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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a
raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti
in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi
cominciamo a conoscerci :
ideeconomiche@pec.it
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LA
MAPPA
DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio
di:
- visitarlo
periodicamente
- usare questa
pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
- di avere pazienza
nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE,
potrebbe essere lento.
- MARCO BAVA
fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati
finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima
diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e
omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto
responsabile.
- Questo servizio
non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e
non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
- MARCO BAVA non
potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza
derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute
dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da
ritenersi ad esclusivo uso personale ed e' espressamente non
consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.
QUESTO
SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb (
fondati da FIAT-IFI ed ora
http://www.laparola.net/di
RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO
NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !
se vuoi essere
informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email
ATTENZIONE !
DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI
MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I
FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO
NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare
documenti
inviatemi le vostre segnalazioni e i vostri commenti e consigli
email.
GRAZIE !
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LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA
FORZA E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche
imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.
Che lo Spirito Santo porti buon senso e
serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' ! |
| LA
mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,
perche' DIO ESISTE, ANCHE SOLO per assurdo.
IL MONDO HA
BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO'
CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !
PER QUESTO IL
MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !
LA VIOLENZA
DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI
che potrebbe stare dietro a Berlusconi.
IL GOVERNO
DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI, IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO
perche' vetusto obsoleto e compromesso !
E' UN GIOCO AL
MASSACRO dell'arroganza !
SE NON CI
FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !
TU SEI UN
SOLDATO ?
COMUNICAMI cio'
pensi !
email
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Riflessioni ....
I rapporti umani, sono tutti unici e
temporanei:
- LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E
RISPARMIO.(02.02.10)
- Se non hai via di uscita,
fermati..e dormici su.
- E' PIU' DIFFICILE
SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
- Ciascun uomo vale in funzione
delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
- Vorrei ricordare gli uomini
piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto
fare !
- LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA
MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE
PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
- PIU' I MEZZI SONO POVERI X
RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
- L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA
MORTE.
- MEGLIO NON ILLUDERE CHE
DELUDERE.
- L'ITALIA , PER COLPA DI
BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
- IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3
VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU'
POVERI ALMENO 2 VOLTE.
- LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI
DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',
QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ' CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE
E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL
10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE
CHIESE)
- la vita eterna non puo' che
esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento
di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
- SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA
VERAMENTE UNA STRADA.
- QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI
CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
- L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER
AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
- IL PRESENTE E' FIGLIO DEL
PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
- L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER
DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
-
L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E
DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
-
BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
-
GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI
TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
- IL DISASTRO
DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE
STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
- Quante
testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate
per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
-
I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI
PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI
SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)
-
L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne'
temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata
per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la
cruna di un ago ..."
-
sapere x capire (15.10.11)
-
la patrimoniale e' una 3^
tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)
L'obiettivo di
questo sito e una
critica costruttiva PER migliorare IL Mondo .
-
PACE NEL MONDO
- BENESSERE
SOCIALE
- COMUNIONE
DI TUTTI I POPOLI.
- LA
DEMOCRAZIA AZIENDALE
|
| L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA
PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI
GESU'. 15.06.09 |
| DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA
PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI
GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09) |
- GESU' HA UNA
DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7
The
InQuisitr -
La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino
di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di
Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor,
responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno
parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.
06.09.11
|
| CRISTO RESUSCITA PER
TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI
O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI
OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e
morto non può tornare per avvisare i parenti ! Mb 05.04.12 |
Annuncio
Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !
Cari Utenti
Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo
devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.
E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.
E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti,
vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni
concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete,
qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta
arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o
almeno non ora.
Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa
decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le
possibili alternative...
Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti
finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.
Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di
pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.
Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione
alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni,
l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il
quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare,
configurare, testare, reingegnerizzare...
Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di
tutti i vostri contenuti (file e db)
ENTRO IL 6 DICEMBRE.
Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o
nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.
Grazie,
Giuseppe - Tommaso
HelloSpace.net
io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta
creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un
nuovo sito parallelo a questo :
www.marcobava.it
|
|
IL BAVAGLIO della Fiat nei miei
confronti:
|
IN DATA ODIERNA HO
RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del
gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con
attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso
cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi
amministratori. Fatte salve iniziative
autonome anche
davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal
proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora,
veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie
tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per
tutelare le quali mi riservo iniziative
esclusive
dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09
|
|
| TEMI SUL
TAVOLO IN QUESTO MOMENTO: |
|
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE
2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE
STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...
3) TELELAVORO
4) Commercio equo-solidale.
5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN
6 ) NO TETRAPAC |
| SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL
SUICIDIO SOSPETTO
DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email
all'editore
(info@edizionikoine.it)
indicando che hai letto questo prezzo
su questo sito , indicando il tuo nome cognome
indirizzo codice
fiscale ti verrà inviato per contrassegno che
pagherai alla consegna. |
|
TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI
EDOARDO AGNELLI come dimostra
l'articolo sotto riportato:
È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI
IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO
IL TESORO DI FAMIGLIA
Ettore Boffano
e Paolo
Griseri per "Affari&Finanza"
di "Repubblica"
È una storia di
soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione
più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e
100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che
contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con
la
madre Marella Caracciolo.
Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi
accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo
fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver
ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e
contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro,
depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto
ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".
È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di
una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel
24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se
n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80
e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi
suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a
succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.
Altri nomi e
altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio
di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John
"Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della
società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia,
la
"Giovanni Agnelli & C. Sapaz".
L'amarezza di
quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla
riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia
industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite
strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se
con scarsi risultati.
E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare".
Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione,
"Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire
nel
1999 a
Vaduz, quando
la figlia
Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi
Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese"
annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal
primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il
conte Serge de Pahlen).
"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È
la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)»,
spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una
volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti.
Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto
il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.
E sempre la
pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome
del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il
capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato
dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo
del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli.
Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di
Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da
Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I
sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe
dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero
di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande
Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.
PATTO
2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA
Ecco, è proprio
qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al
pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra
degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici
dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale,
nella procura della Repubblica di Milano.
Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che
Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e
che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto
della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha
affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in
francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner,
stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les
Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni
Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a
Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.
Anni di
reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno
consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e
Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il
controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il
giudice torinese
Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile
che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.
Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società
"Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in
mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto
è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.
Il 10 aprile
1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento
al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla
figlia e al nipote, conservando per sé
il 25 ,38.
Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per
cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona
il 25 ,4
per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta
con il 58,7.
Quando il notaio
torinese Ettore
Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della
donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli
spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver
chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo
scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il
civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore
testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti
al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei
miei diritti».
Nel frattempo, entra in possesso di un documento in
lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi
confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata
trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine
italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti",
stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di
Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su
quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a
favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia
la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere
ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio
con Lavinia Borromeo.
Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle
rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of
assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro,
105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da
Morgan Stanley
nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di
pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova
che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande
Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi
legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.
Il 27 giugno
2007, l
'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles
Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita
ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si
chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il
codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie
procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il
presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni
di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" (
la finta Opa ).
Si tratta della
clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla
società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la
raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della
Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa
sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie
dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico
proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò
che ancora manca all'eredità.
Anche questa
ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti"
gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto
la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di
compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi
legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno
rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto,
anche la nullità del patto successorio.
Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora
proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e
Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto
che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di
confermarne
la validità. Se
però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in
discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la
guida istituzionale della galassia Fiat.
Le ultime
possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura
di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di
Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni
di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.
L'escalation
giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero
dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali
ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di
una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E
sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino,
che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.
WSJ:
LA LUCE
INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un
articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla
successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo
dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la
morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato
tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un
miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi
conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».
L'articolo fa
presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron
dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere
nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta
appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo
re non ufficiale».
Secondo il
giornale,
qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal
piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista
Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova
leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di
sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino,
Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del
processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».
[19-11-2009]
|
|
grazie a Dio , non certo a Jaky, continua la ricerca
della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di
Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto, ora
il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso
che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino
alla verita'. Mb -01.10.10 |
edoardo
agnelli |
|
LIBRi
SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI
www.detsortelam.dk
www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208
ANTONIO
PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-
|
Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".
Il
giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla
famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di
curiosità ed informazioni inedite
Per
dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli,
precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano,
sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare
autopsia.
Anonime
“fonti investigative” tentarono in più occasioni di
screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava
un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia
fu mai fatta.
Ora
Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che
accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante,
pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la
prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche
raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa
settimana presenta.
Perché
la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo
destinato a ereditare il più grande capitale industriale
italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici
però che riguardano la famiglia Agnelli.
Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione
del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei
rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio
Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo
di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi,
Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che,
nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano
assai più di politici e governanti.
Il
volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta
sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose
e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più
importante d’Italia.
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Mondo AGNELLI :
Cari amici,
Grazie mille per vostro aiuto con
la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e
Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in
inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA;
sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie
possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi
invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’
stato girato il video in You Tube. )
http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0
Thanks again,
Jennifer
Un libro che riporta palesi falsita'
sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con
Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad
ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta.
Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a
19 euro! www.marcobava.it |
Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo
d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha
ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb
1- A 10 ANNI DALLA
MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2-
MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI
DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME.
DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA
500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO
DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO
ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI
EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE.
INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN
VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL
MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A
SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO.
E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO
SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO.
MA NESSUNO SE LO FILA -
Michele Masneri per
Rivista Studio (www.rivistastudio.com)
"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non
sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo
racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto
di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat,
Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95),
primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di
Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista
(per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di
"bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e
marchionnismi) ci hanno abituati.
E partiamo da
Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi
cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco
identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione
fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato).
L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di
più.
Sul Foglio dell'11
febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani
(conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco
Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger,
indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato
dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha
portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a
condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in
cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta
di stringere la mano al rappresentante della Fiat".
Clark non solo
conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me
l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa,
Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che
notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase
precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà".
Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco,
più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può
chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno
giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non
proprio pentito, ma insomma...".
Sempre coi sindacati,
Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield,
volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a
ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è
vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso
e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa
tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi
presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New
York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto
alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.
Anche qui Clark spiega
una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo
molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il
presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione,
Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York.
Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi
vedere piangere.
Attenzione, però,
perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I
almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York
Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot
insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di
uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi
realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere
va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che
stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione.
"Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".
Famiglia Agnelli
Piangere va bene ma è
meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa,
"mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana,
Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010:
Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua
vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500
arancio di famiglia.
Ma Marchionne, a sua
insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori,
che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo
amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la
Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica
marchionniana).
À rebours. In fondo il
libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la
fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato.
"Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei
maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo
look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti,
conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo
è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del
gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat
i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del
midwest".
"Però in America pochi
si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno
nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per
suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando
ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente
stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel
1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.
Ma tra i ricordi
agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è
forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio
sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è
andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché
un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono
tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e
per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le
sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui
chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.
Una telefonata ad
Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue
giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le
conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante
iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue
finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi,
incredulo.
Manda qualche mail (le
password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia,
sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo
computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione:
per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente,
guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si
butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una
persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte,
con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato
così", dice alla persona di servizio.
|
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TORINO 24.09.10
GENTILE SIGNOR DIRETTORE
GENERALE RAI
CONSIDERAZIONI SULLA
TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL
23.09.10.
1)
Minoli dichiara più volte che intende fare
chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio
confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il
suicidio in quanto :
a)
dall’esame esterno effettuato dal dott.
Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale –
Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre
che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono
formulare le seguenti considerazioni:
“E’ esperienza comune
come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di
un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da
un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo)
quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o
di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione
del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza
superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque
sufficientemente profonde”
“L’arresto del corpo
nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di
tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro
movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di
sostegno”
“Nel caso di
precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi
altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello
sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su
un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi
lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei
costali procidenti nella cavità toracica”
“Le lesioni esterne
cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono
caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si
producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli
intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.
Talora la presenza di
indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da
impatto diretto contro la superficie d’arresto”
Nell’esame esterno, il
dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:
-
Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni
cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola
breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa
nasali.
Tali lesioni sono
indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso
bocconi.
-
Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta
(collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.
Cosa c’entra
l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un
fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)
-
Addome: escoriazioni multiple
L’escoriazione è
normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente
contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni
sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?
-
Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al
palmo della mano.
Può essere compatibile
con una caduta di questo tipo
-
Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio.
FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.
Come se le è
procurate? Era vestito con le maniche lunghe?
Deve esserci una
perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito
di frattura scomposta avambraccio
-
Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale
interna
Valgono le stesse
considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno
coscia presumibilmente
-
Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni
diffuse faccia mediale esterna.
Da quello che si
desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora
è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione
profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E
poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è
l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?
-
Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx.
Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.
Osso mascellare quale?
Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici
gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione
cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio
del cranio).
Direi che di materiale
ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta
dinamica della precipitazione.
b)
Il dipendente dell’autostrada non poteva
vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il
pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non
collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale
“non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice
non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la
“abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps
per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre
indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere
la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non
parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se
muore sul colpo? Da dove proveniva?
c)
Il medico Testa come fa da una foto ad
individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi
e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un
ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto
l’autopsia ?
d)
Il cranio di E.A potrebbe essere stato
colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la
foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.
e)
come mai il magistrato prima di chiudere il
caso autorizza il funerale ?
f)
io non ho mai sostenuto che E.A sia stato
buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato
forse strangolato , viste le echimosi sul collo .
g)
certo lo collana non provoca echimosi
perché un frega cadendo da 73 metri.
2)
autosuggestione non può averla il pastore
ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i
fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in
quanto :
a)
non esistono prove che abbia chiamato gli
amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?
b)
inoltre non risulta da alcun atto
d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché
proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la
possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.
c)
A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo
REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non
gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne
aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia
chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !
d)
Gelasio fa un discorso senza logica si
commenta da se !
e)
Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha
visto la buca nel terreno ?
f)
Un impatto a 150 km ora di un auto fatta
per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo
le auto senza carrozzeria sono più sicure !
g)
Certo che e possibile scavalcare il
parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era
in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se
non ne avesse avuto bisogno !
h)
Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse
aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ?
Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica
di E.A !
i)
Del tutto illogico il ragionamento di
Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3
giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso
come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di
raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!
j)
Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di
lettura opposte : Sodero dice che E.A aveva paura del dolore
fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva
farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una
terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della
pallottola di Kennedy !
k)
Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A
non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?
i.
Se lui non firma un documento non chiede un
bel nulla
ii.
Il documento lo hanno preparato legali e
notaio
iii.
Gelasio e Lupo affermano che non voleva
entrare nella Dicembre
iv.
Altro indice di superficiale faziosità di
Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi
sono tutti gli Agnelli !
v.
Come non corregge neppure l’errore
riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.
vi.
Mi domando chi preparasse a Minoli le
interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’
troppo bravo per lui ?
Concludo quindi
logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto
anzi la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi
raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e
come e quando vuole. Molte cordialita’.
MARCO BAVA
|
EDOARDO
AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di
Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca
parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli
su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per
anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un
omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle
pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.
20-09-2010]
|
|
1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO
NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A
CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA
CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI
- EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI
“ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI
PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA
APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È
STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL
MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA
L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE
LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA
NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA
UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E
CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA
Gigi Moncalvo
per "Libero"
«Adesso si mettono a confutare anche le poche
cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai
contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne
eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu
solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di
un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal
Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella
tragica mattina ci fosse un altro medico legale».
E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di
qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la
sepoltura in modo da poter portare via al più presto il
cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e
di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa
storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate
dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi
sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una
nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.
Nel dispaccio, che cita anonime «fonti
investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno
coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno
e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si
affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per
espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore»,
fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che
nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era
presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile
trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche
righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli
atti come andarono veramente le cose.
NIENTE
AUTOPSIA
- Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il
dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso
la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore
Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve
memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del
cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di
"esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve
memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a
Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».
«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo
il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di
Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere,
conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17
righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro
il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro
il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale
esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni
viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe
apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della
causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un
grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».
Quindi in due precise circostanze, di suo pugno,
sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma
di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli
importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni,
l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.
UN'ORA INVECE
DI TRE
- Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla,
addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore".
Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato
il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che
fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della
visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a
Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del
corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria
del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu
conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande
precipitazione».
Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il
primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera
mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del
cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella
memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha
impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È
davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve
lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo
sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli
inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla
"morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria
cominciare l'esame necroscopico.
Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e
il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e
i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non
poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso,
caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista
la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella
camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in
tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non
chiarisce un altro mistero.
Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico
del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché
1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in
un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a
Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero"
(Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne
chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era
stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le
15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli
inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano
problemi, era tutto chiaro».
LE STRANEZZE -
Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in
considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente
intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo
di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di
aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla
sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no?
«Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era
quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire,
se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto
consigliare l'autopsia: perché non lo fece?
«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e
sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di
strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo
era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il
cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra
ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una
stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non
c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal
libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in
servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni,
specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in
giurisprudenza.
«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto
il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in
servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il
quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a
Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni.
Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in
cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi
chiamò».
E il dottor Ellena? «Era il mio superiore
gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il
certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo
evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul
posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho
intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il
dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva
preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai
di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o
modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai
eseguita".
Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si
trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È
l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre
decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a
coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in
cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era
sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che
doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può
decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si
deve attenere a quanto il magistrato dispone».
Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è
possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni
vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più
assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni
evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza
la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i
mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un
paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in
montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».
Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in
pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei
giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In
una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati»
poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo
esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini
si infittisce ancora di più...
L'AVVOCATO
- Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita
«per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato
tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato -
evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un
"ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se
l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile
prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi
casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la
volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si
volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le
viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così
martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare
di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo
sangue.
Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli
a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare
di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un
tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla
droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia
spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre
prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci
ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel
presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da
lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul
Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la
memoria.
27-09-2010]
|
| il 17.11.12 si
terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI
nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA
ang.V.PACCHIOTTI. |
|
|
<http://rassegna.governo.it/>
.
|
DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA
DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL
DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL
PRESIDENTE DELLA CAMERA
PDF -
http://bit.ly/eTwkdL 17-01-2011]
|
|
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DIMENTICARE CHE: Le informazioni
contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore
deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun
caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.
Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale
livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.
MARCO BAVA
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BIG SPAGNOLI
FANNO IL PIENO DI BOND...
Mi. C. per "Il
Sole 24 Ore- Negli ultimi giorni in Spagna si è riaperto il
mercato obbligazionario e alcune delle principali aziende quotate
all'Ibex 35 ne hanno approfittato. Telefonica ha infatti emesso titoli
per un controvalore di 1,2 miliardi di euro, scadenza a 6 anni, seguita
lo stesso giorno da Iberdrola con 750 milioni a 3 anni. Da parte sua Gas
Natural ha collocato 600 milioni a 6 anni. Interessanti i rendimenti,
dato che il "rischio-Spagna", che nelle scorse settimane aveva
penalizzato le imprese iberiche, rispetto ai concorrenti europei è
sensibilmente diminuito.
A dimostrazione
del fatto che la situazione sta migliorando e che le tensioni
speculative si sono allentate permettendo a Madrid di tirare un po' il
fiato. Questo per dire che è quanto mai probabile che nelle prossime
settimane anche altri gruppi spagnoli faranno ricorso al mercato, in
modo da sfruttare al meglio questa "finestra" favorevole. Mentre
continua ad avere qualche problema il flusso del credito bancario, in
attesa che il quadro generale si normalizzi e che l'economia riprenda a
crescere.31-01-2011]
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GOLPE GOBBO
PER IL RE DI SPAGNA - JUAN CARLOS SAPEVA DEL COLPO DI
STATO DEL COLONNELLO ANTONIO TEJERO AL GRIDO DI "TODOS
AL SUELO, COÑO", TUTTI A TERRA, CAZZO. ANZI, I DUE ERANO
IN COMBUTTA PERCHé SERVIVA PER IMPORRE UN GOVERNO DI
UNITÀ NAZIONALE - ANCHE CIA E VATICANO SAPEVANO - LA
TESI ARDITA, MOLTO VICINA AL SEGRETO DI PULCINELLA, NEL
LIBRO ’23 F’ (OVVERO 23 FEBBRAIO DEL 1981, GIORNO DEL
COLPO DI STATO DURATO 18 ORE
Gian
Antonio Orighi per "La
Stampa"
Il celebre e fallito
colpo di Stato del 23 febbraio 1981, quello in cui il
tenente-colonnello Antonio Tejero sequestrò la Camera
dei Deputati con la pistola in mano? Una farsa per far
diventare premier il generale di brigata Alfonso Armada,
ex capo della Casa Reale. Non solo: il re Juan Carlos,
sul trono dal 1975, e finora ritenuto un eroe per aver
fermato il golpe, era perfettamente a conoscenza e
appoggiava il più grave attacco alla democrazia
post-franchista. Di più: il colpo di Stato-operetta
fallì perché Tejero non voleva che il nuovo governo di
Armada avesse come vice-premier il socialista Felipe
González, pure lui a conoscenza della commedia.
Sono le tesi esplosive
contenute in un libro che esce martedì prossimo, "23 F,
il re ed il suo segreto", opera dello scrittore e
giornalista Jesús Palacios. Lo stesso autore ha
anticipato ieri, sul conservatore El Mundo , le tesi
principali di un golpe ancora non chiarito del tutto.
«Il 23 febbraio non ci
fu nessun golpe reazionario né rivolte militari. Fu una
operazione speciale che si sviluppò attorno al re e
tutto passò per le sue mani - esordisce l'autore -. Per
parecchie ore Juan Carlos aspettò l'evolversi degli
avvenimenti. Senza di lui, non ci sarebbe mai stato il
23 F: un golpe al sistema tramato, sviluppato e portato
avanti da dentro il sistema per correggere il proprio
sistema».
Il golpe, che durò 18
ore con tutto il governo ed i parlamentari sequestrati
alle Cortes, dalle 18,33 del lunedí fino alle 12,15 del
giorno dopo, con la resa dei militari che si erano
impadroniti della Camera, aveva un nome in codice,
Operazione De Gaulle . Il centrista ed ex segretario del
Movimiento franchista Adolfo Suárez, sotto attacco
dell'opposizione socialista di González, dei terroristi
baschi dell'Eta (e di Washington perché non voleva che
la Spagna entrasse nella Nato), si era appena dimesso.
Il Paese era in piena
crisi, i nostalgici di Franco preparavano le sciabole e
quel giorno si votava l'investitura a premier del
centrista Calvo Sotelo. Il cervello dell'operazione
erano i servizi segreti militari, il Cesid. Il modello
da seguire quello del generale francese De Gaulle che,
dopo il putsch militare di estrema destra di Algeri del
'58, accettò di essere eletto presidente della
République con i voti di tutti per salvare il Paese da
una dittatura dell'esercito. Il de Gaulle spagnolo era
Armada, odiatissimo da Suárez.
L'operetta era divisa
in due fasi. Si cominciava con l'occupazione della
Camera, e con i carri armati fatti sfilare in strada a
Valencia dal generale Milans del Bosch. Poi scattava la
seconda parte: Armada si recava alle Cortes e, con
l'appoggio di Juan Carlos, si faceva votare da tutti i
deputati come premier presentando un governo di unità
nazionale. Il successore di Armada a capo della Casa
reale, il generale Campos, geloso del predecessore, non
lo fece entrare a palazzo.
Ma il futuro premier,
sicuro dei voti socialisti anche senza l'imprimatur del
re, andò alle Cortes, alle 21 e 45 del 23-F.
L'imprevisto fu che Tejero, l'ometto di «Todos al suelo,
coño», si oppose a un esecutivo con dentro González. E
l'operetta fallì. «Solo a questo punto Juan Carlos diede
ordine a Campos di diramare in tv il suo comunicato che
placcò il golpe», assicura il libro.
Palacios sostiene
anche che Armada aveva informato della farsa la Cia e il
nunzio apostolico. E conclude: «Se Tejero avesse
accettato, Armada sarebbe stato eletto con immensa
maggioranza premier, perché i deputati lo avrebbero
appoggiato, in nome di una reazione legale e
democratica, come il salvatore della patria». Per
assurdo, il niet di Tejero salvò la democrazia.
22-11-2010]
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SPAGNA: SI FERMA CRESCITA PIL...
(ANSA) - La crescita del Pil spagnolo
si e' fermata nel terzo trimestre dell'anno, facendo
segnare un incremento nullo rispetto al trimestre
precedente, ha annunciato l'Istituto nazionale di
statistica (Ine), confermando i dati provvisori della
settimana scorsa. A bloccare l'aumento del prodotto
interno e' stata la caduta del consumo delle famiglie,
scesa dell'1,1% da luglio a settembre su base
trimestrale per colpa dell'aumento dell'Iva dal 16 al
18%. 18-11-2010]
MADRID
CHIAMA GLI 007 CONTRO L'ATTACCO AI BOND...
Mi. C. per "Il
Sole 24 Ore" - Gli 007 spagnoli avranno
licenza anche in economia. I servizi segreti, infatti,
si evolvono e al classico lavoro di intelligence sul
terrorismo internazionale, l'Eta o il crimine
organizzato, stanno per aggiungere una cellula
specializzata nella "difesa degli interessi economici
nazionali". Nome in codice: Sie (Sistema de Inteligencia
economica) che affiancherebbe il già esistente Cni
(Centro nacional de Inteligencia) che fa capo alla
Moncloa.
Il
nuovo gruppo di 007, secondo quanto informa il
quotidiano Publico, vicino all'attuale Governo, sarebbe
"capitanato" dall'ex alto rappresentante della politica
internazionale della Ue, Javier Solana e ne farebbe
parte un nutrito schieramento di esperti capaci di
individuare le aree di rischio (dal riciclaggio del
danaro sporco, agli attacchi speculativi), ma sopratutto
di predisporre efficaci piani di prevenzione e di
difesa. Temi quanto mai di attualità negli ultimi mesi,
dato che il contagio di Grecia, Irlanda e Portogallo
potrebbe quanto prima lambire anche la Spagna.
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11. CESAR ALIERTA AL GIOCO DEI DIVIDENDI...
Mi. C. per "Il
Sole 24 Ore" - Dividendo che va e dividendo
che viene. Ieri Telefonica ha posto in pagamento un
acconto dividendo di 0,65 euro per azione, a valere
sull'esercizio 2010 in cui prevede di distribuire 1,40
euro per azione. Nel frattempo il gruppo guidato da
Cesar Alierta sta aspettando di incassare un dividendo
di 206 milioni di euro dalla partecipazione del 10%
circa che deteneva in Portugal telecom (Pt) e ceduta
nell'ambito dell'operazione che ha portato Telefonica ad
assumere il controllo totale della brasiliana Vivo.
Un'acquisizione da 7,5 miliardi, giustificata da
sinergie comprese tra 3,3 e 4,2 miliardi, che ora, per
effetto del dividendo di Pt, scenderà al di sotto di 7,3
miliardi. Ma non e' tutto. In tema di dividendo va detto
che quello di Telefonica dovrebbe passare dagli 1,40
euro del 2010 a 1,56 l'anno prossimo e a 1,75 nel 2012.
Una progressione davvero bella
[09-11-2010]
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LA CATENA EROSKI DÀ I CONTANTI AI CLIENTI...
Mi.C. per "Il
Sole 24 Ore" - Siete a corto di contante e
non volete andare in banca a ritirare i soldi? Al
problema ci pensa Eroski, catena di iper e supermercati
spagnola controllata dalla più importante cooperativa
mondiale, Mondragon. Ebbene, i clienti di Eroski, già
possessori di una carta di credito di fidelizzazione al
gruppo potranno rivolgersi a una delle tante casse e
richiedere al (o alla) comeos di turno fino a 300 euro
di denaro liquido. Il costo di questa transazione
(tranne nel primo mese di lancio dell'iniziativa) è di
1,20 euro ad operazione.
L'obiettivo di Eroski è naturalmente quello di attirare
nuove fasce di clienti, ma anche di offrire servizi
sempre più ampli e moderni, specie a favore di coloro
che non hanno molto tempo a disposizione. Il gruppo
Eroski opera in Spagna con una rete commerciale di circa
2.400 punti vendita tra ipermercati, supermercati,
uffici viaggi, benzinai, negozi di sport e profumerie.
Un vero e proprio impero in concorrenza coi vari
Carrefour o Corte Ingles
[07-10-2010]
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13. RILANCIO SOS AL RALENTY IN ATTESA DI NUOVI SOCI...
Mi. C. per "Il
Sole 24 Ore" - Si sperava che l'aumento di
capitale di Sos per 596 milioni annunciato lunedì scorso
filasse liscio come l'olio. E invece no. Il Il titolo in
Borsa ha inanellato una serie di forti ribassi cendedo
in tre sedute circa il 30 per cento per poi tentare un
timido recupero su voci di arrivo di partner. Il gruppo
alimentare spagnolo, che in Italia controlla marchi come
Carapelli, Sasso e Bertolli, è oberata da debiti per
oltre 1,3 miliardi di euro, dopo aver rischiato il
fallimento circa due anni fa causa la gestione a dir
poco opaca dei membri della famiglia Salazar, all'epoca
azionisti di riferimento.
Ora il nuovo presidente, Mariano Perez Claver sta
tentando di risalire la china. Ma non è facile,
nonostante la cura dimagrante (vendita degli asset non
strategici) imposta dai nuovi amministratori. Un impulso
al rilancio potrebbe giungere però dall'esterno: non si
esclude infatti l'arrivo di nuovi soci dopo
l'interessamento dimostrato alcuni mesi fa da alcuni
fondi d'investimento e dal gruppo Rui Mateos.
04-10-2010]
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TELEFONICA
FOMENTA LA RIVOLTA DEI SOCI PT...
Mi. C. per "il Sole 24 ore" -
L'associazione dei piccoli azionisti, portoghesi e spagnoli, è
sul piede di guerra contro lo Stato portoghese che ha bloccato
l'offerta da 7,15 miliardi di euro di Telefonica per il 50%
della holding Brasilcel in mano a Portugal Telecom che controlla
il 60% dell'operatore mobile Vivo. Quanto basta perché ieri
abbia chiesto spiegazioni sull'utilizzo della "golden share" e
abbia minacciato azioni legali contro Lisbona.
Insomma,
la sensazione è che gli spagnoli stiano sensibilizzando
l'opinione pubblica, oltre che i governi europei,sull'uso
improprio dell'azione d'oro e sulla necessità di abolirla al più
presto. Una strategia, quella di Telefonica, che potrebbe
convincere il cda di Pt ad accettare la maxi offerta, entro il
limite massimo del 16 luglio,nonostante il veto dell'esecutivo
portoghese e nonostante il premier Josè Socrates sia
intenzionato a non mollare la presa. Va detto che a fare
pressione ci sono anche alcuni importanti soci di Pt che, a
queste cifre, avrebbero volentieri ceduto Brasilcel.
10.07.10 |
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- MADRID
RINCARA LA BOLLETTA ALL'ENEL...
A. Ol. Per "il Sole 24 Ore"-
Se il buongiorno si vede dal mattino, forse non è il modo
migliore di iniziare. La Spagna ha promesso la revisione del
quadro tariffario più volte sollecitato dai produttori di
energia elettrica. Tanto per cominciare,però,ha bloccato a tempo
indefinito l'aumento delle tariffe previsto dal 1?luglio. Un
aumento medio dell'8% che serviva in parte a coprire il rincaro
dei costi di base e in parte al recupero dei crediti maturati
dai produttori nei confronti del sistema elettrico nazionale per
i tetti tariffari a livelli inferiori ai costi.
Endesa che
a mo' di provocazione aveva chiesto il rimborso "immediato" dei
crediti accumulati dovrà aspettare ancora. Nel consolidato Enel
non cambia nulla, perchè i crediti "garantiti" da Madrid sono
già scontatinella posizione finanziaria netta che a fine marzo
segnava un passivo di 51 miliardi.Ma intanto per l'ente
elettricoil contatore spagnolo gira al ritmo di 150 milioni al
mese che vanno ad aggiungersi ai 7,5 miliardi di crediti già
accumulati, che avrebbero dovuto essere compensati, appunto, con
il progressivo aumento delle tariffe.
04.07.10 |
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-
SPAGNA: INFLAZIONE GIUGNO CALA ALL'1,5% DALL'1,8% DI MAGGIO
(AGI/REUTERS) -
In giugno il Cpi armonizzato Ue spagnolo ha visto un rialzo su
anno dell'1,5%, in rallentamento dal +1,8% di maggio. E' quanto
emerge dai dati preliminari dell'Ine che sono superiori al dato
previsto dagli economisti di +1,4%.29-06-201
04.07.10 |
|
FRANCHISMO
E ANTISEMITISMO – IL DITTATORE SPAGNOLO FRANCO NEL DOPOGUERRA SI
ACCREDITÒ COME PROTETTORE DELLA COMUNITÀ EBRAICA SPAGNOLA – MA
DAGLI ARCHIVI SPUNTA L’ACCORDO SEGRETO CON LA GESTAPO: IL
CAUDILLO CONSEGNÒ AI NAZISTI UNA LISTA CON 6.000 NOMI PER LA
DEPORTAZIONE – SI SALVARONO SOLO PERCHÉ LA SPAGNA NON ENTRÒ MAI
IN GUERRA
Elisabetta
Rosaspina per "il
Corriere Della Sera"
Si
credevano (relativamente) al sicuro in Spagna. Non sapevano di
essere già schedati da una specie di Stasi falangista. C'erano
seimila ebrei nella lista di Francisco Franco. Seimila
sorvegliati speciali che sarebbero stati consegnati ai nazisti,
se la Spagna fosse entrata in guerra a fianco della Germania.
La storia
è andata diversamente, la penisola iberica restò ai margini del
conflitto e Franco poté addirittura vantarsi, alla fine della
seconda guerra mondiale, di aver dato rifugio a migliaia di
perseguitati. Ma 65 anni più tardi riemergono le tracce di un
losco accordo tra i due regimi.
Grazie al
quale da Madrid a Berlino avrebbe viaggiato in gran segreto
l'«Archivio giudaico», un censimento degli ebrei sefarditi
spagnoli e forestieri, residenti in Spagna al principio degli
anni '40: di ciascuno erano delineate le inclinazioni politiche,
analizzati i mezzi economici, le eventuali attività commerciali
e calcolato, naturalmente, il grado di pericolosità.
È questa
la ricostruzione dei retroscena di un accordo fra Heinrich
Himmler, comandante della polizia e delle forze di sicurezza
(poi ministro degli Interni del Reich) e il suo omologo
spagnolo, José Finat Escrivá de Romaní, conte di Mayalde,
condotta dal quotidiano El País. Si parte da un documento
ritrovato da Jacobo Israel Garzón, presidente della Federazione
delle comunità ebraiche in Spagna, e pubblicato sulla rivista
«Raíces», Radici, trimestrale di cultura ebrea.
La prova
cartacea era conservata all'Archivio storico nazionale di
Madrid, proveniente dal Governo civile di Saragozza, e
dimostrerebbe quel che già sostenuto da alcuni libri storici,
come «L'antisemitismo in Spagna» (di Gonzalo Alvarez Chillida e
Ricardo Izquierdo Benito).
Ossia
l'esistenza di un patto tra i collaboratori di Hitler e quelli
di Franco. In cambio della cattura dei rifugiati politici
spagnoli nella Francia occupata dai nazisti, una «Brigata
speciale» avrebbe creato uno schedario dei residenti di origine
o religione ebrea in Spagna. Come contributo alla «soluzione
finale».
Una
circolare su carta intestata della Direzione generale per la
sicurezza, datata 5 maggio 1941 e consegnata otto giorni più
tardi a tutti i governatori civili, ordinava di inviare nomi e
notizie su «gli israeliti nazionali e stranieri abitanti nella
provincia». Poche settimane dopo, il firmatario della
disposizione, il conte José Finat, diventò ambasciatore di
Spagna a Berlino. Il canale per le informazioni era così aperto
e operativo.
La
ricompensa non si sarebbe fatta attendere: un paio di mesi dopo
la Gestapo, guidata dall'agente spagnolo Pedro Urraca Rendueles,
arrestava a Parigi e nella Loira alcuni oppositori politici
particolarmente ambiti dai tribunali franchisti: il giornalista
e scrittore basco Julian Zugazagoitia, l'ex presidente della
Catalogna (repubblicana) Lluís Companys, sbrigativamente
destinati al plotone d'esecuzione.
Un anno
prima, nell'ottobre del 1940, José Finat, ancora capo della
sicurezza spagnola, aveva ricevuto Himmler a Madrid. A quegli
stessi giorni, secondo El País, risale la decisione di
riattivare una vecchia intesa firmata dal generale Severiano
Martinez Anido, che aveva conferito già nel 1938, alla polizia
politica tedesca lo status diplomatico in Spagna, per poter
agevolmente controllare i trentamila tedeschi residenti.
Altri
tremila agenti della Falange si stavano alacremente dedicando da
tempo alla redazione di schedari su almeno 5 milioni di
«cittadini sospetti» per le loro idee; o per le loro origini.
Nell'«Archivio giudaico » non sarebbero finiti nomi di rilievo,
a parte quello dello scrittore Samuel Ros, ebreo ma molto amico
del poeta falangista Dionisio Ridruejo. Dopo la guerra, tutte le
copie e i riferimenti ai dossier sarebbero stati distrutti per
ordine di Franco. 22-06-2010]
|
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- FISCO:
ACCORDO UBS SPAVENTA CORRENTISTI, SPAGNA NEGOZIA RIENTRO 60
MLD...
(Adnkronos/Dpa) -
Mentre i timori per la stabilita' dell'economia spagnola
alimentano un flusso sotterraneo di capitali in uscita, il fisco
di Madrid starebbe trattando con i titolari di conti nascosti
all'estero il rientro di denaro, non piu' coperto dallo 'scudo'
del segreto bancario elvetico, per un ammontare che - secondo il
quotidiano economico 'Expansion' - ammonterebbe a oltre 60
miliardi di euro.
La polizia
tributaria spagnola, la Fiscali'a Anticorrupcio'n, ha infatti
gia' nel mirino l'elenco dei clienti della banca svizzera Ubs
che, in base all'accordo approvato la scorsa settimana dal
parlamento elvetico, sara' comunicato agli Stati Uniti e diventa
quindi teoricamente consultabile.
Secondo
Expansio'n, diversi titolari di conti presso Ubs sarebbero gia'
in contatto cone la "Agencia Tributaria" di Madrid per ripulire
le somme, pagando le relative imposte ed evitare il reato
fiscale con la corrispondente responsabilita' penale. In questo
modo, peraltro, le autorita' spagnole non ricorrerebbero ad
un'amnistia fiscale mentre la Agencia Tributaria si riserverebbe
il diritto a compiere indagini sui patrimoni rientrati.
28.06.10 |
ZAPATERO
BOND - MADRID COLLOCA 3MLD € DI BUONI DECENNALI, PORTANDO IL
TASSO A LIVELLI RECORD (CHE NE SARÀ DEI COSTI DI FINANZIAMENTO
DEL DEBITO?) – I CREDITORI ESTERI (FRANCESI E TEDESCHI)
RIFINANZIERANNO GLI SPAGNOLI? SE NON LO FARANNO, UN CRAC A
MADRID FAREBBE TRABALLARE ANCHE LE LORO BANCHE…
Maurizio Ricci per "la
Repubblica"
La buona
notizia è che, ieri, il governo spagnolo ha collocato sul
mercato 3 miliardi di buoni decennali del Tesoro. La cattiva
notizia è che, per riuscirci, ha dovuto far salire il tasso di
interesse dal 4,045 per cento di un mese fa al 4,864, portando
lo spread fra i Bonos e i Bund tedeschi al record di 221 punti
base, il differenziale più alto dall´avvio dell´euro.
Il fatto
che i mercati, almeno per ora, abbiano reagito con sollievo alla
buona notizia sul collocamento dei titoli, come se avessero
davvero temuto un clamoroso flop, trascurando la cattiva notizia
sugli interessi che getta una luce inquietante sui costi futuri
di finanziamento del debito, è un buon indicatore del grado di
isteria ormai raggiunto intorno alle finanze dell´eurozona,
dove, dopo la Grecia, ogni crisi sembra quella finale.
In realtà,
l´economia spagnola - dicono istituzioni internazionali come
Ocse e Fmi, ma anche analisti di grandi banche come Merrill
Lynch - è in una situazione assai migliore di quella greca e il
piano di risanamento di Madrid è coraggioso ed adeguato.
Assai più
pessimiste, però, le valutazioni degli analisti di altri grandi
banche, come Rbs, J. P. Morgan, Bnp. La differenza la fa il
giudizio sulla solidità del sistema bancario spagnolo. Perché, a
differenza della Grecia, il problema, in Spagna, non è la
finanza statale, ma le banche, travolte dall´esplosione della
bolla immobiliare.
La Spagna
è la conferma più evidente dell´intreccio sempre più stretto che
la crisi degli ultimi due anni ha creato fra Stato e banche. In
prima battuta, i governi sono intervenuti, con varie forme di
garanzia, a sostenere le banche, colpite dal collasso dei
subprime. Le banche, a loro volta, con i fondi messi a
disposizione a tasso zero dalla Bce, hanno comprato titoli di
Stato, lucrando sul differenziale di interessi.
Ora, i
governi devono tornare a salvare le banche, se non vogliono
vederle costrette a inondare i mercati dei loro Bot. Il
risultato, per la Spagna, è che i buoni parametri della finanza
pubblica, dicono i pessimisti, non sono sufficienti a tenere
lontana la tempesta: il debito pubblico spagnolo, notano ad
esempio gli analisti di Rbs, è solo il 53 per cento del Pil, ma
se si sommano quelli privati si schizza (è esattamente il
contrario di quello che succede in Italia) al 300 per cento.
Quanto è
solido, allora, il sistema bancario spagnolo? Quanto quello
degli altri Paesi dell´euro, fa sapere la banca centrale che
ieri ha annunciato che renderà pubblici i risultati degli
"stress test" compiuti sui singoli istituti di credito del
Paese. La pubblicazione dei test dovrebbe, almeno, circoscrivere
l´infezione bancaria spagnola. Nessuno, infatti, almeno per ora,
mette in dubbio la solidità dei grandi colossi nazionali del
credito, come Santander e Bilbao, largamente diversificati a
livello globale e, in generale, delle grandi banche commerciali.
L´infezione è concentrata nelle 45 Cajas, le casse di risparmio
regionali, protagoniste della bolla immobiliare. Negli ultimi
anni, gli investimenti nell´edilizia sono arrivati in Spagna al
18-20 per cento del Pil, una quota mai vista (tranne il
Giappone) nell´Ocse. Il grosso di questa espansione è stato
finanziato dalle Cajas e, probabilmente, qui si accumulano i 165
miliardi di crediti potenzialmente inesigibili censiti dalla
Banca di Spagna.
Il governo
si sta adoperando per favorire fusioni e ristrutturazioni fra le
casse. Secondo il ministro dell´Economia, Elena Salgado, per
ricapitalizzarle occorreranno almeno 30 miliardi, circa un terzo
delle disponibilità del Fondo appositamente creato dal governo.
Ma la ricapitalizzazione è solo un pezzo del problema. L´altro,
ancora più urgente, è il rifinanziamento dei debiti delle
banche, soprattutto verso l´estero.
Più che
con i depositi, le casse di risparmio, in questi anni, hanno
cercato fondi sul mercato monetario internazionale (è la
strategia che ha affossato Northern Rock, all´alba della crisi
bancaria inglese): su 1500 miliardi di debito estero totale
spagnolo, metà è dovuto dalle banche e, di questo, metà è a
breve termine. Secondo J. P. Morgan, entro il 2010 debbono
rinnovare debiti per 64 miliardi di dollari.
Ma, per il
momento, sembra difficile. Il presidente di Bilbao, Francisco
Gonzàlez, ha dichiarato in questi giorni che le aziende spagnole
«sono tagliate fuori dai mercati internazionali dei capitali».
A quanto
pare, gli unici soldi arrivano dalla Bce: a maggio, le banche
spagnole hanno attinto 85 miliardi di dollari dalle casse della
Banca centrale europea, il doppio di due anni fa e un sesto di
tutti i prestiti della Bce. Accetteranno i creditori esteri -
soprattutto francesi e tedeschi - di rifinanziare gli spagnoli?
Il paradosso è che, se non lo fanno, un crac a Madrid farebbe
ballare anche le loro banche. E´ il ginepraio in cui si è
cacciata l´area euro.
[18-06-2010]
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EUROCRAC -
ALTRO CHE MONETA UNICA: BERLINO VA CONTRO MADRID - LA GERMANIA
(CHE FORMALMENTE SMENTISCE) PROVA A METTERE SOTTO SCACCO LA
SPAGNA - ATTACCO COORDINATO DEI GIORNALI TEDESCHI: IL GOVERNO
IBERICO PRONTO A CHIEDERE AIUTI A UE E FMI - I ZAPATERO BOYS
SMENTISCONO, MA TRA LE BANCHE CROLLA LA FIDUCIA - GODONO GLI
SPECULATORI CHE SPERANO IN UN ALTRO PASTICCIO IN SALSA GRECA
Francesco De Dominicis
per "Libero"
Secondo la
stampa tedesca non ci sono dubbi: la Spagna è con l'acqua alla
gola e cerca aiuti dalla Ue e dalla Bce. Un piano di salvataggio
per il paese iberico come quello già messo in opera per la
Grecia, scriveva ieri il quotidiano Faz, sarà in discussione
questa settimana a Bruxelles e sarebbe così urgente addirittura
da non poter attendere il Consiglio europeo dei capi di Stato e
di governo che si terrà giovedì.
Un vero e
proprio allarme rosso che il governo spagnolo, per bocca del
viceministro delle Finanze ha cercato faticosamente di smentire:
Madrid, ha detto Carlos Ocana, «non ha assolutamente alcun
problema». Fatto sta che il dossier sul debito spagnolo è stato
uno degli argomenti del vertice straordinario che i ministri
delle Finanze del G7 hanno tenuto ieri. Anche in assenza di
conferme ufficiali, è sempre più evidente la preoccupazione per
un deficit dei conti pubblici spagnoli che nel 2009 ha toccato
l'11,2% del Pil, quasi quattro volte superiore al tetto fissato
dal Patto di stabilità Ue.
C'è chi
teme che ci siano in azione gli speculatori. Oppure che le
"sparate" della stampa tedesca siano riconducibili a una più
ampia manovra di Berlino volta a indebolire la "concorrenza".
Ipotesi, quest'ultima, che - di fatto - un membro dell'esecutivo
tedesco ha smentito, negando una sistuazione di emergenza in
Spagna. «Questa è pura speculazione» è invece il commento
ufficiale della Commissione europea.
Pure
Madrid, come accennato, nega difficoltà. Certo il suo sistema
bancario non gode di ottima salute. Tant'è che proprio ieri è
arrivato il via libera dei consigli di amministrazione alla maxi
fusione tra sette casse di risparmio, tra cui la seconda
maggiore del paese: Caja Madrid. Una unione che consentirà a
ognuna di mantenere una certa autonomia, ma creando una «società
contrale» che consentirà di «mutualizzare» i risultati
finanziari , e in questo modo fornirà «piena garanzia su
solvibilità e liquidità» all'intero del gruppo.
Da tempo
in Spagna la questione delle casse di risparmio, pesantemente
esposte al settore immobiliare, è sotto l'attenzione delle
autorità, mentre maggioranza ed è finita ancor più sotto i
riflettori a seguito delle tensioni di mercati innescate dalla
crisi di bilancio in Grecia.
A tutto ciò si aggiunge un calo della fiducia sui mercati. Calo
che ieri si è riscontrato sui depositi overnight delle banche
del'eurozona presso lo sportello della Bce che hanno toccato il
nuovo massimo storico. Un elemento che sottolinea le tensioni in
crescita sul mercato interbancario a causa della crisi del
debito pubblico che, in generale, sta intaccando la fiducia nel
sistema finanziario. Secondo il rapporto della Bce i depositi
hanno raggiunto oggi la cifra di 384,26 miliardi (365,90
miliardi tra giovedì e venerdì) di euro.
Nonostante le
tensioni, ieri è stato registrato un avvio di settimana positivo
per le Borse europee che hanno terminano la sdeduta in rialzo.
Bene Parigi che è avanzata dell'1,98% e Francoforte dell'1,28%,
Londra (zavvorata da Bp che cede il 9,25%) lo 0,74%. Strappa
Atene che segna un rialzo del 3,81% proprio nel giorno in cui
Moody's ha declassato i titoli pubblici greci a spazzatura.
Ottima performance per piazza Affari (Ftse a + 2,53%).
[15-06-2010]
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SPAGNA: S&P TAGLIA RATING AD 'AA',
OUTLOOK NEGATIVO...
Radiocor -
L'agenzia Standard & Poor's ha tagliato il rating di lungo
termine della Spagna di un gradino da 'AA+' ad 'AA'.
Confermato, invece, il rating a breve termine al livello
'A-1+'. L'outlook sul Paese e' negativo e riflette la
possibilita' di ulteriori abbassamenti del giudizio se i conti
pubblici peggioreranno
01.05.10 |
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CRAC ZAPATERO – ALL’ISTAT IBERICO SCAPPANO PER
ERRORE I DATI TRIMESTRALI E IL GIORNALE CONSERVATORE “ABC”
LI SBATTE IN PRIMA PAGINA - LA SPAGNA È MAGLIA NERA IN UE PER
NUMERO DI DISOCCUPATI (20%), 4,6 MLN DI PERSONE NON ARRIVANO A
FINE MESE E LA BORSA PERDE IL 4,19% – CROLLA AL TAPPETO
L’ENNESIMO IDOLO “DE SINISTRA” (E IL PAPA GODE)... Gian
Antonio Orighi per "la
Stampa"
La disoccupazione ha toccato il
20,05% nel primo trimestre di quest'anno». Ieri il titolo
d'apertura del più seguito Tg, quello delle 15 della rete
statale 1, ha ancora una volta rovinato il pranzo agli
spagnoli. L'orrida notizia doveva essere servita ufficialmente
dal governo venerdì prossimo, ma un errore informatico dell'Ine,
l'Istat di Madrid, l'ha anticipato per pochi minuti lunedí
scorso sul suo sito.
Il giornale conservatore Abc
non si è fatto sfuggire la chicca ed a tutta prima pagina ha
sparato: «Il tasso di senza lavoro scappa al governo». Non
solo: il fixing di Plaza de la Lealtad, nell'edizione serale
del telegiornale delle 21 della 1, ha guastato pure la cena:
la borsa di Madrid ha perso il 4,19%, la seconda caduta più
brusca dell'anno.
I dati rivelati da Abc, e
relativi all'inchiesta sulla popolazione attiva (Epa, Encuesta
de la Poblacion Activa), sono terrificanti anche per un Paese
che è da tempo la maglia nera dell'Unione europea per i
parados, i disoccupati. Il numero totale di chi non sa come
sbarcare il lunario è di 4.612 mila persone, 286 mila in più
che alla fine del 2009, il peggiore dal 1997.
Rispetto al primo trimestre
dell'anno scorso, il numero di disoccupati è cresciuto di 800
mila unità. In pratica, un residente su 5 che in questi primi
tre mesi dell'anno ha cercato lavoro non lo ha trovato. Nel
2006, prima del crash mondiale e dello sboom edilizio (uno dei
due motori, col turismo, dell'economia della Piel de Toro), il
tasso dei senza lavoro era all'8,3 %. Nel 2007 e nel 2008, la
percentuale è aumentata di 5 punti percentuale all'anno. Ma
c'è di più: per i minori di 25 anni arriva a ben il 40,93%.
Per contro, gli occupati sono scesi di 251.700 unità rispetto
alla fine dello scorso anno. Attualmente, dunque, il numero di
persone con un lavoro, in Spagna, è di 18.394.200, la cifra
più bassa dal quarto trimestre del 2004.
«I senza lavoro hanno
raggiunto il livello più alto e confido che comincino a
diminuire a partire da aprile», balbettava nel pomeriggio al
Senato, cercando inutilmente di smerciare fiducia, il premier
socialista José Luis Rodríguez Zapatero, messo sempre più
all'angolo dall'opposizione popolare di centro-destra. Ma
l'incapacità del suo Esecutivo di far fronte alla situazione
è ormai palese anche sui mercati. Il Tesoro spagnolo, per
collocare i Bot a 3 mesi, ha pagato ieri lo 0, 54%, il 64% in
più che un mese fa.
Però non c'è bisogno dell'Ine
per sapere che le previsioni di Zapatero, con un Paese che è
in recessione da 8 trimestri, non si avvereranno, come
sostengono tutti gli organismi internazionali, a cominciare
dall'Fmi (secondo cui il 2010 si chiuderà con un -0,4 del
Pil). Basta girare per Madrid. Nel metro della Capitale, come
nello gettonatissimo snodo di Avenida de América, la Policia
Nacional, la polizia di Stato, anche se l'Esecutivo nega, dá
la caccia all'immigrato. Basta avere il colore della pelle
nera o mulatta, oppure tratti somatici asiatici o
latino-americani, per sentirsi chiedere il Nie, la residenza.
«Migliaia di rinnovi dei
permessi di residenza vengono negati per mancato pagamento dei
contributi alla Previdenza Sociale o un contratto di lavoro»,
denuncia il sito Extranjeros Sin Papeles. La ragione? Gli
extracomunitari parados, rivela un report della Fundación
Cidob di Barcellona, sono un esercito: ben 1, 2 milioni. E la
crisi impedisce loro di mettersi in regola. Sempre battendo le
strade della Capitale, dilagano anche i cartelli con le
scritte Se alquila (si affitta) o Se vende (vendesi). Persino
nella centralissima e battutissima Gran Vía, dove ci sono
addirittura negozi vuoti.
Il panorama, in una Spagna ove
ci sono, secondo dati ufficiali del governo, 700 mila case
nuove vuote, si incupisce sempre di più. Le rebajas, i saldi,
fanno capolino su tutti i negozi tutti i mesi dell'anno. E nei
grandi quartieri dormitorio, come a Leganés, nel sud di
Madrid, chiudono persino centri commerciali ciclopici come
l'M-40 perché i costruttori non possono pagare i debiti delle
banche (il tasso di morosità è ormai del 5, 3%).
Tanto che non solo dilagano le
imprese di riscossione dei crediti come «El Cobrador del Frac»,
i cui impiegati vestiti da pinguino sputtanano i debitori in
pubblico fino a quando pagano il dovuto, ma la crisi ha
inventato anche il «Gabelliere del cellulare», che
perseguita i morosi tempestandolo quotidianamente di
telefonate.
Specchio dei tempi, la storia più emblematica della
Disoccupatilandia di Zapatero è quella riassunta da Díaz
Ferrán. Non è uno dei tanti parados che assediano gli uffici
di collocamento, bensí il presidente (ancora in carica) della
Ceoe, la Confindustria spagnola. Prima non pagava gli stipendi
ai lavoratori della sua Air Comet (fallita con 310 milioni di
euro di debiti), poi il governo gli ha commissariato
l'assicuratrice Seguros Mercurio, adesso rischia il
pignoramento dell'agenzia di viaggi (privatizzata) Viajes
Marsans. 28-04-2010]
01.05.10 |
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(Adnkronos/dpa)-
Il giudice spagnolo Baltasar Garcon potra' essere processato per
la sua inchiesta sulle vittime del franchismo e rischia di essere
temporaneamente sospeso dalle sue funzioni. Fonti giudiziarie
hanno infatti riferito che la decisione verra' annunciata in
giornata dal giudice della Corte Suprema Luciano Varela.
10.04.10 |
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JUAN
CARLOS, MA QUANTO CI COSTI? - I COMUNISTI SPAGNOLI
ALL’ATTACCO CONTRO “L’OPACITÀ” DELLA RENDITA DEL
SOVRANO: “SPENDE TROPPO E DEVE RENDERNE CONTO” -
LA CASA
REALE RICEVE 8,9 MLN L’ANNO, MA NON SI SA COME VENGONO SPESI
ED È UN MISTERO ANCHE IL PATRIMONIO PERSONALE – MA SEMBRA
UNA BATTAGLIA PERSA: SOCIALISTI E POPOLARI SONO PIÙ REALISTI
DEL RE…
Gian
Antonio Orighi
per "La
Stampa"
Basta
con l'opacità finanziaria di Juan Carlos. Il partito
comunista sta raccogliendo le firme per chiedere alla Camera
di sapere come il monarca spenda gli 8,9 milioni di
appannaggio annuale. «I conti della Casa Reale devono avere
un controllo pubblico ed essere conosciuti da tutti - tuona
Gloria Aguilar, responsabile Esteri del pce -. In uno Stato di
Diritto il silenzio è anomalo».
A
differenza delle altre nove Case Reali europee, i Borboni di
Spagna, che pagano le imposte dirette, hanno sempre negato i
rendiconti dell'appannaggio e non hanno mai rivelato a quanto
ammonti il loro patrimonio personale (esentasse, dunque).
Secondo Eurobusiness sarebbe di 1,7 miliardi di euro. «La
giustificazione delle spese del monarca è necessaria
soprattutto nei momenti di crisi come l'attuale perché non ha
senso che, quando ai suoi sudditi va male,
la Casa
Reale continui ad essere opaca», insiste Aguilar.
A dire
il vero il re, che sta per compiere 72 anni ed è sul trono
dal
1975, ha
la legge dalla sua. La Magna Carta post-franchista del '78
stabilisce infatti che «il sovrano riceve dallo Stato una
cifra globale annua per il mantenimento della sua famiglia e
della Casa Reale e ne dispone liberamente».
Per
calmare le acque, il premier socialista Zapatero - il cui
stipendio è un centesimo di quello di Juan Carlos - ha
congelato l'appannaggio, stanziando nella Finanziaria 2010 la
stessa cifra del 2009. Ma i «no Monarchia» non mollano.
«La
Costituzione permette al re di spendere come vuole il suo
compenso, ma ciò non vuol dire che non debba rendere conto
delle sue spese, come fanno altre Case Reali», incalza José
Luis Centella, segretario generale del pce.
Il
giornale progressista «Público» rincara la dose ricordando
che il sovrano non mantiene affatto
la Casa
Reale. Escludendo quanto sborsa ai tre figli e le sue spese
personali, «tutto il resto è a carico dello Stato: 6,2
milioni di euro in retribuzioni ai 135 dipendenti, 345 mila
euro in viaggi, 17,9 milioni la gestione delle residenze reali».
Se la
Camera non accoglierà la richiesta del pce (e socialisti e
popolari, l'80% del Parlamento, sono più realisti del re e
favorevoli alla sua opacità), il partito dovrà raccogliere
almeno 500 mila firme per farla discutere per legge alle
Cortes.
[04-01-2010]
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e adesso vai
a quel "pais"! - in Spagna si è consumata la gran
vendetta di Berlusconi sull'editore del quotidiano 'el pais', che ha
pubblicato per primo le foto di villa Certosa scattate da zappadu -
anche Zapatero consuma la sua rivincita su chi, appena salito alla
guida del governo, lo chiamava “Bambi” per l’idea di una
politica molle che ben traspariva dai suoi occhi di cerbiatto...
Paolo
Madron per il Sole 24 Ore
La debacle
politica ed economica del gruppo Prisa, "too influent to fail"
a dispetto dei 5 miliardi di debiti accumulati, viene suggellata da
un accordo che in altri tempi sarebbe stato impensabile. Ma che
tuttora suona clamoroso. L'editore del Pais, il colosso dei media più
potente di Spagna, viene salvato da quel Silvio Berlusconi che i
giornali del gruppo iberico dileggiavano all'epoca di Noemi e di
Patrizia.
La sibillina
minaccia del Cavaliere, lanciata lo scorso settembre in conferenza
stampa contro l'inviato del più importante quotidiano di Spagna che
gli chiedeva perché mai non si fosse dimesso, si avvera dunque in
un freddo pomeriggio madrileno. "Non bisogna essere faziosi. Si
vede che lei legge solo Unità e Repubblica e potrei aggiungere
anche tante cose che lei scrive sul suo quotidiano, ma le evito. Di
questo passo si va verso la caduta delle copie, dei lettori e della
pubblicità. Così si va verso il fallimento. E il Pais dovrebbe
saperne qualcosa...".
E ora che il
diavolo e l'acqua santa abbiano deciso di mescolare i propri domini
televisivi fa imbestialire i lettori del giornale. Su Facebook, lo
sfogatoio delle rabbie estemporanee, già si inseguono gli inviti a
boicottare il gruppo Prisa.
Ma a
compiacersi dell'operazione chiusa ieri è anche colui che alla
famosa conferenza stampa della Maddalena stava al fianco di
Berlusconi, un poco imbarazzato per la piega "privata"
presa dall'incontro. Josè Luis Zapatero ora consuma la sua vendetta
su chi, appena salito alla guida del governo, e abituato a quindici
anni di felipismo (il lungo regno di Felipe Gonzales) duro e
ideologicamente puro, lo chiamava "Bambi" per l'idea di
una politica molle che ben traspariva dai suoi occhi di cerbiatto.
Bambi, in
questi mesi, ha goduto due volte. La prima quando sciaguratamente ha
voluto far entrare in un sistema televisivo già afflitto dalla
crisi altri due attori, la Cuatro e la Sexta, mentre la torta delle
entrate già non bastava a soddisfare le brame di chi c'era.
La seconda
quando Prisa, in una mossa che doveva sancire la perfetta
riorganizzazione del suo portafoglio, lanciò nel
2007 l
'opa su Sogecable, ovvero su di una società di cui già possedeva
la maggioranza assoluta. Gli altri soci blasonati, Telefonica e
Canal Plus, che avevano giurato di tenere le loro partecipazioni,
allettati dal prezzo hanno invece venduto, costringendo le banche a
quel finanziamento ponte da 1900 miliardi che ora la holding guidata
da Juan Luis Cebrian dovrà restituire a marzo.
Non potendo
onorare la scadenza, ha dovuto smobilitare in fretta e furia alcuni
dei suoi gioielli. Tra cui appunto la Cuatro, la tivù in chiaro che
a ben guardare tra tutti i suoi asset è il più strategico visto
che in futuro
il piccolo
schermo ha molto più da dire rispetto alla carta.
La resa di
Prisa, in un mercato dove ogni mossa nella guerra dell'etere
ingenera un effetto domino, ha dato il largo alla quasi completa
italianizzazione delle televisioni private spagnole. Costringendo De
Agostini, già presente con Antena
3, a
metter gli occhi sulla Sexta, la più zapaterista delle nuove società
di media (edita tra l'altro il quotidiano radical-socialista Publico).
E' probabile
che, salvo sorprese, nelle prossime settimane anche l'emittente che
trasmette da San Sebastian de los Reyes annunci il matrimonio cui
stanno alacremente lavorando
Morgan Stanley
e Citigroup. La fusione si presenta più a agevole rispetto a quella
tra Telecinco e la Cuatro, se non altro perché la Sexta ha solo una
ottantina di dipendenti, contro gli oltre 1550 che sommano la Cuatro
e Digital Plus, e un power-ratio (il rapporto tra quota di ascolto e
quota di mercato) che consente alla rete spagnola una maggiore
crescita del prezzo di vendita della pubblicità.
[19-12-2009]
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CAFONALINO - Più Valori per gli spagnoli - GRAN CELEBRAZIONE DEL
NUOVO PRESIDENTE ITALICO DEL COLOSSO IBERICO ABERTIS - Parcheggi,
autostrade ma anche porti: queste le aree in cui gli spagnoli vogliono
espandersi - A Ponzano Veneto qualcuno DEI BENETTON non avrà gradito...
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
Lo scenario era quello incantevole della residenza dell'ambasciatore
spagnolo sul Gianicolo: una vista mozza fiato sulla città eterna. La
scusa era la presentazione della delegazione italiana della fondazione
Abertis. Anfitrione della serata è l'onnipotente Giancarlo Elia Valori
che di questa nuova iniziativa è immancabilmente il presidente.
Che si tratti di un progetto destinato a lasciare un segno è provato
non solo dalle illustre presenze che hanno voluto testimoniare la loro
veneranda amicizia per Valori (Giovanni Maria Flick, Annibale Marini,
Antonio Martone, Walter Cretella, Pippo Marra, Paolo Messa, Giovanni
Bernabei e Alessandro Ruben).
Abertis infatti è il campione spagnolo nei trasporti e nella
logistica. Sono noti per essere stati stritolati durante il governo
Prodi in una surreale trattativa per la fusione con le italiane
Autostrade ma forse non tutti sanno che la società che gestisce i
principali parcheggi in Italia e a Roma (è loro quello di Villa
Borghese).
Parcheggi, autostrade ma anche porti: queste le aree in cui gli
spagnoli vogliono espandersi. A Ponzano Veneto qualcuno non avrà
gradito, ma tant'è. Tra un pettegolezzo e un altro sugli scandali
sessuali all'italiana, il sindaco Alemanno e il ministro Ronchi
docilmente e diligentemente hanno seguito e preso impegni. Di
infrastrutture, d'altra parte, Valori è un maestro.
[30-10-2009]
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ZAPATERO ALLA GOGNA! - 20 MESI FA ERA CONSIDERATO UNO STRAFIGO,
BANDIERA DELLA SINISTRA MONDIALE – ORA PERDEREBBE LE ELEZIONI SE SI
TORNASSE ALLE URNE – ALLA FESTA NAZIONALE "BAMBI" È RIUSCITO
A MANTENERE UNO STOICO SORRISO DI CIRCOSTANZA PER UN’ORA INTERMINABILE
DI FISCHI E INSULTI…
Elisabetta Rosaspina per "il
Corriere della Sera"
I fischi, previsti e prevedibili, avrebbero potuto essere anche quasi
irrilevanti: compattare un drappello di oppositori dai polmoni efficaci
non è un'impresa complicata. Ma i sondaggi, diffusi per di più dal
quotidiano filogovernativo Publico , hanno confermato proprio ieri le
peggiori sensazioni del partito socialista: il primo ministro spagnolo,
José Luis Rodríguez Zapatero, perderebbe le elezioni se si tornasse
alle urne ad appena un anno e mezzo di distanza dalle ultime
consultazioni generali.
Il vento è girato di 180 gradi sulla Spagna euforica di una ventina
di mesi fa. E la giornata della festa nazionale, ieri, ha rispecchiato
piuttosto fedelmente il cambio di umore.
Se il 12 ottobre del 2008 era stato il leader dell'opposizione, il
conservatore Mariano Rajoy, a soffrire le ripercussioni di una sua gaffe
a microfono aperto sulla noia che gli ispirava la parata militare, ieri
la gogna è toccata a Zapatero. Che ha sopportato con uno stoico sorriso
di circostanza un'ora intensa e interminabile di sibili, insulti,
minacce, attorniato dall'altrettanto flemmatica famiglia reale.
Dal palco allestito lungo il Paseo de la
Castellana, la principale arteria della città, il premier, la sua vice,
María Teresa Fernández de la Vega, la ministra della Difesa, Carme
Chacón, e il resto del consiglio, quasi al completo, hanno assistito
alla sfilata di 4.200 militari, allo schieramento di mezzi e tecnologie
delle forze armate, all'alzabandiera, all'omaggio ai caduti di re Juan
Carlos di Borbone, alle tradizionali esibizioni di orgoglio nazionale; e
alle meno protocollari dimostrazioni di malcontento popolare. «I fischi
fanno ormai parte del rito» si è rassegnato il primo ministro,
commentando il cacofonico sottofondo sonoro con il capo di stato
maggiore, generale José Julio Rodriguez, il sindaco, Alberto Ruiz
Gallardón, e la presidente della Comunità autonoma, Esperanza Aguirre.
Ed è vero; ma in questo caso si è trattato anche di un preludio
all'imponente manifestazione in preparazione per sabato prossimo alla
Puerta del Sol, il cuore della capitale. Programmata da tempo come una
marcia contro la riforma della legge sull'aborto, l'altra parata si
trasformerà probabilmente in un massiccio sfoggio di dissenso verso la
politica del governo in generale e le misure intraprese nella bufera
della crisi economica, in particolare.
Gli organizzatori promettono un dispiegamento da record, due milioni
di persone in piazza a ripetere quel che già ieri è risuonato forte e
chiaro: dimissioni, dimissioni! O più dettagliatamente: «Zapatero, en
las urnas te espero», Zapatero, ti aspetto alle urne, e «Zapatero vete
con Obama», vattene con Obama. Consiglio superfluo, poiché proprio
oggi il premier spagnolo è alla Casa Bianca, dove non era mai stato
invitato da George W. Bush, come ritorsione per il ritiro delle truppe
dall'Iraq, nel 2004.
Da qualche successo in politica internazionale e dalla imminente
presidenza di turno dell'Unione europea, Zapatero può sperare in un
aiuto per riconquistare almeno in parte il suo elettorato. Il Psoe,
partito di governo, otterrebbe oggi soltanto il 38% dei voti, con un
distacco di cinque punti percentuali dal Partito Popolare di Rajoy, cui
il 43% degli elettori intervistati passerebbe subito, volentieri, il
timone della nazione.
[13-10-2009]
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ZAPATERO, Più tasse PER TUTTI! (VI RICORDATE IL SORPASSO ALL'ITALIETTA
DI BERLUSCONI?) - Stangata da 15 miliardi per finanziare il deficit - 800
euro a testa che dovranno scucire i 20 milioni di famiglie spagnole - La
Spagna socialista è maglia nera dell’occupazione Ue con 3,62 milioni di
senzalavoro...
Gian Antonio Orighi
per "La Stampa"
Dietrofront. Dopo aver sostenuto per anni che «tagliare le imposte
è di sinistra», ieri il premier socialista Zapatero
ha contraddetto se stesso anticipando alle Cortes un aumento dei
balzelli di 15 miliardi di euro, l'1,5% del Pil. Circa 800 euro a testa
che dovranno scucire i 20 milioni di famiglie spagnole. Intanto, il
bollettino di guerra della crisi economica spagnola sforna dati sempre
più preoccupanti. «Alla deriva», chiosa persino il filo-socialista El
País.
«L'obiettivo è garantire gli ammortizzatori sociali e gli
investimenti in infrastrutture, oltre che ridurre il deficit - ha
sottolineato il premier -. Comunque, la pressione fiscale rimarrà
inferiore a quella del 2004 (quando Zapatero andò al
potere, ndr) e notevolmente inferiore a quella europea». La pressione
fiscale in Spagna arriverà al 34,1% (contro il 34,5% nel 2004).
«Tarderemo a digerire la crisi economica», mette le mani avanti
Zapatero.
La Spagna socialista è maglia nera dell'occupazione Ue con 3,62 milioni
di senzalavoro ad agosto (1 milione in più in un anno), un tasso del
18%; il prodotto interno lordo del secondo trimestre ha registrato -1,1%
(il peggiore dell'Ue); per creare nuovi posti di lavoro, l'economia deve
crescere almeno del 2 o 2,5%. Ancora: il deficit pubblico previsto dal
Banco di Spagna a fine anno è del 12% del Pil, ossia sui 127 miliardi
di euro.
«Non c'è aumento dei balzelli capace di tappare il buco che il
governo ha creato nel deficit pubblico» ha stigmatizzato Rajoy, leader
dell'opposizione popolare (di centrodestra). «Zapatero
impoverisce
gli spagnoli con misure incoerenti e inefficaci che produrranno più
crisi, più disoccupazione e non risolveranno il debito sempre più in
rosso».
«L'economia spagnola sarà una di quelle che più tarderà a uscire
dalla recessione - tuona El País - e tra le ragioni vanno annoverate la
dispersione e la scarsa efficacia delle misure di Zapatero».
Un j'accuse durissimo, confermato anche dalle plumbee previsioni del
ministro del Lavoro, Corbacho, per cui la
disoccupazione potrebbe toccare anche il 20% della popolazione attiva,
ben 4,6 milioni di senzalavoro (1 milione in più di quelli attuali).
Anche altri segnali fanno vedere nero. L'indice della produzione
industriale diffuso ieri rileva la caduta libera negli ordini, con una
discesa nello scorso luglio del 17,4%, e il flop che dura da 15 mesi
consecutivi. L'unica buona notizia per Zapatero
è
giunta da Moody's, che ha dichiarato di non abbassare la massima stima
creditizia (le famose 3A) al debito pubblico spagnolo.
«Chiedo solo introiti aggiuntivi per solidarietà con i disoccupati. Da
quando governo ho tagliato imposte per 20 miliardi di euro (è avvenuto
nel 2007 e ha beneficiato sia le imprese sia i contribuenti, ndr).
Adesso chiedo indietro una cifra inferiore», ha cercato di
difendersi il premier.
«L'aumento delle imposte non aiuta a crescere né l'economia spagnola,
né nessun altra. Non mi sembra una buona idea, anche se bisognerà
conoscere i dettagli - dice a La Stampa l'economista David
Taguas, presidente della Seopan, la Confindustria dei grandi
costruttori spagnoli, ed ex consigliere economico di Zapatero-.
E l'obiettivo di vendere 400 mila case, senza un piano governativo ad
hoc, mi sembra molto arduo».
Pur se in una situazione politica completamente diversa, la Spagna
sperimenta molte delle difficoltà dell'Italia, e questa somiglianza sarà
riflessa nell'agenda del vertice italo-spagnolo fra Zapatero
e
Berlusconi oggi alla Maddalena: in campo economico si
parlerà di collaborazione industriale (soprattutto Enel-Endesa e
iniziative nel settore della difesa) e del progetto delle «autostrade
del mare». Poi di lotta all'immigrazione clandestina (nonostante
recenti incomprensioni, Italia e Spagna condividono di fatto la linea
dei respingimenti) e di molti temi di politica estera. Madrid avrà la
presidenza semestrale di turno europea dal 1° gennaio.
[10-09-2009]
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Videoinforma : www marcobava.it
Fuell cell a idrogeno
Pubblicata il 17/11/2009
Dalle sperimentazioni in corso in Giappone
incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a
idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity,
Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente
118 km con un kg d'idrogeno.
Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno
contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano
circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è
attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero
percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo
conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il
problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso
compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora
ingombranti e pesanti bombole.
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www.ecorete.it
www.visual.paginegialle.it/
ARRIVA LA
CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori
economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra
incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a
Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger
economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.
Nato in una sera
di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico
e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il
«BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si
articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live
blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul
sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org):
un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account
Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto»
avranno la possibilità di fare domande ai relatori.
Dopo il debutto di
un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio
poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa
450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri
blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata
travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E
quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della
crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli
interventi.
Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default;
fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri
saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed
ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di
educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di
trading. |
| SAPEVI CHE
L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE DAL
POLITECNICO DI TORINO :
INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL
PROF.UGAZIO clicca qui
La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore
che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza
, si crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto ! |
Veri mostri
botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti
mutageni (cromo esavalente, diossine,
policlorobifenili).
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LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN
DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’
On. Scilipoti Domenico
Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area
Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via
Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.
Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002
presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata
una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo
esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato
dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455
µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.
La sorgente principale del cromo esavalente è stata
individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché
nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.
In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente
riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e
di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump &
Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.
Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di
concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti
superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e
pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente
a valle di esso.
L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato
che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i
fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è
rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento
delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la
concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro
(ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua
di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non
è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in
sicurezza”.
La relazione tecnica in oggetto precisa che:
“L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari
per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti”
e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari
a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite
tabellare previsto per il cromo esavalente.
Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di
attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000
metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e
residenziale.
Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria
con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli
pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).
L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del
sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie
di acciaieria.
Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo
milione di metri cubi.
Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in
quantità superiore ai limiti.
Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e
considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato
pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di
tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il
valore dell'area.
E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con
la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti
dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.
Le determinazioni più recenti consistono nella
preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area
costituita dalla prevedibile estensione della situazione di
contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.
La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché
ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un
possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe
installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di
contaminazione.
La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di
carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei
vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al
fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una
adeguata protezione dell'ambiente.
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda
rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
…
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di
concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di
legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30
microgrammi/litro.
…
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:
Non era il caso di informare la popolazione, che sembra
all'oscuro di tutto?
Non conveniva bonificare l'area subito, invece di
programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?
L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi?
Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?
Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene
precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al
pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle
radiazioni ionizzanti?
Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente
nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di
inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?
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Cromo esavalente nella Dora a Torino
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In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il
Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha
parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente
trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area
dell’ex acciaieria Vitali.
Dice il Coraglia:
“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati
anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in
materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori
infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata
fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla
Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato
assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da
sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto
la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.
Ma come stanno realmente le cose?
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
...
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio
2005. A
seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in
falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono
sensibilmente diminuiti, da oltre
400 a
30 microgrammi/litro.
...
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax
+39.011.4426562
P.S.: Il colore del cromo esavalente.
http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4
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Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
L'inchiesta è
stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a
Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?
10.08.09
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Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di
una minoranza armata
Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere
ancora viste dalle future generazioni
Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza
la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di
essere impallinati
Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e
meno contrastanti con l’interesse generale
Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria
Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere
preservato
Le ragioni del SI
www.referendumcaccia.it .
A breve avremo la data!
Per favore fa circolare il messaggio tra le tue amiche ed i tuoi amici
piemontesi! |
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