|
E’
L’APPALTO, MONNEZZA! – UN SISTEMA SATELLITARE CHE TRACCI
IL PERCORSO DEI RIFIUTI FINO ALLO SMALTIMENTO? OTTIMA
IDEA DELLA MINISTRA PRESTIGIACOMO – PECCATO CHE IL
SOFTWARE SIA DELLA SELEX DI LADY GUARGUAGLIONE – MA SE
VOLETE SAPERE COME SIA STATA GESTITA LA GARA,
ATTACCATEVI AL TRAM: È TUTTO COPERTO DA SEGRETO, APPOSTO
PRIMA DAL GOVERNO DI CENTROSINISTRA POI DA QUELLO DI
CENTODESTRA…
Lucia Campisi e Mario Portanova per "il Fatto
Quotidiano"
La
via della spazzatura è un segreto di Stato. Un segreto
che sta gettando lo scompiglio tra decine di migliaia di
imprenditori. L'idea del ministero dell'Ambiente,
guidato da Stefania Prestigiacomo, a prima vista è
ottima: si chiama Sistri, è un sistema satellitare
capace di tracciare passo per passo il percorso di ogni
carico di rifiuti, dall'azienda che deve disfarsene
all'impianto di smaltimento.
E'
un obbligo che deriva dall'Unione europea, per
contrastare le ecomafie. Invece il Sistri, che dopo le
proroghe di rito dovrebbe entrare in vigore il primo
ottobre, ha suscitato una vera e propria rivolta,
capeggiata da Confindustria e in particolare da
Assosoftware, l'associazione dei produttori di programmi
informatici.
Il
software di Sistri, infatti, è stato realizzato da Selex
sistemi integrati, una controllata di Finmeccanica, di
cui è amministratore delegato Marina Grossi, moglie di
Pierfrancesco Guarguaglini, presidente del gruppo
coinvolto in recenti inchieste giudiziarie. Della
procedura di appalto, però, nulla si può sapere, perché
coperta dal segreto, apposto prima dal governo di
centrosinistra, nel 2007, poi da quello di centodestra,
nel 2008.
Circa cento aziende che creano programmi per la gestione
aziendale dei rifiuti sono state tagliate fuori
dall'affare, ma non è solo questo: le prime prove
mostrano che Sistri entra nei sistemi dell'azienda che
lo utilizza. Un problema serio per i produttori privati,
che rischiano all'improvviso di ritrovarsi
"incompatibili" e di perdere clienti. Confindustria, in
una lettera inviata al ministero dell'Ambiente il 23
giugno, ha messo nero su bianco l'accusa di "concorrenza
sleale" da parte di un governo che sbandiera "politiche
di liberalizzazione". Un gruppo di aziende di
Assosoftware si è rivolto al Tar del Lazio.
La
sentenza emessa l'11 giugno impone al governo di
consegnare entro 90 giorni la documentazione del
progetto Sistri, compresi i decreti che ne sanciscono la
segretezza e, soprattutto, tutti i documenti relativi
all'appalto ottenuto da Selex. Un appalto sostanzioso:
la Finanziaria del 2007 stanziava 5 milioni di euro,
mentre ciascuna delle aziende obbligate ad aderire deve
pagare da 60 a 150 euro.
E
la platea dei "contribuenti" è stimata in circa 600 mila
soggetti, mettendo insieme tutte le imprese che
producono rifiuti da smaltire secondo particolari
procedure, i "padroncini" del trasporto, le discariche,
gli smaltitori, i riciclatori... I trasportatori hanno
una spesa in più: una "Black box", una scatola nera da
installare sui camion, che costa 3-400 euro più
l'onorario dell'elettrauto.
L'azienda che deve smaltire carica i dati sui rifiuti in
una chiavetta Usb, che contiene il software incriminato;
il trasportatore infila la chiavetta nella scatola nera
e scarica i dati a sua volta. Da questo momento, i suoi
spostamenti sono monitorati da un sistema gps, tenuto
sotto controllo dal Comando dei carabinieri per la
tutela dell'ambiente, fino alla destinazione finale.
"Non è solo una qustione di mercato", commenta Bonfiglio
Mariotti, presidente di Assosoftware, "Quando inserisco
la chiavetta nel computer, il software di Selex fa cose
che non dovrebbe fare. Si sostituisce al programma di
gestione aziendale, compie delle operazioni, gestisce la
firma digitale dell'imprenditore in un modo del tutto
incontrollabile. In più non si può sapere come sia fatto
e come funzioni. Altro che libero mercato, è il Grande
fratello".
[23-07-2010]
|