MILANO
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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

 ideeconomiche@pec.it

 

 

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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRi SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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MARCO BAVA

 

 

 

IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile presso  di me e basta ordinarlo via email al costo di 30 euro COMPRESE SPESE DI SPEDIZIONE . Oltre al libro sulle mie esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e.

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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I FURBETTI DELLA MADUNINA - GRAZIE ALLA “DISTRAZIONE” E AL BUON CUORE DI COMUNE, POLICLINicO E PIO ALBERGO TRIVULZIO, ALCUNI FORTUNATI MILANESI VIVONO IN PIENO CENTRO A 200 € AL MESE. E PER 130 METRI CON AFFACCIO SULLA GALLERIA NE BASTANO MILLE - PENSIONATI SFIGATI, CERTO, MA ANCHE AGIATI PROFESSIONISTI CHE PAGANO CANONI QUATTRO VOLTE PIÙ BASSI DI QUELLI DI MERCATO GRAZIE ALLE CONSUETE CORSIE PREFERENZIALI PER AMICI E PARENTI…

Oriana Liso e Franco Vanni per "la Repubblica"

 

Un prestigioso trilocale di 150 metri quadri in corso Monforte, centro storico di Milano, si affitta tramite agenzia, quindi sul mercato dei privati, a 51mila euro l´anno: 4.250 euro al mese, spese incluse. A poche centinaia di metri da lì, 132 metri quadri con affaccio sulla Galleria Vittorio Emanuele costano all´inquilino che fa parte di un manipolo di "fortunati" poco meno di mille euro al mese. E basta fare ancora pochi passi per arrivare in corso Italia, dove 70 metri quadri costano 210 euro ogni mese. Anche se le condizioni di stabile e appartamento non sono all´altezza dell´indirizzo, il risparmio - va da sé - è notevole.

Comune di Milano, Policlinico, Pio Albergo Trivulzio: tre enti, migliaia di proprietà immobiliari in città e in provincia, un patrimonio poderoso di 3.700 tra case, negozi e locali in uso ad associazioni che, nonostante le promesse cicliche e i ciclici scandali, resta gestito, nella migliore delle ipotesi, con una buona quota di negligenza. Così si disegna una Milano a due facce: quella, maggioritaria, delle famiglie e dei single che devono riservare una grossa fetta del loro reddito all´affitto, spesa imprescindibile, anche a scapito di altre voci altrettanto necessarie.

 

L´altra faccia è quella di una Milano del privilegio, che spesso non ha niente a che fare con il bisogno. Perché, se non è una colpa pagare un canone bassissimo rispetto a un mercato immobiliare tra i più cari d´Italia, è una colpa - degli enti pubblici - aver permesso che per decenni si stratificassero privilegi. Con il risultato che oggi tanti di quegli indirizzi in pienissimo centro sono abitati da professionisti - medici, architetti, giornalisti... - e da qualche amico e parente di. Non solo da quei bisognosi per aiutare i quali erano nati in anni lontani questi serbatoi immobiliari, ancor oggi rimpinguati da lasciti privati.

 

Nei giorni scorsi i tre enti, sotto la spinta di partiti d´opposizione e giornali, hanno iniziato a pubblicare sui siti gli elenchi degli immobili. Ma è un´operazione trasparenza con qualche alone di troppo: a volte mancano le date di fine locazione, quasi sempre i nomi degli inquilini, o ancora ci sono generici raggruppamenti di immobili senza alcuna specifica economica. Fa una premessa Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari: «Alcuni palazzi sono malconci, gli enti non pagano le manutenzioni e quindi tocca agli inquilini anche ristrutturare».

Ma i confronti sono pesanti. Il quadrilocale in via Dogana vista Duomo a 453 euro al mese, 5.400 euro all´anno? Sul mercato varrebbe cinque volte tanto. I 73 metri quadri in via Bagutta a 331 euro? Un´agenzia immobiliare chiederebbe almeno il triplo. «Il problema, però, non è quello di far pagare di più gli inquilini - argomenta Breglia - , quanto quello della mancanza di regole certe su chi ha diritto a quelle case, e sulle modalità di ricambio degli affittuari.

 

Se un anziano padre ha la pensione minima non dovrebbe subentrargli allo stesso canone il figlio professionista. Milano ha fame di alloggi a canoni bassi per fasce sociali che, altrimenti, sono costrette a lasciare la città». In via Pellico, nel cortile alle spalle di boutique e bar famosi, c´è ancora l´84enne vedova del portinaio dello stabile. Ma nel palazzo successivo c´è anche il modello con pied-a-terre di 80 metri quadri a meno di 500 euro al mese, 5.700 euro in un anno. E in via Caminadella, viuzza chic in zona Cattolica, 177 metri quadri non arrivano a 2mila euro al mese, grazie ai contratti del Policlinico.

Per comprendere come sia nata la giungla dei prezzi e dei favori è necessario andare indietro nel tempo fino alla fine degli anni Settanta quando Trivulzio, Policlinico e in parte anche il Comune affittavano le proprie case a prezzi di equo canone con bandi aperti che premiavano i bene informati.

«I primi a sapere delle case in affitto erano i primari e i dirigenti dell´ospedale, ma anche i politici - racconta un anziano funzionario del Policlinico, oggi in pensione - lo dicevano agli amici, che facevano richiesta». Nulla cambia fino al 1992, quando la legge 359 introduce i "patti in deroga": ogni ente può decidere se affittare gli appartamenti che si liberano a prezzi di mercato oppure confermando l´equo canone.

 

Trivulzio e Policlinico scelgono la seconda ipotesi per la maggior parte del patrimonio, il Comune valuta caso per caso. Palazzo Marino negli anni Novanta diversifica i nuovi contratti al punto che nello stesso stabile c´è chi paga l´equo canone, chi è "concessionario di spazi" e chi versa cifre vicine a quelle di mercato. Vicine, ma mai troppo: in via della Guastalla, zona Tribunale, 105 metri quadri costano all´inquilino 1.208 euro al mese. Per chi è già dentro le case nulla cambia invece fino al 1998, quando la legge 431 prevede che l´equo canone sia sostituito da tariffe concordate fra Comune, sindacati inquilini e associazioni dei proprietari immobiliari.

 

Da quindici anni almeno, quando un appartamento si svuota viene messo in affitto al prezzo "libero" definito dall´agenzia del Territorio, in media tre quarti del valore corrente. «È sbagliato porre l´accento sui casi di privilegio - dice Marco Bistolfi, segretario provinciale del Sicet - la sopravvivenza del sistema dei prezzi concordati per il rinnovo dei contratti ha consentito a inquilini poveri di evitare il dramma degli sfratti». E a molti "fortunati" di risparmiare migliaia di euro all´anno.

26-01-2011]

 

 


Il sindaco di Milano, donna Letizia Moratti di Rivombrosa, domani sarà a Roma per la presentazione dell'Expo 2015 al corpo diplomatico.

Probabilmente accanto a lei non ci sarà il barbuto Paolo Glisenti, l'ex-braccio destro al Comune di Milano che ha affiancato la sindachessa nella battaglia per la candidatura di Milano all'Evento universale.

Nei due anni in cui il disinvolto manager ha lavorato accanto all'algida signora, ha guadagnato poco meno di 1 milione di euro, una cifra che ha provocato scandalo ed è al di sotto comunque del compenso (peraltro ignoto) che il sindaco dalle scarpe ortopediche Gianni Alemanno gli riconosce per la preparazione degli Stati Generali di Roma in programma a febbraio.

 

La strepitosa consulenza di Glisenti è ricordata oggi in un articolo di "Repubblica" dove si legge che la 61enne moglie di Gianmarco Moratti ha distribuito ben 50 milioni di consulenze a un'infinità di personaggi che hanno contribuito alla sua immagine di amministratore sprecone e disinvolto. L'elenco è davvero curioso perché accanto ad avvocati celebri come Carlo Federico Grosso e a scrittori incerti come Alain Elkann, si trova un po' di tutto, dagli architetti ai giornalisti-portavoce come Alessandro Usai (277.500 euro), fino a cantanti come Wilma De Angelis che è riuscita a raccattare un gettone benefico di 13mila euro.

Nell'elenco appare anche un personaggio noto al pubblico televisivo e radiofonico: Red Ronnie al quale sarebbe stato attribuito un compenso di 105mila euro.

 

Nell'articolo di "Repubblica" non viene sottolineato in modo adeguato il ruolo di questo personaggio che all'anagrafe si chiama Gabriele Ansaloni e dal '75 si fa chiamare Red Ronnie per il colore dei capelli e per la passione verso la Formula 1 dove in quegli anni furoreggiava il pilota svedese Ronnie Peterson. Oggi al posto del barbuto Glisenti, che si picca di leggere il "Financial Times" e tratta i collaboratori di Alemanno con la supponenza di un manager da multinazionale americana, c'è l'intraprendente conduttore televisivo che dopo aver lavorato in banca come cassiere ha scoperto la vocazione del Dj in una radio libera bolognese dove ospiti d'onore erano i cantanti Lucio Dalla e Francesco Guccini.

 

Chi frequenta gli ambienti di Palazzo Marino ha capito che negli ultimi tempi il ruolo dell'uomo dai capelli rossi è diventato agli occhi della Moratti assolutamente primario. Tra l'altro va detto che il buon Red ha sempre avuto una passione per la politica: nel '92 si candidò come indipendente tra i socialisti di Craxi e sarebbe stato eletto anche deputato se gli elettori non avessero scambiato il suo nome d'arte con quello dell'anagrafe.

 

Adesso è diventato l'uomo-immagine di donna Letizia alla quale fornisce un fiume di idee per iniziative che devono togliere dalla faccia e dalle spalle della sindachessa l'immagine di aristocratica decadente e ambiziosa.

Nel 2009 Ronnie ha realizzato un canale su YouTube dove la sindachessa e l'Expo 2015 sono ospiti fissi, e per la prossima settimana è prevista una serata al teatro Dal Verme in cui sarà ospite il premio Nobel per la Pace, Mohammad Yunus.

25-01-2011]

 

 

- O MIA BEDDA MADUNINA...
"Milano, j'accuse della procura: troppi imprenditori omertosi. Denunciare gli estorsori. Maxi processo per 174 imputati. Il procuratore capo Bruti Liberati: cercheremo un aiuto da Assolombarda" (Repubblica, p. 20).16-12-2010]

 

 

 

AREE URBANE MILANESI - IL FANTASMA SALVATORE...
Salvatore Ligresti, se serve, fa la parte del fantasma. A Milano pochi hanno notato i tempi e modi con cui l'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli ha annunciato l'ennesimo megaprogetto immobiliare, lo Stephenson Business District, area confinante a sud-est con il famoso sito Expo 2015. Masseroli parla di dar vita a una nuova Canary Wharf (Londra) attraverso una società pubblico-privata, 6 miliardi di investimento, decine di torri.

 

Un'enormità, in una città ostaggio degli immobiliaristi, metà dei quali in crisi. Domanda: chi sarà il partner privato? Ed ecco che come il fantasma di Banquo al banchetto del "Macbeth" salta fuori Ligresti, proprietario di gran parte dei 450 mila metri quadri di via Stephenson.

Il fatto curioso è che Masseroli ha esternato nelle stesse ore in cui la società Expo, Letizia Moratti e Roberto Formigoni trovavano l'accordo sull'acquisizione del sito 2015, di cui il beneficiario privato sarà il gruppo Cabassi, che si ritroverà un'area di pregio da sviluppare. Potevano i Cabassi esser trattati bene, e Ligresti no? Il tutto sa di risarcimento.

Così l'affare, nel quadrante nord-ovest, si fa titanico: sommando Expo e Stephenson, potrebbero sorgere 1,2 milioni di metri quadri di uffici, residenze, commercio. Quando a Milano, come denuncia il candidato alle primarie Stefano Boeri, ci sono 900 mila metri quadri di uffici vuoti (l'equivalente di 30 Pirelloni), più 80 mila appartamenti sfitti o invenduti. E. A.

 

 

COSA NON HA FATTO BANANA SPARROW PER RIPIANARE IL DEBITO DELL’ISOLA CARAIBICA! - FIAT LUX! IL SINDACO MESTIZIA MORATTI HA STRETTO UN ACCORDO CON IL BALDO BALDWIN SPENCER, PRIMO MINISTRO DEL NON BISOGNOSO PARADISO FISCALE, PER OFFIRE LAMPIONI, BORSE DI STUDIO, CENTRI SPORTIVI, TUTTO A SPESE DEL COMUNE DI MILANO - LA BADESSA MORATTI PRIMA DICE DI NON SAPERE NULLA, POI DAL COMUNE CONFERMANO: Sì, 140MILA EURO PER OTTENERE IL VOTO PER L’EXPO MENEGHINA DEL 2015 - (CHI CE LI DOVEVA PORTARE I TURISTI ITALIANI SULL’ISOLA? MA LA LIVINGSTON, OF COURSE)

Marco Lillo e Davide Vecchi per "Il Fatto Quotidiano"

 

Le strade che portano alle cinque ville di Silvio Berlusconi ad Antigua sono state illuminate a spese dei milanesi. Un accordo siglato nel marzo 2008 tra il sindaco, Letizia Moratti, e il governo guidato da Baldwin Spencer, impegna infatti la città di Milano a inviare fondi per l'illuminazione delle strade, così da garantire una maggiore sicurezza nel paradiso fiscale; individuare e finanziare un progetto di ricerca per salvare la barriera corallina e tutelare le risorse marine e costiere; costruire una scuola di calcio con un impianto sportivo completo, realizzare corridoi di transito per la navigazione commerciale e un centro di canottaggio.

 

Opere da realizzare intorno ad Emerald Cove, la collina in cui sorgono le cinque ville del presidente del Consiglio italiano. Tutto ciò risulta dai documenti del Governo di Antigua, rintracciabili sul sito della repubblica caraibica.

 

Nell'accordo, inoltre, Moratti si impegnò formalmente anche a rafforzare i collegamenti aerei, investire nei mezzi di trasporto locali, intensificare gli scambi commerciali e creare delle borse di studio riservate agli universitari provenienti da Antigua e Barbuda per laurearsi negli atenei milanesi. Un accordo a senso unico, che non prevede alcun beneficio per la città di Milano. Ma che fu siglato in vista del voto al Bie per aggiudicarsi Expo 2015 contro Smirne. Persino Spencer si disse "grato della generosità del sindaco Moratti e del Comune di Milano".

 

Va detto che Antigua è una piccola isola, povera di infrastrutture. Saint John's, capitale e sede del Governo, conta 35.650 abitanti. La rete stradale si estende per circa 50 chilometri di vie asfaltate. Da Saint John's al capo opposto dell'isola, English Harbour, vanno percorsi appena 18 chilometri. Mentre per raggiungere la collina di Emerald Cove, affacciata su Nonsuch Bay, se ne devono percorrere poco più di 16.

 

L'illuminazione delle strade di Antigua è considerata una notizia dai giornali locali: il servizio realizzato dalla tv caraibica Abs News è stato ripreso e pubblicato sul canale youtube del Governo per pubblicizzare i traguardi raggiunti. Il video mostra chiaramente anche lo stato delle strade di collegamento. Nel progetto Spencer è riuscito a coinvolgere, con Libia e Marocco, anche Cina, Spagna e Italia.

Il 13 marzo 2008 fu lo stesso primo ministro di Antigua a comunicare di aver ricevuto la conferma scritta "dal sindaco del comune di Milano, Letizia Moratti, che la sua amministrazione è pronta a avviare l'attuazione immediata di una serie di iniziative nei settori dell'istruzione, sport, delle risorse marine e costiere, e il rafforzamento dei collegamenti aerei e di altri mezzi di trasporto", si legge in una nota del governo diramata all'epoca che dava notizia dell'accordo. Stretto, scrisse, grazie al "nostro ambasciatore delle Nazioni Unite John W. Ashe", ritratto in una foto mentre stringe la mano a Letizia Moratti.

 

Spencer annunciò che avrebbe ospitato un gruppo di studio proveniente da Milano in visita ad Antigua per "incontrare i funzionari locali, al fine di definire le modalità di attuazione delle iniziative". Il primo passò fu il finanziamento e l'installazione dei lampioni. "Con questo impegno, il Comune di Milano diventa il terzo partner, insieme a Libia e Marocco, ad aver contribuito a questa importante iniziativa", continuò Spencer.

 

Di questo traguardo, Moratti non ha mai parlato né dato notizia attraverso il suo ufficio stampa. L'unica dichiarazione in merito la riporta sempre il sito del governo di Antigua. "Sono lieta che il mio comune possa contribuire a questa iniziativa, che rientra nella lotta alla criminalità nel vostro paese", ha detto il sindaco che, sempre secondo quanto riporta il sito, ha "anche ringraziato l'Ambasciatore Ashe per il modo professionale con cui ha perorato le motivazioni del governo di Antigua e Barbuda".

 

Nel comunicato del Governo guidato da Spencer è ricordato come il sindaco di Milano sia "sposata con il magnate del petrolio Gianmarco Moratti, fratello di Massimo Moratti, proprietario dei giganti del calcio italiano dell'Inter". Elementi rilevanti, considerato anche l'impegno a sviluppare scambi commerciali e realizzare un "impianto di calcio per formare giovani calciatori in tutta la regione orientale dei Caraibi".

 

Non è possibile sapere a che punto siano i lavori, né a quanto ammontino gli stanziamenti già avviati. Nel sito del Comune di Milano non è rintracciabile alcun documento relativo all'accordo con Antigua e sull'argomento, a Palazzo Marino, il riserbo è massimo. Il sindaco Moratti, interpellato ieri da ilfattoquotidiano.it, ha risposto di non saperne niente. In tarda serata i suoi collaboratori hanno fatto marcia indietro: "Sì, l'accordo è stato effettivamente siglato nell'ambito delle iniziative volte all'assegnazione dell'Expo di Milano, ma non ci risultato spese o progetti portati avanti dal comune nell'isola".

 

A parte, prosegue la versione ufficiosa del sindaco, "un progetto da 140mila euro sviluppato dalla fondazione ‘Milano per l'Expo'". Il portale del governo caraibico, ben più trasparente di quello meneghino, non riporta l'ammontare dell'impegno economico ma elenca punto per punto gli impegni previsti dall'accordo. E si aspetta siano rispettati.

 

Al momento l'obiettivo raggiunto, secondo quanto riportato dal sito, risale al febbraio scorso ed è relativo al rafforzamento dei collegamenti aerei dall'Italia, promesso da Moratti nel 2008 e mantenuto: la compagnia aerea Livingston, riporta il sito di Antigua, "aumenterà in modo significativo i voli charter da Milano dal primo settembre 2010 così da aumentare ulteriormente la presenza di turisti italiani sull'isola già cresciuta grazie alla trasmissione televisiva Donnavventura registrata sull'isola" e mandata in onda su Rete 4.

Ma l'impegno non ha avuto seguito perché dal 14 ottobre scorso l'Enac ha sospeso la
licenza di trasporto aereo a Livingston. I vertici della società sono stati convocati dal neoministro allo sviluppo economico, Paolo Romani, ma ad Antigua ancora non è stato comunicato. 20-10-2010]

 

 

I SUPERPOTERI DI NONNA MESTIZIA - SAPESSI COM’È STRANO, PULIRE I GIARDINETTI A MILANO: PURO BERTOLASO-STYLE PER LA SINDACHESSA MORATTI, CHE GRAZIE ALLA NOMINA DI COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL’EXPO, ASSEGNA APPALTI MILIONARI SALTANDO REGOLE E CONTROLLI, ANCHE PER I NORMALISSIMI LAVORI DEL COMUNE: DAI CIMITERI ALLE BUCHE - C’È L’EMERGENZA? SÌ, QUELLA ELETTORALE - EXPO, LE CIFRE DI UN FLOP ANNUNCIATO…

LETIZIA MORATTI

Roberto Di Caro e Thomas Mackinson per "L'espresso"

Com'è strana Milano: al sindaco Letizia Moratti servono i superpoteri anche per rifare i marciapiedi e ripulire i giardinetti delle scuole, sistemare i cimiteri e mettere a norma i lampioni. È il metodo Bertolaso: tutto in deroga con la scusa del grande evento. Lei però lo applica anche a ciò che in una città è normale amministrazione, se no non si capisce cosa ci stia a fare un Comune: tutto documentato in sei provvedimenti da marzo a settembre e da due annessi elenchi di opere, marchio Expo e firma del sindaco-commissario, che "L'espresso" ha potuto esaminare.

Certo, c'è l'emergenza. No, non l'Expo, quella ormai è diventata uno psicodramma. L'emergenza elettorale, invece, il voto a primavera in cui Donna Letizia si gioca il secondo mandato a Palazzo Marino, tallonata nei sondaggi da tutti e tre i candidati alle primarie del centrosinistra: uno choc, ma è lo scotto dell'inerzia e dell'insipienza decisionale che ha segnato i suoi primi cinque anni.

La linea 5 del metrò? Mancano i soldi per il secondo lotto, e lo straripamento del Seveso ha bloccato anche il primo. La linea 4? Solo un pezzetto, e non prima del 2016, a Expo chiusa, sempre che si faccia. La Darsena ai Navigli? Arbusti in un pantano, spariti anche i cartelloni che magnificavano com'era e come sarà. Le 25 case ai rom? Uno sbaglio degli uffici tecnici. La moschea? Decida il ministro Maroni...

Indecisionista cronica, solo usando i superpoteri di Commissario straordinario all'Expo, ottenuti il 19 gennaio con decreto del presidente del Consiglio, Moratti può ancora guadagnarsi ricandidatura e rielezione. Non sembrava così difficile, all'inizio, giocare la parte di Wonder Woman, visto che tutte le leve del comando a Milano e in Lombardia sono in mano al centrodestra: invece sull'Expo è stata guerra continua con gli altri supereroi o aspiranti tali, primo fra tutti il presidente della Regione Roberto Formigoni e la sua macchina da guerra, Cl e Compagnia delle Opere.

 

Inibita nelle scelte che contano dalla kriptonite verde di Formigoni & Co., Letizia la Commissaria ha però messo sul piatto una sorta di assegno elettorale che vale 757,3 milioni di euro.

Sono soldi del Comune, non finanziamenti statali. Non ci sono se non sulla carta, iscritti a bilancio, ma si possono prendere a prestito dalle banche, dirottare da altri capitoli di spesa o dagli incassi delle municipalizzate. Da spendere come argent de poche, ma sono un sacco di quattrini: tre volte quanto il Comune di Milano investe in un anno in opere pubbliche. E 25 volte il costo stimato dei terreni sui quali dovrebbe sorgere l'Orto planetario, cuore dell'evento 2015.

Per capirci, l'intera macchina dell'Expo si è bloccata per tre anni (fino all'orlo del rischio bocciatura all'esame, il 19 ottobre, del Bureau international des expositions di Parigi) sui trenta milioni necessari ad acquisire i 750 mila metri quadri di proprietà al 30 per cento dell'immobiliarista Cabassi e al 70 dell'Ente Fiera, con Formigoni propenso all'acquisto (o all'esproprio) e Moratti, dal 4 ottobre delegata a sciogliere anche questo nodo, che in extremis ha imposto ai partner la soluzione da lei preferita: il comodato d'uso.

 

Intanto, però, si avvale dei suoi poteri di Commissario. Potrà spendere la bellezza di 757 milioni in opere di normale amministrazione in deroga a qualsiasi procedura, controllo, norme nazionali e regionali. Un tratto di penna e spariscono Codice dei contratti pubblici e Codice dei beni culturali e del paesaggio, precauzioni contro le infiltrazioni mafiose, criterio del prezzo più basso, vincoli sui subappalti, le varianti in corso d'opera, l'adeguamento prezzi. Tutto viene elevato al rango di opera inderogabile ai fini dell'Expo. Qualche esempio? Si stanziano 3,5 milioni per adeguare gli uffici della polizia locale.

Quattro milioni per interventi di emergenza nei cimiteri. Circa 40 milioni vanno alle scuole per manutenzione straordinaria, prevenzione incendi e sicurezza. Quasi 10 sono destinati alla bonifica dall'amianto di quattro case popolari. Più di 35 per allargare via Ripamonti sul confine sud. Sei milioni per una passerella ciclopedonale in via Breda. E poi: la manutenzione ordinaria degli uffici giudiziari, la segnaletica stradale e i semafori, i refettori scolastici privi di certificato d'idoneità statica, le barriere fonoassorbenti, le sponde dei Navigli, l'impermeabilizzazione delle linee di metrò: una lista di 123 voci, per migliaia di appalti.

 

Tutti nobili interventi, che aspettano da anni e riappaiono sotto elezioni "al fine di preparare tempestivamente la città al grande evento del 2015", recita, con scarso senso del pudore sull'avverbio, uno dei sei provvedimenti morattiani. Un ultimo esempio significativo, 8 milioni di euro vanno al quartiere Adriano, zona nord-est, dove i 12 mila abitanti non hanno neanche l'ombra di una scuola media e un gruppo Facebook si batte per ottenerla: ma che c'entra con l'Expo, lontana 23 chilometri?

Nessuno dei milioni di visitatori previsti passerà di lì. E poi, si faranno davvero questi interventi di "ordinaria emergenza" preelettorale? Il dubbio è legittimo, la Milano della signora è un cimitero di grandi progetti: la Biblioteca europea, le Cittadelle di Moda, Gusto, Giustizia e Sport, slogan buoni per un titolo di giornale da appallottolare la sera.

Ipotizziamo però che non sia tutto fumo. Che i 123 interventi procedano davvero anche dopo il voto di primavera. "Furbata o inganno che sia", attacca Marilena Adamo, senatrice Pd, "l'escamotage delle opere straordinarie scardinerebbe, per la sola Milano e per opere di normale manutenzione, il patto di stabilità" difeso da Giulio Tremonti come la linea Maginot dei conti pubblici contro la notoria prodigalità degli enti locali di centrodestra e di centrosinistra. E almeno due terzi di quei 757 milioni si aggiungerebbero al debito che già grava sui milanesi, circa 4 mila euro pro capite infanti compresi.

Poi c'è la piovra. "Fallita l'Expo nel suo obiettivo di unire e rianimare Milano", nota Marco Vitale, economista d'impresa, "restano i superpoteri in deroga a ogni tutela e cautela: per la gioia della 'ndrangheta che, già insediata a Milano, aspetta il fallimento delle istituzioni per entrare in ogni affare con lucidità e determinazione".

 

Tutt'altro che generico catastrofismo, il suo: a luglio un blitz della polizia ha sequestrato 8 milioni di euro e arrestato 15 persone legate alla cosca De Stefano per un appalto a Rho-Pero dov'è la Fiera e dove sarà l'Expo, "prima operazione mirata contro le infiltrazioni della 'ndrangheta nell'Expo", ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni.

In consiglio comunale s'è litigato per due anni sull'opportunità di una Commissione antimafia che vigilasse sull'Expo, ma non se n'è fatto nulla. Il Viminale ha istituito il Gicex, Gruppo interforze centrale per Expo 2015: peccato che abbia sede a Roma, disponga di appena otto effettivi e possa intervenire solo sugli appalti direttamente attinenti al grande evento. Ecco, tutti hanno l'occhio puntato sulle famose aree.

Ma quei 757 milioni di euro di lavori, che come la scuola di via Adriano o la messa a norma dei cimiteri hanno dell'Expo solo l'etichetta, sono un fiume di soldi disperso in mille rivoli assai difficilmente controllabili. C'è una "white list" di imprese pulite ammesse agli appalti, ma chi controllerà i subappalti?

Lo si è visto con il caso Bertolaso: quello dei superpoteri in deroga è il segno del fallimento delle istituzioni, e genera altri fallimenti, ieri alla Maddalena, oggi a Milano. Però funziona come macchina per il consenso. Ne aveva bisogno, Letizia Moratti. Ad agosto, sondaggio Swg, il suo indice di gradimento tra i milanesi era miseramente crollato sotto il 35 per cento.

Resta in dubbio che Berlusconi si fidi a ricandidarla, visto che il 3 ottobre alla festa Pdl al Castello Sforzesco non l'ha gratificata dal palco di alcuna investitura. Mentre l'ex sindaco Gabriele Albertini (si veda l'intervista in queste pagine) tornerebbe volentieri in gioco, lui finiano, come salvatore della patria del centrodestra.

Ma SuperLetizia non è donna da arrendersi. S'è lanciata in una capillare controffensiva. Ormai è ovunque. Accendi Milano 2015, il canale tv di Palazzo Marino, e per mezz'ora la vedi stringere mani uno a uno a tutti gli ultracentenari di una casa di riposo. Ha messo su YouTube ogni suo intervento, intervista, visita e comizio, canale LetiziaMoratti2015 curato per lei dal consulente Red Ronnie.

 

Ha commissionato a Euromedia, come Palazzo Marino e dunque coi soldi dei contribuenti, uno pseudo-sondaggio che è in realtà propaganda camuffata, con bizzarre domande quali: "Lei sa che le ordinanze hanno portato al calo del 16 per cento dei reati in città?" oppure "i 434 orti messi a disposizione dei consigli di zona li considera un intervento utile per il verde in città?". Non paga, ha preso a pittarsi le unghie di un nero-violetto very dark. Funziona, a quanto pare. "Nei sondaggi un po' è risalita", dice Renato Mannheimer, Ispo rilevazioni: "Sa, gli elettori badano all'immagine, e lei ora ha persino imparato a sorridere...".

EXPO, LE CIFRE DI UN FLOP ANNUNCIATO
T. M. per "L'espresso"

Fondi incerti, tagli alle spese, intere opere cancellate. In altre parole, l'arte di dimezzare un evento dalle dimensioni planetarie. Rileggendo oggi il dossier con il quale Milano ha battuto Smirne sembra di sfogliare un libro dei sogni che ha perso per strada un capitolo dopo l'altro. Qualcuno ha tolto la benzina all'Expo, che ora viaggia verso il 2015 con metà fondi. E con previsioni dimezzate anche per quanto riguarda l'incasso. Sul fronte delle infrastrutture per il trasporto mancano all'appello 5,4 miliardi dei 12,5 necessari.

 

I finanziamenti per le opere essenziali sono precipitati da 3,2 milioni di euro a 1,7.
A farne le spese sono state due linee di metropolitana, la MM4, ridimensionata, e la MM6, cancellata. Incerto è il destino delle vie di Terra (dal centro a Rho-Pero) e di Acqua (la riqualificazione dei Navigli). Anche sul fronte dei visitatori l'Expo milanese perde i pezzi: non saranno 30 milioni ma al massimo 20. L'ammissione è degli stessi organizzatori, costretti di conseguenza a rifare da capo anche i conti economici: gli incassi diretti da ticket si fermano a 700 milioni, contro una spesa più che doppia. Non solo.

 

Probabilmente sconcertati dalle liti interne al centrodestra, dal furioso turnover dei supermanager, tre in tre anni, e dalla incapacità decisionale dei governi locale e nazionale, i privati che dovevano contribuire alla realizzazione dell'evento con generosi investimenti hanno annusato l'aria e si sono defilati in massa: il loro contributo doveva essere di 891 milioni di euro, non supererà i 241. Tre volte di meno. Sul fronte della società di gestione, per contro, i ricavi stanno a zero e i debiti a 9 milioni.

Se non fosse un partita giocata con soldi pubblici (peraltro ancora in parte da reperire) bisognerebbe portare i libri contabili in tribunale. I margini per trovare forme di compensazione sono risicati. L'unica addizione, tra tante sottrazioni, riguarda il biglietto d'ingresso, aumentato da 35 euro a 42. Sette euro per salvare l'operazione Expo. Non un bell'incentivo per gli indecisi di tutto il mondo, e un curioso biglietto da visita per l'evento. [12-10-2010]

 

 

- MATTONI D'ORO PER 85 MILIONI DI EURO PER LETIZIA
Per il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è in dirittura d'arrivo un'operazione con cui incasserà 85 milioni di euro. Come? Cedendo il fondo immobiliare Comune di Milano 1, costituito a fine 2007 per valorizzare il patrimonio dei mattoni di Palazzo Marino. La Stam Europe di Parigi e l'Area property partners di Londra sono gli investitori istituzionali interessati a rilevare il 100 per cento delle quote in mano al comune, che peraltro nel 2008 già incassò, in due tranche, altri 153 milioni con il trasferimento degli immobili nel fondo.

Un successo per gli assessori alla Casa, Gianni Verga, e al Bilancio, Giacomo Beretta, della giunta Moratti, che riescono a fare cassa in un momento non facile per le finanze pubbliche. Gli acquirenti investiranno per riqualificare (prima di rivenderlo) il patrimonio immobiliare del fondo, che rimarrà gestito dalla Bnp Paribas Reim sgr guidata da Michele Cibrario. (E.R.)

 

18.08.10

 

LA TRIBù MILANESE DEI ’NASI COMUNICANTI’ - ALL´HOLLYWOOD GLI SVIPPATI STRAFATTI AVEVANO A DISPOSIZIONE UN´USCITA DI SICUREZZA (FREE PAPARAZZI), A QUALSIASI ORA DELLA NOTTE – LE FUGHE DI EDDIE IRVINE E DEL FIGLIO DI LETIZIA MORATTI, CHE SI ERANO PRESI A PUGNI, DI ADRIANO CHE SE LE ERA DATE COL CESTISTA ROLANDO HOWELL, E DEI TANTI CELEBRO-LESI PIENI ZEPPI DI COCA NELLA CITTÀ CHE TIRA 15 MILA DOSI AL GIORNO… Paolo Berizzi per "la Repubblica"

 

«Stasera facciamo serata». C´è un modo di dire, tra i protagonisti di una certa movida milanese, che abbraccia molte delle cose raccontate dall´inchiesta della procura su coca, escort e tangenti. «Fare serata», per quelli del giro, è una locuzione-dress code. Una specie di codice di regole che definisce, in modo auto referenziale, gli ingredienti di una «serata» particolare.

 

Che vuole essere e sarà iperbolica, ad alto tasso di alcol, coca e sesso. Dicono «facciamo serata» i modellari e le starlette, gli imprenditori e i calciatori "in caccia", i pierre della moda, la conduttrice famosa, il rampollo vizioso, i nuovi play boy, le modelle, i divetti dal petto glabro e i loro pigmalioni, gli emersi e le emergenti del sottobosco tv. E poi quelli che il giro, credendolo un paradiso senza nuvole, lo lambiscono soltanto.

In attesa dell´ingresso ufficiale, del contatto buono, del quarto d´ora wharoliano anche a costo di restare impigliati in qualche storiaccia. Come i poliziotti e i dirigenti comunali corrotti. Come chi ha gestito e ancora gestisce il giro delle modelle-ragazze immagine convertite, all´occasione, in prostitute. Maitresse molto ben coperte, che fanno parte dello show biz meneghino, i cui nomi potrebbero presto affiorare tra le pieghe di questa e di altre indagini.

 

«Fare serata», nella notte bianca di Milano, vuol dire fare l´alba. La scansione è: aperitivo, cena, discoteca. E poi l´after, l´ammazzacaffè. Nella casa più bella o in quella più vicina al club. Seguendo sempre la via lattea della bamba, la polvere bianca. Nella città che tira 15 mila dosi di cocaina al giorno e promuove le sue escort in tv facendole passare dai palazzi che contano, c´è chi dice «io nei locali non ci vado, quel mondo mi fa schifo...». È quel volpone di Fabrizio Corona.

Che in effetti, adesso, ci va solo se lo pagano. Ma Corona e tanti come lui sanno bene che dietro al segreto di pulcinella della coca all´Hollywood e al The Club, dietro le batterie di squillo dei privé, dietro le sniffate delle belle e famose, dietro tutto questo c´è di più. Al mosaico mancano ancora dei tasselli. Da dove entravano e, soprattutto, da dove uscivano all´Hollywood vip e vippini? «Da quando il locale, già posto sotto sequestro, nell´agosto-settembre 2008 è stato riaperto, è cambiato», dice l´avvocato Andrea Fares parlando del bagno delle sniffate ripreso dalle telecamere della polizia.

Già. Ma chiunque abbia frequentato il privé di corso Como lo sa: c´era, in quell´area riservata, una porta, in teoria un´uscita di sicurezza, che si apriva solo per alcuni. Dalla porta si accedeva all´ingresso di alcuni garage. Poi c´era una rampa - c´è ancora - che dal privé fa riemergere direttamente in strada, sul retro del locale, di fronte all´ingresso del Toqueville, la discoteca che con l´Hollywood si contende clientela vip e forzati del vip watching.

 

Un´uscita e un´entrata prioritaria, quella porta: ci sono passate migliaia di facce non anonime. A qualsiasi ora della notte. Si passava di lì perché non si poteva o non bisognava farsi vedere. Perché le condizioni, a un certo punto della serata, lo suggerivano. Un cenno, e il buttafuori apriva. A Eddie Irvine e a Gabriele Moratti, figlio di Letizia, che si erano presi a pugni in una notte di eccessi il 20 dicembre di due anni fa. A Adriano che se le era date col cestista Rolando Howell.

A un esercito di bellone e calciatori piegati da alcol e coca, e poi attori, cantanti, divi della tv entrati in ghingeri e usciti non proprio in forma. Era anche una zona di decompressione. Lontana dai paparazzi. «Non potevamo perquisire i clienti», dice Andrea Gallesi, già responsabile del privé. «Si ritenevano immuni» per il solo fatto di frequentare un luogo non accessibile a tutti, scrivono i magistrati milanesi.

 

In città ci sono locali pubblici che diventano salotti per pochi. Sono i luoghi simbolo della Milano da ri-bere. Quella che ha tra i suoi anfitrioni quel Lele Mora amico di Berlusconi e Dell´Utri che, detronizzato (in senso letterale: nel privé dell´Hollywood aveva un trono tutto per lui) in seguito a inchieste giudiziarie e insuccessi imprenditoriali, si sta riaffacciando sulla scena.

L´aperitivo al Frank o al Radetzky, o nel più elegante giardino del Hotel Diana. La cena da Giannino, il risto "vetrina" di via Vittor Pisani amato dal premier e dalla sua corte milanese, al vicino Hollywood international living (stesso marchio della discoteca), al velinaro Ibiza di corso Garibaldi o alla Briciola, e poi il Bolognese e Nobu.

La serata si scalda e i pierre e i pusher sono già attivati. I tavoli pronti ad accogliere: 400 euro una bottiglia di champagne. Un facoltoso erede di una dinastia di imprenditori bergamaschi all´Hollywood lasciò 15 mila euro in una sera. Poi si ritirò con tre escort nel suo appartamento in centro: quando bussarono, si presentò, fatto di coca, vestito da chirurgo. Ora abita lontano.

 

Come lontani dal terrore di nuove rivelazioni vorrebbero essere alcuni dei personaggi che compaiono negli atti dell´inchiesta dei pm Frank Di Maio e Alfredo Robledo. Le rivelazioni di Belen Rodriguez e di altre testimoni hanno sollevato un velo. Ora la Milano delle notti bianche trema. C´è chi ha paura che l´onda si allunghi, che travolga tutto, contratti compresi, con la sua schiuma di serate impolverate e ricoveri al pronto soccorso.

 [30-07-2010]

 

 

MILANO SOTTO LA "NEVE"/1 - COMUNE CORROTTO, CITTà INFETTA: SESSO, COCA E DISCOTECHE PER I FUNZIONARI PUBBLICI LOMBARDI («Rudy, grazie per la serata e la gran scopata», via sms gli dice un funzionario comunale indagato) - COINVOLTA L´EX VICE DIRETTRICE GENERALE DI PALAZZO MARINO - IL PD ALLA MORATTI: TROPPE OMISSIONI

 

Emilio Randacio per "la Repubblica"

 

Il vice direttore generale del Comune di Milano era addirittura in affari con «Rudy». Ma c´era anche uno stuolo di altri funzionari pubblici che assecondava le sue richieste: dal direttore generale del Commercio in Regione, Giuseppe Pannuti (ora indagato), all´ex comandante dei vigilli, Emiliano Bezzon (rimosso dopo aver ricevuto un avviso di garanzia), per finire al commissario aggiunto dei ghisa, Saverio Miracapillo, che anziché denunciare lo spaccio e le irregolarità dei locali notturni, «svolge il ruolo di coordinatore della sicurezza dei due locali», l´Hollywood e il The club. L´elenco completo degli indagati comprende 32 persone.

 

Una vera connivenza quella che aveva creato, secondo le indagini della procura di Milano, Rodolfo Rudy Citterio, il potente componente della Commissione vigilanza del Comune, finito 48 ore fa ai domiciliari con l´accusa di concussione, corruzione e truffa. Pretendeva tangenti, Citterio, e per i funzionari compiacenti, oltre a garantire biglietti per concerti e cene gratis, poteva esserci anche una serata in compagnia di una escort. («Rudy, grazie per la serata e la gran scopata», via sms gli dice un funzionario comunale indagato).

Oltre a essere in grado, ovviamente, di fare il bello e cattivo tempo mediante una struttura «formata da taluni soci avvezzi a soddisfare le esigenze di una clientela ricca e capricciosa e che in tale contesto possono contare nella risposta di connivenza che ricevono da rappresentanti delle istituzioni».

 

Il caso più emblematico e quello che coinvolge Rita Amabile, ex vice direttrice generale del Comune, ruolo chiave per le attività dell´amministrazione, ora indagata di abuso d´ufficio. Dagli atti emerge che la Amabile, attraverso il figlio, è socia della "C&C Servizi ristorazione" in cui ha una partecipazione lo stesso Citterio. Nel 2008, dopo quasi 10 anni di mancanza di controlli sulla regolarità delle licenze, l´andazzo, improvvisamente, cambia. I vigili del fuoco diventano irreprensibili nel verificare le decine di anomalie.

Ed ecco che, "Rudy", secondo l´accusa «va a cercare l´appoggio di membri legati ad Alleanza nazionale facendo presente l´importanza del bacino di voti che troverebbero nel "popolo delle discoteche"». Il 9 aprile di due anni fa, Carmelo Santoro, titolare di un locale che rischia la chiusura, dice a Citterio.

 

«Gli ho detto a Ignazio (La Russa, ndr) che quel posto là ha 300 persone a lavorare.... questi sono tutti voti che poi vanno a finire.... cioè, non è che poi uno può dire che è stato Prodi a fare questa cosa...». Argomento poco convincente, vista la successiva chiusura del locale.

Mentre l´inchiesta fa emergere sempre più connivenze con alti funzionari pubblici, il sindaco, Letizia Moratti, respinge al mittente ogni polemica. «Il comandante dei vigili urbani era stato allontanato precedentemente - ha spiegato - proprio quando si era saputo che c´erano queste collusioni».

 

Ma l´opposizione non è soddisfatta. «Il sindaco - afferma Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Comune - racconta piccole bugie o si produce in particolari omissioni. Si dimentica infatti di dire a proposito dell´allontanamento del capo della polizia locale, che in tutti questi mesi non ha mai risposto sui motivi effettivi di quella scelta».

 

 

 

[28-07-2010]

MILANO SOTTO LA "NEVE"/2 - Ragazze giovanissime e bellissime, italiane e straniere, che non hanno sfondato nel mondo della moda o dello spettacolo e che per racimolare i soldi dell’affitto o per il vestitino all’ultimo grido SONO pronte a prostituirsi con i rampolli della Milano bene dalle tasche gonfie di soldi di papà - Sono le ragazze immagine, dalla discoteca prendono 100/150 euro a sera, ma se si concedono per un fuoriprogramma a letto ricevono dal cliente 300/1.000 euro...

 

Giuseppe Guastella dal "Corriere Della Sera"

 

Escort «giovanissime» pronte a prostituirsi con i rampolli della Milano bene dalle tasche gonfie di soldi di papà, giovani starlette che, attratte dalla coca, sniffano come se farlo non sia altro che un vezzo innocente, poliziotti e vigili urbani che, invece di intervenire per far rispettare la legge, collaborano con le discoteche alla moda nelle notti del divertimento milanese.

È il quadro disegnato dal pm Frank Di Maio nel chiedere otto arresti (concessi lunedì 5 domiciliari) per un giro di droga nell'Hollywood e nel The Club di Milano, che sono stati sequestrati, e per una tangente imposta nelle pratiche per il rilascio di una licenza per un altro locale.

Un'indagine, però, datata al 2007-2008 e per la quale il pm ha presentato le sue richieste al Gip Giulia Turri il 3 febbraio 2009. Ed è per questo che ieri l'avvocato Andrea Fares, che difende Davide Guglielmini, uno dei soci delle discoteche ai domiciliari, ha chiesto la revoca di arresto e sequestri perché in due anni la situazione è profondamente cambiata nei due locali: «Non c'è più il privé e soprattutto non c'è più il bagno esterno. Qualcuno ci dica cosa dobbiamo fare, dato che non si possono mettere la telecamere nei bagni e nemmeno perquisire i clienti del locale».

 

Dentro questi due ambienti, secondo l'accusa, corroborata da intercettazioni audio e video, a sera la droga cadeva come neve, tanto che una testimone ha detto che la si calpestava sul pavimento. Era «una sorta di zona franca» dove i vip, protetti dal servizio di sicurezza interno, «si ritengono immuni e affrancati dal rispetto delle leggi» e lontani «dallo sguardo dell'opinione pubblica che, per alcuni di loro, può determinare il successo o il fallimento professionale».

Personaggi che «tutelati, nascosti e protetti dai gestori dei locali, in nome di un distorto concetto della privacy, confidano di poter dar corso liberamente ad ogni comportamento», aggiunge la Procura nelle 461 pagine della richiesta di arresto.

C'era talmente tanta droga in giro che la modella brasiliana Fernanda Lessa ha dichiarato che, quando era lì, nonostante non disdegnasse la coca, temeva che qualcuno la drogasse a sua insaputa: «Bisognava tenere con sé sempre il bicchiere perché potevano metterci la droga per farti diventare più accondiscendente ai rapporti sessuali».

 

A portare la coca erano «driver» e pr, bei ragazzi introdotti nel mondo dello spettacolo che poi la cedevano ai rampolli i quali, a loro volta, la passavano alle starlette. Due anni fa per questo traffico hanno patteggiato la Walter Agostoni (un anno) e Pietro Tavallini (10 mesi).

Il secondo, si legge negli atti, era «intimo amico di Fernanda Lessa, Francesca Versace, Paris Hilton, ha avuto frequenti contatti telefonici con Manuela Arcuri, Valeria Marini, Francesca Lodo, Alessia Fabiani e Nina Moric», non coinvolte nell'inchiesta. I proprietari non intervenivano, sostiene il pm Di Maio: all' Hollywood e al The Club il consumo veniva «tollerato se non incrementato, ma in un ambito assai ristretto ed in favore di un gruppo selezionato di clienti».

 

A spiegare il perché di tanta droga gratis è Tavallini che al Pm dichiara: «Per darsi visibilità, così al tavolo sono sempre presenti belle ragazze e il direttore del privé concede un tavolo centrale e visibile». Pagano i clienti facoltosi: 100/150 euro a bottiglia di champagne. È una «clientela ricca e capricciosa» che gode anche della «connivenza di rappresentanti delle istituzioni», tipo il commissario di Polizia che arrotonda come factotum dei titolari e accompagna le escort in albergo, oppure il commissario aggiunto della polizia locale che, addetto alla sicurezza, qualche volta mena pesantemente le mani tra le piste da ballo.

 

Da sempre nei locali notturni le escort sono d'ordinanza. Ragazze giovanissime e bellissime, italiane e straniere, che non hanno sfondato nel mondo della moda o dello spettacolo e che per racimolare i soldi dell'affitto o per il vestitino all'ultimo grido vengono «reclutate appositamente per accompagnare le serate dei clienti e indurli a bere». Sono le ragazze immagine, dalla discoteca prendono 100/150 euro a sera, ma se si concedono per un fuoriprogramma a letto ricevono dal cliente 300/1.000 euro.

 

Sonia, che nel 2008 ha 23 anni, aveva cominciato 4 anni prima «per gioco e per soddisfare qualche esigenza economica, poi l'ho fatto con maggiore professionalità», dichiara a verbale spiegando che all'Hollywood «l'accordo era di andare ai tavoli in cui si consumavano alcolici, se poi avessi voluto avrei potuto avere incontri sessuali con i clienti ma in compenso non avrei avuto il pagamento per la serata».

28-07-2010]

 

Videoinforma :  www marcobava.it

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

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ATTENZIONE AI RISCHI DELL'EOLICO

 

RIFIUTI ED EMISSIONI 0

 

 

 

 

Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

www.visual.paginegialle.it/

 

ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

SAPEVI CHE L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE  DAL POLITECNICO DI TORINO  :

INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL PROF.UGAZIO clicca qui

La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

...

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

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