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Cromo_Dora_La_Stampa.jpg Cromo_Dora_esposto.jpg Cromo_Dora_planimetria_con_plume_cromo_VI.gif TAP-BENTO-3.JPG TAP-BETON-1.JPG terra_di_fonderia.preview.JPG TAP-BENTO-2.JPG E_Polis_Cromo_Spina_3_qua1.jpg Arpa_-_Cromo_esavalente_-_CronacaQui_-_11_settembre_2008.jpg Cromo_esavalente_-_Spina_3_-_CronacaQui.jpg Cromo_Dora.jpg

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E' mia intenzione conoscere il Vs parere sulla
mia disponibilità a raccogliere delle deleghe per le prossime
assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a
darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :
marcobava@email.it
vi aspetto se la mia iniziativa vi interessa !
Mb |
|
LA
MAPPA
DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio
di:
- visitarlo
periodicamente
- usare questa
pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
- di avere pazienza
nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE,
potrebbe essere lento.
- MARCO BAVA
fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati
finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima
diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e
omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto
responsabile.
- Questo servizio
non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e
non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
- MARCO BAVA non
potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza
derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute
dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da
ritenersi ad esclusivo uso personale ed e' espressamente non
consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.
QUESTO
SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb (
fondati da FIAT-IFI ed ora
http://www.laparola.net/di
RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO
NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !
se vuoi essere
informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email
ATTENZIONE !
DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI
MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I
FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO
NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare
documenti
inviatemi le vostre segnalazioni e i vostri commenti e consigli
email.
GRAZIE !
|
|
LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA
FORZA E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche
imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.
Che lo Spirito Santo porti buon senso e
serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' ! |
| LA
mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,
perche' DIO ESISTE, ANCHE SOLO per assurdo.
IL MONDO HA
BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO'
CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !
PER QUESTO IL
MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !
LA VIOLENZA
DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI
che potrebbe stare dietro a Berlusconi.
IL GOVERNO
DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI, IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO
perche' vetusto obsoleto e compromesso !
E' UN GIOCO AL
MASSACRO dell'arroganza !
SE NON CI
FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !
TU SEI UN
SOLDATO ?
COMUNICAMI cio'
pensi !
email
|
Riflessioni ....
I rapporti umani, sono tutti unici e
temporanei:
- LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E
RISPARMIO.(02.02.10)
- Se non hai via di uscita,
fermati..e dormici su.
- E' PIU' DIFFICILE
SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
- Ciascun uomo vale in funzione
delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
- Vorrei ricordare gli uomini
piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto
fare !
- LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA
MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE
PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
- PIU' I MEZZI SONO POVERI X
RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
- L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA
MORTE.
- MEGLIO NON ILLUDERE CHE
DELUDERE.
- L'ITALIA , PER COLPA DI
BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
- IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3
VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU'
POVERI ALMENO 2 VOLTE.
- LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI
DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',
QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ' CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE
E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL
10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE
CHIESE)
- la vita eterna non puo' che
esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento
di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
- SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA
VERAMENTE UNA STRADA.
- QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI
CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
- L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER
AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
- IL PRESENTE E' FIGLIO DEL
PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
- L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER
DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
-
L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E
DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
-
BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
-
GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI
TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
- IL DISASTRO
DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE
STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
- Quante
testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate
per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
-
I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI
PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI
SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)
-
L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne'
temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata
per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la
cruna di un ago ..."
-
sapere x capire (15.10.11)
-
la patrimoniale e' una 3^
tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)
L'obiettivo di
questo sito e una
critica costruttiva PER migliorare IL Mondo .
-
PACE NEL MONDO
- BENESSERE
SOCIALE
- COMUNIONE
DI TUTTI I POPOLI.
- LA
DEMOCRAZIA AZIENDALE
|
| L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA
PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI
GESU'. 15.06.09 |
| DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA
PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI
GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09) |
- GESU' HA UNA
DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7
The
InQuisitr -
La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino
di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di
Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor,
responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno
parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.
06.09.11
|
Annuncio
Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !
Cari Utenti
Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo
devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.
E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.
E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti,
vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni
concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete,
qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta
arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o
almeno non ora.
Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa
decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le
possibili alternative...
Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti
finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.
Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di
pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.
Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione
alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni,
l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il
quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare,
configurare, testare, reingegnerizzare...
Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di
tutti i vostri contenuti (file e db)
ENTRO IL 6 DICEMBRE.
Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o
nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.
Grazie,
Giuseppe - Tommaso
HelloSpace.net
io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta
creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un
nuovo sito parallelo a questo :
www.marcobava.it
|
|
IL BAVAGLIO della Fiat nei miei
confronti:
|
IN DATA ODIERNA HO
RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del
gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con
attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso
cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi
amministratori. Fatte salve iniziative
autonome anche
davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal
proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora,
veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie
tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per
tutelare le quali mi riservo iniziative
esclusive
dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09
|
|
| TEMI SUL
TAVOLO IN QUESTO MOMENTO: |
|
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE
2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE
STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...
3) TELELAVORO
4) Commercio equo-solidale.
5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN
6 ) NO TETRAPAC |
| SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL
SUICIDIO SOSPETTO
DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email
all'editore
(info@edizionikoine.it)
indicando che hai letto questo prezzo
su questo sito , indicando il tuo nome cognome
indirizzo codice
fiscale ti verrà inviato per contrassegno che
pagherai alla consegna. |
|
TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI
EDOARDO AGNELLI come dimostra
l'articolo sotto riportato:
È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI
IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO
IL TESORO DI FAMIGLIA
Ettore Boffano
e Paolo
Griseri per "Affari&Finanza"
di "Repubblica"
È una storia di
soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione
più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e
100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che
contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con
la
madre Marella Caracciolo.
Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi
accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo
fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver
ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e
contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro,
depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto
ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".
È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di
una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel
24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se
n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80
e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi
suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a
succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.
Altri nomi e
altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio
di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John
"Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della
società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia,
la
"Giovanni Agnelli & C. Sapaz".
L'amarezza di
quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla
riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia
industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite
strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se
con scarsi risultati.
E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare".
Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione,
"Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire
nel
1999 a
Vaduz, quando
la figlia
Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi
Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese"
annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal
primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il
conte Serge de Pahlen).
"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È
la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)»,
spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una
volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti.
Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto
il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.
E sempre la
pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome
del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il
capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato
dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo
del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli.
Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di
Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da
Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I
sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe
dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero
di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande
Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.
PATTO
2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA
Ecco, è proprio
qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al
pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra
degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici
dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale,
nella procura della Repubblica di Milano.
Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che
Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e
che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto
della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha
affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in
francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner,
stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les
Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni
Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a
Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.
Anni di
reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno
consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e
Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il
controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il
giudice torinese
Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile
che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.
Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società
"Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in
mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto
è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.
Il 10 aprile
1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento
al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla
figlia e al nipote, conservando per sé
il 25 ,38.
Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per
cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona
il 25 ,4
per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta
con il 58,7.
Quando il notaio
torinese Ettore
Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della
donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli
spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver
chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo
scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il
civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore
testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti
al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei
miei diritti».
Nel frattempo, entra in possesso di un documento in
lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi
confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata
trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine
italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti",
stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di
Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su
quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a
favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia
la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere
ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio
con Lavinia Borromeo.
Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle
rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of
assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro,
105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da
Morgan Stanley
nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di
pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova
che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande
Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi
legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.
Il 27 giugno
2007, l
'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles
Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita
ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si
chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il
codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie
procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il
presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni
di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" (
la finta Opa ).
Si tratta della
clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla
società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la
raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della
Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa
sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie
dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico
proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò
che ancora manca all'eredità.
Anche questa
ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti"
gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto
la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di
compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi
legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno
rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto,
anche la nullità del patto successorio.
Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora
proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e
Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto
che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di
confermarne
la validità. Se
però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in
discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la
guida istituzionale della galassia Fiat.
Le ultime
possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura
di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di
Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni
di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.
L'escalation
giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero
dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali
ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di
una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E
sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino,
che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.
WSJ:
LA LUCE
INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un
articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla
successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo
dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la
morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato
tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un
miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi
conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».
L'articolo fa
presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron
dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere
nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta
appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo
re non ufficiale».
Secondo il
giornale,
qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal
piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista
Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova
leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di
sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino,
Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del
processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».
[19-11-2009]
|
|
grazie a Dio , non certo a Jaky, continua la ricerca
della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di
Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto, ora
il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso
che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino
alla verita'. Mb -01.10.10 |
edoardo
agnelli |
|
Mondo AGNELLI :
Cari amici,
Grazie mille per vostro aiuto con
la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e
Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in
inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA;
sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie
possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi
invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’
stato girato il video in You Tube. )
http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0
Thanks again,
Jennifer
Un libro che riporta palesi falsita'
sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con
Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad
ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta.
Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a
19 euro! www.marcobava.it |
Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo
d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha
ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb
1- A 10 ANNI DALLA
MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2-
MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI
DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME.
DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA
500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO
DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO
ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI
EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE.
INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN
VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL
MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A
SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO.
E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO
SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO.
MA NESSUNO SE LO FILA -
Michele Masneri per
Rivista Studio (www.rivistastudio.com)
"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non
sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo
racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto
di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat,
Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95),
primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di
Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista
(per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di
"bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e
marchionnismi) ci hanno abituati.
E partiamo da
Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi
cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco
identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione
fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato).
L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di
più.
Sul Foglio dell'11
febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani
(conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco
Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger,
indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato
dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha
portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a
condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in
cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta
di stringere la mano al rappresentante della Fiat".
Clark non solo
conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me
l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa,
Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che
notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase
precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà".
Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco,
più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può
chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno
giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non
proprio pentito, ma insomma...".
Sempre coi sindacati,
Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield,
volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a
ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è
vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso
e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa
tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi
presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New
York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto
alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.
Anche qui Clark spiega
una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo
molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il
presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione,
Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York.
Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi
vedere piangere.
Attenzione, però,
perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I
almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York
Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot
insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di
uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi
realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere
va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che
stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione.
"Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".
Famiglia Agnelli
Piangere va bene ma è
meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa,
"mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana,
Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010:
Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua
vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500
arancio di famiglia.
Ma Marchionne, a sua
insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori,
che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo
amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la
Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica
marchionniana).
À rebours. In fondo il
libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la
fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato.
"Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei
maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo
look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti,
conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo
è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del
gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat
i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del
midwest".
"Però in America pochi
si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno
nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per
suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando
ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente
stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel
1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.
Ma tra i ricordi
agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è
forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio
sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è
andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché
un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono
tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e
per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le
sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui
chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.
Una telefonata ad
Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue
giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le
conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante
iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue
finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi,
incredulo.
Manda qualche mail (le
password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia,
sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo
computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione:
per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente,
guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si
butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una
persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte,
con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato
così", dice alla persona di servizio.
|
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LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email
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TORINO 24.09.10
GENTILE SIGNOR DIRETTORE
GENERALE RAI
CONSIDERAZIONI SULLA
TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL
23.09.10.
1)
Minoli dichiara più volte che intende fare
chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio
confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il
suicidio in quanto :
a)
dall’esame esterno effettuato dal dott.
Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale –
Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre
che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono
formulare le seguenti considerazioni:
“E’ esperienza comune
come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di
un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da
un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo)
quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o
di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione
del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza
superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque
sufficientemente profonde”
“L’arresto del corpo
nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di
tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro
movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di
sostegno”
“Nel caso di
precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi
altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello
sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su
un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi
lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei
costali procidenti nella cavità toracica”
“Le lesioni esterne
cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono
caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si
producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli
intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.
Talora la presenza di
indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da
impatto diretto contro la superficie d’arresto”
Nell’esame esterno, il
dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:
-
Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni
cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola
breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa
nasali.
Tali lesioni sono
indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso
bocconi.
-
Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta
(collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.
Cosa c’entra
l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un
fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)
-
Addome: escoriazioni multiple
L’escoriazione è
normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente
contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni
sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?
-
Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al
palmo della mano.
Può essere compatibile
con una caduta di questo tipo
-
Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio.
FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.
Come se le è
procurate? Era vestito con le maniche lunghe?
Deve esserci una
perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito
di frattura scomposta avambraccio
-
Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale
interna
Valgono le stesse
considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno
coscia presumibilmente
-
Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni
diffuse faccia mediale esterna.
Da quello che si
desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora
è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione
profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E
poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è
l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?
-
Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx.
Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.
Osso mascellare quale?
Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici
gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione
cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio
del cranio).
Direi che di materiale
ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta
dinamica della precipitazione.
b)
Il dipendente dell’autostrada non poteva
vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il
pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non
collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale
“non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice
non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la
“abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps
per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre
indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere
la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non
parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se
muore sul colpo? Da dove proveniva?
c)
Il medico Testa come fa da una foto ad
individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi
e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un
ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto
l’autopsia ?
d)
Il cranio di E.A potrebbe essere stato
colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la
foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.
e)
come mai il magistrato prima di chiudere il
caso autorizza il funerale ?
f)
io non ho mai sostenuto che E.A sia stato
buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato
forse strangolato , viste le echimosi sul collo .
g)
certo lo collana non provoca echimosi
perché un frega cadendo da 73 metri.
2)
autosuggestione non può averla il pastore
ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i
fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in
quanto :
a)
non esistono prove che abbia chiamato gli
amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?
b)
inoltre non risulta da alcun atto
d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché
proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la
possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.
c)
A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo
REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non
gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne
aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia
chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !
d)
Gelasio fa un discorso senza logica si
commenta da se !
e)
Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha
visto la buca nel terreno ?
f)
Un impatto a 150 km ora di un auto fatta
per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo
le auto senza carrozzeria sono più sicure !
g)
Certo che e possibile scavalcare il
parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era
in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se
non ne avesse avuto bisogno !
h)
Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse
aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ?
Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica
di E.A !
i)
Del tutto illogico il ragionamento di
Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3
giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso
come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di
raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!
j)
Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di
lettura opposte : Sodero dice che E.A aveva paura del dolore
fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva
farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una
terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della
pallottola di Kennedy !
k)
Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A
non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?
i.
Se lui non firma un documento non chiede un
bel nulla
ii.
Il documento lo hanno preparato legali e
notaio
iii.
Gelasio e Lupo affermano che non voleva
entrare nella Dicembre
iv.
Altro indice di superficiale faziosità di
Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi
sono tutti gli Agnelli !
v.
Come non corregge neppure l’errore
riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.
vi.
Mi domando chi preparasse a Minoli le
interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’
troppo bravo per lui ?
Concludo quindi
logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto
anzi la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi
raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e
come e quando vuole. Molte cordialita’.
MARCO BAVA
|
EDOARDO
AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di
Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca
parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli
su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per
anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un
omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle
pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.
20-09-2010]
|
|
1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO
NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A
CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA
CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI
- EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI
“ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI
PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA
APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È
STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL
MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA
L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE
LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA
NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA
UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E
CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA
Gigi Moncalvo
per "Libero"
«Adesso si mettono a confutare anche le poche
cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai
contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne
eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu
solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di
un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal
Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella
tragica mattina ci fosse un altro medico legale».
E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di
qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la
sepoltura in modo da poter portare via al più presto il
cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e
di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa
storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate
dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi
sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una
nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.
Nel dispaccio, che cita anonime «fonti
investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno
coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno
e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si
affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per
espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore»,
fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che
nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era
presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile
trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche
righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli
atti come andarono veramente le cose.
NIENTE
AUTOPSIA
- Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il
dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso
la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore
Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve
memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del
cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di
"esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve
memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a
Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».
«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo
il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di
Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere,
conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17
righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro
il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro
il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale
esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni
viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe
apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della
causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un
grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».
Quindi in due precise circostanze, di suo pugno,
sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma
di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli
importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni,
l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.
UN'ORA INVECE
DI TRE
- Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla,
addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore".
Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato
il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che
fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della
visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a
Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del
corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria
del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu
conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande
precipitazione».
Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il
primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera
mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del
cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella
memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha
impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È
davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve
lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo
sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli
inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla
"morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria
cominciare l'esame necroscopico.
Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e
il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e
i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non
poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso,
caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista
la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella
camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in
tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non
chiarisce un altro mistero.
Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico
del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché
1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in
un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a
Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero"
(Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne
chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era
stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le
15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli
inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano
problemi, era tutto chiaro».
LE STRANEZZE -
Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in
considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente
intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo
di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di
aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla
sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no?
«Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era
quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire,
se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto
consigliare l'autopsia: perché non lo fece?
«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e
sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di
strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo
era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il
cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra
ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una
stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non
c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal
libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in
servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni,
specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in
giurisprudenza.
«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto
il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in
servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il
quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a
Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni.
Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in
cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi
chiamò».
E il dottor Ellena? «Era il mio superiore
gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il
certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo
evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul
posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho
intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il
dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva
preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai
di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o
modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai
eseguita".
Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si
trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È
l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre
decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a
coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in
cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era
sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che
doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può
decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si
deve attenere a quanto il magistrato dispone».
Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è
possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni
vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più
assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni
evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza
la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i
mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un
paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in
montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».
Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in
pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei
giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In
una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati»
poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo
esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini
si infittisce ancora di più...
L'AVVOCATO
- Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita
«per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato
tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato -
evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un
"ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se
l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile
prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi
casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la
volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si
volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le
viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così
martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare
di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo
sangue.
Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli
a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare
di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un
tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla
droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia
spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre
prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci
ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel
presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da
lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul
Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la
memoria.
27-09-2010]
|
| il 17.11.12 si
terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI
nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA
ang.V.PACCHIOTTI. |
|
|
<http://rassegna.governo.it/>
.
|
DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA
DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL
DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL
PRESIDENTE DELLA CAMERA
PDF -
http://bit.ly/eTwkdL 17-01-2011]
|
|
| NON
DIMENTICARE CHE: Le informazioni
contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore
deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun
caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.
Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale
livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.
MARCO BAVA
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IL MIO LIBRO "L'USO DELLA
TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED
ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,
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ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA |
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6 gennaio 2010.
Per qualsiasi ulteriore informazione, non esitare a
metterti in contatto con il nostro staff di supporto TypePad,
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Cordiali saluti
La Stampa e lo staff TypePad
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Municipio - Le
testimonianze
27/12/2010 -
In corso
Principe Oddone è stato riscontrato cromo esavalente. I cittadini sono
preoccupati per la loro salute, ma niente è cambiato dall'estate.
da www.digi.to.it
- giosue' pugliese
Il cromo
esavalente è un isotopo del normale cromo che diluito in acqua assume un
colore verdastro. “A seconda delle quantità può essere molto nocivo. Con
l’esposizione continuata a livelli tossici provoca emicranie, emorragie
dal naso, problemi respiratori, insufficienza epatica, deteriora il
corpo e ovviamente ogni genere di tumoreFrase di grande impatto tratta
dal film su Erin Brockovich, interpretata da Julia Roberts. Proprio come
in questo film, tratto da una storia vera, i cittadini di Borgo Vittoria
guardano con sospetto le pozze d’acqua verde e stagnante che spiccano
dai lavori del Passante Ferroviario fin da questa estate. Infatti il 12
agosto di quest’anno, l’allenatore di pugilato Guido Carli chiamò i
vigili insospettito da quello strano liquame a pochi metri dalla sua
palestra, i quali bloccarono un’autobotte che stava aspirando il
liquame. Già da tempo i lavori avevano provocato gravi danni alle
strutture adiacenti come crepe nelle fondamenta, la chiusura dei tombini
della strada antistante le abitazioni e il conseguente ristagno d’acqua
nei periodi di maggiore piovosità. Gli accertamenti dell’Arpa
evidenziarono così un tasso di cromo esavalente e metalli pesanti in
quelle pozze ben quattro volte maggiori ai limiti consentiti dalla
legge( 5 microgrammi per litro) . Cos’è cambiato da allora? Andiamo a
scoprirlo affacciandoci dalle finestre della “Sportforma“ per vedere le
pericolose “pozze verdi”.
Signor Carli, cosa
è successo dopo la sua denuncia?
Già da tempo
denuncio le difficoltà di chi vive nelle zone limitrofe i lavori della
cosiddetta “Spina3”. D’inverno le strade si allagano e invadono i già
stretti marciapiedi e d’estate ci si deve allenare con le finestre
chiuse per la troppa polvere. Molti commercianti hanno deciso di
chiudere lungo tutto il corso. Marco Bava è da qualche anno che mette
in guardia rispetto ai pericoli del cromo esavalente e dei metalli
pesanti presenti in questa zona. Precedentemente questa era una zona
industriale. Il cromo utilizzato per il trattamento industriale dei
metalli è quindi rimasto come inquinante residuo nel terreno, e
probabilmente viene usato anche negli attuali lavori del Passante.
L’area era stata data affinché venisse bonificata e riqualificata
urbanisticamente. Ma basta un po’ di pioggia per far sì che si formino
grandi pozze verdastre piene di cromo altamente cancerogeno. Tutto
questo vicino ad abitazioni, al fiume Dora e alla mia associazione
sportiva dove ogni giorno si allenano circa trecento ragazzi.
Quali azioni sono
state fatte da parte dei cittadini?
Io stesso mi sono
mobilitato cercando di far conoscere questa situazione potenzialmente
pericolosissima. Il pericolo è che il cromo si riversi interamente nelle
falde acquifere, infatti è stato affisso uno striscione sul ponte con
scritto “Cromo esavalente nella Dora. Verità subito”.
I cittadini sono preoccupati ma non tutti sono a conoscenza di questo
pericolo a pochi passi dalle loro case. Ho messo in rete vari filmati su
questa vicenda e varie personalità, come il dottor Roberto Topino e
Beppe Grillo dal suo blog, si sono affiancate alla lotta del quartiere
per far si che la verità venga a galla, non solo quel liquame verde.
Cosa è stato fatto
dalle autorità e cose si aspetta da loro?
Le autorità hanno
dichiarato che i dati sulla bonifica verranno resi note a fine anno e
che sono in corso valutazioni sui risultati delle analisi, ma come
potete vedere da queste finestre quelle pozze sono sempre verdi e sempre
più grandi. Spero che le autorità agiscano in fretta in difesa della
salute dei cittadini e dell’ambiente.
Commenta questo articolo su www.digi.to.it, il magazine on line dell'Informagiovani
di Torino
Leggi gli altri articoli di Digi.TO
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TORINO 10.10.10
Gentile DIFENSORE CIVICO DELLA CITTA' DI TORINO
A
DISTANZA DI 2 MESI DALLA MIA PRECENDETE EMAIL RELATIVA
ALL' INQUINAMENTO DI C.P.ODDONE NON HO RICEVUTO ALCUNA
RISPOSTA PER CUI NEL SOLLECITARE A STESSA ED ALLA
PROCURA, PER ENTRAMBI :
1) CHE CONTROLLO VIENE FATTO SUL TERRENO IN LAVORAZIONE
SIA IN C.MORTARA SIA IN C.P.ODDONE INQUINATO DAL CROMO 6
?
2) I
LAVORATORI CHE PRECAUZIONI PRENDONO ?
3)
DOVE VIENE PORTATO IL TERRENO PRELEVATO DA QUESTI SITI ?
4)
come mai SONO STATI abbattuti alberi c.p oddone quando
si era deciso di passare con la ferrovia sotto gli
alberi con l'ing.PELLISSETTI ?
In
attesa di una esauriente risposta.
MARCO
BAVA
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cronaca
13/08/2010 - REPORTAGE
La
misteriosa pozza verde
sul Passante Allarme inquinamento
in corso Principe Oddone
ANDREA CIATTAGLIA
TORINO
Una pozza verde di liquido stagnante ha mandato in
allarme ieri i residenti di corso Principe Oddone. La
pioggia scrosciante di mercoledì sera l’ha fatta
comparire nel cantiere del Passante ferroviario, quasi
all’altezza di via Stradella. Cromo esavalente affiorato
in superficie? Residui chimici presenti nel terreno e
venuti a galla per la forte pioggia? Tra i residenti le
ipotesi catastrofiche si sono sprecate, nell’attesa che
qualcuno arrivasse a spiegare cosa ci fosse
nell’insolita piscina. Intanto il laghetto aveva
accerchiato una delle trivelle del cantiere, mentre
alcuni mezzi tentavano di aspirare l’acqua.
Situazione troppo movimentata per non attirare
l’attenzione degli abitanti che hanno segnalato
l’anomalia ai civich: «Siamo entrati nel cantiere -
dicono - e abbiamo fermato un’autobotte manovrata dagli
operai che cercava di aspirare la chiazza». Poi è
toccato ai tecnici dell’Arpa prelevare i campioni dalla
pozzanghera e dall’autobotte. Ma nessuno si è
sbilanciato sul contenuto della pozza: «All’inizio
pensavamo ad un guasto al sistema di scolo delle acque
di cantiere - hanno spiegato -. Ma forse si tratta di
qualcosa di diverso. Non è il caso di creare allarmismi,
aspettiamo i risultati».
Gli esiti saranno pronti oggi, ma dalla sede Arpa
mettono le mani avanti: «Cromo di diversi tipi e altro
materiale inquinante è presente nella falda
superficiale», ma «sotto i limiti consentiti dalla
legge». L’ultima rilevazione sistematica dell’ente
pubblico risale al 2008. Sotto Spina 3, «la
concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30
microgrammi/litro», un decimo del livello d’allarme.
Marco Bava, tra i primi a segnalare la comparsa della
chiazza, non è convinto: «Non è la prima volta che
succede: i laghetti che si formano nell’area di cantiere
sono spesso pieni di acqua di colori inquietanti, dal
giallo scuro al verde acceso». Mistero su cosa
contengano. «Si sa che sulle sponde della Dora e sui
terreni c’erano grosse fabbriche e che il suolo era
contaminato da metalli pesanti, scarti di lavorazione,
residui chimici». In assenza di informazioni ufficiali,
fare due più due è semplice: «Le recenti piogge -
continua Bava - hanno trasportato qui quelle sostanze
inquinanti attraverso la falda».
Secondo Guido Carli, presidente della palestra
Sportforma di corso Principe Oddone, «la situazione è
drammatica ed è peggiorata da due anni a questa parte».
Infiltrazioni e scricchiolii degli edifici sono
all’ordine del giorno: al piano interrato della
palestra, la parete verso corso Principe Oddone è umida
e giallastra, l’intonaco viene giù a pezzi e le volte
del soffitto sono percorse da lunghe crepe. «Qui si
allenano circa trecento ragazzi al giorno - spiega Carli
-, vogliamo essere sicuri che non ci sia nessun rischio
di crolli e di intossicazione da residui chimici
tossici».
Sulle bonifiche, i residenti della vicina Spina Tre la
mettono sul piano delle pessime relazioni col Comune.
Ezio Boero, coordinatore del comitato spontaneo di
cittadini dei nuovi palazzoni di corso Mortara, attacca:
«Non è il caso di lanciare allarmismi, ma i residenti
non sono mai stati informati dei lavori su questo
territorio». Eppure da anni mucchi di terra di scavo
stanno fuori dalle loro finestre: «A giugno, alla
commissione sulle bonifiche in Comune - ricorda Boero -
non era presente neanche un assessore: sarebbe ora che a
Palazzo Civico si decidessero a spiegarci cosa sta
succedendo».
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| VEDI
VIDEO SU www.beppegrillo.it su INQUINAMENTO SPINA 3 CLICCA QUI
Il Blog ha intervistato Roberto Topino,
medico del lavoro, e un suo collaboratore, Roberto Bava sulle conseguenze
dell'esposizione al cromo esavalente.
Roberto Topino:
"Il cromo esavalente è un metallo che viene utilizzato
nell’industria per via delle sue proprietà anti ruggine.
Tant’è vero che metalli di qualità inferiore, tipo il ferro e altri
metalli, vengono trattati al fine di rendere la superficie lucente e
inattaccabile dagli agenti atmosferici.
Purtroppo, e questo vale sia per il cromo esavalente che per le altre
sostanze utilizzate nell’industria come l’amianto e il nichel, è
anche un cancerogeno, quindi se non viene utilizzato con tutte le
precauzioni del caso, è un metallo che può provocare tumori nelle prime
vie aeree, dello stomaco e del polmone, ed è attivo anche a
concentrazioni molto basse.
Tant’è vero che a causa della sua capacità di infiltrarsi nel
territorio, tenendo ben presente che la falda acquifera è sacra, è stato
stabilito un livello internazionale di concentrazione del cromo esavalente
che non dev’essere superato, di 5 microgrammi per litro.
Siamo arrivati fino a 455 microgrammi per litro e tuttora viene confermato
che siamo sopra il livello stabilito, con punte che toccano i 30
microgrammi per litro d’acqua, quindi 6 volte oltre il limite.
Non si deve bere l’acqua che contiene cromo esavalente perché la
sostanza ha delle proprietà mutagene, nel senso che può modificare il
DNA, quindi c’è il rischio di contrarre dei tumori ma c’è anche il
rischio di avere dei figli malformati, o comunque patologie di tipo
malformativo e tumorale.
Il cromo esavalente si scioglie nell’acqua e poi, siccome la falda
acquifera non è immobile, lo si può trovare anche a distanza di tempo e
di luogo.
In campo professionale abbiamo visto dei tumori portati dal cromo
esavalente, tumori ai polmoni, inoltre uno degli effetti più noti del
cromo è la perforazione del setto nasale con sanguinamento e una serie di
disturbi di tipo rinitico che però possono portare anche al tumore del
polmone e dello stomaco.
Mi sento di dire la stessa cosa che vale per l’amianto: va tolto!
L’unico amianto, nichel e cromo esavalente che non fanno male sono
quelli che non ci sono.
E purtroppo abbiamo visto che tonnellate sia di cromo che di nichel sono
stati riversati nella Dora Riparia addirittura con l’autorizzazione
della provincia di Torino.
Qui si parla della ThyssenKrupp che si trova a poche centinaia di metri a
monte.
In Rete ci sono immagini molto interessanti che sono state girate a Tezze,
dove si vedono delle margherite che anziché essere tonde sono lunghe e
strette.
Le chiamano le pratoline di Tezze, si possono vedere su Youtube.
Sono cresciute su un’area che è stata annaffiata con acqua proveniente
da pozzi contaminati da cromo esavalente.
Abbiamo visto cose strane anche in Val di Susa, in un primo momento
abbiamo pensato fosse stata la diossina, i policlòrobi fenili di
un’acciaieria che si trova in Val di Susa, abbiamo trovato cicoria,
prugne e rose malformate.
Qualche mese fa mi ha telefonato un giornalista di un giornale di Torino
per dirmi che da un ponte della Dora Riparia di fronte all’acciaieria
c’era uno scarico d’acqua che conteneva un liquido verde brillante
tendente al giallo.
Io, in un primo momento e non conoscendo ancora la questione della
presenza del cromo esavalente, non ho saputo rispondere con precisione.
Siamo tornati sul luogo quando abbiamo visto le carte che ci ha fornito
Marco Bava, su cui sono evidenziati i punti degli scarichi
dell’acciaieria.
Facendo una verifica di persona ho notato che sia dallo scarico che mi
aveva fatto notare il giornalista, sia dallo scarico più a valle, quello
di via Livorno, si nota uscire un liquido di colore giallo come questa
maglia che è il tipico colore del cromo esavalente che vediamo anche
nelle cabine di verniciatura dove si usano vernici al cromo e che vediamo
anche nelle aree dove in passato sono stati svolti lavori di cromatura.
Adesso bisogna identificare il datore di lavoro e per conto di chi opera,
perché potrebbero esserci anche responsabilità politiche, specie quando
si decide di costruire alla svelta in determinate aree."
Roberto Bava:
"Finalmente ci sono delle indagini, come finalmente il giornale
cittadino "La Stampa" ha pubblicato il 25 maggio del 2008 un
articolo dal titolo molto chiaro, trasparente "Palazzi costruiti su
scorie e veleni, denuncia per l'ex Villaggio olimpico di Spina A3",
direi che tutto questo è stato proficuo per rendere cosciente la
popolazione di quello che avveniva.
Però io sono andato a trovare le persone che ci abitano, sono coscienti,
però mi hanno detto "...si però noi non abbiamo i soldi per andare
via di qua" al che io ho ribattuto "E' un vostro diritto avere
delle case su terreni salubri che non serviate come specchietto per le
allodole per altre costruzioni.
Questa è l'area inquinata, secondo il comune, e qua hanno costruito le
case popolari.
Come vedete qua intendono costruire altre case.
Quindi, in poche parole mi pare si poter affermare che questa è la storia
del topo: se questi non muoiono costruiscono per gli altri.
Credo tuttavia non sia corretto agire così nei confronti delle persone più
povere che non possono scegliere e che non sanno, quindi a questo
proposito mi sento di garantire a queste persone e a tutti quelli che
hanno questi problemi un'opportuna tutela legale con l'avvocato del
giudice del Foro di Torino che si è dato disponibile.
Altro fatto importante, voi vedete che il cromo esavalente è concentrato
in questa fascia, allora se voi sovrapponete le due aree potete vedere che
non è vero che il cromo esavalente è solo qua perché qua hanno le
scorie, ma è soprattutto concentrato qua dove c'erano le torri che
servivano per la cromatura.
Ciò significa che anche chi abiterà qua si troverà di fatto ad avere
questo problema di inquinamento di residuo di queste torri.
Ultima osservazione è che tutto ciò sta a pochi metri dal fiume, e
questa è un'area particolarmente esondabile.
Quindi quando il fiume esce raccoglie tutto quello che c'è qua e se lo
porta via.
Quindi io direi che bisogna smetterla a Torino e in tutt'Italia di
continuare a speculare sulle ex aree industriali, che hanno già portato a
sufficienza morte e problemi di inquinamento alle aree urbane, è giusto
che queste aree ritornino alla città attraverso dei parchi, che i
cittadini le riutilizzino per il tempo libero e che non siano
ulteriormente sfruttate da speculazioni edilizie e da cementificazioni
legate in un modo e in un altro ai partiti di governo e anche di
opposizione, perché a Torino c'è anche questo consociativismo della
spartizione della torta fra tutti quanti, magari anche con la regia della
massoneria attraverso le banche."
|
 |
| |
17.09.08
Cromo
esavalente nella Dora a Torino, adesso siamo sicuri!
La
Stampa ha titolato: ”Esclusa la presenza di cromo”, di seguito,
nell’articolo dell’11 settembre 2008, leggiamo che dopo la messa in
sicurezza, la quantità di cromo oscilla tra 0,5 e 30 mg/litro.
Devo
precisare che il limite di legge per le acque di falda è 5 microgrammi
litro, seimila volte inferiore
al valore di 30 mg/litro al valore pubblicato dal quotidiano.
L’articolo
conclude ipotizzando che qualcuno avesse versato qualcosa di proposito...
Per
fare chiarezza basta dare un’occhiata alla recente mappa allegata, che
indica l’estensione dell’area contaminata da cromo esavalente in
quantità superiore al limite internazionale di legge di 5 microgrammi
litro.
La
cartina è muta, ma si riconosce molto chiaramente l’area che va da via
Borgaro fino alla stazione Dora, il plume di contaminazione si dirige
verso sud-est e finisce nella Dora
Riparia.
Cordiali
saluti
Roberto Topino
|
 |
Oggetto:
La Dora Riparia adesso fa anche la schiuma
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Torino, lungo Dora Siena.
Immagini di oggi 19 settembre 2008.
Cordiali saluti
Roberto Topino
|
30.10.08
Al
Dirigente del Settore Ambiente e Territorio della Città di Torino
Ing.
Federico Saporiti
Ringrazio
del cortese riscontro anche se devo far notare che non si tratta
dell’ennesimo chiarimento, ma della prima risposta, che ricevo.
I
punti non chiariti restano parecchi e vorrei elencare almeno i più
importanti.
La
lettera inviata al Primo Liceo Artistico non ha determinato alcun allarme
(nessuno ha risposto) e il motivo del malessere degli studenti (una
ventina di studenti trasportati in ospedale) è rimasto oscuro. Poiché
alcuni intervistati dal telegiornale regionale riferivano che
un’esalazione irritante arrivava dal vicino fiume, direi che la
possibilità che qualche sostanza pericolosa sia stata versata nella Dora
(in quel momento in piena) e che la presenza di una cascata poco a monte
abbia determinato una nebulizzazione dell’inquinante con possibilità di
inalazione e di contatto con le mucose, sia un’ipotesi sulla quale
lavorare e non da scartare in prima battuta, senza però dare una risposta
alternativa verificabile.
Leggo
che i fanghi contaminati sono stati trasportati e smaltiti presso impianto
autorizzato nei giorni dal 9 al 30 settembre
2003, mi
sembra una risposta un po’ evasiva, si potrebbe sapere quale era la
quantità e dove sono stati smaltiti?
Parimenti
evasiva mi sembra la dichiarazione che
la Dora
non presenta tracce di cromo esavalente, senza indicare luoghi, tempi e
modalità di prelievo. Il fiume scorre e le rilevazioni estemporanee non
possono provare la salubrità costante delle acque. Vale lo stesso
discorso dell’amianto, che a volte non viene trovato nell’aria neanche
nei pressi di fonti sicure di fibre di questo pericoloso minerale. Va
detto che i laboratori precisano sempre che il valore riscontrato si
riferisce soltanto al campione preso in esame, ammettendo implicitamente
che in un altro momento i valori potrebbero essere ben diversi.
Le
quantità di cromo e di nichel versate nella Dora dalla ThyssenKrupp
e documentate dai registri nazionali ed europei, sono veramente
impressionanti (si parla di tonnellate) se intese come valore assoluto. La
diluizione in migliaia di metri cubi d’acqua non ne riduce la quantità.
Le
considerazioni di carattere economico sono state determinanti considerato
che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80
milioni di euro (nel 2003) e l'intervento di rimozione di tutta la massa
dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.
In
questa situazione sarebbe auspicabile una rimozione completa dell’area
contaminata, che è relativamente circoscritta ma, purtroppo, poggia su
una falda superficiale, che continua ad essere inquinata e che, secondo la
dichiarazioni dei tecnici, lo resterà ancora per altri 50 anni.
Il
problema dei costi non dovrebbe passare in secondo piano, rispetto alla
tutela dell’ambiente e dei cittadini.
Ben
conoscendo la lavorazione di cromatura come veniva effettuata negli anni
in cui l’area in questione era ancora industrialmente attiva, è
praticamente certo che una grande quantità di cromo esavalente sia ancora
presente nel suolo, in forma secca, pertanto è verosimile che i lavori di
scavo e gli agenti atmosferici possano veicolare particelle di questo
pericoloso minerale fino alle vie aeree di chi si trova nei paraggi.
In
questo caso, se da un lato può essere meno preoccupante la presenza di
cromo nella falda per chi si trova sopra (e non beve quell’acqua), resta
da stabilire quale sia il rischio legato alla presenza di cromo
nell’aria dell’area Vitali.
Il
discorso sulle vie di assorbimento del cromo esavalente è di pertinenza
medica e non ingegneristica, noto che a seconda delle situazioni i tecnici
(non i medici) indicano vie diverse, nel senso che se l’inquinante si
trova nell’aria i tecnici dicono che è pericolosa solo l’ingestione,
mentre se è inquinata l’acqua i tecnici dicono che l’ingestione non
è pericolosa, ma lo è l’inalazione.
Non
è la prima volta che constato una tendenza a mettere i rifiuti “sotto
il tappeto”, emblematico è il caso dell’amianto sotterrato in gran
quantità nei pressi dell’OVAL del Lingotto, esattamente sotto un
parcheggio che poggia su un vasto terrapieno. L’amianto sotterrato non
dovrebbe dare problemi, ma il cromo esavalente nella falda è un problema
molto più serio e non credo che si possa chiedere una deroga alla
concentrazione definita per legge.
Resta
il problema del colore dei liquidi versati nella Dora.
Il
liquido verde potrebbe essere fluoresceina, anche se non è stato chiarito
chi l’ha versata in così grande quantità, né quando e per quale
motivo. Potrebbe anche trattarsi di cromo trivalente frutto del
trattamento di bonifica.
Nessuno
ha dato una spiegazione relativa al liquido giallo che ho ripetutamente
fotog
raf
ato. In mancanza di analisi mirate tutte le ipotesi restano valide, anche
quella che si trattasse di cromo esavalente dilavato dalle piogge e
drenato dai vecchi scarichi dell’acciaieria.
Resto
a disposizione per ogni eventuale chiarimento.
Ringrazio
ancora per l’attenzione e porgo cordiali saluti.
Dott.
Roberto Topino
Specialista
in Medicina del Lavoro
Da:
Federico Saporiti [mailto:
federico.saporiti@comune.torino.it
]
Inviato: lunedì 27 ottobre 2008 15.51
A:
Topino Roberto
;
urc@comune.torino.it
;
info@comitatodoraspina3.it
;
comitatoparcodora@comune.torino.it
; ecologia@comune.torino.it; montanari@nanodiagnostics.it;
urp@comune.torino.it
;
segnalazioni@beppegrillo.it
Cc: Elena Hartog
Oggetto: Re: Cromo esavalente nella Dora Riparia a
Torino
In
risposta alle sue osservazioni, di seguito riportate tra virgolettato,
riteniamo a nostra volta opportuno precisare alcuni fatti.
<<
Il documento del 7 settembre 2006 parla effettivamente di dati recenti,
trascrivo testualmente: ”La
principale contaminazione in falda è costituita dal cromo esavalente in
concentrazioni rilevate in occasione delle più recenti campagne di
monitoraggio della falda fra 10 e 50 μg/l, con un picco di 282
μ/l nel pozzo P4”.>>
Il
dato di 282 microgrammi/litro è stato registrato in falda il 15 luglio
2002, pertanto non era un dato recente a settembre del 2006. La frase da
lei riportata in effetti induce in errore
essendo il dato 282 microgrammi/litro scritto dopo la virgola, troppo
vicino all’aggettivo “recenti”, che invece si riferisce ai dati 10
e 50. Ovviamente l’intera sequenza dei dati è contenuta nei documenti
a cui i vari atti si riferiscono, documenti anch’essi messi a
disposizione insieme al documento da Lei citato.
Si
ribadisce comunque che 282 microgrammi/litro non è un dato recente,
bensì un dato di picco relativo al pozzo posto immediatamente a valle
idrogeologica di quella che è stata individuata quale sorgente primaria
di contaminazione della falda.
<<La
fig. 1 – Immagine della Dora scattata dal Dott.
Roberto Topino
, mi cita quale autore della fotog
raf
ia. NON E’ VERO, non ho mai scattato fotog
raf
ie di liquido verde nella Dora.
Le
mie fotog
raf
ie, già consegnate alla Procura della Repubblica, evidenziano un
liquido di colore giallo ambrato (tipico del cromo esavalente) che si
versa nella Dora.>>
Siamo stati
indotti all’errore, e ce ne scusiamo, dai seguenti articoli:
§
http://www.sanpablog.it/?p=669
del 12 settembre 2008 “Tutti
quelli che hanno seguito il caso del cromo esavalente finito nella Dora
Riparia a Torino sanno che ho
fotog
raf
ato e filmato un liquido di colore giallo ambrato
che defluiva nel fiume”;
§
http://www.sanpablog.it/?p=673
dal titolo “Il colore del cromo esavalente” del 13 settembre nella
parte che cita: “Tutto chiarito
soltanto secondo l’ARPA, perché le mie
fotog
raf
ie e i miei filmati dimostrano la presenza, negli scarichi che si
riversano nella Dora, di un liquido di colore giallo ambrato”;
Fra
i filmati pubblicati sui vari blog compare un filmato costituito da
immagini, fra le quali una foto che riproduce un liquido verde,
desumibile da you tube “Cromo esavalente nella Dora a Torino - Le
prove” http://it.youtube.com/watch?v=-RGlxCSDS6c
allegato al blog di Beppe Grillo, articolo del 18 agosto 2008 “La Dora
al Cromo esavalente”.
Per quanto
attiene la tonalità degli scarichi, i filmati di youtube sono stati
pubblicati a partire dalla fine di maggio 2008, e sono sempre stati
commentati essere connotati da tonalità di colore che mai hanno
menzionato il colore ambrato, fino al 12 settembre.
§
28 maggio
2008 http://ilbenecomune.blogspot.com/2008/05/cromo-esavalente-nella-dora-torino-le.html
“Cromo esavalente nella Dora - Le prove”: “C’è
anche chi come
Roberto Topino
, specialista in Medicina del Lavoro, ha documentato la fuoruscita di un
liquido
verdognolo dagli scarichi che buttano in Dora”;
§
30 maggio 2008 http://www.sanpablog.it/?p=597
“Veleni nella Dora”: P.S. notate
il liquido di colore
giallo cromo, che viene versato direttamente nel fiume.
§
18 agosto
2008 www.beppegrillo.it
“La Dora al cromo esavalente”. Il colore della Dora è indicato come
“filmati
della Dora verdeoro”,
“colore
giallognolo
di Sergio Chiamparino”;
§
30 agosto
2008 http://salutetezze.splinder.com/post/18221254
“Si può morire a norma di legge” sono citati in sequenza: liquido
verde brillante;
colore verdastro;
caratteristico
colore giallo del cromo esavalente;
§
12 settembre 2008 www.beppegrillo.it
“Di cromo si muore” (ndr: la pubblicazione è del 12 settembre, ma
il filmato è precedente a tale data): scarico
d’acqua che conteneva un liquido
verde brillante
tendente al giallo; liquido di colore
giallo come questa maglia che è il tipico colore del cromo esavalente;
In
effetti dopo la conferenza stampa dell’ARPA (11
settembre 2008) dove si mostrano le ampolle contenenti varie
concentrazioni di cromo esavalente e l’ampolla contenente la
fluoresceina, la tonalità verde viene definitivamente esclusa e
sostituita dalla tonalità legata all’ambra:
§
12 settembre 2008 http://www.sanpablog.it/?p=669
Tutti quelli che hanno
seguito il caso del cromo esavalente finito nella Dora Riparia a Torino
sanno che ho fotog
raf
ato e filmato un liquido di colore giallo
ambrato
che defluiva nel fiume.
L’Arpa di Torino ha indetto una conferenza stampa per
spiegare ai giornalisti che quel liquido non era cromo esavalente, perché
tale composto cancerogeno, in concentrazione elevatissima (5
grammi/litro), assume un colore
ambrato
e non VERDE FLUORESCENTE;
§
13 settembre 2008 http://www.sanpablog.it/?p=673
“Il colore del cromo esavalente” liquido
di colore giallo ambrato, lo stesso colore dell’ampolla
contenente cromo esavalente in concentrazione molto elevata, presentata
durante la conferenza.
<<Contesto
la frase: “l’inquinamento
da cromo esavalente della falda acquifera, oltre che essere attualmente
di entità limitata, non comporta alcun possibile rischio per i fruitori
delle aree sovrastanti, come per eventuali locali interrati, in quanto
trattandosi di metalli non è possibile alcuna trasmissione tramite
vapori o esalazioni”.
Il
cromo esavalente può essere inalato, irrita le mucose delle vie
respiratorie e può causare il tumore del polmone.
L’ISPESL
precisa che l’apparato respiratorio rappresenta il principale
bersaglio dell’azione tossica e cancerogena del Cr(VI);
l’esposizione professionale, acuta e cronica, avviene soprattutto per
assorbimento mediante inalazione. È stato inoltre dimostrato che
l’esposizione a Cr(VI) è una delle
possibili cause di tumore al polmone.>>
Gli
effetti tossicologici riportati non sono in discussione, lo sono invece
i percorsi di migrazione del cromo esavalente dalla falda all’aria
atmosferica, e quindi anche le vie di esposizione alla contaminazione,
ossia l’inalazione di cromo esavalente in falda da parte del bersaglio
essere vivente.
Il
cromo esavalente può essere inalato quando tale composto sia già
presente in atmosfera a causa per esempio delle emissioni di
inceneritori (il cromo esavalente in tal caso non è presente in forma
gassosa, ma in quanto adeso alla superficie delle micropolveri), oppure
in luoghi di lavoro ove le emissioni sono legate a lavorazioni con acido
cromico.
Il
cromo esavalente disciolto nell’acqua non può evaporare, perciò la
contaminazione di fiumi o acque sotterranee può essere pericolosa solo
per ingestione di tali acque.
A
tale proposito si ritiene di essere nella ragione nel segnalare che il
suo articolo “Veleni nella Dora”
http://www.sanpablog.it/?p=597
che ha procurato diffuso
allarmismo, non sia fondato su considerazioni sufficientemente
approfondite, considerato tra l’altro che la Dora non presenta tracce
di cromo esavalente.
Si
coglie l’occasione per riferire in merito al seguente
suo scritto:
<<“Spett.le
Direzione del Primo Liceo Artistico
Via Carcano 31 - 10153 Torino
Ho
appreso dal telegiornale regionale che alcuni allievi dell’Istituto
hanno accusato un malore durante la lezione di educazione fisica.
I sintomi descritti (bruciore alla gola e irritazione degli occhi) sono
caratteristici dell’esposizione a cromo esavalente (noto irritante e
cancerogeno) che è stato versato in quantità impressionante nella
Dora, la quale scorre vicino al Liceo.
L’ipotesi che i sintomi lamentati siano da attribuirsi a veleni
versati nella Dora è suggestiva e non peregrina.
A disposizione per eventuali chiarimenti, mi è gradita l’occasione
per porgere cordiali saluti.
Dott.
Roberto Topino
Specialista in Medicina del Lavoro>>
Tra
le possibili cause di tali malori si ipotizza un intervento di pulizia
delle piscine vicine con ione ipoclorito, che può dare gli effetti da
lei descritti, mentre la semplice visione della morfologia dei luoghi
porta a ipotizzare che in caso di “esalazioni” provenienti dalla
Dora i malesseri si sarebbero dovuti avvertire in primis nei numerosi
ambienti di vita e lavorativi presenti sul Lungo Dora piuttosto che
nella scuola in questione più distante dal fiume. Quanto sopra anche
alla luce della notevole distanza della scuola dal punto dei presunti
scarichi.
In
merito alle “quantità impressionanti” di cromo esavalente versate
nella Dora si rileva che:
I
dati relativi agli scarichi idrici provenienti da stabilimenti
industriali di cui agli studi citati dai recenti articoli, sono desunti dalla
Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel 2006 dalla
Provincia di Torino. Tali dati tuttavia, stimati in via cautelativa,
vanno rapportati al volume d’acqua che la Dora veicola (portata media
a Torino 26 mc/s), per avere una stima dell’incidenza sulla qualità
delle acque del fiume. Una stima grossolana porta a ipotizzare una
concentrazione media di cromo in Dora dovuta a tali
scarichi sicuramente inferiore al microgrammo/litro. Inoltre si
rileva che a fronte di limiti allo scarico autorizzati pari a 2000
microgrammi/litro per il cromo totale e 200 microgrammi/litro per il
cromo IV, i controlli effettuati dall’ARPA sugli scarichi in oggetto
nel corso degli anni hanno rilevato valori massimi di 50
microgrammi/litro per il cromo totale e 20 microgrami/litro per il cromo
esavalente.
<<L’Arpa
Piemonte, in data 11 settembre
2008, ha
precisato che: “L'area
è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati
(ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta),
è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora
negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di Cromo
esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro
(ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente
nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area
non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di
messa in sicurezza”.
La
relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto
obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque
di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e
che
“La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22
microgrammi al litro”, cioè oltre
quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo
esavalente.>>
I
fanghi contaminati sono stati trasportati e smaltiti presso impianto
autorizzato nei giorni dal 9 al 30 settembre 2003.
Siamo
bene a conoscenza che il limite consentito nelle falde acquifere sia 5
microgrammi/litro. Tale limite è raggiunto a poche centinaia di metri
dal sito, tuttavia si richiederà comunque di spingere la bonifica della
falda al rispetto dei limiti al confine dell’area, verificando la
fattibilità di interventi mirati. Certamente riteniamo un inutile
spreco di risorse continuare a pompare acqua della falda, scaricabile
poi direttamente in Dora senza trattamento poiché ampiamente entro i
limiti allo scarico e con risultati finali sulla falda pressoché nulli.
Certamente
Lei vorrà continuare a insistere sul fatto che le concentrazioni in
falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle
Amministrazioni.
La
spiegazione di tale permanenza di superamento dei limiti normativi
tuttavia non è legata all’immobilità delle istituzioni, alla volontà
di non far spendere soldi ai proprietari dell’area perché qualche
amministratore ci guadagna, come si vuol far intendere sui vari siti.
La
situazione è invece legata ad una oggettiva
situazione fisica: purtroppo l’azione di spargere una scatola di
spilli per terra ha effetto immediato, mentre raccoglierli fino a
ripristinare la condizione iniziale richiede tempo, e molto più sforzo
dell’azione di svuotare tale contenitore.
Nel
caso dell’area Vitali l’inquinamento è avvenuto il secolo scorso,
quando non esistevano normative che impedissero tale pratica.
Con
l’entrata in vigore delle prime norme a tema ambientale in Italia (la
prima è la “legge Merli” del 1976 che regolamentava la qualità
degli scarichi industriali nelle acque superficiali) ci si è resi
conto, oltre che dell’esistenza dell’argomento “ambiente”,
soprattutto dell’importanza fondamentale della “prevenzione”,
visto il costo e la generale impossibilità di portare una situazione
compromessa al suo stato originario.
Tant’è
vero che la normativa ha tenuto conto di tale “impossibilità”,
inserendo la deroga ai limiti tabellari con l’art. 5 del D.M. 471/99,
come già spiegato anche nel documento al quale lei fa riferimento. Tale
deroga deve essere supportata dalla dimostrazione che il permanere di
contaminazione residua non costituisca rischio per la salute
dell’ambiente e della popolazione. Tale possibilità è contemplata
anche dal vigente D.Lgs 152/2006, previo parere dell’Ente preposto
alla qualità della risorsa idrica.
Infine
si vuole motivare il tono talvolta polemico di questo ennesimo
chiarimento: le precedenti comunicazioni di questi uffici sono sempre
state connotate da toni neutri e dati certi, che tuttavia continuano
evidentemente ad essere oggetto di attacchi fondati su conoscenze
parziali ed estrapolate dai contesti. Il diritto di critica è
sacrosanto. Altrettanto doveroso, credo, è verificare le proprie
ipotesi prima di lanciare allarmi.
cordiali
saluti.
Il
Dirigente del Settore Ambiente
e Territorio
ing.
Federico Saporiti
|
SPINA
3 TORINO DAL SITO clicca qui
VOGLIAMO
INFORMAZIONI SULLA BONIFICA DI SPINA 3. LA SALUTE DEI CITTADINI AL
PRIMO POSTO
Al Sindaco della Città di Torino
All’Assessore all’ambiente del Comune di Torino
All’Assessore all’urbanistica del Comune di Torino
All’Assessore allo sviluppo sostenibile e all’ambiente
della Provincia di Torino
All’Assessore alle risorse idriche e qualità dell’aria
della Provincia di Torino
Alla Presidente della Quinta Circoscrizione
Al Presidente della Quarta Circoscrizione
All’ARPA
Torino, 11 settembre 2008
oggetto: inquinamento dell’area di Spina 3 e
relativa bonifica
Negli ultimi mesi, ed anche nella giornata odierna,
sono apparsi sui mezzi d’informazione articoli,
fotografie, lettere in merito all’inquinamento da cromo
esavalente, sia dell’area Vitali di Spina 3 che della Dora
Riparia.
Come Comitato Dora Spina Tre abbiamo esaminato gli atti
comunali relativi all’inquinamento inizialmente rilevato
nella zona dismessa dalle fabbriche. Ne emergevano valori
particolarmente preoccupanti per i riflessi sulla salute dei
residenti se non si fosse provveduto ad un’efficace
bonifica della zona, zona dove oggi abitano centinaia di
persone e dove è presente anche una scuola per
l’infanzia.
Siamo venuti a conoscenza che sarebbe ancora in corso una
bonifica ambientale i cui risultati non sono di dominio
pubblico.
Si è nel frattempo ingenerata preoccupazione tra i
cittadini in un contesto di assenza di informazioni
sull’argomento da parte delle Istituzioni elettive. Tali
informazioni riteniamo siano un diritto dei residenti, a
prescindere dalle conclusioni dell’indagine che risulta in
corso da parte della Magistratura.
Chiediamo perciò, per la chiarezza dovuta dagli
Amministratori rispetto ai loro rappresentati e per gli
impegni che le Leggi vigenti impongono Loro a tutela della
salute dei cittadini, vengano sollecitamente, anche
attraverso la convocazione di pubbliche assemblee:
- pubblicizzate le modalità, le tempistiche e i risultati
delle bonifiche effettuate e ancora in corso
- diffuse le risultanze delle rilevazioni in atto con
riferimento alle concentrazioni attuali di metalli pesanti
(in particolare di cromo esavalente) nella falda freatica,
nel terreno ora residenziale e in quello del futuro Parco
Dora
- monitorata costantemente la qualità dell’aria e delle
acque della zona
- verificata l’opportunità di costruire le previste
ulteriori residenze nella zona in oggetto.
Sottolineiamo che non possono essere apposti vincoli
di costo della bonifiche necessarie a fronte all’esigenza
prioritaria di tutelare la salute dei cittadini.
Certi di una Vostro sollecito riscontro, in linea
coll’importanza dell’argomento, cordialmente salutiamo
COMITATO DORA SPINA TRE
Conferenza
stampa dell’ARPA sul cromo esavalente versato nella Dora Riparia
a Torino
Tutto
chiarito soltanto secondo l’ARPA, perché le mie fotografie e i
miei filmati dimostrano la presenza, negli scarichi che si
riversano nella Dora, di un liquido di colore giallo ambrato, lo
stesso colore dell’ampolla contenente cromo esavalente in
concentrazione molto elevata, presentata durante la conferenza.
Le immagini su
http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article4364
|
|
Si
può morire a norma di legge.
La legge prevede dei
limiti per la concentrazione di cromo nelle acque, ma ci sono due
normative. Il limite sanitario di concentrazione ammissibile
nell’acqua potabile è di 50 µg/litro come cromo totale, mentre la
norma di tutela ambientale pone invece il limite di 5 µg/litro di cromo
esavalente. Il superamento del limite previsto per le acque di falda
impone la ricerca delle cause e l’eventuale bonifica. In questi casi
il sindaco, come massima autorità sanitaria, può disporre la chiusura
dei pozzi. La legge, in questo caso, non tutela la salute dei cittadini,
perché gli esperti confermano che il cromo presente nell’acqua
potabile è quasi tutto esavalente, per via della sua solubilità,
pertanto è possibile bere acqua “a norma di legge” con quantità
notevoli e pericolose di cromo esavalente.
|
|
13 Settembre 2008
di Roberto Topino
Il 10 settembre 2008, a Torino, l’ARPA ha convocato i giornalisti
per informarli delle conclusioni a cui i tecnici dell’ente sono
giunti in seguito alle notizie apparse su alcuni siti internet e su
alcuni quotidiani circa l’inquinamento della Dora Riparia da parte
del cromo esavalente.
Durante la conferenza è stato spiegato che la “leggenda”
del cromo esavalente non trovava riscontri perché le
analisi effettuate dall’ARPA, sia pure a mesi di distanza
dal rilievo di colorazioni anomale del fiume, escludevano la
presenza di cromo esavalente in concentrazioni fuori norma.
A riprova di quanto dichiarato, durante la conferenza sono state
presentate quattro ampolle: due incolori contenenti concentrazioni
limitate di cromo esavalente, una di colore giallo ambrato,
contenente una concentrazione molto elevata di tale composto cancerogeno
e una di colore verde contenente fluorescina.
L’ARPA ha spiegato che il liquido verde
trovato in quantità nella Dora era fluorescina, usata come
tracciante e non cromo esavalente, che è di colore
ambrato.
Tutto chiarito soltanto secondo l’ARPA, perché le mie
fotografie e i miei filmati dimostrano la presenza, negli scarichi
che si riversano nella Dora, di un liquido di colore giallo
ambrato, lo stesso colore dell’ampolla contenente cromo esavalente
in concentrazione molto elevata, presentata durante la
conferenza.
La foto è stata tratta da CronacaQui dell’ 11-9-2008
|
E'
evidente che il cromo esavalente sversato, originariamente giallo
ambrato, può subire delle reazioni, che lo fanno diventare verde.
http://www.beppegrillo.it/2008/08/morti_bianche_v.html
“L’intera
area lavorativa era un bagno di cromo esavalente, l’operaio
camminava in una fanghiglia, il pavimento in cemento era stato corroso
ed i veleni sono filtrati nel terreno inquinando perfino le falde
acquifere. Tutti i familiari degli ex operai ricordano i forti odori
nauseanti con i quali tornavano a casa.
Altro elemento inquietante emerso, riguarda lo smaltimento del liquido
verdastro prodotto. Invece di essere sottoposto a regolare
depurazione, in gran parte veniva disseminato attraverso autobotti nei
terreni del comprensorio. Operazioni condotte probabilmente di notte,
visto che alcuni operai hanno raccontato di vasche piene di sera e
vuote al mattino. Si era pensato ad uno scarico in una roggia
adiacente all’industria, risultata altamente
inquinata, ma in realtà le uniche tubazioni a portare liquidi
in quella roggia, erano quelle dell’acqua piovana: la pioggia che
scivolava dal tetto si impregnava, vista l’assenza di aspiratori, di
tutte le sostanze. Purtroppo queste cose sono emerse solo dopo la
morte di un numero consistente di operai e di un inquinamento alle
falde acquifere da cromo esavalente. Risultavano esserci state delle
ispezioni da parte della USL, ogni volta nei verbali segnalavano
carenze, ma la copertura politica ha permesso di ovviare. Tutti
sapevano ma nessuno parlava. Basta pensare che l’agibilità alla
ditta è stata notificata solo nel 1983, mentre era
attiva già a partire dal 1975. Ricordi di paese parlano di
bambini che andavano a giocare nei campi e tornavano a casa con le
gambe macchiate di verde. Un
infermiere che tentò di denunciare questa cosa ricevette
intimidazioni per non parlare.
Oggi la mia famiglia, insieme a poche altre, porta avanti questa
battaglia per veder riconosciuto il danno fatto ai nostri cari.
Purtroppo non riceviamo molta solidarietà, né dall’opinione
pubblica, né dai giudici che vogliono archiviare il caso. Se tutte le
famiglie coinvolte facessero la loro parte, penso non ci sarebbero
problemi a chiedere un’imputazione
per strage; ma credo non se la sentono per due fattori. Il
primo perché c’è sfiducia nelle istituzioni ed il secondo perché
c’è troppa indifferenza condita di paura. Ed intanto chi dovrebbe
essere altrove a pagare per i danni cagionati a vittime innocenti,
cammina indisturbato a testa alta.”
Samanta
Di Persio
dal libro "Morti
Bianche".
|
12.09.08
LE CONDIZIONI CLIMATICHE E DEL SOTTOSUOLO POSSONO CAMBIARE LA PERCENTUALE
DEL CROMO ESAVALENTE PPE
QUINDI
OCCORRE UN MONITORAGGIO CONTINUO, NON BASTA UN PRELIEVO.
INOLTRE
LE MAPPE DI INFLUENZA AFFERMANO SITUAZIONI DIVERSE DI AMPLIAMENTO DEL
RAGGIO DI INFLUENZA.
11.09.08
CHI VUOLE FARE LA PICCOLA VEDETTA PIEMONTESE ?
L'ARPA NON PUO' METTERE DEI CONTROLLI PERMANENTI SUL
FIUME ?
Oggetto:
Conferenza stampa dell'ARPA sul cromo esavalente nella Dora Riparia
a Torino
Tutti
quelli che hanno seguito il caso del cromo esavalente finito nella
Dora Riparia a Torino sanno che ho fotografato e filmato un liquido di
colore giallo ambrato
che defluiva nel fiume.
L’Arpa
di Torino ha indetto una conferenza stampa per spiegare ai giornalisti
che quel liquido non era cromo esavalente, perché tale composto
cancerogeno, in
concentrazione elevatissima (5 grammi/litro), assume un
colore
ambrato e non VERDE
FUORESCENTE!
Cordiali
saluti a tutti
Roberto Topino
http://it.youtube.com/watch?v=zPNZL0ubvHM
|
Il
Cromo, la Dora e la Spina 3
Articoli
/ Notizie
Inviato da Admin
11 Set 2008 - 11:45
|
|
Dall'aprile
scorso, su blog, siti internet e giornali, appaiono foto della
Dora con una evidente chiazza verde
fluorescente. Macchia che viene definita come Cromo o come
Cromo esavalente derivato, presumibilmente, dallo scarico
della ditta Thyssenkrupp, sita a
monte del punto di ritrovamento della macchia, o da
infiltrazioni dall'area della Spina 3.
Arpa
Piemonte, citata in maniera più o meno evidente nei vari
articoli che accompagnano la leggenda del "Cromo nella
Dora", ha fatto delle indagini approfondite, che si
accompagnano a quelle di routine, per poter spiegare e
illustrare la questione con dati precisi, puntuali ed attuali.
È importante sottolineare che l'Agenzia controlla
regolarmente gli scarichi dei siti industriali, a prescindere
dalle segnalazioni o dai casi di emergenza. In questi ultimi
casi si fanno delle ulteriori analisi e i dati vengono
confrontati con quelli derivanti dal lavoro programmato.
«Prima
di tutto - osserva
la Dott.ssa Antonella Pannocchia
, direttore del
Dipartimento di Torino
di Arpa Piemonte - occorre sottolineare che non bisogna
confondere il Cromo nei suoi vari stati di ossidazione con il
Cromo esavalente. Il Cromo in quanto tale non è una sostanza
tossica, lo diventa solo quando è esavalente. Dunque la sua
presenza è tollerata a seconda della destinazione d'uso che
le acque devono avere».
Il
Decreto Legislativo 152/2006 prevede che il Cromo non debba
superare i seguenti limiti: 50 microgrammi/litro per le acque
potabili, per le acque superficiali destinate alla
potabilizzazione e per le acque sotterranee; 2000
microgrammi/litro nelle acque di scarico.
Per il Cromo esavalente, invece, i limiti non sono definiti
per le acque potabili e le acque superficiali destinate alla
potabilizzazione; mentre il limite per le acque sotterranee è
di 5 microgrammi/litro e per le acque di scarico di 200
microgrammi/litro.
Il
19 agosto scorso è stato fatto un campionamento dello scarico
in acqua superficiale della Thyssenkrupp,
ditta "accusata" essere responsabile
dell'inquinamento.
I risultati ottenuti sono i seguenti: inferiore a 100
microgrammi/litro per il Cromo e inferiore a 5
microgrammi/litro per il Cromo esavalente. Quindi di molto
inferiori rispetto ai limiti di legge.
A
seguito delle notizie apparse, per poter avere tutti i dati
possibili in mano e valutare la situazione a 360 gradi, il 2
settembre scorso sono stati fatti degli ulteriori
campionamenti di acqua della Dora nei seguenti punti: ponte di
C.so Regina, passerella di Via G. Borsi,
ponte di Corso Svizzera, Ospedale Amedeo di Savoia, Bealera
a valle di C.so Umbria, via Livorno e ponte di Via Cigna. I
risultati di tutti i campioni analizzati danno delle
concentrazioni di Cromo inferiori a 2 microgrammi/litro e di Cromo
esavalente inferiori a 5 microgrammi/litro.
Un'altra
zona che è stata nominata e ritenuta responsabile del
presunto inquinamento è l'area Spina 3.
L'area si trova su un ex sito industriale dove è in corso una
riconversione di utilizzo ad area residenziale.
In particolare si era puntato l'indice sull'area Vitali, un'ex
acciaieria dove, sotto una vasca di filtrazione di accumulo
dei fanghi di cromatura, nel 2002 erano stati trovati ben 455
microgrammi/litro di Cromo esavalente.
L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i
fanghi contaminati, è stato fatto un pompaggio e un
trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di
prelievo del 2002, la concentrazione di Cromo esavalente va dai
0,5 ai 30 microgrammi/litro.
L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla
prima fase di messa in sicurezza.
«Le
concentrazioni di Cromo e di Cromo esavalente presenti nella
Dora quindi sono ampiamente compatibili con i limiti di legge
- continua Antonella Pannocchia - L'Arpa, tuttavia, non può
dire con ragionevole certezza di che natura fosse la macchia
verde fluorescente presente nella Dora in quanto nessuno ha
pensato bene di segnalare al nostro servizio di pronta
reperibilità (attivabile anche attraverso tutte le Forze
dell'Ordine) l'emergenza in corso e quindi non è stato fatto
un prelievo delle acque nel momento in cui le foto sono state
scattate.
L'ipotesi comunque, vista la tonalità della macchia, è che
si tratti di fluorosceina, un
tracciante innocuo per l'ambiente che si usa per seguire un
flusso nei corpi idrici.
Durante la conferenza stampa sono state mostrate soluzioni sia
di fluorosceina (proprio verde
fluorescente) sia di Cromo esavalente in concentrazione
elevatissima - 5 grammi/litro (di colore ambrato) e di 500
microgrammi/litro (assolutamente incolore).
Con certezza possiamo dire comunque che non si tratta nel modo
più assoluto di Cromo esavalente. Con questa conferenza
stampa abbiamo voluto dimostrare che Arpa
Piemonte e tutti le istituzioni (erano presenti anche i
tecnici del Comune di Torino e della Provincia di Torino)
conoscono in modo approfondito la situazione e con dati
inconfutabili possiamo affermare che non esiste il problema
Cromo esavalente nella Dora e nella Spina 3».
Guarda le
slide [1]
proiettate nel corso della Conferenza stampa.
|
|
19.08.08
da
www.beppegrillo.it
Grazie
Beppe!
Mi
stupiscono un po’ (ma non più di tanto) i ripetuti commenti di Elena
Hartog (allegato), che non ho il piacere di conoscere.
Ho
più volte avuto modo di spiegare bene che il valore di cromo esavalente,
che non deve essere superato nella falda è di 5 (cinque) microgrammi
litro e non 50 (cinquanta). Se la contaminazione della falda raggiunge i
30 microgrammi litro (come dice Elena Hartog) siamo SEI volte oltre il
limite consentito.
Si
tratta di arimetica e non di ricerca di visibilità.
Per
quanto riguarda la visibilità, per il momento ci hanno fatto vedere il
fiume giallo e verde!
Cordiali
saluti
Roberto
Topino
P.S.: stanno
arrivando dei vaffa al mio indirizzo di posta elettronica, significa che
abbiamo toccato un nervo scoperto.
SEI
CAPACE A LEGGERE!!!Caro Beppe,
ti seguo da sempre, essendo, come te, genovese.
Sono un funzionario tecnico al Comune di Torino - ufficio bonifiche, e ho
personalmente fornito le informazioni al Dott. Marco Bava, che ha fatto
pubblicare su varie testate giornalistiche anche dal Dott. Topino,
versioni via via più travisate dello stato di contaminazione delle acque
sotterranee che defluiscono nel fiume Dora.
A proposito del Cromo esavalente nella Dora: analisi chimiche di maggio
2008 attestano concentrazioni di cromo esavalente al di sotto della soglia
di rilevabilità strumentale.
455 microgrammi al litro è un dato del 2002 rilevato in un pozzo (quindi
nell'acqua sotterranea a
20 metri
dal piano campagna) sotto una vasca di filtrazione usata in passato dalle
acciaierie Vitali.
Tale vasca è stata rimossa, il terreno pulito, le acque di falda pompate
e trattate per 2 anni prima di essere scaricate nella Dora.
Ora la contaminazione residua in falda non supera 30 microgrammi al litro
(voglio precisare che il limite del cromo esavalente per la potabilità è
di 50 microgrammi al litro)e così resterà per un centinaio d'anni...è
tutto agli atti.
Purtroppo il voler travisare le informazioni per creare allarmismo sono
dovute a scopi di visibilità personale.
Sono a tua disposizione per eventuali approfondimenti del tema.
Ing. Elena Hartog
Elena Hartog 18.08.08 17:51
|
| Il
cromo ed i suoi composti |
|
| Il cromo è un metallo presente
in natura ed è inodore, duro e di colore grigio-acciaio. I suoi composti
sono usati come coloranti nei pigmenti e nelle tinture, per le cromature,
per colorare le pelli e come conservante per il legno.
Composti del cromo
Il cromo, essenzialmente, si presenta in tre modi:
cromo metallico usato per le leghe d'acciaio
inossidabile o per leghe con elevate resistenze cromo trivalente, o
cromo (III), è presente naturalmente nell'ambiente ed è un nutriente
dietetico essenziale, ed il cromo esavalente, o cromo (VI), prodotto
attraverso i processi industriali, come la combustione dei combustibili
fossili, l'incenerimento dei rifiuti e la fabbricazione dell'acciaio.
Le sue emissioni sono diminuite a partire dal 1970.
Quali danni può causare?
Il cromo ed i suoi composti possono causare danni
genetici ed il cancro. Un'esposizione eccessiva può colpire il sistema
digestivo, i reni, il fegato, i polmoni, l'apparato respiratorio, la pelle
ed essere causa d'aborti spontanei.
L'inalazione di cromo esavalente colpisce, in particolare,
le vie respiratorie. Anche una breve esposizione può essere causa di
difficoltà respiratorie, tosse ed affanno, mentre un'esposizione
prolungata può causare ulteriori effetti sull'apparato respiratorio
come bronchiti, polmoniti e danni alle narici. In definitiva il cromo
esavalente è da considerarsi, per l'uomo, un agente cancerogeno e d'essere
causa, nel caso d'esposizioni durature, del cancro ai polmoni.
Alcuni derivati del cromo, per determinate specie della
fauna selvatica, sono tossici e cancerogeni. Certune specie acquatiche lo bio-accumulano,
anche se sembra che per i pesci non corrisponda al vero. I derivati del
cromo VI sono i più tossici e sono, anche, quelli che più facilmente
vengono assorbiti dai biosistemi.
Legislazione ed accordi internazionali
La Direttiva 76/464,
Inquinamento dell'ambiente acquatico e sostanze pericolose (più le
direttive derivate), tratta dell'emissioni del cromo negli ambienti
acquatici. Dal punto di vista internazionale, la Convenzione
OSPAR è indirizzata al problema del rilascio del
cromo nel Nord Est Atlantico, sempre ai fini della protezione dell'ambiente
marino.
La bozza di Direttiva sulla Restrizione delle sostanze
pericolose (ROHS)
dovrebbe prevenire, dal luglio 2006, l'uso del cromo esavalente nelle
nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche. L'unica eccezione,
indicata nell'Annesso alla Direttiva, è l'uso del cromo VI come agente
anticorrosione nel sistema di raffreddamento dell'acciaio al carbonio.
Alternative
Sono disponibili diverse alternative all'uso del cromo VI
per le placcature. Tra esse sono comprese:
- bagno di zinco, come la zincatura
- bagno di nichel
- rame
- argento
- variazioni al metodo di verniciatura.
Il cromo trivalente può, anche, essere sostituito con
una lega nichel/ferro/cobalto.
Il nitruro di cromo, il diamante carbonio, il
bisolfuro di molibdeno ed il nitruro di titanio possono essere usati per
rivestimenti ad alta resistenza. Tutte questi offrono, però,
prestazioni diverse dal cromo esavalente; il loro impiego, quindi, deve
essere valutato volta per volta.
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Allego un articolo apparso su La Stampa di oggi.
Alcuni dettagli importanti sono stati trascurati, ad esempio non viene
detto che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari
dell'amianto, del benzene e delle radiazioni ionizzanti.
Non viene neanche detto che i valori riscontrati di cromo
esavalente superano di circa 100 (cento) volte il valore massimo
ammissibile di 5 microgrammi per litro.
Un breve chiarimento. Il cromo esavalente ha un colore giallo-arancione,
come si vede bene uscire dagli scarichi nella Dora. Il trattamento del
cromo esavalente per trasformarlo in trivalente determina la formazione
di un colore verdastro, come è stato visto uscire in abbondanza nei
mesi scorsi. I miei filmati e le mie fotografie documentano un liquido
di colore giallo cromo. I filmati sono visibili su YouTube digitando
cromo esavalente.
Cordiali saluti
Dott. Roberto Topino
Specialista in Medicina del Lavoro
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Fuell cell a idrogeno
Pubblicata il 17/11/2009
Dalle sperimentazioni in corso in Giappone
incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a
idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity,
Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente
118 km con un kg d'idrogeno.
Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno
contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano
circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è
attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero
percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo
conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il
problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso
compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora
ingombranti e pesanti bombole.
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www.ecorete.it
www.visual.paginegialle.it/
ARRIVA LA
CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori
economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra
incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a
Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger
economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.
Nato in una sera
di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico
e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il
«BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si
articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live
blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul
sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org):
un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account
Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto»
avranno la possibilità di fare domande ai relatori.
Dopo il debutto di
un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio
poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa
450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri
blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata
travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E
quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della
crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli
interventi.
Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default;
fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri
saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed
ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di
educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di
trading. |
| SAPEVI CHE
L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE DAL
POLITECNICO DI TORINO :
INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL
PROF.UGAZIO clicca qui
La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore
che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza
, si crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto ! |
Veri mostri
botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti
mutageni (cromo esavalente, diossine,
policlorobifenili).
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LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN
DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’
On. Scilipoti Domenico
Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area
Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via
Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.
Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002
presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata
una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo
esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato
dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455
µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.
La sorgente principale del cromo esavalente è stata
individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché
nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.
In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente
riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e
di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump &
Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.
Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di
concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti
superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e
pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente
a valle di esso.
L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato
che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i
fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è
rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento
delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la
concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro
(ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua
di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non
è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in
sicurezza”.
La relazione tecnica in oggetto precisa che:
“L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari
per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti”
e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari
a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite
tabellare previsto per il cromo esavalente.
Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di
attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000
metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e
residenziale.
Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria
con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli
pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).
L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del
sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie
di acciaieria.
Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo
milione di metri cubi.
Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in
quantità superiore ai limiti.
Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e
considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato
pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di
tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il
valore dell'area.
E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con
la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti
dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.
Le determinazioni più recenti consistono nella
preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area
costituita dalla prevedibile estensione della situazione di
contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.
La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché
ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un
possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe
installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di
contaminazione.
La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di
carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei
vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al
fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una
adeguata protezione dell'ambiente.
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda
rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
…
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di
concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di
legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30
microgrammi/litro.
…
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:
Non era il caso di informare la popolazione, che sembra
all'oscuro di tutto?
Non conveniva bonificare l'area subito, invece di
programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?
L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi?
Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?
Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene
precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al
pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle
radiazioni ionizzanti?
Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente
nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di
inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?
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Cromo esavalente nella Dora a Torino
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In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il
Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha
parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente
trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area
dell’ex acciaieria Vitali.
Dice il Coraglia:
“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati
anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in
materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori
infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata
fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla
Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato
assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da
sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto
la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.
Ma come stanno realmente le cose?
Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo
apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di
bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.
Divisione Ambiente e Verde
Settore Ambiente e Territorio
Ufficio Bonifiche
Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3
Data: 18/09/2008 074/S147/Eh
...
La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più
contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre
2003 e maggio
2005. A
seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in
falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono
sensibilmente diminuiti, da oltre
400 a
30 microgrammi/litro.
...
Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio
Ing. Federico Saporiti
Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax
+39.011.4426562
P.S.: Il colore del cromo esavalente.
http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4
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Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
L'inchiesta è
stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a
Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?
10.08.09
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