IRAN
Home ] Su ] NOI CI SIAMO UNITI ] A quindici anni di distanza ] STATUTO CIVILTA' COSTITUZIONALE ] LOBBY E SPRECHI PUBBLICI ] MAFIA ] MASSONERIA ] RUSSIA ] RAI ] ESTERI ] LEGA NORD ] CAMORRA ] USA ] BERLUSCONI ] DALEMA ] PASSERA ] GERONZI ] DI PIETRO ] MORATTI ] CALTAGIRONE ] AVV.GUIDO ROSSI ] GHEDDAFI ] OBAMA ] SVIZZERA ] [ IRAN ] CINA ] PAKISTAN ] GRAN BRETAGNA ] MEXICO ] SPAGNA ] FINI ] MONTECARLO ] FRANCIA ] BELGIO ] BANDA MAGLIANA ] GRECIA ] EGITTO ] BEPPE GRILLO ] ARGENTINA ] AFGANISTAN ] COLOMBIA ] SERVIZI SEGRETI ] YEMEN ] CRAXI ] GRECIA ] COSTA RICA ] CIARRAPICO ] BERTOLASO ] KIRGHIZISTAN ] GINO STRADA ] STIPENDI ] SCALOJIA ] FINI ] SCHIFANI ] MASSONERIA ] COSSIGA ] PASOLINI ] GERMANIA ] ARABIA SAUDITA ] PRODI ] BRANCHER ] LUNARDI ] INDIA ] TRAVAGLIO ] MALESIA ] CARBONI ] P3-VERDINI ] MILANO ] VERDINI ] GENCHI GIOACCHINO ] BRASILE ] AVV.GIORGIO AMBROSOLI ] KOREA ] CUBA ] BANCA D'ITALIA ] EQUADOR ] PALESTINA ] VENDOLA ] ISRAELE ] HAITI ] WIKILEAKS ] ROMA ] PD ] GIAPPONE ] MARIO MONTI ]

 

 

 

 

 

E' mia intenzione dare la mia disponibilità a raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

 ideeconomiche@pec.it

 

 

LA MAPPA DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio di:

  • visitarlo periodicamente
  • usare questa pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
  • di avere pazienza nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE, potrebbe essere lento.
  • MARCO BAVA fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto responsabile.
  • Questo servizio non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
  • MARCO BAVA non potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da ritenersi ad esclusivo uso personale ed e' espressamente non consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.

QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRi SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

NON DIMENTICARE CHE:

Le informazioni contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.

Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.


MARCO BAVA

 

 

 

IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile presso  di me e basta ordinarlo via email al costo di 30 euro COMPRESE SPESE DI SPEDIZIONE . Oltre al libro sulle mie esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e.

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

ciao blogger de LaStampa.it,

come ti avevamo annunciato in Aprile, il servizio blog La Stampa verrá chiuso a breve.

Se vuoi che il tuo blog venga migrato su TypePad, dovrai aumentare il tuo livello d’iscrizione ad un livello a pagamento (per ulteriori dettagli, vai su http://www.sixapart.com/it/typepad/prezzi/index.html).

Una volta scelto il tuo livello, comunicacelo con una mail all’indirizzo contactit@sixapart.com prima del 23 dicembre, indicando il livello scelto e l’URL del tuo blog. Tieni presente che poi il tuo URL diventerà da myblog.blog.lastampa.it a myblog.typepad.com.

Altrimenti puoi esportare il contenuto del tuo blog andando su "Blog > Parametri > Importa/Esporta" per usarlo su un’altra piattaforma a tuo piacimento.
Ti consigliamo di avvisare i tuoi lettori che il cambiamento avverrà il 6 gennaio 2010.

Per qualsiasi ulteriore informazione, non esitare a metterti in contatto con il nostro staff di supporto TypePad, all’indirizzo contactit@sixapart.com

Cordiali saluti
La Stampa e lo staff TypePad

 

 

Dai sempre un'occhaiata a sito  di DAGOSPYA CHE BEN INTRODOTTO CI SPIEGA CHE ....CLICCA QUI

NEI LINK  DI SERVIZIO TROVI UNA BANCA DATI DEGLI ARTICOLI PIU' INTERESSANTI, SECONDO MARCO BAVA,  TRATTI DA DAGOSPIA 

 

<!-- <EdIndex> -->
 
 
 

 

 

MERLONI: MANIFESTAZIONI DI INTERESSE DA CINA E IRAN...
(Adnkronos) - Sono arrivate ieri pomeriggio, a sorpresa, manifestazioni di interesse per la A. Merloni. Nessuno si aspettava piu' nulla con il bando in scadenza ieri, compresi gli operari della fabbrica che da sabato scorso avevano occupato la torre del campanaccio di Nocera Umbra. Ora le manifestazioni di interesse sono arrivate, gli operai ieri sera sono scesi dalla torre, e la Regione Umbria, in via precauzionale va avanti con il piano b, per la reindustrializzazione dell'area..16-11-2010]

 

 

KARZAI AMMETTE CHE IL SUO UFFICIO RICEVE CONTANTI DALL'IRAN
http://nyti.ms/bs3tkj

- Dopo le rivelazioni di ieri sul capo di gabinetto del presidente afghano (che ha affermato di ricevere "sacchi di contanti da Teheran"), oggi Karzai ha ammesso di ricevere milioni di dollari dall'Iran, che usa per spese "fuori bilancio" e altre faccende "legate al suo ruolo di presidente". Questo in una conferenza stampa definita "delirante" dal giornale americano

 

L'IRAN IMMETTE L'URANIO ARRICCHITO NEL SUO PRIMO REATTORE NUCLEARE
http://nyti.ms/cbV5fR

- L'inizio delle attività della centrale nucleare che NATO e Israele volevano bloccare è sempre più vicino. Gli ingegneri iraniani e russi hanno cominciato la procedura che porterà all'accensione del reattore.

31.10.10

 

L'IRAN HA RIEMPITO DI SOLDI UNO STRETTO COLLABORATORE DI KARZAI
http://nyti.ms/btZSDj

- L'ambasciatore iraniano in Afghanistan ha consegnato a Umar Daudzai, capo di gabinetto del presidente Karzai, "buste di soldi" al fine di comprare la fedeltà del governo afghano nei confronti di Teheran

31.10.10

 

 

- LE MONDE
I GIGANTI DEL PETROLIO LASCIANO L'IRAN PER EVITARE LE SANZIONI DI WASHINGTON
http://tinyurl.com/32ymkmr

 

- Quattro giganti del petrolio hanno deciso di seguire il piano di sanzioni contro l'Iran e di cessare ogni attività con il paese degli Ayatollah. Lo hanno annunciato gli Stati Uniti ieri. Si tratta della francese Total, l'anglo-olandese Shell, la norvegese Statoil e l'italiana Eni.
- "Liquideranno i loro investimenti" e "rinunceranno a nuove attività nel settore energetico in Iran"
- Anche il gruppo giapponese Inpex dovrebbe interrompere le sue attività
- Le sanzioni sono state decise dopo che l'Iran non ha interrotto le sue attività nucleari nonostante le pressioni dell'ONU e dei paesi occidentali.
- Anche aziende di altri settori stanno seguendo la stessa strada: la Toyota ha sospeso tutte le esportazioni. 01-10-2010]

 

 

 PETROLIO: GAZPROM TRIVELLERA' NUOVI POZZI BADRAH IN IRAQ NEL 2011...
(AGI/REUTERS) -
Gazprom Neft trivellera' 3 o 4 nuovi pozzi nel giacimento iracheno di Badrah l'anno prossimo. L'obiettivo e' il raggiungimento di 15 mila barili al giorno per l'ultimo trimestre del 2013. La compagnia e' inoltre nella fase conclusiva dei negoziati con l'Iran per sviluppare il giacimento di Azar, che fa parte di quello di Badrah ma che si trova oltre la linea di confine iraniana. Lo ha reso noto il project director per il Medio Oriente di Gazprom Neft, Alexander V. Kolomatsky.

 19-07-2010

 

 

 

I GIORNI DELL’IRAN - Mussavi: “non ho paura di morire per la mia gente. La legge elettorale deve essere modificata. I prigionieri politici vanno rilasciati” - Scontri proseguono a Teheran (numerosi feriti e arresti) - MANIFESTAZIONE PACIFISTA AL CAIRO (Diversi feriti lievi tra i quali due italiani)…

Ansa.it

1 - MUSSAVI: NON HO PAURA DI MORIRE PER LA MIA GENTE
''Non ho paura di morire per la mia gente''. Lo ha detto uno dei leader dell'opposizione in Iran, Mir Hossein Mussavi, in un appello per l'immediata liberazione di quanti sono stati arrestati nelle proteste cominciate subito dopo le elezioni del 12 giugno scorso e pubblicato dal sito di opposizione Jaras.

''L'Iran è in seria crisi'' ha dichiarato Mussavi. ''Arrestare o uccidere Mussavi o Karrubi non calmera' la situazione - ha aggiunto - Non ho paura di morire per quello che chiede la mia gente. La legge elettorale deve essere modificata. I prigionieri politici vanno rilasciati''.

Ieri, intanto, ancora scontri fra dimostranti e forze di sicurezza nel centro di Teheran, secondo notizie pubblicate da blog iraniani ma che non possono essere verificate. Testimoni hanno riferito che centinaia di persone si sono radunate sulla piazza Haft-e Tir e nelle vie adiacenti, teatro di numerose manifestazioni nei giorni scorsi, scandendo slogan contro il regime. Le forze anti-sommossa, con mezzi blindati, hanno caricato i dimostranti. Numerose persone sarebbero rimaste ferite e una ventina sarebbero state arrestate, sempre secondo i blog.

Il leader dell'opposizione iraniana, Mir Hossein Mussavi, ha lanciato un appello ai suoi sostenitori a scendere in piazza a Teheran in caso di arresto di uno dei capi del suo movimento, l'Onda Verde. L'appello è comparso su twitter, il microblog che pubblica sms.

teheran

Secondo un sito web dell'opposizione, la polizia è intervenuta nel centro di Teheran per disperdere con i lacrimogeni gruppi di dimostranti anti-regime che si erano radunati per una ennesima protesta.

Jaras, un sito dell'opposizione che ha puntualmente fornito informazioni attendibili sulle proteste anti-governative, ha reso noto che i manifestanti si sono scontrati con le forze dell'ordine sulla piazza Haft-e-Tir, dove gli agenti hanno fatto ricorso ai lacrimogeni. Le notizie sulle manifestazioni non possono essere seguite dai giornalisti stranieri accreditati a Teheran e le informazioni che circolano sul web non possono essere perciò soggette a verifiche indipendenti.

L'agenzia ufficiale iraniana Irna ha ribadito oggi che alcuni leader dell'opposizione hanno lasciato Teheran per rifugiarsi nella provincia settentrionale di Mazandaran. Nonostante le smentite di ieri, la Irna afferma che "i leader della sedizione (opposizione) martedi hanno lasciato Teheran" ed aggiunge che "uno di loro nel pomeriggio di oggi si trovava ancora li". Senza fare nomi, l'agenzia iraniana afferma anche che uno dei leader "ha deciso di rientrare a Teheran ma non si hanno conferme sul suo ritorno".

2 - MANIFESTAZIONE PACIFISTA AL CAIRO (Diversi feriti lievi tra i quali due italiani)
Diversi feriti lievi tra i quali due italiani: donne trascinate per i capelli, pugni, spinte e diverse telecamere danneggiate. Si è chiusa con questa bilancio una giornata di mobilitazione che circa 400 pacifisti provenienti da ogni parte del mondo hanno tentato di organizzare nella capitale egiziana.

Sin da questa mattina si sono radunati nella piazza del museo egizio del Cairo per protestare contro il governo egiziano che da giorni negava agli attivisti di partecipare alla 'Gaza Freedom March', una marcia per portare aiuti e solidarietà ai palestinesi di Gaza ad un anno esatto dalla sanguinosa operazione israeliana 'Piombo fuso' sulla Striscia.

Durissima la reazione della polizia al concentramento dei manifestanti: i pacifisti sono stati chiusi in un angolo da un enorme cordone di poliziotti in tenuta anti-sommossa che ha usato sin dall'inizio le maniere forti. "La polizia ci ha prima diviso in due gruppi e poi ci ha violentemente riunito tutti in un unico gruppo. Agenti in tenuta anti-sommossa - ha riferito Laura Pernice telefonicamente dal Cairo - hanno trascinato i pacifisti con violenza. Ho visto donne trascinate per i capelli, hanno dato pugni e calci e spaccate le telecamere. Ci sono alcuni feriti nella delegazione, ho visto volti sanguinanti ed anche una signora italiana sta male".

Successivamente la Farnesina ha confermato che sono due gli italiani che sono stati feriti, seppur lievemente, dalla polizia anche se altre fonti parlano di un terzo connazionale coinvolto. Contemporaneamente alcune centinaia di arabi e di pacifisti israeliani si sono radunati all'altezza del valico di confine con la striscia di Gaza a Erez sempre per ricordare il primo anniversario dell' operazione Piombo Fuso, la guerra di 23 giorni lanciata da Israele contro Hamas a Gaza.

In contemporanea con Londra, Parigi e Gaza, attivisti che sostengono la Freedom March che intendeva ricordare, ad un anno esatto, l'operazione piombo fuso hanno protestato davanti l'ambasciata egiziana a Roma dopo che stamani i pacifisti rappresentanti di 42 paesi sono stati malmenati a Il Cairo dopo essere stati bloccati nella loro intenzione di varcare il confine e unirsi alle manifestazioni di Gaza.

Circa 200 attivisti con bandiere palestinesi e striscioni con su scritto "Egitto vergogna" e "Gaza libera boicotta l'Egitto", hanno scandito davanti l'ambasciata egiziana a Roma slogan di protesta alzando numerosi striscioni di contestazione alla scelta egiziana di fermare gli attivisti pacifisti.

Proteste anche per il ferimento di due partecipanti alla Freedom March. Marco Benevento, in rappresentanza del Forum Palestina, ha spiegato che al sit-in hanno partecipato le comunità islamiche, le rappresentanze Rdb, la Fiom, la Federazione della sinistra e la comunità di San Paolo. I manifestanti hanno anche protestato strappando davanti l'ambasciata i depliant illustrativi di note mete turistiche egiziane e invitando al boicottaggio di questo paese arabo che "aiuta Israele a strangolare Gaza".

[01-01-2010]

 

 

 

IL GIORNI DELL’IRAN – Ahmadinejad: Le manifestazioni sono una “nauseante pagliacciata” organizzata “dai sionisti e dagli americani” - . La Gran Bretagna “riceverà un pugno in bocca se non la smetterà” di criticare l’Iran - Le Guardie Rivoluzionarie: “l’opposizione è sostenuta dal nemico straniero” - FINITA LA POLITICA DELLA MANO TESA DI OBAMA …

La Stampa.it

Si stringe la morsa del governo iraniano contro l'opposizione mentre Teheran continua ad alzare la voce con la comunità internazionale e convoca l'ambasciatore britannico. Secondo un giornale riformista uno dei leader dell'opposizione e ex presidente del Parlamento, Mehdi Karroubi, è stato posto agli arresti domiciliari dopo che il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi aveva denunciato l'arresto della sorella, la dottoressa Nooshin Ebadi, docente di medicina. Il giornalista iraniano Omid Habibinia ha riferito all'Agi la notizia dell'arresto di Karroubi citando la testimonianza del figlio del leader dell'opposizione al sito riformista 'Rahe Sabz.net'.

teheran

Shirin Ebadi ha denunciato che la sorella «è stata arrestata nella sua abitazione il 28 dicembre senza un mandato da agenti dell'intelligence e portata in carcere. Non so dove è detenuta e perchè è stata arrestata». Ebadi ha sottolineato che la sorella «non ha partecipato alle proteste, non svolge alcuna attività politica», e quindi l'arresto non è altro che «un atto di pressione su lei stessa per indurmi a cessare le attività di difesa dei diritti umani».

Intervistata da SkyTg24, Ebadi ha anche denunciato la «repressione illegale del regime per spaventare la gente». I siti web riformisti hanno inoltre riferito dell'arresto di tre giornalisti e una attivista dei diritti umani. Uno è Mashallah Shamsolvaezin, giornalista riformista di spicco. In manette sono finiti anche Morteza Kazemian, giornalista del quotidiano riformista «Etemad»; l'attivista Mansoureh Shojai, un altro giornalista, Mohammad Javad Saberi, è stato arrestato nei pressi dell'università si Teheran in via Enghelab. Il procuratore generale di Teheran ha inoltre confermato l'arresto durante le proteste del giornalista 27enne siriano Reza al-Basha della tv di Dubai.

I parlamentari hanno chiesto di usare il pugno duro contro i responsabili delle proteste scoppiate durante le commemorazioni dell'Ashura, condannando i «disgustosi commenti» dei governi occidentali sulle tensioni di domenica scorsa e accusando i manifestanti di essere «anti-religiosi» e «anti-rivoluzionari».

Le Guardie Rivoluzionarie hanno accusato i media stranieri di condurre una guerra psicologica per rovesciare lo Stato islamico. «Chi ha architettato i disordini pagherà presto il prezzo della sua insolenza», l'opposizione è sostenuta dal nemico straniero«, hanno scritto in un comunicato.

L'ambasciatore britannico è stato convocato per protestare contro le dichiarazioni di Londra sulla violenta repressione delle proteste. Il ministro degli esteri britannico David Miliband aveva elogiato il »grande coraggio« degli oppositori. Durissimo il commento di Manouchehr Mottaki. La Gran Bretagna »riceverà un pugno in bocca se non la smetterà« di criticare l'Iran per la repressione delle proteste, ha detto il ministro degli esteri iraniano. Secondo notizie non ancora confermate sarebbero ripresi gli scontri nella capitale.

"Le manifestazioni dell'opposizione in Iran sono una «nauseante pagliacciata» organizzata «dai sionisti e dagli americani». Lo ha affermato il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, secondo quanto riferito dall'agenzia Irna. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana, Ahmadinejad ha affermato che «la nazione iraniana ha visto molte di queste mascherate. Un sionista e un americano hanno ordinato la carnevalata...».

Le manifestazioni anti-governative rispondono ad «uno spettacolo scritto da sionisti e americani, che ne sono gli unici spettatori - ha attaccato il presidente iraniano - È uno spettacolo che fa vomitare, ma quelli che l'hanno pianificato e quelli che vi hanno partecipato si sbagliano» di grosso. Le dichiarazioni riportate dall'Irna sono le prime fatte da Ahmadinejad sulle manifestazioni di piazza degli ultimi giorni.

2 - FONTI USA, FINITA LA POLITICA DELLA MANO TESA DI BARACK OBAMA
(Adnkronos) -
L'Amministrazione americana, insieme agli alleati del gruppo 5+1, sta ridefinendo il progetto per nuove sanzioni contro l'Iran per colpire direttamente la leadership del regime, in seguito all'acuirsi della repressione contro l'opposizione e al convincimento maturato, oramai maturato a Washington, della fine della politica della mano tesa lanciata da Barack Obama la scorsa primavera.

L'idea, anticipa il Washington Post citando una fonte del dipartimento di stato Usa, e' quella di mettere a punto restrizioni economiche, 'il piu' precise possibili', per quanto questo possa essere difficile con una economia complessa e dai meccanismi poco noti in occidente come quella iraniana.

Quindi nessuna misura che rischi di colpire gli iraniani, come quella per l'embargo al raffinamento del petrolio iraniano all'estero (l'Iran e' costretto a importare il 40 per cento della benzina che consuma, pur essendo uno dei maggiori produttori di greggio non dispone delle capacita' per lavorarlo).

 

All'inizio del mese, la Camera dei rappresentanti americana ha approvato con 412 voti favorevoli e solamente 12 contrari, un progetto di legge per sanzionare le compagnie che contribuiscono al programma di raffinamento del petrolio iraniano, una misura che dovrebbe passare senza problemi anche al Senato. Ma che difficilmente sara' estesa al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

 

3 - MOTTAKI, NO A ULTIMATUM SUL NUCLEARE
(Adnkronos/Aki) -
L'Iran, atttraverso il suo ministro degli Esteri, Manouchehr Mottaki, ha oggi nuovamente respinto l'ultimatum delle potenze mondiali che hanno imposto a Teheran di accettare "entro fine anno" la bozza d'accordo elaborata dall'Aiea per l'arricchimento dell'uranio. "In realta' - ha affermato Mottaki - noi abbiamo posto un nostro ultimatum e se le potenze mondiali non risponderanno formalmente alla nostra proposta, andremo avanti con l'arricchimento dell'uranio per il reattore a scopi medici che sorge vicino Teheran".

 

Il capo della diplomazia iraniana ha quindi aggiunto che il suo Paese "non e' disposto ad aspettare ancora: se non raggiungeremo un accordo sull'acquisto o lo scambio dell'uranio, lo arricchiremo fino al 20 per cento da soli".

I Paesi del gruppo 5+1, ovvero gli Stati che hanno diritto di veto all'Onu piu' la Germania, hanno minacciato l'Iran di nuove sanzioni nel caso non accetti la bozza dell'Aiea, che prevede l'arricchimento dell'uranio di Teheran in Russia e Francia. L'Occidente teme che l'Iran stia portando avanti in segreto un piano per dotarsi di armi nucleari, ma il governo iraniano ha sempre respinto con fermezza questa accusa.

 

 

[29-12-2009] 

 

 

MISTERY PLANE – C’È UN AEREO SEMPRE MEZZO VUOTO CHE FA SPOLA TRA CARACAS E TEHERAN CON PREZZI ALTISSIMI E SCARSI CONTROLLI DI SICUREZZA – NON È STATO ANCORA CANCELLATO PERCHÉ A MANTENERLO SONO CHÁVEZ E AHMADINEJAD - TRASPORTERÀ TECNOLOGIA MILITARE E MATERIALE RADIOATTIVO?...

Davide Mattei per "il Giornale"

Due sabati al mese parte dall'aeroporto Simón Bolivar di Caracas un Airbus 340 della compagnia venezuelana Conviasa abbastanza speciale: la sua cabina, da 286 posti, non arriva ad essere riempita quasi mai neanche a metà, ed i passeggeri possono godere di un altro privilegio: non devono passare controlli di sicurezza. Il volo Caracas-Damasco-Teheran è infatti una specie di mistero.

 

Nonostante il volo sia sempre mezzo vuoto, l'ufficio di prenotazione della compagnia assicura che non ci sono posti liberi per tutto il 2009. Anche quando disponibili, i prezzi non sembrano proprio essere alla portata di venezuelani ed iraniani: vanno dai 1.500 ai 3mila euro. Le alte tariffe non arrivano comunque a coprire le spese di un volo carissimo, che per ogni ora «costa allo Stato venezuelano dai 9.500 ai 12mila euro», secondo i calcoli di un funzionario di Conviasa citato da "El País", che stima che l'andata e ritorno possa costare minimo 340mila euro.

 

Il volo va così male che la sua frequenza è stata dimezzata nell'ultimo anno. Ma se il Caracas-Damasco-Teheran non è stato ancora cancellato è perché dietro non c'è una normale compagnia aerea, ma due capi di Stato uniti da una amicizia ormai decennale: Hugo Chávez e Mahmud Ahmadinejad. E proprio i due presidenti dovranno decidere se rinnovare l'accordo che diede vita al volo due anni fa il prossimo dicembre.

È probabile che Chávez e Ahmadinejad firmino un nuovo accordo che sembra convenire ad entrambi. Dal 2007, quando a Teheran si tenne la prima Conferenza internazionale sull'America Latina, Ahmadinejad ha infatti stretto i rapporti con il continente americano, usando proprio il Venezuela come testa di ponte.

L'amicizia con Chávez, di cui è socio nell'Opec, ha portato il leader iraniano a firmare circa 150 accordi con Venezuela ed i Paesi amici nella regione: Bolivia, Ecuador e Nicaragua, ed è divenuto «osservatore» anche dell'Alba, l'Alternativa bolivariana per l'America voluta da Hugo Chávez.

CHAVEZ

Durante i più di 11 incontri di Chávez con Ahmadinejad negli ultimi anni, l'Iran ha firmato circa 100 accordi di cooperazione ed ha promesso di investire circa 4 miliardi di dollari in progetti petroliferi. Ma i pasdaran hanno anche stretto accordi da un miliardo con il Nicaragua e la Bolivia; chiuso 25 accordi con l'Ecuador di Correa, a cui hanno concesso un credito di 80 milioni di euro, e promesso ingenti acquisti di soia in Paraguay. Un vero e proprio sbarco, per un Paese stretto sotto la morsa dell'embargo.

 

A cambio di questo impegno, Chávez sembra essersi fatto carico del volo speciale che unisce i due Paesi. Secondo un rapporto dei servizi occidentali citato dal Center for Security Policy di Washington, l'Iran sarebbe così riconoscente perché proprio grazie a questo strumento riuscirebbe a schivare l'embargo e ad introdurre in patria materiale che non potrebbe importare.

Secondo i servizi, nella tratta viaggerebbe anche materiale proibito, come computer per controllo dei missili e macchinari vari forniti da aziende quali Shahid Baker (Sbig), bandite dal 2006 dal Consiglio di sicureza dell'Onu. Secondo El País però, recentemente è scoppiata tra l'equipaggio del volo anche la paura che si trasporti materiale radioattivo. In un blog del sito di Conviasa, alcune persone, che dicevano essere impiegati, hanno dato sfogo alle loro accuse. Ora però la pagina è stata chiusa, e rimanda a quella principale di Conviasa, sotto il titolo «il piacere di volare».

 

 
[24-11-2009]

 

 

 

MISTERI D'ITALIA: QUANDO GHEDDAFI ERA TERRORISTA – IL FILO LIBICO CHE UNISCE BOLOGNA A USTICA – PER PERTINI I GOVERNI DC ERANO TROPPO TOLLERANTI (INFILTRAZIONI A VALANGA DI LIBICI, PALESTINESI E CECOSLOVACCHI) – L’AMBASCIATORE GARDNER: “Cossiga aveva sottovalutato l’estrema destra”…

 

Maurizio Molinari per "La Stampa"

1 - Bologna-Ustica - Quando il sospetto cadde su Gheddafi...
All'indomani della strage di Bologna, il Quirinale di
Sandro Pertini non escluse la pista del terrorismo straniero, lamentando la presenza di agenti «libici, palestinesi e cecoslovacchi» in Italia e attribuendo tali infiltrazioni all'«eccesso di tolleranza» dei governi a guida democristiana «nei confronti del terrorismo di destra e di sinistra».

 

Questo si evince dalla lettura dei documenti sulla strage di Bologna che «La Stampa» ha ottenuto dal Dipartimento di Stato nel rispetto delle norme del «Freedom of Information Act». Il primo accenno a una «pista straniera» per la strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980, la si trova il 4 agosto, quando l'ambasciata americana a Roma informa il Dipartimento di Stato a Washington dell'esistenza di una possibile matrice libica: «Le deduzioni ci portano a dire che la matrice è neofascista ma alcuni importanti personaggi italiani ritengono che la regia sia all'estero e il leader del Psdi Pietro Longo fa riferimento a responsabilità africane, presumibilmente libiche».

Passano 72 ore ed è Richard Gardner, titolare dell'ambasciata, a firmare un telegramma all'attenzione del Segretario di Stato Ed Muskie per far sapere che Gerardo Bianco, capogruppo della Dc alla Camera, non solo «sospetta del coinvolgimento libico nell'attacco di Bologna» ma «chiede di avere un maggiore scambio di informazioni fra servizi segreti» al fine di chiarire le minacce che il regime del colonnello Muammar Gheddafi porta all'Italia.

 

E Gardner lo rassicura sulla «stretta cooperazione con i servizi segreti italiani», sottolineando che l'intelligence americana è «costantemente in allerta sui segnali di sostegni stranieri per il terrorismo italiano».

Il 14 agosto è il Dipartimento di Stato che invece scrive a Gardner, facendogli sapere che «le autorità italiane stanno indagando su un possibile legame fra l'attacco di Bologna e la misteriosa caduta di un DC-9 di una compagnia italiana nel Mar Tirreno dello scorso 27 giugno», suggerendo di «seguire da vicino» questa «prima indicazione di un possibile collegamento» contro il disastro di Ustica.

 

La risposta da Roma arriva il 15 agosto, con un telegramma che cita come fonte «tre dissidenti libici», secondo i quali «Gheddafi garantisce addestramento e sostegno ai terroristi italiani tanto di destra che di sinistra nell'ambito di una strategia tesa a destabilizzare l'area del Mediterraneo».

Sono proprio questi due dissidenti a fare i nomi delle località dove Gheddafi addestra i terroristi: «Iufra, Ghadames e Sinuaen». Gli istruttori sarebbero «di più nazionalità», includendo «palestinesi ma anche europei e americani già impiegati dalla Cia», mentre «sovietici e est europei sono troppo prudenti per farsi coinvolgere direttamente in questi campi».

 

Ma ciò che più conta per Gardner è quanto ascolta dal primo ministro Francesco Cossiga e da Antonio Maccanico, segretario generale del Quirinale, nei colloqui che ha l'8 settembre e di cui scrive il giorno seguente al Dipartimento di Stato, con un lungo telegramma intitolato «Terrorismo - Le opinioni del primo ministro Cossiga e del presidente Pertini» e classificato «Confidential»: «Sul coinvolgimento di stranieri nel terrorismo Cossiga ha osservato che l'Italia sa, da fonti americane, che vi sono campi di addestramento in Libia anche se nessun collegamento fra la strage ed elementi stranieri è stato ancora stabilito».

 

Quanto a Maccanico, «ha detto che il presidente Sandro Pertini è convinto che non solo elementi libici ma anche palestinesi e cecoslovacchi sono implicati nel terrorismo italiano al comune obiettivo di destabilizzare la nazione». E' questo il punto che Gardner più porta all'attenzione del Segretario di Stato, Ed Muskie: «Maccanico ha detto che l'Italia è per molti versi il Paese europeo più vulnerabile al terrorismo, dandone in gran parte la responsabilità a eccessi di tolleranza da parte del governo italiano nei confronti del terrorismo tanto di destra che di sinistra».

Fino a quel momento tutti i governi italiani erano stati a guida democristiana. «Se il governo italiano avesse agito energicamente quando questo fenomeno era nelle sue fasi finali - sono le parole di Maccanico a Gardner - le dimensioni del terrorismo sarebbero totalmente differenti».

2 - Richard Gardner: "Cossiga aveva sottovalutato l'estrema destra"...
Francesco Cossiga era molto agitato, emotivo, in quel periodo e alla guida del governo lo sostituì Arnaldo Forlani, assai più calmo, con le caratteristiche del pacificatore». Così l'allora ambasciatore Usa in Italia Richard Gardner ricorda i turbolenti mesi seguiti alla strage di Bologna, che portarono alla caduta del Cossiga II.

 

Ambasciatore, dov'era quando avvenne l'attentato alla stazione di Bologna?
«Quel weekend eravamo ospiti di
Letizia Boncompagni nella sua villa vicino a Lucca. C'erano i Fanfani, i Rognoni, i Maccanico e il ministro dell'Industria Bisaglia. Stavamo attorno alla piscina quando qualcuno portò a Rognoni, ministro dell'Interno, la notizia. All'inizio si pensò a un incidente, poi divenne chiaro che si era trattato di esplosivo. Poco dopo un elicottero militare atterrò sul prato della villa per portare Rognoni a Bologna».

Dalle carte declassificate del Dipartimento di Stato emerge un presidente del Consiglio italiano molto debole, vulnerabile. Lei che ricordo ne ha?
«Ci vedemmo l'8 settembre.
Cossiga mi disse di non preoccuparmi troppo delle tensioni fra Psi e Dc, erano normali al ritorno delle ferie e il governo sarebbe rimasto in piedi. Invece avvenne il contrario: sul super-decreto la maggioranza andò sotto alla Camera 297 a 298 voti, mancarono i voti di due Dc usciti dall'aula al momento del voto».

Che cosa indebolì Cossiga?
«Molti lo accusavano di aver sottovalutato il terrorismo di destra, concentrandosi solo contro quello di sinistra. Non ho mai avuto prove concrete di questo ma era l'atmosfera di quel momento. Per questo
Craxi disse che Cossiga sembrava "consumato", anch'io ebbi questa impressione. Cossiga cadde quando ero a Washington con Bisaglia per una missione energetica che riguardava l'Eni, per ridurre la dipendenza dell'Italia dall'estero».

A sostituire Cossiga arrivò Forlani. In cosa era diverso?
«Forlani era l'opposto di
Cossiga. Era calmo, pacato, il riconciliatore che in quel momento serviva all'Italia per garantire continuità e stabilità. Uno dei migliori italianisti del Dipartimento di Stato paragonò Forlani a un giocatore di calcio capace di governare il gioco senza mai esporsi fino a fare gol».

Nelle carte lei fa riferimento alla presa di posizione dell'Amministrazione Carter del 12 gennaio 1978, favorevole a ridurre l'influenza del partito comunista in Italia. Di che cosa si trattava?
«L'11 gennaio andai alla Casa Bianca, incontrai il consiglio per la sicurezza e vidi il presidente
Carter. La presa di posizione si era resa necessaria perché "La Repubblica" aveva scritto in più occasioni che l'Amministrazione Carter non si opponeva a un ingresso del Pci nel governo. Il testo fu letto il 12 marzo durante il briefing del portavoce del Dipartimento di Stato.

Si esprimeva "preoccupazione", riferendosi alle recenti e numerose prese di posizione filo-sovietiche del Pci, e si auspicava una "riduzione" dell'influenza del Pci sulla vita politica in Italia, sottolineando comunque che dovevano essere gli italiani e nessun altro a decidere da chi farsi governare. Quest'ultimo concetto riaffermava il "position paper" del marzo precente".

Che cosa c'era in quel «position paper»?
«Ci avevo lavorato con
Zbignew Brzezinki, consigliere per la sicurezza, prima di iniziare la mia missione in Italia. Segnava la fine delle politiche precedenti di Nixon e Kissinger. Vi si affermava che l'Italia era uno Stato democratico, che non vi sarebbero più state interferenze o manipolazioni e che non avremmo più finanziato partiti o leader politici italiani. Al tempo stesso si ribadiva che il sostegno dell'America andava a quelle forze politiche che avevano i nostri stessi valori di riferimento.

 
[07-09-2009]

 

 

 

 

PIENA DI MISSILI DIRETTI A TEHERAN LA NAVE DIROTTATA NEL BALTICO (IL MOSSAD VIGILA) - AHMADINEJAD APRE A OBAMA MA NON RINUNCIA A NUCLEARE – VOTI A KARZAI IN COLLEGI “FANTASMA” - Svezia, IL PREMIER Bildt cancella la visita IN ISRAELE – NUOVI INSEDIAMENTI IN CISGIORDANIA (ALLA FACCIA DI USA E UE)… -

1 - AHMADINEJAD APRE A OBAMA MA NON RINUNCIA A NUCLEARE...
(Velino) - Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sarebbe pronto a incontrare il presidente Usa Barack Obama e a riprendere il dialogo sul nucleare. Ad annunciarlo e' stato lo stesso presidente iraniano, nel corso di una conferenza stampa a Tehran. Ahmadinejad si e' detto disponibile a incontrare il presidente Usa in occasione della prossima Assemblea generale dell'Onu, in programma a New York a fine settembre, e apre ai negoziati con il gruppo del cosiddetto "5 + 1", in un quadro "giusto e logico".

 

Questo non vuol dire - ha spiegato - cedere a compromessi: Tehran "non rinuncera' ai suoi diritti inalienabili" tra cui il programma di arricchimento dell'uranio e le minacce di nuove sanzioni non funzioneranno: "Questo linguaggio non e' compatibile con il mondo di oggi". Il dialogo a cui si prepara l'Iran sarebbe invece a piu' ampio respiro, per "risolvere i problemi del mondo. Intanto a Vienna, in settimana, l'Aiea terra' una riunione proprio sul programma nucleare iraniano.

2 - AFGHANISTAN: MIGLIAIA VOTI A KARZAI IN 800 COLLEGI "FANTASMA"...
(AGI/EFE) -
Hamid Karzai ha ottenuto migliaia di voti in 800 collegi elettorali "fantasma", dove nessuno ha mai depositato schede elettorali. Lo ha rivelato il New York Times, che cita funzionari afghani e occidentali dietro garanzia di anonimato. "Il 15% dei seggi elettorali e' rimasto chiuso nel giorno delle elezioni ma migliaia di voti risultano ugualmente attribuiti a Karzai", ha detto il funzionario occidentale.

Altri suoi colleghi, secondo il quotidiano di New York, hanno calcolato che per ogni votante risultano una decina di schede e le preferenze sono state tutte assegnate al presidente afghano, che punta alla rielezione. Le zone a maggioranza pashtun, nell'est e nel sud del Paese, hanno registrato una affluenza eccezionalmente bassa, compresa la provincia di Kandahar, dove e' nato Karzai.

 

Secondo il Times in questa provincia sono andati alle urne 25mila elettori ma risultano 350mila voti scrutinati. Nella corsa con Abdullah Abdullah il presidente afghano si sta lentamente avvicinando alla maggioranza assoluta. Con il 74% delle schede scrutinate gli e' stato attribuito il 48,6% dei voti, contro il 31,7% del suo principale rivale.

3 - Svezia, IL PREMIER Bildt cancella la visita IN ISRAELE...
Dal "Corriere della Sera" - Il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt ha rinviato sine die una visita prevista nei prossimi giorni a Gerusalemme. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz la motivazione ufficiale sarebbe quella di non interferire nei contatti tra il premier Netanyahu e l'amministrazione Usa per rilanciare le trattative con i palestinesi. Secondo Haaretz , invece, la decisione va legata alle polemiche seguite alla pubblicazione da parte del quotidiano svedese Aftonbladet di un articolo in cui l'esercito israeliano era accusato di aver asportato nei primi anni dell'intifada organi di palestinesi morti.

4 - BARAK APPROVA COSTRUZIONE OLTRE 400 NUOVI ALLOGGI IN CISGIORDANIA...
(ASCA-AFP)
- Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha autorizzato formalmente la costruzione di oltre 400 nuove unita' abitative per i coloni ebrei negli insediamenti della Cisgiordania. A renderlo noto il ministero in una nota.

 

Barak ha firmato l'autorizzazione per 366 nuove case e nei prossimi giori siglera' l'ok per altri alloggi che porteranno a 450 il totale delle unita' abitative che verranno costruite.

Qualche giorno fa il Premier Benjamin Netanyahu aveva annunciaro che Israele avrebbe approvato la costruzione di centinaia di nuove abitazioni all'interno degli insediamenti della Cisgiordania prima di procedere con il blocco delle colonie tanto sostenuto da Washington.

E' evidente che questo progetto portera' un'ondata di polemiche e critiche da parte dell'amministrazione Obama che sta puntando sul congelamento degli insediamenti come elemento fondamentale per la ripresa del processo di pace in Medio Oriente.

5 - «SUNDAY TIMES»: PIENA DI MISSILI DIRETTI A TEHERAN LA NAVE DIROTTATA NEL BALTICO...
Da "il Giornale" -
Era piena di missili diretti in Iran la Arctic Sea, la nave finlandese con equipaggio russo scomparsa il 24 luglio scorso mentre era in navigazione nel Baltico e rintracciata il 17 agosto al largo di Capoverde. È questa la ricostruzione pubblicata ieri dal «Sunday Times», che cita fonti russe e israeliane. Secondo il giornale, la nave - ufficialmente carica di legname - aveva a bordo missili russi antiaereo S-300 destinati all'Iran, caricati durante una serie di lavori di riparazione nel porto di Kaliningrad.

 

A tenerla d'occhio era però il Mossad, il servizio segreto israeliano, che ha seguito la nave e poi informato le autorità di Mosca. Secondo gli 007 di Gerusalemme il carico era stato venduto da ex ufficiali militari con collegamenti con la rete clandestina di trafficanti di armi. A quel punto, ricostruisce il domenicale britannico, il Cremlino - che ha sempre negato che a bordo della nave ci fosse un carico segreto, sostenendo la versione per cui a dirottare l'Arctic Sea fossero stati criminali comuni che avevano chiesto un riscatto -, ha ordinato la missione di recupero dell'imbarcazione.

«Qualsiasi prova che il Cremlino aveva permesso che armi sofisticate finissero nelle mani di criminali o dell'Iran sarebbe stata molto imbarazzante» per la Russia, scrive il Sunday Times, per questo sarebbe stata inventata «una storia finta».

Quanto alla versione ufficiale «è ridicola - dice una fonte militare russa - ed è stata diffusa per permettere al Cremlino di salvare la faccia». Altre fonti a Mosca sostengono che il servizio segreto israeliano potrebbe aver avuto un ruolo nel dirottamento della nave diretta in Algeria, mettendo insieme la banda di criminali - quattro estoni, due russi e due lettoni - che ha assaltato l'Arctic Sea, senza essere a conoscenza del carico segreto che trasportava.

«Il modo migliore per gli israeliani di impedire che il mercantile raggiungesse l'Iran era quello di creare molto rumore intorno alla nave - spiega un ex ufficiale dell'esercito -. Una volta uscita la notizia del sequestro, i russi dovevano agire». Questo sarebbe in effetti accaduto. E gli israeliani avrebbero dato al Cremlino anche una via d'uscita, consentendo loro di rivendicare una brillante missione di recupero.

 
[07-09-2009]

 

 

 

COSA C’ERA NELLA STIVA DEL JET IRANIANO PRECIPITATO IL 15 LUGLIO CON 168 PERSONE A BORDO? UN CARICO DESTINATI ALL’HEZBOLLAH LIBANESE DI SOFISTICATI DETONATORI CON DUE KG DI ESPLOSIVO E ALCUNI DI QUESTI SAREBBE¬RO ESPLOSI PROVOCANDO IL DISASTRO…

Guido Olimpio per il Corriere della Sera

Cosa c'era nella stiva del Tupolev iraniano precipitato il 15 luglio con 168 persone a bordo? Fonti medio¬rientali sospettano che il jet stesse trasportando un carico di sofisticati detonatori e alcuni di questi sarebbe¬ro esplosi provocando il disastro.

Il comandante dell'aereo, decolla¬to da Teheran e diretto a Erevan (Ar¬menia), ha segnalato un'emergenza 16 minuti dopo il decollo. E poco do¬po il Tupolev, forse durante un dispe¬rato tentativo di atterraggio, si è schiantato nella regione di Qazvin, a nord della capitale.

Il jet - secondo indiscrezioni - aveva imbarcato, ol¬tre ai bagagli dei passeggeri, un buon numero di casse di metallo che ospitavano detonatori di ultima gene¬razione. Apparati composti da due chilogrammi di esplosivo e meccani¬smi elettrici. Alcuni di questi, per mo¬tivi non chiariti, avrebbero causato una deflagrazione fatale al jet. Infatti, testimoni hanno raccontato di aver sentito degli scoppi prima dell'impat¬to.

NEDA UCCISA IN IRAN

Sempre secondo le fonti il Tupolev do¬veva trasferire il ma¬teriale lungo la se¬guente rotta: Iran-Ar¬menia- Turchia- Si¬ria. Quindi il carico bellico avrebbe pro¬seguito, via terra, per il Libano. I deto¬natori erano, infatti, destinati al mo¬vimento filo-iraniano degli Hezbol¬lah, tenace avversario di Israele.

Era stato scelto un percorso tortuoso - sostengono ambienti dell'opposizio¬ne in esilio - nella speranza di dare meno nell'occhio. Una misura di pre¬cauzione accompagnata dal cambio del «manifesto di carico» che doveva essere attuato a Erevan. In passato le autorità turche hanno impedito il transito di equipaggiamenti militari. E in un'occasione un attentato ad un treno da parte dei separatisti curdi nel sud della Turchia ha svelato un traffico di missili in favore del¬l'Hezbollah.

Sembra che l'operazione Tupolev sia stata gestita da una sezione spe¬ciale dei Pasdaran, impegnata a soste¬nere le milizie sciite. Tra le vittime vi sarebbe, infatti, anche un dirigente dei Guardiani della rivoluzione a cui era stato assegnato il compito di sor¬vegliare la consegna. E non è un caso che nella zona dove si è schiantato il jet siano arrivati uomini della sicurez¬za e artificieri mentre le autorità han¬no continuato a parlare di «inciden¬te ».

Informazioni trapelate dal Liba¬no hanno aggiunto un particolare in¬teressante. Il piano prevedeva che le casse dovessero essere nascoste in uno dei rifugi che l'Hezbollah ha crea¬to nel Libano sud. Ma dopo un'esplo¬sione che ha distrutto, il 14 luglio, il deposito di Khirbet Slem, gli iraniani avevano deciso di nascondere i deto¬natori a nord del fiume Litani.

La presenza di arsenali proibiti ha causato, negli ultimi mesi, forte ten¬sione tra l'Hezbollah e il contingente Onu, del quale fanno parte soldati ita¬liani. A fine aprile un reparto spagno¬lo ha iniziato a scattare foto nel villag¬gio di Rabat Al Talatin dopo aver indi¬viduato «un luogo sospetto». Un'atti¬vità che ha provocato l'immediata re¬azione di decine di civili - in realtà Hezbollah - che hanno circondato la pattuglia.

Una situazione simile si era verifi¬cata in gennaio quando una folla di miliziani, travestiti da abitanti, ha as¬salito un'unità francese che aveva scoperto un bunker a sud del fiume Litani. Ne è nato un duro confronto risolto con l'intervento di una colon¬na di soldati libanesi, tutti sciiti. I mi¬litari sono entrati nel tunnel ed han¬no «certificato» che non vi erano ar¬mi. In realtà hanno dato una mano all'Hezbollah nel coprire azioni non permesse dalle risoluzioni Onu.

 
[01-08-2009]

 

 

 

GIORNI DELL’IRAN – LA REPRESSIONE NON FERMA I MANIFESTANTI – INCIDENTI AL CIMITERO, CACCIATO MOUSSAVI – LA POLIZIA DISPERDE LA FOLLA NEL CENTRO DI TEHERAN – KHATAMI DENUNCIA"CRIMINI" CONTRO MANIFESTANTI IN CARCERE…

1 - IRAN: MANIFESTANTI PICCHIATI E ARRESTATI,CACCIATO MOUSSAVI...
(AGI/AFP/afp) - Torna a salire la tensione a Teheran, nel giorno in cui l'opposizione aveva preannunciato di voler commemorare le vittime della repressione post-elettorale. La polizia ha picchiato con bastoni, manganelli e cinture le persone che si erano raccolte nel cimitero dove sono sepolti Neda Agha-Soltan e altri giovani uccisi nella manifestazioni del 20 giugno. Numerosi anche gli arresti. Nel cimitero di Behesht-e-zahra, a sud di Teheran, gli agenti si erano raccolti soprattutto attorno alla tomba di Neda, la giovane diventata il simbolo della repressione. Il leader riformista Mir Hossein Mossavi, che aveva preannunciato la sua presenza, e' stato costretto ad allontanarsi appena pochi minuti dopo il suo arrivo.

Secondo testimoni locali, Moussavi e' riuscito a scendere dall'auto, accolto dagli slogan festosi dei manifestanti ("Ya Hossein! Mir Hossein!"), e a camminare fino alla tomba di Neda, la giovane di cui oggi ricorre il quarantesimo giorno dalla morte. "A Moussavi pero' non e' stato permesso di recitare i versi del Corano: e' stato immediatamente circondato da agenti in assetto anti-sommossa che lo hanno ricondotto alla sua auto".

Non sono mancati i tafferuugli: "Altre persone che si erano raccolti al cimitero hanno circondato la sua auto, tentando di non farlo andar via. Ma la polizia ha cominciato a spingere gli attivisti dopodiche' Moussavi e' ripartito". Nonostante la polizia avesse bloccato le strade che conducono alla tomba di Neda, una quarantina di manifestanti - tutti con foulard e T-Shirt verdi -il colore distintivo della campagna elettorale di Moussavi- erano riusciti a raccogliersi sul luogo della sepoltura decorata con candele e fiori.

2 - AL CIMITERO ARRIVA KARRUBI, PIETRE CONTRO POLIZIA...
(AGI/AFP) - Nel cimitero di Teheran dove sono sepolti Neda Agha-Soltan e altri giovani uccisi nella manifestazioni del 20 giugno, e' giunto Mehdi Karrubi, uno dei leader dell'opposizione anti-regime. Esattamente come aveva fatto poco prima con Mir Hossein Moussavi, la polizia lo ha circondato; a quel punto, gli altri manifestanti raccolti nel cimitero di Behesht-e-zahra, a sud della capitale, hanno allora cominciato a lanciare pietre contro gli agenti. Poco prima, al cimitero era giunto l'altro leader riformista, Mir Hossein Mossavi, che era stato costretto ad allontanarsi appena pochi minuti dopo il suo arrivo.

3 - IN MIGLIAIA NEL CENTRO DI TEHERAN,POLIZIA DISPERDE FOLLA...
(AGI/AFP/REUTERS) - Nonostante il divieto imposto del regime, circa tremila manifestanti si sono radunati nel centro di Teheran intorno alla 'Grand Mosalla', un ampio spazio all'aperto dove viene di solito celebrata la preghiera. Lo hanno riferito alcuni testimoni, secondo i quali agenti in tenuta anti-sommossa hanno circondato la piazza e altri in sella a motociclette sono piombati tra la folla cercando di disperderla. Poche ore prima la polizia era intervenuta per disperdere le persone che si erano raccolte nel cimitero dove sono sepolti Neda Agha-Soltan e altri giovani uccisi nella manifestazioni del 20 giugno. Decine gli arresti. Moussavi e' stato costretto ad allontanarsi appena pochi minuti dopo il suo arrivo.

4 - KHATAMI DENUNCIA "CRIMINI" CONTRO MANIFESTANTI IN CARCERE...
(AGI/AFP) - L'ex presidente riformista Mohammad Khatami ha definito "un crimine" le violenze subite dai manifestanti rinchiusi nelle carceri iraniane. "Non e' abbastanza dire che una prigione non rispondeva agli standard richiesti e poi chiuderla", ha detto Khatami, con chiaro riferimento alla decisione della Suprema Guida Spirituale della Repubblica islamica, Ali Khamenei, che lunedi' ha ordinato lo smantellamento di una prigione a sud di Teheran. Khamenei ha chiuso il "campo di concentramento" di Kahrizak, a sud di Teheran, dove sono morti alcuni manifestanti e ci sarebbe stata anche un'epidemia di meningite. "Cosa vuol dire 'non rispondere agli standard'?", si e' chiesto ancora Khatami nel sito web della sua fondazione.

"Che non funzionava il sistema di ventilazione o che i bagni erano sporchi?". "No, sono stati commessi crimini. E vite sono andate perdute". Oggi, aggirando il divieto delle autorita' iraniane di commemorare le vittime della repressione post-elettorale, i leader dell'opposizione Mir Hossein Moussavi e Mehdi Karrubi si raccoglieranno sulle loro tombe. Moussavi e Karrubi, andranno alle 16 (le 13:30 italiane) nel grande cimitero di Behesht-e Zahra, nel sud di Teheran, dove sono sepolti Neda Agha-Soltan e altri giovani uccisi nella manifestazioni del 20 giugno. Sara' presente anche la madre di Neda, la prima vittima delle proteste. I vertici della Repubblica islamica hanno vietato la cerimonia commemorativa programmata, sempre per domani, nel Grande Mossala (luogo di preghiera) della capitale.

 

 
[30-07-2009]
 

Videoinforma :  www marcobava.it

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

VEDI PREZZI BENZINA CLICCA QUI

ATTENZIONE AI RISCHI DELL'EOLICO

 

RIFIUTI ED EMISSIONI 0

 

 

 

 

Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

www.visual.paginegialle.it/

 

ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

SAPEVI CHE L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE  DAL POLITECNICO DI TORINO  :

INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL PROF.UGAZIO clicca qui

La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

...

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di una minoranza armata

Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere ancora viste dalle future generazioni

Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di essere impallinati

Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e meno contrastanti con l’interesse generale

Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria

Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere preservato

Le ragioni del SI
www.referendumcaccia.it .

A breve avremo la data!

Per favore fa circolare il messaggio tra le tue amiche ed i tuoi amici piemontesi!

 

 

  Videoinforma :  www marcobava.it