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A JUVE E
CHIELLINI SIGLANO UN CONTRATTO RIVOLUZIONARIO. SI
GUADAGNA IN BASE AI RICAVI DELLA JUVE E SE VA IN B SI
PRENDE IL 30% IN MENO -STABILITO ANCHE IL LOOK: ELEGANTE
O CASUAL CHIC, MAI TRASANDATO - VIETATO ANDARE IN
DISCOTECA E RILASCIARE DICHIARAZIONI SENZA PRIMA FARLE
VEDERE AD AGNELLI: ALTRIMENTI TAGLIO DEL 10% - MAI UNO
SPONSOR PERSONALE IN CONFLITTO CON QUELLI DEL CLUB -
PENSATE A TOTTI: FA GLI SPOT VODAFONE MA IN CAMPO CON LA
ROMA E’ MARCHIATO WIND E NELLE INTERVISTE PARLA DAVATI
AL TABELLONE SERIE A TIM
Antonello
Capone per La Gazzetta dello Sport
Chiellini firma fino al 2015. «Sia io sia la società -
dice a Juve Channel - abbiamo un obiettivo: tornare a
vincere qualcosa di importante al più presto, che sia
questo o il prossimo anno. Voglio diventare una bandiera
per la gente juventina». Ecco Marotta: «Giorgio è un
giocatore fondamentale, rappresenta il presente e il
futuro della Juventus».
E' rivoluzionario il
contratto firmato ieri da Giorgio Chiellini con il
presidente della Juventus Andrea Agnelli, l'a.d. Beppe
Marotta e l'avvocato Michele Briamonte. Quest'ultimo fa
anche parte della commissione della Lega di Maurizio
Beretta per il rinnovo dell'accordo collettivo, e il
contratto di Chiellini inciderà parecchio in questo
senso: raccoglie infatti gran parte delle richieste dei
club.
Nell'accordo è
specificato che Chiellini si atterrà alle direttive
dell'allenatore o di qualsiasi altro tesserato
competente che il club designi, e accetta sin d'ora di
allenarsi anche separatamente dal gruppo, purché in
modalità tale da preservare, secondo l'apprezzamento
dell'allenatore e delle componenti tecniche del club, le
sue capacità tecnico-tattiche.
Il giocatore si
impegna a non esercitare altre attività senza il
preventivo consenso scritto. Non deve andare in
discoteca, deve vestire secondo lo stile Juve: elegante
o casual, mai trasandato o tale da far trasparire
preferenze politiche o ideologiche. Si impegna a non
fare dichiarazioni pubbliche ai media senza la
preventiva autorizzazione scritta.
Va autorizzata anche
ogni partecipazione a manifestazioni, tv, feste con
tifosi. Chiellini si impegna a sottoporsi alle cure e ai
trattamenti sanitari primari che il club si obbliga a
fornirgli.
Nel caso voglia
avvalersi di altri professionisti, dovrà dimostrarne
fama e reputazione. Il giocatore dichiara che è parte
dei contratti commerciali indicati dalla Juve e ogni
sponsor privato va autorizzato e non può confliggere con
quelli Juve. Sarà pagato regolarmente anche in base ai
risultati, in caso di retrocessione perderà il 30% dello
stipendio o ridiscuterà il contratto.
Ad ogni infrazione
comportamentale o violazione è previsto il 10% in meno,
fino all'esclusione dalla rosa e la sospensione di ferie
e permessi. C'è infine l'obbligo di rapporto di buona
fede con club, quindi in caso di trasferimento...
Prima del consiglio
federale, oggi Abete incontra Beretta e Campana per
salvare la trattativa sull'accordo collettivo.
24-11-2010]
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CALCI IN CULO - SI SVEGLIA IL LUPACCHIOTTO ANDREA
AGNELLI E ATTACCA ALLA TRAVERSA MASSIMO MORATTI:
ARIDATECI GLI SCUDETTI! - UNA GIORNATA DAVVERO
NERA(AZZURRA): TRONCHETTI AVREBBE CONFERMATO NLEL’UDIENZA
CIVILE A PORTE CHIUSE CHE IL MANDANTE DELLO SPIONAGGIO
ILLEGALE SU BOBO VIERI ERA L´INTER DI MORATTI -
Decisiva, a questo punto, potrebbe rivelarsi la
testimonianza di Tavaroli...
1 - IL LUPACCHIOTTO AGNELLI HA QUALCOSA DA DIRE A MORATTI:
ARIDATECI GLI SCUDETTI
Corriere.it
«Una volta accertata la correttezza della società negli
anni in questione potremmo avanzare la richiesta di
riassegnazione dei titoli». Lo ha detto Andrea Agnelli
nel discorso di apertura dell'assemblea degli azionisti
della Juventus in corso a Torino, facendo riferimento
alle vicende di Calciopoli che hanno portato alla revoca
dei due scudetti vinti dalla Vecchia Signora nel
2004-2005 e 2005-2006.
«Il procedimento giudiziario al Tribunale di Napoli - ha
aggiunto il presidente bianconero - è uno dei due
aperti. L'altro riguarda l'esposto che abbiamo
presentato per la revoca dello scudetto 2006. Abbiamo
avuto dalla Federcalcio sufficienti garanzie che a breve
avremo una risposta a questo esposto. Attendiamo con
fiducia».
ORGOGLIO E FIDUCIA - Il presidente bianconero ha
ribadito poi «il sentimento di estremo orgoglio che
provo nel presiedere questa assemblea, perché la mia
presenza alla guida della società rappresenta la
continuità della mia famiglia da oltre novant'anni».
«Sono orgoglioso - ha aggiunto - non solo perché si
tratta di una società che ha fatto la storia del calcio
italiano e mondiale, ma anche perché la mia presenza
alla guida della società è testimonianza dell'unità di
intenti della famiglia, di mio cugino John e mia».
FIDUCIA - Andrea Agnelli ha proseguito confermando
«piena e totale fiducia nel management bianconero, a
partire dal direttore sportivo Giuseppe Marotta, ed
elogiando «il livello di gioco» raggiunto dalla squadra
che, dice il presidente, «comincia a essere un livello
proprio della Juventus».
2-
DOSSIER ILLEGALI SU BOBO VIERI - "TRONCHETTI CONFERMA
CHE IL MANDANTE ERA L´INTER DI MORATTI"
Davide Carlucci per "la
Repubblica"
Per l´avvocato di Christian Vieri era l´Inter il
mandante dell´attività di spionaggio nei confronti del
calciatore. E la conferma sarebbe arrivata nell´udienza
civile a porte chiuse di ieri nella quale ha deposto
l´ex presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera. «La
sua testimonianza - assicura l´avvocato Danilo
Buongiorno - di fatto fuga ogni dubbio sul collegamento
tra Tavaroli, Moratti e l´Inter».
In
realtà, il manager si sarebbe limitato a ripetere quello
che aveva già dichiarato a verbale nell´inchiesta penale
sui dossier illeciti. E cioè che ci sarebbe stata una
chiacchierata, risalente al 1999-2000, tra lui Massimo
Moratti e Giacinto Facchetti (dirigente della squadra
fino alla sua scomparsa nel 2006) nella quale si decise
di rivolgersi a Giuliano Tavaroli, il capo della securiy
interna di Telecom, per informarsi su come gli altri
club calcistici «seguissero la vita» dei loro giocatori.
In quell´occasione, però, non si sarebbe parlato della
necessità di controllare Vieri.
L´ex campione nerazzurro ha avviato una causa per
chiedere più di 21 milioni di euro - di cui 12 all´Inter
e 9,250 a Telecom - come risarcimento per l´attività di
spionaggio di cui fu vittima quando era nell´apice della
sua carriera. Pedinamenti, verifiche sulle sue
frequentazioni e controllo dei tabulati telefonici che
gli avrebbero procurato una forte depressione.
L´incarico di raccogliere i dati, ha spiegato Caterina
Plateo, dipendente di Tim, anche lei sentita
nell´udienza di ieri, arrivò tra il 2002 e il 2003 da
Adamo Bove, il direttore della Security morto suicida
nel luglio del 2006. «Annotai le utenze più chiamate»,
ha detto la testimone in aula.
Decisiva, a questo punto, potrebbe rivelarsi la
testimonianza di Giuliano Tavaroli, prevista per il
primo febbraio. Fu lui, nel 2006, a raccontare ai pm di
aver ricevuto una telefonata dalla segreteria di
Tronchetti nella quale si preannunciava una richiesta di
«consulenza» da parte di Moratti. In seguito, lo stesso
Tavaroli avrebbe incontrato il presidente dell´Inter che
gli avrebbe espresso preoccupazioni sulle frequentazioni
di Vieri.
E
per questo l´imputato nel processo sui dossier legali
avrebbe messo l´ispettore Emanuele Cipriani alle
calcagna di Bobone, affinché lo seguisse in ogni
spostamento. «Cipriani svolse la pratica e venne pagato
autonomamente dall´Inter», disse Tavaroli. Ieri, uscendo
dall´aula, Vieri ha preferito non commentare: «Parlerò
solo alla fine». Ma il suo avvocato è convinto di poter
dimostrare «che il mandante del dossieraggio fosse
l´Inter»
[27-10-2010]
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MENTRE ANDREA AGNELLI CHIEDE AD ABETE LO SCUDETTO DEL
2006 ASSEGNATO A TAVOLINO ALL’INTER, IL BRESCIA FA
SEQUESTRARE BENI PER 12 MILIONI DI EURO DI GIRAUDO DAL
TRIBUNALE DI NAPOLI. E NE AVEVA CHIESTI 60 - L’AZIONE
AVVIATA CONTRO L’EX AD E NON CONTRO LA JUVENTUS -
CORIONI SI SENTE DANNEGGIATO DA GIRAUDO PER LA
RETROCESSIONE IN B NEL 2004-2005 - L’EX MANAGER ORA VIVE
E LAVORA A LONDRA E FREME PER IL PROCESSO D’APPELLO: NON
E’ STATA ANCORA FISSATA L’UDIENZA. IN PRIMO GRADO E’
STATO CONDANNATO A 3 ANNI CON IL RITO ABBREVIATO....
Antonello Capone per La Gazzetta dello Sport
Il Gup di Napoli Eduardo De Gregorio ha disposto il
sequestro conservativo penale dei beni di Antonio
Giraudo ed ha nominato un custode giudiziale. Non si
conosce ancora con precisione l'ammontare dei beni
sequestrati, anche perché l'atto deve essere ancora
notificato a tutte le parti. Ma dovrebbe essere di
minimo 12 milioni di euro.
De
Gregorio ha accolto l'istanza del Brescia, parte civile
nel processo per il calcio scandalo, che però ha
quantificato in 60 milioni il danno patito per quella
che ritiene un'ingiusta retrocessione in B nel
2004-2005.
Nella richiesta depositata il 27 luglio dall'avvocato
Bruno Catalanotti ha chiesto il sequestro dei beni di
Antonio Giraudo e non della Juventus di cui il manager
era amministratore delegato. Giraudo il 14 dicembre 2009
è stato condannato a 3 anni di reclusione con rito
abbreviato dallo stesso Gup De Gregorio per frode
sportiva e partecipazione in associazione per
delinquere. Ha fatto appello, ma aspetta con impazienza
che venga ancora fissato il processo di secondo grado.
Il Brescia ha quantificato in 6 milioni il danno per
ogni anno di B (5) e in 30 milioni il danno secco
retrocessione. Il gup sembra abbia preso per buono il
danno per due anni di B, quindi 12 milioni, non si sa se
è andato oltre. Giraudo dal 2006 vive a Londra e lavora
nel settore immobiliare. Ha comunicato alla Consob di
aver venduto azioni della Juventus scendendo sotto il
2%. [22-09-2010]
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#1- IL DOPPIO SOGNO JUVE: TOGLIERE NON UNO, MA DUE SCUDETTI
ALL´INTER IN UN COLPO SOLO - UNO IN TRIBUNALE E UNO FERMANDO
A SAN SIRO, NEL DERBY DELL'ODIO, LA SQUADRA DI MOU - #2-
FACCHETTI JR: "RESTITUIRE LO SCUDETTO DEL 2006? SAREBBE UNA
MOSSA VINCENTE" - MA L'INTER NON CI STA: NON È LO 'SCUDETTO
DI CARTONE'. È LO SCUDETTO DELLA GIUSTIZIA' - #3- DALL'INTER
AL MILAN, TUTTE LE TELEFONATE "ARBITRA RACALBUTO? STATE
TRANQUILLI" - #4- TRA LE 'PROVE' DEGLI AVVOCATI DI MOGGI
PORTATE AL PROCESSO. C’È ANCHE LA ROMA
1 - IL
DOPPIO SOGNO DELLA JUVE: TOGLIERE NON UNO, MA DUE SCUDETTI
ALL´INTER IN UN COLPO SOLO
Maurizio Crosetti per Repubblica
Togliere non uno, ma due scudetti all´Inter in un colpo
solo. È una possibilità che la Juventus non ha mai avuto, in
un secolo di storia, neppure quando gli scudetti - più che
farli eventualmente perdere - li vinceva. Invece, l´incrocio
di questi giorni assurdi propone la doppia partita, a San
Siro e in tribunale. Nel primo caso, la Juve può essere
giudice del campionato; nel secondo, i giudici li aspetta,
fiduciosa.
Molto più di una sfida, quella di domani. Molto più di una
vendetta. I bianconeri hanno già vinto all´andata, a
dicembre, ma quella era un´altra storia. E sebbene si
fossero ritrovati ad appena cinque punti dall´Inter, dopo il
2-1 del Comunale (ora, invece, la distanza è una fossa delle
Marianne di 16 punti), non c´è paragone rispetto al fascino
perverso di quest´attesa.
«Noi ci ricordiamo benissimo del 14 maggio 2006», dice una
voce storica dello spogliatoio juventino, anonima solo per
colpa del silenzio stampa che ancora dura, e tiene il
coperchio sulla pentola a pressione. Quel giorno, a Bari
(campo neutro, perché l´avversario era la Reggina), la
Juventus vinse il suo ultimo scudetto poi strappato da
Calciopoli, e migrato infaustamente sulle maglie non del
tutto meritevoli dell´Inter. Il famoso "scudetto degli
onesti", oppure "lo scudetto di cartone".
Una
cosa è certa: gli juventini in campo quel giorno, e ancora
in servizio (Buffon, Cannavaro, Del Piero, Trezeguet,
Camoranesi e Zebina), muoiono dalla voglia di strappare il
triangolo dalle maglie degli odiati, a morsi se occorrerà.
«Non è una vendetta, è solo giustizia». Indovinate voi chi è
l´autore della frase. Per facilitarvi, diremo che è uno
juventino di lungo corso. La prima delle due partite (campo
e tribunale) la giocherà la solita Juve malconcia (ieri si è
di nuovo fermato Trezeguet, dopo Grygera e Giovinco che sono
i malandati più recenti), ma con la benzina supplementare
dell´orgoglio offeso e della classifica inguardabile.
Non
ha ancora deciso, Zaccheroni, se rimettere in squadra Diego,
recuperato, perché l´ultimo schema (un 4-4-2 più accorto) ha
dato segni d´equilibrio; se è un equilibrio precario,
ragione in più per non toccarlo. In attacco torna certamente
Del Piero, non è dato sapere se con Amauri o Iaquinta, visto
che i possibili compagni di reparto stanno giocando uno
peggio dell´altro.
A
sostegno di eventuali blindature, resta la possibilità
Poulsen. Oggi, forse, Zaccheroni potrà fornire qualche
indizio in conferenza stampa. È chiaro che la sfida di San
Siro, carica di tensioni d´ogni tipo (all´andata, espulsi
Mourinho e Felipe Melo) e senza il pubblico bianconero, vale
soprattutto per la classifica: se la Juve perde ancora,
addio Europa.
Oltre l´Inter, sullo sfondo di questo povero calcio
sgangherato, c´è un secondo scudetto da togliere alla nemica
milanese. Dopo l´ultima udienza napoletana, condotta da
Moggi come se Moggi fosse ancora Moggi, i passi bianconeri
già si intuiscono con nitidezza. Per prima cosa, gli
avvocati della Juve chiederanno la trascrizione delle 75
nuove intercettazioni; se dovessero emergere fatti ancora
più gravi, giudicati al momento improbabili, si potrebbe
chiedere la riapertura e dunque la revisione del processo
sportivo.
Assai più probabile che ci si orienti verso un´istanza di
revoca dello scudetto 2006, da presentarsi a Giancarlo
Abete, presidente federale. Mossa che sarà apprezzata dai
tifosi, e che dovrebbe allontanare l´accusa di non essersi
troppo difesi quattro anni fa, poggiando spontaneamente la
testa sul ceppo in attesa del boia.
2-
DALL'INTER AL MILAN, ECCO LE TELEFONATE "ARBITRA RACALBUTO?
STATE TRANQUILLI" - LE «PROVE» CHE GLI AVVOCATI DI MOGGI
HANNO PORTATO AL PROCESSO. C'È ANCHE LA ROMA
Fulvio Bufi e Marco Imarisio per il Corriere della
Sera
Sommersi dalle voci. C'è di tutto nelle 75 telefonate che i
difensori di Luciano Moggi hanno chiesto di depositare agli
atti del processo su Calciopoli. È una selezione di parte,
fatta dallo staff che l'ex direttore della Juventus ha
incaricato di «cercare» prove del «così facevano tutti» tra
le oltre 170mila telefonate raccolte durante due anni di
indagine (2004-2005), intercettazioni che carabinieri e
Procura hanno scelto di non usare, ritenendole prive di
contenuti penalmente rilevanti.
Si
comincia per ordine alfabetico, con il presidente del
Cagliari Massimo Cellino che dice «mandami un arbitro »
all'ex designatore Bergamo. Si prosegue con 18 telefonate
tra il compianto Giacinto Facchetti e lo stesso Bergamo. In
quella che sembra la telefonata più controversa, riguardante
la designazione dell'arbitro Racalbuto, non gradito
all'Inter, l'ex presidente della società nerazzurra si
limita a commentare, ammettendo che con l'arbitro ci ha
litigato lui, in persona.
Seguono poi chiamate tra Facchetti e Pairetto, nelle quali
il compianto Giacinto chiede all'altro designatore «se avete
già fatto per le Coppe», altre nelle quali l'ex arbitro
chiede un favore dicendo «lasciami due biglietti», un'altra
sulle celebri griglie per le designazioni dove Pairetto dice
a Facchetti che «per sabato mettiamo tutti internazionali ».
Di
tenore più virulento le telefonate dell'allora ds del
Palermo Rino Foschi, che chiede «arbitri a 360 gradi » e poi
rimprovera aspramente Pairetto a causa di una conduzione
arbitrale a suo parere «ripugnante».
Non
manca Adriano Galliani, al quale Bergamo si rivolge per
chiedere un non meglio precisato favore, mentre Pairetto si
limita a dirgli «facciamo tutti il tifo per lei alla
grande», con riferimento alla sua prossima rielezione a
presidente di Lega. Conclude una piccola sezione-Roma, con
il direttore sportivo Claudio Pradè che dice «Puntiamo su di
te» all'allora vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini,
e un colloquio tra l'allenatore Luciano Spalletti che chiede
di sapere quali guardalinee gli toccheranno in sorte. «Ho
messo Pisacreta e Griselli » risponde Bergamo. «Dai che ce
la facciamo».
Il
menu è questo. Toccherà al tribunale decidere se si tratta
solo di chiacchiere o se c'è dell'altro.
«Digli al mister di stare tranquillo»
(20
febbraio 2005) Il presidente dell'Inter Facchetti chiama
Bergamo che lo rassicura in merito alla designazione
dell'arbitro Racalbuto.
F:
«Buongiorno Paolo».
B:
«Buongiorno non ci siamo più sentiti, è andata bene a
Palermo!!! (...)».
F:
«Adesso viene Racalbuto...».
B:
«Digli al mister di stare tranquillo, perché lui ha un
carattere, guarda, che se io potessi me lo toglierei di
torno, però lo lasciano tranquillo, fa la sua partita,
credimi. Io ci ho già parlato, con gli assistenti».
F:
«Perché con Racalbuto ho litigato io, con Racalbuto ».
B:
«Ci ho già parlato e ci riparlo nel pomeriggio. Lo so mi
ricordo tutto, so dei precedenti, di quando sei andato negli
spogliatoi. Ma ci parlo io, vedrai che lo trovi
rasserenato».
F:
«Va bè».
B:
«In bocca al lupo Giacinto»
L'invito a cena
(3
gennaio 2005) Bergamo invita Facchetti a cena per quando
l'Inter va a giocare a Livorno
B:
«Senti Giacinto posso permettermi una confidenza? ».
F:
«Sì».
B:
«Se hai piacere, mercoledì sera se non hai impegni con la
squadra, perché non vieni a cena a casa mia? Con chi vuoi tu
naturalmente, se sei con un'altra persona fidata, non lo
so...».
F:
«Sì sì, come no...».
B:
«Tu di solito con chi ti muovi?».
F:
«No, da solo, da solo, da solo... se vuoi che venga con
qualcun altro».
B:
«Se vuoi venire con la fidanzata, non lo so...».
F:
(ride) «No, sono lì da solo io...».
B:
«Se c'è anche il dottor Moratti... non lo so...».
F:
«Ma non credo che venga...».
B:
«Io avevo piacere se venivi te, insomma».
F:
«D'accordo».
B:
«Si mangia una cosa insieme... si mangia un po' di pesce...
una cosina tra amici».
«Mi
trovi i biglietti?»
(20
marzo 2005) L'altro designatore Pierluigi Pairetto telefona
a Facchetti per chiedere due biglietti per una partita
dell'Inter.
P:
«Ascolta Giacinto ti ho telefonato per chiederti una co...
se è possibile, senza problemi, eh? Mi ha chiesto una
persona per stasera due biglietti, qualsiasi posto, dove
vuoi, senza nessun problema, se ti è possibile... ».
F:
«Adesso arrivo in sede... perché ieri avevamo finito
tutto...».
P:
«Immagino, immagino...».
F:
«Arrivo in sede e ti chiamo...».
P:
«Ti dico: ma anche quelli di servizio, senza un posto a
sedere, non lo so io, non c'è problema...».
F:
«Va bene... Ti chiamo... ti chiamo dopo che arrivo in sede».
P:
«Guarda, senza farti problemi, perché io capisco....
Comunque ripeto, Giacinto, veramente senza problemi...».
F:
«Va bene... dopo arrivo in sede vedo cosa si può fare...».
P:
«Ecco, se riesci, due, qualsiasi posto non c'è problema...
».
Galliani e Milan-Juve
(17
maggio 2005) Adriano Galliani telefona al designatore
Bergamo: i due parlano della partita tra Milan e Juve
B:
«Non mi sono ancora ripreso dall'altra domenica, e questo è
stato un trauma che in famiglia ci ha lasciato il segno...
Pensavamo tutto fuori che... che quello, guardi... ».
G:
«Anche noi, anche noi, anche noi...».
B:
«Mi creda ma... non so, se andava proprio male male male
male... potevamo pareggiare ma insomma... ».
G:
«E pareggiando avremmo vinto anche a Lecce perché non
avremmo mollato psicologicamente, perché se avessimo
pareggiato con la Juve rimanevamo in testa alla classifica e
a Lecce avremmo vinto di sicuro...».
L'ammonizione contestata
(8
marzo 2005) Rino Foschi, all'epoca ds del Palermo, chiama
Pairetto, che da poco ha avuto un lutto in famiglia. Dopo le
condoglianze, parlano di calcio.
F:
«Ho parlato poi ieri sera col mio presidente... gli ho detto
mi raccomando, non facciamo storie, non facciamo niente
perché bisogna stargli vicino a 'sta gente... Ma l'unica
cosa è che lui si vuol scatenare, nel senso... scatenare,
che io lo tengo fermo. Gigi ti dico la verità: è un discorso
un po' diverso dal discorso arbitrale, te lo dico. Perché
fondamentalmente c'è chi sbaglia, c'è chi sbaglia perché
niente è facile. Perché guarda tu domenica cosa è successo
a... coso... Salvatore...».
P:
«Racalbuto».
F:
«Sì Racalbuto...».
P:
«Tra l'altro è l'assistente che l'ha...».
F:
«Ma dai Gigi, gli assistenti non possono mettere in
confusione così. Io allora dico... Che chiedo con te, Gigi,
che chiedo con te. Ma questi bisogna un po' ... un po'
proteggerli, perché gli assistenti debbono smetterla di...
La partita di Livorno, Gigi, la partita di Livorno. C'è
stato a una certo momento fuorigioco di Toni, viene spinto,
la palla gli va (incomprensibile). L'arbitro, normalmente,
ha fatto come ha fatto con Nesta a Milano, dai...
Pensi: lo sanno loro che sono in diffida eccetera
eccetera... che sono giocatori importanti... Io non so se
l'ha fatto apposta o no, ha lasciato correre eccetera
eccetera... Cavolo... gliel'ho detto: alzi la bandiera e me
lo fai ammonire... una ammonizione ingiustissima. Allora io
alla fine ho parlato con la massima se... tranquillità...
Però Zamparini, 'ste cose qua... Allora ti vengono anche dei
sospetti. Per quale motivo hai alzato 'sta bandiera, non era
il caso, quello non era il caso...».
P:
«Ascolta, vedi che se tu dici... Era Palermo-Livorno, no?».
F:
«Sì».
P:
«Pensa se era Palermo-Milan, Palermo-Inter o Palermo-
Juventus, tutti avrebbero detto: ecco perché voleva
penalizzare...».
3 -
FACCHETTI JR: "RESTITUIRE LO SCUDETTO
DEL
2006? SAREBBE UNA MOSSA VINCENTE. LA STORIA DELL'INTER
ACQUISIREBBE PIÙ PUNTI". MA LA SOCIETÀ: NO, SAREBBE COME
METTERSI SUL PIANO DEGLI ALTRI
Corriere della Sera
Restituire lo scudetto 2006 «sarebbe un gesto molto
eclatante ma che avrebbe il potere di far acquisire ancora
più punti alla nostra storia». È la posizione di Gianfelice
Facchetti, figlio dell'ex presidente dell'Inter, Giacinto,
scomparso nel 2006.
LA
TELEFONATA -
Il riferimento è alla sentenza sportiva di «Calciopoli» che
ha portato all'assegnazione dello scudetto 2005-2006 alla
società nerazzurra. «Anche restituendo lo scudetto ci sarà
chi rivorrà indietro i suoi, ma secondo me sarebbe una mossa
vincente», ha aggiunto.
L'INTER NON CI STA -
L'Inter, tuttavia, non ha alcuna intenzione di restituire
quello scudetto. Non c'è nessun commento ufficiale alle
parole di Gianfelice Facchetti, ma questa è la posizione
lasciata filtrare dal club. Si tratta - è in sintesi il
pensiero diffuso fra la dirigenza interista - di una scelta
di coerenza affinchè non passi, ora e in futuro, il pensiero
che l'Inter adottava gli stessi comportamenti dei personaggi
puniti dalla giustizia sportiva e imputati nel processo
penale a Napoli. Restituire lo scudetto, fanno notare da
corso Vittorio Emanuele, «non sarebbe affatto un bel gesto
ma un brutto gesto nei confronti dei tifosi interisti».
LA
TELEFONATA CON BERGAMO -
La
figura dell'ex dirigente nerazzurro è stata chiamata in
causa martedì nel processo di Napoli su Calciopoli con la
diffusione di una intercettazione telefoniche con l'ex
designatore Paolo Bergamo. «La telefonata è completamente
diversa dalla trascrizione che è stata usata in aula martedì
- spiega il figlio dell'ex bandiera dell'Inter - che è stata
diffusa dai giornali, in rete, nei vari siti, che è stata
riportata da varie tv private e non e quindi c`è proprio una
falsificazioni dei fatti che è una cosa assolutamente grave
e inaccettabile».
[15-04-2010]
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#1- TRABALLA LO SCUDETTO TOLTO ALLA JUVE E DATO ALL'INTER
(DALL'INTERISTA GUIDO ROSSI) - #2- INTERCETTAZIONI
IMBARAZZANTI "VAI DA MORATTI, C´È UN REGALO" - NON SOLO
INTER, MA ANCHE MILAN E GALLIANI NEL MIRINO - IL GUARDALINEE
COPELLI CHIEDE AL DIRIGENTE ROSSONERO MEANI: "HO BISOGNO DI
UNA MANO" - AD UN ARBITRO A RISCHIO CALVIZIE VIENE PROMESSO
UN TRAPIANTO DI CAPELLI: "TI MANDO IN SVIZZERA, DOVE È
ANDATO ANCHE BERLUSCONI" - #3- ORA TUTTI IN CORO: "LO
SCUDETTO 2006 ALL´INTER? NON ANDAVA ASSEGNATO, PERDINCIBACCO"!
- #4- NELLA VOLATA PER LA CANDIDATURA A EURO 2016 LE
SPERANZE ITALICHE DI BATTERE LA FRANCIA (SEMPRE CHE L´UEFA
NON ABBIA GIÀ DECISO...) SONO RIDOTTE AL LUMICINO -

1 -
ORA LO SCUDETTO DEL 2006 È SEMPRE PIÙ IN DISCUSSIONE
Fulvio Bianchi per
La Repubblica
Moggi
e Giraudo
Giancarlo Abete fra Palazzo Chigi e Calciopoli: il n.1 della
Figc si è subito messo in contatto con l´avvocato Tito
Milella, presente all´udienza di Napoli. Come noto, la
Federcalcio si è costituita parte civile al processo. Il
superprocuratore Stefano Palazzi ha già aperto un fascicolo
sul nuovo filone ma aspetta martedì prossimo e solo quando
avrà acquisito le nuove intercettazioni potrà decidere quali
passi ufficiali muovere.
ROCCO
CRIMI E MOGLIE ESTHER
Per la
prima volta è stata tirata in ballo una società, l´Inter,
che non figurava nel processo (sportivo) di Calciopoli: è
vero che i fatti avvenuti prima del 30 giugno 2005 sono
prescritti ma ci sono anche motivi di opportunità "politica"
da valutare. Non c´è prescrizione nel caso venisse rimesso
in discussione lo scudetto 2006, tolto alla Juve e assegnato
all´Inter: bisogna vedere però se ci sono stati
«comportamenti poco limpidi».
Abete
è anche impegnato nella volata per la candidatura a Euro
2016. Ieri la delegazione Uefa è stata ricevuta a Palazzo
Chigi da Gianni Letta ma il sottosegretario Rocco Crimi non
ha potuto dare garanzie sull´approvazione della legge sugli
stadi. E senza legge, le speranze di battere la Francia
(sempre che l´Uefa non abbia già deciso...) sono ridotte al
lumicino.
FRANCO
CARRARO
Il
dossier italiano è stato elogiato dai dirigenti venuti da
Nyon: qualche appunto solo sugli stadi, curiosamente è stato
fatto notare che costa poco (solo 40 milioni di euro)
costruire un impianto nuovo da 30.606 posti a Cagliari.
Decisione, il 28 maggio a Ginevra.
2 -
QUELLI CHE L´AVEVANO DETTO
Maurizio Crosetti per La Repubblica
piero
sandulli lap
Campioni del mondo delle certezze postdatate, noi italiani
abbiamo il vezzo di dire dopo le cose che sapevamo prima.
«Lo scudetto 2006 all´Inter? Non andava assegnato,
perdincibacco!». Con quattro anni di ritardo ne sono
puntualmente sicuri, tra gli altri: Franco Carraro (ex
presidente della Figc), che adesso parla di «grave errore di
politica sportiva»; Piero Sandulli (ex presidente della
Corte Federale); Luca Pancalli (ex commissario straordinario
della Figc).
E con
loro, altre svariate voci che nel 2006 se ne stavano ben
coperte e che adesso, col vento cambiato, soffiano in
direzione non ostinata e non contraria, convinte che quel
titolo a tavolino non s´aveva da dare. Meglio tardi che mai?
A volte, forse, è meglio mai. Sono addirittura mitici, per
coerenza, i cosiddetti "tre saggi" che vennero consultati da
Guido Rossi, prima di assegnare lo scudetto di cartone.
MORATTI
massimo
Trattasi di Gerhard Aigner (ex segretario Uefa) e dei
professori Roberto Pardolesi e Massimo Coccia, tutti a
debita distanza da loro stessi. Tre saggi? Oggi, a bocce
ferme, sembrano Qui, Quo, Qua. Ma di più Aldo, Giovanni e
Giacomo.
3 -
QUELLE CHIAMATE IMBARAZZANTI "VAI DA MORATTI, C´È UN REGALO"
- NON SOLO INTER, MA ANCHE MILAN E GALLIANI NEL MIRINO -
COPELLI CHIEDE AIUTO AL DIRIGENTE ROSSONERO MEANI: "HO
BISOGNO DI UNA MANO". MENTRE SU PUGLISI L´AD DICE: "CI PENSO
IO" - AD UN ARBITRO A RISCHIO CALVIZIE VIENE PROMESSO UN
TRAPIANTO DI CAPELLI: "TI MANDO IN SVIZZERA, DOVE È ANDATO
ANCHE BERLUSCONI"
Corrado Zunino per La Repubblica
Giacinto
facchetti
In una
mattina affollata di ultras che cantano c´è solo un
direttore e secondini che fanno la foto a Luciano Moggi con
il Nokia, Paolo Trofino difensore dell´imputato primo di
Calciopoli snocciola - sono le 11 e 48 - "la madre di tutte
le intercettazioni".
La
definisce così Trofino aprendo con una rapida citazione il
fuoco che vuole destabilizzare l´Inter di Moratti e
ribaltare, speranza che appare ancora ambiziosa, le sorti di
un processo che accusa Moggi di aver mutato le sorti del
campionato di serie A 2004-2005.
Ma la
conversazione del 26 novembre 2004, realizzata alla vigilia
di un Inter-Juventus tra Giacinto Facchetti, allora
presidente pro tempore dell´Inter, e il designatore
arbitrale Paolo Bergamo, non spiega. Anzi, alimenta nuovi
veleni. E sospetti di audio trascritti forse non fedelmente.
La madre delle 75 nuove intercettazioni rischia, ora, di
incrinare il castello difensivo moggiano.
GUIDO
ROSSI SOGNA - copyright Pizzi
[LA
VISITA DI BERGAMO]
Ecco, sono settantacinque le "nuove intercettazioni" frutto
del lavoro dell´insider Nicola Penta, fidato di Moggi che ha
trascorso settimane a cercare cose dimenticate dai
carabinieri tra le 171 mila telefonate del processo. Dentro
questo dossier - consegnato dall´avvocato Prioreschi al
collegio giudicante - ci sono cose inutili, altre
grottesche, ma altre di sostanza.
auricchio
C´è
per esempio il presidente del Bologna, Renato Cipollini, che
offre il numero di un giornalista a Bergamo, designatore
arbitrale capace di produrre da solo 51 mila telefonate in
nove mesi. E cazzeggi puri tra il vicepresidente federale
Innocenzo Mazzini e Antonio Cassano, che così fa la sua
apparizione in Calciopoli.
Ma c´è
- e qui la questione diventa seria - la gloria Giacinto che
ricorda a Bergamo di andare a ritirare il regalo di Natale
da Moratti e, in un´altra occasione, biglietti e tessere per
lo stadio. Poi ci sono due telefonate del presidente vero,
Massimo Moratti appunto. Nella prima il patron dice a
Bergamo di andare a casa sua quando passa da Milano, "se ha
un minuto".
Antonio
Cassano
[LA
SQUALIFICA A IBRA]
Nel nuovo rosario della Calciopoli quater, l´intelligence
moggiana ha scoperto cose imbarazzanti anche sul Milan e il
suo amministratore Adriano Galliani. In un´intercettazione
il dirigente arbitrale Leonardo Meani mostra di conoscere
con un giorno di anticipo quali saranno i guardalinee
schierati a San Siro (e questo, in un´occasione, riuscirà
anche all´Inter).
GIancarlo
abete
Lo
stesso Meani - imputato a Napoli, già stangato dalla
giustizia sportiva - ottiene da Bergamo la certezza che la
squalifica a Ibrahimovic prima di un Milan-Juve sarà
confermata: «Quelli della Juve troveranno la porta chiusa a
chiave», assicura il designatore alludendo a incursioni in
Federazione dei bianconeri. Incursione e contraerea, Juve e
Milan, Moggi-Giraudo e Galliani-Meani: il calcio italiano
della prima metà del Duemila.
bergamo
[GALLIANI E PUGLISI]
Nel controdossier dei difensori della "cupola" si ascolta il
guardalinee Copelli chiamare Meani per dirgli: «Mi sono
rotto il c..., ora ho bisogno di una mano, quindi mi dovete
aiutare». Una richiesta di aiuto esplicita di un guardalinee
a un club, non si era ancora sentita. E c´è Galliani che, a
domanda del dipendente Meani: «Hai parlato con Puglisi?»,
risponde netto: «Sì». Puglisi è un altro guardalinee,
questione interessante per la giustizia sportiva. In un
"file" Meani promette a un arbitro a rischio calvizie un
trapianto di favore: «Ti mando in Svizzera, dove è andato
Berlusconi». In un altro Galliani, di fronte a una richiesta
di intervento sul presidente degli arbitri Lanese, dice al
solito Meani: «Spinga, spinga, poi a Puglisi ci penso io».
GALLIANI
[LA
MADRE DELLE INTERCETTAZIONI]
Questo nuovo blocco di intercettazioni vuole mostrare che
tutti parlavano con i designatori, e quindi Moggi non ha
fatto illeciti sportivi né, soprattutto, associazione a
delinquere. Nell´aula 216 l´avvocato Trofino alza la voce
con il colonnello Auricchio, architrave investigativa di
Calciopoli, stanco dopo il sesto controesame consecutivo. E
il legale di Gemignani si permette di attaccare il pm
Narducci: «Lei non deve fare segni al testimone, suggerire
le risposte».
rm14
galliani
Le
tante difese dei 24 imputati mirano a minare la credibilità
dei teste-chiave disegnando su Franco Baldini un ruolo di
suggeritore dei carabinieri. Il colonnello Auricchio, di
fronte alla "intercettazione madre", assicura di conoscerla
e di non averla trovata «investigativamente interessante».
Il pm Narducci decide uno strappo alle consuetudini e dice:
«Conversazioni disdicevoli o inopportune non spostano
alcunché, noi perseguiamo reati e in queste telefonate
portate dalla difesa non ne abbiano ravvisato. È in corso
un´operazione di mistificazione che vuole cancellare reati
rilevanti e per noi accertati». Tra una settimana i giudici
diranno se le 75 nuove intercettazioni entreranno nel
processo.
[14-04-2010]
|
LA SQUADRA
AFFONDA, MARPIONNE FA L'AMERIKANO E GLI AGNELLI HANNO IL
BRACCINO CORTO - ELKANN E FAMILY SAREBBERO CONTRARI A
FINANZIARE UN NUOVO AUMENTO DI CAPITALE COME QUELLO DEL 2007,
CHE BLANC HA PRATICAMENTE SPERPERATO COMPRANDO GIOCATORI
SOPRAVVALUTATI OPPURE INADEGUATI AL BLASONE DELLA JUVE - LA
VERA NOVITÀ POTREBBE ESSERE LA CESSIONE DELLA MAGGIORANZA
DELLA JUVE DA PARTE DI EXOR AD UN FONDO DI PRIVATE EQUITY, IL
QUALE RILEVEREBBE ALMENO IL 51% DEL CAPITALE E DESIGNEREBBE
COME PRESIDENTE DELLA SOCIETÀ PROPRIO ANDREA AGNELLI, AL
QUALE SAREBBE AFFIDATA LA SCELTA DEL MANAGEMENT OPERATIVO - -
Da
www.Ju29ro.com
Le preoccupanti condizioni in cui
versa la Juventus dal punto di vista sportivo e societario
dovranno essere ben presto oggetto di una approfondita
riflessione. La discussione a Torino è partita già da
qualche settimana e pare che autorevoli esponenti della vasta
famiglia Agnelli abbiano chiaramente fatto sapere a John
Elkann di non essere disposti ad aprire il portafoglio per la
Juventus.
Sarebbero dunque contrari a finanziare
un nuovo aumento di capitale come quello del 2007, che Blanc
ha praticamente sperperato comprando giocatori sopravvalutati
oppure semplicemente inadeguati al blasone della Juventus.
La discussione, a nostro parere, non
dovrà solo riguardare le eventuali risorse economiche da
convogliare verso Corso Galileo Ferraris, ma anche, e
soprattutto, l'assetto amministrativo e gestionale di una
società che appare, mai come prima, allo sbando. Molti
tifosi, nelle scorse settimane hanno invocato l'arrivo di
Andrea Agnelli al timone della società.
A tale proposito abbiamo registrato
alcuni commenti secondo i quali Andrea avrebbe lo stesso grado
di menefreghismo del cugino John nei confronti della Juventus.
Altri addirittura invitano a diffidare di lui come
"salvatore della patria". A questi vogliamo
ricordare che fino al 2006 Andrea Agnelli era tutte le
domeniche allo stadio, fino all'ultima drammatica passeggiata
al fianco di Moggi e Giraudo sul prato del Delle Alpi.
Pur non conoscendo personalmente
Andrea Agnelli sappiamo bene che finora ha mantenuto un basso
profilo per rispettare le ferree consegne interne alla
famiglia che prevedono "che si comandi uno alla
volta". In questo riconosciamo in lui lo spirito di
abnegazione del padre Umberto che, proprio per seguire
fedelmente le regole interne alla famiglia, aveva molte volte
anteposto il bene comune alle proprie ambizioni personali.
Riteniamo, inoltre, che Andrea possa
aver raggiunto un grado di saggezza tale da non commettere gli
stessi grossolani errori del cugino, il quale, per gestire la
Juventus, si è affidato ai consiglieri e agli uomini
sbagliati, con le conseguenze che sappiamo.
Il ripristino del famoso "patto
del '94", e la riconsegna della Juventus nelle mani degli
Umbertiani, potrebbe essere un primo passo; a nostro modo di
vedere, però, non sufficiente a riportare la Juventus sui
binari a cui era destinata prima degli eventi tragicomici del
2006.
Nelle nostre analisi abbiamo sempre
evidenziato che, per colmare il gap nei confronti dei grandi
club europei, la Juventus avrebbe avuto bisogno di risorse
economiche aggiuntive che solo l'ingresso di un nuovo socio
"industriale" avrebbe potuto fornire. E questa
svolta sarebbe ancora più necessaria se venisse confermata
l'assoluta indifferenza della famiglia verso la ricostruzione
della società e della squadra.
Alla luce di quanto scritto finora
sembrerebbe una situazione di stallo. E invece, dalla
consultazione di alcune fonti del panorama finanziario
internazionale, si starebbe delineando uno scenario
assolutamente inedito, che non mancherà, nei prossimi giorni,
di far discutere tifosi, azionisti e addetti ai lavori.
La vera novità potrebbe essere la
cessione della maggioranza della Juventus da parte di Exor ad
un fondo di investimento di private equity, il quale
rileverebbe almeno il 51% del capitale e designerebbe come
presidente della società proprio Andrea Agnelli, al quale
sarebbe affidata la scelta del management operativo.
Per la prima volta, dopo oltre 80
anni, la Juventus cesserebbe di essere un asset collegato
comunque alle vicende del Gruppo Fiat e si avvierebbe ad
essere una "entertainment company" indipendente, in
grado di poter sviluppare finalmente le potenzialità del suo
brand, attualmente depresse da una gestione non all'altezza
della Juve.
[22-03-2010]
AGNELLI
COLTELLI – se ieri il giudice civile Brunella Rosso (Torino
che conta, moglie del garante della privacy, Pizzetti), ha
dato ragione A Grande Stevens E Gabetti, respingendo le aCCUSE
di Margherita Agnelli che li indicava come i
"gestori" dell´eredità OFF-SHORE del padre, la
vera "prova" per entrambi davanti alla giustizia
italiana è fissata però tra poche settimane: il 22 aprile
prossimo. Ma questa volta in sede penale: VERDETTO SUL CASO
DELL´EQUITY SWAP…
1- SVOLTA SULL´EREDITÀ AGNELLI IL TRIBUNALE RESPINGE L´OFFENSIVA
DI MARGHERITA...
Ettore Boffano e Paolo Griseri per "la
Repubblica"
Margherita
Agnelli perde la partita giudiziaria contro Gianluigi Gabetti,
Franzo Grande Stevens, Siegfried Maron e la madre Marella,
chiamati in giudizio per ottenere il rendiconto ereditario del
padre, Gianni Agnelli. Il giudice del tribunale civile di
Torino, Brunella Rosso, ha depositato nella tarda mattinata di
ieri il dispositivo della sentenza che «rigetta» la
richiesta di rendiconto e dichiara «inammissibili» le
pretese di Margherita su altri eventuali beni indivisi nell´eredità
del padre.
Questo
perché «non è dimostrata» l´esistenza di un mandato,
verbale o scritto, che Gianni Agnelli avrebbe conferito ai
suoi consiglieri perché diventassero gestori del suo
patrimonio personale. Dunque, le pretese di Margherita sono
infondate. La figlia dell´Avvocato è anche condannata a
pagare 32 mila euro di spese processuali.
«Le
sentenze si rispettano ma se non si condividono si impugnano»,
hanno commentato i legali di Margherita, Andrea e Michele
Galasso e Paolo Carbone che si sono riservati di decidere sull´appello
dopo aver letto le motivazioni del provvedimento. Chi invece
si augura che la lite ereditaria si concluda qui è Marella
Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli.
Informata
dal nipote John Elkann, la madre di Margherita ha detto che «la
sentenza del tribunale mette la parola fine a una vicenda
triste e molto dolorosa per tutti. Ora spero con tutto il
cuore che torni finalmente il tempo della pace e degli affetti
e che si ricominci a guardare con serenità al futuro per il
bene di tutta la mia famiglia».
Nelle
44 pagine delle motivazioni, il giudice civile confuta una per
una le tesi dei legali di Margherita. Li accusa di aver
modificato in corso d´opera la strategia difensiva cambiando
anche l´ordine di priorità delle richieste rivolte al
giudice: «Non si può nascondere - si legge- la difficoltà
che il giudicante incontra nel dare un rigoroso e chiaro filo
logico al percorso motivazionale del proprio convincimento di
fronte al cambiamento di strategia operato dalla difesa di
Margherita Agnelli».
Un
cambio che è coinciso con l´ultima sostituzione di avvocati
difensori. Nel merito, le richieste di Margherita a Gianluigi
Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron affinché
rendano nota la reale entità del patrimonio estero dell´Avvocato,
non sono accoglibili.
Infatti,
si legge nella sentenza, «non vi è alcun documento che
attesti che il senatore Agnelli abbia, nel corso della sua
vita, conferito a Gabetti, Grande Stevens e Maron, l´incarico
di gestire il suo patrimonio» e la stessa Margherita «non ha
neppure indicato un solo documento che possa confermare tale
circostanza». E non vale a dimostrare il contrario, secondo
il giudice, nemmeno la presenza di Gabetti, Grande Stevens e
Maron nei trust di Vaduz in cui venne fatta confluire una
parte cospicua del patrimonio personale del patriarca.
In
sostanza, senza la prova che i tre consiglieri dell´Avvocato
sono a conoscenza del reale ammontare del suo patrimonio,
qualsiasi tentativo di Margherita di rivalersi nei loro
confronti è destinato al fallimento.
2- MA PER GABETTI E GRANDE STEVENS LA PARTITA GIUDIZIARIA
È ANCORA LUNGA...
Ettore Boffano e Paolo Griseri per "la
Repubblica"
Parla
Marella Caracciolo, la vedova dell´Avvocato. Ma i veri
protagonisti restano loro: i due "grandi vecchi", i
«consiglieri di una vita» più fidati per la Fiat, per
Ifi-Exor e, soprattutto, per la famiglia Agnelli. Gianluigi
Gabetti, 85 anni, e Franzo Grande Stevens, 82 anni.
Ieri,
usando una metafora calcistica che forse non piacerebbe al
giurista Grande Stevens, ma che invece stuzzicherebbe il gusto
per l´ironia di Gabetti, hanno vinto assieme il primo tempo
di una partita che li vede costretti a presentarsi, loro
malgrado, in più di un´aula di giustizia. E in qualche caso
in una posizione difficilissima e molto scomoda.
Così
se ieri il giudice civile Brunella Rosso, un magistrato
riservato ma che appartiene alla Torino che conta (è moglie
del garante della privacy, Franco Pizzetti), ha dato loro
ragione, respingendo le affermazioni di Margherita Agnelli che
li indicava come i "gestori" dell´eredità del
padre, la vera "prova" per entrambi davanti alla
giustizia italiana è fissata però tra poche settimane: il 22
aprile prossimo.
Ma
questa volta in sede penale. Quel giorno, infatti, il
tribunale di Torino presieduto da Giuseppe Casalbore dovrà
stabilire se "l´avvocato dell´Avvocato" e il
finanziere che ha traghettato la Fiat alla salvezza scegliendo
Sergio Marchionne, hanno commesso il reato di
"aggiotaggio informativo".
Secondo
l´accusa, tacendo prima e fornendo poi informazioni
incomplete alla Borsa sull´equity swap: la sofisticata
operazione finanziaria che nel settembre 2005 consentì alla
famiglia Agnelli di mantenere il controllo del Lingotto anche
dopo l´esercizio del "convertendo" da parte delle
banche creditrici. Il pm Giancarlo Avenati Bassi il 7 gennaio
scorso ha chiesto 2 anni e 6 mesi di carcere per Grande
Stevens e 2 anni di carcere per Gabetti.
Un´accusa
che, se confermata da una sentenza, significherebbe una
"macchia" pesantissima per entrambi, al termine di
una carriera quasi parallela quanto a successi e prestigio. I
due imputati hanno sempre negato qualsiasi responsabilità
rispetto alla vicenda dell´equity swap e Gabetti ha sempre
apertamente rifiutato anche le interpretazioni più benevole
di quell´operazione.
Quelle
che, nello "slang" della Torino della finanza e
degli affari, sono sintetizzate come «la sindrome del bravo
ufficiale del Savoia Cavalleria». «Io non accetto neppure
che si dica che tutto ciò è stato fatto a maggior gloria
della Fiat - ha spiegato più volte l´anziano finanziere - So
invece di non aver commesso nessun illecito».
Il
22 aprile, dunque, dirà una prima parola certa anche su
questa vicenda, mentre la "dinasty" sull´eredità
dell´Avvocato rischia di approdare a sua volta in un
tribunale penale e con dei possibili risvolti anche sul piano
civile. A Milano, in questo caso, dove il pm Eugenio Fusco che
indaga su un´evasione fiscale legata alle parcelle di due ex
legali di Margherita Agnelli, ha ascoltato nei giorni scorsi
un testimone importante che gli ha indicato alcuni conti
svizzeri dove sarebbe custodita la parte mancante dell´eredità
di Gianni Agnelli. È in corso una rogatoria internazionale e
i primi riscontri sarebbero già stati trovati dalla
magistratura elvetica in una banca di Zurigo.
Se
così fosse, questa novità decisiva potrebbe diventare poi
strategica nel processo d´appello che gli attuali avvocati
della figlia di Gianni Agnelli, Andrea e Michele Galasso, si
preparano a chiedere («Le sentenze, se non convincono, si
impugnano...») appena lette le motivazioni.
[18-03-2010]
C'ERAVAMO TANTO AMATI ...
"Corriere" e "Stampa" in festa per il
prevedibile sganassone che Margherita Agnelli s'è beccata da
Brunella Rosso, del Tribunale civile di Torino. "Svolta
sull'eredità Agnelli, il Tribunale respinge l'offensiva di
Margherita. Marella: ora torni il tempo della pace e degli
affetti". Ma "Repubblica" prova comunque a
rovinare il presepe off-shore di casa Agnelli: "Ma per
Gabetti e Grande Stevens la partita giudiziaria è ancora
lunga" (p.15).
|
BRAVO LUCIANO VAI AVANTI ! Mb
MOGGI
SCATENATO! - SE FOSSE SUCCESSO A UN’AVVERSARIA DELLA NOSTRA
JUVE QUELLO CHE È CAPITATO AL CHIEVO E AL SIENA CONTRO
L’INTER SAREBBERO SCATTATE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI.
QUESTO SAREBBE IL NUOVO CALCIO PULITO? – MURINHO? UN
DILETTANTE ALLO SBARAGLIO CON UN CULO COSÌ – ROMA IN
CHAMPIONS CON TONI E TOTTI - I DIRIGENTI JUVE STANNO
DISTRUGGENDO UN PATRIMONIO DEL CALCIO ITALIANO…
Da Stefano Discreti - Blog:
www.stefanodiscreti.blogspot.com
Nella trasmissione "Studio Stadio" condotta da Paola
Delli Colli, che vede tra i protagonisti l'opinionista Stefano
Discreti, Luciano Moggi ha lanciato dai microfoni di Gold
Sport pesanti stoccate contro la Juventus, contro Mourinho,
l'Inter ed il presunto nuovo calcio pulito, ironizzando sul
lavoro di Baraldi al Bologna ed analizzando il resto del
campionato.
SUDDITANZA ARBITRI
"Se in passato
avessero negato ad una nostra avversaria un rigore come quello
di Quaresma contro il Chievo o avessimo vinto noi con un
punizione come quella concessa all'Inter contro il Siena
sarebbero scattate interrogazioni parlamentari....Invece oggi
i media fanno finta di niente.E questo sarebbe il nuovo calcio
pulito?"
INTER CAMPIONE, LA MENO PEGGIO DI UN
CAMPIONATO MEDIOCRE
"Il campionato italiano è già assegnato all'Inter, che è la
meno peggio di un campionato assolutamente mediocre. I
migliori tecnici italiani sono emigrati all'estero così come
i campioni internazionali più forti. Ormai il calcio italiano
è in pieno declino su tutti i fronti. "
MOURINHO, CHE CULO!
"Il tecnico portoghese è davvero una
persona fortunata. Come allenatore è poco più che un
dilettante allo sbaraglio , come il proprio Presidente. Rende
molto meglio nel ruolo di pubbliche relazioni."
BETTEGA, PERCHE'?
"Bettega non doveva accettare di
rientrare con questa Juventus che solo pochi mesi aveva ha
fatto una denuncia patrimoniale contro ignoti che poi ignoti
non erano (era contro la TRIADE...), cercando a tutti i costi
di farci condannare patteggiando la pena .... In pratica ci
hanno accusato di esser dei ladri. Come può lavorarci
insieme? Non ha capito che l'hanno preso solo per scaricargli
addosso tutti i loro fallimenti futuri e calmare la piazza. Un
po' come se il Torino adesso richiamasse Zaccarelli per
fermare i tifosi furenti..."
FALLIMENTO JUVE? LA COLPA E' DI CHI HA
COSTRUITO LA SQUADRA
"La nostra Juventus era una Società perfettamente organizzata su
tutti i fronti. In Europa solo il Manchester United ci era
superiore come struttura complessiva. Questi invece stanno
distruggendo un patrimonio del calcio italiano.
Ma avete
visto che facce mentre Bettega a Parma gli spiegava i
movimenti in campo? Per me comunque non hanno capito niente lo
stesso.
Adesso poi cercano esterni per tornare a
giocare sulle fasce? E' ridicolo. L'anno scorso hanno detto a
Nedved "non ci servi più perché non giocheremo più con
le ali".Ma vi rendete conto?"
MILAN, OTTIMO IL RITORNO DI
BECKHAM
"Il Milan ha
finalmente trovato i giusti equilibri. La società ancora una
volta ha dimostrato la sua organizzazione sostenendo Leonardo
nei momenti difficili. Ottimo davvero il ritorno di Beckham,
giocatore davvero intelligente e duttile."
NAPOLI, LA VERA FORZA SONO I
TIFOSI
"La risalita
del Napoli è dovuta ad una serie di coincidenze fortunate
come ad esempio l'ingaggio di Mazzarri, anche se fare meglio
di Donadoni non è che fosse molto difficile.
Non
c'entra niente comunque con l'allontanamento di Marino
rimpiazzato da Bigon, che prima faceva il Team
Manager...Proprio come Secco alla Juventus, quindi...
La
vera forza del Napoli sono i tifosi. Un pubblico
grandioso"
ROMA IN CHAMPIONS CON TONI E
TOTTI
"Erano anni
che dicevo che alla Roma serviva un giocatore come Luca Toni.
Invece di buttare soldi negli acquisti di gente come Baptista,
Menez e Cicinho avessero puntato da subito sull'attaccante
italiano avrebbero vinto lo scudetto del 2008, anche se poi
quel campionato è sfuggito soprattutto per i tanti favori
arbitrali a favore dell'Inter. Con il rientro di Totti ai
massimi livelli il quarto posto per la Roma è garantito anche
grazie all'ingaggio di Montali, un ottimo motivatore."
LOTITO E BALLARDINI STANNO ROVINANDO
LA LAZIO
"Mi sono
espresso più volte su Ballardini. Non è assolutamente un
tecnico da Lazio.
Lotito invece sta operando malissimo
ultimamente, ridimensionando una grande piazza come quella
della Lazio che non lo merita.
Che errore poi mandare
via Sabatini, uno dei migliori scopritori di talenti in
giro!"
BARALDI ED IL BOLOGNA DEMOGGIZZATO
"La tanto
strombazzata cura Baraldi demoggizzante mi pare che stia
funzionando alla perfezione. Da quando è arrivato lui, il
Bologna ha sempre perso......"
[11-01-2010]
|
| COME SI PUO' VEDERE NEL VIDEO
DELL'ASSEMBLEA JUVE DEL 27.10.09 , NELLA SEZIONE VIDEO DI
QUESTO SITO, AVEVO GIA' PREVISTO IL GIOCO DELL'OCA O DEL
MONOPOLI NO UEFA SI LAUTI STIPENDI AI CALCIATORI, A CUI SI
AGGIUNGERA' QUELLO DI BETTEGA.
CON L'ABBATTIMENTO DELLO STADIO LA JUVE
HA ABBATTUTO LA SUA CAPACITA' DI VINCERE ALTRI SCUDETTI,
L'INTER INSEGNA, E BETTEGA DEVE FARSENE UNA RAGIONE, ANCHE
DIFRONTE AL NAPOLEONE BLANC.
Mb
01.01-2010
|
| Come mai Lippi ha rotto con la sua
amata Juventus? Semplice; dai piani alti della real casa torinese gli
hanno chiesto conto del brutto momento juventino (visto che era stato
Lippi a suggerire Ferrara, Cannavaro, Grosso.....) e mister nazionale si
è sentito messo in mezzo quasi fosse colpa sua del pessimo momento
bianconero. Così ha rotto con la Juventus e ha gettato a mare gli accordi
più o meno già presi con gli Elkann, come quello di tornare a Torino
dopo i mondiali....
24.12.09 |
| |
Mb
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