LA LEGGENDA
DEL BEATO WOJTYLA A RISCHIO DI SHOW BUSINESS - il cuore per il
reliquario DI CRACOVIA sarà estratto dai resti di Wojtyla
seppelliti in San Pietro, oppure è già stato prelevato al
momento della sua morte? - E se così è stato, è proprio
vero che è morto alle 21,37 del 2 aprile del 2005 visto che
neanche venti minuti dopo era già stato composto nella sua
cappella privata?....
Filippo Di Giacomo per "l'Unità"
Santo subito o appena possibile,
sull'orbe catodico incombe la probabile beatificazione di
Giovanni Paolo II. La data presunta dovrebbe essere intorno
alla prima metà di ottobre, la seconda o la terza domenica
del mese. Se ne parlerà molto, forse troppo. Proprio in
Vaticano, da alcuni giorni, in tanti si dicono certi che il
prezioso reliquario che conterrà il cuore di Karol Wojtyla
sia appena stato consegnato all'attuale arcivescovo di
Cracovia.
«Lascio qui il mio cuore» fu
l'esclamazione con la quale il Papa polacco si congedò -
durante le sua ultima visita in Polonia nel 2002 - dai fedeli
di Kalwaria, il santuario vicino a Wadowice frequentato
daWojtyla bambino e dalla sua famiglia.
l marito
Da qui a pensare che il Pontefice alludesse all'abitudine, tutta
polacca, di riportare in patria il cuore dei grandi esuli, ce
ne vuole. In ogni caso occorre porsi due domande: il cuore per
il ritorno in Polonia e per il reliquario cracoviense sarà
estratto dai resti di Wojtyla seppelliti in San Pietro, oppure
è già stato prelevato almomento della sua morte? E se così
è stato, è proprio vero che è morto alle 21,37 del 2 aprile
del 2005 visto che neanche venti minuti dopo era già stato
composto nella sua cappella privata? Stiamo facendo un
esercizio di stile su di un possibile scenario che comunque
appare già abbastanza definito.
Qualcuno ha persino rispolverato
arcinote chiacchiere sulle sue amicizie femminili e qualche
altro non si è ricordato nemmeno che l'abitudine di recitare
salmi penitenziali con le braccia aperte, o ritmando la
preghiera colpendosi le spalle con la cintura o con delle
cordicelle annodate, è unaprassi ascetica di molte tradizioni
spirituali, compresa quella del carmelo teresiano nel quale il
giovane Wojtyla aveva chiesto di entrare. La beatificazione di
Wojtyla è una cosa troppo seria per essere lasciata in mano
ad una ciarliera brigata di dilettanti allo sbaraglio.
Karol Wojtyla è nato nel
1920. In
quegli stessi anni, mentre il giovane romantico polacco
(definizione che il Pontefice ha dato di se stesso in «Dono e
mistero», primo volume della sua biografia) maturava la sua
vocazione sacerdotale, in Europa nascevano almeno quaranta
fondatori di quei "movimenti" che, divenuto Papa,
Giovanni Paolo II legittimò nella Chiesa. Unaconcentrazione
di carismi che forse non ha eguali: stiamo parlando di
Giussani, Lubich, Escrivà ed altri che hanno dato i natali a
movimenti capaci di affrontare, e a loro modo risolvere, i
problemiche
la Chiesa
aveva con la modernità.
«Il peccato più grande delmondo moderno - ha scritto Eugène
Ionesco - consiste nel non sapersi accettare ». Giovanni
Paolo IInonè nato, nè vissuto per essere portato sugli
altari dabacchettoni di professione. La sua memoria infatti
non può essere confinata in alcun deserto esistenziale perché
egli è vissuto nel mondo, abbracciandolo nella sua totalità,
e non ha mai camminato da solo. Contro le previsioni di chi
annunciava la fine dell'era cristiana e la fondazione di un
evo post-cristiano, ha ristabilito il dialogo con la
contemporaneità.
Grazie a Giovanni Paolo II, da Benedetto XVI in poi, molti suoi
successori vedranno fiorire qualcosa di cui stiamo appena
appena avvertendo la crescita. Una crescita che sboccierà dai
"semi" che Karol Wojtyla ha così generosamente
sparso con la sua parola e la sua vita.
Esaltando il senso del lavoro come realtà "manipolata"
alla luce di un ideale (per questo l'Opus Dei può parlare di
"santità" del lavoro), ha legato l'idea di cultura
ad un insieme di nessi tutti collegati all'essere, al
principio ultimo (per questo Comunione e Liberazione parla
della cultura per guarire "l'uomo frantumato"), ha
teorizzato come possibile la convivenza tra culture e
religioni intorno ai valori che ogni essere umano ha in comune
con il suo prossimo (per questo i Focolari parlano di
"unità del genere umano"), ha portato al centro
dell'attenzione ecclesiale la persona bisognosa (per questo
Sant'Egidio parla di società solidale)...
Non sono piccole cose, e neanche cose
isolate. Sono verità più che sufficienti per rendere la
prossima cerimonia di beatificazioneun evento ecclesiale
capace di far rivivere a tutti l'esperienza di una Chiesa che
Giovanni Paolo II, fedele all'insegnamento di Papa Roncalli,
vedeva con passione come un giardino da coltivare e non un
museo da custodire.
Per favore, chi può faccia di tutto
per difendere, agli occhi dei fedeli, il primato della sua
avventura umana e cristiana su ogni possibile, e piùomenobene
intenzionata, interpretazione baciapilesca. E risparmi al
mondo cattolico lo scoraggiante spettacolo dello show business
che si sta annunciando.
[04-02-2010] |