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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a
raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti
in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi
cominciamo a conoscerci :
ideeconomiche@pec.it
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LA
MAPPA
DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio
di:
- visitarlo
periodicamente
- usare questa
pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
- di avere pazienza
nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE,
potrebbe essere lento.
- MARCO BAVA
fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati
finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima
diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e
omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto
responsabile.
- Questo servizio
non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e
non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
- MARCO BAVA non
potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza
derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute
dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da
ritenersi ad esclusivo uso personale ed e' espressamente non
consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.
QUESTO
SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb (
fondati da FIAT-IFI ed ora
http://www.laparola.net/di
RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO
NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !
se vuoi essere
informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email
ATTENZIONE !
DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI
MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I
FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO
NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare
documenti
inviatemi le vostre segnalazioni e i vostri commenti e consigli
email.
GRAZIE !
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LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA
FORZA E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche
imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.
Che lo Spirito Santo porti buon senso e
serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' ! |
| LA
mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,
perche' DIO ESISTE, ANCHE SOLO per assurdo.
IL MONDO HA
BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO'
CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !
PER QUESTO IL
MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !
LA VIOLENZA
DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI
che potrebbe stare dietro a Berlusconi.
IL GOVERNO
DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI, IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO
perche' vetusto obsoleto e compromesso !
E' UN GIOCO AL
MASSACRO dell'arroganza !
SE NON CI
FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !
TU SEI UN
SOLDATO ?
COMUNICAMI cio'
pensi !
email
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Riflessioni ....
I rapporti umani, sono tutti unici e
temporanei:
- LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E
RISPARMIO.(02.02.10)
- Se non hai via di uscita,
fermati..e dormici su.
- E' PIU' DIFFICILE
SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
- Ciascun uomo vale in funzione
delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
- Vorrei ricordare gli uomini
piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto
fare !
- LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA
MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE
PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
- PIU' I MEZZI SONO POVERI X
RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
- L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA
MORTE.
- MEGLIO NON ILLUDERE CHE
DELUDERE.
- L'ITALIA , PER COLPA DI
BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
- IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3
VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU'
POVERI ALMENO 2 VOLTE.
- LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI
DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',
QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ' CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE
E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL
10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE
CHIESE)
- la vita eterna non puo' che
esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento
di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
- SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA
VERAMENTE UNA STRADA.
- QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI
CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
- L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER
AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
- IL PRESENTE E' FIGLIO DEL
PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
- L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER
DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
-
L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E
DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
-
BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
-
GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI
TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
- IL DISASTRO
DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE
STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
- Quante
testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate
per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
-
I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI
PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI
SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)
-
L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne'
temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata
per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la
cruna di un ago ..."
-
sapere x capire (15.10.11)
-
la patrimoniale e' una 3^
tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)
L'obiettivo di
questo sito e una
critica costruttiva PER migliorare IL Mondo .
-
PACE NEL MONDO
- BENESSERE
SOCIALE
- COMUNIONE
DI TUTTI I POPOLI.
- LA
DEMOCRAZIA AZIENDALE
|
| L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA
PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI
GESU'. 15.06.09 |
| DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA
PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI
GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09) |
- GESU' HA UNA
DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7
The
InQuisitr -
La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino
di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di
Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor,
responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno
parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.
06.09.11
|
| CRISTO RESUSCITA PER
TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI
O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI
OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e
morto non può tornare per avvisare i parenti ! Mb 05.04.12 |
Annuncio
Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !
Cari Utenti
Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo
devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.
E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.
E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti,
vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni
concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete,
qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta
arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o
almeno non ora.
Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa
decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le
possibili alternative...
Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti
finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.
Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di
pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.
Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione
alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni,
l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il
quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare,
configurare, testare, reingegnerizzare...
Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di
tutti i vostri contenuti (file e db)
ENTRO IL 6 DICEMBRE.
Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o
nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.
Grazie,
Giuseppe - Tommaso
HelloSpace.net
io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta
creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un
nuovo sito parallelo a questo :
www.marcobava.it
|
|
IL BAVAGLIO della Fiat nei miei
confronti:
|
IN DATA ODIERNA HO
RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del
gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con
attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso
cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi
amministratori. Fatte salve iniziative
autonome anche
davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal
proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora,
veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie
tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per
tutelare le quali mi riservo iniziative
esclusive
dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09
|
|
| TEMI SUL
TAVOLO IN QUESTO MOMENTO: |
|
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE
2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE
STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...
3) TELELAVORO
4) Commercio equo-solidale.
5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN
6 ) NO TETRAPAC |
| SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL
SUICIDIO SOSPETTO
DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email
all'editore
(info@edizionikoine.it)
indicando che hai letto questo prezzo
su questo sito , indicando il tuo nome cognome
indirizzo codice
fiscale ti verrà inviato per contrassegno che
pagherai alla consegna. |
|
TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI
EDOARDO AGNELLI come dimostra
l'articolo sotto riportato:
È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI
IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO
IL TESORO DI FAMIGLIA
Ettore Boffano
e Paolo
Griseri per "Affari&Finanza"
di "Repubblica"
È una storia di
soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione
più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e
100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che
contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con
la
madre Marella Caracciolo.
Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi
accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo
fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver
ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e
contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro,
depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto
ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".
È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di
una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel
24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se
n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80
e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi
suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a
succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.
Altri nomi e
altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio
di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John
"Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della
società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia,
la
"Giovanni Agnelli & C. Sapaz".
L'amarezza di
quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla
riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia
industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite
strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se
con scarsi risultati.
E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare".
Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione,
"Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire
nel
1999 a
Vaduz, quando
la figlia
Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi
Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese"
annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal
primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il
conte Serge de Pahlen).
"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È
la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)»,
spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una
volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti.
Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto
il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.
E sempre la
pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome
del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il
capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato
dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo
del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli.
Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di
Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da
Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I
sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe
dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero
di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande
Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.
PATTO
2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA
Ecco, è proprio
qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al
pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra
degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici
dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale,
nella procura della Repubblica di Milano.
Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che
Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e
che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto
della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha
affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in
francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner,
stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les
Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni
Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a
Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.
Anni di
reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno
consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e
Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il
controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il
giudice torinese
Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile
che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.
Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società
"Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in
mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto
è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.
Il 10 aprile
1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento
al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla
figlia e al nipote, conservando per sé
il 25 ,38.
Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per
cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona
il 25 ,4
per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta
con il 58,7.
Quando il notaio
torinese Ettore
Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della
donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli
spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver
chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo
scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il
civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore
testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti
al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei
miei diritti».
Nel frattempo, entra in possesso di un documento in
lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi
confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata
trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine
italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti",
stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di
Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su
quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a
favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia
la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere
ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio
con Lavinia Borromeo.
Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle
rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of
assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro,
105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da
Morgan Stanley
nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di
pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova
che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande
Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi
legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.
Il 27 giugno
2007, l
'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles
Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita
ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si
chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il
codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie
procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il
presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni
di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" (
la finta Opa ).
Si tratta della
clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla
società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la
raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della
Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa
sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie
dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico
proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò
che ancora manca all'eredità.
Anche questa
ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti"
gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto
la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di
compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi
legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno
rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto,
anche la nullità del patto successorio.
Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora
proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e
Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto
che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di
confermarne
la validità. Se
però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in
discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la
guida istituzionale della galassia Fiat.
Le ultime
possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura
di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di
Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni
di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.
L'escalation
giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero
dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali
ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di
una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E
sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino,
che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.
WSJ:
LA LUCE
INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un
articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla
successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo
dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la
morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato
tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un
miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi
conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».
L'articolo fa
presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron
dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere
nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta
appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo
re non ufficiale».
Secondo il
giornale,
qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal
piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista
Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova
leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di
sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino,
Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del
processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».
[19-11-2009]
|
|
grazie a Dio , non certo a Jaky, continua la ricerca
della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di
Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto, ora
il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso
che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino
alla verita'. Mb -01.10.10 |
edoardo
agnelli |
|
LIBRi
SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI
www.detsortelam.dk
www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208
ANTONIO
PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-
|
Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".
Il
giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla
famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di
curiosità ed informazioni inedite
Per
dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli,
precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano,
sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare
autopsia.
Anonime
“fonti investigative” tentarono in più occasioni di
screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava
un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia
fu mai fatta.
Ora
Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che
accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante,
pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la
prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche
raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa
settimana presenta.
Perché
la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo
destinato a ereditare il più grande capitale industriale
italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici
però che riguardano la famiglia Agnelli.
Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione
del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei
rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio
Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo
di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi,
Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che,
nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano
assai più di politici e governanti.
Il
volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta
sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose
e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più
importante d’Italia.
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Mondo AGNELLI :
Cari amici,
Grazie mille per vostro aiuto con
la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e
Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in
inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA;
sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie
possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi
invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’
stato girato il video in You Tube. )
http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0
Thanks again,
Jennifer
Un libro che riporta palesi falsita'
sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con
Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad
ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta.
Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a
19 euro! www.marcobava.it |
Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo
d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha
ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb
1- A 10 ANNI DALLA
MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2-
MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI
DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME.
DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA
500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO
DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO
ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI
EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE.
INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN
VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL
MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A
SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO.
E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO
SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO.
MA NESSUNO SE LO FILA -
Michele Masneri per
Rivista Studio (www.rivistastudio.com)
"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non
sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo
racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto
di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat,
Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95),
primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di
Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista
(per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di
"bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e
marchionnismi) ci hanno abituati.
E partiamo da
Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi
cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco
identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione
fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato).
L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di
più.
Sul Foglio dell'11
febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani
(conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco
Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger,
indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato
dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha
portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a
condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in
cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta
di stringere la mano al rappresentante della Fiat".
Clark non solo
conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me
l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa,
Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che
notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase
precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà".
Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco,
più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può
chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno
giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non
proprio pentito, ma insomma...".
Sempre coi sindacati,
Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield,
volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a
ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è
vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso
e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa
tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi
presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New
York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto
alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.
Anche qui Clark spiega
una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo
molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il
presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione,
Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York.
Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi
vedere piangere.
Attenzione, però,
perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I
almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York
Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot
insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di
uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi
realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere
va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che
stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione.
"Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".
Famiglia Agnelli
Piangere va bene ma è
meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa,
"mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana,
Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010:
Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua
vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500
arancio di famiglia.
Ma Marchionne, a sua
insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori,
che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo
amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la
Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica
marchionniana).
À rebours. In fondo il
libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la
fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato.
"Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei
maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo
look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti,
conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo
è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del
gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat
i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del
midwest".
"Però in America pochi
si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno
nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per
suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando
ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente
stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel
1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.
Ma tra i ricordi
agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è
forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio
sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è
andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché
un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono
tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e
per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le
sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui
chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.
Una telefonata ad
Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue
giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le
conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante
iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue
finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi,
incredulo.
Manda qualche mail (le
password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia,
sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo
computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione:
per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente,
guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si
butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una
persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte,
con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato
così", dice alla persona di servizio.
|
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TORINO 24.09.10
GENTILE SIGNOR DIRETTORE
GENERALE RAI
CONSIDERAZIONI SULLA
TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL
23.09.10.
1)
Minoli dichiara più volte che intende fare
chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio
confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il
suicidio in quanto :
a)
dall’esame esterno effettuato dal dott.
Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale –
Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre
che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono
formulare le seguenti considerazioni:
“E’ esperienza comune
come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di
un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da
un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo)
quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o
di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione
del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza
superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque
sufficientemente profonde”
“L’arresto del corpo
nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di
tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro
movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di
sostegno”
“Nel caso di
precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi
altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello
sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su
un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi
lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei
costali procidenti nella cavità toracica”
“Le lesioni esterne
cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono
caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si
producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli
intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.
Talora la presenza di
indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da
impatto diretto contro la superficie d’arresto”
Nell’esame esterno, il
dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:
-
Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni
cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola
breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa
nasali.
Tali lesioni sono
indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso
bocconi.
-
Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta
(collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.
Cosa c’entra
l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un
fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)
-
Addome: escoriazioni multiple
L’escoriazione è
normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente
contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni
sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?
-
Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al
palmo della mano.
Può essere compatibile
con una caduta di questo tipo
-
Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio.
FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.
Come se le è
procurate? Era vestito con le maniche lunghe?
Deve esserci una
perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito
di frattura scomposta avambraccio
-
Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale
interna
Valgono le stesse
considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno
coscia presumibilmente
-
Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni
diffuse faccia mediale esterna.
Da quello che si
desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora
è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione
profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E
poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è
l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?
-
Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx.
Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.
Osso mascellare quale?
Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici
gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione
cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio
del cranio).
Direi che di materiale
ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta
dinamica della precipitazione.
b)
Il dipendente dell’autostrada non poteva
vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il
pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non
collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale
“non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice
non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la
“abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps
per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre
indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere
la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non
parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se
muore sul colpo? Da dove proveniva?
c)
Il medico Testa come fa da una foto ad
individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi
e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un
ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto
l’autopsia ?
d)
Il cranio di E.A potrebbe essere stato
colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la
foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.
e)
come mai il magistrato prima di chiudere il
caso autorizza il funerale ?
f)
io non ho mai sostenuto che E.A sia stato
buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato
forse strangolato , viste le echimosi sul collo .
g)
certo lo collana non provoca echimosi
perché un frega cadendo da 73 metri.
2)
autosuggestione non può averla il pastore
ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i
fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in
quanto :
a)
non esistono prove che abbia chiamato gli
amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?
b)
inoltre non risulta da alcun atto
d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché
proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la
possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.
c)
A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo
REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non
gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne
aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia
chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !
d)
Gelasio fa un discorso senza logica si
commenta da se !
e)
Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha
visto la buca nel terreno ?
f)
Un impatto a 150 km ora di un auto fatta
per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo
le auto senza carrozzeria sono più sicure !
g)
Certo che e possibile scavalcare il
parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era
in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se
non ne avesse avuto bisogno !
h)
Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse
aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ?
Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica
di E.A !
i)
Del tutto illogico il ragionamento di
Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3
giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso
come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di
raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!
j)
Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di
lettura opposte : Sodero dice che E.A aveva paura del dolore
fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva
farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una
terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della
pallottola di Kennedy !
k)
Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A
non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?
i.
Se lui non firma un documento non chiede un
bel nulla
ii.
Il documento lo hanno preparato legali e
notaio
iii.
Gelasio e Lupo affermano che non voleva
entrare nella Dicembre
iv.
Altro indice di superficiale faziosità di
Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi
sono tutti gli Agnelli !
v.
Come non corregge neppure l’errore
riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.
vi.
Mi domando chi preparasse a Minoli le
interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’
troppo bravo per lui ?
Concludo quindi
logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto
anzi la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi
raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e
come e quando vuole. Molte cordialita’.
MARCO BAVA
|
EDOARDO
AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di
Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca
parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli
su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per
anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un
omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle
pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.
20-09-2010]
|
|
1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO
NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A
CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA
CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI
- EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI
“ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI
PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA
APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È
STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL
MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA
L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE
LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA
NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA
UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E
CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA
Gigi Moncalvo
per "Libero"
«Adesso si mettono a confutare anche le poche
cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai
contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne
eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu
solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di
un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal
Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella
tragica mattina ci fosse un altro medico legale».
E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di
qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la
sepoltura in modo da poter portare via al più presto il
cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e
di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa
storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate
dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi
sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una
nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.
Nel dispaccio, che cita anonime «fonti
investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno
coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno
e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si
affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per
espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore»,
fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che
nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era
presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile
trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche
righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli
atti come andarono veramente le cose.
NIENTE
AUTOPSIA
- Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il
dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso
la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore
Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve
memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del
cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di
"esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve
memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a
Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».
«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo
il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di
Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere,
conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17
righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro
il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro
il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale
esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni
viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe
apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della
causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un
grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».
Quindi in due precise circostanze, di suo pugno,
sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma
di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli
importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni,
l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.
UN'ORA INVECE
DI TRE
- Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla,
addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore".
Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato
il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che
fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della
visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a
Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del
corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria
del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu
conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande
precipitazione».
Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il
primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera
mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del
cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella
memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha
impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È
davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve
lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo
sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli
inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla
"morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria
cominciare l'esame necroscopico.
Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e
il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e
i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non
poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso,
caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista
la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella
camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in
tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non
chiarisce un altro mistero.
Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico
del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché
1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in
un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a
Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero"
(Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne
chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era
stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le
15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli
inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano
problemi, era tutto chiaro».
LE STRANEZZE -
Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in
considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente
intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo
di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di
aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla
sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no?
«Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era
quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire,
se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto
consigliare l'autopsia: perché non lo fece?
«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e
sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di
strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo
era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il
cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra
ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una
stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non
c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal
libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in
servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni,
specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in
giurisprudenza.
«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto
il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in
servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il
quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a
Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni.
Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in
cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi
chiamò».
E il dottor Ellena? «Era il mio superiore
gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il
certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo
evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul
posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho
intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il
dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva
preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai
di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o
modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai
eseguita".
Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si
trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È
l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre
decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a
coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in
cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era
sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che
doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può
decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si
deve attenere a quanto il magistrato dispone».
Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è
possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni
vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più
assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni
evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza
la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i
mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un
paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in
montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».
Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in
pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei
giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In
una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati»
poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo
esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini
si infittisce ancora di più...
L'AVVOCATO
- Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita
«per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato
tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato -
evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un
"ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se
l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile
prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi
casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la
volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si
volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le
viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così
martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare
di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo
sangue.
Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli
a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare
di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un
tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla
droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia
spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre
prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci
ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel
presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da
lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul
Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la
memoria.
27-09-2010]
|
| il 17.11.12 si
terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI
nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA
ang.V.PACCHIOTTI. |
|
|
<http://rassegna.governo.it/>
.
|
DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA
DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL
DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL
PRESIDENTE DELLA CAMERA
PDF -
http://bit.ly/eTwkdL 17-01-2011]
|
|
| NON
DIMENTICARE CHE: Le informazioni
contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore
deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun
caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.
Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale
livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.
MARCO BAVA
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ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA |
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Cordiali saluti
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I FURBETTI DELLA
MADUNINA - GRAZIE ALLA “DISTRAZIONE” E AL BUON CUORE DI COMUNE,
POLICLINicO E PIO ALBERGO TRIVULZIO, ALCUNI FORTUNATI MILANESI VIVONO IN
PIENO CENTRO A 200 € AL MESE. E PER 130 METRI CON AFFACCIO SULLA
GALLERIA NE BASTANO MILLE - PENSIONATI SFIGATI, CERTO, MA ANCHE AGIATI
PROFESSIONISTI CHE PAGANO CANONI QUATTRO VOLTE PIÙ BASSI DI QUELLI DI
MERCATO GRAZIE ALLE CONSUETE CORSIE PREFERENZIALI PER AMICI E PARENTI…
Oriana Liso e
Franco Vanni per "la
Repubblica"
Un prestigioso
trilocale di 150 metri quadri in corso Monforte, centro storico di
Milano, si affitta tramite agenzia, quindi sul mercato dei privati, a
51mila euro l´anno: 4.250 euro al mese, spese incluse. A poche centinaia
di metri da lì, 132 metri quadri con affaccio sulla Galleria Vittorio
Emanuele costano all´inquilino che fa parte di un manipolo di
"fortunati" poco meno di mille euro al mese. E basta fare ancora pochi
passi per arrivare in corso Italia, dove 70 metri quadri costano 210
euro ogni mese. Anche se le condizioni di stabile e appartamento non
sono all´altezza dell´indirizzo, il risparmio - va da sé - è notevole.
Comune di Milano,
Policlinico, Pio Albergo Trivulzio: tre enti, migliaia di proprietà
immobiliari in città e in provincia, un patrimonio poderoso di 3.700 tra
case, negozi e locali in uso ad associazioni che, nonostante le promesse
cicliche e i ciclici scandali, resta gestito, nella migliore delle
ipotesi, con una buona quota di negligenza. Così si disegna una Milano a
due facce: quella, maggioritaria, delle famiglie e dei single che devono
riservare una grossa fetta del loro reddito all´affitto, spesa
imprescindibile, anche a scapito di altre voci altrettanto necessarie.
L´altra faccia è
quella di una Milano del privilegio, che spesso non ha niente a che fare
con il bisogno. Perché, se non è una colpa pagare un canone bassissimo
rispetto a un mercato immobiliare tra i più cari d´Italia, è una colpa -
degli enti pubblici - aver permesso che per decenni si stratificassero
privilegi. Con il risultato che oggi tanti di quegli indirizzi in
pienissimo centro sono abitati da professionisti - medici, architetti,
giornalisti... - e da qualche amico e parente di. Non solo da quei
bisognosi per aiutare i quali erano nati in anni lontani questi serbatoi
immobiliari, ancor oggi rimpinguati da lasciti privati.
Nei giorni scorsi
i tre enti, sotto la spinta di partiti d´opposizione e giornali, hanno
iniziato a pubblicare sui siti gli elenchi degli immobili. Ma è
un´operazione trasparenza con qualche alone di troppo: a volte mancano
le date di fine locazione, quasi sempre i nomi degli inquilini, o ancora
ci sono generici raggruppamenti di immobili senza alcuna specifica
economica. Fa una premessa Mario Breglia, presidente di Scenari
immobiliari: «Alcuni palazzi sono malconci, gli enti non pagano le
manutenzioni e quindi tocca agli inquilini anche ristrutturare».
Ma i confronti
sono pesanti. Il quadrilocale in via Dogana vista Duomo a 453 euro al
mese, 5.400 euro all´anno? Sul mercato varrebbe cinque volte tanto. I 73
metri quadri in via Bagutta a 331 euro? Un´agenzia immobiliare
chiederebbe almeno il triplo. «Il problema, però, non è quello di far
pagare di più gli inquilini - argomenta Breglia - , quanto quello della
mancanza di regole certe su chi ha diritto a quelle case, e sulle
modalità di ricambio degli affittuari.
Se un anziano
padre ha la pensione minima non dovrebbe subentrargli allo stesso canone
il figlio professionista. Milano ha fame di alloggi a canoni bassi per
fasce sociali che, altrimenti, sono costrette a lasciare la città». In
via Pellico, nel cortile alle spalle di boutique e bar famosi, c´è
ancora l´84enne vedova del portinaio dello stabile. Ma nel palazzo
successivo c´è anche il modello con pied-a-terre di 80 metri quadri a
meno di 500 euro al mese, 5.700 euro in un anno. E in via Caminadella,
viuzza chic in zona Cattolica, 177 metri quadri non arrivano a 2mila
euro al mese, grazie ai contratti del Policlinico.
Per comprendere
come sia nata la giungla dei prezzi e dei favori è necessario andare
indietro nel tempo fino alla fine degli anni Settanta quando Trivulzio,
Policlinico e in parte anche il Comune affittavano le proprie case a
prezzi di equo canone con bandi aperti che premiavano i bene informati.
«I primi a sapere
delle case in affitto erano i primari e i dirigenti dell´ospedale, ma
anche i politici - racconta un anziano funzionario del Policlinico, oggi
in pensione - lo dicevano agli amici, che facevano richiesta». Nulla
cambia fino al 1992, quando la legge 359 introduce i "patti in deroga":
ogni ente può decidere se affittare gli appartamenti che si liberano a
prezzi di mercato oppure confermando l´equo canone.
Trivulzio e
Policlinico scelgono la seconda ipotesi per la maggior parte del
patrimonio, il Comune valuta caso per caso. Palazzo Marino negli anni
Novanta diversifica i nuovi contratti al punto che nello stesso stabile
c´è chi paga l´equo canone, chi è "concessionario di spazi" e chi versa
cifre vicine a quelle di mercato. Vicine, ma mai troppo: in via della
Guastalla, zona Tribunale, 105 metri quadri costano all´inquilino 1.208
euro al mese. Per chi è già dentro le case nulla cambia invece fino al
1998, quando la legge 431 prevede che l´equo canone sia sostituito da
tariffe concordate fra Comune, sindacati inquilini e associazioni dei
proprietari immobiliari.
Da quindici anni
almeno, quando un appartamento si svuota viene messo in affitto al
prezzo "libero" definito dall´agenzia del Territorio, in media tre
quarti del valore corrente. «È sbagliato porre l´accento sui casi di
privilegio - dice Marco Bistolfi, segretario provinciale del Sicet - la
sopravvivenza del sistema dei prezzi concordati per il rinnovo dei
contratti ha consentito a inquilini poveri di evitare il dramma degli
sfratti». E a molti "fortunati" di risparmiare migliaia di euro
all´anno.
26-01-2011]
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Il sindaco di Milano, donna Letizia Moratti di Rivombrosa, domani sarà a
Roma per la presentazione dell'Expo 2015 al corpo diplomatico.
Probabilmente
accanto a lei non ci sarà il barbuto Paolo Glisenti, l'ex-braccio destro
al Comune di Milano che ha affiancato la sindachessa nella battaglia per
la candidatura di Milano all'Evento universale.
Nei due anni in
cui il disinvolto manager ha lavorato accanto all'algida signora, ha
guadagnato poco meno di 1 milione di euro, una cifra che ha provocato
scandalo ed è al di sotto comunque del compenso (peraltro ignoto) che il
sindaco dalle scarpe ortopediche Gianni Alemanno gli riconosce per la
preparazione degli Stati Generali di Roma in programma a febbraio.
La strepitosa
consulenza di Glisenti è ricordata oggi in un articolo di "Repubblica"
dove si legge che la 61enne moglie di Gianmarco Moratti ha distribuito
ben 50 milioni di consulenze a un'infinità di personaggi che hanno
contribuito alla sua immagine di amministratore sprecone e disinvolto.
L'elenco è davvero curioso perché accanto ad avvocati celebri come Carlo
Federico Grosso e a scrittori incerti come Alain Elkann, si trova un po'
di tutto, dagli architetti ai giornalisti-portavoce come Alessandro Usai
(277.500 euro), fino a cantanti come Wilma De Angelis che è riuscita a
raccattare un gettone benefico di 13mila euro.
Nell'elenco appare
anche un personaggio noto al pubblico televisivo e radiofonico: Red
Ronnie al quale sarebbe stato attribuito un compenso di 105mila euro.
Nell'articolo di
"Repubblica" non viene sottolineato in modo adeguato il ruolo di questo
personaggio che all'anagrafe si chiama Gabriele Ansaloni e dal '75 si fa
chiamare Red Ronnie per il colore dei capelli e per la passione verso la
Formula 1 dove in quegli anni furoreggiava il pilota svedese Ronnie
Peterson. Oggi al posto del barbuto Glisenti, che si picca di leggere il
"Financial Times" e tratta i collaboratori di Alemanno con la supponenza
di un manager da multinazionale americana, c'è l'intraprendente
conduttore televisivo che dopo aver lavorato in banca come cassiere ha
scoperto la vocazione del Dj in una radio libera bolognese dove ospiti
d'onore erano i cantanti Lucio Dalla e Francesco Guccini.
Chi frequenta gli
ambienti di Palazzo Marino ha capito che negli ultimi tempi il ruolo
dell'uomo dai capelli rossi è diventato agli occhi della Moratti
assolutamente primario. Tra l'altro va detto che il buon Red ha sempre
avuto una passione per la politica: nel '92 si candidò come indipendente
tra i socialisti di Craxi e sarebbe stato eletto anche deputato se gli
elettori non avessero scambiato il suo nome d'arte con quello
dell'anagrafe.
Adesso è diventato
l'uomo-immagine di donna Letizia alla quale fornisce un fiume di idee
per iniziative che devono togliere dalla faccia e dalle spalle della
sindachessa l'immagine di aristocratica decadente e ambiziosa.
Nel 2009 Ronnie ha
realizzato un canale su YouTube dove la sindachessa e l'Expo 2015 sono
ospiti fissi, e per la prossima settimana è prevista una serata al
teatro Dal Verme in cui sarà ospite il premio Nobel per la Pace,
Mohammad Yunus.
25-01-2011]
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- O MIA BEDDA
MADUNINA...
"Milano, j'accuse della procura: troppi imprenditori omertosi.
Denunciare gli estorsori. Maxi processo per 174 imputati. Il procuratore
capo Bruti Liberati: cercheremo un aiuto da Assolombarda" (Repubblica,
p. 20).16-12-2010]
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AREE URBANE MILANESI - IL FANTASMA SALVATORE...
Salvatore Ligresti, se serve, fa la parte del fantasma.
A Milano pochi hanno notato i tempi e modi con cui
l'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli ha
annunciato l'ennesimo megaprogetto immobiliare, lo
Stephenson Business District, area confinante a sud-est
con il famoso sito Expo 2015. Masseroli parla di dar
vita a una nuova Canary Wharf (Londra) attraverso una
società pubblico-privata, 6 miliardi di investimento,
decine di torri.
Un'enormità, in una città ostaggio degli immobiliaristi,
metà dei quali in crisi. Domanda: chi sarà il partner
privato? Ed ecco che come il fantasma di Banquo al
banchetto del "Macbeth" salta fuori Ligresti,
proprietario di gran parte dei 450 mila metri quadri di
via Stephenson.
Il
fatto curioso è che Masseroli ha esternato nelle stesse
ore in cui la società Expo, Letizia Moratti e Roberto
Formigoni trovavano l'accordo sull'acquisizione del sito
2015, di cui il beneficiario privato sarà il gruppo
Cabassi, che si ritroverà un'area di pregio da
sviluppare. Potevano i Cabassi esser trattati bene, e
Ligresti no? Il tutto sa di risarcimento.
Così l'affare, nel quadrante nord-ovest, si fa titanico:
sommando Expo e Stephenson, potrebbero sorgere 1,2
milioni di metri quadri di uffici, residenze, commercio.
Quando a Milano, come denuncia il candidato alle
primarie Stefano Boeri, ci sono 900 mila metri quadri di
uffici vuoti (l'equivalente di 30 Pirelloni), più 80
mila appartamenti sfitti o invenduti. E. A.
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COSA NON HA FATTO BANANA SPARROW PER RIPIANARE IL DEBITO
DELL’ISOLA CARAIBICA! - FIAT LUX! IL SINDACO MESTIZIA
MORATTI HA STRETTO UN ACCORDO CON IL BALDO BALDWIN
SPENCER, PRIMO MINISTRO DEL NON BISOGNOSO PARADISO
FISCALE, PER OFFIRE LAMPIONI, BORSE DI STUDIO, CENTRI
SPORTIVI, TUTTO A SPESE DEL COMUNE DI MILANO - LA
BADESSA MORATTI PRIMA DICE DI NON SAPERE NULLA, POI DAL
COMUNE CONFERMANO: Sì, 140MILA EURO PER OTTENERE IL VOTO
PER L’EXPO MENEGHINA DEL 2015 - (CHI CE LI DOVEVA
PORTARE I TURISTI ITALIANI SULL’ISOLA? MA LA LIVINGSTON,
OF COURSE)
Marco Lillo e Davide Vecchi per "Il
Fatto Quotidiano"
Le
strade che portano alle cinque ville di Silvio
Berlusconi ad Antigua sono state illuminate a spese dei
milanesi. Un accordo siglato nel marzo 2008 tra il
sindaco, Letizia Moratti, e il governo guidato da
Baldwin Spencer, impegna infatti la città di Milano a
inviare fondi per l'illuminazione delle strade, così da
garantire una maggiore sicurezza nel paradiso fiscale;
individuare e finanziare un progetto di ricerca per
salvare la barriera corallina e tutelare le risorse
marine e costiere; costruire una scuola di calcio con un
impianto sportivo completo, realizzare corridoi di
transito per la navigazione commerciale e un centro di
canottaggio.
Opere da realizzare intorno ad Emerald Cove, la collina
in cui sorgono le cinque ville del presidente del
Consiglio italiano. Tutto ciò risulta dai documenti del
Governo di Antigua, rintracciabili sul sito della
repubblica caraibica.
Nell'accordo, inoltre, Moratti si impegnò formalmente
anche a rafforzare i collegamenti aerei, investire nei
mezzi di trasporto locali, intensificare gli scambi
commerciali e creare delle borse di studio riservate
agli universitari provenienti da Antigua e Barbuda per
laurearsi negli atenei milanesi. Un accordo a senso
unico, che non prevede alcun beneficio per la città di
Milano. Ma che fu siglato in vista del voto al Bie per
aggiudicarsi Expo 2015 contro Smirne. Persino Spencer si
disse "grato della generosità del sindaco Moratti e del
Comune di Milano".
Va
detto che Antigua è una piccola isola, povera di
infrastrutture. Saint John's, capitale e sede del
Governo, conta 35.650 abitanti. La rete stradale si
estende per circa 50 chilometri di vie asfaltate. Da
Saint John's al capo opposto dell'isola, English
Harbour, vanno percorsi appena 18 chilometri. Mentre per
raggiungere la collina di Emerald Cove, affacciata su
Nonsuch Bay, se ne devono percorrere poco più di 16.
L'illuminazione delle strade di Antigua è considerata
una notizia dai giornali locali: il servizio realizzato
dalla tv caraibica Abs News è stato ripreso e pubblicato
sul canale youtube del Governo per pubblicizzare i
traguardi raggiunti. Il video mostra chiaramente anche
lo stato delle strade di collegamento. Nel progetto
Spencer è riuscito a coinvolgere, con Libia e Marocco,
anche Cina, Spagna e Italia.
Il
13 marzo 2008 fu lo stesso primo ministro di Antigua a
comunicare di aver ricevuto la conferma scritta "dal
sindaco del comune di Milano, Letizia Moratti, che la
sua amministrazione è pronta a avviare l'attuazione
immediata di una serie di iniziative nei settori
dell'istruzione, sport, delle risorse marine e costiere,
e il rafforzamento dei collegamenti aerei e di altri
mezzi di trasporto", si legge in una nota del governo
diramata all'epoca che dava notizia dell'accordo.
Stretto, scrisse, grazie al "nostro ambasciatore delle
Nazioni Unite John W. Ashe", ritratto in una foto mentre
stringe la mano a Letizia Moratti.
Spencer annunciò che avrebbe ospitato un gruppo di
studio proveniente da Milano in visita ad Antigua per
"incontrare i funzionari locali, al fine di definire le
modalità di attuazione delle iniziative". Il primo passò
fu il finanziamento e l'installazione dei lampioni. "Con
questo impegno, il Comune di Milano diventa il terzo
partner, insieme a Libia e Marocco, ad aver contribuito
a questa importante iniziativa", continuò Spencer.
Di
questo traguardo, Moratti non ha mai parlato né dato
notizia attraverso il suo ufficio stampa. L'unica
dichiarazione in merito la riporta sempre il sito del
governo di Antigua. "Sono lieta che il mio comune possa
contribuire a questa iniziativa, che rientra nella lotta
alla criminalità nel vostro paese", ha detto il sindaco
che, sempre secondo quanto riporta il sito, ha "anche
ringraziato l'Ambasciatore Ashe per il modo
professionale con cui ha perorato le motivazioni del
governo di Antigua e Barbuda".
Nel comunicato del Governo guidato da Spencer è
ricordato come il sindaco di Milano sia "sposata con il
magnate del petrolio Gianmarco Moratti, fratello di
Massimo Moratti, proprietario dei giganti del calcio
italiano dell'Inter". Elementi rilevanti, considerato
anche l'impegno a sviluppare scambi commerciali e
realizzare un "impianto di calcio per formare giovani
calciatori in tutta la regione orientale dei Caraibi".
Non è possibile sapere a che punto siano i lavori, né a
quanto ammontino gli stanziamenti già avviati. Nel sito
del Comune di Milano non è rintracciabile alcun
documento relativo all'accordo con Antigua e
sull'argomento, a Palazzo Marino, il riserbo è massimo.
Il sindaco Moratti, interpellato ieri da
ilfattoquotidiano.it, ha risposto di non saperne niente.
In tarda serata i suoi collaboratori hanno fatto marcia
indietro: "Sì, l'accordo è stato effettivamente siglato
nell'ambito delle iniziative volte all'assegnazione
dell'Expo di Milano, ma non ci risultato spese o
progetti portati avanti dal comune nell'isola".
A
parte, prosegue la versione ufficiosa del sindaco, "un
progetto da 140mila euro sviluppato dalla fondazione
‘Milano per l'Expo'". Il portale del governo caraibico,
ben più trasparente di quello meneghino, non riporta
l'ammontare dell'impegno economico ma elenca punto per
punto gli impegni previsti dall'accordo. E si aspetta
siano rispettati.
Al
momento l'obiettivo raggiunto, secondo quanto riportato
dal sito, risale al febbraio scorso ed è relativo al
rafforzamento dei collegamenti aerei dall'Italia,
promesso da Moratti nel 2008 e mantenuto: la compagnia
aerea Livingston, riporta il sito di Antigua, "aumenterà
in modo significativo i voli charter da Milano dal primo
settembre 2010 così da aumentare ulteriormente la
presenza di turisti italiani sull'isola già cresciuta
grazie alla trasmissione televisiva Donnavventura
registrata sull'isola" e mandata in onda su Rete 4.
Ma
l'impegno non ha avuto seguito perché dal 14 ottobre
scorso l'Enac ha sospeso la
licenza di trasporto aereo a Livingston. I vertici della
società sono stati convocati dal neoministro allo
sviluppo economico, Paolo Romani, ma ad Antigua ancora
non è stato comunicato. 20-10-2010]
|
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I SUPERPOTERI DI NONNA MESTIZIA - SAPESSI COM’È STRANO,
PULIRE I GIARDINETTI A MILANO: PURO BERTOLASO-STYLE PER
LA SINDACHESSA MORATTI, CHE GRAZIE ALLA NOMINA DI
COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL’EXPO, ASSEGNA APPALTI
MILIONARI SALTANDO REGOLE E CONTROLLI, ANCHE PER I
NORMALISSIMI LAVORI DEL COMUNE: DAI CIMITERI ALLE BUCHE
- C’È L’EMERGENZA? SÌ, QUELLA ELETTORALE - EXPO, LE
CIFRE DI UN FLOP ANNUNCIATO…
LETIZIA MORATTI
Roberto Di Caro e Thomas Mackinson per "L'espresso"
Com'è strana Milano: al sindaco Letizia Moratti servono
i superpoteri anche per rifare i marciapiedi e ripulire
i giardinetti delle scuole, sistemare i cimiteri e
mettere a norma i lampioni. È il metodo Bertolaso: tutto
in deroga con la scusa del grande evento. Lei però lo
applica anche a ciò che in una città è normale
amministrazione, se no non si capisce cosa ci stia a
fare un Comune: tutto documentato in sei provvedimenti
da marzo a settembre e da due annessi elenchi di opere,
marchio Expo e firma del sindaco-commissario, che
"L'espresso" ha potuto esaminare.
Certo, c'è l'emergenza. No, non l'Expo, quella ormai è
diventata uno psicodramma. L'emergenza elettorale,
invece, il voto a primavera in cui Donna Letizia si
gioca il secondo mandato a Palazzo Marino, tallonata nei
sondaggi da tutti e tre i candidati alle primarie del
centrosinistra: uno choc, ma è lo scotto dell'inerzia e
dell'insipienza decisionale che ha segnato i suoi primi
cinque anni.
La linea 5 del metrò? Mancano i soldi per il secondo
lotto, e lo straripamento del Seveso ha bloccato anche
il primo. La linea 4? Solo un pezzetto, e non prima del
2016, a Expo chiusa, sempre che si faccia. La Darsena ai
Navigli? Arbusti in un pantano, spariti anche i
cartelloni che magnificavano com'era e come sarà. Le 25
case ai rom? Uno sbaglio degli uffici tecnici. La
moschea? Decida il ministro Maroni...
Indecisionista cronica, solo usando i superpoteri di
Commissario straordinario all'Expo, ottenuti il 19
gennaio con decreto del presidente del Consiglio,
Moratti può ancora guadagnarsi ricandidatura e
rielezione. Non sembrava così difficile, all'inizio,
giocare la parte di Wonder Woman, visto che tutte le
leve del comando a Milano e in Lombardia sono in mano al
centrodestra: invece sull'Expo è stata guerra continua
con gli altri supereroi o aspiranti tali, primo fra
tutti il presidente della Regione Roberto Formigoni e la
sua macchina da guerra, Cl e Compagnia delle Opere.
Inibita nelle scelte che contano dalla kriptonite verde
di Formigoni & Co., Letizia la Commissaria ha però messo
sul piatto una sorta di assegno elettorale che vale
757,3 milioni di euro.
Sono soldi del Comune, non finanziamenti statali. Non ci
sono se non sulla carta, iscritti a bilancio, ma si
possono prendere a prestito dalle banche, dirottare da
altri capitoli di spesa o dagli incassi delle
municipalizzate. Da spendere come argent de poche, ma
sono un sacco di quattrini: tre volte quanto il Comune
di Milano investe in un anno in opere pubbliche. E 25
volte il costo stimato dei terreni sui quali dovrebbe
sorgere l'Orto planetario, cuore dell'evento 2015.
Per capirci, l'intera macchina dell'Expo si è bloccata
per tre anni (fino all'orlo del rischio bocciatura
all'esame, il 19 ottobre, del Bureau international des
expositions di Parigi) sui trenta milioni necessari ad
acquisire i 750 mila metri quadri di proprietà al 30 per
cento dell'immobiliarista Cabassi e al 70 dell'Ente
Fiera, con Formigoni propenso all'acquisto (o
all'esproprio) e Moratti, dal 4 ottobre delegata a
sciogliere anche questo nodo, che in extremis ha imposto
ai partner la soluzione da lei preferita: il comodato
d'uso.
Intanto, però, si avvale dei suoi poteri di Commissario.
Potrà spendere la bellezza di 757 milioni in opere di
normale amministrazione in deroga a qualsiasi procedura,
controllo, norme nazionali e regionali. Un tratto di
penna e spariscono Codice dei contratti pubblici e
Codice dei beni culturali e del paesaggio, precauzioni
contro le infiltrazioni mafiose, criterio del prezzo più
basso, vincoli sui subappalti, le varianti in corso
d'opera, l'adeguamento prezzi. Tutto viene elevato al
rango di opera inderogabile ai fini dell'Expo. Qualche
esempio? Si stanziano 3,5 milioni per adeguare gli
uffici della polizia locale.
Quattro milioni per interventi di emergenza nei cimiteri.
Circa 40 milioni vanno alle scuole per manutenzione
straordinaria, prevenzione incendi e sicurezza. Quasi 10
sono destinati alla bonifica dall'amianto di quattro
case popolari. Più di 35 per allargare via Ripamonti sul
confine sud. Sei milioni per una passerella
ciclopedonale in via Breda. E poi: la manutenzione
ordinaria degli uffici giudiziari, la segnaletica
stradale e i semafori, i refettori scolastici privi di
certificato d'idoneità statica, le barriere
fonoassorbenti, le sponde dei Navigli,
l'impermeabilizzazione delle linee di metrò: una lista
di 123 voci, per migliaia di appalti.
Tutti nobili interventi, che aspettano da anni e
riappaiono sotto elezioni "al fine di preparare
tempestivamente la città al grande evento del 2015",
recita, con scarso senso del pudore sull'avverbio, uno
dei sei provvedimenti morattiani. Un ultimo esempio
significativo, 8 milioni di euro vanno al quartiere
Adriano, zona nord-est, dove i 12 mila abitanti non
hanno neanche l'ombra di una scuola media e un gruppo
Facebook si batte per ottenerla: ma che c'entra con
l'Expo, lontana 23 chilometri?
Nessuno dei milioni di visitatori previsti passerà di lì.
E poi, si faranno davvero questi interventi di
"ordinaria emergenza" preelettorale? Il dubbio è
legittimo, la Milano della signora è un cimitero di
grandi progetti: la Biblioteca europea, le Cittadelle di
Moda, Gusto, Giustizia e Sport, slogan buoni per un
titolo di giornale da appallottolare la sera.
Ipotizziamo però che non sia tutto fumo. Che i 123
interventi procedano davvero anche dopo il voto di
primavera. "Furbata o inganno che sia", attacca Marilena
Adamo, senatrice Pd, "l'escamotage delle opere
straordinarie scardinerebbe, per la sola Milano e per
opere di normale manutenzione, il patto di stabilità"
difeso da Giulio Tremonti come la linea Maginot dei
conti pubblici contro la notoria prodigalità degli enti
locali di centrodestra e di centrosinistra. E almeno due
terzi di quei 757 milioni si aggiungerebbero al debito
che già grava sui milanesi, circa 4 mila euro pro capite
infanti compresi.
Poi c'è la piovra. "Fallita l'Expo nel suo obiettivo di
unire e rianimare Milano", nota Marco Vitale, economista
d'impresa, "restano i superpoteri in deroga a ogni
tutela e cautela: per la gioia della 'ndrangheta che,
già insediata a Milano, aspetta il fallimento delle
istituzioni per entrare in ogni affare con lucidità e
determinazione".
Tutt'altro che generico catastrofismo, il suo: a luglio
un blitz della polizia ha sequestrato 8 milioni di euro
e arrestato 15 persone legate alla cosca De Stefano per
un appalto a Rho-Pero dov'è la Fiera e dove sarà l'Expo,
"prima operazione mirata contro le infiltrazioni della
'ndrangheta nell'Expo", ha detto il ministro
dell'Interno Roberto Maroni.
In consiglio comunale s'è litigato per due anni
sull'opportunità di una Commissione antimafia che
vigilasse sull'Expo, ma non se n'è fatto nulla. Il
Viminale ha istituito il Gicex, Gruppo interforze
centrale per Expo 2015: peccato che abbia sede a Roma,
disponga di appena otto effettivi e possa intervenire
solo sugli appalti direttamente attinenti al grande
evento. Ecco, tutti hanno l'occhio puntato sulle famose
aree.
Ma quei 757 milioni di euro di lavori, che come la scuola
di via Adriano o la messa a norma dei cimiteri hanno
dell'Expo solo l'etichetta, sono un fiume di soldi
disperso in mille rivoli assai difficilmente
controllabili. C'è una "white list" di imprese pulite
ammesse agli appalti, ma chi controllerà i subappalti?
Lo si è visto con il caso Bertolaso: quello dei
superpoteri in deroga è il segno del fallimento delle
istituzioni, e genera altri fallimenti, ieri alla
Maddalena, oggi a Milano. Però funziona come macchina
per il consenso. Ne aveva bisogno, Letizia Moratti. Ad
agosto, sondaggio Swg, il suo indice di gradimento tra i
milanesi era miseramente crollato sotto il 35 per cento.
Resta in dubbio che Berlusconi si fidi a ricandidarla,
visto che il 3 ottobre alla festa Pdl al Castello
Sforzesco non l'ha gratificata dal palco di alcuna
investitura. Mentre l'ex sindaco Gabriele Albertini (si
veda l'intervista in queste pagine) tornerebbe
volentieri in gioco, lui finiano, come salvatore della
patria del centrodestra.
Ma SuperLetizia non è donna da arrendersi. S'è lanciata
in una capillare controffensiva. Ormai è ovunque.
Accendi Milano 2015, il canale tv di Palazzo Marino, e
per mezz'ora la vedi stringere mani uno a uno a tutti
gli ultracentenari di una casa di riposo. Ha messo su
YouTube ogni suo intervento, intervista, visita e
comizio, canale LetiziaMoratti2015 curato per lei dal
consulente Red Ronnie.
Ha commissionato a Euromedia, come Palazzo Marino e
dunque coi soldi dei contribuenti, uno pseudo-sondaggio
che è in realtà propaganda camuffata, con bizzarre
domande quali: "Lei sa che le ordinanze hanno portato al
calo del 16 per cento dei reati in città?" oppure "i 434
orti messi a disposizione dei consigli di zona li
considera un intervento utile per il verde in città?".
Non paga, ha preso a pittarsi le unghie di un
nero-violetto very dark. Funziona, a quanto pare. "Nei
sondaggi un po' è risalita", dice Renato Mannheimer,
Ispo rilevazioni: "Sa, gli elettori badano all'immagine,
e lei ora ha persino imparato a sorridere...".
EXPO, LE CIFRE DI UN FLOP ANNUNCIATO
T. M. per "L'espresso"
Fondi incerti, tagli alle spese, intere opere
cancellate. In altre parole, l'arte di dimezzare un
evento dalle dimensioni planetarie. Rileggendo oggi il
dossier con il quale Milano ha battuto Smirne sembra di
sfogliare un libro dei sogni che ha perso per strada un
capitolo dopo l'altro. Qualcuno ha tolto la benzina
all'Expo, che ora viaggia verso il 2015 con metà fondi.
E con previsioni dimezzate anche per quanto riguarda
l'incasso. Sul fronte delle infrastrutture per il
trasporto mancano all'appello 5,4 miliardi dei 12,5
necessari.
I finanziamenti per le opere essenziali sono precipitati
da 3,2 milioni di euro a 1,7.
A farne le spese sono state due linee di metropolitana,
la MM4, ridimensionata, e la MM6, cancellata. Incerto è
il destino delle vie di Terra (dal centro a Rho-Pero) e
di Acqua (la riqualificazione dei Navigli). Anche sul
fronte dei visitatori l'Expo milanese perde i pezzi: non
saranno 30 milioni ma al massimo 20. L'ammissione è
degli stessi organizzatori, costretti di conseguenza a
rifare da capo anche i conti economici: gli incassi
diretti da ticket si fermano a 700 milioni, contro una
spesa più che doppia. Non solo.
Probabilmente sconcertati dalle liti interne al
centrodestra, dal furioso turnover dei supermanager, tre
in tre anni, e dalla incapacità decisionale dei governi
locale e nazionale, i privati che dovevano contribuire
alla realizzazione dell'evento con generosi investimenti
hanno annusato l'aria e si sono defilati in massa: il
loro contributo doveva essere di 891 milioni di euro,
non supererà i 241. Tre volte di meno. Sul fronte della
società di gestione, per contro, i ricavi stanno a zero
e i debiti a 9 milioni.
Se
non fosse un partita giocata con soldi pubblici
(peraltro ancora in parte da reperire) bisognerebbe
portare i libri contabili in tribunale. I margini per
trovare forme di compensazione sono risicati. L'unica
addizione, tra tante sottrazioni, riguarda il biglietto
d'ingresso, aumentato da 35 euro a 42. Sette euro per
salvare l'operazione Expo. Non un bell'incentivo per gli
indecisi di tutto il mondo, e un curioso biglietto da
visita per l'evento. [12-10-2010]
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- MATTONI D'ORO PER 85 MILIONI DI EURO PER
LETIZIA
Per il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è in
dirittura d'arrivo un'operazione con cui
incasserà 85 milioni di euro. Come? Cedendo il
fondo immobiliare Comune di Milano 1, costituito
a fine 2007 per valorizzare il patrimonio dei
mattoni di Palazzo Marino. La Stam Europe di
Parigi e l'Area property partners di Londra sono
gli investitori istituzionali interessati a
rilevare il 100 per cento delle quote in mano al
comune, che peraltro nel 2008 già incassò, in
due tranche, altri 153 milioni con il
trasferimento degli immobili nel fondo.
Un successo per gli assessori alla Casa, Gianni
Verga, e al Bilancio, Giacomo Beretta, della
giunta Moratti, che riescono a fare cassa in un
momento non facile per le finanze pubbliche. Gli
acquirenti investiranno per riqualificare (prima
di rivenderlo) il patrimonio immobiliare del
fondo, che rimarrà gestito dalla Bnp Paribas
Reim sgr guidata da Michele Cibrario. (E.R.)
18.08.10 |
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LA
TRIBù MILANESE DEI ’NASI COMUNICANTI’ - ALL´HOLLYWOOD
GLI SVIPPATI STRAFATTI AVEVANO A DISPOSIZIONE UN´USCITA
DI SICUREZZA (FREE PAPARAZZI), A QUALSIASI ORA DELLA
NOTTE – LE FUGHE DI EDDIE IRVINE E DEL FIGLIO DI LETIZIA
MORATTI, CHE SI ERANO PRESI A PUGNI, DI ADRIANO CHE SE
LE ERA DATE COL CESTISTA ROLANDO HOWELL, E DEI TANTI
CELEBRO-LESI PIENI ZEPPI DI COCA NELLA CITTÀ CHE TIRA 15
MILA DOSI AL GIORNO… Paolo Berizzi per "la
Repubblica"
«Stasera facciamo serata». C´è un modo di dire, tra i
protagonisti di una certa movida milanese, che abbraccia
molte delle cose raccontate dall´inchiesta della procura
su coca, escort e tangenti. «Fare serata», per quelli
del giro, è una locuzione-dress code. Una specie di
codice di regole che definisce, in modo auto
referenziale, gli ingredienti di una «serata»
particolare.
Che vuole essere e sarà iperbolica, ad alto tasso di
alcol, coca e sesso. Dicono «facciamo serata» i
modellari e le starlette, gli imprenditori e i
calciatori "in caccia", i pierre della moda, la
conduttrice famosa, il rampollo vizioso, i nuovi play
boy, le modelle, i divetti dal petto glabro e i loro
pigmalioni, gli emersi e le emergenti del sottobosco tv.
E poi quelli che il giro, credendolo un paradiso senza
nuvole, lo lambiscono soltanto.
In
attesa dell´ingresso ufficiale, del contatto buono, del
quarto d´ora wharoliano anche a costo di restare
impigliati in qualche storiaccia. Come i poliziotti e i
dirigenti comunali corrotti. Come chi ha gestito e
ancora gestisce il giro delle modelle-ragazze immagine
convertite, all´occasione, in prostitute. Maitresse
molto ben coperte, che fanno parte dello show biz
meneghino, i cui nomi potrebbero presto affiorare tra le
pieghe di questa e di altre indagini.
«Fare serata», nella notte bianca di Milano, vuol dire
fare l´alba. La scansione è: aperitivo, cena, discoteca.
E poi l´after, l´ammazzacaffè. Nella casa più bella o in
quella più vicina al club. Seguendo sempre la via lattea
della bamba, la polvere bianca. Nella città che tira 15
mila dosi di cocaina al giorno e promuove le sue escort
in tv facendole passare dai palazzi che contano, c´è chi
dice «io nei locali non ci vado, quel mondo mi fa
schifo...». È quel volpone di Fabrizio Corona.
Che in effetti, adesso, ci va solo se lo pagano. Ma
Corona e tanti come lui sanno bene che dietro al segreto
di pulcinella della coca all´Hollywood e al The Club,
dietro le batterie di squillo dei privé, dietro le
sniffate delle belle e famose, dietro tutto questo c´è
di più. Al mosaico mancano ancora dei tasselli. Da dove
entravano e, soprattutto, da dove uscivano all´Hollywood
vip e vippini? «Da quando il locale, già posto sotto
sequestro, nell´agosto-settembre 2008 è stato riaperto,
è cambiato», dice l´avvocato Andrea Fares parlando del
bagno delle sniffate ripreso dalle telecamere della
polizia.
Già. Ma chiunque abbia frequentato il privé di corso
Como lo sa: c´era, in quell´area riservata, una porta,
in teoria un´uscita di sicurezza, che si apriva solo per
alcuni. Dalla porta si accedeva all´ingresso di alcuni
garage. Poi c´era una rampa - c´è ancora - che dal privé
fa riemergere direttamente in strada, sul retro del
locale, di fronte all´ingresso del Toqueville, la
discoteca che con l´Hollywood si contende clientela vip
e forzati del vip watching.
Un´uscita e un´entrata prioritaria, quella porta: ci
sono passate migliaia di facce non anonime. A qualsiasi
ora della notte. Si passava di lì perché non si poteva o
non bisognava farsi vedere. Perché le condizioni, a un
certo punto della serata, lo suggerivano. Un cenno, e il
buttafuori apriva. A Eddie Irvine e a Gabriele Moratti,
figlio di Letizia, che si erano presi a pugni in una
notte di eccessi il 20 dicembre di due anni fa. A
Adriano che se le era date col cestista Rolando Howell.
A
un esercito di bellone e calciatori piegati da alcol e
coca, e poi attori, cantanti, divi della tv entrati in
ghingeri e usciti non proprio in forma. Era anche una
zona di decompressione. Lontana dai paparazzi. «Non
potevamo perquisire i clienti», dice Andrea Gallesi, già
responsabile del privé. «Si ritenevano immuni» per il
solo fatto di frequentare un luogo non accessibile a
tutti, scrivono i magistrati milanesi.
In
città ci sono locali pubblici che diventano salotti per
pochi. Sono i luoghi simbolo della Milano da ri-bere.
Quella che ha tra i suoi anfitrioni quel Lele Mora amico
di Berlusconi e Dell´Utri che, detronizzato (in senso
letterale: nel privé dell´Hollywood aveva un trono tutto
per lui) in seguito a inchieste giudiziarie e insuccessi
imprenditoriali, si sta riaffacciando sulla scena.
L´aperitivo al Frank o al Radetzky, o nel più elegante
giardino del Hotel Diana. La cena da Giannino, il risto
"vetrina" di via Vittor Pisani amato dal premier e dalla
sua corte milanese, al vicino Hollywood international
living (stesso marchio della discoteca), al velinaro
Ibiza di corso Garibaldi o alla Briciola, e poi il
Bolognese e Nobu.
La
serata si scalda e i pierre e i pusher sono già
attivati. I tavoli pronti ad accogliere: 400 euro una
bottiglia di champagne. Un facoltoso erede di una
dinastia di imprenditori bergamaschi all´Hollywood
lasciò 15 mila euro in una sera. Poi si ritirò con tre
escort nel suo appartamento in centro: quando bussarono,
si presentò, fatto di coca, vestito da chirurgo. Ora
abita lontano.
Come lontani dal terrore di nuove rivelazioni vorrebbero
essere alcuni dei personaggi che compaiono negli atti
dell´inchiesta dei pm Frank Di Maio e Alfredo Robledo.
Le rivelazioni di Belen Rodriguez e di altre testimoni
hanno sollevato un velo. Ora la Milano delle notti
bianche trema. C´è chi ha paura che l´onda si allunghi,
che travolga tutto, contratti compresi, con la sua
schiuma di serate impolverate e ricoveri al pronto
soccorso.
[30-07-2010]
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MILANO SOTTO LA "NEVE"/1 - COMUNE CORROTTO, CITTà
INFETTA: SESSO, COCA E DISCOTECHE PER I FUNZIONARI
PUBBLICI LOMBARDI («Rudy, grazie per la serata e la gran
scopata», via sms gli dice un funzionario comunale
indagato) - COINVOLTA L´EX VICE DIRETTRICE GENERALE DI
PALAZZO MARINO - IL PD ALLA MORATTI: TROPPE OMISSIONI
Emilio Randacio per "la
Repubblica"
Il
vice direttore generale del Comune di Milano era
addirittura in affari con «Rudy». Ma c´era anche uno
stuolo di altri funzionari pubblici che assecondava le
sue richieste: dal direttore generale del Commercio in
Regione, Giuseppe Pannuti (ora indagato), all´ex
comandante dei vigilli, Emiliano Bezzon (rimosso dopo
aver ricevuto un avviso di garanzia), per finire al
commissario aggiunto dei ghisa, Saverio Miracapillo, che
anziché denunciare lo spaccio e le irregolarità dei
locali notturni, «svolge il ruolo di coordinatore della
sicurezza dei due locali», l´Hollywood e il The club.
L´elenco completo degli indagati comprende 32 persone.
Una vera connivenza quella che aveva creato, secondo le
indagini della procura di Milano, Rodolfo Rudy Citterio,
il potente componente della Commissione vigilanza del
Comune, finito 48 ore fa ai domiciliari con l´accusa di
concussione, corruzione e truffa. Pretendeva tangenti,
Citterio, e per i funzionari compiacenti, oltre a
garantire biglietti per concerti e cene gratis, poteva
esserci anche una serata in compagnia di una escort.
(«Rudy, grazie per la serata e la gran scopata», via sms
gli dice un funzionario comunale indagato).
Oltre a essere in grado, ovviamente, di fare il bello e
cattivo tempo mediante una struttura «formata da taluni
soci avvezzi a soddisfare le esigenze di una clientela
ricca e capricciosa e che in tale contesto possono
contare nella risposta di connivenza che ricevono da
rappresentanti delle istituzioni».
Il
caso più emblematico e quello che coinvolge Rita
Amabile, ex vice direttrice generale del Comune, ruolo
chiave per le attività dell´amministrazione, ora
indagata di abuso d´ufficio. Dagli atti emerge che la
Amabile, attraverso il figlio, è socia della "C&C
Servizi ristorazione" in cui ha una partecipazione lo
stesso Citterio. Nel 2008, dopo quasi 10 anni di
mancanza di controlli sulla regolarità delle licenze,
l´andazzo, improvvisamente, cambia. I vigili del fuoco
diventano irreprensibili nel verificare le decine di
anomalie.
Ed
ecco che, "Rudy", secondo l´accusa «va a cercare
l´appoggio di membri legati ad Alleanza nazionale
facendo presente l´importanza del bacino di voti che
troverebbero nel "popolo delle discoteche"». Il 9 aprile
di due anni fa, Carmelo Santoro, titolare di un locale
che rischia la chiusura, dice a Citterio.
«Gli ho detto a Ignazio (La Russa, ndr) che quel posto
là ha 300 persone a lavorare.... questi sono tutti voti
che poi vanno a finire.... cioè, non è che poi uno può
dire che è stato Prodi a fare questa cosa...». Argomento
poco convincente, vista la successiva chiusura del
locale.
Mentre l´inchiesta fa emergere sempre più connivenze con
alti funzionari pubblici, il sindaco, Letizia Moratti,
respinge al mittente ogni polemica. «Il comandante dei
vigili urbani era stato allontanato precedentemente - ha
spiegato - proprio quando si era saputo che c´erano
queste collusioni».
Ma
l´opposizione non è soddisfatta. «Il sindaco - afferma
Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Comune -
racconta piccole bugie o si produce in particolari
omissioni. Si dimentica infatti di dire a proposito
dell´allontanamento del capo della polizia locale, che
in tutti questi mesi non ha mai risposto sui motivi
effettivi di quella scelta».
[28-07-2010]
MILANO SOTTO LA "NEVE"/2 - Ragazze giovanissime e
bellissime, italiane e straniere, che non hanno sfondato
nel mondo della moda o dello spettacolo e che per
racimolare i soldi dell’affitto o per il vestitino
all’ultimo grido SONO pronte a prostituirsi con i
rampolli della Milano bene dalle tasche gonfie di soldi
di papà - Sono le ragazze immagine, dalla discoteca
prendono 100/150 euro a sera, ma se si concedono per un
fuoriprogramma a letto ricevono dal cliente 300/1.000
euro...
Giuseppe Guastella dal "Corriere
Della Sera"
Escort «giovanissime» pronte a prostituirsi con i
rampolli della Milano bene dalle tasche gonfie di soldi
di papà, giovani starlette che, attratte dalla coca,
sniffano come se farlo non sia altro che un vezzo
innocente, poliziotti e vigili urbani che, invece di
intervenire per far rispettare la legge, collaborano con
le discoteche alla moda nelle notti del divertimento
milanese.
È
il quadro disegnato dal pm Frank Di Maio nel chiedere
otto arresti (concessi lunedì 5 domiciliari) per un giro
di droga nell'Hollywood e nel The Club di Milano, che
sono stati sequestrati, e per una tangente imposta nelle
pratiche per il rilascio di una licenza per un altro
locale.
Un'indagine, però, datata al 2007-2008 e per la quale il
pm ha presentato le sue richieste al Gip Giulia Turri il
3 febbraio 2009. Ed è per questo che ieri l'avvocato
Andrea Fares, che difende Davide Guglielmini, uno dei
soci delle discoteche ai domiciliari, ha chiesto la
revoca di arresto e sequestri perché in due anni la
situazione è profondamente cambiata nei due locali: «Non
c'è più il privé e soprattutto non c'è più il bagno
esterno. Qualcuno ci dica cosa dobbiamo fare, dato che
non si possono mettere la telecamere nei bagni e nemmeno
perquisire i clienti del locale».
Dentro questi due ambienti, secondo l'accusa,
corroborata da intercettazioni audio e video, a sera la
droga cadeva come neve, tanto che una testimone ha detto
che la si calpestava sul pavimento. Era «una sorta di
zona franca» dove i vip, protetti dal servizio di
sicurezza interno, «si ritengono immuni e affrancati dal
rispetto delle leggi» e lontani «dallo sguardo
dell'opinione pubblica che, per alcuni di loro, può
determinare il successo o il fallimento professionale».
Personaggi che «tutelati, nascosti e protetti dai
gestori dei locali, in nome di un distorto concetto
della privacy, confidano di poter dar corso liberamente
ad ogni comportamento», aggiunge la Procura nelle 461
pagine della richiesta di arresto.
C'era talmente tanta droga in giro che la modella
brasiliana Fernanda Lessa ha dichiarato che, quando era
lì, nonostante non disdegnasse la coca, temeva che
qualcuno la drogasse a sua insaputa: «Bisognava tenere
con sé sempre il bicchiere perché potevano metterci la
droga per farti diventare più accondiscendente ai
rapporti sessuali».
A
portare la coca erano «driver» e pr, bei ragazzi
introdotti nel mondo dello spettacolo che poi la
cedevano ai rampolli i quali, a loro volta, la passavano
alle starlette. Due anni fa per questo traffico hanno
patteggiato la Walter Agostoni (un anno) e Pietro
Tavallini (10 mesi).
Il
secondo, si legge negli atti, era «intimo amico di
Fernanda Lessa, Francesca Versace, Paris Hilton, ha
avuto frequenti contatti telefonici con Manuela Arcuri,
Valeria Marini, Francesca Lodo, Alessia Fabiani e Nina
Moric», non coinvolte nell'inchiesta. I proprietari non
intervenivano, sostiene il pm Di Maio: all' Hollywood e
al The Club il consumo veniva «tollerato se non
incrementato, ma in un ambito assai ristretto ed in
favore di un gruppo selezionato di clienti».
A
spiegare il perché di tanta droga gratis è Tavallini che
al Pm dichiara: «Per darsi visibilità, così al tavolo
sono sempre presenti belle ragazze e il direttore del
privé concede un tavolo centrale e visibile». Pagano i
clienti facoltosi: 100/150 euro a bottiglia di
champagne. È una «clientela ricca e capricciosa» che
gode anche della «connivenza di rappresentanti delle
istituzioni», tipo il commissario di Polizia che
arrotonda come factotum dei titolari e accompagna le
escort in albergo, oppure il commissario aggiunto della
polizia locale che, addetto alla sicurezza, qualche
volta mena pesantemente le mani tra le piste da ballo.
Da
sempre nei locali notturni le escort sono d'ordinanza.
Ragazze giovanissime e bellissime, italiane e straniere,
che non hanno sfondato nel mondo della moda o dello
spettacolo e che per racimolare i soldi dell'affitto o
per il vestitino all'ultimo grido vengono «reclutate
appositamente per accompagnare le serate dei clienti e
indurli a bere». Sono le ragazze immagine, dalla
discoteca prendono 100/150 euro a sera, ma se si
concedono per un fuoriprogramma a letto ricevono dal
cliente 300/1.000 euro.
Sonia, che nel 2008 ha 23 anni, aveva cominciato 4 anni
prima «per gioco e per soddisfare qualche esigenza
economica, poi l'ho fatto con maggiore professionalità»,
dichiara a verbale spiegando che all'Hollywood
«l'accordo era di andare ai tavoli in cui si consumavano
alcolici, se poi avessi voluto avrei potuto avere
incontri sessuali con i clienti ma in compenso non avrei
avuto il pagamento per la serata».
28-07-2010]
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Videoinforma : www marcobava.it
Fuell cell a idrogeno
Pubblicata il 17/11/2009
Dalle sperimentazioni in corso in Giappone
incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a
idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity,
Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente
118 km con un kg d'idrogeno.
Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno
contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano
circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è
attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero
percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo
conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il
problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso
compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora
ingombranti e pesanti bombole.
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www.ecorete.it
www.visual.paginegialle.it/
ARRIVA LA
CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori
economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra
incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a
Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger
economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.
Nato in una sera
di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico
e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il
«BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si
articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live
blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul
sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org):
un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account
Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto»
avranno la possibilità di fare domande ai relatori.
Dopo il debutto di
un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio
poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa
450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri
blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata
travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E
quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della
crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli
interventi.
Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default;
fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri
saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed
ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di
educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di
trading. |
| SAPEVI CHE
L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE DAL
POLITECNICO DI TORINO :
INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL
PROF.UGAZIO clicca qui
La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore
che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza
, si crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto ! |
Veri mostri
botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti
mutageni (cromo esavalente, diossine,
policlorobifenili).
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LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN
DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’
On. Scilipoti Domenico
Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area
Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via
Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.
Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002
presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata
una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo
esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato
dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455
µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.
La sorgente principale del cromo esavalente è stata
individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché
nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.
In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente
riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e
di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump &
Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.
Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di
concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti
superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e
pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente
a valle di esso.
L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato
che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i
fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è
rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento
delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la
concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro
(ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua
di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non
è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in
sicurezza”.
La relazione tecnica in oggetto precisa che:
“L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari
per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti”
e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari
a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite
tabellare previsto per il cromo esavalente.
Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di
attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000
metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e
residenziale.
Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria
con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli
pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).
L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del
sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie
di acciaieria.
Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo
milione di metri cubi.
Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in
quantità superiore ai limiti.
Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e
considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato
pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di
tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il
valore dell'area.
E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con
la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti
dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.
Le determinazioni più recenti consistono nella
preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area
costituita dalla prevedibile estensione della situazione di
contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.
La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché
ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un
possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe
installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di
contaminazione.
La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di
carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei
vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al
fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una
adeguata protezione dell'ambiente.
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda
rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
…
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di
concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di
legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30
microgrammi/litro.
…
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:
Non era il caso di informare la popolazione, che sembra
all'oscuro di tutto?
Non conveniva bonificare l'area subito, invece di
programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?
L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi?
Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?
Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene
precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al
pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle
radiazioni ionizzanti?
Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente
nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di
inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?
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Cromo esavalente nella Dora a Torino
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In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il
Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha
parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente
trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area
dell’ex acciaieria Vitali.
Dice il Coraglia:
“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati
anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in
materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori
infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata
fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla
Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato
assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da
sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto
la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.
Ma come stanno realmente le cose?
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
...
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio
2005. A
seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in
falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono
sensibilmente diminuiti, da oltre
400 a
30 microgrammi/litro.
...
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax
+39.011.4426562
P.S.: Il colore del cromo esavalente.
http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4
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Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
L'inchiesta è
stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a
Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?
10.08.09
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Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di
una minoranza armata
Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere
ancora viste dalle future generazioni
Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza
la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di
essere impallinati
Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e
meno contrastanti con l’interesse generale
Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria
Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere
preservato
Le ragioni del SI
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A breve avremo la data!
Per favore fa circolare il messaggio tra le tue amiche ed i tuoi amici
piemontesi! |
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