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E' mia intenzione conoscere il Vs parere sulla mia disponibilità a raccogliere delle deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

marcobava@email.it

 vi aspetto se la mia iniziativa vi interessa ! Mb

 

 

LA MAPPA DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio di:

  • visitarlo periodicamente
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  • di avere pazienza nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE, potrebbe essere lento.
  • MARCO BAVA fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto responsabile.
  • Questo servizio non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

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TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

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http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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rischio sia personalmente piu' appropriato.


MARCO BAVA

 

 

 

IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile presso  di me e basta ordinarlo via email al costo di 30 euro COMPRESE SPESE DI SPEDIZIONE . Oltre al libro sulle mie esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e.

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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GM RINUNCIA AI FONDI PER L'AUTO VERDE...
A. Mal. per "Il Sole 24 Ore- General Motors rinuncia ai prestiti per l'auto verde. Il colosso Usa ha annunciato giovedì notte di aver ritirato la richiesta di 14,4 miliardi di dollari di fondi agevolati presentata due anni fa al dipartimento dell'Energia Usa. I fondi del Doe sono stati finora assegnati a Ford e Nissan. «Vogliamo minimizzare i debiti e abbiamo fiducia nell'andamento del nostro business» ha spiegato il numero due di Gm, Chris Liddell. Quest'ultima ha ancora il Governo Usa come azionista, con una quota del 26%, e spera che la rinuncia faccia sbiadire un po' il marchio di "Government Motors"; e punta sull'ibrida Volt appena lanciata per rafforzare le proprie credenziali "verdi".

La Chrysler rimane in lista d'attesa; i 3 miliardi di dollari serviranno a Sergio Marchionne per rafforzare il bilancio e, insieme a nuovi prestiti bancari, per rimborsare i crediti ricevuti all'atto del salvataggio di Chrysler nel 2009.

31-01-2011]

 

 

- FORD: CHIUDE IL 2010 CON PROFITTI RECORD DA 6,6 MLD DOLLARI...
(Adnkronos) - Il gruppo automobilistico Ford Motor Co. ha chiuso il 2010 con profitti record per 6,6 miliardi di dollari (4,9 mld di euro), il miglior risultato degli ultimi dieci anni: nel 2009 gli utili erano stati di 2,72 miliardi. Per il settimo trimestre di fila, anche l'ultimo trimestre del 2010 si e' chiuso in attivo, per 190 milioni di dollari, cifra che risente della conversione di un debito da 960 milioni di dollari. Il fatturato 2010 si e' chiuso a 120,9 miliardi di dollari (+4% rispetto all'anno precente), mentre il quarto trimestre e' in segno negativo (-7% sul 2009) a 32,5 miliardi a seguito del calo provocato dalla vendita ai cinesi di Geely della controllata Volvo. 28-01-2011]

 

 

 

12 - RENAULT/NISSAN: BOMM VENDITE NEL 2010...
(ANSA) - L'alleanza Renault-Nissan ha venduto 7.276.398 di veicoli nel 2010, con un rialzo del 19,6% sul 2009, meglio della performance di mercato (+11,8%), grazie alla spinta in mercati emergenti, tra cui la Cina, ma anche maturi, come gli Stati Uniti, Europa e Giappone. Il gruppo franco-nipponico, in una nota, ha stimato la market share del 10,3% a livello globale in base a proprie stime di un settore complessivo di 70,47 milioni di pezzi su scala mondiale. 28-01-2011]

 

 

 

 

- AUTO: -20,7% MERCATO GENNAIO...
(ANSA) - Nel 2011 il mercato dell'auto in Italia inizia l'anno con il segno meno. A gennaio - secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - le nuove immatricolazioni di vetture sono scese del 20,71%, totalizzando 164.356 unita', contro le 207.266 di gennaio 2010. A dicembre del 2010 il calo del mercato era stato del 21,7% a fronte di 130.319 unita'.01-02-2011]

 

 

5 - GM: VENDITE GENNAIO USA +21,8%...
(ANSA) - Le vendite di General Motors negli Usa sono aumentate del 21,8% a gennaio. Lo comunica la casa di Detroit. Il risultato e' superiore alle stime degli analisti che avevano previsto un incremento del 9,2%.01-02-2011]

 

 

 

 PERQUISITI UFFICI RENAULT VICINO PARIGI...
(ANSA) - Gli uffici di Renault, vicino Parigi, sono stati perquisiti nei giorni scorsi dai servizi di intelligence francese, nell'ambito dell'indagine sullo spionaggio industriale che ha portato alla sospensione di tre dirigenti del colosso automobilistico. Secondo fonti vicine al dossier, nella perquisizione sono stati sequestrati i computer dei tre manager, sospesi all'inizio del mese perche' sospettati di aver diffuso informazioni segrete sul progetto di auto elettrica su cui lavora Renault.

26-01-2011]

 

 

- AUTO ITALIA: CASADEI (UNRAE) STIMA CALO CIRCA 15% MERCATO GENNAIO...
Radiocor - Il mercato dell'auto in Italia a gennaio dovrebbe accusare 'un calo intorno al 15%. Tale andamento conferma una situazione di sostanziale stasi dopo gli incentivi, senza segnali di miglioramenti'. Cosi' ai giornalisti Loris Casadei, presidente Unrae, parlando a margine di un convegno organizzato da Quattroruote.

 

26-01-2011]

 

 

TOYOTA: RESPINGE ASSALTO GM, LEADER MONDIALE PER 30.000 AUTO...
(ANSA) - Toyota Motor respinge l'assalto di General Motors e, malgrado i richiami di milioni di vetture tra fine 2009 e buona parte del 2010 a causa di diversi problemi di sicurezza, si conferma sia pure di un soffio leader mondiale delle quattro ruote. Sulla base dei dati diffusi oggi, Toyota ha venduto a livello globale 8,418 milioni di veicoli, contro gli 8,39 milioni di pezzi di Detroit, con uno scarto inferiore a 30.000 vetture. Il gruppo di Nagoya ha strappato nel 2008 a Gm lo scettro di prima compagnia al mondo, detenuto ininterrottamente per oltre 70 anni.24-01-2011]

 

GM: PER PRIMA VOLTA IN 102 ANNI VENDE PIU' AUTO IN CINA CHE IN USA...
Radiocor - Per la prima volta nei 102 anni di storia di General Motors, nel 2010 il colosso di Detroit ha venduto piu' auto in Cina (2.351.610 ve tture, +28,8% rispetto al 2009) di quante ne abbia vendute negli Stati Uniti (2.215.227 vetture, +6,3% dal 2009). Come si legge in una nota della societa', il mercato cinese e' stato del resto quello in piu' rapida crescita per la casa automobilistica americana, che per un soffio (appena 30.000 vetture circa) non e' riuscita a riprendersi lo scettro di primo costruttore mondiale.

Toyota Motor, che aveva guadagnato il primo posto nel 2008 dopo quasi ottant'anni, e' rimasta in vetta, ma Gm la incalza sempre piu' da vicino: nel 2010 le vendite globali di Gm sono cresciute del 12,2% rispetto al 2009 a 8,39 milioni di veicoli.

 

25-01-2011]

 

 

AUTO: Toyota batte di nuovo General Motors nella leadership mondiale nel 2010, ma per poco (dai giornali)25-01-2011]

 

SPIE ALLA RENAULT TUTTE LE TRACCE PORTANO A ORIENTE...
R. Fi. per il "Corriere della Sera" - Il caso sullo spionaggio industriale alla Renault continua a scuotere la Francia. Il ministro dell'Industria francese, Eric Besson, non ha confermato la «pista cinese» dopo che nei giorni scorsi sono stati sospesi tre manager della casa automobilistica. I tre dipendenti del gruppo avrebbero diffuso informazioni confidenziali sulle auto elettriche. In questa fase, ha detto Besson ai microfoni della radio Europe 1, «non posso affermare» che ci sia la Cina all'origine di questa vicenda e «solo un'inchiesta successiva potrà dirlo» .

Comunque, ha aggiunto il ministro, «se i fatti saranno confermati, si tratterebbe di una vicenda seria e grave» . Intanto il numero due di Renault, Patrick Pelata, ha detto che il costruttore di auto francese è «vittima di una filiera organizzata internazionale» ma non ha perso segreti tecnologici di primaria importanza. «Siamo giunti alla conclusione- ha detto in un articolo sul quotidiano Le Monde - che ci siamo trovati di fronte a un sistema organizzato di raccolta di informazioni economiche, tecnologiche e strategiche per servire interessi situati all'estero» .

Secondo fonti citate dal sito internet del settimanale Le Point, l'operazione di spionaggio sarebbe stata portata a termine tramite un subappaltatore francese della Renault, che avrebbe avvicinato i tre dirigenti poi, stando alla ricostruzione, ricompensati con versamenti su conti corrente bancari all'estero. E sarebbe stata una società di investigazione privata, ingaggiata dalla Renault, a scoprire l'ingranaggio

.10-01-2011]

 

 

 

. RENAULT: LE FIGARO, CONTI ESTERI PER 2 MANAGER SOSPETTATI...
(Adnkronos) - Conti in Svizzera e Liechtenstein alimentati da una societa' cinese per due dei tre manager della Renault sospettati di spionaggio industriale e di avere diffuso delle informazioni confidenziali sulle auto elettriche. A rivelarlo e' 'Le Figaro' che cita i risultati di un'indagine privata.

Il vice direttore generale di Renault, Patrick Pelata, lo scorso 8 gennaio, aveva affermato che si e' trattato di 'un lavoro di professionisti' e che il gruppo francese 'e' vittima di una filiera organizzata internazionale'. All'allarme dato a fine agosto 'nell'ambito della procedura deontologica entrata in vigore nel gruppo nel 2007', aveva sottolineato Pelata, e' seguito 'un'inchiesta che si e' svolta per quattro mesi. Il nostro sistema di sorveglianza, quindi, ha funzionato correttamente".

 11-01-2011]

12. SPIONAGGIO, DIRIGENTE RENAULT SOSPESO RESPINGE ACCUSE...
(ANSA) - Uno dei tre dirigenti di Renault sospesi per sospetti di spionaggio industriale ha "respinto totalmente" le accuse nei suoi confronti, dicendosi "vittima di un affare che lo sorpassa". "Renault muove nei miei confronti accuse che respingo totalmente. Mi ha esposto fatti che nego allo stesso modo", ha spiegato alla stampa Michel Balthazard, membro del comitato di direzione, dopo il colloquio preliminare a un eventuale licenziamento nella sede dell'azienda a Boulogne Billancourt, alle porte di Parigi.

Si tratta di "una minaccia grave alla mia dignità e alla mia integrità", ha aggiunto, dicendosi "pronto a collaborare a tutte le indagini". Balthazard e altri due dirigenti del gruppo Renault sono stati sospesi a tempo indeterminato, la scorsa settimana, perché sospettati di aver fatto trapelare al di fuori dell'azienda informazioni confidenziali e strategiche sul progetto per l'auto elettrica, uno dei cavalli di battaglia della casa francese per il 2011.11-01-2011]

 

IL MERCATO EUROPEO DEI 27 (+EFTA) PER GRUPPI E MARCHE

 

 

11 mesi 2010

Quota %

11 mesi 2009

Quota %

Diff. %

Nov. 2010

Nov. 2009

Diff. %

Volkswagen

1.432.401

11,25

1.530.851

11,41

-6,43

117.557

136.025

-13,58

Audi

576.794

4,53

572.093

4,26

0,82

52.222

50.989

2,42

Seat

280.404

2,20

294.847

2,20

-4,90

25.712

25.850

-0,53

Skoda

430.435

3,38

446.748

3,33

-3,65

39.985

35.647

12,17

Altre

1.934

0,02

1.935

0,01

-0,05

138

101

36,63

Gruppo VW

2.721.968

21,37

2.846.474

21,21

-4,37

235.614

248.612

-5,23

Peugeot

928.065

7,29

929.304

6,92

-0,13

80.451

84.249

-4,51

Citroën

777.589

6,11

810.184

6,04

-4,02

64.091

75.523

-15,14

Gruppo PSA

1.705.654

13,39

1.739.488

12,96

-1,95

144.542

159.772

-9,53

Renault

1.058.700

8,31

1.018.678

7,59

3,93

90.840

108.313

-16,13

Dacia

242.685

1,91

218.287

1,63

11,18

24.647

23.114

6,63

Gruppo Renault

1.301.385

10,22

1.236.965

9,22

5,21

115.487

131.427

-12,13

Opel/Vauxhall

919.327

7,22

992.937

7,40

-7,41

83.289

78.185

6,53

Chevrolet

163.517

1,28

175.835

1,31

-7,01

14.963

14.442

3,61

Saab**

3.527

0,03

25.112

0,19

-85,95

-

1.511

-100,00

GM (US)

1.293

0,01

1.325

0,01

-2,42

67

213

-68,54

Gruppo GM

1.087.664

8,54

1.195.209

8,90

-9,00

98.319

94.351

4,21

Gruppo Ford

1.036.400

8,14

1.183.412

8,82

-12,42

85.856

100.633

-14,68

Fiat

771.458

6,06

946.549

7,05

-18,50

57.208

78.640

-27,25

Lancia

92.886

0,73

112.630

0,84

-17,53

6.619

10.278

-35,60

Alfa Romeo

100.759

0,79

103.827

0,77

-2,95

10.023

7.983

25,55

Altre

6.098

0,05

6.078

0,05

0,33

344

400

-14,00

Fiat Auto

971.201

7,63

1.169.084

8,71

-16,93

74.194

97.301

-23,75

BMW

557.325

4,38

522.816

3,90

6,60

54.078

45.123

19,85

Mini

125.592

0,99

124.369

0,93

0,98

11.972

10.460

14,46

Gruppo BMW

682.917

5,36

647.185

4,82

5,52

66.050

55.583

18,83

Mercedes

543.061

4,26

545.608

4,06

-0,47

53.343

50.101

6,47

Smart

77.457

0,61

88.276

0,66

-12,26

6.659

8.438

-21,08

Gruppo Daimler

620.518

4,87

633.884

4,72

-2,11

60.002

58.539

2,50

Toyota

539.596

4,24

650.671

4,85

-17,07

43.488

54.724

-20,53

Lexus

16.746

0,13

18.495

0,14

-9,46

1.182

1.417

-16,58

Gruppo Toyota

556.342

4,37

669.166

4,99

-16,86

44.670

56.141

-20,43

Nissan

371.835

2,92

333.746

2,49

11,41

34.874

35.962

-3,03

Hyundai

330.612

2,60

318.156

2,37

3,92

30.087

28.269

6,43

Kia

241.658

1,90

232.899

1,74

3,76

21.052

22.426

-6,13

Volvo

206.762

1,62

185.765

1,38

11,30

17.816

18.210

-2,16

Suzuki

181.546

1,43

234.120

1,74

-22,46

15.993

18.228

-12,26

Honda

172.702

1,36

230.576

1,72

-25,10

13.791

16.679

-17,32

Mazda

171.495

1,35

196.456

1,46

-12,71

12.313

15.331

-19,69

Mitsubishi

97.015

0,76

92.194

0,69

5,23

10.272

6.005

71,06

Land Rover

62.345

0,49

51.160

0,38

21,86

5.217

5.041

3,49

Jaguar

25.212

0,20

26.752

0,20

-5,76

2.149

2.397

-10,35

Jaguar Land Rover

87.557

0,69

77.912

0,58

12,38

7.366

7.438

-0,97

Chrysler/Jeep/Dodge

34.127

0,27

46.813

0,35

-27,10

2.293

3.573

-35,82

Altre marche*

156.744

1,23

152.837

1,14

2,56

16.007

8.644

85,18

Totale mercato

12.736.102

100,00

13.422.341

100,00

-5,11

1.106.598

1.183.124

-6,47

 

 
 

 

 

Note: Gruppo VW: "altre" include Bentley e Lamborghini - Gruppo Ford: Ford include Ford Usa - Fiat Automobiles: "altre" include Ferrari e Maserati.
* stime ACEA
** i dati Saab non vengono riportati come parte di GM a partire da marzo 2010. Le cifre di Saab di gennaio e febbraio sono incluse in quelle GM
Fonte: stime Acea -
Dati al 15/12/2010

 

 

 

  Su "Repubblica" il giornalista Giovanni Pons scrive del mago della pioggia Marpionne che incanta i mercati e annuncia con insolita sicurezza che dopo la fusione con Chrysler fara' un'alleanza con l'indiana Tata. Peccato che non piu' tardi di ieri sera sia uscito su Radiocor un pezzo ben documentato dove si legge che il sogno del milardario Ratan Tata di motorizzare l'India con un'automobilina da 2200 dollari e' fallito miseramente.07-01-2011]

 

 

GIAPPONE: +10,6% IMMATRICOLAZIONI 2010, PRIMO RIALZO IN 7 ANNI...
Radiocor - Le vendite di nuovi veicoli in Giappone, escluse le mini-auto, sono aumentate del 10,6% nel 2010 rispetto al 2009, nonostante un calo del 28,3% nel mese di dicembre, il quarto mese consecutivo di declino dopo la fine degli incentivi pubblici. Lo ha comunicato l'associazione dei concessionari del Giappone. Lo scorso anno sono state vendute 3,23 milioni di vetture, contro 2,92 milioni nel 2009, segnando il primo rialzo annuale visto in sette anni.05-01-2011]

 

ALL'ASTA SU INTERNET UN IMPIANTO OPEL...
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Basta un click e il mercato Internet offre un portafoglio di occasioni: abbigliamento, case, negozi, alimentari, solo per citare i beni più ricercati sulla rete. Ma da qualche giorno, c'è una nuova categoria in cerca di compratori online. Ne fanno parte stabilimenti automobilistici e aree industriali dismesse. A inaugurarla è il gruppo Opel che ha deciso di mettere "in rete" l'impianto di Anversa. A partire dal prossimo marzo lo stabilimento potrebbe andare all'asta sul sito specializzato Maynards.com.

La struttura belga, dove fino a tutto il 2009 hanno lavorato 2.600 persone, è stata abbandonata dalla casa automobilistica tedesca, filiale europea di Gm, dopo il piano di ristrutturazione messo in campo per far fronte alla profonda crisi del gruppo. L'azienda è al momento impegnata a raccogliere le richieste di eventuali compratori, ma se le offerte non dovessero materializzarsi, la strada del web è stata costruita: l'impianto di Anversa si trova già in bella vista sull'home page del sito, con tanto di foto che illustrano le varie macchine presenti nell'impianto e la capacità di ognuna.04-01-2011]

 

 

 

 

 

AUTO: GM, VENDITE USA DICEMBRE +16%...
(ANSA) - Le vendite di General Motors sul mercato automobilistico americano sono salite del 16% in dicembre a quota 223.932 unita'. Il 2010 si chiude con vendite in aumento del 21,3% a quota 2.202.927 unita'.04-01-2011]

 

WINTERKORN ALLA VOLKSWAGEN FINO AL 2016...
Dal "Corriere della Sera" - Proroga del mandato fino al 2016. Martin Winterkorn, 63 anni, resterà altri sei anni come amministratore delegato di Volkswagen, il più grande produttore automobilistico europeo. Il consiglio di sorveglianza del gruppo automobilistico gli ha concesso una proroga di cinque anni al suo attuale contratto che, secondo la scadenza naturale, si sarebbe esaurito alla fine di questo anno. Toccherà dunque a lui gestire tutta la fase di sviluppo del gruppo che ha previsto di diventare il primo costruttore al mondo. Un segnale di continuità, quindi. E la conferma della fiducia da parte del presidente della Volkswagen, Ferdinand Piech.

Obiettivo: proseguire nella strategia di espansione. Winterkorn è un socio di lunga data di Piech, uomo forte della società ed ex amministratore delegato, oltre che azionista di riferimento e attuale presidente del consiglio di sorveglianza. Entrambi sono determinati ad ampliare l'azienda in Asia e renderla la più grande casa automobilistica al mondo entro il 2018. Attualmente Volkswagen è il numero tre al mondo, alle spalle dell'americana General Motors, appena rientrata a Wall Street e della giapponese Toyota. Il gruppo tedesco ha già previsto nuovi stabilimenti in India, Cina e Stati Uniti, e assorbirà formalmente quest'anno la casa costruttrice di vetture sportive Porsche [03-01-2011]

 

 

 

 

AUDI: LANCIA PIANO INVESTIMENTI DA 11,6 MLD DAL 2011 AL 2015...
Radiocor - Audi ha in programma di investire 11,6 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Piu' di 5 miliardi saranno destinati ai siti produttivi tedeschi di Ingolstadt e Neckersulm. Lo comunica la societa' in una nota, nella quale viene indicato che il piano del gruppo prevede anche l'assunzione di 1.200 lavoratori nel 2011.

'L'innovazione richiede personale', ha spiegato Thomas Sigi, responsabile delle risorse umane nel cda della casa tedesca di auto di lusso. Il comunicato ricorda che nel 2010 Audi ha reclutato 500 esperti e 780 tirocinanti che hanno iniziato la loro pratica nei due siti tedeschi di Ingolstadt e Neckersulm. L'80% degli investimenti previsti dal 2011 al 2015, ovvero piu' di 9,5 miliardi, spiega infine la nota, sara' destinato allo sviluppo di nuovi prodotti e nuove tecnologie come sistemi elettrici o ibridi. 27-12-2010]

 

 

DAIMLER TRATTA CON ASTON MARTIN...
Da "Il Sole 24 Ore" - Daimler è in trattative con Aston Martin su una possibile cooperazione, in base alla quale la casa automobilistica inglese potrebbe aiutare quella tedesca nella realizzazione di nuovi modelli per il marchio Maybach. Lo riporta il Financial Times, sottolineando che una partenership con Aston Martin potrebbe dare un nuovo slancio dopo un 2009 deludente, durante il quale sono state vendute solo 200 Maybach, un terzo rispetto al 2008.24-12-2010]

 

 

 

 ARRIVA BELUMBURY, L'AUTO MADE IN ITALY...
Bianca Carretto per il "Corriere della Sera" - Stefano Maccagnani, esperto nel campo dell'elettronica, della meccanica e della difesa militare, ha creato una società per il settore automotive, Belumbury, che a dispetto del nome, è una casa automobilistica tutta italiana. È stato presidente ed amministratore delegato della Simmel Difesa, ex società di Fiat, nel 2008 è entrato a far parte del gruppo Cai, Compagnia aerea italiana, che ha acquisito l'Alitalia.

 

La Belumbury, che ha sede nell'area metropolitana di Roma, presenta il suo primo modello di auto, battezzata Dany, una city car lunga poco più di 3 metri, in due versioni, a benzina ed elettrica. L'obiettivo di questa nuova realtà industriale- è stato stanziato un investimento iniziale di circa 14 milioni di euro - prevede lo sviluppo della ricerca scientifica, della creatività e del design made in Italy, con l'intervento dell'Università di Camerino. La Dany, tre porte e quattro posti, rientra nella categoria del quadriciclo pesante. La Belumbury si avvale della consulenza di Italia Design.

 

 

 

9 E STEFANO MACCAGNANI SI COMPRA UNA PAGINA DEL "CORRIERE DELLA SERA-ROMA" PER INVITARE IL BANANA APPENA "FIDUCIATO" AL LANCIO DELLA CITYCAR, CHE SI SVOLGERà ALL'ARA PACIS DALLE 19 DI DOMANI...

 

"Presidente Berlusconi
Sono lieto di annunciare, in questo clima di rinnovata fiducia che Lei ha ricevuto dal Parlamento, la nascita di Belumbury Dany, un nuovo veicolo che mira a migliorare la circolazione nelle strade del nostro paese, in particolare nelle città, dove l'ecologia e la qualità della vita hanno un ruolo sempre più importante. Quale giovane imprenditore colgo questa fortunata coincidenza per esprimerLe la mia personale soddisfazione per questa nuova iniziativa, segno della volontà di continuare a credere ed ad impegnarsi per una pronta ripresa dell'economia del nostro Paese come da Lei sempre fortemente sostenuto. Il mio maggior onore ed orgoglio è rappresentato dall'invito alla presentazione che pubblicamente le rivolgo per domani 16 Dicembre quando sarà presentato questo nuovo prodotto del made in Italy"
Firma autografa di Stefano Maccagnini, Presidente Belumbury SPA 15-12-2010]

 

 

 

 FORD INSEGUE VW E IMBOCCA LA TANGENTE...
B.R. per "Il Sole 24 Ore" - Cosa sta succedendo alla protestante Germania? Negli anni scorsi erano emerse le clamorose vicende di corruzione Volkswagen e Siemens, che per mesi hanno fatto le prime pagine dei giornali. Oggi a sorpresa tocca a Ford. La magistratura tedesca sta indagando su un caso che riguarda la filiale della società americana a Colonia. Perquisizioni in una trentina di appartamenti e uffici sono state condotte ieri da un centinaio di poliziotti.

Secondo le prime informazioni, alcuni dipendenti della casa automobilistica avrebbero accettato tangenti pur di aiutare alcuni fornitori a strappare generosi contratti. Una persona sarebbe già stata arrestata. La società americana - che considera la questione "molto seriamente" e che non è oggetto direttamente di indagine - ha assicurato che sta cooperando con i magistrati tedeschi.14-12-2010]

 

 

 

. AKERSON VUOLE ALZARE LE PAGHE AI MANAGER...
A. Mal. per "Il Sole 24 Ore" - Basta Government Motors, adesso siamo un'azienda normale. A meno di un mese dal ritorno di General Motors in borsa, l'amministratore delegato Daniel Akerson ha chiesto pubblicamente all'Amministrazione Obama di alleggerire le restrizioni sugli stipendi dei dirigenti, introdotte quando la casa automobilistica di Detroit fu salvata l'anno scorso dall'intervento del governo. «Abbiamo venduto metà delle azioni in mano al governo - ha sottolineato Akerson - e ci deve essere una nuova prospettiva.

Dobbiamo essere in grado di attirare dirigenti». Il top manager, che ha uno stipendio da 1,7 milioni di dollari all'anno e 5,3 milioni di dollari in azioni per i prossimi tre anni, ha messo le mani avanti: la richiesta infatti non è per lui. E ha però avvertito: gli impiegati della General Motors non riceveranno aumenti nel 2011. Per loro, l'emergenza non è ancora finita.

 13-12-2010]

 

 

. VOLKSWAGEN: STIMA NUOVO RECORD VENDITE 2010 A OLTRE 7 MILIONI UNITA'...
Radiocor - Per il 2010 il gruppo Volkswagen stima 'un nuovo record di vendite a oltre 7 milioni di unita'' dopo che nei primi undici mesi dell'anno ha gia' raggiunto il target fissato per l'intero anno in corso. La casa di Wolfsburg ha segnato un progresso di quasi il 13% delle vendite a gennaio-novembre a 6,59 milioni di unita' (+16% nel solo novembre a 617.100) con un calo di quasi il 20% in Germania, mentre in Cina ha registrato una crescita del 38% e negli Usa di oltre un quinto. Nel 2009 le vendite del gruppo, che intende superare Toyota nella classifica dei costruttori mondiali nel 2018, sono aumentate dell'1% a 6,3 milioni. Alla Borsa di Francoforte i titoli Vw guadagnano il 3,7%.10-12-2010]

 

PORSCHE: OK AZIONISTI AD AUMENTO DI CAPITALE DA 5 MILIARDI...
(AGI/AFP) - Gli azionisti della casa automobilistica tedesca Porsche approvano un aumento di capitale da 5 miliardi di euro. L'operazione, che sara' completata tra fine maggio e agosto, fa parte della scalata di Volkswagen e punta a ridurre il carico di debiti di 6 miliardi di euro legato all'acquisizione di VW. Quest'ultima controlla il 49,9% di Porsche e vuole acquistare i titoli restanti entro il prossimo anno, anche se l'iniziativa potrebbe subire dei rinvii.

Il direttore finanziario di entrambe le compagnie, Hans Dieter Poetsch, fa sapere agli azionisti riuniti a Stuttgart, che non e' possibile garantire la scalata di VW dopo l'aumento di capitale, poiche' la Porsche deve far fronte alle denunce di alcuni investitori, che accusano la societa' di aver manipolato il mercato durante la scalata di VW nel 2008 e chiedono un maxi-risarcimento danni. VW ha comunque un piano alternativo per assicurarsi il controllo di Porsche.01-12-2010]

 

 

GM: 2MLD $ L'UTILE NETTO DEL III TRIMESTRE, RICAVI 34,1MLD...
Radiocor - Terzo trimestre consecutivo con conti in nero e un cash flow positivo per General Motors, che nel periodo ha segnato un utile netto per 2 miliardi di dollari, pari a un utile per azione di 1,20 dollari, e un Ebit per 2,3 miliardi su un fatturato di 34,1 miliardi. L'Ebit delle attivita' nordamericane del costruttore e' salito a 2,1 miliardi, da 1,6 miliardi nel secondo trimestre, mentre le perdite ante imposte e interessi di Gm Europe erano pari a 0,6 miliardi, da un 'rosso' di 0,2 miliardi nel secondo trimestre, e la divisione Gm International Operations ha segnato un Ebit di 0,6 miliardi (da 0,7 miliardi il trimestre precedente).

 

Il free cash flow del gruppo si e' collocato a 1,4 miliardi. Il direttore finanziario Chris Liddell ha commentato: 'come dimostrato dal nostro terzo trimestre consecutivo di redditivita' e cash flow positivo, questi risultati continuano (a evidenziare) il nostro sensibile progresso'. La casa americana prevede di registrare un Ebit positivo anche nel qu arto trimestre, anche se 'a un tasso sensibilmente piu' basso rispetto ai trimestri precedenti' e stima risultati in nero nel 2010.

11,11,10

 

Incidenti

MORTO NARUSE. LUTTO IN TOYOTA

Pubblicata il 24/06/2010

Naruse, 67 anni, aveva iniziato a lavorare in Toyota nel 1963. La Toyota Celica nacque nel 1970. La Toyota 7, anch'essa del 1970.

È morto in un incidente, all'età 67 anni, Hiromu Naruse, leggendario ingegnere capo e test driver della Toyota.

Frontale. La polizia sta ancora indagando per chiarire le cause dello scontro avvenuto fra la Lexus LFA - che Naruse stava collaudando in pista proprio pochi giorni fa - e una BMW con a bordo due collaudatori.

Lunga e onorata carriera. Entrato in Toyota nel 1963, Naruse venne subito impiegato nella divisione engineering. Nel tempo divenne una figura chiave per lo sviluppo e il collaudo di diversi veicoli della Casa giapponese. Durante i primi 10 anni, in particolare, si occupò della divisione sport, seguendo la nascita della Toyota 7 e della 2000GT. La sua instancabile dedizione e la sua bravura lo portarono a essere conosciuto anche al di fuori dell'azienda, tanto che i colleghi delle altre Case gli diedero il soprannome di "Nur Meister" ("l'unico maestro") e si riferirono a lui come "l'uomo che conosce le strade di tutto il mondo." Sotto le sue mani sono passate anche la S800, la 1600 GT, la Celica, la Supra, la seconda generazione della Prius e, ovviamente, la LFA.

 

Mercato Hyundai

PRIMO SEMESTRE IN POSITIVO

Pubblicata il 05/07/2010

La Hyundai ix35. La Hyundai Sonata (Sonica per l'Italia), ha superato i 5 milioni di unità vendute dal lancio (1985).

Nonostante il periodo difficile per il mercato dell'auto italiano, Hyundai ha ottenuto risultati positivi in questo 2010. Il primo semestre, infatti, si è chiuso con un +11,8% rispetto al 2009, mentre il mese di giugno ha visto un incremento dell'1,8% della quota di mercato, pari a 3.070 veicoli.

Bene anche in Europa. "La partnership con i Mondiali di calcio ci ha sostenuto in questo periodo di difficoltà del mercato", ha detto Romano Valente, vice presidente di Hyundai Italia. "Confidiamo che dopo l'estate si possano riproporre condizioni generali più favorevoli all'automobile". Su base europea, intanto, la Casa coreana ha raggiunto il 2,6% di quota di mercato (contro il 2,4% del maggio 2009).

Sonica oltre i 5 milioni. Le best seller del marchio sono state la Suv ix35 e la compatta i30. La prima ha ricevuto 60 mila ordini, mentre la i30 ha fatto registrare un buon +46% di consegne rispetto allo stesso periodo del 2009. Bene anche i10, fra le top 5 nel segmento delle citycar, con 11.027 unità consegnate nel primo semestre 2010. Intanto, l'ammiraglia Hyundai Sonata (Sonica per l'Italia), ha superato 5 milioni di unità vendute nel mondo dal lancio (1985). A.C.

 

 

Range Rover

LA "BABY RANGE" SI CHIAMA EVOQUE

  • Pubblicata il 01/07/2010

La piccola Range Rover che abbiamo imparato a conoscere come LRX ora ha un nome definitivo: si chiama Evoque. Non a caso è stata presentata in occasione della festa londinese per i quarant'anni della Range Rover.

La Range Rover Evoque sarà al Salone di Parigi di settembre e arriverà sul mercato nell'estate del 2011. Sarà la più piccola, leggera ed efficiente Range della storia: emetterà meno di 130 g/km di CO2. Non sarà certamente una fuoristrada dura e pura: si potrà scegliere anche nella versione a due sole ruote motrici, oltre che in quella con la trazione integrale.

"Nel 2008 abbiamo presentato la concept LRX, che ha ricevuto una risposta positiva in tutto il mondo", ha detto Gerry McGovern, il direttore del design Land Rover, "quindi abbiamo deciso di trasformarla in realtà. La linea della Evoque è un'evoluzione in chiave moderna del design della Range Rover: una silhouette unica, accentuata dal tetto inclinato e dalla linea di cintura in salita".

"La Range Rover Evoque sarà una vera auto globale, in vendita in 160 Paesi", ha detto Phil Popham, managing director di Land Rover. Il modello sarà costruito nell'impianto inglese di Halewood e creerà un migliaio di posti di lavoro. Per sottolineare ulteriormente l'impronta "british" della Range Rover, ora di proprietà indiana, durante la cerimonia è stato annunciato che l'inglesissima Victoria Beckham collaborerà con i designer Range Rover. C. Bal

 

 

General Motors

LA GERMANIA DICE NO AGLI AIUTI PER OPEL

  • Pubblicata il 10/06/2010

La Germania ha respinto la richiesta della General Motors di aiuti finanziari per 1,1 miliardi di euro con l'obiettivo di sostenere la riorganizzazione della Opel.

Commissione divisa. Il ministro dell'Economia, Rainer Bruederle, ha dichiarato che ha preso la decisione di non concedere il sostegno finanziario, dopo che la commissione incaricata di valutare la richiesta di GM non è riuscita a raggiungere una votazione unanime.

GM può fare da sola. "La decisione non è certo stata presa a cuor leggero - ha dichiarato Bruederle - perché si tratta di molti posti di lavoro. Tuttavia la General Motors ha sufficiente liquidità per ristrutturare la controllata Opel autonomamente. GM inoltre è uscita rafforzata dalla procedura di insolvenza - ha continuato il ministro - e finanziariamente sta molto meglio di un anno fa. Tanto che si sta preparando anche a entrare in Borsa".

"Profonda delusione per la decisione del Governo tedesco" è stata espressa da Nick Reilly, numero uno di Opel, che ha lasciato intendere che forse un aiuto potrebbe arrivare dai singoli Laender. Si parla di una percentuale che va tra il 25 e il 50% di quanto chiesto. "Esamineremo tutte le possibilità di finanziamento - ha aggiunto l'amministratore delegato - e continueremo a parlare degli aiuti con gli altri governi europei".

Infatti, altri cinque stati europei sarebbero già pronti ad aiutare la Opel. "I governi di Spagna, Gran Bretagna, Austria, Ungheria e Polonia - secondo quanto ha annunciato Klaus Franz, leader dei consigli di fabbrica della Casa tedesca - hanno promesso fondi per 800 milioni di euro".

No a nuovi sacrifici. Nonostante il no di Berlino, il piano di risanamento non dovrebbe essere modificato. Reilly ha rassicurato i dipendenti, ai quali non saranno richiesti nuovi sacrifici. E questo sebbene siano calcolati in 3,3 miliardi in totale i finanziamenti necessari per risollevare le sorti della Opel.

Roberto Barone

 

McLaren MP4-12C

GIÀ 2.700 ORDINI

Pubblicata il 13/07/2010

La Casa di Woking ha dichiarato di aver ricevuto già 2.700 ordini per la sua McLaren MP4-12C. Equipaggiata con un V8 twin-turbo di 3.8 litri da 600 CV a 8.500 giri/min e 600 Nm di coppia, dovrebbe essere venduta a una cifra compresa fra i 175 ed i 190 mila euro.

Prestazioni. Grazie al peso (a vuoto) contenuto in soli 1400 kg, la MP4-12C promette di accelerare 0 a 100 km/h in meno di 3,8 secondi, di stare sotto i 10 secondi nello "0-200" e di superare i 300 km/h.

In vendita a Milano. La produzione annua dichiarata dalla McLaren è di 1.000 unità e le consegne inizieranno a gennaio 2011. Importatore e rivenditore ufficiale per l'Italia sarà il Gruppo Fassina Automotive nello showroom di Corso Sempione a Milano.

 

 

Corvette C6

NEGLI USA ASSEMBLI IL TUO MOTORE

Pubblicata il 14/07/10

 

L'assemblaggio di un V8 presso il Performance Build General Motors' Center di Wixom, nel Michigan.

  • Tutto su CORVETTE "Corvette coupé "

Tutti i clienti americani che ordineranno una Corvette Z06 o ZR1 m.y. 2011 avranno la possibilità, con un sovrapprezzo di 5.800 dollari (poco più di 4.500 euro), di recarsi al Performance Build General Motors' Center di Wixom (nel Michigan) e di partecipare direttamente all'assemblaggio del motore della propria auto. Questa l'ultima trovata della Chevrolet, denominata Engine Build Experience, "un'opportunità senza precedenti", come ha dichiarato il vice presidente marketing della Casa, Jim Campbell, che ha definito i proprietari di Corvette "alcuni dei più appassionati del settore".

Corso di guida. Oltre a costruire i motori, gli acquirenti avranno la possibilità di frequentare un corso di scuola guida in Arizona o in Nevada. "Coinvolgere personalmente i nostri clienti nella creazione della propria vettura è solo un esempio del grande impegno profuso da Chevrolet nel cercare d'instaurare un legame profondo e duraturo con i clienti", ha detto Tom Stephens, vice-presidente Global Product Operations della General Motors. "Nessun altro produttore di auto sportive può eguagliare il livello di coinvolgimento personale del cliente che offre Corvette", ha concluso Campbell.

Garanzia di 5 anni. Al termine dell'assemblaggio dell'otto cilindri a V (da 513 o 647 CV, a seconda che si tratti di una Z06 o di una ZR1), sul motore, vicino al nome costruttore, viene aggiunta una targa personalizzata. Come per tutti gli altri motori Corvette, la garanzia negli States è di 5 anni o 100.000 km. A.C.

 

 

Occhio agli sconti

TUTTE LE PROMOZIONI

Pubblicata il 07/07/2010

Conclusa la stagione degli incentivi statali, e di fronte a una forte riduzione degli ordini, le Case cercano di mantenere vivo l'interesse del mercato garantendo in molti casi uno sconto pari o quasi a quello della rottamazione statale o offrendo l'impianto a gas. In altri casi invece le offerte promozionali puntano sui finanziamenti agevolati. Ecco una panoramica delle principali offerte promozionali valide fino alla fine di luglio. Ricordiamo che in alcuni casi le promozioni valgono solo per le vetture direttamente disponibili in rete e quindi in pronta consegna e da parte dei concessionari che aderiscono all'iniziativa della Casa che non è vincolante.

Chevrolet

Matiz Gpl clima
offerta con sconto rottamazione a partire da 7.950 euro.
Spark
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 7.500 euro con polizza furto/incendio valida dieci anni; Gpl allo stesso prezzo del benzina.
Aveo
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 7.950 euro con polizza furto/incendio valida dieci anni.
Cruze
offerta a partire da 15.800 con polizza furto/incendio valida dieci anni.
Captiva 2WD
a partire da 23.800 euro oppure con la formula noleggio a lungo termine a 429 euro al mese per 48 mesi

Citroën

C1
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 7.500 euro con polizza furto/incendio valida un anno.
C3 Classic
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 9.000 euro.
Nuova C3
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 9.850 euro con polizza furtio/incendio valida un anno.
C3 Picasso
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 13.000 euro.
C4
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 12.890 euro (3 porte da 12.090).
C4 Picasso
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 18.090 euro.
C4 Grand Picasso
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 18.790 euro.
C5 1.8 16V
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 19.590 euro (1.6 HDi Tourer a partire da 23.190 euro).
C6
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 39.390 euro.
Berlingo
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 11.890 euro.
Nemo
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 10.680 euro.
C8
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 28.090 euro.
C-Crosser
offerta con sconto rottamazione o permuta a partire da 27.990 euro.

Daihatsu

Cuore
offerta con finanziamenti (minirate 100 euro al mese) e polizza furto/incendio. Terios
offerta con un beneficio cliente di 1.000 euro, tre anni di polizza furto/incendio e finanziamenti senza anticipo.

Fiat

500
finanziamenti a tasso zero senza anticipo.
Panda
offerta a partire da 7.900 euro con finanziamenti a tasso zero senza anticipo. Bravo
offerta a partire da 14.500 euro con finanziamenti a tasso zero senza anticipo.
 
Ford

Ka 1.2
offerta con sconto rottamazione a partire da 8.250 euro.
Fiesta 1.2 16V 82 CV
offerta con sconto rottamazione a partire da 9.250 euro.
Focus 5 porte 1.6 TDCi
offerta con sconto rottamazione a partire da 15.750 euro.
Mondeo SW Titanium 2.0 TDCi 163 CV/2.0 EcoBoost
offerta con sconto incondizionato a partire da 26.000
Fusion 1.4
offerta con sconto rottamazione a partire da 12.000 euro (1.4 Gpl/1.4 TDCi a partire da 12.700 euro)
C-Max 1.6 TDCi
offerta con sconto rottamazione a partire da 17.750
S-Max 2.0 TDCi 163 CV/2.0 EcoBoost
offerta con sconto rottamazione a partire da 29.750
Galaxy 2.0 TDCi 163 CV automatica
offerta con sconto rottamazione a partire da 31.250
Kuga 2WD 2.0 TDCi 140 CV DPF
offerta con sconto rottamazione a partire da 26.750 (Titanium AWD 163 CV da 29.750)

Hyundai

i10
offerta a partire da 6.990 euro con finanziamenti a tasso zero senza anticipo e due anni di polizza furto/incendio (Gpl a partire da 8.390).
i20
offerta a partire da 8.700 euro con finanziamenti a tasso zero e due anni di polizza furto/incendio.
i30
offerta a partire da 12.990 euro e due anni di polizza furto/incendio.

Kia
 
Picanto
sconto incondizionato di 2.000 euro.
cee'd
sconto incondizionato di 1.500 euro; sconto rottamazione o supervalutazione usato in permuta di 1.500 euro.
cee'd diesel
sconto rottamazione 1.500 euro; sconto rottamazione o supervalutazione usato di 1.000 euro.
Soul benzina/Gpl
sconto rottamazione di 2.000 euro.
Soul diesel
sconto rottamazione di 1.000 euro. Venga sconto incondizionato 1.000 euro. Sportage
beneficio finale cliente fino a 6.000 euro.
Sorento Bi-Fuel
sconto incondizionato 1.950 euro.

Lancia

Per tutta la gamma: versioni Gpl allo stesso prezzo del benzina.
Ypsilon
offerta a partire da 8.900 euro e finanziamenti senza anticipo.

Mazda

Mazda2
offerta a partire da 9.950 con finanziamenti senza anticipo.
Mazda3
offerta a partire da 14.990 euro con finanziamenti senza anticipo.
Mazda5
diesel offerta a partire da 21.500

Nissan

Micra
offerta a partire da 8.500 euro (sconto 3.750 euro) con finanziamenti senza anticipo a tasso zero.
Note
offerta a partire da 12.300 euro (sconto 2.330 euro) con finanziamenti senza anticipo a tasso zero.
X-Trail
offerta a partire da 26.900 euro con benefico cliente fino a 4.500 euro e finanziamenti senza anticipo.
Pathfinder
offerta a partire da 33.975 euro con benefico cliente fino a 5.000 euro e finanziamenti senza anticipo.

Opel

Agila 1.0
offerta a partire da 9.600 euro.
Corsa 1.0 3p Club Clima
offerta con sconto rottamazione a partire da 9.100 euro.
Astra
5p 1.4 Gpl offerta con sconto rottamazione a partire da 12.650 euro;
SW 1.4 90 CV offerta con sconto rottamazione a partire da 13.600 euro;
SW 1.6 Gpl offerta con sconto rottamazione a partire da 14.600 euro;
SW 1.7 110 CV offerta con sconto rottamazione a partire da 16.100 euro.
Meriva 1.4 benzina
offerta con sconto rottamazione a partire da 11.650 euro.
Zafira
1.6 115 CV offerta con sconto rottamazione a partire da 16.700 euro;
1.6 ecoM (metano) o 1.8 Gpl offerta con sconto rottamazione a partire da 18.700 euro;
1.7 110 CV offerta con sconto rottamazione a partire da 19.700 euro.

Peugeot

107
offerta con sconto rottamazione a partire da 6.950 euro.
206 Plus
offerta con sconto rottamazione a partire da 7.950 euro.
207
offerta con sconto rottamazione a partire da 9.250 euro (versione Millesim 200 a partire da 10.900 euro).
308
offerta con sconto rottamazione a partire da 13.500 euro.
407
offerta in permuta con un vantaggio finale per il cliente fino a 7.000 euro.
Bipper Tepee
offerta in permuta con un vantaggio finale per il cliente fino a 3.500 euro.
Partner Tepee
offerta in permuta con un vantaggio finale per il cliente fino a 4.500 euro.
5008
offerta in permuta con un vantaggio finale per il cliente fino a 5.000 euro.
3008
offerta a partire da 18.500 euro.

Renault

Su tutta la gamma finanziamenti a tasso zero con un anno di polizza furto/incendio.
Twingo 1.2 Sport&Sound
offerta con sconto rottamazione a partire da 8.300 euro.
Clio Storia 1.2 Confort
offerta con sconto rottamazione a partire da 9.600 euro.
Nuova Clio 1.2 Confort
offerta con sconto rottamazione a partire da 9.300 euro.
Nuova Clio Sportour 1.2 Confort
offerta con sconto rottamazione a partire da 10.600 euro.
Mégane 3 porte 1.4 TCE
offerta con sconto rottamazione a partire da 15.500 euro.
Mégane 5 porte 1.4 TCE
offerta con sconto rottamazione a partire da 15.750 euro.
Mégane Sportour 1.5 dCi 110 CV Dynamique
offerta con sconto rottamazione a partire da 17.500 euro.
Laguna Sportour 2.0 dCi 150 CV 4Control
offerta con sconto rottamazione a partire da 23.750 euro.
Modus 1.2 Expression
offerta con sconto rottamazione a partire da 9.950 euro.
Kangoo 1.5 dCi 85 CV TomTom
offerta con sconto rottamazione a partire da 15.800 euro.
Scénic X-Mod 1.5 dCi 110 CV Dynamique
offerta con sconto rottamazione a partire da 18.950 euro.
Scénic 1.5 dCi 110 CV EleGo
offerta con sconto rottamazione a partire da 19.950 euro.
Espace 2.0 dCi 175 CV MY2010
offerta a partire da 30.500 euro.
Koleos 2.0 dCi 150 CV MY2010
offerta a partire da 25.400 euro.

Seat

Ibiza
offerta a partire da 8.990 euro e due anni di polizza furto/incendio.
Leon
offerta a partire da 12.990 euro e due anni di polizza furto/incendio.
Altea
offerta a partire da 13.290 euro e due anni di polizza furto/incendio (Altea XL a partire da 13.740 euro).

Tata

Indica
Benzina: offerta a 6.980 euro
Benzina/Gpl: offerta a 8.580 euro
Benzina/metano: offerta a 9.420 euro
Indigo SW
Benzina: offerta a 9.000 euro
Benzina/Gpl: offerta a 10.602 euro
Benzina/metano: offerta a 11.716 euro.

Toyota

Aygo
offerta a partire da 7.950 euro con finanziamenti senza anticipo.
Yaris
offerta a partire da 8.950 euro con finanziamenti senza anticipo.
Auris
offerta a partire da 14.750 euro.
Verso
offerta a partire da 16.950 euro.

Volkswagen 
 
Offerta indirizzata alle versioni BlueMotion e, qualora esistenti, estesa alle EcoFuel e BiFuel:
Polo - sconto di 900 euro (Bi-Fuel 1.800 euro);
Golf/Golf Plus - sconto di 1.200 euro (Bi-Fuel 2.200-2.600 euro);
Golf Variant - sconto di 1.500 euro;
Passat - sconto di 2.100 euro (EcoFuel 3.000 euro);
Touran - sconto di 1.500 euro (EcoFuel 2.100 euro);
Sharan - sconto di 2.100 euro;
Tiguan - sconto di 1.200 euro;
Eos - sconto di 1.500 euro;
Scirocco - sconto di 1.200 euro.

Altre promozioni con supervalutazione usato in permuta:
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Volvo

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Cambio al vertice

MATTHIAS MÜLLER NUOVO A.D. PORSCHE

Pubblicata il 06/07/2010

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Dal 1° ottobre, Matthias Müller sarà il presidente del board of management di Porsche. Müller, 57 anni, è un uomo Volkswagen: attualmente, infatti, si occupa del piano prodotti per il Gruppo di Wolfsburg. Ora avrà il non facile compito di gestire l'integrazione fra i prodotti della Casa di Stoccarda e quelli di Volkswagen.

Matthias Müller succede a Michael Macht dopo meno di un anno di incarico. Macht, infatti, è diventato amministratore delegato di Porsche solo a luglio dell'anno scorso, quando prese il posto del "kaiser" Wendelin Wiediking, che aveva occupato quella poltrona per ben 17 anni.

"Michael Macht ha preso le redini dell'azienda in un momento cruciale", ha detto Wolfgang Porsche, presidente della Casa di Stoccarda, riferendosi al mare di debiti in cui si trovava Porsche per il tentativo, intrapreso da Wiedeking, di scalare Volkswagen. "Macht è riuscito a sistemare i conti in poco tempo, concludendo un accordo fondamentale fra Porsche e il Gruppo VW. Ora giocherà un ruolo fondamentale nel nuovo Gruppo integrato" diventando responsabile della divisione produzione: si occuperà di coordinare tutti gli impianti del Gruppo.

 

 

 

Charles Spencer King

ADDIO AL PADRE DELLA RANGE ROVER

Pubblicata il 07/07/2010

Si è spento pochi giorni fa, a 85 anni, Charles Spencer King. A molti non anglofili fino al midollo il suo nome dirà poco. Per chi ancora ritiene, invece, che gli inglesi hanno scritto pagine irripetibili nel mondo dell'auto, King era un punto di riferimento fondamentale, perché fu l'uomo che alla fine degli anni Sessanta ideò, progetto e realizzò la primissima serie della Range Rover.

Il papà delle moderne Suv era nato nel Surrey e a 17 anni era andato a lavorare alla Rolls-Royce; dopo la guerra, era stato chiamato dagli zii Maurice and Spencer Wilks per aiutarli nel rilancio della Rover, Casa a cui rimarrà legato per tutta la vita (tranne l'ultimo periodo alla Triumph). Nel 1952, il nome di King assurge alle cronache perché egli fa registrare un record di velocità di 243 km/h alla guida di un prototipo a turbina.

Da lì in poi, pur non avendo una formazione accademica, segue lo sviluppo di tutti i modelli Rover,dalle mastodontiche P5 alle più eleganti P6. Finché gli viene l'idea di unire in un solo veicolo la souplesse e lo sprint del classico V8 Rover (in realtà, di derivazione Buick) con una carrozzeria fuoristrada. Lo spunto progettuale pare balzano, ma quando la Range debutta, nel 1970, è subito successo planetario, che peraltro continua tuttora, giunta l'auto alla terza serie.

Certo, il concetto di King di sport utility non è quello imperante oggi: in un'intervista del 2004 disse senza mezzi termini: "La Range nasce per andare in campagna in stile e confort; usare una 4x4 per girare in città o per portare i bambini a scuola è una totale stupidaggine". E se lo ha detto chi ha inventato il genere... G.L.P.

Land Rover, 40 anni di Range

 

 

Lamborghini

INAUGURA LA SUA FABBRICA SOLARE

  • Pubblicata il 04/02/2010

La Lamborghini ha inaugurato un nuovo impianto fotovoltaico presso la sede di Sant'Agata Bolognese: la struttura, insieme ad altri interventi mirati, consentirà di ridurre del 30% le emissioni di CO2, con un "taglio" pari a 1.067 tonnellate l'anno.

L'operazione interessa sia lo stabilimento di produzione sia altre aree dell'azienda, come gli uffici commerciali, il servizio post-vendita e il Centro stile, per una superficie complessiva di 17.000 metri quadrati. L'impianto è stato realizzato dalla Gestamp Asetym Solar, un gruppo spagnolo specializzato nel settore delle fonti rinnovabili, insieme a Sinergia Sistemi Spa, società attiva nel campo dell'energy management civile e industriale; la potenza complessiva è di 1,4 Megawatt, per una produzione di energia di 1.582 Megawattora all'anno, con una riduzione delle emissioni di CO2 del 20%.

Un'ulteriore diminuzione del 10% delle emissioni è ottenuta mediante l'isolamento termico della copertura dello stabilimento produttivo, con l'introduzione della domotica per gli impianti di illuminazione e di riscaldamento e con l'utilizzo di destratificatori per l'aria calda.

La Lamborghini intende ora ridurre anche l'impatto ambientale per le proprie vetture lavorando su elementi come la riduzione del peso, il miglioramento della combustione, la riduzione degli attriti, l'introduzione di sistemi stop & start, l'impiego di carburanti bio e l'adozione della propulsione ibrida. I primi risultati si sono visti con la Gallardo LP 560-4 (nella foto), le cui emissioni di CO2 sono diminuite del 18%.

 

Wolkswagen

PIËCH: CON SUZUKI ANCHE LE MOTO

Pubblicata il 02/03/2010

"Suzuki è molto brava a fare auto piccole e oltretutto riesce a guadagnare soldi, cosa che i concorrenti non riescono a fare". Così Ferdinand Piëch, il presidente del consiglio di sorveglianza del Gruppo Volkswagen benedice l'alleanza con i giapponesi.

Hayabusa. Di fronte a un folto gruppo di giornalisti a Ginevra il "grande vecchio" dell'industria automobilistica tedesca ha svelato, poi, un inedito retroscena: "A noi di Volkswagen non interessano solo le auto, ma anche le moto". Poi, uno dei manager della VW gli chiede se hai mai provato l'Hayabusa, una delle motociclette più potenti di sempre prodotta proprio dalla Suzuki (una moto da 192 CV per 260 kg, accreditata di una velocità massima superiore ai 300 orari, ndr). E Piech: "Non ancora. Ho un problema alla spalla, ma lo farò presto".

Cuore unico. In sala c'era anche Osamu Suzuki in persona, che abbraccia la collaborazione con Volkswagen: "È il partner ideale e, anche se abbiamo lingue e culture diverse, il cuore è uno solo". D.S.

 

 

Mega-richiamo Toyota

COSTERÀ ALLA CASA 5 MILIARDI DI DOLLARI

  • Pubblicata il 10/03/2010

Il difetto al pedale dell'acceleratore di alcuni suoi modelli non solo ha costretto la Toyota al più imponente richiamo della storia dell'automobile, ma potrebbe costarle una cifra record anche in termini economici.

Rilanciare l'immagine. Secondo le stime degli analisti del "Wall Street Journal", infatti, il maxi-richiamo obbligherà la Toyota a sborsare oltre 5 miliardi di dollari. Cifra che dovrebbe includere le operazioni di marketing necessarie per rilanciare l'immagine del marchio, i costi legali per il crescente numero di richieste di risarcimento e le future campagne di incentivi per "spingere" nuovamente le vendite.

Campagne di sconti. Il primo obiettivo, nell'immediato, è cercare di riconquistare il suo mercato principale, l'America settentrionale, dove Toyota ha già lanciato una campagna di sconti. E contemporaneamente impegnarsi per recuperare anche tutte le altre piazze mondiali. Un compito non facile. R.Bar.

Richiami

È IL "TURNO" DI GM E NISSAN  

Dopo la bufera che ha investito Toyota e i problemi di Honda, si accendono i riflettori su altre due Case pronte a effettuare numerosi richiami: Nissan e General Motors.

Nissan: freni e spia carburante. Proprio per evitare le polemiche, Nissan ha messo subito le mani avanti con una nota ufficiale, nella quale precisa che si tratta di un richiamo cautelativo: finora non si sono verificati incidenti legati ai problemi oggetto delle riparazioni. In tutto si tratta di 540.000 veicoli, compresi camioncini e minivan (appartenenti al mercato statunitense, al Medio Oriente e ad alcuni Paesi asiatici, Giappone incluso) che potrebbero avere guasti al pedale del freno e all'indicatore del carburante.

GM: sterzo e tenuta di strada. Più ampio il numero di veicoli General Motors (con i marchi Chevrolet e Pontiac) richiamati per un malfunzionamento dello sterzo: si parla di ben 1.300.000 vetture in Canada, Usa e Messico. La Casa statunitense, comunque, ha garantito che le auto sono sicure, ma che possono verificarsi problemi di guida al di sotto dei 24 km/h. I clienti interessati saranno contattati personalmente, a cominciare dai proprietari delle auto più vecchie: eventuali difetti si manifestano infatti tra i 32.000 e i 48.000 chilometri. A.C.

Consumer Report

LE AUTO PIÙ AFFIDABILI NEGLI USA

Pubblicata il 25/02/2010

La Consumer Reports, associazione di consumatori statunitense, ha pubblicato il suo rapporto annuale sull'affidabilità delle vetture, basato sui dati raccolti attraverso i suoi associati, che riguardano 1,4 milioni di vetture.

Case giapponesi fra le top. Oltre alle valutazioni sui modelli nazionali, ovvero sulle varie Ford (la Casa americana più affidabile), Lincoln, Buick, Cadillac eccetera, l'analisi si estende anche alle vetture straniere, importate o costruite in loco. Interessante notare come le Case giapponesi, nonostante le recenti polemiche suscitate dal maxirichiamo Toyota, si confermino di ottima affidabilità. Dei 48 modelli promossi a pieni voti, ben 36 sono di provenienza asiatica: in particolare, diciotto sono Toyota, otto Honda, quattro Nissan, tre Subaru e tre Hyundai o Kia. Tornando alle americane, cattive notizie per Chrysler, i cui modelli hanno spesso affidabilità sotto la media, fatta eccezione per il Dodge Ram, pickup appartenete allo stesso Gruppo.

Bene Mercedes. Alti e bassi per BMW. Tra le marche del Vecchio Continente, ottiene ottimi risultati la Mercedes, in particolare la GLK. Il fatto che negli Usa le diesel siano merce rara fa comprendere come le statistiche sull'affidabilità debbano essere valutate con attenzione: in Italia, le GLK e più in generale le Mercedes dotate del nuovo 2.2 turbodiesel hanno infatti sofferto parecchie noie ai sofisticati iniettori piezoelettrici. Sempre secondo Consumer Reports, le BMW hanno alti e bassi: male la Serie 1, la X3 e la Serie 5, bene la Serie 3.

Volkswagen: problemi per la Touareg. In casa Volkswagen, ottime notizie per il diesel della Jetta e per la Golf (denominata Rabbit fino all'anno scorso), mentre la Passat, la Tiguan e l'Audi A3 sono nella media. Abbastanza scarse le valutazioni della Q7, mentre la Touareg è risultata addirittura l'auto più problematica fra quelle considerate, con un tasso di potenziali difettosità 27 volte superiore a quello del modello più affidabile, ovvero la Honda Insight. R.Boni

Mercato Usa

TOYOTA SCIVOLA, BENE FORD E GM

Pubblicata il 03/02/2010

Un inizio di 2010 moderatamente positivo, per il mercato americano: secondo il data center di "Automotive News", le vendite di gennaio (da non confondere con le immatricolazioni) hanno segnato un +6% rispetto allo stesso mese del 2009, per un totale di 698.990 unità, fra auto e truck, ossia pick-up, Suv e monovolume.

Perde quota la Toyota (-16%, 98.796 unità), anche a causa dello stop causato dal maxi richiamo per i problemi all'acceleratore di molti dei suoi modelli. Guadagnano terreno, al contrario, General Motors (+14%), prima in classifica con 146.315 vetture vendute, Ford (+25%, 116.277) e i gruppi Volkswagen (+40%, 24.614), Subaru (+28%, 15.611), Daimler (+26%, 15.447). Meno bene Chrysler (-8%, 57.143 unità), Honda (-5%, 67.479) e Suzuki (-44%, 2.040).

Fra le auto, le più vendute sono tre giapponesi; nell'ordine, Honda Accord, Nissan Altima e Toyota Corolla/Matrix.

Honda

UN RICHIAMO DA 646.000 AUTO

  • Pubblicata il 01/02/2010

Honda ha deciso di richiamare 646.000 unità della vecchia serie (2002-2008) della Jazz e della City (un modello non in vendita in Italia) a causa del comando elettrico dei finestrini, che in alcuni casi potrebbe prendere fuoco.

A far emergere il problema, purtroppo, è stata una tragedia avvenuta nello scorso settembre a Cape Town, in Sudafrica: una bambina di due anni ha perso la vita nell'incendio della Jazz nella quale stava dormendo. La filiale sudafricana della Casa giapponese ha dichiarato di aver "fatto un esame approfondito per verificare l'origine dell'incidente, tutt'ora non chiara. L'indagine ha comunque dimostrato che l'infiltrazione d'acqua nel comando del finestrino può, in alcuni casi, portare a un corto circuito che, eccezionalmente, può rivelarsi pericoloso".

Secondo un portavoce della Honda, i casi conosciuti di incendi causati da questo dispositivo sono tre: oltre a quello citato, due negli Stati Uniti. Per evitare ulteriori rischi, la Casa giapponese richiamerà 646.000 vetture vendute in Gran Bretagna, Nordamerica, Sudamerica, Sudafrica e Asia, ma non in Giappone. Il problema sarà risolto aggiungendo una protezione impermeabile.

 

 

Volkswagen-Suzuki

NUOVO LEADER MONDIALE DELL'AUTO

Pubblicata il 25 /01/2010

Il colosso nipponico Toyota perde lo scettro. Con 8,6 milioni di auto vendute a livello globale nel 2009, l 'alleanza Volkswagen-Suzuki (operativa però soltanto dalla fine dell'anno scorso) si aggiudica infatti il titolo di nuovo leader mondiale dell'auto, superando nettamente la Casa di Nagoya.

Lo mette in evidenza il quotidiano giapponese "Yomiuri Shimbun" che integra i dati diffusi dalle case costruttrici giapponesi con alcune proiezioni. Suzuki, ha venduto a livello globale 2,3 milioni di veicoli, con l'India a fare da traino, pari al 2% in meno rispetto al 2008. Volkswagen, che con la società nipponica ha stretto una alleanza globale acquistando anche il 19,9% del capitale, ha venduto 6,29 milioni di veicoli.

In totale, considerando gli arrotondamenti, il gruppo tedesco-nipponico vanta 8,6 milioni di veicoli. Toyota, invece, ha reso noto che le vendite dei marchi del gruppo in Giappone hanno toccato lo scorso anno quota 1,99 milioni (-7,3%). Il dato globale, invece, è come di consueto posticipato di poche settimane, ma a fine novembre i veicoli complessivi del gruppo di Nagoya erano poco piu' di 7 milioni. Stime di mercato, ipotizzano, quindi, un risultato finale non superiore a 7,8 milioni di pezzi. (R.Bar.)

 

 

Giugiaro cinese-americano: un contratto da mezzo miliardo di dollari

La Italdesign scelta come partner tecnico dalla HK, azienda americana a capitali cinesi. Obiettivo: otto modelli di vetture entro il 2013

Obbiettivo 300.000 esemplari, suddivisi fra tre classi di berlina di segmento medio-alto, un taxi, un crossover, un minivan, un SUV e un autocarro leggero. E tutti ad alimentazione ibrida benzina-elettrica, con la possibilità di sostituire il carburante "tradizionale" con il metano.

Ecco il piano deciso dalla Italdesign, l'azienda di progettazione creata da Giorgetto Giugiaro, all'indomani della stipula di un contratto da 500 milioni di dollari finalizzato alla progettazione e alla realizzazione di una gamma di otto nuovi veicoli, che saranno prodotti entro il 2013 in partnership con la americana (ma di capitali cinesi) HK Motors (Hybrid Kinetic Motors). Nei giorni scorsi, dopo la stipula del contratto con l'azienda guidata da Yung Yeung, è stato anche indicato che entro il 2018 la produzione di veicoli è attesa a salire a 1 milione di unità, per un investimento complessivo di 4,3 miliardi di dollari, da destinare interamente alla produzione nello stabilimento della HK Motors in via di completamento in Alabama.

La scelta territoriale, ha spiegato Yeung alla presentazione del progetto industriale avviato con la collaborazione della Italdesign, è dettata da una maggiore facilità logistica, essendo la fabbrica dell'Alabama relativamente vicina all'oceano. Successivamente, saranno creati altri cinque impianti, due negli USA e tre in Cina. L'operazione condotta con il designer italiano somiglia a quella portata a termine all'inizio degli anni '70 con la coreana Hyundai, come lo stesso Giugiaro ha ricordato. Più nel dettaglio, il progettista torinese si occuperà della gestione dell'intera fase di design,dello sviluppo e della ricerca tecnica delle vetture che saranno prodotte dalla HK Motors.

La previsione delle vendite appare un po' ottimistica. D'altro canto, Giugiaro ha indicato come la Hyundai, nei primi anni '70, era partita da zero, per trovarsi adesso fra i maggiori produttori a livello mondiale. Yung Yeung, fondatore della HK Motors (azienda della quale è anche presidente) è un uomo d'affari cinese fra i più noti nel mondo. Negli anni '90 aveva fondato la Brilliance, una delle prime realtà industriali e commerciali sorte all'ombra della Grande Muraglia a essere quotata a Wall Street: accadde nel 2002, nello stesso periodo in cui la Italdesign aveva progettato la Zhongua per conto della stessa Brilliance.

Fra le particolarità della futura produzione della HK Motors, l'alimentazione delle sue vetture, che saranno tutte ad alimentazione ibrida, con un doppio propulsore elettrico e a benzina o metano.

di Francesco Giorgi
28/01/2010 

 

Le banche credono e investono nell'elettrico

La londinese HSBC ha investito 250 milioni di euro in un'azienda californiana, partner di Renault, con progetti per le emissioni zero

Molte aziende iniziano a investire nella ricerca sui motori elettrici. In prima file c'è la Silicon Valley, vicino San Francisco, dove la Better Place si è assicurata un finanziamento da 250 milioni di euro da parte di un consorzio guidato dal colosso bancario HSBC e partecipato da Morgan Stanley e Lazard Asset Management.

L'obbiettivo di questa azienda, attiva nel campo della creazione di infrastrutture e software al servizio delle auto elettriche, è quello di migliorare le tecnologie nel campo dei motori a emissioni zero e di creare una rete di colonnine di ricarica che aumentino l'autonomia di questi veicoli.

Per ora, i paesi in cui si concentrerà l'attività dell'azienda sono Danimarca e Israele, grazie anche alla collaborazione di Renault con la quale Better Place ha un accordo strategico per immettere sul mercato un veicolo elettrico alla fine del 2011. Ma all'orizzonte c'è anche la creazione di un servizio taxi elettrico a Tokyo e servizi di trasporto pubblico a emissioni zero in Austrialia e in alcune città americane.

Da parte loro gli investitori, che sono anche entrati nel capitale azionario di Better Place con l'obbiettivo di partecipare attivamente alla politica aziendale, si augurano lo sviluppo di tecnologie e motori che siano impiegabili su larga scala, per ovviare alla ingombrante, inquinante e costosa alimentazione a petrolio. HSBC rappresenta anche un importante trampolino di lancio verso la Cina, dove la banca londinese è molto inserita e dove i costruttori di auto sono alla disperata ricerca di tecnologia.

Intanto Better Place e Renault stanno per inaugurare a Tel Aviv uno "show room" in cui sarà possibile testare auto elettriche e testare la tecnologia aziendale.

Il concorrente più agguerrito di questo progetto è per ora Tesla Motors che, sempre nella Silicon Valley, ha creato la elettrica Roadster, un coupè con un'autonomia di 392 chilometri e una velocità massima di 200 km/h

di Andrea Barbieri Carones
28/01/2010 

 

Tesla ottiene 465 milioni dal governo Usa

Il maxi prestito servirà per costruire due nuovi stabilimenti in California. Prosegue la linea di sostegno decisa da Obama

Gli Stati Uniti insegnano. Dopo aver lanciato un ancora di salvataggio decisiva per le sorti di General Motors, ecco che il Tesoro viene incontro ai nuovi competitors che si affacciano sul mercato. E' successo con Fisker, nello stesso modo andrà per Tesla. La giovane azienda californiana ha inoltrato a Washington una richiesta di prestito, ricevendo dal governo risposte positive.

Nelle tasche dell'imprenditore ci sarà un introito di 465 milioni di dollari, pari ai nostri 330 milioni di euro. Una liquidità sostanziosa, destinata a coprire le spese per la costruzione di due stabilimenti produttivi. Uno verrà aperto a sud di Los Angeles, e provvederà a ospitare la linea di assemblaggio per la Model S, berlina che secondo le recenti parole del CEO Elon Musk dovrebbe ancora richiedere 24-30 mesi prima di entrare in produzione.  La componentistica e gli accessori, destinati anche a terzi, verranno invece prodotti nel secondo impianto, posizionato più a nord, a Palo Alto.

Dal disastro temuto solo fino a pochi mesi fa, la scena automobilistica a stelle e strisce ora mostra segnali sempre più concreti di rinascita. Tra accordi di fusione, ritorni in grande stile, nuovi ingressi, e qualche inevitabile sacrificio, il "new deal"  del settore auto sembra davvero iniziato.  

di Claudio Riccardi
27/01/2010 

 

SAIC costruirà la MG da vendere in Europa

  • La Casa cinese si appresta a invadere il vecchio continente con lo storico marchio inglese, di cui è proprietaria dal 2007.

SAIC Motor Corp, il principale costruttore cinese di auto, ha reso noto il progetto volto al rilancio del marchio MG in Europa attraverso la costruzione, entro fine anno, dei modelli dell'azienda britannica rilevata nel 2007. Dopo il successo ottenuto in patria, la Casa di Shanghai punta dunque al mercato del Vecchio Continente, sull'onda di quanto stanno facendo i rivali di Geely che cercano di crearsi un nome a livello internazionale.

La costruzione di queste auto, il cui marchio risale al 1922, si effettuerà presso gli stabilimenti inglesi di Longbridge, presso Birmingham, dove un tempo uscivano 110.000 Rover ogni anno. Il presidente SAIC, Hu Maoyuan, ha confermato che tra i primi modelli prodotti ci sarà la MG6, che sarà commercializzata attraverso i concessionari sparsi in Europa.

"L'idea di base - ha detto - è quella di sfruttare la rete vendita di MG in Europa, unendola ai bassi costi dei nostri prodotti made in Cina. La costruzione di molte componenti sarebbe fatta in Oriente mentre l'assemblaggio finale avverrebbe nel Regno Unito".

SAIC, che in Cina è partner di GM e Volkswagen, è l'azienda che ha lanciato la Roewe 750, un'auto prodotta grazie all'acquisto di tecnologie straniere, seguita dalla Roewe 550. E' anche uno dei 3 nomi emergenti dell'industria automobilistica cinese, insieme a Geely, BAIC e a Sichuan Tengzhong Heavy Industrial che hanno acquistato o stanno per comprare brand come Volvo, Saab e Hummer.

SAIC si è posta come obbiettivo di raddoppiare le vendite del 2009, fino a raggiungere le 180.000 unità nel 2010 e il mezzo milione nel giro di qualche anno. Con MG non si è posta target per l'Europa, dove comunque il marchio è molto conosciuto.

di Andrea Barbieri Carones
27/01/2010 

 

Bosch lancia una nuova campagna sconti

Dall'8 febbraio al 31 marzo decurtazioni del 30% sui prodotti acquistati nei Bosch Car Service. Prosegue anche l'iniziativa Garanzia in rete

Si chiama  "Allunga la vita alla tua auto, fai la giusta manutenzione!" la nuova promozione lanciata dalla divisione Car Service di  Bosch. Valida dall'8 febbraio al 31 marzo, l'iniziativa prevede sconti del 30% su prodotti come filtri abitacolo, aria, olio e carburante messi in vendita presso le officine autorizzate del marchio.

Bosch non è nuova a proposte che vengono incontro alle esigenze dell'automobilista. Per fare qualche esempio, i 1.500 centri autorizzati sparsi in tutt'Italia aderiscono alla Normativa Monti, decreto legge che autorizza la scelta di eseguire i tagliandi di manutenzione presso reti di assistenza indipendenti, senza per questo far decadere il certificato di garanzia. 

Arriva invece direttamente dal brand tedesco la cosiddetta "Garanzia di rete", ovvero una copertura di 24 mesi offerta per tutti gli interventi eseguiti all'interno del network Car Service. E se dopo la riparazione dovesse verificarsi un danno, con il veicolo in questione fermo a oltre 50 km dall'officina di riferimento, Bosch offre l'opportunità di rivolgersi ad un altro centro, pronto a risolvere il problema, e senza costi aggiuntivi nel caso venisse riconosciuto un difetto dovuto all'intervento BCS originario. Rimangono esclusi dalla prestazione solo lamierati e pneumatici. Per l'occasione viene offerto all'automobilista un numero verde (800.980.291), in grado di offrire tutte le informazioni del caso.

di Claudio Riccardi
27/01/2010 

 

Toyota potrebbe ritirare 2 milioni d'auto in Europa

Problemi al pedale dell'acceleratore potrebbero essere alla base dell'operazione di richiamo Toyota

Toyota ha annunciato un richiamo di massa dei 2 milioni di veicoli immatricolati in Europa per effettuare delle riparazioni gratuite all'acceleratore. La decisione segue l'annuncio fatto dal costruttore giapponese la settimana scorsa relativo al richiamo di 2,3 milioni di auto circolanti negli Stati Uniti, dopo alcuni difetti simili riscontrati nel rilascio del pedale, che in certi casi si è pericolosamente bloccato, particolarmente quando veniva dato molto gas.

Dato che l'azienda sta valutando quale sia l'esatto numero di auto da richiamare, nessuna dichiarazione ufficiale è stata ancora fatta sulle modialità. Tali modalità, comunque, varieranno in base alle varie leggi dei singoli stati membri dell'Unione relativamente alle riparazioni delle parti difettose.

Una cosa è certa: i 4,3 milioni di veicoli richiamati nelle due macroregioni per lo stesso difetto nel pedale dell'acceleratore rappresentanto il 55% dei 7,81 milioni di auto, van e furgoni che il gruppo Toyota (composto anche da Daihatsu e Hino Motors) ha venduto nel mondo nel 2009.

Questa "operazione qualità" è in realtà solo l'ultima in ordine di tempo effettuta dalla casa nipponica negli ultimi mesi: a novembre, negli Usa erano stati richiamati addirittura 4,2 milioni di veicoli a causa di un problema che verteva su strane e improvvise accelerazioni causate da errori di fabbricazione. Intanto il costruttore sta verificando se i pedali difettosi siano stati montati su auto vendute in altri mercati.

Questa situazione, unita ai forti tagli ai costi portati avanti dal colosso nipponico, darà sicuramente un duro colpo alla reputazione dell'azienda, nonostante negli Usa l'oparazione richiamo effettuata a novembre non sembra aver provocato cali nelle vendite, che a dicembre sono addirittura aumentate del 32% rispetto allo stesso mese del 2008, trainata dalle auto ibride e a basse emissioni.

di Andrea Barbieri Carones
26/01/2010

Toyota USA: nuova operazione richiamo

2,3 milioni di Toyota realizzate dalla filiale nord americana richiamate per un difetto al pedale dell'acceleratore

Ancora la Toyota USA, e ancora una volta riguardo il pedale dell'acceleratore. Solo un paio di mesi fa, Motori.it aveva dato la notizia di un maxi richiamo per 3,8 milioni di vetture (fra Toyota e Lexus) prodotte negli stabilimenti nord americani del Gruppo giapponese.

E' di oggi la notizia che la stessa filiale degli Stati Uniti ha ordinato un nuovo richiamo in fabbrica e nelle officine specializzate: in questo caso, si tratta di un non meglio specificato malfunzionamento del pedale dell'acceleratore. L'unico difetto che è dato sapere, è una precoce usura.

Il provvedimento riguarda 2,3 milioni di Toyota. In particolare, i modelli Tundra (dal 2007 al 2010), le maxi SUV Sequoia (dal 2008 al 2010), Corolla, Rav4 (2009 - 2010), Matrix e le prime Highlander prodotte nel 2010.

Il pedale dell'acceleratore di questi modelli, hanno spiegato i dirigenti della Toyota USA, viene realizzato da due aziende fornitrici di parti staccate. I rispettivi nomi non sono stati resi noti, ma è stato comunicato che il difetto riguarderebbe i comandi realizzati da uno dei due fornitori. E, al contrario di quanto avvenuto nei mesi scorsi, all'epoca del primo richiamo, questa volta le comunicazioni ai clienti sembra avverranno in via preventiva.

Non ci sono, così sembra, lamentele in merito, e neppure informazioni valide riguardo a quando iniziano a verificarsi sintomi di usura del comando dell'acceleratore nei modelli richiamati.

I responsabili della Divisione ricambi della filiale USA del Gruppo giapponese hanno osservato che i fornitori non hanno ricevuto alcuna lamentela riguardo a un funzionamento difettoso del pedale dell'acceleratore. In questo caso, però, il problema sembra complicato, perché si tratterebbe, nella peggiore delle ipotesi, di riprogettare il comando dell'acceleratore.

L'impegno da parte della Toyota nel far fronte a questi problemi (3,8 milioni di Toyota richiamate negli Stati Uniti nello scorso autuno; 2,3 milioni in questa seconda "operazione acceleratore") risulta, in ogni caso, sotto gli occhi di tutti. Proprio una decina di giorni fa, è stato comunicato dai vertici del Gruppo che dal 2011 tutta la gamma Toyota (comprese Lexus e Scion) sarà aggiornata nei comandi al pedale del freno.: negli ultimi mesi ci sono passate, fra le Case europee, Volkswagen (richiamo per 57 mila vetture equipaggiate con il cambio robotizzato DSG) e, lo scorso Dicembre, anche la Fiat con la Grande Punto.

di Francesco Giorgi
22/01/2010 

 

 

Edward Whitacre confermato a capo di GM

Sarà lui a guidare il rilancio del gruppo per i prossimi due anni. Prevista una riorganizzazione strategica, entro giugno il saldo dei prestiti

Non ci sarà nessun nuovo CEO in casa General Motors. Attraverso una conferenza stampa apositamente convocata a Detroit, il presidente e AD Edward Whitacre Jr. ha annunciato che sarà lui a guidare ancora il gruppo, almeno per i prossimi due o tre anni. Dopo i ripetuti stravolgimenti causati dalla crisi e il rischio di bancarotta, ha vinto la linea della continuità.

Non c'è tempo tuttavia per le celebrazioni, l''ex-boss del colosso telefonico AT&T intende subito recuperare il terreno perduto nell'ultimo biennio, con l'obbiettivo di riportare in GM redditività e stabilità. Tutto prenderà avvio con una generale riorganizzazione, a livello di strategie più che di uomini. C'è da risolvere la questione Saab, ma lo stesso numero uno si è detto fiducioso in una risoluzione positiva della trattativa con Spyker. Entro giugno, poi, il direttivo intende saldare i prestiti ottenuti dopo il crack finanziario da Stati Uniti, Canada e Ontario.

Ma Whitacre intende guardare ancora oltre, verso un ritorno del brand allo status di azienda gestita da un azionariato pubblico. Forse si tratta di un'utopia, ma il solo pensiero lascia intuire la caratura professionale del personaggio.

di Claudio Riccardi
26/01/2010 

 

Auto elettrica: Zapatero annuncia un piano europeo per lo sviluppo

Cina e Giappone ci lavorano sodo: bisogna trovare un piano comune per questa tecnologia. L'8 Febbraio un vertice comunitario in Spagna

La mobilità sostenibile (per usare un termine "universale") si sposta a Bruxelles, in un maxi progetto comune fra i Ministri dell'Industria dell'Unione Europea, che il prossimo 8 Febbraio si incontreranno per la definizione di un piano guida rivolto alle aziende che si dedicheranno alla costruzione di auto elettriche.

E' quanto annunciato, ieri, a Strasburgo dal premier spagnolo José Luis Zapatero, Presidente di turno della UE. Il Primo ministro, che ha dichiarato di avere "Incontrato, qualche giorno fa, un gruppo di aziende fra le più importanti in Europa", ha spiegato che "E' fondamentale creare un processo di integrazione e cooperazione negli sforzi per lo sviluppo del veicolo elettrico".

Una frase che, tradotta in un linguaggio più pratico, vuol dire: "L'auto elettrica è una necessità. Ci sono numerose aziende che se ne stanno già occupando. Non perdiamo tempo e diamoci dentro con i progetti". Ed è la prima volta che, a livello comunitario, la questione degli autoveicoli elettrici sia stata affrontata dal "capo" di turno della Unione Europea.

Quella annunciata da Zapatero in una dichiarazione, per ora, informale, è destinata nel prossimo futuro a diventare ufficiale. Occorrerà attendere ancora un paio di settimane abbondanti, prima di conoscere il parere dei Ministri dell'Industria comunitari, che l'8 Febbraio si incontreranno in vertice a San Sebastian, in Spagna.

Come dire: l'unione fa la forza. D'altro canto, lo stesso Zapatero ha evidenziato l'importanza, per l'Unione Europea, di avviare un "piano" comune per lo sviluppo di un settore - quello degli autoveicoli elettrici - al quale non si può più guardare come il parente un po' eccentrico della ultra secolare industria "tradizionale" dell'auto: "Se i nostri mercati non dispongono di una efficace regolamentazione per fornire alle aziende un valido sostegno finanziario, e se non si possiedono parametri comuni sulle tecnologie, sarà difficile per l'Europa assumere un ruolo guida", è la dichiarazione del Primo ministro spagnolo.

Il quale, spostando l'obbiettivo sul resto del mondo (e a est in particolare) ha evidenziato anche come "Cina e Giappone stanno lavorando sodo sulla tecnologia dei veicoli elettrici".

Il programma attuale, infatti, è lasciato ancora alle decisioni dei Costruttori e all'appoggio delle amministrazioni locali e regionali, come dimostrato dal Gruppo Daimler con il programma Smart Electric, e dalla Renault (che in collaborazione con la Nissan ha in previsione l'apertura di un centro di sviluppo della tecnologia elettrica in un piano "a tre" con la Regione).

La vettura elettrica di domani (anzi, di oggi, visto che già nel 2010 avremo la prima sfornata, con la Peugeot i-On e le gemelle Citroen C-Zero e Mitsubishi i-MiEV) avrà, dunque, la bandiera a stelle dell'Unione Europea? Staremo a vedere.

di Francesco Giorgi
22/01/2010  

 

Honda, secondo stabilimento in Cina

Tramite la joint venture con Dongfeng, la casa nipponica Honda punta a incrementare la produzione con un plant attivo dal 2012

Dongfeng-Honda, una joint venture che la casa giapponese ha creato per il mercato cinese, ha reso noto di voler investire 120 milioni di euro per costruire un secondo stabilimento nella città di Wuhan, circa 400 km a est di Shanghai, con l'obbiettivo di aumentare la produzione e soddisfare la crescente domanda di auto da parte dei consumatori.

Per fare ciò, l'azienda dovrà acquistare 1 milione di metri quadrati di terreno a circa 4 chilometri dal plant odierno. Grazie ai pannelli solari, all'impiego di luci naturali e alla razionalizzazione dell'impianto di riscaldamento e climatizzazione, lo stabilimento sarà il primo della Honda a generare parte dell'elettricità necessaria al suo finzionamento, evitando così l'emissione di circa 500 tonnellate di CO2 all'anno.

A partire dalla seconda metà del 2012, l 'impianto sarà operativo e produrrà inizialmente circa 60.000 auto all'anno, che potrebbero arrivare a 240.000 se il mercato lo richiedesse. E finora i consumatori cinesi hanno apprezzato le auto Honda, dato che il 2009 si è chiuso con la vendita di 211.000 auto, pari a un +28,2% rispetto al 2008.

Nel frattempo, Dongfeng-Honda aumenterà la produzione annuale dello stabilimento già attivo, che passerà da 200.000 a 240.000 auto alle quali si aggiungeranno quelle del plant in progetto, che garantirà una maggior flessibilità all'azienda che potrà meglio soddisfare le richieste del mercato.

A Wuhan, il costruttore produce la CR-V fin da aprile 2004, la Civic dal 2006 e la Spirior (la versione cinese della Accord) dal mese di agosto dello scorso anno. Quando questo secondo sito sarà operativo, il totale della produzione del costruttore nipponico in Cina raggiungerà le 710.000 unità, di cui 300.000 attraverso la joint venture Dongfeng Honda, 360,000 con la Guangzhou Honda e 50.000 tramite la Honda Automobile Cina, una joint ventura creata ad hoc per le esportazioni.

di Andrea Barbieri Carones
26/01/2010  

 

 

Per GM un centro di prova in condivisione con l'esercito USA

General Motors e l'esercito americano condivideranno il centro di test militare di Yuma in Arizona

General Motors e l'esercito USA hanno inaugurato un nuovo centro di prova nel Sud Ovest degli Stati Uniti, presso il complesso militare di Yuma, in Arizona. L'evento è il primo atto o concreto di una collaborazione siglata sulla carta un paio di anni fa e coincide con la fine della maggior parte dei lavori di edificazione del centro. Nella porzioni di terreno che General Motors ha affittato dall'esercito, sono già state tracciate una serie di strade per i test e edificate altre strutture di supporto.

L'impianto di Yuma andrà a rimpiazzare quello di Mesa; il terreno sul quale sorgeva quest'ultimo è stato da poco venduto, a causa dei cambiamenti urbanistici in atto: quella che una volta era una zona rurale, stava iniziando a diventare fin troppo affollata di abitazioni e uffici.

Man mano che il valore del terreno è salito, la Casa americana ha trasformato le proprie attività dai test su strada a quelli simulati al computer, che richiedono un impianto di dimensioni minori. Lo stabilimento di Yuma impiegherà 75 fra ingegneri, tecnici e collaboratori e coprirà 2400 acri di terreno.

Il grosso del lavoro si concentrerà sui test in condizioni di forte calore, e sullo sviluppo dei motori e delle trasmissioni. Uno dei vantaggi della nuova collocazione, oltre alla alte temperature a una stagione estiva di durata maggiore di quella dell'impianto precedente, è quella di trovarsi in una zona più sicura e isolata di Mesa, lontana dagli occhi indiscreti dei fotografi che volessero scattare delle foto degli ultimi modelli in fase di sviluppo.

di Federico Guerrini
28/07/2009 

 

 

Nuovi tutor da Autostrade per l’Italia

2220 km di autostrade dispongono ora di tutor, grazie ai quali il tasso di mortalità degli incidenti sceso del 51%

Aumentano i tutor sulla rete di Autostrade per l'Italia e sono stati attivati proprio nei giorni del maxi esodo per le sospirate vacanze estive che interesserà la rete autostradale.

Da venerdì 24 Luglio, ha comunicato Autostrade per l'Italia (ASPI), la Polizia Stradale è in grado di rilevare sanzioni nei seguenti tratti: sulla A8, tra Busto Arsizio e Origgio Ovest in direzione sud; sempre sulla A8, Legnano e Gallarate in direzione nord; sulla A30, tra Nola e Castel San Giorgio in direzione sud; A30, tra Nocera Pagani e l'All.A30/A1 in direzione nord. Inoltre è stata estesa la copertura anche in A7 ed in A26.

"L'attivazione delle nuove tratte" - ha spiegato il gestore - "conferma l'impegno congiunto della Polizia Stradale e di Autostrade per l'Italia nella sicurezza, contrastando i comportamenti pericolosi per la sicurezza della circolazione, ripetuti e generalizzati, come l'eccesso di velocità, che richiedono un controllo sistematico e non a campione reso possibile della nuova tecnologia. Tecnologia, realizzata nel più rigoroso rispetto della norme sulla tutela della privacy e sulla sicurezza informatica e che non sostituisce ma supporta, affianca ed amplifica i controlli delle pattuglie lungo l'autostrada. La presenza del sistema di rilevazione della velocità viene segnalata agli automobilisti con largo anticipo, attraverso cartelli specifici".

Il sistema Tutor , che in realtà si chiama SICVE (Sistema Informativo per il Controllo della Velocità), è capace di rilevare la velocità media di un certo tratto, oltre che la velocità istantanea di passaggio, ed è gestito direttamente ed esclusivamente dalla Polizia Stradale su 2220 Km della rete italiana.

A tutti coloro che in questi giorni si metteranno in auto per le vacanze ASPI ricorda che il Tutor ha determinato una netta diminuzione degli incidenti (-19% e -27% con feriti) e del tasso di mortalità, sceso ben del 51%.

di Giulio Avallone
28/07/2009 

 

Autostrade lancia il "car pooling" su A8 e A9

Arriva in Italia il "car pooling": dal 31 Agosto tariffe speciali e una corsia dedicata su A8 e A9 per chi condivide la propria vettura

Negli USA c'è da tempo la "car pool lane", ovvero una corsia dedicata alle auto con più di un occupante a bordo, un semplice sistema che incentiva un uso collettivo dell'automobile.

Lo stesso concetto di "car pooling" verrà applicato da Autostrade per l'Italia sulla A8 e A9 in concomitanza con l'inizio dei lavori di ampliamento a 3 corsie dell'autostrada A9 da Lainate a Como che prevedono anche la realizzazione della quinta corsia dell'A8 tra Milano Nord e Lainate.

Dal 31 Agosto fino al termine dei lavori di ampliamento dell'Autostrada dei Laghi, le auto in viaggio da Como e Varese verso Milano e viceversa (con ingresso dal casello di Milano Nord) con almeno 4 passeggeri a bordo pagheranno un pedaggio di 0,50 euro invece di 1,30 e una corsia dedicata come sulle freeways americane.

Lo speciale tariffa (che rimarrà fissa per tutta la durata dei lavori) verrà applicata agli automobilisti che viaggeranno con una autovettura di classe A e B nelle fasce orarie di punta, dalle ore 6.30 alle ore 9.30 in direzione Milano, e dalle ore 17.30 alle ore 20.00 in direzione Como e Varese, in tutti i giorni feriali (dal lunedi al venerdi).

La corsia riservata al servizio sarà presidiata da un operatore, che verificherà l'esistenza di un equipaggio di almeno 4 passeggeri, la classe del veicolo e applicherà la tariffa del pedaggio scontata, con tutte le modalità previste (Telepass, Viacard, bancomat fast pay, carte di credito e contanti).

Le autovetture dotate di Telepass dovranno comunque fermarsi per consentire all'operatore di verificare il numero degli occupanti e la pista loro dedicata sarà chiaramente riconoscibile grazie ad un'apposita segnaletica riportante la dicitura "Riservata Car Pooling".

Per favorire inoltre la diffusione del car pooling Autostrade per l'Italia sta approntando l'apposito sito web www.autostradecarpooling.it che sarà accessibile anche dal portale principale www.autostrade.it, dove i "car sharer" potranno organizzare i viaggi collettivi.

di Daniele Pizzo
28/07/2009 

 

 

 

 

Chrysler e Fiat fanno causa a Daimler

Chrysler accusa: produzione minacciata dalle forniture ridotte da parte di Daimler. E si rivolge al Tribunale fallimentare di New York

C'è uno strascico giudiziario che segue la separazione definitiva fra Daimler e Chrysler. Il nodo del contendere, per il quale la nuova Chrysler guidata ora da Sergio Marchionne ha fatto causa all'ex alleata, riguarda la fornitura di componenti (piantoni di sterzo e convertitori di coppia) sviluppati ai tempi dell'alleanza.

Secondo il Gruppo di Auburn Hills la produzione dei modelli Dodge Challenger, Charger e Chrysler 300C negli impianti Jefferson North di Detroit e Brampton, in Canada, sarebbe minacciata da un ammontare ridotto di parti che i tedeschi stanno fornendo agli americani.

Un comportamento inaccettabile secondo Chrysler, che addebita il mancato rispetto degli accordi presi ad una precedente ruggine fra i due gruppi. Daimler nei mesi passati avrebbe chiesto un risarcimento di 55 milioni di euro per il mancato acquisto del quantitativo prestabilito (ne vennero acquistati meno a causa della crisi di vendite) di propulsori turbodiesel 2.2 litri da destinare al mercato europeo. >

Chrysler adesso sostiene che la questione era stata già risolta in un precedente accordo del 17 Aprile che metteva fine alle precedenti dispute fra i due costruttori e che il ritardo nelle consegne sia un modo per "estorcere" quella somma. Da parte sua Daimler AG ha rigettato le accuse, sulle quali è chiamata a pronunciarsi la U.S. Bankruptcy Court di New York, lo stesso tribunale che ha curato la procedura di ristrutturazione di Chrysler.

di Daniele Pizzo
26/08/2009 

 

 

Intervista esclusiva

10 DOMANDE A... SISTINO (FIAT)

  • Pubblicata il 27/01/2010 

Lorenzo Sistino, capo del marchio Fiat, risponde alle domande dei nostri navigatori sul fascicolo di "Quattroruote" di febbraio. Qui trovate il testo integrale dell'intervista.

Non crede che i prezzi di listino siano superati come punto di riferimento per il mercato?
(Carlo Andreatta - Gargnano, Brescia)
I prezzi di listino rappresentano un obbligo di legge per qualsiasi azienda che produca beni o servizi. Come tutti i produttori di autovetture (ma come avviene anche nella maggioranza degli altri settori merceologici), Fiat offre i propri prodotti con prezzi al pubblico diversi dai prezzi di listino in funzione delle politiche commerciali che di volta in volta si rendono necessarie in funzione dello scenario competitivo. I prezzi di listino costituiscono un riferimento per il mercato, ma certamente non l'unico. Personalmente sono d'accordo con lei che talvolta sono poco rappresentativi soprattutto quando intervengono anche altre forme di incentivazione quali ad esempio la rottamazione governativa.

Non pensa che la rete di distributori per il metano debba essere rafforzata, specie in Sicilia dove abito, visto l'incremento del parco circolante a seguito degli incentivi?
(Francesco Corrao - Palermo)
Sappiamo che la rete distributiva del metano è ancora carente, soprattutto se paragonata al numero sempre crescente di vetture a metano in circolazione. Fiat è da tempo impegnata in prima linea nel promuovere tutte le idee e le iniziative che vanno a favore di un ulteriore sviluppo della rete distributiva. Inoltre, anche presso le istituzioni sia nazionali che locali la sensibilità e l'attenzione su questo tema sta crescendo velocemente sull'onda dei benefici economici ed ecologici che lo sviluppo del metano comporta per i clienti e per la società. Spinta dal crescente favore per questa alimentazione, solo nell'ultimo anno la rete distributiva è cresciuta del 10% con oltre 60 nuovi impianti aperti nel 2009, e sono oltre 80 quelli attualmente in fase di apertura. Tra questi, un nuovo impianto è previsto proprio a Palermo, nella sua città. Chiaramente non sono ancora abbastanza, ma questa crescita è un segno che siamo sulla strada giusta. In ogni caso, tutte le auto Fiat Natural Power sono bifuel. Ciò significa non solo autonomia record grazie al doppio serbatoio benzina-metano, ma anche massima indipendenza e libertà di movimento: se non si trova subito il distributore si può tranquillamente proseguire a benzina.

Come mai Fiat sembra totalmente fuori dal mondo dell'auto elettrica, mentre gli altri produttori ci stanno lavorando?
(Antonio Formato - Roma)
Fiat crede che non esista un'unica soluzione per la mobilità sostenibile, ma una combinazione di tecnologie convenzionali e alternative legate anche alle caratteristiche dell'area in termini geografici, economici e di disponibilità dei combustibili. L'approccio tecnologico di Fiat rispecchia questa consapevolezza e comprende quindi sia il miglioramento delle caratteristiche di ecocompatibilità dei propulsori convenzionali, sia lo sviluppo di sistemi di trazione alternativi. Anche Fiat, quindi, come tutti i costruttori, sta valutando con estrema attenzione tutte le possibilità tecniche e commerciali per arrivare rapidamente all'auto elettrica, ma la carenza delle infrastrutture, il problema della ricarica e della sostituzione delle batterie e i costi ancora troppo elevati costituiscono al momento barriere importanti alla sua rapida diffusione. Per questo motivo - e perché proporre ai clienti soluzioni realmente accessibili e convenienti fa parte della nostra vocazione - fino a oggi abbiamo scelto di comunicare e promuovere altre soluzioni più concrete e disponibili fin da subito, come ad esempio il metano.

A quando un'ibrida Fiat?
(Fabio Puzzanghera - Genova)
Vale lo stesso discorso fatto per le auto elettriche: Fiat sta monitorando strettamente le evoluzioni ed è direttamente impegnata nella ricerca sul campo.

Non sarebbe ora di riproporre grosse berline o, meglio ancora, monovolume e cross wagon con marchio Fiat adatte a famiglie numerose?
(Enrico Ghignone - Torino)
Le famiglie rappresentano un target verso cui Fiat ha da sempre rivolto il proprio interesse e la propria attenzione. Fiat propone infatti diverse interpretazioni della vettura per famiglia dal "free space" Qubo, una vettura capace di soddisfare le più diverse esigenze di mobilità, al nuovo Doblò, il "Family Space" appena presentato che verrà commercializzato anche nella versione sette posti. Inoltre, le sinergie derivanti dal recente accordo con Chrysler permetteranno anche a Fiat di rafforzare anche la propria offerta nei segmenti alti, con vetture specificatamente dedicate al tempo libero e adatte alle esigenze di famiglie moderne e numerose. Per quanto riguarda invece le grosse berline tre volumi, il discorso è un po' più complesso: si tratta di un mercato in cui Fiat non ha una grande storia, ed è un mercato attualmente in forte contrazione che non stiamo presidiando con il marchio Fiat, ma che potrà eventualmente diventare interessante per gli altri brand del Gruppo.

Qual è la differenza in termini qualitativi tra un'auto costruita in Polonia e una prodotta in uno stabilimento italiano?
(Stefano Angiuello - Mentana, Roma e Luca Pirozzi - Napoli)
Il livello qualitativo del prodotto auto nasce dalla combinazione di diversi fattori: solidità del progetto, qualità dei componenti ed eccellenza dei processi produttivi interni. In particolare, per rispondere alla sua domanda, non esistono differenze negli standard qualitativi applicati nei nostri stabilimenti, la cui gestione è seguita con gli stessi metodi e il medesimo rigore, indipendentemente dalla collocazione geografica. A questo riguardo il Gruppo Fiat già da diversi anni adotta il World Class Manufacturing, un sistema di produzione finalizzato al miglioramento e alla standardizzazione dei metodi e dei processi produttivi mirato ad allineare il gruppo agli standard della miglior concorrenza. Un programma esteso a tutti i siti produttivi del Gruppo Fiat, sia in Italia che all'estero, basato sul coinvolgimento degli operatori dello stabilimento. I risultati evidenziati da ricerche esterne che misurano a livello europeo il livello di soddisfazione del cliente legata alla qualità del prodotto ci stanno confermando che la strada intrapresa è quella giusta.

Perché il Gruppo Fiat non adotta per tutte le sue autovetture il sedile posteriore scorrevole?
(Flavio Frausin - Padova)
Il sedile posteriore scorrevole rappresenta senza dubbio una soluzione molto utile soprattutto sulle vetture medio-piccole perché permette di modulare lo spazio in funzione delle esigenze dell'utente. Molte vetture Fiat come Panda e Idea, ma anche altre vetture del gruppo come Musa e Delta, offrono il sedile posteriore scorrevole come optional. La nostra scelta è di offrire il contenuto in modo mirato sulla base della missione del veicolo, preferendo naturalmente le vetture che hanno una destinazione d'uso maggiormente funzionale o che si rivolgono a clienti che apprezzano la possibilità di riconfigurare gli spazi interni.

Perché abbandonare la geniale formula della Multipla, vera unica architettura d'interni su quattro ruote, per fare una banale monovolume 2+2+2?
(Giuliano Anzuini - Monsummano Terme, Pistoia)
Gli elevati costi di sviluppo e industrializzazione di un nuovo modello e l'attuale scenario di mercato impongono a tutti i costruttori di auto di utilizzare piattaforme comuni per diverse famiglie di modelli. Questa è la sola strada per poter sostenere gli investimenti necessari e garantire al cliente un'offerta di prodotto competitiva. Questo implica che modelli come Multipla, con forti specificità a livello tecnico e progettuale, diventeranno sempre più difficili da sostenere per gli elevatissimi investimenti da ammortizzare su un solo modello. Questo però non significa rinunciare alla possibilità di offrire vetture con soluzioni tecniche intelligenti e innovative, in grado di interpretare in chiave moderna le nuove esigenze dei clienti.

Non le pare che il nuovo restyling della Grande Punto abbia aggiunto invece di togliere e quindi abbia appesantito invece di rendere le linee più armoniche e filanti?
(Gabriele Tovani - Lucca)
Sono proprio i restyling a stimolare maggiormente la discussione sui particolari. Cambiando meno cose rispetto alla creazione di un modello tutto nuovo, naturalmente si tende a concentrasi sulle differenze. In un certo senso, si tende a discutere sulle divergenze rispetto all'estetica precedente, ormai riconosciuta come quella consolidata e per certi versi "codificata". Per quanto riguarda la Punto Evo abbiamo spostato il logo Fiat, dall'interno della calandra superiore a una posizione corrispondente al taglio del cofano per dargli maggiore importanza. Inoltre gli interventi sui gruppi ottici e i nuovi parafanghi hanno l'obiettivo di aumentare la percezione di spaziosità della vettura. Non va poi dimenticato che gli interventi principali su Punto Evo non sono avvenuti all'esterno ma all'interno - profondamente rinnovato e decisamente arricchito - e soprattutto sotto il cofano, con la nuova tecnologia dei diesel Multijet di seconda generazione, dei i nuovi motori benzina MultiAir e con l'introduzione del nuovo sistema stop & start su tutti i nuovi motori Euro 5.

Non pensa che vi siano carenze sul piano del design per quanto concerne Fiat? Fate dei panel test al riguardo?
(Giacomo Graviani - Milano e Paolo Troise - Milano)
È stata proprio la Fiat, di recente, a dimostrare una grande vivacità nel creare nuovi archetipi estetici e di prodotto, che si sono imposti nei segmenti di riferimento come veri e propri riferimenti nell'attuale vastissimo panorama automobilistico (la 500 è l'esempio più recente). Questo perché secondo Fiat "fare design" automobilistico significa innanzitutto creare dei nuovi concetti, inventare dei prodotti che prima non esistevano o reinventare la spirito di quelli esistenti. Lo stile è infatti la motivazione d'acquisto più importante per qualsiasi tipo di vettura. Qualità, dotazioni e sicurezza oggi sono ormai diventati dei pre-requisiti: la differenza la fanno soprattutto lo stile, le prestazioni e la riconoscibilità del veicolo nelle strade. La forza che hanno vetture di grande successo come Panda, 500 o Grande Punto, è proprio basata sulla capacità di introdurre e imporre soluzioni uniche. Questo fa dello stile di Fiat oggi un punto di forza del marchio, ma soprattutto - ed è ciò che conta di più - è un punto di grande soddisfazione anche per i nostri clienti in Italia e all'estero. Questo è dovuto anche al rigore e alla profondità con cui analizziamo le opinioni dei nostri clienti potenziali. Gli incontri con la clientela avvengono infatti regolarmente, dalle prime fasi di generazione dei concept di stile fino alla validazione del prodotto finito (sia per quanto riguarda gli esterni che gli interni). Bisogna però tenere presente che un'automobile ha un ciclo di vita di diversi anni (a cui va aggiunto il tempo per lo sviluppo e la realizzazione). Per questi motivo non basta raccogliere le opinioni dei clienti potenziali al momento di valutare le maquette di stile, ma bisogna saperle interpretare guardando al futuro e anticipando le tendenze con una buona base di esperienza, intuizione e coraggio.

FIAT produce in Brasile 2 milioni e 500 mila motori Flex Fuel

Crescita esponenziale per le vendite di vetture ad etanolo in tutta l’America Latina e grande successo di Fiat

E' passato solo un mese da quando lo stabilimento brasiliano di Betim di Fiat Automóveis, filiale carioca del Gruppo torinese, è balzato agli onori della cronaca per aver prodotto la 10milionesima vettura dalla sua nascita.

Oggi il complesso può festeggiare di nuovo perchè in questi giorni ha raggiunto la produzione del motore Flex numero 2 milioni e 500 mila, installato sulla Fiat Linea (una tre volumi compatta su base Grande Punto non venduta in Italia); con questo prestigioso risultato raggiunto, Betim diventa il principale produttore al mondo di veicoli flexfuel.

I veicoli Flex Fuel d Fiat sono dotati di motore a doppia alimentazione, possibile sia con etanolo (E100) sia con la più comune benzina (E0) o addirittura con entrambi i combustibili contemporaneamente, opportunamente miscelati.

Questo genere di vetture riscuote straordinario successo in tutta l'America Latina e il loro impiego si ta diffondendo anche in numerosi altri Paesi grazie alla potenzialità di questa alimentazione alternativa che non produce CO2. La canna da zucchero, dalla quale viene estratto l'etanolo, possiede infatti la capacità di assorbire interamente il biossido di carbonio durante il processo di fotosintesi clorofilliana. >

Fiat ha iniziato la produzione di veicoli Flex in Brasile già dal 2003, quando la domanda di mercato era praticamente inesistente e di motori, quindi, se ne producevano solamente 3 mila l'anno.

Dagli albori della tecnologia Flex la crescita della domanda è stata esponenziale tanto che nel 2008 i motori usciti dalle linee di assemblaggio sono stati ben 690 mila; nel 2009 ben il 99%, ovvero la quasi totalità dei propulsori prodotti da Fiat Automòveis è Flex.

di Giulio Avallone
24/07/2009 

Chrysler raddoppia gli incentivi negli USA

Per allontanare il rischio di invenduti il Gruppo americano prevede bonus di 3500 e 4500 euro sulle vetture che non rientrano negli incentivi

Tutto il mondo è paese: anche negli USA il mercato inizia a scoprire le "offertacce" sull'acquisto delle auto nuove, al di là degli incentivi statali varati nelle scorse settimane da Washington e dei quali ci siamo occupati il mese scorso.

La prima Casa a "tentare" gli automobilisti verso le sue vetture è la "nuova " Chrysler, che ha iniziato una campagna di incentivi che, di fatto, raddoppia i bonus previsti dal piano governativo sulle vetture a basso consumo.

L'iniziativa, dal nome eloquente, "Double CA$H for Your Old Car", durerà in una prima fase fino a tutto Agosto e prevede una serie di "aiuti" fino a 4500 dollari sull'acquisto di Chrysler, Jeep e Dodge. Negli acquisti a rate per Chrysler, Dodge o Jeep i clienti possono inoltre scegliere un finanziamento a tasso zero per 72 mesi (destinato alle vetture "da 4500 dollari") oppure di 60 mesi, sempre a tasso zero, per le "3500 dollari".

L'idea è semplice, e parte dalla necessità di smaltire le scorte di vetture nei piazzali delle concessionarie, che rischierebbero di rimanere invendute chissà per quanto tempo ancora, dal momento che non tutte le auto proposte nel "piano di incentivi" rientrano nelle categorie governative che hanno diritto ai bonus federali: 3500 dollari per la rottamazione della vecchia auto di non più di 25 anni di età e la sua sostituzione con un modello che consumi almeno 22 miglia per gallone; oppure 4500 dollari se il veicolo scelto consumi almeno 32 miglia per gallone.

Spulciando nell'elenco delle vetture del Gruppo alle quali sono stati applicati gli incentivi della Casa, troviamo che, per il marchio Chrysler, la 300 C , Town & Country e Sebring Convertible prevedono un incentivo di 3500 dollari; la PT Cruiser, Sebring Sedan e Aspen di 4500 dollari.

Fra le Jeep, è previsto un incentivo di 1500 dollari in contanti per la Wrangler, un bonus di 3500 per la Patriot, Compass e Liberty; di 4500 dollari per Grand Cherokee e Commander.

Le vetture a Marchio Dodge "incentivate" sono: Charger, Journey, Grand Caravan, Ram Light Duty, Caliber, Nitro e Dakota (3500 dollari); Avenger, Durango, Ram Heavy Duty (4500 dollari).

di Francesco Giorgi
24/07/2009 

La lunga notte in casa Porsche

Via libera dal Consiglio di Sorveglianza a 5 miliardi da parte della Qatar Holding. Dimissioni di Wendelin Wiedeking: al suo posto Michael Macht

Un'assemblea straordinaria, la "resistenza" alla controffensiva da parte della Volkswagen, uno spiraglio in più dato agli arabi e le dimissioni "volontarie" del numero uno. E' stata una notte di quelle che si fanno ricordare, quella trascorsa in casa Porsche.

Al termine di un'assemblea straordinaria che si è svolta la scorsa notte, infatti, il Consiglio di Sorveglianza della Casa di Stoccarda ha dato il proprio "via libera" a due iniziative che - secondo i piani - potrebbero rinforzarne i capitali in vista delle ultime fasi della contrattazione con la Volkswagen.

La prima decisione operata dal Consiglio del Marchio di Stoccarda è indirizzata alla finalizzazione dei contatti attualmente in corso fra il Consiglio di Amministrazione della Porsche e la Qatar Holding LLC (dei quali ci siamo già occupati nei giorni scorsi), che porterebbe all'ingresso del fondo mediorientale nei capitali della stessa Porsche: la decisione è stata un parere favorevole alla proposta di un aumento di capitale da 5 milioni di euro. Per questi motivi, non appaiono strane le dimissioni "volontarie" (e comunque nell'aria già da alcuni giorni) dei piani alti della Porsche.

La prima riguarda Wendelin Wiedeking, che ha lasciato, dopo 17 anni di servizio, l'incarico di Amministratore Delegato della Porsche. Il secondo nome è quello di Holger Haerter, Direttore Finanziario, che ha salutato per sempre la Casa di Stoccarda. Il nuovo Amministratore Delegato della Porsche sarà l'attuale Responsabile di Produzione Michael Macht.

Wiedeking, arrivato alla Porsche nel 1992, resterà famoso per essere il dirigente che, alla fine del 2005, ha dato il "fischio d'inizio" a una delle più clamorose scalate nella storia dell'automobilismo: quella operata dalla Porsche ai capitali della Volkswagen, il primo Marchio europeo per dimensioni e volume d'affari.

Un piano ambizioso, che avrebbe dovuto portare al 75 per cento le quote di Stoccarda nei libri mastri di Wolfsburg, ma che si è fermato al 51 per cento a causa, prima di tutto, dell'enorme indebitamento che questa operazione ha causato alla Porsche: 10 miliardi di euro, che verrebbero in parte "appianati" con l'ingresso della Qatar Holding.

A questo bisogna aggiungere la lotta interna tra le famiglie legate alla Porsche: i Porsche, appunto, che compaiono nel Consiglio di Sorveglianza di Stoccarda; e i Piech che hanno in Ferdinand (figlio di Louise Porsche) la guida al Consiglio di Sorveglianza della Volkswagen.

Per il momento, a fregarsi le mani è Wendelin Wiedeking: l'ormai ex numero uno della Porsche si ritira con una buonuscita di 50 milioni di euro: ben lontana dai 100 dei quali alcune "voci di corridoio" favoleggiavano nei giorni scorsi. Lo stesso Wiedeking ha fato sapere attraverso una nota ufficiale che 25 milioni di euro (la metà della sua buonuscita) andranno a favore di un'organizzazione di beneficenza che verrà creata col supporto dei rappresentanti sindacali.

Altri 500.000 euro per uno andranno a tre fondi di solidarietà per giornalisti indigenti: il Landespresse Baden-Württemberg e.V., Hamburger Presse e il Verein Kollegenhilfe niedersächsischer Journalisten e.V.  La nota di Wideking si conclude con una chiusura che può essere letta in chiave "autarchica": "Oltre a tutto ciò investirò in progetti finalizzati a creare lavoro in Germania. E pagherò le mie tasse in Germania con oltre metà dei miei guadagni che verranno trasferiti allo Stato".

di Francesco Giorgi
23/07/2009 

Nissan: in Gran Bretagna e Portogallo due siti europei per batterie al litio

  • Individuati i primi due Paesi europei dove saranno creati gli stabilimenti che fabbricheranno le batterie per i veicoli ad "impatto zero"  

Seicento nuovi posti di lavoro, fra Gran Bretagna e Portogallo, per lo sviluppo e la produzione di batterie al litio, e una capacità produttiva di 130 mila unità all'anno. E' il programma lanciato da Nissan, frutto della collaborazione Nissan - Renault, con il quale è stata annunciata la creazione di due stabilimenti che produrranno batterie al litio, secondo un obiettivo comune fra i due Marchi per la leadership a livello mondiale nella realizzazione di veicoli a "impatto zero" che saranno distribuiti negli USA e in Giappone a partire dal 2010 e in tutto il mondo a partire dal 2012.

Il primo degli stabilimenti sarà realizzato a Sunderland, nel nord est dell'Inghilterra, dove già esiste un impianto della Nissan. Secondo i portavoce della Casa giapponese, il sito - una volta realizzato - sarà il centro principale per la produzione in Europa di batterie al litio. Non a caso, nasce nella Low Carbon Economic Area, la nuova area industriale "pulita" britannica.

"E' una notizia di grande importanza per il nostro paese - dichiara il Premier britannico Gordon Brown -, perché ci permette di considerare l'area di Sunderland come una delle più importanti nello sviluppo delle nuove tecnologie. E, quanto ai posti di lavoro, potrà garantire 350 nuove assunzioni, senza contare alle centinaia di lavoratori dell'indotto".

Il secondo stabilimento sarà realizzato in Portogallo, anche se per la destinazione finale occorrerà attendere un secondo momento. Per questo impianto, lo stanziamento di 200 milioni di euro servirà ad avviare la produzione di batterie al litio in uno stabilimento che, secondo le previsioni, potrà garantire 200 nuovi posti di lavoro.

Non solo - indica José Socràtes, Primo Ministro portoghese -, la nostra Nazione si sta avviando ad essere uno dei primi Paesi al mondo ad avere una rete nazionale di ricarica per veicoli elettrici, che si chiamerà Mobi-E".

Il programma di alleanza strategica fra la Nissan e la Renault prevede di continuare le trattative con altri Governi europei per trovare nuovi siti per la produzione delle batterie al litio da destinare alla mobilità. Un buon segnale per una industria auto che sta cambiando.

di Francesco Giorgi
23/07/2009 

Jaguar-Land Rover: tagli e X-Type fuori produzione entro la fine del 2009

X-Type fuori produzione entro la fine dell'anno e tagli al personale nello stabilimento di Halewood. E' crisi per Jaguar-Land Rover in Inghilterra

Trecento posti di lavoro in meno alla Jaguar-Land Rover. Con questo provvedimento il Gruppo britannico ha reso ufficiale il taglio alla manodopera nello stabilimento di Halewood, vicino a Liverpool, nel quale viene assemblata una parte delle Jaguar, compresa la X-Type, che - secondo quanto comunicato dalla dirigenza del Marchio inglese, ceduto nel 2008 dalla Ford alla Tata - uscirà di produzione entro la fine dell'anno.

Sono chiari i motivi che hanno portato ad annunciare la riduzione dei lavoratori nell'impianto a nord ovest dell'Inghilterra, e vanno tutti ravvisati nella persistente crisi dei mercati: "L'industria automobilistica britannica è stata colpita in modo particolarmente pesante dalla crisi. Soprattutto per quanto riguarda il settore primario, quello legato alla metallurgia. Le vendite del Gruppo Jaguar Land Rover sono scese del 28 per cento negli ultimi 10 mesi", ha dichiarato il CEO David Smith.

Indicando pure che, in Europa, le vendite di Jaguar-Land Rover hanno subito un calo del 38,7 per cento, arrivando a 40.999 unità vendute (dati confermati dal rapporto reso noto nei giorni scorsi dalla ACEA, l'Associazione europea dei Costruttori), una situazione che ha colpito anche BMW, Daimler e Lexus, le maggiori rivali del Gruppo Jaguar Land Rover.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: degli attuali 2 mila dipendenti di Halewood, 300 saranno lasciati a casa. Non è chiaro se, in questa situazione di "esuberi", si tratterà di licenziamenti oppure di prepensionamenti (e sarebbe interessante scoprirlo). E c'è di più, e si tratta di un deciso ridimensionamento delle attività industriali dello stabilimento di Halewood, per il quale è stata pianificata una chiusura. Tuttavia, i dirigenti del Gruppo britannico si sono affrettati a comunicare che le attività dell'impianto di Halewood non termineranno del tutto, ma saranno sospese per tre settimane. Un primo segno di ulteriori - gravi - provvedimenti? Si spera che non sarà così.

Dal canto loro, i vertici indiani della Tata rimangono fermi nelle proprie posizioni di riduzione ulteriore della forza lavoro all'interno del Gruppo Jaguar Land Rover: dati alla mano, dicono, le perdite nette negli ultimi 10 mesi sono state di 306 milioni di sterline (356 milioni di euro).

Per contrastare la volontà dei dirigenti indiani, che rischierebbe di tagliare ulteriormente le gambe alle attività future di uno dei più prestigiosi Marchi europei, il Gruppo JLR sta domandando aiuti pubblici: un portavoce del Gruppo ha annunciato che prosegue il dialogo con il Governo di Londra sull'ottenimento di una garanzia per 340 milioni di euro che la Banca Europea di Investimenti aveva concesso all'inizio dell'anno.

di Francesco Giorgi
17/07/2009 

 

Ford torna in utile

E MULALLY DICE A "QUATTRORUOTE"...

Pubblicata il 28/01/2010

La Ford ha annunciato di aver chiuso anche il quarto e ultimo trimestre del 2009 in utile, il che ha girato in nero il bilancio dell'anno appena chiuso, e ha pronosticato di arrivare a dicembre del 2010 con un risultato operativo solidamente positivo, dodici mesi in anticipo sulle previsioni precedenti. Così il costruttore dall'ovale blu si conferma sempre più la Casa vincente tra le ex "Tre Grandi" di Detroit.

Unica a non aver chiesto soldi a Washington, nell'ultimo trimestre 2009 la Ford ha guadagnato 868 milioni di dollari, che si traducono in 25 centesimi per ogni azione: il titolo in Borsa a gennaio ha superato i 12 dollari contro 1 dollaro e 50 che valeva soltanto a febbraio del 2009. Per l'intero anno, l'utile netto è stato di 2,7 miliardi di dollari, un "ribaltone" di ben 17,5 miliardi di dollari dal 2008, che si era chiuso con una perdita di 14,8 milioni di dollari.

L'ultimo scorcio dell'anno per la Ford è stato positivo su tutti i mercati, incluso quello del Nord America, che nel 2009 ha toccato il minimo storico delle sue vendite degli ultimi due decenni, con poco più di 10 milioni di veicoli. Alan Mulally, ex numero uno della Boeing, artefice di questo miracolo, si è "confessato" a "Quattroruote", spiegando le ragioni della ripresa di Ford.

La sua ricetta è stata concentrarsi sul marchio Ford liberandosi di quelli di lusso, creare le condizioni per tornare a produrre in America auto tradizionali (e non soltanto Suv e pick-up) senza perderci soldi e continuare a investire anche nei tempi di crisi. Ma tra i suoi segreti c'è anche la motivazione degli uomini, il lavoro di squadra e un singolare metodo di approccio ai problemi... Il Mulally-pensiero è raccontato in una lunga intervista esclusiva concessa dall'amministratore delegato di Ford al nostro giornale e pubblicata nel numero di febbraio, attualmente in edicola.

Al recente Salone di Detroit la Ford ha presentato la nuova Focus che sarà prodotta anche negli Stati Uniti e per la prima volta sarà commercializzata senza modifiche sostanziali in tutti i mercati e sulla cui piattaforma la Ford conta di produrre due milioni di vetture. La famiglia Focus e le sue derivate (tra cui nuova C-Max e Grand C-Max), assieme alla già affermata Fiesta, costituisce l'ossatura dell'offensiva di prodotto che Ford si appresta a lanciare a livello globale nel corso dell'anno. Da noi la Focus sarà nelle concessionarie all'inizio del 2011, mentre sarà anticipata in autunno dalla C-Max e dalla Grand C-Max, rispettivamente a cinque e a sette posti. (R.L.V.)

Nella foto, Alan Mulally davanti a una Ford Fiesta al Washington Auto Show 2010.

 

 

 

NOVITA DI MERCATO

Mazda: a Ginevra vedremo la nuova versione della monovolume 5

  • Linee più sinuose, aggiornamento del corpo vettura e la presenza del sistema i-Stop: ecco la nuova MPV secondo Mazda.
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Mazda: a Ginevra vedremo la nuova versione della monovolume 5

Queste le prime immagini della nuova serie della Mazda 5, la monovolume della Casa giapponese che, dopo 5 anni di presenza nei listini, si presenta al pubblico completamente rinnovata nell'estetica e nelle motorizzazioni.

Il vernissage della Mazda 5 seconda serie avverrà a Marzo, al Salone di Ginevra. Per l'occasione, la monovolume giapponese esibirà una veste in gran parte rinnovata, scelta dal Centro Stile della Mazda per mantenere il modello, venduto in Europa in oltre 100.000 esemplari dal 2005 e oggetto di un primo maquillage alla fine del 2007 (e questa è la versione tuttora in commercio) in concorrenza con Opel Zafira, Renault Scénic, Volkswagen Touran e Citroen Picasso.

Mazda 5: tanti particolari inediti fuori

Nagare Flow: questa è la denominazione scelta dal Centro Stile per indicare le inedite scalfiture a onda che accompagnano l'andamento laterale della vettura, che abbandona l'immagine "razionale" con la quale era stata creata cinque anni fa e riceve un'impronta più dinamica.

La parte anteriore della nuova Mazda 5 si avvicinerà - come avviene per altri costruttori man mano che si avvicendano gli aggiornamenti di gamma - al resto della produzione più recente. Da segnalare, a questo proposito, i nuovi parafanghi "ad arco", la calandra di maggiori dimensioni e spostata più in basso rispetto alla prima serie e le nuove prese d'aria ai due lati di essa.

La parte laterale, se propone le nuove modanature, conferma la presenza delle porte posteriori scorrevoli, un atout già presente nella prima serie e che convince per la sua praticità. Un nuovo aspetto è stato creato anche per la parte posteriore, che resta dominata dal lunotto con profilo a V ma abbandona la "cornice" creata, finora, dai due fanali a sviluppo verticale in favore di una superficie vetrata più avvolgente e a nuovi gruppi ottici orizzontali.

Debutta il sistema i-Stop sulla monovolume Mazda

La gamma dei propulsori disponibili per la Mazda 5 si arricchirà, con la seconda serie, di un nuovo 2 litri a benzina DISI da 151 CV, alimentato a iniezione diretta. Abbinato a questo motore, la Casa prevede il sistema i-Stop di avviamento automatico del motore dopo le fasi di fermata. Con questo dispositivo, che sta prendendo sempre più piede fra le vetture di nuova generazione, la Mazda indica valori di consumo e di emissioni di CO2 abbattuti del 15% rispetto all'unità da 1,8 litri .

Anche sul fronte dei motori a gasolio ci si attende un turn over: chiamato al debutto sarà il turbodiesel da 2,2 litri , per prendere il posto del collaudato 2 litri . Il cambio utilizzato per la nuova monovolume (il cui arrivo nei listini della Casa è previsto per l'autunno 2010) sarà manuale a sei marce. Restiamo in attesa di conoscere ulteriori anticipazioni riguardo alla meccanica.

di Francesco Giorgi
21/01/2010

 Lexus LFA: prenotazioni oltre le aspettative

  • La Casa ne aveva previste 500. In due mesi sono andate esaurite. Nei prossimi mesi la produzione. Costa 375.000 euro. E' già instant classic?
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Lexus LFA: prenotazioni oltre le aspettative

Il settore delle vetture di lusso "tira" (in proporzione, naturalmente!). Altrimenti, come si spiega il fatto che, a nemmeno tre mesi dal Salone di Tokyo, i 500 esemplari della Lexus LF-A, la supersportiva ultima nata del marchio di lusso della Toyota, sono andati letteralmente a ruba?

Per la due posti secchi equipaggiata con il 4,8 litri V10, con lubrificazione a carter secco (come nelle vetture da competizione) e con potenza portata a 560 CV a 8.700 giri/min, si può già parlare di un fenomeno Instant Classic. La Lexus, infatti, ne aveva previsto una tiratura di 500 unità. Ma sarà ben difficile, se non impossibile, prenotarne ancora una all'azienda.

In sostanza: non ce ne sono più, e questo a un mese e mezzo dal Salone di Ginevra, periodo che i dirigenti della Casa giapponese avevano indicato come "fine delle trasmissioni". Tuttavia, la metà di marzo conserva una indicazione precisa: sarà il momento entro il quale i facoltosi neo - proprietari della LF-A dovranno confermare l'acquisto, portando con sé - a dimostrazione dell'assenso - un ricco assegno come anticipo.

L'ammontare della caparra - anche "a grandi linee" - chiesto dalla Lexus, non è stato segnalato. Si può, tuttavia, supporre senza timore di smentita che sarà a sette cifre, dal momento che la LF-A è stata messa in vendita a 375.000 euro. Ben di più, perciò, dei 300.000 ipotizzati al momento della sua presentazione al Salone di Tokyo.

Per averla, i "favolosi 500" dovranno attendere non poco, per i termini di allestimento della LF-A, che sarà realizzata in 20 esemplari al mese, a partire dalla metà del 2010. Non va dimenticato, a onor del vero, che negli impianti di Motomachi, dove la "super Lexus" viene allestita, le lavorazioni vengono effettuate per intero a mano: per ogni componente del gruppo propulsore, che utilizza in quantità dei metalli leggeri (lega di alluminio, magnesio e titanio) per il motore e il cambio ASG "sequenziale automatico" a sei rapporti con velocità di cambio marcia regolabile dal conducente; e per la scocca, in plastica rinforzata con elementi in fibra di carbonio.

Per la Lexus, già valida competitor delle berline premium di indole sportiva (Audi, BMW, Mercedes) arriva, adesso, anche il difficile banco di prova in un settore storicamente appannaggio di marchi il cui appeal è fuori discussione: Ferrari è il primo nome che viene in mente; ma anche Lamborghini e Porsche. E se vogliamo, anche Audi (con la R8).

In questo senso, le prestazioni dichiarate dalla Casa costituiscono un ottimo biglietto da visita: velocità massima di 325 km/h , accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi. siamo quasi ai livelli della Ferrari 458 Italia, che offre 570 CV a 9.000 giri, ha una coppia di 540 Nm a 6000 giri, raggiunge i 325 km/h e i 100 da fermo in 3,4 secondi.

di Francesco Giorgi
21/01/2010

Kia, la nuova Sportage predilige l'asfalto

  • Evoluzione sempre più marcata per ls crossover coreana. Le linee si fanno muscolose, si potrà richiedere anche con la sola trazione anteriore
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Kia, la nuova Sportage predilige l'asfalto

Da SUV tuttoterreno a crossover stradale. Prosegue inesorabile l'evoluzione di Kia Sportage, questo è quanto suggeriscono le prime informazioni che riguardano la terza generazione. L'asfalto sarà il terreno ideale, il luogo del confronto con le varie Ford Kuga, Nissan Qashqai, Mitsubishi RVR e  Volkswagen Tiguan. Per vedere i primi esemplari in concessionaria dovremo attendere ancora un anno.

Linee muscolose, sportiveggianti, anche se forse non particolarmente originali. Gli scatti depositati all'ufficio brevetti europeo ritraggono un veicolo dalla vocazione turistica, di cui però non si sa come siano finiti in rete. Come si vede l'auto è caratterizzata da cerchi in lega maxi e un frontale automobilistico. La calandra e il taglio dei fari riprendono il "leit-motiv" della sorella maggiore Sorento, ma è inevitabile trovare una certa somiglianza anche con la Kuga. Già vista sembra anche la soluzione del padiglione discendente, delimitato sui lati da barre portatutto appena accennate.

Non è poi un caso se il costruttore proponga delle versioni con la sola trazione anteriore. Una differenza significativa rispetto all'altra vettura nata da questo progetto, la Hyundai ix 35. A livello di motorizzazioni la parentela è confermata: sotto il cofano della coreana troveranno spazio potenti motori da 2 litri , un benzina da 165 CV e un diesel R-series accreditato di 185 CV. In un secondo momento arriverà anche un 6 cilindri a V. Interessante anche l'offerta delle trasmissioni, i clienti potranno optare tra selettori a sei rapporti, a comando manuale oppure automatico-sequenziale. Garantita, come su tutte le Kia, sarà la garanzia di 7 anni o 150 mila Km.

di Claudio Riccardi
20/01/2010

 

Mitsubishi ASX: a Ginevra arriva la crossover giapponese

  • Corpo vettura compatto e massiccio e un motore turbodiesel 1,8 litri con Stop & Go. Ecco la risposta Mitsubishi alla Qashqai. La vedremo in estate

Mitsubishi ASX: a Ginevra arriva la crossover giapponese

Al Salone di Ginevra, in programma al PalExpo della città svizzera il prossimo marzo, la Mitsubishi presenterà un'inedita SUV, che si annuncia come un ideale competitor della Nissan Qashqai, bestseller nel segmento delle all terrain di taglia compatta della quale, il mese scorso, Motori.it ha annunciato un aggiornamento stilistico di mezza età.

Si tratta della ASX, che la Casa giapponese definisce crossover. La sigla utilizzata per questa vettura identifica il modello per il mercato europeo, nel quale la crossover è attesa con l'inizio della prossima estate. Nel frattempo, la vettura compirà un periodo di "apprendistato" in patria, dove da fine febbraio sarà in vendita con il nome di Mitsubishi RVR.

In pratica, questa crossover segue le orme della più grande Outlander, oggetto di un recente restyling. Ed è evidente il family feeling con gli altri modelli Mitsubishi che, l'anno scorso, sono stati interessati da un aggiornamento comune nelle linee, in special modo nella parte frontale, ora caratterizzata da una grande calandra a forma di trapezio che incorpora la mascherina superiore e una larga griglia inferiore.

La base di partenza è una concept presentata due anni fa, ma dalla quale la ASX si discosta per l'aspetto più convenzionale del corpo vettura, vicino al nuovo corso dato dalla Mitsubishi ai suoi prodotti.

Si fa notare, infatti, la linea massiccia del corpo vettura (che dovrebbe essere lungo 4,30m), dominata - oltre che dal vistoso frontale, interrotto dai gruppi ottici anch'essi a forma trapezioidale - anche dagli ampi parafanghi, che allargano l'impronta a terra della crossover compatta e permettono il montaggio di pneumatici dalle dimensioni generose.

L'aria da fuoristrada da città a proprio agio anche al di fuori delle strade asfaltate (ma senza esagerare) spicca dagli elementi di stile tipici di questo tipo di vetture: protezioni in plastica all'anteriore, lungo i sottoporta e al posteriore.

La meccanica della Mitsubishi ASX, realizzata sul pianale della Lancer, porterà al debutto un motore turbodiesel da 1,8 litri Euro 5 a iniezione diretta, equipaggiato con il sistema Stop & Go, che secondo le previsioni della Casa sarà il modello di punta per le versioni di questa crossover destinata al mercato europeo.

Al turbodiesel 1.8 sarà abbinato un cambio manuale a sei marce. Siamo in attesa di ricevere ulteriori dettagli sulle modalità di trazione, che dovrebbe essere integrale.

di Francesco Giorgi
20/01/2010

DR 1, vendita e assistenza: dove, come, quando

  • Il marchio molisano conta 58 dealer e 93 punti di assistenza tecnica sul territorio. Obbiettivo: entro sei mesi la copertura totale

DR 1, vendita e assistenza: dove, come, quando

Dopo averla vista da vicino e provata su strada, ecco qualche dettaglio in più sulla rete di vendita e di assistenza tecnica della nuova DR1, la city car del marchio molisano DR Motor, in vendita da qualche settimana.

Come già anticipato a differenza della SUV DR5, commercializzata attraverso il canale della grande distribuzione allo scopo di ottenere una maggiore visibilità, per la DR1 i vertici del gruppo hanno deciso di percorrere la via tradizionale delle concessionarie e dei punti vendita dislocati sul territorio. A oggi si contano 58 dealer, di cui 38 multibrand e 11 monomarca, per una copertura pari al 78% della penisola. Le strutture con marchio esclusivo DR sono al momento quattro, presenti a Roma, Isernia, Pescara e Campobasso (entro l'anno è possibile un'apertura anche a Milano).

L'assistenza tecnica invece è curata da DR Service, società del gruppo creata ad hoc che conta 20 dipendenti in tutto. Si compone di 93 punti, cioè officine private autorizzate alle riparazioni e alla sostituzione dei ricambi. Di queste 77 sono multibrand e 16 monomarca (l'elenco completo è consultabile sul sito della Casa alla voce Rete Italia). L'obbiettivo dichiarato della società comunque è di raggiungere la copertura di tutto lo Stivale entro giugno del 2010.

Per garantire inoltre un efficace funzionamento della catena di approvvigionamento dei componenti, che fanno sapere dall'azienda ad oggi richiede un tempo compreso tra le due e le quattro settimane, DR farà leva su un magazzino informatizzato allo scopo di snellire e velocizzare le procedure e le evasioni degli ordini.

Ma cosa deve fare un potenziale cliente che si trova di fronte a un guasto tecnico o incappa in un sinistro con l'obbligo di sostituire alcune componenti? L'iter da seguire prevede innanzitutto di mettersi in contatto diretto con l'azienda attraverso il numero verde dedicato (800-77-11-22) o visitando il sito Internet. DR inoltre sta studiando un accordo con l'Automobil Club d'Italia per dare vita all'interno dell'Aci a un canale dedicato, in modo da fornire ai clienti un supporto 24 ore 24.

di Lorenzo Stracquadanio
20/01/2010

 

Ecco come sarà la nuova Nissan Micra

  • Rubate in Australia alcune immagini della nuova generazione della compatta giapponese di successo, la Nissan Micra
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Ecco come sarà la nuova Nissan Micra

Non hanno fatto in tempo a nasconderla che alcuni fotografi sono riusciti a scattare alcune immagini della nuova Nissan Micra, immortalata parzialmente in Australia durante le riprese di uno spot. Sebbene quindi siano immagini non complete, come spesso accade in questi casi, sono comunque sufficienti a tracciare quale sarà lo stile dell'utilitaria giapponese che farà il suo debutto quest'anno in India.

Costruita sulla nuova piattaforma V di Nissan, la prossima generazione della Micra sarà più leggera ed efficente delle versioni che l'hanno preceduta. A livello estetico le novità interessano soprattutto il design dei gruppi ottici anteriori, di forma ovoidale ma più convenzionale rispetto al modello attuale. Nel complesso però pare che lo stile e l'insieme della vettura siano stati preservati.

La nuova Nissan Micra sarà equipaggiata con un nuovo motore a 3 cilindri da 1,2 litri in grado di erogare una potenza di 74 cavalli per 104 Nm di coppia. Il diesel invece sarà introdotto sul mercato probabilmente sei mesi dopo il debutto ufficiale.

Nissan Micra sarà presentata al Salone di Ginevra, mentre la produzione vera e propria dell'auto comincerà nella terza settimana di maggio negli stabilimenti di Oragadam, in India.

di Lorenzo Stracquadanio
19/01/2010

Suzuki svela a Nuova Delhi la concept R3

  • Misure compatte, design avveniristico, abitacolo a sei posti. Sarà destinata esclusivamente al mercato indiano
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Suzuki svela a Nuova Delhi la concept R3

Suzuki ha presentato al Salone dell'Auto di Nuova Delhi la concept R3, monovolume compatta progettata in collaborazione con Maruti (da qui la joint venture Maruti Suzuki) attraverso il dipartimento Ricerca e Sviluppo localizzato nel Paese.

Una scelta non casuale quella della kermesse indiana in quanto la vettura non solo sarà costruita negli stabilimenti del luogo, ma anche destinata al mercato locale. Secondo Shinzo Nakanishi, amministratore delegato di Maruti Suzuki, il veicolo derivato da questa concept avrà l'obbiettivo di "aprire un nuovo segmento nel mercato indiano".

Per riuscirci i progettisti hanno sfornato una Mpv (Multi purpose vehicle) dalle forme compatte e dal design accattivante in grado di ospitare sei persone. Intelligente, vista la natura del mezzo, la soluzione dell'apertura delle portiere ad armadio che facilita l'accesso all'abitacolo. Nonostante sia ancora un prototipo, la vettura definitiva dovrebbe essere pronta per la fine del 2010 a un prezzo competitivo.

Una strategia che dovrebbe consentire a Maruti Suzuki (che sforna annualmente circa 960.000 unità) di incrementare la quota di mercato attuale: degli 11 milioni di veicoli oggi circolanti in India, ben 7,5 milioni sono targati Suzuki.

di Lorenzo Stracquadanio
11/01/2010

Etios, la nuova citycar by Toyota

Presentata al Salone di New Delhi la Toyota Etios, una low cost inizialmente dedicata al mercato indiano. Non si prevede arriverà in Europa

Anche il Giappone va alla conquista dell'India e intende farlo con la Etios, la citycar che Toyota ha progettato per imporsi anche sul settore delle auto low price. Indiano, infatti, sarà principalmente il mercato in cui, entro il 2010, avverrà il lancio della nuova vettura targata Toyota, presentata qualche giorno fa all'Auto Expo 2010 di New Delhi.

Il prezzo di acquisto oscillerà tra gli 8.000 e i 10.000 euro, posizionamento di costo con cui, tale auto, rivela già di non voler calpestare i piedi all'indiana Tata Nano, più economica di almeno 1.000 Euro. Invece la Toyota Etios prova a erodere quote di mercato alla Suzuki Swift competitor di pari livello nonché auto più venduta in India.

Gli altri mercati interessati dalle mire espansionistiche giapponesi saranno Russia e Sud America (in Brasile, forse, dal 2011 si sposterà una parte della produzione), tutti accomunati dall'etichetta di "paesi emergenti" e dalla domanda di veicoli efficienti ma pur sempre economici. L'Europa non sembra verrà coinvolta in tal senso, non offrendo probabilmente i presupposti socio-economici adatti per accogliere e apprezzare questo tipo di vettura.

L'auto in mostra al salone era in realtà un prototipo, benché vicino al 90% alla versione finale dell'auto che verrà prodotta con due varianti di carrozzeria: una tre e una due volumi. Il lancio delle due versioni avverrà in momenti diversi, più precisamente con un ritardo di tre mesi della due volumi rispetto alla sorella maggiore, probabilmente per ragioni strategiche: meglio uno start up prudente, valutando dapprima l'effetto di assorbimento del mercato della prima versione (e anche il livello di gradimento agli occhi del target cui è destinata). Le motorizzazioni saranno invece un 1.4 diesel della Yaris ed un 1.3 a benzina

di Cristina Cleri
10/01/2010

Tata Aria: arriva l'MPV che viene dall'India

  • Sette posti più il noto 2,2 TD Common Rail. Prezzo lancio (in India) di 10.600 euro. Ecco la nuova MPV che vedremo nei prossimi mesi

Tata Aria: arriva l'MPV che viene dall'India

La Tata prosegue sulla strada della realizzazione di veicoli economici e funzionali, a dispetto della linea che non sempre è l'ultimo grido del design. All'AutoExpo di New Delhi, in programma in questi giorni, il principale marchio indiano, presente con numerosi modelli, svela in anteprima la Aria, esempio di MPV (Multi Purpose Vehicle) atteso sul mercato già nei prossimi mesi.

La Tata Aria, che prende il nome dalla concept presentata a Marzo 2005 al Salone di Ginevra, è destinata a creare una immediata competizione con la Suzuki R3, l'altra novità fra le MPV presentate alla kermesse di New Delhi, e rispecchia in pieno gli atout della più recente corsa alla motorizzazione che si sta verificando all'ombra del Taj Mahal.

Linee severe, senza troppi fronzoli: il cofano di forma compatta e spiovente è delimitato dai fari a trapezio e racchiude una larga mascherina disegnata secondo l'attuale stile del marchio, che si contrappone al disegno squadrato della cellula dell'abitacolo e della parte posteriore.

All'interno, accessibile - secondo quanto dichiara il costruttore, senza doversi arrampicare trovano posto fino a sette passeggeri compreso il conducente, disposti su tre file. Con la particolarità di poter modulare i sedili a seconda delle esigenze di spazio: una moda nata dalle monovolume occidentali che Tata ha fatto propria.

I dettagli meccanici che sono stati resi noti si riferiscono al motore, che è il noto DICOR da 2,2 litri turbodiesel ad alimentazione Common Rail e 140 CV di potenza già montato da qualche anno sulla Safari. La trazione sarà anteriore, con la possibilità di ottenere a richiesta la trasmissione integrale.

Nonostante il prezzo di lancio contenuto - la Casa dichiara, per il mercato interno, una gamma di prezzi che al cambio si attesterà fra i 10.600 e i 15.000 euro - l'MPV della Tata si presenta con una discreta dotazione di serie: climatizzatore bizona, cruise control, 6 airbag, dispositivo ESP e un navigatore satellitare GPS.

La Aria promette di essere una world car, ma solo in un secondo momento. La messa in vendita della vettura, infatti, è prevista per l'inizio dell'estate prossima, e solo sul mercato indiano. Successivamente, secondo i piani della Tata, la Aria sarà esportata anche in altri mercati. Non sembra esclusa l'Europa.

di Francesco Giorgi
08/01/2010

 

Ford Figo: low cost per l'India

  • Ford ha presentato la nuova utilitaria dal nome curioso, destinata ad accaparrarsi una fetta di un mercato dominato da Maruti-Suzuki e Tata

Ford Figo: low cost per l'India

La Ford, l'unico costruttore americano ad aver rinunciato ad ottenere i contributi federali per far fronte alla crisi dei mercati e al brusco calo delle vendite, annovera fra le proprie strategie anti - bancarotta lo spostamento del proprio obiettivo verso i mercati emergenti.

In special modo sull'India, la nazione che sta vivendo la più elevata crescita economica dopo la Cina e che, quanto a potenzialità offerte dal comparto automobilistico, offre una situazione fra le più dinamiche. Pensando proprio ad una prospettiva di sviluppo nel mercato interno, la Ford ha presentato in questi giorni la Figo, una piccola berlina low cost studiata per le esigenze del mercato indiano.

La Figo (e pare che il nome sia stato ispirato proprio all'aggettivo in uso nella lingua italiana) è una vettura utilitaria, basata sul corpo vettura della Fiesta della serie precedente. Le motorizzazioni non sono ancora state annunciate (ma è probabile l'utilizzo degli attuali 1.2 e 1.6 a benzina), allo stesso modo dei prezzi; ma è ragionevole pensare che il "progetto Figo" costituisca anche una palestra per il Marchio dell'Ovale Blu per i suoi prossimi modelli utilitari da introdurre nei mercati emergenti.

Lo sforzo produttivo della Ford per la realizzazione della Figo sembrerebbe confermare questa ipotesi: la vettura sarà assemblata nello stabilimento di Chennai, nel sud dell'India. L'impianto, che ha ricevuto dalla Casa madre un adeguamento nelle infrastrutture e nei macchinari per 500 milioni di dollari, è destinato a diventare uno dei più importanti per la Ford, soprattutto nell'ottica di produzione di vetture low cost.

Secondo le previsioni degli analisti della Ford, il 60 per cento delle auto che si venderanno nei prossimi 20 anni appartengono al segmento delle "piccole".  In India, poi, un mercato nel quale la fanno da padrone le utilitarie (che nel 2008 hanno costituito il 70 per cento delle auto vendute) soprattutto a marchio Suzuki - con una quota del 53 per cento ottenuta grazie al marchio Maruti -, e Tata, che all'inizio del 2009 ha lanciato la Nano da 2500 dollari (la vettura meno costosa del mondo), le prospettive per un ulteriore sviluppo delle low cost continuano ad essere allettanti.

di Francesco Giorgi
25
/09/2009

Land Rover: il mini SUV LRX sul mercato entro il 2010

  • La Casa inglese conferma la produzione del SUV compatto derivato dal concept LRX. Realizzato in Inghilterra, sarà venduto in 100 Paesi

Land Rover: il mini SUV LRX sul mercato entro il 2010

Land Rover ha confermato ufficialmente la produzione di una vettura di serie derivata dal concept LRX. Il nuovo mini-SUV dovrebbe essere pronto il prossimo anno, andando ad affiancare la gamma Range Rover nel 2011.

Derivata dal prototipo presentato in anteprima al Salone di Detroit lo scorso anno, l'auto sarà la Range Rover più piccola, leggera ed efficiente in termini ambientali mai prodotta dalla Casa automobilistica inglese di proprietà di Tata Motors.

Il SUV compatto, disegnato e progettato interamente nel Centro design e stile di Land Rover a Gaydon, sarà costruito nello stabilimento di Halewood per essere poi commercializzato in oltre 100 Paesi.

Gerry McGovern, Design Director Land Rover ha spiegato che la "vettura costituirà la naturale evoluzione della gamma Range Rover, facendo da complemento ai modelli esistenti e aiutando a definire un nuovo segmento; sarà inoltre molto fedele al concept LRX mantenendo i tratti stilistici tipici del design della casa".

"La produzione della piccola Range Rover - ha affermato Phil Popham, Nanaging Director del marchio Land Rover - è un elemento di grande soddisfazione per i dipendenti, per le reti di vendita e per i clienti. È la dimostrazione di un forte impegno da parte nostra di investire nel futuro, continuando a produrre vetture sempre più innovative, caratterizzate da una straordinaria ampiezza di capacità, su ogni terreno, in qualsiasi condizione, che ha reso il marchio famoso nel mondo".

Intanto Tata Motors ha comunicato la chiusura entro il 2014, proprio in Inghilterra, di un impianto Jaguar o Land Rover. La scelta - che sarà presa entro 12-18 mesi - cadrà sulla fabbrica di Castle Bromwich, che produce le vetture Jaguar, o su quella di Solihull, dove vengono realizzati modelli Land Rover. Gli impianti contano rispettivamente circa 2mila e 5mila dipendenti, mentre quello di Halewood sarà potenziato con l'assunzione di 800 nuovi posti di lavoro (oltre i 1.800 già esistenti) per seguire la produzione della versione di serie della LRX.

di Lorenzo Stracquadanio
25/09/2009

 

 

 

INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA:

Marchionne

"PER L'ALFA ABBIAMO GIÀ SPESO FIN TROPPO"

Pubblicata il 11/01/2010

Il Marchionne pensiero va in diretta a Detroit. Dall'Alfa alla Lancia, passando per il futuro di Chysler e dei marchi americani, fino al futuro dello stabilimento di Pomigliano dove sarà trasferita la produzione della Panda. Il numero uno di Fiat e Chrysler (nella foto insieme alla speaker della Camera Usa Nancy Pelosi) è un fiume in piena.


Alfa Romeo

"Oggi la MiTo ha le qualità di una BMW, la Giulietta le avrà. Però, per fare delle auto che facciano concorrenza ai tedeschi ci vogliono i soldi e noi ne abbiamo già messi troppi nell'Alfa".

"Mi aspetto un impegno serio da parte dei miei uomini che assicuri un vero futuro al marchio. Dobbiamo ridurre le aspirazioni dell'Alfa e provare a ripartire. Quando parliamo di auto superiori al segmento C bisogna prima pensare a chi le venderemo".

"C'è ancora gente che sogna un'Alfa che non può più esistere".

"L'Alfa ha tre prodotti: la 159 che non è al livello che speravamo, la MiTo che lo è, e la Giulietta che lo sarà".

"Io pago il prezzo di tutti quelli che hanno mangiato al tavolo prima di me".

"Direi che l'Alfa è il grande lavoro incompiuto di Fiat, mentre Maserati e Ferrari sono state recuperate in pieno".

"La Dodge non è vicina all'Alfa. Sono due mondi diversi".

Il partner americano di Lancia

"Lo sviluppo di Lancia va interpretato come uno sviluppo comune con Chrysler. Poco importa il logo che sarà sulle auto".

"Avete visto la Delta? È veramente bella. Vogliamo vedere come reagirà il pubblico americano".

"Dobbiamo concentrarci perché le convergenze tra Lancia e Chrysler sono enormi: i due marchi hanno lo stesso Dna".

"Se il mercato Usa dovesse accettare il segmento delle piccole, la nuova Lancia Ypsilon sarebbe perfetta. In fase di progettazione abbiamo previsto gli adattamenti per il mercato statunitense".

La Panda da Tychy a Pomigliano

"Abbiamo preso l'impegno di trasferire la produzione della Panda, anche se di per sé la cosa non avrebbe molto senso. Se ci saranno le condizioni, sono pronto a discuterne con le parti sociali".

Il vento a Detroit è cambiato

"La rinascita dell'industria americana si sente nell'aria ed è incoraggiante per i politici che l'hanno sostenuta".

"I nostri impegni presi in America saranno rispettati".

Un anno duro, poi il rilancio di Chrysler

"Il 2010 sarà critico: dobbiamo sfruttare al meglio quel poco che abbiamo fino al quarto trimestre dell'anno. Da lì in poi arriveranno 16 novità".

"A me non interessa quanto farà il mercato americano nel 2010, interessa soltanto raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati: 1,1-1,2 milioni di vetture vendute".

"Nel 2004 nessun italiano credeva più nella Fiat. Oggi qui in Chrysler stiamo percorrendo la stessa strada".

Lo stand Chrysler

"Guardate che stand! Abbiamo speso meno dell'anno scorso ed è centomila volte meglio".

L'elettrico non è ancora maturo

"Il futuro elettrico è nel medio e lungo periodo. Oggi abbiamo la tecnologia, ma non funziona il rapporto costi-benefici".

"La 500 elettrica arriva a 100 km/h in un attimo e ha una coppia formidabile. Però, finché può percorrere solo 160 km e costa 40.000 dollari, di cosa stiamo parlando?".

"Il primo intervento razionale sarà sui veicoli commerciali, perché fin quando non arriveranno batterie più efficaci e longeve è meglio non farsi illusioni".

La Viper non muore

"La Viper è 'the best' in America e noi non ne annunceremo la fine".


Frasi raccolte dal nostro inviato Carlo Cavicchi


Clicca qui per leggere il discorso integrale (in inglese) di Sergio Marchionne al congresso di "Automotive News" (Detroit, 13 gennaio 2010)

A Detroit, Marchionne: Alfa Romeo rimarrà Fiat

L'Alfa non è in vendita, ma il 2010 sarà un anno decisivo. Urge un rilancio e una presenza più forte nei segmenti di dominio tedesco

Il marchio Alfa Romeo è e rimarrà una colonna portante del gruppo Fiat. Con queste parole si può sintetizzare l'intervento dell'AD del Lingotto Sergio Marchionne, intervenuto nella giornata di ieri tra i padiglioni del Detroit Auto Show.

Dunque il biscione non si tocca, ma nel contempo non ci si può nascondere dietro gli specchi, urge un deciso rilancio. "Dobbiamo essere realistici riguardo a cosa Alfa può e dovrebbe fare", ha spiegato il manager. "Il 2010 da questo punto di vista sarà un anno cruciale, per capire le possibilità di manovra nei segmenti di mercato medio-alti", dove sono i tedeschi a farla da padrone. "Sinora le strategie hanno prodotto risultati relativamente modesti, ma è giusto citare anche dei piccoli miglioramenti".

Parole di speranza e fiducia, com'è nello stile di un dirigente che ora punta molto sulel potenzialità della scena americana. A distanza di qualche decennio, le vetture Alfa torneranno sull'altra sponda dell'Atlantico, con l'obbiettivo di conquistare da subito buoni consensi.

La strategia del brand Fiat si concentrerà dall'altra parte sul recupero a pieno regime di Chrysler. C'è da cancellare al più presto il -36% registrato alla voce vendite nel 2009. Tutto comincerà da un forte investimento sui cervelli:  "Stiamo per incrementare il personale", ha affermato Marchionne. "Sarà una costruzione graduale e in parte avverrà attraverso assunzioni a tempo determinato. Abbiamo bisogno di ricostruire lo zoccolo duro dei talenti".

di Claudio Riccardi
13/01/2010

 

 

Termini Imerese, per Marchionne la decisione è irreversibile

Sergio Marchionne non fa marcia indietro sulla chiusura di Termini Imerese; intanto però, continuano le proteste e non solo in Sicilia

L'AD del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, lo ha ribadito più volte in queste settimane: la chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese nel 2012 è una decisione già presa e non ci sono margini per tornare indietro, nonostante continuino le proteste e la polemica, anche politica, si faccia sempre più infuocata, con il terreno che comincia a scottare per ua decisione che fa scontenti praticamente tutti, dai sindacati ai lavoratori, mettendo in imbarazzo perfino i politici, mostratisi incapaci di salvaguardare un polo industriale di rilevanta importanza in un'area del mezzogiorno che ha fondamentale bisogno di sviluppo.

Una vera e propria guerra tra le parti, al punto che, se non fosse per la sua aria un po' paciosa, il manager italo-canadese si potrebbe accostare a un guerriero coraggioso dell'antichità, uno di quegli uomini impavidi che lottano da soli contro tutti rimanendo incrollabilmente fedeli alle proprie idee, un po' come quanto sta accadendo in questi giorni di grandi proteste e contestazioni, con l'artefice del rilancio di Fiat sempre costretto sulla difensiva e a ripetere e chiarire in ogni intervista la posizione della sua azienda.

L'ha dovuto fare, a esempio, ieri parlando all'Automotive News World Congress, quando è stato addirittura interrotto da alcuni contestatori che protestavano per la chiusura dell'impianto siciliano, con uno di questi che ha gridato ripetutamente vergogna, in italiano.  

La situazione resta quindi molto "calda" e non è sicuramente destinata a raffreddarsi nelle prossime settimane, Marchionne per il momento va per la propria strada incurante della critiche che piovono da varie parti. Avrà ancora una volta ragione lui?

di Giuseppe Cutrone
14/01/2010

Termini Imerese, Epifani: Fiat aumenti la produzione

Il leader sindacale contro la chiusura di Termini, propone di incrementare il numero di auto fabbricate in Italia, per soddisfare la domanda interna

"La Fiat è una multinazionale e i sindacati devono rendersi conto della realtà"  ha speigato da Detroit Sergio Marchionne. "La domanda e l'offerta si devono incontrare. Siamo disposti ai colloqui con i rappresentanti sindacali, ma la realtà è questa". Dal canto loro, questi ultimi chiedono che Fiat aumenti la produzione di auto, che attualmente è ferma alle 600.000 unità a fronte di una domanda di 1 milione.

Epifani punta soprattutto a tutelare i lavoratori Fiat impiegati sia a Pomigliano sia a Termini, a favore dei quali auspica tavoli di confronto visto che le prospettive di chi abita in quelle zone sono molto ristrette a causa di una disoccupazione terribilmente diffusa.

Intanto, Alfa Romeo ha comunicato che i cancelli dello stabilimento di Pomigliano d'Arco riapriranno il 19 gennaio prossimo per i soli addetti alla produzione del modello Alfa 159, mentre il 20 rientreranno anche gli operai che producono la 147. Gli oltre 5.000 operai dello stabilimento sono in cassa integrazione straordinaria dal 16 novembre scorso.

Sempre riguardo la casa del Biscione, Marchionne ha ribadido che Alfa non è in vendita, anche se è in atto una profonda revisione focalizzata sul fare profitti e lasciar da parte i sentimentalismi (l'azienda festeggerà quest'anno il secolo di vita, ndr).

di Andrea Barbieri Carones
12/01/2010

Gruppo Toyota in calo in Europa

Nel 2009, -20% per Toyota e -40% per Lexus. Per il futuro l'azienda punterà sempre più sulla tecnologia ibrida

La contrazione di molti mercati europei hanno provocato risultati negativi nelle vendite di auto del gruppo Toyota nel vecchio continente che nel 2009 si sono fermate a quota 882.351 con un calo del 20% (rispetto al 2008) per il marchio Toyota e uno del 40% per le auto di lusso Lexus.

Durante lo scorso anno, la casa giapponese ha raggiunto il traguardo dei 6 milioni di auto prodotte in Europa. In particolare, Aygo, Yaris, Auris, Verso e Avensis, i cinque modelli costruiti nel vecchio continente, hanno totalizzato 565.008 unità vendute nel 2009. La parte del leone l'ha fatta la Yaris, con 215.921 unità, sebbene inferiori del 10% rispetto all'anno precedente. Avensis e Verso appena arrivate sul mercato hanno incrementato la loro presenza nei rispettivi segmenti mentre la terza generazione di Prius, lanciata nell'estate del 2009, ha incrementato le vendite del 3% rispetto all'anno precedente con 42.715 unità totali. Questo risultato ha dato un importante contributo al gruppo nel superamento del traguardo delle 200.000 unità ibride vendute in Europa.

Per quanto riguarda le Lexus, la RX ha totalizzato 13.647 unità vendute (-22% rispetto al 2008, considerando il cambio di modello avvenuto) risultato ampiamente supportato dalle 10.702 unità della versione ibrida RX 450h che ha superato gli obbiettivi fissati al momento del lancio nel maggio dello scorso anno grazie alle sue emissioni record di CO2 pari a soli 148 g/km. Nel 2009 le versioni ibride della gamma Lexus hanno pesato per un 45% (12.134 unità) sul totale delle vendite. In mercati come Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Svezia Toyota ha raggiunto risultati record. Male è andata invece in Russia e in Irlanda.

Tadashi Arashima, presidente e CEO del gruppo, prevede un 2010 con un numero leggermente inferiore di immatricolazioni Toyota, pur mantenendo o addirittura aumentando le quote di mercato. In futuro, l'azienda punterà sempre di più sulla tecnologia ibrida.

di Andrea Barbieri Carones
21/01/2010

Kia Motors chiude il 2009 con +21%

In Italia la crescita è stata del 7,7%. Dal 2010 la casa coreana proporrà la garanzia di 7 anni su tutti i modelli

Kia Motors ha chiuso il 2009 con un +21% nelle vendite a livello mondiale (raggiunte 1.651.920 unità) e un +7,7% in Italia, Paese in cui ha avuto un mese di dicembre altisonante con +36,2% rispetto allo stesso mese del 2008. Record anche per la fabbrica di Zilina, in Slovacchia, che ha superato il traguardo delle 500.000 vetture prodotte da quando è stato inaugurato nel 2006.

I dati positivi, che emergono un un'annata che ha visto i principali costruttori fare i conti con cali notevoli di volume d'affari, sono stati trainati dalla Cina in cui la casa coreana ha venduto il 69,9% di auto in più rispetto all'anno precedente, dalla stessa Corea (+30,4%) e dal nord America (+11,3%), zona in chi ha avuto particolare successo la Soul. Buoni risultati anche per la nuova Sorento, da poco introdotta in Italia, e della berlina compatta Cerato/Forte, ancora non disponibile in Europa, che nel 2009 è stata la vettura più esportata con un totale di 304.295 esemplari venduti.

Kia Motors ha inoltre reso noto l'avvio della produzione, in una nuova linea allestita nello stabilimento slovacco, della nuova SUV Hyundai ix35 a conferma della razionale integrazione fra i due marchi del Gruppo.

Riguardo ai risultati di Kia Motor Italia e di KMC l'amministratore delegato, Giuseppe Bitti, ha detto: "In Italia abbiamo investito sulle versioni a GPL e la scelta del carburante ecologico ci ha premiato con quasi il 70% delle vendite; in conclusione il risultato ci conforta, anche se avrebbe potuto essere addirittura migliore se non avessimo sofferto di scarsa disponibilità dei modelli Picanto e Soul. La nostra politica è quella di continuare a far crescere il marchio anche attraverso l'operazione Kia 2010, con l'offerta della garanzia di 7 anni a tutti i modelli".

di Andrea Barbieri Carones
20/01/2010

Ford, Mazda e Changan interrompono la joint venture

Dal 2012 si interrompe l'accordo tra i 3 costruttori, che continuerà sotto altre forme: Changan produrrà con Ford e Mazda in maniera separata

Mazda, FordChangan Automobile, il costruttore cinese con sede a Chongqing, hanno sottoscritto un accordo preliminare volto a dividere la propria joint venture in 2 entità diverse a decorrere dal 2012. La notizia viene dalla Borsa di Tokyo, dove le 3 aziende sono quotate.

In particolare, Mazda e Changan gestiranno in maniera paritetica lo stabilimento di Nanchino mentre Ford e Changan guideranno con una joint venture l'altro plant situato a Chongquing, nel centro del Paese.

Un portavoce Ford ha detto che ciascuno dei 3 partner ha come obbiettivo di ottimizzare la propria produzione e i propri servizi, per soddisfare le esigenze di un mercato, quello cinese, in costante crescita.

L'azienda americana, poi, sta rivedendo tutta la propria politica commerciale in Asia dal momento che la vendita di Volvo ai cinesi di Geely è ormai fatta e dato che la partecipazione in Mazda è scesa al 13%.

La joint venture in via di scioglimento vedeva Ford detenere il 35% Changan il 50 e Mazda il 15. La produzione era costituita per il 70% di veicoli col brand Ford e da numerose auto col marchio Volvo destinate al mercato cinese. 

Dal canto suo Mazda, che desidera ampliare le proprie vendite in Cina che già nel 2009 sono aumentate del 40% fino a raggiungere quota 180.000 unità, ritiene che questa joint venture costituisca un vincolo troppo forte che impedisce libertà d'azione. Resta invece intatta la produzione congiunta che il costruttore con sede a Hiroshima ha negli Stati Uniti e in Tailandia con Ford.

di Andrea Barbieri Carones
20/01/2010

Toyota supera BMW e Mercedes come auto vendute in Europa

Gli ecoincentivi alla rottamzione non hanno portato beneficio ai due marchi tedeschi, che sono stati sopravanzati dalla Toyota nelle vendite

Toyota ha superato BMW e Mercedes nella classifica delle auto più vendute in Europa nel 2009, passando al settimo posto generale davanti ai due colossi d'oltralpe ma perdendo lo 0,2% come quota di mercato. I dati sono stati resi noti dall'associazione europea dei costruttori.

I due marchi tedeschi hanno risentito sia della crisi economica che ha colpito soprattutto le auto di segmento alto sia del fatto che gli incentivi, in quasi tutti gli stati, sono stati utilizzati soprattutto per acquistare modelli di segmento inferiore particolarmente attenti ai consumi. Per questo motivo Ford, Renault e Fiat hanno guadagnato quote di mercato.

Per BMW e Mercedes il 2010 potrebbe essere l'anno del recupero, visto che gli incrementi nelle vendite a fine anno non sono stati trainati dall'effetto rottamazione. I contraccolpi al listino della Borsa di Francoforte non si sono fatti attendere, visto che BMW ha perso l'1,1%, mentre Mercedes qualche cosa di meno.

A dicembre, a livello continentale, le vendite sono state 1,07 milioni pari a un 16% in più rispetto allo stesso mese del 2008. Il recupero di fine anno non è stato sufficiente per chiudere il 2009: 14,5 milioni le vendite e 1,6% il calo su tutto il 2008. Naturalmente ci sono state differenze da paese a paese: gli ecoincentivi tedeschi, per i quali sono stati stanziati 5 miliardi di Euro, hanno portato a un incremento del 23% nelle vendite.

"Il 2010 sarà a due velocità" ha detto un'analista che lavora a Milano presso l'UniCredit. "Sostenuta a inizio anno e più lenta nella seconda parte". La Volkswagen resta saldamente al comando fra i costruttori europei, con una quota di mercato del 21,1% rispetto al 20,7 del 2008. Al secondo posto PSA Peugeot Citroen, con il 12,9%.

General Motors, che in Europa commercializza Opel, Vauxhall, Chevrolet e Saab, ha perso invece 0,7 punti percentuali come quote di mercato, scivolando al quinto posto in Europa alle spalle di Renault.

Ford è invece rimasto sul gradino più basso del podio in Europa, con una quota di mercato del 10,3% e un incremento del 2% nelle vendite. Al sesto posto Fiat, che per soli 30.000 veicoli non ha scalzato GM dalla quinta posizione. Il Lingotto, nel 2009, ha aumentato dello 0,7% la propria quota nel vecchio continente, che è arrivata all'8,7%.

di Andrea Barbieri Carones
19/01/2010

Suzuki parla tedesco: Volkswagen diventa primo azionista

Dopo essere stata per anni nell'orbita GM, per Suzuki si apre ora una nuova era targata Volkswagen, che ne controlla quasi il 20% del capitale

Volkswagen e Suzuki rafforzano la loro partnership. Dopo che il gruppo automobilistico tedesco aveva annunciato lo scorso dicembre di voler arrivare al 19,9% del capitale del gruppo nipponico, ecco arrivare oggi la conferma ufficiale del passaggio di azioni.  

La notizia, confermata dalla stessa Suzuki, vede così diventare il costruttore di Wolfsburg il primo azionista della casa giapponese, subentrando in questo ruolo all'ex-colosso dell'automobile General Motors, che dopo anni di un'analoga partnership societaria e commerciale ha scelto di defilarsi dalla scena, anche e in particolar modo a causa della crisi che l'ha investito e del conseguente risanamento che ha visto perdere molti dei pezzi di quella che veniva un tempo definita "galassia GM".  

Dopo anni di sinergie americane ecco arrivare quindi nell'orbita Suzuki il gruppo Volkswagen, che da questo momento è quindi il socio di maggioranza relativa del marchio giapponese grazie ad un investimento di 22,48 miliardi di yen, pari a quasi 1,7 miliardi di euro, necessari per l'acquisto di 107,95 milioni di azioni Suzuki.

In termini strettamente automobilistici l'accordo si concretizzerà con le prime mosse che, a partire dai prossimi mesi, verranno compiute nell'ottica di attivare delle sinergie tra i vari brand, sinergie che potrebbero portare ad interessanti risultati in termini di nuovi modelli realizzati su piattaforme comuni, con la possibilità di trarre beneficio dalla condivisione del rispettivo "know how" in diverse tipologie di veicoli, con Suzuki che potrebbe mettere sul campo l'enorme esperienza maturata nel settore dei fuoristrada e Volkswagen che potrebbe portare importanti contributi per i progetti di modelli di fascia media e in quelli di fascia alta.    

di Giuseppe Cutrone
18/01/2010

Quasi dimezzate le vendite di auto in Russia

Difficoltà di accesso al credito, aumento dei dazi, crisi economica, rublo debole tra le cause della debacle. Ma all'orizzonte spuntano gli incentivi

Il 2009 è stato un anno da dimenticare per il mercato automobilistico russo, con un -49% che fa impressione tra gli addetti ai lavori. E la cosa preoccupante è che anche per il 2010 non si vedono segni di ripresa per questo Paese che poco più di un anno fa si avviava a diventare il primo mercato europeo per numero di auto.

A dicembre le cose sono andate un po' meglio, anche se i dati relativi allo stesso mese del 2008 sono impietosi: -38%. E il Paese è così tornato ai livelli di vendite del 2005.

Ma quali sono i motivi del tracollo? La Association of European Business è stata molto chiara: una crisi economica generale, che si è abbattuta anche in Russia; un deciso aumento dei dazi sulle auto d'importazione; la contrazione del credito e la debolezza del Rublo. A questo si aggiunge il fatto che le misure statali (ridotti a semplici incentivi che abbattevano i tassi di interesse di chi acquistava un'auto a rate) per incrementare le vendite non sono state adeguate, al punto che solo 70.000 clienti ne hanno usufruito.

Sulla difficoltà di accedere al credito è tornato anche il direttore generale di GM per i Paesi dell'ex area Sovietica che ha detto che proprio questa è la principale causa che ha portato alla debacle delle immatricolazioni in Russia.

Per il mese di marzo, il governo Putin lancerà un programma di rottamazione simile a quello messo in atto nel resto d'Europa e negli Usa. Ma tra gli analisti c'è comunque scetticismo sull'efficacia e sui risultati che potrà dare anche se a fine anno si potrebbero raggiungere il milione e mezzo di auto vendute, contro il milione e 470.000 del 2009. 

di Andrea Barbieri Carones
18/01/2010

USA: da Toyota un piano di sviluppo a idrogeno

Si chiama FCHV–adv. Non spaventi il nome: indica la SUV usata dalla Toyota USA per una sperimentazione della tecnologia fuel cell

Discusso, ma da alcuni (come la BMW) abbandonato. Da altri ripreso: l'idrogeno nella tecnologia applicata ai propulsori per le auto sembra conoscere ciclicamente momenti di gloria e periodi nei quali viene messo da parte, in favore di tecnologie dal rendimento finalizzato allo sviluppo di infrastrutture più immediato.

Fra le Case che hanno annunciato un nuovo interesse nei confronti di questo combustibile, c'è anche la Toyota. In questi giorni, al Salone di Detroit il portavoce della filiale USA del Gruppo giapponese, Irv Miler, ha annunciato un piano di sviluppo per una gamma di veicoli alimentati a celle di idrogeno.

Un programma che, entro il 2015, potrà vedere l'introduzione nei listini della Casa di una famiglia di vetture alimentate con questo combustibile. Intanto, è stato annunciato un progetto - pilota che vedrà, entro i prossimi tre anni, la realizzazione di una prima flotta di 100 veicoli ibridi fuel cell.

Si tratta, nel dettaglio, di una seconda serie di vetture FCHV - adv (Fuel Cell Hybrid Vehicle - advanced) derivate da un progetto originario ideato nel 2002 e basate, nel corpo vettura, sulla Toyota Highlander, una SUV venduta oltreoceano che rappresenta la versione a stelle e strisce della giapponese Kluger.

Il progetto prevede la consegna delle cento vetture ad altrettanti clienti, selezionati dalla stessa Toyota USA fra Università, Agenzie governative e aziende private che abbiano già svolto delle ricerche nell'ambito dell'alimentazione a celle di idrogeno.

Si tratta della seconda parte del piano di sviluppo verso una mobilità a idrogeno avviato nel 2008 con il programma Fuel Cell Partnership, finalizzato all'apertura di una rete di 46 distributori nell'area meridionale dello Stato, in modo da realizzare il nucleo di partenza verso un network di distribuzione più capillare.

Di questo progetto, che ha già permesso l'apertura di 16 stazioni di rifornimento, fa parte anche la Honda USA: dal 2008, la filiale nord americana ha aviluppato anch'essa una piccola flotta di FCX Clarity, berlina fuel cell della quale Motori.it si è occupata nei mesi scorsi.

Non resta che attendere, per vedere se l'esperimento riuscirà. Su un concetto, peraltro, Irv Miller è stato chiaro: "Il debutto sul mercato della FCHV - adv, previsto per il 2015, avverrà solo se, nel frattempo, le infrastrutture saranno in quantità sufficiente a garantire l'investimento".

di Francesco Giorgi
15/01/2010

 

Peugeot diventa il primo costruttore francese nel mondo

Con una quota del mercato europeo del 7,2% e un aumento dello 0,8% Peugeot conferma il successo della sua gamma

Nonostante la crisi che ha piegato molti costruttori e che ha rivisto gli equilibri che fino ad un paio d'anni fa sembravano incrollabili e assodati nel mondo dell'auto, c'è chi, come Peugeot per esempio, festeggia un successo commerciale che ha consentito alla casa francese di raggiungere risultati in controtendenza rispetto all'orientamento del mercato nell'anno appena archiviato.  

I numeri, per la "casa del leone", diventata il primo costruttore francese al mondo, parlano di una quota globale passata al 3% a fronte di una contrazione generale del 3,5%, con performance di riguardo anche sul versante europeo, dove la quota si è assestata al 7,2% con un crescita dello 0,1% rispetto all'anno precedente. Numeri positivi anche per il mercato italiano, dove la casa francese è riuscita a totalizzare 127.000 vendite facendo registrare un aumento dell'1%.

Il merito di questi successi è da ricercare essenzialmente nell'accoglienza più che buona ricevuta sul mercato da alcuni dei modelli lanciati in questi anni dalla casa, come la 3008, riuscita a superare l'obiettivo di vendite prefissato, la 308 CC, venduta in 16.500 esemplari, le "rediviva" 206 Plus e il buon debutto della 5008, con già 12.000 esemplari venduti. Inoltre, le positive indicazioni per la casa transalpina arrivano anche dall'andamento delle vendite nei mercati extra-europei, come in Cina e in Turchia, dove Peugeot è cresciuta con volumi a doppia cifra pari rispettivamente al 44,8% e del 37,5%.

Per la casa francese l'obiettivo è adesso quindi quello di consolidare la propria posizione, cercando al contempo di allargare ancora di più le proprie quote nei mercati emergenti come quelli dell'America latina, dell'Asia e dell'Europa dell'est, dove sono programmati i debutti di nuovi modelli appositamente dedicati a questi mercati.

 

di Giuseppe Cutrone
15/01/2010

Tiene il mercato auto in Europa, Fiat al sesto posto tra i costruttori

Contenuto il calo del mercato auto nell'UE, con un -1,6%. Notizie positive anche per Fiat, che fa registrare un +7,1% rispetto allo scorso anno

Nonostante le difficoltà il mercato dell'auto nei paesi dell'Europa tiene bene. Lo confermano le cifre relative al 2009 e rese note dall'associazione dei produttori Acea, che indicano un calo dell'1,6% rispetto al bilancio dello stesso periodo del 2008.  

A contribuire nel contenere il passivo è stato sicuramente il trend registrato negli ultimi mesi dell'anno, con una crescita costante delle immatricolazioni del 16% nel mese di dicembre, effetto anche degli eco-incentivi: "Dopo un primo semestre in declino, nella seconda metà del 2009 le nuove immatricolazioni di auto sono cresciute grazie soprattutto all'impatto degli incentivi alla rottamazione introdotti in alcuni dei principali mercati europei."  

La situazione è buona anche per quanto riguarda il mercato italiano, che ha chiuso l'anno con una perdita più contenuta rispetto all'Europa e pari al -0,2%, facendo registrare una crescita di ben 16,7 punti percentuali nel solo mese di dicembre. Riguardo invece la classifica dei costruttori, si nota come siano rimaste sostanzialmente invariate le posizioni di rilievo, con il gruppo Volkswagen che si conferma il primo costruttore del Vecchio Continente con 3.062.774 auto vendute e uno +0,7%, seguito a ruota dal gruppo PSA Peugeot-Citroën, che con 1.865.263 vetture immatricolare resta sostanzialmente stabile, e dal gruppo Ford che aumenta del 2% le sue vendite facendo registrare 1.486.338 unità consegnate ai clienti europei.

Stabile al sesto posto il gruppo Fiat, che fa notare un crescita sostenuta pari ad un buon +6,3% che equivale alla vendita di 1.254.829 vetture. Scendono di una posizione invece Bmw, ora ottava con un -13,6% e 708.109 veicoli venduti, e Daimler, nona con un volume di vendita di -13,6% e 689.177 esemplari consegnati.

di Giuseppe Cutrone
15/01/2010

Saab 9-3 Cabrio: ora la fanno a Trollhattan

Deciso il trasferimento di produzione della fortunata convertibile da Graz al quartier generale in Svezia. Si va avanti fra proteste e scioperi

Addio 9-3? Neanche per idea. Le vicende legate alla cessione del marchio svedese non impediscono alla Casa svedese, in via di progressiva chiusura da parte della General Motors in attesa che l'acquisizione - dalla Spyker o dalla Genii Capital - di continuare a produrre, seppure "a scartamento ridotto".

In questi giorni, la Saab ha comunicato che la 9-3 Cabrio sarà prodotta nell'impianto di Trollhattan. Si tratta di un chiaro ridimensionamento di produzione, che finora è avvenuta a Graz, in Austria, nelle linee di montaggio della Magna Steyr, che a loro volta avevano sostituito l'impianto in Finlandia dove nel 1986 era iniziata la produzione della Cabrio, uno dei modelli più fortunati per il costruttore svedese.

Fra 900 e 9-3, infatti, sono state più di 250.000 le "scoperte" di Trollhattan uscite dagli impianti finlandesi e austriaci. Tuttora, con il 12% delle vendite nel suo segmento, la 9-3 Cabrio dimostra di resistere, e di confermarsi fiore all'occhiello della Saab.

La scorsa settimana, tuttavia, a seguito della decisione presa dalla General Motors di chiusura del marchio, è iniziato uno stop progressivo alla produzione. I 3.400 dipendenti della Saab, un piede all'interno dell'azienda e l'altro fuori (in attesa che si sblocchino le trattative con i possibili acquisitori) continuano lo stesso a sfornare vetture, fra proteste e scioperi.

di Francesco Giorgi
15/01/2010

Novembre d'oro per la produzione: è aumentata del 38 per cento

Prosegue la lenta risalita del comparto auto. L'ISTAT annuncia che la produzione a Novembre, rispetto allo stesso mese del 2008, è aumentata

Aumentata la produzione industriale di autoveicoli. Una notizia che trova conferma dal recente aumento delle immatricolazioni. La crescita della produzione di Novembre, su base annua, è cresciuta del 38,8% rispetto allo stesso mese del 2008, secondo quanto comunicato oggi dall'ISTAT.

Resta, invece, negativo il dato riferito ai primi undici mesi del 2009, nei quali la produsione risulta calata del 24,2 per cento (dato grezzo). Sulla base annua, la produzione industriale di novembre ha fatto segnare un aumento del 28%, mentre nei primi undici mesi risulta calata del 24,6%.

Si tratta, dunque, di una lenta risalita, confortata - secondo i primi dati giunti a livello europeo - dall'aumento dell'8,5% che il comparto auto ha fatto registrare in Francia rispetto a Ottobre. Secondo gli analisti, la tendenza positiva è destinata a proseguire. Un valido aiuto, in questo senso, è atteso dalla conferma degli incentivi anche nel 2010.

di Francesco Giorgi
14
/01/2010

Saab, cominciano gli scioperi dei lavoratori

La nomina di un liquidatore da parte di General Motors dà il via, in Svezia, alle proteste dei dipendenti

Un film già visto. Dopo la decisione da parte dei vertici di General Motors di nominare un liquidatore (Alix Partners) per procedere alla chiusura definitiva degli impianti Saab, i lavoratori del marchio svedese sono scesi per le strade per protestare. Le manifestazioni, con tanto di cartelli "Save Saab" (Salvate la Saab) sono avvenute davanti allo stabilimento principale di Trollhattan, nella parte sud-occidentale del Paese.

Almeno per il momento si è trattata di una sospensione dal lavoro di 15 minuti durante i quali i lavoratori hanno esortato General Motors a prendere in considerazione le offerte d'acquisto di Saab pervenute nelle ultime settimane da più parti (dopo Spyker ultime in ordine di tempo quella di un consorzio svedese e la Genii Capital in cui ci sarebbe anche il patron della Formula 1 Bernie Ecclestone) ma che il numero uno di GM, il presidente Ed Whitacre, non ha ritenuto fino ad oggi valide.

Un'esortazione messa nero su bianco in una lettera aperta ai vertici del marchio americano dal titolo provocatorio: "Perché mettere in pericolo i soldi dei contribuenti statunitensi?". Secondo i dipendenti svedesi infatti la chiusura definitiva degli impianti comporterebbe per GM da un lato costi enormi e dall'altro una forte esposizione nei confronti dei creditori.

Nei giorni scorsi anche i sindacati avevano duramente criticato la via della liquidazione giudicando la decisione di General Motors "irresponsabile", visto e considerato che da un lato vuole vendere l'azienda e dall'altro chiuderla definitivamente.

di Lorenzo Stracquadanio
14/01/2010

La nuova Fiesta raggiunge quota 500.000

La compatta di casa Ford, la Fiesta, ha raggiunto un importante traguardo in soli 17 mesi di produzione nello stabilimento vicino Colonia

Dalla fabbrica Ford di Niehl, vicino a Colonia, è uscita la nuova Fiesta numero 500.000, record anche per quanto riguarda i mesi necessari per raggiungere questo risultato. Il fortunato proprietario (che sicuramente riceverà un ricordo) è un inglese che riceverà una 3 porte di color bianco, 1,6 litri benzina con 120 CV.

Nello stabilimento di Niehl lavorano 4.300 dipendenti che producono mediamente 1.885 Ford Fiesta al giorno, destinate a 50 mercati in tutto il mondo. Fra questi, l'Italia è uno dei principali visto che su 600.000 esemplari venduti nel mondo dal 2008, 526.000 sono rimasti in Europa (dove è la seconda auto più venduta e la prima nella sua categoria) e quasi 130.000 nella Penisola.

La nuova Ford Fiesta viene prodotta ancha a Valencia, in Spagna, dove nel 2009 ne sono state costruite quasi 170.000 unità. Il brand Fiesta è nato a metà degli anni '70. Da allora, più di 12 milioni di clienti l'hanno scelta fino a farla diventare uno dei modelli più venduti da sempre. 

di Andrea Barbieri Carones
14/01/2010

Peugeot lancia il concorso Eco Cup

La Casa del Leone inaugura un concorso dedicato alla guida ecosostenibile: 72 equipaggi di 18 Paesi si sfideranno a chi consuma meno

Una gara all'insegna dell'eco-sostenibilità. Parte la Peugeot Eco Cup, concorso europeo dedicato all'eco-guida, voluto e promosso dalla Casa automobilistica francese. Sulla linea di partenza ci saranno ben 72 equipaggi, quattro per ognuno dei 18 Paesi europei che prenderanno parte all'iniziativa.

Ciascun team sarà al volante di altrettante Peugeot 207 HDi da 90 CV, 308 HDi FAP da 110 CV, 3008 HDi FAP da 110 CV e 5008 HDi FAP da 110 CV. L'obbiettivo finale è percorrere 1.000 chilometri consumando il meno possibile.

Le 18 vetture, quattro per modello, partiranno insieme da Parigi il 28 febbraio prossimo alla volta di Ginevra lungo un itinerario stabilito di 1.000 chilometri , da percorrere in un tempo compreso tra le 30 e le 36 ore. I vincitori, uno per categoria, si porteranno a casa un'auto identica a quella utilizzata per la sfida (la cerimonia di premiazione è fissata per il 2 marzo in occasione del Salone di Ginevra).

Per iscriversi basta visitare il sito dell'iniziativa, raggiungibile anche attraverso quello di Peugeot Italia - e compilare un modulo indicando il modello sul quale si desidera competere. Per ciascun Paese saranno poi selezionati quattro concorrenti, accompagnati da navigatori a loro scelta, cui sarà offerto un corso di "guida ecologica".

di Lorenzo Stracquadanio
14/01/2010

BMW: nel 2010 un aumento di vendite

Dopo un calo del 10% nel 2009, la casa tedesca prevede di crescere nel 2010, grazie soprattutto al mercato cinese. A Detroit presentate 2 auto

Il 2009 si è chiuso nel migliore dei modi per BMW, che a dicembre ha fatto segnare un +10,1% nelle vendite rispetto allo stesso mese del 2008, pari a 123.751 auto.

Soddisfatto dunque il direttore vendite Ian Robertson, che in occasione del Detroit Auto Show ha comunicato anche che gli obiettivi per il 2010 sono di aumentare le immatricolazioni "di un punto percentuale rispetto al 2009, grazie soprattutto al traino dei mercati asiatici". L'anno scorso si era chiuso con 1,29 milioni di auto vendute in tutto il mondo , con un calo del 10,4% rispetto al 2008, cosa che non ha impedito di registrare dei profitti.

Finché il calo resta al di sotto del 15%, BMW ha detto che i suoi conti restano in attivo. Soprattutto grazie al brand Mini che a dicembre ha regsitrato un +22%, cosa che ha suggerito al management della casa costruttrice di ampliare proprio la produzione di questo modello, che passerà da 3 a 6 versioni con un conseguente aumento della produzione.

La manifestazione di Detroit è stata anche l'occasione per presentare la Concept ActiveE (nella foto), basata sulla BMW serie 1 coupè ma equipaggiata con motore elettrico da 170 CV, con un'autonomia di 160 km e una velocità massima di oltre 140 km/h . L'azienda non ha ancora comunicato i dettagli o i tempi della sua produzione, anche se l'obiettivo è di destinarla a una clientela che ne fa un uso quotidiano.

Dalle 0 emissioni alla propulsione a benzina: nella metropoli del Michigan è stata presentata la Z4 sDrive 35is, un gioiello con motore turbo 3 litri con 335 cavalli che va da 0 a 100 in meno di 5 secondi e con scarichi che emettono musica per le orecchie. Il prezzo? Circa 45.000 Euro. Ma prima di poterla guidare si dovrà aspettare l'inizio del 2011.

di Andrea Barbieri Carones
14/01/2010

Il 2009 per la VW registra +1,1% nelle vendite

La casa tedesca ha aumentato anche le quote di mercato a livello internazionale, passando dal 10,3% all'11,4%.

Nonostante le difficoltà dell'industria automobilistica internazionale, il gruppo Volkswagen ha chiuso il 2009 con risultati positivi che le fanno insidiare il primato di Toyota come primo produttore mondiale. L'azienda giapponese non ha ancora comunicato i propri risultati.

I dati resi noti dalla casa di Wolfsburg mostrano che le vendite si sono attestate a quota 6,29 milioni di veicoli, con un incremento dell'1,1% rispetto al 2008 e una quota di mercato dell'11,4% rispetto al 10,3 di 12 mesi prima, grazie anche a una contrazione del 6% dello stesso. Se si considera che tale mercato globale si prevede che nel 2010 cali ancora, la casa tedesca guadagnerà ancor più quote e punta al sorpasso di Toyota entro il 2018,

Il vice presidente Christian Klingler ha detto che non si prevede che le vendite di auto, a livello mondiale, migliorino. Eccetto per due Paesi: "Si tratta di Cina e Brasile, dove il nostro marchio è ben posizionato da tempo".

Tra i 10 brand del gruppo, Volkswagen ha registrato un +7,8% (3,95 milioni di veicoli venduti) mentre Audi ha segnato un -5,4% (949.700 unità). Sempre meglio della rivale BMW, calata di oltre 10 punti percentuali fino a 1,29 milioni di auto. Questi ultimi due brand hanno risentito del trend mondiale che ha visto un crescente interesse verso modelli più compatti, tradizionalmente appannaggio di Volkswagen. Ma entrambi i marchi di lusso prevedono incrementi percentuali a una cifra per il 2010, sull'onda dei buoni risultati di fine 2009.

Addirittura incredibile il balzo in avanti che il gruppo ha fatto in Cina, attualmente il primo mercato per VW, con +36,7% (1,4 milioni di auto vendute), contro il +32,1 del resto dell'Asia (1,55 milioni).

di Andrea Barbieri Carones
14/01/2010

Ferrari, Flavio Manzoni a capo del design

Sardo, 45 anni, traccerà lo stile delle "rosse" di domani. Riporterà all'amministratore delegato Felisa

Flavio Manzoni è il nuovo direttore del design Ferrari. In questo ruolo avrà il compito di "guidare e coordinare il processo di creazione e di definizione dello stile delle nuove vetture" della Casa di Maranello, facendo riferimento direttamente allAD Amedeo Felisa.

Laureato in architettura con specializzazione in disegno industriale, Manzoni, 45 anni e originario di Nuoro, ha iniziato la sua carriera in Lancia nel 1993. Dopo tre anni trascorsi a Barcellona nei ranghi di Seat, è tornato alla Lancia per dirigerne il Centro Stile, assumendo in seguito la responsabilità dei Centri Stile di Fiat e Lancia.

Nel 2006 ha fatto il suo ingresso in Volkswagen voluto dal designer Walter de' Silva, e assumendo un anno dopo l'incarico di direttore del design creativo del gruppo di Wolfsburg. Appassionato di arte e musica, Manzoni ama suonare il pianoforte e scrivere: è uno degli autori del libro "L'automobile italiana" e dal 2007 fa parte della giuria dell'IF-Award Product Design.

di Lorenzo Stracquadanio
13/01/2010

Termini Imerese: proseguono gli scioperi ma Marchionne non fa marcia indietro

Nonostante le proteste per la chiusura dell'impianto, prevista per il 2012, il manager di Fiat conferma: chiusura ormai decisa

"In questo mercato, parlare di riabilitare lo stabilimento di Termini Imerese è da pazzi". Suonano ferme e irremovibili le parole pronunciate ieri da Sergio Marchionne ai giornalisti che gli domandavano un parere riguardo le accuse, lanciate nelle scorse ore dai sindacati, di aver fatto marcia indietro rispetto alle promesse contenute nel piano industriale presentato due anni fa che prevedevano un rilancio per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese, in provincia di Palermo.  

Per l'AD del gruppo torinese non c'è alcun margine per poter tornare sulla decisione di chiudere la fabbrica siciliana dal 2012, non almeno in questo mercato. E proprio riguardo il mercato Marchionne ha provato a spiegare il cambio di strategia rispetto al piano industriale cui i sindacati fanno riferimento, spiegando come le condizioni per cui allora era stata ipotizzata la rinascita dello stabilimento siciliano non sussistono più alla luce della crisi del settore avutasi negli ultimi mesi.

Il problema, secondo Marchionne, è soprattutto di tipo logistico e non è legato quindi alla qualità della fabbrica e degli operai che vi lavorano: "Mi hanno accusato di aver fatto una battuta crudele sul fatto di dover spostare la Sicilia vicino alla Lombardia, ma da un punto di vista logistico, non posso fare assolutamente niente. Attualmente noi spediamo dei pezzi in Sicilia, li montiamo e poi li ricacciamo fuori. L'unico a guadagnarci è il sistema di logistica attorno allo stabilimento. Badate: ciò non ha niente a che fare con la qualità dei lavoratori; la fabbrica è nel posto sbagliato."  

La posizione della casa automobilistica rimane quindi inalterata nonostante le proteste dei lavoratori, che si sono ritrovati oggi a Palermo per protestare davanti a Palazzo dei Normanni, la sede dell'Assemblea regionale siciliana, che proprio nel pomeriggio si riunirà per cercare di trovare una soluzione alla vicenda, come confermato dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo: "Lotteremo perché la Fiat non vada via da Termini Imerese. Vogliamo produrre automobili moderne e ad alta tecnologia.". La stessa posizione è stata espressa anche da altri esponenti della politica locale.

di Giuseppe Cutrone
13/01/2010

 Detroit: Marchionne ottimista per la Chrysler

Nel 2004 non c'era il Dipartimento del tesoro a garantire una copertura. "Chrysler non è la GM". L'AD del Lingotto guarda con fiducia al futuro

La Chrysler? Si riprenderà, e bene. Come lo ha fatto il Lingotto in capo a pochi anni. Non sarà un'operazione lampo, e che sia impegnativa è fuori discussione. Ma i risultati per la Fiat sono arrivati: oggi è, concretamente, uno dei più importanti Gruppi mondiali. Riportare in alto la Chrysler, semmai, potrà pure essere un poco più facile rispetto alla Fiat negli ultimi cinque anni.

Fiducioso, come sempre: il Sergio Marchionne che ha parlato, ieri, a margine del Salone di Detroit non ha fatto torto alla sua fama. Il manager in maglione blu ha indicato chiaramente che "Il risanamento della Chrysler mi vede più ottimista di quanto io non fossi per la Fiat nel 2004".

Ai reporter presenti al NAIAS, l'Amministratore delegato del Lingotto ha fatto presente il rapporto, in termini di proporzioni, tra la Fiat e la Chrysler: "L'azienda italiana è molto più grande rispetto alla Chrysler. Inoltre, quando mi sono insediato alla Fiat, non avevo l'appoggio del Dipartimento federale del Tesoro che mi potesse garantire una copertura finanziaria".

Nel 2004, la Fiat navigava a vista, in un anno (dalla morte di Gianni Agnelli) si erano avvicendati diversi Amministratori delegati, e rischiava di affondare. Eppure, l'indebitamento era di 9,4 miliardi di euro, che in capo a tre anni venne trasformato in circa 400 milioni di euro di disponibilità diretta. In termini di risultato economico, il Lingotto, che al momento dell'arrivo di Marchionne evidenziava una perdita netta di 1,6 miliardi, dopo tre anni riportava un utile netto di 2 miliardi.

Ancora, "E non c'era il Dipartimento del tesoro ad appoggiarci", indica Marchionne, che d'altro canto evidenzia anche come i debiti con il Governo USA saranno ripianati entro quattro anni: "La Chrysler restituirà tutto il debito, con gli interessi", ha confermato l'Amministratore delegato, che ha tenuto a precisare la differenza di gestione fra la Chrysler e la General Motors: "Fra noi e la GM ci sono molte differenze. Nel loro caso, il Governo degli Stati Uniti è azionista, mentre noi abbiamo solo ricevuto un prestito. Per questo pagheremo gli interessi sulle somme che abbiamo ottenuto. Se la General Motors riuscirà a far guadagnare un sacco di soldi al Governo, allora Dio li benedica".

L'apprezzamento al Governo USA e del Canada per la mossa dello scorso Giugno, quando a seguito della messa in amministrazione controllata della Chysler - e dell'acquisizione da parte della Fiat del 20 per cento delle quote capitale del Gruppo di Detroit - aveva permesso alla Chrysler di proseguire la sua attività, è altrettanto chiaro.

di Francesco Giorgi
13/01/2010

 

 

 

Delhi Auto Expo

ALLA CONQUISTA DELL'INDIA

  • Pubblicata il 05/01/2010

 

Delhi Auto Expo

Si è aperto il 5 gennaio l'Auto Expo di Nuova Delhi, un Salone che, con quasi tutti i principali mercati in difficoltà, assume un ruolo strategico per i maggiori costruttori, visto che l'India rappresenta, assieme alla Cina, uno dei Paesi in maggiore espansione, con un volume d'affari da 10 milioni di vetture l'anno.

Un'occasione da non perdere, quindi, per le principali Case automobilistiche, che dovranno comunque vedersela con chi è presente da anni sul territorio indiano. A cominciare dalla Suzuki Maruti, leader delle utilitarie di piccola cilindrata, che a dicembre ha incrementato del 50,6% le vendite rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Non è stata da meno la Tata, che dopo l'incredibile +102% ottenuto nell'ultimo mese dell'anno, ora punta a incrementare la fetta di mercato di Jaguar e Land Rover. Ottimi risultati di fine 2009 anche per Mahindra&Mahindra (+100% a dicembre), che ha festeggiato il record del titolo alla Borsa di Bombay.

Fra le proposte più interessanti del Salone indiano spiccano la Honda New Small e la Toyota Efc, due nuove concept low cost pronte a dare filo da torcere alla Nano, mentre la coreana Hyundai ha proposto la versione elettrica della popolare i10. Battesimo indiano per Volkswagen Polo e Chevrolet Beat (la Spark europea e americana), mentre Daimler ha nel mirino i circa 120 mila ricchi indiani ed è pronta a lanciare cinque nuovi modelli fra cui le Mercedes S500 lunga e GL 350.

Sul piede di guerra, infine, anche General Motors, che punta a chiudere il 2010 con un incremento del 30% (oggi la sua quota di mercato è del 3,8%), e BMW, che ha chiuso il 2009 con un ottimo +34%. (A.C.)

A New Delhi Renault svela lo sbarco in India

  • Entro il 2011 gli stabilimenti della filiale indiana produrranno la Fluence e la Koleos. La competizione per il mercato locale si fa più serrata
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A New Delhi Renault svela lo sbarco in India

La Renault sbarca in India. Lo hanno annunciato i vertici locali del Gruppo francese, che in questi giorni è presente all'AutoExpo di New Delhi, il Salone dell'automobile giunto alla sua decima edizione.

La kermesse di quest'anno riveste una particolare importanza per le Case, perché vi prendono parte diversi Costruttori che hanno deciso di espandere il proprio mercato nel "terreno fertile" garantito dall'India.

E la Renault non costituisce un'eccezione. Entro il 2011, sottolinea Marc Nassif, Direttore generale di Renault India, gli stabilimenti locali di Chennai produrranno i primi modelli di una gamma che "Si completerà nei prossimi quattro anni", anticipa il numero uno della filiale indiana.

Le prime vetture che saranno realizzate a Chennai saranno la berlina medio - alta Fluence, annunciata alla fine della scorsa estate e destinata alla produzione nei mercati emergenti, e la SUV Koleos.

La seconda parte del piano di insediamento della Renault all'ombra del Taj Mahal sarà attuata in collaborazione con il partner tecnico Nissan, per lo sviluppo di una serie di modelli a piattaforma comune.

Non è nemmeno escluso che, a medio termine, il mercato indiano recepisca le vetture elettriche attualmente in fase di lancio. Per questo motivo, all'AutoExpo di New Delhi è stato portato un esemplare del concept biposto Twizy, mostrato in anteprima al di fuori dell'Europa dopo essere stato svelato, a Settembre, al Salone di Francoforte.

Le presenze dei Costruttori di origine europea e giapponese in India aumentano: la Renault, infatti, segue a ruota Toyota, Ford, Honda, Nissan e Volkswagen - Suzuki.

Il mercato nazionale è ghiotto, le Case estere intendono rispondere colpo su colpo alla Suzuki India, alla Hyundai India e alla Tata, che hanno terminato il 2009 nel ruolo di Marchi leader nel mercato interno, per un settore che sembra non conoscere la parola "crisi".

Secondo il Ministro delle Finanze indiano Pranab Mukherjee, da Maggio alla fine di Dicembre 2009 le vendite di autoveicoli (che hanno raggiunto i 7,8 milioni di unità immatricolate) sono cresciute del 18 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008. E le immatricolazioni di autovetture destinate all'uso privato (1 milione 200 mila le auto vendute) hanno fatto registrare un aumento del 21 per cento.

Sarà una battaglia inizialmente a colpi di citycar, secondo quanto annunciato nelle scorse settimane dalle Case, alcune delle quali, come nel caso di Volkswagen e Suzuki, hanno formato delle joint venture per la produzione comune di vetture a basso costo.

Ma con l'annuncio della Renault, la competizione può spostarsi anche fra le vetture di segmento medio - alto.

di Francesco Giorgi
07/01/2010

Geely sbarca in Usa grazie a Volvo

Tutto è pronto per lo sbarco delle auto cinesi nel mercato d'oltreoceano. L'unica incognita è la qualità dei prodotti. Ma gli americani si fidano

Dopo i ristoranti e le t-shirt potrebbe essere la volta delle auto. L'acquisto della Volvo da parte del costruttore cinese Geely dovrebbe infatti sancire l'ingresso dell'azienda dell'Estremo Oriente in territorio statunitense. Il marchio svedese, infatti, ha trovato da anni una sua collocazione tra gli automobilisti d'oltreoceano.

Anche se ancora non è dato sapere come saranno i prodotti scandinavo-cinesi (due mentalità e stili di vita, fra l'altro, molto diversi), si sa che i concessionari Volvo si sono detti pronti ad affrontare i cambiamenti. Intanto, naturalmente, bisogna aspettare che Ford (proprietaria di Volvo) e Geely firmino un accordo definitivo, cosa che avverrà tra 2 o 3 mesi al massimo. Poi seguirà l'effettivo passaggio di consegne tra i due management, che avverrà in primavera inoltrata. Quindi gli americani potranno circolare con prodotti cinesi con la certezza (che prima macava con le auto cinesi) di accomodarsi su un veicolo di qualità con elevati standard di sicurezza e, magari, con prezzi più asiatici che europei. Convenienti insomma.

"Sono pronto a tutto" ha detto un concessionario Volvo della Florida. "Con Geely dovremmo poter coprire anche quelle nicchie di mercato che Volvo non raggiungeva". "Sono pronto a ogni cambiamento" gli ha fatto eco un collega del North Carolina. "L'importante è che Geely offra a noi concessionari un contratto di franchising". E la cosa, non è da poco.

di Andrea Barbieri Carones
07/01/2010

Jaguar-Land Rover: confermato il nuovo piano aziendale

Incrementare la competitività e l’impegno ambientale attraverso nuovi segmenti e la XJ "ecologica" le priorità dei due marchi di Tata .

Nei prossimi 12-18 mesi Jaguar Land Rover metterà in atto un nuovo piano aziendale con il duplice obiettivo di aumentare la competitività dei due brand a livello globale e introdurre sul mercato nuovi modelli eco-compatibili.

L'annuncio giunge dopo quello fatto alcuni giorni da Tata Motors (proprietaria dei brand dal 2008) che ha ufficializzato la chiusura entro il 2012 di una delle tre fabbriche di produzione Jaguar Land Rover.

"Si tratta di un progetto - ha affermato David Smith, amministratore delegato di Jaguar Land Rover - che prende atto dell'impatto che la crisi economica ha avuto sulla nostra attività e al tempo stesso vuole sfruttare le opportunità che si prospettano per i nostri due marchi".

Il piano, nello specifico, prevede, da un lato, una nuova gamma di autovetture e l'introduzione di nuove tecnologie a basso impatto ambientale e, dall'altro, una progressiva razionalizzazione dei costi aziendali affiancata da una diversa strategia di produzione.

I vertici della casa inglese prevedono il lancio sul mercato di berline leggere e Suv ibridi ed elettrici, che garantiranno consumi contenuti e riduzione delle emissioni di Co2. Fra i progetti già in cantiere, compare quello della Green Limo, versione ecologica della rinnovata ammiraglia XJ.

Per la realizzazione di questi modelli, Jaguar e Land Rover potranno far leva su un budget per l'innovazione ambientale di circa 800 milioni di sterline (oltre 1 miliardo di euro) finanziato in parte dalla Banca europea per gli investimenti.

Come annunciato nei giorni scorsi da Tata, è stata confermata anche la produzione di un Suv derivato dal concept LRX. La vettura sarà costruita a partire dal prossimo anno nello stabilimento di Halewood, nei pressi di Liverpool.

di Lorenzo Stracquadanio
30/09/2009

 

 

 

Honda, una small car per India e Tailandia

  • Nel 2011 il costruttore giapponese inizierà la commercializzazione di una super compact un po' più piccola della Jazz

Honda, una small car per India e Tailandia

Durante l'Auto show di Delhi, Honda Motor Co. ha reso noto che nel 2011 lancerà nei mercati di India e Tailandia una small car, con il primario scopo di sottrarre quote di mercato in questo segmento a Suzuki che, da sola, rappresenta quasi i due terzi delle vendite nel subcontinente.

Il nuovo modello, di cui non sono ancora stati rivelati i dettagli anche se dovrebbe essere venduta al prezzo base di 8.000 Euro, sarà molto simile alla concept car presentata al salone della capitale indiana e tarato su misura per le esigenze di questi due Paesi. Si tratterebbe di un modello ancora più compatto della Jazz, disponibile per gli indiani da giugno dello scorso anno. Il 2009 non è andato molto bene per il costruttore di Tokyo, visto che le vendite sono calate del 16% posizionandolo al 4° posto nel Paese dopo Suzuki, Hyundai e Tata Motors.

In India, Honda opera attraverso una joint venture con Siddharth Shriram Group. La competizione tra le principali case automobilistiche mondiali per entrare nel mercato indiano, per il quale son previste crescite molto importanti, entra dunque nel vivo.

di Andrea Barbieri Carones
07/01/2010

Da Honda una small car per l'India

  • All'Auto Expo di New Delhi vedremo come sarà la budget car realizzata dalla filiale indiana. Obbiettivo: competere con le piccole emergenti

Da Honda una small car per l'India

Anche la Honda produrrà la sua small car (quella in foto è a titolo esemplificativo, non sarà la versione definitiva). L'annuncio è stato diramato, ieri, dai dirigenti della Casa giapponese e si riferisce alla presentazione di una vettura di piccole dimensioni, dedicata al mercato indiano, che sarà svelata in anteprima mondiale il mese prossimo alla decima edizione dell'Auto Expo, Salone in programma a New Delhi.

La kermesse,che aprirà i battenti al pubblico il 5 Gennaio, sarà l'occasione per osservare da vicino la "piccola" con la quale Honda ha deciso di debuttare nel mercato interno.

L'anteprima del modello, che sarà costruito dalla Honda Siel, filiale indiana della Casa giapponese, sarà divulgata nei prossimi giorni. E' già possibile sapere le caratteristiche di massima della vettura, che si candida come ideale competitor per Tata Nano (annunciata leader di un mercato in continua espansione, quello delle small car, che in India ha contribuito in massima parte all'aumento del 21% delle vendite di auto private nel 2009), Toyota EFC, presentata nelle scorse settimane.

La piccola Honda dovrebbe avere un motore sotto il litro di cilindrata e una carrozzeria monovolume. Le sue caratteristiche, dunque, la posizioneranno un gradino più in basso rispetto alla Jazz, che viene venduta in India a 700 mila rupie (corrispondenti a circa 10 mila euro), un prezzo ancora elevato per l'attuale situazione economica del Paese.

Secondo alcune previsioni, il prezzo della "small" Honda dovrebbe essere inferiore del 30% rispetto alla Jazz. Assieme alla futura small car, la Honda presenterà anche la CR-Z Concept.

di Francesco Giorgi
27/12/2009

 

 

Supergaranzia di 7 anni per tutte le Kia

  • 7 anni di garanzia per tutti i modelli Kia immatricolati dal primo gennaio 2010, dalla compatta Picanto alla SUV New Sorento  

Il primo modello di Kia a beneficiare della garanzia di 7 anni o 150.000 km di percorrenza è stata la cee'd presentata nel 2006. Ora i 7 anni Kia sono estesi a tutte le vetture del marchio coreano immatricolate a partire da gennaio 2010, quindi sono naturalmente escluse le chilometri zero.

La formula poi in realtà prevede che durante i primi tre anni di vita dell'auto il chilometraggio sia illimitato. Questa copertura è applicata a tutti i modelli equipaggiati con motori a benzina e diesel. Le versioni con alimentazione a GPL invece sono coperte fino a 3 anni per le specifiche caratteristiche degli impianti.

La garanzia naturalmente segue il veicolo, quindi anche in caso di vendita la vettura beneficierà del periodo residuo fino alla scadenza.

di Giorgio Spolverini
07/01/2010

Problema ai freni per la Toyota Prius

Negli Stati Uniti, Toyota sta affrontando diversi problemi tecnici. L'ultimo in ordine di tempo riguarda il veicolo ibrido Prius

Un problema ai freni della Prius potrebbe essere l'ultima tegola sulla testa delle concessionarie Toyota, azienda che nell'ultimo anno ha richiamato 4 milioni di auto nei soli Stati Uniti. Il motivo è dovuto ai reclami di una ventina di sfortunati utenti che si son rivolti alla casa costruttrice per dei malfunzionamenti che per puro caso non hanno portato a incidenti gravi. Allertato anche l'ufficio indagini dell'autorità americana che si occupa della sicurezza dei veicoli, che ha iniziato delle verifiche parallele a quelle della casa giapponese, che sta esaminando i casi uno per uno.

Ancora non è chiaro quello che è successo a questo modello benzina-elettrico molto venduto soprattutto negli Usa (100.000  unità nel solo 2009), che anche per l'impianto frenante impiega una tecnologia ibrida: quando si preme il pedale del freno in maniera moderata, il mezzo è rallentato da un sistema che converte l'energia cinetica in elettricità immagazzinata poi da una batteria. Per frenate più brusche, la Prius utilizza un tradizionale impianto frenante idraulico.

C'è chi pensa che il malfunzionamento stia nel fatto che una improvvisa scossa al veicolo possa ingannare inavvertitamente i sensori, che rilasciano i freni interrompendo la decelerazione. I portavoce Toyota non si sono ancora pronunciati.

di Andrea Barbieri Carones
04/01/2010

 

 

 

La De Tomaso acquista Pininfarina

Nasce il secondo polo automobilistico italiano. Il valore della transazione è di 14,4 milioni per lo stabilimento e di 2 milioni per i macchinari. De Tomaso automobili ha acquistato definitivamente il Gruppo Pinifarina. La transazione, anticipata lo scorso 15 ottobre da un accordo preliminare, sancisce la nascita del secondo polo automobilistico italiano formato da due marchi storici già affermati a livello internazionale. Più in dettaglio, Pininfarina ha venduto per 2 milioni di euro macchinari, accessori e impianti dello stabilimento di Grugliasco (tranne la galleria del vento) e i rapporti contrattuali dei 900 dipendenti, che passano direttamente sotto le ali della nuova azienda.

Altra sorte per lo stabilmento vero e proprio, che per 14,4 milioni è stato acquistato da una società partecipata dalla regione Piemonte e ceduto in affitto a Gian Mario Rossignolo, presidente di De Tomaso Automobili, che ha anche sottoscritto un contratto di subappalto con Pininfarina per le commesse produttive di Alfa Romeo e Ford. >

Diventa quindi operativo il piano industriale dell'azienda torinese, che prevede la presentazione del primo modello della "nuova" azienda al Salone automobilistico di Ginevra previsto per marzo 2011. 

di Andrea Barbieri Carones
05/01/2010

Briatore riabilitato e risarcito

Il Tribunale di Parigi ha annullato la radiazione a vita dal motorsport per l'ex patron della Renault F1 Briatore. La FIA: "Ricorreremo in appello"

Briatore "batte" FIA uno a zero. O meglio, l'ex gran capo della Renault si è preso la sua rivincita. Oggi pomeriggio, la Quinta sezione del Tribunale di Parigi lo ha riabilitato, accettando il ricorso sollevato da Briatore contro la Federazione Internazionale che nei mesi scorsi, a seguito del clamoroso episodio poi denominato "Crash Gate", ne aveva deciso la squalifica a vita da qualsiasi attività concernente il motorsport.

La sentenza del Tribunale civile , dunque, riabilita Briatore, e gli concede anche 15.000 euro di risarcimento danni (in ogni caso una cifra molto, ma molto inferiore al milione chiesto da Briatore). Anche l'ex Direttore tecnico della Renault F1, Pat Symonds, anch'egli coinvolto nel "Crash Gate" e squalificato per cinque anni, ha visto accolte le proprie ragioni, e ha ricevuto un risarcimento di 5.000 euro.

Ma Briatore il suo D-Day, non l'ha vissuto in prima persona. E' rimasto a Malindi, nella lussuosa località del Kenya a leccarsi le ferite del suo anno horribilis. Un 2009 che gli ha presentato un conto salatissimo. Prima lo scandalo del "Crash gate". Poi la radiazione a vita da parte dei Tribunali sportivi, un atto che gli ha chiuso le porte della F1. In ultimo - ed è storia di pochi giorni fa - l'incendio e la conseguente distruzione della villa di sua proprietà. A Malindi, il resort che ora come ora pare una metafora della sua più recente esistenza.

Va da sé che la FIA presenterà appello. Anzi, i legali della Federazione Internazionale hanno già promesso battaglia. Perché in questo caso si può ben dire che di sportivo ci sia stato ben poco. Specchio della moderna F1 e del sistema manageriale che governa lo sport in generale, a farla da padrone è stato il duello fra gli interessi economici, l'impero costruito in 20 anni giusti dal geometra di Cuneo, da una parte, e una Federazione sportiva - la FIA - che ufficialmente intendeva difendere l'immagine del motorsport.

E vale la pena ricostruire la vicenda, scoppiata in maniera clamorosa l'estate scorsa, con l'annuncio - denuncia da parte di Nelson Piquet Jr che racconta di essere stato convinto, durante il GP di Singapore del 2008, ad andare "volontariamente" fuori strada con la seconda delle Renault per favorire l'allora compagno di team Fernando Alonso e permettergli di vincere il titolo mondiale.

Nelsinho Piquet, dopo diversi mesi dall'episodio, vuota il sacco - solo dopo essere stato licenziato "Per scarso rendimento", è la motivazione ufficiale - se la prende con Briatore e con il Direttore tecnico della Renault F1 Pat Symonds.

La FIA (o meglio sarebbe dire: gli ambienti vicini a Max Mosley, "nemico" di Briatore) ne decide la radiazione a vita da qualsiasi attività sportiva legata all'automobile. E questo, per il geometra di Verzuolo, voleva dire un addio forzato anche alla presidenza del Queens Park Rangers, la squadra di calcio londinese da lui guidata in società con Bernie Ecclestone, in virtù di una Legge inglese (la Fit and Proper) che obbliga i presidenti a mantenere una condotta di vita "pulita", senza alcuna sanzione in qualsiasi altro sport.

Per dire: un danno da decine di milioni di euro. La decisione del Tribunale di Parigi, dunque, appare salomonica. Intanto, dopo l'annuncio ufficiale che la seconda delle Renault F1 nella stagione che inizierà il 14 Marzo è affidata a Robert Kubica, la squadra ha annunciato che il nuovo Team Principal è il 36enne Eric Boullier, proveniente dalla A1GP, dove è stato responsabile dal 2007 al 2009 per il Team France, e dalla GP2.

di Francesco Giorgi
05/01/2010

 

 

Saab... è la fine della storia?

Il tramonto del marchio svedese: episodio isolato o simbolo emblematico di un futuro che vedrà la scomparsa di marchi illustri

Sessantadue anni di storia automobilistica che hanno permesso alla Saab di vivere momenti di forte ed autentica personalità a cominciare dalla aerodinamica 92 e dalla 99, che inaugura - per la Casa - la produzione in serie di un modello sovralimentato, fino alla "reinvenzione" della cabriolet di tendenza con la 900.

Come è accaduto tante altre volte a seguito dell'assorbimento di marchi prestigiosi nella rete dei grandi costruttori, la gestione Saab da parte della General Motors ha visto un progressivo appannamento della personalità del marchio svedese.

E quando la crisi GM ha messo sul mercato tutti i marchi del gruppo, Hummer è andata subito ai cinesi (!), Opel ha subito una serie di spericolate manovre di "accasamento" per restare alla fine ancora in GM, Saab è stata subito messa in saldo a prezzo stracciato e nonostante ciò non ha trovato un serio compratore.

Ad oggi il destino del marchio Saab è ancora incerto, salvo lo spezzatino dei diritti di commercializzazione di 9-3 e 9-5 acquistati dai "soliti" cinesi.

E' un episodio isolato? O forse è un inquietante segnale di una tendenza, quella della scomparsa dei marchi con la concentrazione su pochi e forti, destinata a consolidarsi in quello scenario di maxi concentrazione dei gruppi automobilistici profetizzata da Marchionne un anno fa?

Con il cuore vorrei fosse solo un episodio, triste ma marginale. Ma la ragione suggerisce che la "fine della storia" per Saab, sia anche l'annuncio della fine della storia per altri marchi illustri.

Perché dovrebbe essere conveniente per un grande gruppo cancellare un marchio anziché gestirlo? Perché anziché un valore dovrebbe essere un disvalore il possesso di un marchio che non fa grandi numeri?

Per due motivi dicono i cinici profeti del realismo: il primo è che i costruttori di nicchia richiedono strategie di prodotto e di vendita sicuramente diverse da quelle riferibili ai produttori mondiali dai grandi numeri e i casi di successo - in questo caso - si contano sulla punta delle dita; il secondo è quello recentemente esemplificato da Marchionne nella lapidaria dichiarazione "i marchi costano" riferita ad Alfa Romeo e Lancia; vale a dire che personalizzare e sostenere un marchio (in termini di progettazione, sviluppo della specificità, investimenti nei media, rete e modalità di commercializzazione) costa molto ma non garantisce un ritorno adeguato.

In effetti i soldi investiti nei piani di rilancio dell'Alfa Romeo, costantemente rimasta in perdita, quelli investiti da GM in Saab, anch'essa in rosso dalla sua acquisizione, il bagno di sangue di BMW con Rover, quelli di Mercedes con Chrysler e di Ford con tutti i marchi acquisiti, anche Volvo e Jaguar, dimostrerebbero quanto è improduttivo incaponirsi ad investire sui singoli marchi anche se hanno un passato di prestigio e quanto più saggio sia concentrare gli sforzi su pochi brand che assicurino margini adeguati.

Per contro molti sostengono che spesso non sia l'investimento in un brand di valore ad essere sbagliato ma la strategia di gestione che viene attuata. E quindi non é un problema di redditività ma di capacità imprenditoriale. Infatti se Ford ha scelto di concentrarsi solo su Ford, abbandonando tutti gli altri marchi, Volkswagen ha invece scelto la strada esattamente opposta con una proliferazione di marchi che è arrivata alla dozzina: dai popolari Seat e Skoda agli elitari Porsche, Lamborghini e Bentley.

Tra le due strategie qual'è quella vincente? A giudicare dai risultati di bilancio la strategia VW é in concreto quella vincente. Credo che la maggior parte degli insuccessi nella gestione dei marchi automobilistici sia effettivamente imputabile ad una strategia imprenditoriale non efficace. Quasi tutti gli acquisitori si comportano da conquistatori e tendono a replicare sui marchi di nicchia la propria cultura d'impresa.

I risultati sono spesso disastrosi e a costi elevati propongono risultati inadeguati, perdita d'immagine e identità del marchio. E se i prevalenti insuccessi degli ultimi anni dimostrano che è davvero difficile gestire con efficacia brand dalla forte personalità, è anche vero che a lungo termine la differenziazione, sebbene ardua da gestire, può essere davvero la chiave di volta per vincere la sfida in un mercato dell'auto ormai saturo e ipercompetitivo.

di Fabrizio Brunetti
05/01/2010

 

2010: ondata di rincari per le autostrade

L'anno si è aperto con una raffica di ritocchi verso l'alto dei pedaggi. Dallo 0,74% fino a oltre il 15%. Ecco quanto costano i pedaggi

Dallo 0,74% fino al 15% e oltre. Ecco a quanto ammontano i rincari decisi, dallo scorso 1 Gennaio, sulla rete autostradale italiana. Il 2010 si è aperto con una serie di aumenti. Fra i primi a essere applicati, quelli autostradali, come deciso dai decreti firmati dal Ministero dei Trasporti e da quello dell'Economia.

E, inevitabile, sono arrivate anche le proteste, sollevate dalle maggiori Associazioni dei consumatori, che hanno puntato il dito sul fatto che l'aumento dei pedaggi segue a ruota i rincari decisi per i biglietti ferroviari e aerei e le bollette di acqua e gas. Nel dettaglio, ecco come si articolano gli aumenti decisi nei giorni scorsi per la rete autostradale. I tratti gestiti da Autostrade per l'Italia (Gruppo Atlantia) sono aumentati del 2,4%.

L'aumento per le Autostrade Centropadane è dello 0,74%. La RAV (Raccordo Autostradale Valle D'Aosta) è aumentata dello 0,94%; il tronco del Gran San Bernardo della SAV aumenta dell'1,04%, mentre è dell'1,36% l'aumento sulla restante rete; il pedaggio sull'intero tratto della Autostrada dei Fiori è rincarato dell'1,15%; la Milano - Serravalle - Milano - Tangenziali dell'1,41%; le Autostrade Meridionali dell'1,43%; la Torino - Savona dell'1,47%; la SALT (Società Autostrade Ligure - Toscana) dell'1,5%; l'Autostrada del Brennero dell'1,6%; la Cisa (La Spezia - Parma) dell'1,76%; la SAT (Livorno - Rosignano) del 2,11%; la Tangenziale di Napoli aumenta del 2,17%; la SITAF (Torino - Bardonecchia) del 2,35%; la A24 Strada dei Parchi del 4,78%; la rete della ATIVA (la A5 Torino - Ivrea - Quincinetto) del 6,23%; la Brescia - Padova del 6,56%. I rincari più consistenti riguardano la rete gestita dalla SATAP, con un aumento del 15,83% per il tronco della A4 Novara est - Milano e del 15,29% per il tratto Torino - Novara est.

Restano invariati i pedaggi per il Consorzio delle Autostrade Siciliane Messina - Catania e Messina - Palermo, per la Autovie Venete SpA (l'aumento, assieme alla Venezia -Trieste, è stato "congelato" in attesa della ratifica della decisione da parte dei Ministeri e dell'Anas, dunque è solo questione di tempo) e per la Asti - Cuneo.

Risulta "ritoccato" verso il basso il pedaggio deciso per le autostrade della CAV (con un ribasso dell'1% per la A4 Venezia - Padova dalla tangenziale ovest di Mestre al raccordo con l'aeroporto Marco Polo) e dell'1,18% per il Passante di Mestre.

di Francesco Giorgi
04/01/2010

 

Il ritorno di Schumacher in F1 con Mercedes

E' fatta. Schumacher ha firmato. Confermato l'ingaggio di 7 milioni di euro per 3 anni con il team Mercedes GP e Ross Brawn

Puntualmente anticipato da Motori.it è arrivato il sigillo, la firma, di Michael Schumacher, per tornare in F.1 al volante della Mercedes GP, ex Brawn. Ed è stata certamente la presenza di Ross Brawn, col quale Michael ha vinto sette titoli Mondiali alla Ferrari, a convincerlo a firmare per la squadra tedesca.

"Sono felice come un dodicenne" ha spiegato al termine della presentazione ufficiale il quarantunenne che non vedeva l'ora di infilarsi di nuovo in una monoposto della massima categoria. Ed ha aggiunto: "Torno per vincere". Per i bookmakers la sua vittoria è stata valutata 7,5 contro 3,5 di Hamilton, 4,5 di Alonso e 9 di Massa.

Poi Michael ha parlato della Ferrari: "Dopo 14 anni trascorsi assieme porterò la Ferrari sempre nel mio cuore, anche se adesso siamo rivali in pista. Sono felice che la separazione sia avvenuta in modo così armonioso e che resteremo anche in futuro amici...". Non la pensano comunque così i tifosi ferraristi che si stanno sperticando parlando di tradimento per la Rossa nazionale.

L'accordo, secondo la stampa germanica, con la Mercedes sarebbe di 7 milioni di euro per tre anni. Una cifra decisamente ridicola, rispetto agli abituali cachet del supercampione di Kerpen. I più informati parlano infatti di cifre sull'ordine dei 40 milioni di euro.

Esulta Bernie Ecclestone che potrà ora spuntare contratti sempre più sostanziosi con le televisioni, e forse anche parte del pubblico che non vede l'ora di seguire questo mondiale che avrà la caratteristica della sfida del pluricampione ai giovani rampanti.

E tutti a chiedersi se Schumi reggerà all'impatto... Beh, non sarebbe la prima volta che un pilota, al di là della soglia dei 40 anni, riesce ad essere ancora competitivo. C'è da mettere sul piatto della bilancia anche la squadra, ora supermotivata, con quel "mago" che risponde al nome di Ross Brawn. Insomma, una stagione tutta da seguire.

di Leopoldo Canetoli
04/01/2010

Un Coyote "annusa" gli autovelox

E' miglior compagno di viaggio per un automobilista: un sistema, completamente legale, per rilevare la presenza degli autovelox

Si chiama Coyote, come il cane del deserto, ed è un localizzatore GPS che avverte l'automobilista della presenza di autovelox, tutor, zone a rischio od altri misuratori mobili di velocità.

Il sistema infatti punta sul principio di una community fondata sulle segnalazioni degli utenti che provedono così ad aggiornare il database del sistema permettendo uno scambio interattivo di informazioni

Il Coyote costa 199 euro, più 12 euro al mese per le spese di abbonamento ad un servizio per il quale si diventa agenti-utenti. La segnalazione la si può fare molto semplicemente: basta spingere un pulsante e alla centrale rilevano la segnalazione mettendo poi l'informazione a disposizione degli altri utenti.

L'uso è estremamente semplice. Quando lo si accende si riceve in primis la mappa aggiornata dei controlli fissi e di quelli mobili. Coyote è in grado di segnalare circa 700 metri prima gli autovelox fissi, circa 2 km prima quelli mobili, ci dice che tipo di dispositivo si sta per incrociare, la velocità alla quale si sta marciando e nel caso di tutor la media che si sta tenendo.

In questo modo l'automobilista non perde la concentrazione e sa perfettamente a quale misuratore andrà incontro. Potrà cosi gestire il suo tipo di guida, moderare se è il caso la velocità per non andare incontro a brutte sorprese. E mantenere intatto il portafogli e il punteggio patente.

Per ora può essere utilizzato in Italia, Gran Bretagna, Francia, Repubblica Ceca, Belgio, Olanda e Lussemburgo, mentre in Germania è vietato dalla legge.

di Leopoldo Canetoli
14/10/2009

Incentivi, negli Usa si rottamano anche le Rolls Royce

Aston Martin, Bentley, Bmw e Mercedes fra le vetture demolite per usufruire degli incentivi pari a 3.500 dollari

Cosa non si fa per usufruire degli incentivi per la rottamazione della vecchia auto. Persino condannare alla demolizione vetture del calibro di un'Aston Martin DB7 Volante del 1997 del valore di 135mila dollari (all'epoca) o di una Bentley Continental R pagata la bellezza di 300mila dollari nel 1997.

Follie della rottamazione. O meglio pazzie di alcuni facoltosi cittadini americani che pur di usufruire del piano incentivi voluto dal Governo hanno preferito sbarazzarsi di costose e prestigiose auto di lusso.

Il risultato è un elenco che farà venire i brividi agli amanti delle 4 ruote, non solo per la tipologia della vetture rottamate, ma anche per la loro giovane età. Ben 37 proprietari infatti hanno deciso di demolire un'auto con meno di un anno di età.

Fra i gioielli andati ormai perduti compaiono le già citate Aston Martin DB7 e Bentley Continental R, una Shelby Cobra replica del 1988, l 'affascinante coupè tedesca Bmw 850i, una rarissima Buick Gnx del 1987 costruita in soli 584 esemplari, una Maserati Quattroporte classe 1985, una Mercedes C43 AMG (1999), e infine i fuoristrada Gmc Typhoon del 1992 e La Forza (il nostro Magnum) del 1990 e un pick-up Roush Stage 3 F-150 con motore V8 da 450 cavalli e soli 3 anni di vita (2006). Quasi inutile precisare che le vetture in questione non erano incidentate o in stato di abbandono, bensì in buone condizioni e perfettamente funzionanti

I comuni mortali, americani e non, possono comunque consolarsi sapendo che si tratta di vere e proprie eccezioni. La vettura più rottamata negli Stati Uniti infatti è stata la popolare Ford Explorer con ben 69,887 esemplari demoliti. In base al piano di incentivi messo in piedi dal Governo di Barack Obama è possibile rottamare solo le vetture costruite prima del 1984 e usufruire di un sconto che oscilla dai 3.500 ai 4.500 dollari, in base al tipo di auto che si vuole acquistare.

di Lorenzo Stracquadanio
13/10/2009

Futuro incerto per Aston Martin?

Difficoltà finanziarie per Investment Dar, il fondo sovrano del Kuwait che detiene la maggioranza del marchio inglese

Aston Martin pare che navighi in cattive acque. Il fondo sovrano del Kuwait Investment Dar che possiede la quota di maggioranza della Casa britannica ha reso noto di non essere in grado, al momento, di rifinanziare il debito societario.

A questo scopo i vertici kuwaitiani hanno siglato un accordo con i propri creditori allo scopo di congelare le richieste di pagamento e prendere quindi più tempo per venire fuori dell'impasse finanziario. L'intesa, in particolare, dovrebbe durare fino alla fine di quest'anno.

Investment Dar avrà quindi ancora qualche mese per far fronte alle richieste dei creditori. Per questo motivo dal fondo sovrano hanno comunicato di prendere in considerazione la vendita , a breve, di alcuni asset per recuperare liquidità.

Aston Martin è stata acquisita nel marzo 2007 (era nelle mani di Ford) con una quota del 51% da una cordata di investitori, guidata appunto da Investment Dar, ma anche da personaggi come l'ex pilota Dave Richards, il businessman britannico John Singers e il fondo Aseem Investment.

L'accordo era stato stimato intorno ai 480 milioni di sterline (circa 685 milioni di euro) e il 51% del pacchetto azionario era stato finanziato da diverse banche internazionali con un prestito di 393 milioni di sterline (561 milioni di euro).

Al momento della compravendita i vertici di Investment Dar avevano affermato che "l'acquisto di Aston Martin era fondamentale nella strategia di diversificazione delle partecipazioni in mercati chiave e marchi internazionali".

A cambiare le cose però ha contribuito la crisi economica globale che ha colpito in maniera pesante l'intero comparto automobilistico, tra cui il marchio inglese di auto di lusso. Non è un caso infatti se la società abbia recentemente tagliato 600 posti di lavoro (circa un terzo dei suoi dipendenti totali) negli stabilimenti principali di Graydon ricorrendo inoltre a chiusure temporanee.

di Lorenzo Stracquadanio
29/09/2009

 

 

 

Opel: i conti torneranno nel 2011-2012

Opel ha presentato le strategie per i prossimi 5 anni: dalla produzione di una nuova SUV, a una minicar, un'ibrida e un'elettrica plug-in

I prossimi 5 anni saranno fondamentali per il futuro Opel. La casa tedesca ha infatti reso noti i piani strategici da qui al 2014: una piccola sport utility, una minicar, un'ibrida e una elettrica. Questo comunicato avviene alla vigilia di un anno, il 2010, ritenuto ancora difficile per i conti aziendali, che andranno in pareggio nel 2011 e daranno dei profitti nel 2012 e negli anni successivi grazie principalmente al mercato europeo.

Relativamente ai modelli, fra il 2012 e il 2013 nascerà una SUV che sarà prodotta in Corea del Sud su derivazione della piccola Corsa. Nel 2014 uscirà una nuova Antara e sarà ridisegnata la Insignia. La minicar, invece, raccoglierà l'eredità della Agila che ormai è in produzione dal 2000 ed è costruita in sinergia con Suzuki. La nuova piccola sarà invece assemblata in esclusiva da Opel.

Un radicale cambio di rotta riguarda invece la nuova ibrida: il nuovo presidente di General Motors Europa, Nick Reilly, crede molto in questo progetto abbandonato dal suo predecessore perché ritenuto troppo oneroso.

L'auto a emissioni zero sarà invece la versione europea della Volt americana, appena presentata al Los Angeles Motor Show. Si chiamerà Ampera e potrebbe circolare già nel 2011, con una produzione stimata di oltre 10.000 esemplari ogni anno.

di Andrea Barbieri Carones
18/12/2009

 

Fonderia Efficient Dynamics per BMW

Emissioni minime anche in fonderia: un progetto che parte dalla Casa bavarese BMW. Dal 2010 la produzione di parti metalliche sarà pulita

Stabilimenti a emissioni minime. La scommessa è stata avviata da BMW, che ha annunciato la riconversione della fonderia bavarese di Landshut (dove vengono prodotte leghe leggere dai 1.300 lavoratori impiegati che "sfornano" 1.800.000 colate di alluminio all'anno) in un impianto che non inquinerà affatto.

Il progetto, annunciano i dirigenti del reparto industriale BMW, sarà completato entro il 2010 e funzionerà con la produzione ad "anime di sabbia inorganiche", cioè manufatti utilizzati per ottenere parti che non devono essere riempite con metallo liquido e che sono composti da una soluzione di acqua e sabbia a base di silicio.

Questo procedimento, assicurano in BMW, ridurrà del 98% le emissioni di residui di combustione e aumenterà del 10% la produttività, oltre ad abbassare del 50% le spese di manutenzione degli impianti.

  • di Francesco Giorgi
    12/11/2009
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Oltre 500.000 Fiesta vendute in un anno

Gli allestimenti Titanium e Ghia, i preferiti dai clienti del Vecchio Continente. In estate arriverà anche sul mercato Usa

A 12 mesi dal debutto sul mercato europeo - ottobre 2008 - Ford ha reso noto di aver commercializzato 500.000 esemplari della nuova Fiesta, confermando così le grandi aspettative della Casa su questa vettura. In pochi mesi l'utilitaria ha conquistato la seconda posizione nella classifica delle auto più vendute nel mercato europeo e la prima piazza nel segmento di riferimento delle utilitarie. Nei primi nove mesi dell'anno erano state 250.000 le unità prodotte negli stabilimenti tedeschi di Colonia.

Delle 500.000 unità vendute, ben 430.000 sono state immatricolate in Europa e circa 40.000 nell'area asiatico-pacifica. Più del 40% dei clienti europei hanno scelto gli allestimenti Titanium e Ghia. Fra i colori preferiti spiccano il nero Panther Black (Gran Bretagna, Germania, Italia, Svizzera, Olanda, Grecia), il rosso Hot Magenta (Spagna, Austria e Russia), l'argento Moondust Silver (Svezia), l'arancio Passion Orange (Cina).

Dopo il lancio nel Vecchio Continente Ford ha avviato la commercializzazione anche in Sud Africa, Australia, Nuova Zelanda e Cina. "I nostri clienti in tutto il mondo stanno dimostrando di apprezzare il nuovo Dna fatto di un design accattivante, innovazione, dinamica di marcia e grande valore", ha detto Jim Farley, vice presidente del marchio a livello globale e anche per i mercati di Canada, Messico e Sud America. Ford Fiesta debutterà nel mercato Nord Americano la prossima estate.

di Lorenzo Stracquadanio
03/11/2009

 I piani di Fiat per il futuro Chrysler

  • 23.000 prepensionamenti con buone uscite tra 50.000 e 75.000 dollari lordi. Mercoledì prossimo Marchionne ufficializzerà i piani del gruppo

Il rilancio del marchio americano Chrysler, secondo i piani Fiat, inizia con un prepensionamento di 23.000 dipendenti. La notizia sarà ufficializzata il prossimo 4 novembre dall'AD Sergio Marchionne e dai responsabili dei marchi del gruppo. In questa data saranno inoltre ufficializzate le condizioni economiche di Chrysler e svelati i modelli che daranno nuova linfa alla casa americana. Per i dipendenti più giovani, quelli con almeno un anno di anzianità aziendale, sarà prevista una buonauscta di 75.000 dollari lordi più un buono auto da 25.000 dollari.

Ma non è finita qui, perché questi ultimi dipendenti potranno beneficiare di una copertiura sanitaria per 6 mesi, dentista escluso, con l'opzione di poter acquistare ulteriori 6/18 mesi di assicurazione medica. Per chi ha età compresa tra 55 e 59 anni, per i quali la somma tra età anagrafica e aziendale raggiunga quota minima 85 e per i dipendenti con età superiore a 60 anni da 10 anni in azienda, saranno offerti 50.000 dollari lordi di buona uscita più 25.000 dollari di buono auto e i contributi pensionistici maturati. Chi vorrà usufruire di queste condizioni, è previsto che dovrà aderire entro il prossimo 13 novembre.Specifici piani di uscita poi sono previsti per i dipendenti degli impianti chiusi per bancarotta.

di Giorgio Spolverini
02/11/2009

 

Honda, l'ultimo trimestre è in calo

Flessione del 56% e del 27% per utili e ricavi. La Casa giapponese si dice però fiduciosa e stima al rialzo le previsioni per l'intero anno fiscale.

Honda Motor ha pubblicato i risultati di bilancio relativi al secondo trimestre 2009. I numeri, purtroppo, non sono dei migliori. Il secondo periodo dell'anno si è chiuso con una flessione dell'utile del 56% a quota 54 miliardi di yen contro i 123,3 mld di yen dello stesso periodo dello scorso anno. Sebbene il calo sia stato forte, le stime degli analisti inizialmente erano anche peggiori (43,8 miliardi di yen).

La musica non cambia per quanto riguarda le vendite. La flessione qui è stata del 27,2% a 2,06 trilioni di yen a causa della debolezza del settore e del cambio sfavorevole.

"In Cina, Asia, Europa, Giappone e Stati Uniti l'industria automobilistica è stata sostenuta da piani governativi - ha detto il vice presidente esecutivo di Honda, Koichi Kondo - Ma questi programmi termineranno e a partire dal prossimo aprile ci aspettiamo un ritorno di difficoltà abbastanza importante".

Per l'intero anno fiscale, che chiuderà i battenti il 31 marzo 2010, i vertici della Casa nipponica - settimo produttore di auto al mondo - stimano comunque ricavi da 8.450 miliardi di yen (-15,6%), un utile netto di 155 miliardi di yen (+13,1%) e un utile operativo pari a 190 miliardi (+2%), in miglioramento rispetto alle stime fornite in precedenza a luglio rispettivamente di 55 e 70 miliardi. Queste previsioni sono sostenute dal buon andamento dei mercati indiano e cinese e dalla ripresa di quello statunitense grazie agli incentivi.

di Lorenzo Stracquadanio
29/10/2009

 

Gruppo PSA rafforzerà l'alleanza con Bmw

I due gruppi condivideranno motori, componenti e forniture. Il Ceo francese Varin: "Stretta collaborazione sulle motorizzazioni a benzina"

Il Gruppo Psa Peugeot-Citroen estenderà la sua partnership con il Gruppo Bmw. L'alleanza fra i due colossi dell'auto interesserà in particolare la condivisione di motori, componenti e forniture. A rivelarlo è stato nei giorni scorsi l'amministratore delegato di Psa Philippe Varin che ha affermato: "Abbiamo creato gruppi di esperti che al momento stanno collaborando più che altro sulle motorizzazioni a benzina".

A oggi la partnership fra le due società prevede la fornitura dei motori Psa a benzina sulla compatta Mini, ma potrebbe portare in futuro anche all'adozione per la Casa di Monaco del nuovo motore 3 cilindri turbo sviluppato dagli ingegneri Peugeot-Citroen e che il Gruppo transalpino introdurrà nel mercato dal 2011.

Secondo quanto comunicato dal Ceo francese inoltre, sono in corso colloqui con Bmw per estendere la collaborazione in altre aree quali trasmissioni e sistemi di climatizzazione (in Germania la quota di market share di Psa è passata dal 5,4 al 6,7%).

La strategia del gruppo francese è quella di far leva su diverse collaborazioni con più soggetti allo scopo di accrescere il peso a livello internazionale di Psa Peugeot-Citroen. In questo quadro rientra anche l'accordo siglato lo scorso marzo con Mitsubishi per distribuire sul mercato europeo a partire dal 2010 il veicolo ad alimentazione elettrica MiEV (acronimo di Mitsubishi Innovative Electric Vehicle) con il proprio brand.

di Lorenzo Stracquadanio
27/10/2009

 

Saab, tutti i dettagli del nuovo piano industriale

Il gruppo delle super sportive svedesi Koenigsegg investirà quasi 600 milioni di euro per far rinascere il marchio Saab

Saab tornerà ad essere un brand premium solo dopo il 2016, quando avrà inizio una nuova fase di riposizionamento nel mercato, con l'arrivo di nuovi modelli di lusso e il ritorno della mitica 900. E' questo il futuro del marchio svedese nel business plan messo a punto dal gruppo Koenigsegg che lo scorso settembre ha acquisito il brand Saab per 600 milioni di euro.

Secondo quanto si apprende il piano industriale è stato presentato dai vertici del gruppo per negoziare il prestito per il rilancio di Saab (600 milioni di euro) con il Governo e la Banca europea degli investimenti. Nel documento Koenigsegg ha specificato di voler investire nell'operazione 595 milioni di euro, definendo inoltre scadenze, livelli di break-even, nuovi modelli, prezzi medi e posizionamenti sul mercato.

Un piano dettagliato quindi che nel periodo 2010-2011 dovrebbe portare al pareggio di bilancio attraverso la produzione di almeno 115.000 vetture l'anno, con un prezzo medio di 18.600 euro. Successivamente nel periodo 2012-2015 (di transizione) il break-even potrebbe essere raggiunto con una produzione di 80.000 auto all'anno, grazie al maggiore prezzo medio, 20.500 euro. In questa fase dovrebbe essere consolidata la gamma già prevista per il 2010-2011, aggiungendo una versione sportiva della 9.5 denominata Koeningsegg Edition.

Dopo il 2016 infine si entrerà secondo le previsioni in una fase di riposizionamento verso l'alto di gamma, con l'arrivo di nuovi modelli di lusso ed il ritorno della celebre denominazione 900. Il break-even dovrebbe essere raggiunto con 65.000 auto prodotte ogni anno, con un prezzo medio salito a 27.500 euro.

di Lorenzo Stracquadanio
27/10/2009

Bmw: 300 milioni di dollari per un impianto in Sud Africa

Obbiettivo di Bmw è quello di far crescere la capacità produttiva del 45% per 87.000 unità all'anno

L'investimento è pari a 2,2 miliardi di rand, cioè poco meno di 300 milioni di dollari. Bmw metterà sul piatto questa sostanziosa cifra per potenziare la capacità produttiva dell'impianto presente in Sud Africa, precisamente nella città di Rosslyn, vicino Pretoria.

L'obiettivo annunciato dai vertici della Casa automobilistica di Monaco è di incrementare l'output complessivo del 45%, passando dall'attuale produzione locale di 60.000 unità alla quota annuale di circa 87.000 veicoli.

La decisione di investire era già da tempo nelle intenzioni della società, ma la  conclusione è stata velocizzata grazie soprattutto a un documento di intesa siglato da Bmw con il Dipartimento locale dell'Industria e del Commercio.

Nei piani del Governo c'è la volontà di incrementare la produzione automobilistica nel Paese, attraverso l'Automotive Production and Development Program (Apdp), e passare dalle 500.000 unità attuali a 1,2 milioni entro il 2020.

Bobo Donauer, che in Bmw ricopre il ruolo di managing director per il Sud Africa, ha tenuto a sottolineare come il Gruppo tedesco, nonostante la difficile congiuntura economica e industriale, non si è tirato indietro da una sfida necessaria per rilanciare la produttività dell'area (a oggi il marchio impiega circa 2.150 dipendenti in Sud Africa), dove le vendite della casa di Monaco sono calate a settembre del 19,5% rispetto allo stesso mese del 2008.

di Lorenzo Stracquadanio
23/10/2009

 

 

 

Volkswagen, la scalata in India è iniziata

Con l'apertura di uno stabilimento per la Polo vicino Mumbai, la Casa di Wolfsburg punta a raggiungere il 10% delle vendite nel giro di 6 anni

Volkswagen ha iniziato la sua scalata nel mercato automobilistico indiano, attualmente l'11° al mondo per numero di veicoli. Lo fa inaugurando uno stabilimento di produzione della Polo a Chakan, a circa 150 chilometri da Mumbai, con l'obiettivo di produrre 110.000 esemplari nel giro di 3 o 4 anni. Ma gli obbiettivi sono più ambiziosi: la casa tedesca vuole che almeno il 10% dei 3,5 milioni di auto che si stima siano vendute nel 2015 nel subcontinente appartengano al gruppo, composto anche da Audi e Skoda. Sicuramente giocherà un ruolo importante il recente accordo con Suzuki, che da sola detiene la metà del parco veicoli del Paese. Tanto per dare un'idea, nei primi 10 mesi del 2009 le vendite Volkswagen in India si sono fermate a quota 16.000.

Questo stabilimento, completato in un anno e mezzo dopo un investimento di 580 milioni di euro, significa molto dal punto di vista occupazionale, visto che a regime - fra 12 mesi - saranno impiegate circa 2.500 persone. Ma a risentire maggiormente potrebbe essere l'indotto, dato che la casa di Wolfsburg è alla ricerca di fornitori locali cui appaltare la costruzione di componenti del motore e parti in alluminio, sicuramente più economiche se prodotte in loco. La Polo sarà presentata ufficialmente il 4 gennaio prossimo al Delhi Auto Expo. In quest'occasione sarà svelato anche il prezzo ufficiale di vendita. Nel frattempo, le concessionarie Volkswagen presenti in India passeranno da 35 a 40.

Jochem Heizmann, membro del consiglio di amministrazione della casa tedesca e responsabile della produzione di tutto il gruppo, pensa che il mercato del subcontinente richieda anche una vettura di livello inferiore alla Polo. "Stiamo valutando diverse soluzioni in proposito. Ma è palese che occorra un'auto di classe inferiore. Una soluzione potrebbe essere quella di iniziare la produzione su larga scala della UP!, presentata ormai 2 anni fa a Delhi e non ancora commercializzata. Questo di Chakan è comunque un impianto flessibile, in grado di produrre almeno tre diversi modelli di auto, in modo da poter catturare il boom di vendite di veicoli, previsto qui nei prossimi anni". E i concorrenti non stanno a guardare: nell'imminente futuro anche Toyota, Ford e Nissan sbarcheranno in forze all'ombra del Taj Mahal.

di Andrea Barbieri Carones
15/12/2009

VW, Suzuki e Toyota si sfidano in India

  • Dalla joint venture VW-Suzuki, una futura small car. Toyota presenterà un'auto economica in vendita fra un anno. E gli altri non stanno a guardare

Una vettura piccola, come l'attuale tendenza della motorizzazione indiana impone. Ecco come sarà l'auto sviluppata dalla freschissima joint venture tecnologica tra la Volkswagen e la Suzuki. La notizia, apparsa in questi giorni sul quotidiano Economic Times, è stata confermata dalla dirigenza Volkswagen, assieme a qualche anticipazione sulle caratteristiche della futura minicar.

L'utilitaria secondo Volkswagen e Suzuki

La linea di questa vettura, della quale non è stato svelato il nome, si stacca dalla Alto che sarà chiamata a sostituire: il prezzo di lancio, inizialmente per il mercato indiano, sarà di circa 5.000 dollari (3.000 euro). In un secondo momento, sarà esportata anche in Europa, a un prezzo che si aggirerà sui 5.400 euro. Non si tratterà, in ogni caso, di una concorrente di alcune delle vetture low cost che promettono di dare una spinta decisiva alla motorizzazione di massa in India e a "sfondare" sui mercati europei (come la Tata Nano).

La futura VW - Suzuki, secondo quanto dichiarato dai portavoce della Casa di Wolfsburg all'Economic Times, sarà di un livello superiore, e si attesterà in una fascia di prezzo immediatamente inferiore alla Up!. La notizia di una futura compact VW - Suzuki è arrivata insieme all'anticipazione, da parte della filiale indiana della Toyota, di una nuova small car pensata per il mercato indiano. La vettura, che porta il nome in codice EFC (Entry Family Car) sarà svelata in anteprima il prossimo Gennaio al Salone di New Delhi, una kermesse che si preannuncia ricca di novità.

L'utilitaria secondo Toyota , la EFC

La EFC, sviluppata interamente dalla Toyota India (filiale che già produce la Corolla Altis, Fortuner, Camry, Prado e Land Cruiser) si posizionerà, come la futura city car Volkswagen - Suzuki, a un livello immediatamente inferiore rispetto all'attuale vettura più piccola in produzione. In questo caso, il modello di riferimento è la Yaris.

La produzione della EFC è attesa per la fine del 2010, a un ritmo di 70.000 esemplari per il primo anno. Non si sa, tuttavia, se nei "piani" della Toyota sia contemplata una eventuale esportazione di questo modello in Europa. L'arrivo di questi due modelli appare come un ulteriore passo nell'attenzione di una nuova èra per la motorizzazione di massa in India. Al momento, fra i maggiori Costruttori ci sono almeno quattro vetture in attesa di essere messe in commercio.

L'utilitaria per Ford, Renault e le altre

Entro i prossimi mesi, infatti, la Ford India porterà al debutto la Figo, la Nissan India farà uscire una versione "nazionalizzata" della Micra, oltre a una small car progettata assieme alla Renault, la filiale indiana della Volkswagen metterà in vendita una Polo per il mercato interno e la General Motors India farà debuttare la Chevrolet Beat.

Con questa "mossa", le grandi Case proseguiranno chiaramente la competizione nei confronti della Suzuki India, Hyundai India e Tata, che concludono il 2009 nel ruolo di marchi leader nel mercato interno, un settore che sembra non conoscere la parola "crisi". In otto mesi (da Aprile a Novembre), secondo il Ministro delle Finanze Pranab Mukherjee, le vendite di autoveicoli - 7,8 milioni le unità immatricolate - sono cresciute del 18% rispetto allo stesso periodo del 2008, e le immatricolazioni di autovetture destinate all'uso privato sono cresciute del 21%, con 1 milione 200 mila immatricolazioni.

di Francesco Giorgi
14
/12/2009

Daimler trova un accordo coi sindacati

Saranno preservati i 37.000 posti di lavoro messi in pericolo dal trasferimento in Alabama di buona parte della produzione della Classe C

Daimler trova un accordo coi sindacati

La dirigenza Daimler ha raggiunto un accordo con i sindacati per preservare 37.000 posti di lavoro presso lo stabilimento Mercedes a Sindelfinger, in Germania. L'intesa, che ha validità fino al 2020, mette fine a una situazione di incertezza nata in seguito alla decisione dell'azienda di trasferire negli Stati Uniti parte della produzione.

Niente licenziamenti di massa, dunque, per questo che è il secondo più grande marchio di auto di lusso e che il 2 dicembre scorso aveva annunciato di voler assemblare gran parte della Classe C in Alabama, dopo più di 25 anni del Baden-Wuerttemberg.

I piani discussi coni rappresentanti dei lavoratori prevedono comunque che Daimler trasferisca a Sindelfingen la produzione di sedili e di componenti leggere del telaio, oltre alla costruzione della Classe SL roadster dallo stabilimento di Brema, nel nord della Germania, in modo da occupare 2.700 dipendenti. Sarà favorito anche il prepensionamento di molte maestranze e, dal 2015, si favorirà l'impiego part time dei lavoratori più anziani. L'azienda, inoltre, continuerà a offrire delle "buonuscite" per limitare il numero delle persone che saranno colpite dalla nuova politica aziendale, che produrrà i suoi effetti dal 2014 e che è volta a tagliare i costi e a ridurre gli effetti della variazione del tasso di cambio euro-dollaro.

Nel frattempo, buone notizie arrivano dai dati di vendita, che a livello mondiale - per la divisione auto - sono salite del 16% rispetto allo stesso periodo del 2008, toccando quota 98.400. In particolare, il brand Mercedes Benz è balzato a +19% mentre quello delle piccole Smart è sceso del 3,8. Buoni i dati relativi alla Classe C, che hanno chiuso il mese scorso con un +5,2% pari a 18.200 auto vendute.

La situazione, comunque, resta tesa nonostante questo accordo che segue una serie di agitazioni tenutesi a Sindelfingen nel corso della settimana passata e presso il quartier generale di Stoccarda. Secondo gli ultimi progetti, Daimler intende assumere più di 1.000 operai per il suo plant d'oltreoceano. La Classe C continuerà comunque a essere assemblata anche negli stabilimenti situati a Brema, a Pechino, a Londra e in Sud Africa.

di Andrea Barbieri Carones
11/12/2009

Dopo la mancata acquisizione di Opel, il gruppo canadese chiede 100 milioni di Euro. E sul piano di risanamento arriva il No del governo tedesco

I guai sono appena iniziati per General Motors, il colosso americano del settore automotive che ha rifiutato di vendere la controllata Opel al gruppo canadese di componentistica Magna ad un passo dalla chiusura del contratto.

Da una parte ci sono infatti i compratori mancati che, attraverso Siegfried Wolf, loro co-amministratore delegato, fanno sapere che per la fulminea retromarcia "in ballo c'è una grossa somma, perché si trattava di trovare la soluzione ad un problema particolarmente complesso. Ci sono delle discussioni, chiariremo nelle prossime settimane". Wolf ha parlato ad una radio austriaca dell'operazione che avrebbe coinvolto la banca russa Sberbank, ma che si è risolta in fumo. E per di più con oneri che si agirebbero intorno ai 100 milioni di Euro, cifra che il Gruppo starebbe per chiedere indietro quale risarcimento danni. Dove li troverà GM se anche il govero tedesco gli ha voltato la faccia?

L'incontro programmato in data odierna tra il ministro dell'Economia Rainer Brüderle e i rappresentanti del gruppo d'oltreoceano, il numero uno europeo Nick Reilly e il vice-presidente John Smith, si è concluso con un verdetto pesante. Non saranno dispensati aiuti statali per il risanamento di Opel, che pure è marchio nazionale. Il budget stimato per tale intervento è di quelli che fanno girare la testa, 3,3 miliardi di euro.

"La palla passa ora a GM, non interessa più Berlino", ha dichiarato Brüderle (fonte: Frankfurter Allgemeine Zeitung). In precedenza il massimo rappresentante del colosso americano, Fritz Henderson, aveva chiesto pubblicamente scusa per il brusco cambio di rotta in relazione alle manovre pensate per salvare Opel e la sua storia. Tra tante voci concordi, che ricordano a GM come il risanamento della sua controllata sia affare che esuli da questioni legate all'economia tedesca, non è mancato un parere di segno di contrario. Hubertus Heil, come si legge ancora sull'edizione online della FAZ, ha invitato il ministro dell'Economia Brüderle "ad avviare una trattativa con GM. Bisogna agire, non solo deplorare l'operato altrui".

 

di Ottavia Molteni
13/11/2009

 Si rafforza l'alleanza BMW-Brilliance

Investimenti per oltre 560 milioni di euro per realizzare un nuovo impianto in Cina dove produrre 100.000 vetture l'anno

BMW spinge l'acceleratore verso la Cina. Il Gruppo tedesco e Brilliance hanno siglato un accordo per la realizzazione di un secondo impianto produttivo che sorgerà nella città di Shenyang. L'intesa prevede un investimento di oltre 5 miliardi di yuan, pari a circa 560 milioni di euro. I lavori di costruzione partiranno nel corso del 2010, mentre la messa in produzione effettiva delle vetture è attesa per l'inizio del 2012.

L'impianto di Shenyang, che si affiancherà a quello già esistente, consentirà di produrre a regime circa 100.000 vetture l'anno. Le 2 società hanno dato vita alla joint venture nel 2003. Brilliance, ottavo marchio automobilistico cinese, e Bmw realizzano attualmente la Serie 3 e Serie 5, la cui produzione totale raggiunge i 150.000 esemplari.

 

 

 

 

La Volkswagen riaprirà la Karmann

Nel 2011 VW avvierà la produzione di un nuovo modello nell'impianto Karmann chiuso a Giugno. Sul tavolo la questione degli ex dipendenti

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La Volkswagen riaprirà la Karmann

Ci sarà una nuova vita per gli impianti della Karmann di Osnanbruck, chiusi lo scorso Giugno a causa della bancarotta dichiarata dalla celebre Carrozzeria tedesca, storica partner della Volkswagen.

Sarà proprio la Casa madre di Wolfsburg, nel 2011, a riaprire lo stabilimento, occupandosi dell'acquisto dei terreni, delle attrezzature e delle parti di carrozzeria rimaste all'interno dell'impianto: lo ha comunicato la stessa Volkswagen in una nota, nella quale è stata espressa la volontà di non lasciare a lungo inattivo lo stabilimento dal quale, per diversi decenni, è stata portata avanti una collaborazione a filo doppio tra Karmann e VW.

I dettagli dell'operazione saranno resi noti nei prossimi giorni. Solo dopo, cioè, che sarà stato interrotto il countdown deciso dai Tribunali nelle scorse settimane secondo il quale, se entro la fine di Novembre non sarà stato trovato un compratore che rilevi il marchio e gli impianti, per Karmann la sorte sarà una sola: fallimento e chiusura definitiva.

Fino ad alcuni giorni fa, le trattative fra Karmann (rappresentata dai Battenfeld, i Boll e i Karmann, le tre famiglie proprietarie della Carrozzeria) e Volkswagen erano a buon punto. La richiesta avanzata dalla proprietà della Karmann era di 65 milioni di euro (compreso l'impianto di verniciatura acquistato pochi anni fa e che era costato 100 milioni di euro).

L'offerta proposta da Volkswagen, a sua volta, era di 50 milioni (o poco meno), una cifra giudicata troppo bassa da Karmann e che aveva, per il momento, portato le trattative a un'empasse. Con il comunicato firmato Volkswagen, invece, la vicenda pare a una svolta. Attendiamo i prossimi giorni per conoscerne meglio gli sviluppi.

Intanto, da Wolfsburg hanno fatto sapere di avere in programma la produzione di un nuovo modello nel 2011 e di creare mille nuovi posti di lavoro entro il 2014. Ci si aspetta che si tratti di una parte dei 1.600 dipendenti allontanati forzatamente da Karmann a fine giugno, al momento della chiusura degli impianti, e il cui numero era già diminuito dai 2.240 dipendenti lasciati a casa all'inizio di aprile, quando la Karmann aveva dichiarato bancarotta su un totale, all'inizio del 2009, di 4.460 dipendenti (in pratica, un lavoratore su due della carrozzeria era stato licenziato).

La questione, oltre ai tempi (stretti) di acquisto dell'azienda, si fa delicata proprio per gli ex dipendenti, per i quali non risulta che, a tutt'oggi, siano state attivate delle forme di ammortizzazione sociale, a causa della mancanza di fondi (secondo quanto aveva dichiarato l'azienda a fine giugno) per avviare una cassa integrazione.

La Karmann, azienda nata nel 1909, si è costruita negli anni una solida fama come Carrozzeria - partner di grandi Case, prima fra tutte la Volkswagen. Nello stabilimento di Osnanbruck, in Bassa Sassonia, sono usciti alcuni fra i modelli che hanno contribuito a conferire fama alle vetture di Wolfsburg (Maggiolino e Golf Cabriolet, Karmann - Ghia coupé, la controversa 914 realizzata in tandem fra Porsche e VW) e di altri Marchi, dal brevetto della capote - hard top retraibile a frazionamento utilizzata per la prima volta sulla Mercedes SLK fino alla CLK, l'ultima vettura uscita da Osnanbruck a fine Giugno di quest'anno, a Jaguar XJ-S Convertible, Ford Escort Cosworth, Renault Mégane Cabriolet e Audi A4 Cabrio.

di Francesco Giorgi
27/11/2009

Seat: l'impianto di Martorell a energia solare

Alla fine del 2010 lo stabilimento sarà alimentato da 320.000 metri quadri di pannelli solari. Per la prima tranche investiti 17 milioni di euro

Seat: l'impianto di Martorell a energia solare

Entro la fine del 2010, gli stabilimenti di Martorell, che rappresentano il principale impianto di produzione per la Seat, funzioneranno con l'energia solare. Il progetto denominato "Seat al Sol" prevede l'installazione di una serie di pannelli solari che copriranno una superficie di 320.000 metri quadri e forniranno all'impianto 13 milioni di kWh di elettricità all'anno. Quanto basta, cioè, a coprire il consumo di 3.000 cicli produttivi l'anno.

Nel contempo, la produzione di energia rinnovabile permetterà di evitare la dispersione nell'atmosfera di oltre 6.200 tonnellate di CO2. La fase iniziale del "piano", che sarà attuata nei primi tre mesi del 2010, e per la quale è stato riservato un investimento per 17 milioni di euro, fornirà energia per 4 MW: già con questa quantità, l'impianto di Martorell avrà la seconda maggiore (per dimensioni ed energia erogata) centrale a energia rinnovabile esistente in Spagna.

di Francesco Giorgi
26/11/2009

 

Ci sarà anche una Hyundai low cost

La filiale indiana della Hyundai prevede per il 2011 il debutto di una sua citycar a basso costo. Stanziati 170 milioni di dollari per produrla

Anche Hyundai è pronta a gettarsi nella mischia indiana delle minicar a prezzo stracciato. Ieri sera, in un comunicato della Casa, Arvind Saxena, vicepresidente della filiale indiana del marchio di Seul, ha annunciato che nel 2011 anche la Hyundai avvierà la produzione di una sua utilitaria low cost, per la quale è stato stanziato un investimento di 170 milioni di dollari da destinare all'adeguamento delle linee di montaggio degli impianti di Chennai.

Le caratteristiche della vetturetta non sono ancora state anticipate, ma si può supporre che ricalcherà l'attuale successo riscontrato in India dalle vetture cheap, vendute a poche migliaia di dollari e che stanno aprendo la strada alla motorizzazione di massa. Per capirci meglio, l'India è un paese nel quale il mezzo di locomozione privato più diffuso è la bicicletta e meno dell'1% della popolazione possiede un'automobile.

La Hyundai low cost del prossimo futuro, ha indicato Saxena, sarà dunque più piccola della Santro, la citycar che viene costruita negli stabilimenti indiani del Marchio coreano. Lanciata nel 2004 ed equipaggiata con il motore a benzina di 1086 cc, è lunga 3,50 metri ed è la Hyundai più venduta in India (il suo prezzo d'acquisto è di 3.466 dollari).

Ma è troppo "grande" per i piani della Hyundai indiana, che osserva i progetti degli altri Costruttori decisi a cercare una nuova via dell'oro con le utilitarie low cost. Un segmento in continua crescita, che occupa il 78% del mercato automobilistico nazionale, confermato - oltre che da Tata, "apripista" in questo settore - anche da General Motors, Toyota, Ford e Renault-Nissan: ciascuno di questi costruttori, infatti, ha annunciato nelle scorse settimane lo sviluppo di vetture low cost da produrre nei rispettivi stabilimenti indiani.

"La nostra vettura low cost, tuttavia, non sarà una copia della Tata Nano - avverte Saxena - Non possiamo ricalcarne in tutto e per tutto lo schema costruttivo. Da oggi e fino al 2011, ci sono due anni che possiamo impiegare nello sviluppo di soluzioni che ci permetteranno di offrire una vettura ancora più aggiornata".

di Francesco Giorgi
20/11/2009

 

Kia inaugura il primo impianto negli Usa

  • Costato 1 miliardo di dollari, il nuovo impianto Kia produrrà a regime 300.000 vetture l'anno e darà lavoro a 10.000 persone

Kia inaugura il primo impianto negli Usa

Apre ufficialmente i battenti il primo impianto produttivo di Kia negli Stati Uniti. La prima vettura a uscire dalla catena di montaggio è stata una Suv New Sorento di colore bianco. L'avvio della linea di produzione di Kia Motors Manufacturing Georgia (Kmmg) - questo il nome della società - segna da un lato una tappa fondamentale nella strategia industriale e commerciale del marchio coreano e dall'altro un evento significativo per l'area di West Point, in Georgia.

La nuova struttura si sviluppa su una superficie complessiva di circa 9 milioni di metri quadrati e sarà in grado a regime di "sfornare" 300.000 unità all'anno, impiegando 2.500 dipendenti diretti e circa 7.500 fra fornitori e indotto.

"Il via alla produzione del nostro primo impianto di produzione negli Stati Uniti - ha affermato B.M. Ahn, Ceo e Presidente di Kia Motors America e Kmmg - è un'ulteriore dimostrazione del nostro impegno in Nord America e ci rende orgogliosi di aver contribuito all'occupazione e all'economia nell'area creando tanti nuovi posti di lavoro".

La realizzazione dell'impianto - che fa leva su nuovi standard di qualità del lavoro e produzione - è costato a Kia Motors un investimento di un miliardo di dollari. Il complesso comprende anche un sistema per lo stampaggio della carrozzeria, un'officina di produzione del nuovo cambio automatico a sei rapporti e una pista prova lunga 3,2 km .

Dal 2002 Kia Motors ha investito più di 1,3 miliardi di dollari negli Usa realizzando il Design Center di Irvine in California, il Centro Ricerche di Ann Arbor in Michigan e il Centro di collaudo a Mojave in California.

di Lorenzo Stracquadanio
20/11/2009

 

Maxi finanziamento per Jaguar e Land

Il Gruppo Jaguar - Land Rover sigla un'intesa con GE Capital. Riceverà 170 milioni di sterline in 5 anni

Un'iniezione di capitale di ben 170 milioni di sterline (pari a 192 milioni di euro) nell'arco di 5 anni. E' questo il succo dell'accordo firmato da Jaguar e Land Rover con il colosso del settore GE Capital. L'obiettivo è finanziare il working capital dell'azienda di proprietà del gruppo indiano Tata Motors.

Dopo il periodo "nero" fatto di segni negativi e perdite accumulate, il marchio Jaguar - Land Rover ha dato il via libera a un processo di ristrutturazione che prevede nello specifico maggiore integrazione fra i due brand, riduzione della forza lavoro e appunto la ricerca di capitali liquidi per sostenere le attività.

"Siamo lieti dei progressi compiuti nei nostri piani di finanziamento e accogliamo favorevolmente la fiducia dimostrata da GE Capital nelle attività di Jaguar Land Rover", ha commentato Ken Gregor, Chief financial officer di Jaguar Land Rover.

GM deve rimborsare i prestiti

General Motors, che non vende più Opel, ora deve rifondere i 33 miliardi ottenuti da Washington e gli 1,5 miliardi stanziati da Berlino

Si pensava che dopo il "no" alla cessione del marchio Opel alla cordata Magna - Sberbank, la questione sarebbe finita lì. O, per lo meno, che avrebbe dato un po' di riposo alla ridda di comunicati e di azioni che da mesi si accavallano sulle sorti della Casa di Russelsheim e della Casa madre. Ed ecco che arriva l'ennesimo aggiornamento del "bollettino GM".

Per il Gruppo di Detroit, adesso, inizia il tempo dei conti. GM, infatti, dopo la mancata cessione della Opel alla Magna, deve rimborsare i prestiti ottenuti, nei mesi scorsi, dal Governo degli Stati Uniti e da quello tedesco, che avevano garantito delle coperture statali per fare in modo che l'ex "campione del mondo di vendite" non sprofondasse nella bancarotta, intanto che le trattative con Magna e Sberbank andavano avanti.

Questo perché, dalla mancata cessione del marchio di Russelsheim a Magna - Sberbank, il Governo USA e l'amministrazione statale tedesca adesso premono perché General Motors rifonda loro i prestiti - garanzia ottenuti.

Da parte di Washington erano stati stanziati 33 miliardi di euro, mentre da Berlino era arrivata una "boccata d'ossigeno" da 1,5 miliardi di euro, quest'ultimo riservato al piano di ristrutturazione conseguente alla vendita di Opel a Magna.

I tempi per la restituzione dei prestiti governativi: entro il 20 Giugno 2015 è la data indicata da Washington; non più tardi della fine di Novembre dovrà essere estinto il debito con il Governo tedesco, per il quale General Motors ha già fatto sapere di avere versato una prima tranche da 200 milioni di euro.

di Francesco Giorgi
18/11/2009

Peugeot, pronta a tagliare 6.000 posti

Nonostante le stime economiche siano in rialzo, la casa transalpina sarebbe intenzionata a ridurre l'organico

Philippe Varin, il numero uno della casa automobilistica francese PSA Peugeot Citroën, ha comunicato che l'azienda sarà costretta a tagliare circa il 10% della forza lavoro per migliorare la produttività. Entro il 2012, saranno circa 6.000 i dipendenti a non lavorare più per lo storico marchio transalpino, un terzo dei quali fanno parte di coloro che già prevedevano di lasciare per limiti di età.

Le reazioni dei sindacati non si sono fatte attendere, soprattutto perché non sembra previsto il ricorso agli ammortizzatori sociali. La notizia dei licenziamenti, data dall'edizione on line di Le Monde, arriva in un momento in cui PSA registra un aumento della produzione del 17% nel quarto trimestre del 2009 rispetto al terzo e addirittura superiore del 30% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

In miglioramento anche i conti aziendali: se nel primo semestre il risultato operativo corrente era stato di -826 milioni, nella seconda parte dell'anno questo dato è stato in equilibro, con un "cash flow" previsto in positivo. Risultati nettamente migliori di quelli preventivati a luglio, quando PSA prevedeva di chiudere l'anno con una perdita operativa compresa tra uno e due miliardi di euro.

di Andrea Barbieri Carones
17/11/2009

 

 

 

Gruppo Psa

IN TRATTATIVE CON MITSUBISHI

  • Pubblicata il 03/12/2009

 

L'indiscrezione era arrivata dal quotidiano economico giapponese "Nikkei", secondo il quale il gruppo Psa (cioè Peugeot-Citroën) sarebbe stato sul punto di acquisire una quota "consistente" della Mitsubishi.

Sembrava una delle solite fanta-anticipazioni gettate nell'arena mediatica dalla stampa specializzata, ma a poche ore dalla pubblicazione dell'articolo è arrivata una conferma da entrambe le aziende. L'alleanza strategica potrebbe portare il Gruppo transalpino ad acquisire fra il 30 e il 50% dell'azienda nipponica (se non addirittura oltre), con un investimento stimato in 300 miliardi di yen (circa 2,3 miliardi di euro).

In realtà, l'accordo era già nell'aria: un paio di mesi fa, i due gruppi avevano firmato un'intesa che consentirà ai francesi di vendere la nuova generazione di Mitsubishi elettriche previste entro la fine del 2010.

In questo modo, i giapponesi sistemano i conti (in difficoltà dopo la fine del matrimonio con Daimler) e la Psa si assicura, oltre alla disponibilità del know-how elettrico, l'accesso ai mercati asiatici (finora sfiorati marginalmente) e al line-up delle 4x4, da sempre un punto debole della società francese. La comunità finanziaria ha reagito con grande euforia alla notizia: il titolo MItsubishi è balzato in alto del 20%.

 

PSA rafforzerebbe l'alleanza con Mitsubishi

Con una manovra da quasi 3 miliardi di euro l'alleanza francese acquisirebbe fino al 50% la Mitsubishi. Lo riporta il Nikkei

La joint venture tecnologica fra il Gruppo PSA e Mitsubishi (quella, per intenderci, che sta portando entrambi i Gruppi allo sviluppo di una piattaforma comune per le vetture elettriche) presto potrà tradursi in un'azione di controllo da parte sul Costruttore giapponese.

Il quotidiano economico giapponese Nikkei di oggi, infatti, riporta che il Gruppo PSA è intenzionato all'acquisizione di una parte consistente delle quote capitale Mitsubishi, dal 30 al 50%. Una operazione da 300 miliardi di yen (2 miliardi 825 milioni di euro), che consentirebbe a Mitsubishi di rinforzare la joint venture con PSA e a Peugeot - Citroen di mantenere più saldo lo zampino operativo nei mercati orientali e un canale privilegiato sulle tecnologie per vetture a basso (o zero) impatto ambientale.

Secondo una stima, se PSA (attualmente il secondo Gruppo più grande d'Europa, quanto a risultati in termini di vendita) attuerà la manovra di abbordaggio sulla Mitsubishi, il risultato sarebbe la creazione della sesta alleanza automobilistica più potente del mondo. Dal canto loro, i vertici Mitsubishi non hanno confermato quella che, seppure riportata da un autorevole quotidiano economico, appare ancora come una indiscrezione.

Anche se per il momento si tratta di una "voce di corridoio", ha già sortito un effetto positivo sull'andamento di Borsa dei titoli: le azioni Mitsubishi oggi sono cresciute del 18% nella sessione di apertura della Borsa di Tokyo.

Le indiscrezioni si spingono anche oltre, e indicano che le trattative sono a un buon punto.  Finora, i due gruppi hanno collaborato a una joint venture tecnologica, ratificata all'inizio di Settembre come seguito di una lettera di intenti firmata a marzo di quest'anno a conferma degli accordi tecnologici esistenti fra PSA e Mitsubishi, come quello di Mitsubishi Outlander, Peugeot 4007 e Citroen C-Crosser che condividono la stessa piattaforma, la condivisione del motore 2,2 turbodiesel di progettazione francese; l'accordo per la costruzione di una "piccola" e una SUV che saranno realizzati nello stabilimento russo di Kaluga, la condivisione della piattaforma e della tecnologia elettrica per Peugeot iOn e Mitsubishi i-MiEV.

di Francesco Giorgi
03/12/2009

 

 

 

VW e Suzuki diventano partner tecnici

L'accordo sarà concluso a gennaio con l'acquisizione da parte di VW del 20% di Suzuki. Obbiettivo: diventare primo Gruppo mondiale nel 2018

Oriente e occidente più vicini grazie a quest'alleanza. Con una nota diffusa dalla Reuters, Volkswagen ha siglato con Suzuki un accordo di partnership tecnologica: un piano di investimenti nelle quote capitale del Costruttore giapponese che permetterà a VW di acquisire il 20% di Suzuki. L'operazione, quantificata al Gruppo di Wolfsburg per 1,6 miliardi di euro, si concretizzerà il prossimo Gennaio, e il risultato, secondo quanto dichiarato dai vertici Volkswagen, sarà una partnership a lungo termine.

L'obbiettivo è di rendere, nel 2018, il Gruppo Volkswagen come il primo marchio nel mondo per le vendite: un risultato possibile, data anche la presenza nelle aziende controllate da Wolfsburg della Suzuki, che da sola - nei primi due trimestri di quest'anno - ha venduto in tutto il mondo 1,15 milioni di autoveicoli. Se, come si pensa, il mercato dell'auto è destinato a riprendersi (grazie all'apporto globale garantito da Cina e India, attualmente i due mercati più importanti del mondo e sui quali VW e Suzuki sono realtà ben consolidate), la partnership fra le due Case porterà alla vendita, nei primi sei mesi del 2010, di almeno 4 milioni 500 mila veicoli.

Una cifra ben maggiore anche rispetto a Toyota, l'attuale numero uno con 3,56 milioni di autoveicoli venduti. Dal canto suo, Suzuki è alla ricerca di un partner solido, dopo l'uscita dall'orbita della General Motors avvenuta a Novembre 2008. E la presenza in India del Marchio giapponese, con la Maruti che è una delle aziende automobilistiche principali nella nazione asiatica, è un biglietto da visita di quelli importanti, anche nell'ottica di una produzione futura di veicoli "puliti".

Gli accordi tra VW e Suzuki, infatti, prevedono che il Gruppo tedesco fornirà al Costruttore giapponese le tecnologie per la realizzazione di vetture ibride ed elettriche, due tecnologie che ancora mancano nell'offerta Suzuki. In cambio, la presenza della Volkswagen nei principali mercati asiatici è destinata a crescere ulteriormente, soprattutto in Cina e India, le due uniche isole felici nelle quali il volume del venduto è continuato a crescere anche nei mesi più negativi della crisi del settore.

Con l'annuncio di questa alleanza, è sempre più chiaro l'assetto intrapreso dai grandi marchi: allearsi per condividere tecnologie e fette di mercato. La partnership tra Volkswagen e Suzuki, infatti, non è che l'ultima dopo quella intrapresa da Fiat e Chrysler, Renault e Nissan, PSA Peugeot Citroen e Mitsubishi.

di Francesco Giorgi
09/12/2009

Volkswagen sempre più vicina a Porsche

Volkswagen procede nell'acquisizione della Porsche. Raggiunti gli accordi strutturali, manca solo l’acquisto delle azioni. Si finalizzerà nel 2011

Dopo mesi di trattative pare che l'accordo per la fusione tra i 2 costruttori Volkswagen e Porsche sia a un passo dalla firma. La possibile acquisizione di Porsche da parte della Volkswagen era già stata annunciata a maggio scorso, ma solo in questi giorni si è arrivati mettere nero su bianco i dettagli legali, strutturali e organizzativi dell'accordo.

I vertici Volkswagen sembrano convinti della bontà dell'investimento, infatti dichiarano che "Sia per l'azienda che per gli investitori, rappresenta un'opportunità unica per espandere ulteriormente la sua posizione come società multimarca leader nel mondo".Si prevede che il prossimo passo si farà il 3 dicembre. In questa data gli azionisti Volkswagen dovranno decidere se ratificare l'acquisto del 49.9% delle partecipazioni di Porsche AG di Stoccarda, per cui pare dovranno sborsare un capitale di 3,9 miliardi di euro. L'acquisizione dovrebbe completarsi nel 2011 con l'acquisto della holding finanziaria Porsche SE per una somma di 3.55 miliardi di euro.

di Nicola Albanese
23/11/2009

 

Marchionne: L'auto elettrica si fa negli Usa

Il numero uno di Fiat Marchionne conferma la produzione di vetture elettriche e ibride negli Usa grazie al know-how di Chrysler

"Gli americani sono molto più avanzati di noi, investono nell'auto elettrica da anni". Una frase, quella pronunciata dall'AD di Fiat, Sergio Marchionne, che concretizza i timori espressi nei giorni scorsi dai sindacati sulla scelta di privilegiare gli Usa per la produzione di auto elettriche, anziché l'Italia e in particolare Torino.

Il numero uno di Fiat, dopo aver ribadito che la Casa del Lingotto non ha intenzione di cercare altre alleanze in futuro dopo quella con l'americana Chrysler, ha aggiunto che proprio negli Stati Uniti "c'è un gruppo di 25 ingegneri che abbiamo ereditato dalla Chrysler e che sta lavorando sul piano prodotti da anni".

"L'accordo con Chrysler - continua Marchionne - ci dà la possibilità di sfruttare le capacità tecnologiche delle due aziende. Quello che si farà in Europa è un altro discorso, ma la tecnologia per il momento esiste in America".Stando alle dichiarazioni di Marchionne quindi il futuro elettrico di Fiat avrà certamente origine Oltreoceano. Le prime conferme di quest'ipotesi si erano del resto concretizzate una decina di giorni fa quando Paolo Ferrero , senior vicepresident di Chrysler Powertrain, aveva spiegato che Chrysler sarebbe stato il centro di competenza del gruppo Fiat a livello mondiale per le vetture ibride ed elettriche (che dovrebbero arrivare sul mercato nel 2011).

Una dichiarazione che aveva messo in allarme i sindacati: "La notizia che il centro delle auto elettriche e ibride - aveva detto il segretario generale della Fiom torinese , Giorgio Airaudo - si farà negli Usa è comprensibile alla luce della politica del governo Obama, ma è un problema per l'Italia. Da anni, infatti, chiedevamo che si facesse nel nostro Paese, a Torino".

di Lorenzo Stracquadanio
24/11/2009

 

Tesla si prepara al debutto a Wall Street

  • Il Costruttore californiano prevede, entro la fine dell'anno, di iniziare una "IPO", operazione che serve per trovare finanziatori privati

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E' stata colpita in maniera pesante dalla crisi dei mercati. Ma non per questo, i "piani alti" dell'azienda rinunciano al futuro. Nasce da questo presupposto l'annuncio, comunicato dalla Reuters nell'ultimo fine settimana, secondo il quale la Tesla si sta preparando a varare una IPO (Initial Public Offering) per quotarsi nei listini dei titoli "ecologici" a Wall Street.

Elon Musk, che nel 2003 a Palo Alto (California) ha fondato la Tesla, deve ancora confermare ciò che a molti ambienti vicini alla giovane Casa è apparso come una indiscrezione. Però è chiaro che per il marchio (recentemente avvicinatosi ai grandi Gruppi con una sua quota del 10% acquisita dalla Daimler), che si avvia alla produzione entro 2 anni della berlina di classe medio - alta Model S, a breve termine avrà bisogno di disporre di capitali necessari a proseguire la propria attività.

E' vero, tuttavia, che nei mesi scorsi lo stesso Elon Musk aveva dichiarato di essere alla ricerca di prestiti bancari per 9 milioni di dollari, quando alla Tesla era stato rifiutato un credito governativo (al momento della distribuzione di fondi da parte del Dipartimento federale dell'Energia per 425 milioni di dollari).

E la recentissima offensiva da parte dei grandi marchi (Nissan con la Leaf, Chevrolet con la Volt, Mitsubishi e Renault) per l'introduzione sul mercato di vetture elettriche a prezzi competitivi con l'attuale produzione "tradizionale" deve avere fatto scattare un campanello d'allarme alla Tesla, che finora può contare solo sulla Roadster, la spider a telaio e carrozzeria sviluppati dalla Lotus che, però, è ben lontana dall'essere considerata un prodotto di massa.

Può nascere da questo la volontà di cercare dei finanziatori privati attraverso una "offerta pubblica iniziale", tecnicamente una offerta di titoli di un'azienda che viene proposta al pubblico quando una impresa intende quotarsi per la prima volta su un mercato. L'ultima volta che venne applicata una IPO al settore dell'automobile fu nel 1956, ad opera della Ford.

di Francesco Giorgi
24/11/2009

 

Nasce il distretto milanese dell'auto

Dal prossimo 30 novembre ci sarà un nuovo sistema produttivo che coinvolge gli addetti ai lavori automotive per promuovere lo sviluppo del settore

A rappresentare l'intera realtà dell'automotive lombarda, dal 30 novembre prossimo, ci sarà un nuovo sistema produttivo che, radunando imprese, università, associazioni di categoria, istituzioni pubbliche e consorzi di imprese, tutti coinvolti nel settore dell'auto, intende promuoverne lo sviluppo e la competitività internazionale.

L'unione fa la forza dunque e l'obiettivo immediato è quello di raccogliere quante più adesioni possibili al fine di rafforzare questo nuovo sistema produttivo, nato dalla sinergia fra POLI AUTO (Politecnico di Milano - Dipartimento di Meccanica) e il capofila della filiera dell'industria automotive (CSMT Gestione Scarl di Brescia)  

 

 

 

Global Green Challenge

VINCE UN'UNIVERSITÀ GIAPPONESE

  • Pubblicata il 29/10/2009

 

Global Green ChallengeGlobal Green Challenge

È andata alla vettura solare dell'Università giapponese di Tokai la vittoria nell'edizione 2009 del Global Green Challenge, competizione australiana per veicoli ecologici che ha raccolto l'eredità del World Solar Challenge, popolare competizione per veicoli a pannelli fotovoltaici.

L'affascinante percorso della gara attraversa tutta l'Australia da Nord a Sud (vedi mappa a lato), partendo da Darwin e arrivando ad Adelaide, per un totale di 3.000 km nel deserto affrontati con il rischio d'incontri indesiderati con animali vaganti come canguri ed emù (sorta di struzzi giganteschi). All'edizione 2009 hanno partecipato 38 auto solari provenienti da 17 Paesi insieme con 21 veicoli ecologici di diverso genere.

Il team vincitore ha condotto una gara regolare, penalizzata solo da una foratura nella prima parte; è il primo successo di una squadra nipponica dal 1996, anno che vide la seconda affermazione di un veicolo della Honda, e interrompe una striscia consecutiva di quattro vittorie ottenute dai mezzi solari dell'università olandese di Nuon tra il 2001 e il 2007 (l'evento ha cadenza biennale). Il Tokai Challenger, partito in quarta posizione da Darwin avendo fatto registrare una velocità media di 81,86 km/h sul circuito di Hidden Valley, ha preso il comando al termine della prima tappa a Dunmarra, località a 633 km dalla partenza, con 17 minuti di vantaggio sul veicolo dell'Università del Michigan.

Durante il secondo giorno di gara il margine di vantaggio è cresciuto fino a sfiorare un'ora, per superare le 2 ore e 20 minuti il terzo giorno. Sul traguardo di Adelaide il team giapponese ha preceduto quelli dell'Università del Michigan e gli olandesi di Nuon; quarta una squadra australiana. Alla competizione hanno partecipato equipaggi provenienti anche da Germania, Francia, Turchia, Singapore, Canada, Malesia, Gran Bretagna e Svizzera.

Tra i veicoli non-solari partecipanti al Global Green Challenge spicca la performance ottenuta da una Tesla Roadster (nella foto a lato), opportunamente modificata, che ha percorso la distanza di 501 km con una sola carica (il 27 ottobre da Alice Springs a un punto segnato come km 183 a nord di Coober Pedy, nel Sud Australia, lungo la Stuart Highway ). Si tratta di un primato mondiale per veicoli elettrici, certificato dagli ufficiali di gara.

Il sito ufficiale del Global Green Challenge

 

 

 

Sospensione parziale per 7.500 dipendenti Seat

L'anno prossimo per 7.500 dipendenti della Casa del Gruppo VW si attuerà un piano di "sospensione parziale" di 51 giorni complessivi

La dirigenza della Seat ha presentato, oggi, un piano di "sospensione tecnica" dal lavoro da attuare l'anno prossimo e che interesserà 7.484 dipendenti dell'azienda di Martorell.

Il programma, secondo quanto annunciato da un portavoce del Marchio catalano, prevederà una riduzione di 51 giorni ripartiti su tre turni di produzione.

Non è una buona notizia, anche se è un poco migliore rispetto alle più drastiche misure che erano state decise per il 2009, nel quale la "sospensione" dei dipendenti era stata di 115 giorni: "Le vendite delle nostre vetture hanno ripreso nell'ultimo mese - ha riferito il portavoce della Seat - e il mercato è migliorato".

Però, tutto questo non è stato sufficiente a evitare dei periodi di allontanamento per i dipendenti dell'azienda spagnola. D'altro canto, anche altri Costruttori che possiedono stabilimenti in Spagna hanno imposto ai propri dipendenti dei periodi di "riposo forzato", a causa della brusca diminuzione delle vendite di autoveicoli in Europa, che solo negli ultimi due mesi ha iniziato a riprendersi: a Ottobre, in Spagna, le immatricolazioni hanno registrato un aumento del 26,4% sulla base annuale. 

di Francesco Giorgi
23/11/2009

 

 

 

QUEL CHE RESTA DI GENERAL MOTORS

Pubblicata il 15/09/2009

C'era una volta la GM: stand faronici, show roboanti, valanghe di novità, una galassia di marchi in passerella, slogan arrembanti. Cartoline di un recente passato. A Francoforte è andata in scena la frammentazione dell'ex primo produttore mondiale.

Assenti dal palcoscenico Cadillac, Corvette, e Hummer, quest'ultima in attesa di conoscere il nuovo corso cinese. Lo stand Opel è grande e ricco di novità (come la prima mondiale dell'Astra, nella foto in alto), ma nulla sarà più come prima, soprattuto dopo il via libera di General Motors alla cessione del marchio tedesco a Magna, anche se gli americani conserveranno una quota del 35%.

Nello stesso padiglione, a pochi passi, c'è lo stand della Saab (foto al centro) sul quale troneggia la nuova 9-5. Cinquanta metri che segano un profondo solco, perché il marchio svedese ha ormai un nuovo padrone: il gruppo Koenigsegg, che però è alla ricerca di fondi per sostenere l'ambiziosa campagna acquisti. Del resto non è facile passare da 14 supercar l'anno a migliaia di vetture. Una mano arriverà dai cinesi della Beijing Automotive Industry Corporation, gli stessi che avevano tentato l'acquisto di Opel: un memorandum di accordo siglato pochi giorni fa rivela che la Baic entrerà nel capitale azionario di Saab con una quota di minoranza.

Per trovare cosa resta di GM bisogna uscire dalla Halle 8 e dirigersi all'esterno: qui, un parallelepipedo bianco ospita la Chevrolet (ultima foto), in un'atmosfera che fa poco Salone. Esposta c'è la Spark, la piccola citycar attesa all'inizio del 2010, che i visitatori potranno provare quando il Salone aprirà al pubblico. (D.S.)

Saab-Koenigsegg

NELL'AFFARE ANCHE I CINESI DELLA SAIC?

Pubblicata il 10/09/2009

Esclusi dalle trattative per Opel, i cinesi tornano alla ribalta, decisi ad aiutare il Gruppo Koenigsegg a completare con successo l'acquisizione del marchio Saab da GM.

Fonti vicine alle trattative sostengono che Shanghai automotive industry corporation (Saic) avrebbe avvicinato i vertici di Koenigsegg promettendo un supporto finanziario di quasi 300 milioni di euro che mancherebbero alla società svedese specializzata in auto supersportive per finalizzare l'accordo.

L'obiettivo di Saic sarebbe quello di entrare in Saab con una propria quota, affiancando Koenigsegg. Permangono però dubbi sugli investimenti stranieri di Saic, soprattutto considerando come ha gestito (male) la coreana SsangYong. Secondo la stampa svedese, nelle ultime ore si sarebbe fatta avanti per Saab anche l'altra cinese, First auto works.

Fiat-Chrysler

I PRIMI CENTO GIORNI DI MARCHIONNE

Pubblicata il 27/08/2009

Due operai intenti ad assemblare una vettura, un terzo sopraggiunge, corpulento e debordante in una canottiera consunta, estrae un fazzoletto dalla tasca, ci sputa sopra e va a pulire, si fa per dire, un montante della carrozzeria. Scenette come questa, che molti telespettatori italiani avranno visto tra le immagini di repertorio dei servizi televisivi dedicati all'alleanza Fiat-Chrysler, sono destinate a sparire. Negli stabilimenti della Casa americana sta per arrivare lo stile Fiat: niente sprechi, organizzazione rigida e probabilmente uniformi per tutti gli operai, come a Melfi e a Cassino. La riorganizzazione produttiva è una delle prime azioni a cui il nuovo management si sta dedicando.

La Chrysler Group Llc, ragione sociale della Chrysler uscita dalla procedura di bancarotta controllata, è nata il 10 giugno. A quasi tre mesi di distanza che cosa è stato fatto? Come sta impiegando Sergio Marchionne i primi cento giorni alla guida della Chrysler? Viene tanto più da chiederselo quanto più il profilo comunicativo scelto dai vertici è basso: ridotte all'osso le dichiarazioni ai giornali, molta la discrezione. Pochi annunci, tanto lavoro. E buona parte di questo lavoro è per ora dedicato alla organizzazione interna.

La fotocopia di Mirafiori
Tanto per cominciare sono stati sfoltiti i livelli manageriali, da otto a cinque. La struttura organizzativa - più snella e, si presuppone, più veloce nelle decisioni - è la copia carbone di quella di Mirafiori, con ciascun marchio del gruppo - Chrysler, Dodge, Jeep e Mopar (parti di ricambio) - responsabile del proprio conto economico. Peter Fong guida Chrysler, Michael Mainley è a capo di Jeep, Michael Accavitti di Dodge e, infine, l'italiano Pietro Gorlier è il numero uno di Mopar. Un dato che è piaciuto agli americani: non c'è stata la temuta invasione degli italiani. Ai tempi dell'alleanza con Daimler il numero dei tedeschi in azienda, inclusi i "pendolari" che tornavano a Stoccarda nel weekend, era vicino alle duecento persone.

Lo stile Marchionne
Ma è il clima che è cambiato: lo stile Marchionne, diretto e concreto, ha impressionato favorevolmente i dipendenti sin dal discorso inaugurale del 10 giugno (prima foto). "Nel business e nella vita non succede sempre che ti venga data una seconda possibilità", ha detto il manager italo-canadese, sottintendendo che questa la si deve cogliere. Il megaufficio al 15° piano della sede Chrysler a Auburn Hills (seconda foto) è rimasto chiuso a chiave. Marchionne si è sistemato in un ufficio più modesto, ai piani bassi, vicino ai collaboratori diretti, questione di stile e pure di sostanza, così si velocizzano anche i processi decisionali. Mossa, ovviamente, apprezzata dai quadri.

La dura legge di Torino
Qualche preoccupazione in più serpeggia tra gli operai. "Lo spreco è immorale", ha detto Marchionne. E adesso i lavoratori temono che si razionalizzino anche i movimenti che devono compiere. O l'acqua che si consuma: "Possiamo tenere soltanto una bottiglia d'acqua alla nostra stazione di lavoro", ha dichiarato un operaio canadese al quotidiano "Detroit News". La disciplina che regola i ritardi non comunicati per tempo o le assenze ingiustificate dal lavoro è molto più rigida: dopo sette passi falsi, sei fuori. Ma ci sono aspetti positivi, che premiano la responsabilità individuale: gli operai sono stati riorganizzati in team di dieci persone (prima erano più ristretti), il numero di supervisori è stato ridotto e i team leader si sono guadagnati più responsabilità. Quanto alle divise, per ora la decisione è rinviata, anche per motivi di costi. "Le uniformi? Vedremo. Quel che conta adesso è la sostanza, l'organizzazione produttiva secondo i principi del World class manufacturing che è implementato in tutte le realtà produttive della Fiat, anche non automobilistiche, e che richiama da vicino il metodo Toyota", ha detto a "Quattroruote" Gualberto Ranieri, capo ufficio stampa del gruppo Chrysler.

Fix it again Tony? Dimenticato
In effetti a leggere i servizi dei quotidiani locali, che hanno il polso diretto della situazione attraverso i contatti con i lavoratori, sembra che la Chrysler sia stata comprata non dalla Fiat bensì proprio dalla Toyota. "L'obiettivo al momento è fare tutto meglio", scrive il "Detroit News", e aggiunge. "I margini d'errore tollerati si sono fatti più risicati e più alta è la precisione richiesta in ogni operazione. Le tolleranze nell'assemblaggio sono ridotte rispetto agli standard precedenti di Chrysler. E se un problema emerge durante la lavorazione, va risolto immediatamente, anche fermando la linea se necessario. Il vecchio sistema in Chrysler prevedeva di terminare l'assemblaggio e solo in un secondo tempo mettere da parte l'esemplare difettoso e aggiustarlo". Insomma, fa un certo effetto sentir parlare della Casa italiana in questi termini, specie in un Paese dove fino a una ventina d'anni fa l'acronimo Fiat veniva ironicamente svolto come Fix it again Tony (aggiustala di nuovo Tony). Ma da quando la Fiat lasciò gli Usa per problemi di qualità e di ruggine sulle carrozzerie è passata tanta acqua sotto i ponti.

Alfa Suv su Jeep
Il piano prodotti è, naturalmente, un altro capitolo su cui il management della nuova Chrysler è al lavoro. Ma è anche quello sul quale il riserbo è totale. Pochi i fatti finora confermati ufficialmente. Uno, la Chrysler PT Cruiser (di cui lo scorso anno sono state vendute circa 50 mila unità) sopravviverà: Marchionne ha cancellato la decisione di cessarne la produzione, che al contrario andrà avanti fino al 2011. Due, anche la Viper, supercar iconografica, è stata risparmiata dalla scure. Tre, il pick-up Dodge Ram a gasolio, atteso l'anno prossimo, sarà cassato. Per il resto si fanno speculazioni. Le più plausibili, che furono anticipate da "Quattroruote" nel numero di giugno, riguardano l'impiego del pianale C Evo, cioè un'evoluzione della meccanica della Fiat Bravo, per i modelli eredi della Dodge Caliber e della Jeep Compass, mentre la futura Grand Cherokee (con sospensioni a ruote indipendenti) fornirebbe la base per la famosa, sognata, inseguita e mai realizzata Sport utility Alfa Romeo (nella nostra ricostruzione - terza e ultima immagine - insieme alla Jeep Grand Cherokee), da commercializzare anche sul mercato Nordamericano. E in Nordamerica, oltre alla 500, che farà marchio a sé come la Mini, sbarcherà probabilmente anche la Panda, da vendere come la più piccola delle Jeep.

Roberto Lo Vecchio

Fiat e Chrysler

PORTANO DAIMLER IN TRIBUNALE

Pubblicata il 26/08/2009
Fiat e Chrysler

Quando si incontrano ai Saloni, Sergio Marchionne e Dieter Zetsche possono anche scambiarsi larghi sorrisi e pacche sulle spalle, ma - come si dice - business is business, e così la neonata Chrysler sotto le bandiere della Fiat ha fatto causa alla Daimler presso la Corte fallimentare di New York che seguì la procedura di bancarotta controllata. Motivo: il presunto mancato rispetto da parte dell'ex padrona della Casa americana dell'impegno a fornire un certo quantitativo di componenti, nella fattispecie parti del sistema sterzante e convertitori di coppia, che Chrysler impiega per la produzione di Jeep Grand Cherokee, Dodge Charger e Chrysler 300.

Quando l'alleanza tra Chrysler e Daimler si è sciolta (vedi foto), quest'ultima ha assicurato, com'è logico, la fornitura dei componenti condivisi adottati dai modelli che erano stati sviluppati sotto l'ombrello dell'alleanza. L'accordo fu rinnovato in aprile e confermato dal tribunale fallimentare al momento di dare il disco verde alla nascita della nuova Chrysler lo scorso giugno. Daimler da parte sua sostiene che le rivendicazioni di Chrysler siano prive di fondamento: "Ci difenderemo energicamente", ha annunciato la portavoce Julia Engelhardt.

All'origine della disputa ci sarebbe una vecchia ruggine: la pretesa di Daimler di essere risarcita per 55 milioni di euro per il calo della richiesta di motori diesel da parte di Chrysler. La Casa americana, a causa della riduzione dei suoi volumi produttivi, avrebbe acquistato dalla Germania meno propulsori a gasolio di quanti erano stabiliti contrattualmente. I ritardi nella fornitura delle componenti per lo sterzo e per la trasmissione sarebbero una sorta di ricatto per spingere Chrysler a pagare. Ma secondo quest'ultima la questione dei motori diesel era stata risolta da un accordo extragiudiziale tra le due Case siglato il 17 aprile. Da qui, la decisione di ricorrere ai giudici. (R.L.V.

Nuova Chrysler

JIM PRESS LASCERÀ ENTRO NATALE

Pubblicata il 24/08/2009

Chi ha dimestichezza con le politiche dell'industria dell'auto era pronto a scommettere che il ruolo di vice-amministratore delegato concesso a Jim Press, già direttore esecutivo della "vecchia" Chrysler, fosse più un gesto di cortesia che una mossa strategica, imposto da un codice non scritto di fair play che sconsiglia di umiliare la "squadra" perdente. Ma tutti sapevano che non sarebbe durato. Venerdì il "Wall Street Journal" ha lanciato l'indiscrezione che l'ex ragazzo prodigio della Toyota lascerà la Chrysler entro Natale.

Jim Press, oggi sessantaduenne, fu reclutato dalla Chrysler nel 2007, dopo che Daimler vendette la sua consociata americana al fondo di investimenti Cerberus. Press era presidente di Toyota America, primo non giapponese ad assurgere a tale carica. Nella filiale americana della Toyota Press spese 37 anni della sua carriera, costruendosi una fama quasi leggendaria. La Chrysler era per lui una sfida affascinante: mettere alla prova il suo talento con la più traballante delle tre grandi Case di Detroit. Non ce l'ha fatta. Ora si potrebbe dire che era facile giocare con la maglia della Toyota oppure che la Chrysler era in condizioni tali da mettere in crisi anche un manager di qualità.

In ogni caso, oggi si volta pagina. La Chrysler di Marchionne è un altro capitolo, il management è già stato completamente rivoluzionato. Fiat e Chrysler non commentano l'indiscrezione del "Wall Street Journal", ma Jim Press appartiene chiaramente a un'altra fase. Magari non sarà a Natale, ma che presto o tardi lasci il Gruppo sembra iscriversi nella logica degli eventi.

Nel frattempo a Torino e a Auburn Hills, quartier generale della Chrysler, continua il lavoro per mettere a punto la gamma prodotto per i prossimi anni. La prima auto compatta su base Grande Punto o Bravo, da produrre negli Usa, con marchio americano, dovrebbe vedere la luce nell'arco di 24 mesi. Intanto, si fa più probabile l'ipotesi di portare la Panda sul mercato Nordamericano, opportunamente modificata, da commercializzare con il marchio Jeep. (R.L.V.)

Cessione Saab

ACCORDO RAGGIUNTO CON KOENIGSEGG

Pubblicata il 18/08/2009

Con un breve comunicato, la General Motors ha confermato di aver raggiunto un accordo con per la cessione del 100% delle azioni Saab alla Koenigsegg. Fra le condizioni poste per la vendita, spiccano l'aumento dei fondi con il supporto e le garanzie del Governo svedese, l'assistenza di GM nel periodo di transizione e l'indipendenza di Saab.

"Abbiamo concluso un altro importante step per realizzare il grande potenziale di Saab", ha dichiarato Christian von Koenigsegg, presidente del marchio Svedese. "Il nostro obiettivo è trasformare Saab in una compagnia autonoma, innovativa, sostenibile e di profitto. Faremo rivivere lo spirito ambientalista svedese di Saab, il suo prestigio, la sicurezza e l'innovazione del design oltre al divertimento alla guida".

Commissione europea

LIBERA CONCORRENZA MA DAL 2013

Pubblicata il 23/07/2009

L'Unione europea intende proporre la fine, a partire dal 2013, del regime di deroghe alle norme sulla concorrenza nel settore automobilistico, in particolare relativamente alle reti di vendita e a quelle di assistenza. Il regime attuale, infatti, scadrebbe nel maggio 2010, ma la Commissione, tenendo conto anche del difficile momento che sta attraversando il settore, intenderebbe dare ancora tre anni di tempo agli operatori per adattarsi alle nuove regole.

La presa di posizione, arrivata dal commissario europeo alla Concorrenza Neelie Kroes, viene incontro anche alla richiesta delle Case di poter contare fin d'ora su regole e scadenze certe per i prossimi anni; la concorrenza tra costruttori e prodotti è cresciuta negli ultimi tempi, mentre le differenze di prezzo tra i Paesi dell'Ue si sono ridotte (a parte gli scarti determinati dalle diverse componenti fiscali).

Le attuali deroghe prevedono l'esclusiva per i concessionari titolari di un mandato da parte di una casa costruttrice: questo meccanismo contrattuale, in contrasto con lo spirito di libera concorrenza che anima l'Ue, è destinato, con la fine del regime vigente, a tramontare.

Vendite negli Usa

COMPRI UN'AUTO? UN AK-47 IN OMAGGIO

Pubblicata il 22/07/2009


Vendite negli Usa
Vendite negli Usa

Per affrontare la crisi dell'auto negli Usa, che nei giorni scorsi hanno finalmente dato il via agli incentivi statali (vedi link correlati), negli ultimi mesi Case e concessionarie si sono prodigate in superofferte, sconti e omaggi, per tentare di salvaguardare il più possibile i numeri di vendita.

Fra le iniziative più eclatanti, dopo quella di Suzuki che regalava 470 dollari di benzina per ogni vettura della sua gamma, spicca quella della Max Motors, piccola concessionaria di Butler, nello stato del Missouri. Il proprietario è Mark Muller, ex marine e patriota doc, che ha pensato bene di omaggiare i propri clienti con un Kalashnikov. Fino a qualche mese fa, chiunque aquistava un'auto da lui poteva scegliere fra buoni del valore di 250 dollari per acquistare benzina o, in alternativa, una semiautomatica calibro 38. Dal momento che la quasi totalità dei suoi clienti propendeva per le armi, Muller ha deciso di concentrare la sua attività di "marketing" su queste.

"C'è un sacco di preoccupazione per il crimine - ha detto Muller - e le persone vogliono proteggersi. E poi che ci potrebbe essere di meglio che supportare e aiutare prodotti made in Usa in questi tempi difficili?". Una puntualizzazione volta a smentire chi lo accusa di una scelta poco patriottica: il kalashnikov in questione, infatti, fra le più note armi di origine russa, viene fabbricato da un'azienda americana. Chissà se il prezzo molto più alto dell'omologo fucile d'assalto Usa, l'M16, non sia il vero motivo della sua scelta... In ogni caso, le vendite vanno a gonfie vele e la caricatura che lo ritrae, pistole alla mano, come un cowboy d'altri tempi (seconda immagine) ci ha messo poco a fare il giro di tutti gli States, dopo aver campeggiato sui cartelloni pubblicitari della contea e sul suo sito internet. (A.C.)

 

Mercato Usa

ARRIVANO GLI INCENTIVI

Pubblicata il 21/07/2009

Anche Barack Obama ha imboccato la strada degli incentivi per le auto ecologiche: grazie a una nuova legge, appena firmata dal presidente Usa e battezzata "Car allowance rebate system" (sistema di concessione di sconti per l'auto), chi deciderà di sostituire la vecchia auto con una nuova più ecologica potrà ottenere un contributo che arriverà fino a 4.500 dollari (pari a circa 3.200 euro).

L'incentivo sarà proporzionale ai consumi dell'auto, quindi a beneficiarne saranno soprattutto le vetture più piccole. Due i bonus previsti: 3.500 dollari (2.510 euro) andranno a chi rottamerà un'auto non più vecchia di 25 anni, posseduta da almeno un anno e con un consumo di 18 miglia per gallone a fronte dell'acquisto di un'auto in grado di percorrere almeno 22 miglia per gallone; se, invece, la vettura nuova sarà in grado di percorrere 28 miglia per gallone (ovvero almeno 10 in più rispetto a quella rottamata), il bonus sarà di 4.500 dollari. L'auto acquistata non potrà comunque costare più di 45.000 dollari (32.300 euro).

Secondo gli addetti ai lavori il meccanismo, in realtà piuttosto complesso, potrebbe portare a un incremento di vendite di circa 250.000 unità nel 2009.

 

 

Formula 1

FERRARI, CADE LA PRIMA TESTA

Pubblicata il 22/07/2009


Formula 1

L'altalenante stagione della Ferrari ha mietuto la prima vittima: è l'inglese John Iley (nella foto), 41 anni, capo dell'aerodinamica e della galleria del vento, al quale è stato comunicato di far le valigie subito, senza aspettare la fine del campionato in corso.

L'addio di Iley, che nel 2004 era stato strappato alla Renault, è l'indiretta conferma che i piloti avevano ragione a proposito della competitività della F60: sia Massa sia Raikkonen avevano più volte indicato nella scarsa efficienza aerodinamica uno dei principali motivi della lentezza della monoposto, specie nella velocità di punta. Il buon risultato di Massa all'ultimo GP tedesco (terzo posto e secondo podio stagionale per la Scuderia), quindi, non è servito a salvare il posto di Iley, che in ossequio agli abituali vincoli di non concorrenza dovrà aspettare sei mesi prima di accasarsi con altri team.

A questo punto, parte il toto-nomine: è assai probabile, infatti, che il siluramento di Iley darà la stura a una campagna acquisti "pesante", volta a creare un nuovo pool di tecnici cui affidare lo sviluppo della nuova macchina, che esordirà come d'abitudine nel gennaio del prossimo anno.

Pirateria stradale

NEL PRIMO SEMESTRE GIÀ 214 EPISODI

Pubblicata il 21/07/2009
Pirateria stradale

Cresce in modo preoccupante il numero di casi di pirateria stradale nel nostro Paese. Dall'inizio dell'anno a oggi sono già 214 gli episodi monitorati dall'Asaps (Associazione amici della polizia stradale) con 43 persone uccise e 263 ferite; dati che segnano un incremento del 57% rispetto allo stesso periodo del 2008. Nel solo mese di luglio, sino a sabato 18, sono stati registrati 29 episodi con 12 morti e 44 feriti.

Ben il 75% degli autori viene identificato: su 214 inchieste, 160 hanno condotto all'accertamento del responsabile, che poi è stato arrestato in 73 occasioni e denunciato a piede libero in altre 87. L'identikit rivela che il pirata è, nella maggior parte dei casi, un uomo tra i 18 e i 45 anni, spesso in stato di ebbrezza e/o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, che fugge perché senza patente o con permesso scaduto o ritirato, oppure perché non coperto da assicurazione.

Le categorie più deboli, soprattutto anziani e bambini, pagano un prezzo altissimo in termini di mortalità e lesioni gravi. La regione che vanta il poco invidiabile primato è la Lombardia (36 episodi) seguita da Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Puglia, Liguria, Piemonte, Toscana e Sicilia.

Vendite in Europa

LA PEUGEOT 308 ENTRA NELLA TOP TEN

Pubblicata il 16/07/2009


Vendite in Europa

Continua la supremazia della Golf in Europa. Anche a giugno è stata l'auto più venduta davanti alla Ford Fiesta e alla Peugeot 207.

Nel primo semestre dell'anno la compatta tedesca ha sempre mantenuto la testa della classifica (totalizzando 286.243 consegne), con l'eccezione di un solo mese (marzo) nel quale la Fiesta l'ha superata.

Al quarto posto il mese scorso si è piazzata la Opel Corsa, seguita da Renault Clio, Fiat Punto e Ford Focus, mentre in decima posizione è spuntata  la Peugeot 308 (nella foto). "È difficile immaginare che la Golf possa essere superata da altri modelli nella parte finale dell'anno - spiegano gli analisti di Jato Dynamics - soprattutto se il mercato tedesco si manterrà così forte".


La top ten di giugno...
(fra parentesi la variazione rispetto all'analogo mese del 2008)

1. Volkswagen Golf, 59.628 unità (+32,8%)
2. Ford Fiesta, 43.338 (+42,6%)
3. Peugeot 207, 37.361 (-5,6%)
4. Opel/Vauxhall Corsa, 34.540 (-5,2%)
5. Renault Clio, 32.314 (-14,0%)
6. Fiat Punto/Grande Punto, 32.269 (+21,8%)
7. Ford Focus, 31.744 (-9,5%)
8. Fiat Panda, 30.346 (+43,3%)
9. Opel/Vauxhall Astra, 28.903 (-11,6%)
10. Peugeot 308, 23.786 (-0,6%

Porsche

WIEDEKING È FUORI DAI GIOCHI

Pubblicata il 23/07/2009
Porsche Wendelin Wiedeking, l'ad di Porsche dal 1992 a oggi

Porsche Michael Macht, il successore

Ieri notte l'astro di Wendelin Wiediking alla Porsche, che guidava dal 1992, ha brillato per l'ultima volta. Il Kaiser, come era stato ribattezzato, ha lasciato la poltrona di amministratore delegato della Casa di Stoccarda al termine di una riunione fiume del consiglio di amministrazione. All'ordine del giorno: come gestire il mare di debiti - più di nove miliardi di euro - in cui il tentativo di scalare Volkswagen intrapreso da Wiedeking negli ultimi due anni ha gettato la società.

Con Wiedeking lascia la Porsche anche Holger P. Haerter, responsabile delle Finanze. Entrambi sedevano nel consiglio di amministrazione sia di Porsche Ag sia di Porsche Se, cioè la holding creata nel novembre 2007 per gestire anche la proprietà del Gruppo Volkswagen, di cui Porsche ha raggiunto il 51 per cento. Nella lunga riunione di ieri notte, il consiglio ha anche approvato la vendita di una quota allo Stato del Qatar e un aumento di capitale di 5 miliardi di euro per cercare di allentare la pressione debitoria.

Mentre l'opinione pubblica tedesca accompagna, forse con un pizzico di soddisfazione, l'uscita di scena del Kaiser, il manager più pagato (e per questo criticato) di Germania, 66 milioni di euro l'anno, forse molti hanno dimenticato che colui che ha condotto la Porsche sull'orlo del naufragio è lo stesso che nel 1993 salvò l'azienda dal fallimento, ne rivoltò come un calzino le tecniche produttive - andando, lui tedesco, a scuola dai giapponesi - e, infine, ne fece negli anni a seguire la casa automobilistica più redditizia del mondo.

Liberarsi della presenza ormai ingombrante di Wiedekink per la Porsche non è un'operazione a costo zero. Al supermanager è stato riconosciuta una compensazione di 50 milioni di euro per la risoluzione anticipata di un contratto la cui scadenza naturale sarebbe stata il 2012. Un superbonus che probabilmente non mancherà di sollevare polemiche. Forse per stemperarle sul nascere, Wiedeking ha già annunciato che la metà, 25 milioni di euro, sarà devoluta a un fondo benefico per scopi sociali. Inoltre, 500 mila euro ciascuno saranno donati a tre associazioni tedesche di supporto per giornalisti anziani e sofferenti.

A Wiedeking succede Michael Macht, fino a ieri responsabile di Logistica e produzione, mentre il suo vice sarà Thomas Edig, Risorse umane. Macht, 49 anni, ingegnere meccanico, è stato uno stretto collaboratore di Wiedeking già dai tempi della rivoluzione produttiva alla "giapponese" dei primi anni 90. Recentemente Macht è stato responsabile della realizzazione e dell'apertura dello stabilimento di Lipsia, nonché dell'avvio produttivo di Cayenne prima e di Panamera poi. Insomma, dovrebbe essere una garanzia per i porschisti appassionati che poco o nulla cambierà nella politica di prodotto della casa costruttrice della 911. (R.L.V.)

 

 

 

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

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Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

www.visual.paginegialle.it/

 

ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

SAPEVI CHE L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE  DAL POLITECNICO DI TORINO  :

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La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

...

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

 

 

  Videoinforma :  www marcobava.tk