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E' mia intenzione dare la mia disponibilità a raccogliere le deleghe per le prossime assemblee degli azionisti in Italia , chi e' intenzionato a darmele mi invii email cosi cominciamo a conoscerci :

 ideeconomiche@pec.it

 

 

LA MAPPA DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio di:

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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondati da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN

6 ) NO TETRAPAC 

 

 

TEMI STORICI :

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 2 PARTE 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRi SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

 

 

Thanks again,

Jennifer

 

 

 

 

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 17.11.12 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile presso  di me e basta ordinarlo via email al costo di 30 euro COMPRESE SPESE DI SPEDIZIONE . Oltre al libro sulle mie esperienze assembleari prima del 1998 a 10 e.

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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LPN-WIKILEAKS,AMNESTY CHIEDE INTERVENTO AUTORITÀ BRITANNICHE IN CASO MANNING...
(LaPresse/AP) - Amnesty International ha pregato le autorità britanniche di intervenire nel caso del soldato americano Bradley Manning accusato di aver consegnato documenti riservati a WikiLeaks. Manning è detenuto a Quantico, in Virginia, e secondo i suoi sostenitori è trattato in maniera troppo severa. La madre del giovane è britannica, e alcuni dei suoi sostenitori affermano che Manning ha quindi anche la cittadinanza britannica per discendenza; per queste ragioni Amnesty International ha chiesto ai funzionari britannici di assicurarsi che il soldato venga trattato in maniera giusta.

L'avvocato del soldato ha riferito che il suo cliente è in isolamento per 23 ore al giorno, non gli è permesso avere lenzuola e gli sono state imposte una serie di ulteriori restrizioni. Gli ufficiali di Quantico affermano che Manning è trattato nello stesso modo in cui vengono trattati gli altri detenuti. 02-02-2011]

 LOCKERBIE, PREMIER SCOZZESE: GOVERNO BLAIR AGÌ IN MODO DUPLICE...
(LaPresse) - In merito al dispaccio pubblicato ieri da WikiLeaks sul presunto aiuto dato di britannici al governo libico per ottenere il rilascio dell'attentatore della strage di Lockerbie, Abdel Baset Ali al-Megrahi, il primo ministro scozzese Alex Salmond ha commentato che le rivelazioni confermano che mentre l'amministrazione scozzese ha agito in modo conforme al suo discorso pubblico sulla questione, il governo di Tony Blair si è comportato in modo duplice. "Il cable (...) mostra che l'ex governo britannico ha lavorato in modo sporco sulla vicenda, con una posizione pubblica differente rispetto a quella mantenuta in privato". Queste le parole riportate da un documento dell'ufficio di Salmond, citato dal quotidiano britannico Daily Telegraph.02-02-2011]

 

1 - 11 SETTEMBRE, WIKILEAKS: IN 3 DAL QATAR PER CONTROLLARE OBIETTIVI...
(LAPRESSE) - Documenti segreti rivelano che tre uomini originari del Qatar hanno tenuto sotto sorveglianza gli obiettivi designati per gli attacchi dell'11 settembre, fornendo sostegno agli autori dell'attentato e acquistando i biglietti per un volo diretto a Washington alla vigilia della strage.

 

È quanto risulta da un dispaccio ottenuto da WikiLeaks e passato in esclusiva al quotidiano britannico Daily Telegraph. Secondo il documento inviato l'11 febbraio 2010 dall'ambasciata statunitense di Doha al dipartimento per la Sicurezza interna di Washington, i sospetti terroristi avrebbero volato da Londra a New York a bordo di un volo della British Airways tre settimane prima dell'attacco. Una volta negli Stati Uniti avrebbero tenuto sotto sorveglianza il World Trade Center, la Casa Bianca e la Virginia, lo stato in cui sono situati i quartier generali della Cia e del Pentagono.

Dieci giorni dopo si sarebbero spostati a Los Angeles, per stazionare in un albergo vicino all'aeroporto. Lo staff dell'hotel ha riferito agli investigatori di aver visto nella stanza uniformi da pilota, fogli che riportavano una lista di nomi di piloti, numeri e orari di voli, e pacchi diretti a Siria, Afghanistan, Gerusalemme e Giordania. Il 10 settembre i tre avevano un volo American Airlines riservato da Los Angeles a Washington, ma non sono riusciti a prenderlo. Il giorno seguente, secondo il documento, lo stesso Boeing 575 sarebbe stato dirottato da cinque terroristi e poi si sarebbe schiantato sul Pentagono.

 

Ma invece di prendere quel volo i tre uomini, Meshal Alhajri, Fahad Abdulla e Ali Alfehaid, hanno fatto ritorno a Londra, prima di rientrare in Qatar. Gli investigatori stanno cercando un quarto uomo originario degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed Al Mansoori, sospettato di aver supportato la cellula terrostica mentre si trovava in Usa. Secondo il documento "Al Mansoori è sotto indagine da parte dell'Fbi per il possibile coinvolgimento negli attacchi dell'11 settembre 2011. È sospettato di aver aiutato le persone che sono entrate negli Usa prima dell'attacco per condurre la sorveglianza sui possibili obiettivi e di aver fornito sostegno agli attentatori".02-02-2011]

 

3 - WIKILEAKS E IL TORCICOLLO DEL PREMIER «CORTISONE PER RICEVERE GHEDDAFI»
Maurizio Caprara per il "Corriere della Sera"

Scriveva l'Ansa alle 10.36 del 10 giugno 2009, giorno d'inizio della prima visita ufficiale di Muammar el Gheddafi a Roma: «Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a quanto si apprende, non potrà recarsi a Ciampino per accogliere il leader libico Gheddafi perché bloccato da un fastidioso dolore al collo per una contrattura. A Ciampino si sta recando il ministro degli Esteri Franco Frattini...» . Alle 11.46, la stessa agenzia di stampa informava su un cambiamento di programma di Berlusconi: «Ha all'ultimo momento deciso di recarsi a Ciampino»

Adesso che i rapporti della diplomazia americana pubblicati da Wikileaks aggiungono altri dettagli, è ancora più evidente che quella mattina per Berlusconi furono dolori. Fisici e politici. Se non avesse trovato il presidente del Consiglio o il capo dello Stato ad accoglierlo a Ciampino, Gheddafi era pronto a tornare a Tripoli. Ci fu chi ipotizzò un malessere diplomatico del Cavaliere, una sua scusa per sottrarsi a un segno di riguardo raro verso un ospite straniero. Oggi si vede invece che la versione della sofferenza fisica fu sostenuta con energia e dettagli dalla diplomazia italiana.

«La visita era stata quasi cancellata mentre l'aereo di Gheddafi girava a causa del mal di schiena del primo ministro Berlusconi», riferì a Washington il 18 giugno 2009 l'ambasciatore americano a Tripoli, Gene A. Cretz. La sua ricostruzione derivava da quanto raccontatogli dal suo collega italiano Francesco Trupiano sulle giornate di Roma nelle quali «gli italiani erano stati estremamente imbarazzati dalle affermazioni di Gheddafi».

Classificato come «confidenziale» , il rapporto spiega che la mattina del 10 giugno 2009 Berlusconi «chiese un'iniezione di cortisone» . Ebbe poco effetto. Il jet del Colonnello venne messo al corrente che il Cavaliere non sarebbe andato a Ciampino. I libici «minacciarono di cancellare la visita se Gheddafi non era ricevuto da Berlusconi o Napolitano».

Ancora Cretz: «A quel punto Berlusconi chiese e ricevette una seconda iniezione di cortisone che lo mise in grado di arrivare all'aeroporto, anche se Trupiano ha detto che molte volte, nell'aspettare, il primo ministro quasi crollò dal dolore intenso» . Il verbo è collapse, crollare, avere un collasso. Trupiano, oggi di sede ad Atene, ha detto ieri al Corriere: «Non commento questioni libiche. Non sono a Tripoli da otto mesi» .

02-02-2011]

 

 

 

- A CHE SERVE DAVVERO LA GLOBALIZZAZIONE...
"I conti svizzeri nel mirino di Wikileaks. Il gruppo pubblica oggi un database con i nomi di 2mila evasori fiscali" (Repubblica, p. 19). Sono tutti ultramiliardari e capitani d'azienda. Perche' la massima globalizzazione non serve soltanto a mettere in competizione (verso il basso) salari e diritti degli operai. Serve anche a far circolare meglio da sottrarre al Fisco. 17-01-2011]

 

WIKI-GALERA! - PER I LEGALI DI ASSANGE, SE FOSSE ESTRADATO “FINIREBBE A GUANTANAMO, E POTREBBE ESSERE CONDANNATO A MORTE COME HANNO PROMESSO MOLTI POLITICI AMERICANI” - IL PDF DELLA MEMORIA DIFENSIVA DEPOSITATA OGGI, IL 7 FEBBRAIO SI DISCUTE DAVANTI AI GIUDICI INGLESI - GLI AVVOCATI ACCUSANO SVEZIA E REGNO UNITO DI ABUSI DI FORMA E DI SOSTANZA (SI TRATTA SEMPRE DI UN PROFILATTICO ROTTO E DI DUE FEMMINISTE CORNIFICATE CHE GLI HANNO GIURATO VENDETTA

1 - «ASSANGE RISCHIA DI FINIRE A GUANTANAMO»
Dal "Corriere.it"

 

Se estradato in Svezia, «c'è un rischio reale» che «gli Stati Uniti cerchino l'estradizione o la resa di Julian Assange» e che Assange «finisca prigioniero a Guantanamo». Lo affermano gli avvocati di Wikileaks nella memoria legale presentata oggi in corte.

PRECEDENTI
I legali di Assange, nel capitolo intitolato «Diritti Umani» della memoria difensiva, citano precedenti che a loro avviso dimostrano «l'ingenuità della Svezia nel fidarsi di assicurazioni diplomatiche che le persone espulse non saranno maltrattate». Tra i casi citati quello di Mohammed Alzery, espulso dalla Svezia in Egitto, una vicenda condannata dalla Commissione Onu per i diritti umani.

Nella memoria difensiva si legge inoltre che, «in caso (Assange) venga trasferito negli Stati Uniti senza garanzie che non si procederà con la pena di morte, c'è il rischio reale che possa essere condannato». Nel documento si citano in particolare due esponenti politici americani che hanno pubblicamente sostenuto la necessità di perseguire Assange come un terrorista. Si tratta di Sarah Palin e di Mick Huckabee, ex candidato alla nomination repubblicana per la Casa Bianca.

 

RICHIESTA
Intanto, i giudici inglesi hanno annunciato che la richiesta di estradizione presentata dalla Svezia - dove Assange deve rispondere dell'accusa di molestie sessuali -, sarà discussa il prossimo 7 e 8 febbraio. Il 39enne australiano è sempre più determinato a portare avanti la sua battaglia e ha annunciato l'imminente pubblicazione di nuovi file riservati della diplomazia americana. In un'intervista concessa alle emittenti francesi Europe 1 e France Info, Assange non ha però nascosto la sua preoccupazione per il continuo calo di donazioni al sito, dovuto al blocco dei suoi conti. «Perdiamo 500mila euro a settimana», ha raccontato il fondatore di Wikileaks, che ha definito la sua situazione «orwelliana».

 

2 - ECCO IL PDF CON LA DIFESA DI ASSANGE DEPOSITATO AL TRIBUNALE OGGI...
http://bit.ly/gnAllv


3 - GLI ALTRI PUNTI DELLA DIFESA DI ASSANGE...
Dagotraduzione dal "Guardian.co.uk"

Gli avvocati sostengono inoltre:
- Che il Mandato di Arresto Europeo non è valido, in quanto richiesto per un motivo improprio ("fargli domande" senza che vi sia neanche un rinvio a giudizio o una qualunque decisione del giudice non è sufficiente come ragione per emettere un MAE)

 

- Che vi è stato un "abuso di processo" poiché Assange non ha potuto visionare tutti i documenti a suo carico, in particolare i messaggi inviati dalle sue accusatrici (in cui si parlerebbe apertamente di "vendetta" nei suoi confronti)

- Che il pubblico ministero svedese ha commesso un abuso di processo (le accuse di stupro erano state inizialmente archiviate e poi riaperte da un secondo magistrato), che il pubblico ministero ha rifiutato di ascoltare Assange, che non ha reso disponibili i documenti in inglese. Inoltre, la fuga di notizie poi pubblicate dal Guardian sono una violazione della privacy e del diritto di Assange a un processo equo e

 

- Le molestie sessuali di cui è accusato non costituirebbero un reato nel Regno Unito e, dunque, un Mandato di Arresto Europeo con la Svezia non sarebbe valido

- Che la richiesta di estradizione è politicamente motivata, che il processo sarebbe compromesso a causa delle posizioni politiche prese da Assange o per ragioni di discriminazione sessuale nei suoi confronti. 11-01-2011]

 

 

 

L’AMERICA DICHIARA UFFICIALMENTE GUERRA AD ASSANGE - 1 - IL GRAN GIURì NASCOSTO IN VIRGINIA CHE TRAMA PER INCRIMINARLO HA ORDINATO AL SOCIAL NETWORK TWITTER DI CONSEGNARE TUTTI i NOMI, e-mail, INDIRIZZI, CONTI BANCARI, carte di credito E MESSAGGI PRIVATI DEI MEMBRI DI WIKILEAKS - 2 - BIRGITTA JONSDOTTIR, EX WIKILEAKS, PARLAMENTARE ISLANDESE E DELL’ASSEMBLEA NATO, HA ANNUNCIATO CHE NON CEDERà, e HA MOBILITATO IL SUO GOVERNO E LE ASSOCIAZIONI PER LA LIBERTà D’INFORMAZIONE DI TUTTO IL MONDO - 3 - IL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA AMERICANO HA imposto di consegnare ANCHE I DATI DI ASSANGE, DEL SOLDATO BRADLEY MANNING E Di 3 membri dell’organizzazione - 4 - ULTIME NOTIZIE: L’AVVOCATO DI ASSANGE A CHANNEL 4 NEWS: "HANNO EMESSO LO STESSO ORDINE ANCHE NEI CONFRONTI DI SKYPE. MA NON SOLO: CON LA STESSA INGIUNZIONE VOGLIONO ANCHE I DATI DEI 640MILA ’FOLLOWER’ (I CONTATTI DI TWITTER) DI WIKILEAKS -

1 - DAGOREPORT

 

Vi ricordate Alexandria, in Virginia? È la cittadina a pochi chilometri dal triangolo Washington-Pentagono-CIA in cui, nel novembre scorso, è stato creato un Gran Giurì il cui unico scopo era di trovare un'incriminazione per Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. Proprio da lì, il 14 dicembre è partita l'intimazione ("subpoena"), nei confronti del social network Twitter, a consegnare tutte le chat, messaggi, nomi e indirizzi IP (Internet Protocol, ovvero il codice unico assegnato a ogni cliente di un provider), dei membri di Wikileaks.

 

La notizia di questo ordine è trapelata solo ieri, quando la parlamentare islandese Birgitta Jonsdottir, ex attivista e supporter di Assange, ha rivelato l'avviso ricevuto da Twitter, così riassunto: "Un giudice della Virginia ci ha ordinato di consegnargli i suoi dati. Ha 10 giorni per impugnare quest'intimazione".

Perché è passato un mese? Perché la giustizia, anche se americana, ha sempre i suoi tempi e le sue garanzie. Il tribunale della Virginia ha prima dovuto notificare l'intimazione a Twitter, in California, e già questo richiede tempi più lunghi del solito. Poi, Twitter ha dovuto verificare sui suoi server di quali messaggi e di quali utenti si trattasse. Una volta individuati, ha notificato ufficialmente alla signora Jonsdottir (e chissà a quanti altri ex o attuali membri di Wikileaks) che avrebbe consegnato le sue informazioni al Gran Giurì. E notificare con tutti i crismi di legge dalla California all'Islanda non è un'operazione rapidissima.

 

Jonsdottir aveva abbandonato Wikileaks dopo una serie di discussioni con Assange, al quale aveva chiesto di adottare un più basso profilo per la durata del processo per molestie cominciato in Svezia ad agosto. Nonostante abbia abbandonato l'organizzazione, ha sempre continuato ad appoggiarne le battaglie e lo spirito, mantenendo i contatti con gli altri membri e lavorando per approvare una norma che rendesse l'Islanda il paradiso del giornalismo d'inchiesta internazionale.

 

Ha infatti presentato al parlamento un disegno di legge per impedire a qualunque forza di polizia, giudice, intelligence, islandesi o stranieri, di avere accesso ai server di siti e giornali di informazione, così da garantire l'immunità totale per giornalisti e provider da processi per diffamazione e spionaggio.

La parlamentare ha già annunciato - ironicamente, sul suo profilo Twitter - che non concederà l'autorizzazione a usare i suoi dati, e che si rivolgerà agli avvocati di EFF, Electronic Frontier Foundation, un'organizzazione no-profit americana attiva nella difesa dei diritti civili e della libertà d'informazione (http://www.eff.org/) . EFF ha seguito e appoggiato da subito l'attività di Wikileaks, e si è offerta di essere il braccio armato dell'organizzazione nella battaglia legale che sta iniziando negli Stati Uniti.

 

Un'ora fa (13:00), Jonsdottir ha scritto ai suoi supporter di aver parlato con il ministro della giustizia islandese, il quale ha incaricato i suoi consulenti legali di lavorare sul caso. La situazione è complicata dal fatto che si tratta dei dati e delle informazioni riservate di un parlamentare, cosa che aggiungerà ulteriori tensioni diplomatiche alla battaglia legale dell'anno.


2 - "SALON" HA OTTENUTO LA COPIA DELL'ORDINE CONSEGNATO A TWITTER...
www.salon.com

Ecco il pdf: http://bit.ly/dZDMAM

 

Le informazioni che Twitter dovrà fornire: tutti gli indirizzi e-mail, indirizzi di residenza, dati di fatturazione, indirizzi IP, ora e durata della sessione di collegamento, e ogni fonte di pagamento, inclusi conti correnti e carte di credito

"It includes all mailing addresses and billing information known for the user, all connection records and session times, all IP addresses used to access Twitter, all known email accounts, as well as the "means and source of payment," including banking records and credit cards."

 

L'Ordine è firmato dal Magistrate Judge del distretto Est della Virginia, Theresa Buchanan.
Afferma che "vi sono ragionevoli motivi per credere che i dati e le altre informazioni richieste siano rilevanti e pertinenti per l'indagine in corso"

 

3 - ULTIME NOTIZIE: DAL PROFILO TWITTER DEL REPORTER DI CHANNEL 4 NEWS, NOTIZIARIO DEL CANALE INGLESE

http://twitter.com/#!/faisalislam

"Ho intervistato l'avvocato di Assange. Mi ha rivelato che anche Skype avrebbe ricevuto la stessa ingiunzione. Ma non solo: con la stessa ingiunzione possono richiedere anche le informazioni riservate dei 640mila 'follower' (i contatti di Twitter) di Wikileaks, Assange e i suoi collaboratori. C'è un alto rischio che anche altri social network e provider ricevano gli stessi ordini di rivelare i dati."

 

4 - WIKILEAKS, CORTE USA ORDINA A TWITTER DI FORNIRE DATI SU ASSANGE E MANNING...

Da "La Stampa.it"

Pressing americano su Twitter per ottenere informazioni utili all'incriminazione di Julian Assange. Una Corte federale della Virginia ha ordinato al colosso di San Francisco di fornire al ministero della Giustizia Usa informazioni personali, indirizzi di posta e messaggi privati di alcune utenze collegate al profilo di Wikileaks, tra cui quella del suo fondatore australiano.

 

A rivelare questa ordinanza è stata Birgitta Jonsdottir, ex volontaria del sito di Assange e oggi parlamentare islandese, che ha fatto sapere di aver ricevuto una notifica da parte di Twitter. La parlamentare ha 10 giorni di tempo per ottenere una sospensiva dell'ordinanza prima che Twitter consegni le informazioni richieste. Tra queste, ha riferito la Cnn, ci sono «i nomi, gli indirizzi email e IP e i recapiti» di alcuni utenti, ex collaboratori o fonti del sito che ha provocato una bufera nella diplomazia americana con la pubblicazione di cablogrammi riservati.

 

Secondo la Abc News, il giudice ha chiesto al colosso di San Francisco di fornire messaggi privati e informazioni in particolare su Julian Assange e altre tre persone. Wikileaks ha spiegato di sospettare che altre aziende «web-based» americane siano state contattate da funzionari Usa per fornire informazioni.

Il ministero della Giustizia Usa ha chiesto «tutti i miei tweets (messaggi inviati su Twitter della lunghezza massima di 140 battute; ndr) e altre informazioni, dal primo novembre 2009», ha denunciato indignata la Jonsdottir in un messaggio in cui ha promesso battaglia legale, «si rendono conto che sono una parlamentare?». In un altro messaggio, ha invece invitato a sostenere Bradley Manning, il soldato americano 23enne in carcere per aver fornito a Wikileaks i dispacci riservati della diplomazia americana.

 

Intanto l'amministrazione degli Stati Uniti - riporta il quotidiano spagnolo El Pais - ha iniziato una revisione delle procedure di sicurezza con cui operano tutti gli organismi coinvolti nella gestione delle informazioni riservate, al fine di evitare il ripetersi degli errori che hanno permesso a WikiLeaks di entrare in possesso di migliaia di documenti riservati del Dipartimento di Stato Usa. [08-01-2011]

 

 

 FRATTINI È TORMENTATO: DA WIKILEAKS? NO DALLA FEDERAZIONE DELLO SCI
Per Franco Frattini, il 53enne ministro degli Esteri che strizza gli occhi non per un eccesso di intelligenza ma per una leggera forma di strabismo, andare sugli sci è una passione incontenibile.

Anche nei giorni caldi delle rivelazioni di Wikileaks è stato avvistato in Alta Badia mentre sfidava e cenava con gli amici, ed è proprio in quella località che nel maggio dello scorso anno ha sposato Stella Coppi, una bella modenese figlia di quel Gaetano Coppi che è stato presidente per alcuni anni della Federazione Italiana di Sci dove ha lasciato un buco di bilancio di 5 milioni.

Per Frattini la Federazione dello Sci è una sorta di tormentone che è iniziato il 24 aprile dell'anno scorso al Lingotto di Torino quando alla presidenza è stato eletto Gianni Morzenti. Costui è un bergamasco, residente nel cuneese che si è beccato una condanna in primo grado per quattro anni e mezzo per l'accusa di concussione.

 

Dal momento della sua elezione Frattini che aveva come candidato Carmine Ghilardi, ha preso a sparare contro Morzenti cannonate di intensità afghana al fine di rimuoverlo dalla poltrona. Gli anatemi del ministro un po' strabico si sono tradotti in una pioggia di telefonate al tandem Petrucci-Pagnozzi del Coni e al suo collega sottosegretario allo Sport, Rocco Crimi.

La battaglia è in pieno svolgimento e il ministro insiste per commissariare la Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi) rimettendo addirittura in discussione la legittimità della nomina del presidente-nemico Gianni Morzenti. Secondo il politico romano bisognerebbe verificare gli atti e i verbali che hanno portato alla nomina di Morzenti con oltre 2.000 voti di distacco, e riconteggiare il risultato dell'aprile scorso.

Per arrivare a questo ribaltone è saltato fuori un ricorso presentato dalla Sai Roma (Associazione Sci Accademico Italiano) che ha deciso di procedere all'acquisizione del fascicolo sull'Assemblea di Torino per verificare la validità dei voti.

La decisione finale sarà presa dalla Federazione dello Sci entro il 19 gennaio e Frattini confida in un esito positivo per potersi poi muovere sull'obiettivo che gli sta più a cuore: la presidenza del Comitato Promotore delle Olimpiadi di Roma 2020 al posto di Gianni Letta.11-01-2011]

 

 

WIKI WIKI, CAZZI CAZZI - SI SAPEVA, MA FA BENE SENTIRE I DETTAGLI: ECCO COME L’AMERICA HA FAVORITO LA BOEING AFFINCHé I GOVERNI STRANIERI ACQUISTASSERO I SUOI AEREI - SPINTE SCORRETTE DI BUSH E ALTRI PEZZI GROSSI PER AFFOSSARE LA RIVALE EUROPEA AIRBUS, SEGRETI MILITARI RIVELATI, SCAMBI DI FAVORI SOTTOBANCO - A BANK OF AMERICA STRINGONO LE CHIAPPE: ESCONO LE PRIME INDISCREZIONI SULLE NUOVE RIVELAZIONI - WIKI NEL PALLONE: IL CALCIO BULGARO È IN MANO AI CLAN MAFIOSI…

 

1 - "FATE LA GUERRA AD AIRBUS" COSÌ I DIPLOMATICI USA FAVORIVANO LA BOEING...
Federico Rampini per "la Repubblica"

Sarà perché il 70% del suo fatturato viene dalle esportazioni, e un miliardo di dollari di vendite vale 11.000 posti di lavoro americani. Sta di fatto che alle Boeing nessuno sa dire di no, né la Casa Bianca né il Dipartimento di Stato. Neanche quando per convincere gli acquirenti stranieri bisogna sottostare ai capricci più stravaganti o imbarazzanti. Il re saudita Abdullah, per esempio, per firmare un contratto d´acquisto di 12 Boeing 777 ha preteso che sul suo jet personale installassero gli stessi dispositivi di sicurezza hi-tech in dotazione all´Air Force One.

E il presidente americano, a quell´epoca «il suo amico George Bush», intervenne per assecondare sua maestà. Problema: tenuto conto che la maggior parte dei dirottatori dell´11 settembre erano cittadini sauditi, come lo stesso Osama Bin Laden, non è rischioso rivelare proprio a Ryad le tecnologie che devono proteggere i voli del presidente americano? «Non possiamo discutere i dettagli», è la risposta imbarazzata del Dipartimento di Stato di fronte all´ultima rivelazione di WikiLeaks.

 

Centinaia di comunicazioni riservate tra le ambasciate americane e Washington, su questo tema: come "oliare" gli ingranaggi giusti nei governi stranieri, per aiutare Boeing a battere Airbus nella sfida per i mercati globali dell´aeronautica. Il governo turco, per favorire il produttore americano ha chiesto che un suo astronauta venisse cooptato su una delle missioni Nasa. Il Bangladesh attende il ripristino dei diritti di volo negli Stati Uniti. Tutte richieste registrate dalle ambasciate locali, e talvolta accolte da riposte positive a Washington.

 

«Questa è la realtà del XXI secolo, ogni governo cerca di aiutare le sue imprese a conquistare mercati stranieri», è il commento di Robert Hormats, che se ne intende: oggi è sottosegretario agli affari economici di Hillary Clinton ma per una vita è stato ai vertici della Goldman Sachs. Avrà pure ragione lui, però d´ora in avanti risulteranno meno credibili le accuse di Washington ad Airbus, di essere un colosso che si regge «sugli aiuti di Stato». Ognuno aiuta come può.

L´unico limite che nel caso della Boeing sembra sia stato rispettato, è il divieto di versare tangenti a mediatori per assecondare la firma dei contratti. A parte quello la diplomazia americana ne ha fatte di tutti i colori, per riuscire addirittura a cancellare un contratto che sembrava certo fra la Gulf Air di Bahrain e Airbus.

 

Chi invece dal governo non può attendersi aiuti in questo frangente è la Bank of America. Prossima vittima designata delle rivelazioni WikiLeaks, il colosso del credito forse è stato addirittura tradito da una fonte dell´Amministrazione Obama. I vertici della banca sospettano che Assange abbia intercettato documenti in possesso della Securities and Exchange Commission (Sec), l´autorità di vigilanza sulla Borsa.

 

L´oggetto delle rivelazioni, forse imminenti, sarebbe la controversa acquisizione di Merrill Lynch durante la crisi del 2008. In aggiunta potrebbe esserci qualcosa sull´operazione Countrywide, la disastrosa acquisizione di questa società specializzata in mutui immobiliari. Il chief executive di Bank of America Brian Moynihan prende molto sul serio le minacce di Julian Assange: ha incaricato una squadra speciale di 20 top manager assistiti da esperti legali, di "simulare" tutte le possibili rivelazioni passando al setaccio migliaia di documenti riservati.

Fra i timori c´è quello che le fughe di notizie da WikiLeaks possano danneggiare clienti importanti, che a loro volta tenterebbero di rivalersi sulla banca. Forse Assange riuscirà là dove il governo e la magistratura hanno fallito: colpendo quei banchieri che hanno precipitato l´America e il mondo nella crisi, ma finora l´hanno fatta franca.


2 - WIKILEAKS SI DÀ ALLO SPORT: IL CALCIO BULGARO È MAFIOSO...
Alessandra Retico per "la Repubblica"

Calcio bulgaro mafioso. Calcio per riciclare denaro sporco. Calcio da boss in cerca di maquillage d´immagine. Levski Sofia, CSKA Sofia, Litex Lovetch, Slavia Sofia, Lokomotiv Sofia, Lokomotiv Plovdiv. Quasi nessun club è pulito. Wikileaks inaugura l´anno dandosi anche allo sport, e divulga un rapporto in cui Susan Sutton, incaricata degli affari Usa a Sofia, avvisa Washington sulla familiarità tra sport e mafia nell´ex paese comunista. «Quasi tutti i club del campionato bulgaro appartengono o sono legati alla criminalità organizzata», scrive la Sutton.

 

Nel dispaccio dal titolo "Il football bulgaro riceve un cartellino rosso per corruzione", diffuso da El Pais, si legge ancora: «È largamente accertato che i club di football bulgari sono controllati direttamente o indirettamente da figure della criminalità organizzata che utilizzano le squadre come un mezzo di legittimazione, di riciclaggio del denaro o di facili guadagni».

Le squadre che nell´era comunista appartenevano ai sindaci, alle forze armate o alla polizia, «sono state vendute alla nuova élite economica conosciuta per la sua vicinanza alla criminalità organizzata e ai vecchi servizi segreti». Nomi e cognomi dei proprietari: un trafficante d´armi, un prestanome di un uomo d´affari russo espulso dalla Bulgaria, tre mafiosi accusati di omicidio.

«Il campionato è condizionato da scommesse clandestine, partite combinate, riciclaggio di denaro e mancato pagamento di imposte». La giustizia bulgara indaga già su 8 partite, sospetti di combine, lo segnalò il presidente dell´Uefa Michel Platini. Calciatori evasori, infine: denunciato nel 2009 il salario minimo (123 euro). Quello medio è dieci volte di più.

 04-01-2011]

 

 

 

WIKI-KIPPAH - ARRIVANO I TANTO ATTESI DISPACCI DI ASSANGE SU ISRAELE TRA 2006 E 2009 (E PER ORA SCOPRONO L’ACQUA CALDA): I PREPARATIVI PER UNA GUERRA SU LARGA SCALA IN MEDIO ORIENTE PERCHÉ “È PIÙ SEMPLICE TRASFORMARLA IN UNA PICCOLA OPERAZIONE PIUTTOSTO CHE FARE IL CONTRARIO” - LA PAURA PER I MISSILI IRANIANI E LE ARMI DI HAMAS ED HEZBOLLAH - PIOMBO FUSO: USARE FORZA LIMITATA E NON OCCUPARE IL TERRITORIO FECE SÌ CHE UN’OPERAZIONE CHE DOVEVA DURARE TRE GIORNI PRESE TRE SETTIMANE

 

Fabio Scuto per "la Repubblica"

Il fiume delle rivelazioni di WikiLeaks è arrivato a Israele, ieri una manciata di cablogrammi inviati dall´ambasciata Usa di Tel Aviv è comparsa sul giornale norvegese Aftenposten. Del resto era stato lo stesso fondatore di WikiLeaks Julian Assange ad annunciare la scorsa settimana che il suo website si apprestava a rivelare 3.700 documenti riguardanti Israele, tutti documenti scottanti relativi agli ultimi cinque anni, dalla guerra contro il Libano del 2006 all´operazione "Piombo Fuso" a Gaza del 2009, ai preparativi di un attacco contro l´Iran per fermare il programma nucleare degli ayatollah di Teheran.

 

Secondo il quotidiano scandinavo, il capo di stato maggiore israeliano, Gabi Ashkenazi, incontrando una delegazione del Congresso americano alla fine del 2009, ha riferito che Israele si preparava a «una guerra su larga scala» in Medio Oriente, probabilmente contro Hamas e Hezbollah, ancor prima che contro l´Iran.

 

 

«Sto preparando l´esercito israeliano a una guerra su larga scala, perché è più semplice trasformarla in una piccola operazione piuttosto che fare il contrario», ha detto il generale Ashkenazi, citato in un documento dell´ambasciata americana a Tel Aviv, datato 15 novembre 2009. «La minaccia del lancio di razzi contro Israele è più grave che mai. È per questo che Israele reputa tanto importante la difesa antimissilistica», ha aggiunto il generale Ashkenazi alla delegazione americana che era guidata dal deputato democratico Ike Skelton, secondo il cablogramma citato dal giornale.

 

L´incontro fra il chief of Staff israeliano e il congressman statunitense è avvenuto due mesi dopo il lancio test in Iran di un missile da crociera di tipo "Shabab". In quella occasione il capo di stato maggiore israeliano ha sostenuto che Teheran disponeva già di circa 300 missili di quel tipo in grado di raggiungere Israele e che in caso di attacco lo Stato ebraico avrebbe solo tra dieci e dodici minuti per reagire a un attacco missilistico di quel genere.

 

Ma anche se la minaccia di un attacco dell´Iran è grave, sono i gruppi integralisti Hamas e Hezbollah - sempre sostenuti dagli ayatollah - a turbare i sonni dei generali israeliani. I due movimenti islamici dispongono di razzi con minore gittata ma con una precisione di gran lunga superiore ai missili balististici iraniani. «Hamas avrà la possibilità di colpire Tel Aviv, dove si trova la più alta concentrazione di popolazione israeliana», ha detto Ashkenazi durante l´incontro.

 

In un´altra nota, derivante da una serie di colloqui il 2 e 3 settembre 2009 tra alti ufficiali israeliani e una delegazione del Congresso Usa guidata dal senatore Kirsten Gillibrand, se ne ricava una valutazione dell´Operazione Piombo Fuso a Gaza.

Durante quel mese di guerra l´Esercito israeliano avrebbe operato con potenza limitata e senza nessuna intenzione di tornare a occupare il territorio di Gaza, decidendo anche di non entrare nelle principali aree urbane della Striscia. Il risultato - dice un generale al senatore Gillibrand - «è stato che un´operazione che doveva durare tre giorni ha preso invece tre settimane». La guerra di Gaza nel dicembre 2008-gennaio 2009 provocò circa 1.400 morti tra i palestinesi, soprattutto civili, e 13 negli israeliani, di cui dieci soldati.

03-01-2011]

 

 

Una Ong pacifista, in California, ha raccolto donazioni per oltre 100mila dollari per finanziare la difesa di Bradley Manning (la sua salute fisica e mentale sta peggiorando rapidamente) - L´ESPERTO DI COMUNICAZIONE JACQUES SÉGUELA SU ASSANGE: "IL MONDO INTERO LO BRAMA PROPRIO PERCHÉ È L´ANTI-EROE, CAPACE DI FAR SALTARE IN ARIA L´INTERO SISTEMA. IL ROBIN HOOD DELLA SOCIETÀ DIGITALE

1- SI CHIAMA "COURAGE TO RESIST" (IL CORAGGIO DI RESISTERE) LA ONG CON SEDE IN CALIFORNIA: PREOCCUPANO LE CONDIZIONI DI DETENZIONE DEL SOLDATO AMERICANO INCARCERATO IN ISOLAMENTO IN VIRGINIA
La Stampa.it

Una Ong pacifista di Oakland, in California, ha raccolto donazioni per oltre 100mila dollari, da numerose parti del mondo, per finanziare la difesa di Bradley Manning, il soldato americano incarcerato da maggio ritenuto alla base delle fughe di notizie pubblicata da Wikileaks, tra cui oltre 260mila dispacci diplomatici americani.

 

La Ong in questione, la Courage to Resist (il coraggio di resistere) vende t-shirt e adesivi con il ritratto del militare, le cui condizioni di detenzione continuano a preoccupare le organizzazioni di difesa dei diritti civili, è c'è chi parla addirittura di torture psicologiche nei suoi confronti. Come spiega al New York Times Jeff Paterson, uno dei responsabili della Ong, un militante di Courage to Resist va a trovare Manning in carcere ogni due settimane.

Manning «ha sostenitori in tutto al mondo - spiega sempre al Nyt Adam Seilbert-Szyper, 39 anni, un militante della Ong disertore dei Marines nel 1966- . Abbiamo ricevuto buste dal Brasile, dal Sudafrica e dalla Thailandia. Una di queste, proveniente dalla Colombia Britannica canadese, aveva al suo interno un bastoncino di incenso e un pezzo di cristallo».

Difendere Manning non è in realtà facile, scrive il Times, non avendo il giovane militare mai espresso le sue idee politiche, mentre non è affatto chiaro, vista la segretezza dei meccanismi di Wikileaks, quanti documenti siano esattamente passati per le sue mani.

Nei giorni scorsi il Pentagono aveva respinto al mittente le accuse di torture. Manning è sottoposto a «un regime di sicurezza massima», ma «è trattato come tutti gli altri detenuti», si trova in una «cella singola standard», può fare esercizio fisico e attività ricreative, leggere i giornali e ricevere visitatori, aveva assicurato un portavoce del dipartimento alla Difesa, il colonnello Dave Lapan.

 

Secondo il suo avvocato, David Coombs, il giovane trascorre 23 ore al giorno in cella, non è autorizzato a fare ginnastica e può ricevere solo una visita da parte di uno dei suoi familiari, il sabato. Alcuni amici che sono riusciti a fargli visita, attraverso un vetro, hanno detto che la sua salute fisica e mentale sta peggiorando rapidamente.

 

2- WIKILEAKS PAGA GLI STIPENDI, DONAZIONI RECORD
Dopo essere emerso dall'anonimato con la pubblicazione dei cablogrammi del dipartimento di Stato americano, WikiLeaks ha deciso di pagare i suoi dipendenti aumentando le spese di gestione. Lo dice la Wau Holland Foundation che si occupa della contabilità del sito di Julian Assange.

La fondazione tedesca ha specificato che l'anno scorso WikiLeaks aveva operato con un budget di 150mila euro mentre quest'anno i costi ammontano già a 380mila euro.
Hendrik Fulda portavoce della fondazione ha spiegato che i soldi sono serviti a pagare hardware, accesso internet e viaggi ma che gran parte di essi sono stati utilizzati per pagare gli stipendi dei dipendenti. Intascando 66mila euro dei 100mila elargiti da Wau Holland, il maggior beneficiario di questa decisione è proprio Assange.

Fulda spiega come un'altra voce di spesa sostanziosa è quella rappresentata dai costi legali, aumentati a dismisura quest'anno.
Wau Holland sottolinea anche come WikiLeaks non avesse mai ricevuto così tante donazioni.
Assange ha spiegato che metà dei fondi proviene da donazioni modeste sul sito mentre il resto arriva da «contatti personali» -alcuni dei quali versano all'organizzazione decine di migliaia di dollari.

 

3- L´ESPERTO DI COMUNICAZIONE JACQUES SÉGUELA SU ASSANGE: "IL MONDO INTERO LO BRAMA PROPRIO PERCHÉ È L´ANTI-EROE, CAPACE DI FAR SALTARE IN ARIA L´INTERO SISTEMA. IL ROBIN HOOD DELLA SOCIETÀ DIGITALE"
Anais Ginori per La Repubblica

«Julian Assange è l´avatar della nostra cybersocietà. Un uomo apparentemente senza anima né morale». L´esperto di comunicazione Jacques Séguela non nasconde di subire il fascino di un personaggio nuovo, sconosciuto fino a qualche mese fa e diventato in poco tempo un´icona globale: «Ho molti dubbi sugli effetti della sua rivoluzione, eppure capisco la sua formidabile e folgorante popolarità: è l´anti-eroe per definizione».

 

Intanto è già nominato uomo dell´anno dal quotidiano Le Monde ed è stato il più votato dai lettori di Time.
«L´eroe di ieri vinceva le guerre, ci faceva sognare, diventava campione del mondo, era un premio Nobel. Quello di oggi vuole la verità a ogni costo, anche a scapito della diplomazia internazionale, delle persone che mette in pericolo, della protezione degli Stati. Il mondo intero lo brama proprio perché è l´anti-eroe, capace di far saltare in aria l´intero sistema. Il Robin Hood della società digitale».

 

Anche lei è convinto che quello di WikiLeaks sia terrorismo informativo?
«In questo momento è estremamente impopolare dire qualcosa contro Assange e WikiLeaks. La diplomazia, con tutti i suoi difetti, è stata per molto tempo un modo di evitare o smussare i conflitti. Oggi, dopo il "Cablegate", rischia di non esistere più. La sua furia distruttiva mi preoccupa perché è difficile capire quale nuova società voglia costruire».

Sulla capacità di comunicare, Assange ha battuto tutti.
«Certo, da un mese distilla segreti a fuoco lento, creando una suspense straordinaria. Tra l´altro, non sempre si tratta davvero di segreti, ma lui riesce a vendere come tali anche informazioni abbastanza risapute. È anche vero, però, che si è dovuto alleare con media "antichi", come i principali giornali occidentali».

Qual è il suo segreto?
«È un personaggio ambiguo, circondato dal mistero. Ha sicuramente coraggio. Ma penso che tragga gran parte del suo successo dalla sfiducia nell´establishment. Assange è il simbolo della crisi della democrazia, vuole applicare il modello della reality televisivo alla vita politica».

 

Piace perché dice "Il Re è nudo"?
«Una società senza segreti mi fa paura. Noi umani ci differenziamo dagli animali perché abbiamo un´anima e un´intimità. È così che si sviluppa la nostra cultura. Con la trasparenza assoluta scompare la poesia, il romanzo, la musica».

Immagino che per lei non sia l´uomo del 2010.
«Invece l´avrei votato, perché penso che rappresenti una svolta storica nella comunicazione, nel giornalismo, nella politica. Come esperto dei media, il fenomeno mi appassiona. Ci sarà un prima e dopo WikiLeaks: ne sono convinto»

 27-12-2010]

 

 

WIKI-WIKI cazzi-cazzi - 2004, 500 COMBATTENTI DALL’IRAN PER ATTACCARE IL COMPOUND ITALIANO. DOPO 3 GIORNI DI SCONTRI, UN’AMBULANZA CON SETTE CIVILI A BORDO VIENE COLPITA DA SOLDATI ITALIANI, CONVINTI CHE IL VEICOLO FOSSE PIENO DI GUERRIGLIERI - dopo l’11 settembre, MADRID CHIESE AIUTO ALLA CIA PER BLOCCARE LA COSTRUZIONE DI UNA FABBRICA SPAGNOLA IN LIBIA, PER PAURA CHE PRODUCESSE armi - L’ANTI-DROGA USA SPIA i POLITICI dell’AMERICA LATINA - CONDOLEEZA RICE: “ISRAELE HA DISTRUTTO UN REATTORE NUCLEARE IN SIRIA costruito con l’aiuto della corea”…

Aznar fa il dito medio

1 - «COSÌ MADRID CHIESE AIUTO ALLA CIA»...
Da "Corriere.it" - Il governo spagnolo chiese aiuto agli Usa, con l'intervento della Cia, per fermare la costruzione di una fabbrica spagnola in Libia per la produzione di acido nitrico. Lo afferma il quotidiano El Pais citando file diffusi da Wikileaks. Secondo fonti della Espindesa, filiale del gruppo Tecnicas Reunidas, all'origine della negata autorizzazione ci furono gli attentati dell'11 settembre 2001 e con la motivazione che la fabbrica potesse essere utilizzata dai libici per produrre combustibile destinato ai missili Scud.

2 - IL VEICOLO COLPITO DAL FUOCO ITALIANO ERA UN'AMBULANZA...
Da "LaStampa.it" - Nuovi dettagli sull'inferno di Nassiriya del 2004 emergono dai file di Wikileaks sull'Iraq, confermando quel clima di violento scontro bellico seguito alla strage del novembre 2003 - 19 i militari italiani uccisi -, che portò in agosto al tragico «episodio dell'ambulanza», colpita dal fuoco del contingente Antica Babilonia e che costò la vita a quattro civili, due donne, una delle quali partoriente.

 

In un rapporto americano datato 8 aprile 2004, si cita un «resoconto dell'Intelligence italiana», che dà notizia dell'arrivo a Nassiriya di «circa 400-500 combattenti» provenienti dall'Iran per attaccare «il compound italiano (White Horse? Camp Mittica?, si chiede l'estensore del documento)». «L'attacco verrebbe lanciato con un ordine di Moqtada Sadr». Il dispaccio era arrivato tempo prima, forse addirittura 30 giorni prima. Aprile 2004 segna l'inizio di duri combattimenti a Nassiriya, che sfocia tra il 4 e il 6 nella «prima battaglia dei ponti», dopo il fallimento, si legge in un altro dispaccio targato Wikileaks, di un incontro tra «il governatore, il comandante italiano e il leader dell'esercito del Mahdi».

 

Dopo tre giorni di scontri, i militari italiani feriti furono 15. Fu solo l'inizio; di battaglie alla fine se ne conteranno tre, in un periodo drammatico per l'Italia, segnato dalle morti di Fabrizio Quattrocchi e di Enzo Baldoni. Il 5 agosto, nel corso di violenti scontri per il controllo dei ponti di Nassiriya (gli italiani spararono nel complesso 42.601 colpi in meno di 48 ore), si verifica l'episodio forse più controverso della missione.

Un veicolo - si scoprirà poi essere un ambulanza con sette civili a bordo - viene colpito dal fuoco italiano al posto di blocco sul ponte Charlie. «C'era molta rabbia dopo che avevo dato i video e le interviste a Rai2 - ha detto all'Ansa Micah Garen, il giornalista americano che face scoppiare il caso -. Sono stato interrogato fino alle 4 di mattina dalla polizia militare italiana. È stata davvero una esperienza fastidiosa, e quindi decisi di lasciare la base (di Camp Mittica, ndr)».

 

Sulla vicenda aprirà una inchiesta la Procura militare di Roma per «uso delle armi contro ambulanze». Finirono sul banco degli imputati due Lagunari, Raffaele Allocca, che aveva sparato, e Fabio Stival, che diede l'ordine. Molti tra i militari interrogati hanno sostenuto che il veicolo colpito - e poi esploso - era una «station wagon», con a bordo uomini armati che, a un tratto, erano scesi sparando contro i soldati italiani. Ipotesi esclusa dai giudici.

 

Nella sentenza di assoluzione dei due Lagunari, depositata a giugno 2007 e firmata dal giudice Antonio Lepore, si legge che i due «non sono gli unici ad aver sparato» e che «non è dato dubitare che la vettura colpita dal fuoco italiano sia stata una ambulanza». I militari lo hanno fatto in «stato di necessità militare», determinato dagli intensi scontri. Gli italiani hanno fatto fuoco contro un pericolo «in concreto insussistente», prosegue la sentenza, compiendo una «erronea, quanto incolpevole» valutazione.

 

La "riformulazione" dell'accusa iniziale (da «spari contro ambulanza» a «omicidio plurimo») venne motivata dalla diversa, e maggiore, gravità del reato per l'uccisione di quattro persone. Una complessa vicenda tecnica: alcuni esperti sottolineano che il reato di spari su ambulanza non prevede «uno stato di necessità militare» come possibile 'giustificazione', «scriminante».

3 - L'ANTI-DROGA USA SPIA POLITICI AMERICA LATINA...
(AGI) - L'agenzia americana per la lotta al narcotraffico, la Dea, svolge un ruolo di intelligence in America Latina con intercettazioni telefoniche di politici. E' quanto emerge dai cablogrammi Usa diffusi da Wikileaks. Nel 2009 il presidente di Panama, Ricardo Martinelli, chiese aiuto all'ambasciatore americano per spiare un suo rivale politico .

 

4 - MEDVEDEV, FUGA NOTIZIE NON MUTA RAPPORTI CON USA...
(AGI) - Dmitry Medvedev assicura che i file dei diplomatici americani che ritraevano la Russia come un'autocrazia corrotta non cambieranno i rapporti tra Washington e Mosca. Il presidente russo non e' "preoccupato (dalle rivelazioni di Wikileaks)" ed e' convinto che "non influiranno" nelle relazioni con gli Usa" .

5 - CONDOLEEZA RICE, "ISRAELE HA DISTRUTTO UN REATTORE NUCLEARE IN SIRIA"...
(ASCA-AFP) - Gerusalemme, 24 dic - Israele ha distrutto un reattore nucleare siriano con un raid aereo qualche settimana prima che diventasse operativo. E' quanto si legge in un cablogramma diplomatico statunitense diffuso da Wikileaks e pubblicato oggi dal quotidiano israeliano Yediot Aharonot.

 

''Il 6 settembre 2007 Israele ha distrutto un reattore nucleare costruito segretamente dalla Siria, a quanto pare con l'aiuto della Corea del Nord'', affermava l'allora segretario di stato americano Condoleezza Rice. ''I nostri esperrti dell'intelligence sono sicuri che l'attacco abbia mirato un reattore atomico dello stesso tipo di quello costruito dalla Corea del Nord a Yongbyon'', scriveva il segretario ad aprile 2008, precisando: ''Abbiamo buone ragioni per credere che non fosse stato costruito per ragioni pacifiche''.

 26-12-2010]

 

 

 

Babbo natale vuol bene ad Assange: sotto l’albero un accordo da 1,5 milioni di dollari per scrivere la sua autobiografia - «Non voglio scrivere questo libro, ma devo farlo. Ho già speso 200.000 sterline per i costi legali, e ho bisogno di difendermi e mantenere Wikileaks a galla» - è il braccialetto elettronico a irritare il fondatore di Wikileaks: «È molto più scioccante della prigione. È come una cintura di castità. Un oltraggio all’integrità fisica

 Stampa.it

Mentre sul web impazzano i falsi "scoop" di Wikileaks su Babbo Natale, con decine di siti che pubblicano improbabili quanto comiche rivelazioni, Julian Assange ha trovato sotto l'albero un regalo degno di nota, un accordo da 1,5 milioni di dollari per scrivere la sua autobiografia.

«Non voglio scrivere questo libro, ma devo farlo», ha detto in una intervista per il domenicale del Times annunciando l'accordo: «Ho già speso 200.000 sterline per i costi legali, e ho bisogno di difendermi e mantenere Wikileaks a galla».

L'australiano, che è attualmente in libertà condizionata in Gran Bretagna, riceverà 800.000 dollari (600.000 euro) dal suo editore americano Alfred A. Knopf e 325.000 sterline (380.000 euro) dal britannico Canongate. Altri contratti porteranno i suoi proventi complessivamente a 1,1 milioni di sterline.

In Italia, il libro verrà distribuito da Feltrinelli. L'uscita è prevista per la primavera del 2011. Le spese legali sono il principale cruccio di Assange: «Anche se gli avvocati ci regalano un pò del loro tempo», i costi hanno superato le 500.000 sterline. Il blocco alle donazioni online non pesa meno sui bilanci: sempre Assange ha rivelato che durante il 'piccò di attività, il sito arrivava a ricevere sino a 100.000 euro al giorno.

L'australiano ha passato il Natale nella villa settecentesca di Ellingham Hall, a Beccles nel Suffolk, messa a disposizione dall'amico Vaughan Smith: non ci sono dettagli su come abbia passato la giornata, ma è certo che è stato in casa, obbligato dalle limitazioni poste dal tribunale.

L'australiano non può infatti uscire dalle dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 22:00 alle 02:00 di mattina. 

Sul web intanto impazzano le «rivelazioni di Wikileaks» su Babbo Natale, ovviamente goliardiche, comprese le piccate reazioni e le secche smentite di Santa Claus in persona, e altri rapper dedicano video ad Assange. Alla Vigilia, il fondatore di Wikileaks ha accolto giornalisti e amici nella villa con in bella mostra il suo 'Apple McBook Prò. Al Guardian ha confessato di avere «bisogno di un pò di riposo» dopo due mesi «estenuanti».

Ai giornalisti britannici, Assange è effettivamente apparso «fisicamente esausto». Nell'intervista, in cui ha detto che il suo 'destino è nelle mani del premier britannico David Cameron in caso gli Usa chiedessero di estradarlo, Assange ha evocato il delitto Kennedy: se finisse in un carcere americano, farebbe la fine - ha detto - di Jack Ruby, l'uomo che uccise Lee Harvey Oswald, l'ex marine accusato di aver assassinato il presidente americano, che morì in prigione per un cancro che secondo lui gli era stato 'inoculatò da chi lo voleva far tacere per sempre.

Intanto, è il braccialetto elettronico a irritare il fondatore di Wikileaks: «È molto più scioccante della prigione. È come una cintura di castità. Un oltraggio all'integrità fisica».

 26-12-2010]

 

 

WIKI-KILLERS - ASSANGE SFIDA CAMERON: “DIMOSTRERÀ DI NON ESSERE COOPTATO DAGLI USA E NON CONCEDERÀ LA MIA ESTRADIZIONE. IN AMERICA FAREI LA FINE DI OSWALD, L’ASSASSINO DI KENNEDY, MI AMMAZZEREBBERO IN 48 ORE” - WIKILEAKS È COME UNO SQUALO: “NON ABBIAMO ALTRA SCELTA: PUBBLICARE O MORIRE. E ANCORA ABBIAMO TANTISSIMO MATERIALE” (TREMA IL MAGO DALEMIX) - “GLI USA SONO COME IL REGIME SOVIETICO: VISA, MASTERCARD, PAYPAL E BANK OF AMERICA SONO STRUMENTI DI CONTROLLO AL SERVIZIO DI OBAMA

1 - IL J'ACCUSE DI JULIAN ASSANGE - "NEGLI USA SAREI UCCISO COME OSWALD"...
Da "la Repubblica"

 

Se finisse in un carcere americano, Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange afferma di avere "grandi possibilità" di venire ucciso "nello stile-Jack Ruby", l'uomo che uccise Oswald, il presunto assassino di John F. Kennedy a Dallas. Ruby, legato agli ambienti mafiosi statunitensi - anche se non ci sono prove certe della sua affiliazione a questa o quella famiglia - uccise Oswald 48 ore dopo la morte di Jfk, mentre il giovane ex Marine veniva trasferito dal commissariato di polizia al carcere.

Condannato in prima istanza alla pena di morte, Ruby morì al Parkland Hospital nel 1967 (lo stesso in cui venne decretata la morte degli stessi Kennedy e Oswald) per un tumore che gli era stato diagnosticato un anno prima. In diverse occasione, Ruby tuttavia parlò di un complotto per "farlo tacere" ed insinuò che la malattia gli era stata 'inoculata'.

 

Comunque, sottolinea Assange, "sarebbe politicamente impossibile" per la Gran Bretagna estradarlo negli Stati Uniti, e Londra ha "il diritto di non estradare per crimini politici". "Lo spionaggio è un classico caso di crimine politico, è a discrezione del governo britannico se applicare questa eccezione o no", ha detto l'australiano al Guardian. Il fondatore di Wikilekas però assicura: "C'è un nuovo governo, che vuole dimostrare di non essere già stato cooptato dagli Stati Uniti", argomentando che David Cameron e Nick Clegg sono in una posizione più forte per resistere a una richiesta di estradizione da parte di Washington.

 


2 - NEL RIFUGIO DI ASSANGE...
Francesca Caferri per "la Repubblica"

Una settimana nella campagna inglese ha fatto bene a Julian Assange. Quando scende dalla macchina che, come ogni giorno, lo accompagna a firmare il registro dei detenuti nel commissariato di Beccles, nel cuore del Suffolk, dove tutto è lento e tranquillo e le giornate sanno di pudding natalizio e tradizione, il fondatore di WikiLeaks è rilassato e tranquillo. Piumino verde oliva, maglione bianco e jeans, si muove con disinvoltura, nonostante il braccialetto elettronico alla caviglia.

 

«Buona sera. Grazie per avermi aspettato qui sotto la neve. È stata coraggiosa», sorride stringendo la mano. Poi si incammina veloce verso l´ingresso: mancano 20 minuti alle cinque, orario di chiusura della stazione di polizia, e se non si presenterà ai poliziotti entro quell´ora sarà costretto a rinunciare alla campagna e a tornare in prigione, dove ha già passato nove giorni, accusato di stupro da due donne svedesi.

La nuova vita dell´uomo che da settimane catalizza l´attenzione dell´opinione pubblica mondiale si svolge in questo angolo innevato dell´Inghilterra, famoso per la caccia e la pesca. Il Suffolk ha dato ospitalità ad Assange suo malgrado, solo perché il reporter Vaughan Smith ha messo a disposizione per gli arresti domiciliari la grande casa di campagna che ha da queste parti: ma dopo i primi giorni di caos ha chiuso su di lui una cortina di indifferenza.

 

Qui la vita ha il ritmo lento delle zone di campagna e ad occupare le prime pagine dei giornali non ci sono le rivelazioni di WikiLeaks ma le fiere natalizie: l´unica trasgressione possibile dopo le cinque, quando tutto chiude, è una bevuta al pub. Un grosso cambiamento per un uomo che negli ultimi tre anni non ha avuto residenza fissa, muovendosi da una parte all´altra con uno zaino e un manipolo di fedelissimi e ha tenendo in scacco i servizi segreti di mezzo mondo.

 

Fuori dal commissariato passano pochi minuti prima che Assange ricompaia. «Il tempo di una firma e di una chiacchierata, è una persona gentile e tranquilla», racconterà dopo il poliziotto. Incollato al telefonino e atteso con impazienza da una giovane assistente che sfida la neve in minigonna e ballerine, l´australiano si concede solo per qualche battuta: «Sto bene, grazie. Lavoro. Ma mi riposo, anche. Buon Natale, davvero». Poi via, nella macchina scura dove la ragazza ha già acceso il motore. Lo attendono 20 minuti di auto fino a Ellingham House, la villa dove trascorre quelli che chiama «i miei arresti domiciliari ad alta tecnologia».

 

È dall´interno di questa grande tenuta, che fino a pochi giorni fa si poteva affittare via Internet per matrimoni e battute di caccia ma ora è scomparsa dalla Rete, che il fondatore di WikiLeaks combatte la sua ultima battaglia. Chi la frequenta racconta delle sue lunghe passeggiate ma anche di riunioni infinite che vanno avanti anche ora che alcuni dei più stretti collaboratori sono partiti per Natale. «Abbiamo pubblicato soltanto una piccola parte del materiale che abbiamo. Andremo avanti. Non abbiamo altra scelta: pubblicare o morire», racconta a Paris Match intorno al camino.

 

E poi: «Sono diventato un obiettivo perché certe organizzazioni potenti non possono perdere la faccia». Pochi sono i visitatori ammessi dentro la villa. Chi non è espressamente invitato non è ben visto: «È una nota zona di caccia. C´è gente che spara. Non vorremmo che prendessero un curioso per un uccello da abbattere», dice ironico uno dei collaboratori.

Avvertimento inutile: i grandi cancelli che delimitano la proprietà sono lontani dalla strada più di un chilometro. Un lago ghiacciato ed ettari di terreno li separano a loro volta dalla villa: impossibile arrivare senza essere notati. Forse per questo, come spiega il funzionario di polizia di Beccles «non c´è bisogno di protezione. Non abbiamo aumentato i turni, né richiamato gli agenti dalle ferie. Per noi va tutto bene».

 

Nonostante le sempre più numerose minacce di morte che Assange dice di continuare a ricevere, la maggiore occupazione della polizia qui sono le multe agli automobilisti in doppia fila. Probabilmente è la prima volta che i poliziotti hanno a che fare con un detenuto con il braccialetto elettronico. Di certo mai si erano trovati di fronte a qualcuno che usa il Suffolk per lanciare messaggi planetari: «Abbiamo scoperto in queste settimane che il sistema americano si avvicina a quello sovietico: che Visa, Mastercard, Paypal e Bank of America sono strumenti di controllo al servizio della Casa Bianca», ha detto ieri Assange.

 

Di fronte a queste parole a Beccles e nella vicina Bungay la gente reagisce con indifferenza: «Ho capito che stava succedendo qualcosa quando ho visto la tv», dice Sylvia, abitante di Beccles. Il suo è un punto di vista condiviso: per la maggior parte della gente qui, Assange è praticamente uno sconosciuto. Delle sue battaglie non sono arrivati che echi lontani. Nulla a parte un cartello nella neve che chiede libertà per Bradley Manning, il soldato Usa accusato di essere la fonte delle rivelazioni del sito, segnala la sua presenza. Una realtà quasi paradossale per l´uomo che più di ogni altro fa parlare di sé il mondo da settimane.

 

«Ho visto la polizia e gli elicotteri quando è arrivato, ma lui no. Neanche sapevo chi fosse. Noi amiamo la tranquillità, questo caos non ci piace», racconta Rob, falegname, la cui segheria è a pochi metri dalla villa. «Un po´ di animazione è divertente. Ho venduto qualche paio di guanti ai giornalisti infreddoliti - sorride la signora Julie Bright, titolare di "Crossway", il negozio di articoli di caccia e cibo di animali che sta di fronte alla casa - ma ora sono andati via. E nessuno di noi andrebbe a guardare oltre ai muri per vedere cosa fa quell´uomo. Non ci interessa».

 

Oltre i muri «quell´uomo» si prepara a combattere un´altra puntata della battaglia per evitare l´estradizione in Svezia e, in ultima istanza, negli Stati Uniti dove, dice «temo sempre di più di finire». Al Guardian dice che se ci fosse abbastanza pressione dall´opinione pubblica sarebbe «politicamente impossibile» per la Gran Bretagna estradarlo negli Stati Uniti. «Lì - ha aggiunto - ci sarebbe una grossa possibilità che io finisca ucciso, come ha fatto Jack Ruby»: il riferimento è all´uomo che uccise Lee Harvey Oswald, accusato di aver a sua volta assassinato il presidente Kennedy.

 

Al Times ha raccontato delle due condizioni di detenzione: «Ho potuto chiamare solo quattro persone, oltre ai miei avvocati». Ma anche della solidarietà di una guardia carceraria «Mi ha dato un biglietto. C´era scritto: in questo mondo ho solo due eroi: te e Martin Luther King».

Rob e Julie, se uno glielo riferisce, scuotono la testa, come la maggior parte degli abitanti di Beccles interrogati per questo articolo: «Gli auguriamo un Buon Natale: si goda il pudding, gli amici e la famiglia. La fama viene e va». Quella di Assange in questo angolo di Inghilterra è già svanita: ma nel resto del mondo, c´è da giurarci, durerà ancora.

 24-12-2010]

 

 

. QUOTIDIANO NORVEGESE OTTIENE INTERO ARCHIVIO CABLO...
(ANSA) - Il quotidiano norvegese Aftenposten é a quanto pare diventato il primo giornale al mondo ad aver messo le mani sull'intero archivio di cablogrammi USA sino ad oggi rimasto in saldo possesso di WikiLeaks. A darne notizia è Dagens Næringsliv (DN), il principale quotidiano finanziario norvegese.

 

"Non ho nessun commento da fare su come abbiamo recuperato i documenti", ha detto Ole Erik Almlid, il capo-cronaca del quotidiano di Oslo. "Noi non riveliamo chi sono le nostre fonti, e questo caso non fa nessuna differenza". Secondo DN anche il portavoce di WikiLeaks, Kristinn Hrafnsson, si è trincerato dietro il più stretto "no-comment".

 

 

 

2. CIA LANCIA TASK FORCE PER LIMITARE IMPATTO CABLE...
(ANSA) - La Cia ha lanciato una task force allo scopo di valutare e quindi limitare l'impatto negativo che la fuga delle migliaia di cable della diplomazia americana può avere sulla propria attività, e in genere sulle operazioni condotte dagli Stati Uniti all'estero. Lo scrive il sito del Washington Post. Questa nuova struttura, ormai nota nell'agenzia di intelligence con l'acronimo Wtf, comincerà i suoi lavori con un ampio inventario delle informazioni 'classificate' che sono a disposizione delle decine di network americani in giro nel mondo.

 

Quindi cercherà di capire in modo certo sino a che punto le notizie pubblicate su Wikileaks abbiano messo in pericolo la rete informativa americana. Una volta fatto il quadro preciso, avrà anche l'opportunità di intervenire per far fronte alle situazioni più urgenti.

 

 

 

3. NIENTE APPLICAZIONI PER WIKILEAKS ANCHE LA APPLE SI SCHIERA CONTRO ASSANGE...
Da "la Repubblica" - Contro WikiLeaks ora si schiera anche la Apple, che ha rimosso dal suo negozio virtuale un´applicazione «non ufficiale» per consultare il sito di Julian Assange tramite Iphone e Ipad. «Violava le linee guida per gli sviluppatori di software» ha dichiarato al New York Times un portavoce della società, che ha aggiunto che le «App devono rispettare tutte le leggi locali e non possono mettere in pericolo gli individui». La Apple si aggiunge così alla lista dei gruppi internazionali, come Visa e Mastercard, che in qualche modo hanno tolto il sostegno a WikiLeaks.

 

4. BRITANNICI ADDESTRANO 'SQUADRONE MORTE' BANGLADESH...
(ANSA) - Il governo britannico ha addestrato una forza paramilitare nel Bangladesh che è ritenuta da organizzazioni per i diritti umani uno "squadrone della morte del governo". E' quanto emerge da documenti diplomatici americani pubblicati da Wikileaks e dal britannico Guardian. Membri del Rapid Action Battalion (RAB), ritenuto responsabile di centinaia di uccisioni in anni recenti e accusato di ricorrere abitualmente alla tortura, hanno ricevuto addestramento dai britannici - riferisce l'ambasciatore Usa a Dacca citando fonti britanniche - in "tecniche di interrogatorio investigativo" e "regole di ingaggio". L'addestramento, emerge dai cablogrammi, è cominciato tre anni fa quando i laburisti erano al governo nel Regno Unito.

 

I particolari di tale addestramento sono stati rivelati da diverse comunicazioni rese pubbliche da Wikileaks, e che riguardano gli obiettivi del controterrorismo dei governi di Washington e Londra in Bangladesh. Uno dei documenti chiarisce che gli Stati Uniti intendono offrire al Rab addestramento solo per quanto riguarda i diritti umani, perché i suoi membri commettono impunemente gravi violazioni dei diritti umani. Da quando il 'battaglione della morte' e stato creato sei anni fa - chiarisce il Guardian - attivisti per i diritti umani hanno stimato che è responsabile di oltre 1.000 uccisioni, descritti eufemisticamente come decessi causati da "fuoco incrociato".

 

Nel settembre del 2009 il direttore generale del Rab ha reso noto che 577 persone sono state uccise dai suoi agenti in sparatorie. Lo scorso maggio ha aggiornato tale cifra portandola a 622 vittime. Il ricorso alla tortura da parte del Rab - prosegue il Guardian - è stato documentato da organizzazioni umanitarie, e i paramilitari sono ritenuti coinvolti anche in sequestri ed estorsioni e accusati di aver preso soldi per uccidere. I cablogrammi tuttavia rivelano che britannici e americani, determinati a rafforzare le operazioni di lotta al terrorismo in Bangladesh, sono favorevoli all'aumento degli effettivi del Battaglione, giustificando la decisione col fatto che "il Rab gode di grande rispetto e ammirazione da parte della popolazione, colpita dalla diminuzione di legge e ordine negli ultimi dieci anni".

In una comunicazione, l'ambasciatore americano a Dacca, James Moriarty, commenta che il Rab è l'organizzazione che più di tutte "potrebbe un giorno diventare la versione bengalese dell'Fbi".

5. VATICANO FUORI DA ASS. SHOAH DOPO TENSIONI SU PIO XII...
(ANSA) - Il Vaticano, scrive il britannico Guardian, cancellò un accordo scritto per aderire a una associazione nata per promuovere e rafforzare i programmi educativi sulla Shoah a causa delle "tensioni" sul ruolo di Pio XII nel corso della Seconda guerra mondiale. Il Vaticano, secondo il quotidiano britannico che pubblica un cable siglato nell'ottobre 2009 dal numero uno dell'ambasciata Usa presso la Santa Sede, Miguel Diaz, avrebbe stracciato "un accordo scritto" per entrare come "osservatore" nella "Task force for international cooperation on holocaust education", nata nel 1998 per promuovere e rafforzare i programmi educativi sulla Shoah, e alla quale il governo italiano ha aderito nel 1999. 22-12-2010]

 

 

 

SISMA PER WIKI-SISMI - QUEL 4 MARZO 2005, GIORNO DELL’UCCISIONE DI CALIPARI, I SOLDATI USA ERANO STATI AVVERTITI DI FAR FUORI L’AUTO CON LA SGRENA. INFATTI FECERO FUOCO AD ALTRE TOYOTA SOSPETTE (UN CIVILE MORTO E DUE FERITI) - NON SOLO USA: USCIRà MAI LA VERA STORIA CHE VIDE CONTRAPPOSTI DUE ESPONENTI DEL SISMI, MARCO MANCINI E NICOLA CALIPARI? - PERCHé NESSUNO HA MAI ACCESO UN FARO SUL RUOLO DI CALIPARI CHE SUBENTRò A MANCINI NELLA GESTIONE DELLE OPERAZIONI IN IRAQ?...

ANSA) - Alle 22.39 del 4 marzo 2005, circa due ore dopo la morte di Nicola Calipari, un'altra Toyota Corolla bianca venne colpita dal fuoco dei militari americani nella "Zona 56W di Baghdad", mentre poco dopo nella "zona Baghdad 30" un veicolo civile venne "ingaggiato" per non aver risposto alle segnalazioni - il bilancio fu di un civile morto e due feriti, tra i quali un bambino di 12 anni -. Quel giorno, gli statunitensi avevano poi già sparato contro un veicolo civile, alle 19.40, nella "zona 55E" della capitale irachena.

 

Lo si legge nei cable sull'Iraq pubblicati da Wikileaks, il sito fondato da Julian Assange. Una Toyota Corolla bianca era l'auto che trasportava Giuliana Sgrena, accompagnata da Calipari e l'autista, verso la libertà, ma secondo altri cable gli Usa temevano fosse una "autobomba".

Alle 19.40 del 4 marzo 2005, nella "zona 55e" di Baghdad, un veicolo si "era avvicinato troppo", i soldati Usa avevano sparato tre colpi di avvertimento, ma "il veicolo non si è fermato". Il conducente venne ferito, e trasportato in ospedale. Si trattava di un "soldato, pro-coalizione, ma privo di tesserino".

 

Alle 20.55 l'auto con Calipari e Sgrena arriva al checkpoint 541 sulla Irish route di Baghdad. Le unità Usa aprono il fuoco, dopo aver fatto "segnalazioni con il faro, con le braccia, sparando colpi di avvertimento" contro un veicolo che procedeva a "60-70 mph" (90-110 kmh). In un file pubblicato da Wikileaks a ottobre si afferma che i militari americani al posto di blocco, sull'autostrada per l'aeroporto della capitale, temevano che l'auto fosse imbottita di esplosivo.

 

"La fonte dice che, dopo aver ricevuto 500 mila dollari di riscatto per la Sgrena, il capo della cellula di Baghdad le disse di andare direttamente in aeroporto, ma poi informò il ministero dell'interno iracheno che l'auto era un'autobomba". Ma nel documento c'é una discrepanza con la cronaca: si parla di una Celebrity blu, mentre l'auto di Calipari e della Sgrena era una Toyota Corolla bianca.

 

Sempre il 4 marzo, alle 22.39, gli americani sparano contro un altro mezzo civile, una Toyota Corolla bianca nella zona "56W": "Le unità (Usa, ndr) hanno aperto il fuoco dopo i colpi di avvertimento - si legge nei dispacci pubblicati a ottobre da Wikileaks -. L'autista ha riportato una ferita minore alla gamba. E' risultato positivo al test "X-spray" (test per rilevare tracce di esplosivo, ndr) ed è stato fermato. Dice di essere un imam". Alle 23.20, nella "zona Baghdad 30" un veicolo civile "non risponde alle segnalazioni, quindi viene ingaggiato dalle unità". Bilancio: un civile adulto morto, uno ferito, un bambino di 12 anni ferito alla mano e un altro di 9 illeso.

 22-12-2010]

 

 

te la do io l’america liberal e bella di obama! - MANNING, IL SOLDATO CHE HA PASSATO I FILE A WIKILEAKS, È DA 7 MESI IN ISOLAMENTO IN UNA BASE DEI MARINES - LO STANNO RIDUCENDO A UN’AMEBA PER STRAPPARGLI UNA CONFESSIONE CHE INCRIMINI ASSANGE - INTANTO, NELLA “GABBIA DORATA” INGLESE, IL BIONDO JULIAN SCRIVE LE SUE MEMORIE - MA IL LIBRO DOVRÀ VEDERSELA CON LE RIVELAZIONI DEL SUO EX NUMERO 2, CHE LO HA MOLLATO RITENENDOLO POCO TRASPARENTE E MOLTO ACCENTRATORE

1 - LE (AMARISSIME) PRIGIONI DEL SOLDATO DI WIKILEAKS - MANNING IN UNA CELLETTA SENZA POTER RIPOSARE...
Guido Olimpio per il "Corriere della Sera"

 

Per un'ora al giorno Bradley Manning esce dalla sua cella ed entra in una stanza-palestra dove gli è permesso di «camminare» . Le regole impongono che compia un percorso simile ad un 8. Vietate le flessioni o piegamenti sulle gambe. Poi se ne torna nel suo loculo, composto da un letto, un wc e un lavandino.

Da oltre 200 giorni, il soldato americano, accusato di aver passato i file a Wikileaks, è rinchiuso in un edificio di Quantico, nei boschi della Virginia. Lì, ad un'ora dal centro di Washington, c'è la base dei marines diventata la sua prigione. Manning, che ha compiuto 23 anni venerdì scorso, è in isolamento. E dunque la sua vita tra le sbarre prevede disposizioni ferree. Il militare viene svegliato alle 5 e gli è concesso di dormire solo dopo le 20. Se prova ad appisolarsi le guardie intervengono, stessa cosa se copre la testa con la coperta.

 

Sulla brandina non ci sono lenzuola e cuscini: il prigioniero potrebbe strapparli e usarli per improvvisare un cappio con il quale togliersi la vita. Anche per questo, i marines devono sorvegliarlo in modo costante. Ogni 5 minuti verificano che tutto vada bene e aspettano una conferma verbale dallo stesso detenuto. Per combattere la noia, Manning può guardare la tv.

Tre ore quotidiane che si allungano di poco durante i fine settimana. Sui canali non ci sono particolari restrizioni, tranne quelle legate alle news: può vedere solo i tg locali. Altro svago- scontato- la lettura. Il soldato ha diritto ad un libro alla volta e ad una rivista. Nelle scorse settimane ha sottoposto una lista di testi alle autorità che l'hanno approvata. Saranno i suoi familiari ha portargli i libri per Natale.

Ecco l'elenco: Decision Points di George W. Bush; Critica della ragione pura e Critica della ragione pratica di Kant; Propaganda di Bernays; I l gene egoista di Dawkins; Storia del popolo americano di Zinn; Arte della guerra di Sun Tzu; The good soldiers di Finkel; Sulla guerra di Clausewitz. Quanto alla rivista, Bradley ha scelto «Scientific American» . I colloqui sono ridotti al minimo (solo il sabato) e, essendo in isolamento, il militare non può parlare con nessuno, fatta eccezione per il suo avvocato, lo psichiatra e qualche guardia. Non c'è dubbio che le condizioni siano «durissime» - ha sottolineato il legale David Coombs - e in certi momenti Manning appare molto provato.

 

Un amico che ha avuto modo di vederlo, attraverso il divisorio in vetro, ha notato «un declino costante del suo stato mentale e fisico» . Diverse fonti affermano che l'amministrazione sta esercitando forti pressioni. Un lento lavoro ai fianchi favorito dalla lunga detenzione.

L'obiettivo è di ottenere le prove per incriminare Julian Assange con l'accusa di spionaggio. Il fondatore di Wikileaks ha cercato di sminuire il ruolo della presunta «talpa» americana - «noi non conosciamo le fonti dei documenti» - ma gli investigatori hanno in mano molti elementi a carico di Manning, comprese le email dove si confida con un amico hacker. E probabilmente sperano che il soldato, alla fine, ceda magari in cambio di uno sconto di pena o altro.

 

A Washington si sarebbero svolte diverse riunioni di esperti legali per sottoporre al responsabile della Giustizia Eric Holder un piano per convincere il militare a cooperare. I sostenitori di Manning ritengono che i provvedimenti così severi non siano giustificati e accusano le autorità di giocare sporco.

Dal Pentagono rispondono che il soldato è in «regime di massima sicurezza» ma che è «trattato come tutti gli altri prigionieri». Se per Wikileaks il militare è una «vittima», in tanti in America lo considerano un traditore che deve restare per sempre in quella piccola cella.

2 - E ASSANGE PUBBLICHERÀ LE SUE MEMORIE MA NON GRATIS...
Anna Masera per "La Stampa"

 

L' ultima notizia che riguarda il chiacchierato e controverso fondatore di WikiLeaks.org, al centro del «Cablegate» che mette a nudo segreti e rapporti tra i governi mondiali con grave imbarazzo degli Usa, riguarda una novità editoriale in arrivo: Julian Assange si prepara a dare la scalata alle classifiche dei best seller con un libro di memorie. L'autobiografia dell'australiano sarà edita da Canongate in Gran Bretagna e Knopf negli Usa.

 

Lo scoop è arrivato ieri attraverso un messaggio su Twitter della casa editrice spagnola Random House Mondadori, che cita il capo della divisione letteraria Claudio Lopez secondo cui il manoscritto «sarà pronto a marzo». Il messaggio è rimbalzato sul Web infarcito di commenti pro e contro, perché Wikileaks e il suo fondatore ormai spaccano in due l'opinione pubblica: «Vergogna, venduto, dovrebbe scrivere gratis», tuonano alcuni. «Perché mai? Fa bene, dopotutto gli hanno bloccato le donazioni al sito e deve pure pagare gli avvocati per difendersi nel processo che lo aspetta, mica penserete che debba lavorare sempre gratis», lo difendono i simpatizzanti.

 

Assange è attualmente libero su cauzione a casa di amici in una villa del Suffolk in attesa che si risolva la procedura dell'estradizione chiesta dalla Svezia per reati sessuali, che niente avrebbero a che fare con il sito Wikileaks, mentre gli Usa hanno fatto sapere di essere alla ricerca di prove per poterlo incriminare per spionaggio.

Le memorie di Assange faranno seguito a quelle del suo ex numero due Daniel Domscheit-Berg, il cui Inside WikiLeaks: My Time at the World's Most Dangerous Website , sulla storia del sito che pubblica le fughe di notizie, dovrebbe essere pubblicato il 27 gennaio in Germania, e subito dopo tradotto in inglese.

 

L'ex portavoce di Wikileaks si è dimesso lo scorso settembre dichiarando alla stampa che il sito campione della trasparenza non era sufficientemente trasparente nel modo di prendere le decisioni e aveva concentrato troppo potere intorno alla figura del suo fondatore, con il risultato che, nel momento in cui Assange è stato arrestato, il sito è rimasto gravemente menomato.

Domscheit-Berg ha lanciato la scorsa settimana Openleaks, un sito alternativo a Wikileaks, che promette di essere più trasparente nella gestione, ma altrettanto potente nella pubblicazione di scoop scomodi per i governi del mondo. La competizione adesso si trasferisce anche sui libri: quale tra i due sarà il vero best seller?

 22-12-2010]

 

 

WIKI-dolors - PER NON INTACCARE IL RAPPORTO CON GLI USA, IL GOVERNO ITALIANO HA “COSTRUITO” IL RAPPORTO SULLA MORTE DI NICOLA CALIPARI, L’AGENTE CHE SALVÒ GIULIANA SGRENA DAI RAPITORI IN IRAQ, UCCISO A UN CHECK-POINT AMERICANO, AFFINCHÉ I GIUDICI E IL PARLAMENTO NON POTESSERO FARE UN’INCHIESTA - BANANA, GIAN-BECCHINO, LETTA E POLLARI INCONTRANO I DIPLOMATICI USA, E GLI ASSICURANO: “ABBIAMO SCRITTO CHE È OMICIDIO NON VOLONTARIO. COSÌ LA MAGISTRATURA NON POTRÀ FORZARE LA LEGGE COME FA DI SOLITO

Marco Ludovico per "Il Sole 24 Ore"

 

Il 4 marzo 2005 Nicola Calipari, 007 del Sismi, muore durante la liberazione di Giuliana Sgrena, giornalista del Manifesto rapita dall'organizzazione della Jihad islamica mentre si trovava a Baghdad. A ucciderlo i colpi sparati dai soldati americani. All'omicidio di Calipari fece seguito un'inchiesta del comando militare Usa, cui parteciparono rappresentanti italiani che non vollero sottoscrivere le conclusioni americane di assoluzione.

 

Il governo italiano avrebbe fatto pressioni sulla magistratura nell'inchiesta sulla morte di Nicola Calipari. Il rapporto italiano sull'incidente sarebbe stato scritto anche per questo scopo e comunque per impedire un'indagine delle commissioni parlamentari. «Tutto privo di fondamento» smentisce palazzo Chigi. Ma la bufera dei dispacci di WikiLeaks, pubblicati dal quotidiano britannico Guardian e siglati dall'ambasciatore Usa a Roma (2001-2005), Mel Sembler, non si placa.

 

«Il governo italiano - scrive il diplomatico il 3 maggio 2005 - vuole lasciarsi il caso alle spalle e ha scritto almeno una parte del rapporto sulla morte del funzionario del Sismi, il 4 marzo 2005 a Baghdad, per evitare le inchieste della magistratura». E ancora, Roma «bloccherà i tentativi delle commissioni parlamentari di aprire indagini». Il 2 maggio 2005 i vertici dell'ambasciata Usa sono convocati dall'ufficio del premier per ricevere in anticipo il rapporto italiano sul caso Calipari. Il 5 e il 6 maggio Silvio Berlusconi sarebbe intervenuto alla Camera e al Senato per il dibattito.

 

«Presenti all'incontro - riferisce il "cable" siglato da Sembler - il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Gianfranco Fini, il sottosegretario Gianni Letta, l'ambasciatore negli Usa Gianni Castellaneta, il capo del Sismi Nicolò Pollari, alcuni dei loro consiglieri, e due commissari, il diplomatico Cesare Ragaglini e il generale del Sismi Pierluigi Campregher. Secondo Sembler gli italiani assicurano che «l'incidente non deve avere ripercussioni negative» sulle «eccellenti relazioni bilaterali».

 

Perciò, secondo il diplomatico Usa, nel rapporto italiano c'è scritto «gli investigatori italiani non hanno trovato prove che l'omicidio è stato intenzionale: questo punto - nota Sembler - è stato designed specifically (costruito specificatamente) per scoraggiare altre indagini della magistratura, visto che per la legge italiana possono aprire inchieste sulla morte di cittadini italiani all'estero, ma non in caso di omicidio non intenzionale».

 

L'ambasciatore Usa aggiunge un'altra nota,: «I nostri contatti (ovvero Fini, Letta, Castellaneta e Pollari) hanno messo in guardia che i magistrati italiani sono famigerati per forzare queste leggi ai loro scopi, quindi resta da verificare se la tattica del governo italiano avrà successo».

L'opposizione si scaglia contro l'esecutivo. «Provo la stessa sensazione - spiega la vedova di Nicola, Rosa Villecco, vicepresidente dei deputati del Pd - che ho avuto leggendo, mezzora prima che fosse dato alla stampa, quelle pagine del rapporto italiano che definiva l'uccisione "non intenzionale". Sì, il governo italiano voleva lasciarsi alle spalle il caso Calipari e mettere i rapporti bilaterali con l'America davanti alla verità».

 

Grande amarezza anche in Giuliana Sgrena, la giornalista che Calipari mise in salvo al prezzo della sua vita. Secondo l'inviata del Manifesto «solo il Parlamento può riaprire il caso e rendere onore alla memoria di un servitore dello Stato».21-12-2010]

 

 

WIKI-WIKI CAZZI CAZZI - DITE AL CENTRO-SINISTRA CHE NEL 2005 IL MINISTRO DEGLI ESTERI FINI ASSICURÒ GLI USA CHE IL GOVERNO AVREBBE BLOCCATO LE COMMISSIONI PARLAMENTARI SULLA MORTE DI CALIPARI (“IL RAPPORTO DI ROMA FATTO PER EVITARE INCHIESTE”) - ASSANGE A JOE BIDEN: “I TERRORISTI SONO GLI USA” - CONTRASTO AL MITO DELLA SANITÀ CUBANA (MEGLIO I BLOGGER DEI DISSIDENTI) - NAPOLITANO ANTI-WIKI: “RISERVATEZZA NECESSARIA” - LA SIGNORA ARAFAT CONTRO BEN ALI: “FA SOLO QUELLO CHE SUA MOGLIE GLI ORDINA” - DALL’ITALIA SOLDI ALL’AFRICA PER NON SENTIRE LE PREDICHE DI BONO…

1. CALIPARI: RAPPORTO ROMA PER EVITARE INCHIESTE...
(ANSA) - Il rapporto italiano sulla tragica morte di Nicola Calipari in Iraq, almeno nella parte che definiva l'uccisione non intenzionale, era costruito "specificatamente" ad evitare ulteriori inchieste della magistratura italiana, e il governo Berlusconi voleva "lasciarsi alle spalle" la vicenda, che comunque non avrebbe "danneggiato" i rapporti bilaterali con Washington. Lo si legge in un cable siglato dall'ambasciatore Usa a Roma, Mel Sembler, del maggio 2005.

 

2. CALIPARI; GOVERNO BLOCCO' INDAGINI PARLAMENTO...
(ANSA) - "Il governo" italiano "bloccherà i tentativi delle commissioni parlamentari di aprire indagini" sulla tragica morte di Nicola Calipari in Iraq malgrado vi siano già delle precise richieste delle opposizioni in proposito. E' quanto scrive in un 'cable' datato 3 maggio 2005 l'allora ambasciatore americano a Roma Mel Sembler il giorno dopo aver incontrato a Palazzo Chigi, tra gli altri, Gianfranco Fini (all'epoca ministro degli Esteri), il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il capo del Sismi Niccolò Pollari per discutere del rapporto italiano sulla vicenda. Il documento è stato diffuso dal Guardian, media partner di Wikileaks.

 

3. ASSANGE A EL PAIS; CARCERE MOLTO DURO...
(ANSA) - Le condizioni di detenzione nel carcere britannico di Wandsworth sono state "molto dure", racconta il fondatore di Wikileaks Julian Assange in una intervista oggi a El Pais. L'australiano, che è stato detenuto perché accusato di reati sessuali in Svezia, ha detto di essere stato rinchiuso in cella di isolamento "per il pericolo che qualcuno mi attaccasse o mi uccidesse". Nell'ala Onslaw del carcere britannico c'era "gente che è stata condannata per delitti sessuali, l'assassinio di bambini". "C'erano, racconta, pedofili impazziti che gridavano tutta la notte i loro crimini". Assange dice di ricevere in continuazione minacce di morte. "La maggior parte provengono da membri delle forze armate Usa".

 

4. ASSANGE REPLICA A BIDEN, TERRORISTI SONO GLI USA...
(ANSA) - Il fondatore di Wikileaks Julian Assange ha replicato al vicepresidente Usa Joe Biden, che lo ha definito un "terrorista di alta tecnologia", rinviando al mittente l'accusa. Secondo Biden, ha detto Assange a El Pais, "la verità sugli Usa è terrorismo". Ma, ha aggiunto, il terrorismo "é usare la violenza con fini politici". "L'Amministrazione Biden continua a offendere la nostra organizzazione, e la stampa con un obiettivo violento o politico. Quindi, chi è il terrorista?".

 

5. AMB.USA, SU OGM VATICANO NON SFIDA VESCOVI CONTRARI...
(ANSA) - La Chiesa mostra un "cauto sostegno" all'adozione degli ogm in agricoltura, ma "il Vaticano non può costringere tutti i vescovi ad appoggiare la biotecnologia", e comunque "non sente - almeno non ancora - che sia suo dovere sfidare" quanti sono contrari. Lo affermava l'ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Miguel H. Diaz, in un dispaccio trasmesso il 19 novembre del 2009 al Dipartimento di Stati Usa e classificato come "confidenziale".

 

Diaz riferiva opinione espresse una settimana prima da monsignor James Reinert, "la persona competente per la sicurezza alimentare e la biotecnologia nel Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace", che disse come il Vaticano sia d'accordo sulla necessità di potenziare la produttività agricola, ritenendo "che i cereali geneticamente modificati (ogm) possono avere un ruolo in questo processo": "ma non tutti nella Chiesa li approvano", aggiungeva Reinert.

 

6. WIKILEAKS: NAPOLITANO, RISERVATEZZA NECESSARIA E VA PROTETTA...
(Adnkronos) - 'Avete diritto ad una necessaria riservatezza, che andra' meglio protetta'. Parlando al Corpo diplomatico ricevuto al Quirinale per la tradizionale cerimonia di auguri di fine anno, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affronta tra i vari temi anche lo scandalo suscitato dalle rivelazioni ad opera di Wikileaks.

Il capo dello Stato rivolge a tal proposito un vero e proprio appello agli ambasciatori accreditati in Italia: 'Non lasciate che una occasionale quanto infelice violazione della confidenzialita' vi distolga dalla missione che svolgete nell'interesse dei Paesi amici che rappresentate e nell'interesse piu' ampio e, lasciatemelo dire, piu' nobile della pace e della stabilita' del mondo'.

 

7. GLI USA CONTRO LA SANITÀ PUBBLICA "DEMOLIAMO QUESTO MITO CASTRISTA"
a cura di Alberto Simoni per "La Stampa" - Nel 2006, mentre Michael Moore girava il documentario «Sicko», che si chiude con un elogio della sanità pubblica cubana, il Dipartimento di Stato puntò i riflettori su storie di errori medici nell'isola di Fidel Castro. L'obiettivo era screditare la rete di ospedali, che il regime considera il suo fiore all'occhiello. La sezione americana d'interessi all'Avana - come emerge dai cablo diffusi da Wikileaks - scrisse nel 2006 che considerava queste storie un'arma contro la «propaganda auto-congratulatoria» del regime.

 

«Cerchiamo sempre storie e notizie che possano mandare in pezzi il mito della superiorità medica cubana, diventata uno dei punti forti della politica estera di quel regime», si legge nel cablo che cita alcuni episodi. Nel primo un medico giamaicano racconta l'odissea di 60 pazienti del suo Paese andati a curarsi gli occhi a Cuba: tre sono rientrati in patria ciechi e 14 con danni permanenti alla cornea».

8. "PUNTIAMO SU GIOVANI E BLOGGER I DISSIDENTI SONO POCO INCISIVI"
a cura di Alberto Simoni per "La Stampa" - A suo tempo, gli Stati Uniti hanno pensato che fosse meglio puntare sui giovani cubani che non sui dissidenti dell'isola, «già avanti negli anni e poco incisivi». È quanto emerge da alcuni dispacci diplomatici diffusi da Wikileaks. In uno di essi si esclude che i gruppi di dissidenti possano arrivare al potere: «Dobbiamo tenere d'occhio altri settori, senza escludere l'interno stesso del governo, per identificare i possibili successori del regime».

 

Secondo quanto riferisce «El País», si afferma anche che i giovani cubani delusi dal regime, compresi artisti vari e blogger, non appartengono a organizzazioni di dissidenti, ma «molto meglio, adottano posizioni ribelli di grande impatto popolare». I giovani fra l'altro, sottolinea il cablo, «sono strettamente vigilati dal governo cubano ed evitano l'etichetta di dissidenti ma non sembrano aspirare a nessun ruolo di leadership».

9. CENA IN TAJIKISTAN...
Davide Frattini per il "Corriere della Sera" - Alla fine del pranzo inondato di alcol, il ministro (Sherali Khairulloyev, ministro della Difesa, ndr) farfugliava e quasi non stava in piedi (...) Khairulloyev è tornato più volte a parlare della Nato e della Georgia (...) «Quando Stalin creò la Georgia, infilò dentro l'Abkhazia e la Sud Ossezia perché i georgiani da soli sarebbero stati delle cacchette di mosca» (...) L'ambasciatore ha perso il conto dei brindisi dopo il decimo. Il suo bicchierino conteneva vodka. Quello più grande del ministro veniva sempre riempito con scotch senz'acqua. Dushanbe, Tajikistan, Ambasciatore Richard e. Hoagland, 1 agosto 2006

 

10. SUV E FIDANZATO-GANGSTER
Davide Frattini per il "Corriere della Sera" - Rapporto su Lola Karimova, 26 anni, la figlia più giovane del presidente Islom Karimov Di solito arriva sul suo- raro, per Tashkent -Suv Porsche Cayenne attorno alle dieci di sera e resta tutta la notte nella discoteca. Lola beve molto alcol e danza con il proprietario, mentre il fidanzato con aria da gangster serve a tenere lontani altri potenziali partner di ballo. Tashkent, Uzbekistan, Ambasciatore John Purnell, 26 novembre 2004

11. CASALINGHE DISPERATE
Davide Frattini per il "Corriere della Sera" - David Letterman, Desperate Housewives, Friends e simili sono molto popolari anche in angoli remoti e tradizionalisti del Paese, dove- ha raccontato XXXXXXXXXX- «non si vedono più beduini, ma ragazzini vestiti all'occidentale» (...). «I programmi americani stanno conquistando i sauditi in un modo che Al Hurra e altri strumenti della propaganda Usa non avrebbero mai potuto» . Riad, Arabia Saudita, incaricato d'affari David Rundell, 11 maggio 2009

 

12. GIOVENTÙ SAUDITA
Davide Frattini per il "Corriere della Sera" - Tutte le tentazioni sono disponibili- alcol, droghe, sesso- ma esclusivamente in privato. Questa libertà di indulgere in passatempi carnali è possibile solo perché la polizia religiosa non interviene, quando tra i partecipanti ci sono membri della famiglia reale o qualcuno che appartiene al loro circolo di fedeli (...). Abbiamo saputo che alcuni ospiti alla festa erano prostitute (...). L'uso di cocaina e hashish è diffuso in questi circoli. Gedda, Arabia Saudita, console Martin Quinn, 18 novembre 2009

13. LA SIGNORA ARAFAT
Davide Frattini per il "Corriere della Sera" - In una conversazione telefonica con l'ambasciatore, Suha Arafat ha attribuito la sua cacciata all'ostilità personale della first lady Leila Ben Ali (a Suha è stata revocata la cittadinanza tunisina mentre era in vacanza a Malta, ndr). Ha elencato una serie di accuse: il presidente Ben Ali fa solo quello che sua moglie gli ordina; Leila Ben Ali e la sua famiglia stanno depredando il patrimonio della nazione; i parenti possono fare quel che vogliono impunemente. Tunisi, ambasciatore Robert Godec, 16 novembre 2007

14. UN MATRIMONIO ALLA CAUCASICA
Davide Frattini per il "Corriere della Sera" - Gadzhi Makhacev (il padre dello sposo, ndr) ci ha dato un passaggio in Rolls Royce, ma lo spazio per le gambe era limitato da un kalashnikov sotto ai nostri piedi (...). Attorno alle 8, il locale è stato invaso da dozzine di mujaheddin armati per l'entrata trionfale di Ramzan Kadyrov (il presidente ceceno, ndr), vestito in jeans e maglietta (...). Ramzan si è messo a danzare goffamente con la pistola automatica ricoperta d'oro infilata nei pantaloni. Mosca, Federazione Russa, vicecapo missione Daniel Russell 31 agosto 2006

 

15. DALL'ITALIA SOLDI ALL'AFRICA DOPO LO SFOGO DI BONO CON IL PREMIER...
Da "La Stampa" - Durante il G8 all'Aquila nel 2009 Berlusconi avrebbe deciso di non toccare i fondi per l'Africa solo per «per evitare le critiche di Bono e compagni». Lo scrive il Guardian, che pubblica un dispaccio del 23 luglio 2008 inviato dall'ambasciata Usa di Roma e siglato da Ronald P. Spogli. Secondo William Meara, consigliere economico dell'ambasciata americana a Londra, nonostante il governo avesse iniziato un taglio consistente delle spese, il premier avrebbe deciso di non toccare le risorse destinate al continente a forma di cuore proprio per evitare brutte figure con la star.

«L'Italia - si legge nel cable pubblicato dal britannico Guardian, partner di Wikileaks, fornisce aiuto a 36 Paesi in Africa. La priorità è per Etiopia, Mozambico, Eritrea, mentre Sudan, Egitto e Mauritania sono minori».

Di fronte alle voci critiche avanzate nei confronti dell'Italia da Ong come quella di Bono Vox, «il sistema degli aiuti italiano è superato ed eccessivamente focalizzato sui progetti di infrastruttura», si legge nel dispaccio Usa, il governo ha risposto che ci sono molti problemi «procedurali».

 

I rapporti tra il leader degli U2 e il Cavaliere sono burrascosi fin dal 2006, quando Bono aveva accusato Berlusconi di aver sfruttato la sua immagine durante la campagna elettorale. Nella brochure inviata agli elettori, infatti, il premier aveva inserito un testo in cui la rockstar ringraziava il governo per gli aiuti nella lotta contro la povertà.

In una lettera aperta, Bono si era detto dispiaciuto: «Mister Berlusconi, ho visto il suo album e mi sento sfruttato», così il leader degli U2. «Sarei profondamente onorato di vedere il mio nome nel manifesto di un leader con programmi chiari per mantenere le sue promesse fatte ai Paesi più poveri. Per ora lei non ha offerto nessun chiarimento, anche se fortunatamente c'è ancora tempo».

Dal rapporto confidenziale del 2008 si scopre così che Berlusconi aveva «paura di perdere la faccia». Timori che agli uomini dell'ambasciata avrebbe riportato Fabrizio Nava, il capo dell'Ufficio Territoriale per l'Africa Subsahariana. 20-12-2010]

 

 

WIKI-CHRISTMAS - ASSANGE AI DOMICILIARI, PASSERÀ IL NATALE A SMANETTARE WIKILEAKS IN UNA MEGAVILLA INGLESE, OSPITE DI UN EX SOLDATO E CORRISPONDENTE DI GUERRA MILIONARIO - L’11 GENNAIO L’UDIENZA SULLA CERTA ESTRADIZIONE IN SVEZIA PER INSUFFICIENZA DI CONDOM - MA L’AMERICA GLI AVVELENA IL PANETTONE: LE CHAT TRA LA GAIA TALPA MANNING E IL SERGENTE LAMO (CHE HA FATTO RINCHIUDERE MANNING IN UNA GALERA MILITARE) INCASTREREBBERO IL BIONDO JULIAN PER AVER COSPIRATO CONTRO GLI STATI UNITI - E BRUNETTA SE LA PRENDE CON L’ “AMBASCIATOR PORTA PENE

1- «AMBASCIATORE TRASMETTA ANCHE LE BUONE NOTIZIE»...
R. Ba. per il "Corriere della Sera" - «Caro ambasciatore Thorne, anche sulle buone notizie come questa potresti fare un cable a Washington per informare gli Stati Uniti» . La frecciata arriva secca e inaspettata dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta alla fine del suo intervento.

 

La buona notizia, spiegata dal ministro al convegno del Centro studi di Confindustria, riguarda il primato dell'Italia - certificato da un rapporto della Commissione europea- sul fronte dell'egovernment. David Thorne, autore di alcuni cable rivelati da Wikileaks in cui sostiene che i decreti Romani aiutano Mediaset e danneggiano Sky, si rivolge verso il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia per commentare l'uscita di Brunetta che subito aggiunge: «Una battuta così dovevi aspettartela».

 


2- ASSANGE LIBERO: "LA GIUSTIZIA NON È MORTA"
Fabio Cavalera per il "Corriere della Sera"

«È bello sentire di nuovo l'aria fresca di Londra. Grazie a tutta la gente che in ogni parte del mondo ha avuto fede in me» . Julian Assange non torna nella cella che fu di Oscar Wilde nel carcere di Wandsworth e dove è rimasto in isolamento nove notti. «Non c'è pericolo di fuga» : l'Alta corte di giustizia gli ha imposto la cauzione di 240 mila sterline, ma gli ha concesso gli arresti domiciliari nella lussuosa villa nel Suffolk, la campagna inglese orientale, che è di proprietà di uno dei suoi sette garanti, l'ex capitano dei granatieri Vaughan Smith.

 

Assange potrà pure riprendere a lavorare nell'attesa che la magistratura decida se estradarlo alla Svezia per il contestato stupro di due donne e nell'attesa che si muovano gli Stati Uniti. Il giudice lo ha avvertito ieri che l'estradizione in Svezia è «quasi certa» , scrive il Guardian.

Inoltre, il dipartimento di Giustizia, secondo il New York Times, sta cercando prove dei collegamenti fra Assange e Bradley Manning, l'analista militare che ha violato gli archivi informatici della diplomazia Usa. Gli Usa sono pronti ad accusarlo di cospirazione, reato che gli potrebbe costare l'ergastolo.

 

Assange ha detto ieri d'essere vittima di un complotto americano orchestrato con l'aiuto dell'intelligence svedese. Teme l'estradizione in America: i suoi avvocati sarebbero venuti a conoscenza di «voci non confermate» secondo cui gli Usa lo avrebbero già incriminato.

L'hacker australiano, alle diciotto e qualche minuto, esce sorridente dall'aula dell'appello perché il magistrato si è convinto che l'imputato si è reso disponibile con Scotland Yard agli accertamenti sulle violenze sessuali a Stoccolma. Assange rende omaggio all'Alta corte («la giustizia non è ancora morta» ), promette di farsi portavoce dei tormenti dei detenuti «in confino solitario» e rilancia la sua battaglia: «Spero di continuare a lavorare e di sostenere la mia innocenza» .

 

Potrà seguire la divulgazione dei documenti segreti: una portavoce di Wikileaks ha fatto sapere che «le linee Internet del Suffolk funzionano a dovere» . C'è stato un po' di tira e molla legale. I garanti richiesti da due sono saliti a sette (oltre a Vaughan Smith e Sarah Saunders, ci sono l'ex ministro laburista Lord Evans, il Nobel della biologia sir John Sulston, il saggista Philip Knightley, l'editore e poeta Felix Dennis, la baronessa verde Tracy Worcester).

Il deposito della cauzione ha portato via quasi 4 ore. Assange dovrà indossare un braccialetto elettronico, non potrà uscire di casa dalle 10 alle 14 e dalle 22 alle 2 di mattina e dovrà presentarsi ogni giorno alle 18 ad una stazione di polizia. Resta un piccolo giallo: chi si è opposto alla liberazione?

La Svezia ha smentito d'avere sollecitato martedì l'appello quando l'imputato era ormai a un passo dal rilascio. «Una decisione solo britannica» . L'ufficio della pubblica accusa britannica, il Crown Prosecution Service, smentisce: «Noi operiamo come agenti del governo svedese» . Chi mente?

3- GLI USA: "ASSANGE È UN COSPIRATORE ADESSO ABBIAMO LE PROVE" - L'HACKER SPIEGÒ AL SOLDATO MANNING COME PASSARGLI I CABLO...
Maurizio Molinari per "La Stampa"

Con Julian Assange libero su cauzione in Gran Bretagna e la Svezia impegnata a ottenerne l'estradizione, il ministero della Giustizia statunitense lavora a pieno ritmo all'incriminazione del fondatore di Wikileaks, ipotizzando a suo carico il reato di «cospirazione a fini spionistici».

A rivelare quanto sta avvenendo è la pubblicazione di stralci di documenti dell'indagine sul magazine «Wired», insieme ad alcune indiscrezioni riportate dal «New York Times». Ne emerge un castello accusatorio imperniato sulla testimonianza di Adrian Lamo, l'ex hacker cui il soldato Bradley Manning rivelò di essere la fonte della fuga di documenti segreti americani verso Wikileaks. Lamo è un personaggio chiave perché è stato lui a consegnare alla giustizia Manning, detenuto dalla scorsa primavera in un carcere militare in Virginia e considerato a tutt'oggi l'unica fonte di tutti i documenti - militari e diplomatici - resi pubblici da Wikileaks.

 

Il punto è che Lamo e Manning si scambiarono messaggi digitali in una chat su Internet e il soldato si espresse in maniera tale da far intendere uno stretto coordinamento con Assange. In particolare Manning avrebbe spiegato all'ex hacker di essere stato in contatto con Assange prima di scaricare dalla rete militare i documenti del Pentagono e del Dipartimento di Stato, inviando in Islanda un «campione» di documenti per stabilire il contatto con Wikileaks.

E sarebbe stato poi Assange a inviargli dettagliate istruzioni per consentirgli di caricare i documenti su un sito Internet collegato a Wikileaks, creato per proteggere gli informatori anonimi. «Wired» ha pubblicato alcuni estratti delle conversazioni fra Manning e Lamo ma non quelle inerenti Assange che comunque, secondo il «New York Times», sarebbero dettagliate al punto da consentire alla task force di investigatori federali di sostenere la presenza di una «cospirazione» fra Wikileaks e il soldato.

 

Si tratta di un tassello giuridico di primaria importanza per arrivare a elaborare un'accusa che accomuna Assange e Manning in un'operazione di «spionaggio ai danni degli Stati Uniti» con danni alla «sicurezza nazionale» sulla base dell'«Espionage Act» del 1917 e del «Computer Fraud and Abuse Act» del 1986.

Fino a questo momento infatti la difesa legale di Assange dall'accusa di spionaggio consiste nel sostenere di essere stato solo un «utente passivo» di Manning, limitandosi a ricevere quanto il soldato aveva deciso in solitudine di rubare al governo federale. È tale nodo giuridico che finora ha impedito al Dipartimento di Giustizia di emettere un mandato di cattura nei confronti del fondatore di Wikileaks ma l'esistenza di prove concrete sul «complotto» consentirebbero di scioglierlo.

 

Prima che il ministero guidato da Eric Holder possa intervenire nel braccio di ferro fra i giudici di Londra e Stoccolma, restano da definire alcuni dettagli non secondari: innanzitutto la solidità legale di una conversazione attraverso una chat di Internet e in secondo luogo l'accettabilità da parte di un tribunale delle dichiarazioni di Manning, detenuto in isolamento, senza ancora un avvocato e, a quanto finora trapelato, ignaro delle accuse formulate contro di lui.

Le modalità della detenzione di Manning ricordano quelle dei prigionieri di Guantanamo e, sebbene si tratti di un soldato soggetto alla giustizia militare, potrebbero sollevare obiezioni in sede di dibattimento.

La tesi di Daniel Richman, giurista della Columbia University di New York, è che la scelta di Holder di puntare sul reato della «cospirazione» a monte della fuga di notizie piuttosto che su quello della loro pubblicazione abbia come obiettivo di limitare l'azione legale alla persona di Assange, evitando di coinvolgere i giornali che ne hanno divulgato il materiale.

 17-12-2010]

 

 

 

 BORGHEZIO DIFENDE ASSANGE...
Mario Borghezio difende Julian Assange. «Non condivido pienamente la sua iniziativa» ha dichiarato l'eurodeputato leghista al Parlamento europeo «ma i cittadini hanno diritto di sapere con trasparenza».(A.M.A.)17-12-2010

 

UNA TRAPPOLA PER WIKILEAKS - LE ACCUSE DI STUPRO ERANO SOLO UN MODO PER FERMARE ASSANGE E PRENDERE TEMPO - IN UN PAESINO VICINO AL PENTAGONO SI è RIUNITO UN GRAN GIURì PER VALUTARE SE LE PROVE CONTRO WIKILEAKS BASTANO A INCRIMINARE IL BIONDO JULIAN - L’IPOTESI BRADLEY MANNING: SE LA GIUSTIZIA AMERICANA LO DICHIARASSE COMPLICE DELL’ANALISTA DELL’ESERCITO USA CHE HA GIRATO I CODICI DI ACCESSO ALLE E-MAIL DELLE AMBASCIATE, DA SEMPLICE GIORNALISTA ASSANGE DIVENTEREBBE UNA SPIA, E ALLORA ADDIO PRIMO EMENDAMENTO

Francesca Paci per "La Stampa"

 

 

Il destino di Julian Assange potrebbe essere deciso domani, quando l'evanescente hacker australiano lascerà il carcere vittoriano di Wandsworth per presentarsi all'udienza con il giudice Riddle. Ma la sua vita è già un romanzo e non si esaurisce nello spionaggio geopolitico. Il legale svedese Bjorn Hurtig sostiene d'avere le prove della cattiva fede delle due testi che lo accusano di violenza sessuale. Avevano uno scopo, spiega al Mail on Sunday.

Ma assomiglia tanto alla vendetta d'amore: «Per quel che ho visto nei documenti della polizia svedese quando le donne sono andate a denunciare Assange hanno mentito e avevano un obiettivo che non ha nulla a che fare con i reati. Era più gelosia o delusione da parte loro. Posso dimostrare che almeno una di loro aveva grandi aspettative di qualcosa che sarebbe successo con Julian».

Intanto però i veri avversari di Assange nella partita per la verità affilano armi più sofisticate di quelle della seduzione. Secondo il suo avvocato inglese Mark Stephens gli Stati Uniti vorrebbero consegnarlo alla giustizia americana attraverso una speciale giuria incaricata di stabilire se le prove raccolte contro qualcuno bastino per un processo penale.

 

«So dagli svedesi che c'è un gran giurì ad Alexandria, vicino al Pentagono, che indaga segretamente sulle accuse ad Assange: se sarà estradato in Svezia le autorità deferiranno la materia agli americani» ha raccontato Stephens ad Al-Jazeera lasciando intendere che le imputazioni sessuali servirebbero a depistare dalla costruzione di un dossier serio. Che la storia stia diventando qualcosa più grosso di quanto effettivamente rivelato?

 

È l'ipotesi del Sunday Times che ricostruisce le manovre di Washington per convincere il soldato Bradley Manning, la gola profonda rea d'aver passato al misterioso paladino della trasparenza tonnellate di documenti top secret, a nominarlo complice e renderlo incriminabile per spionaggio.

«Sono deluso dalla giustizia svedese» ripete Assange, capelli arruffati e dolcevita avana, nello spezzone del nuovo documentario che la Cnn manda in onda a ripetizione. Altro per ora non può dire. Ma chi volesse sapere di più del suo cyberanarchismo non ha che da sintonizzarsi stasera alle 21 sul canale Music Box per ascoltare l'intervista registrata a luglio.

 

«È preoccupante che i media di tutto il mondo stiano lavorando talmente male che un piccolo gruppo di attivisti riesce a pubblicare un numero di informazioni maggiori di quelle di tutta la stampa mondiale messa insieme» afferma il fondatore di Wikileaks. E pazienza se la stragrande maggioranza delle news diffuse dalla Rete provengono da media tradizionali. Il mezzo vale più del messaggio: «Le informazioni ci arrivano in vari modi, a partire dalla posta ordinaria. Utilizziamo crittografie all'avanguardia per far rimbalzare il materiale su Internet, coprire le tracce, passare attraverso giurisdizioni legali come la Svezia e il Belgio per attuare le protezioni legali».

 

Mentre il popolo di Wikileaks si prepara contro l'estradizione e gli «hacktivisti» di Anonymous, i sabotatori di MasterCard, Visa e Paypal, minacciano d'impallare per un giorno il sito del Crown Prosecution Service e altri servizi giudiziari britannici, un intellettuale come Stephen M. Walt, senior di Harvard, affida a Foreign Policy la sua provocazione: se arrestiamo l'insider Assange dovremmo arrestare anche Bob Woodward, l'autore del Watergate?

 13-12-2010]

 

 

. ASSANGE DORMIVA NEL CLUB STAMPA...
Dal "Corriere della Sera" - Letto basso, un piccolo armadio, scrivania di legno, Internet e tv: prima dell'arresto, mentre il mondo si chiedeva dove fosse finito, Julian Assange dormiva in una camera all'ultimo piano del Frontline Club di Paddington, club di giornalisti londinese nato nel 2003 in memoria di colleghi scomparsi della Frontline Tv News Agency. Il direttore Vaughan Smith ha detto all'Ansa: «Assange è una persona interessante. Non lo abbiamo tenuto nascosto, mangiava al nostro ristorante, ha pagato per l'uso della stanza. Sono certo che abbiamo fatto la cosa giusta». 09-12-2010]

 

 

 

10. GIUDICE AJA, USA DEVONO ASPETTARE PROCESSO. PRIMA SCONTI PENA IN SVEZIA E POI IN USA...
(ANSA) - Prima di essere tradotto negli Stati Uniti, Julian Assange, mente di Wikileaks, dovrà essere processato in Svezia e, se condannato per stupro, scontare la pena in quel Paese, prima di poter affrontare un altro processo negli Usa. E' il percorso indicato da Fausto Pocar, giudice alla Corte penale internazione dell'Aja per i crimini contro la ex Jugoslavia, intervistato dal Sole 24 Ore. Dalla Svezia è arrivata una richiesta di un mandato d'arresto europeo per Julian Assange, per il reato di stupro.

 

Ora, una corte inglese deve decidere sulla consegna al Paese scandinavo. Se gli Stati Uniti volessero il volto di Wikileaks per processarlo, dovrebbero fare una domanda di estradizione. "A quel punto, una corte inglese - sottolinea Pocar - dovrà valutare a quale Paese dovrà essere consegnato Assange che, non dimentichiamo, è un cittadino australiano e non risulta avere commesso reati in Inghilterra". Il criterio per stabilire le priorità, secondo il giudice internazionale, sarebbe quello cronologico e in questo caso "la Svezia è senz'altro arrivata in anticipo". 09-12-2010]

 

 

11. HACKER ATTACCANO SITO GOVERNO SVEZIA...
(ANSA-AFP) - Il sito internet del governo svedese è stato attaccato oggi da alcuni hacker, come riporta il tabloid Aftonbladet, mentre si moltiplicano gli attacchi in rete da parte dei sostenitori del sito Wikileaks e del suo fondatore Julian Assange. Secondo il tabloid, che non precisa l'origine dell'attacco, il sito del governo svedese http://www.regeringen.se è stato inaccessibile per alcune ore nella notte tra mercoledì e giovedì. Questa mattina, il sito è normalmente funzionante.

 

Una portavoce del governo, Mari Ternbo, ha dichiarato di non essere in grado di confermare che un cyber-attacco abbia effettivamente coinvolto il sito, precisando di non voler commentare le questioni relative alla sicurezza. Dall'arresto del fondatore di Wikileaks Julian Assange martedì scorso a Londra, a seguito di un mandato di cattura per stupro in Svezia, vari attacchi informatici sono stati registrati contro il sito della procura della Repubblica svedese ed il sito dell'avvocato delle due donne svedesi all'origine della denuncia.

 

 

12. HACKER FILO-ASSANGE, PRESTO NUOVI ATTACCHI...
(ANSA) - E' cominciata una "guerra di dati" in rappresaglia per i tentativi di bloccare Wikileaks e nuovi attacchi arriveranno nelle prossime ore per proteggere la libertà di Internet. Lo ha detto alla radio della Bbc un portavoce di Anonymous, il gruppo di hacker che hanno messo a terra siti web di societa" come Mastercard e Visa.

"Anonymous ha preso di mira società che hanno deciso di non trattare con Wikileaks: Amazon, Mastercard, Visa e Paypal", ha confermato il portavoce, che si fa chiamare Coldblood. "La campagna non è finita e va ancora forte. Molte persone si stanno unendo a noi e sono sempre più numerosi quelli che scaricano lo strumento che permette di condurre attacchi di denial of service".

 

13. FACEBOOK E TWITTER ELIMINANO GLI HACKER PRO-ASSANGE...
Dal "Financial Times" http://bit.ly/eRXHAD - I due social network hanno eliminato gli account degli organizzatori di Operation Payback (operazione ritorsione). Gli hacker avevano usato i siti, creando gruppi e sfruttando le chat, per coordinare gli attacchi a Mastercard, Paypal, Visa e Amazon, rei di aver agito per danneggiare Wikileaks.

 09-12-2010]

 

 

 

1- UN MORTALE DUELLO FRA DUE EROI DI UN NUOVO MONDO. JULIAN ASSANGE E BARACK OBAMA - 2- OBAMA, OGGI: DIVORATO DAL SISTEMA DEL POTERE AMERICANO, COLUI CHE VINSE GRAZIE AL WEB SI è TRASFORMATO IN UN "REPRESSORE FASCISTA" DELLA COMUNICAZIONE, - 3- IL SENATORE DEMOCRATICO JOE LIEBERMAN HA CHIESTO L’ESTRADIZIONE DI ASSANGE NEGLI USA PER SPIONAGGIO E LA GALERA PER IL "NEW YORK TIMES" E GLI ALTRI MEDIA - 4- "OPERAZIONE RITORSIONE": TUTTI I SITI MONDIALI DELLA MASTERCARD IERI SONO STATI OGGETTO DI SERVIZIO NEGATO, DOPO CHE LA SOCIETÀ DI CREDITO HA BLOCCATO I TRASFERIMENTI DI DENARO A WIKILEAKS. NEL MIRINO SONO FINITI ANCHE IL SITO WEB DELLA PROCURA SVEDESE E L’EMAIL DEL LEGALE CHE RAPPRESENTA LE DUE DONNE CHE HANNO ACCUSATO IL FONDATORE DI WIKILEAKS DI SESSO CONSENZIENTE MA NON PROTETTO. SOTTO TIRO ANCHE IL SITO DI SARAH PALIN, LA PALADINA CONSERVATRICE DEL TEA PARTY: GLI HACker HANNO DISABILITATO LE SUE CARTE DI CREDITO E QUELle DEL MARITO

 

1- WIKILEAKS, IL WEB SI MOBILITA: "LIBERATE SUBITO ASSANGE"
Anna Masera per La Stampa

 

«La trappola si è attivata, i poteri oscuri sono entrati in azione. Dopo quello che abbiamo visto finora, possiamo concludere che fa parte di un piano più grande»: la dichiarazione ieri di Mark Stephens, uno degli avvocati di Julian Assange, è condivisa su Internet da molti suoi simpatizzanti.

Perchè se è vero che il fondatore di Wikileaks ha nemici potenti, ha anche molti amici. A partire dall'opinione pubblica in Rete: nei sondaggi i voti sono a favore della causa di Assange (su LaStampa.it supera l'80 per cento), mentre le manifestazioni di solidarietà emergono un po' ovunque, da Facebook a Twitter ai blog ai commenti nei forum dei principali giornali online.

 

C'è la ribellione degli internauti che, indignati per il blocco delle donazioni da parte del sistema di pagamenti online americano Paypal, hanno deciso di boicottarlo e disattivare l'abbonamento. Una protesta di portata tale da costringere Paypal a giustificarsi: «Lo abbiamo fatto perchè il Dipartimento di Stato ci aveva detto che quel che stavano facendo era illegale», confermando così le pressioni Usa contro l'organizzazione di Assange.

L'islandese DataCell, che permette a Wikileaks di ricevere donazioni, ha denunciato la Visa per aver sospeso i suoi versamenti al sito. C'è però anche la rivolta degli hacker, quegli esperti informatici che fanno a gara in questi giorni a lanciare manifesti di sostegno e annunciare attacchi contro i siti di Stati, banche e società che hanno boicottato il network dedicato alla fuga di notizie.

 

Alcuni si definiscono «cavalieri Jedi» e considerano Julian il loro «Maestro Yoda». Ma i più incattiviti hanno cominciato a «bucare» le pagine Web e a distribuire programmi «DoS» («denial of service»), cioè che rendono inaccessibile un sito per un eccesso fittizio di richieste: gli stessi utilizzati da chi ha bloccato Wikileaks.

Così, le incursioni degli hacker filo-Assange si moltiplicano: LaStampa.it ha avuto nella notte la prova che lo stesso sito dell'Interpol è stato bucato dagli hacker, per dimostrare quanto poco sicuri siano i segreti nella società dell'informazione digitale. Tutti i siti mondiali della Mastercard ieri sono stati oggetto di servizio negato, dopo che la società di credito ha bloccato i trasferimenti di denaro a WikiLeaks.

 

Nel mirino sono finiti anche il sito web della procura svedese e l'email del legale che rappresenta le due donne che hanno accusato il fondatore di Wikileaks di sesso consenziente ma non protetto. Sotto tiro anche il sito di Sarah Palin, la paladina conservatrice del Tea Party: gli hakeck hanno disabilitato le sue carte di credito e quel del marito Todd.

 

Tra coloro che tifano per il fondatore di Wikileaks c'è gente che ha maneggiato quei segreti per decenni e ritiene che rivelarli sia più utile che tenerli in un cassetto: un gruppo di ex agenti della Cia e dell'Fbi ed ex ufficiali del Pentagono, tra cui quel Daniel Ellsberg, che nel 1971 fornì a New York Times e Washington Post i Pentagon Papers. «Ogni attacco fatto a Wikileaks e a Julian Assange è un attacco a me e alla decisione di rendere noti i Pentagon Papers» ha dichiarato.

 

A firmare il suo appello su Accuracy.org anche l'ex ambasciatore britannico in Uzbekistan, Craig Murray, e Larry Wilkerson, ex capo di gabinetto di Colin Powell. Non mancano dichiarazioni di simpatia da parte di leader politici: il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha espresso soddisfazione per le indiscrezioni che rivelano quanto i paesi arabi temano il nucleare iraniano; per il leader libico Muammar Gheddafi «mette a nudo l'ipocrisia Usa»; mentre una fonte del Cremlino avrebbe commentato con ironia che Assange andrebbe «candidato al premio Nobel».

 

L'Australia, il Paese natale di Assange, sotto la pressione dei suoi concittadini ha cominciato a fornirgli assistenza consolare e il ministro degli Esteri ha detto che la responsabilità della fuga di notizie è degli Usa.

Intanto, Wikileaks ha ripreso a funzionare su una miriade di siti alternativi e le sue rivelazioni vengono pubblicate quotidianamente sui giornali di tutto il mondo, tanto che il figlio ventenne di Assange, Daniel, su Twitter fa notare che se suo padre fosse ritenuto colpevole per la diffusione dei documenti segreti, ogni singolo giornale che ha pubblicato i dispacci è «ugualmente colpevole».

 

Il senatore Joe Lieberman ha chiesto l'estradizione di Assange negli Usa per spionaggio e la galera per il New York Times e gli altri media che hanno pubblicato i documenti del Cablegate. «Abbiamo fatto giornalismo responsabile, legale e importante per una società democratica» ha replicato il New York Times. La Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) ha accusato gli Usa di «attaccare la libertà di espressione». Oggi Assange incontrerà i suoi legali: si è aggiunto Geoffrey Robertson, esperto in diritti civili e in estradizioni. Il timore? Che la Svezia lo consegni agli Usa.

 

2- OBAMA, SUL WEB LA VENDETTA DELLA STORIA
Lucia Annunziata per La Stampa

Un mortale duello fra due eroi di un nuovo mondo. L'arresto del fondatore di Wikileaks fa esplodere anche, fra le tante cose, un conflitto fra due eroi moderni, appunto, entrambi espressione della rivoluzione che il web ha operato nella politica e nella informazione, entrambi nati dentro e per buona parte grazie alla rete - Julian Assange e Barack Obama.

 

Del legame fra Julian e la Rete sappiamo, ovviamente, tutto. Ma pochi sembrano ricordare in questi giorni quanto intrecciata sia con Internet anche la presidenza Obama. Il «cambio» che portò due anni fa il candidato democratico a Washington nacque in effetti proprio dal web e fu proprio l'uso di questo nuovo strumento a certificarne la rottura con il passato. Quando Barack Obama si affacciò sulla scena delle primarie, il suo nome era quello di un brillante ma marginale politico.

 

Rispetto al sistema poderoso, oleato, iperistituzionalizzato della macchina da guerra dei Clinton la sua campagna elettorale apparve per molti lunghi mesi una sorta di speranzoso tentativo, destinato a dare i suoi frutti in un futuro distante. Nella sorpresa generale Obama vinse invece una elezione dopo l'altra nelle primarie, Stato dopo Stato, con una tattica che - poi gli analisti se ne sarebbero resi conto - combinava la riscoperta del più tradizionale strumento politico, il contatto a pelle con le persone, e il più innovativo degli strumenti di aggregazione, il web appunto.

Una squadra di giovani che fu descritta come «miracolosa» mise in piedi il più capillare network politico che avesse visto la rete: email inviate ogni giorno, possibilità di contattare il gruppo intorno al candidato quasi minuto per minuto, calendari e agenda aggiornati al momento.

 

Se si ricorda, su rete venne lanciata una campagna di raccolta di contributi individuali dei sostenitori di Obama, che azzerò il senso stesso di quelle adunate per ricchi con cui fino ad allora si erano identificate le raccolte dei fondi. Tra Hillary che andava alle cene di New York per cercare donazioni, e Obama che raccoglieva su rete i suoi pochi ma valorosi spiccioli, la differenza divenne un marchio di novità e successo per il futuro presidente.

 

La rete provò alla fine di essere - se usata in maniera vasta e socializzata - il modo per riportare alla politica ampi strati di popolazione che da anni non votavano più: la vittoria di Obama, come ci dicono le statistiche, è stata dovuta in particolare al ritorno alle urne di giovani che vennero da lui convinti a votare proprio grazie alla novità del suo modo di far politica.

 

L'affetto e la gratitudine del nuovo Presidente per la rete si espressero, d'altra parte, appena eletto, quando, facendo sobbalzare il mondo, annunciò che lui avrebbe rinunziato a tutto ma non al suo «blackberry», confessandosi totalmente «dipendente» dalla posta su rete.

Ancora oggi, del resto, quell'ampio network messo in piedi per le primarie funziona, e ancora oggi infatti se mai siete stati agganciati allora dalla campagna elettorale democratica, continuate a ricevere più volte ogni settimana annunci da parte di Obama che vi chiede questo e vi spiega quello e che vi invita a rimanere in contatto.

 

C'è dunque una sorta di «poetica vendetta» nel fatto che, tra le altre cose, al Presidente americano sia toccato ora fare la parte del «repressore» della rete. Che proprio contro di lui il web abbia sganciato, volendolo o no, una bomba destabilizzante quale è la pubblicazione dei documenti del Dipartimento di Stato.

È in ogni caso molto significativo, e certo lacerante per coloro che lo sostengono, vedere ora Obama nel ruolo di chi chiede l'arresto di Assange che oggi è il simbolo della libertà di espressione, della efficacia della trasparenza, del potere della rete. Pagherà un prezzo molto alto il Presidente per questa sua posizione su Assange - perderà consenso presso la sua base elettorale più appassionata, più dinamica, più a lui vicina.

Ma, oltre che una «poetica vendetta» della storia, in questo nuovo ruolo di Obama c'è tutto il racconto della inevitabilità del potere. La vicenda personale del Presidente americano, e non solo per quel che riguarda il web, sembra potersi racchiudere in fondo tutta in questo apologo: il potere ha le sue leggi e non importa quante promesse puoi fare prima, una volta conquistato è difficile gestirlo cambiandone la natura. Va detto con tristezza, non sarà Obama il primo profeta che il sistema ha divorato. 09-12-2010]

 

 

1- TUTTA COLPA DEL CONDOM! COME UN PRESERVATIVO DEL CAZZO CHE SI ROMPE SUL MOMENTO PIù BELLO HA PORTATO ALL’ARRESTO DELL’UOMO Più RICERCATO DEL MONDO - 2- COS’HANNO IN COMUNE SARAH, FEMMINISTA RADICALE, CREATRICE DEL MANUALE PER VENDICARSI (IN TRIBUNALE) DEGLI AMANTI INFEDELI, E JESSICA, GIOVANE PAESANOTTA, FAN DEL BIONDO DI WIKILEAKS? ENTRAMBE HANNO SCOPATO CON ASSANGE, ALL’INSAPUTA L’UNA DELL’ALTRA. LO HANNO SCOPERTO E, INCAZZATE, LO HANNO DENUNCIATO PER STUPRO. LA SUA COLPA? PUR ESSENDO TUTTI CONSENZIENTI, CON SARAH IL PROFILATTICO SI è ROTTO, E CON JESSICA NON HA VOLUTO USARLO… - 3- IL 39ENNE ASSANGE HA UN FIGLIO NATO DA UNA RELAZIONE FINITA CIRCA 20 ANNI FA - 4- "SARAH" è ANNA ARDIN, E SI SAPEVA. MA L’IDENTITà DI "JESSICA" è APPENA VENUTA ALLA LUCE. SI TRATTA DI SOFIA wilén. ECCO LE FOTO

 

Dagotraduzione di Richard Pendlebury per il "Daily Mail"

 

http://bit.ly/eqQ6vM

La storia comincia l'11 agosto di quest'anno, quando Assange è arrivato a Stoccolma. Era stato invitato per essere il principale oratore a un seminario sul ruolo dei media in guerra, organizzato dal partito di sinistra "Brotherhood Movement".

 

La referente per l'organizzazione era una funzionaria del movimento, che chiameremo Sarah. Una bionda attraente, Sarah è conosciuta come una "femminista radicale". Trentenne, ha girato il mondo sostenendo varie cause alla moda.

Quando era ricercatrice all'università, non solo è stata la protetta di una professoressa femminista militante, ma è stata anche nominata "funzionario incaricato di garantire l'equità sessuale nel campus universitario". Combattere la discriminazione maschilista in tutte le sue forme, comprese le molestie sessuali, era la sua specialità.

Sarah e Assange non si erano mai incontrati. Ma, in una serie di conversazioni via internet e telefono, si sono messi d'accordo: lei lo avrebbe ospitato nel suo piccolo appartamento nel centro di Stoccolma. Gli aveva detto che sarebbe arrivata in città il giorno stesso del seminario.

Quello che è successo nei giorni seguenti - oltre a gettare molta luce sulle caratteristiche delle due donne coinvolte - mostra che anche se il fondatore di Wikileaks non ha commesso nessun reato, è sicuramente un uomo dal forte appetito sessuale al quale non dispiace sfruttare la sua fama.

 

Sarah è tornata a Stoccolma con un giorno di anticipo, venerdì. Avrebbe dichiarato alla polizia: "Lui (Assange) era a casa quando sono tornata. Abbiamo parlato un po' e deciso che sarebbe rimasto da me."

I due sono poi andati a cena in un ristorante lì vicino. Al ritorno a casa, hanno fatto sesso. Entrambi hanno raccontato che un preservativo si è rotto - un evento che assumerà un grande significato.

In quel momento, comunque, nessun problema: anche il giorno dopo, grande intesa tra i due, con Sarah che organizza una festa in onore di Assange a casa sua.

Sabato, però, era anche il giorno del seminario. Si teneva al quartier generale del sindacato svedese. In prima fila, con uno sgargiante golfino rosa (si può vedere nella registrazione del seminario su Youtube), c'è una graziosa ventenne che chiameremo Jessica. Lei è la ragazza di Enkoping. (Due miei contatti mi hanno detto essere un'impiegata del comune).

 

Jessica dirà poi alla polizia di aver visto Assange, per la prima volta, poche settimane prima, in tv. Lo aveva trovato "interessante, coraggioso e ammirevole". Per questo, ha cominciato ad appassionarsi alla saga di Wikileaks, e quando ha scoperto che sarebbe venuto a Stoccolma, ha contattato il Brotherhood Movement per offrirsi come volontaria al seminario.

Anche se la sua offerta non fu accettata, ha comunque partecipato al seminario e fatto moltissime foto durante l'intervento di Assange, durato 90 minuti.

Alla fine del seminario, era rimasta in sala quando Assange - che ha un figlio da una relazione finita circa 20 anni fa - lascia l'edificio per andare a pranzo con amici.

 

Qui le informazioni sono in conflitto. Una fonte dice che è stata lei a chiedere di unirsi al gruppetto. Un'altra che è stato Assange a invitarla. Uno degli amici ricorda che Jessica era ansiosa di attirare l'attenzione di Assange.

In seguito, Jessica dirà alla polizia che, al ristorante, Assange le ha messo un braccio intorno al collo. "Ero lusingata. Era chiaro che stesse flirtando con me".

L'attrazione era reciproca. Dopo pranzo, i due sono andati al cinema per vedere "Deep Sea". Secondo il racconto di Jessica, i due si sono trovati in una situazione di "intimità", e quando, dopo il cinema, sono andati a fare una passeggiata nel parco, Assange le ha detto che la trovava "attraente".

 

Ma doveva andare a un "crayfish party", una festa estiva della tradizione svedese, ad alto tasso alcolico,

Jessica gli ha quindi chiesto se si sarebbero rivisti. "Certo", ha detto il capo di Wikileaks. Ognuno ha preso la sua strada. Lei è tornata a Enkoping, e lui è andato al crayfish party in suo onore che si sarebbe tenuto a casa di Sarah. Potrà sembrarvi strano che una che poi denuncerà Assange per ciò che è successo la notte prima, la sera dopo organizzi una festa in suo onore.

 

Le prove di stupro, molestie sessuali o coercizione sono davvero scarse - almeno stando a quanto è di dominio pubblico.

Poche ore dopo la festa, Sarah avrebbe postato questo messaggio su Twitter: "Seduta all'aperto...semi-congelata, con le persone più "cool" del mondo. È davvero fantastico!". Più tardi avrebbe cercato di cancellare questo messaggio.

Durante la festa, Assange avrebbe telefonato a Jessica. Poche ore dopo lei si sarebbe vantata con i suoi amici del suo flirt con lui. A quel punto, gli amici le avrebbero suggerito di agire: "la palla è nel tuo campo".

 

Quindi, due giorni dopo (lunedì), Jessica chiama Assange e si danno appuntamento a Stoccolma. Si incontrano e decidono di andare a casa di lei, a Enkoping. Ma lui non aveva contanti per il biglietto del treno, e non voleva usare una carta di credito, per non essere rintracciato (presumibilmente, dalla CIA o da altre agenzie).

Così, Jessica compra entrambi i biglietti.

Era riuscita ad acchiappare forse l'attivista più famoso al mondo, e dopo essere arrivati al suo appartamento hanno fatto sesso. Secondo la sua testimonianza alla polizia, Assange ha usato un preservativo. Il mattino seguente hanno di nuovo fatto l'amore, ma stavolta lui non ha usato protezioni.

 

Jessica avrebbe dichiarato di essersi arrabbiata per il suo rifiuto di usare un condom.

Ancora, nessuna prova concreta, di stupro, molestie o coercizione.

In più, la stessa mattina, la coppia è amichevolmente andata a fare colazione insieme e, come chiesto da Jessica, Assange le ha promesso di tenersi in contatto. Lui è poi tornato a Stoccolma, con un biglietto di nuovo pagato da lei.

Quello che succede dopo è difficile da spiegare.

Jessica sarebbe stata preoccupata di aver contratto una malattia venerea, o di essere rimasta incinta: qui è dove la storia prende una strada intrigante. Avrebbe telefonato a Sarah - che aveva incontrato al seminario, e che aveva ospitato Assange - e si è confidata con lei sulla notte di sesso non protetto.

 

A quel punto, Sarah le ha detto che anche lei era andata a letto con Assange.

Dopo la loro conversazione, Sarah ha telefonato a un conoscente di Assange per dirgli che voleva che lasciasse l'appartamento (lui ha rifiutato, e afferma che lei gli aveva solo chiesto di andarsene tre giorni dopo, il venerdì di quella settimana).

Dopo aver riflettuto sul da farsi, il venerdì (20 agosto) Sarah e Jessica sono andate entrambe alla polizia di Stoccolma dove hanno chiesto consiglio su come Jessica dovesse muoversi per sporgere denuncia contro Assange.

Secondo una fonte, Jessica voleva sapere se era possibile forzare Assange a sottoporsi a un test dell'HIV. Sarah, la navigata combattente femminista, ha dichiarato che era lì solo per sostener Jessica. Ma ha anche fornito alla polizia un dettagliato resoconto di quello che era successo tra lei e Assange.

 

La poliziotta che ha raccolto le loro dichiarazioni, presumibilmente perché avevano parlato di un preservativo manomesso e del rifiuto di usare protezioni, è giunta alla conclusione che entrambe le donne erano vittime: che Jessica era stata stuprata e che Sarah era stata oggetto di molestie sessuali.

Assange continua a insistere che non ha fatto niente di sbagliato, e che i rapporti sessuali con entrambe le donne erano consensuali.

Era venerdì sera. Viene convocato un pubblico ministero "di guardia", Maria ­Kjellstrand.

Anche lei era d'accordo: Assange andava trattenuto per sospettato stupro.

Il giorno seguente, sabato, Sarah è stata ascoltata di nuovo, rafforzando le sue accuse di molestie contro assange. Quella sera, i detective della polizia svedese lo hanno cercato a Stoccolma, ma senza risultato.

 

Domenica mattina, la notizia era già in mano alla stampa.

E' stato anche detto che le due donne avrebbero contattato un tabloid per massimizzare il danno da infliggere ad Assange.

A questo punto, era chiaro che le autorità avevano per le mani un dossier scottante. Hanno portato di corsa le carte a casa del procuratore generale, che ha immediatamente scartato l'ipotesi di stupro e archiviato le accuse. Secondo lei, quello che era successo costituiva al massimo delle infrazioni di poca importanza.

 

Ma il caso aveva cominciato a sfuggire al controllo delle autorità. Sarah dice a un giornale: "In entrambi i casi, il sesso era consensuale all'inizio, ma si è poi trasformato in abuso"

Respingendo le accuse di una trappola internazionale contro Assange, ha aggiunto: "Le accuse non sono state pilotate dal Pentagono o da altri. La responsabilità di quello che è successo a me e ad altre ragazze è nelle mani di un uomo con un'immagine distorta delle donne, che ha un problema ad accettare la parola ‘no'"

Le due donne si sono poi rivolte a Claes Borgstrom, un "avvocato dei sessi" che sostiene una campagna per estendere la fattispecie legale dello stupro per assicurare più stupratori alla giustizia.

 

Come risultato di tutto questo, il caso è stato riaperto, e lo scorso mese l'Interpol ha diffuso il mandato contro Assange, ricercato per "reati sessuali".

Quello che è successo dopo, gli appelli degli avvocati di Assange respinti da Corte d'Appello e Corte Suprema, e le accuse di aver creato un caso politico per bloccare l'azione di Wikileaks, è storia nota.

 

Ma c'è qualcos'altro che è riemerso in questi giorni: nei primi mesi di quest'anno, Sarah avrebbe pubblicato un post sul suo sito, che da allora è stato rimosso. Ma una copia è stata recuperata, e diffusa su internet.

Si chiama: "7 misure per vendicarsi legalmente", e spiega come le donne possono usare i tribunali per render pan per focaccia ad amanti traditori.

Il punto 7 recita: "Agisci e non perdere di vista il tuo obbiettivo. Assicurati che la tua vittima soffra quanto hai sofferto tu".07-12-2010]

 

 

 

POTERI MARCI GLOBALI HANNO ARRESTATO ASSANGE, HANNO OSCURATO WIKILEAKS, GLI HANNO TAGLIATO I MEZZI DI PAGAMENTO, LO HANNO CACCIATO DALLE BANCHE? ARRIVA “OPERATION PAYBACK” (OPERAZIONE RITORSIONE): HACKER PRO-WIKI ALL’ATTACCO - PER ADESSO, COLPITI PAYPAL E LA BANCA SVIZZERA CHE HA CHIUSO IL CONTO DI ASSANGE, SI ANNUNCIANO NUOVE AZIONI - INTANTO ANCHE MASTERCARD BLOCCA I PAGAMENTI - L’APPELLO DEGLI INTELLETTUALI DI SINISTRA AMERICANI AD OBAMA (CHOMSKY IN TESTA): “RISPETTATE I DIRITTI FONDAMENTALI DI ASSANGE E LA LIBERTà D’informazione" -

Da "Repubblica.it"

Julian Assange dovrebbe comparire oggi davanti a una corte di giustizia per ottenere la libertà provvisoria dietro cauzione, per il mandato di arresto spiccato dall'Interpol relativo all'inchiesta di stupro aperta in Svezia. Mentre il cerchio si stringe sempre di più attorno al fondatore di WikiLeaks, un network di hacker risponde organizzando un attacco informatico contro PayPal e Postfinance, che hanno bloccato i finanziamenti al sito.

 

"La banca svizzera (PostFinance) che ha chiuso il conto a Assange è stata tirata giù oggi con un Ddos attack (negazione del servizio, lo stesso lanciato in più occasioni contro i domini di Wikileaks in questi giorni)", recita un annuncio del gruppo su Twitter. Qualche ora prima, un altro assalto informatico era stato lanciato contro PayPal, sempre dal gruppo, denominato Operation Payback, operazione "resa dei conti". Le due società non hanno confermato la notizia.

 

Su Twitter, il gruppo aveva annunciato con anticipo "l'ora X" invitando i membri a "fare fuoco" al momento convenuto. Operation Payback è un gruppo hacker di "difensori della pirateria informatica" nato per rispondere ai tentativi di oscurare Torrent e altri programmi di condivisione dei file in rete messi in atto da "hacker pagati dalle aziende" per tutelare il copyright.

 

"MasterCard si sta attivando perchè WikiLeaks non possa più accettare i prodotti a marchio MasterCard", ha detto un portavoce, spiegando che la decisione è destinata a limitare ulteriormente le fonti di reddito di WikiLeaks.

 

Le finanze dell'organizzazione sono state sistematicamente attaccate nelle ultime ore: le autorità svizzere hanno chiuso un conto corrente utilizzato da Julian Assange mentre PayPal ha limitato in maniera permanente l'account utilizzato dal gruppo. La risposta di Wikileaks è stata quella di sollecitare le richieste di finanziamento con l'appello: "manteneteci forti".

Il legale di Assange: Trattiamo la resa. Ieri, l'avvocato inglese del fondatore di WikiLeaks, Mark Stephens, ha fatto sapere di essere in contatto con Scotland Yard per organizzare l'interrogatorio del giornalista australiano, aggiungendo che l'incontro dovrebbe avvenire "a breve". Altre fonti hanno riferito al quotidiano Guardian che Assange dovrebbe comparire oggi davanti a una corte di giustizia per trattare la cauzione.

Secondo il quotidiano britannico, il fondatore di WikiLeaks avrebbe chiesto ai suoi sostenitori di farsi garanti per lui e di raccogliere una cauzione stimata tra le 100.000 E le 200.000 sterline. Assange crede di aver bisogno di almeno sei persone come garanti. Negli ultimi giorni, il giornalista avrebbe confidato ad alcuni amici di essere convinto del ruolo svolto dagli Stati Uniti in tutta la sua vicenda giudiziaria.

 

Appello pro-Assange, firma anche Chomsky. Mentre le rivelazioni del sito emerse dai dispacci riservati della diplomazia Usa continuano ad alimentare feroci polemiche, un gruppo di intellettuali, fra cui Noam Chomsky, ha firmato una lettera in favore di Assange, diretta al premier australiano, Julia Gillard.

 

Chomsky, docente di linguistica al MIT (Massachusetts Institute of Technology), molto critico con la politica estera statunitense, si è unito a un gruppo di decine di esponenti del mondo intellettuale australiano (scrittori, giornalisti e avvocati). I firmatari si dicono "gravemente preoccupati" per la sicurezza del 39enne australiano e chiedono al governo di affermare pubblicamente l'impegno a tutelare la libertà di comunicazione e i diritti fondamentali di Assange.

 

La lettera aperta chiede anche al premier di fornire sostegno ad Assange e di "compiere tutto quanto in suo potere per garantire che vengano rispettati i diritti fondamentali" del patron di WikiLeaks nei procedimenti giudiziari che lo riguardano.

 07-12-2010]

 

 

1- SCOTLAND YARD SA DOVE SI TROVA ASSANGE. IL RIFUGIO È IN UNA LOCALITÀ NEL SUD-EST DELL’INGHILTERRA, LA POLIZIA È IN CONTATTO CON LA SUA SCORTA. L’ARRESTO NON AVVIENE PER "CARENZA DI CHIARIMENTI" DELLA MAGISTRATURA SVEDESE - 2- SE LONDRA ESITA, FORSE PER TIMORE DELLE CONSEGUENZE DELL’ARRESTO, DA WASHINGTON OBAMA PREME AFFINCHÉ IL FONDATORE DI WIKILEAKS VENGA MESSO IN CELLA - 3- ASSANGE SBIANCA LA CASA BIANCA: "ABBIAMO GIÀ AFFRONTATO OLTRE CENTO ATTACCHI LEGALI E NON ABBIAMO MAI PERSO. NON METTIAMO A RISCHIO VITE UMANE, SONO ALTRI A COPRIRE CON LA SEGRETEZZA L’UCCISIONE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE" - 4- GRATTA ASSANGE E SBUCA FUORI ISRAELE: "LEADER POLITICI COME NETANYAHU HANNO DETTO CHE BISOGNA IMPARARE A DIRE IN PUBBLICO QUANTO SI AFFERMA IN PRIVATO" - 4- CON 750 MILA € LE SPESE DI GESTIONE DI WIKILEAKS VENGONO FINANZIATE PRINCIPALMENTE DA UNA FONDAZIONE TEDESCA INTITOLATA A UN HACKER DECEDUTO, WAU HOLLAND -

1 - "LAVORO PER UNA SOCIETÀ PIÙ GIUSTA"
Maurizio Molinari per "La Stampa"

 

L'Interpol stringe la morsa attorno a Julian Assange, che risponde rendendo di pubblico dominio la dottrina di Wikileaks: «Praticare l'obbedienza civile per rendere più giusta la nostra società».

 

Sono fonti della sicurezza britannica a far sapere all'«Independent» che Scotland Yard sa dove si trova il fondatore di Wikileaks. Il rifugio è in una località nel Sud-est dell'Inghilterra, la polizia è in contatto con la sua scorta e se l'arresto ancora non avviene è per «carenza di chiarimenti» da parte della magistratura svedese.

Né Londra né Stoccolma spiegano quali sono i dubbi da sciogliere ma a rafforzare il mandato d'arresto emesso dalla procura svedese è arrivata la sentenza dell'Alta Corte scandinava, che ha respinto l'appello dei legali di Assange, intenzionati a riportare la causa per stupro a un tribunale di primo grado. «L'Alta Corte ha rigettato l'appello e confermato il mandato» spiega il portavoce svedese Kerstin Norman, facendo capire che ora tocca ai britannici fare il resto.

 

Se Londra esita, forse per timore delle conseguenze dell'arresto, il Dipartimento di Stato preme affinché Assange venga messo in cella. Per questo Philip Crowley, portavoce di Hillary Clinton, dice alla Bbc: «Abbiamo avuto uno scambio di comunicazioni con Assange nel fine-settimana, gli abbiamo chiesto di restituire il materiale governativo rubato e si è rifiutato». Ovvero, persevera nei reati.

 

Mostrandosi consapevole che i suoi giorni in libertà potrebbero essere contati, Assange coglie l'occasione di un'intervista via Internet con il magazine «Time» per far conoscere la filosofia d'azione che sta alle spalle di Wikileaks, l'organizzazione fondata nel 2006 con l'intento di rendere pubblici documenti segreti.

 

«La nostra organizzazione pratica l'obbedienza civile, tentiamo di trasformare il mondo in un luogo più civile», esordisce Assange, nato in Australia nel 1971, spiegando che lo strumento scelto per perseguire tale missione è «lavorare per far emergere la verità imprigionata da organizzazioni basate sulla segretezza».

L'obiettivo è «una società non più aperta, ma più giusta» dove «la legge non è ciò che afferma un generale, una banca o Hillary Clinton ma quanto stabilisce la Corte Suprema di ogni nazione» e dunque anche degli Stati Uniti, «che hanno alle spalle un'invidiabile Costituzione frutto della rivoluzione francese».

 

Assange rifiuta l'etichetta di anti-americano e anzi adopera quasi un linguaggio da Tea Party affermando: «È una nazione che ha fatto bene al mondo, ma dall'indomani della Seconda Guerra Mondiale vi è stato un sempre maggiore accentramento di potere nell'esecutivo, che ha nuociuto ai poteri degli Stati e al federalismo previsti nella Costituzione». Alla Cina si riferisce come a una società «che è stata molto chiusa e dunque ha un alto potenziale di riforma», lasciando intendere che Wikileaks potrebbe presto sfidare Pechino.

 

Riguardo alle minacce di incriminazione per spionaggio che arrivano da Washington non ne sembra intimorito: «Abbiamo già affrontato oltre cento attacchi legali e non abbiamo mai perso». E comunque tiene a smentire la tesi della Casa Bianca: «Non mettiamo a rischio vite umane, sono altri a coprire con la segretezza l'uccisione di centinaia di migliaia di persone».

 

Di fronte all'impatto della pubblicazione dei dispacci diplomatici si mostra raggiante: non solo perché «ogni due minuti nel mondo esce un articolo basato su di loro», ma anche perché «leader politici come il premier israeliano Netanyahu hanno detto che bisogna imparare a dire in pubblico quanto si afferma in privato». Proprio come predica Assange.

 


2 - "FONDAZIONE TEDESCA FINANZIA WIKILEAKS CON 750 MILA EURO"...
Da "la Repubblica" - «WikiLeaks viene finanziato principalmente da una fondazione tedesca intitolata a un hacker deceduto, Wau Holland». Lo scrive il quotidiano della Germania Neue Westfaelische. Wau Holland, che in realtà si chiamava Herwart Holland Moritz, è stato uno dei fondatori del club di hacker "Chaos Computer Club" ed è morto nel 2001 a 49 anni. Il presidente della fondazione a lui intitolata, Wienfried Motzkus, ha rivelato «di avere dato finora circa 750 mila euro a WikiLeaks». Secondo Motzkus, il denaro ha pagato le spese di gestione.

 

3- LA TURCHIA: «C'È LA MANO DI ISRAELE DIETRO LA FUGA DI NOTIZIE»...
Dal "Corriere della Sera" - La Turchia sospetta la mano di Israele dietro la divulgazione dei documenti riservati della diplomazia Usa attraverso Wikileaks, o almeno dietro la selezione che ne è stata fatta. È quanto sostengono alcuni media online israeliani come Ynet, citando affermazioni attribuite a Hüseyin Çelik, numero due del partito di governo turco che fa capo al premier Recep Tayyip Erdogan. Per capire chi c'è dietro la pubblicazione dei file «bisogna vedere quali sono i Paesi soddisfatti e Israele è rimasto molto soddisfatto», ha notato Çelik durante una conferenza stampa, secondo la citazione riportata da Ynet.

4- RITRATTO DELL'EVERSORE - UN GRUPPO DI COLLABORATORI DI ALTO LIVELLO TECNICO. UNA RETE DI INFORMATORI. UNA TATTICA: COLPIRE E FUGGIRE. E UN SOLO OBIETTIVO: PUBBLICARE TUTTI GLI ARCHIVI SEGRETI. ECCO CHI HA AIUTATO ASSANGE HA LANCIARE IL SUO ATTACCO AL POTERE
Stefania Maurizi per "L'Espresso"

 

Il programma della nuova rivoluzione è semplice: "Li fottiamo tutti: renderemo il mondo trasparente, lo cambieremo". Anarchia in chiave cibernetica, proclamata nel 2007 da Julian Assange e dai suoi pirati in una mail interna del gruppo. Allora nessuno poteva immaginare quanta potenza si stesse già accumulando nei suoi computer: "Abbiamo (documenti) su una mezza dozzina di ministeri stranieri, su decine di partiti politici e consolati, sulla Banca Mondiale, sulle sezioni delle Nazioni Unite ... Non siamo riusciti ancora a leggere neppure un decimo dei file che abbiamo. Abbiamo smesso di immagazzinarli quando siamo arrivati a un terabyte (mille miliardi di byte, ndr.)".

 

Per tre anni quel forziere di informazioni si è ingigantito mese dopo mese, affidato a una squadra di sostenitori che ha custodito il tesoro proteggendolo dalle incursioni del governo americano e dei colossi privati: una rete di persone senza nome e senza volto che raccolgono i dati e sono il vero motore di Wikileaks. Il capo è lui, Assange, a cui tutti sono devoti. Anche se come in tutte le storie di pirati, anche in questo equipaggio serpeggiano rancori e invidie. Che fino ad ora non sono riusciti a rendere meno agguerriti gli abbordaggi.

 

Loro colpiscono e spariscono. Hanno adattato alla Rete i classici della guerriglia, mescolando la lezione di Sun Tsu a quella di Che Guevara. Trasformano la forza del nemico nella loro: sfruttano la potenza delle banche dati centrali che garantiscono il controllo planetario e se ne impadroniscono per mettere in crisi quello stesso sistema di potere. Poi dopo ogni imboscata, con ondate di documenti lanciati in tutto il mondo, la banda si disperde tornando a essere invisibile.

 

Hanno studiato una chat protetta da un sistema di cifratura che li unisce e li raduna, per comunicare senza rischi. L'unico punto debole sono i contatti con l'esterno, le relazioni con il pool di giornali che garantisce la diffusione mondiale delle notizie. Questa falla viene colmata con metodi tradizionali: telefonate fatte di monosillabi con il divieto di pronunciare nomi; schede dei cellulari che cambiano in continuazione, con prefissi di nazioni esotiche; inseguimenti in stile spy story attraverso l'Europa.

 

L'ultima volta che "L'espresso" li ha incontrati, poche settimane prima che si aprisse la diga di rivelazioni sull'Iraq, ha dovuto accettare una trafila che sembrava uscita dal copione di Jason Bourne, l'agente creato da Robert Ludlum che combatte da solo contro i servizi segreti. Dopo avere atteso invano per ore, ormai convinti che tutto fosse saltato, Assange si è materializzato a notte fonda con una telefonata dalla hall dell'albergo: "Sono Julian, scendi". Fuori c'è un tempo da lupi e lui sembra un fantasma: la pioggia gli ha impastato i capelli, dandogli un'aria terribilmente stanca.

Avrà perso una decina di chili dal giugno scorso, quando nell'aula Anna Politkovskaja del Parlamento europeo difese pubblicamente la scelta di diffondere le immagini dei giornalisti iracheni uccisi da un elicottero americano: il primo scoop che li ha resi famosi. Appare distrutto ma appena si siede davanti a una tazza di tè bollente e attacca a parlare, torna a essere il visionario che punta a cambiare un mondo che non gli piace.

 

Non crede nei compromessi. La sua idea di libertà di informazione è un concetto totale, senza filtri né condizionamenti: "Ogni giorno gli archivi dei grandi giornali del mondo, come il "Guardian", vengono sventrati", ha raccontato nel suo intervento a Bruxelles, spiegando come gli articoli vengano cancellati anche dagli archivi dei quotidiani anglosassoni sotto varie pressioni.

 

Non aggiunge altro, ma la sua visione è chiarissima: vuole pubblicare l'impubblicabile, sconfiggendo ogni forma di censura, legale e illegale. E lui e la sua banda sono riusciti a farlo, alzando sempre di più il tiro: hanno scardinato il database delle guerre americane in Iraq e Afghanistan, ora stanno mettendo a nudo il Dipartimento di Stato.

 

Del suo universo si sa pochissimo. Molti gli somigliano: conducono vite randagie, senza preoccuparsi dei soldi, mangiando e vestendo come capita. Qualcuno ha il look antagonista dello squatter, altri la trasandatezza dei nerds smanettoni, tutti condividono la stessa concezione libertaria di Internet. Spesso hanno capacità tecniche di altissimo livello, contese dalle aziende e che loro mettono invece a disposizione della causa, inventando software per proteggere Wikileaks.

Ci sono matematici, crittografi, hackers di grande talento, come lo stesso Assange, che a nemmeno vent'anni sguazzava nelle Reti del complesso militare-industriale statunitense, intrufolandosi nell'Us Air Force, nei sistemi della Lochkeed Martin in Texas, nel laboratorio nucleare Lawrence Livermore, nella Nasa, nel gigante dell'acciaio Alcoa e delle telecomunicazioni Bell. Ma i colpi più clamorosi non sembrano frutto di incursioni telematiche, quanto di donazioni: dvd, cd e chiavette colme di files consegnate a Wikileaks.

 

Impossibile fermare questo flusso che alimenta il carniere dei pirati: uno dei più grandi esperti di sicurezza informatica del mondo, Bruce Schneier, spiega a "L'espresso": "Ogni giorno sulle reti del Pentagono lavorano milioni di persone, che hanno accesso legittimo alle informazioni riservate e il Pentagono, per andare avanti, si deve per forza fidare di loro. Fino a quando ci saranno segreti e persone che hanno accesso legittimo ad essi, ci saranno fughe che arriveranno a Wikileaks".

I numeri confermano il teorema di Schneier: secondo il "New York Times" sono più di 1.200 le agenzie governative americane che lavorano a programmi di intelligence e di sicurezza nazionale, 1.900 quelle private e 854 mila le persone che hanno accesso a notizie top secret.

 

Ma perché queste talpe corrono rischi altissimi per collaborare con Assange? Kristinn Hraffnson, il portavoce di Wikileaks è chiaro: "Mi piace credere che dentro queste organizzazioni ci siano comunque persone perbene, che sono disilluse e che ritengono che l'unica cosa giusta sia far uscire fuori la verità e farla arrivare all'unica entità che è legittimata a conoscerla: l'opinione pubblica". E loro, prosegue, sono riusciti sempre a proteggere i trafugatori: "A oggi, Wikileaks non ha perso una sola fonte". Il soldato americano arrestato in Kuwait sarebbe stato tradito dalla sua ingenuità, confidando in una chat di avere trafugato files segreti: anche in quel caso, le mura di Wikileaks non hanno avuto crepe.

 

Kristinn è l'unico altro nome noto dell'organizzazione, il resto della schiera resta top secret. Reporter islandese, fisico vichingo, memoria infallibile, è andato sul campo in Iraq per verificare il video dell'elicottero killer. Da due mesi ha preso il posto di Daniel Schmitt, cognome falso per tutelare la vera identità del tedesco Daniel Domscheit-Berg che aveva affiancato il fondatore per tutta la prima parte del cammino. Poi a settembre il divorzio, il primo in un gruppo monolitico.

 

Il giovane tedesco ha detto a "Der Spiegel" di essersene andato in contrasto con Assange e di non essere l'unico "scissionista": "Si comporta come un padre-padrone". Assange invece ha spiegato che nel gruppo c'erano riserve su Daniel, soprattutto dopo la pubblicazione su un altro sito pirata, Cryptome, di informazioni anonime e infamanti provenienti dall'interno di Wikileaks.

Tra i fedelissimi è stato questo divorzio a creare turbolenze maggiori, mentre l'accusa svedese di stupro è stata accolta con amarezza per il comportamento oscillante delle autorità di Stoccolma. Assange è stato informato del mandato di arresto proprio durante l'incontro con "L'espresso": il suo avvocato lo ha contattato su uno dei cinque cellulari che attacca, stacca e manipola continuamente.

"Vogliono interrogarmi? Sono stato sei settimane in Svezia, potevano sentirmi quando volevano, perché non l'hanno fatto?". Assange vive sapendo di essere un bersaglio, ma vuole battere gli avversari in velocità: più lo criticano, più la sua banda accumula informazioni scottanti. E presto, annuncia, si passerà dai segreti dei governi a quelli delle grandi banche. 03-12-2010]

 

 

WIKI-GIALLO - LITVINENKO? PUTIN NON POTEVA NON SAPERE - DMITRY KOVTUN (TRA GLI ULTIMI AD AVER VISTO L’EX AGENTE DEL KGB PRIMA CHE VENISSE AVVELENATO COL POLONIO) TRASCORSE UNA NOTTE AD AMBURGO NELLA CASA DI UNA CONOSCENZA ITALIANA NON MEGLIO IDENTIFICATA - ANCHE GLI INGLESI SI CHIEDEVANO PERCHÉ L’ITALIANO SCARAMELLA (CONSULENTE DELLA MITROKHIN) AVESSE INCONTRATO LITVINENKO IL PRIMO NOVEMBRE…

Adnkronos) - L'inquirente della polizia di Amburgo a cui era stata assegnata la responsabilita' delle indagini aperte per traffico di materiale radioattivo in connessione all'assassinio di Alexandr Litvinenko aveva fiutato una 'possibile pista italiana'. E' quanto emerge da un cablogramma datato 19 dicembre del 2006 del console americano nella citta' tedesca in cui era transitato Dmitry Kovtun, fra gli ultimi a incontrare Litvinenko a Londra al Millennium Hotel insieme ad Andrei Lugovoi, incriminato in Gran Bretagna per l'omicidio e ora protetto da immunita' parlamentare in Russia, prima che denunciasse i sintomi dell'avvelenamento che lo avrebbe ucciso tre settimane dopo.

 

Fonte delle informazioni del console americano e' il funzionario della polizia tedesca dell'LKA, dove era responsabile dell'unita' per la criminalita' organizzata oltre che titolare dell'indagine su Litvinenko (l'ipotesi di reato su sui indagavano i tedeschi era il traffico di materiale radioattivo) condotta in stretto contatto con Scotland Yard.

L'inquirente aveva allora 'espresso curiosita' per una possibile pista italiana del caso Litvinenko, notando che Kovtun aveva incontrato una persona di nazionalita' italiana ad Amburgo e che gli italiani avevano avuto un ruolo anche nell'inchiesta aperta a Londra (l'ex consulente della commissione Mitrokhin Mario Scaramella aveva incontrato Litvinenko in un sushi bar a Londra il primo novembre, ndr)', si legge nel dispaccio.

Kovtun aveva lasciato numerose 'tracce certe' di polonio 210 ad Amburgo, dove era arrivato a bordo di un volo da Mosca dell'Aeroflot il 28 ottobre, e da cui era partito alle 6.40 del mattino del primo novembre, con un aereo per Londra, dove poche ore dopo avrebbe incontrato Litvinenko.

 

La polizia tedesca ha quindi scoperto che Kovtun possedeva due appartamenti in citta', in uno dei quali risiedeva l'ex moglie, Marina Wall, e presso cui l'uomo d'affari russo ed ex agente del Kgb dorme la notte del 28 e quella del 31 ottobre, lasciando tracce del materiale radioattivo, come nella BMW che lo aveva prelevato all'aeroporto e che aveva usato i primi due giorni della sua permanenza nella citta' tedesca.

Kovtun ha poi trascorso la notte del 30 nella casa di 'una conoscenza italiana a Kieler Strasse' (senza peraltro lasciare tracce di polonio, come anche nella bisca e nel ristorante in cui si ferma quello stesso giorno).

Le autorita' inquirenti tedesche, si sottolinea nel cablogramma, non sono mai riuscite a esaminare l'aereo che porto' Kovtun da Mosca ad Amburgo, perche' 'l'Aeroflot aveva cambiato all'ultimo momento gli aeromobili'. L'aereo su cui aveva viaggiato Kovtun da Amburgo a Londra invece non presentava alcuna traccia del materiale radioattivo.

 

Fonti dell'anti terrorismo tedesco hanno inoltre confermato agli americani che Kovtun 'non aveva tracce di polonio sulla sua pelle o suoi suoi abiti', ma che 'il polonio proveniva dal corpo, per esempio dai pori'.

 

Nel 2009, i tedeschi avevano archiviato il caso nei confronti del russo, che dopo aver accusato i sintomi dell'avvelenamento da polonio in Russia non e' piu' comparso in occasioni pubbliche. A darne notizia era stato il suo avvocato, Wolfgang Vehlow, invitando le autorita' britanniche, insieme al suo assistito, a fare lo stesso nei confronti di Lugovoi.

In un altro 'cable' diplomatico americano proveniente dall'Europa, si sostiene la probabilita' che l'allora presidente russo, Vladimir Putin fosse a conoscenza dell'operazione contro Litvinenko.

 

In un colloquio avvenuto a Parigi con Maurice Gourdault-Montagne, allora consigliere diplomatico dell'Eliseo, il sette dicembre del 2006, l'assistente del segretario di stato Usa, Daniel Fried, si chiedeva se 'elementi deviati' dei servizi di sicurezza russi avessero potuto portare a termine l'assassinio senza l'approvazione diretta di Putin. E aggiungeva che, 'considerata l'attenzione di Putin ai dettagli', dubbitava che elementi deviati dei servizi potessero anche solo operare in Gran Bretagna senza che Putin ne fosse a conoscenza.

 

Fried aveva detto al suo interlocutore francese che i russi si comportavano 'con sempre maggior fiducia in loro stessi da rasentare l'arroganza' e che l'atmosfera era strana'. Gourdault-Montagne aveva risposto assumendo 'una posizione difensiva' sulla Russia, dimostrandosi 'riluttante' ad assecondare l'idea di un coinvolgimento del Cremlino nell'assassinio di Litvinenko, preferendo invece sostenere la tesi degli elementi deviati dei servizi, di 'un regolamento di conti fra servizi'.

 02-12-2010]

 

 

1- LA GEORGIA, IN GUERRA CON LA RUSSIA, ACCUSA: "PUTIN PAGA BERLUSCONI PER GAZPROM" - 2- politica? WASHINGTON ROSICA SUGLI AFFARI PERDUTI! (GLI USA HANNO IN PIEDI UN GASDOTTO, IL NABUCCO, che RIVALEggia con SOUTHSTREAM, messo in opera da gazprom con l’eni): "CONTATTI AVUTI SIA CON IL PD, SIA CON LO STESSO PARTITO DI BERLUSCONI, PDL, HANNO ALLUSO A UNA RELAZIONE ANCORA PIÙ NEFANDA. LORO CREDONO CHE BERLUSCONI E I SUOI INTIMI STIANO APPROFITTANDO PERSONALMENTE E A MANI BASSE DEI MOLTI ACCORDI SULL´ENERGIA TRA LA RUSSIA E L´ITALIA. L´AMBASCIATORE DELLA GEORGIA A ROMA CI HA DETTO CHE IL GOVERNO GEORGIANO RITIENE CHE PUTIN HA PROMESSO A BERLUSCONI UNA PERCENTUALE DI PROFITTO DA OGNI GASDOTTO SVILUPPATO DALL´ENI INSIEME A GAZPROM" - 3- "CHE COSA FACCIA VALENTINO VALENTINI A MOSCA DURANTE LE SUE FREQUENTI VISITE NON È CHIARO MA SI VOCIFERA CHE CURI GLI INTERESSI DI BERLUSCONI IN RUSSIA" -

Angelo Aquaro per la Repubblica

 

«La voglia del primo ministro Berlusconi di essere percepito come un importante giocatore europeo in politica estera» sta portando l´Italia a «sostenere gli sforzi russi di danneggiare la Nato». La «corrosiva influenza» di uno stato che gli Usa considerano «in mano alla mafia» sta «minacciando la credibilità» di Berlusconi e «sta diventando irritante per le nostre relazioni». Firmato: l´ambasciatore americano a Roma Reginald Spogli.

Sono un atto d´accusa devastante i cable spediti dall´Italia a Washington per segnalare alla Casa Bianca la deriva dell´alleato. «Purtroppo» si legge nei dispacci resi noti da WikiLeaks e pubblicati oggi dal New York Times «Berlusconi tratta la politica russa come fa con gli affari domestici: tatticamente e giorno per giorno. Il suo preponderante desiderio è di rimanere nelle grazie di Putin ed ha frequentemente dato voce a opinioni e dichiarazioni che gli sono state passate direttamente da Putin».

 

Ma non è soltanto la politica del singolare alleato a preoccupare Washington. «Contatti avuti sia con il partito di opposizione di centrosinistra, Pd, sia con lo stesso partito di Berlusconi, Pdl, hanno alluso a una relazione ancora più nefanda. Loro credono che Berlusconi e i suoi intimi stiano approfittando personalmente e a mani basse dei molti accordi sull´energia tra la Russia e l´Italia. L´ambasciatore della Georgia a Roma ci ha detto che il governo georgiano ritiene che Putin ha promesso a Berlusconi una percentuale di profitto da ogni gasdotto sviluppato dall´Eni insieme a Gazprom».

Tra Roma e Mosca è un movimento continuo. E il trait d´union che le fonti indicano all´ambasciata è «Valentino Valentini, un membro del parlamento e una sorta di uomo ombra che opera come uomo chiave di Berlusconi a Mosca, praticamente senza staff o segreteria. Valentini, che parla Russo e va a Mosca diverse volte al mese, appare frequentemente al fianco di Berlusconi quando si incontra con gli altri leader. Che cosa faccia a Mosca durante le sue frequenti visite non è chiaro ma si vocifera che curi gli interessi di Berlusconi in Russia».

 

«Le basi di questa amicizia sono difficili da comprendere, ma molti interlocutori ci dicono che Berlusconi crede che Putin abbia fiducia in lui più che negli altri leader europei». Gli interlocutori dell´ambasciatore sono persone che sanno di che cosa stanno parlando. «Un contatto nell´ufficio del primo ministro» si legge nel cable «ci ha raccontato che i loro frequenti incontri sono accompagnati dallo scambio di regali lussuosi».

 

D´altra parte «l´influenza russa sulla politica italiana» ha il suo «fattore più importante nell´attenzione personale che Putin riserva a questa relazione. E´ stato il primo leader mondiale a incontrarsi con Berlusconi dopo le elezioni del 2008, arrivando in Sardegna per incontrare il premier designato prima ancora che avesse giurato. Berlusconi crede che Putin sia un suo amico intimo e continua ad avere più contatti con lui che con altri leader del mondo».

 

«L´influenza nefanda» porta Berlusconi, chiamato "il portavoce di Putin" a definire in una «disastrosa conferenza stampa» nel novembre del 2008 «l´espansione della Nato, l´indipendenza del Kosovo e la difesa missilistica come ‘una provocazione degli Usa verso la Russia».

La misura degli americani è colma. «Anche il ministro degli Esteri Frattini ammette di non avere nessuna influenza su Berlusconi». Durante una visita in Italia è addirittura «il vicepresidente Dick Cheney a chiedere conto a Frattini del poco cooperativo atteggiamento pubblico dell´Italia». Con che effetti? «Un sottomesso Frattini nota che, mentre lui avrebbe forti opinioni sull´argomento, nondimeno ha ricevuto gli ordini di marcia dal primo ministro».

 

Un´altra fonte molto vicina al premier racconta che «l´ambasciatore e il ministro degli Esteri spesso sanno dei colloqui avuti tra Berlusconi e Putin soltanto quando sono avvenuti e con pochi background». C´è dunque tutta la «frustrazione» per essere «lasciati all´oscuro».

 

La ragione di questo rapporto è sempre quella. «Berlusconi ammira lo stile di governo macho, decisivo e autoritario di Putin, che crede corrispondere anche al suo». Uno stile nel quale i due si intendono al volo. E all´Italia può anche essere utile. Come «nel caso della vendita a Gazprom da parte dell´Eni del suo 20 per cento di Gazpromneft, una sussidiaria» dei russi. Mosca insisteva «per pagare al di sotto del prezzo di mercato ma alla fine paga» il giusto «dopo che Berlusconi aveva fatto valere il suo peso con Putin».

1- LA LINEA DIRETTA
Un diplomatico italiano ci ha detto che fra Berlusconi e Putin esiste una «linea diretta» tanto che l´ambasciata e il ministero degli Esteri «venivano messi al corrente delle conversazioni fra i due solo dopo che erano accadute e conoscevano solo alcuni dettagli e poco background. Una vicinanza definita nel file «più un danno che un beneficio». Berlusconi è coinvolto direttamente anche nelle strategie commerciali: il cablogramma racconta che quando l´Eni vende il 20% di una sua società alla Gazprom, i russi vorrebbero pagare un prezzo inferiore a quello di mercato ma l´intervento del primo ministro riesce a riportare l´affare su margini più corretti.

 

2- LA FRONDA NEL PDL (LEGGI TIPINI FINI)
Membri del Pd notano che l´Eni ha più contatti con i leader politici ed economici della Russia della stessa ambasciata e che i messaggi politici sono passati attraverso questi canali economici e commerciali
Per affrontare il problema, l´ambasciata ha messo a punto una strategia che punta a figure chiave dentro e fuori il governo (...). La strategia sta dando i suoi frutti. L´opposizione sta cominciando a dire che il premier prende le parti sbagliate nel dibattito e alcuni membri del Pdl hanno cominciato ad avvicinarci in maniera privata per dire che vorrebbero parlare di più con noi sulla Russia e hanno mostrato il loro interesse a sfidare la passione di Berlusconi nei confronti di Putin

 

3- L´AMBASCIATORE DI TBILISI
Esponenti della maggioranza di centrodestra e dell´opposizione del Pd credono che Berlusconi e i suoi amici stiano approfittando personalmente e in modo generoso tra i tanti accordi intercorsi tra Italia e Russia. L´ambasciatore georgiano a Roma ci ha detto che "il suo governo crede che Putin abbia promesso a Berlusconi una percentuale dei profitti che vengono da ogni gasdotto costruito da Gazprom in collaborazione con l´Eni".

4- LA FRUSTRAZIONE DI FRATTINI
Tutti i nostri interlocutori ci dicono che Berlusconi decide la politica russa da solo. Tutti sono riluttanti ad affrontarlo. Anche il ministro degli Esteri Frattini ammette di non avere influenza su Berlusconi in materia. Quando ha incontrato il vicepresidente a Roma, Cheney lo ha affrontato sulla politica italiana nei confronti della Georgia, che non è stata utile per noi. Un sottomesso Frattini ha notato che lui avrebbe anche delle forti posizioni in materia, ma riceve ordini su questo dal primo ministro.

 

5- L´ELOGIO DEL MACHISMO
«Berlusconi considera Putin un amico personale e continua ad avere con lui più contatti che con qualsiasi altro leader mondiale. Durante la crisi della Georgia i due si parlarono ogni giorno», scrive l´ambasciatore Spogli a Washington. «La basi di questa amicizia sono difficili da determinare. Berlusconi ammira lo stile macho, deciso ed autoritario di governo di Putin, che per Berlusconi è simile al suo stile. Putin ha dedicato molta energia nel conquistare la fiducia di Berlusconi». Spogli dice che durante gli incontri tra i due «vengono scambiati regali costosi»

6- IL POTERE IMMENSO DELL´ENI
L´Eni, l´ente parastatale più importante, ha un immenso potere politico. La sua lobby presso il governo dispone di fondi più sostanziosi rispetto a molti uffici governativi. Ha addirittura un proprio rappresentante diplomatico assegnato al Ministero degli Esteri. Si sospetta persino che abbia giornalisti sul libro paga. Berlusconi dà udienza al direttore dell´Eni Paolo Scaroni tanto spesso quanto al ministro degli Esteri. Il direttore degli affari governativi dell´Eni ha ammesso con noi che incontra Gianni Letta una volta a settimana.

 

7- LA VOCE DI PUTIN
Berlusconi tratta la Russia come fa con la politica interna: in modo tattico e su base quotidiana. Il suo strabordante desiderio è di rimanere nelle grazie di Putin e ha spesso dato voce a opinioni e dichiarazioni che gli sono state passate direttamente da Putin. Uno di questi esempi si è verificato dopo la crisi della Georgia, quando Berlusconi ha iniziato ( e tutt´ora insiste) a dire che la Georgia era l´aggressore e che il governo della Georgia era responsabile per la morte di centinaia di persone nell´Ossezia meridionale

8- OGNI VOLTA CHE SOLLEVIAMO IL PROBLEMA RUSSIA-BERLUSCONI CI INDICANO VALENTINI, FIGURA MISTERIOSA
E´ Valentino Valentini «l´uomo chiave di Berlusconi in Russia, dicono i file diffusi ieri da WikiLeaks. «Ogni volta che sollevavamo il problema dei rapporti tra Berlusconi e la Russia - scrive Spogli - le nostre fonti nel Pdl e nel Pd ci indicavano Valentino Valentini, un deputato e una figura in qualche modo misteriosa, come colui che opera come uomo chiave di Berlusconi in Russia, sebbene non abbia uno staff e nemmeno una segretaria. Valentini, che parla il russo e che si reca in Russia molte volte al mese, frequentemente appare al lato di Berlusconi quando incontra gli altri leader mondiali». [02-12-2010]

 

 

WIKI-CAZZI PER BANK OF AMERICA - SAREBBE IL COLOSSO BANCARIO USA L’ISTITUTO CHE ASSANGE SPUTTANERÀ METTENDO IN RETE DOCUMENTI RISERVATI - GIÀ NELL’OTTOBRE 2009 RIVELÒ DI ESSERE IN POSSESSO DI 5 GIGA DI MATERIALE PRESO DALL’HARD DRIVE DI UN DIRIGENTE - E MENTRE IL SITO È SOTTO ATTACCO INFORMATICO E CHIEDE AD AMAZON SUPPORTO TECNICO, L’EX HACKER AUSTRALIANO DEVE PREOCCUPARSI DEL MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER STUPRO CHIESTO DALLA SVEZIA…

Claudio Gatti per "Il Sole 24 Ore"

 

Non si è neppure cominciato a scalfire la superficie dell'ultima infornata di documenti resi pubblici da WikiLeaks, che il suo fondatore, il trentanovenne australiano Julian Assange, ne preannuncia un'altra. Altrettanto esplosiva. Dopo il Pentagono e il Dipartimento di Stato, tra un mese, WikiLeaks ha in programma di divulgare i documenti interni di un'importante banca statunitense. Con tutta probabilità Bank of America.

In un'intervista al settimanale americano Forbes, Assange non menziona il nome della banca. Si limita a manifestare l'intenzione di rendere pubbliche centinaia di migliaia di pagine riservate. Documenti, dice Assange, che potrebbero «far cadere una banca o due». Il parallelo più appropriato lo fa con le email interne della Enron, il colosso del trading energetico finito in bancarotta esattamente 9 anni fa.

 

A facilitare l'identificazione della banca che ha prodotto i documenti preannunciati è un'intervista che lo stesso Assange dette il 9 ottobre 2009 alla rivista ComputerWorld. In quell'occasione, l'ex hacker australiano disse di avere in possesso «5 gigabytes di documenti di Bank of America» provenienti dall'hard drive di uno dei suoi dirigenti.

All'epoca WikiLeaks non era ancora balzato agli onori della cronaca e quindi nessuno dette peso all'annuncio. Assange stesso aveva poi sottolineato le difficoltà che stava incontrando nel tentativo di rendere fruibili tutti quei dati. «Per avere un impatto occorre renderli accessibili e introdurre funzioni di ricerca che permettano agli utenti di trovare quello che più interessa».

Insomma, all'epoca non sapeva come gestire una mole di carte così grande. Avendo però fatto pratica con quasi mezzo milione di documenti interni del Pentagono riguardanti la guerra in Iraq e quella in Afghanistan WikiLeaks non solo ha trovato il modo di gestire quantitativi enormi di dati ma ha anche dimostrato lo straordinario impatto mediatico che un'iniziativa del genere può avere.

 

Mentre Assange spinge il mondo bancario internazionale a preoccuparsi della sua prossima battaglia, i suoi tecnici continuano a concentrare i loro sforzi su quelle del presente. Il che vuol dire soprattutto far fronte alle richieste di accesso informatico al sito. Di chi vuole esplorare le carte e di chi invece cerca di ostacolare l'accesso.

 

Nella sua pagina di Facebook, WikiLeaks ha informato i suoi fan di essere soggetta a un attacco informatico che ne disturba il funzionamento. Probabilmente anche per questo, su 251.287 documenti il sito è riuscito finora a metterne in rete appena 300.

L'ironia è che uno dei metodi adottato da WikiLeaks per garantire robustezza alla sua infrastruttura tecnologica è stato quello di collegare i propri server a quelli del gigante commerciale americano Amazon. In un suo blog, il tecnologo americano Alex Norcliffe ha rivelato che il sub-sito di WikiLeaks in cui sono stati messi in rete i messaggi diplomatici «opera attualmente su due indirizzi di IP in Irlanda entrambi appartenenti ad Amazon».

 

Nel frattempo, come misura precauzionale, il Dipartimento di Stato ha deciso di interrompere il collegamento tra il suo database e la Secret Internet Protocol Router Network, o Siprnet, la rete internet del Pentagono da cui si sospetta siano stati prelevati i file.

Assange ha dichiarato a Time che Hillary Clinton dovrebbe lasciare il suo incarico per aver ordinato ai diplomatici americani di spiare all'interno delle Nazioni Unite, «in violazione delle convenzioni internazionali firmate dagli Stati Uniti». Ma intanto è Assange a essere nei pasticci: l'Interpol ha emesso un mandato di cattura internazionale per un'accusa di stupro in Svezia.

01-12-2010]

 

 

1- I LETTORI: "MA DOVE SAREBBE IL TERREMOTO? "PARTY-ORGIA SELVAGGI PER BERLUSCONI". MA LA FONTE DEI DOCUMENTI AMERICANI TRAFUGATI DA WIKILEAKS É MICA DAGOSPIA? - "PER QUANTO RIGUARDA LE ALTRE RIVELAZIONI. E ALLORA? QUALCUNO SI STUPISCE? SEMBRANO I PETTEGOLEZZI DAL PARRUCCHIERE: QUELLO SI FA IL BOTOX, VA CON L’INFERMIERA" - 2- IL COMMISSARIO DAVANZONI: "PERCHÉ NON DIRLO? I DOCUMENTI RISERVATI DELLA DIPLOMAZIA AMERICANA RIVELANO IL BERLUSCONI CHE CONOSCIAMO: ATTENTO ALLE PROPRIE FORTUNE PRIVATE PIÙ CHE ALLA COSA PUBBLICA. DAVVERO CI POSSIAMO OGGI STUPIRE SE BERLUSCONI APPARE A WASHINGTON UN FRIVOLO INETTO, MERITEVOLE DI "UNA PROFONDA SFIDUCIA", PREOCCUPATO SOLTANTO DI ORGANIZZARE I SUOI WILD PARTieS, DEL TUTTO DISINTERESSATO ALLA SUA DIURNA AGENDA DI LAVORO DI UN CAPO DI GOVERNO?" -

 

1- POSTAAAAAAAAA!

Riceviamo e pubblichiamo:
- LETTERA 1
Ma dove sarebbe il terremoto? Berlusconi è amico di Putin ed è un puttaniere: lo sapevamo già! Per quanto riguarda le altre rivelazioni. E allora? Qualcuno si stupisce? Sembrano i pettegolezzi dal parrucchiere: quello si fa il botox, va con l'infermiera, c'è da ridere: ha ragione Berlusconi! Ma sono così buoni i diplomatici? Li facevo più cattivi. Che grandi rivelazioni! La Turchia che ha un piede in Europa e uno in Iran: che sorpresa! Perchè c'è qualcuno che non l'aveva capito? E' logico che alle spalle se ne dicano di cotte e di crude ma francamente credevo peggio! Succede in tutto il mondo, in tutti gli uffici e in tutti gli ambienti. Per favore: seppelliamo questa privacy che ormai non si può più neanche andare in toilette senza essere spiati: questa è l'unica cosa veramente preoccupante!
Giusi Quaranta

 

- LETTERA 2
Eccezionale! Dai file sembra che Berlusconi faccia delle feste con giovani ragazze! inoltre sembra che Putin e Berlusconi si scambino regali e ancor di piu' pare che con la scusa del gasdotto Berlusconi voglia riscaldare la villa di Arcore.Sembra anche che agli arabi come Gheddafi piacciano le bionde, che l' Hitler dell' Iran assomigli un po' a Hitler e Karzai sia un po' paranoico come quelli che portano sempre il cappello in testa come De Gregori. Beh grazie non ci avevo mai pensato.
Caino

 

- LETTERA 3
"Party-orgia selvaggi per Berlusconi" . Ma la fonte dei documenti americani trafugati da Wikileaks é mica Dagospia?
Little Tonno

- LETTERA 4
Berlusconi portavoce di Putin, Sarkozy vanitoso, Gheddafi al botox...se questi sono gli scoops di wikileaks, avevo trovato notizie più sensazionali su novella 2000 o Chi...senza citare il tuo editoriale Dago fonte di scoops sul banana e non solo molto più interessanti...
Pietrapania

 

- LETTERA 5
Leggo titoli a tutta pagina sulle "rivelazioni" del sito Wikileaks, come se si trattasse di verità oggettive e non di rapporti e giudizi di diplomatici USA indirizzati al loro governo. Certamente emergono alcune "verità" ma anche molte paranoie e, fra le righe, i timori di un paese in decadenza che purtroppo crede di essere ancora la guida del mondo. Detesto Berlusconi, ma leggo che si dà del paranoico , dell'epilettico o dell'idiota a tizio e caio (sia esso amico o nemico): ma un paese che ha avuto per presidente un George W. Bush e che potrebbe avere nel prossimo futuro una Sarah Palin, che mercanteggia sui prigionieri del lager di Guantanamo per sbolognarli in cambio di favori diplomatici, o che ancora non è in grado di dare un'assistenza sanitaria alla totalità dei propri cittadini, con che coraggio si ritiene al di sopra degli altri?
Aldo Peruzzi

 

- LETTERA 6
Sulle vicende di casa nostra bastava sbirciare Dagospia con una certa frequenza e leggere tra le righe...altro che cablogrammi.
Questi diplomatici usa non hanno proprio fantasia!
Con affetto, Marco da Roma

- LETTERA 7
Wikileaks ma terremoto de che? Sono solo gli americani che si credono a modino e primi della classe e nient'altro. Bancarotta esportata a parte.

2- D'AVANZO: PERCHÉ NON DIRLO? I DOCUMENTI RISERVATI DELLA DIPLOMAZIA AMERICANA DIFFUSI DA WIKILEAKS RIVELANO IL BERLUSCONI CHE CONOSCIAMO.DAVVERO CI POSSIAMO OGGI STUPIRE SE BERLUSCONI APPARE A WASHINGTON UN FRIVOLO INETTO, MERITEVOLE DI "UNA PROFONDA SFIDUCIA", PREOCCUPATO SOLTANTO DI ORGANIZZARE I SUOI WILDE PARTYS, DEL TUTTO DISINTERESSATO ALLA SUA DIURNA AGENDA DI LAVORO DI UN CAPO DI GOVERNO?
Giuseppe D'Avanzo per La Repubblica

 

 

Un premier accompagnato a Washington da "una profonda sfiducia". Un uomo "incapace, vanitoso". Un leader europeo "inefficace", "fisicamente e politicamente debole", sfibrato e fiacco di giorno dopo le lunghe notti bruciate in wilde partys, in orge e festini. Niente di più e niente di meno che un "portavoce di Putin" in Europa con il quale ha un rapporto "straordinariamente stretto".

 

Un rapporto mediato da un oscuro "intermediario italiano", santificato dalla comune cultura machista che riconduce quell'amicizia a "festini selvaggi". Un legame celebrato con "generosi regali" e lucrosi e redditizi contratti energetici. Berlusconi potrà anche riderci sopra, come fa sapere, ma il profilo del premier che, secondo el Pais, New York Times, Guardian, Der Spiegel, la diplomazia americana affida al Dipartimento di Stato è avvilente.

 

Anche nei pochi, pubblici scampoli di informazioni - un nulla rispetto ai tremila cablogrammi "italiani" che saranno resi noti nei prossimi giorni - il nostro capo di governo appare un politico inaffidabile, prigioniero di una vita disordinata, vanaglorioso fino al parossismo, indifferente al destino dell'Europa, apparentemente distaccato anche dalle sorti del suo Paese, attratto soprattutto dal versante affaristico della politica.

 

L'immagine di un Berlusconi attento alle proprie fortune private - più che alla cosa pubblica che è stato chiamato ad amministrare - è così radicata a Washington che addirittura convince, all'inizio di quest'anno, il segretario di Stato americano Hillary Clinton a chiedere alle ambasciate di Roma e di Mosca "informazioni su eventuali investimenti personali" di Berlusconi e Putin che "possano condizionare le politiche estere dei due Paesi". Come se i due "amici" conducessero gli affari di Stato nell'interesse del proprio portafoglio.

Bisognerà leggere con attenzione il contesto in cui fioriscono questi giudizi. Berlusconi in un dispaccio è definito "un alleato preziosissimo" anche se sembra di capire più per la sua debolezza che lo rende manipolabile che per le sue convinzioni politiche e scelte geopolitiche. Bisognerà soprattutto valutare la qualità delle "fonti" dell'ambasciata americana a Roma, avere conferme che siano - come qualcuno suggerisce - "di assoluta fiducia" del presidente del Consiglio.

 

Perché non dirlo? I documenti riservati della diplomazia americana diffusi da Wikileaks rivelano il Berlusconi che conosciamo e che ostinatamente metà del Paese non può "riconoscere" perché non sa, perché buona parte dei media controllati o influenzati dal Cavaliere non possono né vogliono raccontarglielo.

 

E' il premier che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, purtroppo: fragile come può essere fragile chi vive un mondo abitato soltanto da se stesso; debole come è debole chi conduce una vita magnetizzata dal proprio interesse particolare; inadatto a governare come i suoi fallimento dimostrano ogni giorno; vulnerabile come chi conduce una vita caotica e quindi inaffidabile per chi deve condividere con lui decisioni, scelte, una politica.

 

Oggi più di ieri, alla luce dei dispacci della diplomazia americana, appare malinconico il tentativo del presidente del consiglio e degli obbedienti corifei di liquidare gli scandali che lo hanno visto protagonista negli ultimi diciotto mesi come "spazzatura", come gossip, come violazione della privacy presidenziale.

Se il premier riceve prostitute nelle sue residenze private diventate sedi del governo; se in quei palazzi (Villa San Martino, Villa Certosa e Palazzo Grazioli) si consumano ogni settimana "festini selvaggi" con decine di giovani donne - alcune minorenni - reclutate alla meno peggio da talent scout professionisti o improvvisati, a volte per disperazione anche sul marciapiede; se gli incontri del Cavaliere con Putin perdono ogni crisma di ufficialità per farsi, in luoghi protetti da occhi indiscreti, personali e riservati con un'agenda che non ha nulla di politico, è un obbligo fare di quelle faccende un "caso" politico.

 

Non si possono nascondere queste abitudini del potere sotto il tappeto come se fossero trascurabile polvere perché quegli affari raccontano la vulnerabilità di Berlusconi, interpellano la credibilità delle istituzioni e, come Repubblica va dicendo da tempo, minacciano la sicurezza nazionale, la reputazione internazionale del nostro Paese.

 

Con buona pace dei maestrini che per conformismo invitavano a parlare di ben altri problemi (pur di non parlare di questo), la riduzione a privacy di questo deficit di autorità e autorevolezza non ha consentito e non poteva consentire a Berlusconi di tirarsi su dal burrone in cui si è cacciato da solo e con la colpevole complicità di chi gli è stato accanto in questi anni.

 

Dispiace cadere nel convenzionale, ma ora i nodi stanno venendo al pettine e non c'è stato mai un dubbio che questa crisi prima o poi dovesse scoppiare. Perché non ci volevano doti da indovino per comprendere che se sono in giro centinaia di ragazze, protagoniste di quei "festini selvaggi", il capo del governo può essere umiliato e ricattato in ogni momento.

 

Era sufficiente chiedersi dove finiscono o dove possono finire le informazioni - e magari le registrazioni e le immagini - in loro possesso e concludere che il progressivo disvelamento della vita scapestrata del premier e della sua fragilità privata, che non poteva sfuggire ai nostri partner e al nostro maggiore alleato, rendeva immediatamente Berlusconi indegno della sua responsabilità pubblica, inattendibile per gli alleati e, nel contempo, screditato il nostro Paese nel mondo.

 

Mettiamo in fila quel abbiamo saputo in quest'ultimo anno e mezzo. La festa di Casoria; le rivelazioni degli incontri con Noemi allora minorenne; la cerchia di prosseneti che gli riempie palazzi e ville di donne a pagamento, in qualche caso minorenni; la confessione di una donna che è stata pagata per una cena e per una notte con in più la promessa di una candidatura politica.

 

Davvero ci possiamo oggi stupire se Berlusconi appare a Washington un frivolo inetto, meritevole di "una profonda sfiducia", preoccupato soltanto di organizzare i suoi wilde partys, del tutto disinteressato alla sua diurna agenda di lavoro di un capo di governo? E poi davvero così sorprendente dover oggi trarre delle conclusioni a proposito dell'adeguatezza di Berlusconi alla sua carica pubblica? Lo ha fatto questo giornale e la questione è stata posta anche in parlamento da trentacinque senatori del Partito democratico.

 

Con un'interpellanza interrogarono Berlusconi sulla "potenziale ricattabilità del Primo Ministro italiano e dei rischi a cui potrebbero essere state esposte tutte quelle informazioni, anche segretissime, contenute nei dossier che Berlusconi è tenuto ad esaminare e che riguardano la difesa del nostro Paese e gli impegni cui siamo tenuti per l'appartenenza alla Nato".

"La questione - spiegò il senatore Luigi Zanda con parole che oggi sembrano un vaticinio - riguarda anche la sicurezza economica dell'Italia. Ad esempio, la delicatezza e la vulnerabilità della nostra posizione (ricordata anche dall'Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia), per i rifornimenti energetici e i nostri rapporti con mercati delicati come quelli della Russia e della Libia.

 

Non è difficile comprendere come a un uomo di governo che tratta in prima persona affari di questa natura e di tale consistenza economica e geopolitica, venga richiesto di non ricevere a casa sua decine di donne sconosciute con tanto di registratori e di macchine fotografiche". "Festini selvaggi" e affari energetici, l'avventura politica di Berlusconi pare essere tutta qui. 29-11-2010]

 

 

WikiLeaks, tempesta sul mondo - Le pagelle di Washington: ‘Berlusconi megafono di Putin’ - Ma il vero obiettivo è Obama - Gli Usa spiavano l’Onu, Paesi arabi alleati volevano attaccare l’Iran - I finiani: il governo è finito. Una lunga lettera beffa con le parole di Bossi del ‘94 - Torino. Profumo, no al Pd. ‘Troppa pressione’ - Irlanda, via libera Ue agli aiuti - Via dalla Svizzera gli stranieri che commettono reati gravi

il Velino.it

 

CORRIERE DELLA SERA - In apertura: "Giudizi e misfatti della diplomazia Usa". Editoriale di Frano Venturini: "Amicizie pericolose". In due boxini: "Hillary chiese degli affari con Vladimir" e "Il mediatore ‘ombra' che parla russo". A destra: "Se padroni e operai sono in piazza (assieme)". Al centro: "L'Europa salva l'Irlanda. Un piano da 85 miliardi". In basso: "Angoscia per Yara, svanita nel nulla" e "Il limite nascosto dei ragazzi: incapaci di concentrarsi".

 

LA REPUBBLICA - In apertura: "WikiLeaks, tempesta sul mondo". In quattro riquadri: "Le pagelle di Washington", "L'arma letale", "Perché allarmano i festini selvaggi" e "La risata del premier". Al centro: "La Ue salva l'Irlanda, sì al piano aiuti" e "I finiani: il governo è finito. Una lunga lettera beffa con le parole di Bossi del ‘94". In basso: "Fazio: ‘Io, Saviano e le paure della Rai". In due boxini: "Scomparsa una tredicenne allarme sequestro a Bergamo" e "Via dalla Svizzera gli stranieri che commettono reati gravi".

 

LA STAMPA - In apertura: "‘Berlusconi megafono di Putin'". Editoriale di Mario Calabresi: "Quelle parole che lasciano il segno". In un riquadro: "Una tempesta sul mondo". Al centro: "Ma il vero obiettivo è Obama" e "Trasparenza senza responsabilità". In taglio basso: "Irlanda, via libera Ue agli aiuti", "Torino. Profumo, no al Pd. ‘Troppa pressione'" e "Scomparsa una tredicenne. Gli inquirenti: l'hanno rapita". In basso: "Sorpresa, al cinema la scuola funziona" e "Università. Un fronte bipartisan anti ‘parentopoli'".

 

IL SOLE 24 ORE - In apertura: "Federalismo alla prova finale". Editoriale di Christian Rocca. "L'aria di Cancun una grande ribalta per piccoli passi". A destra: "Tagliati i tempi delle risposte ma gli uffici non lo sanno". Al centro con fotonotizia: "Berlino della le regole sui rendimenti dei titoli di stato in Europa". In basso: "Al Sud dote di 900 milioni per rilanciare i distretti" e "Moratoria e fondo garanzia: tra imprese e banche un nuovo patto sul credito".

 

IL GIORNALE - In apertura: "Ecco i segreti dei potenti". A sinistra "Botta e risposta" tra Luca Cordero di Montezemolo: "Un diritto parlare di politica" e Vittorio Feltri: "Sì, ma alla fine devi dire con chi stai". Al centro con fotonotizia: "Yara, sparita a due passi da casa". In taglio basso: "Il Cavaliere: ‘Alleanza di perdenti contro il mio governo'" e "Saviano. Il liberale che odia il libero mercato". In basso: "E se l'Italia imitasse la Svizzera?" e "Edo, l'incredibile pesce gatto che si comporta come un cane".

IL MESSAGGERO - In apertura: "Il terremoto delle carte segrete". Editoriale di Giovanni Sabbatucci: "Regole violate, credibilità infrante". In taglio alto: "Gli Usa spiavano l'Onu, Paesi arabi alleati volevano attaccare l'Iran" e "Uno schiaffo per Washington". Al centro: "Irlanda, intesa sul salvataggio: prestito da 85 miliardi di euro" e "Lazio fermata sul pari. Roma incolore, il Palermo la travolge". A destra: "Al decollo la rivoluzione Fiat, dal 3 gennaio due società in Borsa". In basso: "Tredici anni, va in palestra e scompare" e "Invalido senza pensione tenta il suicidio".

 

IL TEMPO - In apertura a tutta pagina: "Fine dell'impero Americano". In basso: "Finmeccanica, serve il segreto". In due boxini: "Il ritorno di Scalfari ‘Dracula'" e "Perché esiste il tradimento in politica".

L'UNITÀ - In apertura con fotonotizia di Putin e Berlusconi: "Il capobranco e il portavoce". A fondo pagina: "Studenti, il tetto diventa una piazza contro tutti i tagli" e "‘Sì a governo di transizione'. Fli apre a D'Alema e si fa beffe di Bossi".

IL FOGLIO - In apertura: "Università fabbrica di disoccupati". Taglio alto: "Murdoch fa un giornale solo per iPad. Funzionerà?". A sinistra: "Delitti. L'uomo che ha continuato a vedere l'amante nonostante il sospetto che fosse stata lei a uccidere la moglie". A destra: "Amori. La città indiana dove le ragazze non possono avere il cellulare. Le scappatelle di Goebbels". In basso: "Caro Fazio, quelle di Welby e Englaro non sono storie private".

 

29-11-2010]

 

 

1- FRA PUTIN E BERLUSCONI, UNA RELAZIONE STRAORDINARIAMENTE STRETTA, CHE INCLUDE "REGALI GENEROSI", LUCROSI CONTRATTI IN CAMPO ENERGETICO E UN "OSCURO INTERMEDIARIO ITALIANO CHE PARLA RUSSO": SILVIO BERLUSCONI "SEMBRA ESSERE IL PORTAVOCE DI PUTIN" IN EUROPA, UNITI PERFETTAMENTE DALLO STESSO "STILE MACISTA" - 2- IN UN DOCUMENTO INVIATO A WASHINGTON DALL’INCARICATA D’AFFARI AMERICANA A ROMA ELIZABETH DIBBLE SI AFFERMA CHE BERLUSCONI È UN "INETTO, VANITOSO E INCAPACE. UN LEADER FISICAMENTE E POLITICAMENTE DEBOLE LE CUI FREQUENTI LUNGHE NOTTATE E L’INCLINAZIONE AI PARTY SIGNIFICANO CHE NON SI RIPOSA A SUFFICIENZA" - 3- "USA PREOCCUPATI PER INTESA ENI-SOUTHSTREAM" (IL MEGA GASDOTTO RUSSIA-EUROPA) - 5- TREMA ANCHE LA POLONIA: RIVELAZIONI SUI RETROSCENA DELL’ACCORDO USA-POLONIA SULLO SCUDO ANTIMISSILE, UN DOSSIER CHE HA CREATO PARECCHIE TENSIONI CON LA RUSSIA - 6- CAMPAGNA DI SPIONAGGIO DELL’INTELLIGENCE USA NEI CONFRONTI DEI VERTICI DELL’ONU - 7- GHEDDAFI USA BOTOX ED è SEMPRE CON LA BIONDA E VOLUTTUOSA INFERMIERA UCRAINA

1- «GLI STATI UNITI SPIARONO I VERTICI ONU»
Corriere.it

Una campagna segreta dell'intelligence Usa nei confronti dei vertici delle Nazioni Unite, compreso il segretario generale Ban Ki-moon. È scritto in uno dei duecentocinquantamila file consegnati da Wikileaks al New York Times e al Guardian. Documenti per la maggior parte riferiti agli ultimi tre anni che riportano le conversazioni tra Washington e circa 270 ambasciate e consolati di diversi Paesi del mondo. Materiale «che serve il pubblico interesse , illuminando obiettivi, successi, compromessi e frustrazioni della diplomazia americana» scrive il New York Times.

 

SPIONAGGIO E ONU
L'operazione nei confronti delle Nazioni Unite avrebbe riguardato non solo il segretario generale ma anche i membri permanenti cinese, russo, francese e inglese del Consiglio di sicurezza. Nel 2009, sotto il nome di Hillary Clinton, sarebbe stata inviata ai diplomatici americani una direttiva - a metà tra diplomazia e spionaggio - in cui si chiedevano dati tecnici e password sui sistemi di comunicazione usati dai funzionari Onu, dettagliate informazioni biometriche su uomini chiave come sottosegretari o capi di agenzie speciali, oltre a numeri di carte di credito, indirizzi email e numeri di telefono.

I DOCUMENTI - Intanto cresce l'attesa per la valanga di documenti che riguardano comunicazioni tra gli Stati Uniti e diversi Paesi. Da giorni il Dipartimento di Stato sta avvertendo le cancellerie di mezzo mondo, Italia inclusa, per smorzare eventuali reazioni. Ma già sono trapelati i primi dettagli concreti con la pubblicazione temporanea - e per errore - di un articolo dello Spiegel, poi scomparso dalla rete.

 

Secondo il settimanale tedesco saranno diffusi 251.287 cosiddetti "cablogrammi diplomatici" inviati al Dipartimento di Stato dalle ambasciate, dai consolati e dalle rappresentanze diplomatiche americane in tutto il mondo, oltre a 8mila direttive del ministero degli Esteri Usa alle sedi diplomatiche in tutto il mondo. Sarebbero tuttavia solo 4.330 i documenti "esplosivi".

 

I documenti coprirebbero un periodo che va dal dicembre 1966 al febbraio 2010; ci sono 50mila carte per il solo 2008, l'anno in cui Barack Obama è diventato presidente degli Stati Uniti. Sempre secondo le notizie che circolano in rete, dall'esame dei documenti risulterebbe che gli Stati Uniti sono a conoscenza dei segreti della politica tedesca più di molti uomini politici tedeschi.

MANDELA E KARZAI - I file conterrebbero anche critiche mosse dai diplomatici statunitensi a Nelson Mandela e Hamid Karzai. Secondo quanto scrive il domenicale britannico Mail On Sunday, l'ex presidente sudafricano sarebbe finito nel mirino dei diplomatici per il suo scontro con George Bush quando questi decise di invadere l'Iraq. Mandela lo accusò di essere razzista, dichiarando che il presidente Usa aveva ignorato le richieste delle Nazioni Unite perché il suo segretario generale all'epoca, Kofi Annan, era nero.

 

Mandela all'epoca aveva anche attaccato l'allora premier britannico Tony Blair, definendolo «il ministro degli Esteri degli Usa». Tra gli altri leader mondiali che in passato si sono scontrati con gli Stati Uniti e che potrebbero essere stati oggetto di commenti negativi negli scambi diplomatici ottenuti da Wikileaks - che risalirebbero al periodo tra gennaio 2006 e dicembre 2009 - vi sono anche Karzai, il colonnello Gheddafi e Robert Mugabe. Secondo il domenicale tra i circa 800 messaggi dell'ambasciata americana a Londra ve ne sarebbero alcuni decisamente critici nei confronti di Gordon Brown e del governo laburista.

LONDRA E ISLAM - Il governo di Londra teme che le rivelazioni possano infiammare gli animi degli islamici e ha avvertito i suoi cittadini che vivono in Pakistan, Iraq, Iran e altre parti del mondo che potrebbero essere presi di mira. Secondo il Sunday Times alcune delle comunicazioni tra l'ambasciata americana a Londra e Washington potrebbero mettere a rischio la speciale relazione tra gli Usa e la Gran Bretagna gettando luce sull'opinione che i diplomatici statunitensi hanno di David Cameron, del suo vice Nick Clegg e del predecessore Gordon Brown.

 

Fonti vicine al governo sostengono tuttavia che ad essere dannose potrebbero essere soprattutto le candide opinioni espresse dai britannici circa alcune figure chiave del mondo islamico: «La preoccupazione del governo è che alcune delle comunicazioni diplomatiche possano contenere certe frasi critiche di alcuni luoghi importanti, pronunciate o dagli Usa o da noi, a causa delle quali la Gran Bretagna potrebbe essere dipinta come un alleato del "Grande Satana" nell'attacco all'Islam» ha dichiarato una fonte ministeriale.

SCUDO ANTIMISSILE - Trema anche la Polonia: i documenti che riguardano Varsavia conterrebbero delicate rivelazioni sui retroscena dell'accordo Usa-Polonia sullo scudo antimissile, un dossier che ha creato parecchie tensioni con la Russia. Il portavoce del ministro degli Esteri polacco Martin Bosacki ha spiegato che una larga parte dei file riguarda le trattative sul sistema di difesa che l'amministrazione Bush stava negoziando in proprio con Varsavia, escludendo gli altri partner Nato.

 

Il controverso progetto è stato poi abbandonato dalla nuova amministrazione Obama, che lo trasformò in un sistema di difesa comune a cui parteciperà anche la Russia. In Israele, la televisione commerciale Canale 2 ha sostituito i programmi della tarda serata con una trasmissione speciale in cui, a partire dalle ore 23.30 locali (le 22.30 in Italia) accompagnerà in diretta la divulgazione dei documenti del Dipartimento di Stato. Il quotidiano Yediot Ahronot prevede che «infliggeranno un duro colpo a Israele».

 

2- BERLUSCONI SEMBRA IL PORTAVOCE DI PUTIN IN EUROPA
Corriere.it

Una relazione straordinariamente stretta fra Vladimir Putin e il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, che include «regali generosi», contratti energetici redditizi: Berlusconi «sembra essere il portavoce di Putin» in Europa. Così sono iniziate le pubblicazioni del contenuto dei documenti della diplomazia americana ottenuti da Wikileaks. Riporta il New York Times: «Diplomatici americani a Roma riportano nel 2009 come i loro contatti italiani descrivano il rapporto tra Berlusconi e Putin come «straordinariamente stretto». Secondo il documento il rapporto includeva «generosi regali», lucrosi contratti in campo energetico e un «oscuro intermediario italiano che parla russo».

 

EL PAIS - Anche l'edizione online di El Pais ha iniziato la pubblicazione mettendo in copertina le fotografie di sette leader mondiali, fra i quali Silvio Berlusconi, con una citazione estratta da una nota americana: «Le feste selvagge di Berlusconi» e viene evidenziata la «sfiducia profonda che suscita a Washington». A proposito del premier di Mosca il giornale spagnolo afferma che i documenti «pongono in evidenza il sospetto americano che la politica russa sia nelle mani di Valdimir Putin, giudicato un politico di stampo autoritario, il cui stile macista gli consente di collegarsi perfettamente con Silvio Berlusconi».

GUARDIAN - Sul britannico Guardian in un documento inviato a Washington dall'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble si afferma che Silvio Berlusconi è stato, come moderno leader europeo, un «inetto, vanitoso e incapace (in originale feckless, vain, and ineffective)». In un altro rapporto da Roma si dice che Berlusconi è «fisicamente e politicamente debole». Le sue «frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza».

FRATTINI - Tra le rivelazioni c'è un telegramma - pubblicato su Wikileaks e classificato come segreto - inviato a Washington dall'ambasciata americana a Roma lo scorso 8 febbraio, in seguito a un incontro tenutosi il ministro degli Esteri Franco Frattini e il segretario della Difesa degli Stati Uniti Robert Gates nel quale il titolare della Farnesina «ha espresso particolare frustrazione per il doppio gioco di espansione verso l'Europa e l'Iran da parte della Turchia».

 

La «sfida, secondo Frattini, è portare la Cina al tavolo» dei colloqui sulla questione iraniana. Cina e India, secondo Frattini sono «Paesi critici per adottare misure che potrebbero influenzare il governo iraniano senza ferire la popolazione». Il ministro «ha anche proposto di inserire Arabia Saudita, Turchia, Brasile, Venezuela e Egitto nelle conversazioni», si legge nel documento. Frattini «ha anche proposto un incontro informale tra i Paesi del Medio Oriente» per «consultarsi sulla questione iraniana». E - ha riferito - «il segretario di Stato Clinton è d'accordo».

3- "BERLUSCONI È UN LEADER FISICAMENTE E POLITICAMENTE DEBOLE LE CUI FREQUENTI LUNGHE NOTTATE E L'INCLINAZIONE AI PARTY SIGNIFICANO CHE NON SI RIPOSA A SUFFICIENZA".
Da Repubblica.it

 

EL PAIS: 3012 FILE INVIATI DALL'ITALIA DALL'AMBASCIATA USA
Sono "3.012" i file inviati dalle sedi diplomatiche americane in Italia e 'catturati' da Wikileaks. Lo rende noto il quotidiano spagnolo El Pais in una mappa intitolata "Intercambio dei documenti e zone calde del pianeta". Le sedi diplomatiche americane in Italia, secondo la mappa, non sono tra quelle che hanno inviato più documenti rivelati dal sito di Julian Assange. Al primo posto, c'è l'ambasciata Usa ad Ankara, con 7.918 telegrammi inviati. Al secondo posto, la sede statunitense a Baghdad, con 6.677 documenti e al terzo Tokio, con 5.697. L'Italia, secondo i dati forniti da El Pais, si piazzerebbe al sedicesimo posto di questa speciale classifica.

"BERLUSCONI FISICAMENTE E POLITICAMENTE DEBOLE"
Il presidente del Consiglio italiano è un leader "fisicamente e politicamente debole" le cui "frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza". Lo afferma l'incaricata d'affari americana a Roma Elisabeth Dibble in un documento inviato a Washington e reso noto da Wikileaks. Il telegramma della Dribble è citato dal Guardian, uno dei giornali che ha ottenuto da Wikileaks i documenti segreti.

 

"USA PREOCCUPATI PER INTESA ENI-SOUTHSTREAM"
Gli Usa erano preoccupati per l'intesa tra Eni e Gazprom su Southstream, il mega-gasdotto che collegherà Russia e Ue, e la "assai cordiale relazione tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi". Lo scrive il britannico Sunday Telegraph, affermando che il malessere di Washington sarà raccontato dai file di Wikileaks, e confermando le voci circolate nelle ultime ore.

Discussa la possibilità di una Corea unificata
Gli Usa hanno discusso con i funzionari di Seul la possibilità di una Corea unificata, nel caso la Corea del Nord dovesse "implodere" per i suoi problemi economici e per problemi di transizione del leader, rivelano i documenti di Wikileaks pubblicati oggi dal New York Times. Le discussioni si sarebbero estese a come convincere la Cina ad accettare la situazione di una Corea unificata.

 

"FRATELLASTRO DI KARZAI TRAFFICANTE, VA CONTROLLATO"
Con Ahmed Wali Karzai, il fratellastro del presidente afgano, "dobbiamo avere a che fare in quanto numero uno del Provincial Council ma è sottointeso che è uno corrotto e un trafficante di stupefacenti". Questa la descrizione di Ahmed Wali Karzai fornita dai diplomatici americani, riporta il New York Times citando i documenti di Wikileaks . "Sembra non capire il livello di conoscenza che abbiamo delle sue attività. Dobbiamo monitoralo attentamente e in modo chiaro, inviandogli un messaggio chiaro".

 

VICE PRESIDENTE AFGANO SCOPERTO NEGLI EMIRATI ARABI UNITI CON 52 MLN DI DOLLARI IN CONTANTI
Quando lo scorso anno il vice presidente dell'Afghanistan Ahmed Zia Massoud visitò gli emirati arabi uniti le autorità locali, in collaborazione con la drug enforcement administration americana, avevano scoperto che trasportava con sé 52 milioni di dollari in contate. L'ambasciata americana di Kabul inviò a Washington un documento con il quale specificò che si trattava di una "somma significativa", e che Massoud "aveva il diritto di averla con sé e di non rivelare l'origine e la destinazione del denaro". Massoud ha negato di aver portato denaro fuori dall'Afghanistan.

USA ALLA SLOVENIA: DETENUTI DI GUANTANAMO IN CAMBIO DI INCONTRO CON OBAMA
Un file di wikileaks pubblicato dal New York Times racconta le conversazioni dei diplomatici sui tentativi degli Usa di convincere i governi di alcuni Paesi ad ospitare detenuti di Guantanamo. Alla Slovenia è stato chiesto di accettare un prigioniero in cambio di un incontro con Barack Obama. Alle Kiribati sono stati offerti milioni di dollari in per accettare un gruppo di detenuti. Al Belgio si suggerisce che accettare prigionieri garantirebbe "visibilità" in Europa.

 

GHEDDAFI USA BOTOX E SEMPRE CON LA BIONDA E VOLUTTUOSA INFERMIERA UCRAINA
Di rado senza la sua "infermiera ucraina", una "voluttuosa bionda". Così i diplomatici americani - secondo il New York Times che riporta i documenti pubblicati da Wikileaks - descrivono il leader libico Muammar Gheddafi che sarebbe stato infastidito da come è stato ricevuto a New York per l'assemblea generale dell'Onu lo scorso anno.

GHEDDAFI USA BOTOX ED È IPOCONDRIACO
Fra le note filtrate dagli armadi riservati della diplomazia americana, fra "le più delicate" El Pais cita questa sera quelle sul leader libico Muammar Gheddafi. Nei suoi messaggi, secondo ElPais, l'ambasciatore americano a Tripoli "racconta che Gheddafi usa il botox ed è un vero ipocondriaco, che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori". Il giornale, che annuncia per l'edizione cartacea in edicola domani mattina ulteriori rivelazioni e dettagli, parla fra l'altro anche dei "sospetti che la presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner solleva a Washington, fino al punto che la segretaria di stato giunge a chiedere informazioni sul suo stato di salute mentale".

 

WIKILEAKS: FRATTINI FRUSTRATO DAL DOPPIO GIOCO DELLA TURCHIA
Il ministro degli Esteri Franco Frattini "ha espresso particolare frustrazione per il doppio gioco di espansione verso l'Europa e l'Iran da parte della Turchia". E' quanto rivela un telegramma - pubblicato da Wikileaks e classificato come segreto - inviato a Washington dall'ambasciata americana a Roma lo scorso 8 febbraio, in seguito a un incontro tenutosi tra il titolare della Farnesina e il segretario della Difesa degli Stati Uniti Robert Gates.

La "sfida, secondo Frattini, è portare la Cina al tavolo" dei colloqui sulla questione iraniana. Cina e India, secondo Frattini sono "Paesi critici per adottare misure che potrebbero influenzare il governo iraniano senza ferire la popolazione". Il ministro "ha anche proposto di inserire Arabia Saudita, Turchia, Brasile, Venezuela e Egitto nelle conversazioni", si legge nel documento. Frattini "ha anche proposto un incontro informale tra i Paesi del Medio Oriente" per "consultarsi sulla questione iraniana". E - ha riferito - "il segretario di Stato Clinton è d'accordo".28-11-2010]

 

 

WIKI-PANIC! - CACCIA A JULIAN ASSANGE. BRACCATO DA TUTTI, DOVE SI NASCONDE? - Le informative delle polizie internazionali dicono che in questo momento si trova a Dubai. Nascosto, protetto, teso. Ma è a Londra che lo aspettano per il prossimo annunciato show. Questione di ore - Il governo inglese lo teme al punto che ha chiesto agli editori dei giornali britannici di informare l’esecutivo "se intendono pubblicare “file” diplomatici dal contenuto sensibile"....

Andrea Malaguti per "La Stampa"

L' ultima volta che è apparso in pubblico è stato all'inizio di novembre, dieci giorni prima che il procuratore svedese Marianne Ny ne chiedesse l'arresto per stupro, molestie sessuali e coercizione ai danni di due donne conosciute a Enkoping durante una conferenza stampa. Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, era pallido, magro, preoccupato.

 

Si sentiva braccato. Raccontava che dietro le accuse c'era il tentativo di qualcuno di fargliela pagare per la pubblicazione di cinquecentomila «file» militari segreti sulle operazioni degli americani e dei loro alleati in Iraq e in Afghanistan. Qualcuno, certo. Ma chi? L'Fbi? I servizi segreti inglesi? Quelli australiani? La sua cattiva coscienza?

 

Indossava un giubbotto di pelle marrone, una maglietta a maniche corte sbottonata sul petto, degli strani pantaloni a pois neri e aveva i capelli così biondi da sembrare bianchi, organizzati in uno studiato disordine. «Sto pensando di chiedere asilo qui in Svizzera», aveva detto a una giornalista della tv Tsr. Le aveva spiegato perché fosse convinto che il mondo era in pericolo. E in qualche modo anche la sua vita. Sembrava che non dormisse da settimane. Poi è scomparso, come sempre. «Non sto mai più di sei settimane nello stesso posto».

Adesso, alla vigilia della pubblicazione di un altro fiume di documenti, tutti si domandano dove sia finito, e soprattutto dove ricomparirà. Le informative delle polizie internazionali dicono che in questo momento Julian Assange, 39 anni, primula rossa del terzo millennio, crociato della libertà secondo i suoi sempre più numerosi seguaci, uomo enigmatico, pronto a mettere in piazza i segreti dell'intero globo terracqueo ma gelosissimo dei suoi, si trova a Dubai. Nascosto, protetto, teso. Ma è a Londra che lo aspettano per il prossimo annunciato show. Questione di ore.

 

Il governo inglese lo teme al punto che ha chiesto agli editori dei giornali britannici, e in particolare del Guardian (che sta elaborando i tre milioni di documenti gestiti da WikiLeaks), di informare l'esecutivo «se intendono pubblicare "file" diplomatici dal contenuto sensibile». Aggiungendo che con questo «Defence Advisory», Downing Street non vuole dire che saranno avviati procedimenti penali per impedirne la pubblicazione. La libertà di informazione è sacra. «Ma la stampa dovrebbe preoccuparsi per la sicurezza delle operazioni militari britanniche».

Cameron ha le mani legate e in un curioso ribaltamento dei ruoli chiede nervosamente, «per piacere», di essere tenuto al corrente su questo imbarazzante diluvio di informazioni. Hillary Clinton ha anticipato al primo ministro di Sua Maestà che nei rapporti delle ambasciate Usa ci sono commenti non proprio lusinghieri sull'ossessione di Brown di dimostrare a Obama tutta la sua importanza. E anche giudizi freddi sulla coalizione conservatori-liberaldemocratici.

 

Alla fine di ottobre, prima di una conferenza stampa alla City University di Londra, Assange, accompagnato da un gigantesco bodyguard chiamato Christian, un lottatore mostruoso rubato a un romanzo di Stieg Larsson, aveva spiegato di non sapere più dove rifugiarsi. Aveva raccontato che la sede del sito è in un bunker sottoterra - naturalmente non aveva detto dove -, ma che il posto non andava più bene. «Ci ascoltano».

Microspie piazzate nei muri. «Continuano a trapanare le pareti. Con la tecnica utilizzata dall'ambasciata australiana per spiare i cinesi. Ci serve un luogo isolato». Era nervoso. Arrabbiato con il governo svedese che gli aveva negato la cittadinanza e con i giudici australiani.

Salito sul palco, si era rifiutato di rispondere a una serie di domande legate al modo in cui WikiLeaks decide che cosa pubblicare e che cosa no. «C'è un comitato etico», si era limitato a dire prima di lasciare in fretta la sala. Una donna era svenuta. Al risveglio aveva detto: «Mai visto un uomo così affascinante». Assange e i suoi misteri erano ormai scomparsi nella notte. 28-11-2010]

 

 

1- WIKILEAKS SOTTO ATTACCO INFORMATICO. "DER SPIEGEL" E "GUARDIAN" PUBBLICANO TUTTO - 2- "PARTY-ORGIA SELVAGGI PER BERLUSCONI" - "MERKEL UNA CANCELLIERA AL TEFLON. EVITA O SCHIVA OGNI RISCHIO IN POLITICA, E BEN RARAMENTE È CREATIVA" - "MEDVEDEV PALLIDO ED ESITANTE" - "PUTIN MASCHIO DOMINANTE, UN LUPO CAPOBRANCO" - “PER OBAMA L’EUROPA. NON È COSÌ IMPORTANTE" - "AHMADINEJAD È HITLER" - "SARKOZY È UN IMPERATORE NUDO" - "KARZAI È GUIDATO DALLA PARANOIA" - "GLI USA HANNO UN CONTATTO ALL’INTERNO DEL GOVERNO TEDESCO" - "KIM JONG-IL È UN EPILETTICO VITTIMA DI CONTINUI ATTACCHI" - "PER GHEDDAFI PROCACI BIONDINE COME INFERMIERE" - "WASHINGTON È INFASTIDITA PER L’AMICIZIA PREFERENZIALE DEL PREMIER ITALIANO CON PUTIN E GHEDDAFI" - 3- FRATTAGLIE FRATTINI DISPERATO CHIEDE PIETà ALL’OPPOSIZIONE: " EVITIAMO IL GIOCO AL MASSACRO SUL FRONTE INTERNO. è L’11 SETTEMBRE DELLA DIPLOMAZIA MONDIALE" - 4- IL GOVERNO USA SCRIVE AD ASSANGE: "LE HA MESSO IN PERICOLO INNUMEREVOLI PERSONE"

1- "DER SPIEGEL" CORRE SUI FILES
Repubblica.it

 

Il blog Owni rivela che copie dello Spiegel che sarà in edicola domani sono già state vendute a Basilea, in Svizzera. E riporta le prime rivelazioni: "Obama preferisce guardare a Est piuttosto che a Ovest", "Obama non ha emozioni verso l'Europa", "Gli Usa vedono il mondo come un confronto tra due superpotenze. L'Unione europea gioca un ruolo secondario", "L'Europa non è così importante per gli Usa"

 


"Dalla copertina - scrive Owni - leggiamo che Ahmadinejad 'è Hitler', Sarkozy è 'un imperatore nudo', Karzai è 'guidato dalla paranoia'". E ancora: "Dagli articoli interni scannerizzati apprendiamo che gli Usa hanno un contatto all'interno del governo tedesco, un membro del partito liberale Fdp. Il cancelliere Angela Merkel è descritta come 'raramente creativa e refrattaria ai rischi'. Le rivelazioni sul governo tedesco sono talmente dettagliate da far scrive a Spiegel che 'gli Usa sono meglio informati sui segreti della politica tedesca degli stessi politici tedeschi'"

 

Sempre dalla copertina dello Spiegel ripresa da Owni: "Berlusconi, festini selvaggi", "Medvedev indeciso", "Putin maschio dominante"

Per Frattini le rivelazioni di WikiLeaks saranno "l'11 settembre della diplomazia mondiale" perché "faranno saltare tutti i rapporti di fiducia tra gli Stati in quanto la diplomazia o è confidenziale o non funziona". Il ministro degli Esteri lancia un appello all'opposizione: "Evitiamo il gioco al massacro sul fronte interno"

 

2- "PER GHEDDAFI PROCACI BIONDINE COME INFERMIERE"
Ansa.it

- MISTERO SU ASSANGE, OGGI IN VIDEO IN GIORDANIA - Dov'è Julian Assange, mentre la bomba WikiLeaks sta per abbattersi sui governi di tutto il mondo? ''Non posso essere lì con voi oggi ma sono costretto ad apparire su un link video su Internet, perché ho la Cia alle calcagna'': così il fondatore di Wikileaks oggi nel suo intervento video alla conferenza dei giornalisti investigativi ad Amman, in Giordania. ''La Giordania non è il posto migliore dove stare se ti cerca la Cia'', ha detto Assange, spiegando di non poter dire dove si trova in questo momento.

 

L'hacker giornalista più famoso del mondo ha detto di aver passato l'ultimo mese spendendo ogni energia sulla raccolta dei documenti che oggi temono tutti i potenti della Terra. ''Già si possono vedere gli effetti del mio lavoro: nella scorsa settimana gli Usa hanno cercato con tutte le forze di disinnescare il meccanismo, avvertendo i governi ma senza sapere cosa stiamo davvero per pubblicare'', ha detto.

Assange ha poi negato che le pubblicazioni metteranno in pericolo vite umane: ''La nostra organizzazione ha una storia di 4 anni di pubblicazioni, e per quanto ne sappiamo nessuno è mai stato in pericolo per le nostre rivelazioni''.

- SUL WEB GIRA COPERTINA SPIEGEL CON ANTICIPAZIONI - Piccolo giallo su 'Der Spiegel', uno dei giornali che dovrebbe avere le anticipazioni sui file di Wikileaks. Un giornalista free lance, Symor Jenkins, afferma di aver acquistato a Basilea in Svizzera una copia della rivista tedesca che dovrebbe uscire in Germania solo domani. Alle 22.30 di stasera dovrebbe uscire nella versione online dello Spiegel. Si tratterebbe, se fosse confermato, di un'uscita anticipata in Svizzera ricca di anticipazioni dei file del sito di Assange.

Al momento non e' ancora stato possibile appurare se si tratti di un falso, di un errore di distribuzione o di un'anticipazione voluta dallo Spiegel. Nella copertina del periodico compare la grossa scritta, 'Enthullt' (Rivelato), e il sottotitolo: ''come l'America vede il mondo, il rapporto segreto del Dipartimento di Stato americano'' e 12 foto di personaggi illustri:

tra questi, solo per citarne alcuni, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, con la didascalia 'questo e' Hitler', il colonnello Muammar Gheddafi ('procaci biondine come infermiere'), il presidente afghano Karzai ('spinto dalla paranoia'), il presidente francese Sarkozy ('imperatore senza vestiti') e ultimo in fondo a destra, il premier italiano Silvio Berlusconi. 'Feste selvagge', recita invece la didascalia sotto il presidente del Consiglio italiano.

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3- PARTY-ORGIA PER IL BANANA

Andrea Tarquini per Repubblica.it

 

Silvio Berlusconi viene notato nei messaggi segreti della diplomazia americana per le sue "feste selvagge". Non va molto meglio a Putin e a Gheddafi: il premier russo è definito "un lupo capobranco", mentre sul dittatore libico l'annotazione prioritaria è che "ha una bionda da schianto come infermiera". Sono i giudizi del Dipartimento di Stato americano svelati da Wikileaks e pubblicati in copertina dal settimanale tedesco Der Spiegel.

Lo Spiegel è già in edicola a Basilea, in Svizzera. Sulla prima pagina, i volti di leader internazionali e politici tedeschi. Sotto ogni volto, una breve frase. Silvio Berlusconi è segnalato per i suoi "wilde Partys", quindi i party-orgia selvaggi. Secondo le indiscrezioni, Washington è infastidita per l'amicizia preferenziale del premier italiano con Putin e con Gheddafi.

 

Putin è appunto descritto come un "lupo capobranco, un animale alfa", in contrasto al suo compagno di squadra e rivale, il presidente Medvedev, giudicato "pallido ed esitante". Tra i due insomma (al contrario di Obama che tratta più con Medvdev) Berlusconi avrebbe scelto, secondo la diplomazia Usa, il lupo capobranco. Di Gheddafi, da sempre problematico avversario per gli Usa, viene notato che ha una bellissima infermiera, "una bionda da schianto".
   
Vengono poi giudizi su altri leader mondiali, nemici o alleati degli Usa. Tra i nemici, il presidente-dittatore iraniano Ahmadinejad è semplicemente "Hitler". Il tiranno nordcoreano Kim Jong-Il è "un epilettico vittima di continui attacchi". Ma non va molto meglio agli alleati. Angela Merkel è, scrive Spiegel, una "cancelliera al teflon", "evita o schiva ogni rischio in politica, e ben raramente è creativa". Il suo vice Westerwelle è "un aggressivo". Il presidente francese Nicolas Sarkozy è "un imperatore senza il vestito (vuol dire dignità e potere reale, ndr) di un imperatore". 

4- IL GOVERNO USA SCRIVE AD ASSANGE: "LE HA MESSO IN PERICOLO INNUMEREVOLI PERSONE"

Corriere.it

 

In attesa di poter consultare da oggi alle 22.30, la prima tranche di documenti diplomatici riservati che saranno messi in rete da Wikileaks, non si placano le polemiche sull'attività del sito fondato da Julian Assange. Il consigliere giuridico del Dipartimento di Stato, Harold Koh, ha scritto sabato proprio ad Assange, spiegando che l'imminente pubblicazione - preannunciata per stasera - di circa 250 mila documenti diplomatici americani «minaccia le vite di attivisti per i diritti umani, giornalisti e soldati e minaccia operazioni internazionali in corso per contrastare la proliferazione nucleare e il terrorismo».

 

LA LETTERA - A sostenerlo è l'autorevole sito americano Politico.com, che ha avuto visione delle missiva. «Malgrado il suo asserito desiderio di proteggere quelle vite - scrive Koh ad Assange - lei ha fatto il contrario e messo in pericolo innumerevoli persone». «Le ha reso vano il suo asserito obiettivo - prosegue il testo - distribuendo ampiamente questo materiale grezzo, senza riguardo per la sicurezza e la sacralità delle vite che la sua azione mette in pericolo».

 

La lettera di Koh - afferma il Dipartimento di Stato, secondo quanto riferisce Politico.com - giunge in risposta a una lettera scritta da Assange allo stesso Dipartimento venerdì scorso, in cui il fondatore di Wikileaks chiede chi sarebbe danneggiato dalla pubblicazione dei documenti [28-11-2010]

 

Videoinforma :  www marcobava.it

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

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Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

www.visual.paginegialle.it/

 

ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

SAPEVI CHE L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE  DAL POLITECNICO DI TORINO  :

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La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

...

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

Votare SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di una minoranza armata

Votare SI
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere ancora viste dalle future generazioni

Votare SI
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di essere impallinati

Votare SI
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e meno contrastanti con l’interesse generale

Votare SI
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria

Votare SI
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere preservato

Le ragioni del SI
www.referendumcaccia.it .

A breve avremo la data!

Per favore fa circolare il messaggio tra le tue amiche ed i tuoi amici piemontesi!

 

 

  Videoinforma :  www marcobava.it