|
| |
AUTO ELETTRICA, LE
AGEVOLAZIONI DELL'AUTORITÀ...
Dal "Corriere
della Sera" - Per sostenere la diffusione dell'auto elettrica
si muove anche l'Autorità per l'energia di Alessandro Ortis. È entrata in
vigore da gennaio una nuova tariffa di rete che è stata riservata alla
ricarica delle auto elettriche nei centri urbani e in altri luoghi aperti al
pubblico. L'Autorità ha previsto inoltre semplificazioni e agevolazioni per
la realizzazione di alcuni progetti mirati di sperimentazione che verranno
selezionati entro il 30 aprile. I prezzi dell'elettricità per i veicoli
saranno frutto del confronto tra le diverse offerte in concorrenza sul
mercato liberalizzato. «Dopo il provvedimento che ha consentito di eliminare
i vincoli all'installazione di un secondo contatore per le ricariche private
presso le utenze domestiche- ha sottolineato Ortis - la nuova delibera
faciliterà anche soluzioni per le ricariche in luoghi aperti al pubblico»10-01-2011]
|
Autovelox: da oggi inizia l'invasione?
Una sentenza della corte di Cassazione lascia le forze
dell'ordine libere di sistemare l'autovelox senza alcun
limite di collocazione
Le sentenze della
Cassazione sulla gestione degli
autovelox sembra non abbiano mai fine. L'ultima
puntata riguarda l'annullamento di una
sentenza del Tribunale di Locri, che a sua volta aveva
annullato una multa per eccesso di velocità
rilevata in Calabria. In altre parole, la
contravvenzione è valida.
Ecco la motivazione: "L'inserimento del tratto stradale
in un decreto prefettizio è condizione di legittimità
dell'utilizzo delle sole apparecchiature di verifica a
distanza delle infrazioni, non anche di quelle
'direttamente gestite' - come in questo caso - dagli
organi di polizia''.
La suprema corte in sostanza ha liberalizzato
l'uso dei laser per rilevare la velocità delle
auto da parte delle
forze dell'ordine, purché lo gestiscano loro
stessi direttamente. Per questo motivo,
l'apparecchio può essere messo in qualunque
punto di qualsiasi strada, prescindendo dunque
dalle aree in precedenza individuate dai decreti del
prefetto.
Inoltre, viene ribadito che la contestazione
dell'infrazione può non essere contestuale
al momento in cui si rileva l'infrazione, come ormai
sanno molti automobilisti italiani che si vedono
recapitare a casa una raccomandata con la
contravvenzione, senza magari ricordarsi il luogo e il
momento in cui è stata presa.
Con questa decisione la Cassazione torna anche sul tema
dell'omologazione delle apparecchiature
destinate all'accertamento delle infrazioni stradali: in
prima istanza, il tribunale di Locri aveva ritenuto che
non fosse stata rispettata la legge, dato che
l'apparecchio utilizzato dalla pattuglia della polizia
non risultava omologato singolarmente. La suprema corte,
invece, ha precisato che "l'omologazione si riferisce al
tipo di apparecchiatura e non a ciascun esemplare di
essa.
di
Andrea Barbieri Carones
13/10/2010
|
.D. Power
Pubblicata il 21/06/2010 La Hyundai Accent è al primo
posto nel segmento B. L'Honda Accord Crosstour è
risultata prima fra le crossover. La Porsche Panamera.
La Casa di Stoccarda è la prima nella classifica di
soddifazione per marca.
La
JD Power and Associates, azienda statunitense attiva
nelle ricerche di mercato, ha diffuso i risultati della
"Initial Quality Study 2010", ovvero l'analisi del
comportamento nei primi tre mesi di vita delle vetture
nuove vendute negli Stati Uniti.
Soddisfazione iniziale. Un periodo breve rispetto alla
vita della vettura, perché la ricerca vuole sottolineare
proprio la soddisfazione iniziale dei proprietari,
basata non soltanto sugli eventuali difetti, ma anche su
un ampio spettro di caratteristiche dell'auto e della
rete di vendita. Da notare che i questionari sono stati
compilati da 82.000 consumatori statunitensi tra
febbraio e maggio, quindi nel pieno della vicenda dei
richiami Honda (airbag) e Toyota-Lexus (difetti al
pedale acceleratore e all'Abs di alcuni modelli ibridi).
Ciononostante le marche giapponesi primeggiano nelle
loro categorie d'appartenenza, anche con modelli
interessati dalle campagne di richiamo. Ricordiamo che
Acura è un marchio Honda, Scion appartiene a Toyota e
Infiniti è la divisione di lusso di Nissan.
La classifica per modelli, però, non racconta tutta la
verità. In quella per marche, guidata dalla Porsche, la
Toyota è in crisi e precipita dal sesto al ventunesimo
posto, preceduta da Scion e Mazda. Nissan va un po'
meglio, piazzandosi alla sedicesima posizione, sempre
sotto la media. Tra le giapponesi, meglio della media
fanno solo i marchi di lusso Acura (secondo), Lexus
(quarto) e Infiniti (nono).
Costruttori stranieri. La JD Power and Associates
sottolinea poi il miglioramento delle Case statunitensi,
che per la prima volta hanno mostrato maggior qualità
dei costruttori stranieri, mentre nella classifica degli
stabilimenti di assemblaggio il primo premio è stato
assegnato a quello di East London (Sudafrica) della
Daimler, dove vengono assemblate le Mercedes Classe C
destinate agli Usa. Di seguito la classifica delle prime
tre di ogni segmento, mentre cliccando
qui trovate la classifica per marca, costruita in
base al numero di difetti ogni cento vetture. E.B
|
Auto blu
Pubblicata il 25/06/2010 L'apertura del nostro servizio
su "Quattroruote" di luglio.
L'inchiesta pubblicata su "Quattroruote" di luglio in
merito alle numerose auto blu prive di registrazione al
Pra sta suscitando interesse e polemiche. Tutto era nato
dalla una segnalazione di un lettore che, vittima di un
lieve incidente, aveva scoperto che la vettura coinvolta
non risultava iscritta al Pra e quindi non era possibile
risalire al nome del proprietario per chiedere il
risalcimento del danno subito, a meno di spendere i
soldi per un avvocato. La nostra indagine, condotta su
un campione di auto blu in circolazione a Roma, ha
rivelato che almeno un quarto delle vetture di servizio
esaminate da "Quattroruote" era priva di registrazione
al Pubblico registro.
Ora, in una nota, il Ministero delle Infrastrutture
afferma che "la Motorizzazione Civile rilascia le
informazioni ai soggetti interessati e che ritualmente e
in maniera motivata esercitino il diritto di accesso":
in sostanze, sostiene che chi desidera conoscere il nome
del proprietario di un'auto non registrata al Pra, ma
figurante negli archivi della Motorizzazione, può
ottenere questa informazione "senza dover far ricorso ad
un avvocato a uno studio legale".
Prendiamo atto della precisazione, ma dobbiamo ribadire
che le cose non funzionano così. Almeno a Milano, dove,
a fronte di una nostra precisa richiesta relativa alle
auto blu, corredata dagli esiti negativi delle visure
effettuate presso il Pra della stessa città, il
personale degli uffici della Motorizzazione Civile di
via Cilea, al quale ci siamo rivolti lunedì 7 giugno
alle ore 8.45, ha inizialmente risposto chiedendoci se
operavamo per conto di uno studio legale; a fronte del
nostro diniego, ha gentilmente replicato che, per
ottenere le informazioni desiderate, dovevamo produrre
la "richiesta motivata da parte di uno studio legale o
di un avvocato", insieme alla modulistica abitualmente
utilizzata per questo tipo di operazioni
|
Pedaggi autostradali
ARRIVANO GLI AUMENTI
Il
1° luglio arrivano i rincari autostradali previsti dalla
manovra finanziaria.
Se il prossimo
week-end, al casello, vi sentirete chiedere di più, non
sarà per un errore: semplicemente da domani, 1° luglio,
saranno entrati in vigore gli aumenti dei pedaggi
previsti dalla manovra finanziaria varata dal Governo.
Si tratta di due tipi di aumenti:
- Aumento di un millesimo di euro al chilometro per auto
e moto su tutte le autostrade per l'incremento dei
canoni dovuti dalle società di gestione all'Anas;
- Maggiorazione di un euro del pedaggio per auto e moto
presso i caselli interconnessi con le autostrade e i
raccordi Anas (con un massimo però del 25% del pedaggio
già dovuto). Questo incremento è provvisorio,
nell'attesa che vengano definite le modalità di esazione
del pedaggio sulle 22 tratte a gestione Anas già
individuate.
Ma non è tutto: il 1° gennaio 2011 si ricomincia. Ai
consueti rincari tariffari, autorizzati dall'Anas sulla
base del rispetto dei piani finanziari delle società di
gestione, questa volta si aggiungerà un incremento di 2
millesimi al chilometro del canone Anas, introdotto
sempre dalla stessa manovra al vaglio in questi giorni
del Parlamento. E.D.
Ecco l'elenco completo dei caselli a pedaggio
maggiorato.
|
Stazione - Casello |
Autostrada |
Società Concessionaria |
|
Roma Nord |
A1 |
ASPI |
|
Fiano Romano |
A1 |
ASPI |
|
Roma Est |
A24 |
Strada dei Parchi |
|
Lunghezza |
A24 |
Strada dei Parchi |
|
Settecamini |
A24 |
Strada dei Parchi |
|
Ponte di Nona |
A24 |
Strada dei Parchi |
|
Roma Sud |
A1 |
ASPI |
|
|
|
|
|
Roma Ovest |
A12 |
ASPI |
|
Maccarese Fregene |
A12 |
ASPI |
|
|
|
|
|
Nocera |
A3 |
SAM |
|
Cava de' Tirreni |
A3 |
SAM |
|
|
|
|
|
San Gregorio |
A18 |
CAS |
|
|
|
|
|
Buonfornello |
A20 |
CAS |
|
|
|
|
|
Mercato S. Severino |
A30 |
ASPI |
|
Avellino Est |
A16 |
ASPI |
|
|
|
|
|
Firenze-Certosa |
A1 |
ASPI |
|
|
|
|
|
Valdichiana |
A1 |
ASPI |
|
|
|
|
|
Ferrara Sud |
A13 |
ASPI |
|
|
|
|
|
Benevento |
A16 |
ASPI |
|
|
|
|
|
Falchera |
A55 - Tangenziali di Torino |
ATIVA |
|
Bruere |
A55 - Tangenziali di Torino |
ATIVA |
|
Settimo Torinese |
A55 - Tangenziali di Torino |
ATIVA |
|
|
|
|
|
San Benedetto del Tronto |
A14 |
ASPI |
|
|
|
|
|
Chieti-Pescara |
A25 |
Strada dei Parchi |
|
Pescara Ovest Chieti |
A14 |
ASPI |
|
|
|
|
|
Lisert |
A4 |
Autovie Venete |
|
Intercettazioni telefoniche
Pubblicata il
23/02/2010
E l'anti
Tutor finì nel frullatore delle intercettazioni, con Paolo
Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio, che lo
"raccomanda" ad Angelo Balducci, presidente del Consiglio
superiore dei lavori pubblici, l'organismo tecnico da cui devono
passare tutti gli apparecchi che vogliono ottenere l'approvazione
ministeriale, arrestato dai magistrati fiorentini nell'ambito
dell'inchiesta sui grandi eventi.
Parliamo del Celeritas, un "sistema per il controllo della
velocità media fra due sezioni fisse di rilevamento, finalizzato
all'accertamento delle infrazioni ai limiti massimi di velocità",
come si legge nel decreto di omologazione rilasciato dal ministero
delle infrastrutture e dei trasporti il 12 marzo 2009.
Uno strumento, insomma, che come il Tutor rileva la velocità media
lungo un tratto di strada. Di strada, appunto, non di autostrada
come il Tutor, apparecchio di proprietà di Autostrade per
l'Italia. Insomma, come il Tutor sta soppiantando l'Autovelox in
autostrada, il Celeritas avrebbe dovuto soppiantare Autovelox,
Traffiphot, Velomatic, Red & Speed e tutti gli altri apparecchi
per il rilevamento della velocità istantanea lungo le normali
strade, urbane di scorrimento ed extraurbane.
Mica male come prospettiva per la EngiNe s.r.l. (acronimo di
Engineering Network), società con sede legale a Viterbo e sede
operativa a Rapolano Terme, in provincia di Siena, 10 mila euro di
capitale sociale e "amministrata da Angelo Dionisi, nato a
Vetralla nel 1975", come ha rivelato ieri Il Fatto Quotidiano
pubblicando le scottanti intercettazioni.
Secondo il Fatto Quotidiano "la questione è riportata ai pm di
Firenze dal Ros dei Carabinieri in un'informativa dell'ottobre
2009: "Il primo pomeriggio del 30 ottobre Paolo Berlusconi chiede
ad Angelo Balducci di interessarsi presso la quinta Sezione del
Consiglio Superiore dove deve essere esaminata la proposta di un
dispositivo Tutor presentato dall'impresa Engine Srl".
Ecco la trascrizione dei dialoghi, pubblicati ieri dal "Fatto
Quotidiano", di Paolo Berlusconi con Angelo Balducci e con Fabio
De Santis, ingegnere del Dipartimento per lo sviluppo e la
competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei
ministri, attorno all'omologazione del Celeritas:
Paolo Berlusconi: "Senti, oggi dal ministero dei Trasporti
un certo ingegner Mazziotta fa il relatore al Consiglio superiore,
alla quinta sezione di una proposta per un dispositivo tipo Tutor
presentato dalla società Engine. Ecco, è possibile guardarlo,
diciamo, non rinviarlo".
Angelo Balducci: "Sì adesso io chiamo e vedo come sta la
cosa e ti richiamo subito".
P.B.: "Perfetto! Grazie molte...ciao, grazie".
Successivamente Berlusconi si rivolge a De Santis:
P.B.: "Senti ti pregherei di incaricarti di questa
cosa...io ci tengo...ma con Angelo non riesco a mettermi in
contatto ed avere una risposta...fra una settimana va in quinta
Commissione l'esame di alcune omologazioni, ne ho parlato con
lui...ma mi ha detto che avrebbe cercato di farla discutere,
girarla fuori dal mazzo e discutere la settimana scorsa - ma poi
appunto non mi ha detto nulla - l'omologazione di questa società
che si chiama Engine se puoi prendere nota".
Fabio De Santis: "Guarda questo lo curo personalmente ma
considera come se ce l'avesse già in tasca".
Il giorno successivo:
F.D.S.: "Ciao Paolo...allora ti volevo rassicurare che ho
parlato con il Presidente e mi ha detto che quando vi siete
sentiti quel giorno alle due...lui non ha fatto in tempo...perché
la riunione era già iniziata ha preso sotto tutela tutto e quindi
mi ha detto di dirti...stai tranquillo perché ce l'ha lui sotto
controllo tutto quanto...per la questione Giovanni ti avevo già
rassicurato...quindi veramente tutto a posto".
Il 18 novembre 2008 Berlusconi spedisce un sms a De Santis:
P.B.: "Caro Fabio ti ricordo la V commissione...per omol...Mi
fai sapere...? Grazie e scusa... Paolo".
F.D.S.: "Tutto a posto domattina ti faccio sapere
immediatamente".
Il Fatto Quotidiano riporta un'annotazione dei Carabinieri,
secondo cui "Berlusconi richiama ancora per dire che vi è la
necessità di far esaminare dalla commissione la richiesta della
societa Engine"… "Il 12 dicembre De Santis informa Berlusconi che
la commissione si riunirà entro pochi giorni e che la situazione è
seguita:
F.D.S.: "Senti volevo avvertirti che la prossima settimana
ci sono sedute e che è tutto sotto controllo".
P.B.: "Se mi fai la cortesia, è una piccola cosa ma
urgente".
Il 18 dicembre è il D-Day, il giorno in cui il Celeritas sarà
approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici:
P.B.: "Ho saputo adesso dai miei informatori che oggi ci
dovrebbe essere un altro consiglio in cui esaminano quelle
omologhe". De Santis: "Comunque tu stai tranquillo perché...stai
tranquillo...stai tranquillo che ti aggiorno".
E infatti l'ok del massimo organismo tecnico ministeriale arriva.
Tutto bene, dunque? No, c'è un intoppo, un problema di firme. Il
27 gennaio 2009 Berlusconi chiede che venga risolto:
P.B.: "Senti una piccola questione sempre relativa a quel
discorso dell'omologazione che mi hanno detto è
stata...diciamo...deliberata...adesso c'è questo problema...era
non hanno raccolto la firma di un facente parte della Commissione
che l'aveva approvata...diciamo nella volta precedente...adesso
siccome mancava un documento glielo hanno chiesto e glielo mandano
e però loro dicono 'be' adesso prima del prossimo consiglio passa
un mese'".
F.D.S.: "No, no...io l'ho intercettata per cui stai
tranquillo che non è così...già ci siamo mossi in questo senso per
cui stai tranquillo...è sbloccata assolutamente".
E infatti il
decreto di omologazione arriva il 12 marzo 2009.
Mario Rossi
|
|
|
LECCE / 19-01-2010
MULTE,
ITALIA / Nullo il verbale della multa, su copia
meccanografica, senza firma autentica
Puglia, Lecce ultime notizie - inesistenza del verbale
in assenza di prova della sottoscrizione autentica
sull’originale da parte di colui che lo ha redatto.
Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del
Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA,
segnala una sentenza del Giudice di Pace di Lecce.
E’ ormai giurisprudenza consolidata secondo cui sull’ente che
adotta la sanzione per violazione alle norme del Codice della
Strada incombe comunque l’onere di provare la legittimità
del suo operato in caso di opposizione da parte del cittadino
multato, come da anni ribadisce il sottoscritto componente del
Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”
di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA.
Nel caso preso in esame a seguito di un ricorso avverso
un’ordinanza – ingiunzione prefettizia che si riferiva al
rigetto di un’opposizione a verbale elevato dalla Polizia
Municipale del Comune di Lecce, quest’ultimo, quale
autorità delegata dal Prefetto nel resistere in giudizio,
aveva depositato quale originale del verbale notificato
mediante copia meccanografica, altra ed identica copia
meccanografica dello stesso che presentava firme riproduttive
mediante scanner del dirigente comandante della Polizia locale
e del responsabile del procedimento che ne attestava la
conformità all’originale e la notifica.
Secondo il Giudice di Pace di Lecce avv. Silvano Trane con la
sentenza n° 6692/2009 del 15/12/2009, che si rifà ad altri
precedenti giurisprudenziali in materia, trattasi
quest’ultimo di atto (ndr il verbale) che in assenza di
sottoscrizione autentica da parte di colui il quale lo ha
redatto non può ritenersi venuto mai in esistenza.
Per queste ragioni, il Gdp di Lecce ha accolto il ricorso ed
annullato l’ordinanza – ingiunzione che si riferiva al
suddetto verbale.
Giovanni D’AGATA
Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
"Tutela del Consumatore"
|
|
|
NORMATIVA
AUTO
Raccolta
firme
Pubblicata
il 27/01/2010
Comandanti di polizia municipale licenziati perché si opponevano
ai semafori-trappola, case di automobilisti pignorate e
messe all'asta, coppie di pensionati rovinati da verbali
ingiusti: sono innumerevoli i casi di italiani rovinati
dalla multe.
Lo denunciamo sul fascicolo di febbraio di "Quattruote"
(in questi giorni in edicola), pubblicando un'ampia
inchiesta sul tema delle contravvenzioni ormai troppo
alte e sul business della loro riscossione. Già oggi,
infatti, il Codice della strada prevede sanzioni pesanti
per molte infrazioni: 370 euro per il superamento da
40 a
60 km/h
del limiti di velocità, da
500 a
2.000 euro per chi guida con un tasso alcolemico tra 0,5
e 0,8 g/l, persino 200 euro per chi sosta con il motore
acceso e l'aria condizionata inserita, sono cifre che
possono mettere in crisi il bilancio di moltissime
famiglie. Ma più si è ricchi, più si ha la possibilità
di farla franca: pagando altri 263 euro si può evitare
di "denunciare" il nome del guidatore che ha
commesso l'infrazione ed evitare di farsi sospendere la
patente e perdere i punti.
Tutto questo va contro i principi basilari di giustizia
ed equità sociale: ma il Parlamento si appresta a
peggiorare le cose. La riforma del Codice attualmente in
discussione prevede infatti un inasprimento delle multe
e una riduzione dei punti patente-detratti: per il
superamento del limite di velocità da
40 a
60 km/h
, per esempio, la sanzione passerà da
370 a
ben 500 euro, ma i punti "scalati" scenderanno
da
10 a
6. Prova lampante di come, più che la sicurezza
stradale, interessi "fare cassa", soprattutto
ai Comuni che mettono a bilancio proventi delle multe
astronomici e in crescita costante.
"Quattroruote" chiederà al Parlamento di
cambiare rotta e non approvare queste modifiche: per
questo ha organizzato una raccolta di firme che porterà
poi nelle sedi politiche competenti. Una battaglia per
una "civiltà delle multe" che permetta di
evitare eccessi come quello di Lerici, dove Roberto
Franzini, comandante "modello" della polizia
municipale, è stato licenziato dal sindaco dopo che si
era opposto all'uso "disinvolto" di autovelox,
rilevatori d'infrazioni semaforiche e telecamere di
controllo della zona a traffico limitato da parte di una
società privata.
|
Giudici
di pace
Pubblicata
il 25
/01/2010
Sciopero
dei giudici di pace contro la "tassa sui
ricorsi". Da oggi al prossimo 5 febbraio, l'Unione
nazionale dei giudici di pace (Unagipa) incrocia le
braccia in segno di protesta contro la disposizione
introdotta con la legge Finanziaria 2010, che ha
previsto un contributo di 38 euro in caso di ricorso
giurisdizionale contro un verbale di violazione del
codice della strada.
Secondo i magistrati onorari si tratta di una
"aggressione del diritto fondamentale di ogni
cittadino alla tutela giudiziaria dei propri diritti ed
interessi legittimi (articoli 24 e 113
Costituzione)". (M.R.) |
Auto
elettrica: Zapatero annuncia un piano europeo per lo
sviluppo
Cina
e Giappone ci lavorano sodo: bisogna trovare un piano
comune per questa tecnologia. L'8 Febbraio un vertice
comunitario in Spagna
La
mobilità sostenibile (per usare un termine
"universale") si sposta a Bruxelles,
in un maxi
progetto comune
fra i Ministri
dell'Industria dell'Unione Europea, che
il prossimo 8 Febbraio si incontreranno per la
definizione di un piano guida
rivolto alle aziende che si dedicheranno alla costruzione
di auto elettriche.
E'
quanto annunciato, ieri, a Strasburgo dal premier spagnolo José
Luis Zapatero, Presidente di turno della
UE. Il Primo ministro, che ha dichiarato di avere "Incontrato, qualche
giorno fa, un gruppo di aziende fra le più importanti
in Europa", ha spiegato che "E' fondamentale creare un processo di
integrazione e cooperazione negli sforzi per lo sviluppo
del veicolo elettrico".
Una
frase che, tradotta in un linguaggio più pratico, vuol
dire:
"L'auto elettrica è una necessità. Ci sono
numerose aziende che se ne stanno già occupando. Non
perdiamo tempo e diamoci dentro con i progetti".
Ed è la prima volta che, a
livello comunitario, la questione degli
autoveicoli elettrici sia stata affrontata dal
"capo" di turno della Unione Europea.
Quella
annunciata da Zapatero in una dichiarazione, per ora,
informale, è destinata nel prossimo futuro a diventare
ufficiale. Occorrerà attendere ancora un paio di
settimane abbondanti, prima di conoscere il parere dei
Ministri dell'Industria comunitari, che l'8 Febbraio si
incontreranno in vertice
a San Sebastian, in Spagna.
Come
dire: l'unione fa la forza. D'altro canto, lo stesso
Zapatero ha evidenziato l'importanza, per l'Unione
Europea, di avviare un "piano" comune per lo
sviluppo di un settore - quello degli autoveicoli
elettrici - al quale non si può più guardare come il
parente un po' eccentrico della ultra secolare industria
"tradizionale" dell'auto: "Se i nostri
mercati non dispongono di una efficace regolamentazione
per fornire alle aziende un valido sostegno finanziario,
e se non si possiedono parametri comuni sulle
tecnologie, sarà difficile per l'Europa assumere un
ruolo guida", è la dichiarazione del
Primo ministro spagnolo.
Il
quale, spostando l'obbiettivo sul resto del mondo (e a est in
particolare) ha evidenziato anche come "Cina e Giappone
stanno lavorando sodo sulla tecnologia dei veicoli
elettrici".
Il
programma
attuale, infatti, è lasciato ancora
alle decisioni
dei Costruttori e all'appoggio delle
amministrazioni locali e regionali, come dimostrato dal
Gruppo Daimler con il programma Smart
Electric, e dalla Renault (che in collaborazione con
la Nissan ha in previsione l'apertura di un centro
di sviluppo della tecnologia elettrica in un piano
"a tre" con la Regione).
La
vettura elettrica di domani (anzi, di oggi, visto che già
nel 2010 avremo la prima sfornata, con la Peugeot
i-On e le gemelle Citroen
C-Zero e Mitsubishi
i-MiEV) avrà, dunque, la bandiera a stelle
dell'Unione Europea? Staremo a vedere.
di Francesco Giorgi
22/01/2010 |
Harald
J. Wester è il nuovo AD Alfa Romeo
Il
manager, che prende il posto dell'uscente Sergio Cravero,
manterrà anche i ruoli di CTO in Fiat e AD di Maserati
e Abarth
Alfa
Romeo ha una nuova guida. E' Harald
J. Wester che ha assunto la carica di
Amministratore Delegato del marchio. Insieme al ruolo di
AD, Wester continuerà a mantenere
gli incarichi
attuali di Chief Technical Officer di Fiat
Group e Fiat Group Automobiles
e di AD
dei brand Maserati e Abarth.
Il
manager, voluto direttamente dall'AD
Fiat Sergio
Marchionne (che ieri
ha ribadito il suo ottimismo per il 2010) sostituisce
Sergio Cravero che, in Alfa Romeo, avrà
invece la responsabilità della funzione Product
Portfolio Planning & Product Concept.
La scelta di riunire sotto un'unica guida i
marchi Alfa Romeo, Maserati e Abarth ha l'obbiettivo di
esaltare e valorizzare le caratteristiche comuni ai tre
brand, in termini di vocazione sportiva e prestazioni
motoristiche - ha commentato Marchionne -. Harald Wester,
che sta lavorando con grande impegno su più fronti,
ottenendo ottimi risultati, apporterà a questo progetto
la sua grande capacità di leadership insieme ad un
solido bagaglio di conoscenze e competenze tecnologiche.
Sergio Cravero nel suo nuovo ruolo potrà pienamente
utilizzare tutte le proprie capacità tecniche e
commerciali".
di Lorenzo Stracquadanio
22/01/2010 |
Lotus:
Dany Bahar è il nuovo Amministratore Delegato
Proviene
dalla Ferrari e sostituisce Mike Kimberley, che si era
dimesso qualche settimana fa per motivi di salute
In
altri tempi, Colin Chapman sarebbe rabbrividito, d'altro
canto Enzo Ferrari avrebbe fatto carte false per non
farsi scappare uno dei dirigenti del Cavallino. Ma siamo
in tempi di economia globale: dunque, non
stupisca se dai "piani alti" della Ferrari c'è
chi si trasferisce armi e bagagli a Hethel, nel quartier
generale della
Lotus.
Dal
1 Ottobre, il Marchio britannico avrà un nuovo Amministratore Delegato,
in sostituzione di Mike Kimberley, ultimo baluardo della
"vecchia guardia" della Casa di Hethel e che si
era dimesso nelle scorse settimane per motivi di
salute.
Si
tratta dello svizzero (di nascita) Dany Bahar, che proviene dalla
Ferrari, dove ha ricoperto l'incarico di
Vice Presidente della Divisione Commerciale e Marchio
(come Dirigente delle vendite Ferrari per i modelli
stradali per tutto
il mondo
e responsabile dei
servizi post
- vendita) per
la Casa
di Maranello.
Prima
ancora di lavorare per la Ferrari, Bahar era stato
responsabile per lo Sviluppo del Marchio in Red Bull, con l'ampliamento
delle strategie di partecipazione dell'azienda austriaca
nello sport:
F1 (Red Bull e Toro Rosso), NASCAR,
acquisizioni di squadre di calcio fra i risultati
riportati dal manager svizzero.
La
sfida raccolta da Dany Bahar, arrivata proprio in
concomitanza con
la consegna
del primo esemplare della Evora
(ultima nata del Marchio di Hethel), avvenuta ieri,
consiste nel mantenere un livello di competitività mondiale per la
Lotus, passata nel 1996 sotto il controllo globale da
parte della malese Proton.
di Francesco Giorgi
04/09/2009
|
Fiat
Mio, l'automobile Creative Commons
Da
Torino la vettura ideata sul web: vengono raccolte le
idee migliori e il progetto verrà divulgato con licenza
CC, a disposizione di tutti
Si
parte dalla domanda "In the future we are building, what should a
car have for me to call it my own and still be good for
the others?", ovvero cosa dovrebbe
avere una vettura per sentirla davvero
mia, pur mantenendo caratteristiche
buone per tutti gli altri?
Una
domanda che svela le preoccupazioni di Torino ma forse
di tutto un settore, visto che oggi le automobili non
sono soltanto dei mezzi di spostamento ma qualcosa che
esprime la propria individualità. I
costruttori da anni vendono insieme alla vettura uno stile di vita,
muovendo di volta in volta il sottile equilibrio tra
l'illusione dell'esclusività (che fa sentire propria la
vettura) e la produzione
di massa, una necessità che producendo
mezzi tutti uguali tiene i costi bassi.
Il
Gruppo Fiat da sempre sa costruire
vetture piccole e affascinanti ma l'iniziativa Mio, lanciata
in
Brasile, vuole sembrare un nuovo passo
avanti: ascoltare
Internet, dare a tutti la possibilità
di far conoscere le proprie idee per la mobilità del
futuro, pronte per essere votate dagli altri internauti
e successivamente selezionate da Fiat stessa.
L'obiettivo
è proporre al Sao Paolo Auto Show 2010 un
prototipo (la
FCC III) che metta a frutto la prima
vettura nata con lo stesso spirito
collaborativo che ha fatto crescere
Wikipedia. Fiat vuole offrire ai potenziali geni
dell'auto la stessa possibilità data a centinaia di
artisti sui siti di opere liberamente scaricabili,
solo che in questo caso si tratta di qualcosa che
vedremo sulle strade di tutti i giorni.
Il
concetto
va un po' stretto alla filosofia dietro
le licenze Creative Commons, le critiche dei puristi
difficilmente mancheranno. C'è chi crede che le CC
siano qualcosa ad uso e consumo dei singoli utenti, ma
nel frattempo il sito www.fiatmio.cc
ha già raccolto centinaia di idee.
C'è
da chiedersi se Fiat in cambio offrirà davvero il
progetto della Mio liberamente
scaricabile, come previsto dalla licenza
CC, anche per gli agguerriti concorrenti? E soprattutto,
nel caso dei semplici utenti che hanno contribuito, chi
sarà così bravo da costruirsela in garage e omologarla
per l'uso su strada?
di Stefano Pepe
28/08/2009 |
Autovelox
selvaggio: il Ministero dice "basta"
Con
una direttiva emanata ai Prefetti, il Ministro Maroni
impone la gestione degli autovelox direttamente agli
organi di Polizia
"Basta
con gli autovelox mangiasoldi e truffaldini".
E' questo il senso con il quale il Ministero dell'Interno,
nei giorni scorsi, ha emanato una direttiva, indirizzata
a tutti i Prefetti, per disciplinare l'utilizzo degli
"strumenti di rilevazione della velocità"
(gli autovelox, appunto) che, secondo la nota diramata
dal Ministro Roberto Maroni, d'ora in poi dovranno essere
di competenza degli organi di Polizia,
coordinati dalle Prefetture.
In
poche parole, il Ministero dell'Interno si preoccupa di
regolamentare la gestione
degli autovelox, per
monitorare e punire gli eccessi di velocità, in
pratica"Pianificare le
attività di controllo in modo che rappresentino uno
strumento reale di prevenzione e non solo uno strumento
per fare cassa".
Niente
più società
appaltatrici, dunque. Il controllo della
velocità sarà appannaggio degli operatori di Polizia.
Questo perché si tratta di operazioni che costituiscono
"Un servizio di Polizia che non può essere
delegato ad imprese che noleggiano gli apparecchi".
Sono
previsti, inoltre, dei controlli periodici di funzionalità degli
apparecchi e le modalità di funzione delle postazioni
di controllo. In altre parole, non saranno più
possibili gli
appostamenti di pattuglie nascoste.
La
direttiva del Ministero dell'Interno, d'altro canto, ha
già sollevato qualche
perplessità. Una per tutte, da parte
del Codacons,
che in un comunicato immediatamente successivo alla
direttiva ministeriale fa sapere che, secondo
l'Associazione di Consumatori, l'iniziativa del Ministro
Maroni è "Insufficiente per dare uno 'stop'
all'autovelox selvaggio, per non dire ripetitiva".
Secondo il
Codacons, infatti, in primo luogo la disposizione resa
nota nei giorni scorsi dal Ministero dell'Interno è già
contenuta nell'Art. 345
del Regolamento del Codice della Strada, che indica come
per l'accertamento delle violazioni ai limiti di velocità
le apparecchiature debbano essere gestite
direttamente dagli organi di Polizia Stradale.
Si tratterebbe, dunque, di una disposizione ministeriale
nata per ribadire una disposizione che... c'era già.
Inoltre,
le postazioni di controllo (autovelox) devono già essere rese
visibili, con le segnalazioni luminose
presenti sui veicoli di servizio che dovranno essere
posizionati ad almeno
400 metri
dall'autovelox stesso, e devono anche mostrare un
cartello con la scritta "Controllo di velocità"
(decreto legge 3 agosto n. 117, decreto 15 agosto 2007,
circolare del ministero dell'Interno del 3 agosto 2007).
di Francesco
Giorgi
25
/08/2009 |
La
Aabar acquisisce il 40% della quota Tesla di Daimler
La
Aabar, partner di maggioranza della Daimler, ha
acquisito il 40 per cento delle quote Tesla acquisite
dal Gruppo tedesco a Maggio
Sempre
meno "californiana", sempre più
multinazionale: per la precisione,
tedesca e mediorientale. La Aabar
Investments, società di capitali di Abu
Dhabi, che già detiene la quota di maggioranza del
capitale azionario della Daimler (9,1 per cento), ha
ricevuto il 40 per cento delle quote
della Tesla che dallo scorso Maggio sono
nel portafoglio del Gruppo di Stoccarda.
Il
progetto comune
è uno sviluppo
delle tecnologie "pulite"
negli autoveicoli da parte della Aabar, il cui
Presidente, Khadem Al Qubaisi,
ha dichiarato a proposito di questo agreement che
"Quando,
lo scorso Marzo, avevamo acquisito delle quote della
Daimler abbiamo dato inizio all'identificazione di una
serie di aree di cooperazione fra le nostre due aziende;
una delle quali risiede nello sviluppo di veicoli
elettrici e di progetti che abbiano come obiettivo la
riduzione delle emissioni di CO2 nell'ambiente".
Da
parte della stessa Daimler: "
Il
fatto
che i nostri partner di
Abu Dhabi abbiano deciso di fornirci un valido supporto
nella ricerca e nello sviluppo di sistemi di propulsione
elettrici e a batterie al litio, ci permetterà di
accelerare la commercializzazione in scala mondiale dei
veicoli elettrici", osserva Dieter
Zetsche, CEO del Gruppo Daimler che
dallo scorso Maggio detiene
il 10 per cento del capitale della Tesla.
Con
questa notizia, si può dunque affermare che anche nel mondo arabo (tradizionalmente
legato a filo doppio al petrolio) ci sia un primo
interesse nei confronti delle tecnologie "a impatto
zero": la Tesla, infatti, produce esclusivamente
vetture a propulsione totalmente elettrica.
L'azienda
californiana ha esordito nel 2008 con la
commercializzazione della Roadster,
la spider
sportiva (il cui telaio porta la "firma"
della Lotus, e questo viene tradito da una certa
somiglianza con la Elise prodotta dalla factory
britannica) che, da qualche settimana, viene venduta
anche in Europa, a seguito dell'apertura
a Londra del primo showroom europeo, cui faranno
seguito altre aperture (Monaco di Baviera e Montecarlo).
Ciò
che fa più gola, è la Model
S, la berlina di classe media
che strizza l'occhio alle Jaguar e BMW, anch'essa
elettrica al 100 per cento e che sarà commercializzata
a partire dal 2011 ad un prezzo di poco inferiore a
50.000 dollari.
di Francesco
Giorgi
14
/07/2009 |
|
NORME
AUTO
Nuovi
ricorsi
Pubblicata
il 20/01/2010
Dal 1°
gennaio 2010 è in vigore la cosiddetta tassa sul ricorso, cioè
l'obbligo di pagare 38 euro (30 di contributo unificato + 8 di
spese forfetizzate) su tutti i ricorsi al giudice di pace
contro i verbali di violazione di norme del codice della
strada. Ma come si paga questo importo? E cosa succede se non
si paga? E se l'opposizione è accolta? Ecco le cose da sapere
sulla nuova "tassa" sul ricorso.
Per quanto riguarda le modalità di pagamento, spiega Carlo
Farsetti (nella foto), vice coordinatore dell'ufficio del
giudice di pace di Empoli e coordinatore reggente dell'ufficio
di Castelfiorentino, "i 30 euro di contributo unificato
si pagano in tutte le tabaccherie dotate di terminale
Lottomatica". In pratica la tabaccheria rilascia una
specie di marca da bollo adesiva che va allegata al ricorso.
Gli 8 euro di spese forfetizzate, invece, si pagano
acquistando una marca da bollo di quell'importo, marca che,
analogamente alla fustella del contributo unificato, deve
essere allegata al ricorso.
"Se il ricorso è spedito o consegnato privo di
contributo unificato e di marca da bollo", aggiunge
Farsetti, "è comunque iscritto a ruolo dalla cancelleria
civile dell'ufficio". Il procedimento, insomma, inizia lo
stesso. In questo caso, però, "la cancelleria manda al
ricorrente un avviso con cui richiede il pagamento entro 30
giorni. Se questi non paga nemmeno dopo l'avviso, la
cancelleria ne dà comunicazione all'agenzia delle entrate che
iscrive a ruolo l'importo dovuto", cioè provvederà a
inviare a domicilio del ricorrente una cartella esattoriale.
Ma il ricorso sarà comunque discusso dal giudice.
Se, infine, il ricorso è accolto, "il giudice",
conclude Farsetti, "normalmente dispone la rifusione
delle spese sostenute". Che vuol dire? Che per esempio
il comune
, se la multa era stata fatta dalla polizia municipale, dovrà
rimborsare i 38 euro all'automobilista che ha vinto
l'opposizione. A proposito, è sempre opportuno chiedere
esplicitamente al giudice, direttamente nel ricorso, di
disporre la rifusione delle spese sostenute. Ovviamente solo
in caso di accoglimento.
Mario Rossi
Formula
1
Pubblicata
il 12/01/2010
La
battaglia legale non è finita: la Fia ha annunciato che farà
appello contro la decisione del
tribunale civile
di Parigi che ha bocciato la radiazione di Flavio Briatore
(nella foto) dal mondo della F.1, considerando le procedure
seguite dalla Federazione non corrette (senza entrare nel
merito della colpevolezza del manager italiano).
Nell'attesa, per tutta la durata dell'appello la radiazione di
Briatore resterà in vigore, come ha confermato lo stesso
presidente della Federazione internazionale Jean Todt.
GPL e
metano, ripartono i bonus per il 2010
Al via
le prenotazioni degli incentivi per la trasformazione dei
veicoli. Consorzio Ecogas: Servono più soldi. Nel 2009
196.000 impianti installati
Da un
paio di giorni è possibile prenotare
gli incentivi per la conversione
a gas degli autoveicoli visitando la sezione
apposita sul sito del Consorzio Ecogas, associazione che
grazie a un accordo
di programma con il
Ministero dello Sviluppo Economico (Mse)
gestisce la procedura di prenotazione e monitoraggio
dell'erogazione dei contributi.
La
disponibilità attuale è stimata in 11.556.406,00
euro (derivanti in parte dai fondi residui
del 2009 e dal fondo strutturale istituito con
la prima "rottamazione" che ammonta a circa 2
milioni/anno). Nonostante ciò dal consorzio fanno sapere che
questa cifra basterà
appena a coprire
le richieste del mese di gennaio.
"Gli operatori del
settore, tra cui oltre 5.000 officine di installazione - ha
detto Alessandro Tramontano, direttore del Consorzio Ecogas -
attendono con urgenza il rifinanziamento, pena il blocco del
mercato".
Da qui
la richiesta di inserire il rifinanziamento nel nuovo decreto
incentivi cui il Governo sta lavorando in questi giorni.
Secondo il
Centro Studi dell'associazione nel
2009 sono state 163.133 le trasformazioni
a Gpl e 14.717
quelle a metano. Numeri sottostimati tuttavia
di circa un 10% (causa ritardi amministrativi sulle
registrazioni dei collaudi da parte degli uffici provinciali)
che porteranno il totale a circa 196.000
impianti così suddivisi: 179.500
GPL e 16.200
metano.
Ma chi
può chiedere l'incentivo? Hanno diritto le persone fisiche e giuridiche
che trasformano il proprio autoveicolo a GPL o metano presso un operatore
- officina o concessionaria - che abbia aderito
all'iniziativa
(l'elenco è consultabile sul sito di Ecogas alla voce
Incentivi Mse). Il contributo è di 500 euro
per la conversione a GPL
e di 650 euro
per quella a
metano.
Il bonus viene assegnato fino ad esaurimento fondi in ordine
cronologico di prenotazione. Quindi è bene affrettarsi.
di Lorenzo Stracquadanio
14/01/2010
Autolib:
a Parigi arriva il noleggio delle eco-automobili
Dopo il
successo delle biciclette "pulite", a Parigi a fine
anno il servizio sarà esteso alle quattro ruote
Dalla
bici all'auto in fondo il passo è breve. Dopo due anni dal
lancio di Velib,
il servizio voluto dal Comune
di Parigi che offre il noleggio di biciclette
elettriche, il sindaco della capitale francese Bertrand
Delanoe ha annunciato, in occasione della
Giornata della mobilità elettrica, che la formula verrà
estesa molto presto anche ai veicoli a
quattro ruote. E manco a dirlo l'iniziativa
prenderà il nome di Autolib.
Il primo
cittadino ha reso noto che la gestione del servizio sarà
assegnata ufficialmente a fine anno dopo una gara d'appalto.
"È la
prima volta in una grande città - ha affermato
Delanoe -. Non è mai
stato fatto altrove, a parte in Germania",
dove ha ricordato il caso di Ulm, città di
120mila abitanti nei pressi di Stoccarda.
Se
quindi con Velib l'idea ha riscosso un notevole consenso
soprattutto fra gli amanti delle due ruote, con Autolib
l'obiettivo è ambizioso: conquistare il grande pubblico e
rinnovare profondamente la mobilità parigina.
Secondo
quanto anticipato la flotta complessiva sarà composta da 4mila
mezzi distribuiti in modo omogeneo nella
capitale e nei suoi agglomerati limitrofi in ben 1400
stazioni. I veicoli saranno disponibili per i
cittadini 24 ore su 24 e sette giorni alla settimana.
Il
costo? Certamente accessibile. L'abbonamento
mensile costerà tra i 15
e i 20 euro mentre l'utilizzo del veicolo per
30 minuti avrà un costo tra i 4 e i 6 euro. I mezzi potranno
essere ricaricati in circa 100 stazioni.
Presto
inoltre si muoveranno in modo pulito anche le amministrazioni
pubbliche francesi. Il governo infatti ordinerà a breve circa
40mila vetture elettriche per i servizi di enti e imprese
pubbliche. Le auto saranno infatti messe a disposizione anche
di poste, ferrovie (Sncf), aeroporti di Parigi, ente elettrico
(Edf), nonché delle grandi comunità urbane.
di Lorenzo Stracquadanio
16/09/2009
il Gran
Premio di
Monza vale
3 miliardi di euro
Secondo
la Camera di Commercio della città brianzola l’evento crea
un indotto da 70 milioni di euro
Il Gran
Premio di Monza, che si è disputato domenica
scorsa, vale la bellezza di 3
miliardi di euro a fronte di un indotto di
circa 70 milioni. A fare la stima è l'ufficio studi della Camera
di Commercio di Monza e Brianza.
La
valutazione è stata calcolata (su dati
Registro Imprese
, Regione Lombardia, Istat, Censis, Isnart, Autodromo di Monza
e Provincia di Milano) in base a diversi parametri: dalla
rilevanza dell'evento a livello internazionale (non è un caso
se il 42,1% dei
cittadini europei conosce Monza proprio grazie
al Gran Premio) passando per l'attrattività della
manifestazione e del territorio, senza ovviamente tralasciare
il forte grado di competitività economica dell'area.
"Il
Gran Premio e l'autodromo - ha dichiarato Carlo
Edoardo Valli, presidente della Camera di
commercio di Monza e Brianza -
non solo sono realtà da promuovere e difendere ma
rappresentano anche occasioni concrete di sviluppo".
"Si
potrebbe istituire una cabina di regia sul turismo sportivo,
tra soggetti pubblici e privati - continua Valli -
che sappia valorizzare la rete di queste infrastrutture
sportive globali, dall'autodromo di Monza allo Stadio di San
Siro, dai campi da sci a quelli da golf, che rappresentano
fattori preziosi di marketing territoriale".
Situato
all'interno del Parco di Monza, il circuito - i cui lavori di
realizzazione cominciarono nel Gennaio del 1922 - è il più
vecchio tra quelli che ospitano una gara del Mondiale di
Formula 1. La prima competizione ufficiale del Gran premio
d'Italia ebbe luogo il 9 Settembre 1923 e fu vinta da Carlo
Salamano alla guida di una Fiat
805. L
'ultima è andata a Rubens Barrichello.
di Lorenzo Stracquadanio
15/09/2009
BMW X1:
la "fanno" a Lipsia
L'impianto,
adeguato alle aumentate cifre di produzione (fino a 730 al
giorno BMW X1, Serie 1 e Serie 3) darà lavoro a 150 nuovi
dipendenti
E' lo
stabilimento di Lipsia
l'impianto nel quale, dallo scorso 1
Settembre, viene allestita la BMW
X1, la nuova "compatta" della Serie
X della Casa bavarese della quale ci
siamo occupati fin dalle prime anticipazioni.
In
questi giorni si sta completando
un primo lotto di esemplari che saranno
consegnati alle sedi e alle Concessionarie della Casa
dell'Elica, in previsione del lancio sul mercato della X1,
previsto per il 24
Ottobre.
Le
cifre di produzione iniziali, con l'avvio
della X1, porteranno a 730
gli esemplari di veicoli BMW che l'impianto di Lipsia sarà in
grado di consegnare ogni giorno. Si tratterà delle Serie
1 in
versione berlina 3 porte, coupé e cabriolet (oltre alla
possibilità di allestire, a seconda della domanda, la Serie 3
berlina). Per arrivare a questo risultato, all'attuale
lavorazione - disposta su due turni alla settimana - è stato
aggiunto un turno straordinario, che porta i sabati di
lavorazione a quattro al mese.
In
occasione dell'inizio di produzione della X1, anche lo
stabilimento BMW di Lipsia è oggetto di un graduale aggiornamento:
in queste settimane, infatti, si sta
procedendo per gradi alla messa in funzione del nuovo
reparto di stampaggio e realizzazione di porte
e portelloni: questi impianti, che hanno richiesto alla BMW un
investimento, negli ultimi due anni, di 100
milioni di euro e a medio termine, daranno
lavoro a circa 150
nuovi addetti, permettono di realizzare le
parti di grosso formato per le carrozzerie della X1.
Con
questa vettura, la BMW entra nel settore delle
crossover di taglia
baby: il corpo vettura, infatti, è derivato da
quello della Serie 1; la lunghezza è di
4,45 metri
e il passo misura
2,76 metri
. Si può dire che la X1 sia un compromesso fra la station
wagon compatta e il SUV: proprio quello che ancora mancava
nella gamma della Casa dell'Elica.
di Francesco Giorgi
10/09/2009
|
Le
più importanti novità del Codice della Strada
Torna
ad affacciarsi la discussione sulle modifiche al Testo
Unico per il Codice della Strada. Ecco quelle principali
Codice
della Strada, atto secondo. Riprenderanno domani
le discussioni sulle modifiche
al Codice della Strada. Si tratta di un disegno
di legge composto da 60
voci che, se approvate, modificherebbero
in maniera piuttosto profonda l'attuale normativa per
gli utenti della strada.
Tra
le variazioni da evidenziare, si segnala l'abbassamento
dell'età a 17
anni per il conseguimento del foglio
rosa. Pugno
di ferro poi sulla guida
in stato di ebbrezza o sotto
stupefacenti. Diffusione dell'utilizzo
del Tutor in autostrada con un contestuale aumento del limite
di velocità portato a
150 km/h
nei tratti in cui la fotocamera è presente, possibilità
di rateizzare
l'importo delle contravvenzioni,
conferimento di strumenti più efficaci di controllo
stradale alle forze di polizia, debutto a bordo degli
autoveicoli della scatola
nera, maggiore tutela per gli animali in
caso di incidente stradale. Ecco, punto per punto, gli
argomenti di discussione che, dopo il parere positivo
della Camera dei Deputati, saranno affrontati in Senato.
Baby
guidatori
Potrebbe
essere una bella novità per i diciasettenni italiani,
non c'è che dire. Un provvedimento già utilizzato da
diversi anni in altre Nazioni, e che anticiperebbe di un
anno la possibilità di guidare. Naturalmente si parla
anche di tanta
severità in più nei controlli, per
assicurare l'opportuno livello di sicurezza. La proposta
di modifica dell'età minima per il conseguimento del
foglio rosa procede di pari passo con la necessità di
fare molta
attenzione nei primi 3 anni dal
conseguimento della patente. Ai "praticanti al
volante", infatti, sarebbero riservate pene
più severe: sospensioni del documento
di guida più lunghe di un terzo, alla prima infrazione,
e della metà per le infrazioni successive.
Tolleranza
zero su alcol e droga
Mettersi
alla guida dopo avere bevuto potrà
costare molto caro. Soprattutto ai
neopatentati. Le modifiche, al riguardo, prevedono
"tolleranza zero". Nei
primi 3 anni di patente, chi viene
sottoposto all'alcol
test e viene riscontrato un tasso
anche di 0,1
è già fuori
legge. In questo caso la sanzione
prevista è di 155
euro, che raddoppiano
a 310 se si provoca un incidente.
Tutto
questo, fermo restando l'attuale limite di
0,50 grammi
di alcol per litro di sangue come tetto massimo: multe
comprese tra 500 e 2.000 euro (se lo
sforamento è inferiore a 0,8
di tasso alcolemico) e sospensione della
patente da
3 a
6 mesi, con raddoppiamento delle sanzioni e fermo
amministrativo del veicolo per 180 giorni se si provoca
un incidente; multa
da
800 a
3.200 euro e sospensione della patente
fino a due anni se il tasso
di alcol nel sangue è tra 0,8 e 1,5
(con pene raddoppiate in caso di incidente e fermo del
veicolo per 180 giorni); pena massima, da
1.500 a
6.000 euro, ritiro immediato della
patente, arresto da sei mesi a un anno (con pene
raddoppiate e ritiro della patente per 5 anni se si
provoca un incidente) se il responso dell'alcolimetro
rivela un indice superiore a 1,5.
C'è
il Tutor? Il limite si alza a
150 km/h
130
km/h
è
poco? Il disegno di legge prevede un
innalzamento del limite a
150 km/h
, ma solo
nei tratti nei quali la velocità di un
veicolo possa essere rilevata in diversi punti per
acquisire il valore medio attraverso
il Tutor.
Secondo la modifica al testo di legge, la multa per chi
viene fotografato oltre
40 km/h
del limite massimo sarà compresa tra
500 e 2.000 euro e da
779 a
3.119
se la velocità è superiore
di
60 km/h
. Per contro diminuiranno
i punti sottratti dalla patente: 3
punti in meno (anziché 5) se si superano i limiti da
10 a
40 km/h
, 5 punti in meno (invece di 10) se il superamento del
limite è compreso tra
40 a
60 km/h
e 10 punti in meno se si supera
di
60 km/h
il limite massimo.
Stop
ai "furbetti del Comune"
Le
modifiche al Testo Unico prevedono di
eliminare l'interesse da parte dei Comuni di
fare cassa attraverso le multe comminate
con gli Autovelox
posizionati a sorpresa. Con il via libera al nuovo
Codice della Strada, infatti, l'apparecchio dovrà
essere installato
nelle strade extraurbane a
non più di un km dal segnale che
riporta il limite
di velocità. Inoltre, gli importi delle
multe andrebbero a beneficio degli enti proprietari
delle strade (non più, dunque, alle aziende che hanno
installato l'Autovelox).
Multe
a rate
Con
il nuovo Codice della Strada, gli importi delle multe
potranno essere frazionati
nel pagamento, in base alla fascia di
reddito alla quale si appartiene. In particolare, se
l'automobilista sanzionato dimostra di avere un reddito
inferiore a 10.628
euro e la multa da pagare supera 400
euro, potrà chiedere di rateizzarne il pagamento
fino a 60 quote. Invece diminuiscono i
tempi utili per fare ricorso: dagli attuali
150 a
90 giorni.
Più
strumenti di controllo alla polizia
Le
modifiche al Codice della Strada prevedono
più strumenti di controllo per la
polizia. Secondo le modifiche al Testo Unico si garantirà
una maggiore
presenza di Polizia
municipale e Polizia
stradale. I Comuni con oltre 5.000
abitanti e almeno 5 vigili in servizio riceveranno
contributi per l'acquisto di alcolimetri.
La
"scatola nera" debutta sulle auto
Il
Sottosegretario ai Trasporti Roberto Castelli, durante
la Conferenza sul Traffico di Stresa, è tornato alla
carica con l'esigenza di montare sulle vetture le
scatole nere, un dispositivo simile a quello utilizzato
sugli aerei che, collegato alla centralina dell'auto,
permette di registrare eventuali anomalie che hanno
potuto provocare un incidente.
Animali:
non dimentichiamoci di loro
Il
soccorso
non va prestato solo alle persone coinvolte in un
incidente, ma anche
agli animali. Non farlo potrebbe costare
caro. Se un automobilista sarà responsabile
dell'investimento di un animale, dovrà fermarsi per
soccorrerlo e chiamare un veterinario. In
caso contrario, sono previste sanzioni
da
78 a
1.559 euro.
di Francesco Giorgi
10/11/2009
|
Ausiliari della sosta
Pubblicata
il 18/12/2009
Non
troppo simpatici agli automobilisti, poco tutelati dalle istituzioni
che prima li hanno fortemente voluti come supporto ai vigili, poi li
hanno relegati a meri controllori "degli spazi contrassegnati
dalle linee blu o da altra segnaletica orizzontale" (sentenza n°
5621 della Cassazione, depositata
il 3
febbraio scorso), gli ausiliari della sosta sembrano aver finalmente
trovato un sostegno concreto.
L'Airpark, associazione nazionale che riunisce i gestori di
parcheggio, ha infatti denunciato il degrado subito dal controllo
delle aree di sosta a pagamento in concessione, proprio a causa
dell'incertezza sul ruolo degli ausiliari della sosta. Secondo
l'associazione, gli organici della Municipale non sono sufficienti a
controllare anche tutte le aree di competenza degli ausiliari.
Inoltre, la sentenza 22676/09 differenzia gli ausiliari dipendenti
diretti del Comune (una ristretta minoranza, secondo l'Airpark) con
ampi poteri sanzionatori, da quelli dipendenti delle società
concessionarie. "Questa sentenza - ha detto Marco Medeghini,
presidente Airpark - è a nostro parere controproducente, perché
induce i cittadini a pensare che gli ausiliari del traffico possano
essere di serie A o B, pur in presenza della stessa nomina da parte
del sindaco". Senza contare che i dipendenti delle società
concessionarie vedono il loro futuro lavorativo compromesso da orari
ridottissimi o addirittura rischiano di perdere il posto.
"Si parla probabilmente - ha concluso Medeghini - di qualche
migliaio di persone che, pur solitamente invise all'opinione
pubblica, svolgono un lavoro meritorio di rispetto delle regole e
assicurano, con la loro presenza, anche un buon indice di sicurezza
sulla strada. Forse, il problema merita qualche ripensamento a
livello legislativo".
|
"Semafori
intelligenti"
Pubblicata
il 03/12/2009
Da anni si sa che i cosiddetti "semafori
intelligenti", quelli che diventano rossi quando si superano i
limiti di velocità, sono fuorilegge. Il ministero lo ribadisce, ne
raccomanda lo spegnimento, "avverte" i comuni che potranno
essere ritenuti responsabili di incidenti e danni causati dal loro
utilizzo, ricorda che non si può sanzionare una violazione della
velocità rallentando i veicoli che stanno transitando.
Le amministrazioni locali, però, fanno spallucce e continuano a
usarli come se nulla fosse. E magari li utilizzano anche per fare
multe (automatiche) a chi non si ferma davanti a uno di questi
semafori piazzati in pieno rettilineo (forse perché dietro quegli
apparecchi ci sono ditte private pagate a percentuale che hanno
tutto l'interesse a fare più multe possibile, anche dove non si
potrebbe, anche quando non si potrebbe?).
Adesso, finalmente, ci pensa la Cassazione a dire che quelle multe
proprio non si possono fare: se si passa col rosso a un semaforo
intelligente il verbale è da annullare (Corte di cassazione, sez.
II, civ., - sentenza n. 24248 del 17 novembre 2009). Il Codice della
strada, scrive la suprema corte, "contempla non qualsiasi
ipotesi di mancato rispetto del segnale costituito dalla
luce rossa
di un semaforo, bensì soltanto quella di attraversamento di un
incrocio".
Insomma, i giudici del "palazzaccio" in un colpo solo
censurano l'operato del Comune, della Polizia municipale e del
giudice di pace di Pontassieve che, nel 2005, aveva respinto il
ricorso di un automobilista multato da uno di questi stupidi
semafori intelligenti. "Il giudice di pace non si è attenuto a
tale principio di diritto", scrive la suprema corte, e
"non ha previamente accertato se l'illecito fosse stato
commesso a un incrocio". Giustizia è fatta. Una lezione per
quei giudici, troppi purtroppo, che i ricorsi li respingono per
principio, senza nemmeno leggerli.
Mario Rossi
Mezzi
sottoposti a fermo
Non vi sono conseguenze penali in caso di violazione
delle ganasce fiscali. Lo ha confermato la corte di cassazione
(sentenza n. 44498) respingendo il ricorso della procura della
repubblica di Napoli contro un ventottenne partenopeo che continuava
a utilizzare il motorino nonostante il mezzo fosse sottoposto a
fermo amministrativo.
La procura aveva accusato l'uomo di sottrazione di cose sottoposte a
sequestro (articolo 334 del codice penale), ma il tribunale
partenopeo lo aveva assolto perché il fatto non sussiste. Il
ricorso della pubblica accusa contro la sentenza è arrivato di
fronte alla suprema corte che però ha confermato le motivazioni del
tribunale: "il fermo va qualificato come sanzione
amministrativa accessoria e non in misura cautelare e, pertanto,
esso non assolve ad alcuna funzione di garanzia rispetto al
depauperamento del bene".
Niente reato, insomma, ma confermata la natura di violazione
amministrativa: la circolazione con un veicolo sottoposto a fermo
(articolo 214 del codice della strada) comporta una sanzione di ben
714 euro e il sequestro del veicolo per confisca, sequestro che però
gli agenti di polizia stradale non dispongono se il fermo è di
natura fiscale (in quel caso se ne occupa direttamente il
concessionario della riscossione). (M.R)
Corte di
Cassazione
Pubblicata
il 26/10/2009
Una sentenza della terza sezione civile della Cassazione
(n. 20949 del 30/09/2009) ha ribaltato quanto finora si sapeva (e si
dava per assodato) in materia di diritti dei pedoni. Secondo quanto
stabilito da questo pronunciamento, il pedone ha
"certamente" la precedenza quando attraversa le strisce
pedonali, le cosiddette zebre.
Questo orientamento contrasta con quanto sinora accettato e
stabilito anche da precedenti sentenze della Suprema Corte:
l'obbligo per i veicoli di moderare la velocità in prossimità
delle zebre senza dover necessariamente fermarsi, a meno che non si
abbia avvistato un pedone chiaramente in procinto di attraversarle o
già su di esse. Come si può intuire, questa interpretazione,
chiamando in causa non solo la condotta dell'automobilista, ma anche
il comportamento del pedone, rende possibile l'addebito di una
percentuale di colpa a carico del secondo anche quando investito.
La sentenza 20949, invece, nell'escludere qualunque possibilità di
colpa per il pedone, stabilisce che l'attraversamento delle zebre
non dev'essere un momento in cui automobilista e pedone si studiano
per capire le reciproche intenzioni. "Il conducente", si
legge inoltre nel disposto, "nell'approssimarsi alle strisce
pedonali, deve avere chiara consapevolezza che deve non solo dare la
precedenza, ma anche tenere un comportamento idoneo a ingenerare nel
pedone la sicurezza che possa attraversare senza rischi".
In altre parole: l'automobilista non può ritenere una facoltà il
suo obbligo di dare la precedenza ai pedoni sulle strisce, e questi
ultimi non devono attraversarle compiendo un temerario atto di
coraggio.
Cosimo Murianni
Libretto
rosso
Se volete risparmiare sulla polizza assicurativa della
vostra auto, scordatevi l'abitudine di rivolgervi sempre alla stessa
agenzia e la fedeltà alla vecchia Compagnia. Spendete un po' del
vostro tempo per fare i preventivi e senza neppure la necessità di
muoversi da casa: con Internet è possibile trovare le tariffe più
convenienti e quindi scegliere la Compagnia di volta in volta più
interessante. È questa una delle indicazioni più sorprendenti che
emerge dall'edizione 2009 del "Libretto rosso delle
assicurazioni" allegato a "Quattroruote" di novembre.
In un anno l'incremento medio delle polizze analizzate è stato
dell'8,6%, ma se si considerano la tariffe migliori (quelle che
nelle varie province e per i diversi profili di rischio stanno al
primo posto) sono aumentate molto meno, solo dell'1,2%. All'estremo
opposto, invece, le tariffe peggiori, quelle che sono confinate
all'ultimo posto nelle tabelle del Libretto, hanno fatto un balzo
all'insù dell'81,2%. Ecco spiegato perché, se si vuole
risparmiare, occorre avere voglia di cercare l'offerta migliore.
Come ogni anno, il "Libretto rosso" analizza l'offerta
tariffaria per i sei profili più comuni in tutti i 107 capoluoghi
di provincia italiani. L'edizione 2009 contiene ben 18.515 tariffe.
L'importo medio è di 817 euro, contro i 752 dell'edizione 2008,
quindi con un aumento di 65 euro. La tariffa più bassa in assoluto
è quella chiesta da Genialloyd ad Aosta, con 175 euro per il
profilo di un uomo di 40 anni che guida un'auto compatta 1.600
turbodiesel. All'opposto troviamo i 6.376 euro previsti da Zurich
Connect a Caserta per un giovane di 24 anni con una monovolume 1.900
turbodiesel.
Facendo un rapido giro d'Italia, si scopre che la città dove i
premi richiesti sono i più bassi, è Aosta con una media di 539
euro, al contrario la città dove essere automobilisti costa più
sacrifici è Napoli dove si pagano 1.522 euro. Se invece si vuole
considerare l'incremento anno su anno, la città più virtuosa è
Gorizia, dove la media delle tariffe è aumentata solo del 3,3%,
all'opposto si trova Avellino con un salasso del 18,7%.
|
Incentivi
2010
Il Governo stringe sugli incentivi 2010. Che, è stato
annunciato, non troveranno spazio nella Finanziaria attualmente in
discussione in Parlamento né in un decreto "milleproroghe"
di fine anno. Il Governo li inserirà, come lo scorso febbraio, in
un decreto ad hoc di sostegno di alcuni settori produttivi ed
economici (auto, elettrodomestici eccetera) che dovrebbe vedere la
luce a gennaio.
Non soltanto. Il bonus per chi rottamerà una vecchia auto e ne
acquisterà una nuova dovrebbe essere inferiore a quello attualmente
in vigore di 1.500 euro. "Bisogna tener presente", ha
dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola,
"che gli incentivi sono un doping, che possono creare
problemi" e, dulcis in fundo, che nel 2010 "dovranno
essere inferiori, per rientrare alla normalità nel 2011". Come
dire che la quarta tornata di incentivi, quella del prossimo anno,
potrebbe essere l'ultima.
Mario Rossi
|
Modifiche al Codice
Pubblicata il 17/09/2009
I 45 articoli di modifiche al Codice della strada non passeranno
"indenni" al vaglio della commissione Lavori Pubblici del Senato
e, pertanto, dovranno tornare alla Camera per una nuova approvazione. Lo
ha annunciato il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, in un
incontro sulle novità relative alla sicurezza introdotte nel Codice
organizzato a Milano da ASC GuidaSicura Quattroruote e da "TuttoTrasporti",
rivista della nostra Casa editrice. "La Commissione Lavori Pubblici
del Senato", ha spiegato Giachino, "ha appena iniziato il
dibattito sul testo di modifica al Codice approvato all'unanimità dalla
Commissione Trasporti della Camera".
Il sottosegretario, rivendicata l'importanza del lavoro svolto
dall'attuale Governo in tema di sicurezza, ha poi aggiunto che "nel
testo c'è ancora qualcosa di sbagliato, che potrà essere corretto. Per
esempio, al Senato interverremo di sicuro per modificare la norma che
prevede la decurtazione di punti patente a chi commette infrazioni in
bicicletta. Ma se ci saranno altre proposte migliorative, siamo pronti ad
accoglierle: ci sono ancora spazi per intervenire".
L'apertura all'introduzione di correttivi, per altro necessari, comporta
però un ulteriore allungamento dei tempi di approvazione: solo dopo un
terzo passaggio alla Camera, infatti, il provvedimento diventerà legge.
La volontà politica di proseguire sulla strada della sicurezza stradale,
però, c'è: lo dimostra, se non altro, l'approvazione
"bipartisan" ottenuta dal testo nel precedente passaggio alla
Commissione Trasporti della Camera. Il Governo si sta dimostrando
particolarmente attento a questi temi, come ha rilevato nel corso del
dibattito anche Giuseppina della Pepa, segretario generale dell'Anita
(associazione nazionale delle imprese di trasporto) che ha ricordato come
siano stati finalmente stanziati fondi significativi per la formazione
degli autisti professionisti. Un tema che sta molto a cuore a Paolo Mauri,
amministratore delegato di ASC GuidaSicura Quattroruote, primo centro in
Italia a essersi dotato di sofisticati simulatori di guida di mezzi
pesanti: "Dovremmo imparare dal mondo dell'aeronautica", ha
ricordato, "dove ogni sei mesi i piloti si addestrano coi simulatori
ad affrontare le situazioni di emergenza".
E che quella della sicurezza stradale sia un'emergenza è un fatto fuori
discussione, nonostante, come ha ricordato il Comandante del Compartimento
Lombardia della Polizia stradale Giovanni Di Salvio, i dati sul numero di
incidenti e di vittime negli ultimi anni siano confortanti: perché i
provvedimenti siano efficaci, ha sottolineato Marco Ponti, docente di
Economia dei Trasporti al Politecnico di Milano, serve la "certezza
statistica della pena", ovvero la consapevolezza dell'elevata
probabilità di essere sanzionati. Un dato che, in Italia, ancora non c'è
e che spiega, secondo Ponti, il calo dell'efficacia del meccanismo della
patente a punti. (E.D.)
Forse entro ottobre
Pubblicata il 07/09/2009
Da tempo si parla di novità per quanto riguarda il settore delle auto
storiche, con diverse proposte di legge (alleghiamo il testo originale del
disegno
di legge del senatore Filippo Berselli) che si sono arenate per
una ragione o per l'altra.
Potrebbe però essere la volta buona, addirittura questione di alcune
settimane, come ci ha confermato in un'intervista l'avvocato Roberto Loi,
da anni presidente dell'Asi (Automotoclub storico italiano). La speranza
è che entro ottobre, o almeno verso la fine del 2009, possa essere
terminato l'iter legislativo, che ha marciato fino a marzo per poi
fermarsi.
Abbiamo ottenuto da Roberto Loi (nella foto) chiarimenti su alcuni degli
argomenti che più interessano i possessori di auto storiche. Ecco qui
sotto i punti salienti.
1) Oggi sono considerate storiche le auto con almeno 20 anni, mentre in
Europa tale limite è ormai fissato quasi sempre a 30 anni. Il nuovo
limite d'età in Italia sarà aumentato a 25 anni. Tuttavia per le auto già
certificate come storiche i diritti acquisiti saranno fatti salvi (in
altre parole, anche se con meno di 25 anni le vetture già d'interesse
storico continueranno a godere dei benefici in termini di esenzione dalla
tassa possesso e delle convenzioni per l'assicurazione Rc).
2) Sarà conservata la possibilità di reimmatricolare una vettura storica
priva di targhe e/o di documenti. Nel caso la vettura abbia le targhe ma
sia priva di documenti, si potrà reimmatricolare conservando le targhe
originali, senza doverle sostituire con le quelle bianche d'ultima
generazione.
3) Sarà possibile immatricolare in Italia una vettura storica acquistata
nell'Unione Europea conservando le targhe estere originali (oggi si devono
sostituire con quelle italiane entro 12 mesi dall'importazione).
4) Dal momento che alcune prove tecniche (per esempio quelle di frenata)
messe a punto per effettuare la verifica delle auto moderne nel corso
delle revisioni periodiche difficilmente sarebbero superabili da alcune
tipologie di vetture (in particolare quelle con oltre 50 anni d'anzianità)
si è deciso d'effettuare tali verifiche tecniche sulla base delle
prescrizioni tecniche valide all'epoca della produzione delle vetture.
Si era parlato di cambiamenti, che avrebbero consentito d'effettuare la
revisione delle vetture di interesse storico esclusivamente presso uno dei
centri prova del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, invece
sarà quasi certamente possibile continuare a revisionarle presso alcuni
centri privati convenzionati con alcuni Club di auto storiche. In seguito
la questione sarà chiarita meglio.
Assicurazioni fantasma
Pubblicata il 26/08/2009
L'Isvap (l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) ha reso noto che
in Italia sono state vendute polizze di alcune Compagnie tedesche e
polacche che non risultano autorizzate all'esercizio della Rc auto nel
nostro Paese. Queste imprese, infatti, pur risultando attive nelle nazioni
di origine, non hanno mai chiesto di operare in Italia.
E siccome non dispongono di una rappresentanza per la gestione degli
incidenti, né di un'adesione all'Uci e al Fondo di garanzia per le
vittime della strada, la loro attività va considerata irregolare. In caso
d'incidente, all'avente diritto al risarcimento non resta che rivalersi
nei confronti del conducente e del proprietario del veicolo che ha
cagionato il danno.
L'Isvap raccomanda sempre di verificare che le polizze Rc auto siano
emesse da Compagnie regolarmente autorizzate ad assicurare in Italia.
L'elenco può essere consultato sul sito www.isvap.it
o telefonando alla sede dell'Autorità (via del Quirinale, 21 - Roma) allo
06-421331.
Per quanti avessero il sospetto di aver comperato una di queste polizze
irregolari, ecco i riferimenti dati dall'Isvap:
- Allianz Versicherungs AG - Koenigstrasse, 28 - Monaco di Baviera
- Helvetia Schweizerische Versicherungsgesellschaft AG/ Helvetia
Versicherungs AG - Berlinerstrasse, 56/58 - Francoforte
- Wurtembergische Partner von Wustenrot - Gutenbergstrasse, 30 -
Stoccarda
- Warta Towarzystwo Ubezpieczen Reasekuracji SA - Chmiena, 85/87 -
Varsavia
- Powszechny Zaklad Ubezpieczen (PZU) SA - Jana Pawla II, 24 -
Varsavia
Questo invece l'elenco di altre Compagnie "fantasma" fornito in
precedenza sempre dall'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni:
Achmea Assicurazioni SpA
Agf
Alians Assicurazioni
Apal
Argonaftiki
Armoniosa SpA
Astra Assicurazioni Generali
Black Sea and Baltic General Insurance Company Ltd
British Marine Mutuall Insurance Ltd
British Marine Mutuall P&I Insurance Ltd
Chubb Insurance Company SA
Compagnia di Assicurazioni Titano SpA (con sede nella Repubblica di San
Marino) Edile SpA
Europa Assicurazioni SpA
Europe Insurance
European Insurance Service Ltd.
Globins Ltd, Intermediazione di Marketing fra compagnie di assicurazione e
riassicurazione
Intercontinentale Assicurazioni SpA
Kelion Previdenza
La Gedea Assicurazioni SpA
Link Assicurazioni
Lodygiana Assicurazioni SpA
LV - Le Valli Assicurazioni
Manuela Assurance Temporaries
Marketrends Insurance
Mutua assicurazioni Sardegna
Mutua Sardegna Assicurazioni
Namuro Aktiengesellschaft SA
Nuova Assitali SpA
Omnipol Assicurazioni Italia SpA o Omnipol Assicurazioni Low Cost
Polaris Assicurazioni SpA
Proodeftiki Aeaz
Proodeytiki Società Anonima contro i danni
Royal Adriatico/Royal Adriatica
Royale Belgique SpA.
Royale Belgique, Società di Assicurazioni SpA
S.N.A. - Società Nuova Assicuratrice
Siac Assicurazioni SpA
Titano SpA (con sede a Palermo)
Uni One Assicurazioni UK Ltd - Compagnia di Cauzioni e Fideiussioni
Uniroyal Insurance
Circolare autovelox
Pubblicata il 24/08/2009
In Italia non c'è nulla di più inedito dell'edito, ironizzava negli
anni 50 Mario Missiroli. La massima dell'allora direttore del
"Corriere della Sera" si conferma nella cosiddetta
"circolare autovelox", firmata il 14 agosto scorso dal ministro
dell'Interno, Roberto Maroni. Un provvedimento che altro non è che una
"summa" di tutte le norme, le circolari e i pareri ministeriali
sulla spinosa materia dei controlli elettronici della velocità.
Tutte cose già note, insomma, ma finalmente riassunte e chiarite in
un'unica direttiva che fa piazza pulita di tutta la "carta"
prodotta negli ultimi anni. E che, soprattutto, sgombra il campo da dubbi
e interpretazioni di comodo. Una specie di codice dell'autovelox, una
sorta di manuale per un suo corretto utilizzo, chiaramente destinato ai
comandi di Polizia municipale finiti sulla graticola, e spesso nelle
maglie della giustizia, per l'uso disinvolto, diciamo così, che degli
occhi elettronici hanno fatto a partire dagli anni 90.
In sintesi, la direttiva sottolinea che gli autovelox utilizzati su strada
devono essere preventivamente approvati dal ministero, che devono essere
sottoposti periodicamente ai controlli previsti dal costruttore, che
quelli utilizzati in modalità automatica devono essere sottoposti a
taratura annuale, che tutte le misurazioni sono ridotte del 5% in favore
del trasgressore (tolleranza), che gli apparecchi possono essere
acquistati, noleggiati o presi in leasing ma l'attività di controllo non
può essere delegata ai privati, ai quali potrà invece essere affidata
tutta l'attività complementare ma sulla base di un corrispettivo non
calcolato in percentuale sulle multe incassate.
Infine, chiarito - speriamo definitivamente - che la segnaletica di
preavviso del controllo di velocità può essere collocata in maniera
stabile solo in presenza di impianti fissi. Via tutti i cartelli inutili,
insomma.
Guida contromano
Pubblicata il 19/08/2009
L'Osservatorio il
Centauro-Asaps continua a monitorare il fenomeno del contromano
stradale con metodi di indagine sempre più raffinati. Tra gennaio e
giugno di quest'anno, gli episodi censiti sono stati 97, nove dei quali
(corrispondenti al 9,3% del totale) hanno provocato 13 vittime.
Ben 70 veicoli contromano (72,2%), la maggior parte dei quali in contesti
di viabilità a senso unico di tipo ordinario (in larga parte urbana),
sono stati bloccati dalle forze di Polizia, scongiurando così il pericolo
di esiti mortali o di lesioni gravi. Dei restanti 27 episodi,
caratterizzati da dinamiche più pericolose e conlusioni ben diverse, come
si è visto, nove sono risultati mortali (con un totale di 13 vittime). In
altri quattro, nonostante l'intervento degli agenti, sono stati comunque
registrati feriti. In tutto, dunque, 31 eventi (32%) che hanno portato al
ferimento di 95 persone.
Lo scenario più pericoloso per questo tipo di fenomeno resta la strada
con carreggiata separata, quella cioè nella quale la guida contromano può
proseguire più a lungo rispetto alla "semplice" invasione della
corsia opposta o vietata che viene registrata sulle arterie ordinarie. Per
la prima volta, però, gli eventi rilevati su viabilità ordinaria hanno
superato quelli autostradali: 54 episodi (55,7%) contro 43 (44,3%). Ma il
confronto con letalità ed eventi del primo semestre 2008 parla chiaro: al
di fuori delle autostrade (dove sono state intraprese opere di messa in
sicurezza suggerite anche dall'Asaps) il fenomeno è in crescita.
In 33 occasioni (34%) è stata accertata l'ebbrezza dei conducenti, mentre
in altre 21 (21,6%) gli autori delle manovre sono risultati avere un'età
superiore ai 65 anni. Se l'alcol può spingere l'automobilista verso
questo tipo di situazioni, anche l'età, dunque, ha il suo peso: l'anziano
può perdere l'orientamento, può cadere in errore e non riuscire a porvi
rimedio. In tre casi (parliamo del 3,1%) il "contromano" è
stato originato da persone affette da patologie di tipo psichiatrico, in
particolare da stati di agitazione psico-motoria. Consistente anche la
presenza di cittadini stranieri al volante di auto "impazzite",
per un totale di 26 eventi (26,8%).
La guida contromano, comunque, è sovente conseguenza di operazioni di
polizia giudiziaria ossia del tentativo di sottrarsi a controlli o cattura
da parte delle forze di Polizia. Nel primo semestre del 2009, sono stati
rilevati in tutto 21 episodi di questo tipo (21,6%).
La regione in cui è stato registrato il maggior numero di eventi è la
Lombardia (13), seguita a sorpresa dalla Liguria (in cui probabilmente
sono da rivedere molti svincoli autostradali) con 12 episodi. Al terzo
posto la Toscana, con nove casi. Seguono Lazio, Sicilia e Veneto con otto
e l'Emilia Romagna con sette. Infine, un accenno agli episodi
"fantasma": due (2,1%) di cui è giunta segnalazione alle
centrali operative di 113 e 112, ma per i quali non è stato possibile
rintracciare gli autori.
|
| |
Mb
|