TRONCHETTI
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E' mia intenzione conoscere il Vs parere sulla mia disponibilità a raccogliere delle deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

marcobava@email.it

 vi aspetto se la mia iniziativa vi interessa ! Mb

 

 

LA MAPPA DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio di:

  • visitarlo periodicamente
  • usare questa pagina come schermata di apertura di explorer o netscape
  • di avere pazienza nel caricamento perche' il collegamento con il DISCO VIRTUALE, potrebbe essere lento.
  • MARCO BAVA fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto responsabile.
  • Questo servizio non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

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TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
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pura informazione.

Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.


MARCO BAVA

 

 

 

IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile presso  di me e basta ordinarlo via email al costo di 30 euro COMPRESE SPESE DI SPEDIZIONE . Oltre al libro sulle mie esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e.

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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5- MORATTI VENDE LE AZIONI PIRELLI, SPONSOR DELL'INTER
(s. rig.) Corriere della Sera - Massimo Moratti vende. Tranquilli, l'Inter è nel cuore e saldamente nel portafoglio del presidente nerazzurro. Per ora Moratti si limita a cedere una parte delle sue azioni Pirelli &C, lo sponsor dell'Inter. Lo ha fatto ripetutamente negli ultimi otto giorni. La prima volta venerdì 14 gennaio, un pacchetto il cui controvalore è risultato essere di poco superiore ai 720 mila euro. Poi, a ripetizione, lunedì, martedì e mercoledì di questa settimana, tre tranche da 880 mila euro, 1,3 milioni e 1,5 milioni di controvalore.

Specchio

In totale Moratti ha incassato dalla vendita poco più di 4,5 milioni di euro, in cambio di circa 900 mila azioni dello sponsor interista, lo 0,2 per cento del capitale sociale. Moratti non era tra gli azionisti rilevanti di Pirelli &C., ma ha un posto stabile nel consiglio di amministrazione della società presieduta da Marco Tronchetti Provera, che ne controlla oltre il 25%. Così Moratti, forse approfittando del corso del titolo - che è ai massimi da tre anni e che dallo scorso febbraio ha quasi raddoppiato il proprio valore - è passato alla cassa. Veloce come un lampo, quasi un gol in contropiede.

23-01-2011]

 

 

 

 

1- DUELLO MUCCHETTI-PANERAI: "DA PARTE TUA, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, IL DESIDERIO DI ORIENTARE IL GIUDIZIO CONTRO TRONCHETTI, CHE INVECE I PM CONTINUANO A RITENERE ESTRANEO AI FATTI E SOPRATTUTTO AI REATI COMMESSI"
Da "Milano Finanza"

 

Da Massimo Mucchetti, vicedirettore del Corriere della Sera, riceviamo la seguente richiesta di precisazione.

Gentile direttore, ho letto con viva curiosità l'Orsi & Tori di sabato 15 gennaio. Non commento le opinioni lì espresse su stock option e Sergio Marchionne: per me, volterriano di provincia, la critica è sempre benvenuta anche quando non mi convince. Chiedo soltanto, anche a beneficio dei lettori di MF-Milano Finanza, di citare almeno il titolo e la data del «commento sulle intercettazioni Telecom» che avrei scritto, su richiesta del direttore del Corriere della Sera giudicato, a tuo dire, di «assoluta inopportunità» (da chi esattamente?): data l'età, non ricordo alcun commento e non ricordo nemmeno di aver scritto «mesi fa parole dure su Marco Tronchetti Provera a proposito delle intercettazioni di Telecom Italia»19-01-2011

 

 

RISPONDE PAOLO PANERAI - Caro Massimo, sicuramente, definendoti volterriano di provincia non volevi certo dire che sei di Volterra, essendo ben nota la tua origine bresciana. Scherzi a parte, non posso assolutamente citare il titolo del tuo articolo (non ti preoccupare dell'età) ma la lettera che i tuoi avvocati, per il processo che hai in corso contro Marco Tronchetti Provera, hanno inviato al Corriere della Sera per sostenere la tesi che Tronchetti andava incriminato.

Per quanto libero dibattito, visto che la lettera era anche in risposta a quella dell'avvocato di Tronchetti a proposito della sentenza del Gup senza tuttavia che i legali Pirelli abbiano fatto alcun riferimento a te e alla tua vicenda, risulta quanto mai degno di riflessione che gli avvocati del vicedirettore del Corsera scrivano al Corsera (e il Corsera pubblichi) per dire che l'avversario nel processo deve essere incriminato, quando i Pm hanno sostenuto che non ha commesso alcun reato.

E poi ti ricordo (questa volta sì) la tua intervista del 24 dicembre all'attuale ad di Telecom, Franco Bernabè, nella quale sia pure senza citarlo, non ti esimi, certo, dal lanciare con le domande frecciate contro l'ex presidente di Telecom ai tempi in cui subisti l'intercettazione. Faccio poi salvo sia a te che a chi legge il ricordo degli altri vari articoli del passato da te scritti sul tema. Certo che essere intercettati, e nel modo in cui sei stato tu, non è piacevole. E per quanto conti, hai ancora una volta la mia solidarietà.

Tuttavia, essendoci un processo in corso è quantomai sintomatico che ci sia da parte tua, direttamente o indirettamente, il desiderio di orientare il giudizio contro Tronchetti, che invece i Pm continuano a ritenere estraneo ai fatti e soprattutto ai reati commessi. Così a loro beneficio, i lettori di MF-Milano Finanza ora sono sicuramente meglio informati. Di questo stimolo ti ringrazio  19-01-2011

 

 

2- LA VERSIONE DI OSCAR (GIANNINO): "L'ACCUSA A TRONCHETTI NELLE CARTE NON C'È"
"La versione di Oscar" (Giannino) sul rapporto Deloitte, pubblicata qualche giorno fa da ''Panorama'', ha fatto felici i consiglieri Telecom più di quella di Barney, che usciva al cinema quasi in contemponarea. Sulla vicenda della negata azione di responsabilità contro la Vergine della Bicocca, infatti, non erano pochi i membri del consiglio ormai stanchi di sentirsi dare degli smidollati dall'ASATI e dalle solite penne molto vicine al Bebè di Vipiteno, sulla base di rumors e indiscrezioni fatte filtrare ad arte e a senso unico.

 

Anche l'intervista natalizia di Franchino Bernabé, letta da alcuni come un'ulteriore presa di distanza dalla scelta fatta dal consiglio, era risultata un regalo non gradito e un po' arrogante. Detto, fatto. Venerdì scorso sono comparse su 'Panorama' alcune parti del rapporto Deloitte e dei pareri legali che fino ad oggi, guarda caso, erano stati tenuti debitamente nascosti.

Quando le hanno lette, gli uscieri di Corso Italia hanno alzato prima le antenne e poi le mani. Che fosse un invito al Bebè di Vipiteno e ai suoi amici dell'Asati a non esagerare e ad abbassare toni e cresta? Pare proprio di sì. Sono sempre di più, infatti, quelli che nel consiglio Telecom pensano, guardando le carte, i fatti e soprattutto i conti della società, che la caccia ostinata al Tronchetto dell'infelicità sia ormai diventata un'ossessione personale di Franchino.

Buona certo a distogliere l'attenzione dall'insoddisfacente gestione, meno a normalizzare la società e a recuperare il terreno perduto nella telefonia mobile. Il fatto poi che l'autore dell'intervista natalizia fosse Massimo Mucchetti ha reso il boccone ancora più indigesto.

 

Il vice direttore ad personam del Corsera (come scrive oggi l'editore di MF in un botta e risposta al vetriolo con l'interessato) ha in questa vicenda un ruolo da protagonista: c'è un processo in ballo perché Mucchetti fu spiato e pedinato, al pari dell'ad Rcs Colao, dal famigerato team Telecom Tavaroli-Ghioni

 

E poichè Bernabè non e' certo un amicone della Vergine, che il Corsera si presti a questi giochi di sponda, dopo che una paginata di Bragantini aveva fatto la morale ai consiglieri sui loro conflitti d'interesse, ha fatto girare, sempre agli stessi, le palle. Natalizie, s'intende.

"L'accusa a Tronchetti nelle carte non c'è" - Giannino dixit. Anzi, sono gli stessi avvocati scelti da Bernabè per impallinare l'Afeffato ad ammettere che un'eventuale azione di responsabilità, alla luce dei fatti emersi, avrebbe il fiato corto in qualsiasi aula di tribunale. Ecco perchè i consiglieri hanno detto no e perchè, nonostante il Natale sia passato da un pezzo, qualcuno è ancora un pochino incazzato [19-01-2011

 

 

 

TRONCARE TRONCHETTI - BASTA METTERE IN CAPO ALLA VERGINE DELLA BICOCCA TUTTE LE MALEFATTE POSSIBILI: DALLA SECURITY, A SPARKLE, ALLE SIM FANTASMA, E IL GIOCO È FATTO. FARSI VENIRE DUBBI NON È POLITICAMENTE CORRETTO – E POCO IMPORTA CHE ANCHE LA VICENDA GUCCI CONFERMI L’ESISTENZA DI UNA RETE DI MALAFFARE ESTRANEA AI VERTICI COME SOSTENUTO NON DA TRONCHETTI MA DAI MAGISTRATI…

DAGO REPORT

Dopo quello Ponzi, che ha fatto la fortuna di Madoff, ora un altro meccanismo per fare soldi in modo illecito potrebbe passare alla storia se non fosse bellamente ignorato dalla stampa nazionale: il "metodo Cipriani".

 

Il sistema è quello noto per aver causato tanti grattacapi alla Vergine della Bicocca. Con la complicità di qualche poliziotto e di una manciata di addetti alla Security si costruiscono dossier su clienti, fornitori e concorrenti di un'azienda. A questa poi si fatturano a caro prezzo, ma nel tempo e con importi modesti, presunte attività di "intelligence" e di "protezione". Basta che qualcuno dall'interno della società autorizzi i pagamenti, e il gioco è fatto.

 

Di questo dossieraggio i vertici delle aziende in questione sono totalmente all'oscuro. Ieri, dopo che lo avevano accertato i PM già nell'inchiesta Telecom, lo ha ribadito, in un assordante silenzio mediatico, anche il giudice fiorentino che ha rinviato a giudizio per fatti analoghi un gruppo di dipendenti e collaboratori di Gucci tra i quali, guarda caso, alcuni ex colleghi di Emanuele Cipriani.

Applicando il metodo inventato dal loro ex capo avevano confezionato circa 1800 dossier per spillare denaro alla loro azienda attraverso la produzione di informazioni e documenti mai richiesti dai vertici. Esattamente come fece Cipriani con la Telecom, quando a colpi di fatture e con la complicità di Tavaroli riuscì a mettere da parte un gruzzolo di circa 20 milioni di euro.

Ora la storia, identica, si ripete in Gucci e porta la firma di alcuni ex collaboratori dell'investigatore fiorentino. Difficile pensare che sia solo una coincidenza e non invece un metodo consolidato per fare soldi facili alle spalle delle società. Ma il caso Gucci, eccezion fatta per qualche cronaca locale, oggi sprofonda nell'anonimato e nessuno si sogna di vergare paginate sul fatto che i vertici della casa del lusso "non potessero non sapere".

 

Diverso il trattamento riservato negli anni alla Telecom di Tronchetti Provera. Qui la presenza di questa combriccola di furfantelli si è rivelata nel tempo utilissima per portare l'attacco al cuore della Bicocca, soprattutto nel momento in cui questo aveva avuto l'idea geniale di scontrarsi con il governo Prodi sulla questione dello scorporo della rete.

 

Quale occasione migliore per delegittimarlo facendolo passare come capo di una potentissima Spectre, indebolirlo e metterlo in un angolo? Quindi giù per anni, e ancora oggi, a scrivere di intercettazioni, di reti romane e di rammendatrici di relazioni al servizio del Signore della Bicocca. Da allora il clima è cambiato e Tronchetti è saldamente alla guida della Pirelli.

Però qualche scientifico stratega della tensione non vuole proprio mollare la presa. Non è certamente una coincidenza frutto del caso che Espresso, Corriere e Fatto tornino a scrivere in simultanea contro il Brizzolato. E non sono congiunture astrali favorevoli quelle che hanno consentito nei giorni scorsi all'ingegner Lombardi dell'Asati di essere intervistato per due sere di fila al Tg1 delle 20 con la mission, a suo dire riuscita solo a metà, di parlar male della gestione Pirelli.

 

Vietato però pensare e soprattutto scrivere che dietro ci possa essere una manina che ordina e dispone. Il potere forte è solo Tronchetti. Lo scrive Repubblica.

 

Farsi venire dubbi non è politicamente corretto. Basta mettere in capo alla Vergine della Bicocca tutte le malefatte possibili: dalla security, a Sparkle, alle sim fantasma, e il gioco è fatto.
Poco importa che anche la vicenda Gucci confermi l'esistenza di una rete di malaffare estranea ai vertici come sostenuto non da Tronchetti ma dai magistrati; che il bilancio Sparkle del 2009 fu approvato durante la gestione Bernabè ignorando un audit che segnalava il rischio di una frode; che la maggior parte delle sim fantasma fu "venduta" nel 2007 quando Tronchetti era già fuori dell'azienda; e che nel 2005, quando il fenomeno delle sim fasulle prendeva il via, l'amministratore delegato di TIM era Marco De Benedetti, il figlio dell'editorissimo che secondo alcuni strizza l'occhio a Bernabè avendo da tempo puntato su La7 in chiave terzo polo. [24-12-2010]

 

. PIRELLI: TRONCHETTI PROVERA, FEBBRAIO-MARZO PERIODO BUONO PER LANCIO BOND...
(Adnkronos) - 'Febbraio- marzo potrebbe essere il periodo buono, ma dipende dalle condizioni del mercato'. Il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, indica come questi i mesi possibili per il lancio del bond fino a 800 mln.

Quanto alla possibilita' che parte del bond possa essere destinato alla clientela retail, Tronchetti Provera replica: 'Valuteremo'. Il presidente di Pirelli e' intervenuto a margine di una conferenza stampa a Milano.

10-12-2010]

 

 

 

 PIRELLI: OTTIENE NUOVA LINEA DI CREDITO DA 1,2 MLD...
(Adnkronos) - Nuova linea di credito revolving da 1,2 miliardi di euro per Pirelli, di durata quinquennale. Lo rende noto il gruppo milanese. La nuova linea andra' a sostituire le linee di credito esistenti per un totale di 1,475 miliardi di euro, avviate nel 2005 e nel 2007 con scadenza nel 2011 e nel 2012, che di conseguenza saranno anticipatamente cancellate. La linea di credito revolving e' un importo concesso al cliente nel quale il fido si ricostituisce man mano che si effettuano i rimborsi.

 

Il contratto di finanziamento e' stato sottoscritto con dodici istituti nazionali e internazionali: Bank of America-Merrill Lynch, Barclays, Bnp Paribas, Commerzbank, Hsbc, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Mizuho, Socie'te' Ge'ne'rale, The Bank of Tokyo- Mitsubishi, The Royal Bank of Scotland e UniCredit in quote paritetiche. Banca Imi e Bnp Paribas hanno agito in qualita' di global co-ordinators dell'operazione. Banca Imi e' facility agent dell'operazione. Il finanziamento, a tasso variabile, avra' un tasso di interesse iniziale pari all'Euribor maggiorato di 110 punti base.30-11-2010]

 

 

 

GRUPPO PIRELLI: primo passo di Tronchetti junior nella cassaforte di famiglia. (Il Sole 24 Ore, pag. 43)[02-11-2010]

CAFONALINO - TRONCHETTI LANCIA LA PIRELLI GLOBALE MA GLI OCCHI SONO SU DAGOSPIA (IL COMPUTER MANDA L’IMMAGINE DELLA ’PENISOLA DEI FAMOSI’) - IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE DELLA BICOCCA - STRETTA SU MESSICO E RUSSIA. MA L’ITALIA RESTERÀ CENTRALE

Andrea Di Biase per "Milano Finanza"

 

Pirelli archivia con successo la trasformazione da conglomerata finanziaria a industria specializzata nella produzione di pneumatici d'alta gamma. E con il varo del piano industriale 2011-2013 (ma con visione fino al 2015) punta a consolidare ulteriormente la posizione di forza in questo segmento di business, che cresce più del mercato.

 

Per farlo la società guidata da Marco Tronchetti Provera ha annunciato un piano di investimenti quinquennale da 1,9 miliardi di euro. Il programma permetterà di ribilanciare la presenza produttiva di Pirelli nelle diverse aree geografiche e arrivare così nel 2015 ad avere un contributo alla redditività paritetico da America latina, dalle altre aree a rapido sviluppo (Cina, Russia, India, Medio oriente e Nord Africa) e dai mercati maturi come Europa e Stati Uniti.

 

Tradotto in numeri, significa una crescita media annua dei ricavi pari all'8% arrivando a 6,06 miliardi nel 2013, con una redditività (margine ebit) in aumento nel 2013 tra il 10,5 e l'11,5%. Il tutto senza impatti negativi sulla situazione finanziaria del gruppo e senza sacrifici in termini di remunerazione degli azionisti. Pirelli intende infatti seguire una politica dei dividendi che prevede la distribuzione ogni anno di circa il 40% circa dell'utile consolidato.

 

Un target che alla Bicocca ritengono raggiungibile, pur in presenza di un importante piano di investimenti, tenendo sotto controllo l'indebitamento. Quest'ultimo dai meno di 700 milioni previsti a fine 2010 dovrebbe salire a circa 1 miliardo nel 2013, per poi scendere attorno ai 700 milioni nel 2015, ma a fronte di un margine operativo ampiamente superiore a quello atteso per il 2010. Il rapporto tra debito netto e ebitda al 2015 è atteso infatti pari a 0,6, mentre alla fine del 2010 dovrebbe essere pari a 1,1.

 

Numeri che sembrano aver convinto Piazza Affari, dove ieri il titolo Pirelli ha chiuso in rialzo del'1,07% a 6,16 euro. Il nuovo piano prevede esclusivamente una crescita organica. Tronchetti non vede spazio per grandi operazioni di fusione e acquisizione ed esclude anche aumenti di capitale. Gli 1,9 miliardi di investimenti saranno destinati per l'83% ai Paesi a rapida crescita. Tra i progetti già in «pipeline» figurano la costruzione dello stabilimento in Messico (210 milioni) e il raddoppio della capacità produttiva in Cina.

 

Ma Pirelli non dimentica l'Italia, che contribuirà così alla profittabilità del gruppo. Nel 2011 verrà inaugurato lo stabilimento di Settimo Torinese, che sarà il più tecnologicamente più avanzato ed efficiente del gruppo. La capacità produttiva del nuovo polo, che occuperà oltre mille addetti, sarà di 3,5 milioni di pneumatici l'anno. Entro fine anno Pirelli dovrebbe infine sbarcare in Russia, anche se resta da chiarire se con un green field con tecnologia russa o per l'acquisto di un nuovo impianto.

 05-11-2010]

 

 

 

PIRELLI: INVESTIRA' 1,9 MLD IN 5 ANNI, +8% ANNUO RICAVI 2011-13...
Radiocor - Investimenti per 1,9 miliardi in un orizzonte di cinque anni e una crescita media annua dei ricavi stimata all'8% che portera' il giro d'affari al 2013 a superare i 6 miliardi. Sono le linee fondamentali del nuovo piano industriale 2011-13, con visione al 2015, del gruppo Pirelli approvato ieri dal cda. Il margine ebit e' previsto passare dall'oltre 7,5% di fine 2010 a un valore compreso tra 10,5-11,5% a fine piano. 'Tale risultato - e' il commento del presidente Marco Tronchetti Provera - sara' raggiunto principalmente grazie all'ulteriore focalizzazione sul segmento Premium, che cresce a un ritmo superiore a quello di mercato ed e' in costante aumento anche nel canale ricambio'. Per quanto riguarda gli investimenti, sara' di 210 milioni di dollari l'impegno iniziale per l'avvio del nuovo impianto in Messico.04.11.10

 

PIRELLI RE: AL VIA DUE NUOVI FONDI IMMOBILIARI, ANASTASIA E MONTEVERDI =...
(Adnkronos)- Al via due nuovi fondi immobiliari per Pirelli Re Sgr, Anastasia e Monteverdi, per un valore di mercato complessivo di oltre 400 milioni di euro. Con un totale attivita' pari a circa 6,3 miliardi di euro, Pirelli Re Sgr, spiega una nota, consolida con tali operazioni la propria leadership nel mercato dei fondi immobiliari in Italia e la propria centralita' strategica nel modello di business di Pirelli Re.

Il fondo Anastasia e' un fondo comune di investimento immobiliare ad apporto destinato ad investitori qualificati, istituito e gestito da Pirelli Re Sgr e specializzato in immobili a destinazione d'uso prevalente di uffici. Il portafoglio di Anastasia e' costituito da 5 immobili di grande pregio, di cui uno verra' trasferito al completamento del processo di edificazione previsto entro la fine del 2010. Il valore di mercato (OMV) complessivo degli immobili e' pari a
circa 318 milioni di euro, cosi' come determinato dalla perizia degli
esperti indipendenti Patrigest.

 

11- CAMFIN: PURI NEGRI SI DIMETTE, DAVIDE MALACALZA VICEPRESIDENTE......
(AGI) - Carlo Puri Negri lascia il consiglio di amministrazione di Camfin, dove ricopriva il ruolo di vicepresidente; al suo posto, entra Davide Malacalza. Lo comunica il gruppo in una nota diffusa al termine del cda convocato per l'approvazione della semestrale. Preso atto delle dimissioni di Puri Negri, "il cda - si legge nella nota - ha proceduto alla cooptazione di Davide Malacalza e lo ha nominato vicepresidente"

12- CAMFIN: UTILE SEMESTRE 1,6 MLN, PREVEDE 2010 IN UTILE...
(AGI) - Milano, 30 lug. - Camfin chiude il primo semestre del 2010 con il risultato netto consolidato positivo per 1,6 milioni di euro, in calo rispetto ai 22,7 milioni di euro registrati nello stesso periodo del 2009 "che beneficiava della plusvalenza, pari a 42,4 milioni di euro, derivante dalla cessione della partecipazione detenuta in Energie Investimenti", come spiega il gruppo in una nota.

La posizione finanziaria netta e' passiva per 407,6 milioni di euro, a fronte del 'rosso' di 403,3 milioni al 31 dicembre 2009. Il risultato di Camfin ha beneficiato del "buon andamento del gruppo Pirelli e C., il cui contributo al risultato delle partecipazioni consolidate a patrimonio netto e' stato di 17,1 milioni di euro" contro gli 1,6 milioni di euro del primo semestre 2009. Torna in utile la capogruppo Camfin spa, che registra un risultato netto di 18,4 milioni di euro, mentre nei primi sei mesi dell'esercizio precedente era stato negativo per 2,3 milioni. "Considerando il positivo andamento di Pirelli e C. - si legge nella nota - e il minore impatto degli oneri finanziari e di struttura, e' ragionevole prevedere una chiusura dell'esercizio in utile sia a livello consolidato sia per la capogruppo". (

31.07.10

 

 

 

1- Uno, nessuno, centomila Mucchetti. Si può essere, contemporaneamente, vice direttore del Corriere della Sera, parte civile nel processo sui dossier Telecom e accusatore feroce di Tronchetti Provera? Certamente sì. Ma è elegante, per un vice direttore che indossa contemporaneamente tutti questi cappelli col pennacchio, intrattenersi nei corridoi del Tribunale ai capannelli con i colleghi giornalisti e perfino con il GUP Mariolina Panasiti: il giudice che ha deciso le sorti degli indagati?

 

Dalle immagini http://www.youtube.com/watch?v=EqVVclo6WsQ)

 

sembrerebbe proprio di no. Le telecamere de TGLa7 hanno pizzicato Massimo Mucchetti mentre si propone in quella che pare proprio un'improvvisata conversazione. Cosa avrà raccontato il vice direttore di via Solferino? Certamente avrà assicurato che non è vero quanto dichiarato da Tavaroli al GIP Gennari nel 2007 e cioe' che "Mucchetti, pessima persona, era disposto ad offrirmi di tutto pur di vedere Tronchetti in galera".

Peccato che l'assenza dell'audio non permetta di spazzare via i dubbi che qualcuno comincia ad avere sul pirandelliano Mucchetti. Sempre più smarrito in una commedia che ora, grazie a La7, finisce anche in TV.

31.07.10

 

12. PIRELLI: PERDITA NETTA DI 175,6 MLN NEL PRIMO SEMESTRE, MIGLIORANO TARGET...
(Adnkronos) - Il gruppo Pirelli ha chiuso il primo semestre con una perdita netta consolidata totale di 175,6 milioni "per gli effetti contabili della separazione Pirelli Re". Il risultato delle attivita' in funzionamento e' positivo per 80,8 milioni (30,3 milioni a giugno 2009).

Migliorati i target 2010 di gruppo: si prevedono ricavi tra 4,8-4,9 miliardi di euro dai precedenti 4,6-4,7 miliardi, con un margine Ebit atteso al 7% (da una precedente stima almeno pari a 6,5%). Cooptato in cda Vittorio Malacalza al posto del dimissionario Carlo Puri Negri che ricopriva la carica di consigliere e vicepresidente.

27.07.10

 

Un paese allo sbando - Marco Tronchetti Provera è indagato insieme all’allora vice presidente telecom Marco Buora per una vicenda che riguarda un sistema informatico (Radar) presente in Tim dal 1999 (lo sbarco di Tronchetti e Buora è datato 2001) che fu scoperto e segnalato nel giugno 2006 dallo stesso afeffato – insomma, si è autodenunciato…

La Stampa.it

L'ex presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera è indagato insieme all'allora vice presidente Marco Buora per «associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e accessi abusivi informatici» nell'ambito dell'inchiesta sui presunti dossier illeciti della società.

Ad avviare l'indagine sui manager è stata la procura di Roma che ha poi trasmesso gli atti per competenza a Milano. Il legale di Tronchetti Provera, Roberto Rampioni precisa: «È estremamente difficile commentare qualcosa di cui non si ha alcuna evidenza». Sia il suo assistito che Buora comunque sarebbero «estranei» ai fatti.

 

«Ricostruzioni, interpretazioni e sottolineature non possono modificare i fatti, che sono molto lineari» prosegue il legale. La vicenda riguarda un sistema informatico (Radar) «presente in Tim dal 1999 , ben prima dunque dell'arrivo di Tronchetti Provera e Buora datato 2001». Tale sistema «fu scoperto e segnalato nel giugno 2006 sia all'Autorità Giudiziaria di Milano sia al Garante della Privacy dalla Telecom di Tronchetti Provera: su espressa indicazione di Tronchetti Provera. Per questi fatti, che - si badi bene - nulla hanno a che vedere con la vicenda dei dossier, i Pubblici Ministeri di Milano non hanno mosso alcuna contestazione nè a Tronchetti Provera nè a Buora all'esito delle indagini nel luglio 2008 (e, per vero, a identiche conclusioni sembra esser giunto il PM di Roma, avendo anch'egli chiesto l'archiviazione)».

Anche per questo, seppur fosse pendente presso la Procura di Milano un fascicolo in indagini preliminari derivante dalla trasmissione da parte del Gip di Roma, tale circostanza «non preoccuperebbe perchè a tali fatti Tronchetti Provera e Buora sono estranei. Salvo pensare che - ma è oltre il paradosso - denunciando loro Radar, volessero autodenunciarsi».

24-07-2010]

 

 

 CAMFIN-MALACALZA, NON SERVE L'OPA...
Dal "Corriere Della Sera" - L'ingresso dei Malacalza in Camfin «non modifica in modo significativo gli assetti proprietari e di controllo» del gruppo a cui fa capo la Pirelli e dunque non ci vuole l'Opa. Lo ha detto la Consob escludendo così l'obbligo di Opa su Camfin in seguito all'ingresso dei nuovi soci nelle holding di Marco Tronchetti Provera e la firma del nuovo patto.31.07.10

 

- CAMFIN, MALACALZA ENTRA NELLA CABINA DI REGIA......
Dal "Messaggero" - Sono stati sottoscritti i nuovi patti parasociali su Camfin e la holding a monte Gruppo partecipazioni industriali (Gpi), tra Marco Tronchetti Provera e i Malacalza. L'esito del riassetto vede l'ingresso della famiglia genovese anche nella "cabina di regia" del gruppo milanese, come secondo azionista dopo Tronchetti. Il patto vede la Malacalza al 12,1% e Gpi al 41,7%. 31.07.10

 

NASCE PRELIOS, ASSEMBLEA PIRELLI RE DICE SI' AD AUMENTO...
(ANSA) - Nasce Prelios. L'assemblea degli azionisti di Pirelli Real Estate ha approvato la proposta di modifica della denominazione sociale e ha deliberato la proposta di delega al cda ad aumentare il capitale sociale fino al massimo del 10 per cento. La nomina di Enrico Parazzini nel cda di Pirelli Real Estate, già cooptato il 28 maggio scorso, è stata confermata dall'assemblea degli azionisti.

 

7- PIRELLI RE: MALFATTO, RISULTATO OPERATIVO 2010 SOPRA ATTESE...
(AGI) - - Ottimismo per Pirelli Re, che potrebbe chiudere il 2010 con un risultato operativo "largamente sopra le attese". Lo ha detto l'amministratore delegato della societa', Giulio Malfatto, nel corso dell'assemblea degli azionisti.

"Abbiamo un target di risultato operativo tra 20 e 30 milioni di euro - ha spiegato - e gia' nel primo trimestre abbiamo dimostrato che siamo in linea con questo obiettivo e credo che i risultati del secondo trimestre confermeranno le aspettative. Siamo ottimisti per un risultato di fascia alta per la fine dell'anno". Malfatto ha ricordato che per le vendite l'obiettivo 2010 e' di 1,3 miliardi di euro: "Siamo ampiamente in linea - ha detto - e anzi abbiamo qualche ottimismo da questo punto di vista per la fine dell'anno".

 

17,07,10

 

- PIRELLI: TRONCHETTI, CON MALACALZA PRIME SINERGIE IN CINA
(AGI) -
Una partnership di carattere industriale che ha mosso i primi passi in Cina: cosi' Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli, descrive l'accordo con la famiglia Malacalza su Gpi e Camfin. "Siamo partiti dall'industria e questo e' lo scopo dell'operazione" ha detto Tronchetti agli azionisti riuniti oggi in assemblea per l'approvazione dell'operazione di scorporo delle attivita' immobiliari dalla capogruppo. "Abbiamo iniziato dalle sinergie che riguardano il gruppo in Cina" ha spiegato, ricordando che la famiglia genovese ha un rapporto stretto con il colosso cinese Baosteel, terzo gruppo al mondo nell'acciaio. "Con la loro (dei Malacalza, ndr) collaborazione - ha detto ancora Tronchetti - stiamo iniziando un rapporto tra la nostra consociata cinese e Baosteel".

 

10- PIRELLI: TRONCHETTI, A NOVEMBRE PIANO CON ORIZZONTE A 5 ANNI
(AGI) -
Pirelli presentera' a novembre un nuovo piano industriale a tre anni, che avra' pero' visibilita' su cinque anni. Lo ha detto il presidente del gruppo, Marco Tronchetti Provera, parlando a Milano al termine dell'assemblea degli azionisti di Pirelli e C., che ha approvato la separazione delle attivita' immobiliari. "E' un piano industriale che guardera' oltre i tre anni: sara' un piano a tre anni - ha spiegato - ma con visibilita' anche sui cinque anni per immaginare la Pirelli del futuro: cosa noi vogliamo che sia Pirelli fra cinque anni, quali sono i percorsi anche nuovi che inizieremo. Daremo visione - ha aggiunto - su qual e' il mondo nuovo in cui ci troveremo a operare perche' fortunatamente viviamo in un mondo piu' largo e i pneumatici assumono importanza sempre maggiore dal punto di vista tecnologico".

 

11- PIRELLI: ASSEMBLEA APPROVA SCORPORO IMMOBILIARE...
(AGI) -
L'assemblea straordinaria di Pirelli e C. ha approvato la separazione di Pirelli Re dalla capogruppo. Via libera anche al raggruppamento delle azioni, ordinarie e di risparmio, nell'ordine di 1 nuova azione ogni 11 della medesima categoria possedute; il raggruppamento sara' reso effettivo "presumibilmente lunedi' 26 luglio - si legge in una nota - o, qualora i tempi tecnici lo rendessero necessario, il successivo lunedi' 2 agosto". Approvata anche la riduzione del capitale sociale per un importo pari a circa 179 milioni di euro, corrispondente al valore della partecipazione in Pirelli Re.

17.07.10

 

GRAND HOTEL PIRELLI, CHI VIENE E CHI VA...
- MALACALZA DELEGA SUBITO - Niente poltrone per Davide e Mattia Malacalza. In Gpi e Camfin, le due società di Marco Tronchetti Provera dove la famiglia genovese ha diritto a un paio di posti in cda, il capostipite Vittorio pensa di far sedere non tanto i suoi figli, impegnati nello sviluppo di altri business, ma professionisti di Lazard o di Bonelli Erede Pappalardo.

 

- PURI NEGRI FA SQUADRA Incassata la buonuscita di 30 milioni di euro, Alessandro Puri Negri si prepara più forte di prima a rilevare le spoglie di Pirelli Re, oggi Prelios. Tanto che starebbe preparando la sua squadra: da Carlo Bianco, ex Pirelli Re, a Paolo Bottelli, responsabile mercato tedesco e polacco. E l'uscita di Giulio Malfatto dall'azienda s'avvicina.

04.07.10

 

PIRELLI, I POTERI DI MALACALZA...
R. Dim. Per "il Messaggero" -
Non ha poteri diretti il nuovo socio industriale del gruppo Gpi-Camfin-Pirelli. Ma la famiglia Malacalza di fatto può influire nel caso in cui Marco Tronchetti Provera dovesse decidere di far dismettere a Camfin il 25,5% di Pirelli. Nei patti della finanziaria controllata da Gpi, dove Malacalza entrerà col 30,9% al posto di Carlo Puri Negri, secondo quanto risulta a Il Messaggero, sono previsti poteri rafforzati di consultazione fra Tronchetti cui resta il controllo, e il partner.

 

Quest'ultimo infatti ha la facoltà di prorogare per due anni la discussione sull'eventuale cessione della partecipazione nella Bicocca. Dopo questo periodo, se le divergenze rimarranno, Tronchetti potrà procedere nella sua decisione ma il socio industriale avrà la facoltà di azionare la way out da Camfin, cioè dismettere la sua partecipazione, restituendola a carte condizioni all'azionista di maggioranza. Dopo l'accordo triangolare sancito venerdì scorso, il closing col trasferimento delle azioni e il pagamento è in calendario il 5 luglio. Oltre a entrare in Gpi, quest'ultimo girerà a Malacalza l'8,6% di Camfin facendo salire il socio al 12%.

04.07.10

 

TRONCHETTI FA FUORI CARLO PURI (A VOLTE) NEGRI E IL CORRIERE E REPUBBLICA FANNO FUORI L’AFEFFATO - IL ritorno della Pirelli in Formula1? PER IL CORRIERE DI FLEBUCCIO BASTA UN un generalissimo e imbarazzato RICHIAMO IN PRIMA: "Pneumatici" - ANCHE Sentinelli era finito nel mirino della security di Tronchetti. A carico del manager era stata commissionata una indagine, argutamente battezzata in codice "Garitta"...

1 - QUANTO STA SUL CAZZO TRONCHETTI?
Da due giorni su giornali e televisioni si parla e si scrive del ritorno della Pirelli in Formula 1. Interviste e paginate su carta stampata, Internet e TV di tutto il mondo, con l'ufficio stampa dell'Afeffato a fare i doppi turni pur di rilanciare al massimo quella che e' davvero una bella notizia per il Vergine della Bicocca.

 

Indubbiamente, dopo tante sciagure, il Tronchetto ha piazzato un bel colpo per il benedetto "made in Italy", di cui oggi l'Afeffato parla in prima pagina anche sulla 'Stampa' di Marione Calabresi, e per questo compare sorridente su gran parte della stampa internazionale, da Le Figaro, all'Equipe, dalla FAZ ai brasiliani Valor, Folha e O Globo, con tanto di foto e logo Pirelli in bella mostra. Insomma, come si dice?, grande successo di critica e di pubblico.

 

All'orizzonte si segnalano solo due note stonate e dai nostri maggiori due quotidiani. La prima ha colpito i titolisti di Flebuccio che ieri richiamavano la notizia della vittoria della Bicocca in prima pagina per evidente dovere d'ufficio (Tronchetti è socio RCS) ma si guardavano bene dal citare la società milanese. Del successo italiano si dava sì conto, ma con un generalissimo e imbarazzato richiamo "Pneumatici". Come per dire: noi siamo giornalisti liberi.

Ma la cosa più bella e' riuscita a farla La Ri-pubblica: in ben due giorni, dedica al rientro della Pirelli in F1 uno spazio grande come il Gronchi rosa. Qui però tutto e' molto lineare e chiaro da tempo: nessuno sconto né regalo al nemico di Prodi e dell'Ingegnere De Benedetti.

 

2 - TRONCHETTI E MALACALZA STRINGONO PER CONSOLIDARE L'ALLEANZA
R. Dimito
per "Il Messaggero"

La firma è attesa per lunedì 5 luglio ma lo schema della complessa operazione che segna l'avvio dell'alleanza industriale fra Marco Tronchetti Provera e Vittorio Malacalza è quasi definito. La famiglia genovese, secondo quanto risulta a Il Messaggero, si accinge a rafforzarsi nella catena societaria Gpi-Camfin-Pirelli. Malacalza dovrebbe entrare in Gpi rilevando il 30% di Carlo Puri Negri e contestualmente rafforzarsi in Camfin dall'attuale 3,5% a circa il 12%.

La crescita nella finanziaria che possiede il 25,5% di Pirelli avverrebbe rilevando circa l'8,5% da Gpi che scenderebbe quindi attorno al 43,5%. Tronchetti però, restando saldamente col 61% della cassaforte a monte conserverebbe il controllo di diritto su Camfin in forza di un patto di sindacato che gli garantirà la posizione di forza.

Al complesso riassetto che rafforza la leadership di Tronchetti stanno lavorando lo studio Labruna Mazziotti Segni per il patron del gruppo, Francesco Carbonetti per Puri Negri e Cleary Gottlieb per Malacalza: l'ultima riunione fra le parti si sarebbe svolta mercoledì scorso e fino al 5 luglio i consulenti dovranno puntualizzare gli ultimi dettagli contrattuali.

Nel patto non sarebbero previsti particolari poteri a Malacalza se non quelli legati al suo ruolo di partner industriale per lo sviluppo dei business, in primis l'ambiente. La scelta dei presidenti e a.d. di Gpi e Camfin spetterà a Tronchetti, Malacalza avrebbe tre posti su sette nella cassaforte e salirà da uno a quattro su 15 nella finanziaria.

 

Anche gli aspetti economici legati all'investimento della famiglia ligure dovranno essere definiti anche se si aggirerà tra 63-68 milioni che sommati ai 12 milioni spesi l'estate 2009 per rilevare da Gpi il 3,5% porterà l'esborso a 75-80 milioni. Tronchetti divorzia definitivamente da Puri Negri che dovrebbe lasciare le vicepresidenze di Camfin e Pirelli.

Ma soprattutto dopo un anno di rodaggio, ritiene che l'asse con Malacalza può assicurare stabilità al gruppo e lo slancio per puntare allo sviluppo. Forte anche del sostegno delle banche che di recente hanno approvato il piano di ristrutturazione di Gpi. L'operazione non segna nessuno spostamento significativo del controllo del gruppo e quindi non darà luogo a opa. Ieri Tronchetti ha spiegato che il contratto di fornitura della F1 «sarà a costo zero».

3 - QUEI DOSSIER SU SENTINELLI
Da "Il Giornale" - Il prossimo 2 luglio si riaprirà l'udienza davanti al tribunale di Milano fissata per distruggere i dossier raccolti illegalmente dall'ufficio Security di Telecom sotto la guida di Giuliano Tavaroli. Ma nel frattempo, dal segreto rigoroso che custodisce i dossier sequestrati dai carabinieri, trapela una indiscrezione che metterebbe in collegamento uno dei dossier con uno dei personaggi attualmente più in vista all'interno di Telecom. Al punto che ieri il sito Dagospia lo indica addirittura tra i candidati alla successione di Franco Bernabè ai vertici della compagnia.

Si tratta di Mauro Sentinelli, che era già stato direttore generale di Tim fino al 2005, quando aveva improvvisamente lasciato l'azienda e che nel marzo scorso è tornato in Telecom come consigliere d'amministrazione al posto del dimissionario Stefano Cao. Sul motivo per cui nel 2005 si era consumata la brusca rottura tra Sentinelli e Marco Tronchetti Provera non si è mai saputo nulla.

Ma ora si scopre che proprio Sentinelli era finito nel mirino della security di Tronchetti. A carico del manager era stata commissionata una indagine, argutamente battezzata in codice «Garitta», i cui risultati sono riassunti nel dossier che porta lo stesso nome. Cosa ci sia nel dossier non si sa. Ma sulla base di quelle risultanze, a Mauro Sentinelli sarebbe stato consigliato di «passare alla cassa e non farsi più vedere».

[25-06-2010]

 

 

F1: TRONCHETTI PROVERA (PIRELLI), ENTRIAMO A COSTO ZERO IN UNA REALTA' DI 2 MLD DI SPETTATORI ...
(Adnkronos) -
"La Formula 1 ha avuto nel 2009 circa 2 miliardi di spettatori, noi quindi entriamo a costo zero, cioe' senza costi aggiuntivi, spostando le nostre risorse da altre competizioni dove avevamo circa 150 milioni di spettatori, nella competizione che ha piu' spettatori al mondo, cioe' 2 miliardi". Ad affermarlo e' il presidente del gruppo Pirelli, Marco Tronchetti Provera, a margine di un incontro a Milano per la presentazione del ritorno di Pirelli in Formula 1.

"Rientriamo dopo 20 anni in Formula 1 - spiega Tronchetti Provera - con le condizioni che volevamo, cioe' a costo zero. Siamo usciti nel '91 perche' i costi erano elevati, adessi entriamo in questa avventura a costo zero, con uno spostamento del budget pubblicitario da altre gare verso la Formula 1'.

'Passiamo - continua il presidente del gruppo Pirelli - da un mondo in cui abbiamo 150 milioni di spettatori a un mondo di 2 miliardi di spettatori, di cui un miliardo nei paesi in via di sviluppo dove noi stiamo crescendo in modo molto forte. Credo -conclude Tronchetti Provera- che questa sia per l'azienda un'opportunita' grandissima".

15- PIRELLI: TRONCHETTI PROVERA, VOLUMI IN CRESCITA DEL 10% SU BASE ANNUA...
(Adnkronos) -
'Gli obiettivi che ci eravamo dati sono diventati una base minima, il cosiddetto floor. I volumi sono in crescita del 10% su base annua. Il secondo trimestre e' in linea con gli obiettivi che ci eravamo dati in termini di crescita, volumi e risultati'. Lo afferma il presidente del gruppo Pirelli, Marco Tronchetti Provera, in un incontro svoltosi stamani a Milano, per presentare il ritorno di Pirelli in Formula 1. [24-06-2010]

 

 

CAUSA VIERI; SLITTA TESTIMONIANZA TRONCHETTI...
(ANSA)
- Marco Tronchetti Provera, ex presidente di Telecom e presidente di Pirelli, per un impegno fissato da mesi domani non potra' testimoniare nella causa civile avviata da Bobo Vieri per chiedere un risarcimento di 12 milioni di euro a Tlc e di 9 milioni e 250 mila euro all'Inter per essere stato 'spiato' dalla security della societa' di telecomunicazione, allora guidata da Giuliano Tavaroli.

L'avvocato dell'ex attaccante nerazzurro, Danilo Buongiorno, aveva citato come teste per domani, davanti al giudice della decima sezione Sara Silvestro, Tronchetti Provera, il quale pero' non potra' testimoniare in quanto impegnato in un incontro programmato da tempo con i dirigenti del gruppo Pirelli provenienti da tutto il mondo. Dunque la deposizione dell'ex presidente di Telecom slittera' a una data ancora da concordare.

 

Per domani invece e' prevista la testimonianza dell'investigatore privato Emanuele Cipriani, anch'egli citato dall'ex bomber tramite l'avvocato Buongiorno.

10.06.10

 

PIRELLI: TRONCHETTI PROVERA, NUOVE FABBRICHE IN RUSSIA ENTRO FINE 2010...
(Adnkronos) - "Rispetteremo i piani che prevedono di iniziare la costruzione delle fabbriche in Russia entro la fine dell'anno". Lo ha detto Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli, interpellato dai cronisti a margine di un convegno in corso a Milano. Nei piani del gruppo c'e' la costruzione di impianti nella regione russa di Samara.

12- F.1.: TRONCHETTI, SU RITORNO DECISIONE A BREVE ...
(AGI) - La decisione su un'eventuale assegnazione a Pirelli della commessa per la fornitura esclusiva dei pneumatici della Formula Uno "sara' presa a breve". Lo ha garantito il presidente e ad della societa', Marco Tronchetti Provera, parlando a margine di un convegno alla Borsa di Milano. "A breve significa - ha precisato Tronchetti - settimane e non mesi".

13- AMBIENTE: TRONCHETTI, NEL 2010 SARA' GREEN 33% PRODUZIONE PIRELLI
(AGI) - Pirelli manterra' gli obiettivi che si e' imposta: il passaggio al 'green' del 33% della sua produzione entro il 2010. Lo ha sostenuto il presidente e ad della societa', Marco Tronchetti Provera, intervenendo a un convegno sulla sostenibilita' delle imprese alla Borsa di Milano. "Siamo gia' vicini a questa percentuale nella prima meta' del 2010", ha spiegato Tronchetti, "la componente 'verde' raggiungera' il livello fissato nel 2011, cioe' il 40%, e probabilmente lo superera'". Malgrado "lo scetticismo degli operatori", ha continuato, "Pirelli sara' in grado di mantenere i 'target verdi' che si e' fissata, in linea con i vincoli fissato dall'Ue, e cioe' alzare la 'produzione verde' dal 25% del 2009 al 40% nel 2011".

10.06.10

 

PIRELLI RE: TRONCHETTI PROVERA, AUMENTO DI CAPITALE SARA' DA 20 MLN...
(Adnkronos) - "Abbiamo parlato di un aumento di capitale" di Pirelli Real Estate "fino al 10% del capitale, ma in realta' sara' di 20 milioni di euro". E Unicredit e Mediobanca parteciperanno con 10 milioni ciascuno. Lo ha detto Marco Tronchetti Provera, presidente del gruppo Pirelli, nel corso della presentazione agli analisti dell'operazioni di scorporo del settore immobiliare.

L'aumento di capitale, ha sottolineato tronchetti Provera, "e' un evento 'one shot', e' un segno di impegno e di fiducia, che consideriamo molto positivamente. Per questo abbiamo concordato con Unicredit e Mediobanca per farlo. Ma nessun altro soggetto e' previsto entrare in questo aumento di capitale", ha concluso.

17 - PIRELLI RE: TRONCHETTI PROVERA, FON-SAI, ALLIANZ E LUCCHINI FUORI DA PATTO ...
(Adnkronos) - Fondiaria-Sai, Allianz e Lucchini probabilmente non faranno parte del futuro patto di sindacato in Pirelli Re. Lo ha detto Marco Tronchetti Provera, presidente del gruppo Pirelli, nel corso della presentazione agli analisti dell'operazioni di scorporo del settore immobiliare. "La gran parte dei soci del patto di sindacato di Pirelli ha espresso l'interesse a far parte del patto in Pirelli Re" dopo lo spin off, ha spiegato Tronchetti Provera. "L'unico nuovo ingresso sara' quello di Unicredit", che ha "espresso il proprio interesse a farne parte". In ogni caso, ha concluso, il patto riguardera' una quota inferiore al 30% del capitale della societa'.

18 - PIRELLI RE: TRONCHETTI PROVERA, NESSUNA TRATTATIVA PER NUOVI SOCI...
(Adnkronos) - "Non ci sono negoziati" per l'ingresso di nuovi soci in Pirelli Re. Lo ha detto Marco Tronchetti Provera, presidente del gruppo Pirelli, nel corso della presentazione agli analisti dell'operazioni di scorporo del settore immobiliare, a chi gli chiedeva se ci sono contatti in corso per l'ingresso di nuovi azionisti in Pirelli Re. "Quello che leggete e' senza fondamento, solo rumors", ha spiegato Tronchetti Provera.

13.05.10

 

A Portofino, lo scorso week-end, Marco Tronchetti Provera ha varato il nuovo gommone PIRELLI PZERO 880 Sport, con consolle ideata dal designer svedese Ocke Mannerfelt, che richiama le linee dell'ammiraglia della flotta dei gommoni Pirelli, il PIRELLI PZERO 1400, vincitore del prestigioso Red Dot Award, celebre Oscar del Design conosciuto a livello mondiale. Questo rib di ultima generazione raggiunge i più alti obiettivi stilistici, funzionali e prestazionali, coniuga sicurezza e confort raggiungendo performances di alti livelli e una velocità massima di 53 nodi.

L'ultimo nato, nove metri di lunghezza fuori tutto, si inserisce tra i due modelli top seller della gamma, il 770 EFB ed il 1000 da cui eredita le caratteristiche di stile e la funzionalità degli spazi interni, organizzati con grande attenzione alla praticità. La zona di prua può infatti trasformarsi da comodo spazio prendisole a zona living, grazie ad un tavolo in teak con supporti a scomparsa.

E' corredato inoltre da una ricca dotazione standard che include anche il salpancora elettrico, il frigorifero e la doccetta acqua dolce. Moltissimi gli optional come l'impianto stereo per iPOD con 4 altoparlanti ed antenna, il palo per sci nautico, il radiocomando per salpancora e il tendalino in acciaio inox a scomparsa. 06-05-2010]

 

 

PIRELLI: VERSO PATTO IL 4 MAGGIO, PRIMO ESAME SPIN-OFF REAL ESTATE...
Radiocor - In agenda il prossimo 4 maggio il patto di sindacato di Pirelli. La riunione dei grandi soci del gruppo della Bicocca, secondo quanto ri sulta a Radiocor, potra' essere l'occasione per un primo esame del progetto di scissione di Pirelli Re dalla holding Pirelli. Il piano di scorporo delle attivita' immobiliari potra' prevedere la distribuzione delle quote attualmente in capo a Pirelli, che controlla il 56% circa di Pirelli Re, agli azionisti stessi della holding della Bicocca. Nei giorni scorsi il presidente Marco Tronchetti Provera aveva parlato di un 'avvio prima dell'estate' del piano di separazione. L'azionariato di Pirelli Re post-scissione portera' in capo ai membri del patto Pirelli il 26% circa del capitale sociale dell'immobiliare.

28.04.10

 

“J’ACCUSE TRONCHETTI!” – MAZZATE CONTRO L’EX PRESIDENTE TELECOM DA PARTE DELL’INVESTIGATORE PRIVATO CIPRIANI: “NON MI SI VENGA A DIRE CHE NESSUNO SAPEVA NULLA; CHE HO RUBATO E MARCO TRONCHETTI PROVERA, PRIMO BENEFICIARIO DIRETTO E INDIRETTO, MI SI PRESENTI COME VITTIMA: QUESTO È INACCETTABILE!” – TUTTE LE ATTIVITÀ SVOLTE SU RICHIESTA DI TELECOM E PIRELLI – POI LA BOMBA: “SPIONAGGIO ANCHE AI DANNI DI YOKOHAMA E MICHELIN”…

1 - CIPRIANI: INACCETTABILE TRONCHETTI COME VITTIMA...
(AGI) -
Torna ad accusare Marco Tronchetti Provera l'ex investigatore privato Emanuele Cipriani nell'udienza preliminare su presunti dossier illeciti effettuati da una rete interna a Telecom e Pirelli. In un passaggio delle sue dichiarazioni spontanee davanti al gup Mariolina Panasiti, Cipriani usa parole durissime verso Tronchetti: "Non mi si venga a dire - sono le sue parole - che nessuno sapeva nulla; anzi che ho rubato e Marco Tronchetti Provera, primo beneficiario diretto e indiretto, mi si presenti come vittima: questo e' inaccettabile!".

Cipriani risponde a Tronchetti, sentito nelle scorse tre udienze come testimone, che aveva affernato di non sapere nulla di quanto facevano lui e Giuliano Tavaroli, considerati dalla Procura i 'registi' delle decine di report illeciti.

"La tesi di Tronchetti - dice Cipriani - mi e' sembrata piu' volte lacunosa e in contrasto con gli atti depositati e le ultime affermazioni dei testi, oltre che contraddittoria con quanto dallo stesso Tronchetti verbalizzato alla Procura nel giugno 2008".

"Non ho problemi ad ammettere - prosegue - che talune delle attivita' contenevano segmenti di accertamento svolti con mezzi illeciti, ma tutte erano sviluppate su richiesta delle societa' Pirelli e Telecom per relative operazioni di business, come per relazioni di interesse personale di Tronchetti o di persone allo stesso legate". "Ne' Telecom ne' Pirelli - sottolinea Cipriani - hanno mai formalizzato alcuna denuncia di appropriazione indebita nei miei confronti".

2 - CIPRIANI: PIRELLI SPIÓ YOKOHAMA E MICHELIN...
(Apcom)
- Emanuele Cipriani, l'investigatore privato fiorentino imputato per i dossier illegali preparati da una struttura interna a Telecom, prende la parola in udienza preliminare e lancia nuove accuse al presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera che sentito come testimone recentemente aveva escluso di essere a conoscenza di attività illecite.

"Spionaggio ai danni dei concorrenti Yokohama e Michelin" sono le parole di Cipriani che ha reso questa mattina nuove dichiarazioni spontanee. "E' falso che ci sia un sistema criminoso posto in essere da me e da Tavaroli (Giuliano Tavaroli ex responsabile security aziendale ritenuto l'imputato principale della vicenda n.d.r.). E' smentito dal dato storico e oggettivo, perchè io ho iniziato a lavorare sia per Pirelli sia per Telecom prima dell'insediamento di Tavaroli.

E per di piú in relazione a pratiche di estrema delicatezza - afferma Cipriani - Sono infatti di quel periodo dal 1997 in avanti le operazioni Bonzai e Paperino: attività di vero e proprio spionaggio industriale nei confronti rispettivamente di Yokohama e Michelin, concorrenti di Pirelli".

Cipriani aggiunge che la pratica Bonzai gli venne commissionata dall'allora capo della security Gianfranco Sola e dall'ingegner Caretta "se non ricordo male responsabile della divisione ricerca e sviluppo di Pirelli". Cipriani racconta che spacciandosi per rappresentante di azienda concorrente acquistó da Emilio Colzani, in rapporto sia con Yokohama sia con Pirelli "la disponibilità a fornire in futuro segreti industriali".

Su Michelin l'obiettivo era di scoprire "qualcosa del processo produttivo 'C3M' che stava per essere lanciato sul mercato e provocava ansia da parte di Pirelli perchè ritenuto molto innovativo". "L'interesse era tale che non si badó a spese... fu individuato il reparto ricerche Michelin di Cuneo mediante fotografie da un elicottero. Le spese le pagó Pirelli senza fiatare. Le fatture riportano il nome Banzai e Paperino e me lo sono ritrovate nel prospetto allegato alla memoria 8 giugno 2006 a firma Chiappetta come 'attività competitive di intelligence' oppure come 'spionaggio industriale'" conclude Ciprian

 05.04.10

 

 

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PURI NEGRI CARLO. La signora Margherita Negri, cugina dell'ing. Leopoldo Pirelli e nipote del fondatore dell'azienda Giovanni Battista, sposò Ambrogio Puri. Anche il papà del futuro Carletto sedeva nel consiglio d'amministrazione della società. Ma alle gomme il ragazzo ha sempre preferito le gonne.

Dopo aver recitato una particina nel "Mercoledì delle ceneri", con protagonisti Henry Fonda ed Elizabeth Taylor, e una volta portata all'altare la nobil attricetta inglese Clio Goldsmith, molto deluso dalle esperienze lavorative (la Manzoni pubblicità da cui fu cacciato) il figliolo di Ambrogio si ritirò, praticamente, nella Sacra di Capalbio.

Nella bassa Maremma, le frustrazioni patite nelle attività intraprese saranno poi ricompensate. Quando Marco Tronchetti Provera, salito al vertice della finanziaria di famiglia (la Camfin di cui mamma Margherita conservava un bel pacchetto di azioni), Carletto sarà ammesso alla tavola imbandita di Re Pirelli. Sono i tempi d'oro (per i nuovi proprietari, non per gli azionisti) di Telecom.

Attratto dal lauto stipendio, l'ex ragazzo esperto di cavalli non ebbe però fortuna al Monopoli immobiliare. Così la scorsa settimana i nuovi amministratori di Pirelli Real Estate, chiamati a rimediare i danni ereditati dal figliuolo di Margherita, possono vantare, a dispetto delle cronachette rosa apparse sui quotidiani, un solo dato positivo (sic): la perdita netta di 104 milioni di euro si è quasi dimezzata rispetto ai 200 del precedente esercizio. Un nero che resta sempre un bel mattone in testa alle banche creditrici. Le solite note.

 

 

 

 

T. PROVERA, INFONDATE VOCI SU MIA PRESIDENZA MEDIOBANCA...
(Adnkronos) - "Sono voci prove di alcun fondamento. L'ho gia' detto una volta e lo confermo oggi". Cosi' il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, a margine della giornata in ricordo dell'ex direttore della 'Gazzetta dello Sport' Candido Cannavo', ribadisce ai giornalisti l'inconsistenza delle voci che nei giorni scorsi erano circolate circa la possibile nomina alla presidenza di Mediobanca.

 

DOSSIER ILLECITI: MILANO, TRONCHETTI PROVERA NON SARA' IN AULA IL 26 FEBBRAIO PROSSIMO...
(Adnkronos) - Marco Tronchetti Provera non sara' presente per testimoniare in aula, il 26 febbraio prossimo, nel processo sui presunti dossier illeciti a causa di "impegni pregressi". Il presidente del gruppo Pirelli e' stato convocato dal gup di Milano, Mariolina Panasiti, dopo le dichiarazioni rese dall'ex investigatore fiorentino, Emanuele Cipriani.

28.02.10

 

DOSSIER ILLECITI: TRONCHETTI PROVERA CONVOCATO IN AULA IL 9 MARZO...
(Adnkronos) - E' stata fissata per il 9 marzo alle 16 l 'udienza nella quale Marco Tronchetti Provera dovra' testimoniare nell'ambito dell'udienza preliminare in corso a Milano sui dossier illeciti creati 'all'ombra di Telecom'. Convocato gia' per oggi, Tronchetti Provera aveva fatto sapere dai suoi legali di avere un impedimento.

Inizialmente si era ipotizzata la data del 2 marzo ma solo oggi, in aula, davanti al gup Mariolina Panasiti e' stata indicata con il consenso delle parti la data del 9 marzo. La sua testimonianza era stata richiesta dallo stesso gup dopo le dichiarazioni rese in aula, la scorsa settimana, dall'investigatore privato Emanuele Cipriani, imputato nel procedimento.

26.02.10

 

TELECOM: PRONTO RICORSO SOCI TELCO PIRELLI SINTONIA SU MULTA ARGENTINA...
Radiocor - I soci di Telco (Telefonica, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Generali) e gli ex azionisti di Olimpia, Pirelli e Sintonia, sono pronti a fare ricorso entro fine gennaio contro la multa inflitta dall'Antitrust argentino per la mancata notifica alle autorita' del passaggio di proprieta' delle azioni Telecom Italia da Olimpia a Telco nel 2007. Dal gruppo della Bicocca arriva una conferma ufficiale ma, secondo quanto risulta a Radiocor, anche gli altri soci di Telco e Sintonia intendono seguire lo stesso orientamento. Intanto oggi si e' riunito il comitato esecutivo di Telecom per fare il punto sulla situazione del gruppo, in vista del cda del prossimo 25 febbraio sul piano industriale.  

10.01.10

 

PIRELLI: VERSO RINNOVO AL GRAN COMPLETO DEL PATTO DI SINDACATO...
Radiocor - Si profila un rinnovo al gran completo per il patto di sindacato Pirelli in scadenza a meta' aprile. A ventiquattrore dal termine previsto per l'esercizio del recesso, secondo quanto risulta a Radiocor, non e' stata formulata alcuna comunicazione di disdetta e tutti i soci pattisti sembrano orientati a ribadire l'impegno nell'accordo che controlla il 46,2% del gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera.

Il patto, presieduto dallo stesso numero uno di Pirelli, verra' pertanto automaticamente rinnovato per altri tre anni con scadenza nella primavera del 2013. Oltre a Camfin (che detiene il 20,3% di Pirelli), l'accordo parasociale comprende Mediobanca e Edizione Srl (entrambi con il 4,6%), Fondiaria Sai, Allianz e Assicurazioni Generali (tutte con il 4,4%), Intesa Sanpaolo (1,6%), Massimo Moratti (1,2%) e Sinpar (0,6%) della famiglia Lucchini.  

10.01.10

 

 

SCOPPIA uno dei segreti meglio custoditi al mondo: una talpa ASSASSINA A SAN PIETRO - l’inchiesta che Wanda, la migliore amica di WOJTYLA, condusse SULl’attentato al Papa - IL dossier non è mai stato consegnato ai magistrati né Segreteria di Stato: PERCHé?

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Francesco Grignetti per "La Stampa"

1 - WANDA, 007 PER WOJTYLA...
È stato uno dei segreti meglio custoditi al mondo, l'inchiesta parallela che Wanda Poltawska, la migliore amica di Giovanni Paolo II, condusse subito dopo l'attentato al Papa. Subito dopo il ritorno del Sommo Pontefice dall'ospedale, lei sola, la dottoressa polacca, e naturalmente don Stanislao, avevano accesso all'appartamento papale.

 

E non soltanto per assistere l'illustre infermo, ma per indagare sull'accaduto sotto la sua stessa guida. E' qui che entrarono in gioco le misteriose fotografie che qualcuno scattò in quei giorni al Pontefice convalescente, foto «rubate» da una postazione sulla sommità della Cupola di San Pietro, e che per vie traverse arrivarono nell'appartamento papale.

WOJTYLA DOPO L ATTENTATO (SOPRA LA SUA TESTA LA SPIA DELLA STASI ESTERMANN)

Wanda prese in mano le redini dell'indagine. Uno su cui s'appoggiò fu Arturo Mari, il fotografo dell'Osservatore romano. Mari preparò per la Poltawska una sorta di dossier, compresa un'analisi molto particolareggiata degli scatti «rubati» all'intimità del Pontefice.

Un altro fu monsignor Francesco Salerno, consulente legale della Prefettura per gli Affari Economici, che era stato il «postino» che recapitò le foto a Wanda, «sapendola molto vicina al Sommo Pontefice». Le aveva ricevute da don Ennio Innocenti, un sacerdote, che a sua volta le aveva avute fortunosamente da un ignoto generale italiano.

Quando fu interrogato dal giudice Rosario Priore, monsignor Salerno raccontò così: «La dottoressa Poltawska mi chiese se poteva esaminare assieme a Mari i reperti fotografici. Nel visionarle, Mari rilevò che le foto erano state scattate dalla cupola di San Pietro e che la distanza tra il punto di osservazione e il soggetto fotografico era molto ravvicinata, e comunque tale da sconsigliare una permanenza del Pontefice in un luogo così accessibile».

WANDA POLTAWSKA (SULLO SFONDO CON MARITO) IN VISITA CON LA FAMIGLIA A GIOVANNI PAOLO II

Mari è un eccezionale professionista che dal 1956 segue i Pontificati. A Salerno e poi a Wanda Poltawska spiegò che il misterioso paparazzo doveva aver usato un teleobiettivo da 1000 millimetri, probabilmente raddoppiato, e un treppiedi. Con tutto questo armamentario, si era appostato chissà per quanto tempo sulla Lanterna che si trova sulla sommità della Cupola.

silvio e wojtyla

Chiaramente in orari in cui non c'era il pubblico. E con il mirino fisso su un preciso terrazzino, il solo su cui si poteva affacciare il Pontefice. Ovvia la conclusione: c'era una talpa dentro il Vaticano. Quali fossero gli scopi, impossibile dirlo. Solo voglia di scoop? Il tentativo di replicare il più famoso colpo fotografico del secolo, ovvero le foto di Pio XII morente, fatta di nascosto dall'archiatra Galeazzi Lisi nel 1957? O c'era di peggio? Un tentativo di intimidazione? O ancora un'operazione per intaccare l'immagine di Karol Wojtyla? Tante brutte domande frullarono per la testa di Wanda Poltawska e del ristretto staff papale.

Papa Wojtyla con la Poltawska e il nipote

«E' passato così tanto tempo», si schermisce oggi il fotografo Mari. «E poi da parte mia fu un intervento irrisorio». Dice di non ricordare più molto di questa storia. Non rammenta i suoi contatti con Wanda Poltawska. Ugualmente smentisce di aver parlato con monsignor Salerno. «Sa, la memoria fa brutti scherzi». Spiega però che la Lanterna sulla Cupola è da sempre un'ottima postazione per i fotografi. «Quando ci sono le udienze papali, la Lanterna viene chiusa al pubblico. Il 13 maggio 1981, quando ci fu l'attentato al Papa, sulla Lanterna c'era uno dei miei che fece una serie di foto. Riprese la jeep che si allontanava dalla Piazza con a bordo il Papa ferito. Foto che consegnammo alle autorità».

Wojtyla e la famiglia Poltawska nel dopoguerra

Eppure Mari aiutò molto Wanda Poltawska nella sua inchiesta. Anche lui, come monsignor Salerno, e come il sacerdote Ennio Innocenti, sapeva bene di trattare con una persona di piena fiducia del Pontefice. Raccontò il monsignore: «Mari dopo il nostro incontro ha trattenuto queste fotografie e le ha unite a un dossier contenente altre fotografie riguardanti l'attentato al Papa, e la sua degenza all'Ospedale e udienze o cerimonie precedenti l'attentato. Tutto questo dossier è stato poi consegnato da Mari alla Poltawska».

Wojtyla e la Poltawska col marito

Tutto ciò avveniva a caldo, nel giugno 1981. Oggi Mari continua a schermirsi. «Non ricordo granché. I giornalisti ne hanno avanzate di fantasie su questo attentato... Mi pare di rammentare solo qualche discorso sulla possibilità che un cecchino si sistemasse sulla Cupola... Oppure un fotografo... Mi sembra che un settimanale straniero, forse era "Stern", o forse era "Paris Match", non sono sicuro quale fosse la testata, uscì con una copertina dove c'era la figura del Papa nel centro di un mirino e la scritta: "Avremmo potuto sparargli"».

Wojtyla e la famiglia Poltawska

Di quelle foto misteriose non s'è mai saputo più nulla. Il dossier che Mari consegnò alla Poltawska non è mai stato reso pubblico. Tantomeno ne è stata data copia alla magistratura italiana. C'è persino da chiedersi se l'abbia avuto la Segreteria di Stato oppure se è conservato nella famosa valigia che Wanda Poltawska ha portato con sé in Polonia e che imbarazza oggi il Vaticano, al punto da aver rallentato il processo di beatificazione di Giovanni Paolo II.

Wojtyla prima della nomina ad Arcivescovo di Cracovia 1967

2 - DON ENNIO INNOCENTI: "ERO IN POSSESSO DI ALTRI SCATTI SEGRETI"...
«Il nome di chi fu a darmi quelle foto, un generale dell'esercito italiano, non lo dissi al giudice Priore. Dovrei dirlo adesso a un giornalista? E' una persona anziana. Lasciamolo in pace». Don Ennio Innocenti è il sacerdote che scovò le famose fotografie che violavano la privacy di Karol Wojtyla e che testimoniavano di una clamorosa falla nella protezione di un Papa appena colpito da Alì Agca. Le fece avere a Wanda Poltawska perché sapeva che era l'unico modo sicuro per sottoporle a Giovanni Paolo II.

Karol Wojtyla in tenda con gli studenti

Don Innocenti, come mai questo generale senza nome sapeva di Wanda Poltawska e della sua possibilità di contattarla?
«Perché gli avevo fatto conoscere in un'altra occasione monsignor Francesco Salerno e quindi sapeva che tramite noi, sua eccellenza e me, aveva la possibilità di un contatto diretto con l'appartamento papale».

Karol Wojtyla

Come andò esattamente che lei entrò in possesso di quegli scatti «rubati»?
«Esattamente come ho raccontato al giudice Priore quando mi ha interrogato. Questo generale dell'esercito che aveva fiducia in me in quanto io ero il suo confessore, ed era mio amico, si trovava a Fiumicino. Era in coda per salire su un aereo che l'avrebbe portato a Parigi. All'epoca era nel consiglio della Nato e stava andando lì per una riunione. Lo avvicinò un giovane fotografo che gli chiese il favore di portare un plico a Parigi. "Vede - gli disse - sono scatti presi a Vermicino. Dall'altra parte la contatterà uno di "Paris Match".
Non c'è possibilità di errore. La riconoscerà in quanto lei ha la divisa". Il generale accettò.

Però poi a bordo volle controllare meglio. E scoprì che oltre a quelle di Vermicino, nella busta c'era anche una serie di scatti sul Papa. Lo si vedeva che camminava a fatica su un terrazzino assieme a due medici. Capì subito che erano di grande importanza e quindi se le mise in tasca. Non arrivarono mai a Parigi. Quando poi tornò a Roma, mi chiamò e mi chiese di farle avere direttamente al Pontefice attraverso Wanda Poltawska».

Perché?
«Anche un fesso avrebbe capito che se al posto del fotografo ci fosse stato un cecchino...».

Un cecchino avrebbe terminato l'opera che Alì Agca non era riuscito a portare a termine. E dopo?
«Nulla. Il mio ruolo finì lì. Io diedi le foto a monsignor Salerno e so che lui le portò alla Poltawska. Mai incontrata direttamente. Non ne ho saputo più nulla».

Perché non volle fare il nome del generale al giudice Priore?
«Perché il colloquio con il giudice andò subito male. E pensare che io avevo in tasca un'altra fotografia che avrebbe potuto interessarlo. Era una foto del Papa in piscina. E di queste sapevo da dove venivano».

 

 
[15-06-2009]

Giovanni Paolo II

 

 

 

PATTEGGI CHI Può – L’EX CAPO SECURITY PIRELLI (SUCCESSORE DI TAVAROLI) CHIEDE DI PATTEGGIARE 3 ANNI E MEZZO – HANNO CONCORDATO LA PENA ANCHE 4 DEI 36 INDAGATI IN UDIENZA PRELIMINARE: 2 EX DI SISDE E FINANZA, UN CARABINIERE E l’HACKER DEL TIGER TEAM…

Luigi Ferrarella per il "Corriere della Sera"

 

Nell'inchiesta sui dossier illecitamente formati dalle divisioni Security di Telecom e Pirelli nell'era 2001/2006 di Giuliano Tavaroli, chiede di patteggiare 3 anni e mezzo il capo della Security di Pirelli, che cerca e trova l'accordo con i pm. Ma non è Tavaroli: è invece il suo successore in Pirelli (dal 2003 al 2006) Pierguido Iezzi.

E lo stesso fanno altri 4 dei 36 indagati in udienza preliminare (tra le quali le società Telecom e Pirelli): l'ex dipendente Sisde Francesco Rossi, l'ex GdF Diego Tega, il giovane hacker del Tiger team Rocco Lucia, il carabiniere Edoardo Dionisi. Richieste di patteggiamento che aprono la lotteria delle scelte processuali dopo che a rimescolare le carte in tavola è stata la Consulta.

Il 22 aprile, infatti, la Corte ha giudicato incostituzionale la legge del 2006 di distruzione dei dossier nella parte in cui non garantisce abbastanza il diritto di difesa e non attesta meglio l'illiceità della formazione del dossier da distruggere.

Tuttavia, senza la motivazione non ancora depositata dalla Consulta, non si capisce se la conseguenza pratica, nel caso dei 20mila files che compongono i 4.287 dossier su persone e i 132 su società, sarà una durata di anni per l'udienza di distruzione (davanti al gip Giuseppe Gennari): e scommettendo sull'abbinamento ad essa del processo di merito (davanti alla gup Mariolina Panasiti), molti imputati scommettono sul salvagente- prescrizione.

 

Ma nell'udienza preliminare che riprende oggi, il gup Panasiti ha respinto la prima richiesta di alcune difese di sospendere il processo in attesa della distruzione dei dossier illegali, attestandosi sulla constatazione che «la richiesta di rinvio a giudizio », cioè l'atto con le imputazioni mosse agli indagati di associazione a delinquere, accesso abusivo a banche dati, corruzione e appropriazione indebita, «non contiene alcun riferimento avrà deciso quali ammettere fra le centinaia che si stanno lanciando all'assalto della diligenza.

A volte in un ingorgo di paradossi. Basti pensare che Pirelli e Telecom sono coimputate (come enti) di corruzione; però sono anche parti offese dall'appropriazione indebita di 34 milioni aziendali contestati ad alcuni imputati e quindi chiedono di costituirsi parte civile contro ad esempio Tavaroli e Cipriani; ma nel contempo sono anche bersaglio di richieste di costituzione di parte civile provenienti dai propri piccoli azionisti.

 

 
[05-06-2009]

 

 

 

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

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Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

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ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

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La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

...

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

 

 

  Videoinforma :  www marcobava.tk