GENCHI
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CASE DI COSA NOSTRA! - MA GUARDA UN PO’: GENCHI VIVE NELL’ABITAZIONE APPARTENUTA AL KILLER DI FALCONE, ACQUISTATA INSIEME ALLA MOGLIE MAGISTRATO DOPO LA CONFISCA DA PARTE DELLO STATO - 7 VANI E MEZZO CON CANTINETTA E SPAZIO PER L’UFFICIO (CHE CONTIENE IL FAMOSO “ARCHIVIO”) - INTANTO GLI AFFARI VANNO A GONFIE VELE…

Franco Bechis per "Libero"

Da anni i beni confiscati e sequestrati alla mafia vengono venduti a trattativa privata a chiunque. C'è un modo assai semplice per aggirare la rigidità della normativa: basta che a essere confiscato o sequestrato sia non un singolo terreno o fabbricato, ma il capitale sociale di una immobiliare che li controlla.

Fu grazie a questo che Gioacchino Genchi, superconsulente. del tribunale di Palermo, è riuscito ad acquistare sia la casa dove oggi abita sia l'ufficio dove ha sede il Centro servizi informatici srl da lui interamente posseduto da una immobiliare - la Camporeale costruzioni srl - confiscata nel 1996 dal tribunale di Palermo perché ritenuta di proprietà del boss mafioso Raffaele Ganci, condannato per la strage di Capaci in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone.

MUTUO E ACQUISTO
Genchi acquistò insieme alla moglie, Tania Hmeijak, giudice del tribunale di Palermo, la casa di 7,5 vani complessivi e la cantinetta da 5 metri quadrati il 5 giugno 1999 proprio dalla Camporeale costruzione le cui quote erano state confiscate con provvedimento divenuto definitivo nella seconda parte dell'anno 2000. Due mesi dopo l'acquisto i coniugi Genchi hanno acceso un mutuo quinquennale da 250 milioni di lire con la Bnl, al tasso semestrale del 5 per cento (era il 3 agosto 1999).

Dalla stessa Camporeale il 15 dicembre 2000 e il 9 agosto 2001 Genchi ha acquistato attraverso la sua Csi srl una serie di porzioni immobiliari dove ha portato la sede della sua società con cui fatturava le consulenze informatiche e tecniche (ad esempio sui tabulati telefonici) alle varie procure della Repubblica che lo avevano chiamato. Casa e ufficio di Genchi per altro erano ancora un cantiere all'indomani della strage di Capaci. E fu proprio quel cantiere, messo sotto osservazione dai carabinieri del capitano Ultimo, a diventare fondamentale per le indagini su quella strage.

Seguendo proprio Ganci e l'amministratore della Camporeale, Salvatore Corso il capitano Ultimo è arrivato a scoprire il nascondiglio di Salvatore Riina. Casa Genchi quindi sarebbe stata l'immobile ideale per il suo valore simbolico da lasciare a un'attività di tipo sociale, adatto perfino a farne un monumento pubblico della lotta alla mafia. Invece è stato venduto a pezzetti oltre al superconsulente della procura e alla sua seconda moglie, magistrato a Palermo, anche ad altri privati che lo hanno acquistato a trattativa diretta o passando attraverso decisioni del giudice monocratico che sovrintendeva alla confisca.

AFFARI A GONFIE VELE
Nonostante le molte polemiche che ne hanno accompagnato la sua attività, la Csi di Genchi è ancora lì e i suoi affari non sembrano avere risentito del periodo di forzata inattività. Nel 2008 ha fatturato 921.395 euro contro i 766.065 euro dell'anno precedente. L'utile netto è addirittura raddoppiato, passando da 30.386 a 61.409 euro. Sul conto corrente ha una liquidità di 77.327,92 euro in gran parte depositati su Banca Sella (75.913,47 euro), e marginalmente (poco più di mille euro) su un conto corrente posseduto presso la banca Carige. Genchi vanta pure crediti di una certa consistenza dal fisco italiano: 27mila euro di Irap e oltre 37mila euro di Ires.

 

 

[09-12-2009]  

 

 

Mb

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