Ecco i
trucchi delle industrie per vendere farmaci inutili.
Inchiesta (La Repubblica, pag. 28-29)29-10-2010]
GIOCHI PREZIOSI: rinuncia all'Ipo, decide di lanciare
un'asta tra i fondi (Il Mondo, pag.22)29-10-2010]
10. RIELLO: ETTORE RIELLO, ALLEANZA CON FERROLI E'
STRATEGICA...
Radiocor - Ettore Riello, numero uno
del gruppo veronese delle caldaie, conferma le
trattative avanzate con Ferroli per arrivare a un
matrimonio tra i due gruppi del settore del
riscaldamento. 'Confermo che stiamo lavorando ad un
consolidamento del gruppo e riteniamo strategica
un'alleanza - ha detto lo stesso Riello ai microfoni di
Radio 24 - Lo riteniamo strategico non tanto per la
concorrenza sul mercato italiano quanto per il rischio
concreto di un'invasione da parte dei concorrenti
tedeschi'.29-10-2010]
12. FIDEURAM FIRMA LETTERA D'INTENTI PER BANCA SARA...
Radiocor - Fideuram stringe per
arrivare ad acquistare Banca Sara da Sara Assicurazioni,
il gruppo che fa capo all'Aci. Lunedi', secondo quanto
risulta a Radiocor, le parti hanno firmato una lettera
d'intenti in cui si impegnano a verificare la
fattibilita' dell'operazione. A questo punto ci saranno
quaranta giorni di tempo per effettuare la due diligence
e mettere a punto l'offerta. Banca Sara ha un patrimonio
gestito attorno ai 2,7 miliardi di euro e la valutazione
dell'istituto si aggira quindi attorno a 60 milioni di
euro.29-10-2010]
13. MICROSOFT: +51% UTILE I TRIM. A 5,41 MLD $ GRAZIE A
WINDOWS 7...
Radiocor - Nel primo trimestre fiscale,
Microsoft ha riportato profitti in rialzo del 51% grazie
in particolare alla solida domanda del sistema operativo
Windows 7 e di Office 2010, che ha bilanciato i timori
sulla domanda di computer. Nei tre mesi conclusi il 30
settembre, il colosso informatico ha riportato un utile
di 5,41 miliardi di dollari, 62 centesimi per azione,
contro i 3,57 miliardi di dollari, 40 centesimi per
azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Il giro
d'affari e' balzato del 25% a 16,2 miliardi di dollari
(le vendite della divisione clienti, che produce
Windows, sono cresciute del 66% con profitti piu' che
raddoppiati, quelle di server sono salite del 12%). Gli
analisti attendevano profitti per 55 centesimi per
azione su un giro d'affari di 15,8 miliardi di dollari.
I titoli sono saliti del 2,8% nelle contrattazioni nell'afterhours.29-10-2010]
15. UBI-BOND E IL SUPER-RENDIMENTO...
My.L. per "Il
Sole 24 Ore" - Ubi Banca ieri ha emesso un
bond di durata biennale offrendo agli investitori un
rendimento di 140 punti base sopra il tasso Euribor.
Questa notizia, che in altri momenti sarebbe passata in
secondo piano, ieri ha attirato l'attenzione degli
addetti ai lavori: a giudizio praticamente unanime,
infatti, Ubi ha pagato un tasso d'interesse alto. Basti
pensare che un bond analogo della Popolare di Milano,
lanciato a metà settembre a 123 punti base sopra
l'Euribor, ora quota intorno ai 115 sul mercato
secondario.
E
le due banche sono molto simili. Perché dunque Ubi ha
dovuto offrire tanto? Le teorie sono molte. Gli
operatori pensano che Ubi paghi alcune "leggerezze"
commesse di recente sul mercato dei bond (per esempio
con operazioni annunciate e poi ritirate), tanto che
anche gli altri suoi bond sul mercato quotano con
rendimenti alti. Ma qualcuno vede il super-spread di Ubi
come il possibile segnale che sul sistema bancario
stiano tornando un po' di tensioni. Per scoprire chi
abbia ragione, basta aspettare le prossime emissioni.29-10-2010]
16. TORNANO I TEMPI D'ORO PER I MILIONARI USA...
W.R. per "Il
Sole 24 Ore" - Buone notizie arrivano dagli
Stati Uniti. Ci volevano dopo quel che s'è visto: una
interminabile fila di famiglie che hanno perso la casa
perché non riuscivano a pagare il mutuo; una
disoccupazione cronica che sfiora il 10%; 42 milioni di
poveri, pari al 15% della popolazione come mai s'era
visto in passato; la Fed che s'appresta a inondare
ancora i mercati per centinaia di miliardi di dollari
nel tentativo di rilanciare l'economia.
Ma
ecco la buona nuova: l'indice che misura lo stato di
salute delle persone più ricche del paese, il «Millionaire
Investor Confidence's Index» è balzato di sei punti
tornando ai livelli del 2007: ai bei tempi, prima che la
crisi peggiore dal 1930 scuotesse l'economia, la borsa,
le finanze dei cittadini e quelle dello stato. Tuttavia
la società che compila l'indice, la Spectrem Group,
avverte che non è ancora tempo di stappare lo champagne.
L'indicatore è semplicemente tornato in parità ed è
lontano dai massimi del 2004. Poveri milionari, anche
loro dovranno soffrire ancora un poco. 29-10-2010]
|
4.
ENI: UTILE NETTO III TRIMESTRE 1,72 MLD (+39%), 5,77 MLD
9 MESI (+45,1%)...
(Adnkronos) - Nel terzo trimestre 2010
gli investimenti tecnici di 2,85 miliardi (9,96 miliardi
nei nove mesi) hanno riguardato principalmente lo
sviluppo di giacimenti di idrocarburi, l'upgrading della
flotta dei mezzi navali di costruzione e perforazione di
Saipem e delle infrastrutture di trasporto del gas.
Nel terzo trimestre 2010 il flusso di cassa netto da
attivita' operativa e' stato di 2.409 milioni (11.548
milioni nei nove mesi); gli incassi da dismissioni sono
stati di 107 milioni (902 milioni nei nove mesi). Tali
flussi hanno consentito di coprire parte dei fabbisogni
finanziari connessi agli investimenti tecnici del
periodo di 2.851 milioni (9.958 milioni nei nove mesi) e
al pagamento dei dividendi agli azionisti Eni (1.811
milioni nel trimestre per l'acconto dividendo 2010;
3.622 milioni nei nove mesi, incluso il saldo dividendo
2009) e agli azionisti di minoranza di altre societa'
consolidate (354 milioni nei nove mesi). Al 30 settembre
2010 l'indebitamento finanziario netto 3 ammonta a
25.261 milioni, che rappresenta un incremento di 1.919
milioni rispetto al 30 giugno 2010 e di 2.206 milioni
rispetto al 31 dicembre 2009.
Il
leverage - rapporto tra indebitamento finanziario netto
e patrimonio netto compresi gli interessi di terzi
azionisti - a 0,47 al 30 settembre 2010 registra un
leggero incremento rispetto allo 0,46 del 31 dicembre
2009. Rispetto alla situazione contabile semestrale, il
leverage peggiora in misura evidente (-0,06 punti) a
causa, oltre che dell'aumentato indebitamento, del
deprezzamento del dollaro rispetto all'euro registrato
nei cambi puntuali al 30 giugno e al 30 settembre 2010
pari a una flessione di circa l'11%, che ha comportato
una riduzione dell'equity di Gruppo di circa 3,4
miliardi nel periodo considerato.
Banche: Fitch, sotto pressione anche in 2011
redditivita' Italia Radiocor - Milano, 28 ott - La
redditivita' delle principali banche italiane 'restera'
sotto pressione nel secondo semestre del 2010 e nel
prosieguo del 2011 a causa di tassi di interesse bassi e
della modesta crescita economica attesa per i prossimi
due anni'. E' questo il giudizio di Fitch Ratings nel
suo rapporto semestrale sul settore. 'Il rischio
principale nel breve-medio periodo e' il peggioramento
della qualita' degli asset gia' vista nei 18 mesi a
tutto giugno 2010. Anche se il picco delle perdite su
crediti dovrebbe essere stato toccato nel primo semestre
2009, Fitch nondimeno ritiene che il totale a fine 2010
restera' superiore ai livelli antecedenti l'inizio della
recessione nel 2009'
6.
28-10-2010]
15. IOR: GOTTI TEDESCHI, UN EQUIVOCO E' DIVENTATO ACCUSA
RICICLAGGIO...
(Adnkronos) - Un equivoco e' diventato
un'accusa di riciclaggio. Il presidente dello Ior,
Ettore Gotti Tedeschi, ricostruisce in un'intervista a
Panorama il caso giudiziario che lo vede protagonista.
Purtroppo, spiega, "agli inizi di settembre una serie
sfortunata di coincidenze ha creato un equivoco su
un'operazione", che secondo lui "e' stato un
trasferimento da conto Ior a conto Ior, una semplice
operazione di Tesoria, quanto di piu' lontano da un
sospetto di riciclaggio".28-10-2010]
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SNIA LASCIA PIAZZA AFFARI...
Dopo quasi un secolo di storia, Snia si prepara a uscire
definitivamente dal panorama industriale italiano e dal
listino di Borsa. Sospesa dal 16 aprile scorso, dopo lo
stato di insolvenza deliberato dal Tribunale di Milano,
la società si avvia infatti alla cessione di tutti i
beni, compresi quelli in bonis come il 100% della
spagnola Union Derivan e dell'italiana Metalmeccanico
Vittorio Veneto, oltre a immobili e terreni.
A
quanto risulta a Panorama Economy infatti il ministero
dello Sviluppo economico ha già dato l'ok alla cessione.
Resterà una scatola vuota, che Consob cancellerà dal
listino, lasciando con il cerino in mano 12 mila piccoli
azionisti. Il commissario Marco Cappelletto sta intanto
vagliando le manifestazioni d'interesse per gli asset
industriali della controllata Caffaro.
- IKEA A PANORAMA ECONOMY: «VOGLIAMO INVESTIRE
IN ITALIA. MA SE AVREMO ANCORA TANTI PROBLEMI, NON
RESTEREMO A LUNGO»...
A Padova ha avuto bisogno di nove anni per aprire. A
Bolzano le hanno chiuso la porta in faccia. Ad Ancona
deve far fronte a 55 ricorsi. A San Giuliano Milanese
non riesce ad aprire il sottopasso costruito a sue spese
(7 milioni di euro). Ikea, il gigante svedese del
mobile, vuole continuare a crescere in Italia, ma farlo
diventa sempre più difficile.
Al
punto che il general manager Ton Reijmers, in
un'intervista a Panorama Economy, lancia un messaggio
poco rassicurante: «Non è detto che resteremo a lungo,
se continueremo ad avere tanti problemi per la nostra
espansione. Il rischio di un passo indietro c'è». Eppure
Ikea nel nostro Paese ha trovato il quarto mercato al
mondo e le nostre imprese sono al terzo posto, dopo
quelle di Cina e Polonia, tra i fornitori.
I
18 punti vendita già aperti garantiscono a Ikea Italia
un giro d'affari di 1,5 miliardi di euro, in crescita a
due cifre (+11%) anche l'anno scorso. Per questo,
malgrado l'Italia sia «tra le nazioni più
problematiche», il suo team di sviluppo è il più grande
del mondo. «È il segnale tangibile della volontà di
allargare la nostra presenza» dice Reijmers. Nonostante
tutto.
3-
CNEL, RISSA TRA CGIL E CISL PER LE POLTRONE...
Si sposta dalla piazza alla carta bollata il duello fra
Cgil e Cisl. Le due organizzazioni si stanno contendendo
a suon di ricorsi le poltrone di consigliere del Cnel.
Il primo è stato presentato a fine luglio dalla Cisl per
aumentare da 11 a 16 i suoi rappresentanti. Nei giorni
scorsi la risposta del governo: 4 richieste bocciate e
una accolta, da soddisfare a spese della Cgil, che
passerà da 17 a 15 (l'altro seggio lo cederà alla Uil).
A
scaldare il clima è anche il motivo della decisione.
Poiché il dato degli iscritti (più numerosi per la Cgil)
è autocertificato, dice il provvedimento, va tenuto
conto anche dei contratti firmati. E qui le parti sono
invertite, avendone la Cgil stipulati 70, «contro i 73
della ricorrente». L'argomento non è piaciuto alla Cgil,
che annuncia: «Ricorreremo al Tar».
23.10.10 |
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SVIZZERA, BEL SUOL D’AFFARI - NON DITE AL TREMONTI CHE
Trecento aziende italiane si sono già trasferite in
Canton Ticino - "Tra tasse dirette e indirette da noi se
ne va il 68% dell’utile, come si fa? In Svizzera
pagheremo solo la tassa confederale dell’8,5% e, a
regime, un’aliquota tra il 12 e il 19%" - Ma la cosa che
fa più gola è che "sono veloci nella burocrazia e nelle
autorizzazioni
Marco Alfieri per "La
Stampa"
Trecento aziende italiane si sono già trasferite in
Canton Ticino, specie tra il comparto metalmeccanico.
Pensavamo che il ticinese fosse l'unica via di fuga, ma
poi abbiamo scoperto un mondo nuovo, il Vallese», finora
sconosciuto a Cinisello Balsamo, hinterland milanese,
dove Laura Costato manda avanti con 4 addetti
un'impresetta che fa viterie per elettrodomestici e
l'automotive. «Abbiamo infatti deciso di trasferirci
vicino Sion. Siamo costretti ad emigrare dove il lavoro
è valorizzato, non tartassato...»
UN
MONDO NUOVO
-
L'imprenditrice parla con un grumo di dispiacere. «Non
avrei mai mollato ma devo pensare al futuro dei miei
figli, anche a livello scolastico...». Dopo due visite
nel Canton Vallese, la signora Costato fa parte di un
gruppetto di 6 padroncini che ha deciso di fare il salto
oltreconfine. «In modo consortile, per condividere la
sfida. Tra tasse dirette e indirette da noi se ne va il
68% dell'utile, come si fa? In Svizzera pagheremo solo
la tassa confederale dell'8,5% e, a regime, un'aliquota
tra il 12 e il 19%». Ma la cosa che fa più gola è che
«sono veloci nella burocrazia e nelle autorizzazioni».
Fausto Grosso, 42 anni di Roletto, vicino Pinerolo,
insieme a tre collaboratori fa lavorazioni metalliche di
precisione. Anche lui traslocherà nel Vallese. «Ne ho
già parlato con altri colleghi. Una decina è
interessata». La Svizzera non scherza con le lusinghe.
A
metà luglio Stefano Bessone della «Greater Geneve Berne
area» si è presentato a Busto Arsizio ad un'assemblea di
Piccoli ossessionati dall'invasione cinese facendo
volantinaggio pro confederazione: chi decide di
trasferire la produzione creando 10 posti di lavoro,
godrà di un'esenzione fiscale totale per 5 anni.
Creandone 20, la franchigia raddoppia. Insomma musica
per le orecchie di imprenditori vessati da una
imposizione che in Italia è formalmente al 31,4% (27,5%
Ires, 3,9 Irap) ma che sale oltre il 50% sommando tutti
gli oneri.
AFFITTI A PREZZI STRACCIATI
- Dopo la trasmissione televisiva «Presa diretta» di due
domeniche fa, che ha raccontato il sopralluogo estivo
nelle zone artigianali del Vallese con affitti per 2
franchi al metro quadro, il sito di "Imprese che
resistono", l'associazione che prova a lenire i morsi
della crisi facendo comunità, si è intasato di tremila
clic in poche ore e 200 contatti diretti.
Tutti a caccia di informazioni sul nuovo eldorado.
Meccanica, tessile, indotto automotive, alimentare... il
concentrato di una piccola manifattura sofferente che
cerca di ripartire ben oltre il materasso degli
ammortizzatori. «Le imprese piccole stanno morendo, e
quel che rimarrà è il deserto», si legge in alcuni post.
«La colpa è del totale disinteresse del governo. Altri
paesi, come la Svizzera, fanno politica industriale
lungimirante».
Il
progetto d'investimento Copernico, lanciato dal Ticino
dove il tax rate si ferma al 20% dell'utile e l'Iva è la
più bassa d'Europa, ha già attratto 100 aziende italiane
offrendo contributi a fondo perduto e incentivi per le
assunzioni. Non tanto a chi viene a fare trading
commerciale, ma ad aziende come la toscana Pramac, che a
Riazzino ha deciso di produrre pannelli fotovoltaici.
Così mentre la propaganda da tabloid accusa i nostri
frontalieri di essere topi dentro al gruviera,
sfruttatori avidi del paese degli orologi, le
istituzioni elvetiche si attrezzano per rubarci imprese
e competenze. Qualcuno le chiama già micro secessioni.
Per ora piccoli numeri ma che anticipano il mondo che
verrà dopo la crisi, quando la leva fiscale farà una
gran differenza nella competizione tra territori.
Come sempre se ne vanno prima le aziende, Riccardo Illy
lo aveva profetizzato: ma non per fattori di prezzo
(come nella Romania anni Novanta), alla ricerca di un
habitat che l'Italia è incapace di costruire. Secondo i
calcoli della Cgia di Mestre siamo il paese dove
l'incidenza delle corporate tax sul gettito totale è tra
i più elevati (17,4%). Lo stesso vale per l'aliquota
«implicita» (31,5%), che misura il peso della tassazione
in rapporto al valore aggiunto annuo che produce ogni
impresa.
LE
SIRENE DI LUBIANA E KLAGENFURT
- Le associazioni sono restie a dare i numeri della
fuga, ma si capisce che la talpa scava anzitutto nelle
terre del forzaleghismo, tra quel blocco sociale deluso
cementato proprio sul miraggio di una rivoluzione
fiscale e sul Godot della sburocratizzazione.
Paradossale, no? Questo vale a Nord Est, dove la
concorrenza dei paesi di corona, dalla Slovenia
all'Austria, è formidabile. Il governatore friulano
Renzo Tondo va dicendo da mesi che la vera emergenza del
territorio è la sirena fiscale di Lubiana e Klagenfurt.
Lo
sa bene l'Austrian Business agency che dal suo ufficio
di Padova non smette di ingolosire le imprese locali:
25% di imposta secca sulle società; convenzioni contro
le doppie imposizioni; rimborso veloce dell'Iva; quasi
tutti i costi deducibili; incentivi per investimenti
produttivi fino al 25% e per ricerca e sviluppo fino al
50% e prezzi dei terreni industriali tra 25 e 50 euro al
metro quadro. Un'incentivazione che a fine 2009 aveva
già attirato quasi mille aziende.
C'è la Danieli, sistemi per l'automazione, la Costan,
frigoriferi industriali, la Fbs, bagni prefabbricati, e
la Pcs, software per aziende ospedaliere. «Ma quelle che
censiamo sono solo una piccola parte», confermano
dall'Aba. Ad esempio la Durst Fototecnica a Lienz ha
appena investito 15 milioni in un nuovo centro di
Ricerca mentre altre 13 imprese, tra Information
Tecnology e meccatronica, sono arrivate negli ultimi
mesi, come la udinese Refrion (sistemi di
riscaldamento).
L'ENERGIA A BASSO COSTO -
Dall'ufficio Japti di Milano, l'azienda di promozione
slovena, Lara Cernetic e Rok Oppelt lavorano per portare
imprese italiane oltre Gorizia, offrendo un'imposta
societaria al 20%; detrazioni fiscali fino al 40% degli
investimenti in ricerca e sviluppo, una bolletta
energetica di 40 punti inferiore alla nostra e incentivi
a fondo perduto (14,5 milioni estesi al settembre 2011)
che coprono fino al 40% delle spese per le pmi.
Sono già arrivati in 600 tra cui la veronese Bonazzi con
la Julon (vedi articolo a fianco), la Carrera Optyl, la
Technical (stampaggio metalli), la friulana Fantoni e la
Silografika del brianzolo Ernesto Nocera, che produce
salviette per i vassoi dei ristoranti a Selo, mezz'ora
di auto da Trieste. «Oltre al regime fiscale - conferma
Nocera - in Slovenia gli addetti costano molto meno che
in Italia nonostante siano qualificati».Insomma non
siamo davanti a grandi imprese che diversificano, ma a
piccole e Pmi che allungano l'indotto spostandosi in
paesi più convenienti.
È
una emorragia, una "strafexpedition" alla rovescia
cent'anni dopo. Non più militare ma economica. In attesa
di un vero federalismo fiscale, l'Italia resta purtroppo
un pachiderma sul fisco d'impresa. Nei paesi competitor,
manovrando sul calcolo della base imponibile stanno già
incentivando in via differenziata investimenti e
insediamenti industriali. È lo spirito del nuovo
europeismo: il superamento della vecchia statualità
classica. Basta spostarsi 20 chilometri, per pagare
molte meno tasse... [18-10-2010]
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8
MILIARDI € CHE LO STATO NON VUOLE - LA PROCURA DELLA
CORTE DEI CONTI RIBADISCE LA CIFRA CHE LE CONCESSIONARIE
DI GIOCO D’AZZARDO DEVONO AL FISCO COME PENALI - IL
CALCOLO è BASATO SULLA CONVENZIONE APPROVATA DA ENTRAMBE
LE PARTI - L’ATLANTIS WORLD DI CORALLO, DA SOLA,
DOVREBBE SCUCIRE 31 MILIARDI - MA TREMONTI HA CHIESTO
ALL’EX RAGIONIERE DELLO STATO MONORCHIO DI FARE UNA
STIMA (STRACCIATA): 800 MLN - IL CONSIGLIO DI STATO HA
UNA SUA OPINIONE: 30 MLN - EPPURE SOLO NEI PRIMI SEI
MESI DEL 2010 LE CONCESSIONARIE HANNO INCASSATO 15
MILIARDI…
Marco Lillo e Ferruccio Sansa per "il
Fatto Quotidiano"
Ottantotto miliardi di euro o appena 30 milioni? Il
grande scandalo slot machine è arrivato al capitolo
finale: tra sessanta giorni sapremo quanto le società
concessionarie dovranno versare allo Stato. L'accusa
ieri ha ribadito la sua richiesta: quasi novanta
miliardi, la somma più alta mai pretesa dalla procura
contabile nella storia d'Italia.
Ma la Commissione incaricata dal ministero dell'Economia
ha indicato una somma cento volte più bassa. Insomma, i
tecnici designati dal governo hanno previsto un
mega-sconto per le concessionarie. E non basta: il
Consiglio di Stato ha suggerito criteri di calcolo per
poche decine di milioni, un tremillesimo della somma
chiesta dall'accusa.
Ieri si è svolta l'udienza conclusiva alla Corte dei
Conti. Con un primo colpo di scena: respinte le istanze
di rinvio e di annullamento presentate dalle
concessionarie. Quindi la parola è passata alla Procura.
Che non ha abbassato di una virgola la cifra stabilita
nel 2007: 88 miliardi. Una richiesta basata
sull'applicazione delle penali previste tra Stato e
concessionari nel 2004.
Insomma, semplicemente chiedendo che sia applicata la
convenzione, come si pretenderebbe da un cittadino
qualsiasi. I colossi dei giochi si troverebbero a pagare
somme che quasi risanerebbero i conti pubblici italiani:
31 miliardi e 390 milioni soltanto per il concessionario
Atlantis World. Un tesoro, ma bisogna tenere presente
che soltanto nei primi sei mesi del 2010 gli operatori
del settore hanno incassato 15 miliardi.
LE RICHIESTE MINIME
- La
procura però ha avanzato due ipotesi subordinate: la
prima prevede che la somma sia equivalente all'80%
dell'aggio percepito dai concessionari nel periodo da
settembre 2004 a gennaio 2007. Certo, sarebbe già un bel
taglio: si passerebbe a 2,7 miliardi. Il Pm specifica
nell'atto la somma pretesa da ogni concessionario: 845
milioni per Atlantis, il colosso delle slot. Ma se anche
questa richiesta non fosse accolta,il pm Marco Smiroldo
propone che i concessionari "siano condannati al
risarcimento del danno che il collegio stimerà equo".
E qui ecco spuntare un'altra stima e una storia passata
praticamente sotto silenzio: il ministero dell'Economia
negli anni scorsi ha dato incarico a una commissione di
indicare i criteri per il calcolo delle somme da pagare.
I tre esperti, guidati dall'ex ragioniere dello Stato
Andrea Monorchio, hanno proposto una "rimodulazione"
delle penali che porterebbe - secondo i Monopoli - a
circa 800 milioni di euro. E siamo già scesi a meno di
un centesimo dei famosi 88 miliardi (98 secondo le
primissime stime).
Basta? Nemmeno per sogno. Nella corsa al ribasso il
Consiglio di Stato ha indicato un criterio ancora più
favorevole: "Il limite massimo delle penali
irrevocabili... non dovrebbe essere comunque superiore
all'11% del valore medio del compenso per la gestione
telematica degli apparecchi da gioco spettante al
concessionario nello stesso anno, secondo i dati dei
cespiti della gestione riferita a quell'anno in possesso
dei Monopoli".
Sembra cinese per i non addetti ai lavori: significa che
nelle casse dello Stato andrebbero una trentina di
milioni. Un tre-millesimo di quello che ha calcolato la
Procura della Corte dei Conti.
UN "GIOVANE" TENACE
- Ma
il vero protagonista dell'udienza e di questo
procedimento interminabile è senza dubbio Marco
Smiroldo, il pubblico ministero. Chissà, forse quando
l'inchiesta è partita le società si erano rallegrate che
il fascicolo fosse finito sulla scrivania di questo
magistrato, uno dei più giovani della Procura della
Corte dei Conti. Un pm ragazzino - eravamo nel 2006 - di
appena trentacinque anni per affrontare società che
maneggiano miliardi di euro,che hanno agganci ai livelli
più elevati della politica.
E non solo. Quanto quell'impressione fosse sbagliata lo
hanno dimostrato gli eventi successivi. Smiroldo non è
certo un magistrato che ami i riflettori, ma è un uomo
di legge fino al midollo, che chiede soltanto
l'applicazione delle regole. Ha condotto l'inchiesta
fino alla fine, senza modificare la sua linea contro cui
si sono scatenati tanti poteri forti.
E ascoltare la sua requisitoria ieri ha riservato
ulteriori clamorose sorprese sullo scandalo: si scopre
così che lo Stato ha pagato per la pubblicità dei giochi
d'azzardo "legali" oltre 13,7 milioni tra il 2004 e il
2007. Una fortuna, a tutto vantaggio degli affari delle
concessionarie.
Smiroldo ha chiesto la restituzione della somma: "Il
mancato collegamento degli apparecchi ha impedito il
controllo telematico sul gioco, che soltanto se
controllato è lecito, quindi non poteva pubblicizzarsi
come lecito un gioco che in realtà non lo era: si è
pagata, pertanto, una sorta di pubblicità ingannevole".
Quindi, sostiene la Procura, agli altri danni deve
aggiungersi quello per la campagna pubblicitaria sul
cosiddetto ‘gioco lecito', pari a 13.773.360 euro".
L'ULTIMA BEFFA -
Non basta. C'è un ulteriore danno pubblico: si scopre
che la Sogei (Società Generale di Informatica, soggetto
controllato dallo Stato) ha speso inutilmente 26,9
milioni: "Ad aumentare la dimensione del danno erariale
- ha detto Smiroldo - contribuiscono anche le spese
sostenute per il servizio di gestione operativa del
sistema di controllo degli apparecchi messo a
disposizione da Sogei, ma rimasto sostanzialmente
inutilizzato almeno fino al gennaio 2007,per un danno
pari a circa euro 26.982.000". Adesso la parola spetta
al giudice. 14-10-2010]
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REVISIONE CONTI: UE CONTRO 'BIG FOUR'...
(ANSA) - Basta con l'oligopolio nel
settore della revisione dei conti. Cosi' Michel Barnier,
il commissario europeo ai servizi finanziari. Barnier
annuncia per il 2011 una proposta legislativa per
assicurare piu' concorrenza e indipendenza in un mercato
attualmente dominato dalle 'Big Four' (90% dei ricavi):
Deloitte&Touche, Ernst&Young, PricewaterhouseCoopers e
Kpmg. Barnier non nasconde i rischi insiti nella
situazione attuale, in cui le 4 societa' sono diventate
'too big to fail'.
20.10.10 |
L’ULTIMA SIGARETTA - A LECCE CHIUDE LA MANIFATTURA
TABACCHI: 500 famiglie del Salento sul lastrico - strano
Perché il fumo rende e rende tantissimo. Nel 2009 139
milioni di utili su 618 milioni di fatturato. Una
redditività da record: 22 euro di profitti ogni 100 di
ricavi - Uscito di scena Baldassarre, inciampato in un
paio di inchieste giudiziarie tra cui quella per
aggiotaggio sulla privatizzazione Alitalia, il board
dell’azienda inglese può contare su Aurelio Regina, il
rampantissimo presidente degli Industriali romani....
Vittorio Malagutti per "Il
Fatto Quotidiano"
BAT
Il
fumo, si sa, nuoce gravemente alla salute. Di questi
tempi però 500 famiglie del Salento hanno disperatamente
bisogno di sigarette. Ne va del loro futuro, della loro
vita. Da quando, un paio di settimane fa, la British
American Tobacco, filiale dell'omonima multinazionale
del tabacco, ha annunciato la chiusura del suo
stabilimento di Lecce, il destino dei dipendenti è
appeso a un filo.
Quello di un progetto di riconversione industriale che
la stessa Bat si è impegnata a sostenere. Solo parole.
Promesse. Ma intanto "Lecce chiude", confermano i
portavoce della società inglese, un colosso attivo in
tutto il mondo con ricavi globali per oltre 16 miliardi
di euro. I giochi sono fatti. La sentenza scritta.
L'impianto si ferma forse già entro fine anno.
GAETANO
QUAGLIARIELLO
Protestano i sindacati. L'arcivescovo Domenico
D'Ambrosio chiede all'azienda di ripensarci. Scende in
piazza anche il sindaco di centrodestra Paolo Perrone,
alla guida di un'amministrazione, quella di Lecce,
sull'orlo della bancarotta. Niente. Lo stabilimento
salentino costa troppo. E allora bisogna "rivedere
l'assetto produttivo del gruppo", spiegano i documenti
aziendali.
Certo fa impressione confrontare queste dichiarazioni
con i dati di bilancio della Bat Italia. Perché il fumo
rende e rende tantissimo. Nel 2009 la filiale nostrana
della British American Tobacco ha realizzato la bellezza
di 139 milioni di utili su 618 milioni di fatturato. Una
redditività da record: 22 euro di profitti ogni 100 di
ricavi. Sono i risultati migliori da molti anni a questa
parte. Risultati che hanno garantito 120 milioni di
dividendi alla casa madre di Londra.
Aurelio
Regina
IL
SALOTTO BUONO TABAGISTA - Eppure a Lecce si chiude. Lo
ha deciso il consiglio di amministrazione presieduto da
Francesco Valli, un manager lobbista con la passione
della politica. Valli tra l'altro presiede la Fondazione
Magna Charta, il gruppo di ultras conservatori, nonché
liberali e liberisti, fondato dal senatore pidiellino
Gaetano Quagliariello. Una sorpresa? Mica tanto. La Bat
italiana è da sempre molto attenta agli equilibri
romani.
Fino a marzo tra gli amministratori si dava da fare
anche l'ex presidente della Corte costituzionale,il
berlusconiano Antonio Baldasarre, di recente inciampato
in un paio di inchieste giudiziarie tra cui quella per
aggiotaggio sulla privatizzazione Alitalia. Uscito di
scena Baldassarre, il board dell'azienda inglese può
comunque contare sulla collaborazione di Pierluigi
Celli, l'ex direttore generale della Rai ora a capo
dell'università confindustriale Luiss, e di Aurelio
Regina, il rampantissimo presidente degli Industriali
romani.
QUESTIONE DI PREZZO (POLITICO) - Nomi noti, personaggi
influenti e soprattutto trasversali, ben piazzati a
destra come nel centrosinistra. Gente così non serve
soltanto a dare lustro al consiglio. Il fatto è che il
business del tabacco non ha esattamente un'immagine
smagliante, bersagliato com'è dalle campagne salutiste
dei governi. Senza contare che il prezzo delle
sigarette, per il 75 per cento assorbito dalle tasse,
viene regolato dallo Stato. Ecco perché un aiutino a
Roma fa sempre comodo.
ANTONIO
BALDASSARE
Certo, c'è il contesto globale da considerare. I
fumatori aumentano solo nei paesi in via di sviluppo. E
allora è lì che si concentrano gli investimenti. Nel
2000 Bat controllava 83 stabilimenti nel mondo. Adesso
sono 50 e dal 2008 hanno chiuso i battenti impianti in
Danimarca, Lettonia e Turchia. Il mercato si restringe
anche in Italia. L'anno scorso il consumo di sigarette è
calato del 3 per cento. E i marchi del gruppo inglese
hanno perso proporzionalmente ancora di più: meno 6,2
per cento.
E
allora per continuare a guadagnare, anzi, per guadagnare
di più, bisogna tagliare, ripensare la logistica,
gestire il business di ogni Paese in un'ottica sempre
più globale. Risultato: Lecce non serve più. In futuro
nel nostro Paese verranno vendute soltanto sigarette
prodotte altrove, di preferenza nell'Europa orientale. E
così l'ultima fabbrica italiana della Bat, quella da cui
escono i pacchetti con il marchio Ms, si avvia alla
rottamazione. Strano. Perché solo l'anno scorso il
gruppo britannico ha investito oltre 10 milioni di euro
per rinnovare i macchinari dello stabilimento salentino.
Luca
di Montezemolo
LA
STRANA STRATEGIA DEI TAGLI - Investire per poi tagliare?
Una strategia a dir poco singolare. Ed è recentissimo
anche l'ultimo accordo con i sindacati per gestire 75
tagli a livello nazionale: porta la data del 14 luglio
2009, con tanto di piano industriale valido dal 2009 al
2011 dove si confermava la centralità della fabbrica
pugliese.
Giancarlo
Elia Valori
Adesso però la Bat ha scoperto che Lecce non serve più.
Londra dispone. Roma esegue. E' questo l'epilogo
paradossale, (peggio, tragico) di una storica
privatizzazione, quella dell'Ente tabacchi italiani
(Eti), l'ex Monopolio di Stato per i tabacchi. Nel
dicembre 2003 l'operazione fu annunciata tra squilli di
tromba e rulli di tamburi dal governo Berlusconi in
carica a quel tempo. Un carrozzone di Stato vecchio e
malandato passava alla Bat per il prezzo record di 2,35
miliardi di euro.
Per gli inglesi ne valeva la pena. L'acquisizione
serviva a spiazzare storici concorrenti della Philip
Morris, saldamente insediati nella Penisola grazie a un
contratto di produzione con l'Eti. Ebbene, una volta
messe le mani sugli ex monopoli italiani, il gruppo
britannico non ha fatto altro che vendere, tagliare,
chiudere. Il sigaro toscano è andato alla famiglia
bolognese Maccaferri, in cordata con Luca di Montezemolo
e Aurelio Regina, lo stesso che siede nel consiglio
della Bat italiana.
Francesco
Valli
Una holding presieduta dal potente Giancarlo Elia Valori
si è invece comprata lo stabilimento di Chiaravalle,
nelle Marche. Nel 2008 si è fermato per sempre
l'impianto di Rovereto, in Trentino. Quello di Bologna
(sette capannoni, 100 mila metri quadrati), dopo lo stop
alla produzione è stato ceduto alla regione Emilia
Romagna che progetta di costruire un polo tecnologico e
di ricerca. Nel giro di quattro anni i dipendenti del
gruppo si sono quasi dimezzati. Erano quasi 1.300 nel
2006, adesso sono circa 700. Puntiamo tutto su Lecce,
garantiva Valli. E invece no. Chiusura in vista. Così in
Italia della grande privatizzazione del 2003 non
resteranno più neppure le briciole.
[04-10-2010]
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- L´INDUSTRIA PREMIA LE TUTE BLU TEDESCHE CON GLI
AUMENTI...
Andrea Tarquini per "la Repubblica" -
In Italia no, ma da qualche altra parte in Europa la
classe operaia va ancora un po´ in paradiso. Nel
settore-chiave della siderurgia, in Germania, il potente
sindacato metalmeccanico IgMetall ha strappato aumenti
salariali del 3,6% e il versamento di una "una tantum"
di 150 euro. Non è tutto: la IgMetall ha convinto la
controparte imprenditoriale ad accettare il principio
che anche i lavoratori assunti con contratti a termine,
o tramite la mediazione di agenzie per trovare impieghi,
abbiano pari retribuzione e pari scatti e aumenti
rispetto ai dipendenti doc.
La
notizia è venuta, forse non a caso, proprio nel giorno
in cui la Germania annunciava un nuovo calo della
disoccupazione: è scesa al 7,5%, cioè al minimo storico
dal 1992, praticamente l´indomani della riunificazione.
Gli imprenditori sono stati volentieri al gioco: aumenti
salariali in cambio della continuità della garanzia di
pace sociale e più produttività sembrano loro un ottimo
investimento. Continuano dunque a scommettere sulla
cogestione e sulla concertazione, armi segrete del
sistema-paese Germania su cui per anni i neoliberal e i
neocon hanno sputato. Salvo dover confrontare oggi il
nuovo miracolo tedesco con catastrofi altrui. Solo a
Roma qualche politico dice ancora che stiamo meglio noi
della Germania.
01-10-2010]
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12. TRADER ALL'ATTACCO DEL FONDO AMARANTH...
M.Val. per "Il
Sole 24 Ore"
- Trader contro trader. È accaduto nel caso di Amaranth,
grande fondo hedge la cui crisi nel 2006 ha anticipato
la bufera finanziaria. Un giudice di New York ha dato
via libera a un'azione legale collettiva, una class
action, portata dagli operatori del mercato future.
L'accusa è di aver manipolato il mercato delle
commodities, in particolare dei prezzi dei contratti del
gas naturale tra febbraio e settembre del 2006. E oltre
mille trader potrebbero aderire alla causa contro l'hedge
e il suo fondatore, Nicholas Maounis.
Amaranth, che vantava nove miliardi di asset in
gestione, chiuse i battenti dopo aggressive e sbagliate
scommesse sul gas che causarono perdite per 6,5
miliardi. Quest'anno l'ex stella del fondo, Brian Hunter
che aveva fatto fortuna puntando su rincari dopo
l'uragano Katrina, è già stato accusato di manipolazione
dal Ferc, l'autorità federale di supervisione
dell'energia.
13. ANCHE CARMIGNAC ABBANDONA IL DOLLARO...
G. Ur. per "Il
Sole 24 Ore" -
Negli ultimi mesi il biglietto verde ha voltato le
spalle a Edouard Carmignac, fondatore di una blasonata
boutique finanziaria che gestisce 48,7 miliardi di euro.
Circa la metà dei quali (21,8 miliardi) amministrati sul
gettonatissimo fondo Carmignac Patrimoine A. Un successo
ottenuto sulla scia delle ottime performance esibite dal
fondo (7,3% annuo nell'ultima decade) che da giugno
scorso ha però subito una battuta di arresto (-2,7%), in
concomitanza dell'indebolimento del dollaro Usa rispetto
all'euro.
Il
gestore di Place Vendome nell'ultimo anno non ha mai
tenuto nascosta l'esposizione del fondo bilanciato
Patrimoine sul dollaro. Una posizione rialzista sulla
valuta americana, alleggerita solo nelle ultime
settimane, ma che è stata completamente smontata da
Carmignac due giorni fa. Anche gli irriducibili
sostenitori del biglietto verde perdono la pazienza.
14. GLI SCI ROSSIGNOL TORNANO IN FRANCIA...
Le. M. per "Il
Sole 24 Ore" -
La «relocalisation» in Francia va di moda. Sì, il
ritorno in patria della produzione del «made in France».
L'ultimo annuncio riguarda i gloriosi sci Rossignol. Già
all'inizio dell'anno la società aveva riportato una
parte della fabbricazione dei suoi attacchi dalla
Polonia sul suolo francese. Ora si tratta degli sci
junior: 60mila, finora prodotti da un subfornitore a
Taiwan, usciranno dalla catena di montaggio dello
stabilimento di Sallanches, nell'alta Savoia.
Tutti contenti: governo, sindacati, azienda (che due
anni fa, quando venne rilevata dal consorzio Chartreuse
& Montblanc, si trovava sull'orlo della bancarotta). E'
soprattutto una maggiore automazione a permettere il
«rimpatrio». Che, fra attacchi e sci junior, si è
tradotto nel ripristino di trenta miseri posti di
lavoro.
15. INCENERITORE IN GARANZIA...
Luca Pagni per "la
Repubblica" -
A dicembre 2009 il commissario straordinario per
l´emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso
paragonò il funzionamento del termovalorizzatore di
Acerra «a un orologio svizzero». Dieci mesi dopo, due
delle tre linee dell´impianto sono ferme e una funziona
a singhiozzo; e delle 600mila tonnellate di spazzatura
che doveva smaltire in un anno più di 200mila finiscono
in discarica. Un bel guaio per A2a, l´utility lombarda
che ha preso in gestione Acerra da Impregilo (che l´ha
costruito) e che sperava di farci dei soldi estraendo
energia dai rifiuti. Invece A2a sta incontrando notevoli
problemi visto che si sono verificati episodi anticipati
di corrosione. Unica consolazione: nel contratto con
Impregilo A2a ha ottenuto una garanzia di 24 mesi. Come
quando ti compri un´auto usata, ma non ti fidi
abbastanza. [30-09-2010]
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LIN-GOTTI TEDESCHI, FRANCESCO MICHELI, CARDIA: ITALIA,
PANERAI TUTTO, PANERAI CARO! - "LAMPI NEL BUIO", TUONI
SULL’EURO: MALEDETTO FU IL MODO DI INGRESSO NELL’EURO
CHE HA IMPOSTO L’ABBATTIMENTO DEGLI INTERESSI SUI TITOLI
DI STATO, COLPENDO LE FAMIGLIE E DETERMINANDO COSÌ IL
CROLLO DEI CONSUMI. E QUESTO MENTRE PRODI E IL suo
MINISTRO DEL TESORO CARLO AZEGLIO CIAMPI CONOSCEVANO I
REPORT DEGLI AMBASCIATORI, DOVE VENIVA EVIDENZIATO CHE
GLI INDUSTRIALI FRANCESI E TEDESCHI NON AVREBBERO MAI (E
SOTTOLINEO MAI) CONSENTITO DI TENERE FUORI L’ITALIA
DALL’EURO, PER IL TERRORE DELLA SVALUTAZIONE
Pierre de Nolac per Italia Oggi
Il
mercato è stato il protagonista assoluto della
presentazione del libro «Lampi nel buio» di Paolo
Panerai, presso la romana Residence di Ripetta. Per
Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior, che non ha
voluto parlare dell'inchiesta della procura della
repubblica di Roma riguardante il riciclaggio
internazionale, l'Italia sconta tre peccati originali:
quarant'anni di statalismo inefficiente, con sovracosti
e minusricavi politici, le privatizzazioni che potevano
essere realizzate meglio e non hanno rafforzato le
imprese, il modello di ingresso nell'euro che ha imposto
l'abbattimento degli interessi sui titoli di stato,
colpendo le famiglie e determinando così il crollo dei
consumi.
E
questo mentre il premier Romano Prodi e il ministro del
tesoro Carlo Azeglio Ciampi conoscevano i report degli
ambasciatori, come ha sottolineato Panerai, dove veniva
evidenziato che gli industriali francesi e tedeschi non
avrebbero MAI consentito di tenere fuori l'Italia
dall'euro, per il terrore della svalutazione. Di
economia Gotti Tedeschi ne parlerà, in futuro, in un
libro-intervista di Panerai, come ha promesso ieri.
Per Lamberto Cardia, numero uno di Ferrovie e già
presidente Consob (che l'autore ha presentato come colui
che «ha contribuito in maniera decisiva a regolamentare
il mercato»), il libro poteva chiamarsi «Lampi di
conoscenza», perché «molto di quello che è stato scritto
ha aggiunto conoscenza», grazie alla «acuta capacità di
indagine» dell'autore, perché «le vicende narrate hanno
tutte la verità alla base»: senza dimenticare di
elogiare una figura esemplare, per il mercato italiano,
come il «galantuomo Luigi Guatri», e offrire un ritratto
personale di Guido Carli (visto da Cardia quando era
capo di gabinetto di Amintore Fanfani), simile a «un
sacerdote egizio che aveva la conoscenza delle cose» ma
con un «distacco naturale», un uomo «veramente difficile
da avvicinare».
Per Francesco Micheli (che per Panerai «è il mercato
finanziario») il libro è scritto «anche per un pubblico
meno preparato», e l'Italia è «un sistema per il quale
lungo i rami tutto è condizionato», dove si registra un
«impoverimento delle presenze» del privato, che si è
«assottigliato», piangendo la fine di un'epoca, in un
mondo che «non offre più spunti»: una posizione,
quest'ultima, che ha provocato l'immediata replica di
Panerai, per il quale «i fatti devono prevalere in
assoluto», citando come esempio positivo Sergio
Marchionne, simbolo di un nuovo ciclo. 29-09-2010]
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COSÌ MERKEL E SARKOZY HANNO SALVATO L’EURO (PER ORA) -
IL RACCONTO DEL WALL STREET JOURNAL SULLA NOTTE DEL 9
MAGGIO 2010 IN CUI, DOPO LA GRECIA, STAVANO PER SALTARE
IL PORTOGALLO, L’EURO E LE ECONOMIE DI TUTTA L’EUROPA -
MA 4 MESI DOPO LE CAUSE DELLA CRISI SONO SEMPRE QUI:
MANCA UN’AUTORITà CENTRALE, IRLANDA E PORTOGALLO SONO
ALLA CANNA DEL GAS, LE BANCHE DIPENDONO DA PRESTITI
TEMPORANEI E CONTINUA L’ACQUISTO DEI TITOLI DI STATO DA
PARTE DELLA BCE
Marcus Walker, Charles Forelle e Brian Blackstone per
The Wall Street Journal Europe- Milano Finanza
Mentre il 6 maggio scorso i leader della Bce si
incontrano a Lisbona, Eurolandia corre il pericolo di
andare in frantumi. Due settimane prima, dalla remota
isola di Kastelorizo il primo ministro greco George
Papandreou è apparso sulla televisione nazionale
chiedendo pubblicamente aiuto all'Europa.
Dopo lunghi dibattiti, i leader europei e il Fondo
monetario internazionale accordano un prestito di 110
miliardi di euro in tre anni. Ma è troppo tardi perché
questa somma possa frenare la rovina del mercato
finanziario. Tra gli investitori del Mediterraneo si
diffonde il panico, contagiando le banche e i titoli di
Stato spagnoli e portoghesi. I timori di un default
spingono i rendimenti obbligazionari greci oltre il 10%,
un tasso disastroso che renderebbe praticamente
impossibile per Atene risanare le proprie finanze.
Trichet è restio a intervenire. Durante la giornata,
dopo l'incontro mensile sulle politiche della Bce, alla
domanda dei giornalisti che chiedono se la banca
interverrà per acquistare titoli di Stato greci, taglia
corto e risponde: «Non abbiamo parlato di questa
possibilità». Ciò che il mondo non sa è che invece ne
hanno discusso dopo cena.
Con i mercati in bilico, Trichet organizza nei locali
piastrellati delle cantine del palazzo Bacalhoa, a sud
di Lisbona, un incontro informale del consiglio
direttivo della Bce.
Tra le bottiglie del rosso bordolese della tenuta, si
discute per circa 45 minuti la possibilità di acquistare
obbligazioni. L'argomento divide i banchieri. Per i
funzionari tedeschi, l'acquisto di obbligazioni è
paragonabile a «stampare moneta», con il rischio di
alimentare l'inflazione. Il provvedimento è così
controverso che gli osservatori della Bce lo definiscono
l'«opzione nucleare».
Malgrado le riserve dei tedeschi, nella cantina una
netta maggioranza è disposta ad andare avanti. Ma per
mantenere un'immagine di indipendenza, la decisione
formale viene rimandata al momento in cui i governi
dell'Eurozona avranno adottato misure di bilancio di una
certa severità. Il giorno successivo, il crollo del Dow
Jones e le vendite massicce in Europa fanno temere ai
banchieri centrali che i commenti di Trichet abbiano
alimentato il panico generale (non sanno ancora che la
colpa è in parte di alcuni guasti tecnici alla borsa di
New York).
I
membri del consiglio, decisi a giocare le proprie carte
con la massima discrezione, non rendono dichiarazioni
pubbliche dopo l'incontro nelle cantine. Il giorno dopo,
venerdì, i leader dell'Eurozona devono vedersi a
Bruxelles per approvare il pacchetto di salvataggio
greco. Gli eventi li colgono di sorpresa: i prestiti tra
le banche europee sono bloccati, mentre gli investitori
si liberano in tutta fretta delle obbligazioni dei paesi
europei più deboli.
Il
presidente francese Nicolas Sarkozy, arrivato in
anticipo al vertice di Bruxelles, tiene una serie di
incontri individuali con i leader di altri Paesi
dell'Eurozona e tenta di raccogliere consensi per il
proprio piano che prevede, con l'espandersi della crisi
oltre i confini della Grecia, l'annuncio (che i leader
dovranno dare quel giorno stesso) dell'istituzione di un
massiccio fondo di salvataggio, abbastanza imponente da
salvare tutti i paesi della zona da possibili default.
Il
piano Sarkozy non è dettagliatissimo, ma la forza della
sua oratoria (e il suo entourage di fotografi e
cameraman) travolge gran parte dei suoi colleghi.
Dopodiché entra nella sala riunioni in cui lo attende la
cancelliera tedesca Angela Merkel. Sarkozy la sollecita
a prendere una decisione, dichiarando: «È il momento
della verità». La Merkel riconosce la necessità di
agire, ma sa che in Germania dovrà affrontare una dura
battaglia per giustificare l'invio di finanziamenti
pubblici sempre più sostanziosi per soccorrere i Paesi
della Zona euro in difficoltà e chiede a Sarkozy i
particolari del piano di salvataggio ma, ricevendo
soltanto risposte vaghe, rifiuta di dare il proprio
appoggio.
Al
vertice di Bruxelles arriva anche Trichet, che avverte:
la crisi sta per fare una nuova vittima, il Portogallo,
e i governi devono agire, immediatamente. L'appello che
Trichet lancia con l'abituale imperturbabilità genera
uno scontro con il suo volubile connazionale Sarkozy. Il
presidente francese sollecita ripetutamente il capo
della Bce a impegnarsi per un intervento più incisivo
sui mercati obbligazionari. Trichet, deciso a non
scoprire le carte, risponde che la Bce non prende
ordini. Durante la discussione, i testimoni raccontano
che il banchiere centrale, solitamente pacato, alza la
voce con Sarkozy.
La
Merkel lo calma, dicendo acutamente a Sarkozy che la
Germania appoggia l'indipendenza della Bce. Di fronte al
pericolo di un nuovo stallo franco-tedesco, il
presidente dell'Ue, Herman Van Rompuy, riesce, a tarda
ora, a mediare un compromesso: i leader annunceranno
l'imminenza di un ampio «fondo di stabilizzazione»
europeo che i ministri delle Finanze rimpolperanno
durante il fine settimana. Sabato sera sarà dato un
annuncio completo che sorprenderà i mercati finanziari.
Il pomeriggio del giorno successivo, Merkel e Sarkozy
parlano per telefono. Il francese si aspetta un'azione
di temporeggiamento da parte della Germania.
Ma
la Merkel lo stupisce con una proposta: un fondo di
salvataggio per la Zona euro del valore di 500 miliardi
di dollari. Se la Germania deve appoggiare questo fondo,
dovrà trattarsi di un'esplosione che convincerà i
mercati, gli spiega. La cancelliera, però, si dice
impensierita per l'eventuale incoraggiamento degli
sperperi che potrebbe conseguire e teme che la corte
suprema tedesca possa bocciare il fondo. Propone quindi
delle condizioni severe: i crediti per il salvataggio
dovranno essere approvati all'unanimità dai governi
della zona euro e dovrà intervenire il Fmi.
Il
fondo dovrebbe essere temporaneo e non devono essere
emessi eurobond. Ma Sarkozy e la Commissione Europea
avevano altre idee. Alle 14,45 del giorno successivo,
domenica 9 maggio, i 27 commissari approvano una bozza
di accordo. I punti principali sono: un voto di
maggioranza per i membri dell'Eurozona sarebbe stato
sufficiente per rendere disponibile il denaro, la
commissione avrebbe raccolto tutti i fondi attraverso la
vendita di eurobond e il piano di salvataggio avrebbe
avuto una durata a tempo indeterminato. Non è previsto
un ruolo per il Fmi.
Al
suo arrivo a Bruxelles, il ministro delle Finanze
tedesco Wolfgang Schäuble, costretto sulla sedia a
rotelle da quando fu colpito dai proiettili di un
attentatore vent'anni fa, si sente male. Un'ambulanza lo
conduce all'ospedale più vicino. A Berlino, la Merkel si
rivolge allora al membro di governo che reputava più
tenace per imporre le richieste della Germania: il
ministro dell'Interno, Thomas de Maizière, in precedenza
capo dello staff del cancelliere, che sta facendo
un'escursione in una zona remota della campagna tedesca.
Un
mezzo di trasporto militare di emergenza lo conduce a
Bruxelles. De Maizière arriva a Bruxelles alle 20,30,
lasciando a disposizione solo alcune ore per raggiungere
un accordo prima dell'apertura dei mercati asiatici, ed
espone la linea dura della Germania. Spagna e
Portogallo, i cui mercati si avvicinavano sempre di più
alla situazione della Grecia, avrebbero dovuto adottare
nuove misure di austerità.
De
Maizière afferma che la Corte suprema tedesca avrebbe
annullato qualsiasi accordo che avrebbe aumentato il
debito attraverso l'emissione di eurobond. Ma alcuni
Paesi sono contrari ai prestiti bilaterali. L'Italia,
con il suo enorme debito pubblico, afferma che avrebbe
lottato per prendere in prestito denaro sufficiente dai
mercati obbligazionari. I ministri si siedono al tavolo
ovale, i loro assistenti si accomodano nelle file di
banchi dietro i ministri. I BlackBerry e i telefoni
cellulari si spensero. Jean-Claude Juncker, il premier
del Lussemburgo, accende una sigaretta dietro l'altra,
nonostante il divieto di fumare all'interno degli
edifici dell'Unione Europea.
Quando mancano dieci minuti alla mezzanotte, con le
negoziazioni in via di apertura a Sydney, il ministro
dell'economia francese Christine Lagarde comunica che il
meeting avrebbe dovuto prolungarsi fino alle due di
notte, in corrispondenza dell'apertura dei mercati di
Tokyo. Con un dirigente olandese a fare da intermediario
tra gli irascibili francesi e i tedeschi, i ministri
raggiungono infine un accordo. I primi 60 milioni di
euro del fondo di salvataggio sarebbero arrivati da un
prestito della Commissione. Ma la maggior parte sarebbe
arrivata da un ente creato appositamente, registrato
come società finanziaria in Lussemburgo e della durata
di tre anni.
Tale ente avrebbe prestato denaro ai governi colpiti
dalla crisi, aumentando i fondi e vendendo obbligazioni
il cui ammortamento sarebbe stato garantito, quota per
quota, dai governi dell'Eurozona. Questa formula ha
risparmiato all'Italia e ad altri Paesi la necessità di
raccogliere loro stessi i fondi. Per risparmiare tempo
prima dell'apertura dei mercati di Tokyo, tutte le parti
accettano una nuova bozza di dichiarazione. «Alleluia»,
esclama la Lagarde. Ma l'esultanza ha vita breve.
L'accordo ha permesso alla Bce di andare avanti con il
suo piano di acquisto di obbligazioni e il pacchetto di
salvataggio Ue ha contribuito a calmare il panico.
Ma
quattro mesi più tardi le cause alla radice della crisi
greca rimangono: non vi è alcuna autorità centrale per
il coordinamento nazionale delle politiche fiscali e di
spesa. Il mese scorso i mercati finanziari hanno
spostato la loro attenzione su Irlanda e Portogallo.
Rimangono dubbi in merito alla solvibilità delle banche
delle aree in crisi dell'Europa, lasciandole in balia
della generosità di Trichet e dei suoi prestiti
temporanei, introdotti dalla Bce dopo il primo attacco
della crisi. Nonostante le rassicurazioni di Trichet, il
programma di acquisto dei titoli di Stato non solo
continua ma nelle ultime settimane è addirittura
aumentato e all'orizzonte non se ne vede la fine.
[29-09-2010]
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MARRA SU SETTE, ADNKRONOS PRESTO SUL SATELLITE CON UN
SUO CANALE...
(Adnkronos) -
Il giornalismo di oggi e' 'ammuffito e in crisi', ma con
Internet e le nuove tecnologie potrebbe vivere 'una
nuova stagione d'oro'. E' quanto afferma il direttore
dell'Adnkronos Giuseppe Marra a Sette, il magazine del
Corriere della Sera in edicola da giovedi' 30 settembre.
Marra annuncia anche che a breve Adnkronos sbarchera'
sul satellite con un suo canale.
'Le tecnologie corrono, mentre i giornalisti camminano.
Lentamente. I lettori sono attivi, commentano,
correggono, intervengono. Un qualunque cittadino/blogger
con una telecamera puo' fornire piu' informazioni di un
inviato', dice Marra sul mondo dell'informazione di oggi
e aggiunge, La soluzione? 'I giornalisti si dovrebbero
adeguare. Armarsi di telecamera e cominciare a produrre
contenuti nuovi. Invece si rifiutano. Pensano di essere
'arrivati', si sentono grandi firme e hanno perso il
gusto di sporcarsi le mani'.
10. RISANAMENTO: BIZZI CHIAMA HONUA E GRUPPO USA VECTOR
PER AREA FALCK...
Radiocor
-
L'imprenditore Davide Bizzi sta chiudendo la cordata che
dovra' rilevare le aree Falck di Sesto San Giovanni da
Risanamento per 405 milioni. Nella holding che stara' a
capo della nuova catena di controllo dei terreni,
secondo quanto risulta a Radiocor, ci sara' Davide Bizzi
che controlla il 90% della societa' Sesto Immobiliare
Holding dopo aver ceduto ai coreani di Honua il 10%.
L'assetto, tuttavia, non e' ancora definitivo e si
attende l'ingresso degli americani di New Valley (parte
del gruppo Vector quotato a New York e attivo
nell'industria del tabacco) che stanno ancora trattando
per entrare nell'operazione con un 10% che rileverebbero
da Bizzi.
La
holding, a sua volta, controlla l'80% della Sesto
Immobiliare Spa, la societa' che rilevera'
effettivamente l'area Falck. Fra i soci della Spa,
attualmente ci sono Les Copains Holding di Mario
Bandiera e la cooperativa di costruzioni Ccc, entrambi
con un 5% destinato a crescere; l'ultimo 10%, infine, e'
nelle mani di di Bi&Di Real Estate di Davide Bizzi e
Paolo Dini. Le banche, diversamente dalle indiscrezioni
circolate nei mesi scorsi, non entreranno direttamente
nella societa', ma forniranno 40 milioni di euro
attraverso strumenti partecipativi che rappresentano
circa il 30% dei mezzi propri. Le trattative fra Bizzi e
Risanamento per le aree Falck stanno andando avanti
anche in questi giorni. Dopo la firma del preliminare a
fine luglio, l'obiettivo resta di chiudere entro il 30
settembre o al massimo nei giorni immediatamente
successivi. 28-09-2010]
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10. CREMONINI-JBS ALL'ULTIMA BISTECCA...
S. Fi. per "Il
Sole 24 Ore"
-Ormai è scontro violento e logorante tra Cremonini e i
brasiliani di Jbs, soci coltelli nella joint-venture
Inalca-Jbs. La guerra della carne sull'asse
Modena-Brasile è una telenovela che si trascina da mesi
senza soluzione. E dopo accuse, attacchi e denunce, ci
mancava solo il risvolto penale. È arrivato ieri: Jbs ha
reso noto che sarebbero emersi dubbi sulla tracciabilità
sulla carne bovina e che il presidente di Inalca-Jbs (ma
nel frattempo fatto decadere dal cda), uomo in quota ai
brasiliani stessi, ha presentato una denuncia penale
presso la Procura della Repubblica di Modena.
Cremonini ha contro-accusato il socio di continuare a
gettare discredito sull'azienda. Oggi intanto ci sarà
l'assemblea (prevista per la settimana scorsa, ma
slittata in seconda convocazione), e il clima è a dir
poco velenoso. C'è da reintegrare il cda dopo la
defenestrazione dei rappresentanti Jbs (una delle tante
puntate della battaglia societaria in corso). Ma c'è chi
dice che, forse ma è la speranza di tutti, si scriverà
l'ultimo capitolo che metterà fine alla "Guerra dei
Roses" in salsa emiliana.
11. IL SINDACO DI SHANGHAI E LA FAME DI BISCOTTI...
L. Mais. per "Il
Sole 24 Ore" -Al
sindaco di Shanghai fanno gola i biscotti inglesi. Il
conglomerato Bright Food posseduto in parte dalla
municipalità della metropoli cinese è in avanzate
trattative con Balckstone e i francesi di Pai per
comprarsi United Biscuits, gloria dolce-salata
britannica. Producono merendine e patatine con discreto
successo visto che il prezzo è di 2,5 miliardi di
sterline. Una cifra che significa un ebitda del 9,8 per
cento.
Profitti a parte, l'operazione ha una logica industriale
per le ambizioni di crescita di Bright food che vuole
moltiplicare il proprio fatturato aumentandolo di 1,5
miliardi di dollari all'anno nei prossimi tre anni.
United Biscuit è preda utile in questa logica e
relativamente facile: è in vendita da tempo dopo essere
stata acquistata nel 2006 per 1,6 miliardi di sterline e
gli inglesi non potranno fare obiezioni patriottiche
essendo già in mani straniere. Ma resta un boccone
pesante anche per il vorace sindaco di Shanghai.
12. PIAGGIO SPICCA IL VOLO CON BIAGGI E L'APRILIA...
G. Ve. per "Il
Sole 24 Ore"
-Due giorni di rally per Piaggio, in pista come sul
parterre di Borsa. Dopo la vittoria del mondiale
Superbike, il primo per Aprilia, marchio controllato dal
gruppo di Pontedera, ieri le azioni a Piazza Affari
hanno messo a segno un balzo di oltre il 3 per cento per
chiudere a quota 2,3725 euro. Certo la vittoria del
pilota romano Max Biaggi ha poco a che fare con un
rialzo in Borsa dettato soprattutto dagli incentivi
governativi alle due ruote, ma regala comunque un'altra
soddisfazione a Roberto Colaninno.
«Abbiamo conquistato questo titolo su una pista
italiana, con un pilota italiano su una moto italiana,
sponsorizzata da un marchio come Alitalia che porta
l'Italia nel mondo» ha detto domenica il presidente di
Piaggio e Alitalia. Con la speranza che la vittoria
dell'Aprilia Alitalia Racing Team sia propizia non solo
sui circuiti ma anche sulle piste di atterraggio.
28-09-2010]
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MAGNATE SCOOTER SEGWAY MUORE IN INCIDENTE SU
MOTORINO...
(Ansa)
-
Un imprenditore bitannico che pochi mesi fa aveva
acquistato la ditta che produce gli scooter Segway é
morto in un incidente a bordo proprio di un Segway. Jimi
Heselden, 62 anni, è stato trovato cadavere in un fiume
nei pressi di Wetherby, nel West Yorkshire. La polizia
pensa che sia finito per errore in un burrone. Il suo
Segway è stato trovato vicino al corpo. Heselden, ex
minatore, aveva fatto fortuna quando la sua ditta, la
Hesco Bastion di Leeds, aveva inventato un sistema di
protezione alternativo ai sacchetti di sabbia, venduto
al ministero della Difesa britannico per le truppe in
Iraq e in Afghanistan. Aveva comprato la ditta che
produce e distribuisce i Segway solo qualche mese fa.
27-09-2010]
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14. . UNA LEVA DI MASSA PER DELOITTE IN ASIA...
S. Car. per "Il
Sole 24 Ore" - C'è una società che vuole
assumere un quarto di milione di persone nell'arco dei
prossimi cinque anni, dopo aver aumentato la forza
lavoro del 40% a partire dal 2005. È Deloitte Touche
Tohmatsu, una delle "quattro grandi" società
dell'accounting. Tuttavia, ha precisato il gruppo, tra 5
anni, a causa dell'«atteso turnover», il personale sarà
di 225mila unità, ossia di 55mila persone (e non
250mila) superiore al livello attuale. Calcoli
sorprendenti, che lasciano intuire come la società si
appresti soprattutto a rafforzare le sue attività in
Asia (e in altri mercati emergenti) con una leva di
massa.
L'esercizio annuale (al 31 maggio) si è chiuso con un
aumento dell'1,8% in dollari del giro d'affari a 26,6
miliardi: l'Asia (+8,5%) e le Americhe guidate dal
Brasile (+4%) hanno controbilanciato il calo nella
regione Emea (-3%).
16. BERTARELLI, MENO VELA MA PIÙ FILANTROPIA...
L.Te. per "Il
Sole 24 Ore" - Mentre il mondo della vela
attende di sapere se il suo team Alinghi parteciperà
alla Coppa America del 2013, Ernesto Bertarelli ha
annunciato il sostegno finanziario a un progetto
ecologico britannico. La Fondazione Bertarelli, versante
filantropico, contribuirà con 4,3 milioni di euro alla
salvaguardia di una maxi riserva marina britannica nelle
Isole Chagos, nell'Oceano Indiano. Il finanziamento
permetterà di rafforzare gli studi scientifici nella
riserva e la vigilanza sul divieto di pesca.
Una coincidenza, quella di questo annuncio, che qualcuno
ha messo in relazione con un allontanamento dalla Coppa
America ormai targata Oracle-Usa. Intanto prosegue anche
l'attività di investimenti del fondo Ares Life Sciences
di Bertarelli, versante profit, che dopo aver acquistato
una quota della italiana Esaote sta studiando nuovi
deal.
15-09-2010]
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PIRELLI RE: VENDE UN PEZZO DI BICOCCA A EDOARDO
CALTAGIRONE PER 62MLN...
Radiocor - Pirelli Re ha venduto un
pezzo della Bicocca, la grande area di sviluppo
immobiliare milanese nata dalla riqualificazione post
indust riale della parte Nord di Milano. A comprare,
secondo quanto risulta a Radiocor, e' stato Edoardo
Caltagirone, fratello di Francesco Gaetano, che
attraverso la societa' Edilizia Commerciale ha rilevato
dal fondo immobiliare Progetti Residenza (65% Rreef e
35% Pirelli Re) un'area da 55mila mq destinata
prevalentemente a sviluppo residenziale. Il valore
dell'operazione e' di circa 62 milioni. Edoardo
Caltagirone e' molto attivo nel capoluogo lombardo dove
e' proprietario, fra l'altro, di un mega centro
commerciale denominato il Vulcano.
8.
ALITALIA: NO SORPASSO RYANAIR, NOSTRI PASSEGGERI OLTRE
23 MLN...
(Adnkronos) - Alitalia non teme il
sorpasso di Ryanair, nel 2010, annunciato oggi
dall'amministratore delegato della compagnia irlandese
Michael O'Leary. A escluderlo e' stato oggi il direttore
generale Operazioni dell'aviolinea italiana, Giancarlo
Schisano, commentando a margine della conferenza stampa
dell'Enac sulla stagione estiva 2010 l'annuncio del
numero uno di Ryanair. "Stiamo andando bene. Nel 2009
abbiamo trasportato quasi 23 milioni di passeggeri e
quest'anno prevediamo di andare oltre questa cifra visto
che stiamo crescendo a un ritmo di due cifre, a luglio e
agosto l'incremento e' stato del 10%. Riteniamo, dunque,
che questo sorpasso non ci sara' e noi, comunque, non
facciamo competizione con Ryanair".
"Speriamo - ha aggiunto Schisano- che si proceda cosi'
come stiamo andando ora. Anche il load factor, ad
agosto, e' cresciuto ed e' stato in linea con quello
delle grandi compagnie". Come ha spiegato il manager di
Alitalia, l'obiettivo della compagnia e' quello di
lavorare molto sulla qualita' dei servizi: "In estate
l'indice di puntualita' e' stato dell'81% e quello della
regolarita' pari al 99,9%. Il che significa che abbiamo
operato tutti i voli schedulati. Vogliamo aumentare la
puntualita' di 10 punti per arrivare al 90%, per
considerarci una compagnia eccellente".
GERONZI SI RIFÀ LA GOVERNANCE CON BOSTON E AGRUSTI
TREMA...
Da "Il
Giornale" - Mancano ancora quattro, cinque
settimane alla fine del lavoro di Boston Consulting in
Generali. Originariamente pensata come check-up della
struttura organizzativa, ora il lavoro dei consulenti si
è impigliato in una serie di nodi irrisolti della
corporate governance. Il tema è molto semplice, ma di
difficile soluzione. Il trio di vertice Giovanni
Perissinotto, Sergio Balbinot e Raffaele Agrusti non ha
ben distribuiti i relativi compiti. Generali è una
multinazionale presente in un gran numero di Paesi.
Il
suo profilo internazionale è tale che, inizierebbero a
pensare nelle loro analisi gli uomini di Boston, sarebbe
necessaria una migliore definizione di «chi fa cosa». In
particolare potrebbe esserci l'inserimento di una nuova
figura nella direzione finanziaria che segua controllate
e società estere. È ancora tutto da definire. E
ovviamente il processo sarà piuttosto lungo e dovrà
passare al vaglio dei vertici del Leone triestino.
Ma
è evidente che il presidente del gruppo, Cesare Geronzi,
voglia dare una svolta nella gestione della compagnia. E
il rapporto di Boston Consulting potrà essere la
scintilla per far scoppiare una nuova piccola
rivoluzione all'interno del management delle Generali.
11. LA BATTAGLIA DEI CESSI ALLA STAZIONE CENTRALE DI
MILANO...
Da "Il
Giornale" - Autogrill è attualmente
presente nella Stazione Centrale di Milano con sei
bar-ristoranti che recano i marchi Autogrill, Spizzico,
Acafé, SkyLounge, Time café, ma nessuno è dotato di
servizi igienici, perché si appoggiano a quelli della
infrastruttura (Grandi Stazioni), che sono però a
pagamento, a 1 euro.
Autogrill, tuttavia - a differenza degli altri esercizi
presenti in stazione - offre a chi lo richiede un
gettone per l'accesso gratuito alle toilette della
stazione. Grandi Stazioni, però, non ha ancora
provveduto a installare i tornelli a gettoni
all'ingresso nei bagni, e la soluzione transitoria
adottata da Autogrill è volonterosa ma bizzarra: è lo
stesso cameriere che accompagna il cliente in bagno
(talvolta molto distante dal bar) per pagargli
l'ingresso con un euro (che poi è il prezzo di un
caffè!).
Per superare questa situazione paradossale, il nuovo bar
Autogrill con insegna Motta, che aprirà in Stazione
Centrale in ottobre, sarà dotato di 5 toilette autonome,
gratuite. Tali servizi saranno a disposizione anche dei
clienti degli altri punti vendita Autogrill in stazione.
Il gruppo Autogrill è attualmente presente in sei
stazioni italiane, dove nel 2009 ha fatturato 37,3
milioni.
12. DA FONDAZIONE CARIPARO E BANCA PROSSIMA 2,5 MLN EURO
PER IMPRESE PADOVA E ROVIGO...
(Adnkronos) - La Fondazione Cassa di
Risparmio di Padova e Rovigo ha deliberato di costituire
presso Banca Prossima un plafond rotativo di 2.5 milioni
di euro, grazie a cui l'istituto del gruppo Intesa
Sanpaolo dedicato al mondo del non profit potra'
concedere finanziamenti a tasso agevolato finalizzati a
sostenere: l'avvio o lo sviluppo di progetti in grado di
generare nuova occupazione o preservare l'esistente;
l'avvio di nuove cooperative, consorzi e imprese sociali
da parte di disoccupati, previa partecipazione degli
stessi soggetti a specifici corsi di formazione per
imprenditori sociali attivati in collaborazione con la
Camera di Commercio di Padova14-09-2010]
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RIO DE JANEIRO AI PIEDI DI PAOLO DAL PINO, IL RAGAZZO DI
IPANEMA – – ENZO MANES SULLE
ORME DI PAUL NEWMAN - NAPOLITANO LAUREA "INGEGNERE" IL
dottore commercialista e avvocato MARPIONNE... A
cura di Carlo Cinelli e Federico De Rosa per il
"CorrierEconomia" del "Corriere
della Sera"
1
- Rio de Janeiro è ormai la sua città adottiva. È lì
che, da quando ha deciso smettere di fare il manager per
mettersi in proprio, Paolo Dal Pino , passa sempre più
tempo. E grazie al ciclo positivo dell'economia
brasiliana ha avuto buon gioco, riuscendo a convogliare
un buon numero di investitori su Rio. E la città lo ha
ringraziato. Qualche settimana fa il sindaco di Rio lo
ha chiamato per conferirgli la cittadinanza onoraria di
Rio de Janeiro.
Festeggiata da Dal Pino con un party sulla terrazza di
casa, che domina Ipanema, con una centinaio di amici tra
cui l'ex presidente di Tim Brasil, Julio Cesar Araujo,
il vicepresidente del gruppo Bradesco, Luiz Carlo Nabuco
e Oska Metsavah , proprietario del marchio di moda
numero uno in Brasile, Osklen.
2
- In realtà è dottore commercialista e avvocato. Persino
dottore in legge ad honorem all'Università di Windsor,
anche laureato in Economia, honoris causa, a Cassino. E
naturalmente Cavaliere del Lavoro. Ma il Quirinale, nei
giorni caldi di Melfi, dopo gli interventi di Giorgio
Napolitano sul caso dei tre operai licenziati, ha
evidentemente preferito la laurea ad honorem conferita
dal Politecnico di Torino. E così ha ringraziato «l'Ing.
Sergio Marchionne» per le parole pronunciate al meeting
di Rimini e l'impegno a risolvere il caso dello
stabilimento lucano.
4
-
Enzo Manes non si occupa soltanto di rame. Il presidente
di Intek e vicepresidente di Kme Group tiene alto il
testimone di Paul Newman con la Fondazione Dynamo, la
struttura specializzata nell'accoglienza e la terapia di
bambini affetti da gravissime malattie e dimessi in via
temporanea o definitiva dalla degenza ospedaliera.
Dynamo camp, affiliato alla fondazione A hole in the
wall, fondata dall'attore americano, terrà il suo open
day il prossimo 25 settembre a Limestre, in provincia di
Pistoia.
13-09-2010]
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UE
PROPONE DIVIETO VENDITE SCOPERTO E CDS IN SITUAZIONI
ECCEZIONALI...
Adnkronos - E' arrivata la stretta su
derivati, in particolare i credit default swap (cds), e
vendite alle scoperto, annunciata da mesi dalla
Commissione Ue. Il commissario al mercato interno Michel
Barnier ha presentato oggi la proposta dell'esecutivo
europeo che prevede sia restrizioni che il divieto
completo di effettuare vendite allo scoperto per ogni
strumento finanziario in "situazioni eccezionali". A
decidere saranno i regolatori nazionali ma anche l'Esma,
la nuova autorita' di supervisione sui mercati dell'Ue.
Le nuove norme, che devono essere ancora approvate da
Consiglio e Parlamento europeo, dovrebbero entrare in
vigore a partire dal primo luglio 2012.
"La proposta di oggi aumentera' la trasparenza per i
regolatori e i mercati, e rendera' piu' facile per le
autorita' di supervisione l'individuazione di rischi sui
mercati del debito sovrano", ha dichiarato Barnier,
sottolineando che "i regolatori acquisiranno anche
poteri chiari per limitare o vietare lo short selling in
situazioni eccezionali, in coordinamento con la nuova
autorita' europea su security e mercati, l'Esma".
Secondo il commissario Ue, "le proposte di oggi sono un
ulteriore passo avanti verso una maggiore stabilita'
finanziaria in Europa", in quanto "in tempi normali, le
vendite allo scoperto accrescono la liquidita' del
mercato e contribuiscono in modo efficiente a
determinare i prezzi di vendita, ma su mercati stressati
lo short selling puo' amplificare la caduta dei prezzi e
condurre a turbolenze sui mercati e a rischi sistemici"
20.09.10 |
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ACEA: INTESA PRELIMINARE CON GDF SU JV, ACCORDO ENTRO
2010...
Radiocor - Il cda di Acea ha approvato
un
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