L'Aston Martin prepara una citycar? La notizia sembrerebbe frutto di un
colpo di sole estivo. Invece è tutto vero. La sottile arte della
miniaturizzazione si sta diffondendo rapidamente, anche tra chi, per sua
natura, non l'ha mai praticata. Ogni costruttore, anche BMW, Audi e
Mercedes, pianifica la sua "piccola" per rispondere alle nuove
esigenze di mobilità e alle normative sempre più severe in tema di
emissioni.
Fino a qualche anno fa immaginare una citycar con il marchio della Casa di
Monaco era fantascienza pura. Invece i tedeschi lavorano seriamente alla
realizzazione di un'utilitaria lunga meno di quattro metri (nelle
immagini, la nostra ricostruzione) conosciuta internamente come
"Progetto I", che richiama il mito dell'Isetta. La trazione sarà
molto probabilmente anteriore, e a spingerla saranno motori di piccola
cilindrata, ma in seguito si vedrà anche una versione con la sola
propulsione elettrica.
A Ingolstatd, però, non stanno a guardare. In cantiere c'è una Audi di
taglia bonsai (nota come "E1") che sarà realizzata sul pianale
della up!, la piccola Volkswagen attesa il prossimo anno. Anche in questo
caso l'alternativa a batterie arriverà a partire dal 2013. Insomma, la
sfida all'ultimo centimetro è appena cominciata. (D.S.)
BMW rilancia la Isetta con il marchio Austin
Secondo AutoExpress per la prossima "Isetta"
BMW potrebbe rispolverare il marchio britannico Austin o in alternativa
quello della tedesca Dixi
Il "revival" della mitica Isetta degli
anni '50, con cui BMW prevede di gettarsi nell'arena
delle microcar cittadine a quattro posti con un ridotto
impatto ambientale, segmento sempre più gettonato di cui fanno parte la
Toyota
iQ e la smart,
assumerà probabilmente la denominazione Austin.
È quanto riporta il periodico inglese AutoExpress
che anticipa notizie ed immagini. Prevista per il 2011, questa auto si
ricollega allo schema della Isetta creata a Bresso,
alle porte di Milano, nel 1953 dal conte Renzo Rivolta
assieme ai progettisti Ermenegildo Preti e Pierluigi
Raggi.
La proprietà intellettuale e il marchio dell'Isetta
vennero ceduti, a seguito delle difficoltà aziendali alla BMW nel 1956.
Molto simile alla Isetta italiana, la versione tedesca - che montava un
motore di 250 cc - incontrò un grande successo, tanto da essere
fondamentale per salvare la BMW dalla difficile
situazione economica post bellica e dall'insuccesso dei modelli
presentati fino ad allora.
Alla fine del 1956 l'Isetta fu ribattezzata BMW 300
per via di un motore da 297 cc. Dal 1956 al 1962 ne furono
prodotte oltre 161mila. Il progetto della nuova citycar compatta di BMW,
denominato "i-Car" si ispira all'architettura
ultrarazionalista della Isetta, con motore e trazione posteriori e,
nelle intenzioni di BMW, dovrebbe servire a far concorrenza alla Toyota
iQ e ad arginare negli Stati Uniti la marcia trionfale
della smart.
Inizialmente avrebbe dovuto recare proprio la denominazione "Isetta",
ma le più recenti ricerche di mercato e i focus
realizzati con la potenziale utenza di questo modello avrebbero spinto
la BMW a rivedere il piano e ad utilizzare il marchio
della britannica Austin o, in alternativa, quello della tedesca Dixi,
che fanno parte del patrimonio della Casa.
di Leopoldo
Canetoli
01/07/2009