ARCHIVIO ONLINE di Marco BAVA e raccolta deleghe per le assemblee degli azionisti.

 

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COSTITUZIONI DI PARTE CIVILE DI MARCO BAVA

 

 

 

 

E' mia intenzione dare la mia disponibilità a raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

 ideeconomiche@pec.it

 

 

LA MAPPA DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio di:

  • visitarlo periodicamente
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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRi SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

NON DIMENTICARE CHE:

Le informazioni contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.

Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.


MARCO BAVA

 

 

 

IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile presso  di me e basta ordinarlo via email al costo di 30 euro COMPRESE SPESE DI SPEDIZIONE . Oltre al libro sulle mie esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e.

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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come ti avevamo annunciato in Aprile, il servizio blog La Stampa verrá chiuso a breve.

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Altrimenti puoi esportare il contenuto del tuo blog andando su "Blog > Parametri > Importa/Esporta" per usarlo su un’altra piattaforma a tuo piacimento.
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Cordiali saluti
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Archivio personale online di Marco BAVA

OPINIONI ai sensi art.21 Costituzione

 per un nuovo modello di sviluppo

 

 

Marco Bava: perseverante autodidatta con coraggio e fantasia , decisionista responsabile, antimarchionne, antiberlusconi, antichiamparino, antifassino, aticolaninno.

 

TO.05.03.09

IL DISEGNO DI DIO A VOLTE SI RIVELA SOLO IN ALCUNI PUNTI. STA' ALLA FEDE CONGIUNGERLI

PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI SIA SANTIFICATO IL TUO NOME VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ COME IN CIELO COSI IN TERRA , DAMMI OGGI LA POSSIBILITA' DI NON COMMETTERE ERRORI NEL CERCARE DI REALIZZARE NEL MIGLIOR MONDO POSSIBILE IL TUO VOLERE.

TU SEI GRANDE ED IO NON SONO CHE L'ULTIMO DEI TUOI SERVI E DEI TUOI FIGLI .

SIGNORE IO NON CONOSCO I TUOI OBIETTIVI PER ME , FIDUCIOSO MI AFFIDO A TE.

UDIENZE PUBBLICHE 

1) PROCESSO IPI-COPPOLA: IL 23.06.11 TRIBUNALE TORINO 1^SEZ.PENALE HA SANCITO LA SUA INCOMPETENZA TERRITORIALE SPOSTANDO LA COMPETENZA SU MILANO  IN CUI SI CELEBRERA' IL PROCESSO QUANDO SARA' RESO NOTO.

2) il 19.06.12  ore 9 inizia a Roma SEZ.IX  PALAZZO A  il processo a Geronzi e Cragnotti per l'estorsione a Parmalat di cui io sono stato e sono azionista per cui intendo costituirmi parte civile.

3) IL 11.06.12  alle ore 12.00 nel TRIBUNALE TORINO aula 80 si terra' il PROCESSO CONTRO DI ME PER LA QUERELA DELLA  FIAT,  PER QUANTO DETTO nell'ASSEMBLEA FIAT 2008 .UN TENTATIVO DI IMBAVAGLIARMI, AL FINE DI VEDERE COME  DIFENDO I MIEI DIRITTI E DI TUTTI GLI AZIONISTI DI MINORANZA NELLE ASSEMBLEE . Mb

  

 NOVITA del SITO OGGI  :  

VIDEO INFORMA della settimana  Mb

  tutte da leggere :

 

LA CONSOB HA AUTORIZZATO IL PROSPETTO E IL MODULO DI DELEGA  PER LA SOLLECITAZIONE BANCA INTESA S.PAOLO ED EXOR CHE TROVATE A DESTRA NELL'APPOSITO INDICE DELEGHE . GRAZIE ANTICIPATO A CHI VORRA'  DARMELE. Mb

 

 

www.marcobava.it

 

Procedura di sollecitazione avviso agli azionisti Intesa Sanpaolo S.p.A

 

ai sensi dell’art.136  del regolamento Consob n.11917 di attuazione del decreto legislativo 58/98.

 

Premessa

L'art. 136 del Regolamento Emittenti stabilisce che chiunque intenda promuovere una  sollecitazione di deleghe trasmette un avviso alla società emittente, che lo pubblica senza indugio sul proprio sito internet, alla Consob, alla società di gestione del mercato ed alla società di gestione accentrata delle azioni.

 

Il presente avviso è redatto da Marco BAVA, soggetto promotore di una sollecitazione - ai sensi dell'Art. 136 del Testo Unico della finanza - con riferimento all'Assemblea dei soci in sede ordinaria di Intesa Sanpaolo S.p.A., l’Assemblea ordinaria di Intesa Sanpaolo S.p.A. presso il Palazzo di Piazza San Carlo in Torino, con ingresso al numero civico 160, per le ore 11 del 28 maggio 2012, in unica convocazione

 

Ø      Il presente avviso è stato trasmesso alla società emittente (Intesa Sanpaolo S.p.A.), alla Consob, alla società di gestione del mercato (Borsa Italiana SpA) ed alla società di gestione accentrata delle azioni (Monte Titoli SpA) in data 04/05/2012.

 

Ø      Il presente avviso contiene le informazioni richieste dal comma 2 dell'articolo 136 del Regolamento emittenti (modificato dalla Delibera n. 17730 del 31/03/2011 della  CONSOB), ovvero:

 

Ø      Dati identificativi del promotore

 

          Il promotore della raccolta deleghe è Marco BAVA nato a Torino il 07.09.1957, (cf.BVAMCG57P07L219T). 

          E’ Mediatore civile e  Laureato in Economia e Giursprudenza , e’ praticante legale abilitato.

          Il promotore è domiciliato, per gli effetti della presente     sollecitazione al seguente      indirizzo: c/Marini  str.S.Martino 48/5 10090 Castiglione T.se           fax:33506600962         mail:ideeconomiche@pec.it

 

Sollecitazione alle deleghe degli azionisti Intesa Sanpaolo S.p.A. ordinari spa su  tutti i punti all'Ordine del Giorno l’Assemblea ordinaria di Intesa Sanpaolo S.p.A. presso il Palazzo di Piazza San Carlo in Torino, con ingresso al numero civico 160, per le ore 11 del 28 maggio 2012, in unica convocazione,.

 

Ø      Società emittente le azioni per le quali viene richiesto il conferimento della delega

 

          Intesa Sanpaolo S.p.A.

 Sede Legale: Piazza San Carlo, 156 10121 Torino

 Sede Secondaria: Via Monte di Pietà, 8 20121 Milano

 

Capitale Sociale Euro 8.545.561.614,72 Registro delle Imprese di  Torino e codice fiscale 00799960158 Partita IVA 10810700152

Iscr. all’Albodelle Banche al n. 5361 Codice ABI 3069.2 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia. Capogruppo del gruppo bancario “Intesa Sanpaolo”, iscritto all’Albo dei Gruppi Bancari.

 

Ø      Per la:

 

          CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA

 

di Intesa Sanpaolo S.p.A. presso il Palazzo di Piazza San Carlo in Torino, con ingresso al numero civico 160, per le ore 11 del 28 maggio 2012, in unica convocazione, per discutere e deliberare sul seguente

 

Ordine del giorno:

1. Integrazione della Riserva legale; copertura della perdita dell’esercizio 2011; distribuzione agli azionisti di parte della Riserva straordinaria;

2. Nomina di Consiglieri di Sorveglianza (ai sensi dell’art. 23.9 dello Statuto);

3. Elezione di un Vice Presidente del Consiglio di Sorveglianza (ai sensi dell’art. 23.8 dello Statuto);

4. Relazione sulle Remunerazioni: deliberazione ai sensi dell’art. 123-ter, comma 6, del D. Lgs. n. 58/1998;

5. Proposta di approvazione del Sistema di Incentivazione basato su strumenti finanziari e autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie.

Ø      Modalità di pubblicazione del prospetto e del modulo di delega nonché il sito internet sul quale sono messi a disposizione tali documenti: nei termini e nelle modalità di legge, comunque entro il 08.05.12. sui sito:          www.marcobava.it

 

Ø      data a partire dalla quale il soggetto a cui spetta il diritto di voto può richiedere al promotore il prospetto e il modulo di delega ovvero prenderne visione presso la società di gestione del mercato:  08.05.12.

 

Ø      le proposte di deliberazione per le quali si intende svolgere la sollecitazione sono  tutte quelle all’ordine del giorno.

 

 

Ø      Il prospetto e il modulo, contenenti almeno le informazioni previste dagli schemi riportati negli Allegati 5B e 5C, sono pubblicati mediante la contestuale trasmissione alla società emittente, alla Consob, alla società di gestione del mercato e alla società di gestione accentrata nonché messi a disposizione senza indugio sul sito internet

www.marcobava.it                          

 

Ø      La società di gestione accentrata informa, senza indugio, gli intermediari della disponibilità del prospetto e del modulo di delega.

 

Ø      Il promotore consegna il modulo corredato del prospetto a chiunque ne faccia richiesta .

 

Ø      Ogni variazione del prospetto e del modulo resa necessaria da circostanze sopravvenute è tempestivamente resa nota con le modalità indicate nel comma 3.

 

Ø      Il promotore non intende richiedere :

a) alla società di gestione accentrata, i dati identificativi degli intermediari partecipanti sui conti dei quali sono registrate azioni della società emittente nonché la relativa quantità di azioni;

b) agli intermediari  i dati identificativi dei soggetti, cui spetta il diritto di voto, che non abbiano espressamente vietato la comunicazione dei propri dati, in relazione ai quali essi operino come ultimi intermediari nonché il numero di azioni della società emittente registrate sui rispettivi conti; i dati identificativi dei soggetti che abbiano aperto conti in qualità di intermediari e la quantità di azioni della società emittente rispettivamente registrata su tali conti;

c) alla società emittente, i dati identificativi dei soci e le altre risultanze del libro soci e delle altre comunicazioni ricevute in forza di disposizioni di legge o di regolamento.

Ø       A partire dalla pubblicazione dell'avviso previsto dal comma 1, chiunque diffonde informazioni attinenti alla sollecitazione ne dà contestuale comunicazione alla società di gestione del mercato e alla Consob, che può richiedere la diffusione di precisazioni e chiarimenti.

Ø       Le spese relative alla sollecitazione sono a carico del promotore.

Torino 03.05.12                                             Marco BAVA

 

PROSPETTO E DELEGA A DX IN ALTO SOTTO DELEGA

 

 

 

www.marcobava.it

 

Procedura di sollecitazione avviso agli azionisti EXOR spa

 

ai sensi dell’art.136  del regolamento Consob n.11917 di attuazione del decreto legislativo 58/98.

 

Premessa

L'art. 136 del Regolamento Emittenti stabilisce che chiunque intenda promuovere una  sollecitazione di deleghe trasmette un avviso alla società emittente, che lo pubblica senza indugio sul proprio sito internet, alla Consob, alla società di gestione del mercato ed alla società di gestione accentrata delle azioni.

 

Il presente avviso è redatto da Marco BAVA, soggetto promotore di una sollecitazione - ai sensi dell'Art. 136 del Testo Unico della finanza - con riferimento all'Assemblea dei soci in sede ordinaria di EXOR S.p.A., convocata il giorno 29 maggio 2012 alle ore 10.00 in prima convocazione e, in eventuale seconda convocazione, il giorno 30 maggio 2012.

 

Ø     Il presente avviso è stato trasmesso alla società emittente (Exor S.p.A.), alla Consob, alla società di gestione del mercato (Borsa Italiana SpA) ed alla società di gestione accentrata delle azioni (Monte Titoli SpA) in data 03/05/2012.

 

Ø     Il presente avviso contiene le informazioni richieste dal comma 2 dell'articolo 136 del Regolamento emittenti (modificato dalla Delibera n. 17730 del 31/03/2011 della  CONSOB), ovvero:

 

Ø     Dati identificativi del promotore

 

        Il promotore della raccolta deleghe è Marco BAVA nato a Torino il 07.09.1957,       (cf.BVAMCG57P07L219T). 

        E’ Mediatore civile e  Laureato in Economia e Giursprudenza , e’ praticante legale abilitato.

        Il promotore è domiciliato, per gli effetti della presente         sollecitazione al seguente     indirizzo: c/Marini  str.S.Martino 48/5 10090 Castiglione T.se     fax:33506600962          mail:ideeconomiche@pec.it

 

Sollecitazione alle deleghe degli azionisti EXOR ordinari spa su  tutti i punti all'Ordine del Giorno dell'Assemblea Ordinaria convocata il giorno 29 maggio 2012 alle ore 10.00 in prima convocazione e, in eventuale seconda convocazione, il giorno 30 maggio 2012,.

 

Ø     Società emittente le azioni per le quali viene richiesto il conferimento della delega

 

        Exor spa

 

Società per Azioni

Sede in Torino, Via Nizza n. 250

Capitale Sociale Euro 246.229.850      

Iscritta nel Registro delle Imprese di Torino n. 00470400011

 

 

Ø     Per la:

 

        CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA

 

I Signori Azionisti  EXOR  SPA  titolari di azioni ordinarie sono convocati in Assemblea ordinaria presso lo Juventus Stadium – Club Gianni e Umberto Agnelli - Ingresso Gate A, C.so Grande Torino n. 50 – Torino, il giorno 29 maggio 2012 alle ore 10.00 in prima convocazione e, in eventuale seconda convocazione, il giorno 30 maggio 2012, stessi ora e luogo, per deliberare sul seguente

 

Ordine del Giorno

 

1) Bilancio al 31 dicembre 2011 e deliberazioni relative.

2) Nomina organi sociali:

a) Determinazione numero dei componenti il Consiglio di       Amministrazione e relativo compenso; deliberazioni relative.

b) Nomina del Consiglio di Amministrazione.

c) Nomina del Collegio Sindacale.

d) Determinazione degli emolumenti del Collegio Sindacale.

3) Remunerazione e azioni proprie:

a) Relazione sulla remunerazione ai sensi dell’articolo 123-ter del

D.Lgs. 58/98.

b) Piano di incentivazione ai sensi dell’articolo 114-bis del D.Lgs. 58/98 e

deliberazioni relative.

c) Deliberazioni in materia di acquisto e di disposizione di azioni proprie.

 

Si prevede sin d’ora, considerata la composizione azionaria della Società, che

l’Assemblea ordinaria potrà costituirsi e deliberare in prima convocazione il 29

maggio 2012.

 

Ø     Modalità di pubblicazione del prospetto e del modulo di delega nonché il sito internet sul quale sono messi a disposizione tali documenti: nei termini e nelle modalità di legge, comunque entro il 08.05.12. sui sito:   www.marcobava.it

 

Ø     data a partire dalla quale il soggetto a cui spetta il diritto di voto può richiedere al promotore il prospetto e il modulo di delega ovvero prenderne visione presso la società di gestione del mercato:  08.05.12.

 

Ø     le proposte di deliberazione per le quali si intende svolgere la sollecitazione sono  tutte quelle all’ordine del giorno,  oltre all’azione di responsabilità che viene richiesta nei confronti dell’ing. John Elkann e dr.Marchionne per l’errata politica industriale della controllata Fiat e l’errata indicazione della posizione finanziaria netta  di Fiat spa ed aggregata di Exor spa oltre per l’abbassamento del rating Fiat da parte di S&P.

 

 

 

Ø     Il prospetto e il modulo, contenenti almeno le informazioni previste dagli schemi riportati negli Allegati 5B e 5C, sono pubblicati mediante la contestuale trasmissione alla società emittente, alla Consob, alla società di gestione del mercato e alla società di gestione accentrata nonché messi a disposizione senza indugio sul sito internet

www.marcobava.it                          

 

Ø     La società di gestione accentrata informa, senza indugio, gli intermediari della disponibilità del prospetto e del modulo di delega.

 

Ø     Il promotore consegna il modulo corredato del prospetto a chiunque ne faccia richiesta .

 

Ø     Ogni variazione del prospetto e del modulo resa necessaria da circostanze sopravvenute è tempestivamente resa nota con le modalità indicate nel comma 3.

 

Ø     Il promotore non intende richiedere :

a) alla società di gestione accentrata, i dati identificativi degli intermediari partecipanti sui conti dei quali sono registrate azioni della società emittente nonché la relativa quantità di azioni;

b) agli intermediari  i dati identificativi dei soggetti, cui spetta il diritto di voto, che non abbiano espressamente vietato la comunicazione dei propri dati, in relazione ai quali essi operino come ultimi intermediari nonché il numero di azioni della società emittente registrate sui rispettivi conti; i dati identificativi dei soggetti che abbiano aperto conti in qualità di intermediari e la quantità di azioni della società emittente rispettivamente registrata su tali conti;

c) alla società emittente, i dati identificativi dei soci e le altre risultanze del libro soci e delle altre comunicazioni ricevute in forza di disposizioni di legge o di regolamento.

Ø      A partire dalla pubblicazione dell'avviso previsto dal comma 1, chiunque diffonde informazioni attinenti alla sollecitazione ne dà contestuale comunicazione alla società di gestione del mercato e alla Consob, che può richiedere la diffusione di precisazioni e chiarimenti.

Ø      Le spese relative alla sollecitazione sono a carico del promotore.

Torino 03.05.12                                            Marco BAVA

PROSPETTO E DELEGA A DX IN ALTO SOTTO DELEGA

 

Torino. La Fiom vince 11 cause contro Fiat

 

Alla lista delle cause vinte dalla Fiom contro la Fiat ne va aggiunta una che vale per undici.



- Redazione- 8 maggio 2012- Ieri mattina la sezione lavoro del Tribunale di Torino ha riconosciuto infatti che ben 11 società controllate dal gruppo hanno tenuto un «comportamento antisindacale» negando di trasferire alle casse della Fiom la «cessione parziale del credito» dovuta mensilmente per il pagamento delle quote associative nel sindacato. 

Si tratta di Ftp Industrial, Fiat Service, Automotive Lighting, Fiat Sepin, Magneti Marelli, Fga Capital, Iveco, Sistemi Sospensioni, Abarth, Powertrain, Sirio e Comau. Tutte si erano rifiutate di «girare» alla Fiom le quote perché quest’ultima non aveva firmato il contratto Fiat (nel frattempo uscita da Confindustria). Ma in tal modo hanno impedito la libera scelta dei singoli lavoratori di sostenere il sindacato di appartenenza. 

La sentenza è particolarmente interessante perché riprende ben quattro pronunce della Cassazione sullo stesso tema (e per sindacati molto meno imponenti, come quelli di base), chiarendo che quella «cessione di credito» è un atto tra privati che non può essere impedito da chicchessia. Tanto più che non si tratta di una «cessione in pagamento di un prestito» – per acquistare un’auto, per esempio. Né c’è pericolo che possa essere avvicinata quella soglia-limite del 20% (la famosa «cessione del quinto»), che la legge pone a difesa delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti. 

Nemmeno il referendum del 1995 può impedire la «cessione» per le quote, perché il quesito allora approvato era finalizzato a impedire che la «trattenuta» fosse prorogata a vita (a favore del sindacato), anche quando il lavoratore aveva mancato di rinnovare l’iscrizione. Proprio la Fiom è l’unica organizzazione ad aver condotto una revisione completa del tesseramento, in modo da evitare le iscrizioni dimenticate o «a propria insaputa». 

Nè il giudice ha preso in considerazione le doglianze degli avvocati Fiat sull’«eccessiva onerosità» di questa intermediazione per il datore di lavoro. Anzi, proprio le lettere inviate dalle società alla Fiom sono diventate «prove» della condotta antisindacale. Lì infatti non veniva nemmeno menzionata la questione dei «costi per il datore di lavoro» – risibile, visto che le trattenute vengono già effettuate in automatico per gli iscritti a tutti gli altri sindacati – ma solo presunti vincoli stabiliti in una legge del 1950 e, appunto, la mancata firma del contratto 2011; quello in cui il «modello Pomigliano» diventa «legge» per tutti gli stabilimenti Fiat. 

Il giudice ha pertanto ordinato alle undici società del Lingotto di riprendere immediatamente a operare le trattenute e a girarle alla Fiom. La quale – nel prendere ovviamente atto con soddisfazione della sentenza – ha scelto anche di rinunciare agli arretrati.

«Questa decisione – sopiega Giorgio Airaudo, segretario nazionale con delega per l’auto – riguarda oltre 3.000 iscritti alla Fiom, che ha da poco concluso la verifica delle iscrizioni; sono insomma, lavoratori che hanno appena confermato la loro adesione».

«Abbiamo voluto evitare che la Fiat potesse fare una ritorsione nei confronti di lavoratori che già prendono molto meno a causa della cassa integrazione a singhiozzo cui sono sottoposti molti stabilimenti. Non era il caso che gli arrivasse, in unica soluzione, il conto delle trattenute arretrate per la tessera».

 

 

 

Grillo quando si affranchera' dai suoi burattinai ?

http://www.youtube.com/watch?v=5JNHffJiHXs&feature=endscreen&NR=1

 

 

Oggetto della richiesta / segnalazione ASSEMBLEA EXOR DEL 29.05.12 RISPOSTE A DOMANDE DI ESTRANEI FORMULATE PER EMAIL Testo della richiesta / segnalazione DENUNCIO che nel corso della prossima assemblea degli azionisti e' intenzione del Presidente , come sua estemporanea consuetudine, dare spazio alle risposte alle domande formulate per email da estranei. Ricordo che per partecipare allì'assemblea e formulare domande prima dell'assemblea e' richiesta dalla societa' la certificazione. Ora considerando che il Presidente tende a limitare notevolmente gli interventi onde favorire tale pratica illegale chiedo che si intervenga al fine di grantire la liberta' di parola agli azionisti ed evitare abusi alla normativa delle domande in assemblea.

 

ecologia

Chevrolet Volt

I primi dati dai clienti

Fino a oggi le Chevrolet Volt  consegnate ai clienti americani hanno permesso di risparmiare circa otto milioni di litri di carburante. Questo dato, da solo, permette di comprendere la legittima soddisfazione con cui il gruppo GM ha diffuso i dati statistici relativi alla Volt, raccolti grazie al sistema di bordo OnStar che dialoga con i server della Casa madre. (clicca qui)

Industria

Shanghai

Clini: "La Fiat non crede all'auto elettrica"

Nell'ambito dell'inaugurazione dello Shanghai Italian Center - un centro che avrebbe come obbiettivo il consolidamento e lo sviluppo dei rapporti tra Italia e Cina - il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha affermato che "alcuni degli spazi aperti in Cina per le imprese italiane non sono stati occupati". (clicca qui)

 

 

 

http://www.quartobra.it/acquistacd.htm della buona musica

 

Gentile Dr. Bava,
con riferimento alla Sua mail datata 17/5/2012, Le ribadisco quanto
segnalatoLe per e-mail in data 4/5/2012 e per le vie brevi relativamente
alla Sua richiesta di ricevere l'estratto informatico del Libro Soci.
Il diritto di ispezione del libro Soci è disciplinato dall’art. 2422 del
Codice Civile e dall’art. 83-undecies del TUF.
Come Lei saprà, ai sensi dell’art. 23 del Regolamento Congiunto Banca
d’Italia/Consob del 22.2.2008 aggiornato il 24.12.2010, la
legittimazione all’esercizio del diritto di ispezione del libro Soci
deve essere attestata da una comunicazione che l’intermediario
depositario deve effettuare alla Società emittente.
Tale comunicazione deve attestare la titolarità delle azioni, possedute
dai Soci, alla data di esercizio del diritto, data che si ritiene debba
essere quella in cui il legittimato effettua la richiesta di ispezione.
Per quanto concerne la documentazione richiesta, siamo a segnalarLe che
l'elenco dei circa 25.000 azionisti con azioni ordinarie e privilegiate
aggiornato al mese di marzo 2012 con le rilevazioni relative all’ultimo
stacco cedola (23.5.2011), Le potrà essere fornita in formato “.pdf”.
La informiamo inoltre che Servizio Titoli S.p.A., società che gestisce
in outsourcing tale attività per EXOR S.p.A., ci ha comunicato che per
l’estrazione in formato elettronico di tale documentazione il costo
preventivato è di € 1.200 (+IVA). L’importo sopra evidenziato Le sarà
addebitato ai sensi del primo comma dell’art. 2422 del codice civile.
Inoltre, in data 17/5/2012 abbiamo ricevuto la documentazione
dell'intermediario relativa alla Sua richiesta di ispezione del Libro
Soci. Sempre in tale data Le abbiamo segnalato di mettersi in contatto
con i nostri uffici (011/5090230 - 011/5090248) per fissare un
appuntamento per procedere a tale ispezione. Ad oggi non abbiamo
ricevuto alcuna Sua indicazione.

Cordiali saluti.


Fernando Massara

 

Caro dr.Massara

Come già le ho manifestato personalmente a me interessa il files del libro soci senza spese, non l'esame presso i vs uffici e la certificazione ha solo questo scopo. Poiché  tale mio desiderio, che nasce dalla letture dell'art.83-11 del Tuf  che non fa riferimento ad addebiti agli azionisti ,  non vuole essere da Lei soddisfatto,  per conto del Presidente Exor , la ringrazio comunque della sua cortese disponibilità . Mb

 

 

Reggio Emilia, 20 maggio 2012 - SIEDE nel consiglio amministrazione di Fsu, il socio di maggioranza relativa di Iren. E contemporaneamente è tra gli amministratori di Biancamano, che si è aggiudicata a Reggio, con la controllata Aimeri Ambiente srl, un appalto di Iren Emilia da oltre 4 milioni di euro (in associazione temporanea con la ditta Assoplast). Una situazione piuttosto delicata quella in cui si trova l’avvocato Patrizia Polliotto, che potrebbe prefigurare un conflitto tra gli interessi pubblici di Iren e quelli privati di Biancamano che partecipa alle gare della stessa Iren. Abbiamo tentato di contattare l’avvocato Polliotto presso il suo studio torinese ma la richiesta di una spiegazione è rimasta senza risposta.
 

IL GRUPPO Biancamano è presente a Reggio già da alcuni anni con la sua controllata al 99% Aimeri ambiente: il settore è quello della raccolta differenziata. Aimeri a sua volta è erede di una vecchia conoscenza emiliana del settore rifiuti: infatti è subentrata di fatto a Manutencoop Servizi Ambientali, acquisita proprio da Biancamano nel settembre 2009. Va detto che l’ultimo appalto vinto dalla Aimeri ambiente per Iren Emilia è precedente rispetto alla nomina di Patrizia Polliotto in Biancamano: quest’ultima infatti è datata lo scorso 27 aprile mentre l’appalto vinto da Aimeri in associazione temporanea con Assoplast (per la raccolta dei rifiuti solidi urbani in provincia di Reggio) è stato aggiudicato lo scorso 6 marzo. Ma il punto è che ora la Polliotto siede contemporaneamente nel cda del “controllore” e in quello del “controllato” nella veste di ditta appaltatrice.

Ma chi è l’avvocato Patrizia Polliotto? Titolare di due studi legali tra Torino e Pinerolo, componente del Consiglio Generale della Fondazione San Paolo, amministratore delegato della Società Icarus S.c.p.a. su designazione di Finmeccanica Group Real Estate: un curriculum di altissimo prestigio, in cui spunta anche un incarico politico. Nel 2001-2003, infatti, è stata Presidente del Collegio Regionale dei Probiviri di Forza Italia. E la vicinanza con il Pdl è ancor più consolidata tra le mura di casa: Polliotto è infatti compagna del notaio Aldo Scarabosio, senatore del Popolo delle Libertà. La vicinanza al partito dell’ex premier Berlusconi è un tratto che accomuna l’avvocato Polliotto ai vertici della Biancamano: Pier Paolo Pizzimbone, vicepresidente di Biancamano e fratello del presidente e maggior azionista Giovanni Battista, è stato candidato del Pdl alla Camera.
 

di Simone Russo

Polliotto, una poltrona di troppo

Pubblicato Domenica 20 Maggio 2012, ore 10,15

L’avvocato torinese siede nel cda di Fsu, socio di maggioranza di Iren, e di Biancamano, gruppo che si è aggiudicato un appalto della società elettrica. Conflitto di interessi?

Siede nel consiglio di amministrazione di Fsu, la finanziaria che detiene il pacchetto di maggioranza relativa di Iren (33,3%), e contemporaneamente risulta nel board di Biancamano, holding operante nel campo dell’igiene ambientale che, attraverso la controllata Aimeri, si è aggiudicata un appalto di oltre 4 milioni di euro da Iren Emilia. Al centro di questo intreccio di interessi pubblici e privati, in potenziale conflitto, c’è Patrizia Polliotto, avvocato torinese, difensora dei consumatori, collezionista di incarichi e prebende (dalla Compagnia di San Paolo  a Finmeccanica) e, soprattutto, compagna del senatore pidiellino Aldo Scarabosio. La vicinanza al partito del Cavaliere è un tratto che accomuna l’avvocato Polliotto ai vertici della Biancamano: Pier Paolo Pizzimbone, vicepresidente e fratello del presidente e maggior azionista Giovanni Battista, è stato candidato del Pdl alla Camera.

 

La vicenda, segnalata dal Resto del Carlino, potrebbe avere presto dei risvolti amministrativi. Tutto ruota attorno al ruolo della Aimeri, erede della Manutencoop Servizi Ambientali, acquisita proprio da Biancamano nel settembre 2009: un’azienda attiva nel settore della raccolta differenziata, vincitrice lo scorso 6 marzo, in associazione temporanea con Assoplast, di una gara per la raccolta dei rifiuti solidi urbani in provincia di Reggio Emilia. È vero che la nomina della Polliotto è successiva (27 aprile), ma il punto è che il doppio incarico configura il tipico caso di coincidenza nella stessa persona dei ruoli di “controllore” e di “controllato”. Se non illegittima, di certo una situazione imbarazzante.

 

 

16/05/2012 11.49   Commenti - Piazza Affari

Telecom Italia: le delibere dell'assemblea e le posizioni della società sui vari casi giudiziari


FTA Online News

L'Assemblea ordinaria e straordinaria degli Azionisti di Telecom Italia si è riunita ieri sotto la presidenza di Franco Bernabè.

In sede ordinaria l'Assemblea:

  • ha approvato il bilancio dell'esercizio 2011 di Telecom Italia S.p.A., deliberando l'integrale copertura della perdita risultante dalla svalutazione dell'avviamento e la distribuzione di un dividendo in ragione di 4,3 euro cent per azione ordinaria e 5,4 euro cent per azione di risparmio, mediante utilizzo dell'utile 2010 portato a nuovo. Il dividendo verrà messo in pagamento a partire dal 24 maggio 2012, con stacco cedola in data 21 maggio 2012;
  • ha approvato la prima sezione della Relazione sulla remunerazione, che illustra, con riferimento all'esercizio 2012, la politica della Societa in materia di compensi di componenti gli organi di amministrazione e dirigenti con responsabilita strategiche;
  • ha confermato nella carica di consiglieri di amministrazione Lucia Calvosa e Massimo Egidi, già cooptati dal Consiglio rispettivamente in data 4 agosto e primo dicembre 2011. Gli amministratori nominati dall'Assemblea resteranno in carica, come la restante parte del consiglio di amministrazione, fino all'approvazione del Bilancio al 31 dicembre 2013;
  • ha rinnovato il Collegio Sindacale, che resterà in carica fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2014. Sulla base delle liste presentate dai soci sono stati nominati Sindaci della Societa:
    -dalla lista Telco S.p.A. Gianluca Ponzellini, Salvatore Spiniello e Ferdinando Superti Furga;
    -dalla lista presentata da un gruppo di societa di gestione del risparmio e investitori istituzionali internazionali Enrico Maria Bignami e Sabrina Bruno.Sono stati nominati Sindaci supplenti Ugo Rock e Vittorio Mariani (tratti dalla lista Telco S.p.A.); Roberto Capone e Franco Patti (tratti dalla lista presentata da un gruppo di societa di gestione del risparmio e investitori istituzionali internazionali).L'Assemblea ha inoltre deliberato il compenso da attribuire ai componenti del Collegio Sindacale ed ha nominato quale Presidente dell'organo di controllo Enrico Maria Bignami;
  • ha approvato il piano di incentivazione a lungo termine basato su strumenti finanziari denominato "Long Term Incentive Plan 2012", riservato al Top Management e a una parte selezionata della dirigenza. Il piano prevede premi parametrati alla componente fissa della retribuzione annua, commisurati al livello di raggiungimento di predeterminati obiettivi di performance nel periodo 2012-2014.

 

In sede straordinaria l'Assemblea:

  • ha approvato le modifiche degli artt. 9 e 17 dello Statuto sociale integrando le regole di nomina di Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale per assicurare l'equilibrio tra i generi dei rispettivi componenti (c.d. "quote rosa");
  • ha attribuito al Consiglio di Amministrazione le deleghe ad aumentare il capitale sociale a servizio del Long Term Incentive Plan 2012 per un importo complessivo massimo di euro 15.000.000, in parte a pagamento e in parte a titolo gratuito mediante assegnazione di utili.

ALLEGATO AL COMUNICATO

Risposta a richiesta Consob di diffusione di informazioni ai sensi dell'art. 114, comma 5, del d.lgs. n. 58/1998 (Protocollo n. 12038495 del 9 maggio 2012)La Consob ha fatto pervenire una richiesta di informazioni sulla vicenda Kroll, sui rapporti con il Consulente Naji Nahas e su due aree d'indagine gia considerate nel Progetto Greenfield, che sono la Funzione Security e la vicenda Carte Prepagate.

E' utile ricordare che l'avvio del Progetto Greenfield, nel 2010, e stata una decisione unilaterale della Societa. Per quanto riguarda l'oggetto della review, a suo tempo sono state effettuate delle scelte, limitando il campo di analisi alle aree in cui erano emerse evidenze e criticita tecnico-legali riconosciute e ben identificabili a seguito di indagini penali o di attivita di controllo interno.Le aree d'indagine identificate alla luce delle attività della Magistratura sono state Sparkle, Carte Prepagate con intestazione irregolare e Security.

Il 24 novembre 2011, da notizie stampa, la Società è venuta a conoscenza per la prima volta della notizia dell'iscrizione dell'ex Presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera nel registro degli indagati in relazione ad indagini che avrebbero fatto riferimento a:

  • l'acquisizione nel 2004 di dati sottratti alla Kroll in Brasile dai componenti del c.d. Tiger Team;
  • i contratti con il consulente Naji Nahas.

 

A solo una settimana dalla prima notizia giornalistica dell'evento, in data primo dicembre 2011 il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia:

  • a fronte della circostanza nuova dell'iscrizione del Dottor Tronchetti Provera nel registro degli indagati, in relazione a fatti d'interesse aziendale,
  • nello stesso spirito di trasparenza che ha contraddistinto la Societa nell'esame di altre questioni che hanno incontrato l'attenzione della Magistratura,

ha approvato l'avvio di apposita verifica interna, da realizzarsi sotto la direzione del Presidente del Comitato per il controllo interno e per la corporate governance con il supporto di Deloitte Financial Advisory Services, sui fatti riguardati dalle indagini, che gia non fossero stati a suo tempo trattati nell'ambito del Progetto Greenfield: appunto, i rapporti con Naji Nahas e il presunto hackeraggio Kroll.

Entrambe le questioni nel 2010 non risultavano infatti oggetto d'indagine, e come tali erano rimasti fuori dallo stream Security.

Il lavoro di Deloitte si e concluso da poco e le relative evidenze sono state condivise con il Comitato per il controllo interno e per la corporate governance, che ha presentato le sueconsiderazioni al Consiglio di Amministrazione del 9 maggio 2012. Il report riepilogativo delle conclusioni della verifica interna è stato quindi acquisito dalla Consob.

A questo punto, la Società, nelle more della chiusura delle indagini preliminari, quando potrà avere accesso agli elementi acquisiti dalla Procura della Repubblica e meglio potra valutare ogni eventuale azione di tutela, ha richiesto le valutazioni legali sugli esiti della review agli studi Davis Polk & Wardwell e dell'Avvocato Santa Maria.

Sulla base di dette valutazioni e degli elementi conoscitivi acquisiti, saranno a tempo debito effettuate le necessarie considerazioni, anche di natura economica, avviando le iniziative opportune, ivi incluso il possibile esercizio di azioni di risarcimento verso ex amministratori, nelle forme e con le modalita disponibili. Anticipare in questa sede quali potrebbero essere quelle iniziative o quantificare presunti, possibili effetti economici correlati alle vicende riguardate sarebbe intempestivo.

Per completezza, Telecom Italia  precisa che, sulla base delle evidenze disponibili alla Società in relazione ai provvedimenti di sequestro eseguiti in febbraio preso i nostri uffici, i reati oggetto di contestazione nell'ambito di queste indagini sono l'associazione a delinquere, la ricettazione "e altro" (cosè gli atti notificati all'Azienda).

* * *

Passando al procedimento Security (processo in corso avanti alla Corte d'Assise di Milano), la Cassazione, con sentenza del 20 settembre 2011, n. 1265/11, le cui motivazioni sono state depositate solo a inizio maggio 2012, ha giudicato immune da vizi logici o giuridici la decisione del Giudice per le Udienze Preliminari di Milano di ritenere insussistenti i delitti di appropriazione indebita inizialmente contestati dalla Procura della Repubblica.

Più in particolare la Corte ha concluso che la sentenza del GUPbene ha deciso per l'infondatezza dell'accusa: in sintesi, la Direzione Security non avrebbe agito all'insaputa delle altre Funzioni aziendali e dei Vertici di Pirelli prima e di Telecom Italia poi (coincidenti nelle stesse persone).Anche a fronte di queste circostanze, il Consiglio di Amministrazione del 9 maggio 2012 ha deciso di porre in essere nei confronti dell'ex Amministratore esecutivo Carlo Orazio Buora un atto interruttivo della prescrizione (che scadrebbe il 3 dicembre 2012), propedeutico all'esercizio dell'azione sociale di responsabilita, che sara inserita all'ordine del giorno in apposita Assemblea, compiendo tutti gli atti necessari ed opportuni a tal fine.

Peraltro, per quanto attiene alla refusione dei costi ingiustamente sopportati in relazione alla vicenda Security, la Societa ha gia effettuato una richiesta nei confronti di Pirelli, come rappresentato all'Assemblea dello scorso anno.Al fine di formulare tale richiesta, sono state esaminate in dettaglio tutte le operazioni investigative fatturate a Telecom Italia dalle societa Worldwide Consultant Security Ltd, Security Research Advisory Ltd e Polis D'Istinto S.r.l., riconducibili a Emanuele Cipriani, imputato nel procedimento pendente avanti alla Corte d'Assise di Milano.

All'interno di questo bacino di operazioni investigative Telecom Italia ha individuato quelle oggettivamente riconducibili a Pirelli, alla luce dei seguenti criteri:

  • pratiche presenti negli archivi di Cipriani recanti il "codice cliente" Pirelli;
  • pratiche inizialmente fatturate a Pirelli, poi stornate e rifatturate a Telecom Italia quando Pirelli e divenuta azionista di riferimento di Telecom Italia;
  • pratiche commissionate da soggetti aziendali Pirelli, alla luce delle evidenze emerse nell'ambito del procedimento.

 

L'importo complessivamente corrisposto per le operazioni individuate come sopra e pari a circa 1,2 milioni di euro, di cui Telecom Italia ha richiesto a Pirelli il rimborso.Sempre per il ristoro dei danni causati in connessione alla vicenda Security da attività estranee all'interesse sociale, la Società ha adottato le seguenti ulteriori iniziative:

  • nei confronti degli attuali imputati dinanzi alla Corte di Assise di Milano, ha chiesto e ottenuto di essere ammessa quale parte civile. Telecom Italia ha pertanto richiesto:
    (i) il risarcimento delle spese sostenute per il contenzioso tributario relativo agli anni 2003 e 2004 e pari a circa 15,4 milioni di euro,
    (ii) il risarcimento dell'importo di 750.000 euro pagato in via transattiva alle Pubbliche Amministrazioni coinvolte nel procedimento,
    (iii) il rimborso delle somme corrisposte in favore dei dipendenti dossierati, a titolo di gesto di solidarieta e pari a circa 1,8 milioni di euro,
    (iv) il risarcimento degli ulteriori danni (incluso il danno all'immagine ed alla reputazione commerciale) nella misura quantificata dal Giudice;
  • nei confronti di Emanuele Cipriani, imputato nell'ambito del procedimento penale, e stato ottenuto un sequestro conservativo per 2,6 milioni di euro. Le procedure di esecuzione sono in corso;ƒ¤nei confronti di alcuni ex fornitori della Security, a seguito delle analisi svolte da Deloitte nell'ambito del Progetto Greenfield, la Societa ha infine richiesto il pagamento di un importo totale di circa 5,5 milioni di euro.

* * *

Passando ad altro fronte, il 20 aprile 2012 la Procura della Repubblica di Milano ha notificato un avviso di conclusione delle indagini a Riccardo Ruggiero, Luca Luciani, Massimo Castelli e a Telecom Italia.Quanto alle persone fisiche, sono prospettati i reati di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorita perché, previo accordo ed in concorso con altri soggetti, fra l'altro:

  • "al fine di prospettare il raggiungimento di una quota di mercato da parte di Telecom Italia S.p.A., relativamente alla telefonia mobile, superiore a quella effettiva, ricorrevano ad un artificio tecnico-contabile finalizzato ad incrementare 
  • comunicavano tali dati dolosamente alterati all'Autorita per le garanzie nelle Comunicazioni, al fine di modificare la customer base e la market share aziendali;

 

Tali fatti, in ipotesi d'accusa, sarebbero stati commessi anche nell'interesse e a vantaggio di Telecom, che avrebbe beneficiato di un "totale complessivo di 5.130.000 schede fittiziamente ricaricate" e di un incremento della market share rispettivamente corrispondente allo 0,19% nel 2006, all'1,88% nel 2007 e all'1,64% nel 2008.

Merita notare che il fenomeno è stato rilevato proprio nell'ambito del Progetto Greenfield, che e stato oggetto di disclosure nell'appendice alla relazione sul governo societario per l'anno 2010.Secondo l'avviso di conclusione delle indagini, gli indagati avrebbero altresi comunicato all'AGCOM a partire dall'aprile del 2006 e fino al 31 marzo 2009 un totale complessivo di "1.042.447 schede non ricaricate nei dodici mesi successivi all'attivazione" e considerate attivate irregolarmente, con una condotta che la Procura ha ritenuto parimenti commessa nell'interesse e a vantaggio di Telecom Italia.

Per quanto attiene alla Società, la responsabilita ipotizzata ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 sarebbe quella di "non aver adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quelli verificatisi". L'avviso di conclusione delle indagini non fa riferimento a un eventuale profitto economico che Telecom Italia avrebbe tratto dai fatti contestati.

In merito alle vicende oggetto dell'indagine, la Società non ha notizia di istruttorie in corso da parte dell'Autorita per le garanzie nelle Comunicazioni.

L'esame della documentazione raccolta dalla Procura della Repubblica è in corso. Al suo esito e nell'eventuale prosieguo del procedimento penale Telecom Italia assumerà - nello stesso procedimento penale o in sede civile - tutte le opportune iniziative a sua tutela, nella sua qualità di parte lesa, ivi incluso in termini di ripetizione di importi corrisposti agli indagati in virtu di meccanismi incentivanti.

Al riguardo si segnala che per Luca Luciani, in esito alle risultanze del Progetto Greenfield la Funzione Human Resources and Organization ha esaminato il tema del bonus riconosciutogli in funzione del numero di sim attivate.

In sintesi:

  • per il 2005 non risultavano obiettivi correlati al numero di acquisizioni di linee mobili;
  • rispetto al 2006 era presente un obiettivo ("Performance Commerciale Mobile") che includeva la quota di mercato Tim, ma in concreto non e stato raggiunto;
  • nel 2007 rispetto all'obiettivo "Portafoglio sim Tim" (peso 10%) e stato erogato un bonus di 45.000 euro, che sarebbe risultato non dovuto. Luca Luciani ha peraltro volontariamente e spontaneamente messo a disposizione della Societa lo stesso importo, che quindi è stato recuperato, mediante deduzione dalle competenze successive del dirigente;
  • per il 2008 nessuno degli obiettivi commerciali assegnati era direttamente correlato all'incremento del numero delle sim.

A partire dal 2009 al Dottor Luciani sono stati assegnati obiettivi in qualità di Diretor Presidente di TimPart, con riferimento alle performance brasiliane.Si ricorda che, nel report Greenfield, Deloitte aveva stimato tra i 19,9 e i 27 milioni di euro i costi sopportati dalla Società per la vicenda delle carte sim irregolarmente intestate; tale stima potrebbe essere rivista alla luce dell'andamento del procedimento.Nel frattempo il Consiglio di Amministrazione del 9 maggio 2012 ha deciso di porre in essere nei confronti dell'ex Amministratore esecutivo Riccardo Ruggiero un atto interruttivo della prescrizione (che scadrebbe il 3 dicembre 2012), propedeutico all'esercizio dell'azione sociale di responsabilità, che sarà inserita all'ordine del giorno in apposita Assemblea, compiendo tutti gli atti necessari ed opportuni.

Allo stato non sono state svolte ulteriori valutazioni nei confronti dei destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini in rassegna.Dei tre indagati, tutti dipendenti di Telecom Italia all'epoca dei fatti in contestazione, all'atto della notifica era ancora in forza il solo Dottor Luciani, che in particolare al 20 aprile 2012 rivestiva la carica di Chief Executive Officer di Tim Brasil.

Successivamente il Dottor Luciani ha rassegnato le proprie dimissioni, rinunciando altresi a tutte le cariche sociali detenute nelle societa del Gruppo.In occasione del trasferimento in Brasile avvenuto nel 2008 si era convenuta la somma di 2,9 milioni di euro come trattamento di uscita in caso di risoluzione del rapporto di lavoro. La clausola ha trovato applicazione nel caso di specie; inoltre, si e ritenuta conveniente la stipula di un patto di non concorrenza esteso all'intero Sud America, con corresponsione all'interessato della somma di 1,5 milioni di euro per il 2013.Nel rassegnare le proprie dimissioni il Dottor Luciani è decaduto dai diritti di partecipazione al piano di stock option di Tim Partecipacoes S.A., descritto in bilancio (fatti salvi i diritti riferiti alla performance 2011). Non sono previsti benefici successivi alla cessazione dalla carica di CEO di Tim Brasil.La Societa non ha assunto impegni di manleva o di indennizzo per eventuali azioni di responsabilita nei confronti del Dottor Luciani.Un impegno in tal senso e stato invece a suo tempo assunto all'atto dell'uscita del Dottor Ruggiero (dipendente e, in allora, Amministratore Delegato della Societa): in particolare l'atto di transazione con il quale il rapporto di lavoro e stato risolto, sottoscritto dal Vice Presidente Esecutivo pro tempore, Carlo Orazio Buora, manleva il Dottor Ruggiero in

relazione all'attivita prestata quale dirigente di Telecom Italia e reca l'impegno a mantenergli la tutela prevista dalla contrattazione collettiva per i dirigenti di aziende industriali anche in relazione agli incarichi sociali ricoperti. Preciso che non c'e stata rinuncia all'azione sociale di responsabilita da parte della Società, ai sensi di legge.Non constano impegni analoghi per altri amministratori, anche cessati, della Società.

* * *

Con riferimento ai fenomeni riguardanti le carte prepagate, oggetto dell'indagine della Procura della Repubblica di Milano, la Consob ha altresi chiesto di fornire informazioni, con riferimento a Brasile (ove Telecom Italia controlla il gruppo Tim Brasil) e Argentina (ove Telecom Italia controlla il gruppo Telecom Argentina),

  • le attività di internal audit o eventuali iniziative ulteriori svolte o previste per verificarne la presenza nei due Paesi sudamericani;
  • sui sistemi di incentivazione relativi al processo di gestione dei servizi prepagati.

In merito agli audit, va premesso che le discipline locali in materia d'intestazione, e soprattutto identificazione, del cliente sono diverse da quelle vigenti in Italia.Ciò detto, in Brasile (dove Tim Brasil storicamente e un operatore mobile only) la gestione delle carte prepagate e stata oggetto di uno specifico progetto nell'ambito del piano di audit 2009-2011, che ha gia riguardato il processo sia di intestazione che di cessazione a scadenza delle sim.

In continuità, sono in corso due audit riguardanti i sistemi di consuntivazione statistica e monitoraggio delle intestazioni e il processo di gestione e controllo delle intestazioni multiple. In ogni caso, al fine di conferire effettiva continuità al processo di controllo interno, sono previsti almeno due audit all'anno, condotti da team integrati italo-brasiliani.

Gli audit svolti nell'ambito del progetto hanno evidenziato debolezze nei controlli e nei processi, alle quali ha fatto seguito un importante aggiornamento del quadro procedurale interno, formalizzato nel marzo 2012.In Tim Brasil si e inoltre nei giorni scorsi conclusa una internal limited review degli internal controls over financial reporting, in vista del filing dei Form 20-F per l'anno 2011 sia di Tim Partecipacoes che di Telecom Italia, che sono stati depositati ieri.

Da detta review non sono emersi rilievi significativi, ivi incluso con riferimento al processo d'intestazione/cancellazione delle sim card prepagate.In Argentina i criteri di gestione delle vendite delle sim card ed i processi di monitoraggio e controllo in essere sono stati considerati adeguati in sede di verifica del sistema di controllo interno agli effetti della corretta rappresentazione della situazione economico-finanziaria di Telecom Argentina.

Quanto ai sistemi d'incentivazione, quelli di Telecom Argentina non includono l'attivazione di linee prepagate ne la market share, basandosi sul parametro del revenue share netto annuale e sulle attivazioni di contratti di alto valore.In Brasile, nel 2011 il sistema MBO attribuiva a tutti gli incentivati (ad esclusione del CEO, del Top Management e della dirigenza impegnata nella gestione della rete fissa) un obiettivo di attivazione linee post-pagate e un obiettivo relativo alla market share mobile.

Tra gli obiettivi assegnati alle funzioni di vendita erano presenti obiettivi di Gross Adds Prepagato e Gross Adds Postpagato, articolati per regione e canale; peraltro, l'obiettivo relativo al prepagato risultava condizionato al raggiungimento di una percentuale di linee con seconda ricarica. Tra gli obiettivi assegnati alle funzioni di Marketing erano previsti obiettivi di customer base, distinguendo tra business e prepagato.

(GD)

 

 

Finmeccanica, Tesoro invita in futuro a evitare emolumenti come a Guarguaglini

mercoledì 16 maggio 2012 16:11

ROMA, 16 maggio (Reuters) - Il rappresentante del Tesoro all'assemblea di Finmeccanica ha invitato la società a evitare che in futuro si ripetano erogazioni di emolumenti come quelli dati all'ex presidente Pier Francesco Guarguaglini nel 2011.

Stefano Di Stefano, rappresentante del Tesoro, nel comunicare il voto positivo all'approvazione della relazione sulla remunerazione, ha invitato ad adottare una remunerazione che "spinga tutto il management alle iniziative di ristrutturazione".

"Invita a non ripetersi l'erogazione di emolumenti quali quelli dati nel 2011 all'ex presidente della società", ha poi aggiunto il rappresentante del Tesoro.

Guarguaglini, dimessosi all'inizio di dicembre in seguito alle vicende giudiziarie, ha ricevuto nel 2011, secondo quanto si rileva dal bilancio, i seguenti emolumenti: 3,891 milioni in quanto presidente e amministratore delegato (fino all'assemblea della primavera 2011), 5,590 milioni in quanto presidente dall'assemblea a dicembre e come liquidazione. In totale ha quindi ricevuto nei suoi 11 mesi di attività nel 2011 9,481 milioni.

 

 

Roma, 16-05-2012

Il consigliere di amministrazione di Finmeccanica Franco Bonferroni è indagato a Roma per illecito finanziamento ai partiti. Emerge da un documento integrativo richiesto dalla Consob consegnato agli azionisti in occasione dell'assemblea. Bonferroni aveva comunicato il 2 maggio all' azienda di aver avuto un'avviso di garanzia a fine marzo.

 

A Genova cortei e blocchi stradali dei lavoratori
Traffico in tilt nel ponente genovese per lo sciopero dei lavoratori delle aziende Finmeccanica. Alcune centinaia di dipendenti del Gruppo sono scesi in piazza per protestare contro il piano industriale annunciato dall'azienda che prevede la vendita di Ansaldo Sts e di una quota di Ansaldo Energia.

I manifestanti hanno bloccato il traffico sul ponte di Cornigliano e nella rotonda di via Albareto, nel quartiere di Sestri Ponente. In concomitanza con le due ore di sciopero proclamato dai sindacati di categoria, una delegazione di sindacalisti e lavoratori ha incontrato il prefetto del capoluogo ligure per chiedere un incontro urgente al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera.

 

 "Dopo aver fatto scelte sbagliate che hanno portato a costruire debiti, i dirigenti - ha dichiarato a TMNews Bruno Manganaro della Fiom Cgil- vogliono risolvere il problema con la vendita di aziende importanti che creano ricchezza per il Gruppo. Se queste aziende fossero vendute a Gruppi che oggi sono in concorrenza con Ansaldo Sts - ha sottolineato Manganaro- sarebbero messi a rischio anche molti posti di lavoro". La vendita di Ansaldo Sts e di Ansaldo Energia, secondo l'esponente della Fiom, rappresenterebbe "uno schiaffo alla città di Genova" perché si tratta di "aziende che funzionano e costruiscono ricchezza.

 Noi - ha concluso Manganaro - non siamo disposti ad accettare questo piano e quindi oggi abbiamo scioperato, bloccato la città e una nostra delegazione è stata ricevuta dal prefetto per chiedere un incontro al ministro Passera perché la situazione ora la deve prendere in mano il Governo".

 

 

Roma, 16 mag. - Selex Sistemi Integrati, controllata da Finmeccanica, ha "conferito incarico a un professionista esterno di valutare eventuali azioni di responsabilita' nei confronti degli ex amministratori della societa'". E' quanto si legge nell'informativa che Finmeccanica ha inviato alla Consob.
  L'ex ad di Selex e' Marina Grossi, moglie dell'ex presidente della stessa Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini.
  La societa' ha inoltre "conferito a un terzo indipendente (Rina Service spa) un incarico, in corso di esecuzione, di prestazione tecnica finalizzata all'analisi di congruita' del valore delle opere realizzate nei contratti di subappalto affidati da Selex Sistemi Integrati nel periodo dal 1 gennaio 2008 al 30 novembre 2011 alle societa' Arctrade srl, Print Sistem, Techno Sky e Renco per un valore totale degli ordinativi pari a circa 138 milioni di euro". L'esito finale della attivita' di verifica, si legge ancora nell'informativa, sara' riportato in un rapporto di valutazione in corso di predisposizione da parte di Rina spa. (AGI)

 

Finmeccanica: indagato consigliere Bonferroni

Bonferroni aveva comunicato il 2 maggio all' azienda di aver avuto un'avviso di garanzia a fine marzo.Operai in piazza a Genova per protestare contro il piano industriale dell'azienda

Finmeccanica

Roma, 16-05-2012

Il consigliere di amministrazione di Finmeccanica Franco Bonferroni è indagato a Roma per illecito finanziamento ai partiti. Emerge da un documento integrativo richiesto dalla Consob consegnato agli azionisti in occasione dell'assemblea. Bonferroni aveva comunicato il 2 maggio all' azienda di aver avuto un'avviso di garanzia a fine marzo.

 

A Genova cortei e blocchi stradali dei lavoratori
Traffico in tilt nel ponente genovese per lo sciopero dei lavoratori delle aziende Finmeccanica. Alcune centinaia di dipendenti del Gruppo sono scesi in piazza per protestare contro il piano industriale annunciato dall'azienda che prevede la vendita di Ansaldo Sts e di una quota di Ansaldo Energia.

I manifestanti hanno bloccato il traffico sul ponte di Cornigliano e nella rotonda di via Albareto, nel quartiere di Sestri Ponente. In concomitanza con le due ore di sciopero proclamato dai sindacati di categoria, una delegazione di sindacalisti e lavoratori ha incontrato il prefetto del capoluogo ligure per chiedere un incontro urgente al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera.

 

 "Dopo aver fatto scelte sbagliate che hanno portato a costruire debiti, i dirigenti - ha dichiarato a TMNews Bruno Manganaro della Fiom Cgil- vogliono risolvere il problema con la vendita di aziende importanti che creano ricchezza per il Gruppo. Se queste aziende fossero vendute a Gruppi che oggi sono in concorrenza con Ansaldo Sts - ha sottolineato Manganaro- sarebbero messi a rischio anche molti posti di lavoro". La vendita di Ansaldo Sts e di Ansaldo Energia, secondo l'esponente della Fiom, rappresenterebbe "uno schiaffo alla città di Genova" perché si tratta di "aziende che funzionano e costruiscono ricchezza.

 Noi - ha concluso Manganaro - non siamo disposti ad accettare questo piano e quindi oggi abbiamo scioperato, bloccato la città e una nostra delegazione è stata ricevuta dal prefetto per chiedere un incontro al ministro Passera perché la situazione ora la deve prendere in mano il Governo

 

 

Fiat contro Formigli: sospesa la sentenza

la Corte d'Appello di Torino accetta il ricorso del giornalista e sospende il risarcimento da 7 milioni di euro verso Fiat.

http://www.motori.it/attualita/13140/fiat-contro-formigli-sentenza-sospesa.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2012-05-16+Fiat+contro+Formigli%3a+sospesa+la+sentenza

 

 

15 maggio 2012

I deputati del Pdl, dell'Udc e di Fli hanno approvato in commissione Giustizia alla Camera - con parere favorevole del Governo - un emendamento del deputato del Pdl Manlio Contento al testo sul falso in bilancio che di fatto svuota la proposta di legge dell'Idv, che arriverà in aula il 28 maggio. Interviene il ministro della Giustizia Paola Severino: sul falso in bilancio erano state date al sottosegretario Salvatore Mazzamuto «tutte le schede necessarie a fornire i pareri agli emendamenti presentati». «Se errore c'è stato - continua il ministro -, nel senso che il Mazzamuto non ha letto per intero la scheda fornitagli si porrà rimedio in aula».

  • Il capogruppo del Pdl: la detenzione passa da due a tre anni
    «Con il nostro emendamento resta di fatto l'attuale formulazione della legge in vigore sul falso in bilancio alzando però la detenzione dai 2 ai 3 anni», spiega il capogruppo del Pdl in commissione Enrico Costa, che poi aggiunge: «non eravamo d'accordo con il testo dell'Idv perchè era troppo generico e vago». In una conferenza stampa congiunta Pd e Idv chiedono al Governo di chiarire la sua posizione su questa questione.

Approvato l'emendamento del deputato Pdl Manlio Contento
L'emendamento presentato dal deputato Pdl Manlio Contento è stato approvato con 14 voti favorevoli e 12 contrari. Riporta la norma alla logica dell'attuale legge («reato di danno e non di pericolo», hanno spiegato i deputati azzurri al termine della seduta). Di fatto, è una riscrittura che cancella l'iniziativa dell'Idv. La seduta è terminata dopo questo voto. Sull'emendamento Contento il Governo ha dato parere favorevole, pur avendo dato parere favorevole (con riformulazione) anche a una proposta del Pd che invece, secondo le indicazioni fornite dai rappresentanti del Pd, mantiene la logica proposta dall'Idv. All'uscita dalla commissione, il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, primo firmatario della proposta di legge, ha ricordato che «questo ddl non esiste più» e ha chiesto al ministro Severino «di pronunciarsi immediatamente su quale strada intenda intraprendere, se vuole mantenere le leggi ad personam».

Il sottosegretario: ho dato parere legislativo
Il sottosegretario Salvatore Mazzamuto, presente in luogo del ministro della Giustizia Paola Severino attualmente in missione negli Stati Uniti, si è limitato a commentare: «Ho fatto quello che mi è stato chiesto, ho dato i pareri formulati dall'ufficio legislativo, per ogni altra cosa rivolgetevi al ministro».

Fli: indotti all'errore dal Governo
«Non abbiamo affossato niente - replica il deputato del Pdl Contento -. Abbiamo solo fatto la nostra proposta». Mentre Idv e Pd attaccano il Governo per il parere favorevole, la capogruppo di Fli in commissione Giustizia, Angela Napoli, si giustifica: «oggi - spiega in una nota - siamo stati condotti in errore, assecondando il parere del governo, e abbiamo di fatto modificato il primo articolo del provvedimento in discussione». Napoli assicura che l'errore «verrá sicuramente non solo modificato allorchè il provvedimento giungerá in aula, ma verrá risarcito attraverso il dovuto comportamento sugli emendamenti rimasti in modo che venga salvaguardata la bontá del ripristino del falso in bilancio».

 

 

Telecom I.: entra in capitale di Trentino Ngn

 

 

MILANO (MF-DJ)--Trentino Ngn, la societa' che portera' la fibra ottica nella provincia di Trento, e' pienamente operativa. L'assemblea della societa' ha sancito oggi l'ingresso nel capitale sociale, accanto alla Provincia Autonoma di Trento, di Telecom Italia, di MC Link e de La Finanziaria Trentina.

In questo primo periodo di attivita', spiega una nota, Trentino Ngn e' controllata dalla Provincia Autonoma di Trento con una quota maggioritaria, pari al 52,2%, grazie ad un conferimento di 50 milioni di euro in cash. Telecom I. detiene, invece, una quota del 41,1% del capitale tramite il conferimento di un diritto d'uso ventennale sugli spazi disponibili nelle proprie infrastrutture passive esistenti sull'intero territorio della Provincia Autonoma di Trento, per un valore di 39,4 milioni di euro. MC Link e La Finanziaria Trentina conferiscono rispettivamente 1,5 milioni di euro (quota dell'1,6%) e 5 milioni di euro (quota del 5,2%).

L'obiettivo e' quello di connettere con la fibra ottica oltre 150 mila unita' immobiliari, pari a circa il 60% di quelle dell'intera provincia. Saranno inoltre raggiunte con collegamenti ad alta velocita' le amministrazioni pubbliche locali, le aziende sanitarie, le Universita' e gli istituti di ricerca nonche' le imprese. L'investimento di Trentino Ngn per realizzare il progetto e' stimato in 165 milioni di euro nei prossimi 10 anni.

E' successivamente previsto che, al raggiungimento di determinati livelli di penetrazione dei servizi, ovvero tra tre anni, venga conferita la rete in rame, acquisendo cosi' Telecom Italia la maggioranza del capitale nella societa'; cio' facilitera' la migrazione dal rame alla fibra. Telecom Italia ha inoltre negoziato con la Provincia il diritto di acquisire la quota di partecipazione da questa detenuta nella societa', facolta' esercitabile dopo sei anni.

L'assemblea ha nominato Sergio Bettotti Presidente della societa' e Elio Salvadori a.d.. Il consiglio risulta inoltre composto da Paolo Simonetti, Fulvio Rigotti, Anna Dalpiaz, Pompeo Vigano', Alessandro Talotta, Nicola Barone e Carlo Filangeri.

Infine la Provincia Autonoma di Trento e Telecom Italia stanno gia' realizzando congiuntamente un progetto per l'eliminazione del digital divide che consentira', entro la primavera del 2013, di rendere disponibili su tutto il territorio provinciale collegamenti ADSL fino a 20 megabits/secondo. com/lab laura.bonadies@mfdowjones.it

 

 

  • Scandali Lega, Umberto Bossi: “Ho autorizzato le spese dei miei figli”

 

Umberto Bossi ha dovuto ammettere le sue responsabilità nella vicenda dell’uso dei rimborsi elettorali destinati alla Lega Nord, o forse è stato l’estremo tentativo di difendere i suoi due figli, Riccardo e Renzo. Il Senatur lo ha fatto durante un incontro che ha avuto con Roberto Maroni, Roberto Calderoli, Manuela Dal Lago, Roberto Cota e Giancarlo Giorgetti.

L’incontro è avvenuto nella sede di via Bellerio, la stessa dove Umberto Bossi ha ricevuto l’avviso di garanzia per truffa ai danni dello Stato. L’incontro è durato un’ora e mezza durante la quale l’ex segretario ha ammesso, “Ho autorizzato io alcune spese dei miei figli e chiesto che venissero pagate”, il Senatur ha specificato che si trattava di spese per i rally di Riccardo Bossi e di spese personali per Renzo Bossi. Le spiegazioni fornite da Umberto Bossi, però, sono sembrate poco convincenti.

Roberto Maroni ha parlato all’amico di una vita usando parole dirette, spiegando che i due figli si sono approfittati della situazione per perseguire interessi personali e che quello che valeva per Francesco Belsito e Rosy Mauro deve valere anche per i figli del capo, “Hanno sbagliato e devono pagare”. Alcuni sostengono che Maroni si sia spinto fino a chiedere l’espulsione di Renzo Bossi. In realtà le conseguenze politiche di questa situazione non sono valutabili. Se Renzo Bossi e suo fratello Riccardo dovessero essere espulsi cosa farà Umberto Bossi? E se dovesse lasciare la Lega Nord quale sarebbe il futuro del partito e cosa farebbe lo stesso Bossi? La possibilità di due partiti del nord spaventa tutto lo stato maggiore della Lega. Maroni all’uscita dalla sede di via Bellerio non ha voluto commentare queste indiscrezioni, “Non mi interessano queste cose”.

Rosy Mauro, invece, ha commentato queste indiscrezioni attaccando frontalmente l’ex ministro dell’Interno, “A Maroni non credo, perché è un eterno secondo. La Lega Nord è morta perché Bossi ha sbagliato a dimettersi e all’interno del movimento c’è stato un complotto. La Lega non era un bancomat e io non ho preso soldi dal partito”.

Umberto Bossi è un uomo distrutto
Un pianto liberatorio, una resa davanti all’ennesima mazzata che ha demolito il sogno di una vita. Umberto Bossi è un uomo distrutto: il pensiero di dare l’addio alla Lega, travolta dallo scandalo che vedono al centro lui e la sua famiglia, lo ha lasciato senza parole. Almeno così lo descrive il quotidiano la Repubblica, perché del Senatur, da quando è indagato per truffa ai danni dello Stato per quei fondi leghisti usati per qualsiasi cosa, tranne che per il partito, non c’è più traccia. Nessuna dichiarazione, nessuna uscita in pubblico: solo, nella sua casa di Gemonio, versa lacrime (di coccodrillo?) sul suo doloroso addio alla Lega Nord.

Il partito, da lui fondato e trascinato fino in Parlamento, a sedere sugli scranni del potere, in grado di tenere le redini del governo grazie al sempre più grande peso politico anche da alleati del Pdl, sta andando a fondo e la colpa è solo sua. E della sua famiglia.

Lo scandalo dei fondi usati per The Family, la cassa della Lega usata come bancomat dal Trota, la laurea in Albania per l’ex consigliere regionale della Lombardia e quella all’Univesrità dell’Insubria per l’altro figlio, Riccardo. I diamanti per la Mauro (Rosy), i lavori di casa, il dentista: una lunga serie di scandali che lo hanno travolto, ma non ancora sepolto.

Nella giornata dell’Orgoglio Padano a Bergamo, quando Roberto Maroni viene incoronato dal popolo leghista e suon di scopettate e di “Pulizia, pulizia”, Bossi c’è, resiste tanto che, a sorpresa, si candida ancora alla segreteria.

Poi la mazzata finale, la truffa ai danni dello stato, i reati dei figli, la magistratura che indaga su tutta la sua famiglia, mentre dal partito Maroni tuona che non c’è più posto per ladri e truffatori e che non ci saranno più candidature dall’alto.

Si pensa al titolo di Presidente onorario del movimento padano per il Senatur che questa volta molla: non ce la fa, troppo il peso dello scandalo.

Chi gli è vicino racconta il day after: piange al telefono, è un uomo distrutto, c’è chi dice che in 25 anni non l’ha mai visto così, agli amici più fidati confida che sta male, malissimo e sembra che questa volta per lui sia davvero arrivata la fine.

Matteo Salvini, maroniano di ferrro, lo spiega più che bene: “Bossi ci ha portato fino a qua, detto questo la Lega va avanti e prescinde dai nomi“. Finito, game over.

Accanto a lui l’ex cerchio magico: c’è anche Rosy Mauro che non molla, è vicina alla famiglia, non abbandona il capo che l’ha portata fino al Senato, ai vertici della politica italiana.

Il mondo di Bossi si è sgretolato in poco meno di 36 ore: non si vede più la coda davanti la casa di Gemonio, di lui non c’è traccia, neanche una parola, un commento, un gesto, una smorfia. I suoi fedelissimi come Manuela Marrone e Marco Reguzzoni, ex capogruppo alla Camera, non si trovano più in giro, forse sono riuniti intorno a lui, nella speranza di risollevarlo, di convincerlo a non mollare: questa però sembra proprio la fine (politica) di Umberto Bossi. Tra le lacrime.

17 maggio 2012 – Scandalo Lega, rimborsi elettorali per multe, feste e rinoplastica dei figli di Bossi
L’indagine sull’uso dei rimborsi elettorali percepiti dalla Lega Nord apre lo spazio ad una serie di riflessioni che riguardano sia il partito del carroccio che gli altri partiti italiani. Innanzitutto partirei dalla dichiarazione di Umberto Bossi, indagato per truffa ai danni dello Stato cioè ai nostri danni, che tempo fa disse: “I nostri soldi (della Lega Nord) li possiamo anche buttare dalla finestra.Un’effermazione colorita, come è sempre stato nello stile di Bossi, ma altamente discutibile. I rimborsi elettorali sono soldi pubblici, cioè degli italiani, ed i partiti non possono spenderli senza renderne conto al paese. Sarebbe come se un dipendente avesse in gestione un conto corrente dal suo datore di lavoro e lo usasse per andarsene in vacanza. Difficile immaginare un esito diverso dal licenziamento. Questo sorvolando sul fatto che l’Italia ha votato con un referendum il no al finanziamento pubblico dei partiti ed invece i soldi continuano ad arrivare copiosi.

Gli interrogatori di Francesco Belsito e Nadia Dagrada, rispettivamente ex tesoriere ed ex segretaria della Lega Nord, hanno portato alla luce il sistema di utilizzo dei rimborsi elettorali. Umberto Bossi è indagato in quanto come segretario del partito firmava tutti i documenti relativi agli esborsi di denaro. Diversa è la faccenda per Renzo e Riccardo Bossi. Entrambi avrebbero percepito una sorta di mensile da 5000 euro non si sa bene a che titolo. Si sa, però, come li hanno spesi questi soldi. Renzo Bossi ha preso multe per eccesso di velocità e violazione del divieto di sosta in tutta Italia. Questo senza dimenticare i 12.000 euro al mese che costava il suo staff, utilizzato anche per andare ad alcune feste a Bratislava. Al momento Renzo Bossi è in vacanza in Marocco e fa sapere che il fatto di essere indagato gli darà finalmente la possibilità di difendersi e discolparsi visto che, “Non ho mai preso un soldo dalla Lega”. In effetti non fa una grinza, i soldi sono pubblici, quindi degli italiani.

Il primogenito di Umberto Bossi, Riccardo, è divorziato e c’è il forte sospetto che gli alimenti alla ex moglie arrivino direttamente dai rimborsi elettorali della Lega Nord. Anche il figlio più giovane di Umberto Bossi, Sirio, ha usufruito seppur indirettamente della cassaforte di famiglia. Circa 10.000 euro per un intervento di rinoplastica pagati con un assegno sfornato dal soler Belsito. Il tutto senza aver ancora indagato sui finanziamenti ottenuti dalla scuola fondata dalla moglie di Umberto Bossi e dal sindacato padano di Rosy Mauro. Nessuno è colpevole fino a prova contraria, ma è inutile farsi illusioni sull’onestà di chi ci governa.

Al di là del colore politico i cittadini italiani dovrebbero ricordarsi che gli amministratori pubblici a qualunque livello sono nostri dipendenti, e nostro è il potere di licenziarli se hanno operato male

Umberto Bossi indagato per truffa ai danni dello Stato
Ennesima tegola sulla Lega Nord e questa volta non è solo colpa del Trota. È Umberto Bossi a essere nell’occhio del ciclone: il Senatur è indagato per truffa ai danni dello Stato nell’inchiesta sull’uso dei rimborsi elettorali del Carroccio. I pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Roberto Pellicano di Milano gli hanno infatti notificato un’informazione di garanzia nella sede del Carroccio in via Bellerio. Un affare di famiglia: con lui sono indagati anche i figli Riccardo e Renzo, accusati di appropriazione indebita, e il senatore Piergiorgio Stiffoni con l’accusa di peculato in relazione all’uso dei fondi della Lega al Senato. Indagato anche l’imprenditore Paolo Scala per riciclaggio.

13 maggio 2012 – Parlano gli autisti: “Renzo Bossi è costato 600.000 euro al partito in due anni”
Il caso sull’uso dei rimborsi elettorali da parte della Lega Nord continua a sfornare notizie succulente a scadenza quotidiana. Umberto Bossi ha dichiarato, “I soldi sono nostri e possiamo anche buttarli dalla finestra”. Sarà indubbiamente vero, ma è denaro pubblico e non tutti gli elettori della Lega Nord saranno felici di sapere che sono serviti per scarrozzare il Trota di festa in festa.Oscar Morando e Alessandro Marmello sono i due autisti che negli ultimi anni si sono presi cura di Renzo Bossi. Entrambi sono stati licenziati, uno perchè non gradito a Renzo Bossi e l’altro per la vicenda dei video divulgati nei quali passava cospicue somme di denaro al giovane rampollo di “The Family”. Entrambi sono stati sentiti dai magistrati ed hanno raccontato che l’intero staff di Renzo Bossi costava in stipendi alla Lega Nord ben 12.000 euro al mese ai quali vanno aggiunti i soldi necessari per scarrozzarlo in giro. Il Trota, infatti, è un grande viaggiatore. E’ stato in Sicilia a visitare le terre di famiglia, è stato più volte a Bratislava per partecipare a delle feste, frequentatore abituale dei night milanesi e dei festival musicali in giro per il Nord Italia.

Ai frequenti viaggi su lunga distanza bisogna aggiungere lo shopping sfrenato, anche 8000 euro in un giorno a Brescia, e le abitudine particolari tra le quali annoverare l’uso della sirena lampeggiante senza autorizzazione per poter saltare le file, il traffico e molto altro. Morando fa due conti e riferisce ai magistrati, “Stipendio da consigliere regionale a parte (12.555 euro mensili), Renzo Bossi costava alla Lega 14 mila euro al mese. Dodicimila euro per gli stipendi dello staff, il sottoscritto, l’altro autista Luca e la segretaria Simona, più altri 2mila in contanti che ci venivano dati dalla Lega per le sue spese correnti. In due anni vengono fuori quasi 600 mila euro che l’Italia ha pagato a questo ragazzo. Anche per andare a Brescia dal dentista o a fare spese. Lascio ai militanti della Lega stabilire se siano stati ben spesi oppure no”.

Trota & Lode
Chi più chi meno abbiamo sgobbato tutti sui libri ed abbiamo raggiunto i nostri bravi risultati. Diploma, laurea, master e chi più ne ha più ne metta. Tutti però, almeno una volta, abbiamo sognato di poter saltare gli studi con un’operazione semplice come può essere un click del mouse o una telefonata in Albania. E’ quello che hanno pensato anche gli ideatori di Trota & Lode il sito web più “hot” degli ultimi giorni. Sono quasi settemila i navigatori del web che hanno deciso di imitare Renzo Bossi e conseguire una laurea in pochi minuti, il tutto in circa ventiquattro ore. Come ogni università che si rispetti anche Trota & Lode offre un vasto campo di studi, ingegneria, gestione finanziaria, fisioterapia, basta scegliere. Una volta scelto il percorso di studi basta iscriversi, compilare un semplice modulo (qualche sacrificio bisogna sempre farlo) e poi stamparsi la propria sudatissima laurea da appendere sopra alla scrivania e da mostrare con orgoglio ai parenti.

Come sostengono i curatori di Trota & Lode una volta laureati non c’è nulla che ci possa essere precluso, soldi a pacchi, un lavoro di tutto riposo ed strapagato, auto veloci, autisti privati ed una bella fidanzata. A me ricorda qualcuno, però non riesco a ricordare il nome. Ho proprio bisogno di una bella laurea.

Renzo Bossi ha tentato di farsi riconoscere la laurea albanese in Italia
I documenti che l’ambasciata italiana a Tirana ha fornito ai magistrati che stanno indagando sull’utilizzo dei rimborsi elettorali da parte della Lega Nord parlano chiaro. Renzo Bossi ha tentato a più riprese di far riconoscere come valida in Italia la laurea breve conseguita in Albania. La domanda è stata ritirata quando è scoppiato il bubbone del caso Belsito.La pratica per il riconoscimento legale della laurea conseguita all’Università Kristal è stata presentata da un avvocato albanese, Dragoj, che aveva la procura da parte di Renzo Bossi. I primi dubbi sono stati sollevati dalle date. Tra il diploma conseguito in Italia, Luglio 2009, e la laurea, Settembre 2010, era passato poco più di un anno. Questa vicinanza sospetta ha fermato l’iter burocratico dell’ambasciata italiana. Il secondo tentativo, che risale al luglio 2011, è stato fatto con una data di diploma più consona e cioè quella relativa al maggio 2007 quando Renzo Bossi fu ammesso per la prima volta all’esame di maturità. Purtroppo il Trota, come è noto, è stato bocciato diverse volte ed ha conseguito il diploma solo nel 2009.

Un professore dell’Università albanese, Sender Kercucu, ha confermato che Renzo Bossi ha ottenuto il diploma di laurea e la pratica è stata avviata ufficialmente. Stava procedendo tutto regolarmente fino all’aprile 2012 quando lo stesso avvocato Dragoj ha presentato una domanda per annullare la richiesta. Ad aprile era da poco scoppiato lo scandalo che ha visto coinvolto Francesco Belsito ex tesoriere della Lega Nord. In sostanza l’ateneo albanese aveva accettato l’iscrizione di Renzo Bossi già all’anno accademico 2007-2008 quando il rampollo della famiglia Bossi non aveva ancora conseguito il diploma di scuola superiore in Italia.

Discorso diverso per la laurea di Piergaetano Moscagiuro che non ha mai presentato alcuna domanda per ottenere il riconoscimento della laurea conseguita presso l’università Kristal.

Renzo Bossi convocato dai giudici albanesi
Non c’è pace per il povero Renzo Bossi. Dopo il video che lo mostra attento alle mazzette di denaro che gli passa l’ex autista della Lega Nord, dopo le sue recenti dichiarazioni circa un possibile futuro da muratore o da agricoltore e dopo la notizia della laurea conseguita in Albania arrivano notizie su un’indagine giudiziaria che lo riguarda. Questa volta non si tratta di giudici complottisti delle Procure di Napoli e/o Milano, ma dei giudici di Tirana che hanno deciso di vederci chiaro sulla vicenda della laurea conseguita all’università albanese “Kristal“. In Albania intorno alla vicenda rischia di crollare il governo di Sali Berisha quindi la faccenda è diventata tremendamente seria. I magistrati albanesi vogliono esaminare tutti gli incartamenti riguardanti la carriera universitaria di Renzo Bossi e la sua fulminea laurea.

Innanzitutto verranno analizzati i registri delle presenze che riguardano Bossi Jr. Poi verranno controllati i tempi della laurea, troppo veloce per non destare sospetti. L’incidente internazionale, però, si rischia sul terzo punto che è sotto la lente d’ingrandimento dei giudici di Tirana. Per laurearsi all’università “Kristal” è necessario conoscere l’albanese, quindi i giudici potrebbero decidere di convocare Renzo Bossi per testare la sua conoscenza della lingua. Intanto l’ambasciata italiana a Tirana ha inviato tutta la documentazione alle Procure di Napoli Milano.

Il Trota si è laureato in Albania
La Guardia di Finanza ha potuto perquisire la cassaforte di Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega Nord, che è accusato di aver utilizzato i rimborsi elettorali della Lega Nord per investimenti personali e per le spese di alcuni dirigenti del partito. All’interno della cassaforte è stato ritrovato un diploma di laurea intestato a Renzo Bossi. Il diploma di laurea sarebbe stato ottenuto presso l’università “Kristal” che è situata in Albania. E’ un diploma paragonabile ad una laurea breve ottenuta in Italia. La specializzazione ottenuta dal trota è in gestione aziendale. Gli inquirenti sospettano che possa essere stata pagata con i rimborsi elettorali della Lega Nord. Il Trota avrebbe conquistato questo diploma il 29 settembre del 2010. Nella cassaforte è stato ritrovato anche un diploma intestato a Pierangelo Moscagiuro la guardia del corpo di Rosy Mauro. Entrambi hanno sempre negato di aver conseguito lauree e/o diplomi e men che meno di averli avuti grazie ai soldi della Lega Nord.

Il futuro del Trota è muratore o zappatore
Renzo Bossi, al secolo il Trota, ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair dove ha dato la sua versione degli scandali che lo hanno visto protagonista ed ha dato interessanti indicazioni sul suo futuro. Il figlio di Umberto Bossi ha deciso di dare una svolta radicale alla sua vita, andrà a zappare la terra oppure a fare il muratore. La buona volontà non gli manca, bisogna vedere se avrà le qualità per farlo. E’ lo stesso Renzo Bossi a dichiararlo, “Voglio continuare a studiare, trovarmi un lavoro e costruire il mio futuro. Quale? Muratore o agricoltore, per stare un po’ all’aria aperta. Due anni vissuti con la cravatta sono troppi”. Evidentemente Bossi Jr. ha raccolto gli innumerevoli suggerimenti che gli sono piovuti addosso ben prima dello scandalo delle mazzette di denaro incassate direttamente dalle mani del suo autista personale. Anche di questa vicenda fornisce la sua interpretazione, “Bugie. I filmati sono stati girati a bordo di una Audi A6 di proprietà della Lega: se Marmello si era dimenticato il portafoglio, capitava che io anticipassi i soldi per la benzina. Quegli scontrini, quei soldi, sono per spese che io avevo anticipato di tasca mia e che lui mi restituiva”.

Insomma una marea di balle, che somigliano molto da vicino ai complotti che il genitore tira fuori ad ogni piè sospinto per giustificare i movimenti di denaro della Lega Nord. L’intervista si chiude con l’ultima perla di saggezza, “Falsità ho sempre pagato di tasca mia, anche perchè, con 10 mila euro netti di stipendio da consigliere regionale, non avevo certo bisogno di chiedere soldi al partito“.

Bossi: “Non siamo ladri come i socialisti”
Continuano i comizi di Umberto Bossi in giro per il nord Italia. L’ex segretario della Lega Nord li sta usando per rispondere, di volta in volta, alle accuse che vengono mosse a lui ed al partito. Il Senatur, durante un comizio a Conegliano Veneto, è stato ancora una volta molto chiaro nel definire lo scandalo che ha coinvolto la lega e nello spiegare la vicenda di Finmeccanica.Umberto Bossi ha evidenziato le differenze tra quanto accaduto alla Lega Nord e quanto accadde ad alcuni partiti durante la tangentopoli della prima parte degli anni novanta. Secondo il leader leghista ci sono delle differenze sostanziali, “La Lega non ha rubato i soldi a nessuno, non si è fatta dare le tangenti come il Partito socialista. Certo, li ha usati male, li ha sprecati e chi l’ha fatto dovrà ridarli indietro”.

Anche per quanto riguarda la vicenda di Finmeccanica il Senatur ha pochi dubbi e la liquida con grande velocità, forse troppa, “I nostri soldi li possiamo anche buttare dalla finestra, ma non abbiamo rubato alla gente, non c’è stata nessuna tangente in Finmeccanica. Se quelli pensano di fregarci così si sbagliano”. Bossi ha voluto toccare anche l’argomento del giorno, la crescita esponenziale di Beppe Grillo e del suo Movimento Cinque Stelle. Secondo Bossi sono voti tolti essenzialmente alla sinistra e non certo alla Lega Nord che secondo Bossi non perderà voti a partire dalle amministrative di domenica prossima.

Il segretario in pectore del partito, Roberto Maroni, intanto ha voluto rispondere ai ripetuti inviti di Angelino Alfano ad una possibile alleanza elettorale nel 2013. L’ex ministro degli Interni è stato chiaro e diretto, “Ringrazio per la generosità l’amico Alfano ma la Lega deciderà autonomamente cosa fare al consiglio federale, anche se i militanti condividono la scelta di andare da soli e sono orientati a ribadirla anche per le prossime politiche”.

Contestato Bossi, “Lega predona a casa nostra”
Non c’è pace per la Lega Nord e per Umberto Bossi. Il Senatur ha dovuto fronteggiare una pesante contestazione durante un comizio elettorale tenutosi ieri sera a Crema dove l’ex segretario è intervenuto per sostenere la candidatura a sindaco del leghista Roberto Torazzi. Umberto Bossi come suo solito non ha subito passivamente la contestazione ma ha reagito da par suo. A portare la contestazione nel cuore del comizio leghista sono state una ventina di persone che hanno mostrato uno striscione “Lega predona a casa nostra” che parafrasava la famosa affermazione dei leghisti, “Padroni a casa nostra”.

La contestazione è passata dagli ultimi avvenimenti, giudiziari e non, che hanno coinvolto la Lega Nord fino ad arrivare alla protesta dei No Tav. Bossi non si è fatto pregare per rispondere, “Venite vicino, vi faccio sentire la carezza del destro, a voi fighetti di buona famiglia”. L’ex segretario del partito ha poi invitato i militanti della Lega Nord a lasciar stare i contestatori perchè saranno le urne elettorali a spazzarli via una volta e per sempre. La contestazione ad Umberto Bossi è arrivata nel giorno in cui Francesco Belsito ha dichiarato davanti ai giudici che Bossi era sempre informato di tutti i suoi movimenti e di tutti i suoi investimenti.

Dieci Milioni da Finmeccanica
Nuovo terremoto in casa Lega per l’affare Finmeccanica e la vendita di elicotteri Agusta Westland che avrebbe portato nelle tasche del partito una tangente di dieci milioni di euro. A far scatenare il tutto le dichiarazioni dell’ex capo delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni che hanno portato i magistrati napoletani in Svizzera. A Lugano i pm hanno partecipato all’interrogatorio tenuto dal procuratore elvetico Pierluigi Pasi a Guido Ralph Haschke, al centro dell’attività di rogatoria internazionale della Procura Federale del Canton Ticino. L’imprenditore ha doppia cittadinanza ed è accusato di riciclaggio e di corruzione internazionale per il costo della sua intermediazione nell’affare degli elicotteri da vendere in India: un costo lievitato da 41 a 51 milioni di euro per creare una sorta di “fondo” da versare come tangente ai partiti.

“L’affare indiano” inizia quando l’allora amministratore delegato di Agusta Westland e attuale numero uno di Finmeccanica Giuseppe Orsi si affida a Haschke per gestire la commessa a due intermediari.

Una gestione che aumenta di dieci milioni di euro secondo l’accusa per avere i fondi da versare come tangenti, in particolare alla Lega come emerge dalle dichiarazioni di Borgogni.

L’interrogatorio e i sequestri effettuati in Svizzera ai danni di Haschke tra documenti della sua società “Gait Ag” hanno dato importanti conferme ai pm che si dicono “soddisfatti” delle indagini.

Secondo la procura dunque quei dieci milioni in più sarebbero serviti non solo per il “compenso” di Haschke, ma anche per girare soldi a un altro intermediario che avrebbe poi fatto arrivare il denaro alla Lega.

Non solo Lega, ma anche il Pd finisce sotto la lente. Nelle scorse settimane la Procura ha sentito anche l’a.d. di Agusta Westland, Bruno Spagnolini. I pm sono ora alla ricerca delle tracce dei soldi e delle tangenti versate alla politica che ha usato il suo “peso” anche per una politica di assunzioni in Agusta.

Secondo la testimonianza di Borgogni anche l’attuale n.1 di Finmeccanica Orsi avrebbe partecipato a questo “do ut des“, garantendo l’assunzione nella società degli elicotteri del fratello dell’onorevole Giorgetti (Lega) o del figlio del senatore Latorre (Pd).

22 aprile 2012 – Lega Nord, Maroni: “Il dossier era per mettere Bossi contro di me” [VIDEO]
Roberto Maroni, in visita ai leghisti di Savona, ha parlato del discorso avuto con Umberto Bossi. Il leader in pectore della Lega Nord ha parlato di un colloquio cordiale e di un accordo sostanzialmente raggiunto con l’ex segretario del partito. Umberto Bossi, nonostante le dimissioni, è sempre il nume tutelare della Lega Nord ed il futuro del partito non può non passare da lui.Maroni riferendosi all’incontro di Besozzo ha parlato di parole lusinghiere di Bossi nei suoi confronti e di chiarimenti su alcuni eventi delle ultime settimane, “E’ stata una visita a sorpresa. Ha avuto parole lusinghiere sul mio conto, che mi hanno fatto molto piacere”. L’argomento principale è stato quello del dossier di Francesco Belsito su Maroni stesso. L’ex ministro dell’Interno ha evidenziato l’inconsistenza del documento ed il fatto che fosse costruito espressamente con l’obiettivo di creare malumori e distanza con l’ex segretario Umberto Bossi. Maroni ha aggiunto che sono bastati pochi giorni a smontare del tutto il documento di Belsito ed a far ripartire il rinnovamento della Lega Nord.

Questi scandali, però, degli effetti li hanno provocati, “Ho l’impressione che quello che è successo non aiuterà a prendere voti, ma gli altri partiti devono cambiare nome e colori, mentre la Lega Nord resta la Lega Nord e non ha bisogno di questi trucchetti”. Intanto l’ex ministro Roberto Calderoli si sta difendendo dall’accusa di aver usato i soldi della Lega Nord per l’affitto della sua abitazione romana. Calderoli ha affermato che si tratta di un complotto contro la Lega Nord che è una forza antisistema ed è l’unica voce contraria al governo di Mario Monti.

Maroni: “Bossi è come un fratello”
Uno dei problemi più grossi a cui va incontro la Lega Nord, oltre ai possibili problemi giudiziari, è quello riguardante le diverse anime che ci sono all’interno del partito del carroccio. La divisione più grande, esistente anche prima dello scoppio dello scandalo Belsito, è quella tra i barbari sognanti di Roberto Maroni e il cerchio magico di Umberto Bossi. L’ex segretario della Lega Nord ha ancora un seguito grandissimo, la sua è una leadership radicata negli anni e costruita a costo di grandi sacrifici, sicuramente è stata intaccata dagli ultimi avvenimenti ma è ben lontano dall’essere sconfitto e/o dimenticato. Dall’altra parte c’è Roberto Maroni che, paradossalmente, nonostante la lunghissima militanza viene visto come il nuovo che avanza, l’uomo che ha in mano la scopa per fare pulizia. La sua immagine è immacolata e gran parte della base e dei giovani sono schierati con lui. I due leader hanno un atteggiamento per nulla di sfida consapevoli, entrambi, che il bene primario da salvaguardare è quello di mantenere unito il partito.

Nei confronti dello scandalo Belsito i due hanno un atteggiamento diverso. Maroni ripone grandissima fiducia nella magistratura ed è sicuro che non ci sarà nulla di cui preoccuparsi nelle carte dell’inchiesta. Ai giudici chiede solo di far presto a chiudere le indagini in modo che questa vicenda non debba prolungarsi troppo a lungo. In tal senso Maroni ha dichiarato, “La Lega non è morta, non morirà, e tornerà a correre. Non credo ai complotti della magistratura e dei servizi segreti. Non mi sembra di vedere reati, questioni di carattere penale, ma chiedo alla magistratura di fare in fretta”.

A differenza di Maroni, Bossi spinge molto sull’idea del complotto, sull’accerchiamento della Lega Nord da parte di Roma ladrona e della criminalità organizzata. Bossi punta a non perdere consenso, cosa che invece Maroni ha già messo in conto. Il Senatur dichiara, “Ci siamo trovati in questo gran bordello. Tre procure. Reggio Calabria, non hanno meglio da fare con tutta la mafia che c’è. Napoli, con tutti i problemi che hanno. Contro la Lega, che non gli ha fatto portare la mondezza al Nord. E’ difficile inquadrare in reati quello che è accaduto. La maggior parte pare che non siano neanche soldi dello Stato, ma di privati. Evidentemente non siamo molto amati dalle parti di Roma”.

Il punto di fondo che potrà dare una svolta politica alla Lega Nord è dato dalle parole dei due alla fine dei rispettivi interventi elettorali. Bossi dichiara di voler trovare un accordo con Maroni, e già questa è una mezza affermazione che di accordo tra le parti allora c’è bisogno, e Maroni da parte sua risponde, “Umberto Bossi non è un compagno di partito, non è un amico… E’ di più: è un fratello maggiore”.

I dossier su Maroni e gli affitti di Calderoli. Si ride con la Bossi Family
Nella Lega Nord è scattata la notte dei lunghi coltelli. E’ un tutti contro tutti mentre l’indagine delle Procure italiane porta alla luce nuovi fatti ogni giorno. Francesco Belsito, ex tesoriere del partito ed al centro delle indagini per truffa e riciclaggio, ha dei dossier su quelli che riteneva essere i suoi avversari all’interno del partito. Primo tra tutti l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni. Francesco Belsito avrebbe rivelato l’esistenza di questi dossier durante un’intervista al magazine “Panorama“, dichiarando, “Non appena ho capito chi fossero i miei nemici ho deciso di fare un po’ di ricerche su quelli che sostengono di essere trasparenti, puliti e corretti. Presto ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità”. I soggetti di questi dossier, oltre a Roberto Maroni, sarebbero i deputati Gianluca Pini, Giovanni Fava e Fabio Rainieri.

I dossier avevano l’obiettivo di evidenziare come non fosse solo Belsito ad operare in maniera losca con i soldi della Lega Nord, ma anche altri esponenti del partito avessero delle zone d’ombra. Per quanto riguarda Roberto Maroni sarebbero venute fuori tre imbarcazioni di cui una intestata alla società di un prestanome. Quello che appare a tutti gli effetti il nuovo segretario della Lega Nord non ha avuto problemi a ribattere alle accuse, “Sembra che il dossier sia stato pagato con i soldi della Lega: e la cosa è ancor più grave. Il dossier che ho visto contiene cose inverosimili o inventate di sana pianta, come il fatto che io avrei una barca ormeggiata in un porto sloveno, Portorose” e poi chiude dicendo, “Più che emuli di James Bond questi signori sembrano Qui, Quo, Qua!”.

Non sono solo i dossier di Belsito a tenere banco. Il deputato Gianluca Pini ha attaccato Marco Reguzzoni ex capogruppo alla Camera dei Deputati. Pini ha dichiarato, “Quando scopro che il mio ex capogruppo ha speso in un anno 90mila euro con la carta di credito del gruppo qualcuno mi deve giustificare come cavolo son stati spesi”. Mentre si assiste a questo regolamento di conti interno alla Lega Nord gli inquirenti continuano ad indagare. L’ultima scoperta riguarderebbe l’ex ministro Roberto Calderoli che avrebbe pagato con i soldi del partito l’affitto del suo appartamento al Gianicolo, 2200 euro al mese. Il fatto sarebbe emerso dalle carte sequestrate dai carabinieri del Noe di Roma.

Troppi fatti tutti insieme per non cadere vittime della satira. Francesca Fornario e Simone Salis hanno pensato bene di trasformare la Famiglia Addams nella Bossi Family. Il risultato è tutto da vedere.

Belsito restituisce lingotti e diamanti
L’ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito, ha deciso di consegnare i lingotti d’oro ed i diamanti acquistati con i soldi dei rimborsi elettorali della Lega Nord. Il suo legale Paolo Scavazzi ha consegnato il tutto nelle mani della Guardia di Finanza di Milano. Belsito è attualmente indagato dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria per truffa ai danni dello Stato e riciclaggio. In termini pratici il “materiale” riconsegnato corrisponde a cinque chilogrammi d’oro in lingotti e a undici diamanti. Questa quantità riconsegnata da Francesco Belsito, però, non ha soddisfatto gli inquirenti secondo i quali mancano 200.000 euro in diamanti ed è probabile che questi diamanti non siano nelle mani dell’ex tesoriere. La riconsegna è avvenuta a bordo di un’automobile nei pressi della sede storica della Lega Nord a Via Bellerio a Milano.

Spariti 200.000 euro in diamanti
La Guardia di Finanza è entrata nella storica sede della Lega Nord a via Bellerio a Milano. I militari delle Fiamme Gialle erano alla ricerca di documenti relativi all’utilizzo di fondi pubblici da parte dell’ex tesoriere del partito Francesco Belsito. L’irruzione è stata portata a termine mentre nello stabile erano presenti Roberto Maroni, Roberto Calderoli ed Umberto Bossi.I tre erano al lavoro per stabilire la linea della Lega Nord nel prossimo futuro e soprattutto in vista del congresso federale e delle scadenze elettorali del 6-7 maggio prossimi e soprattutto del 2013. Nelle ultime ore gli inquirenti hanno scoperto che Francesco Belsito non aveva acquistato lingotti d’oro per 200.000 euro e diamanti per ulteriori 100.000 euro, ma bensì diamanti per 300.000 euro. Di conseguenza mancano all’appello ben 200.000 euro in diamanti.

Anche la Corte dei Conti ha aperto un procedimento sull’utilizzo di denaro pubblico da parte della Lega Nord. Il procuratore capo della Corte dei Conti della Lombardia, Antonio Caruso, e altri due magistrati hanno fatto visita ai pm di Milano per acquisire tutta la documentazione del caso in modo da poter procedere in tal senso ai controlli del caso sulla contabilità del carroccio. Al momento non ci sono dichiarazioni dei vertici della Lega Nord su questa visita della Guardia di Finanza.

Si dimette anche Monica Rizzi
Monica Rizzi si aggiunge alla lista di dimissionari della Lega Nord. L’assessore alla regione Lombardia ha deciso senza tentennamenti di obbedire alla richiesta del partito di lasciare la carica per la quale era stata proposta. La richiesta è arrivata direttamente da Roberto Maroni e da Roberto Calderoli che dopo gli scandali delle ultime settimane stanno rinnovando profondamente i quadri dirigenziali del partito. In un comunicato Monica Rizzi ha specificato che come ha sempre fatto negli ultimi 24 anni ha obbedito senza alcun dubbio all’ordine arrivato dall’alto ed ha citato l’esempio della candidatura di Renzo Bossi a consigliere regionale nel collegio che avrebbe dovuto vedere lei come protagonista. Una mancata candidatura che poi ha visto ricompensata con il posto da assessore regionale. Nel comunicato si può leggere, “Nonostante siano chiuse le inchieste che mi vedevano coinvolta ed addirittura vi è stata la remissione della denuncia per dossieraggio nei miei confronti alla richiesta del mio partito di fare un passo indietro rispondo obbedisco. Ringrazio infinitamente Umberto Bossi per la splendida esperienza che mi ha permesso di fare in questi due ultimi anni”.

Dai vertici del partito è arrivata la conferma delle dimissioni firmate e consegnate nelle mani di Roberto Formigoni, governatore della regione Lombardia, che in questi giorni è al centro di un’altra grana giudiziaria che sembra coinvolgerlo. La regione Lombardia sta letteralmente perdendo i pezzi a causa di defezioni e scandali di vario genere. Lo stesso Formigoni ha dichiarato che si riserverà uno o due giorni per decidere il sostituto dell’assessore uscente. Giorni turbolenti viste le dimissioni anche dell’assessore Stefano Maullu del Pdl.

Rimborsi elettorali in beneficenza
Il consiglio federale della Lega Nord che si è tenuto giovedì scorso non è servito soltanto per espellere l’ex tesoriere Francesco Belsito e per infliggere una pena analoga alla vice presidente del Senato Rosy Mauro. Oltre a salvare Renzo Bossi, durante il consiglio federale si è discusso anche di un’altra importante faccenda. La trance di rimborsi elettorali, relativi alle elezioni del 2008, in arrivo a luglio.Vista la bufera che si sta sollevando sulle dinamiche di elargizione dei rimborsi elettorali i partiti politici hanno deciso di rinviare la trance estiva ad un periodo meno problematico da questo punto di vista. Una decisione che non ha trovato grande consenso nell’opinione pubblica. La Lega Nord, intanto, fa sapere per bocca di Gianpaolo Dozzo, presidente dei deputati leghisti, che, “La Lega Nord rinuncia all’ultima tranche dei rimborsi elettorali e chiede a tutti i partiti di fare lo stesso. Devolvendo tali somme in beneficenza o alle ong”.

Una decisione a sorpresa che è stata comunicata soltanto nella giornata di venerdì per adempiere ad uno scopo ben preciso, “Al fine di evitare eventuali strumentalizzazioni nei nostri confronti, nel momento in cui in Parlamento si discute della proposta di legge sulla trasparenza dei partiti”. Una decisione sicuramente condivisibile. Non è neanche necessario spremersi per trovare una ong o qualche altra causa per la quale fare beneficenza. Quando si parla di tanti soldi nascono sempre molti sospetti sulle vere destinazioni del denaro. I partiti che vogliono rinunciare al rimborso elettorale possono, come ha fatto il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, restituire i soldi allo Stato, cioè a tutti gli italiani.

Espulsi Rosy Mauro e Francesco Belsito, salvo il Trota
Il consiglio federale della Lega Nord ha deciso, come previsto, per l’espulsione dell’ex tesoriere Francesco Belsito e per la vice presidente del Senato Rosy Mauro. Diverso il destino di Renzo Bossi che è stato risparmiato. Le decisioni sono arrivate all’unanimità e dopo diverse ore di consiglio nella sede di via Bellerio. Il presidente Umberto Bossi non ha partecipato alla votazione su Rosy Mauro. Erano previste le espulsioni di Rosy Mauro e Francesco Belsito, sicuramente farà discutere la “grazia” ricevuta da Renzo Bossi che pure è protagonista di video che lasciano pochi dubbi riguardo alla sua capacità di prendere i soldi del partito. Umberto Bossi ha dichiarato, “Se sarà accertato che la mia famiglia ha preso soldi della Lega Nord staccherò io stesso un assegno per un importo tale da ripagare il maltolto”. Di diverso tenore le dichiarazioni di Rosy Mauro che era presente in qualità di uditrice al consiglio federale.

Rosy Mauro ha dichiarato, “Il rancore ha prevalso sulla verità, la mia è una epurazione già scritta. Credo che abbiano voluto un capro espiatorio. Mi fa male ma mi sono tolta un peso dal cuore perchè non riesco a stare nell’ambiguità e nell’ipocrisia. Forse avrei dovuto fare prima un passo indietro quando sono cominciati rancori, litigi e denigrazioni. Ma ho fatto finta di niente e questo mi ha portato ad oggi”. Nella motivazione per l’espulsione della Mauro si legge che è stata espulsa per non aver seguito le indicazioni del presidente federale e del consiglio federale ed essersi dimessa.

Difficile pensare, come nel caso di Luigi Lusi, che tutta la colpa sia di una persona o due. E’ probabile che nei prossimi giorni lo scandalo si allargherà, ci sono da spiegare i sette milioni di euro inviati in Tanzania e rimandati indietro dalla banca africana perchè ritenuti di dubbia provenienza. Siamo ben oltre le mazzette di banconote da 50 euro prese dal Trota.

Attesa per la serata dell’orgoglio padano
Dimissioni per salvare il movimento: così ha spiegato Renzo Bossi la decisione di lasciare la poltrona da consigliere regionale della Lombardia. Un gesto che la base leghista attendeva e voleva e che infiammerà il congresso di Bergamo organizzato per la serata di martedì. Dopo la notizia dell’addio del Trota i leghisti chiedono “pulizia” e aspettano la serata del “congresso” per riappropriarsi dell’orgoglio leghista. Non solo. Quello che era nato come un momento di protesta contro gli scandali che hanno travolto la Lega, dopo le dimissioni di Umberto Bossi si è trasformato in un appuntamento “dell’orgoglio padano” e ora ci si attende la concretizzazione delle spaccature che già alimentavano il partito. C’è già chi è sicuro che a Bergamo la Lega Nord avrà un nuovo leader, Roberto Maroni, pronto per essere acclamato dai suoi.

L’idea di non aspettare il prossimo congresso federale per l’elezione di un nuovo segretario sta prendendo forza: Bergamo dovrebbe essere l’apoteosi di “Bobo” che da giorni sta chiedendo solo una cosa: “pulizia, pulizia, pulizia“.

Tutti dietro Maroni, l’unico, secondo molti della Lega, in grado di trascinare il partito fuori dallo scandalo. A Bergamo si raduneranno le bandiere verdi di tutto il nord Italia, al richiamo di “Rabbia e orgoglio”, come intitola la Padania, ma la vera attesa è tutta per Maroni.

Alla base l’idea dei “triumviri” non sembra andar giù, si pensano a striscioni e fischi anche per Roberto Calderoli, Roberto Cota e il vicepresidente della Regione Lombardia Andrea Gibelli, ribattezzati il “neo cerchio magico”. Potrebbero non bastare le ultime dichiarazioni di Calderoli che ha chiesto le dimissioni di Rosy Mauro, il timore è che chi ha sbagliato non paghi.

È doveroso che la colpa di quanto è accaduto non ricada solo sulle spalle di un ragazzo di vent’anni. Un’opera di pulizia va fatta approfonditamente e rapidamente” dice il segretario della Lega bresciana, Fabio Rolfi.

Insomma alla fine la serata dell’orgoglio padano si potrebbe trasformare nella serata dell’acclamazione di Maroni.

Il vero motivo è la paura della base che le dimissioni del Trota siano il passo che chiude il cerchio: si dimette Bossi jr e tutto torna come prima. Un incubo per i leghisti duri e puri che vogliono dare un nuovo volto al movimento.

In tutto questo rimane il mistero Umberto Bossi: il Senatur è atteso a Bergamo, la conferma era già arrivata, ma dopo le dimissioni del figlio potrebbe decidere di non andare. In più c’è il sospetto, secondo molti la certezza, che il “passo indietro” del Trota sia stato chiesto dal padre: della serie, “ti ho dato tutto e tu l’hai rovinato“.

9 aprile 2012- Renzo Bossi si è dimesso: “Lascio per dare l’esempio”
Renzo Bossi si è dimesso. Il Trota ha annunciato la decisione di lasciare la poltrona da consigliere regionale della Lombardia nel corso di un’intervista al Tgcom 24. Per il figlio del Senatur, travolto dalla scandalo che ha colpito la Lega Nord, le dimissioni sono un “passo indietro” opportuno, utile a dare l’esempio. Lascia anche se nessuno gliel’ha chiesto, ha spiegato il figlio di Bossi che ha voluto far sentire la sua voce. Secondo il Senatur infatti il Trota si era stancato di stare in Regione e che “era stufo” già da due, tre mesi.

Dopo il padre anche il figlio lascia la politica attiva. Lo scandalo che ha travolto “The Family” Bossi segna ora le dimissioni del Trota da consigliere regionale. Lo stesso esponente della Lega ha spiegato le ragioni che l’hanno portato a questa decisione. “Lascio senza che nessuno me l’abbia chiesto, faccio un passo indietro in questo momento di difficoltà, do l’esempio“, ha dichiarato.

Lui è sereno, ha fiducia nella magistratura, anche in questo momento in cui lo stesso consiglio regionale della Lombardia è sotto l’occhio dei magistrati per numerosi scandali.

Le dimissioni servono così a salvaguardare il movimento, “una scelta difficile“, dice Bossi jr, ma dovuta, in attesa delle risposte che la base chiede e che “si avranno nel giro di poco tempo“.

Umberto Bossi ha difeso la decisione del figlio parlando all’uscita di casa a Gemonio: era stanco e stufo di stare in Regione. “Ha fatto bene, erano due o tre mesi che mi diceva che era stufo di stare in Regione, non si trovava“, dice il Senatur, ma chi conosce da vicino il Trota ne è rimasto stupito, come Stefano Galli, capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale.

Le dimissioni saranno formalizzate martedì, un gesto che Galli non si aspettava, ma che era richiesto ormai da più parti, specialmente dalla base leghista.

Manca Rosy Mauro all’appello: un suo “passo indietro” sarebbe la cosa giusta per il partito come ha fatto notare Roberto Calderoli, uno dei “triumviri” a cui è stato affidato il movimento dopo le dimissioni di Bossi senior.

Vale lo stesso ragionamento che ha fatto Renzo Bossi. È un gesto di responsabilità, difficile, ma che aiuta il movimento a superare una fase del genere“, ha spiegato Calderoli, ma su questo punto lo stesso Bossi si è mostrato evasivo, rispondendo alle domande dei cronisti con un semplice “Vedremo“.

8 aprile 2012 – Lega Nord, sui fondi occulti l’ombra della ‘ndrangheta
Si è aperto un nuovo filone nelle indagini che riguardano l’utilizzo dei rimborsi elettorali all’interno della Lega Nord. Le forze dell’ordine hanno perquisito l’appartamento dell’ex contabile della Lega Helga Giordano. Da queste carte emerge una sorta di contabilità occulta che non figura in nessuna carta ufficiale per esplicita richiesta dei dirigenti del partito.Il sistema era il seguente. Nadia Dagrada selezionava a monte le fatture da contabilizzare oppure no e passava il frutto di questa selezione a Helga Giordano. Si tratta di conti di ristorante, alberghi, automobili, spese varie ed eventuali. I punti più gravi, però, sono altri. All’interno di queste fatturazioni ci sono fatture regolari emesse mensilmente per giustificare pagamenti alle società gestite da Francesco Belsito e dai suoi amici. Il nome che ha attirato più degli altri l’attenzione degli inquirenti è quello di Romolo Girardelli.

Girardelli è considerato una sorta di procacciatore d’affari della ‘ndrangheta ed in particolare del clan De Stefano. C’è il forte sospetto che le operazioni della Lega Nord in Tanzania ed a Cipro altro non siano se non un’operazione per riciclare il denaro sporco delle cosche calabresi. Troppe volte il nome della Lega Nord e quello della ‘ndrangheta si sono trovati accostati e questo ennesimo collegamento ha fatto drizzare le antenne dei giudici di tre Procure italiane. Il fatto che la famiglia Bossi utilizzasse la Lega Nord come un bancomat è un bel titolo per riempire le prime pagine dei giornali, ma l’aspetto più grave dell’inchiesta potrebbe riguardare ben altro che il denaro pubblico utilizzato come fondi personali.

Due fattori sono da tenere in considerazione. Innanzitutto l’inchiesta va ben oltre la famiglia Bossi e qualche dirigente della Lega Nord che pure sono sospettati di reati gravissimi. In seconda battuta c’è un passaggio dell’inchiesta che bisogna tenere come monito, “Vi sono significative spese di rappresentanza in ristoranti, che potranno essere discutibili dal punto di vista del contribuente con i cui soldi vengono finanziati i partiti, ma si tratta di prassi consolidata e normale in tutte le formazioni politiche”.

Bossi: “Il mio compito è tenere unito il partito”
Sono ore febbrili all’interno della Lega Nord, le dimissioni di Umberto Bossi hanno creato un vuoto di potere enorme e le notizie che provengono dall’inchiesta sull’ex tesoriere Francesco Belsito non contribuiscono a rasserenare gli animi. L’ex ministro degli Interni, Roberto Maroni, dalla sua pagina di Facebook lancia un invito alla pulizia ed all’integrità del partito. Maroni scrive, “Rivoglio la Lega che conosco quella dei militanti onesti che si fanno un culo così sul territorio senza chiedere nulla in cambio”, un messaggio che ha ricevuto già più di cento apprezzamenti in poche ore. Maroni in questo momento riveste un doppio ruolo a seconda del punto di vista. Per molti è la speranza per il futuro, lui ed i suoi barbari sognanti sono la possibilità di tornare alla Lega delle origini, il partito duro e puro. Per molti altri, però, è la causa dello sfacelo in cui è piombato il partito e delle dimissioni di Bossi.

Umberto Bossi, ieri mattina, ha partecipato ad un vertice in via Bellerio. Al vertice hanno partecipato Roberto Castelli, Giancarlo Giorgetti, Roberto Calderoli e Roberto Cota. Al centro del tavolo c’erano le decisioni più immediate. Tenere unito il partito, fare pulizia delle mele marce ed arrivare forti e rinnovati al congresso federale che si terrà dopo l’estate ed alle elezioni della primavera del 2013, il tutto senza dimenticare le elezioni che ci saranno ad inizio maggio, le prime in cui la Lega Nord si presenterà da sola. Un risultato negativo potrebbe significare il crollo verticale del partito con possibili fratture e divisioni.

Umberto Bossi ha chiarito qual è il suo ruolo in questo momento e lo ha fatto anche davanti ai tanti sostenitori che ancora gli sono vicini, “L’unica cosa che posso fare adesso è cercare di tenere unito tutto, tenere unita la Lega, evitare che ci siano scontri tra i dirigenti. Li aiuto un po’, faccio quello che posso. La pulizia è già in atto e c’è anche chi la deve fare”. L’ex segretario ha confermato che con i figli implicati in questa faccenda non può far altro che fare un passo indietro, la sua presenza al vertice del partito non sarebbe compatibile con le decisioni che il gruppo dirigente dovrà prendere nel prossimo futuro.

Fiorello e Roma ladrona
Le vicende della Lega Nord hanno richiamato l’attenzione di tutte le testate giornalistiche e dei canali televisivi. Su internet le dimissioni di Umberto Bossi hanno scatenato un vero e proprio putiferio, al punto da richiamare in servizio anche Fiorello che da qualche tempo ha abbandonato Twitter ma di tanto in tanto si cimenta ancora con i suoi video di rassegna stampa in giro per Roma. Lo showman siciliano ha dedicato un video alle dimissioni del leader del carroccio, lo ha fatto seduto ai tavolini di un bar di Roma insieme agli avventori abituali. Fiorello ha chiesto prima l’opinione ai suoi ospiti improvvisati e poi si è cimentato più volte con l’imitazione di Umberto Bossi che a dire il vero gli è riuscita abbastanza bene. Le frasi dei vari giornali sono state sottolineate in musica secondo lo stile tipico dello showman siciliano. La battuta più bella, però, è stata di un signore romano che ha detto, “Roma Ladrona, Roma Ladrona e mo s’è adeguato”. Fiorello ha ribattuto con un ipotetico colloquio tra Umberto Bossi e il Trota prima e poi con un bel primo piano di Francesco Belsito con Fiorello che chiosa, “Ma voi vi fideresti di uno con una faccia così?” ed il bar quasi all’unisono, “Nooooo”.

I soldi in nero della Lega Nord
La segretaria amministrativa della Lega Nord, Nadia Dagrada, è stata interrogata dai giudici che seguono l’inchiesta in cui è implicato Francesco Belsito ex tesoriere del partito. Le intercettazioni finite sui giornali negli ultimi giorni hanno costretto Umberto Bossi, storico segretario della Lega Nord, alle dimissioni. Ed è proprio di queste intercettazioni che i giudici hanno chiesto conto alla segretaria amministrativa del carroccio. Nadia Dagrada ha risposto a tutte le domande dei giudici ed ha confermato che i rimborsi elettorali, i soldi della Lega, venivano usati come fondo cassa personale per la famiglia Bossi al completo e per gli alti dirigenti del partito. Una pratica consolidata che è cominciata nel 2003 con la malattia che ha colpito il leader del movimento padano. La Dagrada ha confermato l’immissione di soldi in nero nelle casse del partito, “Mi si chiede se siano entrati nelle casse della Lega Nord soldi in contante “in nero”. Sì, mi ricordo che, alcuni anni fa, l’ex amministratore della Lega Nord, Balocchi, portò in cassa 20 milioni di lire in contante dopo essersi recato nell’ufficio di Bossi”.

Nadia Dagrada ha fatto un lungo elenco delle spese sostenute tramite i fondi della Lega Nord, si va dalle consulenze esterne per Riccardo Bossi, ai suoi numerosi viaggi, passando per le cure mediche e per le lauree completamente pagate dalla Lega a Renzo Bossi, Rosy Mauro ed il suo compagno. Il partito, in sostanza, è stato usato come un bancomat. La segretaria ha confermato i colloqui telefonici con Francesco Belsito ma ha dichiarato di non aver mai avuto accesso alle registrazioni che lui, al telefono, dichiarava di avere.

Anche Daniela Cantalamessa, segretaria di Bossi, ha confermato l’esistenza di una lotta interna al partito, “Confermo che nel corso della conversazione Nadia Dagrada, che io, torno a ripetere, considero una persona fedele al movimento e alla purezza dei suoi intenti, sembrava quanto meno soddisfatta del fatto che avesse suggerito a Belsito di fotocopiarsi tutta la documentazione compromettente in modo che rimanesse la prova della malversazioni effettuate e che chi non era stato fedele al partito ne pagasse le conseguenze, e prima fra tutti la Rosy Mauro”.

Le dimissioni di Umberto Bossi
E’ finita un’era all’interno della Lega Nord. Umberto Bossi, leader storico del partito, ha presentato le sue dimissioni irrevocabili al consiglio federale. Il Senatur ha dichiarato, “Mi dimetto per il bene del movimento e dei militanti. La priorità è il bene della Lega e continuare la battaglia”. Le dimissioni sono diventato un atto dovuto dopo le ultime notizie fuoriuscite dall’inchiesta che coinvolge l’ex tesoriere del partito Francesco Belsito.Umberto Bossi lascia la guida del partito ad un triumvirato formato da Roberto Calderoli, Roberto Maroni e da Emanuela Dal Lago. La reggenza sarà temporanea fino al congresso federale che dovrà eleggere il nuovo segretario del partito. Umberto Bossi è stato il leader indiscusso della Lega Nord fin dalla sua prima affermazione elettorale nel 1992. Un ventennio esatto, in gran parte condiviso con l’amico-nemico Silvio Berlusconi. Entrambi sembrano destinati al tramonto, chi per vicende giudiziario economiche legate al suo governo, chi per un’inchiesta che ha travolto una famiglia che occupava ruoli diversi all’interno del partito che aveva creato dal nulla.

Lo stesso partito, la Lega Nord, che ora più che mai appare diviso. La frangia dei barbari sognanti, capitanata da Roberto Maroni è pronta a lanciare la sfida per prendere la guida del partito. Intanto l’ex ministro dell’interno è stato accolto al grido di “buffone buffone” da alcuni militanti. L’inchiesta che coinvolge Francesco Belsito ha portato alla luce alcune intercettazioni nelle quali si evince come Renzo Bossi e Riccardo Bossi, oltre alla moglie di Umberto Bossi abbiano usufruito per vari motivi di denaro della Lega Nord. Il giudizio su Renzo Bossi è particolarmente pesante, in una delle intercettazioni si sente dire, “Il figlio Renzo ha delle frequentazioni che nemmeno Cosentino”.

Umberto Bossi, prima di dimettersi, ha dichiarato, “Chi sbaglia paga qualunque sia il cognome che eventualmente porti”.

Caso Belsito, le intercettazioni sui figli di Bossi

Il caso di Francesco Belsito rischia di far crollare la Lega Nord o comunque di far terminare l’era di Umberto Bossi che ha portato il partito dall’essere una piccola realtà regionale a rappresentare il primo partito del Nord Italia. Tempi belli di una volta direbbero dalle parti del Vesuvio. Le intercettazioni di Francesco Belsito che parla con un’impiegata amministrativa della Lega Nord aprono scenari molto foschi per il carroccio.Quello che emerge è un sistema di smercio dei rimborsi elettorali che vengono ridirezionati a vari livelli del partito. Tra questi non possono mancare i figli di Umberto Bossi e Rosy Mauro, fedelissima del leader leghista. In particolare Renzo Bossi avrebbe usufruito di un’automobile da 50.000 euro, “l’ultima macchina del Principe, 50.000 euro… e certo che c’ho la fattura!”.

Non sono solo queste le spese familiari, come si sa Riccardo Bossi ha fornito grattacapi di tipo legale alla famiglia e le spese vanno pagate. Belsito a telefono fa il conto, “Le autovetture affittate per Riccardo Bossi, tra cui una Porsche; i costi per pagare i decreti ingiuntivi di Riccardo Bossi; le fatture pagate per l’avvocato di Riccardo Bossi; altre spese pagate anche ai tempi del precedente tesoriere Balocchi; una casa in affitto pagata a Brescia” a confronto le spese per il diploma di Renzo Bossi sembrano una mancia.

Notevole anche il resoconto dei soldi inviati al sindacato padano gestito da Rosy Mauro che sarebbe in realtà la destinataria finale del denaro, “Sai quanto gli ho dato l’altro giorno alla nera? Quasi 29mila, 29.142 in franchi eh… vuoi che ti dica tutti gli altri di prima? Altre somme che do mensilmente come i 200.000-300.000 euro dati al sindacato padano Sinpa che ha i bilanci truccati”.

Alla fine Francesco Belsito e la sua interlocutrice tirano le somme e la donna gli fornisce un consiglio sensato, “Gli dici capo, guarda che è meglio sia ben chiaro se queste persone mettono mano ai conti del Federale, vedono quelle che sono le spese di tua moglie, dei tuoi figli, e a questo punto salta la Lega (…). Papale papale glielo devi dire: ragazzi, forse non avete capito che, se io parlo, voi finite in manette o con i forconi appesi alla Lega”. Parole che somigliano a quelle di Luigi Lusi che vuol far crollare il centro sinistra. Per fare una prova manca il terzo indizio, avanti il prossimo.

Twitter e la scusa del #asuainsaputa
La Lega dice stop a chi fa le cose #asuainsaputa. La rete si è scatenata sull’ultima vicenda giudiziaria che riguarda i politici italiani. Questa volta a finire nel mirino dei magistrati è Francesco Belsito, tesoriere della Lega Nord. Dopo lo scandalo sollevato dal caso della Margherita per i soldi spariti dalle casse del partito e rubati dall’addetto ai conti del gruppo, ecco che ora tocca al Carroccio sopportare la stessa onta: i leghisti corrono già ai ripari annunciando che, ovviamente, loro erano all’oscuro di tutto e per portare nuovamente chiarezze nel partito faranno piazza pulita di chi sbaglia.

Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa“, queste le parole di Umberto Bossi, leader del Carroccio che ha poi aggiunto: “Io non so nulla di questa cose e d’altra parte avendo pochi soldi non ho ancora finito di pagare le ristrutturazioni di casa mia“. Siamo alle solite: quando qualcuno sbaglia all’interno di un partito lo fa ad insaputa degli altri appartenenti al gruppo. Pare, infatti, che la villa di Gemonio sia stata ristruttura ad insaputa del proprietario stesso, utilizzando, tra l’altro, soldi proprio del Carroccio. Non vi sembra di averla già sentita questa storia? Il protagonista, però, mi pare si chiamasse Claudio Scajola proprietario di case a Roma a sua insaputa

E proprio l’hashtag #asuainsaputa è diventato uno dei più popolari su Twitter, utilizzato dagli utenti del sito per commentare questa nuova vicenda che ha dell’incredibile: Francesco Belsito, tesoriere della Lega, avrebbe speso i soldi del rimborso elettorale del suo partito non per attività inerenti alla politica, ma, tra le altre cose, proprio per pagare i conti relativi ai lavori di ristrutturazione presso la casa di Umberto Bossi. Senza che lui ne sapesse niente.

Moltissimi i commenti che sono stati fatti su Twitter: ‘Bossi e’ stato capace derubare #romaladrona ma #asuainsaputa. Un genio‘, ‘Ma, porca miseria, com’è che io so benissimo quanto ho pagato la casa e soprattutto quanto ancora devo pagare di mutuo?‘ e ancora, Matteo Renzi rincara la dose con il suo Tweet, ‘Pensavo che stesse male solo Bossi. Letto il comunicato stampa (lavori in casa #asuainsaputa) mi preoccupo anche per chi gli sta accanto…‘, mentre quei mattacchioni di Twitstupidario ci scherzano su, ‘Ogni mattina un operaio si sveglia e sa che dovrà ristrutturare la casa di un politico #asuainsaputa‘.

Twitter, e non solo lui, non crede alla versione della Lega: la scusa dell’#asuainsaputa, ormai è vecchia, non trovate?

 

 

 

 

F1: Schumacher contro le gomme Pirelli

Secondo Schumacher le Pirelli non consentono ai piloti di sfruttare al meglio le monoposto.

http://www.motori.it/motorsport/13111/f1-schumacher-vs-pirelli.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2012-05-11+F1%3a+Schumacher+contro+le+gomme+Pirelli

 

Ferrari: utili e vendite in crescita nel 2012

Anche in mezzo alla crisi globale che penalizza quasi tutti i costruttori, la Ferrari ottiene numeri positivi per quanto riguarda vendite e ricavi.

http://www.motori.it/mercato/13109/ferrari-utili-e-vendite-in-crescita-nel-2012.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2012-05-11+Ferrari%3a+utili+e+vendite+in+crescita+nel+2012

 

 

Toyota GT86

(98 immagini)

http://www.motori.it/gallerie/5297/toyota-gt86.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2012-05-11+Toyota+GT86

 

 

 

Parcheggio strisce blu: mai senza strisce bianche

Una delibera del Ministero dei Trasporti ribadisce che nelle vicinanze di parcheggi delimitati da strisce blu devono esserci aree di sosta gratuite.

http://www.motori.it/attualita/13098/parcheggio-strisce-blu-mai-zenza-strisce-bianche.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2012-05-11+Parcheggio+strisce+blu%3a+mai+senza+strisce+bianche

 

 

 

 

Da Tesla un sistema di accumulo dell'energia solare

Tesla Motors e Solar City studiano come ricaricare con il sole le batterie.

http://www.motori.it/ecoauto/13001/tesla-sistema-di-accumulo-energia-solare.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2012-05-01+Da+Tesla+un+sistema+di+accumulo+dell'energia+solare

 

 

 

 

TELECOM ITALIA: TELCO RETTIFICA LA PARTECIPAZIONE PER 901 MILIONI

 

09:18 04 MAG 2012

Il 3 maggio 2012 il Consiglio di Amministrazione di Telco (socio di riferimento di Telecom Italia con il 22,4% del capitale sociale) preso atto delle dimissioni del Sig. Mario Martin, consigliere designato dal socio Telefonica, ha cooptato la Sig.ra Natalia Sainz Stuyck. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato una situazione patrimoniale al 31 gennaio 2012 che chiude con una perdita nei nove mesi di Euro 1.001 milioni, dopo una rettifica di valore della partecipazione in Telecom Italia di complessivi Euro 901 milioni. A valle di tale rettifica il valore di carico della partecipazione in Telecom Italia ammonta ad Euro 4.505 milioni, corrispondente ad Euro 1,5 per ciascuna azione ordinaria Telecom Italia. La rettifica riflette una valutazione condotta da una banca di investimento internazionale di primario standing che ha rilasciato una fairness opinion sulla congruita' del valore di carico.Inoltre, a seguito di confronti gia' avviati con i soci ed il sistema bancario, il Consiglio ha approvato un'operazione di rifinanziamento dei bond (Euro 1,3 miliardi gia' sottoscritti pro-quota dai soci) e dei debiti verso il sistema bancario (Euro 2,1 miliardi), entrambi in scadenza tra maggio e ottobre prossimi. Piu' in particolare l'operazione, in fase di perfezionamento, prevede: - un aumento di capitale di complessivi Euro 600 milioni e l'emissione di un nuovo prestito obbligazionario nell'ordine di Euro 1.750 milioni, entrambi destinati ad essere sottoscritti pro-quota dai soci sulla base delle rispettive partecipazioni al capitale; - una nuova linea bancaria in pool nell'ordine di Euro 1.050 milioni.

 

 

 

 

 

Google: l'auto senza pilota inizia i test in Nevada

L'auto senza conducente di Google ha ricevuto il via libera definitivo per le prove su strada pubblica nello stato del Nevada.

http://www.motori.it/attualita/13077/google-lauto-senza-pilota-inizia-test-in-nevada.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2012-05-09+Google%3a+l'auto+senza+pilota+inizia+i+test+in+Nevada

 

 

 

Toyota GT86: una sportiva a meno di 30.000 euro

Con la trazione posteriore e un 2.0 aspirato da 200 CV è pensata per chi vuole guidare davvero.

http://www.motori.it/ultimi-arrivi/13104/toyota-gt86-prezzo.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2012-05-11+Toyota+GT86%3a+una+sportiva+a+meno+di+30.000+euro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Videoinforma :  www marcobava.it

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

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ATTENZIONE AI RISCHI DELL'EOLICO

 

RIFIUTI ED EMISSIONI 0

 

 

 

 

Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

www.visual.paginegialle.it/

 

ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

SAPEVI CHE L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE  DAL POLITECNICO DI TORINO  :

INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL PROF.UGAZIO clicca qui

La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

...

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di una minoranza armata

Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere ancora viste dalle future generazioni

Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di essere impallinati

Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e meno contrastanti con l’interesse generale

Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria

Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere preservato

Le ragioni del SI
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A breve avremo la data!

Per favore fa circolare il messaggio tra le tue amiche ed i tuoi amici piemontesi!

 

 

  Videoinforma :  www marcobava.it