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ALEMANNO

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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a
raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti
in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi
cominciamo a conoscerci :
ideeconomiche@pec.it
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LA
MAPPA
DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio
di:
- visitarlo
periodicamente
- usare questa
pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
- di avere pazienza
nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE,
potrebbe essere lento.
- MARCO BAVA
fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati
finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima
diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e
omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto
responsabile.
- Questo servizio
non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e
non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
- MARCO BAVA non
potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza
derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute
dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da
ritenersi ad esclusivo uso personale ed e' espressamente non
consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.
QUESTO
SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb (
fondati da FIAT-IFI ed ora
http://www.laparola.net/di
RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO
NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !
se vuoi essere
informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email
ATTENZIONE !
DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI
MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I
FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO
NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare
documenti
inviatemi le vostre segnalazioni e i vostri commenti e consigli
email.
GRAZIE !
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|
LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA
FORZA E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche
imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.
Che lo Spirito Santo porti buon senso e
serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' ! |
| LA
mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,
perche' DIO ESISTE, ANCHE SOLO per assurdo.
IL MONDO HA
BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO'
CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !
PER QUESTO IL
MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !
LA VIOLENZA
DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI
che potrebbe stare dietro a Berlusconi.
IL GOVERNO
DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI, IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO
perche' vetusto obsoleto e compromesso !
E' UN GIOCO AL
MASSACRO dell'arroganza !
SE NON CI
FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !
TU SEI UN
SOLDATO ?
COMUNICAMI cio'
pensi !
email
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Riflessioni ....
I rapporti umani, sono tutti unici e
temporanei:
- LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E
RISPARMIO.(02.02.10)
- Se non hai via di uscita,
fermati..e dormici su.
- E' PIU' DIFFICILE
SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
- Ciascun uomo vale in funzione
delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
- Vorrei ricordare gli uomini
piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto
fare !
- LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA
MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE
PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
- PIU' I MEZZI SONO POVERI X
RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
- L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA
MORTE.
- MEGLIO NON ILLUDERE CHE
DELUDERE.
- L'ITALIA , PER COLPA DI
BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
- IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3
VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU'
POVERI ALMENO 2 VOLTE.
- LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI
DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',
QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ' CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE
E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL
10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE
CHIESE)
- la vita eterna non puo' che
esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento
di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
- SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA
VERAMENTE UNA STRADA.
- QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI
CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
- L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER
AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
- IL PRESENTE E' FIGLIO DEL
PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
- L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER
DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
-
L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E
DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
-
BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
-
GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI
TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
- IL DISASTRO
DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE
STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
- Quante
testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate
per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
-
I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI
PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI
SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)
-
L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne'
temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata
per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la
cruna di un ago ..."
-
sapere x capire (15.10.11)
-
la patrimoniale e' una 3^
tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)
L'obiettivo di
questo sito e una
critica costruttiva PER migliorare IL Mondo .
-
PACE NEL MONDO
- BENESSERE
SOCIALE
- COMUNIONE
DI TUTTI I POPOLI.
- LA
DEMOCRAZIA AZIENDALE
|
| L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA
PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI
GESU'. 15.06.09 |
| DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA
PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI
GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09) |
- GESU' HA UNA
DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7
The
InQuisitr -
La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino
di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di
Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor,
responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno
parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.
06.09.11
|
| CRISTO RESUSCITA PER
TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI
O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI
OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e
morto non può tornare per avvisare i parenti ! Mb 05.04.12 |
Annuncio
Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !
Cari Utenti
Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo
devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.
E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.
E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti,
vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni
concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete,
qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta
arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o
almeno non ora.
Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa
decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le
possibili alternative...
Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti
finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.
Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di
pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.
Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione
alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni,
l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il
quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare,
configurare, testare, reingegnerizzare...
Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di
tutti i vostri contenuti (file e db)
ENTRO IL 6 DICEMBRE.
Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o
nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.
Grazie,
Giuseppe - Tommaso
HelloSpace.net
io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta
creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un
nuovo sito parallelo a questo :
www.marcobava.it
|
|
IL BAVAGLIO della Fiat nei miei
confronti:
|
IN DATA ODIERNA HO
RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del
gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con
attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso
cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi
amministratori. Fatte salve iniziative
autonome anche
davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal
proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora,
veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie
tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per
tutelare le quali mi riservo iniziative
esclusive
dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09
|
|
| TEMI SUL
TAVOLO IN QUESTO MOMENTO: |
|
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE
2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE
STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...
3) TELELAVORO
4) Commercio equo-solidale.
5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN
6 ) NO TETRAPAC |
| SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL
SUICIDIO SOSPETTO
DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email
all'editore
(info@edizionikoine.it)
indicando che hai letto questo prezzo
su questo sito , indicando il tuo nome cognome
indirizzo codice
fiscale ti verrà inviato per contrassegno che
pagherai alla consegna. |
|
TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI
EDOARDO AGNELLI come dimostra
l'articolo sotto riportato:
È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI
IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO
IL TESORO DI FAMIGLIA
Ettore Boffano
e Paolo
Griseri per "Affari&Finanza"
di "Repubblica"
È una storia di
soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione
più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e
100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che
contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con
la
madre Marella Caracciolo.
Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi
accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo
fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver
ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e
contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro,
depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto
ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".
È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di
una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel
24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se
n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80
e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi
suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a
succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.
Altri nomi e
altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio
di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John
"Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della
società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia,
la
"Giovanni Agnelli & C. Sapaz".
L'amarezza di
quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla
riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia
industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite
strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se
con scarsi risultati.
E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare".
Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione,
"Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire
nel
1999 a
Vaduz, quando
la figlia
Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi
Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese"
annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal
primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il
conte Serge de Pahlen).
"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È
la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)»,
spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una
volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti.
Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto
il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.
E sempre la
pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome
del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il
capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato
dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo
del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli.
Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di
Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da
Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I
sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe
dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero
di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande
Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.
PATTO
2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA
Ecco, è proprio
qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al
pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra
degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici
dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale,
nella procura della Repubblica di Milano.
Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che
Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e
che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto
della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha
affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in
francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner,
stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les
Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni
Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a
Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.
Anni di
reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno
consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e
Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il
controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il
giudice torinese
Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile
che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.
Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società
"Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in
mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto
è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.
Il 10 aprile
1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento
al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla
figlia e al nipote, conservando per sé
il 25 ,38.
Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per
cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona
il 25 ,4
per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta
con il 58,7.
Quando il notaio
torinese Ettore
Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della
donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli
spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver
chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo
scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il
civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore
testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti
al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei
miei diritti».
Nel frattempo, entra in possesso di un documento in
lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi
confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata
trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine
italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti",
stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di
Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su
quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a
favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia
la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere
ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio
con Lavinia Borromeo.
Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle
rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of
assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro,
105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da
Morgan Stanley
nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di
pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova
che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande
Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi
legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.
Il 27 giugno
2007, l
'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles
Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita
ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si
chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il
codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie
procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il
presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni
di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" (
la finta Opa ).
Si tratta della
clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla
società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la
raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della
Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa
sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie
dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico
proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò
che ancora manca all'eredità.
Anche questa
ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti"
gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto
la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di
compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi
legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno
rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto,
anche la nullità del patto successorio.
Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora
proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e
Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto
che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di
confermarne
la validità. Se
però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in
discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la
guida istituzionale della galassia Fiat.
Le ultime
possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura
di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di
Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni
di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.
L'escalation
giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero
dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali
ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di
una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E
sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino,
che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.
WSJ:
LA LUCE
INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un
articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla
successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo
dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la
morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato
tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un
miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi
conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».
L'articolo fa
presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron
dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere
nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta
appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo
re non ufficiale».
Secondo il
giornale,
qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal
piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista
Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova
leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di
sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino,
Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del
processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».
[19-11-2009]
|
|
grazie a Dio , non certo a Jaky, continua la ricerca
della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di
Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto, ora
il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso
che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino
alla verita'. Mb -01.10.10 |
edoardo
agnelli |
|
LIBRi
SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI
www.detsortelam.dk
www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208
ANTONIO
PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-
|
Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".
Il
giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla
famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di
curiosità ed informazioni inedite
Per
dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli,
precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano,
sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare
autopsia.
Anonime
“fonti investigative” tentarono in più occasioni di
screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava
un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia
fu mai fatta.
Ora
Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che
accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante,
pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la
prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche
raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa
settimana presenta.
Perché
la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo
destinato a ereditare il più grande capitale industriale
italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici
però che riguardano la famiglia Agnelli.
Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione
del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei
rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio
Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo
di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi,
Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che,
nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano
assai più di politici e governanti.
Il
volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta
sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose
e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più
importante d’Italia.
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Mondo AGNELLI :
Cari amici,
Grazie mille per vostro aiuto con
la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e
Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in
inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA;
sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie
possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi
invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’
stato girato il video in You Tube. )
http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0
Thanks again,
Jennifer
Un libro che riporta palesi falsita'
sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con
Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad
ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta.
Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a
19 euro! www.marcobava.it |
Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo
d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha
ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb
1- A 10 ANNI DALLA
MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2-
MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI
DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME.
DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA
500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO
DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO
ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI
EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE.
INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN
VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL
MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A
SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO.
E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO
SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO.
MA NESSUNO SE LO FILA -
Michele Masneri per
Rivista Studio (www.rivistastudio.com)
"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non
sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo
racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto
di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat,
Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95),
primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di
Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista
(per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di
"bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e
marchionnismi) ci hanno abituati.
E partiamo da
Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi
cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco
identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione
fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato).
L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di
più.
Sul Foglio dell'11
febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani
(conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco
Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger,
indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato
dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha
portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a
condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in
cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta
di stringere la mano al rappresentante della Fiat".
Clark non solo
conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me
l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa,
Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che
notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase
precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà".
Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco,
più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può
chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno
giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non
proprio pentito, ma insomma...".
Sempre coi sindacati,
Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield,
volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a
ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è
vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso
e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa
tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi
presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New
York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto
alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.
Anche qui Clark spiega
una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo
molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il
presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione,
Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York.
Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi
vedere piangere.
Attenzione, però,
perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I
almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York
Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot
insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di
uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi
realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere
va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che
stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione.
"Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".
Famiglia Agnelli
Piangere va bene ma è
meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa,
"mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana,
Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010:
Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua
vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500
arancio di famiglia.
Ma Marchionne, a sua
insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori,
che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo
amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la
Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica
marchionniana).
À rebours. In fondo il
libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la
fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato.
"Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei
maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo
look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti,
conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo
è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del
gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat
i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del
midwest".
"Però in America pochi
si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno
nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per
suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando
ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente
stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel
1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.
Ma tra i ricordi
agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è
forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio
sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è
andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché
un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono
tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e
per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le
sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui
chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.
Una telefonata ad
Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue
giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le
conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante
iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue
finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi,
incredulo.
Manda qualche mail (le
password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia,
sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo
computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione:
per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente,
guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si
butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una
persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte,
con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato
così", dice alla persona di servizio.
|
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TORINO 24.09.10
GENTILE SIGNOR DIRETTORE
GENERALE RAI
CONSIDERAZIONI SULLA
TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL
23.09.10.
1)
Minoli dichiara più volte che intende fare
chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio
confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il
suicidio in quanto :
a)
dall’esame esterno effettuato dal dott.
Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale –
Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre
che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono
formulare le seguenti considerazioni:
“E’ esperienza comune
come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di
un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da
un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo)
quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o
di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione
del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza
superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque
sufficientemente profonde”
“L’arresto del corpo
nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di
tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro
movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di
sostegno”
“Nel caso di
precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi
altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello
sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su
un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi
lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei
costali procidenti nella cavità toracica”
“Le lesioni esterne
cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono
caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si
producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli
intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.
Talora la presenza di
indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da
impatto diretto contro la superficie d’arresto”
Nell’esame esterno, il
dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:
-
Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni
cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola
breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa
nasali.
Tali lesioni sono
indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso
bocconi.
-
Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta
(collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.
Cosa c’entra
l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un
fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)
-
Addome: escoriazioni multiple
L’escoriazione è
normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente
contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni
sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?
-
Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al
palmo della mano.
Può essere compatibile
con una caduta di questo tipo
-
Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio.
FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.
Come se le è
procurate? Era vestito con le maniche lunghe?
Deve esserci una
perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito
di frattura scomposta avambraccio
-
Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale
interna
Valgono le stesse
considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno
coscia presumibilmente
-
Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni
diffuse faccia mediale esterna.
Da quello che si
desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora
è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione
profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E
poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è
l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?
-
Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx.
Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.
Osso mascellare quale?
Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici
gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione
cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio
del cranio).
Direi che di materiale
ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta
dinamica della precipitazione.
b)
Il dipendente dell’autostrada non poteva
vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il
pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non
collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale
“non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice
non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la
“abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps
per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre
indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere
la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non
parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se
muore sul colpo? Da dove proveniva?
c)
Il medico Testa come fa da una foto ad
individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi
e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un
ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto
l’autopsia ?
d)
Il cranio di E.A potrebbe essere stato
colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la
foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.
e)
come mai il magistrato prima di chiudere il
caso autorizza il funerale ?
f)
io non ho mai sostenuto che E.A sia stato
buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato
forse strangolato , viste le echimosi sul collo .
g)
certo lo collana non provoca echimosi
perché un frega cadendo da 73 metri.
2)
autosuggestione non può averla il pastore
ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i
fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in
quanto :
a)
non esistono prove che abbia chiamato gli
amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?
b)
inoltre non risulta da alcun atto
d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché
proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la
possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.
c)
A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo
REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non
gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne
aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia
chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !
d)
Gelasio fa un discorso senza logica si
commenta da se !
e)
Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha
visto la buca nel terreno ?
f)
Un impatto a 150 km ora di un auto fatta
per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo
le auto senza carrozzeria sono più sicure !
g)
Certo che e possibile scavalcare il
parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era
in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se
non ne avesse avuto bisogno !
h)
Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse
aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ?
Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica
di E.A !
i)
Del tutto illogico il ragionamento di
Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3
giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso
come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di
raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!
j)
Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di
lettura opposte : Sodero dice che E.A aveva paura del dolore
fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva
farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una
terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della
pallottola di Kennedy !
k)
Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A
non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?
i.
Se lui non firma un documento non chiede un
bel nulla
ii.
Il documento lo hanno preparato legali e
notaio
iii.
Gelasio e Lupo affermano che non voleva
entrare nella Dicembre
iv.
Altro indice di superficiale faziosità di
Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi
sono tutti gli Agnelli !
v.
Come non corregge neppure l’errore
riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.
vi.
Mi domando chi preparasse a Minoli le
interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’
troppo bravo per lui ?
Concludo quindi
logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto
anzi la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi
raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e
come e quando vuole. Molte cordialita’.
MARCO BAVA
|
EDOARDO
AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di
Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca
parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli
su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per
anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un
omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle
pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.
20-09-2010]
|
|
1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO
NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A
CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA
CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI
- EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI
“ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI
PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA
APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È
STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL
MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA
L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE
LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA
NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA
UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E
CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA
Gigi Moncalvo
per "Libero"
«Adesso si mettono a confutare anche le poche
cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai
contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne
eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu
solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di
un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal
Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella
tragica mattina ci fosse un altro medico legale».
E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di
qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la
sepoltura in modo da poter portare via al più presto il
cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e
di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa
storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate
dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi
sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una
nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.
Nel dispaccio, che cita anonime «fonti
investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno
coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno
e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si
affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per
espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore»,
fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che
nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era
presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile
trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche
righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli
atti come andarono veramente le cose.
NIENTE
AUTOPSIA
- Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il
dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso
la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore
Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve
memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del
cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di
"esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve
memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a
Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».
«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo
il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di
Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere,
conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17
righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro
il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro
il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale
esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni
viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe
apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della
causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un
grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».
Quindi in due precise circostanze, di suo pugno,
sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma
di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli
importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni,
l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.
UN'ORA INVECE
DI TRE
- Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla,
addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore".
Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato
il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che
fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della
visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a
Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del
corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria
del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu
conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande
precipitazione».
Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il
primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera
mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del
cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella
memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha
impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È
davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve
lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo
sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli
inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla
"morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria
cominciare l'esame necroscopico.
Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e
il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e
i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non
poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso,
caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista
la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella
camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in
tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non
chiarisce un altro mistero.
Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico
del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché
1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in
un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a
Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero"
(Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne
chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era
stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le
15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli
inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano
problemi, era tutto chiaro».
LE STRANEZZE -
Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in
considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente
intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo
di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di
aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla
sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no?
«Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era
quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire,
se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto
consigliare l'autopsia: perché non lo fece?
«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e
sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di
strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo
era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il
cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra
ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una
stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non
c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal
libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in
servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni,
specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in
giurisprudenza.
«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto
il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in
servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il
quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a
Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni.
Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in
cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi
chiamò».
E il dottor Ellena? «Era il mio superiore
gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il
certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo
evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul
posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho
intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il
dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva
preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai
di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o
modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai
eseguita".
Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si
trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È
l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre
decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a
coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in
cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era
sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che
doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può
decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si
deve attenere a quanto il magistrato dispone».
Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è
possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni
vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più
assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni
evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza
la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i
mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un
paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in
montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».
Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in
pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei
giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In
una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati»
poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo
esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini
si infittisce ancora di più...
L'AVVOCATO
- Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita
«per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato
tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato -
evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un
"ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se
l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile
prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi
casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la
volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si
volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le
viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così
martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare
di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo
sangue.
Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli
a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare
di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un
tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla
droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia
spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre
prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci
ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel
presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da
lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul
Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la
memoria.
27-09-2010]
|
| il 17.11.12 si
terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI
nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA
ang.V.PACCHIOTTI. |
|
|
<http://rassegna.governo.it/>
.
|
DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA
DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL
DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL
PRESIDENTE DELLA CAMERA
PDF -
http://bit.ly/eTwkdL 17-01-2011]
|
|
| NON
DIMENTICARE CHE: Le informazioni
contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore
deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun
caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.
Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale
livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.
MARCO BAVA
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ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA |
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Cordiali saluti
La Stampa e lo staff TypePad
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. VILLA AI PARIOLI SENZA CONCESSIONI,SIGILLI A IMMOBILE TODINI...
(ANSA) - Una vera e propria villa a ridosso di Villa
Ada e a due passi dai Parioli. Ma abusiva. Stamani gli agenti
dell'Ufficio antiabusivismo edilizio del Campidoglio hanno sequestrato
il cantiere della villa di proprieta' del presidente della Federazione
industria europea delle costruzioni ed ex-europarlamentare Pdl, Luisa
Todini. Gli agenti hanno posto i sigilli alla struttura, che stava per
essere trasformata in una una villa a ridosso del parco di Villa Ada
'senza la concessione edilizia' e con 'la mancanza dell'autorizzazione
paesaggistica della Regione Lazio a cui e' sottoposto l'immobile'.
E' infatti
risultata in atto 'una ristrutturazione nascosta dai bandoni di lamiera
del cantiere'. Da alcuni controlli la concessione edilizia rilasciata e'
risultata difforme dalle opere che si stavano effettivamente
realizzando, in particolare il fabbricato del box auto era stato unito
all'abitazione trasformando l'originaria tettoia di eternit in una vera
e propria area abitativa.
21-01-2011]
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ROMA, FITCH
TAGLIA COMUNE AD A+, ASSEGNA AA- GESTIONE COMMISSARIO... (Reuters)
- Fitch Ratings comunica di aver rivisto al ribasso ad 'A+' dal
precedente 'AA-' la propria valutazione sul merito di credito del Comune
di Roma. Stabili le prospettive sul rating. Contestualmente alla
decisione sul rating dell'emittente, l'agenzia ha assegnato il giudizio
di 'AA-', con outlook stabile, alla Gestione Commissariale del Comune,
cui fanno capo circa 6,5 miliardi di euro di debito pregresso.
"Il downgrade [del
Comune di Roma] riflette persistenti tensioni sul fronte della liquidità
a causa della debole performance operativa e dell'incremento del debito,
compreso quello delle società controllate dall'ente locale" si legge in
una nota dell'agenzia.18-01-2011]
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ROMA: LAMANDA,
RATING DI FITCH STIMOLO A INTENSIFICARE RISANAMENTO CONTI...
(Adnkronos) - "La riduzione del rating da parte di Fitch evidenzia la
necessita' di intensificare lo sforzo avviato da Roma Capitale per il
risanamento dei conti capitolini". E' quanto dichiara l'assessore al
Bilancio e allo Sviluppo economico, Carmine Lamanda, in merito alla nota
diffusa oggi dall'agenzia internazionale di valutazione del credito.
"Il peggioramento
del giudizio, come evidenziato nel comunicato, si fonda sulla riduzione
del margine operativo rispetto alle entrate correnti di bilancio,
piuttosto che sull'indebitamento nei confronti del sistema bancario.
Quest'ultimo - afferma Lamanda - risulta, infatti, attestato su livelli
contenuti pur tenendo conto del fabbisogno finanziario relativo al
completamento dei lavori delle nuove linee metropolitane".18-01-2011]
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1 - MA CHE DIAVOLO
FA L’UOMO INCAPPUCCIATO COL GIUBBOTTO BEIGE? SEMBRA DIFENDERE GLI
AGENTI, POI SI SCAGLIA CONTRO I BLINDATI. E IN MANO HA LE MANETTE - 2 -
LA FINOCCHIARO A MARONI: “C’ERANO DEGLI INFILTRATI, CHI LI MANDA?, CHI
LI PAGA? - 3 - TRA “PISCHELLI”, PROVOCATORI DI PROFESSIONE E GLI
ANARCHICI DEL NORD - LE FORZE DELL’ORDINE SORPRESE DAL RECLUTAMENTO SUL
CAMPO DI UNA NUOVA LEVA DI VIOLENTI APPRODATI ALLO SCONTRO DI PIAZZA (E
DI STADIO) PRIMA ANCORA CHE ALLA POLITICA - 4 - NOTTE DI LAVORO PER IL
RIPRISTINO DELLA CITTÀ - ALE-DANNO CALCOLA I DANNI: 20 MLN -
1. L'UOMO CON LA
PALA, DIMOSTRANTE O PROVOCATORE?...
Da
Repubblica.it - Ma chi è l'uomo con giubbotto beige, che
sembra difendere gli agenti, ma poi si scaglia contro i blindati della
polizia? Il giorno dopo i gravissimi incidenti di Roma, grazie alle
numerose testimonianze fotografiche, il caso è aperto.
Perché il ragazzo
con scarpe da tennis, jeans e guanti macchiati di rosso,in perfetta
tenuta da dimostrante, è sempre vicino agli agenti aggrediti della
Guardia di Finanza in via del Corso? Perché è sempre in prima linea
negli scontri? In una sequenza, ha delle manette in mano (ma potrebbe
averle rubate al finanziere. In un'altra va con una pala e con un bidone
contro la polizia.
Forse il governo e
le forze dell'ordine dovrebbero dare una risposta in merito. Anche
perché, da filmati successivi, sembra che il presunto dimostrante sia
stato arrestato.
Ieri sera, la
Guardia di Finanza ha correttamente ammesso la presenza di agenti in
borghese sul luogo degli scontri. E ha voluto precisare che l'agente
aggredito si è comportato benissimo, ha solo cercato di difendere la sua
pistola e non ha sparato.
ll Viminale ha
difeso il suo operato ieri: di sicuro, per contrastare i violenti, sono
state messe in campo forze dell'ordine dei vari corpi, e vestiti in vari
modi.
Il comunicato
dell'Ansa di ieri sera. "Il finanziere ritratto in una foto con la
pistola in pugno durante gli scontri nel centro di Roma era impegnato a
difendere l'arma d'ordinanza che i manifestanti volevano sottrargli". E'
quanto riferiscono fonti della Guardia di Finanza interpellate
dall'ANSA.
La sequenza dei
fotogrammi - riferiscono le stesse fonti - "non lascia dubbi: il
finanziere, aggredito da decine di facinorosi, era stato già privato del
casco e della radio, ed i manifestanti volevano impossessarsi della sua
pistola. Egli ha coraggiosamente difeso l'arma, senza mai farne uso, ed
è stato sottratto dalla furia dei teppisti grazie all'intervento dei
colleghi, alcuni in divisa, altri in abiti civili".
Se si osserva la
sequenza fotografica sull'aggressione al finanziere, si notano due
persone vestite come dimostranti che cercano di difenderlo
dall'aggressione.
Il precedente del G8. Già ai tempi del G8 di Genova, si era parlato di
"agenti provocatori" inflitrati fra i black bloc. Ma in nessuna
inchiesta sugli incidenti sono emersi particolari in merito.
2. SCONTRI,
GOVERNO IN PARLAMENTO - IL PD DENUNCIA: "C'ERANO INFILTRATI"...
Da
Repubblica.it - Il governo riferirà alla Camera sugli
scontri a Roma di ieri. La richiesta è stata avanzata dal gruppo Pd alla
Conferenza dei capigruppo di Montecitorio al ministro dell'Interno e al
termine della riunione il vicecapogruppo democratico Michele Ventura ha
affermato che molto probabilmente il ministro potrebbe riferire già
domani.
Della presenza di
'infiltrati' tra i manifestanti e della necessità che Maroni riferisca
in Aula parla la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro: "Ieri a
Roma c'erano evidentemente degli infiltrati che hanno messo a rischio i
manifestanti e le forze dell'ordine. Chi li ha mandati? Chi li paga?
Cosa devono causare? Chiediamo che il ministro dell'Interno Maroni venga
in aula la prossima settimana", ha detto.
Alla Finocchiaro
fa eco Oliviero Diliberto, portavoce della Federazione della sinistra:
''Se c'erano infiltrati, come pensiamo c'erano, è necessario che vengano
individuati. Filmati, foto e testimonianze sugli scontri di ieri a Roma
ce ne sono a iosa. Chi di dovere, ministro dell'Interno in primis,
analizzi tutto il materiale e indaghi. Un Paese civile non può
assolutamente permettersi di non farlo. Le lotte pacifiche degli
studenti, che da mesi manifestano in tutte le piazze, non possono in
nessun modo essere confuse e oscurate da atti di violenza
inaccettabili''.
Intanto si inizia
a fare il bilancio dei danni, anche se per il sindaco di Roma, Gianni
Alemanno, è ancora presto per quantificare la reale entità della
distruzione. "I danni sono ingenti - ha dichiarato a margine della 10°
conferenza nazionale di statistica al palazzo dei Congressi dell'Eur -
si parla di circa 20 milioni". Il sindaco, comunque, ha annunciato che
"il Comune di Roma si costituirà parte civile contro gli autori di
questa devastazione".
"Quanto è avvenuto
è allucinante, abbiamo rischiato un'altra Genova", ha detto Alemanno,
per il quale nella capitale è andato in scena un "clima di violenza
gratuita che si respirava per le vie di Roma negli anni '70 e speravo di
non vedere più".
Secondo il sindaco
di Roma gli incidenti non erano prevedibili "in queste dimensioni" e a
vedere le 'armi' utilizzate è stata "una cosa ben organizzata da gente
che sa fare guerriglia urbana e cercava lo scontro. Io ho avuto la
percezione, confermata poi dal questore, che da almeno un mese c'era chi
si stava muovendo per creare incidenti".
C'era "tutta la
vecchia rete dell'antagonismo, centri sociali non solo romani.
Ovviamente - continua il sindaco - non intendo criminalizzare l'intera
protesta, ma è necessario individuare i violenti che l'hanno
strumentalizzata, per isolarli".
Quanto
all'organizzazione dell'ordine pubblico "un giudizio complessivo è
prematuro", ma la scelta di "attuare un meccanismo di apertura e
chiusura dei cordoni di polizia è stata giusta: se le forze dell'ordine
fossero state più rigide sarebbe andata molto peggio".
3. I «PISCHELLI» E
I PROVOCATORI LA MICCIA ACCESA DAGLI ANARCHICI DEL NORD...
Giovanni Bianconi per il "Corriere
della Sera"
Intorno alle 13
all'ingresso di via delle Botteghe Oscure, sotto il balcone dal quale si
affacciava Enrico Berlinguer, un blindato dei carabinieri viene
bersagliato da una pioggia di sacchetti d'immondizia, qualche bastonata,
un paio di petardi. C'è una «carica di alleggerimento», come recita il
gergo questurino. Pochi minuti e il corteo riparte.
Quell'assalto fa parte della «dinamica concordata», secondo il
linguaggio dei manifestanti.
Anche lo
sfondamento tentato poco dopo a corso Rinascimento, verso il Senato, era
previsto, completo di «fronteggiamento fisico» con le forze dell'ordine
schierate in assetto anti sommossa. Altra carica di alleggerimento. Ma
già qui, alcuni alzano i fazzoletti sul viso e abbassano i cappucci,
prendono altre strade e si lanciano all'assalto delle vetrine delle
banche e di qualche auto costosa.
Sono quelli venuti
apposta per creare disordini, quasi tutti da fuori: i servizi d'ordine
degli spezzoni più organizzati del corteo li individuano e provano a
isolarli. Ma si sapeva che sarebbero entrati in azione, ed è quasi
impossibile fermarli. Si può solo tentare di tenerli a distanza. Sono,
per lo più, gli anarchici arrivati dal nord-est, ma anche da Torino e da
Bologna, dai centri sociali che raccolgono le realtà più estremiste.
Duecento persone,
forse più, ma un numero molto ridotto rispetto al totale dei
dimostranti. Addestrati e decisi quanto basta, però, a rovesciare
distruggere tutto quello che trovano e scatenare un «effetto calamita»
su molti altri ragazzi più rabbiosi che politicizzati. Giovani e
giovanissimi. Anche romani. Alcuni universitari e altri cresciuti nelle
curve degli stadi, che quando vendono un blindato o una divisa partono a
testa bassa.
Tutto questo - a
differenza delle «dinamiche concordate» e delle «cariche di
alleggerimento» - non era previsto. E sfugge di mano a tutti,
manifestanti e forze dell'ordine che non riescono più a governare la
situazione. Quando il serpente umano raggiunge piazza del Popolo, i
primi scontri ci sono già stati. L'idea dei contestatori a volto
scoperto è quella di organizzare un'assemblea popolare, ma viene
travolta dagli eventi.
Qualche agitatore
di professione più anziano prova a dire che basta, il corteo è riuscito
e si può tornare alle basi, ma in pochi lo ascoltano. Perché la parola
d'ordine ormai è diventata «andiamo sotto i palazzi del potere», e
nessun mezzo blindato lo deve impedire. Le facce dei ragazzini che
cominciano a dare manforte a chi divelle panchine e segnali stradali,
rimuove cassonetti e distrugge semafori, finiscono per stupire perfino i
capipopolo più adusi ai cortei degli ultimi anni. E fanno dire loro che
stavolta è diverso.
Non ci sono più
solo i «provocatori» (linguaggio poliziesco) o «i compagni più
incazzati» (espressione da dimostrante), ma anche tanti «pischelli»,
termine romanesco per indicare giovanissimi senza esperienza e per lo
più sconosciuti che si accodano ai tumulti. Si crea così una «dinamica
di massa» (gergo politico-militante) che è difficile confinare
nell'esplosione violenta di qualche «testa calda». Assomiglia piuttosto
a una ribellione che non conosce regole, tantomeno quelle rappresentate
dai blindati; che manda in fumo i furgoni, attacca celerini e
carabinieri (sbeffeggiati con i cori dello stadio) e fa gridare «guardie
infami» a qualche ragazzina che passeggia in via del Corso per
tutt'altri motivi. E si alimenta dell' «effetto zona rossa» che come
dice Andrea Alzetta, consigliere comunale di Action, «finisce sempre per
far scattare un meccanismo di violazione».
La polizia di
prevenzione parla di «non meno di duemila estremisti» che si sono
abbandonati a distruzioni e incendi; magari saranno stati un po' meno,
ma certamente più di quelli che hanno acceso le prime micce. E gli
oggetti rimasti a terra dopo le cariche, quando gli aggressori si sono
dispersi, testimoniano che s'è trattato di una guerriglia combattuta con
le armi improprie trovate sul posto: bulloni, aste e pezzi di ferro,
sampietrini, e tutto ciò che hanno potuto raccogliere e lanciare.
Questo porta a
dire che qualche disordine era certamente programmato, ma ciò che è
accaduto è andato oltre le previsioni grazie al reclutamento sul campo
di una nuova leva di violenti approdati allo scontro di piazza prima
ancora che alla politica. È un aspetto che ha colto di sorpresa sia le
forze dell'ordine che i manifestanti. E forse è il più preoccupante.
4. BERLUSCONI,
IERI A ROMA INACCETTABILI INCIDENTI DI TEPPISTI...
(Adnkronos) - "Ieri non c'e' stata una manifestazione
di liberta', ma attacchi di un banda di teppisti che hanno creato
incidenti e che buttano una brutta immagine sul Paese.
Sono incidenti che non possiamo piu' accettare". Lo ha detto Silvio
Berlusconi, a 'Mattino cinque', parlando degli scontri di ieri a Roma
mentre in Parlamento si votava la fiducia al Governo.
5. DILIBERTO:
INFILTRATI? VANNO INDIVIDUATI...
(DIRE) - "Se c'erano infiltrati, come pensiamo c'erano,
e' necessario che vengano individuati. Filmati, foto e testimonianze
sugli scontri di ieri a Roma c'e' ne sono a iosa.
Chi di dovere, ministro dell'Interno in primis, analizzi tutto il
materiale e indaghi. Un Paese civile non puo' assolutamente permettersi
di non farlo. Le lotte pacifiche degli studenti, che da mesi manifestano
in tutte le piazze, non possono in nessum modo essere confuse e oscurate
da atti di violenza inaccettabili". E' quanto afferma Oliviero
Diliberto, portavoce della Federazione della sinistra, rispondendo alla
domanda di un giornalista davanti a Montecitorio in merito agli scontri
nelle vie del centro.
6. STUDENTI
DIVISI: NON ERAVAMO NOI, ANZI SÌ...
(DIRE) - "Rivelazioni: il black block non esiste.
E' una figura mitologica, come il minotauro. Ieri negli scontri non
c'erano minotauri, ma studenti e precari molto incazzati". Il messaggio
postato sulla pagina Facebook di Atenei in rivolta, una delle anime
della protesta di ieri, racconta piu' di tante analisi sociologiche.
La verita' e' che
in piazza c'era si' un 'blocco nero' di teppistelli e infiltrati, di
elementi dei centri sociali e anarchici. Ma la rabbia e' esplosa anche
fra molti degli studenti e dei precari che sfilavano in corteo. Studenti
che si sono spaccati: ieri c'era chi brandiva bastoni e chi entrava nei
negozi per chiedere scusa per i danni. Studenti che ora si leccano le
ferite: il movimento che aveva conquistato in molti, con i suoi flash
mob e i mega cortei colorati con gli slogan carichi di ironia, rischia
di essere travolto dalla guerriglia romana.
Non e' un caso se
ieri pomeriggio non e' arrivata la solita valanga di comunicati festanti
pronti a celebrare i numeri della manifestazione. I 'capetti' delle
associazioni studentesche piu' moderate presenti in piazza hanno dovuto
sudare un bel po' per far capire ai 'loro' cosa era accaduto. Mentre
nelle facolta' occupate della Sapienza l'area dei collettivi non
rinnegava, anzi, spiegava cosa era accaduto: "E' successo- facevano
capire i ragazzi- che e' esplosa tutta la rabbia di coloro che vedono
calpestati da tempo i loro diritti. Hanno militarizzato una citta' per
poterci tenere lontani dai palazzi. Si sono votati la fiducia
comprandosi i parlamentari. La gente e' stufa. Ieri c'erano black block
e centri sociali, ma c'era gente incazzata che si e' sfogata. È la
repressione che genera la rabbia".
7. ROTONDI: GRAZIE
A FORZE ORDINE PER LAVORO...
(DIRE) - "Ieri abbiamo assistito ad una vera e propria
guerriglia che poteva degenerare in tragedia. Il peggio e' stato
scongiurato solo grazie all'efficace azione delle Forze dell'ordine,
Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, a cui vanno i piu' sentiti
sentimenti di gratitudine. Complimenti ai ministri Maroni e La Russa
nonche' al Prefetto Manganelli per l'eccellente lavoro svolto in una
situazione drammatica". Lo dichiara il ministro per l'Attuazione del
Programma, Gianfranco Rotondi.
8. BONANNI, NON
PRECARI MA PROFESSIONISTI VIOLENZA...
(ANSA) - Gli autori degli scontri di ieri a Roma non
sono lavoratori precari ma piuttosto professionisti della violenza e dei
disordini. Lo afferma il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni
secondo il quale si tratta di 'minoranze', di persone 'dedite alla
violenza che causano problemi a moltitudini di altre persone'.
'Avete mai visto -
si e' domandato Bonanni - lavoratori che incendiano macchine, picchiano
poliziotti, fanno danni e si coprono il volto? Penso che l'unica
attinenza con la precarieta' di queste persone e' che vogliono rendere
precaria la situazione del paese'.
9. A ROMA: NOTTE
DI LAVORO PER RIPRISTINO DELLA CITTA'...
(AGI) - E' stata una notte di lavoro, quella appena
trascorsa, per molte strutture del Comune di Roma dopo gli scontri di
ieri che hanno messo a ferro e fuoco quasi tutto il centro cittadino.
Due nuclei della
Polizia Municipale, che operano presso il Gabinetto del Sindaco, e alle
dirette dipendenze del Comandante Angelo Giuliani, hanno coordinato -
spiega una nota - le operazioni di ripristino dell'area compresa nel
"Tridente". In via del Babuino, via del Corso, piazza del Popolo e
piazza San Marco gli interventi piu' importanti per restaurare la
pavimentazione stradale, la segnaletica e l'arredo urbano.
Durante
l'operazione sono state sequestrate e rimosse 7 autovetture e 8
ciclomotori danneggiate e incendiate dai manifestanti. Della squadra
hanno fatto parte anche personale dell'A.M.A., del XII Dipartimento e
alcune ditte di manutenzione stradale.
10 - MARONI,
RIFERIRO' PROSSIMAMENTE ALLE CAMERE...
(ANSA) - Sugli scontri di ieri a Roma "riferirò
prossimamente alla Camera ed al Senato". E' quanto si è limitato a dire
il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, uscendo dalla riunione delle
commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia del Senato.
15-12-2010]
|
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- Grande festa
giovedì 16 dicembre all'Ara Pacis per il lancio della nuova city car
elettrica Belumbury Dany. Il presidente Stefano Maccagnani ha
organizzato il lancio all'Ara Pacis, dalle 19 alle 21. Madrina
dell'evento Ornella Vanoni15-12-2010]
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ALE-MAGNO! - LA
PARENTOPOLI DELLE MUNICIPALIZZATE ARRIVA IN PROCURA - DOPPIA INCHIESTA:
LA CORTE DEI CONTI ESAMINERÀ I DANNI ALL’ERARIO - I CARABINIERI
ACQUISIRANNO I CONTRATTI DEGLI ULTIMI CINQUE ANNI (I REATI: ABUSO
D’UFFICIO, SI VALUTA LA TRUFFA) - IL RIMPALLO DI RESPONSABILITÀ TRA
L’AZIENDA ESTERNA PRAXI CHE FACEVA LE SELEZIONI E ATAC E AMA CHE LE
FIRMAVANO (UN PARAVENTO PER INSERIRE I RACCOMANDATI DA POLITICI,
SINDACALISTI, MANAGER?)…
DOPPIA INCHIESTA,
L'ATAC VA IN PROCURA
Fiorenza Sarzanini per il "Corriere
della Sera"
L'appuntamento è
fissato per oggi. Se non ci saranno disdette dell'ultima ora, in Procura
arriverà Maurizio Basile, il neoamministratore delegato di Atac che
sulle centinaia di assunzioni di parenti e amici dei potenti ha già
avviato un'inchiesta amministrativa. Incontrerà il capo dell'ufficio
Giovanni Ferrara, per concordare con lui modi e tempi di indagini che
devono correre parallele, pur avendo obiettivi diversi.
Perché Basile
dovrà verificare quanto l'«infornata» degli ultimi tre anni abbia pesato
sul bilancio dell'azienda che ha 120 milioni di perdite, mentre compito
dei magistrati sarà accertare gli eventuali abusi d'ufficio commessi da
chi ha autorizzato le assunzioni e gli emolumenti straordinari dei quali
godono numerosi dipendenti raccomandati. E ancora: il manager stabilirà
se i dipendenti possano mantenere il posto di lavoro, i pubblici
ministeri controlleranno invece gli accordi stipulati con le società di
consulenza che avrebbero dovuto effettuare le selezioni esaminando
attitudini e curriculum dei candidati.
Nelle prossime ore
i carabinieri del reparto operativo della capitale acquisiranno negli
uffici dell'Atac tutti i contratti firmati negli ultimi cinque anni. Ma
si è già deciso di cominciare dagli ultimi e andare a ritroso visto che
la scorsa settimana è stato Adalberto Bertucci, fino a due mesi fa
amministratore delegato della municipalizzata, ad ammettere in
un'intervista al Corriere della Sera di aver «ricevuto la lista delle
persone da prendere e averla firmata così come mi arrivava dalla società
esterna» che si occupava della selezione del personale.
Riferimento chiaro
alla Praxi che si occupa di questa attività anche per altre aziende
dello Stato come, ad esempio, Equitalia. E - questo è il sospetto -
potrebbe essere diventata una sorta di paravento per inserire nelle
liste dei nuovi assunti le persone segnalate da politici, sindacalisti,
manager. «Noi ci siamo limitati all'esame delle posizioni - hanno
dichiarato nei giorni scorsi i responsabili della società - ma la
decisione finale era l'Atac a prenderla». E allora si dovrà anche
stabilire se fosse davvero necessario affidare all'esterno le
valutazioni sui candidati, tenuto conto dell'incidenza di simili
consulenze sui costi annuali.
Di questo aspetto
si occuperanno i giudici della Corte dei conti che dovranno poi
esaminare i contratti stipulati e soprattutto gli emolumenti
straordinari che erano stati riconosciuti a numerosi e privilegiati
dipendenti. Premi che Basile si è impegnato a tagliare quando sui
giornali è esplosa la polemica sulle assunzioni a chiamata diretta. La
stessa procedura di assunzione e di elargizione degli stipendi sarebbe
stata seguita anche all'Ama, la municipalizzata che si occupa dei
rifiuti, e negli ultimi mesi avrebbe stipulato contratti a tempo
indeterminato a decine di raccomandanti.
È stato il
consigliere del Partito democratico al Comune, Athos De Luca, con
un'interrogazione, a far scoprire la «saga dei Panzironi», con il
capofamiglia Franco che «dopo essere stato nominato amministratore
delegato di Ama e aver ottenuto la presidenza della Multiservizi con
cumulo di retribuzione pari a 545 mila euro all'anno, ha assunto all'Ama
il genero Armando Appetito come "ottavo livello" e ha ottenuto un doppio
incarico per il figlio di 24 anni, Dario: assunto nella segreteria del
sindaco Gianni Alemanno e contemporaneamente alla Eur Spa».
Per il sindaco di
Roma Franco Panzironi è più che un amico: oltre a gestire la sua
Fondazione Italia, fu nominato segretario generale dell'Unire, l'ente
per la tutela delle razze equine, quando Alemanno era ministro
dell'Agricoltura; venne licenziato all'arrivo del commissario
straordinario Guido Melzi. Soltanto dopo aver ricevuto la prima
informativa dei carabinieri coordinati da Salvatore Cagnazzo, i pubblici
ministeri decideranno eventuali iscrizioni nel registro degli indagati.
Si procede per il
reato di abuso d'ufficio, ma non è escluso che si possa valutare anche
una truffa ai danni dello Stato qualora si verificasse che gli assunti
non avevano i requisiti previsti per le mansioni loro affidate. L'esame
dei regolamenti interni alle municipalizzate servirà a stabilire se
fosse legittima la «chiamata diretta» per incrementare il personale o se
invece si dovesse procedere per concorso. Ma - anche se si accertasse
che la procedura è stata rispettata - i magistrati vogliono verificare i
criteri di scelta dei candidati, i titoli richiesti e soprattutto
accertare se i curriculum depositati all'ufficio del personale
rispecchino davvero le attitudini di chi ha poi ottenuto l'impiego.
[10-12-2010]
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. FIDUCIA, NEL
CENTRO STORICO DI ROMA ANNUNCI SUI PARLAMENTARI IN VENDITA...
Aaa onorevole vendesi: sui muri del centro storico di Roma ieri mattina
sono apparsi alcuni cartelli scherzosi con i quali venivano proposti
anonimamente parlamentari disponibili a valutare offerte economiche in
cambio del voto di fiducia al governo di Silvio Berlusconi. In uno si
legge: «Senatore ottima conoscenza tecniche legislative, si offre per
votare fiducia in cambio di palazzina in centro storico. Non
trattabile».
Un altro indica
«senatore eletto all'estero», sottolineando che per telefonare,
ovviamente alle ore pasti, bisogna fare attenzione al «fuso orario sud
America». Ancora, un cartello promette un voto in cambio di «terreno
edificabile in area urbana», e una «senatrice esperta in
voltagabbanismo» cerca un «posto di lavoro per il figlio». E pensare che
alla data del 14 dicembre manca ancora una settimana... (Sebastiano
Luciani)
07-12-2010]
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E LA NUVOLA
FU(KSAS) - COME DA COPIONE, L’OPERA ALL’EUR DELL’ARCHI-STAR CHE DOVEVA
ESSERE INAUGURATA LA SETTIMANA SCORSA VA ALLE CALENDE GRECHE - L’APPALTO
È AVANZATO SOLO PER IL 29%, PROROGATO UFFICIALMENTE DI 11 MESI, MA LO
STESSO ALE-DANNO LASCIA INDEFINITA LA DATA DEL TAGLIO DEL NASTRO -
INTANTO LA SOCIETÀ CHE REALIZZA L’OPERA CHIEDE FONDI PER ALTRI DI 73 MLN
€ E I TEDESCHI CHE CONTROLLAVANO IL RISPETTO DEI TEMPI, DOPO 30
COMUNICAZIONI E 91 REPORT SUI RITARDI SONO STATI CACCIATI…
MASSIMILIANO FUKSAS
Paola Zanca per
"Il Fatto Quotidiano"
Piove sulla Nuvola. E in questa storia di paradossi, non c'è nulla di
strano. Il nuovo centro congressi ideato da Massimiliano Fuksas per il
quartiere Eur di Roma doveva essere finito 112 dicembre, l'altroieri. È
ancora un enorme scheletro vuoto e chi ha provato a far rispettare tempi
e costi è finito in Tribunale. A raccontarci la sua battaglia per le
regole nel Paese degli escamotage, è un ingegnere tedesco, Juergen
Kreisel, amministratore dell'ufficio italiano della Drees&Sommer:
parliamo di una società che ha sede a Stoccarda e lavora in tutto il
mondo, soprattutto come construction manager.
In pratica, si
occupa di monitorare l'andamento delle opere, il rispetto delle spese e
del calendario dei lavori. Controlla, insomma, che l'impresa
costruttrice rispetti gli impegni presi con la società committente.
Doveva essere così anche per la Nuvola, ma hanno fatto di tutto per
metterli a tacere.
SOLDI PUBBLICI E RITARDI PRIVATI
L'appalto, qui, è totalmente pubblico: anche se parliamo di una società
per azioni, Eur spa è controllata al 90 per cento dal ministero
dell'Economia e al 10 per cento dal Comune di Roma. Il contratto
d'appalto per la costruzione del nuovo centro congressi viene siglato il
28 gennaio del 2008. Se l'è aggiudicato Condotte spa, società romana
che, tra le altre cose, insieme a Eur nel 2007 ha costituito Acquadrome
srl per la riqualificazione dell'ex Velodromo. Nello stesso quartiere,
Condotte e Eur; in un'opera sono sode, nell'altra controllata e
controllore. L'appalto per la Nuvola è di 220 milioni di euro, il 20 per
cento di meno della base da cui partiva la gara.
Condotte si
impegna a portarlo a termine in 34 mesi, due meno del previsto. "Se in
Italia funzionasse come negli altri Paesi, dove esiste un controllo dei
costi dal preventivo al consuntivo - spiega l'ingegner Kreisel - si
direbbe che non è possibile, che il prezzano su cui è stata calcolata la
base d'appalto è del 2002, che 270 milioni di euro sono troppo pochi per
un'opera del genere" . Invece da noi si preferisce fare grandi promesse,
e tradirle un minuto dopo. I 34 mesi sono scaduti l'altroieri.
Eppure alla
Nuvola, manca la facciata, gli impianti e le finiture. L'albergo che
dovrebbe sorgere a lato non è nemmeno imbastito per metà. I lavori
eseguiti sono l'equivalente di 70 milioni di euro, meno di un terzo
dell'investimento totale, e la società ha già presentato "riserve" -
costi aggiuntivi inizialmente non preventivati - per 73 milioni di euro.
In pratica, il progetto esecutivo su cui è stato formulato l'appalto è
avanzato solo per il 29 per cento e in due anni ha già subito 4 varianti
e 45 riserve. Anche i tempi di consegna sono cambiati. Sul sito di Eur
spa è ancora scritto che il nuovo centro congressi "sarà completato nel
secondo semestre del 2010 e sarà operativo già a partire dal primi mesi
del 2011".
La proroga
ufficiale è di 11 mesi, ma è stato lo stesso sindaco Alemanno a lasciare
indefinita la data del taglio del nastro, assicurando che comunque
avverrà entro la "fine del mandato", nel 2013. Che i ritardi siano
enormi, lo staff di 20 architetti e ingegneri della Drees&Sommer lo dice
da tempo. Il primo report portala data del 28 febbraio 2008, appena due
mesi dopo l'inizio dei lavori.
Già allora, I
tedeschi rilevavano "un ritardo sulle attività di scavo" e valutavano
"insufficiente" la produzione media per il rispetto delle scadenze
intermedie. A metà aprile si parlava già di "cammino critico" dell'opera
e si indicava come "necessario" l'aumento di "mezzi, manodopera e
produzione".
A maggio
sollecitavano Condotte a ordinare le strutture in acciaio, perché hanno
una lavorazione che impiega molto tempo. Loro hanno già fatto Potsdaner
Piatz, sanno come funziona. Invece alla Nuvola quell'ordine è partito 9
mesi dopo. Abbiamo puntualmente segnalato ogni virgola fuori posto -
spiega Kreisel - Dare fastidio all'impresa è normale, succede in tutto
il mondo. Ma dare fastidio al committente no!".
Eppure, alle 30
comunicazioni e ai 91 report redatti dalla Drees&Sommer, nessuno ha mal
risposto. Né Condotte - che, come ovvio, dichiara di essere "totalmente
estranea" al rapporto tra Eur e i tedeschi - né i committenti:
l'amministratore delegato di Eur spa, Riccardo Mancini, spiega che le
comunicazioni erano indirizzate al Responsabile Unico del Procedimento,
"che è normalmente distinto dagli organi apicali".
LA GUERRA DEI RICORSI
La tensione esplode il agosto scorso quando Eur spa comunica a
Drees&Sommer che il suo contratto è "caducato" (inefficace l'atto che ha
prodotto il contratto, ndr): la concorrente dei tedeschi per l'appalto
di construction manager ha fatto ricorso e l'ha vinto. Alla Drees&Sommer
mancava un requisito per partecipare alla gara. Ma l'Eur anziché
limitarsi - come prevedeva la sentenza - a risarcire la seconda
classificata per il danno subìto, ha deciso di cogliere la palla al
balzo e - con 9 mesi di ritardo rispetto alla sentenza stessa - di
dichiarare la "caducazione" del contratto coni tedeschi.
"La verità (meno
nobile) è, a nostro giudizio, ben altra - scrive la Drees&Sommer nel
ricorso che ha a sua volta presentato - La disposta caducazione è da
iscrivere sicuramente al fatto che (...) i tempi di esecuzione
dell'opera si sono enormemente dilatati causando ingentissimi danni
economici all'Ati Drees&Sommer/Ecosfera, la quale, per tale ragione è
stata costretta ad avanzare ristori economici per oltre 12 milioni di
euro, circostanza, questa, che ha evidentemente fatto maturare nell'Eur
spa la determinazione di liberarsi in ogni modo della presenza
dell'Ati'.
La richiesta di
soldi effettivamente è una delle cose che ha più innervosito l'ad di Eur
Riccardo Mancini: "Ma se sono legittime le riserve di Condotte - spiega
l'ingegner Kreisel - lo sono anche le nostre. Noi abbiamo chiesto di
aprire una trattativa, di trovare un accordo bonario: Eur, se avesse
voluto responsabilizzare i costruttori, avrebbe dovuto girare a loro la
nostra richiesta di denaro, perché è loro la responsabilità dei
ritardi".
Per ottenere i
soldi che le spettano - riserve escluse, delle fatture da 5 milioni e
duecentomila curo, sono stati pagati solo 1 milione e due - la
Drees&Sommer si è rivolta all'Autorità per la Vigilanza sui Contratti
Pubblici: la settimana scorsa ha deliberato di non aver "margini di
intervento" sulla questione economica, ma ha disposto "specifici
accertamenti" sulle "criticità" dei lavori di esecuzione della Nuvola.
La parola fine,
almeno per il momento, l'ha messa il Tar del Lazio. Cinque giorni fa ha
dato ragione ai tedeschi: Eur spa non li può tenere fuori dal cantiere.
Anche perché servono. L'Eur, appena cacciati i tedeschi, aveva sostenuto
di avere "al suo interno il know how e le professionalità adeguate" per
'provvedere autonomamente al servizio". Il 18 ottobre però sono
cominciati i colloqui di lavoro. Da quel giorno, ha firmato contratti
con almeno 6" professionisti. Guarda caso, tutti collaboratori dell'Ati
Drees&Sommer/Ecosfera.
06-12-2010]
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1- DOPO TERRORISTI
NERI A VALANGA, CUBISTE SCIOLTE, EX CONSIGLIERI MUNICIPALI A PACCHETTI
TARGATI ALLENZA NAZIONALe, SEGRETARIE A GO-GO DEI SOLITI ONOREVOLI (SIMEONI
E TAJANI) E L’IMMANCABILE PIDUISTA, LA PARENTOPOLI ATAC ARRIVA FINO AL
BERSAGLIO GROSSO: UN POSTO ASSICURATO ANCHE aL FIGLIO DEL CAPOSCORTA DI
ALE-DANNO! - 2- IL RECORDMAN DELLE POLTRONE? L’ASSESSORE AI TRASPORTI
MARCHI: CONTRATTI ALLA FIDANZATA, LA MOGLIE DEL SUO CAPO STAFF, LA
SEGRETARIA CON ANNESSA LA FIGLIA - 3- L’INTERVISTA-STRACULT ALL’EX AD
ATAC BERTUCCI (BY ALEMANNO), CHE HA ASSUNTO IL FIGLIO E MANTIENE UNA
CONSULENZA DA 219MILA EURO CON L’AZIENDA CHE L’HA CACCIATO: “RICEVEVO LA
LISTA E FIRMAVO. LA PARENTOPOLI? FORSE ERAVAMO AFFAMATI…” - 4- DOPO UNA
SETTIMANA DI BORDATE-STAMPA, QUANTO PUò RESISTERE ANCORA IL SINDACO? E
QUALCHE VOCINA MALIGNA COMINCIA A SUSSURRARE LA PAROLA “DIMISSIONI” - 5-
INTANTO ARRIVANO I CARABINIERI: NEL MIRINO LE ASSUNZIONI DEGLI ULTIMI
CINQUE ANNI
1 - PARENTOPOLI
ATAC: UN POSTO ANCHE AL FIGLIO DEL CAPOSCORTA DI ALEMANNO...
Giovanna Vitale per "La
Repubblica - Roma"
Ha deciso per il pugno di ferro, il sindaco Alemanno, come se la
Parentopoli in Atac riguardasse altri e non lui. «La Commissione d'
inchiesta verificherà una a una tutte le assunzioni dell' azienda fatte
negli ultimi dieci annie ho chiesto all' amministratore delegato di non
fare sconti e di essere estremamente chiaro su ogni punto», ha
dichiarato ieri mattina l' inquilino del Campidoglio, ribadendo la linea
difensiva, adottata subito dopo la rivelazione del primo elenco di
congiunti assunti per chiamata diretta, che mira a coinvolgere anche le
giunte precedenti.
«Bisogna
considerare tutti i cittadini alla pari e vedere se questa parità è
stata effettivamente rispettata», ha concluso con piglio moralizzatore.
Peccato che il primo a infischiarsene sia stato proprio lui, che nella
società dei trasporti controllata al 100% dal Comune di Roma, ha fatto
arruolare il figlio del suo caposcorta. Un ex pugile rimasto vittima di
un brutto incidente d' auto che gli ha stroncato la carriera e perciò
reclutato come capo-ufficio presso la Direzione Acquisti di Atac.
Dove, nel
quotidiano aggiornamento delle assunzioni facili, oggi si segnala la
figlia della segretaria dell' assessore Sergio Marchi, che si conferma
recordman degli aiuti familiari, estesi anche agli amici: oltre al
trasferimento della fidanzata in azienda, il titolare capitolino dei
Trasporti ha infatti ottenuto un contratto di collaborazione all'
Agenzia della Mobilità per la moglie del suo capo staff Guarnieri e per
l' ex compagna di Leoni, altro uomo squadra.
Per non dire
dell'ennesimo ex consigliere municipale, Giorgio Mori, eletto con il Pdl
in XX nel 2008 e da un anno sistemato in quella che si è trasformata
nell' agenzia di collocamento del Campidoglio. Con il pieno assenso del
sindaco: è sempre lui che, via Trambus, vi ha fatto approdare con
parametro alto (250) Dario Elena, proveniente dal dicastero dell'
Agricoltura dove Alemanno è stato ministro. Mentre sempre un suo
fedelissimo, Fabio Moro, ex Rsu della Faisa-Cisal, promosso a maggio da
operatore d' ufficio a quadro, ha guadagnato l' assunzione della sorella
e della compagna.
Ecco perché «le
dimissioni dell' assessore Marchi sono ormai inevitabili, come
inevitabili sono le scuse del sindaco alla città», è tornato a insistere
ieri il capogruppo del Pd Umberto Marroni, sollecitando a discutere «nel
consiglio straordinario da noi richiesto un nuovo sistema di regole e
comportamenti per evitare quest' evidente malcostume e arginare l'
incapace voracità della destra che governa Roma». Ma i consiglieri pdl
fanno quadrato: «La richiesta di dimissioni è risibile e prematura, sarà
l' indagine interna a far emergere le pesanti responsabilità del
centrosinistra sull' indebitamento del Tpl romano».
Urticante la
replica del portavoce di Api Luciano Nobili. Che prima paragona la
vicenda a una «WikiLeaks de' noantri da cui ogni giorno spuntano
parenti, cubiste ed estremisti di destra», quindi conclude: «Ora ci
manca solo di trovare Erich Priebke tra gli assunti, visto che ha
recentemente ripreso a lavorare e magari a qualcuno potrà venire in
mente di dargli un' opportunità in Atac".
2 - NON SONO SOLO EX TERRORISTI NERI: C'E' ANCHE IL PIDUISTA...
Ha scritto Giovanna Vitale su "La Repubblica - Roma": Tuttavia non c'è
solo l'accoppiata "nera" a mettere in difficoltà l'inquilino del
Campidoglio. L'ennesima assunzione che rischia di far traboccare un vaso
già colmo riguarda il giudice Giuseppe Renato Croce: affiliato alla P2
di Licio Gelli con la tessera "Roma 787", punito dal Csm e censurato
dalla Cassazione, ma da oltre un anno piazzato a capo del Servizio
Prevenzione e Protezione di Atac.
3 - STRACULT: L'INTERVISTA ALL'EX AD BERTUCCI. "ERAVAMO
AFFAMATI?"...
Ernesto Menicucci per "Il
Corriere della Sera - Roma"
Le ultime rivelazioni sulla «Parentopoli» all'Atac portano vicino al
sindaco Gianni Alemanno. Il figlio del suo caposcorta Giancarlo
Marinelli, il pugile Giorgio, ex campione intercontinentale della Wba,
coinvolto un anno fa in un brutto incidente stradale, ha avuto un posto
di lavoro all'Atac. Tra le assunzioni, c'è anche la figlia della
segretaria di Sergio Marchi, assessore alla Mobilità.
Intanto, parla
l'ex ad di Atac, Adalberto Bertucci: «Sulle 854 assunzioni abbiamo
seguito le procedure previste, con selezioni interne ed esterne affidate
ad una società: io ricevevo la lista e firmavo. Abbiamo dato l'idea di
essere affamati? Può darsi».
E i casi più noti?
«La cubista Giulia Pellegrino non la conoscevo, dopo essere stata
assunta ho visto un suo filmato su Internet». Gli ex estremisti neri?
«Francesco Bianco l'ho preso a Trambus, Gianluca Ponzio l'ho trovato in
Met.Ro. Che devono fare, non devono più lavorare nella vita?». Ultimo,
la consulenza che Bertucci mantiene con l'Atac: «Non vedo perché dovrei
rinunciare. Ma forse darò tutto in beneficenza».
Ordine dei
consulenti del lavoro, via Cristoforo Colombo. La «trincea» di Adalberto
Bertucci, ex ad di Atac, è qui. Nonostante tutto, l'ex manager ha voglia
di sorridere. «C'avete massacrato», esordisce. Beh, forse ve la siete un
po' cercata. «Nel senso?». 854 assunzioni a chiamata diretta in due anni
e mezzo bastano come spiegazione? «Quei numeri non sono corretti:
intanto sono stati assunti anche 400 autisti e poi non sono chiamate
dirette, ma attraverso concorsi eseguiti da una società, la Praxi».
Concorsi o
selezioni non sono la stessa cosa. «Abbiamo fatto le selezioni, interne
o esterne». E concorsi nel vero senso della parola, quelli che si
svolgono all'Ergife con migliaia di domande e pochissimi posti a
disposizione? «No, quelli zero». E non le sembra un'anomalia? «Sono
regole che ho trovato. E ho agito sempre secondo le procedure
aziendali». Veniamo ai casi specifici. I due ex estremisti neri,
Francesco Bianco e Gianluca Ponzio?
«Ponzio viene da
Met.Ro. Bianco l'ho assunto io a Trambus ma i fatti che gli si
contestano sono di oltre 20 anni fa. Non mi pare si sia gridato allo
scandalo quando sono stati assunti ex brigatisti. Che significa, che se
uno è di sinistra va bene, se è di destra invece no? Non devono più
lavorare nella vita?». Altro caso, il suo genero Patrizio Cristofari.
«Già, il fioraio... Ora lo prendo in giro: "Mi porti un mazzo di rose?",
gli dico. Anche lui stava a Met.Ro».
Ci avrà messo una
buona parola, o no? «Che c'entra? Nessuno ha mai messo una buona parola
per lei?». E la cubista, Giulia Pellegrino? È vero che il suo tramite
politico è stato il coordinatore romano Pdl Gianni Sammarco (i due sono
vicini nella foto pubblicata dal Corriere della Sera, ndr)? «Non mi
risulta, e io non la conoscevo. Dopo tre mesi che è stata assunta,
qualcuno in azienda mi ha fatto vedere quel suo video su internet. Bella
ragazza: a chi non piacerebbe avere una segretaria così?».
Ma qualcuno può
davvero credere che l'entrata in Atac di mogli, parenti, portaborse,
consiglieri municipali, persone dello staff dell'assessore Marchi, sia
frutto di casualità? «È difficile crederlo, ma questo è. La società mi
sottoponeva i nomi e io li approvavo. Alcuni legami, come quello della
moglie del capo staff di Marchi, li ho scoperti dai giornali. Qualche
nome lo conoscevo, altri no. Ma in ogni caso, perché il figlio di un
politico non può lavorare in Atac?». Forse perché sembra un sistema
clientelare? «Mi farei anch'io la stessa idea. Le devo dire che sono
stati fortunati?».
Il centrodestra,
nel 2008, vinse puntando sulla discontinuità con un certo sistema di
potere. Che immagine avete dato, con la «Parentopoli» dell'Atac? «Non lo
so, che eravamo affamati?». Qualcuno parla di «assalto alla diligenza».
«Le assunzioni passano per il Cda. E quello di Trambus era a maggioranza
di centrosinistra». Lei non ha responsabilità? «Mi farò questa domanda
quando tutto sarà finito. Come diceva Gian Battista Vico, ci sono corsi
e ricorsi».
Ultima cosa: le
sembra giusto mantenere la consulenza con l'azienda a 219 mila euro? Non
faccio questioni di soldi, ma non vedo perché dovrei rinunciare. E non
ho ancora emesso la parcella: deciderò se farmi o non farmi pagare, o se
dare tutto in beneficenza».
4 - IL MOMENTO MAGICO DELLE SEGRETARIE: DA SIMEONI A TAJANI,
ALL'ATAC UNO STIPENDIO NON SI NEGA A NESSUNO...
Alessandro Capponi ed Ernesto Menicucci per "Il Corriere della
Sera - Roma"
Atac, il capolinea delle segretarie. Sia di politici sia di
sindacalisti. Il percorso, più o meno, è simile per tutte: anni, o mesi,
di collaborazione con personaggi influenti e poi - oplà - si spalancano
le porte di viale Ostiense. In questo senso, la segretaria
dell'assessore alla Mobilità Sergio Marchi (Loredana Adiutori, passata
in Atac dopo una lunga carriera nella pubblica amministrazione) e quella
del segretario della Fit Cisl Roma e Lazio Alberto Chiricozzi (Francesca
Roiate), sono in buona compagnia. Non sempre è dato sapere cosa fanno
adesso in azienda, ma di sicuro si sa cosa facevano prima.
La «Parentopoli»
in Atac (854 assunzioni a chiamata diretta negli ultimi due anni),
finita in un'inchiesta della Procura per abuso d'ufficio, si arricchisce
dunque di un nuovo tipo di legame. Non solo mogli, cugini, fratelli,
figli, o direttamente esponenti politici: tra i beneficiari del «posto
fisso» nella municipalizzata del Campidoglio, adesso, ci sono anche le
ormai ex segretarie. Il «metodo» è identico ad altri casi già noti.
Ci sono quelle -
come l'assistente personale dell'ex ministro Claudio Scajola, Fabiana
Santini - che diventano assessori regionali. E altre che, più
modestamente, trovano un posto di lavoro all'Atac, dove una scrivania e
un computer, a quanto pare, non si negano quasi a nessuno. L'importante,
al di là delle formali procedure di selezione, è che il tramite sia la
politica.
È il caso di
Michela Martucci, nata a Roma il 5 febbraio '77, ex assistente di
Giorgio Simeoni, l'ex vicepresidente alla Pisana con Francesco Storace
eletto nel 2008 alla Camera (fa parte, sarà senza dubbio una
coincidenza, della commissione Trasporti). La Martucci, mora, capelli
lunghi, appassionata di viaggi tra Capri e la Sardegna, frequentatrice
del «Sofia» - la stessa discoteca dove è un habitué Gianni Sammarco,
coordinatore romano del Pdl- è stata candidata per il Pdl al V Municipio
nel 2008, senza risultare eletta, e ha fatto parte dei giovani Pdl. Da
Montecitorio, in qualche modo, è finita in Atac.
Simeoni nega di
averla «raccomandata»: «Ha lavorato per me una vita fa, è una persona
seria e io certamente non ho dato alcuna indicazione sul suo nome, né
l'ho segnalata». Sicuramente, nessuno ha segnalato che all'azienda
servivano gli autisti. E infatti nel 2010 ne sono stati presi
pochissimi: stando ai dati della terza trimestrale dell'azienda 2 sono
state le assunzioni, contro le 123 «cessazioni» (tra pensionamenti e
uscite varie).
Sulle ex
segretarie mancano dati ufficiali. Ma, oltre alle già citate, ha trovato
un posto in azienda anche Emanuela Gentili, classe '74, una figlia di un
anno. Lei è stata l'assistente parlamentare di Antonio Tajani, figura di
spicco del Pdl: in Atac, esattamente nell'Area relazioni industriali,
Gentili entra nell'ottobre 2009. Nella stessa selezione della Martucci,
pure lei con un passato da assistente a un politico Pdl. Chissà se, per
arrivare alla «selezione», hanno preso lo stesso autobus.
5 - ATAC: ARRIVANO I CARABINIERI. NEL MIRINO LE ASSUNZIONI DEGLI
ULTIMI CINQUE ANNI...
Marino Bisso per "La Repubblica - Roma"
E ora all´Atac arrivano i carabinieri. Gli investigatori del nucleo
operativo sono stati incaricati dal procuratore capo Giovanni Ferrara di
acquisire le carte e la documentazione relativa alle centinaia di
assunzioni per chiamata diretta, avvenute negli ultimi cinque anni
nell´azienda di trasporti capitolina.
L´inchiesta
coordinata dall´aggiunto Alberto Caperna e del pm Francesco Dall´Olio
vuole fare chiarezza sulla parentopoli e sui presunti contratti di
lavoro che potrebbero essere stati pilotali da politici e manager.
Nell´indagine per il momento viene ipotizzato l´abuso d´ufficio con
ignoti. Nel fascicolo dei pm del pool competente per i reati contro la
pubblica amministrazione sono finiti anche numerosi articoli di
Repubblica.
La prima mossa
della procura è l´acquisizione dei contratti di assunzione per
comprendere se siano stati commessi illeciti penali nell´ingaggio di
mogli, figli e "protetti" ma anche amiche ed ex candidati trombati
vicini ad assessori, parlamentari, dirigenti e sindacalisti.
Gli investigatori
si concentreranno non solo sulle assunzioni avvenute durante la giunta
di centrodestra del sindaco Gianni Alemanno ma anche su quelle sotto
l´amministrazione precedente di centrosinistra guidata da Walter
Veltroni. Una indagine interna sulla parentopoli dell´Atac è stata
avviata anche dal sindaco Alemanno: i risultati saranno acquisiti dai
magistrati che potrebbero poi procedere con i primi interrogatori.
06-12-2010]
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La
Parentopoli di Ale-danno! - Assunzioni a tutto spiano
per l’Atac dell’ad Bertucci, nominato (e poi sostituito)
da Retromanno: 854 nuovi contratti, dove tra clientele
varie spiccano generi, nuore, mogli e dirigenti di
centrodestra - Dai familiari dello stesso Bertucci (ex
An) alla moglie del forzista De Lillo, dalla compagna
dell’aennino Marsilio alla famiglia intera del
sindacalista Cisal. Fino al top degno del Banana: la
cubista e accompagnatrice hot catapultata nella
segreteria del direttore industriale - Imperdibile il
trash-video del “duo sister”. E intanto l’Atac è
sull’orlo della bancarotta…
Giovanna Vitale per "La
Repubblica"
Generi, nuore, mogli di politici, dirigenti,
sindacalisti. Persino una splendida cubista mora. C'è un
po' di tutto fra le 854 assunzioni disposte negli ultimi
due anni dalle aziende del trasporto pubblico romano,
dal 2009 accorpate in un unico colosso da 13mila
dipendenti e debiti a breve verso le banche per 360
milioni.
Una pletora di gente dal curriculum spesso incerto ma
piazzata quasi sempre in posti di comando. Nel mirino è
finito il sindaco Gianni Alemanno che, accusato dalle
opposizioni di «alimentare una indegna parentopoli»,
ieri ha disposto l´apertura di un´inchiesta interna con
l´obiettivo di controllare i criteri di reclutamento in
Atac.
Compresi però quelli «utilizzati dalle precedenti
amministrazioni nell´ultimo decennio». Chiara la
finalità: investito dalle polemiche dimostrare che
l´occupazione clientelare delle ex municipalizzate non
l´ha certo inventata lui, trattandosi a suo avviso di
pratica già diffusa sotto le giunte Veltroni e Rutelli.
I fatti denunciati però riguardano l´attuale
amministrazione. E spulciando l´elenco dei dipendenti
più recenti è possibile ricostruire alberi genealogici e
stati di famiglia, legami di sangue, matrimonio o più
banalmente politici. C´è Patrizio Cristofari, genero
dell´ex ad Adalberto Bertucci, che con un diploma da
perito tecnico è assurto alla guida dell´area
Mantenimento opere civili e impianti, e l´avvocato
Claudia Cavazzuti, capo del settore Normativa e
disciplina, moglie del senatore berlusconiano Stefano De
Lillo nonché cognata di Fabio, assessore capitolino
all´Ambiente.
E
ancora Stefania Fois alla Direzione Comunicazione,
compagna del deputato pdl Marco Marsilio, già capogruppo
capitolino di An: un trascorso da pittrice documentato
sull´omonimo sito internet, ma soprattutto - tiene a
precisare - 13 anni di lavoro alle Ferrovie Nord di
Milano.
Chi però ha decisamente fatto bingo è il segretario
regionale della FaisaCisal autoferrotranvieri,
Gioacchino Camponeschi, gran sostenitore del sindaco
Alemanno, che oltre alla moglie Flavia Rotondi è
riuscito a sistemare nella società del trasporto locale
pure la figlia Sarah.
E
siccome la politica, lavoro precario per definizione, è
parente stretta del familismo, ecco spuntare un bel
posto fisso per l´ex vicesindaco di Guidonia, Mauro
Lombardi, e per quello in carica di Montelibretti, Marco
Bernardini. Sebbene poi il caso più clamoroso è un
altro: Giulia Pellegrino, passato da cubista e calendari
sexy, una delle "sister" del tg local-sportivo 50º
minuto, pare assai cliccato su You Tube.
Lei nega la qualifica ma rivendica quella di «hostess
nei locali notturni della capitale, accompagno i clienti
ai tavoli», dice. Ammette di lavorare in Atac, «sono una
delle tante segretarie del direttore industriale Marco
Coletti», e di non volere un impegno più gravoso perché
«dopo le otto c´ho da fare». Quanto basta per far
gridare allo «scandalo» le opposizioni.
Con il consigliere comunale del Pd, Massimiliano
Valeriani, pronto a presentare un esposto alla Corte dei
Conti, come farà già domani il Codacons; il segretario
regionale dell´Idv Vincenzo Maruccio a chiedere le
dimissioni del sindaco Alemanno; l´esponente regionale
dei democratici Enzo Foschi a denunciare che «dopo
l´assunzione della cubista, l´Atac potrà superarsi
soltanto con un bel Piano strategico orientato al Bunga
Bunga».
IL VIDEO DEL "DUO SISTER" CON LA PERFOMANCE
DELLA CUBISTA DELL'ATAC
http://tv.repubblica.it/edizione/roma/la-cubista-assunta-come-impiegata-all-atac/57296?video
LE
FOTO DELLA PELLEGRINI
http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/11/27/foto/giulia_l_impiegata_che_fa_la_cubista-9575882/129-11-2010]
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Videoinforma : www marcobava.it
Fuell cell a idrogeno
Pubblicata il 17/11/2009
Dalle sperimentazioni in corso in Giappone
incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a
idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity,
Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente
118 km con un kg d'idrogeno.
Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno
contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano
circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è
attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero
percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo
conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il
problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso
compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora
ingombranti e pesanti bombole.
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www.ecorete.it
www.visual.paginegialle.it/
ARRIVA LA
CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori
economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra
incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a
Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger
economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.
Nato in una sera
di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico
e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il
«BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si
articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live
blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul
sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org):
un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account
Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto»
avranno la possibilità di fare domande ai relatori.
Dopo il debutto di
un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio
poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa
450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri
blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata
travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E
quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della
crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli
interventi.
Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default;
fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri
saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed
ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di
educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di
trading. |
| SAPEVI CHE
L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE DAL
POLITECNICO DI TORINO :
INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL
PROF.UGAZIO clicca qui
La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore
che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza
, si crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto ! |
Veri mostri
botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti
mutageni (cromo esavalente, diossine,
policlorobifenili).
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LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN
DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’
On. Scilipoti Domenico
Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area
Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via
Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.
Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002
presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata
una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo
esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato
dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455
µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.
La sorgente principale del cromo esavalente è stata
individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché
nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.
In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente
riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e
di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump &
Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.
Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di
concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti
superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e
pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente
a valle di esso.
L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato
che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i
fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è
rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento
delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la
concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro
(ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua
di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non
è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in
sicurezza”.
La relazione tecnica in oggetto precisa che:
“L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari
per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti”
e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari
a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite
tabellare previsto per il cromo esavalente.
Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di
attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000
metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e
residenziale.
Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria
con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli
pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).
L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del
sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie
di acciaieria.
Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo
milione di metri cubi.
Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in
quantità superiore ai limiti.
Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e
considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato
pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di
tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il
valore dell'area.
E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con
la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti
dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.
Le determinazioni più recenti consistono nella
preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area
costituita dalla prevedibile estensione della situazione di
contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.
La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché
ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un
possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe
installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di
contaminazione.
La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di
carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei
vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al
fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una
adeguata protezione dell'ambiente.
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda
rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
…
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di
concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di
legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30
microgrammi/litro.
…
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:
Non era il caso di informare la popolazione, che sembra
all'oscuro di tutto?
Non conveniva bonificare l'area subito, invece di
programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?
L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi?
Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?
Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene
precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al
pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle
radiazioni ionizzanti?
Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente
nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di
inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?
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Cromo esavalente nella Dora a Torino
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In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il
Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha
parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente
trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area
dell’ex acciaieria Vitali.
Dice il Coraglia:
“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati
anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in
materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori
infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata
fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla
Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato
assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da
sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto
la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.
Ma come stanno realmente le cose?
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
...
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio
2005. A
seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in
falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono
sensibilmente diminuiti, da oltre
400 a
30 microgrammi/litro.
...
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax
+39.011.4426562
P.S.: Il colore del cromo esavalente.
http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4
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Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
L'inchiesta è
stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a
Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?
10.08.09
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Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di
una minoranza armata
Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere
ancora viste dalle future generazioni
Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza
la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di
essere impallinati
Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e
meno contrastanti con l’interesse generale
Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria
Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere
preservato
Le ragioni del SI
www.referendumcaccia.it .
A breve avremo la data!
Per favore fa circolare il messaggio tra le tue amiche ed i tuoi amici
piemontesi! |
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