JUVE
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A JUVE E CHIELLINI SIGLANO UN CONTRATTO RIVOLUZIONARIO. SI GUADAGNA IN BASE AI RICAVI DELLA JUVE E SE VA IN B SI PRENDE IL 30% IN MENO -STABILITO ANCHE IL LOOK: ELEGANTE O CASUAL CHIC, MAI TRASANDATO - VIETATO ANDARE IN DISCOTECA E RILASCIARE DICHIARAZIONI SENZA PRIMA FARLE VEDERE AD AGNELLI: ALTRIMENTI TAGLIO DEL 10% - MAI UNO SPONSOR PERSONALE IN CONFLITTO CON QUELLI DEL CLUB - PENSATE A TOTTI: FA GLI SPOT VODAFONE MA IN CAMPO CON LA ROMA E’ MARCHIATO WIND E NELLE INTERVISTE PARLA DAVATI AL TABELLONE SERIE A TIM

Antonello Capone per La Gazzetta dello Sport


Chiellini firma fino al 2015. «Sia io sia la società - dice a Juve Channel - abbiamo un obiettivo: tornare a vincere qualcosa di importante al più presto, che sia questo o il prossimo anno. Voglio diventare una bandiera per la gente juventina». Ecco Marotta: «Giorgio è un giocatore fondamentale, rappresenta il presente e il futuro della Juventus».

 

E' rivoluzionario il contratto firmato ieri da Giorgio Chiellini con il presidente della Juventus Andrea Agnelli, l'a.d. Beppe Marotta e l'avvocato Michele Briamonte. Quest'ultimo fa anche parte della commissione della Lega di Maurizio Beretta per il rinnovo dell'accordo collettivo, e il contratto di Chiellini inciderà parecchio in questo senso: raccoglie infatti gran parte delle richieste dei club.

 

Nell'accordo è specificato che Chiellini si atterrà alle direttive dell'allenatore o di qualsiasi altro tesserato competente che il club designi, e accetta sin d'ora di allenarsi anche separatamente dal gruppo, purché in modalità tale da preservare, secondo l'apprezzamento dell'allenatore e delle componenti tecniche del club, le sue capacità tecnico-tattiche.

 

Il giocatore si impegna a non esercitare altre attività senza il preventivo consenso scritto. Non deve andare in discoteca, deve vestire secondo lo stile Juve: elegante o casual, mai trasandato o tale da far trasparire preferenze politiche o ideologiche. Si impegna a non fare dichiarazioni pubbliche ai media senza la preventiva autorizzazione scritta.

 

Va autorizzata anche ogni partecipazione a manifestazioni, tv, feste con tifosi. Chiellini si impegna a sottoporsi alle cure e ai trattamenti sanitari primari che il club si obbliga a fornirgli.

Nel caso voglia avvalersi di altri professionisti, dovrà dimostrarne fama e reputazione. Il giocatore dichiara che è parte dei contratti commerciali indicati dalla Juve e ogni sponsor privato va autorizzato e non può confliggere con quelli Juve. Sarà pagato regolarmente anche in base ai risultati, in caso di retrocessione perderà il 30% dello stipendio o ridiscuterà il contratto.

Ad ogni infrazione comportamentale o violazione è previsto il 10% in meno, fino all'esclusione dalla rosa e la sospensione di ferie e permessi. C'è infine l'obbligo di rapporto di buona fede con club, quindi in caso di trasferimento...

Prima del consiglio federale, oggi Abete incontra Beretta e Campana per salvare la trattativa sull'accordo collettivo.

 24-11-2010]

 

 

CALCI IN CULO - SI SVEGLIA IL LUPACCHIOTTO ANDREA AGNELLI E ATTACCA ALLA TRAVERSA MASSIMO MORATTI: ARIDATECI GLI SCUDETTI! - UNA GIORNATA DAVVERO NERA(AZZURRA): TRONCHETTI AVREBBE CONFERMATO NLEL’UDIENZA CIVILE A PORTE CHIUSE CHE IL MANDANTE DELLO SPIONAGGIO ILLEGALE SU BOBO VIERI ERA L´INTER DI MORATTI - Decisiva, a questo punto, potrebbe rivelarsi la testimonianza di Tavaroli...

1 - IL LUPACCHIOTTO AGNELLI HA QUALCOSA DA DIRE A MORATTI: ARIDATECI GLI SCUDETTI
Corriere.it

«Una volta accertata la correttezza della società negli anni in questione potremmo avanzare la richiesta di riassegnazione dei titoli». Lo ha detto Andrea Agnelli nel discorso di apertura dell'assemblea degli azionisti della Juventus in corso a Torino, facendo riferimento alle vicende di Calciopoli che hanno portato alla revoca dei due scudetti vinti dalla Vecchia Signora nel 2004-2005 e 2005-2006.

 

«Il procedimento giudiziario al Tribunale di Napoli - ha aggiunto il presidente bianconero - è uno dei due aperti. L'altro riguarda l'esposto che abbiamo presentato per la revoca dello scudetto 2006. Abbiamo avuto dalla Federcalcio sufficienti garanzie che a breve avremo una risposta a questo esposto. Attendiamo con fiducia».

ORGOGLIO E FIDUCIA - Il presidente bianconero ha ribadito poi «il sentimento di estremo orgoglio che provo nel presiedere questa assemblea, perché la mia presenza alla guida della società rappresenta la continuità della mia famiglia da oltre novant'anni». «Sono orgoglioso - ha aggiunto - non solo perché si tratta di una società che ha fatto la storia del calcio italiano e mondiale, ma anche perché la mia presenza alla guida della società è testimonianza dell'unità di intenti della famiglia, di mio cugino John e mia».

 

FIDUCIA - Andrea Agnelli ha proseguito confermando «piena e totale fiducia nel management bianconero, a partire dal direttore sportivo Giuseppe Marotta, ed elogiando «il livello di gioco» raggiunto dalla squadra che, dice il presidente, «comincia a essere un livello proprio della Juventus».

2- DOSSIER ILLEGALI SU BOBO VIERI - "TRONCHETTI CONFERMA CHE IL MANDANTE ERA L´INTER DI MORATTI"
Davide Carlucci per "la Repubblica"

Per l´avvocato di Christian Vieri era l´Inter il mandante dell´attività di spionaggio nei confronti del calciatore. E la conferma sarebbe arrivata nell´udienza civile a porte chiuse di ieri nella quale ha deposto l´ex presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera. «La sua testimonianza - assicura l´avvocato Danilo Buongiorno - di fatto fuga ogni dubbio sul collegamento tra Tavaroli, Moratti e l´Inter».

 

In realtà, il manager si sarebbe limitato a ripetere quello che aveva già dichiarato a verbale nell´inchiesta penale sui dossier illeciti. E cioè che ci sarebbe stata una chiacchierata, risalente al 1999-2000, tra lui Massimo Moratti e Giacinto Facchetti (dirigente della squadra fino alla sua scomparsa nel 2006) nella quale si decise di rivolgersi a Giuliano Tavaroli, il capo della securiy interna di Telecom, per informarsi su come gli altri club calcistici «seguissero la vita» dei loro giocatori. In quell´occasione, però, non si sarebbe parlato della necessità di controllare Vieri.

 

L´ex campione nerazzurro ha avviato una causa per chiedere più di 21 milioni di euro - di cui 12 all´Inter e 9,250 a Telecom - come risarcimento per l´attività di spionaggio di cui fu vittima quando era nell´apice della sua carriera. Pedinamenti, verifiche sulle sue frequentazioni e controllo dei tabulati telefonici che gli avrebbero procurato una forte depressione.

L´incarico di raccogliere i dati, ha spiegato Caterina Plateo, dipendente di Tim, anche lei sentita nell´udienza di ieri, arrivò tra il 2002 e il 2003 da Adamo Bove, il direttore della Security morto suicida nel luglio del 2006. «Annotai le utenze più chiamate», ha detto la testimone in aula.

 

Decisiva, a questo punto, potrebbe rivelarsi la testimonianza di Giuliano Tavaroli, prevista per il primo febbraio. Fu lui, nel 2006, a raccontare ai pm di aver ricevuto una telefonata dalla segreteria di Tronchetti nella quale si preannunciava una richiesta di «consulenza» da parte di Moratti. In seguito, lo stesso Tavaroli avrebbe incontrato il presidente dell´Inter che gli avrebbe espresso preoccupazioni sulle frequentazioni di Vieri.

 

E per questo l´imputato nel processo sui dossier legali avrebbe messo l´ispettore Emanuele Cipriani alle calcagna di Bobone, affinché lo seguisse in ogni spostamento. «Cipriani svolse la pratica e venne pagato autonomamente dall´Inter», disse Tavaroli. Ieri, uscendo dall´aula, Vieri ha preferito non commentare: «Parlerò solo alla fine». Ma il suo avvocato è convinto di poter dimostrare «che il mandante del dossieraggio fosse l´Inter»

 

 

[27-10-2010]

 

 

MENTRE ANDREA AGNELLI CHIEDE AD ABETE LO SCUDETTO DEL 2006 ASSEGNATO A TAVOLINO ALL’INTER, IL BRESCIA FA SEQUESTRARE BENI PER 12 MILIONI DI EURO DI GIRAUDO DAL TRIBUNALE DI NAPOLI. E NE AVEVA CHIESTI 60 - L’AZIONE AVVIATA CONTRO L’EX AD E NON CONTRO LA JUVENTUS - CORIONI SI SENTE DANNEGGIATO DA GIRAUDO PER LA RETROCESSIONE IN B NEL 2004-2005 - L’EX MANAGER ORA VIVE E LAVORA A LONDRA E FREME PER IL PROCESSO D’APPELLO: NON E’ STATA ANCORA FISSATA L’UDIENZA. IN PRIMO GRADO E’ STATO CONDANNATO A 3 ANNI CON IL RITO ABBREVIATO....

Antonello Capone per La Gazzetta dello Sport

Il Gup di Napoli Eduardo De Gregorio ha disposto il sequestro conservativo penale dei beni di Antonio Giraudo ed ha nominato un custode giudiziale. Non si conosce ancora con precisione l'ammontare dei beni sequestrati, anche perché l'atto deve essere ancora notificato a tutte le parti. Ma dovrebbe essere di minimo 12 milioni di euro.

 

De Gregorio ha accolto l'istanza del Brescia, parte civile nel processo per il calcio scandalo, che però ha quantificato in 60 milioni il danno patito per quella che ritiene un'ingiusta retrocessione in B nel 2004-2005.

Nella richiesta depositata il 27 luglio dall'avvocato Bruno Catalanotti ha chiesto il sequestro dei beni di Antonio Giraudo e non della Juventus di cui il manager era amministratore delegato. Giraudo il 14 dicembre 2009 è stato condannato a 3 anni di reclusione con rito abbreviato dallo stesso Gup De Gregorio per frode sportiva e partecipazione in associazione per delinquere. Ha fatto appello, ma aspetta con impazienza che venga ancora fissato il processo di secondo grado.

Il Brescia ha quantificato in 6 milioni il danno per ogni anno di B (5) e in 30 milioni il danno secco retrocessione. Il gup sembra abbia preso per buono il danno per due anni di B, quindi 12 milioni, non si sa se è andato oltre. Giraudo dal 2006 vive a Londra e lavora nel settore immobiliare. Ha comunicato alla Consob di aver venduto azioni della Juventus scendendo sotto il 2%. [22-09-2010]

 

 

#1- IL DOPPIO SOGNO JUVE: TOGLIERE NON UNO, MA DUE SCUDETTI ALL´INTER IN UN COLPO SOLO - UNO IN TRIBUNALE E UNO FERMANDO A SAN SIRO, NEL DERBY DELL'ODIO, LA SQUADRA DI MOU - #2- FACCHETTI JR: "RESTITUIRE LO SCUDETTO DEL 2006? SAREBBE UNA MOSSA VINCENTE" - MA L'INTER NON CI STA: NON È LO 'SCUDETTO DI CARTONE'. È LO SCUDETTO DELLA GIUSTIZIA' - #3- DALL'INTER AL MILAN, TUTTE LE TELEFONATE "ARBITRA RACALBUTO? STATE TRANQUILLI" - #4- TRA LE 'PROVE' DEGLI AVVOCATI DI MOGGI PORTATE AL PROCESSO. C’È ANCHE LA ROMA

 

1 - IL DOPPIO SOGNO DELLA JUVE: TOGLIERE NON UNO, MA DUE SCUDETTI ALL´INTER IN UN COLPO SOLO
Maurizio Crosetti per Repubblica

Togliere non uno, ma due scudetti all´Inter in un colpo solo. È una possibilità che la Juventus non ha mai avuto, in un secolo di storia, neppure quando gli scudetti - più che farli eventualmente perdere - li vinceva. Invece, l´incrocio di questi giorni assurdi propone la doppia partita, a San Siro e in tribunale. Nel primo caso, la Juve può essere giudice del campionato; nel secondo, i giudici li aspetta, fiduciosa.

Molto più di una sfida, quella di domani. Molto più di una vendetta. I bianconeri hanno già vinto all´andata, a dicembre, ma quella era un´altra storia. E sebbene si fossero ritrovati ad appena cinque punti dall´Inter, dopo il 2-1 del Comunale (ora, invece, la distanza è una fossa delle Marianne di 16 punti), non c´è paragone rispetto al fascino perverso di quest´attesa.

«Noi ci ricordiamo benissimo del 14 maggio 2006», dice una voce storica dello spogliatoio juventino, anonima solo per colpa del silenzio stampa che ancora dura, e tiene il coperchio sulla pentola a pressione. Quel giorno, a Bari (campo neutro, perché l´avversario era la Reggina), la Juventus vinse il suo ultimo scudetto poi strappato da Calciopoli, e migrato infaustamente sulle maglie non del tutto meritevoli dell´Inter. Il famoso "scudetto degli onesti", oppure "lo scudetto di cartone".

Una cosa è certa: gli juventini in campo quel giorno, e ancora in servizio (Buffon, Cannavaro, Del Piero, Trezeguet, Camoranesi e Zebina), muoiono dalla voglia di strappare il triangolo dalle maglie degli odiati, a morsi se occorrerà.

«Non è una vendetta, è solo giustizia». Indovinate voi chi è l´autore della frase. Per facilitarvi, diremo che è uno juventino di lungo corso. La prima delle due partite (campo e tribunale) la giocherà la solita Juve malconcia (ieri si è di nuovo fermato Trezeguet, dopo Grygera e Giovinco che sono i malandati più recenti), ma con la benzina supplementare dell´orgoglio offeso e della classifica inguardabile.

Non ha ancora deciso, Zaccheroni, se rimettere in squadra Diego, recuperato, perché l´ultimo schema (un 4-4-2 più accorto) ha dato segni d´equilibrio; se è un equilibrio precario, ragione in più per non toccarlo. In attacco torna certamente Del Piero, non è dato sapere se con Amauri o Iaquinta, visto che i possibili compagni di reparto stanno giocando uno peggio dell´altro.

A sostegno di eventuali blindature, resta la possibilità Poulsen. Oggi, forse, Zaccheroni potrà fornire qualche indizio in conferenza stampa. È chiaro che la sfida di San Siro, carica di tensioni d´ogni tipo (all´andata, espulsi Mourinho e Felipe Melo) e senza il pubblico bianconero, vale soprattutto per la classifica: se la Juve perde ancora, addio Europa.

Oltre l´Inter, sullo sfondo di questo povero calcio sgangherato, c´è un secondo scudetto da togliere alla nemica milanese. Dopo l´ultima udienza napoletana, condotta da Moggi come se Moggi fosse ancora Moggi, i passi bianconeri già si intuiscono con nitidezza. Per prima cosa, gli avvocati della Juve chiederanno la trascrizione delle 75 nuove intercettazioni; se dovessero emergere fatti ancora più gravi, giudicati al momento improbabili, si potrebbe chiedere la riapertura e dunque la revisione del processo sportivo.

Assai più probabile che ci si orienti verso un´istanza di revoca dello scudetto 2006, da presentarsi a Giancarlo Abete, presidente federale. Mossa che sarà apprezzata dai tifosi, e che dovrebbe allontanare l´accusa di non essersi troppo difesi quattro anni fa, poggiando spontaneamente la testa sul ceppo in attesa del boia.

2- DALL'INTER AL MILAN, ECCO LE TELEFONATE "ARBITRA RACALBUTO? STATE TRANQUILLI" - LE «PROVE» CHE GLI AVVOCATI DI MOGGI HANNO PORTATO AL PROCESSO. C'È ANCHE LA ROMA
Fulvio Bufi e Marco Imarisio per il Corriere della Sera


Sommersi dalle voci. C'è di tutto nelle 75 telefonate che i difensori di Luciano Moggi hanno chiesto di depositare agli atti del processo su Calciopoli. È una selezione di parte, fatta dallo staff che l'ex direttore della Juventus ha incaricato di «cercare» prove del «così facevano tutti» tra le oltre 170mila telefonate raccolte durante due anni di indagine (2004-2005), intercettazioni che carabinieri e Procura hanno scelto di non usare, ritenendole prive di contenuti penalmente rilevanti.

Si comincia per ordine alfabetico, con il presidente del Cagliari Massimo Cellino che dice «mandami un arbitro » all'ex designatore Bergamo. Si prosegue con 18 telefonate tra il compianto Giacinto Facchetti e lo stesso Bergamo. In quella che sembra la telefonata più controversa, riguardante la designazione dell'arbitro Racalbuto, non gradito all'Inter, l'ex presidente della società nerazzurra si limita a commentare, ammettendo che con l'arbitro ci ha litigato lui, in persona.

Seguono poi chiamate tra Facchetti e Pairetto, nelle quali il compianto Giacinto chiede all'altro designatore «se avete già fatto per le Coppe», altre nelle quali l'ex arbitro chiede un favore dicendo «lasciami due biglietti», un'altra sulle celebri griglie per le designazioni dove Pairetto dice a Facchetti che «per sabato mettiamo tutti internazionali ».

Di tenore più virulento le telefonate dell'allora ds del Palermo Rino Foschi, che chiede «arbitri a 360 gradi » e poi rimprovera aspramente Pairetto a causa di una conduzione arbitrale a suo parere «ripugnante».

Non manca Adriano Galliani, al quale Bergamo si rivolge per chiedere un non meglio precisato favore, mentre Pairetto si limita a dirgli «facciamo tutti il tifo per lei alla grande», con riferimento alla sua prossima rielezione a presidente di Lega. Conclude una piccola sezione-Roma, con il direttore sportivo Claudio Pradè che dice «Puntiamo su di te» all'allora vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini, e un colloquio tra l'allenatore Luciano Spalletti che chiede di sapere quali guardalinee gli toccheranno in sorte. «Ho messo Pisacreta e Griselli » risponde Bergamo. «Dai che ce la facciamo».

Il menu è questo. Toccherà al tribunale decidere se si tratta solo di chiacchiere o se c'è dell'altro.
«Digli al mister di stare tranquillo»
(20 febbraio 2005) Il presidente dell'Inter Facchetti chiama Bergamo che lo rassicura in merito alla designazione dell'arbitro Racalbuto. F: «Buongiorno Paolo». B: «Buongiorno non ci siamo più sentiti, è andata bene a Palermo!!! (...)». F: «Adesso viene Racalbuto...». B: «Digli al mister di stare tranquillo, perché lui ha un carattere, guarda, che se io potessi me lo toglierei di torno, però lo lasciano tranquillo, fa la sua partita, credimi. Io ci ho già parlato, con gli assistenti».

F: «Perché con Racalbuto ho litigato io, con Racalbuto ». B: «Ci ho già parlato e ci riparlo nel pomeriggio. Lo so mi ricordo tutto, so dei precedenti, di quando sei andato negli spogliatoi. Ma ci parlo io, vedrai che lo trovi rasserenato». F: «Va bè». B: «In bocca al lupo Giacinto»

L'invito a cena (3 gennaio 2005) Bergamo invita Facchetti a cena per quando l'Inter va a giocare a Livorno B: «Senti Giacinto posso permettermi una confidenza? ». F: «Sì». B: «Se hai piacere, mercoledì sera se non hai impegni con la squadra, perché non vieni a cena a casa mia? Con chi vuoi tu naturalmente, se sei con un'altra persona fidata, non lo so...».

F: «Sì sì, come no...». B: «Tu di solito con chi ti muovi?». F: «No, da solo, da solo, da solo... se vuoi che venga con qualcun altro». B: «Se vuoi venire con la fidanzata, non lo so...». F: (ride) «No, sono lì da solo io...». B: «Se c'è anche il dottor Moratti... non lo so...». F: «Ma non credo che venga...». B: «Io avevo piacere se venivi te, insomma». F: «D'accordo». B: «Si mangia una cosa insieme... si mangia un po' di pesce... una cosina tra amici».

«Mi trovi i biglietti?» (20 marzo 2005) L'altro designatore Pierluigi Pairetto telefona a Facchetti per chiedere due biglietti per una partita dell'Inter. P: «Ascolta Giacinto ti ho telefonato per chiederti una co... se è possibile, senza problemi, eh? Mi ha chiesto una persona per stasera due biglietti, qualsiasi posto, dove vuoi, senza nessun problema, se ti è possibile... ». F: «Adesso arrivo in sede... perché ieri avevamo finito tutto...».

P: «Immagino, immagino...». F: «Arrivo in sede e ti chiamo...». P: «Ti dico: ma anche quelli di servizio, senza un posto a sedere, non lo so io, non c'è problema...». F: «Va bene... Ti chiamo... ti chiamo dopo che arrivo in sede». P: «Guarda, senza farti problemi, perché io capisco.... Comunque ripeto, Giacinto, veramente senza problemi...». F: «Va bene... dopo arrivo in sede vedo cosa si può fare...». P: «Ecco, se riesci, due, qualsiasi posto non c'è problema... ».

Galliani e Milan-Juve (17 maggio 2005) Adriano Galliani telefona al designatore Bergamo: i due parlano della partita tra Milan e Juve B: «Non mi sono ancora ripreso dall'altra domenica, e questo è stato un trauma che in famiglia ci ha lasciato il segno... Pensavamo tutto fuori che... che quello, guardi... ». G: «Anche noi, anche noi, anche noi...». B: «Mi creda ma... non so, se andava proprio male male male male... potevamo pareggiare ma insomma... ». G: «E pareggiando avremmo vinto anche a Lecce perché non avremmo mollato psicologicamente, perché se avessimo pareggiato con la Juve rimanevamo in testa alla classifica e a Lecce avremmo vinto di sicuro...».

L'ammonizione contestata(8 marzo 2005) Rino Foschi, all'epoca ds del Palermo, chiama Pairetto, che da poco ha avuto un lutto in famiglia. Dopo le condoglianze, parlano di calcio. F: «Ho parlato poi ieri sera col mio presidente... gli ho detto mi raccomando, non facciamo storie, non facciamo niente perché bisogna stargli vicino a 'sta gente... Ma l'unica cosa è che lui si vuol scatenare, nel senso... scatenare, che io lo tengo fermo. Gigi ti dico la verità: è un discorso un po' diverso dal discorso arbitrale, te lo dico. Perché fondamentalmente c'è chi sbaglia, c'è chi sbaglia perché niente è facile. Perché guarda tu domenica cosa è successo a... coso... Salvatore...».

P: «Racalbuto». F: «Sì Racalbuto...». P: «Tra l'altro è l'assistente che l'ha...». F: «Ma dai Gigi, gli assistenti non possono mettere in confusione così. Io allora dico... Che chiedo con te, Gigi, che chiedo con te. Ma questi bisogna un po' ... un po' proteggerli, perché gli assistenti debbono smetterla di... La partita di Livorno, Gigi, la partita di Livorno. C'è stato a una certo momento fuorigioco di Toni, viene spinto, la palla gli va (incomprensibile). L'arbitro, normalmente, ha fatto come ha fatto con Nesta a Milano, dai...

Pensi: lo sanno loro che sono in diffida eccetera eccetera... che sono giocatori importanti... Io non so se l'ha fatto apposta o no, ha lasciato correre eccetera eccetera... Cavolo... gliel'ho detto: alzi la bandiera e me lo fai ammonire... una ammonizione ingiustissima. Allora io alla fine ho parlato con la massima se... tranquillità... Però Zamparini, 'ste cose qua... Allora ti vengono anche dei sospetti. Per quale motivo hai alzato 'sta bandiera, non era il caso, quello non era il caso...». P: «Ascolta, vedi che se tu dici... Era Palermo-Livorno, no?». F: «Sì». P: «Pensa se era Palermo-Milan, Palermo-Inter o Palermo- Juventus, tutti avrebbero detto: ecco perché voleva penalizzare...».

3 - FACCHETTI JR: "RESTITUIRE LO SCUDETTODEL 2006? SAREBBE UNA MOSSA VINCENTE. LA STORIA DELL'INTER ACQUISIREBBE PIÙ PUNTI". MA LA SOCIETÀ: NO, SAREBBE COME METTERSI SUL PIANO DEGLI ALTRI
Corriere della Sera

Restituire lo scudetto 2006 «sarebbe un gesto molto eclatante ma che avrebbe il potere di far acquisire ancora più punti alla nostra storia». È la posizione di Gianfelice Facchetti, figlio dell'ex presidente dell'Inter, Giacinto, scomparso nel 2006.

LA TELEFONATA - Il riferimento è alla sentenza sportiva di «Calciopoli» che ha portato all'assegnazione dello scudetto 2005-2006 alla società nerazzurra. «Anche restituendo lo scudetto ci sarà chi rivorrà indietro i suoi, ma secondo me sarebbe una mossa vincente», ha aggiunto.

L'INTER NON CI STA - L'Inter, tuttavia, non ha alcuna intenzione di restituire quello scudetto. Non c'è nessun commento ufficiale alle parole di Gianfelice Facchetti, ma questa è la posizione lasciata filtrare dal club. Si tratta - è in sintesi il pensiero diffuso fra la dirigenza interista - di una scelta di coerenza affinchè non passi, ora e in futuro, il pensiero che l'Inter adottava gli stessi comportamenti dei personaggi puniti dalla giustizia sportiva e imputati nel processo penale a Napoli. Restituire lo scudetto, fanno notare da corso Vittorio Emanuele, «non sarebbe affatto un bel gesto ma un brutto gesto nei confronti dei tifosi interisti».

LA TELEFONATA CON BERGAMO - La figura dell'ex dirigente nerazzurro è stata chiamata in causa martedì nel processo di Napoli su Calciopoli con la diffusione di una intercettazione telefoniche con l'ex designatore Paolo Bergamo. «La telefonata è completamente diversa dalla trascrizione che è stata usata in aula martedì - spiega il figlio dell'ex bandiera dell'Inter - che è stata diffusa dai giornali, in rete, nei vari siti, che è stata riportata da varie tv private e non e quindi c`è proprio una falsificazioni dei fatti che è una cosa assolutamente grave e inaccettabile».

 

[15-04-2010]

 

 

#1- TRABALLA LO SCUDETTO TOLTO ALLA JUVE E DATO ALL'INTER (DALL'INTERISTA GUIDO ROSSI) - #2- INTERCETTAZIONI IMBARAZZANTI "VAI DA MORATTI, C´È UN REGALO" - NON SOLO INTER, MA ANCHE MILAN E GALLIANI NEL MIRINO - IL GUARDALINEE COPELLI CHIEDE AL DIRIGENTE ROSSONERO MEANI: "HO BISOGNO DI UNA MANO" - AD UN ARBITRO A RISCHIO CALVIZIE VIENE PROMESSO UN TRAPIANTO DI CAPELLI: "TI MANDO IN SVIZZERA, DOVE È ANDATO ANCHE BERLUSCONI" - #3- ORA TUTTI IN CORO: "LO SCUDETTO 2006 ALL´INTER? NON ANDAVA ASSEGNATO, PERDINCIBACCO"! - #4- NELLA VOLATA PER LA CANDIDATURA A EURO 2016 LE SPERANZE ITALICHE DI BATTERE LA FRANCIA (SEMPRE CHE L´UEFA NON ABBIA GIÀ DECISO...) SONO RIDOTTE AL LUMICINO -

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1 - ORA LO SCUDETTO DEL 2006 È SEMPRE PIÙ IN DISCUSSIONE
Fulvio Bianchi per La Repubblica

Moggi e Giraudo

Giancarlo Abete fra Palazzo Chigi e Calciopoli: il n.1 della Figc si è subito messo in contatto con l´avvocato Tito Milella, presente all´udienza di Napoli. Come noto, la Federcalcio si è costituita parte civile al processo. Il superprocuratore Stefano Palazzi ha già aperto un fascicolo sul nuovo filone ma aspetta martedì prossimo e solo quando avrà acquisito le nuove intercettazioni potrà decidere quali passi ufficiali muovere.

ROCCO CRIMI E MOGLIE ESTHER

Per la prima volta è stata tirata in ballo una società, l´Inter, che non figurava nel processo (sportivo) di Calciopoli: è vero che i fatti avvenuti prima del 30 giugno 2005 sono prescritti ma ci sono anche motivi di opportunità "politica" da valutare. Non c´è prescrizione nel caso venisse rimesso in discussione lo scudetto 2006, tolto alla Juve e assegnato all´Inter: bisogna vedere però se ci sono stati «comportamenti poco limpidi».

Abete è anche impegnato nella volata per la candidatura a Euro 2016. Ieri la delegazione Uefa è stata ricevuta a Palazzo Chigi da Gianni Letta ma il sottosegretario Rocco Crimi non ha potuto dare garanzie sull´approvazione della legge sugli stadi. E senza legge, le speranze di battere la Francia (sempre che l´Uefa non abbia già deciso...) sono ridotte al lumicino.

FRANCO CARRARO

Il dossier italiano è stato elogiato dai dirigenti venuti da Nyon: qualche appunto solo sugli stadi, curiosamente è stato fatto notare che costa poco (solo 40 milioni di euro) costruire un impianto nuovo da 30.606 posti a Cagliari. Decisione, il 28 maggio a Ginevra.

2 - QUELLI CHE L´AVEVANO DETTO
Maurizio Crosetti per La Repubblica

piero sandulli lap

Campioni del mondo delle certezze postdatate, noi italiani abbiamo il vezzo di dire dopo le cose che sapevamo prima. «Lo scudetto 2006 all´Inter? Non andava assegnato, perdincibacco!». Con quattro anni di ritardo ne sono puntualmente sicuri, tra gli altri: Franco Carraro (ex presidente della Figc), che adesso parla di «grave errore di politica sportiva»; Piero Sandulli (ex presidente della Corte Federale); Luca Pancalli (ex commissario straordinario della Figc).

E con loro, altre svariate voci che nel 2006 se ne stavano ben coperte e che adesso, col vento cambiato, soffiano in direzione non ostinata e non contraria, convinte che quel titolo a tavolino non s´aveva da dare. Meglio tardi che mai? A volte, forse, è meglio mai. Sono addirittura mitici, per coerenza, i cosiddetti "tre saggi" che vennero consultati da Guido Rossi, prima di assegnare lo scudetto di cartone.

MORATTI massimo

Trattasi di Gerhard Aigner (ex segretario Uefa) e dei professori Roberto Pardolesi e Massimo Coccia, tutti a debita distanza da loro stessi. Tre saggi? Oggi, a bocce ferme, sembrano Qui, Quo, Qua. Ma di più Aldo, Giovanni e Giacomo.

3 - QUELLE CHIAMATE IMBARAZZANTI "VAI DA MORATTI, C´È UN REGALO" - NON SOLO INTER, MA ANCHE MILAN E GALLIANI NEL MIRINO - COPELLI CHIEDE AIUTO AL DIRIGENTE ROSSONERO MEANI: "HO BISOGNO DI UNA MANO". MENTRE SU PUGLISI L´AD DICE: "CI PENSO IO" - AD UN ARBITRO A RISCHIO CALVIZIE VIENE PROMESSO UN TRAPIANTO DI CAPELLI: "TI MANDO IN SVIZZERA, DOVE È ANDATO ANCHE BERLUSCONI"
Corrado Zunino per La Repubblica

Giacinto facchetti

In una mattina affollata di ultras che cantano c´è solo un direttore e secondini che fanno la foto a Luciano Moggi con il Nokia, Paolo Trofino difensore dell´imputato primo di Calciopoli snocciola - sono le 11 e 48 - "la madre di tutte le intercettazioni".

La definisce così Trofino aprendo con una rapida citazione il fuoco che vuole destabilizzare l´Inter di Moratti e ribaltare, speranza che appare ancora ambiziosa, le sorti di un processo che accusa Moggi di aver mutato le sorti del campionato di serie A 2004-2005.

Ma la conversazione del 26 novembre 2004, realizzata alla vigilia di un Inter-Juventus tra Giacinto Facchetti, allora presidente pro tempore dell´Inter, e il designatore arbitrale Paolo Bergamo, non spiega. Anzi, alimenta nuovi veleni. E sospetti di audio trascritti forse non fedelmente. La madre delle 75 nuove intercettazioni rischia, ora, di incrinare il castello difensivo moggiano.

GUIDO ROSSI SOGNA - copyright Pizzi

[LA VISITA DI BERGAMO]
Ecco, sono settantacinque le "nuove intercettazioni" frutto del lavoro dell´insider Nicola Penta, fidato di Moggi che ha trascorso settimane a cercare cose dimenticate dai carabinieri tra le 171 mila telefonate del processo. Dentro questo dossier - consegnato dall´avvocato Prioreschi al collegio giudicante - ci sono cose inutili, altre grottesche, ma altre di sostanza.

auricchio

C´è per esempio il presidente del Bologna, Renato Cipollini, che offre il numero di un giornalista a Bergamo, designatore arbitrale capace di produrre da solo 51 mila telefonate in nove mesi. E cazzeggi puri tra il vicepresidente federale Innocenzo Mazzini e Antonio Cassano, che così fa la sua apparizione in Calciopoli.

Ma c´è - e qui la questione diventa seria - la gloria Giacinto che ricorda a Bergamo di andare a ritirare il regalo di Natale da Moratti e, in un´altra occasione, biglietti e tessere per lo stadio. Poi ci sono due telefonate del presidente vero, Massimo Moratti appunto. Nella prima il patron dice a Bergamo di andare a casa sua quando passa da Milano, "se ha un minuto".

Antonio Cassano

[LA SQUALIFICA A IBRA]
Nel nuovo rosario della Calciopoli quater, l´intelligence moggiana ha scoperto cose imbarazzanti anche sul Milan e il suo amministratore Adriano Galliani. In un´intercettazione il dirigente arbitrale Leonardo Meani mostra di conoscere con un giorno di anticipo quali saranno i guardalinee schierati a San Siro (e questo, in un´occasione, riuscirà anche all´Inter).

GIancarlo abete

Lo stesso Meani - imputato a Napoli, già stangato dalla giustizia sportiva - ottiene da Bergamo la certezza che la squalifica a Ibrahimovic prima di un Milan-Juve sarà confermata: «Quelli della Juve troveranno la porta chiusa a chiave», assicura il designatore alludendo a incursioni in Federazione dei bianconeri. Incursione e contraerea, Juve e Milan, Moggi-Giraudo e Galliani-Meani: il calcio italiano della prima metà del Duemila.

bergamo

[GALLIANI E PUGLISI]
Nel controdossier dei difensori della "cupola" si ascolta il guardalinee Copelli chiamare Meani per dirgli: «Mi sono rotto il c..., ora ho bisogno di una mano, quindi mi dovete aiutare». Una richiesta di aiuto esplicita di un guardalinee a un club, non si era ancora sentita. E c´è Galliani che, a domanda del dipendente Meani: «Hai parlato con Puglisi?», risponde netto: «Sì». Puglisi è un altro guardalinee, questione interessante per la giustizia sportiva. In un "file" Meani promette a un arbitro a rischio calvizie un trapianto di favore: «Ti mando in Svizzera, dove è andato Berlusconi». In un altro Galliani, di fronte a una richiesta di intervento sul presidente degli arbitri Lanese, dice al solito Meani: «Spinga, spinga, poi a Puglisi ci penso io».

GALLIANI

[LA MADRE DELLE INTERCETTAZIONI]
Questo nuovo blocco di intercettazioni vuole mostrare che tutti parlavano con i designatori, e quindi Moggi non ha fatto illeciti sportivi né, soprattutto, associazione a delinquere. Nell´aula 216 l´avvocato Trofino alza la voce con il colonnello Auricchio, architrave investigativa di Calciopoli, stanco dopo il sesto controesame consecutivo. E il legale di Gemignani si permette di attaccare il pm Narducci: «Lei non deve fare segni al testimone, suggerire le risposte».

rm14 galliani

Le tante difese dei 24 imputati mirano a minare la credibilità dei teste-chiave disegnando su Franco Baldini un ruolo di suggeritore dei carabinieri. Il colonnello Auricchio, di fronte alla "intercettazione madre", assicura di conoscerla e di non averla trovata «investigativamente interessante». Il pm Narducci decide uno strappo alle consuetudini e dice: «Conversazioni disdicevoli o inopportune non spostano alcunché, noi perseguiamo reati e in queste telefonate portate dalla difesa non ne abbiano ravvisato. È in corso un´operazione di mistificazione che vuole cancellare reati rilevanti e per noi accertati». Tra una settimana i giudici diranno se le 75 nuove intercettazioni entreranno nel processo.

 

[14-04-2010]

 

LA SQUADRA AFFONDA, MARPIONNE FA L'AMERIKANO E GLI AGNELLI HANNO IL BRACCINO CORTO - ELKANN E FAMILY SAREBBERO CONTRARI A FINANZIARE UN NUOVO AUMENTO DI CAPITALE COME QUELLO DEL 2007, CHE BLANC HA PRATICAMENTE SPERPERATO COMPRANDO GIOCATORI SOPRAVVALUTATI OPPURE INADEGUATI AL BLASONE DELLA JUVE - LA VERA NOVITÀ POTREBBE ESSERE LA CESSIONE DELLA MAGGIORANZA DELLA JUVE DA PARTE DI EXOR AD UN FONDO DI PRIVATE EQUITY, IL QUALE RILEVEREBBE ALMENO IL 51% DEL CAPITALE E DESIGNEREBBE COME PRESIDENTE DELLA SOCIETÀ PROPRIO ANDREA AGNELLI, AL QUALE SAREBBE AFFIDATA LA SCELTA DEL MANAGEMENT OPERATIVO - -

 

Da www.Ju29ro.com

 

Le preoccupanti condizioni in cui versa la Juventus dal punto di vista sportivo e societario dovranno essere ben presto oggetto di una approfondita riflessione. La discussione a Torino è partita già da qualche settimana e pare che autorevoli esponenti della vasta famiglia Agnelli abbiano chiaramente fatto sapere a John Elkann di non essere disposti ad aprire il portafoglio per la Juventus.

Sarebbero dunque contrari a finanziare un nuovo aumento di capitale come quello del 2007, che Blanc ha praticamente sperperato comprando giocatori sopravvalutati oppure semplicemente inadeguati al blasone della Juventus.

 

La discussione, a nostro parere, non dovrà solo riguardare le eventuali risorse economiche da convogliare verso Corso Galileo Ferraris, ma anche, e soprattutto, l'assetto amministrativo e gestionale di una società che appare, mai come prima, allo sbando. Molti tifosi, nelle scorse settimane hanno invocato l'arrivo di Andrea Agnelli al timone della società.

A tale proposito abbiamo registrato alcuni commenti secondo i quali Andrea avrebbe lo stesso grado di menefreghismo del cugino John nei confronti della Juventus. Altri addirittura invitano a diffidare di lui come "salvatore della patria". A questi vogliamo ricordare che fino al 2006 Andrea Agnelli era tutte le domeniche allo stadio, fino all'ultima drammatica passeggiata al fianco di Moggi e Giraudo sul prato del Delle Alpi.

Pur non conoscendo personalmente Andrea Agnelli sappiamo bene che finora ha mantenuto un basso profilo per rispettare le ferree consegne interne alla famiglia che prevedono "che si comandi uno alla volta". In questo riconosciamo in lui lo spirito di abnegazione del padre Umberto che, proprio per seguire fedelmente le regole interne alla famiglia, aveva molte volte anteposto il bene comune alle proprie ambizioni personali.

 

Riteniamo, inoltre, che Andrea possa aver raggiunto un grado di saggezza tale da non commettere gli stessi grossolani errori del cugino, il quale, per gestire la Juventus, si è affidato ai consiglieri e agli uomini sbagliati, con le conseguenze che sappiamo.

 

Il ripristino del famoso "patto del '94", e la riconsegna della Juventus nelle mani degli Umbertiani, potrebbe essere un primo passo; a nostro modo di vedere, però, non sufficiente a riportare la Juventus sui binari a cui era destinata prima degli eventi tragicomici del 2006.

Nelle nostre analisi abbiamo sempre evidenziato che, per colmare il gap nei confronti dei grandi club europei, la Juventus avrebbe avuto bisogno di risorse economiche aggiuntive che solo l'ingresso di un nuovo socio "industriale" avrebbe potuto fornire. E questa svolta sarebbe ancora più necessaria se venisse confermata l'assoluta indifferenza della famiglia verso la ricostruzione della società e della squadra.

 

Alla luce di quanto scritto finora sembrerebbe una situazione di stallo. E invece, dalla consultazione di alcune fonti del panorama finanziario internazionale, si starebbe delineando uno scenario assolutamente inedito, che non mancherà, nei prossimi giorni, di far discutere tifosi, azionisti e addetti ai lavori.

 

La vera novità potrebbe essere la cessione della maggioranza della Juventus da parte di Exor ad un fondo di investimento di private equity, il quale rileverebbe almeno il 51% del capitale e designerebbe come presidente della società proprio Andrea Agnelli, al quale sarebbe affidata la scelta del management operativo.

Per la prima volta, dopo oltre 80 anni, la Juventus cesserebbe di essere un asset collegato comunque alle vicende del Gruppo Fiat e si avvierebbe ad essere una "entertainment company" indipendente, in grado di poter sviluppare finalmente le potenzialità del suo brand, attualmente depresse da una gestione non all'altezza della Juve.

 

[22-03-2010]

AGNELLI COLTELLI – se ieri il giudice civile Brunella Rosso (Torino che conta, moglie del garante della privacy, Pizzetti), ha dato ragione A Grande Stevens E Gabetti, respingendo le aCCUSE di Margherita Agnelli che li indicava come i "gestori" dell´eredità OFF-SHORE del padre, la vera "prova" per entrambi davanti alla giustizia italiana è fissata però tra poche settimane: il 22 aprile prossimo. Ma questa volta in sede penale: VERDETTO SUL CASO DELL´EQUITY SWAP…

1- SVOLTA SULL´EREDITÀ AGNELLI IL TRIBUNALE RESPINGE L´OFFENSIVA DI MARGHERITA...
Ettore Boffano e Paolo Griseri per "la Repubblica"

Margherita Agnelli perde la partita giudiziaria contro Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens, Siegfried Maron e la madre Marella, chiamati in giudizio per ottenere il rendiconto ereditario del padre, Gianni Agnelli. Il giudice del tribunale civile di Torino, Brunella Rosso, ha depositato nella tarda mattinata di ieri il dispositivo della sentenza che «rigetta» la richiesta di rendiconto e dichiara «inammissibili» le pretese di Margherita su altri eventuali beni indivisi nell´eredità del padre.

Questo perché «non è dimostrata» l´esistenza di un mandato, verbale o scritto, che Gianni Agnelli avrebbe conferito ai suoi consiglieri perché diventassero gestori del suo patrimonio personale. Dunque, le pretese di Margherita sono infondate. La figlia dell´Avvocato è anche condannata a pagare 32 mila euro di spese processuali.

«Le sentenze si rispettano ma se non si condividono si impugnano», hanno commentato i legali di Margherita, Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone che si sono riservati di decidere sull´appello dopo aver letto le motivazioni del provvedimento. Chi invece si augura che la lite ereditaria si concluda qui è Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli.

Informata dal nipote John Elkann, la madre di Margherita ha detto che «la sentenza del tribunale mette la parola fine a una vicenda triste e molto dolorosa per tutti. Ora spero con tutto il cuore che torni finalmente il tempo della pace e degli affetti e che si ricominci a guardare con serenità al futuro per il bene di tutta la mia famiglia».

Nelle 44 pagine delle motivazioni, il giudice civile confuta una per una le tesi dei legali di Margherita. Li accusa di aver modificato in corso d´opera la strategia difensiva cambiando anche l´ordine di priorità delle richieste rivolte al giudice: «Non si può nascondere - si legge- la difficoltà che il giudicante incontra nel dare un rigoroso e chiaro filo logico al percorso motivazionale del proprio convincimento di fronte al cambiamento di strategia operato dalla difesa di Margherita Agnelli».

Un cambio che è coinciso con l´ultima sostituzione di avvocati difensori. Nel merito, le richieste di Margherita a Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron affinché rendano nota la reale entità del patrimonio estero dell´Avvocato, non sono accoglibili.

Infatti, si legge nella sentenza, «non vi è alcun documento che attesti che il senatore Agnelli abbia, nel corso della sua vita, conferito a Gabetti, Grande Stevens e Maron, l´incarico di gestire il suo patrimonio» e la stessa Margherita «non ha neppure indicato un solo documento che possa confermare tale circostanza». E non vale a dimostrare il contrario, secondo il giudice, nemmeno la presenza di Gabetti, Grande Stevens e Maron nei trust di Vaduz in cui venne fatta confluire una parte cospicua del patrimonio personale del patriarca.

In sostanza, senza la prova che i tre consiglieri dell´Avvocato sono a conoscenza del reale ammontare del suo patrimonio, qualsiasi tentativo di Margherita di rivalersi nei loro confronti è destinato al fallimento.

2- MA PER GABETTI E GRANDE STEVENS LA PARTITA GIUDIZIARIA È ANCORA LUNGA...
Ettore Boffano e Paolo Griseri per "la Repubblica"

Parla Marella Caracciolo, la vedova dell´Avvocato. Ma i veri protagonisti restano loro: i due "grandi vecchi", i «consiglieri di una vita» più fidati per la Fiat, per Ifi-Exor e, soprattutto, per la famiglia Agnelli. Gianluigi Gabetti, 85 anni, e Franzo Grande Stevens, 82 anni.

Ieri, usando una metafora calcistica che forse non piacerebbe al giurista Grande Stevens, ma che invece stuzzicherebbe il gusto per l´ironia di Gabetti, hanno vinto assieme il primo tempo di una partita che li vede costretti a presentarsi, loro malgrado, in più di un´aula di giustizia. E in qualche caso in una posizione difficilissima e molto scomoda.

Così se ieri il giudice civile Brunella Rosso, un magistrato riservato ma che appartiene alla Torino che conta (è moglie del garante della privacy, Franco Pizzetti), ha dato loro ragione, respingendo le affermazioni di Margherita Agnelli che li indicava come i "gestori" dell´eredità del padre, la vera "prova" per entrambi davanti alla giustizia italiana è fissata però tra poche settimane: il 22 aprile prossimo.

Ma questa volta in sede penale. Quel giorno, infatti, il tribunale di Torino presieduto da Giuseppe Casalbore dovrà stabilire se "l´avvocato dell´Avvocato" e il finanziere che ha traghettato la Fiat alla salvezza scegliendo Sergio Marchionne, hanno commesso il reato di "aggiotaggio informativo".

Secondo l´accusa, tacendo prima e fornendo poi informazioni incomplete alla Borsa sull´equity swap: la sofisticata operazione finanziaria che nel settembre 2005 consentì alla famiglia Agnelli di mantenere il controllo del Lingotto anche dopo l´esercizio del "convertendo" da parte delle banche creditrici. Il pm Giancarlo Avenati Bassi il 7 gennaio scorso ha chiesto 2 anni e 6 mesi di carcere per Grande Stevens e 2 anni di carcere per Gabetti.

Un´accusa che, se confermata da una sentenza, significherebbe una "macchia" pesantissima per entrambi, al termine di una carriera quasi parallela quanto a successi e prestigio. I due imputati hanno sempre negato qualsiasi responsabilità rispetto alla vicenda dell´equity swap e Gabetti ha sempre apertamente rifiutato anche le interpretazioni più benevole di quell´operazione.

Quelle che, nello "slang" della Torino della finanza e degli affari, sono sintetizzate come «la sindrome del bravo ufficiale del Savoia Cavalleria». «Io non accetto neppure che si dica che tutto ciò è stato fatto a maggior gloria della Fiat - ha spiegato più volte l´anziano finanziere - So invece di non aver commesso nessun illecito».

Il 22 aprile, dunque, dirà una prima parola certa anche su questa vicenda, mentre la "dinasty" sull´eredità dell´Avvocato rischia di approdare a sua volta in un tribunale penale e con dei possibili risvolti anche sul piano civile. A Milano, in questo caso, dove il pm Eugenio Fusco che indaga su un´evasione fiscale legata alle parcelle di due ex legali di Margherita Agnelli, ha ascoltato nei giorni scorsi un testimone importante che gli ha indicato alcuni conti svizzeri dove sarebbe custodita la parte mancante dell´eredità di Gianni Agnelli. È in corso una rogatoria internazionale e i primi riscontri sarebbero già stati trovati dalla magistratura elvetica in una banca di Zurigo.

Se così fosse, questa novità decisiva potrebbe diventare poi strategica nel processo d´appello che gli attuali avvocati della figlia di Gianni Agnelli, Andrea e Michele Galasso, si preparano a chiedere («Le sentenze, se non convincono, si impugnano...») appena lette le motivazioni.

[18-03-2010]

 

C'ERAVAMO TANTO AMATI ...
"Corriere" e "Stampa" in festa per il prevedibile sganassone che Margherita Agnelli s'è beccata da Brunella Rosso, del Tribunale civile di Torino. "Svolta sull'eredità Agnelli, il Tribunale respinge l'offensiva di Margherita. Marella: ora torni il tempo della pace e degli affetti". Ma "Repubblica" prova comunque a rovinare il presepe off-shore di casa Agnelli: "Ma per Gabetti e Grande Stevens la partita giudiziaria è ancora lunga" (p.15).

 

BRAVO LUCIANO VAI AVANTI ! Mb

MOGGI SCATENATO! - SE FOSSE SUCCESSO A UN’AVVERSARIA DELLA NOSTRA JUVE QUELLO CHE È CAPITATO AL CHIEVO E AL SIENA CONTRO L’INTER SAREBBERO SCATTATE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI. QUESTO SAREBBE IL NUOVO CALCIO PULITO? – MURINHO? UN DILETTANTE ALLO SBARAGLIO CON UN CULO COSÌ – ROMA IN CHAMPIONS CON TONI E TOTTI - I DIRIGENTI JUVE STANNO DISTRUGGENDO UN PATRIMONIO DEL CALCIO ITALIANO…

Da Stefano Discreti - Blog: www.stefanodiscreti.blogspot.com

Nella trasmissione "Studio Stadio" condotta da Paola Delli Colli, che vede tra i protagonisti l'opinionista Stefano Discreti, Luciano Moggi ha lanciato dai microfoni di Gold Sport pesanti stoccate contro la Juventus, contro Mourinho, l'Inter ed il presunto nuovo calcio pulito, ironizzando sul lavoro di Baraldi al Bologna ed analizzando il resto del campionato.

SUDDITANZA ARBITRI
"Se in passato avessero negato ad una nostra avversaria un rigore come quello di Quaresma contro il Chievo o avessimo vinto noi con un punizione come quella concessa all'Inter contro il Siena sarebbero scattate interrogazioni parlamentari....Invece oggi i media fanno finta di niente.E questo sarebbe il nuovo calcio pulito?"

INTER CAMPIONE, LA MENO PEGGIO DI UN CAMPIONATO MEDIOCRE
"Il campionato italiano è già assegnato all'Inter, che è la meno peggio di un campionato assolutamente mediocre. I migliori tecnici italiani sono emigrati all'estero così come i campioni internazionali più forti. Ormai il calcio italiano è in pieno declino su tutti i fronti. "

MOURINHO, CHE CULO!
"Il tecnico portoghese è davvero una persona fortunata. Come allenatore è poco più che un dilettante allo sbaraglio , come il proprio Presidente. Rende molto meglio nel ruolo di pubbliche relazioni."

 

BETTEGA, PERCHE'?
"Bettega non doveva accettare di rientrare con questa Juventus che solo pochi mesi aveva ha fatto una denuncia patrimoniale contro ignoti che poi ignoti non erano (era contro la TRIADE...), cercando a tutti i costi di farci condannare patteggiando la pena .... In pratica ci hanno accusato di esser dei ladri. Come può lavorarci insieme? Non ha capito che l'hanno preso solo per scaricargli addosso tutti i loro fallimenti futuri e calmare la piazza. Un po' come se il Torino adesso richiamasse Zaccarelli per fermare i tifosi furenti..."

FALLIMENTO JUVE? LA COLPA E' DI CHI HA COSTRUITO LA SQUADRA
"La nostra Juventus era una Società perfettamente organizzata su tutti i fronti. In Europa solo il Manchester United ci era superiore come struttura complessiva. Questi invece stanno distruggendo un patrimonio del calcio italiano.
Ma avete visto che facce mentre Bettega a Parma gli spiegava i movimenti in campo? Per me comunque non hanno capito niente lo stesso. 
Adesso poi cercano esterni per tornare a giocare sulle fasce? E' ridicolo. L'anno scorso hanno detto a Nedved "non ci servi più perché non giocheremo più con le ali".Ma vi rendete conto?"

 

MILAN, OTTIMO IL RITORNO DI BECKHAM
"Il Milan ha finalmente trovato i giusti equilibri. La società ancora una volta ha dimostrato la sua organizzazione sostenendo Leonardo nei momenti difficili. Ottimo davvero il ritorno di Beckham, giocatore davvero intelligente e duttile."

NAPOLI, LA VERA FORZA SONO I TIFOSI
"La risalita del Napoli è dovuta ad una serie di coincidenze fortunate come ad esempio l'ingaggio di Mazzarri, anche se fare meglio di Donadoni non è che fosse molto difficile. 
Non c'entra niente comunque con l'allontanamento di Marino rimpiazzato da Bigon, che prima faceva il Team Manager...Proprio come Secco alla Juventus, quindi...
La vera forza del Napoli sono i tifosi. Un pubblico grandioso"

 

ROMA IN CHAMPIONS CON TONI E TOTTI
"Erano anni che dicevo che alla Roma serviva un giocatore come Luca Toni. Invece di buttare soldi negli acquisti di gente come Baptista, Menez e Cicinho avessero puntato da subito sull'attaccante italiano avrebbero vinto lo scudetto del 2008, anche se poi quel campionato è sfuggito soprattutto per i tanti favori arbitrali a favore dell'Inter. Con il rientro di Totti ai massimi livelli il quarto posto per la Roma è garantito anche grazie all'ingaggio di Montali, un ottimo motivatore."

 

LOTITO E BALLARDINI STANNO ROVINANDO LA LAZIO
"Mi sono espresso più volte su Ballardini. Non è assolutamente un tecnico da Lazio.
Lotito invece sta operando malissimo ultimamente, ridimensionando una grande piazza come quella della Lazio che non lo merita.
Che errore poi mandare via Sabatini, uno dei migliori scopritori di talenti in giro!"

 

BARALDI ED IL BOLOGNA DEMOGGIZZATO
"La tanto strombazzata cura Baraldi demoggizzante mi pare che stia funzionando alla perfezione. Da quando è arrivato lui, il Bologna ha sempre perso......"

[11-01-2010] 

 

 

COME SI PUO' VEDERE NEL VIDEO DELL'ASSEMBLEA JUVE DEL 27.10.09 , NELLA SEZIONE VIDEO DI QUESTO SITO, AVEVO GIA' PREVISTO IL GIOCO DELL'OCA O DEL MONOPOLI NO UEFA SI LAUTI STIPENDI AI CALCIATORI, A CUI SI AGGIUNGERA' QUELLO DI BETTEGA.  

CON L'ABBATTIMENTO DELLO STADIO LA JUVE HA ABBATTUTO LA SUA CAPACITA' DI VINCERE ALTRI SCUDETTI, L'INTER INSEGNA, E BETTEGA DEVE FARSENE UNA RAGIONE, ANCHE DIFRONTE AL NAPOLEONE BLANC.

Mb

 

01.01-2010 

 

 

Come mai Lippi ha rotto con la sua amata Juventus? Semplice; dai piani alti della real casa torinese gli hanno chiesto conto del brutto momento juventino (visto che era stato Lippi a suggerire Ferrara, Cannavaro, Grosso.....) e mister nazionale si è sentito messo in mezzo quasi fosse colpa sua del pessimo momento bianconero. Così ha rotto con la Juventus e ha gettato a mare gli accordi più o meno già presi con gli Elkann, come quello di tornare a Torino dopo i mondiali....

24.12.09

 

Mb

  Videoinforma :  www marcobava.tk