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AUTO ELETTRICA, LE AGEVOLAZIONI DELL'AUTORITÀ...
Dal "Corriere della Sera" - Per sostenere la diffusione dell'auto elettrica si muove anche l'Autorità per l'energia di Alessandro Ortis. È entrata in vigore da gennaio una nuova tariffa di rete che è stata riservata alla ricarica delle auto elettriche nei centri urbani e in altri luoghi aperti al pubblico. L'Autorità ha previsto inoltre semplificazioni e agevolazioni per la realizzazione di alcuni progetti mirati di sperimentazione che verranno selezionati entro il 30 aprile. I prezzi dell'elettricità per i veicoli saranno frutto del confronto tra le diverse offerte in concorrenza sul mercato liberalizzato. «Dopo il provvedimento che ha consentito di eliminare i vincoli all'installazione di un secondo contatore per le ricariche private presso le utenze domestiche- ha sottolineato Ortis - la nuova delibera faciliterà anche soluzioni per le ricariche in luoghi aperti al pubblico»10-01-2011]

 

Autovelox: da oggi inizia l'invasione?

Una sentenza della corte di Cassazione lascia le forze dell'ordine libere di sistemare l'autovelox senza alcun limite di collocazione

Le sentenze della Cassazione sulla gestione degli autovelox sembra non abbiano mai fine. L'ultima puntata riguarda l'annullamento di una sentenza del Tribunale di Locri, che a sua volta aveva annullato una multa per eccesso di velocità rilevata in Calabria. In altre parole, la contravvenzione è valida.

Ecco la motivazione: "L'inserimento del tratto stradale in un decreto prefettizio è condizione di legittimità dell'utilizzo delle sole apparecchiature di verifica a distanza delle infrazioni, non anche di quelle 'direttamente gestite' - come in questo caso - dagli organi di polizia''.

La suprema corte in sostanza ha liberalizzato l'uso dei laser per rilevare la velocità delle auto da parte delle forze dell'ordine, purché lo gestiscano loro stessi direttamente. Per questo motivo, l'apparecchio può essere messo in qualunque punto di qualsiasi strada, prescindendo dunque dalle aree in precedenza individuate dai decreti del prefetto.

Inoltre, viene ribadito che la contestazione dell'infrazione può non essere contestuale al momento in cui si rileva l'infrazione, come ormai sanno molti automobilisti italiani che si vedono recapitare a casa una raccomandata con la contravvenzione, senza magari ricordarsi il luogo e il momento in cui è stata presa.

Con questa decisione la Cassazione torna anche sul tema dell'omologazione delle apparecchiature destinate all'accertamento delle infrazioni stradali: in prima istanza, il tribunale di Locri aveva ritenuto che non fosse stata rispettata la legge, dato che l'apparecchio utilizzato dalla pattuglia della polizia non risultava omologato singolarmente. La suprema corte, invece, ha precisato che "l'omologazione si riferisce al tipo di apparecchiatura e non a ciascun esemplare di essa.

di Andrea Barbieri Carones
13/10/2010

 

 

.D. Power

LE CLASSIFICHE DI QUALITÀ NEGLI USA

Pubblicata il 21/06/2010 La Hyundai Accent è al primo posto nel segmento B. L'Honda Accord Crosstour è risultata prima fra le crossover. La Porsche Panamera. La Casa di Stoccarda è la prima nella classifica di soddifazione per marca.

La JD Power and Associates, azienda statunitense attiva nelle ricerche di mercato, ha diffuso i risultati della "Initial Quality Study 2010", ovvero l'analisi del comportamento nei primi tre mesi di vita delle vetture nuove vendute negli Stati Uniti.

Soddisfazione iniziale. Un periodo breve rispetto alla vita della vettura, perché la ricerca vuole sottolineare proprio la soddisfazione iniziale dei proprietari, basata non soltanto sugli eventuali difetti, ma anche su un ampio spettro di caratteristiche dell'auto e della rete di vendita. Da notare che i questionari sono stati compilati da 82.000 consumatori statunitensi tra febbraio e maggio, quindi nel pieno della vicenda dei richiami Honda (airbag) e Toyota-Lexus (difetti al pedale acceleratore e all'Abs di alcuni modelli ibridi). Ciononostante le marche giapponesi primeggiano nelle loro categorie d'appartenenza, anche con modelli interessati dalle campagne di richiamo. Ricordiamo che Acura è un marchio Honda, Scion appartiene a Toyota e Infiniti è la divisione di lusso di Nissan.

La classifica per modelli, però, non racconta tutta la verità. In quella per marche, guidata dalla Porsche, la Toyota è in crisi e precipita dal sesto al ventunesimo posto, preceduta da Scion e Mazda. Nissan va un po' meglio, piazzandosi alla sedicesima posizione, sempre sotto la media. Tra le giapponesi, meglio della media fanno solo i marchi di lusso Acura (secondo), Lexus (quarto) e Infiniti (nono).

Costruttori stranieri. La JD Power and Associates sottolinea poi il miglioramento delle Case statunitensi, che per la prima volta hanno mostrato maggior qualità dei costruttori stranieri, mentre nella classifica degli stabilimenti di assemblaggio il primo premio è stato assegnato a quello di East London (Sudafrica) della Daimler, dove vengono assemblate le Mercedes Classe C destinate agli Usa. Di seguito la classifica delle prime tre di ogni segmento, mentre cliccando qui trovate la classifica per marca, costruita in base al numero di difetti ogni cento vetture. E.B

 

 

Auto blu

POLEMICA SULLE "TARGHE FANTASMA"

Pubblicata il 25/06/2010 L'apertura del nostro servizio su "Quattroruote" di luglio.

L'inchiesta pubblicata su "Quattroruote" di luglio in merito alle numerose auto blu prive di registrazione al Pra sta suscitando interesse e polemiche. Tutto era nato dalla una segnalazione di un lettore che, vittima di un lieve incidente, aveva scoperto che la vettura coinvolta non risultava iscritta al Pra e quindi non era possibile risalire al nome del proprietario per chiedere il risalcimento del danno subito, a meno di spendere i soldi per un avvocato. La nostra indagine, condotta su un campione di auto blu in circolazione a Roma, ha rivelato che almeno un quarto delle vetture di servizio esaminate da "Quattroruote" era priva di registrazione al Pubblico registro.

Ora, in una nota, il Ministero delle Infrastrutture afferma che "la Motorizzazione Civile rilascia le informazioni ai soggetti interessati e che ritualmente e in maniera motivata esercitino il diritto di accesso": in sostanze, sostiene che chi desidera conoscere il nome del proprietario di un'auto non registrata al Pra, ma figurante negli archivi della Motorizzazione, può ottenere questa informazione "senza dover far ricorso ad un avvocato a uno studio legale".

Prendiamo atto della precisazione, ma dobbiamo ribadire che le cose non funzionano così. Almeno a Milano, dove, a fronte di una nostra precisa richiesta relativa alle auto blu, corredata dagli esiti negativi delle visure effettuate presso il Pra della stessa città, il personale degli uffici della Motorizzazione Civile di via Cilea, al quale ci siamo rivolti lunedì 7 giugno alle ore 8.45, ha inizialmente risposto chiedendoci se operavamo per conto di uno studio legale; a fronte del nostro diniego, ha gentilmente replicato che, per ottenere le informazioni desiderate, dovevamo produrre la "richiesta motivata da parte di uno studio legale o di un avvocato", insieme alla modulistica abitualmente utilizzata per questo tipo di operazioni

 

Pedaggi autostradali

ARRIVANO GLI AUMENTI

Il 1° luglio arrivano i rincari autostradali previsti dalla manovra finanziaria.

Se il prossimo week-end, al casello, vi sentirete chiedere di più, non sarà per un errore: semplicemente da domani, 1° luglio, saranno entrati in vigore gli aumenti dei pedaggi previsti dalla manovra finanziaria varata dal Governo. Si tratta di due tipi di aumenti:

- Aumento di un millesimo di euro al chilometro per auto e moto su tutte le autostrade per l'incremento dei canoni dovuti dalle società di gestione all'Anas;

- Maggiorazione di un euro del pedaggio per auto e moto presso i caselli interconnessi con le autostrade e i raccordi Anas (con un massimo però del 25% del pedaggio già dovuto). Questo incremento è provvisorio, nell'attesa che vengano definite le modalità di esazione del pedaggio sulle 22 tratte a gestione Anas già individuate.

Ma non è tutto: il 1° gennaio 2011 si ricomincia. Ai consueti rincari tariffari, autorizzati dall'Anas sulla base del rispetto dei piani finanziari delle società di gestione, questa volta si aggiungerà un incremento di 2 millesimi al chilometro del canone Anas, introdotto sempre dalla stessa manovra al vaglio in questi giorni del Parlamento. E.D.

Ecco l'elenco completo dei caselli a pedaggio maggiorato.

 

Stazione - Casello

Autostrada

Società Concessionaria

Roma Nord

A1

ASPI

Fiano Romano

A1

ASPI

Roma Est

A24

Strada dei Parchi

Lunghezza

A24

Strada dei Parchi

Settecamini

A24

Strada dei Parchi

Ponte di Nona

A24

Strada dei Parchi

Roma Sud

A1

ASPI

 

 

 

Roma Ovest

A12

ASPI

Maccarese Fregene

A12

ASPI

 

 

 

Nocera

A3

SAM

Cava de' Tirreni

A3

SAM

 

 

 

San Gregorio

A18

CAS

 

 

 

Buonfornello

A20

CAS

 

 

 

Mercato S. Severino

A30

ASPI

Avellino Est

A16

ASPI

 

 

 

Firenze-Certosa

A1

ASPI

 

 

 

Valdichiana

A1

ASPI

 

 

 

Ferrara Sud

A13

ASPI

 

 

 

Benevento

A16

ASPI

 

 

 

Falchera

A55 - Tangenziali di Torino 

ATIVA

Bruere

A55 - Tangenziali di Torino 

ATIVA

Settimo Torinese

A55 - Tangenziali di Torino 

ATIVA

 

 

 

San Benedetto del Tronto

A14

ASPI

 

 

 

Chieti-Pescara

A25

Strada dei Parchi

Pescara Ovest Chieti

A14

ASPI

 

 

 

Lisert

A4

Autovie Venete

 

 

Intercettazioni telefoniche

I FURBETTI DELL'AUTOVELOX

Pubblicata il 23/02/2010

E l'anti Tutor finì nel frullatore delle intercettazioni, con Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio, che lo "raccomanda" ad Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, l'organismo tecnico da cui devono passare tutti gli apparecchi che vogliono ottenere l'approvazione ministeriale, arrestato dai magistrati fiorentini nell'ambito dell'inchiesta sui grandi eventi.

Parliamo del Celeritas, un "sistema per il controllo della velocità media fra due sezioni fisse di rilevamento, finalizzato all'accertamento delle infrazioni ai limiti massimi di velocità", come si legge nel decreto di omologazione rilasciato dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti il 12 marzo 2009.

Uno strumento, insomma, che come il Tutor rileva la velocità media lungo un tratto di strada. Di strada, appunto, non di autostrada come il Tutor, apparecchio di proprietà di Autostrade per l'Italia. Insomma, come il Tutor sta soppiantando l'Autovelox in autostrada, il Celeritas avrebbe dovuto soppiantare Autovelox, Traffiphot, Velomatic, Red & Speed e tutti gli altri apparecchi per il rilevamento della velocità istantanea lungo le normali strade, urbane di scorrimento ed extraurbane.

Mica male come prospettiva per la EngiNe s.r.l. (acronimo di Engineering Network), società con sede legale a Viterbo e sede operativa a Rapolano Terme, in provincia di Siena, 10 mila euro di capitale sociale e "amministrata da Angelo Dionisi, nato a Vetralla nel 1975", come ha rivelato ieri Il Fatto Quotidiano pubblicando le scottanti intercettazioni.

Secondo il Fatto Quotidiano "la questione è riportata ai pm di Firenze dal Ros dei Carabinieri in un'informativa dell'ottobre 2009: "Il primo pomeriggio del 30 ottobre Paolo Berlusconi chiede ad Angelo Balducci di interessarsi presso la quinta Sezione del Consiglio Superiore dove deve essere esaminata la proposta di un dispositivo Tutor presentato dall'impresa Engine Srl".

Ecco la trascrizione dei dialoghi, pubblicati ieri dal "Fatto Quotidiano", di Paolo Berlusconi con Angelo Balducci e con Fabio De Santis, ingegnere del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri, attorno all'omologazione del Celeritas:

Paolo Berlusconi: "Senti, oggi dal ministero dei Trasporti un certo ingegner Mazziotta fa il relatore al Consiglio superiore, alla quinta sezione di una proposta per un dispositivo tipo Tutor presentato dalla società Engine. Ecco, è possibile guardarlo, diciamo, non rinviarlo".
Angelo Balducci: "Sì adesso io chiamo e vedo come sta la cosa e ti richiamo subito".
P.B.: "Perfetto! Grazie molte...ciao, grazie".

Successivamente Berlusconi si rivolge a De Santis:
P.B.: "Senti ti pregherei di incaricarti di questa cosa...io ci tengo...ma con Angelo non riesco a mettermi in contatto ed avere una risposta...fra una settimana va in quinta Commissione l'esame di alcune omologazioni, ne ho parlato con lui...ma mi ha detto che avrebbe cercato di farla discutere, girarla fuori dal mazzo e discutere la settimana scorsa - ma poi appunto non mi ha detto nulla - l'omologazione di questa società che si chiama Engine se puoi prendere nota".
Fabio De Santis: "Guarda questo lo curo personalmente ma considera come se ce l'avesse già in tasca".

Il giorno successivo:
F.D.S.: "Ciao Paolo...allora ti volevo rassicurare che ho parlato con il Presidente e mi ha detto che quando vi siete sentiti quel giorno alle due...lui non ha fatto in tempo...perché la riunione era già iniziata ha preso sotto tutela tutto e quindi mi ha detto di dirti...stai tranquillo perché ce l'ha lui sotto controllo tutto quanto...per la questione Giovanni ti avevo già rassicurato...quindi veramente tutto a posto".

Il 18 novembre 2008 Berlusconi spedisce un sms a De Santis:
P.B.: "Caro Fabio ti ricordo la V commissione...per omol...Mi fai sapere...? Grazie e scusa... Paolo".
F.D.S.: "Tutto a posto domattina ti faccio sapere immediatamente".

Il Fatto Quotidiano riporta un'annotazione dei Carabinieri, secondo cui "Berlusconi richiama ancora per dire che vi è la necessità di far esaminare dalla commissione la richiesta della societa Engine"… "Il 12 dicembre De Santis informa Berlusconi che la commissione si riunirà entro pochi giorni e che la situazione è seguita:
F.D.S.: "Senti volevo avvertirti che la prossima settimana ci sono sedute e che è tutto sotto controllo".
P.B.: "Se mi fai la cortesia, è una piccola cosa ma urgente".

Il 18 dicembre è il D-Day, il giorno in cui il Celeritas sarà approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici:
P.B.: "Ho saputo adesso dai miei informatori che oggi ci dovrebbe essere un altro consiglio in cui esaminano quelle omologhe". De Santis: "Comunque tu stai tranquillo perché...stai tranquillo...stai tranquillo che ti aggiorno".

E infatti l'ok del massimo organismo tecnico ministeriale arriva. Tutto bene, dunque? No, c'è un intoppo, un problema di firme. Il 27 gennaio 2009 Berlusconi chiede che venga risolto:
P.B.: "Senti una piccola questione sempre relativa a quel discorso dell'omologazione che mi hanno detto è stata...diciamo...deliberata...adesso c'è questo problema...era non hanno raccolto la firma di un facente parte della Commissione che l'aveva approvata...diciamo nella volta precedente...adesso siccome mancava un documento glielo hanno chiesto e glielo mandano e però loro dicono 'be' adesso prima del prossimo consiglio passa un mese'".
F.D.S.: "No, no...io l'ho intercettata per cui stai tranquillo che non è così...già ci siamo mossi in questo senso per cui stai tranquillo...è sbloccata assolutamente".

E infatti il decreto di omologazione arriva il 12 marzo 2009.

Mario Rossi

 

 

LECCE / 19-01-2010

MULTE, ITALIA / Nullo il verbale della multa, su copia meccanografica, senza firma autentica 
Puglia, Lecce ultime notizie - inesistenza del verbale in assenza di prova della sottoscrizione autentica sull’originale da parte di colui che lo ha redatto.


Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala una sentenza del Giudice di Pace di Lecce.

E’ ormai giurisprudenza consolidata secondo cui sull’ente che adotta la sanzione per violazione alle norme del Codice della Strada incombe comunque l’onere di provare la legittimità del suo operato in caso di opposizione da parte del cittadino multato, come da anni ribadisce il sottoscritto componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA.

Nel caso preso in esame a seguito di un ricorso avverso un’ordinanza – ingiunzione prefettizia che si riferiva al rigetto di un’opposizione a verbale elevato dalla Polizia Municipale del Comune di Lecce,  quest’ultimo, quale autorità delegata dal Prefetto nel resistere in giudizio, aveva depositato quale originale del verbale notificato mediante copia meccanografica, altra ed identica copia meccanografica dello stesso che presentava firme riproduttive mediante scanner del dirigente comandante della Polizia locale e del responsabile del procedimento che ne attestava la conformità all’originale e la notifica.

Secondo il Giudice di Pace di Lecce avv. Silvano Trane con la sentenza n° 6692/2009 del 15/12/2009, che si rifà ad altri precedenti giurisprudenziali in materia, trattasi quest’ultimo di atto (ndr il verbale) che in assenza di sottoscrizione autentica da parte di colui il quale lo ha redatto non può ritenersi venuto mai in esistenza.

Per queste ragioni, il Gdp di Lecce ha accolto il ricorso ed annullato l’ordinanza – ingiunzione che si riferiva al suddetto verbale.

Giovanni D’AGATA
Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
"Tutela del Consumatore"

 

 

 

NORMATIVA AUTO

Raccolta firme

FERMIAMO L'AUMENTO DELLE MULTE!

Pubblicata il 27/01/2010

Comandanti di polizia municipale licenziati perché si opponevano ai semafori-trappola, case di automobilisti pignorate e messe all'asta, coppie di pensionati rovinati da verbali ingiusti: sono innumerevoli i casi di italiani rovinati dalla multe.

Lo denunciamo sul fascicolo di febbraio di "Quattruote" (in questi giorni in edicola), pubblicando un'ampia inchiesta sul tema delle contravvenzioni ormai troppo alte e sul business della loro riscossione. Già oggi, infatti, il Codice della strada prevede sanzioni pesanti per molte infrazioni: 370 euro per il superamento da 40 a 60 km/h del limiti di velocità, da 500 a 2.000 euro per chi guida con un tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 g/l, persino 200 euro per chi sosta con il motore acceso e l'aria condizionata inserita, sono cifre che possono mettere in crisi il bilancio di moltissime famiglie. Ma più si è ricchi, più si ha la possibilità di farla franca: pagando altri 263 euro si può evitare di "denunciare" il nome del guidatore che ha commesso l'infrazione ed evitare di farsi sospendere la patente e perdere i punti.

Tutto questo va contro i principi basilari di giustizia ed equità sociale: ma il Parlamento si appresta a peggiorare le cose. La riforma del Codice attualmente in discussione prevede infatti un inasprimento delle multe e una riduzione dei punti patente-detratti: per il superamento del limite di velocità da 40 a 60 km/h , per esempio, la sanzione passerà da 370 a ben 500 euro, ma i punti "scalati" scenderanno da 10 a 6. Prova lampante di come, più che la sicurezza stradale, interessi "fare cassa", soprattutto ai Comuni che mettono a bilancio proventi delle multe astronomici e in crescita costante.

"Quattroruote" chiederà al Parlamento di cambiare rotta e non approvare queste modifiche: per questo ha organizzato una raccolta di firme che porterà poi nelle sedi politiche competenti. Una battaglia per una "civiltà delle multe" che permetta di evitare eccessi come quello di Lerici, dove Roberto Franzini, comandante "modello" della polizia municipale, è stato licenziato dal sindaco dopo che si era opposto all'uso "disinvolto" di autovelox, rilevatori d'infrazioni semaforiche e telecamere di controllo della zona a traffico limitato da parte di una società privata.

Firma anche tu!

Giudici di pace

IN SCIOPERO CONTRO LA TASSA SUI RICORSI

Pubblicata il 25 /01/2010

Sciopero dei giudici di pace contro la "tassa sui ricorsi". Da oggi al prossimo 5 febbraio, l'Unione nazionale dei giudici di pace (Unagipa) incrocia le braccia in segno di protesta contro la disposizione introdotta con la legge Finanziaria 2010, che ha previsto un contributo di 38 euro in caso di ricorso giurisdizionale contro un verbale di violazione del codice della strada.

Secondo i magistrati onorari si tratta di una "aggressione del diritto fondamentale di ogni cittadino alla tutela giudiziaria dei propri diritti ed interessi legittimi (articoli 24 e 113 Costituzione)". (M.R.)

Auto elettrica: Zapatero annuncia un piano europeo per lo sviluppo

Cina e Giappone ci lavorano sodo: bisogna trovare un piano comune per questa tecnologia. L'8 Febbraio un vertice comunitario in Spagna

La mobilità sostenibile (per usare un termine "universale") si sposta a Bruxelles, in un maxi progetto comune fra i Ministri dell'Industria dell'Unione Europea, che il prossimo 8 Febbraio si incontreranno per la definizione di un piano guida rivolto alle aziende che si dedicheranno alla costruzione di auto elettriche.

E' quanto annunciato, ieri, a Strasburgo dal premier spagnolo José Luis Zapatero, Presidente di turno della UE. Il Primo ministro, che ha dichiarato di avere "Incontrato, qualche giorno fa, un gruppo di aziende fra le più importanti in Europa", ha spiegato che "E' fondamentale creare un processo di integrazione e cooperazione negli sforzi per lo sviluppo del veicolo elettrico".

Una frase che, tradotta in un linguaggio più pratico, vuol dire: "L'auto elettrica è una necessità. Ci sono numerose aziende che se ne stanno già occupando. Non perdiamo tempo e diamoci dentro con i progetti". Ed è la prima volta che, a livello comunitario, la questione degli autoveicoli elettrici sia stata affrontata dal "capo" di turno della Unione Europea.

Quella annunciata da Zapatero in una dichiarazione, per ora, informale, è destinata nel prossimo futuro a diventare ufficiale. Occorrerà attendere ancora un paio di settimane abbondanti, prima di conoscere il parere dei Ministri dell'Industria comunitari, che l'8 Febbraio si incontreranno in vertice a San Sebastian, in Spagna.

Come dire: l'unione fa la forza. D'altro canto, lo stesso Zapatero ha evidenziato l'importanza, per l'Unione Europea, di avviare un "piano" comune per lo sviluppo di un settore - quello degli autoveicoli elettrici - al quale non si può più guardare come il parente un po' eccentrico della ultra secolare industria "tradizionale" dell'auto: "Se i nostri mercati non dispongono di una efficace regolamentazione per fornire alle aziende un valido sostegno finanziario, e se non si possiedono parametri comuni sulle tecnologie, sarà difficile per l'Europa assumere un ruolo guida", è la dichiarazione del Primo ministro spagnolo.

Il quale, spostando l'obbiettivo sul resto del mondo (e a est in particolare) ha evidenziato anche come "Cina e Giappone stanno lavorando sodo sulla tecnologia dei veicoli elettrici".

Il programma attuale, infatti, è lasciato ancora alle decisioni dei Costruttori e all'appoggio delle amministrazioni locali e regionali, come dimostrato dal Gruppo Daimler con il programma Smart Electric, e dalla Renault (che in collaborazione con la Nissan ha in previsione l'apertura di un centro di sviluppo della tecnologia elettrica in un piano "a tre" con la Regione).

La vettura elettrica di domani (anzi, di oggi, visto che già nel 2010 avremo la prima sfornata, con la Peugeot i-On e le gemelle Citroen C-Zero e Mitsubishi i-MiEV) avrà, dunque, la bandiera a stelle dell'Unione Europea? Staremo a vedere.

di Francesco Giorgi
22/01/2010 

Harald J. Wester è il nuovo AD Alfa Romeo

Il manager, che prende il posto dell'uscente Sergio Cravero, manterrà anche i ruoli di CTO in Fiat e AD di Maserati e Abarth

Alfa Romeo ha una nuova guida. E' Harald J. Wester che ha assunto la carica di Amministratore Delegato del marchio. Insieme al ruolo di AD, Wester continuerà a mantenere gli incarichi attuali di Chief Technical Officer di Fiat Group e Fiat Group Automobiles e di AD dei brand Maserati e Abarth.

Il manager, voluto direttamente dall'AD Fiat Sergio Marchionne (che ieri ha ribadito il suo ottimismo per il 2010) sostituisce Sergio Cravero che, in Alfa Romeo, avrà invece la responsabilità della funzione Product Portfolio Planning & Product Concept.

La scelta di riunire sotto un'unica guida i marchi Alfa Romeo, Maserati e Abarth ha l'obbiettivo di esaltare e valorizzare le caratteristiche comuni ai tre brand, in termini di vocazione sportiva e prestazioni motoristiche - ha commentato Marchionne -. Harald Wester, che sta lavorando con grande impegno su più fronti, ottenendo ottimi risultati, apporterà a questo progetto la sua grande capacità di leadership insieme ad un solido bagaglio di conoscenze e competenze tecnologiche. Sergio Cravero nel suo nuovo ruolo potrà pienamente utilizzare tutte le proprie capacità tecniche e commerciali".

di Lorenzo Stracquadanio
22/01/2010 

Lotus: Dany Bahar è il nuovo Amministratore Delegato

Proviene dalla Ferrari e sostituisce Mike Kimberley, che si era dimesso qualche settimana fa per motivi di salute

In altri tempi, Colin Chapman sarebbe rabbrividito, d'altro canto Enzo Ferrari avrebbe fatto carte false per non farsi scappare uno dei dirigenti del Cavallino. Ma siamo in tempi di economia globale: dunque, non stupisca se dai "piani alti" della Ferrari c'è chi si trasferisce armi e bagagli a Hethel, nel quartier generale della Lotus.

Dal 1 Ottobre, il Marchio britannico avrà un nuovo Amministratore Delegato, in sostituzione di Mike Kimberley, ultimo baluardo della "vecchia guardia" della Casa di Hethel e che si era dimesso nelle scorse settimane per motivi di salute.

Si tratta dello svizzero (di nascita) Dany Bahar, che proviene dalla Ferrari, dove ha ricoperto l'incarico di Vice Presidente della Divisione Commerciale e Marchio (come Dirigente delle vendite Ferrari per i modelli stradali per tutto il mondo e responsabile dei servizi post - vendita) per la Casa di Maranello.

Prima ancora di lavorare per la Ferrari, Bahar era stato responsabile per lo Sviluppo del Marchio in Red Bull, con l'ampliamento delle strategie di partecipazione dell'azienda austriaca nello sport: F1 (Red Bull e Toro Rosso), NASCAR, acquisizioni di squadre di calcio fra i risultati riportati dal manager svizzero.

La sfida raccolta da Dany Bahar, arrivata proprio in concomitanza con la consegna del primo esemplare della Evora (ultima nata del Marchio di Hethel), avvenuta ieri, consiste nel mantenere un livello di competitività mondiale per la Lotus, passata nel 1996 sotto il controllo globale da parte della malese Proton.

di Francesco Giorgi
04/09/2009  

Fiat Mio, l'automobile Creative Commons

Da Torino la vettura ideata sul web: vengono raccolte le idee migliori e il progetto verrà divulgato con licenza CC, a disposizione di tutti

Si parte dalla domanda "In the future we are building, what should a car have for me to call it my own and still be good for the others?", ovvero cosa dovrebbe avere una vettura per sentirla davvero mia, pur mantenendo caratteristiche buone per tutti gli altri?

Una domanda che svela le preoccupazioni di Torino ma forse di tutto un settore, visto che oggi le automobili non sono soltanto dei mezzi di spostamento ma qualcosa che esprime la propria individualità. I costruttori da anni vendono insieme alla vettura uno stile di vita, muovendo di volta in volta il sottile equilibrio tra l'illusione dell'esclusività (che fa sentire propria la vettura) e la produzione di massa, una necessità che producendo mezzi tutti uguali tiene i costi bassi.

Il Gruppo Fiat da sempre sa costruire vetture piccole e affascinanti ma l'iniziativa Mio, lanciata in Brasile, vuole sembrare un nuovo passo avanti: ascoltare Internet, dare a tutti la possibilità di far conoscere le proprie idee per la mobilità del futuro, pronte per essere votate dagli altri internauti e successivamente selezionate da Fiat stessa.

L'obiettivo è proporre al Sao Paolo Auto Show 2010 un prototipo (la FCC III) che metta a frutto la prima vettura nata con lo stesso spirito collaborativo che ha fatto crescere Wikipedia. Fiat vuole offrire ai potenziali geni dell'auto la stessa possibilità data a centinaia di artisti sui siti di opere liberamente scaricabili, solo che in questo caso si tratta di qualcosa che vedremo sulle strade di tutti i giorni.

Il concetto va un po' stretto alla filosofia dietro le licenze Creative Commons, le critiche dei puristi difficilmente mancheranno. C'è chi crede che le CC siano qualcosa ad uso e consumo dei singoli utenti, ma nel frattempo il sito www.fiatmio.cc ha già raccolto centinaia di idee.

C'è da chiedersi se Fiat in cambio offrirà davvero il progetto della Mio liberamente scaricabile, come previsto dalla licenza CC, anche per gli agguerriti concorrenti? E soprattutto, nel caso dei semplici utenti che hanno contribuito, chi sarà così bravo da costruirsela in garage e omologarla per l'uso su strada?

di Stefano Pepe
28/08/2009 

Autovelox selvaggio: il Ministero dice "basta"

Con una direttiva emanata ai Prefetti, il Ministro Maroni impone la gestione degli autovelox direttamente agli organi di Polizia

"Basta con gli autovelox mangiasoldi e truffaldini". E' questo il senso con il quale il Ministero dell'Interno, nei giorni scorsi, ha emanato una direttiva, indirizzata a tutti i Prefetti, per disciplinare l'utilizzo degli "strumenti di rilevazione della velocità" (gli autovelox, appunto) che, secondo la nota diramata dal Ministro Roberto Maroni, d'ora in poi dovranno essere di competenza degli organi di Polizia, coordinati dalle Prefetture.

In poche parole, il Ministero dell'Interno si preoccupa di regolamentare la gestione degli autovelox, per monitorare e punire gli eccessi di velocità, in pratica"Pianificare le attività di controllo in modo che rappresentino uno strumento reale di prevenzione e non solo uno strumento per fare cassa".

Niente più società appaltatrici, dunque. Il controllo della velocità sarà appannaggio degli operatori di Polizia. Questo perché si tratta di operazioni che costituiscono "Un servizio di Polizia che non può essere delegato ad imprese che noleggiano gli apparecchi".

Sono previsti, inoltre, dei controlli periodici di funzionalità degli apparecchi e le modalità di funzione delle postazioni di controllo. In altre parole, non saranno più possibili gli appostamenti di pattuglie nascoste.

La direttiva del Ministero dell'Interno, d'altro canto, ha già sollevato qualche perplessità. Una per tutte, da parte del Codacons, che in un comunicato immediatamente successivo alla direttiva ministeriale fa sapere che, secondo l'Associazione di Consumatori, l'iniziativa del Ministro Maroni è "Insufficiente per dare uno 'stop' all'autovelox selvaggio, per non dire ripetitiva".

Secondo il Codacons, infatti, in primo luogo la disposizione resa nota nei giorni scorsi dal Ministero dell'Interno è già contenuta nell'Art. 345 del Regolamento del Codice della Strada, che indica come per l'accertamento delle violazioni ai limiti di velocità le apparecchiature debbano essere gestite direttamente dagli organi di Polizia Stradale. Si tratterebbe, dunque, di una disposizione ministeriale nata per ribadire una disposizione che... c'era già.

Inoltre, le postazioni di controllo (autovelox) devono già essere rese visibili, con le segnalazioni luminose presenti sui veicoli di servizio che dovranno essere posizionati ad almeno 400 metri dall'autovelox stesso, e devono anche mostrare un cartello con la scritta "Controllo di velocità" (decreto legge 3 agosto n. 117, decreto 15 agosto 2007, circolare del ministero dell'Interno del 3 agosto 2007).

di Francesco Giorgi
25
/08/2009
 

La Aabar acquisisce il 40% della quota Tesla di Daimler

La Aabar, partner di maggioranza della Daimler, ha acquisito il 40 per cento delle quote Tesla acquisite dal Gruppo tedesco a Maggio

Sempre meno "californiana", sempre più multinazionale: per la precisione, tedesca e mediorientale. La Aabar Investments, società di capitali di Abu Dhabi, che già detiene la quota di maggioranza del capitale azionario della Daimler (9,1 per cento), ha ricevuto il 40 per cento delle quote della Tesla che dallo scorso Maggio sono nel portafoglio del Gruppo di Stoccarda.

Il progetto comune è uno sviluppo delle tecnologie "pulite" negli autoveicoli da parte della Aabar, il cui Presidente, Khadem Al Qubaisi, ha dichiarato a proposito di questo agreement che "Quando, lo scorso Marzo, avevamo acquisito delle quote della Daimler abbiamo dato inizio all'identificazione di una serie di aree di cooperazione fra le nostre due aziende; una delle quali risiede nello sviluppo di veicoli elettrici e di progetti che abbiano come obiettivo la riduzione delle emissioni di CO2 nell'ambiente".

Da parte della stessa Daimler: " Il fatto che i nostri partner di Abu Dhabi abbiano deciso di fornirci un valido supporto nella ricerca e nello sviluppo di sistemi di propulsione elettrici e a batterie al litio, ci permetterà di accelerare la commercializzazione in scala mondiale dei veicoli elettrici", osserva Dieter Zetsche, CEO del Gruppo Daimler che dallo scorso Maggio detiene il 10 per cento del capitale della Tesla.

Con questa notizia, si può dunque affermare che anche nel mondo arabo (tradizionalmente legato a filo doppio al petrolio) ci sia un primo interesse nei confronti delle tecnologie "a impatto zero": la Tesla, infatti, produce esclusivamente vetture a propulsione totalmente elettrica.

L'azienda californiana ha esordito nel 2008 con la commercializzazione della Roadster, la spider sportiva (il cui telaio porta la "firma" della Lotus, e questo viene tradito da una certa somiglianza con la Elise prodotta dalla factory britannica) che, da qualche settimana, viene venduta anche in Europa, a seguito dell'apertura a Londra del primo showroom europeo, cui faranno seguito altre aperture (Monaco di Baviera e Montecarlo).

Ciò che fa più gola, è la Model S, la berlina di classe media che strizza l'occhio alle Jaguar e BMW, anch'essa elettrica al 100 per cento e che sarà commercializzata a partire dal 2011 ad un prezzo di poco inferiore a 50.000 dollari.

di Francesco Giorgi
14
/07/2009
 

 

 

NORME AUTO

Nuovi ricorsi

ISTRUZIONI PER L'USO

Pubblicata il 20/01/2010

Dal 1° gennaio 2010 è in vigore la cosiddetta tassa sul ricorso, cioè l'obbligo di pagare 38 euro (30 di contributo unificato + 8 di spese forfetizzate) su tutti i ricorsi al giudice di pace contro i verbali di violazione di norme del codice della strada. Ma come si paga questo importo? E cosa succede se non si paga? E se l'opposizione è accolta? Ecco le cose da sapere sulla nuova "tassa" sul ricorso.

Per quanto riguarda le modalità di pagamento, spiega Carlo Farsetti (nella foto), vice coordinatore dell'ufficio del giudice di pace di Empoli e coordinatore reggente dell'ufficio di Castelfiorentino, "i 30 euro di contributo unificato si pagano in tutte le tabaccherie dotate di terminale Lottomatica". In pratica la tabaccheria rilascia una specie di marca da bollo adesiva che va allegata al ricorso. Gli 8 euro di spese forfetizzate, invece, si pagano acquistando una marca da bollo di quell'importo, marca che, analogamente alla fustella del contributo unificato, deve essere allegata al ricorso.

"Se il ricorso è spedito o consegnato privo di contributo unificato e di marca da bollo", aggiunge Farsetti, "è comunque iscritto a ruolo dalla cancelleria civile dell'ufficio". Il procedimento, insomma, inizia lo stesso. In questo caso, però, "la cancelleria manda al ricorrente un avviso con cui richiede il pagamento entro 30 giorni. Se questi non paga nemmeno dopo l'avviso, la cancelleria ne dà comunicazione all'agenzia delle entrate che iscrive a ruolo l'importo dovuto", cioè provvederà a inviare a domicilio del ricorrente una cartella esattoriale. Ma il ricorso sarà comunque discusso dal giudice.

Se, infine, il ricorso è accolto, "il giudice", conclude Farsetti, "normalmente dispone la rifusione delle spese sostenute". Che vuol dire? Che per esempio il comune , se la multa era stata fatta dalla polizia municipale, dovrà rimborsare i 38 euro all'automobilista che ha vinto l'opposizione. A proposito, è sempre opportuno chiedere esplicitamente al giudice, direttamente nel ricorso, di disporre la rifusione delle spese sostenute. Ovviamente solo in caso di accoglimento.

Mario Rossi

Formula 1

LA FIA FARÀ APPELLO CONTRO BRIATORE

Pubblicata il 12/01/2010

La battaglia legale non è finita: la Fia ha annunciato che farà appello contro la decisione del tribunale civile di Parigi che ha bocciato la radiazione di Flavio Briatore (nella foto) dal mondo della F.1, considerando le procedure seguite dalla Federazione non corrette (senza entrare nel merito della colpevolezza del manager italiano).

Nell'attesa, per tutta la durata dell'appello la radiazione di Briatore resterà in vigore, come ha confermato lo stesso presidente della Federazione internazionale Jean Todt.

GPL e metano, ripartono i bonus per il 2010

Al via le prenotazioni degli incentivi per la trasformazione dei veicoli. Consorzio Ecogas: Servono più soldi. Nel 2009 196.000 impianti installati

Da un paio di giorni è possibile prenotare gli incentivi per la conversione a gas degli autoveicoli visitando la sezione apposita sul sito del Consorzio Ecogas, associazione che grazie a un accordo di programma con il Ministero dello Sviluppo Economico (Mse) gestisce la procedura di prenotazione e monitoraggio dell'erogazione dei contributi.

La disponibilità attuale è stimata in 11.556.406,00 euro (derivanti in parte dai fondi residui del 2009 e dal fondo strutturale istituito con la prima "rottamazione" che ammonta a circa 2 milioni/anno). Nonostante ciò dal consorzio fanno sapere che questa cifra basterà appena a coprire le richieste del mese di gennaio. "Gli operatori del settore, tra cui oltre 5.000 officine di installazione - ha detto Alessandro Tramontano, direttore del Consorzio Ecogas - attendono con urgenza il rifinanziamento, pena il blocco del mercato".

Da qui la richiesta di inserire il rifinanziamento nel nuovo decreto incentivi cui il Governo sta lavorando in questi giorni. Secondo il Centro Studi dell'associazione nel 2009 sono state 163.133 le trasformazioni a Gpl e 14.717 quelle a metano. Numeri sottostimati tuttavia di circa un 10% (causa ritardi amministrativi sulle registrazioni dei collaudi da parte degli uffici provinciali) che porteranno il totale a circa 196.000 impianti così suddivisi: 179.500 GPL e 16.200 metano.

Ma chi può chiedere l'incentivo? Hanno diritto le persone fisiche e giuridiche che trasformano il proprio autoveicolo a GPL o metano presso un operatore - officina o concessionaria - che abbia aderito all'iniziativa (l'elenco è consultabile sul sito di Ecogas alla voce Incentivi Mse). Il contributo è di 500 euro per la conversione a GPL e di 650 euro per quella a metano. Il bonus viene assegnato fino ad esaurimento fondi in ordine cronologico di prenotazione. Quindi è bene affrettarsi.

di Lorenzo Stracquadanio
14/01/2010

Autolib: a Parigi arriva il noleggio delle eco-automobili

Dopo il successo delle biciclette "pulite", a Parigi a fine anno il servizio sarà esteso alle quattro ruote

Dalla bici all'auto in fondo il passo è breve. Dopo due anni dal lancio di Velib, il servizio voluto dal Comune di Parigi che offre il noleggio di biciclette elettriche, il sindaco della capitale francese Bertrand Delanoe ha annunciato, in occasione della Giornata della mobilità elettrica, che la formula verrà estesa molto presto anche ai veicoli a quattro ruote. E manco a dirlo l'iniziativa prenderà il nome di Autolib.

Il primo cittadino ha reso noto che la gestione del servizio sarà assegnata ufficialmente a fine anno dopo una gara d'appalto. "È la prima volta in una grande città - ha affermato Delanoe -. Non è mai stato fatto altrove, a parte in Germania", dove ha ricordato il caso di Ulm, città di 120mila abitanti nei pressi di Stoccarda.

Se quindi con Velib l'idea ha riscosso un notevole consenso soprattutto fra gli amanti delle due ruote, con Autolib l'obiettivo è ambizioso: conquistare il grande pubblico e rinnovare profondamente la mobilità parigina.

Secondo quanto anticipato la flotta complessiva sarà composta da 4mila mezzi distribuiti in modo omogeneo nella capitale e nei suoi agglomerati limitrofi in ben 1400 stazioni. I veicoli saranno disponibili per i cittadini 24 ore su 24 e sette giorni alla settimana.

Il costo? Certamente accessibile. L'abbonamento mensile costerà tra i 15 e i 20 euro mentre l'utilizzo del veicolo per 30 minuti avrà un costo tra i 4 e i 6 euro. I mezzi potranno essere ricaricati in circa 100 stazioni.

Presto inoltre si muoveranno in modo pulito anche le amministrazioni pubbliche francesi. Il governo infatti ordinerà a breve circa 40mila vetture elettriche per i servizi di enti e imprese pubbliche. Le auto saranno infatti messe a disposizione anche di poste, ferrovie (Sncf), aeroporti di Parigi, ente elettrico (Edf), nonché delle grandi comunità urbane.

di Lorenzo Stracquadanio
16/09/2009

il Gran Premio di Monza vale 3 miliardi di euro

Secondo la Camera di Commercio della città brianzola l’evento crea un indotto da 70 milioni di euro

Il Gran Premio di Monza, che si è disputato domenica scorsa, vale la bellezza di 3 miliardi di euro a fronte di un indotto di circa 70 milioni. A fare la stima è l'ufficio studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza.

La valutazione è stata calcolata (su dati Registro Imprese , Regione Lombardia, Istat, Censis, Isnart, Autodromo di Monza e Provincia di Milano) in base a diversi parametri: dalla rilevanza dell'evento a livello internazionale (non è un caso se il 42,1% dei cittadini europei conosce Monza proprio grazie al Gran Premio) passando per l'attrattività della manifestazione e del territorio, senza ovviamente tralasciare il forte grado di competitività economica dell'area.

"Il Gran Premio e l'autodromo - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - non solo sono realtà da promuovere e difendere ma rappresentano anche occasioni concrete di sviluppo".

"Si potrebbe istituire una cabina di regia sul turismo sportivo, tra soggetti pubblici e privati - continua Valli - che sappia valorizzare la rete di queste infrastrutture sportive globali, dall'autodromo di Monza allo Stadio di San Siro, dai campi da sci a quelli da golf, che rappresentano fattori preziosi di marketing territoriale".

Situato all'interno del Parco di Monza, il circuito - i cui lavori di realizzazione cominciarono nel Gennaio del 1922 - è il più vecchio tra quelli che ospitano una gara del Mondiale di Formula 1. La prima competizione ufficiale del Gran premio d'Italia ebbe luogo il 9 Settembre 1923 e fu vinta da Carlo Salamano alla guida di una Fiat 805. L 'ultima è andata a Rubens Barrichello.

di Lorenzo Stracquadanio
15/09/2009

BMW X1: la "fanno" a Lipsia

L'impianto, adeguato alle aumentate cifre di produzione (fino a 730 al giorno BMW X1, Serie 1 e Serie 3) darà lavoro a 150 nuovi dipendenti

BMW X1: la "fanno" a Lipsia

E' lo stabilimento di Lipsia l'impianto nel quale, dallo scorso 1 Settembre, viene allestita la BMW X1, la nuova "compatta" della Serie X della Casa bavarese della quale ci siamo occupati fin dalle prime anticipazioni.

In questi giorni si sta completando un primo lotto di esemplari che saranno consegnati alle sedi e alle Concessionarie della Casa dell'Elica, in previsione del lancio sul mercato della X1, previsto per il 24 Ottobre.

Le cifre di produzione iniziali, con l'avvio della X1, porteranno a 730 gli esemplari di veicoli BMW che l'impianto di Lipsia sarà in grado di consegnare ogni giorno. Si tratterà delle Serie 1 in versione berlina 3 porte, coupé e cabriolet (oltre alla possibilità di allestire, a seconda della domanda, la Serie 3 berlina). Per arrivare a questo risultato, all'attuale lavorazione - disposta su due turni alla settimana - è stato aggiunto un turno straordinario, che porta i sabati di lavorazione a quattro al mese.

In occasione dell'inizio di produzione della X1, anche lo stabilimento BMW di Lipsia è oggetto di un graduale aggiornamento: in queste settimane, infatti, si sta procedendo per gradi alla messa in funzione del nuovo reparto di stampaggio e realizzazione di porte e portelloni: questi impianti, che hanno richiesto alla BMW un investimento, negli ultimi due anni, di 100 milioni di euro e a medio termine, daranno lavoro a circa 150 nuovi addetti, permettono di realizzare le parti di grosso formato per le carrozzerie della X1.

Con questa vettura, la BMW entra nel settore delle crossover di taglia baby: il corpo vettura, infatti, è derivato da quello della Serie 1; la lunghezza è di 4,45 metri e il passo misura 2,76 metri . Si può dire che la X1 sia un compromesso fra la station wagon compatta e il SUV: proprio quello che ancora mancava nella gamma della Casa dell'Elica.

di Francesco Giorgi
10/09/2009

 

 

 

Le più importanti novità del Codice della Strada

Torna ad affacciarsi la discussione sulle modifiche al Testo Unico per il Codice della Strada. Ecco quelle principali

Codice della Strada, atto secondo. Riprenderanno domani le discussioni sulle modifiche al Codice della Strada. Si tratta di un disegno di legge composto da 60 voci che, se approvate, modificherebbero in maniera piuttosto profonda l'attuale normativa per gli utenti della strada.

Tra le variazioni da evidenziare, si segnala l'abbassamento dell'età a 17 anni per il conseguimento del foglio rosa. Pugno di ferro poi sulla guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti. Diffusione dell'utilizzo del Tutor in autostrada con un contestuale aumento del limite di velocità portato a 150 km/h nei tratti in cui la fotocamera è presente, possibilità di rateizzare l'importo delle contravvenzioni, conferimento di strumenti più efficaci di controllo stradale alle forze di polizia, debutto a bordo degli autoveicoli della scatola nera, maggiore tutela per gli animali in caso di incidente stradale. Ecco, punto per punto, gli argomenti di discussione che, dopo il parere positivo della Camera dei Deputati, saranno affrontati in Senato.

Baby guidatori

Potrebbe essere una bella novità per i diciasettenni italiani, non c'è che dire. Un provvedimento già utilizzato da diversi anni in altre Nazioni, e che anticiperebbe di un anno la possibilità di guidare. Naturalmente si parla anche di tanta severità in più nei controlli, per assicurare l'opportuno livello di sicurezza. La proposta di modifica dell'età minima per il conseguimento del foglio rosa procede di pari passo con la necessità di fare molta attenzione nei primi 3 anni dal conseguimento della patente. Ai "praticanti al volante", infatti, sarebbero riservate pene più severe: sospensioni del documento di guida più lunghe di un terzo, alla prima infrazione, e della metà per le infrazioni successive.

Tolleranza zero su alcol e droga

Mettersi alla guida dopo avere bevuto potrà costare molto caro. Soprattutto ai neopatentati. Le modifiche, al riguardo, prevedono "tolleranza zero". Nei primi 3 anni di patente, chi viene sottoposto all'alcol test e viene riscontrato un tasso anche di 0,1 è già fuori legge. In questo caso la sanzione prevista è di 155 euro, che raddoppiano a 310 se si provoca un incidente.

Tutto questo, fermo restando l'attuale limite di 0,50 grammi di alcol per litro di sangue come tetto massimo: multe comprese tra 500 e 2.000 euro (se lo sforamento è inferiore a 0,8 di tasso alcolemico) e sospensione della patente da 3 a 6 mesi, con raddoppiamento delle sanzioni e fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni se si provoca un incidente; multa da 800 a 3.200 euro e sospensione della patente fino a due anni se il tasso di alcol nel sangue è tra 0,8 e 1,5 (con pene raddoppiate in caso di incidente e fermo del veicolo per 180 giorni); pena massima, da 1.500 a 6.000 euro, ritiro immediato della patente, arresto da sei mesi a un anno (con pene raddoppiate e ritiro della patente per 5 anni se si provoca un incidente) se il responso dell'alcolimetro rivela un indice superiore a 1,5.

C'è il Tutor? Il limite si alza a 150 km/h

130 km/h è poco? Il disegno di legge prevede un innalzamento del limite a 150 km/h , ma solo nei tratti nei quali la velocità di un veicolo possa essere rilevata in diversi punti per acquisire il valore medio attraverso il Tutor. Secondo la modifica al testo di legge, la multa per chi viene fotografato oltre 40 km/h del limite massimo sarà compresa tra 500 e 2.000 euro e da 779 a 3.119 se la velocità è superiore di 60 km/h . Per contro diminuiranno i punti sottratti dalla patente: 3 punti in meno (anziché 5) se si superano i limiti da 10 a 40 km/h , 5 punti in meno (invece di 10) se il superamento del limite è compreso tra 40 a 60 km/h e 10 punti in meno se si supera di 60 km/h il limite massimo.

Stop ai "furbetti del Comune"

Le modifiche al Testo Unico prevedono di eliminare l'interesse da parte dei Comuni di fare cassa attraverso le multe comminate con gli Autovelox posizionati a sorpresa. Con il via libera al nuovo Codice della Strada, infatti, l'apparecchio dovrà essere installato nelle strade extraurbane a non più di un km dal segnale che riporta il limite di velocità. Inoltre, gli importi delle multe andrebbero a beneficio degli enti proprietari delle strade (non più, dunque, alle aziende che hanno installato l'Autovelox).

Multe a rate

Con il nuovo Codice della Strada, gli importi delle multe potranno essere frazionati nel pagamento, in base alla fascia di reddito alla quale si appartiene. In particolare, se l'automobilista sanzionato dimostra di avere un reddito inferiore a 10.628 euro e la multa da pagare supera 400 euro, potrà chiedere di rateizzarne il pagamento fino a 60 quote. Invece diminuiscono i tempi utili per fare ricorso: dagli attuali 150 a 90 giorni.

Più strumenti di controllo alla polizia

Le modifiche al Codice della Strada prevedono più strumenti di controllo per la polizia. Secondo le modifiche al Testo Unico si garantirà una maggiore presenza di Polizia municipale e Polizia stradale. I Comuni con oltre 5.000 abitanti e almeno 5 vigili in servizio riceveranno contributi per l'acquisto di alcolimetri.

La "scatola nera" debutta sulle auto

Il Sottosegretario ai Trasporti Roberto Castelli, durante la Conferenza sul Traffico di Stresa, è tornato alla carica con l'esigenza di montare sulle vetture le scatole nere, un dispositivo simile a quello utilizzato sugli aerei che, collegato alla centralina dell'auto, permette di registrare eventuali anomalie che hanno potuto provocare un incidente.

Animali: non dimentichiamoci di loro

Il soccorso non va prestato solo alle persone coinvolte in un incidente, ma anche agli animali. Non farlo potrebbe costare caro. Se un automobilista sarà responsabile dell'investimento di un animale, dovrà fermarsi per soccorrerlo e chiamare un veterinario. In caso contrario, sono previste sanzioni da 78 a 1.559 euro.

di Francesco Giorgi
10/11/2009

 

 

Ausiliari della sosta

PER L'AIPARK VANNO TUTELATI

Pubblicata il 18/12/2009

Non troppo simpatici agli automobilisti, poco tutelati dalle istituzioni che prima li hanno fortemente voluti come supporto ai vigili, poi li hanno relegati a meri controllori "degli spazi contrassegnati dalle linee blu o da altra segnaletica orizzontale" (sentenza n° 5621 della Cassazione, depositata il 3 febbraio scorso), gli ausiliari della sosta sembrano aver finalmente trovato un sostegno concreto.

L'Airpark, associazione nazionale che riunisce i gestori di parcheggio, ha infatti denunciato il degrado subito dal controllo delle aree di sosta a pagamento in concessione, proprio a causa dell'incertezza sul ruolo degli ausiliari della sosta. Secondo l'associazione, gli organici della Municipale non sono sufficienti a controllare anche tutte le aree di competenza degli ausiliari.

Inoltre, la sentenza 22676/09 differenzia gli ausiliari dipendenti diretti del Comune (una ristretta minoranza, secondo l'Airpark) con ampi poteri sanzionatori, da quelli dipendenti delle società concessionarie. "Questa sentenza - ha detto Marco Medeghini, presidente Airpark - è a nostro parere controproducente, perché induce i cittadini a pensare che gli ausiliari del traffico possano essere di serie A o B, pur in presenza della stessa nomina da parte del sindaco". Senza contare che i dipendenti delle società concessionarie vedono il loro futuro lavorativo compromesso da orari ridottissimi o addirittura rischiano di perdere il posto.

"Si parla probabilmente - ha concluso Medeghini - di qualche migliaio di persone che, pur solitamente invise all'opinione pubblica, svolgono un lavoro meritorio di rispetto delle regole e assicurano, con la loro presenza, anche un buon indice di sicurezza sulla strada. Forse, il problema merita qualche ripensamento a livello legislativo".

 

 

 

 

"Semafori intelligenti"

MULTE NON VALIDE

Pubblicata il 03/12/2009

Da anni si sa che i cosiddetti "semafori intelligenti", quelli che diventano rossi quando si superano i limiti di velocità, sono fuorilegge. Il ministero lo ribadisce, ne raccomanda lo spegnimento, "avverte" i comuni che potranno essere ritenuti responsabili di incidenti e danni causati dal loro utilizzo, ricorda che non si può sanzionare una violazione della velocità rallentando i veicoli che stanno transitando.

Le amministrazioni locali, però, fanno spallucce e continuano a usarli come se nulla fosse. E magari li utilizzano anche per fare multe (automatiche) a chi non si ferma davanti a uno di questi semafori piazzati in pieno rettilineo (forse perché dietro quegli apparecchi ci sono ditte private pagate a percentuale che hanno tutto l'interesse a fare più multe possibile, anche dove non si potrebbe, anche quando non si potrebbe?).

Adesso, finalmente, ci pensa la Cassazione a dire che quelle multe proprio non si possono fare: se si passa col rosso a un semaforo intelligente il verbale è da annullare (Corte di cassazione, sez. II, civ., - sentenza n. 24248 del 17 novembre 2009). Il Codice della strada, scrive la suprema corte, "contempla non qualsiasi ipotesi di mancato rispetto del segnale costituito dalla luce rossa di un semaforo, bensì soltanto quella di attraversamento di un incrocio".

Insomma, i giudici del "palazzaccio" in un colpo solo censurano l'operato del Comune, della Polizia municipale e del giudice di pace di Pontassieve che, nel 2005, aveva respinto il ricorso di un automobilista multato da uno di questi stupidi semafori intelligenti. "Il giudice di pace non si è attenuto a tale principio di diritto", scrive la suprema corte, e "non ha previamente accertato se l'illecito fosse stato commesso a un incrocio". Giustizia è fatta. Una lezione per quei giudici, troppi purtroppo, che i ricorsi li respingono per principio, senza nemmeno leggerli.

Mario Rossi

Mezzi sottoposti a fermo

NUOVA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

  • Pubblicata il 23/11/2009

 

Non vi sono conseguenze penali in caso di violazione delle ganasce fiscali. Lo ha confermato la corte di cassazione (sentenza n. 44498) respingendo il ricorso della procura della repubblica di Napoli contro un ventottenne partenopeo che continuava a utilizzare il motorino nonostante il mezzo fosse sottoposto a fermo amministrativo.

La procura aveva accusato l'uomo di sottrazione di cose sottoposte a sequestro (articolo 334 del codice penale), ma il tribunale partenopeo lo aveva assolto perché il fatto non sussiste. Il ricorso della pubblica accusa contro la sentenza è arrivato di fronte alla suprema corte che però ha confermato le motivazioni del tribunale: "il fermo va qualificato come sanzione amministrativa accessoria e non in misura cautelare e, pertanto, esso non assolve ad alcuna funzione di garanzia rispetto al depauperamento del bene".

Niente reato, insomma, ma confermata la natura di violazione amministrativa: la circolazione con un veicolo sottoposto a fermo (articolo 214 del codice della strada) comporta una sanzione di ben 714 euro e il sequestro del veicolo per confisca, sequestro che però gli agenti di polizia stradale non dispongono se il fermo è di natura fiscale (in quel caso se ne occupa direttamente il concessionario della riscossione). (M.R)

Corte di Cassazione

STRISCE: IL PEDONE HA SEMPRE RAGIONE

Pubblicata il 26/10/2009

Una sentenza della terza sezione civile della Cassazione (n. 20949 del 30/09/2009) ha ribaltato quanto finora si sapeva (e si dava per assodato) in materia di diritti dei pedoni. Secondo quanto stabilito da questo pronunciamento, il pedone ha "certamente" la precedenza quando attraversa le strisce pedonali, le cosiddette zebre.

Questo orientamento contrasta con quanto sinora accettato e stabilito anche da precedenti sentenze della Suprema Corte: l'obbligo per i veicoli di moderare la velocità in prossimità delle zebre senza dover necessariamente fermarsi, a meno che non si abbia avvistato un pedone chiaramente in procinto di attraversarle o già su di esse. Come si può intuire, questa interpretazione, chiamando in causa non solo la condotta dell'automobilista, ma anche il comportamento del pedone, rende possibile l'addebito di una percentuale di colpa a carico del secondo anche quando investito.

La sentenza 20949, invece, nell'escludere qualunque possibilità di colpa per il pedone, stabilisce che l'attraversamento delle zebre non dev'essere un momento in cui automobilista e pedone si studiano per capire le reciproche intenzioni. "Il conducente", si legge inoltre nel disposto, "nell'approssimarsi alle strisce pedonali, deve avere chiara consapevolezza che deve non solo dare la precedenza, ma anche tenere un comportamento idoneo a ingenerare nel pedone la sicurezza che possa attraversare senza rischi".

In altre parole: l'automobilista non può ritenere una facoltà il suo obbligo di dare la precedenza ai pedoni sulle strisce, e questi ultimi non devono attraversarle compiendo un temerario atto di coraggio.

Cosimo Murianni

Libretto rosso

PER TROVARE L'ASSICURAZIONE CHE CONVIENE

  • Pubblicata il 23/10/2009

 

Libretto rosso

Se volete risparmiare sulla polizza assicurativa della vostra auto, scordatevi l'abitudine di rivolgervi sempre alla stessa agenzia e la fedeltà alla vecchia Compagnia. Spendete un po' del vostro tempo per fare i preventivi e senza neppure la necessità di muoversi da casa: con Internet è possibile trovare le tariffe più convenienti e quindi scegliere la Compagnia di volta in volta più interessante. È questa una delle indicazioni più sorprendenti che emerge dall'edizione 2009 del "Libretto rosso delle assicurazioni" allegato a "Quattroruote" di novembre.

In un anno l'incremento medio delle polizze analizzate è stato dell'8,6%, ma se si considerano la tariffe migliori (quelle che nelle varie province e per i diversi profili di rischio stanno al primo posto) sono aumentate molto meno, solo dell'1,2%. All'estremo opposto, invece, le tariffe peggiori, quelle che sono confinate all'ultimo posto nelle tabelle del Libretto, hanno fatto un balzo all'insù dell'81,2%. Ecco spiegato perché, se si vuole risparmiare, occorre avere voglia di cercare l'offerta migliore.

Come ogni anno, il "Libretto rosso" analizza l'offerta tariffaria per i sei profili più comuni in tutti i 107 capoluoghi di provincia italiani. L'edizione 2009 contiene ben 18.515 tariffe. L'importo medio è di 817 euro, contro i 752 dell'edizione 2008, quindi con un aumento di 65 euro. La tariffa più bassa in assoluto è quella chiesta da Genialloyd ad Aosta, con 175 euro per il profilo di un uomo di 40 anni che guida un'auto compatta 1.600 turbodiesel. All'opposto troviamo i 6.376 euro previsti da Zurich Connect a Caserta per un giovane di 24 anni con una monovolume 1.900 turbodiesel.

Facendo un rapido giro d'Italia, si scopre che la città dove i premi richiesti sono i più bassi, è Aosta con una media di 539 euro, al contrario la città dove essere automobilisti costa più sacrifici è Napoli dove si pagano 1.522 euro. Se invece si vuole considerare l'incremento anno su anno, la città più virtuosa è Gorizia, dove la media delle tariffe è aumentata solo del 3,3%, all'opposto si trova Avellino con un salasso del 18,7%.

 

 

 

Incentivi 2010

ULTIMA TORNATA E BONUS PIÙ BASSI

  • Pubblicata il 10/12/2009

 

Il Governo stringe sugli incentivi 2010. Che, è stato annunciato, non troveranno spazio nella Finanziaria attualmente in discussione in Parlamento né in un decreto "milleproroghe" di fine anno. Il Governo li inserirà, come lo scorso febbraio, in un decreto ad hoc di sostegno di alcuni settori produttivi ed economici (auto, elettrodomestici eccetera) che dovrebbe vedere la luce a gennaio.

Non soltanto. Il bonus per chi rottamerà una vecchia auto e ne acquisterà una nuova dovrebbe essere inferiore a quello attualmente in vigore di 1.500 euro. "Bisogna tener presente", ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, "che gli incentivi sono un doping, che possono creare problemi" e, dulcis in fundo, che nel 2010 "dovranno essere inferiori, per rientrare alla normalità nel 2011". Come dire che la quarta tornata di incentivi, quella del prossimo anno, potrebbe essere l'ultima.

Mario Rossi

 

 

 

Modifiche al Codice

TORNERANNO ALLA CAMERA

Pubblicata il 17/09/2009

I 45 articoli di modifiche al Codice della strada non passeranno "indenni" al vaglio della commissione Lavori Pubblici del Senato e, pertanto, dovranno tornare alla Camera per una nuova approvazione. Lo ha annunciato il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, in un incontro sulle novità relative alla sicurezza introdotte nel Codice organizzato a Milano da ASC GuidaSicura Quattroruote e da "TuttoTrasporti", rivista della nostra Casa editrice. "La Commissione Lavori Pubblici del Senato", ha spiegato Giachino, "ha appena iniziato il dibattito sul testo di modifica al Codice approvato all'unanimità dalla Commissione Trasporti della Camera".

Il sottosegretario, rivendicata l'importanza del lavoro svolto dall'attuale Governo in tema di sicurezza, ha poi aggiunto che "nel testo c'è ancora qualcosa di sbagliato, che potrà essere corretto. Per esempio, al Senato interverremo di sicuro per modificare la norma che prevede la decurtazione di punti patente a chi commette infrazioni in bicicletta. Ma se ci saranno altre proposte migliorative, siamo pronti ad accoglierle: ci sono ancora spazi per intervenire".

L'apertura all'introduzione di correttivi, per altro necessari, comporta però un ulteriore allungamento dei tempi di approvazione: solo dopo un terzo passaggio alla Camera, infatti, il provvedimento diventerà legge. La volontà politica di proseguire sulla strada della sicurezza stradale, però, c'è: lo dimostra, se non altro, l'approvazione "bipartisan" ottenuta dal testo nel precedente passaggio alla Commissione Trasporti della Camera. Il Governo si sta dimostrando particolarmente attento a questi temi, come ha rilevato nel corso del dibattito anche Giuseppina della Pepa, segretario generale dell'Anita (associazione nazionale delle imprese di trasporto) che ha ricordato come siano stati finalmente stanziati fondi significativi per la formazione degli autisti professionisti. Un tema che sta molto a cuore a Paolo Mauri, amministratore delegato di ASC GuidaSicura Quattroruote, primo centro in Italia a essersi dotato di sofisticati simulatori di guida di mezzi pesanti: "Dovremmo imparare dal mondo dell'aeronautica", ha ricordato, "dove ogni sei mesi i piloti si addestrano coi simulatori ad affrontare le situazioni di emergenza".

E che quella della sicurezza stradale sia un'emergenza è un fatto fuori discussione, nonostante, come ha ricordato il Comandante del Compartimento Lombardia della Polizia stradale Giovanni Di Salvio, i dati sul numero di incidenti e di vittime negli ultimi anni siano confortanti: perché i provvedimenti siano efficaci, ha sottolineato Marco Ponti, docente di Economia dei Trasporti al Politecnico di Milano, serve la "certezza statistica della pena", ovvero la consapevolezza dell'elevata probabilità di essere sanzionati. Un dato che, in Italia, ancora non c'è e che spiega, secondo Ponti, il calo dell'efficacia del meccanismo della patente a punti. (E.D.)

Forse entro ottobre

STORICHE: LA SOGLIA PASSA A 25 ANNI

Pubblicata il 07/09/2009

Da tempo si parla di novità per quanto riguarda il settore delle auto storiche, con diverse proposte di legge (alleghiamo il testo originale del disegno di legge del senatore Filippo Berselli) che si sono arenate per una ragione o per l'altra.

Potrebbe però essere la volta buona, addirittura questione di alcune settimane, come ci ha confermato in un'intervista l'avvocato Roberto Loi, da anni presidente dell'Asi (Automotoclub storico italiano). La speranza è che entro ottobre, o almeno verso la fine del 2009, possa essere terminato l'iter legislativo, che ha marciato fino a marzo per poi fermarsi.

Abbiamo ottenuto da Roberto Loi (nella foto) chiarimenti su alcuni degli argomenti che più interessano i possessori di auto storiche. Ecco qui sotto i punti salienti.

1) Oggi sono considerate storiche le auto con almeno 20 anni, mentre in Europa tale limite è ormai fissato quasi sempre a 30 anni. Il nuovo limite d'età in Italia sarà aumentato a 25 anni. Tuttavia per le auto già certificate come storiche i diritti acquisiti saranno fatti salvi (in altre parole, anche se con meno di 25 anni le vetture già d'interesse storico continueranno a godere dei benefici in termini di esenzione dalla tassa possesso e delle convenzioni per l'assicurazione Rc).

2) Sarà conservata la possibilità di reimmatricolare una vettura storica priva di targhe e/o di documenti. Nel caso la vettura abbia le targhe ma sia priva di documenti, si potrà reimmatricolare conservando le targhe originali, senza doverle sostituire con le quelle bianche d'ultima generazione.

3) Sarà possibile immatricolare in Italia una vettura storica acquistata nell'Unione Europea conservando le targhe estere originali (oggi si devono sostituire con quelle italiane entro 12 mesi dall'importazione).

4) Dal momento che alcune prove tecniche (per esempio quelle di frenata) messe a punto per effettuare la verifica delle auto moderne nel corso delle revisioni periodiche difficilmente sarebbero superabili da alcune tipologie di vetture (in particolare quelle con oltre 50 anni d'anzianità) si è deciso d'effettuare tali verifiche tecniche sulla base delle prescrizioni tecniche valide all'epoca della produzione delle vetture.

Si era parlato di cambiamenti, che avrebbero consentito d'effettuare la revisione delle vetture di interesse storico esclusivamente presso uno dei centri prova del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, invece sarà quasi certamente possibile continuare a revisionarle presso alcuni centri privati convenzionati con alcuni Club di auto storiche. In seguito la questione sarà chiarita meglio.

Assicurazioni fantasma

QUESTE IN ITALIA NON POSSONO OPERARE

Pubblicata il 26/08/2009

L'Isvap (l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) ha reso noto che in Italia sono state vendute polizze di alcune Compagnie tedesche e polacche che non risultano autorizzate all'esercizio della Rc auto nel nostro Paese. Queste imprese, infatti, pur risultando attive nelle nazioni di origine, non hanno mai chiesto di operare in Italia.

E siccome non dispongono di una rappresentanza per la gestione degli incidenti, né di un'adesione all'Uci e al Fondo di garanzia per le vittime della strada, la loro attività va considerata irregolare. In caso d'incidente, all'avente diritto al risarcimento non resta che rivalersi nei confronti del conducente e del proprietario del veicolo che ha cagionato il danno.

L'Isvap raccomanda sempre di verificare che le polizze Rc auto siano emesse da Compagnie regolarmente autorizzate ad assicurare in Italia. L'elenco può essere consultato sul sito www.isvap.it o telefonando alla sede dell'Autorità (via del Quirinale, 21 - Roma) allo 06-421331.

Per quanti avessero il sospetto di aver comperato una di queste polizze irregolari, ecco i riferimenti dati dall'Isvap:

- Allianz Versicherungs AG - Koenigstrasse, 28 - Monaco di Baviera
- Helvetia Schweizerische Versicherungsgesellschaft AG/ Helvetia Versicherungs AG - Berlinerstrasse, 56/58 - Francoforte
- Wurtembergische Partner von Wustenrot - Gutenbergstrasse, 30 - Stoccarda
- Warta Towarzystwo Ubezpieczen Reasekuracji SA - Chmiena, 85/87 - Varsavia
- Powszechny Zaklad Ubezpieczen (PZU) SA - Jana Pawla II, 24 - Varsavia


Questo invece l'elenco di altre Compagnie "fantasma" fornito in precedenza sempre dall'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni:

Achmea Assicurazioni SpA
Agf
Alians Assicurazioni
Apal
Argonaftiki
Armoniosa SpA
Astra Assicurazioni Generali
Black Sea and Baltic General Insurance Company Ltd
British Marine Mutuall Insurance Ltd
British Marine Mutuall P&I Insurance Ltd
Chubb Insurance Company SA
Compagnia di Assicurazioni Titano SpA (con sede nella Repubblica di San Marino) Edile SpA
Europa Assicurazioni SpA
Europe Insurance
European Insurance Service Ltd.
Globins Ltd, Intermediazione di Marketing fra compagnie di assicurazione e riassicurazione
Intercontinentale Assicurazioni SpA
Kelion Previdenza
La Gedea Assicurazioni SpA
Link Assicurazioni
Lodygiana Assicurazioni SpA
LV - Le Valli Assicurazioni
Manuela Assurance Temporaries
Marketrends Insurance
Mutua assicurazioni Sardegna
Mutua Sardegna Assicurazioni
Namuro Aktiengesellschaft SA
Nuova Assitali SpA
Omnipol Assicurazioni Italia SpA o Omnipol Assicurazioni Low Cost
Polaris Assicurazioni SpA
Proodeftiki Aeaz
Proodeytiki Società Anonima contro i danni
Royal Adriatico/Royal Adriatica
Royale Belgique SpA.
Royale Belgique, Società di Assicurazioni SpA
S.N.A. - Società Nuova Assicuratrice
Siac Assicurazioni SpA
Titano SpA (con sede a Palermo)
Uni One Assicurazioni UK Ltd - Compagnia di Cauzioni e Fideiussioni
Uniroyal Insurance

 

Circolare autovelox

ORA È TUTTO CHIARO... SI SPERA

Pubblicata il 24/08/2009

In Italia non c'è nulla di più inedito dell'edito, ironizzava negli anni 50 Mario Missiroli. La massima dell'allora direttore del "Corriere della Sera" si conferma nella cosiddetta "circolare autovelox", firmata il 14 agosto scorso dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Un provvedimento che altro non è che una "summa" di tutte le norme, le circolari e i pareri ministeriali sulla spinosa materia dei controlli elettronici della velocità.

Tutte cose già note, insomma, ma finalmente riassunte e chiarite in un'unica direttiva che fa piazza pulita di tutta la "carta" prodotta negli ultimi anni. E che, soprattutto, sgombra il campo da dubbi e interpretazioni di comodo. Una specie di codice dell'autovelox, una sorta di manuale per un suo corretto utilizzo, chiaramente destinato ai comandi di Polizia municipale finiti sulla graticola, e spesso nelle maglie della giustizia, per l'uso disinvolto, diciamo così, che degli occhi elettronici hanno fatto a partire dagli anni 90.

In sintesi, la direttiva sottolinea che gli autovelox utilizzati su strada devono essere preventivamente approvati dal ministero, che devono essere sottoposti periodicamente ai controlli previsti dal costruttore, che quelli utilizzati in modalità automatica devono essere sottoposti a taratura annuale, che tutte le misurazioni sono ridotte del 5% in favore del trasgressore (tolleranza), che gli apparecchi possono essere acquistati, noleggiati o presi in leasing ma l'attività di controllo non può essere delegata ai privati, ai quali potrà invece essere affidata tutta l'attività complementare ma sulla base di un corrispettivo non calcolato in percentuale sulle multe incassate.

Infine, chiarito - speriamo definitivamente - che la segnaletica di preavviso del controllo di velocità può essere collocata in maniera stabile solo in presenza di impianti fissi. Via tutti i cartelli inutili, insomma.

Guida contromano

IN SEI MESI 97 EPISODI E TREDICI VITTIME

Pubblicata il 19/08/2009

L'Osservatorio il Centauro-Asaps continua a monitorare il fenomeno del contromano stradale con metodi di indagine sempre più raffinati. Tra gennaio e giugno di quest'anno, gli episodi censiti sono stati 97, nove dei quali (corrispondenti al 9,3% del totale) hanno provocato 13 vittime.

Ben 70 veicoli contromano (72,2%), la maggior parte dei quali in contesti di viabilità a senso unico di tipo ordinario (in larga parte urbana), sono stati bloccati dalle forze di Polizia, scongiurando così il pericolo di esiti mortali o di lesioni gravi. Dei restanti 27 episodi, caratterizzati da dinamiche più pericolose e conlusioni ben diverse, come si è visto, nove sono risultati mortali (con un totale di 13 vittime). In altri quattro, nonostante l'intervento degli agenti, sono stati comunque registrati feriti. In tutto, dunque, 31 eventi (32%) che hanno portato al ferimento di 95 persone.

Lo scenario più pericoloso per questo tipo di fenomeno resta la strada con carreggiata separata, quella cioè nella quale la guida contromano può proseguire più a lungo rispetto alla "semplice" invasione della corsia opposta o vietata che viene registrata sulle arterie ordinarie. Per la prima volta, però, gli eventi rilevati su viabilità ordinaria hanno superato quelli autostradali: 54 episodi (55,7%) contro 43 (44,3%). Ma il confronto con letalità ed eventi del primo semestre 2008 parla chiaro: al di fuori delle autostrade (dove sono state intraprese opere di messa in sicurezza suggerite anche dall'Asaps) il fenomeno è in crescita.

In 33 occasioni (34%) è stata accertata l'ebbrezza dei conducenti, mentre in altre 21 (21,6%) gli autori delle manovre sono risultati avere un'età superiore ai 65 anni. Se l'alcol può spingere l'automobilista verso questo tipo di situazioni, anche l'età, dunque, ha il suo peso: l'anziano può perdere l'orientamento, può cadere in errore e non riuscire a porvi rimedio. In tre casi (parliamo del 3,1%) il "contromano" è stato originato da persone affette da patologie di tipo psichiatrico, in particolare da stati di agitazione psico-motoria. Consistente anche la presenza di cittadini stranieri al volante di auto "impazzite", per un totale di 26 eventi (26,8%).

La guida contromano, comunque, è sovente conseguenza di operazioni di polizia giudiziaria ossia del tentativo di sottrarsi a controlli o cattura da parte delle forze di Polizia. Nel primo semestre del 2009, sono stati rilevati in tutto 21 episodi di questo tipo (21,6%).

La regione in cui è stato registrato il maggior numero di eventi è la Lombardia (13), seguita a sorpresa dalla Liguria (in cui probabilmente sono da rivedere molti svincoli autostradali) con 12 episodi. Al terzo posto la Toscana, con nove casi. Seguono Lazio, Sicilia e Veneto con otto e l'Emilia Romagna con sette. Infine, un accenno agli episodi "fantasma": due (2,1%) di cui è giunta segnalazione alle centrali operative di 113 e 112, ma per i quali non è stato possibile rintracciare gli autori.

 

 

 

Mb

  Videoinforma :  www marcobava.tk