SPINA 3 TORINO
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E' mia intenzione conoscere il Vs parere sulla mia disponibilità a raccogliere delle deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

marcobava@email.it

 vi aspetto se la mia iniziativa vi interessa ! Mb

 

 

LA MAPPA DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio di:

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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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pura informazione.

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rischio sia personalmente piu' appropriato.


MARCO BAVA

 

 

 

IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile presso  di me e basta ordinarlo via email al costo di 30 euro COMPRESE SPESE DI SPEDIZIONE . Oltre al libro sulle mie esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e.

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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Municipio - Le testimonianze

27/12/2010 -

Il verde che inquina

In corso Principe Oddone è stato riscontrato cromo esavalente. I cittadini sono preoccupati per la loro salute, ma niente è cambiato dall'estate.

da www.digi.to.it - giosue' pugliese

Il cromo esavalente è un isotopo del normale cromo che diluito in acqua assume un colore verdastro. “A seconda delle quantità può essere molto nocivo. Con l’esposizione continuata a livelli tossici provoca emicranie, emorragie dal naso, problemi respiratori, insufficienza epatica, deteriora il corpo e ovviamente ogni genere di tumoreFrase di grande impatto tratta dal film su Erin Brockovich, interpretata da Julia Roberts. Proprio come in questo film, tratto da una storia vera, i cittadini di Borgo Vittoria guardano con sospetto le pozze d’acqua verde e stagnante che spiccano dai lavori del Passante Ferroviario fin da questa estate. Infatti il 12 agosto di quest’anno, l’allenatore di pugilato Guido Carli chiamò i vigili insospettito da quello strano liquame a pochi metri dalla sua palestra, i quali bloccarono un’autobotte che stava aspirando il liquame. Già da tempo i lavori avevano provocato gravi danni alle strutture adiacenti come crepe nelle fondamenta, la chiusura dei tombini della strada antistante le abitazioni e il conseguente ristagno d’acqua nei periodi di maggiore piovosità. Gli accertamenti dell’Arpa evidenziarono così un tasso di cromo esavalente e metalli pesanti in quelle pozze ben quattro volte maggiori ai limiti consentiti dalla legge( 5 microgrammi per litro) . Cos’è cambiato da allora? Andiamo a scoprirlo affacciandoci dalle finestre della “Sportforma“ per vedere le pericolose “pozze verdi”.

Signor Carli, cosa è successo dopo la sua denuncia?

Già da tempo denuncio le difficoltà di chi vive nelle zone limitrofe i lavori della cosiddetta “Spina3”. D’inverno le strade si allagano e invadono i già stretti marciapiedi e d’estate ci si deve allenare con le finestre chiuse per la troppa polvere. Molti commercianti hanno deciso di chiudere lungo tutto il corso. Marco Bava  è da qualche anno che mette in guardia rispetto ai pericoli del cromo esavalente e dei metalli pesanti presenti in questa zona. Precedentemente questa era una zona industriale. Il cromo utilizzato per il trattamento industriale dei metalli è quindi rimasto come inquinante residuo nel terreno, e probabilmente viene usato anche negli attuali lavori del Passante. L’area era stata data affinché venisse bonificata e riqualificata urbanisticamente. Ma basta un po’ di pioggia per far sì che si formino grandi pozze verdastre piene di cromo altamente cancerogeno. Tutto questo vicino ad abitazioni, al fiume Dora e alla mia associazione sportiva dove ogni giorno si allenano circa trecento ragazzi.

Quali azioni sono state fatte da parte dei cittadini?

Io stesso mi sono mobilitato cercando di far conoscere questa situazione potenzialmente pericolosissima. Il pericolo è che il cromo si riversi interamente nelle falde acquifere, infatti è stato affisso uno striscione sul ponte con scritto “Cromo esavalente nella Dora. Verità subito”.
I cittadini sono preoccupati ma non tutti sono a conoscenza di questo pericolo a pochi passi dalle loro case. Ho messo in rete vari filmati su questa vicenda e varie personalità, come il dottor Roberto Topino e Beppe Grillo dal suo blog, si sono affiancate alla lotta del quartiere per far si che la verità venga a galla, non solo quel liquame verde.

Cosa è stato fatto dalle autorità e cose si aspetta da loro?

Le autorità hanno dichiarato che i dati sulla bonifica verranno resi note a fine anno e che sono in corso valutazioni sui risultati delle analisi, ma come potete vedere da queste finestre quelle pozze sono sempre verdi e sempre più grandi. Spero che le autorità agiscano in fretta in difesa della salute dei cittadini e dell’ambiente.

Commenta questo articolo su www.digi.to.it, il magazine on line dell'Informagiovani di Torino
Leggi gli altri articoli di Digi.TO

 

 

TORINO 10.10.10

Gentile DIFENSORE CIVICO DELLA CITTA' DI TORINO

A DISTANZA DI 2 MESI DALLA MIA PRECENDETE EMAIL RELATIVA ALL' INQUINAMENTO DI C.P.ODDONE NON HO RICEVUTO ALCUNA RISPOSTA PER CUI NEL SOLLECITARE A STESSA ED ALLA PROCURA, PER ENTRAMBI :

1)  CHE CONTROLLO VIENE FATTO SUL TERRENO IN LAVORAZIONE SIA IN C.MORTARA SIA IN C.P.ODDONE INQUINATO DAL CROMO 6 ?

2) I LAVORATORI  CHE PRECAUZIONI PRENDONO ?

3) DOVE VIENE PORTATO IL TERRENO PRELEVATO DA QUESTI SITI ?

4)  come mai SONO STATI abbattuti alberi c.p oddone  quando si era deciso di passare con la ferrovia sotto gli alberi con l'ing.PELLISSETTI ?

In attesa di una esauriente risposta.

MARCO BAVA

 

 

cronaca

13/08/2010 - REPORTAGE

La misteriosa pozza verde
sul Passante Allarme inquinamento
in corso Principe Oddone

ANDREA CIATTAGLIA

TORINO

Una pozza verde di liquido stagnante ha mandato in allarme ieri i residenti di corso Principe Oddone. La pioggia scrosciante di mercoledì sera l’ha fatta comparire nel cantiere del Passante ferroviario, quasi all’altezza di via Stradella. Cromo esavalente affiorato in superficie? Residui chimici presenti nel terreno e venuti a galla per la forte pioggia? Tra i residenti le ipotesi catastrofiche si sono sprecate, nell’attesa che qualcuno arrivasse a spiegare cosa ci fosse nell’insolita piscina. Intanto il laghetto aveva accerchiato una delle trivelle del cantiere, mentre alcuni mezzi tentavano di aspirare l’acqua.

Situazione troppo movimentata per non attirare l’attenzione degli abitanti che hanno segnalato l’anomalia ai civich: «Siamo entrati nel cantiere - dicono - e abbiamo fermato un’autobotte manovrata dagli operai che cercava di aspirare la chiazza». Poi è toccato ai tecnici dell’Arpa prelevare i campioni dalla pozzanghera e dall’autobotte. Ma nessuno si è sbilanciato sul contenuto della pozza: «All’inizio pensavamo ad un guasto al sistema di scolo delle acque di cantiere - hanno spiegato -. Ma forse si tratta di qualcosa di diverso. Non è il caso di creare allarmismi, aspettiamo i risultati».

Gli esiti saranno pronti oggi, ma dalla sede Arpa mettono le mani avanti: «Cromo di diversi tipi e altro materiale inquinante è presente nella falda superficiale», ma «sotto i limiti consentiti dalla legge». L’ultima rilevazione sistematica dell’ente pubblico risale al 2008. Sotto Spina 3, «la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro», un decimo del livello d’allarme.

Marco Bava, tra i primi a segnalare la comparsa della chiazza, non è convinto: «Non è la prima volta che succede: i laghetti che si formano nell’area di cantiere sono spesso pieni di acqua di colori inquietanti, dal giallo scuro al verde acceso». Mistero su cosa contengano. «Si sa che sulle sponde della Dora e sui terreni c’erano grosse fabbriche e che il suolo era contaminato da metalli pesanti, scarti di lavorazione, residui chimici». In assenza di informazioni ufficiali, fare due più due è semplice: «Le recenti piogge - continua Bava - hanno trasportato qui quelle sostanze inquinanti attraverso la falda».

Secondo Guido Carli, presidente della palestra Sportforma di corso Principe Oddone, «la situazione è drammatica ed è peggiorata da due anni a questa parte». Infiltrazioni e scricchiolii degli edifici sono all’ordine del giorno: al piano interrato della palestra, la parete verso corso Principe Oddone è umida e giallastra, l’intonaco viene giù a pezzi e le volte del soffitto sono percorse da lunghe crepe. «Qui si allenano circa trecento ragazzi al giorno - spiega Carli -, vogliamo essere sicuri che non ci sia nessun rischio di crolli e di intossicazione da residui chimici tossici».

Sulle bonifiche, i residenti della vicina Spina Tre la mettono sul piano delle pessime relazioni col Comune. Ezio Boero, coordinatore del comitato spontaneo di cittadini dei nuovi palazzoni di corso Mortara, attacca: «Non è il caso di lanciare allarmismi, ma i residenti non sono mai stati informati dei lavori su questo territorio». Eppure da anni mucchi di terra di scavo stanno fuori dalle loro finestre: «A giugno, alla commissione sulle bonifiche in Comune - ricorda Boero - non era presente neanche un assessore: sarebbe ora che a Palazzo Civico si decidessero a spiegarci cosa sta succedendo».

 

 

 VEDI VIDEO 12.09.08

 

 

 

VEDI VIDEO SU www.beppegrillo.it su INQUINAMENTO SPINA 3 CLICCA QUI
Audio Mp3

Il Blog ha intervistato Roberto Topino, medico del lavoro, e un suo collaboratore, Roberto Bava sulle conseguenze dell'esposizione al cromo esavalente.

Roberto Topino:
"Il cromo esavalente è un metallo che viene utilizzato nell’industria per via delle sue proprietà anti ruggine.
Tant’è vero che metalli di qualità inferiore, tipo il ferro e altri metalli, vengono trattati al fine di rendere la superficie lucente e inattaccabile dagli agenti atmosferici.
Purtroppo, e questo vale sia per il cromo esavalente che per le altre sostanze utilizzate nell’industria come l’amianto e il nichel, è anche un cancerogeno, quindi se non viene utilizzato con tutte le precauzioni del caso, è un metallo che può provocare tumori nelle prime vie aeree, dello stomaco e del polmone, ed è attivo anche a concentrazioni molto basse.
Tant’è vero che a causa della sua capacità di infiltrarsi nel territorio, tenendo ben presente che la falda acquifera è sacra, è stato stabilito un livello internazionale di concentrazione del cromo esavalente che non dev’essere superato, di 5 microgrammi per litro.
Siamo arrivati fino a 455 microgrammi per litro e tuttora viene confermato che siamo sopra il livello stabilito, con punte che toccano i 30 microgrammi per litro d’acqua, quindi 6 volte oltre il limite.
Non si deve bere l’acqua che contiene cromo esavalente perché la sostanza ha delle proprietà mutagene, nel senso che può modificare il DNA, quindi c’è il rischio di contrarre dei tumori ma c’è anche il rischio di avere dei figli malformati, o comunque patologie di tipo malformativo e tumorale.
Il cromo esavalente si scioglie nell’acqua e poi, siccome la falda acquifera non è immobile, lo si può trovare anche a distanza di tempo e di luogo.
In campo professionale abbiamo visto dei tumori portati dal cromo esavalente, tumori ai polmoni, inoltre uno degli effetti più noti del cromo è la perforazione del setto nasale con sanguinamento e una serie di disturbi di tipo rinitico che però possono portare anche al tumore del polmone e dello stomaco.
Mi sento di dire la stessa cosa che vale per l’amianto: va tolto! L’unico amianto, nichel e cromo esavalente che non fanno male sono quelli che non ci sono.
E purtroppo abbiamo visto che tonnellate sia di cromo che di nichel sono stati riversati nella Dora Riparia addirittura con l’autorizzazione della provincia di Torino.
Qui si parla della ThyssenKrupp che si trova a poche centinaia di metri a monte.
In Rete ci sono immagini molto interessanti che sono state girate a Tezze, dove si vedono delle margherite che anziché essere tonde sono lunghe e strette.
Le chiamano le pratoline di Tezze, si possono vedere su Youtube.
Sono cresciute su un’area che è stata annaffiata con acqua proveniente da pozzi contaminati da cromo esavalente.
Abbiamo visto cose strane anche in Val di Susa, in un primo momento abbiamo pensato fosse stata la diossina, i policlòrobi fenili di un’acciaieria che si trova in Val di Susa, abbiamo trovato cicoria, prugne e rose malformate.
Qualche mese fa mi ha telefonato un giornalista di un giornale di Torino per dirmi che da un ponte della Dora Riparia di fronte all’acciaieria c’era uno scarico d’acqua che conteneva un liquido verde brillante tendente al giallo.
Io, in un primo momento e non conoscendo ancora la questione della presenza del cromo esavalente, non ho saputo rispondere con precisione.
Siamo tornati sul luogo quando abbiamo visto le carte che ci ha fornito Marco Bava, su cui sono evidenziati i punti degli scarichi dell’acciaieria.
Facendo una verifica di persona ho notato che sia dallo scarico che mi aveva fatto notare il giornalista, sia dallo scarico più a valle, quello di via Livorno, si nota uscire un liquido di colore giallo come questa maglia che è il tipico colore del cromo esavalente che vediamo anche nelle cabine di verniciatura dove si usano vernici al cromo e che vediamo anche nelle aree dove in passato sono stati svolti lavori di cromatura.
Adesso bisogna identificare il datore di lavoro e per conto di chi opera, perché potrebbero esserci anche responsabilità politiche, specie quando si decide di costruire alla svelta in determinate aree."

Roberto Bava:
"Finalmente ci sono delle indagini, come finalmente il giornale cittadino "La Stampa" ha pubblicato il 25 maggio del 2008 un articolo dal titolo molto chiaro, trasparente "Palazzi costruiti su scorie e veleni, denuncia per l'ex Villaggio olimpico di Spina A3", direi che tutto questo è stato proficuo per rendere cosciente la popolazione di quello che avveniva.
Però io sono andato a trovare le persone che ci abitano, sono coscienti, però mi hanno detto "...si però noi non abbiamo i soldi per andare via di qua" al che io ho ribattuto "E' un vostro diritto avere delle case su terreni salubri che non serviate come specchietto per le allodole per altre costruzioni.
Questa è l'area inquinata, secondo il comune, e qua hanno costruito le case popolari.
Come vedete qua intendono costruire altre case.
Quindi, in poche parole mi pare si poter affermare che questa è la storia del topo: se questi non muoiono costruiscono per gli altri.
Credo tuttavia non sia corretto agire così nei confronti delle persone più povere che non possono scegliere e che non sanno, quindi a questo proposito mi sento di garantire a queste persone e a tutti quelli che hanno questi problemi un'opportuna tutela legale con l'avvocato del giudice del Foro di Torino che si è dato disponibile.
Altro fatto importante, voi vedete che il cromo esavalente è concentrato in questa fascia, allora se voi sovrapponete le due aree potete vedere che non è vero che il cromo esavalente è solo qua perché qua hanno le scorie, ma è soprattutto concentrato qua dove c'erano le torri che servivano per la cromatura.
Ciò significa che anche chi abiterà qua si troverà di fatto ad avere questo problema di inquinamento di residuo di queste torri.
Ultima osservazione è che tutto ciò sta a pochi metri dal fiume, e questa è un'area particolarmente esondabile.
Quindi quando il fiume esce raccoglie tutto quello che c'è qua e se lo porta via.
Quindi io direi che bisogna smetterla a Torino e in tutt'Italia di continuare a speculare sulle ex aree industriali, che hanno già portato a sufficienza morte e problemi di inquinamento alle aree urbane, è giusto che queste aree ritornino alla città attraverso dei parchi, che i cittadini le riutilizzino per il tempo libero e che non siano ulteriormente sfruttate da speculazioni edilizie e da cementificazioni legate in un modo e in un altro ai partiti di governo e anche di opposizione, perché a Torino c'è anche questo consociativismo della spartizione della torta fra tutti quanti, magari anche con la regia della massoneria attraverso le banche."

 

 

 

17.09.08 

Cromo esavalente nella Dora a Torino, adesso siamo sicuri!

 

La Stampa ha titolato: ”Esclusa la presenza di cromo”, di seguito, nell’articolo dell’11 settembre 2008, leggiamo che dopo la messa in sicurezza, la quantità di cromo oscilla tra 0,5 e 30 mg/litro.

Devo precisare che il limite di legge per le acque di falda è 5 microgrammi litro, seimila volte inferiore al valore di 30 mg/litro al valore pubblicato dal quotidiano.

L’articolo conclude ipotizzando che qualcuno avesse versato qualcosa di proposito...

 

Per fare chiarezza basta dare un’occhiata alla recente mappa allegata, che indica l’estensione dell’area contaminata da cromo esavalente in quantità superiore al limite internazionale di legge di 5 microgrammi litro.

La cartina è muta, ma si riconosce molto chiaramente l’area che va da via Borgaro fino alla stazione Dora, il plume di contaminazione si dirige verso sud-est e finisce nella Dora Riparia.

 

Cordiali saluti

Roberto Topino

 

Oggetto: La Dora Riparia adesso fa anche la schiuma
 
 
Torino, lungo Dora Siena.
Immagini di oggi 19 settembre 2008.
Cordiali saluti
Roberto Topino
 

30.10.08

Al Dirigente del Settore Ambiente e Territorio della Città di Torino

Ing. Federico Saporiti

Ringrazio del cortese riscontro anche se devo far notare che non si tratta dell’ennesimo chiarimento, ma della prima risposta, che ricevo.

I punti non chiariti restano parecchi e vorrei elencare almeno i più importanti.

La lettera inviata al Primo Liceo Artistico non ha determinato alcun allarme (nessuno ha risposto) e il motivo del malessere degli studenti (una ventina di studenti trasportati in ospedale) è rimasto oscuro. Poiché alcuni intervistati dal telegiornale regionale riferivano che un’esalazione irritante arrivava dal vicino fiume, direi che la possibilità che qualche sostanza pericolosa sia stata versata nella Dora (in quel momento in piena) e che la presenza di una cascata poco a monte abbia determinato una nebulizzazione dell’inquinante con possibilità di inalazione e di contatto con le mucose, sia un’ipotesi sulla quale lavorare e non da scartare in prima battuta, senza però dare una risposta alternativa verificabile.

Leggo che i fanghi contaminati sono stati trasportati e smaltiti presso impianto autorizzato nei giorni dal 9 al 30 settembre 2003, mi sembra una risposta un po’ evasiva, si potrebbe sapere quale era la quantità e dove sono stati smaltiti?

Parimenti evasiva mi sembra la dichiarazione che la Dora non presenta tracce di cromo esavalente, senza indicare luoghi, tempi e modalità di prelievo. Il fiume scorre e le rilevazioni estemporanee non possono provare la salubrità costante delle acque. Vale lo stesso discorso dell’amianto, che a volte non viene trovato nell’aria neanche nei pressi di fonti sicure di fibre di questo pericoloso minerale. Va detto che i laboratori precisano sempre che il valore riscontrato si riferisce soltanto al campione preso in esame, ammettendo implicitamente che in un altro momento i valori potrebbero essere ben diversi.

 Le quantità di cromo e di nichel versate nella Dora dalla ThyssenKrupp e documentate dai registri nazionali ed europei, sono veramente impressionanti (si parla di tonnellate) se intese come valore assoluto. La diluizione in migliaia di metri cubi d’acqua non ne riduce la quantità.

 Le considerazioni di carattere economico sono state determinanti considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003) e l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

In questa situazione sarebbe auspicabile una rimozione completa dell’area contaminata, che è relativamente circoscritta ma, purtroppo, poggia su una falda superficiale, che continua ad essere inquinata e che, secondo la dichiarazioni dei tecnici, lo resterà ancora per altri 50 anni.

Il problema dei costi non dovrebbe passare in secondo piano, rispetto alla tutela dell’ambiente e dei cittadini.

 Ben conoscendo la lavorazione di cromatura come veniva effettuata negli anni in cui l’area in questione era ancora industrialmente attiva, è praticamente certo che una grande quantità di cromo esavalente sia ancora presente nel suolo, in forma secca, pertanto è verosimile che i lavori di scavo e gli agenti atmosferici possano veicolare particelle di questo pericoloso minerale fino alle vie aeree di chi si trova nei paraggi.

In questo caso, se da un lato può essere meno preoccupante la presenza di cromo nella falda per chi si trova sopra (e non beve quell’acqua), resta da stabilire quale sia il rischio legato alla presenza di cromo nell’aria dell’area Vitali.

 Il discorso sulle vie di assorbimento del cromo esavalente è di pertinenza medica e non ingegneristica, noto che a seconda delle situazioni i tecnici (non i medici) indicano vie diverse, nel senso che se l’inquinante si trova nell’aria i tecnici dicono che è pericolosa solo l’ingestione, mentre se è inquinata l’acqua i tecnici dicono che l’ingestione non è pericolosa, ma lo è l’inalazione.

 Non è la prima volta che constato una tendenza a mettere i rifiuti “sotto il tappeto”, emblematico è il caso dell’amianto sotterrato in gran quantità nei pressi dell’OVAL del Lingotto, esattamente sotto un parcheggio che poggia su un vasto terrapieno. L’amianto sotterrato non dovrebbe dare problemi, ma il cromo esavalente nella falda è un problema molto più serio e non credo che si possa chiedere una deroga alla concentrazione definita per legge.

 Resta il problema del colore dei liquidi versati nella Dora.

Il liquido verde potrebbe essere fluoresceina, anche se non è stato chiarito chi l’ha versata in così grande quantità, né quando e per quale motivo. Potrebbe anche trattarsi di cromo trivalente frutto del trattamento di bonifica.

Nessuno ha dato una spiegazione relativa al liquido giallo che ho ripetutamente fotog raf ato. In mancanza di analisi mirate tutte le ipotesi restano valide, anche quella che si trattasse di cromo esavalente dilavato dalle piogge e drenato dai vecchi scarichi dell’acciaieria.

 Resto a disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Ringrazio ancora per l’attenzione e porgo cordiali saluti.

 Dott. Roberto Topino

Specialista in Medicina del Lavoro

  


Da: Federico Saporiti [mailto: federico.saporiti@comune.torino.it ]
Inviato: lunedì 27 ottobre 2008 15.51
A: Topino Roberto ; urc@comune.torino.it ; info@comitatodoraspina3.it ; comitatoparcodora@comune.torino.it ; ecologia@comune.torino.it; montanari@nanodiagnostics.it; urp@comune.torino.it ; segnalazioni@beppegrillo.it
Cc: Elena Hartog
Oggetto: Re: Cromo esavalente nella Dora Riparia a Torino

 

In risposta alle sue osservazioni, di seguito riportate tra virgolettato, riteniamo a nostra volta opportuno precisare alcuni fatti.

 

<< Il documento del 7 settembre 2006 parla effettivamente di dati recenti, trascrivo testualmente: ”La principale contaminazione in falda è costituita dal cromo esavalente in concentrazioni rilevate in occasione delle più recenti campagne di monitoraggio della falda fra 10 e 50 μg/l, con un picco di 282 μ/l nel pozzo P4”.>>

  Il dato di 282 microgrammi/litro è stato registrato in falda il 15 luglio 2002, pertanto non era un dato recente a settembre del 2006. La frase da lei riportata in effetti induce in errore essendo il dato 282 microgrammi/litro scritto dopo la virgola, troppo vicino all’aggettivo “recenti”, che invece si riferisce ai dati 10 e 50. Ovviamente l’intera sequenza dei dati è contenuta nei documenti a cui i vari atti si riferiscono, documenti anch’essi messi a disposizione insieme al documento da Lei citato.

Si ribadisce comunque che 282 microgrammi/litro non è un dato recente, bensì un dato di picco relativo al pozzo posto immediatamente a valle idrogeologica di quella che è stata individuata quale sorgente primaria di contaminazione della falda.

 <<La fig. 1 – Immagine della Dora scattata dal Dott. Roberto Topino , mi cita quale autore della fotog raf ia. NON E’ VERO, non ho mai scattato fotog raf ie di liquido verde nella Dora.

Le mie fotog raf ie, già consegnate alla Procura della Repubblica, evidenziano un liquido di colore giallo ambrato (tipico del cromo esavalente) che si versa nella Dora.>>

 Siamo stati indotti all’errore, e ce ne scusiamo, dai seguenti articoli:

 §           http://www.sanpablog.it/?p=669 del 12 settembre 2008 “Tutti quelli che hanno seguito il caso del cromo esavalente finito nella Dora Riparia a Torino sanno che ho fotog raf ato e filmato un liquido di colore giallo ambrato che defluiva nel fiume”;

§           http://www.sanpablog.it/?p=673 dal titolo “Il colore del cromo esavalente” del 13 settembre nella parte che cita: “Tutto chiarito soltanto secondo l’ARPA, perché le mie fotog raf ie e i miei filmati dimostrano la presenza, negli scarichi che si riversano nella Dora, di un liquido di colore giallo ambrato”;

Fra i filmati pubblicati sui vari blog compare un filmato costituito da immagini, fra le quali una foto che riproduce un liquido verde, desumibile da you tube “Cromo esavalente nella Dora a Torino - Le prove” http://it.youtube.com/watch?v=-RGlxCSDS6c allegato al blog di Beppe Grillo, articolo del 18 agosto 2008 “La Dora al Cromo esavalente”.

 

Per quanto attiene la tonalità degli scarichi, i filmati di youtube sono stati pubblicati a partire dalla fine di maggio 2008, e sono sempre stati commentati essere connotati da tonalità di colore che mai hanno menzionato il colore ambrato, fino al 12 settembre.

  

§           28 maggio 2008 http://ilbenecomune.blogspot.com/2008/05/cromo-esavalente-nella-dora-torino-le.html “Cromo esavalente nella Dora - Le prove”: “C’è anche chi come Roberto Topino , specialista in Medicina del Lavoro, ha documentato la fuoruscita di un liquido verdognolo dagli scarichi che buttano in Dora;

§           30 maggio 2008 http://www.sanpablog.it/?p=597 “Veleni nella Dora”: P.S. notate il liquido di colore giallo cromo, che viene versato direttamente nel fiume.

§           18 agosto 2008 www.beppegrillo.it “La Dora al cromo esavalente”. Il colore della Dora è indicato come “filmati della Dora verdeoro”, “colore giallognolo di Sergio Chiamparino”;

§           30 agosto 2008 http://salutetezze.splinder.com/post/18221254 “Si può morire a norma di legge” sono citati in sequenza: liquido verde brillante; colore verdastro; caratteristico colore giallo del cromo esavalente;

§           12 settembre 2008 www.beppegrillo.it “Di cromo si muore” (ndr: la pubblicazione è del 12 settembre, ma il filmato è precedente a tale data): scarico d’acqua che conteneva un liquido verde brillante tendente al giallo; liquido di colore giallo come questa maglia che è il tipico colore del cromo esavalente;

 

In effetti dopo la conferenza stampa dell’ARPA (11 settembre 2008) dove si mostrano le ampolle contenenti varie concentrazioni di cromo esavalente e l’ampolla contenente la fluoresceina, la tonalità verde viene definitivamente esclusa e sostituita dalla tonalità legata all’ambra:

 

§           12 settembre 2008 http://www.sanpablog.it/?p=669  Tutti quelli che hanno seguito il caso del cromo esavalente finito nella Dora Riparia a Torino sanno che ho fotog raf ato e filmato un liquido di colore giallo ambrato che defluiva nel fiume. L’Arpa di Torino ha indetto una conferenza stampa per spiegare ai giornalisti che quel liquido non era cromo esavalente, perché tale composto cancerogeno, in concentrazione elevatissima (5 grammi/litro), assume un colore ambrato e non VERDE FLUORESCENTE;

§           13 settembre 2008 http://www.sanpablog.it/?p=673 “Il colore del cromo esavalente” liquido di colore giallo ambrato, lo stesso colore dell’ampolla contenente cromo esavalente in concentrazione molto elevata, presentata durante la conferenza.

 <<Contesto la frase: l’inquinamento da cromo esavalente della falda acquifera, oltre che essere attualmente di entità limitata, non comporta alcun possibile rischio per i fruitori delle aree sovrastanti, come per eventuali locali interrati, in quanto trattandosi di metalli non è possibile alcuna trasmissione tramite vapori o esalazioni”.

Il cromo esavalente può essere inalato, irrita le mucose delle vie respiratorie e può causare il tumore del polmone.

L’ISPESL precisa che l’apparato respiratorio rappresenta il principale bersaglio dell’azione tossica e cancerogena del Cr(VI); l’esposizione professionale, acuta e cronica, avviene soprattutto per assorbimento mediante inalazione. È stato inoltre dimostrato che l’esposizione a Cr(VI) è una delle possibili cause di tumore al polmone.>>

 Gli effetti tossicologici riportati non sono in discussione, lo sono invece i percorsi di migrazione del cromo esavalente dalla falda all’aria atmosferica, e quindi anche le vie di esposizione alla contaminazione, ossia l’inalazione di cromo esavalente in falda da parte del bersaglio essere vivente.

Il cromo esavalente può essere inalato quando tale composto sia già presente in atmosfera a causa per esempio delle emissioni di inceneritori (il cromo esavalente in tal caso non è presente in forma gassosa, ma in quanto adeso alla superficie delle micropolveri), oppure in luoghi di lavoro ove le emissioni sono legate a lavorazioni con acido cromico.

Il cromo esavalente disciolto nell’acqua non può evaporare, perciò la contaminazione di fiumi o acque sotterranee può essere pericolosa solo per ingestione di tali acque.

 A tale proposito si ritiene di essere nella ragione nel segnalare che il suo articolo “Veleni nella Dora” http://www.sanpablog.it/?p=597 che ha procurato diffuso allarmismo, non sia fondato su considerazioni sufficientemente approfondite, considerato tra l’altro che la Dora non presenta tracce di cromo esavalente.

 Si coglie l’occasione per riferire in merito al seguente suo scritto:

<<“Spett.le Direzione del Primo Liceo Artistico
Via Carcano 31 - 10153 Torino

Ho appreso dal telegiornale regionale che alcuni allievi dell’Istituto hanno accusato un malore durante la lezione di educazione fisica.
I sintomi descritti (bruciore alla gola e irritazione degli occhi) sono caratteristici dell’esposizione a cromo esavalente (noto irritante e cancerogeno) che è stato versato in quantità impressionante nella Dora, la quale scorre vicino al Liceo.
L’ipotesi che i sintomi lamentati siano da attribuirsi a veleni versati nella Dora è suggestiva e non peregrina.
A disposizione per eventuali chiarimenti, mi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

Dott. Roberto Topino
Specialista in Medicina del Lavoro>>

 Tra le possibili cause di tali malori si ipotizza un intervento di pulizia delle piscine vicine con ione ipoclorito, che può dare gli effetti da lei descritti, mentre la semplice visione della morfologia dei luoghi porta a ipotizzare che in caso di “esalazioni” provenienti dalla Dora i malesseri si sarebbero dovuti avvertire in primis nei numerosi ambienti di vita e lavorativi presenti sul Lungo Dora piuttosto che nella scuola in questione più distante dal fiume. Quanto sopra anche alla luce della notevole distanza della scuola dal punto dei presunti scarichi.

 In merito alle “quantità impressionanti” di cromo esavalente versate nella Dora si rileva che:

 I dati relativi agli scarichi idrici provenienti da stabilimenti industriali di cui agli studi citati dai recenti articoli, sono desunti dalla Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel 2006 dalla Provincia di Torino. Tali dati tuttavia, stimati in via cautelativa, vanno rapportati al volume d’acqua che la Dora veicola (portata media a Torino 26 mc/s), per avere una stima dell’incidenza sulla qualità delle acque del fiume. Una stima grossolana porta a ipotizzare una concentrazione media di cromo in Dora dovuta a tali scarichi sicuramente inferiore al microgrammo/litro. Inoltre si rileva che a fronte di limiti allo scarico autorizzati pari a 2000 microgrammi/litro per il cromo totale e 200 microgrammi/litro per il cromo IV, i controlli effettuati dall’ARPA sugli scarichi in oggetto nel corso degli anni hanno rilevato valori massimi di 50 microgrammi/litro per il cromo totale e 20 microgrami/litro per il cromo esavalente. 

 <<L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di Cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.>>

 I fanghi contaminati sono stati trasportati e smaltiti presso impianto autorizzato nei giorni dal 9 al 30 settembre 2003.

 

Siamo bene a conoscenza che il limite consentito nelle falde acquifere sia 5 microgrammi/litro. Tale limite è raggiunto a poche centinaia di metri dal sito, tuttavia si richiederà comunque di spingere la bonifica della falda al rispetto dei limiti al confine dell’area, verificando la fattibilità di interventi mirati. Certamente riteniamo un inutile spreco di risorse continuare a pompare acqua della falda, scaricabile poi direttamente in Dora senza trattamento poiché ampiamente entro i limiti allo scarico e con risultati finali sulla falda pressoché nulli.

 

Certamente Lei vorrà continuare a insistere sul fatto che le concentrazioni in falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

La spiegazione di tale permanenza di superamento dei limiti normativi tuttavia non è legata all’immobilità delle istituzioni, alla volontà di non far spendere soldi ai proprietari dell’area perché qualche amministratore ci guadagna, come si vuol far intendere sui vari siti.

La situazione è invece legata ad una oggettiva situazione fisica: purtroppo l’azione di spargere una scatola di spilli per terra ha effetto immediato, mentre raccoglierli fino a ripristinare la condizione iniziale richiede tempo, e molto più sforzo dell’azione di svuotare tale contenitore.

Nel caso dell’area Vitali l’inquinamento è avvenuto il secolo scorso, quando non esistevano normative che impedissero tale pratica.

Con l’entrata in vigore delle prime norme a tema ambientale in Italia (la prima è la “legge Merli” del 1976 che regolamentava la qualità degli scarichi industriali nelle acque superficiali) ci si è resi conto, oltre che dell’esistenza dell’argomento “ambiente”, soprattutto dell’importanza fondamentale della “prevenzione”, visto il costo e la generale impossibilità di portare una situazione compromessa al suo stato originario.

Tant’è vero che la normativa ha tenuto conto di tale “impossibilità”, inserendo la deroga ai limiti tabellari con l’art. 5 del D.M. 471/99, come già spiegato anche nel documento al quale lei fa riferimento. Tale deroga deve essere supportata dalla dimostrazione che il permanere di contaminazione residua non costituisca rischio per la salute dell’ambiente e della popolazione. Tale possibilità è contemplata anche dal vigente D.Lgs 152/2006, previo parere dell’Ente preposto alla qualità della risorsa idrica.

 Infine si vuole motivare il tono talvolta polemico di questo ennesimo chiarimento: le precedenti comunicazioni di questi uffici sono sempre state connotate da toni neutri e dati certi, che tuttavia continuano evidentemente ad essere oggetto di attacchi fondati su conoscenze parziali ed estrapolate dai contesti. Il diritto di critica è sacrosanto. Altrettanto doveroso, credo, è verificare le proprie ipotesi prima di lanciare allarmi.

 cordiali saluti.

 

Il Dirigente del Settore Ambiente

                  e Territorio

         ing. Federico Saporiti

 

SPINA 3 TORINO DAL SITO clicca qui


VOGLIAMO INFORMAZIONI SULLA BONIFICA DI SPINA 3. LA SALUTE DEI CITTADINI AL PRIMO POSTO

Al Sindaco della Città di Torino
All’Assessore all’ambiente del Comune di Torino
All’Assessore all’urbanistica del Comune di Torino
All’Assessore allo sviluppo sostenibile e all’ambiente della Provincia di Torino
All’Assessore alle risorse idriche e qualità dell’aria della Provincia di Torino
Alla Presidente della Quinta Circoscrizione
Al Presidente della Quarta Circoscrizione
All’ARPA

Torino, 11 settembre 2008

oggetto: inquinamento dell’area di Spina 3 e relativa bonifica

Negli ultimi mesi, ed anche nella giornata odierna, sono apparsi sui mezzi d’informazione articoli, fotografie, lettere in merito all’inquinamento da cromo esavalente, sia dell’area Vitali di Spina 3 che della Dora Riparia.
Come Comitato Dora Spina Tre abbiamo esaminato gli atti comunali relativi all’inquinamento inizialmente rilevato nella zona dismessa dalle fabbriche. Ne emergevano valori particolarmente preoccupanti per i riflessi sulla salute dei residenti se non si fosse provveduto ad un’efficace bonifica della zona, zona dove oggi abitano centinaia di persone e dove è presente anche una scuola per l’infanzia.
Siamo venuti a conoscenza che sarebbe ancora in corso una bonifica ambientale i cui risultati non sono di dominio pubblico.
Si è nel frattempo ingenerata preoccupazione tra i cittadini in un contesto di assenza di informazioni sull’argomento da parte delle Istituzioni elettive. Tali informazioni riteniamo siano un diritto dei residenti, a prescindere dalle conclusioni dell’indagine che risulta in corso da parte della Magistratura.

Chiediamo perciò, per la chiarezza dovuta dagli Amministratori rispetto ai loro rappresentati e per gli impegni che le Leggi vigenti impongono Loro a tutela della salute dei cittadini, vengano sollecitamente, anche attraverso la convocazione di pubbliche assemblee:
- pubblicizzate le modalità, le tempistiche e i risultati delle bonifiche effettuate e ancora in corso
- diffuse le risultanze delle rilevazioni in atto con riferimento alle concentrazioni attuali di metalli pesanti (in particolare di cromo esavalente) nella falda freatica, nel terreno ora residenziale e in quello del futuro Parco Dora
- monitorata costantemente la qualità dell’aria e delle acque della zona
- verificata l’opportunità di costruire le previste ulteriori residenze nella zona in oggetto.

Sottolineiamo che non possono essere apposti vincoli di costo della bonifiche necessarie a fronte all’esigenza prioritaria di tutelare la salute dei cittadini.

Certi di una Vostro sollecito riscontro, in linea coll’importanza dell’argomento, cordialmente salutiamo

COMITATO DORA SPINA TRE

 

Conferenza stampa dell’ARPA sul cromo esavalente versato nella Dora Riparia a Torino

Tutto chiarito soltanto secondo l’ARPA, perché le mie fotografie e i miei filmati dimostrano la presenza, negli scarichi che si riversano nella Dora, di un liquido di colore giallo ambrato, lo stesso colore dell’ampolla contenente cromo esavalente in concentrazione molto elevata, presentata durante la conferenza.

 

Le immagini su

 

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article4364

 

 

Si può morire a norma di legge.
 
 

La legge prevede dei limiti per la concentrazione di cromo nelle acque, ma ci sono due normative. Il limite sanitario di concentrazione ammissibile nell’acqua potabile è di 50 µg/litro come cromo totale, mentre la norma di tutela ambientale pone invece il limite di 5 µg/litro di cromo esavalente. Il superamento del limite previsto per le acque di falda impone la ricerca delle cause e l’eventuale bonifica. In questi casi il sindaco, come massima autorità sanitaria, può disporre la chiusura dei pozzi. La legge, in questo caso, non tutela la salute dei cittadini, perché gli esperti confermano che il cromo presente nell’acqua potabile è quasi tutto esavalente, per via della sua solubilità, pertanto è possibile bere acqua “a norma di legge” con quantità notevoli e pericolose di cromo esavalente.

 

Il colore del cromo esavalente

di Roberto Topino

Il 10 settembre 2008, a Torino, l’ARPA ha convocato i giornalisti per informarli delle conclusioni a cui i tecnici dell’ente sono giunti in seguito alle notizie apparse su alcuni siti internet e su alcuni quotidiani circa l’inquinamento della Dora Riparia da parte del cromo esavalente.

Durante la conferenza è stato spiegato che la “leggenda” del cromo esavalente non trovava riscontri perché le analisi effettuate dall’ARPA, sia pure a mesi di distanza dal rilievo di colorazioni anomale del fiume, escludevano la presenza di cromo esavalente in concentrazioni fuori norma.

A riprova di quanto dichiarato, durante la conferenza sono state presentate quattro ampolle: due incolori contenenti concentrazioni limitate di cromo esavalente, una di colore giallo ambrato, contenente una concentrazione molto elevata di tale composto cancerogeno e una di colore verde contenente fluorescina.

L’ARPA ha spiegato che il liquido verde trovato in quantità nella Dora era fluorescina, usata come tracciante e non cromo esavalente, che è di colore ambrato.

Tutto chiarito soltanto secondo l’ARPA, perché le mie fotografie e i miei filmati dimostrano la presenza, negli scarichi che si riversano nella Dora, di un liquido di colore giallo ambrato, lo stesso colore dell’ampolla contenente cromo esavalente in concentrazione molto elevata, presentata durante la conferenza.

La foto è stata tratta da CronacaQui dell’ 11-9-2008

 

E' evidente che il cromo esavalente sversato, originariamente giallo ambrato, può subire delle reazioni, che lo fanno diventare verde.
 

http://www.beppegrillo.it/2008/08/morti_bianche_v.html

 

“L’intera area lavorativa era un bagno di cromo esavalente, l’operaio camminava in una fanghiglia, il pavimento in cemento era stato corroso ed i veleni sono filtrati nel terreno inquinando perfino le falde acquifere. Tutti i familiari degli ex operai ricordano i forti odori nauseanti con i quali tornavano a casa.
Altro elemento inquietante emerso, riguarda lo smaltimento del liquido verdastro prodotto. Invece di essere sottoposto a regolare depurazione, in gran parte veniva disseminato attraverso autobotti nei terreni del comprensorio. Operazioni condotte probabilmente di notte, visto che alcuni operai hanno raccontato di vasche piene di sera e vuote al mattino. Si era pensato ad uno scarico in una roggia adiacente all’industria, risultata altamente inquinata, ma in realtà le uniche tubazioni a portare liquidi in quella roggia, erano quelle dell’acqua piovana: la pioggia che scivolava dal tetto si impregnava, vista l’assenza di aspiratori, di tutte le sostanze. Purtroppo queste cose sono emerse solo dopo la morte di un numero consistente di operai e di un inquinamento alle falde acquifere da cromo esavalente. Risultavano esserci state delle ispezioni da parte della USL, ogni volta nei verbali segnalavano carenze, ma la copertura politica ha permesso di ovviare. Tutti sapevano ma nessuno parlava. Basta pensare che l’agibilità alla ditta è stata notificata solo nel 1983, mentre era attiva già a partire dal 1975. Ricordi di paese parlano di bambini che andavano a giocare nei campi e tornavano a casa con le gambe macchiate di verde. Un infermiere che tentò di denunciare questa cosa ricevette intimidazioni per non parlare.
Oggi la mia famiglia, insieme a poche altre, porta avanti questa battaglia per veder riconosciuto il danno fatto ai nostri cari. Purtroppo non riceviamo molta solidarietà, né dall’opinione pubblica, né dai giudici che vogliono archiviare il caso. Se tutte le famiglie coinvolte facessero la loro parte, penso non ci sarebbero problemi a chiedere un’imputazione per strage; ma credo non se la sentono per due fattori. Il primo perché c’è sfiducia nelle istituzioni ed il secondo perché c’è troppa indifferenza condita di paura. Ed intanto chi dovrebbe essere altrove a pagare per i danni cagionati a vittime innocenti, cammina indisturbato a testa alta.”

Samanta Di Persio dal libro "Morti Bianche".

 

 

12.09.08 LE CONDIZIONI CLIMATICHE E DEL SOTTOSUOLO POSSONO CAMBIARE LA PERCENTUALE DEL CROMO ESAVALENTE PPE

QUINDI OCCORRE UN MONITORAGGIO CONTINUO, NON BASTA UN PRELIEVO.

INOLTRE LE MAPPE DI INFLUENZA AFFERMANO SITUAZIONI DIVERSE DI AMPLIAMENTO DEL RAGGIO DI INFLUENZA.

 

11.09.08 

CHI VUOLE FARE LA PICCOLA VEDETTA PIEMONTESE ?

L'ARPA NON PUO' METTERE DEI CONTROLLI PERMANENTI SUL FIUME ?

 
Oggetto: Conferenza stampa dell'ARPA sul cromo esavalente nella Dora Riparia a Torino
 

Tutti quelli che hanno seguito il caso del cromo esavalente finito nella Dora Riparia a Torino sanno che ho fotografato e filmato un liquido di colore giallo ambrato che defluiva nel fiume.

L’Arpa di Torino ha indetto una conferenza stampa per spiegare ai giornalisti che quel liquido non era cromo esavalente, perché tale composto cancerogeno, in concentrazione elevatissima (5 grammi/litro), assume un colore ambrato e non VERDE FUORESCENTE!

 

Cordiali saluti a tutti

Roberto Topino  

 

http://it.youtube.com/watch?v=zPNZL0ubvHM  

 

 


Questo articolo è stato inviato da Sito Ufficiale dell'Arpa Piemonte
  http://www.arpa.piemonte.it/

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  http://www.arpa.piemonte.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=333

Link a questo articolo
  [1] http://www.arpa.piemonte.it/upload/dl/Comunicati_stampa/Archivio_2008/CromonellaDora.pdf

 



Il Cromo, la Dora e la Spina 3

Articoli / Notizie
Inviato da Admin 11 Set 2008 - 11:45


Dall'aprile scorso, su blog, siti internet e giornali, appaiono foto della Dora con una evidente chiazza verde fluorescente. Macchia che viene definita come Cromo o come Cromo esavalente derivato, presumibilmente, dallo scarico della ditta Thyssenkrupp, sita a monte del punto di ritrovamento della macchia, o da infiltrazioni dall'area della Spina 3.

Arpa Piemonte, citata in maniera più o meno evidente nei vari articoli che accompagnano la leggenda del "Cromo nella Dora", ha fatto delle indagini approfondite, che si accompagnano a quelle di routine, per poter spiegare e illustrare la questione con dati precisi, puntuali ed attuali.
È importante sottolineare che l'Agenzia controlla regolarmente gli scarichi dei siti industriali, a prescindere dalle segnalazioni o dai casi di emergenza. In questi ultimi casi si fanno delle ulteriori analisi e i dati vengono confrontati con quelli derivanti dal lavoro programmato.

«Prima di tutto - osserva la Dott.ssa Antonella Pannocchia , direttore del Dipartimento di Torino di Arpa Piemonte - occorre sottolineare che non bisogna confondere il Cromo nei suoi vari stati di ossidazione con il Cromo esavalente. Il Cromo in quanto tale non è una sostanza tossica, lo diventa solo quando è esavalente. Dunque la sua presenza è tollerata a seconda della destinazione d'uso che le acque devono avere».

Il Decreto Legislativo 152/2006 prevede che il Cromo non debba superare i seguenti limiti: 50 microgrammi/litro per le acque potabili, per le acque superficiali destinate alla potabilizzazione e per le acque sotterranee; 2000 microgrammi/litro nelle acque di scarico.
Per il Cromo esavalente, invece, i limiti non sono definiti per le acque potabili e le acque superficiali destinate alla potabilizzazione; mentre il limite per le acque sotterranee è di 5 microgrammi/litro e per le acque di scarico di 200 microgrammi/litro.

Il 19 agosto scorso è stato fatto un campionamento dello scarico in acqua superficiale della Thyssenkrupp, ditta "accusata" essere responsabile dell'inquinamento.
I risultati ottenuti sono i seguenti: inferiore a 100 microgrammi/litro per il Cromo e inferiore a 5 microgrammi/litro per il Cromo esavalente. Quindi di molto inferiori rispetto ai limiti di legge.

A seguito delle notizie apparse, per poter avere tutti i dati possibili in mano e valutare la situazione a 360 gradi, il 2 settembre scorso sono stati fatti degli ulteriori campionamenti di acqua della Dora nei seguenti punti: ponte di C.so Regina, passerella di Via G. Borsi, ponte di Corso Svizzera, Ospedale Amedeo di Savoia, Bealera a valle di C.so Umbria, via Livorno e ponte di Via Cigna. I risultati di tutti i campioni analizzati danno delle concentrazioni di Cromo inferiori a 2 microgrammi/litro e di Cromo esavalente inferiori a 5 microgrammi/litro.

Un'altra zona che è stata nominata e ritenuta responsabile del presunto inquinamento è l'area Spina 3.
L'area si trova su un ex sito industriale dove è in corso una riconversione di utilizzo ad area residenziale.
In particolare si era puntato l'indice sull'area Vitali, un'ex acciaieria dove, sotto una vasca di filtrazione di accumulo dei fanghi di cromatura, nel 2002 erano stati trovati ben 455 microgrammi/litro di Cromo esavalente.
L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati, è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di Cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro.
L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza.

«Le concentrazioni di Cromo e di Cromo esavalente presenti nella Dora quindi sono ampiamente compatibili con i limiti di legge - continua Antonella Pannocchia - L'Arpa, tuttavia, non può dire con ragionevole certezza di che natura fosse la macchia verde fluorescente presente nella Dora in quanto nessuno ha pensato bene di segnalare al nostro servizio di pronta reperibilità (attivabile anche attraverso tutte le Forze dell'Ordine) l'emergenza in corso e quindi non è stato fatto un prelievo delle acque nel momento in cui le foto sono state scattate.
L'ipotesi comunque, vista la tonalità della macchia, è che si tratti di fluorosceina, un tracciante innocuo per l'ambiente che si usa per seguire un flusso nei corpi idrici.
Durante la conferenza stampa sono state mostrate soluzioni sia di fluorosceina (proprio verde fluorescente) sia di Cromo esavalente in concentrazione elevatissima - 5 grammi/litro (di colore ambrato) e di 500 microgrammi/litro (assolutamente incolore).
Con certezza possiamo dire comunque che non si tratta nel modo più assoluto di Cromo esavalente. Con questa conferenza stampa abbiamo voluto dimostrare che Arpa Piemonte e tutti le istituzioni (erano presenti anche i tecnici del Comune di Torino e della Provincia di Torino) conoscono in modo approfondito la situazione e con dati inconfutabili possiamo affermare che non esiste il problema Cromo esavalente nella Dora e nella Spina 3».

Guarda le slide [1] proiettate nel corso della Conferenza stampa.

 

 

19.08.08

da www.beppegrillo.it

 

Grazie Beppe!

Mi stupiscono un po’ (ma non più di tanto) i ripetuti commenti di Elena Hartog (allegato), che non ho il piacere di conoscere.

Ho più volte avuto modo di spiegare bene che il valore di cromo esavalente, che non deve essere superato nella falda è di 5 (cinque) microgrammi litro e non 50 (cinquanta). Se la contaminazione della falda raggiunge i 30 microgrammi litro (come dice Elena Hartog) siamo SEI volte oltre il limite consentito.

Si tratta di arimetica e non di ricerca di visibilità.

Per quanto riguarda la visibilità, per il momento ci hanno fatto vedere il fiume giallo e verde!

 

Cordiali saluti

Roberto Topino

 

P.S.: stanno arrivando dei vaffa al mio indirizzo di posta elettronica, significa che abbiamo toccato un nervo scoperto.

 

SEI CAPACE A LEGGERE!!!Caro Beppe,
ti seguo da sempre, essendo, come te, genovese.
Sono un funzionario tecnico al Comune di Torino - ufficio bonifiche, e ho personalmente fornito le informazioni al Dott. Marco Bava, che ha fatto pubblicare su varie testate giornalistiche anche dal Dott. Topino, versioni via via più travisate dello stato di contaminazione delle acque sotterranee che defluiscono nel fiume Dora.
A proposito del Cromo esavalente nella Dora: analisi chimiche di maggio 2008 attestano concentrazioni di cromo esavalente al di sotto della soglia di rilevabilità strumentale.
455 microgrammi al litro è un dato del 2002 rilevato in un pozzo (quindi nell'acqua sotterranea a 20 metri dal piano campagna) sotto una vasca di filtrazione usata in passato dalle acciaierie Vitali.
Tale vasca è stata rimossa, il terreno pulito, le acque di falda pompate e trattate per 2 anni prima di essere scaricate nella Dora.
Ora la contaminazione residua in falda non supera 30 microgrammi al litro (voglio precisare che il limite del cromo esavalente per la potabilità è di 50 microgrammi al litro)e così resterà per un centinaio d'anni...è tutto agli atti.
Purtroppo il voler travisare le informazioni per creare allarmismo sono dovute a scopi di visibilità personale.
Sono a tua disposizione per eventuali approfondimenti del tema.
Ing. Elena Hartog
Elena Hartog 18.08.08 17:51

 

Il cromo ed i suoi composti
Il cromo è un metallo presente in natura ed è inodore, duro e di colore grigio-acciaio. I suoi composti sono usati come coloranti nei pigmenti e nelle tinture, per le cromature, per colorare le pelli e come conservante per il legno.

Composti del cromo

Il cromo, essenzialmente, si presenta in tre modi:

cromo metallico usato per le leghe d'acciaio inossidabile o per leghe con elevate resistenze cromo trivalente, o cromo (III), è presente naturalmente nell'ambiente ed è un nutriente dietetico essenziale, ed il cromo esavalente, o cromo (VI), prodotto attraverso i processi industriali, come la combustione dei combustibili fossili, l'incenerimento dei rifiuti e la fabbricazione dell'acciaio. Le sue emissioni sono diminuite a partire dal 1970.

Quali danni può causare?

Il cromo ed i suoi composti possono causare danni genetici ed il cancro. Un'esposizione eccessiva può colpire il sistema digestivo, i reni, il fegato, i polmoni, l'apparato respiratorio, la pelle ed essere causa d'aborti spontanei.

L'inalazione di cromo esavalente colpisce, in particolare, le vie respiratorie. Anche una breve esposizione può essere causa di difficoltà respiratorie, tosse ed affanno, mentre un'esposizione prolungata può causare ulteriori effetti sull'apparato respiratorio come bronchiti, polmoniti e danni alle narici. In definitiva il cromo esavalente è da considerarsi, per l'uomo, un agente cancerogeno e d'essere causa, nel caso d'esposizioni durature, del cancro ai polmoni.

Alcuni derivati del cromo, per determinate specie della fauna selvatica, sono tossici e cancerogeni. Certune specie acquatiche lo bio-accumulano, anche se sembra che per i pesci non corrisponda al vero. I derivati del cromo VI sono i più tossici e sono, anche, quelli che più facilmente vengono assorbiti dai biosistemi.

Legislazione ed accordi internazionali

La Direttiva 76/464, Inquinamento dell'ambiente acquatico e sostanze pericolose (più le direttive derivate), tratta dell'emissioni del cromo negli ambienti acquatici. Dal punto di vista internazionale, la Convenzione OSPAR è indirizzata al problema del rilascio del cromo nel Nord Est Atlantico, sempre ai fini della protezione dell'ambiente marino.

La bozza di Direttiva sulla Restrizione delle sostanze pericolose (ROHS) dovrebbe prevenire, dal luglio 2006, l'uso del cromo esavalente nelle nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche. L'unica eccezione, indicata nell'Annesso alla Direttiva, è l'uso del cromo VI come agente anticorrosione nel sistema di raffreddamento dell'acciaio al carbonio.

Alternative

Sono disponibili diverse alternative all'uso del cromo VI per le placcature. Tra esse sono comprese:

 

  • bagno di zinco, come la zincatura
  • bagno di nichel
  • rame
  • argento
  • variazioni al metodo di verniciatura.

    Il cromo trivalente può, anche, essere sostituito con una lega nichel/ferro/cobalto.

    Il nitruro di cromo, il diamante carbonio, il bisolfuro di molibdeno ed il nitruro di titanio possono essere usati per rivestimenti ad alta resistenza. Tutte questi offrono, però, prestazioni diverse dal cromo esavalente; il loro impiego, quindi, deve essere valutato volta per volta.

 

Allego un articolo apparso su La Stampa di oggi.
Alcuni dettagli importanti sono stati trascurati, ad esempio non viene detto che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari dell'amianto, del benzene e delle radiazioni ionizzanti.
Non viene neanche detto che i valori riscontrati di cromo esavalente superano di circa 100 (cento) volte il valore massimo ammissibile di 5 microgrammi per litro.
Un breve chiarimento. Il cromo esavalente ha un colore giallo-arancione, come si vede bene uscire dagli scarichi nella Dora. Il trattamento del cromo esavalente per trasformarlo in trivalente determina la formazione di un colore verdastro, come è stato visto uscire in abbondanza nei mesi scorsi. I miei filmati e le mie fotografie documentano un liquido di colore giallo cromo. I filmati sono visibili su YouTube digitando cromo esavalente.
Cordiali saluti
Dott. Roberto Topino
Specialista in Medicina del Lavoro

 

 

 

 

 

 

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

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ATTENZIONE AI RISCHI DELL'EOLICO

 

RIFIUTI ED EMISSIONI 0

 

 

 

 

Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

www.visual.paginegialle.it/

 

ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

SAPEVI CHE L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE  DAL POLITECNICO DI TORINO  :

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La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

...

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

 

 

  Videoinforma :  www marcobava.tk