GRANDE DISTRIBUZIONE
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GUERRA ALL’ULTIMO ’FALCE & CARRELLO’ – DOPO MODENA, LE COOP BLINDANO ANCHE LIVORNO – L’ESSELUNGA OFFRE 40 MLN€ PER UN TERRENO MA I PROPRIETARI NE INCASSANO DIECI IN MENO PUR DI CEDERLO ALLA COOP ROSSA – CAPROTTI SI SFOGA SUI GIORNALI E BONDI ACCORRE IN DIFESA (“SE LA MAGISTRATURA SE NE OCCUPASSE SI RIVELEREBBE UN SISTEMA DI ILLEGALITÀ IMPRESSIONANTE

 

Stefano Filippi per "il Giornale"

 

Per la seconda domenica consecutiva, il patron di Esselunga Bernardo Caprotti ha comprato pagine di pubblicità sui principali quotidiani per spiegare come funzionano le cose in materia di «concorrenza e libertà» nelle regioni rosse. La settimana scorsa, il caso Modena: prima le Coop pagano un terreno cinque volte il suo valore commerciale per ostacolare l'insediamento di un supermercato Esselunga, poi il comune completa l'opera decidendo di trasformare l'area da commerciale a residenziale.

Così il supermercato non verrà mai costruito, né a marchio Coop ma soprattutto non a marchio Esselunga. E chi ci rimette di più? Per capirlo basta osservare lo specchietto pubblicato ieri mattina: a Modena le catene legate a Legacoop possiedono l'88,1 per cento della superficie di vendita, Caprotti appena il 3,4.

 

Ora si apre un capitolo inedito del fortunatissimo Falce e carrello: il caso Livorno. Che presenta varie analogie con Modena. Anche sulla costa toscana ci sono giunte rosse, le Coop monopoliste (il 72,2 per cento degli spazi commerciali della grande distribuzione è dei marchi Legacoop) e un terreno commerciale conteso. Il proprietario è il cavaliere del lavoro Marcello Fremura, 80 anni, armatore e spedizioniere marittimo.

La superficie fa parte di un grande lotto in cui verranno realizzati 700 appartamenti, uffici, servizi e appunto un ipermercato (unico sito cittadino disponibile per una nuova apertura) con annesso centro commerciale e megastore non alimentare. Due anni fa Fremura trova l'accordo con il Comune per avviare i lavori.

 

Partono i contatti per rivendere i 41mila metri quadrati dell'area commerciale. Lo scorso aprile sul tavolo di Fremura si trovano tre proposte. Le Coop propongono 30 milioni di euro, qualcosa in più la Airaudo costruzioni, mentre Caprotti ne mette sul piatto 40. Vincono le Coop.

Faccenda «inconsueta e singolare» osserva Esselunga senza eccepire la regolarità delle procedure. Perché rinunciare a un'offerta più alta di un terzo? Fremura, attraverso la nipote Antonella Boccardo (che guida la società Le Ninfee creata per gestire l'operazione), fa sapere che l'offerta di Caprotti è giunta in ritardo.

 

Strano, replica Esselunga, visto che è stata presentata il giorno dopo un colloquio a Livorno tra i due imprenditori, e non è ipotizzabile che Fremura abbia ricevuto Caprotti avendo già chiuso l'affare. «Delle sue buone maniere non è dato dubitare», si legge in una nota di Esselunga. D'altra parte, il rogito con le Coop è stato firmato davanti al notaio Poma di Firenze il primo luglio scorso mentre la lettera di Esselunga è del 9 aprile. Il tempo per trovare l'accordo c'era tutto.

 

Ma Caprotti punta il dito sul clima nel quale è avvenuta la compravendita. Due anni fa Sergio Costalli, amministratore delegato di Unicoop Tirreno, aveva dichiarato: «Siamo determinati a non lasciare spazio a nessun concorrente in Toscana». Un anno dopo aveva ripetuto: «L'importante è che non si insedi la concorrenza».

Lo scorso febbraio, nei giorni cruciali delle trattative con Fremura, il presidente della società Marco Lami aveva lanciato l'ennesimo avvertimento: «Livorno è nostra». Segnali, messaggi, avvertimenti. E infatti Antonella Boccardo ha spiegato così la scelta di incassare 30 milioni di euro targati Coop invece che i 40 di Caprotti: «C'è stata una riunione di famiglia ed è stata presa una decisione. Ma soprattutto abbiamo deciso che non saremmo più tornati indietro.

 

Ed è quello che faremo: noi a Livorno ci viviamo e lavoriamo». Caprotti non ci vive e non riesce ancora a lavorarci, con buona pace di centinaia di livornesi che su Facebook hanno aderito al gruppo «Vogliamo l'Esselunga a Livorno» con tanto di indicazioni stradali per arrivare al supermercato di Pisa. E poi Caprotti non ci sta a passare per bersaglio di false accuse, come l'agnello nell'apologo di Fedro che viene citato nella pubblicità sui giornali.

In difesa di Esselunga è sceso il coordinatore del Pdl e ministro Sandro Bondi: «Qualcuno raccolga l'ennesimo appello-denuncia. In una parte d'Italia, che grossomodo coincide con le regioni rosse, l'intreccio tra potere politico ed economia raggiunge livelli impensabili. Se la magistratura se ne occupasse si rivelerebbe un sistema di illegalità impressionante».

 [26-07-2010]

 

 

DUELLO CONTINUO: COOP REPLICA A ESSELUNGA...
Giu. Fer. per "il Corriere della Sera" - La guerra del supermercato continua. Coop annuncia un ricorso all'Antitrust per «una valutazione sulla correttezza della campagna pubblicitaria» avviata da Esselunga con alcune pagine a pagamento sui quotidiani nazionali. Solo una «manovra diversiva», sostiene Coop, per «nascondere una sentenza di concorrenza sleale» del tribunale di Milano contro Esselunga. «E' la seconda volta e sempre in danno di Coop». A cui si aggiunge «una condanna dell'Antitrust», afferma il concorrente. Immediata la replica del gruppo di Caprotti, che smentisce ogni condanna Antitrust e respinge in blocco le accuse. 31.07.10

 

ROSSETO VA O RESTA IN UPIM?...
Da "Economy" in edicola domani -
Quando ha saputo dell'acquisizione di Upim da parte di Coin certo non ha fatto salti di gioia. Anche perché Andrea Rossetto, a.d. della storica catena milanese dal 2005, nel turnaround della azienda ci aveva creduto, tanto che con altri manager aveva rilevato una quota del capitale. E ora, dopo l'aggregazione con Coin, sono in molti a chiedersi se se ne andrà con una bella liquidazione o se gli verrà chiesto di restare e di continuare il suo lavoro.

8 - CARREFOUR CEDE....
Da "Economy" in edicola domani -
Il 2009 è stato l'anno delle dismissioni e della riorganizzazione per Carrefour. Nell'estate ha ceduto quattro ipermercati nel Centro-Sud (Bari, Brindisi, Lecce e Matera) a Coop estense. A dicembre, invece, si è sciolta GdPlus, centrale acquisti di cui il gruppo d'oltralpe era socio insieme a Finiper, Agorà. Intanto, è stato avviato un processo di riconversione delle insegne Gs e DìperDì, che entro il 2010 spariranno per diventare Carrefour Market e Carrefour Express. Per quest'anno il big della grande distribuzione non prevede nuove aperture, ma potrebbe fare altre cessioni, specie nel Centro Italia.

 

08.01.10

 

BORLETTI (RINASCENTE), STIAMO VALUTANDO INGRESSO CON QUOTA MINORANZA IN ESCADA...

Radiocor - 'Stiamo valutando se entrare con una quota in Escada'. Lo ha detto a Radiocor Maurizio Borletti, imprenditore e presidente di La Rinascente , dopo che il Financial Times ha accostato il suo nome a quello del figlio del fondatore del marchio della moda, Sven Ley, che ha presentato una delle tre offerte per rilevare il gruppo della moda tedesco in amministrazione controllata. 'Per il momento - ha sottolineato - siamo solo stati contatti e abbiamo deciso di dare un supporto a una delle offerta, ma non abbiamo ancora preso decisioni sul nostro ruolo'

Ancora da decidere anche chi eventualmente effettuera' l'investimento: 'Potrebbe essere un investimento personale come quello in Rinascente o attraverso Borletti Group, ma al momento non abbiamo ancora coinvolto i coinvestitori del gruppo'.

 

 

Mb

  Videoinforma :  www marcobava.tk