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Incontro
sul termovalorizzatore del Gerbido organizzato presso la
Parrocchia SS. Trinità di Nichelino (Torino).
27
marzo 2009
Terzo
incontro pubblico, organizzato
dall'associazione Animo Nichelino, per discutere sui
problemi ambientali legati alla realizzazione del
termovalorizzatore di Torino.
In
base ai dati presentati nei due incontri precedenti emerge
chiaramente che l’incenerimento non è una soluzione
ragionevole e che ci sono alternative praticabili in tempi
più brevi e con una spesa di gran lunga inferiore (raccolta
differenziata, trattamento meccanico biologico, riciclo).
Quelli
che sono favorevoli all’incenerimento insistono
sull’assenza di effetti nocivi e sul risparmio di CO2, che
sarebbe di circa 160.000 tonnellate all’anno.
Durante
la serata, questi dati sono stati smentiti da studi
effettuati sui sistemi alternativi all’incenerimento, che
riducono l’emissione di CO2 a livelli trascurabili.
Per
quanto riguarda la salute, dopo aver illustrato i risultati
di studi scientifici europei (francesi, inglesi e
irlandesi), tutti concordi nel denunciare un rischio grave
soprattutto per le donne e i bambini, è stato presentato il
risultato di un’analisi effettuata da TRM, la società che
costruisce l’inceneritore, in collaborazione con il
Politecnico di Torino.
Dovete
sapere che un progetto di ricerca della Commissione Europea,
che si chiama ExternE (Externalities of Energy), ha
quantificato in modo molto preciso i costi dei danni
all’ambiente ed alla salute derivanti da una qualunque
fonte emissiva.
Questi costi, in Europa, sono attualmente valutati da 3 a 5
volte meno che negli USA, ma è importante che venga
riconosciuto che una centrale elettrica, una discarica, un
inceneritore, un cementificio, ecc. provocano danni, che
hanno, oltre ad un costo in termini di sofferenza, anche
costi economici ben quantificabili.
La società che sta costruendo l’inceneritore del Gerbido,
nel 2003 ha fatto uno studio in collaborazione con il
Politecnico di Torino e ha redatto una tabella dei costi in
euro delle malattie previste.
Malattie e costi sono stati riassunti in una tabella, che, a
ragion veduta, si potrebbe definire il tariffario delle
malattie provocate dall’impianto.
Non
è un macabro scherzo, è un documento del Politecnico di
Torino.
I
rischi analizzati sono quelli legati alle polveri sottili
(PM10), alle diossine, agli ossidi di azoto, all’anidride
solforosa e ai metalli pesanti cancerogeni emessi
nell’ambiente dall’impianto di incenerimento.
La
tabella è abbastanza esauriente nell’indicazione dei
rischi anche se non riporta i danni delle polveri più fini
(PM 2,5 ed inferiori), che sono molto più dannose di quelle
grossolane, non vengono misurate e non vengono trattenute
dai filtri, neanche da quelli più moderni.
Durante
la serata sono stati proiettati anche due brevi filmati, che
riguardano il Prof. Umberto Veronesi, che prima ha
dichiarato alla televisione che il rischio degli impianti di
incenerimento è ZERO, ma poi ha scritto che si riferiva a
dati che gli erano stati illustrati da altri e si è
dichiarato NON disponibile ad un incontro con i colleghi di
parere diverso.
È
sempre più evidente che la scelta di bruciare i rifiuti resta una
follia.
L’alternativa esiste ed è la raccolta differenziata, che consente di
riciclare e riutilizzare percentuali di rifiuti che possono arrivare
anche al 90% e oltre, mentre l’inceneritore produce ceneri nocive, che
devono essere smaltite in discariche apposite, pari al 30% del peso
originale dei rifiuti, senza contare il grande uso di calce, ammoniaca,
carboni attivi utilizzati nei filtri e lo spaventoso consumo d’acqua,
pari a circa un litro e mezzo per chilogrammo di rifiuto trattato. Un
inceneritore come quello del Gerbido di Torino consumerà quasi 2
milioni di litri d’acqua al giorno!
Per fare la raccolta differenziata basta raccogliere separatamente gli
scarti di cibo e le bucce della frutta, il cosiddetto «umido» (30%),
la carta (28%), la plastica (16%), il vetro (8%) e siamo già all’82%,
restano ancora il legno e gli stracci (4%) e i metalli (4%) che portano
la percentuale di riutilizzabile al 90%. Il restante 10% può essere
stabilizzato e smaltito senza problemi.
Insomma:
il termovalorizzatore necessita di una discarica di servizio per rifiuti
pericolosi, quella stessa discarica può essere utilizzata per il
residuo, non pericoloso, della raccolta differenziata.
Un
termovalorizzatore in meno, tanti malati in meno e tanti posti di lavoro
in più!
Troppo
complicato?
Cordiali
saluti a tutti
Roberto
Topino
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No,
mi dispiace: per me chi sta con Di Pietro, qualunque posizione occupi, è
un nemico da combattere. Non tanto per me che a giorni compio
sessant’anni e non vorrei campare ancora tanto, quanto per i miei figli
e per i nipoti che vorrei
avere.
Magari
la signorina Alfano, che avrà senza
dubbio grandi meriti nella lotta alla mafia, non sa che cosa
sta facendo. Ma
se non sa che cosa sta facendo è più
opportuno che se ne resti dov'è
e non vada (magari pure in buona fede) ad ingrossare le fila dei
devastatori. Di quelli ne abbiamo già a sufficienza.
Lo
so che per qualcuno può essere tanto bello indossare i panni dell’eroe
senza macchia e senza paura facendolo a buon mercato, ma di questi
personaggi non abbiamo bisogno.
Aggiungo
che costoro sono incomparabilmente più insidiosi dei vari cagnolini
da salotto di Berlusconi e dei cadaveri viventi del PD. Di
quelli nessuno che sia in stato di
veglia ha dubbi: si sa perfettamente
chi sono, che cosa fanno e perché lo fanno. Se c’è chi li sceglie per
essere rappresentato, siamo davanti ad una scelta suicida deliberata su
cui non c’è da eccepire: ognuno è
libero di agire come meglio crede. La signorina Alfano ,
invece, si spaccia (ripeto, magari pure in buona fede) per una sorta di
Giovanna d’Arco pronta a battersi contro ogni ingiustizia, così traendo
in inganno una folla di persone benintenzionate. Ma quale
ingiustizia peggiore dell’avvelenare l’aria, l’acqua e il cibo? E
che dire se questo avvelenamento andrà a colpire senza pietà le
generazioni future? Qualche secolo fa chi
inquinava un pozzo a Venezia era condannato a morte. Oggi, avvelenando ben
altro che un pozzo, si diventa ipso facto eroi del progresso.
E
non entro nell’argomento delle cosiddette “grandi opere”,
devastanti per la salute oltre che per l'economia, e se non ci entro è per
carità di patria, anche se qui Di Pietro ha dato l’ennesima
dimostrazione di chi sia lui e di che cosa
sia il suo partito (ancora una volta
l'ineffabile Aurelio Misiti...)
Certo,
in una società dove la cultura è quella della TV in
cui in un paio di minuti (sono i tempi televisivi) si deve
“informare” il pubblico (che aspetta solo Il Grande Fratello), dove l'oro
colato è quello di Umberto Veronesi, dove nelle "trasmissioni
verità" vige la censura più becera, dove il dilettantismo e
l'improvvisazione imperano, è conseguenza fin troppo ovvia che i
politici che vanno di moda siano quelli:
due strilli in piazza, quattro slogan pubblicitari che nascondono quello
che c'è davvero nella scatola e il gioco è fatto.
Concludendo,
mi auguro, e me lo auguro per il bene comune a lettere minuscole, che la
signorina Alfano non abbia il lasciapassare per l’Europa e che, se è
davvero in buona fede, s'impegni
seriamente a studiare e riemerga quando è pronta.
Magari allora potrà essere utile.
Stefano
Montanari
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Costosissime
fabbriche di tumori
Nota:
l’inceneritore di Torino costerà più di 500 milioni di euro.
Eco-News
“Costosissime
fabbriche di tumori, con notevoli sprechi di danaro pubblico, quella
per la costruzione di quattro inceneritori, adesso ci riprovano e
lanciano il nuovo bando“. Cosi Sonia
Alfano, candidata indipendente nelle liste di
Italia dei Valori alle elezioni Europee che in una nota si
scaglia contro i
quattro mega inceneritori che saranno costruiti in Sicilia. In
questi giorni riparte infatti l’iter burocratico per la loro
costruzione. “Spenderemo
circa 200 milioni di euro -
spiega Sonia Alfano - per
ammalarci di cancro e bruciare ciò che invece potrebbe essere
riciclato e produrre utili. La raccolta differenziata, così
come già avviene in molti paesi europei ed in alcune realtà
italiane, permetterebbe persino di ammortizzare i costi per lo
smaltimento e, qualora ve ne fosse la volontà politica, di diminuire
la tassa sui rifiuti. Al contrario, gli inceneritori, scoraggiano
questo meccanismo poichè più è alto il quantitativo dei rifiuti
riciclati meno gli inceneritori posso “bruciare”. Se pensiamo poi
- ha affermato la candidata - che
bruciamo soldi per produrre tumori, ci rendiamo conto di stare
rasentando la follia. Da anni conduco una battaglia insieme ai meet
up di Beppe Grillo , di cui faccio parte ed alle liste
civiche di “Italia a Cinque
Stelle”, che sostengo in tutta Italia, per fermare
l’utilizzo improprio che attualmente si fa dei cip6 cioè di quel
contributo che ogni mese tutti i cittadini pagano sulla propria
bolletta che secondo le disposizioni dell’Europa dovrebbe essere
speso per l’incremento delle energie rinnovabili e che invece
l’Italia utilizza per costruire gli inceneritori. Abbiamo già
presentato decine di esposti presso gli
Europe Direct - ha spiegato Sonia Alfano che da
anni si impegna in prima persona al fianco dei “grillini” di tutta
Italia - e continueremo a
proseguire la nostra battaglia per fermare le decisioni scellerate di
una classe dirigente che non esita a mettere a repentaglio la vita ed
il portafoglio dei cittadini pur di perseguire i propri interessi“.
(IMG press)
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Il termovalorizzatore del Gerbido è falso a cominciare dal
nome
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Inutile
dire che l'amico medico torinese sono io.
Era ora
che un magistrato si occupasse del termovalorizzatore, che è
falso a cominciare dal nome.
Abbiamo
analizzato attentamente anche la situazione di Napoli.
http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548
Dati
alla mano (Istituto Superiore di Sanità) l'inceneritore di
Brescia emette una quantità di diossina paragonabile a quella
emessa dall'Ilva di Taranto, pertanto più che rischiare di
finire come a Napoli, rischiamo di finire come Brescia e
Seveso.
http://www.agoramagazine.it/agora/spip..php?article5602&lang=it
Cordiali
saluti
Roberto
Topino
http://www.youtube.com/watch?v=GWu-oHWWmaY
http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=245&Itemid=62
Harry Potter e la laurea dishonoris causa
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| Scritto
da Stefano Montanari |
| giovedì 04
ottobre 2007 |
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La
primavera scorsa mi trovavo a Torino per partecipare, tra gli
altri impegni, ad un incontro tra ecologisti o presunti tali
(tra i presunti tali c’erano gli unni di Legambiente). Al
termine del pomeriggio, uscì con me dalla sala un ingegnere
che di mestiere vendeva inceneritori (pardon,
termovalorizzatori) e il cui compito aziendale era, per sua
stessa ammissione sussurratami all’orecchio, quello di far sì
che certi particolari legati a questo commercio non avessero
pubblicità. A questo scopo, sempre per sua stessa ammissione
fatta molto privatamente, i preventivi di spesa per la
costruzione di quegli impianti subiscono un drastico ritocco
in su, più o meno raddoppiando le cifre in ballo. In fondo,
gli uomini di mondo sanno che dopo Tangentopoli le tariffe
relative alle mazzette sono aumentate di parecchio. Cambiamo
discorso. “L’università è come un juke-box: metti la
monetina ed esce la canzone che vuoi.” La frase non è
mia: è di un cattedratico che si vende a chi vive
d’incenerimento. Cambiamo ancora discorso. Alcuni mesi fa
uno studente veneto d’ingegneria ambientale mi chiese una
mano per la sua tesi di laurea sull’inquinamento ambientale
da particelle. A tesi finita, completata con alcuni dati
nostri ed alcune fotografie eseguite al nostro microscopio,
l’ARPAV (V per Veneto), quella gloriosa della non diossina
di Treviso, coinvolta non si sa bene a che titolo in qualcosa
che dovrebbe avere valore scientifico, “consigliò” al
ragazzo di togliere quella roba così imbarazzante, altrimenti
non lo avrebbe fatto laureare (ho la documentazione
disponibile). E cambiamo ancora, e per l’ultima volta,
discorso. Torino, si sa, è una città fortemente legata alla
magia e, comunque, all’esoterico. Non per niente, vi abitò
Nostradamus
e Po (Sole) e Dora (Luna) vi confluiscono. Qui soggiorna
ancora, sopravvissuto ad un passato remoto, chi è capace di
stravolgere le leggi della Natura, e lo fa servendosi del
fuoco, il più terribile e inavvicinabile dei quattro elementi
che per tempo immemorabile furono visti come la base del mondo
prima che intervenisse la scienza come la conosciamo oggi a
smentire il tutto. E chi è rimasto con i piedi ben piantati
nell’alchimia è nientemeno che l’Università. Un amico
medico torinese mi ha fatto avere il testo relativo ad una
tesi di laurea d’ingegneria cosiddetta della “protezione
del territorio” (!) e in quel testo, del cui giovane autore
taccio le generalità per un senso di paterna pietà, è il
solito peana di regime all’inceneritore, nel caso specifico
quello di Gerbido. La bacchetta magica di questo Harry Potter
della Mole fa sparire, diligentemente guidato dai suoi
maestri, qualsiasi porcheria dai rifiuti, trasformandoli in
aria pulita per tutti (e in oro per qualcuno), e questo in
barba a tutto quanto la scienza, quella non alchemica,
naturalmente, conosce almeno dalla seconda metà del
Settecento. E non solo abbiamo aria pulita, ma abbiamo anche
tanta energia e ci liberiamo di quelle terribili discariche.
Magari a qualcuno potrebbe venire in mente di chiedere al
maghetto neodottore che cosa ne sia della massa che secondo
quell’eretico di Lavoisier resta sempre la stessa. Magari
quel qualcuno si potrebbe sentir dire dal maghetto stesso che
questa massa è trasformata in energia, perché a Torino, e
solo lì, le reazioni nucleari avvengono nell’inceneritore.
Poi gli si potrebbe chiedere che cosa ne è delle polveri, e
sono la stragrande maggioranza, che i filtri non catturano
perché sono al di fuori della loro portata (polveri primarie
condensabili e polveri secondarie). Poi, che fine faranno le
polveri catturate dal filtro. Harry Potter farà sparire anche
quelle? E le discariche? Se a Torino le ceneri
dell’inceneritore (un terzo della massa dei rifiuti) non
finiscono in discarica, dove se le ficcano? E il bilancio
energetico vero, non quello taroccato di chi si nutre di
sozzerie? Ma domande sull’argomento ce ne sarebbero a decine
e a tutte le domande le risposte sarebbero le solite:
smaltimenti, come se il verbo smaltire significasse far
sparire, assicurazioni che tutto è “a norma di legge”,
tecnologie miracolose che nessuno ha mai visto, e
quant’altro fa parte del repertorio di un palcoscenico che
ormai non ci diverte più. Ancora divertente, invece, può
essere una tabella che il nostro dottor Potter inserisce
come appendice alla sua opera. Volete sapere quanto costa una
tosse da inceneritore limitatamente a PM10, nitrati e solfati?
Eccovi accontentati: 38 Euro l’anno. Se, poi, la tosse si
cronicizza, diventa un po’ più cara: 89 Euro. Un cancro ai
polmoni da idrocarburi policiclici aromatici? 7.854 Euro. Però,
se vi accontentate di un cancro non fatale, ve lo portate a
casa con soli 127 Euro: un affare. Per chi se lo può
permettere, il cancro da cromo supera i 58.000 Euro, ma qui si
va sullo status symbol. Insomma, il nostro dottorino ci dà
tutto il tariffario, magari non aggiornatissimo ma comunque
indicativo, dei prezzi delle malattie. Un dubbio: come la
mettiamo con l’innocuità del “termovalorizzatore”? A
questo punto, viene da pensare che i dottori in medicina siano
veramente un po’ stupidotti. Ormai da qualche tempo ci sono
varie associazioni e vari ordini dei medici, ma
l’Organizzazione Mondiale della Sanità non è da meno, che,
dati e leggi alla mano, stanno tuonando contro
gl’inceneritori, con qualcuno che si sta già rivolgendo
alla nostra sonnacchiosa magistratura, più interessata alle
vallette e ai calciatori che alla strage affermata dai medici
ma negata, pur di fronte all’evidenza, da una certa razza di
faccendieri. Sì, in questo mondo così bizzarro, i
faccendieri e tutta la loro corte dei miracoli hanno voce in
capitolo anche su argomenti di questo calibro. Chiudendo qui,
un attimo di perplessa tristezza non può non assalire quando
ci si sofferma sul livello in cui sono precipitate le nostre
università, infettate da un’ignoranza che nasce in malafede
ma che figlia ignoranti in buonafede e, perciò, davvero
convinti nell’intimo che la loro non sia folle ignoranza ma
scienza. E si trattasse solo d’ignoranti! La tragedia è che
questi ragazzi, questi ingenui eppure disastrosi apprendisti
stregoni, sono violentati nel cervello e sono resi incapaci di
usare scienza e senso critico. Chi può, aiuti questo povero
Paese.
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Apre il
termovalorizzatore di Acerra
il vescovo: "Non lo benedirò"
di Conchita
Sannino
Inagura domani
il primo inceneritore campano. A tagliare il nastro sarà
Berlusconi, invitate quattrocento persone. Ma sono previsti due
cortei di protesta e il vescovo di Acerra, monsignor Giovanni
Rinaldi, fa sapere: "Non benedirò questo
inceneritore"
Una festa, quella della "politica quando
sceglie". Una lista di quasi quattrocento persone. Con
relativo traffico di poltroncine, sedie, piante, tappeti, velluto,
separé e bandierine ad uso scolaresche, trasportate da Napoli
fino al "deserto" dell’ex area industriale di Acerra.
Mondo politico, imprenditoriale, sindacale. Il premier e il
sottosegretario Bertolaso li hanno invitati in pompa magna, a
tagliare il nastro del primo inceneritore della Campania, nella
regione che moriva di rifiuti e non ne aveva uno. Una festa per
l’impianto che Acerra, a torto o a ragione, non vuole (non
voleva). Unica grande assente: la Chiesa. Almeno, quella locale.
"Non benedirò questo inceneritore", fa sapere ieri il
vescovo di Acerra, monsignor Giovanni Rinaldi. Che, tuttavia, ha
deciso di non partecipare neanche alle marce contro
l’"ecomostro", pur condividendo da sempre le battaglie
di chi vi si è opposto. Così, alla vigilia dell’arrivo del
presidente Berlusconi, si annunciano due manifestazioni contro il
termovalorizzatore che sta per inghiottire tonnellate di rifuti
"tritovagliati e selezionati". Le prime emissioni già
registrate durante i test "sono al di sotto di tutti gli
standard", fanno sapere alla struttura di Bertolaso. Ma c’è
chi non ci crede. Da ieri, all’ingresso di Corso della
Resistenza, cuore di questo paesone abbandonato e acefalo (dopo le
dimissioni di massa dei consiglieri, c’è il commissario
prefettizio), ondeggia minaccioso un drappo di Rifiuti Zero:
"Berlusconi aiuta le imprese. Quelle funebri". Immagine
macabra in primo piano: due piedi che sporgono da tavolo di
morgue.. È l’altro volto della festa. UN paese rassegnato. Come
il barista Vincenzo Esposito di Corso Italia. "Se l’hanno
fatto e ce l’hanno pure al nord, ce lo dobbiamo tenere. Ma qui i
miei figli non li vorrei far vivere, non mi fido". Oppure una
comunità più lucida e ferita di quanto il gioco degli
schieramenti lasci intendere, come mostra la riflessione di
Gennaro Calligari e Michele Rullo, nel Centro Scommesse di corso
della Resistenza. "Acerra non morirà per Berlusconi, o non
solo per colpa sua — dicono loro, quasi in coro — Invece di
prendersela con lui, andassero a sequestrare le ville, le Ferrari
e gli elicotteri a una famiglia di Acerra che smaltendo i rifiuti
inquinanti e contaminando i terreni agricoli ha costruito la sua
fortuna". Il riferimento è alla famiglia Pellino, i fratelli
coinvolti più volte da indagini e che però hanno sempre negato
le loro responsabilità nel traffico illecito dei rifiuti. Una
cittadina depressa. Come racconta Giuseppe Santoro, titolare del
bar di fronte al Municipio, proprio nella strada che si chiama via
Democrazia, troppa enfasi per un Palazzo che negli ultimi dieci
anni ha sempre visto il consiglio comunale liquefarsi al gioco dei
contrapposti veleni e sciogliersi prima della scadenza naturale,
con l’arrivo dei commissari. Il popolo del no si è sempre
avvalso del sostegno della Chiesa. E neanche oggi la musica
cambia. "Mi hanno chiesto di benedirlo questo inceneritore,
ma non me la sento", confessa a Il Nolano online il vescovo
di Acerra, Giovanni Rinaldi. Che spiega: "La mia scelta è
frutto di una decisione presa in accordo con l’intero consiglio
episcopale, col quale mi sono confrontato. Non posso condividere
qualcosa contro cui ho lottato anche io. E tuttavia, non me la
sento di andare alla marcia del no". La presidenza del
Consiglio, per non farsi mancare nulla, ha invitato anche il
carismatico cardinale di Napoli, Sepe. Gli altri vescovi. Si
spaccherà la Chiesa campana? Preparativi che fervono proprio
mentre oggi si snoda il giorno della protesta. Intanto il
Movimento campano Rifiuti zero si dà appuntamento oggi alle 16.30
per un corteo che parte da piazza Duomo, di Acerra. Mentre domani,
dalle 10, comincia un presidio a piazza Castello. In piazza
scendono anche gli avvocati, i docenti, i medici. Con un duro
documento in cui elencano i motivi del no. Ieri ad Acerra c’era
anche Felicetta Parisi, medico, neonatologa all’ospedale San
Giovanni Bosco, fronte di lotta vicino a padre Alex Zanotelli:
"Si capisca che i miei colleghi medici hanno il dovere di
scendere in campo. Così, domani, i loro figli e i loro nipoti non
gli diranno: cosa avete fatto. Dobbiamo dire no a questa bomba
ecologica. Che va ad aggravare una strage che è già in corso.
Tra poche ore si riunisce l’Ordine dei Medici di Napoli per dire
la sua. Sono mobilitati alle 16.30 di oggi. Usciremo con il camice
bianco e il nastrino nero".
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Il 19
febbraio scorso il sig.Vallone è stato rinviato
a giudizio e chiediamo la sua sostituzione in attesa di una risposta
della giustizia in merito. Ciò non per contravvenire al principio della
presunta innocenza fino a prova contraria, ma per permettere la massima
fiducia nella delicata gestione della TRM, visti i precedenti già non
edificanti riguardanti l’ATI prima arrivata nella gara d’appalto, la
Termomeccanica
Ecologia, nella gestione dell’inceneritore di Vercelli e di
Pietrasanta, e quelli del suo presidente,
Enzo Papi.
Ritorna a
galla la cattiva abitudine del reintegro di ex-deputati (non rieletti
perchè scomodi, o per motivazioni di partito, o perchè in via di
giudizio per reati vari) in posti di rilievo in “periferia” (aziende
sanitarie locali, servizi pubblici locali, aziende statali ecc…). Nel
2006 si sono pure fatti al bisogno una legge
ad sistemam, mentre riodinavano gli ordini professionali del settore
sanitario. Uno dei vari beneficiari è Giuseppe Vallone, ex-sindaco di
Borgaro ed ex-senatore della Margherita dal 2001 al 2006, da fine 2006
presidente della Trattamento Rifiuti Metropolitani S.p.a. - “TRM Spa”,
a cui è stato affidata la realizzazione dell’inceneritore del Gerbido.
Il 19
ottobre 2004, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale
di Torino chiedeva al Presidente del Senato della Repubblica
l’autorizzazione all’utilizzazione dell’intercettazione di cinque
conversazioni telefoniche dell’allora senatore Giuseppe Vallone con il
signor Giorgio Marietta, effettuata nell’ambito di un procedimento
penale per il reato di concorso in tentata estorsione continuata,
pendente anche ne confronti dei terzi (n. 04/7976 RGNR, n. 04/21013 RG
GIP); dalla relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità
parlamentari (Doc. IV n. 6-A) sulla domanda di autorizzazione
all’utilizzazione di intercettazioni di conversazioni telefoniche
risulta testualmente che all’epoca in cui furono effettuate le
intercettazioni telefoniche, nella prospettazione accusatoria Giorgio
Marietta e Federico Maionchi minacciarono l’amministratore delegato ed
il consigliere di amministrazione di una società consortile per azioni
(la CSEA, operante nel settore della formazione professionale e
partecipata da Enti locali piemontesi) allo scopo di ottenere: a) che la
società ad essi riferibili diventassero socie del consorzio; b) che il
Marietta diventasse consigliere di amministrazione del consorzio e
comunque partecipasse alla sua gestione (soprattutto delle forniture)
anche attraverso uomini di fiducia; c) che il Marietta potesse percepire
dal consorzio tra i 3.000 ed i 4.000 euro mensili; dalla medesima
relazione risulta, altresì, che la minaccia consisteva nel prospettare
agli amministratori del consorzio la propalazione del contenuto di un
dossier relativo a presunte irregolarità commesse nella gestione del
consorzio (relative ad operazioni immobiliari, a ristrutturazioni i ad
assunzioni) e che artefice della propalazione - che avrebbe provocato un
danno d’immagine assai serio al consorzio - sarebbe stato un partito
politico che intendeva essere rappresentato nel consorzio e che, in
particolare, il senatore Giuseppe Vallone sarebbe stato l’esponente più
interessato all’operazione; dalla citata relazione risulta infine che
in un momento successivo alle intercettazioni siano stati ravvisati
estremi di reato anche a carico del senatore Vallone; il Senato, in
accoglimento della proposta approvata all’unanimità dalla Giunta
delle elezioni e delle immunità parlamentari, il 1° dicembre 2004
concedeva l’autorizzazione all’utilizzazione delle intercettazioni
delle conversazioni telefoniche del senatore Giuseppe Vallone; (tratta
dall’interrogazione in senato dell’on. Palma li 07.11.2007).
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La vicenda del cromo nel
sottosuolo passa in secondo piano rispetto a quella del cromo
particolato che verrà immesso nell'atmosfera dal costruendo
inceneritore del Gerbido, che secondo un documento del Politecnico
(redatto con TRM, la società del termovalorizzatore) inquinerà
l'aria anche con il cromo e i tumori provocati costeranno alla
collettività 58.178 euro all'anno.
Non
è una barzelletta, abbiamo chiesto pubblicamente spiegazioni
alla società che costruirà l'inceneritore, che non ha saputo
dare risposte.
http://it.youtube.com/watch?v=sJbkpMXEDV8
Allego
il documento e due link.
Cordiali
saluti
Roberto
Topino
2009/1/1 Roberto Topino <robertotopino@yahoo.it>
Ho spedito una
mail all'Arpa del Piemonte per avere
chiarimenti sulla presenza di un'acqua venduta
al supermercato contenente cromo esavalente.
Oggi (ndr 8-10-2008) l'Arpa Piemonte mi ha
risposto, riporto sotto la risposta:
Dott. Giovanni Teppa
Responsabile dell'URP Arpa Piemonte
Il limite per
il Cr VI+ - cromo esavalemnte - (risale al
1955), inteso come somma totale di Cr III
- cromo trivalente - e Cr VI (ma secondo
l'attuale legge puo' essere anche tutto
esavalente) e' di 50 microgrammi/litro
sia nelle acque potabili, sia nelle acque minerali..
Oggi vi sono
tuttavia evidenze che questi valori potrebbero
essere troppo elevati. Studi recenti (2007)
del National Toxicological Program degli USA
hanno messo in evidenza effetti cancerogeni
del Cr VI+ per via orale a dosi piu' basse di
quelle ritenute sicure in passato e questo
dotrebbe portare a breve ad un nuovo limite da
parte OMS, piu' restrittivo di quello attuale
e specifico per il Cr VI+.
Il decreto
legislativo 152/2007 fissa ad esempio, per le
acque di scarico industriali a scopo irriguo,
un limite di Cr VI+ di 5 microg/litro, con la
bella conseguenza che l'acqua minerale
SOVRANA, se fosse uno scarico industriale,
supererebbe i limiti di legge per l'uso
irriguo, mentre rispetta i limiti per la
potabilita'.
E' proprio a
causa di queste inconguenze normative che la
Regione Piemonte - con la collaborazione di
Arpa Piemonte - ha presentato richiesta
formale al Ministero di revisione dei limiti e
di richiesta formale al Governo Italiano
perche' rivolga all'EFSA (Agenzia Europea per
la Sicurezza Alimentare) una richiesta di
valutazione del rischio e indicazione di
limiti massimi accettabili negli alimenti e
nelle acque.
Sicuramente il
Cr VI+ non ha nessuna proprieta' terapeutica.
Piccole quantita' di Cr sono indispensabili
per l'organismo ma vengono assunte in
quantita' sufficiente con gli alimenti
(soprattutto vegetali) senza bisogno di
assumerne la forma esavalente (che e' la forma
piu' pericolosa perche' reattiva e fortemente
ossidante e cancerogena per inalazione) con
l'acqua minerale.
La presenza di
CromoVI, nelle acque Fonti Feja (Sovrana,
Nuova Augusta e S. Rocco-Letizia) è intorno a
20 ug/l costante.
I controlli
sono effettuati regolarmente sia sulle
sorgenti (4 volte/anno) e sulle confezioni
imbottigliate (circa 1 volta al mese) come
indicato dalla Circolare Ministero Sanità
n.19 del 1992.
La presenza di
Cromo esavalente nelle acque Fonti Feja non ha
nulla a che vedere con la presenza di Cr VI+ a
Spinetta Marengo.
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TERMOVALORIZZATORI
KILLER
In
questi giorni si parla spesso della realizzazione del
termovalorizzatore del Gerbido a Torino.
I
medici di tutto il mondo sono contrari a questo tipo di smaltimento
dei rifiuti e riportiamo di seguito alcune brevi precisazioni
documentate.
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Informare la popolazione sui rischi legati all'incenerimento dei rifiuti
e sulle possibili alternative non è facile.
I mezzi di disinformazione di massa si comportano da giullari di corte e
obbediscono solo a una certa razza di faccendieri.
I rischi legati all'incenerimento sono ormai ben noti, ben documentati e
assolutamente censurati.
A Torino ho trovato alcuni giovani, che malgrado il freddo pungente,
cercavano di fare un po' di informazione tra l'indifferenza quasi generale.
Li ho intervistati e ho messo in rete il filmato.
La lotta per tutelare la salute di tutti, soprattutto dei bambini,
dalle emissioni dei futuri cancrovalorizzatori, sarà dura.
17.01.09
Venerdì 19 dicembre 2008, nel salone della Parrocchia “Madonna della
Fiducia” di Nichelino si è svolto l’incontro dal titolo “Inceneritore al
Gerbido” organizzato dall’associazione ANIMO NICHELINO e dalla locale
sede dell’ACLI.
Il
dott. Roberto Topino, medico specialista in Medicina del Lavoro, e la
dr.ssa Rosanna Novara, biologa con dottorato in Oncologia, hanno
illustrato i gravi rischi per la salute causati da questi impianti di
incenerimento.
Il
presidente di TRM, la società che sta costruendo l’impianto del
Gerbido,
ha illustrato i vantaggi economici dell’incenerimento dei rifiuti e i
pregi dei termovalorizzatori di Vienna e Montecarlo, ma non ha avuto
argomenti validi e supportati da studi scientifici, sulla asserita non
pericolosità di questo tipo di trattamento dei rifiuti.
Assenti: Giuseppe Catizone, Sindaco di Nichelino; Antonio Saitta,
Presidente della Provincia di Torino; Angela Massaglia, Assessore allo
Sviluppo Sostenibile e Pianificazione Ambientale.
La
loro assenza ad un incontro così importante per la salute dei cittadini
induce a riflettere su quali possono essere i veri interessi della
politica.
Erano pure assenti i giornalisti.
Il
salone della Parrocchia era pieno di cittadini ed erano presenti anche
alcuni medici.
L’oggetto principale dell’incontro è stato il 4° rapporto della Società
Britannica di Medicina Ecologica, che sintetizzando oltre trecento studi
scientifici realizzati in varie parti del mondo, ha fatto il punto della
situazione lanciando un allarme circostanziato ed incontestabile sui
gravi rischi per la salute e per l’ambiente causati dall’incenerimento
dei rifiuti.
L’attenzione dei medici si è concentrata soprattutto sull’emissione di
diossina (ormai fuori discussione, anche se ancora negata da alcuni) e
sull’inquinamento causato dalle nanoparticelle, che sono in grado di
provocare malformazioni, cancro e gravi danni al sistema
cardiocircolatorio.
Poiché i mezzi di informazione, per motivi ovvi, tendono a tacere questi
rischi, l’unica possibilità che hanno le persone giustamente preoccupate
per la salute propria e delle future generazioni, è quella di cercare di
fare informazione alternativa coinvolgendo esperti in materia, che non
abbiano conflitti di interesse.
Si è
parlato anche delle alternative all’incenerimento: la principale è la
raccolta differenziata, realizzabile subito, che se raggiunge il 70%
rende di fatto inutile l’impianto di incenerimento, il quale, non
dimentichiamolo, richiede una discarica di servizio per le ceneri
prodotte, che sono circa il 30% in peso dei rifiuti in entrata.
Dopo
questo primo incontro, possiamo affermare che ANIMO Nichelino e l’ACLI,
hanno raggiunto lo scopo di iniziare un dialogo costruttivo tra persone
di buona volontà, finalizzato al bene comune.
Sono
previsti ulteriori incontri-
VEDI VIDEO SEZIONE
VIDEO
11.08.08
I Nuovi Erode
http://it.youtube.com/watch?v=P_VwHNA1iA0
Imceneritore
di Forlì
Gli inceneritori producono nanoparticelle. Le nanoparticelle entrano
nell'organismo e producono tumori. La raccolta differenziata produce
invece ricchezza e non avvelena l'ambiente. I bambini sono i più esposti
alle malattie. Perchè in Italia si continuano a progettare, costruire,
spacciare inceneritori invece di promuovere la raccolta differenziata? Chi
ci guadagna? Chi sono gli spacciatori di morte? Chi sono i nuovi Erode?
"un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata
spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per
aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano
si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la
componente più fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione
diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti
nell'acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e
accanita distruzione del nostro habitat”.
Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad
agenti chimici scritto dal professor Lorenzo
Tomatis nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida
profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull’incidenza di cancro
nell’infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei
Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).
Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento
dell’ 1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa,
apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti
agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i
tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno,
passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel
periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò
significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di
bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è
statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i
sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età l’incremento
è addirittura del 3.2% annuo.
Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli
riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98),
Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più
alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%),
che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura
per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa
dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.
Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre
maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non
solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo
stato di salute complessivo nella vita adulta.
Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?
Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del
contrario: i tumori nell’ infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui
ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie
professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una
stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno
“sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un
sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai
cronicamente il nostro paese.
Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una
popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e
quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle
sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già
oltre 20 anni fa anticipava.
Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite
dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del
profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita
-, non può che avere queste tragiche conseguenze."
|
|
Tutto quello che dovete sapere sugli
inceneritori.
Chi può (sono 11 mega) scarichi il
testo e lo legga attentamente.
Soprattutto chi fa informazione deve
sapere con precisione di cosa parla.
http://www.ambientesalute.org/images/stories/salute/gentilini_pdf_def_1.pdf
Slide
presentate nella relazione alla stampa e ai cittadini
venerdì
27 giugno a Bolzano
|
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06.08.08
Quarto
rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica sugli effetti
sulla salute degli inceneritori di rifiuti.
Il
recente rapporto (giugno 2008) è molto dettagliato e circostanziato (329
voci bibliografiche).
I
miei colleghi inglesi hanno fatto un ottimo lavoro e hanno anche
spiegato tutti i trucchetti e gli
imbrogli per far sembrare innocui i temovalorizzatori.
Un
esempio per tutti riguarda la diossina, che non viene monitorata per il
99% del tempo.
In
particolare non viene controllata nelle fasi di accensione e spegnimento,
quando il temovalorizzatore rilascia
nell’atmosfera una quantità di diossina paragonabile a quella di due
anni di funzionamento in condizioni ottimali.
Ne
deriva che le coltivazioni e gli allevamenti che si trovano nei paraggi
dell’impianto scopriranno di essere
contaminati solo a distanza di tempo, quando i danni saranno evidenti, ma
i tecnici del termovalorizzatore continueranno a sbandierare i monitoraggi
fatti nel momento di minore emissione!
|
http://www.pratoblog.it/content/view/12542/346/
E'
l'ora di finirla con l'ipocrisia, gli inceneritori fanno male alla
salute!
Montemurlo,
20 giugno 2008 - I più recenti studi lo hanno dimostrato: gli
inceneritori fanno male alla salute. Questo in sintesi il contenuto
dell'intervento dei Cittadini Uniti Montemurlesi, che continua: «I
dati pubblicati a marzo 2008 dall'Istituto di Sorveglianza Sanitaria
francese emersi da uno studio dove è stata valutata l'esposizione
alle diossine su oltre 135.000 casi di cancro insorti nellepopolazioni
residenti in prossimità di 16 inceneritori (i risultati preliminari
erano già stati presentati nel 2006) evidenziano una aumento dal +6%
al +23% di linfomi e sarcomi del mieloma multiplo nei maschi e aumento
di tutti i tumori nelle donne. Da uno studio analogo sui metalli
pesanti fatto a Coriano di Forlì è stato evidenziato un aumento di
tutti i tumori nelle donne.
Nessuna
persona di buon senso può più negare che dagli inceneritori escano
veleni estremamente nocivi per la salute e per l'ambiente. Per parlare
dei dati più vicini a noi: dai risultati delle analisi Arpat sulle
emissioni dell'inceneritore di Montale, pubblicati lo scorso aprile
sul sito della Provincia di Pistoia, risulta che a fronte di 0,0024
nanogrammi per metro cubo di diossine abbiamo la bellezza di 27,2 Ng/Nm3
di PCB ovvero sostanze simili alla diossina tanto che l'Organizzazione
Mondiale della Sanità prevede che alcuni di essi siano considerati
come le diossine. Inoltre in base analisi effettuate dal servizio
veterinario ASL di Pistoia risulta che in almeno due campioni su
alimenti sono stati riscontrati livelli di diossina superiori ai
limiti previsti dalla legge (Regolamento della C.E. - n. 199/2006),
così come è accaduto in Campania per le mozzarelle di bufala e a
Brescia per il latte.
Con
questi dati, si impone per legge, anche se con inammissibile ritardo,
l'emissione di una ordinanza di divieto al consumo e alla
commercializzazione di tutti gli alimenti prodotti nella zona
interessata dalla ricaduta degli inquinanti provenienti
dall'inceneritore di Montale. I danni economici del danno ambientale,
per il principio del "chi inquina paga" non dovranno
ricadere sui produttori locali, già danneggiati nella loro salute,
nei confronti dei quali devono essere invece previsti risarcimenti ai
sensi dell'art. 20 del Dlgs 133/2005. Quindi a pagare dovranno essere
gli inquinatori, ovvero i proprietari dell'inceneritore incriminato.
L'incenerimento
non risolve il "problema" dei rifiuti, infatti almeno il 30%
del materiale incenerito deve necessariamente essere trasportato in
discarica, il restante si espande nell'aria in balia dei venti
inquinando fortemente e causando gravi danni alla salute. Con una
raccolta differenziata spinta è stato dimostrato che al massimo il 2%
del totale dei rifiuti dovrà finire in discarica, il resto verrà
riutilizzato ed in questa maniera le amministrazioni comunali
otterranno entrate invece che solamente spese; quindi non solo
benefici in termini di prevenzione sanitaria, ma anche e addirittura
economici.
Si
deve smettere di fare del terrorismo mediatico con la scusa che senza
inceneritori ci ritroveremo come in Campania: con l'incenerimento le
nostre discariche si esauriranno molto velocemente, il nostro
territorio continuerà a subire gravi danni ambientali e soprattutto
la nostra salute continuerà ad essere a rischio. Anche gli
amministratori del Comune di Montemurlo devono alzare la voce, la
cittadinanza lo sta già facendo, chiediamo che questo problema
ottenga le doverose attenzioni che merita. Basta con la miopia,
dobbiamo aprire gli occhi adesso, domani sarà troppo tardi».
|
|
“Nelle
popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento
dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal
6 al 20 per cento. Lo dice una ricerca, resa pubblica
dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese,
l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca
scientifica internazionale Pub Med
(www.ncbi.nim.nih.gov) che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori
per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione
della plastica insieme ad altri
materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione alla
capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare
nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali
meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei
geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”
|
| Gli
inceneritori uccidono. Rotto l’omertoso silenzio sulle verità
scientifiche. Pubblicati i link |
Termovalorizzatore
"435 ricerche scientifiche internazionali provano
un aumento spaventoso di tumori e nascite malformi in
prossimità dei termovalorizzatori”.
La notizia, a sorpresa, è stata pubblicata dal
quotidiano la Repubblica, venerdì 16 maggio,
pagina 90. Un semplice trafiletto che ai più passa
inosservato, ma che non sfugge agli attenti lettori
che da sempre sostengono la tesi della nocività degli
inceneritori.
Certo,
come ha fatto rilevare Jacopo Fo nel
suo blog, è un fatto straordinario, che la Repubblica
decida, se pure in sordina, di smentire sia quanto
tutti affermano da tempo per rincorrere la strategia
“dell’impiantistica” come
panacea del male "rifiuti",
sia l’oncologo Veronesi, che ha
sostenuto che i termovalorizzatori non sono
nocivi.
A nessuno è sfuggita la grande polemica fra
Veronesi e Peppe Grillo. Così
come a nessuno è sfuggito che, Grillo per affermare
l’esatto contrario dell’oncologo, è stato messo
alla gogna da media e stampa.
Ma, probabilmente, anche per il quotidiano
nazionale era impossibile ignorare ben 435
ricerche scientifiche che provano la grande
pericolosità di questi impianti.
L’ultimo dei 435 studi citati è
quello pubblicato dall'Istituto Statale di
Sorveglianza Sanitaria francese, sito http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/,
citato anche dall’autorevole quotidiano, dal quale
si evince che "nelle popolazioni che vivono
in prossimità di impianti di incenerimento dei
rifiuti è stato riscontrato un aumento dei
casi di cancro dal 6 al 20 per cento".
Effetto diossina. Foto bimbo di Taranto
"La causa è da imputare
all’ emissioni di Diossina,
prodotta dalla combustione della plastica insieme ad
altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale
azione ala capacità di concentrarsi negli organismi
viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a
"inceppare" uno dei principali meccanismi di
controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni
che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali”.
L’allarme inceneritori è stato dato anche dai Medici
Ambientalisti, oncologi, hanno inviato
al Parlamento Europeo una lettera
aperta indirizzata ai fratelli Prodi,
per emendare il testo proposto dal Consiglio:
Linee Guida Sui Rifiuti
Nella lettera si legge “Con
questa lettera aperta vogliamo ribadire con forza che
l’incenerimento è l’ultimo dei rimedi da adottare
nella scala delle priorità per lo smaltimento dei
rifiuti. E’ una pratica che inevitabilmente produce
sostanze nocive e cancerogene e che non risolve il
problema: almeno un terzo della quantità trattata si
trasforma in ceneri ( una parte delle quali altamente
tossica) che sono a loro volta da sistemare in
discariche e finiranno per perdersi nell’ambiente.
Acerra, effetto diossina su ovini
La combustione provoca, sempre, non la eliminazione ma
la trasformazione delle sostanze che si inceneriscono
innescando un processo che determina la produzione e
l’emissione di sostanze molto pericolose
(cancerogene) una per tutte la Diossina ed
i suoi congeneri che si accumulano in tutte le fasi
del ciclo alimentare. I dati di letteratura
scientifica sull’aumento di diossine nei pressi
degli inceneritori sono numerosi e preoccupanti, tanto
che nella gran parte dei Paesi Occidentali
l’incenerimento dei rifiuti non viene più
incentivato da tempo. Solo l’Italia ha lasciato
tuttora contributi (CIP6, certificati verdi ) per la
costruzione di tali impianti avendo equiparato
impropriamente ed in contrasto con le direttive
europee l’ energia che proviene dal bruciare rifiuti
a fonte rinnovabile di energia. Senza tali contributi
tutti questi impianti sarebbero in perdita dal punto
di vista della produzione energetica e dei costi, e
non si dimentichi che le emissioni nell’aria di CO2
e di fumi da combustione contrastano sia con le
dichiarazioni del Trattato di Kyoto e soprattutto con
il diritto dei cittadini alla salute e ad un futuro
sano per le prossime generazioni”.
Qui di seguito sono elencati i link di siti
scientifici che hanno pubblicato ricerche sulla
pericolosità degli inceneritori:
- Chemosphere. 2008 Apr 26: Relationship between
dynamic change of copper and dioxin generation in
various fly ash.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1844284…Pubmed_RVDocSum
- Rev Environ Contam Toxicol. 2007;190:1-41. Dioxin
formation from waste incineration. [Department of
Environmental Toxicology, University of California,
Davis, CA 95616, USA.] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1743233…Pubmed_RVDocSum
- Environ Sci Technol. 2008 Mar 15;42(6):1904-9.
Occurrence and profiles of chlorinated and brominated
polycyclic aromatic hydrocarbons in waste incinerators.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1840961…Pubmed_RVDocSum
- Chemosphere. 2006 Mar;62(11):1899-906. Epub 2005
Oct 5. Formation of dioxins from combustion of
polyvinylidene chloride in a well-controlled
incinerator. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1621357…s&dbfrom=pubmed
- Environ Sci Technol. 2002 Mar 15;36(6):1320-4.
Formation of PCDDs, PCDFs, and coplanar PCBs from
polyvinyl chloride during combustion in an incinerator.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1194468…s&dbfrom=pubmed.
- Environ Health. 2007 Jul 16;6:19. Sarcoma risk
and dioxin emissions from incinerators and industrial
plants: a population-based case-control study (Italy).
Acerra, la protesta
Infine, uno studio condotto da Paola Zambon,
dell’istituto oncologico veneto, registro
dei tumori del Veneto: Environ Health. 2007
Jul 16;6:19. Sarcoma risk and dioxin emissions from
incinerators and industrial plants: a population-based
case-control study (Italy):
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1763411…Pubmed_RVDocSum.
Lo studio si conclude con queste parole
: CONCLUSION: Our study supports
the association between modelled dioxin exposure and
sarcoma.
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