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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a
raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti
in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi
cominciamo a conoscerci :
ideeconomiche@pec.it
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LA
MAPPA
DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio
di:
- visitarlo
periodicamente
- usare questa
pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
- di avere pazienza
nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE,
potrebbe essere lento.
- MARCO BAVA
fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati
finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima
diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e
omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto
responsabile.
- Questo servizio
non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e
non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
- MARCO BAVA non
potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza
derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute
dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da
ritenersi ad esclusivo uso personale ed e' espressamente non
consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.
QUESTO
SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb (
fondati da FIAT-IFI ed ora
http://www.laparola.net/di
RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO
NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !
se vuoi essere
informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email
ATTENZIONE !
DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI
MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I
FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO
NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare
documenti
inviatemi le vostre segnalazioni e i vostri commenti e consigli
email.
GRAZIE !
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LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA
FORZA E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche
imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.
Che lo Spirito Santo porti buon senso e
serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' ! |
| LA
mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,
perche' DIO ESISTE, ANCHE SOLO per assurdo.
IL MONDO HA
BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO'
CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !
PER QUESTO IL
MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !
LA VIOLENZA
DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI
che potrebbe stare dietro a Berlusconi.
IL GOVERNO
DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI, IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO
perche' vetusto obsoleto e compromesso !
E' UN GIOCO AL
MASSACRO dell'arroganza !
SE NON CI
FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !
TU SEI UN
SOLDATO ?
COMUNICAMI cio'
pensi !
email
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Riflessioni ....
I rapporti umani, sono tutti unici e
temporanei:
- LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E
RISPARMIO.(02.02.10)
- Se non hai via di uscita,
fermati..e dormici su.
- E' PIU' DIFFICILE
SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
- Ciascun uomo vale in funzione
delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
- Vorrei ricordare gli uomini
piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto
fare !
- LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA
MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE
PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
- PIU' I MEZZI SONO POVERI X
RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
- L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA
MORTE.
- MEGLIO NON ILLUDERE CHE
DELUDERE.
- L'ITALIA , PER COLPA DI
BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
- IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3
VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU'
POVERI ALMENO 2 VOLTE.
- LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI
DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',
QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ' CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE
E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL
10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE
CHIESE)
- la vita eterna non puo' che
esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento
di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
- SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA
VERAMENTE UNA STRADA.
- QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI
CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
- L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER
AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
- IL PRESENTE E' FIGLIO DEL
PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
- L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER
DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
-
L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E
DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
-
BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
-
GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI
TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
- IL DISASTRO
DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE
STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
- Quante
testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate
per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
-
I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI
PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI
SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)
-
L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne'
temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata
per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la
cruna di un ago ..."
-
sapere x capire (15.10.11)
-
la patrimoniale e' una 3^
tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)
L'obiettivo di
questo sito e una
critica costruttiva PER migliorare IL Mondo .
-
PACE NEL MONDO
- BENESSERE
SOCIALE
- COMUNIONE
DI TUTTI I POPOLI.
- LA
DEMOCRAZIA AZIENDALE
|
| L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA
PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI
GESU'. 15.06.09 |
| DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA
PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI
GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09) |
- GESU' HA UNA
DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7
The
InQuisitr -
La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino
di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di
Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor,
responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno
parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.
06.09.11
|
| CRISTO RESUSCITA PER
TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI
O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI
OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e
morto non può tornare per avvisare i parenti ! Mb 05.04.12 |
Annuncio
Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !
Cari Utenti
Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo
devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.
E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.
E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti,
vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni
concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete,
qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta
arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o
almeno non ora.
Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa
decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le
possibili alternative...
Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti
finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.
Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di
pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.
Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione
alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni,
l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il
quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare,
configurare, testare, reingegnerizzare...
Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di
tutti i vostri contenuti (file e db)
ENTRO IL 6 DICEMBRE.
Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o
nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.
Grazie,
Giuseppe - Tommaso
HelloSpace.net
io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta
creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un
nuovo sito parallelo a questo :
www.marcobava.it
|
|
IL BAVAGLIO della Fiat nei miei
confronti:
|
IN DATA ODIERNA HO
RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del
gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con
attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso
cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi
amministratori. Fatte salve iniziative
autonome anche
davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal
proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora,
veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie
tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per
tutelare le quali mi riservo iniziative
esclusive
dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09
|
|
| TEMI SUL
TAVOLO IN QUESTO MOMENTO: |
|
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE
2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE
STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...
3) TELELAVORO
4) Commercio equo-solidale.
5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN
6 ) NO TETRAPAC |
| SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL
SUICIDIO SOSPETTO
DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email
all'editore
(info@edizionikoine.it)
indicando che hai letto questo prezzo
su questo sito , indicando il tuo nome cognome
indirizzo codice
fiscale ti verrà inviato per contrassegno che
pagherai alla consegna. |
|
TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI
EDOARDO AGNELLI come dimostra
l'articolo sotto riportato:
È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI
IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO
IL TESORO DI FAMIGLIA
Ettore Boffano
e Paolo
Griseri per "Affari&Finanza"
di "Repubblica"
È una storia di
soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione
più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e
100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che
contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con
la
madre Marella Caracciolo.
Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi
accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo
fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver
ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e
contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro,
depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto
ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".
È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di
una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel
24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se
n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80
e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi
suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a
succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.
Altri nomi e
altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio
di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John
"Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della
società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia,
la
"Giovanni Agnelli & C. Sapaz".
L'amarezza di
quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla
riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia
industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite
strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se
con scarsi risultati.
E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare".
Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione,
"Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire
nel
1999 a
Vaduz, quando
la figlia
Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi
Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese"
annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal
primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il
conte Serge de Pahlen).
"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È
la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)»,
spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una
volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti.
Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto
il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.
E sempre la
pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome
del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il
capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato
dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo
del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli.
Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di
Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da
Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I
sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe
dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero
di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande
Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.
PATTO
2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA
Ecco, è proprio
qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al
pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra
degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici
dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale,
nella procura della Repubblica di Milano.
Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che
Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e
che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto
della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha
affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in
francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner,
stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les
Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni
Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a
Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.
Anni di
reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno
consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e
Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il
controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il
giudice torinese
Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile
che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.
Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società
"Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in
mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto
è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.
Il 10 aprile
1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento
al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla
figlia e al nipote, conservando per sé
il 25 ,38.
Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per
cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona
il 25 ,4
per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta
con il 58,7.
Quando il notaio
torinese Ettore
Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della
donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli
spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver
chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo
scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il
civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore
testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti
al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei
miei diritti».
Nel frattempo, entra in possesso di un documento in
lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi
confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata
trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine
italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti",
stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di
Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su
quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a
favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia
la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere
ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio
con Lavinia Borromeo.
Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle
rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of
assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro,
105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da
Morgan Stanley
nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di
pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova
che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande
Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi
legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.
Il 27 giugno
2007, l
'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles
Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita
ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si
chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il
codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie
procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il
presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni
di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" (
la finta Opa ).
Si tratta della
clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla
società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la
raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della
Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa
sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie
dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico
proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò
che ancora manca all'eredità.
Anche questa
ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti"
gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto
la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di
compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi
legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno
rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto,
anche la nullità del patto successorio.
Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora
proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e
Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto
che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di
confermarne
la validità. Se
però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in
discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la
guida istituzionale della galassia Fiat.
Le ultime
possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura
di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di
Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni
di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.
L'escalation
giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero
dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali
ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di
una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E
sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino,
che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.
WSJ:
LA LUCE
INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un
articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla
successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo
dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la
morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato
tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un
miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi
conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».
L'articolo fa
presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron
dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere
nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta
appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo
re non ufficiale».
Secondo il
giornale,
qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal
piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista
Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova
leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di
sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino,
Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del
processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».
[19-11-2009]
|
|
grazie a Dio , non certo a Jaky, continua la ricerca
della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di
Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto, ora
il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso
che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino
alla verita'. Mb -01.10.10 |
edoardo
agnelli |
|
LIBRi
SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI
www.detsortelam.dk
www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208
ANTONIO
PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-
|
Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".
Il
giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla
famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di
curiosità ed informazioni inedite
Per
dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli,
precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano,
sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare
autopsia.
Anonime
“fonti investigative” tentarono in più occasioni di
screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava
un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia
fu mai fatta.
Ora
Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che
accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante,
pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la
prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche
raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa
settimana presenta.
Perché
la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo
destinato a ereditare il più grande capitale industriale
italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici
però che riguardano la famiglia Agnelli.
Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione
del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei
rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio
Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo
di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi,
Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che,
nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano
assai più di politici e governanti.
Il
volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta
sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose
e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più
importante d’Italia.
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Mondo AGNELLI :
Cari amici,
Grazie mille per vostro aiuto con
la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e
Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in
inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA;
sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie
possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi
invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’
stato girato il video in You Tube. )
http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0
Thanks again,
Jennifer
Un libro che riporta palesi falsita'
sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con
Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad
ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta.
Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a
19 euro! www.marcobava.it |
Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo
d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha
ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb
1- A 10 ANNI DALLA
MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2-
MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI
DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME.
DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA
500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO
DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO
ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI
EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE.
INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN
VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL
MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A
SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO.
E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO
SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO.
MA NESSUNO SE LO FILA -
Michele Masneri per
Rivista Studio (www.rivistastudio.com)
"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non
sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo
racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto
di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat,
Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95),
primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di
Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista
(per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di
"bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e
marchionnismi) ci hanno abituati.
E partiamo da
Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi
cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco
identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione
fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato).
L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di
più.
Sul Foglio dell'11
febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani
(conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco
Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger,
indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato
dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha
portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a
condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in
cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta
di stringere la mano al rappresentante della Fiat".
Clark non solo
conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me
l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa,
Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che
notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase
precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà".
Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco,
più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può
chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno
giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non
proprio pentito, ma insomma...".
Sempre coi sindacati,
Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield,
volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a
ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è
vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso
e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa
tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi
presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New
York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto
alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.
Anche qui Clark spiega
una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo
molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il
presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione,
Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York.
Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi
vedere piangere.
Attenzione, però,
perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I
almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York
Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot
insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di
uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi
realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere
va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che
stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione.
"Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".
Famiglia Agnelli
Piangere va bene ma è
meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa,
"mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana,
Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010:
Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua
vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500
arancio di famiglia.
Ma Marchionne, a sua
insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori,
che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo
amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la
Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica
marchionniana).
À rebours. In fondo il
libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la
fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato.
"Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei
maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo
look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti,
conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo
è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del
gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat
i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del
midwest".
"Però in America pochi
si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno
nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per
suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando
ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente
stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel
1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.
Ma tra i ricordi
agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è
forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio
sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è
andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché
un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono
tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e
per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le
sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui
chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.
Una telefonata ad
Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue
giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le
conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante
iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue
finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi,
incredulo.
Manda qualche mail (le
password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia,
sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo
computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione:
per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente,
guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si
butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una
persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte,
con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato
così", dice alla persona di servizio.
|
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TORINO 24.09.10
GENTILE SIGNOR DIRETTORE
GENERALE RAI
CONSIDERAZIONI SULLA
TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL
23.09.10.
1)
Minoli dichiara più volte che intende fare
chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio
confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il
suicidio in quanto :
a)
dall’esame esterno effettuato dal dott.
Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale –
Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre
che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono
formulare le seguenti considerazioni:
“E’ esperienza comune
come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di
un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da
un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo)
quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o
di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione
del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza
superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque
sufficientemente profonde”
“L’arresto del corpo
nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di
tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro
movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di
sostegno”
“Nel caso di
precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi
altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello
sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su
un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi
lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei
costali procidenti nella cavità toracica”
“Le lesioni esterne
cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono
caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si
producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli
intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.
Talora la presenza di
indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da
impatto diretto contro la superficie d’arresto”
Nell’esame esterno, il
dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:
-
Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni
cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola
breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa
nasali.
Tali lesioni sono
indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso
bocconi.
-
Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta
(collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.
Cosa c’entra
l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un
fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)
-
Addome: escoriazioni multiple
L’escoriazione è
normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente
contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni
sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?
-
Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al
palmo della mano.
Può essere compatibile
con una caduta di questo tipo
-
Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio.
FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.
Come se le è
procurate? Era vestito con le maniche lunghe?
Deve esserci una
perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito
di frattura scomposta avambraccio
-
Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale
interna
Valgono le stesse
considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno
coscia presumibilmente
-
Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni
diffuse faccia mediale esterna.
Da quello che si
desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora
è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione
profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E
poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è
l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?
-
Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx.
Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.
Osso mascellare quale?
Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici
gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione
cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio
del cranio).
Direi che di materiale
ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta
dinamica della precipitazione.
b)
Il dipendente dell’autostrada non poteva
vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il
pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non
collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale
“non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice
non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la
“abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps
per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre
indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere
la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non
parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se
muore sul colpo? Da dove proveniva?
c)
Il medico Testa come fa da una foto ad
individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi
e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un
ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto
l’autopsia ?
d)
Il cranio di E.A potrebbe essere stato
colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la
foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.
e)
come mai il magistrato prima di chiudere il
caso autorizza il funerale ?
f)
io non ho mai sostenuto che E.A sia stato
buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato
forse strangolato , viste le echimosi sul collo .
g)
certo lo collana non provoca echimosi
perché un frega cadendo da 73 metri.
2)
autosuggestione non può averla il pastore
ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i
fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in
quanto :
a)
non esistono prove che abbia chiamato gli
amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?
b)
inoltre non risulta da alcun atto
d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché
proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la
possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.
c)
A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo
REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non
gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne
aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia
chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !
d)
Gelasio fa un discorso senza logica si
commenta da se !
e)
Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha
visto la buca nel terreno ?
f)
Un impatto a 150 km ora di un auto fatta
per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo
le auto senza carrozzeria sono più sicure !
g)
Certo che e possibile scavalcare il
parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era
in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se
non ne avesse avuto bisogno !
h)
Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse
aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ?
Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica
di E.A !
i)
Del tutto illogico il ragionamento di
Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3
giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso
come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di
raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!
j)
Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di
lettura opposte : Sodero dice che E.A aveva paura del dolore
fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva
farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una
terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della
pallottola di Kennedy !
k)
Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A
non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?
i.
Se lui non firma un documento non chiede un
bel nulla
ii.
Il documento lo hanno preparato legali e
notaio
iii.
Gelasio e Lupo affermano che non voleva
entrare nella Dicembre
iv.
Altro indice di superficiale faziosità di
Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi
sono tutti gli Agnelli !
v.
Come non corregge neppure l’errore
riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.
vi.
Mi domando chi preparasse a Minoli le
interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’
troppo bravo per lui ?
Concludo quindi
logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto
anzi la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi
raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e
come e quando vuole. Molte cordialita’.
MARCO BAVA
|
EDOARDO
AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di
Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca
parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli
su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per
anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un
omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle
pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.
20-09-2010]
|
|
1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO
NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A
CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA
CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI
- EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI
“ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI
PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA
APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È
STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL
MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA
L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE
LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA
NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA
UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E
CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA
Gigi Moncalvo
per "Libero"
«Adesso si mettono a confutare anche le poche
cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai
contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne
eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu
solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di
un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal
Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella
tragica mattina ci fosse un altro medico legale».
E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di
qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la
sepoltura in modo da poter portare via al più presto il
cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e
di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa
storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate
dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi
sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una
nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.
Nel dispaccio, che cita anonime «fonti
investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno
coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno
e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si
affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per
espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore»,
fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che
nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era
presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile
trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche
righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli
atti come andarono veramente le cose.
NIENTE
AUTOPSIA
- Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il
dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso
la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore
Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve
memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del
cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di
"esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve
memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a
Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».
«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo
il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di
Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere,
conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17
righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro
il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro
il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale
esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni
viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe
apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della
causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un
grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».
Quindi in due precise circostanze, di suo pugno,
sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma
di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli
importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni,
l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.
UN'ORA INVECE
DI TRE
- Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla,
addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore".
Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato
il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che
fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della
visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a
Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del
corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria
del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu
conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande
precipitazione».
Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il
primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera
mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del
cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella
memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha
impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È
davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve
lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo
sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli
inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla
"morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria
cominciare l'esame necroscopico.
Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e
il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e
i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non
poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso,
caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista
la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella
camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in
tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non
chiarisce un altro mistero.
Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico
del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché
1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in
un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a
Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero"
(Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne
chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era
stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le
15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli
inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano
problemi, era tutto chiaro».
LE STRANEZZE -
Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in
considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente
intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo
di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di
aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla
sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no?
«Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era
quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire,
se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto
consigliare l'autopsia: perché non lo fece?
«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e
sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di
strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo
era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il
cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra
ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una
stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non
c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal
libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in
servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni,
specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in
giurisprudenza.
«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto
il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in
servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il
quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a
Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni.
Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in
cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi
chiamò».
E il dottor Ellena? «Era il mio superiore
gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il
certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo
evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul
posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho
intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il
dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva
preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai
di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o
modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai
eseguita".
Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si
trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È
l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre
decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a
coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in
cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era
sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che
doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può
decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si
deve attenere a quanto il magistrato dispone».
Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è
possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni
vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più
assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni
evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza
la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i
mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un
paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in
montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».
Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in
pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei
giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In
una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati»
poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo
esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini
si infittisce ancora di più...
L'AVVOCATO
- Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita
«per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato
tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato -
evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un
"ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se
l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile
prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi
casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la
volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si
volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le
viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così
martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare
di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo
sangue.
Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli
a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare
di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un
tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla
droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia
spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre
prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci
ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel
presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da
lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul
Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la
memoria.
27-09-2010]
|
| il 17.11.12 si
terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI
nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA
ang.V.PACCHIOTTI. |
|
|
<http://rassegna.governo.it/>
.
|
DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA
DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL
DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL
PRESIDENTE DELLA CAMERA
PDF -
http://bit.ly/eTwkdL 17-01-2011]
|
|
| NON
DIMENTICARE CHE: Le informazioni
contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore
deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun
caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.
Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale
livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.
MARCO BAVA
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IL MIO LIBRO "L'USO DELLA
TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED
ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,
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ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA |
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6 gennaio 2010.
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Cordiali saluti
La Stampa e lo staff TypePad
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1- "IO AVEVO LA
P2, COSSIGA LA GLADIO E ANDREOTTI L’ANELLO". L’ANELLO? "SÌ, MA NE
PARLEREMO LA PROSSIMA VOLTA". CON POCHE PAROLE, CLAMOROSE, L’EX
VENERABILE GELLI INDIVIDUA PER LA PRIMA VOLTA NEL SENATORE ANDREOTTI IL
REFERENTE DI UN’ORGANIZZAZIONE CLANDESTINA QUASI SCONOSCIUTA (DETTA
ANCHE IL "NOTO SERVIZIO"), DESTINATA A SVOLGERE I "LAVORI SPORCHI" CHE
NON DOVEVANO COINVOLGERE DIRETTAMENTE GLI UOMINI DEI SERVIZI, POSSIBILE
ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA I SERVIZI SEGRETI (USATI IN FUNZIONE
ANTICOMUNISTA) E LA SOCIETÀ CIVILE - 2- L’EX VENERABILE DÀ GIUDIZI SU
BERLUSCONI ("LA SUA POLITICA NON MI PIACE. SI È DIMOSTRATO UN DEBOLE, HA
PAURA DELLA MINORANZA E NON FA VALERE IL POTERE CHE IL POPOLO GLI HA
DATO. OGGI IL PAESE È IN UNA FASE DI STALLO. MOLTO PERICOLOSA.
BERLUSCONI È STATO TROPPO GOLIARDICO, AVREBBE DOVUTO DEDICARE PIÙ TEMPO
AD ALTRI INCONTRI, AD ALTRE CENE") E SU FINI. "È UN UOMO SENZA
CARATTERE"
Con poche parole,
clamorose, l'ex venerabile Gelli individua per la prima volta nel
senatore Andreotti il referente di un'organizzazione quasi sconosciuta,
un sorta di servizio segreto parallelo e clandestino che possibile
anello di congiunzione tra i servizi segreti (usati in funzione
anticomunista) e la società civile.
Il settimanale
OGGI, che pubblica l'intervista a Gelli nel numero in edicola da domani
(anche su www.oggi.it <http://www.oggi.it>
) ha chiesto un commento ad Andreotti, che ha immediatamente
fatto sapere di non voler commentare.
«L'Anello (o, più
propriamente, il cosiddetto «Noto Servizio»)», spiega su OGGI lo storico
Aldo Giannuli, già consulente della Commissione Stragi «fu un servizio
segreto parallelo e clandestino, scoperto solo di recente nel corso
della nuova inchiesta sulla strage di Brescia. Fondato nel 1944 dal
generale Roatta per i «lavori sporchi» che non dovevano coinvolgere
direttamente uomini dei servizi, subì diverse trasformazioni, scissioni
e nuove entrare, per sciogliersi definitivamente intorno al 1990-91. La
storia di questo servizio si incrocia con molte delle vicende più oscure
della storia del nostro paese: da piazza Fontana al caso Moro al caso
Cirillo. Il termine Anello non compare in alcun atto ma è citato da
alcuni appartenenti all'organizzazione che si attribuiscono il ruolo di
anello di congiunzione tra i servizi segreti (usati in funzione
anticomunista) e la società civile».
Nell'intervista a
OGGI, Gelli dice anche che «se avessi vent'anni di meno mobiliterei il
popolo, bloccherei ferrovie e autostrade per protestare contro
l'ingerenza dell'Europa. Per bloccare chi vieta di esporre il Crocifisso
negli edifici pubblici».
Sulla P2 dice: «La
rifarei. Anche se tanto del mio Piano di rinascita è stato realizzato.
Mi sarebbero bastati altri quattro mesi. Solo quattro. E avrei cambiato
il sistema politico senza colpo ferire».
L'ex venerabile dà
giudizi su Berlusconi («La sua politica non mi piace. Si è dimostrato un
debole, ha paura della minoranza e non fa valere il potere che il popolo
gli ha dato. Oggi il Paese è in una fase di stallo. Molto pericolosa.
Berlusconi è stato troppo goliardico, avrebbe dovuto dedicare più tempo
ad altri incontri, ad altre cene») e su Fini.«È un uomo senza
carattere».
Alla domanda se ci
siano suoi documenti segreti, magari all'estero, Gelli risponde
sibillino: «Non me lo ricordo... I servizi segreti italiani hanno pagato
per avere un mio archivio, falso, nascosto a Montevideo. 400 milioni di
vecchie lire. Una valigia piena di cartacce, giornali, inutili fogli». E
nega «nel modo più assoluto» di conservare dossier su personaggi
politici. 15-02-2011]
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1- ANCHE IL
VENERABILE SCARICA IL CAVALIER POMPETTA E SVELA UNA "LOGGIA" DI PRELATI!
- 2- "BERLUSCONI L’HO AVUTO PER SETTE ANNI NELLA LOGGIA, QUINDI CREDO DI
CONOSCERLO... L’HO ANCHE AIUTATO, QUANDO HO POTUTO MA È VENUTO MENO
RISPETTO A QUEI PRINCIPI CHE NOI PENSAVAMO LUI AVESSE... PENSI A QUESTO
PUTTANAIO DELLE ULTIME SETTIMANE... SIA CHIARO, È VERO CHE PUÒ FARE CIÒ
CHE GLI PARE E PIACE, COME E QUANTO VUOLE, MA BISOGNA ANCHE AVERE LA
CAPACITÀ DI "SAPERLO FARE", EPPOI ESISTE PUR SEMPRE UN LIMITE. INVECE
LUI CONTINUA... HA PRIMA DISFATTO LA FAMIGLIA, ORA STA DISFACENDO
L’ITALIA. MA NESSUNO GLI DICE NULLA..." - 2- ALTRA BOMBA! "I RELIGIOSI
ISCRITTI ALLA MASSONERIA ERANO SVARIATI, ANCHE DI ALTO GRADO. E NON
VENIVANO MAI CITATI, PERCHÉ APPARTENEVANO A UN ALTRO ELENCO" - 3-
L’ULTIMO MISTERO! "ALL’EPOCA, SE AVESSIMO AVUTO QUATTRO MESI DI TEMPO
ANCORA, SAREMMO RIUSCITI AD ATTUARE IL "PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA".
IN QUEL MOMENTO AVEVAMO IN MANO TUTTO: LA GLADIO, LA P2 E... UN’ALTRA
ORGANIZZAZIONE, CHE ANCORA OGGI NON È APPARSA UFFICIALMENTE, NON CREATA
DA NOI MA DA UNA PERSONA CHE È ANCORA VIVA TUTT’OGGI, NONOSTANTE ABBIA
ORAMAI TANTI ANNI... "
Attilio Ievolella
per
Il Tempo.it
Per l'Italia la
loggia P2 (e Licio Gelli) sono come ombre perenni, mai completamente
illuminate dalla luce. L'ultimo, in ordine di tempo, a riaprire questo
libro è stato Bruno Rozera, prefetto massone in pensione, parlando, tra
l'altro, in un'intervista a L'Espresso, di un «livello superiore a
Gelli». Ma da questi arriva una versione diversa, ovvero la citazione di
una terza organizzazione («compagna» di P2 e Gladio) per l'attuazione
del «Piano di rinascita democratica». Come si chiama questa «terza
gamba»?
«Mi dispiace, ma
non ricordo, davvero... Eppoi la P2 è un capitolo chiuso, ormai». Così,
mistero si aggiunge a mistero, nonostante il «Maestro Venerabile» della
P2, prossimo ai 92 anni, intervistato a «Villa Wanda», sua residenza a
Castiglion Fibocchi, piccolo paese della provincia di Arezzo, si
schermisca: «Guardi, oramai dell'Italia mi interessa nulla... alla mia
età, si figuri. Sono vecchio, ormai». Per poi aggiungere, sibillino:
«Però se soltanto avessi venti anni di meno, rifarei il "Piano" e lo
attuerei...».
Vede che si
ritorna sempre lì? A un passato fatto di massoneria, loggia P2, "Piano
di rinascita democratica", accuse di eversione...
«Le ripeto, per me è un capitolo chiuso, la P2, chiuso in maniera
definitiva. Ho addirittura donato tutti i miei documenti all'Archivio di
Stato di Pistoia».
Avrà tenuto per sé
i carteggi più «delicati», dica la verità...
«Assolutamente, non ho conservato nulla... perché avrei dovuto
conservare ancora? Certo, se avessi avuto la sua età, probabilmente
avrei tenuto ancora quelle carte... Ma ho un'altra età rispetto alla
sua, così mi sono voluto liberare di tutto. Me ne voglio andare
tranquillo, tranquillissimo, da ogni punto di vista. Tenga presente che
ho preso quella decisione anche contro il volere dei miei familiari, ma
siccome era materiale mio, anche se loro non erano d'accordo, ho deciso
così. Ho sfidato anche loro. C'era tanto materiale da poter monetizzare,
ma oramai non ho nulla da guadagnare e nulla da perdere. Tanto per farle
capire, all'Archivio di Stato mi hanno detto che molte cose sono
secretate, perché alcune persone sono tuttora vive».
Eppure lei stesso
ha, ironicamente, detto di volere chiedere i diritti di autore, alla
luce di quanto aveva programmato nel "Piano di rinascita democratica".
L'impressione è che quel Piano sia sempre lì sul tavolo, e non in un
archivio...
«Quel Piano, come lo chiama lei, non solo lo rifarei, ma vorrei anche
riuscire ad attuarlo, se solo avessi venti anni di meno. All'epoca, se
avessimo avuto quattro mesi di tempo ancora, saremmo riusciti ad
attuarlo... In quel momento avevamo in mano tutto: la Gladio, la P2 e...
un'altra organizzazione, che ancora oggi non è apparsa ufficialmente,
non creata da noi ma da una persona che è ancora viva tutt'oggi,
nonostante abbia oramai tanti anni... Avevamo tre organizzazioni...
ancora quattro mesi di tempo e avremmo sicuramente messo in pratica il
Piano. Che, sia chiaro, era valido allora e sarebbe valido anche adesso.
Certo, servirebbero delle modifiche, ma attuando il Piano non saremmo
arrivati alla situazione che, in Italia, si vive oggi...»
Qual era questa
terza organizzazione?
«Mi dispiace, ma non ricordo, davvero...»
Sempre punti
oscuri. Come quello relativo all'effettivo numero di iscritti della P2:
oltre 900 quelli compresi nella lista rinvenuta nel 1981, almeno 2500
secondo la relazione della commissione parlamentare d'inchiesta
presieduta da Tina Anselmi.
«Le dico, non mi ricordo, davvero, quanti erano gli iscritti della P2...
Piuttosto...»
Piuttosto?
«Avrei voluto parlare con la Anselmi, ho anche chiesto di organizzare un
incontro, per dirle che sono stati i suoi collaboratori a tradirla. Non
a caso, abbiamo potuto smentire tutto ciò che era stato detto e scritto
all'epoca... In quel momento furono dette tante stupidaggini, e anche la
Anselmi ne avrebbe beneficiato, perché aveva la possibilità di diventare
presidente della Repubblica: la Democrazia Cristiana l'avrebbe votata, e
anche ai comunisti non sarebbe parso vero per il colpo che era stato
messo a segno».
A leggere le carte, però, sembra andata diversamente. E anche a
considerare i tanti, troppi misteri. Come, ad esempio, il rapporto con
la Chiesa.
«Tenga presente che era prevista la scomunica finanche per i laici
iscritti alla massoneria. Poi, ci fu un cambiamento: la scomunica,
secondo quanto stabilito dal Vaticano, poteva essere emessa solo nei
confronti degli ecclesiastici. Ma sappia che i religiosi iscritti alla
massoneria erano svariati, all'epoca, anche di alto grado. E non
venivano mai citati, perché appartenevano a un altro elenco...»
Appunto,
l'ennesimo mistero... Tornando all'attualità, oggi, sembra di rivedere
molti punti del «Piano di rinascita democratica»: ad esempio, la riforma
della giustizia e la divisione del fronte sindacale... E lei ha espresso
un giudizio positivo, tempo addietro, su Berlusconi e sul suo Governo.
«Precisiamo: il giudizio era positivo»
Oggi, invece?
«Negativo»
Cos'è cambiato?
«Senta, quando due persone si sposano, fanno questa scelta con ardore,
con calore. Poi, succede che, dopo tre, quattro anni, decidano di
separarsi... Perché? Semplicemente perché sono venuti a mancare quei
principi, quei valori. Ecco, anche lui, Berlusconi intendo, è venuto
meno rispetto a quei principi che noi pensavamo lui avesse... E ricordi
che l'ho avuto per sette anni nella loggia, quindi credo di
conoscerlo... l'ho anche aiutato, quando ho potuto...»
E in cosa è venuto meno Berlusconi?
«Ma pensi anche a questo puttanaio delle ultime settimane... Sia chiaro,
è vero che può fare ciò che gli pare e piace, come e quanto vuole, ma
bisogna anche avere la capacità di "saperlo fare", eppoi esiste pur
sempre un limite. Invece lui continua... ha prima disfatto la famiglia,
ora sta disfacendo l'Italia. Ma nessuno gli dice nulla... Ha commesso un
reato? Se è vero ciò che gli viene attribuito (e credo che almeno in
parte sia vero), allora sì: non avrebbe dovuto farlo, o, quantomeno,
avrebbe dovuto utilizzare sistemi più riservati».
Pare di capire che avete puntato sul cavallo (politico)
sbagliato...
«Guardi che politici validi, come Cossiga e Andreotti, non ci sono più.
E un discorso simile vale anche per generali e ufficiali. Ma lei ha
presente l'esercito italiano? Anni fa era un esercito per il Paese, non
un esercito a cui si chiede di ripulire le città dall'immondizia, mentre
i netturbini sono in cassa integrazione. Oggi, invece, mandiamo i
soldati in Afghanistan e in Iraq: a noi cosa interessa? Da tutto ciò noi
abbiamo ricavato solo morti! E io mi chiedo: ma le autorità italiane non
si vergognano mentre baciano le bare dei soldati uccisi? Ripeto, non
abbiamo alcun interesse ad andare in quei Paesi, eppure quei soldati
sono morti perché quelli che baciano le bare, hanno deciso di
mandarceli... Lei pensa che questo sia un Paese serio?».
30-01-2011]
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FALCE E COMPASSO - LA RICETTA DEL PROFETA GIOELE
MAGALDI, VENERABILE capo di una loggia massonica: il
Grande Oriente Democratico, in sigla God: "per risolvere
i problemi della sinistra: il Pd deve iscriversi alla
massoneria" - PER CONTRAPPORSI ALLA “Loggia di Arcore”,
guidata e incappucciata da Fratello Silvio. Più giù
Marcello Dell’Utri. Ancora sotto: Denis Verdini, Flavio
Carboni e poi gli altri
Massoneria Grande Oriente Italia
Mattias Mainiero per "Libero"
Lasciate stare Bersani e pure Vendola. Lasciateli stare
tutti. Il profeta della sinistra, proprio come un vero
profeta, si chiama Gioele, di cognome Magaldi. Un
leader. Lo sappiamo, non lo conoscete. Ovvio: non lo
conosce quasi nessuno. E dunque noi ve lo presentiamo:
il profeta Gioele ha una quarantina di anni. Trentotto,
stando alle scarne biografie. È un Maestro Venerabile,
cioè il capo di una loggia massonica: il Grande Oriente
Democratico, in sigla God, ala dissidente del Goi, per
esteso Grande Oriente d'Italia. Sappiamo anche questo:
non conoscete Gioele e neppure il God, forse avete
sentito solo nominare il Goi. Ci dispiace: non possiamo
aiutarvi, non siamo addentro a certe cose.
Ma
Gioele, il profeta, è uno che la sa lunga. Idea
memorabile di Magaldi per risolvere i problemi della
sinistra: il Pd deve iscriversi alla massoneria, la sua
ovviamente. Si deve mettere il grembiulino, non sappiamo
se sopra o sotto la tuta da operaio. Presumiamo sopra,
visto che sotto è abbastanza difficile indossarlo.
Dite la verità: vi piace Bersani incappucciato? E
Vendola? A noi sì, almeno non si vedrebbe l'orecchino.
Scherzi a parte. Dice il Venerabile Profeta: «Vorrei
illuminare in modo netto i cari compagni
dell'opposizione (Pd in testa) che è illusoria qualsiasi
ipotesi di sconfiggere Berlusconi tramite inchieste
giudiziarie o menate moralistiche sui suoi festini
privati».
L'importante è la tessera del God (ammesso che il God
distribuisca tessere). Signori, ecco a voi "Falce e
Compasso", al secolo movimento Democrazia Radical
Popolare (nessuna sigla, sarebbe impronunciabile). Il
movimento nascerà a breve per aiutare i partiti del
centrosinistra «a legare fra loro». Non sappiamo con
quali prospettive di successo. Sappiamo, però, che per
gentile concessione del Venerabile G. vi potranno
aderire massoni e non massoni.
Su
con la vita, fratello Bersani. E lei, fratello D'Alema,
sorrida: la squadra (quella massonica) finalmente c'è.
Il leader pure. Al resto, penserà sempre lui, Gioele,
uno con le idee veramente chiare. Reggetevi forte.
Spiega il Venerabile Profeta, questa volta non a
proposito del centrosinistra ma del centrodestra: voi
pensavate che Berlusconi facesse Bunga Bunga (chissà se
si scrive con la B maiuscola o minuscola). Berlusconi,
ad Arcore, fa Masson Masson. E la sua forza è questa.
Stralci tratti da «P3. Tutta la verità. Analisi,
documenti e biografie della nuova piovra che pretende di
governare l'Italia», libro di Giusy Arena e Filippo
Barone (Editori Riuniti). «La loggia di Arcore è una
realtà in piedi dal 1991, caratterizzata dai
tradizionali rituali massonici, che ha cominciato a
rafforzarsi e potenziarsi fra il 1992 e il 1993,
completamente sotto il controllo di Berlusconi ».
E
noi che pensavamo che ad Arcore entrassero solo Ruby e
qualche altra bella ragazza. No. Incappucciati,
grembiulati, compassati uomini, anziani muratori.
Organigramma della "Loggia di Arcore", secondo il
Profeta Gioele: al vertice Fratello Silvio. Più giù
Marcello Dell'Utri. Ancora sotto: Denis Verdini, Flavio
Carboni e poi gli altri .
Ora avete capito perché ogni tanto Berlusconi non ce la
fa più e chiede di incontrare qualche giovane donna
senza grembiule e in minigonna (forse in minigonna)?
Gesù mio, prima Palazzo Chigi, Tremonti che vuole
tagliare tutto, Bondi che scrive poesie e parla delle
rovine di Pompei, Napolitano con i suoi moniti (sempre
alti e forti, i moniti di Napolitano).
Poi pure Bersani che pretende di dare lezioni di
governo. Poi anche Di Pietro con la sua fissazione per
le dimissioni. Poi magari Putin e qualche barboso capo
di Stato e i conti che non tornano e la Finanziaria e le
riforma della giustizia e il federalismo. E la sera, ad
Arcore, i fratelli massoni che discettano di Grandi
Architetti e Grandi Logge e Grandi Orienti. Dove Ruby?
Per favore, volete chiamare questa Grande Ruby?
Venerabile e profetico Gioele, ma non ci poteva parlare
della P4, Supersegretissima Loggia di Villa Certosa
aperta a sardi e non sardi, massoni e non massoni purché
disposti a fare il bagno in mare? Prenda nota,
Venerabile: la P4, parafrasando i suoi discorsi, esiste,
come la P3, ma non esiste, proprio come la P3, eppure
c'è.
E
noi ci siamo un po' con - fusi sull'esistenza delle P e
chiudiamo qui il discorso, non senza, però, porle una
domanda finale: ma se lei - sempre se abbiamo ben capito
- vuole fare la guerra a Gustavo Raffi, Gran Maestro del
Grande Oriente d'Italia che secondo lei avrebbe spostato
a destra l'as - se massonico, non poteva semplicemente
fare la guerra a Raffi?
Domanda ingenua, ce ne rendiamo conto: gira gira, il
compasso assieme agli ortaggi e a tutto il resto sempre
lì deve finire. Fratello Silvio, ci vuole pazienza.
12-11-2010]
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ODO GELLI FAR FESTA - IL TESTO INTEGRALE DELLA
BOMBASTICA INTERVISTA SU LA7 DEL VENERABILE -
“BERLUSCONI HA IN MANO IL PARTITO, SA CHI È VERDINI. E
ANCHE GLI ALTRI STANNO ZITTI, LO SANNO BENISSIMO. ANCHE
LETTA È INDAGATO. SONO TUTTI INDAGATI” - “SU 60-70 LOGGE
IN ITALIA, NESSUNA È REGOLARE, SONO TUTTE ILLEGALI” -
SULLE LISTE COMPLETE DEGLI ISCRITTI ALLA P2: "certe cose
ogni tanto conviene dimenticarle. si riesce a dormire
tranquilli..."
Testo dell'intervista di Valentina Petrini per "Exit",
programma de "La 7", a Licio Gelli
Video disponibile su:
http://bit.ly/cBaOL5
SULLA P3
"Se lei mi parla della P3 mi offendo. Noi si nominava i
capi dei servizi segreti: Miceli, Santovito, Martini. Il
Capo di Stato Maggiore lo si nominava noi. Su
suggerimenti del comandante generale della Guardia di
Finanza. Avevano tutti i poteri in mano perché sapevano
che avevamo il Ministro della Giustizia, Sarti. Anche
lui prima di entrare sapeva, voleva sapere prima quali
erano le nostre intenzioni: le nostre intenzioni erano
tutte positive e favorevoli. Sapevano però che noi non
si scherzava.
Intendevano superarmi. E invece sono affogati. Mi sono
fatto una risata e basta. Hanno dimostrato che purtroppo
questa P3, che non esiste, è stata inventata da
qualcuno. I servizi segreti sanno inventare, sanno fare
molte cose. Sanno scrivere, sanno inventare.
(Domanda: cosa c'entrano servizi segreti, secondo lei?)
Non lo so. Io Carboni non l'ho mai conosciuto. Non ho
mai tenuto neanche a conoscerlo, molte volte è un fatto
di pelle. Lui apparve quando Calvi era in disgrazia. Io
ero intimo amico di Calvi.
(NB: era il 1981)
(Domanda: E' possibile pensare che Carboni fosse in
contatto con Berlusconi e Dell'Utri? Che ci fosse un
legame organizzativo tra loro che magari non era una
loggia ma era appunto un comitato d'affari?)
Berlusconi, dopo essere stato secondo lui "scottato"
dalla P2, non si sia messo assieme perché Berlusconi sa
chi è Verdini. Senz'altro lo saprà bene. Legge anche i
giornali. Gliel'avrà chiesto. E quindi un provvedimento
doveva prenderlo subito, non tollerare. Se non ha preso
il provvedimento può darsi che ci sia qualcosa per cui
non lo può prendere.
Gli armadi chi li apre? Negli armadi ci sono tanti
scheletri. Uno li tiene chiusi in quel modo lì e non
vuole che vengano scoperti. Per non essere scoperti,
quindi, bisogna tacere.
SU
BERLUSCONI
Lui ha in mano il partito. E anche gli altri stanno
zitti, lo sanno benissimo. Anche Letta è indagato. Sono
tutti indagati. Noi eravamo persone che se c'era uno che
aveva ricevuto un avviso di garanzia sarebbe stato prima
chiarito e poi espulso oppure trattenuto. Non c'è mai
stato un caso nostro che era stato imputato perché sennò
avremmo preso provvedimenti immediati. Ma oggi se non
hai la mazzetta, anzi, non fai niente.
SU ESISTENZA DI EVENTUALI ALTRE LOGGE
Mi sono distaccato completamente da tutte le istituzioni
massoniche. Poi oggi ce ne sono 60-70 di associazioni -
di "obbedienze", diciamo - che sono come al Governo: al
Governo sono tutti uno contro l'altro, si offendono
completamente e anche queste altre piccole logge tutte
dicono che la propria loggia è quella regolare. Ma non
ce ne sono di regolari. Non c'è nessuna loggia regolare
in Italia.
Ho
conosciuto un paio di persone che credo facciano,
avessero fatto o facevano parte di questa loggia
illegale. Non mi hanno detto la P3, mi hanno detto "In
Sardegna abbiamo creato una massoneria". Ho detto:
"Guardate, non mi interessa".
(Domanda: prima o dopo che emergesse la cronaca sulla
P3?):
Questo non glielo posso dire. Ma io tutti i giorni
ricevo sette, otto, nove persone. Dieci. E mi chiedono
tante cose...
SULLE LISTE COMPLETE DEGLI ISCRITTI ALLA P2
Non mi ricordo. E' difficile, bisogna avere anche una
buona memoria. Però certe cose ogni tanto conviene
dimenticarle. Distruggerle. Incenerirle. Una volta
incenerite non se ne parla più. E' il miglior archivio
che esista al mondo. Quando lei incenerisce qualcosa si
riesce a dormire tranquilli. E' difficile leggere
polvere bruciata, no?
(Domanda: manca una realtà come la P2, oggi?)
Risposta: No. Si tratta di saper organizzare. La
Cinquetti non cantava perché non aveva l'età. Io non lo
faccio perché non ho l'età. Io non faccio nulla perché
non ho l'età.
(Domanda: Altrimenti?)
Risposta: Probabilmente...
28-10-2010]
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EVVAI! IL MASSONE DEMOCRATICO (CIOè, DEL PD) GIOELE
MAGALDI SCRIVE AL GRANDE FRATELLO SILVIO B. RIFILANDOGLI
UN BEL PO’ DI SVENTOLE E QUALCHE TOSTO AVVERTIMENTO - 2-
INIZIATO ALLA FINE DEGLI ANNI ’70 ALLA PRESENZA DI LICIO
GELLI, IL BANANA COL GREMBIULINO FU POI COLTIVATO DAI
FRATELLI CORONA CARBONI COSSIGA E PISANU (PER TACERE DI
TANTI ALTRI), NONCHE’ PROTETTO DAL MILIEU MASSONICO
INTERNAZIONALE - 3- OCCHIO ALL’ARCHITETTURA
INIZIATICO-MASSONICA DI VILLA CERTOSA E DEL MAUSOLEO
FUNEBRE DI VILLA SAN MARTINO CHE OSPITERà PAPI E I SUOI
FRATELLI PIù CARI - 4- ADESSO è MEGLIO CHE L’INIZIATO DI
PALAZZO GRAZIOLI TENGA GIU’ LE MANI DA FINI E DA SANTORO
– E STIA IN CAMPANA CHE IN AMERICA IL VENTO MASSONICO
STA CAMBIANDO - 5- LETTERA: "MA CHI È STO’ MAGALDI?
MEGLIO IL ‘MASSONE’ GUZZANTI, ALMENO FA RIDERE!"
DAGOREPORT
Oh oh... Mai un momento di quiete tra i massoni... Nuova
fluviale puntata in onda su GOD (http://www.grandeoriente-democratico.com/lettera_aperta_n1_al_Fratello_Silvio_Berlusconi_del_26_luglio_2010.html,
il sito dei tupamaros democratici in guerra col Grande
Oriente di Gustavo Raffi. Stavolta nel mirino c'è uno
storico sodale di Raffi, l'inquilino di Palazzo
Grazioli, il «caro Fratello Silvio», che dal grembiulino
democratico Gioele Magaldi si becca un bel po' di
sventole e qualche avvertimento.
«Non starò a ricordarTi che l'iniziazione massonica -
quale tu avesti il privilegio di ottenere direttamente
dal Gran Maestro "Emerito" Giordano Gamberini alla fine
degli anni settanta, a Roma, alla presenza del Fratello
Licio Gelli e di diversi tuoi amici già Fratelli
Piduisti - è indelebile, una volta conferita.
Indelebile come ogni ordinazione sacerdotale e
misterica.
Non starò a ricordartelo perché tu lo sai bene e lo hai
sempre saputo, a partire dalle illuminanti parole usate,
durante il rito iniziatico da Lui officiato, da
Gamberini in persona.»
E
poi avanti con le rivelazioni: i «"ripassi" in materia
che ebbe a regalarti generosamente il Gran Maestro
Armando Corona (1982-1990), durante tutti gli amabili
incontri e colloqui che avesti con lui nel corso di
molti anni, alla presenza di altri "estimatori" della
Via Iniziatica Massonica, come il Presidente Emerito
della Repubblica Francesco Cossiga e i tuoi amici Flavio
Carboni e Giuseppe Pisanu, per tacere di tanti altri...
le
relazioni ancora più significative con certi ambienti
del milieu massonico internazionale, maturate dal
1992-93 in poi e di anno in anno sempre più rafforzatesi
e perfezionatesi.
Per non parlare delle tue letture e dei tuoi "studi",
sapientemente dissimulati, su tanti aspetti
dell'Esoterismo in generale e della Massoneria in
particolare. Su questo punto, bisogna dare atto al
Presidente Cossiga che egli ha sempre saputo aiutarti e
sostenerti nella tua opera dissimulatrice...»
ALTRO CHE BANANA!
L' «immagine da pragmatico uomo di potere,
super-piazzista fortunato, gaffeur un po' grossier, uomo
ignorante e un tantino volgare, benché vincente ed
efficace, è stata una MASCHERA eccellente con cui
dissimulare la tua autentica cifra come Uomo, come
Iniziato, come Massone».
«Caro Fratello Silvio, vogliamo "rivelare" alla pubblica
opinione i tuoi robusti interessi in fatto di
Astrologia? Vogliamo dire che non soltanto hai sempre
avuto attorno a te (sedicenti) esperti di questa antica
Scienza Iniziatica - consultati ad ogni piè sospinto -
ma tu stesso ne sei un appassionato cultore? E
diciamolo, via! Mica ti vorrai portare tutti questi
segreti nel Mausoleo Massonico...»
Già, vogliamo parlare della «natura "iniziatica" e
"massonica" del complesso di Villa Certosa in Sardegna
(Residenza da Te personalmente curata, nella
realizzazione, sin nei minimi dettagli) o del Tuo
Mausoleo funebre ad Arcore, all'interno di Villa San
Martino»?
«Persino l'autorevole Prof. Marcello Fagiolo - che
meglio di altri ha spiegato la natura
esoterico-massonica del Mausoleo funebre voluto per sé e
i suoi più fidi adepti dal Fratello Silvio Berlusconi -
non ha dato una lettura ermeneutica esaustiva e completa
di questo e di altri complessi architettonici fatti
realizzare con convinto piglio da Libero Muratore
dall'attuale Presidente del Consiglio italiano.
Di
una esplicazione compiuta e filologicamente rigorosa
delle realizzazioni paesaggistico-architettoniche di
significato massonico-iniziatico del Fratello Silvio, ci
occuperemo ben presto Noi di Grande Oriente Democratico.
Per rendere effettivo omaggio al genio latomistico di
questo Fratello, se non altro».
•
«Anticipiamo, una volta per tutte, Caro Fratello Silvio,
che la natura reale della tua strategie e delle tue
tattiche verso la Presa, la Ri-Presa e la Conservazione
del Potere imprenditoriale, mediatico e politico in
Italia (dagli anni settanta e fino ad oggi) è stata
scandita da rapporti e relazioni con precisi personaggi,
cenacoli e logge dell'establishment massonico mondiale».
OH
OH, CI SARANNO ALTRE LETTERE?
Nell'attesa, qualche avvertimento al Grande Fratello di
Arcore: giù le mani da Fini Granata Buongiorno Bocchino
e Dalla Vedova, ma anche da Annozero. Mediti bene sulle
prossime vacanze: «vorresti trascorrere il periodo di
agosto in qualche Castello con altri "Cavalieri", a
discutere "fraternamente" di come ri-organizzare il PDL
e rilanciare l'azione di governo. Ti DIFFIDO dal
reiterare, con la nuova stagione, tentativi di
approvazione e/o promulgazione di liberticidi e
anti-costituzionali atti legislativi».
E
sulla P3: « Invece di scaricare le responsabilità sui
"Fratelli/Sodali" che hanno agito nel tuo diretto
interesse, chiamandoli "4 pensionati sfigati", mostra un
po' di coraggio e lealtà verso coloro che per Te si sono
esposti. Nessuna giustificazione per loro, che sono
grandi e vaccinati e ben sapevano (laddove lo abbiano
fatto) di violare le leggi dello stato nel loro e nel
Tuo interesse, ma appare riprovevole che la gente (da
anni) si becchi galera e condanne per servire e
proteggere un "CESARE" che non ha il coraggio di
prendersi le sue responsabilità davanti alla Legge e
alla pubblica opinione».
AVVISO FEROCE, PER CHIUDERE, AI FRATELLI NAVIGANTI:
«Che non venga in mente al Fratello Silvio Berlusconi
e/o al Fratello Gustavo Raffi e/o a qualche loro
scagnozzo o cortigiano di intraprendere azioni improprie
e illegali nei riguardi di nessun membro di Grande
Oriente Democratico... Primo: non siamo gente che "porge
l'altra guancia"; secondo: per ogni "azione" simile c'è
il rischio di una reazione dieci volte più incisiva e
dolorosa; terzo: credeteci, non ci sono le condizioni
internazionali perché vi possiate consentire "certe
libertà". Rischiereste di farvi molto, ma molto male e
di screditarvi definitivamente dinanzi a chi vi osserva
e vi giudica, con la piena autorità per farlo. E la
forza necessaria a sanzionarvi pesantemente.»
http://www.grandeoriente-democratico.com/lettera_aperta_n1_al_Fratello_Silvio_Berlusconi_del_26_luglio_2010.html
GIOELE MAGALDI: "IL FRATELLO SILVIO BERLUSCONI È UN
MASSONE A TUTTI GLI EFFETTI"
Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
In
due interviste, una rilasciata a Vanity Fair e l'altra
al programma radiofonico La Zanzara di Radio 24 , Gioele
Magaldi, Maestro Venerabile della loggia massonica del
Grande Oriente d'Italia Democratico, ha rivelato che i
rapporti di Silvio Berlusconi con la massoneria
continuano ancora oggi e che non sono mai cessati.
Magaldi afferma che Berlusconi ha avuto rapporti molto
stretti con Armando Corona, Gran Maestro dal 1982 al
1990, e che l'anello di congiunzione tra il Cavaliere e
la massoneria è Flavio Carboni , grande amico, inoltre,
di Giuseppe Pisanu (ministro degli interni in due
governi Berlusconi). Lo stesso Pisanu e Corona "ebbero
il merito di facilitare incontri e rapporti del Fratello
Berlusconi con l'allora presidente della Repubblica
Francesco Cossiga ".
"Ha costruito un sistema di potere" continua il leader
della loggia "che non avrebbe potuto costruire senza
l'apporto di determinati ambienti massonici" e aggiunge
che la P3 tecnicamente non esiste, ma c'è un sistema dei
massoni all'orecchio in cui il Gran Maestro ricorda una
serie di persone che non compaiono in elenchi ufficiali,
ma che fanno parte di una loggia coperta. Afferma,
inoltre, con assoluta certezza che esiste un ristretto
gruppo di persone che ha l'obiettivo di influenzare le
istituzioni.
Magaldi si riferisce anche alla P2 : "La P2 ha assunto
nuove maschere" e "Raffi non ha fatto nessuna pulizia",
"gli elenchi di Castiglion Fibocchi comprendevano 962
nominativi, gli elenchi completi ne comprendono alcune
migliaia [...] sono corredati da una documentazione che
forse è più interessante" e se fossero pubblicati le
conseguenza sarebbero "piuttosto traumatiche per tanta
gente".
Sono molti i massoni all'interno del Popolo delle
Libertà , ma ce ne sono anche nel Partito Democratico ,
aggiunge il massone, e conclude dicendo che
probabilmente lunedì prossimo uscirà una lettera aperta
a Berlusconi, primariamente sul sito da lui curato ma
sarà ovviamente ripresa da diversi organi di
informazione.
In
rete impazza questa intervista del fratello Gioele a
Radio 24
http://www.youtube.com/watch?v=HTrSvJOTDIw
LETTERA: "Ma chi è sto’ Magaldi? Meglio il ‘massone’
Guzzanti, almeno fa ridere!"
Gioele Magaldi, chi è costui? Da giorni questo
‘personaggio’ – a proposito, che lavoro fa? - in
interviste e spazi ritagliati sui media spara
dichiarazioni al vetriolo. Si autodefinisce leader del
‘Grande Oriente Democratico’, di cui, però, mantiene
rigorosamente “occulti” i nominativi dei dirigenti
nazionali, regionali, comunali e…. ovviamente degli
accoliti. Società segreta o millanteria?
Nell’ultima ‘bomba’ a ‘Vanity Fair’, Magaldi afferma che
il “tempo della P2" non è mai finito”. Su quali basi lo
dice? Ha documenti (carte, registrazioni, prove di
qualunque tipo) per fondarlo? Se le ha le tiri
fuori, finalmente, smettendo di giocare al piccolo
materassaio.
Magaldi ha anche detto che gli elenchi della P2 sono
incompleti... e “ci sono alcune copie degli elenchi
completi, con migliaia di nomi. Roba abbastanza
"esplosiva", anche a quasi trent'anni dalla scoperta
degli elenchi incompleti di Castiglion Fibocchi. Ho
avuto modo di visionarli di persona e so che, se fosse
necessario e opportuno, chi li custodisce li renderebbe
pubblici.”. Dove sono questi elenchi? C’è un magistrato,
o un maresciallo qualsiasi in Italia, che, anche sotto
l’ombrellone, se ne può occupare?
Questo personaggio con gli occhiali azzurrati, richiama
alla mente Corrado Guzzanti quando impersonava il
‘massone’, un incappucciato nero con tanto di compassi e
squadre, che si esprimeva in uno sgrammaticato e
simpatico napoletano, ammettendo cose indicibili. Ma
forse è una debolissima analogia, perché Guzzanti almeno
faceva ridere.
Roberto Fantoni
Massa Carrara
26-07-2010]
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IL CODICE MICHELANGELO – SI VOLATILIZZA IL
CROCIFISSO LIGNEO ATTRIBUITO A BUONAROTTI (C’È CHI GIURA
CHE SIA IN UNA BANCA A NEW YORK), AL CENTRO DI UNO
STRANO INTRECCIO TRA VATICANO, MASSONERIA E ‘NDRANGHETA
– LA MISTERIOSA FONDAZIONE UGOLINI, PER L’ACCUSA
TERMINALE DELLA ‘NDRINA DEI MOLÉ DI GIOIA TAURO….
Andrea Palladino
per
l'Unità
C'è una
statuetta di quaranta centimetri in giro per il mondo
che racchiude segreti e intrecci tra massoneria,
‘ndrangheta e pezzi del Vaticano. Un crocifisso ligneo,
ricercato oggi dall'antimafia di Reggio Calabria,
sparito da più di un anno, custodito - racconta a mezza
bocca qualcuno - nei depositi di qualche banca
newyorkese. Non un pezzo qualsiasi, c'è chi giura che si
tratti di un Michelangelo.
Anzi, di
più, potrebbe essere la chiave per scoprire il "Codice
Michelangelo", il segreto nascosto per secoli, capace di
riportarci alla sapienza degli antichi greci, unendo
umano e divino attraverso simboli esoterici.
O meglio
ancora, "il Cristo di Michelangelo", una sorta di Santo
Graal della storia dell'arte, un simbolo po' fiabesco
che appassiona esperti da decenni. Un pezzo unico, ben
differente da un altro crocifisso più famoso, acquistato
dal ministro Bondi un anno e mezzo fa, che molti esperti
- ad iniziare dalla professoressa Paola Barocchi, della
Normale di Pisa - ritengono un falso.
Ma perché
l'antimafia cerca questa preziosa statuetta giramondo?
Andiamo con
ordine. È il 31 marzo del 2009. Nella sala Pio XI
dell'università Lateranense di Roma si presenta un
composito gruppo di esperti. C'è il rettore, monsignor
Fisichella, c'è il gesuita Heinrich Pfeiffer, docente
della Gregoriana e considerato uno dei massimi esperti
di arte sacra e soprattutto di Michelangelo. C'è poi un
signore distinto, alto, elegante e sorridente, Angelo
Boccardelli, segretario della Fondazione dedicata all'ex
ambasciatore di San Marino Giacomo Maria Ugolini, morto
nel gennaio del 2006.
Da qualche
anno Boccardelli gira per il mondo con una valigia
scura, rigida, dove custodisce questo crocifisso ligneo.
Racconta che arrivò dal Libano durante la guerra civile
dei primi anni 80, da un seminario della chiesa
cattolica di rito greco melkita, salvato dall'uomo cui è
dedicata la Fondazione, l'ambasciatore Ugolini (che
all'epoca rappresentava la repubblica del Titano in
Giordania ed Egitto).
Angelo
Boccardelli ha ricevuto le chiavi della fondazione nel
2006, dopo la morte di Giacomo Maria Ugolini, insieme
all'ex ufficiale della marina militare italiana, Giorgio
Hugo Balestrieri. Quest'ultimo è un toscanaccio di
Livorno, dalla battuta facile, che si occupa negli Usa -
sua nuova patria dal 1980 - di sicurezza e industria
militare. In Italia lo ricordano come uno degli ex
affiliati alla P2, con un ruolo tutt'altro che
marginale. Secondo una informativa del Sisde del 1982,
Balestrieri faceva parte anche del "Comité Montecarlo",
la loggia coperta mai del tutto chiarita.
L'incontro
alla Lateranense era l'ultima tappa di un tour mondiale
del crocifisso. Argentina, Messico, Nicaragua e -
appuntamento principale - New York, dove Balestrieri è
vice presidente del Rotary Club. Conferenze, cene,
incontri organizzati per annunciare al mondo quella
piccola opera di Michelangelo, chiave di volta - secondo
le loro parole - della storia dell'arte del '500.
Ma è
l'incontro alla Lateranense che deve sancire per il
gruppo quella che è una vera e propria benedizione. Non
ci sono i grandi esperti accademici, ma persone
decisamente influenti: oltre ai già citati monsignor
Fisichella e il gesuita Pfeiffer, sul tavolo dei
relatori siedono il ministro della cultura di San Marino
Romeo Morri e il giornalista Andrea Pamparana. E il
titolo dell'incontro, "Il pensiero cristologico del
Cardinale Cusano realizzato da Michelangelo Buonarroti",
non lascia spazio a dubbi sull'autenticità del pezzo.
Tutto, però,
cambia poco meno di nove mesi dopo la presentazione alla
Lateranense, e precisamente il 22 dicembre dello scorso
anno, quando i Ros entrano nella sede della Fondazione
Ugolini, il lussuoso albergo Villa Vecchia di Monte
Porzio Catone, e arrestano Cosimo Di Virgilio,
imprenditore legato per i magistrati dell'antimafia alle
cosche della piana di Gioia Tauro. Scattano le manette
anche per Angelo Boccardelli, mentre Giorgio Hugo
Balestrieri si rende irreperibile, rimanendo senza
grandi problemi al suo posto nel Rotary Club di New
York.
Per tutti
l'accusa è pesantissima, associazione mafiosa e legami
con la 'ndrangheta: per la Direzione distrettuale
antimafia di Reggio Calabria la Fondazione era uno dei
terminali imprenditoriali della ‘ndrina dei Molé di
Gioia Tauro. E, tra l'altro, facilitava il riciclaggio
dei soldi arrivati dall'importazione clandestina di
merce cinese nel porto calabrese.
Tra i beni
che i carabinieri sequestrano nella sede della
fondazione non c'è, però, la statuetta del Cristo: si è
volatilizzata.
Oggi il
Pubblico ministero della Dda di Reggio Calabria Roberto
Di Palma conferma che anche la giustizia si è messa alla
caccia del crocifisso, una sorta di totem per questa
congrega, cresciuta attorno ad un ambasciatore
decisamente influente.
«Ugolini era
capo della massoneria di rito scozzese di San Marino»,
racconta Heinrich Pfeiffer, il gesuita che assieme a
monsignor Fisichella presentò il Cristo alla
Lateranense. Il quale, per far comprendere la capacità
di relazione di alto livello del gruppo, aggiunge che
Ugolini era - così potente che «quando Berlusconi è
andato in Medio Oriente, si è consigliato prima con
lui».
Un nome,
quello di Giacomo Maria Ugolini, già apparso prima che
la Dda si interessasse all'albergo di Monte Porzio
Catone tra le carte dell'inchiesta "Somaliagate" del
Pubblico ministero Henry John Woodcock.
Era il 2006
quando Woodcock, all'epoca sostituto procuratore a
Potenza, ipotizzò l'esistenza di stretti legami tra
massoneria, Vaticano e servizi deviati. Alcuni testimoni
parlarono di un falso crocifisso di Michelangelo che era
stato al centro di un passaggio di 380 mila euro tra
monsignor Camaldo, cerimoniere di papa Ratzinger, e
l'ambasciatore Ugolini, che poco dopo morì lasciando
tutto, come abbiamo visto, in mano al suo segretario
Boccardelli.
Ed è
probabile che si trattasse della stessa statua che in
realtà era apparsa in pubblico per la prima volta nel
2001 sulla rivista Il volto dei volti di Cristo
pubblicata da un centro studi diretto dal cardinal
Angelini. Con una scheda curata proprio da padre
Pfeiffer. O, chissà, forse era un'altra statuetta ancora
e questa è una incredibile coincidenza.
Legami,
amicizie, rapporti ancora da chiarire, con al centro la
Fondazione e l'albergo di Monte Porzio Catone nelle cui
stanze rinascimentali passavano in tanti, raccontano
fonti che chiedono l'anonimato. Prelati di rango,
ricordano, come don Pierino Gelmini, nominato alla fine
degli anni 80 - alla presenza dell'ambasciatore Ugolini
- esarca della chiesa greco melkita e grande amico del
premier Silvio Berlusconi.
Resta da capire perché tra Monte
Porzio Catone, la Calabria, San Marino e le vie di New
York, si intrecciassero legami massonici e interessi
delle cosche di Gioia Tauro, tra una cena a lume di
candela e un seminario sul "codice Michelangelo".
Conferenze che - ma questa è un'altra storia ancora -
avevano come sponsor l'Eutelia, l'azienda travolta pochi
giorni fa da un'inchiesta che ha portato all'arresto di
otto manager con l'accusa di bancarotta fraudolenta.
20-07-2010]
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1-
DAI, ATTACCA IL GIRADISCHI! AL GRAN BALLO DEL MASSONE DEI
DEMOCRATICI COL GREMBIULINO - 2- SARÀ UN CASO CHE IL PD SI SIA
DATO UN CODICE DI TRASPARENZA SULLA MASSONERIA DOPO CHE IL SITO
ANTI-RAFFIANO DEL GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO SPENDEVA UN
EDITORIALE CHE MINACCIAVA, SENZA COMPASSIONE E SENZA TANTI GIRI
DI COMPASSO: “NON CI FATE INCAZZARE, PERCHÉ ALTRIMENTI
COMINCIAMO A PUBBLICARE GLI ELENCHI DEI FRATELLI PD”? - 3- UN
ATTACCO A PALLE INCATENATE CHE MIRA AL CUORE DEI CATTOLICI DEL
PD: “LA MASSONERIA VA PIÙ CHE BENE SE SI COMPORTA COME UNA LOBBY
DI POTERE OCCULTO. VOGLIAMO PARLARE DELLE VICENDE IN CUI SONO
COINVOLTE COMUNIONE E LIBERAZIONE, LA COMPAGNIA DELLE OPERE?
PARLIAMONE PURE, MA INIZIEREBBERO A FARSI MALE IN TANTI...”
Oh
oh... come mai il Pd vara un'operazione trasparenza sulla
massoneria? Come mai la commissione etica ha stabilito che "I
massoni non sono incompatibili col Pd, a patto che la loggia non
sia segreta e che l'iscritto, al momento dell'adesione al
partito, consenta (fornendo le carte) di verificare che
l'associazione non sia in conflitto con il Codice etico"?
Sarà un
caso che domenica 6 giugno, poche ore prima della riunione, sul
sito dei massoni del Grande Oriente democratico (i dissidenti
del Grande Oriente di Raffi) sia apparso un editoriale che ha
tirato le orecchie al partito di Bersani (ma anche a Fioroni e
compagnia)?
Scrive Gioele Magaldi: «quanti sono i massoni "non dichiarati"
nella Direzione Nazionale del partito? Non ci fate incazzare,
perché altrimenti cominciamo a pubblicare gli elenchi...»
Oh oh...
IL GRANDE
ORIENTE DEMOCRATICO: AI DEMOCRISTI DEL PD I MASSONI PIACEVANO
ECCOME, MA SEGRETI...
Gioele
Magaldi per
www.grandeoriente-democratico.com (per l'articolo completo:
http://www.grandeoriente-democratico.com/editoriale_del_6_giugno_2010.html)
«Prima
i massoni venivano discriminati dagli "sgherri" di papi, re e
dittatori, adesso ci pensano gentilmente i "lobbisti cattolici"
del PD...» «L'OPUS DEI, ultra-conservatore, reazionario e "fascistoide"
va bene e la Massoneria (con la sua tradizione libertaria e
democratica) no?» «Per la Paola Binetti il cosiddetto Codice
Etico non andava applicato e invece per i massoni si?»
«Non è
che a Giuseppe Fioroni & Company della "lobby cattodem" non
piacciano i massoni...tutt'altro!
A loro-come prima di loro a moltissimi esponenti della
DEMOCRAZIA CRISTIANA- i massoni e la Massoneria piacciono
eccome...Tanto gli piacevano e piacciono che ne hanno sempre
ingrossato le fila, con una spiccata preferenza per Logge un po'
speciali, come la P2, ad esempio.
Il loro
target ideale è una Massoneria silenziosa, coperta e assai
riservata, di cui entrare a far parte nel segreto o con cui
segretamente intrattenere rapporti di potere, affari,
relazioni.»
«Il
massone buono e "appetibile" è quello che rimane "coperto e
occulto", con cui puoi "intrallazzare" al riparo da sguardi e
commenti indiscreti. La Massoneria va più che bene come comitato
di relazioni influenti che mirino a rafforzare il potere di
appartenenti e soci e/o alleati».
«La
Massoneria va più che bene, per COSTORO, se si comporta come una
"lobby di potere occulto".
Non va più bene, se ritorna ad essere una "lobby"
politico-culturale laica, democratica e libertaria, militante e
antitetica rispetto alle "lobbies" cattolico-clericali
(conservatrici e reazionarie) che ormai imperversano in tutto il
paese: vogliamo iniziare seriamente a parlare di tutte le
vicende economico-affaristiche in cui sono coinvolte Comunione e
Liberazione e la Compagnia delle Opere?
Parliamone pure, ma inizierebbero a farsi male in tanti...»
«Per i
massoni che amano restare "coperti", la Massoneria è
effettivamente una Consorteria di potere da utilizzare per i
propri affari, le proprie relazioni e il proprio particulare,
fottendosene allegramente dei principi e degli ideali
costitutivi della più nobile ed eroica tra le Associazioni che
contribuirono alle rivoluzioni democratiche e liberali
sette-ottocentesche e, qui in Italia, prima al Risorgimento e
poi al processo di Nation-Building, contro ogni ingerenza
clericale e reazionaria di stampo vaticano.
Perciò è a
costoro, ai "massoni occulti" (ma non ignoti, specie
all'orecchio di chi guida le Comunioni massoniche...) che
bisognerebbe chiedere conto del proprio "occultamento", invece
che accanirsi con coloro che si dichiarano lealmente come il
cittadino (e Fratello) Ezio Gabrielli da Ancona.» 08-06-2010]
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CAPUCCI E
GREMBIULINI – 3MILA MASSONI AL CONGRESSO DI RIMINI PROCLAMERANNO RAFFI
GRAN MAESTRO PER LA TERZA VOLTa – LA VIRATA A DESTRA DOPO ANNI DI
“CUORE A SINISTRA” – ZANONE: “IN CORSO UNA BATTAGLIA PER IL
CONTROLLO POLITICO”…
Alberto
Statera per "la
Repubblica"
VALERIO
ZANONE
Contrordine fratelli. La storia e il fratello
Bakunin non dicono più, come avevano fatto fino a pochi mesi fa, che il
cuore della più importante massoneria italiana batte a sinistra. Dopo l´ultimo
breve governo Prodi, la vittoria di Berlusconi e la spettacolare nascita
«congressuale» del Popolo delle Libertà, sistole e extrasistole
tornano da venerdì verso destra a ritmica normalità.
L´evento è atteso a Rimini, nel palazzo dei
congressi trasformato in un immenso tempio massonico tra alte colonne in
cartongesso, compassi, simboli esoterici, spadoni, talismani, occhi di
dio e ritratti garibaldini. È lì, fra tremila grembiulini provenienti
da tutta Italia, soprattutto da Toscana, Calabria, Piemonte, Sicilia e
Lazio, che si celebra per tre giorni la Gran Loggia 2009 del Grande
Oriente d´Italia che proclamerà - pardòn, «installerà» è il
termine iniziatico - nel terzo mandato il Gran Maestro Gustavo Raffi.
Stavolta Raffi se l´è vista brutta prima di
ottenere la riconferma con il 46,76 per cento dei 10.509 voti sui 14.094
aventi diritto, contro il 38,66 per cento del suo avversario Natale
Mario Di Luca, medico legale e docente alla Sapienza. «Non mi
stupirebbe una battaglia in corso per il controllo politico della
massoneria», ci dice Valerio Zanone, ex segretario del Partito
liberale, ex ministro, spesso relatore agli incontri massonici di Villa
Medici del Vascello, la sede del Grande Oriente che guarda sulla cupola
di San Pietro.
Gustavo
Raffi
Per mesi, una serie di siti Internet con base in
Malesia ha sbertucciato il Gran Maestro uscente, giungendo a ritrarlo -
somma ingiuria - bardato in stola da Papa benedicente. Le accuse,
sdegnosamente smentite, erano di aver cambiato lo statuto per farsi
rieleggere, di essersi raddoppiato l´emolumento, di aver usato con mano
un po´ pesante le carte di credito «aziendali», di aver fatto
organizzare dall´agenzia turistica di famiglia la Gran Loggia di
Rimini.
Dove l´anno scorso, alla vigilia delle elezioni
politiche, certo del suo carisma il Gran Maestro si era allargato un po´.
Si era chiesto: «Berlusconi sembra forse un uomo con aspirazioni
pedagogiche, cioè quelle che a noi stanno più a cuore?».
Aveva sfrucugliato con qualche battuta il
coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini, che molti dicono
sia suo fratello di loggia nonostante le smentite, e se l´era presa
persino con Giuliano Ferrara «un´amorale escrescenza di un paese che
si divide tra laici, credenti, intolleranti e opportunisti, cinici del
cattolicesimo ateo».
silvio
berlusconi - Copyright Pizzi
O «atei devoti», come li chiamò Benedetto Croce.
Infine, come fanno fede i numerosi testimoni oltre ai nostri taccuini,
scolpì: «Guardi non sono io, ma è la nostra storia stessa a dire che
il nostro cuore batte a sinistra. Anche Bakunin era massone. Dal tempio
però la politica resta fuori, ciascuno vota chi crede».
Ma ai lavori di Loggia del XX settembre precedente
era stato invitato con tutti gli onori Paolo Prodi, storico e fratello
del presidente del Consiglio allora in carica, che definì la massoneria
«una delle più importanti agenzie produttrici di etica che abbia
creato dal suo seno la storia dell´Occidente».
E la Gran Loggia annuale di Rimini era stata aperta
dalla lettura di un messaggio del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano e da un ben più caldo augurio del fratello-senatore di
centrosinistra Elidio De Paoli, sottosegretario nel governo Prodi. Mal
gliene incolse.
La campagna anti-Raffi partì subìto non su
contestazioni dottrinali, iniziatiche o esoteriche, ma su questioni di
onorabilità personale: le carte di credito, l´agenzia turistica del
fratello (quello vero) e via andando per la serie «Fratelli coltelli».
Romano
Prodi
L´avversario Di Luca, che ha tentato di strappare
la poltrona a Raffi, a chi lo sospetta di essere lo strumento della
destra berlusconiana per conquistare anche la più influente massoneria
italiana, si presenta dichiarando che nel 1968 era a Valle Giulia tra
gli studenti che protestavano. Aggiunge Di Luca che lui era socialista
della corrente lombardiana.
Trattandosi di uno storico della massoneria, si
presume che egli stesso ricordi come all´inizio degli anni Ottanta la
sinistra socialista, che si rifaceva all´ignaro leader Riccardo
Lombardi, fosse diventata una sorta di succursale della loggia deviata
P2, nel momento in cui Licio Gelli lanciava il cosidetto piano di
rinascita democratica.
Fino ad aver sede a Roma, vicino a via Veneto, in
locali messi a disposizione dai plenipotenziari massonici Umberto
Ortolani e Giuseppe Battista, dove Fabrizio Cicchitto, iscritto alla P2
e oggi leader berlusconiano, si muoveva con Claudio Signorile come il
padrone. Cicchitto cercò goffamente di cavarsela raccontando un´improbabile
storia di ricatti di Gelli a suo danno, mentre Berlusconi, anche lui
risultato iscritto, come sempre fu grandioso: «Io muratore? Ma se ho
costruito intere città!».
Da venerdì a Rimini i tremila grembiulini
ascolteranno il filosofo Salvatore Veca che discute con Alessandro
Meluzzi di «Costruttori di sogni» e Antonio Baldassarre, ex presidente
della Corte Costituzionale e dalla Rai, che con Gian Mario Cazzaniga
discetta su «Costruttori di realtà».
L´animus è dialogante, si dice che la vera
aspirazione di Raffi fosse il "Veltrusconi". Caduto Veltroni,
cresciuti con Berlusconi i Cicchitto e i Verdini, fatti i conti con l´insidiosa
opposizione interna, ci si riposiziona. L´allocuzione del Gran Maestro,
ci si può giurare, garantirà per l´ennesima volta che nel tempio non
si fa politica. In compenso, la materia etica non manca, specie di
fronte alla finta legge appena approvata dal Senato sul testamento
biologico.
«Spesso - aveva avvertito Raffi - si concede agli
uomini di chiesa più di quello che loro stessi richiedono. La
Costituzione garantisce al malato la libertà di rifiutare le cure. Non
è tollerabile che il dogma condizioni le leggi». Eppure, è quel che
la maggioranza berlusconiana, compresi i fratelli massoni, ha fatto al
Senato.
[02-04-2009]
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Videoinforma : www marcobava.it
Fuell cell a idrogeno
Pubblicata il 17/11/2009
Dalle sperimentazioni in corso in Giappone
incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a
idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity,
Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente
118 km con un kg d'idrogeno.
Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno
contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano
circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è
attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero
percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo
conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il
problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso
compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora
ingombranti e pesanti bombole.
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www.ecorete.it
www.visual.paginegialle.it/
ARRIVA LA
CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori
economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra
incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a
Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger
economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.
Nato in una sera
di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico
e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il
«BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si
articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live
blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul
sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org):
un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account
Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto»
avranno la possibilità di fare domande ai relatori.
Dopo il debutto di
un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio
poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa
450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri
blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata
travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E
quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della
crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli
interventi.
Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default;
fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri
saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed
ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di
educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di
trading. |
| SAPEVI CHE
L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE DAL
POLITECNICO DI TORINO :
INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL
PROF.UGAZIO clicca qui
La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore
che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza
, si crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto ! |
Veri mostri
botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti
mutageni (cromo esavalente, diossine,
policlorobifenili).
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LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN
DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’
On. Scilipoti Domenico
Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area
Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via
Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.
Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002
presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata
una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo
esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato
dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455
µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.
La sorgente principale del cromo esavalente è stata
individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché
nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.
In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente
riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e
di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump &
Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.
Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di
concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti
superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e
pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente
a valle di esso.
L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato
che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i
fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è
rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento
delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la
concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro
(ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua
di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non
è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in
sicurezza”.
La relazione tecnica in oggetto precisa che:
“L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari
per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti”
e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari
a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite
tabellare previsto per il cromo esavalente.
Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di
attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000
metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e
residenziale.
Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria
con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli
pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).
L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del
sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie
di acciaieria.
Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo
milione di metri cubi.
Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in
quantità superiore ai limiti.
Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e
considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato
pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di
tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il
valore dell'area.
E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con
la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti
dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.
Le determinazioni più recenti consistono nella
preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area
costituita dalla prevedibile estensione della situazione di
contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.
La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché
ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un
possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe
installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di
contaminazione.
La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di
carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei
vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al
fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una
adeguata protezione dell'ambiente.
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda
rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
…
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di
concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di
legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30
microgrammi/litro.
…
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:
Non era il caso di informare la popolazione, che sembra
all'oscuro di tutto?
Non conveniva bonificare l'area subito, invece di
programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?
L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi?
Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?
Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene
precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al
pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle
radiazioni ionizzanti?
Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente
nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di
inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?
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Cromo esavalente nella Dora a Torino
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In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il
Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha
parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente
trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area
dell’ex acciaieria Vitali.
Dice il Coraglia:
“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati
anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in
materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori
infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata
fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla
Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato
assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da
sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto
la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.
Ma come stanno realmente le cose?
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
...
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio
2005. A
seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in
falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono
sensibilmente diminuiti, da oltre
400 a
30 microgrammi/litro.
...
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax
+39.011.4426562
P.S.: Il colore del cromo esavalente.
http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4
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Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
L'inchiesta è
stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a
Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?
10.08.09
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Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di
una minoranza armata
Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere
ancora viste dalle future generazioni
Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza
la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di
essere impallinati
Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e
meno contrastanti con l’interesse generale
Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria
Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere
preservato
Le ragioni del SI
www.referendumcaccia.it .
A breve avremo la data!
Per favore fa circolare il messaggio tra le tue amiche ed i tuoi amici
piemontesi! |
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