E' mia intenzione dare la mia disponibilità a
raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti
in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi
cominciamo a conoscerci :
LA
MAPPA
DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio
di:
visitarlo
periodicamente
usare questa
pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
di avere pazienza
nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE,
potrebbe essere lento.
MARCO BAVA
fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati
finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima
diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e
omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto
responsabile.
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non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e
non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
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potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza
derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute
dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da
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consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.
QUESTO
SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb (
fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di
RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO
NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !
se vuoi essere
informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email
ATTENZIONE !
DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI
MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I
FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO
NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare
documenti
inviatemi le vostre segnalazioni e i vostri commenti e consigliemail.
GRAZIE !
LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA
FORZA E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche
imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.
Che lo Spirito Santo porti buon senso e
serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !
LA
mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,
perche' DIO ESISTE, ANCHE SOLO per assurdo.
IL MONDO HA
BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO'
CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !
PER QUESTO IL
MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !
LA VIOLENZA
DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI
che potrebbe stare dietro a Berlusconi.
IL GOVERNO
DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI, IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO
perche' vetusto obsoleto e compromesso !
E' UN GIOCO AL
MASSACRO dell'arroganza !
SE NON CI
FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !
LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E
RISPARMIO.(02.02.10)
Se non hai via di uscita,
fermati..e dormici su.
E' PIU' DIFFICILE
SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
Ciascun uomo vale in funzione
delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
Vorrei ricordare gli uomini
piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto
fare !
LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA
MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE
PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
PIU' I MEZZI SONO POVERI X
RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA
MORTE.
MEGLIO NON ILLUDERE CHE
DELUDERE.
L'ITALIA , PER COLPA DI
BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3
VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU'
POVERI ALMENO 2 VOLTE.
LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI
DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',
QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ' CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE
E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL
10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE
CHIESE)
la vita eterna non puo' che
esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento
di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA
VERAMENTE UNA STRADA.
QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI
CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER
AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
IL PRESENTE E' FIGLIO DEL
PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER
DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E
DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI
TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
IL DISASTRO
DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE
STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
Quante
testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate
per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI
PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI
SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)
L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne'
temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata
per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la
cruna di un ago ..."
sapere x capire (15.10.11)
la patrimoniale e' una 3^
tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)
The
InQuisitr -
La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino
di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di
Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor,
responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno
parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.
06.09.11
CRISTO RESUSCITA PER
TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI
O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI
OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e
morto non può tornare per avvisare i parenti ! Mb 05.04.12
Annuncio
Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !
Cari Utenti
Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo
devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.
E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.
E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti,
vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni
concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete,
qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta
arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o
almeno non ora.
Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa
decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le
possibili alternative...
Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti
finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.
Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di
pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.
Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione
alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni,
l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il
quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare,
configurare, testare, reingegnerizzare...
Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di
tutti i vostri contenuti (file e db)
ENTRO IL 6 DICEMBRE.
Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o
nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.
Grazie,
Giuseppe - Tommaso
HelloSpace.net
io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta
creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un
nuovo sito parallelo a questo :
LA PIÙ GRANDE STATUA DI
CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ
IL BAVAGLIO della Fiat nei miei
confronti:
IN DATA ODIERNA HO
RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del
gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con
attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso
cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi
amministratori. Fatte salve iniziative
autonome anche
davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal
proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora,
veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie
tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per
tutelare le quali mi riservo iniziative
esclusive
dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09
TEMI SUL
TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO
1) RIUSO TOTALE
2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE
STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...
su questo sito , indicando il tuo nome cognome
indirizzo codice
fiscale ti verrà inviato per contrassegno che
pagherai alla consegna.
TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI
EDOARDO AGNELLI
come dimostra
l'articolo sotto riportato:
È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI
IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO
IL TESORO DI FAMIGLIA
Ettore Boffano e Paolo
Griseri per "Affari&Finanza"
di "Repubblica"
È una storia di
soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione
più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e
100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che
contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con
la
madre Marella Caracciolo.
Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi
accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo
fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver
ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e
contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro,
depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto
ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".
È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di
una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel
24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se
n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80
e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi
suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a
succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.
Altri nomi e
altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio
di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John
"Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della
società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia,
la
"Giovanni Agnelli & C. Sapaz".
L'amarezza di
quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla
riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia
industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite
strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se
con scarsi risultati.
E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare".
Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione,
"Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire
nel
1999 a
Vaduz, quando
la figlia
Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi
Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese"
annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal
primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il
conte Serge de Pahlen).
"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È
la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)»,
spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una
volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti.
Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto
il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.
E sempre la
pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome
del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il
capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato
dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo
del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli.
Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di
Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da
Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I
sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe
dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero
di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande
Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.
PATTO
2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA
Ecco, è proprio
qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al
pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra
degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici
dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale,
nella procura della Repubblica di Milano.
Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che
Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e
che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto
della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha
affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in
francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner,
stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les
Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni
Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a
Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.
Anni di
reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno
consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e
Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il
controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il
giudice torinese
Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile
che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.
Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società
"Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in
mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto
è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.
Il 10 aprile
1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento
al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla
figlia e al nipote, conservando per sé
il 25 ,38.
Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per
cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona
il 25 ,4
per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta
con il 58,7.
Quando il notaio
torinese Ettore
Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della
donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli
spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver
chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo
scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il
civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore
testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti
al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei
miei diritti».
Nel frattempo, entra in possesso di un documento in
lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi
confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata
trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine
italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti",
stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di
Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su
quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a
favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia
la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere
ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio
con Lavinia Borromeo.
Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle
rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of
assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro,
105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da
Morgan Stanley
nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di
pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova
che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande
Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi
legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.
Il 27 giugno
2007, l
'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles
Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita
ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si
chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il
codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie
procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il
presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni
di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" (
la finta Opa ).
Si tratta della
clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla
società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la
raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della
Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa
sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie
dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico
proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò
che ancora manca all'eredità.
Anche questa
ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti"
gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto
la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di
compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi
legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno
rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto,
anche la nullità del patto successorio.
Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora
proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e
Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto
che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di
confermarne
la validità. Se
però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in
discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la
guida istituzionale della galassia Fiat.
Le ultime
possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura
di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di
Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni
di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.
L'escalation
giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero
dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali
ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di
una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E
sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino,
che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.
WSJ:
LA LUCE
INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un
articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla
successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo
dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la
morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato
tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un
miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi
conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».
L'articolo fa
presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron
dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere
nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta
appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo
re non ufficiale».
Secondo ilgiornale,
qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal
piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista
Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova
leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di
sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino,
Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del
processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».
[19-11-2009]
grazie a Dio , non certo a Jaky, continua la ricerca
della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di
Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto, ora
il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso
che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino
alla verita'. Mb -01.10.10
ANTONIO
PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-
CRONACA
| giovedì 10 novembre 2011,
18:00
Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".
Il
giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla
famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di
curiosità ed informazioni inedite
Per
dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli,
precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano,
sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare
autopsia.
Anonime
“fonti investigative” tentarono in più occasioni di
screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava
un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia
fu mai fatta.
Ora
Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che
accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante,
pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la
prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche
raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa
settimana presenta.
Perché
la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo
destinato a ereditare il più grande capitale industriale
italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici
però che riguardano la famiglia Agnelli.
Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione
del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei
rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio
Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo
di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi,
Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che,
nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano
assai più di politici e governanti.
Il
volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta
sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose
e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più
importante d’Italia.
Mondo AGNELLI :
Cari amici,
Grazie mille per vostro aiuto con
la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e
Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in
inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA;
sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie
possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi
invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’
stato girato il video in You Tube. )
Un libro che riporta palesi falsita'
sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con
Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad
ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta.
Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a
19 euro! www.marcobava.it
Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo
d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha
ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb
1- A 10 ANNI DALLA
MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2-
MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI
DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME.
DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA
500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO
DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO
ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI
EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE.
INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN
VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL
MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A
SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO.
E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO
SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO.
MA NESSUNO SE LO FILA -
"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non
sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo
racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto
di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat,
Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95),
primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di
Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista
(per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di
"bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e
marchionnismi) ci hanno abituati.
E partiamo da
Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi
cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco
identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione
fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato).
L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di
più.
Sul Foglio dell'11
febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani
(conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco
Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger,
indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato
dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha
portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a
condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in
cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta
di stringere la mano al rappresentante della Fiat".
Clark non solo
conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me
l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa,
Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che
notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase
precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà".
Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco,
più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può
chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno
giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non
proprio pentito, ma insomma...".
Sempre coi sindacati,
Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield,
volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a
ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è
vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso
e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa
tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi
presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New
York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto
alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.
Anche qui Clark spiega
una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo
molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il
presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione,
Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York.
Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi
vedere piangere.
Attenzione, però,
perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I
almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York
Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot
insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di
uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi
realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere
va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che
stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione.
"Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".
Famiglia Agnelli
Piangere va bene ma è
meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa,
"mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana,
Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010:
Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua
vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500
arancio di famiglia.
Ma Marchionne, a sua
insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori,
che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo
amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la
Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica
marchionniana).
À rebours. In fondo il
libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la
fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato.
"Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei
maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo
look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti,
conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo
è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del
gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat
i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del
midwest".
"Però in America pochi
si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno
nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per
suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando
ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente
stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel
1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.
Ma tra i ricordi
agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è
forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio
sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è
andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché
un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono
tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e
per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le
sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui
chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.
Una telefonata ad
Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue
giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le
conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante
iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue
finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi,
incredulo.
Manda qualche mail (le
password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia,
sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo
computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione:
per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente,
guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si
butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una
persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte,
con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato
così", dice alla persona di servizio.
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LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email
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contrassegno che pagherai alla consegna.
TORINO 24.09.10
GENTILE SIGNOR DIRETTORE
GENERALE RAI
CONSIDERAZIONI SULLA
TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL
23.09.10.
1) Minoli dichiara più volte che intende fare
chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio
confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il
suicidio in quanto :
a) dall’esame esterno effettuato dal dott.
Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale –
Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre
che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono
formulare le seguenti considerazioni:
“E’ esperienza comune
come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di
un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da
un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo)
quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o
di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione
del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza
superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque
sufficientemente profonde”
“L’arresto del corpo
nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di
tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro
movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di
sostegno”
“Nel caso di
precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi
altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello
sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su
un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi
lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei
costali procidenti nella cavità toracica”
“Le lesioni esterne
cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono
caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si
producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli
intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.
Talora la presenza di
indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da
impatto diretto contro la superficie d’arresto”
Nell’esame esterno, il
dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:
-
Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni
cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola
breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa
nasali.
Tali lesioni sono
indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso
bocconi.
-
Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta
(collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.
Cosa c’entra
l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un
fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)
-
Addome: escoriazioni multiple
L’escoriazione è
normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente
contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni
sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?
-
Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al
palmo della mano.
Può essere compatibile
con una caduta di questo tipo
-
Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio.
FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.
Come se le è
procurate? Era vestito con le maniche lunghe?
Deve esserci una
perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito
di frattura scomposta avambraccio
-
Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale
interna
Valgono le stesse
considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno
coscia presumibilmente
Da quello che si
desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora
è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione
profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E
poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è
l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?
-
Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx.
Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.
Osso mascellare quale?
Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici
gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione
cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio
del cranio).
Direi che di materiale
ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta
dinamica della precipitazione.
b) Il dipendente dell’autostrada non poteva
vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il
pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non
collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale
“non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice
non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la
“abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps
per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre
indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere
la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non
parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se
muore sul colpo? Da dove proveniva?
c)Il medico Testa come fa da una foto ad
individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi
e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un
ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto
l’autopsia ?
d)Il cranio di E.A potrebbe essere stato
colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la
foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.
e)come mai il magistrato prima di chiudere il
caso autorizza il funerale ?
f)io non ho mai sostenuto che E.A sia stato
buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato
forse strangolato , viste le echimosi sul collo .
g)certo lo collana non provoca echimosi
perché un frega cadendo da 73 metri.
2)autosuggestione non può averla il pastore
ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i
fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in
quanto :
a) non esistono prove che abbia chiamato gli
amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?
b)inoltre non risulta da alcun atto
d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché
proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la
possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.
c)A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo
REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non
gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne
aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia
chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !
d)Gelasio fa un discorso senza logica si
commenta da se !
e)Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha
visto la buca nel terreno ?
f)Un impatto a 150 km ora di un auto fatta
per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo
le auto senza carrozzeria sono più sicure !
g)Certo che e possibile scavalcare il
parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era
in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se
non ne avesse avuto bisogno !
h)Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse
aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ?
Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica
di E.A !
i)Del tutto illogico il ragionamento di
Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3
giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso
come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di
raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!
j)Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di
lettura opposte : Sodero dice che E.A aveva paura del dolore
fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva
farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una
terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della
pallottola di Kennedy !
k)Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A
non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?
i.Se lui non firma un documento non chiede un
bel nulla
ii.Il documento lo hanno preparato legali e
notaio
iii.Gelasio e Lupo affermano che non voleva
entrare nella Dicembre
iv.Altro indice di superficiale faziosità di
Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi
sono tutti gli Agnelli !
v.Come non corregge neppure l’errore
riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.
vi.Mi domando chi preparasse a Minoli le
interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’
troppo bravo per lui ?
Concludo quindi
logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto
anzi la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi
raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e
come e quando vuole. Molte cordialita’.
MARCO BAVA
EDOARDO
AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di
Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca
parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli
su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per
anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un
omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle
pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.
20-09-2010]
1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO
NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A
CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA
CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI
- EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI
“ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI
PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA
APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È
STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL
MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA
L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE
LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA
NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA
UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E
CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA
«Adesso si mettono a confutare anche le poche
cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai
contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne
eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu
solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di
un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal
Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella
tragica mattina ci fosse un altro medico legale».
E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di
qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la
sepoltura in modo da poter portare via al più presto il
cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e
di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa
storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate
dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi
sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una
nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.
Nel dispaccio, che cita anonime «fonti
investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno
coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno
e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si
affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per
espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore»,
fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che
nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era
presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile
trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche
righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli
atti come andarono veramente le cose.
NIENTE
AUTOPSIA
- Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il
dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso
la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore
Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve
memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del
cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di
"esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve
memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a
Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».
«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo
il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di
Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere,
conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17
righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro
il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro
il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale
esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni
viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe
apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della
causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un
grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».
Quindi in due precise circostanze, di suo pugno,
sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma
di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli
importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni,
l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.
UN'ORA INVECE
DI TRE
- Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla,
addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore".
Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato
il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che
fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della
visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a
Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del
corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria
del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu
conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande
precipitazione».
Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il
primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera
mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del
cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella
memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha
impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È
davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve
lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo
sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli
inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla
"morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria
cominciare l'esame necroscopico.
Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e
il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e
i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non
poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso,
caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista
la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella
camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in
tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non
chiarisce un altro mistero.
Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico
del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché
1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in
un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a
Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero"
(Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne
chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era
stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le
15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli
inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano
problemi, era tutto chiaro».
LE STRANEZZE -
Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in
considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente
intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo
di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di
aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla
sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no?
«Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era
quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire,
se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto
consigliare l'autopsia: perché non lo fece?
«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e
sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di
strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo
era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il
cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra
ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una
stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non
c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal
libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in
servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni,
specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in
giurisprudenza.
«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto
il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in
servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il
quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a
Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni.
Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in
cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi
chiamò».
E il dottor Ellena? «Era il mio superiore
gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il
certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo
evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul
posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho
intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il
dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva
preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai
di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o
modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai
eseguita".
Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si
trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È
l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre
decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a
coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in
cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era
sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che
doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può
decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si
deve attenere a quanto il magistrato dispone».
Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è
possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni
vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più
assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni
evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza
la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i
mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un
paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in
montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».
Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in
pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei
giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In
una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati»
poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo
esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini
si infittisce ancora di più...
L'AVVOCATO
- Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita
«per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato
tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato -
evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un
"ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se
l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile
prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi
casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la
volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si
volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le
viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così
martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare
di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo
sangue.
Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli
a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare
di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un
tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla
droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia
spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre
prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci
ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel
presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da
lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul
Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la
memoria.
il 17.11.12 si
terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI
nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA
ang.V.PACCHIOTTI.
DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA
DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL
DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL
PRESIDENTE DELLA CAMERA
Le informazioni
contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore
deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun
caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.
Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale
livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.
MARCO BAVA
IL MIO LIBRO "L'USO DELLA
TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED
ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,
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6 gennaio 2010.
Per qualsiasi ulteriore informazione, non esitare a
metterti in contatto con il nostro staff di supporto TypePad,
all’indirizzo
contactit@sixapart.com
Marco Bava: perseverante
autodidatta con coraggio e fantasia , decisionista responsabile,
antimarchionne, antiberlusconi, antichiamparino, antifassino,
aticolaninno.
TO.05.03.09
IL DISEGNO DI DIO A VOLTE SI RIVELA SOLO IN ALCUNI
PUNTI. STA' ALLA FEDE CONGIUNGERLI
PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI
SIA SANTIFICATO IL TUO NOME VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ
COME IN CIELO COSI IN TERRA , DAMMI OGGI LA POSSIBILITA' DI NON
COMMETTERE ERRORI NEL CERCARE DI REALIZZARE NEL MIGLIOR MONDO POSSIBILE
IL TUO VOLERE.
TU SEI GRANDE ED IO NON SONO CHE
L'ULTIMO DEI TUOI SERVI E DEI TUOI FIGLI .
SIGNORE IO NON CONOSCO I TUOI
OBIETTIVI PER ME , FIDUCIOSO MI AFFIDO A TE.
UDIENZE
PUBBLICHE
1) PROCESSO
IPI-COPPOLA: IL 23.06.11 TRIBUNALE TORINO 1^SEZ.PENALE
HA SANCITO LA SUA INCOMPETENZA TERRITORIALE SPOSTANDO LA COMPETENZA SU
MILANO IN CUI SI CELEBRERA' IL PROCESSO QUANDO SARA' RESO NOTO.
2)
il 19.06.12 ore 9 inizia a Roma SEZ.IX PALAZZO A
il processo a Geronzi e Cragnotti per l'estorsione a Parmalat di
cui io sono stato e sono azionista per cui intendo costituirmi
parte civile.
3)
IL
11.06.12 alle ore 12.00 nel TRIBUNALE TORINO aula 80 si terra'
il PROCESSO CONTRO DI ME PER LA QUERELA DELLA FIAT,
PER QUANTO DETTO nell'ASSEMBLEA FIAT 2008 .UN TENTATIVO DI
IMBAVAGLIARMI, AL FINE DI VEDERE COME DIFENDO I MIEI
DIRITTI E DI TUTTI GLI AZIONISTI DI MINORANZA NELLE ASSEMBLEE .
Mb
NOVITA del SITO OGGI :
tutte da leggere
:
LA CONSOB
HA AUTORIZZATO IL PROSPETTO E IL MODULO DI DELEGA PER LA
SOLLECITAZIONE BANCA INTESA S.PAOLO ED EXOR CHE TROVATE A DESTRA NELL'APPOSITO
INDICE DELEGHE . GRAZIE ANTICIPATO A CHI VORRA' DARMELE. Mb
Procedura di
sollecitazione avviso agli azionisti Intesa Sanpaolo S.p.A
ai sensi
dell’art.136 del regolamento Consob n.11917 di attuazione del
decreto legislativo 58/98.
Premessa
L'art. 136 del
Regolamento Emittenti stabilisce che chiunque intenda promuovere una
sollecitazione di deleghe trasmette un avviso alla società emittente,
che lo pubblica senza indugio sul proprio sito internet, alla Consob,
alla società di gestione del mercato ed alla società di gestione
accentrata delle azioni.
Il presente avviso
è redatto da Marco BAVA, soggetto promotore di una sollecitazione
- ai sensi dell'Art. 136 del Testo Unico della finanza - con riferimento
all'Assemblea dei soci in sede ordinaria di Intesa Sanpaolo
S.p.A.,
l’Assemblea ordinaria di Intesa Sanpaolo S.p.A. presso il Palazzo di
Piazza San Carlo in Torino, con ingresso al numero civico 160, per le
ore 11 del 28 maggio 2012, in unica convocazione
ØIl
presente avviso è stato trasmesso alla società emittente (Intesa
Sanpaolo S.p.A.),
alla Consob, alla società di gestione del mercato (Borsa Italiana SpA)
ed alla società di gestione accentrata delle azioni (Monte Titoli SpA)
in data 04/05/2012.
ØIl
presente avviso contiene le informazioni richieste dal comma 2
dell'articolo 136 del Regolamento emittenti (modificato dalla Delibera
n. 17730 del 31/03/2011 della CONSOB), ovvero:
Ø
Dati identificativi del promotore
Il promotore della raccolta deleghe è Marco BAVA nato a Torino il
07.09.1957, (cf.BVAMCG57P07L219T).
E’ Mediatore civile e Laureato in Economia e Giursprudenza , e’
praticante legale abilitato.
Il promotore è domiciliato, per gli effetti della presente
sollecitazione al seguente indirizzo:
c/Marini str.S.Martino 48/5 10090 Castiglione T.se
fax:33506600962 mail:ideeconomiche@pec.it
Sollecitazione
alle deleghe degli azionisti Intesa Sanpaolo S.p.A.
ordinari spa su
tutti i punti all'Ordine del
Giorno
l’Assemblea ordinaria di Intesa Sanpaolo S.p.A. presso il Palazzo di
Piazza San Carlo in Torino, con ingresso al numero civico 160, per le
ore 11 del 28 maggio 2012, in unica convocazione,.
Ø
Società emittente le azioni per le quali viene richiesto il conferimento
della delega
Intesa Sanpaolo
S.p.A.
Sede
Legale: Piazza San Carlo, 156 10121 Torino
Sede Secondaria:
Via Monte di Pietà, 8 20121 Milano
Capitale Sociale
Euro 8.545.561.614,72 Registro delle Imprese di Torino e codice
fiscale 00799960158 Partita IVA 10810700152
Iscr. all’Albodelle
Banche al n. 5361 Codice ABI 3069.2 Aderente al Fondo Interbancario di
Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia. Capogruppo del
gruppo bancario “Intesa Sanpaolo”, iscritto all’Albo dei Gruppi Bancari.
ØPer
la:
CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA
di Intesa Sanpaolo
S.p.A. presso il Palazzo di Piazza San Carlo in Torino, con ingresso al
numero civico 160, per le ore 11 del 28 maggio 2012, in unica
convocazione, per discutere e deliberare sul seguente
Ordine del
giorno:
1. Integrazione
della Riserva legale; copertura della perdita dell’esercizio 2011;
distribuzione agli azionisti di parte della Riserva straordinaria;
2. Nomina di
Consiglieri di Sorveglianza (ai sensi dell’art. 23.9 dello Statuto);
3. Elezione di un
Vice Presidente del Consiglio di Sorveglianza (ai sensi dell’art. 23.8
dello Statuto);
4. Relazione sulle
Remunerazioni: deliberazione ai sensi dell’art. 123-ter, comma 6, del D.
Lgs. n. 58/1998;
5. Proposta di
approvazione del Sistema di Incentivazione basato su strumenti
finanziari e autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni
proprie.
Ø
Modalità di pubblicazione del prospetto e del modulo di delega nonché il
sito internet sul quale sono messi a disposizione tali documenti: nei termini e
nelle modalità di legge, comunque entro il 08.05.12. sui sito:
www.marcobava.it
Ødata
a partire dalla quale il soggetto a cui spetta il diritto di voto può
richiedere al promotore il prospetto e il modulo di delega ovvero
prenderne visione presso la società di gestione del mercato:
08.05.12.
Ø
le proposte di deliberazione per le quali si intende svolgere la
sollecitazione sono tutte quelle all’ordine del giorno.
ØIl
prospetto e il modulo, contenenti almeno le informazioni previste dagli
schemi riportati negli Allegati 5B e 5C, sono pubblicati mediante la
contestuale trasmissione alla società emittente, alla Consob, alla
società di gestione del mercato e alla società di gestione accentrata
nonché messi a disposizione senza indugio sul sito internet
ØLa
società di gestione accentrata informa, senza indugio, gli intermediari
della disponibilità del prospetto e del modulo di delega.
ØIl
promotore consegna il modulo corredato del prospetto a chiunque ne
faccia richiesta .
ØOgni
variazione del prospetto e del modulo resa necessaria da circostanze
sopravvenute è tempestivamente resa nota con le modalità indicate nel
comma 3.
ØIl
promotore non intende richiedere :
a) alla società di
gestione accentrata, i dati identificativi degli intermediari
partecipanti sui conti dei quali sono registrate azioni della società
emittente nonché la relativa quantità di azioni;
b) agli
intermediari i dati identificativi dei soggetti, cui spetta il
diritto di voto, che non abbiano espressamente vietato la comunicazione
dei propri dati, in relazione ai quali essi operino come ultimi
intermediari nonché il numero di azioni della società emittente
registrate sui rispettivi conti; i dati identificativi dei soggetti che
abbiano aperto conti in qualità di intermediari e la quantità di azioni
della società emittente rispettivamente registrata su tali conti;
c) alla società
emittente, i dati identificativi dei soci e le altre risultanze del
libro soci e delle altre comunicazioni ricevute in forza di disposizioni
di legge o di regolamento.
Ø A
partire dalla pubblicazione dell'avviso previsto dal comma 1, chiunque
diffonde informazioni attinenti alla sollecitazione ne dà contestuale
comunicazione alla società di gestione del mercato e alla Consob, che
può richiedere la diffusione di precisazioni e chiarimenti.
Ø Le
spese relative alla sollecitazione sono a carico del promotore.
Procedura di sollecitazione avviso
agli azionisti EXOR spa
ai sensi dell’art.136 del regolamento
Consob n.11917 di attuazione del decreto legislativo 58/98.
Premessa
L'art. 136 del Regolamento Emittenti
stabilisce che chiunque intenda promuovere una sollecitazione di
deleghe trasmette un avviso alla società emittente, che lo pubblica
senza indugio sul proprio sito internet, alla Consob, alla società di
gestione del mercato ed alla società di gestione accentrata delle
azioni.
Il presente avviso è redatto da
Marco BAVA, soggetto promotore di una sollecitazione - ai sensi
dell'Art. 136 del Testo Unico della finanza - con riferimento
all'Assemblea dei soci in sede ordinaria di EXOR S.p.A., convocata
il giorno 29
maggio 2012 alle ore 10.00 in prima convocazione e, in eventuale seconda
convocazione, il giorno 30 maggio 2012.
ØIl presente avviso è
stato trasmesso alla società emittente (Exor S.p.A.), alla Consob, alla
società di gestione del mercato (Borsa Italiana SpA) ed alla società di
gestione accentrata delle azioni (Monte Titoli SpA) in data
03/05/2012.
ØIl presente avviso
contiene le informazioni richieste dal comma 2 dell'articolo 136 del
Regolamento emittenti (modificato dalla Delibera n. 17730 del 31/03/2011
della CONSOB), ovvero:
ØDati identificativi
del promotore
Il promotore della raccolta
deleghe è Marco BAVA nato a Torino il 07.09.1957,
(cf.BVAMCG57P07L219T).
E’
Mediatore civile e Laureato in Economia e Giursprudenza , e’ praticante
legale abilitato.
Il promotore è domiciliato,
per gli effetti della presente sollecitazione al seguente
indirizzo: c/Marini str.S.Martino 48/5 10090 Castiglione T.se
fax:33506600962 mail:ideeconomiche@pec.it
Sollecitazione alle deleghe degli
azionisti EXOR ordinari spa su tutti i punti
all'Ordine del Giorno
dell'Assemblea Ordinaria
convocata il
giorno 29 maggio 2012 alle ore 10.00 in prima convocazione e, in
eventuale seconda convocazione, il giorno 30 maggio 2012,.
ØSocietà emittente le
azioni per le quali viene richiesto il conferimento della delega
Exor spa
Società per Azioni
Sede in Torino, Via
Nizza n. 250
Capitale Sociale Euro
246.229.850
Iscritta nel Registro
delle Imprese di Torino n. 00470400011
ØPer la:
CONVOCAZIONE
DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA
I Signori Azionisti
EXOR SPA titolari di azioni ordinarie sono convocati in Assemblea
ordinaria presso lo Juventus Stadium – Club Gianni e Umberto Agnelli -
Ingresso Gate A, C.so Grande Torino n. 50 – Torino, il giorno 29 maggio
2012 alle ore 10.00 in prima convocazione e, in eventuale seconda
convocazione, il giorno 30 maggio 2012, stessi ora e luogo, per
deliberare sul seguente
Ordine del Giorno
1) Bilancio al 31
dicembre 2011 e deliberazioni relative.
2) Nomina organi
sociali:
a) Determinazione
numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione e relativo
compenso; deliberazioni relative.
b) Nomina del Consiglio
di Amministrazione.
c) Nomina del Collegio
Sindacale.
d) Determinazione degli
emolumenti del Collegio Sindacale.
3) Remunerazione e
azioni proprie:
a) Relazione sulla
remunerazione ai sensi dell’articolo 123-ter del
D.Lgs. 58/98.
b) Piano di
incentivazione ai sensi dell’articolo 114-bis del D.Lgs. 58/98 e
deliberazioni relative.
c) Deliberazioni in
materia di acquisto e di disposizione di azioni proprie.
Si prevede sin d’ora,
considerata la composizione azionaria della Società, che
l’Assemblea ordinaria
potrà costituirsi e deliberare in prima convocazione il 29
maggio 2012.
ØModalità di
pubblicazione del prospetto e del modulo di delega nonché il sito
internet sul quale sono messi a disposizione tali documenti: nei termini e nelle modalità di legge,
comunque entro il 08.05.12. sui sito:
www.marcobava.it
Ødata a partire dalla
quale il soggetto a cui spetta il diritto di voto può richiedere al
promotore il prospetto e il modulo di delega ovvero prenderne visione
presso la società di gestione del mercato: 08.05.12.
Øle proposte di
deliberazione per le quali si intende svolgere la sollecitazione sono
tutte quelle all’ordine del giorno, oltre all’azione di responsabilità
che viene richiesta nei confronti dell’ing.
John Elkann e dr.Marchionne per
l’errata politica industriale della controllata Fiat e l’errata
indicazione della posizione finanziaria netta di Fiat spa ed aggregata
di Exor spa oltre per l’abbassamento del rating Fiat da parte di S&P.
ØIl prospetto e il
modulo, contenenti almeno le informazioni previste dagli schemi
riportati negli Allegati 5B e 5C, sono pubblicati mediante la
contestuale trasmissione alla società emittente, alla Consob, alla
società di gestione del mercato e alla società di gestione accentrata
nonché messi a disposizione senza indugio sul sito internet
ØLa società di gestione
accentrata informa, senza indugio, gli intermediari della disponibilità
del prospetto e del modulo di delega.
ØIl promotore consegna il
modulo corredato del prospetto a chiunque ne faccia richiesta .
ØOgni variazione del
prospetto e del modulo resa necessaria da circostanze sopravvenute è
tempestivamente resa nota con le modalità indicate nel comma 3.
ØIl promotore non
intende richiedere :
a) alla società di gestione
accentrata, i dati identificativi degli intermediari partecipanti sui
conti dei quali sono registrate azioni della società emittente nonché la
relativa quantità di azioni;
b) agli intermediari i dati
identificativi dei soggetti, cui spetta il diritto di voto, che non
abbiano espressamente vietato la comunicazione dei propri dati, in
relazione ai quali essi operino come ultimi intermediari nonché il
numero di azioni della società emittente registrate sui rispettivi
conti; i dati identificativi dei soggetti che abbiano aperto conti in
qualità di intermediari e la quantità di azioni della società emittente
rispettivamente registrata su tali conti;
c) alla società emittente, i dati
identificativi dei soci e le altre risultanze del libro soci e delle
altre comunicazioni ricevute in forza di disposizioni di legge o di
regolamento.
Ø A partire dalla
pubblicazione dell'avviso previsto dal comma 1, chiunque diffonde
informazioni attinenti alla sollecitazione ne dà contestuale
comunicazione alla società di gestione del mercato e alla Consob, che
può richiedere la diffusione di precisazioni e chiarimenti.
Ø Le spese relative alla
sollecitazione sono a carico del promotore.
Torino 03.05.12
Marco BAVA
PROSPETTO E
DELEGA A DX IN ALTO SOTTO DELEGA
Torino. La
Fiom vince 11 cause contro Fiat
Alla lista delle cause vinte dalla Fiom contro la Fiat ne va aggiunta
una che vale per undici.
-
Redazione-
8 maggio 2012- Ieri mattina la sezione lavoro del Tribunale di Torino ha
riconosciuto infatti che ben 11 società controllate dal gruppo
hanno tenuto un «comportamento antisindacale» negando di
trasferire alle casse della Fiom la «cessione parziale del credito»
dovuta mensilmente per il pagamento delle quote associative nel
sindacato.
Si
tratta di Ftp Industrial, Fiat Service, Automotive Lighting, Fiat Sepin,
Magneti Marelli, Fga Capital, Iveco, Sistemi Sospensioni, Abarth,
Powertrain, Sirio e Comau. Tutte si erano rifiutate di «girare»
alla Fiom le quote perché quest’ultima non aveva firmato il contratto
Fiat (nel frattempo uscita da Confindustria). Ma in tal modo
hanno impedito la libera scelta dei singoli lavoratori di sostenere il
sindacato di appartenenza.
La
sentenza è particolarmente interessante perché riprende ben quattro
pronunce della Cassazione sullo stesso tema (e per sindacati molto meno
imponenti, come quelli di base), chiarendo che quella «cessione di
credito» è un atto tra privati che non può essere impedito da
chicchessia. Tanto più che non si tratta di una «cessione in pagamento
di un prestito» – per acquistare un’auto, per esempio. Né c’è pericolo
che possa essere avvicinata quella soglia-limite del 20% (la famosa
«cessione del quinto»), che la legge pone a difesa delle retribuzioni
dei lavoratori dipendenti.
Nemmeno il referendum del 1995 può impedire la «cessione» per le quote,
perché il quesito allora approvato era finalizzato a impedire che la
«trattenuta» fosse prorogata a vita (a favore del sindacato), anche
quando il lavoratore aveva mancato di rinnovare l’iscrizione. Proprio la
Fiom è l’unica organizzazione ad aver condotto una revisione completa
del tesseramento, in modo da evitare le iscrizioni dimenticate o «a
propria insaputa».
Nè
il giudice ha preso in considerazione le doglianze degli avvocati Fiat
sull’«eccessiva onerosità» di
questa intermediazione per il datore di lavoro. Anzi, proprio le lettere
inviate dalle società alla Fiom sono diventate «prove» della condotta
antisindacale. Lì infatti non veniva nemmeno menzionata la questione dei
«costi per il datore di lavoro» – risibile, visto che le trattenute
vengono già effettuate in automatico per gli iscritti a tutti gli altri
sindacati – ma solo presunti vincoli stabiliti in una legge del 1950 e,
appunto, la mancata firma del contratto 2011; quello in cui il «modello
Pomigliano» diventa «legge» per tutti gli stabilimenti Fiat.
Il
giudice ha pertanto ordinato alle undici società del Lingotto di
riprendere immediatamente a operare le trattenute e a girarle alla Fiom.
La quale – nel prendere ovviamente atto con soddisfazione della sentenza
– ha scelto anche di rinunciare agli arretrati.
«Questa decisione – sopiega Giorgio Airaudo, segretario
nazionale con delega per l’auto – riguarda oltre 3.000 iscritti alla
Fiom, che ha da poco concluso la verifica delle iscrizioni; sono
insomma, lavoratori che hanno appena confermato la loro adesione».
«Abbiamo voluto evitare che la Fiat potesse fare una ritorsione nei
confronti di lavoratori che già prendono molto meno a causa della cassa
integrazione a singhiozzo cui sono sottoposti molti stabilimenti. Non
era il caso che gli arrivasse, in unica soluzione, il conto delle
trattenute arretrate per la tessera».
Grillo quando
si affranchera' dai suoi burattinai ?
Oggetto della richiesta /
segnalazione ASSEMBLEA
EXOR DEL 29.05.12 RISPOSTE A DOMANDE DI ESTRANEI FORMULATE PER EMAIL
Testo della richiesta / segnalazione DENUNCIO che nel corso della prossima
assemblea degli azionisti e' intenzione del Presidente , come sua
estemporanea consuetudine, dare spazio alle risposte alle domande
formulate per email da estranei. Ricordo che per partecipare allì'assemblea
e formulare domande prima dell'assemblea e' richiesta dalla societa' la
certificazione. Ora considerando che il Presidente tende a limitare
notevolmente gli interventi onde favorire tale pratica illegale chiedo
che si intervenga al fine di grantire la liberta' di parola agli
azionisti ed evitare abusi alla normativa delle domande in assemblea.
Fino a oggi le Chevrolet Volt
consegnate ai clienti americani hanno permesso di risparmiare
circa otto milioni di litri di carburante. Questo dato, da solo,
permette di comprendere la legittima soddisfazione con cui il gruppo GM
ha diffuso i dati statistici relativi alla Volt, raccolti grazie al
sistema di bordo OnStar che dialoga con i server della Casa madre. (clicca
qui)
Nell'ambito dell'inaugurazione dello
Shanghai Italian Center - un centro che avrebbe come obbiettivo il
consolidamento e lo sviluppo dei rapporti tra Italia e Cina - il
ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha affermato che "alcuni degli
spazi aperti in Cina per le imprese italiane non sono stati occupati". (clicca
qui)
Gentile Dr. Bava,
con riferimento alla Sua mail datata 17/5/2012, Le ribadisco quanto
segnalatoLe per e-mail in data 4/5/2012 e per le vie brevi relativamente
alla Sua richiesta di ricevere l'estratto informatico del Libro Soci.
Il diritto di ispezione del libro Soci è disciplinato dall’art. 2422 del
Codice Civile e dall’art. 83-undecies del TUF.
Come Lei saprà, ai sensi dell’art. 23 del Regolamento Congiunto Banca
d’Italia/Consob del 22.2.2008 aggiornato il 24.12.2010, la
legittimazione all’esercizio del diritto di ispezione del libro Soci
deve essere attestata da una comunicazione che l’intermediario
depositario deve effettuare alla Società emittente.
Tale comunicazione deve attestare la titolarità delle azioni, possedute
dai Soci, alla data di esercizio del diritto, data che si ritiene debba
essere quella in cui il legittimato effettua la richiesta di ispezione.
Per quanto concerne la documentazione richiesta, siamo a segnalarLe che
l'elenco dei circa 25.000 azionisti con azioni ordinarie e privilegiate
aggiornato al mese di marzo 2012 con le rilevazioni relative all’ultimo
stacco cedola (23.5.2011), Le potrà essere fornita in formato “.pdf”.
La informiamo inoltre che Servizio Titoli S.p.A., società che gestisce
in outsourcing tale attività per EXOR S.p.A., ci ha comunicato che per
l’estrazione in formato elettronico di tale documentazione il costo
preventivato è di € 1.200 (+IVA). L’importo sopra evidenziato Le sarà
addebitato ai sensi del primo comma dell’art. 2422 del codice civile.
Inoltre, in data 17/5/2012 abbiamo ricevuto la documentazione
dell'intermediario relativa alla Sua richiesta di ispezione del Libro
Soci. Sempre in tale data Le abbiamo segnalato di mettersi in contatto
con i nostri uffici (011/5090230 - 011/5090248) per fissare un
appuntamento per procedere a tale ispezione. Ad
oggi non abbiamo
ricevuto alcuna Sua indicazione.
Cordiali saluti.
Fernando Massara
Caro dr.Massara
Come già le ho
manifestato personalmente a me interessa il files del libro soci senza
spese, non l'esame presso i vs uffici e la certificazione ha solo questo
scopo. Poiché tale mio desiderio, che nasce dalla letture
dell'art.83-11 del Tuf che non fa riferimento ad addebiti agli
azionisti , non vuole essere da Lei soddisfatto, per conto del
Presidente Exor , la ringrazio comunque della sua cortese disponibilità
. Mb
Reggio Emilia,
20 maggio 2012 - SIEDE nel consiglio amministrazione di
Fsu, il socio di maggioranza relativa di Iren.
E contemporaneamente è tra gli amministratori di Biancamano, che
si è aggiudicata a Reggio, con la controllata Aimeri Ambiente srl, un
appalto di Iren Emilia da oltre 4 milioni di euro (in
associazione temporanea con la ditta Assoplast). Una situazione
piuttosto delicata quella in cui si trova l’avvocato Patrizia
Polliotto, che potrebbe prefigurare un conflitto tra
gli interessi pubblici di Iren e quelli privati di Biancamano
che partecipa alle gare della stessa Iren. Abbiamo tentato di contattare
l’avvocato Polliotto presso il suo studio torinese ma la richiesta di
una spiegazione è rimasta senza risposta.
IL GRUPPO Biancamano è
presente a Reggio già da alcuni anni con la sua controllata al 99%
Aimeri ambiente: il settore è quello della raccolta differenziata.
Aimeri a sua volta è erede di una vecchia conoscenza emiliana del
settore rifiuti: infatti è subentrata di fatto a Manutencoop Servizi
Ambientali, acquisita proprio da Biancamano nel settembre 2009. Va detto
che l’ultimo appalto vinto dalla Aimeri ambiente per Iren Emilia è
precedente rispetto alla nomina di Patrizia Polliotto in Biancamano:
quest’ultima infatti è datata lo scorso 27 aprile mentre l’appalto vinto
da Aimeri in associazione temporanea con Assoplast (per la raccolta dei
rifiuti solidi urbani in provincia di Reggio) è stato aggiudicato lo
scorso 6 marzo. Ma il punto è che ora la Polliotto siede
contemporaneamente nel cda del “controllore” e in quello del
“controllato” nella veste di ditta appaltatrice.
Ma chi è l’avvocato Patrizia
Polliotto? Titolare di due studi legali tra Torino e Pinerolo,
componente del Consiglio Generale della Fondazione San Paolo,
amministratore delegato della Società Icarus S.c.p.a. su designazione di
Finmeccanica Group Real Estate: un curriculum di altissimo prestigio, in
cui spunta anche un incarico politico. Nel 2001-2003, infatti, è stata
Presidente del Collegio Regionale dei Probiviri di Forza Italia. E la
vicinanza con il Pdl è ancor più consolidata tra le mura di casa:
Polliotto è infatti compagna del notaio Aldo Scarabosio, senatore del
Popolo delle Libertà. La vicinanza al partito dell’ex premier Berlusconi
è un tratto che accomuna l’avvocato Polliotto ai vertici della
Biancamano: Pier Paolo Pizzimbone, vicepresidente di Biancamano e
fratello del presidente e maggior azionista Giovanni Battista, è stato
candidato del Pdl alla Camera.
di Simone Russo
Polliotto, una poltrona di
troppo
Pubblicato
Domenica 20 Maggio 2012, ore 10,15
L’avvocato torinese siede nel cda
di Fsu, socio di maggioranza di Iren, e di Biancamano, gruppo che si è
aggiudicato un appalto della società elettrica. Conflitto di interessi?
Siede nel consiglio di amministrazione
di Fsu, la finanziaria che detiene il pacchetto di
maggioranza relativa di Iren (33,3%), e
contemporaneamente risulta nel board di Biancamano,
holding operante nel campo dell’igiene ambientale che, attraverso la
controllata Aimeri, si è aggiudicata un appalto di
oltre 4 milioni di euro da Iren Emilia. Al centro di questo intreccio di
interessi pubblici e privati, in potenziale conflitto, c’è
PatriziaPolliotto, avvocato torinese,
difensora dei consumatori, collezionista di incarichi e prebende (dalla
Compagniadi San Paolo a
Finmeccanica) e, soprattutto, compagna del senatore pidiellino
AldoScarabosio. La vicinanza al
partito del Cavaliere è un tratto che accomuna l’avvocato Polliotto ai
vertici della Biancamano: Pier Paolo Pizzimbone,
vicepresidente e fratello del presidente e maggior azionista
Giovanni Battista, è stato candidato del Pdl
alla Camera.
La vicenda, segnalata dal Resto
del Carlino, potrebbe avere presto dei risvolti amministrativi.
Tutto ruota attorno al ruolo della Aimeri, erede della
Manutencoop Servizi Ambientali, acquisita proprio da Biancamano
nel settembre 2009: un’azienda attiva nel settore della raccolta
differenziata, vincitrice lo scorso 6 marzo, in associazione temporanea
con Assoplast, di una gara per la raccolta dei rifiuti
solidi urbani in provincia di Reggio Emilia. È vero che
la nomina della Polliotto è successiva (27 aprile), ma il punto è che il
doppio incarico configura il tipico caso di coincidenza nella stessa
persona dei ruoli di “controllore” e di “controllato”. Se non
illegittima, di certo una situazione imbarazzante.
16/05/2012 11.49 Commenti - Piazza Affari
Telecom
Italia: le delibere dell'assemblea e le posizioni della società sui vari
casi giudiziari
FTA Online News
L'Assemblea ordinaria e
straordinaria degli Azionisti di Telecom Italia si è riunita ieri sotto
la presidenza di Franco Bernabè.
In sede ordinaria l'Assemblea:
ha approvato
il bilancio dell'esercizio 2011 di Telecom Italia S.p.A.,
deliberando l'integrale copertura della perdita risultante dalla
svalutazione dell'avviamento e la distribuzione di un dividendo in
ragione di 4,3 euro cent per azione ordinaria e 5,4 euro cent per
azione di risparmio, mediante utilizzo dell'utile 2010 portato a
nuovo. Il dividendo verrà messo in pagamento a partire dal 24 maggio
2012, con stacco cedola in data 21 maggio 2012;
ha approvato
la prima sezione della Relazione sulla remunerazione, che illustra,
con riferimento all'esercizio 2012, la politica della Societa in
materia di compensi di componenti gli organi di amministrazione e
dirigenti con responsabilita strategiche;
ha
confermato nella carica di consiglieri di amministrazione Lucia
Calvosa e Massimo Egidi, già cooptati dal Consiglio rispettivamente
in data 4 agosto e primo dicembre 2011. Gli amministratori nominati
dall'Assemblea resteranno in carica, come la restante parte del
consiglio di amministrazione, fino all'approvazione del Bilancio al
31 dicembre 2013;
ha rinnovato
il Collegio Sindacale, che resterà in carica fino all'approvazione
del bilancio al 31 dicembre 2014. Sulla base delle liste presentate
dai soci sono stati nominati Sindaci della Societa:
-dalla lista Telco S.p.A. Gianluca Ponzellini, Salvatore Spiniello e
Ferdinando Superti Furga;
-dalla lista presentata da un gruppo di societa di gestione del
risparmio e investitori istituzionali internazionali Enrico Maria
Bignami e Sabrina Bruno.Sono stati nominati Sindaci supplenti Ugo
Rock e Vittorio Mariani (tratti dalla lista Telco S.p.A.); Roberto
Capone e Franco Patti (tratti dalla lista presentata da un gruppo di
societa di gestione del risparmio e investitori istituzionali
internazionali).L'Assemblea ha inoltre deliberato il compenso da
attribuire ai componenti del Collegio Sindacale ed ha nominato quale
Presidente dell'organo di controllo Enrico Maria Bignami;
ha approvato
il piano di incentivazione a lungo termine basato su strumenti
finanziari denominato "Long Term Incentive Plan 2012", riservato al
Top Management e a una parte selezionata della dirigenza. Il piano
prevede premi parametrati alla componente fissa della retribuzione
annua, commisurati al livello di raggiungimento di predeterminati
obiettivi di performance nel periodo 2012-2014.
In sede straordinaria l'Assemblea:
ha approvato
le modifiche degli artt. 9 e 17 dello Statuto sociale integrando le
regole di nomina di Consiglio di Amministrazione e Collegio
Sindacale per assicurare l'equilibrio tra i generi dei rispettivi
componenti (c.d. "quote rosa");
ha
attribuito al Consiglio di Amministrazione le deleghe ad aumentare
il capitale sociale a servizio del Long Term Incentive Plan 2012 per
un importo complessivo massimo di euro 15.000.000, in parte a
pagamento e in parte a titolo gratuito mediante assegnazione di
utili.
ALLEGATO AL COMUNICATO
Risposta a richiesta Consob
di diffusione di informazioni ai sensi dell'art. 114, comma 5, del
d.lgs. n. 58/1998 (Protocollo n. 12038495 del 9 maggio 2012)La Consob ha
fatto pervenire una richiesta di informazioni sulla vicenda Kroll, sui
rapporti con il Consulente Naji Nahas e su due aree d'indagine gia
considerate nel Progetto Greenfield, che sono la Funzione Security e la
vicenda Carte Prepagate.
E' utile ricordare che l'avvio del
Progetto Greenfield, nel 2010, e stata una decisione unilaterale della
Societa. Per quanto riguarda l'oggetto della review, a suo tempo sono
state effettuate delle scelte, limitando il campo di analisi alle aree
in cui erano emerse evidenze e criticita tecnico-legali riconosciute e
ben identificabili a seguito di indagini penali o di attivita di
controllo interno.Le aree d'indagine identificate alla luce delle
attività della Magistratura sono state Sparkle, Carte Prepagate con
intestazione irregolare e Security.
Il 24 novembre 2011, da notizie
stampa, la Società è venuta a conoscenza per la prima volta della
notizia dell'iscrizione dell'ex Presidente di Telecom Italia Marco
Tronchetti Provera nel registro degli indagati in relazione ad indagini
che avrebbero fatto riferimento a:
l'acquisizione nel 2004 di dati sottratti alla Kroll in Brasile dai
componenti del c.d. Tiger Team;
i contratti
con il consulente Naji Nahas.
A solo una settimana dalla prima
notizia giornalistica dell'evento, in data primo dicembre 2011 il
Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia:
a fronte
della circostanza nuova dell'iscrizione del Dottor Tronchetti
Provera nel registro degli indagati, in relazione a fatti
d'interesse aziendale,
nello stesso
spirito di trasparenza che ha contraddistinto la Societa nell'esame
di altre questioni che hanno incontrato l'attenzione della
Magistratura,
ha approvato l'avvio di apposita
verifica interna, da realizzarsi sotto la direzione del Presidente del
Comitato per il controllo interno e per la corporate governance con il
supporto di Deloitte Financial Advisory Services, sui fatti riguardati
dalle indagini, che gia non fossero stati a suo tempo trattati
nell'ambito del Progetto Greenfield: appunto, i rapporti con Naji Nahas
e il presunto hackeraggio Kroll.
Entrambe le questioni nel 2010 non
risultavano infatti oggetto d'indagine, e come tali erano rimasti fuori
dallo stream Security.
Il lavoro di Deloitte si e concluso
da poco e le relative evidenze sono state condivise con il Comitato per
il controllo interno e per la corporate governance, che ha presentato le
sueconsiderazioni al Consiglio di Amministrazione del 9 maggio 2012. Il
report riepilogativo delle conclusioni della verifica interna è stato
quindi acquisito dalla Consob.
A questo punto, la Società, nelle
more della chiusura delle indagini preliminari, quando potrà avere
accesso agli elementi acquisiti dalla Procura della Repubblica e meglio
potra valutare ogni eventuale azione di tutela, ha richiesto le
valutazioni legali sugli esiti della review agli studi Davis Polk &
Wardwell e dell'Avvocato Santa Maria.
Sulla base di dette valutazioni e
degli elementi conoscitivi acquisiti, saranno a tempo debito effettuate
le necessarie considerazioni, anche di natura economica, avviando le
iniziative opportune, ivi incluso il possibile esercizio di azioni di
risarcimento verso ex amministratori, nelle forme e con le modalita
disponibili. Anticipare in questa sede quali potrebbero essere quelle
iniziative o quantificare presunti, possibili effetti economici
correlati alle vicende riguardate sarebbe intempestivo.
Per completezza, Telecom Italia
precisa che, sulla base delle evidenze disponibili alla Società in
relazione ai provvedimenti di sequestro eseguiti in febbraio preso i
nostri uffici, i reati oggetto di contestazione nell'ambito di queste
indagini sono l'associazione a delinquere, la ricettazione "e altro"
(cosè gli atti notificati all'Azienda).
* * *
Passando al procedimento
Security (processo in corso avanti alla Corte d'Assise di
Milano), la Cassazione, con sentenza del 20 settembre 2011, n. 1265/11,
le cui motivazioni sono state depositate solo a inizio maggio 2012, ha
giudicato immune da vizi logici o giuridici la decisione del Giudice per
le Udienze Preliminari di Milano di ritenere insussistenti i delitti di
appropriazione indebita inizialmente contestati dalla Procura della
Repubblica.
Più in particolare la Corte ha
concluso che la sentenza del GUPbene ha deciso per l'infondatezza
dell'accusa: in sintesi, la Direzione Security non avrebbe agito
all'insaputa delle altre Funzioni aziendali e dei Vertici di Pirelli
prima e di Telecom Italia poi (coincidenti nelle stesse persone).Anche a
fronte di queste circostanze, il Consiglio di Amministrazione del 9
maggio 2012 ha deciso di porre in essere nei confronti dell'ex
Amministratore esecutivo Carlo Orazio Buora un atto interruttivo della
prescrizione (che scadrebbe il 3 dicembre 2012), propedeutico
all'esercizio dell'azione sociale di responsabilita, che sara inserita
all'ordine del giorno in apposita Assemblea, compiendo tutti gli atti
necessari ed opportuni a tal fine.
Peraltro, per quanto attiene alla
refusione dei costi ingiustamente sopportati in relazione alla vicenda
Security, la Societa ha gia effettuato una richiesta nei confronti di
Pirelli, come rappresentato all'Assemblea dello scorso anno.Al fine di
formulare tale richiesta, sono state esaminate in dettaglio tutte le
operazioni investigative fatturate a Telecom Italia dalle societa
Worldwide Consultant Security Ltd, Security Research Advisory Ltd e
Polis D'Istinto S.r.l., riconducibili a Emanuele Cipriani, imputato nel
procedimento pendente avanti alla Corte d'Assise di Milano.
All'interno di questo bacino di
operazioni investigative Telecom Italia ha individuato quelle
oggettivamente riconducibili a Pirelli, alla luce dei seguenti criteri:
pratiche
presenti negli archivi di Cipriani recanti il "codice cliente"
Pirelli;
pratiche
inizialmente fatturate a Pirelli, poi stornate e rifatturate a
Telecom Italia quando Pirelli e divenuta azionista di riferimento di
Telecom Italia;
pratiche
commissionate da soggetti aziendali Pirelli, alla luce delle
evidenze emerse nell'ambito del procedimento.
L'importo complessivamente
corrisposto per le operazioni individuate come sopra e pari a circa 1,2
milioni di euro, di cui Telecom Italia ha richiesto a Pirelli il
rimborso.Sempre per il ristoro dei danni causati in connessione alla
vicenda Security da attività estranee all'interesse sociale, la Società
ha adottato le seguenti ulteriori iniziative:
nei
confronti degli attuali imputati dinanzi alla Corte di Assise di
Milano, ha chiesto e ottenuto di essere ammessa quale parte civile.
Telecom Italia ha pertanto richiesto:
(i) il risarcimento delle spese sostenute per il contenzioso
tributario relativo agli anni 2003 e 2004 e pari a circa 15,4
milioni di euro,
(ii) il risarcimento dell'importo di 750.000 euro pagato in via
transattiva alle Pubbliche Amministrazioni coinvolte nel
procedimento,
(iii) il rimborso delle somme corrisposte in favore dei dipendenti
dossierati, a titolo di gesto di solidarieta e pari a circa 1,8
milioni di euro,
(iv) il risarcimento degli ulteriori danni (incluso il danno
all'immagine ed alla reputazione commerciale) nella misura
quantificata dal Giudice;
nei
confronti di Emanuele Cipriani, imputato nell'ambito del
procedimento penale, e stato ottenuto un sequestro conservativo per
2,6 milioni di euro. Le procedure di esecuzione sono in corso;ƒ¤nei
confronti di alcuni ex fornitori della Security, a seguito delle
analisi svolte da Deloitte nell'ambito del Progetto Greenfield, la
Societa ha infine richiesto il pagamento di un importo totale di
circa 5,5 milioni di euro.
* * *
Passando ad altro fronte, il 20
aprile 2012 la Procura della Repubblica di Milano ha notificato un
avviso di conclusione delle indagini a Riccardo Ruggiero, Luca Luciani,
Massimo Castelli e a Telecom Italia.Quanto alle persone fisiche, sono
prospettati i reati di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle
autorita perché, previo accordo ed in concorso con altri soggetti, fra
l'altro:
"al fine di
prospettare il raggiungimento di una quota di mercato da parte di
Telecom Italia S.p.A., relativamente alla telefonia mobile,
superiore a quella effettiva, ricorrevano ad un artificio
tecnico-contabile finalizzato ad incrementare
comunicavano
tali dati dolosamente alterati all'Autorita per le garanzie nelle
Comunicazioni, al fine di modificare la customer base e la market
share aziendali;
Tali fatti, in ipotesi d'accusa,
sarebbero stati commessi anche nell'interesse e a vantaggio di Telecom,
che avrebbe beneficiato di un "totale complessivo di 5.130.000 schede
fittiziamente ricaricate" e di un incremento della market share
rispettivamente corrispondente allo 0,19% nel 2006, all'1,88% nel 2007 e
all'1,64% nel 2008.
Merita notare che il fenomeno è
stato rilevato proprio nell'ambito del Progetto Greenfield, che e stato
oggetto di disclosure nell'appendice alla relazione sul governo
societario per l'anno 2010.Secondo l'avviso di conclusione delle
indagini, gli indagati avrebbero altresi comunicato all'AGCOM a partire
dall'aprile del 2006 e fino al 31 marzo 2009 un totale complessivo di
"1.042.447 schede non ricaricate nei dodici mesi successivi
all'attivazione" e considerate attivate irregolarmente, con una condotta
che la Procura ha ritenuto parimenti commessa nell'interesse e a
vantaggio di Telecom Italia.
Per quanto attiene alla Società, la
responsabilita ipotizzata ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 sarebbe quella
di "non aver adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione
e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quelli
verificatisi". L'avviso di conclusione delle indagini non fa riferimento
a un eventuale profitto economico che Telecom Italia avrebbe tratto dai
fatti contestati.
In merito alle vicende oggetto
dell'indagine, la Società non ha notizia di istruttorie in corso da
parte dell'Autorita per le garanzie nelle Comunicazioni.
L'esame della documentazione
raccolta dalla Procura della Repubblica è in corso. Al suo esito e
nell'eventuale prosieguo del procedimento penale Telecom Italia assumerà
- nello stesso procedimento penale o in sede civile - tutte le opportune
iniziative a sua tutela, nella sua qualità di parte lesa, ivi incluso in
termini di ripetizione di importi corrisposti agli indagati in virtu di
meccanismi incentivanti.
Al riguardo si segnala che per Luca
Luciani, in esito alle risultanze del Progetto Greenfield la Funzione
Human Resources and Organization ha esaminato il tema del bonus
riconosciutogli in funzione del numero di sim attivate.
In sintesi:
per il 2005
non risultavano obiettivi correlati al numero di acquisizioni di
linee mobili;
rispetto al
2006 era presente un obiettivo ("Performance Commerciale Mobile")
che includeva la quota di mercato Tim, ma in concreto non e stato
raggiunto;
nel 2007
rispetto all'obiettivo "Portafoglio sim Tim" (peso 10%) e stato
erogato un bonus di 45.000 euro, che sarebbe risultato non dovuto.
Luca Luciani ha peraltro volontariamente e spontaneamente messo a
disposizione della Societa lo stesso importo, che quindi è stato
recuperato, mediante deduzione dalle competenze successive del
dirigente;
per il 2008
nessuno degli obiettivi commerciali assegnati era direttamente
correlato all'incremento del numero delle sim.
A partire dal 2009 al Dottor
Luciani sono stati assegnati obiettivi in qualità di Diretor Presidente
di TimPart, con riferimento alle performance brasiliane.Si ricorda che,
nel report Greenfield, Deloitte aveva stimato tra i 19,9 e i 27 milioni
di euro i costi sopportati dalla Società per la vicenda delle carte sim
irregolarmente intestate; tale stima potrebbe essere rivista alla luce
dell'andamento del procedimento.Nel frattempo il Consiglio di
Amministrazione del 9 maggio 2012 ha deciso di porre in essere nei
confronti dell'ex Amministratore esecutivo Riccardo Ruggiero un atto
interruttivo della prescrizione (che scadrebbe il 3 dicembre 2012),
propedeutico all'esercizio dell'azione sociale di responsabilità, che
sarà inserita all'ordine del giorno in apposita Assemblea, compiendo
tutti gli atti necessari ed opportuni.
Allo stato non sono state svolte
ulteriori valutazioni nei confronti dei destinatari dell'avviso di
conclusione delle indagini in rassegna.Dei tre indagati, tutti
dipendenti di Telecom Italia all'epoca dei fatti in contestazione,
all'atto della notifica era ancora in forza il solo Dottor Luciani, che
in particolare al 20 aprile 2012 rivestiva la carica di Chief Executive
Officer di Tim Brasil.
Successivamente il Dottor Luciani
ha rassegnato le proprie dimissioni, rinunciando altresi a tutte le
cariche sociali detenute nelle societa del Gruppo.In occasione del
trasferimento in Brasile avvenuto nel 2008 si era convenuta la somma di
2,9 milioni di euro come trattamento di uscita in caso di risoluzione
del rapporto di lavoro. La clausola ha trovato applicazione nel caso di
specie; inoltre, si e ritenuta conveniente la stipula di un patto di non
concorrenza esteso all'intero Sud America, con corresponsione
all'interessato della somma di 1,5 milioni di euro per il 2013.Nel
rassegnare le proprie dimissioni il Dottor Luciani è decaduto dai
diritti di partecipazione al piano di stock option di Tim Partecipacoes
S.A., descritto in bilancio (fatti salvi i diritti riferiti alla
performance 2011). Non sono previsti benefici successivi alla cessazione
dalla carica di CEO di Tim Brasil.La Societa non ha assunto impegni di
manleva o di indennizzo per eventuali azioni di responsabilita nei
confronti del Dottor Luciani.Un impegno in tal senso e stato invece a
suo tempo assunto all'atto dell'uscita del Dottor Ruggiero (dipendente
e, in allora, Amministratore Delegato della Societa): in particolare
l'atto di transazione con il quale il rapporto di lavoro e stato
risolto, sottoscritto dal Vice Presidente Esecutivo pro tempore, Carlo
Orazio Buora, manleva il Dottor Ruggiero in
relazione all'attivita prestata
quale dirigente di Telecom Italia e reca l'impegno a mantenergli la
tutela prevista dalla contrattazione collettiva per i dirigenti di
aziende industriali anche in relazione agli incarichi sociali ricoperti.
Preciso che non c'e stata rinuncia all'azione sociale di responsabilita
da parte della Società, ai sensi di legge.Non constano impegni analoghi
per altri amministratori, anche cessati, della Società.
* * *
Con riferimento ai fenomeni
riguardanti le carte prepagate, oggetto dell'indagine della Procura
della Repubblica di Milano, la Consob ha altresi chiesto di fornire
informazioni, con riferimento a Brasile (ove Telecom Italia controlla il
gruppo Tim Brasil) e Argentina (ove Telecom Italia controlla il gruppo
Telecom Argentina),
le attività
di internal audit o eventuali iniziative ulteriori svolte o previste
per verificarne la presenza nei due Paesi sudamericani;
sui sistemi
di incentivazione relativi al processo di gestione dei servizi
prepagati.
In merito agli audit, va premesso
che le discipline locali in materia d'intestazione, e soprattutto
identificazione, del cliente sono diverse da quelle vigenti in
Italia.Ciò detto, in Brasile (dove Tim Brasil storicamente e un
operatore mobile only) la gestione delle carte prepagate e stata oggetto
di uno specifico progetto nell'ambito del piano di audit 2009-2011, che
ha gia riguardato il processo sia di intestazione che di cessazione a
scadenza delle sim.
In continuità, sono in corso due
audit riguardanti i sistemi di consuntivazione statistica e monitoraggio
delle intestazioni e il processo di gestione e controllo delle
intestazioni multiple. In ogni caso, al fine di conferire effettiva
continuità al processo di controllo interno, sono previsti almeno due
audit all'anno, condotti da team integrati italo-brasiliani.
Gli audit svolti nell'ambito del
progetto hanno evidenziato debolezze nei controlli e nei processi, alle
quali ha fatto seguito un importante aggiornamento del quadro
procedurale interno, formalizzato nel marzo 2012.In Tim Brasil si e
inoltre nei giorni scorsi conclusa una internal limited review degli
internal controls over financial reporting, in vista del filing dei Form
20-F per l'anno 2011 sia di Tim Partecipacoes che di Telecom Italia, che
sono stati depositati ieri.
Da detta review non sono emersi
rilievi significativi, ivi incluso con riferimento al processo
d'intestazione/cancellazione delle sim card prepagate.In Argentina i
criteri di gestione delle vendite delle sim card ed i processi di
monitoraggio e controllo in essere sono stati considerati adeguati in
sede di verifica del sistema di controllo interno agli effetti della
corretta rappresentazione della situazione economico-finanziaria di
Telecom Argentina.
Quanto ai sistemi d'incentivazione,
quelli di Telecom Argentina non includono l'attivazione di linee
prepagate ne la market share, basandosi sul parametro del revenue share
netto annuale e sulle attivazioni di contratti di alto valore.In
Brasile, nel 2011 il sistema MBO attribuiva a tutti gli incentivati (ad
esclusione del CEO, del Top Management e della dirigenza impegnata nella
gestione della rete fissa) un obiettivo di attivazione linee post-pagate
e un obiettivo relativo alla market share mobile.
Tra gli obiettivi assegnati alle
funzioni di vendita erano presenti obiettivi di Gross Adds Prepagato e
Gross Adds Postpagato, articolati per regione e canale; peraltro,
l'obiettivo relativo al prepagato risultava condizionato al
raggiungimento di una percentuale di linee con seconda ricarica. Tra gli
obiettivi assegnati alle funzioni di Marketing erano previsti obiettivi
di customer base, distinguendo tra business e prepagato.
(GD)
Finmeccanica,
Tesoro invita in futuro a evitare emolumenti come a Guarguaglini
mercoledì 16
maggio 2012 16:11
ROMA, 16 maggio
(Reuters) - Il rappresentante del Tesoro all'assemblea di Finmeccanica
ha invitato la società a evitare che in futuro si ripetano erogazioni di
emolumenti come quelli dati all'ex presidente Pier Francesco
Guarguaglini nel 2011.
Stefano Di Stefano, rappresentante
del Tesoro, nel comunicare il voto positivo all'approvazione della
relazione sulla remunerazione, ha invitato ad adottare una remunerazione
che "spinga tutto il management alle iniziative di ristrutturazione".
"Invita a non ripetersi
l'erogazione di emolumenti quali quelli dati nel 2011 all'ex presidente
della società", ha poi aggiunto il rappresentante del Tesoro.
Guarguaglini, dimessosi all'inizio
di dicembre in seguito alle vicende giudiziarie, ha ricevuto nel 2011,
secondo quanto si rileva dal bilancio, i seguenti emolumenti: 3,891
milioni in quanto presidente e amministratore delegato (fino
all'assemblea della primavera 2011), 5,590 milioni in quanto presidente
dall'assemblea a dicembre e come liquidazione. In totale ha quindi
ricevuto nei suoi 11 mesi di attività nel 2011 9,481 milioni.
Roma, 16-05-2012
Il
consigliere di amministrazione di Finmeccanica Franco Bonferroni è
indagato a Roma per illecito finanziamento ai partiti. Emerge da un
documento integrativo richiesto dalla Consob consegnato agli azionisti
in occasione dell'assemblea. Bonferroni aveva comunicato il 2 maggio
all' azienda di aver avuto un'avviso di garanzia a fine marzo.
A Genova cortei e blocchi
stradali dei lavoratori
Traffico in tilt nel ponente genovese per lo sciopero dei lavoratori
delle aziende Finmeccanica. Alcune centinaia di dipendenti del Gruppo
sono scesi in piazza per protestare contro il piano industriale
annunciato dall'azienda che prevede la vendita di Ansaldo Sts e di una
quota di Ansaldo Energia.
I manifestanti hanno bloccato il
traffico sul ponte di Cornigliano e nella rotonda di via Albareto, nel
quartiere di Sestri Ponente. In concomitanza con le due ore di sciopero
proclamato dai sindacati di categoria, una delegazione di sindacalisti e
lavoratori ha incontrato il prefetto del capoluogo ligure per chiedere
un incontro urgente al ministro dello Sviluppo economico, Corrado
Passera.
"Dopo aver fatto scelte sbagliate
che hanno portato a costruire debiti, i dirigenti - ha dichiarato a
TMNews Bruno Manganaro della Fiom Cgil- vogliono risolvere il problema
con la vendita di aziende importanti che creano ricchezza per il Gruppo.
Se queste aziende fossero vendute a Gruppi che oggi sono in concorrenza
con Ansaldo Sts - ha sottolineato Manganaro- sarebbero messi a rischio
anche molti posti di lavoro". La vendita di Ansaldo Sts e di Ansaldo
Energia, secondo l'esponente della Fiom, rappresenterebbe "uno schiaffo
alla città di Genova" perché si tratta di "aziende che funzionano e
costruiscono ricchezza.
Noi - ha concluso Manganaro - non
siamo disposti ad accettare questo piano e quindi oggi abbiamo
scioperato, bloccato la città e una nostra delegazione è stata ricevuta
dal prefetto per chiedere un incontro al ministro Passera perché la
situazione ora la deve prendere in mano il Governo".
Roma, 16 mag. -
Selex Sistemi Integrati, controllata da Finmeccanica, ha "conferito
incarico a un professionista esterno di valutare eventuali azioni di
responsabilita' nei confronti degli ex amministratori della societa'".
E' quanto si legge nell'informativa che Finmeccanica ha inviato alla
Consob.
L'ex ad di Selex e' Marina Grossi, moglie dell'ex presidente della
stessa Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini.
La societa' ha inoltre "conferito a un terzo indipendente (Rina
Service spa) un incarico, in corso di esecuzione, di prestazione tecnica
finalizzata all'analisi di congruita' del valore delle opere realizzate
nei contratti di subappalto affidati da Selex Sistemi Integrati nel
periodo dal 1 gennaio 2008 al 30 novembre 2011 alle societa' Arctrade
srl, Print Sistem, Techno Sky e Renco per un valore totale degli
ordinativi pari a circa 138 milioni di euro". L'esito finale della
attivita' di verifica, si legge ancora nell'informativa, sara' riportato
in un rapporto di valutazione in corso di predisposizione da parte di
Rina spa. (AGI)
Finmeccanica:
indagato consigliere Bonferroni
Bonferroni aveva
comunicato il 2 maggio all' azienda di aver avuto un'avviso di garanzia
a fine marzo.Operai in piazza a Genova per protestare contro il piano
industriale dell'azienda
Finmeccanica
Roma, 16-05-2012
Il consigliere di amministrazione
di Finmeccanica Franco Bonferroni è indagato a Roma per illecito
finanziamento ai partiti. Emerge da un documento integrativo richiesto
dalla Consob consegnato agli azionisti in occasione dell'assemblea.
Bonferroni aveva comunicato il 2 maggio all' azienda di aver avuto
un'avviso di garanzia a fine marzo.
A Genova cortei e blocchi
stradali dei lavoratori
Traffico in tilt nel ponente genovese per lo sciopero dei lavoratori
delle aziende Finmeccanica. Alcune centinaia di dipendenti del Gruppo
sono scesi in piazza per protestare contro il piano industriale
annunciato dall'azienda che prevede la vendita di Ansaldo Sts e di una
quota di Ansaldo Energia.
I manifestanti hanno bloccato il
traffico sul ponte di Cornigliano e nella rotonda di via Albareto, nel
quartiere di Sestri Ponente. In concomitanza con le due ore di sciopero
proclamato dai sindacati di categoria, una delegazione di sindacalisti e
lavoratori ha incontrato il prefetto del capoluogo ligure per chiedere
un incontro urgente al ministro dello Sviluppo economico, Corrado
Passera.
"Dopo aver fatto scelte sbagliate
che hanno portato a costruire debiti, i dirigenti - ha dichiarato a
TMNews Bruno Manganaro della Fiom Cgil- vogliono risolvere il problema
con la vendita di aziende importanti che creano ricchezza per il Gruppo.
Se queste aziende fossero vendute a Gruppi che oggi sono in concorrenza
con Ansaldo Sts - ha sottolineato Manganaro- sarebbero messi a rischio
anche molti posti di lavoro". La vendita di Ansaldo Sts e di Ansaldo
Energia, secondo l'esponente della Fiom, rappresenterebbe "uno schiaffo
alla città di Genova" perché si tratta di "aziende che funzionano e
costruiscono ricchezza.
Noi - ha
concluso Manganaro - non siamo disposti ad accettare questo piano e
quindi oggi abbiamo scioperato, bloccato la città e una nostra
delegazione è stata ricevuta dal prefetto per chiedere un incontro al
ministro Passera perché la situazione ora la deve prendere in mano il
Governo
Fiat contro
Formigli: sospesa la sentenza
la Corte
d'Appello di Torino accetta il ricorso del giornalista e sospende il
risarcimento da 7 milioni di euro verso Fiat.
Falso in bilancio,
blitz del Pdl: un emendamento ripristina la norma attuale. E il Governo
dice sì
15 maggio 2012
I deputati del Pdl, dell'Udc e di
Fli hanno approvato in commissione Giustizia alla Camera - con parere
favorevole del Governo - un emendamento del deputato del Pdl Manlio
Contento al testo sul
falso in bilancio che di fatto svuota la proposta di legge dell'Idv,
che arriverà in aula il 28 maggio. Interviene il ministro della
Giustizia Paola Severino: sul falso in bilancio erano state date al
sottosegretario Salvatore Mazzamuto «tutte le schede necessarie a
fornire i pareri agli emendamenti presentati». «Se errore c'è stato -
continua il ministro -, nel senso che il Mazzamuto non ha letto per
intero la scheda fornitagli si porrà rimedio in aula».
Il
capogruppo del Pdl: la detenzione passa da due a tre anni
«Con il nostro emendamento resta di fatto l'attuale formulazione
della legge in vigore sul falso in bilancio alzando però la
detenzione dai 2 ai 3 anni», spiega il capogruppo del Pdl in
commissione Enrico Costa, che poi aggiunge: «non eravamo d'accordo
con il testo dell'Idv perchè era troppo generico e vago». In una
conferenza stampa congiunta Pd e Idv chiedono al Governo di chiarire
la sua posizione su questa questione.
Approvato l'emendamento del
deputato Pdl Manlio Contento
L'emendamento presentato dal deputato Pdl Manlio Contento è stato
approvato con 14 voti favorevoli e 12 contrari. Riporta la norma alla
logica dell'attuale legge («reato di danno e non di pericolo», hanno
spiegato i deputati azzurri al termine della seduta). Di fatto, è una
riscrittura che cancella l'iniziativa dell'Idv. La seduta è terminata
dopo questo voto. Sull'emendamento Contento il Governo ha dato parere
favorevole, pur avendo dato parere favorevole (con riformulazione) anche
a una proposta del Pd che invece, secondo le indicazioni fornite dai
rappresentanti del Pd, mantiene la logica proposta dall'Idv. All'uscita
dalla commissione, il leader dell'Idv
Antonio Di Pietro, primo firmatario della proposta di legge, ha
ricordato che «questo ddl non esiste più» e ha chiesto al ministro
Severino «di pronunciarsi immediatamente su quale strada intenda
intraprendere, se vuole mantenere le leggi ad personam».
Il sottosegretario: ho dato
parere legislativo
Il sottosegretario Salvatore Mazzamuto, presente in luogo del ministro
della Giustizia
Paola Severino attualmente in missione negli Stati Uniti, si è
limitato a commentare: «Ho fatto quello che mi è stato chiesto, ho dato
i pareri formulati dall'ufficio legislativo, per ogni altra cosa
rivolgetevi al ministro».
Fli: indotti all'errore dal
Governo
«Non abbiamo affossato niente - replica il deputato del Pdl Contento -.
Abbiamo solo fatto la nostra proposta». Mentre Idv e Pd attaccano il
Governo per il parere favorevole, la capogruppo di Fli in commissione
Giustizia, Angela Napoli, si giustifica: «oggi - spiega in una nota -
siamo stati condotti in errore, assecondando il parere del governo, e
abbiamo di fatto modificato il primo articolo del provvedimento in
discussione». Napoli assicura che l'errore «verrá sicuramente non solo
modificato allorchè il provvedimento giungerá in aula, ma verrá
risarcito attraverso il dovuto comportamento sugli emendamenti rimasti
in modo che venga salvaguardata la bontá del ripristino del falso in
bilancio».
Telecom I.:
entra in capitale di Trentino Ngn
MILANO (MF-DJ)--Trentino Ngn, la
societa' che portera' la fibra ottica nella provincia di Trento, e'
pienamente operativa. L'assemblea della societa' ha sancito oggi
l'ingresso nel capitale sociale, accanto alla Provincia Autonoma di
Trento, di Telecom Italia, di MC Link e de La Finanziaria Trentina.
In questo primo periodo di attivita',
spiega una nota, Trentino Ngn e' controllata dalla Provincia Autonoma di
Trento con una quota maggioritaria, pari al 52,2%, grazie ad un
conferimento di 50 milioni di euro in cash. Telecom I. detiene, invece,
una quota del 41,1% del capitale tramite il conferimento di un diritto
d'uso ventennale sugli spazi disponibili nelle proprie infrastrutture
passive esistenti sull'intero territorio della Provincia Autonoma di
Trento, per un valore di 39,4 milioni di euro. MC Link e La Finanziaria
Trentina conferiscono rispettivamente 1,5 milioni di euro (quota
dell'1,6%) e 5 milioni di euro (quota del 5,2%).
L'obiettivo e' quello di connettere
con la fibra ottica oltre 150 mila unita' immobiliari, pari a circa il
60% di quelle dell'intera provincia. Saranno inoltre raggiunte con
collegamenti ad alta velocita' le amministrazioni pubbliche locali, le
aziende sanitarie, le Universita' e gli istituti di ricerca nonche' le
imprese. L'investimento di Trentino Ngn per realizzare il progetto e'
stimato in 165 milioni di euro nei prossimi 10 anni.
E' successivamente previsto che, al
raggiungimento di determinati livelli di penetrazione dei servizi,
ovvero tra tre anni, venga conferita la rete in rame, acquisendo cosi'
Telecom Italia la maggioranza del capitale nella societa'; cio'
facilitera' la migrazione dal rame alla fibra. Telecom Italia ha inoltre
negoziato con la Provincia il diritto di acquisire la quota di
partecipazione da questa detenuta nella societa', facolta' esercitabile
dopo sei anni.
L'assemblea ha nominato Sergio
Bettotti Presidente della societa' e Elio Salvadori a.d.. Il consiglio
risulta inoltre composto da Paolo Simonetti, Fulvio Rigotti, Anna
Dalpiaz, Pompeo Vigano', Alessandro Talotta, Nicola Barone e Carlo
Filangeri.
Infine la Provincia Autonoma di
Trento e Telecom Italia stanno gia' realizzando congiuntamente un
progetto per l'eliminazione del digital divide che consentira', entro la
primavera del 2013, di rendere disponibili su tutto il territorio
provinciale collegamenti ADSL fino a 20 megabits/secondo. com/lab
laura.bonadies@mfdowjones.it
Scandali
Lega, Umberto Bossi: “Ho autorizzato le spese dei miei figli”
Umberto Bossi ha
dovuto ammettere le sue responsabilità nella vicenda dell’uso dei
rimborsi elettorali destinati alla Lega Nord,
o forse è stato l’estremo tentativo di difendere i suoi due figli,
Riccardo e Renzo. Il Senatur lo ha
fatto durante un incontro che ha avuto con Roberto Maroni,
Roberto Calderoli, Manuela Dal Lago, Roberto Cota e
Giancarlo Giorgetti.
L’incontro è
avvenuto nella sede di via Bellerio, la stessa dove
Umberto Bossi ha ricevuto l’avviso di garanzia per truffa
ai danni dello Stato. L’incontro è durato un’ora e mezza durante la
quale l’ex segretario ha ammesso, “Ho autorizzato io alcune spese dei
miei figli e chiesto che venissero pagate”, il Senatur ha specificato
che si trattava di spese per i rally di Riccardo Bossi
e di spese personali per Renzo Bossi. Le spiegazioni
fornite da Umberto Bossi, però, sono sembrate poco convincenti.
Roberto Maroni ha parlato all’amico di
una vita usando parole dirette, spiegando che i due figli si sono
approfittati della situazione per perseguire interessi personali e che
quello che valeva per Francesco Belsito e Rosy
Mauro deve valere anche per i figli del capo, “Hanno sbagliato
e devono pagare”. Alcuni sostengono che Maroni si sia spinto fino a
chiedere l’espulsione di Renzo Bossi. In realtà le conseguenze politiche
di questa situazione non sono valutabili. Se Renzo Bossi e suo fratello
Riccardo dovessero essere espulsi cosa farà Umberto Bossi? E se dovesse
lasciare la Lega Nord quale sarebbe il futuro del partito e cosa farebbe
lo stesso Bossi? La possibilità di due partiti del nord spaventa tutto
lo stato maggiore della Lega. Maroni all’uscita dalla sede di via
Bellerio non ha voluto commentare queste indiscrezioni, “Non mi
interessano queste cose”.
Rosy Mauro, invece, ha commentato
queste indiscrezioni attaccando frontalmente l’ex ministro dell’Interno,
“A Maroni non credo, perché è un eterno secondo. La Lega Nord è morta
perché Bossi ha sbagliato a dimettersi e all’interno del movimento c’è
stato un complotto. La Lega non era un bancomat e io non ho preso soldi
dal partito”.
Umberto Bossi è un uomo distrutto
Un pianto liberatorio, una resa davanti all’ennesima
mazzata che ha demolito il sogno di una vita. Umberto Bossi
è un uomo distrutto: il pensiero di dare l’addio
alla Lega, travolta dallo scandalo che vedono al centro lui e
la sua famiglia, lo ha lasciato senza parole. Almeno così lo descrive il
quotidiano la Repubblica, perché del Senatur, da quando è indagato per
truffa ai danni dello Stato per quei fondi leghisti usati per qualsiasi
cosa, tranne che per il partito, non c’è più traccia. Nessuna
dichiarazione, nessuna uscita in pubblico: solo, nella sua casa di
Gemonio, versa lacrime (di coccodrillo?) sul suo doloroso addio alla
Lega Nord.
Il partito, da lui fondato e
trascinato fino in Parlamento, a sedere sugli scranni del potere, in
grado di tenere le redini del governo grazie al sempre più grande peso
politico anche da alleati del Pdl, sta andando a fondo e la colpa è solo
sua. E della sua famiglia.
Lo scandalo dei fondi usati per
The Family, la cassa della Lega usata come bancomat dal
Trota, la laurea in Albania per l’ex consigliere regionale della
Lombardia e quella all’Univesrità dell’Insubria per l’altro figlio,
Riccardo. I diamanti per la Mauro (Rosy), i lavori di casa, il dentista:
una lunga serie di scandali che lo hanno travolto, ma non ancora
sepolto.
Nella giornata dell’Orgoglio Padano a
Bergamo, quando Roberto Maroni viene incoronato dal
popolo leghista e suon di scopettate e di “Pulizia, pulizia”, Bossi c’è,
resiste tanto che, a sorpresa, si candida ancora alla segreteria.
Poi la mazzata finale, la truffa ai
danni dello stato, i reati dei figli, la magistratura che indaga su
tutta la sua famiglia, mentre dal partito Maroni tuona che non c’è più
posto per ladri e truffatori e che non ci saranno più candidature
dall’alto.
Si pensa al titolo di Presidente
onorario del movimento padano per il Senatur che questa volta molla: non
ce la fa, troppo il peso dello scandalo.
Chi gli è vicino racconta il day
after: piange al telefono, è un uomo distrutto, c’è chi dice che in 25
anni non l’ha mai visto così, agli amici più fidati confida che sta
male, malissimo e sembra che questa volta per lui sia davvero arrivata
la fine.
Matteo Salvini,
maroniano di ferrro, lo spiega più che bene: “Bossi ci ha portato
fino a qua, detto questo la Lega va avanti e prescinde dai nomi“.
Finito, game over.
Accanto a lui l’ex cerchio magico: c’è
anche Rosy Mauro che non molla, è vicina alla famiglia,
non abbandona il capo che l’ha portata fino al Senato, ai vertici della
politica italiana.
Il mondo di Bossi si è sgretolato in
poco meno di 36 ore: non si vede più la coda davanti la casa di Gemonio,
di lui non c’è traccia, neanche una parola, un commento, un gesto, una
smorfia. I suoi fedelissimi come Manuela Marrone e
Marco Reguzzoni, ex capogruppo alla Camera, non si
trovano più in giro, forse sono riuniti intorno a lui, nella speranza di
risollevarlo, di convincerlo a non mollare: questa però sembra proprio
la fine (politica) di Umberto Bossi. Tra le lacrime.
17 maggio 2012 – Scandalo Lega,
rimborsi elettorali per multe, feste e rinoplastica dei figli di Bossi
L’indagine sull’uso dei rimborsi elettorali percepiti
dalla Lega Nord apre lo spazio ad una serie di
riflessioni che riguardano sia il partito del carroccio
che gli altri partiti italiani. Innanzitutto partirei dalla
dichiarazione di Umberto Bossi, indagato per truffa ai
danni dello Stato cioè ai nostri danni, che tempo fa disse: “I nostri
soldi (della Lega Nord) li possiamo anche buttare dalla
finestra.Un’effermazione colorita, come è sempre stato nello stile di
Bossi, ma altamente discutibile. I rimborsi elettorali sono soldi
pubblici, cioè degli italiani, ed i partiti non possono
spenderli senza renderne conto al paese. Sarebbe come se un dipendente
avesse in gestione un conto corrente dal suo datore di lavoro e lo
usasse per andarsene in vacanza. Difficile immaginare un esito diverso
dal licenziamento. Questo sorvolando sul fatto che l’Italia ha votato
con un referendum il no al finanziamento
pubblico dei partiti ed invece i soldi continuano ad arrivare
copiosi.
Gli interrogatori di Francesco
Belsito e Nadia Dagrada, rispettivamente ex
tesoriere ed ex segretaria della Lega Nord, hanno
portato alla luce il sistema di utilizzo dei rimborsi elettorali.
Umberto Bossi è indagato in quanto come segretario del partito firmava
tutti i documenti relativi agli esborsi di denaro. Diversa è la faccenda
per Renzo e Riccardo Bossi. Entrambi avrebbero
percepito una sorta di mensile da 5000 euro non si sa bene a che titolo.
Si sa, però, come li hanno spesi questi soldi. Renzo Bossi
ha preso multe per eccesso di velocità e violazione del
divieto di sosta in tutta Italia. Questo senza dimenticare i 12.000 euro
al mese che costava il suo staff, utilizzato anche per andare ad alcune
feste a Bratislava. Al momento Renzo Bossi è in vacanza
in Marocco e fa sapere che il fatto di essere indagato gli darà
finalmente la possibilità di difendersi e discolparsi visto che, “Non ho
mai preso un soldo dalla Lega”. In effetti non fa una grinza, i soldi
sono pubblici, quindi degli italiani.
Il primogenito di Umberto Bossi,
Riccardo, è divorziato e c’è il forte sospetto che gli alimenti alla ex
moglie arrivino direttamente dai rimborsi elettorali della Lega Nord.
Anche il figlio più giovane di Umberto Bossi, Sirio, ha
usufruito seppur indirettamente della cassaforte di famiglia. Circa
10.000 euro per un intervento di rinoplastica pagati con un assegno
sfornato dal soler Belsito. Il tutto senza aver ancora indagato sui
finanziamenti ottenuti dalla scuola fondata dalla moglie
di Umberto Bossi e dal sindacato padano di Rosy Mauro.
Nessuno è colpevole fino a prova contraria, ma è inutile farsi illusioni
sull’onestà di chi ci governa.
Al di là del colore politico i
cittadini italiani dovrebbero ricordarsi che gli amministratori pubblici
a qualunque livello sono nostri dipendenti, e nostro è il potere di
licenziarli se hanno operato male
Umberto Bossi indagato per truffa ai
danni dello Stato
Ennesima tegola sulla Lega Nord e questa volta non è
solo colpa del Trota. È Umberto Bossi
a essere nell’occhio del ciclone: il Senatur è indagato per
truffa ai danni dello Stato nell’inchiesta sull’uso dei
rimborsi elettorali del Carroccio. I pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini
e Roberto Pellicano di Milano gli hanno infatti notificato
un’informazione di garanzia nella sede del Carroccio in via Bellerio. Un
affare di famiglia: con lui sono indagati anche i figli Riccardo
e Renzo, accusati di appropriazione indebita, e il
senatore Piergiorgio Stiffoni con l’accusa di peculato in
relazione all’uso dei fondi della Lega al Senato. Indagato anche l’imprenditore
Paolo Scala per riciclaggio.
13 maggio 2012 – Parlano gli autisti:
“Renzo Bossi è costato 600.000 euro al partito in due anni”
Il caso sull’uso dei rimborsi elettorali da parte della
Lega Nord continua a sfornare notizie succulente a
scadenza quotidiana. Umberto Bossi ha dichiarato, “I
soldi sono nostri e possiamo anche buttarli dalla finestra”. Sarà
indubbiamente vero, ma è denaro pubblico e non tutti
gli elettori della Lega Nord saranno felici di sapere che sono serviti
per scarrozzare il Trota di festa in festa.Oscar
Morando e Alessandro Marmello sono i due autisti che
negli ultimi anni si sono presi cura di Renzo Bossi. Entrambi sono stati
licenziati, uno perchè non gradito a Renzo Bossi e l’altro per la
vicenda dei video divulgati nei quali passava cospicue somme di denaro
al giovane rampollo di “The Family”. Entrambi sono stati sentiti dai
magistrati ed hanno raccontato che l’intero staff di
Renzo Bossi costava in stipendi alla Lega Nord ben 12.000 euro al mese
ai quali vanno aggiunti i soldi necessari per scarrozzarlo in giro. Il
Trota, infatti, è un grande viaggiatore. E’ stato in Sicilia a visitare
le terre di famiglia, è stato più volte a Bratislava per partecipare a
delle feste, frequentatore abituale dei night milanesi
e dei festival musicali in giro per il Nord Italia.
Ai frequenti viaggi
su lunga distanza bisogna aggiungere lo shopping
sfrenato, anche 8000 euro in un giorno a Brescia, e le abitudine
particolari tra le quali annoverare l’uso della sirena lampeggiante
senza autorizzazione per poter saltare le file, il traffico e molto
altro. Morando fa due conti e riferisce ai magistrati, “Stipendio da
consigliere regionale a parte (12.555 euro mensili), Renzo Bossi costava
alla Lega 14 mila euro al mese. Dodicimila euro per gli stipendi dello
staff, il sottoscritto, l’altro autista Luca e la segretaria Simona, più
altri 2mila in contanti che ci venivano dati dalla Lega per le sue spese
correnti. In due anni vengono fuori quasi 600 mila euro che l’Italia ha
pagato a questo ragazzo. Anche per andare a Brescia dal dentista o a
fare spese. Lascio ai militanti della Lega stabilire se siano stati ben
spesi oppure no”.
Trota & Lode
Chi più chi meno abbiamo sgobbato tutti sui libri ed
abbiamo raggiunto i nostri bravi risultati. Diploma, laurea,
master e chi più ne ha più ne metta. Tutti però, almeno una volta,
abbiamo sognato di poter saltare gli studi con
un’operazione semplice come può essere un click del mouse
o una telefonata in Albania. E’ quello che hanno pensato anche gli
ideatori di Trota & Lode il sito web più “hot” degli
ultimi giorni. Sono quasi settemila i navigatori del web che hanno
deciso di imitare Renzo Bossi e conseguire una laurea
in pochi minuti, il tutto in circa ventiquattro ore. Come ogni
università che si rispetti anche Trota & Lode offre un vasto campo di
studi, ingegneria, gestione finanziaria, fisioterapia,
basta scegliere. Una volta scelto il percorso di studi basta iscriversi,
compilare un semplice modulo (qualche sacrificio bisogna sempre farlo) e
poi stamparsi la propria sudatissima laurea da appendere sopra alla
scrivania e da mostrare con orgoglio ai parenti.
Come sostengono i curatori di Trota &
Lode una volta laureati non c’è nulla che ci possa essere precluso,
soldi a pacchi, un lavoro di tutto riposo ed
strapagato, auto veloci, autisti privati ed una bella fidanzata.
A me ricorda qualcuno, però non riesco a ricordare il nome. Ho proprio
bisogno di una bella laurea.
Renzo Bossi ha tentato di farsi
riconoscere la laurea albanese in Italia
I documenti che l’ambasciata italiana a Tirana ha
fornito ai magistrati che stanno indagando sull’utilizzo dei
rimborsi elettorali da parte della Lega Nord
parlano chiaro. Renzo Bossi ha tentato a più riprese di
far riconoscere come valida in Italia la laurea breve
conseguita in Albania. La domanda è stata ritirata
quando è scoppiato il bubbone del caso Belsito.La
pratica per il riconoscimento legale della laurea conseguita all’Università
Kristal è stata presentata da un avvocato albanese,
Dragoj, che aveva la procura da parte di Renzo Bossi. I primi dubbi sono
stati sollevati dalle date. Tra il diploma conseguito
in Italia, Luglio 2009, e la laurea, Settembre 2010, era passato poco
più di un anno. Questa vicinanza sospetta ha fermato l’iter burocratico
dell’ambasciata italiana. Il secondo tentativo, che risale al luglio
2011, è stato fatto con una data di diploma più consona e cioè quella
relativa al maggio 2007 quando Renzo Bossi fu ammesso per la prima volta
all’esame di maturità. Purtroppo il Trota, come è noto,
è stato bocciato diverse volte ed ha conseguito il
diploma solo nel 2009.
Un professore
dell’Università albanese, Sender Kercucu, ha confermato che Renzo Bossi
ha ottenuto il diploma di laurea e la pratica è stata avviata
ufficialmente. Stava procedendo tutto regolarmente fino all’aprile 2012
quando lo stesso avvocato Dragoj ha presentato una domanda per
annullare la richiesta. Ad aprile era da poco scoppiato lo
scandalo che ha visto coinvolto Francesco Belsito ex tesoriere della
Lega Nord. In sostanza l’ateneo albanese aveva accettato l’iscrizione di
Renzo Bossi già all’anno accademico 2007-2008 quando il rampollo della
famiglia Bossi non aveva ancora conseguito il diploma di scuola
superiore in Italia.
Discorso diverso per la laurea di
Piergaetano Moscagiuro che non ha mai presentato alcuna
domanda per ottenere il riconoscimento della laurea conseguita presso
l’università Kristal.
Renzo Bossi convocato dai giudici
albanesi
Non c’è pace per il povero Renzo Bossi. Dopo il video
che lo mostra attento alle mazzette di denaro che gli passa l’ex autista
della Lega Nord, dopo le sue recenti dichiarazioni
circa un possibile futuro da muratore o da agricoltore e dopo la notizia
della laurea conseguita in Albania
arrivano notizie su un’indagine giudiziaria che lo riguarda. Questa
volta non si tratta di giudici complottisti delle Procure di
Napoli e/o Milano, ma dei giudici di
Tirana che hanno deciso di vederci chiaro sulla vicenda della
laurea conseguita all’università albanese “Kristal“. In
Albania intorno alla vicenda rischia di crollare il governo di
Sali Berisha quindi la faccenda è diventata tremendamente
seria. I magistrati albanesi vogliono esaminare tutti
gli incartamenti riguardanti la carriera universitaria di Renzo Bossi e
la sua fulminea laurea.
Innanzitutto verranno analizzati i
registri delle presenze che riguardano Bossi Jr. Poi
verranno controllati i tempi della laurea, troppo
veloce per non destare sospetti. L’incidente internazionale, però, si
rischia sul terzo punto che è sotto la lente d’ingrandimento dei
giudici di Tirana. Per laurearsi all’università “Kristal” è
necessario conoscere l’albanese, quindi i giudici potrebbero decidere di
convocare Renzo Bossi per testare la sua conoscenza della lingua.
Intanto l’ambasciata italiana a Tirana ha inviato tutta la
documentazione alle Procure di Napoli Milano.
Il Trota si è laureato in Albania
La Guardia di Finanza ha potuto perquisire la
cassaforte di Francesco Belsito, l’ex tesoriere della
Lega Nord, che è accusato di aver utilizzato i
rimborsi elettorali della Lega Nord per investimenti personali
e per le spese di alcuni dirigenti del partito. All’interno della
cassaforte è stato ritrovato un diploma di laurea
intestato a Renzo Bossi. Il diploma di laurea sarebbe
stato ottenuto presso l’università “Kristal” che è
situata in Albania. E’ un diploma paragonabile ad una
laurea breve ottenuta in Italia. La specializzazione ottenuta dal trota
è in gestione aziendale. Gli inquirenti sospettano che
possa essere stata pagata con i rimborsi elettorali
della Lega Nord. Il Trota avrebbe conquistato questo diploma il 29
settembre del 2010. Nella cassaforte è stato ritrovato anche un diploma
intestato a Pierangelo Moscagiuro la guardia del corpo
di Rosy Mauro. Entrambi hanno sempre negato di aver
conseguito lauree e/o diplomi e men che meno di averli avuti grazie ai
soldi della Lega Nord.
Il futuro del Trota è muratore o
zappatore Renzo Bossi, al secolo il Trota, ha
rilasciato un’intervista a Vanity Fair dove ha dato la
sua versione degli scandali che lo hanno visto protagonista ed ha dato
interessanti indicazioni sul suo futuro. Il figlio di Umberto
Bossi ha deciso di dare una svolta radicale alla sua vita,
andrà a zappare la terra oppure a fare il muratore. La
buona volontà non gli manca, bisogna vedere se avrà le qualità per
farlo. E’ lo stesso Renzo Bossi a dichiararlo, “Voglio continuare a
studiare, trovarmi un lavoro e costruire il mio futuro. Quale? Muratore
o agricoltore, per stare un po’ all’aria aperta. Due anni vissuti con la
cravatta sono troppi”. Evidentemente Bossi Jr. ha raccolto gli
innumerevoli suggerimenti che gli sono piovuti addosso ben prima dello
scandalo delle mazzette di denaro incassate
direttamente dalle mani del suo autista personale. Anche di questa
vicenda fornisce la sua interpretazione, “Bugie. I filmati sono stati
girati a bordo di una Audi A6 di proprietà della Lega: se Marmello si
era dimenticato il portafoglio, capitava che io anticipassi i soldi per
la benzina. Quegli scontrini, quei soldi, sono per spese che io avevo
anticipato di tasca mia e che lui mi restituiva”.
Insomma una marea di balle, che
somigliano molto da vicino ai complotti che il genitore tira fuori ad
ogni piè sospinto per giustificare i movimenti di denaro della
Lega Nord. L’intervista si chiude con l’ultima perla di
saggezza, “Falsità ho sempre pagato di tasca mia, anche perchè, con 10
mila euro netti di stipendio da consigliere regionale,
non avevo certo bisogno di chiedere soldi al partito“.
Bossi: “Non siamo ladri come i
socialisti”
Continuano i comizi di Umberto Bossi in giro per il
nord Italia. L’ex segretario della Lega Nord li sta
usando per rispondere, di volta in volta, alle accuse che vengono mosse
a lui ed al partito. Il Senatur, durante un comizio a
Conegliano Veneto, è stato ancora una volta molto chiaro nel definire lo
scandalo che ha coinvolto la lega e nello spiegare la
vicenda di Finmeccanica.Umberto Bossi ha evidenziato le differenze tra
quanto accaduto alla Lega Nord e quanto accadde ad alcuni partiti
durante la tangentopoli della prima parte degli anni
novanta. Secondo il leader leghista ci sono delle differenze
sostanziali, “La Lega non ha rubato i soldi a nessuno, non si è fatta
dare le tangenti come il Partito socialista. Certo, li ha usati male, li
ha sprecati e chi l’ha fatto dovrà ridarli indietro”.
Anche per quanto riguarda la
vicenda di Finmeccanica il Senatur ha pochi dubbi e la
liquida con grande velocità, forse troppa, “I nostri soldi li possiamo
anche buttare dalla finestra, ma non abbiamo rubato alla gente, non c’è
stata nessuna tangente in Finmeccanica. Se quelli pensano di fregarci
così si sbagliano”. Bossi ha voluto toccare anche l’argomento del
giorno, la crescita esponenziale di Beppe Grillo e del
suo Movimento Cinque Stelle. Secondo Bossi sono voti
tolti essenzialmente alla sinistra e non certo alla Lega Nord che
secondo Bossi non perderà voti a partire dalle amministrative di
domenica prossima.
Il segretario in pectore del
partito, Roberto Maroni, intanto ha voluto rispondere
ai ripetuti inviti di Angelino Alfano ad una possibile
alleanza elettorale nel 2013. L’ex ministro degli Interni è stato chiaro
e diretto, “Ringrazio per la generosità l’amico Alfano ma la Lega
deciderà autonomamente cosa fare al consiglio federale, anche se i
militanti condividono la scelta di andare da soli e sono orientati a
ribadirla anche per le prossime politiche”.
Contestato Bossi, “Lega predona a casa
nostra”
Non c’è pace per la Lega Nord e per Umberto
Bossi. Il Senatur ha dovuto fronteggiare una pesante
contestazione durante un comizio elettorale tenutosi ieri sera
a Crema dove l’ex segretario è intervenuto per
sostenere la candidatura a sindaco del leghista Roberto Torazzi.
Umberto Bossi come suo solito non ha subito passivamente la
contestazione ma ha reagito da par suo. A portare la contestazione nel
cuore del comizio leghista sono state una ventina di
persone che hanno mostrato uno striscione “Lega predona
a casa nostra” che parafrasava la famosa affermazione dei leghisti,
“Padroni a casa nostra”.
La contestazione è passata dagli
ultimi avvenimenti, giudiziari e non, che hanno coinvolto la Lega Nord
fino ad arrivare alla protesta dei No Tav. Bossi non si
è fatto pregare per rispondere, “Venite vicino, vi faccio sentire la
carezza del destro, a voi fighetti di buona famiglia”. L’ex segretario
del partito ha poi invitato i militanti della Lega Nord a lasciar stare
i contestatori perchè saranno le urne elettorali a spazzarli via una
volta e per sempre. La contestazione ad Umberto Bossi è arrivata nel
giorno in cui Francesco Belsito ha dichiarato davanti
ai giudici che Bossi era sempre informato di tutti i suoi movimenti e di
tutti i suoi investimenti.
Dieci Milioni da Finmeccanica
Nuovo terremoto in casa Lega per l’affare
Finmeccanica e la vendita di elicotteri Agusta Westland
che avrebbe portato nelle tasche del partito una tangente di
dieci milioni di euro. A far scatenare il tutto le
dichiarazioni dell’ex capo delle relazioni esterne di Finmeccanica
Lorenzo Borgogni che hanno portato i magistrati
napoletani in Svizzera. A Lugano i pm hanno partecipato
all’interrogatorio tenuto dal procuratore elvetico Pierluigi Pasi a
Guido Ralph Haschke, al centro dell’attività di rogatoria
internazionale della Procura Federale del Canton Ticino. L’imprenditore
ha doppia cittadinanza ed è accusato di riciclaggio e di
corruzione internazionale per il costo della sua
intermediazione nell’affare degli elicotteri da vendere in India: un
costo lievitato da 41 a 51 milioni di euro per creare
una sorta di “fondo” da versare come tangente ai partiti.
“L’affare indiano” inizia quando
l’allora amministratore delegato di Agusta Westland e attuale numero uno
di Finmeccanica Giuseppe Orsi si affida a Haschke per
gestire la commessa a due intermediari.
Una gestione che aumenta di dieci
milioni di euro secondo l’accusa per avere i fondi da versare come
tangenti, in particolare alla Lega come emerge dalle dichiarazioni di
Borgogni.
L’interrogatorio e i sequestri
effettuati in Svizzera ai danni di Haschke tra documenti della sua
società “Gait Ag” hanno dato importanti conferme ai pm che si dicono
“soddisfatti” delle indagini.
Secondo la procura dunque quei
dieci milioni in più sarebbero serviti non solo per il “compenso” di
Haschke, ma anche per girare soldi a un altro intermediario che avrebbe
poi fatto arrivare il denaro alla Lega.
Non solo Lega, ma anche il
Pd finisce sotto la lente. Nelle scorse settimane la Procura ha
sentito anche l’a.d. di Agusta Westland, Bruno Spagnolini.
I pm sono ora alla ricerca delle tracce dei soldi e delle tangenti
versate alla politica che ha usato il suo “peso” anche per una
politica di assunzioni in Agusta.
Secondo la testimonianza di
Borgogni anche l’attuale n.1 di Finmeccanica Orsi avrebbe partecipato a
questo “do ut des“, garantendo l’assunzione nella società degli
elicotteri del fratello dell’onorevole Giorgetti (Lega) o del figlio del
senatore Latorre (Pd).
22 aprile 2012 – Lega Nord, Maroni:
“Il dossier era per mettere Bossi contro di me” [VIDEO] Roberto Maroni, in visita ai leghisti di Savona, ha
parlato del discorso avuto con Umberto Bossi. Il leader
in pectore della Lega Nord ha parlato di un colloquio
cordiale e di un accordo sostanzialmente raggiunto con l’ex segretario
del partito. Umberto Bossi, nonostante le
dimissioni, è sempre il nume tutelare della Lega Nord ed il
futuro del partito non può non passare da lui.Maroni riferendosi
all’incontro di Besozzo ha parlato di parole
lusinghiere di Bossi nei suoi confronti e di chiarimenti su alcuni
eventi delle ultime settimane, “E’ stata una visita a sorpresa. Ha avuto
parole lusinghiere sul mio conto, che mi hanno fatto molto piacere”.
L’argomento principale è stato quello del dossier di
Francesco Belsito su Maroni stesso. L’ex ministro
dell’Interno ha evidenziato l’inconsistenza del documento ed il fatto
che fosse costruito espressamente con l’obiettivo di creare malumori e
distanza con l’ex segretario Umberto Bossi. Maroni ha aggiunto che sono
bastati pochi giorni a smontare del tutto il documento di Belsito ed a
far ripartire il rinnovamento della Lega Nord.
Questi scandali, però, degli
effetti li hanno provocati, “Ho l’impressione che quello che è successo
non aiuterà a prendere voti, ma gli altri partiti devono cambiare nome e
colori, mentre la Lega Nord resta la Lega Nord e non ha bisogno di
questi trucchetti”. Intanto l’ex ministro Roberto Calderoli
si sta difendendo dall’accusa di aver usato i soldi della Lega Nord per
l’affitto della sua abitazione romana. Calderoli ha affermato che si
tratta di un complotto contro la Lega Nord che è una forza antisistema
ed è l’unica voce contraria al governo di Mario Monti.
Maroni: “Bossi è come un fratello”
Uno dei problemi più grossi a cui va incontro la Lega Nord,
oltre ai possibili problemi giudiziari, è quello riguardante le diverse
anime che ci sono all’interno del partito del
carroccio. La divisione più grande, esistente anche prima dello scoppio
dello scandalo Belsito, è quella tra i barbari
sognanti di Roberto Maroni e il
cerchio magico di Umberto Bossi. L’ex
segretario della Lega Nord ha ancora un seguito grandissimo, la sua è
una leadership radicata negli anni e costruita a costo
di grandi sacrifici, sicuramente è stata intaccata dagli ultimi
avvenimenti ma è ben lontano dall’essere sconfitto e/o dimenticato.
Dall’altra parte c’è Roberto Maroni che, paradossalmente, nonostante la
lunghissima militanza viene visto come il nuovo che avanza,
l’uomo che ha in mano la scopa per fare pulizia. La sua
immagine è immacolata e gran parte della base e dei giovani sono
schierati con lui. I due leader hanno un atteggiamento per nulla di
sfida consapevoli, entrambi, che il bene primario da salvaguardare è
quello di mantenere unito il partito.
Nei confronti dello scandalo
Belsito i due hanno un atteggiamento diverso. Maroni ripone grandissima
fiducia nella magistratura ed è sicuro che non ci sarà
nulla di cui preoccuparsi nelle carte dell’inchiesta. Ai giudici chiede
solo di far presto a chiudere le indagini in modo che questa vicenda non
debba prolungarsi troppo a lungo. In tal senso Maroni ha dichiarato, “La
Lega non è morta, non morirà, e tornerà a correre. Non credo ai
complotti della magistratura e dei servizi segreti. Non mi sembra di
vedere reati, questioni di carattere penale, ma chiedo alla magistratura
di fare in fretta”.
A differenza di Maroni, Bossi
spinge molto sull’idea del complotto,
sull’accerchiamento della Lega Nord da parte di Roma ladrona e della
criminalità organizzata. Bossi punta a non perdere consenso, cosa che
invece Maroni ha già messo in conto. Il Senatur dichiara, “Ci siamo
trovati in questo gran bordello. Tre procure. Reggio Calabria, non hanno
meglio da fare con tutta la mafia che c’è. Napoli, con tutti i problemi
che hanno. Contro la Lega, che non gli ha fatto portare la mondezza al
Nord. E’ difficile inquadrare in reati quello che è accaduto. La maggior
parte pare che non siano neanche soldi dello Stato, ma di privati.
Evidentemente non siamo molto amati dalle parti di Roma”.
Il punto di fondo che potrà dare
una svolta politica alla Lega Nord è dato dalle parole dei due alla fine
dei rispettivi interventi elettorali. Bossi dichiara di voler trovare un
accordo con Maroni, e già questa è una mezza affermazione che di accordo
tra le parti allora c’è bisogno, e Maroni da parte sua risponde,
“Umberto Bossi non è un compagno di partito, non è un amico… E’ di più:
è un fratello maggiore”.
I dossier su Maroni e gli affitti di
Calderoli. Si ride con la Bossi Family
Nella Lega Nord è scattata la notte dei lunghi
coltelli. E’ un tutti contro tutti mentre l’indagine
delle Procure italiane porta alla luce nuovi fatti ogni giorno.
Francesco Belsito, ex tesoriere del partito ed al centro delle
indagini per truffa e riciclaggio, ha
dei dossier su quelli che riteneva essere i suoi
avversari all’interno del partito. Primo tra tutti l’ex
ministro dell’Interno Roberto Maroni. Francesco Belsito
avrebbe rivelato l’esistenza di questi dossier durante un’intervista al
magazine “Panorama“, dichiarando, “Non appena ho capito
chi fossero i miei nemici ho deciso di fare un po’ di ricerche su quelli
che sostengono di essere trasparenti, puliti e corretti. Presto ognuno
dovrà assumersi le proprie responsabilità”. I soggetti di questi
dossier, oltre a Roberto Maroni, sarebbero i deputati Gianluca Pini,
Giovanni Fava e Fabio Rainieri.
I dossier avevano l’obiettivo di
evidenziare come non fosse solo Belsito ad operare in maniera losca con
i soldi della Lega Nord, ma anche altri esponenti del partito avessero
delle zone d’ombra. Per quanto riguarda Roberto Maroni sarebbero venute
fuori tre imbarcazioni di cui una intestata alla
società di un prestanome. Quello che appare a tutti gli effetti il nuovo
segretario della Lega Nord non ha avuto problemi a ribattere alle
accuse, “Sembra che il dossier sia stato pagato con i soldi della Lega:
e la cosa è ancor più grave. Il dossier che ho visto contiene cose
inverosimili o inventate di sana pianta, come il fatto che io avrei una
barca ormeggiata in un porto sloveno, Portorose” e poi chiude dicendo,
“Più che emuli di James Bond questi signori sembrano Qui, Quo, Qua!”.
Non sono solo i dossier di Belsito
a tenere banco. Il deputato Gianluca Pini ha attaccato
Marco Reguzzoni ex capogruppo alla Camera dei Deputati.
Pini ha dichiarato, “Quando scopro che il mio ex capogruppo ha speso in
un anno 90mila euro con la carta di credito del gruppo qualcuno mi deve
giustificare come cavolo son stati spesi”. Mentre si assiste a questo
regolamento di conti interno alla Lega Nord gli inquirenti continuano ad
indagare. L’ultima scoperta riguarderebbe l’ex ministro Roberto
Calderoli che avrebbe pagato con i soldi del partito l’affitto del suo
appartamento al Gianicolo, 2200 euro al mese. Il fatto sarebbe emerso
dalle carte sequestrate dai carabinieri del Noe di
Roma.
Troppi fatti tutti insieme per non
cadere vittime della satira. Francesca Fornario e
Simone Salis hanno pensato bene di trasformare la Famiglia Addams nella
Bossi Family. Il risultato è tutto da vedere.
Belsito restituisce lingotti e
diamanti
L’ex tesoriere della Lega Nord,
Francesco Belsito, ha deciso di consegnare i
lingotti d’oro ed i diamanti acquistati con i
soldi dei rimborsi elettorali della Lega Nord. Il suo
legale Paolo Scavazzi ha consegnato il tutto nelle mani della
Guardia di Finanza di Milano. Belsito è attualmente indagato
dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria per
truffa ai danni dello Stato e riciclaggio. In termini pratici il
“materiale” riconsegnato corrisponde a cinque chilogrammi
d’oro in lingotti e a undici diamanti. Questa quantità
riconsegnata da Francesco Belsito, però, non ha soddisfatto gli
inquirenti secondo i quali mancano 200.000 euro
in diamanti ed è probabile che questi diamanti non siano nelle mani
dell’ex tesoriere. La riconsegna è avvenuta a bordo di un’automobile
nei pressi della sede storica della Lega Nord a Via Bellerio a Milano.
Spariti 200.000 euro in diamanti
La Guardia di Finanza è entrata nella storica sede
della Lega Nord a via Bellerio a Milano.
I militari delle Fiamme Gialle erano alla ricerca di
documenti relativi all’utilizzo di fondi pubblici da
parte dell’ex tesoriere del partito Francesco Belsito.
L’irruzione è stata portata a termine mentre nello stabile erano
presenti Roberto Maroni, Roberto Calderoli ed
Umberto Bossi.I tre erano al lavoro per stabilire la linea
della Lega Nord nel prossimo futuro e soprattutto in vista del
congresso federale e delle scadenze elettorali del 6-7 maggio
prossimi e soprattutto del 2013. Nelle ultime ore gli inquirenti
hanno scoperto che Francesco Belsito non aveva acquistato lingotti d’oro
per 200.000 euro e diamanti per ulteriori 100.000 euro, ma bensì
diamanti per 300.000 euro. Di conseguenza mancano all’appello ben
200.000 euro in diamanti.
Anche la Corte dei Conti
ha aperto un procedimento sull’utilizzo di denaro pubblico da parte
della Lega Nord. Il procuratore capo della Corte dei Conti della
Lombardia, Antonio Caruso, e altri due magistrati hanno
fatto visita ai pm di Milano per acquisire tutta la documentazione del
caso in modo da poter procedere in tal senso ai controlli
del caso sulla contabilità del carroccio. Al momento
non ci sono dichiarazioni dei vertici della Lega Nord su questa visita
della Guardia di Finanza.
Si dimette anche Monica Rizzi Monica Rizzi si aggiunge alla lista di dimissionari
della Lega Nord. L’assessore alla
regione Lombardia ha deciso senza tentennamenti di
obbedire alla richiesta del partito di lasciare la
carica per la quale era stata proposta. La richiesta è
arrivata direttamente da Roberto Maroni e da
Roberto Calderoli che dopo gli scandali delle ultime settimane
stanno rinnovando profondamente i quadri dirigenziali del partito. In un
comunicato Monica Rizzi ha specificato che come ha sempre fatto negli
ultimi 24 anni ha obbedito senza alcun dubbio all’ordine arrivato
dall’alto ed ha citato l’esempio della candidatura di Renzo
Bossi a consigliere regionale nel collegio che avrebbe dovuto
vedere lei come protagonista. Una mancata candidatura
che poi ha visto ricompensata con il posto da assessore regionale. Nel
comunicato si può leggere, “Nonostante siano chiuse le inchieste che mi
vedevano coinvolta ed addirittura vi è stata la remissione della
denuncia per dossieraggio nei miei confronti alla richiesta del mio
partito di fare un passo indietro rispondo obbedisco. Ringrazio
infinitamente Umberto Bossi per la splendida esperienza
che mi ha permesso di fare in questi due ultimi anni”.
Dai vertici del partito è arrivata
la conferma delle dimissioni firmate e consegnate nelle mani di
Roberto Formigoni, governatore della regione Lombardia, che in
questi giorni è al centro di un’altra grana giudiziaria che sembra
coinvolgerlo. La regione Lombardia sta letteralmente perdendo i pezzi a
causa di defezioni e scandali di vario genere. Lo stesso Formigoni ha
dichiarato che si riserverà uno o due giorni per decidere il sostituto
dell’assessore uscente. Giorni turbolenti viste le dimissioni anche
dell’assessore Stefano Maullu del Pdl.
Rimborsi elettorali in beneficenza
Il consiglio federale della Lega Nord
che si è tenuto giovedì scorso non è servito soltanto per espellere l’ex
tesoriere Francesco Belsito e per infliggere una pena
analoga alla vice presidente del Senato Rosy Mauro.
Oltre a salvare Renzo Bossi, durante il consiglio
federale si è discusso anche di un’altra importante faccenda. La trance
di rimborsi elettorali, relativi alle elezioni del
2008, in arrivo a luglio.Vista la bufera che si sta sollevando
sulle dinamiche di elargizione dei rimborsi elettorali i
partiti politici hanno deciso di rinviare la trance estiva ad
un periodo meno problematico da questo punto di vista. Una decisione che
non ha trovato grande consenso nell’opinione pubblica. La Lega Nord,
intanto, fa sapere per bocca di Gianpaolo Dozzo,
presidente dei deputati leghisti, che, “La Lega Nord rinuncia all’ultima
tranche dei rimborsi elettorali e chiede a tutti i partiti di fare lo
stesso. Devolvendo tali somme in beneficenza o alle
ong”.
Una decisione a sorpresa che è
stata comunicata soltanto nella giornata di venerdì per adempiere ad uno
scopo ben preciso, “Al fine di evitare eventuali strumentalizzazioni nei
nostri confronti, nel momento in cui in Parlamento si
discute della proposta di legge sulla trasparenza dei partiti”. Una
decisione sicuramente condivisibile. Non è neanche necessario spremersi
per trovare una ong o qualche altra causa per la quale fare beneficenza.
Quando si parla di tanti soldi nascono sempre molti sospetti sulle vere
destinazioni del denaro. I partiti che vogliono rinunciare al rimborso
elettorale possono, come ha fatto il Movimento Cinque Stelle
di Beppe Grillo, restituire i soldi allo Stato, cioè a tutti gli
italiani.
Espulsi Rosy Mauro e Francesco
Belsito, salvo il Trota
Il consiglio federale della Lega Nord ha deciso, come
previsto, per l’espulsione dell’ex tesoriere
Francesco Belsito e per la vice presidente del Senato
Rosy Mauro. Diverso il destino di Renzo Bossi
che è stato risparmiato. Le decisioni sono arrivate all’unanimità e dopo
diverse ore di consiglio nella sede di via Bellerio. Il presidente
Umberto Bossi non ha partecipato alla votazione su Rosy
Mauro. Erano previste le espulsioni di Rosy Mauro e Francesco Belsito,
sicuramente farà discutere la “grazia” ricevuta da Renzo Bossi che pure
è protagonista di video che lasciano pochi dubbi
riguardo alla sua capacità di prendere i soldi del partito. Umberto
Bossi ha dichiarato, “Se sarà accertato che la mia famiglia ha preso
soldi della Lega Nord staccherò io stesso un assegno per un importo tale
da ripagare il maltolto”. Di diverso tenore le dichiarazioni di Rosy
Mauro che era presente in qualità di uditrice al consiglio
federale.
Rosy Mauro ha dichiarato, “Il
rancore ha prevalso sulla verità, la mia è una epurazione già scritta.
Credo che abbiano voluto un capro espiatorio. Mi fa
male ma mi sono tolta un peso dal cuore perchè non riesco a stare
nell’ambiguità e nell’ipocrisia. Forse avrei dovuto fare prima un passo
indietro quando sono cominciati rancori, litigi e denigrazioni. Ma ho
fatto finta di niente e questo mi ha portato ad oggi”. Nella motivazione
per l’espulsione della Mauro si legge che è stata espulsa per non aver
seguito le indicazioni del presidente federale e del consiglio federale
ed essersi dimessa.
Difficile pensare, come nel caso di
Luigi Lusi, che tutta la colpa sia di una persona o
due. E’ probabile che nei prossimi giorni lo scandalo si allargherà, ci
sono da spiegare i sette milioni di euro inviati in Tanzania
e rimandati indietro dalla banca africana perchè ritenuti di dubbia
provenienza. Siamo ben oltre le mazzette di banconote da 50 euro prese
dal Trota.
Attesa per la serata dell’orgoglio
padano Dimissioni per salvare il movimento: così ha spiegato
Renzo Bossi la decisione di lasciare la poltrona da consigliere
regionale della Lombardia. Un gesto che la base leghista attendeva e
voleva e che infiammerà il congresso di Bergamo
organizzato per la serata di martedì. Dopo la notizia dell’addio del
Trota i leghisti chiedono “pulizia” e aspettano la serata del
“congresso” per riappropriarsi dell’orgoglio leghista. Non solo. Quello
che era nato come un momento di protesta contro gli scandali che hanno
travolto la Lega, dopo le dimissioni di Umberto Bossi
si è trasformato in un appuntamento “dell’orgoglio padano”
e ora ci si attende la concretizzazione delle spaccature che già
alimentavano il partito. C’è già chi è sicuro che a Bergamo la Lega Nord
avrà un nuovo leader, Roberto Maroni, pronto per essere
acclamato dai suoi.
L’idea di non aspettare il prossimo
congresso federale per l’elezione di un nuovo segretario sta prendendo
forza: Bergamo dovrebbe essere l’apoteosi di “Bobo” che da giorni sta
chiedendo solo una cosa: “pulizia, pulizia, pulizia“.
Tutti dietro Maroni, l’unico,
secondo molti della Lega, in grado di trascinare il partito fuori dallo
scandalo. A Bergamo si raduneranno le bandiere verdi di tutto il nord
Italia, al richiamo di “Rabbia e orgoglio”, come intitola la Padania, ma
la vera attesa è tutta per Maroni.
Alla base l’idea dei “triumviri”
non sembra andar giù, si pensano a striscioni e fischi anche per
Roberto Calderoli, Roberto Cota e il
vicepresidente della Regione Lombardia Andrea Gibelli,
ribattezzati il “neo cerchio magico”. Potrebbero non bastare le ultime
dichiarazioni di Calderoli che ha chiesto le dimissioni di Rosy Mauro,
il timore è che chi ha sbagliato non paghi.
“È doveroso che la colpa di
quanto è accaduto non ricada solo sulle spalle di un ragazzo di
vent’anni. Un’opera di pulizia va fatta approfonditamente e rapidamente”
dice il segretario della Lega bresciana, Fabio Rolfi.
Insomma alla fine la serata
dell’orgoglio padano si potrebbe trasformare nella serata
dell’acclamazione di Maroni.
Il vero motivo è la paura della
base che le dimissioni del Trota siano il passo che chiude il cerchio:
si dimette Bossi jr e tutto torna come prima. Un incubo per i leghisti
duri e puri che vogliono dare un nuovo volto al movimento.
In tutto questo rimane il mistero
Umberto Bossi: il Senatur è atteso a Bergamo, la conferma era
già arrivata, ma dopo le dimissioni del figlio potrebbe decidere di non
andare. In più c’è il sospetto, secondo molti la certezza, che il “passo
indietro” del Trota sia stato chiesto dal padre: della serie, “ti ho
dato tutto e tu l’hai rovinato“.
9 aprile 2012- Renzo Bossi si è
dimesso: “Lascio per dare l’esempio” Renzo Bossi si è dimesso. Il Trota ha
annunciato la decisione di lasciare la poltrona da consigliere regionale
della Lombardia nel corso di un’intervista al Tgcom 24. Per il figlio
del Senatur, travolto dalla scandalo che ha colpito la Lega Nord, le
dimissioni sono un “passo indietro” opportuno, utile a dare
l’esempio. Lascia anche se nessuno gliel’ha chiesto, ha spiegato il
figlio di Bossi che ha voluto far sentire la sua voce. Secondo il
Senatur infatti il Trota si era stancato di stare in Regione e che “era
stufo” già da due, tre mesi.
Dopo il padre anche il figlio lascia la politica attiva. Lo scandalo che
ha travolto “The Family” Bossi segna ora le dimissioni
del Trota da consigliere regionale. Lo stesso esponente della Lega ha
spiegato le ragioni che l’hanno portato a questa decisione. “Lascio
senza che nessuno me l’abbia chiesto, faccio un passo indietro in questo
momento di difficoltà, do l’esempio“, ha dichiarato.
Lui è sereno, ha fiducia nella
magistratura, anche in questo momento in cui lo stesso consiglio
regionale della Lombardia è sotto l’occhio dei magistrati per numerosi
scandali.
Le dimissioni servono così a
salvaguardare il movimento, “una scelta difficile“, dice Bossi
jr, ma dovuta, in attesa delle risposte che la base chiede e che “si
avranno nel giro di poco tempo“.
Umberto Bossi
ha difeso la decisione del figlio parlando all’uscita di casa a Gemonio:
era stanco e stufo di stare in Regione. “Ha fatto bene, erano due o
tre mesi che mi diceva che era stufo di stare in Regione, non si trovava“,
dice il Senatur, ma chi conosce da vicino il Trota ne è rimasto stupito,
come Stefano Galli, capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale.
Le dimissioni saranno formalizzate
martedì, un gesto che Galli non si aspettava, ma che era richiesto ormai
da più parti, specialmente dalla base leghista.
Manca Rosy Mauro
all’appello: un suo “passo indietro” sarebbe la cosa giusta per il
partito come ha fatto notare Roberto Calderoli, uno dei
“triumviri” a cui è stato affidato il movimento dopo le dimissioni di
Bossi senior.
“Vale lo stesso ragionamento
che ha fatto Renzo Bossi. È un gesto di responsabilità, difficile, ma
che aiuta il movimento a superare una fase del genere“, ha spiegato
Calderoli, ma su questo punto lo stesso Bossi si è mostrato evasivo,
rispondendo alle domande dei cronisti con un semplice “Vedremo“.
8 aprile 2012 – Lega Nord, sui fondi
occulti l’ombra della ‘ndrangheta
Si è aperto un nuovo filone nelle indagini che riguardano l’utilizzo dei
rimborsi elettorali all’interno della Lega Nord.
Le forze dell’ordine hanno perquisito l’appartamento dell’ex contabile
della Lega Helga Giordano. Da queste carte emerge una
sorta di contabilità occulta che non figura in nessuna
carta ufficiale per esplicita richiesta dei dirigenti del partito.Il
sistema era il seguente. Nadia Dagrada selezionava a
monte le fatture da contabilizzare oppure no e passava il frutto di
questa selezione a Helga Giordano. Si tratta di conti di ristorante,
alberghi, automobili, spese varie ed eventuali. I punti più gravi, però,
sono altri. All’interno di queste fatturazioni ci sono fatture regolari
emesse mensilmente per giustificare pagamenti alle società gestite da
Francesco Belsito e dai suoi amici. Il nome che ha
attirato più degli altri l’attenzione degli inquirenti è quello di
Romolo Girardelli.
Girardelli è considerato una sorta
di procacciatore d’affari della ‘ndrangheta ed in
particolare del clan De Stefano. C’è il forte sospetto che le operazioni
della Lega Nord in Tanzania ed a Cipro
altro non siano se non un’operazione per riciclare il denaro sporco
delle cosche calabresi. Troppe volte il nome della Lega Nord e quello
della ‘ndrangheta si sono trovati accostati e questo ennesimo
collegamento ha fatto drizzare le antenne dei giudici di tre Procure
italiane. Il fatto che la famiglia Bossi utilizzasse la
Lega Nord come un bancomat è un bel titolo per riempire le prime pagine
dei giornali, ma l’aspetto più grave dell’inchiesta potrebbe riguardare
ben altro che il denaro pubblico utilizzato come fondi personali.
Due fattori sono da tenere in
considerazione. Innanzitutto l’inchiesta va ben oltre la famiglia Bossi
e qualche dirigente della Lega Nord che pure sono sospettati di reati
gravissimi. In seconda battuta c’è un passaggio dell’inchiesta che
bisogna tenere come monito, “Vi sono significative spese di
rappresentanza in ristoranti, che potranno essere discutibili dal punto
di vista del contribuente con i cui soldi vengono finanziati i partiti,
ma si tratta di prassi consolidata e normale in tutte le formazioni
politiche”.
Bossi: “Il mio compito è tenere unito
il partito”
Sono ore febbrili all’interno della Lega Nord, le
dimissioni di Umberto Bossi hanno creato un vuoto di
potere enorme e le notizie che provengono dall’inchiesta sull’ex
tesoriere Francesco Belsito non contribuiscono a
rasserenare gli animi. L’ex ministro degli Interni, Roberto
Maroni, dalla sua pagina di Facebook lancia un
invito alla pulizia ed all’integrità del partito. Maroni scrive,
“Rivoglio la Lega che conosco quella dei militanti onesti che si fanno
un culo così sul territorio senza chiedere nulla in cambio”, un
messaggio che ha ricevuto già più di cento apprezzamenti in poche ore.
Maroni in questo momento riveste un doppio ruolo a seconda del punto di
vista. Per molti è la speranza per il futuro, lui ed i suoi
barbari sognanti sono la possibilità di tornare alla Lega delle
origini, il partito duro e puro. Per molti altri, però, è la causa dello
sfacelo in cui è piombato il partito e delle dimissioni
di Bossi.
Umberto Bossi, ieri mattina, ha
partecipato ad un vertice in via Bellerio. Al vertice
hanno partecipato Roberto Castelli, Giancarlo
Giorgetti, Roberto Calderoli e Roberto Cota. Al centro
del tavolo c’erano le decisioni più immediate. Tenere unito il partito,
fare pulizia delle mele marce ed arrivare forti e rinnovati al
congresso federale che si terrà dopo l’estate ed alle elezioni
della primavera del 2013, il tutto senza dimenticare le elezioni che ci
saranno ad inizio maggio, le prime in cui la Lega Nord si presenterà da
sola. Un risultato negativo potrebbe significare il crollo verticale del
partito con possibili fratture e divisioni.
Umberto Bossi ha chiarito qual è il
suo ruolo in questo momento e lo ha fatto anche davanti ai tanti
sostenitori che ancora gli sono vicini, “L’unica cosa che posso fare
adesso è cercare di tenere unito tutto, tenere unita la Lega, evitare
che ci siano scontri tra i dirigenti. Li aiuto un po’, faccio quello che
posso. La pulizia è già in atto e c’è anche chi la deve fare”. L’ex
segretario ha confermato che con i figli implicati in questa faccenda
non può far altro che fare un passo indietro, la sua presenza al vertice
del partito non sarebbe compatibile con le decisioni che il gruppo
dirigente dovrà prendere nel prossimo futuro.
Fiorello e Roma ladrona
Le vicende della Lega Nord hanno richiamato
l’attenzione di tutte le testate giornalistiche e dei canali televisivi.
Su internet le dimissioni di Umberto Bossi
hanno scatenato un vero e proprio putiferio, al punto da richiamare in
servizio anche Fiorello che da qualche tempo ha
abbandonato Twitter ma di tanto in tanto si cimenta
ancora con i suoi video di rassegna stampa in giro per
Roma. Lo showman siciliano ha dedicato un video alle
dimissioni del leader del carroccio, lo ha fatto seduto ai tavolini di
un bar di Roma insieme agli avventori abituali.
Fiorello ha chiesto prima l’opinione ai suoi ospiti improvvisati e poi
si è cimentato più volte con l’imitazione di Umberto
Bossi che a dire il vero gli è riuscita abbastanza bene. Le frasi dei
vari giornali sono state sottolineate in musica secondo
lo stile tipico dello showman siciliano. La battuta più bella, però, è
stata di un signore romano che ha detto, “Roma Ladrona, Roma Ladrona e
mo s’è adeguato”. Fiorello ha ribattuto con un ipotetico colloquio tra
Umberto Bossi e il Trota prima e poi con un bel primo piano di
Francesco Belsito con Fiorello che chiosa, “Ma voi vi fideresti
di uno con una faccia così?” ed il bar quasi all’unisono, “Nooooo”.
I soldi in nero della Lega Nord
La segretaria amministrativa della Lega Nord,
Nadia Dagrada, è stata interrogata dai giudici che seguono
l’inchiesta in cui è implicato Francesco Belsito ex
tesoriere del partito. Le intercettazioni finite sui giornali negli
ultimi giorni hanno costretto Umberto Bossi, storico
segretario della Lega Nord, alle dimissioni. Ed è proprio di queste
intercettazioni che i giudici hanno chiesto conto alla segretaria
amministrativa del carroccio. Nadia Dagrada ha risposto a tutte le
domande dei giudici ed ha confermato che i
rimborsi elettorali, i soldi della Lega, venivano usati come
fondo cassa personale per la famiglia Bossi al completo
e per gli alti dirigenti del partito. Una pratica consolidata che è
cominciata nel 2003 con la malattia che ha colpito il leader del
movimento padano. La Dagrada ha confermato l’immissione di soldi
in nero nelle casse del partito, “Mi si chiede se siano entrati
nelle casse della Lega Nord soldi in contante “in nero”. Sì, mi ricordo
che, alcuni anni fa, l’ex amministratore della Lega Nord, Balocchi,
portò in cassa 20 milioni di lire in contante dopo essersi recato
nell’ufficio di Bossi”.
Nadia Dagrada ha fatto un lungo
elenco delle spese sostenute tramite i fondi della Lega Nord, si va
dalle consulenze esterne per Riccardo Bossi, ai suoi
numerosi viaggi, passando per le cure mediche e per le lauree
completamente pagate dalla Lega a Renzo Bossi,
Rosy Mauro ed il suo compagno. Il partito, in sostanza, è stato
usato come un bancomat. La segretaria ha confermato i colloqui
telefonici con Francesco Belsito ma ha dichiarato di non aver mai avuto
accesso alle registrazioni che lui, al telefono, dichiarava di avere.
Anche Daniela Cantalamessa,
segretaria di Bossi, ha confermato l’esistenza di una lotta interna al
partito, “Confermo che nel corso della conversazione Nadia Dagrada, che
io, torno a ripetere, considero una persona fedele al movimento e alla
purezza dei suoi intenti, sembrava quanto meno soddisfatta del fatto che
avesse suggerito a Belsito di fotocopiarsi tutta la documentazione
compromettente in modo che rimanesse la prova della malversazioni
effettuate e che chi non era stato fedele al partito ne pagasse le
conseguenze, e prima fra tutti la Rosy Mauro”.
Le dimissioni di Umberto Bossi
E’ finita un’era all’interno della Lega Nord.
Umberto Bossi, leader storico del partito, ha presentato le sue
dimissioni irrevocabili al consiglio federale. Il
Senatur ha dichiarato, “Mi dimetto per il bene del
movimento e dei militanti. La priorità è il bene della Lega e continuare
la battaglia”. Le dimissioni sono diventato un atto dovuto dopo le
ultime notizie fuoriuscite dall’inchiesta che coinvolge
l’ex tesoriere del partito Francesco Belsito.Umberto
Bossi lascia la guida del partito ad un triumvirato formato da
Roberto Calderoli, Roberto Maroni e da
Emanuela Dal Lago. La reggenza sarà temporanea fino al congresso
federale che dovrà eleggere il nuovo segretario del
partito. Umberto Bossi è stato il leader indiscusso della Lega Nord fin
dalla sua prima affermazione elettorale nel 1992. Un ventennio esatto,
in gran parte condiviso con l’amico-nemico Silvio Berlusconi. Entrambi
sembrano destinati al tramonto, chi per vicende giudiziario economiche
legate al suo governo, chi per un’inchiesta che ha travolto una famiglia
che occupava ruoli diversi all’interno del partito che aveva creato dal
nulla.
Lo stesso partito, la Lega Nord,
che ora più che mai appare diviso. La frangia dei barbari
sognanti, capitanata da Roberto Maroni è pronta a lanciare la
sfida per prendere la guida del partito. Intanto l’ex ministro
dell’interno è stato accolto al grido di “buffone buffone” da alcuni
militanti. L’inchiesta che coinvolge Francesco Belsito
ha portato alla luce alcune intercettazioni nelle quali si evince come
Renzo Bossi e Riccardo Bossi, oltre
alla moglie di Umberto Bossi abbiano usufruito per vari motivi di denaro
della Lega Nord. Il giudizio su Renzo Bossi è particolarmente pesante,
in una delle intercettazioni si sente dire, “Il figlio Renzo ha delle
frequentazioni che nemmeno Cosentino”.
Umberto Bossi, prima di dimettersi,
ha dichiarato, “Chi sbaglia paga qualunque sia il cognome che
eventualmente porti”.
Caso Belsito, le intercettazioni sui
figli di Bossi
Il caso di Francesco
Belsito rischia di far crollare la Lega Nord o
comunque di far terminare l’era di Umberto Bossi che ha
portato il partito dall’essere una piccola realtà regionale a
rappresentare il primo partito del Nord Italia. Tempi belli di una volta
direbbero dalle parti del Vesuvio. Le intercettazioni di Francesco
Belsito che parla con un’impiegata amministrativa della Lega Nord aprono
scenari molto foschi per il carroccio.Quello che emerge
è un sistema di smercio dei rimborsi elettorali che
vengono ridirezionati a vari livelli del partito. Tra questi non possono
mancare i figli di Umberto Bossi e Rosy Mauro,
fedelissima del leader leghista. In particolare Renzo Bossi
avrebbe usufruito di un’automobile da 50.000 euro, “l’ultima macchina
del Principe, 50.000 euro… e certo che c’ho la fattura!”.
Non sono solo queste le spese
familiari, come si sa Riccardo Bossi ha fornito
grattacapi di tipo legale alla famiglia e le spese vanno pagate. Belsito
a telefono fa il conto, “Le autovetture affittate per Riccardo Bossi,
tra cui una Porsche; i costi per pagare i decreti ingiuntivi di Riccardo
Bossi; le fatture pagate per l’avvocato di Riccardo Bossi; altre spese
pagate anche ai tempi del precedente tesoriere Balocchi; una casa in
affitto pagata a Brescia” a confronto le spese per il diploma di Renzo
Bossi sembrano una mancia.
Notevole anche il resoconto dei
soldi inviati al sindacato padano gestito da
Rosy Mauro che sarebbe in realtà la destinataria finale del
denaro, “Sai quanto gli ho dato l’altro giorno alla nera? Quasi 29mila,
29.142 in franchi eh… vuoi che ti dica tutti gli altri di prima? Altre
somme che do mensilmente come i 200.000-300.000 euro dati al sindacato
padano Sinpa che ha i bilanci truccati”.
Alla fine Francesco Belsito e la
sua interlocutrice tirano le somme e la donna gli fornisce un
consiglio sensato, “Gli dici capo, guarda che è meglio sia ben
chiaro se queste persone mettono mano ai conti del Federale, vedono
quelle che sono le spese di tua moglie, dei tuoi figli, e a questo punto
salta la Lega (…). Papale papale glielo devi dire: ragazzi, forse non
avete capito che, se io parlo, voi finite in manette o con i forconi
appesi alla Lega”. Parole che somigliano a quelle di Luigi Lusi che vuol
far crollare il centro sinistra. Per fare una prova manca il terzo
indizio, avanti il prossimo.
Twitter e la scusa del #asuainsaputa
La Lega dice stop a chi fa le cose #asuainsaputa. La
rete si è scatenata sull’ultima vicenda giudiziaria che riguarda i
politici italiani. Questa volta a finire nel mirino dei
magistrati è Francesco Belsito, tesoriere della Lega
Nord. Dopo lo scandalo sollevato dal caso della Margherita
per i soldi spariti dalle casse del partito e rubati
dall’addetto ai conti del gruppo, ecco che ora tocca al
Carroccio sopportare la stessa onta: i leghisti corrono già ai
ripari annunciando che, ovviamente, loro erano all’oscuro di tutto e per
portare nuovamente chiarezze nel partito faranno piazza pulita di chi
sbaglia.
“Denuncerò chi ha utilizzato i
soldi della Lega per sistemare la mia casa“, queste le parole di
Umberto Bossi, leader del Carroccio che ha poi aggiunto: “Io non so
nulla di questa cose e d’altra parte avendo pochi soldi non ho ancora
finito di pagare le ristrutturazioni di casa mia“. Siamo alle
solite: quando qualcuno sbaglia all’interno di un partito lo fa ad
insaputa degli altri appartenenti al gruppo. Pare, infatti, che la
villa di Gemonio sia stata ristruttura ad insaputa del
proprietario stesso, utilizzando, tra l’altro, soldi proprio del
Carroccio. Non vi sembra di averla già sentita questa storia? Il
protagonista, però, mi pare si chiamasse
Claudio Scajola proprietario di case a Roma a sua insaputa…
E proprio l’hashtag #asuainsaputa
è diventato uno dei più popolari su Twitter,
utilizzato dagli utenti del sito per commentare questa nuova vicenda che
ha dell’incredibile: Francesco Belsito, tesoriere della Lega, avrebbe
speso i soldi del rimborso elettorale del suo partito non per attività
inerenti alla politica, ma, tra le altre cose, proprio per pagare i
conti relativi ai lavori di ristrutturazione presso la casa di Umberto
Bossi. Senza che lui ne sapesse niente.
Moltissimi i commenti che sono
stati fatti su Twitter: ‘Bossi e’ stato capace derubare #romaladrona
ma #asuainsaputa. Un genio‘, ‘Ma, porca miseria, com’è che io
so benissimo quanto ho pagato la casa e soprattutto quanto ancora devo
pagare di mutuo?‘ e ancora, Matteo Renzi rincara
la dose con il suo Tweet, ‘Pensavo che stesse male solo Bossi. Letto
il comunicato stampa (lavori in casa #asuainsaputa) mi preoccupo anche
per chi gli sta accanto…‘, mentre quei mattacchioni di
Twitstupidario ci scherzano su, ‘Ogni mattina un operaio si
sveglia e sa che dovrà ristrutturare la casa di un politico #asuainsaputa‘.
Twitter, e non solo lui, non crede
alla versione della Lega: la scusa dell’#asuainsaputa, ormai è vecchia,
non trovate?
F1: Schumacher
contro le gomme Pirelli
Secondo Schumacher
le Pirelli non consentono ai piloti di sfruttare al meglio le monoposto.
TELECOM
ITALIA: TELCO RETTIFICA LA PARTECIPAZIONE PER 901 MILIONI
09:18 04 MAG 2012
Il 3 maggio 2012 il Consiglio di Amministrazione di Telco (socio di
riferimento di Telecom Italia con il 22,4% del capitale sociale) preso
atto delle dimissioni del Sig. Mario Martin, consigliere designato dal
socio Telefonica, ha cooptato la Sig.ra Natalia Sainz Stuyck. Il
Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato una situazione
patrimoniale al 31 gennaio 2012 che chiude con una perdita nei nove mesi
di Euro 1.001 milioni, dopo una rettifica di valore della partecipazione
in Telecom Italia di complessivi Euro 901 milioni. A valle di tale
rettifica il valore di carico della partecipazione in Telecom Italia
ammonta ad Euro 4.505 milioni, corrispondente ad Euro 1,5 per ciascuna
azione ordinaria Telecom Italia. La rettifica riflette una valutazione
condotta da una banca di investimento internazionale di primario
standing che ha rilasciato una fairness opinion sulla congruita' del
valore di carico.Inoltre, a seguito di confronti gia' avviati con i soci
ed il sistema bancario, il Consiglio ha approvato un'operazione di
rifinanziamento dei bond (Euro 1,3 miliardi gia' sottoscritti pro-quota
dai soci) e dei debiti verso il sistema bancario (Euro 2,1 miliardi),
entrambi in scadenza tra maggio e ottobre prossimi. Piu' in particolare
l'operazione, in fase di perfezionamento, prevede: - un aumento di
capitale di complessivi Euro 600 milioni e l'emissione di un nuovo
prestito obbligazionario nell'ordine di Euro 1.750 milioni, entrambi
destinati ad essere sottoscritti pro-quota dai soci sulla base delle
rispettive partecipazioni al capitale; - una nuova linea bancaria in
pool nell'ordine di Euro 1.050 milioni.
Google: l'auto
senza pilota inizia i test in Nevada
L'auto senza
conducente di Google ha ricevuto il via libera definitivo per le prove
su strada pubblica nello stato del Nevada.
EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0:
BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"
Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno
decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su
Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)
Dalle sperimentazioni in corso in Giappone
incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a
idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity,
Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente
118 km con un kg d'idrogeno.
Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno
contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano
circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è
attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero
percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo
conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il
problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso
compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora
ingombranti e pesanti bombole.
ARRIVA LA
CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori
economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra
incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a
Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger
economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.
Nato in una sera
di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico
e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il
«BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si
articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live
blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul
sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org):
un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account
Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto»
avranno la possibilità di fare domande ai relatori.
Dopo il debutto di
un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio
poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa
450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri
blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata
travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E
quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della
crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli
interventi.
Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default;
fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri
saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed
ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di
educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di
trading.
SAPEVI CHE
L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE DAL
POLITECNICO DI TORINO :
La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore
che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza
, si crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !
LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN
DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’
On. Scilipoti Domenico
Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area
Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via
Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.
Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002
presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata
una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo
esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato
dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455
µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.
La sorgente principale del cromo esavalente è stata
individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché
nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.
In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente
riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e
di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump &
Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.
Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di
concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti
superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e
pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente
a valle di esso.
L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato
che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i
fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è
rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento
delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la
concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro
(ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua
di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non
è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in
sicurezza”.
La relazione tecnica in oggetto precisa che:
“L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari
per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti”
e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari
a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite
tabellare previsto per il cromo esavalente.
Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di
attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000
metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e
residenziale.
Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria
con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli
pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).
L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del
sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie
di acciaieria.
Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo
milione di metri cubi.
Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in
quantità superiore ai limiti.
Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e
considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato
pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di
tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il
valore dell'area.
E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con
la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti
dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.
Le determinazioni più recenti consistono nella
preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area
costituita dalla prevedibile estensione della situazione di
contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.
La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché
ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un
possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe
installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di
contaminazione.
La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di
carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei
vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al
fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una
adeguata protezione dell'ambiente.
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda
rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
…
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di
concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di
legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30
microgrammi/litro.
…
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:
Non era il caso di informare la popolazione, che sembra
all'oscuro di tutto?
Non conveniva bonificare l'area subito, invece di
programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?
L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi?
Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?
Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene
precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al
pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle
radiazioni ionizzanti?
Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente
nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di
inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?
Cromo esavalente nella Dora a Torino
In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il
Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha
parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente
trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area
dell’ex acciaieria Vitali.
Dice il Coraglia:
“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati
anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in
materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori
infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata
fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla
Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato
assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da
sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto
la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.
Ma come stanno realmente le cose?
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
...
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio
2005. A
seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in
falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono
sensibilmente diminuiti, da oltre
400 a
30 microgrammi/litro.
...
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax
+39.011.4426562
L'inchiesta è
stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a
Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?
10.08.09
Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di
una minoranza armata
Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere
ancora viste dalle future generazioni
Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza
la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di
essere impallinati
Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e
meno contrastanti con l’interesse generale
Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria
Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere
preservato