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EX BERTONE

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Piano industriale ex Bertone
BERTONE/LETTERA rinuncia 30.06.09.doc
MANIFESTAZIONE DI INT  BERTONE SPA

 

 

 

In questa sezione trovate i piani industriali elaborati per proporre una soluzione ai problemi della ex BERTONE in alternativa a quelli di altri non in opposizione 
 

 

Bertone, il futuro in sette giorni

Il 30 giugno scade l´offerta di Rossignolo: il rischio di un´asta deserta
di Pier Paolo Luciano
Ricorda il gioco dell´oca questo finale di partita per la Bertone, marchio storico dell´automobilismo in agonia ormai da cinque estati, senza mai una vera certezza di rilancio. Dopo esser avanzati di casella in casella fino ad arrivare a sei potenziali offerte per assicurarsi la storica carrozzeria di corso Allamano, si ritorna al punto di partenza, quello di diciotto mesi fa: un solo concorrente al via.

Il nome è sempre quello, Gianmario Rossignolo, imprenditore torinese approdato a una certa notorietà durante il breve regno alla Telecom nel nome degli Agnelli e anche il progetto è non è cambiato: vuole produrre una supercar tra la Toscana e il Piemonte, sostiene di avere già commesse prenotate da un concessionario nippo-americano e proprio per questo vuole che si decida in fretta. Anzi, ha indicato anche una data scadenza ai tre commissari straordinari, incaricati dal ministero di trovare un compratore per la Bertone: il 30 giugno. Sette giorni, insomma, oppure i 1142 dipendenti della fabbrica di Grugliasco vedranno sfumare quella che Vincenzo Nicastro, uno dei tre commissari (gli altri sono Stefano Ambrosini e Giuseppe Perlo), non ha esitato a definire nell´incontro con i sindacati e gli aspiranti acquirenti, «l´unica vera offerta». Completa, anche di fidejussioni. Che invece mancavano nella proposta dell´altro pretendente ufficiale: Domenico Reviglio della Keplero. Già, Reviglio, l´uomo dell´accordo di Capodanno, quando, nella notte di San Silvestro 2007, con una mossa a sorpresa, strinse un patto con Lilli Bertone, per rilevare la carrozzeria e convinse Rossignolo a farsi da parte. Sì, è proprio il gioco dell´oca: «tornate alla casella iniziale». Si riparte da Rossignolo e Reviglio, sempre che nei prossimi giorni l´imprenditore di Sanfré presenti il nuovo business plan (e le garanzie bancarie) per partecipare eventualmente all´asta per la Bertone.


Le altre offerte che avevano acceso la speranza dei 1142 operai sono svanite sotto gli effetti della crisi mondiale o, forse, di un interesse poi non davvero così acceso come poteva essere apparso nei contatti con i commissari. In realtà, c´è chi scommette ancora su una proposta cinese abbinandola al marchio Fag automotives (uno dei colossi di Pechino) ma sono tre anni che si aspetta, un´attesa che ricorda più il "Deserto dei tartari" di Buzzati che una chance concreta. Poi c´è la lettera di intenti della cordata spagnola legata alla Lotus, ma pare che neanche Ambrosini, Nicastro e Perlo ci credano troppo. Dell´offerta russa si è persa ogni traccia così come di quella di Marco Bava, storico piccolo azionista Fiat, che puntava di fatto a produrre nello stabilimento Bertone la Phylla, l´auto ecologica ideata da Poli e Crf con la Regione. Ecco perché a questo punto diventa importante tentare di salvare il salvabile, cioè l´offerta di Rossignolo. Anche perché Domenico Reviglio non avrebbe convinto troppo i sindacati nell´audizione di una settimana fa, e non solo per quella frase non proprio felice: «Siamo pronti a sostenere il costo sociale dell´operazione, prendendo tutti i 1142 dipendenti anche se a noi ne servono meno. E comunque per quasi trecento ci sono i requisiti per chiedere la mobilità». Qualcuno, commentando con gli operai il progetto di Reviglio, non ha usato troppi giri di parole: «Sembra una corte dei miracoli». E in effetti Reviglio immagina di produrre nella fabbrica di corso Allamano mezzi di locomozione assai diversi: veicoli commerciali (a partire dal 2010), un quadriciclo per disabili (2011) e vetture sportive (dal 2012, grazie all´acquisto del marchio Isotta Fraschini). Può funzionare?

Il progetto di Rossignolo appare più articolato anche se neanche in questo caso manca qualche ombra. L´imprenditore ha esordito presentando quello che sarà l´amministratore delegato: Pavone, un lungo passato in Fiat, con 18 anni spesi come direttore finanza e controllo componentistica ed esperienze in Spagna, Brasile e Argentina. Insomma, un manager che sa cosa sono le auto e come si fanno. Poi Rossignolo ha ricordato che il piano era già stato firmato al ministero nel dicembre di due anni fa e che rispetto ad allora non è cambiato, «è stato solo potenziato». Prevede 120 milioni di investimenti, sede a Livorno (dove saranno occupate 168 persone), stabilimento grande a Torino (1146 addetti). Tre i modelli, tutti equipaggiati con motori Ford: nel 2010 un coupé stile Aston Martin, fine 2011 una limousine, un altro coupé dodici mesi dopo. Numero di veicoli prodotti: da mille a un massimo di tre mila. Non solo: Rossignolo avrebbe già anche le prenotazioni di questo importatore d´auto di superlusso nippo-americano. Rete di vendita: Nord America, i Paesi dell´accordo Nafta, il Giappone. Obiettivo: un cinque per cento del mercato che è un mercato di nicchia. Pareggio annunciato a quota mille vetture. E ancora: progetto sostenuto dalla Regione Toscana e dal Comune di Livorno.

utto bene dunque? A far storcere il naso sono i bassi costi di produzione per vettura. Mediamente avviare un modello in produzione costa sui 170 milioni (153 in Bertone) ma a Rossignolo ne bastano una quarantina. Tutto merito, sostiene, di un suo brevetto sui telai in alluminio e ai risparmi sugli stampi grazie a una tecnologia laser di Prima Industrie, l´azienda di Carbonato. Rossignolo ha dettato anche i tempi della ripresa produttiva: subito 29 addetti, 449 nel 2010, 779 nel 2011 1156 nel 2012. E dal 2011 la cassa sostituita con corsi di formazione. Unico neo per Torino: un numero troppo alto di impiegati. Ma perché tutto questo si realizzi - o almeno ci si provi - occorre il via libera entro fine mese. Rossignolo sostiene che deve presentare il prototipo al Salone di Parigi e che se non rispetta i tempi, deve pagare una penale all´importatore nippo-americano. Difficile che la richiesta sia accontentata, ma i commissari - sostenuti dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola sul quale hanno fatto pressione gli enti locali - sembrano decisi a stringere i tempi e arrivare con il piano di Rossignolo entro la metà di luglio. In fondo, per Ambrosini, Perlo e Nicastro significherebbe missione compiuta. A cominciare dalla salvaguardia dei 1142 posti in bilico da cinque estati.

(23 giugno 2009)

PER QUANTO MI RIGUARDA IL MIO PROGETTO DOVRA' ESSERE SOTTOPOSTO ALLA REGIONE PIEMOTE ENTRO QUESTA SETTIMANA, E COLLOQUI SONO GIA' STATI  FATTI  DA ROSSIGNOLO PER PRODURRE EVENTUALMENTE LA FYLLA PER SATURARE LA CAPACITA' PRODUTTIVA. Mb 25.06.09

 

 

 

 

 

 

Mb

  Videoinforma :  www marcobava.tk


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