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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a
raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti
in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi
cominciamo a conoscerci :
ideeconomiche@pec.it
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LA
MAPPA
DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio
di:
- visitarlo
periodicamente
- usare questa
pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
- di avere pazienza
nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE,
potrebbe essere lento.
- MARCO BAVA
fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati
finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima
diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e
omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto
responsabile.
- Questo servizio
non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e
non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
- MARCO BAVA non
potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza
derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute
dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da
ritenersi ad esclusivo uso personale ed e' espressamente non
consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.
QUESTO
SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb (
fondati da FIAT-IFI ed ora
http://www.laparola.net/di
RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO
NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !
se vuoi essere
informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email
ATTENZIONE !
DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI
MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I
FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO
NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare
documenti
inviatemi le vostre segnalazioni e i vostri commenti e consigli
email.
GRAZIE !
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LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA
FORZA E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche
imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.
Che lo Spirito Santo porti buon senso e
serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' ! |
| LA
mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,
perche' DIO ESISTE, ANCHE SOLO per assurdo.
IL MONDO HA
BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO'
CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !
PER QUESTO IL
MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !
LA VIOLENZA
DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI
che potrebbe stare dietro a Berlusconi.
IL GOVERNO
DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI, IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO
perche' vetusto obsoleto e compromesso !
E' UN GIOCO AL
MASSACRO dell'arroganza !
SE NON CI
FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !
TU SEI UN
SOLDATO ?
COMUNICAMI cio'
pensi !
email
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Riflessioni ....
I rapporti umani, sono tutti unici e
temporanei:
- LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E
RISPARMIO.(02.02.10)
- Se non hai via di uscita,
fermati..e dormici su.
- E' PIU' DIFFICILE
SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
- Ciascun uomo vale in funzione
delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
- Vorrei ricordare gli uomini
piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto
fare !
- LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA
MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE
PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
- PIU' I MEZZI SONO POVERI X
RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
- L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA
MORTE.
- MEGLIO NON ILLUDERE CHE
DELUDERE.
- L'ITALIA , PER COLPA DI
BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
- IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3
VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU'
POVERI ALMENO 2 VOLTE.
- LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI
DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',
QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ' CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE
E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL
10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE
CHIESE)
- la vita eterna non puo' che
esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento
di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
- SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA
VERAMENTE UNA STRADA.
- QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI
CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
- L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER
AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
- IL PRESENTE E' FIGLIO DEL
PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
- L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER
DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
-
L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E
DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
-
BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
-
GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI
TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
- IL DISASTRO
DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE
STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
- Quante
testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate
per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
-
I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI
PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI
SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)
-
L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne'
temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata
per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la
cruna di un ago ..."
-
sapere x capire (15.10.11)
-
la patrimoniale e' una 3^
tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)
L'obiettivo di
questo sito e una
critica costruttiva PER migliorare IL Mondo .
-
PACE NEL MONDO
- BENESSERE
SOCIALE
- COMUNIONE
DI TUTTI I POPOLI.
- LA
DEMOCRAZIA AZIENDALE
|
| L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA
PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI
GESU'. 15.06.09 |
| DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA
PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI
GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09) |
- GESU' HA UNA
DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7
The
InQuisitr -
La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino
di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di
Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor,
responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno
parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.
06.09.11
|
| CRISTO RESUSCITA PER
TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI
O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI
OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e
morto non può tornare per avvisare i parenti ! Mb 05.04.12 |
Annuncio
Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !
Cari Utenti
Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo
devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.
E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.
E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti,
vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni
concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete,
qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta
arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o
almeno non ora.
Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa
decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le
possibili alternative...
Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti
finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.
Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di
pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.
Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione
alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni,
l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il
quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare,
configurare, testare, reingegnerizzare...
Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di
tutti i vostri contenuti (file e db)
ENTRO IL 6 DICEMBRE.
Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o
nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.
Grazie,
Giuseppe - Tommaso
HelloSpace.net
io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta
creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un
nuovo sito parallelo a questo :
www.marcobava.it
|
|
IL BAVAGLIO della Fiat nei miei
confronti:
|
IN DATA ODIERNA HO
RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del
gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con
attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso
cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi
amministratori. Fatte salve iniziative
autonome anche
davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal
proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora,
veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie
tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per
tutelare le quali mi riservo iniziative
esclusive
dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09
|
|
| TEMI SUL
TAVOLO IN QUESTO MOMENTO: |
|
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE
2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE
STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...
3) TELELAVORO
4) Commercio equo-solidale.
5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN
6 ) NO TETRAPAC |
| SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL
SUICIDIO SOSPETTO
DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email
all'editore
(info@edizionikoine.it)
indicando che hai letto questo prezzo
su questo sito , indicando il tuo nome cognome
indirizzo codice
fiscale ti verrà inviato per contrassegno che
pagherai alla consegna. |
|
TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI
EDOARDO AGNELLI come dimostra
l'articolo sotto riportato:
È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI
IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO
IL TESORO DI FAMIGLIA
Ettore Boffano
e Paolo
Griseri per "Affari&Finanza"
di "Repubblica"
È una storia di
soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione
più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e
100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che
contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con
la
madre Marella Caracciolo.
Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi
accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo
fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver
ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e
contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro,
depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto
ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".
È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di
una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel
24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se
n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80
e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi
suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a
succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.
Altri nomi e
altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio
di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John
"Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della
società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia,
la
"Giovanni Agnelli & C. Sapaz".
L'amarezza di
quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla
riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia
industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite
strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se
con scarsi risultati.
E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare".
Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione,
"Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire
nel
1999 a
Vaduz, quando
la figlia
Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi
Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese"
annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal
primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il
conte Serge de Pahlen).
"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È
la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)»,
spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una
volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti.
Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto
il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.
E sempre la
pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome
del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il
capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato
dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo
del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli.
Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di
Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da
Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I
sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe
dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero
di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande
Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.
PATTO
2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA
Ecco, è proprio
qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al
pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra
degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici
dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale,
nella procura della Repubblica di Milano.
Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che
Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e
che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto
della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha
affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in
francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner,
stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les
Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni
Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a
Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.
Anni di
reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno
consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e
Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il
controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il
giudice torinese
Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile
che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.
Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società
"Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in
mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto
è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.
Il 10 aprile
1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento
al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla
figlia e al nipote, conservando per sé
il 25 ,38.
Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per
cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona
il 25 ,4
per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta
con il 58,7.
Quando il notaio
torinese Ettore
Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della
donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli
spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver
chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo
scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il
civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore
testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti
al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei
miei diritti».
Nel frattempo, entra in possesso di un documento in
lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi
confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata
trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine
italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti",
stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di
Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su
quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a
favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia
la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere
ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio
con Lavinia Borromeo.
Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle
rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of
assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro,
105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da
Morgan Stanley
nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di
pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova
che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande
Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi
legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.
Il 27 giugno
2007, l
'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles
Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita
ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si
chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il
codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie
procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il
presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni
di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" (
la finta Opa ).
Si tratta della
clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla
società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la
raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della
Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa
sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie
dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico
proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò
che ancora manca all'eredità.
Anche questa
ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti"
gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto
la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di
compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi
legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno
rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto,
anche la nullità del patto successorio.
Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora
proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e
Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto
che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di
confermarne
la validità. Se
però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in
discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la
guida istituzionale della galassia Fiat.
Le ultime
possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura
di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di
Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni
di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.
L'escalation
giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero
dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali
ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di
una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E
sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino,
che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.
WSJ:
LA LUCE
INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un
articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla
successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo
dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la
morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato
tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un
miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi
conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».
L'articolo fa
presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron
dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere
nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta
appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo
re non ufficiale».
Secondo il
giornale,
qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal
piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista
Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova
leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di
sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino,
Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del
processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».
[19-11-2009]
|
|
grazie a Dio , non certo a Jaky, continua la ricerca
della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di
Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto, ora
il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso
che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino
alla verita'. Mb -01.10.10 |
edoardo
agnelli |
|
LIBRi
SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI
www.detsortelam.dk
www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208
ANTONIO
PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-
|
Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".
Il
giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla
famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di
curiosità ed informazioni inedite
Per
dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli,
precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano,
sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare
autopsia.
Anonime
“fonti investigative” tentarono in più occasioni di
screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava
un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia
fu mai fatta.
Ora
Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che
accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante,
pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la
prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche
raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa
settimana presenta.
Perché
la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo
destinato a ereditare il più grande capitale industriale
italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici
però che riguardano la famiglia Agnelli.
Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione
del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei
rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio
Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo
di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi,
Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che,
nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano
assai più di politici e governanti.
Il
volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta
sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose
e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più
importante d’Italia.
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Mondo AGNELLI :
Cari amici,
Grazie mille per vostro aiuto con
la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e
Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in
inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA;
sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie
possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi
invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’
stato girato il video in You Tube. )
http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0
Thanks again,
Jennifer
Un libro che riporta palesi falsita'
sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con
Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad
ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta.
Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a
19 euro! www.marcobava.it |
Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo
d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha
ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb
1- A 10 ANNI DALLA
MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2-
MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI
DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME.
DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA
500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO
DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO
ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI
EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE.
INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN
VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL
MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A
SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO.
E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO
SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO.
MA NESSUNO SE LO FILA -
Michele Masneri per
Rivista Studio (www.rivistastudio.com)
"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non
sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo
racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto
di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat,
Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95),
primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di
Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista
(per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di
"bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e
marchionnismi) ci hanno abituati.
E partiamo da
Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi
cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco
identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione
fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato).
L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di
più.
Sul Foglio dell'11
febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani
(conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco
Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger,
indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato
dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha
portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a
condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in
cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta
di stringere la mano al rappresentante della Fiat".
Clark non solo
conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me
l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa,
Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che
notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase
precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà".
Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco,
più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può
chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno
giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non
proprio pentito, ma insomma...".
Sempre coi sindacati,
Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield,
volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a
ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è
vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso
e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa
tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi
presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New
York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto
alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.
Anche qui Clark spiega
una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo
molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il
presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione,
Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York.
Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi
vedere piangere.
Attenzione, però,
perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I
almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York
Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot
insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di
uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi
realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere
va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che
stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione.
"Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".
Famiglia Agnelli
Piangere va bene ma è
meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa,
"mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana,
Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010:
Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua
vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500
arancio di famiglia.
Ma Marchionne, a sua
insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori,
che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo
amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la
Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica
marchionniana).
À rebours. In fondo il
libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la
fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato.
"Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei
maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo
look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti,
conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo
è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del
gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat
i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del
midwest".
"Però in America pochi
si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno
nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per
suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando
ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente
stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel
1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.
Ma tra i ricordi
agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è
forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio
sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è
andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché
un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono
tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e
per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le
sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui
chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.
Una telefonata ad
Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue
giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le
conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante
iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue
finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi,
incredulo.
Manda qualche mail (le
password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia,
sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo
computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione:
per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente,
guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si
butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una
persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte,
con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato
così", dice alla persona di servizio.
|
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TORINO 24.09.10
GENTILE SIGNOR DIRETTORE
GENERALE RAI
CONSIDERAZIONI SULLA
TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL
23.09.10.
1)
Minoli dichiara più volte che intende fare
chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio
confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il
suicidio in quanto :
a)
dall’esame esterno effettuato dal dott.
Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale –
Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre
che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono
formulare le seguenti considerazioni:
“E’ esperienza comune
come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di
un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da
un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo)
quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o
di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione
del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza
superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque
sufficientemente profonde”
“L’arresto del corpo
nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di
tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro
movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di
sostegno”
“Nel caso di
precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi
altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello
sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su
un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi
lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei
costali procidenti nella cavità toracica”
“Le lesioni esterne
cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono
caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si
producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli
intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.
Talora la presenza di
indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da
impatto diretto contro la superficie d’arresto”
Nell’esame esterno, il
dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:
-
Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni
cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola
breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa
nasali.
Tali lesioni sono
indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso
bocconi.
-
Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta
(collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.
Cosa c’entra
l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un
fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)
-
Addome: escoriazioni multiple
L’escoriazione è
normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente
contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni
sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?
-
Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al
palmo della mano.
Può essere compatibile
con una caduta di questo tipo
-
Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio.
FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.
Come se le è
procurate? Era vestito con le maniche lunghe?
Deve esserci una
perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito
di frattura scomposta avambraccio
-
Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale
interna
Valgono le stesse
considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno
coscia presumibilmente
-
Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni
diffuse faccia mediale esterna.
Da quello che si
desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora
è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione
profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E
poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è
l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?
-
Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx.
Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.
Osso mascellare quale?
Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici
gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione
cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio
del cranio).
Direi che di materiale
ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta
dinamica della precipitazione.
b)
Il dipendente dell’autostrada non poteva
vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il
pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non
collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale
“non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice
non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la
“abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps
per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre
indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere
la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non
parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se
muore sul colpo? Da dove proveniva?
c)
Il medico Testa come fa da una foto ad
individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi
e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un
ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto
l’autopsia ?
d)
Il cranio di E.A potrebbe essere stato
colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la
foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.
e)
come mai il magistrato prima di chiudere il
caso autorizza il funerale ?
f)
io non ho mai sostenuto che E.A sia stato
buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato
forse strangolato , viste le echimosi sul collo .
g)
certo lo collana non provoca echimosi
perché un frega cadendo da 73 metri.
2)
autosuggestione non può averla il pastore
ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i
fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in
quanto :
a)
non esistono prove che abbia chiamato gli
amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?
b)
inoltre non risulta da alcun atto
d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché
proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la
possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.
c)
A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo
REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non
gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne
aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia
chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !
d)
Gelasio fa un discorso senza logica si
commenta da se !
e)
Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha
visto la buca nel terreno ?
f)
Un impatto a 150 km ora di un auto fatta
per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo
le auto senza carrozzeria sono più sicure !
g)
Certo che e possibile scavalcare il
parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era
in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se
non ne avesse avuto bisogno !
h)
Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse
aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ?
Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica
di E.A !
i)
Del tutto illogico il ragionamento di
Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3
giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso
come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di
raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!
j)
Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di
lettura opposte : Sodero dice che E.A aveva paura del dolore
fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva
farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una
terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della
pallottola di Kennedy !
k)
Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A
non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?
i.
Se lui non firma un documento non chiede un
bel nulla
ii.
Il documento lo hanno preparato legali e
notaio
iii.
Gelasio e Lupo affermano che non voleva
entrare nella Dicembre
iv.
Altro indice di superficiale faziosità di
Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi
sono tutti gli Agnelli !
v.
Come non corregge neppure l’errore
riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.
vi.
Mi domando chi preparasse a Minoli le
interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’
troppo bravo per lui ?
Concludo quindi
logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto
anzi la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi
raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e
come e quando vuole. Molte cordialita’.
MARCO BAVA
|
EDOARDO
AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di
Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca
parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli
su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per
anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un
omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle
pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.
20-09-2010]
|
|
1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO
NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A
CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA
CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI
- EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI
“ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI
PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA
APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È
STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL
MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA
L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE
LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA
NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA
UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E
CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA
Gigi Moncalvo
per "Libero"
«Adesso si mettono a confutare anche le poche
cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai
contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne
eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu
solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di
un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal
Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella
tragica mattina ci fosse un altro medico legale».
E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di
qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la
sepoltura in modo da poter portare via al più presto il
cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e
di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa
storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate
dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi
sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una
nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.
Nel dispaccio, che cita anonime «fonti
investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno
coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno
e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si
affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per
espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore»,
fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che
nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era
presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile
trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche
righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli
atti come andarono veramente le cose.
NIENTE
AUTOPSIA
- Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il
dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso
la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore
Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve
memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del
cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di
"esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve
memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a
Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».
«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo
il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di
Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere,
conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17
righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro
il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro
il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale
esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni
viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe
apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della
causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un
grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».
Quindi in due precise circostanze, di suo pugno,
sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma
di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli
importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni,
l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.
UN'ORA INVECE
DI TRE
- Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla,
addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore".
Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato
il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che
fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della
visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a
Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del
corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria
del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu
conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande
precipitazione».
Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il
primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera
mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del
cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella
memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha
impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È
davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve
lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo
sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli
inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla
"morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria
cominciare l'esame necroscopico.
Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e
il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e
i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non
poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso,
caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista
la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella
camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in
tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non
chiarisce un altro mistero.
Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico
del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché
1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in
un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a
Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero"
(Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne
chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era
stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le
15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli
inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano
problemi, era tutto chiaro».
LE STRANEZZE -
Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in
considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente
intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo
di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di
aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla
sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no?
«Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era
quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire,
se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto
consigliare l'autopsia: perché non lo fece?
«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e
sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di
strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo
era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il
cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra
ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una
stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non
c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal
libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in
servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni,
specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in
giurisprudenza.
«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto
il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in
servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il
quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a
Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni.
Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in
cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi
chiamò».
E il dottor Ellena? «Era il mio superiore
gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il
certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo
evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul
posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho
intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il
dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva
preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai
di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o
modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai
eseguita".
Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si
trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È
l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre
decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a
coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in
cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era
sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che
doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può
decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si
deve attenere a quanto il magistrato dispone».
Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è
possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni
vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più
assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni
evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza
la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i
mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un
paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in
montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».
Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in
pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei
giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In
una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati»
poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo
esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini
si infittisce ancora di più...
L'AVVOCATO
- Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita
«per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato
tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato -
evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un
"ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se
l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile
prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi
casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la
volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si
volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le
viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così
martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare
di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo
sangue.
Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli
a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare
di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un
tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla
droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia
spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre
prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci
ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel
presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da
lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul
Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la
memoria.
27-09-2010]
|
| il 17.11.12 si
terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI
nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA
ang.V.PACCHIOTTI. |
|
|
<http://rassegna.governo.it/>
.
|
DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA
DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL
DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL
PRESIDENTE DELLA CAMERA
PDF -
http://bit.ly/eTwkdL 17-01-2011]
|
|
| NON
DIMENTICARE CHE: Le informazioni
contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore
deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun
caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.
Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale
livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.
MARCO BAVA
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IL MIO LIBRO "L'USO DELLA
TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED
ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,
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esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e. |
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ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA |
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ciao blogger de
LaStampa.it,
come ti avevamo annunciato in Aprile, il servizio blog La
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Se vuoi che il tuo blog venga migrato su TypePad, dovrai
aumentare il tuo livello d’iscrizione ad un livello a pagamento (per
ulteriori dettagli, vai su
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scelto e l’URL del tuo blog. Tieni presente che poi il tuo URL diventerà
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andando su "Blog > Parametri > Importa/Esporta" per usarlo su un’altra
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Ti consigliamo di avvisare i tuoi lettori che il cambiamento avverrà il
6 gennaio 2010.
Per qualsiasi ulteriore informazione, non esitare a
metterti in contatto con il nostro staff di supporto TypePad,
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Cordiali saluti
La Stampa e lo staff TypePad
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MERLONI: MANIFESTAZIONI DI INTERESSE DA CINA E
IRAN...
(Adnkronos) - Sono arrivate ieri
pomeriggio, a sorpresa, manifestazioni di interesse per
la A. Merloni. Nessuno si aspettava piu' nulla con il
bando in scadenza ieri, compresi gli operari della
fabbrica che da sabato scorso avevano occupato la torre
del campanaccio di Nocera Umbra. Ora le manifestazioni
di interesse sono arrivate, gli operai ieri sera sono
scesi dalla torre, e la Regione Umbria, in via
precauzionale va avanti con il piano b, per la
reindustrializzazione dell'area..16-11-2010] |
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KARZAI AMMETTE CHE IL SUO UFFICIO RICEVE CONTANTI
DALL'IRAN
http://nyti.ms/bs3tkj
-
Dopo le rivelazioni di ieri sul capo di gabinetto del
presidente afghano (che ha affermato di ricevere "sacchi
di contanti da Teheran"), oggi Karzai ha ammesso di
ricevere milioni di dollari dall'Iran, che usa per spese
"fuori bilancio" e altre faccende "legate al suo ruolo
di presidente". Questo in una conferenza stampa definita
"delirante" dal giornale americano
L'IRAN IMMETTE L'URANIO ARRICCHITO NEL SUO PRIMO
REATTORE NUCLEARE
http://nyti.ms/cbV5fR
-
L'inizio delle attività della centrale nucleare che NATO
e Israele volevano bloccare è sempre più vicino. Gli
ingegneri iraniani e russi hanno cominciato la procedura
che porterà all'accensione del reattore.
31.10.10 |
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L'IRAN HA RIEMPITO DI SOLDI UNO STRETTO COLLABORATORE DI
KARZAI
http://nyti.ms/btZSDj
-
L'ambasciatore iraniano in Afghanistan ha consegnato a
Umar Daudzai, capo di gabinetto del presidente Karzai,
"buste di soldi" al fine di comprare la fedeltà del
governo afghano nei confronti di Teheran
31.10.10 |
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- LE MONDE
I GIGANTI DEL PETROLIO LASCIANO L'IRAN PER EVITARE LE
SANZIONI DI WASHINGTON
http://tinyurl.com/32ymkmr
-
Quattro giganti del petrolio hanno deciso di seguire il
piano di sanzioni contro l'Iran e di cessare ogni
attività con il paese degli Ayatollah. Lo hanno
annunciato gli Stati Uniti ieri. Si tratta della
francese Total, l'anglo-olandese Shell, la norvegese
Statoil e l'italiana Eni.
- "Liquideranno i loro investimenti" e "rinunceranno a
nuove attività nel settore energetico in Iran"
- Anche il gruppo giapponese Inpex dovrebbe interrompere
le sue attività
- Le sanzioni sono state decise dopo che l'Iran non ha
interrotto le sue attività nucleari nonostante le
pressioni dell'ONU e dei paesi occidentali.
- Anche aziende di altri settori stanno seguendo la
stessa strada: la Toyota ha sospeso tutte le
esportazioni. 01-10-2010]
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PETROLIO: GAZPROM
TRIVELLERA' NUOVI POZZI BADRAH IN IRAQ NEL 2011...
(AGI/REUTERS) - Gazprom Neft
trivellera' 3 o 4 nuovi pozzi nel giacimento iracheno di
Badrah l'anno prossimo. L'obiettivo e' il raggiungimento
di 15 mila barili al giorno per l'ultimo trimestre del
2013. La compagnia e' inoltre nella fase conclusiva dei
negoziati con l'Iran per sviluppare il giacimento di
Azar, che fa parte di quello di Badrah ma che si trova
oltre la linea di confine iraniana. Lo ha reso noto il
project director per il Medio Oriente di Gazprom Neft,
Alexander V. Kolomatsky.
19-07-2010
|
I
GIORNI DELL’IRAN - Mussavi: “non ho paura di morire
per la mia gente. La legge elettorale deve essere
modificata. I prigionieri politici vanno rilasciati” -
Scontri proseguono a Teheran (numerosi feriti e arresti)
- MANIFESTAZIONE PACIFISTA AL CAIRO (Diversi feriti
lievi tra i quali due italiani)…
Ansa.it
1
- MUSSAVI: NON HO PAURA DI MORIRE PER LA MIA GENTE
''Non ho paura di morire per la mia gente''. Lo ha detto
uno dei leader dell'opposizione in Iran, Mir Hossein
Mussavi, in un appello per l'immediata liberazione di
quanti sono stati arrestati nelle proteste cominciate
subito dopo le elezioni del 12 giugno scorso e
pubblicato dal sito di opposizione Jaras.
''L'Iran è in seria crisi'' ha dichiarato Mussavi.
''Arrestare o uccidere Mussavi o Karrubi non calmera' la
situazione - ha aggiunto - Non ho paura di morire per
quello che chiede la mia gente. La legge elettorale deve
essere modificata. I prigionieri politici vanno
rilasciati''.
Ieri,
intanto, ancora scontri fra dimostranti e forze di
sicurezza nel centro di Teheran, secondo notizie
pubblicate da blog iraniani ma che non possono essere
verificate. Testimoni hanno riferito che centinaia di
persone si sono radunate sulla piazza Haft-e Tir e nelle
vie adiacenti, teatro di numerose manifestazioni nei
giorni scorsi, scandendo slogan contro il regime. Le
forze anti-sommossa, con mezzi blindati, hanno caricato
i dimostranti. Numerose persone sarebbero rimaste ferite
e una ventina sarebbero state arrestate, sempre secondo
i blog.
Il
leader dell'opposizione iraniana, Mir Hossein Mussavi,
ha lanciato un appello ai suoi sostenitori a scendere in
piazza a Teheran in caso di arresto di uno dei capi del
suo movimento, l'Onda Verde. L'appello è comparso su
twitter, il microblog che pubblica sms.
teheran
Secondo
un sito web dell'opposizione, la polizia è intervenuta
nel centro di Teheran per disperdere con i lacrimogeni
gruppi di dimostranti anti-regime che si erano radunati
per una ennesima protesta.
Jaras,
un sito dell'opposizione che ha puntualmente fornito
informazioni attendibili sulle proteste
anti-governative, ha reso noto che i manifestanti si
sono scontrati con le forze dell'ordine sulla piazza
Haft-e-Tir, dove gli agenti hanno fatto ricorso ai
lacrimogeni. Le notizie sulle manifestazioni non possono
essere seguite dai giornalisti stranieri accreditati a
Teheran e le informazioni che circolano sul web non
possono essere perciò soggette a verifiche
indipendenti.
L'agenzia
ufficiale iraniana Irna ha ribadito oggi che alcuni
leader dell'opposizione hanno lasciato Teheran per
rifugiarsi nella provincia settentrionale di Mazandaran.
Nonostante le smentite di ieri, la Irna afferma che
"i leader della sedizione (opposizione) martedi
hanno lasciato Teheran" ed aggiunge che "uno
di loro nel pomeriggio di oggi si trovava ancora
li". Senza fare nomi, l'agenzia iraniana afferma
anche che uno dei leader "ha deciso di rientrare a
Teheran ma non si hanno conferme sul suo ritorno".
2
- MANIFESTAZIONE PACIFISTA AL CAIRO (Diversi feriti
lievi tra i quali due italiani)
Diversi feriti lievi tra i quali due italiani: donne
trascinate per i capelli, pugni, spinte e diverse
telecamere danneggiate. Si è chiusa con questa bilancio
una giornata di mobilitazione che circa 400 pacifisti
provenienti da ogni parte del mondo hanno tentato di
organizzare nella capitale egiziana.
Sin
da questa mattina si sono radunati nella piazza del
museo egizio del Cairo per protestare contro il governo
egiziano che da giorni negava agli attivisti di
partecipare alla 'Gaza Freedom March', una marcia per
portare aiuti e solidarietà ai palestinesi di Gaza ad
un anno esatto dalla sanguinosa operazione israeliana
'Piombo fuso' sulla Striscia.
Durissima
la reazione della polizia al concentramento dei
manifestanti: i pacifisti sono stati chiusi in un angolo
da un enorme cordone di poliziotti in tenuta
anti-sommossa che ha usato sin dall'inizio le maniere
forti. "La polizia ci ha prima diviso in due gruppi
e poi ci ha violentemente riunito tutti in un unico
gruppo. Agenti in tenuta anti-sommossa - ha riferito
Laura Pernice telefonicamente dal Cairo - hanno
trascinato i pacifisti con violenza. Ho visto donne
trascinate per i capelli, hanno dato pugni e calci e
spaccate le telecamere. Ci sono alcuni feriti nella
delegazione, ho visto volti sanguinanti ed anche una
signora italiana sta male".
Successivamente
la Farnesina ha confermato che sono due gli italiani che
sono stati feriti, seppur lievemente, dalla polizia
anche se altre fonti parlano di un terzo connazionale
coinvolto. Contemporaneamente alcune centinaia di arabi
e di pacifisti israeliani si sono radunati all'altezza
del valico di confine con la striscia di Gaza a Erez
sempre per ricordare il primo anniversario dell'
operazione Piombo Fuso, la guerra di 23 giorni lanciata
da Israele contro Hamas a Gaza.
In
contemporanea con Londra, Parigi e Gaza, attivisti che
sostengono la Freedom March che intendeva ricordare, ad
un anno esatto, l'operazione piombo fuso hanno
protestato davanti l'ambasciata egiziana a Roma dopo che
stamani i pacifisti rappresentanti di 42 paesi sono
stati malmenati a Il Cairo dopo essere stati bloccati
nella loro intenzione di varcare il confine e unirsi
alle manifestazioni di Gaza.
Circa
200 attivisti con bandiere palestinesi e striscioni con
su scritto "Egitto vergogna" e "Gaza
libera boicotta l'Egitto", hanno scandito davanti
l'ambasciata egiziana a Roma slogan di protesta alzando
numerosi striscioni di contestazione alla scelta
egiziana di fermare gli attivisti pacifisti.
Proteste
anche per il ferimento di due partecipanti alla Freedom
March. Marco Benevento, in rappresentanza del Forum
Palestina, ha spiegato che al sit-in hanno partecipato
le comunità islamiche, le rappresentanze Rdb, la Fiom,
la Federazione della sinistra e la comunità di San
Paolo. I manifestanti hanno anche protestato strappando
davanti l'ambasciata i depliant illustrativi di note
mete turistiche egiziane e invitando al boicottaggio di
questo paese arabo che "aiuta Israele a strangolare
Gaza".
[01-01-2010]
|
IL GIORNI
DELL’IRAN – Ahmadinejad: Le manifestazioni sono una
“nauseante pagliacciata” organizzata “dai sionisti e
dagli americani” - . La Gran Bretagna “riceverà un pugno
in bocca se non la smetterà” di criticare l’Iran - Le
Guardie Rivoluzionarie: “l’opposizione è sostenuta dal
nemico straniero” - FINITA LA POLITICA DELLA MANO TESA DI
OBAMA …
La
Stampa.it
Si stringe la morsa del governo
iraniano contro l'opposizione mentre Teheran continua ad
alzare la voce con la comunità internazionale e convoca
l'ambasciatore britannico. Secondo un giornale riformista uno
dei leader dell'opposizione e ex presidente del Parlamento,
Mehdi Karroubi, è stato posto agli arresti domiciliari dopo
che il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi aveva denunciato
l'arresto della sorella, la dottoressa Nooshin Ebadi, docente
di medicina. Il giornalista iraniano Omid Habibinia ha
riferito all'Agi la notizia dell'arresto di Karroubi citando
la testimonianza del figlio del leader dell'opposizione al
sito riformista 'Rahe Sabz.net'.
teheran
Shirin Ebadi ha denunciato che la
sorella «è stata arrestata nella sua abitazione il 28
dicembre senza un mandato da agenti dell'intelligence e
portata in carcere. Non so dove è detenuta e perchè è stata
arrestata». Ebadi ha sottolineato che la sorella «non ha
partecipato alle proteste, non svolge alcuna attività
politica», e quindi l'arresto non è altro che «un atto di
pressione su lei stessa per indurmi a cessare le attività di
difesa dei diritti umani».
Intervistata da SkyTg24, Ebadi ha
anche denunciato la «repressione illegale del regime per
spaventare la gente». I siti web riformisti hanno inoltre
riferito dell'arresto di tre giornalisti e una attivista dei
diritti umani. Uno è Mashallah Shamsolvaezin, giornalista
riformista di spicco. In manette sono finiti anche Morteza
Kazemian, giornalista del quotidiano riformista «Etemad»;
l'attivista Mansoureh Shojai, un altro giornalista, Mohammad
Javad Saberi, è stato arrestato nei pressi dell'università
si Teheran in via Enghelab. Il procuratore generale di Teheran
ha inoltre confermato l'arresto durante le proteste del
giornalista 27enne siriano Reza al-Basha della tv di Dubai.
I parlamentari hanno chiesto di usare
il pugno duro contro i responsabili delle proteste scoppiate
durante le commemorazioni dell'Ashura, condannando i «disgustosi
commenti» dei governi occidentali sulle tensioni di domenica
scorsa e accusando i manifestanti di essere «anti-religiosi»
e «anti-rivoluzionari».
Le Guardie Rivoluzionarie hanno
accusato i media stranieri di condurre una guerra psicologica
per rovesciare lo Stato islamico. «Chi ha architettato i
disordini pagherà presto il prezzo della sua insolenza»,
l'opposizione è sostenuta dal nemico straniero«, hanno
scritto in un comunicato.
L'ambasciatore britannico è stato
convocato per protestare contro le dichiarazioni di Londra
sulla violenta repressione delle proteste. Il ministro degli
esteri britannico David Miliband aveva elogiato il »grande
coraggio« degli oppositori. Durissimo il commento di
Manouchehr Mottaki. La Gran Bretagna »riceverà un pugno in
bocca se non la smetterà« di criticare l'Iran per la
repressione delle proteste, ha detto il ministro degli esteri
iraniano. Secondo notizie non ancora confermate sarebbero
ripresi gli scontri nella capitale.
"Le manifestazioni
dell'opposizione in Iran sono una «nauseante pagliacciata»
organizzata «dai sionisti e dagli americani». Lo ha
affermato il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, secondo
quanto riferito dall'agenzia Irna. Secondo quanto riferito
dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana, Ahmadinejad ha
affermato che «la nazione iraniana ha visto molte di queste
mascherate. Un sionista e un americano hanno ordinato la
carnevalata...».
Le manifestazioni anti-governative
rispondono ad «uno spettacolo scritto da sionisti e
americani, che ne sono gli unici spettatori - ha attaccato il
presidente iraniano - È uno spettacolo che fa vomitare, ma
quelli che l'hanno pianificato e quelli che vi hanno
partecipato si sbagliano» di grosso. Le dichiarazioni
riportate dall'Irna sono le prime fatte da Ahmadinejad sulle
manifestazioni di piazza degli ultimi giorni.
2 - FONTI USA, FINITA LA POLITICA
DELLA MANO TESA DI BARACK OBAMA
(Adnkronos) - L'Amministrazione americana, insieme agli alleati del gruppo
5+1, sta ridefinendo il progetto per nuove sanzioni contro
l'Iran per colpire direttamente la leadership del regime, in
seguito all'acuirsi della repressione contro l'opposizione e
al convincimento maturato, oramai maturato a Washington, della
fine della politica della mano tesa lanciata da Barack Obama
la scorsa primavera.
L'idea, anticipa il Washington Post
citando una fonte del dipartimento di stato Usa, e' quella di
mettere a punto restrizioni economiche, 'il piu' precise
possibili', per quanto questo possa essere difficile con una
economia complessa e dai meccanismi poco noti in occidente
come quella iraniana.
Quindi nessuna misura che rischi di
colpire gli iraniani, come quella per l'embargo al
raffinamento del petrolio iraniano all'estero (l'Iran e'
costretto a importare il 40 per cento della benzina che
consuma, pur essendo uno dei maggiori produttori di greggio
non dispone delle capacita' per lavorarlo).
All'inizio del mese, la Camera dei
rappresentanti americana ha approvato con 412 voti favorevoli
e solamente 12 contrari, un progetto di legge per sanzionare
le compagnie che contribuiscono al programma di raffinamento
del petrolio iraniano, una misura che dovrebbe passare senza
problemi anche al Senato. Ma che difficilmente sara' estesa al
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
3 - MOTTAKI, NO A ULTIMATUM SUL
NUCLEARE
(Adnkronos/Aki) - L'Iran, atttraverso il suo ministro degli Esteri, Manouchehr
Mottaki, ha oggi nuovamente respinto l'ultimatum delle potenze
mondiali che hanno imposto a Teheran di accettare "entro
fine anno" la bozza d'accordo elaborata dall'Aiea per
l'arricchimento dell'uranio. "In realta' - ha affermato
Mottaki - noi abbiamo posto un nostro ultimatum e se le
potenze mondiali non risponderanno formalmente alla nostra
proposta, andremo avanti con l'arricchimento dell'uranio per
il reattore a scopi medici che sorge vicino Teheran".
Il capo della diplomazia iraniana ha
quindi aggiunto che il suo Paese "non e' disposto ad
aspettare ancora: se non raggiungeremo un accordo
sull'acquisto o lo scambio dell'uranio, lo arricchiremo fino
al 20 per cento da soli".
I Paesi del gruppo 5+1, ovvero gli
Stati che hanno diritto di veto all'Onu piu' la Germania,
hanno minacciato l'Iran di nuove sanzioni nel caso non accetti
la bozza dell'Aiea, che prevede l'arricchimento dell'uranio di
Teheran in Russia e Francia. L'Occidente teme che l'Iran stia
portando avanti in segreto un piano per dotarsi di armi
nucleari, ma il governo iraniano ha sempre respinto con
fermezza questa accusa.
[29-12-2009]
MISTERY PLANE – C’È UN AEREO SEMPRE MEZZO VUOTO CHE FA SPOLA
TRA CARACAS E TEHERAN CON PREZZI ALTISSIMI E SCARSI CONTROLLI DI SICUREZZA
– NON È STATO ANCORA CANCELLATO PERCHÉ A MANTENERLO SONO CHÁVEZ E
AHMADINEJAD - TRASPORTERÀ TECNOLOGIA MILITARE E MATERIALE RADIOATTIVO?...
Davide Mattei per "il
Giornale"
Due sabati al mese parte dall'aeroporto Simón Bolivar di Caracas
un Airbus 340 della compagnia venezuelana Conviasa abbastanza speciale:
la sua cabina, da 286 posti, non arriva ad essere riempita quasi mai
neanche a metà, ed i passeggeri possono godere di un altro privilegio:
non devono passare controlli di sicurezza. Il volo
Caracas-Damasco-Teheran è infatti una specie di mistero.
Nonostante il volo sia sempre mezzo vuoto, l'ufficio di
prenotazione della compagnia assicura che non ci sono posti liberi per
tutto il 2009. Anche quando disponibili, i prezzi non sembrano proprio
essere alla portata di venezuelani ed iraniani: vanno dai 1.500 ai 3mila
euro. Le alte tariffe non arrivano comunque a coprire le spese di un
volo carissimo, che per ogni ora «costa allo Stato venezuelano dai
9.500 ai 12mila euro», secondo i calcoli di un funzionario di Conviasa
citato da "El País", che stima che l'andata e ritorno possa
costare minimo 340mila euro.
Il volo va così male che la sua frequenza è stata dimezzata
nell'ultimo anno. Ma se il Caracas-Damasco-Teheran non è stato ancora
cancellato è perché dietro non c'è una normale compagnia aerea, ma
due capi di Stato uniti da una amicizia ormai decennale: Hugo Chávez e
Mahmud Ahmadinejad. E proprio i due presidenti dovranno decidere se
rinnovare l'accordo che diede vita al volo due anni fa il prossimo
dicembre.
È probabile che Chávez e Ahmadinejad
firmino un nuovo accordo che sembra convenire ad entrambi. Dal 2007,
quando a Teheran si tenne la prima Conferenza internazionale
sull'America Latina, Ahmadinejad ha infatti stretto i rapporti con il
continente americano, usando proprio il Venezuela come testa di ponte.
L'amicizia con Chávez, di cui è socio nell'Opec, ha portato il
leader iraniano a firmare circa 150 accordi con Venezuela ed i Paesi
amici nella regione: Bolivia, Ecuador e Nicaragua, ed è divenuto «osservatore»
anche dell'Alba, l'Alternativa bolivariana per l'America voluta da Hugo
Chávez.
CHAVEZ
Durante i più di 11 incontri di Chávez con Ahmadinejad negli
ultimi anni, l'Iran ha firmato circa 100 accordi di cooperazione ed ha
promesso di investire circa 4 miliardi di dollari in progetti
petroliferi. Ma i pasdaran hanno anche stretto accordi da un miliardo
con il Nicaragua e la Bolivia; chiuso 25 accordi con l'Ecuador di
Correa, a cui hanno concesso un credito di 80 milioni di euro, e
promesso ingenti acquisti di soia in Paraguay. Un vero e proprio sbarco,
per un Paese stretto sotto la morsa dell'embargo.
A cambio di questo impegno, Chávez sembra essersi fatto carico
del volo speciale che unisce i due Paesi. Secondo un rapporto dei
servizi occidentali citato dal Center for Security Policy di Washington,
l'Iran sarebbe così riconoscente perché proprio grazie a questo
strumento riuscirebbe a schivare l'embargo e ad introdurre in patria
materiale che non potrebbe importare.
Secondo i servizi, nella tratta viaggerebbe anche materiale
proibito, come computer per controllo dei missili e macchinari vari
forniti da aziende quali Shahid Baker (Sbig), bandite dal 2006 dal
Consiglio di sicureza dell'Onu. Secondo El País però, recentemente è
scoppiata tra l'equipaggio del volo anche la paura che si trasporti
materiale radioattivo. In un blog del sito di Conviasa, alcune persone,
che dicevano essere impiegati, hanno dato sfogo alle loro accuse. Ora
però la pagina è stata chiusa, e rimanda a quella principale di
Conviasa, sotto il titolo «il piacere di volare».
[24-11-2009]
|
MISTERI D'ITALIA: QUANDO GHEDDAFI ERA TERRORISTA – IL FILO LIBICO
CHE UNISCE BOLOGNA A USTICA – PER PERTINI I GOVERNI DC ERANO TROPPO
TOLLERANTI (INFILTRAZIONI A VALANGA DI LIBICI, PALESTINESI E
CECOSLOVACCHI) – L’AMBASCIATORE GARDNER: “Cossiga aveva
sottovalutato l’estrema destra”…
Maurizio Molinari per
"La Stampa"
1 - Bologna-Ustica -
Quando il sospetto cadde su Gheddafi...
All'indomani della strage di Bologna, il Quirinale di Sandro
Pertini non escluse la pista del terrorismo straniero,
lamentando la presenza di agenti «libici, palestinesi e cecoslovacchi»
in Italia e attribuendo tali infiltrazioni all'«eccesso di tolleranza»
dei governi a guida democristiana «nei confronti del terrorismo di
destra e di sinistra».
Questo si evince dalla lettura dei documenti sulla strage di Bologna
che «La Stampa» ha ottenuto dal Dipartimento di Stato nel rispetto
delle norme del «Freedom of Information Act». Il primo accenno a una
«pista straniera» per la strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980,
la si trova il 4 agosto, quando l'ambasciata americana a Roma informa il
Dipartimento di Stato a Washington dell'esistenza di una possibile
matrice libica: «Le deduzioni ci portano a dire che la matrice è
neofascista ma alcuni importanti personaggi italiani ritengono che la
regia sia all'estero e il leader del Psdi Pietro Longo
fa
riferimento a responsabilità africane, presumibilmente libiche».
Passano 72 ore ed è Richard Gardner, titolare
dell'ambasciata, a firmare un telegramma all'attenzione del Segretario
di Stato Ed Muskie per far sapere che Gerardo Bianco,
capogruppo della Dc alla Camera, non solo «sospetta del coinvolgimento
libico nell'attacco di Bologna» ma «chiede di avere un maggiore
scambio di informazioni fra servizi segreti» al fine di chiarire le
minacce che il regime del colonnello Muammar Gheddafi
porta
all'Italia.
E Gardner lo rassicura sulla «stretta cooperazione con i servizi
segreti italiani», sottolineando che l'intelligence americana è «costantemente
in allerta sui segnali di sostegni stranieri per il terrorismo italiano».
Il 14 agosto è il Dipartimento di Stato che invece scrive a Gardner,
facendogli sapere che «le autorità italiane stanno indagando su un
possibile legame fra l'attacco di Bologna e la misteriosa caduta di un
DC-9 di una compagnia italiana nel Mar Tirreno dello scorso 27 giugno»,
suggerendo di «seguire da vicino» questa «prima indicazione di un
possibile collegamento» contro il disastro di Ustica.
La risposta da Roma arriva il 15 agosto, con un telegramma che cita
come fonte «tre dissidenti libici», secondo i quali «Gheddafi
garantisce addestramento e sostegno ai terroristi italiani
tanto di destra che di sinistra nell'ambito di una strategia tesa a
destabilizzare l'area del Mediterraneo».
Sono proprio questi due dissidenti a fare i nomi delle località dove
Gheddafi addestra i terroristi: «Iufra,
Ghadames e Sinuaen». Gli istruttori
sarebbero «di più nazionalità», includendo «palestinesi ma anche
europei e americani già impiegati dalla Cia», mentre «sovietici e est
europei sono troppo prudenti per farsi coinvolgere direttamente in
questi campi».
Ma ciò che più conta per Gardner è quanto ascolta
dal primo ministro Francesco Cossiga e da Antonio
Maccanico, segretario generale del Quirinale, nei colloqui che
ha l'8 settembre e di cui scrive il giorno seguente al Dipartimento di
Stato, con un lungo telegramma intitolato «Terrorismo - Le opinioni del
primo ministro Cossiga e del presidente Pertini»
e classificato «Confidential»: «Sul coinvolgimento di stranieri nel
terrorismo Cossiga ha osservato che l'Italia sa, da
fonti americane, che vi sono campi di addestramento in Libia anche se
nessun collegamento fra la strage ed elementi stranieri è stato ancora
stabilito».
Quanto a Maccanico, «ha detto che il
presidente Sandro Pertini è convinto che non solo
elementi libici ma anche palestinesi e cecoslovacchi sono implicati nel
terrorismo italiano al comune obiettivo di destabilizzare la nazione».
E' questo il punto che Gardner più porta
all'attenzione del Segretario di Stato, Ed Muskie: «Maccanico
ha detto che l'Italia è per molti versi il Paese europeo più
vulnerabile al terrorismo, dandone in gran parte la responsabilità a
eccessi di tolleranza da parte del governo italiano nei confronti del
terrorismo tanto di destra che di sinistra».
Fino a quel momento tutti i governi italiani erano stati a guida
democristiana. «Se il governo italiano avesse agito energicamente
quando questo fenomeno era nelle sue fasi finali - sono le parole di Maccanico
a Gardner - le dimensioni del terrorismo
sarebbero totalmente differenti».
2 - Richard Gardner:
"Cossiga aveva sottovalutato l'estrema destra"...
Francesco Cossiga era molto agitato, emotivo, in quel
periodo e alla guida del governo lo sostituì Arnaldo Forlani,
assai più calmo, con le caratteristiche del pacificatore». Così
l'allora ambasciatore Usa in Italia Richard Gardner
ricorda i turbolenti mesi seguiti alla strage di Bologna, che
portarono alla caduta del Cossiga II.
Ambasciatore, dov'era quando avvenne l'attentato alla
stazione di Bologna?
«Quel weekend eravamo ospiti di Letizia Boncompagni
nella
sua villa vicino a Lucca. C'erano i Fanfani, i
Rognoni,
i Maccanico e il ministro dell'Industria Bisaglia.
Stavamo attorno alla piscina quando qualcuno portò a Rognoni,
ministro dell'Interno, la notizia. All'inizio si pensò a un incidente,
poi divenne chiaro che si era trattato di esplosivo. Poco dopo un
elicottero militare atterrò sul prato della villa per portare Rognoni
a Bologna».
Dalle carte declassificate del Dipartimento di Stato emerge
un presidente del Consiglio italiano molto debole, vulnerabile. Lei che
ricordo ne ha?
«Ci vedemmo l'8 settembre. Cossiga mi disse di non
preoccuparmi troppo delle tensioni fra Psi e Dc, erano normali al
ritorno delle ferie e il governo sarebbe rimasto in piedi. Invece
avvenne il contrario: sul super-decreto la maggioranza andò sotto alla
Camera 297 a 298 voti, mancarono i voti di due Dc usciti dall'aula al
momento del voto».
Che cosa indebolì Cossiga?
«Molti lo accusavano di aver sottovalutato il terrorismo di destra,
concentrandosi solo contro quello di sinistra. Non ho mai avuto prove
concrete di questo ma era l'atmosfera di quel momento. Per questo Craxi
disse che Cossiga sembrava
"consumato", anch'io ebbi questa impressione. Cossiga cadde
quando ero a Washington con Bisaglia per una missione
energetica che riguardava l'Eni, per ridurre la dipendenza dell'Italia
dall'estero».
A sostituire Cossiga arrivò Forlani. In cosa era diverso?
«Forlani era l'opposto di Cossiga. Era calmo, pacato,
il riconciliatore che in quel momento serviva all'Italia per garantire
continuità e stabilità. Uno dei migliori italianisti del Dipartimento
di Stato paragonò Forlani a un giocatore di calcio capace di governare
il gioco senza mai esporsi fino a fare gol».
Nelle carte lei fa riferimento alla presa di posizione
dell'Amministrazione Carter del 12 gennaio 1978, favorevole a ridurre
l'influenza del partito comunista in Italia. Di che cosa si trattava?
«L'11 gennaio andai alla Casa Bianca, incontrai il consiglio per la
sicurezza e vidi il presidente Carter. La presa di
posizione si era resa necessaria perché "La Repubblica" aveva
scritto in più occasioni che l'Amministrazione Carter
non si opponeva a un ingresso del Pci nel governo. Il testo fu letto il
12 marzo durante il briefing del portavoce del Dipartimento di Stato.
Si esprimeva "preoccupazione", riferendosi alle recenti e
numerose prese di posizione filo-sovietiche del Pci, e si auspicava una
"riduzione" dell'influenza del Pci sulla vita politica in
Italia, sottolineando comunque che dovevano essere gli italiani e nessun
altro a decidere da chi farsi governare. Quest'ultimo concetto
riaffermava il "position paper" del marzo precente".
Che cosa c'era in quel «position paper»?
«Ci avevo lavorato con Zbignew Brzezinki, consigliere
per la sicurezza, prima di iniziare la mia missione in Italia. Segnava
la fine delle politiche precedenti di Nixon e
Kissinger.
Vi si affermava che l'Italia era uno Stato democratico, che non vi
sarebbero più state interferenze o manipolazioni e che non avremmo più
finanziato partiti o leader politici italiani. Al tempo stesso si
ribadiva che il sostegno dell'America andava a quelle forze politiche
che avevano i nostri stessi valori di riferimento.
[07-09-2009]
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PIENA DI MISSILI DIRETTI A TEHERAN LA NAVE DIROTTATA NEL BALTICO (IL
MOSSAD VIGILA) - AHMADINEJAD APRE A OBAMA MA NON RINUNCIA A NUCLEARE –
VOTI A KARZAI IN COLLEGI “FANTASMA” - Svezia, IL PREMIER Bildt
cancella la visita IN ISRAELE – NUOVI INSEDIAMENTI IN CISGIORDANIA (ALLA
FACCIA DI USA E UE)… -
1 - AHMADINEJAD APRE A OBAMA MA NON RINUNCIA A NUCLEARE...
(Velino) - Il presidente iraniano Mahmoud
Ahmadinejad sarebbe pronto a incontrare il presidente Usa
Barack
Obama e a riprendere il dialogo sul nucleare. Ad
annunciarlo e' stato lo stesso presidente iraniano, nel corso di una
conferenza stampa a Tehran. Ahmadinejad si e' detto
disponibile a incontrare il presidente Usa in occasione della prossima
Assemblea generale dell'Onu, in programma a New York a fine settembre, e
apre ai negoziati con il gruppo del cosiddetto "5 + 1", in un
quadro "giusto e logico".
Questo non vuol dire - ha spiegato - cedere a compromessi: Tehran
"non rinuncera' ai suoi diritti inalienabili" tra cui il
programma di arricchimento dell'uranio e le minacce di nuove sanzioni
non funzioneranno: "Questo linguaggio non e' compatibile con il
mondo di oggi". Il dialogo a cui si prepara l'Iran sarebbe invece a
piu' ampio respiro, per "risolvere i problemi del mondo. Intanto a
Vienna, in settimana, l'Aiea terra' una riunione proprio sul programma
nucleare iraniano.
2 - AFGHANISTAN: MIGLIAIA VOTI A KARZAI IN 800 COLLEGI
"FANTASMA"...
(AGI/EFE) - Hamid Karzai ha ottenuto migliaia
di voti in 800 collegi elettorali "fantasma", dove nessuno ha
mai depositato schede elettorali. Lo ha rivelato il New York Times, che
cita funzionari afghani e occidentali dietro garanzia di anonimato.
"Il 15% dei seggi elettorali e' rimasto chiuso nel giorno delle
elezioni ma migliaia di voti risultano ugualmente attribuiti a Karzai",
ha detto il funzionario occidentale.
Altri suoi colleghi, secondo il quotidiano di New York, hanno
calcolato che per ogni votante risultano una decina di schede e le
preferenze sono state tutte assegnate al presidente afghano, che punta
alla rielezione. Le zone a maggioranza pashtun, nell'est e nel sud del
Paese, hanno registrato una affluenza eccezionalmente bassa, compresa la
provincia di Kandahar, dove e' nato Karzai.
Secondo il Times in questa provincia sono andati alle urne 25mila
elettori ma risultano 350mila voti scrutinati. Nella corsa con Abdullah
Abdullah il presidente afghano si sta lentamente avvicinando alla
maggioranza assoluta. Con il 74% delle schede scrutinate gli e' stato
attribuito il 48,6% dei voti, contro il 31,7% del suo principale rivale.
3 - Svezia, IL PREMIER Bildt cancella la visita IN ISRAELE...
Dal "Corriere della
Sera" - Il ministro degli Esteri svedese Carl
Bildt ha rinviato sine die una visita prevista nei prossimi
giorni a Gerusalemme. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz la
motivazione ufficiale sarebbe quella di non interferire nei contatti tra
il premier Netanyahu e l'amministrazione Usa per rilanciare le
trattative con i palestinesi. Secondo Haaretz , invece,
la decisione va legata alle polemiche seguite alla pubblicazione da
parte del quotidiano svedese Aftonbladet di un articolo
in cui l'esercito israeliano era accusato di aver asportato nei primi
anni dell'intifada organi di palestinesi morti.
4 - BARAK APPROVA COSTRUZIONE OLTRE 400 NUOVI ALLOGGI IN
CISGIORDANIA...
(ASCA-AFP) - Il ministro della Difesa israeliano, Ehud
Barak, ha autorizzato formalmente la costruzione di oltre 400
nuove unita' abitative per i coloni ebrei negli insediamenti della
Cisgiordania. A renderlo noto il ministero in una nota.
Barak ha firmato
l'autorizzazione per 366 nuove case e nei prossimi giori siglera' l'ok
per altri alloggi che porteranno a 450 il totale delle unita' abitative
che verranno costruite.
Qualche giorno fa il Premier Benjamin Netanyahu
aveva
annunciaro che Israele avrebbe approvato la costruzione di centinaia di
nuove abitazioni all'interno degli insediamenti della Cisgiordania prima
di procedere con il blocco delle colonie tanto sostenuto da Washington.
E' evidente che questo progetto portera' un'ondata di polemiche e
critiche da parte dell'amministrazione Obama che sta
puntando sul congelamento degli insediamenti come elemento fondamentale
per la ripresa del processo di pace in Medio Oriente.
5 - «SUNDAY TIMES»: PIENA DI MISSILI DIRETTI A TEHERAN LA
NAVE DIROTTATA NEL BALTICO...
Da "il Giornale" -
Era
piena di missili diretti in Iran la Arctic Sea, la nave finlandese con
equipaggio russo scomparsa il 24 luglio scorso mentre era in navigazione
nel Baltico e rintracciata il 17 agosto al largo di Capoverde. È questa
la ricostruzione pubblicata ieri dal «Sunday Times», che cita fonti
russe e israeliane. Secondo il giornale, la nave - ufficialmente carica
di legname - aveva a bordo missili russi antiaereo S-300 destinati
all'Iran, caricati durante una serie di lavori di riparazione nel porto
di Kaliningrad.
A tenerla d'occhio era però il Mossad, il servizio segreto
israeliano, che ha seguito la nave e poi informato le autorità di
Mosca. Secondo gli 007 di Gerusalemme il carico era stato venduto da ex
ufficiali militari con collegamenti con la rete clandestina di
trafficanti di armi. A quel punto, ricostruisce il domenicale
britannico, il Cremlino - che ha sempre negato che a bordo della nave ci
fosse un carico segreto, sostenendo la versione per cui a dirottare l'Arctic
Sea fossero stati criminali comuni che avevano chiesto un riscatto -, ha
ordinato la missione di recupero dell'imbarcazione.
«Qualsiasi prova che il Cremlino aveva permesso che armi sofisticate
finissero nelle mani di criminali o dell'Iran sarebbe stata molto
imbarazzante» per la Russia, scrive il Sunday Times, per questo sarebbe
stata inventata «una storia finta».
Quanto alla versione ufficiale «è ridicola - dice una fonte
militare russa - ed è stata diffusa per permettere al Cremlino di
salvare la faccia». Altre fonti a Mosca sostengono che il servizio
segreto israeliano potrebbe aver avuto un ruolo nel dirottamento della
nave diretta in Algeria, mettendo insieme la banda di criminali -
quattro estoni, due russi e due lettoni - che ha assaltato l'Arctic Sea,
senza essere a conoscenza del carico segreto che trasportava.
«Il modo migliore per gli israeliani di impedire che il mercantile
raggiungesse l'Iran era quello di creare molto rumore intorno alla nave
- spiega un ex ufficiale dell'esercito -. Una volta uscita la notizia
del sequestro, i russi dovevano agire». Questo sarebbe in effetti
accaduto. E gli israeliani avrebbero dato al Cremlino anche una via
d'uscita, consentendo loro di rivendicare una brillante missione di
recupero.
[07-09-2009]
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COSA C’ERA NELLA STIVA DEL JET IRANIANO PRECIPITATO IL 15 LUGLIO
CON 168 PERSONE A BORDO? UN CARICO DESTINATI ALL’HEZBOLLAH LIBANESE DI
SOFISTICATI DETONATORI CON DUE KG DI ESPLOSIVO E ALCUNI DI QUESTI SAREBBE¬RO
ESPLOSI PROVOCANDO IL DISASTRO…
Guido Olimpio per il Corriere
della Sera
Cosa c'era nella stiva del Tupolev iraniano precipitato il 15
luglio con 168 persone a bordo? Fonti medio¬rientali sospettano che il
jet stesse trasportando un carico di sofisticati detonatori e alcuni di
questi sarebbe¬ro esplosi provocando il disastro.
Il comandante dell'aereo, decolla¬to da Teheran e diretto a
Erevan (Ar¬menia), ha segnalato un'emergenza 16 minuti dopo il decollo.
E poco do¬po il Tupolev, forse durante un dispe¬rato tentativo di
atterraggio, si è schiantato nella regione di Qazvin, a nord della
capitale.
Il jet - secondo indiscrezioni - aveva imbarcato, ol¬tre ai
bagagli dei passeggeri, un buon numero di casse di metallo che
ospitavano detonatori di ultima gene¬razione. Apparati composti da due
chilogrammi di esplosivo e meccani¬smi elettrici. Alcuni di questi, per
mo¬tivi non chiariti, avrebbero causato una deflagrazione fatale al
jet. Infatti, testimoni hanno raccontato di aver sentito degli scoppi
prima dell'impat¬to.
NEDA
UCCISA IN IRAN
Sempre secondo le fonti il Tupolev do¬veva trasferire il ma¬teriale
lungo la se¬guente rotta: Iran-Ar¬menia- Turchia- Si¬ria. Quindi il
carico bellico avrebbe pro¬seguito, via terra, per il Libano. I deto¬natori
erano, infatti, destinati al mo¬vimento filo-iraniano degli Hezbol¬lah,
tenace avversario di Israele.
Era stato scelto un percorso tortuoso -
sostengono ambienti dell'opposizio¬ne in esilio - nella speranza di
dare meno nell'occhio. Una misura di pre¬cauzione accompagnata dal
cambio del «manifesto di carico» che doveva essere attuato a Erevan.
In passato le autorità turche hanno impedito il transito di
equipaggiamenti militari. E in un'occasione un attentato ad un treno da
parte dei separatisti curdi nel sud della Turchia ha svelato un traffico
di missili in favore del¬l'Hezbollah.
Sembra che l'operazione Tupolev sia stata gestita da una sezione
spe¬ciale dei Pasdaran, impegnata a soste¬nere le milizie sciite. Tra
le vittime vi sarebbe, infatti, anche un dirigente dei Guardiani della
rivoluzione a cui era stato assegnato il compito di sor¬vegliare la
consegna. E non è un caso che nella zona dove si è schiantato il jet
siano arrivati uomini della sicurez¬za e artificieri mentre le autorità
han¬no continuato a parlare di «inciden¬te ».
Informazioni trapelate dal Liba¬no hanno aggiunto un particolare
in¬teressante. Il piano prevedeva che le casse dovessero essere
nascoste in uno dei rifugi che l'Hezbollah ha crea¬to nel Libano sud.
Ma dopo un'esplo¬sione che ha distrutto, il 14 luglio, il deposito di
Khirbet Slem, gli iraniani avevano deciso di nascondere i deto¬natori a
nord del fiume Litani.
La presenza di arsenali proibiti ha causato, negli ultimi mesi,
forte ten¬sione tra l'Hezbollah e il contingente Onu, del quale fanno
parte soldati ita¬liani. A fine aprile un reparto spagno¬lo ha
iniziato a scattare foto nel villag¬gio di Rabat Al Talatin dopo aver
indi¬viduato «un luogo sospetto». Un'atti¬vità che ha provocato
l'immediata re¬azione di decine di civili - in realtà Hezbollah - che
hanno circondato la pattuglia.
Una situazione simile si era verifi¬cata in gennaio quando una
folla di miliziani, travestiti da abitanti, ha as¬salito un'unità
francese che aveva scoperto un bunker a sud del fiume Litani. Ne è nato
un duro confronto risolto con l'intervento di una colon¬na di soldati
libanesi, tutti sciiti. I mi¬litari sono entrati nel tunnel ed han¬no
«certificato» che non vi erano ar¬mi. In realtà hanno dato una mano
all'Hezbollah nel coprire azioni non permesse dalle risoluzioni Onu.
[01-08-2009]
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GIORNI DELL’IRAN – LA REPRESSIONE NON FERMA I MANIFESTANTI –
INCIDENTI AL CIMITERO, CACCIATO MOUSSAVI – LA POLIZIA DISPERDE LA FOLLA
NEL CENTRO DI TEHERAN – KHATAMI DENUNCIA"CRIMINI" CONTRO
MANIFESTANTI IN CARCERE…
1 - IRAN: MANIFESTANTI PICCHIATI E ARRESTATI,CACCIATO MOUSSAVI...
(AGI/AFP/afp) - Torna a salire la tensione a Teheran, nel giorno in cui
l'opposizione aveva preannunciato di voler commemorare le vittime della
repressione post-elettorale. La polizia ha picchiato con bastoni,
manganelli e cinture le persone che si erano raccolte nel cimitero dove
sono sepolti Neda Agha-Soltan e altri giovani uccisi nella
manifestazioni del 20 giugno. Numerosi anche gli arresti. Nel cimitero
di Behesht-e-zahra, a sud di Teheran, gli agenti si erano raccolti
soprattutto attorno alla tomba di Neda, la giovane diventata il simbolo
della repressione. Il leader riformista Mir Hossein Mossavi, che aveva
preannunciato la sua presenza, e' stato costretto ad allontanarsi appena
pochi minuti dopo il suo arrivo.
Secondo testimoni locali, Moussavi e' riuscito a scendere
dall'auto, accolto dagli slogan festosi dei manifestanti ("Ya
Hossein! Mir Hossein!"), e a camminare fino alla tomba di Neda, la
giovane di cui oggi ricorre il quarantesimo giorno dalla morte. "A
Moussavi pero' non e' stato permesso di recitare i versi del Corano: e'
stato immediatamente circondato da agenti in assetto anti-sommossa che
lo hanno ricondotto alla sua auto".
Non sono mancati i tafferuugli: "Altre persone che si erano
raccolti al cimitero hanno circondato la sua auto, tentando di non farlo
andar via. Ma la polizia ha cominciato a spingere gli attivisti
dopodiche' Moussavi e' ripartito". Nonostante la polizia avesse
bloccato le strade che conducono alla tomba di Neda, una quarantina di
manifestanti - tutti con foulard e T-Shirt verdi -il colore distintivo
della campagna elettorale di Moussavi- erano riusciti a raccogliersi sul
luogo della sepoltura decorata con candele e fiori.
2 - AL CIMITERO ARRIVA KARRUBI, PIETRE
CONTRO POLIZIA...
(AGI/AFP) - Nel cimitero di Teheran dove sono sepolti Neda Agha-Soltan e
altri giovani uccisi nella manifestazioni del 20 giugno, e' giunto Mehdi
Karrubi, uno dei leader dell'opposizione anti-regime. Esattamente come
aveva fatto poco prima con Mir Hossein Moussavi, la polizia lo ha
circondato; a quel punto, gli altri manifestanti raccolti nel cimitero
di Behesht-e-zahra, a sud della capitale, hanno allora cominciato a
lanciare pietre contro gli agenti. Poco prima, al cimitero era giunto
l'altro leader riformista, Mir Hossein Mossavi, che era stato costretto
ad allontanarsi appena pochi minuti dopo il suo arrivo.
3 - IN MIGLIAIA NEL CENTRO DI TEHERAN,POLIZIA DISPERDE FOLLA...
(AGI/AFP/REUTERS) - Nonostante il divieto imposto del regime, circa
tremila manifestanti si sono radunati nel centro di Teheran intorno alla
'Grand Mosalla', un ampio spazio all'aperto dove viene di solito
celebrata la preghiera. Lo hanno riferito alcuni testimoni, secondo i
quali agenti in tenuta anti-sommossa hanno circondato la piazza e altri
in sella a motociclette sono piombati tra la folla cercando di
disperderla. Poche ore prima la polizia era intervenuta per disperdere
le persone che si erano raccolte nel cimitero dove sono sepolti Neda
Agha-Soltan e altri giovani uccisi nella manifestazioni del 20 giugno.
Decine gli arresti. Moussavi e' stato costretto ad allontanarsi appena
pochi minuti dopo il suo arrivo.
4 - KHATAMI DENUNCIA "CRIMINI" CONTRO MANIFESTANTI IN
CARCERE...
(AGI/AFP) - L'ex presidente riformista Mohammad Khatami ha definito
"un crimine" le violenze subite dai manifestanti rinchiusi
nelle carceri iraniane. "Non e' abbastanza dire che una prigione
non rispondeva agli standard richiesti e poi chiuderla", ha detto
Khatami, con chiaro riferimento alla decisione della Suprema Guida
Spirituale della Repubblica islamica, Ali Khamenei, che lunedi' ha
ordinato lo smantellamento di una prigione a sud di Teheran. Khamenei ha
chiuso il "campo di concentramento" di Kahrizak, a sud di
Teheran, dove sono morti alcuni manifestanti e ci sarebbe stata anche
un'epidemia di meningite. "Cosa vuol dire 'non rispondere agli
standard'?", si e' chiesto ancora Khatami nel sito web della sua
fondazione.
"Che non funzionava il sistema di ventilazione o che i bagni
erano sporchi?". "No, sono stati commessi crimini. E vite sono
andate perdute". Oggi, aggirando il divieto delle autorita'
iraniane di commemorare le vittime della repressione post-elettorale, i
leader dell'opposizione Mir Hossein Moussavi e Mehdi Karrubi si
raccoglieranno sulle loro tombe. Moussavi e Karrubi, andranno alle 16
(le 13:30 italiane) nel grande cimitero di Behesht-e Zahra, nel sud di
Teheran, dove sono sepolti Neda Agha-Soltan e altri giovani uccisi nella
manifestazioni del 20 giugno. Sara' presente anche la madre di Neda, la
prima vittima delle proteste. I vertici della Repubblica islamica hanno
vietato la cerimonia commemorativa programmata, sempre per domani, nel
Grande Mossala (luogo di preghiera) della capitale.
[30-07-2009]
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Videoinforma : www marcobava.it
Fuell cell a idrogeno
Pubblicata il 17/11/2009
Dalle sperimentazioni in corso in Giappone
incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a
idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity,
Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente
118 km con un kg d'idrogeno.
Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno
contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano
circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è
attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero
percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo
conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il
problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso
compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora
ingombranti e pesanti bombole.
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www.ecorete.it
www.visual.paginegialle.it/
ARRIVA LA
CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori
economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra
incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a
Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger
economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.
Nato in una sera
di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico
e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il
«BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si
articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live
blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul
sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org):
un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account
Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto»
avranno la possibilità di fare domande ai relatori.
Dopo il debutto di
un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio
poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa
450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri
blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata
travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E
quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della
crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli
interventi.
Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default;
fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri
saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed
ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di
educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di
trading. |
| SAPEVI CHE
L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE DAL
POLITECNICO DI TORINO :
INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL
PROF.UGAZIO clicca qui
La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore
che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza
, si crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto ! |
Veri mostri
botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti
mutageni (cromo esavalente, diossine,
policlorobifenili).
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LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN
DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’
On. Scilipoti Domenico
Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area
Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via
Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.
Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002
presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata
una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo
esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato
dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455
µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.
La sorgente principale del cromo esavalente è stata
individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché
nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.
In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente
riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e
di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump &
Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.
Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di
concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti
superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e
pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente
a valle di esso.
L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato
che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i
fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è
rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento
delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la
concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro
(ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua
di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non
è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in
sicurezza”.
La relazione tecnica in oggetto precisa che:
“L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari
per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti”
e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari
a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite
tabellare previsto per il cromo esavalente.
Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di
attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000
metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e
residenziale.
Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria
con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli
pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).
L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del
sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie
di acciaieria.
Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo
milione di metri cubi.
Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in
quantità superiore ai limiti.
Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e
considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato
pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di
tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il
valore dell'area.
E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con
la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti
dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.
Le determinazioni più recenti consistono nella
preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area
costituita dalla prevedibile estensione della situazione di
contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.
La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché
ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un
possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe
installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di
contaminazione.
La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di
carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei
vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al
fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una
adeguata protezione dell'ambiente.
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda
rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
…
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di
concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di
legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30
microgrammi/litro.
…
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:
Non era il caso di informare la popolazione, che sembra
all'oscuro di tutto?
Non conveniva bonificare l'area subito, invece di
programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?
L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi?
Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?
Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene
precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al
pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle
radiazioni ionizzanti?
Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente
nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di
inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?
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Cromo esavalente nella Dora a Torino
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In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il
Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha
parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente
trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area
dell’ex acciaieria Vitali.
Dice il Coraglia:
“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati
anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in
materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori
infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata
fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla
Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato
assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da
sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto
la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.
Ma come stanno realmente le cose?
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
...
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio
2005. A
seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in
falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono
sensibilmente diminuiti, da oltre
400 a
30 microgrammi/litro.
...
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax
+39.011.4426562
P.S.: Il colore del cromo esavalente.
http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4
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Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
L'inchiesta è
stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a
Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?
10.08.09
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Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di
una minoranza armata
Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere
ancora viste dalle future generazioni
Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza
la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di
essere impallinati
Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e
meno contrastanti con l’interesse generale
Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria
Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere
preservato
Le ragioni del SI
www.referendumcaccia.it .
A breve avremo la data!
Per favore fa circolare il messaggio tra le tue amiche ed i tuoi amici
piemontesi! |
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