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COSì IMPARI! - IERI DOLCE & GABBANA HANNO TOLTO LA PUBBLICITà ALL’ESPRESSO", REO DI UN’INCHIESTA SUL "FISCO SMARRITO" DELLA LORO SOCIETà ESTEROVESTITE. OGGI TOCCA A "PANORAMA" CONSTATARE "IL SENSO SMARRITO DELLA LIBERTÀ DI STAMPA DELLA TELECOM E DEL SUO AMMINISTRATORE DELEGATO FRANCO BERNABÈ"...

Editoriale del direttore di "Panorama" Giorgio Mulè

 

Vorrei raccontarvi un episodio che, meglio di ogni proclama o appello, a mio parere rappresenta il concetto di libertà di stampa e soprattutto la difficoltà di fare oggi i giornalisti. Ho bisogno di tediarvi per poche righe con una premessa. Nei bilanci delle imprese editoriali italiane una parte importante del conto economico è rappresentata dai ricavi pubblicitari. Panorama non sfugge a questa regola. Chi sceglie di fare pubblicità sul nostro settimanale lo fa per i motivi più diversi: dal consolidamento del proprio marchio alla necessità di conquistare una fetta di mercato.

 

Esaurita la premessa andiamo ai fatti. Da luglio non vedrete più la pubblicità della Telecom sulle nostre pagine. Si tratta di un'azienda importante, che gareggia con altre importanti compagnie nel campo delle telecomunicazioni. Logica vorrebbe che, per il bene dell'azienda e il presidio del business, non abbandonasse gli investimenti sul primo newsmagazine italiano. E invece lo fa. E arriviamo al nocciolo della questione. Il motivo della marcia indietro è legato a un articolo pubblicato lo scorso numero in cui si faceva il punto sul futuro dell'amministratore delegato della Telecom, Franco Bernabè, il cui mandato scade nel 2011.

 

Un articolo documentato, ben informato, dai toni pacati e mai offensivi come è nello stile di Panorama. A riprova della bontà delle notizie c'è il fatto che non è arrivata alcuna smentita. Ad arrivare venerdì 18 giugno, invece, è stata una telefonata all'amministratore delegato di Mondadori pubblicità da parte del responsabile delle relazioni esterne di Telecom. Pochi preamboli per comunicare che, a causa delle «punzecchiature» di Panorama, tutta la pianificazione degli spazi pubblicitari su Panorama da luglio in avanti era da cancellare.

Vabbè, ho pensato, si sarà trattato dell'iniziativa di uno zelante funzionario. Inutilmente ho tentato di parlare con Bernabè. Gli avrei detto che la decisione del suo collaboratore mi appariva sopra le righe, che probabilmente si trattava di un passo compiuto senza averlo consultato. Ma le parole sono rimaste nella mia testa. Prendo atto, dunque, che l'amministratore delegato dell'azienda - proprietaria, fra l'altro, della rete televisiva La7, che della libertà e della pluralità della stampa fa a parole una bandiera - non gradisce che si parli di lui se non in toni celebrativi o di consenso.

 

Non solo. Prendo atto che l'interesse di Telecom di fare conoscere attraverso la pubblicità i suoi prodotti viene sacrificato sull'altare dell'interesse personale di Bernabè, che avrebbe trovato - come ben sa - porte aperte a Panorama se avesse voluto replicare all'articolo nelle forme più gradite (da una lettera a un'intervista). Prendo atto che quella di Telecom ha il sapore di un'azione punitiva e vagamente intimidatoria nei confronti della Mondadori e di Panorama.

Siccome tutto questo avviene nel pieno di una campagna in cui tutta la stampa italiana rivendica giustamente il diritto pieno a informare, faccio un'ultima considerazione. La rappresaglia di Telecom non rappresenta il temuto bavaglio che tanto scandalizza giornalisti ed editori. È peggio, molto peggio. È il tentativo, questo sì maldestro, di condizionare (inutilmente nel nostro caso) chi non si allinea.

 

[25-06-2010]

 

IL BONGIORNO SI VEDE DAL CONTO IN BANCA - ECCO L'EREDITÀ DI MIKE: DAL CINEMA (FILMIKE) AGLI AEREI (LUXFLY) - E SPUNTANO TITOLI BEI E WORLD BANK PER 15 MLN, TUTTI IN PANCIA A PROMOMEDIA, LA SPA DEL PRESENTATORE SCOMPARSO…

STEFANO SANSONETTI PER "ITALIA OGGI"

Una vita trascorsa in televisione, ma non soltanto a occuparsi del piccolo schermo. Eh già, perché oltre al grande vuoto televisivo, Mike Bongiorno, scomparso ieri all'età di 85 anni, lascia un'eredità economico-finanziaria di tutto rispetto. All'interno della quale, tanto per dirne una, spiccano 15 milioni di euro di obbligazioni della Banca mondiale e della Bei (Banca europea per gli investimenti). Si tratta di titoli attualmente in pancia alla Promomedia, una spa che potrebbe essere definita la capogruppo di Bongiorno.

Alla quale fanno capo altre due società: la Filmike Enterprises, controllata al 100%, attiva nel settore delle produzioni cinematografiche, e la Luxfly, partecipata da Promomedia al 49%, che ha come core business addirittura il trasporto aereo (principalmente con aeromobili in leasing).

In cima a tutto, appunto, c'è la Promomedia. Parliamo di una spa il cui 95% è direttamente in mano all'ex presentatore, che ne era l'amministratore unico (il restante 5% è costituito da azioni proprie). Dall'ultimo bilancio approvato, quello chiuso al 31 dicembre del 2008, spunta fuori un utile di 349 mila euro, in netta diminuzione rispetto agli 857 mila dell'anno precedente. La società, teoricamente, nasce per svolgere attività di collaborazione e promozione pubblicitaria. Ma nell'ultimo esercizio, spiega il documento contabile, non ha avuto l'opportunità di svolgere direttamente la sua mission.

Si è invece limitata «a svolgere l'attività di gestione della liquidità con mantenimento di un bassissimo profilo di rischio». La tempesta finanziaria in atto, del resto, consigliava di tenersi alla larga da avventure pericolose. E così, tra le attività finanziarie ecco venir fuori un «gruzzoletto» da 14.902.454 euro. Si tratta, come illustra la nota integrativa, «di titoli a reddito fisso in dollari Usa emessi da organismi sovra-nazionali, quotati, e quindi di immediata liquidabilità». Tra gli organismi sovra-nazionali vengono appunto citati Banca mondiale e Bei. Il patrimonio netto di Promomedia è di 17 milioni e 853 mila euro.

Controllata al 100% dalla stessa Promomedia troviamo la Filmike Enterprises. Al suo interno è sistemata tutta la famiglia del presentatore scomparso, che ne era amministratore delegato: la moglie Daniela Zuccoli, nel ruolo di presidente, e i figli Michele, Nicolò e Leonardo, tutti con la carica di consigliere. In questo caso parliamo di una srl che si occupa di produzioni cinematografiche e televisive.

Molto buone, nonostante la crisi, le performance societarie che emergono dall'ultimo bilancio approvato (sempre al 31 dicembre 2008): fatturato a 2.577.125 euro (in aumento rispetto ai 2.124.655 dell'anno precedente) e utile a 813.752 euro (anche qui superiore ai 307.607 dell'esercizio 2007). Il patrimonio netto, in questo caso, è di 2 milioni e 383 mila euro.

Infine arriviamo alla Luxfly, partecipata al 49% da Promomedia. Anche in questo frangente parliamo di una srl, che però si occupa di trasporto aereo. Lo strumento utilizzato è quello del leasing. Il bilancio, infatti, riporta in 920 mila euro il valore complessivo lordo dei beni locati alla data di chiusura dell'esercizio. In crescita solo il fatturato della Luxfly. La cifra è di 2.148.986 euro (in aumento rispetto a 1.907.284 euro dell'anno precedente), mentre la società ha fatto registrare un rosso di 26.367 euro, in peggioramento rispetto al piccolo utile dell'anno 2007 (1.457 euro).

 
[09-09-2009]

 

 

Mb

  Videoinforma :  www marcobava.tk