GRECIA
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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

 ideeconomiche@pec.it

 

 

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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRi SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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EVASIONE IN SALSA GRECA – ECCO PERCHé BERLINO NON CREDE DI POTER UN GIORNO RECUPERARE I MILIARDI DI EURO CHE DFEVONO SALVARE ATENE - BENVENUTI NEL PAESE DOVE PAGARE LE TASSE SIGNIFICA ESSERE DEI “COGLIONI” - UN FENOMENO CHE FA APPARIRE GLI ITALIANI CONTRIBUENTI VIRTUOSI – I RICCHI (E NON SOLO) NON PAGANO E SI FANNO VILLE E BARCHE, I FUNZIONARI SONO CORROTTI E PER SERVIZI DOVUTI È NORMALE VERSARE BUSTARELLE

Massimo Galli per "Italia Oggi"

del baratro è anche perché in molti non pagano le tasse. Se n'è accorto recentemente il ministro delle finanze di Atene, Georges Papaconstantinou, interrogandosi sulla prosperità del quartiere chic di Kolonaki, nella capitale. Un rifugio situato sul fianco del monte Lycabette, in pieno centro: qui le botteghe di lusso prosperano e gli affitti delle case raggiungono i prezzi degli Champs-Elysées a Parigi.

 

Il ministro ha chiesto ai suoi funzionari di inviargli l'elenco dei redditi dei medici che risiedono in quell'angolo di Atene: ben 150. Dopo accurati controlli è emerso che i diretti interessati dichiaravano tra 10 e 15 mila euro di entrate all'anno. In realtà guadagnano da tre a dieci volte in più. Con i soldi nascosti allo stato, quindi, gli evasori potevano tranquillamente permettersi auto, barche, seconde case nelle isole più belle della Grecia.

 

Però non è il problema di una nicchia. Un po' l'intero paese è complice dell'evasione, ritenuta sport nazionale. Com'è possibile? Risponde Elettra, proprietaria di diversi magazzini ad Atene: gli agenti del fisco sono totalmente corrotti, è una mafia. Sintetica ma efficace. Conferma Pedros, imprenditore nel settore cosmetico: pagare le imposte significa essere dei coglioni.

Del resto, sono in pochi tra i cittadini a credere nella capacità della macchina statale di applicare le misure di austerità volute dall'Europa e dal Fondo monetario internazionale e che il parlamento ha approvato. Per il cronista Yannis Pretenteris è giusto aumentare l'Iva, ma non c'è personale per raccoglierla: la Grecia somiglia a un paese senza stato. O, piuttosto, a una nazione in cui lo stato è al servizio delle grandi famiglie (i Papandreou a sinistra, i Karamenlis a destra) che lo utilizzano per assicurarsi una clientela. Un sistema feudale, denuncia il giornalista Athanase Papandropoulos.

 

Tant'è vero che i funzionari pubblici sarebbero oltre 1,1 milioni su 11 milioni di abitanti. Per un diplomatico europeo, addirittura, Atene non sa neppure quanti sono i dipendenti statali effettivi. In ogni caso, si dice siano malpagati e, forse anche per questo, la corruzione è diffusa a tutti i livelli.

 

La parola d'obbligo è arrotondare. E i cittadini, per assicurarsi servizi pubblici che sarebbero semplicemente dovuti, sia accodano a versare bustarelle a destra e a manca. Gli ispettori del fisco non si comportano diversamente e arrivano ad accordarsi direttamente con gli imprenditori su quanto versare, dividendo poi la somma in tre parti. Funziona come con lo schema 4-4-2 del calcio: 4 al funzionario, 4 al cittadino e 2 allo stato. È lecito domandarsi che fine faranno i miliardi di euro prestati dalla comunità internazionale alla Grecia. 10-05-2010]

 

 

SPECULATION - MOODY’S, L’AGENZIA DI RATING CARA AI POTERI FORTI AMERICANI IN PENA PER IL LORO DOLLARO, SPARA: C’e’ il rischio che la crisi finanziaria greca possa contagiare anche IL SISTEMA BANCARIO EUROPEO - RISCHI PER PORTOGALLO, SPAGNA, ITALIA, IRLANDA E GB... Radiocor - C'e' il rischio che la crisi finanziaria greca possa contagiare anche i sistemi bancari di alcuni dei principali paesi europei. E' quanto indica Moody's secondo cui i paesi piu' a rischio di contagio sono il Portogallo, la Spagna, l'Italia, l'Irlanda e la Gran Bretagna.

 

 [06-05-2010]

 

 

ACROPOLIS NOW – GLI ESPERTI AMERICANI SONO SCETTICI SUL SALVATAGGIO DELLA GRECIA: “MEGLIO DICHIARARE BANCAROTTA” – “I BOND ELLENICI NON DEVONO ESSERE LIQUIDATI, E IL DEBITO DEVE ESSERE RISTRUTTURATO” – “L’INTERVENTO DI FMI E UE E’ SOLO UNA PEZZA CHE AUMENTA L’INFLAZIONE” – E SECONDO ALCUNI ATENE POTREBBE LASCIARE L’EURO…

Francesco Semprini per "la Stampa"

«Default o non default?» Mentre l'America si interroga sul terremoto ellenico cresce il numero degli scettici ovvero di coloro che definiscono l'intervento di Fmi e Ue solo «una pezza», e vedono la vera soluzione nella dichiarazione di insolvenza da parte della Grecia.

«E' la punta dell'iceberg - avverte Nouriel Roubini dalla Milken Global Conference -. I tagli sui rating di Grecia, Portogallo e Spagna alimentano i timori che la crisi possa dilagare e aumentano le pressioni sulle autorità per varare piani di salvataggio straordinari, il tutto con ricadute pesanti sui debiti stessi». Per il professore dell'Nyu, noto per aver previsto prima di altri la bolla del mercato immobiliare Usa, «le possibilità che la Grecia riesca ad attuare tagli di spesa del 10% per fermare la spirale debitoria appare molto bassa».

 

Il rischio in caso di intervento è un aumento dell'inflazione e comunque di un'insolvenza nel lungo periodo. La soluzione quindi è il default - grazie a cui i titolari di bond ellenici non devono essere liquidati - e poi una ristrutturazione profonda del debito.

 

E' sulla stessa linea Martin Felsdtein, professore di Harvard ed ex consigliere economico di Ronald Reagan, che sul sito di Public Syndacate avverte: «I Paesi dell'Eurozona e i titolari di bond ellenici devono prendere atto che la Grecia è insolvente e non può far fronte agli impegni assunti sul debito». Anche tra gli operatori dei mercati finanziari si fa largo questa ipotesi: «Ora un piano di salvataggio appare inutile», dice Mark Mobius guru di Templeton Asset Management secondo cui «potrebbe essere proprio il default a fermare l'emorragia e il rischio di un contagio».

«La situazione in Europa è ben lontana dall'essere risolta», rincara la dose Charles Ortel managing director di Newport Value Partners che punta l'indice sull'impennata dei prezzi di credit default swap ovvero gli strumenti usati per assicurare il debito sovrano. «La Grecia è alle prese con due gravi problemi: il primo è la difficoltà sul lato della tassazione, l'altro è un settore pubblico troppo pesante».

 

Ma non è tutto. Secondo Roubini, Atene potrebbe essere costretta ad abbandonare l'euro con conseguenze pericolose perché «se un'Eurozona più piccola potrebbe avere senso, renderebbe la situazione più complicata in termini di valuta e liquidità».

 

L'uscita dalla moneta unica è un'ipotesi che prende in considerazione anche Allen Sinai, guru di Wall Street e fondatore di Decision Economics: «Ad un certo punto i grandi dell'Europa, come la Germania, potrebbero pensare che non conviene più procedere a un allargamento, anzi sarebbe meglio optare per un restringimento».

30-04-2010]

ACROPOLIS NOW – E’ STATA L’EUROPA A FAR AFFONDARE LA GRECIA, CON PACCHETTI DI SALVATAGGIO STRUTTURATI E IL TASSO DI INTERESSE COMUNE CHE HA MESSO IN GINOCCHIO L’ECONOMIA DI ATENE – CI SI È AGGIUNTA LA MENEFREGHISTA BRUXELLES CHE HA CHIUSO GLI OCCHI DAVANTI ALLE TRUFFE CONTABILI… MERKEL FA DEL BENE ALLA GRECIA...
Da "Plus 24 - il Sole 24 Ore" - L'approccio di Angela Merkel alla Grecia ricorda il cav. Banana con l'ombrello che dice a Cipputi: "Non si preoccupi, è per il suo bene".

 


LE TRE GRAVI COLPE DI ATENE E QUELLE DI UN'EUROPA DISTRATTA...
Oscar Giannino per "il Messaggero"

Paradossalmente non hanno tutti i torti, i lavoratori e i contribuenti greci che sfilano nelle piazze di Atene contro Berlino e l'Europa che pretendono lacrime e sangue. L'esplosione della crisi ellenica viene da un lento e progressivo aggravarsi di squilibri dell'economia nazionale prima e dei suoi conti pubblici poi. Una china che da quando la Grecia entrò 29 anni fa nell'Unione europea, sette anni dopo la caduta del regime dei colonnelli, l'Europa ha contribuito purtroppo ad alimentare.

 

I contributi europei all'autolesionismo greco sono stati almeno tre. L'insuccesso clamoroso degli aiuti strutturali. Un tasso d'interesse troppo basso rispetto a quello "naturale", per l'economia greca. Infine, la clamorosa cecità di fronte alle truffe contabili. Andiamo per ordine.

 

Il primo pacchetto di salvataggio europeo ad Atene data all'autunno inverno 1984-85. Era il padre dell'attuale primo ministro greco George Papandreou, Andreas, anch'egli socialista ed ex economista negli Stati Uniti ma assai più populista e incendiario del figlio, che è di madre americana e cresciuto tra Canada e USA, a promettere allora a Bruxelles che in cambio di un sostanzioso aumento degli aiuti strutturali europei a quello che era allora il più povero tra i Paesi dell'Unione, si sarebbe equilibrata l'economia nazionale.

 

C'erano almeno tre difetti di fondo: basso risparmio nazionale; elevato deficit delle partite correnti e dunque eccessiva dipendenza da flussi di capitale estero; bassissima produttività e valore aggiunto, per via di una manifattura tradizionalmente debole e di servizi pubblici inefficienti.

 

In un trentennio, il totale degli aiuti europei alla Grecia ha abbondantemente superato la consistenza del suo attuale debito pubblico che veleggia sui 300 miliardi di euro, il 4,8% del totale del debito pubblico dell'euroarea mentre la Grecia pesa solo per il 2,5% del prodotto aggregato lordo dell'eurozona. Nessuno dei tre problemi di fondo dell'economia greca è stato risolto dal contributo europeo.

 

Anzi, si sono incoraggiati i governi conservatori - imperniati sulla famiglia Karamanlis - e quelli socialisti - della famiglia Papandreou - a far peggio. Con l'ingresso nell'euro è venuta la manna di un tasso d'interesse comune europeo di molti punti più basso di quello "naturale", per l'economia greca. L'effetto sono stati alcuni anni recenti di tassi di crescita tumultuosa, fino a ritmi del 5 e persino del 7% annuo.

 

Quando il tasso d'interesse è significativamente più basso di quello di crescita reale di un'economia, ci si può indebitare della differenza in apparenza lasciando invariato il rapporto tra debito e Pil. Con tre risultati disastrosi.

 

Aumenti salariali ingenti ai dipendenti pubblici, quasi un terzo degli occupati. Una bolla immobiliare che ha contributo a peggiorare ulteriormente la qualità degli attivi patrimoniali bancari, e ha allontanato il risparmio nazionale e i capitali esteri da impieghi produttivi, alla ricerca di ben più elevata redditività a breve. Infine, non facendo decollare industria e servizi capaci di sostenere la bilancia commerciale con export ad alto valore aggiunto, la produttività è rimasta piatta.

 

A tutto ciò si è aggiunta infine la cecità della Commissione europea e di Eurostat a fronte della contabilità nazionale greca, con truffe maccheroniche nell'ordine di 10 punti di Pil di deficit nascosto. Tra la vittoria dell'attuale governo socialista, ottobre 2009, e l'accertamento del deficit greco, sono trascorsi la bellezza di 5 mesi.

Mentre la Grecia era già arrivata tra 2008 e 2009 ad assorbire l'8% - 4 volte il peso relativo del Paese - dei finanziamenti straordinari garantiti dalla BCE ai sistemi finanziari dell'eurozona. E quando già la Grecia pagava di soli interessi per anno ai titolari tedeschi di proprio debito pubblico più di quanto oggi la Germania stenti a stanziare per impedire il default greco.

Difficile ormai dire se la Grecia ce la farà per davvero. Ridurre strutturalmente di 10 punti in 3 anni il suo deficit pubblico sul prodotto interno significherà comunque che il suo debito pubblico salirà nel frattempo al 153% del Pil. Ma una cosa è sicura. L'Europa non è incolpevole, del guaio che sé abbattuto sui greci, ma anche su tutti noi. [03-05-2010]

 

 

ACROPOLIS NOW – ALMENO TRE VITTIME NELL’INCENDIO DI UNA BANCA AD ATENE - SCONTRI E CORTEI CONTRO IL PARLAMENTO: LO SCIOPERO GENERALE METTE LA CAPITALE GRECA IN GINOCCHIO - INTANTO LA MERKEL CHIEDE L’APPROVAZIONE DEL BUNDESTAG PER IL PACCHETTO DI STANZIAMENTI: "IN GIOCO IL NOSTRO FUTURO… RIVEDERE IL PATTO DI STABILITÀ” - L’UE: SOLDI AD ATENE ANCHE NEL 2013… - Da Repubblica.it

Migliaia di persone sono scese di nuovo in piazza ad Atene nel secondo giorno di sciopero generale per protestare contro il piano di austerità varato dal governo greco dopo gli aiuti dell'Unione Europea per il salvataggio dell'economia nazionale. Operai, impiegati, agricoltori, studenti, professori e pensionati, insieme all'intera sinistra parlamentare ed extraparlamentare e al movimento anarchico, manifestano davanti al Parlamento lanciando slogan contro il governo, l'Ue e il Fmi. La polizia ha usato i lacrimogeni contro un gruppo di manifestanti che tentavano di sfondare il cordone di forze dell'ordine posto a protezione dell'edificio. Cortei e iniziative analoghe sono in corso anche nel resto del Paese.

Dopo le manifestazioni e l'astensione dal lavoro proclamate ieri dal sindacato dei dipendenti pubblici Adedy e da quello comunista Pame, la protesta oggi si è estesa e trasformata in sciopero generale con la discesa in campo della confederazione del settore privato, Gsee. Lo sciopero generale, il terzo dall'inizio della crisi e il primo dopo l'annuncio delle nuove misure di austerità, sta fermando il paese oscurato da un black out informativo, a causa dello sciopero dei giornalisti, e bloccato dallo stop al traffico aereo, ferroviario, marittimo e urbano (questo parziale per consentire l'arrivo dei manifestanti). Sono chiusi inoltre ospedali, scuole, banche, uffici pubblici e negozi (questi ultimi con l'eccezione di Atene).

Da Berlino il cancelliere Angela Merkel, intervenendo al Bundestag sugli aiuti ad Atene, ha detto che con la crisi greca l'Ue e la Germania si giocano il loro futuro. Nessuna decisione in merito, ha comunque assicurato, sarà presa senza la Germania o contro la Germania: "Tutta l'Europa guarda verso la Germania", ha detto.

"Se interveniamo", ha sottolineato la leader della Cdu, "proteggiamo anche la nostra moneta". La Merkel ha aggiunto che bisogna evitare una reazione a catena nei mercati valutari e tra gli altri partner di Eurolandia. Una seconda crisi finanziaria mondiale, ha osservato, si tradurrebbe in una notevole perdita di ricchezza e in un aumento della disoccupazione anche in Germania. Solo se il piano di aiuti ad Atene avrà successo, ha detto la Merkel, "i mercati dei capitali riacquisteranno la fiducia". I fondi stanziati dovrebbero coprire le necessità della Grecia fino al 2012, ma la Commissione europea oggi ha spiegato che, in caso di bisogno, potrebbero essere estesi anche al 2013.

La cancelliera Merkel ha respinto le critiche secondo le quali gli aiuti sono arrivati troppo tardi. Intervenire prima, ha dichiarato, sarebbe stato anzi controproducente. Se dalla crisi greca arriva una lezione, ha spiegato è la necessità di cambiare il Patto di Stabilità dell'Unione Europea. Secondo la Merkel, il diritto di voto di quei paesi della zona euro che non dovessero rispettare in futuro i propri obblighi di bilancio va sospeso.

Intanto l'effetto greco, dopo i tonfi di ieri, nella notte ha coinvolto anche le piazze orientali e del Pacifico. Chiuse Tokyo, Seul e Bangkok, finisce sotto pressione Hong Kong (-1,39%) insieme a Sydney (-1,33%). Mattinata altalenante per le piazze europee, che hanno aperto in prudente rialzo per poi virare decisamente in negativo.

 

TRE MORTI NELL'INCENDIO DI UNA BANCA AD ATENE...
(ANSA)
- Sono i tre i morti in seguito agli incidenti odierni in una banca di Atene. Lo riferiscono fonti della polizia riportate dalla France Presse. [05-05-2010]

 

euro-bancarotta - il "rischio grecia" pesa sulle banche italiane per 5,27 miliardi (banca intesa rischia un miliardo, le generali 749 milioni) - I problemi più grossi stanno fuori dai confini italiani: 34 miliardi è l’esposizione degli istituti tedeschi e 57 miliardi quella delle banche francesi - dalla tragedia greca alla Spagna e al Portogallo, allarme rosso...

Francesco Manacorda per "La Stampa"

 

Il «rischio Grecia»? Tra le banche e le assicurazioni italiane pesa meno che in molti altri paesi europei - Francia e Germania innanzitutto - ma con forti differenze. C'è chi, come Intesa-Sanpaolo, sulla penisola ellenica ha una scommessa da un miliardo di euro. E c'è chi - è il caso di Unicredit - si limita a dire che l'esposizione è «non significativa», senza però fornire al mercato il dato puntuale della propria esposizione.

 

E mentre il contagio si va allargando dal focolaio greco alla Spagna e al Portogallo, il mondo della finanza cerca di fare rapidamente i conti per scoprire quanto «rischio paese» abbia in portafoglio ciascun istituto. Se infatti il governo greco dovesse dichiarare il default la previsione fatta da Standard & Poor's è che i titoli di Stato sarebbero rimborsati tra il 30 e il 70% del loro valore nominale con perdite conseguenti per chi li detiene.

A testimoniare il nervosismo persistente sta il dato dello Stoxx 600 bancario, che ieri ha perso un altro 1,2%. Qualche numero complessivo, innanzitutto. Secondo i dati della Bri, la Banca dei regolamenti internazionali, le banche europee avevano a fine dicembre un'esposizione complessiva verso la Grecia - tra titoli di Stato e prestiti - di circa 150 miliardi di euro.

 

In questo calcolo l'esposizione delle banche italiane è di 5,27 miliardi, assai meno dei 34 miliardi degli istituti tedeschi e meno di un decimo dei 57 miliardi delle banche francesi. Abbastanza sicuri, invece, gli istituti britannici, con circa 12 miliardi di Grecia in casa. I dati di fine 2009, comunque, potrebbero non essere quelli attuali: dalla prima crisi greca ad oggi è possibile che molte istituzioni abbiano alleggerito i loro portafogli.

In Italia solo Intesa-Sanpaolo, tra le banche, ha un'esposizione corposa verso la Grecia, anche se in termini relativi assai ridotta. La banca spiega infatti attraverso un suo portavoce che «a fine 2009 deteneva titoli governativi emessi da paesi considerati a rischio - i cosiddetti Pigs, ossia Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo, - per un ammontare complessivo pari a solo 1,5 miliardi di euro, ossia pari solo allo 0,2% del totale attivo - due terzi dei quali emessi dalla Grecia». Insomma un miliardo tondo in titoli di Stato greci.

 

Più ampia l'esposizione delle Generali sull'insieme dei Pigs. Si tratta di 2,2 miliardi netti - ossia riferibili al gruppo, senza contare le quote in mano agli assicurati - mentre, spiega un portavoce, «l'esposizione netta per quel che riguarda la Grecia è di 749 milioni».

 

A Trieste si sottolinea comunque come questa cifra vada messa a fronte di attivi per circa 400 miliardi. Per Fonsai l'esposizione lorda sulla Grecia è di 282 milioni, quella netta si ferma a 50 milioni. Più giù in questa classifica che nessuno tiene a capeggiare, si trova il Banco Popolare, che due mesi mesi e mezzo fa - lo dice un prospetto per un prestito obbligazionario - aveva 91 milioni di esposizioni in titoli di Stato della Grecia ed altri 150 milioni in bond governativi spagnoli.

 

Nella parte bassa della classifica sono invece Banca Mps, i cui vertici hanno già indicato martedì che l'esposizione alla Grecia ammonta a 20 milioni, e Ubi Banca, che ha un'esposizione di 24 milioni, definita «marginale» su Atene, nonché la Popolare di Milano che parla di esposizione «minimale, prossima allo zero».

 

I problemi più grossi, come detto, stanno fuori dai confini italiani. In Germania - lo dicono i dati dell'autorità regolatoria delle banche riportati dalla Dow Jones - Hypo Real Estate ha un'esposizione «monstre» di 9,1 miliardi di euro e la Commerzbank ha 4,6 miliardi di titoli di Stato greci in mano. Dunque, un mancato aiuto ad Atene che spingesse la Grecia al default creerebbe quasi di sicuro grossi problemi anche al governo tedesco per la situazione delle sue banche.

Più pesante, ma meno definita nei singoli casi, l'esposizione delle banche francesi, dove incide anche il diretto controllo di due istituti ellenici: Emporiki in mano al Crédit Agricole e Geniki che appartiene a Société Générale. BNP Paribas, che in Italia possiede Bnl, ha invece parlato di un'esposizione «trascurabile». Nel Benelux soffrono Fortis (3,8 miliardi di esposizione stimata) e Ing, con 3,5 miliardi nella tempesta greca.

[29-04-2010] 

TRAGEDIA GRECA – E’ COMINCIATA LA GRANDE FUGA DEI CAPITALI ELLENICI! - I RICCONI FANNO SHOPPING DI CASE E VILLE NEI QUARTIERI CHIC DI LONDRA - PAGAMENTO IN CONTANTI ANCHE SENZA VEDERE L’IMMOBILE, CASE INTESTATE AI FIGLI – E COSÌ 10MLD€ SONO “SPARITI” DAL PAESE PER EVITARE DI CONTRIBUIRE AL SALVATAGGIO DEL CRAC - I SINDACATI PROSEGUONO CON LE PROTESTE… Roberto Giovannini per "la Stampa"

 

Ci mancavano gli ispettori del Fondo Monetario Internazionale. Il primo ministro greco George Papandreou ha un bel cercare di sopire e quietare, ma qualunque cittadino ellenico sa benissimo che chiedere l'aiuto del Fmi è come invitare in casa propria un affermato jettatore portadisgrazie.

 

Ecco così che una popolazione già stanca depressa e scioccata da un cataclisma finanziario di cui nessuno ha ben capito la genesi e di cui nessuno si aspettava le catastrofiche proporzioni, si aspetta che prima o poi arrivi il peggio. Anche perché le ricette «made in Fmi» gira che ti rigira sono note: licenziamenti nel settore pubblico, altri giri di vite sulle pensioni e il magro Stato sociale, aumenti delle imposte, e tutte le più spaventose e temibili «riforme strutturali».

 

C'è chi reagisce con la paura, e chi - come vedremo - imboscando i capitali in tutta fretta, come stanno facendo i molti greci ricchi o solo benestanti, che approfittano dei weekend per andare a Londra ad acquistare case per metterle al sicuro da tagli e controlli fiscali che per ora non esistono. In questa calda giornata di primavera, la sterminata capitale appare semideserta e sonnolenta.

 

Domani, martedì, è prevista l'ennesima manifestazione di protesta del sindacato dei dipendenti pubblici, l'Adedy. Presumibilmente il corteo sarà condito da scontri e tafferugli a cura della nutrita pattuglia di militanti dei movimenti. Sia l'Adedy che la meno battagliera organizzazione del settore privato Gsee sono di ispirazione socialista; ma hanno già proclamato scioperi generali, e proprio ieri hanno di nuovo messo in guardia il governo Papandreou contro misure che potrebbero causare una «esplosione sociale».

 

Per adesso, di questa esplosione non si avverte traccia, nemmeno sotterranea: lo stato d'animo che prevale tra la gente normale è lo shock. E la paura per un futuro che non promette nulla di buono.

 

Anche perché la crisi e i tagli hanno cominciato già a mordere, e proprio tra i dipendenti dello sterminato settore pubblico e le loro famiglie. La signora Evangelia Papoulis la racconta così. «Mio marito Kostas è insegnante di tecnica in un liceo, io lavoro come free lance in una società che gestisce progetti di formazione con i fondi europei. Mio marito aveva uno stipendio di 1.300-1.400 euro, e con il taglio di alcuni bonus e della tredicesima quest'anno perderà circa 2.000 euro.

 

La mia azienda invece è bloccata: si è ridotto l'orario di lavoro e le remunerazioni del 20%, ma io ci ho rimesso di più. A fine anno prenderò 15.000 anziché 30.000 euro». Incassi dimezzati, per Evangelia. Significa dover stare attenti a tutto: «Pensare bene - dice - prima di andare al ristorante o al cinema, se fare acquisti, se mandare i nostri figli a fare attività nel doposcuola. E non voglio pensare al rischio che Kostas possa perdere il posto».

 

Per adesso la vasta maggioranza dei greci si ispira alla politica della famiglia Papoulis, che pure fa parte di una classe media che di norma non ha problemi: occhio a come si spende ogni giorno e taglio degli «sprechi». Per fortuna quasi tutti hanno la casa di proprietà, e quasi tutti gli abitanti di Atene e Salonicco hanno una casina anche modesta in campagna o al villaggio di origine delle loro famiglie (Evangelia, nel Peloponneso). In vacanza insomma ci si andrà; magari, tagliando sulla durata del soggiorno. Discorso diverso è per i tantissimi giovani superprecari e magari superlaureati della cosiddetta «Generazione 700 euro». Per loro questo Paese non offre alcuna prospettiva.

 

E discorso diverso è quello che riguarda i ricchi. Se ne sono accorti i media britannici: da qualche settimana c'è un costante flusso di cittadini greci che sbarcano a Londra per fare shopping di case ville e immobili. Tutta gente che paga in contanti, dicono gli operatori del «real estate», che comprano senza battere ciglio e nemmeno trattare proprietà da un milione e mezzo di sterline nei quartieri eleganti di Regent's Park, Mayfair e Marylebone. A volte senza nemmeno visitarle.

 

E che puntino a imboscare capitali lo si capisce anche dal fatto che tanti intestano le nuove case ai loro figlioli. E così, i capitali dell'élite ellenica migrano per evitare di contribuire al salvataggio dell'economia della Grecia: soltanto nei mesi di gennaio e febbraio sono partiti fuori dall'Ellade dagli 8 ai 10 miliardi di euro, secondo i dati della Banca centrale di Grecia. In direzione Svizzera, Lussemburgo e soprattutto verso la discretissima Cipro.

Soldi di professionisti, avvocati, medici, grandi commercianti, ma anche di opulenti armatori, da sempre refrattari al fisco: le compagnie navali (tutte di proprietà di singoli facoltosi individui) non pagano imposte d'impresa, e nella maggior parte dei casi hanno sede legale e fiscale fuori dalla Grecia. In tutto il Paese ci sono solo sei contribuenti che hanno dichiarato più di un milione di euro. Sei. 26-04-2010] 

PORCI AL ROGO! (EURO-PANICO) - GLI SPECULATORI DI WALL ST. (FREGANDOSENE DELLE INDAGINI DELLA SEC) PUNTANO SUL FALLIMENTO DI PORTOGALLO, ITALIA, GRECIA E SPAGNA (PIGS) – SECONDO LE LORO PREVISIONI, PER ARRESTARE IL CONTAGIO GRECO IN ALTRI PAESI SERVONO 600 MLD€ (PIÙ DEL FONDO TARP) – IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA USA: “GLI HEDGE FUND (SOROS, PAULSON, GRENLIGHT, SAC CAPITAL) HANNO CONCORDATO UN ATTACCO SIMULTANEO ALL´EURO"…

Federico Rampini per "la Repubblica"

 

Nuova giornata di bufera sui mercati finanziari. Nel ciclone è finita anche la Spagna. Standard & Poor´s ha infatti ridotto il rating sui titoli del debito pubblico di Madrid. Le borse hanno subìto pesanti flessioni. Il Fondo Monetario Internazionale stima che per salvare la Grecia servano almeno 120 miliardi di euro. La moneta europea è ai minimi mentre l´oro è a quotazioni record. Atene accusa la Germania di voler affondare il Paese. Berlino ha cautamente aperto sull´ipotesi del prestito.

È un copione sinistro, che alla Casa Bianca ricorda le tappe del collasso finanziario del 2008-2009. Sono cambiati i bersagli, stavolta sono gli Stati sovrani invece delle banche. Ma i metodi, gli strumenti, i registi della grande offensiva anti-euro sono figure fin troppo familiari. Ci sono le stesse agenzie di rating che nell´ultima crisi ebbero un ruolo perverso.

 

Furono Standard & Poor´s, Moody´s e Fitch ad incollare le etichette prestigiose "Aaa" sui titoli tossici legati ai mutui subprime. Incompetenza, conflitto d´interessi, la loro reputazione ne uscì distrutta. Quegli scandali non hanno impedito che Standard & Poor´s sia all´origine dell´ultima crisi di sfiducia, per il declassamento della Spagna (colpa delle regole europee: la Bce può acquistare titoli del debito pubblico solo se raggiungono un rating minimo).

 

Soffiano sul fuoco dell´euro-panico le grandi banche di Wall Street, noncuranti delle indagini avviate contro di loro dal Congresso, dalla Sec e dalla Federal Reserve. Gli economisti di Goldman Sachs e JP Morgan Chase ieri hanno lanciato in perfetta concordia un annuncio tremendo: altro che i 45 miliardi di euro inizialmente previsti per il salvataggio della Grecia, «ora gli aiuti necessari per arrestare il contagio in altri paesi mediterranei sono di almeno 600 miliardi di euro».

 

Si tratta, sottolineano i due colossi bancari di Wall Street, di «una cifra superiore al fondo Tarp (700 miliardi di dollari) varato nell´autunno 2008 dall´allora segretario al Tesoro Usa, Hank Paulson, per salvare il sistema finanziario da un collasso mortale». L´economista Philip Lane vede nella Grecia, nel Portogallo e nella Spagna «gli equivalenti odierni di Bear Stearns e Lehman Brothers», le due banche fallite nel 2008.

Il paragone fa paura perché i due istituti individualmente avevano dimensioni "gestibili", ma il contagio della paura rischiò di travolgere tutti gli altri. Tornano in primo piano i titoli derivati chiamati "credit default swaps" (Cds). In apparenza sono contratti assicurativi, per proteggersi dal rischio del fallimento di un debitore.

 

In realtà hanno assunto vita propria come formidabili strumenti speculativi, consentono di scommettere sulle bancarotte per guadagnarci. Hanno un effetto moltiplicatore, che si vede all´opera in queste ore. «Occhio alle banche europee - avverte JP Morgan - perché gli istituti tedeschi, francesi, olandesi e belgi più esposti verso l´Europa mediterranea possono a loro volta essere coinvolti nelle perdite, quindi diventare meno solidi».

Un´inchiesta del Department of Justice accusa i più importanti hedge fund (Soros, Paulson, Grenlight, Sac capital) di aver concordato un attacco simultaneo all´euro, in una cena segreta l´8 febbraio a Wall Street. Il giorno dopo, 9 febbraio, al Chicago Mercantile Exchange i contratti futures che scommettevano su un tracollo dell´euro erano schizzati oltre 54.000, un record storico.

 

Con Goldman Sachs e Barclays in buona vista nelle cronache su quelle grandi manovre. Il club dei grandi banchieri, anche se accusati di frode dalla Sec come il chief executive di Goldman Lloyd Blankfein, continua ad avere un potere d´influenza. Indica la tendenza, si trascina dietro il mercato. Il fondo Pimco, il più grande investitore privato del mondo in titoli di Stato, ha sospeso ogni acquisto di titoli greci e sta considerando «l´abbandono di tutta l´Europa periferica».

Colossi industriali tradizionali come la Coca Cola, corrono a proteggersi contro una frana dell´euro, e così facendo usano gli stessi strumenti speculativi con cui gli hedge fund accelerano quella caduta. Payden & Rygel, gestore di 50 miliardi di fondi pensione californiani, ha svenduto titoli di Stato europei e comprato derivati per lucrare sulla svalutazione dell´euro.

 

Perfino i piccoli risparmiatori sono trascinati in questo tsunami: è aumentato del 57% il numero di clienti individuali che acquistano "option" valutarie per puntare contro l´euro. Il colpo finale, secondo il Wall Street Journal, «è quello che verrà se le stesse banche centrali cominciano a mollare l´euro per limitare le perdite». Se la Fed, la banca centrale cinese e giapponese dovessero ridurre le loro riserve in euro «il prossimo scivolone sarà a quota 1,20 sul dollaro».

 

E´ lo scenario che ha in mente l´Ocse quando avverte: «Siamo ben oltre il pericolo del contagio. Il contagio c´è già stato. Questo è il virus Ebola. Quando ce l´hai non ti resta che amputarti una gamba per sopravvivere». L´amputazione, in questo caso, è l´uscita dall´Eurozona dei paesi più deboli. Uno scenario che a Wall Street ha molti fautori.

[29-04-2010] 

Cade anche la Spagna, trema l’euro - Piano da 120 miliardi per Atene - I pm: così Anemone pagò la casa a Scajola. Il ministro: estraneoe disgustato dalla gogna - Tregua addio. Fini torna all’attacco - Fini non smentisce e ci insulta - È pronto il lodo Alfano costituzionale. Protesta l’opposizione - L’Inter in dieci resiste al Barcellona. È finalissima...

Il Velino.it

 

CORRIERE DELLA SERA - In apertura: "Spagna declassata, giù i mercati". Editoriale di Francesco Giavazzi: "Torpori e colpe". In primo piano: "Tutti gli errori da non ripetere". Al centro: "Ancora tensione Berlusconi-Fini. Rissa alla Camera nel Pdl". Di spalla: "L'Inter in dieci resiste al Barcellona. È finalissima". L'intervista a Massimo D'Alema: "L'ex leader di An è un interlocutore". A fondo pagina: "Così fu comprata la casa per Scajola".

 

LA REPUBBLICA - In apertura: "Cade anche la Spagna, trema l'euro". Al centro: Pdl, Fini rilancia la sfida al premier". In un box: "È pronto il lodo Alfano costituzionale. Protesta l'opposizione". Foto-notizia con il titolo: "Destino Inter, in 10 va in finale". Di spalla: "I falsi islamici della stabilità" e "La speculazione dei soliti noti". A fondo pagina: "Ottanta assegni circolari mettono nei guai Scajola".

LA STAMPA - In apertura: "Aiuti allaGrecia, sì di Berlino". Editoriale di Franco Bruni: 2Cosa serve davvero ad Atene". In primo piano: "John Elkann: Andrea Agnelli presidente Juve". Foto-notizia con il titolo: "Messico, italiano rapito". Al centro: "Fini-Berlusconi riesplode la lite". Retroscena: Pd: Vendola lancia la volata per le primarie". Il caso: "Lirica, il Colle non firma il decreto di Bondi". A fondo pagina: "Licenza di uccidere".

 

IL GIORNALE - In apertura: "Fini non smentisce e ci insulta". Al centro foto-notizia con il titolo: "Eroica Inter, in dieci conquista la finale". Di spalla: Dopo la Grecia ora l'allarme arriva in Spagna". A fondo pagina: "La follia ha ucciso anche l'essere madre".

 

IL SOLE 24 ORE - In apertura: "Piano da 120 miliardi per Atene". Di spalla: "La Grecia è senza Angela custode" e Europa una moneta e nessuna bandiera". Foto-notizia con il titolo: "Riforma finanziaria. Obama va in pressing e al Senato arriva il primo accordo". A fondo pagina: "La dichiarazione rifiuti ‘smarrisce' la proroga" e "Assenti 95 deputati Pdl. Governo battuto sull'arbitrato nel lavoro".

 

IL MESSAGGERO - In apertura: "Grecia, sì di Berlino". Editoriale di Paolo Savona: "Un mondo senza leader non esce dalla crisi". L'Analisi di Marco Forte: "Perchè l'Italia non è sotto scacco". Foto-notizia con il titolo: "Impresa Inter: è in finale. Resiste in dieci all'assedio del Barcellona". Al cnetro: Olimpiadi, Roma in testa". A seguire: Governo battuto, nel Pdl scambio di accuse". A fondo pagina: "I pm: così Anemone pagò la casa a Scajola. Il ministro: estraneoe disgustato dalla gogna" e "Adozioni, non si sceglie il colore dei figli".

 

IL TEMPO - In apertura: "Il mercato della paura". Foto-notizia del presidente della Camera Gianfranco Fini: "Tregua addio. Fini torna all'attacco". A fondo pagina: "Neonato in coma al Gemelli. Mangiava, ma è denutrito".

LIBERO - In apertura: "Il piano di Fini contro il Pdl". Editoriale di Maurizio Belpietro: "Intercettazioni. I cronisti pagano anche per i pm".Foto-notizia con il titolo: "Impresa Inter: è in finale di Champions". A fondo pagina: "Salvata la Grecia, chi salva i risparmiatori?".

L'UNITÀ - In apertura foto-notizia a tutta pagina: "No tu no".

 

[29-04-2010] 

QUEL GROSSO GRASSO DEBITO GRECO – NON SOLO ATENE HA IL BRUTTO VIZIO DI TRUCCARE I NUMERI. ORA L’EFFETTO DELLA CRISI SI ALLARGA AD EST (UCRAINA, BIELORUSSIA, PAESI BALTICI): ECONOMIE DEBOLI CHE TREMANO SOTTO IL PESO DEI DEBITI – S&P METTE LA GRECIA SOTTO ESAME PER POSSIBILE TAGLIO DEI RATING…

Marco Panara per "Affari & Finanza" di "la Repubblica"

Prima Dubai, ora la Grecia, chi sarà il prossimo? Tra i bookmakers che trafficano in ‘credit default swaps' quelle strane polizze con cui è di gran moda assicurarsi contro il fallimento di chi emette titoli va forte l'Ucraina, stretta tra conti disastrosi e le elezioni di inizio 2010, dal cui risultato dipenderà in buona parte l'esito della scommessa. Nel mondo i focolai non mancano, dalle Repubbliche Baltiche all'area dei Balcani, dall'Argentina all'Azerbaigian, ma l'aria che tira tra analisti e osservatori è che non sia il caso di allarmarsi troppo perché tutti o quasi, rispetto al marzo scorso ma anche solo rispetto all'estate, stanno già un pochino meglio.

D'altra parte i debiti di Dubai World non sono stati scoperti due settimane fa, e il caso è esploso perché lo sceicco ha voluto far sedere le banche creditrici intorno a un tavolo e per farlo ha scelto di chiarire che su quel debito non c'era la garanzia implicita dello stato. Quanto alla Grecia anche lì che le cose non stessero funzionando lo si sapeva, quello che non si sapeva era il quanto. E il quanto è stato una brutta sorpresa: un deficit pubblico che viaggia oltre il 12 per cento del prodotto interno lordo.

 

Ma il problema per Atene non è solo in quel dato assai inquietante. Se c'è un vizio che l'Europa e i mercati fanno fatica a perdonare è quello di truccare i numeri, e la Grecia, purtroppo, questo vizio ce l'ha. Lo si scopre dopo ogni elezione, è accaduto nel 2004 ed è accaduto di nuovo, clamorosamente, l'ottobre scorso. Il governo socialista appena insediato la prima cosa che ha fatto è stata controllare i conti e la sorpresa è stata notevole: il rapporto tra il deficit dei conti pubblici e il prodotto interno lordo non solo non era di poco inferiore al 4 per cento come si diceva a inizio anno e nemmeno intorno al 7 per cento indicato a fine estate, bensì superiore al 12 per cento.

Il dubbio dell'Europa è che ci sia una continuità in questa attitudine a mascherare la realtà, ovvero che la Grecia possa essere entrata nell'euro sulla base di dati non corretti, e di esserci rimasta indicando un rapporto tra deficit e pil sempre inferiore a quello vero.

Ora però è con i numeri veri che il ministro delle finanze appena insediato George Papaconstantinou se la dovrà vedere. Il mercato ha due strumenti per segnalare la sua attenzione: la differenza dei tassi tra i titoli pubblici emessi da Atene e quelli emessi da Berlino, e il prezzo che si paga per un ‘credit default swap' sul debito pubblico greco. Tutti e due sono in salita. Bruxelles invece la sua attenzione la manifesta con la procedura per deficit eccessivo, che è stata avviata.

La Grecia in effetti è un caso. L'economia del paese è fragile, con i due pilastri principali, il turismo e i noli marittimi, prosciugati dalla crisi. La pubblica amministrazione è assai poco efficiente, e lo è in particolare quando si tratta di far pagare le tasse. La spesa invece corre e rimetterla in ordine richiede sacrifici che non è chiaro quanto il popolo greco sia disposto a fare. E infatti il governo appena insediato, pressato da Bruxelles e dai mercati a mettere i conti pubblici in ordine, si ripromette di farlo per una piccola parte con tagli alla spesa, con provvedimenti quali ad esempio il blocco del turn over tra i dipendenti pubblici, e per la gran parte intervenendo sulle entrate, guarda caso con la lotta all'evasione.

Per noi italiani è un film già replicato decine di volte, ma a Bruxelles più che alle reboanti promesse si guarda ai probabili esigui risultati, e una manovra di risanamento costruita su queste basi non convince. Si vedrà se nelle prossime settimane Papaconstantinou riuscirà a proporre qualcosa di più strutturale, perché, è il coro degli osservatori, quello che conta è la serietà dell'impegno. L'esempio che viene fatto è l'Irlanda: non sta certo meglio della Grecia in questo momento, ma l'impegno al risanamento assunto dal governo è considerato più serio e credibile.

Ma torniamo ad Atene. Il debito pubblico di cui si parla, che pure veleggia a gran ritmo verso il 135 per cento del pil, è comunque di circa 240 miliardi di euro, una cifra vicina a quanto l'Italia dovrà raccogliere (tra debito vecchio da rifinanziare e debito nuovo) nel solo 2010. La Grecia non è, viste le dimensioni della sua economia, un rischio sistemico. E però la situazione è delicata e va seguita con grande attenzione. Per una ragione istituzionale, per una ragione finanziaria e per una ragione macroeconomica. La ragione istituzionale è che l'Unione e l'area Euro si sono dotati di procedure dettagliate per prevenire le crisi ma non per gestirle, si entra quindi in una terra incognita, una prova che l'Europa non può sbagliare ma di cui dovrà definire modi e termini man mano che la affronta.

La ragione finanziaria è che il debito pubblico greco, che ha un rating A, è largamente diffuso all'estero e viene oggi utilizzato come collaterale da parte delle banche per rifinanziarsi presso la Bce. Francoforte ancora per un anno accetterà come collaterale titoli con rating B, ma a fine 2010 tornerà alla prassi di accettare solo collaterali con rating minimo A, ovvero quello che la Grecia ha adesso. Il rischio, se il governo di Atene non dovesse agire con efficacia per rimettere in ordine i conti, è che quel rating possa peggiorare, il che comporterebbe automaticamente che i titoli greci offerti come collaterale dovrebbero essere sostituiti rapidamente con altri più affidabili. Si può immaginare quale sarebbe l'effetto sui mercati se la Banca Centrale Europea non accettasse più come collaterale il debito sovrano di un paese dell'area dell'euro.

Infine c'è la ragione macroeconomica. Quando si vuole valutare la rischiosità finanziaria di un paese si guarda in genere alla sua bilancia delle partite correnti e se questa è in deficit si guarda a come il deficit viene coperto. Si guarda poi al debito estero a breve di quel paese e si verifica se è coperto dalle riserve valutarie. Se si vuole andare ancora più fondo si mette in rapporto il fabbisogno in valuta (debito a breve, più gli interessi e le quote di ammortamento del debito estero a medio e lungo termine, più il deficit delle partite correnti) con le riserve.

Quando la bilancia delle partite correnti è in deficit robusto e non occasionale e quando il debito estero pesa troppo e le riserve non sono adeguate allora è il caso di preoccuparsi. La Grecia è nell'euro e quindi il problema delle riserve non esiste, ma il deficit delle partite correnti è pesante, ben superiore al 10 per cento del pil, e viene regolarmente finanziato con il collocamento all'estero di titoli del debito pubblico. Non è una situazione che un paese normale (gli Stati Uniti vanno avanti così da anni, ma è il vantaggio offerto loro dal dollaro) possa sostenere a lungo, ma intanto, mentre si mettono le cose in ordine quello che conta è la fiducia dei mercati. Quella di cui la Grecia ha bisogno più che mai e che Papaconstantinou si deve ora riconquistare.

La Grecia però non è sola. Tra gli altri potenziali focolai di crisi, l'Irlanda è sotto osservazione e dal 2011 al 2014 dovrà correggere i conti del 2 per cento l'anno. Ma sui conti pubblici si dovranno dare da fare in molti, a cominciare dall'Italia che quanto a debito è meno sola ma sempre ai primi posti, e passando per paesi fino a ieri virtuosissimi come la Spagna, che ha un deficit esplosivo ma parte da un debito bassissimo. La prossima crisi, se e quando ci sarà, scommettono gli operatori, non sarà comunque dentro Eurolandia. A preoccupare è l'Ucraina, con la crisi ha tagliato la sua economia del 20 per cento, le cui riserve valutarie coprono il debito estero a breve ma non il fabbisogno, e alla quale il Fondo Monetario ha bloccato la seconda tranche del suo prestito perché il governo invece di mantenere gli impegni ha aumentato la spesa pubblica in vista delle elezioni.

Preoccupano Estonia, Lettonia e Lituania, le ultime due soprattutto, che hanno un debito a breve inferiore alle riserve e vistosi crolli del pil. Meritano attenzione la Bulgaria che ha un forte deficit delle partite correnti e la Romania (che pure è assistita dall'Fmi) a causa dell'incertezza politica. Preoccupano il Kazakistan, che ha seri problemi con il suo sistema bancario, e, volando di là dall'Atlantico, l'Argentina, un classico verrebbe da dire tra i paesi esposti ai venti delle crisi.

S&P: METTE RATING SOVRANO SOTTO ESAME PER POSSIBILE TAGLIO...
Radiocor -
S&P ha posto il rating sovrano di lungo termine della Grecia sotto esame con implicazioni negative, cioe' in vista di un possibile downgr ade del giudizio. L'agenzia ha spiegato che decidera' sul rating quando ricevera' ulteriori informazioni della autorita' di Atene sui piani in cantiere per fronteggiare la crisi economica e la pressione fiscale.

'I piani di consolidamento fiscale presentati dal nuovo governo - ha detto l'analista Marko Mrsnik - non sembrano in grado di garantire una decisa riduzione dei deficit fiscali e del debito pubblico'. Il governo greco ha alzato di recente le stime per il deficit 2009 al 12,7% del pil, oltre sei punti percentuali in piu' rispetto alle proiezioni precedenti.

 

 

[07-12-2009]

 

 

Videoinforma :  www marcobava.it

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

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Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

www.visual.paginegialle.it/

 

ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

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La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

...

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

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