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Infiniti

NUOVI MOTORI DIESEL E UNA "M" IN PIÙ

  • Pubblicata il 19/02/2010

A due passi dalla stazione di Paddington, a Londra, si trova il Centro stile europeo di Nissan che ha sfornato le crossover Qashqai e Juke. In quest'edificio, che un tempo ospitava uno scalo ferroviario, Infiniti ha presentato prima del Salone di Ginevra la nuova ammiraglia M e gli inediti motori diesel, che dovrebbero dare impulso alle vendite. Da quando è stato lanciato in Europa, nell'ottobre del 2008, il marchio di lusso di Nissan ha raccolto molto poco, circa 2.500 unità vendute, per colpa della crisi economica, ma anche a causa dell'assenza in gamma di motori diesel, che rappresentano oltre l'80% delle vendite di Suv.

La grande M. Altro debutto assoluto in Europa è quello dell'ammiraglia M, una berlina lussuosa con la quale i giapponesi sperano di rosicchiare qualche punticino ai costruttori tedeschi nell'alto di gamma. La sfida, però, è da far tremare i polsi, vista la concorrenza formata da Audi A6, BMW Serie 5, Mercedes Classe E, ma anche da Jaguar XF e dalla Mercedes CLS, della quale è in arrivo il nuovo modello. L'Infinti M ci mette senz'altro la buona volontà: il design è un po' fuori dagli schemi - bella la doppia gobba sul cofano che riprende lo stile della concept car Essence - ma si perde su alcuni particolari, come i gruppi ottici posteriori sporgenti, che rovinano la fluidità della coda e del profilo laterale.

Dotazione di lusso. Tra i punti di forza di questa ammiraglia, lunga 4,94 metri con un generoso passo di 2,9, ci sono le ricche dotazioni di bordo: il sofisticato climatizzatore diffonde l'aria nell'abitacolo nebulizzandola, ben sedici altoparlanti sono collegati a un impianto audio ad alta fedeltà equipaggiato con un sistema di riduzione del rumore per insonorizzare al massimo l'abitacolo; i sedili sono grandi e spaziosi e nel complesso l'abitacolo è ben rifinito. L'Infiniti M è attesa in Italia a settembre con il V6 turbodiesel di 3 litri da 238 CV in alternativa al 3.7 a benzina da 320 CV. Infine, l'anno prossimo chiuderà il cerchio la versione ibrida.

Finalmente a gasolio. A colmare la grande lacuna arriva un V6 di 3 litri di origine Renault-Nissan, messo a punto per le caratteristiche delle vetture Infiniti. Sarà disponibile sulla crossover EX e sulla Suv FX da giugno: secondo le prime rilevazioni della Casa il nuovo common rail dotato di iniettori piezoelettrici sviluppa una potenza di 238 CV con una coppia di 550 Nm. Per la EX 30d la velocità massima è di 240 km/h, mentre l'accelerazione 0-100 segna 7,9 secondi. Sulla FX 30d le prestazioni sono simili (238 km/h, 8,3 secondi). Al capitolo consumi, il ciclo medio dichiarato è di 8,4 litri per 100 km (10,9 km al litro) per la crossover e di 9 l/100 (11,1 km/l) per la Suv.

Daniele Sparisci

 

Bugatti 16C Galibier

ALTRE FOTO DELLA BERLINA

  • Pubblicata il 17/03/2010

Bugatti 16C GalibierLa Bugatti 16C Galibier (marzo 2010) Bugatti 16C GalibierBugatti 16C GalibierBugatti 16C GalibierLa 16C Galibier presentata lo scorso settembre.

La concept 16C Galibier era già stata presentata a settembre, a Molsheim (Francia), in occasione del centenario della Bugatti. Allora ci eravamo chiesti se questa sorprendente quattro posti fosse un semplice esercizio di stile o se potesse prefigurare un modello futuro.

La concept fa il bis. All'inizio del mese, però, un nuovo esemplare della 16C è stato mostrato a un gruppo di giornalisti, a Ginevra: un segno, forse, che con questo modello la Bugatti fa sul serio. "È previsto che la 16C Galibier concept sia la più esclusiva, elegante e potente quattro porte del mondo", recita una nota ufficiale.

Nera è più chic. L'esemplare mostrato a Ginevra ha un'elegante veste nera, decisamente meno appariscente di quella blu-acciaio lucido mostrata in autunno. La carrozzeria fa largo impiego di materiali leggeri, come fibra di carbonio e alluminio. Non mancano certo, anche su questo modello, la trazione integrale e gli interni di superlusso, con tanto di orologio Parmigiani Fleurier asportabile sulla plancia.

Un otto litri "verde"? Sotto il cofano c'è un 16 cilindri di otto litri che ricorda molto da vicino quello della Veyron, modificato però - sembra uno scherzo - per funzionare anche con il bioetanolo. Una strana vena ecologista, questa dei biocombustibili su motori mastodontici, che sta attraversando anche un altro marchio di lusso del Gruppo Volkswagen, Bentley. C. Bal

 

 

 

DR5 i-integrale: test

  • Full optional a un prezzo decisamente basso e un comportamento su strada e in fuoristrada sopra le aspettative. La prova della DR5 i-integrale

DR5 i-integrale: test

  • Design7,50
  • Comfort8,00
  • Prestazioni7,50
  • Consumi7,00
  • Prezzo10,00
  • Pro Dotazione completissima,ottimo comportamento su strada e prezzo eccezionale per una 4x4
  • Contro Materiali, assemblaggi e cambio non sempre impeccabili
  • Voto Motori.it: 8,00  

DR5 i-integrale: test

Se la Qashqai nel segmento dei crossover è la croce degli altri costruttori e la delizia di Nissan, al secondo posto di questo segmento nella classifica italiana delle più vendute degli ultimi mesi si è inserito un progetto nuovo, nei contenuti e nel processo produttivo: la DR5.

Presentata al Motor Show di Bologna nel 2006, la DR5 ha esordito sul mercato italiano l'anno successivo e ad oggi ha convinto circa 2600 clienti, ma è con l'inizio del 2009 che la Casa molisana, grazie dell'intraprendenza imprenditoriale del suo presidente Massimo Di Risio , sta vivendo un momento di crescita impetuosa.

L'incremento di oltre l'86% nelle vendite nei primi sei mesi del 2009 è dovuto principalmente a quattro fattori: una azzeccata campagna pubblicitaria, una rapida espansione della rete di vendita ed assistenza dopo l'esperienza dei centri commerciali (ad oggi ci sono 40 dealer, ma l'obiettivo per fine 2009 è di arrivare a 100), il boom delle motorizzazioni bifuel benzina/GPL (circa il 95% delle DR5 vendute appartiene a questa versione, ma c'è anche il metano) e soprattutto un prezzo altamente competitivo.

Perché chiacchierando di auto con Massimo Di Risio si nota subito una cosa: Di Risio sa che cosa vuole il cliente, forte di una lunga esperienza come rivenditore prima e importatore poi. E Di Risio sa bene che in un mercato fortemente in contrazione come oggi, buona parte del pubblico si accosta all'acquisto ad una nuova auto con una mentalità più razionale rispetto agli anni passati, guardando prima ancora al rapporto prezzo/contenuti piuttosto che all'appeal di un marchio.

Formula "all inclusive"

Chiunque abbia fatto l'esperienza dell'acquisto di una auto nuova si sarà accorto, infatti, che quando si richiede un preventivo raramente si spende il prezzo da cui si era stati allettati, perchè alcune dotazioni offerte in optional sono in realtà irrinunciabili. La DR5 le comprende tutte e in più riesce ad offrire alcuni "plus" che altrove si pagano salati.

Per questo viene proposta in un allestimento unico, che oltre a vernice metallizzata (quattro le tinte disponibili), climatizzatore, retrovisori elettrici e riscaldati, fendinebbia, cerchi in lega, impianto audio con con lettore cd - mp3 e comandi al volante fra le più importanti dotazioni standard, comprende anche interni in pelle, antifurto con chiusura cristalli automatica, tetto apribile e sedili anteriori riscaldabili.

La DR5 non è quindi un SUV compatto low cost, se con questa espressione si intende essenzialità nelle dotazioni, ma di fatto "a basso costo". Basta dare un'occhiata al listino che, con la complicità degli incentivi, si mantiene ben al di sotto della soglia dei 20.000 euro in questa versione a trazione integrale denominata DR5 i-integrale che abbiamo avuto modo di testare a fondo in Sardegna sia su strada che in off road.

 

 

Opel Meriva

CI SIAMO SALITI IN ANTEPRIMA

Pubblicata il 25 /01/2010

  • Nuova Opel MerivaNuova Opel MerivaLa nuova Meriva

    Nuova Opel MerivaLa Opel Kadett del 1938

    Nuova Opel MerivaIl concept della Meriva con apertura porte ad armadio su un solo lato

C'è un edificio basso di mattoni rossi nel cuore della fabbrica di Rüsselsheim. Attraverso i muri trasuda storia, al suo interno raccoglie i pezzi pregiati della collezione Opel, dalle bici ai primi veicoli a motore, dalle prime serie della Kadett fino all'Olimpia e veri cimeli, tra cui la Rak 2, un bolide con propulsione a razzi che nel 1928 raggiunse la ragguardevole velocità di 238 km/h .

Accanto ai modelli del passato c'è il futuro, anzi il presente: la nuova Opel Meriva, che sarà esposta a marzo al Salone di Ginevra e commercializzata a luglio. Siamo andati a vederla in anteprima. Per la Casa tedesca l'obiettivo è replicare il successo della prima generazione, della quale sono state vendute un milione di unità, per raggiungerlo stavolta si punta anche su un'idea inconsueta per un'auto di questa categoria: le porte ad armadio, FlexDoors per i tedeschi.

Anni addietro erano molto utilizzate (basti pensare alle Lancia, ma, restando in Casa Opel, anche alla Kadett del 1938), poi nel 1961 vennero bandite in Germania perché ritenute pericolose. A parte pochissime eccezioni, come la Rolls-Royce, la Mini Clubman e la Mazda RX-8, questo tipo di apertura è praticamente scomparso dal panorama automobilistico. La Meriva la ripesca dallo scaffale dei ricordi, aggiornandolo ai nostri tempi.

Che vuole dire, per esempio, fare i conti con un montante centrale, tanto indispensabile per la sicurezza quanto ingombrante. Sulla nuova monovolume compatta, che rispetto all'attuale è più lunga di 23 cm ( 4,05 metri ), ma mantiene lo stesso passo ( 2,6 m ), le porte dietro sono incernierate ai montanti posteriori e si aprono in modo indipendente rispetto alle anteriori.

Dopo averci preso confidenza e aver imparato il movimento corretto per salire a bordo ed uscirne, scopriamo che, in effetti, offrono più praticità e confort delle porte tradizionali. Prima di tutto perchè l'entrata e l'uscita avvengono in una zona dove la distanza tra il pavimento e il tetto è massima e poi, perché l'angolo di apertura è maggiore (84 gradi) di una portiera classica.

Per ragioni di sicurezza le porte della Meriva si bloccano automaticamente dopo aver superato i 4 km/h , mentre il montante centrale, sul quale è presente una comoda maniglia, è stato irrobustito con rinforzi e placche di acciaio. Il sistema di apertura messo a punto a Rüsselsheim è stato testato dal 2006 in avanti: il primo prototipo prevedeva l'apertura ad armadio su un solo lato, ma dopo le prime prove i tecnici Opel si sono accorti che non avrebbe apportato significativi vantaggi, così, nonostante le enormi difficoltà di progettazione e i costi più elevati, hanno deciso di montare le FlexDoors su entrambi i lati.

Le porte, comunque, non sono le sole novità sulla monovolume tedesca: rivisti in maniera profonda gli interni, che vantano notevoli miglioramenti, come i sedili anteriori derivati dall'Insignia, o il freno a mano elettrico. Quest'ultimo dispositivo, liberando lo spazio occupato dalla leva, ha permesso l'alloggiamento di una console centrale scorrevole su un binario e diversi vani portaoggetti.

Daniele Sparisci

Nuova Opel Meriva, svelati gli interni

  • Spazioso, accogliente, razionale: si presenta ricco di soluzioni l'ambiente della multispazio e c'è anche un carrello per le biciclette
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Nuova Opel Meriva, svelati gli interni

Man mano che ci avviciniamo alla presentazione ufficiale, attesa per il Salone di Ginevra, Opel mette in mostra nuovi dettagli della Nuova Meriva. Tolti i veli alla carrozzeria, ora si aprono anche le portiere a libro, per mostrare un ambiente spazioso, accogliente e razionale.

La plancia è bicolore. La sezione in tinta chiara, che quasi "abbraccia" il quadro strumenti e il cruscotto, accresce la percezione di luminosità. Grandi elementi circolari, il computer di bordo ed un nutrito set di spie suggeriscono un controllo pressoché totale dei dati della vettura, mentre per non sbagliare mai strada ecco ergersi lo schermo del navigatore satellitare a comando vocale/touchscreen.

Tra i sedili conducente e passeggero compare un bracciolo "intelligente", dotato di numerosi cassetti, e base per un intelligente carrello porta biciclette (ce ne stanno comodamente due) che si può comodamente estrarre da sotto il portellone. Considerati gli ingombri, il vano di carico si presenta spazioso, e può esser ulteriormente sfruttato spostando in avanti o reclinando completamente le tre poltrone posteriori. Il tutto grazie ai brevetti FlexRail e FlexSpace.

Insomma, non mancano certo le soluzioni funzionali su questa multispazio, pronta a stupire anche sotto il cofano con una gamma di motori completamente rinnovata. Le sei unità, tutte sovralimentate, garantiranno potenze dai 75 ai 140 cavalli, quote cresciute rispetto al modello attuale, a fronte di consumi (- 15%) ed emissioni di anidride carbonica decisamente inferiori. Per vedere la Meriva II sulle strade dovremo attendere la stagione estiva.

di Claudio Riccardi
22/01/2010 

Mini Countryman

NON SNOBBA LA CAMPAGNA

  • Pubblicata il 20/01/2010

Mini CountrymanMini CountrymanMini CountrymanMini Countryman

Il nome definitivo è stato scelto: Countryman. La prima Mini in versione Sport utility sarà presentata a marzo al Salone di Ginevra, ma in listino entrerà soltanto a settembre.

L'atteso quarto modello della gamma arriva dopo la berlina, la Clubman e la Cabrio e porta con sé una ventata di novità: a parte le due porte in più, la piccola Suv supera i 4 metri di lunghezza (il passo è di 2,6 m ), quindi diventa la più grande della famiglia; inoltre su alcune versioni (Cooper D e Cooper S) è disponibile persino la trazione integrale.

Vasta la gamma di motori: per i benzina si parte dal 1.600 da 98 CV della One, per passare alla Cooper che di cavalli ne ha 122, per finire col 1.600 turbo da 184 CV della Cooper S. Ques'ultima versione vanta prestazioni ragguardevoli: 215 km/h , la velocità massima, "0-100" in 7,6 secondi. Due le scelte a gasolio: la One D, spinta dal 1.600 da 90 CV e la Cooper D da 112 CV.

Se fuori la Countryman sfodera un look massiccio e robusto, dentro l'abitacolo è raffinato e pieno di dispositivi tecnologici (come l'interfaccia per l'iPhone) e di insolite trovate: lungo il tunnel centrale si estende fino ai due sedili posteriori - i posti a bordo sono quattro, il quinto è un optional - una slitta scorrevole che funge da portaoggetti e da piattaforma di collegamento per lettori Mp3. Rispetto alla berlina, è cresciuto anche il bagagliaio: la capacità di carico è di 350 litri , che diventano 1.170 con i sedili posteriori abbassati. (D.S.)

Opel

ANCHE UNA CITYCAR IN CANTIERE

  • Pubblicata il 19/01/2010

 

OpelOpel

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"Ci manca un'auto piccola nel segmento delle 'mini'; dobbiamo concentrare gli sforzi sull'ibrido e sulla tecnologia elettrica e trovare un successore al commerciale Combo". Così Nick Reilly, numero uno di Opel, ha dettato oggi l'agenda delle priorità.

In un lungo discorso ai dipendenti Reilly ha illustrato gli obiettivi e le sfide future: "Vogliamo essere leader in Europa nella qualità, produrre vetture affascinanti con tecnologia tedesca". Ecco perché accanto al logo della saetta è da poco spuntato lo slogan "Wir Leben Autos" (Noi viviamo l'auto), che sottolinea la nazionalità del marchio.

Insomma, la nuova Opel, secondo Reilly, sarà più "locale" e meno "globale", pur restando legata a doppio filo con GM: "I vantaggi economici di appartenere alla stessa famiglia sono enormi" ha chiosato il boss americano. A Detroit, dopo un'incredibile tira e molla per la cessione, hanno deciso all'ultimo secondo di tenersi la Casa di Rüsselseheim, spiazzando tutti: gli acquirenti della Magna, i sindacati, i governi tedesco, inglese e spagnolo.

L'altra notizia è che Opel, a detta di Reilly, dovrà espandersi fuori dell'Europa per macinare quei quattrini necessari alla sopravvivenza: "Con i giusti prodotti e i giusti investimenti e con un'immagine forte potremmo aumentare le nostre esportazioni".

Torniamo, però, ai nuovi prodotti in arrivo: oggi Opel vanta una gamma molto giovane, che può contare su Insignia, sulla rinnovata Astra e sulla nuova generazione di Meriva (nella foto in alto), al debutto a marzo. La monovolume Zafira e l'elettrica "range extended" Ampera (la Chevrolet Volt per l'Europa, in pratica) seguiranno nel 2011. Ma, come sottolineato dal suo boss, alla Opel manca ancora qualcosa.

Una citycar (nella seconda immagine, la nostra ricostruzione), appunto, da piazzare nella parte bassa della gamma, sotto la Corsa. A dare una spinta al progetto, inoltre, concorrono anche fattori esterni, come l'alleanza di Volkswagen con Suzuki, che potrebbe mettere fine alla collaborazione tra Opel e i giapponesi per la piccola monovolume Agila, basata sulla Suzuki Splash. (D.S.)

Mitsubishi ASX

LA SORELLINA DELL'OUTLANDER

  • Pubblicata il 19/01/2010

 

Mitsubishi ASXMitsubishi ASX

Si chiama ASX la nuova crossover compatta della Mitsubishi. Sarà presentata a marzo al Salone di Ginevra e commercializzata in Europa a partire dalla primavera.

Nonostante le somiglianza con la Outlander, la ASX è più piccola e non dovrebbe superare di molto i 4 metri . Da notare la parte frontale con la nuova mascherina in stile Lancer, che rende le linee sportive e imponenti.

Sotto al cofano pulsa un turbodiesel di 1.8 litri abbinato a un cambio manuale a sei marce e allo stop & start automatico. (D.S.)

Nissan Cube

STRANA, MA VERA

  • Pubblicata il 18/01/2010

Nissan CubeNissan CubeNissan Cube

La città di Berlino, considerata la "Melting Pot" della cultura del Vecchio Continente, è stata scelta dalla Nissan per il debutto europeo di quella che la Casa del Sol Levante definisce "una vera e propria icona del design": la Cube. Lanciata per la prima volta in Giappone nel 1998, debutta ora in Europa con la terza generazione. È una vettura strana. Strana nel senso che bisogna farci l'abitudine. Strana perché la guardi, per la prima volta, e non riesci a esprimere un giudizio obiettivo. Né bella né brutta, ti viene da dire. Strana, appunto.

Si chiama Cube e non si fatica certo a capire perché: ha già nel nome l'essenza del proprio Dna. Una sinergia curiosa di linee dritte e pulite - che le conferiscono una forma squadrata - alternata a superfici più morbide appositamente pensate per alleggerirne l'aspetto. Soprattutto nella parte posteriore. Dove il designer John Sahs ha tirato in ballo persino le curve di Jennifer Lopez. "Non riuscivo a immaginare la parte posteriore della Cube - ha confessato lo stilista - era l'ultimo tassello mancante. Poi ho avuto un lampo di genio! Per essere davvero cool la vettura non poteva non avere le forme di JLo". Detto, fatto.

Anche il frontale è piuttosto curioso. E, pure in questo caso, Sahs ha ricercato qualcosa di originale. Il muso della Cube assomiglia - parole sue - a un bulldog piuttosto massiccio con un paio di occhialoni da sole. Detto, fatto anche stavolta. Così la zona frontale della Nissan, con i grandi fari congiunti da una linea centrale, fa pensare al cane occhialuto.

La sensazione di trovarsi di fronte a una vettura fuori dagli schemi si percepisce anche una volta saliti a bordo. "Ci siamo ispirati a una Jacuzzi", ha detto il designer della Casa giapponese. E, in effetti, l'abitacolo è spazioso, confortevole e ben illuminato, anche grazie all'ampio tettuccio con un particolare motivo ondulato "a nuvola", che riporta alla mente i parasole di carta di riso utilizzati dalle signore del Sol Levante.

La Nissan Cube è disponibile, sin d'ora, nella versione benzina millesei da 110 CV con cambio manuale a cinque marce (automatico Cvt a quattro rapporti, a richiesta). Versione che è stata anche protagonista del nostro breve test sulle innevate strade di Berlino: una macchina piuttosto silenziosa, nonostante avesse i pneumatici da neve. Il motore però non è molto brillante, insomma non è un fulmine, ma forse questa automobile è pensata proprio per una guida rilassata. Peccato che il volante sia regolabile solo in altezza (e non si alza molto) e non in profondità.

Dal mese di aprile la Cube sarà disponibile anche con la motorizzazione diesel 1.5 da 110 CV. Due gli allestimenti previsti: Look e Luxury (in aggiunta, rispetto alla versione base il sistema di navigazione satellitare e telecamere posteriori) rispettivamente al prezzo di 19.000 e 19.800 euro (Ipt esclusa). Sul numero di febbraio di "Quattroruote", la prova completa della Cube nella versione 1.6 benzina.

Ilaria Brugnotti

Nissan Cube, arriva in Italia

  • Annunciata solo pochi giorni fa, la media giapponese debutta nel difficile mercato italiano. Costa 19.000 euro (Look) e 19.800 (Luxury). Piacerà?
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Nissan Cube, arriva in Italia

Anticonformista, lo è. L'appeal estetico è fuori discussione. Come molti modelli della Nissan, la Cube è una di quelle auto che non ammette mezze misure: piace o non piace. Ci si chiede se piacerà anche agli automobilisti italiani. Già, perché la "media" della Casa giapponese è pronta a sbarcare nel nostro Paese.

La prima versione che sarà esposta nelle concessionarie italiane è la 1.6 a benzina da 110 CV e 153 Nm di coppia: l'unità, per intenderci, che già equipaggia la Note e la fortunata SUV compatta Qashqai e che è in grado di fare raggiungere a questa auto tagliata con l'accetta i 175 km/h di velocità massima e i 100 km/h con partenza da fermo in 11,3 secondi, per un consumo dichiarato, a ciclo medio, di 6,6 litri per 100 km .

Il prezzo non è ciò che si può definire il massimo dell'economia: si parte, infatti, da 19.000 euro per la Cube in allestimento Look e da 19.800 in configurazione Luxury. Secondo la strategia della Casa giapponese, il prezzo è giustificato dalla ricchezza nell'allestimento: già la versione "base" (tale solo nella "gerarchia del listino") viene offerta full optional. Non manca niente: la Cube Look è equipaggiata con sistema di controllo elettronico della stabilità ESP, sei airbag, tetto panoramico in cristallo, climatizzatore automatico, cerchi in lega da 16", fendinebbia, impianto stereo con lettore CD e MP3 e connessione Bluetooth, dispositivo di avviamento del motore a pulsante a sistema Intelligent Key, sensore luci e pioggia che permettono l'azionamento automatico dei fari e del tergicristallo.

Tanti accessori disponibili a richiesta per tagliarla su misura. Il catalogo presenta di tutto: modanature cromate per l'esterno vettura, sistemi portabiciclette, reti di protezione bagagli, barre portatutto, un alettoncino posteriore, un dispositivo di illuminazione "cangiante" per l'abitacolo.

E', in parte, la scelta di una serie di accessori che si rifà alle proposte già in commercio per la Fiat 500 e la Mini, alle quali la Cube si ispira come filosofia: quella, cioè, di vettura che può essere apprezzata da chi cerca praticità e strizza l'occhio a una innegabile personalità estetica.

Quanto ai motori, oltre al 1.6 a benzina che porta la Cube al suo debutto in Italia, per la primavera è atteso il nuovo turbodiesel 1.5 dCi Euro 5 FAP realizzato dalla Renault (che con la Nissan condivide dal 1999 una partnership tecnica) da 110 CV e un consumo medio di 5,2 litri di gasolio per 100 km . In un secondo tempo, è previsto l'arrivo di una versione a GPL. La Nissan Cube viene proposta in Italia a 19.000 euro (Look) e 19.800 euro (Luxury).

di Francesco Giorgi
22/01/2010 

Mazda5

HA TUTTO UN ALTRO STILE

  • Pubblicata il 20/01/2010

Mazda5Mazda5

Tutto su MAZDA

Al Salone di Ginevra, che apre al pubblico il 4 marzo, sarà presentata la nuova versione della Mazda5, aggiornata, a sei anni dal debutto, sia nella linea sia nella meccanica.

Con uno stile più vicino a quello della nuova Mazda3, la monovolume media con le porte scorrevoli cambia molto soprattutto nel frontale, che ora è più sportivo e aerodinamico dell'attuale serie. Per snellire il profilo laterale i designer hanno tratteggiato una larga nervatura lungo le fiancate, mentre sono intervenuti ancora più radicalmente nella parte posteriore, che presenta inediti gruppi ottici e un portellone bombato.

Sulla Mazda5 sarà introdotto nella gamma dei motori a benzina, accanto al 1.800, anche il nuovo turbo a iniezione diretta da 2 litri . Aggiornamenti anche per la versione diesel.

L'attesa per acquistarla, però, è ancora lunga: la monovolume giapponese sarà in vendita in Italia solo in autunno. (D.S.)

 

 

Toyota FT-CH

COMPATTA, GIOCOSA, IBRIDA

  • Pubblicata il 11/01/2010

 

Toyota FT-CHToyota FT-CHToyota FT-CH

L'anno scorso, al Salone di Detroit era stata presentata la terza serie della Prius. Quest'anno Toyota ha scelto il palcoscenico del Cobo Center per svelare una nuova ibrida, nome in codice FT-CH.

È una vettura compatta, quasi 30 cm più corta della Prius, che si presenta in una vivace livrea di un particolare verde, ispirato ai colori dei videogiochi da 8 bit molto popolari tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90. Un omaggio a un pubblico giovane, cresciuto a pane e tecnologia, che ora strizza l'occhio alle propulsioni alternative ed ecologiche.

Per ora è soltanto una concept car, ma poiché i piani della Casa giapponese prevedono il lancio di otto nuovi modelli ibridi nei prossimi tre-quattro anni e gli obiettivi di vendita puntano a un milione di vetture ibride, c'è da attendersi anche per la FT-CH uno sviluppo di serie.
(D.S.)

Honda CR-Z

LA COUPÉ IBRIDA ORA È DEFINITIVA

  • Pubblicata il 12/01/2010

 

Honda CR-ZHonda CR-ZHonda CR-Z

Compatta, sportiva, ibrida: si potrebbe riassumere con queste tre parole la CR-Z, la nuova coupé Honda presentata in versione definitiva, dopo due anni dall'apparizione della prima concept, al Salone di Detroit.

Compatta, perché è lunga 4,10 metri , circa 30 cm in meno rispetto alla sorella Insight. Sportiva nell'aspetto, con la linea cuneiforme del profilo e la coda tronca, ma anche nel comportamento stradale, stando a quanto dichiarato dalla Casa. E poi ibrida: il quattro cilindri a benzina aspirato di 1.5 litri è abbinato a un motore elettrico da 14 CV, per una potenza complessiva di 124 CV e 174 Nm di coppia. Non male, considerando che l'auto pesa soltanto 1.150 kg .

Questo sistema ibrido parallelo è abbinato - a differenza di quanto avviene sulle altre ibride vendute attualmente - a un cambio manuale (a sei rapporti) e promette consumi di 5 litri ogni 100 chilometri ed emissioni di CO2 di 117 g/km. Grazie a tre differenti programmi di guida il guidatore può scegliere se privilegiare il piacere di guida o l'economicità.

La CR-Z sarà esposta in versione europea a marzo, al Salone di Ginevra. La variante per il Vecchio Continente si distinguerà per le luci diurne a led e la configurazioni 2+2 posti dell'abitacolo. (C. Bal)

Abarth 695 "Tributo Ferrari"

  • Una Abarth 500 estrema che rende omaggio alla tradizione Ferrari: la Abarth 695 "Tributo Ferrari"
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Abarth 695 "Tributo Ferrari"

C'era una volta l'Abarth 695, "mostricciattolo" con ruote da 10 pollici , larghe, e cofano motore aperto. Derivava per maggiorazione dalla Abarth 595, e fu la bestia nera delle numerose BMW 700 coupè che correvano nella stessa classe. Ora invece debutta a Francoforte,  l'Abarth 695 "Tributo Ferrari", una nuova elaborazione della Abarth 500 che conferma il legame tra la casa dello Scorpione e quella di Maranello.

Abarth e Ferrari: due grandi nomi italiani che hanno contribuito, con passione e dedizione, alla creazione del mito della sportività tricolore riconosciuto a livello mondiale. Due vere e proprie leggende umane che hanno seguito un percorso molto simile: prima piloti, poi preparatori ed infine "padri" di marchi che ancora oggi confermano il loro posto nell'Olimpo dei motori.

Vite straordinarie, quindi, che si sono incrociate nel passato: ad esempio nel 1953 venne realizzata l'unica Ferrari-Abarth della storia, la Ferrari 166/250 MM Abarth, che partecipò a numerose competizioni internazionali, tra le quali anche la mitica Mille Miglia. Ma il connubio tra i due marchi è stato segnato soprattutto dai sistemi di scarico progettati dalla casa dello Scorpione specificamente per le rosse di Maranello: sono state infatti prodotte numerose marmitte per altrettanti modelli Ferrari, alcuni dei quali hanno vinto titoli di Campione del Mondo.

Recentemente i due brand hanno avviato una nuova collaborazione. Il primo risultato è stata la fornitura di una serie speciale numerata di Abarth 500, prodotta in 200 esemplari consegnati nei mesi scorsi ai concessionari della rete europea di Ferrari da utilizzare come "courtesy car". 

La nuova Abarth 695 "Tributo Ferrari" presenta peculiarità estetiche ma soprattutto modifiche sostanziali realizzate dai tecnici Abarth e Ferrari. Ad iniziare dal propulsore 1.4 Turbo T-Jet 16V - ulteriormente potenziato a oltre 180 CV -  abbinato a un cambio MTA (Manual Transmission Automated), meccanico elettroattuato con comandi al volante di ispirazione racing, che esalta le prestazioni del motore con ridotti tempi di cambiata.

Sempre per migliorare le performance, in particolare l'accelerazione, la vettura monta pneumatici prestazionali su cerchi in lega da 17'', con design specifico ispirato a quello dei cerchi Ferrari. Inoltre, assetto e impianto frenante sono stati ulteriormente potenziati per risultare adeguati: dischi freno scomponibili (diametro 284 mm ) con disco pinza fissa a quattro pistoncini, entrambi prodotti da Brembo, e ammortizzatori specifici che garantiscono prestazioni in totale sicurezza.

Non poteva mancare lo scarico di tipo "dual mode" a contropressione variabile "Record Monza", capace di esaltare le prestazioni e il "sound" del motore oltre i 3.000 giri/min. Esternamente la vettura si presenta con carrozzeria di colore Rosso Scuderia, con specchietti in carbonio e dettagli Grigio Corsa, come ad esempio i cerchi e le prese d'aria anteriori.

La nuova vettura Abarth adotta fari allo Xenon con funzione anabbagliante e di profondità, che assicurano una migliore qualità della luce emessa e un'eccellente resa in tutte le condizioni atmosferiche. Infatti, questi dispositivi triplicano l'intensità luminosa e le ore di durata rispetto ai normali proiettori con lampada alogena.

Gli interni sono altrettanto personalizzati e dimostrano la cura dei dettagli e la sportività che accomunano i due brand, a partire dai sedili Abarth Corse by Sabelt in pelle nera, con guscio e fondello cuscino in carbonio. Questi sedili coniugano al meglio le caratteristiche tipiche dei sedili sportivi - come la leggerezza ( 10 kg in meno rispetto ai normali sedili di serie) e la capacità di contenimento del corpo alle spinte laterali.

Il volante, in pelle nera, è caratterizzato da inserti in pelle rossa e mirino tricolore e ospita le palette del cambio MTA, mentre il quadro strumenti è stato realizzato specificamente a marchio Jaeger, ispirandosi alla strumentazione della Casa di Maranello. Cura del dettaglio anche per la pedana interna che è interamente rivestita in alluminio mandorlato e la pedaliera, di chiara impronta racing.

di Leopoldo Canetoli
09/09/2009 

McLaren MP4-12C: orgoglio britannico

  • McLaren svela finalmente la berlinetta che arriverà nel 2011: telaio in carbonio e oltre 600 CV per sfidare Ferrari, Porsche, Lamborghini e le altre
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McLaren MP4-12C: orgoglio britannico

"Sognavo da tempo di arrivare a lanciare una gamma di auto sportive che potessero essere il nuovo metro di paragone dell'intero settore". Chi parla è Ron Dennis, da poco numero uno della neonata McLaren Automotive, cioè il Marchio che realizzerà le future supercar britanniche reso nei mesi passati indipendente rispetto all'intero Gruppo di Woking (che comprende anche la scuderia di Formula 1).

Eccola dunque la nuova McLaren MP4- 12C , la nuova berlinetta inglese che per la prima volta viene svelata al grande pubblico. Osservandone le linee non si può non paragonarla alla Ferrari 458 Italia, ma se la Rossa di Maranello anche nel nome è un inno alla italianità, la GT di Woking fischietta "God save the Queen" in ogni suo componente. Tutto, infatti, è stato realizzato internamente da società del Gruppo McLaren.

Il parallelo non è solo una questione di stile: come Ferrari anche McLaren può contare su un trasferimento di tecnologia dalla Formula 1 che pochi marchi possono vantare. E poi McLaren MP4- 12C beneficia delle esperienze passate delle due supercar precedentemente realizzate. Il pensiero corre infatti a quel capolavoro di ingegneria automobilistica che fu nel 1993 la McLaren F1 e alla Mercedes SLR McLaren in tempi più recenti, alle quali l'erede si ispira per molte soluzioni tecnologiche, come l'apertura delle portiere a forbice e lo spoiler posteriore mobile che si attiva in frenata.

L'autarchica

A differenza delle due "antenate" (BMW per la prima ed AMG per la SLR) anche il propulsore è totalmente Made in Woking. E' un V8 da 3.8 litri con doppio turbocompressore sviluppato appositamente per la 12C che raggiunge un regime limite di 8500 giri/min. Ha una curva di erogazione che rende disponibile l'80% della coppia massima (600 Nm) già sotto i 2000 giri e raggiunge una potenza di circa 600 CV.

E' abbinato ad un cambio sequenziale a doppia frizione e sette rapporti che si aziona con delle palette solidali al volante che si attivano sia tirando che premendo come sulla MP4/24 di Hamilton e permette di selezionare sei programmi di guida: "normale", per uso su strada, "sportiva" per reazioni ancora più vivaci, "high performance" per ottenere il massimo. In aggiunta sono disponibili anche le modalità "automatic", "launch control" e "winter".

Interessante è la tecnologia "Pre-Cog": la leva della 12C ha due posizioni leggermente diverse. Premendo una volta sulla leva il conducente prepara la trasmissione al cambio di rapporto, il che riduce i tempi tra l'invio del messaggio e l'azionamento del cambio. Con la seconda pressione conferma il cambiamento di marcia. Non è previsto il tradizionale cambio manuale: la macchina è stata volutamente configurata con due soli pedali per ridurne la larghezza, e di conseguenza il peso.

McLaren ha sviluppato anche l'impianto frenante con dischi in tradizionale ghisa ma campana in alluminio forgiato. I dischi carboceramici saranno infatti disponibili come optional, ma McLaren assicura che il sistema frenante montato di serie è in realtà più leggero.

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Kia Venga: la nuova MPV coreana arriva a Francoforte

  • A fine anno arriva la nuova piccola multispazio di Kia: si chiama Venga, deriva dalla concept No 3 e debutta a Francoforte
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Kia Venga: la nuova MPV coreana arriva a Francoforte

Una nuova MPV andrà a breve ad allargare la gamma europea di Kia affiancandosi alla Soul. Il nome prescelto dal marchio coreano è Kia Venga ed è la versione definitiva del concept Kia No 3 presentato allo scorso Salone di Ginevra.

Lo stile, creato dall'ex designer Audi Peter Schreyer, ha mantenuto l'aria moderna e sbarazzina del concept originario e promette soprattutto spazio in abbondanza per una segmento B con una lunghezza poco oltre i 4 metri , una altezza di 1,60 ed un passo generoso di 2,61 metri (pari a quello della Soul). E' stato mantenuto il tetto panoramico, un pelo meno scenografico rispetto a quello della concept No 3 (che presentava una originale giunzione obliqua), che verrà offerto in opzione.

Le motorizzazioni saranno quelle già presenti nella gamma Kia, ovvero due 1.4 e 1.6 a benzina e diesel, in step di potenza compresi fra 75 e 115 CV, tutti Euro 5 e dotati del sistema start/stop ISG come quello adottato sulle cee'd che verranno presentate a Francoforte in versione restyling.

La Venga è destinata esclusivamente al mercato europeo, dove verrà commercializzata già a partire dalla fine dell'anno.

di Daniele Pizzo
26/08/2009 

Hyundai: spazio "verde" a Francoforte

Novità "eco-friendly" per la Casa coreana, che si presenta al Salone tedesco con le novità della futura famiglia Blue Drive

Si chiama "Blue Drive", l'iniziativa ecologica della Hyundai, il fiore all'occhiello dello stand della Casa coreana al prossimo Salone di Francoforte. Per l'occasione, all'interno dello spazio espositivo del Marchio sarà infatti allestita la Blue Drive Zone, nella quale si troverà in esposizione la gamma delle tecnologie "pulite" e dei dispositivi progettati dalla Hyundai per l'abbassamento delle emissioni e l'incremento dell'economia di esercizio dei suoi veicoli.

Hyundai ix-Metro

Il posto d'onore dello stand sarà riservato alla ix-Metro, un ambizioso veicolo a trazione "ibrida" generata dall'abbinamento di un propulsore a tre cilindri da appena un litro di cilindrata, a iniezione diretta, turbocompressore, cambio manuale a sei marce e doppia frizione, con un sistema elettrico alimentato da delle batterie al litio. La ix-Metro, che costituisce il quinto veicolo di una serie di concept progettate dal Centro Studi della Hyundai, si preannuncia accreditata di un valore di emissioni di CO2 pari ad appena 80 g/km.

La i10 sarà anche elettrica

Sarà presa dall'attuale produzione di serie la Hyundai i10 Electric, un veicolo ad emissioni zero caratterizzato da un propulsore elettrico da 49 kW alimentato da una batteria da 16 kW. La i10 Electric, secondo i primi dati diffusi dalla Casa coreana, sarà equipaggiata da un sistema x-by-wire (o drive-by-wire: dispositivo a controllo elettronico che sostituisce i tradizionali sistemi meccanici e idraulici) che comanda lo sterzo, il condizionatore, la pompa dell'acqua e quella dei freni; l'autonomia di questa vettura, che dovrebbe essere prodotta in una limitata prima serie nel 2010 (inizialmente solo per il mercato coreano), è di 160 km ; la velocità massima di 130 km/h .

Le anteprime europee

Saranno, invece, portati a Francoforte per il vernissage dedicato ai mercati europei i veicoli "puliti" che la Hyundai aveva esposto in anteprima, all'inizio della scorsa primavera, al Salone di Seoul. Si tratta della Elantra LPI Hybrid, prima vettura al mondo alimentata da un sistema ibrido formato da propulsione elettrica e un motore a GPL (94 g/km le emissioni di CO2 dichiarate per questo modello) e la Blue Will Plug-In Hybrid Electric.

In arrivo anche in Italia

Passando a vetture più "tradizionali", il Salone di Francoforte vedrà il debutto della ix35, modello dedicato ai mercati europei, versione "riveduta e corretta" della seconda serie del SUV Tucson che nei giorni scorsi ha debuttato nel mercato interno; della Santa Fe Model Year 2010 (ora equipaggiata con una versione da 2,2 litri Turbodiesel del nuovo motore a gasolio della serie "R"), e della Blue Edition della "compatta" i30, progettata in Germania e costruita negli stabilimenti Hyundai della Repubblica Cèca: quest'ultima adotterà il sistema Stop & Go al propulsore 1.6 CRDi in grado di emettere 113 g/km di CO2.

di Francesco Giorgi
08/09/2009 

 

 

 

 

 

Mb

  Videoinforma :  www marcobava.tk